Franco Balzaretti
Vice Presidente Nazionale Associazione Medici Cattolici
Italiani (AMCI)
Membre du Comité Médical
International de Lourdes (CMIL
Gianni Roghi giornalista
Alessandro De Franciscis, il primo “medico permanente” italiano
Avvengono ancora i miracoli a Lourdes?
E’ la domanda che molti si pongono, seppur con
atteggiamenti, motivazioni e attese diverse.
Ma è una domanda che ci poniamo anche noi
medici, nel nostro accostarci quotidiano con il
mondo della sofferenza, nel contesto di una sanità
sempre più sofisticata e, al tempo stesso, inaridita e
svuotata dei tanti valori umani (e cristiani!), che
l’hanno permeata e sostenuta per tanti secoli.

Oltretutto si ha l’impressione, che le guarigioni di Lourdes siano
diventate più rare e più difficili da dimostrare; questo anche per il
crescente, seppur comprensibile, scetticismo degli uomini di
scienza, come pure per l’estrema prudenza della Chiesa.
Tuttavia, se siamo attenti alle recenti tendenze letterarie, culturali,
religiose e soprattutto ai mezzi di informazione, non possiamo
fare a meno di registrare un crescente dilagare di trasmissioni,
libri e riviste che si occupano di miracoli!
E questo proprio perché la guarigione fisica è un obiettivo
primario per tutta l’umanità e desta, quindi, sempre un
grandissimo interesse nell’opinione pubblica: fa audience!
La salute rimane e rimarrà il bene più prezioso dell’essere umano,
ed il fatto di ricuperare la salute, in molti casi, rappresenta ancora
un mistero.

Che cosa è un miracolo ?
In base ai dati più aggiornati del Bureau Médical di Lourdes sono
67 i casi dichiarati miracolosi dal 1858 ad oggi: dal primo
avvenuto pochi giorni dopo la prima apparizione a Massabielle,
all’ultimo caso, quello del sig.Jean-Pierre Bély, riconosciuto nel
1999; e questo a fronte di oltre 7000 dichiarazioni di guarigioni.
Infatti, se è vero che non c’è miracolo senza prodigio, ogni
prodigio non ha necessariamente un significato nel contesto della
fede; in questo caso si parla semplicemente di mirabilia o evento
che va oltre l’ordine naturale.

E comunque, prima di gridare al miracolo, è
indispensabile attendere il parere della Chiesa;
solo l’autorità ecclesiastica può dichiarare il
miracolo o miracula e, prima di esprimersi
favorevolmente, deve avere l’assoluta certezza
che solo Dio può essere stato la causa di quel
segno.

Il dr.Dozous aveva registrato più di un centinaio di casi nel solo
1858, ed il canonico Bertrin oltre 4000 dichiarazioni di
guarigione fra il 1858 ed il 1914.
Fin dal 1859 il prof Vergez, aggregato della Facoltà di Medicina
di Montpellier, era stato preposto ad uno scrupoloso controllo
scientifico delle guarigioni. Il dr. de Saint-Maclou gli succedette
nel 1883, data nella quale fondò il Bureau Médical, nella sua
struttura ufficiale e permanente.
Il dr.Boissarie, altra figura importante di Lourdes, gli succederà,
alla sua morte nel 1891, fino alla prima guerra mondiale.
E’ sotto la presidenza del dr.Boissarie e grazie al suo
interessamento personale presso le più alte istituzioni della
Chiesa che Papa Pio X chiederà di “sottoporre a processo
ecclesiastico regolare” le guarigioni più eclatanti, affinché
potessero essere, eventualmente, riconosciute come miracoli.
“Nel 2009 ho ricevuto 37 dichiarazioni di guarigione. Io sto
esaminando un centinaio di storie vere che vengono aggiornate.
Mi sono occupato, in particolare, di 25 dossier e di tre delle
cinque guarigioni dichiarate ‘eccezionali” nel 2008 dalla riunione
parigina.
Finora le dichiarazioni che attestano il “miracolo” sono 67.
Nove sono i “miracolati” ancora viventi”
Alessandro dr. Defranciscis

Quali sono i criteri medici e religiosi in tema
di guarigioni miracolose?

Cardinale Prospero Lambertini, il futuro Papa
Benedetto XIV (1740)
I CRITERI DELLA CHIESA
Da: De Servorum Beatificatione et Beatorum Canonizatione (liber IV, Cap. VIII, n° 2), con Commentari
fino alla fine del Cap. - Autore: Cardinale Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, 1734.

.“ Primum est, ut morbus sit gravis, et vel
impossibilis, vel curatu difficilis ” - Bisogna, in
primo luogo, che la malattia sia grave, incurabile, o
difficoltosa a trattarsi.

.“ Secundum, ut morbus, qui depellitur, non
sit in ultima parte status, ita ut non multo
post declinare debeat ” - In secondo luogo bisogna
che la malattia vinta non sia all’ultimo stadio o al punto
da poter guarire spontaneamente.

“ Tertium, ut nulla fuerint adhibita medicamenta,
vel, si fuerint adhibita, certum sit, ea non profuisse
”-
In terzo luogo occorre che nessun farmaco sia stato impiegato, o, se
impiegato, che ne sia stata accertata la mancanza di effetti.

“ Quartum, ut sanatio sit subita, et momentanea ”
- In quarto luogo bisogna che la guarigione avvenga all’improvviso
ed istantaneamente.

“ Quintum, ut sanatio sit perfecta, non manca, aut
concisa ”- In quinto luogo è necessario che la guarigione sia
perfetta, e non difettosa o parziale.


“ Sextum, ut nulla notatu digna evacuatio, seu crisis
praecedat temporibus debitis, et cum causa; si enim ita
accidat, tunc vero prodigiosa sanatio dicenda non erit, sed
vel ex toto, vel ex parte naturalis ” In sesto luogo bisogna che ogni
escrezione o crisi degne di nota siano avvenute a tempo debito,
ragionevolmente in dipendenza di una causa accertata, precedentemente alla
guarigione; in tale eventualità la guarigione non sarebbe da considerare
prodigiosa, ma piuttosto, totalmente o parzialmente naturale.
“ Ultimum, ut sublatus morbus non redeat ” - Per ultimo
bisogna che la malattia debellata non si riproduca. Prima di tutto è
fondamentale che si tratti di una malattia seria, grave nella sua prognosi,
incurabile o con un trattamento aleatorio così aveva scritto l’autore.

Nel 1948 Mons. Théas, Vescovo di Tarbes e Lourdes,
volle fornire norme ed indicazioni supplementari, ancor
più chiare, precise e logiche in materia dì
riconoscimento delle guarigioni, ai medici dell’Ufficio
delle Constatazioni, considerando tre criteri
fondamentali:
a) C’era veramente malattia?
b) Vi è guarigione vera?
c) Di questa guarigione esiste una spiegazione
naturale?

1947 il Comitato Medico Nazionale

Comitato che diventerà Internazionale (CMIL) nel
1954 , è costituito da 25 membri, tra luminari di
fama internazionale, professori universitari e
medici particolarmente esperti e qualificati,
provenienti da diversi paesi del mondo.
Per poter prendere in considerazione la
constatazione di una guarigione devono sussistere le
premesse di questi due aspetti fondamentali che
vanno comunque ben distinti:
 il fatto anormale: è il fenomeno stesso della
guarigione, che si caratterizza per essere assolutamente
inaspettato ed inspiegato, rispetto alle previsioni
mediche abituali, ai dati della letteratura scientifica e che
sarà oggetto di un’inchiesta medica approfondita .
 il segno: che invita a credere nell’intervento speciale di
Dio per mezzo di nostra Signora di Lourdes, intervento
che deve essere riconosciuto dalla Chiesa, sulla base
della parola della persona guarita.


la definizione di miracolo: è un evento
straordinario ed eccezionale, non spiegabile con
le attuali conoscenze scientifiche
le caratteristiche del miracolo: è un evento
improvviso o di eccezionale rapidità,
permanente senza recidive, valutabili con
metodologia scientifica ed interdisciplinare:
biologia, medicina legale, teologia


il contesto in cui avviene il miracolo: epoca
storica, documentazione ed iconografia,
collocazione nella religione cattolica e non in
altre fedi e/o culture
l’autorità che dichiara il miracolo: dopo il parere
favorevole del CMIL (Comité Médical
International de Lourdes) è l’ordinario
ecclesiastico della diocesi di provenienza o altro
autorevole esponente della Chiesa

la relazione medica potrà concludersi a favore di una
guarigione “certa e medicalmente inspiegabile”, solo
quando:
1) siano stabilite preventivamente ed in modo perfetto
la diagnostica e la veridicità della malattia;
2) la prognosi sia stabilita a termine o fatale a breve
scadenza;
3) la guarigione sia improvvisa, senza convalescenza, del
tutto completa e definitiva;
4) il trattamento prescritto non possa essere giudicato
alla base della guarigione o comunque propiziatorio
della guarigione stessa
Maddalena Carini, di Pavia, ammalata dall’infanzia,
degente a letto da quindici anni per una complessa
e gravissima forma tubercolare e cardiaca, arriva a
Lourdes in stato preagonico, con il peso di 29 kg;
un mese dopo ne pesa oltre quaranta, un anno
dopo quasi sessanta, dieci anni dopo (1958) circa
sessantacinque.
Il secondo miracolato italiano di Lourdes fu un agricoltore di Casale
Monferrato, Evasio Canora. Nel 1949 aveva 36 anni, era sposato e
padre di cinque fi gli. Improvvisamente accusò un malessere generale,
astenia, inappetenza, febbre. Ricoverato in ospedale, i medici
trovarono che era stato colpito dal morbo di Hodgkin (linfogranuloma
maligno). Vari esami istologici, ripetuti in diversi ospedali,
confermarono la diagnosi. Si trattava di una malattia fulminante, con
nessuna possibilità di guarigione. Dopo un anno di tentativi di cura,
venne dimesso perché potesse morire in famiglia. Chiese di andare a
Lourdes. Fece il viaggio nel gennaio 1950, in condizioni disperate.
Appena arrivato al santuario fu accompagnato in carrozzella alla
piscina. Immerso nell'acqua, si sentì subito bene e tornò in albergo
camminando senza alcun aiuto. Per il resto della sua permanenza a
Lourdes fece il barelliere. Una guarigione strepitosa, la sua.
Immediata, totale. Il miracolo venne confermato il 31 maggio 1955. Ma
dopo due anni, il destino si accanì contro di lui ed Evasio perse la vita.
Non per malattia: mentre lavorava nei campi, rimase schiacciato dal
trattore.
La terza persona italiana miracolata a Lourdes si chiama Elisa Aloi.
Ha 72 anni e vive a Messina con il marito Giuseppe. All'età di 17 anni fu
colpita da tubercolosi osteo-articolare, con focolai diffusi in tutto il corpo
che provocavano numerose fistole suppurative. Furono tentate cure,
ricoveri vari. Infine venne ingessata e rimase in quelle condizioni,
immobile a letto, per undici anni. Nel 1957 fece un primo viaggio a
Lourdes ma non accadde niente. Volle tornare nel '58 e ottenne la grazia.
<<II bagno miracoloso avvenne la mattina del 9 giugno>>,
racconta. <<Dopo l'immersione, avvertii uno strano benessere. Quando
mi riportarono alla pensione dove alloggiavo, chiamai il medico, che
constatò un forte miglioramento. Le fistole, che coprivano tutto il mio
corpo, si stavano chiudendo spontaneamente. Tornai a casa che stavo
bene>>. Il miracolo venne riconosciuto nel maggio 1965. <<Ma io ho
ottenuto due miracoli a Lourdes>>, dice Elisa. <<A causa della malattia
subita, i medici mi avevano detto che non avrei potuto avere figli. Invece
la Madonna ha voluto smentirli. Mi sposai ed ebbi quattro figli: due maschi
e due femmine, sani, belli, che mi hanno dato grandi soddisfazioni>>.
Vittorio Micheli è un ex alpino che ha ora 63 anni. Un uomo solido e
robusto. Vive a Scurelle, nei pressi di Trento, in Valsugana, con la moglie
Lidia.
Nel 1961, durante il servizio militare, fu colpito da un tumore maligno che
intaccò la testa del femore della gamba sinistra
e poi si propagò lungo tutto l'arto. Una malattia inarrestabile. Inutili le cure, i
ricoveri in ospedale, i prelievi, le visite specialistiche. Nel '62 fu trasferito
nel centro tumori di Borgo Valsugana. Il tumore progrediva velocemente,
"mangiando" l'osso, tanto che la gamba gli era rimasta attaccata al resto
del corpo solamente grazie ai muscoli e alla pelle.
<<Mia madre mi convinse ad andare in pellegrinaggio a Lourdes>>,
racconta l'ex alpino. <<La ascoltai. Fui calato nelle acque della piscina, ma
non provai niente. Nessuna particolare sensazione. Tornai a casa come
ero partito. Ma dopo qualche giorno, mi sentii meglio. Mi era tornato
l'appetito e potevo fare a meno delle medicine senza sentire i dolori
lancinanti che da tempo mi tormentavano. Tornai in ospedale per una visita
di controllo. I medici constatarono che il tumore era scomparso. Non solo,
la testa del femore si stava ricomponendo>>. La guarigione dell'ex alpino è
tra le più clamorose. Infatti, non ci fu solo la scomparsa immediata di una
malattia tremenda, ma la ricostruzione della testa del femore. Questo
significa che l'osso è "cresciuto", si è riformato, si sono ricostruiti tessuti
nuovi. Un fatto assolutamente inammissibile dalla medicina.
La quinta italiana guarita a Lourdes si chiama Delizia Cirolli. È
una giovane e graziosa signora di 39 anni. Vive a Paternò, in
provincia di Catania, con il marito e fa l'infermiera. All'inizio del
1976, quando era appena undicenne, fu colpita da un tumore
osseo alla tibia destra. Un destino crudele l'attendeva, e una
morte precoce. Nel tentativo di fermare il male, che procedeva
con rapidità, i medici avevano consigliato l'amputazione della
gamba. Il padre di Delizia, disperato, decise di portare la figlia
a Lourdes. Non aveva i soldi per il viaggio, ma i suoi
concittadini lo aiutarono. <<Andammo a Lourdes nell'agosto
del 1976>>, ricorda Delizia. <<Non volevo bagnarmi nella
piscina perché avevo paura dell'acqua. Mi convinse una
suora. Tornai a casa senza alcun risultato. Anzi, le mie
condizioni peggiorarono. Ma una mattina, nel dicembre 1976,
mi venne voglia di alzarmi. Chiamai mia madre e dissi che
volevo andare a trovare una cugina. In famiglia tutti mi
guardarono spaventati. Erano mesi che non mi alzavo dal
letto. Cominciai a stare bene. Ripresi a camminare. Non
sentivo più i dolori alla gamba. Venni ricoverata per dei
controlli e i medici constatarono che del tumore non c'era più
traccia>>. II miracolo di Delizia Cirolli venne riconosciuto dalla
Chiesa nel giugno del 1989.
Dio non può essere previsto nei suoi disegni.
Ma se accettiamo invece il nostro umile compito di uomini che
cercano di capire, ci accorgiamo che dall’esame dei miracoli di
Lourdes (parliamo di Lourdes perché soltanto in questo santuario
esiste un controllo scientifico) emergono elementi di profondo
interesse per lo stesso nostro sapere.
Sessantadue sono le guarigioni di Lourdes definite miracolose
dalla Chiesa. Di esse, ventidue sono avvenute e sono state
riconosciute nel recente ventennio, da quando cioè il Bureau
lavora con criteri medici moderni e rigorosi.
Infatti parecchi miracoli avvenuti nei periodi precedenti, dal
1860 al 1862 e dal 1907 al 1913, non verrebbero oggi
riconosciuti da nessuna delle tre commissioni d’inchiesta,
trattandosi di guarigioni da malattie non perfettamente
precisate e nemmeno chiaramente diagnosticabili a quel tempo.
Il cinquanta per cento sono malattie tubercolari
Gli ultimi ventidue miracoli riconosciuti comprendono inoltre tre
casi di sclerosi a placche, un morbo di Addison, un morbo di
Hodgkin, un morbo di Budd-Chiari, un cancro uterino, una
nefrite, più altri malanni non esattamente diagnosticati.
Dunque in una casistica abbastanza ricca, che nel tempo copre
circa un secolo, vediamo che a Lourdes guariscono con massima
prevalenza affezioni tubercolari, seguite a gran distanza da non
più di altre quattro o cinque malattie, tutte abbastanza ben
definite dalla scienza, ma tutte di eziopatologia ancora ignota, e
infine da una breve serie di affezioni diverse e non bene precisate
nel loro quadro patologico
L’acqua miracolosa di Lourdes è una comune acqua potabile
Teniamo conto nuovamente soltanto dell’ultimo ventennio.
Ventidue miracoli. Oggi a Lourdes arrivano circa un milione e
mezzo di pellegrini per anno, ma solo un quinto di essi sono malati
gravi, malati disperati.
“Il miracolo è tutta Lourdes”.
I veri e più importanti miracoli, ha osservato un sacerdote, son
quelli che toccano non la carne, ma lo spirito: e di questi,
Lourdes fa grande messe.
“La gente sperimenta in maniera carnale, fisica, l’accoglienza di
Maria. La Madonna accoglie e presenta il Figlio Gesu’ Cristo.
Attraverso Maria a Lourdes si incontra Gesù.
Il miracolo quotidiano sono i giovani , i lavoratori, la gente di
ogni ceto sociale.
Lourdes e’ roccia, acqua, luce, folla, malati, guarigioni, servizio
di volontariato, incontro con gli altri”.
Alessandro dr. Defranciscis
“Dalla casistica vedo che si attribuiscono miracoli soltanto ad alterazioni o
malattie in cui la diagnosi è spesso difficile e dubbia, di cui si conoscono
poco i fattori causali, e delle quali anche i meccanismi biochimici o
fisiologici che conducono alla guarigione non sono ancora noti. Capita
ben di sovente, nella pratica medica, rimanere sbalorditi di fronte ad
avvenimenti contrari a ogni più ragionata e competente previsione. Sono
stati descritti casi di guarigione spontanea di cancro, e certamente in
numero superiore a quelli riconosciuti a Lourdes”.
“Io avrò delle pretese, ma vorrei che le guarigioni miracolose non si
limitassero a un campo patologico tuttora oscuro da un punto di vista
culturale, e che presenta difficoltà spesso grandissime di ordine
professionale: diagnosi, rilievi, eccetera. Vorrei che il miracolo si
manifestasse in un settore molto più semplice, evidente a tutti, e che
desse sicurezza assoluta: un mutilato che esce dalla piscina di Lourdes
con l’arto restituito, un cieco che riprende la vista dal suo occhio di vetro,
tanto per far degli esempi. Solo allora, come uomo di scienza, non potrei
discutere”
Rodolfo Margaria, direttore dell’Istituto di
fisiologia dell’università milanese
Prima: un’infezione nell’organismo può scatenare per suo conto una
battaglia contro il tumore; per esempio la tossina di Coley determina
fenomeni emorragici nell’interno del tumore stesso, che viene sconvolto
e può venire distrutto; anche altri batteri hanno azione anticancerigena.
Seconda: se il vaso sanguigno che incontra il tumore va in trombosi, il
tumore rimane come colpito da infarto, si necrotizza e può venire
eliminato in quanto non più vitale. Terza: il tumore provoca l’insorgere di
un gran numero di anticorpi antitumorali: nell’organismo possono
formarsi sostanze che stimolano in modo eccezionale questi anticorpi, i
quali possono così sconfiggere il tumore.
Quarta: i tumori che interessano la sfera sessuale (utero, mammella,
ecc.) subiscono fortemente l’intervento di determinati ormoni (o la loro
assenza).
Carlo Sirtori, direttore della divisione di anatomia e istologia patologica
dell’Istituto del cancro di Milano
“La scienza quali spiegazioni sa dare a riguardo di questi
fenomeni?
Secondo il parere della scienza, con quali probabilità tali
fenomeni erano (naturalmente) prevedibili?”.
teologo don Aldo Locatelli
Soltanto i miracoli di Cristo, per la Chiesa,
sono vincolati al dogma.
La storia del cattolicesimo e di altre religioni (comprese
quelle “pagane” dell’antichità grecoromana) è colma di
fatti considerati miracolosi, e in particolare di miracolose
guarigioni. Buona parte della cultura laica degli ultimi tre
secoli ha ostinatamente negato la veridicità e la possibilità
stessa del miracolo, del prodigio.
Spinoza, David Hume, Stuart Mill e tanti altri filosofi si
sono sforzati su questa strada, sprecando sofismo.
Lourdes e il suo Bureau sono là a testimoniare: il miracolo
esiste, il miracolo accade.
Solo che l’uomo di scienza ha smesso le parole e si china oggi a
guardarlo in silenzio. “La scienza”, dice Bertrand Russell, “deve
rimanere puramente empirica”. Così l’avvenimento “extranaturale” o “sovrannaturale” diviene per essa semplicemente
preternaturale: cioè eccezionale, straordinario, rarissimo, ma che
può cominciare a entrare in una statistica, e sollecitare le menti
per indagini e spiegazioni empiriche più profonde.
Forse le vie di Dio sono queste: incoraggiare l’uomo a
penetrare la sua realtà, con le sue forze, e la sua ansia, la
sua angoscia. Forse è questo il massimo miracolo di
Lourdes.
Il miracolo è qualcosa che sta dentro di noi, di
qualsiasi pensiero noi siamo, come un istinto,
un sentimento, un’aspirazione primordiale: il
desiderio paura di forze superiori, la speranza
esplicita o segreta di una salvezza dalla
condanna. Avvicinarsi al miracolo ci costringe
a profonde reazioni: per chi lo accetti sul
piano religioso, per chi lo giustifichi sul piano
preternaturale, per chi lo interpreti, su quello
fisiologico, per chi lo contempli sbalordito e
confuso, senza osare parola.
“non spetta alla religione stabilire
che l’acqua gela a zero gradi, né che
la somma degli angoli di un triangolo
è uguale a centottanta gradi, ma non
spetta nemmeno alla scienza
affermare se Dio interviene nelle
nostre vite”
Padre Francois Varillon
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