ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA Ufficio stampa Rassegna stampa 30 dicembre 2013 Responsabile: Claudio Rao (tel. 06/32.21.805 – email: [email protected]) 1 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA SOMMARIO Pag. 5 AVVOCATI: Rimborso ancora escluso per le spese a forfait (Il Sole 24 Ore) Pag. 4 AVVOCATI: Penalisti in sciopero a gennaio: basta intercettare le nostre conversazioni con gli assistiti (Mondoprofessionisti) Pag. 5 AVVOCATI: Gli avvocati saranno collegati ai tribunali per via telematica (Il Giornale) Pag. 6 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Sindaco Bassano del Grappa, scandalosa chiusura tribunale (Adnkronos) Pag. 7 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Tribunale di Lanciano, un corteo per evitarne la chiusura (Abruzzo 24 Ore) Pag. 8 GEOGRAFIA GIUDIZIARIA: Lucchetti per 947 uffici giudiziari: D’Ortona, referendum abrogativo (Il Corriere d’Abruzzo) Pag. 9 COSTI GIUSTIZIA: Giustizia più cara dal nuovo anno (Italia Oggi Sette) Pag.11 COSTI GIUSTIZIA: Arriva un'altra tassa per iscriversi all'esame forense (Italia Oggi Sette) Pag.12 TEMPI GIUSTIZIA: Giustizia civile lumaca: ritardi pari a 680 mila anni (Il Giornale) Pag.15 TEMPI GIUSTIZIA: La giustizia? Lenta e cara. Costa allo stato 340 milioni di Luca Fazzo (Il Giornale) Pag.18 CARCERI: Detenuti in calo, ma iter in salita per il decreto svuota celle (Il Messaggero) Pag.19 CARCERI: Carcere preventivo, il governo accelera (Il Sole 24 Ore) Pag.21 CARCERI: Con lo svuota-carceri la galera non fa più paura ai delinquenti (Il Fatto Quotidiano) Pag.22 MALAGIUSTIZIA: Storia di lettori rovinate da una giustizia malata (Il Giornale) Pag.23 LEGGE STABILITA’: Salta il fondo per tagliare l'Irap (Il Sole 24 Ore) Pag.25 LEGGE STABILITA’: Nelle Casse private «rafforzate» le delibere sui tagli alle pensioni (Il Sole 24 Ore) Pag.27 DESTINAZIONE ITALIA: Condominio, fondo-lavori per step (Il Sole 24 Ore) Pag.29 PROFESSIONI: Registro revisori, iscrizione automatica dei commercialisti (Il Sole 24 Ore) Pag.31 PROFESSIONI: Revisione sempre e solo europea (Italia Oggi) Pag.32 FISCO: Il fisco all'esame della Consulta (Il Sole 24 Ore) Pag.34 CONDOMINIO: In condominio interventi «verdi» solo con perizia di Corrado Sforza Fogliani (Il Sole 24 Ore) Pag.36 CASSAZIONE: Spettanze dei legali, ok al rito camerale (Italia Oggi Sette) 2 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Rimborso ancora escluso per le spese a forfait mar. 24 - Per gli avvocati niente rimborso delle spese forfettarie. La Cassazione, con la sentenza 51760 depositata ieri, ribadisce l'impossibilità per il giudice di liquidare al legale le spese sostenute e le somme eventualmente anticipate, in assenza dei parametri su cui basarsi. Non è, infatti, ancora approdato in Gazzetta il decreto che contiene l'unità di misura che consentirebbe al giudice di liquidare al difensore quelle che, nel luglio 2012, erano indicate dal Dm 140 come «spese generali». Per la Cassazione resta quindi lettera morta il nuovo Statuto degli avvocati (legge 247/2012) che, all'articolo 13 comma 10 prevede che «oltre al compenso per la prestazione professionale, all'avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, oltre al rimborso per le spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell'interesse del cliente, una somma per il rimborso delle spese forfettarie la cui misura massima è determinata dal decreto di cui al comma 6, unitamente ai criteri di determinazione e documentazione delle spese vive». Non manca la Cassazione di ricordare che il comma 6 stabilisce che i parametri si applicano al momento dell'incarico o in un secondo tempo nel caso il compenso non sia stato pattuito in forma scritta, o quando esiste un sul punto un divergenza di "opinioni" tra il legale e il suo assistito. I parametri entrano poi in gioco nella liquidazione giudiziale dei compensi e quando la prestazione professionale è resa nell'interesse di terzi o «per prestazioni officiose previste dalla legge». Tuttavia la norma non è operativa. Al difensore vengono dunque liquidati i soli compensi. Per il giudice non è, infatti, sufficiente la generica previsione di una voce denominata «spese forfettarie» se manca il presupposto di fatto in base al quale quantificare le somme. Ovviamente l'approdo in Gazzetta del decreto è molto atteso dagli avvocati come spiega il presidente dell' Organismo unitario dell'avvocatura Nicola Marino: «Ieri la Cassazione ha reiterato un orientamento che danneggia di fatto gli avvocati e soprattutto i giovani più penalizzati dalla crisi. La promessa di chiudere questa vicenda prima di natale si è rivelata un bluff». Anche il segretario dell'associazione nazionale forense Ester Perifano chiede che si faccia in fretta: «L'iter è del decreto è completato i pareri ci sono tutti. I nuovi parametri si applicheranno a tutte le controversi definite dopo la loro pubblicazione. Per questo speriamo che arrivino presto in Gazzetta: i redditi della categoria sono diminuiti del 25% negli ultimi cinque anni». Patrizia Maciocchi 3 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA MONDOPROFESSIONISTI Penalisti in sciopero a gennaio: basta intercettare le nostre conversazioni con gli assistiti I penalisti scendono di nuovo in campo contro i «reiterati casi di aggressione alla funzione difensiva» degli ultimi anni, proclamando l'astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale dal 13 al 15 gennaio prossimi. È quanto fa sapere l'Unione delle camere penali in una nota. Il 13, si legge, è previsto un incontro-manifestazione a Napoli. «Non la prima su questo fronte - scrivono i penalisti - poiché una prima astensione per le stesse ragioni era stata indetta dal 17 al 21 settembre 2012. Da allora la situazione non è migliorata, anzi, se possibile, si è aggravata, con riguardo alle prassi investigative e giudiziarie». Tra le ragioni, si spiega nella nota, l'abitudine, «illegittima ed anche illecita di ascoltare e registrare le conversazioni tra avvocato e difeso fino al punto di arrivare, in alcuni casi, a ritrovare conversazioni tra avvocato e cliente persino nelle ordinanze di custodia cautelare redatte dai Gip. Ancora, il sistema del cosiddetto doppio binario, che si è da tempo stabilizzato nel nostro ordinamento ed ha preso a dilagare in ambiti che non riguardano più soltanto la criminalità organizzata, diventando il pretesto per la riduzione delle garanzie difensive e di libertà in tutto il processo penale». Nel mirino anche le «preannunciate iniziative di legge che mirano al totale superamento del principio dell'immutabilità del giudice, così da far emettere la sentenza a chi non ha seguito il dibattimento, cosa contraria al dettato costituzionale anche se attualmente consentita, in via di eccezione, nei processi di criminalità organizzata». 4 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL GIORNALE Gli avvocati saranno collegati ai tribunali per via telematica Dom. 29 - Una società moderna passa innanzitutto per una Giustizia senza faldoni polverosi da consultare, senza perdite di tempo e senza una burocrazia che affossa ogni tentativo di snellezza delle procedure. Lo sa bene la giunta Cappellaci che con il suo programma di interventi sulla "Giustizia digitale" ha destinato ben quattro milioni per il miglioramento della macchina giudiziaria. D'intesa con il ministero di Grazia e Giustizia sono stati forniti a tutti gli uffici giudiziari circa mille computer e stampanti oltre ad apparati moderni. Ora, come regalo di fine anno, ecco che viene inserito un importante tassello che avvia il processo civile telematico nell'isola. All'inizio di dicembre, infatti, è stato aperto il primo punto di acceso telematico della giustizia che permette di consultare da casa, in ufficio o in qualunque altro luogo, i propri fascicoli informatici, i documenti e le comunicazioni. Il servizio via web, messo a disposizione dalla Regione, consentirà alla classe forense di gestire l'attività legale in modo semplice, veloce e sicuro, in una logica di riduzione del carico burocratico dei Tribunali. Per collegarsi al Punto d'accesso regionale, all'indirizzo regionesardegna.accessogiustizia.it, è sufficiente disporre della connessione alla rete internet, della tessera sanitaria con certificato di firma digitale installato e di un lettore di smart card. D'ora in poi, dunque, i 5200 avvocati della Sardegna, a partire da quelli di Cagliari, potranno utilizzare il nuovo sistema per consultare da casa, ufficio o da qualsiasi altro supporto informatico come tablet e telefonini, i propri fascicoli, i documenti e le varie comunicazioni giudiziarie. Partita proprio dal capoluogo l'iniziativa si è estesa a tutti i tribunali. Si avvia, dunque, il processo civile telematico nell'Isola. Infatti, dopo una fase transitoria di "doppio binario" che consentirà il deposito di atti sia in forma cartacea che informatizzata, a partire dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili i difensori avranno l'obbligo di passare alla sola modalità telematica. “Ridurre i tempi della giustizia civile – sottolinea l'assessore degli Affari generali, personale e riforma della Regione, Mario Floris – è una delle precondizioni per la ripresa dello sviluppo e per attrarre investitori e capitali stranieri. Con la digitalizzazione dei fascicoli giudiziari diamo un contributo alla macchina della giustizia per imprimere un'accelerazione alle risposte che attendono i cittadini e il sistema paese. In pratica ci saranno benefici immediati per il cittadino e le imprese (riduzione della durata dei procedimenti, risparmio dei costi per le comunicazioni tradizionali) e per l'apparato pubblico in generale. Soddisfatto dell'evoluzione anche il presidente dell'Ordine degli avvocati di Cagliari, Ettore Atzori, secondo cui il processo civile telematico rappresenta “una svolta, un modo nuovo per affrontare tante pratiche che vengono svolte nella vita quotidiana traducendosi in più semplificazione per avvocati e cancelleria e, magari, anche per una maggiore scorrevolezza di tutta l'attività amministrativa”. Gli fa eco anche il presidente del Tribunale di Cagliari, Francesco Sette che spiega: “Si tratta di un dispositivo tecnico-organizzativo indispensabile per l'attuazione del processo civile telematico perché consente agli avvocati di accedere al circuito processuale”. 5 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ADNKRONOS Giustizia: sindaco Bassano del Grappa, scandalosa chiusura tribunale Bassano del Grappa (Vi), 23 dic. (Adnkronos) -"Ho sempre detto e lo ribadisco oggi: la chiusura del nuovo tribunale di Bassano e' una cosa scandalosa. E non e' una questione che riguarda solo la mia citta', ma tutto il Veneto. Secondo un'indagine del ministero, nella regione ci sono tre tribunali: quelli di Vicenza, Treviso e Padova che sono in una fascia 'ottimale' in rapporto alla popolazione. Chiudendo il tribunale di Bassano, andremo a far 'scoppiare' Vicenza, che registra gia' tempi lunghissimi per i processi". Cosi', il sindaco di Bassano del Grappa, Stefano Cimatti, torna oggi sulla chiusura del nuovo palazzo di giustizia in un' intervista all'Adnkonos. Secondo il primo cittadino di Bassano invece "si poteva allargare la competenza del nostro tribunale a tutta la fascia pedemontana, da Cittadella a Castelfranco Veneto, alleggerendo cosi' i tribunali di Padova e Treviso. Ma su questo fronte si e' speso, purtroppo inutilmente, anche il presidente della Regione Luca Zaia". Da parte del sindaco Cimatti c'e' amarezza: "si chiude il tribunale di Bassano che era piu' che efficiente: con cause civili concluse in media in tre anni contro i sei anni del tribunale di Vicenza. Con la chiusura anche di Schio, si arrivera' a vedere allungare i tempi di Vicenza fino a 7-8 anni". "E' un danno enorme per la collettivita': il nuovo tribunale di Bassano e' costato 12 milioni di euro, e' un complesso edilizio nuovo che rimarra' inutilizzato. L'unica speranza e' che il carico eccessivo e l'allungamento dei tempi dei procedimenti al tribunale di Vicenza provochi una marcia indietro. Ed e' per questo che trovo giusto il ricorso presentato alla Corte dei Conti, perche' cosi' non si fa spending review". "Al danno -conclude- si aggiunge anche la beffa, perche' stavo per avviare il bando per gli appalti per la nuova cittadella dei servizi del Comune, che dovra' riunire tutti gli uffici, e ho dovuto necessariamente rinviare la procedura, in attesa di sapere se potro' utilizzare l'edificio che doveva ospitare il tribunale, ma chissa' quando avverra"'. 6 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ABRUZZO 24 ORE Tribunale di Lanciano, un corteo per evitarne la chiusura Cotellessa: "Tempi e costi aumenterebbero" mar. 24 - Non ci stanno, gli avvocati di Lanciano, alla chiusura del Tribunale e della Procura del capoluogo frentano ed al conseguente accorpamento con q viuello di Chieti, decisa un anno fa dal decreto legislativo 155/2012. E' stato quindi organizzato un corteo pacifico degli avvocati dell'intero foro giudiziario, intenzionati a gridare il loro netto rifiuto alla paventata riforma che, al pari di altri 30 tra tribunali e Procure minori, comporterebbe la chiusura del presidio frentano entro il 15 settembre 2015. Un'iniziativa che ha riscosso ampia adesione in tutta la città, al punto che vi hanno preso parte anche studenti e semplici cittadini, ed ha percorso il centro cittadino da piazza Plebiscito fino al Palazzo di Giustizia, per opposi ad un provvedimento che provocherebbe "l'aumento dei costi della Giustizia, l'allungamento dei tempi dei processi, e soprattutto grandi disagi anche solo per chiedere un atto, perché occorrerà andare fino a Chieti, il cui Tribunale è ora sottoposto a lavori del costo di ben 10 milioni per accogliere un utenza triplicata", come ha sottolineato l'avvocato Pietro Cotellessa, promotore della manifestazione. 7 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL CORRIERE D’ABRUZZO Lucchetti per 947 uffici giudiziari: D’Ortona, referendum abrogativo Lun. 23 - LANCIANO - I lucchetti’ di chiusura definitiva scatteranno per 947 uffici giudiziari, pari al 47,27% di quelli esistenti, circa la metà. In soffitta 30 tribunali, tra i quali Lanciano, Avezzano, Sulmona e Vasto, 30 procure, 220 sezioni distaccate e 667 sedi di giudice di pace. Risparmio dichiarato: 80 milioni annui ovvero lo 0,1x1000 della spesa totale sostenuta ogni anno dallo stato di 800 miliardi. Quindi una cifra ridicola”. Inoltre, è una perdita d'identità e di riferimento, che non riguarda solo l'ordine forense locale, ma tutte le comunità coinvolte nei tagli. Così Lanciano si organizza , con la costituzione di un comitato che nasce grazie alla spinta e determinazione dell'ordine degli avvocati frentani. Non solo: la soluzione è ravvisata anche nel ricorso all'istituto referendario, sostenendo , con tutti i mezzi possibili, il referendum abrogativo. Del resto, l' idea di ribellarsi è partita ad agosto dal Consiglio regionale dell’Abruzzo, con una accelerazione decisiva, che nasce con l’adesione di Basilicata, Calabria, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Campania, Liguria e Piemonte. Il superamento del numero minimo di cinque consigli regionali per richiedere il referendum è stato ampiamente superato. Il giudizio più importante, quello sull’ammissibilità, dovrà poi darlo la Corte Costituzionale entro 15 gennaio 2014. Poi toccherà ai comitati sensibilizzare le varie comunità per "vincere" il referendum abrogativo”. Toccherà adesso coinvolgere le istituzioni, gli ordini professionali di ogni genere, i commercianti, gli artigiani, i cittadini tutti. A sostenere , con forza, tutto questo iter, è Manlio D’Ortona, consigliere di opposizione al Comune di Lanciano, che questa mattina ha partecipato alla manifestazione organizzata in città: “La chiusura dei tribunali minori, tra cui quello di Lanciano, ‘giustificata’ dal Governo centrale dalla spending review, comporterà un risparmio per le casse centrali di una cifra ridicola, che non può compensare affatto gli effetti negativi che comporterà in termini di perdita di servizi, identità, cultura, storia, radici. Ma cosa perdono, dall'altra parte, il cittadino e la comunità di riferimento di fronte ad una chiusura del proprio tribunale? Servizi, identità, cultura, storia, radici. Ma non solo. Perde il senso della giustizia, perde un pezzo dello stato, perde sicurezza e speranza e apre una breccia alla criminalità. Uno stato che da una parte chiede sacrifici e dall'altra si allontana. “La questione che si pone, quindi non è una questione di una singola categoria professionale, ovvero quella degli avvocati ma di una intera comunità e delle conseguenze socio-economiche che ne derivano per un intero territorio”. Poi si pone una questione di riorganizzazione generale dei territori. Ovvero può capitare che in alcuni ambiti "spariscano" contemporaneamente istituzioni come la Provincia, presidi ospedalieri e tribunali. Occorre quindi un'analisi di sistema e infrastrutturale – aggiunge l’esponente di opposizione - in quanto di fronte ad una convergenza di tali provvedimenti su un unico comprensorio, l'esito sarebbe devastante per l'impoverimento sociale, economico e culturale conseguente”. Insieme è possibile vincere – conclude D’Ortona - E la costituzione di un comitato aiuta a ritrovare le ragioni di una sfida e i valori comuni di una comunità e può solo far bene. Insieme si può e questa battaglia merita l'appoggio di tutti”. Francesca Cucca 8 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI SETTE Aumentano i costi di accesso. Nuove assunzioni per magistrati e avvocati dello stato Giustizia più cara dal nuovo anno Lun. 30 - Il 2014 porterà l'aumento delle spese di giustizia, l'assunzione di magistrati e avvocati dello stato, la proroga dei giudici onorari, vedrà compensi calmierati nel gratuito patrocinio, mentre un quarto degli onorari degli avvocati delle pubbliche amministrazioni sarà incamerato dall'ente. Questo il menu in materia di giustizia della legge di Stabilità per il 2014, cui si affianca il disegno di legge Collegato sulla giustizia civile, approvato dal consiglio dei ministri del 17 dicembre 2013. Rimanendo alla legge di Stabilità, che entrerà in vigore il 1°gennaio 2014, analizziamo le novità più importanti. Spese di giustizia. L'articolo 30 del T.U. delle spese di giustizia, vigente, stabilisce che la parte che per prima si costituisce in giudizio, che deposita il ricorso introduttivo, o che, nei processi esecutivi di espropriazione forzata, fa istanza per l'assegnazione o la vendita di beni pignorati, anticipa i diritti, le indennità di trasferta e le spese di spedizione per la notificazione eseguita su richiesta del funzionario addetto all'ufficio, in modo forfetizzato, nella misura di 8 euro (salvo che nei giudizi di lavoro). La legge di Stabilità per il 2014 aumenta l'anticipazione forfetaria da 8 a 27 euro. Con un incremento di gettito stimato in 43,7 milioni di euro, sufficiente a coprire le spese di assunzione dei magistrati vincitori di concorso nel 2013. Vista dal cittadino la novità significa un sostanzioso aumento del costo di accesso alla giustizia, soprattutto per le cause di piccolo importo. Trattandosi di anticipazione in misura fissa, l'aumento è meno rilevante con il crescere del valore della causa. Per le liti di importo basso è comunque un salasso, che rischia di sbarrare definitivamente la strada a chi vuole accedere ai tribunali per le liti di piccolo valore. L'aumento da 8 a 27 euro del diritto forfetizzato si applica ai procedimenti iscritti a ruolo successivamente al 1° gennaio 2014. Proroga giudici onorari. La legge di Stabilità dispone la proroga al 31 dicembre 2014 dei magistrati onorari, complice la riforma della geografia giudiziaria (dlgs. n. 155 e n. 156 del 2012): va assicurata, infatti, nelle circoscrizioni giudiziarie, la continuità delle funzioni svolte dalla magistratura onoraria. La proroga riguarda i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2013 e i giudici di pace, il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2014. 9 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA Assunzione magistrati. Viene autorizzato il ministero della giustizia nell'anno 2014, in aggiunta alle facoltà di assunzione previste dalla normativa vigente, ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso già concluso nel 2013. Assunzione avvocati dello stato. Anche l'Avvocatura dello Stato è autorizzata a effettuare, in aggiunta alle sue ordinarie facoltà, ulteriori assunzioni di procuratori dello Stato a decorrere dal 2014. I neo-assunti dovranno dedicarsi in particolare alla costituzione di parte civile dell'Agenzia delle entrate nei procedimenti penali aventi ad oggetto reati tributari; all'assistenza delle amministrazioni dello Stato e degli enti patrocinati nei procedimenti di mediazione obbligatoria; alla consulenza in favore dell'Unità tecnica amministrativa di cui all'articolo 15 dell'Ordinanza del Presidente del consiglio n. 3920 del 2011, recante disposizioni urgenti di protezione civile Onorari. La legge di Stabilità alleggerisce (di 1/3) i compensi di difensori e consulenti nei procedimenti di gratuito patrocinio (anche quelli già definiti) e anche per gli avvocati degli enti pubblici (di 1/4). La legge di Stabilità 2014 prevede, infatti, che nei procedimenti, in cui sono coinvolti indigenti beneficiari del patrocinio a spese dello stato, gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all'investigatore privato autorizzato sono ridotti di 1/3. Questo con valore retroattivo. La disposizione prevede che l'abbattimento si applicherà alle liquidazioni successive alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità e cioè dopo il 1° gennaio 2014. Questo significa che anche per i processi già definiti, se il giudice non ha ancora determinato (liquidato) il compenso, si abbatterà comunque la scure. Il risparmio previsto è di 10 milioni di euro. Per gli avvocati pubblici, dal 1° gennaio 2014 e fino al 31 dicembre 2016, i compensi professionali liquidati, esclusi, nella misura del 50%, quelli a carico della controparte, a seguito di sentenza favorevole per le pubbliche amministrazioni o di altre analoghe disposizioni legislative o contrattuali, in favore dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, incluso il personale dell'Avvocatura dello Stato, saranno corrisposti nella misura pari al 75%. Le somme provenienti dalle riduzioni di spesa saranno versate annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotate di autonomia finanziaria ad apposito capitolo di bilancio dello Stato. La disposizione sul versamento allo stato non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle province autonome di Trento e di Bolzano, del Ssn. Antonio Ciccia 10 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI SETTE Arriva un'altra tassa per iscriversi all'esame forense Lun. 30 - Tassa d'esame per chi vuole intraprendere una carriera forense: costerà iscriversi agli esami di avvocato o notaio e al concorso in magistratura. La somma andrà versata al momento della presentazione della domanda in base a modalità che saranno stabilite con successivo decreto ministeriale; l'importo del contributo dovrà essere aggiornato ogni tre anni in base all'inflazione. Vediamo quanto si pagherà. Esame di avvocato. Si introduce un contributo obbligatorio per la partecipazione all'esame di abilitazione forense: sarà di euro 50,00 che si aggiungerebbe alla tassa attualmente prevista di euro 12,91. La stima di gettito è di 1 milione 850 mila euro (non bastano, comunque, a coprire le spese ammontanti complessivamente a quasi 3 milioni di euro all'anno). Le norme prevedono altresì di fissare un contributo di euro 75,00 a carico degli aspiranti cassazionisti, anche il gettito stimato è poca cosa (7.500,00 euro). Concorso di notaio. Previsto l'aumento a 50 euro del contributo per la partecipazione alle prove concorsuali di notaio. Si stima un introito di 550 mila euro (anche qui si copriranno solo parzialmente le spese, pari a 940 euro). Concorso per magistrato. Si prevede di introdurre un contributo obbligatorio di euro 50,00, quale partecipazione alle spese del concorso per l'accesso in magistratura ordinaria. L'introito dovrebbe fruttare circa 1.250.000 euro, da destinare a parziale copertura delle ingenti spese sostenute dall'amministrazione giudiziaria per l'organizzazione annuale del concorso per magistrato ordinario (la spesa complessiva ammontante a circa 2 milioni di euro per ciascuna tornata concorsuale). Geografia giudiziaria. La legge di stabilità interviene sulla geografia giudiziaria stabilendo che, in via sperimentale, il ministro della giustizia possa disporre, mediante convenzioni stipulate con le regioni e le province autonome, che per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi vengano utilizzati, per il tempo necessario, gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppressi. Notai. Notai e gli altri pubblici ufficiali sono obbligati a versare su un apposito conto dedicato di una serie di onorari e somme a vario titolo dovute al professionista o a lui affidate (compreso l'intero prezzo pagato dal compratore per il trasferimento di proprietà di un immobile), che saranno svincolate solo una volta provata la mancanza di eventi pregiudizievoli al buon esito dell'atto ovvero la verifica di un determinato evento o prestazione. Gli interessi maturati sul conto correnti sono destinati, al netto delle spese di gestione del servizio, al rifinanziamento dei fondi di credito agevolato per le piccole e medie imprese. 11 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 12 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 13 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 14 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 15 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 16 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 17 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL MESSAGGERO Detenuti in calo, ma iter in salita per il decreto svuota celle IL DECRETO Dom. 29 - ROMA E` in vigore da cinque giorni il decreto legge sulle carceri che dovrebbe portare ad alleggerire le sovraffollate celle di circa 3mila detenuti nel giro di un paio di anni. E` troppo presto per misurarne gli effetti, fanno notare al Dipartimento dell`amministrazione penitenziaria, ma il 2013 si sta per chiudere con un dato che lascia ben sperare: i detenuti sono calati sotto quota 63mila. Per la precisione, la scorsa notte erano 62.756. Senz`altro ben oltre la capienza regolamentare di circa 47mila posti, ma comunque un livello di molto inferiore a quello di novembre 2011, quando i detenuti erano 69mila, esattamente tanti quanti affollavano gli istituti penitenziari prima dell`indulto del 2007. Grazie ai tre decreti Alfano-Severino-Cancellieri sull`esecuzione presso il domicilio degli ultimi 12-18 mesi di pena sono infatti usciti 12.109 detenuti. UN ITER DIFFICILE Un`ulteriore spinta dovrebbe arrivare dall`ultimo decreto Cancellieri, varato prima di Natale, che introduce la liberazione anticipata speciale (uno sconto per buona condotta che passa da 45 a 75 giorni ogni sei mesi). Ma sulla strada della sua conversione in legge il provvedimento rischia di trovare diverse incognite. Il decreto comincia il suo iter in Commissione Giustizia alla Camera il 7 gennaio. Il giorno dopo, in aula, sempre alla Camera, si voteranno gli emendamenti al disegno di legge sulla custodia cautelare, approvato in Commissione da tutte le forze politiche, ad eccezione della Lega. L`ipotesi che sta prendendo piede è che al vagone veloce del decreto si possano agganciare anche le nuove norme sulla custodia cautelare. Ci aveva già provato il vicepremier Alfano, poi stoppato dal Guardasigilli Cancellieri e dallo stesso presidente del Consiglio Letta. Ora i giochi potrebbero riaprirsi, anche perché, da un lato, l`Associazione nazionale magistrati non condivide alcuni paletti posti nel testo per far scattare la custodia cautelare in carcere, e dall`altro aumenta la tentazione di alcuni parlamentari vicini a Berlusconi di presentare un emendamento che vieti il carcere agli ultrasettantacinquenni. Quando si tratta di carcere e di norme penali gli equilibri politici sono sempre instabili. Lo sa bene la presidente Donatella Ferranti (Pd) presidente della Commissione giustizia della Camera. «Per ora il decreto e il ddl viaggiano su due binari paralleli e ben distinti. Sarebbe grave se venisse saccheggiata e snaturata parte di una proposta di legge condivisa a livello parlamentare. Quanto ai dubbi espressi dall`Anm, ricordo che il testo non cambia nulla sulle esigenze cautelari per fini probatori, mentre negli altri casi introduce una motivazione più rigorosa e articolata sulla reiterazione del reato». EMENDAMENTO CIE Ma al decreto carceri, specialmente nella parte in cui è prevista una procedura accelerata di identificazione degli extracomunitari in cella, il governo potrebbe agganciare anche un altro emendamento per far scendere da 18 mesi a due mesi la permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione. Resta infine da vedere cosa entrerà e cosa sarà espunto dalla bozza del ddl di riforma del processo penale che il ministro Cancellieri dovrebbe portare in uno dei prossimi consigli dei ministri. Oltre a una serie di misure sulle impugnazioni per velocizzare il processo, infatti, i 13 articoli della bozza attribuiscono al governo una delega affinché introduca una serie di misure su cui in passato l`Anm e la politica di sono divise, come ad esempio la previsione di un collegio di giudici per decidere le misure cautelari in carcere. Silvia Barocci 18 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Giustizia. La scelta di far confluire la riforma verrà presa dal 7 gennaio quando il dl arriverà in commissione della Camera Carcere preventivo, il governo accelera L'ipotesi di agganciare la nuova custodia cautelare al decreto carceri ven. 27 - ROMA. Il 7 gennaio parte alla Camera il treno del decreto-carceri, che dovrà essere convertito in legge entro il 22 febbraio. A quel treno si potrebbe aggiungere il vagone della riforma della custodia cautelare (all'esame dell'aula della Camera dal 9 dicembre) con un emendamento parlamentare o addirittura del governo, che ha rinunciato a inserire nel decreto-carceri le norme restrittive della custodia cautelare proprio per rispetto del Parlamento, considerato l'iter già avanzato del ddl (a metà gennaio è previsto il voto sugli emendamenti). L'operazione di assorbimento avrebbe il vantaggio di portare al traguardo, entro febbraio, due riforme strutturali destinate a svuotare le carceri di qualche migliaio di detenuti. Ma non è senza rischi. Il carcere è un terreno politicamente scivoloso. Perciò il governo dovrà tenere a bada le strumentalizzazioni (trasversali a tutte le forze politiche) della sicurezza collettiva, per evitare che il Parlamento svuoti o indebolisca il decreto. Al tempo stesso, però, si trova davanti a una riforma della custodia cautelare, approvata finora all'unanimità (fatta accezione per Lega), che secondo quanto sostiene il presidente dell'Anm Rodolfo Sabelli «va a detrimento della sicurezza collettiva». Imbarcarla così com'è nella legge di conversione del decreto-carceri significherebbe assumersi la responsabilità politica dei suoi effetti; modificarla significherebbe rischiare uno sgretolamento della maggioranza, non solo sulla custodia cautelare ma anche sul decreto-carceri. Palazzo Chigi spinge per far confluire tutto in un unico provvedimento, correggendo in alcuni punti le nuove norme sul carcere preventivo. Quelle più discusse sono contenute negli articoli 2 e 3, in base ai quali il giudice non potrà più emettere una misura cautelare (né coercitiva né interdettiva) desumendo il pericolo di reiterazione del reato o di fuga dell'indagato «esclusivamente» dalla gravità del reato commesso e dalle modalità e circostanze del fatto. Quanto basta per far dire a Sabelli che «il giudice sarà disarmato di fronte a un indagato per omicidio, incensurato e con una storia personale tranquilla, anche se l'omicidio è particolarmente efferato». Niente custodia cautelare e neppure misure interdittive. «Paradossalmente, il carcere preventivo si applicherà al borseggiatore recidivo ma non nel caso di un omicidio, di una corruzione, di una bancarotta particolarmente gravi, se commessi da incensurati» dice sempre Sabelli, secondo cui si tratta di una «forte limitazione alla discrezionalità del giudice» introdotta dal ddl. Che sul punto andrebbe quindi corretto. «Per carità - aggiunge -: non passi l'idea che i magistrati vogliono tutti in galera. I giudici sono i primi a opporsi agli automatismi, ma anche questo sarebbe un automatismo, sia pure in negativo, perché si vieta la custodia cautelare, a meno che...». Di qui la conclusione: la riforma all'esame della Camera, così com'è, «introduce un irrigidimento sbagliato e spinge molto l'equilibrio 19 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA in favore della libertà e a detrimento della sicurezza. Quindi, attenzione alle responsabilità – avverte Sabelli – quando un omicida rimarrà libero». L'Anm aveva già denunciato questa criticità durante le audizioni in commissione Giustizia, dove però è prevalsa la scelta, diversa, di non desumere le esigenze cautelari dalla gravità del reato, peraltro in linea con il parere dei presidenti delle commissioni ministeriali che hanno lavorato su carcere e custodia cautelare, Gianni Canzio e Glauco Giostra. Di qui il rischio che un emendamento correttivo del governo faccia saltare l'equilibrio politico. «Il lavoro parlamentare va rispettato» osserva Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia, che a gennaio dovrà valutare se sfruttare il treno più veloce del decreto-carcere anche per la riforma della custodia cautelare. «Il testo licenziato dalla commissione - dice – è frutto di un equilibrio condiviso dalla maggioranza delle forze politiche e del contemperamento delle esigenze di indagine con quelle di tutela della libertà personale». Quanto alla criticità segnalata dall'Anm, Ferranti ricorda l'allarme lanciato l'anno scorso dal primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo sull'abuso della custodia cautelare. Perciò «si è ritenuta necessaria una motivazione più articolata e rigorosa anche sulla sussistenza delle esigenze cautelari - spiega – soprattutto con riferimento al pericolo di reiterazione del reato, che non può essere desunto solo dalla sua gravità. Ed è stata - conclude – una scelta ponderata». Donatella Stasio 20 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 21 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA 22 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE LEGGE DI STABILITÀ Le professioni Salta il fondo per tagliare l'Irap Nuove opportunità dalle regole che rivedono le deduzioni sul leasing immobiliare mar. 24 - Tra le pieghe della Legge di stabilità i professionisti trovano, come spesso accade, sia note positive che negative. Stop ai fondi. Tra quelle negative spicca l'abolizione del fondo istituito dall'articolo 1, comma 515, della legge di Stabilità 2013 (legge 228/2012), che doveva consentire, proprio a dal 2014, a escludere dall'ambito di applicazione Irap le persone fisiche esercenti attività d'impresa o arti e professioni, a condizione che non si avvalessero di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegassero, anche mediante locazione, beni strumentali il cui ammontare massimo doveva essere determinato con decreto ministeriale. Il fatto stesso che il decreto non abbia mai visto la luce evidenzia la poca fortuna di questa disposizione, sottolineata anche dal fatto che già in corso 2013 una buona parte delle risorse destinate al Fondo è stata destinata alla copertura di altri provvedimenti (si veda «Il Sole 24 Ore» del 12 ottobre scorso). Se non si porrà rimedio, continuerà il dilemma su quali professionisti e piccoli imprenditori possano definirsi «non organizzati» e, quindi, esonerati dagli obblighi Irap. Un problema non da poco, se si pensa che ancora nel 2013, a oltre sei anni di distanza dal famoso «Irap-day» dell'8 febbraio 2007, la Suprema corte, con le sentenze 22020/2013 e 22022/2013 ha meglio precisato il ruolo giocato dal lavoro dipendente, che, laddove marginale e prettamente operativo, può non essere la variabile decisiva per la definizione del requisito organizzativo. Anche se il testo del comma 515 era criticabile sotto diversi aspetti (non rispettando appieno le linee di pensiero emergenti dalle pronunce della Cassazione), l'istituzione del fondo era almeno un segnale per limitare il contenzioso, con un costo per i contribuenti e per l'Erario. Scelta, invece, dettata più dalla assenza di fondi che dalla volontà, è quella di mantenere l'incertezza, lasciando ai contribuenti (e ai loro consulenti) l'onere di interpretare i messaggi provenienti dalla Cassazione. Leasing e immobili. Tra i fatti positivi per i professionisti, la deducibilità "a regime" dei contratti di leasing immobiliare. Infatti, con una modifica all'articolo 54, comma 2 del Tuir il legislatore, parallelamente a quanto statuisce per le imprese, prevede anche per i lavoratori autonomi che, in caso di locazione finanziaria di beni immobili, la deduzione sia ammessa per un periodo non inferiore a 12 anni. La norma attuale (che stabiliva una deduzione correlata alla metà del periodo di ammortamento con 23 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA un minimo di otto ed un massimo di quindici anni) era in realtà inoperante, se non per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 (articolo 1, comma 335 legge 296/2006). Escludendo che il legislatore abbia ritoccato una norma destinata a non applicarsi, occorre concludere che, per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2014 i professionisti potranno dedurre (per competenza) i canoni di leasing immobiliare, stipulando liberamente la durata contrattuale, ma rispettando fiscalmente una "spalmatura" non inferiore a dodici anni (circolare 17/E/2013), con scorporo dell'area di sedime (articolo 36, comma 7-bis, decreto legge 223/2006). Questa novità ha molteplici conseguenze. In primo luogo questi immobili, una volta riscattati, saranno suscettibili di generare plusvalenze nell'ambito della medesima categoria reddituale in cui sono stati dedotti i costi; occorre poi chiedersi cosa accade all'eventuale sopravvenienza attiva da cessione del contratto. Infatti, questo provento non è citato tra quelli imponibili dall'articolo 54, ma secondo l'agenzia delle Entrate esso rientrerebbe tra gli "elementi immateriali comunque riferibili all'attività artistica o professionale" di cui al comma 1-quater. Con la possibilità di stipulare contratti deducibili autonomamente, inoltre, dovrebbe essere meno frequente il ricorso da parte dei lavoratori autonomi alla costituzione di società immobiliari "ad hoc", peraltro prese di mira da molti Uffici che ne contestano l'elusività (senza dimenticare l'abuso e l'antieconomicità). Giorgio Gavelli LE NOVITÀ Cancellato il fondo Irap. La nuova legge di stabilità ha abolito il fondo istituito dall'articolo 1, comma 515, della legge di stabilità 2013 (legge 228/2012), che doveva consentire, proprio dal 2014, di escludere dall'ambito di applicazione Irap le persone fisiche esercenti attività d'impresa o arti e professioni, a condizione che non si avvalessero di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegassero, anche mediante locazione, beni strumentali il cui ammontare massimo doveva essere determinato con decreto ministeriale. Se non si porrà rimedio, continuerà il dilemma su quali professionisti e piccoli imprenditori possano definirsi «non organizzati» e, quindi, esonerati dagli obblighi Irap Leasing. L'articolo 54 del Tuir – come modificato dalla legge di stabilità – afferma che «in caso di beni immobili la deduzione è ammessa per un periodo non inferiore a 12 anni». Dunque, da gennaio 2014 i professionisti potranno tornare a dedurre gli acquisti di immobili in leasing superando così il blocco disposto dal comma 335, dell'articolo 1, della legge 296 del 2006, che aveva limitato la deducibilità dei leasing immobiliari solo per i contratti stipulati nel triennio 2007-2009 24 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Equità tra generazioni. Il nuovo intervento Nelle Casse private «rafforzate» le delibere sui tagli alle pensioni mar. 24 - Legge di stabilità in chiaroscuro per gli enti di previdenza dei professionisti (quelli cioè disciplinati dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103). Viene in particolare rafforzata la posizione delle Casse rispetto ai contenziosi accesi dagli iscritti che lamentano – nelle riforme adottate in questi anni – il mancato rispetto del principio del pro-rata, cioè la salvaguardia dei trattamenti acquisiti fino all'entrata in vigore delle manovre più restrittive. Per quanto riguarda la spending review le Casse non sono state esentate, ma possono "pagare" per acquistare libertà di gestione rispetto ai tagli di spesa. Primo punto: la legge di Stabilità contiene un'interpretazione autentica – quindi retroattiva – relativa a legittimità ed efficacia delle delibere adottate dalle Casse per garantire la sostenibilità finanziaria, attraverso una riduzione delle prestazioni previdenziali, o con contributi di solidarietà o con criteri di calcolo più penalizzanti senza un rispetto rigido del principio del pro-rata. In particolare la legge interviene sull'ultimo periodo del comma 763 della legge 296/06, che già aveva fatto salve le deliberazioni delle Casse, con una nuova blindatura: i provvedimenti si intendono legittimi «a condizione che siano finalizzati ad assicurare l'equilibrio finanziario di lungo termine». Le Casse sono dunque legittimate ad adottare «i provvedimenti necessari per la salvaguardia dell'equilibrio finanziario di lungo termine, avendo presente il principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate (...). Sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia previdenziale» approvati prima del 1° gennaio 2007. Quest'ultima specificazione va letta nel senso che le delibere sono legittime ed efficaci se volte ad assicurare l'equilibrio finanziario di lungo periodo; il principio del pro rata non va rispettato in modo stringente, ma va semplicemente tenuto presente. Diverse Casse si sono trovate a dover fronteggiare una serie di ricorsi presentati dagli iscritti nei confronti delle varie disposizioni introdotte per assicurare la stabilità. In alcuni casi tali ricorsi sono stati accolti, mettendo in seria difficoltà la gestione degli enti previdenziali. La norma della legge di Stabilità ha l'obiettivo di limitare la possibilità che contenziosi del genere possano penalizzare le Casse, anche intervenendo a indirizzare le decisioni dei giudici sui contenziosi in corso. Con riferimento invece alle disposizioni che stabiliscono la partecipazione degli enti di previdenza 25 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ai fini del conseguimento dei risparmi di finanza pubblica, la legge di Stabilità prevede una normativa specifica che sostituisce quella normalmente applicata nei confronti delle altre amministrazioni pubbliche. Le Casse si trovano soggette alla spending review in quanto incluse nell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 (in definitiva, l'elenco Istat delle pubbliche amministrazioni). Inclusione che deriva direttamente dalle modalità di classificazione dei vari organismi a livello internazionale (nel caso specifico, come appunto organismi che gestiscono contributi raccolti sulla base di previsioni di legge). Ebbene dal 2014, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e del rispetto dei saldi strutturali, gli enti privatizzati possono assolvere alle disposizioni in materia di contenimento della spesa effettuando un versamento a favore del bilancio dello Stato, entro il 30 giugno di ciascun anno, in misura pari al 12% della spesa sostenuta nel corso dell'anno 2010 per consumi intermedi (fondamentalmente, i costi operativi). In sostanza, le casse versando il contributo hanno la possibilità di continuare a gestire i programmi con una relativa flessibilità senza essere soggette in via automatica alle limitazioni stabilite a livello centrale. Claudio Pinna 26 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Destinazione Italia. Il Dl, pubblicato ieri in «Gazzetta», corregge la riforma in vigore dal 18 giugno 2013: semplificazioni subito operative Condominio, fondo-lavori per step Gli importi devono essere parametrati allo stato di avanzamento delle operazioni sab. 24 - Benefici, incentivi e semplificazioni: il decreto legge Destinazione Italia (pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale - si tratta del decreto legge 145/2013) parte pieno di buone intenzioni e già all'articolo 1 contiene importanti disposizioni per la casa. Anzitutto per le tariffe elettriche, limitando gli incentivi (che sono a carico delle tariffe) ai produttori. Poi intervenendo sulla questione, che aveva preoccupato moltissimo i notai e gli operatori immobiliari, della nullità dei contatti di cessione e locazione privi dell'Ape (attestazione di prestazione energetica). Dall'entrata in vigore del Dl, in sostanza, esisterà l'obbligo di sottoscrivere una clausola dove acquirente o l'inquilino dichiareranno di aver ricevute le informazioni e la documentazione (Ape compresa, che va allegata). In caso di omissione, scatterà la sanzione da 3mila a 18mila euro (per le locazioni da mille a 4mila euro). Interessante la possibilità di "convertire" la sanzione della nullità (che di fatto aveva bloccato da agosto i rogiti delle case prive di Ape) nella nuova sanzione amministrativa pecuniaria. Ciascuna delle parti (inquilino o proprietario) potrà bloccare la causa di nullità eventualmente avviata semplicemente chiedendolo e pagando la sanzione, purché non sia già passata in giudicato (cosa del tutto improbabile). Il terzo intervento sul mattone consiste nei correttivi alla riforma del condominio (legge 220/2013), risultato dell'iniziativa del «Sole» e delle associazioni di proprietari e amministratori (si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 18 dicembre scorso) e dell'impegno del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri (si veda l'intervista in pagina). Il primo correttivo riguarda la formazione degli amministratori: a dettare le regole ci penserà la giustizia. Per Franco Pani (presidente di Confamministrare) la regolamentazione dei corsi per amministratori «è sicuramente positiva e non potrà che qualificare maggiormente gli operatori del nostro settore, anche a beneficio degli utenti finali». L'Anaci ricorda anche che con la legge 4/2013 «è stato assegnato vastissimo ambito di intervento alle Associazioni rappresentative delle diverse professioni e sarebbe straordinario che il sistema sempre operante per tutte le professioni non organizzate in ordini o collegi risulti smentita unicamente per gli amministratori di condominio». Sono stati poi liberati gli interventi di risparmio energetico dall'obbligo di una pesante maggioranza (almeno 500 millesimi e la metà più uno degli intervenuti in assemblea): basterà la maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno un terzo dei millesimi. Occorrerà però la diagnosi o la certificazione energetica, che con la maggioranza "pesante" non serviva. Semplificata anche l'anagrafe condominiale, con l'eliminazione dell'obbligo per i singoli proprietari di dichiarare all'amministratore la perfetta rispondenza alle norme di sicurezza della loro unità immobiliare: l'obbligo è rimasto solo per le parti comuni. È stato chiarito che le sanzioni per la violazioni al regolamento condominiale verranno irrogate dall'assemblea. È passata la possibilità di considerare regolarmente costituito il fondo condominiale obbligatorio per le opere di manutenzione straordinaria, sulla base degli importi stabiliti a stato avanzamento lavori. Saverio Fossati 01|IN VIGORE DA SUBITO. Con l'entrata in vigore del decreto legge Destinazione Italia 27 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA numerose norme partono da subito, senza bisogno di disposizioni attuative. Vediamole: 1) La mancata allegazione ai contratti di cessione o di locazione dei fabbricati dell'Attestazione di prestazione energetica non causa più la nullità dell'atto 2) Le modifiche alla legge 220/2012: questo vuol dire che dalla prima assemblea utile si devono applicare le nuove regole 3) Le agevolazioni per la riqualificazione produttiva di aree in crisi industriale e il fondo di investimento nel capitale di rischio delle Pmi (tra cui i mutui a tasso zero) 4) La misure per le bonifiche dei siti di interesse nazionale e per il porto di Trieste. Da subito l'Ambiente e il Mise possono stipulare accordi di programma con la Regione interessata 5) Credito d'imposta per le imprese che sottoscrivono accordi di programma per l'acquisto di nuove macchine, software e fabbricati 6) semplificazioni da subito per potenziare l'azione a favore dei prodotti italiani nel mondo, e dal 2014 22.594.000 euro 7) Procedura di ruling di standard internazionali per le imprese con attività internazionale 8) Nuove regole per la Rc auto 9) Applicazione delle agevolazioni per favorire il credito alle Pmi 10) Nuove disponibilità per il Fondo Expo 2015 e possibilità di affidare appalti per interventi immediatamente cantierabili 02|VALIDITÀ POSTICIPATA 1) Per le nuove tariffe elettriche l'Authority deve determinare i criteri entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del Dl; dal 1° gennaio 2014 cambieranno i prezzi minimi. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del Dl i produttori potranno scegliere se mantenere o cambiare il regime incentivante 2) Dal periodo d'imposta 2014 e sino al 31 dicembre 2016 è riconosciuto un credito d'imposta a favore delle imprese che investono in ricerca e sviluppo. Un decreto del Mise-Economia da emanarsi entro 60 giorni definirà le modalità 2) Occorre un decreto Economia-Mise per il voucher (massimo 100mila euro) per la digitalizzazione e la connettività delle Pmi e per pianificare le frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre 3) Credito d'imposta Irpef del 19% sull'acquisto di libri dal 2014 al 2016 4) Le nuove regole per il Tribunale delle società si applicano ai giudizi instaurati dal 60° giorno dall'entrata in vigore del Dl 28 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Professionisti. Nel decreto legge la risposta a chi ha fatto domanda tra novembre e dicembre Registro revisori, iscrizione automatica dei commercialisti dom. 29 - L'iscrizione automatica dei dottori commercialisti nel Registro dei revisori legali (la cosiddetta equipollenza) troverà spazio nel decreto Milleproroghe. E così i circa mille giovani professionisti che hanno fatto domanda di iscrizione al Registro tra novembre e dicembre avranno certezza che la loro pratica andrà avanti. Poi si vedrà se effettivamente l'equipollenza andrà definitivamente a regime e renderà automatica, dopo 36 mesi di tirocinio, l'iscrizione dei dottori commercialisti al Registro revisori legali. A quanto filtra dal ministero dell'Economia, infatti, il testo del decreto su cui il Governo sta ancora lavorando prevede, all'articolo 29, la norma contenuta nel Dl Salva Roma, poi stoppato dalla presidenza della Repubblica, che aveva superato il vaglio del Senato. E si tratta della previsione non solo della riapertura del Registro dei revisori – di fatto chiuso per effetto del Dm 145/2012 (attuativo del Dlgs 39/2010 a sua volta frutto della direttiva comunitaria 43/2006) che aveva cristallizzato la situazione esistente al 13 settembre 2012 non essendo più stato possibile indire sessioni d'esame avendo cancellato le vecchie norme senza varane di nuove – operata d'urgenza con il Dl 126/2013 (articolo 1, comma 19) per chi aveva nel frattempo maturato i requisiti per l'iscrizione ma anche della messa a regime dell'equipollenza, cancellata dal regolamento attuativo della riforma degli esami di accesso al Registro dei revisori che è in corso di approvazione. Quest'ultimo aspetto era stato introdotto durante il dibattito al Senato e dopo la veemente protesta dei Dottori commercialisti che chiedevano il ripristino dell'equipollenza: tesi condivisa anche dai ministeri dell'Economia (in particolare il viceministro Stefano Fassina) e dal sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Berretta. Si tratta ora di capire se il Milleproroghe ripristinerà l'equipollenza come prevista inizialmente nel Dl 126 (per sanare la situazione in corso) oppure accoglierà anche la cosiddetta equipollenza a regime. Attualmente al Registro gestito da Consip (e prima dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti) sono iscitti oltre 80mila professionisti, molti meno di quelli che ne facevano parte prima della riorganizzazione partita circa due anni fa. E che ha portato anche ai disservizi e alle lentezze lamentate per mesi dal mondo delle professioni e di cui si è dato ampiamente conto sul Sole 24 Ore. Di certo c'è che il ministero dell'Economia (così come la Giustizia) sostiene, con convinzione, il tema dell'equipollenza mentre gli apparati burocratici la pensano in maniera opposta, come emerge chiaramente dal testo del regolamento emanato e che verrebbe superato proprio da una norma di legge di rango superiore. «Mi aspetto – spiega Enrico Zanetti, Scelta civica, vice presidente della commissione finanze della Camera che presentò nei mesi scorso l'interpellanza da cui è poi partita l'iniziativa del governo – che la norma sia presente nel decreto Milleproroghe perché la sua eventuale mancanza significherebbe scaricare sui giovani 29 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA problematiche che non hanno minimamente a che fare con loro». Giorgio Costa IL NODO EQUIPOLLENZA Il regolamento attuativo. Si tratta del testo, in corso di approvazione, che attua la riforma degli esami di accesso al Registro dei revisori legali. La norma cancella la cosiddetta equipollenza, vale a dire l'iscrizione automatica dei commercialisti al Registro dei revisori contabili (con l'esonero quindi dalla prova d'esame per l'accesso) La riapertura del Registro. Nel decreto milleproroghe è inserita una norma che prevede la riapertura del Registro dei revisori: i circa mille giovani professionisti che hanno fatto domanda di iscrizione al Registro tra novembre e dicembre avranno certezza che la loro pratica andrà avanti. Poi si vedrà se effettivamente l'equipollenza andrà definitivamente a regime e renderà automatica, dopo 36 mesi di tirocinio, l'iscrizione dei dottori commercialisti al Registro revisori legali 30 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI All'incontro di fine anno anche il punto sui decreti ai quali lavorano le commissioni Mef Revisione sempre e solo europea L'Inrl conferma la propria linea contro l'equipollenza Ven. 27 - Si chiude un anno «straordinario» per i revisori legali che sono prossimi ad avere un contesto operativo ben definito con gli ultimi decreti attuativi che il Mef potrebbe emanare già a fine gennaio e si apprestano a consolidare in Europa una rappresentanza professionale che l'Inrl svolgerà anche per conto di Confassociazioni, presieduta da Angelo Deiana, presente all'incontro. Una confederazione che attualmente conta 99 associazioni e rappresenta oltre 270 mila professionisti. Questo, in estrema sintesi, il quadro tracciato dal presidente dell'Istituto, Virgilio Baresi, nell'incontro di fine anno tenutosi nei giorni scorsi a Roma e conclusosi con l'ormai tradizionale Memorial Day, dedicato al fondatore dell'Inrl, Modesto Bertolli. Nel corso dell'incontro, alla presenza del coordinatore delle commissioni Mef, Marcello Bessone, Baresi ha confermato la linea dell'Inrl contraria al riconoscimento dell'equipollenza ribadendo che «bisogna essere consapevoli delle conseguenze di violazioni di leggi europee che farebbero scaturire procedure d'infrazione e sanzioni che ricadrebbero sulla collettività. Noi non abbiamo nulla contro i commercialisti, ma non possiamo accettare che la politica si presti a tutelare solo interessi di una parte dei revisori, quella appartenente al sistema ordinistico, danneggiando altri 70 mila revisori legali non ordinistici. Continueremo a vigilare affinché ci si attenga ai dettami dell'Unione europea». Motivo di soddisfazione espresso poi dal presidente Baresi circa il mandato ricevuto direttamente dal direttore della Commissione Ue di promuovere un coordinamento di tutte le associazioni professionali europee che rappresentano i revisori per un proficuo lavoro di arricchimento e di proponimenti per la crescita professionale dei revisori legali nell'Unione europea. Altri passaggi importanti della riunione sono state le relazioni dei due componenti Inrl della commissione Mef per i decreti attuativi del dlgs 39/2010, Gianluigi Bertolli, segretario nazionale dell'Inrl, e Stefano Mandolesi, vicesegretario nazionale dell'Istituto. Relazioni che sono state precedute da un breve intervento di Marcello Bessone, dirigente Mef e coordinatore delle commissioni per i decreti, che ha espresso il plauso per il clima costruttivo creatosi nelle commissione, che lascia ben sperare per un licenziamento dei testi entro fine gennaio. Bertolli e Mandolesi hanno quindi aggiornato i consiglieri e i delegati Inrl circa i lavori della commissione preposta alla stesura dei regolamenti sull'etica, sull'indipendenza e sui principi di revisione. In particolare in commissione è stata ribadita l'esigenza di attenersi sempre alla economia reale per mantenere gli equilibri finanziari che sono al centro dell'attività professionale di ogni revisore. È stato poi spiegato nel dettaglio che nella stesura dei regolamenti relativi al codice etico, tra i punti chiave fissati vi è quello relativo all'ambito operativo del revisore legale, vale a dire la sua completa attività, che implica anche servizi di «non assurance» quali la tenuta della scrittura contabile, i servizi fiscali, i servizi informativi e la finanza aziendale; in tale ambito è addirittura contemplata quella rappresentanza tributaria per la quale lo stesso Inrl si sta battendo da tempo per un pieno riconoscimento a favore dei revisori legali. Alla riunione dell'Inrl hanno partecipato alcune autorevoli personalità quali monsignor Giuseppe Costa, direttore delle Librerie Vaticane, e Alfonso Celotto, capo gabinetto del ministro della coesione, due autorevoli membri del Comitato scientifico dell'Inrl, istituito di recente, di cui fanno parte anche Rainer Masera, già ministro del bilancio e attualmente rettore dell'università «Marconi», e Caterina Garufi, magistrato dell'ufficio legislativo del ministero di giustizia. 31 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE Corte costituzionale. Nel 2014 saranno decise controversie importanti in fatto di reclamo, indagini finanziarie e aggi Il fisco all'esame della Consulta Sotto tiro l'imparzialità degli uffici e le contestazioni sui prelievi bancari dei professionisti dom. 29 - Nel corso del 2014 la Corte costituzionale dovrà pronunciarsi su una serie di questioni tributarie particolarmente importanti per i contribuenti e per la stessa amministrazione (si veda l'elenco sotto). Il primo appuntamento è fissato per la Camera di consiglio del 15 gennaio in cui la Consulta affronterà nuovamente la questione della sospensione delle sentenze tributarie in pendenza di appello o di ricorso per cassazione. Va detto che in passato la Corte è già intervenuta con un'ordinanza grazie alla quale si è finalmente ammessa la sospensione delle sentenze di primo e secondo grado, per cui la nuova decisione non dovrebbe discostarsi molto dalla precedente. L'appuntamento, invece, decisamente più importante riguarda la costituzionalità dell'istituto del reclamo in campo tributario, la cui camera di consiglio è fissata, dopo un rinvio di alcuni mesi, per il 26 febbraio 2014. Sono ben cinque le commissioni tributarie (con sette ordinanze) che hanno messo in dubbio la costituzionalità del reclamo. Le modifiche apportate con la legge di stabilità in base alle quali la mancata presentazione del reclamo non costituisce più una causa di inammissibilità del successivo ricorso ma soltanto un motivo di improcedibilità, dovrebbero in parte attenuare le eccezioni di costituzionalità sollevate dai giudici tributari. Restano tuttavia ulteriori questioni per le quali la Consulta potrebbe assumere importanti decisioni. Molti giudici, infatti, hanno giustamente rilevato l'assenza di imparzialità di chi assume la decisione: di fatto è la stessa Direzione provinciale che ha emesso l'atto impositivo a nulla rilevando che si tratti di due uffici differenti (area legale piuttosto che area controllo). Del resto la totale assenza di imparzialità è stata evidenziata anche dalla Corte dei conti (si veda Il Sole 24 Ore del 20 giugno 2013). Resta poi il problema delle spese sostenute in questa fase dal contribuente non recuperabili, e della opponibilità della ritardata costituzione in giudizio anche nei confronti delle altre parti chiamate in causa (si pensi al caso di impugnazione di cartella panche per vizi propri con citazione anche di Equitalia). Va detto, peraltro, che, aldilà delle posizioni istituzionali, gli stessi uffici periferici dell'agenzia delle Entrate palesano di sovente dubbi sulla concreta utilità dell'istituto. In molti reclami essi riescono a stento a rispondere (negativamente) negli ultimi giorni a disposizione giustificando tale comportamento con la necessità di rispettare "gli obiettivi" fissati a livello centrale di rispondere comunque entro i 90 giorni (ancorchè poi, tale risposta, si risolva in una mail 32 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA di non accoglimento che però fa centrare l'obiettivo). Del resto, se lo scopo dell'istituto è di deflazionare il contenzioso per importi non significativi, mal si comprende per quale ragione non si introduca una conciliazione giudiziale obbligatoria (innanzi al giudice tributario terzo) per le medesime controversie. Così facendo risparmierebbero molto tempo (e oneri) sia il contribuente, sia la stessa amministrazione e si ridurrebbero, altresì, i tempi dei contenzioso. Vi è quindi da sperare in una coraggiosa decisione della Consulta che non abbia problemi a contraddire un istituto così fortemente voluto dall'amministrazione ma che ha costretto il legislatore, già con la recente legge di stabilità, ad intervenire per sistemare alla meglio alcune delle evidenti anomalie. Altra questione particolarmente importante, che si spera venga decisa nel 2014, attiene la presunzione relativa ai prelevamenti bancari dei professionisti che, secondo la norma vigente, avallata da una rigorosa posizione della Corte di cassazione, ha di fatto tradotto qualunque indagine finanziaria nei confronti di un professionista nella constatazione di maggiori compensi: ben difficilmente, infatti, è possibile provare la destinazione (come pretendono Agenzia e Gdf) di prelevamenti di somme avvenuti in anni precedenti per contanti e per importi non significativi. Anche in questo caso si tratta di una vicenda molto delicata per la quale il buon senso, prima ancora dei principi costituzionali consente di far emergere l'irrazionalità della disposizione. Infine la questione dell'aggio della riscossione che risulta del tutto scollegato all'attività svolta dall'agente: Equitalia incassa l'8% sia se non fa assolutamente nulla (si pensi al caso del contribuente che, ricevuto l'accertamento esecutivo, decide di pagare dopo i trenta giorni dalla scadenza del termine) sia se pone in esser una serie di attività volte al recupero del credito. Antonio Iorio 33 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA IL SOLE 24 ORE In condominio interventi «verdi» solo con perizia di Corrado Sforza Fogliani La legge di riforma del condominio, in vigore dal 18 giugno scorso, è stata a sua volta riformata con un decreto legge che su di essa interviene in diversi aspetti: dalle opere di risparmio energetico alla sicurezza, dal fondo per gli interventi straordinari alle sanzioni. Le opere finalizzate al risparmio energetico ora possono essere decise solo con la procedura della legge 10/91: gli interventi devono essere individuati attraverso un attestato di certificazione energetica o una diagnosi energetica realizzata da un tecnico abilitato; le delibere devono essere approvate – sia in prima che in seconda convocazione – dalla maggioranza degli intervenuti all'assemblea che rappresentino un terzo del valore dell'edificio; l'assemblea è legalmente costituita (quorum costitutivo) se in prima convocazione è presente la maggioranza dei condomini che rappresentino 667 millesimi; in seconda convocazione è sufficiente la partecipazione di un terzo dei condomini (334 millesimi). La nuova normativa ha abrogato la possibilità - già prevista dall'articolo 1120, comma 2, n. 2 - di eseguire le opere in questione senza alcuna documentazione, ma con la maggioranza assembleare che rappresenti la metà del valore (fermi i quorum costituitivi già citati). La nuova legge ha specificato che i dati relativi alla sicurezza, che devono essere contenuti nel Registro di anagrafe condominiale, redatto e tenuto aggiornato dall'amministratore, sono solo quelli relativi alle proprietà comuni. Cade quindi l'interpretazione che i condomini debbano comunicare i dati relativi alla "sicurezza" della propria unità immobiliare. A questo proposito, è da sottolineare che lo stato di sicurezza o meno delle parti comuni deve essere già noto all'amministratore. Per cui (al fine di dare un senso logico alla previsione della nuova normativa, coerente anche con l'interpretazione della norma già data in questi mesi) si deve ritenere che il legislatore abbia inteso riferirsi alle parti comuni "accessibili" dai singoli condomini (come le parti interne dei muri maestri) o dagli stessi più facilmente controllabili (collegamenti vari precedenti il punto di diramazione di questi ultimi ai locali di proprietà individuale). La nuova normativa sul «Fondo opere manutenzione straordinaria e innovazioni» - recependo un orientamento già da molti condomini praticato - stabilisce che il Fondo speciale, da costituirsi obbligatoriamente a garanzia del soggetto esecutore dei lavori, per le opere di manutenzione straordinaria e le innovazioni può essere costituito in base ai singoli pagamenti dovuti se i lavori devono essere eseguiti in relazione a un contratto che ne preveda il pagamento graduale in funzione 34 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA del loro progressivo stato di avanzamento. La previsione di cui alla nuova normativa è stabilita sulla base della condizione contrattuale precisata e, comunque, in alternativa alla costituzione di un Fondo di importo pari ai lavori (com'era obbligatoriamente, prima delle recenti modifiche, per ogni caso). Le sanzioni per le infrazioni al regolamento condominiale possono, o presumibilmente devono, essere irrogate – si ritiene – dall'amministratore solo a seguito di delibera dell'assemblea approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio, sia in prima che in seconda convocazione. La previsione dell'intervento dell'assemblea (già ampiamente seguita, da tempo presente nel regolamento tipo della Confedilizia) deve essere naturalmente confrontata con eventuali norme al proposito contenute nei singoli regolamenti (contrattuali o assembleari) ed è particolarmente opportuna dato che la riforma del 2012 ha sostituito l'importo pecuniario "secco" della sanzione in precedenza previsto, con un importo variabile, che necessariamente deve essere stabilito dall'assemblea. Resta aperto il problema dell'indispensabilità (come si ritiene) o meno che i nuovi importi della legge di riforma siano recepiti nel regolamento. A proposito di quanto detto finora, si precisa che sono ovviamente fatte salve le eventuali modifiche che le disposizioni della nuova normativa dovessero subire in sede di conversione in legge del decreto. La nuova normativa prevede anche che con regolamento del ministro della Giustizia siano determinati i requisiti necessari per esercitare l'attività di formazione degli amministratori di condominio nonché i criteri, i contenuti e le modalità di svolgimento dei corsi della formazione iniziale e periodica. L'emanazione del regolamento - che dovrà essere preceduta da una comunicazione al presidente del consiglio - è prevista per la prima metà di marzo. 35 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected] ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA ITALIA OGGI SETTE Spettanze dei legali, ok al rito camerale Lun. 30 - In tema di controversie aventi ad oggetto la liquidazione delle spettanze dovute al professionista, il ricorso al rito camerale deve ritenersi valido anche nell'ipotesi di eccezione di prescrizione presuntiva dei crediti proposta dal cliente: a ribadirlo è stata la II Sez. civile della Cassazione, la quale, nella sentenza n. 25945/2013, ha affermato che «il ricorso alla speciale procedura di liquidazione delle spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati [_] non è ammesso nei soli casi in cui vi sia stata contestazione sul rapporto di clientela (cioè sul presupposto contrattuale del diritto al compenso), sulla natura giudiziale dei compensi pretesi, sull'avvenuta transazione della lite ovvero quando il cliente, convenuto per la liquidazione delle spettanze, opponga una domanda riconvenzionale poiché tale domanda, introducendo un nuovo petitum e una pretesa che fa capo non più all'avvocato ma al cliente, non consente di utilizzare la procedura sommaria che deroga al principio del doppio grado di giurisdizione». Né vale ad escluderne la compatibilità la contestazione che quest'ultimo faccia di nulla dovere «per aver già estinto il credito vantato e/o perché il credito stesso è stato prescritto». Così argomentando ha rigettato il ricorso proposto da un avvocato avverso la sentenza di inammissibilità pronunciata dalla Corte di Appello competente, secondo la quale, trattandosi nella specie di controversia avente ad oggetto il pagamento di competenze professionali, non essendoci stata alcuna contestazione del rapporto di clientela né altra idonea a introdurre un nuovo petitum, era da considerarsi legittimo il rito de quo. Nell'unico motivo di censura il legale lamentava violazione e falsa applicazione degli artt. 28, 29 e 30 della l. 794/42, nonché vizio di motivazione, sostenendo che tale rito speciale (con il quale aveva deciso il Tribunale in primo grado, in composizione collegiale e con ordinanza) doveva ritenersi «applicabile esclusivamente alle controversie aventi ad oggetto la determinazione della misura del compenso» per cui non poteva estendersi alla fattispecie in oggetto «nella quale era stata eccepita la prescrizione» del credito. Adelaide Caravaglios 36 Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431 www.oua.it – [email protected]