Convegno OSTETRICIA E GINECOLOGIA “NOVITA’’ Ferrara, 25 Novembre 2011 Prof. Francesco D’Ambrosio Specialista in Psicologia Clinica Univ. Tor Vergata Roma © 2011, D'Ambrosio F. “La maternalità è un insieme di processi psico-affettivi che si sviluppano e si integrano nella donna in occasione della maternità” (Racamier, 1969) La maternità è prima di tutto uno stato psichico (Delassus ,1995) Maternità psichica Il parto rende visibile quel legame madre-figlio che durante la gestazione rimane intimo. Il parto infrange momentaneamente la continuità tra il rapporto nascente e quello preesistente, e poi la relazione tra la madre e il proprio bambino a ristabilire questa continuità. Affrontare le responsabilità primarie di genitore permette la nascita psicologica della nuova identità di madre. Maternità psichica come processo evolutivo: Inoltre, è un processo che coinvolge tutti gli elementi fondamentali dell’intimità: senso di attaccamento, nascita dell'amore, atteggiamento profondamente empatico nei confronti del piccolo, capacità di identificarsi con lui. Maternità psichica come processo evolutivo: La caratteristica fondamentale di questa interazione consiste nel fatto che la relazione con il figlio mette alla prova la donna nei due compiti della maternità, 1. uno, ontologico cioè assicurare la sopravvivenza e 2. l’altro, più umano, l’intima responsabilità di creare un legame d’amore e di prefigurarsi un percorso di crescita del bambino. Maternità psichica: la relazione madre-figlio Il rapporto madre-figlio è inizialmente dissimetrico che porta la madre, da una parte, tenere dentro sé e comprende l’aspetto indifeso del bambino, accogliere le tendenze regressive, confortare le paure, condividere le frustrazioni; dall’altra, allearsi invece con le dinamiche emancipanti del piccolo senza smettere di sentirsi responsabile. Ma le cose non sono semplici! Concetto di madre divisa: conflittualità tra riorganizzazione personalità e ruolo materno Connotazione soggettiva dei life events che da avvenimento come fonte di felicità si sostituisce la nozione di avvenimento come perdita anche della stima di sé. Il divenire mamma può avere ripercussioni talmente pesanti e destabilizzanti sulla psiche della donna da causare l’insorgere di difficoltà e di problematiche di tipo clinico Una patologia di addiction può distorcere lo sviluppo del sentimento della maternità MALATTIA ♦ Correlata ad un’alterazione del sistema della gratificazione ♦ e ad una coartazione dei mezzi con cui il soggetto si procura il piacere ♦ caratterizzata da craving , perdita di controllo e passaggio all’atto ♦ e da una relazione con un oggetto ( sostanza, situazione , comportamento) connotata da reiterazione e marcata difficoltà alla rinuncia The Problem of Addiction “ADDICTION” PROCESSO in cui l’azione compulsiva esterna REGOLA STATI INTERNI con il duplice fine di PRODURRE GRATIFICAZIONE EVITARE IL DISAGIO Le donne possono essere più predisposte alla dipendenza rispetto agli uomini. (Roberts & Dunn, 2003) Le donne sono colpite dalla più piccola quantità di alcool e droghe rispetto agli uomini. Le donne sono più propense degli uomini all’utilizzo di risorse e al trattamento. Addiction personality and preference Numerosi autori hanno descritto la personalità premorbosa come passiva e dipendente, con un Io mal strutturato ed un’identificazione sessuale confusa. Incapace di tollerare l’ansia e le frustrazioni ed afflitta da sentimenti di incapacità ed autostima. Si tratta di donne con un falso Sé, incostanti, suggestionabili, manipolatorie ed incapaci di autentici rapporti interpersonali, intolleranti all’autorità, alle regole ed alle frustrazioni (disturbo di personalità borderline, sociopatico, narcisistico, istrionico). Tipologia delle dipendenze in maternità: alcuni dati NSDUH (National Survey on Drug Use and Health) 2007 estimates Annual Rates Drugs Illicit drugs Tobacco Alcohol Rates Est. Births Women (15-44y) Pregnancy Affected (2008) 9.6% 28.1% 52.1% 5.1% 16.7% 10.6% 201,806 709,933 450,616 (SOURCE: 2007 National Survey on Drug Use and Health, SAMHSA.) Tipologia delle dipendenze in maternità: alcuni dati Secondo l’Indagine Nazionale sul Consumo di Droga e la Salute (SAMHDA,2007), il 5,1% delle donne incinte di età compresa tra 15-44 ha riferito di usare droghe illecite, 10,6% ha riferito uso di alcol, e il 16,7% ha riferito di usare sigarette nell’ultimo mese. I tassi di utilizzo sono superiori prima e dopo la gravidanza rispetto a durante la gravidanza. Donne più giovani hanno minori tassi di astinenza rispetto alle donne più anziane. (SOURCE: 2007 National Survey on Drug Use and Health, SAMHSA.) Tipologia delle dipendenze in maternità: alcuni dati Secondo l’Indagine Nazionale sul Consumo di Droga e la Salute (SAMHDA,2007), il 5,1% delle donne incinte di età compresa tra 15-44 ha riferito di usare droghe illecite, 10,6% ha riferito uso di alcol, e il 16,7% ha riferito di usare sigarette nell’ultimo mese. I tassi di utilizzo sono superiori prima e dopo la gravidanza rispetto a durante la gravidanza. Donne più giovani hanno minori tassi di astinenza rispetto alle donne più anziane. (SOURCE: 2007 National Survey on Drug Use and Health, SAMHSA.) Tipologia delle dipendenze in maternità: alcuni dati Secondo l’Indagine Nazionale sul Consumo di Droga e la Salute (SAMHDA,2007), il 5,1% delle donne incinte di età compresa tra 15-44 ha riferito di usare droghe illecite, 10,6% ha riferito uso di alcol, e il 16,7% ha riferito di usare sigarette nell’ultimo mese. I tassi di utilizzo sono superiori prima e dopo la gravidanza rispetto a durante la gravidanza. Donne più giovani hanno minori tassi di astinenza rispetto alle donne più anziane. (SOURCE: 2007 National Survey on Drug Use and Health, SAMHSA.) Il fumo di sigaretta è la forma più comune di abuso di sostanze in gravidanza. Tipologia delle dipendenze in maternità: alcuni dati Secondo l’Indagine Nazionale sul Consumo di Droga e la Salute (SAMHDA,2007), il 5,1% delle donne incinte di età compresa tra 15-44 ha riferito di usare droghe illecite, 10,6% ha riferito uso di alcol, e il 16,7% ha riferito di usare sigarette nell’ultimo mese. I tassi di utilizzo sono superiori prima e dopo la gravidanza rispetto a durante la gravidanza. Donne più giovani hanno minori tassi di astinenza rispetto alle donne più anziane. (SOURCE: 2007 National Survey on Drug Use and Health, SAMHSA.) Il ruolo dello psicologo • Il percorso psicoterapeutico, di cura è sia uno spazio fisico, ma anche mentale ed emotivo del divenire dell’esperienza della persona attraverso un “come”che è rappresentato nella costruzione di un progetto individualizzato, di un tempo “qui e ora” La relazione terapeutica • La costruzione di una relazione autentica e significativa tra lo psicologo e la paziente è un presupposto essenziale per favorire la partecipazione e la condivisione degli obiettivi terapeutici. Offrire delle occasioni per valorizzare le proprie potenzialità, aiutarla a chiarire gli scopi e a selezionare le risorse. La relazione terapeutica Inoltre, lo psicologo deve evitare di porre l’accento sugli aspetti negativi o su quelli che la paziente non riesce a padroneggiare (per es. sul problema della dipendenza), in quanto non farebbe che confermare il senso di inadeguatezza della donna. Nel momento in cui si riconosce il potenziale positivo della paziente, sarà possibile attivare un processo di empowerment: lo sviluppo delle risorse personali consentirà di esercitare un controllo sulla propria vita, di fronteggiare la situazione-problema e di innescare un cambiamento. Obiettivi terapeutici Portare al massimo livello la motivazione all’astinenza Ricostruire uno stile di vita “libero” dall’uso di sostanza Aiutare ad ottimizzare i vari aspetti (o capacità) del funzionamento individuale Portare il funzionamento psicofisico ad un livello ottimale Identificare e trattare i sintomi e disturbi psichiatrici correlati (comorbilità) Occuparsi delle problematiche coniugali e familiari …. Approccio diagnostico multidisciplinare o scopo del lavoro è → Permette di valutare le problematiche della paziente dal punto di vista sanitario, psicologico, educativo e sociale → Integra la diagnosi medico-ginecologica, l’inquadramento psicologico-psichiatrico con il funzionamento sociale della paziente e la sua storia personale e familiare. … La Prevenzione Una prevenzione efficace si articola su più livelli. È importante che le donne incinte e i loro partner siano informati sul rischio rappresentato dalle dipendenze per sé e per il nascituro. Sensibilizzazione della popolazione Informare le donne incinte Riconoscimento tempestivo da parte dello specialista Fondamentale è capire che: l’uso di dipendenze durante la gravidanza può mettere in pericolo la salute del nascituro, le donne incinte non devono essere considerate le uniche responsabili: i loro partner e le persone che le stanno accanto possono aiutarle a non dipendere da alcune sostanze, es. bere o a consumare alcol in quantità ridotta. Una cura tempestiva può aiutare il feto a svilupparsi in modo sano, nonostante sia già stato esposto a grandi quantità di alcol, fumo, oppiacei ecc. PER FINIRE… Un bambino può nascere solo dopo la nascita della maternità di sua madre (Marinopoulos)