mondolio ns Sommario Lotta alla cecità D oug Martin non ha pass è un autista del pulm Australia. ato il test di acuità ino scolastico, perciò visiva allo Gli è stato si è sorp diagnosticato la cataratta subito prescritto un screening Lions di reso quando gia e aver ad entramb esame visiv Camperdown mes o completo Martin non so gli occhiali è stato i gli occhi. Dopo e il dottore , essersi è l’unico con nuovamente ha problemi in grado di sottoposto alla chir alla urtornare al suo di persone vista non diagnost icati. Difatti, lavoro. sono visiv amente dan 153 presbiopia neggiate dalla milioni o astigmat ismo. mio di loro potr ebbe aver Eppure la maggior pia, e part occhiali, lenti una vista normale cone a E qui entr contatto o chirurgia ano refrattiva. sempre avut in gioco i Lions, che o un ruol venzione della o chiave nellahanno prelivello mon cecità, sia localmen diale. Attr averso Sigh te che a Lions svilu ppa t vista, accresco no progetti che salvFirst, i no la consapevolez ano la malattie dell’ za delle nità sui prog occhio ed educano le comuI Lions stan rammi di prevenzione. impegno conno portando avan ti questo grandi risu di migliaia di persone ltati. A centinaia messo di recu i Lions hann o perun costo med perare o salvare la Il program io di 6 dollari a pers vista ad ma Lions chio (LEH per la salu ona. P) te operino una è un esempio di com dell’oce i Lions degli occh sensibilizzazione sulla salute i tie nelle loroe sulla prevenzione di malatcomunit Uniti il prog ramma ha à. Avviato negli Stati cesso anch avuto un e in e Australia. Turchia, Giappon grosso suce, Canada, Fiji Lanciato nel australiano 2000, il programma ha stimolato LEHP i Lion ha istruito figure prof s. Il Lehp essionali volontarie sia che creato un’a stipendiate, ha mpia gam ma di materiale in coordinato più lingue e regolari even pubblici. I lions hann ti o 3 Lotta alla fame di Sid L. Scruggs III 7 Fare e far sapere di Sirio Marcianò 9 Il mondo ha bisogno di noi di Domenico Messina 11 L’impegno dei lions di Stefano Camurri Piloni 14 Laboratorio internazionale/ ”Carità” e “Cittadinanza umanitaria” di Ermanno Bocchini 17 Lotta alla cecità di Nicole Brown 18 Sight First… cifre da capogiro 19 Un parco giochi per Amber di Alecia Dimar 20 Le decisioni del Board 23 I lions contro la fame MULTIDISTRETTO 25 I Lions… per i giovani di Simone Roba 28 Scambi giovanili… sempre al lavoro di Fabrizio Camenati 29 Il “Progetto adolescenza”… a Gubbio di Donatella Pauselli 30 MK… nuove mete da raggiungere di Giuseppe Innocenti 32 20 scuole in Burkina Faso di Luigi Foglietti 32 L’Unità d’Italia vista dai lions di Roberto Favero 35 Quale innovazione? di Massimo Ridolfi 36 Il lionismo che non c’è di Antonio Laurenzano 36 Oltre la qualità di Guido Caffagni Lotta alla fame Attraverso Sig educano le ht First, i Lions svilu ppano pro comunità sui getti programm i di preven che salvano la vista ed zione. Di Nic ole Brown NUMERO 9 - NOVEMBRE 2010 Direttore responsabile Sirio Marcianò MONDOLIONS Messaggio del Presidente Internazionale 17 Noi Lions dobbiamo aiutare gli altri con il cuore, rendendo le nostre comunità posti migliori in cui vivere… Di Sid L. Scruggs III * M 17 tretto s i d i t l u m rente Inte il Presid ntari. E’ or sono pleme ttro anni ché qua sono, di fatto, comanche uno dei vanili, per che i, ma scambi gio re i due service atto sui giovan Simone Roba* e i mp unifica ore imp ospitante”. Di Anzi, Ca di maggi deciso di giovanili. lia Scambi Jimmy Ross ha bs International za della “famig he se Clu è così, anc ità a nazionale vice del Lions e i Leo. L’importan ue, ma non ospital ser ola di ling estero e diamo uno dei osciuti tra i Lions una scu all’ viaggi o questi giovani lavoro meno con o Giovauppo di i iam dal “Gr etto 108 nieri. e Scamb i inv vani stra giovani mossi del Multidistr esem“Campi azze tra i 17 ed Ad ili dei liamo di ns, gio i e rag I numeri Scambi Giovan lto importanti. abbiamo uando par o di ragazz lità, grazie ai Lio e liam o mo 9/2010 Campi nili”, par hanno la possibi nza di vita. ogni ann no sociale 200 scambi Italy” sono esperie di l’an 21 anni che pria lare par ns corso del a e pro sentono una ver che i Lio pio, nel di vivere molti, quando e e credono agenzia di ion po, Purtrop fanno confus r operator, un’ giovanili, entati un tou siano div Q s… i I Liognio van per i I 10 numeri di questa annata 25 25 o l t i p re sumono che chi realizza grandi cose celebra il proprio successo individuale, ma restereste sorpresi nello scoprire che il successo senza il servizio è spesso privo di significato. Albert Einstein una volta disse: “E’ giunto il momento di rimpiazzare l’ideale del successo con quello più alto del servizio”. Il successo non può essere limitato al risultato personale. Albert Schweitzer disse: “Non so quale sarà il vostro destino, ma so una cosa e cioè che le persone di successo hanno cercato e capito come servire”. Quest’anno i Lions faranno splendere un raggio di spesegue a pagina 8 3 e n i z a mag e 38 Promuovere i principi… di Giuseppe Dibenedetto 40 Vivere il lionismo di Alessandro Emiliani, Giuiseppe Bottino, Giampiero Peddis MAGAZINE che noi de dono il più gran La pace è re ai nostri figli. fa o possiam essaggio m Pace è il per tutti i dei Lions ondo. lm de li po po /lionsshop ai soci uisti on-line enti ir conoscreimssi e cong RT s.a.s adova) ano D. (P 0 Selvazz ort.com @dueffesp -mail: info 43 e c a p i d Voglia Lion - Edizione italiana Mensile a cura dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy NOVEMBRE 2010 Numero 9 - Anno LII Annata lionistica 2010/2011 Direttore responsabile Sirio Marcianò Direttore Amministrativo Luciano Aldo Ferrari Redazione Bartolomeo Lingua (vice direttore) Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani, Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti, Antonio Laurenzano, Antonio Marino, Antonio Marziale, Carlo Alberto Tregua, Lucio Vacirca Comitato della rivista Domenico Messina (direttore internazionale) Giorgio De Regibus (presidente) Pasquale D’Innella Capano Domenico Laruffa 4 43 Voglia di pace 45 Un mondo di pace di Antonio Marino 46 Il poster per la pace… un service insostituibile di Alesssandro Emiliani e Antonella Babini 48 Il lionismo per la pace in Italia e nel mondo di Ferdinando Maria Brami 49 C’è voluto Raffaello per fermare quel lions di Bartolomeo Lingua 50 Difficile, difficilissimo o impossibile? di Achille Melchionda 51 Prima di riformare la scuola riformiamo i genitori? di Bruno Ferraro 52 L’Italia ha due velocità di Walter Bramanti 53 Il 2012 è l’anno dell’auto elettrica? di Nicolò Piazza 54 Quellli che fanno qualcosa per il niente di Carlo Alberto Tregua DISTRETTI E DINTORNI 43 57 Biodiversità… per migliorare la vita di Luigi Foglietti 58 Una giornata… da leoni 60 Minori a rischio… che fare? di Stefania Paoli 60 I lions portatori della cittadinanza umanitaria di Massimo Ridolfi Collaboratori Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio, Mario Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille Melchionda, Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo Ridolfi, Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale Executive Officer Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA Direttori internazionali 2010-2011 Yamandu P. Acosta, Alabama, USA Douglas X. Alexander, New York, USA Gary A. Anderon, Michigan, USA Narendra Bhandari, Pune, India Janez Bohori, Kranj, Slovenia James Cavallaro, Pennsylvania, USA Ta-Lung Chiang, Taiwan Per K. Christensen, Denmark Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna Gary B. D’Orazio, Eagle, Idaho, Spagna Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone K.P.A. Haroon, Cochin, India Edisson Karnopp, Santa Cruz Do Sul, Brazil Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA Byeong-Deok Kim, Seoul, Republic of Korea Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama Hamed Olugbenga Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria Domenico Messina, Trapani, Italia Daniel A. O’Reilly, Stickney, Illinois, USA Sonja Pulley, Oregon, USA Krishna Reddy, Bangalore, India Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA Robert G. Smith, California, USA Michael S. So, Makati, The Philippines Eugene M. Spiess, South Carolina, USA Haynes H. Townsend, Dalton, Georgia, USA Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia Seiki Yamaura, Tokyo, Japan Gudrun Yngvadottir, Gardabaer, Iceland Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia) Stampa: Tiber S.p.A. - Brescia - Via Volta 179 Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291. Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000 Redazione: The Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected] Redazione Internet www.rivistathelion.it *Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione. RUBRICHE 12 Fresco di stampa di Pino Grimaldi 24 Visto di dentro di Sergio Maggi 66 Lettere 72 Libri Lions di Umberto Rodda 74 Sport & we serve I Lions in Italia al 31 ottobre 2010 Soci 48.050 Uomini 38.726 Donne 9.324 Club 1.318 i dintorn e i t t e r t dis … 57 ersitreàla vita Biodiv igliora 0 va il 201 proclama a verde”, enz ni Unite le Nazio nuova “cosci nt dell’anno. ale del a Gener di favorire una come focal poi semble l’obiettivoersità biologica ndo l’As 2006 qua diversità”, con la div onsul bre inc o ne bio em la zio ssim dic dal pro mo per Era il 20 rnazionale del o della conven separa quanto fare riat inte 2020 il che ci “Anno ava il segreta evoli di ola che nel ennio consap esto dec a. Molte calc e design Foglietti re Qu ci deve vedere perché si andrà perdut scompante di por e ne tro tro ambie tà global tti, stanno nte e Di Luigi è cercato per m stio ersi corsi si intero la que ntale il nosdella biodiv vegetali, infa à preoccupa causa già tras e bie ndo rapidit principale 20% ei mesi one del mo rimento am itat ed animali a con una ove che la nzi hab specie all’atte rabile imp truzione di in Giapdalla terr ritengono (Cdb), . , eso rendo logica nziati umane vi dell’in uito della dis a Nagoya ha conlti scie attività diversità bio tre obietti rso seg izvo mo proprio le riale che 3, ha la bre sco neta a del pia i. Il 29 otto ione ministe tà nel tentatie il siano venzione sul dicembre 199 biologica, util ne em ersi ant con il 29 i che ersità ecosist è tenuta la riun la biodiv o riguard fino La rata in vigore are la div rtire i benefic sul serv ent pone, si Conferenza accordo politic il settore spa con e le rato. ali: are igna non princip modo durevosto ed equilib Ciò che des era cluso la un difficile dovrà govern macchina ? are in untagiu sta la in nde che are do app que zar di trov inte ico te mo and in in ra tan di di a si ). strateg derivano diversità cossul pianeta Ter ed è il frutto mento piano (al momento ze dell’impor ni, o l’im risultan di vita E per bio al 2020 o testimoi di anni sott , sotto forme iamo le iard tutte le di cui noi siam conosc pre più ata mil storica luzione dur naturali e, sem un’evo dei processi eri umani. luse le molte pronta nza degli ess vengono inc microrgal’influe “diversità” animali e di genetiche sta di , nze In que di piante differe io le difvarietà ma anche le cie, esemp atico o nismi, rno di ogni spe vegetale selv ltura, all’inte tra uno stesso ta dell’agricoriale e ferenze Dalla scoper ione indust rimoluz o to. la rivo coltiva abbiam spesso do per rni d’oggi, iso, passan mali, deconi di esseri do ai gio ani van gi, nzi arri tenere paesag ”(?), esti dellato evolmente sibile, senza ver sap “incon in modo irre numero enza del e cataloviventi ciò. osc o tutt a con stat conto di te non siamo a, ne sono ero stimato terr tano la zo, ma il numi 30 milioni. Attualmen che abi mez ed o di specieun milione e tra i cinque dirà al ritm ia gre a ché gate circ scienziati var la natura pro osciute per sa con del da diversidistruzione saranno mai naturalista pos la cie non che qualche sificazione. Ma se a molte spe clas lto cam attuale eranno prim nome e una sia mo si estingue dare loro unmodo di vivere le nostro scoprir 57 tante il Nonos N “Lion” è la nuova testata della nostra rivista nazionale. Dal numero di settembre, e dopo cinquantadue anni, anche il nostro mensile ha messo in archivio la vecchia testata “The Lion” per passare a quella adottata dalle 32 riviste “ufficiali” del Lions International. Ai lettori ➡ 61 Un “tetto amico” al Policlinico 62 I Lions… sul mare di Sofia Sechiarolo 62 Un milione di goal di Brunello Gentile 64 Nel 108 L le notizie viaggiano in LIS di Pasquale D’Innella Capano 65 Lions Factory la scommessa del futuro di G. Sciortino, M. Pischedda, E. Mattiello La direzione di Lion ringrazia i lettori che inviano articoli e si scusa se, per esigenze redazionali legate al poco spazio disponibile e all’alto numero degli scritti che giungono in redazione, sarà costretta a dilazionare l’uscita nel tempo, a predisporre una rotazione delle firme, a ridurre alcuni testi senza tuttavia modificarne il senso o archiviare quelli che sono più adatti ai periodici distrettuali. La rivista è aperta al contributo di tutti coloro che condividono l’interesse per il lionismo, ma lo spazio è limitato, pertanto i contributi dei lions dovranno essere sintetici e non potranno superare le 30 righe o le 4.000 battute (spazi inclusi). Gli articoli devono essere inviati sotto forma di file all’indirizzo di posta elettronica [email protected] 56° Europa Forum Dal 4 al 6 novembre si è svolta a Bologna la 56ª edizione del Forum Europeo. Il tema di questa edizione, “I Lions leaders di cittadinanza umanitaria europea”, ha proposto all’attenzione di tutti i lions europei un problema che attraversa trasversalmente tutti i nostri service e che concerne il metodo stesso della nostra azione, vale a dire il nostro internazionalismo. Sul prossimo numero la cronaca dell’importante avvenimento che ha coinvolto i lions di 38 Paesi. IL MEGLIO DI OREFICERIA GIOIELLERIA CATENAME PIETRE OPACHE PRODUZIONE PROPRIA INGROSSO DETTAGLIO VALENZA (ALESSANDRIA) - VIA CAMURATI 27 - TEL 0131946514 - WWW.ROTAGIOIELLISRL.COM 5 6 editoriale Fare e far sapere Il 21 settembre, il 7 e il 14 ottobre sono state celebrate tre giornate significative a livello nazionale ed internazionale. Ma i lions non c’erano. Di Sirio Marcianò T re “giornate” hanno caratterizzato gli avvenimenti di queste ultime settimane. Mi riferisco alla “Giornata mondiale della vista”, promossa dall’OMS, alla 5ª “Giornata nazionale dei cani guida per ciechi” - una manifestazione istituita in Italia nel 2006 per sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e tutti coloro che le persone non vedenti, accompagnate dai loro cani guida, incontrano quotidianamente - e alla “Giornata internazionale della pace”, istituita nel 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. E i lions, che da sempre “favoriscono la pace e promuovono la comprensione internazionale”, che sono leader mondiali della lotta alla cecità e leader nazionali dell’addestramento dei “cani guida”, durante quelle celebrazioni dov’erano? Da nessuna parte, perché per gli organizzatori dei tre eventi e per la stampa nazionale i lions sono dei perfetti sconosciuti. Ma perché noi lions siamo sconosciuti? Perché nella moderna società della comunicazione e dell’immagine, per avere visibilità occorre saper programmare la diffusione delle notizie, le quali devono puntare sull’individuazione del messaggio da divulgare, sull’attuazione di un testo che sappia attrarre gli addetti alla comunicazione e la gente e su una attenta e dosata distribuzione delle informazioni ai quotidiani e alle televisioni. E’ come dire che una nostra comunicazione, sia a livello locale che nazionale, deve avere contenuti, deve essere chiara e sintetica e deve lasciare un segno tangibile all’esterno. Tutto questo va costruito secondo regole ben definite che attengono agli specialisti, cioè a quelle persone che sanno avvalersi di competenze specifiche e sanno realizzare un insieme di attività il cui obiettivo finale è quello di comunicare bene per informare e per influenzare positivamente l’opinione pubblica. Ma non sono certo i mezzi o le persone con competenze specifiche che ci mancano. Ci mancano il tempo, un ufficio stampa dovrebbe attivare tutto l’anno rapporti di fiducia e trasparenza con i giornalisti e gli opinion leader, e un po’ di buona volontà, affinché il lavoro d’immagine non si esaurisca con l’allestimento di una o più conferenze stampa o con l’organizzazione di un evento culturale limitato a pochi. Tempo e buona volontà che dovrebbero consentirci di inviare comunicati interessanti e trasmettere con continuità una immagine trasparente e credibile della nostra associazione. In sostanza, dal club al multidistretto, tutto dovrebbe rientrare in un programma funzionale che ci porti prima di tutto alla valorizzazione di un evento lionistico (ne abbiamo tanti) e, successivamente, al mantenimento del nome “Lions International” e alla diffusione della parte più significativa della nostra attività. Provate ad immaginare che effetto farebbero sulla gente titoli del tipo “Otto milioni di ciechi guariti dai Lions”, oppure “I Lions hanno donato 1778 cani guida”, pubblicati su decine di quotidiani o trasmessi nei notiziari delle televisioni, durante la “Giornata internazionale della vista” o la “Giornata nazionale del cane guida per ciechi”. La comunicazione è metodo, è strategia, è univocità e serve per far conoscere agli altri il nostro lavoro. Comunicare bene significa anche trasmettere emozioni e orgoglio ai lions (è bello leggere sui quotidiani le nostre imprese), e significa evidenziare con chiarezza come il lionismo abbia saputo costruire in 60 anni un patrimonio di attività che nessun’altra associazione si sognerebbe di realizzare. Solo facendo percepire alla pubblica opinione un’immagine che corrisponda all’identità dell’associazione, potremo costruire e poi rafforzare l’identità del lionismo, chiarire obiettivi e programmi, precisare ruoli e funzioni, facilitare l’efficienza e anche, perché no, partecipare da protagonisti agli avvenimenti significativi che si svolgono ogni anno nel nostro bel Paese. La più importante associazione di servizio del mondo può continuare con il “fai da te”, oppure deve puntare su una comunicazione consapevole che sappia diffondere al meglio i propri caratteri distintivi dandone la giusta visibilità? La risposta mi sembra scontata. E, con l’aria che tira in questo mondo sempre più globalizzato, partecipare da protagonisti al susseguirsi degli eventi non è una questione da poco. 7 Il nostro mondo Messaggio del Presidente Internazionale Lotta alla fame Di Sid L. Scruggs III * continua da pagina 3 ranza mettendo in luce il nostro servizio. Ricordiamo a noi stessi perché siamo diventati lions e perché lo siamo tutt’oggi. Considerate la vostra appartenenza all’associazione come un obbligo di frequenza o come un’opportunità di servire e di essere un raggio di speranza per la vostra comunità? Lasciate che il vostro impegno nel servire si irradi dal vostro cuore e guadagni la soddisfazione di aver fatto la differenza. A novembre, dicembre e gennaio si celebreranno numerose ricorrenze secondo le varie tradizioni, io chiedo ai Lions che facciano splendere la luce sugli affamati. Ho visto come i Lions sono efficaci a questo riguardo. Ad Amsterdam ho incontrato due fratelli che stavano aprendo un club Lions allo scopo di avviare un banco alimentare. A Kuala Lumpur, in Malesia, ho incontrato una donna eccezionale. Uma ed il suo club nutrono 100 persone al giorno; alcuni di loro sono ciechi e comunque tutti poveri. Le ho chie- 8 sto come è iniziata. Lei mi ha detto: “Un giorno ho visto un giovane rovistare in un bidone dell’immondizia in cerca di cibo per la sua famiglia”. Da allora, ha visto un bisogno e ha risposto. Sappiamo che in quasi tutte le comunità ci sono bisogni legati al cibo. Dobbiamo essere attenti ai bisogni e disposti a rispondere alle necessità. La vostra risposta a questo tipo di bisogno potrebbe essere quella di iniziare un banco alimentare o contribuire ad uno già attivo. La vostra risposta potrebbe essere quella di consegnare cestini di cibo o addirittura adottare una famiglia durante le feste. Siate disposti a donare la vostra abbondanza di tempo ed energia a qualcuno che non ne ha. Rendete il nostro motto del servizio una realtà ricca di significato ogni giorno. Come disse Mahatma Gandhi: “Il modo migliore per trovare se stessi è perdersi nel servire gli altri”. Come lions cerchiamo di trovare sempre noi stessi servendo gli altri con il cuore, rendendo le nostre comunità posti migliori in cui vivere, portando un raggio di speranza. *Presidente Lions Clubs International Il nostro mondo Il Direttore Internazionale… fatti ed impressioni Il mondo ha bisogno di noi Di Domenico Messina * E’ mio desiderio, con questo scritto, continuare a rendervi partecipi del “diario di bordo del Direttore Internazionale”, nella speranza che, tra le tante cose raccontate, ci sia qualcosa, sia seria che faceta, che vi possa interessare e coinvolgere. Dalle esperienze maturate, nel mese di agosto, durante il seminario di formazione, svoltosi a Oak Brook, ci proiettiamo, ai primissimi giorni del mese di ottobre (dall’1 al 4), ad Edimburgo (Scozia), per la riunione del Board dei Direttori. E’ la prima volta, nella storia della nostra Associazione, che Edimburgo ospita un Board Internazionale, ed i Lions del MD 105, guidati dal PID Howard Lee, si sono impegnati al massimo per fare sentire il loro calore ed il loro sostegno. Edimburgo, chiamata dagli Scozzesi anche Edìnbara, è una città di 463.000 abitanti, situata sulla costa orientale della Scozia, che sorge su di una serie di colline e che, nel tempo, si è guadagnata l’appellativo di Atene del Nord. Le parti storiche della città (Old e New Town) dal 1995 sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco. All’arrivo in aeroporto ho trovato all’uscita due Lions, vestiti “casual” e con gilet giallo, tipico della nostra Associazione, venuti a prendere, me e mia moglie Rosellina, con un pulmino, con un bel logo Lions sulle fiancate laterali, e che, come mi hanno spiegato, utilizzano sovente per i loro service. Abbiamo molto apprezzato, durante il tragitto, dall’aeroporto all’albergo, il loro senso di cordiale ospitalità, e si è subito creato, tra noi, una corrente di sincera scambievole simpatia, approfondita poi nella serata del 2 ottobre. Ma mentre noi eravamo facilmente identificabili perché indossavamo i nostri badge, loro non avevano alcun distintivo che li potesse distinguere, se non il logo Lions sui loro abiti; erano in quel momento due soci che si mettevano a disposizione, per accogliere, facendo la spola con un pulmino, dall’albergo all’aeroporto, gli ospiti stranieri che via via arrivavano, da tutte le parti del mondo. Solo due giorni dopo ho scoperto che gli amici che erano venuti a prendermi erano due PDG. Questo episodio mi ha molto colpito favorevolmente, ho apprezzato, infatti, l’impostazione che per servire non c’era bisogno di distintivi o targhette di riconoscimento, né tanto meno di differenziazione, e che tutto il gruppo dei Lions di Edimburgo e del MD 105, con semplicità, indipendentemente dagli incarichi ricoperti, si erano messi, in quella occasione, a disposizione, per soddisfare tutte le incombenze che risultavano necessarie da un punto di vista organizzativo. Sebbene l’inizio del Board fosse previsto per l’1 ottobre, il mio arrivo ad Edimburgo, invero, è stato organizzato dalla Sede Centrale per il 29 settembre, poiché, tanto per cambiare, il Comitato Membership Development, di cui sono componente, si riuniva già la mattina del giorno 30, un giorno prima dell’inizio del Board, in quanto c’era molta “carne al fuoco” (un argomento per tutti? GMT e GLT). Ad Edimburgo ho ritrovato la cortese signora Barbara Gaglio, traduttrice Italiana del Dipartimento EuroAfricano, che mi assiste nelle traduzioni, così come fanno le altre traduttrici dello stesso Dipartimento per i Direttori di lingua portoghese, cinese, coreana, giapponese. Ma, come è piccolo il mondo! Barbara Gaglio è una giovane signora che vive con il marito ingegnere e due figli a Chicago e, guarda caso, è di Palermo ed abbiamo anche delle conoscenze in comune. Quindi, il 30 settembre, dalle 9 alle 17, riunione del Comitato con un fitto ordine del giorno: dall’analisi dei risultati cumulativi finali dei mesi di giugno/luglio, ai risultati cumulativi di agosto, all’esame della sezione Soci del Piano strategico, ai Programmi soci, come Iniziative delle Donne, Programma nuclei Familiari, Programma Giovani Adulti, Club Universitari, Progetti di Marketing, Programma Mentoring. Un altro punto di grande interesse è stato quello relativo ai sussidi per lo sviluppo soci. E’ possibile, infatti, in casi particolari, richiedere, all’Associazione, da parte di un Multidistretto o di un Distretto, un sussidio al fine di superare un trend negativo che, nel giro degli ultimi anni, abbia portato ad un consistente calo del numero dei soci. Tali risorse economiche servono per organizzare seminari e meeting di formazione al fine di ridurre o arrestare la perdita di soci. Le modalità operative attraverso le quali è strutturato il lavoro del Board sono, a mio avviso, estremamente valide. Infatti, si lavora per Comitati in modo che ciascuno sviluppi ed approfondisca competenze e problematiche specifiche in piccoli gruppi, ma successivamente tutti vengono messi al corrente di tutto, nel corso dell’Udienza informale del Board sui rapporti preliminari dei Comitati, durante la quale ciascuno ha la possibilità di dire la sua su ogni ambito e dare il proprio contributo, per poi arrivare, su ogni mozione, si spera, ad una posizione consapevolmente condivisa da tutti. Il giorno dopo, dalle 9 alle 14 abbiamo avuto una riunione congiunta di ben tre comitati: Sviluppo Soci, Leadership e Servizi ai Club e Distretti. La riunione è stata in gran parte utilizzata per discutere su Global Membership Team (GMT) e Global Leadership Team (GLT), che nel corso di quest’anno sociale, sostituiranno defi9 Il nostro mondo nitivamente il MERL. Alle 15.30, puntuale, l’apertura ufficiale, da parte del Presidente Internazionale Scruggs, della riunione del Board dei Direttori. Presenti anche numerosi ospiti, tra cui il Sindaco di Edimburgo. Il Presidente Scruggs ha voluto, proprio ad inizio di seduta, presentare ufficialmente a tutti il Direttore Italiano. Comprenderete facilmente la mia emozione, anche perché non mi aspettavo, proprio in quel contesto, una tale attenzione. La sera ricevimento al Castello di Edimburgo, dove l’abbigliamento previsto era per gli uomini kilt e giacca, per le signore abito con sopra il sash (sciarpa scozzese). Vi risparmio di riferirvi delle situazioni un po’ inusuali determinate in ciascuno di noi nell’indossare, per la prima volta nella nostra vita, un kilt, che è fondamentalmente una gonna che arriva appena al ginocchio. Il Castello di Edimburgo domina la città e sorge su un’antica rocca di origine vulcanica, chiamata in origine Din Edyn (la fortezza di Edyn). Le sue origini vengono indicate intorno al 1130 d.C. Particolare successo riscuote, tra i turisti, “l’one o’clock gun”, ossia il colpo di cannone che tutti i giorni, eccetto la domenica, viene sparato alle 13 per segnalare l’orario alle navi che attraccano al porto; questa tradizione si tramanda dal 1846. Nel salone delle adunanze il Presidente Scruggs ha voluto consegnare a tutti i Direttori Internazionali la sua International President’s Award. Sabato 2 ottobre dalle 9 alle 16.30, riunioni singole dei Comitati, mentre la sera siamo stati ospiti del MD 105 presso lo Stewart’s Melville College Performing Arts Centre, dove alcuni giovani studenti si sono esibiti in un piacevole concerto musicale, al quale ha fatto seguito una semplice ma festosa cena “a buffet”, durante la quale ho ritrovato gli amici PDG scozzesi che mi erano venuti a prendere in aeroporto e con i quali ci siamo intrattenuti piacevolmente, insieme alle loro gentili e simpatiche consorti. Domenica 3 ottobre, altro che giornata festiva! Si è lavorato tutto il giorno veramente sodo. Dalle 9 alle 17, infatti, si è svolta l’Udienza informale del Board sui rapporti preliminari dei Comitati. Nel corso di questa riunione i Chairpersons di ciascun Comitato hanno esposto, a turno, il lavoro svolto e presentato le proposte di mozione; al termine di ciascuna esposizione 10 si è aperto il dibattito con la possibilità, per ciascun Componente del Board, di intervenire per chiedere delucidazioni, fare proposte, proporre modifiche, per giungere infine ad una formulazione definitiva che ha trovato tutti d’accordo, sempre con il coordinamento del Presidente Scruggs, con il fattivo supporto del 1° Vice Presidente Tam e del 2° Vice Presidente Madden e con la puntuale assistenza del Direttore Esecutivo Peter Lynch e dei Responsabili delle diverse Divisioni della Sede Centrale. Lunedì 4 ottobre, la riunione conclusiva del Board, dedicata esclusivamente all’approvazione delle mozioni, si è svolta dalle 7.15 alle 8.15, anche perché i funzionari ed i dipendenti di Oak Brook, presenti ad Edimburgo, dovevano, alle 11 prendere, l’aereo per Chicago. Nella nostra Associazione si ottimizza tutto, orari e costi compresi. Le mozioni vengono presentate dal Chairperson del Comitato proponente e appoggiate da un secondo Direttore e poi si vota. Io ho avuto il piacere di sostenere tre mozioni pronunciando la frase: “Mister President, I second the motion”. Alla fine qualche ora per poter fare i turisti e poter comprare un pensierino per le figlie. L’ultima sera, cena di gala sul Royal Yacht Britannia, yacht che è stato della regina di Inghilterra, e che ora viene utilizzato per eventi particolari. Una serata piacevolissima, io e Rosellina siamo stati sistemati nel tavolo con il Presidente Internazionale, a fianco di Mrs Yudy Scruggs. L’indomani mattina rientro a Trapani, portando a casa una “pila” enorme di documenti, ma soprattutto un pensiero chiaro. Ha ragione il Presidente Scruggs, la strada maestra è concentrarsi sull’essenza del nostro essere Lions: “il service”. L’incontro ed il confronto, durante questi giorni del Board, con tanti Lions che vivono a latitudini così diverse dalle nostre, ma con i quali ci comprendiamo al volo e con i quali abbiamo uno stesso “sentire”, dà validità e conferma tutto ciò. Allora è questo “sentire” che dobbiamo rafforzare in ognuno di noi. Ecco perché, a conclusione di queste pagine di diario, vi propongo un gesto semplice, un “click” informatico simbolico, ma di enorme significato intrinseco. Andate nel nostro sito (www.lionsclubs.org), entrate nella sezione “Centro per i soci” e cliccate “Impegnatevi nel servizio”, firmiamo così tutti insieme una nota di impegno: “Prometto il mio personale impegno al servizio per contribuire a far splendere la nostra luce più brillante che mai e nel corso dell’anno rendere migliore la vita di qualcun altro”. Sì, il mondo ha bisogno sempre più di uomini e donne di buona volontà, i Lions hanno queste caratteristiche, non possiamo e non dobbiamo dimenticarcelo. Rinnoviamo le nostre promesse, per non tradire mai quell’impegno che ieri abbiamo preso, aderendo ad un Lions Club, ma che né oggi, né domani, dovremo mai fare scemare. *Direttore Internazionale 2010-2011. Il nostro mondo La nota del CC L’impegno dei lions Di Stefano Camurri Piloni * I n queste ultime settimane ho avuto il piacere di partecipare ad alcuni congressi distrettuali di apertura, durante i quali sono stato accolto con grande affetto, e per questo ringrazio di cuore i governatori, gli officer e i soci di quei distretti. Ad ogni incontro ho potuto apprezzare sia lo spirito di cooperazione mostrato durante gli interventi, che il taglio concreto dato al programma dell’annata, il tutto in linea con le direttive del Presidente Internazionale Scruggs, che ci esortano ad essere, per chi è in difficoltà, un “faro di speranza” e a rappresentare, di fatto, un punto di riferimento per la società. Il nostro Multidistretto si sta muovendo compatto verso un modo nuovo di essere lions, un modo più attento alle necessità delle comunità e non del singolo, e che si interfaccia sempre di più, con autorevolezza e credibilità, con le istituzioni. Tutto questo ci consentirà di avere maggiore visibilità e ci fornirà un biglietto da visita credibile e di facile lettura. Desidero ora soffermarmi assieme a voi su alcuni aspetti del lionismo. Mi riferisco alla “forma”, intesa come atteggiamento nato dall’esperienza e dalla cultura lionistica, e al “volontariato”, inteso come attività svolta con dedizione a favore della collettività. La forma deve rappresentare un corretto modo di porsi agli altri e una bella forma deve essere il corretto contenitore per attività di servizio ed idee importanti. La forma deve anche essere un supporto al nostro modo di operare e un sostegno alle nostre iniziative. La forma deve infine essere elastica, deve sapersi adattare alle circostanze e non creare impedimento all’obiettivo che vogliamo raggiungere. Bando, quindi, ai formalismi, che spesso alimentano un personalismo non adatto al nostro modo di operare e, altrettanto spesso, sono un freno allo sviluppo della nostra associazione. Una importante caratteristica del lionismo, per la quale raggiungiamo un alto grado di eccellenza, è il nostro essere volontari. Siamo entrati nella associazione in modo libero e liberamente ci siamo messi al servizio del prossimo. Ne consegue che tutto quello che facciamo viene fatto perché ci crediamo e non perché siamo obbligati a farlo. Difatti, noi lions agiamo spinti dall’entusiasmo e uniti dall’unico trait genetico lionistico del “we serve”. Dobbiamo quindi essere orgogliosi del nostro libero volontariato. Un libero volontariato che non vuole dire anarchia, ma vuole dire scegliere coscientemente e liberamente di operare in sintonia con le linee guida che il Board Internazionale ci indica e che tengono conto delle necessità globali della nostra società. Cari amici, vi invito a riflettere su queste mie considerazioni, certo come sono che troverete in esse la voglia di proseguire nel cammino lionistico, fornendo un esempio per gli altri e dando la possibilità a quanti ci osservano di sentirsi attratti dalla nostra considerevole e impegnativa azione. Buon lavoro dal vostro CC. *Presidente del Consiglio dei Governatori. 11 Fresco di stampa D a più parti, e ciclicamente, si parla della necessità di smontare le “scalate” a posizioni di responsabilità distrettuali od internazionali nei nostri distretti che, pare, esistano. La metodologia è mutuata a piene mani della politica partitica del nostro paese che, notoriamente, eccelle per “clientelizzare” le elezioni, ove potesse, anche del Dalai Lama. Pare che quasi in ogni distretto vi siano gruppuscoli che con un classico porta a porta riescono a determinare in alcuni clubs l’elezione dei delegati ai vari congressi e con questa “force de frappe” eleggere persone del loro clan che a loro volta, utilizzando lo istituto delle nomine (vedi governatori che ne hanno assoluta discrezione), determinano gabinetti distrettuali con presidenti di zona e di circoscrizione (cioè le posizioni votanti) nominati in maniera tale da creare una cordata che nel tempo determina il bello e brutto nella vita del distretto e nelle elezioni a vice, a governatore ed anche più in su. Nulla di nuovo. Qualcosina è sempre esistita anche nella nostra organizzazione: ma erano casi sporadici stigmatizzati da tutti. Se invece il fenomeno tende a divenire globale, quasi prassi spalmata sul territorio nazionale, merita di essere considerato perché altera quella struttura democratica (vera!) che tipizza Lions International. Che i leader si siano sempre occupati - da Jones ad oggi e nel mondo - di assicurare buona leadership al fine di ottenere i migliori risultati nell’azione di servizio che tutti sono chiamati ad espletare, è cosa buona e giusta. Un vero leader non può limitarsi a fare bene solo il suo lavoro; ma mentre detiene una posizione ha anche il dovere di provvedere a ché quanti lo seguiranno possano essere migliori di lui. E’ ciò che avviene nelle democrazie più avanzate. Ed accade anche da noi a livello internazionale ove gli officer esecutivi ed i componenti il Board considerano quanti ambiscono giustamente a guidare l’associazione cercando di capire, chi risponda ai requisiti di moralità, lealtà, vocazione al servizio disinteressato, carisma, conoscenza della associazione, credito nel mondo lionistico per i suoi trascorsi nel mondo della solidarietà e non ultimo il suo modo di approcciare i problemi, il senso diplomatico, la capacità di guida, la cultura, la personalità, anche nei risvolti privati, nonché il suo grado di solvibilità. Ma non è mai è accaduto che qualcuno sia stato supportato (endorsement) e poi eletto sol perché amico di qualcuno o ancor peggio perché avesse promesso allocazioni di persone di un clan nell’ambito decisionale vuoi per nomina o per successive elezioni. Ricordo che quando i leader del mondo lionistico si misero a guardare alla possibilità che io accettassi la sfida per la presidenza fui rivoltato come un calzino 12 di Pino Grimaldi * senza che io ne sapessi nulla (lo seppi a cose fatte!). Indagini a tutto campo svolte per capire di fatto che tipo fossi! E quando eletto scelsi le persone che ritenni più idonee, alcuni che addirittura mi avevano osteggiato, ma che erano in grado di fare un buon lavoro per l’associazione. Mi alienai alcune amicizie - poi dopo anni riemerse, e con le scuse - ma quel Board e quanti nominati a coprire posizioni internazionali furono il meglio ed alcuni di loro ancora oggi in alcune posizioni internazionali continuando a servire bene l’organizzazione. Ora, per ovviare “malpensate” umane, in qualche distretto si sta studiando la possibilità di eleggere i presidenti di zona e di circoscrizione sottraendoli così - si opina - alla nomina del governatore e rendendo difficile mecenatismo e cordate. Di fatto, lo statuto internazionale consente tanto. Recita, infatti, che queste due ultime posizioni (PC e PZ) possono essere elette o nominate a secondo di quanto previsto negli statuti distrettuali. Si tratterebbe dunque di avere negli statuti l’elezione anziché la nomina discrezionale del governatore ed il gioco sarebbe fatto. Ma: le delimitazioni di zone e circoscrizioni ad oggi sono decisioni di ciascun governatore ed accade che a volte annualmente esse vengano variate nei confini e nel numero di clubs ricadenti dentro ciascuna. Non solo, ma la posizione di presidente di circoscrizione è facoltativa e dunque ciascun governatore è libero di utilizzarla o no. Tutto ciò premesso per potere “democratizzare” ove si voglia il suddetto aspetto, occorre che lo statuto del distretto preveda una configurazione fissa del numero di clubs ricadenti nei confini di circoscrizioni e zone, tale che possano essere tenute le elezioni contestualmente a quelle dei vice e del governatore, con i candidati a conoscenza del territorio che andranno a sovraintendere. Ed “ad abundantiam”, è auspicabile che pur mantenendo le circoscrizioni come entità territoriali fisse, si prevedesse negli statuti che quel distretto rinuncia ad averne il presidente, dato che la presenza di due vice governatori è sufficiente al coordinamento delle zone che potendo comprendere fino a 9 clubs ciascuna potrebbero essere ridotte di numero, con beneficio anche dei gabinetti distrettuali ove il numero dei votanti verrebbe ridotto ed il lavoro meno dispersivo. Un maquillage degli statuti potrebbe evitare ciò che dicono accade o si paventa che accada. Ma soprattutto si eviterebbero dubbi sulla presenza di “poteri” non istituzionali che di certo non possono essere tollerati. Sarebbe un messaggio ricco di significati per la società oggi massacrata dal clientelismo e dai “caporali” che non sono manco “d’onore” come qualcuno che stette in groppa 20 anni nel nostro paese! Figurarsi altri. *Presidente Internazionale Emerito. Rinnoviamo polizze RC MEDICI da oltre 25 anni www.assimedici.it www.assiprofessionisti.it www.assientipubblici.it BRINDATE CON NOI ! Lions le migliori SOLUZIONI del mercato! 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Mi è stato chiesto da più parti di esporre il mio pensiero sul fatto che il nostro glorioso passato è fatto di carità e beneficenza. Rispondo a tutti dalle pagine della nostra prestigiosa rivista per economia di risorse. In primo luogo osservo che non so se il nostro passato sia fatto solo di beneficenza e carità e non anche di impegno civile per la Comunità. Accetto, però, la domanda, perché sicuramente sono molti gli amici Lions di più antica esperienza che si chiedono come inquadrare antichi e prestigiosi service di beneficenza nella nuova frontiera della cittadinanza umanitaria. Occorre, allora, rispondere a tre domande: Cosa è la solidarietà? Cosa dice il nostro Statuto e la nostra Mis- 14 sione riguardo alla solidarietà? La carità sopravvive nell’età della cittadinanza attiva umanitaria? E, se sopravvive, come sopravvive? La nozione di solidarietà si lega alla natura della nostra associazione, che è una associazione di servizio e non un’associazione culturale. Ma ogni servizio presuppone una cultura capace di rispondere a due domande. Non basta dire: We Serve. Dobbiamo chiederci: Chi serviamo? Come serviamo? Gli studiosi che hanno approfondito la nozione di solidarietà, nell’ambito della Caritas internazionale, distinguono la solidarietà corta e la solidarietà lunga. La solidarietà corta si rivolge ai singoli, che sceglie, perché incide solo sugli effetti, lasciando intatte le cause della povertà e dei bisogni umani insoddisfatti. La solidarietà lunga, invece, si propone di incidere sulle cause della povertà e, perciò, serve la Comunità e non i singoli. Si propone, in breve, lo svolgimento di “attività di interesse generale” perché nessuno debba stendere la mano e chiedere la carità, che soddisfa uno, due, tre, ma non tutti per un principio di eguaglianza nel bisogno. L’esempio migliore che è possibile immaginare è semplice: la solidarietà corta dona le medicine, la solidarietà corta partecipa alle ricerche per scoprire il vaccino che debella la malattia, una volta per tutte. Ora leggiamo insieme il nostro Statuto e la nostra Missione. Vi troviamo la “carità” e “la beneficenza”? Sicuramente no. L’art. 3 dello Statuto, che prevede gli scopi dell’Associazione, recita: “Promuovere principi di buon governo e di buona cittadinanza”, prendendo “attivo interesse al bene civico, ambientale, sociale e morale della Comunità”. La Missione, votata nel Board a Nuova Delhi, del quale ho avuto l’onore di fare parte, invita, ribadendo gli scopi dell’associazione, i volontari a “servire la comunità”. La carità, allora, può sopravvivere? La risposta è senza mezzi termini positiva. La nuova carità si chiama “sussidiarietà orizzontale” ed è prevista, addirittura, dalla nostra Costituzione Repubblicana. I lions di più antica data possono essere sereni: la loro carità sopravviverà nell’era della cittadinanza attiva umanitaria. Ma è importante capire come e perché l’antica carità nel sopravvivere si arricchisce di una nuova dimensione, perché diventa funzione sociale civica. Il dato normativo di partenza è, come abbiamo detto, l’art. 118 della Costituzione, che rappresenta, ormai, L’unico con 3 anni di garanzia un fondamento costituzionale dei nostri Scopi e della nostra Missione. L’art. 118 della Costituzione dice: “Lo Stato, le Regioni, le Province, le città metropolitane, i Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di obiettivi di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà”. Il nostro Service non è solo il c.d. “privato sociale” separato dalla vita pubblica delle nostre istituzioni, perché quando noi realizziamo quel Service “serviamo la Comunità” che vuole dire la Città, il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato. Noi serviamo un interesse generale e, quindi, la nostra carità è diventata un servizio di interesse della comunità e, cioè, una “attività di interesse generale” promossa non solo dal cuore, ma anche dalla mente di cittadini che non vogliono essere “tappabuchi del sistema” o “ospedali della storia”. Cittadini che nel momento dell’atto di carità si vogliono chiedere: perché hai fame, perché muori di fame, perché non vedi, perché devi chiedere la carità? Non è giusto. La povertà non è un fatto naturale, ma una sventura creata dagli uomini, perché le risorse della terra sono sufficienti per sfamare tutti gli esseri umani, ma come diceva Gandhi, non la cupidigia di tutti. Noi - come dice il Premio Nobel per la pace, Nelson Mandela chiamiamo carità un’opera di giustizia sociale. Allora, mio caro amico, la tua carità vivrà, ma oggi devi sapere che con il tuo “libro parlato”, con il tuo “caneguida per non vedenti” con la tua “barella ospedaliera” tu servi la comunità, svolgi una attività di interesse generale, un servizio per la comunità, sulla base del principio di sussidiarietà. Per questo servizio la città ti dice grazie, perché la tua è una nuova “cittadinanza amministrativa”, che i nostri antenati non conoscevano. Ma, allora, non puoi fermarti alla carità ma batterti perché nessuno debba più chiedere la carità. E se qualcuno ti chiederà perché fai questo: rispondi che è giusto fare qualcosa per gli altri meno fortunati di noi, ma tu lotterai anche fino a quando nessuno avrà più bisogno di chiedere la carità. Se sei lion vuol dire che per te la speranza prende il posto della paura. Ma, allora, al fondo della carità, della sussidiarietà orizzontale e della cittadinanza umanitaria tu troverai sempre e solo la stessa scintilla di quando sei diventato lion, una scintilla che si chiama “amore”. Vivere la casa in piena libertà Chiama per un sopralluogo gratuito RICHIEDI L’INTERNO L1001 www.otolift.it Ideali per tutti i tipi di scale, scale i montascale Otolift sono semplici da utilizzare e adattabili ad ogni ambiente. I montascale tascalee n non on sono tutti uguali utti u gualii Otolift Montascale Srl Via Cechov 1, 20098 S. Giuliano Milanese (MI) *Direttore Internazionale 2007/2009 e Rappresentante del Lions Clubs International presso il Consiglio d’Europa. L’originale dal 1891 15 L1001.indd 1 31/08/10 09.49 16 mondolions Lotta alla cecità Attraverso Sight First, i Lions sviluppano progetti che salvano la vista ed educano le comunità sui programmi di prevenzione. Di Nicole Brown D oug Martin è un autista del pulmino scolastico, perciò si è sorpreso quando non ha passato il test di acuità visiva allo screening Lions di Camperdown, Australia. Gli è stato subito prescritto un esame visivo completo e il dottore ha diagnosticato la cataratta ad entrambi gli occhi. Dopo essersi sottoposto alla chirurgia e aver messo gli occhiali è stato nuovamente in grado di tornare al suo lavoro. Martin non è l’unico con problemi alla vista non diagnosticati. Difatti, 153 milioni di persone sono visivamente danneggiate dalla miopia, presbiopia o astigmatismo. Eppure la maggior parte di loro potrebbe avere una vista normale con occhiali, lenti a contatto o chirurgia refrattiva. E qui entrano in gioco i Lions, che hanno sempre avuto un ruolo chiave nella prevenzione della cecità, sia localmente che a livello mondiale. Attraverso Sight First, i Lions sviluppano progetti che salvano la vista, accrescono la consapevolezza delle malattie dell’occhio ed educano le comunità sui programmi di prevenzione. I Lions stanno portando avanti questo impegno con grandi risultati. A centinaia di migliaia di persone i Lions hanno permesso di recuperare o salvare la vista ad un costo medio di 6 dollari a persona. Il programma Lions per la salute dell’occhio (LEHP) è un esempio di come i Lions operino una sensibilizzazione sulla salute degli occhi e sulla prevenzione di malattie nelle loro comunità. Avviato negli Stati Uniti il programma ha avuto un grosso successo anche in Turchia, Giappone, Canada, Fiji e Australia. Lanciato nel 2000, il programma LEHP australiano ha stimolato i Lions. Il Lehp ha istruito figure professionali sia volontarie che stipendiate, ha creato un’ampia gamma di materiale in più lingue e coordinato regolari eventi pubblici. I lions hanno 17 Per saperne di più … Sight First… cifre da capogiro S reso il programma un’attività permanente del Multidistretto. Grazie al LEHP, Martin e molti altri hanno potuto effettuare un esame oculistico salvando o recuperando la vista. La “Giornata mondiale Lions per la vista” è un altro esempio di impegno per aumentare la consapevolezza delle malattie oculari e promuovere la necessità di regolari esami della vista. Da oltre 12 anni i Lions portano avanti progetti relativi alla vista nel mese di ottobre. Da allora, la “Giornata mondiale della vista” è diventato un evento internazionale di Vision 2020 al quale partecipano anche altre organizzazioni non governative per la vista. Quest’anno la “Giornata mondiale Lions per la vista” avrà luogo ad Osaka, in Giappone. I Lions organizzeranno eventi e forniranno attrezzature per non vedenti ad una scuola per ipovedenti e non vedenti e alla Lighthouse for the Blind. Attraverso gli impegni Lions di Sight First come il “Programma Lions per la salute dell’occhio”, la “Giornata mondiale Lions per la vista” e altre iniziative, i Lions stanno accrescendo la consapevolezza e riducendo la cecità su scala mondiale. Superando con successo i 200 milioni di dollari attraverso la Campagna Sight First II, i lions restano leader nella promozione della salute dell’occhio e nella prevenzione di malattie. 18 ight First è l’iniziativa più ambiziosa dei Lions. Grazie a Sight First, i Lions hanno restituito la vista a quasi 8 milioni di persone con operazioni di cataratta, hanno evitato che oltre 30 milioni di persone diventassero cieche e hanno migliorato i servizi oculistici per centinaia di milioni di persone. Il programma Sight First è stato avviato dai Lions nel 1989 per sconfiggere la cecità prevenibile. All’epoca l’80% dei casi di cecità era dovuto a cause prevenibili. Tramite Sight First, i Lions sono riusciti a prevenire la cecità supportando interventi alla cataratta, finanziando l’ampliamento di ospedali e cliniche oftalmiche, informando il pubblico, distribuendo cure, formando personale qualificato e impostando sistemi di cura della vista in aree che ne erano sprovviste. L’azione di Sight First non solo si è dimostrata concreta, ma anche incredibilmente efficace. In media, per ogni 6 dollari donati è stato possibile restituire la vista a una persona, oppure evitare che rimanesse affetta da cecità permanente. Negli anni ‘90 la campagna Sight First ha raccolto dai Lions 143 milioni di dollari. Con la seconda campagna Sight First i Lions saranno in grado di lanciare nuove iniziative grazie agli oltre 200 milioni di dollari raccolti. Per saperne di più … Un parco giochi per Amber A ppena un anno fa, Amber Farlow, 7 anni, non era in grado di camminare ed era confinata su una sedia a rotelle. Oggi, Amber conosce la gioia di camminare da sola, usando un bastone che lei definisce il suo “bastone magico”. La sua mobilità non sarebbe stata possibile senza i Lions. Nella scuola di Amber è stato costruito un nuovo parco giochi, con il sostegno della LCIF e dei lions del Multidistretto 201, in Australia. “Grazie infinite, cari Lions, per ciò che avete fatto per la scuola, per mia figlia e per tutti - ha detto Michelle Farlow, mamma di Amber -. E’ assolutamente fantastico. Li ha resi dei bambini felici che possono godersi molto di più la loro vita”. Amber ha molte necessità mediche. Nata con difficoltà respiratorie, è rimasta in ospedale per i primi 18 mesi di vita superando 55 interventi chirurgici. Per respirare ha ancora bisogno di un macchinario per la maggior parte del giorno e della notte. Nonostante tutte le sue complicazioni mediche, Amber sprigiona un entusiasmo senza pari. Quando i Lions hanno contattato la Gosford East Public School, che Amber frequenta, per costruire un centro attività per bisogni speciali, lo staff ha accettato con entusiasmo la loro offerta. Un simile parco giochi in precedenza era un sogno per il personale ed i bambini. Ma attraverso il sostegno dei Lions e della LCIF, si è subito trasformato in realtà. “E’ semplicemente straordinario vedere che il lavoro La storia di Amber incoraggia i lions a continuare il servizio a favore di persone con bisogni speciali. Ma la LCIF da sola non può farcela… Di Alecia Dimar e i soldi da parte di tutti fanno la differenza in tutto il mondo. Non avrei mai pensato che ciò potesse succedere qui nella nostra piccola comunità”, ha detto Graeme McLeod, direttore di Gosford. “I Lions fanno veramente la differenza. Fare la differenza è una cosa meravigliosa. Grazie a tutti i Lions”. Senza i finanziamenti della LCIF, il sogno per Amber e per gli altri bambini della scuola con bisogni speciali non si sarebbe mai avverato. Il centro per la sua costruzione costa quasi 170.000 dollari, ben oltre la disponibilità finanziaria dei Lions locali. Per questo i Lions hanno chiesto il sostegno della LCIF e ricevuto un sussidio di 57.596 dollari per costruire il parco giochi. “Sono entusiasta del parco giochi. Probabilmente va oltre le mie aspettative e mi ha coinvolto sin dall’inizio. Ma quando vedi i bambini, in particolare quelli sulla sedia a rotelle o con il deambulatore, giocare significa che il risultato del nostro lavoro è favoloso”, ha detto Jeff Kukura dell’East Gosford Lions Club. Attraverso gli sforzi della LCIF, dei Lions locali e della comunità, i bambini con bisogni speciali come Amber hanno l’opportunità di frequentare un parco giochi alla pari con i loro compagni non disabili. La storia di Amber incoraggia i lions a continuare, ma la LCIF da sola non può farcela. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per far si che accadano altri fatti sensazionali. Insieme, possiamo dare una speranza a tutte le Amber del mondo. 19 Per saperne di più … Le decisioni del Board Riassunto delle decisioni prese in occasione del Consiglio d’Amministrazione Internazionale del Lions Clubs tenutosi a Sydney, Australia, dal 23 al 27 giugno 2010. Commissione revisione dei conti 1. Esaminato la procedura per il trattamento delle donazioni a Mumbai, India. 2. Esaminata la pianificazione dei conti con Grant Thornton. Commissione statuto e regolamento 1. Respinto il ricorso presentato dal Distretto B-9 (Messico) relativo all’elezione del secondo vice governatore e dichiarato il Lion Federico Cota Rodriguez secondo vice governatore del Distretto B-9 per l’anno fiscale 20102011. 2. Respinto il ricorso presentato dal Distretto 323-J (India) relativo all’elezione del secondo vice governatore e dichiarato il Lion Bhava H. Kothari secondo vice governatore del Distretto 323-J per l’anno fiscale 2010-2011. 3. Respinto il ricorso presentato dal Distretto 324-B3 (India) relativo all’elezione del secondo vice governatore e dichiarato il Lion V. Murugesan secondo vice governatore del Distretto 324-B3 per l’anno fiscale 2010-2011. 4. Modificato e riorganizzato lo Statuto e Regolamento Tipo per Club, Distretti e Multidistretti contenuto nel Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione per renderne più chiaro il loro contenuto e garantire un’uniformità con il formato tipo dello Statuto e Regolamento, dello Statuto e Regolamento Internazionale e delle disposizioni del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione. 5. Modificata la Procedura per la Risoluzione delle Controversie per i Club, Distretti e Multidistretti contenuta nel Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione per includere disposizioni concernenti l’archiviazione delle risposte scritte ai ricorsi e il mantenimento della riservatezza. 6. Cancellata la disposizione del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione relativa alla figura dell’agente fiscale per la Turchia, non ritenuta più necessaria. Commissione convention 1. Approvato un aggiornamento di carattere minore alla procedura per la certificazione. Commissione servizi ai distretti e ai club 1. Il Consiglio d’Amministrazione ha accettato e approvato i risultati dell’elezione dei Governatori Distrettuali per l’anno fiscale 2010-2011. 2. Riconosciuti i club della Repubblica di Georgia e della Repubblica di Bielorussia come zone provvisorie. 3. Nominati leader Lion alla carica di Delegati di Zona e Presidenti di Circoscrizione provvisori per l’anno fiscale 2010-2011. Il gruppo GMT al McDonalds I l gruppo GMT (Global Membership Team) si riunisce periodicamente ad Oak Brook per un seminario di aggiornamento ed una aperta discussione delle problematiche con il presidente internazionale ed i due vice-presidenti. Queste riunioni avvengono nel magnifico parco della McDonalds, che ospita un lodge della Hyatt e la sede della Hamburger University, un’università che rilascia diplomi di “Hamburgerologia” e nella quale sono esposti tutti i gadget storici, fotografie, quadri riferiti alle tematiche della McDonalds, ma anche opere d’arte di scultori di tutto il mondo. Per noi il vantaggio immediato è di poter usufruire gratuitamente dei distributori di bibite e caffè, cosa che facciamo abbondantemente. Malgrado un ambiente così allegro e piacevole i seminari, che si svolgono in una sala ad emiciclo come nelle “vere” università, dotata di tutte le apparecchiature informatiche che possono servire, queste sessioni sono intense ed approfondite. Questa fotografia è stata scattata nell’ingresso della 20 Hamburger University al termine del seminario dello scorso agosto; vi si vedono i GMT leaders riuniti attorno al presidente internazionale Scruggs ed ai due vice presidenti Tam e Madden. Per saperne di più … 4. Riconosciuta l’area di Hangzhou in Cina come Distretto provvisorio 386, avendo tale area raggiunto il numero di 17 club e 450 soci; la Commissione Esecutiva è stata autorizzata a nominare un governatore distrettuale per il distretto provvisorio per l’anno fiscale 2010-2011. 5. Modificati i requisiti per il conseguimento del Premio Ricostruzione di Club per richiedere che un club resti in regola per un periodo lungo 12 mesi, prima dell’assegnazione del premio e, dovendo restare il club in regola per suddetto periodo, il requisito del pagamento anticipato delle quote pro capite semestrali è stato cancellato. 6. Cancellato il testo relativo al marchio Lioness e forniture per club, essendo la normativa sull’uso dei marchi già inclusa nel capitolo XV del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione e avendo l’associazione interrotto la vendita di forniture per club Lioness già da diversi anni. Commissione finanza e operazioni sede centrale 1. Approvata la Previsione di Bilancio per il 2009-2010, che riflette un surplus. 2. Approvata il Bilancio per l’anno 2010-2011, che riflette un surplus. 3. Il consiglio ha approvato la Compagnia Northern Trust come Azienda Fiduciaria per il Piano Fondi Pensionistici. 4. Modificata la normativa relativa alle riunioni del consiglio d’amministrazione. Il calendario delle riunioni del consiglio d’amministrazione deve essere approvato dal consiglio d’amministrazione. Il costo complessivo delle riunioni del Consiglio d’Amministrazione di ottobre/ novembre e marzo/aprile non dovrà superare i 2 milioni di dollari. 5. Modificato il regolamento relativo ai viaggi degli accompagnatori dei direttori internazionali, past presidenti internazionali, past direttori internazionali, inca- ricati del consiglio d’amministrazione o relatori ufficiali per discorsi ufficiali, riunioni del consiglio d’amministrazione o convention internazionali. Il presidente internazionale dovrà approvare un accompagnatore adulto, che non sia un coniuge legalmente riconosciuto, all’inizio di ciascun anno. 6. Modificato il Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione riguardo al budget del governatore distrettuale per conformarsi alla procedura. La norma stabilisce che ogni anno il governatore distrettuale riceverà il bilancio per l’amministrazione distrettuale. I bilanci annuali si baseranno sulla media ricavata da: i 3 anni con i bilanci più elevati degli ultimi 5 anni. Questo include l’ultimo bilancio approvato relativo all’immediato past governatore distrettuale a far data dal 31 marzo, e le spese reali rimborsate per i quattro precedenti governatori distrettuali. Le proposte di aumento del bilancio saranno valutate esclusivamente sulla base della località di appartenenza del governatore distrettuale all’interno del distretto, di un notevole aumento del numero dei club o di una riorganizzazione distrettuale. 7. Consolidato il Capitolo delle Forniture ai Club del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione. 8. Modificata la norma per consentire al presidente internazionale di approvare 5.000 miglia aggiuntive per i past direttori internazionali con incarichi di relatore, in speciali circostanze. 9. Approvate le modifiche di gestione per la Normativa sulle Spese di Viaggio e sul Rimborso per le Spese degli Officer Esecutivi. Fondazione Internazionale (LCIF) 1. Approvato Northern Trust come gestore per la fondazione delle Rendite Caritatevoli Annuali (CGAs). I lions italiani nelle organizzazioni internazionali I l Lions International ha propri rappresentanti ufficiali nelle grandi organizzazioni mondiali. Rappresentanti che vengono regolarmente invitati a partecipare alle assemblee generali e che sono tenuti informati delle grandi iniziative che l’ONU e le altre organizzazioni collegate o il Consiglio d’Europa sviluppano. Nazioni Unite (ONU) a Ginevra - Presidente Internazionale Emerito Giuseppe Grimaldi. FAO a Roma - Past Direttore Internazionale Massimo Fabio. Consiglio d’Europa a Strasburgo - Past Direttore Internazionale Ermanno Bocchini. Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - Past Governatore Giu- seppe E. Cantafio. Oltre ai 4 officer italiani ci sono altri rappresentanti del lionismo presso l'Unicef di New York, Ginevra e Nairobi, l'Unesco di Parigi, le Nazioni Unite di Vienna, l'Ecosoc di New York e l'Unep di New York. 21 Per saperne di più … 2. Aggiunto un rappresentante per l’Africa alla Commissione Direttiva LCIF con incarico biennale. 3. Nominato un rappresentante per il Consiglio Consultivo di Bausch & Lomb per la cataratta pediatrica. 4. Stanziato 1,9 milioni di dollari del bilancio per i sussidi umanitari approvati fino al 30 giugno 2010. 5. Modificata la norma sull’impiego dei sussidi umanitari. 6. Approvati 32 sussidi che includono sussidi Standard, sussidi di Assistenza Internazionale e sussidi Core 4, per un totale di 1.155,201 dollari. 7. Presentate otto richieste di sussidio. 8. Rinnovato lo stato di priorità di un anno fino al 30 giugno 2011 ai fondi Core 4 per la prevenzione e per il programma di controllo del diabete. 9. Nominato un rappresentante per il Consiglio degli Amministratori Fiduciari della Fondazione Pan-American Ophthalmological. 10. Aggiornati i firmatari del conto Scottrade della Fondazione, per facilitare le donazioni dei titoli. 11. Modificato il Regolamento della fondazione, il capitolo del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione, e il Manuale delle Operazioni e Procedure di LCIF per implementare la Commissione Direttiva di LCIF. 12. Aggiornate le sezioni relative a operazioni bancarie e investimenti nel capitolo del Manuale delle norme del Consiglio d’Amministrazione su LCIF, a seguito del cambiamento della banca della fondazione. Commissione leadership 1. Aumentata la durata del Seminario per Governatori Distrettuali Neo-Eletti a quattro giorni, a partire dal 2011 con il seminario che si terrà a Seattle, e aggiunto al rimborso spese previste per il Seminario per Governatori Distrettuali Neo-Eletti il costo di un pernottamento e dei relativi pasti per i governatori Distrettuali Neo Eletti e per i Docenti del Seminario. 2. Approvata una sessione di orientamento della durata di cinque giorni per il Team responsabile del Training dei Lions della Cina. Commissione progettazione a lungo termine 1. Approvato un piano finale per l’eliminazione graduale del programma team MERL e delle rispettive quattro posizioni attraverso l’allargamento del Global Membership Team (GMT) al livello distrettuale e multidistrettuale, e per unificare i Presidenti addetti ai Soci, all’Estensione, al Mantenimento (Membership-Extension-Retention) in un unico team. Il piano mira, inoltre, a trasformare la precedente funzione di mantenimento in una più generale attenzione al “successo del club”, per affrontare in modo più adeguato le cause profonde del calo associativo. Inoltre, la funzione Leadership all’interno del MERL e la posizione del suo presidente saranno separate dalle componenti M-E e R e sarà loro riconosciuta una propria struttura, il Global Leadership Team (GLT) che opererà in collaborazione con il GMT allargato, in modo integrato e interdipendente. Le strutture interdipendenti del GMT e del GLT potranno meglio dedicarsi alle esigenze di crescita associativa delle 22 circoscrizioni e, al contempo, concentrarsi sul successo del club e sulla crescita della leadership a tutti i livelli di LCI, al fine di rendere più efficace la nostra missione per il service. L’anno 2010-2011 sarà l’anno della transizione che consentirà ai distretti e ai multidistretti che possiedono dei team attivi MERL di mantenerli durante la pianificazione della transizione alle nuove strutture del GMT e del GLT, che avrà luogo entro il 2011-2012. Le aree in cui i team MERL non sono attivi o gli incarichi dei loro membri sono vicini al termine, sono invitate a effettuare la transizione nel corso dell’anno 2010-2011, non appena si ritiene possibile. Commissione sviluppo soci 1. Riconosciuto il Regno di Bhutan come 206° paese che fa parte di Lions Clubs International. 2. Autorizzata la richiesta per la Registrazione del Buthan alla Società Civile, se richiesto. 3. Modificato il limite oltre il quale la Commissione Sviluppo Soci esamina e assegna le charter per l’approvazione. Durante l’anno fiscale per ciascun distretto il limite è stato ridotto da quindici (15) richieste per la charter a dieci (10). Commissione pubbliche relazioni 1. Stipulato un contratto triennale con la PDS - Flexible International Mailing, per la spedizione all’estero della Rivista Lion e della rivista Lion in lingua spagnola. 2. Riorganizzata la sezione relativa ai premi all’interno del Capitolo XX del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione. 3. Modificati i criteri per l’assegnazione dei Premi di Riconoscimento ai Direttori Internazionali per rimuovere la parte del premio relativa alla medaglia. Commissione attività di servizio 1. Nominati i vincitori dei premi Leo dell’Anno per l’anno 2009-2010. 2. Definiti i criteri per i Lions club che desiderano cancellare una sponsorizzazione di un club Leo e/o ricevere un credito finanziario per presentare il modulo di annullamento di Leo Club al Dipartimento Programmi Giovanili della Sede Centrale. 3. Modificata la procedura per la cancellazione di un club Leo per richiedere che un Lions Club sponsor stabilisca, con la maggioranza dei voti, l’interruzione della sponsorizzazione di un club Leo. Inoltre, il governatore distrettuale dovrà essere informato da un officer del Lions club sponsor, a mezzo comunicazione scritta, riguardo all’intenzione di cancellare il club Leo sponsorizzato, almeno trenta giorni prima del voto del Lions club sponsor. 4. Rimosso il testo del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione per chiarire la necessità di rispettare le linee guida per la procedura per la valutazione della continuazione del Club Leo, qualora un Lions club sponsor desideri cancellare il Leo club sponsorizzato senza il consenso dei soci del club Leo. Per maggiori informazioni sulle risoluzioni di cui sopra si prega di fare riferimento al sito di LCI www.lionsclubs.org o di contattare l’Ufficio Internazionale allo 630-571-5466. Per saperne di più … I lions contro la fame Il Presidente Internazionale Sid L. Scruggs invita i Lions ad inviare un raggio di speranza ad oltre un milione di persone che nel mondo soffrono o muoiono di fame. 20 possibili progetti per le nostre comunità. S econdo le Nazioni Unite il numero di uomini, donne e bambini malnutriti è in crescita sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. Il Presidente Internazionale Sid L. Scruggs III è convinto che i Lions debbano inviare un raggio di speranza durante i mesi di dicembre e di gennaio ad oltre un milione di persone che nel mondo soffrono o muoiono di fame. Soltanto negli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Agricoltura dichiara che 16 milioni di bambini vivono ogni giorno con alimentazione insufficiente. Noi possiamo fare la differenza nelle loro vite sostenendo sia programmi di assistenza internazionale che banchi per la distribuzione alimentare nelle nostre comunità. Cominciate dal piccolo e mirate al grande. Se la vostra città non ha una mensa, organizzatene una. Questo è ciò che è stato fatto dal Broadview Heights Lions in Ohio nel 1987, quando hanno fondato il Banco Alimentare Lend-a-Hand di South Hills. Distribuiscono cibo ad oltre 120 tra uomini, donne e bambini di 45 famiglie bisognose. Il presidente del club Keith Gaydosh, che gestisce il banco alimentare, dice che ha visto aumentare del 30 per cento la necessità nello scorso anno. “Siamo in una comunità abbastanza benestante, ed è scioccante vedere quanta gente è in difficoltà ora. Hanno perso il lavoro ed hanno problemi per nutrire le proprie famiglie”. Il banco alimentare è situato in un locale del municipio e i volontari sono per la maggior parte lions che curano le provviste e servono le famiglie in quattro città. “C’è bisogno di molti volontari e di molto tempo”, dice Gaydosh. Gaydosh, 31 anni, dice che Lend-a-Hand ora serve da modello per altre organizzazioni che vogliono istituire dei banchi alimentari. E questo è importante per i lions di Broadview Heights. “C’è molta gente nel bisogno ora - spiega Gaydosh - per questo siamo qui”. 20 idee per alleviare la fame 1. Sponsorizzate una campagna alimentare comunitaria per rifornire una mensa locale. 2. Fate del volontariato per preparare pasti per gli anziani. 3. Organizzate un programma di nutrizione in una scuola locale per fornire pasti sani e nutrienti. 4. Preparate e consegnate dei cestini con cibo per famiglie bisognose. 5. Servite pasti in un ricovero per senzatetto. 6. “Adottate” una famiglia che lotta per mangiare. Portateli a comprare frutta e verdura. 7. Organizzate un evento a favore del banco alimentare nella vostra comunità. 8. Sponsorizzate una camminata per la fame ed utilizzate il ricavato per comprare alimenti per un orfanotrofio o un ricovero. 9. Create confezioni di snack da distribuire a bambini bisognosi. 10. Collaborate con altre organizzazioni di servizio per alternarvi alla distribuzione dei pasti alle persone bisognose. 11. Associatevi con ristoranti locali o supermercati. Raccogliete donazioni di cibo fresco per case di accoglienza per donne o bambini. 12. Create un libro di ricette facili ed economiche. 13. Avviate una cooperativa alimentare come risorsa per cibo salutare a prezzi più abbordabili. 14. Contribuite piantando un giardino comunitario in modo che i residenti locali possano coltivare il proprio raccolto. 15. Raccogliete omogeneizzati e alimenti per l’infanzia per un’organizzazione che serva giovani mamme a rischio. 16. Fornite snack genuini o pasti ad un gruppo di bambini bisognosi che frequentano il doposcuola. 17. Lavorate con il personale sanitario per tenere corsi gratuiti sulla nutrizione e la preparazione del cibo. 18. Fornite frutta come snack genuino nelle strutture dedicate ai bambini. 19. Prestate servizio di trasporto agli anziani per consentirgli di fare la spesa. 20. Insegnate ai bambini a preparare il pane. 23 Aspetti giuridici del LCI ➡ Visto da dentro Secondo il nostro codice civile il “Lions Clubs International”, è considerato associazione non riconosciuta e come tale priva di personalità giuridica. A cura di Sergio Maggi * Seconda parte Attualmente, come è noto, le associazioni di volontariato sono disciplinate, oltre che dalle norme del Codice Civile e successive modifiche (L. n. 127 del 15 maggio 1997 e L. n. 192 del 22 maggio 2000), dalle seguenti leggi: • L. n. 266 dell’11 agosto 1991 - Legge quadro sul volontariato. • D.L. n. 460 del 4 dicembre 1997 - Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle onlus. • D.L. n. 185 del 29 novembre 2008 - Misure urgenti per il sostegno alle famiglie… • L. n. 2 del 28 gennaio 2009 - Conversione in legge del D.L. n.185. Nell’insieme il quadro legislativo ribadisce che le associazioni non riconosciute non hanno alcuna personalità giuridica; questo perché il riconoscimento è stato negato da parte dello Stato, o perché il riconoscimento non è stato richiesto (come nel caso della nostra associazione). Tale riconoscimento è una discriminante fondamentale tra le associazioni riconosciute e quelle non riconosciute. Le associazioni riconosciute sono organi indipendenti dai soggetti che li compongono e, di conseguenza, sono dotati di autonomia patrimoniale “perfetta”, nel senso che il patrimonio dell’associazione è distinto da quello dei singoli associati. Pertanto, i terzi creditori possono rivalersi solo sul patrimonio dell’associazione, ma non sul patrimonio personale dei singoli soci, né su quello personale degli amministratori. Ciò vale anche se l’associazione è insolvente. Le associazioni non riconosciute hanno, invece, un’autonomia patrimoniale “imperfetta”; esse sono dotate di un fondo comune, costituito dal conferimento delle quote associative e dai beni acquistati con tali quote. Nella 24 fattispecie si configura una comunione di beni, per cui gli associati sono comproprietari; ma, finché l’associazione è in vita, essi non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretendere la restituzione della quota in caso di recesso. Gli eventuali terzi creditori possono rivalersi sul fondo comune e sul patrimonio personale di quelli che hanno agito in nome e per conto dell’associazione (rappresentante legale e amministratori), ma non sul patrimonio dei singoli associati; questo perché l’associazione non riconosciuta non è sottoposta al controllo preventivo dello Stato per la constatazione dell’esistenza dei mezzi necessari per la realizzazione degli scopi. Ne consegue che la responsabilità patrimoniale di chi agisce in nome e per conto dell’associazione risulta garanzia ulteriore nei confronti di terzi. All’associazione non riconosciuta viene, inoltre, attribuita la capacità processuale; essa, quindi, può stare in giudizio nella persona che in quel momento ricopre la carica di rappresentante legale. Infine l’associazione non riconosciuta può acquistare beni immobili e beni mobili registrati (art. 2659 C.C., art.1 l. n. 52 del 27-02-85; Corte Cost. sentenza n. 245 del 12-07-96) e può ricevere donazioni e lasciti testamentari, senza peraltro ottemperare alle prescrizioni previste dagli ex art. 600, 782 e 786 del CC in vigore prima della emanazioni della L. n. 127 del 15 maggio 1997 e della L. n.192 del 22 giugno 2000. In altri termini, l’associazione, contrariamente a quanto in precedenza previsto, non deve richiedere il riconoscimento di personalità giuridica entro l’anno dall’avvenuta donazione, perché possa entrare in possesso della donazione stessa. La prima parte riguardante gli aspetti giuridici del LCI è stata pubblicata su “Lion” di ottobre a pagina 30. *Direttore Internazionale 2004-2006. multidistretto Scambi giovanili. Anzi, Campi e scambi giovanili, perché quattro anni or sono il Presidente Internazionale Jimmy Ross ha deciso di unificare i due service che sono, di fatto, complementari. E’ uno dei service del Lions Clubs International di maggiore impatto sui giovani, ma anche uno dei meno conosciuti tra i Lions e i Leo. L’importanza della “famiglia ospitante”. Di Simone Roba* Q uando parliamo di “Campi e Scambi Giovanili”, parliamo di ragazzi e ragazze tra i 17 ed i 21 anni che hanno la possibilità, grazie ai Lions, di vivere una vera e propria esperienza di vita. Purtroppo, molti, quando sentono parlare di scambi giovanili, fanno confusione e credono che i Lions siano diventati un tour operator, un’agenzia di viaggi o una scuola di lingue, ma non è così, anche se inviamo questi giovani all’estero e diamo ospitalità a giovani stranieri. I numeri dei giovani mossi dal “Gruppo di lavoro Campi e Scambi Giovanili del Multidistretto 108 Italy” sono ogni anno molto importanti. Ad esempio, nel corso dell’anno sociale 2009/2010 abbiamo I Lions… per i giovani 25 Per saperne di più … Amicizia cultura sport ... Insieme L ➡ ricevuto 447 richieste di partecipazione da giovani italiani per andare all’estero e di questi 302 sono partiti; dall’estero sono invece giunti 288 giovani per un totale di 2073 notti trascorse presso famiglie ospitanti, oltre al periodo trascorso in uno dei 17 Campi Giovanili italiani. Proprio il ruolo di “Famiglia ospitante” è uno dei più importanti all’interno del nostro meccanismo. Ma le difficoltà per reperire un adeguato numero di famiglie ospitanti sono sempre notevoli. E’ necessario un maggior coinvolgimento dei singoli Lions e Leo Club, adeguatamente motivati anche dai vertici distrettuali Lions, affinché ci sia una ulteriore disponibilità al servizio, dal momento che l’ospitalità in famiglia rappresenta un momento caratterizzante del programma, perché consente al giovane ospite di vivere il quotidiano, le abitudini e le consuetudini spesso diversissime dalle proprie. L’impegno richiesto per ospitare non è molto: si va dai pochi giorni ad una settimana. E’ però importante che in famiglia ci sia anche un coetaneo del giovane ospite straniero che sappia comunicare in inglese e, trattandosi appunto di un service di club, è opportuno che i soci supportino la famiglia ospitante, arricchendo di conoscenze lionistiche il giovane ospite. Inoltre, i club potrebbero utilizzare la “scusa” della ricerca di famiglie ospitanti per entrare nelle scuole, un vero e profi- a meta può essere uno degli oltre 200 Paesi del mondo che ospitano i Lions Club e avere una durata compresa tra le tre e le cinque settimane a seconda della destinazione. Di solito il periodo all’estero è in luglio e si compone di due fasi differenti: l’ospitalità in una o più famiglie del luogo scelte dai Lions e la partecipazione al campo. Il campo è una struttura abitativa confortevole che ospita i giovani per lo svolgimento di un appropriato programma culturale, sportivo e soprattutto aggregante della durata di una decina di giorni. 26 cuo serbatoio dove è possibile trovare collaborazione e dove offrire opportunità a giovani meritevoli. Ricordiamoci poi che la lingua ufficiale dei “Campi e Scambi Giovanili” è sempre l’inglese, indipendentemente dal paese di provenienza dell’ospite straniero o della nazione di destinazione del giovane italiano. Molti chiedono di far partecipare il proprio figlio o nipote e di mandarlo in Inghilterra per imparare l’inglese. Bene, questa è una richiesta completamente sbagliata ed è l’approccio peggiore per iniziare il rapporto con gli scambi giovanili, dove il rafforzamento della conoscenza della lingua straniera è solo un “effetto secondario”. Uno degli scopi del lionismo è quello di creare e stimolare uno spirito di comprensione tra i popoli del mondo. E noi cerchiamo di perseguirlo proprio attraverso gli scambi giovanili: per questo motivo, per noi, una destinazione relativamente vicina come la Svizzera o l’Austria ha lo stesso valore e significato di andare in Australia. E’ difficile farlo capire ad un teen-ager, ma è così. Prima avete letto di un “Gruppo di lavoro Campi e Scambi Giovanili”: è un gruppo molto valido, estremamente coeso, affiatato e disposto a lavorare intensamente con i giovani per i giovani. E’ composto da un Coordinatore Nazionale, il sottoscritto, da 17 responsabili distrettuali per gli scambi giovanili e da 17 direttori I coordinatori distrettuali DISTRETTO MD 108 Italy 108 Ia1 108 Ia2 108 Ia3 108 Ib1 108 Ib2 108 Ib3 108 Ib4 108 Ta1 108 Ta2 108 Ta3 108 Tb 108 A 108 Ab 108 La 108 L 108 Ya 108 Yb CHAIRPERSON Roba Simone Gianni Farina Giorgio Facchini Simone Roba Flaminio Benetti Laura Schiffo Roberto Settimi Marco D'auria Franco Pollini Paolo Tacchi Mauro Mormile Loris Baraldi Carlo Vinieri Giuseppe Lupis Leonardo Bettucci Fabrizio Carmenati Annalisa Quartuccio Alfonso Garofalo E-MAIL [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] Per saperne di più … dei campi giovanili, di cui 2 riservati a giovani disabili. Inoltre, da numerosissimi collaboratori distrettuali che aiutano in modo concreto ed attivo i membri di questo “Gruppo di lavoro”. Questo gruppo ha alcune peculiarità: l’estrema unità di intenti e solidità dei rapporti finalizzata alla massima efficienza possibile, a prescindere dai Distretti di appartenenza. Inoltre, questo è uno dei service attivo 365 giorni all’anno e chi ne fa parte deve farlo sempre in maniera attiva e non può limitarsi a “scaldare la poltrona o svernare”. E’ difficile, con poco spazio a disposizione, trasmettere tutta la passione che ci pervade e che ci anima, permet- tendoci di sottrarre tempo prezioso alle nostre attività personali per dedicarci con infinito entusiasmo al service “Campi e Scambi Giovanili”: solo così le ore trascorse al computer per organizzare queste esperienze di vita dei nostri giovani vengono affrontate con la necessaria serenità. La nostra ricompensa sono i sorrisi dei giovani una volta tornati a casa, felici e soddisfatti per l’esperienza vissuta: il sapere di aver in qualche modo contribuito a migliorare il loro futuro, è per noi il miglior grazie al nostro impegno quotidiano. We serve… *Coordinatore Multidistrettuale “Campi e scambi giovanili”. I Campi in Italia CAMPO CAMPERS DISTRETTO Alpe Adria 24 Ta1-Ta2-Ta3 Alpi e Mare 20 Ia1-Ia2-Ia3 Amicizia 15 L Apulia 14 Ab Italo Ladisa (Winter Youth Camp) 10 Ab Azzurro 15 A Baldoni 10 Ib1 Emilia 25 Tb Italia 45 MD Italia Disabili 20+20 MD Laghi 18 Ib2-Ib3-Ib4 Solidarietà 6 La Toscana 15 La Toscana Disabili 10+10 La Trinacria 20 Yb Valtellina 10 Ib1 Vesuvio 14 Ya DIRETTORE Paolo Tacchi [email protected] Oreste Gagliardi [email protected] Anna Patani [email protected] Luigi Meuli [email protected] Vincenzo Antezza [email protected] Giovanni Dallari [email protected] Giorgio Faroni [email protected] Guido Fava [email protected] Fiorenzo Smalzi [email protected] Giuseppe Garzillo [email protected] Giuseppe Roberto Settimi [email protected] Gabriella Guerreschi [email protected] Emilio Lelli [email protected] Luciano Arnetoli [email protected] Aldo Cordaro [email protected] Alfredo Cantoni [email protected] Giuseppe Cerrone [email protected] ➡ Programma “Scambi giovanili lions” I l programma di “Scambi giovanili lions”, nato nel 1961 secondo il motto “Creare e promuovere uno spirito di comprensione tra i popoli del mondo”, ha visto ogni anno la partecipazione di numerosi giovani che hanno saputo cogliere un’opportunità unica. Per molti giovani, infatti, prendere parte al programma di scambi giovanili lions rappresenta un’esperienza indimenticabile: viaggiare in un altro paese, non per turismo ma per arricchimento personale, e vivere presso una famiglia ospitante venendo a contatto “dal di dentro” con una cultura diversa dalla propria sono momenti di arricchimento che possono costituire una tappa fondamentale nel percorso di crescita. Sul sito internet della sede centrale di Oak Brook (www. lionsclubs.org) e sul sito italiano (www.scambigiovanililions.org) si possono trovare tutte le informazioni necessarie. L’organizzazione è a cura dei responsabili degli scambi giovanili lions delle aree di partenza e di destinazione. 27 Per saperne di più … Scambi giovanili… sempre al lavoro Il Distretto 108 L ha ospitato a Roma dal 24 al 26 settembre l’annuale appuntamento con gli YEC Multidistrettuali. L’incontro ha visto la partecipazione di tutti i coordinatori distrettuali degli “Scambi giovanili Lions” (YEC) e di molti direttori dei “Campi”. L a giornata di sabato è stata interamente dedicata ai lavori degli operativi degli “Scambi e Campi Lions” che ha permesso di gettare le basi del programma 2010-2011. Da regolamento, il programma annuale si dovrebbe concludere il 15 settembre di ogni anno, ma praticamente non si ha tempo per terminare che già le nuove attività ti impegnano con le prossime ospitalità ed uscite invernali. D’altra parte quando da noi è inverno, gli stati geograficamente a noi opposti vivono la stagione estiva ed i ragazzi iniziano a trascorrere le loro vacanze. Ecco allora che, sin dai primi di dicembre, l’Italia deve essere pronta ad accogliere tanti giovani provenienti dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dal Sudafrica, dal Giappone… In questi mesi che ci separano dalla fine dell’anno, oltre a cercare, interpellare e confermare “famiglie ospitanti, si devono raccogliere tutte le “application form” dei nostri ragazzi in partenza la prossima estate. Quest’anno Roma ha voluto regalare un momento importante a tante amiche ed amici YEC e Direttori dei Campi, organizzando in Campidoglio, presso la Sala Cola di Rienzo, un significativo incontro con le istituzioni comunali ed alla presenza del delegato agli Scambi e Campi, il Governatore del Distretto 108 Tb Roberto Olivi Mocenigo, del Governatore del Distretto 108 L Naldo Anselmi, del suo 1° VDG Franco Fuduli e del PDG del Distretto 108 Ta2 Mario Nicoloso, in rappresentanza del Youth Camps & Exchange Coordinator Simone Roba, forzatamente assente per impegni familiari. Il momento di massimo significato, a coronamento del lavoro e delle finalità del programma “Scambi Giovanili Lions”, è stato rappresentato dalle testimonianze di 4 ragazzi che hanno partecipato quest’anno al nostro service, chiare e forti certificazioni che hanno confermato 28 l’importanza sociale e indiscutibile di questo service, che ci vede proiettati nella vastità del mondo, in un’azione di fratellanza, conoscenza e solidarietà tra popoli diversi. Inoltre, non meno importante la viva e sentita testimonianza di una “famiglia ospitante”, nostri cari amici Lions romani, a riprova di quanto delicato e basilare sia il lavoro e la scelta delle famiglie. Nella giornata di sabato un nutritissimo gruppo di amiche ed amici è stato accolto da Monsignore Marco Cocuzza Coadiutore ufficiale della Basilica Papale di S. Maria Maggiore che ha voluto celebrare una S. Messa per tutti i Lions del mondo, accompagnando poi, da perfetto padrone di casa tutti i presenti per un tour particolarmente suggestivo e imperdibile della Basilica. La sera ha visto coinvolti tutti in una Cena di Gala presso il Park Hotel Villa Carpegna, organizzata in collaborazione con il L.C. Roma Mare, con la piacevole presenza del 1° VDG 108 L Franco Fuduli e di molti amici Lions del Distretto. L’indomani, domenica 26, per tutti i presenti che non erano ancora partiti, il Comune di Roma ha voluto offrire una visita guidata presso i Musei Capitolini del Campidoglio. Il lionismo italiano, con questa iniziativa, si è posto ancora una volta agli occhi dell’opinione pubblica come laboratorio e palestra di idee e fucina di fermento solidale, confermando che con la nostra partecipazione possiamo dare prova, una volta di più, della grande passione sociale ed umana che spinge molti Lions là dove altri non oserebbero. Fabrizio Carmenati Youth Exchange Chairman 108L District Nelle foto tre dei quattro rgazzi intervenuti all’incontro multidistrettuale di settembre. Per saperne di più … Il “Progetto adolescenza”… a Gubbio Il LC Gubbio Host ha sponsorizzato il prestigioso corso di formazione per docenti. Per 3 giorni full-time, 21 insegnanti sono stati accompagnati in un entusiasmante percorso didattico-educativo incentrato sul delicato e difficile mondo dell’adolescente. Di Donatella Pauselli L’ entusiasmo dimostrato dai corsisti è stato di grande soddisfazione per il nostro club, tanto più quando la frase ricorrente che gli stessi docenti mi hanno più volte riferito suonava così… “ho ritrovato il piacere di insegnare”! Frase che si spiega da sé! A seguire ho preferito riportare i commenti diretti dei partecipanti, in qualità di testimonianze dirette. “All’inizio dell’anno scolastico noi docenti siamo sommersi da lettere che ci invitano ad iscriverci ai vari corsi di formazione, ma fra questi quello del LC Gubbio Host ha attirato la nostra attenzione, per cui abbiamo inviato la richiesta di partecipazione, senza aspettarci in realtà “nulla di nuovo sotto il cielo...”. Dopo 20 anni di militanza nella scuola e una miriade di corsi frequentati non ci si illude più di scoprire qualcosa di emotivamente e intellettualmente coinvolgente e al contempo di veramente utile a livello professionale. Per cui il primo giorno del corso eravamo tutti in scettica e rassegnata attesa di ciò che ci si prospettava, cercando di capire “che aria tirava...”. Da subito però Paola Vigliano, carismatica formatrice, assieme alla sottoscritta, presidente del LC Gubbio Host, ci hanno conquistate con la loro insolita simpatia e una rara empatia relazionale, ma ciò che ha letteralmente tolto ogni diffidenza verso l’esito del corso è stata l’eccellente conduzione del gruppo di lavoro e l’innovativa e coinvolgente metodologia proposta. Oggi nelle scuole vediamo prevalere sentimenti di preoccupazione, di incertezza, se non di sconcerto e risentimento. La funzione docente andrebbe infatti tutelata non solo col principio della libertà dell’insegnamento ma anche con la piena responsabilità e il pieno controllo del proprio agire, in termini di programmazione del lavoro, di potestà decisionale e di rapporti con le famiglie: occorrerebbe dunque ripristinare un dialogo non superficiale, incentivando i valori del reciproco rispetto, della partecipa- zione, della collaborazione, dell’impegno competente e responsabile, della cooperazione e della solidarietà. L’importante è infatti condividere, che significa costruire insieme almeno un pezzo di percorso, lavorando e ricercando collegialmente le soluzioni e sentendosi tutti responsabili in questo nuovo cammino che la scuola sta cercando di intraprendere. In sintesi dunque il principale punto di forza di questo corso è quello di utilità, di raggiungimento degli obiettivi dichiarati, di apprendimento di pratiche didatticometodologiche inusuali ma innovative, trasferibili concretamente nelle proprie classi, oltre ad un rispetto sostanziale dei nostri bisogni formativi. Siamo rimasti entusiasti del modo in cui è stato gestito l’intervento formativo (chiarezza espositiva, efficacia degli strumenti e dei supporti didattici anche digitali); del contesto organizzativo in cui il corso era inserito (adeguatezza dell’aula e scelta degli orari, articolazione delle situazioni formative); dei contenuti del corso (la difficoltà, il livello di approfondimento); delle modalità didattiche (giochi di ruolo, esercitazioni, lavori di gruppo, circle time, simulazioni e animazioni guidate...). Speriamo di poter organizzare, a distanza di tempo, anche un follow up per poterci rivedere con tutti e per scambiare opinioni sulle esperienze realizzate nelle proprie classi”. Dal nostro gruppo è emersa l’esigenza di proporre l’aggiornamento a più docenti possibili al fine di condividere, collaborare, interagire nel team”. “La partecipazione al corso è stata un’esperienza preziosa. Fornisce validi strumenti che permettono agli insegnanti di affrontare argomenti spinosi e molto vicini ai nostri ragazzi, in un clima di crescente collaborazione e rispetto dell’altro”. Cosa resta da dire? Solo l’augurio che altri club si adoperino affinché l’esperienza Progetto Adolescenza Lions Quest si allarghi “a macchia d’olio” data la sua altissima validità, sottolineando ancora una volta come e quale sia l’impegno che contraddistingue ovunque il mondo dei Lions. Illustrazioni tratte da “Metodologia - guida per l’insegnante” edito dal Lions Quest Italia. 29 Per saperne di più … MK… nuove mete da raggiungere Numerose le iniziative effettuate e da effettuare da “I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini”. Programmato l’intervento di vaccinazione contro la meningite per 5.500 bambini dei villaggi a Nord-Est del Burkina. Di Giuseppe Innocenti I n questa occasione gli amici Lions che seguono l’attività di MK dalle righe della rivista, perdoneranno il comunicatore se il mio intervento è stato esclusivamente quello di condensare il corposo diario di viaggio dei nostri Arnaldo Fenzo, Maria Clelia Antolini e Giovanni Spaliviero. Vuole essere questo un sincero ringraziamento a loro per tutto quanto gestito e realizzato nella missione in Burkina Faso svoltasi dall’1 al 9 settembre. Ringraziamento al quale, sono certo, si uniranno le voci dei tanti che hanno compreso le nuove strade del lionismo reale e della necessità di non andare in Africa ad aiutare (ancora peggio trasmettere), ma di collaborare e costruire assieme in Africa e con gli africani. E’ stata la prima volta che siamo andati sino a BoboDioulasso, a 370 Km a sud di Ouaga, seconda città per numero di abitanti del Burkina, molto più umida e, pertanto, più ricca di acqua, di piante, di fiori e di frutta e purtroppo anche di zanzare e, quindi, anche di malaria. Il Centro Universitario di Ricerca Scientifica, che collabora con l’Università di Padova e di Camerino nella “lotta contro la malaria”, si trova in questa città. Accompagnati dal giovane ricercatore Simon Sawadogo, che grazie a MK ha fatto in giugno uno stage all’Università di Padova, abbiamo visitato il Centro, abbiamo conosciuto gli altri biologi ed entomologi impegnati in questo progetto e conosciuto il direttore prof. Jean Bosco Ouédraogo, il quale ci ha ringraziato e ci ha invitato a firmare una convenzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca. La 2ª Campagna per la vista ha avuto luogo a BoboDioulasso dal 4 all’8 ottobre ed è stata organizzata da MK Onlus in collaborazione con i 4 Lions Club di Bobo e con la Fondazione One Sight America. La squadra di One Sight, composta da 45 persone di diverse nazionalità, in 4 giorni ha controllato la vista a 5.000 persone e donato, a chi ne aveva bisogno, idonei occhiali correttivi. Abbiamo assistito, circondati da canti, da colori, da bambini e adulti, all’inaugurazione del complesso scolastico costruito dal Distretto 108 Ta3 nel villaggio di Tomo-Kyon. Nel pomeriggio abbiamo visitato ed inaugurato i tre pozzi costruiti dalla ditta che ha vinto la nostra gara d’appalto. Siamo stati accompagnati dalla Direttrice Regionale dell’Agricoltura, che si è complimentata per i materiali utilizzati. La missione “Camurri” (prima settimana di febbraio), offrirà uma attività di medicina generale e specialistica 30 pediatrica e uno screening visivo, con conseguente consegna, se necessaria, di adeguate lenti correttive. La missione avrà un calendario, concordato con le 3 strutture interessate, e, in base ai numeri dei bambini ospiti sia delle strutture che delle scuole ad esse più vicine e agli adulti impegnati si prevedono 800 visite oculistiche, 450 visite pediatriche, 250 visite generali. La missione sarà svolta da MK Onlus in collaborazione con il “Centro Italiano Lions Raccolta Occhiali Usati”, che procurerà il materiale necessario e metterà a disposizione 2 oculisti e 2 ottici-optometristi. Sabato 9 ottobre, durante il “lions day” del Burkina Faso, alla presenza del Governatore Distrettuale Alphonse Achka della Costa d’Avorio, dopo una conferenza stampa presso la direzione dell’ospedale pediatrico Charles De Gaulle, è stato dato formale inizio ai lavori di “riabilitazione” dei locali che saranno adibiti al nuovo reparto di pneumologia ed allergologia infantile. Per la vaccinazione contro la meningite, MK ha programmato l’intervento a favore di 5.500 bambini dei villaggi della Regione del Centre Ouest del Burkina, la zona più esposta a frequenti epidemie di meningite. Grazie all’intervento del lions Charlemagne Ouédraogo, siamo stati ricevuti dal Segretario Generale del Ministero della Salute Adama Traoré, al quale abbiamo mostrato la convenzione firmata dai Lions Italiani con il Ministero della Salute, nel quale era stato previsto che le vaccinazioni fossero considerate uno degli obiettivi principali del rapporto di partenariato. Il Segretario ci ha consigliato di prendere contatti con il Direttore del Dipartimento di Programmazione delle Vaccinazioni, Boukoungo Mété, il quale ci ha immediatamente ricevuto, insieme ai due medici responsabili del servizio di sorveglianza e della pianificazione di tutte le campagne di vaccinazione. L’O.M.S. ha deciso di fornire gratuitamente il quantitativo di vaccini sufficiente per vaccinare contro la meningite tutta la popolazione del Paese, lasciando a carico del Burkina Faso tutte le spese per la distribuzione e la vaccinazione della popolazione. Si tratta di costi molto alti che lo Stato non può sostenere. E allora MK ha deciso di partecipare, come partner del Ministero della Salute, a questa campagna straordinaria di vaccinazione. Il costo preventivato per la vaccinazione di tutti gli abitanti della Regione di Koudougou, cioè quella dove MK opera abitualmente, è di circa 40.000 euro. Per quanto riguarda il “Progetto agricoltura 1”, il progetto di formazione professionale per 5 giovani diplomati del Liceo Professionale Agricolo di Nanoro, abbiamo sollecitato il lions Charles Bado, Presidente del LC Ouaga Harmonie ad aiutare i giovani nell’espletamento delle pratiche amministrative necessarie per la creazione di un Groupement d’Interet Economique, simile alle nostre cooperative, e a presentare domanda al Sindaco di Nanoro diretta ad ottenere in comodato gratuito, in aggiunta dei terreni attualmente avuti dai Fratelli della Sacra Famiglia, alcuni ettari di terreno irriguo per ampliare il progetto. 31 Per saperne di più … 20 scuole in Burkina Faso Entro il 30 giugno 2011 saranno 20 le scuole costruite dai Lions italiani con il service multidistrettuale “Tutti a scuola in Burkina Faso”. Di Luigi Foglietti * pietra della scuola di Tougouri, donata dal Distretto La, e di Gorom-Gorom, donata dal Distretto Ab. Hanno effettuato inoltre un sopralluogo al cantiere di Gagarà aperto a cura del distretto Ta1, la cui inaugurazione è prevista per febbraio e hanno consegnato la targa dedicata alla memoria del direttore internazionale Enrico Cesarotti che sarà apposta sulla scuola di Charam Charam costruita grazie al finanziamento della LCIF. *Addetto stampa del service. Ha collaborato Sergio Marengo. L’Unità d’Italia vista dai lions A ncora otto mesi di impegno per raggiungere il non lontano obiettivo di costruire 20 edifici scolastici. Il Consiglio dei Governatori ha infatti prorogato al 30 giugno 2011 il service “Tutti a scuola in Burkina Faso”, e il PCC Giancarlo Vecchiati ha visto riconosciuti risultati ed impegno tanto che ne è stato riconfermato coordinatore multidistrettuale. La generosità dei Lions italiani ha consentito una chiusura contabile del service al mese di settembre di 528.000 euro di donazioni, compreso il finanziamento di 75.000 dollari da parte della Lions Clubs International Foundation (LCIF). I dollari arrivati dall’America la dicono lunga sull’apprezzamento dell’operato di quanti hanno lavorato in prima linea e sulla riconosciuta concretezza. Con la cifra raccolta, fra scuole realizzate, scuole in costruzione e scuole in fase di autorizzazione, siamo arrivati a ben 16 edifici. Il traguardo delle 20 scuole non è quindi distante e non appare irraggiungibile. Grazie amici Lions per quanto avete fatto, ma occorre ancora uno sforzo, mettiamocela tutta per dare un aiuto a chi ha meno di noi. Abbiamo ancora del tempo fino a giugno del 2011 per moltiplicare l’impegno e cercare di chiudere con pieno successo questo service. A fine ottobre è andata in Burkina, per coordinare alcuni adempimenti, una missione composta da Giancarlo Vecchiati, Gabriella Gastaldi e dal generoso Lion Gianni Peroni che, con il suo personale contributo, ha consentito la realizzazione di due scuole a Komsilga, scuole che saranno intitolate alla memoria di suo padre. I nostri amici hanno proceduto, infatti, alla inaugurazione di due pozzi donati dal Torino Regio e dal Collegno Certosa; hanno presenziato alla posa della prima 32 Nel periodo marzo-novembre 2011 verranno celebrati i 150 anni della proclamazione del Regno d’Italia, con Torino capitale, ed i lions si ritroveranno proprio a Torino per celebrare il loro Congresso Nazionale. Il Distretto 108 Ia1 ha da tempo elaborato una serie di ipotesi su cui si potrebbe lavorare… Di Roberto Favero U n grande momento interno alla nostra associazione, ma con la necessità di dimostrare anche esternamente l’attenzione che i lions dedicano agli aspetti, spesso un po’ trascurati, che riguardano l’unità d’Italia e l’amor patrio. Le poco esaltanti esternazioni di un partito politico di maggioranza, le divergenze di opinione del Governo in tema di distribuzione delle risorse economiche per i festeggiamenti, le strane interpretazioni che alcuni organi di stampa danno oggi al Risorgimento italiano (argomento del tutto ignorato da altri) ci fanno pensare che, in un momento di confusione generale, almeno noi lions dovremmo farci carico di riportare il clima nazionale ad un livello di equilibrio, per sottolineare il nostro ruolo attivo nel sostenere i valori dello Stato, delle Istituzioni, della Storia Patria. Ebbene mi viene spontaneo fare un appello ai Governatori dei nostri Distretti affinché prendano in seria considerazione la possibilità di uscire allo scoperto, senza proclami e prese di posizione, ma pacatamente, con competenza e spirito nazionale, per sostenere qualche iniziativa di alto livello rivolta a porre la nostra immagine associativa come paladina di quella Italia Unita di cui oggi c’è tanto bisogno, per affrontare le difficoltà economiche e lavorare seriamente per un futuro sereno per i nostri giovani. Cosa fare? Il Comitato Iniziative Italia 2011 del Distretto 108 Ia1 ha da tempo elaborato una serie di ipotesi su cui si potrebbe lavorare, ma naturalmente da altre menti illuminate di tutta Italia potrebbero giungere nuove idee, suggerimenti, proposte, alternative. Sul tavolo della concertazione noi poniamo: La realizzazione di una medaglia commemorativa. Questa idea la si ritiene possibile oggetto di una opera- Per saperne di più … zione di immagine di tutti i Distretti italiani volta a valorizzare il movimento lionistico associandolo ai valori più alti della patria e dell’unità del paese. L’esame di un possibile esemplare prototipale è stato affidato alla società Bolaffi, il maggiore esperto italiano di filatelia e numismatica, che ha fatto una ipotesi concreta per realizzare una medaglia commemorativa così costituita: • Contenitore in cartone lucido a colori a 3 doppie facciate di cui una dedicata al Multidistretto Lions, una al Comitato Italia 150 e la terza con apertura sui due lati alla medaglia. • Medaglia commemorativa circolare di diametro di circa 4 cm, in materiale pregiato, con su di un lato il logo Lions proiettato ai 150 anni dell’Unità d’Italia e sull’altro un’immagine storico celebrativa. Il costo è di 6 euro sulla base di un quantitativo minimo di 1500 pezzi con un prezzo commerciale che potrebbe arrivare sino a 15/20 euro. L’esposizione di libri lions sul risorgimento. Questa iniziativa, prevista in occasione del salone del Libro di Torino nel maggio 2011, prevede l’allestimento di uno stand in cui esporre tutte le pubblicazioni edite da lions o da Club Lions con tema personaggi e fatti del Risorgimento italiano. Una mostra del tricolore italiano. Una iniziativa di immagine che può partire da analoghe esperienze già fatte a Reggio Emilia, Genova, Torino mettendo insieme esperienze ed idee di tutte le regioni italiane e di molti club lions per dimostrare l’attaccamento dei lions alla bandiera ed ai simboli dell’Italia unita. Un concorso letterario. Sulla falsariga di iniziative analoghe si potrebbe, nel 2011, lanciare un concorso su temi risorgimentali destinato ai giovani delle ultime classi della scuola media superiore. Le competenze organizzative credo non manchino e neppure le autorevolezze che potrebbero costituire la Commissione Giudicante. Rappresentazione della piece teatrale sul Risorgimento. Uno spettacolo già rappresentato con successo nel 2010 e già programmato in Piemonte nel 2011, ma che può essere messo a disposizione dei Distretti interessati. Mi pare che le idee non manchino e certamente sul tavolo della concertazione possono giungere, su iniziativa di Club Lions italiani, altre iniziative di portata nazionale che possono venir discusse ed elaborate. La cosa che ritengo fondamentale è quella di fare qualcosa insieme, con il contributo dei lions di tutta Italia che comprendano la valenza che una o più iniziative comuni etichettate Lions possano contribuire alla ulteriore qualificazione della nostra immagine nazionale. Il Distretto 108 Ia1 è a disposizione per partecipare all’orchestrazione nazionale lions e celebrare congiuntamente e degnamente la ricorrenza del 2011. E’ uscito il numero 54 di Lionsphil notizie Si tratta della circolare d’informazione di ottobre riservata esclusivamente ai soci del Lions Club Filatelico Italiano. Per maggiori informazioni sull’associazione contattate il socio Luigi Mobiglia - via Pavone, 20 - 10010 Banchette (Torino) - Tel. 0125612832 - cell. 3308823123. In questo numero si evidenziano, tra l’altro, la situazione finanziaria del club filatelico, la battaglia di Morat, Cile e francobolli Lions, il mito dell’alpinismo mondiale, la 24ª Convention Cuba-Avana e un bel ricordo di Enrico Cesarotti. 33 Grazie al vostro aiuto diventeranno cani guida da donare a chi non vede Il Servizio cani guida dei Lions, una realtà del lionismo italiano conosciuta e apprezzata nel mondo, vive grazie agli amici Lions che lo sostengono. Aiutateci ad aiutare Versamenti intestati a Servizio Cani Guida dei Lions onlus 5 x 1000 > codice fiscale 97033970159 Bancoposta conto corrente postale n. 42123208 Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza Cod. IBAN: IT92G0844001602000000245179 Banca Popolare di Milano (BPM) Cod. IBAN: IT51V0558401609000000029255 Viale Abruzzi, 92 - 20131 Milano Tel. 0229414202 - Fax 0229414883 34 Centro di addestramento Via M. Galimberti, 1 - 20051 Limbiate (MI) Tel. 029964030 - Fax 0299693168 www.caniguidalions.it [email protected] [email protected] A parer mio Quale innovazione? Come è possibile servire in tranquillità se siamo prigionieri delle nostre debolezze e, soprattutto, delle nostre vanità, che, inevitabilmente, si riflettono sull’attività del distretto, dei club, dei soci? Di Massimo Ridolfi O pportunamente, la rivista interdistrettuale “Lions”, dei Distretti 108 Ia1, Ia2 e Ia3, al n. 146, ha voluto pubblicare, o ripubblicare, il messaggio che il Direttore Internazionale Enrico Cesarotti, purtroppo di recente mancato, ha inviato a noi tutti all’inizio dell’anno sociale. Non un lacrimoso necrologio ma un messaggio vivo, di Lui vivo. Omaggio migliore non poteva essere fatto. Nel suo indirizzo, Cesarotti incitava al maggior impegno nel servizio, alla coesione tra i club e i soci per il raggiungimento degli obiettivi più alti della solidarietà e più pressanti che il mondo ci propone. Ma è la parte centrale di quel messaggio che in questa sede più ci interessa e che vale la pena riportare integralmente, senza interpretazioni arbitrarie. Queste le parole di Cesarotti: “Siamo tutti impegnati sulla via della innovazione, innovazione fondamentalmente nei nostri club su azione e attuazione dei club stessi. Cerchiamo nuove vie, nuovi comportamenti, nuovi rituali più in sintonia con la società attuale, con i giovani di oggi, con le donne di oggi, con la comunità che ci circonda, in sintonia con la nostra motivazione iniziale, rivista e rivisitata, alla luce della solidarietà e delle esigenze di oggi e del domani sempre prossimo”. Più volte - ahimè! con poco ascolto - su queste colonne e su altre, abbiamo affrontato l’argomento della necessità di un pronto adeguamento del nostro modo di fare lionismo alle mutate situazioni sociali e al loro rapido divenire. Non sempre il termine innovazione è stato usato e inteso a proposito, tanto che molti, con visione condizionata, hanno recepito un riferimento esclusivo all’uso più ampio possibile delle risorse telematiche, per dare ai soci e ai club informazioni più ampie. Ma ai fini di una proiezione più concettuale, questo è solo un aspetto marginale. Non solo, ma l’abuso di tali mezzi per comunicare, in certi limiti utili, rischia di disperdere quella risorsa irrinunciabile che è il contatto umano, il colloquio, il confronto guardandosi negli occhi e nelle menti. Lo ha capito Cesarotti. L’innovazione che più ci necessita non è quella tecnica che adottano banche, aziende, apparati statali, è quella che dobbiamo cercare in noi, nei nostri club e nei nostri comportamenti e rapporti personali. Si dice: la crisi associativa. Ma come far capire a un giovane socio, se pure animato dalla più autentica vocazione al servizio disinteressato, la necessità e l’utilità diretta di una pletora di presidenti, di incarichi e cariche, nazionali e internazionali, con le quali non avrà mai rapporti né diretti supporti, come giustificargli quegli instancabili viaggiatori, ambasciatori del lionismo o quegli affabulatori, accolti e onorati nelle manifestazioni più importanti, piacevoli per una serata ma, poi, subito dimenticati? Come giustificare al giovane socio i malumori, i contrasti personali, le incomunicabilità che sappiamo - e non le sappiamo tutte - esistere tra noi? Come è possibile servire in tranquillità e serenità d’animo se siamo prigionieri delle nostre debolezze e, soprattutto, delle nostre vanità, che, inevitabilmente, si riflettono sull’attività del distretto, dei club, dei soci? Questo è il fronte della innovazione che Cesarotti ci ha lucidamente indicato e nel quale dobbiamo confrontarci. I giovani rifuggono dai riti e dalle consuetudini. Addirittura, per loro, quel leone del nostro logo, quello di sinistra, che noi tradizionalmente diciamo essere rivolto al passato, potrebbe essere anche eliminato, perché è oggi che si muore di fame e di sete, è oggi che si muore di malattie e di droga, di ignoranza e di guerre. Il passato, ormai, poco può dirci, perché domani sarà peggio. Il coinvolgimento dei giovani, raccomandato dalla recente Convention internazionale, non può che partire di qui, lasciandoci alle spalle, sia pure con malinconia e, per i più anziani, con qualche nostalgia, il modo d’essere Lions fin qui seguito. Né sarà affidandoci ai supporti telematici che riusciremo a dar vita alla vera innovazione. Dobbiamo fermarci a riflettere su questo. Noi siamo come i pellegrini di Emmaus, dubbiosi e incerti e sulla nostra strada non abbiamo ancora trovato un compagno capace di illuminare e guidare le nostre menti al nuovo e al futuro. Tuttavia, e per fortuna, il lionismo si salva per il lavoro umile e silenzioso, spontaneo e personale, spesso estemporaneo, scevro da ogni vanità, di oltre un milione di individui che non chiedono presidenze, cariche, medagliette, attestati di eccellenza, ma vogliono solo servire. A loro va tutto il nostro rispetto. 35 A parer mio Il lionismo che non c’è Una nuova identità per il terzo millennio. “Il pessimismo della ragione, l’ottimismo della volontà” per voltare pagina. Di Antonio Laurenzano L e cronache di questi ultimi tempi hanno riproposto con particolare rilievo un male antico della società italiana, un male che non conosce ambiti di appartenenza, pubblico o privato: la “questione morale”. Mille tentacoli che rischiano, pericolosamente, di penetrare e… annidarsi anche nella “torre eburnea” del lionismo. Un lionismo che la ruota del tempo rischia di spingere inesorabilmente alla deriva in presenza di una inquietante fuga verso il nulla, di un vuoto programmatico allarmante, di un rampantismo selvaggio che spesso si materializza in miserevoli spot personali per la… conquista di un “posto” in affollati organigrammi (sintesi di penosi compromessi) o in ridondanti Comitati distrettuali (di scarsa operatività). Il tutto con una recondita speranza: la Melvin Jones Fellow. Una onorificenza ...inflazionata, priva ormai di ogni valore onorifico. “Per un pugno di dollari” una MJF non si nega più a nessuno, nemmeno a chi ha brillato in assenteismo e inefficienza! E’ la sagra della vanità che va in scena nel nome di squallidi opportunismi che offendono dignità e intelligenza! Sarebbe forse meglio un service in più e una MJF in meno! Ne guadagnerebbe l’etica lionistica, la nostra stella polare, sempre più impolverata e bistrattata, che genera - in chi la rispetta - un profondo senso di sconforto e di abbandono. Non si può rimanere silenziosi dinanzi alla desertificazione dei valori etici e morali che sono alla base della nostra associazione. Colpa di un lionismo ingessato, non più adeguato alle necessità del nostro tempo, lento nella sua azione, sclerotico nella sua dinamica organizzativa, pletorico nella sua struttura. Un lionismo “in via di estinzione”, secondo la drastica previsione del compianto Direttore Internazionale Cesarotti. Il lionismo vive di sincero spirito di servizio, di lealtà, di amicizia. E non di coscienze che dormono! La que36 stione morale rappresenta una scelta prioritaria per recuperare le nostre radici e squarciare ogni velo di ipocrisia che avvolge, in sterili formalismi, una eccessiva autoreferenzialità. Dovrebbe essere questa la missione di una leadership seria e responsabile, espressione di Uomini giusti, Uomini veri, Uomini illuminati per camminare fra la gente, per restituire cioè alla nostra azione l’originale dimensione spirituale al servizio della crescita sociale e culturale della società. Baci e abbracci, luci e fiori, inni e bandiere, se non supportati da una reale condivisone dei principi fondanti del lionismo, hanno il sapore amaro di merce… avariata! Serve a nulla gonfiare di retorica discorsi inutili, meno ancora per riempire un vuoto progettuale e coprire un soffuso disagio. La politica dello struzzo non paga! Mettere la testa sotto la sabbia non ci porterà lontano! Essere Lions è una scelta di vita, implica un impegno costante. Torniamo a essere “coscienza critica” nella società testimoniando con fermezza e coerenza i valori del lionismo per un mondo migliore. Occorre un sussulto di coraggio per affermare nella smarrita sobrietà l’orgoglio dell’appartenenza e rivendicare con forza il nostro glorioso passato. I “mali oscuri” dell’Associazione non si nascondono nei… ritardi di trasmissione dei “rapportini” mensili! Sono altrove. Sono nella difficile integrazione dei soci nell’Associazione, nella loro disaffezione per una presenza lionistica nella società poco incisiva, nel loro rifiuto verso protagonismi esasperati! Sono nella deprecabile estemporaneità, nella discontinuità d’azione, nella frammentazione dei service sul territorio, nella mancanza di coordinamento. Un vero zibaldone! Con “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà” voltiamo pagina! Disegniamo una nuova “road map” del lionismo affrancato da ogni zavorra e da ogni pifferaio! “La “cultura del servire” che è nel nostro DNA ci impone di riappropriarci del nostro ruolo sociale di forza attiva di cambiamento attraverso una elitarietà di pensiero e di comportamento. Operare con impegno e passione come “opinion leaders” al fianco delle Istituzioni con le nostre intelligenze e competenze professionali per costruire, in concreto, la nostra credibilità, la nostra visibilità, la nostra identità. Per dare finalmente una risposta al nostro essere lions. Oltre la qualità Tutte le qualità di un candidato socio sono apprezzabili: cordialità, intelligenza, successo, visibilità, ma l’unica veramente necessaria per essere lions è quella della disponibilità al servizio… Di Guido Caffagni D opo lunghe discussioni sul primato della qualità sulla quantità nella ricerca di nuovi soci, sembra ormai acquisita la vittoria della prima sulla seconda, nonostante i grossi stimoli che continuano ad arrivare A parer mio dalla Sede Centrale a favore della crescita numerica del sodalizio. Stimoli che si giustificano solo con il concetto che più siamo (a servire) più attività di servizio riusciamo a realizzare e maggior benefici trasmettiamo alle nostre comunità, il che non è poco. Eppure quasi tutti noi quando invitiamo qualcuno ad associarsi al nostro club affermiamo di perseguire prima di tutto la qualità e quando parliamo di qualità pensiamo tutti di dire la stessa cosa, ma difficilmente intendiamo tutti la stessa cosa. La qualità è un concetto molto variabile: è un concetto che è influenzato dai nostri valori etici, dalle nostre preferenze verso le varie professionalità e dai rapporti personali che abbiamo con il candidato socio (voglio escludere a priori ogni interesse o convenienza personale che sarebbero troppo facilmente criticabili). Tutte le qualità di un candidato socio sono apprezzabili: cordialità, intelligenza, successo, visibilità, ma l’unica veramente necessaria per essere lions è quella della disponibilità al servizio, nel nostro distretto anche statutariamente richiesta. E’ questo aspetto della personalità del candidato socio che dobbiamo verificare, senza la quale avremmo un altro amico a tavola ma nessun arricchimento per il club e l’associazione. Esiste però un unico limite a questa disponibilità: l’armonia del club, che è un importantissimo valore da tutelare se vogliamo che il nostro club abbia una buona prospettiva di vita. Certo tutelare l’armonia in un club non vuole dire accettare l’immobilismo di certi soci che non farebbero mai entrare nessuno in un gruppo dove si sta già così bene, perché questo atteggiamento porterebbe a sicura fine il club per mancanza di ricambi generazionali, ricambi che sono necessari per tenere bassa l’età media di un gruppo e permettere così il continuo arrivo di nuovi amici. Armonia vuol dire principalmente saper anteporre l’interesse del club a quello del socio, per trovare un modo di vita comune, aperto e costruttivo. Se tutto questo è vero, nella ricerca di nuovi soci dobbiamo considerare una nuova categoria che va oltre alla qualità, anzi che completa la necessaria qualità: l’idoneità. L’idoneità è la capacità del nuovo socio di adattarsi al gruppo in cui sta entrando, non necessariamente nel senso dell’omologazione, ma piuttosto nel senso dell’arricchimento del patrimonio di idee e di energie espresso dai vecchi soci senza contrasti e stravolgimenti. Una parte importantissima viene quindi giocata dal carattere del candidato socio. Non è possibile tracciare il suo profilo ideale, così come non è possibile determinare la griglia dei difetti da evitare: ogni caso fa storia a sé. L’unica considerazione che si può fare in proposito è che errori di valutazione che portano a inserire nel club soggetti non sufficientemente dinamici non porteranno beneficio al club, ma difficilmente potranno far nascere conseguenze conflittuali, mentre se inseriamo persone di forte personalità ma egocentrici e soprattutto prevaricatori e arroganti i rischi di una futura conflittualità sono alti e i possibili danni non sarebbero compensati neanche da una grossa attività di servizio. Ricordo al proposito quanto detto dal nostro socio Enrico Corradini già alla fine degli anni ‘80 in una riunione distrettuale pubblica: “Fino a qualche anno fa, abbiamo avuto un popolo lion sostanzialmente stabile perché scarso di numero, omogeneo di estrazione e di appartenenza sociale. Oggi, di stabilità non può parlarsi, perché la annuale frana delle dimissioni viene appena coperta dalla corrispondente valanga delle immissioni. L’enorme mobilità accelera anche i ritmi di carriera degli officer, nella scelta dei quali è assolutamente superflua, fra le altre qualità, anche l’arte del pensare. Tutto questo potrebbe ancora essere piccolo male o, forse, neppure essere un male. Basterà prenderne atto e così disegnare un lionismo degli anni ’90 in proiezione 2000, semplicemente diverso da quello delle lontane origini. Potrebbe perfino essere migliore, più attento a creare, a costruire, a penetrare nella società: apparentemente più idoneo a servire. Dunque felice e necessaria evoluzione, perché il “servire” resta la base costitutiva della associazione e la finalità, ad un tempo, dei suoi componenti. Tutto ciò vero e benaugurante, se non esplodesse, in temporale concomitanza, la pestilenza di una spaventosa conflittualità. Dalle nostre cronache non emerge traccia di tale letale conflittualità, perché uno stanco perbenismo, uno scettico laizzer faire, una prudente adulazione fanno si che tutto si vada a coprire e mimetizzare. Di fatto, però, ancorché le cronache tacciano (e così i discorsi, allocuzioni, messaggi, indirizzi di saluto, cineserie rituali varie ecc. ecc.), la violenza di scontri verbali all’interno di non pochi club è un fatto non raro; la feroce diffamazione – anche attinente fatti e giudizi personali 37 A parer mio – diventa un modo normale di comportamento. Questo è il punto dolente: perché se un autentico spirito di amicizia non regolasse più i rapporti fra soci, tutto verrebbe a crollare; né una supposta maggior spinta o efficienza al servire potrebbe costituire una sorta di compensazione. Senza lealtà, probità, amicizia non si avrebbe un lionismo diverso: semplicemente non si avrebbe più il lionismo”. A oltre vent’anni di distanza queste parole mi sembrano ancora attuali sia nel loro aspetto negativo che nel positivo invito finale alla necessità di lealtà, probità e amicizia, cioè alla necessità di armonia. Non è possibile codificare negli statuti fra i requisiti di appartenenza alla nostra associazione il profilo caratteriale del candidato socio, però sarebbe già positivo se tutti noi ritenessimo in linea di principio generale come non idonei al lionismo quei soggetti che presentano una spiccata tendenza all’autoaffermazione della propria persona rispetto al gruppo, attraverso l’arroganza degli atteggiamenti e l’abitudine alla prevaricazione, e ce ne ricordassimo nel momento della presentazione dei candidati soci e in quello della loro valutazione da parte degli organi a ciò preposti del club, e, se siamo già soci, fossimo almeno disposti a fare più volte un esame di coscienza con conseguente miglioramento dei nostri atteggiamenti verso gli altri. Certamente evitando questi soggetti perderemmo anche le opportunità positive che derivano dalla loro validità operativa, ma non credo che questa perdita ci debba preoccupare più di tanto in quanto sono sicuro che la somma algebrica dei pro e dei contro non può che avere saldo positivo. A questo si aggiunga che purtroppo è anche facile che personalità di questo tipo riescano facilmente a fare carriera all’interno della nostra associazione a tutti i livelli dal club in su o, come minimo, a generare incrostazioni di potere che col tempo diventerebbero difficili da eliminare. Promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza Un’associazione come la nostra deve tendere a dare una comune univocità alle attuazioni verso la società… Di Giuseppe Dibenedetto L e novità istituzionali di questi ultimi due decenni, rappresentate dalla nuova disciplina del diritto di sciopero, dalla riforma del procedimento amministrativo e dal riordino del sistema delle autonomie, consentono di formulare un’ipotesi radicale di riassetto del rapporto tra cittadino e istituzioni per come si era venuto configurando nella storia dell’Italia moderna. In definitiva, se la questione chiave sta nella relativa estraneità del cittadino italiano rispetto alla sfera pub- 38 blica, un sentimento che lo distingue dai cittadini delle grandi democrazie moderne, i mutamenti istituzionali che sono alla base del passaggio dalla prima alla seconda repubblica, benché importanti, non bastano a segnare una novità di questa portata. Volendo azzardare qualche ipotesi sulle possibili cause di un processo di più ampia portata e di più profonde radici, ci si può riferire in primo luogo all’integrazione europea. Quest’aspetto può avere agito per più concause. In primo luogo, costringendo il sistema Italia a una competizione globale, ha evidenziato gli svantaggi relativi che gravano sul sistema produttivo del nostro paese a causa dell’inefficienza della macchina amministrativa. In secondo luogo, l’introduzione di un nuovo livello istituzionale di dimensione sovranazionale ha evidenziato il difetto di funzionalità dei successivi livelli, nazionale e locale. In più, spostando nel nuovo ambito sovranazionale la dimensione stessa dello stato, ha in qualche modo contribuito a chiudere la partita della separatezza tra cittadino e stato che la repubblica, nonostante la resistenza, ancora sopportava come eredità non risolta del Risorgimento (questione cattolica e questione sociale) e del fascismo. D’altra parte, lo stesso esplodere della questione del federalismo è stato visto in questa chiave come il complemento dell’integrazione europea, in termini di ridimensionamento del peso del livello nazionale: un modo di risolvere il problema della legittimità e dell’autorità dello stato spostandone la collocazione, verso l’alto (Europa) e insieme verso il basso (regioni). Accanto agli effetti dell’integrazione europea, che al di là di ogni cosa implica anche una sorta di sprovincializzazione, hanno indubbiamente giocato quei medesimi fattori, di saturazione della coscienza civile, dell’opinione pubblica, a fronte dei più vistosi fenomeni di degenerazione del nostro sistema politico e istituzionale, che hanno in larga parte determinato la spinta propulsiva verso il nuovo A parer mio quadro istituzionale, la cosiddetta seconda repubblica. Le riforme legislative hanno tuttavia preceduto nel tempo, seppur di poco la crisi istituzionale. Giunti a questo punto del passaggio istituzionale, considerando d’altra parte le difficoltà che l’integrazione europea sta incontrando sulla sua strada, sarebbe ingenuo e perfino pericoloso alimentare illusioni ingiustificate. L’Unione Europea si è fatta: ma appare sempre più chiaro che i sistemi più forti non accettano di farsi carico di tutti i processi di ammodernamento e ristrutturazione che l’integrazione comporta. Ognuno dei partner dovrà autonomamente portarsi al livello richiesto dal processo di abbattimento delle barriere nazionali, che non è solo apertura dei mercati, né solo finanziaria, ma delle culture, dei moduli organizzativi, infine delle istituzioni. Se a questo si aggiunge che gli entusiasmi e gli ardori morali che hanno alimentato il sommovimento istituzionale sono sostanze volatili se non sedimentano innovazioni stabili, è chiaro come ci sia ancora molto cammino da fare. E’ già di enorme importanza il fatto che un nuovo quadro normativo esista, che le premesse in termini di enunciazioni di principio siano state poste. Sappiamo, però quanto sia complessa, resistente al cambiamento, la megamacchina amministrativa. Tra il dire e il fare, tra le norme e la loro pratica attuazione, tra le procedure e i processi reali, c’è di mezzo la marea dei soggetti che, nei diversi ruoli, sono i protagonisti. Con le loro culture, con le loro personalità, con le loro identità, con i loro micro- progetti all’interno del macrosistema. Di qui l’idea, forse assai banale ma purtroppo non ancora comune, di aiutare il diffondersi attraverso il sistema pubblico delle innovazioni positive. Questo dobbiamo cercare di realizzare noi Lions. Infatti, uno degli scopi del Lionismo, promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza, si concretizza solo sulla spinta ideale di uomini liberi e consci che non esistono verità imposte, ma la verità. Tutto questo è richiamato in altri due scopi del Lionismo: incoraggiare le persone a migliorare la loro comunità ed a promuovere un costante elevamento del livello di efficienza e serietà morale ed ancora stabilire la libera discussione di tutti gli argomenti di interesse pubblico… Un’associazione come la nostra deve dare un chiaro contributo allo svilupparsi di un dialogo da condursi all’interno e con questo, tradotto in messaggio, corredato da grosse forze motivazionali, poi suffragato da capacità personali, tendere a dare una comune univocità alle attuazioni verso la società. Quindi, un chiaro invito ad operare valutandone la portata quale strumento che promana sempre da una capacità di costruire un’opinione con conseguenti possibilità che questa possa essere diffusa attraverso la meditata volontà dei club di porsi come elemento mediante nella società in evoluzione, sia come tali nel loro essere all’interno di una organizzazione, che come singoli componenti della stessa: uomini pertanto con preparazione e responsabilità eclettiche e portatori di un attivo dialogo nella proposta, nel confronto. ...O GIRI IL MONDO . . . O PASSI DA NOI PRATO FIRENZE TORINO TARQUINIA MARINA DI PIETRASANTA FORTE DEI MARMI MOBILI DI PREGIO DAL MONDO COMPLEMENTI D’ARREDO ACCESSORI MODA BIANCHERIA PER LA CASA C O N TA I N E R Info Franchising concept store www.dealab.it 39 Vivere il lionismo Come dovrebbe essere il lionismo italiano e mondiale del terzo millennio? Indagine sulla crisi dell’associazionismo e proposte per un rilancio. Due domande ai lettori della rivista. A cura di Alessandro Emiliani Mi pare, come spesso succede, che la crisi dell’associazionismo, se di crisi vogliamo parlare, e, in particolare, del Lions International, soprattutto in Europa e in Italia (la situazione lontano da noi è più complessa e probabilmente, da noi, molto meno conosciuta, soprattutto nelle sue pieghe più locali) riguardi sia le idee sia i numeri. Difficilmente i due parametri viaggiano separati. Più opportuno leggere un interscambio di concause che finiscono per condizionarsi a vicenda. Difficile analizzare le cause che, nel tempo, hanno mutato parte dello spirito che inizialmente animava i soci Lions, e hanno fatto sì che, probabilmente, le mutazioni della società, non siano andate di pari passo con quelle della nostra associazione. E voi che cosa ne pensate? 2 domande ai lettori 1 - L’eventuale crisi associativa è nei numeri o nelle idee? 2 - Perché ti trovi o non ti trovi bene nella tua associazione? ➤ Risponde Giuseppe Bottino, immediato past governatore del Distretto 108 Ia3. Il lionismo è in crisi, si o no? Non credo che il lionismo, inteso per i “valori” che rappresenta, sia in crisi. Anzi, direi che la società ha sempre più bisogno di lionismo. Però la crisi c’è, e non sono solo i numeri a dirlo. Basterebbe far parlare o, semplicemente, lasciar parlare i soci “non di prima fila” (cioè quelli che di rado prendono la parola e che si siedono normalmente in fondo, sia nei meeting che nei congressi) per capire che la crisi è proprio lì. Sono i soci che la vivono. Non è solo un problema di numeri (un effetto) e neppure solo di idee (una causa), è anche un problema di crescente insoddisfazione dei soci. Insoddisfazione che talvolta deriva dal non apprez- 40 zamento delle attività che il club porta avanti, oppure dal clima che pervade i meeting, spesso conflittuale, autoreferenziale o semplicemente noioso. Ma, non ultima, la delusione generata quando talvolta purtroppo ci si accorge che non sempre sono messi in atto quei valori che invece vengono sbandierati in ogni ricorrenza. Chi entra nel Lions non si aspetta unicamente di “fare dei service” (oggi sono migliaia le associazioni, o i modi, che permettono a una persona altruista di poter portare aiuto ad altri), ma di poter “servire” in senso lato, e più come “gruppo” che come singolo individuo. Un gruppo (il club, il distretto) che lavora per gli obiettivi che propugna (gli scopi) e che vive anche nel rispetto dei valori (il codice) in cui crede. Chi entra nel Lions si aspetta di trovare un ambiente dinamico, costruttivo, piacevole, efficiente, nonché umanamente e culturalmente arricchente, ma soprattutto un ambiente dove fiducia, rispetto, collaborazione e, perché no, amicizia, siano i veri cardini dell’essere Lions. Chi esce dal Lions lo fa perché queste sue aspettative sono state deluse. La causa scatenante, ma quasi mai espressa ufficialmente, è la conflittualità nei rapporti interpersonali o qualche scorrettezza subita. Solo se riusciremo a fare in modo che nessuna di queste aspettative sia delusa (facendo anche in modo che nel Lions ci siano solo dei “veri” Lions) potremo finalmente smettere di parlare di “crisi”. Chiudo con un mio pensiero: “Il sogno nel cuore di ogni buon Lions è che ogni individuo possa essere migliore per costruire una società migliore, dove lealtà e correttezza siano valori vissuti e non solo enunciati, dove egoismo, interesse e opportunismo vengano colti come miserie umane e non come redditizie astuzie”. ➤ Risponde Giampiero Peddis, immediato past governatore del Distretto 108 L. “La crisi delle idee produce inevitabilmente una crisi nei numeri: è quindi sulle prime che bisogna impegnarsi con serietà e costanza” (scrive l’IPDG del 108 A, Antonio Suzzi). I numeri sono indice (negativo) della pochezza delle idee, intendendosi per pochezza di idee la scarsa propensione ad una diversa visione di servizio. La nobile finalità del lionismo l’ha propugnata, nel 1917, il fondatore dell’Associazione Internazionale (fare qualcosa per gli altri) e le interpretazioni e le pragmatiche applicazioni si sono sprecate in questi 100 anni della nostra Storia. Diceva il mio mentore, circa 20 anni fa, “… sulla scorta della dottrina associazionistica, il nostro essere Lions trova i suoi fondamenti in ciò che deve necessariamente contraddistinguerci, cioè libera scelta associativa (è nella libertà che si formano le cose), finalità di servizio, dinamicità organizzativa. Nella nostra società che va sempre più cercando libere espressioni, una associazione di servizio, se da un lato opera delle riflessioni all’interno dei club relativamente ai rapporti fra i soci, dall’altra deve ricercare il metodo per trasmettere all’esterno e quindi alla comunità l’immagine più vera dell’associazione…”. Ma qual è l’immagine più vera dell’associazione, e cosa intendiamo per “crisi delle idee”? Ci viene spontaneo chiederci quale servizio intendiamo offrire in una società che cambia e che in questo tumultuoso crescere può andare incontro, come tutti possiamo intravedere, a molte negatività. Sarà allora bene riflettere su questi cambiamenti e particolarmente su quei valori che io non chiamerei tradizionali, ma connaturali all’uomo come essere sociale: tali valori sono il trave portante del lionismo ben definito nel suo codice etico fondato sui principi, generalissimi sì, ma che sono di supporto a tutti i sistemi di convivenza delle Comunità. Ogni cambiamento, ogni adeguamento non potrà che lasciare intatti questi stessi principi. Si parla tanto di rinnovamento, tutti si vogliono rinnovare! Ma non sanno che il rinnovamento passa per ciascuno di noi, mediante la riscoperta dei valori dell’uomo: rinnovarci oggi (c’è una babelica confusione) non significa rinnovarci a caso, ma riscoprire l’uomo, i suoi valori, la sua dignità e lionisticamente servirlo. Ecco quindi la “Carta della cittadinanza Umanitaria (per ora) Europea”, ecco il significato che essa sottende: una nuova visione del nostro “We Serve” più consono alla missione dei Lions Club e al passo con i tempi. Ricercare soluzioni radicali dei variegati problemi dell’Umanità e non contingenti cure che lasciano pericolosamente intatta la malattia. Il socio di qualità in 10 punti Senso di responsabilità, disponibilità, amicizia, affidabilità e gioco di squadra per un lionismo di qualità… 1. Generosità - Un Lion deve dedicare una ragionevole parte del proprio tempo, energia ed immaginazione al prossimo, al di là dell’interesse personale. Un Lion è l’opposto dell’egoista o del misantropo. 2. Comportamento positivo - Evitiamo di invitare persone che sono critiche, pessimiste e scontente. Ricerchiamo invece quelle che sono entusiaste, allegre, ottimiste, interessate a soluzioni positive, pronte ad agire e a divertirsi. 3. Senso di responsabilità e di affidabilità Abbiamo bisogno di persone desiderose di assumersi responsabilità e di impegnarsi per mantenere i propri impegni. Per un Lions una promessa è preziosa come l’oro e non viene tradita. 4. Amicizia - Abbiamo bisogno di soci che promuovano armonia nel club. Evitiamo persone che non amano collaborare, che sono arroganti e scortesi. 5. Disponibilità - Sappiamo che le persone impegnate spesso sono quelle pronte a partecipare. Un club ha bisogno di persone pronte ad immedesimarsi nella vita e nei servizi del club e non solo ad aggiungere il proprio nome nell’annuario. 6. Età - Le persone più anziane spesso sono soci motivati e validi. Tuttavia, se possibile, i nuovi soci dovrebbero essere più giovani o almeno della stessa età della media dei soci esistenti. 7. Gioco di squadra - Un atteggiamento di collaborazione è essenziale dato che la vita e l’attività del club dipendono dal lavoro d’équipe. 8. Motivazione - I nuovi soci devono essere desiderosi di impegnarsi per il club e per la comunità. Le persone apatiche, indifferenti e non interessate non potranno mai essere Lions di qualità. 9. Moralità - Il bene più prezioso di un club è la sua reputazione. Dobbiamo ricercare solo individui dotati di etica, onestà e di alti principi che continueranno a mantenere alta tale reputazione. ➤ Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini, Gianfranco De Gregorio. Continua… 10. Talenti - Un club ha bisogno di soci che hanno dato prova di successo nella loro vita sociale, professionale, familiare o civica. Le capacità di questo tipo di persone rappresenteranno enormi risorse per il club. 41 LICENSING D-40-IT Fornitore Ufficiale Lions International Distintivi Campane www.dueffesport.com/lionsshop Area riservata ai soci per preventivi e acquisti on-line Cravatte Guidoncini Gonfaloni i t n e m i c s o n o c i Omaggi e re congressi i l a i v i v n o c r pe DUEFFE SPORT s.a.s 42 Via Galvani, 7 (Z. Ind. Caselle) 35030 Selvazzano D. (Padova) Tel. 049.632074 - Fax 049.632125 - E-mail: [email protected] g magazine La pace è il più grande dono che noi possiamo fare ai nostri figli. Pace è il messaggio dei Lions per tutti i popoli del mondo. Voglia di pace 43 Magazine I l bisogno più grande per l’uomo è forse il bisogno di pace, ancora più grande forse del bisogno stesso di libertà, una pace vera, una pace con giustizia, una pace con gli altri e con se stessi, una pace che è premessa indispensabile per la ricerca della felicità, diritto inalienabile per ogni uomo. E’ perciò che fin dalla sua fondazione il Lions International è sempre stato molto attento ed impegnato in tutte le istituzioni che hanno come scopo di promuovere un avvenire di pace, prima fra tutte l’Organizzazione delle Nazioni Unite. La pace è la promessa per il futuro, ed è con legittimo orgoglio che noi Lions abbiamo accolto l’ambito riconoscimento di “Messaggeri di Pace” che l’ONU ci ha attribuito. Un seggio all’ONU per i Lions La pace è nei cuori e nella volontà dei Lions, che proprio per questo fine partecipano alla Organizzazione delle Nazioni Unite e al Consiglio di Europa. A Cagliari i Lions hanno innalzato l’Albero della Pace, ad Assisi, la città di S. Francesco, si sono ripetuti negli anni incontri per la pace, con la partecipazione dei maggiori responsabili di governo del mondo, per riecheggiare il messaggio che il santo patrono dei poveri e degli umili ha testimoniato con tutta la sua vita d’amore. Concorso “Un poster per la pace” Fin dal 1988, tutti i Lions Club del mondo hanno 44 incoraggiato i giovani ad esprimere i loro sentimenti inerenti la pace in modo creativo e visivo. E’ stato stimato che più di tre milioni di bambini provenienti da oltre 100 nazioni abbiano partecipato alle 22 edizioni del concorso. Questa partecipazione è cresciuta costantemente ogni anno fin dall’inizio procurando quindi ai Lions, agli insegnanti ed ai ragazzi un positivo ritorno. Il concorso “Un poster per la pace” è nato in maniera abbastanza semplice: cosa sarebbe accaduto se bambini di tutto il mondo avessero utilizzato il linguaggio universale dell’arte per esprimere il loro concetto di pace? Da questa domanda ha preso il via una manifestazione annuale, in cui i bambini prendono in mano penne, pennarelli, carboncini e pennelli e mettono sulla carta il loro formidabile talento. Ogni anno, tramite il concorso i Lions club di tutto il mondo invitano bambini di 11, 12 e 13 anni ad esprimere artisticamente il loro concetto di pace e a riflettere sull’importanza della pace mondiale e sui loro sentimenti a questo riguardo. A livello locale, i bambini competono con i loro coeNelle foto, nell’ordine, il poster vincitore dell’edizione 2001-02, eseguito da Hei Man Lau di Hong Kong, il poster e la vincitrice dell’edizione 2010 Yu Min Chen di Taiwan, un collage dei poster vincitori delle precedenti edizioni e la premiazione di Yu Min Chen alla 93ª Convention Internazionale . Con la “Giornata internazionale per la pace”, il mese di settembre ha segnato l’avvio di un nuovo grande progetto educativo destinato ai giovani, che si svilupperà lungo l’arco di un anno alla riscoperta dei grandi valori costituzionali e all’insegna del protagonismo dei giovani. Pace e sviluppo è il binomio al centro della “Giornata”, che ha coinvolto milioni di persone in tutto il pianeta, con centinaia di iniziative specifiche (come il “poster per la pace” dei Lions) in risposta all’appello dell’Onu per un impegno rinnovato contro le tante guerre che ancora insanguinano la terra, il rispetto dei diritti umani e la solidarietà fra le generazioni. Significativa la coincidenza dell’avvio, al Palazzo di vetro, del summit dell’Onu che dovrà decidere le linee d’azione contro la povertà per realizzare entro il 2015 gli “Obiettivi di sviluppo del millennio”. Molte speranze sono legate anche all’avvio del dibattito, previsto per novembre, in consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrebbe riproporre agli Stati membri l’applicazione dell’articolo 26 della Carta, nel quale si tratta della regolamentazione di uno sviluppo e disarmo sostenibili, punto di centrale rilievo per la limitazione degli armamenti e la prevenzione dei conflitti. Antonio Marino tanei creando lavori in base ad un tema annuale sulla pace. Il titolo di quest’anno è “Visione di Pace”. I partecipanti utilizzano tecniche diverse, tra cui il carboncino, il pennarello, la matita e la pittura per esprimere il tema. I lavori creati sono opere uniche ed esprimono le esperienze di vita e la cultura dei giovani artisti. I club e i multidistretti selezionano quindi i lavori vincenti a livello regionale e nazionale e li inviano al Lions Clubs International, dove verranno mostrati ad una giuria composta da esperti nel campo dell’informazione e dell’arte. Tra questi poster verranno scelti i 23 premi segnalati e il primo premio. Ogni anno vengono selezionati 24 finalisti internazionali, che rappresentano il lavoro di oltre 350.000 giovani partecipanti in tutto il mondo. I poster vengono condivisi a livello globale tramite internet, stampa e mostre in tutto il mondo. Selezione del vincitore I poster sono sottoposti a diversi livelli di giudizio: locale, distrettuale, multidistrettuale e internazionale. A livello internazionale, una giuria costituita da esperti di arte, giornalisti, educatori sceglierà il vincitore del primo premio e i 23 segnalati. I vincitori a livello internazionale riceveranno una comunicazione entro il 1° febbraio di ogni anno. Il vincitore del primo premio internazionale avrà diritto ad Giornata internazionale della pace ➡ ➡ Un mondo di pace La “Giornata Internazionale della Pace” si celebra il 21 settembre di ogni anno. E’ stata istituita il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67. L’Assemblea ha dichiarato che il “giorno” sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di nonviolenza, e ha rivolto un invito a tutte le nazioni e persone a cessare le ostilità durante quel giorno. La risoluzione invitava tutti gli stati membri, organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite, organizzazioni regionali e non governative ed individui a commemorare la giornata in maniera appropriata, sia attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con le Nazioni Unite per la pace globale. Nel 2001, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione 55/282 tramite la quale ha dichiarato che, a partire dal 2002, la “Giornata internazionale della pace” sarà celebrata il 21 settembre di ogni anno, e questo sarebbe diventato per tutti il giorno del “Cessate il fuoco”. L’osservanza della giornata mondiale per la pace sta cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole con attività volte alla pace. un viaggio, con il presidente del club sponsor e due familiari, alla speciale cerimonia di premiazione che si terrà in occasione della “Giornata Lions con le Nazioni Unite”. Durante la cerimonia il vincitore riceverà una targa e un premio di 5.000 dollari. Ognuno dei 23 vincitori segnalati riceverà un premio di 500 dollari e un certificato di partecipazione. Perché partecipare? Il concorso “Un poster per la pace” avvicina i Lions alle proprie comunità e fornisce una base per raggiungere i giovani e informarli sull’operato dei Lions nella comunità stessa. Inoltre, il concorso stimola i bambini a immaginare un futuro pieno di speranza e privo di violenza. “Mi piacerebbe vedere un mondo migliore in cui i miei genitori, i miei amici e la mia famiglia possano vivere in pace”, dice la dodicenne colombiana Nataly Aquite. Il concorso è alla sua 23ª edizione. Ogni anno partecipano al concorso oltre 350.000 bambini in rappresentanza di circa 100 Paesi. I vincitori dei precedenti primi premi venivano da Brasile, Guadalupa, Hong Kong, Indonesia, Italia, Giappone, Libano, Malaysia, Martinica, Perù, Filippine, Sud Africa, Thailandia, Turchia e Stati Uniti. I poster vengono giudicati in base alla originalità, all’abilità artistica e alla giusta interpretazione del tema. Far aderire al concorso le nostre scuole significa coin45 Magazine volgere i nostri club in un progetto che porta grandi benefici ai giovani. Inoltre, è un efficace modo per raggiungere i genitori dei bambini, che potenzialmente potrebbero diventare nuovi soci Lions. Come iniziare E’ possibile ordinare un kit per il concorso Un Poster per la Pace interpellando l’officer distrettuale addetto al service o il dipartimento “Forniture per club della Sede Centrale” al costo di 9,95 dollari più le spese di spedizione e le eventuali tasse. Il kit è disponibile nelle 11 lingue ufficiali. I Lions club devono acquistare un kit per ciascuna scuola sponsorizzata. Lions Clubs International mette a disposizione una varietà di strumenti per l’inizio dell’attività. E’ possibile scaricare brochure, creare un comunicato stampa, ordinare un DVD e stampare certificati di menzione d’onore. I club, i distretti e i multidistretti possono scegliere la modalità di riconoscimento per i vincitori del proprio concorso locale. Alcuni club premiano pubblicamente i ragazzi utilizzando i media. E’ possibile creare un certificato di apprezzamento e offrire un piccolo premio simbolico, ma la parte più importante è rendere onore al vincitore locale e comunicargli l’importanza che il suo contributo al concorso ha per il club. Il poster per la pace… Un service insostituibile 46 Magazine Perché nella guerra l’uomo annienta la sua vera essenza. Di Alessandro Emiliani F ra i vari service permanenti, a livello internazionale, il “Poster per la pace” è senz’altro uno dei più interessanti e certamente efficace. Chissà, forse Melvin Jones, al pari, mi auguro, della quasi totalità dei suoi contemporanei, quasi cento anni fa, al momento di fondare il Lions International, si augurava che la problematica della guerra, meglio, della pace che sconfigge la guerra, nel tempo si sarebbe quasi completamente dissolta. La storia ci dice di no. Ancora oggi, guerre conclamate, diatribe sotterranee ma ugualmente devastanti, conflittualità costanti a qualunque livello, istituzionale, commerciale ed etico, continuano a caratterizzare il vivere quotidiano, a livello planetario. I Lions, come sempre, fanno ciò che possono, cioè tantissimo: e, in questo caso, la sensibilizzazione di ragazzini dagli 11 ai 13 anni, che riflettono, operativamente (giocoforza, per realizzare un poster a tema) sul tema irrinunciabile della pace, rappresenta senz’altro una funzione etico-sociale di grande spessore. Nessuno di noi, attraverso tale service, può garantire l’abbassamento della conflittualità nelle generazioni future, ma una presa di coscienza maggiore di questo bene insostituibile, necessario come l’aria e il cibo, è garantita. E, più esteso e capillarmente radicato è tale impegno in ogni zona del mondo, più è garantita la riflessione su ciò che di più prezioso al mondo c’è, dopo la salute e la dignità dell’uomo. Perché, senza pace, non c’è vera vita. pertanto una efficace continuità di vedute tra i vari consigli direttivi. Occorre però anche un impegno dei Governatori in carica, per far sì che tale iniziativa non si perda, in quanto è impensabile che l’officer preposto, che entra in carica il primo luglio di ogni anno, riesca, in poche settimane, ad incentivare le adesioni dei club (mi piacerebbe sapere quanti club in Italia aderiscono a tale concorso…). Qualità: si tratta di un service di “alta” qualità, se pensiamo che riusciamo a entrare nelle scuole per far riflettere centinaia, anzi migliaia di ragazzini, su un tema così importante come la pace, proprio in un momento in cui accade di sovente che ai giovani siano riservati gli “onori” della cronaca solo per episodi di bullismo e di prepotenze. Il nostro impegno deve essere ancora più vivo, oggi, specie in un momento così difficile, in cui gli stessi ideali di libertà, solidarietà e giustizia sociale tra i popoli, sembrano essere in pericolo. Infine, la visibilità: entriamo nelle scuole, nelle famiglie e nella comunità in cui il nostro club ha la propria sede con qualcosa di concreto, e basta organizzare una premiazione a livello cittadino per avere un’importante visibilità, quindi, soprattutto per farci conoscere, e far conoscere tutte le altre molteplici iniziative Lions: cani guida, raccolta occhiali usati, libro parlato, ecc…. L’intervento di Antonella Babini, officer distrettuale “Un poster per la pace”, Distretto 108 A. Il 15 novembre 2010 è l’ultimo giorno utile per fare pervenire gli elaborati vincenti ai Governatori del proprio Distretto da parte dei club che hanno aderito al concorso “Un poster per la pace” il cui tema specifico, per quest’anno, è “Una visione di pace”. Non mi soffermo a dire che cosa è tale concorso perché ogni Lions sa esattamente di cosa stiamo parlando. Né che ogni anno, in ogni parte del mondo, i Lions Club sponsorizzano tale service, per le scuole ed i gruppi giovanili, per incoraggiare i ragazzi dagli 11 ai 13 anni ad illustrare i propri sentimenti sulla pace, attraverso le proprie opere d’arte per comunicarci la loro visione del mondo. Vorrei, invece, fare alcune riflessioni su tre parole che usiamo spesso, noi Lions: continuità, qualità e visibilità, perché questo service le racchiude tutte e tre. Continuità: per partecipare, occorre che il club approvi già durante questo anno lionistico 2010/2011 l’acquisto del Kit, e provveda ad inviare l’ordine in America al più presto. I kit sono disponibili dal 15 gennaio di ogni anno, ma la cosa fondamentale è iniziare a prendere contatti con le scuole con cui si vuole collaborare già da aprile/maggio, per poi contattarle nuovamente verso fine agosto/primi di settembre per fare inserire il nostro service tra i programmi svolti. Occorre 47 Magazine Il lionismo per la pace in Italia e nel mondo “Pace” e “Mondo” sono i termini fondamentali di un tema importante per le popolazioni e sono anche, da sempre, nell’attualità dei “Lions”, che si rivolgono all’umanità intera per la comprensione reciproca, premessa essenziale per ogni concreta ricerca di pace. Di Ferdinando Maria Brami N el passato, i Lions avevano funzioni formative in ambiti limitati, i club, ma dall’interno dell’associazione, nella modernità del XXI secolo, l’attività dei Lions si è trasformata in un’opera di servizio corale e nell’ambito di un rapporto mondiale privo di confini territoriali tra popoli e nazioni, che auspicano sintonia tra di loro. Questi cambiamenti sono stati possibili grazie ai progressi scientifici, tecnologici, culturali avvenuti dopo la 2ª guerra mondiale. La bomba atomica e quella all’idrogeno, il conseguente pericolo di distruzione totale del Pianeta hanno indotto l’umanità a rivolgere l’attenzione alla ricerca di nuove possibilità di pace nel mondo. Valori negletti o superabili in nome dell’egoismo, del potere personale, della ricchezza tornano lentamente a far sentire la loro voce se non altro per il fallimento morale in cui è sfociata una società tesa sola all’affermazione di sé attimo per attimo, in una corsa folle verso un traguardo ai più sconosciuto e da molti neppure cercato. I Lions hanno percepito velocemente le nuove necessità e possibilità, ravvisando nella pace tra i popoli e le nazioni lo strumento esterno necessario all’affermarsi dell’autonomia e della libertà di tutti i popoli e di tutti gli uomini. Ed ancora… la globalizzazione dei mercati e dell’economia è stata anche la globalizzazione dei problemi: questi potranno essere affrontati e risolti da un lato realizzando attraverso lo spirito di solidarietà tra i popoli la comprensione attraverso un’opera di educazione e comprensione, cioè attraverso un’attività di servizio. Da ciò appare chiaro come il richiamo alla Missione dei Lions, definita “laboratorio di convivenza civile, di comprensione e solidarietà tra i popoli del mondo” (Serena Zavataro Triglia, Centro Studi della Toscana), sia il vessillo per la realizzazione degli scopi sostanziali della nostra associazione. L’esigenza di pace trova la sua più antica formulazione già nel Vecchio Testamento, quando i profeti intravidero nella pace “una conversione radicale dell’animo umano” concetto che si è evoluto nel Nuovo Testamento quando vi si aggiunse quello di universalità come elemento fondante della famiglia umana. In tempi più recenti e secondo l’esperienza storica la pace è stata concepita come assenza di guerre o intervallo tra due guerre e come fine delle pretese economiche di uno Stato sugli altri come condizione naturale dell’umanità. Con la fine della seconda guerra mondiale quando 48 l’Europa intera, vincitori e vinti si trovarono sconfitti dalle vicende belliche, la pace è diventata un bene condiviso e tutti gli Stati coltivano una onorevole speranza di non essere più coinvolti in guerre o rivoluzioni. Ma il mondo non è solo Europa, non è solo Civiltà Occidentale come l’espressione di un volere universale ed allora la cultura della pace deve essere diffusa concretamente con l’esempio, con le azioni, con le opere. Oggi sta facendo strada l’idea di una pace positiva come condizione di giustizia reciproca fra popoli e stati e per gli stati è stata approvata all’Assemblea delle Nazioni Unite la risoluzione 53/243 del 1999 che asserisce il principio che “la Pace esiste quando tutti sono liberi di sviluppare se stessi nel modo che desiderano senza lottare per i propri diritti”. Facendo seguito alla dichiarazione sul diritto dei popoli alla pace del 1984, (risoluzione 39/11) e alla costituzione di una forza di protezione delle Nazioni Unite del 1992 avente carattere dimostrativo, ma non risolutivo venne abbandonata l’esperienza del “PeaceKeeping” e si è venuto ad affermare l’idea di “PeaceBuilding”: per gli uomini, per i gruppi eterogenei, per la mentalità diffusa. I Lions possono trovare il loro spazio di azione per propugnare e indicizzare una generale e diffusa volontà di pace. Forse la pace non è una condizione naturale dell’umanità se oggi risulta promessa come dono supremo agli uomini di buona volontà, se tutti dobbiamo volerla anche quando la ribellione è forte e se dobbiamo costruirla passo per passo con tanta fatica, con tanto sforzo come richiedono l’accadimento dei grandi eventi storici. Pace è un pensiero, un’idea, una certezza razionale, è un sentimento, un atto d’amore, è volontà seguita da tante e tante opera per realizzarla. Insomma, la pace non è solo un’utopia ideale ma è la costruzione di tante azioni umane rivolte a creare migliori condizioni nella vita di ogni uomo. Magazine Attualità C’è voluto Raffaello per fermare quel lions Ha mancato di un soffio il milionario traguardo di un famoso quiz televisivo ma è riuscito a informare quattro milioni di italiani sul service del suo club, quello di Chivasso sugli occhiali usati, dimostrando che con un po’ di fantasia è possibile superare il “muro del silenzio” di chi ci vuol isolare. Di Bartolomeo Lingua Q uel pensiero non gli dava pace. Dopo essere stato testimone e giudice, come vice comandante dei vigili urbani, della conquista di un Guinness che aveva avuto straordinaria eco in tutto il mondo, gli era parso inadeguato il risalto che la stampa italiana aveva dato al record della chilometrica catena di occhiali distesi, fra due ali di folla, nella via principale della sua città. Se esisteva un modo per vincere il “muro del silenzio” opposto a chi fa del bene senza interessi occulti o politiche finalità, occorreva sperimentarlo, affrontando direttamente l’opinione pubblica. Roberto Riva Cambrino, giovane socio del Lions Club di Chivasso dopo esser stato, quand’era studente, fondatore e primo presidente nel 1989 del locale Leo Club, s’era infatti convinto d’aver trovato la soluzione ideale e, senza badare a qualche sorriso di troppo di familiari ed amici, lo scorso anno s’era candidato concorrente di un quiz televisivo di grande popolarità. Come i 4 milioni di telespettatori che da 10 anni seguono le alterne vicende degli aspiranti al premio finale di un milione di euro, non immaginava quali prove lo attendessero prima di comparire dinanzi alle telecamere ma, a differenza di altri, non aveva ceduto all’impulso di rinunciare, e si era assiduamente sottoposto alle cure 49 Magazine del regista di Mike Bongiorno, il favoloso Ludovico Peregrini, perché il suo traguardo era più importante della somma in palio. L’intenzione era infatti, superate le prime scaramucce, quella di approfittare del fatidico momento in cui Gerry Scotti gli avrebbe rivolto la domanda più imbarazzante per i concorrenti: “Qual è lo scopo della tua partecipazione?”. E Roberto Riva Cambrino ha finalmente potuto spiegare chi sono, come operano i Lions e perché nella sua città hanno scelto di sviluppare la raccolta di occhiali per chi ne ha bisogno e non può procurarseli, inviandoli in tutto il mondo. E anche in Italia, come quattro milioni di famiglie hanno appreso quando ha raccontato che la notte del terremoto all’Aquila, quanti avevano lasciato di furia la propria abitazione dimenticando perfino gli occhiali, ne avevano trovato un paio adatto alla Protezione Civile fra quelli inviati con urgenza da Chivasso. Se vogliamo soddisfare la curiosità di chi non ha seguito la trasmissione televisiva e le altre che se ne sono successivamente occupate, si può aggiungere che, a quel punto, la strada verso il milione si era spalancata fino a lasciar immaginare il momento in cui il giovane concorrente avrebbe varcato, con il sorriso che gli aveva guadagnato tante simpatie, la soglia della villetta in cui Costume Difficile, difficilissimo o impossibile? Stigmatizzo, sì, condanno, sì, disprezzo, sì, ma mi chiedo anche se mai avrà successo il nostro sentito bisogno di adoprarci per “promuovere princìpi di buon governo”. Di Achille Melchionda 50 vive con i genitori, portando in dono un sacco colmo d’oro. Ma le cose non sono andate così. Il tranello nascosto nella sintesi dell’epigrafe posta sulla tomba di Raffaello al Pantheon, decisamente fuorviante, aveva risvegliato la prudenza del concorrente che, rinunciando a rispondere, ha salvato il gruzzolo guadagnato fino a quel momento. Un buon compenso per lo “stress” sopportato cui Roberto Riva Cambrino ha potuto aggiungere un premio più grande: la dimostrazione di aver colpito nel segno con la simpatia che aveva saputo destare. Infatti, gli era stata data subito notizia che una fabbrica del settore ottico aveva destinato una grossa partita di occhiali ai Lions di Chivasso. Occhiali nuovi, forse un po’ fuori moda ma già classificati e pronti per essere spediti in tutto il mondo, Italia compresa. Senza altra contropartita, oltre alla legittima soddisfazione di dimostrare in modo concreto più d’uno dei principi fondamentali del lionismo. Nelle foto il Lions Roberto Riva Cambrino durante la sua partecipazione a “Il milionario”; Riva Cambrino con i genitori nella villa in cui vive; il Governatore Alberto Bertelli consegna, nel 1989, la Charter del nuovo Leo Club Chivasso a Roberto Riva Cambrino che ne era il primo presidente. F orse è un errore, un grave errore, il mio non ignorare la cronaca quotidiana, non alludo a quella dei trafiletti delle ultime pagine dei quotidiani o quella dei telegrafici riempitivi televisivi tra una pubblicità e l’altra. No. Intendo la cronaca delle prime pagine, dei titoli cubitali, delle immagini di apertura dei telegiornali. Forse l’errore è, piuttosto, quello di non scrollare le spalle, ripetersi che… “così è, se vi pare”. E’ più forte di me. Non riesco a non vedere in certa cronaca lo stigma di una diffusa, pur se spesso misconosciuta, realtà, inscindibile dalla nostra vita, come uno squarcio ineluttabile, ovvero l’emergenza della vetta dell’iceberg. E quindi non riesco a non meditarvi e domandarmi, escludendo comunque che la sola coincidenza temporale sia la ragione della questione (non meno gravi e disperanti sono certi fatti similari anche se esplosi a distanza di tempo e di luogo). Mi riferisco a quanto accaduto a Milano domenica 10 ed a Roma martedì 12 ottobre. A Milano, chiunque mi legga lo sa, un maturo taxista, che non ha potuto evitare di travolgere un cagnolino sfuggito dal guinzaglio tenuto dalla padrona, è stato picchiato, bastonato, pestato, fino alle soglie della morte, dagli amici della ragazza, e da altri occasionali passanti, a nulla essendo valse le sue espressioni di rincrescimento per l’involontario incidente. Un vero e proprio linciaggio di gruppo, il cui esito (mentre scrivo il poveretto è ancora in coma) potrebbe essere anche irreversibile. Amo gli animali. Capisco benissimo chi li ama. So quanto è doloroso perderli. Ma che un incidente non Magazine voluto scateni la furia del branco, allargandosi anche agli astanti, e che all’indomani i facinorosi abbiano addirittura dato alle fiamme l’auto di un testimone messosi a disposizione degli inquirenti, è accadimento che chiunque è in grado di definire e condannare in tutta la sua repellente gravità. Non si dimentichi che ciascuno di noi poteva essere l’automobilista investitore del cucciolo imprudente, ciascuno potrebbe essere oggi in ospedale tra la vita e la morte. Roma. La ripresa televisiva è stata chiarissima: la disputa, per futile motivo, tra un ragazzo ed una signora, chiusa col pugno di lui che l’ha abbattuta e lasciata svenuta sul marciapiedi, è stata amaramente vista da milioni di spettatori. Così come milioni hanno visto i passanti proseguire il loro cammino, benché a brevissima distanza da quel corpo inanime, anzi affrettare il passo dopo uno sguardo furtivo, per fare credere di non aver visto nulla. La medesima scena - ricordiamo - verificatasi a Napoli mesi or sono quando un malvivente ha ucciso una ignara persona, il cui cadavere i passanti si limitavano a scavalcare. Non me ne capacito. Non so darmi una spiegazione di tanto cinismo, che nulla giustifica, perché chinarsi su di un corpo inerte, sia o non ancora in vita, non richiede coraggio, audacia, eroismo, sprezzo del pericolo: occorre soltanto un minimo, un soffio, di umana solidarietà, al di là del solo, angusto, proprio ombelico. Da modesto Lion che ha scelto di vivere, oltre che nella dimensione dell’ego, anche con uno sguardo, o un pensiero, o un gesto verso “gli altri”, stigmatizzo, sì, condanno, sì, disprezzo, sì; ma mi chiedo anche se mai avrà successo il nostro sentito bisogno di adoprarci per “promuovere princìpi di buon governo” (primario dovere dei nostri reggitori, da noi stessi all’uopo deputati quindi anche con nostra responsabilità di mandanti) “e di buona cittadinanza”. Vi sono momenti, come quelli sopra ricordati, che fanno temere che centinaia di anni dovranno ancora trascorrere prima che “buona cittadinanza” non equivalga a scavalcare un cadavere mortoammazzato, o dar man forte a chi sta ammazzando un innocente o a chi incendia le cose di un testimone, o voltare la testa, quel tanto che basta per fingere di non vedere una povera donna, sanguinante ed immobile per terra, che potrebbe essere ancora viva e bisognosa di un piccolo gesto di aiuto. Perché ho voluto esprimere questi pensieri? Perché il caso ha voluto che proprio la mattina di domenica 10 ottobre, alla stessa ora del linciaggio milanese, io mi trovassi nell’aula magna di un edificio scolastico della cittadina del mio club, intento a leggere, insieme ad altro amico socio, alcune dolcissime, tenerissime, candide poesie, scritte da bambini e ragazzi delle scuole inferiori. Era la cerimonia di “apertura del nostro anno lionistico”, svolta come tradizione del mio club in pubblico, in una sala gremita di bambini, genitori, amici, insegnanti, autorità, locali, per essere Lions con e per la comunità. Mai più avrei potuto sospettare quanto stava acca- dendo a Milano proprio mentre io esordivo con queste improvvisate parole: “Sono lieto e felice di poter fare ascoltare ai presenti la bellezza, l’innocenza, la fede, la speranza nel presente ed ancor più nel futuro, che promanano dalle rime scritte da questi bambini, mentre forse in questo stesso momento, fuori da queste finestre, fuori dalla nostra vista, la violenza e prepotenza e turpitudine di una certa società sta sfogando i più bassi, peggio che animaleschi, istinti. Impegniamoci dunque tutti a far sì che il futuro di questi giovani non sia calpestato dalle scelleratezze del mondo”. P.S. Come noto la povera signora Maricica Hahaiann è deceduta, senza riprendere conoscenza, dopo otto giorni. Quanto ho ritenuto di dover stigmatizzare nella presente esposizione è, ora, maggiormente fondato e sentito. Società Prima di riformare la scuola riformiamo i genitori? Ovvero la cultura del rispetto prima ancora dell’osservanza delle regole. Una famiglia disgregata ed una scuola che si sottrae ai suoi compiti portano fatalmente al declino dell’intera società. Di Bruno Ferraro E’ in questi giorni in libreria un libro, Tutta colpa dei genitori (Mondadori) nel quale l’autrice, Antonella Landi, “profe” di lettere nella scuola superiore, compila una diligente e impietosa tipologia dei babbi e delle mamme a colloquio con gli insegnanti e dunque alle prese con i risultati scolastici dei propri figliuoli 51 Magazine (dei quali la “profe” fornisce il catalogo caratteriale). Si va dal genitore “assente” a “quello che chiama i carabinieri”, da quello “Fosse per me!” a quello “giovane”, da quello “troppo studio fa male” a quello “arrogante” per passare a quello “che picchia gli insegnanti”, che “fa sfoggio di cultura”, che “si identifica col figlio”, che si dichiara “tecnologicamente ignorante”, che “spia” fino a quello che “lasciamo che si esprimano”. Conclude la Landi: “oggi più di ieri, i ragazzi studiano poco, studiano male, non studiano affatto; è impossibile parlare con loro, farsi ascoltare, stabilire le regole e farle osservare. Finché i genitori non andranno nella stessa direzione della scuola e non combatteranno dalla stessa parte della barricata, le fatiche di tutti saranno completamente sprecate”. Non c’è da meravigliarsi se, sulla base di tali premesse, la nostra cara Italia in tutte le classifiche, in tutte le graduatorie compilate a cominciare dall’Unesco, a livello di istruzione scolastica e di cultura generale, è piazzata nella parte bassa della lista, fra il novantesimo e il centesimo posto. L’inquietante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, noto a tutti, è scanzonatamente preso sottogamba anche da coloro che pongono la cultura in cima ai loro pensieri. Però i diretti interessati - studenti, docenti e parenti - scioperano e marciano perché tutto resti com’è, perché la scuola seguiti a essere una fabbrica di ciucci. L’importante è che i ciucci portino a casa il “pezzo di carta”, anche se straccia (questo il commento di Paolo Granzotto sul Giornale del 14 ottobre). E’ chiaro, dunque, che la situazione generale in cui versa la cultura del vivere civile nel nostro Paese è scesa a livelli veramente allarmanti. Non parlo, in questa sede, del principio di legalità che vincola (o dovrebbe vincolare) chiunque al rispetto delle norme emanate dagli organi titolari del potere legislativo. Si tratta della soglia minima, del minimo comune denominatore su cui riposa il vivere in società, dell’imperativo categorico al quale non si deve né si può sfuggire con l’introduzione di alibi, eccezioni, facili scusanti. Voglio invece spostare l’attenzione sulla cultura del rispetto dell’altro che costituisce la regola elementare di ogni convivenza civile: rispetto della dignità altrui, o, se proprio non ne siamo capaci, rispetto quanto meno della fisicità altrui, rispetto che dovrebbe indurci, per esempio, a chiedere scusa ad una persona involontariamente urtata anziché entrare in un rapporto conflittuale impregnato di aggressività e di maleducazione. Se si sta disgregando il tessuto connettivo che tiene insieme una comunità, le responsabilità sono da ricercare nel deteriore funzionamento degli ambiti tradizionalmente deputati alla formazione di una corretta personalità: in primis la famiglia e la scuola. Non è allora il caso di riandare alle proposizioni della nostra Carta Costituzionale, nell’anno in cui l’associazione Lions ha scelto di farlo con il tema di studio nazionale per riprendere il filo di un discorso che ha bisogno di ripartire dalle fondamenta? La famiglia, società naturale fondata sul matrimonio, 52 deve puntare all’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi ma anche tendere verso l’unità (di intenti e di decisioni), in funzione delle esigenze primarie dei figli: quindi concorso paritario purché finalizzato alla retta crescita della prole! La scuola, maestra di vita, deve poter e saper valorizzare le capacità, potenzialità ed inclinazioni dei singoli. La Costituzione prevede una spinta meritocratica, poiché non ha senso una scuola misera di contenuti, appiattita sul piano didattico, incapace di selezionare meriti e demeriti, non in grado di stimolare i giovani verso l’apprendimento non solo culturale ma anche, e direi soprattutto, delle regole del corretto vivere. Una famiglia disgregata ed una scuola che si sottrae ai suoi compiti portano fatalmente al declino dell’intera società. I nostri giovani hanno bisogno non di una crescita ovattata, ma di guide ferme e sicure per imparare a percorrere i difficili e tortuosi sentieri della vita. Illustrazione tratta dal libro “Gli anni sorprendenti” edito da Lions Quest Italia. Comportamenti L’Italia ha due velocità Il Sud pare essere più che altro una povera colonia di uno Stato lontano, ingrato ed ingiusto. Di Walter Bramanti N ei giorni scorsi sono apparsi sulla stampa nazionale dichiarazioni di politici e articoli di stampa, con i quali, con argomentazioni diversificate, veniva espresso il malessere ed il sottosviluppo del meridione d’Italia, partendo da una constatazione obiettiva o, meglio, su un dato di fatto eclatante: l’alta velocità di “Trenitalia” va da Milano a Salerno. E nel resto della penisola, in meridione? Nel meridione, vi è semplicemente il vecchio treno con vecchie vetture che viaggia ad andatura ridotta (come prima e come sempre). A questo punto viene in mente un film italiano degli anni '60: “Cristo si è fermato ad Eboli”. Ma, oggi, ancor più di prima - si può dire che l’Europa si è fermata, senza gran parte del meridione. D’altra parte, se è vero che - dati alla mano - una famiglia su dieci rientra nella fascia della povertà, va sottolineato ed urlato che oltre i due terzi delle famiglie italiane appartenenti a quel decimo di poveri accertati vive al Sud. Ed allora, il Sud pare essere più che altro una povera colonia, di uno Stato lontano, ingrato ed ingiusto. Le differenze Nord/Sud erano e sono una realtà incontestabilmente mai sanata. E si può dire - quindi - che i cittadini d’Italia nati nel meridione, sono trattati più come sudditi che come cittadini. E ciò indubbiamente induce a stigmatizzare ed a contestare con rabbia e Magazine con disgusto il mancato impegno politico, programmatico ed operativo, i mancati investimenti oculati per le strutture ed infrastrutture del sud, utilizzando e potenziando anche ed innanzitutto le risorse umane del meridione, da parte dei Governi Centrali di tutti i colori politici, che si sono succeduti a partire dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni. Ma il mancato sviluppo del Sud annovera tra i responsabili anche le istituzioni e le amministrazioni locali, senza distinzioni partitiche, che poco hanno voluto o saputo fare, basta citare, per esempio i tantissimi fondi dell'UE perduti per mancata presentazione di progetti adeguati. E va detto pure che poco o nulla hanno saputo incidere nella politica nazionale i parlamentari eletti con i voti dei meridionali. Ecco in pratica le conseguenze di tale politica, anzi di tale “non politica" per il Sud. Va ricordato che -non a caso - la disoccupazione al sud è il triplo di quella delle regioni del Nord, inevitabile conseguenza della scarsissima attenzione politica per il Sud. Tale politica strabica, ha fatto sì che i treni ad alta velocità arrivino solo fino a Salerno. Ed il resto d’Italia è quasi a piedi, con le vecchie locomotive ferroviarie che percorrono una linea ferrata che ad ogni temporale va in tilt, con l’autostrada da sempre malconcia e per decine di chilometri interrotta da lavori in corso d’opera. Gli unici aeroporti efficienti sono quelli di Catania e di Palermo, lontani da molte città della Sicilia, e poi… Ecco perché tanta rabbia inespressa alberga nell’animo dell’uomo del Sud, quando pensa che con i soldi dell’uomo del Sud, pagati con le tasse versate allo Stato, questo Stato ingrato ed ingiusto, li ha spesi e li spende solo per una parte d’Italia. Intanto, l’Italia va a due velocità, e per giunta si intravede una maggiore accelerazione industriale del Nord, che implica inevitabilmente un ulteriore distacco tra l’economia del Nord e quella del meridione. Insomma, una patria comune, l’Italia, però con figli al Nord e figliastri al Sud. Ambiente Il 2012 è l’anno dell’auto elettrica? Se ne parla da anni, ma non succede ancora nulla. Il 2012 viene annunciato come l’anno del miracolo. Sarà vero? Speriamo. E’ certo che il nostro pianeta è sempre più stretto da condizioni ambientali insostenibili. Di Nicolò Piazza L’ annunciata penuria di petrolio e i continui disastri ecologici rendono urgente un cambiamento per evitare l’avvelenamento del pianeta. Una tale innovazione eliminerà la rumorosità del motore perché sarà un motore silenzioso - tipo motorette dei parco giochi, sparirà il cambio perché la velocità sarà determinata dal solo acceleratore mentre resterà il solo rumore delle gomme o dei freni e della carrozzeria. L’alimentazione elettrica sarà assicurata dalla produzione ormai avviata di batterie ad ioni di litio nelle quali è immagazzinata l’energia elettrica necessaria a far muovere l’auto del futuro. Rimane da risolvere la capacità di autonomia delle batterie, il sistema di ricarica, la distribuzione nel territorio dei punti di ricarica e la velocità oraria che il nuovo mezzo può assicurare. E’ fresca di stampa la notizia della possibilità di percorrere il centro di Roma con una macchina elettrica capace di una autonomia fino a 130 Km con un costo di soli 2 euro e ad una velocità massima - ipotetica considerando il traffico - di 100 Km e che è prossima la sistemazione presso i distributori di prese elettriche per la ricarica delle batterie. La produzione iniziale di auto elettriche è indirizzata verso Paesi di piccola estensione (Israele e i paesi Scandinavi) dove è più facile la installazione dei punti di 53 Magazine ricarica delle batterie e, per motivi diversi, le grandi aree dell’India e della Cina dove è più economico investire e dove si possono realizzare economie di scala. L’elemento più importante di una tale rivoluzione è la disponibilità della materia prima per la produzione delle batterie e cioè il litio. Uno dei metalli solidi più leggeri esistenti in natura di colore bianco argenteo, fino a poco tempo fa utilizzato per leghe speciali e per cure mediche e dagli anni 90 nei telefonini, computer e cellulari, e ritenuto ideale per costruire batterie leggere di lunga durata. Anche se il litio è presente in varie parti del mondo, la Bolivia è il Paese con i giacimenti più importanti tanto da essere definita l’Arabia Saudita dell’“oro grigio”. Forse non tutto sarà come prima, ma l’abbandono dell’era dei combustibili fossili alla luce del temuto caos climatico appare ineludibile. Le notizie sempre più frequenti sull’imminenza di una tale rivoluzione fanno ritenere opportuno che i mezzi di informazione lions trattino l’argomento per un contributo di idee su un tema cosi delicato. Etica & Valori Quelli che fanno qualcosa per il niente Combattere l’inutilità dei perditempo è un’impresa disperata. Se tutti mettessero a profitto quello che hanno a disposizione, tutta l’umanità andrebbe avanti molto velocemente. Di Carlo Alberto Tregua D iceva Ettore Petrolini (1884-1936): “C’è chi non sa far niente, ma lo sa far bene”. Un inno ai nullafacenti, agli inconcludenti, a quelli che sprecano la propria vita senza obiettivi. Tutti costoro fanno trascorrere il tempo, da sera a mattina e da mattina a sera, come se fosse infinito. Non si accorgono della sua limitatezza e di quella degli anni, mesi, giorni, ore e minuti. Non solo, ma il far trascorrere in questo modo inutile il proprio tempo non li fa maturare, non gli fa capire l’errore grossolano dello spreco e continuano nel loro dissennato modo di vivere. Però, spesso si danno da fare, si muovono, si agitano, insomma, cercano di fare qualcosa. Ma è qualcosa per il niente, perché se nella vita di ognuno di noi non vengono fissati obiettivi di lungo periodo, sezionati in obiettivi corti e medi, non si costruisce nulla, non si arriva da nessuna parte. Si continua a restare in mare aperto in balia dei venti o delle tempeste o delle bonacce. Cristoforo Colombo (1451-1506), prima di vedere le Indie (pardon, le Americhe) stette per alcuni mesi immobile sul mare con le tre caravelle. Non ci poteva fare nulla, però il suo obiettivo era chiaro ed altrettanta lapalissiana la sua determinazione. 54 Chi, invece, ha ben chiaro che la vita deve essere spesa bene, per qualunque obiettivo positivo, ne utilizza ogni minuto perché deve costituire un modello per gli altri. Ognuno di noi ha l’obbligo non solo di fare il proprio dovere (famiglia, lavoro, educazione dei minori, solidarietà), ma deve dare agli altri l’esempio, non con le parole, ma con comportamento, probità ed efficienza. Guai a chi pensa di aver assolto il proprio compito, facendo egoisticamente il proprio interesse. Ognuno di noi deve avere chiaro che viene prima l’interesse generale, cioè quello di tutti e poi il nostro. Ci deve essere chiaro che sebbene gli uomini siano un granello di sabbia nel deserto, tuttavia, tutti possiamo dare il nostro apporto al genere umano, costruendo con il nostro mattone lo stabile della società. Ma se il mattone è fragile o malmesso il nostro contributo è negativo. La consapevolezza di ciò che dobbiamo fare deve essere sempre presente in noi. Ci sono tante cose da fare nella vita, fra le quali inframmezzare dei periodi di ozio creativo, cioè di sosta, senza però staccare la spina del cervello: questo prodigioso ordinatore ed archivio che consente in un milionesimo di secondo di ricordare e di elaborare. Meno di mezzo etto di cellule grigie che fa crescere l’umanità scoprendo nuove mete e nuove cose, che esistono. L’uomo spesso è affetto da due gravi malattie: la presunzione e l’onnipotenza. Poi, viene regolarmente punito perché anche nel lungo periodo due più due, magari tardi, fa sempre quattro. La matematica non è un’opinione, ma una scienza quasi esatta. Infatti, come è noto, due rette parallele all’infinito s’incontrano. è proprio la relatività, teoria fondamentale di Albert Einstein (1879-1955), quella che ha consentito di fare molti progressi nell’apprendere questioni esistenti, ma sconosciute. Lo studio dell’antimateria, dei buchi neri, delle gravi malattie che affiggono l’uomo (Hiv e cancro) del Dna (la mappa genetica) consente di fare piccoli ma significativi passi avanti, come il riconoscimento delle tecniche di riproduzione, con l’assegnazione del Nobel 2010 a Robert Edwards, checché ne scriva il Vaticano. Combattere l’inutilità dei perditempo è un’impresa disperata. Se tutti mettessero a profitto quello che hanno a disposizione, tutta l’umanità andrebbe avanti molto velocemente. La zavorra di chi costituisce un peso è pesante da trascinare. Eppure c’è e bisogna fare i conti con essa, è inutile nasconderselo. C’è chi costruisce, c’è chi distrugge e c’è chi resta immobile. Delle tre categorie quest’ultima è la peggiore perché consente di nascondersi dietro un apparente efficienza che poi si trasforma in nullità di comportamenti. Chi fa sbaglia, chi non fa non sbaglia. I codardi non fanno per non sbagliare. Le persone in gamba fanno rischiando di sbagliare, l’importante è che si sbagli in buonafede dopo avere riflettuto a fondo. L’importante è che si colpisca il bersaglio, qualunque esso sia. 55 Per laurearsi non serve la vista... CI VUOLE LA TESTA ! Il progetto UniLeo4Light aiuta da anni ipovedenti e non vedenti a superare le barriere visive allo studio universitario. In contatto con 80 Università, UniLeo ha già donato a circa 30 Università italiane postazioni tecnologiche e software per la produzione di materiale didattico e sta organizzando corsi di formazione ed e-learning per il personale docente e non docente. Si ringrazia per lo spazio gentilmente concesso © www.scia-com.it UniLeo4Light supporta l’iter curriculare di oltre 700 studenti disabili della vista e li aiuta a concentrarsi sull’unica vera barriera: lo studio. Se vuoi maggiori informazioni sul progetto UniLeo4Light visita il sito www.unileo4light.it. 56 distretti e dintorni Biodiversità… per migliorare la vita Era il 20 dicembre 2006 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava il 2010 “Anno internazionale della biodiversità”, con l’obiettivo di favorire una nuova “coscienza verde”, e designava il segretariato della convenzione sulla diversità biologica come focal point dell’anno. Di Luigi Foglietti N ei mesi già trascorsi si è cercato di porre all’attenzione del mondo intero la questione dell’inesorabile impoverimento ambientale del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed ecosistemi. Il 29 ottobre scorso a Nagoya, in Giappone, si è tenuta la riunione ministeriale che ha concluso la Conferenza sulla biodiversità nel tentativo di trovare un difficile accordo politico riguardante il piano strategico che dovrà governare il settore fino al 2020 (al momento di andare in macchina non conosciamo le risultanze dell’importante appuntamento). Questo decennio che ci separa dal prossimo incontro ci deve vedere consapevoli di quanto faremo per il nostro ambiente perché si calcola che nel 2020 il 20% della biodiversità globale andrà perduta. Molte specie animali e vegetali, infatti, stanno scomparendo dalla terra con una rapidità preoccupante e molti scienziati ritengono che la principale causa siano proprio le attività umane. La convenzione sulla diversità biologica (Cdb), entrata in vigore il 29 dicembre 1993, ha tre obiettivi principali: conservare la diversità biologica, utilizzarla in modo durevole e spartire i benefici che ne derivano in modo giusto ed equilibrato. E per biodiversità cosa si intende? Ciò che designa tutte le forme di vita sul pianeta Terra in questa era storica di cui noi siamo testimoni, ed è il frutto di un’evoluzione durata miliardi di anni sotto l’impronta dei processi naturali e, sempre più, sotto l’influenza degli esseri umani. In questa “diversità” vengono incluse le molte varietà di piante, di animali e di microrganismi, ma anche le differenze genetiche all’interno di ogni specie, esempio le differenze tra uno stesso vegetale selvatico o coltivato. Dalla scoperta dell’agricoltura, passando per la rivoluzione industriale e arrivando ai giorni d’oggi, abbiamo rimodellato paesaggi, animali, deciso, spesso “inconsapevolmente”(?), estinzioni di esseri viventi in modo irreversibile, senza tenere conto di tutto ciò. Attualmente non siamo a conoscenza del numero di specie che abitano la terra, ne sono state catalogate circa un milione e mezzo, ma il numero stimato da diversi scienziati varia tra i cinque ed i 30 milioni. Ma se la distruzione della natura progredirà al ritmo attuale molte specie non saranno mai conosciute perché si estingueranno prima che qualche naturalista possa scoprirle e dare loro un nome e una classificazione. Nonostante il nostro modo di vivere sia molto cam57 Per saperne di più … biato col passare del tempo, basti pensare alla nostra alimentazione oggi condizionata dal commercio piuttosto che dalle stagioni o dalla natura, la diversità biologica deve essere difesa perché è il pilastro della civiltà. Ed i Lions che cosa fanno? Sempre pronti a studiare i fenomeni che via via si presentano, ed altrettanto pronti ad informare le comunità di riferimento come è accaduto a Casalina di Deruta, presso la sede del Cams (Centro di Ateneo per i Musei Scientifici), dove l’Università degli Studi di Perugia ha aperto una Galleria di Storia Naturale, e dove il Lions Club di Marsciano presieduto dalla professoressa Rosalba Maria Farnesi ha organizzato un interessante convegno sulla “Biodiversità”. Relatori il professor Bruno Romano, direttore del Cams, il naturalista dell’Università di Perugia Angelo Barili, il dottor Umberto Sergiacomi, responsabile dell’Osservatorio faunistico della Regione Umbria. Al termine una visita, guidata dal naturalista Sergio Gentili, alle due importanti collezioni ospitate nella galleria: la raccolta ornitologica del marchese Orazio Antinori (Perugia 1811 - Lét Marefià 1882) con ben 800 campioni raccolti in tutto il mondo, e quella di monsignor Giulio Cicioni (Cerqueto 1844 - Perugia 1923) ricca di oltre 6000 campioni di minerali, rocce, fossili di tutto il pianeta. “Abbiamo voluto trattare di biodiversità - ha detto Rosalba Maria Farnesi - calandoci nel nostro territorio perché le raccolte qui custodite rappresentano la memoria della comunità regionale. Gli ‘oggetti’ collezionati che si possono vedere in questa galleria di storia naturale, sono in realtà simboli rappresentativi della comunità regionale e quindi parte della nostra coscienza”. Si comincia a rispettare il particolare per poi allargare al globale. Una giornata… da leoni Un incontro, un service, un riconoscimento assegnato ad un autentico Lion costituiscono i momenti salienti di una giornata che non potrà essere dimenticata. La consegna della “Good Will Ambassador” a Carmelo Lupo. V ent’otto anni sono trascorsi da quando il Lions Club Ferrara Estense ha dato inizio ad un service che ha resistito all’usura del tempo per la sua valenza, per la sua concretezza, per la sua internazionalità, per l’aiuto offerto a chi ormai si avvia verso l’ultima parte della propria esistenza. Un’azione assolutamente in linea con i fini lionistici dell’unire i popoli con sentimenti di amicizia, di soccorso ai più deboli, di promozione della fratellanza, in aderenza al principio che la solidarietà, l’eguaglianza e 58 l’aiuto al prossimo non si soddisfano con vane parole, ma con sentimenti fondanti che trovano concreta realizzazione nell’azione dei Lions. Nei vent’otto anni citati sono stati ospitati gratuitamente - in appartamenti presi in locazione dai Lions del Ferrara Estense al Lido degli Estensi di Comacchio - non meno di 3.500 persone, provenienti dalla Germania, dall’Austria e dall’Ungheria. Tali “anziani” vengono segnalati da Lions Club gemellati (o anche non gemellati) con il club ferrarese, quali Steyer, Wiener Neustadt, Vienna Albertina, Kautbeuren, Buda Budapest, Sopron. Anche quest’anno, dal 18 settembre al 2 ottobre, 75 persone d’ambo i sessi e di nazionalità ungherese e austriaca (questi ultimi guidati dai PDG Wolfgang Inthal e Joseph Dietman del Distretto 114 W Austria) hanno goduto del sole e del mare d’Italia, ospitati dal club Ferrara Estense, che ha organizzato la visita della Città di Ferrara, essendo anche ricevuti, nei Palazzi storici della dinastia estense, dal sindaco e dal vice presidente della Provincia. Una gita in motonave, alla scoperta di Chioggia e delle zone vallive del Delta del Po, ha suscitato l’entusiasmo degli ospiti, così come sono stati particolarmente graditi i tre incontri, “a tavola imbandita”, in ristoranti caratteristici dove i cori, i suoni ed i “brevi” discorsi sono stati accolti con manifestazione di gioia dagli ospitati e dagli ospitanti. La cerimonia di benvenuto è stata quest’anno significativa e sinceramente apprezzata per la presenza del Presidente Internazionale Emerito Giuseppe, “Pino” Grimaldi, di tre Past Direttori Internazionali (Massimo Fabio, Paolo Bernardi e Giovanni Rigone), del Governatore del Distretto 108 Tb Roberto Olivi Mocenigo, di due Past Presidenti del Consiglio dei Governatori del Multidistretto 108 Italy (Carlo Casali e Marcello Briguglio), di un notevole gruppo di Past Governatori del Distretto 108 Tb, con la presenza anche del PDG Lanfranco Simonetti, (Governatore nell’anno 1975/76 dell’allora Distretto A essendo Governatore del Tb Carmelo Lupo), nonché del 1° Vice Governatore Ferraretti e del 2° Vice Bolognesi del 108 Tb. Dopo l’apertura di rito, seguita dall’ingresso delle Autorità lionistiche di livello internazionale, già citate, (accompagnate dal PCC Carmelo Lupo), le stesse prendevano posto al tavolo della Presidenza, con accanto il Presidente Ugo Ferroni, il Governatore Roberto Olivi, il Sindaco di Comacchio Paolo Carli, il Generale di Squadra Aerea Mario Renzo Ottone (Comandante il CAOC 5 e Vice Comandante del COF A di Poggiorenatico), il Direttore Scolastico Provinciale Vincenzo Viglione, il PDG Wolfgang Inthal per l’Austria e la prof.ssa Emma Halasz per l’Ungheria. Il presidente Ferroni prende la parola dando il benvenuto agli “ospiti” della terza età e alle Autorità lionistiche, mentre il PDG Inthal, per il gruppo austriaco, e Emma Halasz, per gli ungheresi, ringraziano per l’ospitalità ancora una volta offerta a uomini e donne della terza età, indigenti, dei loro paesi. La parola viene Per saperne di più … Carmelo Lupo con il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi e i PID Giovanni Rigone, Massimo Fabio, Sergio Maggi e Paolo Bernardi. data poi ai Past Direttori Internazionali. Fabio Massimo elogia la continuità del “service” e si complimenta per l’entusiasmo e lo spirito umanitario che ha sempre animato l’attuazione dell’iniziativa, di cui è stato promotore Carmelo Lupo, che ben merita le insegne che saranno a lui consegnate. Paolo Bernardi sottolinea l’impegno profuso dal club in questi 28 anni per la realizzazione dei fini del lionismo, con una encomiabile abnegazione del presidente fondatore Lino Lupo, che oggi riceve le insegne della più alta onorificenza dell’associazione. Giovanni Rigone evidenzia come l’azione dei Lions del Ferrara Estense testimoni la realizzazione delle finalità del lionismo. Si complimenta per il meritato riconoscimento accordato al presidente fondatore del club. Prende poi la parola il Governatore Roberto Olivi Mocenigo, che esprime la propria soddisfazione per il premio accordato a Carmelo, “insegna che costituisce onore non solo per l’insignito, ma per l’intero Distretto nell’anno del mio governatorato”. Le parole del Presidente Internazionale emerito, Pino Grimaldi, scuotono l’uditorio emozionando, fin nel profondo, l’animo dei presenti. Grimaldi parla del lionismo attivo, di un’associazione i cui meriti sono stati riconosciuti in tutto il nostro pianeta, che vanta rappresentanti nelle maggiori organizzazioni mondiali. Egli sottolinea l’importanza del service realizzato dal Ferrara Estense per il suo contenuto umanitario e di fratellanza, soffermandosi sul significativo riconoscimento che il Presidente Internazionale Eberard Wirfs ha assegnato a Carmelo (3° Presidente del Consiglio dei Governatori dalla istituzione di tale incarico elettivo), la “Good Will Ambassador”. “Per i suoi straordinari servizi e la costanza nell’azione, Lino Lupo rappresenta l’immagine del Lion che ha abbracciato la filosofia dell’associazione con amore ed entusiasmo, dedicando ad essa tempo e denaro per il benessere altrui. A lui ho il privilegio di consegnare le insegne di “Ambasciatore di buona volontà”, additandolo ad esempio da emulare, sottolineando come in 50 anni di istituzione di tale riconoscimento, solo a 18 Lion italiani è stato assegnata tale onorificenza”. Superato il nodo alla gola, Lino chiede il permesso di poter esporre i sentimenti che turbinano nel suo cuore cercando di trasformarli in parole. Con una tonalità flebile, che man mano diventa sempre più incisiva, Lino ringrazia il Presidente Internazionale Wirfs per l’alta onorificenza concessagli, “ma ancor più tale medaglia tocca il mio cuore perché accordata su segnalazione di un grande Presidente Internazionale, unico italiano ad essere stato eletto a tale prestigioso incarico”. “Pino Grimaldi mi ha additato la strada del servire fin da quando ebbi a conoscerlo nella veste di Direttore Internazionale, ed è stato per me il vero rappresentante di un lionismo attivo, privo di orpelli con un solo ed esclusivo fine: quello del servizio a favore del prossimo, della comunità in cui si vive, dell’aiuto ai deboli, dell’impegno per il bene civico. A lui va il mio ringraziamento per aver potuto godere della sua amicizia e dei suoi insegnamenti, che mi hanno accompagnato nei miei quarant’anni di lionismo attivo”. Il presidente del club, Ugo Ferroni, concludendo questa parte della entusiasmante serata, esalta l’azione di servizio dei Lions in ogni parte del mondo. Ferroni si sofferma sulla prestigiosa onorificenza consegnata al socio presidente fondatore del Ferrara Estense, uomo di assoluta dedizione al lionismo. “Tale riconoscimento - continua l’avv. Ferroni - viene apprezzato e condiviso da tutti i soci poiché lo stesso club vede riconosciuto il proprio impegno nel campo del servire ed un suo Lion da sempre ispiratore di attività qualificanti - riceve il più alto riconoscimento internazionale che ci onora tutti”. 59 Per saperne di più … Minori a rischio… che fare? Dolorosi e raccapriccianti eventi di cronaca recente hanno reso quanto mai attuale il convegno dal titolo “Minori abbandonati, minori contesi, minori devianti, minori vittime”, organizzato dal Lions club “Napoli 1799” con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. Di Stefania Paoli I l Convegno, tenutosi l’8 ottobre scorso nella monumentale sala della Biblioteca “Alfredo De Marsico” di Castel Capuano, ha ospitato illustri relatori della Magistratura e del Foro napoletano, nonché autorità lionistiche del distretto Campania, Basilicata e Calabria. I Lions, infatti, sono tradizionalmente attenti alle problematiche sociali e già da anni si occupano del problema della devianza minorile con convegni e attività di supporto sul territorio. In questa occasione il presidente del Lions Club “Napoli 1799”, Eugenio Emilio Potortì, con Alfredo Guarino e con Giuseppe Vitiello, affermati professionisti napoletani e soci del club, ha portato la discussione su questo tema delicato proprio nella sede del Diritto e della Giustizia. Dopo i saluti del presidente Potortì e dei rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, della Presidenza della Biblioteca “Alfredo De Marsico” e del Consiglio Nazionale Forense, il Convegno è entrato nel vivo con gli interventi di alcune delle più alte cariche della Magistratura napoletana: Carlo Alemi, Presidente del Tribunale di Napoli; Carlo Montella, Presidente di Corte di Appello - sezione minori; Gustavo Sergio, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Manuela Mazzi e Graziella Arlomede, Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Il quadro è stato ulteriormente ampliato dall’intervento di Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Campobasso, che ha portato una interessante testimonianza da fuori regione; la malavita organizzata campana, e con essa la devianza minorile, sta infatti invadendo anche regioni limitrofe e in particolare il Molise. 60 Nell’ambito di ciascuna delle sezioni in cui è stato suddiviso il Convegno, un punto di vista a volte complementare è stato proposto dagli interventi degli avvocati relatori (Graziella Ausiello, Oriana Grassi, Alfredo Guarino, Giuseppe Vitiello) e da Imma D’Elia, psicologa: tutti professionisti che operano da anni con competenza e dedizione in questo delicato settore. Numerose le questioni che si sono imposte all’attenzione del folto pubblico di Lions e di addetti ai lavori presente in sala: il ruolo e la responsabilità degli adulti nei problemi di devianza minorile; la necessità educativa di regole chiare nell’età dello sviluppo; la crescente solitudine che molti bambini vivono in famiglia; la questione dell’affido condiviso nell’ambito dei nuovi equilibri esistenti oggi tra i coniugi; il problema della spettacolarizzazione da parte dei mass media degli episodi di violenza sui minori; i vantaggi di un lavoro di squadra, che coinvolga famiglia, insegnanti, psicologi, magistrati, avvocati; la necessità di un costante aggiornamento e di una elevata qualificazione professionale, dal momento che l’interazione con i minori richiede competenze specifiche, rigore metodologico e una grande sensibilità. La discussione si è focalizzata anche su problematiche più specificamente operative: il recente passaggio di alcune competenze dal Tribunale dei Minori alla Magistratura ordinaria, che oltre ad accrescere ancora di più i compiti della Giustizia ordinaria elimina anche una specializzazione della magistratura; la allarmante carenza di organico, che determina un forte rallentamento dei tempi, ancora più grave nel caso di processi che riguardano bambini. Il convegno è stato moderato dal past Governatore del Distretto 108 Ya, Paolo Lomonte; le conclusioni sono state tratte da Emilio Cirillo, Governatore in carica. I lions portatori della cittadinanza umanitaria europea A Genova, l’8 ottobre, i soci di otto club hanno partecipato all’incontro “La cittadinanza attiva umanitaria, nazionale e internazionale, nell’azione lionistica”. Relatore d’eccezione Ermanno Bocchini. Di Massimo Ridolfi U na serie di fortunate circostanze ha portato a Genova, su invito e iniziativa di Rossella Ferrari, Presidente del LC Genova Santa Lucia, il Past Direttore Internazionale Ermanno Bocchini. L’occasione è stata opportuna per una conferenza, e un chiarimento, sull’iniziativa di cui Bocchini è stato padre e promotore, in sede nazionale e in sede internazionale: “La cittadinanza attiva umanitaria, nazionale e internazionale, Per saperne di più … nell’azione lionistica”. La notorietà e il peso lionistico di Bocchini, tra l’altro è il rappresentante del Lions Club International al Consiglio d’Europa, la sua qualità d’esser Lion, il fascino del suo parlare sostenuto da autentico entusiasmo, e l’argomento propostogli per la sua conferenza, hanno coagulato i soci di ben 8 club genovesi che Rossella Ferrari, con un po’ di apprensione e tanto lavoro, è riuscita a coinvolgere. 8 club, con i loro presidenti e gruppi di soci, 5 Past Governatori, il Governatore del Distretto 108 Ia2 fronto e di dialogo. In tutto ciò il nostro passato ci conforta e ci aiuta. Utopia, sogno? Ermanno Bocchini è Direttore del Centro Lions per la ricerca dei metodi di sviluppo dei paesi e di costruzione della pace tra i popoli. La Carta della Cittadinanza Umanitaria Europea sancisce il programma d’azione comunitaria. Questa la sintesi della lunga, appassionata e trascinante conferenza di Bocchini, che ha raccolto calorosi applausi, ma non la totale condivisione, come si è potuto recepire negli interventi successivi. La “carità” è termine che mai è entrato nel nostro lessico, né come suono né come concetto d’azione. Piuttosto il servizio lionistico è sempre stato ed è partecipazione, condivisione, esame e risoluzione dei problemi. Siamo sempre e ovunque andati in pace in nome dell’umanità. Sempre nell’attualità del dettato di Melvin Jones e nell’intento di promuovere comprensione e amicizia. Sicuramente azioni più globali, con larga partecipazione (Sight First insegna), mirate a risolvere situazioni specifiche, avrebbero più effetto. Un “tetto amico” al Policlinico Carlo Forcina e il suo Vice Gabriele Sabatosanti e una schiera numerosa di officer distrettuali e di addetti ai lavori. Questo, in sintesi, tralasciando i nomi per necessità di spazio e sperando che nessuno se ne adombri, il quadro che ha caratterizzato l’avvenimento. La lunga disanima di Bocchini ha preso le mosse da alcuni fondamentali presupposti che sono cardine della attuale iniziativa lionistica. Innanzitutto, la sorprendente attualità del pensiero di Melvin Jones, realizzato negli statuti e nel codice. I presupposti fondanti del lionismo non hanno minimamente subito il logorio dei tempi o degli avvenimenti e rivolgimenti sociali e politici degli oltre novant’anni passati. L’appello, lungimirante, a creare la solidarietà e la comprensione tra i Popoli, presupposto indispensabile per lo sviluppo dell’umanità, è appello di oggi e oggi quanto mai sentito per le tensioni esistenti nel mondo. Restituire ai popoli e alle nazioni dignità e libertà dal bisogno, perseguire il sogno di una società basata sulla reciproca comprensione è oggi, come per Melvin Jones, lo scopo da raggiungere. Abbiamo, dice Bocchini, capacità, cultura, ricchezza professionale e progettuale. Siamo in grado di rispondere a qualunque istanza, tenendoci lontani dalla illusione che con gli aiuti umanitari e caritatevoli si possano risolvere i problemi delle comunità. Non è mai accaduto per i meno fortunati né per gli indigenti. Abbiamo un debito storico con le comunità più bisognose e poiché abbiamo possibilità e capacità per affrontare ogni emergenza, dobbiamo essere parte attiva, cittadini del mondo, per una azione umanitaria globale, nel segno del dettato lionistico, che è sempre attuale. Una nuova frontiera quindi, che ridia la libertà individuale, la dignità ai popoli, la possibilità di con- E’ un progetto ambizioso al quale il LC Bologna San Lazzaro ha contribuito con un importante service promozionale ed assistenziale. S i è conclusa domenica 19 settembre, a Villa Cicogna a San Lazzaro di Savena, la 5ª Festa del Cuore organizzata dall’ATCOM, l’Associazione Trapiantati di Cuore Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. La “festa” è cominciata sabato 18 settembre con un convegno dedicato alla “giornata di sensibilizzazione alle donazioni”. Al convegno hanno partecipato oltre ai Dirigenti del Policlinico S.Orsola Malighi e i Direttori delle Unità Operative di Chirurgia dei trapianti, Monsignor Fiorenzo Facchini della Curia Arcivescovile di Bologna, Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Roberto Olivo Mocenigo, Governatore del Distretto, Giorgio Fioravanti, presidente della 1ª Circoscrizione, Gianni Pattini, presidente di Zona, ed Andrea Rossi, presidente 61 Per saperne di più … del Lions Club Bologna San Lazzaro. Nel corso del convegno, è stato presentato ed inaugurato il progetto “Tetto amico” che prevede la realizzazione di locali ubicati presso lo stesso Policlinico da destinare ai parenti ed ai pazienti trapiantati che devono rimanere in prossimità dell’ospedale per effettuare visite, terapie e controlli senza per questo dover essere ricoverati in reparto. Inoltre, è prevista la realizzazione di un fondo economico per la gestione dei fabbisogni correlati all’ospitalità nella Casa Accoglienza (trasporti, vitto, presidi, consulenze professionali) e per situazioni di tipo straordinario che riguardano l’accoglienza di pazienti senza fissa dimora, extracomunitari, situazioni familiari in condizioni di estremo disagio. E’ un progetto ambizioso al quale il LC Bologna San Lazzaro ha contribuito, grazie soprattutto all’impegno profuso dai Lions Vittorio Biffi e Lauro Oppici, con un importante service promozionale ed assistenziale. A Bologna, il LC Bologna San Lazzaro oltre ad aver contribuito alla realizzazione della Casa di Accoglienza “Tetto amico” è impegnato nella realizzazione di incontri di formazione ed informazione sul tema dell’autismo, una delle sindromi più complesse e difficilmente gestibili dell’età infantile. Gli incontri, già realizzati con successo nel 2007 e nel 2008, hanno lo scopo di alleggerire il peso psicologico che grava sui genitori, costretti spesso a trasformarsi in terapisti per tutta la vita e di consentire agli educatori-insegnanti di apprendere metodologie che daranno ai bambini affetti da questa patologia una possibilità di inserimento sia nella scuola di oggi che nella società di domani. I Lions… sul mare Domenica 26 settembre si è svolta la regata che ha visto assegnare il “Trofeo Lions Guglielmo Marconi” ed il “Trofeo Città di Cattolica”. La manifestazione ha visto uniti ancora una volta i Distretti A e Tb, il Circolo Nautico cittadino e la Fondazione Marconi. Di Sofia Sechiarolo L a sinergia di intenti fra i Lions dei Distretti 108 Tb e 108 A, unitamente al Circolo Nautico cittadino, con la collaborazione della Fondazione Guglielmo Marconi, ha visto alla partenza 37 magnifiche imbarcazioni, di cui 12 con la bandiera Lions, i cui equipaggi avevano nei volti una duplice gioia: quella di pregustare una splendida giornata di fine estate, unita a quella di prendere parte ad un momento di solidarietà. Lo spirito lionistico di mettere le proprie energie, le varie professionalità, a disposizione di chi è meno fortunato, ha trovato tutti concordi Iscrizioni, sostenitori, 17 Club Lions organizzatori, ASD Puravida e Marina di Cattolica hanno permesso di donare un elevatore per barche per disabili (grazie 62 anche ad un evento collaterale organizzato dal Lions e Leo Club Valle del Conca), e di contribuire all’acquisto di un cane guida addestrato per un non vedente. La principessa Elettra Marconi ha contribuito con la sua radiosa passione per la vela ad attirare attenzione ed ammirazione. Gentilmente ospitata su un’imbarcazione ha seguito in mare tutta la regata, prestandosi poi a premiare, sempre sorridente, i vari vincitori, assieme al Sindaco di Cattolica, Marco Tamanti, ai Governatori Lions Roberto Olivi Mocenigo e Guglielmo Lancasteri, al Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi, Gabriele Falciasecca, al Presidente del CNC, Tullio Badioli e ad altri ancora. Un frettoloso osservatore potrebbe chiedersi: “ma che cosa ha accomunato i Lions, il Circolo Nautico, l’ADAOnlus, la Fondazione G. Marconi e gli altri sostenitori”? La risposta è semplice: la convinzione che un armonico lavoro di squadra rende tutto più facile, l’attenzione per la comunità, l’orgoglio di mantenere vivo il ricordo del grande genio, Premio Nobel, Guglielmo Marconi, che in Cattolica ha soggiornato e di cui rimangono ancora l’abitazione e tanti aneddoti. Ci sia concesso concludere facendo nostro uno degli scopi del lionismo, che dovrebbe essere peraltro obiettivo comune di ogni vero cittadino: “prendere attivo interesse al bene civico, culturale, sociale, morale, della comunità”. La giornata di domenica 26 settembre ne è stata una tangibile dimostrazione. Un milione di goal Una enorme cifra destinata a progetti umanitari, raccolta con decine di partite, attuando la vincente politica di incontrare squadre saldamente ancorate all’immaginario collettivo. Di Brunello Gentile D evo confessare che quando nel LC di Camposampiero, al quale mi onoro di appartenere, qualche anno fa venne lanciata l’idea di creare una squadra di Per saperne di più … calcio per raccogliere fondi da destinare ai grandi service, avevo formulato dubbi sulla longevità dell’iniziativa. Sbagliavo di un milione di euro, perché questa è stata la cifra già destinata a progetti umanitari, raccolta con decine di partite, attuando la vincente politica di incontrare squadre saldamente ancorate all’immaginario collettivo, come la Nazionale Cantanti, la Nazionale Piloti e la Nazionale Calcio TV, tanto per citarne alcune. Eventi che se attuati da altri costano una fortuna, ma si materializzano con incredibile efficacia se realizzati dalla paziente ragnatela, che solo la forza dei Lions sa creare. La foto di gruppo con lo sfondo del pubblico si riferisce all’ultimo incontro fra la rappresentativa Lions e quella del Calcio TV avvenuto a Campodarsego (Padova). Farò cenno allo svolgimento delle operazioni perché possa essere compresa la complessità del meccanismo organizzativo. La sera di venerdì 1 ottobre, al Teatro ‘Altaforum’ della città, messo a disposizione dalla Banca Padovana Credito Cooperativo, 700 spettatori hanno assistito ad uno spettacolo di ballo, canto e cabaret a cura di artisti locali e nazionali come le Bronse Querte, Luca Galtieri, Luca Cassol (Capitan Ventosa di Striscia la Notizia) e Nando Timoteo di Colorado Cafè. Sabato 2 ottobre le manifestazioni in programma allo stadio ‘Gabbiano’ sono iniziate con le esibizioni dei ragazzi delle associazioni sportive e culturali del comprensorio e con il lancio di quattro paracadutisti di una scuola veneziana, l’ultimo dei quali ha recapitato il pallone con cui si è iniziato il gioco. Il calcio d’inizio è stato dato dal vicepresidente della Regione Veneto On. Marino Zorzato. Nella squadra Lions & Company, denominata Alta Team, vi erano soci dei club di Camposampiero, Cadoneghe, Piazzola sul Brenta, Padova e Venezia, presenti anche il Sindaco di Campodarsego, Lion Mirko Patron, e l’officer distrettuale al calcio Ferruccio Ruzzante. Per la Nazionale Calcio Tv, guidata dal Gabibbo, davanti ad oltre 2.000 persone hanno dato vita con entusiasmo allo scontro Moreno Morello, Jimmy Ghione, Giampaolo Fabrizio (Il Vespa di Striscia la Notizia), Baz e i Turbolenti di Colorado Cafè. Per la cronaca i Lions hanno perso la partita con il punteggio di 4 a 5. Non so quante manifestazioni realizzate dai Lions ottengano il risultato di far vivere un evento con tante autorità politiche, religiose, culturali, artistiche, creando opportunità alle realtà sociali di ogni genere e lasciando spazio a chiunque, giovani e meno giovani. Non so poi quante altre manifestazioni siano in grado di raccogliere una somma netta da spese di 48.000 euro da destinare alla Caritas per una importante iniziativa di microcredito, al Movimento per la Vita e alle spese chirurgiche necessarie per donare una vita normale a Maria Josè, una bambina sudamericana già plurioperata. Domenica 21 novembre 2010 si replica a Cittadella con la sfida che i Lions e i loro amici hanno lanciato ancora una volta alla Nazionale Piloti di Formula Uno e di Motociclismo. Mi chiedo perché questa squadra dei Lions debba essere composta solo da soci di club del padovano, del veneziano e pochi altri e non veda accorrere a dar manforte anche i Lions delle altre regioni italiane. Così come mi verrebbe di chiedere alle donne Lions se non se la sentano di organizzare una squadra nazionale per sfidare una o più rappresentative di atlete, modelle ed attrici. Una sera per le malattie rare S trepitoso successo della 23ª edizione della “Serata di solidarietà”, spettacolo organizzato dal Lions Club Lignano, svoltasi nei mesi scorsi all’Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro. La serata è stata presentata dalla collaudata coppia di volti televisivi, Mariagiovanna Elmi e Bruno Pizzul. Lo spettacolo, sotto la sapiente regia del socio Luigi Lacchin, è filato liscio come non mai in un’arena gremita in ogni ordine di posti. Tutti i partecipanti si sono esibiti senza alcun compenso. Il ricavato delle serata servirà per sostenere gli studi sulle malattie rare della “Clinica pediatrica Burlo Garofalo” di Trieste che è in stretto contatto con l’altrettanto importante clinica “Children Hospital” di Seattle U.S.A., diretta dal prof. Hans Ochs. (Giorgio Gorlato) 63 Per saperne di più … Nel 108 L le notizie viaggiano in LIS LIS é l’acronimo di Lions Information Service e rappresenta un bollettino on line che tratta dati, fatti e notizie dai club e verso i club del Distretto 108 L e non solo. Di Pasquale D’Innella Capano Q uesto bollettino agisce come una vera e propria agenzia di stampa Lions che pubblica su un portale informativo e raggiunge via email tutti i soci che si registrano volontariamente. Un link interattivo, dal titolo della email, porta direttamente alla pagina web del portale LIS che contiene la notizia pubblicata nella sua interezza. Nella email di contatto con i lettori registrati è contenuto solo il titolo delle news pubblicate. LIS evita così di invadere la casella postale del destinatario con pagine multimediali voluminose e che finiscono con l’essere cancellate dal destinatario prima ancora di essere lette. Le notizie sono pubblicate per piccolissimi blocchi. Quasi sempre ad una email corrisponde un solo titolo. Questo metodo di pubblicazione aumenta la disponibilità di chi riceve a cliccare sul titolo dell’e-mail e a proiettarsi nella pagina web corrispondente alla notizia nella sua interezza. Dalla pagina web contenente la notizia si passa alla home page del portale LIS da cui si accede alla intera gamma di servizi che il sistema di pubblicazione consente di attivare. Insomma, si comincia con la lettura di un titolo su una email poco invasiva e molto discreta per giungere ad un portale informatico completo e capace di accogliere il visitatore con una serie di servizi utili a conoscere il mondo del Lionismo in generale e ciò che accade nei club in particolare. 64 La LIS ha iniziato le sue pubblicazioni sperimentali nel mese di novembre del 2007 con il Governatore Vincenzo Mennella. Oggi, dopo un totale di 32 mesi e 34 numeri mensili, abbiamo pubblicato 783 notizie (circa una notizia ogni due giorni) e raccolto iscrizioni volontarie da 708 lettori abituali che rappresentano all’incirca il 20% dei soci Lions del Distretto 108 L. Il nostro obiettivo per l’anno 2010-2011 è quello di raddoppiare le registrazioni superando il 40% dei soci del distretto. Il portale LIS è un vero e proprio sportello interattivo che consente la lettura delle news raggruppate per rubriche e per sorgenti. Le sorgenti finora utilizzate sono “dai Club”, “dal Governatore”, “dal Distretto”, “dal Multidistretto”, “dal’Internazionale” e “dall’Esterno”. Un comodo comando “Globale” consente di ottenere a video l’elenco completo ed aggiornato di tutte le notizie pubblicate. Le rubriche raccolgono notizie e dati omogenei per settore di interesse quali i temi e i service nazionali e distrettuali, vita di club, iniziative Lions, MERL, LCIF, Lions per la vista, Campi giovani, Lions Quest, Cittadinanza umanitaria e notizie di altro genere. L’ordine di pubblicazione è strettamente cronologico e ciascuna notizia è rappresentata con il suo numero di pubblicazione, con la sua rubrica di appartenenza, con la sua data e l’ora di messa in linea e, soprattutto, con il suo autore. LIS è uno strumento di democrazia associativa. Ciascun socio lions ha il diritto di vedersi pubblicata la propria notizia senza filtri e senza commenti. La redazione si limita a rivederne la forma limitando eventuali sbavature grammaticali e cercando, con il consenso dell’autore, di migliorarne lo stile per una più agevole lettura. E’ bandita ogni forma di intervento personale che non abbia interesse per la comunità, polemiche di qualsiasi genere, e formule descrittive del tipo “nella splendida cornice…” “la dotta dissertazione…:” “le eleganti signore…” e così via. Per saperne di più … LIS non fa formazione lionistica. Si esprime solo con i fatti, i dati e le notizie. Non si sovrappone con i suoi contenuti alle riviste Lionismo del distretto 108 L o alla rivista Lion (ex The Lion) del Multidistretto. Il bollettino LIS riporta esclusivamente ed in tempo reale tutto ciò che accade nel Distretto 108 L o nel mondo esterno solo se di interesse lionistico. Se formazione c’è nella LIS questa è solo di tipo giornalistico per consentire ai club, ai loro presidenti e agli addetti stampa di esprimere in pieno la propria capacità realizzativa e di servizio. L’informazione, con le sue notizie, è un bene di fondamentale importanza anche nella comunità dei Lions e va preservata da distorsioni e influenze che la assoggettino ad interessi particolari e momentanei. La nostra redazione, composta per ora da un responsabile e quattro volontari, collabora con gli autori degli articoli per migliorarne la leggibilità riservandosi il diritto di imporre il titolo, di rivederne la forma espositiva e di impaginare i contributi multimediali per una migliore resa alla pubblicazione. La sezione Downloads del portale, opportunamente suddivisa in diverse sottosezioni consente di pubblicare documenti di utilità generale per i club e per i singoli soci contribuendo, con il portale del Distretto www.lions108l.it alla distribuzione di documenti utili e di informazioni di servizio. Completano il portale link utili per raggiungere i siti delle riviste Lionismo e Lion, di alcune iniziative distrettuali come I Quaderni del Lionismo e la Casa di Accoglienza Lions di Cagliari per i malati oncologici e gli affetti da Talassemia. Infine, il portale LIS dispone di uno spazio ancora non utilizzato riservato alla pubblicità che potrebbe diventare il motore pagante di migliorie e di estensioni della nostra capacità di fare informazione. Con i suoi soli 35 numeri mensili già pubblicati, LIS ha raggiunto le 32 mila visite e le 90 mila pagine lette. Ci sembra un risultato ragionevole e incoraggiante per continuare sulla via della moderna informazione giornalistica e di attualità del nostro Distretto 108 L. L’indirizzo web del LIS è www.newsletterlions108l.it Lions Factory la scommessa del futuro Andy Warhol ci ha pensato per primo tra gli anni Sessanta e i Settanta a creare una sorta di officina di lavoro collettiva delle idee. Prendendo spunto dallo spirito positivo dell’artista americano, il LC Genova Diamante mette in cantiere la “Lions Factory” per creare un movimento di idee e proposte collettive. N el 21° secolo Internet rappresenta quindi la location ideale in cui incontrarci, confrontarci e pro- porre nuove prospettive per i service e il lionismo del futuro. La “Lions Factory” è un portale web di prossimo utilizzo, una open house, in cui tutti i club possono partecipare e sono invitati a farlo. La Factory diventa così uno spazio concettuale dove molte nozioni dell’associazionismo Lions si trasformano in stile di vita e iniziative al passo coi tempi. Come i pittori, musicisti e filmaker di Warhol ingerivano avidamente la vita, cosi nella “Lions Factory” le barriere generazionali vengono meno per trovare insieme le migliori opportunità di crescita. Per una strategia comunicativa vincente e senza vincoli di appartenenza al club, il nostro ha deciso, di proporre e propagandare tutte le proprie iniziative sotto l’effige e la bandiera del Lions Clubs International, relegando il nome del proprio club in un piccolo spazio a fondo pagina o addirittura, omettendolo del tutto. Con il risultato, di dare risalto all’appartenenza del club all’associazione internazionale. Con un approccio di questo tipo, vengono meno gli attriti e le rivalità tra club, ostacolo alla crescita dell’Associazione, lasciando inalterati sia l’identità sia l’operato del club che l’opera del Lions Clubs International. E’ con tali auspici che nasce e si sviluppa il Progetto Lions Factory. Il Genova Diamante è un club che nasce nel 2006 con una ventina circa di soci fondatori, molto giovane, che vede al suo interno, prevalere la presenza di donne, quanto mai eterogeneo per età, località e pregresse esperienze sociali e professionali. Alla sua nascita, non ha al suo interno un gruppo con rapporti consolidati o di persone appartenenti ad una medesima sfera sociale o intellettuale. Insomma, un po’ “brodo primordiale” o “minestrone” che uniti ad un entusiasmo senza pari ha dato origine e forma al Lions Factory. Questa esperienza, unita all’ingresso di altri soci altrettanto attivi e propositivi, è stata la molla che ha spinto a dare un “cappello” e “identità” a quel movimento di idee. Così, con il supporto del Governatore, che per primo ha creduto in questo progetto, nasce “Lions Factory”, una sorta di laboratorio “virtuale” quindi, un movimento di idee e proposte collettive in grado di spingere i valori del lionismo alla crescita con contenuti attraenti per le generazioni del nuovo millennio, e di farlo percorrendo strade alternative e non ancora percorse! In questa sede si prototipizzeranno e si testeranno sul campo strumenti e strategie innovative, non necessariamente dovranno essere grandi idee o concetti rivoluzionari, a volte sono i dettagli che fanno la differenza tra il successo o il fallimento dello stesso progetto, quindi all’interno di “lions factory” c’è spazio per tutto e per tutti purché all’insegna della sperimentazione finalizzata a costruire e non a distruggere. Una sorta di scudo per affrontare senza paura i retaggi di un lionismo… potremmo dire: spesso un po’ Jurassico sotto molti aspetti. Senza paura di infrangere o di tradire per questo l’etica e la tradizione lionistica. G. Sciortino, M. Pischedda, E. Mattiello 65 Lettere Il disagio giovanile, fatti non (solo) parole Caro direttore, i giovani sono da sempre oggetto di analisi e di interventi, da parte dei media e delle istituzioni deputate ad affrontarne il disagio. Mai come in questa fase storica, siamo tutti proiettati a comprendere, interpretare, tentare di risolvere le varie forme di tale disagio, in tutte le sedi e nelle modalità nelle quali si presenta, la famiglia e la scuola innanzitutto. Anche noi Lions siamo chiamati a questo sforzo, sia in quanto persone che vivono con apprensione la condizione giovanile in quanto fenomeno generazionale, sia in quanto associazione di figure sociali e professionali impegnate nel fornire contributi adeguati in termini di competenze e di servizi al territorio che la ospita per rispondere con maggiori strumenti ed efficacia a questo problema. Per oltre vent’anni, coi soci del Comitato dei Club Gallarate Host e Gallarate Seprio, ho operato ottenendo spesso risultati incoraggianti con un progetto denominato Bussola e lavoro, che offre ai giovani degli istituti tecnici e professionali la possibilità di incontrare, nei colleghi che hanno aderito al service, figure professionali capaci di orientarli nel mondo del lavoro. E’ un modo, forse più Una lettera dalla Presidenza della Repubblica La Presidenza della Repubblica, sensibilizzata dal PDG Bruno Ferraro, ha fatto pervenire una lettera di apprezzamento sul nostro tema di studio nazionale. Siamo convinti che si tratti di un fatto significativo, che denota attenzione e compiacimento per l’iniziativa dei lions, e segnali l’attualità e l’importanza di una riflessione sulla Costituzione e sui valori in essa contenuti. Ne consegue, la sua pubblicazione per farla conoscere a tutti i lions. Il Presidente della Repubblica desidera esprimere il suo apprezzamento per il tema “La Costituzione Italiana conoscerla e amarla”, scelto dai Lions Club italiani quale argomento di riflessione e approfondimento per la ricorrenza del 150° anniversario della Unità d’Italia. Il progetto di testimoniare la vitalità e l’attualità dei valori e dei principi della nostra Costituzione in occasione delle celebrazioni di questo importante anniversario consentirà di diffondere, specie tra i giovani, la cultura della legalità, del rispetto dei diritti fondamentali e della fiducia nello Stato di diritto. Agli organizzatori, ai relatori e ai partecipanti, il Capo dello Stato invia i saluti più cordiali e fervidi auguri di proficuo lavoro, cui volentieri unisco i miei personali. Donato Marra 66 proficuo di altri, per tastare il polso ai nostri adolescenti, cogliendone le istanze che rivolgono al mondo adulto e fornendo loro qualche strumento in più per affrontare con cognizione il difficile passaggio alla condizione adulta ed effettuare con fiducia le giuste scelte professionali. Così, si dà loro qualche nuovo stimolo, un obiettivo, e li si aiuta, talvolta, a cominciare a prendere le distanze da situazioni di emarginazione o devianza. Credo che questo sia un servizio concreto, molto utile, capace di dare sostanza alla nostra missione sintetizzata nel motto “we serve”. Mi piacerebbe, dopo tante analisi e interventi che ho potuto leggere in questi anni, anche all’interno di questa rivista, che quei club che stanno facendo un percorso simile al nostro ne dessero testimonianza, spiegando di quali messaggi e attività si fanno portatori. Sarebbe un modo per stimolare tutti a superare il momento della parola - talvolta abusata a fronte di tanto bisogno di fatti - e per dimostrare a cosa, in quanto Lions, concretamente serviamo. Beniamino Decio Lei conosce i Lions? Caro direttore, finalmente sei sbottato ed hai pienamente ragione: siamo noi Lions che non ci facciamo conoscere. Ci limitiamo, scusa il termine, ad intasare le nostre riviste, di quello che facciamo e basta! Ma noi sappiamo benissimo come operiamo, anche se abbiamo smanie di presenzialismo che approvo in ambito locale. E’ da questo ultimo che dobbiamo uscire, prima provincialmente, poi regionalmente ed infine a livello nazionale. A mio avviso - per anni mi sono occupato di PR in ambito industriale per poi obbligatoriamente divenire giornalista, ma ora sono troppo vecchio - dobbiamo raggiungere gradualmente le pubblicazioni provinciali sia settimanali che mensili: quando inizieremo ad essere conosciuti in questo ambito ristretto in cui deve e può agire l’addetto stampa di club se debitamente supportato, in collaborazione con l’addetto stampa di circoscrizione, che deve ricevere input ed indirizzi da chi coordina la stampa distrettuale, potremo ambire ad ampliare il campo di azione. Nessuna rivista o quotidiano regionale o nazionale ha sinora illustrato ai suoi lettori cosa sono e cosa fanno i club di servizio: solo ora pare che se ne inizi a parlare su una rivista mensile di provincia! In ogni industria, organismo, ente esiste un coordinamento PR con i media cartacei e no, che sa chi e come contattare: noi non lo abbiamo (chi parla di noi sui quotidiani ?) e quindi come possiamo averlo a livello distrettuale? Quello che attualmente realizzano i distretti è già molto, moltissimo e ringraziamo chi si dà da fare. Non è il progetto da illustrare per captare l’attenzione dei cittadini, ma il cuntinuum di attività che i Lions hanno sviluppato e continuano ad attuare, da far conoscere: non basta la partecipazione ad un evento nazionale che Lettere passa, come è passata in secondo piano se non in terzo! Abbiamo delle attualità preminenti come il “Servizio cani guida dei Lions” che è importante, ma chi lo conosce? Non potremmo iniziare da questo? Come al solito le tue e queste mie rimarranno parole al vento. Speriamo comunque sempre. Felice Camesasca A proposito di Unità d’Italia www.stannah.it The Lion L’unità d’Italia prima di Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi l’ha fatta la lingua italiana. Dante, Petrarca e Machiavelli hanno creato una base in cui, dalle Alpi a Pantelleria, tutti si riconoscono. Otto secoli di lingua parlata e scritta ne hanno fatto un documento d’identificazione nazionale. L’unità politica venne dopo e con criteri ancora oggi contestati sia dal Nord che dal Sud. Questo considera l’aggressione del Piemonte ad uno Stato sovrano, un atto di prepotenza concretizzatasi col saccheggio delle sue risorse, dei suoi valori e delle sue tradizioni. Il Nord giustifica l’aggressione col supremo ideale dell’Unità. Si tratta di una controversia mai sopita che si è riaccesa nell’imminenza del centocinquantenario. Disputa, tuttavia, superata dai fatti. L’unità, ormai è un fenomeno irreversibile. Del resto le ragioni che 205X135 U1:The Lion quelle 205X135 15-02-2010 13:28 uniscono superano cheU1 dividono. Masse enormi si sono spostate da una regione all’altra, da una città all’altra, (si parla di venti milioni di persone) determinando un inestricabile groviglio di rapporti. Le riviere di Levante e di Ponente offrono innumerevoli esempi di integrazione e Torino viene definita la più grande città del sud trapiantata in Piemonte. Superati i tempi dei cartelli “non si affitta a meridionali” bisogna prendere atto che molti dei figli di quei meridionali, oggi occupano posti di responsabilità negli enti pubblici e nelle imprese private. E molti sono imprenditori. Essi non hanno rubato il lavoro ai locali, ma hanno colmato dei vuoti, creato nuove occasioni. Occorre anche registrare, ma se ne parla poco, che un buon numero di settentrionali ha trovato soddisfacente sistemazione nel meridione. Da quel 1861 a oggi vi sono stati matrimoni, interessi con i loro intrecci, rapporti di parentela, di lavoro tali che renderebbero impossibile affermare “questa regione è abitata da soli meridionali e questa da soli settentrionali”. Nel corpo di ciascuno di noi c’è quasi sempre una goccia di sangue dell’altro. All’inizio dell’Unità il centralismo statale si rese necessario per prevenire spinte centrifughe dovute all’assemblaggio affrettato delle regioni e al forte campanilismo degli italiani. Oggi si reclama il decentramento camuffato da federalismo. Pagina Questa1 forma di riassetto è possibile a patto che lo Stato sia abbastanza autorevole per farla rispettare, Scegli la competenza di chi ha installato più di 400.000 montascale. Stannah è il leader mondiale dei montascale. ✔ 400.000 montascale installati in tutto il mondo. ✔ 130 anni di esperienza. ✔ Qualità e sicurezza all’avanguardia. ✔ Innovazione tecnologica e design firmato. ✔ Comodità e facilità d’uso ineguagliabili. ✔ Adattabilità ad ogni tipo di scala. ✔ Detrazioni e agevolazioni fiscali. Chiama subito per informazioni o per provare un montascale nella tua zona. Richiedi l’interno 96629 67 Scegli il leader mondiale. Lettere altrimenti si trasformerà in un frazionamento di potere che moltiplica poltrone e prebende creando pericolose sperequazioni. E’ vero, ad esempio, che la Lombardia è “il motore economico della nazione”, ma è altresì vero che a renderla tale vi hanno contribuito anche le altre regioni, sia con l’apporto di mano d’opera che di cervelli. Io non sono approdato a Milano, con la valigia di cartone, ma perché espressamente chiamato da una grande azienda. Dunque, quando si parla di Unità, occorre cautela per non suscitare vespai. Se vengono messi da parte i campanilismi ed i personalismi è possibile realizzare un federalismo equo e sostenibile, ma dev’essere equo e sostenibile sul serio altrimenti è una beffa. L’Unità ha favorito la crescita del Paese in maniera diseguale, facendo uscire dal sottosviluppo alcune regioni e trascurandone altre. In parte per mancanza di iniziative locali, in parte per colpevole inerzia dello Stato e in parte per la fuga di milioni di elementi attirati al Nord dal lavoro che prometteva una vita migliore. Dopo centocinquanta anni non tutti i problemi sono stati risolti ed anzi di nuovi ne sono venuti alla luce, ma nessuna persona di buon senso può disconoscere i vantaggi dell’Italia Unità. Dicevamo in apertura che la lingua ha avuto una funzione fondamentale, però insieme a essa va ricordata anche la scienza. (…) Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento del Vittoriano a Roma, afferma che esisteva già uno stato italiano con una tradizione scientifica secolare di cui il massimo esponente era Galileo Galilei. Galileo fu certamente la massima espressione della scienza moderna, ma Campanella ne fu il più convinto ed appassionato divulgatore. Se alla tradizione scientifica si aggiunge quella letteraria e linguistica, si capisce perché l’unione politica non ha fatto altro che sancire una realtà esistente. Il Risorgimento realizzò un desiderio che esisteva già nella coscienza degli italiani. Francesco Giuseppe Romeo Un elisir di lunga vita del service… l’alternanza della governance L’analisi della governance dei principali service italiani evidenzia come tutti, tranne una o due eccezioni, hanno lo stesso “gestore” da molti anni, se non addirittura dalla nascita del service. Non mi soffermo, ovviamente, sulle capacità e qualità lionistiche e professionali dei “gestori”, sicuramente indiscusse e meritorie. Mi chiedo, invece, se il permanere nel tempo (troppo tempo) nella stessa carica dello stesso “conduttore” del service rappresenti veramente il bene e la garanzia per la crescita futura del service. Personalmente sono convinto di no. A questi amici va riconosciuta l’intuizione di aver dato vita da soli o con altri alla nascita del service, alla sua crescita e sviluppo. E di ciò ne vanno orgogliosi non solo loro ma tutto il lionismo italiano che è loro grato. Ma la lunga permanenza nella carica di gestore genera una affezione quasi filiale al service, dalla quale non si vuole (o non si vorrebbe) distaccarsi mai. Tutto comprensibile sul piano umano ma non razionale per una reale crescita del service in linea con i 13ª Edizione del premio di poesia e narrativa Il pennino d’oro Raccolta fondi a sostegno della Cooperativa Sociale “L’Anaconda”, Centro diurno per disabili. I l Lions Club Varese Europae Civitas, in collaborazione con i Lions Club Varese Host e Varese Prealpi, organizza la 13ª edizione del premio nazionale di poesia e narrativa “Il pennino d’oro”. Sono ammesse novelle e poesie inedite a tema libero, in lingua italiana e vernacolo. Le novelle non dovranno superare le 5 cartelle dattiloscritte e le poesie i 60 versi. Le poesie in vernacolo dovranno essere accompagnate dalla traduzione in lingua italiana. Saranno premiate le prime tre composizioni di ciascuna categoria. Gli elaborati, in 6 copie dattiloscritte, sola la prima dovrà indicare le generalità dell’autore, (nome, cognome, indirizzo, telefono e, se si vuole, anche la data di nascita) dovranno essere spediti entro il 28 Febbraio 2011 direttamente alla referente del comitato: Armanda Cortellezzi Frapolli - Viale Monte 68 Grappa, 46 - 21049 Tradate (Varese). E’ richiesto un contributo di euro 10 per ogni composizione, quale raccolta fondi a sostegno della Cooperativa Sociale Onlus “L’Anaconda”, che si occupa di aiutare soggetti disabili. L’importo complessivo (contanti o assegno) va allegato alle composizioni inviate. La premiazione, aperta a tutti i concorrenti, si terrà giovedì 9 giugno 2011, presso il Golf Club di Luvinate. Sarà comunque inviata una lettera a tutti i partecipanti con il luogo, il programma della serata e l’indicazione dei “finalisti”. Per qualsiasi informazione vi preghiamo contattare i lions Armanda Frapolli (tel. 3334714820 - 0331840654 - e-mail: [email protected] ) oppure Milena Landonio (tel. 3480833706, e-mail: [email protected]). Lettere tempi che cambiano. Non solo, ma una volta che il “gestore” ha consumato le proprie scorte di iniziative, di fantasia, di progettualità, di ricerca di nuovi percorsi per lo sviluppo del service, c’è il fondato rischio di involontariamente appiattire il “gioiello” lionistico che con amore si è creato, allevato e reso adulto. Il rimedio è il ricambio generazionale e l’alternanza dei ruoli. Condizione necessaria è che il “gestore” abbia avuto la sensibilità e la volontà di far crescere al suo fianco alcuni amici ai quali passare al momento giusto il testimone. Nella nostra realtà lionistica però ciò non avviene. E rappresenta un serio rischio per il service. Sono convinto, infatti, che per il bene di quest’ultimo, per garantirgli un futuro, l’arricchimento con nuove iniziative, adeguamenti ai tempi che cambiano, visioni più ampie, l’alternanza sia indispensabile. E’ un gesto di amore verso il service, di consapevolezza, diciamo anche di umiltà e di generosità per far scaturire nuove idee che portino a nuovi percorsi per far diventare sempre più adulto il service, più radicato nel territorio, più in sintonia con i tempi che mutano. Anche questo è “innovazione”. E ciò senza staccarsi dal service ovviamente utilizzando formule e figure giuridiche correnti e rimanere nel (e con il) service come buoni genitori che hanno messo al mondo un figlio, lo hanno fatto crescere e poi lasciato libero di imboccare con altri nuovi percorsi “senza perderlo di vista”. Sono riflessioni alle quali personalmente ho già dato risposte concrete e operative con evidenti importanti benefici per il service, Ora le affido agli amici “gestori” di altri service. Giuseppe Pajardi La sinergia per una comune attività di servizio “Sono sempre convinto… della necessità che i club delle varie associazioni operanti nello stesso territorio si incontrino per una comune attività di servizio. Uniti si può fare molto di più; divisi l’azione perde mordente ed efficacia”. Così scrive nell’ultimo numero di ottobre della rivista Lion (pag. 69) il socio Bruno Ferrari, che parla del suo viaggio a Fatima (“in pellegrinaggio associato”) insieme ad una comitiva di rotariani del club di Massafra. A conferma della validità di tali affermazioni circa la “comune attività di servizio”, in qualità di socia dell’Archeoclub di San Severo (oltre che di pubblicista e saggista) e quale moglie del socio Lion Armando Gravina del club San Marco in Lamis, comunico che il 29 ottobre c’è stato un incontro organizzato da tre club di servizio (Archeoclub, Lions e Rotary), che attivamente operano insieme nella città di San Severo di Puglia, ritenendo tutti che la cultura sia un patrimonio comune da promuovere e pubblicizzare, non da ostacolare. Silvana Del Carretto Gravina Aiuto, ci hanno rubato l’amicizia… Cos’è l’amicizia? Se non si rischiasse di scivolare nel luogo comune, si potrebbe rispondere che “tutto è nell’amicizia”. Amicizia, innanzitutto, è ciò che è considerato uno dei più importanti stati emozionali, dopo l’amore universale, alla base della vita sociale, perché fonte di collaborazione al benessere comune, aiuto e condivisione di momenti importanti. Sul dizionario si trova la seguente definizione: “il legame affettuoso fra due o più persone, nato dalla consuetudine e da affinità di sentimento, tenuto saldo da una reciproca stima e considerazione”. Nello stesso tempo amicizia è ciò che dà forma alla vita materiale e spirituale di una persona, specialmente se socio o socia lions. L’amicizia ci dice ciò che siamo. L’amicizia, infatti, è nello stesso tempo tutto ciò che differenzia una persona dall’altra, un socio dall’altro, una socia dagli altri, un mondo dall’altro. Tutto, dunque, può essere rapportato all’amicizia. Poi c’è chi è amico e chi è nemico. C’è chi scommette sull’amicizia e chi la ignora, oppure la calpesta. Chi la valorizza e chi la disprezza. Non solo ogni persona, ma ogni momento della storia è stato caratterizzato dal concetto di amicizia. C’è chi interpreta in modo errato l’amicizia, c’è chi la manipola a proprio piacimento. Ecco: la sensazione oggi è che qualcuno, senza che ce ne accorgessimo, ci abbia rubato l’amicizia. Siamo senza amicizia. Proviamo a chiederci: che “tipo di amicizia abbiamo di fronte in questo momento?”. Da una parte c’é la “vecchia” amicizia ufficiale e istituzionalizzata, quella dei vecchi soci lions che ci hanno creduto, fatta di nomi, opere giudizi e valori consolidati, una amicizia al servizio degli altri che nel campo delle idee preferiscono conservare, piuttosto che reinventare: una amicizia fatta di canoni e mappe precise; una amicizia che diffida del nuovo, del diverso, dell’irregolare, che vive e muore in se stessa, nella semplicità e nell’ambito dell’amore del “ti voglio bene” sempre e comunque. Poi, c’è la (mono) amicizia calata dall’alto, creata ad arte, per degli interessi personali, decisa dalle grandi cerimoniere del sapere, i guru, le maestre, i critici, le maitresse-à-penser che tutti seguono ipnotizzati. L’amicizia distorta da concetti quali: “chi non è con me è contro di me...” oppure “devo dire quello che penso”, o “sono spontanea e realista”, o che rifiutano la stretta di mano perché turbate da ipotesi di correzione fraterna, o di chi mente sapendo di mentire, o di chi dà un passaggio e poi ne chiede il costo del biglietto… masturbazioni mentali che indicano la mancanza di discernimento e che non hanno nulla di lionismo. E’ la carnevalizzazione dell’amicizia. Ecco a cosa si è ridotta l’amicizia. Una parola a sentire la quale, ormai, desueta, svuotata, violentata, ma con possibilità eccezionali di recupero. Con questo scritto, comunque, si è già attivata la correzione fraterna, e per chi ha il minimo dubbio, per chi ritiene di aver interpretato in modo singolare l’amicizia, per chi si riconosce nella (mono) amicizia, è necessario un piccolo gesto di umiltà. Cosimo Stefanelli 69 In ricordo di ... Erwin l’ineguagliabile Il titolo di questo ricordo non è, come potrebbe sembrare, eccessivo. Erwin Stricker, past presidente del Lions Club Bressanone ed organizzatore del campionato italiano Lions di sci del 1998, morto per un tumore al cervello pochi giorni or sono, indubbiamente lo è stato. La sua carriera di sciatore della mitica Valanga Azzurra gli valse il soprannome di “cavallo pazzo” perché si buttava nelle discese - discesa libera, slalom speciale, slalom gigante che fosse - in modo spericolato ed irresponsabile. Voleva essere primo e non lo fu mai nelle gare importanti di Coppa del Mondo, dei Mondiali e delle Olimpiadi, proprio per il suo sprezzo del pericolo che provocava cadute spettacolari: e furono proprio le cadute a dargli la celebrità, più dei risultati. Un volo di 60 metri finito contro la rete e con un polmone traforato in Val d’Isère, mesi di coma, fratture ovunque fosse possibile fratturarsi qualcosa contrassegnarono la sua carriera insieme all’entusiasmo, alla forza interiore, alla voglia di gareggiare al massimo ed oltre, al buon umore. Buttò al vento medaglie d’oro mondiali e successi proprio per la sua dirompente vitalità, che lo costringeva a non tener mai conto delle sue capacità e delle difficoltà del tracciato. Conclusa la sua carriera agonistica continuò a fare quel che già aveva fatto da atleta: innovare, migliorare, inventare, sempre allo scopo di garantire la sicurezza degli atleti. Le ginocchiere dei pantaloni da sci, i bastoncini curvi, le punte ad uncino sono solamente alcuni dei miglioramenti che egli introdusse, forse ricordando i suoi colossali e celebri impatti contro i bastoncini dello slalom. Ha creato una catena di punti di noleggio degli sci, curando che fossero sempre gli ultimi modelli ad essere messi a disposizione, ha inventato il noleggio delle biciclette per chi risale la Val Venosta in treno per poi ridiscendere a valle in bici, ha introdotto lo sci in Cina e costruito - un’altra idea “impossibile” di Erwin - piste da sci di neve artificiale al coperto, in luoghi dove non hanno mai visto la neve vera. Ma si è anche occupato e preoccupato di aiutare gli sciatori che non guadagnano cifre da capogiro e rimangono infortunati. Fra i colleghi ed amici Erwin viene ricordato per i suoi travolgenti scherzi, io ricordo la sua forte e calorosa stretta di mano accompagnata sempre da un sorriso dolce e da uno sguardo limpido, profondo, buono. Il suo funerale ha rispecchiato, per sua volontà, questo carattere e questa voglia di non essere mai banale. Nel grande parco di un castello si sono radunati, attorno alla sua bara, centinaia di amici, conoscenti, colleghi, politici, per ricordare episodi della sua vita. Dagli atleti della valanga azzurra, guidati da Gustav Thöni, agli imprenditori, ai suoi avversari sugli sci, ai colleghi di tutte le sue imprese atletiche e non, il succedersi dei ricordi personali raccontati al microfono ed accompagnato dai filmati d’archivio è stato, come lui aveva chiesto, una girandola di episodi e di attestati di amicizia vera che hanno coperto la tristezza con il sorriso. Federico Steinhaus Un libro per la nostra biblioteca La Biblioteca Nazionale Lions a Pontremoli città del libro e del premio bancarella Arricchisci la Biblioteca Nazionale Lions inviando tue pubblicazioni (sia di carattere narrativo che scientifico, o divulgativo lionistico) oppure sponsorizzate dal tuo club direttamente a: Biblioteca Nazionale Lions via Pietro Cocchi “Palazzo Malaspina” 54027 Pontremoli - Massa - Tel. 0187 830134 I volumi saranno regolarmente catalogati e messi a disposizione del pubblico. 70 PROGRAMMA UFFICIALE DELLA SETTIMANA Domenica 30 gennaio 2011 Arrivo e sistemazione Aperitivo di benvenuto Spettacolo pirotecnico chiusura ufficiale Marcialonga Consegna programma settimana bianca Lunedì 31 gennaio Sci all’Alpe di Lusia Ciaspolata nel parco di Paneveggio Visita al Museo di Nonno Gustavo a Bellamonte Martedì 1 febbraio Sci Sella Ronda - Giro 4 Passi Passeggiata del Solombo con sosta Maso dello Speck Visita Pinacoteca della Magnifica Comunità di Fiemme Mercoledì 2 febbraio Sci Pampeago / Obereggen Fondo e Ciaspole al passo Lavazè Fine giornata in rifugio a Pampeago Giovedì 3 febbraio Ricognizione campi gara (Alpe Cermis - Lago Tesero) Cerimonia Ufficiale di Apertura Lions open 2011 Riunione delegati Club Organizzatori Venerdì 4 febbraio Gara Fondo individuale Gara Fondo Staffetta Giochi sulla neve Serata dell’amicizia (informale) “Lionscinsieme” Premiazione gare Fondo Sabato 5 febbraio Gara Slalom Gigante Premiazioni Slalom - Staffetta - Combinata Cena di Galà Premiazione Trofei Clubs e Campioni Italiani Lions Domenica 6 febbraio Arrivederci in Piemonte 2012 71 Libri Lions Qualità e merito nella scuola italiana Le fonti di energie alternative A volte leggiamo sui giornali o vediamo in televisione interventi sulla scuola italiana. I suoi problemi sono molti e ulteriori difficoltà si aggiungono per la presenza di numerose etnie. Ciò premesso, giunge a proposito il forum del 21 gennaio scorso organizzato dal Centro Studi del Lionismo italiano “Giuseppe Taranto”, i cui atti sono stati pubblicati nel numero 69 della collana “Quaderni del Lionismo”. Gli interventi hanno sottolineato che la scuola italiana non coinvolge, non attrae, non ottiene l’interesse degli studenti e fra gli insegnanti non vi sono sensibili discordanze da questi giudizi. All’istruzione, considerata secondo la tradizione la funzione fondamentale, si deve aggiungere quella educativa, diventata indispensabile per l’eterogenea origine degli allievi. L’ulteriore approfondimento riguarda gli insegnanti. Per troppo tempo al sistema scolastico è stata attribuita la funzione di occuparne il maggior numero, per cui la quantità è stata privilegiata sulla qualità. Gli interventi hanno evidenziato la necessità d’introdurre nella nomina dei docenti il meccanismo meritocratico e l’opportunità d’introdurre la “cultura di governo” che diversifichi in rapporto alle esigenze del territorio. Il Ministero deve svolgere una funzione di controllo a distanza degli indirizzi programmatrici e dei risultati essendo compito della scuola fare l’organico in rapporto alle esigenze locali. La demotivazione degli insegnati è un problema fondamentale, “tutto il sistema è privo di sistemi premianti, nessuno è incentivato a fare meglio”. E’ rilevante la considerazione finale del dott. Oliva: “Questa mancanza assoluta di incentivi e riconoscimenti dei meriti professionali e dell’impegno è affrontata nella legge Aprea, dove compare per la prima volta l’ipotesi di differenziare la remunerazione degli insegnanti”. Vi hanno partecipato, oltre al PDG Osvaldo de Tullio nella veste di Delegato alla Presidenza del Centro Studi, la Lion Luisa Lettighieri, l’On. Valentino Aprea, il dott. Attilio Oliva, il dott. Giorgio Allulli, l’On. Stella Carluccio ed il prof. Giorgio Rembado Umberto Rodda “Le fonti di energie alternative” è il titolo del volume edito dal Distretto 108 Ya, presentato nell’annata lionistica 2009/2010, a Villa Doria d’Angri, sede prestigiosa dell’Università “Parthenope” di Napoli. Il volume, composto da 470 pagine, è il frutto del lavoro di illustri esperti nei vari settori delle energie alternative, che hanno contribuito con i loro scritti, a titolo gratuito, alla realizzazione di uno strumento di conoscenza, informazione e divulgazione delle problematiche connesse alla questione energetica strettamente legata all’emergenza climatica e ambientale in atto. Il Coordinamento Distrettuale che mi vede responsabile, su proposta del Lions Club Napoli Megaride, ha creduto opportuno con la stampa, la presentazione e la distribuzione del volume, realizzare qualcosa che andasse oltre il convegno parlato, lasciando una traccia concreta, utile e visibile, dell’operosità e del lavoro dei Lions. Hanno partecipato, dando un valido aiuto all’organizzazione i Lions Club: Camaldoli Terra Mia, Partenope, Capodimonte, Mergellina e Palazzo Reale, con i rispettivi Presidenti: Vincenzo Cavezza, Adriana Daniele, Francesco Violi, Maria Albrizio e Luca Tirone. In sede di presentazione del volume è emerso che i guasti creati al pianeta dall’opera dell’uomo, con l’estrazione del petrolio, con l’immissione nell’atmosfera di vari gas nocivi e quelli provenienti dalla combustione del carbone, dello stesso petrolio e dei suoi derivati, le cosiddette fonti fossili, stanno per diventare, secondo ormai la maggior parte degli scienziati, irreversibili. La richiesta sempre crescente di energia da parte dei Paesi emergenti, e la continua diminuzione della produzione del petrolio, essendo secondo molti esperti in fase calante, avendo raggiunto il picco massimo, sta inducendo le grandi Compagnie alla scoperta di nuovi giacimenti ed al trivellamento indiscriminato di nuovi pozzi: la catastrofe in atto lungo le coste della Louisiana è sotto gli occhi di tutti! Una marea nera grande quasi tutta l’Italia centrale sta creando secondo gli specialisti un disastro ambientale tale che ci vorranno una cinquantina d’anni a cancellarne le tracce. Per l’umanità quindi, l’uso delle fonti di energia alternativa pulita e rinnovabile, non è più un optional ma un obbligo non più procrastinabile. Ruggero Miglietta The International Association of Lions Clubs, Distretto 108 L. Centro Studi del Lionismo “Giuseppe Taranto” Quaderni del Lionismo, numero 69 “Qualità e merito nella scuola italiana” 72 Le fonti di energie alternative - Salvaguardando l’ambiente miglioriamo la qualità della vita… Una pubblicazione del Distretto 108 Ya (a.l. 2009/10) Gentili Soci Lions, Venezia, 1 novembre 2010 abbiamo il piacere di comunicarVi che tramite le nostre ZM Promotion e Associazione Musicale Città di Venezia siamo in grado di proporre musicisti, cantanti (lirici e di musica leggera), gruppi musicali (rock, gospel, ecc.), cori, orchestre complete ecc., per l’eventuale organizzazione ed esecuzione di concerti, opere, musical, eventi, matrimoni, manifestazioni, e ricorrenze varie. Organizziamo inoltre concerti ed eventi per beneficenza. Per ulteriori informazioni in merito potrete contattarci al seguente numero telefonico 3356248001. Per approfondire la nostra attività Vi invitiamo a visionare i seguenti siti: www.zmpromotion.com, www.associazionecittavenezia.it, www.dominikazamara.it. Cordiali saluti Comm. Pierluigi Morasco ZM PROMOTION San Lio - Calle de la Nave 5681 30122 Venezia - Castello Fax 0415086607 [email protected] 73 Sport & we serve Camminare al femminile per la LCIF Per ogni chilometro percorso, camminando o correndo, il socio versa un euro alla LCIF contribuendo spontaneamente al We serve che caratterizza tutti gli iscritti al nostro movimento. Di Lanfranco Roviglio * a corsa e la camminata veloce sono entrate nelle L abitudini degli italiani. Ovunque si incontra qualcuno in tuta e scarpette impegnato nel walking rivolto ai Lions, maschi o femmine, ad organizzare una sgambata, una semplice passeggiata domenicale di due o più club, familiari compresi, per raccogliere o nel running. Fortunatamente a questa regola non una piccola donazione,questa volta non intorno ad sfugge il sesso femminile. una tavola imbandita, versando un obolo (non a Le donne, vuoi per sfuggire al decadimento fisico favore dei ristoratori) ma alla LCIF. degli “anta”, vuoi per ridurre curve opulente e flacci- Ma torniamo all’argomento: ho preparato un prodità, ingrossano il numero elevato di ex sedentari che gramma di avvicinamento al walking per princidue, tre volte la settimana si rilassano camminando pianti donne. La regola che propongo da più di venti nei parchi cittadini o sui tapis rouland caserecci. La anni nella mia professione è: meglio poco e piano ma migliore attività per ridurre il peso corporeo, la cellu- tutti i giorni piuttosto che tanta fatica (inutile) una, lite, il rilassamento muscolare e della pelle è sicura- due volte la settimana. mente quella aerobica, quindi meglio la camminata Mi rivolgo ad appartenenti al sesso femminile, di prolungata e la corsa che la palestra con tutte le sue cinquanta-sessant’anni, normopeso. Naturalmente varianti escogitate dalla fantasia. intorno a questa età, soprattutto se il livello di moviPropongo in questo articolo un programma di movi- mento è stato sempre basso, sono d’obbligo un ECG, mento al femminile. In questi ultimi anni il numero esami ematochimici di routine ed il parere del prodelle donne che praticano corsa agonistica e non, è prio medico di famiglia. esploso in maniera inaspettata: un movimento in cre- La presenza di cardiopatia o ipertensione mal comscita. LCIF con somme raccolte dai club in tutti i con- pensata necessitano della supervisione di un medico tinenti o da semplici donazioni individuali di poche dello sport. decine di euro alla volta sostiene progetti a favore Rispetta i tuoi piedi: non avventurarsi nel walking delle donne, delle famiglie o dei disabili soprattutto o nel running con vecchie scarpe da ginnastica. I nel 3° mondo. traumi, le vesciche sono in agguato: è indispensabile La regola, più volte presentata su queste pagine, si investire 100 euro (è l’unica spesa di questo sport) ispira alla filosofia del Lions Runners Walkers club, per un paio di scarpe tecniche; in ogni cittadina ci fondato in Italia due anni fa: per ogni chilometro per- sono negozi specializzati a cui chiedere consiglio. corso camminando, correndo o in bicicletta il socio In questa pagina appare programma di allenamento versa un euro alla LCIF contribuendo spontanea- per sesso femminile normopeso fino a 60 anni. mente al We Serve che caratterizza tutti gli iscritti al L’obiettivo è di incrementare progressivamente le nostro movimento. distanze percorse al passo. Il concetto di velocità Camminare per servire potrebbe essere un invito appartiene alle competizioni e non interessano questo programma. Un consiglio conclusivo: è preferibile camminare in compagnia, almeno per gli allenamenti più lunghi. Farlo in piena solitudine è rilassante, favorisce il dialogo interno e sviluppa incredibile inventiva (provare per credere) ma bisogna essere molto motivati. Uscire con altre persone di pari età ed uguale livello fisico favorisce l’adesione al programma e produce benefici più duraturi. Settimana lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica Un ultimo importante suggerimento: prendere l’agenda, 1 10’ 10’ RIPOSO 10’ RIPOSO 10’ 10’ segnare giornalmente l’ora 2 RIPOSO 10’ 10’ RIPOSO 10’ 10’ 15’ dell’appuntamento con la cam3 RIPOSO 10’ 15’ RIPOSO 10’ 10’ 15’ minata con i tempi suggeriti: 4 RIPOSO 15’ 10’ 15’ 10’ 15’ 15’ altrimenti tutto rimarrà rinchiuso 5 RIPOSO 20’ 10’ 15’ 10’ 15’ 20’ nel cassetto dei sogni. Programma di allenamento per sesso femminile normopeso 6 7 8 74 RIPOSO RIPOSO RIPOSO 20’ 20’ 20’ 15’ 15’ 25’ 10’ 20’ RIPOSO 20’ 20’ 25’ 15’ 15’ 20’ 20’ 25’ 30’ *PDG, Medico specialista in Dietologia, Responsabile LCIF del distretto 108 Ib1.