Le “Rime Varie” di Parini Serie 81-90 La Terzina Metro della Commedia Attribuita a Dante Endecasillabi ABA BCB CDC ... Due-Trecento: diffusione massima Sette- Ottocento: ripresa con grande vitalità e diede origini a componimenti di varia natura: satirica, burlesca, amorosa,… Il verso sciolto “La terzina, trovata con tanta sapienza ed opportunità da Dante, divenne il metro consuetudinario del secolo decimoquarto e decimoquinto per gli argomenti alti e solenni, o soltanto lunghi; tenne in somma il luogo che nel cinquecento e nel seicento l’ottava, nel settecento e nell’età nostra il verso sciolto” (Carducci, 1866-’67) Cfr. Sandro Orlando, Manuale di metrica italiana, Studi Buonpiani, Milano, 1993 Il verso sciolto Origine greca XVI-XVII secolo: larga crescente fortuna Trissino teoria dell’endecasillabo sciolto come metro più vicino all’esametro, ma non oltrepassò mai i generi “minori” (favola mitologica, satira) Settecento: massimo fulgore entra nei metri “illustri”: esigenze di fluidità discorsiva, chiarezza espositiva, carattere satirico Il verso sciolto Il Giorno 1. Carattere satirico (“umile”) riscattato da stile e retorica alti 2. Parini fece prendere all’endecasillabo quasi tutte le pose dell’esametro simulazione passo del verso antico 3. Ritmo solenne, enfasi oratoria sfumatura arcaizzante per la vicinanza all’esametro 4. Frequenti enjambements, grande e calibrata varietà ritmica (endecasillabi a maiore e a minore) e accenti ribattuti, in varie sedi La Cantata Componimento polimetrico di argomento sacro (vicende tratte dalle sacre scritture) o profano (vicende mitologiche o morali) Unione- opposizione tra lirico-narrativo di recitativo (di endecasillabi e settenari) e aria (due strofe simili alla canzonetta) con brani musicali Forma musicale destinata al canto, in origine senza apparato scenico. Col successo del melodramma aumento degli strumenti e della teatralità scenica Genere in voga soprattutto nel Settecento, per opera di Rolli e Metastasio La Canzonetta Deriva dalla canzone Rime piane, sdrucciole o tronche Versi brevi e cantabili Stanze con stesso schema metrico, ma tra una e l’altra il metro può cambiare La Canzonetta vs. la Canzone “Queste canzonette si distinguono dalle altre Canzoni singolarmente in tre cose. La prima è, che quelle hanno le Stanze maggiori, e ‘l loro periodo non si chiude, che per quantità considerabile di versi. Per contrario queste in minor numero assai di versi racchiudono il periodo delle loro Stanze. La seconda è, che le Canzoni comuni sono tutte composte di endecasillabi, e di settenari: e di quelli per l’ordinario in maggior quantità, che di questi: dove le Canzonette abbondano di versi rotti [cioè di versi minori dell’endecasillabo] molto più, che d’interi [l’endecasillabo]; ed ogni genere di versi ammettono e di tutte le forme. La terza differenza è, che l’altre Canzoni ricevono comunemente l’Epodo, in fine almeno di tutte le Stanze [il congedo]; ma a queste Canzonette non s’è infino d’ora ancor fatto. E quindi è forse pur derivato, l’esse queste oggi in grandissimo uso: perciocché picciole essendo, e molto più agevoli a comporsi, che l’altre; più per conseguenza si affanno esse alla natura degli Uomini nimici naturalmente della fatica” (Quadrio, in Orlando: Manuale di metrica italiana) La Canzonetta vs. la Canzone Canzone Canzonetta (in generale) Stanze con elevato numero di versi Stanze con minor numero di versi Endecasillabi e settenari con abbondanza di endecasillabi Abbondanza di versi minori all’endecasillabo + Congedo - Congedo Canzonetta di Parini Settenari piani Rime baciate, con qualche caso di rima alternata o incrociata Non ci sono stanze “Ritornello” Zucco: Refrain, dove la forma più frequente è la ripetizione dello stesso verso o degli stessi versi alla fine di tutte le strofe (in particolare due versi). Canzonetta di Parini Canzonetta (Parini) Canzonetta (in generale) - Stanze + Stanze (semplificate) Schema metrico irregolare Stesso schema metrico (per stanza) Settenari Versi brevi e cantabili Rime piane Rime piane, sdrucciole o tronche Canzonetta di Parini Ode-canzonetta: 1. Beltrami: genere più “impegnato” rispetto alla canzonetta 2. In auge a partire da Chiabrera e caratteristica della lirica sette-ottocentesca 3. Privilegia i versi brevi Canzonetta di Parini Tratti condivisi con l’ode-canzonetta di Chiabrera: 1. Schema dei distici di settenari piani a rima baciata senza strofe, che si avvicina al metro madrigalesco Uso di soli settenari piani schema utilizzato da Chiabrera e da Parini nelle Odi perché è una scelta stilistica alta che si avvicina alla canzone-ode (simile alla canzone petrarchesca) Parafrasi Un giorno, Amore, offeso da un amante poco prudente (saggio), giurò davanti a Venere che avrebbe dato all’offensore una punizione eterna ed esemplare. Così scese all’inferno: “olà monarca crudele del tenebroso inferno, se già una volta ti sei fatto strada tra i teneri affetti e gli ignoti piaceri, oggi ascoltami. Fra le pene crudeli del tuo regno, serrato come un eterno carcere, quale pena provoca più pianti ai delicati amanti? Qual è quello che più li tormenta e qual è il più atroce? Ora concedimi quella per punire un mortale”. “Amore, ciò che tu chiedi avviene nel mio regno!”, disse il principe infernale e gli indicò con la mano. Le anime innamorate sono destinate a tormentarsi nel fuoco delle loro pene che avvolge rapidamente le anime oscure. Vi è il rigore indiscreto, vi è il capriccio inquieto, lo sdegno minaccioso e lo scherno umiliante, la volubilità degli affetti che suscita dubbi, la lontananza che provoca ansia, il rifiuto ostinato, il congedo definitivo. Amore era incerto sulla scelta dell’affanno più crudele e Plutone sorrideva fra la barba nera. E così egli diceva: “tu sei molto abile, domatore degli dei, a scegliere i piaceri più graditi agli umani; ma non sai riconoscere tra i tormenti quelli più crudeli. Non vedi, fra i tormenti, che la mia schiera tiene con apparenza tranquilla, la fredda indifferenza? Quella è la prova maggiore degli animi perseveranti, quella è il peggior tormento dei delicati amanti. Ahimè, l’irato dio Amore prese quel mostro peccatore e con mano sdegnata lo pose ad abitare negli occhi vezzosi della fanciulla amata. Lo sventurato amante avrebbe sopportato con costanza il rigore indiscreto, il capriccio inquieto, lo sdegno minaccioso, lo scherno umiliante, la volubilità degli affetti che suscita dubbi, la lontananza che provoca ansia, il rifiuto ostinato, il congedo definitivo. Ma non poté sopport la tranquilla apparenza e la fredda indifferenza lo uccise. Descrizione Zuradelli “Le schermaglie amorose più volte descritte ne Il Giorno offrono lo spunto per questo garbatissimo divertimento, nel quale il metro di settenari conferisce all’ironia una musicale levità” Descrizione Zuradelli 1. Probabilmente la canzonetta è stata scritta dopo Il Giorno 2. Ironia più velata Ironia nella canzonetta Aspetto più interessante: otto versi che ritornano due volte e che fungono da “ritornello” 1. Novità 2. Rovesciamento del canone amoroso Ironia nella canzonetta “V’è il rigore indiscreto, V’è il capriccio inquïeto, Lo sdegno minacciante Lo scherno umilïante La dubbiosa incostanza L’ ansiosa lontananza, Il rifiuto ostinato, Il bando disperato.” Rovesciamento del canone: Cavalcanti Li mie’ foll’occhi, che prima guardaro Li mie’ foll’occhi, che prima guardaro Menârmi tosto, sanza riposanza, Vostra figura piena di valore, in una parte là ‘v’i trovai gente Fuor quei che di voi, donna, m’acusaro che ciascun si doleva d’Amor forte. Nel fero loco ove ten corte amore Quando mi vider, tutti con pietanza e mantinente avanti lui mostraro Dissermi: “Fatto sè di tal servente, ch’io era fatto vostro servidore che mai non dèi sperare altro che morte” Per che sospiri e dolor mi pigliaro, Vedendo che temenza avea lo core. Rovesciamento del canone: Cavalcanti Tu m’hai sì piena di dolor la mente Tu m’hai sì piena di dolor la mente, I’ vo come colui ch’è fuori di vita Che l’anima si briga di partire, che pare, a chi lo sguarda, ch’omo sia E li sospir’ che manda ‘l cor dolente fatto di rame o di pietra o di legno, Mostrano agli occhi che non può soffrire. che si conduca sol per maestria Amor, che lo tuo grande valor sente, e porti ne lo core una ferita dice: “E’ mi duol che ti convien morire che sia, com’egli è morto, aperto segno. per questa fiera donna, che nïente Par che pietate di te voglia udire”. Rovesciamento del canone: Cavalcanti e Parini 1. Sospiri dal cuore dolente 1. Rigore indiscreto 2. L’unica speranza è la morte 2. Capriccio inquïeto 3. Dolori emanati dal cuore dolente 3. Sdegno minaccioso 4. Mente piena di dolore 4. Scherno umilïante 5. Cuore invaso dalla paura 5. Volubilità degli affetti 6. Uomo “morto” a causa dell’amore 6. La lontananza che provoca ansia 7. Cuore ferito 7. Rifiuto ostinato 8. Il congedo disperato Rovesciamento del canone: il Canto V Dante chiede a Virgilio: Maestro, chi son quelle genti che l’aura nera si castiga? Rovesciamento del canone: il Canto V Vv. 52-67: “La prima di color di cui novelle E ruppe fede al cener di Sicheo Tu vuo’ saper” poi è Clèopatras lussuriosa Fu imperadrice di molte favelle, Elena vedi, per cui tanto reo A vizio di lussuria fu sì rotta, Tempo si volse, e vedi ‘l grande Achille Che libito fé licito in sua legge, che con amore al fine combatteo. Per torre il biasmo in che era condotta. Vedi Parìs, Tristano” Ell’è Semiramis di cui si legge che succedette a Nino e fu sua sposa: Tenne la terra che ‘l Soldan corregge. Rovesciamento del canone: il Canto V Semiramide: Regina degli Assiri nel XIV secolo a.C. esempio di lussuria Didone: colei che si uccise per amore (Enea) e mancò alla promessa fatta alle ceneri del marito Sicheo Cleopatra: Regina d’Egitto, morta tragicamente suicida per opera di un serpente, esempio di lussuria Elena: eroina dell’Iliade, il cui rapimento da parte di Paride provocò la guerra di Troia Achille: eroe greco dell’Iliade, vinto dall’amore per Polissena fu ucciso a tradimento da Paride Paride: figlio di Priamo rapitore di Elena, ucciso da Filottete Tristano: famoso cavaliere della tavola rotonda, s’innamora della moglie d suo zio (re Marco), Isotta fu perciò ucciso dallo zio. Rovesciamento del canone: Canto V Personaggi morti a causa dell’amore Dante: pene struggenti, vs. Parini: schermaglie ironiche Parini: il Mezzogiorno 1. Vv. 8-12: “Onde all’ospite suo fe’ lieta pompa La Punica Regina, i canti alzava Jopa crinito: e la Regina intanto Da’ begli occhi stranieri iva beendo L’oblivion del misero Sichèo” Parini: il Mezzogiorno Vv. 47- 53: “ Pochi giovani eroi van rimembrando I cari lacci altrui, mentre da lungi Ad altra intorno i cari lacci mostri Pochi giovani eroi van rimembrando. Il marito gentil queto sorride A le lor celie; o s’ei si cruccia alquanto, Del tuo lungo solo si cruccia” Parini: il Mezzogiorno Vv. 89-105: “Ora imponi, o Signor, che tutte a schiera un non inteso mormorio. […] Ognuno Si dispongan tue grazie; e a la tua Dama Tacciasi; ma tu sol curvato alquanto Quanto elegante esse più puoi ti mostra. Seco sussurra ignoti detti a cui Tengasi al fianco la sinistra mano […] Sotto il breve giubbon celata; e l’altra Sul finissimo lin posi, e s’asconda Vicino al cor: sublime alzisi ‘l petto, Sorgan gli omeri entrambi, e verso lei Piega il duttile collo, ai lati stringi Le labbra un poco; ver lo mezzo acute Rendile alquanto, e da la bocca poi compendiata in guisa tal sen esca Concordin vicendevoli sorrisi Che amor dimostri, o che lo finga almeno” Conclusioni Creazione di qualcosa di nuovo In generale: 1. Con la canzonetta condivide l’argomento, il metro, il lessico, “leggeri” 2. Con la canzone-ode e l’ode-canzonetta: alcuni tratti formali elevazione di tono, funzionale all’ironia? Quale ironia? Bibliografia Metrica: 1. F. Bausi, M. Martelli, La metrica italiana: teoria e storia, Le lettere, 1993, Firenze 2. P. G. Beltrami, La metrica italiana, il Mulino, Bologna, 1991 3. G. Lavezzi, Manuale di metrica italiana, La nuova Italia Scientifica, Roma, 1996 4. P. V. Mengaldo, Prima lezione di stilistica, Laterza, Roma; Bari, 2001 5. A. Menichetti, Fondamenti, prosodia, rima, Antenore, Padova, 1993, 6. L. Nanni, Glossario di metrica italiana, Libraria Padovana, 2003 7. S. Orlando, Manuale di metrica italiana, Bompiani, Milano, 1993 8. M. Pazzaglia, Manuale di metrica italiana, Sansoni, Firenze, 1990 9. R. Zucco, Istituti metrici del Settecento, l’ode e la canzonetta, Name, Genova, 2001