N° 1 SEASON 2015/2016 cimonesci.it a new beginning INTRODUCING THE NEW VOLVO XC90 MADE BY SWEDEN Fotografie di Roberto Leoni EDITORIALE volvocars.it Volvo XC90 ha ricevuto le cinque stelle Euro NCAP ed è la prima vettura in assoluto a ottenere un punteggio pieno (100%) nella categoria Safety Assist nei test AEB (Frenata Autonoma d’Emergenza) che includono i tamponamenti fra vetture nei centri urbani e nelle aree extraurbane (AEB City & AEB Interurban). Valori massimi nel ciclo combinato: consumo 8,0 l/100Km; emissioni CO2 186 g/km. Il Comprensorio del Cimone è la montagna per tutti. Questo è l’obiettivo che ci siamo posti ed imposti con la gestione innovativa del Comprensorio che abbiamo iniziato qualche anno fa. Un’innovazione che non fosse solo tecnologica (si legga Cimone Skicard elettronica e impianto di neve artificiale fra i migliori in Italia), ma anche e soprattutto legata al benessere. Vivere la montagna in inverno e in estate, significa potersi rilassare, riposare e stare a contatto con la natura. Il Cimone come montagna per tutti, quindi. Non è una invenzione legata al marketing, quanto dettata da un ascolto approfondito del territorio che conosco bene da quando, per amicizia, ho iniziato a frequentare queste splendide montagne. Un territorio ampio e vasto in grado di accogliere da sempre atleti, appassionanti, principianti e soprattutto famiglie. Sì, perché un Comprensorio non deve essere adeguato solo per ospitare chi nello sci è molto bravo (e lo scorso anno abbiamo avuto la Nazionale di sci alpino che si è allenata sulle nostre piste e speriamo vi possa ritornare), ma soprattutto le famiglie e chi ha voglia di rilassarsi per un weekend o per qualche giorno. Come leggerete all’interno del magazine nell’intervista a Luciano Magnani, decano e Presidente del Collegio Nazionale dei Maestri di Sci italiani, chi torna a sciare con i propri figli, molto spesso lo fa per l’esperienza che ha vissuto da bambino con il proprio maestro e con i propri genitori. Un mondo che, nell’anno in cui festeggia i suoi 40 anni di attività, vuole essere il più ospitale possibile e attento alle esigenze di tutti, che è l’unica regola che dalla nascita ad oggi ha sempre contraddistinto il Consorzio. Nell’anno di Expo a Milano, non posso poi ricordare quella che è una delle tipicità del nostro Appennino: il mangiare sano e il divertirsi. Trattorie, osterie, alberghi ma anche bar e ristoranti: ovunque deciderete di fermarvi a pranzare, sappiate che troverete ad accogliervi persone genuine e soprattutto una ricchezza di piatti e specialità da far invidia alle altre regioni italiane. E per questo, anche nel magazine che avete in mano, non potevamo non parlarne e siamo andati ad intervistare alcuni fra i migliori chef che lavorano in Appennino. Infine vorrei chiudere questo editoriale con una notizia che mi riempie di orgoglio come vice presidente del Consorzio: la nascita del nuovo Cimone Skiteam. Si tratta di uno Sci Club che accumuna tutti i principali Club fino ad oggi presenti sul territorio, per valorizzare e far crescere al meglio i nostri ragazzi e appassionarli ad uno sport meraviglioso. Perché, come immagino sia capitato anche a molti fra voi, come è capitato a me, dopo aver indossato gli sci per la prima volta, non sono più riuscito a togliermeli. Antonio Grani Vice Presidente del Consorzio Stazione Invernale del Cimone 40 ANNI DI CIMONE Dalle slitte trainate dai muli fino alla costruzione del primo impianto di risalita: il Consorzio festeggia i suoi primi 40 anni di attività Il Consorzio del Cimone festeggia quest’anno i 40 anni di attività. Risale infatti al 1976 l’inizio della gestione unificata di tutti gli impianti già presenti, il primo vero e importante passo che lanciò l’intero complesso del Cimone a livelli di eccellenza non solo in Appennino. Questa scelta, maturata a metà degli anni Settanta quando il turismo era in un periodo di espansione non solo in questi luoghi, fu di fondamentale importanza per il territorio dei quattro Comuni - Fanano, Sestola, Montecreto e Riolunato - non solo perché dava il via per la prima volta a una collaborazione fattiva per l’incremento del turismo legato alla neve e alle escursioni estive, quanto perché portò sin da subito alla creazione di numerosi posti di lavoro. La storia dello sci e delle escursioni sulla neve del Monte Cimone è in realtà molto antica e antecedente al 1976. Memoria orale e documentazione fotografica, testimoniano che già da inizio ‘900 si effettuavano escursioni nelle vette appenniniche e in inverno i turisti erano portati in quota con slitte trainate da cavalli e muli. Numerose erano anche le escursioni con le racchette da neve per andare ad esplorare il territorio o per cacciare. I primi investimenti nella sponda modenese dell’Appennino, iniziarono soltanto nel secondo Dopoguerra, dopo che la Regione aveva vissuto terribili momenti causati dalla vicinanza della Linea Gotica che attraversava l’Abetone e il Lago Santo. Nel 1949 iniziò infatti la costruzione dei primi impianti di risalita con l’inaugurazione della seggiovia che collegava Sestola con Pian del Falco, la prima ad essere costruita in Emilia e tra le prime in Italia. Fino ad allora per salire in quota si utilizzavano trattori cingolati e muli che trinavano le slitte. Un ulteriore sviluppo si ebbe ad inizio degli anni Sessanta, quando fu realizzata la funivia che portava da Passo del Lupo a Pian Cavallaro e che generò, da subito, un’evoluzione per tutto il Comprensorio: era stata raggiunta una quota più alta per impiantare una nuova stazione sciistica, ottenendo così piste più ampie e una maggiore quantità di neve sulle stesse. Le evoluzioni tecnologiche realizzate a partire dagli anni Settanta, portarono il Consorzio ad avere una nuova vitalità. La vera novità fu rappresentata non solo da un maggiore impulso che ebbe la pubblicità e l’unione delle tredici società che gestivano gli impianti, quanto dall’acquisto di una attrezzatura elettronica per la lettura dei codici a barre presente sui biglietti che permetteva quindi di velocizzare le operazioni legate alla risalita e alla fruizione degli impianti. Il culmine di questo sviluppo si ebbe con l’esplosione alla fine degli anni Ottanta del fenomeno Alberto Tomba che dall’Appennino arrivò sul tetto del mondo grazie alle sue 50 vittorie complessive in Coppa del Mondo. La fama del Campione, legata al Cimone e alle montagne dell’Appennino dove Tomba si allenava, fu un bellissimo spot per tutto il territorio nonché un trampolino di lancio eccezionale per farlo conoscere anche a livello internazionale. Un momento che coinvolse un’intera comunità grazie alle sue imprese. La passione che guidava le prime escursioni in Appennino e la volontà di essere fra i primi a poter offrire un territorio che fosse all’avanguardia nelle strutture e soprattutto che potesse servire sia appassionati che agonisti, oltre che famiglie con bambini, è vivo e presente allo stesso modo fra le linee guida del Consorzio che, oggi, è il più grande complesso sciistico dell’Appennino Tosco-Emiliano. A testimoniarlo sono i numeri del complesso: 50 km di piste tutte collegate tra loro, 35 km di neve programmata, 21 impianti di risalita e 4 punti d’accesso, 3 babypark e uno snowpark attrezzato, il tutto accessibile con un unico skipass elettronico. 1988, L’ANNO DEL MITO Le vittorie di Tomba e l’organizzazione delle Tombiadi nella memoria dello storico direttore del Consorzio, Luigi Quattrini A raccontarci i primi 40 anni di attività del Consorzio del Cimone è Luigi Quattrini, memoria storica dell’Appennino e Presidente del Consorzio stesso. Una vita passata fra queste montagne con tanti racconti e curiosità: dai primi bus che percorrevano il tratto Passo del Lupo-Sestola alternandosi in discesa a causa di una strada troppo piccola, fino alle alzatacce alle prime ore del mattino per andare in quota a battere le piste. “Fummo tra i primi ad acquistare un battipista P15 che per l’epoca era all’avanguardia, ma oggi sarebbe come paragonare una Fiat Topolino con un’auto sportiva. È sempre bello pensare come con poco riuscimmo a dare vita a qualcosa di straordinario nel corso degli anni”. Uno dei momento che abbiamo chiesto a Quattrini di raccontarci fu l’organizzazione delle cosiddette Tombiadi. “Tomba è stato un fenomeno enorme per tutto il mondo dello sci che ha portato a una crescita in Italia sia di questo sport che della percezione dello stesso. Nella primavera del 1987 ci trovammo perché volevamo organizzare tre gare internazionali da svolgersi nella primavera dell’88 qui al Cimone. Tra i promotori c’era anche “Paletta” - soprannome di Alberto Marchi - primo press agent di Tomba che lo fece entrare nella squadra azzurra. Sicuramente non eravamo organizzati al meglio, ma proprio nell’autunno ’87 Tomba colse la sua prima vittoria al Sestriere, anticipo dello strepitoso successo di Calgary a cui andammo come Tomba Fans Club. Questa vera e propria apoteosi, ci catapultò nell’organizzazione delle tre gare F.I.S.I. che battezzammo Tombiadi, in onore del nostro campione. Furono le prime gare non classiche, quindi non di Coppa del Mondo, che vennero trasmesse in diretta televisiva. L’entusiasmo fu talmente tanto intorno a Tomba che sembrò davvero di essere alle Olimpiadi. Tra l’afflusso di tifosi ed appassionati, l’allestimento delle tribune per ospiti e stampa e la diretta della Rai, furono giornate incredibili per l’Appennino. E sicuramente, la cosa più bella fu che 25 anni dopo a Sestola, quando abbiamo voluto festeggiare l’anniversario della vittoria di Alberto (dove ripetemmo la sfilata che Tomba fece con la Coppa in mano fra le vie del paese), accorsero in Appennino almeno 10mila persone per rivivere quella fantastiche giornate dell’88”. Tra i primi ad avere la neve in Italia L’innovazione tecnologica sulle piste e l’impianto di neve artificiale del Cimone spiegato dal maestro Andrea Magnani Tra le principali innovazioni tecnologiche di cui può godere il Consorzio del Cimone c’è l’impianto di neve artificiale che permette di innevare fino al 70% delle piste sulle quali si estendono gli impianti sciistici. Un modo per essere tra i primi in Italia ad avere la neve ed aprire quindi gli impianti. Forse la produzione di neve, nasconde qualcosa di magico, forse è soltanto un fattore indispensabile per garantire una maggiore sciabilità anche a fronte di scarse precipitazioni, ma ad oggi è ormai una realtà riscontabile in molti consorzi sciistici. A spiegare il sistema che sta dietro questa tecnologia è Andrea Magnani, maestro di sci del Consorzio del Cimone che si occupa di controllare e supervisionare questo processo. “La neve artificiale non è altro che una neve non naturale che ha caratteristiche fisiche differenti e viene prodotta da mezzi innevatori – i cannoni – che alla presenza di opportune condizioni metereologiche, trasformano l’acqua in neve. La neve artificiale viene prodotta con un processo che imita in tutto e per tutto quello naturale. Il cannone sparaneve pompa e nebulizza l’acqua liquida in ingresso e questa, sotto forma di piccolissime goccioline d’acqua, ghiaccia quasi istantaneamente al contatto con l’aria a diversi gradi centigradi sottozero. Quindi temperatura, percentuale di umidità dell’aria e assenza di vento, sono condizioni da valutare prima di iniziare l’operazione di produzione della neve. A differenza però della neve naturale, quella artificiale ha una forma sferica e risulta più compatta e densa. Caratteristiche che la rendono più duratura nel tempo. A lavorare all’innevamento delle piste ci sono vari tecnici specializzati. Molti dei cannoni oggi sono computerizzati e quindi controllabili in remoto, ma serve comunque un operatore che controlli questa operazione sostanzialmente 24 ore al giorno. In condizioni ottimali con l’umidità bassa, la neve si crea istantaneamente e siamo in grado di aprire le piste in 72 ore. Grazie agli ultimi investimenti effettuati dal Consorzio per mantenere uno standard al livello delle aspettative dei fruitori del territorio, siamo oggi in grado in soli tre giorni di produrre la neve, stenderla e farla riposare ed essere quindi in grado di collegare le varie stazioni sciistiche. COME SI DIVENTA MAESTRO di SCI? Intervista a Luciano Magnani Lo studio, gli esami e le prove pratiche di una delle più belle professioni per gli amanti della montagna, raccontata da Luciano Magnani, Presidente Nazionale dei Maestri di Sci Luciano Magnani, rieletto a maggio 2015 per la quarta volta consecutiva alla guida del Collegio Nazionale dei Maestri di Sci italiani nonché attuale direttore Scuola sci di Sestola, è indubbiamente la persona più adatta per spiegare come provare a raggiungere quello che è un sogno di molti amanti della montagna: diventare maestro di sci. In Italia i maestri di sci che insegnano da Vipiteno fino all’Etna sono 14.700 suddivisi fra 382 scuole e 18 collegi regionali. Luciano, perché tutti vogliono diventare maestro di sci? Al di là del mio ruolo, non posso nascondere che la professione del maestro di sci è tra le più belle e invidiate. Chi ama la montagna e lo sci ha sognato almeno una volta di portare la divisa e fare il maestro per vivere 120 giorni l’anno completamente a contatto con la natura, la neve e le piste. Domanda d’obbligo, come si diventa maestro di sci? Solitamente è un percorso che inizia a 18 anni a seguito di una attività da agonista. La prima prova, che solitamente supera soltanto il 50% degli iscritti, è una prova a cronometro. Conclusa questa si accede alla seconda fase e vi sono quattro esercizi da superare. Tra questi una curva ad ampio raggio, una a medio raggio e una prova libera. A superare questa fase è solitamente il 25% dei partecipanti. Superate queste prove inizia il vero e proprio corso? Esatto. Si tratta di un corso di 90 giorni composto da moduli di 6 giorni l’uno. È suddiviso fra una parte tecnica tenuta da istruttori nazionali e da una parte didattica che è tenuta da docenti scelti dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione col collegio. Quali sono le materie didattiche insegnate? Queste materie nel corso del tempo hanno avuto sempre maggiore spazio perché è importante formare un maestro non solo da un punto di vista tecnico, ma anche culturale che è un aspetto fondamentale per il ruolo che ricopre. Le materie sono molto diverse fra loro: scienze della alimentazione, comunicazione e marketing, organizzazione e ricezione turistica, pronto soccorso, nevologia e valanghe, inglese e conoscenza del territorio. Al termine del corso vi è poi un esame? Prima dell’esame c’è da compiere un tirocinio di 100 ore presso una scuola di sci e c’è da superare due test: l’Eurotest e l’Eurosecurité. Questi due servono per potersi iscrivere all’Albo dei maestri di sci e poter insegnare in tutta Europa. Superati i due test c’è una prova tecnica e una culturale su tutte le materie del corso, per poter ottenere finalmente l’abilitazione. Ci sono delle variazioni da regione a regione e il Consorzio del Cimone come è organizzato? Il corso si svolge ogni due anni, possono partecipare tutti i cittadini europei e può essere effettuato in ogni regione. Quindi non vi sono differenze. Per quanto riguarda l’Emilia Romagna, lo scorso anno ad aprile si sono presentati alla selezione 79 persone e ne sono state ammesse al corso 17. Al termine poi di questo corso, si può cercare di diventare allenatore o istruttore (che sono 180 in Italia) e questi corsi sono organizzati direttamente dalla F.I.S.I. Come è cambiato il mestiere di maestro di sci negli ultimi anni? A differenza di qualche anno fa, oggi il maestro funge anche da operatore turistico e deve conoscere come funziona il mondo della montagna a 360° gradi. Il suo ruolo è quello di insegnare e dalle prime ore di lezione si vede subito se un maestro è portato per questo mestiere: se gli allievi ritornano significa che mette soprattutto passione nel suo mestiere ed è una cosa veramente bella. Quale è la tua più grande soddisfazione come maestro di sci? Attualmente, da direttore della Scuola di Sestola, mi ha sorpreso che tanti genitori che erano bambini 30 anni fa, tornando sulle piste con i loro figli, chiedano se il maestro con cui avevano imparato a sciare c’è ancora e possa insegnare anche ai propri figli. Questo non solo sottolinea che la figura del maestro di sci rimane nella mente dei bambini, ma, per citare uno studio dell’Osservatorio della montagna, che l’80% dei bambini che torna a sciare lo fa in base all’approccio che hanno avuto col loro maestro. Personalmente posso dire che la strada che ha intrapreso mio figlio, che oltre a studiare vuole diventare anche maestro, mi riempie di orgoglio non solo come padre, ma anche perché mi dà la possibilità di trasmettergli la mia conoscenza e un legame speciale con la montagna. Difficoltà nello scegliere lo sci? Consigli e curiosità sulle nuove tendenze per appassionati ed esperti Spesso l’arrivo sulle piste comporta il dover prendere una decisione importante su quali sci noleggiare. Stesso discorso per chi si è trovato a dover affrontare questa scelta al momento dell’acquisto, magari prima di partire per il weekend o per la settimana bianca. Per scegliere gli sci che siano più adatti, al di là delle preferenze personali per una determinata marca, non è sufficiente analizzare le proprie capacità sciistiche e i tipi di neve sui quali si andrà a sciare, ma bisogna sapersi districare nel mondo delle sigle e nella suddivisione dei modelli proposta dalle varie case produttrici. Innanzitutto va valutato quello che è il livello tecnico, il tipo di utilizzo che si vuole fare e le proprie caratteristiche fisiche di peso e altezza. I più appassionati ed esperti salteranno a piè pari questa fase e andranno a concentrarsi maggiormente sulle caratteristiche tecniche e sul materiale con cui lo sci viene costruito, che ha subito negli ultimi anni una rapida evoluzione per migliorarne performance e leggerezza. Sono infatti diversi i tipi di legno utilizzati per comporre l’anima dello sci – a cui si affiancano materiali meno impattanti sull’ambiente come il bamboo o resine ecologiche – assemblati con diversi materiali tra cui fibra di vetro, carbonio, kevlar, titanio ma anche plastica, acciaio, grafite e gomma per i diversi componenti. Per chi se ne intende magari un po’ meno, va tenuto presente che per quanto riguarda lo sci alpino le tipologie di sci si dividono in cinque macro categorie che si differenziano fra loro sulla base di caratteristiche fondamentali quali anima (composizione e materiali), sciancratura (forma dello sci in situazione statica, che ne determina il raggio di curva) e utilizzo. Le categorie sono: sci race, sci allround, sci all mountain, sci freestyle e sci freeride. Un criterio semplice per identificare il proprio livello tecnico di appartenenza e abbinarlo alle categorie di sci più corrette può essere il seguente. Per i principianti o per chi si trova a voler sciare senza fare troppa fatica il consiglio è quello di noleggiare uno sci allround che offre stabilità e facilità di inversione. Per coloro che invece hanno sono un po’ più esperti, ma si trovano indecisi su quale tipologia di terreno affrontare, gli allmountain sono gli ideali perché dispongono di una struttura soft e raggi di curva medi. Facciamo un ulteriore passo in avanti, ovvero per chi è veramente esperto dello sci. Chi, con tutte le dovute attenzioni, vuole affrontare la neve fresca o i fuoripista ha bisogno di uno sci freeride perché ha una sciancratura oversize per galleggiare meglio, misure molto alte, flessibilità strutturale elevata ed ampio raggio. Gli sci race invece sono anch’essi consigliabili solo per esperti, ma che vogliono dedicarsi allo slalom o al gigante, quindi serve uno sci che, data l’alta velocità, abbia una grande capacità di adattamento ai cambi di ritmo. Ultima categoria gli sci freestyle che hanno doppie punte, struttura ultrasoft e lunghezze non eccessive e si utilizzano solo all’interno degli snow park. Shape, camber, terreno di utilizzo e larghezza Tutti i consigli e i segreti per scegliere lo snowboard ideale per la proprie attività Come per gli sci, anche l’acquisto – o il noleggio - di uno snowboard va pensato e calcolato secondo alcuni criteri per poter godere di una sciata ottimale. Innanzitutto i primi criteri da tenere in considerazione per la scelta sono la misura dello scarpone utilizzato, il peso dello snowboarder e il campo di utilizzo principale. Esistono inoltre tavole di diversa lunghezza e larghezza sul mercato, che possono essere suddivise in quattro categorie: tavole da park (ideali per lo snowpark), da freestyle (per un uso freestyle su ogni terreno), da freeride (ideali sulla neve fresca) e le all mountain (adatte ad ogni tipologia di terreno). La misura della tavola va scelta in base a dove la si vuole utilizzare. Per le tavole da freeride sarebbe bene che sia di una lunghezza maggiore rispetto alla media, mentre una misura intermedia è consigliabile per le tavole da all mountain e freestyle. Per quanto riguarda il parametro della larghezza invece, le tavole si distinguono fra narrow, medium, semiwide e wide. In questo caso il fattore che principalmente va tenuto in considerazione è poter montare gli attacchi alla tavola in modo tale che le punte e i talloni coincidano col bordo o comunque sporgano in modo simmetrico. Le ultime due caratteristiche da considerare nella scelta della propria tavola da snow riguardano la forma e sono la shape e il camber. Per quanto riguarda la shape, vi sono due tipologie: la forma direzionale, ovvero una tavola con la spatola più larga in coda (questa forma favorisce l’apprendimento, la tenuta in curva e la stabilità ad alta velocità) e la forma twin tip o a doppia punta che è una tavola che non ha né punta né coda e tale sistema facilita la manovrabilità e consente di evolvere in due direzioni. Quest’ultimo tipo di tavola è ideale e perfetta per chi fa freestyle. In ogni caso, le tavole direzionali dovrebbe essere prese di solito di una lunghezza che va dai 15 ai 20 cm al di sotto della propria altezza, mentre per le tavole twin tip il range aumenta tra i 20 e i 25 cm, soprattutto con un camber inverso o piatto. Veniamo appunto al camber, ovvero il tipo di ponte che ha una tavola, cioè la sua curvatura sull’asse longitudinale. Esistono quattro tipologie di camber, ognuna con una propria caratteristica: classico, consigliato per l’apprendimento della tecnica di discesa con lo snowboard; piatto, che combina potenza e facilità di sostegno e si trova principalmente nelle tavole da freestyle; inverso, facilita le evoluzioni in switch e in atterraggio dai salti; il pow, ideale per l’utilizzo con la neve fresca e in pista, ma non adatto per i principianti. SCUOLA ITALIANA SCI SESTOLA Via Passo del Lupo, 14 - 41029 Sestola - MO Tel. 0536/61133 - 0536/61152 [email protected] Eleganza o praticità? Glamour o comfort? L’outfit perfetto per scendere le piste del Cimone secondo i consigli della fashion blogger Federica Galloni Avevo 8 anni e davanti ad una vetrina di giocattoli pensavo a quale regalo mi fossi meritata per i bei voti. Alla fine, sul robot dei Power Rangers ebbe la meglio il gioco destinato a diventare la passione per eccellenza: Gira la moda. È ancora lì, nella mia soffitta, che aspetta una bambina coi capelli ricci per iniziare a disegnare. Ora quella bambina è cresciuta, non lavora nel fashion biz, ma sogna ancora di indossare abiti bellissimi e scarpe di cristallo come Cenerentola. Leggo e respiro moda, consiglio e compro. E ogni tanto ne scrivo su alcuni blog: Diariodiunabloggerpericolosa, “Pizzichi?”, Quelsi, e per la prima volta su questo Magazine. Quanto conta, anche sulle piste da sci, essere vestiti eleganti o alla moda? Esiste una sorta di etichetta da seguire? Per una volta smetto i panni di fashion victim e di amante della montagna per dirvi che sulle piste la regola base sia quella di unire comfort e praticità. Per quanto glamour e di tendenza, farsi avvistare in certe località è per i vip nostrani un obbligo sociale e nonostante le piste non siano un centro città, l’abbigliamento deve essere consono: tutti siamo alla ricerca di abiti che ci tengano caldo e al tempo stesso leggeri e comodi. Tutti noi cresciuti a cavallo degli anni 70/80 ricorderemo la calzamaglia di lana che ci prudeva tutto il giorno o i “tutoni” a salopette dagli improbabili colori che necessitavano di svestizione totale ogni volta che ci recavamo alla toilette... Fortunatamente quei tempi sono finiti! Oggi le case produttrici di abbigliamento realizzano capi con materiali soffici e caldi allo stesso tempo, in grado di garantire comodità per tutta la giornata di sci. Certo occorre decidere prima il nostro budget. Cosa non certo secondaria quando si parla di abbigliamento da sci: il prezzo incide, e parecchio. Una tuta da sci, può veramente considerarsi un abito fashion? Tutto ciò che si indossa può essere trash o cool! E spesso non è certo la griffe a dichiararne il grado di glamourosità; certo, se la pratica sportiva non è il vostro forte, una mise alla moda vi farà sembrare la settimana bianca meno tragicomica. Se invece tra i pali siete delle vere campionesse, di quelle che “tecnologia e comfort” prima di tutto, beh, la verità è che una cosa non esclude mai l’altra: si può essere tecniche e alla moda, belle da vedere sia che il carving sia il vostro pane quotidiano sia che la vostra specialità sia l’aperitivo in baita! Quale è l’outfit ideale da indossare sulla neve? Dacci qualche consiglio! Negli ultimi anni gli stilisti si sono sbizzarriti e anche griffe di alta moda come Emilio Pucci, Chanel, Dolce e Gabbana e Gucci hanno lanciato capsule collections, piccole linee specializzate in abbigliamento da sci; Chanel si è spinta fino all’attrezzatura, logando con la celebre doppia C anche sci, bastoni e snowboard. Un vero must have per ogni modaiola che si rispetti e che non abbia paura di spendere! Tuttavia, occorre essere intelligenti oltre che alla moda, soprattutto quando si tratta di scegliere la mise da neve. Occorre anzitutto decidere un budget: ci sono moltissime fasce di prezzo e di qualità, anche negli abiti da sci, infatti, la moda ha il suo peso e il suo prezzo. Lo step successivo è passare all’acquisto dei pezzi fondamentali: mai come sulla neve la parola d’ordine è adeguatezza. Non si possono affrontare temperature sotto lo zero con cappottini leggeri, né tanto meno neve e ghiaccio con i tacchi alti. Un buon intimo termico è il primo strato a contatto con la pelle: molte case produttrici hanno realizzato capi i cui tessuti hanno una fibra polipropilenica, che espelle l’umidità verso l’esterno, mantenendo il corpo caldo e asciutto. Un secondo strato a seconda dei gusti e di quanto siete freddolose, può essere un pile pesante o più leggero, una felpa, o un softshell. Il terzo strato è quello più importante perché ci protegge direttamente da freddo, vento, acqua e neve. Giacca e pantaloni devono essere impermeabili e isolarci dall’esterno. Infine, i capi extra (mica tanto): calze al ginocchio, guanti e cappello d’obbligo, per i minori di 14 anni invece è necessario il casco. Che sta diventando un vero e proprio accessorio stiloso, in commercio ne esistono di bellissimi: di Indigo, con le lussuose rifiniture snake, o di Salomon, tecnico e glam allo stesso tempo. In generale, bianco e nero, rosso e blu, bianco nero e rosso o argento. Queste le combinazioni cromatiche vincenti per una mise elegante sulla neve. Consigliaci un elemento fondamentale che dovremmo avere per essere eleganti anche durante la settimana bianca. Dob- biamo curare di più la maschera da discesa, i doposci per il rifugio o avere una adeguata composizione cromatica fra tutto quello che andremo a indossare? Partiamo dal presupposto che la moda è un gioco. E come in ogni gioco, la fantasia è fondamentale! Quindi, se siete giovani e spensierate, via libera al colore! Salomon e Kappa da anni puntano tutto su completi dai colori sgargianti, e la vera tendenza è comprare giacca e pantaloni di colori totalmente differenti. Pensate al bianco col fucsia, al viola col verde, all’azzurro col rosso. Tutto è concesso, basta saperli indossare, con disinvoltura ed allegria. Il capitolo doposci invece merita una menzione a parte, perchè da parecchio tempo ormai hanno fatto capolino sulle passerelle di New York, con Marc Jacobs e Micheal Kors, di Parigi con Lanvin e di Milano con Marni. Accessorio assolutamente indispensabile una volta smessi i panni della sciatrice provetta: che siano di pelliccia, di vernice o ricoperti di Swarowski, il motto d’ordine è... “guerra alla sobrietà!” Si vedono ormai anche in città, pensate ai Timberland, che dagli anni ‘80 vestono i piedi di tutti i giovani più alla moda. Ma anche i Moon Boot, un vero evergreen, e, checché se ne pensi, donano: alzano di qualche centimetro slanciando la figura. Se però dovessi consigliare un capo in particolare... direi una bella maschera per farsi notare: magari come quella proposta da Dolce e Gabbana, brillantissima, per una vera principessa delle nevi! Nuoto, acquagym, pattinaggio, hockey e tennis Tutta l’offerta del Consorzio per chi vuole concedersi un giorno di pausa dalle discese Appeniniche Un problema che spesso si presenta nella scelta del luogo in cui andare a trascorrere un weekend invernale o la classica settimana bianca è: cosa faccio se non voglio sciare? Il territorio del Cimone, in quanto montagna per tutti, offre diverse alternative per chi ama la natura e la neve, ma anche per chi vuole concedersi un giorno di pausa dalle discese Appeniniche. Prima fra tutte la piscina comunale di Sestola che riapre in vista della stagione invernale nella sua variante al coperto. Vasca interna riscaldata, corsi di nuoto, acquagym, idrobike ma anche sauna, idromassaggio e bagno turco. Tutto questo a poche centinaia di metri dal centro storico e dalle piste per poter godersi un bagno rilassante o rimanere attivi anche se il tempo non è proprio dei migliori sulle piste. Per informazioni sugli orari e sui corsi di nuoto si può contattare l’ufficio IAT CIMONE allo 0536/623224. Sede Operativa e Negozio: Via Cà Frati, 200 - Fanano (MO) - Tel. 0536.68031 A pochi chilometri, proprio nel centro di Fanano in Via Don Eugenio Battistini 20, si trova invece il Palaghiaccio costruito nella sede del vecchio campo sportivo nel febbraio 1986, in occasione della Fase Nazionale dei Giochi della Gioventù e fra i più grandi dell’Italia centrale. È dotato di una pista olimpica delle dimensioni di 30 x 60 metri oltre che di tribune coperte con oltre 2.500 posti a sedere e di bar, ristorante e sala giochi. Se avete voglia di pattinare e sfidare i vostri amici in gare di velocità o di figura artistica non vi resta che decidere di passare un pomeriggio all’interno del Palazzetto del Ghiaccio. Aperto durante la settimana e anche nei weekend, tenete d’occhio il calendario eventi della UISP o la sezione news del sito www.cimonesci.it per partecipare come pubblico alla Cimone Cup di Hockey sul ghiaccio e alle numerose gare ed esibizioni di pattinaggio artistico. Infine, per gli amanti del tennis, Sestola offre un campo coperto riscaldato in terra rossa per poter sfidare amici e conoscenti, anche quando fuori nevica. Il campo si trova in via Colonello Barazzini 31 e, oltre al servizio docce e bar, offre la possibilità di noleggiare direttamente in loco le racchette e tutta l’attrezzatura necessaria per giocare sotto rete. Per informazioni e prenotazioni del campo, contattare Corrado Gessani al 339/4312777. [email protected] - www.latteriamontecimone.com Dietro le quinte DELla vita di un campione di Snowboard Intervista ad Alessandro Tigri del WC Clan nato e cresciuto a Sestola allo snowpark Ninfa4all Da 7 anni scende dalle piste del Cimone con il suo snowboard. Lo scorso anno ha girato l’Italia partecipando al Rail Way to Heaven X allo snowpark di Prato Nevoso, al King of Obereggen e ha ottenuto due splendidi secondi posti nella tappa italiana dello Snowboard Tour svoltasi al Cimone e al The Cage svoltosi allo snowpark Ninfa4all (sempre nel Comprensorio del Cimone) organizzato in collaborazione con Modena Skipass. Stiamo parlando del 24enne Alessandro Tigri che abbiamo intervistato per conoscere cosa c’è nel dietro le quinte della vita di un promettente campione di snowboard. Come è nata la tua passione per lo snowboard? Sin da bambino ho sempre sciato a livello agonistico finché casualmente una grande curiosità di provare qualcosa di nuovo mi ha spinto a indossare per la prima volta lo snowboard ed è stato amore a prima vista. Quale è stata la tua più grande soddisfazione della passata stagione? Senza dubbio il fatto che grazie alla partecipazione a Modena Skipass sono stato notato dal team Alone Collective che da quel momento è diventato il mio sponsor ufficiale al quale vanno i miei ringraziamenti per tutto il supporto che mi fornisce. Con loro ho avuto la possibilità e la grande soddisfazione di conoscere molti rider di spessore e partecipare a diverse gare in giro per l’Italia. Un grazie speciale vorrei farlo a Matteo Rossato (photographer) e Luca Quaglia (filmer) Quando è stata la prima volta che hai pensato di provarlo? Durante una gara di sci ho subito un grave infortunio che mi ha costretto a rimanere lontano dall’attività per quasi due anni. Avevo 17 anni e fu un momento difficile perché decisi di abbandonare lo sci. Utilizzando comunque lo skate, mi sono detto che non ci sarebbe stata molta differenza con lo snowboard e dalla prima volta che l’ho provato, non me lo sono più staccato di dosso. Hai obiettivi/sogni per la prossima stagione e per il futuro in generale? Per la prossima stagione quello di allenarmi tanto per poter sbloccare molti trick, sia in park che in street, che è l’unico modo per migliorarsi e salire di livello. Inoltre sfruttare ogni possibilità per viaggiare il più possibile in diversi park non solo per realizzare filmati con lo sponsor, quanto per allenarmi in nuove strutture mai provate e cercare di ottenere più podi possibili durante le gare. Per il futuro non mi dispiacerebbe partecipare alle selezioni per diventare maestro di snowboard, mentre un altro sogno che ho nel cassetto è quello di andare a sparare le bombe nel Park di Bear Mountain in California. Parlaci un pò della tua crew, il WC Clan La crew del WC Clan è una grande famiglia. Quando ho iniziato a praticare snowboard esisteva già e la conoscevo solo per sentito dire. Siccome ho iniziato da autodidatta, mentre imparavo a fare le prime curve, li osservavo sognante da lontano. Poi dopo alcune stagioni, partecipando a diverse gare organizzate da loro, ho avuto la possibilità di inserirmi nel loro ambiente e di ricevere la richiesta di entrare a far parte della loro crew: per me, in quel momento, si è avverato un sogno! Ora sono 5 anni che faccio parte del gruppo e nella stagione passata ho fatto anche parte dello staff Shaper Ninfa4all. Per il futuro spero che questo gruppo non si sciolga mai, perché è una delle migliori crew in cui potessi entrare a far parte. Quanto è importante la composizione di uno snowpark per allenarsi in modo adeguato? Moltissimo. Vi faccio un esempio concreto per capire meglio da cosa dovrebbe essere composto. Per un atleta del mio livello deve avere jump con misure dai 10 ai 15 metri di flat, una buona transizione e una lieve compressione sul kiker, per arrivare ad un buon punto di stallo. Per quanto riguarda i rail, devono esserci monotubo di ogni tipo. Sicuramente un park attrezzato con un po’ di tutto ti aiuta, ti insegna ma fondamentalmente devi essere tu a provare i trick difficili su strutture semplici e viceversa: per imparare trick di spessore devi provarli su strutture un po’ più facili e con più basi d’appoggio. E quello del Cimone come è? Lo snowpark del Lago della Ninfa, il Ninfa4all, è molto completo. Ci sono salti di varie dimensioni mentre di rail ce ne sono sia semplici (in cui chi si avvicina per la prima volta può provare quelle che definiamo le prime sensazioni dello slide) che più difficili; fra questi la gabbia (il cui nome spiega molto) dove puoi permetterti di compiere pochi errori, altrimenti sei fregato. In questo park ci sono cresciuto e non posso nascondere che mi abbi aiutato moltissimo nella crescita e nel farmi diventare un rider di buon livello. Il nuovo Cimone SkiTeam I maggiori Sci Club del territorio per la prima volta insieme per trasformare la passione giovanile in una professione La stagione 2015/2016, per il Consorzio del Cimone, si prospetta piena di novità anche sul piano di una nuova organizzazione degli sci club, quelli che da sempre caratterizzano la vita sportiva e agonistica della nostra montagna. Questo grazie al nuovo Cimone SkiTeam, nato all’inizio dell’anno per volontà dei 4 maggiori sci club del nostro territorio: Fanano, Riolunato, Sestola e Frignano. Ad oggi, Riolunato e Frignano sono già membri effettivi di questo grande sci club unificato, con la speranza, che è più una certezza, di vedere presto anche i due restanti club uniti nella nuova avventura. L’esigenza, che ha fatto riunire i consiglieri delle varie squadre, era unicamente di carattere qualitativo e incentrata attorno alla figura dell’atleta: offrire un miglior servizio ai tanti ragazzi che ogni anno decidono di intraprendere questo bellissimo sport, garantendo loro la possibilità di ottenere importanti risultati agonistici come l’ambito ingresso in squadra nazionale. Primo step, considerato dagli allenatori del Cimone SkiTeam Andrea Magnani e Andrea Torri come “minimo”, il raggiungimento della qualifica di maestro di sci. Come spesso ricorda Luciano Magnani, Presidente del Collegio Nazione dei Maestri, “lo sci è uno dei pochissimi sport che, se praticato con costanza e passione, può trasformarsi in una professione, quanto mai divertente e redditizia”. E questo è lo scopo principale di ogni sci club che si rispetti, formare l’atleta a 360 oltre che in campo agonistico come sportivo, permettendogli risultati degni di nota in campo regionale e nazionale anche a livello professionale e personale come futuro uomo. Non dimentichiamo infatti l’importanza dello sci club dietro al successo degli atleti. Un nome tra tutti Giuliano Razzoli, stella dello sci nostrano e oro olimpico nel 2010 in slalom. Un ragazzo le cui abilità, nella disciplina invernale regina, sono state scoperte, aiutate e portate al suo livello massimo proprio dal suo club di appartenenza che sempre lo ha supportato e incoraggiato. L’esito positivo di un progetto pilota nato 5 anni fa con la categoria Aspiranti/Giovani ha quindi portato alla scelta di inserire nel nascente SkiTeam anche la categoria degli Allievi/Ragazzi. Per dare alcuni numeri, nella scorsa stagione 2014/2015 su 13 ragazzi che hanno partecipato alle selezioni per il corso da Maestri, 11 stanno svolgendo la formazione, e riceveranno il diploma nel 2016. Più di 23 giornate sono state dedicate al perfezionamento della tecnica con Istruttori Nazionali certificati A.M.S.I. l’Associazione delle Scuola di Sci Italiana, reduce da una gloriosa trasferta nella terra del fuoco in Argentina per l’Interski2015 che l’ha incoronata tra le migliori del mondo. Si tratta dunque di un progetto in cui credere, per il bene dello sport e dei ragazzi, un progetto fortemente voluto dal Consorzio del Cimone e per cui si è ricevuto un plauso anche dal Presidente del Comitato FISI Regionale Emilia Romagna Giulio Campani: “Da amante dello sci sono fiero della nascita di questo grande SkiTeam, che pone fine a sfide territoriali ma anzi permetterà ad un nutrito numero di atleti di presentarsi a gare regionali e nazionali sotto la stessa bandiera; ciò permetterà non solo un notevole risparmio economico per le famiglie ma ha anche una rilevante valenza sociale, essendo un progetto volto a combattere il considerevole abbandono dell’attività sportiva in età adolescenziale. Complimenti e interesse sono giunti dai Comitati del Nord Italia e speriamo che questo sia solo il primo di una lunga serie di buoni propositi.” Dal cuore dell’Appennino alla F.I.S.I. Intervista al Presidente Flavio Roda sul sodalizio fra la Nazionale di Sci Alpino e le nostre stazioni sciistiche Flavio Roda, originario di Vidiciatico, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, è il Presidente della F.I.S.I., la Federazione Italiana Sport Invernali. Dopo essere stato allenatore di Alberto Tomba ed ex c.t. della Nazionale di sci alpino è al secondo mandato come Presidente della Federazione. A lui abbiamo voluto chiedere un po’ uno stato attuale della F.I.S.I. e come i pendii del nostro Appennino possono essere funzionali per gli allenamenti della Nazionale, come accaduto durante la scorsa stagione sciistica: Indubbiamente il terreno appenninico per la sua varietà e particolarità, offre un vantaggio importante di tipo atletico e anche per allenamenti specifici. A differenza del terreno delle Alpi che è prettamente omogeneo e con meno variazioni di pendenza, qui in Appennino invece è molto più vario e l’atleta deve continuamente interpretare il terreno durante la discesa, sentirlo continuamente, come diciamo noi in gergo. Questo particolare terreno, aiuta la crescita degli atleti? Queste caratteristiche hanno da sempre portato un grosso contributo alla crescita degli atleti: la morfologia del terreno, ma anche il fatto che le condizioni della neve qui non sono mai cambiate. In che senso? Negli ultimi dieci anni, l’innalzamento delle temperature ha cambiato la tipologia di neve soprattutto nei paesi nordici; la neve è diventata meno dura e ci siamo dovuti adeguare a nevi meno compatte. Questo ha comportato di dover aumentare il lavoro vero e proprio sul sale per riuscire a indurire il terreno, ma ha inevitabilmente portato lo sci ad avere una aderenza diversa. Da qui l’importanza della neve appenninica per eseguire un lavoro specifico anche sui materiali. Qualche anno fa, quando era c.t., l’Appennino aveva già queste sue caratteristiche? Anche nel periodo in cui allenavo Alberto Tomba, lo portavo sempre a sciare qui perché la variazione continua della neve e del terreno obbliga gli atleti ad essere molto più attenti e mantenere la mente sveglia e concentrata. Insomma c’è margine per creare un buon sodalizio fra il Consorzio del Cimone e la F.I.S.I Sì, il rapporto fra le stazioni del Cimone e i nostri atleti di CdM può essere di aiuto sia per la promozione del territorio che per i test degli atleti sui materiali. Della nascita del Cimone Skiteam cosa ne pensa? Ci sono atleti a livello delle giovanili che sono nati in Appennino e si stanno facendo le ossa nei maggiori circuiti internazionali. La nascita del Cimone Skiteam è un ottimo modo per unire insieme queste eccellenze e far crescere gli atleti che in questo modo si fanno da traino tra di loro. Qui gioca un ruolo fondamentale il Consorzio sciistico che deve credere in loro sia come sponsor che mettendo a disposizione le sue migliori strutture. Parliamo della prossima stagione, c’è una importante iniziativa della F.I.S.I. a cui ha aderito il Consorzio Assolutamente. Il Consorzio ha aderito a una campagna promossa dalla F.I.S.I., relativa agli skipass. Certamen- Da sinistra: Fabian Bacher, Riccardo Tonetti, Giuliano Razzoli, Tommaso Sala. Slalomisti della Nazionale Italiana in allenamento sul Cimone nell’aprile 2015. te, questa campagna nazionale promossa dalla Federazione, prevede che tutti gli iscritti potranno usufruire di uno sconto del 50% per cinque giornate in tutti i comprensori sciistici aderenti all’iniziativa, fra cui appunto anche quello del Cimone. Ultima domanda. Tornerà anche quest’anno la Nazionale? Ci sono buone possibilità che possa tornare. Non in autunno perché i circuiti che si battono in questo periodo sono quelli americani. L’ideale sarebbe venire ad allenarsi in Appennino a fine stagione per dare continuità agli allenamenti prima della pausa estiva. Come dicevo il terreno è ideale per allenarsi a fondo e per studiare i materiali in vista della stagione successiva. Valli del Cimone Intervista ad Alessandro Tebaldi, Presidente del Consorzio degli operatori turistici dell’Appennino modenese e degli Enti Locali Il Comprensorio del Cimone aderisce al progetto di FISI, la Federazione Italiana Sport Invernali. Scopri sul sito www.cimonesci.it, nella sezione dedicata, le 5 giornate in cui tutti i tesserati potranno usufruire di uno sconto del 50% sul prezzo dello skipass! SCUOLA SCI FANANO tel.:0536.61313 www.scuolascicimoncino.it A rendere fondamentale il lavoro del Consorzio, è certamente Valli del Cimone, il Consorzio degli operatori turistici dell’Appennino modenese e degli Enti Locali creato appositamente per lo sviluppo economico e turistico dell’area. La mission principale di Valli del Cimone è quella di aggregare gli operatori intorno a un progetto di marketing con particolare attenzione all’innovazione del prodotto e alla qualità dei servizi, nel segno di un turismo sostenibile. A parlare delle azioni mirate alla promozione su vasta scala del territorio e di partnership è Alessandro Tebaldi, Presidente di Valli del Cimone. Alessandro, come tour operator, quale è il vostro compito? Il nostro compito come tour operator è quello di promuovere il territorio del Frignano in tutte le sue sfaccettature, da un punto di vista storico, ambientale, escursionistico e anche sportivo. Siamo in particolar modo orientati a svolgere una attività di incoming per favorire, attraverso la promozione del territorio e delle sue caratteristiche, un afflusso dei turisti verso le nostre strutture ricettive. Un compito fondamentale per il funzionamento di tutto il Consorzio Sì, il nostro compito principale è quello di coordinare gli operatori economici del territorio dal punto di vista ricettivo e coordinarli per definire pacchetti turistici. Una volta effettuato ciò, andiamo a promuovere quello che è il territorio in fiere e specifiche occasioni promozionali, con Agenzie Viaggi e Tour Operator sia sui mercati italiani ed esteri. Puoi anticiparci qualcosa per la prossima stagione invernale? Noi siamo molto facilitati nel nostro compito perché lavoriamo in un territorio che, oltre ad essere splendido da un punto di vista paesaggistico, è realmente alla portata di tutti. La stagione invernale è un po’ il cuore della attività del territorio e abbiamo definito insieme agli operatori turistici e al Consorzio del Cimone una serie di offerte a portata di tutte le esigenze: per coloro che amano vivere la neve in modo sportivo e agonistico, ma anche per chi vuole passare una vacanza in relax con la propria famiglia e i bambini. Per maggiori informazioni e trovare tutte le offerte disponibili, rimandiamo alla fine del magazine e al sito www.vallidelcimone.it DALLE PISTE ALLA TAVOLA: LE VERE ECCELLENZE DI MONTAGNA Due specialità culinarie con prodotti tipici dell’Appennino presentate da due chef d’eccezione Matteo Baisi Nell’anno di Expo 2015 a Milano dedicato al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, abbiamo voluto omaggiare la kermesse presentando all’interno del Magazine due ricette tradizionali realizzate con prodotti tipici dell’Appennino. A presentarcele due chef d’eccezione, Matteo Baisi del ristorante Firenze di Fanano e Davide Cerfogli di Cà Cerfogli di Acquaria. Prima delle ricette, due chiacchiere con i rinomati ristoratori. Matteo Baisi, titolare del ristorante Firenze di Fanano gestisce da qualche anno lo scenografico rifugio Firenze-Ninfa a due passi dalla omonima stazione sciistica. Immerso nella neve e nell’atmosfera tipica dell’Appennino si presta a deliziose cene post-ciaspolate notturne, ormai divenute un appuntamento fisso per gli sportivi in cerca di emozioni, anche culinarie. Dal Firenze di Fanano alla baita della Ninfa, continuando la tradizione di tuo padre: quando hai scoperto che la tua vita sarebbe stata all’interno di un ristorante? La famiglia De Toffoli-Baisi lavora nel settore alberghiero dagli anni ’50, si tratta di una passione che ci è stata tramandata dai nostri nonni. In tutti questi anni si è sempre cercato di stare al passo con i tempi, con le nuove esigenze, ristrutturando interamente l’albergo e realizzando un centro benessere attrezzato con mini-piscina idromassaggio all’aperto con acqua a 38° e una zona relax con sauna, doccia solare, massaggi, parrucchiera e zona palestra. Da alcuni anni gestiamo lo storico rifugio Ninfa del Comune di Sestola, posto sulla pista 14g del Comprensorio del Cimone. Il rifugio, dotato di otto camere propone anche una baita nel bosco con sauna e bagno turco. Quali sono gli ingredienti che preferisci utilizzare e quale è il piatto che preferisci preparare? Un giovane ristoratore, erede di una famiglia il cui cognome viene associato al buon cibo e all’ottimo vino non solo nella nostra regione ma anche oltre i confini nazionali, avendo clienti tedeschi, svizzeri e austriaci ormai fedelissimi che non mancano di trascorrere ad Acquaria veri e propri week end gastronomici. Stiamo parlando della celeberrima Cà Cerfogli e di Davide che da un paio di anni lavora in cucina per apprendere i segreti di famiglia. Amo provare, sperimentare, tenendo sempre conto del fatto che siamo un ristorante specializzato nel cucinare funghi e tartufo, ingredienti che la maggior parte dei nostri clienti cerca venendo qui. Penso sia molto importante, oserei dire fondamentale, la ricerca delle materie prime migliori e il nostro motto è sempre lo stesso: la qualità prima di tutto. Ma se devo scegliere, pasta fatta in casa rigorosamente a mano, funghi e tartufi sempre freschi, diversi tipi di carne, dalla fassona piemontese al wagyum giapponese (tipo kobe) che stiamo proponendo ultimamente, così come i dolci fatti in casa. Davide Cerfogli, giovane ma con tanta esperienza. Possiamo dire che sei cresciuto nel ristornate di famiglia, quanto il “fattore genetico” ha influito nella tua scelta professionale? La famiglia è alla base del nostro ristorante: abbiamo iniziato 26 anni fa gestendo il Monteverde per poi ristrutturare un vecchio stabile risalente al 1500 e trasformarlo nel nostro nuovo ristorante Cà Cerfogli. La passione della cucina deriva sicuramente da mia mamma Teresa che è ancora l’anima pulsante di Cà Cerfogli a cui devo tutto quello che ho imparato negli anni, mentre mio padre Ermanno è l’artefice di tutto quello che si può vedere. Quali caratteristiche ha il cliente ideale? Non penso ci siano categorie di clienti migliori di altre, penso però che chi si rechi a mangiare in un ristorante si aspetti sempre, e giustamente, il massimo. Ma fare le cose bene necessita di tempo. Ecco quindi che per rispondere un po’ più precisamente alla tua domanda posso dire che il cliente paziente, che capisce che in cucina ogni cosa ha il suo tempo, potrà godersi ancora di più il pranzo o la cena, lontano dalla fretta e l’isterismo che già caratterizzano la vita di tutti. Questo sì, è il cliente ideale. Cucina km0 o globale ed etnica? Per una cena nel tempo libero quale sceglieresti? Sicuramente per il nostro tempo libero cerchiamo una cucina a km 0, la stessa che cerchiamo di proporre nelle nostre attività. La cucina sta vivendo un vero e proprio boom mediatico, i palinsesti televisivi sono pieni di programmi culinari e gli chef sembrano essere i nuovi sex simbol. Quanto credi che ciò apporti al mondo della cucina? Sei favorevole o contrario a talent come Masterchef? Senza investigare sulla validità di certe trasmissioni ci poniamo certamente dalla parte del cliente che raffinando di conseguenza la propria cultura gastronomica è alla ricerca della qualità e dell’immagine non meno importante. Nido di tagliatelle con funghi porcini e mirtillo nero dell ‘Appennino • • • • • • Davide Cerfogli Tortelloni ai funghi porcini del Ristorante Cà Cerfogli Dosi per 4 persone Dosi per 6 persone Ingredienti Ingredienti 1 scalogno 240gr di tagliatelle all’uovo 40gr di burro 40gr mirtilli 80gr funghi porcini del sottobosco Crema di latte Per la crema di latte: • 1 litro di latte • 100gr di burro dei caseifici locali • 60gr di farina • 200gr di Parmigiano Reggiano Ripieno: • 400gr ricotta fresca • 4 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato • Noce moscata • Burro • Funghi porcini • Sale Pasta: • 400gr farina • 4 uova Preparazione Preparazione Fate appassire lo scalogno nel burro, unite i funghi porcini tagliati a cubetti e portate a cottura con un po’ d’acqua. A parte preparate la crema facendo bollire il latte e unire il roux fatto con burro e farina; fuori dal fuoco unite il parmigiano reggiano. Quando i funghi risultano cotti unite la crema e infine i mirtilli. Scolate la pasta al dente e finite la cottura nella salsa. Amalgamare in un recipiente la ricotta, il parmigiano, noce moscata e sale quanto basta. Preparare la pasta sfoglia abbastanza sottile, tagliatela in quadretti e riempiteli con il ripieno di ricotta prima di chiudere il tortellone. In un tegame a parte cuocete i funghi porcini e in un recipiente fate bollire l’acqua salata. Fate sciogliere una noce di burro in un tegame, cuocete i tortelloni nell’acqua e, dopo circa 1 minuto aiutandovi con un colino, immergete i tortelloni nel burro caldo. Mescolate bene, aggiungete i funghi porcini caldi e servite. Ricarichi online e scendi subito in pista Con la Cimone SkiCard, la tessera elettronica ricaricabile, puoi accedere a tutti gli impianti del Comprensorio sciistico Tra le tante novità e offerte proposte dal Consorzio del Cimone per la Stagione 2015/2016 vi è anche la Cimone Skicard, ovvero lo skipass elettronico. Di cosa si tratta? La Cimone Skicard è la tessera elettronica che permette l’accesso a tutti gli impianti del Comprensorio sciistico. Il costo della Skicard è di soli 3 euro ed è acquistabile presso i principali impianti di risalita del Consorzio (Passo del Lupo, Le Polle, Cimoncino e Lago della Ninfa) e rimarrà valida per le stagioni future. Una volta acquistato lo skipass, si può decidere se renderlo personale, passando in biglietteria per far stampare sulla tessera i propri dati. La collaborazione del Consorzio con Skidata - l’azienda italiana leader nel settore delle barriere e delle casse automatiche - permette inoltre di poter attivare la Skicard automaticamente al primo contatto con il lettore posizionato nelle vicinanze dei principali impianti di risalita. Una comodità in più per chi vuole godersi la pista, saltando la fila in biglietteria. E non è tutto! La Cimone Skicard è infatti ricaricabile non solo in biglietteria, ma anche online da tablet, smartphone o pc con una qualunque carta di credito dei circuiti VISA e Mastercard. Basta accedere al sito del Consorzio www.cimonesci.it ed entrare nella sezione “ricarica online”. Effettuato il login sarà possibile ricaricare in pochi attimi la propria Skicard e scendere subito in pista non appena arrivati agli impianti! ENTRA IN PISTA CON UN CLICK CON LA NUOVA CIMONE SKICARD Una passeggiata nella neve in mezzo alla natura Le escursioni con le ciaspole fra i sentieri del Cimone Tra i nuovi “sport” che stanno prendendo sempre più piede in questi ultimi anni, vi è sicuramente l’escursione con le ciaspole, meglio definita come ciaspolata. Una camminata in mezzo alla neve armati soltanto delle racchette da neve, versione moderna di quelle che una volta erano forse uno dei pochi mezzi per muoversi sulla neve fresca, senza correre il rischio di sprofondare. Anche all’interno del territorio appenninico del Cimone sono numerosi i percorsi che si possono intraprendere in gruppi o in solitaria per raggiungere qualche vetta o per esplorare i boschi anche in inverno. Il Consorzio poi organizza diversi appuntamenti di gruppo con tanto di pranzo o cena a base di polenta e prodotti tipici a seguito della camminata. Specialmente apprezzate nella scorsa stagione sono state quelle in notturna. Vivere l’esperienza di poter rimanere qualche ora immersi totalmente nella natura accompagnati dalla luce della luna piena e delle stelle, in un paesaggio ovattato dalla neve. Qualcosa di unico e di magico che, ogni amante della montagna, dovrebbe aver voglia di provare almeno una volta nella vita. Se avete voglia di conoscere gli itinerari tracciati in Appennino o volete informazioni circa il noleggio delle ciaspole o sulle date in cui sono state organizzate le ciaspolate di gruppo, potete contattarci: Scuola Sci Sestola - Via Pian del Falco, Sestola 0536/61133 / Noleggio Ninpha - vLago della Ninfa, Sestola 0536/60834 / La Tana del Lupo - Via Polle, Riolunato 0536/75171 Monte Cimone Golf Club Un campo da golf nel cuore di Sestola Tra i tanti divertimenti che potete trovare all’interno dell’Appennino, vi è anche il Monte Cimone Golf Club di Sestola. L’idea di affiancare alle escursioni estive anche questo sport che vanta sempre più appassionati e professionisti anche in Italia, nasce nell’estate 2003. Come location in cui costruire il Monte Cimone Golf Club, è stata scelta una magnifica area verde racchiusa in uno scenario paesaggistico incontaminato: lontano dal traffico e dallo smog che circondano molti campi da golf cittadini, quello di Sestola risulta ideale per rilassarsi con gli amici o in famiglia e passare una giornata fra le montagne dell’Appennino. Oggi il percorso è composto da 9 buche e all’interno del Monte Cimone Golf Club si può trovare anche il campo pratica, il putting green, la pitching area oltre che una Club House dotata di bar, piccolo pro-shop, spogliatoi e servizi. Inoltre in estate è possibile partecipare alle Golf Clinic con un maestro federale che rimane a disposizione per tutta la durata di apertura del Club da fine aprile a metà ottobre. Il Golf Club offre corsi per tutti, sia per principianti (che possono entrare a far parte del Club Giovani), sia per i bambini delle scuole che per squadre agonistiche. HOTEL RESIDENCE AGENZIA IMMOBILIARI / AGENZIE VIAGGI NOME Località Telefono E-Mail/WEB HOTEL BUONA STELLA Loc. Cimoncino 1200, Fanano 0536 61046 [email protected] PARK HOTEL FANANO Via Campo del lungo, 198, Fanano 0536/69350 [email protected] ALBERGO RISTORANTE SOLE Via Foli, 4 , Fanano 0536 68070 [email protected] ALBERGO RISTORANTE LOCANDA ROMANA Via Trentino dir. Sestola, Trentino - Fanano 0536 67067 [email protected] HOTEL RISTORANTE CIMONE Via Statale, 9 , Riolunato 0536 75022 [email protected] [email protected] ALBERGO RISTORANTE GABRIELLA P.zza dei Falchi, 15 , Canevare di Fanano 0536 68028 [email protected] 0536 62625 [email protected] HOTEL VILLA CLORÈ via per Palagano , Lama Mocogno 0536 343212 [email protected] Via P. Giardini, 202, Lama Mocogno 0536 44212 [email protected] HOTEL RESIDENCE MARGHERITA Via Trogolino, 48/a, Montecreto 0536 63550 [email protected] C.so Umberto I, 37 , Sestola 0536 62478 [email protected] HOTEL RISTORANTE AL POGGIO Via Poggioraso, 88 , Poggioraso Sestola 0536 61147 [email protected] HOTEL ALBERGO CAPRIOLO Via Statale Ovest, 28, Sestola 0536 62325 [email protected] ALBERGO RIFUGIO CALVANELLA Loc. 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Le Polle 331 5059245 [email protected] HOTEL ROMA Corso Libertà, 59, Sestola 348 2721706 www.hotelromasestola.com HOTEL RESIDENCE NOME Località Telefono E-Mail/WEB ALBERGO RISTORANTE CERVINO Loc. Le Polle, Le Polle - Riolunato 0536 75074 www.albergo-cervino.it ALBERGO GALLI Via Roma, 79, Pievepelago 0536 71338 [email protected] RESIDENCE GIARDINO Via del Parco, 7, Montecreto 0536 63553 [email protected] ALBERGO RISTORANTE CÀ CERFOGLI Via Montegrappa, 6/8, Acquaria di Montecreto 0536 65052 [email protected] HOTEL RISTORANTE PUB FIRENZE Via Roma, 31, Fanano 0536 68822 [email protected] ATTIVITÀ COMMERCIALI BAR - RISTORANTI - RIFUGI NOME Località Telefono E-Mail/WEB NOME Località Telefono E-Mail/WEB RISTORANTE RIFUGIO POLLE Loc. Le Polle, Riolunato 0536 75141 [email protected] MORDINI ABBIGLIAMENTO Via Roma, 55, Pievepelago 0536 71507 [email protected] OSTERIA RISTORANTE LA TAVERNA WINE CAFÈ C.so Libertà, 20, Sestola 0536 61081 OTTICA CARLINI Via Roma, 86/88, Pievepelago 0536 72362 www.otticacarlini.it RIFUGIO ZAMBELLI Loc. Cimoncino, Fanano 338 9292272 ARREDAMENTI BENEDETTI Via Di Vittorio, 19-21, Pavullo 0536 21334 www.arredamentibenedetti.it BAITA DELLA NINFA Loc. Lago della Ninfa, Lago Ninfa 0536 60867 baitadellaninfa.it INTIMODA Via Cavalcabò, 3, Sestola 339 3383460 www.intimoda.it RIFUGIO DEL FIRENZE Posizionato pista 14G, Lago Ninfa 0536 61248 [email protected] B.I.G. 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Veneto, 2 tel. 0536 71.389 - [email protected] Fiumalbo p.zza Iolanda, 29 tel. 0536 73.364 - fi[email protected] Abetone (PT) via Brennero, 305 tel. 0573 600.25 - [email protected] Serenella Bed & Breakfast Sestola (Mo) via Campacci n.9 [email protected] Tel. 0536-62127 Cell.3477431685 www.serenellabb.it via Trogolino 41025 Montecreto (MO) Tel. 0536-63550 a 150mt dalla Seggiovia www.centropalmer.it Il Poliambulatorio Privato Centro Palmer Srl, è una struttura sanitaria privata che da 29 anni opera nella città di Reggio Emilia nei settori della Ginecologia, dell’Ostetricia, della Diagnostica Pre-Natale, della Senologia e della Sterilità di coppia. Esperienza e competenza hanno permesso al Centro Palmer di crescere nel corso del tempo, per questo ad oggi sono state introdotte nuove branche mediche come la Dermatologia, Endocrinologia, Allergologia, Angiologia, Chirurgia plastica e ricostruttiva, Medicina Estetica, Pediatria (neonatologia e chirurgia pediatrica), Ostetricia, Urologia, Andrologia, Psicologia e Nutrizione per la cura della persona e della famiglia. Il Centro Palmer mette a disposizione la qualità del proprio servizio e dei propri medici nell’accompagnare la donna nella sua Vita Riproduttiva, dall’Adolescenza alla Menopausa e nel seguire il percorso del nascituro, dalla Fecondazione fino dopo la nascita. Abbiamo a cuore la salute di tutte le famiglie le quali possono contare sul nostro appoggio e di cui siamo pronti a soddisfare, tramite i nostri servizi e le convenzioni con altre strutture mediche, tutte le richieste sanitarie. Le nostre prestazioni vengono eseguite da personale medico specializzato di esperienza comprovata, i medici del Centro Palmer sono tutti specialisti che hanno prestato per molti anni servizio in strutture ospedaliere di elevato livello sanitario come quella di Reggio Emilia. Questo per noi è un indicatore fondamentale della qualità che ci contraddistingue e di cui ci possiamo ritenere orgogliosi. Centro Palmer. Abbiamo a cuore la tua salute! Via F.lli Cervi, 75/B · 42124 · Reggio Emilia Tel.: 0522 792400 · 0522 307856 · Fax: 0522 381970 www.centropalmer.it [email protected] · www.centropalmer.it