TORNATA DEL 2 1 MAGGIO
Dirò o r a d u e sole p a r o l e all'onorevole Lanza.
Io sono p e r f e t t a m e n t e d'accordo con lui nel p e n s a r e , che
non devonsi g e n e r a l m e n t e affidare ai militari le funzioni p o litiche, e che q u i n d i si p u ò , sotto questo a s p e t t o , p r o n u n c i a r e
u n a critica sull'antico sistema ; ma q u a n d o dicesi che i comandanti h a n n o lasciato una triste m e m o r i a , c i ò d e v e s i n a t u r a l m e n t e a t t r i b u i r e p i u t t o s t o alle p e r s o n e che alle f u n z i o n i ;
ciò fa c a d e r e sulle p e r s o n e un biasimo, che il m i n i s t r o si è
c r e d u t o in d o v e r e di r e s p i n g e r e .
Io p e r ò accetto di buon g r a d o la spiegazione del signor d e p u t a t o Lanza, e d e s i d e r o q u a n t ' e g l i che q u e s t ' i n c i d e n t e sia da
noi tutti tosto d i m e n t i c a t o , e si r i t o r n i alla discussione del
bilancio con quella calma ed assennatezza, ch'io sono il p r i m o
ad a m m i r a r e .
1851
BEL4ZIOMEI Siili PROGETTO DI &EG&IS I»KR li A.
B l f O E M â UÎSSifjâ. T A R I F F I »06AMAXK.
iTif»noK,
relatore, J'ai l ' h o n n e u r de déposer s u r le b u r e a u de la P r é s i d e n c e le r a p p o r t s u r l e n o u v e a u tarif des
d o u a n e s . (Bene!) (Vedi vol. Documenti,
pag. 858.)
I'KESSDESÏ E, Questa relazione sarà s t a m p a t a e d i s t r i buita.
La seduta e levata alle o r e 5 1}2.
Ordine
del giorno
per la tornata
di
domani:
Seguito della discussione d e l bilancio della g u e r r a p e r
l ' a n n o 1851.
TORNATA DEL 2 2 MAGGIO 1 8 5 1
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CAVALIERE PINELLI,
SOMMARIO. Seguito della discussione del bilancio passivo della guerra pel 1851, e della categoria XV, Comandi delle
piazze — Spiegazioni del ministro della guerra
Osservazioni dei deputati Pescatore, Quaglia e Lanza — Ordine del
giorno del deputato Pescatore — Repliche del ministro della guerra, e spiegazioni del relatore Durando e del commissario
regio, Di Pettinengo — Eeiezione dell'ordine del giorno, ed approvazione delle categorie XV e XVII— Categoria XVIII,
Personale del servizio sanitario — Osservazioni, e richiamo del deputato Polto • — Schiarimenti del ministro della guerra
— Osservazioni dei deputati Demaria e Lanza — Spiegazioni del commissario regio —- Approvazione della categoria
XVIII — Mozione del deputato Lions sulla categoria XIX, Infermieri, e risposte del ministro della guerra — Messaggio
del ministro delle finanze per correzioni al bilancio attivo votato testé dalla Camera — Approvazione della categoria XX
— Obbiezioni dei deputati Vicari, Mellana e Michélini sulla categoria XXI — Osservazioni del ministro della guerra —
Approvazione delle categorie XXI, XXII e XXIII — Spiegazioni, e ragguagli del deputato Petitti sulla categoria XXIV,
Corpo d'artiglieria — Osservazioni del deputato Mellana.
La s e d u t a è a p e r t a ad u n ' o r a e
pomeridiane.
BRICCONE, segretario,
dà l e t t u r a d e l processo v e r b a l e
della t o r n a t a p r e c e d e n t e .
e s p o n e il s e g u e n t e s u n t o delle
€JLVAMÌ Ì »I , segretario,
petizioni u l t i m a m e n t e p r e s e n t a t e alla C a m e r a :
3 8 6 2 . C a r p e n e t i G. B . , già a g e n t e e console g e n e r a l e in
T a n g e r i , n a r r a n d o d ' e s s e r e stato messo a riposo sènza alcun
legittimo motivo, e senza sua r i c h i e s t a , ed e n u m e r a n d o le
a r b i t r a r i e r e t i n e n z e o p e r a t e dal Ministero sul suo stipendio
negli ultimi anni d i sua c a r r i e r a , r i c o r r e alla Camera p e r
venir indennizzato di q u a n t o gli s p e t t a v a .
3 8 6 3 . Quaglia Paolo, notaio , invita la Camera ad aggiung e r e al p r o g e t t o di legge sugli s t i p e n d i dei m e m b r i ed u f f i ciali d e l l ' o r d i n e giudiziario, u n articolo con cui venga p r o i bito ai s e g r e t a r i delle g i u d i c a t u r e m a n d a m e n t a l i di e s e r c i r e
il n o t a r i a t o per atti non d i p e n d e n t i dal loro ufficio.
3 8 6 4 . ! Consigli delegati dai m u n i c i p i c o m p o n e n t i il collegio e l e t t o r a l e di Sospello, p r o t e s t a n d o c o n t r o t u t t e le p e t i -
n o n i dirètte ad ottenere l'abolizione del porto franco di Nizza,
a d d u c o n o v a r i e considerazioni p e r c o m p r o v a r e la giustizia e
la convenienza che sia il m e d e s i m o c o n s e r v a t o .
3 8 6 5 . Martinengo Rosa, r i v e n d i t r i c e di gomitoli di filo,
n a r r a n d o che suo m a r i t o v e n n e a r r e s t a t o e t r a d o t t o in p r i gione p e r a v e r e t e n t a t o di i m p e d i r e i m a l t r a t t a m e n t i da cui
f u essa colpita p e r p a r t e di una g u a r d i a civica, chiede che sia
messo tosto in l i b e r t à , onde la n u m e r o s a sua famiglia n o n
resti a lungo priva del suo s o s t e g n o , e cada nella più s q u a l lida m i s e r i a .
3 8 6 6 . Il Consiglio m u n i c i p a l e della città di P o r t o Maurizio,
p e r le v a r i e ragioni che si fa ad e s p o r r e , chiede che in o c casione in cui sì d i s c u t e r à il p r o g e t t o di legge sulla r i f o r m a
della tariffa d o g a n a l e , si abolisca, non in p a r t e s o l t a n t o , ma
i n t i e r a m e n t e ed in modo assoluto, la f r a n c h i g i a sin qui god u t a dalla contea di Nizza , siccome dannosa a t u t t i gli altri
cittadini dello Stato, e d i n c o m p a t i b i l e coll'attuale r e g i m e p o litico; o che q u a n t o meno s ' i m p o n g a agli olii esteri che s a r a n n o i n t r o d o t t i i n Nizza quello stesso diritto doganale che
ài p a g h e r à sugli a l t r i scali del l i t t o r a l e .
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1 8 5 1
3867. II Consiglio comunale di Piani inoltra domanda p r e cisamente uguale a quella del numero precedente.
5868. Il municipio di Pianavia porge pure istanza identica
a quella del municipio di Porto Maurizio.
5869. Il comune di Pantasina, e 42 proprietari dello
stesso comune, fanno domanda uguale a quelle indicate ai t r e
numeri precedenti.
3870. Il municipio di Valloria, e 48 proprietari dello
stesso municipio, si uniscono parimente alla domanda s u r r i ferita delia città di Porto Maurilio.
3871. Il Consiglio municipale di Vasca fa domanda identica
alle cinque precedenti.
ATTI DIVERSI.
PRESIDENTE. La Camera non essendo in numero si procede all'appello nominale.
(Questo viene interrotto dacché sor vengono deputati a comporre il numero richiesto per deliberare.)
La Camera ora essendo in numero, pongo ai voti il processo verbale della tornata precedente.
(La Camera approva.)
Il deputato Radice scrive chiedendo che gli venga accordato un congedo di un mese.
(La Camera accorda.)
Il deputato Roberti domanda un congedo di 40 giorni.
(La Camera accorda.)
• »ESPINE. Messieurs, dans la séance du 17 mai courant
on a indiqué sous le numéro 3180 une pétition des ouvriers
typographes de l'imprimerie Favale, qui présentent quelques
considérations relativement à leur position, à cause de l'impression de la Gazette et des comptes-rendus des séances du
Parlement.
Comme la Session législative est sur le point de se clôre,
j e prierais la Chambre de vouloir bien déclarer cette pétition
d'urgence, afin qu'elle puisse être examinée et référée avant
que la Session actuelle soit close ou prorogée.
(La Camera dichiara l'urgenza.)
SEGUITO DELFTT DISCUSSIONE
DEEI RILANCIO PASSIVO D E I I . A
filJEBHAPEE>
1851.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della
discussione del bilancio passivo dell'azienda di guerra pel
1851. Siamo rimasti alla categoria X V , Stato maggiore delle
piazze.
KiA HiHHOBà,
ministro della guerra. Domando la
parola.
PRESIDENTE. Ha la parola.
iiiMRiHORi,
ministro della guerra. Ieri sul finire
della tornata sorgeva il deputato Lanza, e troncava molto opportunamente una questione che, secondo la sua espressione,
stava per farsi un po'acerba. Dal canto mio confesso che c o minciava ad animarsi un poco, e forse anche un po'troppo.
(Ilarità)
Io credo che nè il paese, né il Parlamento abbiano a guadagnare da siffatte discussioni animate, che degenerano p u r
troppo quasi sempre in personalità, e le quali non possono
giovare che ai nostri comuni nemici. (Bravo !)
Per conseguenza io ringrazio il deputato Lanza perchè egli
abbia molto o p p o r t u n a m e n t e , come ho detto poc'anzi, date
alcune spiegazioni che valsero opportunissimamente a recare
la conciliazione tanto necessaria in questa Camera, Io lo ringrazio poi maggiormente, dacché avendo differita la q u e stione da ieri a q u e s t ' o g g i , mi diede agio a preparare altri
documenti che possono rischiarare la questione, e far vedere
alla Camera che le spese pei comandanti, che io riguardo
come indispensabili pel mantenimento dell'armata, e particolarmente dell'armata di r i s e r v a , non sono di aggravio a l l'erario.
Io ho diviso i comandi di piazza in t r e categorie, una di
queste comprende i comandi di fortezza.
Le fortezze sono Torino ( c i t t a d e l l a ) , Fenestrelle, Exilles,
B a r d , Lesseillon , Yinadio, Villafranca, Alessandria (cittad e l l a ) , Ventimiglia, Genova, Savona ( f o r t e ) e Gavi.
Vengono nella seconda categoria i comandi delle provincie
ne'capoluoghi delle quali sono guernigioni numerose e miste
di varie armi.
In queste i comandi militari sono indispensabili, e niuno
me lo potrà contestare, p e r dirigere e sorvegliare il servizio
di piazza, e mantenere il buon ordine nella città per parte
dei militari. Tali sono le città di T o r i n o , Ciamberì, Cuneo,
Alessandria, Casale, Novara, Vercelli e Nizza. Infine compresi nell'ultima categoria i comandi di tante altre città, le
quali SOJIO Biella, Ivrea, Pinerolo, Susa, Aosta, Albertville,
Thonon, Bonneville, Saint-Jean de Maurienne, Annecy, Moutiers, Alba, Mondovì, Saluzzo, Àsti, Acqui, Tortona, Voghera,
Mortara, Domodossola, Pallanza, Varallo, Oneglia, San Remo,
Albenga, Bobbio, Chiavari, Spezia, Novi, Savona.
E qui debbo premettere una cosa. I comandanti di piazza,
e tutti gli ufficiali addetti a tal servizio sedentario, per la
maggior parte, se non tutti, non sono più atti al servizio a t tivo, e ciò o per età avanzata, o per poca attitudine fisica, ed
anche per indisposizioni, o per altre cagioni.
Essi per altra parte contano lunghi servizi, ed hanno
anzi quasi tutti diritto alla giubilazione per anzianità di
servizio.
Ciò posto, il Governo trovasi nell'alternativa o di collocarli in ritiro, oppure di valersene nel mentovato servizio sedentario.
Ho fatto il calcolo della spesa a cui montano i trenta sopramentovati comandi colle loro attuali paghe, ed eccone il r i sultamelo :
Per N° 3 comandanti con paga di 2 a classe (lire
4000 caduno)
L.
» 27 idem di 3 a classe (L. 3000 cad.) . . »
» 2 maggiori di 2 a classe ( L . 2000 càd.). »
» 29 aiutanti maggiori ( L . 1500 c a d . ) . . »
» 37 aiutanti con paga di
classe (L. 900) »
12,000
81,000
4,000
43,500
33,300
Totale per paga L. 173,800
Per alloggio e spese di cancelleria ai comandanti
(L. 700 caduno) e per li 30 comandanti
L. 21,000
800
Per alloggio ai 2 maggiori (a L. 400 cad.) »
idem ai 29 aiutanti magg. (L. 200) » 5,800
idem ai 37 aiutanti (L. 150) . . » 5,500
33,100
33,100
Quindi il totale della spesa è di L. 206,900
Ora vediamo a quale somma ascenderebbero le pensioni
cui avrebbero diritto i medesimi. E qui prego la Camera di
avvertire che io ho considerati tutti questi comandanti, non
come aventi diritto al maximum
della pensione (come p u r e
-
2B19
—
TORNATA DEL 2 2 MAGGIO
alcuni di essi già lo a v r e b b e r o ) , ma ho instiluito il mio calcolo sul m inim um che loro spetterebbe ove fossero collocati
a riposo.
3
19
10
4
25
37
colonnelli a . .
tenenti-colonnelli
maggiori
.
.
capitani
. . .
tenenti
. . .
sottotenenti .
.
.
.
.
.
L.
»
»
»
»
»
2 , 7 0 0 cad.
2,160 >
1,800 »
1,600 »
920 »
720 »
.
L.
»
»
. *
»
»
0
8,100
41,040
18,000
5,600
23,000
26,940
Totale L. 1 2 2 , 6 8 0
Naturalmente, mettendo a ritiro tutti questi comandanti,
converrebbe surrogarli con altrettanti commissari, onde
adempiere alle importantissime funzioni della leva.
Ora, qualunque sia l'impiegato cui si voglia affidare questo
delicato uffiiio, sìa civile, sia militare, io credo che non si
possa retribuire a meno di 3 mila lire.
Noti la Camera la delicatezza della missione di un commissario di leva ; si tratta tanto dell' interesse del Governo,
quanto di quello dei p r i v a t i , dimodoché non si possono affidare queste funzioni che a persone le quali abbiano una certa
posizione, quindi io ho calcolata la paga di questi funzionari
a 3 mila lire, e la paga di un segretario, dacché sarebbe impossibile che i commissari di leva potessero disimpegnare da
sé soli le loro i n c o m b e n z e , senza l'aiuto d'un'altra persona.
Calcolando dunque a 1200 lire la paga di ciaschedun segretario, si avrebbe, pei 30 che occorrerebbero, un totale di*
ihh mila lire, a cui aggiungendo le 122 mila lire sopra indicate delle giubilazioni degli attuali comandanti, si avrebbe
un risultato di 266 mila lire.
Ora, se io metto a fronte queste due cifre, cioè di 207 e
266 mila lire, ne ricavo un avanzo di lire 8 9 , 0 0 0 . Dunque la
mia proposizione ha un vantaggio di lire 5 9 , 0 0 0 . Inoltre se si
abolissero questi comandanti, resterebbero inadempiute tutte
quelle attribuzioni che ho indicate ieri nel progetto delle
istruzioni da darsi ai comandanti m e d e s i m i , funzioni queste
che, massime nella necessità in cui ci troviamo di mantenere
una parte della nostra armata in riserva, devono certamente
essere da qualcheduno disimpegnate.
Tale è il mio modo di vedere nella presente questione, e
tali sono le ragioni che mi indussero a credere indispensabili i comandanti, anche sotto il reggimento costituzionale.
Giudichi ora la Camera nella sua saviezza.
P E S CA TO R E . Domando la parola per movere un'interpellanza al signor ministro, e per fare una proposizione.
p r e s i d i e n t e . Prima ha la parola il deputato Quaglia.
Q«ACtiii&. Cedo la precedenza al signor Pescatore.
P E S CA TO R E . Veramente per un avvocato voler parlare
di cose militari, può eccitare le risa di qualcheduno, ma mi
pare che la necessità lo richieda. Epperciò mi induco a fare
alcune osservazioni, e alcune interpellanze al signor ministro
per avere gli opportuni schiarimenti.
Ieri il signor ministro ha letto un lungo progetto di istruzioni da darsi ai comandanti di piazza. In questa Camera si era
eccitato il dubbio se questi avessero attribuzioni tali da necessitare uffizi, siccome sono ora stabiliti. A questo riguardo egli
ha risposto col fatto. Veramente questo suo modo mi rammenta la storia di non so qual filosofo, il quale disputando
con altri suoi colleghi sulla realtà ed apparenza del movimento, si mise a camminare dinanzi a loro. Ma come quel
fatto nulla mutò nelle questioni filosofiche , così ora non si
meraviglierà il signor ministro se anche il suo progetto d'istruzioni ai comandanti non abbia, a mio a v v i s o , chiarito
gran fatto la questione.
1851
Io lascio in disparte le attribuzioni dei comandanti dei
forti e delle città dove sonvi forti guernigioni, ma pregherei
il signor ministro ad indicarmi ( e questa è la prima mia interpellanza), nella lunga serie delle attribuzioni, di cui nel
suo progetto, quale sia quella che possa giudicarsi degna di
un colonnello, cioè quale sia quella la quale esiga il grado,
la dignità, la capacità, la scienza e l'esperienza d'un colonnello, giacché il tenere i registri, scrivere ai sindaci per s a pere se un tale che trovasi in congedo abbia mutato domicilio, o se sia uscito di patria, o se dimori ancora nel suo
paese, il vidimare i congedi e tutte queste ed altre simili
funzioni, mi pare che possano essere lodevolmente disimpegnate da un impiegato qualunque, che io chiamerei commissario militare.
Egli accennava nell'ultimo suo discorso alia necessità di
un vero comandante militare nelle città dove sonvi guernigioni forti.
A questo riguardo io lo pregherei a dire alla Camera se
egli crede necessario che vi sia un comandante nelle piazze
dove già vi è un generale di divisione, particolarmente se
questi ha un uffizio di commissari, scrivani, impiegati subalterni; perocché a me paia, che quest'uffizio potrebbe ottimamente disimpegnare le funzioni ora attribuite ai comandanti di piazza, e scrivere anche quelle 21 mila lettere di cui
parlava nella seduta di ieri l'onorevole deputato Durando.
(Ilarità)
L'onorevole ministro accennava alla necessità di procurare un'uscita ai vecchi colonnelli. Anche a questo proposito
io mi permetto di movergli una interrogazione, se, cioè, egli
non creda che, rivedendo l'ordinamento dell'amministrazione
militare (sulla quale la Camera ha già invitato il Ministero a
presentare a suo comodo una l e g g e ) , si possa trovare modo
di uscita ai vecchi militari nell'amministrazione. Per m e
penso che molti di essi potrebbero esservi impiegati ; eia in
ogni caso, perchè dovremo noi creare delle sinecure solo per
procurare un'uscita ai vecchi militari? Giacché se egli è vero
che semplici commissari militari con qualunque grado possono, tranne per le guarnigioni forti, e dove non esiste un comando generale dì divisione, disimpegnare tutte le attribuzioni attualmente attribuite ai comandanti di piazza, evidentemente col portarvi un c o l o n n e l l o , un maggiore, è creare
una vera sinecura. Il colonnello non deve discendere sino all'incumbenza di tenere r e g i s t r i , scrivere lettere per sapere
dove sia il tale od il tal altro, vidimare i congedi e simili,
giacché io credo che ciò umilii il suo grado, e sono persuaso
che di queste cose ne faranno ben poche i vecchi colonnelli
applicati ai comandi di piazza, ma le lascieranno fare dai s e gretari , e così debbono fare. Io stesso agirei in tal modo, o
non accetterei tale impiego.
Indarno si allega che a questi vecchi colonnelli bisognerebbe dare la pensione di riposo; ma in tempo di pace noi
sappiamo che i vecchi militari potrebbero ancora lungamente servire. (S eg n i di denegazione del m inistro
della
guerra) Io questo lo so per ammaestramento di persone
p e r i t e , e credo che sarò sostenuto in questa Camera nei
miei detti.
Dei resto, non potrà mai il signor ministro con una s e m plice pensione di riposo, determinata secondo la tassa legale,
imporre ad un vecchio militare ancora un nuovo ufficio. B i sogna aumentargli la paga e la pensione di riposo se gli si
vuol affidare un secondo peso, e questo aumento è sprecato,
perchè io credo che è inutile veramente il grado di colonnello in un comando di piazza colle meschine attribuzioni che
ha fatte conoscere ieri il signor ministro alla Camera.
—2320 —
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1851
Non credo che queste considerazioni certamente possano
muovere la Camera a decretare sin d'ora un'economia sulla
presente categoria, ma credo che siano sufficienti a dimostrare !a necessità di provvedere per l'avvenire, e di provvedere per legge ; sicché io, quantunque poco propenso a fare
inviti al Ministero per cose da eseguirsi, tuttavia nella circostanza presente mi rassegno a proporre un semplice ordine del giorno al Ministero, il quale sarebbe così concepito:
(Segni di attenzione )
« La Camera, invitando il Ministero a presentare una legge
sull'ordinamento degli uffici attualmente affidati ai comandi
di piazza, passa alla votazione della categoria. »
Pregherei ia Camera di osservare che è tanto più necessario invitare il Ministero a presentare questa legge, in quanto
chu questa categoria ìb è già regolata da un noto decreto,
il quale sappiamo bene, poiché tocca la finanza, se sia costituzionale.
È opportuno che tale decreto sia reso almeno regolare per
legge ; è opportuno che questa materia, la quale tocca la finanza, sia regolata dal potere legislativo, e spero che, votandosi la categoria qual è, il ministro della guerra non vorrà
ricusare questo invito, e la Camera ad ogni modo lo vorrà
approvare.
B.&ssakmosa, ministro della guerra. lì signor deputato Pescatore nelle sue osservazioni è caduto in alcuni errori. Non è a stupire, perchè il soggetto è estraneo a'suoi
studi ordinari; se io parlassi di legale farei lo stesso.
pescat ol e. (Interrompendo) Sarà la Camera che mi
correggerà.
Bit. m&kssoka, ministro della guerra. Il primo errore
fu quello di credere che i comandanti di piazza abbiano la
paga di attività. (Segni di diniego )
Il maggior numero dei comandanti di cui ho più particolarmente parlato, sono solamente maggiori. Se ve ne sono
alcuni che abbiano il grado di colonnello o di tenente colonnello, egli è perchè già vi si trovavano prima dell'attuale ordinamento, e nelle attuali circostanze finanziarie non conveniva giubilarli per non sopraccaricare l'erario di pensioni
inutili.
Si noti qui che io non parlo dei comandanti delle provincia,
nei capoluoghi delle quali vi sono numerose guarnigioni,
come neppure dei comandanti delle piazze forti, perchè credo
che nessuno voglia contendere che i medesimi debbano essere insigniti di un grado più elevato onde disimpegnare convenientemente le loro funzioni.
Essi debbono al continuo trovarsi a contatto coi comandanti dì corpo : ora io domando se sia convenevole che un
maggiore dia ordini ad un colonnello. Ciò non può per guisa
alcuna ammettersi«
Vengo ora ai SOcomandanti militari di provincia, di cui
dianzi ho fatto cenno. E mio intendimento che questi siano,
per la maggior parte almeno, maggiori soltanto e non colonnelli. Ora conosce il signor deputato Pescatore quale paga
hanno in tale loro qualità?
Essi percepiscono poco più della paga di capitano in attività, vale a dire lire 5 mila annue.
Ciò posto, io chiedo se tra siffatto stipendio, e la pensione
di ritiro che loro spetterebbe, corra un grande divario.
Il deputato Pescatore ha altresì asserito che i comandanti
di piazza non si degneranno sicuramente di disimpegnare le
funzioni di scrivano, tali appunto sembrando a lui le attribuzioni che loro sarebbero affidate a termini dell'istruzione da
me letta, e che per conseguenza sarà necessario di. mettere a
Iato de'comandanti medesimi impiegati od uffiziali subalterni
per coadiuvarli in quell'opera che sarebbe inferiore alla posizione lero,
Io converrò con lui circa il materialismo della scritturazione, ma essi saranno certamente risponsali di tutto quanto
si farà nei loro uffizi, ed anche rispetto alla tenuta dei registri invigileranno o^de non si commettano errori, dacché è
della somma -importanza che nei particolari di tal servizio si
proceda colla massima esattezza, potendosi compromettere
non solo il Governo, ma anche gli interessi privali. Domando
in conseguenza se la corrispondenza, i registri e tutto ciò che
si fa negli uffizi di comando si possano affidare ad un semplice aiutante di piazza.
Oltre di che, come ho già notato, è d'uopo che i comandanti siano rivestiti di un grado abbastanza elevato perchè
possano trattare da pari a pari colle varie autorità politiche
ed amministrative.
Prendo ad esempio la parte che i comandanti hanno nella
leva. Essi debbono a termine di legge intervenire nel Consiglio per rappresentarvi l'elemento militare, e patronarvi
l'interesse dell'esercito. Orbene, come mai potranno ciò fare
a fronte dell'intendente e delle altre autorità civili che vi si
trovano, se copriranno solamente un grado inferiore nella
gerarchia militare?
E qual confidenza potrà avere il Governo nelle operazioni
di leva se, non può valersi di ufficiali che abbiano la capacità
e le nozioni necessarie per cooperarvi sia con convenienza relativamente all'armata ed al paese, sia anche con giustizia
rispetto agli individui?
Io desidero introdurre molte riforme e molti miglioramenti
nel modo di far la leva. Desidero che ogni individuo possa
essere collocato, per quanto è possibile, giusta il suo mestiere, la sua inclinazione e la sua attitudine, onde non accada che un taglia pietre, ad esempio od uno scalpellino
venga addetto ad un reggimento di cavalleria, né un minatore a fare il conducente, e simili altri inconvenienti, che sogliono ogni giorno pur troppo accadere. Io intendo che i comandanti di piazza curino acciò questi miglioramenti abbiano
luogo.
Pertanto domando se per la meschina differenza che passa
tra la paga di ritiro e la paga che hanno come comandante
militare si abbia da riformare il sistema sinora seguito.
Ilo citato ieri alcune parole del signor deputato Valerio ;
altre sue parole ripeterò quest'oggi, da lui pronunziate nella
seduta del 10 gennaio»
« Signori, disse egii, noi pensiamo sempre a rovesciare i
sistemi in vigore, e non pensiamo mai a costituirne dei
nuovi. Noi abbiamo sinora seguito questo sistema, gli inconvenienti che lo informavano furono tolti, ma si lasci
sussistere ciò che esso ha di buono; lo domando nell'in»
teresse dell'armata, e nell'interesse del paese. (Bene l
Bravo !) »
quaglia. Non posso dispensarmi, parlando dei comandi
militari di provincia, di esporre una riflessione sulla ripetuta asserzione qui fatta ieri... (Vive interruzioni da tutti
i lati )
Foci. NoS no! Basta !
QUAGLIA. Desidero di esprimere le mie idee a questo
proposito. (Rumori e vive conversazioni)
Alcune voci. Parli! parli ! No !
qvi gl u. Non posso dispensarmi, parlando dei comandi
militari di provincia, di esporre una riflessione sulla ripetuta
asserzione qui fatta ieri, che essi lasciarono una trista memoria di loro. Io niego il fatto, se esposto in termine assoluto : Ye ne furono alcuni i quali non per cattiva volontà, ma
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
per falsa direzione del loro zelo incorsero in qualche biasimo; i più non lasciarono impressione di bene nè di male,
altri ottennero pubbliche testimonianze di sincera simpatia
e di cordoglio all'occasione di cessazione dall'ufficio; non
insisterò su questo, solo soggiungerò che credo che il biasimo sia inerente alle funzioni di polizia, e invito ad aspettare 15 a 20 anni per vedere se i questori, i commissari, gli apparitori di sicurezza pubblica, conserveranno intatta la popolarità che alle loro funzioni, cambiato il nome,
loro si volle dare.
Vengo alla questione.
Ieri il signor Mellana respingeva l'emendamento da me
proposto all'articolo il quale aveva per oggetto di far stabilire per legge le istituzioni relative col servizio militare
delle piazze.
Egli certamente con ciò aveva in mira la soppressione dell'istituzione medesima alla quale però consentiva che altra
venisse surrogata nelle funzioni utili, necessarie. La mia proposta aveva per iscopo :
1° Di ottenere che l'istituzione col voto del bilancio, noi!i
so se tacitamente o espressamente ora sancita, fosse riman data ad un progetto di legge.
2° Io proponeva la conservazione provvisoria dei comandi
ridotti quali erano dall'editto 26 novembre 1850.
Signori, la categoria del bilancio di cui ora si tratta è totalmente redatta in esecuzione di quell'editto: approvandoIa
voi approvate il medesimo; scartandola, resterà sempre,
anche a mente della proposta Mellana, qualche cosa da fare:
e questo a fare il Governo Io vedrà nel suo decreto : io dico
che una legge anziché un editto sarebbe sempre preferibile..
Poiché fra i benefizi che derivano dalla legge, oltre a quelliì>
di esser frutto di una profonda discussione, si ottiene stabilità delle persone impiegate : non così da un decreto.
Dirà taluno che la Camera con una legge lega un suo voto
sui futuri bilanci ; ma se ciò fosse ragionevole, non si dovrebbero far leggi di finanza permanenti. Che una legge sul
soggetto che ora esaminiamo sia necessaria, risulta dai seguenti riflessi:
1° Per formare un tutto legislativo, e non incerto, comò
resterebbe col § 6 dell'editto 20 novembre 1850 che man«
tiene ferme le disposizioni anterieri non abrogate;
2° Per vedere se veramente sia giusto che gli uffiziali delle
piazze non abbiano la paga del loro grado ; applicatene del
grado che volete, ma per giustizia abbiano la paga relativa ;
3° E singolarmente per discutere il numero e le attribuzioni di questi posti sedentari o effettivi.
Le attribuzioni, per esempio, dei comandi delle fortezze
furono per lo passato affatto insignificanti, al punto di avvi lime chi mediocremente sentisse il valore del suo grado ,
niegandosi persino la cognizione dell'inventario delle armi
e materie da guerra della piazza: tutto facendosi, o proponendosi a fare dagli uffiziali delle armi speciali, a totale insaputa, o senza alcun avviso de'comandanti. Tale posiziono
è intollerabile ; o i comandi sono necessari, e siano una
realtà, siano effettivi ; o vi è altri che può far meglio di loro,
e si tolgano.
Conviene in una parola avere dei comandi di forti o di presidii con attribuzioni importanti positive, e coi soliti vantaggi
del grado ; se no, toglieteli.
Il che tutto deve regolarsi per legge studiata, discussa e
messa in relazione colle altre leggi organiche dello Stato.
Ora io dirò che sono persuaso che attualmente l'abolizione
intiera di quell'istituzione è nè possibile, nè giusta, e che
conviene accettare come misura transitoria l'editto 26 no9
SESSIONE DEL 1851
—• CAMERA DEI DEPUTATI — Discussioni 291
vembre 1850, colla riserva di fare tutto ciò che si troverà
conveniente.
Alla ragioni a tal riguardo ieri lungamente dettevi dal si*
gnor ministro della guerra io aggiungo i seguenti riflessi*
Fuvvi un tempo, e ben lungo, in cui l'ordine di anzianità
fra gli uffiziali, era la regola legale dell'avanzamento sino a
sommi gradi della scala. Eppure, ciò malgrado, colui che
aveva potenti protettori, o, parlando il linguaggio moderno,
colui che aveva gran merito progrediva rapidamente.
Varie sono le spiegazioni possibili dell'enigma : i comandi
delle piazze ne sono una essenzialissima. Essi posti erano talora conferii in mira da soddisfare al servizio, talora a richieste d'interessi individuali, ma il più erano imposti, loro
malgrado, a persone o senza veri mezzi sufficienti, senza ap^
poggio, che si denunziavano inferme, malgrado la loro flrt-«
rida salute. Così si facevano le vacanze , singolarmente nei
corpi privilegiati ; le piazze erano un pis uller, una tavola di
salvezza, uno stato men dannoso della giubilazione, questo
altro mezzo efficacissimo dell'arbitrario per fare avanzamenti,
mezzo di cui si fa tuttora uso e abuso sì largo, e che popola
cotanto questo, che chiamerei collo spiritoso Iosti, campo
santo de'viventi.
I più si rassegnavano a quello stato più per necessità, che
per scelta; i più sentivano amaramente , indelebilmente la
mortificazione della nullità militare, poiché in essa si abbassavano i gradi superiori ad occupazioni cui in gran parte
poteva supplire un caporale* e si negavano le vere, le onorevoli.
No, o signori, io non vorrei far riconoscere per militari
gli ordinamenti delle piazze, quali erano una volta; il militare piemontese apprezza tuttora e apprezzerà sempre l'onorè
4i cui è parte la pubblica estimazione, che è rimunerazione
di buoni, di reali servizi, non di nomi o di gradi.
Ma ad ogni modo quell'istituzione è diventata quasi nel dòminio dello stato militare ; ed io credo che prima di privare
la milizia di quel suo quasi patrimonio, dobbiamo offrirle la
possibilità di un qualche equivalente compenso: io ho la convinzione che quest'equivalente è possibile, più dignitoso per il
militare, più economico. Esso deve trovar luogo nel complesso
di leggi organiche: formate le amministrazioni diverse dello
Stato, e singolarmente della guerra, organizzate la leva, la riserva, la guardia nazionale in tutte le sue categorie, organizzate inun ramo speciale, attivo, completo per l'istruzione militare, ecc., infine organizzate, a seconda dell'ampiezza territoriale delle popolazioni, centri militari dirigenti dello spirito e
dell'istruzione militare, e voi avrete a parer mio fatto il bene
del paese, e della milizia, dispensando dal sopportare quel«
{'esercito di giubilati validi ed invalidi; allora i comandi di
provincia senza fortezze potranno essere altra cosa e aboliti,
e i militari ne gioiranno.
Ponete mente, o signori, che l'ordinamento de'comandi
militari nelle provincie nel bilancio è regolato secondo il ci-»
tato decreto 26 novembre, e che il medesimo è già in piena
esecuzione.
Questo decreto, o signori, non ha punto contentato gli uffiziali delle piazze, benché accresca gli stipendi : perchè esso
diminuì i gradi militari alle diverse località, sostituendo minori ai precedenti maggiori, di modo che si ottenne l'economia di cui vi fece ieri parola il ministro, non dal numero minore di comandi, ma da paga minore, ma dall'inferior titolo
concesso.
Egli è vero, come diceva ieri il signor Mantelli, che Na«
poleone non aveva nelle piccole città non fortificate comandanti : ma egli vi aveva, ove noi abbiamo comandanti mili1
— 2822
—
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1851
tari, dei sottoprefetti i quali non tutti sortivano (lai ceto
de'forensi, come ora è fra noi principio fondamentale : eppure quelle città ricordano ancora con ammirazione la saviezza di quei loro prefetti e sottoprefetti in parte ex-militari
dell'impero. Imitate quel grande, aprite qualche carriera ai
militari, ed essi vedranno con riconoscenza abolirsi le meschine cariche di comandanti.
Concludendo dico, che in questa, come in ogni altra legislativa disposizione, noi tutti non vogliamo che l'applicazione del
principio : gli uomini per lo Stato, e non l'altro opposto: lo
Stato per gli uomini.
Questo è il concetto teorico ; ma per attuarlo è necessario
aver in mente anche quest'altro, che è concetto pratico: è
facile il distrurre: ma per riedificare bene, utilmente, è indispensabile tempo e saviezza. Egli è l'applicazione di questi
due concetti che io vi proponeva.
Per tutti questi motivi io insisto nel mio parere, doversi
noi riferire ad una legge, od a leggi da farsi, per le quali si
provveda a questa materia.
Io ripugno dall'avvènturar questo mio parere ad un ordine
del giorno ; questo non mancherà di essere pronunziato, o
respinto dalla pubblica opinione.
Intanto credo doversi a tal patto approvare questa categoria.
PBKSiDEKfE, Il deputato Lanza ha la parola.
EiAttzjL. Sono ben lieto che la proposizione da me fatta
ieri abbia avuto per effetto di somministrare al signor ministro tempo sufficiente onde provvedersi di tutti quei dati necessari per rischiarare completamente l'importantissima questione che ci occupa. Ben egli comprese che la questione discussa nella Camera, fin dalla seduta di ieri aveva un'importanza più finanziaria che politica, stantechè dopo il cambiamento delle attribuzioni date agli stati maggiori delle piazze,
le attribuzioni politiche essendo state loro intieramente tolte,
non incombono loro più che funzioni militari. Non essendo
dunque più il caso di occuparci della questione politica, il
signor ministro cercò di provare che il sistema attuale degli
stati maggiori delle piazze reca un'economia effettiva di circa
lire 59 mila, giacché qualora si togliessero gli attuali comandanti delle piazze sarebbe, a suo dire, necessario che, per
disimpegnare le loro funzioni, fossero surrogati da altri impiegati per disimpegnare specialmente le incumbenze delicatissime della leva, e d'altronde occorrerebbe, collocandoli a
riposo, assegnar loro pensioni.
Io mi atterrò quindi puramente alla questione finanziaria,
e se dagli schiarimenti che domanderò al signor ministro risulterà che il suo calcolo sia esatto, e non è in parte erroneo,
dichiaro apertamente, che io mi arrenderò completamente
alla sua proposizione.
Egli ©sservava giustamente, che i comandanti delle piazze,
ossia Io stato maggiore delle piazze, dovrebbe essere diviso
in tre categorie, cioè in una categoria la quale riflettesse le
piazze forti, in un'altra la quale contemplasse le piazze dove
vi sono forti guernigioni : e finalmente in una terza categoria la quale comprendesse le altre piazze di provincia destinate particolarmente pel disimpegno delle incumbenze che
risguardano la riserva e la leva.
In quanto alla prima e la seconda categoria, egli fa supporre che la spesa totale che si richiederebbe sarebbe di circa
400,000 lire, cosicché sarebbero solamente destinate 206,500
lire per gli altri comandanti di piazza, che si tratterebbe nella
presente questione o di abolire completamente o di diminuire, secondo la sentenza del deputato Quaglia.
In quanto alla prima categoria, per incidente, vorrei ri-
chiamare l'attenzione del signor ministro su di un'importante
questione, quella cioè di vedere se non si potrebbe, mediante
una Commissione, verificare quali siano le piazze forti veramente utili per la difesa dello Stato, e quali quelle di cui,
senza pregiudizio, si potesse diminuire il numero, e per con seguenza scemare le spese che sono richieste, e pel loro armamento, e per il personale loro addetto.
Quantunque non militare, io so che in altri paesi si fece
questa revisione più volte, e che si ridusse di gran lunga il
numero delle piazze forti, di mano in mano che potevano richiederlo i diversi principi! di strategia, e che si introducevano dei perfezionamenti nelle diverse armi, o nei modi di
guerreggiare. In Francia siffatta revisione ebbe luogo parecchie volte; e credo che converrà con me il signor ministro,
come ne convengono altri celebri militari, nella sentenza che
una fortezza, la quale non sia di evidente utilità, è dannosa
allo Stato. Dunque io credo che si dovrebbe nominare una
Commissione la quale esaminasse tutte le fortezze dello Stato,
onde riconoscere qua-li di esse convenga ancora conservare
per la difesa dello Stalo, e quali si debbano lasciare in completo disarmo, e perciò sprovviste anche di personale. In
siffatta guisa si potrebbe, a mio avviso, fare una economia
importante.
Mi giova poi avvertire che, anche considerando in complesso la spesa che risulta da questa categoria 15 pel mantenimento degli stati maggiori di piazza, vi è una sproporzione
enorme tra quello che costa fra noi, e quello che costa alle
potenze vicine. La Francia, la quale ha un gran numero di
piazze, che sta al Piemonte come 7 od 8 a !, la Francia,
dico, tuttavia non spende per questo servizio che 1.600,000
lire; il Belgio, che ha fortezze di gran riguardo ed in gran
numero, non ispende che la lieve e insignificante somma di
140,000 lire.
Io non so perchè noi vogliamo attenerci ad un sistema così
costoso come è l'attuale, tanto più che se il signor ministro
riuscirà nel!' intento di far adottare il sistema militare che
egli predilige, si diminuirà in grandissima parte la riserva.
Se attualmente si possono contare circa 100 mila uomini di
riserva nelle provincie, col sistema del signor ministro, il
quale vorrebbe che la forza sul piede di guerra fosse portata
non più che al doppio di quella stanziale, verrebbe la riserva
stessa grandemente diminuita, cioè da 100 mila sarà portata
sino a 45 mila uomini.
Ora ognun comprende come la sorveglianza, la quale deve
essere praticata da questi ufficiali dello stato maggiore delle
piazze sopra i soldati della riserva, debba essere in gran
parte diminuita ; quindi resta diminuita la corrispondenza con
tutte le autorità civili e militari.
Adunque, è mio avviso, che pure attenendosi ancor a questo sistema dello stato maggiore della piazza per sorveglianza
dei contingenti, ed anche per il disimpegno delle funzioni del
commissariato di leva, ove si adotti il sistema del signor ministro, si può tuttavia di gran lunga diminuire la spesa che
porta ora questa categoria.
Ora vengo al calcolo presentato dal signpr ministro, e qui
mi fanno d'uopo alcuni schiarimenti. Io gli domando in primo
luogo, se nelle 122 mila lire di pensioni che egli ha calcolato
doversi agli ufficiali che disimpegnano agli uffici di stato maggiore delie piazze, si è attenuto al maximum delle pensioni
od al minimum.
iiA h ì r h o b i , ministro per la guerra. Ho già detto che
mi sono attenuto al minimum.
Bene! Domando poi se fra gli ufficiali dello stato
maggiore delle piazze, egli destini solamente ufficiali che ab-
—2323 —
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
biaoo già diritto ad una giubilazione, oppure se abbia facoltà
illimitata di mandarvi anche quelli che appartengono al servizio attivo.
10 credo che il Ministero si riservi la facoltà illimitata di
mandare per ufficiali delio stato maggiore di piazza, tanto
quelli che hanno pensione, quanto quelli che non l'hanno ;
tanto quelli che hanno diritto alla medesima, come quelli che
hanno solo diritto ai due terzi.
Domando ancora al signor ministro, se, quando ha parlato
• della spesa alla quale ammonterebbe il sistema dei commissari di leva, ha calcolato nelle ihh mila lire, a cui fa salire
questa spesa, anche le pensioni che toccherebbero a questi
funzionari.
I commissari di leva sono sempre militari, ed hanno più o
meno diritto ad una pensione. Nel caso che non avesse tenuto conio di queste pensioni vuol dire che bisognerebbe ridurre questa spesa di 1Uh osila lire, nella'stessa proporzione
con cui egli ha ridotto la spesa di 26,900 lire, calcolando
tutte le pensioni di quelli che compongono gli stati maggiori
delle piazze. E.siccome tali pensioni sono calcolate alla metà
di questa spesa totale a cui salirebbe il mantenimento dello
stato maggiore delle piazze, cioè a 121 mila lire circa, darebbero più della metà di quanto è calcolato per] commissari di
leva, cioè la metà di 144 mila lire, ossia 72 mila lire.
Dunque veda che se egli non ha tenuto conto di queste
considerazioni, il suo calcolo rimane affatto sbagliato, ed invece di produrre un risparmio di circa o9 mila lire, arreca
una notevole perdita al tesoro.
V' ha altresì una non lieve perdita che risulta da siffatto sistema, la quale io stimo di poter agevolmente svelare.
* Mantenendo Degli stati maggiori delie piazze un sì numeroso personale il quale è generalmente tolto dai quadri dell'esercito attivo, ne viene che vi sarà un movimento più celere nelle promozioni dell'esercito.
Ora niuno non vede, che se cotesto movimento sino ad un
certo punto è assai commendevole, in quanto che sveglia
l'emulazione, se è spinto di soverchio, produrrà un'instabilità ed un' ingordigia di promozioni, la quale, oltre ad essere
nociva alle finanze, non tornerebbe vantaggiosa per la stabilità dell'esercito stesso.
Sin qui mi son limitato a mere considerazioni finanziarie.
Osserverò ora che, relativamente al sistema costituzionale,
ne nasce pure un inconveniente, cioè quello di lasciare al
ministro della guerra un soverchio arbitrio nel depurare i
quadri dell'esercito attivo, senza che quest'arbitrio sia limitato in nessuna guisa dal'potere legislativo.
11 signor ministro non può mettere alcuno a riposo se non
a norma dei titoli stabiliti nella legge sulle pensioni; esso similmente non può porre alcuno in riforma se non secondo i
titoli statuiti nella legge, ma invece potrebbe a suo beneplacito far passare dall'esercito attivo all'esercito sedentario tutti
quegli individui che egli credesse conveniente.
Son persuaso che se avessimo la fortuna di avere un ministro che si lasciasse condurre puramente dall'interesse della
nazione e da quello ben inteso dell'esercito, senza mire personali, e che per soprappiù fosse infallibile, questa disposizione sarebbe eccellente; ma se noi consideriamo il ministro
come un uomo più o meno dotato delle qualità buone o cattive comuni-a tutti gli uomini, noi vediamo che con questo
mezzo si apre uoa troppo larga via all'arbitrio.
Quantunque io abbia preso la parola solamente per toccare
la questione finanziaria, tuttavia credo che queste osservazio i non torneranno inutili, in vista della risoluzione da prendersi relatiiampotc alfa modific«ione dell'attuale sistema.
Del resto conchiuderò coll'osservareche questa discussione,
benché sia caduta molto a proposito, perchè manifesta al
Ministero quale sia l'opinione delle diverse parti della Camera
relativamente alla conservazione degli stati maggiori delle
piazze, non pregiudica per quest'anno in nessun modo l'esistenza di questi stessi stati maggiori, e lascia al Ministero il
tempo di approfondire bene questa questione, ed agio perchè nell'anno venturo presenti quelle riforme che crederà
più utili.
Noti il signor ministro, che la Sottocommissione del bilancio della guerra, quantunque non si possa dire composta di
una maggioranza d'uomini appartenenti alla sinistra, tuttavia
fu unanime ne! credere che una radicale riforma si esiga in
questo servizio.
Chi propose un sistema, chi ne propose un altro, chi si
dichiarò per l'abolizione assoluta, chi per la restrizione di
circondari militari, ma tutti insomma riconobbero che lo stato
attuale di questo servizio è esorbitante in quanto alle finanze,
e che nello stesso tempo non è necessario per completare il
servizio a cui è destinato. Torno poi a ripetere, che a mio
parere qui non è necessario di prendere una conclusione,
perchè, avendo noi già votato l'articolo 2 del progetto di
legge annesso a questo bilancio, ne! quale si stabilisce che i
quadri dell'esercito attivo e sedentario saranno determinati
per mezzo della legge che verrà presentata dal signor ministro nella prossima Sessione, ne viene per conseguenza, che
anche i quadri degli stati maggiori delle piazze, qualora il signor ministro voglia conservarli, o per intiero o in parte,
dovranno essere determinati colia legge medesima, e quindi
sarà allora precisamente il esso di prendere una risoluzione,
la quale scioglierà completamente la questione.
B.I M
J
L
B
D
I
O
R
Ì
, ministro della guerra. Non mi sarà facile
di rispondere a tutte le questioni che furono messe in campo
dall'onorevole deputato Lanza, ma precurerò di farlo il più
brevemente possibile coll'aiuto de! signor commissario regio.
L'onorevole deputato Lanza ha emesso il desiderio che si
proceda ad usa revisione, onde riconoscere quali sono le
piazze forti veramente utili, e da conservarsi per conseguenza, e quali sono le inutili, e da abbandonarsi assolutamente onde alleviare l'erario dalle spese che la loro manutenzione vi cagiona.
Per appoggiare questa sua proposta, egli ha citato le revisioni simili che a parer suo furono fatte in Francia ed in
Belgio ; io credo primieramente che il vero motivo per cui
in Francia si sono fatte due o tre di queste revisioni, non sia
nella mira di diminuirle onde alleggerire il tesoro, bensì in
senso affatto opposto, vale a dire per riconoscere quali fossero le piazze forti che ancor mancassero alla difesa della
Francia ; e infatti io non so di fortezze che siano state colà
abbandonate, ma so invece di molte.nuove che furono create
dal 1830 in poi.
Io fui quattro o cinque volte in Francia, e tutte le volte
che vi andai, vidi sempre una nuova fortezza ; diffatti, ehi
conosce la Francia e legge quanto si pratica in quel paese, sa
che non uoa, ma due linee di fortificazioni la difendono in
ogni frontiera; disgraziatamente da noi non è la stessa cosa,
dimodoché da noi la revisione è presto fatta. Io credo che
con quei sei nomi che ho letto in fretta in fretta alla Camera,
questa revisione delle piazze forti sia beli' e fatta. Il deputato Laaza dice: dove vi sono gran centri militari, dove vi
sono forti guernigioni, in Francia non si usa quel lusso di
stato maggiore di piazza; nel Belgio parimente figurano in
piccolissima somma. Ebbene io faccio una proposizione alla
Camera; mi si dia proponioMlragote nell'attività il numera
h
CAMBRA DEI DEPUTATI —
degli ufficiali superiori che esistono in Francia e nel Belgio,
ed io accetto immediatamente la riduzione; ma noti la Camera, che laddove in Francia vi sono cinque ufficiali superiori,
da noi ve ne sono appena tre.
Ieri fece gran senso nella Camera l'esposizione del numero
degli ufficiali generali che noi avevamo prima della guerra,
numero che fu considerevolmente diminuito. Se prendessi a
paragonare il numero degli ufficiali superiori che esistono in
Francia ed in Belgio rispetto a noi, e ciò in proporzione degli ufficiali inferiori e delia bassa forza, la Camera proverebbe
forse egual senso, e rimarrebbe senza dubbio stupita di riconoscere quanto sia piccolo proporzionatamente da noi il numero degli ufficiali superiori.
I quadri delle armate francese e belgica essendo tanto abbondanti, e coll'attività potendosi in parte supplire al servizio sedentario, non reca stupore che quest'ultimo sia colà
proporzionatamente minore che da noi. Ma creda pure la Camera che questa non è buona speculazione.
Da noi pertanto, ove il numero degli ufficiali superiori fu
ristretto al puro necessario, egli è indispensabile, per ragione
di sana economia, di trarre partito degli ufficiali che sarebbero giubilati, per far fare loro un servizio, in cui godano
di uno stipendio di poco superiore a quello che avrebbero in
ritiro, e ciò invece di destinare al servizio medesimo, come
in Francia e nel Belgio, uffiziali di egual grado con paga di
attività.
La risposta riguardo all' interpellanza se avevo basato il
mio calcolo sul maximum o sul minimum delle pensioni fu
già data. (Sì!sì!)
II signor deputato Lanza mi ha domandato se esistano
norme certe pel collocamento degli uffiziali nel servizio delle
piazze, oppure, se ciò dipenda interamente dall'arbitrio del
ministro. Io risponderò che, a termini del progetto di legge
sull'avanzamento testé presentato alla Camera, per transitare
nel servizio sedentario, gli ufficiali debbono avere almeno 20
anni di servizio e sei di grado. Questa sarà la regola d'ora in
avanti, se la Camera passa, come lo spero, il mio progetto.
Debbo però dire francamente alla Camera, che nelle promozioni, destinazioni e collocamenti che occorsero nel riordinamento totale dell'armata, in quel movimento generale che fu
la conseguenza delle circostanze straordinarie e particolari
di questi ultimi anni, fu forza di allontanarci alquanto dalle
regole ordinarie e normali.Cionondimeno io ho cercato di collocare nei comandi militari di preferenza ufficiali che avessero
tutti servito a dovere, e che si fossero particolarmente condotti bene nell'ultima campagna, che per età, o per servizi,
non fossero più capaci del servizio attivo.
Qui pure rispondo a quanto disse l'onorevole deputato Pescatore, cioè che molti ufficiali, che non sarebbero più adatti
per l'attività in tempo di guerra, possono benissimo ancora
stare nell'attività in tempo di pace.
Io prego il signor Pescatore d'informarsi da tutti quelli che
sono in attività, e vedrà che un ufficiale che non è più atto a
fare il suo servizio in campagna, non serve più nei corpi; ed
io dico che, anziché essere utile in un reggimento, è oltremodo nocivo, perchè un ufficiale che non si senta più di le- .
varsi di buon mattino, un ufficiale a cui pesi ogniqualvolta
deve inforcare un cavallo, un ufficiale che stia meditando se
piove o se fa bel tempo quando deve uscire per qualche servizio, serve di cattivo esempio, ed io domando che cosa diventa l'armata con ufficiali simili.
Bisogna che questi siano pochi, ma di buona volontà, di vigore e di energia, onde possano infondere eguali virtù e sen->
tiaieoti nei loro subordinati.
SESSIONE DEL 1 8 5 1
Il signor deputato Lanza ha parlato di riforma radicale : io
domando se si potevano fare riforme più radicali di quelle
che si sono fatte.
Dei 95 generali che si contavano ieri, 25 erano nelle piazze,
adesso non ve ne esiste più uno, e sono stati rimpiazzati i
generali dai tenenti colonnelli, i colonnelli dai maggiori, e
riguardo al grado, io credo che questa possa dirsi una r i '
forma.
Altra riforma si è quella di aver aboliti molti comandi di
piazza esistenti ; si sono infatti aboliti i comandi di Chivasso,
di Chieri, di Cherasco, di Savigliano, Fossano e molti altri ;
ma il risultato più essenziale della riforma si è che la somma
a cui saliva la spesa del servizio di piazza nel 1847, la quale
era di un milione e 22 mila lire, si troverebbe ridotta (secondo il mio progetto, perchè vi sono ancora riduzioni a fare)
tutto compreso a 560,000 lire; spero che questa si possa anche chiamare una radicale riforma.
BOTTONE. Alle ragioni addotte da questa parte della Camera per dimostrare la convenienza di sopprimere o di restringere almeno i comandanti delle piazze, io aggiungerò un
unico riflesso.
Il signor ministro della guerra ha osservato che lo stipendio dato ai comandanti delle piazze è di poco superiore a
quello che loro competerebbe a titolo di riposo. Io ne sono
persuaso ; ma osservo che oltre alle spese per stipendi ai comandanti, si aggiungono lire 95,820 per indennità di alloggio, lire 15,900 per indennità di cancelleria, lire 16,716 per
razioni di pane, il che forma un totale complessivo di lire
128,436. Io mi persuado dunque sempre più che sia conveniente per lo meno di restringere questi comandanti di piazza,
onde non aggravare di troppo le finanze dello Stato.
Voci. Ai voti! ai voti !
d i p e t t i n e k g o , commissario regio. Avendo l'onorevole deputato Lanza accennato come la Camera abbia poca
opinione della importanza delle funzioni dei comandanti per
le cose fin qui dette, mi fo debito di dichiarare che le attribuzioni di quelli delle piazze forti non stanno precisamente
nei termini addotti dall'onorevole generale Quaglia, a meno
che sia variato il regolamento di servizio nelle piazze e divisioni, o siano pur variati i diversi regolamenti che stabiliscono i doveri dei comandanti d'artiglieria, degli ufficiali del
genio, e dei commissari di guerra nelle piazze forti verso i
comandanti delle medesime.
L'onorevole generale ricorderà certamente che i comandanti delle piazze forti ricevono copia degli inventari che si
fanno ; nessuna munizione può essere distribuita senza previo
loro assenso; essi tengono una delle due chiavi delle polveriere; nessuna sussistenza, nè niun materiale da guerra può
sortire senza speciale loro permesso, quind'è che i comandanti di piazze forti disimpegnano tuttora le funzioni dovute
al loro grado e posto.
Nella tornata di ieri il signor ministro nell'esporre il progetto d'istruzione di cui ha dato lettura, non fece parola dei
doveri da me testé accennati; egli è che quelle istruzioni risguardano particolarmente i comandanti militari nelle Provincie, e non quelli delle piazze forti, i quali disimpegnano
tutte le funzioni che generalmente sono loro attribuite da re^
golamenti militari in tutti i paesi.
In quanto poi alle osservazioni fatte dall'onorevole deputato Bottone, egli è da avvertire, che se si esaminano gli allegati del secondo bilancio e del primitivo progetto di bilancio, si verificherà che la somma di 128 mila lire di cui egli
fece menzione non è più contemplata.
pkksiiiebìse, Pongo ai voti questa categoria.
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
pescat ore. C'è la mia proposta ; io domando la parola.
presi dent e. La parola è al deputato Pescatore.
P E S C AT O R E . La discussione sui comandanti di piazza
dimostra apertamente essere necessaria una legge in proposito.
Sicuramente io prendo nella massima considerazione tutte
le ragioni esposte dal signor ministro della guerra, ma le
questioni cui egli ha accennato, e che ha dichiarato discutibili, non debbono certamente essere risolute dal solo signor
ministro.
Il signor Lanza ha annunciato alla Camera che tutti i membri della Commissione furono in ciò consenzienti, che cioè
riguardo ai comandanti di piazza delle provincie sia conveniente di fare una radicale riforma.
Il ministro della guerra non nega questa necessità ed egli
stesso già procedette a molte riforme, e procederà ancora a
delle altre; ma egli sarà bene che nella esecuzione, massime
delle restanti riforme, procuri di accordarsi col Parlamento.
In verità il deputato Lanza conchiudeva non parergli necessaria una conclusione a questa discussione, perchè, dice
egli, l'articolo %della legge, che chiude il bilancio, porta già
che sarà determinato per legge il quadro di tutto il servizio
attivo e sedentario. Ma notisi che se ci contentiamo di questo
articolo, noi pregiudichiamo la questione.
Che il servizio dei comandi di piazza debba poi essere affidato a un ufficiale di un grado così elevato come si usa al
presente, gli è appunto ciò che io non sarei in grado di ammettere.
Io credo, e molti convengono con me, che i comandi di
piazza si possono restringere, e che il resto delle attribuzioni ora affidate ai comandanti potranno affidarsi ad altri
ancorché non militari. Tuttavia vi è una questione a risolvere, ed è quella del servizio : ma il servizio può essere di
gran lunga semplificato, anzi la sola semplificazione del servizio può rendere possibile una diminuzione in questi comandi.
Dunque non deve bastare alla Camera l'articolo 2 della
legge già votata, ristretto soltanto al servizio, sia attivo che
sedentario, perchè nella questione presente sono implicate
questioni di amministrazione non militare.
Io dunque persisto nella mia proposizione, consistente in
un semplice invito al Ministero di presentare una legge sull'ordinamento degli uffizi attualmente affidati ai comandanti
di piazza delle provincie, e non già delle piazze forti, onde il
signor ministro non si adombri. Quanto a queste, io credo
che la Camera non voglia per ora ingerirsene, senza che
siano veramente comprese nell'articolo 2 già mentovato.
Quindi io restringo la mia proposizione ai comandanti di
piazza delle provincie.
dura.Siro, relatore. L'onorevole deputato Pescatore propone alla Camera un ordine del giorno, per cui la legge futura sul servizio sedentario, sulla composizione cioè numerica degli stati maggiori delle piazze sedentarie si estenderebbe anche agli altri uffici, alle altre attribuzioni.
Io farò osservare all'onorevole Pescatore, che ammettendo
questo principio, che la Camera abbia ad ingerirsi a regolare
questi particolari del servizio, che sono inerenti non solo al
servizio sedentario, ma anche agli altri tutti, allora si vedrà
che le leggi succederanno alle leggi, perchè nella stessa maniera con cui si vorrà diminuire l'uffizio singolare del servizio sedentario, bisognerà entrare nella questione di disciplina
del servizio interno e di tutte le altre discipline.
Veda adunque la Camera se è possibile che essa entri in
questa immensa e minuta disquisizione.
Dal punto che si presenterà una leg^e sulla composizione
dei quadri del servizio sedentario. 1? Camera ha tutte le guarentigie che si possano desiderare, che questa composizione
sarà quale la esige il servizio, che non sarà tale che l'erario
ne possa soffrire, e che sarà limitata a quei certi riguardi conosciuti assolutamente indspensabili.
Così si è fatto nel Belgio. Quivi si è presentata una legge
sulla composizione dei quadri del servizio sedentario; ma la
legge belga non si estese oltre; si disse col tal grado a tanto
di stipendio vi saranno tanti comandanti maggiori, tanti di
second'ordine, tanti guardiani.
Ame pare che quando si faccia una legge di questo tenore,
è tutto quello che la«Camera può desiderare; ma voler poi
fissare noi tutti i servizi, tutte le attribuzioni, è un voler entrare in un pelago di discussioni.
C'è una parte, confesso, che può toccare alla legislazione,
ma l'altra deve necessariamente lasciarsi al potere amministrativo. Ma l'onorevole Pescatore diceva che questa parte
sarà portata prossimamente nella legge organica della leva.
Su questo punto do ragione al deputato Pescatore.
Io benissimo riconosco che il Parlamento deve entrare in
questa materia, poiché è materia gravissima, e bisogna che
la legge determini quali sono le attribuzioni, e chi debba
esercire questa delicata funzione; ma in quanto al modo poi
con cui i comandanti debbano esercitare le proprie funzioni,
sarebbe una specialità che non ispetterebbe alla Camera.
Dopo quanto il signor ministro della guerra ci ha detto
ieri, chi sono cioè presso a poco coloro che saranno nominati
comandanti, io aggiungo che sarebbe inutile che la Camera
se ne volesse oltre ingerire, perchè ciò la trarrebbe in infinite discussioni.
Inoltre, quando ciò si ammettesse pei servìzio sedentario,
nessuna ragione vi sarebbe perchè lo stesso sistema non do*
vesse praticarsi per il servizio attivo, e con ciò ben vede la
Camera che non sarebbe sufficiente un' intiera Sessione, e
forse neppur due per determinare tutte queste cose.
Io credo dunque che l'ordine del giorno proposto dal signor Pescatore è lodevole nel suo intento, ma che non sia
accettabile.
iìA. mi kmokì , ministro della guerra. In aggiunta alle
parole dette dal relatore della Commissione, io credo ancora
di dover fare osservare al signor Pescatore una gran contraddizione nella quale è caduto nei suoi due discorsi.
Prima ha detto che invitava il Ministero a procurare ad
ogni modo che i vecchi militari trovassero qualche posto nel
servizio amministrativo; dunque intendeva far uscire i militari dall'armata per introdurli nell'amministrazione.
Nel secondo suo discorso invece ha detto che molte funzioni che ora si adempiono dagli stati maggiori delle piazze,
potrebbero essere adempiute da impiegati civili per la parte
amministrativa.
Io credo che, lasciando le cose come sono adesso, cioè conservando a ciascuno le proprie attribuzioni, sia assai più semplice. (Risa a destra)
Si lascino i militari adempiere le funzioni militari, e gl'impiegati civili le funzioni civili, mantengasi, cioè, l'attuale
stato di cose, e la bisogna procederà molto più semplicemente. (Bravo! bravo! dalla destra)
Farie voci. La chiusura !
P E S C AT O R E . Domando la parola.
presi dent e. Rileggo l'ordine del giorno del signor Pescatore, e domando se è appoggiato.
(È appoggiato.)
peccatore» Non entrerò nel merito delle questioni che
— 2326 —
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1851
vennero sinora trattate, dirò soltanto che il deputato Durando attribuisce alle mie proposizioni un senso che esse non
hanno.
Anessuno può cadere in mente che il Parlamento debba
essere chiamato a regolare le funzioni dei comandi di,piazza
per ciò che concerne il servizio militare delle provincie, imperocché essendo ciò materia disciplinare e di regolamento,
non v'ha dubbio che si debbe lasciare al potere esecutivo.
il deputato Durando, per quanto pare, diffida troppo del
senno del Parlamento, quando dice che le leggi si succederanno alle leggi.
La sua osservazione sarebbe giusta ove il Parlamento non
sapesse contenersi nei limiti che gli sono prefissi; ma io vado
persuaso che, ove il Ministero si disponga a proporre al Parlamento la risoluzione delle questioni fondamentali concernenti i comandi delle piazze, questo saprà abbastanza discernere ciò che appartiene al potere legislativo da quello che
spelta al potere esecutivo.
Il decidere se i comandi debbano esser diminuiti, se debba
esser allargata la circoscrizione attuale, o se ad alcuno dei
comandi non si possa sostituire un commissariato militare o
civile, è una questione che non debbe. essere sciolta dal solo
potere esecutivo, ma vuol essere definita per legge.
Lo stesso si debbe dire di varie altre questioni a cui si
fece cenno nella discussione, e che non occorre ora di rammemorare.
Io intendo dunque d'invitare il Ministero a presentare una
legge sull'ordinamento degli uffizi ora affidati ai comandanti
di piazza per ciò che può far soggetto di disposizioni fondamentali
Siccome dunque io non ebbi in animo di parlare della disciplina e della materia regolarnentaria dei comandi di piazza,
debbo dire che in questo senso non ho udita alcuna ragione
che possa validamente opporsi all'invito che ho fatto per la
presentazione di una legge.
ni mt sno. relatore. Io desidererei che l'onorevole deputato Pescatore mi dicesse che cosa egli intende dire colle
parole : uffizi dei comandanti di piazza ; io per uffizio intendo
il dovere, le attribuzioni di un uffiziale, né saprei quale altro
significato attribuire a tale parola; se il deputato Pescatore
mi vuole sostituire a questa un'altra parola che meglio esprima
il suo pensiero, io per me non ho difficoltà di accettarla; ma
col dire la legge determina gli uffici di questo o di quell'altro
uffiziale, io per verità non saprei altrimenti interpretare questo vocabolo che con quella di dovere, o di attribuzione. Io
non reputo questa cosa impossibile; imperocché il Parlamento
ha dato abbastanza prove di solerzia e di cognizioni per trattare qualunque materia, perchè non si debba avere in esso
somma fiducia ; ma in questo caso io ritengo che la legge
forse non riuscirebbe quale sarebbe a desiderarsi. Io quindi
non potrei accettare l'ordine del giorno del deputato Pescatore, salvo che egli non mi dica che cosa intende con quelle
paro!e, uffici dei comandanti di piazza.
pescat ore. Per togliere ogni equìvoco io modificherò
il mio ordine dei giorno con dire: « Invitando il Ministero a
presentare una legge sull'ordinamento dei comandi di piazza
delle Provincie. »
IÌJLNza.. Io ho espressa un'opinione poco favorevole riguardo all'attuale sistema dello stato maggiore delle piazze ;
con tutto ciò non posso a meno di dichiarare che non volerò
in favore di quest'ordÌne deI giorno, perchè non vedo come
si possano fissare queste incombenze, riè come si possa organizzare questo corpo,, non conoscendosi ancora il sistema di
Jgya cl»e si adotterà in aYYenire. tó.attrib«ni cfae spettano
tt
allo stato maggiore delle piazze sono particolarmente quelle
che si riferiscono alla leva, nè so quindi come si possa fare
anticipatamente una legge, la quale provveda agli ufficii di
questi stati maggiori delle piazze, se prima non si provvede
a quanto si riferisce alla leva.
f r eudbnt b. Osservo all'onorevole deputato Pescatore
che il suo ordine del giorno, nei termini in cui fu ultimamente redatto, è già compreso nell'articolo 2 stato votato.
Come era prima concepito il suo ordine del giorno poteva
avere un senso particolare, inquantochè comprendeva il
concetto, che fosse il caso di distinguere alcune attribuzioni
date una volta ai comandanti delle provincie, ai comandanti
delle piazze, ed affidarle ad un altr'ordine d'impiegati, inquantochè, dico, si trattava di ordinare le attribuzioni di
questi comandanti; ma trattandosi soltanto dell'ordinamento
dei comandi di piazza, questo si è già votato nell'articolo 2.
pescatovi*:. Il signor presidente, parrai, ha ragionato
contro la mia proposizione.
presi dent e. Io non intesi ragionare contro la sua proposizione, ma mi son creduto in debito unicamente di far notare che ss verrebbe di nuovo a chiedere la votazione di cose
che furono già votate.
pescat ore. 1! signor presidente mi permetta di rispondere. L'ordinamento dei comandi di piazza quando venga in
dibattimento, comprederà tutte le questioni di cui abbiamo
sin d'ora sentita la discussione.
I comandi di piazza possono essere ordinati secondo tutti i
sistemi.
Potranno circoscriversi le attuali divisioni, se ne potrà diminuire il numero come molti chiedono, si potrà in certe
Provincie, in certi distretti, supplire ai comandanti militari
con commissari di grado inferiore. Quando insomma si presenti una legge sull'ordinamento dei comandi di piazza, si
potranno discutere naturalmente tutte quante le questioni
che attualmente si sono messe in campo ; questo è evidente,
ne so come si possa contraddire ad una verità di tale evidenza. E dirò di nuovo, che io non giungo a comprendere
come si sostenga che l'articolo 2 già votato provveda a tutto.
Questo accadrebbe, se già fosse deciso che tutti gli uffizi ora
disimpegnati dai comandi di piazza dovrarnoanche nel nuovo
ordinamento essere disimpegnati dagli ufficiali militari. È
questo che io nego, e che può cadere in discussione; epperciò la dichiarazione che debb'essere presentata una legge sul
quadro degli ufficiali del servizio sedentario, non soddisfa
ancora ai nuovi bisogni. Io ho tolto la parola ufficio per rispondere più brevemente ad un sistema, ma non ho mutato
per nulla la mia proposizione.
presi best k. Rileggerò l'articolo 2 già votato, perchè
ia Camera lo abbia presente.
« Art. 2. La composizione definitiva nuaierica e graduale
dell'esercito stanziale d'ogni arma, sì del servizio attivo che
sedentario o di riserva, come pure l'ordinamento dell'amministrazione militare del corpo sanitario...»
QVisiiii. Io appoggio l'ordine del giorno proposto dal
deputato Pescatore. Altro è la composizione della forza militare, altro l'ordinamento della medesima : la composizióne
non è che la distribuzione numerica e graduale descrittiva
degli individui dell'esercito, Vordinamento comprende qualche cosa di più; comprende le attribuzioni principali,#lo
scopo di ciascun corpo, cioè la sua istituzione, sì tecnica che
amministrativa.
PBE^iDBKTB. Leggo l'ordine del giorno.
tgeAGOA. Permetta che lo dica ancora due parole. Ri-
guardo aHa aecessità di questa legge io farò Qmmn
?
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
questa necessità risulta appunto da quello che ha detto l'o- l'espressione, io lo chiamo la vita dell'armata. (Ilarità genenorevole commissario regio a proposito di quanto io aveva rale) Io debbo chiamare, e lo ripeto, il corpo sanitario la
esposto sulle facoltà lasciate già ai comandanti delle fortezze, vita dell'armata. (Nuova ilarità)
Sarà un'antonomasia esagerata, mg la Camera me lo perminime o illusorie.
a cui non
Egli ha parlato dei regolamenti che gliene conferivano: donerà, atteso il mio carattere (Ilaritàprolungata)
egli ha detto il vero, perchè parlò de! diritto; ma io affermo posso disdire.
10 lo ripeto, era quel giorno in attenzione di sentire proesser io pure nella ragione appoggiato al fatti costanti e all'esperienza di due lustri, durante i quali non fammi mai nunciare dal labbro dello stesso ministro qua! fosse Ja condipossibile di avere, officiaimente, alcun inventario delie cose zione del corpo sanitario, cosa il ministro avesse fatto per
principalissime della piazza, nè chiamato a consiglio di scritto esso, quali fossero i risultati di quanto avesse egli falto.
Ma l'essermi trovato deluso in questa mia aspettazione, mi
o di voce, riguardo la parte riguardante gli approvigionamenti ed i lavori della medesima. L'avvenire sarà forse di- spinge inneggi a presentare alcune osservazioni allo stesso
Ministero, le quali? a mio avviso, varranno a far conoscere
verso, io l'ignoro : io vorrei che lo fosse per forza di legge.
Dal confronto dell'esposizione del diritto fatto dal regio alla Camera quale sia in realtà la condizione in cui si trova
commissario e da quanto io vidi praticato, è evidente che questo corpo.
ana contraddizione esiste negli usi, o nelle regole di questo # Quando io parlo di condizioni, intendo far cenno al grado
servizio, che vi è necessità che questa diversità cessi, e che di stima e di considerazione in cui si trova questo corpo riuna legge esista. Riguardo poi alla difficoltà delle leve, dirò spetto alla stessa armata, colla quale vive così a contatto, e
che in qualunque maniera si faccia la leva, si levino 100 o siccome il grado di stima e di considerazione per lo più si
200 soldati per provincia, questo non porterà diversità pur- misura dal valore scientifico e morale di cui gli individui
ché si stabilisca e si organizzi quell'autorità che debbe pre- componenti il corpo vanno forniti, e dalla tutela e protezione delle leggi che esistono a questo riguardo, così la Casiedere a queste operazioni.
Da queste osservazioni conchiudo, che non solo questa mera mi permetterà che sotto questi due rapporti io vada
esaminando appunto questo grado di stirai e di consideralegge è utile, è necessaria, ma indispensàbile.
»i pet t i nengo, commissario regio. Le mie osservazioni zione del corpo sanitario.
11valore scientifico e morale (e qui parlerò solo del valore
sono fondate sul regolamento del 1825 sul servizio delle
piazze; sul regolamento dei guarda magazzini d'artiglieria scientifico, giacché credo che vada necessariamente unito alla
del 1853; sull'appendice a questo stesso regolamento del moralità), il valore scientifico in che modo è misurato nel
1837; sul regolamento per gli inventari d'artiglieria del 1842, corpo sanitario? Quale è il criterio onde si possa realmente
constare? Certamente è il criterio comune, è quello degli
e sugli altri regolamenti tuttodì in vigore.
p»S5SI»i?h¡ye. Pongo ai voti l'ordine del giorno del de- esami che si impongono a coloro che si danno a questa carriera: quindi noi vediamo, che nei varii provvedimenti, e seputato Pescatore.
gnatamente nel decreto 50 ottobre 1850, e posteriormente,
(Dopo prova e controprova la Camera rigetta.)
Pongo ai voti la categoria 18, nella somma proposta dalla nel programma che si riferisce a questo stesso decreto, credo,
del mese di dicembre stesso anno, vengono prefissi gli esami
Commissione in lire 612,.i70,
che segnano la carriera, e le promozioni agli individui che
(La Camera approva.)
Categoria 16. Questa fu trasportata nelle spese straordi- entrano in questo corpo. Questi esami sono tre: il primo si
dice esame diammessione, e si dà a quei medici borghesi che
narie.
Categoria 17, Cappelle militari nei presidii e forti, por- escono dalla linea civile per inoltrarsi nella militare ; il secondo si conferisce ai medici così detti di battaglione, che
tata in lire 1800, e ridotta dalla Commissione a lire 1000.
vogliono
far passo a medici reggimentali di 2 classe; il
(La Camera approva.)
Categoria 18, Servizio sanitario degli ospedali (Personale), terzo finalmente viene imposto agli aspiranti alla carriera di
portata nel bilancio in lire 125,220 e ridotta dalla Commis- medico divisionale.
phesi»ei«tk Farò osservare al deputato Polio che Ja
sione a lire 121,310.
Camera in una precedente deliberazione ha stabito di trattare
s*0IjT0. Domando la parola. (Mormorio)
"All'aprirsi della discussione generale su questo bilancio, nei bilinci soltanto la questione finanziera, perchè, se si fosse
l'onorevole signor ministro della guerra in un suo discorso, entrato in due questioni la discussione si sarebbe di troppo
quanto grave nella sostanza, altrettanto, e come il suo ca- protratta. Lo invito quindi a restringere il suo discorso alla
rattere, netto e schietto nella forma, ci veniya esponendo questione finanziaria.
®»oiiTo. Quando è così, io inviterò il signor presidente a
le condizioni in cui versa la nostr'armata accennando a
tutti quei miglioramenti che ha introdotti, ai risultati che domandare alla Camera se mi permette di parlare, giacché
ha ottenuti, a quelli che si possono ancora fondatamente se nel discorso del signor ministro essa non ha udito verbo
relativamente a questocorpo sanitario, la cui importanza per
sperare.
Aquesti cenni il signor ministro ha potalo riconoscere, me è più che dimostrata, penso che vorrà almeno essermi
studiando la fisonomía della Camera, come le parole sue benigna ed indulgente per sentire le ragioni che io sono per
avessero destato un certo sentimento di soddisfazione, sen- dire, o le osservazioni che sto per segnalare.
timento il quale non poteva non nascere nei rappresentanti
Sìa n&bmokì , ministro della guerra. Mi permetta che
del popolo, i quali stavano appunto per sancire delle enormi 10 prenda la parola un momento.
spese a onore e sostegno della stessa armata.
s»jìessm:wte. Io credo di non dover neppure consulIo confesso ingenuamente che partecipo coir,tutta l'anima tare la Camera a qaesto riguardo, quando essa ha già delia questo stesso sentimento, ma in oggi mi è grave l'anno- berato.
tare come il signor ministro in quel suo discorso così sentito
Invito pertanto il signor oratore a voler essere per lo meno
abbia serbato un silenzio che io non avrei voluto annotare, 11 più breve possibile.
relativamente al corpo sanitario, il quale, mi si permetta
FOKiTO. Ma se ho da venire ad una conclusione bisogna
a
— 2328
CAMERA DEI DEP UTATI
che io faccia delle premesse, ed è necessario che io prima mi
allarghi al terreno. (Ilarità)
p r e s i d e n t e . Lo invito a restringersi alla questione finanziera.
POI/TO. Io rispondo che non sono qui per formolare una
proposta finanziera, ma bensì per muovere delle interpellanze al Ministero sopra l'oggetto che cade in discussione.
p r e s i d e n t e . Allora darò la parola a lei per un'altra
seduta, e porremo all'ordine del giorno le sue interpellanze.
p a i i T O . Io invito il signor presidente ad interrogare la
Camera se mi voglia mantenere la parola : io ne ho il diritto,
,nè posso rinunciarvi.
PRESIDENTE. Io non credo che si possa entrare in discussione sopra una cosa che è già decisa dalla Camera ; tuttavia qualora la Camera voglia accordare al signor Polto Ja
parola per entrare nell'esame dell'organizzazione del corpo
sanitario scientificamente, ella certamente lo può fare.
Consulto adunque la Camera se intende di dare la parola
al deputato Polto.
(La Camera assente.)
FOLTO. Riprendo la materia e, sovvenendomi che si parlava di esami, rientro a dire dell'esame d'ammissione.
L'esame d'ammissione, come diceva, si dà a coloro fra i
medici borghesi che si prefiggono l'avviamento nella classe
sanitaria militare.
Questo esame è puramente verbale, dura un'ora, ed è questo il tempo prefisso dal regolamento ; questo esame non è,
si può dire, che una mera parodia di quello che si dà già all'Università: non è altro che la ripetizione dell'esposizione di
quelle materie, le quali dovette già esporre il candidato
quand'era in via di conseguire i gradi.
Ma ciò che realmente è rimarchevole si è, che questo
esame non versa per nulla sulle materie le quali debbono
essere l'oggetto deila sua pratica; e qui fo notare alla Camera, che i medici di battaglione di seconda classe, compiono all'infimo dei servizi sanitari, che è quello flebotomico.
Ora, l'esame di ammessione si darà su materie teoretiche,
ma non versa punto sulla manualità, sui fatti pratici sui quali
l'esaminando dovrà, trovandosi nel primo grado della scala
sanitaria militare, esercitarsi. Quindi questo esame, siccome
non si raggira su qtiesta materia, oltreché, come ho dianzi
notato, è una parodia di quello universitario, diviene inoltre illusorio.
Il secondo esame è quello che subiscono i medici di battaglione, i quali aspirano al posto di medici reggimentali.
Siffatto esame ha un'estensione assai ampia; esso comprende, direi quasi tutta la scienza ; ma pure esso si aggira
su materie tali, che sarebbe quasi un debito l'appuntarne
colui che si mostrasse meno forte, o meno fortunato nel cimento. E ciò per qual ragione?
Il motivo principale sta in che dal candidato si esigono
responsi sovra materie, la cognizione delle quali non venne
loro procacciata. Si esigono responsi sulla igiene militare e
sulla polizia medica militare.
Ora, io domando qual è quel trattato che venne loro proposto a modello di studio per apprenderle.
Dal candidato si richiede inoltre una prova sull'operativa.
Se non che, come poterla dare? Tutt'al più questa prova
starà nella sposizione teorica del procedimento, del metodo
vario, e che so io; ma il mal vezzo di tenere custodite le
casse, tanto pei sommersi che istrumentarie chirurgiche,
presso gli ufficiali contabili e serbarle gelosamente sot-
—
—
SESSI ONE DEL
1851
tratte all'uso e studio dell'ufficiale sanitario, farà sempre sì
che non sarà mai che un esame di forma e per nulla positivo.
E certamente altro è il rispondere teoreticamente aimetodi
che ogni trattatista espone, altro è mostrarsi perito nelle
pratiche, e segnatamente nel maneggio degli istrumenti,
che infine vogliono essere pur essi assai bene studiati, dacché per essi appunto si compiono materialmente le operazioni.
Vengo finalmente all'esame che si dà ai medici reggimentarii per passare ai medici divisionali; e qui, o signori, io
non esito a dire che l'esame è una vera derisione.
Quando il candidato abbia ottenuto tutto il numero di suffragi richiesti, abbia ben anche conseguito la totalità dei voti,
può darsi tuttavia che esso non sia ancora il prescelto per
coprire il posto vacante, poiché tali promozioni facendosi e
per merito e per scelta, e il primo posto essendo a scelta,
voi vedete che può benissimo succedere il caso che il beniamino di non saprei quale protettore (Ilarità), possa beccarsi
la piazza di colui che l'ha anzi meritata. Queste considerazioni, o signori, sono quelle appunto per le quali io voglio
inferire che il valore scientifico nel corpo sanitario non è
quello che dagli esami si possa grandemente apprezzare e si
pel modo con cui si danno, e sì pell'esito che talvolta e nei
casi più importanti a nulla conduce.
Diceva in secondo luogo che la considerazione e la stima
di questo corpo si misura anche dalla protezione che le leggi
dello Stato gli concedono.
Ora, queste leggi le quali veramente non sono a corpo r i dotte, ma che esistono sparse, e chea varii tempi sono uscite,
pare a me che effettivamente non la sostengano, e non la tutelino abbastanza.
Non è per queste leggi esattamente definito quale sia il
rapporto del personale sanitario cogli altri capi superiori
dell'esercito; quindi ne viene che resta sempre incerta e
dubbiosa l'azione degli ufficiali sanitari per timore di incontrare conflitti di giurisdizione personale. Si tratti, per esempio, e qui accennerò a dei casi che, mi affretto a dire non
sono ipotetici ma storici, si tratti dico, per esempio, di chiudere un'infermeria succursale; è certo che nella gerarchia
del personale sanitario il medico divisionale è quegli che ha
la sopravveglianza e su chi gli è subalterno, e sugli stabilimenti tutti che dal principale dipendono e né sono anzi come
appendice; trattandosi, dico, del fatto della chiusura di un'infermeria succursale, credete voi che si consulti a tal uopo il
medico divisionale? Niente affatto,
Una lettera superiormente derivata è spesso (e se non è
spesso, può esserlo) messaggiera di questa chiusura senza che
sia punto richiesto il parere, né il consiglio del medico divisionale intorno alla necessità e le condizioni sopra cui si è
fermata questa chiusura. Si tratterà per converso di aprirne
u n a : e qui nuovamente arriva che e l'ufficiale contabile, ed
il commissario di guerra se ne partono, insalutato il medico divisionale, per la località in cui è stata fissata questa
apertura; ed ivi colla provvista dei voluti arredi vi fissano
questa succursale. E notate che non si ricorre nemmeno ai
consiglio di questo medico divisionale per le condizioni igieniche; onde sapere se la località convenga realmente a questa nuova istituzione. Se non che non solo essi chiudono ed
aprono le succursali infermerie, ma ancora essi ritirano, essi
mandano i subalterni ufficiali senza partecipazione del capo
divisionale, cui sono in via gerarchica subordinali.
I regolamenti danno per ufficio speciale ai medici divisionali
le leziosi alterne nella settimana, le quali versano su varie
TORNATA
DEL
materie della scienza e teorica e pratica. Il medico divisionale è egli stesso che fissa i giorni e l'ora di q u e s t e lezioni,
Ma è egli sicuro di p o t e r s e m p r e c o m p i e r e a questo suo d o v e r e ? Ora sarà il d i r e t t o r e dell'amministrazione, ora sarà
un comandante generale del corpo, i quali p r o m u o v o n o o un
Consiglio di r i f o r m a , o un Consiglio d ' a m m i n i s t r a z i o n e negli
stessi giorni ed ore in cui dovrebbe quetl'uffiziàle d e t t a r e la
l e z i o n e ; e cosi questa va p e r d u t a p e r delle intiere s e t t i m a n e ;
forse dico troppo poco, va p e r d u t a per delle intiere s e t t i mane, giacché se dovessi d i r e , da q u a n t o mi consta, q u e s t e
lezioni fin q u i non si sono mar fatte e s a t t a m e n t e , e anzi in
parecchie divisioni non hanno mai avuto luogo malgrado la
loro prescrizione.
I medici di r e g g i m e n t o ed i medici di battaglione sono
quelli a p p u n t o che sono chiamati a f r e q u e n t a r e q u e s t e lezioni. Ora, o signori, può accadere che q u a l c h e c o m a n d a n t e
di corpo (e qui accenno n u o v a m e n t e a fatti storici, e rifuggo
dal citare i nomi, a meno che vi venissi costretto) dica a q u e sti ufficiali s a n i t a r i ; io non so discuoia;
il suo dovere è qui,
e qui deve restare;
e intanto quel medico di reggimento,
quei medico di battaglione non può i n t e r v e n i r e a quelle lezioni, cui per r e g o l a m e n t o speciale è t e n u t o .
Avrei ancora una parola a dire sulla posizione in cui si
trova l'ufficiale sanitario p e r rispetto alle s u o r e ed agli infermieri : ma non mi e s t e n d e r ò p e r non a b u s a r e dei m o m e n t i
della Camera ; mi basta il d i r e , p e r c o n c h i u d e r e , che le c o n dizioni del personale sanitario, r i g u a r d a t o tanto dal lato dei
valore scientifico e morale, q u a n t o dei regolamenti che sono
in vigore per stabilire la sua individuale posizione n e l l ' a r mata, non d a n n o sufficiente garanzia per rialzare questo c o r p o
a quella dignità a cui debbe necessariamente a s p i r a r e .
Tuttavolta avrei ancora un'osservazione a f a r e r e l a t i v a m e n t e ai mezzi che sono in potere degli uffiziali sanitari per
quando che abbiano dei reclami a far p e r v e n i r e ai dicasteri
superiori.
Questi mezzi sono di d u e sorta : dirigersi, cioè, ai d i r e t tore dello stabilimento e per esso alia divisione e per la d i visione ai Ministero, ovvero dirigersi ai Consiglio s u p e r i o r e
di sanità militare.
La Camera ben vede in che posizione si trovi l'ufffziale sanitario q u a n d o volesse attenersi al p r i m o mezzo, segnatam e n t e l o r q u n d o avesse a p o r g e r e reclami contro gli uffiziali
superiori, i direttori ed uffiziali contabili e via d i s e g u i t o ;
questa c e r t a m e n t e non s a r e b b e la via che loro v e r r e b b e n a t u r a l m e n t e davanti agii occhi da seguire.
Gli r e s t e r e b b e la via del Consiglio s u p e r i o r e di sanità mil i t a r e ; e qui mi p e r m e t t a la Camera che io accenni ad un uso
che, nel senso mio, non trovo lodevole, ed é questo : se uno
ha reclami a f a r e ad un dicastero, l'indirizzo p e r io più non
si fa al dicastero* ma si fa s e m p r e alla p e r s o n a ; così si scriverà per esempio al signor m i n i s t r o ovvero a l signor
presidente del Consiglio, e via dicendo. L'inconveniente che può
nascere da quest'uso è che la corrispondenza essendo diretta
individualmente al presidente,, può r i m a n e r e senzacontrollo,
q u a n d o p u r convenisse che fosse c o n t r o l l a t a ; se invece la corrispondenza fòsse fatta d i r e t t a m e n t e col Consiglio, o col Ministero, essa sarebbe testimonio p e r e n n e delle intenzioni
dello scrivente pell'immediato suo c o n t r o l l a m e l o .
Io non insisterò più oltre, p e r c h è so, e la Camera sa m e glio di m e , che in questi ultimi tempi vennero alia luce varii
scritti i quali t r a t t a v a n o , chi in un senso, chi in un a l t r o , la
questione delia posizione del corpo sanitario. Io non ignoro
che questi scritti, o almeno alcuni di essi, erano dettati dalla
passione, e non è qui c e r t a m e n t e che io mi farò puntello dei
SESSIONE DEL 1851 — CAMERA DEI DEPUTATI — Dùcussioni
292
22
MAGGIO
18 5 1
tnédesimi : ma Voglio Sólo invitare il Ministero (giacché t*àrticolo $ del progetto di feggè i m p ó n e ài medésimo ^obbligo
di p r e s e n t a r e un progettò di legge che regoli quésto servizio) a p r e n d e i e in seria considerazione q u e s t e òiSérVàzioni
che io venni liberissimamente a c c e n n a n d o , e voglia ben c r e d e r e che non sono punto d e t t a t e da spirito di p a r t e , giacché
il discreto modo di esposizione, cui m ' a t t e n n i , può da sé r e n dergli testimonianza che io sonò a ciò Spinto unicamente dalia
b r a m a che voglia esso migliorare te condizioni in cui si t r o t a
questo da me patrocinato corpo sanitario.
Mi si dirà da t a l u n o : ma le Cofidizioni del è ó r p ò s a n i t a r i o
v e n n e r o migliorate e in pecunia e in broderies : io r i s p o n d e r ò
che l'uomo non liv e di solo panò, e che q u e s t e misèrie sono
ben fungi dal p o r t a r e a quello stato di dignità è di c o n s i derazione il corpo sanitario, pel quale ognuno di noi ^ i n t é ressa.
ÉÌÀ. M&MMORÀ, ministro
della QiiètH. ti signor d e p u tato Polto si è mostrato a l q u a n t o risentito p e r c h è nei rilìesà?»
ch'egli chiama discorso (io certo non oserei dar loro quésto
n o m e ) , da me esposti nelt'aprirsi della discussione Sul bilancio dell'azienda g e n e r a t e della g u e r r a , io non abbia p a r l a t o
del distinto corpo sanitario delta nostra a r m a t a . Éft p a r e in
questa stessa tornata d ' a v e r detto d i e io ho un'infelice
m e m o r i a , dimodoché egli non è da s t u p i r e se nelle mie o s servazioni sul bilancio abbia dimenticato (fi p a r l a r e J e t éorpo
sanitario, del quale era p u r e miai precisa intenzione di f a r e
i ben meritati encomii. Ito dimenticato di p a r l a r e del èórpò
Sanitario, come ho p u r e dimenticato à f t r e questioni. Mi p r e meva di p a r l a r e di questo Corpo, perché non sembrasse à t a luno che io non parlassi in t e r m i n i di encomio ée n o n d i
q u a n t o si é operato nell'esercito dacché iò règgo il dicastero
delia g u e r r a ; o r a giustizia vuole che net medesimo modo che
io ho censurato l'antecedente organizzazione militare sótto
molti rispetti, io dichiari alla Camera che le più forti e r à d i cali r i f o r m e e miglioramenti a r r e c a t i al servizio sanitario
d e l l ' a r m a t a sono stati fatti sotto il régno eli Cario Alberto, e
p e r conseguenza sotto altri ministri, chè io non voglio f a r m i
m e r i t o delle opere a l t r u i .
A malgrado che gli ultimi cambiamenti e modificazioni i n trodotti nel corpo sanitario, abbiano eccitata una viva p o l e mica, e molte critiche p e r p a r t e di alcuni medici e chirurghi*
ciò non di meno io posso assicurare alta Camera c h e il s e r vizio sanitario guadagnò ancora pel fatto di tali c a m b i a m e n t i
e modificazioni.
Signori» io non sono medico, ma vedo che il servizio
degli ospedali p r o c e d e molto b e n e , e credo che p e r q u e s t o
lato possiamo metterci in c o n f r o n t o di q u a l u n q u e altra n a zione.
Il signor Polto si lagna che i medici militari non h a n n o
ancora molta considerazione. Mi p e r m e t t a che io gli dica,
che molto si è già fatto anche p e r questo r i g u a r d o , p e r c h è si
sono assimilati in t a t t o al corpo degli uffiziali. Del resto io
posso accettarlo che essi godono di molta considerazione n e l
corpi. Io per molli anni ho fatto la vita (fi guarnigione» e so
ché i nsedici e chirurghi sono considerati al p a r degli ufficiali, coi quali convivono e sono i n p e r f e t t a a r m o n i a . F o r s e
g o d r e b b e r o d ' u n a considerazione anche m a g g i o r e ove n o n
fosse stato di q u e s t e polemiche c h e e b b e r o a p p u n t o p e r e f fetto di farneli alquanto scapitare.
D E H Ì H I A . Dopo ^ a r t i c o l o che ebbe a sanzionare i e r i là*
Camera, il quale obbliga il Ministero a r p r e s e n t a r e un p r o getto di legge relativo al corpo sanitario, io n o n v e r r ò c e r t a m e n t e a sottoporre a critica gli o r d i n a m e n t i a t t u a l i , s e b b e n e agli appunti che ad essi v e n n e r o fatti da un onorevole
CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1851
E dunque mestieri che il corpo sanitario possa avere una
mio collega, altri ancora se ne potrebbero aggiungere ; piuttosto dirò che una legge sul corpo sanitario militare non può sfera d'azione libera ed indipendente nei limiti delle sue atportare quei frutti che simili leggi hanno portato nei paesi a tribuzioni; è mestieri che esso venga sottratto dall'illogica,
noi vicini, se non si parte dalle basi dalle quali sono partiti ed indebita dipendenza degli ufficiali di amministrazione militare.
i medesimi.
Io rendo il debito omaggio a questi officiali per i servigi
L'onorevole signor ministro ci diceva che molti miglioramenti si sono già recati all'ordinamento del corpo sanitario, eminenti che hanno resi in ordine alle attribuzioni che debed attribuiva poi in parte le lagnanze che si sono sollevate bono ad essi aspettare ; ma io domando : come potranno essi
quando venne promulgato il decreto del 30 ottobre 1850, ammettere un fondato giudizio su ciò che direttamente conpiuttosto a differenza e contrasti d'opinione che vi fossero cerne il servizio sanitario?
Non è egli avvenuto, a cagion d'esempio, che l'ammininei medici, anziché alla meno perfetta natura di quel destrazione militare, la quale era incaricata di inviare ai corpi
creto.
Io risponderò all'onorevole signor ministro che i migliora- gli ¡strumenti necessari per l'esercizio dell'arte salutare, non
menti che si fanno così spezzati, senza un'idea predominante, è avvenuto, dico, che l'amministrazione in vece di fare invio
di buoni strumenti, ne inviò di quelli che erano ne buoni,
non possono che guidare ad imperfettissimi risultati.
lo dirò al signor ministro che con questi miglioramenti i né adatti per le operazioni che si dovevano eseguire ?
Non è egli avvenuto che varie disposizioni sanitarie, che
quali non vennero finora fatti che per semplici decreti, e che
cambiano interamente l'ordinamento di un corpo, non può erano state date dai capi della gerarchia sanitaria, e veninei membri che compongono quel corpo nascere quell'idea vano dirette a procacciare il bene e la salute dei ricoverati
di stabilità che un altro onorevole collega diceva così effi- in un ospedale, non siano state sospese con un semplice orcace a mantenere la disciplina, il buon ordine, a procurare dine di un agente dell'amministrazione militare? (Sensazione)
ottimi risultati nella carriera militare.
Simili fatti chiariscono ad evidenza che una legge sul serIo dirò dunque in brevissime parole quali sono lè basi
dalle quali io credo che debba partire una legge sul corpo vizio sanitario militare debbe partire dall'idea della costituzione del corpo sanitario in un corpo indipendente, il quale
sanitario. (Segni
d'impazienza)
Io sarò brevissimo, perchè comprendo che dovendosi pre- riconosca i suoi capi proprii e naturali, e che perciò possa
sentare questa legge, non è questo il luogo di entrare minu- nella sua sfera esercitare quell'influenza che esercitano gli
tamente in questa quistione ; ma siccome queste quistioni altri corpi.
Un'altra base su cui, a parer mio, dovrebbe pur poggiare
verrebbero quando le basi che credo necessarie non fossero
una legge sul corpo sanitario, si è quella non dell'assimifissate, tanto vale che ora ne accenni alcunché.
10 non credo adunque che come si pratica nel Belgio ed in lazione, come ha accennato il signor ministro, ma dell'efInghilterra per tutto l'esercito, ed in Francia per il corpo fettività.
L'assimilazione, o signori, non darà mai al corpo sanitario
sanitario militare marittimo, cosi debba informarsi pure tra
noi una legge sul servizio sanitario di due principii. Il primo quella considerazione quell'importanza che dà l'effettività;
è che il corpo sanitario deve costituire un corpo speciale, né avvi ragione per negare l'effettività al corpo sanitario,
come sono gli altri corpi delle armi dotte. II corpo sanitario come non ve ne ha per negarla ad altro corpo speciale. Se si
n:ilitare è ora considerato tra noi come, dirò così, un'appen- parte dagli studi che gli uffiziali sanitari devono percorrere
per conseguire un grado, se non si possono dire superiori,
dice dell'amministrazione militare.
Gli ufficiali sanitari sono agenti dell'amministrazione mili- sono al certo più difficili di quelli che si fanno per arrivare
tare : ora io credo che questa non debbe avere ingerenza a conseguire lo stesso grado in un altro corpo speciale. Ho
nelle cose sanitarie dell'esercito, se non se sul materiale già detto che l'idea di stabilità eminentemente giova, è anzi
del quale il corpo sanitario si serve per esercitare le sue indispensabile pel retto andamento del servizio sanitario:
ora, o signori, il grado effettivo costituisce lo stato legale
funzioni.
L'intendenza militare non deve esercitare più influenzasi degli ufficiali ; ma se gli ufficiali del corpo sanitario non gomateriale del corpo sanitario, di quanto la esercita sul mate- dono di uno stato legale, io domando, come potrebbero avere
riale che somministra per esémpio al corpo del genio, od quell'idea di stabilità che loro è tanto necessaria? E qui mi è
d'uopo di insistere sopra questo punto, in quanto che l'onoagli altri corpi delle armi speciali.
Del resto, finché il corpo sanitario non avrà i suoi capi revole signor ministro della guerra, non solo con parole in
naturali, i quali abbiano l'indipendenza che hanno i capi di un discorso improvvisato, ha negato questo vantaggio agli
tutti i corpi speciali, si aspetterà invano che egli renda quei ufficiali sanitari, ma questa sua opinione l'ha pure espressa
nella legge presentata sullo stato degli ufficiali, nella quale
servigi che da esso si ha diritto di aspettare.
Di fatto, da un corpo, si aspetterà tanto più, quanto mag- non si fa parola del corpo sanitario.
giore sarà la responsabilità che gli si sarà véramente lasciata:
Egli mi dirà certamente che essi non sono contemplati in
ora, io dico, quale può essere la responsabilità del corpo sa- detta legge, perchè gli ufficiali sanitari non hanno l'effetti-*
nitario militare, quando i mezzi del quale esso si giova per vità, ma una semplice assimilazione; ma io gli risponderò
adempiere alle sue funzioni, non sono in suo potere, quando che la semplice assimilazione non basta per procurare quei
cotesti mezzi sono in potere degli ufficiali dell'amministra- vantaggi dei quali sono ben degni, e dei quali abbisognano
zione militare?
onde far fronte alle gravi difficoltà che incontrano ad ogni
11 mio collega ha di già citato alcuni esempi a questo pro- passo nell'esercizio della loro professione.
•
pòsito; io ne addurrei altri i quali appaleserebbero che al
Io dico che è necessaria l'effettività, imperocché senza li
corpo sanitario, massime nel governo degli ospedali, non medesima gli ufficiali dei corpi sanitari, certamente non gocompete questa influenza e libertà d'azione che dovrebbe dranno mai, dirimpetto all'armata, della considerazione che
avere perchè le cose procedessero con maggior vantaggio del godono gli altri ufficiali. Diffatti, di che considerazione potrà
soldato ammalato.
godere il medico il di cui grado sia per esempio assimilato
-
2831 —
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
a quello di maggiore, quando un sottotenente effettivo a p p a r t e n e n t e ad un altro corpo, può in d e t e r m i n a t e circostanze
dargli degli ordini, e paralizzare le sue disposizioni e le r i soluzioni p r e s e ? L'assimilazione d u n q u e è ben lontana dal
dare quei vantaggi che dà l'effettività, e che sia ben lontana
dal ciò f a r e , è dimostrato dagli esempi che io citava delle vicine nazioni, nelle quali f u riconosciuto che l'effettività era
una condizione indispensabile p e r avere un corpo sanitario
come esigono i bisogni e del tempo di pace, e del tempo di
guerra.
Io credo p e r t a n t o che ogni legge s u l l ' o r d i n a m e n t o d e l c o r p o
sanitario deve p a r t i r e dai suaccennati d u e priucipii. Io dirò,
o signori, quello che già ebbi l'onore di a c c e n n a r e altra volta
che le incumbenze degli uffiziali sanitari militari sono delle
più difficili che s'incontrino nell'arte s a l u t a r e , checché ne abbia detto a l c u n o ; e p e r disimpegnar b e n e tale servizio, p e r
provvedere ad ogni e m e r g e n t e , è d'uopo che i m e m b r i del
corpo sanitario siano persone le quali abbiano studi ed e s p e rienza. Ora, d o m a n d o io, come si p o t r a n n o avere questi uomini se loro non si p r o c u r a una posizione la quale equivalga
a quella che facilmente si procurano i militari a p p a r t e n e n t i
agli altri corpi? Accadrà che si provvederà in tempo di pace
il corpo sanitario militare di individui i quali cercheranno di
farne p a r t e perchè nella pratica civile non t r o v e r a n n o eguale
compenso, ma non si avranno però quelli che nella p a r t e c i vile possono trovare un compenso migliore, e forse nel tempo
di pace gl'inconvenienti non s a r a n n o g r a v i ; ma il corpo sanitario militare ha da essere p r e p a r a t o in tempo di pace per averlo
ottimo in tempo di g u e r r a ; chè altrimenti allora voi non potreste averlo tale da soddisfare a t u t t e le esigenze del s e r v i zio. E questa verità ben l ' h a n n o sentita le nazioni che vi ho
a c c e n n a t e ; citerò solamente quello che fece una nazione che
sento così spesso citare in questa Camera. Io vi dirò d u n q u e
che nel Belgio, dopo varie prove s u l l ' o r d i n a m e n t o del corpo
sanitario, venne f o r m a l m e n t e una legge a stabilirlo sulle basi
che vi ho i n d i c a t o : si stabilì, o signori, un i s p e t t o r e generale con 11,600 lire, q u a t t r o medici principali con 4200 lire,
sette medici con 7200 lire. ( I n t e r r u z i o n i ) Signori, io vi cito
quest'esempio, perchè la medicina militare belgica è, ai giorni
nostri, la medicina militare che attira m a g g i o r m e n t e l'attenzione degli uomi Di c o m p e t e n t i , è la medicina militare la più
d i s t i n t a ; vi cito quest'esempio per provarvi che, quando voi
collocate il medico militare in una posizione da non a t t e n d e r e
che all'esercizio della medicina militare, voi allora lo avete
v e r a m e n t e uomo distinto, uomo quale è da desiderarsi e in
tempo di pace e in tempo di g u e r r a ; ma se voi lo lasciate in
tale condizione che il suo stato legale non sia bene assicurato,
se voi non provvedete ad esso che con provvedimenti troppo
imperfetti, troppo incompleti, dei quali gli uni distruggano
gli effetti degli altri, voi avrete un corpo sanitario il quale
non risponderà all'aspettazione del paese, non compenserà le
spese che fate per esso, e s o p r a t t u t t o , quando torni una
nuova g u e r r a , d a r à luogo alle medesime lagnanze della p a s sata campagna.
l ì HiRiHORA,
ministro della guerra. Io ho chiesto la
parola poco fà per segnalare una dimenticanza che aveva
fatto quando ho parlato di t u t t e le altre istruzioni, nell'esordire della discussione intorno al p r e s e n t e bilancio. Io ho
detto che il corpo sanitario meritava molti elogi, e r e n d e v a
molti servizi. Ma io c r e d o , e lo dichiaro a l t a m e n t e , che se il
corpo sanitario fosse indipendente assolutamente dal militare,
come lo vuole il signor Demaria, anziché essere utile, anziché r e n d e r e segnalati servizi all'armata, riuscirebbe nocivo.
Signori, il corpo sanitario deve assolutamente essere soggetto
alla disciplina m i l i t a r e , p e r c h è , come osservava il d e p u t a t o
Demaria, esso deve p r e s t a r servizi non solo p e r il tempo di
pace, ma più ancora pel tempo di g u e r r a . Ora io d o m a n d o ,
quel medico di battaglione, di reggimento che fosse i n d i p e n d e n t e , che cosa r i s p o n d e r e b b e ad un ufficiale che lo invitasse
ad a n d a r e a medicare e c u r a r e i feriti che si trovassero in un
posto esposto e pericoloso? Egli r i s p o n d e r e b b e di non e s s e r e
t e n u t o a p r e n d e r e gli ordini 8a lui, ma dal suo capo. Mi
scusi il signor deputato Demaria, ma ha avanzato una cosa
che è c o n t r a r i a ad ogni sistema di bnon o r d i n a m e n t o m i l i t a r e , ed in conseguenza io non la posso a c c e t t a r e .
D E H U I & . Io non ho mai preteso di r e n d e r e il corpo sanitario indipendente dai superiori militari. Io non ho p r e t e s o
se non quello che si- è fatto nelle g u e r r e napoleoniche, e
presso a l t r e nazioni, delle quali ho citato gli o r d i n a m e n t i
militari. Il corpo del genio, il corpo dello stato maggiore,
non sono essi composti di m e m b r i che il signor ministro
m e t t e nelle varie divisioni a disposizione dei varii c o m a n danti di q u e s t e divisioni m e d e s i m e ? Per le m i s u r e di disciplina, di a m m i n i s t r a z i o n e p o t r à il medico essere sottoposto
ai s u p e r i o r i , i quali provvedono più specialmente a q u e s t a
p a r t e di s e r v i z i o : ma c e r t a m e n t e (ed in questo io ho insistito) il corpo sanitario militare p e r le misure p u r a m e n t e sanitarie, per le determinazioni che influiscono s u l l ' a n d a m e n t o
delle malattie, che mirano ad i m p e d i r e la propagazione delle
medesime, che m i r a n o al b e n e s s e r e dei soldati, al loro collocamento più in un sito che in un a l t r o , c r e d o che in q u e ste misure debba il corpo sanitario essere più i n d i p e n d e n t e
di quello che è a t t u a l m e n t e ; io non domando, insomma al signor ministro se non quei miglioramenti che l'esperienza delle
nazioni, non dico più civili, ma di più antico progresso costituzionale di noi, h a n n o c r e d u t o che si dovesse concedere
al corpo sanitario m i l i t a r e ; io non domando a l t r o .
IjJl HiKHOK.i,
ministro
per la guerra.
Il signor d e putato Demaria vuole l'assimilazione degli ufficiali del corpo
sanitario cogli ufficiali dell'artiglieria del genio e dello stato
m a g g i o r e ; ma io prego l'onorevole p r e o p i n a n t e di a v v e r t i r e
che un t e n e n t e del genio, un t e n e n t e dello stato maggiore è
subordinato ad un capitano di q u a l u n q u e a r m a , e q u i n d i ,
anche nella sua ipotesi d'assimilazione, i medici d o v r e b b e r o
essere soggetti alla disciplina militare come lo sono gli ufficiali delle armi speciali.
Del resto io non vedo una buona ragione che valga a p e r suadermi dell'utilità di far uscire dalla gerarchia militare i
medici, che sono a p p u n t o p a r t e i n t e g r a n t e del servizio mili*
t a r e e p a r t e essenziale di esso.
q « ] J l « I ì I a . Domando la parola.
Foci numerose. Ai voti ! ai voti !
p r e s i d e n t e . La parola è al deputato Quaglia.
q u a g l i a . Sarò brevissimo, poiché intendo limitarmi a
dire due parole sulla composizione del Consiglio s u p e r i o r e di
sanità militare.
Questo corpo si compone per la maggior p a r t e d'individui i
quali non hanno mai a p p a r t e n u t o alla g e r a r c h i a del corpo sanit a r i o . P a r e a me che s a r e b b e assai più conveniente che q u e s t e
cariche si dessero a vecchi m e m b r i anziani, e benemeriti del
c o r p s stesso come una ricompensa e un grado di carriera ; e
se è pur vero che non si possa considerare quest'impiego
come un vero posto di riposo e di r i t i r o , p o t r e b b e p e r ò e q u i valervi ? onorato p e r ò dell'autorità di cui g o d e , e di corrispondente stipendio.
In questo modo, nel m e n t r e che si p r e s e n t e r e b b e ai m e m bri che compongono questo corpo una prospettiva di migliore
e stabile avvenire, il servizio ne p r o v e r e b b e a n c h e un g i o v a -
CAMERA DEI D A T A T I
mento, avendo io questo consiglio delle persone, le quali,
per aver passata la prima parte di loro carriera al servizio
dei corpi, quindi degli ospedali, avrebbero quelle più ampie
e fondate cognizioni relative alia specialità igienica del soldato in pace ed in guerra, cosi riguardo al vitto, al vestire,
aite sue malattie, alle abitazioni o caserme, agli ospedali.
Una tale composizione di questo consiglio è cosi doppiamente utile, cioè al soldato, o^ militare ed agH ufficiali sanit a r i ; essa è giusta, e spero il ministro prenderà in considerazione queste mie parole.
d i v k t t i k e ! « « o , commissario regio. Risponderò poche
parole alle molte interpellanze fatte dal deputato Folto.
Sarò breve: egli dimanda: quali siano le condizioni del
corpo sanitario, cosa intenda di fare il Governo a proposito
del medesimo, e quale il risultato delle fatte variazioni coi
recenti decreti.
Il Governo intende di avere un corpo sanitario il quale sia
in grado di soddisfare alle esigenze tutte del servizio, alle i.ncumbenze importantissime che gli sono affidate per istituzione, e sia in grado di curare ¡soldati ammalati in qualunque
circostanza si trovino. Le condizioni del corpo sanitario sono
migliorate: tutte te persole che ora coprono posti di medici
militari hanno la doppia laurea, mentre in un tempo ve ne
erano di quelli che non avevano conseguiti gradi universitari. Le condizioni del corpo sanitario sono migliorate per
ogui rapporto che vogliasi prendere a severo e ad imparziale
esame.
Si domanda ancora : quale sia la conseguenza delle variazioni fatte col decreto 3 ottobre scorso? Quella di ottenere
un servizio regolare. In quanto alle sedute tenute negli ospedali dai medici capi^ contrariamente a, quanto asseriva il
deputato Folto, io credo si tengano e con frutto, per tal maniera che pervennero già al Consiglio superiore molte memorie elsboraUssime che, al dire di persone cacaci a portare un
giudizio, farebbero onore a qualunque corpo sanitario.
P O l t q . Domando la parola.
P I p b t t i s s n c o , commissario regio. Io non seguiterò
Foratore intorno alla quistione degli esami, ma respingerò
bensì l'accusa che egli mosse, che cioè i beniamini soltanto
siano i preferii e vengano scelti. Il Ministero fonda la scelta
sulle informazioni e proposte del Consiglio superiore.
Ora, le persone che compongono il Consiglio superiore
sono tali da dar guarentigie al Ministero ed al paese interno
della loro coscienza e della loro onestili ; per cui pan posso
ammettere che propongano i beniamini, ma quelli che essi
credono i migliori.
Il deputato Pelto desidererebbe che gli ufpcialidi sanità
avessero diretta corrispondenza, che pon so se si debba chiamata segreta, col Ministero.
Ma, signori, in tqtti gl| ordini di persone, nelPording giudiziario, nell'amministrativo e nel militare, è d'uopo un ordine gerarchico, il quale soltanto può stabilire un andamento
esatto e regolare.
Il Ministero ha nel corpo sanitario degl'ispettori, che manda
a visitare gli ospedali ; i comandanti generali delle divisioni
esercitano la superiore sopr§vvegli?nza sugli ospedali ; f comandanti di piazza in molti siti ne sono essi stessi i direttori ;
i comandanti dei corpi visitano essi stessi gli ospedali, e
quindi, p a l p i » s| verificassero gli incopvenienti accennati,
il Ministero ^e verrebbe tos$p inforBi^to, e saprebbe porvi
rimedio.
,
No» bisegos te»*? cppjo
qualche piccolo pettegolezzo o
C0iilriilo efte posfi nascere nejl'§pdaipqtp gfprn*)ierp, ma
I
41 COTisasepi ebe il s e r v i i ^ è t p e u r a f o *
—
SESSIQN^ DgL
1851
Il regolamento del 18S50 non è un regolamento staccato o
a ritagli, come accennò l'onorevole deputato Demaria ; esso è
la conseguenza del regolamento del 1843, e direi di più delle
disposizioni universitarie le quali impongono la condizione
delia doppia laurea per tutti coloro che vogliono imprendere
la carriera di medico.,
In quanto poi alla provenienza degli individui che compongono attualmente il Consiglio superiore è da avvertire che la
persona che ne è il presidente, è luminare di scienza ed onore
altissimo del nostro paese; e circa ai membri, alcuni provengono dal corpo sanitario e contano onorati e lunghissimi
servizi dj campagna, ed altri ne furono ammessi di mano in
mano, secondo esigeva il bene del servizio onde trarre profitto de'loro lumi.
Dirò infine, rispetto alla posizione legale che si vorrebbe
dare ai medici, eome io credo che la loro posizione è quella
appunto di medico, come la legale posizione dell'uffiziate del
gènio o, d'artiglieria, è quella di essere ingegnere o artigliere.
f o l t o . Domando la, parola per un fatto personale.
Mi perdoni il signor commissario regio, ma quest'oggi,
come ieri ha preso u j granchio (ilarità), e grosso (Ilarità
generale) su quanto ho detto ; perchè quando io parlava delle
lezioni, non parlava delle conferenze; cosa sono questi rapporti cui allude il commissario regio?
Sono rapporti che si leggono nelle conferenze ; ma queste
conferenze, non essendo le scuole che devono fare i medici
divisionali, egli ben vede che non istà per nulla la sua risposta. In secondo luogo, egli m'appunta, perchè quasi io
diffidi dell'onestà e della virtù di coloro che sono chiamati a
scegliere le persone da destinarsi a^le varie piazze vacanti.
Mi perdoni il signor commissario regio, sin qui ci arrivo
anch'io; so anch'i 9 che quelle persone che giudicheranno, e
sono in alto collocate, sppo virtuose; e dico anzi di più che.
sarebbe un far torto a noi stessi il credere diversamente ; ma
mi permetta ch'io ^li soggiunga che l'uomo virtuoso non ripudia l'umanità ; che perciò stesso che è virtuoso, non si può
dire resti affatto dispoglio delle debolezza fj^e sono inerenti
all'umana natura ; anzì il dire che un uomo virtuoso per ciò
solo va esente dalle debolezze che gli affetti prepotentemente
anche inducono, è un voler negare la potenza dell'umanità, è
un disconoscere la natura umana. Che se vero fosse che
questa virtù non può mai essere soperchiata da un affetto di
benevolenza, od altro, perchè non adottare a dirittura nelle
promozioni il sistema còsi detto del merito f
&.4 MAKMOH.«., minislro della guerra. Domando la parolj, nel solo scopo d'assicurare la Camera che risulta al Ministero ctje queste lezioni si f^nno; il deputato Pollo asserisce essergli noto che in pratica non si fanno.
Io prendo atto dell'avvertimento del deputato Folto, e se
non si fanno bene, procurerò che si facciano a dovere.
L i o * « . Io non entrerò nel merito delia discissione, né
parlerò delPimportapza dej corpp sanitario militare; osserverò soltanto che il Ministero íia tempo fà presentato una
legge sull'avanzamento nel rimanente dell'esercito; io non
so per qual motivo il corpo sanitarip non vi sia compresg, e
domando quindi chg sia proposta una legge in proposito, ^f*
finche quando §i discuterà l'altra, possa esservi cogipresa
quesfa, poiché ig ngg potrei comprendere che si provvedesse
aji'avanjamepto per légge pef | j i uni e per decréto reale per
gli stlifl.
» a b o r m i p * . è mio dovere di pecar a cognizione della
Camera che realmente il ministro della guerra scrisse al
Congresso permanente icYilaadolo a comprendere nelia ieggQ
T O R N A T A DEL
sugli avanzamenti anche il corpo sanitario alla quale instanza
il Congresso a d e r ì ; il lavoro era presso al suo t e r m i n e , se
non che il Congresso mancava di dati sufficienti p e r regolare
le n o r m e di questi avanzamenti. Esso ha quindi risposto al
ministro che al p u n t o in cui si trovava il lavoro, e colla p r e mura che aveva il signor ministro che questa legge f o s s e p r e s e n tata d u r a n t e questa Sessione, credeva di poter soprassedere,
invitando il Ministero a procurarsi presso il Consiglio superiore di sanità le nozioni e i dati necessari, e quindi si sarebbe potuto pella Commissione stessa della Camera, ovvero
in qualche altro modo, i n t r o d u r r e anche in questa legge d i sposizioni relative al corpo sanitario.
IjAKZJL. Io non e n t r e r ò nel merito della quistione, la quale
venne già t r a t t a t a dai signori deputati Polio e Dentaria.
L'argomento è senza dubbio gravissimo e della massima
importanza, checche se ne d i c a ; ma l'istituzione del corpo
sanitario h a un'immensa influenza non solo nel benessere
dell'esercito in tempo di g u e r r a , ma anche sull'igiene e sulla
proprietà del vestiario, sulla salubrità degli alloggiamenti,
in una parola alla conservazione dell'armata in tempo di pace.
Questo corpo è d u n q u e meritevole di godere di tutti i vantaggi a cui ha diritto sia p e r le sue attribuzioni, sia p e r le
qualità che lo distinguono.
Ma sarebbe inutile voler approfondire a t t u a l m e n t e questa
quistione quando si è deciso che il Ministero deve p r e s e n tare una légge apposita su questa materia nella prossima Sessione. Allora sarà il caso di farlo a m p i a m e n t e , e di far
ragione anche a q u e s t o importantissimo servizio del corpo
sanitario.
Non e n t r e r ò n e p p u r e nel merito delle varie disposizioni
date dal Ministero per mezzo dei decreti reali, poiché vi sar e b b e molto a v e d e r e , e fra le altre cose ad approfondire se
siano s e m p r e rispettati i diritti delle posizioni a c q u i s t a t e , d i ritti che v e n n e r o le t a n t e volte messi in campo e così gelosamente sostenuti in occasione di altre categorie del bilancio,
e che nel caso p r e s e n t e non vorrei a s s i c u r a r e che si siano
avuti s e m p r e in rispetto.
Ma bisogna aver riguardo alle circostanze straordinarie in
cui si trovava il Governo, considerazioni ch'io non voglio mai
lasciare in disparte.
Dei resto, in q u a n t o all'indipendenza di cui dovrebbe god e r e questo corpo, a senza pregiudicare alla disciplina che
deve esistere fra tutti i corpi che compongono l'esercito, io
credo che anche q u e s t o si debba r i m a n d a r e ad occasione più
opportuna.
Ora mi limiterò soltanto ad una osservazione sulla costituzione di questa categoria.
non m'inganno, io credo che una categoria la quale
c o m p r e n d e una spesa di 8Ò0 e più mila lire, m e r i t e r e b b e di
essere dettagliata in modo da fai* c o m p r e n d e r e meglio in qual
natura di spese questa somma venga impiegata. (Bisbiglio a
destra)
P»BSI»ES[TE. Questa categoria è soltanto di 125mila lire
non di 800 mila.
Foci. E quella degli i n f e r m i e r i e manutenzione.
Altre voci. È la 19, ma che è di 800 mila lire.
»ÌANZJL. Ma è lo stesso servizio, di modo che può stare la
mia osservazione senza dividerla nè in tale categoria, nè in
tal altra.
Mi pare a d u n q u e che nella spiegazione delle spese s t a n ziate per questo servizio la spesa dell'amministrazione non è
abbast anza tliainìa dalla spesa del personale e della m a n u . ?•• t l'ili' • •» • .««-Il M- .
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¡ W j ^ ] 1 » e p a r t i c o l a r m e n t e poi da quella dei
2 2 MAGGIO
1851
Siffatti elementi sono indispensabili perchè possiamo chiarirci del buon a n d a m e n t o del servizio; stimo perciò che allorquando si procederà alla formazione del nuovo bilancio,
sarebbe assai utile di introdurvi coteste variazioni.
Diffatti niuno non vede q u a n t o sia i m p o r t a n t e il conoscere
la spesa a cui sale l'amministrazione degli ospedali.
L'esperienza ci addila che uno dei vizi principali che si
scorge nelle varie amministrazioni dello Stato, si è che le
spese delle medesime assorbono una p a r t e s t r a o r d i n a r i ^ delle
somme destinate per i singoli servizi che da esse d i p e n d o n o .
N o n e dubbia d u n q u e l'utilità della distinzione che ho dianzi
accennata, sì perchè le spese di amministrazione non si p r o dighino più di q u a n t o abbisogna, e sì per conoscere se la
quantità dei medicinali sia in proporzione del n u m e r o degli
infermi.
Questa è la via che ci può c o n d u r r e ad a p p r e z z a r e r e t t a "
m e n t e il modo con cui il servizio è eseguito.
LÀ MIRMOB A, ministro
della guerra.
Se m i si d a r à
qualche utile s u g g e r i m e n t o , io non mi rifiuto di far nel b i lancio quelle mutazioni che possano ravvisarsi vantaggiose e
necessarie.
Faccio p e r ò n o t a r e al d e p u t a t o Lanza, che se la Camera
brama di a v e r e conoscenza d i tutti i documenti relativi alle
spese degli ospedali, questi p o t r a n n o essere forniti nel seno
della Commissione.
Io non contendo che la Camera debba esercitare una accurata vigilanza s u c i è c h e c o n c e r n e le spese degli ospedali ;
dico però che è miglior consiglio che gli schiarimenti relativi
le siano somministrati nel seno della Commissione, piuttosto
che i n t r o d u r r e un'infinità di categorie nel bilancio. Se nói
comprendiamo nel bilancio i medicinali per gli ospedali, s a r e b b e d'uopo altresì di p o r t a r nel medesimo quelli per l ' i n f e r m e r i a dei cavalli ; ed io credo c h e , procedendo di questo
passo, a v r e m o un bilancio assai più voluminoso dell'attuale,
che è già in se stesso più voluminoso di tutti i bilanci pel d i castero della guerra di altri paesi che hanno a r m a t e più c o n siderevoli della nostra.
ILISÌZA. Io non propongo di moltiplicare, nè di complic a r e le categorie, ma bensì di semplificarle. In questa c a t e goria qual è r e d a t t a , esiste una vera c o n f u s i o n e , di modo che
non è v e r a m e n t e possibile il distinguere quali siano in c o m plesso le spese d'amministrazione, quali le spese del p e r sonale, quali le spese per la conservazione degli ospedali,
quali quelle della m a n u t e n z i o n e e quali quelle dei m e d i cinali.
Io son di p a r e r e che la spesa dei medicinali, in p r i m o
luogo è una spesa r a g g u a r d e v o l e , e somministra in secondo
luogo un dato morale per vedere come sono t e n u t i gli o s p e dali medesimi. La mia proposta p e r t a n t o non t e n d e che a
semplificare.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la categoria 18 nella somma
proposta dalla Commissione di lire 121,810.
(La Camera a p p r o v a . )
Categoria 19, Infermieri e manutenzioni,
proposta dal Ministero nella somma di lire 8 0 9 , 5 3 3 4 2 0 , e ridotta dalla Comsione nella somma di lire 7 0 1 , 1 0 8 400.
M O W 8 , Le statistiche fanno fede che il maggior n u m e r o
dei militari che muoiono sono quelli che ricadono dopo l u n ghe malattie, perchè nei nostri ospedali non v'ha un locale
separato ed atto a che quelli che hanno sofferto gravi m a l a t tie possano r e s p i r a r e u n ' a r i a buona e p u r a q u a n d o sono entrati in convalescenza.
Questo tempo della convalescenza si passa ora s u p e r le
icaig e n e i cortili« G o n s e g u e a i e m e a t e io i i m t o il s i p e r mi«
r
- 2834 CAMERA DEI DEPUTATI — SESSIONE DEL 1851
nis!ro a far sì che locali a ciò destinati vengano stabiliti a
succursale degli ospedali, affinchè tutti gì' individui che
avranno fatte malattie gravi vi trovino un conveniente ricovero durante la loro convalescenza, per essere quindi rinviati
al corpo cui appartengono. Io credo che se ne otterrebbe
il grandissimo vantaggio, che la mortalità andrebbe mano
mano scemando, e che le guarigioni sarebbero più pronte
e più perfette.
EiAiH&BHORi, ministro della guerra. È giustissima l'osservazione del deputato Lions, ed io prego la Camera di voler credere che non era sfuggita al Ministero. Si è appunto
perchè era convinto della necessità dei locali di cui si
difetta che insistetti nella Camera perchè si adottasse la
somma per l'erezione dell'ospedale militare divisionale di
Torino.
Pochi giorni sono visitai quest'ospedale divisionario, e vidi
un piccolo giardino separato dal fabbricato, nel quale i convalescenti prendono un po' d'aria più salutare di quella che
si respira nel cortile, dove non si vede mai il sole. Ho consultato alcuni dei dottori, quantunque dica il deputato Polto
che non si consultano mai...
poiiTO. Domando la parola. (Si ride)
IJA uiiBiiOQi,
ministro della guerra... e mi fu detto
che non conveniva lasciar passeggiare colà i convalescenti,
del che io sono rimasto un po'sorpreso, perchè credo che l'aria
pura sia di prima necessità per chi sorte di recente di malattia ; ma però dovetti naturalmente cedere alle ragioni che
mi furono addotte da quelle persone nell'arte salutare più
versate di quel che io noi sia. Tanto è vero che io ho sentito
la necessità di un locale adattato ai convalescenti, a quelli
che escono dagli ospedali, perchè non passino improvvisamente dal regime dell'ospedale, dove c'è ordinariamente
un'aria mefitica, alle caserme dove è impossibile che si abbiano tutti i riguardi che si richiedono, che adesso abbiamo
fatto uno esperimento, giacché avevamo a disposizione nostra una parte del locale dei cappuccini del Monte, e vi si è
stabilita una succursale. (Benel benei) Se questo riescirà, allora faremo il possibile per avere dei locali per quest'uso, e
se non li avremo, allora chiamerò alla Camera i fondi necessari per provvederli.
DEHàHià. Farò una brevissima osservazione per invitare
il Ministero a sopprimere, se per avventura esistessero ancora tra noi, quelle disposizioni per le quali un certo genere
di malattie si aggrava con pene disciplinari per gli individui
che ne sono affetti. Io non vorrei che queste pene continuassero; talvolta il desiderio di evitarle costa la vita, poiché il
timore della pena fa che si celi il male, ed impedisce che ad
esso si provveda con la necessaria diligenza e prontezza. Essendo affatto sconvenienti queste pene disciplinari, che erano
in uso nou solo presso di noi, ma anche presso altre nazioni,
ioinvito il signor ministro a portarvi l'opportuno rimedio, ove
ne fosse d'uopo.
¡hirihois.IL, ministro della guerra. Io credo che nei
suoi studi il signor dottore Demaria abbia confuso quello che
si pratica da noi con quello che è in uso presso altre nazioni.
A mio credere, da noi non si infliggono le pene da lui accennate : si obbliga bensì l'individuo a pagare la cura, la cui
spesa venne pur anco diminuita da quel che fosse una volta,
e ciò parmi che sia giusto, ed infatti si pratica dappertutto ;
ma quanto alle pene disciplinari da noi upn si usano, almeno
per quel ch'io sappia.
Pongo ai voti la categoria, come fu ridotta
dalla Commissione.
(La Camera approvi.)
A*.
presidente.
HE88&66IODKIKiMINISTRODEIìIJEFINANZEPER
CORREZIONI Ali BILANCIOATTIVO.
presidente. Ora, prima di procedere oltre nella di-
scussione delle categorie, debbo dar lettura alla Camera di
un dispaccio del Ministero delle finanze, il quale porta un'avvertenza intorno al bilancio attivo, che testé venne votato
dalla Camera. In questo, per un errore incorso nella relazione stessa, si sarebbe pure introdotto uno sbaglio nella cifra d'una categoria che ne produsse per conseguenza, un altro nella somma totale del bilancio medesimo. Oltre a ciò
ebbe per luogo una dimenticanza di una parola nell'articolo
30 del progetto di legge presentato dalla Commissione.
Do lettura del dispaccio:
« Torino, addì 22 maggio 1851.
« Prima di presentare al Senato del regno il progetto di
legge adottato dalla Camera dei deputati nella seduta del
19 del volgente maggio relativa all'approvazione del bilancio
attivo per l'esercizio 185Í, il sottoscritto ministro reggente
il Ministero delie finanze reputa opportuno di far presente
all'illustrissimo signor presidente della Camera che in quel
progetto di legge si riscontrarono errori materiali di cifra ed
ommissioni, per cui sarebbe forse utile di promuovere dalla
Camera una deliberazione per l'eseguimento delle necessarie
rettificazioni, evitando così che la legge abbia per tali motivi
ad essere rinviata dal Senato allá Camera stessa.
« Ed in primo luogo il prodotto dei centesimi addizionali
alle contribuzioni dirette per le spese di riscossione di cui è
cenno alla categoria 14 dovrebbesi approvare nella somma di
lire 897,0ft7 80, che corrisponde ai 4 centesimi cui venne ridotta una tale sovrimposta, e non in lire 879,047 80, siccome
è indicato nel progetto di legge.
« Altronde la spesa corrispondente ammessa nel bilancio
passivo dell'azienda generale di finanze è appunto della stessa
somma di lire 897,047 80.
« Sarebbe poi anche il caso, stante la riduzione di tale imposta da 5 a 4 centesimi, di modificare in conformità la denominazione della categoria.
« In secondo luogo all'articolo 3 della legge, là dove accennasi alle contribuzioni prediali da esigersi in Sardegna,
categoria 13, converrebbe aggiungervi il Contributo provinciale statovi ouimesso, mentre effettivamente esso fa parte
della contribuzione prediale calcolata in tale categoria 13,
come risulta pure dalla relazione della Commissione, ed entra, al pari degli altri tributi, nelle casse dello Stato.
« Il sottoscritto ritorna pertanto all'illustrissimo signor
presidente della Camera il mentovato progetto di legge con
preghiera, ove non vi possano essere difficoltà, di promuovere una deliberazione in proposito, ed ha l'onore di rioffrirle gli atti del suo distinto ossequio.
« Per il ministro reggente
« Ojtaiu. »
Risulta veramente dalla relazione, quanto al primo errore,
che esso provenne dalla trasposizione di una cifra, perchè si
stampò, a luogo di 897,879 mila, locchè produsse pure un
errore nel sommario; così pure si disse prodotto di 5 cente*
sirai, quandoché nel bilancio già prima votato la Camera stabilì che questa contribuzione per la riscossione dell'imposta
fosse di soli 4centesimi addizionali. Si errò adunque nel porre
5 centesimi invece di 4, sbaglio che è tanto più evidente, in-
—2335 —
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1851
quantochè la somma di 897 mila è il prodotto di 4 centesimi
e non di cinque.
Vede dunque la Camera che qui non si tratta che di semplice errore materiale, e quindi mi pare che non vi potrebbe
essere difficoltà nell'autorizzare la Presidenza a fare la relativa correzione nelle rispettive parti del bilancio, e quindi
anche nella cifra totale portata dal medesimo, la quale, invece di 94,497,507 04, darebbe la somma di 94,515, 507 04.
Inoltre nell'articolo terzo dej^ progetto di legge che fu sottoposto alle deliberazioni della Camera si dovrebbero aggiungere le parole contributo provinciale, alle parole, categoria 13 Contribuzione personale e mobiliare, perchè, secondo
la legge sul riordinamento del contributo prediale in Sardegna, questo contributo fu considerato come faciente parte
della categoria 18.
Quindi interrogo la Camera per sapere s'ella crede di autorizzare l'ufficio della Presidenza a fare queste rettificazioni
nel progetto di legge di cui si tratta, e rinviarlo così al Ministero.
Altrimenti converrebbe lasciare che questo progetto seguisse al Senato il corso prescritto per poi ritornare a questa Camera colle volute rettificazioni, (No\ no \)
Pongo adunque la quistione in questi termini :
Quelli che intendono di autorizzare l'uffizio della Presidenza a fare queste rettificazioni sul progetto di legge già
votato, vogliano alzarsi.
(La Camera approva.)
8EC.OHO DKIÌIÌJL D1SCV88IOIIÌ
D1I. BUASCIO DELIii GUERRA. PEI. 1851.
Presi dent e. Ora riprendo le categorie.
Categoria 20, Bagni termali, portata nel bilancio, e mantenuta dalla Commissione nella somma di lire 58,100.
(È approvata.)
Categoria 21, Guardie del corpo, proposta dal Ministero
in lire 118,863 400, e ridotta dalla Commissione a lire
114,763 400.
vi cari . Domando la parola.
meijI<ana. Domando la parola.
presi dent e, Il deputato Vicari ha la parola.
vi cari . Le condizioni dell'istruzione per le classi della
società non agiata, sono sinora tali che pur troppo bisogna
farsi convinti che una gran parte dei soldati che pervengono
ad essere degli eccellenti sott'ufficiali, non possono, senza
gravi inconvenienti pel servizio, essere promossi a gradi superiori. Non è però equo che loro sia chiusa la via di migliorare la loro sorte. Aciò si può ovviare in varii modi, senza
creare o conservarsi nelle sinecure, sia accordando loro un
aumento di stipendio dopo un dato numero d'anni di servizio
meritevole, il che molti forse preferiranno alla promozione
in un grado che si vedrebbero impossibilitati a coprir con distinzione, per cagioni da essi indipendenti, conservandoli
cosi nei corpi e nei loro gradi con molta utilità del servizio.
Per quelli poi che non fosse più conveniente conservare in
attività, si dovrebbe stabilire per legge che certi determinati
impieghi fossero esclusivamente riservati ai sott'ufficiali meritevoli di avanzamento, quando abbiano un dato numero d'anni
di onorevole servizio, i quali non sia creduto conveniente di
conservare inattività, nè di promuoverli agradi superiori nell'esercito. Come sarebbero molte parti del servizio delle
strade ferrale non solo dello Stato, ma sì delle società, il che
si potrebbe ottenere nei capitolati di concessione delle guardie forestali, delle carceri correzionali, delle gabelle e di
molte altre parti del servizio pubblico, nelle quali non si richiedono maggiori cognizioni di quelle di cui possono essere
dotali i sott'ufficiali degni di ricompensa. In tal modo si diminuirebbero i posti sedentari e di nessun utile, si diminuirebbe il numero dei pensionati, nell'interesse dello Stato non
solo, ma di essi stessi, e scomparirebbe quella folla di sollecitatori di impieghi che assediano continuamente i Ministeri,
e di altrettanto si alleggerirebbe il pubblico tesoro.
Le guardie del corpo e de! palazzo, se sono di qualche lustro, sono però di nessuna utilità, giacché facilmente si può
supplire al loro servizio col mezzo della guardia nazionale,
alla quale, meglio che a qualunque altro corpo, spetterebbe
la custodia dell'abitazione di un Re che, governando secondo
l'opinione della nazione, seppe ad essa ispirare confidenza
ed amore.
Da queste brevi parole parrebbe che io voglia proporre
una diminuzione nella presente categoria e nella seguente ;
ma non faccio proposta alcuna, fidente che, nel venturo bilancio, sarà realizzata l'economia che propongo.
memjANA. Il signor ministro della guerra nel suo discorso
in occasione dell'apertura della discussione del bilancio dell'azienda generale della guerra, se non vado errato, diceva
che la nostra Commissione a primo aspetto si era maravigliata del problema che esso aveva risolto, quello cioè di poter mantenere sotto le armi un' armata attiva di 45,000 uomini con soli 30,500,000 lire. Io invece mi sono maraviglialo in senso opposto.
Per me credeva, e credo che con 30,000,000 si può tenere
sotto le armi un'armata attiva di 50,000 uomini e più, migliorando anche la loro condizione, ma facendo scomparire
quelle istituzioni che sono inutili, e togliendo tutte le sinecure.
Se non si fosse troncata inopinatamente la discussione generale, se avessi potuto aver la parola avrei provato matematicamente al signor ministro rapidamente percorrendo
tutto il bilancio, questa mia asserzione.
Siccome ho detto che con 30 milioni si può mantenere una
armata di 50 mila uomini, non vorrei che si credesse che io
possa aver adottato l'opinione con tanto lusso d'argomenti
propugnata dalla Commissione in appoggio del sistema delle
armate stanziali.
Se invece io avessi potuto avere la parola nella discussione generale, avrei combattuto le teorie della Commissione sia considerate in genere, e tanto più applicate a piccoli popoli, come noi, limitrofi a grandi potenze. Un piccolo
popolo può moltiplicare la sua forza, facendo armigera l'intiera popolazione, ma non potendo moltiplicare oltre i proprii mezzi le sue finanze, non può mantenere armate stanziali,
di poca utilità, quando non possono essere portate al numero di gareggiare contro le soverchianti forze di più estesa
potenza. Ora non posso rientrare nella discussione generale,
nè svolgere queste mie idee che ho sottanto accennate. Non
voglio però che s'ignori che per un solo caso io avrei accettalo, e sono pronto di accettare il sacrifizio di tenere un'armata stanziale con vera organizzazione costituzionale. II Piemonte può solo fare un tale doveroso sacrificio ove s'intenda
di ritenere e di educare questa armata, quale nobile avanguardo della redenzione italiana. (Denel Bravo! dalla sinistra)
Sì, o signori, se noi fossimo stolti al punto di voler ridivenire grettamente Piemontesi, noi non avremmo d'uopo d'un
solo reggimento di truppa stanziale. Per l'ordine all'interno
— 2336 —
C AME RA
DE I DE P U T AT I
b a s t e r e b b e Sa g u a r d ia n a z io n a le , p e r l' e s t e r o , s t a t e e e r li c he
t u t t a la d ip lo m a z ia a n d r e b b e a ga r a p e r d ife n d e r c i. Le g r a n d i
p o t e n ze n o n t e m o n o le lib e r t à m o d e r a t e c o m e te n o s t r e , tem o n o la g r a n d e id e a d e lla n a z io n a lit à , p e r c h è q u e s t e g r a n d i
p o t e n ze s o no t u t t e r e e d i c o n c u lc a t e n a z io n a lit à . (Bravo!)
S a p p ia d u n q u e la n a z io n e , s a p p ia l' e s e r c it o c he n o i c o ns e r v ia m o c o n g r a v i s a c r ifizi u n ' a r m a t a , p e r c iò s o lo c h e la
c o n s id e r ia m o , n ò a lt r im e n t i essa d e b b e s i c o n s id e r a r e , q u a le
a v a n g u a r d o a r m a t o d e lla in d ip e n d e n z a d e lla p a t r ia it a lia n a .
F r a le m o lt e c a t e g o r ie c h e , c o m e in u t il i, d o v r e b b e r o s comp a r ir e da q u e s t o bil.a nc io p e r p o t e r e , ce r ne d ic e va d a p p r im a ,
t e n e r e c o n 5 0 m ilio n i 5 0 m ila u o m in i d ' a r m a t a a t t iv a , q u e s t a è u n a d i q u e lle ; le a lt r e le in d ic h e r ò m a n o m a n o c h e ve r r a n n o in d is c us s io n e .
L' is t it u z io n e d i q u e s t o c o r p o fu u n g io r n o c o n s id e r a t a , e
io e r a in fa t t i, lib e r a le , e c o m e t a le fu a c c o lt a s o t t o il r e g n o
d i Ca r lo Alb e r t o il q u a le lo is t it u iv a , e s t a n d o s o t t o il r e g im e
a s s o lut o a m m e t t o c he s i p o t e v a c o n s id e r a r e c o me u n a g r a n d e
e lib e r a le r i f o r m a ; ma a l g io r n o d ' o g g i è in s e ns o o p p o s t o :
d ic o c h e a llo r a e r a lib e r a le , in q u a n t o c h e n e ll' e s e r c it o n o n
vi e r a m o lt a is t r u z io n e , c io è il Go v e r n o d ' a llo r a n o n s i p r e n de va a c a r ic o d i m e t t e r e n e i r e g g im e n t i q u e i p r o v v e d im e n t i,
s e g n a t a m e n t e q u e lle s c uo le c h e o g g i, o v i s o n o , o s i de bb o n o in s t it u ir é , c o s ic c hé p e r q u e lli c he e r a n o p r e s i d i le va
d a lie c a m p a g n e , e c he n o n a v e v a n o r ic e v u t a u n a is t r u z io n e ,
s i t r o v a v a n o fe r m a t i n e lla lo r o c a r r ie r a p e r m a n c a n za d i opp o r t u n a is t r u z io n e , c a r r ie r a d ' a lt r o n d e c he a d e s s i e r a g ià
c h ius a d a i p r iv ile g i d i c a s te .
Olt r e a c iò vi e r a n o m o lt e is t it u z io n i c h e t o g lie v a n o a c h i
e n t r a v a s e m p lic e s o ld a t o d i p o t e r p e r c o r r e r e la c a r r ie r a d e i
g r a d i m i l i t a r i ; r a m m e n t o a lia Ca m e r a , c he o lt r e a ll' a c c a d e m ia , vi e r a n o i c a d e t t i, v i e r a n o le g u a r d ie de l c o r p o a n t ic h e e s i m i l i , c h e t o g lie v a n o ad a lt r i la c a r r ie r a , e d e r a p e r c iò cos a u t ile il fa r e l' o r g a n iz z a z io n e in s t it u it a da Ca r lo Alb e r t o , c o lla q u a le a lm e n o a i ve c c hi b a s s ' u ffu ia li s i o ffe r iva
u n ' o n o r a t a o r ip o s a t a p o s izio n e . Ma a l g io r n o d ' o g g i s e n o i
v o g lia m o n e ll' o r g a n iz z a z io n e d e lla n o s t r a a r m a t a in t r o d u r r e
l' is t r u z io n e e s te s a q u a le s i c o n v ie n e a d u n ' a r m a t a c it t a d in a ,
io d ic o c he è in u t ile il fa r e u n a le g g e p e r c o lo r o i q u a li s i
r e n d o n o in c a p a c i d i c o p r ir e d e i g r a d i m ilit a r i ; io d ic o c he
c on l' is t r u z io n e c h e s i d à ne i r e g g im e n t i, c o l p r in c ip io d ' e g u a g lia n za pe r t u t t i c he de ve d iv e n t a r e u n a v e r it à , n o n u n s o lo
d ir it t o s c r it t o n e llo S t a t u t o , s e vi s a r a n n o u o m in i a t t i e cap a c i, p o t r a n n o s e m p r e c o g li o r d in a m e n t i c he ci r e g g o n o , coll' e g u a g iia n z a d in a n z i a lla le g g e , o t t e n e r e u n g r a d o d i t e n e n t e ,
lu o g o t e n e n t e o di c a p it a n o ; n o n v o g lio a n d a r p iù o lt r e , giacc h é s o a n c h ' io c he p e r i g r a d i s u p e r io r i v u o is i u n ' is t r u z io n e
p iù a v a n z a t a , q u e lla c he n o n è d a t o a t u t t i, o p e r m a n c a n za
d i c a pa c it à o d i m e z z i, d i a v e r e , m a a q u e i g r a d i p o t r a n n o
g iu n g e r e t u t t i s e ne a v r a n n o il b u o n v o le r e ; e d è p e r c iò, c he
o r a p iù no n o c c o r r e d i m a n t e n e r e q u e s t a is t it u z io n e , p e r c h è
a l ba s s 'uffic ia le r id o t t o in v e c c h ia ia , e c he no n a v r à s a p u t o
m e r it a r s i u n u lt e r io r e a v a n z a m e n t o , g ià s i è p r o v v e d u t o c olla
le g g e s u lle p e n s io n i. Vi ha d i p iù : io s o s t e ng o c he c ol v o le r e
a n c o r a m a n t e n e r e q u e s t o c o r p o , s i p r e g iu d ic a la c o n d iz io n e
d e i b a s s ' u ffic ia li, s i la s c ia in lo r o d a n n o u n a r b it r io a l p o
(e r e e s e c ut ivo .'.
P e r e s e m p io , u n b a s s 'uffic ia le c he ave s s e o l' a n z ia n it à od i
m e r it i di pa s s a r e a l g r a d o d i s o t t o t e n e n t e , u n m in is t r o , s e n z a
in c o r r e r e in u n a g r a v e r e s p o n s a b ilit à , no n p u ò a d e s s o fa r
pa s s a r e in n a n z i un a lt r o : s e in v e c e s us s is te q u e s t o c o r p o ,
e cco c he il m in is t r o p u ò t r o n c a r e a d e s s o a r b it r a r ia m e n t e la
c a r r ie r a , fa c e nd o lo pa s s a r e in q u e s t o c o r p o d i g u a r d ie .
Nè c r e da a lc u n o c he io v o g lia p r e g iu d ic a r e la
c o n d iz io n e
—
S E S S ION E
DE L
1851
d i q u e lli c h e in o g g i c o mpo ng o no que s ta c o mpa g nia de lla
g u a r d ia de l c o rpo , io s o na be n lung i da c iò , fors e que s ti ve cc hi m ilit a r i s o no g ià v ittima de ll'a ntic o regime c he li ha
e s c lus i, in b e ne fic io d e i priv ile g iati, dalla lo ro c arrie ra, pe rc hè io v o g lia ag g rav are la lo ro s o rte . Io inte ndo s olo di pro v are c he o g g idì no n vi è più. ra g io ne pe r c o ns e rv are que s to
c o rpo s pe c iale , e c he que s ta is tituz io ne o g g idì no n è p iù utile
ma d a n n o s a alla c las s e de i bas s 'uffic iali. S e v uo is i ric o rre re
all'e s e mpio d'altre naz io ni c o s tituz io nali, s i v e drà c he s imili
c o rpi, o no n e s is te v ano , c o me s o tto Luig i F ilippo , o s e esis te v ano no n e ra no a c aric o de ll'e rario de lla naz io ne , come
s o t t o Carlo X di F r a n c ia . La Co ro na c o s tituzio nale no n fra
d'uo po di tali is tituz io ni pe r ac quis tare s ple ndo re o ris pe tto .
Si può fare o pe ra c o s tituz io nale , pro fic ua alla finanza de llo
S tato , utile ai me mbri c he c o mpo ng o no a ttua lme nte que s to
c o rpo , utile all'e s e rc ito . (Segni
d'attenzione)
Pe r Se attuali g uardie di que s to c o rpo no n pro po ng o ne s s una riduz io ne , ma nasi s e mbra c he fare mo g ià ne ll'attuale bilanc io un g ran ris pa rmio , ove s i de s s e anc he l'inte ra pag a
ag li attuali c he fanno parte di que s ta c o mpa g nia , ma c he
s i s c io g lie s s e la c o mpag nia s te s s a.
(Sensazione)
La s pe s a to tale po rtata in
que s te 103 g uardie di c ui si
s e no n e rro , a 6 0 mila lire ,
c o mpag nia qua l'è , s tante la
s o mma di lire 1 3 5 mila .
que s to bilanc io pe r ma nte ne re
c o mpo ne que s ta c o mpag nia s ale ,
qua ndo inv e c e l'e s is te nza de lla
s ua o rg aniz z az io ne , mo nta alla
A que s ta s pe s a bis o g na po i ag g iung e re la s pe s a de l vas to
lo c ale c he e s s i o c c upano . Se s i v uo l te ne r c o nto de l v alo re di
un lo c ale qual è que llo c he v ie ne o c c upato da que s to c o rpo 9
fac ilme nte s i v e drà d i e la s pe s a to tale pe l tra tte nime nto de lla
me de s ima c o mpag nia as c e nde a t é © mila lire . Da te pure pe r
de bito di g ius tizia a que s ti ve c c hi s o ldati l'intie ra pag a, c he
e s s i g o dra nno be n v o le ntie ri alle cas e lo ro , e d av re te s e mpre l'e c o no mia di lire c e nto mila , la qua le o g ni anno v e rrà
a ume nta ta , col c e s s are pe r mo rti g ra da ta me nte que s te pe ns io ni. Il minis tro ad o g ni tratto c i parla de lla manc anz a de i
lo c ali, e cco una g ius ta e be lla oc c as ione pe r o tte ne rne s e nza
s pe s a uno s alubre , a mpio e be llo . Qua ndo s i v uo le v e rame nte
re alizzare le e c o no mie , fac ilme nte lo si p u ò : s o lo s i ric hie de
il buo n v o le re ; que s ta è tale e c o no mia c he no n c ade a da nno
di ne s s uno , ma è be ns ì utile a lut t i.
Io po te v o s vo lg e re que s to a rg o me nto a ppo g g ia ndo mi ad
altro o rdine di ide e più c o mo de e brilla nti pe r urn de putato
de lia s inis tra; ma io ri mi ro a ll'ut ile de l pae s e , no n atPc ffè tto
o rato rio . Ris e rv ata alle a ttua lig ua rdie de l c o rpo l'inte ra attuale lo ro paga a tito lo di g iabitaz io ne , io v o lo pe r la s oppre s s io ne de l c o rpo s te s s o.
m i c h E l i i n i . Io no n inte ndo dì pre s e ntare v e runa pro po s izio ne , v o g lio s o lo fare un'av v e rte nza c he s i e s te nde alle cate g o rie 21 e M .
In un Go v e rno libe ro e c o s tituzio nale i s o ldati de bbo no ess e re s o ldati de lla naz io ne . In tali Stati no n de v o no e s s e rvi
c o rpi milita ri i quali abbiano dis tinz io ni partic o lari e d indiv iduali. L'o no re c he è ris e rbato ai c o rpi c he s o no indic ati fa
que s te due c ate g o rie do v re bbe e s s e re c o mune a tutto l'e s e rc ito . De l re s to , ripe to c he no n fac c io pro po s izio ni di s o rta,
bra mo s o lame nte di c hiamare s u que s to arg o me nto l'atte nzio ne de i s ig no ri minis tri, i qua li ne lle ultime to rnate ha nno
fatta pro fe s s io ne di c o s tituz io nalis mo , pro fe s s io ne alia qua le
io pre s to intie ra fe de . Es s i v e dranno s e no n s ia pe r avve ntura il cas o di s o pprime re i c o rpi d i c ui s i tra tta , no n ta nto
pe r le c o ns ide razio ni e c o no mic he e s pos te dall'o no re v o le de putato di Cas ale , qua nto pe r c o ns ide razio ni di diritto cos tituz io nale .
TORNATA DEL 22 MAGGIO 1 8 5 1
u4EtMOKi, ministro della guerra, il deputato Mi chelini ritiene che qnesti corpi siano privilegiati.
Risponderò al medesimo, che per ¡'addietro v'erano alcuni corpi privilegiati, essi avevano l'anzianità a parte, spettava ad essi soli ¡ onore di montar la guardia al palazzo reale,
erano adessi concesse paghe diverse, e varii altri privilegi.
Quando io venni al Ministero, una delle prime riforme che
ho fatte fu quella di togliere i privilegi e di eguagliare tutti
i corpi dell'armata. Io sono altamente favorevole ai corpi
speciali ma nonai privilegiati.
Osservo però che non sono punto corpi privilegiati, sia le
guardie del corpo, che quelle di palazzo. In esse vi entrano
soldati di tutte armi e di tutti i corpi, in conseguenza non
scorgo qui privilegio di sorta; ma, dirà egli, questa è una
guardia d'anticamera, e perciò ha il privilegio di lavorare
meno; iociò non niego, madi questo la ragione neè chiara,
perchè sono tutti vecchi soldati, degni perciò di maggiori
riguardi, e poscia essendo essi parte graduati come ufficiali,
parte graduati come sergenti, sono naturalmente superiori a
quelli che stanno alia porta.
Osservo inoltre, come il Re stesso pel primo abbia cercato
di abolire un'infinità d'impieghi di Corte, cosa che svegliò
l'ammirazione anche in altri paesi retti pure conCostituzione.
Voi tutti conoscerete dai giornali quale sia il lusso che mantiene la Corte di Londra, e quale lo sfoggio chefece la regina
Vittoria in questa circostanza dell'esposizione, eppure l'Inghilterra è un paese da molti secoli costituzionale. Luigi Filippo quando era sul trono di Francia, se non aveva una guardia speciale di nome, l'aveva di fatto, perchè aveva guardie
municipali con vistosissimo soldo, che equivalevano a questi
corpi speciali.
La Prussia, retta pure a Costituzione, mantiene un corpo
di armata intero per guardia speciale del Re, mantiene 5 o6
reggimenti di fanteria, 5 o 6 reggimenti di cavalleria, edun
reggimento delle guardie del corpo, e voi nonvolete lasciare
al sovrano 80 poveri vecchi militari per sua guardia speciale? (Segni d'adesione)
Osservo daultimo che questi vecchi militari sarebbero giubilali, e per la differenza chepassa tra la giubilazione e la
paga che hanno, non è veramente da farne gran caso. Ora
noti laCamera chenon hanno neppure la paga equivalente
al loro grado; e questa paga equivalente non si dà loro perchè hanno l'alloggio, ciò serva anche di risposta al deputato
Mellana.
Vi erano prima nelle guardie del corpo vari abusi : vi esistevano moltissimi generali, colonnelli, marescialli d'alloggio,
de'quali alcuni pochi trovavansi ancora all'epoca della compilazione del bilancio; ma dietro le osservazioni della Commissione, ioho acconsentito che fosse questo corpo ridotto a
quei minimi termini a cui si possa ridurre, poiché il volerlo
ridurre di più sarebbe, lo dichiaro francamente, un mancare
di riguardo verso il sovrano. (Segni
d'approvazione)
PKEISIBESTI. Pongo ai voti la categoria 21 nella somma
di lire 114,763 400.
(La Camera approva.)
Categoria 22, Guardie del regio palazzo, portata dal Governo in lire 74,219 640, ridotta dalla Commissione in lire
70,469 640.
Chi l'approva voglia alzarsi.
( La Camera approva.)
Categoria 23, Corpo dei reali carabinieri, portata dal Governo in lire 2,385,185 600, e ridotta dalla Commissione in
lira 2,230,193 900.
(La Camera approva.)
BRSSIOKE DEL18E1 —CAMERADEI DEPUTATI —Discusmni
293
Categoria 24, Corpo
d'artiglieria...
Voci a sinistra. A domani ! a domani !
Voci a destra. Avanti ! avanti 1
PRESIDENTE... portata dal Governo nella somma di
lire 1,990,375 661 , e ridotta dalla Commissione a lire
1,7Ù8,203661.
PETITTI, relatore. Domando la parola.
In seguito alla deliberazione presa ieri dalla Camera di rimandare la discussione dell'articolo 4 dopo che si fossero votate le categorie, e di riconoscere a mano a mano che si presentano dette categorie le variazioni introdotte nelle paghe
dal decreto del 17marzo, se locrede la Camera leggerò le
nuove paghe, perchè essa possa metterle a confronto delle
antiche, e vederne ladifferenza.
Foci. Adomani ! No !
PRESIDENTE. Legga.
itore.
Se vogliono seguire la discussione,
leggerò. (Dà lettura della tariffa)
Parrà forse alla Camera alquanto cnmplicata questa tariffa
per leinnumerevoli quantitàdi paghediverse chevi sono stabilite, ma notisi che tale diversità proviene da ciòche in
queste paghe è pure compreso il deconto; ora, come tutti
sanno, il deconlo è un assegnamento speciale corrisposto al
soldato perchè questi possa mantenersi il vestiario. E naturale adunque che tale assegnamento corrisponda alla consumazione a cui vasoggetto dello vestiario.
Questa consumazione non è uguale in tutte le armi, in tutti
i servizi, quindi èche il deconto varia pure a seconda delle
armi e de' servizi. Nel caso concreto il deconto varia dall'artiglieria di piazza a quella campale, da quella a cavallo a
quella di battaglia, motivo questo della diversità di paghe
che può sembrare a taluni mera complicazione.
PRESIDENTE. Ma la somma non varia...
PETITTI, relatore. La cifra totale non aumenterebbe. Il Ministero nonostante queste variazioni nellepaghe nOn domanda
un aumento a questa categoria, perchè quando nella spesa
si verificasse unadifferenza in più, vi si potrebbe supplire
coi risparmi fatti a cagione di congedi, licenze ed altre emergenze, per cui si è fatta una deduzione in fine della categoria.
PRESIDENTE. Mi pare che, secondo lospirito della deliberazione presa dalla Camera, si dovrebbe unire a questa
categoria unelenco di queste variazioni.
PETITTI, relatore. Darò quest'elenco, sela Camera la
desidera.
PRESIDENTE. Non credo che si debba votare quest'articolo senza che si abbia sott'occhio l'elenco di cui si tratta.
Però siccome non sos'io abbia bene inteso lo spirito della
deliberazione che si è presa a questo riguardo, consulterò la
Camera...
SIKEI*.INA.. (interrompendo) Chiedo facoltà di parlare»
PRESIDENTE, Hafacoltà di parlare.
MEUbiN*. Propongo che si rimandi questa discussione i
domani: nonè dall'ora che si debba regolare la durata delle
discussioni, bensì dall'importanza delle materie e dallo stato
d'attenzione che è in grado di prestare la Camera. In questa
tornata si sono spese circa treore per unaquestione che non
poteva oggi avere alcun risultato, per cui la Camera parve
alquanto affaticarsi: ed orasul finire della seduta, invano si
richiamerebbe la sua attenzione abituale su gravi materie
quali siamo chiamati a votare.
O la discussione si rimanda a domani, o domando la parola per dare preliminarmente alla discussione alcuni schiarimenti al signor ministro: giacché se vuoisi discutere io
P J K T I T T B ,
rt a
9
— 2338 —
«MMBMaMBramMBiflaaagm
marna —
CAMERA DEI DEPUTATI
sono dispostissimo, ma allora la Camera riprenda l'abituale
sua attenzione, giacché le questioni che può presentare questa discussione sono di grave momento.
Voci Adomani ! a domaui!
PRESIDENTE. La discussione sarà rimandata a domani.
La seduta è sciolta alle ore 5 e lift.
« ni• i
SESSIONE DEL 1851
Ordine del giorno per la tornata di
domani:
Seguito della discussione del bilancio passivo del Ministero della guerra.
TORNATA DEL 23 MAGGI O 1851
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE CAVALIERE P1NELLI.
SOMMARIO. Relazione sui progetti di legge per una tassa sulle arti liberali, professioni, industrie e commercio — Atti diversi — Seguito della discussione del bilancio passivo della guerra pel 1851, e della categoria XXIV, Corpo d'artiglieria
— Emendamenti del deputato Petitti — Osservazioni dei deputati Bottone, Quaglia e Lions —Spiegazioni, e osservazioni
del ministro della guerra e del commissario regio, del relatore Durando e del deputato Dabormida —Mozioni del deputato Mellana relative ai cappellani ed alle mense — Opposizioni del ministro della guerra edei deputati D'Aviernoz e Lisio
—Proposizione del deputato Cossato, relativa allo stanziamento di una nuova categoria —Osservazioni dei deputati Daziani, Petitti, Dabormida, Sappa, Sineo, Di Revel, Pallieri e Miclielini — Approvazione della categoria XXTV — Obbiezioni dei deputati Vicari e Mellana sulla categoria XXV, Corpo reale del genio —Risposte del deputato Menabrea —
Relazione sul progetto di legge per alienazione di obbligazioni dello Stato.
La seduta èaperta ad un'ora e
pomeridiane,
BR16KONE, segretario, dà lettura del processo verbale
della tornata precedente.
URENTI, segretario, espone il seguente sunto delle petizioni ultimamente presentate alla Camera :
5872. Pagano Angelo Agostino, di Lerici, d'anni 62, aggravato da numerosa prole, ed inabile al lavoro, rappresentando
che suo figlio Edoardo, unico sostegno della famiglia, peri
non ha guari a bordo del regio vapore il Govemolo, colpito
da un colpo di cannone mentre lo stava caricando, chiede un
annuo sussidio.
5873. Poi Francesco Luigi, di Giaveno, ravvisando inumano l'attuale sistema di supplizio a cui si assoggettano i
condannati a morte, presenta un disegno di sua invenzione,
ch'egli afferma meno doloroso e più pronto.
5874. Lo stesso eccita il Governo a trarre maggiore profitto delle miniere dello Stato, epropone che siano applicati
i forzati a lavorare nelle medesime.
5875. Il Consiglio comunale di Vernante presenta una petizione conforme a quella segnata col numero 3837, rassegnata dalla città di Cuneo, contenente alcune osservazioni
sulla tariffa daziaria.
5876. I comuni di Limone, Nizza, Sospello, Scarena, Broglio e Saorgio domandano la conservazione dei dritti differenziali per le merci che s'introducono inPiemonte per il
colle di Tenda.
aurHEiiiKX. Domando la parola intorno al sunto delle
petizioni.
PRESIDENTE. L'avrà appena la Camera sarà in numero.
Frattanto l'accordo al siguor Farina Paolo per una reiasione di Commissione.
RELAZI ONE suri PROGETTO »1 VJECGE PER Vi i
TASSA SUI JIJE ARTI E PROFESSI ONI
SUL COMMERCI O E S«I/ Ii ' l NDIISTRIA.
SIDERALI,
FARINA PAOLO, relatore. Ho l'onore di presentare la
relazione sul progetto di legge per una tassa sulle arti e professioni liberali, sull'industria e sul commercio. (Vedi voi.
Documenti, pag. UOh.)
PRESIDENTE. Questa relazione sarà stampata e distribuita.
La Camera essendo in numero, pongo ai voti l'approvazione del processo verbale.
(La Camera approva.)
ATTI DIVERSI.
PRESIDENTE. Il deputato Cavallini scrive chiedendo che
gli si accordi un congedo di otto giorni.
(La Camera accorda.)
M
ICH
EIIINI. Colla petizione di cui la Camera intese il
sunto nella tornata di ieri, e che porta il numero 5859,
470abitanti dei comuni di Limone, Vernante, Robilante, Roccavione e Borgo San Dalmazzo, hanno sporta la domanda che
la Camera deliberi sia urgentemente discusso il progetto dj
legge relativo al traforamelo del colle di Tenda. Se mi limitassi adomandare l'urgenza di questa petizione, non conseguirei certamente l'intento dei petenti ; mi rivolgo piuttosto
alla Commissione che èstata incaricata di riferire su questo
progetto di legge, ela prego di sollecitare al più presto la