Titolo opera
materiale originale di Aldo Calieri
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sommario:
Le risorse umane nell’ “azienda-comune”
Ruolo, valorizzazione, impiego
Fabbisogni di formazione
Rilevazione, accertamento, proiezione, definizione
Pianificare la formazione – parte prima
Un approccio generale
Pianificare la formazione – parte seconda
Creare il proprio “sistema”
Project work
Definire due sistemi interattivi
materiale originale di Aldo Calieri
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Le risorse umane nell’
“azienda-comune”
ruolo, valorizzazione,
impiego delle risorse umane
nell’ “azienda-comune”.
L’ “azienda-Comune”
• … un approccio “nuovo”
•Il vero viaggio di
esplorazione non è la
ricerca di nuove terre,
ma vedere con occhi
nuovi!
•Marcel Proust
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le fonti (servizi pubblici e forme di gestione…)
•
•
DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000, N. 267
articolo 112 - Servizi pubblici locali
•
articolo 113 - Forme di gestione
– 1. Gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla
gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed
attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico
e civile delle comunità locali.
– 2. I servizi riservati in via esclusiva ai comuni e alle province sono stabiliti
dalla legge.
– 3. Ai servizi pubblici locali si applica il capo III del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 286, relativo alla qualità dei servizi pubblici locali e carte dei servizi.
– 1. I servizi pubblici locali sono gestiti nelle seguenti forme:
– a) in economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del
servizio non sia opportuno costituire una istituzione o una azienda;
– b) in concessione a terzi, quando sussistano ragioni tecniche, economiche e
di opportunità sociale;
– c) a mezzo di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di
rilevanza economica ed imprenditoriale;
– d) a mezzo di istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza
imprenditoriale;
– e) a mezzo di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente
capitale pubblico locale costituite o partecipate dall'ente titolare del pubblico
servizio, qualora sia opportuna in relazione alla natura o all'ambito territoriale
del servizio la partecipazione di più soggetti pubblici o privati;
– f) a mezzo di società per azioni senza il vincolo della proprietà pubblica
maggioritaria a norma dell'articolo 116.
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le fonti (qualità dei servizi pubblici …)
•
•
•
Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 286
"Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio
e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta
dalle amministrazioni pubbliche,
Art. 11.Qualità dei servizi pubblici
– 1. I servizi pubblici nazionali e locali sono erogati con
modalità che promuovono il miglioramento della qualità e
assicurano la tutela dei cittadini e degli utenti e la loro
partecipazione, nelle forme, anche associative, riconosciute
dalla legge, alle inerenti procedure di valutazione e definizione
degli standard qualitativi.
– 2. Le modalità di definizione, adozione e pubblicizzazione degli standard di
qualità, i casi e le modalità di adozione delle carte dei servizi, i criteri di
misurazione della qualità dei servizi, le condizioni di tutela degli utenti,
nonché i casi e le modalità di indennizzo automatico e forfettario all'utenza
per mancato rispetto degli standard di qualità sono stabilite con direttive,
aggiornabili annualmente, del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per
quanto riguarda i servizi erogati direttamente o indirettamente dalle regioni e
dagli enti locali, si provvede con atti di indirizzo e coordinamento adottati
d'intesa con la conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281.
– … omissis …
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6
le fonti (consumatori e utenti…)
Legge 30 luglio 1998, n. 281
"Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti”
articolo 1 - Finalita' ed oggetto della legge
– 1. … sono riconosciuti e garantiti i diritti e gli interessi individuali e
collettivi dei consumatori e degli utenti, ne e' promossa la tutela in
sede nazionale e locale, anche in forma collettiva e associativa, sono
favorite le iniziative rivolte a perseguire tali finalita', anche attraverso
la disciplina dei rapporti tra le associazioni dei consumatori e degli
utenti e le pubbliche amministrazioni.
– 2. Ai consumatori ed agli utenti sono riconosciuti come fondamentali
i diritti:
• a) alla tutela della salute;
• b) alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi;
• c) ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità;
• d) all’ educazione al consumo;
• e) alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali
concernenti beni e servizi;
• f) alla promozione e allo sviluppo dell'associazionismo libero,
volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti;
• g) all‘ erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e
di efficienza.
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le fonti (consumatori e utenti …)
Legge 30 luglio 1998, n. 281
"Disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti”
articolo 2 - Definizioni
– Ai fini della presente legge si intendono per:
• a) "consumatori e utenti": le persone fisiche
che acquistino o utilizzino beni o servizi per
scopi non riferibili all'attività imprenditoriale e
professionale eventualmente svolta;
• b) "associazioni dei consumatori e degli
utenti": le formazioni sociali che abbiano per
scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e
degli interessi dei consumatori o degli utenti.
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Un’azienda di servizi …
• … molto speciale
missione
progettazione
controllo
produzione
distribuzione
servizi
persone
fisiche
persone
giuridiche
org.ne amm.va
dello Stato
ambiente e
territorio
a.calieri
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produrre servizi
• La “meccanica”
della produzione
missione
obiettivi
prodotti
organizzazione
risorse
processi
diagrammi
di flusso
distinta
base
mansionigramma
funzionigramma
organigramma
a.calieri
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10
Il sistema di produzione dei servizi
• Il “sistema
essenziale” della
struttura di
produzione
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Il sistema di produzione dei servizi
• Il “sistema dei
pubblici”
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Il sistema di produzione dei servizi
• Il “sistema dei
macroambienti”
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… e allora…
… MARKETING !!!
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Le definizioni … storiche
• …“le attività che concorrono alla creazione di
utilità di luogo, di tempo e di possesso” cioè far
pervenire i beni dove sono richiesti, renderli disponibili quando il
consumatore li vuole, offrirli a chi ne può trarre il massimo
vantaggio (Converse, Elements of marketing,1958).
• … “il processo mediante il quale la tendenza della
domanda di beni e servizi, in una data società,
viene anticipata o sviluppata e soddisfatta
attraverso la concezione, lo scambio e la
distribuzione di tali beni o servizi” (Università Ohio:
“Marketing, still another definition”, Printer’s Ink, ottobre ’64)
• … “un processo sociale e manageriale mediante il
quale individui e gruppi ottengono ciò di cui
abbisognano e che desiderano, attraverso la
creazione, l’offerta e lo scambio di prodotti e valori
con altri” (Kotler, Marketing management, 1991)
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il marketing …
• …nell’evoluzione del concetto
PERIODO
DISPONIBILITA’
DI BENI
PREOCCUPAZIONE
PRIORITARIA
STRUMENTI
TIPICI
OBIETTIVO
PIONIERISTICO
(’45-’60)
Limitata
sufficiente
Efficienza
produttiva
Distribuzione
Accento su
vendite e
distribuzione
Massimizzazione
dei volumi di
vendita
CLASSICO
(’60-’75)
Sufficiente
abbondante
Consumatore
Analisi delle
aspettative del
consumatore
Profitto
attraverso la
soddisfazione del
consumatore
COMPETIZIONE
(’75-…)
Eccedente
Concorrenza
Analisi
competitiva e
ricerca
dell’eccellenza
Conquista della
preferenza del
consumatore
rispetto alla
concorrenza
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il marketing …
• …in estrema sintesi
funzioni tecniche
scegliere
pianificare
chi
cosa
verificare
agire
soggetti
missione
operazioni
azioni
mercato
feed back
come
qualità
quando
dove
apprezzamento
perché
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… e il “marketing pubblico”
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Il “marketing mix”
• Le “quattro P”…
P
PRODOTTO
l’ insieme delle caratteristiche del servizio e delle
specificità della sua “presentazione”
P
PROMOZIONE
le modalità e i contenuti con cui si “informano” i
destinatari (e non solo quelli) sulle caratteristiche e sulla
fruibilità del servizio
P
DISTRIBUZIONE
le modalità, i “luoghi”, gli strumenti etc. per l’effettiva
erogazione del servizio
P
PREZZO
(placement)
il “costo”, in termini di impegno, di tempi, di eventuali
effettivi esborsi finanziari, etc., che il fruitore deve di fatto
sopportare
• …più due…
P
POTERE
l’ insieme delle relazioni politiche, manageriali, industriali,
etc. che consente una “strategia di pressione”
P
PUBBLICHE
RELAZIONI
l’ insieme dei mezzi per coltivare un orientamento
favorevole degli “opinion leader” e quindi della pubblica
opinione
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Il “marketing mix”
• …più una:
P
PERSONALE
(risorse umane)
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l’ insieme delle caratteristiche tecniche, organizzative,
concettuali, professionali, umane del personale impiegato
nell’analisi, nella progettazione, nella produzione, nella
distribuzione dei servizi, nonché nel controllo qualitativo e
quantitativo degli stessi e nella rilevazione e circolazione
delle informazioni di feed-back
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La settima “P”
• La risorsa
umana
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Le “qualità” del personale
•
•
•
•
•
Personalità
Professionalità
Potenzialità
Progettualità
Performance
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Il comportamento dell’utente
• Le “sei O”
O
OGGETTI
di quali servizi usufruiscono le varie
tipologie di destinatari
O
OBIETTIVI
per quali motivi l’utente vuole usufruire
dei diversi servizi
O
ORGANIZZAZIONE
attraverso chi l’utente tende a fruire dei
servizi
O
OPERAZIONI
(di chi fruisce)
in che modo l’utente fruisce dei servizi
O
OCCASIONI
in quali circostanze
O
OUTLETS
(punti di fruizione)
rivolgendosi a quali “punti” di erogazione
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… dunque…
• … una struttura “umana”
• … basata su risorse “umane”
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L’ “intervento umano” sulla struttura
• Le “aree di intervento”
missione
area della
gestione
strategica
obiettivi
prodotti
organizzazione
area del
know-how
risorse
processi
diagrammi
di flusso
distinta
base
mansionigramma
funzionigramma
organigramma
area delle
capacità
a.calieri
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L’ approccio col servizio
• … un modello che cambia
Il “modello”
Il “significato”
La “posizione”
essere al servizio
fornire un servizio
fare un lavoro per
“qualcuno”
offrire una soluzione
a un problema
dipendenza
sudditanza
mutuo beneficio
-
L’ “approccio
psicologico”
inferiorità
paritario
L’ “approccio
sostanziale”
paternalistico
aziendalistico
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management
• … il “MbO” è possibile !
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stili di
leadership
• la leadership
“situazionale”
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“fisiologia” del servizio
• il servizio
– il “nucleo”
– la “parte
variabile”
– l’ “interfaccia”
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“fisiologia” del servizio
• le “relazioni
fisiologiche”
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Obblighi
aspettative
necessità
soddisfazione
… armonizzare
è possibile !
Obblighi …
• un “sistema di produzione” multi - prodotto e
multi - utente, ma anche…
persone
fisiche
progettare
persone
giuridiche
produrre
distribuire
prodotti
servizi
leggi
controllare
ambiente
territorio
organ.ne
Stato
a.calieri
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… e ancora obblighi
• un “sistema di comunicazioni” multi - contenuti,
multi - mediale e multi - target…
persone
fisiche
progettare
persone
giuridiche
produrre
distribuire
prodotti
servizi
leggi
controllare
ambiente
territorio
comunicare
organ.ne
Stato
qualità
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a.calieri
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le aspettative
• due “sistemi di
aspettative” che si
fronteggiano:
– le “aspettative
della
distribuzione”
– le “aspettative
della fruizione”
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la necessità
• conoscere i due “sistemi di aspettative”
per:
– ottimizzarne le caratteristiche
– armonizzarli
• al loro interno
• fra sistemi
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la “soddisfazione”
• L’ “imperativo categorico” :
– Non è definire il cambiamento e attuarlo
– È gestire il cambiamento (soprattutto il
suo “lato umano”). Quindi facilitarlo.
Cioè:
• Creare team per il cambiamento
strategico
• Creare team per il cambiamento
esteso
• Creare facilitatori
• Metterli al lavoro
• Sì ai brain storming, purchè
accompagnati (seguiti) da briefing e
sessioni di verifica.
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36
Fine della parte:
Le risorse umane nell’ “azienda-comune”
Ruolo, valorizzazione, impiego
Per accedere alla parte seguente:
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Per uscire:
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Fabbisogni di
formazione
Rilevazione,
accertamento,
proiezione,
definizione
formazione
• per condividere un concetto di
formazione, confrontiamoci su:
– gli obiettivi: ………
– gli strumenti: ……..
– i risultati: …….
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formazione: gli obiettivi
• quali obiettivi ?
– osservare il panorama della cultura
professionale di settore?
– sviluppare le capacità individuali?
– affinare le abilità professionali?
– migliorare il lavoro di gruppo?
– accrescere la motivazione?
– ottimizzare le performance?
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formazione: gli strumenti
• quali strumenti ?
–
–
–
–
–
–
–
convegni e tavole rotonde?
libri, riviste, multimedia?
corsi su temi specifici?
seminari?
autoformazione?
f.a.d.?
gruppi di lavoro?
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formazione: i risultati
• quali risultati ?
– come definirli?
– come fissare il grado di successo, in
termini di indicatori e di soglie?
– come storicizzarli e renderli
durevoli?
– come estenderli e svilupparli nel
tempo?
– come gestire il cambiamento
organizzativo?
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Obiettivo: performance ! (ma
non solo performance)
• qualità nella prestazione
–
–
–
–
–
certezza del ruolo
motivazione nella funzione
soddisfazione nell’ attività
conoscenze “tecniche”
informazioni “ambientali e di
contesto”
– risorse adeguate
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dalla conoscenza all’ attività ...
…e ritorno
•
•
•
•
attività
elementi (azioni-operazioni)
performance
conoscenze
elemento
attività
elemento
performance
elemento
performance
performance
conoscenze
conoscenze
conoscenze
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un approccio alla razionalizzazione
della conoscenza
• la trascrizione in
un data-base
• l’indicizzazione
• le relazioni fra i
“livelli”
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attività
tab 1
elemento
tab 2
performance
tab 3
conoscenze
tab 4
45
l’ analisi delle conoscenze
attività
• l’ elaborazione delle
“conoscenze”
indicate
– il “knowledge”
professionale
– le informazioni
ambientali e di
contesto
tab 1
elemento
tab 2
performance
tab 3
conoscenze
tab 4
tab 5
knowledge
professionale
materiale originale di Aldo Calieri
informazioni
ambientali e
di contesto
tab 6
46
un elenco di “conoscenze”
necessarie
•
attività
creazione di un
“data-base” di
elemento
“conoscenze”
– ritenute
necessarie per
performance
lo svolgimento
di determinate
conoscenze
attività
– utili per la
definizione di
specifici
informazioni
percorsi
knowledge
ambientali e
professionale
formativi
di contesto
materiale originale di Aldo Calieri
tab 1
elenco delle
conoscenze
utili a
definire
percorsi
formativi
tab 2
tab 3
tab 4
tab 5
tab 6
47
“conoscenze”
who
• …elementi del
“knowledge
management”
what
how
knowledge
when
why
where
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“knowledge professionale” e
“informazioni d’impresa”
• …elementi
indispensabili
per una
cultura
“cultura
d’impresa” professionale
cultura
d' impresa
informazioni
d' impresa
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priorità a base della definizione di
percorsi formativi
• dare la priorità a
knowledge
– carenze di
knowledge =
scelta di
efficienza
performance
– aspettative di
risultati = scelta
di efficacia
elemento
– una “mediazione”
di ordine
economicistico
attività
carenze
elevate
efficienza
economicità
alte
aspettative
di risultati
efficacia
a.calieri
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50
…percorsi e effetti “di ritorno”
per esempio
• dalla “cultura
professionale”
all’arricchimento
della “cultura
d’impresa”
• … e viceversa
gestione
azioni
destinatari
knowledge
d'impresa
progettazione
azioni
knowledge
professionale
planning
azioni
knowledge
management
innovazione
e tendenze
a.calieri
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51
attori e azioni
• il tutor
• il coach
• l’istruttore
obiettivi
aziendali
"struttura"
dedicata
tutor
coach
istruttore
operatore
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attori e azioni
•
tutor
–
–
•
coach
–
–
•
tueor: curare, prendersi cura di…
posizione “aziendale” (possiede “le chiavi” della “cultura d’impresa”, trasferisce
valori etici, elabora obiettivi non solo tecnico-strategici, ma anche “morali”)
allenatore
pozione “professionale” (è un ottimo conoscitore di un definito “kow-how
professionale”, spesso ha un passato di successo in quella disciplina, riesce a
trasferire, sviluppare e verificare tale disciplina ai suoi “allenati”)
istruttore
–
–
instruo: istruire, preparare a, rendere abile
posizione “tecnica” (è particolarmente abile nella gestione ritenuta ottimale di
determinati “processi” o “azioni” ed è dimostratamente abile anche nell’illustrare
ad altri le modalità, gli accorgimenti, le attenzioni, etc. con le quali tali processi o
azioni si attuano “a regola d’arte”)
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53
Fine della parte:
Fabbisogni di formazione
Rilevazione, accertamento, proiezione,
definizione
Per accedere alla parte seguente:
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54
Pianificare la
formazione
Parte 1
Un approccio
generale
Un’ “agenzia” interna
• Committenza, destinatari, mercato dell’offerta
• Il prodotto e i suoi effetti
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56
Dagli obiettivi strategici al planning per
lo sviluppo delle risorse umane
• Decisori e decisioni
• La variabile economico-finanziaria
• Il quadro delle variabili nel processo di
definizione del planning
– Il livello di maturità nelle risorse umane dell’
Ente
– I “sistemi della produzione”: il sistema
essenziale dell’ Ente, i pubblici, i
macroambienti
– I bilanci delle competenze
– Il mercato della formazione
– Le informazioni da repertori
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57
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle risorse
umane
- decisori e decisioni
• Organizzazione e
risorse
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58
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle risorse
umane
- decisori e decisioni
• Servizi,
erogazione,
risultati
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59
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- decisori e decisioni
• Direzione
politica
• Direzione
generale
• Direzione
specifica
materiale originale di Aldo Calieri
60
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- la variabile economico-finanziaria
• …il “budget”
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61
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle risorse
umane
- Il quadro delle variabili nel processo di
definizione del planning
•
•
•
•
•
Il livello di
maturità delle
risorse umane
Il “sistema della
produzione”
I bilanci delle
competenze
Il mercato della
formazione
Le informazioni
da repertori
materiale originale di Aldo Calieri
62
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- le variabili:
• …il livello di
maturità nelle
risorse umane
dell’ Ente
materiale originale di Aldo Calieri
63
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- le variabili:
•
Il “sistema della
produzione”:
– Il “sistema
essenziale dell’
Ente”
– Il “sistema dei
pubblici”
– Il “sistema dei
macroambienti”
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64
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- le variabili:
• I “bilanci delle
competenze”
materiale originale di Aldo Calieri
65
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle
risorse umane
- le variabili:
• Il “mercato
della
formazione”
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66
Dagli obiettivi strategici al planning per lo sviluppo delle risorse
umane
- le variabili:
• Le “informazioni
da repertori”
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67
Il “lavoro d’agenzia”
• Il quadro d’insieme delle attività
• La progettazione delle azioni
• Programmazione e preparazione
delle azioni
• Gestione delle azioni
• Monitoraggio delle azioni
• Rendicontazione e valutazione
delle azioni
• Storicizzazione delle azioni
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68
Il “lavoro d’agenzia”:
- il quadro d’insieme delle attività
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69
Il “lavoro d’agenzia”:
- la progettazione delle azioni
• La
“definizione
dell’iniziativa”
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70
Il “lavoro d’agenzia”:
- programmazione e preparazione delle
azioni
• Le
“operazioni”
in dettaglio
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71
Il “lavoro d’agenzia”:
- la gestione delle azioni
• L’
andamento
delle
“attività”
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72
Il “lavoro d’agenzia”:
- il monitoraggio delle azioni
• Lo svolgimento
delle attività di
verifica,
controllo,
valutazione
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73
Il “lavoro d’agenzia”:
- la rendicontazione e la valutazione
delle azioni
•
le valutazioni
complessive e
conclusive:
– organizzative
– d’efficacia
– d’economicità
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74
Il “lavoro d’agenzia”:
- la storicizzazione delle azioni
• Registrare
obiettivi, percorsi
e risultati… per
non disperdere
l’esperienza
concretizzata
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75
Il “lavoro d’agenzia”:
- la gestione delle informazioni
comportamento dell' Ente
osservazione
esistenza
indirizzi
agenti
interni
tipologie di
azioni
contenuti
azioni
agenti
esterni
docenti
aule
supporti
tecnologici
registrazione
fruitori
sistema dei
repertori e delle
informazioni
d'agenzia
supporti
metodologici
registrazione
comportamento del mercato
offerta
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tendenze
a.calieri
76
Il “lavoro d’agenzia”:
- il sistema informativo
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77
La struttura organizzativo –
funzionale
• Un quadro generale delle funzioni e dei
soggetti
• La “direzione di struttura”
• Le funzioni di staff
– La gestione del “sistema informativo di struttura”
– La gestione della “rendicontazione”
• Le funzioni di line
–
–
–
–
Il marketing
La progettazione
L’erogazione
Il monitoraggio
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78
La struttura organizzativo-funzionale:
- Un quadro generale delle funzioni
e dei
soggetti
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79
La struttura organizzativo-funzionale:
- la direzione di struttura
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80
La struttura organizzativo-funzionale:
- le
funzioni di staff
• La gestione del “sistema
informativo di struttura”
• La gestione della
“rendicontazione”
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81
La struttura organizzativo-funzionale:
- le funzioni di staff
• La gestione del “sistema
informativo di struttura”
materiale originale di Aldo Calieri
82
La struttura organizzativo-funzionale:
- le funzioni di staff
• La gestione della
“rendicontazione”
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83
La struttura organizzativo-funzionale:
- le
funzioni di line
•
•
•
•
Il marketing
La progettazione
L’ erogazione
Il monitoraggio
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84
La struttura organizzativo-funzionale:
- le funzioni di line
• Il marketing:
– indagini e studi
– azioni
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85
La struttura organizzativo-funzionale:
- le
funzioni di line
• La progettazione:
– ideazione
– definizione
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86
La struttura organizzativo-funzionale:
- le
funzioni di line
• L’ erogazione:
– programmazione
– gestione
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87
La struttura organizzativo-funzionale:
- le
funzioni di line
• Il monitoraggio:
– azione formale
– azione sostanziale
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88
Fine della parte:
Pianificare la formazione – parte prima
Un approccio generale
Per accedere alla parte seguente:
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Per uscire:
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89
Pianificare la
formazione
Parte 2
… creare il
proprio
“sistema”
in pratica…
• occuparsi di
formazione o,
peggio,
sovrintendere allo
sviluppo delle
risorse umane in
un’azienda o in un
Ente…
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91
significa…
• svolgere
molte e
spesso
eterogenee
attività
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92
… significa
• conoscere missione
e obiettivi strategici
dell’azienda
materiale originale di Aldo Calieri
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… significa
• individuare
soggetti,
caratteristiche,
bisogni
materiale originale di Aldo Calieri
94
ma significa anche
• agire,
– progettando,
– calcolando,
– confrontandosi con
• colleghi
• destinatari
• società,
• docenti, etc.
– producendo
• documenti cartacei
• documenti multimediali
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95
… quasi sempre
• incalzati da
tempi stretti e…
• in mezzo a
informazioni e
supporti non
sempre coerenti
materiale originale di Aldo Calieri
96
… e, infine,
• dopo aver “fatto
uscire il coniglio
dal cilindro” …
• valutare le azioni
svolte e
rendicontarle
• verificare i
risultati raggiunti
materiale originale di Aldo Calieri
97
Spesso, durante l’incalzare
di questi processi …
• …capita di
pensare
che…quello
stesso coniglio, o
uno molto simile,
l’abbiamo già fatto
uscire da altri
cappelli…
materiale originale di Aldo Calieri
98
Basterebbe individuare…
• … qual era, di preciso,
l’iniziativa che ci sembra
di ricordare
• … quali contenuti
venivano trattati, e come
• … chi erano i destinatari
e quali risultati si ebbero
• … i docenti, i tutor, gli
organizzatori,
• … i “supporti” utilizzati
…
materiale originale di Aldo Calieri
99
La soluzione…
• … c’è !
• Individuarla è banale e
scontato;
• meno banale è
–articolarne le specifiche e
–progettare e gestire i
processi per la sua
attuazione
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100
Costruire la “casa della memoria”
• cioe’…
– Rastrellare
– Ammucchiare
– Catalogare
– Integrare
– Omologare
– Archiviare
– Regolamentare
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101
Rastrellare
• Reperire tutti i materiali
– in qualunque modo
connessi con iniziative
formative progettate e/o
svolte o
– comunque aventi
attinenza con azioni o
attività formative
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102
Ammucchiare
• Acquisire e radunare in un unico
luogo
– tutti i materiali “rastrellati”,
– organizzandoli intanto per
tipologie di “oggetto”;
Per es.:
• Dispense
• Relazioni e rendiconti
• Lucidi
• Videocassette, cd, etc.
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103
Catalogare
• redigere un “piano di classificazione”,
definendo gli “elementi di identificazione”
degli oggetti
Per es.:
– Iniziativa (numero, data, etc.)
– Destinatari
– Obiettivi
– Contenuti
– Risultati
– Tipi di oggetto
– Docenti
– Coordinatori/direttori
– Tutor
– …
• “etichettare” in conseguenza gli oggetti
reperiti
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104
Integrare
• Ove necessario,
– svolgere ulteriori ricerche
mirate (per es. di documenti
palesemente mancanti),
ovvero
– ricostruire,
– calcolare
– fare un po’ di “taglia-incolla”,
– etc.
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105
Omologare
• Definire gli standard più
opportuni per i diversi
documenti, cartacei e
multimediali
• Adeguare i documenti a tali
standard, mediante i necessari
“trasferimenti” (per es.:
scannerizzazione,
digitalizzazione di video
analogici, etc.)
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106
Archiviare
• definire gli spazi fisici
e/o virtuali nei quali
conservare i documenti
• definire le modalità di
input, di conservazione e
di output dei documenti.
• eseguire l’input e
rendere attivabili le altre
funzioni
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107
Regolamentare
• Definire le regole per l’
accesso e l’ attivazione delle
diverse funzioni di gestione
e manutenzione dell’
archivio, di information
retrieval e di output
• Individuare le competenze e
le responsabilità connesse
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108
un’ ipotesi costruttiva
2
1
repertorio
iniziative
svolte
repertorio
destinatari
1.3
repertorio
docenti
repertorio
esiti
1.4
1.1
1.2
repertorio
supporti
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formateca
3
profili di
fabbisogno
percorsi
formativi
e
supporti
2.1
conoscenze
3.1
competenze
3.2
profili
professionali
3.3
109
Sviluppiamo l’ipotesi:
proviamo a definire il
“nostro” sistema di
supporto alla formazione
professionale!!
cosa vogliamo:
• Un sistema che…
– consenta, sì, la
“memorizzazione” delle
azioni formative svolte, ma
che sia soprattutto una
opportunità per gli addetti e gli
interessati alla formazione,
non un ulteriore vincolo!
quindi
– sia di supporto per l’
organizzazione e la logistica
nella formazione
– aiuti a definire e gestire il
fabbisogno formativo
organizzazione e
logistica (1)
– agevoli la definizione e la
gestione delle iniziative
formative
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definizione e gestione
delle iniziative (3)
"storia"
degli
interventi
formativi
definizione e gestione
del fabbisogno formativo
(2)
111
cosa dobbiamo realizzare:
• Prioritariamente, occorre definire in
dettaglio un sistema organizzativofunzionale dedicato alla progettazione,
alla programmazione, alla gestione, al
controllo e alla storicizzazione delle
azioni formative
• In parallelo, è necessario mettere a punto un
sistema di supporto informatico al sistema
anzidetto, che curi in particolare:
– l’ organizzazione generale e la logistica
– la definizione e la gestione del fabbisogno
formativo
– la definizione e la gestione delle iniziative
– la “storicizzazione” delle iniziative formative
– la fruizione della “storia delle iniziative
formative”
– la “vetrina” della “storia delle iniziative
formative”
materiale originale di Aldo Calieri
112
l’ organizzazione generale e la
logistica
• vengono definite e “supportate”
informazioni e attività, concernenti
l’organizzazione generale della
struttura dedicata alla formazione
professionale. tali sono:
– i piani di classificazione delle
iniziative
– gli immobili e i locali utilizzabili
– gli agenti interni impiegabili in
diversi ruoli e diverse azioni
– gli agenti esterni impiegabili per lo
svolgimento di attività predefinite
– i docenti utilizzabili
– i supporti didattici necessari e
disponibili
materiale originale di Aldo Calieri
funzioni dedicate
(1)
organizzazione
generale e
logistica
(1)
113
la definizione e la gestione del fabbisogno
formativo
• vengono strutturate e “supportate” le azioni che
consentono di
– definire le caratteristiche dei destinatari di
specifiche iniziative formative, in base alle
connotazioni
• della cultura professionale dei destinatari
stessi,
• dei profili professionali ottimali attesi,
• delle conoscenze richieste,
• delle performance programmate
– prevedere i vincoli di fruizione
funzioni dedicate
(1)
funzioni dedicate
(2)
organizzazione
generale e
logistica
(1)
materiale originale di Aldo Calieri
definizione e
gestione del
fabbisogno
formativo
(2)
114
la definizione e la gestione delle iniziative
• Vengono strutturate e “supportate” le azioni che consentono di
– progettare e
– programmare
• le iniziative formative nella loro essenza e nell’
articolazione di obiettivi, contenuti, risultati attesi e
modalità di monitoraggio e verifica
• la fruizione dell’ iniziativa da parte dei destinatari della
stessa
funzioni dedicate
(1)
funzioni dedicate
(2)
organizzazione
generale e
logistica
(1)
funzioni dedicate
(3)
materiale originale di Aldo Calieri
definizione e
gestione del
fabbisogno
formativo
(2)
definizione e
gestione delle
iniziative
(3)
115
la “storicizzazione” delle iniziative formative
•
Vengono strutturate e
“supportate” le azioni che
consentono di
– registrare e,
funzioni dedicate
successivamente,
(1)
– editare
organizzazione
generale e
• le azioni formative
logistica
(1)
svolte
• la fruizione verificatasi
in termini quantitativi
(presenze, etc.) e
funzioni dedicate
definizione e
qualitativi (esiti di
(3)
gestione delle
iniziative
verifiche, test, etc.)
(3)
• le valutazioni a corredo
– conservare tali
informazioni
funzioni dedicate
(2)
definizione e
gestione del
fabbisogno
formativo
(2)
"storia" degli
interventi
formativi
(4)
materiale originale di Aldo Calieri
funzioni dedicate
(4)
116
la fruizione della “storia delle iniziative
formative”
• si possono
rendere
disponibili tutte
le informazioni
“storicizzate”,
prioritariamente
per la struttura e
per le funzioni
dedicate alla
formazione del
personale…
funzioni dedicate
(1)
funzioni dedicate
(2)
organizzazione
generale e
logistica
(1)
funzioni dedicate
(3)
definizione e
gestione del
fabbisogno
formativo
(2)
definizione e
gestione delle
iniziative
(3)
accesso alla "storia"
e a "sistemi collegati"
(5)
"storia" degli
interventi
formativi
(4)
funzioni dedicate
(4)
materiale originale di Aldo Calieri
117
la “vetrina” della “storia delle iniziative
formative”
• …poi, per tutti gli autorizzati che vi abbiano
interesse…
funzioni dedicate
(1)
funzioni dedicate
(2)
organizzazione
generale e
logistica
(1)
funzioni dedicate
(3)
definizione e
gestione del
fabbisogno
formativo
(2)
definizione e
gestione delle
iniziative
(3)
accesso alla "storia"
e a "sistemi collegati"
(5)
"storia" degli
interventi
formativi
(4)
funzioni dedicate
(4)
materiale originale di Aldo Calieri
utilizzatori "esterni"
(6)
118
Fine della parte:
Pianificare la formazione – parte seconda
Creare il proprio “sistema”
Per accedere alla parte seguente:
Per tornare all’indice:
Per uscire:
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119
Programmare
la formazione
Un “project work”:
definire due sistemi
interattivi
I sistemi proposti
• Il sistema per la qualità:
– Il sottosistema per la struttura
organizzativo-funzionale
– Il sottosistema per le risorse
– Il sottosistema per i processi
• Il sistema per la formazione:
– Il sottosistema per la progettazione delle
iniziative formative
– Il sottosistema per la programmazione
delle azioni
– Il sottosistema per l’ osservazione e il
controllo delle azioni
– Il sottosistema per la storicizzazione delle
azioni svolte e degli esiti riscontrati
– Il sottosistema per le indagini sulle
iniziative concluse
materiale originale di Aldo Calieri
121
Il sistema per la qualità
• definisce essenza e reciproche relazioni e
interazioni di:
– struttura organizzativo-funzionale
– risorse
– processi
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122
sistema per la qualità:
la struttura organizzativo-funzionale
• Il sottosistema
supporta la
definizione di:
– funzionigramma
(nell’ottica
organizzativa)
– piano dei centri di
costo (nell’ottica del
controllo di gestione)
– titolario d’archivio
(nell’ottica della
gestione dei flussi
documentali)
materiale originale di Aldo Calieri
123
sistema per la qualità:
le risorse
• Il sottosistema supporta la
definizione di:
– repertorio delle risorse, sia umane che
strumentali (nell’ottica organizzativa)
– piano dei fattori produttivi (nell’ottica
del controllo di gestione); si osservi
che questo interagisce – in un’ ottica
contabile e patrimoniale - col piano dei
conti e con gli inventari (questi ultimi
anche nell’ottica organizzativa)
materiale originale di Aldo Calieri
124
sistema per la qualità:
i processi
• il sottosistema supporta la
definizione di:
– attività, per ciascuna delle quali
possono essere definiti:
• lay-out, ovvero la sequenza – o il
diagramma – delle
operazioni/azioni, e
• distinta-base, ovvero l’elenco
qualitativo e quantitativo delle
risorse impiegate nello
svolgimento delle singole
operazioni/azioni necessarie per
produrre un’unità di prodotto
– modalità, che sono di fatto la
trascrizione ragionata di lay-out e
distinta-base
– competenze, o più esattamente
performance attese, desumibili dagli
elementi che precedono
materiale originale di Aldo Calieri
125
Il sistema per la formazione
• definisce essenza e reciproche
relazioni e interazioni di:
– funzioni e azioni finalizzate alla
progettazione delle iniziative formative
– funzioni e azioni finalizzate alla
programmazione delle operazioni previste
nelle diverse iniziative formative
progettate
– funzioni e azioni finalizzate all’
osservazione e al controllo delle
operazioni nel corso del loro svolgimento
– funzioni e azioni finalizzate alla
storicizzazione delle azioni svolte e degli
esiti riscontrati
– funzioni e azioni finalizzate allo
svolgimento di indagini sulle iniziative
concluse
materiale originale di Aldo Calieri
repertori
piani di
classificazione
progettazione
programmazione
monitoraggio
storicizzazione
indagini
domande diverse
126
sistema per la formazione:
la progettazione
• Il sottosistema supporta la
definizione e la
manutenzione di:
– elementi organizzativi (piani
di classificazione)
– repertori (risorse interne e
esterne)
– anagrafe delle iniziative
(finalità, articolazione della
struttura, tipologia di fruitori
e di risorse, etc.)
materiale originale di Aldo Calieri
repertori
piani di
classificazione
anagrafe
delle iniziative
progettazione
analisi
e gestione
e indagini
analisi
analisi
e indagini
e indagini
127
sistema per la formazione:
la programmazione
• il sottosistema supporta la definizione
e la manutenzione di:
fruitori
risorse
diverse
– corpo dei fruitori (eventuale
docenti
suddivisione in gruppi e sottogruppi)
e assimilati
– docenti e assimilabili (interni e esterni)
– risorse diverse (risorse interne e
esterne)
programmazione
– calendario delle iniziative (finalità,
articolazione della struttura, tipologia di
fruitori e di risorse, etc.)
funzioni
articolazione
– utilità diverse (std di lettere di
d'utilità
e programmi
comunicazione, registri, modulistica
calendari
varia, …)
e scadenze
materiale originale di Aldo Calieri
128
sistema per la formazione:
il monitoraggio
• il sottosistema supporta la
definizione e la manutenzione di:
– presenze (dei fruitori, dei docenti e
delle risorse programmate)
– gradimento (da parte dei fruitori
riguardo all’iniziativa nelle sue
presenze
diverse fasi e verso le diverse
componenti organizzative e
didattiche)
– coerenza (dell’andamento rispetto
alle specificità dell’iniziativa
esiti
progettata ed ai risultati attesi)
delle
fasi
– esiti (i risultati in termini di profitto
riscontrato, di possibili debiti e/o
crediti, ...)
materiale originale di Aldo Calieri
gradimento
coerenza
monitoraggio
profitto
129
sistema per la formazione:
la storicizzazione
• il sottosistema supporta la
definizione e la manutenzione di:
– Conclusioni organizzative
(presenze/assenze; risorse
impiegate, etc.)
– Conclusioni economiche (costi
riscontrati)
– Conclusioni didattico-formative
(variazioni nelle competenze
acquisite, eventuali nuovi profili,
eventuali legami con altre iniziative,
…)
– Valutazioni aggiuntive (grado di
successo dell’iniziativa, prestazioni
delle diverse risorse, utilità e
implementabilità dei materiali
realizzati e/o acquisiti, …)
materiale originale di Aldo Calieri
130
sistema per la formazione:
le indagini
• il sottosistema supporta la definizione
e la manutenzione di:
– funzioni di ricerca e reportistica su:
• aspetti organizzativi (presenze/assenze;
risorse impiegate, etc.)
• aspetti economici (costi riscontrati)
• aspetti didattico-formativi (variazioni nelle
competenze acquisite, eventuali nuovi
profili, eventuali legami con altre iniziative,
…)
• aspetti qualitativi diversi (grado di successo
dell’iniziativa, prestazioni delle diverse
risorse, utilità e implementabilità dei
materiali realizzati e/o acquisiti, …)
– funzioni di aggiornamento su:
• repertori (vedasi progettazione e
programmazione)
• “fascicoli” individuali dei fruitori
materiale originale di Aldo Calieri
131
Fine dell’opera
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Per uscire:
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La risorsa umana - Comune di Grosseto