PRESENTAZIONE L’AZIENDA La sede principale del Gruppo Tek International S.r.l. è in Italia ed è sempre nel nostro paese che è stata sviluppata sia la ricerca che la produzione degli impianti e della componentistica. Utilizzando apparecchiature computerizzate ad elevata tecnologia è stato possibile raggiungere elevati standard qualitativi di produzione. Gli stabilimenti, operando secondo rigidi standard nel rispetto delle normative internazionali ed europee recepite in Italia (UNI EN ISO 13485:2004, UNI EN ISO 9001:2008, Direttiva Europea 2007/47/CE e 93/42/CE, D. Lgs. 46/97 e smi), garantiscono una uniformità di produzione e un accurato controllo di qualità, conforme alle normative per la marcatura CE dei prodotti (numero di posizione 0476). La linea degli impianti Tek rappresenta l’innovazione a connessione esagonale interna ed esterna dell’implantologia statica, ed è particolarmente indicato: - nei restauri multipli in zone posteriori, dove il suo design è particolarmente favorito; - nei casi in cui è disponibile uno scarso spazio interprossimale, specialmente fra incisivi inferiori e fra laterali superiori; - nelle situazione dove è necessario un impianto sommerso; - in casi dove l’osso è particolarmente atrofico e le tecniche rigenerative sono impossibili o sconsigliate. LA PRODUZIONE La particolarità del sistema implantare Tek non dipende solo dalla disponibilità e dall’ampia scelta di forme e dimensioni che consentono una versatilità per adeguarsi alle singole esigenze 1 PRESENTAZIONE Tek Implant nasce dalla sinergia e dall’esperienza di professionisti del settore dentale e biotecnologico. Prophydent by IDA Srl in collaborazione con I.B.F. Srl Group si proietta in posizione strategica nel campo della distribuzione degli impianti e delle relative attrezzature a costi minori, senza ridurne la qualità o i relativi controlli. E’ doveroso allora precisare alcuni concetti fondamentali: - spesso il venditore tende a sminuire la qualità di alcuni prodotti in favore di altri di sua conoscenza, senza averne valutato precedentemente le caratteristiche e senza avere un’adeguata preparazione in merito; - la materia prima utilizzata, vale a dire il titanio per uso medicale di grado 2,3,4, è la stessa per tutti i produttori di impianti nel mondo, perchè acquistata presso aziende rigorosamente controllate e certificate; - la produzione viene effettuata con grossi investimenti in macchinari ed apparecchiature di fattura nazionale ed internazionale; è sottoposta a continui controlli sia in process che in postproduzione ed è decontaminata in modo capillare in camere cappa controllate fino al confezionamento ed alla sterilizzazione gamma o beta. La I.B.F. Srl, essendo fabbricante di questi dispositivi medici, è monitorata dal Ministero della Salute e annualmente dall’Ente Notificato (per la Certificazione e Marcatura CE) preposto, come del resto tutte le altre aziende europee, poichè le normative e le procedure sono uguali per tutti. Inoltre, I.B.F. Srl effettua test batteriostatici e fungistatici per la convalida del metodo di sterilità (Bio-Burden) trimestralmente per avere un monitoraggio completo sulla sterilità dei lotti di produzione. Accanto alla tecnologia innovativa e al know-how del processo di produzione, si affianca la ricerca, che è stata sviluppata principalmente tenendo conto di tre fattori fondamentali: - il design; - la scelta del miglior trattamento di superficie; - la semplicità implanto-protesica, e proprio queste tre componenti sono state determinanti per il successo riscontrato dal sistema implantare Tek. protesiche, ma anche dalla nanotecnologia delle superfici. E’ grazie alle superfici Nano-Tek, infatti, che possiamo collocare il prodotto fra i migliori presenti oggi nel mercato implantare internazionale. Il progetto è stato condotto in abbinamento con il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione dell’Università di Napoli “Federico II” e la ricerca è stata indirizzata verso lo sviluppo di un modello che garantisse un processo di osteo-integrazione ottimale in differenti situazioni cliniche. Le caratteristiche principali delle diverse tipologie di impianti sono: - macrostruttura (determinata dalla forma dell'impianto); - microstruttura (determinata dala geometria delle spire); - microtopografia (determinata dal trattamento delle superfici); - struttura chimica (determinata dalla composizione chimica della superficie a seguito del trattamento). La superficie Nano-Tek è una superficie bio-ingegnerizzata, in grado di influenzare in modo diretto l'interazione con l'ambiente biologico e il decorso del processo di guarigione ossea anche attraverso l'azione locale di geni sito-specifici. Informazioni chirurgiche e di produzione Impianto Tek Implant I vantaggi del sistema possono essere così riassunti: - Ampia gamma di soluzioni chirurgiche e protesiche - Semplicità e praticità in fase chirurgica e protesica - Interscambiabilità degli strumenti per il posizionamento chirurgico e protesico - Sicurezza e precisione - Ottimo rapporto qualità/prezzo - Affidabilità del prodotto - Ampia scelta di connessioni e forme FRESE CHIRURGICHE La procedura chirurgica del Tek Implant prevede l’utilizzo delle stesse frese, sia per impianti ad esagono interno che ad esagono esterno. Questo permette una metodica semplice, soprattutto a livello organizzativo dello studio odontoiatrico. Per quanto riguarda la realizzazione delle frese e dei maschiatori, viene utilizzato un acciaio a basso contenuto di carbonio ma allo stesso tempo temperabile, garantendo un taglio preciso e duraturo, che permette di non surriscaldare l’osso. La forma elicoidale a doppio taglio consente di ridurre al massimo lo stress all’osso, assicurando una completa asportazione del materiale osseo dal sito impiantare. Tutte le frese sono provviste di tacche di misurazione che permettono all’operatore una maggiore precisione, più la simbologia del diametro. MATERIE PRIME PER LA PRODUZIONE Il Titanio grado 4: PRESENTAZIONE Il titanio medicale deve rispondere a caratteristiche fisiche e chimiche ben precise; tali caratteristiche sono determinate dalle norme internazionali di riferimento – rif. normativa Americana ASTM F67 (American Society for Testing and Materials) – che classificano il titanio in 4 categorie. Negli ultimi anni vari studi hanno dimostrato che il tipo di titanio più idoneo, da utilizzare nel campo implantare odontoiatrico, è sicuramente il grado 4, come dimostra la tabella seguente: 2 TRATTAMENTI DI SUPERFICIE Il primo trattamento di superficie è ottenuto tramite un sistema combinato di sabbiatura e mordenzatura controllata e progressiva (acidificazione); la superficie ottenuta è ruvida ed è considerata fra le più tecnologicamente avanzate attualmente prodotte. Il processo di acidificazione ha trovato nell’implantologia una ottimale applicazione ed è già stato utilizzato su migliaia di impianti, prodotti da diverse case del settore. Tale processo consiste in un doppio trattamento di acidatura, cioè un doppio attacco chimico corrosivo sul titanio. Questo metodo ci permette oggi di conciliare le due esigenze di pulizia e di micro-geometria. L’attacco chimico sulla superficie permette di sviluppare una microrugosità, fatta di creste e valli. La superficie così prodotta favorisce i processi osteointegrativi mediante una biomimesi morfologica. Nelle figure seguenti, sono riportate tre immagini ottenute al microscopio elettronico a scansione (SEM), che mostrano i risultati delle varie fasi di trattamento. Nella Fig. a è riportata la superficie del titanio non trattato, utilizzata come termine di confronto. Nelle fotografie riportate nelle Figg. b e c, è mostrato l’insorgere di una macrorugosità e, successivamente, l’instaurarsi di una micro-rugosità causata dai trattamenti chimici subiti dalle superfici. Nella fig. d) si riporta un'immagina al microscopio SEM di una superficie trattata meccanicamente e chimicamente e infine inserita nel plasma di tipo freddo. Fig. a) Immagine S.E.M. di superficie titanio “machined” Fig. b) Immagine S.E.M. di superficie titanio sabbiato Fig. c) Immagine S.E.M. di superficie titanio mordenzato chimicamente PRESENTAZIONE Nel settore dell’implantologia orale nell’ultimo decennio si è assistito ad una vera rivoluzione del mercato, in particolare in termini di superfici. La sfida accolta dalle aziende è stata quella di sviluppare superfici più che design protesici, che potessero garantire una migliore osteointegrazione. La finitura superficiale sui processi osteointegrativi gioca due ruoli fondamentali: 1. Deve decontaminare la superficie dai residui dovuti agli oli di lavorazione, asportare eventuali bave e ricalcature che sono ricettacolo di contaminati senza però intaccare la microstruttura del materiale, in particolare evitando di arrotondare eccessivamente le creste dei filetti; 2. Deve inoltre creare una micro-geometria, fatta di creste e valli, per favorire tutti quei processi cellulari che possono trarre giovamento da una biomimesi morfologica, cioè una morfologia di superficie, in grado di presentare alla componente cellulare un substrato di appoggio ed adesione ottimale. Quindi, la finitura deve essere sufficientemente aggressiva per generare una determinata morfologia e decontaminare la superficie al meglio, ma allo stesso tempo non deve creare difetti di forma, spianando ed arrotondando le creste dei filetti della fixture. Per quanto riguarda la microtopografia della fixture si elencano i trattamenti superficiali per gli impianti Tek: - TORNITURA; - SABBIATURA (ZrO2); - MORDENZATURA ACIDA (HF, HNO3); - PLASMA (gas inerte). Fig. d) Immagine S.E.M. di superficie titanio al plasma freddo 3 A rendere esclusiva la superficie degli impianti Tek, è l'ulteriore trattamento al plasma ad argon eseguito in un reattore ad altissimo voltaggio (circa 55.000 V). L’interfaccia finale è micro-ruvida, bioattiva e altamente idrofila; tutto questo favorisce l’alloggiamento degli osteoblasti ed è ideale in situazioni di scarsa mineralizzazione ossea. Gli studi svolti su questa superficie, infatti, documentano i vantaggi di una maggiore osteogenesi da contatto, soprattutto in un osso di qualità scadente. La conservazione nel tempo delle caratteristiche indicate è garantita dal confezionamento effettuato in camere a flusso laminare in atmosfera controllata. Il colore chiaro della superficie dell’impianto appena estratto dal contenitore è indicativo della sua bio-attività di superficie: l’elevata idrofilia consente, nel posizionamento dell’impianto, una immediata integrazione con i fluidi biologici che vengono assorbiti dalla superficie medesima. Tale attività permane per circa 15’ dalla estrazione dall’impianto dalla confezione. Fig. a) Microscopia elettronica (SEM) b) Variazione delle rugosità in funzione dei trattamenti superficiali c) Superficie a nanotubi di titanio d) Reattore al plasma e) Elettrochimica PRESENTAZIONE c d a b e 4 In uno studio istologico effettuato si è potuto notare la buona guarigione ossea intorno a impianti con superficie Nano-Tek (sabbiati, mordenzati, "plasmati"). Sono state quindi ottenute delle risposte biologiche tipiche delle superfici biocompatibili e in nessun caso si è osservato un infiltrato infiammatorio acuto o cronico, in quanto la diversa morfologia di superficie va a influenzare positivamente il comportamento degli osteoblasti, soprattutto nelle prime fasi della guarigione. Nello studio si è ottenuto una buona guarigione ossea per-implantare e si può concludere che la superficie sabbiata con le particelle di ossido di zirconio e mordenzata rappresenta una valida tecnica di trattamento delle superfici implantari allo scopo di ottenere una migliore guarigione ossea. Superficie liscia di impianto "machined" ( si vedono le strisce del processo di tornitura) Superficie Nano-tek alla fine dei trattamenti superficiali dopo 72 ore di proliferazione cellulare. Dopo 7 giorni, si osserva neoformazione di osso soprattutto nella concavità della spira, mentre non si osserva attività osteoblastica in corrispondenza delle convessità. L’osso presente nelle concavità delle spire si presenta maturo con piccole lacune osteocitarie. PRESENTAZIONE Cellule simili agli osteoblasti a contatto con gli impianti mostrano una morfologia appiattita, mentre le stesse cellule a contatto alle superfici sabbiate e mordenzate mostrano una morfologia irregolare e molti pseudopodi. Queste irregolaritá migliorano l’ancoraggio cellulare contribuendo a ottenere una migliore osteo-integrazione nel caso degli impianti sabbiati e mordenzati. In vari studi effettuati l’analisi isto-morfometrica non ha mostrato una relazione tra l’aumento della densità ossea per-implantare e la rugosità della superficie. Negli impianti sabbiati, dopo 4 settimane, l’osso maturo appare in diretto contatto con la superficie implantare, ma in molte aree è interposta matrice osteoide non ancora mineralizzata. In altre aree del perimetro implantare è possibile osservare la formazione di matrice osteoide direttamente sulla superficie implantare. La formazione di osso all’interfaccia osso-impianto è un processo che implica la migrazione e proliferazione delle cellule, seguita dalla sintesi, dalla deposizione e mineralizzazione della matrice ossea. Tutte queste fasi che prevedono la neo-apposizione di osso intorno agli impianti possono essere influenzate dalla rugosità superficiale. Non è stata ancora definita con certezza l’ottimale rugosità di superficie, anche se è stato suggerito che una rugosità di 1,5 µm tenderebbe a ridurre i tempi di una risposta ossea rispetto a quelli osservati intorno a superfici con minore o maggiore rugosità. Con il passare del tempo di crescita i corpi cellulari da globosi che sono alle 6 ore di crescita si adattano completamente alla morfologia superficiale sottostante. La densità cellulare presenta un aumento particolarmente pronunciato tra le 24 e le 72 ore di crescita (figure seguenti). 5 LA DECONTAMINAZIONE Determinante per il successo in implantologia è sicuramente lo scrupoloso rispetto, da parte dell’operatore, di una serie di procedure chirurgiche, ma anche il fabbricante deve assolutamente dare il massimo delle garanzie in merito ai processi legati alla decontaminazione e alla sterilizzazione degli impianti. La decontaminazione consiste nell’asportazione in modo assolutamente totale di tutti i componenti fisici e chimici che non appartengono alla composizione propria del materiale di cui l’impianto è realizzato. La tradizionale pulizia, effettuata mediante liquidi, si è dimostrata in alcuni casi insufficiente alla completa decontaminazione degli impianti; per questo motivo oggi utilizza un sistema di decontaminazione più efficace: si tratta di una pulizia al plasma, ottenuta in vuoto con l’impiego di gas inerte e campi magnetici. Grazie all’uso di gas argon e plasma è possibile rimuovere ogni tipo di molecola presente sull’impianto, in modo particolare, agisce sulle molecole di oli utilizzati per la produzione. Le molecole di gas argon hanno la capacità di introdursi in cavità, dove risulterebbe impossibile per una molecola di liquido, come ad esempio nelle cave della mordenzatura e, grazie alla presenza di campi magnetici, si crea una turbolenza che garantisce la rimozione di ogni particella che verrà aspirata da un sistema di vuoto ed in camera controllata ad azoto e non ad ossigeno per evitare il deposito di carbonio (anidride) ed altri contaminanti dell’aria. LA STERILIZZAZIONE La procedura di sterilizzazione risulta un’operazione tanto importante quanto determinante per la riuscita di un intervento chirurgico impiantare. Per questo motivo si utilizzano sistemi del tutto sicuri come la sterilizzazione tramite l’irraggiamento, con intensità molto elevata di raggi ionizzanti, tipo BETA o GAMMA. Questi risultano non essere molto penetranti (similmente ai raggi X) e tale procedura permette di ottenere una sterilizzazione a confezionamento effettuato. Ovviamente la sterilizzazione avviene secondo le normative: • UNI EN 552, - 31-12-96 - Sterilizzazione dei dispositivi medici. Metodo per la convalida e per il controllo sistematico della sterilizzazione con radiazioni ionizzanti. • UNI EN 552:1996/A1 - 31/10/2000 - Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodo per la convalida e per il controllo sistematico della sterilizzazione con radiazioni ionizzanti (Codice ICS: 11.080) • UNI EN 554 "Sterilizzazione dei dispositivi medici - Metodo per la convalida e per il controllo sistematico della sterilizzazione a vapore • UNI EN 556 "Sterilizzazione dei dispositivi medici - Requisiti per i dispositivi medici che recano l'indicazione "STERILE" • UNI EN 1174/1, - 31-12-96 - Sterilizzazione dei dispositivi medici. Valutazione della popolazione di microrganismi sul prodotto. Requisiti • UNI EN 1174-2 - Sterilizzazione dei dispositivi medici - Valutazione della popolazione di microrganismi sul prodotto - Linee guida • UNI EN 1174-3 - Sterilizzazione dei dispositivi medici - Valutazione della popolazione di microrganismi sul sul prodotto - Guida ai metodi per la convalida delle tecniche microbiologiche IL CONFEZIONAMENTO PRESENTAZIONE La strategia aziendale Tek ha scelto una linea semplice, pratica ed economica. Il kit chirurgico implantare consente al dentista di avere tutto l’occorrente a portata di mano in un pratico tray. In una prima fase gli impianti vengono assemblati con il sistema di trasporto, quest’ultimo viene serrato sull’impianto tramite una chiave dinamometria a 12N, valore che garantisce la possibilità al professionista di svitare la vite senza notevoli sforzi nella fase finale dell’inserimento dell’impianto. La vite è poi sospesa all’interno dell’ampolla per mezzo di un anello di teflon. Nella seconda fase l’ampolla di vetro trasparente è sigillata in camera bianca sterile sotto cappa a flusso laminare per mantenere le proprietà del trattamento al plasma d’azoto; il tutto è poi raccolto in una pellicola termo sigillata che garantisce una ulteriore barriera sterile. Su ogni confezione viene apportata un’etichetta di semplice lettura per l’utilizzatore, al fine di rendere il più semplice possibile l’identificazione del prodotto all’interno della confezione. 6 MANUALE CHIRURGICO PER L’OPERATORE OSTEO - INTEGRAZIONE Il termine osteo-integrazione è usato in odontoiatria per definire l’intima unione tra un osso e un impianto artificiale senza tessuto connettivo apparente. Si definisce intima unione quando lo spazio e i movimenti relativi fra osso e impianto non superano i 100 micron. Il processo di osteo-integrazione è funzione del tipo di materiale impiantato (normalmente titanio), del tipo di superficie dell’impianto, che deve presentare una geometria tale da attrarre cellule osteoblaste. Una superficie liscia è poco adatta a questo scopo, per questo motivo si utilizzano trattamenti particolari, i più comuni sono la mordenzatura con acidi o la sabbiatura. Studi recenti hanno dimostrato che se l’impianto viene dotato di una superficie di tipo spugnoso, il processo è notevolmente più rapido e intimo. A garantire una pronta osteo-integrazione concorre anche una tecnica chirurgica a-traumatica per determinare già una buona stabilità primaria oltre ad un periodo di guarigione adeguato. Diversi studi hanno inoltre dimostrato che anche la costruzione di una protesi nel rispetto di una adeguata occlusione che garantisce quindi un’ottimale distribuzione dei carichi insieme ad un’accurata igiene orale sono requisiti fondamentali per il mantenimento dell’osteo-integrazione. L’implantologia moderna è ampiamente prevedibile. Possiamo infatti affermare che si può raggiungere il successo implanto-protesico nel 97-98% dei casi. E’ fondamentale però rispettare alcuni principi riguardo a: • Diagnosi: effettuare una visita accurata, valutando lo stato di salute generale del paziente e le condizioni locali predisponenti. • Valutazione ossea locale: verificare se la qualità e la quantità dell’osso è sufficiente per l’inserimento degli impianti. MANUALE CHIRURGICO PER L’OPERATORE • Valutazione generale della bocca: indagare se ci sono patologie o malattie in corso e se l’igiene domiciliare del paziente è buona. • Valutazione radiologica: analizzare le radiografie e tomografie, per accertarsi della reale qualità e quantità ossea e delle eventuali limitazioni anatomiche o patologie presenti. • Chirurgia: operare in assoluta sterilità (chirurgo, assistenti, strumentari, sala chirurgica ecc.). Effettuare una chirurgia con minima invasività rispetto all’intervento da eseguire e con rispetto assoluto dei protocolli clinici e scientifici consolidati. • Controlli: richiedere ed effettuare richiami periodici di controllo. • Protesi: applicare una protesi su impianti in cui la connessione fixture-moncone sia estremamente precisa e che soddisfi i criteri di funzione, riabilitazione, estetica e fonetica. Possiamo definire un successo implantare quando l’impianto e’ perfettamente integrato nell’osso e la protesi viene correttamente costruita e rimane stabile e funzionante nel tempo. L’osso di sostegno presente attorno agli impiantipuò comunque subire un riassorbimento fisiologico di circa 0,2 mm l’anno. In odontoiatria, tutti i successi hanno un termine temporaneo e questo e’ dovuto ai meccanismi di usura dei manufatti protesici e dei materiali, che si vengono a trovare all’interno del cavo orale. Solo quando le condizioni di protesi adeguata, igiene e controllo sono soddisfatte, otteniamo, potendolo prevedere, un successo valutabile attorno ai 15-20 anni. 7 Questo risultato, deve però essere mantenuto con un’ottima igiene orale domiciliare quotidiana e professionale periodica, per evitare che i batteri della placca vadano a depositarsi intorno all’impianto, determinando sofferenza dei tessuti e conseguente perdita dell’osso di sostegno, come del resto succede ai denti naturali. I controlli devono essere periodici nel tempo e valutati dal medico, poichè una eventuale patologia a carico degli impianti, a differenza dei denti naturali, non genera fastidio o dolore e tali impercettibili sintomi, possono passare inosservati e non essere avvertiti dal paziente, se non quando diventano importanti e purtroppo difficilmente risolvibili. CONTROINDICAZIONI Si sconsiglia l’implantologia dentale ai pazienti che non siano stati educati ad una costante corretta e costante igiene orale domiciliare, perché la resistenza all’infezione causata dalla placca batterica è decisamente inferiore rispetto al dente naturale essendo diverso il loro relativo apparato di sostegno. Non devono sottoporsi ad implantologia pazienti affetti da malattie sistemiche gravi quali diabete non compensato o sottoposti a radioterapia. L’osteoporosi generalizzata non è una controindicazione assoluta perché in realtà le ossa mascellari sono per lo più risparmiate da questa patologia. In questi casi l’insuccesso è prevedibile a priori e quindi piuttosto si dovrebbe parlare di impossibilità di successo. Uso di droghe e abuso di alcool rappresentano ulteriori controindicazioni all’intervento di implantologia. Il fumo di sigaretta aumenta il rischio di fallimento precoce e tardivo. PIANIFICAZIONE PRE-CHIRURGICA Anamnesi: Viene condotta secondo le regole abituali in vista di un intervento chirurgico. In particolare, nei casi in cui si prospetta la possibilità di una terapia implantare, l’anamnesi serve ad identificare: • le esigenze e le aspettative del paziente • alcuni fattori di rischio: - fumo, frequenza dell’igiene domiciliare e professionale, - causa dell’edentulismo, in particolare, se i denti sono stati perduti per parodontite; - malattie sistemiche, - terapie in corso, - parafunzioni. MANUALE CHIRURGICO PER L’OPERATORE Esame obiettivo: L’esame obiettivo intra-orale finalizzato alla valutazione pre-implantare comprende: Ispezione, con particolare attenzione: - alle patologie delle mucose; - ai segni clinici di infiammazione parodontale; - alle tumefazioni; - ai difetti di forma della cresta edentule; - ai rapporti fra la cresta edentula da trattare e l’arcata antagonista; - nei casi di edentulismo parziale, allo spazio mesiodistale utilizzabile fra gli elementi dentali, a livello coronale, crestale; - ai segni di parafunzione; - ad alterazioni dei piani occlusali. Palpazione: permette di valutare approssimativamente lo spessore della cresta edentula, la presenza di tumefazioni patologiche e di concavità dei processi alveolari. Esame parodontale: con sondaggio circonferenziale di tutti gli elementi residui, per valutare l’igiene orale e identificare lesioni associate a parodontite. Controllo dei restauri presenti e ricerca di eventuali carie. Esami radiografici: servono per: - identificare lesioni ossee; - valutare l’altezza di osso disponibile 8 - studiare i rapporti con le strutture vicine; - ricercare patologie periapicali. Gli esami radiografici utilizzabili sono: - ortopantomografia: insieme con l’esame obbiettivo dà, nella maggioranza dei casi, informazioni sufficienti per valutare la fattibilità del trattamento impiantare; - radiografie iuxta-gengivali: possono essere sufficienti in casi di edentulismi limitati; - tomografia computerizzata (TC), permette una valutazione tridimensionale delle sedi implantari unita ad una valutazione approssimativa della densità ossea, è comunque utile ricordare che la qualità ossea varia nei diversi settori dei mascellari. La TC ha costi biologici maggiori rispetto alle tecniche radiologiche convenzionali, pertanto si consiglia l’esecuzione di questa indagine nei casi in cui le tecniche radiologiche tradizionali non offrano informazioni sufficienti per una corretta preparazione preoperatoria. Studio su articolatore: Le valutazioni ispettive e radiologiche possono essere integrate da modelli di studio diagnostici montati in articolatore a valori medi. Questo ausilio diagnostico è particolarmente utile nei casi di edentulismi estesi associati a irregolarità dei piani occlusali e a rapporti interarcata sfavorevoli. Pianificazione protesica: Prima dell’atto chirurgico va necessariamente eseguita un’accurata valutazione di tipo protesico per determinare la dimensione verticale, lo spazio fra i denti antagonisti oltre ai rapporti intermascellari tanto che oggi si parla di implantologia protesicamente guidata. Con la ceratura diagnostica è possibile eseguire una corretta previsione del manufatto protesico, e si riesce a valutare la collocazione più idonea per i pilastri implantari in relazione al carico masticatorio; la ceratura permette anche la costruzione della dima chirurgica che verrà usata in sede di intervento. MANUALE CHIRURGICO PER L’OPERATORE Valutazione conclusiva: I piani di trattamento devono comprendere: - una valutazione dei rischi di insuccesso e della probabile durata di trattamenti alternativi; - una valutazione della probabilità di raggiungere gli obiettivi dell’equipe curante e le aspettative del paziente anche in funzione dei costi relativi alla realizzazione e al mantenimento della riabilitazione impianto-protesica. 9 PROTOCOLLO CHIRURGICO Anestesia: l’inserimento dell’impianto è un piccolo intervento chirurgico di durata breve, ma variabile e che richiede un’adeguata anestesia. E’ possibile operare sotto sedazione cosciente abbinata all’anestesia locale. Tramite protossido d’azoto o altri medicinali sedativi il paziente è completamente rilassato ed assiste all’intervento con tutta tranquillità. L’anestesia totale (narcosi) è un’opzione da riservare ad interventi di implantologia più estesi e lunghi (p.e. innesti ossei) e necessita della presenza di uno specialista in anestesiologia e rianimazione. Sono invece da sconsigliare le anestesie di tipo tronculare per mantenere il segnale di allarme in caso di interferenze con le strutture nervose. Da evitare sono anche i dosaggi elevati di vasocostrittore per limitare fenomeni ischemici e garantire un corretto afflusso ematico a livello dei tessuti trattati. Preparazione del sito implantare: la scelta della tecnica, dell’ampiezza e dello strumentario da utilizzare per l’incisione chirurgica è di assoluta competenza del professionista ed è in stretta relazione con il tipo di intervento da eseguire. L’incisione viene normalmente fatta a livello della cresta e a tutto spessore, ma a discrezione del clinico è possibile eseguire una preparazione a spessore parziale. Lo scollamento del lembo dovrà essere effettuato in modo da evitare lacerazioni e per garantire il mantenimento dell’apporto di sangue necessario ad una corretta guarigione. Fig. 1 - Nella maggior parte dei casi, si utilizzerà una Bard-Parker n.15. In zone di difficile accesso può essere utile ricorrere a un Bard-Parker n.12. Fig. 2 - Incisione eseguita orizzontalmente Fig. 3 - Gli scollaperiostio pi˘ utilizzati solo lo scollaperiostio di Prichard, Molt, Bar Wide PROTOCOLLO CHIRURGICO Negli impianti post-estrattivi o quando si dispone di un notevole spessore osseo, è possibile evitare la tecnica del lembo(flapless): in tal caso, per garantire la corretta accessibilità al sito implantare si consiglia l’uso di un bisturi circolare (mucotomo) per l’asportazione del tessuto molle fino alla superficie ossea. Fig. 4 - Il mucotomo è un bisturi circolare utilizzato per incidere la mucosa. 10 Fig. 5 - Mascellare superiore. Fig. 6 - Mascellare superiore La sequenza chirurgica standard prevede l’utilizzo della mascherina chirurgica per determinare la posizione e l’orientamento del sito, tuttavia la valutazione visiva da parte dell’operatore può talvolta evidenziare situazioni differenti da quelle supposte prima dell’esposizione. Per finalizzare il diametro del sito implantare ricevente è a disposizione una sequenza standard di frese che inizia con quella pilota (fresa a lancia): inizialmente viene creato un leggero invito che poi viene approfondito imprimendo alla fresa un movimento alternato di sali-scendi; si raccomanda un’abbondante irrigazione con soluzione fisiologica sterile preraffreddata (5°C) sia per consentire la fuoriuscita meccanica dei frustoli ossei dal sito in formazione che per evitare la necrosi dell’osso conseguente al surriscaldamento. La sequenza continua con le frese a tacche calibrate a diametro crescente. Le tacche sono corrispondenti alla lunghezza degli impianti disponibili,ma è possibile verificare profondità, posizione e direzione anche utilizzando il misuratore di profondità disponibile nel kit chirurgico. Va scrupolosamente sempre controllata l’affilatura degli strumenti taglienti che vanno rigorosamente utilizzati in sequenza (dal diametro minore al maggiore). Gli strumenti rotanti dovrebbero essere sostituiti ogni 15-20 siti implantari effettuati. La parte coronale del sito viene rifinita attraverso un preparatore di spalla per evitare forzature durante l’inserimento dell’impianto. Le frese coinvolte hanno un diametro analogo a quello dell’impianto corrispondente. La corretta applicazione di questa procedura riduce la probabilità di riassorbimento osseo. Fig. 9 - Utilizzo della fresa a tacche Fig. 10 - Utilizzo della fresa a tacche finale Nel caso di osso compatto (D1, D2), può essere indicato l’uso dei maschiatori. Si posiziona il maschiatore nel sito e si avvita lentamente imprimendo inizialmente una leggera pressione; ingaggiata la filettatura per qualche giro, si procede senza più applicare pressione, preferibilmente con movimento alternato (un giro avanti seguito da mezzo giro indietro e cosi via). Raggiunta la corretta profondità, coincidente alla relativa tacca di riferimento, si svita completamente e con la dovuta cautela lo strumento. E’ buona norma quella di conservare in un’ampolla sterile, l’osso asportato o che rimane adeso alle frese chirurgiche utilizzate: rappresenta comunque una riserva di tessuto osseo autologo che può essere successivamente utilizzato come materiale da riempimento in alternativa ai materiali omologhi o ai biomateriali. Fig. 11 - Utilizzo del maschiatore 11 PROTOCOLLO CHIRURGICO Fig. 8 - Utilizzo della fresa pilota Ø1,8/2,0 lanceolata o elicoidale ATTENZIONE L'osso è un tessuto biologico attivo che ha periodiche fasi di rimodellamento in risposta a diversi fattori, tra cui i fattori occlusali e l'applicazione di altre forze. È quindi fondamentale mantenere l'osso in uno stato di salute durante le fasi chirurgiche. Il tessuto osseo asportato che rimane adeso alla fresa può essere raccolto con uno strumento sterile e conservato in un'ampolla anch'essa sterile per essere utilizzato successivamente come materiale di riempimento autologo, qualora se ne presentasse la necessità. Inserimento dell’impianto: l’impianto prescelto deve essere prelevato dalla confezione sterile, evitando la contaminazione o la perdita della sterilità del medesimo, insieme al suo dispositivo di montaggio: si inizia impegnando l’impianto, con una leggera pressione rotatoria, manualmente proprio tramite il dispositivo, successivamente si completa l’operazione con il contrangolo (max 15 giri/min.) e con il cricchetto. Nel caso in cui in cui l’impianto non raggiunga la profondità desiderata, rimuoverlo dal sito, senza forzare, e ripetere le operazioni di fresatura e maschiatura verificando la profondità e la corretta sequenza chirurgica ed eventualmente allargare il sito implantare. Applicazione della vite tappo: la vite di copertura va prelevata dalla confezione sterile ed avvitata con l’apposito cacciavite sulla testa dell’impianto. Seguirà un abbondante lavaggio con soluzione fisiologica per rimuovere gli eventuali detriti ossei residui. Se il chirurgo avrà preferito l’utilizzo di una tecnica in un solo passaggio, in alternativa alla vite tappo, sarà direttamente applicata la vite di guarigione più opportuna al condizionamento dei tessuti molli circostanti. Sutura: ai fini del successo in implantologia, è fondamentale il coretto adattamento dei tessuti molli attorno al collo dell’impianto; la sutura del lembo deve essere eseguita in modo da garantire una perfetta chiusura minimizzando i rischi di infezioni locali: i tessuti molli guariscono più velocemente senza reazioni di tipo infiammatorio. Da consigliare sono le suture con ago traumatico (sezione triangolare della punta) e con filo sintetico. Scopertura della fixture: trascorso il tempo necessario per l’osteo-integrazione (4-6 mesi), la riapertura del sito implantare avviene normalmente eseguendo un lembo a spessore parziale, oppure l’incisione può essere eseguita anche tramite mucotomo. Dopo aver rimosso la vite tappo ed eliminato le possibili interferenze ossee e/o mucose sulla base di appoggio dell’impianto, si inserisce la vite trans mucosa dopo aver rilevato l’altezza dei tessuti molli interessati. A guarigione gengivale avvenuta (circa 2 settimane), la vite di guarigione viene rimossa e si procede alla presa dell’impronta dopo aver avvitato il trasfert corrispondente. Il restauro protesico sarà realizzato in laboratorio iniziando ad accoppiare gli analoghi ai trasfert e colando l’impronta con gesso extra-duro. PROTOCOLLO CHIRURGICO Raccomandazioni per l’utilizzo Gli impianti devono essere manipolati esclusivamente con strumenti in titanio e non devono essere messi a contatto con altri metalli prima del loro posizionamento. Gli impianti devono essere considerati dispositivi monouso e, una volta estratti se non utilizzati, non possono essere autoclavati per un secondo utilizzo. Le frese e gli altri accessori (monconi, transfert ecc.) non sono sterili. Le frese vanno obbligatoriamente sterilizzate prima del loro impiego. Fig. 12 - Preparazione del tessuto osseo asportato per utilizzo successivo come materiale di riempimento autologo. 12 Fig. 13 - L’impianto viene inserito nel sito implantare preparato TEK IMPLANT ESAGONO ESTERNO IMPIANTI STD € 95,00 La confezione dell’impianto comprende: impianto - trasportatore - vite tappo Ø 2,9 COD. 7,0 // 8,5 031437 10 031438 11,5 031439 13 031440 15 031441 Ø 3,25 COD. 031442 031443 031444 031445 031446 031447 Ø 3,75 COD. 031448 031449 031450 031451 031452 031453 Ø 4,0 COD. 031454 031455 031456 031457 031458 031459 VITE GUARIGIONE STD € 30,00 Ø 5,0 2,0 4,0 Ø 6,0 2,0 4,0 031473 031474 031477 031478 // // Ø 7,5 2,0 4,0 031475 031476 031479 031480 031481 031482 h 7,0 8,5 10 11,5 13 15 Ø 5,0 COD. // // Ø 6,0 COD. // // Ø 5,0 Ø 6,0 COD. 031486 COD. 031487 COD. 031488 MONCONE O-RING STD € 48,00 h spalla 2,0 4,0 ANALOGO O-RING Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 Ø 5,0 Ø 6,0 COD. 031490 031491 COD. 031492 031493 COD. 031494 031495 € 28,00 COD. 031489 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 Ø 5,0 Ø 6,0 COD. 031483 COD. 031484 COD. 031485 UCLA FONDIBILE STD Ø 2,9 € 30,00 ANALOGO STD € 28,00 Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 Ø 6,0 COD. 031466 031467 031468 031469 031470 031697 Ø 5,0 COD. 031460 031461 031462 031463 031464 031465 TRANSFER STD PICK-UP € 30,00 Ø 2,9 Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 COD. 031471 031472 TESTA h TIPO Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 Ø 5,0 Ø 6,0 NON ROTANTE ROTANTE COD. 031498 031499 COD. 031508 031509 COD. 031510 031511 UCLA SOVRAFONDIBILE STD Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 TIPO TIPOØ 4,0 NON ROTANTE ROTANTE RICAMBI O-RING € 32,00 Conf. 3 pz. COD. 031496 COD. 031512 031513 € 42,00 Ø 5,0 Ø 6,0 COD. 031514 031515 COD. 031516 031517 VITI DI RITENZIONE € 28,00 Conf. 2 pz. COD. 031497 Esagono Esterno h € 48,00 MONCONI PER IMPIANTI STD Ø h spalla 2,0 Ø 5,0 4,0 Ø 6,0 2,0 4,0 Ø 7,5 2,0 4,0 Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 COD. 031518 031519 031520 031521 031522 031523 Ø 5,0 COD. // // 031524 031525 031526 031527 Ø 6,0 COD. // // // // 031528 031529 MONCONI PER IMPIANTI STD INCLINATI Ø h spalla 2,0 Ø 5,0 4,0 Ø 6,0 2,0 4,0 Ø 7,5 2,0 4,0 FRESE STD Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 15° COD. 031530 031531 031532 031533 031534 031535 Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 25° COD. 031536 031537 031538 031539 031540 031541 € 48,00 Ø 5,0 15° 25° COD. COD. // // // // 031542 031546 031543 031547 031544 031548 031545 031549 Ø 6,0 25° 15° COD. COD. // // // // // // // // 031550 031552 031551 031553 € 48,00 1 - 031554 Ø 2,0 2 - 031555 Ø 2,5 per montag. imp. 3,3 3 - 031556 Ø 3,0 per montag. imp. 3,75 4 - 031557 Ø 3,5 per montag. imp. 4,0 5 - 031558 Ø 4,2 per montag. imp. 5,0 6 - 031559 Ø 5,2 per montag. imp. 6,0 Ø 2,90 Ø 3,25 Ø 3,75 PIATTAFORMA Ø 4,0 COD. Ø 4,1 031560 Ø 5,0 // Ø 6,0 // Ø 5,0 COD. // 031561 // FRESE A LANCIA PER IMPIANTI STD Ø 1,8 COD. 031696 € 56,00 Ø 6,0 COD. // // 031562 € 38,00 Esagono Esterno FRESE A SPALLA PER IMPIANTI STD ATTREZZATURE PER MONTAGGIO IMPIANTI STD E CONICI Cricchetto COD. 031563 € 120,00 Cacciavitino esagonale € 48,00 COD. 031700 COD. 031701 Ø 0,9 Connessione montaggio impianto € 48,00 Alto COD. 031564 - Basso COD. 031565 Connessione per driver esagonale COD. 031566 € 48,00 Driver esagonale € Ø 1,3 COD. 031567 Ø 1,3 Manopola manuale per driver € 48,00 COD. 031574 Manopola manuale per connessione montaggio impianto COD. 031575 € 48,00 48,00 Ø 0,9 COD. 031568 Connessione mont. impianto per micromotore Alto COD. 031576 - Basso COD. 031577 € 48,00 Connessione per montaggio O-RING manuale e da cricchetto COD. 031569 € 48,00 Indicatori di direzione Perforatore gengivale € 52,00 € 48,00 Ø 4,0 - COD. 031570 Ø 5,0 - COD. 031571 Ø 6,0 - COD. 031572 Cilindretto radiografico Misuratore gengivale € 48,00 € 48,00 h 7-13 - COD. 031582 h 13-20 - COD. 031583 COD. 031573 Misuratore di profondità h 10,00 - Ø 2,0 - COD. 031578 h 15,00 - Ø 2,0 - COD. 031579 h 10,00 - Ø 2,3 - COD. 031580 h 15,00 - Ø 2,3 - COD. 031581 € 48,00 COD. 031584 h 7-10 7-15 Ø 2,9 Ø 3,25 Ø 3,75 Ø 4,0 COD. 031585 031586 € 69,00 Ø 5,0 COD. 031587 031588 Ø 6,0 COD. 031589 031590 Esagono Esterno MASCHIATORI PER IMPIANTI STD TEK IMPLANT ESAGONO ESTERNO Rev. 04 del 07/01/2009 SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto COMPOSIZIONE MATERIALE Il sistema implantare è realizzato in Titanio grado 4 Medicale (titanio chirurgico): è utilizzato dove sia richiesto resistenza alla corrosione ed allíerosione e per temperature fino a 425 °C. La sua composizione è: Ti %(Titanio) O %(Ossigeno) N %(Azoto) H %(Idrogeno) C %(Carbonio) Fe %(Ferro) 99,5507 0.267 0.007 0.0013 0.014 0.16 La superficie degli impianti è chimicamente passiva, non magnetica. Il materiale utilizzato è conforme alle seguenti norme e specifiche: ASTM B348 - 08a Standard Specification for Titanium and Titanium Alloy Bars and Billets; UNI 9763/2 “Impianti chirurgici. Titanio non legato”; ISO 5832-2 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 2: Unalloyed titanium”; ISO 5832 - 3 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 3: Wrought titanium 6-aluminium 4vanadium alloy”; ASTM F316 “Prodotti lavorati plasticamente per impianti chirurgici”; ASTM F67 - 06 “Standard Specification for Unalloyed Titanium, for Surgical Implant Applications (UNS R50250, UNS R50400, UNS R50550, UNS R50700)”. Il materiale in consegna dal produttore è corredato dai certificati di analisi chimica e meccanica per uso medicale e chirurgico. GEOMETRIA Vite cilindrica e conica. Connessione ad esagono esterno con collarino lucido h=0,8 mm. Spira e filetto autofilettante, automaschiante. Altezze: 7.0mm; 8.50 mm; 10,00 mm; 11.50 mm; 13.00 mm; 15.00 mm. Diametri: 2.90 mm; 3.30 mm; 3.75 mm; 4.00 mm; 5.00 mm; 6.00 mm. Passo: spire 0.70 mm. TEK IMPLANT ESAGONO ESTERNO TRATTAMENTO SUPERFICI Nano-teK: collo 0.8 mm lucido. Corpo micro pallinato con palline in zirconio non riutilizzabile da 30 e 100 micron, che garantisce la perfetta pulizia dell’impianto senza lasciare alcuna traccia di contaminazione; mordenzato (acido fluoridrico) ed infine passivato mediante un processo di ossidazione anodica controllata (formazione ossido di titanio TiO2). DECONTAMINAZIONE Processi di decontaminazione tramite: -tensioattivi, acetone, acido nitrico (favorisce la formazione di TiO2). -plasma freddo ad Argon (reattore a plasma in camera bianca asettica controllata ad azoto). Lavaggi a vapore secco 8/9 bar e in autoclave a vapore d’acqua, temperatura = 136 °C, pressione = 1-1,2 bar (15 - 17 psia) con tempo di azione di almeno 30 minuti sul prodotto prima del confezionamento. STERILIZZAZIONE Confezionamento in cappe a flusso laminare e camera bianca classe K100 Irraggiamento con raggi ionizzanti (Raggi Gamma 28 KGray) QUALITÀ DI PROCESSO L'intero processo produttivo è implementato ed è costantemente controllato in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 13485:2004. MARCATURA CE Gli impianti dentali sono coperti dalla marcatura CE (CE 0476 -vedere certificato CE) che attesta la loro conformità ai requisiti di sicurezza stabiliti dal D. Lgs. 46/97 e secondo la Direttiva Europea 93/42 sui Dispositivi Medici. 14 TEK IMPLANT ESAGONO INTERNO TEK IMPLANT ESAGONO INTERNO Rev. 04 del 07/01/2009 SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto COMPOSIZIONE MATERIALE Il sistema implantare è realizzato in Titanio grado 4 Medicale (titanio chirurgico): è utilizzato dove sia richiesto resistenza alla corrosione ed all’erosione e per temperature fino a 425 °C. La sua composizione è: Ti %(Titanio) O %(Ossigeno) N %(Azoto) H %(Idrogeno) C %(Carbonio) Fe %(Ferro) 99,5507 0.267 0.007 0.0013 0.014 0.16 . La superficie degli impianti è chimicamente passiva, non magnetica. Il materiale utilizzato è conforme alle seguenti norme e specifiche: ASTM B348 - 08a Standard Specification for Titanium and Titanium Alloy Bars and Billets; UNI 9763/2 “Impianti chirurgici. Titanio non legato”; ISO 5832-2 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 2: Unalloyed titanium”; ISO 5832 - 3 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 3: Wrought titanium 6-aluminium 4vanadium alloy”; ASTM F316 “Prodotti lavorati plasticamente per impianti chirurgici”; ASTM F67 - 06 “Standard Specification for Unalloyed Titanium, for Surgical Implant Applications (UNS R50250, UNS R50400, UNS R50550, UNS R50700)”. Il materiale in consegna dal produttore è corredato dai certificati di analisi chimica e meccanica per uso medicale e chirurgico. GEOMETRIA Vite cilindrica. Connessione ad esagono interno con collarino esterno lucido h=1,2 mm. Spira e filetto autofilettante, automaschiante. Altezze: 7.0mm; 8.00 mm; 10,00 mm; 11.50 mm; 13.00 mm; 15.00 mm. Diametri: 2.90 mm; 3.30 mm; 3.70 mm; 4.20 mm; 4.70 mm; 5.70 mm. Passo: spire 0.70 mm. TRATTAMENTO SUPERFICI TEK IMPLANT ESAGONO INTERNO Nano-teK: collo 1.2 mm lucido. Corpo micro pallinato con palline in zirconio non riutilizzabile da 30 e 100 micron, che garantisce la perfetta pulizia dell’impianto senza lasciare alcuna traccia di contaminazione; mordenzato (acido fluoridrico) ed infine passivato mediante un processo di ossidazione anodica controllata (formazione ossido di titanio TiO2). DECONTAMINAZIONE Processi di decontaminazione tramite: -tensioattivi, acetone, acido nitrico (favorisce la formazione di TiO2). -plasma freddo ad Argon (reattore a plasma in camera bianca asettica controllata ad azoto). Lavaggi a vapore secco 8/9 bar e in autoclave a vapore d’acqua, temperatura = 136 °C, pressione = 1-1,2 bar (15 - 17 psia) con tempo di azione di almeno 30 minuti sul prodotto prima del confezionamento. STERILIZZAZIONE Confezionamento in cappe a flusso laminare e camera bianca classe K100 Irraggiamento con raggi ionizzanti (Raggi Gamma 28 KGray) QUALITÀ DI PROCESSO L'intero processo produttivo è implementato ed è costantemente controllato in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 13485:2004. MARCATURA CE Gli impianti dentali sono coperti dalla marcatura CE (CE 0476 -vedere certificato CE) che attesta la loro conformità ai requisiti di sicurezza stabiliti dal D. Lgs. 46/97 e secondo la Direttiva Europea 93/42 sui Dispositivi Medici. 20 IMPIANTI € 95,00 h Ø 2,9 Ø 3,3 Ø 3,7 Ø 4,2 Ø 4,7 Ø 5,7 8,0 10 11,5 13 15 COD. 031591 031592 031593 031594 031595 COD. 031596 031597 031598 031599 031600 COD. 031601 031602 031603 031604 031605 COD. 031606 031607 031608 031609 031610 COD. 031611 031612 031613 031614 031615 COD. 031616 031617 031618 031619 031620 VITE DI GUARIGIONE Profilo Emerg. Ø Ø 2,9-3,3-3,7-4,2 h 3,0 h 5,0 COD. 031621 031622 031698 3,5 4,5 5,5 6,5 7,5 € 30,00 COD. 031623 031624 031699 TRANSFERT € 30,00 Ø 5,7 Ø 4,7 h 3,0 h 5,0 h 3,0 COD. COD. COD. COD. 031625 031626 031627 031628 031629 031630 031631 031632 ANALOGHI h 5,0 € 28,00 Ø 2,9-3,3-3,7-4,2 Ø 4,7 Ø 5,7 TRANSFERT COD. 031633 COD. 031634 COD. 031635 ANALOGO 031636 031637 031638 MONCONI A PALLA € 48,00 Ø h 2,0 h 4,0 2,9-3,3-3,7-4,2 4,7 5,7 COD. 031639 031641 031643 COD. 031640 031642 031644 ANALOGO A PALLA € 28,00 COD. 031645 CAPPETTE PER MONCONE SFERICO € 27,00 Normo 2,5 COD. STANDARD 031647 Conf. 6 pz. CONTENITORE PER CAPPETTE Conf. 2 pz. COD. 031646 € 27,00 Esagono Interno Tipo MONCONI IN TITANIO € 42,00 Profilo Emerg. Ø Ø 2,9-3,3-3,7-4,2 Ø 4,7 Ø 5,7 COD. 031648 031649 // COD. // 031650 031651 COD. // // // 031652 031653 3,5 4,5 5,5 5,7 6,7 MONCONI CALCINABILI Ø Fond. 48,00 € 32,00 Sovrafond. € 37,00 con base in titanio 2,9-3,3-3,7-4,2 4,7 5,7 COD. 031654 031655 031656 MONCONE ANGOLATO A 15° COD. 031657 031658 031659 € 55,00 Connes. Moncone Ø COD. 031660 031661 031662 2,9-3,3-3,7-4,2 4,7 5,7 FRESE € 56,00 1 - 031663 Ø 2,0 Pilota 2 - 031664 Ø 2,5 per montag. imp. 3,3 3 - 031665 Ø 3,0 per montag. imp. 3,75 4 - 031666 Ø 3,5 per montag. imp. 4,2 5 - 031667 Ø 4,2 per montag. imp. 4,7 6 - 031668 Ø 5,2 per montag. imp. 5,7 € 56,00 PIATTAFORMA Ø 3,7 Ø 4,7 Ø 5,7 Ø 2,9 Ø 3,3 Ø 5,7 Ø 3,75 Ø 4,7 COD. COD. COD. // // 031669 031670 // // // 031671 // Esagono Interno FRESE A SPALLA ATTREZZATURE PER MONTAGGIO IMPIANTI € 120,00 Cricchetto COD. 031563 Cacciavitino esagonale COD. 031701 € 48,00 Ø 1,3 Connessione montaggio impianto € 48,00 Alto COD. 031564 - Basso COD. 031565 Manopola manuale per driver COD. 031574 € 48,00 Connessione per driver esagonale COD. 031566 € 48,00 Manopola manuale per connessione montaggio impianto COD. 031575 € 48,00 Driver esagonale € Ø 1,3 COD. 031567 48,00 Connessione mont. impianto per micromotore Alto COD. 031576 - Basso COD. 031577 € 48,00 Perforatore gengivale € 48,00 Ø 4,0 - COD. 031570 Ø 5,0 - COD. 031571 Ø 6,0 - COD. 031572 Misuratore gengivale Indicatori di direzione € 48,00 h 10,00 - Ø 2,0 - COD. 031578 h 15,00 - Ø 2,0 - COD. 031579 h 10,00 - Ø 2,3 - COD. 031580 h 15,00 - Ø 2,3 - COD. 031581 € 48,00 COD. 031573 Misuratore di profondità Cilindretto radiografico € 48,00 COD. 031584 € 48,00 h 7-13 - COD. 031582 h 13-20 - COD. 031583 MASCHIATORI PER IMPIANTI € 69,00 Ø Ø Ø Ø 2,9 3,3 3,7 4,2 Ø 4,7 Ø 5,7 Esagono Interno COD. COD. COD. 031693 031694 031695 TEK IMPLANT MINIIMPIANTO TEK IMPLANT MINIIMPIANTO Rev. 04 del 07/01/2009 SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto e Componentistica protesica COMPOSIZIONE MATERIALE Il sistema implantare è realizzato in Titanio grado 5 Medicale (Ti6AI4V): ha buona resistenza meccanica a temperatura ambiente e sufficiente resistenza allo scorrimento plastico fino a 300 °C. Ottima resistenza a fatica e alla propagazione delle cricche. Come quasi tutti i tipi e leghe di titanio, il titanio grado 5 ha eccezionale resistenza alla corrosione. La sua composizione è: Ti % O% Fe % (Titanio) (Ossigeno) (Ferro) 89,819 0.12 0.14 N% (Azoto) Al % (Alluminio) 0.004 5.93 H% C% V% (Idrogeno) (Carbonio) (Vanadio) 0.0040 0.013 3.97 La superficie degli impianti è chimicamente passiva, non magnetica. Il materiale utilizzato è conforme alle seguenti norme e specifiche: ASTM F316 - 2002a Standard Specification for Wrought Titanium - 6 Alluminium - 4 Vanadium ELI (Extra Low Interstitial) Alloy for Surgical Implant Applications ( UNS R56401)”; ASTM F67 - 06 “Standard Specification for Unalloyed Titanium, for Surgical Implant Applications ( UNS R50250, UNS R50400, UNS R50550, UNS R50700)”; ISO 5832 - Part 3: Wrought titanium 6 - aluminium 4 - vanadium alloy”. Il materiale in consegna dal produttore è corredato dai certificati di analisi chimica e meccanica per uso medicale e chirurgico. GEOMETRIA Vite conico cilindrica. Connessione (ad avvitamento quadrato con o senza collarino transmucoso)con pallina per protesi mobile o moncone per protesi fissa. Spira e filetto autofilettante, autocentrante e automaschiante. Altezze: 8.0mm; 10.00 mm; 11,50 mm; 13.00 mm; 15.00 mm. Diametri: 1.80 mm; 2.00 mm; 2.40 mm; 3.00 mm Passo: spire 0.65/1.10 mm (in base al diametro e profondità delle spire). TRATTAMENTO SUPERFICI Nano-teK: collo lucido. Corpo micro pallinato con palline in zirconio non riutilizzabile da 30 e 70 micron, che garantisce la perfetta pulizia dell’impianto senza lasciare alcuna traccia di contaminazione; mordenzato (acido fluoridrico) ed infine passivato mediante un processo di ossidazione anodica controllata (formazione ossido di titanio TiO2). TEKIMPLANT MINIIMPIANTO DECONTAMINAZIONE Processi di decontaminazione tramite: -tensioattivi, acetone, acido nitrico (favorisce la formazione di TiO2). -plasma freddo ad Argon (reattore a plasma in camera bianca asettica controllata ad azoto). Lavaggi a vapore secco 8/9 bar e in autoclave a vapore díacqua, temperatura = 136 °C, pressione = 1-1,2 bar (15 - 17 psia) con tempo di azione di almeno 30 minuti sul prodotto prima del confezionamento. STERILIZZAZIONE Confezionamento in cappe a flusso laminare e camera bianca classe K100 Irraggiamento con raggi ionizzanti (Raggi Gamma 28 KGray) QUALITÀ DI PROCESSO L'intero processo produttivo è implementato ed è costantemente controllato in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 13485:2004. MARCATURA CE Gli impianti dentali sono coperti dalla marcatura CE (CE 0476 -vedere certificato CE) che attesta la loro conformità ai requisiti di sicurezza stabiliti dal D. Lgs. 46/97 e secondo la Direttiva Europea 93/42 sui Dispositivi Medici. 26 Miniimpianto La confezione comprende: mini impianto + attacco o-ring per protesi ed attacco OT-CAP. Mini impianto senza collo trasmucoso Ø h 10,0 mm h 11,5 mm h 13,0 mm h 15,0 mm 1,8 T1010 T1011 T1013 T1015 2,0 T2010 T2011 T2013 T2015 2,4 T2410 T2411 T2413 T2415 3,0 T3010 T3011 T3013 T3015 Miniimpianto Ø 1,8mm Ø h 10,0 mm h 11,5 mm h 13,0 mm h 15,0 mm 1,8 T1010C T1011C T1013C T1015C 2,0 T2010C T2011C T2013C T2015C 2,4 T2410C T2411C T2413C T2415C 3,0 T3010C T3011C T3013C T3015C h 4,5mm h 2,5mm La confezione comprende: mini impianto + attacco o-ring per protesi ed attacco OT-CAP. Miniimpianto h 2,5mm h 4,5mm Ø 1,8mm Mini impianto con collo trasmucoso h 2,5 mm. La confezione comprende: mini impianto + trasportatore Ø h 10,0 mm h 11,5 mm h 13,0 mm h 15,0 mm 1,8 T1010D T1011D T1013D T1015D 2,0 T2010D T2011D T2013D T2015D 2,4 T2410D T2411D T2413D T2415D 3,0 T3010D T3011D T3013D T3015D Frese Mini impianto con collo trasmucoso h 2,5 mm. e moncone Fresa aiuto montaggio Codice AMS Ø 1,4 1,6 2,0 2,5 Moncone dritto Codice TDM Analogo impianto Codice AL14 Moncone angolato TEKIMPLANT MINIIMPIANTO *Frese 1,4 / 1,8 a lancia *Frese 2,0 / 2,5 elicoidali Innesto o-ring+anello Codice TMC Codice 0-01R Transfert in resina a pressione Codice AL2T 27 ATTREZZATURE PER MONTAGGIO MINIIMPIANTI Chiave di serraggio Avvitatore per cricchetto Codice TBMAN Codice h AXB Extrabasso AM Medio h 7mm. h 14mm. Cricchetto Codice TCR CARATTERISTICHE * Vite autofilettanti * Titanio grado 5 certificato ASTM (American Standards) * Impianto acidificato e microsabbiato con microsfere di zirconio * Passivato in acido nitrico (TiO2) * Trattamento con reattore a plasma, camera bianca controllata ad azoto, flussi laminari (camera cappa sterile). * Sterilizzazione a raggi gamma Chiave a snodo Codice CAS VANTAGGI * Semplice: per l’inserimento nel sito * Atraumatico: inserimento rapido e ben tollerato * Ipoinvasività: diametri degli impianti ridotti, autofilettante ed automaschiante * Economico: risparmio garantito per medico e paziente * Immediatezza * Rapidità TEKIMPLANT MINIIMPIANTO Stabilizzazione di protesi inferiore 28 TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO Rev. 04 del 07/01/2009 SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto COMPOSIZIONE MATERIALE Il sistema implantare è realizzato in Titanio grado 4 Medicale (titanio chirurgico): è utilizzato dove sia richiesto resistenza alla corrosione ed all’erosione e per temperature fino a 425 °C. La sua composizione è: Ti %(Titanio) O %(Ossigeno) N %(Azoto) H %(Idrogeno) C %(Carbonio) Fe %(Ferro) 99,5507 0.267 0.007 0.0013 0.014 0.16 La superficie degli impianti è chimicamente passiva, non magnetica. Il materiale utilizzato è conforme alle seguenti norme e specifiche: ASTM B348 - 08a Standard Specification for Titanium and Titanium Alloy Bars and Billets; UNI 9763/2 “Impianti chirurgici. Titanio non legato”; ISO 5832-2 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 2: Unalloyed titanium”; ISO 5832 - 3 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 3: Wrought titanium 6-aluminium 4vanadium alloy”; ASTM F316 “Prodotti lavorati plasticamente per impianti chirurgici”; ASTM F67 - 06 “Standard Specification for Unalloyed Titanium, for Surgical Implant Applications (UNS R50250, UNS R50400, UNS R50550, UNS R50700)”. Il materiale in consegna dal produttore è corredato dai certificati di analisi chimica e meccanica per uso medicale e chirurgico. GEOMETRIA Vite cilindrica monofasica. Connessione (ad avvitamento esagonale) con collarino esterno conico lucido h=1,2 mm; nocciolo interno diametro 2,50 mm. Spira e filetto autofilettante, autocentrante e automaschiante. Altezze: 8.0mm; 10.00 mm; 12,00 mm; 14.00 mm. Diametri: 3.00 mm; 4.00 mm; 5.00 mm; 6.00 mm Passo: spire 1.85 - 2.10 mm (in base al diametro e profondità delle spire) TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO TRATTAMENTO SUPERFICI Nano-teK: collo 1.2 mm lucido. Corpo micro pallinato con palline in zirconio non riutilizzabile da 30 e 100 micron, che garantisce la perfetta pulizia dell’impianto senza lasciare alcuna traccia di contaminazione; mordenzato (acido fluoridrico) ed infine passivato mediante un processo di ossidazione anodica controllata (formazione ossido di titanio TiO2). DECONTAMINAZIONE Processi di decontaminazione tramite: -tensioattivi, acetone, acido nitrico (favorisce la formazione di TiO2). -plasma freddo ad Argon (reattore a plasma in camera bianca asettica controllata ad azoto). Lavaggi a vapore secco 8/9 bar e in autoclave a vapore d’acqua, temperatura = 136 °C, pressione = 1-1,2 bar (15 - 17 psia) con tempo di azione di almeno 30 minuti sul prodotto prima del confezionamento. STERILIZZAZIONE Confezionamento in cappe a flusso laminare e camera bianca classe K100 Irraggiamento con raggi ionizzanti (Raggi Gamma 28 KGray) QUALITÀ DI PROCESSO L'intero processo produttivo è implementato ed è costantemente controllato in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 13485:2004. MARCATURA CE Gli impianti dentali sono coperti dalla marcatura CE (CE 0476 -vedere certificato CE) che attesta la loro conformità ai requisiti di sicurezza stabiliti dal D. Lgs. 46/97 e secondo la Direttiva Europea 93/42 sui Dispositivi Medici. 30 IMPIANTO MONOFASICO CILINDRICO C D E F A A A A Impianto a carico immediato a tecnica elettrosaldata Ø 3,0 4,0 5,0 6,0 h testa 7mm. h filettatura B B B B C D E F h 8,0 mm TM3008 TM4008 TM5008 TM6008 h 10,0 mm TM3010 TM4010 TM5010 TM6010 h 14,0 mm TM3014 TM4014 TM5014 TM6014 * L’ altezza totale è formata da due componenti: altezza testa = 7 mm. + altezza filettatura vedi tabella. A= Ø esagono 3,0mm B= Ø nocciolo 2,5mm C= Ø 3,0mm D= Ø 4,0mm E= Ø 5,0mm F= Ø 6,0mm Frese h 12,0 mm TM3012 TM4012 TM5012 TM6012 Fresa aiuto montaggio Ø 2,0 2,5 3,0 Codice TF0020/M TF0025/M TF0030/M Codice M4TM ATTREZZATURE PER MONTAGGIO IMPIANTO Chiave di serraggio Avvitatore per cricchetto Codice M5TS h 7mm. Codice M1XB M2M h Basso Medio h 14mm. Codice MOTC CARATTERISTICHE * Vite autofilettanti * Titanio grado 5 certificato ASTM (American Standards) * Impianto acidificato e microsabbiato con microsfere di zirconio * Passivato in acido nitrico (TiO2) * Trattamento con reattore a plasma, camera bianca controllata ad azoto, flussi laminari (camera cappa sterile). * Sterilizzazione a raggi gamma Chiave a snodo TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO Cricchetto Codice CAS/1 VANTAGGI * Semplice: per l’inserimento nel sito * Atraumatico: inserimento rapido e ben tollerato * Ipoinvasività: diametri degli impianti ridotti, autofilettante ed automaschiante * Economico: risparmio garantito per medico e paziente * Immediatezza * Rapidità 31 TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO Monosostituzione a carico immediato 32 TEK IMPLANT MONOFASICO CONICO TEK IMPLANT MONOFASICO CONICO Rev. 04 del 07/01/2009 SCHEDA TECNICA _Sistema Implantare Impianto COMPOSIZIONE MATERIALE Il sistema implantare è realizzato in Titanio grado 4 Medicale (titanio chirurgico): è utilizzato dove sia richiesto resistenza alla corrosione ed all’erosione e per temperature fino a 425 °C. La sua composizione è: Ti %(Titanio) O %(Ossigeno) N %(Azoto) H %(Idrogeno) C %(Carbonio) Fe %(Ferro) 99,5507 0.267 0.007 0.0013 0.014 0.16 La superficie degli impianti è chimicamente passiva, non magnetica. Il materiale utilizzato è conforme alle seguenti norme e specifiche: ASTM B348 - 08a Standard Specification for Titanium and Titanium Alloy Bars and Billets; UNI 9763/2 “Impianti chirurgici. Titanio non legato”; ISO 5832-2 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 2: Unalloyed titanium”; ISO 5832 - 3 “Implants for surgery -- Metallic materials -- Part 3: Wrought titanium 6-aluminium 4vanadium alloy”; ASTM F316 “Prodotti lavorati plasticamente per impianti chirurgici”; ASTM F67 - 06 “Standard Specification for Unalloyed Titanium, for Surgical Implant Applications (UNS R50250, UNS R50400, UNS R50550, UNS R50700)”. Il materiale in consegna dal produttore è corredato dai certificati di analisi chimica e meccanica per uso medicale e chirurgico. GEOMETRIA Vite conica monofasica. Connessione (ad avvitamento esagonale) con collarino esterno conico lucido h=2,5 mm; Spira e filetto autofilettante, autocentrante. Altezze: 6.00 mm; 8.0mm; 10.00 mm; 11,50 mm; 13.00 mm; 15.00 mm (l’altezza 6,0 mm è prodotto solo per i diametri 5,0, 6,0). Diametri: 3.30 mm; 4.00 mm; 5.00 mm; 6.00 mm Passo: spire 1.75 mm TEK IMPLANT MONOFASICO CONICO TRATTAMENTO SUPERFICI Nano-teK: collo 2.5 mm lucido. Corpo micro pallinato con palline in zirconio non riutilizzabile da 30 e 100 micron, che garantisce la perfetta pulizia dell’impianto senza lasciare alcuna traccia di contaminazione; mordenzato (acido fluoridrico) ed infine passivato mediante un processo di ossidazione anodica controllata (formazione ossido di titanio TiO2). DECONTAMINAZIONE Processi di decontaminazione tramite: -tensioattivi, acetone, acido nitrico (favorisce la formazione di TiO2). -plasma freddo ad Argon (reattore a plasma in camera bianca asettica controllata ad azoto). Lavaggi a vapore secco 8/9 bar e in autoclave a vapore d’acqua, temperatura = 136 °C, pressione = 1-1,2 bar (15 - 17 psia) con tempo di azione di almeno 30 minuti sul prodotto prima del confezionamento. STERILIZZAZIONE Confezionamento in cappe a flusso laminare e camera bianca classe K100 Irraggiamento con raggi ionizzanti (Raggi Gamma 28 KGray) QUALITÀ DI PROCESSO L'intero processo produttivo è implementato ed è costantemente controllato in conformità alle norme UNI EN ISO 9001:2000 e UNI EN ISO 13485:2004. MARCATURA CE Gli impianti dentali sono coperti dalla marcatura CE (CE 0476 -vedere certificato CE) che attesta la loro conformità ai requisiti di sicurezza stabiliti dal D. Lgs. 46/97 e secondo la Direttiva Europea 93/42 sui Dispositivi Medici. 34 IMPIANTO MONOFASICO CONICO C C C A A A h testa 7mm. h filettatura C D E Impianto a carico immediato a tecnica elettrosaldata Ø h 6,0 mm 3,3 4,0 5,0 TC5006 6,0 TC6006 h 8,0 mm h 10,0 mm TC3308 TC3310 TC4008 TC4010 TC5008 TC5010 TC6008 TC6010 h 13,0 mm h 15,0 mm TC3313 TC3315 TC4013 TC4015 TC5013 TC5015 TC6013 TC6015 * L’ altezza totale è formata da due componenti: altezza testa = 7 mm. + altezza filettatura vedi tabella. A= Ø esagono 3,0mm C= Ø 3,3mm D= Ø 4,0mm E= Ø 5,0mm F= Ø 6,0mm Frese Cilindriche (frese pilota) Ø 2,0 2,5 h 11,5 mm TC33115 TC40115 TC50115 TC60115 Fresa aiuto montaggio Codice TF0020/M TF0025/M Codice M4TM Frese Coniche Ø 3,3 4,0 5,0 6,0 h 6,0 mm h 8,0 mm h 10,0 mm h 11,5 mm h 13,0 mm h 15,0 mm TC308F TC310F TC3115F TC313F TC315F TC408F TC410F TC4115F TC413F TC415F TC506F TC508F TC510F TC5115F TC513F TC515F TC606F TC608F TC610F TC6115F TC613F TC615F ATTREZZATURE PER MONTAGGIO IMPIANTO Avvitatore per cricchetto Codice M5TS h 7mm. Codice M1XB M2M TEK IMPLANT MONOFASICO CONICO Chiave di serraggio h Basso Medio h 14mm. Cricchetto Codice MOTC Chiave a snodo Codice CAS/1 35 TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO E CONICO Sostituzione a carico immediato con applicazione di biomateriale β−TCP ed barra elettrosaldata con applicazione parziale di provvisori in resina. TEK IMPLANT MONOFASICO CILINDRICO Bisostituzione a carico immediato con barra elettrosaldata ed provvisorio in resina 36 www.implantologia.com