N.1 settembre 2013
Team di Redazione
Patrizia Orofino
Responsabile del Centro Europe Direct
Sviluppo Basilicata - Matera
Annamaria Verrastro
Collaborazione
Lucio Bernardini Responsabile Antenna
della Regione Basilicata a Bruxelles
Segreteria
Fabio Gruosso
Coordinamento editoriale
Annamaria Verrastro
Progetto grafico
Pino Oliva - Matera
formato web finito mese di Settembre 2013
Per informazioni
[email protected]
t +39 0971 50661
www.europedirectsviluppobasilicata.it
Iniziativa realizzata nell’ambito
della Convenzione Quadro di
Partenariato n. 48 COMM/ROM/
ED/2013-2017 tra l’Unione
Europea rappresentata dalla
Commissione Europea DG
Comunicazione Rappresentanza
in Italia e Sviluppo Basilicata SpA
NEWSLETTER DI INFORMAZIONE PERIODICA
SULL’UNIONE EUROPEA
a cura di Europe Direct Sviluppo Basilicata
INDICE
Novità dall’Europa pag. 3
Informazioni per i cittadini pag. 5
Opportunità per gli studenti pag. 8
Iniziative Ue per le imprese pag. 14
Iniziative Ue in Basilicata pag. 17
NOTA EDITORIALE
La newsletter sull’Unione Europea realizzata dal Centro Europe Direct Sviluppo Basilicata è finalizzata alla trasmissione di notizie, aggiornamenti, approfondimenti su
strategie, politiche, iniziative dell’Unione
Europea che coinvolgono la vita dei cittadini
europei e quindi anche della nostra comunità regionale di Basilicata. Un contributo alla
costruzione di maggiore consapevolezza sul
cosa significhi oggi essere cittadino europeo
e quali sono le opportunità che ne derivano.
La struttura della newsletter prevede
5 sezioni:
- Novità dall’Europa
- Informazioni per i cittadini
- Opportunità per gli studenti
- Iniziative Ue per le imprese
- Iniziative Ue in Basilicata.
La newsletter ha cadenza periodica e giunge
direttamente nelle caselle di posta elettronica i cui indirizzi sono acquisiti mediante
iscrizione sul nostro sito www.europedirectsviluppobasilicata.it e o in occasione
di contatti avuti nel nostro Centro e/o acquisiti presso banche dati pubbliche ed istituzioni.
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NOVITA’ DALL’EUROPA
Smart city Exhibition 2013: innovare nelle città per rilanciare il Paese
Bologna, 16/17/18 ottobre 2013.
L’iniziativa si pone come momento centrale nel
trend che vede ormai la politica per le città intelligenti come una priorità europea e nazionale. La manifestazione propone una visione completamente nuova del concetto di città, intesa
come insieme di flussi informativi e reti di relazioni e comunicazioni, fisiche e digitali, caratterizzate dalla capacità di creare capitale sociale,
benessere per le persone, migliore qualità della
vita.
SITO DI RIFERIMENTO:
http://www.smartcityexhibition.it/it/manifestazione
Una consultazione europea sugli open data
Fino al 22 novembre 2013 si può contribuire a
individuare le migliori modalità di fruizione dei
dati pubblici: la rivoluzione relativa all’apertura dei dati si concentra sugli individui e sugli
imprenditori, ed implica quindi l’attribuzione a
questi ultimi di un ruolo nell’elaborazione delle
politiche.
Approfondisci su:
http://www.europarlamento24.eu/una-consultazione-europea-sugli-open-data/0,1254,76_
ART_3747,00.html
Le tue idee per cambiare l’Europa: un mese
per dire la tua su lavoro, diritti sociali, banche
e commercio online
Cittadini e imprese hanno tempo fino al 23 ottobre per esprimere le proprie idee partecipando
ad uno dei quattro forum tematici online: lavoro (lavorare e fare impresa in Europa), diritti sociali (i diritti e welfare sociali nel Mercato
unico), il settore bancario (l’Europa, le banche
e tu) e commercio online (acquistare, vendere e
comunicare online).
Clicca qui e contribuisci a cambiare l’Europa
http://www.yourideasforeurope.eu/
FONTE:http://ec.europa.eu/italia/attualita/
primo_piano/mercato_interno/mese_mercato_
unico_2013_it.htm
Dopo Twitter, Youtube e Flickr la Commissione
europea in Italia sbarca anche su Facebook
La nuova pagina facebook www.facebook.com/
europainitalia, coprirà l’intero territorio italiano matenendo allo stesso tempo un’attenzione
particolare a tematiche di rilevanza locale
FONTE: http://ec.europa.eu/italia/attualita/
primo_piano/comunicazione/nuova_pagina_facebook_it.htm
Troppi sedentari in Europa: un’iniziativa Ue
promuove lo sport
La proposta di raccomandazione della Commissione europea potrebbe essere già adottata dal
Consiglio europeo entro la fine del 2013. Si invitano gli Stati membri ad adottare provvedimenti
trasversali per promuovere l’attività fisica salutare. Approfondisci su:
Fonte: http://www.europarlamento24.eu/troppi-sedentari-in-europa-un-iniziativa-ue-promuove-lo-sport/0,1254,74_ART_3745,00.html
Settima conferenza europea sull’apprendimento basato sui giochi, Porto, Portogallo
Il 3 e 4 ottobre 2013 si terrà a Porto, in Portogallo, la settima conferenza europea sull’apprendimento basato sui giochi (ECGBL 2013).
È riconosciuto il ruolo che possono svolgere i giochi nel apprendimento, nonché per lo sviluppo
di competenze come la socializzazione, il lavoro
di squadra, la leadership, il processo decisionale
e l’apprendimento collaborativo.
Approfondisci su:
http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_
NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=60&CAT=NEW
S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC
N=35643
SITO di riferimento: http://academic-conferences.org/ecgbl/ecgbl2013/ecgbl13-home.htm
Conferenza PEGNet 2013: Come formare economie sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale nel mondo in via di sviluppo - solu3
zioni globali, regionali e locali”, Copenaghen,
Danimarca
Il 17 e 18 ottobre 2013 si terrà a Copenaghen,
in Danimarca, l’evento intitolato “Conferenza
PEGNet 2013: Come formare economie sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale nel
mondo in via di sviluppo - soluzioni globali, regionali e locali”. La crescita economica è arrivata in gran parte a spese delle risorse naturali e
dell’ambiente. Non ha inoltre ottenuto un’uguaglianza economica e sociale ed è per questo che
è emerso il concetto di crescita verde per rendere la crescita compatibile con la sostenibilità
ambientale senza trascurare la dimensione sociale.
Approfondisci su:
http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_
NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=87&CAT=NEW
S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC
N=35747
SITO DI RIFERIMENTO http://www.pegnet.ifwkiel.de/acl_users/credentials_cookie_auth/
login_form?came_from=http%3A//www.pegnet.ifw-kiel.de/event/conferences/conference-2013/pegnet-conference-2013
Sicurezza stradale e simulazione, Roma, Italia
Dal 22 al 25 ottobre 2013 si terrà a Roma, in Italia, una conferenza intitolata “Sicurezza stradale e simulazione” (Road Safety and Simulation).
Secondo le cifre recentemente pubblicate dalla Commissione europea, i morti sulle strade
nell’UE sono diminuiti del 9 % nel 2012. L’UE
continua a cercare strategie efficaci e negli ultimi dieci anni sono state intraprese grandi attività di ricerca. Approfondisci su:
http://cordis.europa.eu/fetch?CALLER=IT_
NEWS_EVENT&ACTION=D&DOC=91&CAT=NEW
S&QUERY=0140e47d4b7e:f1f0:2055beed&RC
N=35687
SITO DI RIFERIMENTO: http://www.rss2013.org/
Risoluzioni del Parlamento Europeo testi approvati – GUUE C249E DEL 30 AGOSTO 2013
Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione
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Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 15 febbraio 2012 sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (COM(2011)0813 – C7-0500/2011 –
2011/0390(CNS))
http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:C:
2013:249E:SOM:IT:HTML
Risoluzioni del Parlamento Europeo testi
approvati – GUUE C249E DEL 30 AGOSTO 2013
Diritti umani
Risoluzione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2012 sulla posizione del Parlamento europeo sulla 19a sessione del Consiglio delle Nazioni
Unite per i diritti umani (2012/2530(RSP))
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2013:249E:0041:0049:IT:PDF
INFORMAZIONI PER I CITTADINI
FONTE: http://www.europarl.europa.eu/aboutparliament/it/001eb38200/Iniziativa-dei-cittadini.html
(Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei
consente ad un milione di cittadini europei
di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’UE, invitando
la Commissione europea a presentare una
proposta legislativa)
INFORMAZIONI ESSENZIALI
In questo numero parliamo dei diritti di iniziativa dei cittadini europei
Dal 1° aprile 2012 i cittadini dell’UE dispongono di uno strumento del tutto nuovo che consente loro di contribuire a plasmare la politica
dell’Unione. Istituita dal trattato di Lisbona,
l’iniziativa dei cittadini permette a un milione di
cittadini di almeno un quarto degli Stati membri
dell’UE di chiedere alla Commissione europea di
proporre una normativa in uno dei settori di sua
competenza. Gli organizzatori di un’iniziativa
dei cittadini – formanti un comitato dei cittadini composto da almeno sette cittadini dell’UE
residenti in almeno sette diversi Stati membri
– hanno un anno di tempo per raccogliere il sostegno necessario. Le firme devono essere autenticate dalle autorità competenti di ciascuno
Stato membro. Gli organizzatori di importanti
iniziative partecipano all’incontro organizzato
dal Parlamento europeo. La Commissione ha tre
mesi per esaminare l’iniziativa e decidere come
intervenire.
Cos’è un’iniziativa dei cittadini europei?
Un’iniziativa dei cittadini costituisce un invito
rivolto alla Commissione europea perché proponga un atto legislativo su questioni per le quali l’UE ha la competenza di legiferare. Un’iniziativa deve essere sostenuta da almeno un
milione di cittadini europei, di almeno 7 dei 28
Stati membri dell’UE. Per ciascuno dei 7 paesi è
inoltre richiesto un numero minimo di firme.
Le norme e le procedure che disciplinano questo nuovo strumento figurano in un regolamento dell’UE adottato dal Parlamento europeo e
dal Consiglio dell’Unione europea nel febbraio
2011.
Cosa si può proporre con un’iniziativa dei cittadini?
Un’iniziativa dei cittadini può essere promossa
in qualsiasi settore nel quale la Commissione
può proporre un atto legislativo, come ambiente, agricoltura, trasporti o salute pubblica.
Chi può farsi promotore di un’iniziativa dei
cittadini e come?
Per lanciare un’iniziativa dei cittadini occorre
costituire un “comitato dei cittadini” composto
da almeno 7 cittadini dell’UE residenti in almeno 7 Stati membri diversi. I membri del comitato
devono aver raggiunto l’età alla quale i cittadini
acquisiscono il diritto di voto* per le elezioni al
Parlamento europeo (18 anni in ogni paese, salvo
l’Austria, dove ne bastano 16). Le iniziative dei
cittadini non possono essere gestite da organizzazioni, le quali possono, tuttavia, promuoverle
o sostenerle, purché lo facciano in piena trasparenza. Prima di iniziare la raccolta delle dichiarazioni di sostegno da parte dei cittadini, gli
organizzatori sono tenuti a registrare l’iniziativa
proposta su questo sito. Dopo la conferma della
registrazione, gli organizzatori hanno a disposizione
5
1 anno per raccogliere le dichiarazioni di sostegno.
* Non è necessario che i cittadini siano iscritti nelle
liste elettorali, basta che abbiano raggiunto l’età
richiesta
adottata, avrà forza di legge.
Approfondisci sulla FONTE:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/
basic-facts
Chi può sostenere un’iniziativa dei cittadini e
come?
Tutti i cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato
membro) che hanno raggiunto l’età alla quale
si acquisisce il diritto di voto* per le elezioni
al Parlamento europeo (18 anni in ogni paese,
salvo l’Austria, dove ne bastano 16).Per sostenere un’iniziativa, i cittadini devono compilare
un apposito modulo di dichiarazione di sostegno
messo a disposizione dagli organizzatori, su carta oppure online. Non è possibile dichiarare il
proprio sostegno a un’iniziativa su questo sito.
* Non è necessario che i cittadini siano iscritti
nelle liste elettorali, basta che abbiano raggiunto l’età richiesta
LA PROCEDURA PER TAPPE
Cosa succede quando un’iniziativa dei cittadini raccoglie un milione di firme?
La Commissione ne esamina attentamente il
contenuto ed entro 3 mesi dalla data in cui l’ha
ricevuta:
i rappresentanti della Commissione incontrano
gli organizzatori per consentire loro di esporre in
dettaglio le tematiche sollevate dall’iniziativa.
gli organizzatori hanno la possibilità di presentare la loro iniziativa in un’audizione pubblica
presso il Parlamento europeo.
la Commissione adotta una risposta formale in
cui illustra le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell’iniziativa dei cittadini e le
sue motivazioni per agire o meno in tale senso.
La risposta, che prende la forma di una comunicazione, è adottata dal Collegio dei commissari
e pubblicata in tutte le lingue dell’UE.
La Commissione non ha l’obbligo di proporre
un atto legislativo a seguito di un’iniziativa. Se
la Commissione decide di presentare una proposta, ha inizio la normale procedura legislativa: la proposta viene sottoposta al legislatore
(in genere il Parlamento europeo e il Consiglio,
oppure in alcuni casi soltanto il Consiglio) e, se
6
Approfondisci sulla FONTE:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/
how-it-works
COME SOSTENERE UN’INIZIATIVA
Per poter sostenere un’iniziativa dei cittadini
europei occorre essere cittadini dell’UE (cittadini di uno Stato membro) e aver raggiunto l’età
alla quale si acquisisce il diritto di voto* per le
elezioni al Parlamento europeo (18 anni in ogni
paese, salvo l’Austria, dove ne bastano 16).
Per farlo, devi compilare un apposito modulo di
dichiarazione di sostegno messo a disposizione
dagli organizzatori dell’iniziativa, su carta oppure online (se gli organizzatori hanno creato un
sito web a tal fine). Per ulteriori informazioni,
vedere le sezioni seguenti.
Prima di firmarlo, è opportuno controllare che il
modulo contenga tutte le informazioni obbligatorie sull’iniziativa (titolo, descrizione, obiettivi
ecc.) e il numero con il quale è stata registrata
dalla Commissione. Se vuoi, puoi verificare su
questo sito se l’iniziativa è stata registrata (gli
organizzatori sono infatti tenuti a registrare la
loro iniziativa prima di iniziare la raccolta delle
dichiarazioni di sostegno).
* Non è necessario che i cittadini abbiano effettivamente acquisito il diritto di voto o siano
iscritti nelle liste elettorali, basta che abbiano
raggiunto l’età richiesta.
DATI DA FORNIRE
I dati da indicare nella dichiarazione di sostegno
dipendono dallo Stato membro di cui sei cittadino. Ciò dipende dal fatto che le autorità nazionali sono tenute a verificare la validità delle
dichiarazioni di sostegno e a certificare il numero di quelle valide raccolte in ciascun paese
(gli organizzatori devono infatti raccogliere un
certo numero di firme in almeno 7 Stati membri
dell’UE). I dati richiesti sono quelli che i singoli
Stati membri ritengono necessari per verificare
una dichiarazione di sostegno.
Chi risiede in uno Stato membro diverso da quello di cui è cittadino o chi è cittadino di più Stati membri dovrà scegliere il paese in cui sarà
conteggiata la sua dichiarazione di sostegno. È
consigliabile selezionare il paese che è in grado
di verificare i dati forniti nella dichiarazione di
sostegno: a seconda dei casi, potrebbe trattarsi
del paese che ha rilasciato il numero d’identificazione personale o il documento d’identità indicato, il paese di residenza oppure il paese (o
uno dei paesi) di cittadinanza.
In ogni caso, ciascun cittadino può firmare
un’iniziativa una volta sola.
Per firmare su carta
Procurati un modulo del tuo Stato membro (quello di cui sei cittadino oppure, eventualmente,
quello in cui risiedi).
Compilalo indicando i dati richiesti (che possono
variare da un paese all’altro).
Firma il modulo e restituiscilo agli organizzatori.
Per firmare online
Vai al sito degli organizzatori (è probabile che
troverai il link sulla pagina dell’iniziativa in questo sito).
Verifica che il sistema di raccolta online utilizzato dagli organizzatori sia stato certificato
dall’autorità competente di uno Stato membro
(gli organizzatori sono tenuti a pubblicare il certificato nel loro sito). Il certificato dimostra che
lo Stato membro in questione ha verificato, tra
l’altro, che le modalità di raccolta e conservazione dei dati nel sistema sono sicure.
Inserisci i dati necessari, controllando che corrispondano a quelli richiesti dal tuo Stato membro.
Non ti verrà chiesto di apporre una firma elettronica se presenti una dichiarazione di sostegno online.
NB: Non è possibile dichiarare il proprio sostegno a un’iniziativa su questo sito. Ti invitiamo a
contattare gli organizzatori dell’iniziativa che ti
interessa o di visitare il loro sito web per maggiori informazioni su come sostenerla.
Casi particolari
Sei cittadino di uno Stato membro (o di più Stati
membri) e risiedi in un altro Stato membro: in
quale paese sarà conteggiata la tua dichiarazione di sostegno?
A seconda dei dati richiesti da ciascuno dei paesi
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interessati, potresti avere la possibilità di scegliere lo Stato membro per il quale firmare, fermo restando che puoi dichiarare il tuo sostegno
ad un’iniziativa una volta sola. La tua dichiarazione di sostegno sarà conteggiata nel paese che
richiede i dati (ad esempio, numero del passaporto o del permesso di soggiorno) da te indicati
nel modulo che hai compilato.
Esempio
Un cittadino austriaco che vive in Estonia può:
compilare il modulo che sarà verificato e quindi
conteggiato in Estonia, indicando nome, cognome, indirizzo, data e luogo di nascita e nazionalità oppure compilare il modulo che sarà verificato e conteggiato in Austria, aggiungendo ai
dati di cui sopra il numero del passaporto o della
carta d’identità.
Sei un cittadino dell’Unione europea, ma risiedi fuori dell’UE: puoi sostenere un’iniziativa? In
quale Stato membro sarà conteggiata la tua dichiarazione di sostegno?
Dipende dallo Stato membro di cui sei cittadino.
A seconda dei requisiti stabiliti dal tuo paese,
potresti avere la possibilità di firmare oppure
no. Alcuni Stati membri, infatti, non sono in grado di verificare le dichiarazioni di sostegno dei
loro cittadini che vivono al di fuori dell’Unione.
Se puoi firmare, la tua dichiarazione di sostegno
sarà conteggiata nello Stato membro di cui sei
cittadino.
Tappe successive
Una volta che gli organizzatori hanno raccolto il
numero richiesto di dichiarazioni di sostegno (un
milione in tutto e il numero minimo richiesto
per almeno 7 Stati membri), devono presentarle alle autorità competenti di ciascun paese in
cui le hanno raccolte per farle verificare. Dopo
aver verificato le dichiarazioni di sostegno, le
autorità nazionali rilasciano agli organizzatori un certificato in cui indicano il numero delle
dichiarazioni valide. La verifica da parte delle
autorità nazionali verte sull’esattezza dei dati
forniti dai firmatari.
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Protezione dei dati personali
Sia gli organizzatori di un’iniziativa che le autorità nazionali sono tenuti a proteggere i dati
personali nel corso di tutta la procedura e non
possono usarli per altri scopi.
Approfondisci su:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/
how-to-signup.
A chi rivolgersi
Per qualsiasi informazione sull’iniziativa dei cittadini europei, contattare Europe Direct
telefono: 00 800 6 7 8 9 10 11*
OPPORTUNITA’ PER
GLI STUDENTI
In questo numero parliamo di Istruzione e Giovani: Scuola – Università – Stage
NEWS - JUVENES TRANSLATORES: Le scuole superiori possono iscriversi al concorso annuale di
traduzione Juvenes Translatores. Le iscrizioni,
che si chiuderanno il 20 ottobre, si effettuano
tramite l’apposito modulo online disponibile in
tutte le lingue ufficiali UE
SITO DEL CONCORSO http://ec.europa.eu/translatores/index_it.htm
FONTE:
http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_
piano/istruzione/translatores_2013_it.htm
SCUOLA
Se ti trasferisci in un altro paese dell’UE e hai
figli in età scolare, avrai bisogno di sapere come
fare per scegliere una scuola.
Come sono le scuole nel tuo nuovo paese di residenza? Esistono condizioni particolari per iscrivere i tuoi figli, in quanto cittadini stranieri?
Come faranno i tuoi figli a seguire le lezioni in
una lingua che non sono (ancora) in grado di
parlare?
Approfondisci nel seguito:
Frequentare la scuola in un altro paese
dell’UE
In quanto cittadini dell’UE, i tuoi figli hanno
il diritto di frequentare la scuola in qualsiasi
paese dell’UE
In questo caso alle stesse condizioni dei cittadini nazionali.
Hanno il diritto di essere inseriti in una classe
di alunni della loro età e di livello equivalente
a quello della classe frequentata nel paese di
origine, a prescindere dalle loro conoscenze linguistiche.
Se sei un cittadino dell’UE che, per motivi di
lavoro, si trasferisce in un altro paese dell’Unione, la normativa europea prevede per i tuoi figli
il diritto di frequentare nel paese ospitante corsi di lingua gratuiti, che li aiutino ad adattarsi al
nuovo sistema scolastico.
Sappi che il sistema scolastico del tuo nuovo paese di residenza potrebbe essere molto diverso
dal tuo. In alcuni paesi, per esempio, i bambini
devono scegliere molto presto se seguire un indirizzo accademico o professionale.
Ecco perché non esiste un riconoscimento automatico dei certificati scolastici. In alcuni paesi,
prima di poter iscrivere i propri figli in una scuola locale bisogna chiedere alle autorità nazionali
di riconoscere i certificati scolastici.
Caso personale
Cambiare sistema scolastico senza traumi
La famiglia Owens, con tre figli di 9, 12 e 17
anni, ha lasciato il Galles per trasferirsi in Francia. La figlia maggiore era al primo anno di preparazione agli “A-level”, equivalente britannico
dell’esame di maturità, che si consegue in due
anni e si basa, in genere, su tre materie.
Dopo aver scoperto che il “baccalaureato” francese è molto diverso dagli “A-level” e comprende, in genere, esami su 12 materie, gli Owens
hanno ritenuto opportuno che la figlia maggiore
proseguisse gli studi seguendo il sistema britannico, in una scuola internazionale vicina alla
loro nuova città di residenza. I figli minori, invece, sono stati iscritti a una scuola francese.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/school/enroll/index_it.htm
Partenariati con scuole all’estero
Se sei un insegnante o un allievo e ti interessa entrare in contatto con altre scuole europee, puoi partecipare al programma Comenius
dell’Unione europea
(http://ec.europa.eu/education/lifelong-learning-programme/comenius_fr.htm).
Le scuole di tutta Europa possono anche incontrarsi su Internet, attraverso il portale “eTwinning” http://www.etwinning.net/it/pub/index.
htm
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/school/partner/index_it.htm
UNIVERSITA’
Se hai intenzione di frequentare l’università in
un altro paese dell’UE, avrai sicuramente una
serie di domande: Come posso iscrivermi? Qual
è la durata dei corsi nel paese in cui desidero
studiare? Quanto costa? Le mie competenze linguistiche saranno sufficienti?
Approfondisci nel seguito.
CONDIZIONI DI AMMISSIONE E DI INGRESSO
In qualità di cittadino dell’UE, hai il diritto di frequentare qualsiasi università dell’UE alle stesse
condizioni degli studenti del luogo. Tuttavia, le
condizioni di ammissione variano notevolmente
a seconda dei paesi e delle università.
A prescindere dalle altre condizioni d’ingresso,
i paesi dell’UE non possono negarti l’accesso
all’istruzione o alla formazione a causa della
tua nazionalità. Norme particolari valgono per
le tasse e le borse di studio.
Esame di lingua: Alcuni paesi dell’UE possono
prevedere un esame di lingua per attestare le
tue conoscenze linguistiche.
Caso personale
Informati sulle procedure d’iscrizione in vigore
negli altri paesi dell’UE
Battista è italiano e vuole studiare nel Regno
9
Unito. Siccome non conosce il sistema d’iscrizione centralizzato (UCAS) del Regno Unito, ha
superato il termine ultimo per la presentazione
della domanda.
Invece di cominciare l’università subito dopo la
maturità, ha quindi dovuto attendere l’anno accademico successivo.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/admission-entry-conditions/index_it.htm
Tasse universitarie e sostegno
finanziario
Tasse e sovvenzioni
In Europa le tasse universitarie variano notevolmente da un paese all’altro. Se in alcuni paesi
l’ammissione all’istruzione superiore è gratuita,
in altri frequentare l’università può essere piuttosto costoso. Anche il sostegno finanziario, sotto forma di borse di studio, sovvenzioni o prestiti, dipende da diversi criteri.
Struttura delle tasse universitarie e delle sovvenzioni.
Tuttavia, in qualità di cittadino dell’UE che frequenta un’università di un altro paese europeo:
> non devono esserti chieste tasse più elevate.
> hai diritto alle stesse borse di studio dei cittadini del paese ospitante per coprire le tasse
universitarie.
Questa parità di trattamento non si applica necessariamente ai prestiti né alle borse di sostegno o mantenimento. Alcuni paesi, però, possono scegliere di propria iniziativa di concedere
borse di mantenimento a studenti stranieri.
Studenti stranieri già residenti
Se vivi da cinque anni o più nel paese in cui intendi studiare, pur non essendone cittadino, hai
diritto a una borsa di mantenimento alle stesse
condizioni previste per chi ha la cittadinanza di
quel paese.
Sostegno finanziario nei vari paesi dell’UE
Trova e confronta le principali sovvenzioni e borse
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di studio dei paesi dell’UE (e di altri paesi europei) su http://www.scholarshipportal.eu/#basic
Per ricevere ulteriori informazioni sulle borse
di studio concesse ai cittadini che decidono di
studiare all’estero, puoi anche contattare il ministero della pubblica istruzione del tuo paese
di origine (http://europa.eu/youreurope/citizens/education/contact/index_it.htm).
Se vai a studiare all’estero, le autorità del tuo
paese d’origine possono decidere di concederti
una borsa di mantenimento. Tuttavia, in genere
queste sono disponibili soltanto per un periodo
di tempo limitato.
Caso personale
Verifica quali sono le condizioni per ottenere
una borsa di studio nel tuo paese
Dopo aver studiato quattro anni negli Stati Uniti, Johs, cittadino danese, ha deciso di frequentare un master nel Regno Unito. All’epoca il governo danese concedeva ai suoi studenti borse
di mantenimento per un periodo massimo di sei
anni; il periodo era però ridotto a quattro anni
se si studiava in un altro paese. Johs non ne era
al corrente e purtroppo, avendo ricevuto una
borsa per quattro anni negli Stati Uniti, non ha
usufruito di alcun sostegno finanziario per i suoi
studi nel Regno Unito.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/fees-and-financial-help/
index_it.htm
Riconoscimento dei titoli accademici
Il riconoscimento non è automatico.
Non esiste un meccanismo automatico per il
riconoscimento dei titoli accademici a livello
europeo. Di conseguenza, se hai intenzione di
proseguire gli studi in un altro paese dell’UE,
dovresti rivolgerti alle autorità competenti per
ottenere il riconoscimento del tuo titolo di studio. Se hai già deciso di completare una parte
degli studi all’estero, prima di partire verifica
che il paese in cui hai scelto di recarti riconosca
il tuo titolo di studio.
I sistemi d’istruzione rientrano nelle competenze delle autorità nazionali dei paesi dell’UE le
quali determinano le norme da applicare, comprese quelle relative al riconoscimento dei titoli
accademici conseguiti all’estero.
Caso personale
Scopri se un paese dell’UE riconosce il titolo di
studio che hai conseguito all’estero
Dopo aver conseguito la laurea in Germania,
Kathrin ha deciso di trasferirsi in Francia per seguire un corso di specializzazione. Le autorità
locali, però, non hanno riconosciuto il suo titolo
di studio e le hanno chiesto un certificato rilasciato da un’università francese che attestasse
le sue qualifiche. Dopo aver discusso con un’università francese, Kathrin è riuscita a ottenere il
riconoscimento della laurea. È stata equiparata
alla “licence” francese, un titolo rilasciato dopo
soli tre anni di studio, che Kathrin riteneva di
gran lunga inferiore a quello conseguito in Germania. Kathrin ha quindi dovuto frequentare
altri due anni di università in Francia prima di
potersi iscrivere al corso di specializzazione.
Ottenere l’equipollenza della laurea
Nella maggior parte dei casi, puoi ottenere un
“certificato di equipollenza” del diploma di laurea, che equipara il tuo titolo di studio a quelli
del paese in cui desideri trasferirti. A tal fine,
contatta il centro ENIC/NARIC del paese in cui
desideri ottenere l’equipollenza, vale a dire il
tuo paese di origine se vi ritorni dopo gli studi,
oppure un altro paese dell’UE se pensi di andarci a lavorare o a proseguire gli studi.
A seconda del paese in cui i diplomi vengono valutati e dello scopo di tale valutazione, il centro
ENIC/NARIC si occuperà direttamente della pratica o la trasferirà all’autorità competente.
Prima di chiedere l’equipollenza, accertati:
> dell’eventuale costo del servizio
>della durata della valutazione – occorrono diverse settimane o più mesi a seconda del paese,
dello scopo e della complessità della pratica
>del documento che verrà rilasciato – potrebbe
trattarsi di una piena equipollenza o di una rela-
zione comparativa
>di cosa puoi fare se non condividi l’esito della
valutazione (come presentare ricorso).
Se fornisci la documentazione nel formato Europass (come il supplemento al diploma http://
europass.cedefop.europa.eu/it/documents/
european-skills-passport/diploma-supplement),
il diploma potrà essere più facilmente confrontato e riconosciuto.
Qualifiche professionali
Questa sezione riguarda il riconoscimento dei titoli
accademici. Il riconoscimento delle qualifiche professionali negli Stati membri (approfondisci su: http://
europa.eu/youreurope/citizens/work/abroad/qualifications-for-employment/index_it.htm), ovvero
dei diplomi di laurea che consentono l’esercizio
di una professione, come l’infermiere o l’avvocato, è regolato da altre norme europee.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/recognition/index_it.htm
Scambi studenteschi
Studi Erasmus all’estero
Se sei uno studente universitario puoi svolgere
una parte dei tuoi studi o effettuare uno stage presso un’azienda all’estero partecipando al
programma Erasmus.
Se partecipi al programma Erasmus:
■sei esentato dalle tasse di iscrizione o dalle
tasse universitarie presso l’università ospitante
■gli studi all’estero vengono presi in considerazione per il conseguimento della tua laurea
■hai diritto a una borsa di studio dell’Unione
europea che contribuisce a coprire le spese di
viaggio e di soggiorno.
Riconoscimento del periodo di studi trascorso
all’estero
La tua università deve riconoscere il periodo trascorso all’estero ai fini del conseguimento della
laurea, se hai completato il programma di studi
concordato prima della partenza.
Programmi comuni post-laurea
Con Erasmus Mundus puoi partecipare ad un pro11
gramma post-laurea offerto congiuntamente da
università con sede in diversi paesi dell’UE (in
alcuni casi anche al di fuori dell’UE). Il programma consente di studiare o condurre ricerche in
almeno due paesi e di conseguire un titolo comune, doppio o multiplo. Erasmus Mundus è aperto
a studenti dell’Europa e di tutto il mondo.
Partnership al di là dei confini dell’UE
Le borse di studio Erasmus Mundus possono anche sostenere collaborazioni con università di
diversi paesi e regioni del mondo.
Le borse di studio intendono aiutare gli studenti europei a studiare in paesi extra UE, nonché
permettere agli studenti non europei di frequentare un’università dell’UE. Per saperne di
più sulle partnership che offrono borse di studio
ai cittadini del tuo paese
Se sei interessato alle collaborazioni accademiche dell’UE con l’Australia, il Giappone, la Nuova Zelanda e la Repubblica di Corea, consulta il
programma di cooperazione bilaterale.
Visita l’ufficio relazioni internazionali della tua
università
Se la tua università partecipa ad altri programmi
internazionali di scambi, il suo ufficio relazioni
internazionali può darti maggiori informazioni
su Erasmus e altre opportunità di questo tipo.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/exchanges/index_it.htm
Assistenza sanitaria
Assistenza sanitaria per chi studia all’estero
Se sei un cittadino dell’UE che desidera frequentare l’università in un altro paese dell’Unione
In questo caso verifica che l’assicurazione sanitaria del tuo paese di origine copra i costi di
assistenza per l’intera durata del tuo soggiorno
all’estero. Alcuni enti nazionali di assicurazione sanitaria prevedono la copertura dei costi di
assistenza all’estero soltanto per un periodo di
tempo limitato. In tal caso, dovrai iscriverti al sistema sanitario nazionale del paese in cui intendi studiare o stipulare un’assicurazione privata.
12
Per tutto il periodo coperto dall’assicurazione
sanitaria, dovrai essere in possesso di una tessera europea di assicurazione malattia in corso di
validità per ricevere assistenza dai medici locali
e chiedere il rimborso dei costi sostenuti.
I modelli E 111 ed E 128 non sono più validi; sono
stati sostituiti della tessera europea di assicurazione malattia. Il sistema sanitario del paese
ospitante potrebbe essere diverso da quello del
tuo paese di origine. In alcuni paesi, per esempio, i pazienti pagano per le prestazioni mediche e chiedono successivamente un rimborso; in
altri casi i medici non vengono pagati direttamente dai pazienti.
Tessera europea di assicurazione malattia
Per ottenere la tessera europea di assicurazione
malattia puoi rivolgerti al tuo ente di assicurazione sanitaria oppure a quello dei tuoi genitori
o del coniuge, se sei a carico loro.
Devi procurarti la tessera prima di andare a studiare all’estero.
Studenti lavoratori o fuori corso
L’assicurazione sanitaria del tuo paese potrebbe
non coprire le spese mediche sostenute durante
il periodo di studi all’estero.
> Ciò accade spesso agli studenti di età superiore ai 28 o 30 anni
> È altresì probabile che alcuni dottorandi siano
considerati lavoratori residenti e non studenti,
a seconda del tipo di finanziamento di cui usufruiscono.
Se rientri in una di queste due categorie, devi
stipulare un’assicurazione sanitaria privata o
iscriverti al servizio sanitario nazionale del paese ospitante.
Caso personale
Informati sulla normativa riguardante la previdenza sociale del paese ospitante
Wim è un cittadino belga che ha deciso di frequentare l’università nei Paesi Bassi e si è pertanto munito di una tessera europea di assicurazione malattia valida. Vorrebbe svolgere un
lavoro part-time, ma ha scoperto che per la-
vorare nei Paesi Bassi è obbligatorio iscriversi
al sistema di assicurazione sanitaria nazionale
per poter beneficiare delle prestazioni di base.
Il costo è di circa 1 100 euro all’anno, anche per
chi possiede una tessera europea di assicurazione malattia. Il progetto di lavoro risulterebbe
quindi più costoso del previsto
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/health/index_it.htm
Lavorare studiando
Se hai intenzione di trasferirti in un altro paese
dell’UE per studiare, devi disporre di un reddito sufficiente per autosostenerti. Il reddito può
provenire da varie fonti, come i genitori, il coniuge o, naturalmente, l’attività professionale.
In quanto cittadino dell’UE, hai lo stesso diritto
di lavorare mentre studi dei cittadini del paese
ospitante. Non avrai bisogno di un permesso di
lavoro, anche se lavori a tempo pieno.
Unica eccezione: per i cittadini bulgari e rumeni
si applicano ancora delle restrizioni transitorie
sul lavoro nell’UE.
Per saperne di più sulle restrizioni transitorie
sull’attività lavorativa vai su:
http://europa.eu/youreurope/citizens/work/
abroad/work-permits/index_it.htm.
Diversi paesi consentono di lavorare un numero
illimitato di ore alla settimana. Altri prevedono
limiti trimestrali, semestrali o annuali.
Per saperne di più su lavorare studiando in un
altro paese dell’UE vai su
http://europa.eu/youreurope/citizens/work/
abroad/index_it.htm.
Imposte e sicurezza sociale
Se vivi in un altro paese dell’UE per oltre 6 mesi
(183 giorni) l’anno sei considerato residente ai
fini fiscali. Di conseguenza, se lavori studiando
dovrai pagare le imposte e i contributi sociali sul
reddito percepito nel paese in cui studi.
Quest’ultimo potrebbe anche tassare il reddito
guadagnato in un altro paese, ad esempio con
lavori estivi svolti nel paese di origine. In alcuni
casi bisogna dichiarare questo reddito e pagare
le corrispondenti tasse nel paese in cui si studia.
Molti, ma non tutti, i paesi dell’UE hanno concluso accordi contro la doppia imposizione, che
a volte determinano il paese in cui vanno versate le imposte.
Per saperne di più sulle imposte vai su http://
europa.eu/youreurope/citizens/work/abroad/
taxes/index_it.htm.
Caso personale
Joost è uno studente olandese che si è trasferito
nel Regno Unito per studiare. Lavora a tempo
parziale in un ristorante con un contratto stipulato in base al diritto inglese. Il suo datore di
lavoro deduce le imposte e i contributi sociali
dalla paga mensile e versa per lui i contributi
alle autorità britanniche.
Durante le vacanze estive Joost lavora a tempo
pieno nella città natale dei Paesi Bassi. Il suo datore di lavoro versa i suoi contributi alle autorità
fiscali olandesi. Joost, che ha il domicilio fiscale
nel Regno Unito, può sia richiedere un rimborso
alle autorità olandesi per poi pagare la corrispondente imposta sul reddito nel Regno Unito,
oppure dichiarare il reddito guadagnato nei Paesi Bassi e le imposte già versate per avere una
riduzione fiscale dalle autorità britanniche.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/university/working-while-studying/
index_it.htm
STAGE
Le esperienze di stage e tirocinio sono ottime
per arricchire il tuo CV. Partecipando a uno stage in un altro paese dell’UE
In questo caso puoi apprendere una nuova lingua o acquisire competenze professionali che
forse nel tuo paese non avresti la possibilità di
sviluppare.
Approfondisci nel seguito
13
Sostegno finanziario
Studi e stage all’estero con il programma Erasmus
Se sei uno studente universitario puoi svolgere
una parte dei tuoi studi o effettuare uno stage presso un’azienda all’estero partecipando al
programma Erasmus.
INIZIATIVE Ue PER LE IMPRESE
In questo numero parliamo del programma
Erasmus per giovani imprenditori
SITO DI RIFERIMENTO http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/index.php
Istruzione e formazione professionale
Stai seguendo un percorso d’istruzione o formazione professionale? Hai appena terminato gli
studi e desideri migliorare le tue competenze
professionali e accrescere le possibilità d’impiego con uno stage all’estero? Il programma europeo “Leonardo da Vinci” può offrirti un sostegno
finanziario.
Salute
Se intendi recarti in un altro paese dell’UE
In questo caso per svolgere un tirocinio o seguire
un corso di formazione professionale, è necessario che tu disponga di un’assicurazione sanitaria
valida nel paese di destinazione:
■Se sei uno studente e desideri completare la
tua formazione professionale durante un soggiorno all’estero, puoi usufruire della tessera
europea di assicurazione malattia, se rientri
nelle categorie alle quali viene rilasciata. Prima
di partire, richiedila presso l’ente sanitario del
tuo paese di origine.
■Se lavori come dipendente nel paese in cui segui un percorso formativo, devi iscriverti a un
regime locale di assicurazione sanitaria.
FONTE: http://europa.eu/youreurope/citizens/
education/traineeships/health/index_it.htm
14
State pensando di avviare una vostra impresa o
l’avete costituita da poco? O forse siete imprenditori di successo alla ricerca di nuovi mercati e
idee innovative?
Il Programma
Il programma europeo di scambio per imprenditori Erasmus per giovani imprenditori è un programma di scambio transfrontaliero che offre ai
nuovi imprenditori – o aspiranti tali – l’opportunità di imparare i segreti del mestiere da professionisti già affermati che gestiscono piccole
o medie imprese in un altro paese dell’Unione europea. Lo scambio di esperienze avviene
nell’ambito di un periodo di lavoro presso la
sede dell’imprenditore esperto, il quale aiuta il
nuovo imprenditore ad acquisire le competenze
necessarie a gestire una piccola impresa. L’imprenditore ospitante ha l’occasione di considerare la propria attività sotto nuovi punti di vista,
collaborare con partner stranieri e informarsi
circa nuovi mercati. Il soggiorno è cofinanziato
dall’Unione europea. Che siate neo-imprenditori
o professionisti navigati, il programma può apportare un importante valore aggiunto alla vostra
attività: scambio di conoscenze ed esperienze,
possibilità di estensione della rete di contatti a
livello europeo, nuovi rapporti commerciali, accesso a mercati esteri fin’ora sconosciuti, sono
solo alcuni dei molteplici benefici.
Chi può partecipare?
Nuovi imprenditori: giovani seriamente intenzionati a costituire una propria impresa o che
abbiano avviato una propria attività negli ultimi
tre anni.
Imprenditori già affermati: titolari o responsabili della gestione di una piccola o media impresa
(PMI) nell’UE.
Approfondisci su: http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=2
Benefici
Se siete nuovi imprenditori, avrete l’opportunità di vivere un’esperienza di formazione sul
posto di lavoro presso una PMI con sede in un
altro paese dell’Unione europea. Ciò vi aiuterà
ad avviare con successo la vostra attività o a
rafforzare le basi dell’impresa che avete costituito di recente. Non solo: potrete affacciarvi su
nuovi mercati, intraprendere rapporti di collaborazione internazionale e sfruttare potenziali
occasioni di cooperazione con partner stranieri.
Se siete imprenditori già affermati, potrete
trarre beneficio da una mente motivata e pronta
ad alimentare la vostra attività con idee innovative. Il vostro ospite potrebbe essere dotato
di competenze o conoscenze specializzate in un
ambito che non dominate, magari complementare al vostro. La maggior parte degli imprenditori esperti che hanno aderito al programma
sono rimasti talmente entusiasti dello scambio
che hanno deciso di ripetere l’esperienza.
Si tratta senza dubbio di una collaborazione da
cui entrambe le parti possono trarre enormi benefici, poiché offre tanto agli uni quanto agli
altri nuove opportunità di mercato a livello europeo, la possibilità di individuare nuovi partner
commerciali e di scoprire modi diversi di fare
affari.
Sul lungo termine, i vantaggi potrebbero estendersi alla creazione di un’ampia rete di contatti
e alla decisione di continuare la cooperazione,
magari come partner stabili in affari (ad es. concludendo un accordo di joint venture, stipulando subcontratti, definendo rapporti di fornitura,
ecc.).
Come funziona il programma
Il programma “Erasmus per giovani imprenditori” è finanziato dalla Commissione europea
e opera su tutto il territorio dell’Unione grazie
alla collaborazione di centri di contatto locali
attivi nel settore del sostegno alle imprese (quali Camere di commercio, centri di appoggio alle
imprese start-up, incubatori di imprese, ecc.).
Le loro attività sono coordinate a livello europeo dall’Ufficio di Supporto del programma.
Approfondisci sulla FONTE: http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=2
Come partecipare
1 clic, 28 paesi europei, infinite opportunità
d’impresa
I neo-imprenditori e i professionisti già affermati che desiderano partecipare al programma
di scambio per imprenditori possono fare domanda usando lo strumento di iscrizione on-line
(http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.
php?pid=007). I candidati dovranno indicare
un centro di contatto locale, scelto, di regola, tra quelli attivi nel loro paese di residenza
(http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.
php?cid=06). Il ruolo del centro sarà quello di
guida e interlocutore di riferimento per tutto il
processo. I candidati che vivono in uno dei pochi
stati in cui non sono ancora disponibili centri di
contatto locali possono indicare nella domanda
un centro situato in un paese europeo di loro
scelta.
Cliccando sul link di seguito http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.php?cid=05 è possibile consultare l’elenco dei centri di contatto
locali che aderiscono al programma Erasmus per
giovani imprenditori.
Se la domanda verrà accettata, l’imprenditore
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potrà accedere al catalogo on-line in cui sono
raccolte tutte le candidature, per individuare
con l’aiuto del suo centro di contatto locale un
partner idoneo.
Consigliamo a tutti gli interessati di leggere attentamente la guida all’iscrizione prima di iniziare la registrazione
(guida per i nuoviimprenditori (http://www.
erasmus-entrepreneurs.eu/upload/NE%20registration%20guide%20-%20FINAL.pdf)
/guida
per gli imprenditori ospitanti (http://www.
erasmus-entrepreneurs.eu/upload/HE%20registration%20guide%20-%20FINAL.pdf), in modo da
procurarsi tutte le informazioni necessarie prima di cominciare.
Guida passo passo
Per partecipare al programma Erasmus per giovani imprenditori basta seguire questi semplici
passi:
1.Prepara i documenti necessari alla candidatura: curriculum vitae, lettera di motivazioni e,
solo se sei un nuovo imprenditore, un progetto
d’impresa;
2.Compila il formulario on-line (link) e presenta
il CV e il progetto d’impresa (quest’ultimo solo
se sei un nuovo imprenditore);
3.Avvia un rapporto con un nuovo imprenditore
o con un imprenditore ospitante. Puoi procedere in due diversi modi:
a) indicando al tuo centro di contatto locale un
imprenditore – nuovo o ospitante – con cui sei
già in contatto, o
b) consultando il catalogo on-line per cercare,
con l’aiuto del tuo centro di contatto locale, un
partner adeguato tra gli imprenditori nuovi e
ospitanti iscritti.
4.Concorda con il tuo partner – imprenditore
nuovo o ospitante – un progetto di lavoro e apprendimento (date, obiettivi e programma di attività dello scambio) e presentalo al tuo centro
di contatto locale;
5.Firma il documento sull’Impegno per la qualità: tutte le parti coinvolte nel programma devono sottoscrivere (con firma digitale) un progetto
16
di Impegno per la qualità (link). Se sei un nuovo
imprenditore devi, inoltre, concludere un accordo di finanziamento con il tuo centro di contatto
locale;
6.Comincia il tuo soggiorno all’estero: lo scambio può durare da 1 a 6 mesi e può essere suddiviso in intervalli di una settimana (l’esperienza,
tuttavia, deve concludersi entro un massimo di
12 mesi);
7.L’aiuto finanziario al nuovo imprenditore viene erogato in più pagamenti, nei termini e nei
modi stabili dall’accordo sottoscritto con il centro di contatto locale.
Il tuo centro di contatto locale
Nell’ambito del programma Erasmus per giovani
imprenditori, il tuo interlocutore principale sarà
il tuo centro di contatto locale. Si tratta di un
soggetto selezionato dalla Commissione europea per guidarti nelle varie fasi dello scambio: ti
consiglierà nella compilazione della domanda di
partecipazione, ti aiuterà a stabilire un rapporto di successo con un partner idoneo e ti fornirà
tutte le risposte di cui avrai bisogno.
Ti invitiamo a scegliere un centro di contatto
attivo nella regione o nel paese in cui risiedi. Se
vivi in uno dei pochi stati che ancora non dispongono di centri di contatto locali, puoi indicare
un centro di contatto situato in un paese europeo a tua scelta.
È possibile che ti venga offerta l’opportunità di
partecipare a un corso di formazione per prepararti all’esperienza.
Il tuo centro di contatto locale valuterà la tua
candidatura. Se questa verrà accettata, potrai
cominciare la ricerca di un partner. Il centro di
contatto dell’imprenditore ospitante fornirà appoggio anche al nuovo imprenditore, visitandolo
durante il soggiorno.
http://www.erasmus-entrepreneurs.eu/page.
php?cid=5
INIZIATIVE Ue IN BASILICATA
2019: le città italiane candidate a capitale europea della cultura – Matera è in lizza
Dopo Marsiglia (Francia) e Košice (Slovacchia)
quest’anno, le future Capitali europee della cultura saranno Riga (Lettonia) e Umeå (Svezia) nel
2014, Mons (Belgio) e Plzeň (Repubblica ceca) nel
2015, Donostia-San Sebastián (Spagna) e Wrocław
(Polonia) nel 2016, Aarhus o Sonderborg (Danimarca) e Nicosia o Paphos (Cipro) nel 2017. Per il
2018 si attende la decisione di Malta e Olanda e
poi toccherà a Italia e Bulgaria nominare le due
capitali culturali europee del 2019.
Il nostro paese esprimerà per la quarta volta un
ECoC (European Capital of Culture), dopo Firenze
nel 1986, Bologna nel 2000, Genova nel 2004.Una
ventina di città italiane aspiranti al titolo stanno dunque lavorando per presentare il dossier di
candidatura al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo entro il 20 settembre
2013, data da cui prenderà ufficialmente avvio la
prima fase di selezione.
Definito il pacchetto ristretto di candidate, a
inizio 2015 si avrà il verdetto finale, con conseguente proclamazione, da parte delle istituzioni
europee (Commissione europea e Consiglio).
Allo scopo, presso il Mibac è stato istituito il Punto di contatto nazionale per l’Azione comunitaria “Capitale europea della cultura (l’azione fu
istituita con la Decisione 1622/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre
2006, riguardante gli anni dal 2007 al 2019).
Il compito della capitale culturale: far dialogare
Il senso dell’azione, e quindi il compito della città che incarna la capitale europea della cultura,
è valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee, contribuendo a promuovere il dialogo interculturale e
la comprensione reciproca fra cittadini dell’Ue.
http://www.europarlamento24.eu/2019-le-citta-italiane-candidate-a-capitale-europea-dellacultura/0,1254,76_ART_3740,00.html
Matera è in lizza
Tra i Comuni che si preparano a concorrere per il
titolo di ECoC è presente quello di Matera
I partner e il team
La candidatura della città di Matera, avvenuta
nel 2011, è sostenuta unitariamente dalle princi-
pali istituzioni regionali. Il Comitato Matera 2019
è infatti costituito dal Comune di Matera, dalla
Regione Basilicata, dal Comune di Potenza, dalle
Province di Matera e Potenza, dalla Camera di
Commercio di Matera e dall’Università degli Studi della Basilicata.Presenti inoltre una serie di sostenitori privati e non, come Sviluppo Basilicata
SpA la Società finanziaria della Regione Basilicata
per la ricerca, creazione, sviluppo e internazionalizzazione delle PMI (ndr) e del territorio e la
Banca Popolare del Mezzogiorno. Sulla base delle
linee guida fornite dalla Commissione Europea,
il modello organizzativo prescelto da Matera per
realizzare il dossier di candidatura prevede un
Consiglio di Amministrazione, un Gruppo di lavoro e un Comitato Scientifico.
Il progetto e il budget
Come si legge sul sito ufficiale, l’intento di Matera 2019 è quello di “costruire una città aperta, che sappia dare carta bianca agli operatori
europei della cultura e dell’arte, e realizzare
con tre anni di progetto uno spazio disponibile
a tutti, fatto di infrastrutture economiche che
abbattono i costi, di infrastrutture operative che
rendono più facile realizzare le proprie idee, fatto di tecnologie che rendono rapide e condivise
le comunicazioni e i commenti”.
Il budget complessivo della candidatura sarà
di circa 2 milioni e mezzo di euro in tre anni,
con una quota principale investita dalla Regione Basilicata.A prescindere dall’esito della competizione, il lavoro sinergico portato avanti da
Matera 2019 si prefigge l’obiettivo di: migliorare
i collegamenti del trasporto nazionale e internazionale investendo nelle infrastrutture (anche di
tipo tecnologico), migliorare i servizi pubblici in
relazione ad efficienza energetica e raccolta rifiuti, potenziare le politiche educative e imprenditoriali con relativa nascita di nuove attività in
ambito creativo. Attività e investimenti inseriti
nell’ottica di dare al turismo, all’orgoglio cittadino e in generale alla città stessa un ulteriore slancio, che dimostri anche altrove quanto il
Sud Italia sia “un valore condiviso, mondiale e un
modello di convivenza”, così come un possibile
esempio di “nuovo modello culturale”.
Fonte:
h t t p : / / w w w. e u r o p a r l a m e n t o 2 4 . e u / m a tera-2019-una-citta-aperta/0,1254,76_
ART_3720,00.h
17
MATERA I SASSI, PRIMO SITO
DEL SUD PATRIMONIO UNESCO INCANTEVOLE LUOGO
D’ARTE DA VISITARE
E AMMIRARE
Comitato Matera 2019:
Perché la candidatura di Matera
2019
Noi vogliamo candidare la città di Matera.
E in quel noi c’è tutta la Basilicata.
Perché la nostra città può aspirare a rappresentare la cultura europea nel 2019?
Matera dagli anni ‘50 in poi è stata un importan18
te luogo di sperimentazione, di innovazione, di
attrazione di grandi cineasti e artisti, ma anche
di feconda ibridazione tra personalità esterne e
risorse locali.
Matera ha fatto grandi sforzi: da vergogna nazionale a prima città del Sud ad essere nominata
patrimonio dell’umanità; da città misconosciuta
ad una delle principali città d’arte da visitare; è
una città che ha messo in atto alcuni importanti
interventi di recupero, ma che non ha ancora
valorizzato il suo enorme potenziale culturale.
Candidarsi per il 2019 significa dotare Matera, la
nostra città, di un nuovo e forte impulso ideale
per una nuova fase della sua trasformazione. Significa infatti poter pensare a una città che passa da una fase in cui una opportunità perlopiù
già colta - quella di rendere fruibile il suo territorio storico, con i suoi contenuti architettonici
e culturali e con ampie ricadute turistiche - a
una nuova fase in cui da un lato punta ad attrarre stabilmente talenti culturali economici e
tecnologici e dall’altra si pone il problema della
sostenibilità diffusa di tale progetto.
Matera - cogliendo questa sfida, che sia vinta
o meno - può concretizzare la possibilità di diventare una delle principali città attrattive non
solo di turisti ma anche di preziose risorse mobili (talenti, industrie creative) e specializzarsi in
settori di servizi ad alto valore aggiunto.
La dimensione di Matera induce a pensare la
possibilità di nuovi modelli per città della sua
stessa tipologia in Europa e nel Mediterraneo,
ma anche nella fascia centroamericana, centro
africana e centro asiatica.
Quanto potrà essere sperimentato a Matera potrà divenire di esempio a livello mondiale, e non
potrà che essere un nuovo modello culturale di
progettare, fruire, comunicare città di piccole e
medie dimensioni.Ma oltre alla sperimentazione
sociale, tecnologica, ambientale, oltre alla sua
tipologia che la rende simili a tante città del
Sud del mondo che hanno voglia di dimostrare
che questo Sud è un valore, un valore condiviso,
mondiale, un modello di convivenza, noi vogliamo offrire anche un nuovo metodo per costruire
la sua candidatura e soprattutto un meccanismo
fortemente innovatore per i sistemi culturali.
Vogliamo costruire una città aperta, che sappia
dare carta bianca agli operatori europei della
cultura e dell’arte, e realizzare con tre anni di
progetto uno spazio disponibile a tutti, fatto di
infrastrutture economiche che abbattono i costi,
di infrastrutture operative che rendono più facile realizzare le proprie idee, fatto di tecnologie
che rendono rapide e condivise le comunicazioni e i commenti.Uno spazio culturale veramente
“aperto”, dove da tutta Europa si possa arrivare
e produrre un momento di alta cultura in maniera semplice e condivisa, con un pubblico attento
e preparato e delle istituzioni in grado di inserire sempre le singole attività in un progetto e in
una dimensione più allargata e avanzata, parte
costituente di una eredità dell’agire che è parte
integrante del progetto stesso di Capitale Europea della Cultura.
Chi siamo
Candidarsi a Capitale Europea della Cultura vuol
dire non tanto avere un’idea, al limite una buona o ottima idea, ma soprattutto costruire e realizzare una strategia unitaria che deve coinvolgere ed interessare tutti i 600.000 abitanti della
Basilicata. Per questo, la candidatura è sostenuta unitariamente dalle principali istituzioni regionali: il Comitato Matera 2019 è costituito dal
Comune di Matera, dalla Regione Basilicata, dal
Comune di Potenza, dalle Province di Matera e
Potenza, dalla Camera di Commercio di Matera
e dall’Università degli Studi della Basilicata.
È un Comitato a tempo, che esaurirà il suo compito al momento della scelta da parte dell’Italia
della città che rappresenterà il nostro paese nel
2019: il modello individuato è perciò quello del
Comitato di Scopo, ai sensi dell’art. 39 e ss. del
Codice Civile.
Il modello organizzativo prescelto per realizzare
il dossier di candidatura risponde alle Linee guida della Commissione Europea, in quanto assicura un forte ed unitario supporto delle Istituzioni
alla candidatura (Consiglio di Amministrazione)
e nel contempo assicura una autonomia operativa alla struttura di lavoro tecnica, coordinata dal Direttore del Comitato e supportata dal
Comitato Scientifico, che svolge le attività sulla
base di un piano di lavoro e di indirizzi concordati con il Consiglio di Amministrazione.
Fonte: http://www.matera-basilicata2019.it/
19
CHI SIAMO
da gennaio 2013 siamo un Centro pubblico locale di informazione e comunicazione europea con
sede a Matera presso Sviluppo Basilicata SpA,
società in house alla regione Basilicata selezionata dalla Commissione Europea per ospitare il
centro.
COSA OFFRIAMO
come punto locale di contatto offriamo informazioni per conoscere meglio le attività dell’Unione Europea, le sue priorità politiche, il suo funzionamento, la legislazione, i programmi, le
opportunità di finanziamento.
A CHI CI RIVOLGIAMO
ci rivolgiamo a cittadini, operatori economici
e sociali, imprese, organismi per la ricerca e il
volontariato, enti pubblici, organismi privati. In
breve il centro è a disposizione del largo pubblico.
IL NETWORK EUROPE DIRECT
Europe Direct Sviluppo Basilicata fa parte di una
rete di ca 500 Centri di Informazione sull’Ue
presenti in ogni paese dell’Europa, gestita dalla
Commissione Europea. In Italia sono attive ca 50
strutture coordinate dalla rappresentanza della
Commissione Europea in Italia. La rete Europe
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Direct comprende inoltre, oltre i suddetti Centri di informazione, 400 Centri di documentazione presso le Università e i Centri di ricerca
europei e 400 relatori esperti (Team Europe) in
grado di guidare interventi, workshop o dibattiti
in occasione di fiere e conferenze. L’obiettivo
essenziale della rete è di promuovere la cittadinanza partecipativa sia mediante i vari strumenti di comunicazione, sia interagendo con gli
Enti, i moltiplicatori e i media a livello locale
e regionale, stimolando il dibattito soprattutto
mediante conferenze ed eventi e canalizzando
verso l’Ue i feedback dei cittadini.
INFO
Per contattare il Servizio centrale di informazioni Europe Direct in qualsiasi lingua dell’UE n.
verde unico: 0080067891011
Per contattare la Rappresentanza dell’Unione
Europea in Italia: Via IV Novembre 14 – 00187
Roma – t. +39 06 699991
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