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VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 13 DICEMBRE 2010
N. 21
In data 13.12.2010 alle ore 18.00 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
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MOSANER Adalberto - Sindaco
ACCORSI Massimo - Presidente
LEONI Valter
PELLEGRINI Giovanni
LORENZI Patrick
GIULIANI Giuseppe
BENINI Luca
SANTONI Giovanni
STRAFFELINI Cinzia
BAZZANELLA Franca
DAVES Carlo
MORGHEN Fabio
CHINCARINI Flavia
MATTEOTTI Paolo
SANTONI Gianfranco
ZUCCHELLI Mario
MALOSSINI Massimo
FRIZZI Rocco
MORANDI Giorgio
MODENA Carlo
GRAZIOLI Luca
PEDERZOLLI Mauro
DE PASCALIS Flavio
PASULO Giuseppe
BACCHIN Francescomaria
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– ZAMBOTTI Pier Giorgio
– TRINCHIERI BENATTI Cristian
– MATTEOTTI Pietro
– BASSETTI Enzo
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A seguito delle dimissioni presentate in data 10.12.2010 il seggio del signor Mauro Malfer risulta
vacante.
Partecipa il Segretario Generale del Comune, dott.ssa Lorenza Moresco.
Partecipano alla riunione gli Assessori Alberto Bertolini, Renza Bollettin, Maria Flavia Brunelli,
Mirella Serafini, Marco Vivaldelli e Alessio Zanoni.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 25 Consiglieri comunali, il
signor Massimo Accorsi, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione dei seguenti argomenti, indicati nell’ordine del giorno emanato con
avvisi dd. 1.12.2010 e dd. 10.12.2010, regolarmente notificati ed allegati sub lettera A) e B),
come segue:
1. CONVENZIONE CON IL COMUNE DI ARCO PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEL
SERVIZIO MUSEALE DENOMINATO “MAG - MUSEO ALTO GARDA” (relatore Ass.
Brunelli)
2. RICOGNIZIONE DELLE RISULTANZE DEI RENDICONTI E DEI BILANCI
DELL'ESERCIZIO 2009 DEI CONSORZI AI QUALI IL COMUNE ADERISCE E DELLE
SOCIETA' PARTECIPATE
3. RICOGNIZIONE
ED
AUTORIZZAZIONE
AL
MANTENIMENTO
DELLE
PARTECIPAZIONI SOCIETARIE DEL COMUNE: ART. 3, COMMI 27, 28 E 29 DELLA
L. 24.12.2007 N. 244 (relatore il Sindaco)
4. CANONE DI CONCESSIONE PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE
EX ART. 27 D.LGS. 285/1992: SCELTA DELLA MODALITA' DI GESTIONE
MEDIANTE AFFIDAMENTO ALLA SOCIETA' PARTECIPATA GESTEL SRL (relatore
Ass. Brunelli)
5. IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA' E DIRITTO SULLE PUBBLICHE
AFFISSIONI: SCELTA DELLA MODALITA' DI GESTIONE MEDIANTE
AFFIDAMENTO ALLA SOCIETA' PARTECIPATA GESTEL SRL (relatore Ass. Brunelli)
6. APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI RIVA DEL
GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2011, DELLA RELAZIONE PREVISIONALE
E PROGRAMMATICA E DEL BILANCIO PLURIENNALE 2011/2013 E ALTRI
ALLEGATI (relatore Ass. Brunelli)
7. CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI DI RIVA DEL GARDA:
APPROVAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2011 (relatore Ass. Brunelli)
odg suppletivo n. 1:
1. SURROGA DEL CONSIGLIERE DIMISSIONARIO SIG. MAURO MALFER CON IL
PRIMO CANDIDATO TRA I NON ELETTI AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 14
“UNIONE PER RIVA DEL GARDA” - SIGNOR BENINI MATTEO (relatore il Presidente)
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Presidente:
Iniziamo con due brevissime comunicazioni. Su richiesta di alcuni Consiglieri manderò
una lettera di condoglianze all’ex Consigliere comunale Virgilio Bonora. Alcuni di voi sapranno
del grave lutto che l’ha colpito: oggi c’è stato il funerale della figlia, di soli 33 anni. Manderò una
lettera a nome di tutto il Consiglio comunale.
Chiedo poi di comunicarmi i nominativi dei commissari delle commissioni permanenti.
Ad oggi solo tre gruppi mi hanno fatto questa comunicazione. Chiederei dunque di farla in
maniera tale da insediare le commissioni permanenti, altrimenti non ci riusciamo.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ve lo dico perché se qualcuno di voi non ci avesse pensato, può farmi le comunicazioni in modo
che io possa insediare le commissioni. Chi è nuovo tra di voi forse non lo sa, chi è esperto sì, le
commissioni poi hanno vita propria e quindi nomineranno il proprio Presidente. Il mio compito è
semplicemente quello di raccogliere i nominativi dei gruppi e insediare le commissioni. Una
volta insediate, queste hanno vita propria.
La parola al Sindaco.
Sindaco:
Vorrei chiedere l'inversione di un punto all'ordine del giorno, per trattare la surroga del
Consigliere dimissionario Mauro Malfer, con quello subentrante. Grazie.
Presidente:
Il Sindaco ha proposto l’inversione del punto all’ordine del giorno per quanto riguarda la
surroga del Consigliere Malfer. Se nessuno è contrario procediamo. Prima però dobbiamo fare un
passaggio, ovvero la nomina degli scrutatori. Propongo i Consiglieri Daves e Pasulo come
scrutatori. Metto in votazione la proposta.
Sottoposta a votazione la proposta
− con voti favorevoli : n. 23 (Sindaco, Presidente, Leoni, Pellegrini, Lorenzi, Giuliani, Benini
Luca, Santoni Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Morghen,
Chincarini, Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli,
Malossini, Frizzi, Morandi, Modena, Grazioli, Pederzolli, De
Pascalis, Bacchin)
− contrari
: n. 0
− astenuti
: n. 2 (Daves e Pasulo)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 1
suppl. 1 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato C) al presente verbale.
PUNTO N. 1 suppl. 1: SURROGA DEL CONSIGLIERE DIMISSIONARIO SIG. MAURO
MALFER CON IL PRIMO CANDIDATO TRA I NON ELETTI
AVENTE DIRITTO DELLA LISTA N. 14 “UNIONE PER RIVA
DEL GARDA” - SIGNOR BENINI MATTEO
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Presidente:
Prima di procedere con la surroga vorrei ringraziare il Consigliere Malfer, a nome del
Consiglio, per l’impegno e la passione messi in questi mesi nella funzione di Consigliere
comunale. Impegno e passione che sicuramente metterà nel suo nuovo incarico di Vice
Presidente della Comunità dell'Alto Garda. Gli rivolgiamo i nostri migliori auguri, a nome mio e
del Consiglio comunale, perché possa svolgere al meglio questo importante incarico. In bocca al
lupo.
Ha chiesto la parola del Consigliere Pellegrini, prego.
^^^ Entra il Consigliere Pietro Matteotti: il numero dei presenti sale a 26. ^^^
Consigliere Pellegrini:
Vorrei solo precisare che alle dimissioni del Consigliere Mauro Malfer sono conseguite
anche quelle di Dalponte Andrea. Per questo subentrerà Benini Matteo. Per precisione.
Presidente:
Questa cosa è scritta nella relazione. Se volete la leggiamo. È agli atti.
Consigliere Pellegrini:
È stato ricordato che Mauro Malfer ha dato le dimissioni, quindi bisognava ricordare
anche che Dalponte, che gli seguiva, ha dato anch'egli le dimissioni, quindi il terzo è Benini.
Presidente:
La ringrazio, anche se non è una dimenticanza, perché è agli atti. "Il sottoscritto Andrea
Dalponte, residente a Riva, dichiara di rinunciare irrevocabilmente ad ogni effetto della nomina
di Consigliere comunale, in relazione...”. Tutti i Consiglieri comunali hanno ricevuto questa
comunicazione, quindi mi sembra un fatto acclarato. Ha rinunciato, non è una dimissione.
Nessun Consigliere interviene, mettiamo in votazione la surroga.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera C).
Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di
deliberazione, di cui forma parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 26
- Consiglieri votanti n. 26
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- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 26 (Sindaco, Presidente, Leoni, Pellegrini, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca,
Santoni Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen,
Chincarini, Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli, Malossini,
Frizzi, Matteotti Pietro, Morandi, Modena, Grazioli, Pederzolli, De
Pascalis, Pasulo, Bacchin)
n. 0
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Presidente, allegata al presente
verbale sub lettera C).
Presidente:
Prego dunque il Consigliere Benini Matteo di sedersi.
^^^ Entra il Consigliere Benini Matteo: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 1
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato D) al presente verbale.
PUNTO N. 1: CONVENZIONE CON IL COMUNE DI ARCO PER LA GESTIONE
ASSOCIATA DEL SERVIZIO MUSEALE DENOMINATO “MAG MUSEO ALTO GARDA”
Assessore Brunelli:
Grazie Presidente. Mi fa particolarmente piacere illustrare questo punto al Consiglio
comunale, perché è il coronamento di anni di esperienza che finora non era mai stata
formalizzata con una convenzione. In precedenza, dal 2008, le amministrazioni comunali di Riva
e di Arco lavoravano con un protocollo d'intesa che nel tempo è servito a verificare le possibilità
di far sfociare questa collaborazione in una forma più strutturata di organizzazione, quale quella
che portiamo oggi, cioè una convenzione.
Mi fa particolarmente piacere perché diversi sono i fattori sui quali vorrei richiamare
l'attenzione dei Consiglieri, che sono stati tutti concordanti e univoci nel dire che questa è l'unica
forma nella quale può sfociare una collaborazione di tipo culturale e museale come quella in
essere. Dal 2008, su questa esperienza, i Comuni di Arco e di Riva hanno trovato una volontà
politica univoca. Il primo protocollo d'intesa, nel 2008, è stato sottoscritto dall'allora Sindaco
Molinari con il Sindaco Veronesi. Si è partiti con una volontà chiara e precisa, a dimostrazione
del fatto che alla base delle decisioni sulle scelte di tipo intercomunale, o comunque di
collaborazione tra Comuni, è fondamentale la volontà politica..
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Il quadro normativo esistente provinciale, anche questo in un periodo in cui le risorse,
soprattutto verso ambiti quale quello della cultura, sono sempre più ristrette, incentiva le forme
associate. Per la verità le incentiva in tutti gli ambiti dei servizi comunali, però nell'abito museale
in particolar modo: il riconoscimento dei fondi non viene decurtato nel momento in cui si
riconosce la forma collaborativa tra Comuni. Un altro elemento che sta alla base di questa scelta
è la consapevolezza, che hanno acquisito i Comuni nel tempo, che l'eccessiva frammentazione
delle scelte culturali non porta mai una vera crescita. Porta magari a una sommatoria di
iniziative, che come valore complessivo, non hanno quel qualcosa in più che possa permettere di
fare il salto di qualità.
Nel momento in cui la struttura museo si interfaccia con le associazioni e le altre realtà
culturali, ci si rende conto che se l'organizzazione non è di un certo peso e di un certo tipo, il
modello organizzativo non sta in piedi, ha meno potenzialità, rischia l'autoreferenzialità,
l'esercizio di stile, ma non ha margini operativi propri, come un modello organizzativo forte.
Da ultimo la posizione geografica dei due Comuni, Arco e Riva, fa sì che le
caratteristiche ambientali e territoriali possano costituire il filo conduttore dell'argomento
culturale, cioè quello che sta alla base delle nostre realtà, unificato dal territorio.
Le prime collaborazioni, tra quello che allora si chiamava Museo civico e la Galleria
Segantini, negli anni 2009 e 2010 sono state organizzate secondo un protocollo d'intesa. La
consapevolezza, adesso, che è necessario darsi una forma organizzativa nuova, è maturata e
quindi proponiamo al Consiglio l'approvazione di una convenzione che disciplini l'oggetto di
questa collaborazione, disciplini le finalità, gli scopi da perseguire, i rapporti finanziari. Vorrei
per questo specificare che da questa nuova forma organizzativa non derivano aggravi di spesa a
carico del bilancio comunale.
È importante assumere in questo momento questa delibera perché fin dal 1° gennaio le
spese verranno effettuate in forma congiunta, cercando di superare i disagi organizzativi che sono
stati rilevati nel 2008 e nel 2009, quando, essendo centri di costo i singoli servizi delle due
municipalità, capitava che ci fossero delle disfunzioni nel predisporre gli atti deliberativi.
Tutta la spesa rientra sul bilancio del Comune di Riva del Garda, sul quale il Comune di
Arco verserà le proprie risorse. La forma organizzativa è con il personale esistente: quindi questa
convenzione non viene fatta per assumere personale né per incrementare le spese, ma solo perché
si crede fortemente nel progetto che sta alla base. Non si prevedono assunzioni del personale, si
lavorerà con quello esistente, che dovrà trovare la soddisfazione e l'operatività all'interno degli
strumenti già esistenti, ricavando quindi economie di scala e l'organizzazione delle procedure.
Per finire, mi piacerebbe ricordare che anche lo Statuto comunale all'art. 56 dice che “in
funzione di uno sviluppo razionale ed integrato delle comunità locali, il Comune promuove e
privilegia, come proprio obiettivo primario, i rapporti di collaborazione e di associazione con
gli altri Comuni e gli enti pubblici, nelle forme previste dalla legge, con preferenza, a parità di
condizioni, per quelle che consentono di avvalersi delle strutture amministrative tecniche già
esistenti". Penso dunque che questa convenzione rispetti in pieno il dettato statutario del Comune
di Riva del Garda.
Mi piacerebbe poi ancora sollecitare la discussione sul fatto che questo finalmente è un
modo per mettere in pratica quello che il Consiglio comunale ha sempre detto, cioè che è
necessario superare la logica territoriale della singola municipalità per trovare una rete di
collaborazioni. Sono già in grado di preannunciarvi che gli stessi Comuni di Nago-Torbole e di
Tenno hanno dimostrato interesse. Abbiamo già fatto degli incontri molto proficui nei mesi di
ottobre, novembre e dicembre. Abbiamo incontrato le due amministrazioni e semplicemente dei
problemi tecnici, legati alla tempistica, non hanno consentito loro di portare le delibere in
Consiglio. Credo però che da qualche parte sia riportato – non ricordo se nel testo della delibera
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o della convenzione – che le altre realtà territoriali hanno già dichiarato l'intenzione di aderire a
questa forma organizzativa.
Vorrei immaginare i territori che si affacciano sul lago di Garda tutti in grado di
collaborare ad un unico obiettivo, che non è semplicemente quello di creare dei contenitori per
delle mostre o per i beni archeologici, ma mi piacerebbe sollecitare la vostra attenzione sul fatto
che con il MAG si istituisce un sistema organizzativo che fa anche progettazione delle scelte,
cioè è in grado di produrre ed elaborare delle proposte proprie, che abbiano come filo conduttore
quello delle nostre ricchezze sul territorio, essendo in grado di restituire alla collettività delle
mostre, delle iniziative, delle elaborazioni culturali in grado di interpretare il territorio.
Inoltre un richiamo all'attività: per i Consiglieri comunali che hanno partecipato alla
prima delle riunioni che avevamo fatto al museo, ricordo che nel primo Consiglio comunale si
diceva che non si sapeva molto di questo MAG, è una realtà della quale si sente parlare, ma i
Consiglieri non si sono mai sentiti coinvolti. Dal punto di vista procedurale questo forse era
corretto, perché era corretto far approvare il protocollo d'intesa dalla Giunta. La convenzione
invece è di competenza del Consiglio. Ciò non toglie che da quella riunione sono state elaborate
delle idee ed è stato dimostrato che cos'è questo MAG, quello che fa realmente. Una delle
riflessioni fatte è che è un vero laboratorio, come un'officina dove si elaborano delle proposte
non asettiche, cose fredde che vengono calate dall'alto e messe a disposizione solo di chi è
interessato, ma sono delle proposte che permettono di elaborare delle idee.
Faccio riferimento per esempio all'attività didattica che svolge il MAG in collaborazione
con le istituzioni scolastiche e quindi con la popolazione giovanile, che ha un'intenzione
formativa, di elaborazione della proposta, partendo dei giovani.
Chi ha letto la convenzione penso possa ricavare degli spunti, non credo serva un elenco
perché si parla di attività di ricerca, di pubblicazioni e di esposizioni temporanee, con i caratteri
di originalità e di innovazione che stanno alla base di questo progetto. Però, per non appesantire
la mia esposizione e per lasciare spazio al dibattito, chiudo ringraziando innanzitutto
l'amministrazione comunale di Arco, che ci ha creduto, insieme a quella di Riva, in tempi non
sospetti, perché è una felice intuizione partita qualche anno fa. Mi permetto poi di ringraziare la
dottoressa Anna Cattoi, come dirigente del settore, Gianni Pellegrini e Monica Ronchini per
quanto riguarda il personale del Comune di Riva, le persone che hanno consentito a questo
progetto di essere portato avanti. Qualsiasi felice intuizione, qualsiasi elaborazione politica, se
non trova dei funzionari che ci credono con passione, abnegazione, al di fuori dell'orario di
servizio, oltre il lavoro quotidiano, non si sarebbe potuta concretizzare.
Li ringrazio e ringrazio anche voi, come Consiglieri, per aver partecipato e aver fornito
delle idee e delle proposte utili. Al di là dell'approvazione di oggi, mi riferisco per esempio
all'aver portato all'attenzione dei funzionari il fatto il museo che possa aprire dal punto di vista
dell'accoglienza della famiglia, incrementando gli accessi e le visite. Dal pensiero di tutti si
possono ricavare proposte utili per dare valore aggiunto. Ringrazio tutti quelli che hanno voluto
dare il proprio contributo e spero che con questa convenzione si possa aumentare l'offerta
culturale sul territorio, aprendola ad ambiti che non sono strettamente quelli legati ad un luogo
ma abbracciano e riguardano tutto il territorio. Grazie.
Presidente:
Grazie Assessore Brunelli. È aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere De
Pascalis, prego.
Consigliere De Pascalis:
Qualche riflessione a proposito del MAG. Ho preso degli appunti su quanto l'Assessore
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Brunelli ci comunicava, in merito al percorso decisionale attraverso il quale si è arrivati a
proporre questa convenzione.
Devo dire che sono assolutamente d'accordo sulle premesse e sugli obiettivi inerenti a
quelle che vengono chiamate circostanze. Li elenco così possiamo seguirli tutti. Voi le avete
definite circostanze che hanno favorito l'avvio del percorso verso il Museo dell'Alto Garda: una
chiara volontà politica espressa delle due amministrazioni comunali, quindi il superamento della
dimensione comunale, la voglia di rimanere all'interno dei propri limiti territoriali; un sistema
normativo provinciale che incentiva le collaborazioni; la consapevolezza, di una parte degli
operatori, dell'eccessiva frammentazione della proposta culturale – questa non è soltanto la
consapevolezza degli operatori, ma probabilmente si trattava dell'esigenza che, per chi ha già
fatto un certo tipo di lavoro, emergeva dal confronto quotidiano che si aveva all'interno di molte
situazioni – l'intuizione che un nuovo modello organizzativo, basato su contenuti condivisi,
potesse essere una risposta alle istanze delle realtà culturali operanti ai vari livelli sul territorio; la
peculiarità della posizione geografica dell'Alto Garda come aria di contiguità fra regioni diverse.
Sono assolutamente d'accordo sulle premesse, sono d'accordo sugli obiettivi che si
perseguono, rimango però del tutto perplesso quando, probabilmente tenendo conto di altri tipi di
esperienze, che nell'ambito culturale molte volte vengono sollecitate a livello territoriale,
comincio a sentir parlare di inserimento della Provincia.
I servizi che la Provincia mette a disposizione inizialmente sono essenziali a che tutto
quanto possa essere soddisfacentemente portato avanti e questo va bene, ma poi leggo che la
Provincia Autonoma di Trento, mediante un accordo di programma, “ha sottolineato
l'importanza del progetto MAG, in relazione o in considerazione della sua originalità e del
significativo elemento di innovazione che introduce nel sistema museale trentino, garantendo il
proprio sostegno al progetto, anche in termini finanziari” e questo non mi sta bene, a livello
personale.
Io vengo da esperienze che vedono la Provincia quasi tenere a livelli subordinati gli
evidenti attori e protagonisti di tutto, dunque quella parola "anche" mi dà da pensare. Ad esempio
io, in maniera molto più forte, avrei detto "essenzialmente" o “soprattutto in termini finanziari”.
Non vorrei che la Provincia Autonoma di Trento, nel momento in cui anche dal punto di
vista degli accordi che ci sono fra i Comuni – addirittura questo accordo si sta espandendo, come
mi fa piacere sentire, a Nago-Torbole – venga, con le sue proposte, non solo a sovrapporsi ma
addirittura a prevaricare le proposte che invece devono venire essenzialmente dal territorio.
Dico questo cose proprio perché esperienze passate, delle quali parleremo per il circuito
teatrale, mi dicono per certo che nel momento in cui la Provincia comincia ad aver non solo
attività di coordinamento ma anche di collaborazione, questa viene sempre sentita in questo
modo: “visto che ci metto del denaro voglio anche avere la possibilità di incidere sulle scelte”.
Se un territorio vuole qualificarsi e se lo sta facendo attraverso una convenzione che si
allargherà sempre più – e speriamo che questo poi non vada a sovrapporsi con quella struttura
che a me sembra fuori dei termini, ovvero la Comunità di Valle – se un territorio vuole
veramente qualificarsi deve mettere dei paletti, al di là dei quali nessuno possa intervenire.
Questo deve essere fatto in maniera estremamente chiara e trasparente, anche perché il
predominio o, certe volte, la sopraffazione di alcune richieste di tipo culturale arriva sempre da
certe parti.
Questo per ciò che riguarda l'organizzazione complessiva. Mi piacerebbe che
successivamente venisse anche esplicitato meglio il discorso dell'educazione permanente, che si
vuole il MAG riesca a soddisfare. Grazie.
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Presidente:
Grazie Consigliere De Pascalis. Dichiaro chiuso il primo intervento, visto che nessuno si
prenota. Prego Assessore Brunelli, per la replica.
Assessore Brunelli:
Ringrazio il Consigliere De Pascalis perché mi consente di fare due riflessioni. La sua
preoccupazione è del tutto legittima. Sarebbe troppo facile rispondere che nel momento in cui la
Provincia mette i soldi vuole anche controllare dove vanno. Le rispondo invece che a me sta bene
che ci sia la Provincia nel momento in cui questa assume il ruolo di garante per la corretta
esecuzione delle volontà delle amministrazioni.
Dagli incontri che ho avuto io con il dirigente Martinelli – non sono stati molti ma di
sicuro sono stati molto chiari – è apparso immediatamente chiaro che la Provincia, nel momento
in cui non ha più soldi da dare alle amministrazioni, deve operare delle scelte. Le scelte che fa la
Provincia quindi sono premiare e incentivare le collaborazioni che abbiano alla base una
progettualità. Stanno dicendo basta ai contributi a pioggia. Finora se c'erano 100 musei e 200
milioni di euro, si dava in parti uguali a tutti o in base agli abitanti. In questo modo si veniva a
finanziare, con tutto il rispetto, il Museo degli attrezzi agricoli e il MART, con dei criteri più
complessi di quelli che sto esponendo io, che banalizzo.
La Provincia adesso dice di voler dare un incentivo alle forme collaborative che abbia alla
base una progettualità. Quello che dice Lei mi sta bene, perché significa mettere un campanello
d'allarme su un punto che forse avevamo dato per scontato. Il fatto che adesso rimanga
verbalizzato e che stiamo discutendo anche su questo rischio ci aiuta a stare attenti e lo faremo.
Finché nessuno mi imbroglia, la prima volta io cerco di fidarmi, dopo la prima volta sto più
attenta.
Vorrei avere uno spirito positivo, ma accetto il campanello di allarme che pone Lei.
Per quanto riguarda l'educazione permanente, si riferiva alla didattica?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Si intende tutta l'attività che il museo fa, già da adesso, con la didattica, nei confronti delle
popolazioni scolastiche, cioè fare una proposta di percorsi che riguardino o le strutture esistenti,
cioè visite guidate presso i beni culturali che abbiamo sul territorio, o dei percorsi legati alla
storia, all'archeologia, rivolti alle scuole. Le scuole possono aderire o meno ai percorsi, pagando
delle quote. Possono stabilire un anno di fare il percorso dell’archeologia e l'anno successivo un
altro percorso.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Possiamo parlarne in un altro momento se vuole, siamo a disposizione.
Presidente:
Abbiamo il secondo intervento, nel quale il Consigliere potrà chiedere ulteriori
delucidazioni. È aperto il secondo intervento. Ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi, per il
secondo intervento.
Consigliere Frizzi:
Era ora e tempo che si trovassero delle forme di collaborazione intercomunale, perché
questo territorio deve essere gestito con unità di insieme.
Una piccola nota politica sul modo voglio farla. Oggi siamo chiamati a votare un
protocollo ben confezionato e già firmato da entrambi i Sindaci nel 2008: mi sarebbe piaciuto
aver contribuito, come politico e Consigliere comunale, anche alla realizzazione dell'articolato di
questo protocollo. Ci siamo detti tante cose e soprattutto l'art. 4, dove ci sono le forme di
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consultazione, mi lascia un po' perplesso. Mi piacerebbe collaborare ai progetti e dare
un'impronta politica. Domani mi troverò, come ho fatto in questi giorni, a leggere sul giornale
dei progetti proposti dall'amministrazione comunale e rimanere allibito, soprattutto per una
coalizione di centrosinistra che promuove all'interno delle scuole le arti marziali per far fronte al
bullismo.
Se non aveste avete rifiutato le varie commissioni cultura in cui eventualmente poter
interagire e discutere di queste tematiche, probabilmente queste sviste si sarebbero bloccate o
elaborate in modo diverso e più approfondito. Uscire oggi, andare alla consulta e informare che il
primo progetto dell'amministrazione comunale che interagisce con le scuole è un progetto simile,
la trovo una cosa veramente ripugnante, dal punto di vista politico.
Se fosse successo in un territorio lombardo, con un'amministrazione leghista, forse ne
sarebbe venuto fuori un caso nazionale. Siccome questo è emanato da un governo di
centrosinistra non si commenta ma si cerca di spiegare l'utilità e la bontà del progetto stesso. In
questo progetto io non trovo la minima giustificazione.
È questo a preoccuparmi: non poter politicamente interagire con queste cose. Come forma di
consultazione ci sono solo gli incontri periodici fra i rispettivi rappresentanti o loro delegati,
quindi di fatto il Consiglio comunale è tenuto fuori. Sia ben chiaro che vedo questa iniziativa in
positivo: è ora che sul nostro territorio ci siano delle forme di questo tipo, dove la collaborazione
intercomunale è auspicata.
Tra le forme di consultazione mi sarebbe piaciuto emendare questo protocollo e aver
trovato all'interno delle forme di consultazione una sorta di commissione cultura intercomunale
dove il confronto con i Consigli comunali possa essere presente: questo purtroppo non è
possibile.
Non solo, ma di conseguenza questo protocollo si combina con la forma associativa della
gestione cultura, che si sta realizzando attraverso un ulteriore protocollo. Qui viene fuori il
campanilismo che abbiamo visto in questi giorni tra Riva e Arco. Arco sull'altro protocollo di
gestione associata per la cultura ha voluto essere capofila. È chiaro che è una forma di
campanilismo perché, come dimostra oltretutto la costituenda Comunità di Valle, abbiamo visto
tutti noi Consiglieri comunali, dalle querele riportate sui giornali dalle varie rappresentanti delle
forze che rappresentano la coalizione di maggioranza della Comunità di Valle, le lamentele sul
modo per comporre la Giunta della Comunità di Valle. Anche lì è prevalso il campanilismo,
perché è stata eliminata la donna più votata dalle urne, a scapito di un rappresentante del Comune
di Arco, perché così doveva essere: doveva essere rappresentato il Comune di Arco.
Tutto il dibattito politico che c'è stato attorno alla Comunità di Valle decade con i fatti.
Mentre le intenzioni erano alte e si voleva creare un organo veramente politico dove potesse
prevalere il senso di comunità, dell'agire in comune, in realtà banalmente sono scivolati – io non
faccio parte di queste manovre politiche – sul becero campanilismo locale, dove deve prevalere
una forza rispetto a un'altra e un Comune rispetto all'altro.
Purtroppo questa forma di campanilismo, che si riflette sulla politica, temo che si rifletta
anche su queste forme associative. Sicuramente non può succedere su questa convenzione,
perché nell'ambito culturale il Museo è una realtà che esiste e che funziona. Per il resto c'è il
vuoto: bisogna crearlo e purtroppo non ci sono le basi per farlo. La dimostrazione si è avuta.
Purtroppo nell'ambiente della cultura si improvvisano i progetti giorno per giorno, lo si vede
anche dalla gestione degli eventi natalizi. Non ci sono dei programmi, dei progetti finalizzati a
qualcosa. È un assemblaggio di tanti eventi. Infatti tutte le volte che si osa criticare qualche
manifestazione, spesso si cerca di rispondere alla critica elencando le manifestazioni che ci sono
nel mondo musicale, nel mondo del teatro e adesso addirittura con il cinema. Ma non è quello ad
elevare la cultura di Riva del Garda. Manca una progettualità nel nostro mondo della cultura.
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Purtroppo siamo carenti. Bisogna costruire un sistema che, oggi come oggi, non c'è.
Ben venga dunque questo protocollo. Mi auguro sia un po' più partecipato e che si trovi la
formula perché sia più partecipato dal punto di vista politico per noi Consiglieri comunali,
eventualmente iniziando in questo protocollo, anche con il MAG, a piantare le basi per arrivare
ad una forma di gestione associata anche del servizio culturale, che sia veramente un servizio
culturale per la città e che inizi a elevarsi. Oggi il nostro territorio ne ha assolutamente bisogno.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi. Ha chiesto la parola il Consigliere De Pascalis, prego.
Consigliere De Pascalis:
Cerco di spiegare meglio cosa vorrei fosse più chiaro, nelle parole dell'Assessore, su
quanto si prefiggono i due Comuni capofila, in tutti gli obiettivi che sono stati esplicitati.
Ne ho accennato anch'io quando parlavo di Comunità di Valle che per me, proprio per le
condizioni con le quali è emersa e per come si è configurata, non ha il valore che avrebbe dovuto
avere o che è stato spacciato per vero. Una Comunità che viene eletta dal 26% degli elettori
secondo me non ha nessun diritto a pensare di ergersi ad interprete della comunità o dei territori.
La convenzione fra Comuni, che devono riuscire a mettere assieme le risorse culturali e
organizzative, invece va benissimo. Quando si parla di educazione permanente, non più l'attività
di ricerca espositiva e di valorizzazione dei beni culturali, per quella che è la mia esperienza,
questa si rivolge permanentemente a chi in quel momento non ha più un rapporto diretto con gli
enti culturali e con la scuola, al di fuori della scuola o delle agenzie culturali continua ad
avventurarsi e informarsi.
Bisognerebbe definire meglio queste cose nel momento in cui dall'esterno verranno delle
sollecitazioni in questo senso. In altri tempi il Museo a Riva è stato sensibile a queste richieste:
penso si possa fare meglio.
Prima parlavo dei paletti per la Provincia e mi è stato risposto, paletti che facciano in
modo che le competenze non si intersechino con questa, per me, fantomatica Comunità di Valle
che, fino a quando non avrà le competenze, erogherà solo qualche stipendio. Va bene, ormai è
un'idea che abbiamo acquisito. Quando acquisirà delle competenze però non dovrà intersecare le
volontà del Consorzio dei Comuni. Su questo bisogna essere molto precisi.
Vanno bene le professionalità interne e comunque l'Assessore, precedendo evidentemente
qualche obiezione che le si sarebbe potuta avanzare, dice che questo non determinerà un aggravio
di costi per le risorse correnti. Anzi, normalmente succede che quando ci sono delle aggregazioni
i costi si riducono, per questioni di scala. Qui invece negli ultimi tempi, parlando anche di altri
servizi, quando mettiamo assieme, invece di ridursi, i costi vengono aumentati, perché
sosteniamo che sono emerse altre necessità.
Di questo prendo atto e sono contento: non ho letto da nessuna parte però che non si
prevedranno ulteriori spese.
(VOCE FUORI MICROFONO)
C'è? Allora non l'ho letta con la dovuta attenzione. Deve essere scritto che il personale deve
essere sempre interno e che quando si danno consulenze per progettualità all'esterno, quelle
vadano veramente sondate nella maniera migliore possibile. Forse servirebbe che queste due cose
venissero dette meglio.
Presidente:
Grazie Consigliere De Pascalis. Nessuno interviene, dichiaro dunque chiusa la
discussione e diamo la parola all'Assessore Brunelli per una replica. Prego Assessore.
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Assessore Brunelli:
Mi ha fatto piacere l'intervento del Consigliere Rocco Frizzi, ma vorrei che mi aprisse un
po' più di credito. Io sono diventata Assessore a giugno, ho lavorato tanto per dare un'impronta
non da Arci ma come discussione continua sulle proposte che stiamo facendo. Credo sia
cambiato un po' il metodo di lavoro e sottolineo, facendo grande autocritica, che probabilmente
l'unica cosa che non so fare bene, che devo imparare, è comunicare.
Ad esempio una delle cose che ho chiesto è che i tre servizi che si occupano di cultura,
che finora non l’avevano mai fatto, ovvero biblioteca, museo e attività culturali, una volta al
mese si trovassero insieme e facessero una programmazione dei lavori. Adesso abbiamo iniziato
a fare quella del 2011.
Quando si lavora da soli è molto più facile, perché per lavorare insieme bisogna
confrontarsi, spesso le idee sono diverse. Questo era partito dal fatto che mi ero accorta che per
la giornata della memoria il 27 gennaio c'erano in ballo quattro iniziative diverse, tre dello stesso
Comune e una di Arco. Invece di fare quattro iniziative da 500 euro ho pensato fosse meglio
farne una da 2.000 o da 1.500, fatta bene, con un po' di programmazione.
Mi piacerebbe un po' di credito in più, per essere criticata non su quello che devo ancora
fare, ma su quello che non è stato fatto, mentre eravamo d'accordo che dovesse essere fatto.
Ad esempio, per quanto riguarda il partecipare faccio autocritica, è vero che su questo
protocollo non è stata cercata l'intesa. Ho assunto però un impegno formale, nell'ultimo
Consiglio, che ribadisco anche adesso, per cui entro la fine di gennaio, come avevo detto anche
nell'ultimo Consiglio, ho cercato il confronto con l’Assessore di Arco. Anche lui sostiene
l'opportunità di fare una commissione cultura intercomunale che lavori per le proposte anche non
vengono portate in Consiglio. Ad esempio adesso è stato fatto il protocollo d'intesa e ci troviamo
a dover fare la programmazione, che poi spetta alla Giunta.
Questo impegno c'è, quindi non è vero che non è possibile fare una commissione
intercomunale. La faremo, si è iniziato a discuterne con l'Assessore di Arco. Lui diceva che
preferirebbe non fossero dei Consiglieri, noi invece abbiamo detto che devono esserlo per avere
un'informazione corretta: troveremo un punto d'incontro e la faremo.
L'improvvisazione sulla cultura: io ho cercato di dare un'impronta, proprio nel senso che
mi piacerebbe le mie azioni fossero tutte finalizzate a un riconoscimento particolare di quelle
associazioni che si rendono disponibili a restituire qualcosa sul territorio. Avevo detto che non
mi interessa incentivare le associazioni che fanno attività meritoria ma al all'interno di quattro
mura, che non hanno un ritorno sulla collettività, qualunque esso sia. Per qualcuno può essere
importante la raccolta dei funghi, per qualcun altro la raccolta di francobolli, ma sono attività
che, nel momento in cui vengono condivise, accettate e richieste dalla cittadinanza, assurgono a
un'importanza che può anche non coincidere con quella dell'Assessore, ma se sono gradite si
faranno comunque.
Ad esempio una delle proposte che troverete l'anno prossimo, condivisa con
l'Associazione dei micologi, è di fare un servizio alla collettività facendo, nei mesi in cui si
raccolgono i funghi, un banchetto al mercato per mettere al servizio della cittadinanza le loro
conoscenze, che fanno cultura. Si tratta della cultura di conoscere e studiare i funghi. Adesso,
mentre si parla di MAG, può sembrare un affronto parlare di queste cose, ma è per rispondere al
collega Frizzi. Gli sforzi per cercare di dare un'impronta a quelle che finora possono essere
sembrate improvvisazioni, ci sono e mi piacerebbe un'apertura di credito su questo.
Consigliere De Pascalis: ho trovato il punto di cui parlava, l'articolo 1. Mi confondevo
con la didattica. Aveva ragione Lei quando diceva che qui ci si rivolge ai cittadini, perché si parla
proprio di educazione permanente dei cittadini. Ci si riferisce alle pubblicazioni fatte in
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collaborazione con le associazioni, che vengono messe a disposizione, che poi diventano dei
volumi messi a disposizione di chiunque voglia e possa acquisirli. Ad esempio è stato fatto un
volume sull'archeologia, si tratta di materiali di studio, certi sono anche molto pregevoli e tecnici.
Alcuni sono semplicemente dei cataloghi, altri sono dei volumi di studio.
Capisco la divergenza di opinioni che abbiamo sulla Comunità di Valle e capisco che i
fatti possano dare più ragione a Lei che a me, ma anche la Comunità di Valle deve essere
secondo me interpretata dal punto di vista del superamento delle logiche di campanile. Speriamo
che il temporale che c'è stato all'inizio non porti solo tempesta. Per la prima volta voglio ancora
pensare in positivo, vedremo se i fatti mi smentiranno.
In merito al campanilismo, Consigliere Frizzi: è proprio vero che le prospettive da cui si
vede una cosa possono essere diverse a seconda di chi la guarda. Io potrei risponderLe che è
campanilismo perché ci siamo spartiti il gregge, nel senso del MAG di qua e la cultura di là.
Secondo me il MAG non poteva non essere a Riva perché abbiamo una struttura fondamentale
come quella della Rocca. Sarebbe stato innaturale, credo, che il MAG non avesse Riva come
capofila. Potrei allora risponderLe che non è campanilismo, nel momento in cui cerco di spartire
gli sforzi e le responsabilità: se mi sembrava naturale che il MAG dovesse rimanere a Riva, può
sembrarmi altrettanto naturale che l'altra iniziativa fatta in comune, quella della gestione
associata, possa partire da Arco.
Secondo me per chi è puro tutto è puro, perché devo pensare che mi stanno depauperando
di qualcosa, se nel fare la convenzione e il protocollo, nel fare tutti gli accordi, abbiamo cercato
di mettere quei famosi paletti che consentano a tutti la gestione, visto che è intercomunale?
Perché devo pensare che ho dovuto “lasciare” la gestione ad Arco? Io vorrei pensare in modo
positivo. Se dovrò essere smentita, nei fatti, chiederò scusa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Quella c'è nelle premesse della delibera. Dice: "Va precisato che dall'adozione di tale forma
organizzativa non derivano aggravi di spesa rispetto alle risorse fin qui impegnate nei due
Comuni per la gestione del servizio in maniera separata e che, al contrario, si prevedono
economie di scala". Per quella del personale c’è l’art. 2: "I Comuni si impegnano reciprocamente
a fornire il personale necessario, nel rispetto delle disposizioni contrattuali, avvalendosi, salvo
verifica nel corso dell'attività, di professionalità interne di ciascun Comune, previo indirizzo
alla Conferenza dei Sindaci", quindi senza ricorso a personale esterno. Grazie.
Presidente:
Grazie Assessore. Siamo in dichiarazioni di voto. Ha chiesto la parola il Consigliere
Bacchin.
Consigliere Bacchin:
Grazie Presidente. Visto che l'Assessore ha chiesto un'apertura di credito, senz'altro da
parte mia c'è, anche perché ha lavorato e chi lavora merita.
Mi lasci dire però alcune perplessità sulla faccenda. È sempre l'antico sistema: spendiamo
un sacco di soldi per la cultura, libri, commissioni, ma non c'è un ritorno. È un pozzo senza
fondo. Poi ci lamentiamo se non arrivano i soldi, che è un momento di vacche magre, addirittura
si va a toccare il sociale.
Penso sarebbe più opportuno che il MAG fosse gestito da chi l'ha fatto e non che la
Provincia “metta il becco” solo perché ha messo i soldi. La Provincia non è una cosa nostra, noi
abbiamo il Comune, mentre la Provincia è una cosa francese, ci è stata imposta, l'ha portata la
rivoluzione francese. Come tale è difficile accettare queste imposizioni continue. È un controllo,
come se non fossimo capaci di gestire il Comune.
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Abbiamo sempre delle difficoltà. La Comunità del lago è fallita, non ha dato i suoi frutti,
perché ogni paese stava sotto una Provincia, la quale doveva intervenire. Il Veneto, Verona,
Brescia e il Trentino: non poteva essere un’amalgama fatta bene.
Ripeto la mia astensione, come apertura, e faccio tanti auguri che funzioni bene. Io però
sarei del parere che dovremmo pensare che la cultura debba essere un business e darla in mano a
chi può farla fruttare, cioè un vero imprenditore. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Bacchin. Prego Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Condividendo il protocollo, il nostro voto sarà di astensione, per il semplice motivo che
vogliamo partecipare all'elaborazione dello stesso. Invito la Giunta, la maggioranza, il Consiglio
comunale e i politici a iniziare a discutere il protocollo che riguarda la Miralago. Voglio sapere a
cosa porterà quel protocollo, cosa farà l'amministrazione della Miralago, per discutere anche di
questo.
Questo protocollo, di importanza capitale per Riva del Garda, non si sa dove sarà
discusso e io vorrei farlo in questa aula. Mi dispiace che il Consiglier Zucchelli abbia sospeso
quella mozione, che non abbiamo discusso. Ci sarebbero tante cose da dire in merito a questi
protocolli. È tempo che i protocolli vengano discussi all’interno delle commissioni, elaborando
tutto l’articolato. Questo protocollo è stato fatto nel 2008, firmato dai due Sindaci, e non so
quanti politici vi abbiano messo la propria mano. Per questo motivo il nostro voto sarà di
astensione.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi. Ha chiesto la parola il Consigliere Modena, prego.
Consigliere Modena:
Se andate in banca a chiedere un'apertura di credito e ve la danno, e poi il direttore di
banca vi dice che vi ha dato l'apertura di credito ma non vi da i soldi, è inutile. L'alternativa è che
diamo l'apertura di credito e la votiamo, oppure non la diamo. Sinceramente, per l'entusiasmo
dell'Assessore e per come ha seguito le cose negli ultimi mesi, darei l'apertura di credito
all'Assessore, dandole anche i soldi. Fatto salvo, come ha detto Lei stessa – cosa che ha detto
anche Woityla quando l'hanno fatto Papa – che saremo qui per controllarla e redarguirla.
Sull’entusiasmo e sulla proposta però noi ci siamo.
Sul resto, sugli ultimi concetti espressi e sul documento del Consigliere Zucchelli che
sarà discusso a gennaio, sapete che è difficile chiudere le porte della stalla dopo che i buoi sono
fuggiti. Il documento che andremo poi a discutere al suo interno ha delle cose per cui penso che
una volta discusse e votate non se ne parlerà più.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena. Ha chiesto la parola il Consigliere Zucchelli, prego.
Consigliere Zucchelli:
Grazie Presidente. Ho chiesto la parola per dire al Consigliere Frizzi che sicuramente la
mozione sarà presentata perché c'è un impegno del Sindaco in quest'aula, non ci sono problemi.
Tornando all'argomento, credo vada dato atto all'Assessore Brunelli di aver lavorato bene,
di aver fatto un gran lavoro, che forse è il primo punto all'ordine del giorno di questo Consiglio
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comunale, proposto dalla Giunta. Perciò, Assessore, vada avanti su questa strada e il nostro
gruppo voterà sicuramente a suo favore, per questo punto all'ordine del giorno. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Zucchelli. Prego Consigliere De Pascalis.
Consigliere De Pascalis:
Tornando ad esprimere le mie perplessità sulla presenza incombente della Provincia – che
ha tutti i diritti di farlo, da quel che mi si viene a dire – siccome si è cominciato un percorso che
supera i limiti del territorio comunale, sperando che le perplessità inerenti alla Provincia, alla
Comunità di Valle e soprattutto ai costi e al personale interno, che dovrà comunque sempre
essere sollecitato a soddisfare le richieste culturali, il mio gruppo voterà a favore.
Presidente:
Grazie Consigliere De Pascalis. Ha chiesto la parola il Consigliere Santoni Giovanni,
prego.
Anche il gruppo del Partito Democratico voterà a favore e non potrebbe fare altrimenti,
vista la mole di lavoro e l'impegno che l'Assessore ha dimostrato in questi primi mesi. Abbiamo
di fronte cinque anni e questo è un bell'inizio. Vorrei sottolineare l'impegno dell'Assessore anche
per quanto riguarda i gruppi di lavoro. Parlava di gennaio, quindi con un'apertura anche verso chi
richiedeva una commissione, anche se un gruppo di lavoro è diverso, ma forse può sviluppare
meglio delle idee e fare un lavoro migliore. È curioso vedere l'atteggiamento responsabile da
parte di alcuni membri dell'opposizione che hanno capito la mole di lavoro che sta portando
avanti l'Assessore. Probabilmente l’hanno capito tutti, ma come sottolineava il Consigliere
Modena c’è chi ha fatto delle aperture di credito manifestate con l'astensione, difficili da seguire.
Presidente:
Grazie Consigliere Santoni. Metto in votazione la proposta di delibera relativa al punto 1:
"Schema di convenzione con il Comune di Arco per la gestione associata del servizio museale
denominato MAG, Museo Alto Garda".
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera __).
Vista l’attestazione della copertura finanziaria e l’avvenuta annotazione
contabile da parte del Responsabile di Ragioneria, ai sensi dell’art. 19 - 1° comma
dell’Ordinamento contabile e finanziario dei Comuni approvato con D.P.G.R. 28.05.1999 n. 4/L,
modificato dal D.P.Reg. 1.02.2005, n. 4/L;
Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di
deliberazione, di cui formano parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
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esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 27
- Consiglieri votanti n. 27
- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 22 (Sindaco, Presidente, Leoni, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca, Santoni
Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen, Chincarini,
Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli, Malossini, Benini
Matteo, Modena, Grazioli, Pederzolli, De Pascalis, Pasulo)
n. 0
n. 5 (Frizzi, Pietro Matteotti, Morandi, Bacchin, Pellegrini)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Assessore Brunelli, allegata al
presente verbale sub lettera D).
^^^^^
Accertata inoltre l’opportunità di dichiarare immediatamente esecutivo il presente
provvedimento, al fine di procedere alla sottoscrizione della convenzione entro il 31.12.2010,
con conseguente operatività della stessa a partire dal 1.01.2011, il Presidente invita il Consiglio
comunale a votare in merito.
IL CONSIGLIO COMUNALE
- Consiglieri presenti n. 27
- Consiglieri votanti n. 27
- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 22 (Sindaco, Presidente, Leoni, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca, Santoni
Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen, Chincarini,
Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli, Malossini, Benini
Matteo, Modena, Grazioli, Pederzolli, De Pascalis, Pasulo)
n. 0
n. 5 (Frizzi, Pietro Matteotti, Morandi, Bacchin, Pellegrini)
delibera
di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile ai sensi
dell’art. 79 – 4° comma del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L.
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 2
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato E) al presente verbale.
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PUNTO N. 2: RICOGNIZIONE DELLE RISULTANZE DEI RENDICONTI E DEI
BILANCI DELL'ESERCIZIO 2009 DEI CONSORZI AI QUALI IL
COMUNE ADERISCE E DELLE SOCIETA' PARTECIPATE
Sindaco:
Questo è il deposito che c'è stato, nei termini di legge, dando atto che è stato depositato
agli atti, unitamente al bilancio, compresi i bilanci della società.
Presidente:
Grazie della comunicazione, passiamo al punto 3.
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 3
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato F) al presente verbale.
PUNTO N. 3: RICOGNIZIONE ED AUTORIZZAZIONE AL MANTENIMENTO
DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE DEL COMUNE: ART. 3,
COMMI 27, 28 E 29 DELLA L. 24.12.2007 N. 244
Sindaco:
Grazie. Questo è l'obbligo che ci deriva dalla legge, come riportato dall’art. 3, commi 27,
28 e 29, della legge 244/2007, che impone alle amministrazioni di effettuare una ricognizione
autorizzando il mantenimento delle partecipazioni societarie detenute dall'amministrazione
comunale.
Sapete che questa è una grande inversione di rotta che si è verificata nel corso degli ultimi
anni, cioè a decorrere dal 2006-7 in poi, molto particolare. Questo perché negli anni ’90 il grande
processo di riforma della pubblica amministrazione fu attuato anche con l'introduzione di forme
di gestione autonoma e con la trasformazione delle aziende speciali o delle municipalizzate in
società.
Tutto il fervore della seconda metà degli anni’90, dove tutte le amministrazioni italiane
sono intervenute costituendo le nuove società e quindi abbandonando il ruolo di gestore diretto
dei servizi, adesso con il tempo trova una puntuale definizione. Si è ragionato attorno alle
società, limitandone i campi, ovvero precisandone le possibilità di intervento e sottoponendole
anche a un controllo che inizialmente era abbastanza libero, ma anche a un controllo stringente
da parte della Corte dei Conti sui conti stessi.
Questo provvedimento dovrà essere da noi inoltrato per il controllo. È uno dei pochi
provvedimenti che viene mandato alla Corte dei Conti per il successivo controllo. A dire la verità
la nostra amministrazione, sul bilancio dell'anno 2007 è stata sottoposta al controllo generale
della propria attività da parte della Corte dei Conti.
Dando atto della necessità di intervenire con la ricognizione, andiamo ad assumere un
provvedimento che, collegato alla disciplina giuridica dello Stato, dice che l'amministrazione “è
obbligata a dismettere le partecipazioni che non siano strettamente necessarie al perseguimento
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delle finalità istituzionali dell'ente pubblico socio. È ammessa sempre quella in aziende
particolari che producono servizi di interesse generale”.
Questo termine scade il 31.12 di quest'anno. Il provvedimento che è stato sottoposto alla
vostra attenzione fa riferimento anche alla legislazione provinciale in itinere in questo momento
e comunque alla sovrapposizione tra la legislazione statale e quella provinciale in materia.
Abbiamo svolto un importante incontro con il consulente, avvocato Florenzano, qualche tempo
fa, proprio per analizzare le singole società e valutarne la rispondenza o meno ai requisiti di
legge.
Il nostro Statuto del Comune peraltro consente la detenzione di partecipazioni. Le società
alle quali il Comune partecipa – in questo caso le abbiamo ampiamente valutate in quella serata
informativa – sono quelle elencate dal provvedimento. Sono: Alto Garda Parcheggi e mobilità,
Lido Riva del Garda Srl società di partecipazioni, Alto Garda Servizi S.p.A., come società
controllate.
Come partecipate: Alto Garda impianti, Gestel società in house totalmente detenuta dai
Comuni, InGarda Trentino azienda per il turismo S.p.A., di cui il Comune detiene una
partecipazione del 10%, forse è opportuno anche dire questo. Alto Garda Parcheggi all'80%, Lido
di Riva del Garda 58 e 56, Alto Garda Servizi 56 e 62, Alto Garda Impianti 20%, Gestel 31%,
InGarda 10,05%, Primiero Energia 1,37, Garda scuola 0,83, Consorzio dei Comuni trentini
0,418, Trentino Trasporti Esercizio S.p.A. società in house, 0,15%; Aeroporto Valerio Catullo, di
cui abbiamo sottoscritto l'aumento di capitale sociale proprio qualche tempo fa, 0,0128, Farmacie
comunali S.p.A. 0,010.
Di ogni società, nel provvedimento è stato riportato l'oggetto sociale preciso, inserito
nello Statuto, per tutte le società qui citate. Per ogni società sono stati anche descritti i
presupposti per il mantenimento della partecipazione, come la legge prevede. Per Alto Garda
Parcheggi e Mobilità, la stessa gestisce un servizio di interesse generale. La società Lido, come
prescritto dallo Statuto della società, consiste nella produzione di beni e servizi volti a realizzare
finalità sociali e allo sviluppo economico e civile della nostra località. Ha anche attività e servizi
di natura strumentale, pertanto la stessa attività è strettamente necessaria al perseguimento delle
finalità istituzionali del Comune.
AGS, Alto Garda Servizi, gestisce servizi di interesse economico-generali, i classici
servizi industriali, tra il resto ammessi specificamente da un'apposita legge regionale. Alto Garda
Impianti è stata costituita e deve sostanzialmente ancora decollare, ma gestirebbe servizi di
interesse generale. Gestel, è una società in house e gestisce servizi connessi alle attività
istituzionali, ha come oggetto esclusivo la gestione delle entrate tributarie e non, comprensiva del
servizio attinente e operativamente strumentale, come l'accertamento, la liquidazione, la
riscossione spontanea delle entrate oltre alla riscossione coattiva, più servizi di consulenza e
altro.
InGarda è una società che svolge attività strettamente necessarie al perseguimento di
finalità istituzionali, appositamente prevista la partecipazione dell'amministrazione dalla legge
provinciale, quella dell'11.06.2002 n. 8, disciplina della promozione turistica in Provincia di
Trento.
Primiero Energia S.p.A. è la società che è stata costituita per avere la proprietà e la
gestione degli ex impianti cosiddetti ex Sava, ubicati nel Primiero. La disciplina della
partecipazione è prevista dall'art. 1 del DPR 235/1977, norma che ha previsto la partecipazione
diretta dei Comuni e quindi l'autorizzabilità della partecipazione prevista dalla legge 244 del
2007.
Gardascuola svolge servizi volti a migliorare le conoscenze culturali scolastiche dei soci e
a fornire loro strumenti servizi di istruzione, formazione e divulgazione culturale. Lo scopo del
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mantenimento della partecipazione è quello previsto anche dall'apprezzamento fatto a suo tempo
dall'amministrazione comunale, di contribuire all'iniziativa tramite la partecipazione, perché
operante anche nel settore del turismo, con l’istituzione del liceo tecnico per il turismo. Persegue
l'interesse generale previsto dall'art. 3, comma 27, della legge 244.
Consorzio dei Comuni, società cooperativa, oggetto sociale è la regolazione dei rapporti
tra amministrazioni comunali, fornire consulenze ai soci, prestando ogni forma di assistenza
attraverso i servizi, attuare operazioni e favorire l'ottimale riassetto organizzativo dei soci; la
formazione, molto importante per i dipendenti dell'amministrazione comunale; l'assistenza dei
soci. Il mantenimento della partecipazione è qualificabile come servizio strumentale allo
svolgimento delle funzioni proprie dell'ente locale, perché svolge funzioni istituzionali.
Trentino Trasporti S.p.A., alla quale abbiamo aderito due anni fa per la gestione del
servizio del trasporto pubblico, riveste un servizio industriale di interesse economico generale e
si tratta di una società in house, alla quale il Comune ha affidato, nel 2008, lo svolgimento del
servizio di trasporto pubblico.
Dell'aeroporto Catullo abbiamo detto qualche giorno fa in questo Consiglio: è una società
il quale scopo è lo sviluppo, la progettazione e la realizzazione dell'adeguamento alla gestione
degli impianti per l’esercizio dell’attività aeroportuale, potendo gestire anche ulteriori aeroporti.
Il presupposto della partecipazione l'abbiamo approfondito ed è necessario al perseguimento
delle finalità istituzionali dell’ente. Risulta quindi l'autorizzitabilità ai sensi dell'art. 3 comma 27.
Farmacie comunali S.p.A. La quota di partecipazione qui è veramente irrisoria perché
siamo allo 0,013: gestisce un servizio di interesse economico generale. Inoltre le forme di
partecipazione dei Comuni sono previste da un'antica legge, la 475 del 1968 e ss. mm.
Fatta questa veloce panoramica sulle partecipazioni detenute dall'amministrazione
comunale, si propone al Comune di autorizzare, per gli effetti dell'art. 3, comma 28, della legge
244/2007, per le motivazioni espresse, il mantenimento delle partecipazioni dirette possedute dal
Comune di Riva del Garda nelle seguenti società: Alto Garda Parcheggi e Mobilità S.p.A., Lido
di Riva del Garda S.r.l. società di partecipazione, Alto Garda Servizi S.p.A., Alto Garda impianti
Srl, gestione delle entrate locali Gestel, InGarda Trentino Azienda per il turismo S.p.A., Primiero
Energia S.p.A., Garda scuola società cooperativa, Consorzio dei Comuni trentini società
cooperativa, Trentino trasporti esercizio S.p.A., Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca
S.p.A., Farmacie comunali S.p.A. Il presente provvedimento sarà trasmesso alla sezione centrale
di controllo della Corte dei Conti, in ottemperanza a quanto previsto dalla medesima legge, 244
del 2007, e del decreto 78 del 2009. Grazie Presidente.
Presidente:
Grazie signor Sindaco. È aperta la discussione. Ha chiesto la parola il Consigliere
Modena.
Consigliere Modena:
Io sono fortemente perplesso, vi dico la verità. Cerco di spiegarmi: da mesi abbiamo
notizie, peraltro sempre per sentito dire, sempre notizie riportate, riguardo all'argomentazione,
che facevano presagire un quadro diverso.
Voi direte che è meglio così: certo, meglio così. Abbiamo fatto quel Consiglio informale
con il consulente, in cui peraltro non siamo entrati nel merito delle questioni. Il consulente ci ha
spiegato la situazione, è una cosa che avevamo chiesto in Consiglio comunale per dare ai
Consiglieri che lo volessero un quadro della situazione societaria del Comune di Riva del Garda.
Poi la cosa è finita lì e molto probabilmente questo è uno degli argomenti per cui sarebbe stato
interessante avere una commissione, che non c'è, oppure fare una riunione dei capigruppo in
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merito alle risultanze di quello che poi il consulente ha ritenuto di indicare, al termine della
radiografia. Perdonate il termine inusuale, ma credo sia abbastanza utile a spiegare la situazione.
Tutto questo deriva concettualmente da due passaggi: uno è che ci sia il perseguimento
delle finalità istituzionali, l'altro che ci sia produzione di servizi di interesse generale. Non vorrei
fare un discorso disfattista, ci mancherebbe altro, non voglio neanche parlare di due Italie, ma se
il Comune di Riva del Garda, nel momento in cui, nel tempo, ha determinato di entrare a far
parte di una serie di società o di costituirne, l'ha fatto nella convinzione di fare un interesse
generale, un interesse riconducibile alle proprie finalità istituzionali.
Il Sindaco probabilmente pensa dove voglio andare a parare, ma sto solo facendo un
ragionamento ad alta voce. Se così è stato, come dovrebbe, abbiamo fatto lavorare per nulla il
consulente, abbiamo lavorato per niente noi e adesso buttiamo via un po' di questo tempo, di
questa serata. Perché dobbiamo ripetere questa sera che siamo felici che i nostri vecchi abbiano
costituito la Alberghi atesini poi trasformati nell'altra società, per finalità che sono state
considerate, allora, istituzionali? Perché dobbiamo ripetere che chi è venuto dopo ha deciso di
partecipare ad altre società?
Vi chiederete perché, ma io sono frastornato. Se c'è una delibera inutile, a mio modo di
vedere, è proprio questa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ho capito, Presidente, non dico di non farla. Dico solo che se c'è una delibera inutile è questa e
se per mesi ci siamo fasciati la testa su notizie che venivano da Roma, da Trento o da chissà
dove, probabilmente è stato inutile. Peraltro il Sindaco, nella sua introduzione, ha parlato anche
di qualcosa in fieri a livello provinciale. Non so se questo "in fieri" sia necessario perché tutto si
combini.
Non voglio entrare, come avrei fatto in un altro momento, nel merito di tutte le società
che qui vengono elencate. Per ognuna di queste avremmo qualcosa da dire, perché in alcune
siamo entrati per forza, per altre è stato diverso.
Sorridete pure, vi autorizzo a farlo, ma sinceramente sono confuso su una delibera della
quale abbiamo parlato tanto e che appare di una semplicità stratosferica.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena. Ha chiesto la parola il Consigliere Bacchin, prego.
Consigliere Bacchin:
Grazie Presidente. In questa delibera che abbiamo qui sottomano, che vuole riconfermare
il mantenimento delle partecipazioni, non c'è nessun bilancio.
(VOCE FUORI MICROFONO)
A prescindere da questo, che non avevo guardato, a mio avviso mi sembra siano tutti in rosso.
Non sono in rosso? Non li ho sottomano ora, ma in quelli che avevamo visto precedentemente
era difficile trovare un pareggio. I pareggi però bisogna farli e sono fatti dal Comune. Non c'è un
ritorno economico, sono soldi dei contribuenti e questo, a mio avviso, non va bene.
In più dobbiamo anche ricordare che nella Finanziaria il ministro Tremonti dice che
queste partecipate dovrebbero essere tolte. C'è una disputa: in quanto Regione autonoma noi
abbiamo la possibilità di mediare e quindi mi sembra che vengano mantenute nei vari Comuni
solo se sono in pareggio o in positivo.
Non ho sottomano i bilanci, ma almeno quelle che sono in passivo dovrebbero essere
scaricate. Grazie Presidente.
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Presidente:
Grazie Consigliere Bacchin. Prego Consigliere De Pascalis.
Consigliere De Pascalis:
Sono d'accordo con quanto è stato detto precedentemente: a questo punto della situazione
sembra quasi un atto dovuto, anche perché proprio per quanto ci sta dietro, per tutto il lavoro che
è stato fatto in questi anni, questo atto dovuto sembra quasi automaticamente da assolvere.
Vorrei però precisare alcune cose, in relazione alle società partecipate, anche per come è
stata condotta l'informazione durante questo periodo. Se ricordate, uno dei primi atti dei miei
interventi durante questa Consiliatura, era stato quello, in relazione alle società partecipate del
Comune, dell'istituzione di una commissione speciale per le società partecipate del Comune. Uno
dei primissimi atti di questa Consiliatura: era intesa proprio in questo senso, cioè che dall'interno
del Consiglio comunale, da parte dei suoi componenti, che potevano essere in quest’aula discussi
quantitativamente – naturalmente secondo la regia di un Assessore o del Sindaco – si
cominciasse tutti insieme, dall'interno, a prendere atto di quali fossero gli interessi e gli obiettivi
della società, le sinergie che tra le società potevano muoversi, riuscire ad avere un'informazione
più o meno aderente alla realtà, in merito ai risultati economici e, a quel tempo, perché così
discendeva dai discorsi che si sarebbero fatti e dalle esplorazioni, anche qualche giudizio e
valutazione sugli amministratori.
Questa richiesta, proprio perché dall'interno venissero fatti questi approfondimenti, non
ebbe soddisfazione, perché da parte di alcuni si pensò di annacquarla all'interno di una più grossa
commissione consiliare permanente sulle attività economiche in genere, che avrebbe potuto
essere ripreso dopo: quindi la si mise da parte perché probabilmente in quella maniera forse si
aveva il timore di andare a toccare chissà quali santuari. Però non era questa l'intenzione: era
invece che probabilmente i € 26.000 che abbiamo speso per avere qualche informazione dal
professor Florenzano, avremmo potuto risparmiarli, perché in quell'occasione, seppure con tutta
la disponibilità e la sagacia possibili, mi sembra che talvolta sia emerso il fatto che ha dovuto
essere imbeccato perché precisasse meglio alcune cose. Se ricordate com'è andato quell'incontro,
così è stato, per alcuni momenti.
La commissione consiliare, che aveva soltanto valore di ricognizione, se ricordate bene,
allora fu messa da parte e avrebbe dovuto soddisfare tutte quelle cose che ci vengono dette
adesso, che ci vengono esplicitate, nel momento in cui ci parlano dell'oggetto sociale e dei
presupposti per il mantenimento della partecipazione. Avremmo potuto far diventare pleonastica
e neanche meritevole di essere discussa una delibera di questo tipo, che mi pare del tutto
condivisibile, perché nella struttura generale lo è. Chi volete tra noi che possa rinunciare ad
essere parte attiva all'interno di queste società, messa in questa maniera? Evidentemente avremo
la possibilità di discuterne quando cominceremo a parlare dei risultati che le singole società
hanno cominciato a produrre e su come sono riusciti a produrre tali risultati.
Su questo aleggia il famoso discorso della commistione fra le società, fra le azioni e le
società partecipate del Comune e la famosa permuta o protocollo d'intesa, con la Miralago. Noi
in questo momento pensiamo di poter assumere legittimamente, giustamente, quasi naturalmente,
questo tipo di delibera, ma sapendo che sullo sfondo c'è sempre non dico una spada di Damocle
ma un invito a decidere, quando si dovrà farlo veramente sulla sostanza e sul contenuto delle
cose, cosa si dovrà fare in quel momento.
Presidente:
Grazie Consigliere De Pascalis. Ha chiesto la parola il Consigliere Pellegrini, prego.
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Consigliere Pellegrini:
Grazie Presidente. Io chiedo che il Sindaco precisi in maniera chiara e inequivocabile se
sussistono ancora quegli impedimenti sui quali si era discusso, sia dentro questo Consiglio
comunale, sia al di fuori, nell'incontro con l'esperto che la Giunta comunale ha portato.
Credo che se non capiamo esattamente questo senso non capiamo perché dobbiamo
votare questa delibera. Per quanto riguarda i risultati economici, chi avesse partecipato
all'incontro con AGS saprebbe che su 88 bilanci non ne ha neanche uno in perdita. Significa 88
annualità non in perdita, quindi un unico esemplare, da questo punto di vista.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Parlo dell’AGS. Ci sono altre società invece che non hanno una situazione altrettanto rosea.
Forse perché sono partite all'ultimo momento o perché si sono impegnate in settori dove il
risultato economico non è quello dell'elettricità, della vendita dei beni dell'energia. Abbiamo
visto che tutte le società, quelle grandi e quelle piccole, con la vendita dell'energia trovano buoni
risultati, positivi. Altre società invece non trovano la stessa cosa.
Noi possiamo esaminare tutte le società in cui partecipa il Comune, ma dovremmo farle
anche su quei Comuni, diversi dal nostro per fortuna, che invece di investire nei beni pubblici e
quindi nell'utilizzo per i cittadini, hanno investito nei derivati, hanno fatto investimenti
economici. Abbiamo visto che fine hanno fatto, hanno preso i bond argentini e sono falliti.
Queste sono le risultanze di altri Comuni nel resto d'Italia.
Questo deve essere impedito, perché quella non è una funzione dell'ente pubblico. Io
credo che vada chiarito questo aspetto, affinché i Consiglieri possano decidere, a ragion veduta.
Concorda poi sulle non poche difficoltà dell'esperto, il professor Florenzano.
L’introduzione poi mi ha fatto sorgere qualche dubbio, perché il Sindaco nel presentarlo ha detto
di aver avuto modo di conoscerlo perché c'è stata una causa di lavoro. Causa di lavoro che lui ha
perso. Ho pensato dunque che abbia portato qui un "avvocato delle cause perse" per spiegare i
diritti della nostra società. Chiedo un chiarimento su questa partita.
Presidente:
Grazie Consigliere Pellegrini. Ha chiesto la parola il Consigliere Matteotti Pietro, prego.
Consigliere Matteotti Pietro:
Grazie Presidente. Sentendo la relazione del Sindaco sulla votazione di questa delibera,
abbiamo capito tutti che quello che veniva paventato sei mesi fa era un falso allarme, come
spesso succede. Spesso a Roma dicono una cosa, poi ne fanno un'altra, poi interviene la
Provincia, c'è un aggiustamento, insomma non si parla dell’obbligo di cedere le società,
perlomeno questo ho capito io.
Questa delibera, come hanno detto alcuni Consiglieri, sicuramente è inutile. Il Presidente
insiste che è a norma di legge, ma è assolutamente inutile. Ci sono tante cose inutili in Italia, c'è
anche un Parlamento un po' latitante, per la verità.
Detto questo, riferendomi all'ultimo intervento, quello del Consigliere Pellegrini, in
previsione della discussione di questo punto – non so se gli altri Consiglieri lo abbiano, ma
alcuni dei miei colleghi mi hanno detto di non averlo mai visto – ho chiesto un fascicolo
comunale intitolato "Partecipazioni di società di capitali e consorzi, dati significativi all'anno
2009", cioè l'ultimo bilancio di queste società. Questo fascicoletto era stato istituito 5 o 6 anni fa
e serviva come riassunto per vedere alla fine come si sviluppavano i conti economici di queste
società del Comune, anno per anno. Alla fine del riferimento per ogni società, c'erano gli ultimi
quattro anni del bilancio in macro-numeri. Si trattava dunque del riassunto dei bilanci, dei quali
discuteremo nel punto del bilancio.
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Gli indici che m'interessava far presente sono questi: Alto Garda Servizi, il Consigliere
Pellegrini ci ha appena detto che ci sono stati 88 anni di bilanci… io non sono andato alla
riunione con quel consulente perché ritengo che queste discussioni debbano essere fatte
all'interno del Consiglio comunale, finché ci saranno delle riunioni informali io non vi
parteciperò.
In realtà è quello che volete voi, che io non partecipi, ma comunque il Consiglio
comunale è sovrano e quando dovrà decidere se vendere o meno la cascina dell'ex tennis, se il
Consigliere Zucchelli non ritirerà la sua mozione… speriamo che non lo faccia, sicuramente non
lo farà, ma mi piacerebbe sapere dal Consigliere Zucchelli quando sarà discussa, perché se ne
discuteremo fra tre anni, quando il protocollo sarà stato firmato, modificato, stralciato,
modificato ancora, poi venduto, non avremo più non solo la Lido, la colonia, l'ex stazione, il
tennis, ma non avremo più niente.
Detto questo, secondo il Consigliere Pellegrini in AGS ci sono stati 88 anni di utile.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Mi fido, sono d'accordo che sia la migliore società che abbiamo. A supporto di quello che diceva
il Consigliere Pellegrini, in questo fascicolo che poi gli passo così ce l’ha per la discussione dei
prossimi giorni...
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non so se era agli atti o no. Io l’avevo chiesto, se l'hanno messo agli atti tanto meglio. Io ce l'ho
da un mese, meglio se è agli atti, così tutti i Consiglieri lo possono verificare. 2006, AGS
1.774.000, 2007, 728.000; 2008, 3.533.000, 2009, 941.000, questo è l'utile del risultato di
esercizio di AGS. Per ogni società c'è questo specchietto tranne una – probabilmente sarà un
errore o una dimenticanza, ma di sicuro domani salterà fuori perché lo chiederò – quella di APM.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Dov’è? Qui, su questo fascicolo, dov’è?
^^^ Entra il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
Presidente:
Consigliere, è agli atti di tutti i Consiglieri comunali. Era trattato al punto 2.
Consigliere Matteotti Pietro:
Presidente, posso parlare o vuole parlare Lei? Allora basta, volete dirmi anche quello che
devo dire?
Presidente:
Sto solo dicendo che c’è.
Consigliere Matteotti Pietro:
Mi sembra di essere stato chiaro: in questo fascicolo ci sono tutti gli atti, con l'utile di
esercizio di ogni società, tranne quello di APM.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sarà una dimenticanza, ma è l'unico che manca. Il bilancio di APM poi io l’ho qui, ho tutto il
fascicolo del bilancio e ne discuteremo domani o dopodomani. Mi trovi in questo fascicolo,
Presidente, la voce del bilancio netto di esercizio.
Presidente:
Non so, Consigliere, io le dico semplicemente che agli atti, per tutti e 30 i Consiglieri
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comunali...
Consigliere Matteotti Pietro:
Non mi interessa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
L’unico dato che manca è quello dei conti di APM, che sappiamo avere segno positivo. Se c'è,
ditemi qual è il segno positivo di APM.
Sindaco:
33.251 sull'esercizio 2009, -280 sull'esercizio 2008, +16.541 nel 2007, +3.225 nel 2006.
Consigliere Matteotti Pietro:
Non mi interessa, lo voglio scritto, io. Qui non c'è. Andiamo avanti.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Se voi siete contenti di società del genere... siete contenti che è AGS abbia un utile di 941 e che
APM, a parte in questo fascicolo, che è del Comune, non l'ho scritto io, non c'è… Anche questo è
un dato che era stato richiesto qualche anno fa: risulta che il Presidente di APM riceve un
compenso di 84.815 lordi all'anno. Se l’utile è quello detto dal Sindaco, mi sembra che sia
rapportabile. Se per voi va bene...
Lido di Riva: con tutti i lavori che ha in ballo, il risultato di esercizio almeno c'è,
-121.000 per il 2009, -108.000 per il 2008, -115.000 per il 2007 e così via. Così per tutte le
società.
Il concetto base è questo: nella delibera ci avete spiegato che vale la pena tenerle tutte, ma
siamo proprio sicuri che per APM ne valga la pena?
Presidente:
Grazie Consigliere Matteotti. Ha chiesto la parola il Consigliere Zambotti, prego.
Consigliere Zambotti:
Mi riaggancio all'intervento che ho sentito in fase terminale, del Consigliere Matteotti, se
il gioco valga la candela per APM. Sapete come la penso in merito.
Come tutti i giorni oggi guardavo il cartello dei parcheggi e mi sembra che oggi alle 14 ci
fossero 138 posti vuoti. Migliora un po' il sabato, mi sembra, con il fatto che i commercianti
pagano due ore, ma siamo sempre intorno ai 96-98 anche il sabato.
Questo, come ci avevano spiegato l'anno scorso, indica i posti liberi. C’è qualche ora il
sabato in cui arrivano a 50, ma comunque è molto poco.
Bisogna capirsi bene su questa APM. So che corrisponde al vero l'emolumento, ma ne
chiedo conferma al Sindaco. Chiedo al Sindaco che ci dica, perché è giusto che lo sappiamo in
quanto Consiglieri, quanti sono gli emolumenti dei Presidenti delle società partecipate, anche se
gran parte dei Consiglieri già lo sanno. Forse però a qualcuno sfugge. Siccome siamo in
Consiglio comunale credo sia pertinente, all'interno di questo dibattito, sapere quali sono gli
emolumenti, anche dei rappresentanti nei Consigli di amministrazione.
Già oggi abbiamo visto che non vale la pena che a un Consigliere comunale, che deve
subentrare e si trova in un Consiglio di amministrazione, sembra che convenga stare in un CdA
che non in Consiglio comunale. Sembra strano, ma dal punto di vista economico sembra ci sia
maggiore convenienza. Di queste cose dobbiamo parlare. Siamo in un periodo di forte crisi e ne
parleremo durante il bilancio, per capire quanto questo effettivamente venga incontro a una forte
crisi delle famiglie. Non è mai stata così forte, perlomeno io non ricordo negli ultimi vent'anni
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che l'istituzione familiare sia stata colpita da una crisi, non solo economica, come in questi 2-3
anni.
Rispetto a questi emolumenti, c'è una piccola perplessità, anche perché da tante parti sono
in atto delle autoriduzioni, anche spontanee, come un senso di moralità. Parliamoci chiaro: le due
Presidenze grosse qui sono politiche. Io continuo a ribadirlo: questo fa un danno alla nostra
collettività. Io spesso mi rapporto con dei giovani di Riva, non sprovveduti, ma laureati, con
specializzazioni e master all'estero, che mi chiedono come si faccia a entrare in queste società.
Cosa si può rispondere allora? Bisogna fare politica, non c'è altra possibilità.
L’abbiamo visto anche con la Comunità di Valle, ci si è spartiti il potere. Mi spiace
manchi l'amico Consigliere Paolo Matteotti, perché avrei qualcosa da dirgli sulle civiche. Gli
avevo detto che bisognava unire le civiche, altrimenti il rischio era di essere “fregati”. Glielo dirò
comunque.
Sta di fatto che queste sono Presidenze politiche. Uno era un Assessore al bilancio ed è
stato messo lì, ma bisognerebbe vedere con quale competenza e quale curriculum. Quando si
fanno le nomine, la prima cosa che conta dovrebbe essere il curriculum. Ditemi voi quale
potrebbe essere il curriculum di competenza, per una società di mobilità e di parcheggio, dell'ex
Assessore al bilancio.
Al di là di questo, che mi interessa parzialmente, m'importano i risultati, perché sono
quelli che ci chiede la comunità. Come leggo io i pannelli li legge anche la gente. Per non parlare
del parcheggio del Poli. La quota che dovrebbe aiutare l’APM è sempre vuota. Non ha cambiato
di molto la situazione.
Abbiamo fatto una grossa battaglia per quanto riguarda Lucatti che, per chi non lo sa, era
il vecchio Presidente. In cambio ci è stato dato nuovo Presidente e si sperava che capisse il senso.
Era in Consiglio comunale quando noi abbiamo detto che quel parcheggio deve servire anche ai
residenti, per risolvere i loro problemi di parcheggio. Su questo argomento non si molla, non c'è
niente da fare. Del resto altrimenti rimane vuoto, mentre potrebbe benissimo essere utilizzato a
tariffe.
L’altra volta avete detto di fare 50 abbonamenti annuali a 400 euro all'anno, mi sembra.
Adesso avete ottenuto uno sconto, a € 380. Come si fa a chiederli alle famiglie di operai o
pensionati, che sono quelli che vivono ancora a Riva centro? Gli altri in qualche modo l'hanno
comperato, chi ha un reddito alto ha comprato gli stalli sotto oppure ha altre possibilità.
Chi non può sono quelle famiglie di ceto medio-basso che ancora hanno la forza vivere in
centro a Riva e voi andate a chiedere loro a 380 euro all'anno, a persone che fanno fatica ad
arrivare a fine mese! È una cosa che non sta né in cielo né in terra. Dov’è qui la politica per la
famiglia e per il centro storico?
Se poi ci spostiamo di due vie, perché basta andare in via Cattoni, in via Lipella, nelle vie
attorno alla scuola, e si può parcheggiare gratis, senza disco orario, nelle strisce bianche, sotto
casa. Mi chiedo allora perché gli abitanti del centro storico, compreso viale Dante e una parte di
viale Roma, debbano pagare questa tassa di € 380 all'anno. Solo perché abitano lì? Basterebbe
che si spostassero di poco e potrebbero mettere la macchina sotto casa gratuitamente.
Io sono andato a Portofino, a Positano, in posti in cui il parcheggio costa 7-8 euro all’ora,
ma anche lì i residenti hanno le strisce gialle e parcheggiano in centro, perché è garantito loro,
come è giusto, il posto macchina. Ci mancherebbe altro! Bisogna anche tenere conto che chi non
paga i € 380 per andare sotto paga l'abbonamento, che è una tassa fissa. Questi però ogni anno
vengono gabbati, perché pagano l'abbonamento e si riducono le fasce blu nelle vicinanze. Sono
ridotte le strisce blu oppure ci sono lavori o qualcos'altro, ma di fatto ogni anno assistiamo a una
riduzione delle zone di parcheggio a pagamento.
Ogni anno c’è questa specie di beffa. Il cittadino del centro, non quello del Varone, di
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Sant'Alessandro, di Campi, per avere la disponibilità di un posto auto vicino... avere un posto
auto vicino non è un fatto secondario. Magari c'è la donna incinta che deve portare la borsa della
spesa deve fare 4-500 metri, magari quando piove; oppure deve andare a prendere il bambino o
accompagnare un familiare ammalato ad una visita, sono tutte piccole cose che fanno parte della
vita di tutti i giorni, non si stanno chiedendo privilegi.
All'interno del centro storico bisogna anche tenere conto che ci sono delle aree un po'
strane. Se andiamo in piazza Marocco, lì si può parcheggiare. Se andiamo in via Lipella, si può
parcheggiare. La gente allora si arrabbia: "Io che abito lì, non posso parcheggiare". Spero che
adesso non chiuderete anche piazza Marocco. Di fatto, la realtà è questa. Ci sono delle microaree
in cui la gente può parcheggiare, con le strisce bianche. È chiaro allora che si creano delle
discriminazioni.
Capisco che sono piccoli problemi, ma sono quelli che ha la gente che vive nel centro
storico. È uno dei problemi di chi vive nel centro storico, dover pagare questa gabella e vedersi
ridotte le aree blu, vedendo nel frattempo che nello stesso centro storico nelle immediate
vicinanze, senza parlare della periferia, si può parcheggiare gratis sotto casa. Bisogna che questa
cosa prima o poi venga capita e recepita, ma soprattutto risolta, tenendo conto che c'è un
parcheggio che ha un piano praticamente quasi sempre vuoto.
Non so se l'altro parcheggio sia già aperto, o quando aprirà, ma naturalmente questo farà
concorrenza all'altro. Sarà una concorrenza fra poveri. Mi sembra peraltro che questo nuovo
parcheggio sia gestito anche da APM, comunque farà concorrenza a quello di via Pilati, per cui
probabilmente si ridurranno ulteriormente i posti occupati e aumenteranno quelli liberi.
Vogliamo dare allora una risposta ai cittadini del centro, rispetto all'utilizzo del
parcheggio di via Pilati, con prezzi decenti? Non bisogna affondare pesantemente nelle tasche dei
cittadini, soprattutto di fascia medio-bassa, per ottenere quello che in realtà è un diritto, ovvero il
posto macchina per i residenti.
Mi chiedo allora se questo Presidente finora abbia risolto questo problema. Non ha risolto
nessun problema. In cambio di quanti euro all'anno? Conviene sicuramente fare il Presidente di
una S.p.A., rispetto a fare l'Assessore. Io capisco che sull'Assessore ci sia un giudizio politico,
anche se poi andremo a verificare l'efficienza e la capacità e i risultati ottenuti, alla fine del
prossimo anno. Cercheremo di trovare anche un metodo di valutazione per quanto riguarda
l'Assessore. Per quanto riguarda un Presidente di S.p.A. però la valutazione deve essere fatta
dappertutto, sull'efficienza e sul risultato ottenuto.
Secondo me non ha ottenuto il risultato sperato. Quale risultato ha ottenuto il Presidente
di APM? I parcheggi sono sempre vuoti, i cittadini del centro di fatto rimangono scontenti, la
cittadinanza in generale mantiene una certa riluttanza nell'utilizzo di questo parcheggio: ci sarà
pure qualcosa che non va! Uno dei suoi compiti era quello di risolvere questi problemi. Io non ce
l'ho con lui: vedo che mi guarda male, ma sono abituato. Non ho problemi, le cose le voglio dire,
sicuramente non smetto di dirle perché qualcuno mi guarda male.
Secondo me non ha ottenuto grandi risultati. Non so quando andrà in scadenza, ma
secondo me dovrebbe rassegnare le dimissioni. Che risultato ha ottenuto? Siamo sempre allo
stesso punto. Chiedo scusa se ho preso tutto questo tempo per parlare di questa cosa, ma questa è
l'occasione. Voglio richiamare questi argomenti, perché sono cose che mi dicono, che continuano
a dirmi perché non vengono risolte.
Secondo me non ha risolto i problemi. Se volete tenervelo, fatelo pure, ma sappiate che
state tenendo un Presidente che non sta risolvendo i problemi. Basta vedere che oggi, intorno alle
14:30, c'erano 132 posti liberi. Sono passato adesso ed erano di più: certo, è sera, non ci
parcheggiano neanche la sera. Da quanti anni è in piedi questo parcheggio? Lucatti diceva che
sicuramente c'è una prima fase, un periodo di latenza, in cui i parcheggi, perché la gente si abitui,
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ma mi sembra che ormai questo periodo sia passato, sono passati degli anni. La gente ha
coscienza dell'esistenza del parcheggio eppure continua a utilizzarlo poco. Rimane allora
qualcosa che non va. Ha risolto questo problema, l'attuale Presidente? Secondo me no. Questo
non vuol dire che io ce l'abbia con il Presidente però, a fronte di un emolumento così
sostanzioso, credo che forse qualche risultato un po' più cospicuo, soprattutto in termini di
utilizzo di parcheggio, dovrebbe esserci.
L'altra Presidenza strettamente politica e importante è quella della Lido di Riva. Vedete i
grossi lavori che si stanno facendo. Non so se l'hotel Lido stia andando avanti e quando finirà,
spero presto. Chi c'era l'anno scorso o due anni fa ricorderà il tipo di contestazioni, anche
motivate, che aveva presentato l'allora Sindaco Molinari, rispetto al lavoro fatto dal Presidente
della Lido di Riva. Non c'è solo il problema della Lido, c'è anche quello del campeggio e altre
cose in ballo.
C'era la proposta del golf e mi sembra che fosse nata anche una società apposita. Mi
hanno detto che esiste veramente, che c'è un cartello con questa scritta.
Sono comunque parecchie le questioni. Siete soddisfatti, come amministrazione, del
lavoro finora svolto dal Presidente della Lido? Ha risposto alle indicazioni di questa
amministrazione? Sono state risolte le cose? Pare che alla fine dell'anno verrà data in
concessione, la Lido. Io lo spero, me lo auguro. Avete letto tutti il travaglio di questa gara per
l'affidamento. Non vi pare strano che quando c'era una gara non l'abbia vinta nessuno e adesso
che invece siamo in trattativa privata, come mi pare di capire, sembra che la cosa si risolverà?
Sono cose su cui dovremmo riflettere. A me piace il Consiglio comunale, perché deve
diventare il momento in cui queste cose si discutono, anche se sono solo dubbi, cose velenose.
Sono argomenti raccolti dalla città. Noi siamo stati eletti dai cittadini, le portiamo qui, le
discutiamo, le svisceriamo, anche se possono essere velenose.
C'è questo dubbio che aleggia: sono sempre gli stessi, alla fine. Vedremo a chi andrà in
mano questa benedetta gestione. Io spero che si avrà un criterio non di monopolio e su questo ci
batteremo, per quanto sarà possibile, perché non vi sia monopolio.
Abbiamo letto sulla stampa una dichiarazione allucinante di una persona che occupa un
posto di rilievo all'interno di una società fondamentale per lo sviluppo turistico della città, in cui
addirittura si proponeva dovesse esserci una logica, una coerenza, un’amalgama nelle varie
gestioni. Questo voleva dire che chi ha preso qualcosa è giusto prenda qualcos'altro e poi ancora
qualcosa. Naturalmente parliamo del Palacongressi e di tutto ciò che ci sarà dentro, teatro,
ristorante, negozi eccetera, sempre nella logica che tutto debba essere organico e coerente e avere
una stessa regia.
Dobbiamo stare attenti: magari si va a prendere quello che è stato fatto o che si tenterà di
fare all'ex Miralago. Dobbiamo andarci piano. Questo è comprensibile, perché a Riva c'è già chi
lavora così e sappiamo benissimo chi è, attraverso sub-attività. A Riva c'è già questa logica.
Dobbiamo stare attenti a permettere il rafforzamento dei monopoli economici. Io ho dato
alla stampa un punto di vista e ho ricevuto molte telefonate da parte di imprenditori, anche questi
giovani, che mi sembra abbiano anche loro fatto domanda. Sono proprietari di attività, bar
eccetera, e mi sembra abbiano fatto domanda per partecipare all'assegnazione della Lido. Mi
hanno detto che per fortuna qualcuno dice qualcosa, altrimenti "noi siamo piccoli e ci mangiano
subito". Mi hanno detto ho fatto bene e mi hanno chiesto perché loro piccoli, cittadini rivani,
esercenti di attività del turismo non possono fare il salto, impegnandosi, naturalmente avendo la
disponibilità economica, andando a gestire lì? Perché non lo possono fare, perché non li si mette
nella condizione di gareggiare alla pari? Se entrano in gioco personaggi così forti, soprattutto
così ben sostenuti da altri, chiaramente la partita è persa fin dall'inizio.
Qui non ci siamo. Questa è una vecchia storia. Perché non dobbiamo dare a tutti
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l’occasione di partecipare, con uguali possibilità, alla gestione delle attività che hanno a che fare
con il Comune? Qui a Riva non è mai successo questo, parliamoci chiaro. Attraverso le società
miste, le società partecipate eccetera, le co-partecipazioni, si è sempre fatto in modo che a gestire
queste cose andassero non attraverso gare pubbliche, aperte a tutti. Non è mai successo così, ma
è stato predeterminato attraverso accordi soprattutto politici, che poi hanno trovato una risposta
nella costituzione di società ad hoc.
Noi dobbiamo dare una svolta. Il discorso che facevo all'inizio legislatura, di cercare un
metodo nuovo, riguarda anche questo: questo è uno dei metodi nuovi. Se parliamo di società
diamo noi, come Comune, laddove siamo soprattutto azionisti di riferimento, degli input nuovi.
Gli input nuovi sono che i Presidenti rispondano del loro operato con i fatti, in modo
inequivocabile.
Se hai questo mandato devi risolvere il problema. Se l’hai risolto va bene, continui. Se
non l’hai risolto, sei in difficoltà, continui a non risolverlo, te ne vai. Questo succede in tutte le
società per azioni. L'azionista dice: mi devi risolvere il problema. Il parcheggio deve funzionare,
se non funziona vai a casa, ne prendiamo un altro. A quelle cifre lo troviamo sicuramente.
Sicuramente con quelle cifre troviamo un manager che ci risolva con competenze il problema.
Questo è il primo input che dobbiamo dare, secondo me.
Il secondo input è che tutte le gare in cui si vede un'assegnazione di situazioni
economiche, gelaterie, bar, ristoranti, quella che sarà la spiaggia, una struttura in cui saranno
accolte più attività, campeggi eccetera, ma non solo questo, bisognerebbe anche parlare del
sociale e delle cooperative, i servizi: tutte queste designazioni devono avere il massimo della
trasparenza. Tutti devono poter concorrere sullo stesso piano, ma deve esserci il massimo della
trasparenza, ciò che, a mio avviso, non è stato fatto finora. Questa è la mia impressione, posso
sbagliarmi. Non penso di dire verità assolute, ma riporto ciò che si sente dire in città. Quello
sentito da tutti è che c'è una difficoltà nel poter competere ad armi pari e questo è altamente
sbagliato, quando entrano in ballo personaggi o società ben noti in città, che hanno già molto, che
hanno già avuto tanto, che continuano ad avere. Perché continuare a dare queste persone?
Cerchiamo di trovare delle possibilità alternative. Mi sembra che in città ci siano.
Finisco ribadendo questi due concetti: rigore rispetto all'operato dei manager, visti i soldi
che ci sono in ballo, in modo che questi manager siano chiamati a dare delle risposte non in 4
anni o in 10, non perché ci sono logiche politiche. Bisogna stare attenti a mettere i politici a
dirigere le società per azioni, politici che hanno in Consiglio comunale gruppi e Assessori.
Questo è la cosa più sbagliata: come si fa a licenziare una persona, anche se non ottiene il
risultato, quando c'è il problema che magari mette in difficoltà la tua maggioranza? Ma questo,
eticamente, è giusto? È questo che chiedo. Lo dico da tanti anni. Qui ne abbiamo viste di tutti i
colori. È giusto questo? Non lo so. È giusto che un Assessore passi a dirigere una società per
azioni? Può essere anche giusto, ma voglio vedere il curriculum, voglio vedere chi erano gli altri
che avevano concorso, perché è stato scelto lui. Può essere che vada bene così, ma siamo
contenti di questi risultati? Queste sono le domande.
L'altra questione che pongo è la maggiore trasparenza nell'affidamento della gestione
delle attività economiche e commerciali, per permettere a tutti i cittadini rivani di partecipare allo
stesso modo, a cercare di ottenere la gestione delle attività. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Zambotti. Ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi, prego.
Consigliere Frizzi:
Sarò breve, perché sull'argomento società sono stanco di ripetere dell'inutilità in merito
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alle società per azioni con partecipazione pubblica.
Porto invece un discorso politico, che mi interessa molto. Abbiamo parlato di tutte le
società e oltretutto abbiamo fatto una carrellata dei Consigli di amministrazione delle nostre.
Possiamo prenderne una a caso, la Lido. Il Presidente prende € 52.000 lordi, i singoli Consiglieri
arrivano a 2.500, il Sindaco effettivo arriva a 8.520. Se andiamo all’APM, più o meno le cifre
sono quelle. Voglio che ci sia una particolare attenzione a questi compensi perché in questo
Consiglio comunale recentemente, con titoli sui giornali, ho ricevuto delle lamentele da parte
dell'amministrazione e della maggioranza, e anche da parte di alcuni funzionari, con una grossa
critica nei nostri confronti, di chi propone delle mozioni, perché costiamo troppo.
La democrazia vera costa troppo. Non ho mai sentito dire in questa aula che queste forme
di democrazia, che non sono forme di democrazia ma invece sono società per azioni, costino
troppo. Però il Consiglio comunale costa troppo. Addirittura sul Trentino c'è stata un'intera
pagina dove anche l'amministrazione comunale si lamentava perché quest'anno si raggiungono i
20 Consigli comunali. Bene quando c'era Claudio Molinari, che ne ha fatti solo 11: quelli sì che
erano tempi buoni per la politica. È una vergogna. Se c'è una forma di democrazia è proprio
questa, l'aula che i cittadini legittimano per amministrare i propri beni.
Io non voglio più sentirmi dire che il Consiglio comunale costa troppo, per piacere,
altrimenti chiederò lo scioglimento di tutte le società del Comune, come faccio da anni. È
veramente qualcosa che va al di là del pensabile. Il fatto che si sia elogiato il senatore Claudio
Molinari, che è arrivato a ben 11 Consigli comunali, come fosse un vanto, il fatto di aver
bloccato il confronto politico dopo aver ricevuto un mandato dagli elettori, dai cittadini, il
governo di centrosinistra si lamenta perché c'è troppa partecipazione. Questo è incredibile. Sono
tematiche sulle quali bisogna assolutamente riflettere. Ci si continua a vantare della democrazia
partecipata, assisto anche al dibattito all'interno del Partito Democratico, nato con un obiettivo
specifico, ovvero quello delle primarie, cosa che qui a Riva non è mai stata effettuata. Basta
vedere le ultime elezioni comunali.
Ieri ho letto l'intervento di una Consigliera di Arco che si lamentava della non-scelta, cioè
la scelta fatta chissà dove del rappresentante della Comunità di Valle. Questa oggi è la realtà: si
cerca sempre di bloccare il dibattito politico. È molto semplice e lo vediamo anche negli atti.
Parlavo prima del protocollo d'intesa fatto sul MAG: non è una forma di critica per il suo
operato, Assessore Brunelli, so anch'io che è qui da sei mesi, ma sono le cose attuali: purtroppo
bisogna continuamente impegnarsi per evitare che il dibattito politico si chiuda in questo modo.
La critica è: costate troppo. Non è vero. L'amministrazione comunale tutto sommato ha
un bilancio di 40 milioni di euro, molto di più di tutte queste società di cui stiamo parlando. Il
Presidente di APM prende € 80.000, solo con il compenso del Presidente viene pagato tutto il
Consiglio comunale.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Io parlavo di Lucatti, non so quanto prenda ora il Presidente, perché non c'è il 2010. Parlavo del
bilancio del 2009, quello con Lucatti. A prescindere da questo, il Presidente della Lido, Tanas,
percepisce € 52.000. Tutto il Consiglio comunale quest'anno costa € 60.000. Addirittura un
articolo sul giornale dove si dice che costa troppo: la democrazia costa troppo. Voglio
semplicemente portare in Consiglio comunale una riflessione su questo argomento. Non voglio
più sentirmi dire che il Consiglio comunale costa troppo, anche se banalizziamo e portiamo delle
mozioni relativamente superficiali. Non voglio più sentirlo dire, perché la partecipazione
democratica viene svolta attraverso quest'aula, in Consiglio comunale.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi. Dichiaro chiuso il primo intervento. Lasciamo la replica al
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Sindaco.
Sindaco:
La discussione è necessaria perché autorizziamo il mantenimento della partecipazione
all'interno delle società. Non è un obbligo: manteniamo e poi si può fare quel che si vuole, nel
momento in cui le abbiamo e le manteniamo, si possono cedere, scorporare, vendere. Qui
bisogna dire se assolvono l'obbligo.
Brutalmente, il Comune di Trento l'altra sera ha deciso di vendere le quote in ISA, una
società finanziaria. Ha deciso di vendere solo quella. È un obbligo di legge. Ricordiamo che
quest'obbligo deriva dalla legge 244 del 2007. Poi sono avvenute delle modifiche. Quella a cui
accennava il Consigliere Pellegrini dice che nella manovra del decreto-legge 78, convertito nella
legge 122 di quest'estate, cioè la manovra finanziaria, i Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti
non possono detenere. Quella era stata convertita in legge, era una legge dello Stato convertita e
quindi operante.
L'altroieri abbiamo saputo due cose: da una parte siamo stati confortati dalla legislazione
provinciale che in questo momento in Consiglio provinciale è in discussione una legge che dice
che la Provincia Autonoma di Trento ha competenza diretta, nel proprio ordinamento, per quanto
riguarda le partecipazioni nelle società, con un articolo che dice che i Comuni possono detenere.
Lo Stato fa una modifica, già operante, che è già legge – perché è stata votata prima del dibattito
che si è aperto questa mattina alla Camera e al Senato – dove dice che i Comuni al di sotto dei
30.000 abitanti non possono detenere partecipazioni in società qualora, a decorrere dal 2011,
quindi a partire dal prossimo anno, tre esercizi successivi siano in perdita o che non gestiscono
servizi pubblici essenziali, in tal caso devono dismetterle. Non c'è una società in Italia sui
trasporti che sia in attivo. Ma non si vende il servizio pubblico dei trasporti, perché quello è
perennemente in passivo. Si limita dunque ad alcuni servizi pubblici precisi.
Questo dice la norma dello Stato, che è già stata approvata. La legge di stabilità e è stata
approvata alla Camera e al Senato la settimana scorsa. La Provincia sta approvando l'altra, dove
però rivendica la competenza provinciale. La Provincia è entrata nel merito dell'art. 3, in quei
commi che prevedono l'obbligo da parte dell'amministrazione di fare la ricognizione, al punto
che il Comune di Trento, come dicevo, ha deciso di vendere una partecipazione finanziaria,
perché non ha i requisiti, è come se noi avessimo una partecipazione all'interno dalla Banca di
Trento e Bolzano, che non avrebbe assolutamente i requisiti di legge.
Detto questo, agli atti c'erano queste cose, ci sono i compensi e vanno letti riferiti agli
anni. Il compenso di un Presidente era di una certa quantità, ma non è questo il motivo: il motivo
è che noi dobbiamo adottare un provvedimento che ci permetterà di ragionare più avanti circa i
risultati e gli obiettivi delle partecipazioni che abbiamo all'interno delle società. Altrimenti non si
trova la ragione di alcune decisioni.
L'esercizio in passivo di Alto Garda Parcheggi dei 2008 è stato ampiamente discusso dal
Consiglio comunale di Riva del Garda, che ha stabilito un percorso perché quel passivo
rientrasse. La partecipazione del Comune di Riva infatti è passata dal 51 al 80%, perché i soci
privati non sono intervenuti. Il Consiglio comunale di Riva del Garda all'unanimità allora decise
di fare quell'operazione.
Ha ragione il Consigliere Modena quando dice che stranamente i Consigli comunali
decidono di partecipare alla società, magari votandole all'unanimità: ricordo che è AGS è stata
costituita con un voto di questo tipo, così come la Lido. Tante di queste appartenenze sono state
votate all'unanimità, cioè i Consigli comunali a suo tempo hanno ritenuto di partecipare in queste
società, all'unanimità.
È evidente che poi alcuni esercizi, alcune valutazioni, alcuni operati sono da
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riconsiderare, da tenere sott'occhio, ma si è trattato di un procedere, nel corso degli ultimi 15-20
anni, nell'approvare, da parte di molti Consigli comunali italiani, la partecipazione, trasformando
le vecchie municipalizzate. Il grande dibattito che c'è oggi sui servizi, sulla necessità di
produzione degli stessi, facendo in modo che questi non siano in concorrenza, è quello che
andremo a discutere sul gas, cioè l'obbligo di fare delle gare per la gestione dei servizi. A livello
nazionale per esempio si sta parlando di mettere in gara il servizio dell'acqua, quindi siamo
attenti a ciò di cui parliamo.
È storica l'idiosincrasia del Consigliere Frizzi nei confronti del sistema societario, l'ha
sempre detto, però queste ci sono e in questo momento stiamo semplicemente dicendo di
mantenere le nostre partecipazioni perché queste hanno i requisiti previsti. Qualcuno ha
considerato questo provvedimento inutile, però è obbligatorio per legge, perché poi dovremmo
essere autorizzati dalla Corte dei Conti a mantenere queste partecipazioni. La cosa mi sembra di
una semplicità assoluta, senza entrare nel merito delle questioni dei passivi o di altre cose.
Grazie.
Presidente:
Grazie signor Sindaco. È aperto il secondo intervento. Ha chiesto la parola il Consigliere
De Pascalis, prego.
Consigliere De Pascalis:
Così come era stato preannunciato, anche da me, evidentemente discuteremo
successivamente sui risultati, sui costi, sui ricavi eccetera, perché poi tutto deve essere ridiscusso.
Ci sono società e società, diverse fra loro, che a fronte di partecipazioni azionarie molto
consistenti, seppure hanno degli utili, questi risultano risibili. Oltretutto operano in settori
protetti.
Vorrei porre alcune domande a proposito dell’APM, che non riguardano assolutamente il
contenuto economico. Come si sta dicendo da un po' di tempo, quello sarà argomento di
discussione successiva, quando entreremo nel dettaglio delle singole società. Per quanto riguarda
l’APM, l'oggetto sociale, la realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione, c'è tutta una pagina
sugli argomenti dell'oggetto sociale, che evidentemente vanno condivisi, riguardo ai presupposti
della partecipazione. Declinare l'oggetto sociale e gli obiettivi è un esercizio teorico, anche molto
generale. Su quelli si può affinare qualcosa, ma si può essere d'accordo.
Quello che a me invece preme in questo momento, in maniera molto semplice, immediata
e anche pratica, è sapere qual è il rapporto fra l’APM e la Polizia municipale, perché a me è
capitato personalmente – e l'ho verificato sulla base di quanto mi era stato segnalato – di
percepire che il Comandante della Polizia municipale abbia poteri di indirizzo sui dipendenti
dell’APM. Addirittura un dipendente, nel momento in cui ha visto una macchina fuoriposto, non
all'interno delle strisce blu, ha presunto, sulla base di quanto è stato invitato a fare dal
Comandante Berti – questo afferma lui – di avvertire la Polizia municipale. Al che io mi sono
permesso di dire che probabilmente quello non faceva parte dei suoi compiti, perché secondo me,
anche da questo punto di vista, potrebbero esserci dei profili di legittimità sulla faccenda.
Io ho letto la pagina dell'oggetto sociale, ho letto i presupposti del mantenimento della
partecipazione, ma non ho letto da nessuna parte che ci sia un rapporto di subalternità fra il
Comandante della Polizia municipale e il dipendente di APM, che comunque è società
partecipata, ma è una S.p.A.
In merito a questo mi servirebbe sapere in maniera precisa come mai emergono queste
impressioni, sensazioni, se sia mai stato dato un mandato di questo tipo oppure se ci sia la
presunzione, da parte di qualcuno, di poter intervenire in questo senso. Visto che non lo trovo
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scritto da nessuna parte, potremmo scadere in profili di legittimità.
Poi su tutto il resto, AGS, APM e Lido di Riva, parleremo successivamente, nel momento
in cui faremo una riflessione sui contenuti e sui risultati, per tutti.
Presidente:
Grazie Consigliere De Pascalis. Ha chiesto la parola il Consigliere Zambotti, prego.
Consigliere Zambotti:
Sui dubbi sollevati dal Consigliere De Pascalis mi trovo concorde, perché sono stato
testimone più volte di situazioni un po' strane. Non si capisce bene il ruolo degli ausiliari del
traffico e dei Vigili. Non ho capito bene la differenza del loro ruolo: mi sembra che a volte siano
insieme e a volte no. Trovo molto stimolante il contributo del Consigliere De Pascalis, perché
questa è una domanda che viene posta molte volte, specialmente da chi prende la multa, anche
perché arrabbiato.
Molte volte non si riesce a capire. Questa è la sede in cui si può fare chiarezza una volta
per tutte, tra il ruolo di queste persone che, onestamente, scusate se insisto un po' sulla forma,
visto che fanno parte di una società che rappresenta il Comune, dovrebbero presentarsi
esteticamente un po' più curati, visto che rappresentano la cittadinanza. Io non sono un
formalista, però a volte sono rimasto veramente sbalordito. Dovrebbero presentarsi con un po'
più di decoro. Il Vigile ha la divisa, quindi ha già il suo decoro. Non dico di mettere la divisa
anche a queste persone, ma che almeno abbiano un minimo di decoro nell'atteggiamento.
Non so se poi siano autorizzati a dare del tu o del lei. Non vorrei essere troppo formale:
se si rivolgono a me non c'è problema, però se si rivolgono a un ospite, a qualcuno che viene a
Riva, se si rivolgono con il tu, sono piccole cose che si notano. Non so se venga fatto un piccolo
corso, ma tutte le persone che si rapportano con gli ospiti secondo me, per il discorso
dell'accoglienza, dovrebbero fare attenzione.
Se fate l'esperienza di andare in un posto, il primo rapporto che avete con quel posto è
proprio con queste impressioni, che danno una sensazione, un'impressione su quel posto. Si
arriva, si parcheggia la macchina al di fuori di un cm... quest'estate sono state date delle multe
perché le ruote sporgevano di un cm dalla striscia. L'approccio era: "Ti – anche in dialetto –
sposta, altrimenti ti do la multa". Siamo trentini, siamo chiusi, ruspanti, tutto quel che si vuole,
ma siamo una città turistica, quindi cerchiamo di evitare un comportamento del genere. È
successo più di una volta, cerchiamo di risolverlo.
Anche il fatto che si presentino con il chewing gum, trasandati... è vero che si presentano
con la pettorina con la scritta, ma secondo me bisogna che si diano un limite. Diciamo tutti che
vogliamo riportare il turismo, fare il Lido a 5 stelle extra, vogliamo riportare il turismo a 5 stelle
a Riva, ma allora bisogna lavorare molto sul tessuto dell'accoglienza. Non basta fare l'albergo a 5
stelle perché arrivi a Riva il turismo a cinque stelle. Ci sono molte cose da fare. Questo però è un
piccolo dettaglio.
Penso che anche a voi sarà capitato che la gente vi chiedesse qual è la differenza fra
queste persone e i Vigili urbani, quali siano le competenze. Effettivamente questa differenza a
volte sfugge.
Per quanto riguarda il discorso del Sindaco, io posso ammettere che si possa anche essere
andati un po' fuori dall'argomento, ma per mia esperienza posso dirvi che quelle poche volte in
cui si riesce a parlare di società... Loro dicono adesso di approvare la cosa, perché il deliberato
dice di farla passare e poi ne parleremo, ma se andate indietro negli anni vedrete che le volte che
si è parlato seriamente di società...
(VOCI FUORI MICROFONO)
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Penso che non sia obbligato ad ascoltare, se vuole farlo ascolta. Siamo liberi, siamo stati eletti,
non è questo il problema. Io ho una mia visione da questo punto di vista.
Per esperienza posso dirvi che non sono molte le volte in cui si è potuto parlare in
Consiglio comunale, seriamente e approfonditamente, di società. Il fatto che abbiamo un po'
debordato, questa sera, dalla pertinenza dell'ordine del giorno, è perché quelle poche volte che ci
è data la possibilità di parlare dobbiamo prenderla al volo per mettere a fuoco tutti questi
argomenti. Secondo me è stato uno sbaglio enorme non fare la commissione sulle società e ve ne
accorgerete.
Quando mai avremo veramente modo di parlarne? Se il Sindaco dice: “Approviamo
questa cosa e io vi dico che con certezza che vi sarà una serie di Consigli comunali, visto che non
c'è la commissione, nei quali affronteremo, con i Presidenti delle società, le tematiche che questa
sera sono emerse magari impropriamente”, allora sono d'accordo, va benissimo. Non basta però
dire che ne parleremo. Oramai sono stato imbrogliato molte volte, voglio certezza. Se il Sindaco
dice che questa sera approviamo questa cosa all'ordine del giorno ma con il prossimo anno si
impegna a fare in modo che in questo Consiglio comunale si dibatta a fondo le problematiche
delle società partecipate, questo mi va bene, però deve essere chiaro. Non sono sufficienti le
affermazioni di principio su un tema così importante.
Ricordate che noi qui discutiamo dell'osso, ma le società discutono e gestiscono la polpa
di Riva. Questa è storia vecchia, ma è vera. Noi stiamo qui ore con bassi emolumenti a discutere
dell'osso, mentre la polpa viene discussa fuori da qui. È sempre stato così a Riva, con
emolumenti adeguati alla polpa.
È giusto, è sempre andata così a Riva. Quando io ponevo il problema del metodo
all'inizio, intendevo che anche questo è un metodo: facciamo rientrare dalla finestra ciò che è
uscito dalla porta? Dev'essere il Consiglio comunale a deciderlo. Vogliamo anche noi cominciare
a discuterne? Come diceva bene il Consigliere, le società per azioni sottostanno al diritto penale,
quindi sono blindate, più di tanto non possiamo fare, ma quel poco che possiamo fare dobbiamo
pretendere che venga fatto. Pretendiamo che un po' di polpa torni in Consiglio comunale o
continueremo a discutere ore e ore sull’osso?
Questo è il punto e il Sindaco fa bene a dire che l'argomento in questione questa sera è solo
questo: però non è vero, l'argomento in questione è molto più grosso. Ci dica se ci sarà un
cambiamento forte in questa amministrazione, per cui finalmente si potrà tornare, come si diceva
anni fa – quando non erano società per azioni, lo riconosco – a parlare di una parte della città che
purtroppo viene tenuta fuori dal Consiglio comunale. Spesso noi li ratifichiamo solo oppure
addirittura non ne sappiamo niente. Abbiamo letto sul giornale cose che sono successe,
sostanziali, non marginali. Questo è il cambiamento che chiedo. Grazie.
Presidente:
Ha chiesto la parola il Consigliere Modena, prego.
Consigliere Modena:
Chiedo scusa, ho fatto un intervento prima che ha aperto tutti questi discorsi e ritenevo
che si sarebbe chiuso in fretta, perché c'era un clima pre-bilancio. Poi sono emerse tutte queste
perplessità, anche dal mio intervento. Dicevo che abbiamo avuto quella bella riunione con il
consulente durante la quale è stata fatta una prima parte del tema, che io avevo chiesto in
Consiglio comunale, ovvero fare un quadro. Purtroppo non c'è stato il passaggio successivo,
quello di addentrarsi nel discorso delle società, alla luce anche di questa novità che non c'erano e
che sono emerse dopo, ovvero la determinazione romana e l’articolo posto nella Finanziaria a
livello provinciale.
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A prescindere da questo, che sarebbe stato un pretesto, credo si sarebbe dato modo ai
Consiglieri di "sfogarsi" su questo aspetto delle società perché ogni volta che si parla di queste
società si rimane sempre monchi: si comincia e si rimanda, rimane sempre fuori qualcosa.
Se permettete faccio una cosa molto semplice, che forse va contro quello che ci siamo
detti in passato ma che potrebbe risolvere la situazione attuale e quella futura. La delibera che
votiamo adesso dovrebbe essere votata perché non fa altro che confermare le decisioni del
passato, ma dall'altra parte i Consiglieri dovrebbero avere la possibilità di scavare una volta per
tutte all'interno di questa tematica: quindi propongo un ordine del giorno, che può essere
modificato. "Il Consiglio comunale di Riva del Garda, sentita la relazione del Sindaco riguardo
alla ricognizione delle società, preso atto delle possibilità di mantenere la presenza del Comune
all'interno delle società stesse; tenuto presente che la ricognizione e la relativa delibera non
permettono di entrare nel merito dell'andamento delle società stesse; delibera di istituire entro il
primo Consiglio dopo la sessione di bilancio una commissione consiliare ad hoc per conoscere e
discutere ogni singola situazione e decidere se proseguire o meno la partecipazione all'interno
delle società".
Se votiamo quest'ordine del giorno, si può votare poi anche l'altro e si continua il
Consiglio. Non ci sono le firme, perché sono quelle di tutti, il gruppo del Consigliere De
Pascalis, del nostro gruppo, del gruppo del Consigliere Matteotti e si ho capito bene, anche se
non ne abbiamo ancora parlato, quello del Consigliere Zambotti, che in realtà chiede la stessa
cosa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Consigliere Modena, possiamo avere una copia dell'ordine del giorno, con eventuali
firme? Dobbiamo votare prima l'ordine del giorno e poi, se sarà approvato, in un secondo tempo
si vota la delibera.
Sindaco:
Vorrei chiedere una sospensione perché ci sono alcune questioni di carattere tecnico da
valutare, relative al provvedimento che stiamo approvando. È stato proposto un ordine del
giorno, ma questi devono essere valutati sotto il profilo della tecnica e della legittimità.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Presidente:
Qualcuno si oppone alla sospensione? Grazie Consiglieri.
^^^^^^^^^^
ore 21.29: sospensione dei lavori
^^^^^^^^^^
ore 21.39: ripresa dei lavori
^^^^^^^^^^
Presidente:
Riprendiamo il Consiglio.
Sindaco:
L'ordine del giorno sarebbe così modificato. "Sentita la relazione del Sindaco riguardo
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alla ricognizione delle società; preso atto della possibilità di mantenere la promozione del
Comune all'interno delle società stesse, condividendo i presupposti per il mantenimento delle
partecipazioni societarie – qui sta la modifica – tenuto presente che la ricognizione e la relativa
delibera non permettono di entrare nel merito dell'andamento delle società stesse, delibera di
istituire una commissione consiliare speciale ad hoc per conoscere e discutere ogni singola
situazione relativa all'andamento della società; la commissione riferirà al Consiglio comunale,
il quale assumerà le opportune ed eventuali decisioni".
Presidente:
È chiaro? Volete che venga riletta? La prima parte è quella che ha detto il Consigliere
Modena. La premessa cambia solo in una parte.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Le commissioni permanenti, secondo il regolamento, permangono, mentre le commissioni
speciali hanno una durata.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Anche in quello sarebbero già indicate, dal regolamento, poi il Consiglio comunale può decidere
di fare qualcos'altro, il regolamento anche su questo è chiaro.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Se volete prendiamo l'articolo.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Il dispositivo è chiaro a tutti? No?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco:
Certo, quello non è modificato.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Presidente:
Quello non è stato modificato, rimane. "Delibera di istituire entro il primo Consiglio
dopo la sessione di bilancio una commissione consiliare ad hoc – intendendo una commissione
speciale – per conoscere e discutere ogni singola situazione relativa all'andamento delle
società; la commissione riferirà al Consiglio comunale, il quale assumerà le opportune ed
eventuali decisioni".
(VOCI FUORI MICROFONO E SOVRAPPOSTE)
Volete che mettiamo "speciale"? Il proponente ha detto "speciale".
Mettiamo dunque in votazione l'ordine del giorno. Come previsto dal regolamento,
votiamo l'ordine del giorno. A seconda di come andrà la votazione, in ogni caso ci sarà la
delibera che sarà emendata da quest'ordine del giorno, quindi comprensiva di questo, oppure no,
se non sarà approvato. Mettiamo in votazione l'ordine del giorno.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 28
- Consiglieri votanti n. 28
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- voti favorevoli n. 25 (Sindaco, Presidente, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca, Santoni Giovanni,
Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen, Chincarini, Matteotti
Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli, Malossini, Benini Matteo,
Zambotti, Frizzi, Matteotti Pietro, Morandi, Modena, Grazioli,
Pederzolli, De Pascalis, Pasulo)
contrari
n. 0
astenuti
n. 3 (Pellegrini, Bacchin, Leoni)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA
L'ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL CONSIGLIERE MODENA
E SOTTOSCRITTO DAI CONSIGLIERI MORANDI, PIETRO MATTEOTTI,
GRAZIOLI, ZAMBOTTI, PEDERZOLLI, DE PASCALIS, PASULO E FRIZZI
MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA
nel seguente testo:
“””
Il Consiglio Comunale di Riva del Garda
•
sentita la relazione del Sindaco riguardo alla ricognizione delle società;
•
preso atto della possibilità di mantenere la partecipazione del Comune all'interno delle
società stesse e condivisi i presupposti per il mantenimento delle partecipazioni
societarie;
•
tenuto presente che la ricognizione e relativa delibera non permettono di entrare nel
merito dell'andamento delle società stesse
delibera di
•
istituire entro il primo Consiglio dopo la sessione di bilancio, una Commissione
consiliare speciale per conoscere e discutere ogni singola situazione relativa
all'andamento delle società; la Commissione riferirà al Consiglio Comunale il quale
assumerà le opportune ed eventuali decisioni.
“””
Presidente:
Nessuno chiede la parola per dichiarazione di voto? Mettiamo in votazione la delibera.
^^^ Esce il Consigliere Frizzi: il numero dei presenti scende a 27. ^^^
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera F).
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Dato atto che è stato acquisito il parere stabilito dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso e inserito in calce alla proposta di
deliberazione, di cui forma parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 27
- Consiglieri votanti n. 27
–
–
–
voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 24 (Sindaco, Presidente, Pellegrini, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca,
Santoni Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen,
Chincarini, Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli,
Malossini, Benini Matteo, Zambotti, Matteotti Pietro, Morandi,
Modena, Pederzolli, De Pascalis, Pasulo)
n. 1 (Bacchin)
n. 2 (Grazioli, Leoni)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Sindaco, allegata al presente verbale
sub lettera F).
^^^ Entra il Consigliere Frizzi: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 4
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato G) al presente verbale.
PUNTO N. 4: CANONE DI CONCESSIONE PER L'OCCUPAZIONE DI SPAZI ED
AREE PUBBLICHE EX ART. 27 D.LGS. 285/1992: SCELTA DELLA
MODALITA' DI GESTIONE MEDIANTE AFFIDAMENTO ALLA
SOCIETA' PARTECIPATA GESTEL SRL
(VOCI FUORI MICROFONO E SOVRAPPOSTE)
Presidente:
Tutti gli anni è successo che il Sindaco relazionasse e poi consegnasse la relazione. Prego
Consiglieri. Assessore Brunelli può relazionare sul punto 4 all'ordine del giorno.
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Assessore Brunelli:
Grazie Presidente. Le proposte di delibera inserite al numero 4 e 5 all'ordine del giorno
sono analoghe nelle finalità, anche se partono da presupposti differenti. Si siete d'accordo farei
un'esposizione uguale per alcuni punti, mentre in altri è differente.
Per quanto riguarda la prima, quella iscritta al punto 4, si tratta di quella che una volta era
la tassa per l'occupazione degli spazi e delle aree pubbliche.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Presidente:
Assessore, Lei tratterà i punti 4 e 5 e poi si apriranno le due discussioni, separatamente.
Assessore Brunelli:
Per quanto riguarda la proposta iscritta al punto n. 4, si parla del canone di occupazione
per la concessione di spazi e aree pubbliche, derivante dal Codice della strada. In passato il
canone era definito tassa, credo fino al 2002 era gestito come tassa per l'occupazione di suolo
pubblico, quindi determinata dalla normativa nazionale. Come sapete le tasse sono determinate
da legge.
Il Comune di Riva, optando poi per l'abrogazione della TOSAP e l'istituzione del canone
dal Codice della strada, ha trasformato questo prelievo da tassa a canone, quindi da una natura
pubblicistica, di determinazione sia delle tariffe che degli importi che delle modalità di
riscossione, a un’entrata di tipo patrimoniale. La scelta allora era stata determinata per avere
maggiori margini di operatività, perché le modalità di riscossione, gli importi delle aliquote sono
stati determinati con regolamento da parte del Consiglio comunale e quindi svincolati dalla
normativa nazionale.
La seconda invece riguarda l'imposta sulla pubblicità e il diritto delle pubbliche affissioni.
È rimasta una natura d'imposta e quindi vincolata, nella determinazione degli importi e delle
modalità, dalla legge nazionale. Entrambe comunque hanno una caratteristica, seppure
parzialmente diversa, che riguarda l'economicità nella riscossione. Mentre per il canone di
concessione si tratta di importi piuttosto consistenti, che l'amministrazione si è riservata di
determinare, anche graduando gli importi stessi a seconda della redditività dell'occupazione, per
cui si è cercato di mantenere livelli leggeri su occupazioni molto limitate, per quanto riguarda la
pubblicità stiamo parlando di importi ridotti, per i quali l'attività di riscossione pesa, a livello di
percentuale sul riscosso, molto più pesantemente.
Per entrambi comunque l'amministrazione ha valutato l'opportunità – ecco perché ne
parliamo adesso in Consiglio comunale – in prossimità della scadenza, quindi il 31 dicembre, di
non appaltare all'esterno a società operanti nel settore, nel nostro caso la ditta ICA Srl di La
Spezia che aveva vinto l'appalto. Visto che nel 2009 è stata istituita la Gestel, una società
partecipata, interamente pubblica, era stata valutata la possibilità di gestire la riscossione del
canone per l'occupazione degli spazi pubblici e dell'imposta sulla pubblicità attraverso la società.
Per fare questo bisogna che il Consiglio comunale si pronunci e decida di incaricare la
società Gestel di riscuotere l'imposta. Ricordo che la normativa è molto complicata e che la
redditività di queste entrate, che vanno a finanziare le spese correnti del Comune, deve essere
gestita correttamente, perché concorrono al pareggio della parte corrente del bilancio. Sono state
fatte delle analisi su quanto l'aggio dovuto alla società potrebbe essere contratto in presenza di
una gestione in house di queste due entrate.
L’aggio attualmente in vigore, in scadenza il 31 dicembre, per quanto riguarda il canone
di occupazione del suolo pubblico, ammonta all'11% del gettito e questo è l'importo riconosciuto
alla società concessionaria del servizio. Per darvi un'idea dell'ordine di grandezza, posto che
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l'entrata annua è assestata a circa € 400.000 all'anno, mediamente dai 400.000 ai 450.000, il costo
del Comune è variabile, perché dipende dalla durata, dall'entità dell'occupazione, ed è tra 44.000
e 49.500 euro.
Da alcune valutazioni effettuate nel caso in cui questa entrata fosse riscossa dalla Gestel,
si ha una stima di riduzione di questo canone da un massimo di 49.500 euro un a minimo di
31.000, quindi con una riduzione dell’aggio che passerebbe dall'11% attuale al 7,75, se gestito
attraverso la Gestel.
Naturalmente anche questa entrata andrà gestita attraverso un provvedimento successivo,
con il quale la Giunta determinerà un atto aggiuntivo alla convenzione attualmente in essere,
definendo i contenuti e le condizioni specifiche per lo svolgimento del servizio, la durata e gli
adempimenti che la società dovrà porre in essere.
Fin qui le due delibere sono uguali, per quanto riguarda il canone vi ho parlato dei
risparmi, per quanto riguarda invece la pubblicità la gestione è molto più complessa, perché a
fronte di un introito minore è più alta la necessità di approntamento di mezzi e di risorse umane
dedicate a questa imposta.
Come sapete, al contrario dell'occupazione, che può avere un controllo anche preventivo
all'atto della domanda, sull'imposta della pubblicità è invece necessaria un'attività a tappeto sul
territorio, perché è un'imposta estremamente mobile e aleatoria, dato che dipende dal numero dei
manifesti e dall’attività richiesta.
Sulla seconda delibera la proposta è quella di verificare se entro il 31 dicembre, con il
decreto "mille proroghe" – vi ho detto che a livello nazionale l'imposta sulla pubblicità è
determinata da regole nazionali, al contrario del canone – siccome nella legge di stabilità non è
ancora stata stabilita la possibilità di proroga, come ci si aspettava, di un ulteriore anno, alle
concessionarie attualmente appaltatrici del servizio, si pensava di portare la stessa delibera però
riservandosi la facoltà, qualora con il decreto “mille proroghe”, che deve essere per forza
approvato entro il 31 dicembre, ci fosse la possibilità di proroga, di riservarsi una gestione ancora
di un anno con l’ICA per poter poi approntare alla Gestel, che altrimenti adesso dovrebbe fare le
cose con molta più approssimazione, perché il tempo è ridotto.
Questa è la variabile sulla delibera del punto 5. Per quanto riguarda i risparmi, mi ha detto
prima vi ho detto quelli dell'occupazione. L’aggio attualmente riconosciuto all’ICA, fino al
31.12.10, è del 22%. Si è stimato che con il passaggio alla Gestel dovrebbe essere garantito un
aggio personalizzato del 17,50%, quindi su un incasso presunto di € 160.000 si avrebbe un aggio
di € 28.000.
Ho usato il condizionale perché la percentuale dell'aggio riconosciuto alla Gestel dipende
dei costi e quindi se si fosse in grado di ridurre ulteriormente i costi di gestione, dato che la
Gestel dovrà assumere una persona, avrà dei costi di impianto e di software, si ridurrebbe in
proporzione anche l'aggio dovuto.
Sono a disposizione se servono ulteriori chiarimenti sulle cose su cui eventualmente non
fossi stata chiara. Credo di aver detto tutto, eventualmente potremo tornare anche sul punto 5.
Grazie.
^^^ Esce il Consigliere De Pascalis: il numero dei presenti scende a 27. ^^^
Presidente:
Grazie Assessore. Ha chiesto la parola il Consigliere Zambotti.
Consigliere Zambotti:
Trovo un po' scarna la relazione dell'Assessore. Questa era un'occasione non solo per
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parlare di aggio ma anche di pubblicità. A Riva siamo all'anno zero. Sapete che con la pubblicità
si possono fare molti soldi, se fatta bene. Qui abbiamo una cartellonistica pietosa, vedete dove
vengono affissi i cartelli. Secondo me questa era l'occasione, nella relazione, per portare anche
qualche novità per quanto riguarda questo argomento. È una delle poche entrate del Comune.
Bisognerebbe non solo avere risparmio nel passaggio da una società all'altra, ma anche trovare
delle forme di pubblicità che possano incrementare gli introiti. Naturalmente però bisogna
mettere in campo le novità che ci sono nel campo della pubblicistica: pannelli luminosi,
cartellonistica più sofisticata e tante altre modalità.
I taxi vanno in giro con la pubblicità, pubblicità “rubata”, potrebbero essere introiti tolti,
forse dovrebbero pagare una tassa. Siccome si parla dell'argomento, forse bisognava parlare non
solo dell'aggio ma del fatto che si possa potenziare, se c'è qualche idea. Non credo che questa che
è una società di riscossione abbia delle idee, quindi bisogna fare in un altro modo. Si dovrebbe
parlare dell'ammodernamento della modalità in cui viene esplicitata la pubblicità nel nostro
territorio. Anche in questo modo torniamo alle dinamiche del turismo.
In certi posti ci sono caratteristiche molto belle, aggraziate, in armonia con l'ambiente,
non cartelloni bruttissimi, come vediamo qui a Riva. Anche questo vale se vogliamo promuovere
la città in una logica turistica e portare a Riva il turismo delle cinque stelle lusso. Se invece non
vogliamo fare il turismo attuale, va bene.
Vedo che in tante città ci sono numerosi pannelli gestiti dal Comune in cui, oltre alle
informazioni, si fa anche pubblicità. Non c'è niente di scandaloso. Se sono attività commerciali
che riguardano la città si potrebbero fare.
Questa è un'entrata e il Comune non ha tante entrate proprie. La maggior parte sono fondi
che arrivano dalla Provincia. Se noi potenziamo quelle poche che ci sono andrebbe bene e una
delle entrate è questa. Mi aspettavo qualche parola su come ammodernare le modalità con cui
viene permessa la pubblicità in città.
L'altro discorso è sui plateatici e io vorrei sapere chi li controlla. Parliamoci chiaro:
d'estate, soprattutto dopo una certa ora, stranamente l'ora in cui non ci sono più i Vigili urbani,
tutti vediamo una dilatazione spaventosa dei plateatici in certi posti. Ci sono sedie e tavolini che
aumentano a dismisura, a volte creando anche difficoltà al cittadino che non riesce a passare.
Vorrei capire quali saranno, in questo caso, le forme di controllo.
Con questa logica il cittadino fa la domanda al Comune, il Comune dà il benestare e l'ente
riscuote? Vorrei capire un po' più approfonditamente queste modalità.
La cosa che mi interessava dire comunque riguarda le modalità della cartellonistica, della
componente visiva, per il potenziamento della pubblicità. Secondo me qui a Riva, per quanto
riguarda l'espletamento dell'attività di pubblicità, siamo proprio all'anno zero. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere. Ha chiesto la parola il Consigliere Pellegrini.
Consigliere Pellegrini:
Grazie. Siccome l'argomento all'ordine del giorno prevede l'assegnazione della
riscossione dei canoni o delle imposte per la pubblicità e per gli spazi pubblici, io credo che la
Gestel, che viene indicata come nostra società comunale per la riscossione, abbia tutti i titoli per
poterlo fare, e bene.
Vediamo che la gestione dell'Ici, l'imposta sui fabbricati e sui terreni, la sta svolgendo in
maniera puntuale e precisa. Dovremo dare anche atto alle nostre società, perlomeno a quelle che
operano in maniera efficace.
Sulla partita della regolamentazione dei plateatici, credo che sia una questione che vada
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affrontata in un secondo momento. Non credo sia l'argomento di stasera.
Vorrei poi fare una domanda all'Assessore: affidando alla Gestel tutte e due le operazioni,
questa è organizzata ed è in grado di prendere in gestione questi due argomenti, oppure ci
troveremo impreparati? Parlo di noi perché è una nostra società e quindi dobbiamo parlarne
direttamente.
È importante saperlo, perché la partenza è quella che conta. Se diamo un messaggio di
affidabilità e di puntualità poi possiamo mantenerlo sempre e possiamo anche migliorare. Se
invece partiamo col piede sbagliato le lamentele potrebbero portarci a delle scelte diverse che
oggi non sono in cantiere. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Pellegrini. Ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
In tempi non sospetti io ero tra quelli che sollecitavano, adesso che abbiamo questa
società – per tranquillizzare il Consigliere Pellegrini gli dirò che credo sia un esempio per il
Trentino – a darle dei contenuti, quindi è giusto non lasciar andar via le opportunità che ci sono.
C'è l'ipotesi di non fare immediatamente tutto, ma comunque vale la pena che ci si attivi per
farlo.
Presidente:
Grazie Consigliere. Ha chiesto la parola il Consigliere Frizzi, prego.
Consigliere Frizzi:
Come ha appena detto anche il Consigliere Pellegrini, bisogna riconoscere l'efficienza di
questa società. Guarda caso, non c'è un Consiglio di amministrazione e non c’è un personaggio
politico all'interno del Consiglio.
(VOCE FUORI MICROFONO)
C'è un amministratore unico e c’è solo un comitato di coordinamento, non c'è un Consiglio di
amministrazione. C'è un amministratore unico, che guarda caso è un funzionario del Comune di
Riva del Garda, che fa un ottimo lavoro.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi. Dichiaro chiuso il primo intervento. Prego Assessore Brunelli,
per una replica.
Assessore Brunelli:
Mi scuso, Consigliere Zambotti, se sono stata scarna, ma mi sono semplicemente attenuta
all'argomento all'ordine del giorno, che non parlava di revisione delle modalità previste
attualmente dal regolamento, non riguardava l'apporto di novità, le nuove forme di pubblicità, le
novità e la cartellonistica attualmente pietosa.
Non nego che se ne possa parlare, quando e come si vuole, ma in questo momento si sta
chiedendo al Consiglio se è d'accordo che questa imposta venga gestita non all'esterno, con
un'altra società, ma attraverso la propria società interamente partecipata, pubblica.
Forse è per questo che sono stata scarna, perché la domanda mi sembrava molto semplice.
Ricordo tra l'altro che la Gestel è composta da Consiglieri comunali, quindi le forme di controllo
non verranno tolte a questo Consiglio comunale ma, anzi, i Consiglieri comunali che, insieme a
me, fanno parte di questa società, potranno controllare dall'interno che tutto quello che decide o
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che vorrà decidere il Consiglio comunale venga portato all'interno nella società.
Nell’ICA questo non è possibile. L’ICA, vincitrice dell'appalto e attualmente
concessionaria del servizio, non mi ha fatto riscontrare inefficienze, anzi, ma io ritengo che agire
attraverso la propria società sia un valore aggiunto non perché stavamo male di là, ma perché
staremmo meglio di qua. Ritengo che per come è strutturata, come è gestita e per come sarà
controllata, attraverso il comitato di coordinamento composto dai Consiglieri comunali, la voce
del Consiglio comunale potrà essere portata all'interno della società, compresa anche la volontà
magari di modificare i regolamenti, ai quali attualmente, come fonte normativa determinata da
questo Consiglio comunale, ci si deve attenere.
Per quanto riguarda i controlli sui plateatici, anche questo è stabilito interamente da
regolamento approvato dal Consiglio comunale. Se ci si dovesse accorgere che non va bene, non
resta che cambiare questo regolamento. Eventualmente sono pronta a fare la revisione dei
regolamenti che riguardano l'applicazione del canone.
A suo tempo ricordo che avevo studiato questo tema proprio con Alberto Bonisolli ed
erano regolamenti che davano estrema capacità di manovra. Davano una vera leva, anche
politica, per l'applicazione della tassa. Per esempio si diceva che, mentre con la TOSAP, cioè la
tassa determinata a livello nazionale, non si poteva cambiare la gradualità dell'imposta a seconda
dell'occupazione, avendo stabilito un regolamento comunale si poteva dire che un cantiere che
ristruttura una casa in centro storico, se lo fa in autunno paga una certa quota, se invece decide di
farlo a luglio paga cinque volte tanto. Ricordo questo, del regolamento. Parlo del regolamento
che è arrivato in Consiglio comunale.
Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Pellegrini, sono contenta che mi dia la
possibilità di dire che effettivamente la Gestel ha i titoli e i numeri per far bene, attraverso
l'amministratore unico ma attraverso anche tutto il personale che ci lavora. Credo che l'attività
svolta sia meritoria e il fatto che sull'Ici non sfugga nulla lo prova.
Per quanto riguarda più nello specifico la questione se ci troviamo impreparati e se la
società sia attualmente strutturata, ho fatto la differenza fra le due delibere, quella del punto 4 e
quella del punto 5. Mentre la 4 decide fin da subito di dare alla Gestel la gestione del canone,
perché è un'entrata molto grossa a fronte della quale il peso organizzativo e necessario in termini
di risorse umane, di software e di mezzi è ridotto, per l'altra possiamo farcela, ho parlato di
questo proprio con Alberto Bonisolli, ma se nel decreto “mille proroghe”, quello che al 99%
dovrebbe essere approvato dal governo nazionale, ci fosse la proroga di un anno, il consiglio è
quello di rimanere con l’ICA per un altro anno e andare successivamente con la Gestel. La
delibera contiene una clausola di questo tipo.
Questo non perché non si riesca a farcela, ma semplicemente perché ci semplificherebbe
la vita poter impostare fin da subito, dal 1° gennaio, il lavoro. Le delibere differiscono in questo:
mentre per il canone a decidere è il regolamento locale, per quanto riguarda l'imposta invece si
dipende dalle aliquote, da una strutturazione dell'imposta nazionale e quindi saremmo un po'
meno preparati. Non è che non ce la possiamo fare, ma mentre sul canone possiamo partire fin da
subito, sull'imposta avremmo bisogno di un periodo di rodaggio. Tanto vale che in quel periodo
di rodaggio, siccome mi sembra che i primi versamenti scadano proprio il 20 gennaio, si possa
avere la possibilità di organizzarsi meglio. Questa è la differenza fra la delibera numero 4
all'ordine del giorno e la numero 5.
Per quanto riguarda quello che diceva il Consigliere Modena, sono contenta che osservi
quello che mi sarei permessa di sottolineare anch'io, come ho fatto prima. La società che adesso
abbiamo adottato per un periodo, per quanto riguarda l’Ici, è opportuno venga implementata,
perché più attività vengono gestite, più saranno le economie nella differenza fra i costi e i ricavi.
Perlomeno dovrebbe essere così.
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Apprezzo anche l'intervento del Consigliere Frizzi, che ci dà modo di riconoscere che
l'ottimo lavoro svolto dalla società è plausibile avvenga anche nella gestione di queste altre due
entrate. Grazie.
Presidente:
Grazie Assessore. Dichiaro chiusa la discussione. Nessuno interviene per la dichiarazione
di voto. Mette in votazione il punto 4 all'ordine del giorno: "Canone di concessione per
l'occupazione di spazi e aree pubbliche ex art. 27 d.lgs. 295/1992, Scelte di modalità di gestione
mediante affidamento alla società partecipata Gestel S.r.l.".
^^^ Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti scende a 26. ^^^
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera G).
Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di
deliberazione, di cui formano parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 26
- Consiglieri votanti n. 26
- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 25 (Sindaco, Presidente, Leoni, Pellegrini, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca,
Santoni Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen,
Chincarini, Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli,
Malossini, Benini Matteo, Frizzi, Matteotti Pietro, Morandi, Modena,
Grazioli, Pederzolli, Pasulo)
n. 0
n. 1 (Bacchin)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Assessore Brunelli, allegata al
presente verbale sub lettera G).
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 5
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato H) al presente verbale.
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PUNTO N. 5: IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA' E DIRITTO SULLE
PUBBLICHE AFFISSIONI: SCELTA DELLA MODALITA' DI
GESTIONE
MEDIANTE
AFFIDAMENTO
ALLA
SOCIETA'
PARTECIPATA GESTEL SRL
Presidente:
Desiderate che si apra la discussione per il punto 5? No, mettiamo votazione.: "Imposta
comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni. Scelta delle modalità della gestione
mediante affidamento alla società partecipata Gestel S.r.l.".
Constatato che nessun Consigliere prende la parola, il Presidente dichiara
chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera H).
Dato atto che sono stati acquisiti i pareri stabiliti dall’art. 81 del D.P.Reg.
1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espressi e inseriti in calce alla proposta di
deliberazione, di cui formano parte integrante;
Ritenuto di non avere nulla da eccepire, modificare o integrare rispetto al
proposta di delibera allegata;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 26
- Consiglieri votanti n. 26
- voti favorevoli
contrari
astenuti
n. 25 (Sindaco, Presidente, Leoni, Pellegrini, Lorenzi, Giuliani, Benini Luca,
Santoni Giovanni, Straffelini, Bazzanella, Daves, Morghen,
Chincarini, Matteotti Paolo, Santoni Gianfranco, Zucchelli,
Malossini, Benini Matteo, Frizzi, Matteotti Pietro, Morandi, Modena,
Grazioli, Pederzolli, Pasulo)
n. 0
n. 1 (Bacchin)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Assessore Brunelli, allegata al
presente verbale sub lettera H).
^^^ Entra il Consigliere De Pascalis. Esce il Consigliere Leoni: il numero dei presenti rimane a
26. ^^^
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla trattazione del punto n. 6
dell’ordine del giorno, di cui all’allegato I) al presente verbale.
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PUNTO N. 6: APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI
RIVA DEL GARDA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2011, DELLA
RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA E DEL
BILANCIO PLURIENNALE 2011/2013 E ALTRI ALLEGATI
Presidente:
Il Sindaco esporrà prima la relazione programmatica e poi, da parte dell'Assessore, ci
saranno le eventuali slide esplicative. Prego signor Sindaco. È un momento importante del
attività del Consiglio comunale, vi prego di ascoltare la relazione del Sindaco, così sarà più
interessante far rilevare i vari punti di divergenza ed esprimere il proprio parere.
Consigliere Zucchelli:
Possiamo avere la relazione del Sindaco, adesso? Così la si può seguire mano a mano,
meglio.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Ma si può cambiare, sulla relazione.
Consigliere Matteotti Pietro:
Presidente, dov’è la logica? Allora vado via. Se riusciamo a seguirla e a prendere due
note… altrimenti vado via e vengo a prendermela domani. Facciamo tutto a memoria? Dov'è la
logica, Presidente?
^^^ Entra il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
Presidente:
È una scelta del Sindaco, non personale. Se il Sindaco decide così, c'è una motivazione.
La motivazione è che tendenzialmente quando si fanno le relazioni si consegna il documento
appena terminata, perché si spera che chi segue la relazione ascolti.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Nei congressi a cui ho partecipato io, la si dà dopo.
(VOCI FUORI MICROFONO)
Prego Sindaco. Se permettiamo al Sindaco di andar avanti, dopo potremo consegnare la
relazione. Altrimenti perdiamo tempo, a questo punto poteva già essere andato avanti.
Sindaco:
Ho difficoltà a introdurre questa lettura, perché c'è un clima che mi porterebbe a
consegnarvi la relazione e ci vediamo tra tre giorni. È una questione anche di minimo rispetto nei
confronti di chi ha scritto questa relazione, viene qui a rendere le sue ragioni e a vedere se possa
avere una logica o meno. È una fatica da parte del Sindaco.
“Signor Presidente, colleghe e colleghi Consiglieri, ci accingiamo in queste giornate alla
presentazione, alla discussione e alla votazione della proposta di bilancio per l'esercizio
finanziario 2011 e pluriennale 2011-2013, a pochi mesi dal turno elettorale del maggio scorso è
dall'approvazione, il 22 giugno, da parte di questo Consiglio comunale, del “Documento
programmatico contenente gli indirizzi generali del governo è relativo alle azioni dei progetti
per realizzare durante mandato politico-amministrativo”.
Vorrei innanzitutto ringraziare il Presidente del Consiglio e tutti i colleghi Consiglieri per la
mole di lavoro svolto in questi mesi e l’impegno profuso, per la presenza e la partecipazione al
Verbale 13. 12. 10
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dibattito consigliare nelle numerosissime sedute che si sono tenute in questo avvio di
consigliatura.
Non posso nascondere che la quantità di sedute mi ha un po’ sorpreso, ma alcuni dei temi
affrontati sono stati stimolanti anche per il sottoscritto; approfondimento, studio, ricerca di atti
e documentazione ritengo sempre necessari per affrontare un qualsiasi tema. Su molti di questi,
ed in particolare quelli sottoposti dalle minoranze consigliari, il confronto è stato ampio,
qualche volta con toni un po’ forti, ma su molti di essi si sono raggiunte buone indicazioni ed
intese. Il dibattito, la discussione, il confronto, sono il sale della democrazia e delle relazioni
umane.
Desidero però sottolineare, in questo senso sollecitato da numerosi consiglieri, che una
democrazia matura, regola, con nuova attenzione, i tempi e le modalità del proprio procedere.
Nel termine della scorsa consigliatura, sono state apportate le minime modifiche allo Statuto
della nostra città per adeguarlo obbligatoriamente alle novità introdotte dalla legge regionale
sull’ordinamento dei comuni; ora con la costituzione dell’apposita commissione si dovrà metter
mano ad una revisione ben più corposa del nostro Statuto e del Regolamento d’aula, lavoro
assolutamente impegnativo e necessario.
Rimarcavo a giugno, nella parte introduttiva alla relazione programmatica, e ribadisco con
forza (e per quanto io possa fare) l’auspicio che i toni usati dalle forze politiche e civiche in
campagna elettorale e quindi i toni prevalentemente pacati, sobri e rispettosi dei vari candidati
sindaci, siano ora mantenuti da parte di tutti noi.
Così come le scelte che ci attendono, di assoluto rilievo, necessitano della massima condivisione
consigliare cosicchè si possa rafforzare l’idea di una comunità coesa, tutta volta a riaffermare
(conquistare) quel ruolo che davvero le spetta, in primo luogo nel panorama trentino ma
certamente nel panorama internazionale.
Il lavoro svolto in questi primi mesi e la disponibilità ad affrontare e condividere assieme a tutti
i consiglieri svariati argomenti amministrativi, nel campo della cultura, delle opere pubbliche,
della proposta di bilancio fin dalla sua impostazione, ritengo sia un nuovo ed interessante
metodo che comporta fatica impegno e dedizione e di questo devo ringraziare la Giunta nelle
persone del Vicesindaco e degli Assessori per la disponibilità dimostrata.
Altrettanto importanti ed interessanti sono state le riunioni consigliari che hanno visto la
partecipazione, in tre distinte sedute, dell’assessore provinciale Gilmozzi con il quale abbiamo
discusso di Comunità di Valle, dell’assessore provinciale Olivi sui problemi del lavoro,
dell’occupazione, dell’industria e dell’artigianato ed infine sempre con l’assessore Gilmozzi ed
il senatore Molinari sulle novità legislative legate al federalismo fiscale.
Sono risultati efficaci anche gli incontri tenutisi con l’avvocato Florenzano e con il consiglio di
amministrazione di AGS Spa in merito al nostro sistema societario ed alle attività svolte dalla
nostra multiutility.
L’impegno mio personale e della Giunta a proseguire nel tempo il lavoro, così come affrontato
in questi primi mesi, sarà sempre assicurato sia nell’ambito delle commissioni consiliari che
negli incontri plenari, che con i singoli consiglieri che volessero affrontare o approfondire
questioni a loro care.
Devo peraltro ringraziare tutti i componenti della maggioranza per la piena disponibilità
assicurata sia alla partecipazione agli incontri di maggioranza che al fattivo contributo dato
durante i lavori consiliari.
Credo sia altrettanto meritevole di nota aver portato la Giunta fuori dal palazzo a svolgere sia
le proprie sedute formali che ad incontrare i cittadini, le associazioni, le istituzioni scolastiche e
le nostre aziende per i servizi alla persona. Abbiamo ricevuto molte indicazioni buone,
contributi importanti e suggerimenti preziosi oltre ad essere confortati nel proprio agire.
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Attività che continuerà nel tempo e che porta le istituzione tra i cittadini a colloquiare
direttamente con loro.
Gli ultimi tre mesi sono stati caratterizzati dal turno elettorale per la elezione degli organi della
nuova Comunità di Valle. Su questa nuova istituzione si sono scritti fiumi di parole, a favore,
contrari, dubbiosi, incerti. Ma tant’è. La Comunità di Valle è decollata ed i suoi organi si
stanno via via completando con le residue nomine dei componenti dei comuni; prima di Natale
anche l’assemblea sarà interamente costituita.
Ho sentito e letto preoccupazione per la scarsa partecipazione al voto in modo particolare nella
nostra Città e nella nostra Comunità. È vero. Non è stato per nulla piacevole essere il fanalino
di coda di tutta la Provincia. Ci si dovrà rimboccare le maniche e lavorare tutti assieme per
dare supporto alla nuova Comunità.
Vi offro una lettura che non vuole assolutamente minimizzare la scarsa partecipazione, ma
affonda le radici negli ultimi quindici anni di vita del Comprensorio. Se non ci ricordiamo male,
ma bisogna farlo, i maggiori comuni del nostro territorio e cioè Riva del Garda ed Arco, nel
1995 presero posizioni molto dure nei confronti dell’Ente, quasi considerandolo inutile, e
proponendone addirittura al Consiglio Provinciale, l’abrogazione. Tali posizioni portarono, via
via nel tempo, a declassare l’Ente da politico a mero organo tecnico, a tal punto che venne
inaugurata proprio qui la stagione della “Giunta dei sindaci”. Così che l’Ente ha perso, in
modo particolare rispetto ai maggiori comuni, quel ruolo di gestione anche politica delle
competenze; quindi è stata quasi naturale una lenta ma costante asfissia che ha portato
moltissimi cittadini quasi a non sapere nemmeno più cosa fosse il Comprensorio. Per taluni,
addirittura, uffici comunali decentrati, cosa non avvenuta in altre parti del territorio provinciale
dove l’Ente fungeva da catalizzatore delle esigenze dei piccoli comuni e la partecipazione al
voto lo sta ampiamente a dimostrare. Superata questa pagina, però, risulta ineludibile che la
Comunità di Valle c’è, ha competenze proprie ed è eletta per due terzi a suffragio universale.
Dovremo quindi lavorare nei prossimi mesi e nei successivi quattro anni affinché la Comunità di
Valle sia riconosciuta come necessaria ed obbligatoria interlocutrice sulle materie di sua diretta
competenza che sono anche determinanti in alcuni servizi, quali le attività socio-assistenziali, le
politiche per l’edilizia sociale, il diritto allo studio, l’urbanistica di area vasta, la gestione delle
risorse del Fondo Unico Territoriale, la gestione del ciclo dei rifiuti, la gestione del corpo
intercomunale di Polizia municipale e l'avvio delle procedure per l'istituzione del distretto
agricolo, solo per citare le più corpose. E non è poca cosa. Auguro comunque al suo Presidente,
al Vicepresidente, alla Giunta ed all’Assemblea della Comunità un proficuo lavoro e la piena
disponibilità all’incontro ed al confronto da parte mia, della Giunta e del Consiglio.
Non vorrei tediarvi con l’elenco pedissequo delle cose da fare, moltissime per la verità e per la
varietà, che trovano nel bilancio di previsione puntuale risposta, ma accennare seppur
brevemente i temi importanti che si stanno affrontando e che vedranno nel prossimo anno e nei
prossimi anni sperabilmente una soluzione o quantomeno lo sbrogliarsi della matassa.
Innanzitutto le relazioni ed i rapporti con la Provincia Autonoma di Trento. Concedetemi un
solo passo indietro all’autunno del 2008, al periodo delle elezioni provinciali: per la prima
volta nella storia della nostra autonomia questa città e questo territorio non eleggono
direttamente alcun consigliere provinciale e, a maggior ragione, nessun rappresentante in
Giunta provinciale. Per la verità un candidato presidente (ma la sua rappresentatività è
dell’intero territorio provinciale) appartenente al nostro territorio è stato eletto ed un ulteriore
consigliere è stato ripescato per effetto della cosiddetta porta girevole (porta che sarebbe
gradita anche nei comuni sopra i 13000 abitanti). Un territorio che per numero di elettori può
ragionevolmente eleggere 3 o 4 consiglieri non trova voce, ovvero poca voce, nelle istituzioni
autonomistiche e nelle sedi legislative provinciale e regionale. È ben vero che molti di noi si
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riferiscono o riconoscono in gruppi o formazioni politiche che hanno anche ampia
rappresentanza in consiglio e in Giunta provinciale. Ma pare che l’esserci, ogni tanto, conti un
po’ di più.
Ed un territorio così importante è determinante anche per il forte contributo che dà nei vari
settori economici alla nostra provincia e contribuisce non poco nella formazione del PIL
provinciale, non può non porsi l’interrogativo del perché di una così limitata presenza nelle
istituzioni autonomistiche.
Detto questo, le relazioni ed i rapporti sono ripresi e finora devo considerarli sufficientemente
positivi.
Molto positivo è stato l’attento riscontro della Giunta provinciale, allorquando ha autorizzato
nel mese di settembre il nostro socio in Lido di Riva del Garda Srl “Agenzia per lo sviluppo” a
sottoscrivere l’intero aumento di capitale sociale che ha permesso di mantenere la quota di
maggioranza della Società Hotel Lido e di completare i lavori presso la Spiaggia degli Olivi con
l’intervento di restauro del trampolino-faro, simbolo del turismo rivano.
Pur nel travagliato procedere della circonvallazione cittadina, una sicura accelerazione dei
lavori hanno permesso una parziale apertura ed il proseguire delle ulteriori lavorazioni fino al
Pala Fiere e lungo la strada di via Sant’Andrea fino alla futura rotatoria della Pasina e lo
sblocco (dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato) del tortuoso iter per l’aggiudicazione
dei lavori inerenti gli impianti tecnologici. Pare purtroppo debba essere bandita un’ulteriore
gara di tipo comunitario per la realizzazione dei lavori di completamento della circonvallazione
tra il Pala Fiere e la rotatoria della Pasina. Ma un maggior impegno sicuramente si è notato.
Così come le lavorazioni in corso da parte dei Bacini Montani presso il porto della Fraglia
della Vela ed i prossimi lavori lungo il torrente Albola, approvati alcuni giorni fa, che nel 2011
vedranno l’abbassamento del letto del torrente sotto i ponti di viale Trento (lavoro molto
impegnativo) ed il consolidamento dell’argine e del contrargine lungo il nostro cantiere
comunale e la zona di San Cassiano che permetterà successivamente alla nostra
Amministrazione di poter realizzare sulla sommità arginale la pista ciclabile che collegherà la
zona delle fiere con il centro storico.
Come i lavori appena iniziati alcuni giorni or sono del completamento della pista ciclabile sul
lungolago tra la spiaggia dei Sabbioni e la spiaggia dei Pini: lotto particolarmente ostico, ma
allorquando concluso permetterà il collegamento ciclabile in sede propria, protetto e lontano
dal traffico tra la nostra città e Torbole. Opera rilevante e di grande significato per una città
turistica. Altrettanto rilevante l’approvazione dell’ultimo lotto del percorso ciclo-pedonale
lungo il corso del Varone che collegherà il tratto da via Bresadola fino a via Modl lungo
l’argine del torrente stesso, prima in sponda destra per poi scavalcare l’argine e spostarsi in
sponda sinistra con un nuovo ponte sopra viale Trento.
Fruttuosa la collaborazione con le strutture provinciali e l’ITEA per la progettazione del nuovo
polo scolastico al Rione Degasperi ormai in fase di conclusione delle ipotesi di progetto
preliminare che verrà sicuramente sottoposto alla valutazione di questo consiglio comunale e
che in sintesi ci vedrà valutare l’opzione del mantenimento delle attuali scuole elementari ed
una loro ristrutturazione ed ampliamento con annessa palestra o una soluzione più radicale con
un complesso scolastico completamente nuovo, all’avanguardia e progettato secondo nuove
indicazioni in materia di contenimento dei consumi energetici.
Con l’ITEA le relazioni sono ormai solide e consolidate nel tempo. È in corso l’appalto per
l’Alboletta 3 e quindi di 60 alloggi tra via Grez e via Italo Marchi: è in corso l’esame delle
offerte anomale ed è pertanto probabile che nel corso della primavera possa essere conclusa la
procedura di gara e nel prossimo autunno vi possa essere l’avvio dei lavori. L’ITEA sta
concludendo la progettazione esecutiva dei 36 alloggi dell’Alboletta 4, sul retro della chiesetta
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di Sant’Anna e già approvato il progetto definitivo del nuovo insediamento all’Ischia 80 alloggi
e sono in corso di conclusione le procedure per l’acquisizione dei relativi terreni. Sono in stato
avanzato di esecuzione i lavori dell’Alboletta 2 per 29 alloggi che dovrebbero essere disponibili
per la fine del prossimo anno. ITEA ha appena concluso il progetto esecutivo della casa a
Campi che, già finanziato, sarà appaltato nella prossima primavera.
Inoltre ITEA assieme alla Provincia Autonoma di Trento, a Tecnofin ed a Istituti di Credito sta
promuovendo, in base al Piano Nazionale della Casa ed ai sensi dell’articolo 4 bis della L.p. n.
19/2009, la costituzione di un fondo comune di investimento immobiliare chiuso quale strumento
per concorrere all’attuazione della politica provinciale della casa, mediante la realizzazione di
alloggi da destinare al cosiddetto canone concordato. Il PRG ha individuato alcune aree sulle
quali intervenire con appositi piani attuativi che dovranno essere in parte cedute gratuitamente
all’amministrazione comunale proprio per la realizzazione di tale tipologia di alloggi. Si
valuterà se le proposte, in corso di elaborazione, che verranno avanzate dalla Provincia
Autonoma di Trento tramite l’ITEA, saranno condivisibili. In caso positivo potremo partecipare
ai Fondi Immobiliari per lo Sviluppo dell’Edilizia Residenziale mediante conferimento di beni
immobili.
Sul fronte degli immobili comunali, nel corso dell’estate la Giunta Provinciale ha inserito, a
seguito del Protocollo d’Intesa sottoscritto con il Comune di Riva del Garda il 16 aprile 2010,
quale unico investimento nell’area di inseribilità del programma di lavori sui Beni Culturali, il
restauro del convento dell’Inviolata già di proprietà comunale; la Sovrintendenza sta
elaborando la proposta per l’affidamento dell’incarico di progettazione ed è auspicio dell’intera
Città che la PAT finanzi l’opera di questo straordinario complesso monumentale, nel corso
della presente legislatura. Ci è stato comunicato che verrà in parte ammesso il finanziamento
dell’ultimo lotto di intervento su Palazzo Lutti-Salvadori. Facilmente le risorse non saranno
cospicue, ma faremo il possibile, appena ammessi a finanziamento, per reperire le ulteriori e
necessarie risorse per completare l’intervento di uno dei palazzi più prestigiosi del nostro
centro storico.
Per quanto riguarda l’intervento provinciale di ampliamento del liceo Andrea Maffei ho
ricevuto comunicazione informale all’inizio della scorsa settimana, che la proposta di acquisto
formulata dalla Provincia alla proprietà non è stata accolta; a questo punto gli uffici provinciali
dovranno procedere, con rinnovata solerzia, alla progettazione quantomeno definitiva
dell’intervento per poter procedere alla successiva procedura espropriativa. L’unica certezza è
che l’intervento non sarà più cassabile e censurabile giurisdizionalmente sotto il profilo
urbanistico, ma eventualmente contestabile circa la asserita non congruità del prezzo.
Circa i finanziamenti provinciali assegnati alla nostra azienda APSP “Città di Riva” (da
ricordare, oltre i 10.000.000 di euro) per l’intervento di ampliamento e riqualificazione degli
spazi ex ospedale ed a seguito del concorso internazionale di progettazione che ha visto
aggiudicataria la “Europroject engineering consulting” di Brescia, capitanata dall’architetto
Cino Zucchi, il CDA dell’azienda ha deliberato nei giorni scorsi l’affidamento dell’incarico di
progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva) che dovrà trovare conclusione entro la fine
di novembre 2011. Mentre i lavori (circa 2.000.000 di euro), dell’altra azienda cittadina APSP
“Casa Mia”, per la realizzazione del nuovo centro per servizi socio-educativi al Brione,
aggiudicati alla ditta MAK Costruzioni di Lavis sono iniziati lo scorso 7 giugno e troveranno
conclusione nell’estate del 2012.
Non meno importante è stata la positiva conclusione, dopo oltre vent’anni di dibattiti e
discussioni, in agosto/settembre dell’iter procedurale per la realizzazione dell’intervento di
trasformazione dell’impianto irriguo consorziale da scorrimento a sistemi in pressione
presentato dal Consorzio di Miglioramento Fondiario di II° “Alto Garda” che interesserà
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l’intero territorio della nostra Comunità. Così come sono stati conclusi ed ammessi a
finanziamento i progetti dei collegamenti tra la condotta di adduzione irrigua interconsorziale e
le adduzioni ai terreni appartenenti ai consorzi di I°. Ingenti le risorse provinciali assegnate che
complessivamente superano i 20.000.000 di euro, ed i relativi lavori inizieranno nel corso del
2011.
Va preso atto con grande soddisfazione del secondo “no” da parte della Giunta provinciale alle
richieste di concessione per la successiva realizzazione della Centrale sul Baldo mediante
pompaggio di acqua dal lago di Garda. Non si dubitava della conclusione positiva della
vicenda, ma per ora le preoccupazioni sono state fugate. Alta deve comunque rimanere
l’attenzione dato che spiace notare che tra i soggetti richiedenti vi era un soggetto elettrico
altoatesino, territorio nel quale si continua a vantare maggior rispetto dell’ambiente.
Proseguendo, con l’assessorato provinciale all’ambiente sono ripresi i ragionamenti per la
ridefinizione di un protocollo per la tutela delle acque del lago.
Con soddisfazione abbiamo visto concluso un accordo transfrontaliero, cofinanziato dalla UE,
coordinato dall’APPA trentina, nell’ambito del progetto “Eulakes”, progetto che ha visto la sua
nascita proprio nel nostro municipio e si propone di affrontare con la partecipazione delle
comunità locali la tutela e la gestione dei laghi e rafforzare il collegamento con i territori tra
tecnici ed amministratori, al fine di definire modelli comuni di analisi e di governo locale dei
bacini. Proprio domani a Castelletto si terrà il convegno internazionale che darà l’avvio al
progetto che svilupperà le sue ricerche ed attività nel triennio 2011-2013.
Va infine rimarcata l’attenzione che questa amministrazione, assieme con i comuni di Arco e
Nago-Torbole, pone nei rapporti con la Provincia per la ultradecennale questione del
collegamento, ovvero ora dei collegamenti, tra l’asta dell’Adige e l’Alto Garda. Sono scaduti i
termini per la presentazione dei pareri e delle osservazioni da parte delle amministrazioni e di
chiunque volesse intervenire nella fase prodromica alla valutazione di impatto ambientale. Ora
sul progetto dovrà pronunciarsi l’apposito Comitato Provinciale. Ritengo che la Giunta
Provinciale, al termine delle procedure di VIA, debba, questa volta, dare una risposta definitiva
e dire come la pensa per davvero, senza infingimenti o traccheggiamenti. Il nostro territorio non
può più aspettare scelte che vengono di anno in anno posposte, mentre in altre parti della
provincia gli interventi viari sono stati eseguiti senza alcun indugio. Ne va della certezza della
mobilità. Della certezza dei servizi che la Vallagarina e Rovereto in particolare offrono ai nostri
cittadini ed alle nostre imprese (ospedale, scuole, tribunale, ferrovia, nodo autostradale e
perché no: servizi culturali, ecc.). Con coraggio la Giunta provinciale assuma una decisione
definitiva.
Significative sono le aperture date dal Vicepresidente della Giunta Provinciale durante il
recente Convegno Euromobility, alla possibilità di un collegamento innovativo di trasporto
pubblico tra la nostra città ed Arco.
Non ultime per importanza le relazioni con l’assessorato provinciale all’industria ed artigianato
con il quale viene seguito l’andamento occupazionale della nostra zona ed in particolare viene
seguita l’intera vicenda inerente l’azienda cartiera Fedrigoni. Avete tutti avuto le informazioni
necessarie ed aggiornate durante il recente incontro con l’assessore Olivi. All’indomani delle
notizie riferitemi dalle organizzazioni sindacali ed apparse sulla stampa locale ho richiesto uno
specifico incontro con lo stesso assessore che si terrà nella prossima settimana. Certo che se le
notizie corrispondessero alla reale volontà dell’azienda sarei non poco dispiaciuto sia per i
mancati investimenti sul depuratore che per la scelta, per ora solo paventata, di delocalizzare,
in gran parte fuori provincia, la produzione nel 2013/2015 ovvero fin quando verrà mantenuta
l’autorizzazione provvisoria allo scarico. Non vorrei che si fosse puntato tutto e solo per una
valorizzazione edilizia dell’area.
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Ora un capitolo fondamentale e strategico per la nostra comunità che ha visto un’importante
tappa nel protocollo d’intesa tra la Provincia Autonoma di Trento ed il Comune di Riva del
Garda del 16 aprile 2010 che, come più compiutamente relazionato nell’ultima sessione di
consiglio, ha visto la sua stesura definitiva dopo nove mesi di discussione circa la sua
formulazione.
Vorrei richiamare l’attenzione del consiglio sul punto “C” dell’accordo, laddove viene
specificato che si “deve necessariamente considerare l’operazione nel suo complesso, tenendo
conto che anche gli investimenti di riqualificazione/ampliamento del quartiere fieristico della
Baltera (compreso il nuovo Palazzetto dello Sport) e del quartiere congressuale in fascia lago
(compreso il nuovo Teatro), sono oggetto della presente intesa e vanno ricompresi nel bilancio
complessivo dell’operazione stessa”. Come ho già riferito i consulenti delle Società provinciali
e comunali interessate nell’operazione, in stretta collaborazione con i dirigenti di provincia e
comune, stanno concludendo le valutazioni dei beni oggetto di permuta, che saranno sottoposte
quanto prima alla valutazione dei rispettivi organi.
Rimarco in questa occasione che gli ingenti investimenti provinciali (circa 80.000.000 di euro)
sono direttamente correlati alla definizione del protocollo d’intesa. L’assunto delle premesse
dell’accordo stesso sono ampiamente da confermare e cioè l’importanza del Polo fieristicocongressuale di Riva del Garda per la competitività territoriale del Trentino sui mercati
nazionali ed internazionali anche per l’indotto socio-economico a beneficio degli operatori
commerciali e turistici del territorio; che detto Polo necessita di consistenti interventi di
ammodernamento per mantenersi competitivo nel contesto di riferimento e che i relativi
finanziamenti rientrano nei programmi di investimenti provinciali; la assoluta strategicità di
alcune porzioni del territorio di Riva del Garda nell’area della Fascia-Lago “Compendio
Miralago”, meglio valorizzabili se nella diretta disponibilità del Comune.
Di questi investimenti se ne parla ormai da troppo tempo ed è quindi giunto il momento più
delicato, ma anche più stimolante per assumere una decisione. Una decisione che dovrà essere
attentamente valutata e discussa, ma infine assunta. È nella mia convinzione e speranza che
raggiungeremo il traguardo rincorso da alcuni anni con il più vasto consenso possibile.
Con il coordinamento teatrale trentino abbiamo allargato il campo di collaborazione ora anche
al settore cinematografico, per garantire, a partire dalla prossima settimana, una stagione
densa di appuntamenti. Non è stato facile in pochi mesi riuscire a mettere in fila, non senza
fatica, una quantità di piccoli e grandi problemi (progetti, autorizzazioni, lavori, acquisti,
agibilità, convenzioni con comprensorio e coordinamento teatrale) per raggiungere questo
importante obiettivo: ridare una stagione cinematografica di un certo spessore all’Alto Garda.
Dobbiamo anche ringraziare il Comune di Arco per la compartecipazione economica
all’iniziativa.
Riprendendo il ragionamento sul punto in discussione e quindi la proposta di bilancio di
previsione per l’esercizio 2011, va precisato che qui si declina la prima annualità, tramite lo
strumento finanziario, del programma quinquennale di governo.
In questi giorni le notizie che hanno caratterizzato le presentazioni di bilanci altrettanto
importanti come quello del Comune di Trento e della Provincia Autonoma di Trento, sono state
molto chiare, forse anche forti. Le parole espresse dal Presidente della Giunta Provinciale:
“Inizia una nuova fase. Nulla sarà più come prima.” e dal Sindaco di Trento: “Abbiamo scelto
una linea di sobrietà e valuteremo se sarà necessaria in primavera una manovra correttiva.”
sono indicative della situazione socio-economica che investe anche la nostra autonomia.
È innegabile che le risorse a disposizione calano. Nel 2011 non sarà così sensibile rispetto agli
anni passati, ma a decorrere dal 2013 la contrazione sarà molto più marcata. Sarà nostra cura
iniziare da subito a valutare con serenità i centri di spesa su cui cominciare ad intervenire onde
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evitare nel prossimo futuro drastiche ed immediate cure. Altrettanto dovremmo fare qualora
fossimo chiamati ad ulteriori contenimenti della spesa pubblica al momento di nuove manovre
finanziarie di cui da tempo si vocifera. Ed altrettanto si dovrà fare se non verrà raggiunto il
definitivo accordo tra Stato e Province Autonome circa l’assolvimento all’obbligo del rispetto
del patto di stabilità da parte dei comuni trentini. Come sostenuto dal Consorzio dei Comuni
Trentini il patto di stabilità è già operante tra comuni stessi e Provincia.
Alcuni giorni or sono avevo dichiarato che ci siamo attenuti, nell’affrontare la predisposizione
del bilancio “alla prudenza”. E così abbiamo fatto: contenendo la spesa corrente nei limiti
concordati nel patto di stabilità, contenendo i costi per il personale, cercando di razionalizzare
alcuni costi fissi. Buoni risparmi si stanno ottenendo dai consumi energetici. Non abbiamo
ritenuto necessario, in questa fase, comprimere le risorse nel settore sociale, culturale, turistico
e nelle manutenzioni del territorio, tutt’altro. Queste ultime, infatti, hanno conosciuto un
interessante aumento nelle previsioni in conto capitale.
Innanzitutto permettetemi una breve indicazione di alcuni dati finanziari che ritengo
interessanti. Infatti il nostro bilancio si caratterizza per un dato fondamentale, che ci pone tra i
comuni più virtuosi d’Italia: abbiamo un tasso di indebitamento irrisorio, che ci permette di
guardare verso il futuro con una, seppur pacata, tranquillità.
Mutui. Il residuo debito per mutui al 1/1/2011 risulta pari a € 241.021,91.
La spesa per interessi su mutui prevista per il 2011 è pari ad € 7.394,98 ed è pari allo 0,04%
della spesa corrente.
Il limitato ricorso all'indebitamento favorisce l'equilibrio di bilancio di parte corrente (Entrate
correnti - Spese correnti + Spese per rimborso prestiti) e riduce la rigidità del bilancio come
evidenziato dall'indice di rigidità della spesa corrente pari al 35,38%, rispetto ad una media
provinciale del 40,8%.
L'attuale situazione finanziaria garantisce la sostenibilità di nuovi mutui come previsto nel
bilancio di previsione. A seguito dell'approvazione del conto consuntivo e della determinazione
dell'avanzo di amministrazione si procederà ad una verifica delle fonti di finanziamento della
spesa in conto capitale ed alla reale necessità del ricorso all'indebitamento per la realizzazione
degli interventi previsti dal Programma Generale delle Opere Pubbliche.
ICI: percentuale d’incidenza delle entrate tributarie dei fabbricati produttivi sulle abitazioni.
Circa il 45,06% del gettito previsto proviene dalle abitazioni. A decorrere dal 2008, a seguito
delle modifiche normative introdotte dalla legislazione nazionale non è più prevista la
riscossione dell’ICI sulle prime case e sulle abitazioni a queste assimilate ad esclusione degli
immobili classificati nelle categorie catastali A01, A08 e A09 e per i soggetti iscritti
all'A.I.R.E..Peraltro questo comune, già ben prima degli interventi statali in materia di Ici,
applicava una considerevole detrazione alla prima casa, pari ad euro 500, mantenendo
l'aliquota minima al 4 per mille.
L’altro 54,94% del gettito previsto proviene dai fabbricati produttivi e dalle aree fabbricabili
L'aumento pari ad € 200.000,00 nella previsione di entrata dell'ICI deriva dall'andamento delle
entrate degli ultimi anni per i quali si sono sempre registrate maggiori entrate rispetto alle
previsioni e non dall'aumento delle aliquote .
Trasferimenti provinciali di parte corrente. I trasferimenti provinciali di parte corrente, per il
2011, sono stati ridotti del 2,4%, in applicazione delle disposizioni previste dal Protocollo
d'intesa in materia di finanza locale. Tale riduzione, applicata sul fondo perequativo al netto dei
trasferimenti in materia di prima infanzia, ammonta a circa € 150.000,00.
Il Fondo perequativo comprende pure alcuni trasferimenti che coprono totalmente o
parzialmente servizi o funzioni esercitate dal Comune, quali il servizio asili nido e tagesmutter e
il servizio biblioteca. Per l’asilo nido i trasferimenti previsti ammontano a 650 mila euro,
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comprensivi della quota di abbattimento delle tariffe a carico delle famiglie e della quota per il
servizio tagesmutter, somma che copre il 50,7% dei costi del servizio. Viene infine prevista,
sempre nell’ambito del fondo perequativo la quota di trasferimento a copertura del mancato
gettito ICI sulla prima casa, somma quantificata in 65 mila euro.
Complessivamente i trasferimenti sul Fondo perequativo per il 2011 superano i 7 milioni di
euro.
Altri contributi specifici sono erogati dalla Provincia a sostegno delle spese riferite ad altri
servizi quali: la scuola materna del Rione 2 giugno con 125 mila euro previsti per il triennio
2011-2013 (praticamente viene coperto il 100% della spesa di competenza del Comune), il
Museo civico con 175 mila euro previsti annualmente, sulla base dell’apposito piano di
programmazione dell’attività, l’Azione 10 con 226 mila euro (che copre circa il 65% della
corrispondente spesa prevista) e il servizio di vigilanza presso la caserma dei vigili del fuoco (in
questo caso il contributo è di 54.500,00 euro annui e copre il 49,4% del costo del servizio al
netto del contributo al Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari).
In ulteriore diminuzione nel 2011, per l’ammontare di circa 3 mila euro, sono invece i contributi
in conto annualità sul fondo investimenti e per opere finanziate con specifiche leggi di settore.
Progressivamente tali contributi andranno ad esaurirsi anche per effetto della scelta operata
dalla Provincia, tramite Cassa del Trentino spa, di assicurare i trasferimenti futuri per gli
investimenti, tutti in conto capitale. Per il 2011 i contributi in conto annualità ammontano a
42,5 mila euro.
La riduzione di tali trasferimenti nel 2011 rispetto al 2010 è compensata dalla diminuzione
dell’onere sul debito (mutui) che passa da 206 a 62 mila euro (-144 mila euro).
Questo è uno dei motivi per il quale è stata ridotta da 200 mila a 50 mila euro la quota di
contributi in conto capitale sul fondo investimenti in materia di finanza locale, a finanziamento
della spesa corrente.
Negli anni 2013 e 2014 l’onere sul debito rimarrà costante (esclusi gli oneri per l’assunzione di
nuovi mutui) per ritornare a scendere nel 2014 a seguito della scadenza di un mutuo.
Complessivamente i trasferimenti di parte corrente della Provincia sono pari a € 7.850.000 di
euro e rappresentano il 46,7% del totale delle entrate correnti, in calo di 1,7 punti percentuali
rispetto al 2010.
Novità assoluta in questo Bilancio di Previsione per il 2011 è la spesa per il cosidetto MAG. La
convenzione con il Comune di Arco, estendibile ad altri comuni della Comunità di Valle
dell'Alto Garda e Ledro, per la gestione associata del Museo dell'Alto Garda (MAG), il quale
prevede il Comune di Riva del Garda come Ente capofila. A bilancio è stata prevista una
maggiore spesa per la gestione dei musei pari ad € 154.000,00 ed un'analoga previsione di
entrata quale compartecipazione alle spese da parte degli altri comuni.
Concessioni derivazioni idroelettriche. Infine a partire dal 2011 e fino al 2020 è attribuita al
Comune di Riva del Garda una somma annua di Euro 262.000,00, quale compartecipazione ai
canoni aggiuntivi derivanti dalla proroga delle concessioni sulle derivazioni idroelettriche.
Riprendendo quindi il discorso sono immutate le risorse per contribuire a quella vasta gamma
di associazioni che operano in molti settori e sono la spina dorsale della nostra comunità.
Penso alle associazioni che mantengono viva l’identità delle nostre località cittadine, del
ricchissimo panorama dell’associazionismo culturale. Un particolare plauso alle nostre due
bande per il lavoro impostato con i giovani, per la banda di Riva che ha pubblicato, alcuni
giorni or sono, uno splendido volume sulla sua storia. E come non citare il riconoscimento
internazionale ottenuto da Musica Riva, che ha portato nella primavera di quest’anno la nostra
città e la nostra provincia all’Expo mondiale di Shangai, ottenendo notevoli successi e
riconoscimenti. All’associazionismo sportivo che vede impegnate centinaia di persone
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nell’offrire ai molti nostri ragazzi fondamentali momenti collettivi per l’apprendimento delle più
svariate discipline (a Riva l’offerta sicuramente non manca), ma anche momenti di
partecipazione e di divertimento.
All'associazionismo turistico che ha animato durante l'anno le vie e le piazze della nostra città
con un ampio ventaglio di proposte e di intrattenimento e di coinvolgimento di ospiti e residenti.
Con le associazioni si è avviato un confronto per la definizione condivisa della programmazione
per il prossimo anno, finalizzata ad evitare spiacevoli sovrapposizioni o riproposizioni di eventi
analoghi nello stesso periodo ed a permettere una tempestiva promozione turistica.
Penso anche ai volontari, come i nostri vigili del fuoco, il cui bilancio 2011 verrà a breve
presentato, che dopo tanti, anzi moltissimi anni di presenza dei tre vigili permanenti, dipendenti
del comune, sarà dal prossimo anno a tutti gli effetti un corpo di soli volontari, seppur con
l’ausilio di nostri operai. Un volontariato speciale fatto di impegno, preparazione,
aggiornamento e tanta dedizione alla nostra comunità.
Proseguiremo nel sostegno delle attività sociali, di tutte quelle iniziative messe in campo negli
anni passati, a supporto delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Metteremo in campo attività
specifiche, anche con il contributo delle scuole, per arginare alcuni fenomeni di disagio
giovanile ed in collaborazione con il SERT per limitare le conseguenze derivanti da vecchie e
nuove dipendenze; in particolare mi riferisco alle dipendenze dal gioco, ormai diventato una
spina nel fianco di numerose famiglie. Proprio in questa direzione abbiamo già iniziato a
prendere contatti con il mondo scolastico per avviare tramite loro e nell’ambito del PianoGiovani di zona, azioni mirate, incontri ed approfondimenti specialistici.
Ancora un’iniziativa trasversale ma assolutamente innovativa, in collaborazione con la
Provincia, sarà quella indirizzata all’ottenimento per la nostra città del “marchio Family”. Un
territorio vocato alla famiglia. Per questo nei primi mesi del prossimo anno sarà avviato un
percorso partecipato per raggiungere questo ambito riconoscimento. Riconoscimento che dovrà
successivamente essere realmente praticato da chi sottoscriverà gli impegni.
Manterremo inalterate tutte le azioni di supporto allo stato di inoccupazione in accordo con
l’agenzia del lavoro: azione 7, 9 e 10.
Altra azione innovativa promossa dalla Amministrazione consiste nell'avvio delle procedure per
la predisposizione del piano comunale per la riduzione dell'inquinamento luminoso e per
l'adeguamento degli impianti pubblici di illuminazione esterna ai nuovi dettami della
L.P.n.16/2007. Il numero di punti luce del nostro Comune sono circa 5500. Con la elaborazione
del piano regolatore dell'illuminazione pubblica comunale ci prefiggiamo di produrre sensibili
miglioramenti nei seguenti settori: riduzione dell'inquinamento luminoso; sicurezza del traffico
e delle persone; economie di gestione.
Di cultura ne abbiamo parlato poc’anzi nella presentazione della convenzione con Arco del
Museo Alto Garda – MAG. Felice intuizione. Si chiude la prima fase di collaborazione separata
e si lancia ora verso prospettive fino poco tempo fa nemmeno immaginabili. Regia unica, Riva
capofila, riconoscimento delle ottime credenziali culturali del nostro personale da anni
fortemente proteso al raggiungimento di questo importante obiettivo. Con attenzione si stanno
avvicinando anche i comuni di Tenno e di Nago-Torbole.
Con l'ausilio degli operatori del Museo e della Biblioteca e con il coinvolgimento degli istituti
scolastici è in corso di definizione il programma per dare giusto risalto ai festeggiamenti per il
150° Anniversario dello Stato Italiano .
Questi mesi si sono caratterizzati da una nuova vivacità nella promozione di eventi culturali e
nell’offerta dei luoghi stessi come la Rocca, con alcune manifestazioni culturali effettuate in
collaborazione con soggetti collettivi, come ad esempio il Consorzio Riva InCentro, ora con
l’evento ormai conosciuto in tutt’Italia “Casa di Babbo Natale”. Sta bene lì dov’è!
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Un breve cenno al capitolo delle opere pubbliche. L’impegno complessivo ammonta a circa €
5.500.000 per l’anno 2011, € 3.560.000 per l’anno 2012 ed € 2.300.000 per l’anno 2013.
Le opere principali per l’anno prossimo saranno il completamento dell’arredo urbano di piazza
Garibaldi, il parcheggio al Pernone, le due nuove rotatorie alla Fontanella ed al Grez, la nuova
ciclabile in destra orografica dell’Albola da viale dei Tigli a via Marone, il collettore di acque
bianche in via Kafka e la sistemazione, previa demolizione del muro, degli spazi tra viale San
Francesco ed i giardini di via Filzi. Si procederà inoltre alla progettazione esecutiva del quinto
lotto di Palazzo Lutti-Salvadori, di viale Dante ovest e di parte viale San Francesco. Alcune di
queste opere sono necessarie in previsione di ulteriori interventi già inseriti nel pluriennale
come ad esempio il parcheggio del Pernone prodromico all’intervento sulla piazza del Varone.
Ho citato i più significativi, ma tante sono anche le altre opere minori che in alcuni casi sono
molto attese come il piccolo parcheggio a Pregasina, l’illuminazione della pista ciclabile sul
lungolago, gli interventi sugli edifici scolastici, ecc… Particolare attenzione sarà posta alla
cura ed alla manutenzione del territorio: sui relativi capitoli sono state allocate apprezzabili
risorse. Confido che le stesse siano utilizzate fin da subito e per questo probabilmente
adotteremo idonee misure organizzative per diversificare i centri di spesa.
Non volendo qua riportare quanto già discusso e deliberato da questo civico consesso lo scorso
23 giugno (che intendo parte integrante e sostanziale della presente relazione), e quindi
nemmeno sei mesi fa, solo alcuni ulteriori accenni relativi alle nostre società partecipate.
Innanzitutto INGARDA per le importanti ripercussioni sulle politiche turistiche del nostro
territorio. Come saprete tra pochi mesi si dovrà procedere al rinnovo degli organi societari. Da
due mesi vi è un apposito gruppo di lavoro così come definito dall’assemblea dei soci dell’aprile
scorso; sta lavorando alacremente per concorrere alla predisposizione del piano strategico, le
eventuali modifiche societarie, non senza predisporre un rinnovato patto di sindacato tra la
componente pubblica e le associazioni di categoria.
La recente Conferenza Provinciale per il Turismo ha visto tra i propri principali relatori il
vicesindaco della nostra città ed il presidente della locale Unione Commercio e Turismo
consigliere Bassetti. Credo che il loro contributo nella discussione in corso sia foriero di un
rinnovato impegno per consolidare la nostra azienda per il Turismo.
Per quanto attiene alla Lido di Riva del Garda srl già prima ho riferito circa il protocollo
d’intesa con la Provincia Autonoma di Trento. In questo contesto sarà l’occasione per valutare
anche il sistema societario e quindi l’opportunità di riorganizzarlo, anche al fine del
contenimento dei costi. S’intende confermare l’indirizzo già deliberato negli anni scorsi da
questo consiglio circa l’opportunità di un intervento di ristrutturazione della casa colonica
presso il campeggio Baruffaldi.
Alto Garda Parcheggi e Mobilità / A.P.M.spa: sta svolgendo un buon lavoro circa il
contenimento e l’abbattimento dei costi fissi che porterà ad avere dei buoni risparmi. Sul fronte
delle tariffe già è stato fatto un passo ragguardevole riducendo fortemente i costi degli
abbonamenti nei parcheggi interrati per i residenti del centro storico e delle vie limitrofe in ztl
da € 500 ad € 390 annui; stessa tariffa per i lavoratori e riduzione dell’abbonamento in
interrato per gli altri residenti di € 20. Abbiamo tempo per poter approfondire un’ ulteriore
riduzione delle tariffe per i non residenti nella nostra comunità di valle attualmente posta ad € 2
nel periodo che va dal 1° aprile al 30 settembre. Pur trovandomi consenziente ad una riduzione
e rimodulazione della tariffa, e su questo anche la stessa società è disponibile ad un confronto,
sarà necessario intervenire sul canone dovuto al comune, fissato per il 2010 al 35%, e
comunque stabilito per i prossimi anni tra un minimo del 20% ed un massimo del 45%. Nel
corso del 2011 si valuterà la reale possibilità di una sua incorporazione in un’altra società
controllata dal comune, tenendo però conto necessariamente di tutte le implicazioni con i soci
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privati.
Per Alto Garda Servizi / AGS spa si conferma il ruolo all’interno del cosiddetto “sistema
Trentino” valorizzando tutti i principali campi d’azione della società stessa e delle collegate.
D'altronde i riflessi sulla stessa società derivanti dalla legislazione regionale e provinciale in
materia di gestione dei pubblici servizi a carattere industriale ci porterà ad approfondire nel
tempo lo stesso ruolo della nostra multiutility. Proseguiranno anche per tutto il 2011 i lavori
condotti da AGST spa di estendimento della rete di teleriscaldamento che interesserà
prevalentemente il Rione 2 giugno ed il Rione Degasperi.
Consigliere e Consiglieri,
ringrazio per l’attenzione con la quale avete seguito la relazione, che non vuole e non ha la
pretesa di essere esaustiva, ma una lettura semplice dei fatti, dello scorrere del tempo, delle
difficoltà quotidiane dell’amministrare (anche mio personale), delle difficoltà economiche del
momento che si ripercuotono anche sul bilancio del nostro Ente. Colgo l’occasione per
ringraziare infine il Segretario Generale, il Vice-Segretario e tutti i Collaboratori
dell’Amministrazione per il loro prezioso e costante apporto”.
Grazie.
^^^ Entra il Consigliere Leoni. Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti sale a 27.
^^^
Presidente:
Grazie Sindaco. Ora vi verrà consegnata la relazione. Termina la seduta, riprenderemo la
discussione mercoledì prossimo.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 23.10. Essendo stata raggiunta l’ora indicata nel programma dei lavori, la seduta
viene sospesa dal Presidente e i lavori riprenderanno alle ore 18.00 di mercoledì 15.12.2010,
come da avviso di convocazione.
^^^^^^^^^^
IL PRESIDENTE
f.to Massimo Accorsi
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to Lorenza Moresco
sr.
Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 55 dd.
16.03.2011 senza rettifiche.
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to dott.ssa Lorenza Moresco
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