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3 Lotta alla fame
di Sid L. Scruggs III
7 Fare e far sapere
di Sirio Marcianò
9 Il mondo ha bisogno di noi
di Domenico Messina
11 L’impegno dei lions
di Stefano Camurri Piloni
14 Laboratorio internazionale/
”Carità” e “Cittadinanza umanitaria”
di Ermanno Bocchini
17 Lotta alla cecità
di Nicole Brown
18 Sight First… cifre da capogiro
19 Un parco giochi per Amber
di Alecia Dimar
20 Le decisioni del Board
23 I lions contro la fame
MULTIDISTRETTO
25 I Lions… per i giovani
di Simone Roba
28 Scambi giovanili… sempre al lavoro
di Fabrizio Camenati
29 Il “Progetto adolescenza”… a Gubbio
di Donatella Pauselli
30 MK… nuove mete da raggiungere
di Giuseppe Innocenti
32 20 scuole in Burkina Faso
di Luigi Foglietti
32 L’Unità d’Italia vista dai lions
di Roberto Favero
35 Quale innovazione?
di Massimo Ridolfi
36 Il lionismo che non c’è
di Antonio Laurenzano
36 Oltre la qualità
di Guido Caffagni
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NUMERO 9 - NOVEMBRE 2010
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Messaggio
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spesso privo di significato.
Albert Einstein una volta
disse: “E’ giunto il momento
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successo con quello più alto
del servizio”. Il successo non
può essere limitato al risultato
personale. Albert Schweitzer
disse: “Non so quale sarà il
vostro destino, ma so una cosa
e cioè che le persone di successo hanno cercato e capito
come servire”.
Quest’anno i Lions faranno
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38 Promuovere i principi…
di Giuseppe Dibenedetto
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di Alessandro Emiliani, Giuiseppe Bottino,
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Voglia
Lion - Edizione italiana
Mensile a cura
dell’Associazione Internazionale
dei Lions Clubs Multidistretto 108 Italy
NOVEMBRE 2010
Numero 9 - Anno LII
Annata lionistica 2010/2011
Direttore responsabile
Sirio Marcianò
Direttore Amministrativo
Luciano Aldo Ferrari
Redazione
Bartolomeo Lingua
(vice direttore)
Ferdinando Maria Brami (coordinatore), Vito Cilmi, Alessandro Emiliani,
Luigi Foglietti, Giuseppe Innocenti,
Antonio Laurenzano, Antonio Marino,
Antonio Marziale, Carlo Alberto
Tregua, Lucio Vacirca
Comitato della rivista
Domenico Messina
(direttore internazionale)
Giorgio De Regibus
(presidente)
Pasquale D’Innella Capano
Domenico Laruffa
4
43 Voglia di pace
45 Un mondo di pace
di Antonio Marino
46 Il poster per la pace… un service insostituibile
di Alesssandro Emiliani e Antonella Babini
48 Il lionismo per la pace in Italia e nel mondo
di Ferdinando Maria Brami
49 C’è voluto Raffaello per fermare quel lions
di Bartolomeo Lingua
50 Difficile, difficilissimo o impossibile?
di Achille Melchionda
51 Prima di riformare la scuola
riformiamo i genitori?
di Bruno Ferraro
52 L’Italia ha due velocità
di Walter Bramanti
53 Il 2012 è l’anno dell’auto elettrica?
di Nicolò Piazza
54 Quellli che fanno qualcosa per il niente
di Carlo Alberto Tregua
DISTRETTI E DINTORNI
43
57 Biodiversità… per migliorare la vita
di Luigi Foglietti
58 Una giornata… da leoni
60 Minori a rischio… che fare?
di Stefania Paoli
60 I lions portatori della cittadinanza umanitaria
di Massimo Ridolfi
Collaboratori
Ginetta Bergodi, Benvenuto Brambilla, Rosario Cacciola, Antonio Colella, Valeria De Paola, Massimo Fabio, Mario
Giuliacci, Angelo Iacovazzi, Chiara Irene Lamanna, Nino Magrini Fioretti, Massimo Maisetti, Achille Melchionda,
Dario Nicoli, Carlo Padula, Giuseppe Pajardi, Maria Pia Pascazio Carabba, Paolo Piccolo, Massimo Ridolfi,
Umberto Rodda, Francesco Giuseppe Romeo, Mario Santini, Angelo Scialpi, Pietro Vitale
Executive Officer
 Presidente: Sid L. Scruggs III, Vass, Nord Carolina, Usa
 Immediato Past Presidente: Eberhard J. Wirfs, Kelkheim, Hessen, Germania
 Primo Vice Presidente: Wing-Kun Tam, Hong Kong, Cina
 Secondo Vice Presidente: Wayne A. Madden, Indiana, USA
Direttori internazionali 2010-2011
Yamandu P. Acosta, Alabama, USA  Douglas X. Alexander, New York, USA  Gary A. Anderon, Michigan, USA 
Narendra Bhandari, Pune, India  Janez Bohori, Kranj, Slovenia  James Cavallaro, Pennsylvania, USA  Ta-Lung
Chiang, Taiwan  Per K. Christensen, Denmark  Luis Dominguez, Mijas Pueblo, Spagna  Gary B. D’Orazio,
Eagle, Idaho, Spagna  Yasumasa Furo, Dazaifu, Giappone  K.P.A. Haroon, Cochin, India  Edisson Karnopp,
Santa Cruz Do Sul, Brazil  Ronald S. Johnson, Sebago, Maine, USA  Byeong-Deok Kim, Seoul, Republic of Korea
 Horst P. Kirchgatterer, Wels/Thalheim, Austria  Carlos A. Ibanez, Panama City, Panama  Hamed Olugbenga
Babajide Lawal, Ikorodu, Nigeria  Domenico Messina, Trapani, Italia  Daniel A. O’Reilly, Stickney, Illinois, USA
 Sonja Pulley, Oregon, USA  Krishna Reddy, Bangalore, India  Richard Sawyer, Overgaard, Arizona, USA 
Anne K. Smarsh, Colwich, Kansas, USA  Jerry Smith, Wauseon, Ohio, USA  Robert G. Smith, California, USA 
Michael S. So, Makati, The Philippines  Eugene M. Spiess, South Carolina, USA  Haynes H. Townsend, Dalton,
Georgia, USA  Eddy Widjanarko, Surabaya, Indonesia  Seiki Yamaura, Tokyo, Japan  Gudrun Yngvadottir,
Gardabaer, Iceland  Joseph Young, Claremont, Ontario, Canada
International Headquarters Personnel - Editor in Chief: Peter Lynch - Monaging Editor: Dana La Joye - Senior
Editor: Jay Copp - Associate Editor: Pamela Mohr - Assistance - Editor: Brett Rush - Graphics Manager: Connie
Schuler - Production and - Advertising Manager: Mary Kay Rietz - Circulation Manager: Troy R. Jewell - Advertising Sales Chicago: Mary Kay Rietz
Organizzazione redazionale, stampa e distribuzione a cura della Magalini Editrice Due - Rezzato (Brescia)
Stampa: Tiber S.p.A. - Brescia - Via Volta 179
Pubblicità: Magalini Editrice 2 - Rezzato (Brescia) - Tel. 030 2792968 - 030 2592125 - Fax 030 2592291.
Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 45/2000 del 23 agosto 2000
Redazione: The Lion - via Gramsci, 5 - 25086 Rezzato - e-mail: [email protected]
Redazione Internet www.rivistathelion.it
*Gli articoli pubblicati rispecchiano il pensiero degli autori e non necessariamente quello della redazione.
RUBRICHE
12 Fresco di stampa
di Pino Grimaldi
24 Visto di dentro
di Sergio Maggi
66 Lettere
72 Libri Lions
di Umberto Rodda
74 Sport & we serve
I Lions in Italia
al 31 ottobre 2010
Soci 48.050
Uomini 38.726
Donne 9.324
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“Lion” è la nuova testata della
nostra rivista nazionale. Dal
numero di settembre, e dopo cinquantadue anni, anche il nostro
mensile ha messo in archivio la
vecchia testata “The Lion” per
passare a quella adottata dalle
32 riviste “ufficiali” del Lions
International.
Ai lettori
➡
61 Un “tetto amico” al Policlinico
62 I Lions… sul mare
di Sofia Sechiarolo
62 Un milione di goal
di Brunello Gentile
64 Nel 108 L le notizie viaggiano in LIS
di Pasquale D’Innella Capano
65 Lions Factory la scommessa del futuro
di G. Sciortino, M. Pischedda, E. Mattiello
La direzione di Lion ringrazia i lettori
che inviano articoli e si scusa se, per
esigenze redazionali legate al poco
spazio disponibile e all’alto numero
degli scritti che giungono in redazione, sarà costretta a dilazionare
l’uscita nel tempo, a predisporre una
rotazione delle firme, a ridurre alcuni
testi senza tuttavia modificarne il
senso o archiviare quelli che sono più
adatti ai periodici distrettuali.
La rivista è aperta al contributo di
tutti coloro che condividono l’interesse per il lionismo, ma lo spazio
è limitato, pertanto i contributi dei
lions dovranno essere sintetici e non
potranno superare le 30 righe o le
4.000 battute (spazi inclusi). Gli articoli devono essere inviati sotto forma
di file all’indirizzo di posta elettronica [email protected]
56° Europa Forum
Dal 4 al 6 novembre si è svolta a Bologna la 56ª edizione del Forum Europeo. Il tema di questa edizione, “I Lions leaders
di cittadinanza umanitaria europea”, ha proposto all’attenzione di tutti i lions europei un problema che attraversa trasversalmente tutti i nostri service e che concerne il metodo stesso della nostra azione, vale a dire il nostro internazionalismo. Sul prossimo numero la cronaca dell’importante avvenimento che ha coinvolto i lions di 38 Paesi.
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5
6
editoriale
Fare e far sapere
Il 21 settembre, il 7 e il 14 ottobre sono state celebrate tre giornate significative a
livello nazionale ed internazionale. Ma i lions non c’erano. Di Sirio Marcianò
T
re “giornate” hanno caratterizzato gli avvenimenti di queste ultime settimane. Mi riferisco
alla “Giornata mondiale della vista”, promossa
dall’OMS, alla 5ª “Giornata nazionale dei cani guida
per ciechi” - una manifestazione istituita in Italia
nel 2006 per sensibilizzare l’opinione pubblica, le
istituzioni e tutti coloro che le persone non vedenti,
accompagnate dai loro cani guida, incontrano quotidianamente - e alla “Giornata internazionale della
pace”, istituita nel 1981 dall’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite.
E i lions, che da sempre “favoriscono la pace e promuovono la comprensione internazionale”, che sono
leader mondiali della lotta alla cecità e leader nazionali dell’addestramento dei “cani guida”, durante
quelle celebrazioni dov’erano? Da nessuna parte,
perché per gli organizzatori dei tre eventi e per la
stampa nazionale i lions sono dei perfetti sconosciuti.
Ma perché noi lions siamo sconosciuti? Perché nella
moderna società della comunicazione e dell’immagine, per avere visibilità occorre saper programmare
la diffusione delle notizie, le quali devono puntare
sull’individuazione del messaggio da divulgare,
sull’attuazione di un testo che sappia attrarre gli
addetti alla comunicazione e la gente e su una attenta
e dosata distribuzione delle informazioni ai quotidiani e alle televisioni. E’ come dire che una nostra
comunicazione, sia a livello locale che nazionale,
deve avere contenuti, deve essere chiara e sintetica e
deve lasciare un segno tangibile all’esterno.
Tutto questo va costruito secondo regole ben definite che attengono agli specialisti, cioè a quelle persone che sanno avvalersi di competenze specifiche e
sanno realizzare un insieme di attività il cui obiettivo
finale è quello di comunicare bene per informare e
per influenzare positivamente l’opinione pubblica.
Ma non sono certo i mezzi o le persone con competenze specifiche che ci mancano. Ci mancano il
tempo, un ufficio stampa dovrebbe attivare tutto
l’anno rapporti di fiducia e trasparenza con i giornalisti e gli opinion leader, e un po’ di buona volontà,
affinché il lavoro d’immagine non si esaurisca con
l’allestimento di una o più conferenze stampa o
con l’organizzazione di un evento culturale limitato
a pochi. Tempo e buona volontà che dovrebbero
consentirci di inviare comunicati interessanti e trasmettere con continuità una immagine trasparente
e credibile della nostra associazione. In sostanza,
dal club al multidistretto, tutto dovrebbe rientrare
in un programma funzionale che ci porti prima di
tutto alla valorizzazione di un evento lionistico (ne
abbiamo tanti) e, successivamente, al mantenimento
del nome “Lions International” e alla diffusione della
parte più significativa della nostra attività.
Provate ad immaginare che effetto farebbero sulla
gente titoli del tipo “Otto milioni di ciechi guariti
dai Lions”, oppure “I Lions hanno donato 1778 cani
guida”, pubblicati su decine di quotidiani o trasmessi
nei notiziari delle televisioni, durante la “Giornata
internazionale della vista” o la “Giornata nazionale
del cane guida per ciechi”.
La comunicazione è metodo, è strategia, è univocità
e serve per far conoscere agli altri il nostro lavoro.
Comunicare bene significa anche trasmettere emozioni e orgoglio ai lions (è bello leggere sui quotidiani
le nostre imprese), e significa evidenziare con chiarezza come il lionismo abbia saputo costruire in 60
anni un patrimonio di attività che nessun’altra associazione si sognerebbe di realizzare. Solo facendo
percepire alla pubblica opinione un’immagine che
corrisponda all’identità dell’associazione, potremo
costruire e poi rafforzare l’identità del lionismo, chiarire obiettivi e programmi, precisare ruoli e funzioni,
facilitare l’efficienza e anche, perché no, partecipare
da protagonisti agli avvenimenti significativi che si
svolgono ogni anno nel nostro bel Paese.
La più importante associazione di servizio del mondo
può continuare con il “fai da te”, oppure deve puntare su una comunicazione consapevole che sappia
diffondere al meglio i propri caratteri distintivi dandone la giusta visibilità?
La risposta mi sembra scontata. E, con l’aria che tira
in questo mondo sempre più globalizzato, partecipare da protagonisti al susseguirsi degli eventi non è
una questione da poco.
7
Il nostro mondo
Messaggio del Presidente Internazionale
Lotta alla fame
Di Sid L. Scruggs III *
continua da pagina 3
ranza mettendo in luce il nostro servizio. Ricordiamo a noi stessi perché
siamo diventati lions e perché lo
siamo tutt’oggi.
Considerate la vostra appartenenza
all’associazione come un obbligo di
frequenza o come un’opportunità di servire e di essere
un raggio di speranza per la vostra comunità? Lasciate
che il vostro impegno nel servire si irradi dal vostro
cuore e guadagni la soddisfazione di aver fatto la differenza.
A novembre, dicembre e gennaio si celebreranno numerose ricorrenze secondo le varie tradizioni, io chiedo
ai Lions che facciano splendere la luce sugli affamati.
Ho visto come i Lions sono efficaci a questo
riguardo. Ad Amsterdam ho incontrato due
fratelli che stavano aprendo un club Lions
allo scopo di avviare un banco alimentare.
A Kuala Lumpur, in Malesia, ho incontrato
una donna eccezionale. Uma ed il suo club
nutrono 100 persone al giorno; alcuni di loro
sono ciechi e comunque tutti poveri. Le ho chie-
8
sto come è iniziata. Lei mi ha detto: “Un giorno ho visto
un giovane rovistare in un bidone dell’immondizia in
cerca di cibo per la sua famiglia”. Da allora, ha visto un
bisogno e ha risposto.
Sappiamo che in quasi tutte le comunità ci sono bisogni legati al cibo. Dobbiamo essere attenti ai bisogni
e disposti a rispondere alle necessità. La vostra risposta a questo tipo di bisogno potrebbe essere quella di
iniziare un banco alimentare o contribuire ad uno già
attivo. La vostra risposta potrebbe essere quella di consegnare cestini di cibo o addirittura adottare una famiglia durante le feste. Siate disposti a donare la vostra
abbondanza di tempo ed energia a qualcuno che non
ne ha. Rendete il nostro motto del servizio una realtà
ricca di significato ogni giorno.
Come disse Mahatma Gandhi: “Il modo migliore
per trovare se stessi è perdersi nel servire gli
altri”. Come lions cerchiamo di trovare sempre
noi stessi servendo gli altri con il cuore, rendendo le nostre comunità posti migliori in
cui vivere, portando un raggio di speranza.
*Presidente Lions Clubs International
Il nostro mondo
Il Direttore Internazionale… fatti ed impressioni
Il mondo ha bisogno di noi
Di Domenico Messina *
E’
mio desiderio, con questo
scritto, continuare a rendervi
partecipi del “diario di bordo
del Direttore Internazionale”, nella
speranza che, tra le tante cose raccontate, ci sia qualcosa, sia seria che
faceta, che vi possa interessare e coinvolgere. Dalle esperienze maturate, nel mese di agosto,
durante il seminario di formazione, svoltosi a Oak
Brook, ci proiettiamo, ai primissimi giorni del mese di
ottobre (dall’1 al 4), ad Edimburgo (Scozia), per la riunione del Board dei Direttori. E’ la prima volta, nella
storia della nostra Associazione, che Edimburgo ospita
un Board Internazionale, ed i Lions del MD 105, guidati
dal PID Howard Lee, si sono impegnati al massimo per
fare sentire il loro calore ed il loro sostegno.
Edimburgo, chiamata dagli Scozzesi anche Edìnbara, è
una città di 463.000 abitanti, situata sulla costa orientale
della Scozia, che sorge su di una serie di colline e che,
nel tempo, si è guadagnata l’appellativo di Atene del
Nord. Le parti storiche della città (Old e New Town)
dal 1995 sono state dichiarate patrimonio dell’umanità
dall’Unesco.
All’arrivo in aeroporto ho trovato all’uscita due Lions,
vestiti “casual” e con gilet giallo, tipico della nostra
Associazione, venuti a prendere, me e mia moglie
Rosellina, con un pulmino, con un bel logo Lions sulle
fiancate laterali, e che, come mi hanno spiegato, utilizzano sovente per i loro service. Abbiamo molto apprezzato, durante il tragitto, dall’aeroporto all’albergo, il
loro senso di cordiale ospitalità, e si è subito creato,
tra noi, una corrente di sincera scambievole simpatia,
approfondita poi nella serata del 2 ottobre. Ma mentre
noi eravamo facilmente identificabili perché indossavamo i nostri badge, loro non avevano alcun distintivo
che li potesse distinguere, se non il logo Lions sui loro
abiti; erano in quel momento due soci che si mettevano
a disposizione, per accogliere, facendo la spola con un
pulmino, dall’albergo all’aeroporto, gli ospiti stranieri
che via via arrivavano, da tutte le parti del mondo. Solo
due giorni dopo ho scoperto che gli amici che erano
venuti a prendermi erano due PDG. Questo episodio
mi ha molto colpito favorevolmente, ho apprezzato,
infatti, l’impostazione che per servire non c’era bisogno di distintivi o targhette di riconoscimento, né
tanto meno di differenziazione, e che tutto il gruppo
dei Lions di Edimburgo e del MD 105, con semplicità,
indipendentemente dagli incarichi ricoperti, si erano
messi, in quella occasione, a disposizione, per soddisfare tutte le incombenze che risultavano necessarie da
un punto di vista organizzativo.
Sebbene l’inizio del Board fosse previsto per l’1 ottobre,
il mio arrivo ad Edimburgo, invero, è stato organizzato
dalla Sede Centrale per il 29 settembre, poiché, tanto per
cambiare, il Comitato Membership Development, di cui
sono componente, si riuniva già la mattina del giorno 30,
un giorno prima dell’inizio del Board, in quanto c’era
molta “carne al fuoco” (un argomento per tutti? GMT
e GLT). Ad Edimburgo ho ritrovato la cortese signora
Barbara Gaglio, traduttrice Italiana del Dipartimento
EuroAfricano, che mi assiste nelle traduzioni, così come
fanno le altre traduttrici dello stesso Dipartimento per i
Direttori di lingua portoghese, cinese, coreana, giapponese. Ma, come è piccolo il mondo! Barbara Gaglio è una
giovane signora che vive con il marito ingegnere e due
figli a Chicago e, guarda caso, è di Palermo ed abbiamo
anche delle conoscenze in comune.
Quindi, il 30 settembre, dalle 9 alle 17, riunione del
Comitato con un fitto ordine del giorno: dall’analisi dei
risultati cumulativi finali dei mesi di giugno/luglio, ai
risultati cumulativi di agosto, all’esame della sezione
Soci del Piano strategico, ai Programmi soci, come Iniziative delle Donne, Programma nuclei Familiari, Programma Giovani Adulti, Club Universitari, Progetti di
Marketing, Programma Mentoring. Un altro punto di
grande interesse è stato quello relativo ai sussidi per
lo sviluppo soci. E’ possibile, infatti, in casi particolari,
richiedere, all’Associazione, da parte di un Multidistretto o di un Distretto, un sussidio al fine di superare
un trend negativo che, nel giro degli ultimi anni, abbia
portato ad un consistente calo del numero dei soci. Tali
risorse economiche servono per organizzare seminari e
meeting di formazione al fine di ridurre o arrestare la
perdita di soci.
Le modalità operative attraverso le quali è strutturato il lavoro del Board sono, a mio avviso, estremamente valide. Infatti, si lavora per Comitati in modo
che ciascuno sviluppi ed approfondisca competenze
e problematiche specifiche in piccoli gruppi, ma successivamente tutti vengono messi al corrente di tutto,
nel corso dell’Udienza informale del Board sui rapporti
preliminari dei Comitati, durante la quale ciascuno ha
la possibilità di dire la sua su ogni ambito e dare il proprio contributo, per poi arrivare, su ogni mozione, si
spera, ad una posizione consapevolmente condivisa da
tutti.
Il giorno dopo, dalle 9 alle 14 abbiamo avuto una riunione congiunta di ben tre comitati: Sviluppo Soci, Leadership e Servizi ai Club e Distretti. La riunione è stata
in gran parte utilizzata per discutere su Global Membership Team (GMT) e Global Leadership Team (GLT),
che nel corso di quest’anno sociale, sostituiranno defi9
Il nostro mondo
nitivamente il MERL.
Alle 15.30, puntuale, l’apertura ufficiale, da parte del
Presidente Internazionale Scruggs, della riunione del
Board dei Direttori. Presenti anche numerosi ospiti, tra
cui il Sindaco di Edimburgo. Il Presidente Scruggs ha
voluto, proprio ad inizio di seduta, presentare ufficialmente a tutti il Direttore Italiano. Comprenderete facilmente la mia emozione, anche perché non mi aspettavo,
proprio in quel contesto, una tale attenzione.
La sera ricevimento al Castello di Edimburgo, dove
l’abbigliamento previsto era per gli uomini kilt e giacca,
per le signore abito con sopra il sash (sciarpa scozzese).
Vi risparmio di riferirvi delle situazioni un po’ inusuali
determinate in ciascuno di noi nell’indossare, per la
prima volta nella nostra vita, un kilt, che è fondamentalmente una gonna che arriva appena al ginocchio.
Il Castello di Edimburgo domina la città e sorge su un’antica rocca di origine vulcanica, chiamata in origine Din
Edyn (la fortezza di Edyn). Le sue origini vengono indicate intorno al 1130 d.C. Particolare successo riscuote, tra
i turisti, “l’one o’clock gun”, ossia il colpo di cannone che
tutti i giorni, eccetto la domenica, viene sparato alle 13
per segnalare l’orario alle navi che attraccano al porto;
questa tradizione si tramanda dal 1846.
Nel salone delle adunanze il Presidente Scruggs ha
voluto consegnare a tutti i Direttori Internazionali la
sua International President’s Award.
Sabato 2 ottobre dalle 9 alle 16.30, riunioni singole dei
Comitati, mentre la sera siamo stati ospiti del MD 105
presso lo Stewart’s Melville College Performing Arts
Centre, dove alcuni giovani studenti si sono esibiti in un
piacevole concerto musicale, al quale ha fatto seguito
una semplice ma festosa cena “a buffet”, durante la
quale ho ritrovato gli amici PDG scozzesi che mi erano
venuti a prendere in aeroporto e con i quali ci siamo
intrattenuti piacevolmente, insieme alle loro gentili e
simpatiche consorti.
Domenica 3 ottobre, altro che giornata festiva! Si è
lavorato tutto il giorno veramente sodo. Dalle 9 alle
17, infatti, si è svolta l’Udienza informale del Board sui
rapporti preliminari dei Comitati. Nel corso di questa
riunione i Chairpersons di ciascun Comitato hanno
esposto, a turno, il lavoro svolto e presentato le proposte di mozione; al termine di ciascuna esposizione
10
si è aperto il dibattito con la possibilità, per ciascun
Componente del Board, di intervenire per chiedere
delucidazioni, fare proposte, proporre modifiche, per
giungere infine ad una formulazione definitiva che ha
trovato tutti d’accordo, sempre con il coordinamento
del Presidente Scruggs, con il fattivo supporto del 1°
Vice Presidente Tam e del 2° Vice Presidente Madden
e con la puntuale assistenza del Direttore Esecutivo
Peter Lynch e dei Responsabili delle diverse Divisioni
della Sede Centrale.
Lunedì 4 ottobre, la riunione conclusiva del Board, dedicata esclusivamente all’approvazione delle mozioni, si
è svolta dalle 7.15 alle 8.15, anche perché i funzionari
ed i dipendenti di Oak Brook, presenti ad Edimburgo,
dovevano, alle 11 prendere, l’aereo per Chicago. Nella
nostra Associazione si ottimizza tutto, orari e costi
compresi. Le mozioni vengono presentate dal Chairperson del Comitato proponente e appoggiate da un
secondo Direttore e poi si vota. Io ho avuto il piacere
di sostenere tre mozioni pronunciando la frase: “Mister
President, I second the motion”.
Alla fine qualche ora per poter fare i turisti e poter comprare un pensierino per le figlie.
L’ultima sera, cena di gala sul Royal Yacht Britannia,
yacht che è stato della regina di Inghilterra, e che ora
viene utilizzato per eventi particolari. Una serata piacevolissima, io e Rosellina siamo stati sistemati nel tavolo
con il Presidente Internazionale, a fianco di Mrs Yudy
Scruggs.
L’indomani mattina rientro a Trapani, portando a casa
una “pila” enorme di documenti, ma soprattutto un
pensiero chiaro. Ha ragione il Presidente Scruggs, la
strada maestra è concentrarsi sull’essenza del nostro
essere Lions: “il service”. L’incontro ed il confronto,
durante questi giorni del Board, con tanti Lions che
vivono a latitudini così diverse dalle nostre, ma con i
quali ci comprendiamo al volo e con i quali abbiamo
uno stesso “sentire”, dà validità e conferma tutto ciò.
Allora è questo “sentire” che dobbiamo rafforzare in
ognuno di noi.
Ecco perché, a conclusione di queste pagine di diario,
vi propongo un gesto semplice, un “click” informatico
simbolico, ma di enorme significato intrinseco. Andate
nel nostro sito (www.lionsclubs.org), entrate nella
sezione “Centro per i soci” e cliccate “Impegnatevi nel
servizio”, firmiamo così tutti insieme una nota di impegno: “Prometto il mio personale impegno al servizio
per contribuire a far splendere la nostra luce più brillante che mai e nel corso dell’anno rendere migliore la
vita di qualcun altro”. Sì, il mondo ha bisogno sempre
più di uomini e donne di buona volontà, i Lions hanno
queste caratteristiche, non possiamo e non dobbiamo
dimenticarcelo. Rinnoviamo le nostre promesse, per
non tradire mai quell’impegno che ieri abbiamo preso,
aderendo ad un Lions Club, ma che né oggi, né domani,
dovremo mai fare scemare.
*Direttore Internazionale 2010-2011.
Il nostro mondo
La nota del CC
L’impegno dei lions
Di Stefano Camurri Piloni *
I
n queste ultime settimane ho avuto
il piacere di partecipare ad alcuni
congressi distrettuali di apertura,
durante i quali sono stato accolto con
grande affetto, e per questo ringrazio
di cuore i governatori, gli officer e i
soci di quei distretti.
Ad ogni incontro ho potuto apprezzare sia lo spirito
di cooperazione mostrato durante gli interventi, che il
taglio concreto dato al programma dell’annata, il tutto
in linea con le direttive del Presidente Internazionale
Scruggs, che ci esortano ad essere, per chi è in difficoltà, un “faro di speranza” e a rappresentare, di fatto,
un punto di riferimento per la società.
Il nostro Multidistretto si sta muovendo compatto
verso un modo nuovo di essere lions, un modo più
attento alle necessità delle comunità e non del singolo, e che si interfaccia sempre di
più, con autorevolezza e credibilità, con le istituzioni.
Tutto questo ci consentirà di avere maggiore
visibilità e ci fornirà un
biglietto da visita credibile e di facile lettura.
Desidero ora soffermarmi assieme
a voi su alcuni aspetti del lionismo.
Mi riferisco alla “forma”, intesa come
atteggiamento nato dall’esperienza e
dalla cultura lionistica, e al “volontariato”,
inteso come attività svolta con dedizione a
favore della collettività.
La forma deve rappresentare un corretto
modo di porsi agli altri e una bella forma deve essere
il corretto contenitore per attività di servizio ed idee
importanti. La forma deve anche essere un supporto
al nostro modo di operare e un sostegno alle nostre
iniziative. La forma deve infine essere elastica, deve
sapersi adattare alle circostanze e non creare impedimento all’obiettivo che vogliamo raggiungere.
Bando, quindi, ai formalismi, che spesso
alimentano un personalismo non adatto
al nostro modo di operare e, altrettanto
spesso, sono un freno allo sviluppo della
nostra associazione.
Una importante caratteristica del lionismo,
per la quale raggiungiamo un alto grado di
eccellenza, è il nostro essere volontari.
Siamo entrati nella associazione in modo libero e
liberamente ci siamo messi al servizio del prossimo.
Ne consegue che tutto quello che facciamo viene fatto
perché ci crediamo e non perché siamo obbligati a farlo.
Difatti, noi lions agiamo spinti dall’entusiasmo e uniti
dall’unico trait genetico lionistico del “we serve”.
Dobbiamo quindi essere orgogliosi del nostro libero
volontariato. Un libero volontariato che non vuole
dire anarchia, ma vuole dire scegliere coscientemente
e liberamente di operare in sintonia con le linee guida
che il Board Internazionale ci indica e che tengono
conto delle necessità globali della nostra società.
Cari amici, vi invito a riflettere su queste mie considerazioni, certo come sono che troverete in esse la voglia
di proseguire nel cammino lionistico, fornendo un
esempio per gli altri e dando la possibilità a quanti ci
osservano di sentirsi attratti dalla nostra considerevole
e impegnativa azione.
Buon lavoro dal vostro CC.
*Presidente del Consiglio dei Governatori.
11
Fresco di stampa
D
a più parti, e ciclicamente, si parla della necessità
di smontare le “scalate” a posizioni di responsabilità distrettuali od internazionali nei nostri distretti
che, pare, esistano.
La metodologia è mutuata a piene mani della politica
partitica del nostro paese che, notoriamente, eccelle
per “clientelizzare” le elezioni, ove potesse, anche del
Dalai Lama.
Pare che quasi in ogni distretto vi siano gruppuscoli
che con un classico porta a porta riescono a determinare in alcuni clubs l’elezione dei delegati ai vari
congressi e con questa “force de frappe” eleggere
persone del loro clan che a loro volta, utilizzando lo
istituto delle nomine (vedi governatori che ne hanno
assoluta discrezione), determinano gabinetti distrettuali con presidenti di zona e di circoscrizione (cioè le
posizioni votanti) nominati in maniera tale da creare
una cordata che nel tempo determina il bello e brutto
nella vita del distretto e nelle elezioni a vice, a governatore ed anche più in su. Nulla di nuovo.
Qualcosina è sempre esistita anche nella nostra organizzazione: ma erano casi sporadici stigmatizzati da
tutti. Se invece il fenomeno tende a divenire globale,
quasi prassi spalmata sul territorio nazionale, merita
di essere considerato perché altera quella struttura
democratica (vera!) che tipizza Lions International.
Che i leader si siano sempre occupati - da Jones ad
oggi e nel mondo - di assicurare buona leadership al
fine di ottenere i migliori risultati nell’azione di servizio che tutti sono chiamati ad espletare, è cosa buona
e giusta. Un vero leader non può limitarsi a fare bene
solo il suo lavoro; ma mentre detiene una posizione
ha anche il dovere di provvedere a ché quanti lo
seguiranno possano essere migliori di lui.
E’ ciò che avviene nelle democrazie più avanzate. Ed
accade anche da noi a livello internazionale ove gli
officer esecutivi ed i componenti il Board considerano
quanti ambiscono giustamente a guidare l’associazione cercando di capire, chi risponda ai requisiti di
moralità, lealtà, vocazione al servizio disinteressato,
carisma, conoscenza della associazione, credito nel
mondo lionistico per i suoi trascorsi nel mondo della
solidarietà e non ultimo il suo modo di approcciare i
problemi, il senso diplomatico, la capacità di guida,
la cultura, la personalità, anche nei risvolti privati,
nonché il suo grado di solvibilità.
Ma non è mai è accaduto che qualcuno sia stato supportato (endorsement) e poi eletto sol perché amico
di qualcuno o ancor peggio perché avesse promesso
allocazioni di persone di un clan nell’ambito decisionale vuoi per nomina o per successive elezioni.
Ricordo che quando i leader del mondo lionistico si
misero a guardare alla possibilità che io accettassi la
sfida per la presidenza fui rivoltato come un calzino
12
di Pino Grimaldi *
senza che io ne sapessi nulla (lo seppi a cose fatte!).
Indagini a tutto campo svolte per capire di fatto che
tipo fossi! E quando eletto scelsi le persone che ritenni
più idonee, alcuni che addirittura mi avevano osteggiato, ma che erano in grado di fare un buon lavoro
per l’associazione. Mi alienai alcune amicizie - poi
dopo anni riemerse, e con le scuse - ma quel Board
e quanti nominati a coprire posizioni internazionali
furono il meglio ed alcuni di loro ancora oggi in
alcune posizioni internazionali continuando a servire
bene l’organizzazione.
Ora, per ovviare “malpensate” umane, in qualche
distretto si sta studiando la possibilità di eleggere i presidenti di zona e di circoscrizione sottraendoli così - si
opina - alla nomina del governatore e rendendo difficile mecenatismo e cordate. Di fatto, lo statuto internazionale consente tanto. Recita, infatti, che queste
due ultime posizioni (PC e PZ) possono essere elette
o nominate a secondo di quanto previsto negli statuti
distrettuali. Si tratterebbe dunque di avere negli statuti
l’elezione anziché la nomina discrezionale del governatore ed il gioco sarebbe fatto. Ma: le delimitazioni
di zone e circoscrizioni ad oggi sono decisioni di ciascun governatore ed accade che a volte annualmente
esse vengano variate nei confini e nel numero di clubs
ricadenti dentro ciascuna. Non solo, ma la posizione di
presidente di circoscrizione è facoltativa e dunque ciascun governatore è libero di utilizzarla o no. Tutto ciò
premesso per potere “democratizzare” ove si voglia
il suddetto aspetto, occorre che lo statuto del distretto
preveda una configurazione fissa del numero di clubs
ricadenti nei confini di circoscrizioni e zone, tale che
possano essere tenute le elezioni contestualmente
a quelle dei vice e del governatore, con i candidati a
conoscenza del territorio che andranno a sovraintendere. Ed “ad abundantiam”, è auspicabile che pur
mantenendo le circoscrizioni come entità territoriali
fisse, si prevedesse negli statuti che quel distretto
rinuncia ad averne il presidente, dato che la presenza
di due vice governatori è sufficiente al coordinamento
delle zone che potendo comprendere fino a 9 clubs ciascuna potrebbero essere ridotte di numero, con beneficio anche dei gabinetti distrettuali ove il numero dei
votanti verrebbe ridotto ed il lavoro meno dispersivo.
Un maquillage degli statuti potrebbe evitare ciò che
dicono accade o si paventa che accada. Ma soprattutto
si eviterebbero dubbi sulla presenza di “poteri” non
istituzionali che di certo non possono essere tollerati.
Sarebbe un messaggio ricco di significati per la società
oggi massacrata dal clientelismo e dai “caporali” che
non sono manco “d’onore” come qualcuno che stette
in groppa 20 anni nel nostro paese! Figurarsi altri.
*Presidente Internazionale Emerito.
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13
LION / LABORATORIO INTERNAZIONALE
“Carità” e “Cittadinanza umanitaria”
Il Lions International è un’associazione di servizio
e non un’associazione culturale. Ma non basta
dire we serve, dobbiamo chiederci chi serviamo
e come serviamo? Di Ermanno Bocchini *
I
l saggio di una giovane africana, Dambisa Moyo, dottorato ad Oxford e Master ad Harvard, “La carità che
uccide”, Rizzoli 2010, ripropone all’attenzione di tutti
i Lions del mondo la tesi degli esperti delle Nazioni
Unite secondo la quale nessun paese è uscito dal sottosviluppo grazie agli aiuti umanitari.
Mi è stato chiesto da più parti di esporre il mio pensiero
sul fatto che il nostro glorioso passato è fatto di carità e
beneficenza.
Rispondo a tutti dalle pagine della nostra prestigiosa
rivista per economia di risorse.
In primo luogo osservo che non so se il nostro passato
sia fatto solo di beneficenza e carità e non anche di
impegno civile per la Comunità.
Accetto, però, la domanda, perché sicuramente sono
molti gli amici Lions di più antica esperienza che si
chiedono come inquadrare antichi e prestigiosi service
di beneficenza nella nuova frontiera della cittadinanza
umanitaria.
Occorre, allora, rispondere a tre domande: Cosa è la
solidarietà? Cosa dice il nostro Statuto e la nostra Mis-
14
sione riguardo alla solidarietà? La carità sopravvive
nell’età della cittadinanza attiva umanitaria? E, se sopravvive, come sopravvive?
La nozione di solidarietà si lega alla natura della nostra
associazione, che è una associazione di servizio e non
un’associazione culturale.
Ma ogni servizio presuppone una cultura capace di
rispondere a due domande. Non basta dire: We Serve.
Dobbiamo chiederci: Chi serviamo? Come serviamo?
Gli studiosi che hanno approfondito la nozione di solidarietà, nell’ambito della Caritas internazionale, distinguono la solidarietà corta e la solidarietà lunga.
La solidarietà corta si rivolge ai singoli, che sceglie,
perché incide solo sugli effetti, lasciando intatte le cause
della povertà e dei bisogni umani insoddisfatti.
La solidarietà lunga, invece, si propone di incidere
sulle cause della povertà e, perciò, serve la Comunità e
non i singoli. Si propone, in breve, lo svolgimento di
“attività di interesse generale” perché nessuno debba
stendere la mano e chiedere la carità, che soddisfa uno,
due, tre, ma non tutti per un principio di eguaglianza
nel bisogno.
L’esempio migliore che è possibile immaginare è semplice: la solidarietà corta dona le medicine, la solidarietà corta partecipa alle ricerche per scoprire il vaccino
che debella la malattia, una volta per tutte.
Ora leggiamo insieme il nostro Statuto e la nostra Missione. Vi troviamo la “carità” e “la beneficenza”? Sicuramente no.
L’art. 3 dello Statuto, che prevede gli scopi dell’Associazione, recita: “Promuovere principi di buon governo e di
buona cittadinanza”, prendendo “attivo interesse al bene
civico, ambientale, sociale e morale della Comunità”.
La Missione, votata nel Board a Nuova Delhi, del quale
ho avuto l’onore di fare parte, invita, ribadendo gli
scopi dell’associazione, i volontari a “servire la comunità”.
La carità, allora, può sopravvivere? La risposta è senza
mezzi termini positiva.
La nuova carità si chiama “sussidiarietà orizzontale”
ed è prevista, addirittura, dalla nostra Costituzione
Repubblicana.
I lions di più antica data possono essere sereni: la loro
carità sopravviverà nell’era della cittadinanza attiva
umanitaria.
Ma è importante capire come e perché l’antica carità
nel sopravvivere si arricchisce di una nuova dimensione, perché diventa funzione sociale civica.
Il dato normativo di partenza è, come abbiamo detto,
l’art. 118 della Costituzione, che rappresenta, ormai,
L’unico con 3 anni
di garanzia
un fondamento costituzionale dei nostri Scopi e della
nostra Missione.
L’art. 118 della Costituzione dice: “Lo Stato, le Regioni,
le Province, le città metropolitane, i Comuni favoriscono
l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo
svolgimento di obiettivi di interesse generale sulla base del
principio di sussidiarietà”.
Il nostro Service non è solo il c.d. “privato sociale” separato dalla vita pubblica delle nostre istituzioni, perché
quando noi realizziamo quel Service “serviamo la
Comunità” che vuole dire la Città, il Comune, la Provincia, la Regione, lo Stato. Noi serviamo un interesse
generale e, quindi, la nostra carità è diventata un servizio di interesse della comunità e, cioè, una “attività di
interesse generale” promossa non solo dal cuore, ma
anche dalla mente di cittadini che non vogliono essere
“tappabuchi del sistema” o “ospedali della storia”. Cittadini che nel momento dell’atto di carità si vogliono
chiedere: perché hai fame, perché muori di fame,
perché non vedi, perché devi chiedere la carità? Non
è giusto.
La povertà non è un fatto naturale, ma una sventura
creata dagli uomini, perché le risorse della terra sono
sufficienti per sfamare tutti gli esseri umani, ma come
diceva Gandhi, non la cupidigia di tutti. Noi - come
dice il Premio Nobel per la pace, Nelson Mandela chiamiamo carità un’opera di giustizia sociale.
Allora, mio caro amico, la tua carità vivrà, ma oggi devi
sapere che con il tuo “libro parlato”, con il tuo “caneguida per non vedenti” con la tua “barella ospedaliera”
tu servi la comunità, svolgi una attività di interesse
generale, un servizio per la comunità, sulla base del
principio di sussidiarietà.
Per questo servizio la città ti dice grazie, perché la tua
è una nuova “cittadinanza amministrativa”, che i nostri
antenati non conoscevano. Ma, allora, non puoi fermarti alla carità ma batterti perché nessuno debba più
chiedere la carità. E se qualcuno ti chiederà perché
fai questo: rispondi che è giusto fare qualcosa per gli
altri meno fortunati di noi, ma tu lotterai anche fino a
quando nessuno avrà più bisogno di chiedere la carità.
Se sei lion vuol dire che per te la speranza prende il
posto della paura.
Ma, allora, al fondo della carità, della sussidiarietà
orizzontale e della cittadinanza umanitaria tu troverai
sempre e solo la stessa scintilla di quando sei diventato
lion, una scintilla che si chiama “amore”.
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Lotta alla cecità
Attraverso Sight First, i Lions sviluppano progetti che salvano la vista ed
educano le comunità sui programmi di prevenzione. Di Nicole Brown
D
oug Martin è un autista del pulmino scolastico, perciò si è sorpreso quando
non ha passato il test di acuità visiva allo screening Lions di Camperdown,
Australia. Gli è stato subito prescritto un esame visivo completo e il dottore ha
diagnosticato la cataratta ad entrambi gli occhi. Dopo essersi sottoposto alla chirurgia e aver messo gli occhiali è stato nuovamente in grado di tornare al suo lavoro.
Martin non è l’unico con problemi alla vista non diagnosticati. Difatti, 153 milioni
di persone sono visivamente danneggiate dalla miopia,
presbiopia o astigmatismo. Eppure la maggior parte
di loro potrebbe avere una vista normale con
occhiali, lenti a contatto o chirurgia refrattiva.
E qui entrano in gioco i Lions, che hanno
sempre avuto un ruolo chiave nella prevenzione della cecità, sia localmente che a
livello mondiale. Attraverso Sight First, i
Lions sviluppano progetti che salvano la
vista, accrescono la consapevolezza delle
malattie dell’occhio ed educano le comunità sui programmi di prevenzione.
I Lions stanno portando avanti questo
impegno con grandi risultati. A centinaia
di migliaia di persone i Lions hanno permesso di recuperare o salvare la vista ad
un costo medio di 6 dollari a persona.
Il programma Lions per la salute dell’occhio (LEHP) è un esempio di come i Lions
operino una sensibilizzazione sulla salute
degli occhi e sulla prevenzione di malattie nelle loro comunità. Avviato negli Stati
Uniti il programma ha avuto un grosso successo anche in Turchia, Giappone, Canada, Fiji
e Australia.
Lanciato nel 2000, il programma LEHP
australiano ha stimolato i Lions. Il Lehp
ha istruito figure professionali sia
volontarie che stipendiate, ha
creato un’ampia gamma di
materiale in più lingue e
coordinato regolari eventi
pubblici. I lions hanno
17
Per saperne di più …
Sight First…
cifre da capogiro
S
reso il programma un’attività permanente del Multidistretto. Grazie al LEHP, Martin e molti altri hanno
potuto effettuare un esame oculistico salvando o recuperando la vista.
La “Giornata mondiale Lions per la vista” è un altro
esempio di impegno per aumentare la consapevolezza delle malattie oculari e promuovere la necessità
di regolari esami della vista. Da oltre 12 anni i Lions
portano avanti progetti relativi alla vista nel mese di
ottobre. Da allora, la “Giornata mondiale della vista”
è diventato un evento internazionale di Vision 2020
al quale partecipano anche altre organizzazioni non
governative per la vista.
Quest’anno la “Giornata mondiale Lions per la vista”
avrà luogo ad Osaka, in Giappone. I Lions organizzeranno eventi e forniranno attrezzature per non vedenti
ad una scuola per ipovedenti e non vedenti e alla Lighthouse for the Blind.
Attraverso gli impegni Lions di Sight First come il “Programma Lions per la salute dell’occhio”, la “Giornata
mondiale Lions per la vista” e altre iniziative, i Lions
stanno accrescendo la consapevolezza e riducendo la
cecità su scala mondiale.
Superando con successo i 200 milioni di dollari attraverso la Campagna Sight First II, i lions restano leader
nella promozione della salute dell’occhio e nella prevenzione di malattie.
18
ight First è l’iniziativa più ambiziosa dei Lions.
Grazie a Sight First, i Lions hanno restituito la
vista a quasi 8 milioni di persone con operazioni
di cataratta, hanno evitato che oltre 30 milioni di
persone diventassero cieche e hanno migliorato i
servizi oculistici per centinaia di milioni di persone.
Il programma Sight First è stato avviato dai Lions
nel 1989 per sconfiggere la cecità prevenibile.
All’epoca l’80% dei casi di cecità era dovuto a
cause prevenibili. Tramite Sight First, i Lions sono
riusciti a prevenire la cecità supportando interventi alla cataratta, finanziando l’ampliamento di
ospedali e cliniche oftalmiche, informando il pubblico, distribuendo cure, formando personale qualificato e impostando sistemi di cura della vista in
aree che ne erano sprovviste.
L’azione di Sight First non solo si è dimostrata concreta, ma anche incredibilmente efficace. In media,
per ogni 6 dollari donati è stato possibile restituire
la vista a una persona, oppure evitare che rimanesse affetta da cecità permanente. Negli anni ‘90
la campagna Sight First ha raccolto dai Lions 143
milioni di dollari. Con la seconda campagna Sight
First i Lions saranno in grado di lanciare nuove
iniziative grazie agli oltre 200 milioni di dollari
raccolti.
Per saperne di più …
Un parco
giochi
per Amber
A
ppena un anno fa, Amber Farlow, 7 anni, non era
in grado di camminare ed era confinata su una
sedia a rotelle. Oggi, Amber conosce la gioia di
camminare da sola, usando un bastone che lei definisce il
suo “bastone magico”. La sua mobilità non sarebbe stata
possibile senza i Lions. Nella scuola di Amber è stato
costruito un nuovo parco giochi, con il sostegno della
LCIF e dei lions del Multidistretto 201, in Australia.
“Grazie infinite, cari Lions, per ciò che avete fatto per
la scuola, per mia figlia e per tutti - ha detto Michelle
Farlow, mamma di Amber -. E’ assolutamente fantastico. Li ha resi dei bambini felici che possono godersi
molto di più la loro vita”.
Amber ha molte necessità mediche. Nata con difficoltà
respiratorie, è rimasta in ospedale per i primi 18 mesi di
vita superando 55 interventi chirurgici. Per respirare ha
ancora bisogno di un macchinario per la maggior parte del
giorno e della notte. Nonostante tutte le sue complicazioni
mediche, Amber sprigiona un entusiasmo senza pari.
Quando i Lions hanno contattato la Gosford East
Public School, che Amber frequenta, per costruire un
centro attività per bisogni speciali, lo staff ha accettato
con entusiasmo la loro offerta. Un simile parco giochi
in precedenza era un sogno per il personale ed i bambini. Ma attraverso il sostegno dei Lions e della LCIF, si
è subito trasformato in realtà.
“E’ semplicemente straordinario vedere che il lavoro
La storia di Amber incoraggia i lions
a continuare il servizio a favore
di persone con bisogni speciali.
Ma la LCIF da sola non può farcela…
Di Alecia Dimar
e i soldi da parte di tutti fanno la differenza in tutto
il mondo. Non avrei mai pensato che ciò potesse succedere qui nella nostra piccola comunità”, ha detto
Graeme McLeod, direttore di Gosford. “I Lions fanno
veramente la differenza. Fare la differenza è una cosa
meravigliosa. Grazie a tutti i Lions”.
Senza i finanziamenti della LCIF, il sogno per Amber
e per gli altri bambini della scuola con bisogni speciali
non si sarebbe mai avverato. Il centro per la sua costruzione costa quasi 170.000 dollari, ben oltre la disponibilità finanziaria dei Lions locali. Per questo i Lions
hanno chiesto il sostegno della LCIF e ricevuto un sussidio di 57.596 dollari per costruire il parco giochi.
“Sono entusiasta del parco giochi. Probabilmente va
oltre le mie aspettative e mi ha coinvolto sin dall’inizio.
Ma quando vedi i bambini, in particolare quelli sulla
sedia a rotelle o con il deambulatore, giocare significa
che il risultato del nostro lavoro è favoloso”, ha detto
Jeff Kukura dell’East Gosford Lions Club.
Attraverso gli sforzi della LCIF, dei Lions locali e della
comunità, i bambini con bisogni speciali come Amber
hanno l’opportunità di frequentare un parco giochi alla
pari con i loro compagni non disabili.
La storia di Amber incoraggia i lions a continuare, ma la
LCIF da sola non può farcela. Abbiamo bisogno del vostro
aiuto per far si che accadano altri fatti sensazionali. Insieme,
possiamo dare una speranza a tutte le Amber del mondo.
19
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Le decisioni del Board
Riassunto delle decisioni prese in occasione del Consiglio d’Amministrazione Internazionale del
Lions Clubs tenutosi a Sydney, Australia, dal 23 al 27 giugno 2010.
Commissione revisione dei conti
1. Esaminato la procedura per il trattamento delle donazioni a Mumbai, India.
2. Esaminata la pianificazione dei conti con Grant Thornton.
Commissione statuto e regolamento
1. Respinto il ricorso presentato dal Distretto B-9 (Messico) relativo all’elezione del secondo vice governatore
e dichiarato il Lion Federico Cota Rodriguez secondo
vice governatore del Distretto B-9 per l’anno fiscale 20102011.
2. Respinto il ricorso presentato dal Distretto 323-J (India)
relativo all’elezione del secondo vice governatore e
dichiarato il Lion Bhava H. Kothari secondo vice governatore del Distretto 323-J per l’anno fiscale 2010-2011.
3. Respinto il ricorso presentato dal Distretto 324-B3
(India) relativo all’elezione del secondo vice governatore
e dichiarato il Lion V. Murugesan secondo vice governatore del Distretto 324-B3 per l’anno fiscale 2010-2011.
4. Modificato e riorganizzato lo Statuto e Regolamento
Tipo per Club, Distretti e Multidistretti contenuto nel
Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione
per renderne più chiaro il loro contenuto e garantire
un’uniformità con il formato tipo dello Statuto e Regolamento, dello Statuto e Regolamento Internazionale e
delle disposizioni del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione.
5. Modificata la Procedura per la Risoluzione delle Controversie per i Club, Distretti e Multidistretti contenuta
nel Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione per includere disposizioni concernenti l’archiviazione delle risposte scritte ai ricorsi e il mantenimento
della riservatezza.
6. Cancellata la disposizione del Manuale delle Norme
del Consiglio d’Amministrazione relativa alla figura
dell’agente fiscale per la Turchia, non ritenuta più necessaria.
Commissione convention
1. Approvato un aggiornamento di carattere minore alla
procedura per la certificazione.
Commissione servizi ai distretti e ai club
1. Il Consiglio d’Amministrazione ha accettato e approvato i risultati dell’elezione dei Governatori Distrettuali
per l’anno fiscale 2010-2011.
2. Riconosciuti i club della Repubblica di Georgia e della
Repubblica di Bielorussia come zone provvisorie.
3. Nominati leader Lion alla carica di Delegati di Zona e
Presidenti di Circoscrizione provvisori per l’anno fiscale
2010-2011.
Il gruppo GMT al McDonalds
I
l gruppo GMT (Global Membership Team) si riunisce periodicamente ad Oak Brook per un seminario
di aggiornamento ed una aperta discussione delle problematiche con il presidente internazionale ed i due
vice-presidenti.
Queste riunioni avvengono nel magnifico parco della
McDonalds, che ospita un lodge della Hyatt e la sede
della Hamburger University, un’università che rilascia diplomi di “Hamburgerologia” e nella quale sono
esposti tutti i gadget storici, fotografie, quadri riferiti
alle tematiche della McDonalds, ma anche opere d’arte
di scultori di tutto il mondo. Per noi il vantaggio immediato è di poter usufruire gratuitamente dei distributori
di bibite e caffè, cosa che facciamo abbondantemente.
Malgrado un ambiente così allegro e piacevole i seminari, che si svolgono in una sala ad emiciclo come nelle
“vere” università, dotata di tutte le apparecchiature
informatiche che possono servire, queste sessioni sono
intense ed approfondite.
Questa fotografia è stata scattata nell’ingresso della
20
Hamburger University al termine del seminario dello
scorso agosto; vi si vedono i GMT leaders riuniti
attorno al presidente internazionale Scruggs ed ai due
vice presidenti Tam e Madden.
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4. Riconosciuta l’area di Hangzhou in Cina come Distretto
provvisorio 386, avendo tale area raggiunto il numero
di 17 club e 450 soci; la Commissione Esecutiva è stata
autorizzata a nominare un governatore distrettuale per il
distretto provvisorio per l’anno fiscale 2010-2011.
5. Modificati i requisiti per il conseguimento del Premio
Ricostruzione di Club per richiedere che un club resti in
regola per un periodo lungo 12 mesi, prima dell’assegnazione del premio e, dovendo restare il club in regola per
suddetto periodo, il requisito del pagamento anticipato
delle quote pro capite semestrali è stato cancellato.
6. Cancellato il testo relativo al marchio Lioness e forniture per club, essendo la normativa sull’uso dei marchi già
inclusa nel capitolo XV del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione e avendo l’associazione interrotto la
vendita di forniture per club Lioness già da diversi anni.
Commissione finanza e operazioni sede centrale
1. Approvata la Previsione di Bilancio per il 2009-2010,
che riflette un surplus.
2. Approvata il Bilancio per l’anno 2010-2011, che riflette
un surplus.
3. Il consiglio ha approvato la Compagnia Northern
Trust come Azienda Fiduciaria per il Piano Fondi Pensionistici.
4. Modificata la normativa relativa alle riunioni del consiglio d’amministrazione. Il calendario delle riunioni del
consiglio d’amministrazione deve essere approvato dal
consiglio d’amministrazione. Il costo complessivo delle
riunioni del Consiglio d’Amministrazione di ottobre/
novembre e marzo/aprile non dovrà superare i 2 milioni
di dollari.
5. Modificato il regolamento relativo ai viaggi degli
accompagnatori dei direttori internazionali, past presidenti internazionali, past direttori internazionali, inca-
ricati del consiglio d’amministrazione o relatori ufficiali
per discorsi ufficiali, riunioni del consiglio d’amministrazione o convention internazionali. Il presidente internazionale dovrà approvare un accompagnatore adulto, che
non sia un coniuge legalmente riconosciuto, all’inizio di
ciascun anno.
6. Modificato il Manuale delle Norme del Consiglio
d’Amministrazione riguardo al budget del governatore
distrettuale per conformarsi alla procedura. La norma stabilisce che ogni anno il governatore distrettuale riceverà
il bilancio per l’amministrazione distrettuale. I bilanci
annuali si baseranno sulla media ricavata da: i 3 anni con
i bilanci più elevati degli ultimi 5 anni. Questo include
l’ultimo bilancio approvato relativo all’immediato past
governatore distrettuale a far data dal 31 marzo, e le
spese reali rimborsate per i quattro precedenti governatori distrettuali. Le proposte di aumento del bilancio
saranno valutate esclusivamente sulla base della località
di appartenenza del governatore distrettuale all’interno
del distretto, di un notevole aumento del numero dei
club o di una riorganizzazione distrettuale.
7. Consolidato il Capitolo delle Forniture ai Club del
Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione.
8. Modificata la norma per consentire al presidente internazionale di approvare 5.000 miglia aggiuntive per i past
direttori internazionali con incarichi di relatore, in speciali circostanze.
9. Approvate le modifiche di gestione per la Normativa
sulle Spese di Viaggio e sul Rimborso per le Spese degli
Officer Esecutivi.
Fondazione Internazionale (LCIF)
1. Approvato Northern Trust come gestore per la fondazione delle Rendite Caritatevoli Annuali (CGAs).
I lions italiani nelle organizzazioni internazionali
I
l Lions International ha propri rappresentanti ufficiali nelle grandi organizzazioni mondiali. Rappresentanti che vengono regolarmente invitati a partecipare alle assemblee generali e che sono tenuti informati delle grandi iniziative
che l’ONU e le altre organizzazioni collegate o il Consiglio d’Europa sviluppano.
 Nazioni Unite (ONU) a Ginevra - Presidente Internazionale Emerito
Giuseppe Grimaldi.
 FAO a Roma - Past Direttore Internazionale Massimo Fabio.
 Consiglio d’Europa a Strasburgo - Past Direttore Internazionale Ermanno
Bocchini.
 Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - Past Governatore Giu-
seppe E. Cantafio.
Oltre ai 4 officer italiani ci sono altri rappresentanti del lionismo presso
l'Unicef di New York, Ginevra e Nairobi, l'Unesco di Parigi, le Nazioni
Unite di Vienna, l'Ecosoc di New York e l'Unep di New York.
21
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2. Aggiunto un rappresentante per l’Africa alla Commissione Direttiva LCIF con incarico biennale.
3. Nominato un rappresentante per il Consiglio Consultivo di Bausch & Lomb per la cataratta pediatrica.
4. Stanziato 1,9 milioni di dollari del bilancio per i sussidi
umanitari approvati fino al 30 giugno 2010.
5. Modificata la norma sull’impiego dei sussidi umanitari.
6. Approvati 32 sussidi che includono sussidi Standard,
sussidi di Assistenza Internazionale e sussidi Core 4, per
un totale di 1.155,201 dollari.
7. Presentate otto richieste di sussidio.
8. Rinnovato lo stato di priorità di un anno fino al 30
giugno 2011 ai fondi Core 4 per la prevenzione e per il
programma di controllo del diabete.
9. Nominato un rappresentante per il Consiglio degli
Amministratori Fiduciari della Fondazione Pan-American Ophthalmological.
10. Aggiornati i firmatari del conto Scottrade della Fondazione, per facilitare le donazioni dei titoli.
11. Modificato il Regolamento della fondazione, il capitolo del Manuale delle Norme del Consiglio d’Amministrazione, e il Manuale delle Operazioni e Procedure
di LCIF per implementare la Commissione Direttiva di
LCIF.
12. Aggiornate le sezioni relative a operazioni bancarie
e investimenti nel capitolo del Manuale delle norme
del Consiglio d’Amministrazione su LCIF, a seguito del
cambiamento della banca della fondazione.
Commissione leadership
1. Aumentata la durata del Seminario per Governatori
Distrettuali Neo-Eletti a quattro giorni, a partire dal 2011
con il seminario che si terrà a Seattle, e aggiunto al rimborso spese previste per il Seminario per Governatori
Distrettuali Neo-Eletti il costo di un pernottamento e dei
relativi pasti per i governatori Distrettuali Neo Eletti e
per i Docenti del Seminario.
2. Approvata una sessione di orientamento della durata
di cinque giorni per il Team responsabile del Training dei
Lions della Cina.
Commissione progettazione a lungo termine
1. Approvato un piano finale per l’eliminazione graduale del programma team MERL e delle rispettive
quattro posizioni attraverso l’allargamento del Global
Membership Team (GMT) al livello distrettuale e multidistrettuale, e per unificare i Presidenti addetti ai Soci,
all’Estensione, al Mantenimento (Membership-Extension-Retention) in un unico team. Il piano mira, inoltre,
a trasformare la precedente funzione di mantenimento
in una più generale attenzione al “successo del club”,
per affrontare in modo più adeguato le cause profonde
del calo associativo. Inoltre, la funzione Leadership
all’interno del MERL e la posizione del suo presidente
saranno separate dalle componenti M-E e R e sarà loro
riconosciuta una propria struttura, il Global Leadership
Team (GLT) che opererà in collaborazione con il GMT
allargato, in modo integrato e interdipendente.
Le strutture interdipendenti del GMT e del GLT potranno
meglio dedicarsi alle esigenze di crescita associativa delle
22
circoscrizioni e, al contempo, concentrarsi sul successo
del club e sulla crescita della leadership a tutti i livelli di
LCI, al fine di rendere più efficace la nostra missione per
il service. L’anno 2010-2011 sarà l’anno della transizione
che consentirà ai distretti e ai multidistretti che possiedono dei team attivi MERL di mantenerli durante la
pianificazione della transizione alle nuove strutture del
GMT e del GLT, che avrà luogo entro il 2011-2012. Le aree
in cui i team MERL non sono attivi o gli incarichi dei loro
membri sono vicini al termine, sono invitate a effettuare
la transizione nel corso dell’anno 2010-2011, non appena
si ritiene possibile.
Commissione sviluppo soci
1. Riconosciuto il Regno di Bhutan come 206° paese che
fa parte di Lions Clubs International.
2. Autorizzata la richiesta per la Registrazione del Buthan
alla Società Civile, se richiesto.
3. Modificato il limite oltre il quale la Commissione
Sviluppo Soci esamina e assegna le charter per l’approvazione. Durante l’anno fiscale per ciascun distretto il
limite è stato ridotto da quindici (15) richieste per la charter a dieci (10).
Commissione pubbliche relazioni
1. Stipulato un contratto triennale con la PDS - Flexible
International Mailing, per la spedizione all’estero della
Rivista Lion e della rivista Lion in lingua spagnola.
2. Riorganizzata la sezione relativa ai premi all’interno
del Capitolo XX del Manuale delle Norme del Consiglio
d’Amministrazione.
3. Modificati i criteri per l’assegnazione dei Premi di
Riconoscimento ai Direttori Internazionali per rimuovere la parte del premio relativa alla medaglia.
Commissione attività di servizio
1. Nominati i vincitori dei premi Leo dell’Anno per
l’anno 2009-2010.
2. Definiti i criteri per i Lions club che desiderano cancellare una sponsorizzazione di un club Leo e/o ricevere
un credito finanziario per presentare il modulo di annullamento di Leo Club al Dipartimento Programmi Giovanili della Sede Centrale.
3. Modificata la procedura per la cancellazione di un club
Leo per richiedere che un Lions Club sponsor stabilisca,
con la maggioranza dei voti, l’interruzione della sponsorizzazione di un club Leo. Inoltre, il governatore distrettuale dovrà essere informato da un officer del Lions club
sponsor, a mezzo comunicazione scritta, riguardo all’intenzione di cancellare il club Leo sponsorizzato, almeno
trenta giorni prima del voto del Lions club sponsor.
4. Rimosso il testo del Manuale delle Norme del Consiglio
d’Amministrazione per chiarire la necessità di rispettare
le linee guida per la procedura per la valutazione della
continuazione del Club Leo, qualora un Lions club sponsor desideri cancellare il Leo club sponsorizzato senza il
consenso dei soci del club Leo.
Per maggiori informazioni sulle risoluzioni di cui sopra si
prega di fare riferimento al sito di LCI www.lionsclubs.org o di
contattare l’Ufficio Internazionale allo 630-571-5466.
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I lions contro la fame
Il Presidente Internazionale Sid L. Scruggs invita i Lions ad
inviare un raggio di speranza ad oltre un milione di persone che
nel mondo soffrono o muoiono di fame. 20 possibili progetti per
le nostre comunità.
S
econdo le Nazioni Unite il numero di uomini, donne e bambini malnutriti è in crescita sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.
Il Presidente Internazionale Sid L. Scruggs III è convinto che i Lions
debbano inviare un raggio di speranza durante i mesi di dicembre e di
gennaio ad oltre un milione di persone che nel mondo soffrono o muoiono di fame. Soltanto negli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Agricoltura
dichiara che 16 milioni di bambini vivono ogni giorno con alimentazione
insufficiente. Noi possiamo fare la differenza nelle loro vite sostenendo sia
programmi di assistenza internazionale che banchi per la distribuzione
alimentare nelle nostre comunità.
Cominciate dal piccolo e mirate al grande. Se la vostra città non ha una
mensa, organizzatene una. Questo è ciò che è stato fatto dal Broadview
Heights Lions in Ohio nel 1987, quando hanno fondato il Banco Alimentare Lend-a-Hand di South Hills. Distribuiscono cibo ad oltre 120 tra
uomini, donne e bambini di 45 famiglie bisognose.
Il presidente del club Keith Gaydosh, che gestisce il banco alimentare, dice
che ha visto aumentare del 30 per cento la necessità nello scorso anno.
“Siamo in una comunità abbastanza benestante, ed è scioccante vedere
quanta gente è in difficoltà ora. Hanno perso il lavoro ed hanno problemi
per nutrire le proprie famiglie”. Il banco alimentare è situato in un locale
del municipio e i volontari sono per la maggior parte lions che curano
le provviste e servono le famiglie in quattro città. “C’è bisogno di molti
volontari e di molto tempo”, dice Gaydosh.
Gaydosh, 31 anni, dice che Lend-a-Hand ora serve da modello per altre
organizzazioni che vogliono istituire dei banchi alimentari. E questo è
importante per i lions di Broadview Heights. “C’è molta gente nel bisogno
ora - spiega Gaydosh - per questo siamo qui”.
20 idee per alleviare la fame
1. Sponsorizzate una campagna alimentare comunitaria per rifornire
una mensa locale.
2. Fate del volontariato per preparare pasti per gli anziani.
3. Organizzate un programma di
nutrizione in una scuola locale per
fornire pasti sani e nutrienti.
4. Preparate e consegnate dei cestini
con cibo per famiglie bisognose.
5. Servite pasti in un ricovero per
senzatetto.
6. “Adottate” una famiglia che lotta
per mangiare. Portateli a comprare
frutta e verdura.
7. Organizzate un evento a favore
del banco alimentare nella vostra
comunità.
8. Sponsorizzate una camminata
per la fame ed utilizzate il ricavato
per comprare alimenti per un orfanotrofio o un ricovero.
9. Create confezioni di snack da
distribuire a bambini bisognosi.
10. Collaborate con altre organizzazioni di servizio per alternarvi alla
distribuzione dei pasti alle persone
bisognose.
11. Associatevi con ristoranti locali
o supermercati. Raccogliete donazioni di cibo fresco per case di accoglienza per donne o bambini.
12. Create un libro di ricette facili ed
economiche.
13. Avviate una cooperativa alimentare come risorsa per cibo salutare a
prezzi più abbordabili.
14. Contribuite piantando un giardino comunitario in modo che i
residenti locali possano coltivare il
proprio raccolto.
15. Raccogliete omogeneizzati e alimenti per l’infanzia per un’organizzazione che serva giovani mamme
a rischio.
16. Fornite snack genuini o pasti ad
un gruppo di bambini bisognosi
che frequentano il doposcuola.
17. Lavorate con il personale sanitario per tenere corsi gratuiti sulla
nutrizione e la preparazione del
cibo.
18. Fornite frutta come snack genuino nelle strutture dedicate ai bambini.
19. Prestate servizio di trasporto
agli anziani per consentirgli di fare
la spesa.
20. Insegnate ai bambini a preparare il pane.
23
Aspetti giuridici del LCI
➡
Visto da dentro
Secondo il nostro codice civile il “Lions Clubs International”, è considerato associazione non riconosciuta e come tale priva di personalità giuridica. A cura di Sergio Maggi *
Seconda parte
Attualmente, come è noto, le associazioni di volontariato sono disciplinate, oltre che dalle norme del
Codice Civile e successive modifiche (L. n. 127 del
15 maggio 1997 e L. n. 192 del 22 maggio 2000), dalle
seguenti leggi:
• L. n. 266 dell’11 agosto 1991 - Legge quadro sul
volontariato.
• D.L. n. 460 del 4 dicembre 1997 - Riordino della
disciplina tributaria degli enti non commerciali e
delle onlus.
• D.L. n. 185 del 29 novembre 2008 - Misure urgenti
per il sostegno alle famiglie…
• L. n. 2 del 28 gennaio 2009 - Conversione in legge
del D.L. n.185.
Nell’insieme il quadro legislativo ribadisce che le
associazioni non riconosciute non hanno alcuna
personalità giuridica; questo perché il riconoscimento è stato negato da parte dello Stato, o perché
il riconoscimento non è stato richiesto (come nel
caso della nostra associazione).
Tale riconoscimento è una discriminante fondamentale tra le associazioni riconosciute e quelle
non riconosciute.
Le associazioni riconosciute sono organi indipendenti dai soggetti che li compongono e, di
conseguenza, sono dotati di autonomia patrimoniale “perfetta”, nel senso che il patrimonio
dell’associazione è distinto da quello
dei singoli associati. Pertanto, i terzi
creditori possono rivalersi solo sul
patrimonio dell’associazione, ma
non sul patrimonio personale dei singoli soci,
né su quello personale
degli
amministratori. Ciò vale anche
se l’associazione è
insolvente.
Le associazioni non
riconosciute
hanno,
invece,
un’autonomia
patrimoniale “imperfetta”;
esse sono dotate di un fondo
comune, costituito dal conferimento delle quote associative e dai
beni acquistati con tali quote. Nella
24
fattispecie si configura una comunione di beni, per
cui gli associati sono comproprietari; ma, finché
l’associazione è in vita, essi non possono chiedere
la divisione del fondo comune, né pretendere la
restituzione della quota in caso di recesso.
Gli eventuali terzi creditori possono rivalersi sul
fondo comune e sul patrimonio personale di quelli
che hanno agito in nome e per conto dell’associazione (rappresentante legale e amministratori), ma
non sul patrimonio dei singoli associati; questo
perché l’associazione non riconosciuta non è sottoposta al controllo preventivo dello Stato per la constatazione dell’esistenza dei mezzi necessari per la
realizzazione degli scopi.
Ne consegue che la responsabilità patrimoniale di
chi agisce in nome e per conto dell’associazione
risulta garanzia ulteriore nei confronti di terzi.
All’associazione non riconosciuta viene, inoltre,
attribuita la capacità processuale; essa, quindi, può
stare in giudizio nella persona che in quel momento
ricopre la carica di rappresentante legale.
Infine l’associazione non riconosciuta può acquistare beni immobili e beni mobili registrati (art.
2659 C.C., art.1 l. n. 52 del 27-02-85; Corte Cost.
sentenza n. 245 del 12-07-96) e può ricevere donazioni e lasciti testamentari, senza peraltro ottemperare alle prescrizioni previste dagli ex art. 600,
782 e 786 del CC in vigore prima della emanazioni
della L. n. 127 del 15 maggio 1997 e della L.
n.192 del 22 giugno 2000.
In altri termini, l’associazione, contrariamente a quanto in
precedenza previsto,
non deve richiedere
il riconoscimento di
personalità giuridica
entro l’anno dall’avvenuta donazione, perché
possa entrare in possesso
della donazione stessa.
La prima parte riguardante gli
aspetti giuridici del LCI è stata
pubblicata su “Lion” di ottobre a
pagina 30.
*Direttore Internazionale 2004-2006.
multidistretto
Scambi giovanili. Anzi, Campi e scambi giovanili, perché quattro anni or sono il Presidente Internazionale Jimmy Ross ha deciso di unificare i due service che sono, di fatto, complementari. E’
uno dei service del Lions Clubs International di maggiore impatto sui giovani, ma anche uno dei
meno conosciuti tra i Lions e i Leo. L’importanza della “famiglia ospitante”. Di Simone Roba*
Q
uando parliamo di “Campi e Scambi Giovanili”, parliamo di ragazzi e ragazze tra i 17 ed i
21 anni che hanno la possibilità, grazie ai Lions,
di vivere una vera e propria esperienza di vita.
Purtroppo, molti, quando sentono parlare di scambi
giovanili, fanno confusione e credono che i Lions
siano diventati un tour operator, un’agenzia di
viaggi o una scuola di lingue, ma non è così, anche se
inviamo questi giovani all’estero e diamo ospitalità a
giovani stranieri.
I numeri dei giovani mossi dal “Gruppo di lavoro
Campi e Scambi Giovanili del Multidistretto 108
Italy” sono ogni anno molto importanti. Ad esempio, nel corso dell’anno sociale 2009/2010 abbiamo
I Lions…
per i giovani
25
Per saperne di più …
Amicizia
cultura
sport ...
Insieme
L
➡
ricevuto 447 richieste di partecipazione da giovani
italiani per andare all’estero e di questi 302 sono partiti; dall’estero sono invece giunti 288 giovani per un
totale di 2073 notti trascorse presso famiglie ospitanti, oltre al periodo trascorso in uno dei 17 Campi
Giovanili italiani.
Proprio il ruolo di “Famiglia ospitante” è uno dei più
importanti all’interno del nostro meccanismo. Ma le
difficoltà per reperire un adeguato numero di famiglie ospitanti sono sempre notevoli. E’ necessario un
maggior coinvolgimento dei singoli Lions e Leo Club,
adeguatamente motivati anche dai vertici distrettuali
Lions, affinché ci sia una ulteriore disponibilità al servizio, dal momento che l’ospitalità in famiglia rappresenta un momento caratterizzante del programma,
perché consente al giovane ospite di vivere il quotidiano, le abitudini e le consuetudini spesso diversissime dalle proprie.
L’impegno richiesto per ospitare non è molto: si va dai
pochi giorni ad una settimana. E’ però importante che
in famiglia ci sia anche un coetaneo del giovane ospite
straniero che sappia comunicare in inglese e, trattandosi appunto di un service di club, è opportuno che i
soci supportino la famiglia ospitante, arricchendo di
conoscenze lionistiche il giovane ospite. Inoltre, i club
potrebbero utilizzare la “scusa” della ricerca di famiglie ospitanti per entrare nelle scuole, un vero e profi-
a meta può essere uno
degli oltre 200 Paesi del
mondo che ospitano i Lions
Club e avere una durata compresa tra le tre e le cinque
settimane a seconda della
destinazione.
Di solito il periodo all’estero
è in luglio e si compone di
due fasi differenti: l’ospitalità in una o più famiglie del
luogo scelte dai Lions e la
partecipazione al campo.
Il campo è una struttura abitativa confortevole che ospita
i giovani per lo svolgimento
di un appropriato programma
culturale, sportivo e soprattutto aggregante della durata
di una decina di giorni.
26
cuo serbatoio dove è possibile trovare collaborazione e
dove offrire opportunità a giovani meritevoli.
Ricordiamoci poi che la lingua ufficiale dei “Campi e
Scambi Giovanili” è sempre l’inglese, indipendentemente dal paese di provenienza dell’ospite straniero o
della nazione di destinazione del giovane italiano.
Molti chiedono di far partecipare il proprio figlio o
nipote e di mandarlo in Inghilterra per imparare l’inglese. Bene, questa è una richiesta completamente sbagliata ed è l’approccio peggiore per iniziare il rapporto
con gli scambi giovanili, dove il rafforzamento della
conoscenza della lingua straniera è solo un “effetto
secondario”.
Uno degli scopi del lionismo è quello di creare e stimolare uno spirito di comprensione tra i popoli del
mondo. E noi cerchiamo di perseguirlo proprio attraverso gli scambi giovanili: per questo motivo, per noi,
una destinazione relativamente vicina come la Svizzera
o l’Austria ha lo stesso valore e significato di andare in
Australia. E’ difficile farlo capire ad un teen-ager, ma
è così.
Prima avete letto di un “Gruppo di lavoro Campi e
Scambi Giovanili”: è un gruppo molto valido, estremamente coeso, affiatato e disposto a lavorare intensamente con i giovani per i giovani. E’ composto da un
Coordinatore Nazionale, il sottoscritto, da 17 responsabili distrettuali per gli scambi giovanili e da 17 direttori
I coordinatori distrettuali
DISTRETTO
MD 108 Italy
108 Ia1
108 Ia2
108 Ia3
108 Ib1
108 Ib2
108 Ib3
108 Ib4
108 Ta1
108 Ta2
108 Ta3
108 Tb
108 A
108 Ab
108 La
108 L
108 Ya
108 Yb
CHAIRPERSON
Roba Simone
Gianni Farina
Giorgio Facchini
Simone Roba
Flaminio Benetti
Laura Schiffo
Roberto Settimi
Marco D'auria
Franco Pollini
Paolo Tacchi
Mauro Mormile
Loris Baraldi
Carlo Vinieri
Giuseppe Lupis
Leonardo Bettucci
Fabrizio Carmenati
Annalisa Quartuccio
Alfonso Garofalo
E-MAIL
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
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dei campi giovanili, di cui 2 riservati a giovani disabili.
Inoltre, da numerosissimi collaboratori distrettuali che
aiutano in modo concreto ed attivo i membri di questo
“Gruppo di lavoro”.
Questo gruppo ha alcune peculiarità: l’estrema unità
di intenti e solidità dei rapporti finalizzata alla massima efficienza possibile, a prescindere dai Distretti di
appartenenza. Inoltre, questo è uno dei service attivo
365 giorni all’anno e chi ne fa parte deve farlo sempre
in maniera attiva e non può limitarsi a “scaldare la poltrona o svernare”.
E’ difficile, con poco spazio a disposizione, trasmettere
tutta la passione che ci pervade e che ci anima, permet-
tendoci di sottrarre tempo prezioso alle nostre attività
personali per dedicarci con infinito entusiasmo al service “Campi e Scambi Giovanili”: solo così le ore trascorse al computer per organizzare queste esperienze
di vita dei nostri giovani vengono affrontate con la
necessaria serenità.
La nostra ricompensa sono i sorrisi dei giovani una
volta tornati a casa, felici e soddisfatti per l’esperienza
vissuta: il sapere di aver in qualche modo contribuito
a migliorare il loro futuro, è per noi il miglior grazie al
nostro impegno quotidiano. We serve…
*Coordinatore Multidistrettuale “Campi e scambi giovanili”.
I Campi in Italia
CAMPO
CAMPERS DISTRETTO
Alpe Adria
24
Ta1-Ta2-Ta3
Alpi e Mare
20
Ia1-Ia2-Ia3
Amicizia
15
L
Apulia
14
Ab
Italo Ladisa
(Winter Youth Camp)
10
Ab
Azzurro
15
A
Baldoni
10
Ib1
Emilia
25
Tb
Italia
45
MD
Italia Disabili
20+20
MD
Laghi
18
Ib2-Ib3-Ib4
Solidarietà
6
La
Toscana
15
La
Toscana Disabili
10+10
La
Trinacria
20
Yb
Valtellina
10
Ib1
Vesuvio
14
Ya
DIRETTORE
Paolo Tacchi
[email protected]
Oreste Gagliardi
[email protected]
Anna Patani
[email protected]
Luigi Meuli
[email protected]
Vincenzo Antezza
[email protected]
Giovanni Dallari
[email protected]
Giorgio Faroni
[email protected]
Guido Fava
[email protected]
Fiorenzo Smalzi
[email protected]
Giuseppe Garzillo
[email protected]
Giuseppe Roberto Settimi
[email protected]
Gabriella Guerreschi
[email protected]
Emilio Lelli
[email protected]
Luciano Arnetoli
[email protected]
Aldo Cordaro
[email protected]
Alfredo Cantoni
[email protected]
Giuseppe Cerrone
[email protected]
➡
Programma
“Scambi
giovanili lions”
I
l programma di “Scambi
giovanili lions”, nato nel
1961 secondo il motto “Creare
e promuovere uno spirito di
comprensione tra i popoli
del mondo”, ha visto ogni
anno la partecipazione di
numerosi giovani che hanno
saputo cogliere un’opportunità unica.
Per molti giovani, infatti,
prendere parte al programma
di scambi giovanili lions rappresenta un’esperienza indimenticabile: viaggiare in un
altro paese, non per turismo
ma per arricchimento personale, e vivere presso una
famiglia ospitante venendo a
contatto “dal di dentro” con
una cultura diversa dalla propria sono momenti di arricchimento che possono costituire
una tappa fondamentale nel
percorso di crescita.
Sul sito internet della sede
centrale di Oak Brook (www.
lionsclubs.org) e sul sito italiano (www.scambigiovanililions.org) si possono trovare
tutte le informazioni necessarie.
L’organizzazione è a cura dei
responsabili degli scambi
giovanili lions delle aree di
partenza e di destinazione.
27
Per saperne di più …
Scambi giovanili… sempre al lavoro
Il Distretto 108 L ha ospitato a Roma dal 24 al 26 settembre l’annuale appuntamento con gli YEC
Multidistrettuali. L’incontro ha visto la partecipazione di tutti i coordinatori distrettuali degli “Scambi
giovanili Lions” (YEC) e di molti direttori dei “Campi”.
L
a giornata di sabato è stata interamente dedicata
ai lavori degli operativi degli “Scambi e Campi
Lions” che ha permesso di gettare le basi del programma 2010-2011.
Da regolamento, il programma annuale si dovrebbe
concludere il 15 settembre di ogni anno, ma praticamente non si ha tempo per terminare che già le nuove
attività ti impegnano con le prossime ospitalità ed uscite
invernali. D’altra parte quando da noi è inverno, gli stati
geograficamente a noi opposti vivono la stagione estiva
ed i ragazzi iniziano a trascorrere le loro vacanze.
Ecco allora che, sin dai primi di dicembre, l’Italia deve
essere pronta ad accogliere tanti giovani provenienti
dall’Australia, dalla Nuova Zelanda, dal Sudafrica, dal
Giappone…
In questi mesi che ci separano dalla fine dell’anno, oltre
a cercare, interpellare e confermare “famiglie ospitanti,
si devono raccogliere tutte le “application form” dei
nostri ragazzi in partenza la prossima estate.
Quest’anno Roma ha voluto regalare un momento
importante a tante amiche ed amici YEC e Direttori dei
Campi, organizzando in Campidoglio, presso la Sala
Cola di Rienzo, un significativo incontro con le istituzioni
comunali ed alla presenza del delegato agli Scambi e
Campi, il Governatore del Distretto 108 Tb Roberto Olivi
Mocenigo, del Governatore del Distretto 108 L Naldo
Anselmi, del suo 1° VDG Franco Fuduli e del PDG del
Distretto 108 Ta2 Mario Nicoloso, in rappresentanza del
Youth Camps & Exchange Coordinator Simone Roba,
forzatamente assente per impegni familiari.
Il momento di massimo significato, a coronamento del
lavoro e delle finalità del programma “Scambi Giovanili
Lions”, è stato rappresentato dalle testimonianze di 4
ragazzi che hanno partecipato quest’anno al nostro service, chiare e forti certificazioni che hanno confermato
28
l’importanza sociale e indiscutibile di questo service, che
ci vede proiettati nella vastità del mondo, in un’azione di
fratellanza, conoscenza e solidarietà tra popoli diversi.
Inoltre, non meno importante la viva e sentita testimonianza di una “famiglia ospitante”, nostri cari amici
Lions romani, a riprova di quanto delicato e basilare
sia il lavoro e la scelta delle famiglie.
Nella giornata di sabato un nutritissimo gruppo di
amiche ed amici è stato accolto da Monsignore Marco
Cocuzza Coadiutore ufficiale della Basilica Papale di S.
Maria Maggiore che ha voluto celebrare una S. Messa
per tutti i Lions del mondo, accompagnando poi, da
perfetto padrone di casa tutti i presenti per un tour particolarmente suggestivo e imperdibile della Basilica.
La sera ha visto coinvolti tutti in una Cena di Gala
presso il Park Hotel Villa Carpegna, organizzata in
collaborazione con il L.C. Roma Mare, con la piacevole
presenza del 1° VDG 108 L Franco Fuduli e di molti
amici Lions del Distretto.
L’indomani, domenica 26, per tutti i presenti che non
erano ancora partiti, il Comune di Roma ha voluto
offrire una visita guidata presso i Musei Capitolini del
Campidoglio.
Il lionismo italiano, con questa iniziativa, si è posto
ancora una volta agli occhi dell’opinione pubblica
come laboratorio e palestra di idee e fucina di fermento
solidale, confermando che con la nostra partecipazione
possiamo dare prova, una volta di più, della grande
passione sociale ed umana che spinge molti Lions là
dove altri non oserebbero.
Fabrizio Carmenati
Youth Exchange Chairman 108L District
Nelle foto tre dei quattro rgazzi intervenuti all’incontro multidistrettuale
di settembre.
Per saperne di più …
Il “Progetto adolescenza”… a Gubbio
Il LC Gubbio Host ha sponsorizzato il prestigioso corso di formazione per docenti. Per 3 giorni
full-time, 21 insegnanti sono stati accompagnati in un entusiasmante percorso didattico-educativo
incentrato sul delicato e difficile mondo dell’adolescente. Di Donatella Pauselli
L’
entusiasmo dimostrato dai corsisti è stato di
grande soddisfazione per il nostro club, tanto
più quando la frase ricorrente che gli stessi
docenti mi hanno più volte riferito suonava così… “ho
ritrovato il piacere di insegnare”! Frase che si spiega da
sé! A seguire ho preferito riportare i commenti diretti
dei partecipanti, in qualità di testimonianze dirette.
“All’inizio dell’anno scolastico noi docenti siamo sommersi da lettere che ci invitano ad iscriverci ai vari corsi
di formazione, ma fra questi quello del LC Gubbio
Host ha attirato la nostra attenzione, per cui abbiamo
inviato la richiesta di partecipazione, senza aspettarci
in realtà “nulla di nuovo sotto il cielo...”. Dopo 20 anni
di militanza nella scuola e una miriade di corsi frequentati non ci si illude più di scoprire qualcosa di emotivamente e intellettualmente coinvolgente e al contempo
di veramente utile a livello professionale. Per cui
il primo giorno del corso eravamo tutti in
scettica e rassegnata attesa di ciò che ci si
prospettava, cercando di capire “che aria
tirava...”. Da subito però Paola Vigliano,
carismatica formatrice, assieme alla sottoscritta, presidente del LC Gubbio Host,
ci hanno conquistate con la loro insolita
simpatia e una rara empatia relazionale,
ma ciò che ha letteralmente tolto ogni
diffidenza verso l’esito del corso è stata
l’eccellente conduzione del gruppo di
lavoro e l’innovativa e coinvolgente
metodologia proposta.
Oggi nelle scuole vediamo prevalere sentimenti di preoccupazione, di incertezza, se
non di sconcerto e risentimento. La funzione
docente andrebbe infatti tutelata non solo col
principio della libertà dell’insegnamento ma
anche con la piena responsabilità e il pieno controllo del proprio agire, in termini di programmazione del lavoro, di potestà decisionale e
di rapporti con le famiglie: occorrerebbe
dunque ripristinare un dialogo
non superficiale, incentivando i valori del
reciproco
rispetto,
della
partecipa-
zione, della collaborazione, dell’impegno competente
e responsabile, della cooperazione e della solidarietà.
L’importante è infatti condividere, che significa costruire insieme almeno un pezzo di percorso, lavorando
e ricercando collegialmente le soluzioni e sentendosi
tutti responsabili in questo nuovo cammino che la
scuola sta cercando di intraprendere.
In sintesi dunque il principale punto di forza di questo
corso è quello di utilità, di raggiungimento degli obiettivi dichiarati, di apprendimento di pratiche didatticometodologiche inusuali ma innovative, trasferibili
concretamente nelle proprie classi, oltre ad un rispetto
sostanziale dei nostri bisogni formativi.
Siamo rimasti entusiasti del modo in cui è stato gestito
l’intervento formativo (chiarezza espositiva, efficacia
degli strumenti e dei supporti didattici anche digitali);
del contesto organizzativo in cui il corso era inserito (adeguatezza dell’aula e scelta degli orari,
articolazione delle situazioni formative);
dei contenuti del corso (la difficoltà, il
livello di approfondimento); delle modalità didattiche (giochi di ruolo, esercitazioni, lavori di gruppo, circle time,
simulazioni e animazioni guidate...).
Speriamo di poter organizzare, a
distanza di tempo, anche un follow
up per poterci rivedere con tutti e per
scambiare opinioni sulle esperienze
realizzate nelle proprie classi”. Dal
nostro gruppo è emersa l’esigenza di
proporre l’aggiornamento a più docenti
possibili al fine di condividere, collaborare, interagire nel team”. “La partecipazione al corso è stata un’esperienza preziosa.
Fornisce validi strumenti che permettono agli
insegnanti di affrontare argomenti spinosi e
molto vicini ai nostri ragazzi, in un clima di crescente collaborazione e rispetto dell’altro”.
Cosa resta da dire? Solo l’augurio che altri club si adoperino affinché l’esperienza Progetto Adolescenza
Lions Quest si allarghi “a macchia d’olio” data la sua
altissima validità, sottolineando ancora una volta
come e quale sia l’impegno che contraddistingue ovunque il mondo dei Lions.
Illustrazioni tratte da “Metodologia
- guida per l’insegnante” edito dal
Lions Quest Italia.
29
Per saperne di più …
MK… nuove mete
da raggiungere
Numerose le iniziative effettuate e da effettuare da
“I Lions italiani contro le malattie killer dei bambini”.
Programmato l’intervento di vaccinazione contro la
meningite per 5.500 bambini dei villaggi a Nord-Est
del Burkina. Di Giuseppe Innocenti
I
n questa occasione gli amici Lions che seguono l’attività di MK dalle righe della rivista, perdoneranno il
comunicatore se il mio intervento è stato esclusivamente
quello di condensare il corposo diario di viaggio dei
nostri Arnaldo Fenzo, Maria Clelia Antolini e Giovanni
Spaliviero. Vuole essere questo un sincero ringraziamento a loro per tutto quanto gestito e realizzato nella
missione in Burkina Faso svoltasi dall’1 al 9 settembre.
Ringraziamento al quale, sono certo, si uniranno le voci
dei tanti che hanno compreso le nuove strade del lionismo reale e della necessità di non andare in Africa ad
aiutare (ancora peggio trasmettere), ma di collaborare e
costruire assieme in Africa e con gli africani.
E’ stata la prima volta che siamo andati sino a BoboDioulasso, a 370 Km a sud di Ouaga, seconda città
per numero di abitanti del Burkina, molto più umida
e, pertanto, più ricca di acqua, di piante, di fiori e di
frutta e purtroppo anche di zanzare e, quindi, anche di
malaria. Il Centro Universitario di Ricerca Scientifica,
che collabora con l’Università di Padova e di Camerino
nella “lotta contro la malaria”, si trova in questa città.
Accompagnati dal giovane ricercatore Simon Sawadogo, che grazie a MK ha fatto in giugno uno stage
all’Università di Padova, abbiamo visitato il Centro,
abbiamo conosciuto gli altri biologi ed entomologi
impegnati in questo progetto e conosciuto il direttore
prof. Jean Bosco Ouédraogo, il quale ci ha ringraziato
e ci ha invitato a firmare una convenzione con il Ministero dell’Università e della Ricerca.
La 2ª Campagna per la vista ha avuto luogo a BoboDioulasso dal 4 all’8 ottobre ed è stata organizzata da MK
Onlus in collaborazione con i 4 Lions Club di Bobo e con
la Fondazione One Sight America. La squadra di One
Sight, composta da 45 persone di diverse nazionalità, in
4 giorni ha controllato la vista a 5.000 persone e donato, a
chi ne aveva bisogno, idonei occhiali correttivi.
Abbiamo assistito, circondati da canti, da colori, da bambini e
adulti, all’inaugurazione del complesso scolastico costruito dal
Distretto 108 Ta3 nel villaggio di Tomo-Kyon.
Nel pomeriggio abbiamo visitato ed inaugurato i tre
pozzi costruiti dalla ditta che ha vinto la nostra gara
d’appalto. Siamo stati accompagnati dalla Direttrice
Regionale dell’Agricoltura, che si è complimentata per
i materiali utilizzati.
La missione “Camurri” (prima settimana di febbraio),
offrirà uma attività di medicina generale e specialistica
30
pediatrica e uno screening visivo, con conseguente
consegna, se necessaria, di adeguate lenti correttive. La
missione avrà un calendario, concordato con le 3 strutture interessate, e, in base ai numeri dei bambini ospiti
sia delle strutture che delle scuole ad esse più vicine e
agli adulti impegnati si prevedono 800 visite oculistiche, 450 visite pediatriche, 250 visite generali.
La missione sarà svolta da MK Onlus in collaborazione
con il “Centro Italiano Lions Raccolta Occhiali Usati”,
che procurerà il materiale necessario e metterà a disposizione 2 oculisti e 2 ottici-optometristi.
Sabato 9 ottobre, durante il “lions day” del Burkina Faso,
alla presenza del Governatore Distrettuale Alphonse
Achka della Costa d’Avorio, dopo una conferenza
stampa presso la direzione dell’ospedale pediatrico
Charles De Gaulle, è stato dato formale inizio ai lavori
di “riabilitazione” dei locali che saranno adibiti al nuovo
reparto di pneumologia ed allergologia infantile.
Per la vaccinazione contro la meningite, MK ha programmato l’intervento a favore di 5.500 bambini dei
villaggi della Regione del Centre Ouest del Burkina, la
zona più esposta a frequenti epidemie di meningite.
Grazie all’intervento del lions Charlemagne Ouédraogo, siamo stati ricevuti dal Segretario Generale del
Ministero della Salute Adama Traoré, al quale abbiamo
mostrato la convenzione firmata dai Lions Italiani con
il Ministero della Salute, nel quale era stato previsto che
le vaccinazioni fossero considerate uno degli obiettivi
principali del rapporto di partenariato.
Il Segretario ci ha consigliato di prendere contatti con
il Direttore del Dipartimento di Programmazione delle
Vaccinazioni, Boukoungo Mété, il quale ci ha immediatamente ricevuto, insieme ai due medici responsabili
del servizio di sorveglianza e della pianificazione di
tutte le campagne di vaccinazione.
L’O.M.S. ha deciso di fornire gratuitamente il quantitativo di vaccini sufficiente per vaccinare contro la meningite tutta la popolazione del Paese, lasciando a carico del
Burkina Faso tutte le spese per la distribuzione e la vaccinazione della popolazione. Si tratta di costi molto alti
che lo Stato non può sostenere. E allora MK ha deciso di
partecipare, come partner del Ministero della Salute, a
questa campagna straordinaria di vaccinazione. Il costo
preventivato per la vaccinazione di tutti gli abitanti della
Regione di Koudougou, cioè quella dove MK opera abitualmente, è di circa 40.000 euro.
Per quanto riguarda il “Progetto agricoltura 1”, il
progetto di formazione professionale per 5 giovani
diplomati del Liceo Professionale Agricolo di Nanoro,
abbiamo sollecitato il lions Charles Bado, Presidente
del LC Ouaga Harmonie ad aiutare i giovani nell’espletamento delle pratiche amministrative necessarie per
la creazione di un Groupement d’Interet Economique,
simile alle nostre cooperative, e a presentare domanda
al Sindaco di Nanoro diretta ad ottenere in comodato
gratuito, in aggiunta dei terreni attualmente avuti dai
Fratelli della Sacra Famiglia, alcuni ettari di terreno irriguo per ampliare il progetto.
31
Per saperne di più …
20 scuole
in Burkina Faso
Entro il 30 giugno 2011 saranno 20 le scuole costruite
dai Lions italiani con il service multidistrettuale “Tutti a
scuola in Burkina Faso”. Di Luigi Foglietti *
pietra della scuola di Tougouri, donata dal Distretto La,
e di Gorom-Gorom, donata dal Distretto Ab.
Hanno effettuato inoltre un sopralluogo al cantiere di
Gagarà aperto a cura del distretto Ta1, la cui inaugurazione è prevista per febbraio e hanno consegnato
la targa dedicata alla memoria del direttore internazionale Enrico Cesarotti che sarà apposta sulla scuola
di Charam Charam costruita grazie al finanziamento
della LCIF.
*Addetto stampa del service. Ha collaborato Sergio Marengo.
L’Unità d’Italia
vista dai lions
A
ncora otto mesi di impegno per raggiungere il non
lontano obiettivo di costruire 20 edifici scolastici.
Il Consiglio dei Governatori ha infatti prorogato al 30
giugno 2011 il service “Tutti a scuola in Burkina Faso”,
e il PCC Giancarlo Vecchiati ha visto riconosciuti risultati ed impegno tanto che ne è stato riconfermato coordinatore multidistrettuale.
La generosità dei Lions italiani ha consentito una
chiusura contabile del service al mese di settembre di
528.000 euro di donazioni, compreso il finanziamento
di 75.000 dollari da parte della Lions Clubs International Foundation (LCIF).
I dollari arrivati dall’America la dicono lunga sull’apprezzamento dell’operato di quanti hanno lavorato in
prima linea e sulla riconosciuta concretezza.
Con la cifra raccolta, fra scuole realizzate, scuole in
costruzione e scuole in fase di autorizzazione, siamo
arrivati a ben 16 edifici. Il traguardo delle 20 scuole non
è quindi distante e non appare irraggiungibile. Grazie
amici Lions per quanto avete fatto, ma occorre ancora
uno sforzo, mettiamocela tutta per dare un aiuto a
chi ha meno di noi. Abbiamo ancora del tempo fino a
giugno del 2011 per moltiplicare l’impegno e cercare di
chiudere con pieno successo questo service.
A fine ottobre è andata in Burkina, per coordinare
alcuni adempimenti, una missione composta da Giancarlo Vecchiati, Gabriella Gastaldi e dal generoso Lion
Gianni Peroni che, con il suo personale contributo, ha
consentito la realizzazione di due scuole a Komsilga,
scuole che saranno intitolate alla memoria di suo padre.
I nostri amici hanno proceduto, infatti, alla inaugurazione di due pozzi donati dal Torino Regio e dal Collegno Certosa; hanno presenziato alla posa della prima
32
Nel periodo marzo-novembre 2011 verranno celebrati i 150 anni della proclamazione del Regno d’Italia,
con Torino capitale, ed i lions si ritroveranno proprio
a Torino per celebrare il loro Congresso Nazionale.
Il Distretto 108 Ia1 ha da tempo elaborato una serie
di ipotesi su cui si potrebbe lavorare… Di Roberto
Favero
U
n grande momento interno alla nostra associazione, ma con la necessità di dimostrare anche
esternamente l’attenzione che i lions dedicano agli
aspetti, spesso un po’ trascurati, che riguardano l’unità
d’Italia e l’amor patrio. Le poco esaltanti esternazioni
di un partito politico di maggioranza, le divergenze di
opinione del Governo in tema di distribuzione delle
risorse economiche per i festeggiamenti, le strane interpretazioni che alcuni organi di stampa danno oggi al
Risorgimento italiano (argomento del tutto ignorato da
altri) ci fanno pensare che, in un momento di confusione generale, almeno noi lions dovremmo farci carico
di riportare il clima nazionale ad un livello di equilibrio, per sottolineare il nostro ruolo attivo nel sostenere
i valori dello Stato, delle Istituzioni, della Storia Patria.
Ebbene mi viene spontaneo fare un appello ai Governatori dei nostri Distretti affinché prendano in seria considerazione la possibilità di uscire allo scoperto, senza
proclami e prese di posizione, ma pacatamente, con
competenza e spirito nazionale, per sostenere qualche
iniziativa di alto livello rivolta a porre la nostra immagine associativa come paladina di quella Italia Unita di
cui oggi c’è tanto bisogno, per affrontare le difficoltà
economiche e lavorare seriamente per un futuro sereno
per i nostri giovani.
Cosa fare? Il Comitato Iniziative Italia 2011 del Distretto
108 Ia1 ha da tempo elaborato una serie di ipotesi su cui
si potrebbe lavorare, ma naturalmente da altre menti
illuminate di tutta Italia potrebbero giungere nuove
idee, suggerimenti, proposte, alternative. Sul tavolo
della concertazione noi poniamo:
La realizzazione di una medaglia commemorativa.
Questa idea la si ritiene possibile oggetto di una opera-
Per saperne di più …
zione di immagine di tutti i Distretti italiani volta a valorizzare il movimento lionistico associandolo ai valori
più alti della patria e dell’unità del paese. L’esame di
un possibile esemplare prototipale è stato affidato alla
società Bolaffi, il maggiore esperto italiano di filatelia e
numismatica, che ha fatto una ipotesi concreta per realizzare una medaglia commemorativa così costituita:
• Contenitore in cartone lucido a colori a 3 doppie facciate di cui una dedicata al Multidistretto Lions, una al
Comitato Italia 150 e la terza con apertura sui due lati
alla medaglia.
• Medaglia commemorativa circolare di diametro di
circa 4 cm, in materiale pregiato, con su di un lato il
logo Lions proiettato ai 150 anni dell’Unità d’Italia e
sull’altro un’immagine storico celebrativa.
Il costo è di 6 euro sulla base di un quantitativo minimo
di 1500 pezzi con un prezzo commerciale che potrebbe
arrivare sino a 15/20 euro.
L’esposizione di libri lions sul risorgimento. Questa
iniziativa, prevista in occasione del salone del Libro di
Torino nel maggio 2011, prevede l’allestimento di uno
stand in cui esporre tutte le pubblicazioni edite da lions
o da Club Lions con tema personaggi e fatti del Risorgimento italiano.
Una mostra del tricolore italiano. Una iniziativa di
immagine che può partire da analoghe esperienze
già fatte a Reggio Emilia, Genova, Torino mettendo
insieme esperienze ed idee di tutte le regioni italiane
e di molti club lions per dimostrare l’attaccamento dei
lions alla bandiera ed ai simboli dell’Italia unita.
Un concorso letterario. Sulla falsariga di iniziative
analoghe si potrebbe, nel 2011, lanciare un concorso su
temi risorgimentali destinato ai giovani delle ultime
classi della scuola media superiore. Le competenze
organizzative credo non manchino e neppure le autorevolezze che potrebbero costituire la Commissione
Giudicante.
Rappresentazione della piece teatrale sul Risorgimento. Uno spettacolo già rappresentato con successo
nel 2010 e già programmato in Piemonte nel 2011, ma che
può essere messo a disposizione dei Distretti interessati.
Mi pare che le idee non manchino e certamente sul
tavolo della concertazione possono giungere, su iniziativa di Club Lions italiani, altre iniziative di portata
nazionale che possono venir discusse ed elaborate.
La cosa che ritengo fondamentale è quella di fare qualcosa insieme, con il contributo dei lions di tutta Italia
che comprendano la valenza che una o più iniziative
comuni etichettate Lions possano contribuire alla ulteriore qualificazione della nostra immagine nazionale.
Il Distretto 108 Ia1 è a disposizione per partecipare
all’orchestrazione nazionale lions e celebrare congiuntamente e degnamente la ricorrenza del 2011.
E’ uscito il numero 54
di Lionsphil notizie
Si tratta della circolare d’informazione di ottobre riservata
esclusivamente ai soci del Lions Club Filatelico Italiano.
Per maggiori informazioni sull’associazione contattate il socio
Luigi Mobiglia - via Pavone, 20 - 10010 Banchette (Torino) - Tel.
0125612832 - cell. 3308823123.
In questo numero si evidenziano, tra l’altro, la situazione
finanziaria del club filatelico, la battaglia di Morat, Cile e francobolli Lions, il mito dell’alpinismo mondiale, la 24ª Convention Cuba-Avana e un bel ricordo di Enrico Cesarotti.
33
Grazie al vostro aiuto diventeranno
cani guida da donare a chi non vede
Il Servizio cani guida dei Lions, una realtà del lionismo italiano
conosciuta e apprezzata nel mondo, vive grazie agli amici Lions che lo sostengono.
Aiutateci ad aiutare
Versamenti intestati a Servizio Cani Guida dei Lions onlus
5 x 1000 > codice fiscale 97033970159
Bancoposta conto corrente postale n. 42123208
Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza
Cod. IBAN: IT92G0844001602000000245179
Banca Popolare di Milano (BPM)
Cod. IBAN: IT51V0558401609000000029255
Viale Abruzzi, 92 - 20131 Milano
Tel. 0229414202 - Fax 0229414883
34
Centro di addestramento
Via M. Galimberti, 1 - 20051 Limbiate (MI)
Tel. 029964030 - Fax 0299693168
www.caniguidalions.it
[email protected]
[email protected]
A parer mio
Quale innovazione?
Come è possibile servire in tranquillità se siamo prigionieri delle nostre debolezze e, soprattutto, delle
nostre vanità, che, inevitabilmente, si riflettono sull’attività del distretto, dei club, dei soci? Di Massimo
Ridolfi
O
pportunamente, la rivista interdistrettuale
“Lions”, dei Distretti 108 Ia1, Ia2 e Ia3, al n. 146,
ha voluto pubblicare, o ripubblicare, il messaggio che
il Direttore Internazionale Enrico Cesarotti, purtroppo
di recente mancato, ha inviato a noi tutti all’inizio
dell’anno sociale. Non un lacrimoso necrologio ma un
messaggio vivo, di Lui vivo. Omaggio migliore non
poteva essere fatto.
Nel suo indirizzo, Cesarotti incitava al maggior impegno nel servizio, alla coesione tra i club e i soci per il
raggiungimento degli obiettivi più alti della solidarietà
e più pressanti che il mondo ci propone. Ma è la parte
centrale di quel messaggio che in questa sede più ci
interessa e che vale la pena riportare integralmente,
senza interpretazioni arbitrarie.
Queste le parole di Cesarotti: “Siamo tutti impegnati
sulla via della innovazione, innovazione fondamentalmente nei nostri club su azione e attuazione dei club
stessi. Cerchiamo nuove vie, nuovi comportamenti,
nuovi rituali più in sintonia con la società attuale, con
i giovani di oggi, con le donne di oggi, con la comunità
che ci circonda, in sintonia con la nostra motivazione iniziale, rivista e rivisitata, alla luce della solidarietà e delle
esigenze di oggi e del domani sempre prossimo”.
Più volte - ahimè! con poco ascolto - su queste colonne
e su altre, abbiamo affrontato l’argomento della necessità
di un pronto adeguamento del nostro modo di fare lionismo alle mutate situazioni sociali e al loro rapido divenire.
Non sempre il termine innovazione è stato usato e inteso
a proposito, tanto che molti, con visione condizionata,
hanno recepito un riferimento esclusivo all’uso più ampio
possibile delle risorse telematiche, per dare ai soci e ai club
informazioni più ampie. Ma ai fini di una proiezione più
concettuale, questo è solo un aspetto marginale. Non solo,
ma l’abuso di tali mezzi per comunicare, in certi limiti
utili, rischia di disperdere quella risorsa irrinunciabile che
è il contatto umano, il colloquio, il confronto guardandosi
negli occhi e nelle menti.
Lo ha capito Cesarotti. L’innovazione che più ci necessita non è quella tecnica che adottano banche, aziende,
apparati statali, è quella che dobbiamo cercare in noi,
nei nostri club e nei nostri comportamenti e rapporti
personali.
Si dice: la crisi associativa. Ma come far capire a un giovane socio, se pure animato dalla più autentica vocazione al servizio disinteressato, la necessità e l’utilità
diretta di una pletora di presidenti, di incarichi e cariche, nazionali e internazionali, con le quali non avrà
mai rapporti né diretti supporti, come giustificargli
quegli instancabili viaggiatori, ambasciatori del lionismo o quegli affabulatori, accolti e onorati nelle manifestazioni più importanti, piacevoli per una serata ma,
poi, subito dimenticati? Come giustificare al giovane
socio i malumori, i contrasti personali, le incomunicabilità che sappiamo - e non le sappiamo tutte - esistere
tra noi?
Come è possibile servire in tranquillità e serenità
d’animo se siamo prigionieri delle nostre debolezze e,
soprattutto, delle nostre vanità, che, inevitabilmente, si
riflettono sull’attività del distretto, dei club, dei soci?
Questo è il fronte della innovazione che Cesarotti ci ha
lucidamente indicato e nel quale dobbiamo confrontarci.
I giovani rifuggono dai riti e dalle consuetudini. Addirittura, per loro, quel leone del nostro logo, quello di sinistra, che noi tradizionalmente diciamo essere rivolto al
passato, potrebbe essere anche eliminato, perché è oggi
che si muore di fame e di sete, è oggi che si muore di
malattie e di droga, di ignoranza e di guerre. Il passato,
ormai, poco può dirci, perché domani sarà peggio.
Il coinvolgimento dei giovani, raccomandato dalla
recente Convention internazionale, non può che partire di qui, lasciandoci alle spalle, sia pure con malinconia e, per i più anziani, con qualche nostalgia, il modo
d’essere Lions fin qui seguito. Né sarà affidandoci ai
supporti telematici che riusciremo a dar vita alla vera
innovazione. Dobbiamo fermarci a riflettere su questo.
Noi siamo come i pellegrini di Emmaus, dubbiosi e
incerti e sulla nostra strada non abbiamo ancora trovato un compagno capace di illuminare e guidare le
nostre menti al nuovo e al futuro.
Tuttavia, e per fortuna, il lionismo si salva per il lavoro
umile e silenzioso, spontaneo e personale, spesso estemporaneo, scevro da ogni vanità, di oltre un milione di
individui che non chiedono presidenze, cariche, medagliette, attestati di eccellenza, ma vogliono solo servire.
A loro va tutto il nostro rispetto.
35
A parer mio
Il lionismo che non c’è
Una nuova identità per il terzo millennio. “Il pessimismo della ragione, l’ottimismo della volontà” per voltare pagina. Di Antonio Laurenzano
L
e cronache di questi ultimi tempi hanno riproposto
con particolare rilievo un male antico della società
italiana, un male che non conosce ambiti di appartenenza, pubblico o privato: la “questione morale”. Mille
tentacoli che rischiano, pericolosamente, di penetrare
e… annidarsi anche nella “torre eburnea” del lionismo.
Un lionismo che la ruota del tempo rischia di spingere inesorabilmente alla deriva in presenza di una
inquietante fuga verso il nulla, di un vuoto programmatico allarmante, di un rampantismo selvaggio che
spesso si materializza in miserevoli spot personali per
la… conquista di un “posto” in affollati organigrammi
(sintesi di penosi compromessi) o in ridondanti Comitati distrettuali (di scarsa operatività). Il tutto con una
recondita speranza: la Melvin Jones Fellow. Una onorificenza ...inflazionata, priva ormai di ogni valore onorifico. “Per un pugno di dollari” una MJF non si nega più
a nessuno, nemmeno a chi ha brillato in assenteismo e
inefficienza! E’ la sagra della vanità che va in scena nel
nome di squallidi opportunismi che offendono dignità
e intelligenza! Sarebbe forse meglio un service in più e
una MJF in meno!
Ne guadagnerebbe l’etica lionistica, la nostra stella
polare, sempre più impolverata e bistrattata, che
genera - in chi la rispetta - un profondo senso di sconforto e di abbandono. Non si può rimanere silenziosi
dinanzi alla desertificazione dei valori etici e morali
che sono alla base della nostra associazione. Colpa di
un lionismo ingessato, non più adeguato alle necessità del nostro tempo, lento nella sua azione, sclerotico
nella sua dinamica organizzativa, pletorico nella sua
struttura. Un lionismo “in via di estinzione”, secondo
la drastica previsione del compianto Direttore Internazionale Cesarotti.
Il lionismo vive di sincero spirito di servizio, di lealtà,
di amicizia. E non di coscienze che dormono! La que36
stione morale rappresenta una scelta prioritaria per
recuperare le nostre radici e squarciare ogni velo di ipocrisia che avvolge, in sterili formalismi, una eccessiva
autoreferenzialità. Dovrebbe essere questa la missione
di una leadership seria e responsabile, espressione di
Uomini giusti, Uomini veri, Uomini illuminati per camminare fra la gente, per restituire cioè alla nostra azione
l’originale dimensione spirituale al servizio della crescita sociale e culturale della società. Baci e abbracci,
luci e fiori, inni e bandiere, se non supportati da una
reale condivisone dei principi fondanti del lionismo,
hanno il sapore amaro di merce… avariata! Serve a
nulla gonfiare di retorica discorsi inutili, meno ancora
per riempire un vuoto progettuale e coprire un soffuso
disagio. La politica dello struzzo non paga! Mettere la
testa sotto la sabbia non ci porterà lontano!
Essere Lions è una scelta di vita, implica un impegno
costante. Torniamo a essere “coscienza critica” nella
società testimoniando con fermezza e coerenza i valori
del lionismo per un mondo migliore. Occorre un sussulto di coraggio per affermare nella smarrita sobrietà
l’orgoglio dell’appartenenza e rivendicare con forza il
nostro glorioso passato.
I “mali oscuri” dell’Associazione non si nascondono
nei… ritardi di trasmissione dei “rapportini” mensili! Sono altrove. Sono nella difficile integrazione dei
soci nell’Associazione, nella loro disaffezione per una
presenza lionistica nella società poco incisiva, nel loro
rifiuto verso protagonismi esasperati! Sono nella deprecabile estemporaneità, nella discontinuità d’azione,
nella frammentazione dei service sul territorio, nella
mancanza di coordinamento. Un vero zibaldone!
Con “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della
volontà” voltiamo pagina! Disegniamo una nuova
“road map” del lionismo affrancato da ogni zavorra
e da ogni pifferaio! “La “cultura del servire” che è nel
nostro DNA ci impone di riappropriarci del nostro
ruolo sociale di forza attiva di cambiamento attraverso
una elitarietà di pensiero e di comportamento. Operare con impegno e passione come “opinion leaders”
al fianco delle Istituzioni con le nostre intelligenze e
competenze professionali per costruire, in concreto, la
nostra credibilità, la nostra visibilità, la nostra identità.
Per dare finalmente una risposta al nostro essere lions.
Oltre la qualità
Tutte le qualità di un candidato socio sono apprezzabili:
cordialità, intelligenza, successo, visibilità, ma l’unica
veramente necessaria per essere lions è quella della
disponibilità al servizio… Di Guido Caffagni
D
opo lunghe discussioni sul primato della qualità
sulla quantità nella ricerca di nuovi soci, sembra
ormai acquisita la vittoria della prima sulla seconda,
nonostante i grossi stimoli che continuano ad arrivare
A parer mio
dalla Sede Centrale a favore della crescita numerica
del sodalizio. Stimoli che si giustificano solo con il concetto che più siamo (a servire) più attività di servizio
riusciamo a realizzare e maggior benefici trasmettiamo
alle nostre comunità, il che non è poco.
Eppure quasi tutti noi quando invitiamo qualcuno
ad associarsi al nostro club affermiamo di perseguire
prima di tutto la qualità e quando parliamo di qualità
pensiamo tutti di dire la stessa cosa, ma difficilmente
intendiamo tutti la stessa cosa.
La qualità è un concetto molto variabile: è un concetto
che è influenzato dai nostri valori etici, dalle nostre
preferenze verso le varie professionalità e dai rapporti
personali che abbiamo con il candidato socio (voglio
escludere a priori ogni interesse o convenienza personale che sarebbero troppo facilmente criticabili).
Tutte le qualità di un candidato socio sono apprezzabili: cordialità, intelligenza, successo, visibilità, ma
l’unica veramente necessaria per essere lions è quella
della disponibilità al servizio, nel nostro distretto anche
statutariamente richiesta.
E’ questo aspetto della personalità del candidato socio
che dobbiamo verificare, senza la quale avremmo un
altro amico a tavola ma nessun arricchimento per il
club e l’associazione.
Esiste però un unico limite a questa disponibilità: l’armonia del club, che è un importantissimo valore da
tutelare se vogliamo che il nostro club abbia una buona
prospettiva di vita.
Certo tutelare l’armonia in un club non vuole dire accettare l’immobilismo di certi soci che non farebbero mai
entrare nessuno in un gruppo dove si sta già così bene,
perché questo atteggiamento porterebbe a sicura fine
il club per mancanza di ricambi generazionali, ricambi
che sono necessari per tenere bassa l’età media di un
gruppo e permettere così il continuo arrivo di nuovi
amici.
Armonia vuol dire principalmente saper anteporre
l’interesse del club a quello del socio, per trovare un
modo di vita comune, aperto e costruttivo.
Se tutto questo è vero, nella ricerca di nuovi soci dobbiamo considerare una nuova categoria che va oltre
alla qualità, anzi che completa la necessaria qualità:
l’idoneità.
L’idoneità è la capacità del nuovo socio di adattarsi
al gruppo in cui sta entrando, non necessariamente
nel senso dell’omologazione, ma piuttosto nel senso
dell’arricchimento del patrimonio di idee e di energie
espresso dai vecchi soci senza contrasti e stravolgimenti.
Una parte importantissima viene quindi giocata dal
carattere del candidato socio. Non è possibile tracciare
il suo profilo ideale, così come non è possibile determinare la griglia dei difetti da evitare: ogni caso fa storia
a sé.
L’unica considerazione che si può fare in proposito è
che errori di valutazione che portano a inserire nel club
soggetti non sufficientemente dinamici non porteranno
beneficio al club, ma difficilmente potranno far nascere
conseguenze conflittuali, mentre se inseriamo persone
di forte personalità ma egocentrici e soprattutto prevaricatori e arroganti i rischi di una futura conflittualità
sono alti e i possibili danni non sarebbero compensati
neanche da una grossa attività di servizio.
Ricordo al proposito quanto detto dal nostro socio
Enrico Corradini già alla fine degli anni ‘80 in una
riunione distrettuale pubblica: “Fino a qualche anno fa,
abbiamo avuto un popolo lion sostanzialmente stabile perché
scarso di numero, omogeneo di estrazione e di appartenenza
sociale. Oggi, di stabilità non può parlarsi, perché la annuale
frana delle dimissioni viene appena coperta dalla corrispondente valanga delle immissioni.
L’enorme mobilità accelera anche i ritmi di carriera degli
officer, nella scelta dei quali è assolutamente superflua, fra le
altre qualità, anche l’arte del pensare.
Tutto questo potrebbe ancora essere piccolo male o, forse, neppure essere un male. Basterà prenderne atto e così disegnare
un lionismo degli anni ’90 in proiezione 2000, semplicemente
diverso da quello delle lontane origini. Potrebbe perfino essere
migliore, più attento a creare, a costruire, a penetrare nella
società: apparentemente più idoneo a servire.
Dunque felice e necessaria evoluzione, perché il “servire”
resta la base costitutiva della associazione e la finalità, ad un
tempo, dei suoi componenti.
Tutto ciò vero e benaugurante, se non esplodesse, in temporale concomitanza, la pestilenza di una spaventosa conflittualità.
Dalle nostre cronache non emerge traccia di tale letale conflittualità, perché uno stanco perbenismo, uno scettico laizzer
faire, una prudente adulazione fanno si che tutto si vada a
coprire e mimetizzare. Di fatto, però, ancorché le cronache
tacciano (e così i discorsi, allocuzioni, messaggi, indirizzi di
saluto, cineserie rituali varie ecc. ecc.), la violenza di scontri
verbali all’interno di non pochi club è un fatto non raro; la
feroce diffamazione – anche attinente fatti e giudizi personali
37
A parer mio
– diventa un modo normale di comportamento.
Questo è il punto dolente: perché se un autentico spirito di
amicizia non regolasse più i rapporti fra soci, tutto verrebbe
a crollare; né una supposta maggior spinta o efficienza al servire potrebbe costituire una sorta di compensazione.
Senza lealtà, probità, amicizia non si avrebbe un lionismo
diverso: semplicemente non si avrebbe più il lionismo”.
A oltre vent’anni di distanza queste parole mi sembrano ancora attuali sia nel loro aspetto negativo che
nel positivo invito finale alla necessità di lealtà, probità
e amicizia, cioè alla necessità di armonia.
Non è possibile codificare negli statuti fra i requisiti di
appartenenza alla nostra associazione il profilo caratteriale del candidato socio, però sarebbe già positivo se
tutti noi ritenessimo in linea di principio generale come
non idonei al lionismo quei soggetti che presentano
una spiccata tendenza all’autoaffermazione della propria persona rispetto al gruppo, attraverso l’arroganza
degli atteggiamenti e l’abitudine alla prevaricazione, e
ce ne ricordassimo nel momento della presentazione
dei candidati soci e in quello della loro valutazione da
parte degli organi a ciò preposti del club, e, se siamo già
soci, fossimo almeno disposti a fare più volte un esame
di coscienza con conseguente miglioramento dei nostri
atteggiamenti verso gli altri.
Certamente evitando questi soggetti perderemmo
anche le opportunità positive che derivano dalla loro
validità operativa, ma non credo che questa perdita ci
debba preoccupare più di tanto in quanto sono sicuro
che la somma algebrica dei pro e dei contro non può
che avere saldo positivo.
A questo si aggiunga che purtroppo è anche facile che personalità di questo tipo riescano facilmente a fare carriera
all’interno della nostra associazione a tutti i livelli dal club
in su o, come minimo, a generare incrostazioni di potere
che col tempo diventerebbero difficili da eliminare.
Promuovere i principi
di buon governo e di
buona cittadinanza
Un’associazione come la nostra deve tendere a
dare una comune univocità alle attuazioni verso la
società… Di Giuseppe Dibenedetto
L
e novità istituzionali di questi ultimi due decenni,
rappresentate dalla nuova disciplina del diritto di
sciopero, dalla riforma del procedimento amministrativo
e dal riordino del sistema delle autonomie, consentono
di formulare un’ipotesi radicale di riassetto del rapporto
tra cittadino e istituzioni per come si era venuto configurando nella storia dell’Italia moderna.
In definitiva, se la questione chiave sta nella relativa
estraneità del cittadino italiano rispetto alla sfera pub-
38
blica, un sentimento che lo distingue dai cittadini delle
grandi democrazie moderne, i mutamenti istituzionali
che sono alla base del passaggio dalla prima alla seconda
repubblica, benché importanti, non bastano a segnare
una novità di questa portata.
Volendo azzardare qualche ipotesi sulle possibili cause
di un processo di più ampia portata e di più profonde
radici, ci si può riferire in primo luogo all’integrazione
europea. Quest’aspetto può avere agito per più concause. In primo luogo, costringendo il sistema Italia a una
competizione globale, ha evidenziato gli svantaggi relativi che gravano sul sistema produttivo del nostro paese
a causa dell’inefficienza della macchina amministrativa.
In secondo luogo, l’introduzione di un nuovo livello istituzionale di dimensione sovranazionale ha evidenziato
il difetto di funzionalità dei successivi livelli, nazionale
e locale. In più, spostando nel nuovo ambito sovranazionale la dimensione stessa dello stato, ha in qualche
modo contribuito a chiudere la partita della separatezza
tra cittadino e stato che la repubblica, nonostante la resistenza, ancora sopportava come eredità non risolta del
Risorgimento (questione cattolica e questione sociale) e
del fascismo.
D’altra parte, lo stesso esplodere della questione del
federalismo è stato visto in questa chiave come il complemento dell’integrazione europea, in termini di ridimensionamento del peso del livello nazionale: un modo
di risolvere il problema della legittimità e dell’autorità
dello stato spostandone la collocazione, verso l’alto
(Europa) e insieme verso il basso (regioni). Accanto agli
effetti dell’integrazione europea, che al di là di ogni cosa
implica anche una sorta di sprovincializzazione, hanno
indubbiamente giocato quei medesimi fattori, di saturazione della coscienza civile, dell’opinione pubblica,
a fronte dei più vistosi fenomeni di degenerazione del
nostro sistema politico e istituzionale, che hanno in larga
parte determinato la spinta propulsiva verso il nuovo
A parer mio
quadro istituzionale, la cosiddetta seconda repubblica.
Le riforme legislative hanno tuttavia preceduto nel
tempo, seppur di poco la crisi istituzionale. Giunti a
questo punto del passaggio istituzionale, considerando
d’altra parte le difficoltà che l’integrazione europea sta
incontrando sulla sua strada, sarebbe ingenuo e perfino
pericoloso alimentare illusioni ingiustificate. L’Unione
Europea si è fatta: ma appare sempre più chiaro che i
sistemi più forti non accettano di farsi carico di tutti i
processi di ammodernamento e ristrutturazione che
l’integrazione comporta.
Ognuno dei partner dovrà autonomamente portarsi al
livello richiesto dal processo di abbattimento delle barriere nazionali, che non è solo apertura dei mercati, né
solo finanziaria, ma delle culture, dei moduli organizzativi, infine delle istituzioni. Se a questo si aggiunge che
gli entusiasmi e gli ardori morali che hanno alimentato
il sommovimento istituzionale sono sostanze volatili se
non sedimentano innovazioni stabili, è chiaro come ci
sia ancora molto cammino da fare.
E’ già di enorme importanza il fatto che un nuovo
quadro normativo esista, che le premesse in termini di
enunciazioni di principio siano state poste. Sappiamo,
però quanto sia complessa, resistente al cambiamento,
la megamacchina amministrativa. Tra il dire e il fare, tra
le norme e la loro pratica attuazione, tra le procedure e i
processi reali, c’è di mezzo la marea dei soggetti che, nei
diversi ruoli, sono i protagonisti. Con le loro culture, con
le loro personalità, con le loro identità, con i loro micro-
progetti all’interno del macrosistema.
Di qui l’idea, forse assai banale ma purtroppo non ancora
comune, di aiutare il diffondersi attraverso il sistema
pubblico delle innovazioni positive. Questo dobbiamo
cercare di realizzare noi Lions.
Infatti, uno degli scopi del Lionismo, promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza, si concretizza
solo sulla spinta ideale di uomini liberi e consci che non
esistono verità imposte, ma la verità. Tutto questo è
richiamato in altri due scopi del Lionismo: incoraggiare
le persone a migliorare la loro comunità ed a promuovere un
costante elevamento del livello di efficienza e serietà morale
ed ancora stabilire la libera discussione di tutti gli argomenti
di interesse pubblico… Un’associazione come la nostra
deve dare un chiaro contributo allo svilupparsi di un
dialogo da condursi all’interno e con questo, tradotto
in messaggio, corredato da grosse forze motivazionali,
poi suffragato da capacità personali, tendere a dare
una comune univocità alle attuazioni verso la società.
Quindi, un chiaro invito ad operare valutandone la portata quale strumento che promana sempre da una capacità di costruire un’opinione con conseguenti possibilità
che questa possa essere diffusa attraverso la meditata
volontà dei club di porsi come elemento mediante nella
società in evoluzione, sia come tali nel loro essere all’interno di una organizzazione, che come singoli componenti della stessa: uomini pertanto con preparazione e
responsabilità eclettiche e portatori di un attivo dialogo
nella proposta, nel confronto.
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39
Vivere il lionismo
Come dovrebbe essere il lionismo italiano
e mondiale del terzo millennio? Indagine
sulla crisi dell’associazionismo e proposte
per un rilancio. Due domande ai lettori della
rivista. A cura di Alessandro Emiliani
Mi pare, come spesso succede, che la crisi dell’associazionismo, se di crisi vogliamo parlare, e, in
particolare, del Lions International, soprattutto in
Europa e in Italia (la situazione lontano da noi è
più complessa e probabilmente, da noi, molto meno
conosciuta, soprattutto nelle sue pieghe più locali)
riguardi sia le idee sia i numeri. Difficilmente i due
parametri viaggiano separati. Più opportuno leggere un interscambio di concause che finiscono per
condizionarsi a vicenda. Difficile analizzare le cause
che, nel tempo, hanno mutato parte dello spirito che
inizialmente animava i soci Lions, e hanno fatto sì
che, probabilmente, le mutazioni della società, non
siano andate di pari passo con quelle della nostra
associazione. E voi che cosa ne pensate?
2 domande ai lettori
1 - L’eventuale crisi associativa
è nei numeri o nelle idee?
2 - Perché ti trovi o non ti trovi bene
nella tua associazione?
➤ Risponde Giuseppe Bottino,
immediato past governatore del Distretto 108 Ia3.
Il lionismo è in crisi, si o no?
Non credo che il lionismo, inteso per i “valori” che
rappresenta, sia in crisi. Anzi, direi che la società
ha sempre più bisogno di lionismo. Però la crisi
c’è, e non sono solo i numeri a dirlo.
Basterebbe far parlare o, semplicemente, lasciar
parlare i soci “non di prima fila” (cioè quelli che di
rado prendono la parola e che si siedono normalmente in fondo, sia nei meeting che nei congressi)
per capire che la crisi è proprio lì. Sono i soci che
la vivono. Non è solo un problema di numeri (un
effetto) e neppure solo di idee (una causa), è anche
un problema di crescente insoddisfazione dei
soci.
Insoddisfazione che talvolta deriva dal non apprez-
40
zamento delle attività che il club porta avanti, oppure
dal clima che pervade i meeting, spesso conflittuale,
autoreferenziale o semplicemente noioso. Ma, non
ultima, la delusione generata quando talvolta purtroppo ci si accorge che non sempre sono messi in
atto quei valori che invece vengono sbandierati in
ogni ricorrenza.
Chi entra nel Lions non si aspetta unicamente di
“fare dei service” (oggi sono migliaia le associazioni,
o i modi, che permettono a una persona altruista di
poter portare aiuto ad altri), ma di poter “servire” in
senso lato, e più come “gruppo” che come singolo
individuo. Un gruppo (il club, il distretto) che lavora
per gli obiettivi che propugna (gli scopi) e che vive
anche nel rispetto dei valori (il codice) in cui crede.
Chi entra nel Lions si aspetta di trovare un ambiente
dinamico, costruttivo, piacevole, efficiente, nonché
umanamente e culturalmente arricchente, ma soprattutto un ambiente dove fiducia, rispetto, collaborazione e, perché no, amicizia, siano i veri cardini
dell’essere Lions.
Chi esce dal Lions lo fa perché queste sue aspettative
sono state deluse. La causa scatenante, ma quasi mai
espressa ufficialmente, è la conflittualità nei rapporti
interpersonali o qualche scorrettezza subita.
Solo se riusciremo a fare in modo che nessuna di
queste aspettative sia delusa (facendo anche in modo
che nel Lions ci siano solo dei “veri” Lions) potremo
finalmente smettere di parlare di “crisi”.
Chiudo con un mio pensiero: “Il sogno nel cuore di
ogni buon Lions è che ogni individuo possa essere
migliore per costruire una società migliore, dove
lealtà e correttezza siano valori vissuti e non solo
enunciati, dove egoismo, interesse e opportunismo
vengano colti come miserie umane e non come redditizie astuzie”.
➤ Risponde Giampiero Peddis,
immediato past governatore del Distretto 108 L.
“La crisi delle idee produce inevitabilmente una crisi
nei numeri: è quindi sulle prime che bisogna impegnarsi con serietà e costanza” (scrive l’IPDG del 108
A, Antonio Suzzi). I numeri sono indice (negativo)
della pochezza delle idee, intendendosi per pochezza
di idee la scarsa propensione ad una diversa visione
di servizio.
La nobile finalità del lionismo l’ha propugnata, nel
1917, il fondatore dell’Associazione Internazionale
(fare qualcosa per gli altri) e le interpretazioni e le
pragmatiche applicazioni si sono sprecate in questi
100 anni della nostra Storia. Diceva il mio mentore, circa 20 anni fa, “… sulla scorta della dottrina
associazionistica, il nostro essere Lions trova i suoi
fondamenti in ciò che deve necessariamente contraddistinguerci, cioè libera scelta associativa (è nella
libertà che si formano le cose), finalità di servizio,
dinamicità organizzativa. Nella nostra società che va
sempre più cercando libere espressioni, una associazione di servizio, se da un lato opera delle riflessioni
all’interno dei club relativamente ai rapporti fra i
soci, dall’altra deve ricercare il metodo per trasmettere all’esterno e quindi alla comunità l’immagine
più vera dell’associazione…”.
Ma qual è l’immagine più vera dell’associazione, e
cosa intendiamo per “crisi delle idee”?
Ci viene spontaneo chiederci quale servizio intendiamo offrire in una società che cambia e che in
questo tumultuoso crescere può andare incontro,
come tutti possiamo intravedere, a molte negatività.
Sarà allora bene riflettere su questi cambiamenti e
particolarmente su quei valori che io non chiamerei
tradizionali, ma connaturali all’uomo come essere
sociale: tali valori sono il trave portante del lionismo
ben definito nel suo codice etico fondato sui principi, generalissimi sì, ma che sono di supporto a tutti
i sistemi di convivenza delle Comunità. Ogni cambiamento, ogni adeguamento non potrà che lasciare
intatti questi stessi principi.
Si parla tanto di rinnovamento, tutti si vogliono rinnovare! Ma non sanno che il rinnovamento passa
per ciascuno di noi, mediante la riscoperta dei valori
dell’uomo: rinnovarci oggi (c’è una babelica confusione) non significa rinnovarci a caso, ma riscoprire
l’uomo, i suoi valori, la sua dignità e lionisticamente
servirlo.
Ecco quindi la “Carta della cittadinanza Umanitaria (per ora) Europea”, ecco il significato che essa
sottende: una nuova visione del nostro “We Serve”
più consono alla missione dei Lions Club e al passo
con i tempi. Ricercare soluzioni radicali dei variegati
problemi dell’Umanità e non contingenti cure che
lasciano pericolosamente intatta la malattia.
Il socio di qualità
in 10 punti
Senso di responsabilità, disponibilità, amicizia, affidabilità e gioco di squadra per un lionismo di qualità…
1. Generosità - Un Lion deve dedicare una ragionevole parte del proprio tempo, energia ed immaginazione al prossimo, al di là dell’interesse personale.
Un Lion è l’opposto dell’egoista o del misantropo.
2. Comportamento positivo - Evitiamo di invitare
persone che sono critiche, pessimiste e scontente.
Ricerchiamo invece quelle che sono entusiaste,
allegre, ottimiste, interessate a soluzioni positive,
pronte ad agire e a divertirsi.
3. Senso di responsabilità e di affidabilità Abbiamo bisogno di persone desiderose di assumersi responsabilità e di impegnarsi per mantenere
i propri impegni. Per un Lions una promessa è preziosa come l’oro e non viene tradita.
4. Amicizia - Abbiamo bisogno di soci che promuovano armonia nel club. Evitiamo persone che non
amano collaborare, che sono arroganti e scortesi.
5. Disponibilità - Sappiamo che le persone impegnate spesso sono quelle pronte a partecipare. Un
club ha bisogno di persone pronte ad immedesimarsi nella vita e nei servizi del club e non solo ad
aggiungere il proprio nome nell’annuario.
6. Età - Le persone più anziane spesso sono soci
motivati e validi. Tuttavia, se possibile, i nuovi soci
dovrebbero essere più giovani o almeno della stessa
età della media dei soci esistenti.
7. Gioco di squadra - Un atteggiamento di collaborazione è essenziale dato che la vita e l’attività del
club dipendono dal lavoro d’équipe.
8. Motivazione - I nuovi soci devono essere desiderosi di impegnarsi per il club e per la comunità. Le
persone apatiche, indifferenti e non interessate non
potranno mai essere Lions di qualità.
9. Moralità - Il bene più prezioso di un club è la sua
reputazione. Dobbiamo ricercare solo individui
dotati di etica, onestà e di alti principi che continueranno a mantenere alta tale reputazione.
➤ Sul numero di ottobre hanno risposto Antonella
Babini, Antonio Suzzi, Roberto Garavini, Gianfranco
De Gregorio. Continua…
10. Talenti - Un club ha bisogno di soci che hanno
dato prova di successo nella loro vita sociale, professionale, familiare o civica. Le capacità di questo
tipo di persone rappresenteranno enormi risorse
per il club.
41
LICENSING D-40-IT
Fornitore Ufficiale
Lions International
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Omaggi e re congressi
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DUEFFE SPORT s.a.s
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Via Galvani, 7 (Z. Ind. Caselle) 35030 Selvazzano D. (Padova)
Tel. 049.632074 - Fax 049.632125 - E-mail: [email protected]
g
magazine
La pace è il più grande dono che noi
possiamo fare ai nostri figli.
Pace è il messaggio
dei Lions per tutti i
popoli del mondo.
Voglia di pace
43
Magazine
I
l bisogno più grande per l’uomo è forse il bisogno
di pace, ancora più grande forse del bisogno stesso
di libertà, una pace vera, una pace con giustizia,
una pace con gli altri e con se stessi, una pace che è premessa indispensabile per la ricerca della felicità, diritto
inalienabile per ogni uomo. E’ perciò che fin dalla sua
fondazione il Lions International è sempre stato molto
attento ed impegnato in tutte le istituzioni che hanno
come scopo di promuovere un avvenire di pace, prima
fra tutte l’Organizzazione delle Nazioni Unite. La pace
è la promessa per il futuro, ed è con legittimo orgoglio
che noi Lions abbiamo accolto l’ambito riconoscimento
di “Messaggeri di Pace” che l’ONU ci ha attribuito.
Un seggio all’ONU per i Lions
La pace è nei cuori e nella volontà dei Lions, che proprio per questo fine partecipano alla Organizzazione
delle Nazioni Unite e al Consiglio di Europa. A Cagliari
i Lions hanno innalzato l’Albero della Pace, ad Assisi,
la città di S. Francesco, si sono ripetuti negli anni incontri per la pace, con la partecipazione dei maggiori
responsabili di governo del mondo, per riecheggiare il
messaggio che il santo patrono dei poveri e degli umili
ha testimoniato con tutta la sua vita d’amore.
Concorso “Un poster per la pace”
Fin dal 1988, tutti i Lions Club del mondo hanno
44
incoraggiato i giovani ad esprimere i loro sentimenti
inerenti la pace in modo creativo e visivo. E’ stato stimato che più di tre milioni di bambini provenienti
da oltre 100 nazioni abbiano partecipato alle 22 edizioni del concorso. Questa partecipazione è cresciuta
costantemente ogni anno fin dall’inizio procurando
quindi ai Lions, agli insegnanti ed ai ragazzi un positivo ritorno.
Il concorso “Un poster per la pace” è nato in maniera
abbastanza semplice: cosa sarebbe accaduto se bambini di tutto il mondo avessero utilizzato il linguaggio universale dell’arte per esprimere il loro concetto
di pace? Da questa domanda ha preso il via una
manifestazione annuale, in cui i bambini prendono
in mano penne, pennarelli, carboncini e pennelli e
mettono sulla carta il loro formidabile talento. Ogni
anno, tramite il concorso i Lions club di tutto il
mondo invitano bambini di 11, 12 e 13 anni ad esprimere artisticamente il loro concetto di pace e a riflettere sull’importanza della pace mondiale e sui loro
sentimenti a questo riguardo.
A livello locale, i bambini competono con i loro coeNelle foto, nell’ordine, il poster vincitore dell’edizione 2001-02,
eseguito da Hei Man Lau di Hong Kong,
il poster e la vincitrice dell’edizione 2010 Yu Min Chen di Taiwan,
un collage dei poster vincitori delle precedenti edizioni e la premiazione
di Yu Min Chen alla 93ª Convention Internazionale .
Con la “Giornata internazionale per la pace”,
il mese di settembre ha segnato l’avvio di un
nuovo grande progetto educativo destinato ai
giovani, che si svilupperà lungo l’arco di un anno
alla riscoperta dei grandi valori costituzionali e
all’insegna del protagonismo dei giovani. Pace e
sviluppo è il binomio al centro della “Giornata”,
che ha coinvolto milioni di persone in tutto il
pianeta, con centinaia di iniziative specifiche
(come il “poster per la pace” dei Lions) in risposta
all’appello dell’Onu per un impegno rinnovato
contro le tante guerre che ancora insanguinano la
terra, il rispetto dei diritti umani e la solidarietà
fra le generazioni.
Significativa la coincidenza dell’avvio, al Palazzo
di vetro, del summit dell’Onu che dovrà decidere le linee d’azione contro la povertà per realizzare entro il 2015 gli “Obiettivi di sviluppo del
millennio”. Molte speranze sono legate anche
all’avvio del dibattito, previsto per novembre, in
consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che
dovrebbe riproporre agli Stati membri l’applicazione dell’articolo 26 della Carta, nel quale si
tratta della regolamentazione di uno sviluppo e
disarmo sostenibili, punto di centrale rilievo per
la limitazione degli armamenti e la prevenzione
dei conflitti.
Antonio Marino
tanei creando lavori in base ad un tema annuale sulla
pace. Il titolo di quest’anno è “Visione di Pace”. I partecipanti utilizzano tecniche diverse, tra cui il carboncino, il pennarello, la matita e la pittura per esprimere il
tema. I lavori creati sono opere uniche ed esprimono le
esperienze di vita e la cultura dei giovani artisti.
I club e i multidistretti selezionano quindi i lavori vincenti a livello regionale e nazionale e li inviano al Lions
Clubs International, dove verranno mostrati ad una
giuria composta da esperti nel campo dell’informazione e dell’arte. Tra questi poster verranno scelti i 23
premi segnalati e il primo premio.
Ogni anno vengono selezionati 24 finalisti internazionali, che rappresentano il lavoro di oltre 350.000 giovani partecipanti in tutto il mondo. I poster vengono
condivisi a livello globale tramite internet, stampa e
mostre in tutto il mondo.
Selezione del vincitore
I poster sono sottoposti a diversi livelli di giudizio: locale, distrettuale, multidistrettuale e internazionale. A
livello internazionale, una giuria costituita da esperti
di arte, giornalisti, educatori sceglierà il vincitore del
primo premio e i 23 segnalati.
I vincitori a livello internazionale riceveranno una comunicazione entro il 1° febbraio di ogni anno. Il vincitore del primo premio internazionale avrà diritto ad
Giornata internazionale
della pace
➡
➡
Un mondo di pace
La “Giornata Internazionale della Pace” si celebra il 21 settembre di ogni anno. E’ stata istituita
il 30 novembre 1981 dall’Assemblea Generale
delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67.
L’Assemblea ha dichiarato che il “giorno”
sarebbe stato osservato, il terzo giovedì di settembre ogni anno, come un giorno di pace e di nonviolenza, e ha rivolto un invito a tutte le nazioni e
persone a cessare le ostilità durante quel giorno.
La risoluzione invitava tutti gli stati membri,
organizzazioni del sistema delle Nazioni Unite,
organizzazioni regionali e non governative ed
individui a commemorare la giornata in maniera
appropriata, sia attraverso l’educazione e la consapevolezza pubblica, sia nella cooperazione con
le Nazioni Unite per la pace globale.
Nel 2001, l’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite ha approvato la risoluzione 55/282 tramite
la quale ha dichiarato che, a partire dal 2002,
la “Giornata internazionale della pace” sarà
celebrata il 21 settembre di ogni anno, e questo
sarebbe diventato per tutti il giorno del “Cessate
il fuoco”.
L’osservanza della giornata mondiale per la pace sta
cominciando ad essere sempre più diffusa, soprattutto nelle scuole con attività volte alla pace.
un viaggio, con il presidente del club sponsor e due
familiari, alla speciale cerimonia di premiazione che si
terrà in occasione della “Giornata Lions con le Nazioni
Unite”. Durante la cerimonia il vincitore riceverà una
targa e un premio di 5.000 dollari.
Ognuno dei 23 vincitori segnalati riceverà un premio
di 500 dollari e un certificato di partecipazione.
Perché partecipare?
Il concorso “Un poster per la pace” avvicina i Lions
alle proprie comunità e fornisce una base per raggiungere i giovani e informarli sull’operato dei Lions nella
comunità stessa. Inoltre, il concorso stimola i bambini
a immaginare un futuro pieno di speranza e privo di
violenza.
“Mi piacerebbe vedere un mondo migliore in cui i miei
genitori, i miei amici e la mia famiglia possano vivere in
pace”, dice la dodicenne colombiana Nataly Aquite.
Il concorso è alla sua 23ª edizione. Ogni anno partecipano
al concorso oltre 350.000 bambini in rappresentanza di
circa 100 Paesi. I vincitori dei precedenti primi premi
venivano da Brasile, Guadalupa, Hong Kong, Indonesia, Italia, Giappone, Libano, Malaysia, Martinica, Perù,
Filippine, Sud Africa, Thailandia, Turchia e Stati Uniti. I
poster vengono giudicati in base alla originalità, all’abilità artistica e alla giusta interpretazione del tema.
Far aderire al concorso le nostre scuole significa coin45
Magazine
volgere i nostri club in un progetto che porta grandi
benefici ai giovani. Inoltre, è un efficace modo per raggiungere i genitori dei bambini, che potenzialmente
potrebbero diventare nuovi soci Lions.
Come iniziare E’ possibile ordinare un kit per il concorso Un Poster
per la Pace interpellando l’officer distrettuale addetto
al service o il dipartimento “Forniture per club della
Sede Centrale” al costo di 9,95 dollari più le spese di
spedizione e le eventuali tasse. Il kit è disponibile nelle
11 lingue ufficiali. I Lions club devono acquistare un kit
per ciascuna scuola sponsorizzata.
Lions Clubs International mette a disposizione una
varietà di strumenti per l’inizio dell’attività. E’ possibile scaricare brochure, creare un comunicato stampa,
ordinare un DVD e stampare certificati di menzione
d’onore.
I club, i distretti e i multidistretti possono scegliere la
modalità di riconoscimento per i vincitori del proprio
concorso locale. Alcuni club premiano pubblicamente i
ragazzi utilizzando i media. E’ possibile creare un certificato di apprezzamento e offrire un piccolo premio
simbolico, ma la parte più importante è rendere onore
al vincitore locale e comunicargli l’importanza che il
suo contributo al concorso ha per il club.
Il poster per la pace…
Un service insostituibile
46
Magazine
Perché nella guerra l’uomo annienta la sua vera essenza. Di Alessandro Emiliani
F
ra i vari service permanenti, a livello internazionale, il “Poster per la pace” è senz’altro uno dei più
interessanti e certamente efficace. Chissà, forse Melvin
Jones, al pari, mi auguro, della quasi totalità dei suoi
contemporanei, quasi cento anni fa, al momento di fondare il Lions International, si augurava che la problematica della guerra, meglio, della pace che sconfigge la
guerra, nel tempo si sarebbe quasi completamente dissolta. La storia ci dice di no. Ancora oggi, guerre conclamate, diatribe sotterranee ma ugualmente devastanti,
conflittualità costanti a qualunque livello, istituzionale,
commerciale ed etico, continuano a caratterizzare il
vivere quotidiano, a livello planetario. I Lions, come
sempre, fanno ciò che possono, cioè tantissimo: e, in
questo caso, la sensibilizzazione di ragazzini dagli 11
ai 13 anni, che riflettono, operativamente (giocoforza,
per realizzare un poster a tema) sul tema irrinunciabile della pace, rappresenta senz’altro una funzione
etico-sociale di grande spessore. Nessuno di noi, attraverso tale service, può garantire l’abbassamento della
conflittualità nelle generazioni future, ma una presa
di coscienza maggiore di questo bene insostituibile,
necessario come l’aria e il cibo, è garantita. E, più esteso
e capillarmente radicato è tale impegno in ogni zona
del mondo, più è garantita la riflessione su ciò che di
più prezioso al mondo c’è, dopo la salute e la dignità
dell’uomo. Perché, senza pace, non c’è vera vita.
pertanto una efficace continuità di vedute tra i vari
consigli direttivi. Occorre però anche un impegno dei
Governatori in carica, per far sì che tale iniziativa non
si perda, in quanto è impensabile che l’officer preposto,
che entra in carica il primo luglio di ogni anno, riesca,
in poche settimane, ad incentivare le adesioni dei club
(mi piacerebbe sapere quanti club in Italia aderiscono
a tale concorso…).
Qualità: si tratta di un service di “alta” qualità, se pensiamo che riusciamo a entrare nelle scuole per far riflettere centinaia, anzi migliaia di ragazzini, su un tema
così importante come la pace, proprio in un momento
in cui accade di sovente che ai giovani siano riservati gli
“onori” della cronaca solo per episodi di bullismo e di
prepotenze. Il nostro impegno deve essere ancora più
vivo, oggi, specie in un momento così difficile, in cui gli
stessi ideali di libertà, solidarietà e giustizia sociale tra i
popoli, sembrano essere in pericolo.
Infine, la visibilità: entriamo nelle scuole, nelle famiglie e nella comunità in cui il nostro club ha la propria
sede con qualcosa di concreto, e basta organizzare una
premiazione a livello cittadino per avere un’importante visibilità, quindi, soprattutto per farci conoscere,
e far conoscere tutte le altre molteplici iniziative Lions:
cani guida, raccolta occhiali usati, libro parlato, ecc….
L’intervento di Antonella Babini, officer distrettuale
“Un poster per la pace”, Distretto 108 A.
Il 15 novembre 2010 è l’ultimo giorno utile per fare pervenire gli elaborati vincenti ai Governatori del proprio
Distretto da parte dei club che hanno aderito al concorso “Un poster per la pace” il cui tema specifico, per
quest’anno, è “Una visione di pace”. Non mi soffermo
a dire che cosa è tale concorso perché ogni Lions sa esattamente di cosa stiamo parlando. Né che ogni anno, in
ogni parte del mondo, i Lions Club sponsorizzano tale
service, per le scuole ed i gruppi giovanili, per incoraggiare i ragazzi dagli 11 ai 13 anni ad illustrare i propri
sentimenti sulla pace, attraverso le proprie opere d’arte
per comunicarci la loro visione del mondo.
Vorrei, invece, fare alcune riflessioni su tre parole che
usiamo spesso, noi Lions: continuità, qualità e visibilità, perché questo service le racchiude tutte e tre.
Continuità: per partecipare, occorre che il club approvi
già durante questo anno lionistico 2010/2011 l’acquisto del Kit, e provveda ad inviare l’ordine in America
al più presto. I kit sono disponibili dal 15 gennaio di
ogni anno, ma la cosa fondamentale è iniziare a prendere contatti con le scuole con cui si vuole collaborare
già da aprile/maggio, per poi contattarle nuovamente
verso fine agosto/primi di settembre per fare inserire il nostro service tra i programmi svolti. Occorre
47
Magazine
Il lionismo per la pace in Italia e nel mondo
“Pace” e “Mondo” sono i termini fondamentali di un tema importante per le popolazioni e sono
anche, da sempre, nell’attualità dei “Lions”, che si rivolgono all’umanità intera per la comprensione
reciproca, premessa essenziale per ogni concreta ricerca di pace. Di Ferdinando Maria Brami
N
el passato, i Lions avevano funzioni formative in ambiti limitati, i club, ma dall’interno
dell’associazione, nella modernità del XXI
secolo, l’attività dei Lions si è trasformata in un’opera
di servizio corale e nell’ambito di un rapporto mondiale privo di confini territoriali tra popoli e nazioni,
che auspicano sintonia tra di loro.
Questi cambiamenti sono stati possibili grazie ai progressi scientifici, tecnologici, culturali avvenuti dopo
la 2ª guerra mondiale. La bomba atomica e quella
all’idrogeno, il conseguente pericolo di distruzione
totale del Pianeta hanno indotto l’umanità a rivolgere
l’attenzione alla ricerca di nuove possibilità di pace nel
mondo.
Valori negletti o superabili in nome dell’egoismo, del
potere personale, della ricchezza tornano lentamente
a far sentire la loro voce se non altro per il fallimento
morale in cui è sfociata una società tesa sola all’affermazione di sé attimo per attimo, in una corsa folle
verso un traguardo ai più sconosciuto e da molti neppure cercato.
I Lions hanno percepito velocemente le nuove necessità e possibilità, ravvisando nella pace tra i popoli e le
nazioni lo strumento esterno necessario all’affermarsi
dell’autonomia e della libertà di tutti i popoli e di tutti
gli uomini.
Ed ancora… la globalizzazione dei mercati e dell’economia è stata anche la globalizzazione dei problemi:
questi potranno essere affrontati e risolti da un lato realizzando attraverso lo spirito di solidarietà tra i popoli
la comprensione attraverso un’opera di educazione e
comprensione, cioè attraverso un’attività di servizio.
Da ciò appare chiaro come il richiamo alla Missione
dei Lions, definita “laboratorio di convivenza civile,
di comprensione e solidarietà tra i popoli del mondo”
(Serena Zavataro Triglia, Centro Studi della Toscana),
sia il vessillo per la realizzazione degli scopi sostanziali
della nostra associazione.
L’esigenza di pace trova la sua più antica formulazione
già nel Vecchio Testamento, quando i profeti intravidero nella pace “una conversione radicale dell’animo
umano” concetto che si è evoluto nel Nuovo Testamento quando vi si aggiunse quello di universalità
come elemento fondante della famiglia umana.
In tempi più recenti e secondo l’esperienza storica la
pace è stata concepita come assenza di guerre o intervallo tra due guerre e come fine delle pretese economiche di uno Stato sugli altri come condizione naturale
dell’umanità.
Con la fine della seconda guerra mondiale quando
48
l’Europa intera, vincitori e vinti si trovarono sconfitti
dalle vicende belliche, la pace è diventata un bene condiviso e tutti gli Stati coltivano una onorevole speranza
di non essere più coinvolti in guerre o rivoluzioni.
Ma il mondo non è solo Europa, non è solo Civiltà
Occidentale come l’espressione di un volere universale
ed allora la cultura della pace deve essere diffusa concretamente con l’esempio, con le azioni, con le opere.
Oggi sta facendo strada l’idea di una pace positiva
come condizione di giustizia reciproca fra popoli e
stati e per gli stati è stata approvata all’Assemblea delle
Nazioni Unite la risoluzione 53/243 del 1999 che asserisce il principio che “la Pace esiste quando tutti sono
liberi di sviluppare se stessi nel modo che desiderano
senza lottare per i propri diritti”.
Facendo seguito alla dichiarazione sul diritto dei
popoli alla pace del 1984, (risoluzione 39/11) e alla
costituzione di una forza di protezione delle Nazioni
Unite del 1992 avente carattere dimostrativo, ma non
risolutivo venne abbandonata l’esperienza del “PeaceKeeping” e si è venuto ad affermare l’idea di “PeaceBuilding”: per gli uomini, per i gruppi eterogenei, per
la mentalità diffusa.
I Lions possono trovare il loro spazio di azione per propugnare e indicizzare una generale e diffusa volontà
di pace. Forse la pace non è una condizione naturale
dell’umanità se oggi risulta promessa come dono
supremo agli uomini di buona volontà, se tutti dobbiamo volerla anche quando la ribellione è forte e se
dobbiamo costruirla passo per passo con tanta fatica,
con tanto sforzo come richiedono l’accadimento dei
grandi eventi storici.
Pace è un pensiero, un’idea, una certezza razionale, è
un sentimento, un atto d’amore, è volontà seguita da
tante e tante opera per realizzarla.
Insomma, la pace non è solo un’utopia ideale ma è la
costruzione di tante azioni umane rivolte
a creare migliori condizioni
nella vita di ogni uomo.
Magazine
 Attualità
C’è voluto Raffaello
per fermare
quel lions
Ha mancato di un soffio il milionario traguardo di un
famoso quiz televisivo ma è riuscito a informare quattro milioni di italiani sul service del suo club, quello
di Chivasso sugli occhiali usati, dimostrando che con
un po’ di fantasia è possibile superare il “muro del
silenzio” di chi ci vuol isolare. Di Bartolomeo Lingua
Q
uel pensiero non gli dava pace. Dopo essere stato
testimone e giudice, come vice comandante dei
vigili urbani, della conquista di un Guinness che aveva
avuto straordinaria eco in tutto il mondo, gli era parso
inadeguato il risalto che la stampa italiana aveva dato
al record della chilometrica catena di occhiali distesi,
fra due ali di folla, nella via principale della sua città.
Se esisteva un modo per vincere il “muro del silenzio” opposto a chi fa del bene senza interessi occulti o
politiche finalità, occorreva sperimentarlo, affrontando
direttamente l’opinione pubblica.
Roberto Riva Cambrino, giovane socio del Lions Club
di Chivasso dopo esser stato, quand’era studente, fondatore e primo presidente nel 1989 del locale Leo Club,
s’era infatti convinto d’aver trovato la soluzione ideale
e, senza badare a qualche sorriso di troppo di familiari
ed amici, lo scorso anno s’era candidato concorrente di
un quiz televisivo di grande popolarità.
Come i 4 milioni di telespettatori che da 10 anni seguono
le alterne vicende degli aspiranti al premio finale di un
milione di euro, non immaginava quali prove lo attendessero prima di comparire dinanzi alle telecamere
ma, a differenza di altri, non aveva ceduto all’impulso
di rinunciare, e si era assiduamente sottoposto alle cure
49
Magazine
del regista di Mike Bongiorno, il favoloso Ludovico
Peregrini, perché il suo traguardo era più importante
della somma in palio.
L’intenzione era infatti, superate le prime scaramucce,
quella di approfittare del fatidico momento in cui
Gerry Scotti gli avrebbe rivolto la domanda più imbarazzante per i concorrenti: “Qual è lo scopo della tua
partecipazione?”. E Roberto Riva Cambrino ha finalmente potuto spiegare chi sono, come operano i Lions
e perché nella sua città hanno scelto di sviluppare la
raccolta di occhiali per chi ne ha bisogno e non può
procurarseli, inviandoli in tutto il mondo. E anche in
Italia, come quattro milioni di famiglie hanno appreso
quando ha raccontato che la notte del terremoto
all’Aquila, quanti avevano lasciato di furia la propria
abitazione dimenticando perfino gli occhiali, ne avevano trovato un paio adatto alla Protezione Civile fra
quelli inviati con urgenza da Chivasso.
Se vogliamo soddisfare la curiosità di chi non ha seguito
la trasmissione televisiva e le altre che se ne sono successivamente occupate, si può aggiungere che, a quel
punto, la strada verso il milione si era spalancata fino
a lasciar immaginare il momento in cui il giovane concorrente avrebbe varcato, con il sorriso che gli aveva
guadagnato tante simpatie, la soglia della villetta in cui
 Costume
Difficile, difficilissimo
o impossibile?
Stigmatizzo, sì, condanno, sì, disprezzo, sì, ma mi
chiedo anche se mai avrà successo il nostro sentito bisogno di adoprarci per “promuovere princìpi di
buon governo”. Di Achille Melchionda
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vive con i genitori, portando in dono un sacco colmo
d’oro.
Ma le cose non sono andate così. Il tranello nascosto
nella sintesi dell’epigrafe posta sulla tomba di Raffaello al Pantheon, decisamente fuorviante, aveva risvegliato la prudenza del concorrente che, rinunciando a
rispondere, ha salvato il gruzzolo guadagnato fino a
quel momento. Un buon compenso per lo “stress” sopportato cui Roberto Riva Cambrino ha potuto aggiungere un premio più grande: la dimostrazione di aver
colpito nel segno con la simpatia che aveva saputo
destare. Infatti, gli era stata data subito notizia che una
fabbrica del settore ottico aveva destinato una grossa
partita di occhiali ai Lions di Chivasso. Occhiali nuovi,
forse un po’ fuori moda ma già classificati e pronti per
essere spediti in tutto il mondo, Italia compresa. Senza
altra contropartita, oltre alla legittima soddisfazione di
dimostrare in modo concreto più d’uno dei principi
fondamentali del lionismo.
Nelle foto il Lions Roberto Riva Cambrino durante la sua partecipazione
a “Il milionario”; Riva Cambrino con i genitori nella villa in cui vive;
il Governatore Alberto Bertelli consegna, nel 1989, la Charter del nuovo
Leo Club Chivasso a Roberto Riva Cambrino
che ne era il primo presidente.
F
orse è un errore, un grave errore, il mio non ignorare la cronaca quotidiana, non alludo a quella dei
trafiletti delle ultime pagine dei quotidiani o quella
dei telegrafici riempitivi televisivi tra una pubblicità e
l’altra. No. Intendo la cronaca delle prime pagine, dei
titoli cubitali, delle immagini di apertura dei telegiornali. Forse l’errore è, piuttosto, quello di non scrollare
le spalle, ripetersi che… “così è, se vi pare”.
E’ più forte di me. Non riesco a non vedere in certa cronaca lo stigma di una diffusa, pur se spesso misconosciuta, realtà, inscindibile dalla nostra vita, come uno
squarcio ineluttabile, ovvero l’emergenza della vetta
dell’iceberg. E quindi non riesco a non meditarvi e
domandarmi, escludendo comunque che la sola coincidenza temporale sia la ragione della questione (non
meno gravi e disperanti sono certi fatti similari anche
se esplosi a distanza di tempo e di luogo).
Mi riferisco a quanto accaduto a Milano domenica 10
ed a Roma martedì 12 ottobre. A Milano, chiunque
mi legga lo sa, un maturo taxista, che non ha potuto
evitare di travolgere un cagnolino sfuggito dal guinzaglio tenuto dalla padrona, è stato picchiato, bastonato,
pestato, fino alle soglie della morte, dagli amici della
ragazza, e da altri occasionali passanti, a nulla essendo
valse le sue espressioni di rincrescimento per l’involontario incidente. Un vero e proprio linciaggio di gruppo,
il cui esito (mentre scrivo il poveretto è ancora in coma)
potrebbe essere anche irreversibile.
Amo gli animali. Capisco benissimo chi li ama. So
quanto è doloroso perderli. Ma che un incidente non
Magazine
voluto scateni la furia del branco, allargandosi anche
agli astanti, e che all’indomani i facinorosi abbiano
addirittura dato alle fiamme l’auto di un testimone
messosi a disposizione degli inquirenti, è accadimento
che chiunque è in grado di definire e condannare in
tutta la sua repellente gravità. Non si dimentichi che
ciascuno di noi poteva essere l’automobilista investitore del cucciolo imprudente, ciascuno potrebbe essere
oggi in ospedale tra la vita e la morte.
Roma. La ripresa televisiva è stata chiarissima: la
disputa, per futile motivo, tra un ragazzo ed una
signora, chiusa col pugno di lui che l’ha abbattuta e
lasciata svenuta sul marciapiedi, è stata amaramente
vista da milioni di spettatori. Così come milioni hanno
visto i passanti proseguire il loro cammino, benché a
brevissima distanza da quel corpo inanime, anzi affrettare il passo dopo uno sguardo furtivo, per fare credere
di non aver visto nulla. La medesima scena - ricordiamo - verificatasi a Napoli mesi or sono quando un
malvivente ha ucciso una ignara persona, il cui cadavere i passanti si limitavano a scavalcare.
Non me ne capacito. Non so darmi una spiegazione di
tanto cinismo, che nulla giustifica, perché chinarsi su di
un corpo inerte, sia o non ancora in vita, non richiede
coraggio, audacia, eroismo, sprezzo del pericolo:
occorre soltanto un minimo, un soffio, di umana solidarietà, al di là del solo, angusto, proprio ombelico.
Da modesto Lion che ha scelto di vivere, oltre che nella
dimensione dell’ego, anche con uno sguardo, o un
pensiero, o un gesto verso “gli altri”, stigmatizzo, sì,
condanno, sì, disprezzo, sì; ma mi chiedo anche se mai
avrà successo il nostro sentito bisogno di adoprarci per
“promuovere princìpi di buon governo” (primario dovere
dei nostri reggitori, da noi stessi all’uopo deputati quindi anche con nostra responsabilità di mandanti)
“e di buona cittadinanza”. Vi sono momenti, come quelli
sopra ricordati, che fanno temere che centinaia di anni
dovranno ancora trascorrere prima che “buona cittadinanza” non equivalga a scavalcare un cadavere mortoammazzato, o dar man forte a chi sta ammazzando un
innocente o a chi incendia le cose di un testimone, o
voltare la testa, quel tanto che basta per fingere di non
vedere una povera donna, sanguinante ed immobile
per terra, che potrebbe essere ancora viva e bisognosa
di un piccolo gesto di aiuto.
Perché ho voluto esprimere questi pensieri? Perché il
caso ha voluto che proprio la mattina di domenica 10
ottobre, alla stessa ora del linciaggio milanese, io mi
trovassi nell’aula magna di un edificio scolastico della
cittadina del mio club, intento a leggere, insieme ad
altro amico socio, alcune dolcissime, tenerissime, candide poesie, scritte da bambini e ragazzi delle scuole
inferiori. Era la cerimonia di “apertura del nostro anno
lionistico”, svolta come tradizione del mio club in pubblico, in una sala gremita di bambini, genitori, amici,
insegnanti, autorità, locali, per essere Lions con e per la
comunità.
Mai più avrei potuto sospettare quanto stava acca-
dendo a Milano proprio mentre io esordivo con queste
improvvisate parole: “Sono lieto e felice di poter fare ascoltare ai presenti la bellezza, l’innocenza, la fede, la speranza
nel presente ed ancor più nel futuro, che promanano dalle
rime scritte da questi bambini, mentre forse in questo stesso
momento, fuori da queste finestre, fuori dalla nostra vista, la
violenza e prepotenza e turpitudine di una certa società sta
sfogando i più bassi, peggio che animaleschi, istinti. Impegniamoci dunque tutti a far sì che il futuro di questi giovani
non sia calpestato dalle scelleratezze del mondo”.
P.S. Come noto la povera signora Maricica Hahaiann
è deceduta, senza riprendere conoscenza, dopo otto
giorni. Quanto ho ritenuto di dover stigmatizzare nella
presente esposizione è, ora, maggiormente fondato e
sentito.
 Società
Prima di riformare
la scuola riformiamo
i genitori?
Ovvero la cultura del rispetto prima ancora dell’osservanza delle regole. Una famiglia disgregata ed
una scuola che si sottrae ai suoi compiti portano
fatalmente al declino dell’intera società. Di Bruno
Ferraro
E’
in questi giorni in libreria un libro, Tutta colpa dei
genitori (Mondadori) nel quale l’autrice, Antonella Landi, “profe” di lettere nella scuola superiore,
compila una diligente e impietosa tipologia dei babbi e
delle mamme a colloquio con gli insegnanti e dunque
alle prese con i risultati scolastici dei propri figliuoli
51
Magazine
(dei quali la “profe” fornisce il catalogo caratteriale).
Si va dal genitore “assente” a “quello che chiama i carabinieri”, da quello “Fosse per me!” a quello “giovane”,
da quello “troppo studio fa male” a quello “arrogante”
per passare a quello “che picchia gli insegnanti”, che
“fa sfoggio di cultura”, che “si identifica col figlio”, che
si dichiara “tecnologicamente ignorante”, che “spia”
fino a quello che “lasciamo che si esprimano”. Conclude la Landi: “oggi più di ieri, i ragazzi studiano
poco, studiano male, non studiano affatto; è impossibile parlare con loro, farsi ascoltare, stabilire le regole
e farle osservare. Finché i genitori non andranno nella
stessa direzione della scuola e non combatteranno dalla
stessa parte della barricata, le fatiche di tutti saranno
completamente sprecate”.
Non c’è da meravigliarsi se, sulla base di tali premesse,
la nostra cara Italia in tutte le classifiche, in tutte le graduatorie compilate a cominciare dall’Unesco, a livello
di istruzione scolastica e di cultura generale, è piazzata
nella parte bassa della lista, fra il novantesimo e il centesimo posto. L’inquietante fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, noto a tutti, è scanzonatamente preso
sottogamba anche da coloro che pongono la cultura in
cima ai loro pensieri. Però i diretti interessati - studenti,
docenti e parenti - scioperano e marciano perché tutto
resti com’è, perché la scuola seguiti a essere una fabbrica di ciucci. L’importante è che i ciucci portino a casa
il “pezzo di carta”, anche se straccia (questo il commento di Paolo Granzotto sul Giornale del 14 ottobre).
E’ chiaro, dunque, che la situazione generale in cui
versa la cultura del vivere civile nel nostro Paese è scesa
a livelli veramente allarmanti. Non parlo, in questa
sede, del principio di legalità che vincola (o dovrebbe
vincolare) chiunque al rispetto delle norme emanate
dagli organi titolari del potere legislativo. Si tratta della
soglia minima, del minimo comune denominatore su
cui riposa il vivere in società, dell’imperativo categorico al quale non si deve né si può sfuggire con l’introduzione di alibi, eccezioni, facili scusanti. Voglio invece
spostare l’attenzione sulla cultura del rispetto dell’altro
che costituisce la regola elementare di ogni convivenza
civile: rispetto della dignità altrui, o, se proprio non ne
siamo capaci, rispetto quanto meno della fisicità altrui,
rispetto che dovrebbe indurci, per esempio, a chiedere
scusa ad una persona involontariamente urtata anziché entrare in un rapporto conflittuale impregnato di
aggressività e di maleducazione.
Se si sta disgregando il tessuto connettivo che tiene
insieme una comunità, le responsabilità sono da ricercare nel deteriore funzionamento degli ambiti tradizionalmente deputati alla formazione di una corretta
personalità: in primis la famiglia e la scuola.
Non è allora il caso di riandare alle proposizioni della
nostra Carta Costituzionale, nell’anno in cui l’associazione Lions ha scelto di farlo con il tema di studio
nazionale per riprendere il filo di un discorso che ha
bisogno di ripartire dalle fondamenta?
La famiglia, società naturale fondata sul matrimonio,
52
deve puntare all’eguaglianza morale e giuridica dei
coniugi ma anche tendere verso l’unità (di intenti e di
decisioni), in funzione delle esigenze primarie dei figli:
quindi concorso paritario purché finalizzato alla retta
crescita della prole!
La scuola, maestra di vita, deve poter e saper valorizzare le capacità, potenzialità ed inclinazioni dei singoli.
La Costituzione prevede una spinta meritocratica,
poiché non ha senso una scuola misera di contenuti,
appiattita sul piano didattico, incapace di selezionare
meriti e demeriti, non in grado di stimolare i giovani
verso l’apprendimento non solo culturale ma anche, e
direi soprattutto, delle regole del corretto vivere.
Una famiglia disgregata ed una scuola che si sottrae ai
suoi compiti portano fatalmente al declino dell’intera
società. I nostri giovani hanno bisogno non di una crescita ovattata, ma di guide ferme e sicure per imparare
a percorrere i difficili e tortuosi sentieri della vita.
Illustrazione tratta dal libro “Gli anni sorprendenti”
edito da Lions Quest Italia.
 Comportamenti
L’Italia
ha due velocità
Il Sud pare essere più che altro una povera colonia
di uno Stato lontano, ingrato ed ingiusto. Di Walter
Bramanti
N
ei giorni scorsi sono apparsi sulla stampa nazionale dichiarazioni di politici e articoli di stampa,
con i quali, con argomentazioni diversificate, veniva
espresso il malessere ed il sottosviluppo del meridione
d’Italia, partendo da una constatazione obiettiva o,
meglio, su un dato di fatto eclatante: l’alta velocità di
“Trenitalia” va da Milano a Salerno.
E nel resto della penisola, in meridione?
Nel meridione, vi è semplicemente il vecchio treno con
vecchie vetture che viaggia ad andatura ridotta (come
prima e come sempre).
A questo punto viene in mente un film italiano degli
anni '60: “Cristo si è fermato ad Eboli”. Ma, oggi, ancor più di prima - si può dire che l’Europa si è fermata, senza gran parte del meridione. D’altra parte, se
è vero che - dati alla mano - una famiglia su dieci rientra nella fascia della povertà, va sottolineato ed urlato
che oltre i due terzi delle famiglie italiane appartenenti
a quel decimo di poveri accertati vive al Sud.
Ed allora, il Sud pare essere più che altro una povera
colonia, di uno Stato lontano, ingrato ed ingiusto. Le
differenze Nord/Sud erano e sono una realtà incontestabilmente mai sanata. E si può dire - quindi - che
i cittadini d’Italia nati nel meridione, sono trattati più
come sudditi che come cittadini. E ciò indubbiamente
induce a stigmatizzare ed a contestare con rabbia e
Magazine
con disgusto il mancato impegno politico, programmatico ed operativo, i mancati investimenti oculati
per le strutture ed infrastrutture del sud, utilizzando
e potenziando anche ed innanzitutto le risorse umane
del meridione, da parte dei Governi Centrali di tutti i
colori politici, che si sono succeduti a partire dall’Unità
d’Italia fino ai nostri giorni.
Ma il mancato sviluppo del Sud annovera tra i responsabili anche le istituzioni e le amministrazioni locali,
senza distinzioni partitiche, che poco hanno voluto o
saputo fare, basta citare, per esempio i tantissimi fondi
dell'UE perduti per mancata presentazione di progetti adeguati. E va detto pure che poco o nulla hanno
saputo incidere nella politica nazionale i parlamentari
eletti con i voti dei meridionali.
Ecco in pratica le conseguenze di tale politica, anzi di
tale “non politica" per il Sud. Va ricordato che -non a
caso - la disoccupazione al sud è il triplo di quella delle
regioni del Nord, inevitabile conseguenza della scarsissima attenzione politica per il Sud.
Tale politica strabica, ha fatto sì che i treni ad alta velocità arrivino solo fino a Salerno. Ed il resto d’Italia è
quasi a piedi, con le vecchie locomotive ferroviarie che
percorrono una linea ferrata che ad ogni temporale va in
tilt, con l’autostrada da sempre malconcia e per decine
di chilometri interrotta da lavori in corso d’opera. Gli
unici aeroporti efficienti sono quelli di Catania e di
Palermo, lontani da molte città della Sicilia, e poi…
Ecco perché tanta rabbia inespressa alberga nell’animo
dell’uomo del Sud, quando pensa che con i soldi
dell’uomo del Sud, pagati con le tasse versate allo Stato,
questo Stato ingrato ed ingiusto, li ha spesi e li spende
solo per una parte d’Italia.
Intanto, l’Italia va a due velocità, e per giunta si intravede una maggiore accelerazione industriale del Nord,
che implica inevitabilmente un ulteriore distacco tra
l’economia del Nord e quella del meridione.
Insomma, una patria comune, l’Italia, però con figli al
Nord e figliastri al Sud.
 Ambiente
Il 2012 è l’anno
dell’auto elettrica?
Se ne parla da anni, ma non succede ancora nulla.
Il 2012 viene annunciato come l’anno del miracolo.
Sarà vero? Speriamo. E’ certo che il nostro pianeta è
sempre più stretto da condizioni ambientali insostenibili. Di Nicolò Piazza
L’
annunciata penuria di petrolio e i continui disastri
ecologici rendono urgente un cambiamento per
evitare l’avvelenamento del pianeta.
Una tale innovazione eliminerà la rumorosità del
motore perché sarà un motore silenzioso - tipo motorette dei parco giochi, sparirà il cambio perché la velocità sarà determinata dal solo acceleratore mentre
resterà il solo rumore delle gomme o dei freni e della
carrozzeria.
L’alimentazione elettrica sarà assicurata dalla produzione ormai avviata di batterie ad ioni di litio nelle
quali è immagazzinata l’energia elettrica necessaria a
far muovere l’auto del futuro. Rimane da risolvere la
capacità di autonomia delle batterie, il sistema di ricarica, la distribuzione nel territorio dei punti di ricarica e
la velocità oraria che il nuovo mezzo può assicurare.
E’ fresca di stampa la notizia della possibilità di percorrere il centro di Roma con una macchina elettrica
capace di una autonomia fino a 130 Km con un costo di
soli 2 euro e ad una velocità massima - ipotetica considerando il traffico - di 100 Km e che è prossima la sistemazione presso i distributori di prese elettriche per la
ricarica delle batterie.
La produzione iniziale di auto elettriche è indirizzata
verso Paesi di piccola estensione (Israele e i paesi Scandinavi) dove è più facile la installazione dei punti di
53
Magazine
ricarica delle batterie e, per motivi diversi, le grandi
aree dell’India e della Cina dove è più economico investire e dove si possono realizzare economie di scala.
L’elemento più importante di una tale rivoluzione è
la disponibilità della materia prima per la produzione
delle batterie e cioè il litio. Uno dei metalli solidi più
leggeri esistenti in natura di colore bianco argenteo,
fino a poco tempo fa utilizzato per leghe speciali e per
cure mediche e dagli anni 90 nei telefonini, computer e
cellulari, e ritenuto ideale per costruire batterie leggere
di lunga durata.
Anche se il litio è presente in varie parti del mondo, la
Bolivia è il Paese con i giacimenti più importanti tanto
da essere definita l’Arabia Saudita dell’“oro grigio”.
Forse non tutto sarà come prima, ma l’abbandono
dell’era dei combustibili fossili alla luce del temuto
caos climatico appare ineludibile.
Le notizie sempre più frequenti sull’imminenza di una
tale rivoluzione fanno ritenere opportuno che i mezzi
di informazione lions trattino l’argomento per un contributo di idee su un tema cosi delicato.
 Etica & Valori
Quelli che fanno
qualcosa per il niente
Combattere l’inutilità dei perditempo è un’impresa
disperata. Se tutti mettessero a profitto quello che
hanno a disposizione, tutta l’umanità andrebbe avanti
molto velocemente. Di Carlo Alberto Tregua
D
iceva Ettore Petrolini (1884-1936): “C’è chi non sa
far niente, ma lo sa far bene”. Un inno ai nullafacenti, agli inconcludenti, a quelli che sprecano la propria vita senza obiettivi. Tutti costoro fanno trascorrere
il tempo, da sera a mattina e da mattina a sera, come se
fosse infinito. Non si accorgono della sua limitatezza e
di quella degli anni, mesi, giorni, ore e minuti.
Non solo, ma il far trascorrere in questo modo inutile
il proprio tempo non li fa maturare, non gli fa capire
l’errore grossolano dello spreco e continuano nel loro
dissennato modo di vivere.
Però, spesso si danno da fare, si muovono, si agitano,
insomma, cercano di fare qualcosa. Ma è qualcosa per
il niente, perché se nella vita di ognuno di noi non vengono fissati obiettivi di lungo periodo, sezionati in obiettivi corti e medi, non si costruisce nulla, non si arriva da
nessuna parte. Si continua a restare in mare aperto in
balia dei venti o delle tempeste o delle bonacce. Cristoforo Colombo (1451-1506), prima di vedere le Indie
(pardon, le Americhe) stette per alcuni mesi immobile
sul mare con le tre caravelle. Non ci poteva fare nulla,
però il suo obiettivo era chiaro ed altrettanta lapalissiana la sua determinazione.
54
Chi, invece, ha ben chiaro che la vita deve essere
spesa bene, per qualunque obiettivo positivo, ne utilizza ogni minuto perché deve costituire un modello
per gli altri. Ognuno di noi ha l’obbligo non solo
di fare il proprio dovere (famiglia, lavoro, educazione dei minori, solidarietà), ma deve dare agli
altri l’esempio, non con le parole, ma con comportamento, probità ed efficienza. Guai a chi pensa di aver
assolto il proprio compito, facendo egoisticamente il
proprio interesse.
Ognuno di noi deve avere chiaro che viene prima l’interesse generale, cioè quello di tutti e poi il nostro. Ci
deve essere chiaro che sebbene gli uomini siano un granello di sabbia nel deserto, tuttavia, tutti possiamo dare
il nostro apporto al genere umano, costruendo con il
nostro mattone lo stabile della società. Ma se il mattone
è fragile o malmesso il nostro contributo è negativo. La
consapevolezza di ciò che dobbiamo fare deve essere
sempre presente in noi.
Ci sono tante cose da fare nella vita, fra le quali
inframmezzare dei periodi di ozio creativo, cioè di
sosta, senza però staccare la spina del cervello: questo
prodigioso ordinatore ed archivio che consente in un
milionesimo di secondo di ricordare e di elaborare.
Meno di mezzo etto di cellule grigie che fa crescere
l’umanità scoprendo nuove mete e nuove cose, che
esistono.
L’uomo spesso è affetto da due gravi malattie: la presunzione e l’onnipotenza. Poi, viene regolarmente
punito perché anche nel lungo periodo due più due,
magari tardi, fa sempre quattro.
La matematica non è un’opinione, ma una scienza
quasi esatta. Infatti, come è noto, due rette parallele
all’infinito s’incontrano. è proprio la relatività, teoria
fondamentale di Albert Einstein (1879-1955), quella che
ha consentito di fare molti progressi nell’apprendere
questioni esistenti, ma sconosciute.
Lo studio dell’antimateria, dei buchi neri, delle gravi
malattie che affiggono l’uomo (Hiv e cancro) del Dna
(la mappa genetica) consente di fare piccoli ma significativi passi avanti, come il riconoscimento delle tecniche di riproduzione, con l’assegnazione del Nobel 2010
a Robert Edwards, checché ne scriva il Vaticano.
Combattere l’inutilità dei perditempo è un’impresa
disperata. Se tutti mettessero a profitto quello che
hanno a disposizione, tutta l’umanità andrebbe avanti
molto velocemente. La zavorra di chi costituisce un
peso è pesante da trascinare. Eppure c’è e bisogna fare
i conti con essa, è inutile nasconderselo. C’è chi costruisce, c’è chi distrugge e c’è chi resta immobile. Delle tre
categorie quest’ultima è la peggiore perché consente di
nascondersi dietro un apparente efficienza che poi si
trasforma in nullità di comportamenti.
Chi fa sbaglia, chi non fa non sbaglia. I codardi non
fanno per non sbagliare. Le persone in gamba fanno
rischiando di sbagliare, l’importante è che si sbagli in
buonafede dopo avere riflettuto a fondo. L’importante
è che si colpisca il bersaglio, qualunque esso sia.
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distretti e dintorni
Biodiversità…
per migliorare la vita
Era il 20 dicembre 2006 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava il 2010
“Anno internazionale della biodiversità”, con l’obiettivo di favorire una nuova “coscienza verde”,
e designava il segretariato della convenzione sulla diversità biologica come focal point dell’anno.
Di Luigi Foglietti
N
ei mesi già trascorsi si è cercato di porre
all’attenzione del mondo intero la questione
dell’inesorabile impoverimento ambientale
del pianeta a seguito della distruzione di habitat ed
ecosistemi. Il 29 ottobre scorso a Nagoya, in Giappone, si è tenuta la riunione ministeriale che ha concluso la Conferenza sulla biodiversità nel tentativo
di trovare un difficile accordo politico riguardante il
piano strategico che dovrà governare il settore fino
al 2020 (al momento di andare in macchina non
conosciamo le risultanze dell’importante appuntamento).
Questo decennio che ci separa dal prossimo incontro ci deve vedere consapevoli di quanto faremo per
il nostro ambiente perché si calcola che nel 2020 il
20% della biodiversità globale andrà perduta. Molte
specie animali e vegetali, infatti, stanno scomparendo dalla terra con una rapidità preoccupante e
molti scienziati ritengono che la principale causa
siano proprio le attività umane.
La convenzione sulla diversità biologica (Cdb),
entrata in vigore il 29 dicembre 1993, ha tre obiettivi
principali: conservare la diversità biologica, utilizzarla in modo durevole e spartire i benefici che ne
derivano in modo giusto ed equilibrato.
E per biodiversità cosa si intende? Ciò che designa
tutte le forme di vita sul pianeta Terra in questa era
storica di cui noi siamo testimoni, ed è il frutto di
un’evoluzione durata miliardi di anni sotto l’impronta dei processi naturali e, sempre più, sotto
l’influenza degli esseri umani.
In questa “diversità” vengono incluse le molte
varietà di piante, di animali e di microrganismi, ma anche le differenze genetiche
all’interno di ogni specie, esempio le differenze tra uno stesso vegetale selvatico o
coltivato. Dalla scoperta dell’agricoltura,
passando per la rivoluzione industriale e
arrivando ai giorni d’oggi, abbiamo rimodellato paesaggi, animali, deciso, spesso
“inconsapevolmente”(?), estinzioni di esseri
viventi in modo irreversibile, senza tenere
conto di tutto ciò.
Attualmente non siamo a conoscenza del numero
di specie che abitano la terra, ne sono state catalogate circa un milione e mezzo, ma il numero stimato
da diversi scienziati varia tra i cinque ed i 30 milioni.
Ma se la distruzione della natura progredirà al ritmo
attuale molte specie non saranno mai conosciute perché
si estingueranno prima che qualche naturalista possa
scoprirle e dare loro un nome e una classificazione.
Nonostante il nostro modo di vivere sia molto cam57
Per saperne di più …
biato col passare del tempo, basti pensare alla nostra
alimentazione oggi condizionata dal commercio piuttosto che dalle stagioni o dalla natura, la diversità biologica deve essere difesa perché è il pilastro della civiltà.
Ed i Lions che cosa fanno? Sempre pronti a studiare
i fenomeni che via via si presentano, ed altrettanto
pronti ad informare le comunità di riferimento come è
accaduto a Casalina di Deruta, presso la sede del Cams
(Centro di Ateneo per i Musei Scientifici), dove l’Università degli Studi di Perugia ha aperto una Galleria
di Storia Naturale, e dove il Lions Club di Marsciano
presieduto dalla professoressa Rosalba Maria Farnesi
ha organizzato un interessante convegno sulla “Biodiversità”.
Relatori il professor Bruno Romano, direttore del Cams,
il naturalista dell’Università di Perugia Angelo Barili, il
dottor Umberto Sergiacomi, responsabile dell’Osservatorio faunistico della Regione Umbria. Al termine una
visita, guidata dal naturalista Sergio Gentili, alle due
importanti collezioni ospitate nella galleria: la raccolta
ornitologica del marchese Orazio Antinori (Perugia
1811 - Lét Marefià 1882) con ben 800 campioni raccolti
in tutto il mondo, e quella di monsignor Giulio Cicioni
(Cerqueto 1844 - Perugia 1923) ricca di oltre 6000 campioni di minerali, rocce, fossili di tutto il pianeta.
“Abbiamo voluto trattare di biodiversità - ha detto
Rosalba Maria Farnesi - calandoci nel nostro territorio perché le raccolte qui custodite rappresentano la
memoria della comunità regionale. Gli ‘oggetti’ collezionati che si possono vedere in questa galleria di
storia naturale, sono in realtà simboli rappresentativi
della comunità regionale e quindi parte della nostra
coscienza”.
Si comincia a rispettare il particolare per poi allargare
al globale.
Una giornata…
da leoni
Un incontro, un service, un riconoscimento assegnato ad un autentico Lion costituiscono i momenti
salienti di una giornata che non potrà essere dimenticata. La consegna della “Good Will Ambassador” a
Carmelo Lupo.
V
ent’otto anni sono trascorsi da quando il Lions
Club Ferrara Estense ha dato inizio ad un service
che ha resistito all’usura del tempo per la sua valenza,
per la sua concretezza, per la sua internazionalità, per
l’aiuto offerto a chi ormai si avvia verso l’ultima parte
della propria esistenza.
Un’azione assolutamente in linea con i fini lionistici
dell’unire i popoli con sentimenti di amicizia, di soccorso ai più deboli, di promozione della fratellanza, in
aderenza al principio che la solidarietà, l’eguaglianza e
58
l’aiuto al prossimo non si soddisfano con vane parole,
ma con sentimenti fondanti che trovano concreta realizzazione nell’azione dei Lions.
Nei vent’otto anni citati sono stati ospitati gratuitamente - in appartamenti presi in locazione dai Lions
del Ferrara Estense al Lido degli Estensi di Comacchio
- non meno di 3.500 persone, provenienti dalla Germania, dall’Austria e dall’Ungheria.
Tali “anziani” vengono segnalati da Lions Club gemellati (o anche non gemellati) con il club ferrarese, quali
Steyer, Wiener Neustadt, Vienna Albertina, Kautbeuren, Buda Budapest, Sopron.
Anche quest’anno, dal 18 settembre al 2 ottobre, 75 persone d’ambo i sessi e di nazionalità ungherese e austriaca
(questi ultimi guidati dai PDG Wolfgang Inthal e Joseph
Dietman del Distretto 114 W Austria) hanno goduto del
sole e del mare d’Italia, ospitati dal club Ferrara Estense,
che ha organizzato la visita della Città di Ferrara, essendo
anche ricevuti, nei Palazzi storici della dinastia estense,
dal sindaco e dal vice presidente della Provincia.
Una gita in motonave, alla scoperta di Chioggia e delle
zone vallive del Delta del Po, ha suscitato l’entusiasmo
degli ospiti, così come sono stati particolarmente graditi
i tre incontri, “a tavola imbandita”, in ristoranti caratteristici dove i cori, i suoni ed i “brevi” discorsi sono
stati accolti con manifestazione di gioia dagli ospitati e
dagli ospitanti.
La cerimonia di benvenuto è stata quest’anno significativa e sinceramente apprezzata per la presenza del
Presidente Internazionale Emerito Giuseppe, “Pino”
Grimaldi, di tre Past Direttori Internazionali (Massimo
Fabio, Paolo Bernardi e Giovanni Rigone), del Governatore del Distretto 108 Tb Roberto Olivi Mocenigo,
di due Past Presidenti del Consiglio dei Governatori
del Multidistretto 108 Italy (Carlo Casali e Marcello
Briguglio), di un notevole gruppo di Past Governatori
del Distretto 108 Tb, con la presenza anche del PDG
Lanfranco Simonetti, (Governatore nell’anno 1975/76
dell’allora Distretto A essendo Governatore del Tb Carmelo Lupo), nonché del 1° Vice Governatore Ferraretti
e del 2° Vice Bolognesi del 108 Tb.
Dopo l’apertura di rito, seguita dall’ingresso delle
Autorità lionistiche di livello internazionale, già citate,
(accompagnate dal PCC Carmelo Lupo), le stesse prendevano posto al tavolo della Presidenza, con accanto il
Presidente Ugo Ferroni, il Governatore Roberto Olivi, il
Sindaco di Comacchio Paolo Carli, il Generale di Squadra Aerea Mario Renzo Ottone (Comandante il CAOC
5 e Vice Comandante del COF A di Poggiorenatico), il
Direttore Scolastico Provinciale Vincenzo Viglione, il
PDG Wolfgang Inthal per l’Austria e la prof.ssa Emma
Halasz per l’Ungheria.
Il presidente Ferroni prende la parola dando il benvenuto agli “ospiti” della terza età e alle Autorità lionistiche, mentre il PDG Inthal, per il gruppo austriaco,
e Emma Halasz, per gli ungheresi, ringraziano per
l’ospitalità ancora una volta offerta a uomini e donne
della terza età, indigenti, dei loro paesi. La parola viene
Per saperne di più …
Carmelo Lupo con il Presidente Internazionale Emerito Pino Grimaldi e i PID Giovanni Rigone, Massimo Fabio, Sergio Maggi e Paolo Bernardi.
data poi ai Past Direttori Internazionali.
Fabio Massimo elogia la continuità del “service” e si
complimenta per l’entusiasmo e lo spirito umanitario
che ha sempre animato l’attuazione dell’iniziativa, di
cui è stato promotore Carmelo Lupo, che ben merita le
insegne che saranno a lui consegnate.
Paolo Bernardi sottolinea l’impegno profuso dal club
in questi 28 anni per la realizzazione dei fini del lionismo, con una encomiabile abnegazione del presidente
fondatore Lino Lupo, che oggi riceve le insegne della
più alta onorificenza dell’associazione.
Giovanni Rigone evidenzia come l’azione dei Lions del
Ferrara Estense testimoni la realizzazione delle finalità
del lionismo. Si complimenta per il meritato riconoscimento accordato al presidente fondatore del club.
Prende poi la parola il Governatore Roberto Olivi
Mocenigo, che esprime la propria soddisfazione per il
premio accordato a Carmelo, “insegna che costituisce
onore non solo per l’insignito, ma per l’intero Distretto
nell’anno del mio governatorato”.
Le parole del Presidente Internazionale emerito, Pino
Grimaldi, scuotono l’uditorio emozionando, fin nel
profondo, l’animo dei presenti. Grimaldi parla del lionismo attivo, di un’associazione i cui meriti sono stati
riconosciuti in tutto il nostro pianeta, che vanta rappresentanti nelle maggiori organizzazioni mondiali. Egli
sottolinea l’importanza del service realizzato dal Ferrara Estense per il suo contenuto umanitario e di fratellanza, soffermandosi sul significativo riconoscimento
che il Presidente Internazionale Eberard Wirfs ha
assegnato a Carmelo (3° Presidente del Consiglio dei
Governatori dalla istituzione di tale incarico elettivo),
la “Good Will Ambassador”. “Per i suoi straordinari
servizi e la costanza nell’azione, Lino Lupo rappresenta
l’immagine del Lion che ha abbracciato la filosofia
dell’associazione con amore ed entusiasmo, dedicando
ad essa tempo e denaro per il benessere altrui. A lui ho
il privilegio di consegnare le insegne di “Ambasciatore
di buona volontà”, additandolo ad esempio da emulare, sottolineando come in 50 anni di istituzione di tale
riconoscimento, solo a 18 Lion italiani è stato assegnata
tale onorificenza”.
Superato il nodo alla gola, Lino chiede il permesso di
poter esporre i sentimenti che turbinano nel suo cuore
cercando di trasformarli in parole.
Con una tonalità flebile, che man mano diventa sempre
più incisiva, Lino ringrazia il Presidente Internazionale
Wirfs per l’alta onorificenza concessagli, “ma ancor più
tale medaglia tocca il mio cuore perché accordata su
segnalazione di un grande Presidente Internazionale,
unico italiano ad essere stato eletto a tale prestigioso
incarico”. “Pino Grimaldi mi ha additato la strada del
servire fin da quando ebbi a conoscerlo nella veste di
Direttore Internazionale, ed è stato per me il vero rappresentante di un lionismo attivo, privo di orpelli con
un solo ed esclusivo fine: quello del servizio a favore
del prossimo, della comunità in cui si vive, dell’aiuto ai
deboli, dell’impegno per il bene civico. A lui va il mio
ringraziamento per aver potuto godere della sua amicizia e dei suoi insegnamenti, che mi hanno accompagnato nei miei quarant’anni di lionismo attivo”.
Il presidente del club, Ugo Ferroni, concludendo questa
parte della entusiasmante serata, esalta l’azione di servizio dei Lions in ogni parte del mondo. Ferroni si
sofferma sulla prestigiosa onorificenza consegnata al
socio presidente fondatore del Ferrara Estense, uomo
di assoluta dedizione al lionismo. “Tale riconoscimento
- continua l’avv. Ferroni - viene apprezzato e condiviso
da tutti i soci poiché lo stesso club vede riconosciuto il
proprio impegno nel campo del servire ed un suo Lion da sempre ispiratore di attività qualificanti - riceve il più
alto riconoscimento internazionale che ci onora tutti”.
59
Per saperne di più …
Minori a rischio…
che fare?
Dolorosi e raccapriccianti eventi di cronaca recente
hanno reso quanto mai attuale il convegno dal titolo
“Minori abbandonati, minori contesi, minori devianti,
minori vittime”, organizzato dal Lions club “Napoli
1799” con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di
Napoli. Di Stefania Paoli
I
l Convegno, tenutosi l’8 ottobre scorso nella monumentale sala della Biblioteca “Alfredo De Marsico”
di Castel Capuano, ha ospitato illustri relatori della
Magistratura e del Foro napoletano, nonché autorità
lionistiche del distretto Campania, Basilicata e Calabria.
I Lions, infatti, sono tradizionalmente attenti alle problematiche sociali e già da anni si occupano del problema della devianza minorile con convegni e attività
di supporto sul territorio. In questa occasione il presidente del Lions Club “Napoli 1799”, Eugenio Emilio
Potortì, con Alfredo Guarino e con Giuseppe Vitiello,
affermati professionisti napoletani e soci del club, ha
portato la discussione su questo tema delicato proprio
nella sede del Diritto e della Giustizia.
Dopo i saluti del presidente Potortì e dei rappresentanti
dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, della Presidenza
della Biblioteca “Alfredo De Marsico” e del Consiglio
Nazionale Forense, il Convegno è entrato nel vivo con
gli interventi di alcune delle più alte cariche della Magistratura napoletana: Carlo Alemi, Presidente del Tribunale di Napoli; Carlo Montella, Presidente di Corte di
Appello - sezione minori; Gustavo Sergio, Presidente
del Tribunale per i Minorenni di Napoli; Manuela
Mazzi e Graziella Arlomede, Sostituti Procuratori della
Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Il quadro è
stato ulteriormente ampliato dall’intervento di Patrizia Esposito, Presidente del Tribunale per i Minorenni
di Campobasso, che ha portato una interessante testimonianza da fuori regione; la malavita organizzata
campana, e con essa la devianza minorile, sta infatti
invadendo anche regioni limitrofe e in particolare il
Molise.
60
Nell’ambito di ciascuna delle sezioni in cui è stato suddiviso il Convegno, un punto di vista a volte complementare è stato proposto dagli interventi degli avvocati
relatori (Graziella Ausiello, Oriana Grassi, Alfredo
Guarino, Giuseppe Vitiello) e da Imma D’Elia, psicologa: tutti professionisti che operano da anni con competenza e dedizione in questo delicato settore.
Numerose le questioni che si sono imposte all’attenzione del folto pubblico di Lions e di addetti ai lavori
presente in sala: il ruolo e la responsabilità degli adulti
nei problemi di devianza minorile; la necessità educativa di regole chiare nell’età dello sviluppo; la crescente
solitudine che molti bambini vivono in famiglia; la
questione dell’affido condiviso nell’ambito dei nuovi
equilibri esistenti oggi tra i coniugi; il problema della
spettacolarizzazione da parte dei mass media degli
episodi di violenza sui minori; i vantaggi di un lavoro
di squadra, che coinvolga famiglia, insegnanti, psicologi, magistrati, avvocati; la necessità di un costante
aggiornamento e di una elevata qualificazione professionale, dal momento che l’interazione con i minori
richiede competenze specifiche, rigore metodologico e
una grande sensibilità.
La discussione si è focalizzata anche su problematiche più specificamente operative: il recente passaggio
di alcune competenze dal Tribunale dei Minori alla
Magistratura ordinaria, che oltre ad accrescere ancora
di più i compiti della Giustizia ordinaria elimina anche
una specializzazione della magistratura; la allarmante
carenza di organico, che determina un forte rallentamento dei tempi, ancora più grave nel caso di processi
che riguardano bambini. Il convegno è stato moderato dal past Governatore del Distretto 108 Ya, Paolo
Lomonte; le conclusioni sono state tratte da Emilio
Cirillo, Governatore in carica.
I lions portatori
della cittadinanza
umanitaria europea
A Genova, l’8 ottobre, i soci di otto club hanno partecipato all’incontro “La cittadinanza attiva umanitaria, nazionale e internazionale, nell’azione lionistica”.
Relatore d’eccezione Ermanno Bocchini. Di Massimo Ridolfi
U
na serie di fortunate circostanze ha portato a
Genova, su invito e iniziativa di Rossella Ferrari,
Presidente del LC Genova Santa Lucia, il Past Direttore Internazionale Ermanno Bocchini. L’occasione è
stata opportuna per una conferenza, e un chiarimento,
sull’iniziativa di cui Bocchini è stato padre e promotore,
in sede nazionale e in sede internazionale: “La cittadinanza attiva umanitaria, nazionale e internazionale,
Per saperne di più …
nell’azione lionistica”.
La notorietà e il peso lionistico di Bocchini, tra l’altro è
il rappresentante del Lions Club International al Consiglio d’Europa, la sua qualità d’esser Lion, il fascino del
suo parlare sostenuto da autentico entusiasmo, e l’argomento propostogli per la sua conferenza, hanno coagulato i soci di ben 8 club genovesi che Rossella Ferrari,
con un po’ di apprensione e tanto lavoro, è riuscita a
coinvolgere. 8 club, con i loro presidenti e gruppi di soci,
5 Past Governatori, il Governatore del Distretto 108 Ia2
fronto e di dialogo. In tutto ciò il nostro passato ci
conforta e ci aiuta. Utopia, sogno? Ermanno Bocchini
è Direttore del Centro Lions per la ricerca dei metodi
di sviluppo dei paesi e di costruzione della pace tra i
popoli. La Carta della Cittadinanza Umanitaria Europea sancisce il programma d’azione comunitaria.
Questa la sintesi della lunga, appassionata e trascinante
conferenza di Bocchini, che ha raccolto calorosi applausi,
ma non la totale condivisione, come si è potuto recepire
negli interventi successivi. La “carità” è termine che mai
è entrato nel nostro lessico, né come suono né come concetto d’azione. Piuttosto il servizio lionistico è sempre
stato ed è partecipazione, condivisione, esame e risoluzione dei problemi. Siamo sempre e ovunque andati in
pace in nome dell’umanità. Sempre nell’attualità del dettato di Melvin Jones e nell’intento di promuovere comprensione e amicizia. Sicuramente azioni più globali,
con larga partecipazione (Sight First insegna), mirate a
risolvere situazioni specifiche, avrebbero più effetto.
Un “tetto amico”
al Policlinico
Carlo Forcina e il suo Vice Gabriele Sabatosanti e una
schiera numerosa di officer distrettuali e di addetti ai
lavori. Questo, in sintesi, tralasciando i nomi per necessità di spazio e sperando che nessuno se ne adombri, il
quadro che ha caratterizzato l’avvenimento.
La lunga disanima di Bocchini ha preso le mosse da
alcuni fondamentali presupposti che sono cardine
della attuale iniziativa lionistica. Innanzitutto, la sorprendente attualità del pensiero di Melvin Jones, realizzato negli statuti e nel codice. I presupposti fondanti
del lionismo non hanno minimamente subito il logorio
dei tempi o degli avvenimenti e rivolgimenti sociali e
politici degli oltre novant’anni passati. L’appello, lungimirante, a creare la solidarietà e la comprensione tra
i Popoli, presupposto indispensabile per lo sviluppo
dell’umanità, è appello di oggi e oggi quanto mai sentito per le tensioni esistenti nel mondo. Restituire ai
popoli e alle nazioni dignità e libertà dal bisogno, perseguire il sogno di una società basata sulla reciproca
comprensione è oggi, come per Melvin Jones, lo scopo
da raggiungere. Abbiamo, dice Bocchini, capacità, cultura, ricchezza professionale e progettuale. Siamo in
grado di rispondere a qualunque istanza, tenendoci
lontani dalla illusione che con gli aiuti umanitari e caritatevoli si possano risolvere i problemi delle comunità.
Non è mai accaduto per i meno fortunati né per gli
indigenti. Abbiamo un debito storico con le comunità
più bisognose e poiché abbiamo possibilità e capacità
per affrontare ogni emergenza, dobbiamo essere parte
attiva, cittadini del mondo, per una azione umanitaria
globale, nel segno del dettato lionistico, che è sempre
attuale. Una nuova frontiera quindi, che ridia la libertà
individuale, la dignità ai popoli, la possibilità di con-
E’ un progetto ambizioso al quale il LC Bologna San
Lazzaro ha contribuito con un importante service
promozionale ed assistenziale.
S
i è conclusa domenica 19 settembre, a Villa Cicogna a San Lazzaro di Savena, la 5ª Festa del Cuore
organizzata dall’ATCOM, l’Associazione Trapiantati
di Cuore Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. La
“festa” è cominciata sabato 18 settembre con un convegno dedicato alla “giornata di sensibilizzazione alle
donazioni”. Al convegno hanno partecipato oltre ai
Dirigenti del Policlinico S.Orsola Malighi e i Direttori
delle Unità Operative di Chirurgia dei trapianti, Monsignor Fiorenzo Facchini della Curia Arcivescovile di
Bologna, Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Roberto Olivo
Mocenigo, Governatore del Distretto, Giorgio Fioravanti, presidente della 1ª Circoscrizione, Gianni Pattini, presidente di Zona, ed Andrea Rossi, presidente
61
Per saperne di più …
del Lions Club Bologna San Lazzaro.
Nel corso del convegno, è stato presentato ed inaugurato il progetto “Tetto amico” che prevede la realizzazione di locali ubicati presso lo stesso Policlinico
da destinare ai parenti ed ai pazienti trapiantati che
devono rimanere in prossimità dell’ospedale per effettuare visite, terapie e controlli senza per questo dover
essere ricoverati in reparto.
Inoltre, è prevista la realizzazione di un fondo economico per la gestione dei fabbisogni correlati all’ospitalità nella Casa Accoglienza (trasporti, vitto, presidi,
consulenze professionali) e per situazioni di tipo straordinario che riguardano l’accoglienza di pazienti senza
fissa dimora, extracomunitari, situazioni familiari in
condizioni di estremo disagio.
E’ un progetto ambizioso al quale il LC Bologna San
Lazzaro ha contribuito, grazie soprattutto all’impegno
profuso dai Lions Vittorio Biffi e Lauro Oppici, con un
importante service promozionale ed assistenziale.
A Bologna, il LC Bologna San Lazzaro oltre ad aver
contribuito alla realizzazione della Casa di Accoglienza
“Tetto amico” è impegnato nella realizzazione di incontri di formazione ed informazione sul tema dell’autismo, una delle sindromi più complesse e difficilmente
gestibili dell’età infantile. Gli incontri, già realizzati con
successo nel 2007 e nel 2008, hanno lo scopo di alleggerire il peso psicologico che grava sui genitori, costretti
spesso a trasformarsi in terapisti per tutta la vita e di
consentire agli educatori-insegnanti di apprendere
metodologie che daranno ai bambini affetti da questa
patologia una possibilità di inserimento sia nella scuola
di oggi che nella società di domani.
I Lions… sul mare
Domenica 26 settembre si è svolta la regata che ha
visto assegnare il “Trofeo Lions Guglielmo Marconi”
ed il “Trofeo Città di Cattolica”. La manifestazione ha
visto uniti ancora una volta i Distretti A e Tb, il Circolo
Nautico cittadino e la Fondazione Marconi. Di Sofia
Sechiarolo
L
a sinergia di intenti fra i Lions dei Distretti 108 Tb e
108 A, unitamente al Circolo Nautico cittadino, con
la collaborazione della Fondazione Guglielmo Marconi, ha visto alla partenza 37 magnifiche imbarcazioni,
di cui 12 con la bandiera Lions, i cui equipaggi avevano
nei volti una duplice gioia: quella di pregustare una
splendida giornata di fine estate, unita a quella di prendere parte ad un momento di solidarietà.
Lo spirito lionistico di mettere le proprie energie, le
varie professionalità, a disposizione di chi è meno fortunato, ha trovato tutti concordi
Iscrizioni, sostenitori, 17 Club Lions organizzatori,
ASD Puravida e Marina di Cattolica hanno permesso
di donare un elevatore per barche per disabili (grazie
62
anche ad un evento collaterale organizzato dal Lions e
Leo Club Valle del Conca), e di contribuire all’acquisto
di un cane guida addestrato per un non vedente.
La principessa Elettra Marconi ha contribuito con la
sua radiosa passione per la vela ad attirare attenzione
ed ammirazione. Gentilmente ospitata su un’imbarcazione ha seguito in mare tutta la regata, prestandosi poi
a premiare, sempre sorridente, i vari vincitori, assieme
al Sindaco di Cattolica, Marco Tamanti, ai Governatori
Lions Roberto Olivi Mocenigo e Guglielmo Lancasteri,
al Presidente della Fondazione Guglielmo Marconi,
Gabriele Falciasecca, al Presidente del CNC, Tullio
Badioli e ad altri ancora.
Un frettoloso osservatore potrebbe chiedersi: “ma che
cosa ha accomunato i Lions, il Circolo Nautico, l’ADAOnlus, la Fondazione G. Marconi e gli altri sostenitori”?
La risposta è semplice: la convinzione che un armonico
lavoro di squadra rende tutto più facile, l’attenzione per
la comunità, l’orgoglio di mantenere vivo il ricordo del
grande genio, Premio Nobel, Guglielmo Marconi, che
in Cattolica ha soggiornato e di cui rimangono ancora
l’abitazione e tanti aneddoti.
Ci sia concesso concludere facendo nostro uno degli
scopi del lionismo, che dovrebbe essere peraltro obiettivo comune di ogni vero cittadino: “prendere attivo
interesse al bene civico, culturale, sociale, morale, della
comunità”. La giornata di domenica 26 settembre ne è
stata una tangibile dimostrazione.
Un milione di goal
Una enorme cifra destinata a progetti umanitari,
raccolta con decine di partite, attuando la vincente
politica di incontrare squadre saldamente ancorate
all’immaginario collettivo. Di Brunello Gentile
D
evo confessare che quando nel LC di Camposampiero, al quale mi onoro di appartenere, qualche
anno fa venne lanciata l’idea di creare una squadra di
Per saperne di più …
calcio per raccogliere fondi da destinare ai grandi service, avevo formulato dubbi sulla longevità dell’iniziativa.
Sbagliavo di un milione di euro, perché questa è stata
la cifra già destinata a progetti umanitari, raccolta con
decine di partite, attuando la vincente politica di incontrare squadre saldamente ancorate all’immaginario
collettivo, come la Nazionale Cantanti, la Nazionale
Piloti e la Nazionale Calcio TV, tanto per citarne alcune.
Eventi che se attuati da altri costano una fortuna, ma
si materializzano con incredibile efficacia se realizzati
dalla paziente ragnatela, che solo la forza dei Lions sa
creare.
La foto di gruppo con lo sfondo del pubblico si riferisce
all’ultimo incontro fra la rappresentativa Lions e quella
del Calcio TV avvenuto a Campodarsego (Padova).
Farò cenno allo svolgimento delle operazioni perché
possa essere compresa la complessità del meccanismo
organizzativo. La sera di venerdì 1 ottobre, al Teatro
‘Altaforum’ della città, messo a disposizione dalla
Banca Padovana Credito Cooperativo, 700 spettatori
hanno assistito ad uno spettacolo di ballo, canto e cabaret a cura di artisti locali e nazionali come le Bronse
Querte, Luca Galtieri, Luca Cassol (Capitan Ventosa di
Striscia la Notizia) e Nando Timoteo di Colorado Cafè.
Sabato 2 ottobre le manifestazioni in programma allo
stadio ‘Gabbiano’ sono iniziate con le esibizioni dei
ragazzi delle associazioni sportive e culturali del comprensorio e con il lancio di quattro paracadutisti di una
scuola veneziana, l’ultimo dei quali ha recapitato il
pallone con cui si è iniziato il gioco. Il calcio d’inizio è
stato dato dal vicepresidente della Regione Veneto On.
Marino Zorzato.
Nella squadra Lions & Company, denominata Alta
Team, vi erano soci dei club di Camposampiero, Cadoneghe, Piazzola sul Brenta, Padova e Venezia, presenti
anche il Sindaco di Campodarsego, Lion Mirko Patron,
e l’officer distrettuale al calcio Ferruccio Ruzzante. Per
la Nazionale Calcio Tv, guidata dal Gabibbo, davanti
ad oltre 2.000 persone hanno dato vita con entusiasmo
allo scontro Moreno Morello, Jimmy Ghione, Giampaolo Fabrizio (Il Vespa di Striscia la Notizia), Baz e i Turbolenti di Colorado Cafè. Per la cronaca i Lions hanno
perso la partita con il punteggio di 4 a 5.
Non so quante manifestazioni realizzate dai Lions
ottengano il risultato di far vivere un evento con tante
autorità politiche, religiose, culturali, artistiche, creando
opportunità alle realtà sociali di ogni genere e lasciando
spazio a chiunque, giovani e meno giovani. Non so poi
quante altre manifestazioni siano in grado di raccogliere
una somma netta da spese di 48.000 euro da destinare
alla Caritas per una importante iniziativa di microcredito, al Movimento per la Vita e alle spese chirurgiche
necessarie per donare una vita normale a Maria Josè,
una bambina sudamericana già plurioperata.
Domenica 21 novembre 2010 si replica a Cittadella con
la sfida che i Lions e i loro amici hanno lanciato ancora
una volta alla Nazionale Piloti di Formula Uno e di
Motociclismo.
Mi chiedo perché questa squadra dei Lions debba essere
composta solo da soci di club del padovano, del veneziano e pochi altri e non veda accorrere a dar manforte
anche i Lions delle altre regioni italiane. Così come mi
verrebbe di chiedere alle donne Lions se non se la sentano di organizzare una squadra nazionale per sfidare
una o più rappresentative di atlete, modelle ed attrici.
Una sera per le malattie rare
S
trepitoso successo della 23ª edizione della “Serata di solidarietà”, spettacolo organizzato dal Lions Club Lignano,
svoltasi nei mesi scorsi all’Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro.
La serata è stata presentata dalla collaudata coppia di volti
televisivi, Mariagiovanna Elmi e Bruno Pizzul. Lo spettacolo,
sotto la sapiente regia del socio Luigi Lacchin, è filato liscio
come non mai in un’arena gremita in ogni ordine di posti.
Tutti i partecipanti si sono esibiti senza alcun compenso.
Il ricavato delle serata servirà per sostenere gli studi sulle
malattie rare della “Clinica pediatrica Burlo Garofalo” di Trieste che è in stretto contatto con l’altrettanto importante clinica
“Children Hospital” di Seattle U.S.A., diretta dal prof. Hans
Ochs. (Giorgio Gorlato)
63
Per saperne di più …
Nel 108 L le notizie
viaggiano in LIS
LIS é l’acronimo di Lions Information Service e rappresenta un bollettino on line che tratta dati, fatti e
notizie dai club e verso i club del Distretto 108 L e non
solo. Di Pasquale D’Innella Capano
Q
uesto bollettino agisce come una vera e propria
agenzia di stampa Lions che pubblica su un portale informativo e raggiunge via email tutti i soci che
si registrano volontariamente. Un link interattivo, dal
titolo della email, porta direttamente alla pagina web
del portale LIS che contiene la notizia pubblicata nella
sua interezza.
Nella email di contatto con i lettori registrati è contenuto solo il titolo delle news pubblicate. LIS evita così di
invadere la casella postale del destinatario con pagine
multimediali voluminose e che finiscono con l’essere
cancellate dal destinatario prima ancora di essere lette.
Le notizie sono pubblicate per piccolissimi blocchi.
Quasi sempre ad una email corrisponde un solo titolo.
Questo metodo di pubblicazione aumenta la disponibilità di chi riceve a cliccare sul titolo dell’e-mail e a
proiettarsi nella pagina web corrispondente alla notizia
nella sua interezza.
Dalla pagina web contenente la notizia si passa alla
home page del portale LIS da cui si accede alla intera
gamma di servizi che il sistema di pubblicazione consente di attivare.
Insomma, si comincia con la lettura di un titolo su una
email poco invasiva e molto discreta per giungere ad
un portale informatico completo e capace di accogliere
il visitatore con una serie di servizi utili a conoscere il
mondo del Lionismo in generale e ciò che accade nei
club in particolare.
64
La LIS ha iniziato le sue pubblicazioni sperimentali nel
mese di novembre del 2007 con il Governatore Vincenzo Mennella. Oggi, dopo un totale di 32 mesi e 34
numeri mensili, abbiamo pubblicato 783 notizie (circa
una notizia ogni due giorni) e raccolto iscrizioni volontarie da 708 lettori abituali che rappresentano all’incirca
il 20% dei soci Lions del Distretto 108 L.
Il nostro obiettivo per l’anno 2010-2011 è quello di raddoppiare le registrazioni superando il 40% dei soci del
distretto.
Il portale LIS è un vero e proprio sportello interattivo
che consente la lettura delle news raggruppate per
rubriche e per sorgenti. Le sorgenti finora utilizzate
sono “dai Club”, “dal Governatore”, “dal Distretto”, “dal
Multidistretto”, “dal’Internazionale” e “dall’Esterno”. Un
comodo comando “Globale” consente di ottenere a
video l’elenco completo ed aggiornato di tutte le notizie pubblicate.
Le rubriche raccolgono notizie e dati omogenei per settore di interesse quali i temi e i service nazionali e distrettuali, vita di club, iniziative Lions, MERL, LCIF, Lions
per la vista, Campi giovani, Lions Quest, Cittadinanza
umanitaria e notizie di altro genere. L’ordine di pubblicazione è strettamente cronologico e ciascuna notizia è
rappresentata con il suo numero di pubblicazione, con
la sua rubrica di appartenenza, con la sua data e l’ora di
messa in linea e, soprattutto, con il suo autore.
LIS è uno strumento di democrazia associativa. Ciascun socio lions ha il diritto di vedersi pubblicata la
propria notizia senza filtri e senza commenti. La redazione si limita a rivederne la forma limitando eventuali
sbavature grammaticali e cercando, con il consenso
dell’autore, di migliorarne lo stile per una più agevole
lettura.
E’ bandita ogni forma di intervento personale che non
abbia interesse per la comunità, polemiche di qualsiasi
genere, e formule descrittive del tipo “nella splendida
cornice…” “la dotta dissertazione…:” “le eleganti
signore…” e così via.
Per saperne di più …
LIS non fa formazione lionistica. Si esprime solo con i
fatti, i dati e le notizie.
Non si sovrappone con i suoi contenuti alle riviste
Lionismo del distretto 108 L o alla rivista Lion (ex The
Lion) del Multidistretto. Il bollettino LIS riporta esclusivamente ed in tempo reale tutto ciò che accade nel
Distretto 108 L o nel mondo esterno solo se di interesse
lionistico.
Se formazione c’è nella LIS questa è solo di tipo giornalistico per consentire ai club, ai loro presidenti e agli
addetti stampa di esprimere in pieno la propria capacità realizzativa e di servizio.
L’informazione, con le sue notizie, è un bene di fondamentale importanza anche nella comunità dei Lions e
va preservata da distorsioni e influenze che la assoggettino ad interessi particolari e momentanei.
La nostra redazione, composta per ora da un responsabile e quattro volontari, collabora con gli autori degli
articoli per migliorarne la leggibilità riservandosi il
diritto di imporre il titolo, di rivederne la forma espositiva e di impaginare i contributi multimediali per una
migliore resa alla pubblicazione.
La sezione Downloads del portale, opportunamente
suddivisa in diverse sottosezioni consente di pubblicare documenti di utilità generale per i club e per i
singoli soci contribuendo, con il portale del Distretto
www.lions108l.it alla distribuzione di documenti utili
e di informazioni di servizio.
Completano il portale link utili per raggiungere i siti
delle riviste Lionismo e Lion, di alcune iniziative distrettuali come I Quaderni del Lionismo e la Casa di Accoglienza
Lions di Cagliari per i malati oncologici e gli affetti da
Talassemia. Infine, il portale LIS dispone di uno spazio
ancora non utilizzato riservato alla pubblicità che
potrebbe diventare il motore pagante di migliorie e di
estensioni della nostra capacità di fare informazione.
Con i suoi soli 35 numeri mensili già pubblicati, LIS ha
raggiunto le 32 mila visite e le 90 mila pagine lette. Ci
sembra un risultato ragionevole e incoraggiante per
continuare sulla via della moderna informazione giornalistica e di attualità del nostro Distretto 108 L. L’indirizzo web del LIS è www.newsletterlions108l.it
Lions Factory
la scommessa del futuro
Andy Warhol ci ha pensato per primo tra gli anni
Sessanta e i Settanta a creare una sorta di officina
di lavoro collettiva delle idee. Prendendo spunto dallo
spirito positivo dell’artista americano, il LC Genova
Diamante mette in cantiere la “Lions Factory” per
creare un movimento di idee e proposte collettive.
N
el 21° secolo Internet rappresenta quindi la location ideale in cui incontrarci, confrontarci e pro-
porre nuove prospettive per i service e il lionismo del
futuro. La “Lions Factory” è un portale web di prossimo
utilizzo, una open house, in cui tutti i club possono partecipare e sono invitati a farlo. La Factory diventa così
uno spazio concettuale dove molte nozioni dell’associazionismo Lions si trasformano in stile di vita e iniziative al passo coi tempi.
Come i pittori, musicisti e filmaker di Warhol ingerivano avidamente la vita, cosi nella “Lions Factory”
le barriere generazionali vengono meno per trovare
insieme le migliori opportunità di crescita. Per una
strategia comunicativa vincente e senza vincoli di
appartenenza al club, il nostro ha deciso, di proporre
e propagandare tutte le proprie iniziative sotto l’effige e la bandiera del Lions Clubs International, relegando il nome del proprio club in un piccolo spazio a
fondo pagina o addirittura, omettendolo del tutto. Con
il risultato, di dare risalto all’appartenenza del club
all’associazione internazionale.
Con un approccio di questo tipo, vengono meno gli
attriti e le rivalità tra club, ostacolo alla crescita dell’Associazione, lasciando inalterati sia l’identità sia l’operato
del club che l’opera del Lions Clubs International.
E’ con tali auspici che nasce e si sviluppa il Progetto
Lions Factory. Il Genova Diamante è un club che nasce
nel 2006 con una ventina circa di soci fondatori, molto
giovane, che vede al suo interno, prevalere la presenza
di donne, quanto mai eterogeneo per età, località e pregresse esperienze sociali e professionali. Alla sua nascita,
non ha al suo interno un gruppo con rapporti consolidati o di persone appartenenti ad una medesima sfera
sociale o intellettuale. Insomma, un po’ “brodo primordiale” o “minestrone” che uniti ad un entusiasmo senza
pari ha dato origine e forma al Lions Factory.
Questa esperienza, unita all’ingresso di altri soci altrettanto attivi e propositivi, è stata la molla che ha spinto
a dare un “cappello” e “identità” a quel movimento
di idee. Così, con il supporto del Governatore, che per
primo ha creduto in questo progetto, nasce “Lions Factory”, una sorta di laboratorio “virtuale” quindi, un
movimento di idee e proposte collettive in grado di
spingere i valori del lionismo alla crescita con contenuti attraenti per le generazioni del nuovo millennio,
e di farlo percorrendo strade alternative e non ancora
percorse!
In questa sede si prototipizzeranno e si testeranno sul
campo strumenti e strategie innovative, non necessariamente dovranno essere grandi idee o concetti rivoluzionari, a volte sono i dettagli che fanno la differenza
tra il successo o il fallimento dello stesso progetto,
quindi all’interno di “lions factory” c’è spazio per tutto
e per tutti purché all’insegna della sperimentazione
finalizzata a costruire e non a distruggere. Una sorta
di scudo per affrontare senza paura i retaggi di un lionismo… potremmo dire: spesso un po’ Jurassico sotto
molti aspetti. Senza paura di infrangere o di tradire per
questo l’etica e la tradizione lionistica.
G. Sciortino, M. Pischedda, E. Mattiello
65
Lettere
Il disagio giovanile,
fatti non (solo) parole
Caro direttore,
i giovani sono da sempre oggetto di analisi e di interventi, da parte dei media e delle istituzioni deputate ad
affrontarne il disagio. Mai come in questa fase storica,
siamo tutti proiettati a comprendere, interpretare, tentare di risolvere le varie forme di tale disagio, in tutte le
sedi e nelle modalità nelle quali si presenta, la famiglia
e la scuola innanzitutto. Anche noi Lions siamo chiamati a questo sforzo, sia in quanto persone che vivono
con apprensione la condizione giovanile in quanto
fenomeno generazionale, sia in quanto associazione di
figure sociali e professionali impegnate nel fornire contributi adeguati in termini di competenze e di servizi
al territorio che la ospita per rispondere con maggiori
strumenti ed efficacia a questo problema.
Per oltre vent’anni, coi soci del Comitato dei Club Gallarate Host e Gallarate Seprio, ho operato ottenendo spesso
risultati incoraggianti con un progetto denominato Bussola e lavoro, che offre ai giovani degli istituti tecnici e
professionali la possibilità di incontrare, nei colleghi che
hanno aderito al service, figure professionali capaci di
orientarli nel mondo del lavoro. E’ un modo, forse più
Una lettera dalla
Presidenza della Repubblica
La Presidenza della Repubblica, sensibilizzata dal
PDG Bruno Ferraro, ha fatto pervenire una lettera
di apprezzamento sul nostro tema di studio nazionale. Siamo convinti che si tratti di un fatto significativo, che denota attenzione e compiacimento
per l’iniziativa dei lions, e segnali l’attualità e
l’importanza di una riflessione sulla Costituzione
e sui valori in essa contenuti. Ne consegue, la sua
pubblicazione per farla conoscere a tutti i lions.
Il Presidente della Repubblica desidera esprimere il suo apprezzamento per il tema “La Costituzione Italiana conoscerla e amarla”, scelto dai
Lions Club italiani quale argomento di riflessione
e approfondimento per la ricorrenza del 150°
anniversario della Unità d’Italia.
Il progetto di testimoniare la vitalità e l’attualità
dei valori e dei principi della nostra Costituzione
in occasione delle celebrazioni di questo importante anniversario consentirà di diffondere, specie
tra i giovani, la cultura della legalità, del rispetto
dei diritti fondamentali e della fiducia nello Stato
di diritto.
Agli organizzatori, ai relatori e ai partecipanti,
il Capo dello Stato invia i saluti più cordiali e
fervidi auguri di proficuo lavoro, cui volentieri
unisco i miei personali.
Donato Marra
66
proficuo di altri, per tastare il polso ai nostri adolescenti,
cogliendone le istanze che rivolgono al mondo adulto
e fornendo loro qualche strumento in più per affrontare con cognizione il difficile passaggio alla condizione
adulta ed effettuare con fiducia le giuste scelte professionali. Così, si dà loro qualche nuovo stimolo, un obiettivo,
e li si aiuta, talvolta, a cominciare a prendere le distanze
da situazioni di emarginazione o devianza.
Credo che questo sia un servizio concreto, molto utile,
capace di dare sostanza alla nostra missione sintetizzata nel motto “we serve”. Mi piacerebbe, dopo tante
analisi e interventi che ho potuto leggere in questi anni,
anche all’interno di questa rivista, che quei club che
stanno facendo un percorso simile al nostro ne dessero
testimonianza, spiegando di quali messaggi e attività
si fanno portatori. Sarebbe un modo per stimolare tutti
a superare il momento della parola - talvolta abusata a
fronte di tanto bisogno di fatti - e per dimostrare a cosa,
in quanto Lions, concretamente serviamo.
Beniamino Decio
Lei conosce i Lions?
Caro direttore,
finalmente sei sbottato ed hai pienamente ragione:
siamo noi Lions che non ci facciamo conoscere. Ci limitiamo, scusa il termine, ad intasare le nostre riviste, di
quello che facciamo e basta!
Ma noi sappiamo benissimo come operiamo, anche
se abbiamo smanie di presenzialismo che approvo in
ambito locale. E’ da questo ultimo che dobbiamo uscire,
prima provincialmente, poi regionalmente ed infine a
livello nazionale.
A mio avviso - per anni mi sono occupato di PR in
ambito industriale per poi obbligatoriamente divenire
giornalista, ma ora sono troppo vecchio - dobbiamo
raggiungere gradualmente le pubblicazioni provinciali sia settimanali che mensili: quando inizieremo ad
essere conosciuti in questo ambito ristretto in cui deve
e può agire l’addetto stampa di club se debitamente
supportato, in collaborazione con l’addetto stampa di
circoscrizione, che deve ricevere input ed indirizzi da
chi coordina la stampa distrettuale, potremo ambire ad
ampliare il campo di azione.
Nessuna rivista o quotidiano regionale o nazionale ha
sinora illustrato ai suoi lettori cosa sono e cosa fanno i
club di servizio: solo ora pare che se ne inizi a parlare su
una rivista mensile di provincia!
In ogni industria, organismo, ente esiste un coordinamento PR con i media cartacei e no, che sa chi e come
contattare: noi non lo abbiamo (chi parla di noi sui
quotidiani ?) e quindi come possiamo averlo a livello
distrettuale?
Quello che attualmente realizzano i distretti è già molto,
moltissimo e ringraziamo chi si dà da fare.
Non è il progetto da illustrare per captare l’attenzione dei
cittadini, ma il cuntinuum di attività che i Lions hanno
sviluppato e continuano ad attuare, da far conoscere:
non basta la partecipazione ad un evento nazionale che
Lettere
passa, come è passata in secondo piano se non in terzo!
Abbiamo delle attualità preminenti come il “Servizio
cani guida dei Lions” che è importante, ma chi lo conosce? Non potremmo iniziare da questo?
Come al solito le tue e queste mie rimarranno parole al
vento. Speriamo comunque sempre.
Felice Camesasca
A proposito di Unità d’Italia
www.stannah.it
The Lion
L’unità d’Italia prima di Cavour, Vittorio Emanuele II
e Garibaldi l’ha fatta la lingua italiana. Dante, Petrarca
e Machiavelli hanno creato una base in cui, dalle Alpi
a Pantelleria, tutti si riconoscono. Otto secoli di lingua
parlata e scritta ne hanno fatto un documento d’identificazione nazionale. L’unità politica venne dopo e con
criteri ancora oggi contestati sia dal Nord che dal Sud.
Questo considera l’aggressione del Piemonte ad uno
Stato sovrano, un atto di prepotenza concretizzatasi col
saccheggio delle sue risorse, dei suoi valori e delle sue
tradizioni. Il Nord giustifica l’aggressione col supremo
ideale dell’Unità. Si tratta di una controversia mai sopita
che si è riaccesa nell’imminenza del centocinquantenario. Disputa, tuttavia, superata dai fatti. L’unità, ormai
è un fenomeno irreversibile. Del resto le ragioni che
205X135
U1:The
Lion quelle
205X135
15-02-2010 13:28
uniscono
superano
cheU1
dividono.
Masse enormi si sono spostate da una regione all’altra,
da una città all’altra, (si parla di venti milioni di persone) determinando un inestricabile groviglio di rapporti.
Le riviere di Levante e di Ponente offrono innumerevoli
esempi di integrazione e Torino viene definita la più
grande città del sud trapiantata in Piemonte. Superati i
tempi dei cartelli “non si affitta a meridionali” bisogna
prendere atto che molti dei figli di quei meridionali,
oggi occupano posti di responsabilità negli enti pubblici e nelle imprese private. E molti sono imprenditori.
Essi non hanno rubato il lavoro ai locali, ma hanno colmato dei vuoti, creato nuove occasioni.
Occorre anche registrare, ma se ne parla poco, che un
buon numero di settentrionali ha trovato soddisfacente
sistemazione nel meridione.
Da quel 1861 a oggi vi sono stati matrimoni, interessi
con i loro intrecci, rapporti di parentela, di lavoro
tali che renderebbero impossibile affermare “questa
regione è abitata da soli meridionali e questa da soli
settentrionali”. Nel corpo di ciascuno di noi c’è quasi
sempre una goccia di sangue dell’altro.
All’inizio dell’Unità il centralismo statale si rese necessario per prevenire spinte centrifughe dovute all’assemblaggio affrettato delle regioni e al forte campanilismo
degli italiani. Oggi si reclama il decentramento camuffato da federalismo.
Pagina
Questa1 forma di riassetto è possibile a patto che lo
Stato sia abbastanza autorevole per farla rispettare,
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67
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Lettere
altrimenti si trasformerà in un frazionamento di potere
che moltiplica poltrone e prebende creando pericolose
sperequazioni.
E’ vero, ad esempio, che la Lombardia è “il motore economico della nazione”, ma è altresì vero che a renderla
tale vi hanno contribuito anche le altre regioni, sia con
l’apporto di mano d’opera che di cervelli. Io non sono
approdato a Milano, con la valigia di cartone, ma perché
espressamente chiamato da una grande azienda.
Dunque, quando si parla di Unità, occorre cautela per
non suscitare vespai.
Se vengono messi da parte i campanilismi ed i personalismi è possibile realizzare un federalismo equo e
sostenibile, ma dev’essere equo e sostenibile sul serio
altrimenti è una beffa.
L’Unità ha favorito la crescita del Paese in maniera diseguale, facendo uscire dal sottosviluppo alcune regioni
e trascurandone altre. In parte per mancanza di iniziative locali, in parte per colpevole inerzia dello Stato e in
parte per la fuga di milioni di elementi attirati al Nord
dal lavoro che prometteva una vita migliore.
Dopo centocinquanta anni non tutti i problemi sono
stati risolti ed anzi di nuovi ne sono venuti alla luce,
ma nessuna persona di buon senso può disconoscere i
vantaggi dell’Italia Unità.
Dicevamo in apertura che la lingua ha avuto una funzione fondamentale, però insieme a essa va ricordata
anche la scienza. (…)
Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento del
Vittoriano a Roma, afferma che esisteva già uno stato
italiano con una tradizione scientifica secolare di cui il
massimo esponente era Galileo Galilei. Galileo fu certamente la massima espressione della scienza moderna,
ma Campanella ne fu il più convinto ed appassionato
divulgatore.
Se alla tradizione scientifica si aggiunge quella letteraria e linguistica, si capisce perché l’unione politica non
ha fatto altro che sancire una realtà esistente.
Il Risorgimento realizzò un desiderio che esisteva già
nella coscienza degli italiani.
Francesco Giuseppe Romeo
Un elisir di lunga vita del service…
l’alternanza della governance
L’analisi della governance dei principali service italiani evidenzia come tutti, tranne una o due eccezioni, hanno lo stesso “gestore” da molti anni, se non
addirittura dalla nascita del service.
Non mi soffermo, ovviamente, sulle capacità e qualità lionistiche e professionali dei “gestori”, sicuramente indiscusse e meritorie. Mi chiedo, invece, se
il permanere nel tempo (troppo tempo) nella stessa
carica dello stesso “conduttore” del service rappresenti veramente il bene e la garanzia per la crescita
futura del service. Personalmente sono convinto di
no.
A questi amici va riconosciuta l’intuizione di aver
dato vita da soli o con altri alla nascita del service,
alla sua crescita e sviluppo. E di ciò ne vanno orgogliosi non solo loro ma tutto il lionismo italiano che
è loro grato.
Ma la lunga permanenza nella carica di gestore
genera una affezione quasi filiale al service, dalla
quale non si vuole (o non si vorrebbe) distaccarsi mai.
Tutto comprensibile sul piano umano ma non razionale per una reale crescita del service in linea con i
13ª Edizione del premio di poesia e narrativa
Il pennino d’oro
Raccolta fondi a sostegno della Cooperativa Sociale “L’Anaconda”, Centro diurno per disabili.
I
l Lions Club Varese Europae Civitas, in collaborazione con i Lions Club Varese Host e Varese
Prealpi, organizza la 13ª edizione del premio
nazionale di poesia e narrativa “Il pennino d’oro”.
Sono ammesse novelle e poesie inedite a tema
libero, in lingua italiana e vernacolo. Le novelle
non dovranno superare le 5 cartelle dattiloscritte
e le poesie i 60 versi. Le poesie in vernacolo
dovranno essere accompagnate dalla traduzione
in lingua italiana. Saranno premiate le prime tre
composizioni di ciascuna categoria.
Gli elaborati, in 6 copie dattiloscritte, sola la prima
dovrà indicare le generalità dell’autore, (nome,
cognome, indirizzo, telefono e, se si vuole, anche la
data di nascita) dovranno essere spediti entro il 28
Febbraio 2011 direttamente alla referente del comitato: Armanda Cortellezzi Frapolli - Viale Monte
68
Grappa, 46 - 21049 Tradate (Varese).
E’ richiesto un contributo di euro 10 per ogni composizione, quale raccolta fondi a sostegno della
Cooperativa Sociale Onlus “L’Anaconda”, che si
occupa di aiutare soggetti disabili.
L’importo complessivo (contanti o assegno) va allegato alle composizioni inviate.
La premiazione, aperta a tutti i concorrenti, si terrà
giovedì 9 giugno 2011, presso il Golf Club di Luvinate. Sarà comunque inviata una lettera a tutti i partecipanti con il luogo, il programma della serata e
l’indicazione dei “finalisti”.
Per qualsiasi informazione vi preghiamo contattare i lions Armanda Frapolli (tel. 3334714820
- 0331840654 - e-mail: [email protected] )
oppure Milena Landonio (tel. 3480833706, e-mail:
[email protected]).
Lettere
tempi che cambiano.
Non solo, ma una volta che il “gestore” ha consumato le
proprie scorte di iniziative, di fantasia, di progettualità,
di ricerca di nuovi percorsi per lo sviluppo del service,
c’è il fondato rischio di involontariamente appiattire il
“gioiello” lionistico che con amore si è creato, allevato
e reso adulto.
Il rimedio è il ricambio generazionale e l’alternanza dei
ruoli. Condizione necessaria è che il “gestore” abbia
avuto la sensibilità e la volontà di far crescere al suo
fianco alcuni amici ai quali passare al momento giusto
il testimone.
Nella nostra realtà lionistica però ciò non avviene. E
rappresenta un serio rischio per il service.
Sono convinto, infatti, che per il bene di quest’ultimo,
per garantirgli un futuro, l’arricchimento con nuove
iniziative, adeguamenti ai tempi che cambiano, visioni
più ampie, l’alternanza sia indispensabile. E’ un gesto
di amore verso il service, di consapevolezza, diciamo
anche di umiltà e di generosità per far scaturire nuove
idee che portino a nuovi percorsi per far diventare
sempre più adulto il service, più radicato nel territorio,
più in sintonia con i tempi che mutano. Anche questo
è “innovazione”.
E ciò senza staccarsi dal service ovviamente utilizzando
formule e figure giuridiche correnti e rimanere nel (e
con il) service come buoni genitori che hanno messo al
mondo un figlio, lo hanno fatto crescere e poi lasciato
libero di imboccare con altri nuovi percorsi “senza perderlo di vista”.
Sono riflessioni alle quali personalmente ho già dato
risposte concrete e operative con evidenti importanti
benefici per il service, Ora le affido agli amici “gestori”
di altri service.
Giuseppe Pajardi
La sinergia per una
comune attività di servizio
“Sono sempre convinto… della necessità che i club
delle varie associazioni operanti nello stesso territorio
si incontrino per una comune attività di servizio. Uniti
si può fare molto di più; divisi l’azione perde mordente
ed efficacia”. Così scrive nell’ultimo numero di ottobre
della rivista Lion (pag. 69) il socio Bruno Ferrari, che
parla del suo viaggio a Fatima (“in pellegrinaggio associato”) insieme ad una comitiva di rotariani del club di
Massafra.
A conferma della validità di tali affermazioni circa la
“comune attività di servizio”, in qualità di socia dell’Archeoclub di San Severo (oltre che di pubblicista e saggista) e quale moglie del socio Lion Armando Gravina
del club San Marco in Lamis, comunico che il 29 ottobre
c’è stato un incontro organizzato da tre club di servizio
(Archeoclub, Lions e Rotary), che attivamente operano
insieme nella città di San Severo di Puglia, ritenendo
tutti che la cultura sia un patrimonio comune da promuovere e pubblicizzare, non da ostacolare.
Silvana Del Carretto Gravina
Aiuto,
ci hanno rubato l’amicizia…
Cos’è l’amicizia? Se non si rischiasse di scivolare nel
luogo comune, si potrebbe rispondere che “tutto è
nell’amicizia”. Amicizia, innanzitutto, è ciò che è considerato uno dei più importanti stati emozionali, dopo
l’amore universale, alla base della vita sociale, perché
fonte di collaborazione al benessere comune, aiuto e
condivisione di momenti importanti.
Sul dizionario si trova la seguente definizione: “il legame
affettuoso fra due o più persone, nato dalla consuetudine e da
affinità di sentimento, tenuto saldo da una reciproca stima e
considerazione”.
Nello stesso tempo amicizia è ciò che dà forma alla vita
materiale e spirituale di una persona, specialmente se
socio o socia lions.
L’amicizia ci dice ciò che siamo. L’amicizia, infatti, è
nello stesso tempo tutto ciò che differenzia una persona
dall’altra, un socio dall’altro, una socia dagli altri, un
mondo dall’altro.
Tutto, dunque, può essere rapportato all’amicizia. Poi c’è
chi è amico e chi è nemico. C’è chi scommette sull’amicizia
e chi la ignora, oppure la calpesta. Chi la valorizza e chi
la disprezza. Non solo ogni persona, ma ogni momento
della storia è stato caratterizzato dal concetto di amicizia.
C’è chi interpreta in modo errato l’amicizia, c’è chi la manipola a proprio piacimento. Ecco: la sensazione oggi è che
qualcuno, senza che ce ne accorgessimo, ci abbia rubato
l’amicizia. Siamo senza amicizia. Proviamo a chiederci: che
“tipo di amicizia abbiamo di fronte in questo momento?”.
Da una parte c’é la “vecchia” amicizia ufficiale e istituzionalizzata, quella dei vecchi soci lions che ci hanno creduto,
fatta di nomi, opere giudizi e valori consolidati, una amicizia al servizio degli altri che nel campo delle idee preferiscono conservare, piuttosto che reinventare: una amicizia
fatta di canoni e mappe precise; una amicizia che diffida
del nuovo, del diverso, dell’irregolare, che vive e muore in
se stessa, nella semplicità e nell’ambito dell’amore del “ti
voglio bene” sempre e comunque. Poi, c’è la (mono) amicizia calata dall’alto, creata ad arte, per degli interessi personali, decisa dalle grandi cerimoniere del sapere, i guru,
le maestre, i critici, le maitresse-à-penser che tutti seguono
ipnotizzati. L’amicizia distorta da concetti quali: “chi non è
con me è contro di me...” oppure “devo dire quello che penso”,
o “sono spontanea e realista”, o che rifiutano la stretta di
mano perché turbate da ipotesi di correzione fraterna, o di
chi mente sapendo di mentire, o di chi dà un passaggio e
poi ne chiede il costo del biglietto… masturbazioni mentali che indicano la mancanza di discernimento e che non
hanno nulla di lionismo. E’ la carnevalizzazione dell’amicizia. Ecco a cosa si è ridotta l’amicizia. Una parola a sentire
la quale, ormai, desueta, svuotata, violentata, ma con possibilità eccezionali di recupero.
Con questo scritto, comunque, si è già attivata la correzione fraterna, e per chi ha il minimo dubbio, per chi
ritiene di aver interpretato in modo singolare l’amicizia,
per chi si riconosce nella (mono) amicizia, è necessario
un piccolo gesto di umiltà.
Cosimo Stefanelli
69
In ricordo di ...
Erwin l’ineguagliabile
Il titolo di questo ricordo non è, come potrebbe
sembrare, eccessivo. Erwin Stricker, past presidente
del Lions Club Bressanone ed organizzatore del
campionato italiano Lions di sci del 1998, morto per
un tumore al cervello pochi giorni or sono, indubbiamente lo è stato.
La sua carriera di sciatore della mitica Valanga
Azzurra gli valse il soprannome di “cavallo pazzo”
perché si buttava nelle discese - discesa libera,
slalom speciale, slalom gigante che fosse - in modo
spericolato ed irresponsabile. Voleva essere primo
e non lo fu mai nelle gare importanti di Coppa del
Mondo, dei Mondiali e delle Olimpiadi, proprio
per il suo sprezzo del pericolo che provocava cadute
spettacolari: e furono proprio le cadute a dargli la
celebrità, più dei risultati.
Un volo di 60 metri finito contro la rete e con un polmone traforato in Val d’Isère, mesi di coma, fratture
ovunque fosse possibile fratturarsi qualcosa contrassegnarono la sua carriera insieme all’entusiasmo, alla forza interiore, alla voglia di gareggiare al
massimo ed oltre, al buon umore.
Buttò al vento medaglie d’oro mondiali e successi proprio per la sua dirompente vitalità, che lo
costringeva a non tener mai conto delle sue capacità
e delle difficoltà del tracciato.
Conclusa la sua carriera agonistica continuò a fare
quel che già aveva fatto da atleta: innovare, migliorare, inventare, sempre allo scopo di garantire la sicurezza degli atleti. Le ginocchiere dei pantaloni da sci,
i bastoncini curvi, le punte ad uncino sono solamente
alcuni dei miglioramenti che egli introdusse, forse
ricordando i suoi colossali e celebri impatti contro i
bastoncini dello slalom.
Ha creato una catena di punti di noleggio degli sci,
curando che fossero sempre gli ultimi modelli ad
essere messi a disposizione, ha inventato il noleggio
delle biciclette per chi risale la Val Venosta in treno
per poi ridiscendere a valle in bici, ha introdotto lo
sci in Cina e costruito - un’altra idea “impossibile”
di Erwin - piste da sci di neve artificiale al coperto, in
luoghi dove non hanno mai visto la neve vera. Ma si
è anche occupato e preoccupato di aiutare gli sciatori
che non guadagnano cifre da capogiro e rimangono
infortunati.
Fra i colleghi ed amici Erwin viene ricordato per i suoi
travolgenti scherzi, io ricordo la sua forte e calorosa
stretta di mano accompagnata sempre da un sorriso
dolce e da uno sguardo limpido, profondo, buono. Il
suo funerale ha rispecchiato, per sua volontà, questo
carattere e questa voglia di non essere mai banale.
Nel grande parco di un castello si sono radunati,
attorno alla sua bara, centinaia di amici, conoscenti,
colleghi, politici, per ricordare episodi della sua vita.
Dagli atleti della valanga azzurra, guidati da Gustav
Thöni, agli imprenditori, ai suoi avversari sugli sci,
ai colleghi di tutte le sue imprese atletiche e non, il
succedersi dei ricordi personali raccontati al microfono ed accompagnato dai filmati d’archivio è stato,
come lui aveva chiesto, una girandola di episodi e
di attestati di amicizia vera che hanno coperto la tristezza con il sorriso.
Federico Steinhaus
Un libro per la nostra biblioteca
La Biblioteca Nazionale Lions a Pontremoli
città del libro e del premio bancarella
Arricchisci la Biblioteca Nazionale Lions inviando tue pubblicazioni
(sia di carattere narrativo che scientifico, o divulgativo lionistico)
oppure sponsorizzate dal tuo club direttamente a: Biblioteca Nazionale Lions
via Pietro Cocchi “Palazzo Malaspina”
54027 Pontremoli - Massa - Tel. 0187 830134
I volumi saranno regolarmente catalogati e messi a disposizione del pubblico.
70
PROGRAMMA UFFICIALE DELLA SETTIMANA
Domenica 30 gennaio 2011
Arrivo e sistemazione
Aperitivo di benvenuto
Spettacolo pirotecnico chiusura ufficiale Marcialonga
Consegna programma settimana bianca
Lunedì 31 gennaio
Sci all’Alpe di Lusia
Ciaspolata nel parco di Paneveggio
Visita al Museo di Nonno Gustavo a Bellamonte
Martedì 1 febbraio
Sci Sella Ronda - Giro 4 Passi
Passeggiata del Solombo con sosta Maso dello Speck
Visita Pinacoteca della Magnifica Comunità di Fiemme
Mercoledì 2 febbraio
Sci Pampeago / Obereggen
Fondo e Ciaspole al passo Lavazè
Fine giornata in rifugio a Pampeago
Giovedì 3 febbraio
Ricognizione campi gara (Alpe Cermis - Lago Tesero)
Cerimonia Ufficiale di Apertura Lions open 2011
Riunione delegati Club Organizzatori
Venerdì 4 febbraio
Gara Fondo individuale
Gara Fondo Staffetta
Giochi sulla neve
Serata dell’amicizia (informale) “Lionscinsieme”
Premiazione gare Fondo
Sabato 5 febbraio
Gara Slalom Gigante
Premiazioni Slalom - Staffetta - Combinata
Cena di Galà
Premiazione Trofei Clubs e Campioni Italiani Lions
Domenica 6 febbraio
Arrivederci in Piemonte 2012
71
Libri Lions
Qualità e merito nella scuola italiana
Le fonti di energie alternative
A volte leggiamo sui
giornali o vediamo in
televisione
interventi
sulla scuola italiana. I
suoi problemi sono molti
e ulteriori difficoltà si
aggiungono per la presenza di numerose etnie.
Ciò premesso, giunge a
proposito il forum del 21
gennaio scorso organizzato dal Centro Studi del
Lionismo italiano “Giuseppe Taranto”, i cui atti
sono stati pubblicati nel
numero 69 della collana “Quaderni del Lionismo”.
Gli interventi hanno sottolineato che la scuola italiana non coinvolge, non attrae, non ottiene l’interesse
degli studenti e fra gli insegnanti non vi sono sensibili
discordanze da questi giudizi. All’istruzione, considerata secondo la tradizione la funzione fondamentale, si
deve aggiungere quella educativa, diventata indispensabile per l’eterogenea origine degli allievi.
L’ulteriore approfondimento riguarda gli insegnanti.
Per troppo tempo al sistema scolastico è stata attribuita la funzione di occuparne il maggior numero, per
cui la quantità è stata privilegiata sulla qualità. Gli
interventi hanno evidenziato la necessità d’introdurre
nella nomina dei docenti il meccanismo meritocratico
e l’opportunità d’introdurre la “cultura di governo”
che diversifichi in rapporto alle esigenze del territorio.
Il Ministero deve svolgere una funzione di controllo a
distanza degli indirizzi programmatrici e dei risultati
essendo compito della scuola fare l’organico in rapporto alle esigenze locali. La demotivazione degli insegnati è un problema fondamentale, “tutto il sistema è
privo di sistemi premianti, nessuno è incentivato a fare
meglio”.
E’ rilevante la considerazione finale del dott. Oliva:
“Questa mancanza assoluta di incentivi e riconoscimenti dei meriti professionali e dell’impegno è affrontata nella legge Aprea, dove compare per la prima
volta l’ipotesi di differenziare la remunerazione degli
insegnanti”.
Vi hanno partecipato, oltre al PDG Osvaldo de Tullio
nella veste di Delegato alla Presidenza del Centro
Studi, la Lion Luisa Lettighieri, l’On. Valentino Aprea,
il dott. Attilio Oliva, il dott. Giorgio Allulli, l’On. Stella
Carluccio ed il prof. Giorgio Rembado
Umberto Rodda
“Le fonti di energie alternative” è il titolo del
volume edito dal Distretto
108 Ya, presentato nell’annata lionistica 2009/2010,
a Villa Doria d’Angri,
sede prestigiosa dell’Università “Parthenope” di
Napoli. Il volume, composto da 470 pagine, è il
frutto del lavoro di illustri esperti nei vari settori
delle energie alternative,
che hanno contribuito
con i loro scritti, a titolo
gratuito, alla realizzazione di uno strumento di conoscenza, informazione e divulgazione delle problematiche connesse alla questione energetica strettamente
legata all’emergenza climatica e ambientale in atto.
Il Coordinamento Distrettuale che mi vede responsabile, su proposta del Lions Club Napoli Megaride, ha
creduto opportuno con la stampa, la presentazione e
la distribuzione del volume, realizzare qualcosa che
andasse oltre il convegno parlato, lasciando una traccia concreta, utile e visibile, dell’operosità e del lavoro
dei Lions. Hanno partecipato, dando un valido aiuto
all’organizzazione i Lions Club: Camaldoli Terra Mia,
Partenope, Capodimonte, Mergellina e Palazzo Reale,
con i rispettivi Presidenti: Vincenzo Cavezza, Adriana
Daniele, Francesco Violi, Maria Albrizio e Luca Tirone.
In sede di presentazione del volume è emerso che i
guasti creati al pianeta dall’opera dell’uomo, con l’estrazione del petrolio, con l’immissione nell’atmosfera di
vari gas nocivi e quelli provenienti dalla combustione
del carbone, dello stesso petrolio e dei suoi derivati, le
cosiddette fonti fossili, stanno per diventare, secondo
ormai la maggior parte degli scienziati, irreversibili.
La richiesta sempre crescente di energia da parte dei
Paesi emergenti, e la continua diminuzione della produzione del petrolio, essendo secondo molti esperti in
fase calante, avendo raggiunto il picco massimo, sta
inducendo le grandi Compagnie alla scoperta di nuovi
giacimenti ed al trivellamento indiscriminato di nuovi
pozzi: la catastrofe in atto lungo le coste della Louisiana
è sotto gli occhi di tutti! Una marea nera grande quasi
tutta l’Italia centrale sta creando secondo gli specialisti
un disastro ambientale tale che ci vorranno una cinquantina d’anni a cancellarne le tracce. Per l’umanità
quindi, l’uso delle fonti di energia alternativa pulita e
rinnovabile, non è più un optional ma un obbligo non
più procrastinabile.
Ruggero Miglietta
The International Association of Lions Clubs,
Distretto 108 L.
Centro Studi del Lionismo “Giuseppe Taranto”
Quaderni del Lionismo, numero 69
“Qualità e merito nella scuola italiana”
72
Le fonti di energie alternative - Salvaguardando l’ambiente miglioriamo la qualità della vita…
Una pubblicazione del Distretto 108 Ya (a.l. 2009/10)
Gentili Soci Lions,
Venezia, 1 novembre 2010
abbiamo il piacere di comunicarVi che tramite le nostre ZM Promotion
e Associazione Musicale Città di Venezia siamo in grado di proporre
musicisti, cantanti (lirici e di musica leggera), gruppi musicali (rock,
gospel, ecc.), cori, orchestre complete ecc., per l’eventuale organizzazione
ed esecuzione di concerti, opere, musical, eventi, matrimoni, manifestazioni,
e ricorrenze varie.
Organizziamo inoltre concerti ed eventi per beneficenza.
Per ulteriori informazioni in merito potrete contattarci al seguente numero
telefonico 3356248001.
Per approfondire la nostra attività Vi invitiamo a visionare i seguenti siti:
www.zmpromotion.com,
www.associazionecittavenezia.it,
www.dominikazamara.it.
Cordiali saluti
Comm. Pierluigi Morasco
ZM PROMOTION
San Lio - Calle de la Nave 5681
30122 Venezia - Castello
Fax 0415086607
[email protected]
73
Sport & we serve
Camminare al femminile per la LCIF
Per ogni chilometro percorso, camminando o correndo, il socio versa un euro alla LCIF contribuendo spontaneamente al We serve che caratterizza tutti gli iscritti al nostro movimento. Di
Lanfranco Roviglio *
a corsa e la camminata veloce sono entrate nelle
L
abitudini degli italiani. Ovunque si incontra
qualcuno in tuta e scarpette impegnato nel walking
rivolto ai Lions, maschi o femmine, ad organizzare
una sgambata, una semplice passeggiata domenicale
di due o più club, familiari compresi, per raccogliere
o nel running. Fortunatamente a questa regola non una piccola donazione,questa volta non intorno ad
sfugge il sesso femminile.
una tavola imbandita, versando un obolo (non a
Le donne, vuoi per sfuggire al decadimento fisico favore dei ristoratori) ma alla LCIF.
degli “anta”, vuoi per ridurre curve opulente e flacci- Ma torniamo all’argomento: ho preparato un prodità, ingrossano il numero elevato di ex sedentari che gramma di avvicinamento al walking per princidue, tre volte la settimana si rilassano camminando pianti donne. La regola che propongo da più di venti
nei parchi cittadini o sui tapis rouland caserecci. La anni nella mia professione è: meglio poco e piano ma
migliore attività per ridurre il peso corporeo, la cellu- tutti i giorni piuttosto che tanta fatica (inutile) una,
lite, il rilassamento muscolare e della pelle è sicura- due volte la settimana.
mente quella aerobica, quindi meglio la camminata Mi rivolgo ad appartenenti al sesso femminile, di
prolungata e la corsa che la palestra con tutte le sue cinquanta-sessant’anni, normopeso. Naturalmente
varianti escogitate dalla fantasia.
intorno a questa età, soprattutto se il livello di moviPropongo in questo articolo un programma di movi- mento è stato sempre basso, sono d’obbligo un ECG,
mento al femminile. In questi ultimi anni il numero esami ematochimici di routine ed il parere del prodelle donne che praticano corsa agonistica e non, è prio medico di famiglia.
esploso in maniera inaspettata: un movimento in cre- La presenza di cardiopatia o ipertensione mal comscita. LCIF con somme raccolte dai club in tutti i con- pensata necessitano della supervisione di un medico
tinenti o da semplici donazioni individuali di poche dello sport.
decine di euro alla volta sostiene progetti a favore Rispetta i tuoi piedi: non avventurarsi nel walking
delle donne, delle famiglie o dei disabili soprattutto o nel running con vecchie scarpe da ginnastica. I
nel 3° mondo.
traumi, le vesciche sono in agguato: è indispensabile
La regola, più volte presentata su queste pagine, si investire 100 euro (è l’unica spesa di questo sport)
ispira alla filosofia del Lions Runners Walkers club, per un paio di scarpe tecniche; in ogni cittadina ci
fondato in Italia due anni fa: per ogni chilometro per- sono negozi specializzati a cui chiedere consiglio.
corso camminando, correndo o in bicicletta il socio In questa pagina appare programma di allenamento
versa un euro alla LCIF contribuendo spontanea- per sesso femminile normopeso fino a 60 anni.
mente al We Serve che caratterizza tutti gli iscritti al L’obiettivo è di incrementare progressivamente le
nostro movimento.
distanze percorse al passo. Il concetto di velocità
Camminare per servire potrebbe essere un invito appartiene alle competizioni e non interessano
questo programma. Un consiglio
conclusivo: è preferibile camminare in compagnia, almeno per
gli allenamenti più lunghi.
Farlo in piena solitudine è rilassante, favorisce il dialogo interno
e sviluppa incredibile inventiva
(provare per credere) ma bisogna
essere molto motivati. Uscire con
altre persone di pari età ed uguale
livello fisico favorisce l’adesione
al programma e produce benefici
più duraturi.
Settimana lunedì martedì mercoledì giovedì venerdì sabato domenica
Un ultimo importante suggerimento: prendere l’agenda,
1
10’
10’
RIPOSO
10’
RIPOSO
10’
10’
segnare
giornalmente
l’ora
2
RIPOSO
10’
10’
RIPOSO
10’
10’
15’
dell’appuntamento con la cam3
RIPOSO
10’
15’
RIPOSO
10’
10’
15’
minata con i tempi suggeriti:
4
RIPOSO
15’
10’
15’
10’
15’
15’
altrimenti tutto rimarrà rinchiuso
5
RIPOSO
20’
10’
15’
10’
15’
20’
nel cassetto dei sogni.
Programma di allenamento
per sesso femminile normopeso
6
7
8
74
RIPOSO
RIPOSO
RIPOSO
20’
20’
20’
15’
15’
25’
10’
20’
RIPOSO
20’
20’
25’
15’
15’
20’
20’
25’
30’
*PDG, Medico specialista in Dietologia, Responsabile LCIF del
distretto 108 Ib1.
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LION NOVEMBRE 2010