FOGLI D’INFORMAZIONE A CURA DELLA FEDIC (FEDERAZIONE ITALIANA DEI CINECLUB)
ANNO III – n° 25
SETTEM BRE 2015
SOMMARIO
Editoriale – R. M erlino
Ricordando Piero Livi
Piero Livi l’uom o e il regista – P. M icalizzi
Il Forum Fedic a Venezia – B. Rizzo
Prem io Fedic – 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
13° Stage Nazionale Fedic di Form azione e Approfondimento – R. M erlino
77° Festival Mondiale Unica – R. M andolesi
MISFF66 presenta: Cinema Internazionale a Milano Expo
TESTIMONIANZE & RIFLESSIONI
Dilettantism o e professionismo – Cinevideo Bergamo
FEDIC SCUOLA
12° Concorso Nazionale Fedic – Scuola M ultimedia Italia
LO SCAFFALE
Mangia, prega, am a – F. Felloni
ATTIVITÀ DEI CINECLUB
Nuova Sede del Cineclub Fedic Delta del Po – M . Rosa Bellini
L’estate intensa del Cineclub “Delta del Po”
“Collaborazione” parola m agica per crescere culturalmente – R. M erlino
Proiezione “Kyrie eleison” – Immagini & Suono
“Videogiornale n. 3” Appello ai Presidenti dei Cineclub Fedic – La Redazione
Film caravan: Relazione descrittiva della m anifestazione
“Corto e Cabaret”: Pietro Ghislandi – Cinevideo Bergamo
“Docum entari d’Autore” – M . Ciampolini e P. Pruzzo
BACKSTAGE
“40 in 6”: lungom etraggio – M . Rosati
PREMIAZIONI E RICONOSCIMENTI FEDIC
Sim one Bianchi – Jacopo Mancini – Alessandro Brucini – Roberto Merlino
Rolf Mandolesi – Giorgio Sabbatini
L’ANGOLO DELLE POSSIBILITÀ
Program mazione DiLucca.TV
Program mazione TeleAmbiente
“Corto Cinem a Pistoia”: Terza edizione – Sedicinoni Film
FESTIVAL
Sedicicorto
II Edizione Firenze Film corti Festival – Rive Gauche
XXVII Fano International Film Festival
15° Corto Fiction 2015
Im pressioni su un Festival ricco di “buoni pensieri” – G. Ricci
MISFF: Bridge of Arts – M . Zeppi
pag.
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
“
2
3
6
7
10
11
13
14
15
15
17
17
18
18
19
19
20
21
22
22
23
25
29
30
30
31
31
32
33
33
34
35
36
36
37
38
39
40
41
Il dialogo dovrebbe essere semplicemente un suono fra gli altri, solo qualcosa che esce dalla
bocca delle persone, i cui occhi raccontano la storia per mezzo di espressioni visive.
Alfred Hitchcock
n° 25 –
EDITORIALE
Questo mese il primo
pensiero deve andare
a Piero Livi che, con
la sua scomparsa, ci
rende orfani di un
grande Autore e di un
amico.
Oltre ai suoi meriti arti
stici, non posso non
ricordare la tenacia
con cui ha contribuito
Roberto Merlino
a mantenere in vi ta i l
glorioso Cineclub FEDIC di Olbia e sono
sicuro che, forti del suo insegnamento e del
suo esempio, gli amici sardi sapranno
conservare e rilanciare quella realtà così
importante per la storia della FEDIC e del
Cinema Indipendente.
Questa estate è stata ricca di eventi
particolarmente interessanti, nei quali abbia
mo confermato la propensione a lavorare
con impegno e serietà, per proporre ai
nostri Soci (e non solo) opportunità
intelligenti di crescita e condivisione.
Ho molto apprezzato il fatto che il nostro
settore FEDIC Scuola, mirabilmente condot
to da Laura Biggi, non solo sia riuscito a
confermare il “Campus Estivo per Ragazzi”
(con grande successo!) ma, addirittura,
abbia “esportato” l’esperienza a Ispra, in
provincia di Varese, conquistando affetto e
stima di ragazzini, insegnanti e genitori.
Altra grande soddisfazione è venuta dallo
Stage Nazionale FEDIC, giunto alla sua
13.a edizione, condotto quest’anno da
Alessandro Grande sul tema della
“sceneggiatura”, con il consueto pieno di
partecipanti e di consensi. Nella serata
inaugurale, inoltre, abbiamo avuto il piacere
di presentare, in prima nazionale, il
videoclip musicale del nostro Inno FEDIC,
realizzato dal Cineclub Videoamatori delle
Apuane, su musiche di Giovanni Scapecchi
e testo di Miriano Vannozzi.
Ottimo risultato anche a S. Pietroburgo, per
il Festival dell’UNICA: la nostra delegazione, come sempre capitanata da Rolf
Mandolesi, è tornata a casa con una
medaglia d’argento e 3 diplomi d’onore.
Altra citazione per la nostra partecipazione
alla 72.a edizione della Mostra del Cinema
di Venezia: il nostro Responsabile FEDIC
Cinema, Paolo Micalizzi, ha organizzato un
tavolo di relatori di alto livello (per il Forum
FEDIC) ed una Giuria veramente ricca e
qualificata (per il Premio FEDIC e la
segnalazione FEDIC-Il Giornale del Cibo).
Il Forum FEDIC è stato anche occasione di
proiezione per tre Autori FEDIC, che
avevano vinto altrettanti Concorsi riservati
ai nostri Soci.
Questi e tanti altri eventi (che potrete
leggere nelle prossime pagine) mi
confermano sempre di più che la nostra
Federazione è in pieno fermento e, con
l’aiuto di tutti, potremo aspirare ad obiettivi
sempre più importanti.
Rob erto Merlino
Presidente FEDIC
n° 25 –
RICORDANDO PIERO LIVI
m ercoledì 2 settembre 2015
Mi spiace annunciarvi che mio padre oggi, alle 16,30, ci ha lasciato.
Gianni Livi
COMUNICATO
Mercoledì 2 settembre, nel pomeriggio, si è spento a Roma l'amico
Piero Livi, uno dei personaggi di maggior spicco della nostra
Federazione. Stiamo pensando ad una iniziativa che lo ricordi
degnamente.
Roberto M erlino
Presidente FEDIC
Gianni ti abbraccio forte e ti sono vicino, mi dispiace immensamente, era un uomo fantastico, agli inizi della mia carriera è stato
una guida, il suo ricordo sarà sempre con me.
Con affetto sincero
Guido De Laurentiis
Carissimo Gianni,
ho il cuore gonfio di tristezza, e i colori che mi circondano appaiono improvvisamente sbiaditi, privi di
quell’intensità vitale necessaria a dipingere un luogo, un ambiente, delle cose…!
La notizia ricevuta mi ha colpito duramente e nel profondo poiché con Piero c’è sempre stata un’intesa
fantastica che, nel tempo, ci ha permesso di conoscerci meglio, di apprezzarci e di creare una vera,
grande, sincera “Amicizia”.
Prima ancora di incontrarlo, lo conoscevo attraverso “L’Altro cinema” dove potevo leggere le sue
produzioni e la storica “Mostra Internazionale del Cinema d’Amatore” nata ad Olbia, di cui fu un
instancabile promotore ed organizzatore. Il giorno in cui lo conobbi mi sembrò l’avverarsi di un “sogno” e
non fu difficile instaurare un semplice dialogo su ciò che entrambi tanto amavamo: il Cinema!
In tanti anni di conoscenza e frequentazione ho potuto apprezzare sempre di più non solo “l’artista
dell’immagine” ed il “regista” dei suoi “racconti filmici”, sorretti sempre dalla giusta scelta di validi attori,
ma l’”uomo” con la sua infinita umanità e capacità di comunicare sensazioni ed emozioni attraverso le
parole, la gestualità, con la semplicità propria di chi ama vivere ed esprimersi con l’arte.
Ogni incontro con Piero era un momento di crescita per i suoi preziosi consigli, per il racconto delle sue
numerose esperienze e per gli apprezzamenti critici sulle opere che vedevamo insieme.
Piero mi mancherà moltissimo… e pensando che ciò accadrà a tutti coloro che lo hanno conosciuto ed
apprezzato, posso dire che… “ci” mancherà moltissimo!
Ora, purtroppo, i “ricordi” non mitigano il grande dolore che si prova in una circostanza così triste e
definitiva! Ma, certamente, serviranno a far vivere in noi la grandezza e l’umanità dell’”uomo” conosciuto
con le sue opere e con quella innata semplicità e sincerità nel “dialogare” con tutti.
Caro Gianni, Ti sono profondamente vicino nel dolore di questo particolare momento della vita e so
perfettamente quanto sia difficile affrontare la perdita di una persona tanto cara e tanto amata. La “forza”
per affrontare il futuro sta sempre nei “ricordi” di chi ci ha saputo accompagnare nella vita e che continua
ad accompagnarci… poiché si è stabilmente insediato nel nostro cuore!
Ti abbraccio.
Giorgio Sabbatini
n° 25 –
Con Piero Livi la nostra Federazione ha perso, oltreché un amico, uno dei suoi registi più importanti.
Un Autore che ha contribuito in modo concreto alla crescita del Cinema Indipendente Italiano.
I suoi film, pluripremiati nel mondo, sono quasi tutti visibili nel nostro programma “Corti di Corte” su
DiLuccaTV. Me li aveva forniti, a più riprese e con grande disponibilità, assieme ad opere “minori”
che teneva nel cassetto.
Non mi soffermo ad elencare le sue opere, ma voglio citare “Marco del mare”, che considero un
capolavoro assoluto. Quando l'ho visto per la prima volta sono rimasto folgorato e commosso.
Mi mancheranno le chiacchierate a tavola, in occasione di qualche Festival, e le lunghe telefonate,
ricche di aneddoti e di storia-FEDIC. Come Federazione stiamo pensando ad un evento a lui
intitolato nella speranza che, assieme al ricordo di chi lo ha conosciuto, anche i giovani autori
possano incuriosirsi ed andare a vedere le sue opere, traendone motivi di riflessione ed
apprendimento.
Roberto M erlino
Presidente FEDIC
Solitamente Piero indossava un cappellino e sempre la giacca. Subito dopo le proiezioni al Masaccio
di Valdarno Cinema, usciva cercando con gli occhi qualcuno con cui commentare quello che aveva
visto. Era curioso, voleva sapere. Parecchie volte ha fatto parte delle giurie, mi è sembrato sempre
abbastanza generoso, qualche volta invece era duro ma solo con le opere più pretestuose, che
volevano distinguersi con un dichiarato ma non realizzato professionismo. In questi casi gli dava giù.
Mi ricordo quella volta che in sala mentre si proiettava il film si sentì male e incominciò a strillare. Io
ero fuori insieme ad altri amici. Entrammo di corsa chiedendo “ma che succede, chi è che strilla?” e
lui, nel momento che si riaccesero le luci “Sono io” e alzandosi di scatto che sembrava minaccioso
continuò “E’ mai possibile che sono l’unico che si sia accorto che non si sentiva nulla?” Un
“giovinastro” gli disse “Maestro non è che aveva le batterie scariche o si è scordato di mettersi
l’apparecchio?” Piero lo fulminò con un primo piano e poi allargando l’inquadratura si mise a ridere di
cuore. Il giovinastro divenne piccolo e Piero un gigante.
Angelo Tantaro
Piero Livi, il mio Robert Duvall preferito...ricordo una volta, qualche anno fa a San Giovanni Valdarno
alla serata finale del festival, mentre stavo chiacchierando con Piero e commentando i film premiati,
l'espressione di gioia di due giovani quando si avvicinarono a Piero pensando che fosse Duvall. La
gioia si trasformò in forte disappunto quando scoprirono invece che Duvall non era, perchè Piero
sorridendo e con ironia fece loro capire l'equivoco. Un equivoco che sempre lo accompagnava...ma
Piero era contento di questa somiglianza che accettava come un gioco divertente. Non si sentiva più
importante per questo perché Piero era un semplice... Raccontava con modestia e naturalezza i suoi
successi, ed era un piacere starlo ad ascoltare. Tutte le volte che ci si incontrava mi raccontava
qualche episodio della sua vita di regista, qualche problema avuto nella regia dei suoi film: il racconto
era sempre piacevole, mai si avvertiva presunzione nelle sue parole...Conoscevo Piero da tanti anni,
e nel tempo ha sempre mantenuto una giovane freschezza nel modo di comunicare e di affrontare le
problematiche sia di salute che di lavoro. Mi mancherà tanto... e lo ricorderò con serenità e
affidabilità perché questo era quello che riusciva a infondere nelle persone che lo conoscevano.
Caro Piero, un grande abbraccio!!!
Vivian Tullio
PIERO LIVI, decano dei registi sardi.
Non avrei mai immaginato che nel corso di questo 2015, mi sarei dovuto confrontare con l'idea della
mancanza di Piero, la sua ultima lettera, egli non amava particolarmente le mail, mi era stata
recapitata ad aprile, poco prima che facesse i novant'anni.
n° 25 –
Sorrido amaramente nel rileggere la sua lettera: “il medico mi ha detto morirai sano” recitava, e mi
parlava delle gambe che oramai non lo sorreggevano più, ma rivendicava una ritrovata vena creativa
accompagnata dalla voglia di realizzare tante idee che fiorivano in lui.
Le sue parole però, erano attraversate da una tristezza impalpabile, quasi a sottolineare che un
destino nefasto e già scritto fosse alle porte, quello stesso destino che molti anni prima gli aveva
portato via il suo giovane attore ed amico Matteo Maciocco, protagonista di “Marco del mare”, uno
dei suoi capolavori.
Era innamorato del viso di Matteo, della “faccia”, così la chiamava; ed è attraverso le facce degli
attori che egli scriveva una storia parallela, funzionale alla sua poetica filmica: i pori del viso
bucavano la pellicola e le rughe la trafiggevano come lance.
È d'obbligo ricordare quel 17 marzo del 1960, quando nacque il Cineclub Olbia, solo pochi anni dopo
la nascita della Fedic con la quale Piero Livi ha trascorso anni magnifici, sempre in prima linea. È
stato presidente del Cineclub Olbia fino al 1994, poi Presidente onorario ma, soprattutto, è stato e
sempre sarà il titolare della sola tessera numero uno che il Cineclub ha emesso.
Grazie a Piero la città di Olbia e la Gallura, hanno vissuto un momento epico per il cinema, crocevia
dei fermenti cinematografici più veri del momento, lontano dalla grande distribuzione con
un'attenzione particolare alla valorizzazione del cinema indipendente nel mondo.
È creatore e Direttore della Rassegna Internazionale di Olbia – M ostra del Cinema Indipendente.
In diciotto anni, dal 1957 al 1974, fa conoscere in Italia le opere più significative di avanguardia, di
rottura e ricerca delle giovani cinematografie straniere.
I temi trattati non sono mai banali, anzi il più delle volte sono in controtendenza con l'idea di un
Cinema patinato, nel quale la città cerca solo svago e divertimento, furono infatti le Amministrazioni
comunali dell'epoca a disinteressarsi del patrimonio culturale che Livi aveva creato nei vent'anni
precedenti e così, tutto improvvisamente ebbe fine.
Ma forse storie come questa sono già accadute, il nostro compito ora rimane quello di non dilapidare
un'eredità così preziosa e di evitare che tutto questo vada dimenticato.
Certamente la Federazione sarà attenta custode dell'opera di Piero Livi, noi non ci sottrarremo ad
apportare il nostro proficuo contributo.
Ciao Piero,
il Presidente del Cineclub Olbia
Antonello Idini e i Soci tutti
Caro Piero,
è triste doverti dire addio, oggi, dopo tanti anni in cui ci sei stato vicino con i tuoi consigli, con il tuo
carattere battagliero, schietto, a volte polemico, ma soprattutto con il tuo straordinario amore per il
cinema.
Sei stato uno dei padri del Cineclub Sassari, l’hai aiutato a crescere da quei lontani anni cinquanta in
cui in tutta Italia nascevano i circoli del cinema e sul grande schermo si raccontava il dopoguerra,
fino al nuovo millennio così ricco di cambiamenti e nuove possibilità tecniche per chi fa cinema, ma
anche di tanta confusione e incertezze legislative. Ci sei stato accanto, regalandoci consigli preziosi,
in questi dieci anni di Sardinia Film Festival e hai sempre guardato con interesse e curiosità i film di
registi spesso giovanissimi e lontani dal clima di fermento e accese battaglie politiche degli anni in
cui giravi i tuoi capolavori, da “Pelle di bandito” a “Una storia sarda” e “Il cerchio del silenzio”, da
“Dove volano i falchi d’argento” a “Marco del mare” fino al più recente “Sos laribiancos”. Non ti sei
mai tirato indietro di fronte alle novità e hai accettato il confronto con passione e disponibilità, come
solo i grandi maestri sanno fare. Noi continueremo a immaginarti seduto in prima fila durante le
prossime edizioni del Sardinia Film Festival, pronto a discutere, a incuriosirti e a fare commenti
intelligenti sui film in visione. E tutte le volte che vorremo sentirci ancora più vicini a te, guarderemo
le tue splendide pellicole e sorrideremo al ricordo dei mille aneddoti che ci raccontavi sulla loro
lavorazione.
Ciao Piero, non ti dimenticheremo.
I tuoi amici del Cineclub Sassari
n° 25 –
Piero Livi
l’uomo e il regista
di Paolo Micalizzi
Paolo Micalizzi
Una lunga conoscenza
quella con Piero Livi,
tramutatasi subito in amicizia per il suo carattere amichevole e cordiale,
avvenuta nel 1964 quando
per la prima volta iniziai a
frequentare il Festival di
Montecatini dove lui aveva
già ottenuto riconoscimenti prestigiosi con cortometraggi come “Marco del
mare” (1957), ”Visitazione”
(1958) e “Un a st o ri a sar-
da” (1962).
Malgrado fosse un nome importante del cineamatorismo italiano, Piero non si dava tante arie. Allora,
oltre ad essere presente a Montecatini perché ero
uno dei quattro autori del documentario “Uomini del
delta”, ero il Corrispondente italiano della Rivista
“Cinema International” di Losanna, oltre a collaborare con “Cinema Ridotto” e “Il cineamatore”, e
Piero mi invitò come giornalista alla Rassegna di
Olbia. Incontri di qualità dedicati al Cinema
Indipendente che lui dirigeva con cordiale e signorile accoglienza. Come dimenticare la possibilità
avuta di conoscere il cinema di realtà interessanti
come il giovane cinema francese, quello tedesco e
quello ungherese ma anche partecipare a Convegni come “Indipendenza come impegno etico”,
“Contestazione fuori e dentro le strutture”, “Per la
conquista del potere cinematografico”, “Il ruolo delle
cooperative nel cinema italiano”.
Convegni in cui, come già ho avuto modo di
scrivere, in una libera discussione, critici ed autori
hanno analizzato i problemi del cineamatorismo
facendone scaturire proposte volte ad una migliore
caratterizzazione del cinema d’amatore come
movimento di cinema libero. Rassegne poi che ti
facevano conoscere, in apposite gite, quella terra
meravigliosa che è la Sardegna. Rassegne che mi
hanno consentito di conoscere e fare amicizia con
critici già affermati come, tra gli altri, Claudio
Bertieri, Ernesto G.Laura, Enzo Natta, Guido
Cincotti, Nedo Ivaldi, Domenico Meccoli, Giulio
Cattivelli, Francesco Bolzoni, Fernaldo Di
Giammatteo, Renato May (grande teorico del
montaggio), Giacomo Gambetti, Edoardo Bruno,
Leonardo Autera, Walter Alberti (Conservatore della
Cineteca di Milano), Padre Nazareno Taddei S.J.
Ed esponenti importanti del cineamatorismo come
Gianni De Tomasi, Vittorio Gallo, Aldo Serio, Nando
Scanu, Giampaolo Bernagozzi, Adriano e Delia Asti,
Gabriele Candiolo, Italo Carrone, Vincenzo M.
Siniscalchi. Oltre a personaggi del cinema come i
registi Nanni Loy ed Elio Serra, le attrici emergenti
Valeria Ciangottini e Gabriella Pallotta e Mavie
Bardanzellu (protagonista allora dei film di Piero
Livi) e autori stranieri come l’ungherese Istvan Gaal
e il francese Jacques Baratier. E come non
ricordare poi le signorili serate finali all’Hotel di
Porto Cervo nel cui ristorante più volte avemmo
occasione di pranzare vicino al tavolo di Karim Khan
e della bellissima moglie Begum. Quello di Piero era
un Festival, anzi una Mostra, in cui cultura e
signorilità si fondevano in una grande Festa, una
Festa del cinema appunto. Grazie a Piero cari
ricordi e bellissime esperienze.
Intanto maturava la nostra
conoscenza di Piero Livi regista,
che sempre più diventava un
punto di riferimento nel mondo
del cineamatorismo. Poi il
grande salto di Piero nel cinema
professionale che lo portò subito
a partecipare alla Mostra del
Cinema di Venezia, prima con
“Pelle di bandito” (1969) e poi
Piero Livi
con “Dove volano i corvi d’argen
to” (1977). Io c’ero in entrambe le occasioni e
conservo, con affetto, i Press-Book dei due film,
distribuiti ai giornalisti. Piero poi, pur continuando
ad essere attivo nella Fedic, proseguì l’attività di
regista nel lungometraggio. Ed è un peccato, una
vergogna direi, che il sistema distributivo italiano
non gli abbia consentito di ricevere quella giusta
attenzione che meritava. Ma chi ha visto i suoi film li
ha apprezzati, come testimoniano alcune critiche
riportate nel Profilo che gli ho dedicato nel n° 32
(cartaceo) di “Carte di Cinema” nella cui copertina
ho voluto fosse inserito una drammatica foto del suo
film “Sos Laribiancos”.
È stato il mio Omaggio più completo ad una
persona, ma anche ad un regista, che ricordo con
molta stima ed affetto.
n° 25 –
72.a Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia
Il Forum Fedic a Venezia
Dalla instancabile verve
organizzativa di Paolo
Micalizzi si è svolto
anche quest’anno il
Forum Fedic nella sua
20ª edizione nell’ambito
della 72ª Mostra Interna
zionale d’Arte Cinemato
grafica
di
Venezia.
Mercoledì 9 settembre
2015,
infatti,
nello
Spazio Incontri Venice
Film Market presso il
Beppe Rizzo
prestigioso Hotel Excelsior si sono ritrovati i relatori per riferire su un
argomento che sta molto a cuore alla Fedic: “IL
FUTURO DEL CORTO D’AUTORE – I MEDIA
E IL CORTOMETRAGGIO”, con la curatela di
Paolo Micalizzi, il quale ha presentato i vari
relatori nelle persone di ROBERTO MERLINO,
Presidente Fedic; JACOPO CHESSA, Direttore
del Centro Nazionale del Cortometraggio;
FRANCO MONTINI, Presidente SNCCI, giornalista
de
“La Repubblica”; FABRIZIO
CAVANIGLIA, Redattore della Rivista “Tutto
Digitale”; LUISA MORANDINI, coautore, curatrice della sezione “I Corti” del Dizionario “Il
Morandini”.
Prima dell’inizio dei lavo
ri del Forum ha gentilmente porto un saluto ai
presenti il Direttore Organizzativo della Mostra
di Venezia e attuale Pre
sidente ANEC, LUIGI
CUCINIELLO.
Accolto
con un caloroso applauso, il Direttore ha esordi
to dicendo che l’iniziativa del Forum rappreLuigi Cuciniello
senta uno degli ingr edienti più preziosi della Mostra. E ha continuato
affermando che “L’iniziativa della Fedic
costituisce secondo me un aspetto importante,
direi anche una peculiarità originale della Mostra di Venezia, che da sempre dedica uno spa
zio molto importante a tutte le attività associative non necessariamente legate agli aspetti
produttivi, distributivi, ma che si apre ad un
confronto, ad un dialogo, con quello che è il
mondo del Cinema e il percorso dei film al di là
dei dieci giorni della Mostra”. Ed ha poi
aggiunto: “Il pubblico non esiste più probabilmente, sicuramente esistono i pubblici: sono
tanti, variegati, segmentati, ed è sempre più
complesso, quasi impossibile per certi aspetti,
individuarne esattamente il profilo e lo spessore e a volte anche la provenienza geografica”.
Altro personaggio al di
fuori dei relatori ufficiali
è stato il Presidente
dell’Italian Film Commis
sions, la signora STEFANIA IPPOLITI che ha
indirizzato un suo saluto
ai presenti e ha poi
detto che “Anche a
nome dei miei colleghi,
quelli della Film Commission Torino PiemonStefania Ippoliti
te, e della Valle d’Aosta
qui presenti, ci tengo a ribadire che l’interesse
per il vostro lavoro c’è, l’apprezzamento
anche”, auspicando anche una sempre più
concreta collaborazione con le varie rappresentanze.
Iniziano, quindi, i lavori
del Forum con la relazione di PAOLO MICALIZZI. Il nostro ipercinetico Paolo già anticipa
un problema che poi
verrà ampliato dai successivi interventi e cioè
l’inconsistente rapporto
tra i media e il cortometraggio.
Paolo Micalizzi
Egli traccia un profilo sui
n° 25 –
diversi relatori, ma ha anche parole di affettuosa simpatia per Morando Morandini la cui
figlia Luisa, presente come relatrice, cura la
sezione cortometraggi nel famoso Dizionario.
Paolo accenna anche alle Riviste cinematografiche storiche ed anche ai critici che si
fecero le ossa proprio su quelle pubblicazioni.
Si può facilmente affermare che l’excursus di
Paolo rappresenta uno Spoon River della Fedic
e delle varie pubblicazioni del passato, ma non
solo.
Si passa quindi alla
relazione di ROBERTO
MERLINO
Presidente
della Fedic. Un’ampia
relazione
quella
di
Roberto che tocca davvero tutte le iniziative
della Fedic, da Valdarno
all’Unica, dallo Stage al
REFF, da Fedic Scuola
a Di Lucca TV, da Fedic
Notizie al sito Fedic e
Roberto Merlino
che sarebbe troppo lungo qui elencare. Ma il Presidente della Fedic
termina il suo intervento con un importante
auspicio: “Credo che abbiamo fatto parecchie
cose buone e concrete. Altre sono in cantiere.
Lungi da noi, comunque, il sentirsi appagati:
vogliamo e dobbiamo fare ancora di più. E ci
riusciremo!”
È la volta poi di JACOPO CHESSA. Un lungo
intervento che ha focaliz z ato l’attenz ione
dell’attento
pubblico.
Chessa pone subito
l’accento sulla differenza fra i cortometraggi e i
media. E sul cortometraggio egli afferma: “Si
parla di un mondo del
Jacopo Chessa
cortometraggio molto diverso da quello di oggi nei confronti di
un’epoca in cui c’era una programmazione
obbligatoria in sala, di un momento in cui tutti i
grandi registi italiani realizzavano documentari
perché venivano pagati, perché avevano
disponibilità di mezzi”. E sui media egli afferma
tra l’altro: “I media non sono soltanto l’informazione, i media sono un’opportunità di comunicazione molto più ampia del solo settore
dell’informazione”.
Chessa, poi, offre alcuni dati interessanti,
dicendo che in Italia si producono all’incirca
settecento cortometraggi l’anno e passano
annualmente nei Festival italiani all’incirca
millecento/milleduecento corti di produzione
italiana, mentre il numero dei Festival si aggira
tra centosettanta e duecento. E per quanto
concerne l’informazione sul panorama dei corti,
essa quasi non esiste nella stampa generalista
e non ne parla quasi neanche la stampa
specialistica, con qualche eccezione. Ma se ne
parla di più sulle testate w eb.
La parola passa poi a
FRANCO
MONTINI,
giornalista de “La Repubblica” e Presidente
SNCCI.
Importante, e in un certo senso sconsolante e
deprimente, è l’affermazione che fa Montini
circa l’informazione sui
giornali e su varie pubblicazioni. Egli riferisce:
Franco Montini
“Mi è successo talvolta
di proporre al mio giornale spazi, attenzioni,
interventi su Festival di cortometraggi o comunque di un cinema meno noto, meno celebrato,
meno commerciale, e ogni volta le risposte sono state, come dire, molto negative con frasi
tipo: ma chi se ne importa, ma chi lo vede;
sembra quasi insomma che i giornali oggi si
debbano occupare soltanto di ciò che è noto e
celebrato”. E aggiunge: “C’è da dire che in
parte questo atteggiamento dei giornali è
anche favorito dalla invisibilità dei cortometraggi”. E per quanto concerne la visibilità sul
w eb, Montini afferma: “È vero che la rete offre
una opportunità di visibilità a tutta una serie di
prodotti, il corto in prima istanza, che altrimenti
non avrebbero spazio; ma anche qui l’oceano
su cui si disperde rischia di rendere difficile
l’individuazione e l’approdo a prodotti realmente meritevoli”. E Montini conclude dicendo: “La
causa principale è proprio nella scarsa attenzione che oggi il mondo dei media ha verso
tutto ciò che è nuovo, più originale, più interessante e mi rendo conto che sconfiggere questo
atteggiamento è davvero un’impresa titanica
per non dire una mission impossibile”.
LUISA MORANDINI, figlia del famoso Morando
Morandini, trova molto interessanti gli argomenti trattati dai relatori che l’hanno preceduta.
n° 25 –
Ella afferma che il Cine
ma, e quindi il cortometraggio, è un mezzo di
c omunic az ione, una
macchina che produce
lav or o, ma è anc he
Arte. Nel Dizionario Morandini è stata creata
una sezione di cortometraggi in seguito a un
lavoro fatto proprio con i
giovani, con gli studenti
Luisa Morandini
delle scuole superiori.
Ella afferma: “Avendo avuto contatti per anni
con i ragazzi ho pensato di creare una sezione
all’interno del nostro Dizionario dove fossero
presenti i cortometraggi dei giovani segnalati
dai Festival, ovviamente, o che ci hanno inviato
e che quindi abbiamo potuto vedere e quindi
giudicare, messi insieme, come spazio fisico, ai
cortometraggi dei grandi autori, cioè Chaplin,
Buster Keaton e così via. Perché ci fosse una
volta tanto il critico un po’ al servizio di chi il
cinema lo fa”.
FABRIZIO
CAVANIGLIA chiude l’elenco ufficiale dei relatori. Come
redattore della Rivista
“Tutto Digitale” egli riferi
sce che la pubblicazione, molto conosciuta
principalmente dagli autori del cortometraggio,
si occupa dei FilmmaFabrizio Cavaniglia
kers indipendenti, non
solo mettendo in luce il loro valore, ma anche
confrontandoli con i professionisti del settore.
Infatti “Tutto Digitale” partecipa e realizza in
prima persona eventi per far confrontare i giovani con i professionisti. Cavaniglia continua
dicendo: “È importante dire che il corto dei
giovani autori sta cambiando linguaggio, c’è un
nuovo linguaggio, quindi, tra virgolette, se si
può girare un cortometraggio con il cellulare –
lo dico come provocazione – una volta serviva
la macchina da presa, conoscere la luce, ecc.;
questo va visto anche da un altro punto di
vista, cioè di come sta evolvendo il linguaggio,
perché i giovani stanno respirando una nuova
aria”. “Quindi – aggiunge Cavaniglia - da una
parte l’incoraggiamento e dall’altra bisogna dire
che il corto è un’opera audiovisiva fatta da un
giovane e che può aiutare anche il grande
professionista che può buttare un occhio sul
come stia evolvendo il linguaggio”.
MARCELLO ZEPPI pur
non essendo in disaccordo con quanto affermato da Jacopo Chessa “Perché ne fa un
discorso più da un punto di vista di laboratorio
e di esperienza”, ritiene
che da un punto di vista
della
comunicazione,
del viaggio che può com
Marcello Zeppi
piere un c or to, non c’è
dubbio che “il fatto di parlarne è secondo me
importante” e poi aggiunge: “Rispetto all’ultimo
intervento di Fabrizio di “Tutto Digitale”, io noto
che siccome abbiamo dei ragazzi molto giovani
e persone più adulte come Beppe Rizzo che a
Montecatini si cimentano nello stesso argomen
to, il corto, noto che c’è evidentemente un linguaggio differente e paradossalmente gli uni
avrebbero bisogno degli altri. Ovvero dove c’è
stata una lunga ricerca siamo in grado di trasferire competenze e là dove c’è una improvvisazione artistica, talvolta mancano proprio i
presupposti di girare un film come si deve”.
Quest’anno il Forum Fedic ha avuto la sua
ciliegina. Infatti, ultimati gli interventi, sono stati
proiettati tre cortometraggi: INNO FEDIC, di
Laura Biggi e Lorenzo Caravello, che ha vinto il
1º premio al concorso “Inno Fedic” 2015. Di
Stefano Vannelli è stato proiettato VUOTO A
PERDERE, concorso Video Fedic da “1
minuto” 2014. Del concorso Fedic “Acqua”, IL
PONTE DEI SOSPIRI, della durata di 6 minuti,
vinto da Roberto Merlino di Corte Tripoli
Cinematografica.
Un Forum Fedic che, ancora una volta, ha
saputo tenere alto il nome della Federazione
nell’ambito della Mostra di Venezia ed è riuscito a mettere insieme personaggi del Cinema di
spiccato rilievo professionale per discutere sul
FUTURO DEL CORTO D’AUTORE. Ancora
un’ottima occasione offertaci da Paolo Micalizzi
che ringraziamo.
Beppe Rizzo
Presidente Cine Club Alassio
n° 25 –
72.a Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia
Premio collaterale
La Giuria del premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) presieduta da Roberto Barzanti e composta
da Marco Asunis, Ugo Baistrocchi, Lorenzo Bianchi Ballano, Carlotta Bruschi, Mario Di Francesco, Giuliano
Gallini, Ferruccio Gard, Carlo Gentile, Fausto Ghiretti, Stefania Ippoliti, Franco Mariotti, Paolo Micalizzi, Italo
Moscati e Giancarlo Zappoli ha attribuito il premio FEDIC destinato "All' opera che meglio rifletta l'a utonomia
creativa e la libertà espressiva dell'autore" al film
NON ESSERE CATTIVO
di Claudio Caligari
"perché descrive con crudo realismo ma con affettuosa e partecipe umanità un microcosmo di emarginati di
cui rappresenta, con una forza creativa ormai rara per il cinema italiano, desideri di una vita e di un futuro
diversi".
Consegna del Premio Fedic al film “Non essere cattivo” di Claudio Caligari alla
produttrice Laura Tosti: da sin. Paolo Micalizzi (Resp. Fedic Cinema), Massimo
Giraldi (presentatore della Cerimonia di premiazione), Laura Tosti.
(Foto: Carlotta Bruschi).
La Giuria assegna inoltre una Menzione Fedic - Il Giornale del Cibo destinata "all'opera che propone la
scena più significativa legata al cibo e all'alimentazione" al film
L'ATTESA
di Piero Messina
"perché le sequenze in cui il cibo diventa protagonista hanno un forte valore simbolico che rimanda al tema
della nascita, dell'identità e della rigenerazione".
Giuliano Gallini, Direttore de “Il Giornale del Cibo”, consegna il Premio per
“L’attesa” a Daniela Staffa, Ufficio Stampa del film.
(Foto: Carlotta Bruschi).
I premi sono stati consegnati sabato 12 settembre alle ore 11.00 presso lo spazio della Fondazione Ente
dello Spettacolo ( Sala Tropicana 1 - Hotel Excelsior / Lido di Venezia).
n° 25 –
Apprendiamo prima di chiudere questo numero di nuovo Fedic Notizie, che “Non essere
cattivo”, film postumo di Claudio Caligari al quale è stato attribuito alla Mostra di Venezia
anche il Premio FEDIC, è stato scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar nella selezione
per il miglior film in lingua straniera. L’annuncio delle nomination è previsto per il 14 gennaio
2016 e noi ci auguriamo che premi il film di Caligari portandolo alla cerimonia di consegna
degli Oscar che si terrà a Los Angeles domenica 28 febbraio. Una notizia, quella della
nomination all’Oscar di “Non essere cattivo”, che ci dà molta soddisfazione e si iscrive nella
Storia della FEDIC.
13° Stage Nazionale Fedic
di Formazione e Approfondimento
Si è svolto a Calci (PI) il 13° Stage Nazionale
FEDIC di Formazione ed Approfondimento, dedicato quest’anno alla “sceneggiatura”. Il
docente di questa edizione è stato il giovane
Alessandro Grande, regista e sceneggiatore di
Catanzaro.
Come in tutte le passate edizioni l'organizzazione è stata curata da Corte Tripoli Cinematografica (Cineclub FEDIC di Pisa), sotto la
direzione di Roberto Merlino, mirabilmente coadiuvato da Maurizio Palmieri. Hanno collaborato anche Roberto Carli, Marco Rosati e
Antonio Tosi (oltre a tanti altri, con ruoli minori).
Gli allievi sono stati 22, provenienti da varie
parti d’Italia, isole comprese. Particolarmente
nutrita la rappresentanza siciliana (4 elementi).
L’intera troupe, con i componenti tecnici, era
formata da una trentina di persone.
Per scegliere l’”idea” sulla quale costruire il
“soggetto” si organizzano alcuni “gruppi di
lavoro”.
Nel percorso formativo si è lavorato alle varie
fasi di scrittura di un film, partendo dall’“idea”,
per arrivare al “soggetto” e finire nella “sceneggiatura” vera e propria, dopo aver definito la
“scaletta” e il “profilo psicologico dei personaggi”.
La sceneggiatura che è stata scritta verrà utilizzata nello Stage del prossimo anno per
diventare un cortometraggio vero e proprio, che
impegnerà gli stagisti in tutte le varie fasi della
lavorazione.
Lo Stage, come sempre, si è aperto al territorio
con due serate ad ingresso libero, svolte nel
Palazzo Comunale.
La prima serata, nella giornata inaugurale, è
stata caratterizzata dal saluto degli Amministratori locali (la Vicesindaco di Calci, Valentina
Ricotta, e l'Assessora Cultura, Anna Chiara
Galotta), seguito dalla proiezione di una diecina
di cortometraggi, realizzati dai partecipanti allo
Stage.
Come di tradizione, si è poi aperto un interessante dibattito tra il pubblico in sala e gli Autori,
sui film visionati.
La proiezione dei film è stata preceduta dalla
presentazione, in “prima nazionale”, del videoclip sull'Inno FEDIC, realizzato da Laura Biggi e
Lorenzo Caravello, del Cineclub FEDIC Cineamatori delle Apuane.
Per questa 13.a edizione c'è stata una
simpatica novità: sia il Comune di Ragusa, sia
quello di Monterosso Almo (in provincia di
Ragusa) hanno inviato una targa, in segno di
“amicizia allo Stage”.
n° 25 –
I due riconoscimenti sono andati, rispettivamente, all'Assessora Galotta (per la preziosa
collaborazione) e a Giacomo Bernardi (che ha
raggiunto la sua decima presenza allo Stage
FEDIC).
Un riconoscimento (due dipinti) è andato anche
a Gaetano Scollo e Turi Occhipinti, per il
grande lavoro di fidelizzazione e propaganda
che hanno fatto in favore dello Stage.
La seconda serata aperta al pubblico era
incentrata sul tema “acqua”, con una mostra e
con la proiezione dei cortometraggi partecipanti
al Consorso Nazionale FEDIC sul tema
“acqua”. La serata è stata sponsorizzata da
Acque S.p.A..
Prima della visione dei cortometraggi ha preso
la parola il dottor Alessandro Moriani, Direttore
Amministrativo di Acque S.p.A., che sponsorizza lo Stage da 5 anni. Sono intervenuti
anche l’ex Sindaco di Calci, Bruno Possenti, e
l’Assessora Anna Chiara Galotta. Il Sindaco di
Calci, Massimiliano Ghimenti, ha inviato i suoi
saluti ed auspici.
Sono stati proiettati i seguenti film:
“L'acqua bene comune dell'umanità” di Giorgio
Savio, Cineclub Piemonte di Torino; “Voci
d'acqua” di Cinzia Bassani, Cineclub Alassio;
“La bellezza dell'acqua” di Lauro Crociani,
Cineclub Chianciano;
“Colma” di Carlotta
Bruschi e “Brainstorming” di Marco Rosati,
Cineclub Corte Tripoli di Pisa; “Lacrime” di
Paolo Fantini, Cineclub ISCA di Milano;
“Offerta” di Ettore Di Gennaro, Cineclub 3D di
Parma; “Il grido di Cassandra” di Rolf
Mandolesi, Cineclub Merano; “Il pittore delle
Marine” e “Il ponte dei sospiri” di Roberto
Merlino, Cineclub Corte Tripoli di Pisa; “Acqua
vita e morte” di Pino Leto, Cineclub Piemonte
di Torino.
Anche in questo caso la proiezione dei film è
stata seguita da un interessante dibattito tra i
presenti in sala.
I commenti hanno poi coinvolto anche le opere
esposte (quadri e fotografie) ed i rispettivi
Autori: Luciano Ibi, Gianni e Roberto Merlino,
Benedetto Palla, Silvia Pasqualetti, Luca
Serasini, e Marco Usala.
Nella mattinata di domenica il gruppo ha avuto
l’opportunità di visitare il Museo di Storia Naturale
dell’Università di Pisa, all’interno della Certosa di
Calci, sotto la guida mirabile della dottoressa
Patrizia Scaglia.
Le serate di proiezione, l'uscita in Certosa,
l'amena ambientazione e la buona cucina
dell'Agriturismo “I Felloni” (e della proprietaria,
Caterina da Cascina), hanno contribuito a
rendere gradevole il soggiorno, ma non si
doveva dimenticare che il primo obiettivo era
quello di “arricchirsi culturalmente”.
E l'obiettivo è stato raggiunto in pieno! Grazie
alla collaborazione di tutti i partecipanti e alla
mirabile conduzione di Alessandro Grande che,
a dispetto della giovanissima età, ha dimostrato
un'esperienza e una maturità che ben
giustificano gli oltre cento premi vinti, in giro per
il mondo, con i suoi cortometraggi!
Commovente, come sempre, il momento del
commiato. Tanti si son già “prenotati” per
l'edizione del prossimo anno. Tra tutte le belle
frasi che mi sono arrivate, ne cito una di un
giovane che per la prima volta partecipava allo
Stage Nazionale FEDIC: “Grazie per avermi
fatto entrare in questa famiglia!”
Non occorre dire altro, se non che stiamo già
lavorando allo Stage del 2016.
Roberto Merlino
Presidente FEDIC
n° 25 –
77° Festival Mondiale
UNICA
Dal 5 al 13 settembre
2015 ha avuto luogo per la
prima volta in Russia, e
precisamente a San Pietro
burgo, il 77°Festival mondiale UNICA del cinema
non professionale, a cui
hanno partecipato 136
opere di 26 nazioni.
Diciamolo subito, questo
esordio in materia per la
Federazione russa ha
accusato qualche difetto
Rolf Mandolesi
d'organizzazione, ad incominciare dal prezzo per la congress card (250 €), a
nostro avviso sproporzionato per le prestazioni ivi
contenute.
Il catalogo della manifestazione era in parte insufficiente, sprovvisto delle sinossi dei filmati ed in
alcuni casi addirittura dei titoli o fotografie. Poi per
quel che riguarda l'Italia, avevano smarrito il nostro
nuovissimo trailer contenente l'inno della FEDIC. In
quanto alle proiezioni più di una volta sono iniziate nel formato errato, oppure senza il sonoro.
Ma parliamo delle opere viste. Innanzitutto, con mio
disappunto, sono aumentati sensibilmente i filmati
molto dialogati o commentati a scapito del racconto
per immagini, i cui sottotitoli in lingua inglese o
francese erano spesso di durata troppo breve.
Facevano eccezione le selezioni spagnole, ungheresi e polacche. I programmi più scarsi sono risultati quelli della Svizzera, Svezia, Slovacchia, Ucraina e Macedonia.
Come in ogni Festival abbiamo visto anche storie
demenziali: un filmato francese raccontava di un
errore chirurgico capitato in un ospedale, dove in un
ginocchio di un allenatore sportivo veniva impiantato
al posto di una protesi una vagina, con conseguenti
mestruazioni ed addirittura di una gravidanza.
Oppure banalità inaudite, come la ricetta per un
dolce. Ma veniamo ai bestseller . Il mio preferito è
stato “The spider” (la ragnatela) del tunisino Fares
Ben Khalifa, un film metaforico sulla fine del cinema
in pellicola, a cui sono stati assegnato la medaglia
d'oro nonché il premio per il miglior film Jeunesse.
Poi “Silencios” dello spagnolo Jesùs Méndez
Cestero (medaglia d'oro), interpretato superbamente dalla protagonista principale, che è costretta
ad assistere in disparte ad un litigio tra suo figlio e la
nuora. Ed infine un documentario dell'autore polacco Vita Drygas, “Noz w w ozie” (il coltello nella
carrozza), un racconto semplice per immagini e
rumori originali, senza commento, sull'installazione
di un piccolo circo in periferia e l'esibizione live dei
protagonisti e spettatori, in maggioranza adolescenti. Una poesia. Purtroppo gli è stato assegnato soltanto una medaglia di bronzo.
Ciononostante la giuria composta dal presidente,
Bernhard Lindner (Germania), Danielle Vioux
(Francia), Pawel Leski (Polonia), Petr Pleschanov
(Russia), Sàndor Buglya (Ungheria), Jeanne Glass
(Francia) e Tarmo Hottanen ( Finlandia), ha lavorato
seriamente e con competenza. La selezione FEDIC
si è fatta onore, vincendo una medaglia d'argento
con “La bici” di Giorgio Borgazzi - cineclub Movie
Dick Milano, e tre diplomi d'onore con “Vuoto a
perdere” di Luigi Corsetti - Cinevideo Club Bergamo, “Biglietti da v isita” di Rolf Mandolesi - Super 8
& Video Club Merano, e “Requiescat in pace” di
Günther Haller - Super 8 & Video Club Merano.
La rappresentanza italiana all’Unica 2015.
Il tempo metereologico ci è stato favorevole,
soprattutto durante la mezza giornata di break ,
consentendoci una navigazione piacevole tra palazzi e monumenti sugli affluenti della Nevà, il fiume
che attraversa San Pietroburgo. L'anno prossimo, e
precisamente dal 19 al 26 agosto 2016 ci rivedremo
tutti (speriamo) a Seceava in Romania.
Rolf Mandolesi ritira la medaglia d’argento vinta
da Giorgio Borgazzi con il video “La Bici”.
Rolf Mandolesi
Presidente Cineclub Fedic
Super 8 & Video Club Merano
Consigliere UNICA
n° 25 –
Un Festiv al con una grande storia si presenta ai milanesi e agli ospiti di EXPO 2015 MISFF66 è a Milano per
contribuire a costruire un “ dialogo ” f ra mondi apparentemente v icini….creare “ Cluster Culturali”… realizzare nuov i
collegamenti con Festiv al Network organizzare Liv e Conf erence con Univ ersità e/o Scuole di Cinema Europee e
Internazionali, proporre o partecipare a nuov i progetti europei, alimentare la dif f usione di Comunicati, Progetti,
f av orire nuovi rapporti con la Stampa Nazionale e Internazionale assume un nuov o signif icato: costruire, insieme,
Nuov i Valori & Buone Pratiche.
Vogliamo presentare tutti i partecipanti del Fuori EXPO ai nostri abituali contatti: al Network dei Festiv al AFIC, ai
rappresentanti dei Cineclub FEDIC, ai Filmakers di Milano e di tutta Italia e alle Scuole di Cinema.
Abbiamo inf ormato Cinema Lov ers, Bloggers, Stampa presentando il programma del Fuori EXPO e MISFF66 e la
possibilità di partecipare alle Giurie Popolari che av ranno luogo durante il Festiv al a Montecatini.
L’intero programma (asp) lo potrete v isualizzare sul web site: www.filmvideomontecatini.it
n° 25 –
TESTIMONIANZE & RIFLESSIONI
Se si clicca su internet 1961 il computer f ornisce una serie di inf ormazioni, tra queste: “L'Aeronautica istituisce le
Frecce Tricolori”- “Primo uomo nello spazio”- “Nasce Amnesty International”- “Nasce il WWF”- “Prima marcia
della Pace Perugia-Assisi" e tanti altri av v enimenti ancora.
Ma se si clicca 1961 Fedic tra le notizie sullo sv iluppo della Federazione ecco in ev idenza la manif estazione di tre giorni
organizzata a Bergamo: “Convegno di studio sul cinema d’amatore: 1 - 3 aprile 1961”. In questi giorni si sono
riuniti in un teatro, presidenti di Cineclub, Critici, Giornalisti, Cine-autori e una selezione della stampa estera; se poi si
scorrono i temi delle relazioni ecco l’importanza del Conv egno:
«IL CINEMA D'AMATORE E LA CULTURA»
relatore Ezio Pecora
17 interventi
«IL CINEMA D'AMATORE DEL NOSTRO TEMPO» relatore Tito Spini
27 interventi
«IL CINEMA D'AMATORE E LA CRITICA»
relatore Leonardo Autera 13 interventi
«IL CINEMA D'AMATORE E LA CRITICA»
relatore Aldo Serio
17 interventi
La raccolta degli Atti è costituita da 118 pagine,
un incartamento cospicuo, ma ciò che interessa
sono le relazioni, che vertono ad un
denominatore comune: essere AMATORE.
Per questione di spazio e per non disturbare
l’attenzione del lettore, riporto la parte conclusiva
del Presidente del Convegno Claudio Bertieri:
«Quando Paolo Capoferri mi chiese quale
poteva essere il significato di un Convegno di
studio sul cinema d'amatore non ebbi un
momento di esitazione dicendo che l'unico
motivo calzante in questo momento (1961) era
quello
di
favorire
l'inserimento
del
cineamatorismo italiano nei problemi della
cultura contemporanea italiana. Fino a quel giorno la situazione era in questi termini antitetici: da
un lato, l'editoriale apparso sulle colonne dell'”Altro Cinema”, e dall'altro, il manifesto presentato da
Tito Spini nel 1960 a Montecatini intitolato “Pensieri sull'abisso”. Tra questi due elementi opposti ci
sono stati i Vostri numerosissimi, vivi, intelligenti, acuti, interventi. Di conseguenza, e logicamente,
sono pienamente solidale con i collaboratori e con i relatori di questo Convegno».
«C'è stato Righi Parenti il quale ha detto: “fra i cineamatori si è avvertito un certo disagio in
quanto si parlava di cultura, di arte, di cinema come fatto di cultura”. Io non credo che si
debba provare disagio in questo senso. E' necessario, nel 1961, che i cineamatori acquistino
coscienza di se stessi».
n° 25 –
«Nel critico non vi può essere diversità di giudizio quando è di fronte all'im m agine dello
scherm o, sia essa del cinem a d'am atore, sia essa del cinem a professionale.
È un'immagine in movimento che ci deve dire qualcosa, che ci deve trasmettere una certa
emozione, che deve graffiare dentro di noi. Lo spettatore è abituato a "vedere" le immagini e la sua
sensibilità non può scendere a compromessi tra il film professionale in cinemascope e quello
amatoriale in 16 mm».
«Ci si chiedeva: noi "dobbiamo" seguire una strada o "possiamo" seguire una strada? Per me,
"cineamatore" è qualche cosa di ben distinto da "cinedilettante". Quando sento parlare di
riprese familiari, di scenette comiche, non riesco a capacitarmi come sia possibile parlare ancora
oggi di queste cose».
«Sono stati citati molti uomini di lettere, di scienza, di cultura: da Lew is Manford e Jam es Joyce,
da Musil a Elem ir Zolla. Perché? Perché sono quegli uomini che (come diceva Serravalli)
hanno veramente intuito il senso del nostro tempo e hanno fatto capire che cos'è il nostro tempo. E
nel 1961 se vogliamo inserirci nella cultura, noi dobbiamo legarci a questi uomini, dobbiamo
correre nella loro scia, dobbiamo, per quanto è possibile, dare quel tanto di fantasia che Luigi
Serravalli chiedeva a noi nel momento in cui leggiamo Joyce. E’ da quello che noi possiamo
andare oltre. Possiamo creare. Qualcuno ha detto che si è fatta dell'accademia. Per quel che ho
detto ora ritengo superfluo ribattere».
«Altri hanno detto, che qui si doveva parlare di altre cose o, comunque, si sarebbe dovuto parlare
"anche" di altre cose. Non sono d'accordo. Questo Convegno di studio sottintendeva un impegno
culturale, non scopi pratici. Un term ine, fra i tanti usati ripetutamente in questo incontro, m i è
particolarm ente caro: com unicare».
«Quel cinem a "d'am atore" ha un suono falso soprattutto per le orecchie di chi non lo conosce.
Prendendo una definizione a prestito anglosassone vorrei chiamarlo "free-cinem a", cinem a
libero. Il mio augurio è che il "cinem a libero" italiano, riunito, nella Fedic, possa in futuro
portare una parola “nuova”, di rottura nell'ambito del cinema italiano».
«Term ino con quanto ha detto Giulio Cattivelli, afferm ando che:
il cinema d'amatore o il libero cinema, NON è il cinema "minore",
è il CINEM A M AGGIORE perché ha in sé le possibilità e le capacità
di superare le remore e le limitazioni del cinema professionale».
Claudio Bertieri - Pierantonio Leidi - testo (tratto liberamente) dagli Atti del Convegno 1961
Al Convegno sono intervenute nelle relazioni:
Gino Ascani, Adriano Asti, Leonardo Autera, Pio Baldelli, Alessio Baume, Claudio
Bertieri, Giuseppe Bertola, Alberto Caldana, Gabriele Candiolo, Paolo Capoferri, Italo
Carrone, Giulio Cattivelli, Pietro Corrado, Aldo D'Angelo, Gigi De Santis, Gianni De
Tomasi, Filippo Ferrazzano, Romeo Fontana, Angelo Gorruso, Elia Guiotto, Franco
Jasiello, Vito A.Lacerenza, Fabio Medini, Piero Nava, Luigi Nucci, Righi Parenti, Ezio
Pecora, Aldo Rizzi, Gianni Rondolino, Ignazio Rossi, Salfatti, Aldo Serio, Gabriele
Serraferro, Luigi Serravalli, Tito Spini, Luigi Turolla, Vincenzo Siniscalchi.
1
Paolo CAPOFERRI
Presidente Cineclub Bergamo
Claudio BERTIERI
Presidente del Conv egno
n° 25 –
12° Concorso Nazionale
Fedic – Scuola Video Multimedia Italia
n° 25 –
LO SCAFFALE
a cura di Federico Felloni
“MANGIA, PREGA, AMA”
libro e film fra chiaroscuri
di Federico Felloni
La fine dell'estate porta
sempre con sé un po' di
malinconia ma anche la vo
glia di combattere la stessa con i famosi buoni propositi per l'autunno, che
sono poi sostituiti nel
periodo natalizio da quelli
per l'anno nuovo in un
susseguirsi di buoni propo
siti mai realizzati a ciclo
continuo... nell'aurea di
questa positività mi trovo a
scrivere di quello che è
Federico Felloni
stato considerato la bibbia
del pensiero positivo in salsa new age, l'amatissimo
e altresì criticatissimo Mangia, prega, ama (Eat,
pray and love) di Elizabeth Gilbert. Lettura del libro
e visione del film erano nati dalla partecipazione di
un caro amico alla parte romana della pellicola, con
protagonista la star mondiale Julia Roberts; infatti,
essendo di per sé un libro sbilanciato al femminile
(la lettura è a mio parere comunque consigliata alle
donne), non l'avevo preso in considerazione alla
sua uscita pur essendomi arrivati gli echi di un
successo mondiale di vendite.
La trama è l'autobiografia dell'autrice stessa appunto Elizabeth Gilbert, donna in carriera e scrittrice di
grande successo che però è stranamente infelice ed
insoddisfatta del proprio matrimonio tanto da arrivare a separarsi dal marito. Lui non si dà pace e,
anche per una relazione di lei di breve durata ed
importanza, la trascina in una causa legale che la
lascia ancor più desolata. Dopo aver portato a
compimento il proprio difficoltoso divorzio, la Gilbert
decide di trascorrere l'anno successivo a viaggiare
per il mondo. Alcuni mesi a Roma, mangiando e
godendosi la vita ("Mangia"), tre mesi in India, ritrovando se stessa e la propria spiritualità ("Prega") e,
infine, il termine del proprio viaggio sulla spiaggia di
Bali ritrovando l'amore ("Ama") in un aitante brasiliano.
Senza voler essere falso snob dico subito che è un
libro simpatico e si legge volentieri. Il sotto testo
dell'autrice vorrebbe essere rivolto a chi si trova in
difficoltà e ha iniziato una ricerca su se stesso,
spronandolo a trovare forza e risposte tra queste
pagine; impresa nobile ma un po' difficile da
realizzare con una autobiografia ben scritta ma in-
farcita di luoghi comuni (in particolare la parte
capitolina) e, comunque, descrivendo la vita di una
radical benestante molto difficilmente rapportabile
con la generazione 1000 euro dei trentenni attuali
italiani. Io in realtà lo considererei più un libro per
chi ama viaggiare. Ben scritto ed accattivante, il suo
successo sta nella capacità della protagonistaautrice di incarnare le contraddizioni della donna di
oggi (ma volendo non solo della donna…). All’inizio
del romanzo incontriamo, infatti, una giovane donna
con una brillante carriera e un matrimonio apparentemente felice che, nonostante nella sua vita
vada tutto bene, è insoddisfatta. Sente di aver
perso entusiasmo per la vita, di aver accettato di
rivestire un “ruolo” piuttosto che dedicarsi alla sua
crescita personale. Così prende il coraggio a due
mani e si lascia alle spalle tutto: la bella casa, il
tranquillo matrimonio, la carriera in ascesa. Tutto
per ritrovare la propria “bilancia” interiore. In fondo,
a tutti è capitato di avere una coppia di amici in cui
una lei, apparentemente soddisfatta, lascia il marito,
immagine della perfezione, per un raccoglitore di
conchiglie sulla battigia di Ostia. Ecco, in questo
spicchio di vita credo sia condensato il pensiero di
un libro che è stato un vero “caso” nel mondo
dell'editoria.
Del film non si può dire lo stesso. Riportare in
pellicola quello che la carta nella sua semplicità
racconta non è facile ma anche lasciando perdere
un doppiaggio italiano imbarazzante in mezzo a
tanti difetti di sceneggiatura, regia (a tratti davvero
fastidiosa e senza nessuna sensibilità) e attori sbagliati; le uniche cose buone sono la colonna sonora
con brani di Eddie Vedder e Neil Young e certi
discorsi che Liz esprime con voce fuori campo,
brani comunque estrapolati pari, pari dallo scritto.
Rimane poco se non pochissimo; è un film che ha
perso più di un’occasione, paesaggi mozzafiato
penalizzati da una montagna di manierismi e frasi
ad effetto usate per spiegare sentimenti ben più
semplici. La storia però in sé è splendida e tanto di
cappello all'autrice che ha realizzato veramente il
“mollo tutto e parto per meravigliarmi ancora” che la
gente comune si limita per lo più a predicare. Per un
giudizio definitivo è giusto affidarsi a quello delle
donne, splendido sole intorno a cui ruota la vita di
ognuno, che meglio di me sapranno muoversi fra i
chiaroscuri di questa pellicola...
n° 25 –
ATTIVITÀ DEI CINECLUB FEDIC
Nuova Sede
del Cineclub Fedic Delta del Po
Non senza emozione e con tanti ricordi e aneddoti da raccontare, Gloria Vancini, figlia del regista
ferrarese Florestano, ha inaugurato il 27 giugno la sede del Cineclub Fedic “Delta del Po”, in via
Spina 106 a Lagosanto.
Un'occasione importante per questo cineclub, presieduto da Carlo
Menegatti, e fondato 24 anni fa, che ora ha a disposizione una
spaziosa sala, con anche una grande area all'aperto dove si terranno
proiezioni e iniziative nel corso della bella stagione. Ed è stato proprio
nell'area all'aperto che, di fronte a decine di persone, si è tenuto il
momento di presentazione, prima del taglio del nastro.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti l'ospite d'onore
Gloria Vancini, che ha ricordato l'attaccamento per
Ferrara ed il suo delta del padre, i valori che il grande
regista ferrarese aveva instillato nei figli, ricordando loro
che si deve essere umili e sempre aperti verso le novità.
Gloria Vancini ha raccontato di un padre di famiglia che
sapeva tener separati il lavoro dagli affetti, tanto da
sapere da terzi o per caso di collaborazioni importanti
come quella con Quentin Tarantino, che aveva chiesto
consigli sul tema della vendetta per i film Kill Bill e Django
Unchained.
Prima del taglio del nastro sono intervenuti anche il sindaco di Lagosanto, Maria Teresa Romanini,
accompagnata dall'assessore alla cultura, Antonella Mazzotti, il segretario Aiccre Centurio
Fregnani e Anna Quarzi presidente dell’Istituto di storia contemporanea, che hanno ricordato il
lavoro svolto da Carlo Menegatti. Parole di incoraggiamento e soddisfazione da parte del
presidente nazionale Fedic, Roberto Merlino, che ha elogiato lo spirito di collaborazione,
partecipazione e iniziativa delle persone che seguono la sede del Delta del Po, ricordando che
gruppi come quello presieduto da Menegatti rappresentano il modo ideale di fare ed essere
Cineclub. Prima del taglio del nastro e della scoperta della targa, il presidente Carlo Menegatti ha
ringraziato e ricordato tutti i collaboratori, gli amici, i sostenitori, l'Auser, partner importante e
preziosa e la moglie vero motore trainante dell'operato del gruppo.
Maria Rosa Bellini
28 giugno 2015
n° 25 –
L’estate intensa
del Cineclub “Delta del Po”
Dopo l'inaugurazione della nuova sede dedicata a Florestano Vancini, sono state molte le
iniziative dell'estate portate a compimento dal Cineclub.
• La rassegna "Cinema sotto le stelle" e "Il premio l'Airone" a Codigoro, nel mese di
luglio.
4 serate di proiezioni e votazioni per la finale, I quattro
filmati finalisti sono stati proiettati la sera del 29 luglio, e il
risultato scaturito dalle scelte del pubblico presente, che
ha votato al termine delle proiezioni, ha premiato il film
vincitore del Premio "L'Airone" 2015. Il 9 luglio il pubblico
presente ha attribuito un premio speciale al film LA
MEMORIA FONTE DI LIBERTA', di Giorgio Sabbatini per
la qualità dell'opera e per la sua valenza storica e
culturale. Una serata della rassegna è stata dedicata ai
cortometraggi d'autore, nell'ambito del progetto di
Cineturismo del Parco del delta del Po.
• la rassegna "Cinema sotto le stelle" nella darsena di
Migliarino, davanti ad un folto pubblico, 4 serate di cinema
all'aperto. Sono stati proiettati film attuali e di gradimento
per i presenti.
• la serie di proiezioni nel giardino della sede di Lagosanto,
con buon successo di pubblico, per rivedere gli spettacoli
creati nel corso di questi anni e l'ultimo film prodotto dal
Cineclub.
• nel corso delle serate estive è stata organizzata una serata di vetrina fedic, il 4
agosto, con la proiezione di filmati risalenti agli anni '80 del cineclub.
• Per conto del Parco del delta del Po siamo stati incaricati
di presentare la serie di alcuni documentari d'autore del
progetto Cineturismo in alcune località che hanno aderito
alla iniziativa, sono state fatte le serate nel mese di
maggio e giugno a Cervia, Mesola, Argenta, Alfonsine.
• Abbiamo partecipato alla creazione del progetto di
gemellaggio fra alcuni Comuni del delta del Po e altri
partner europei, che sarà presentato il 3 settembre alla UE
e per fornire inoltre la nostra opera di documentazione.
• Infine abbiamo creato una serie di proposte di corsi di formazione per i soci, che si
stanno iscrivendo ai corsi, e che inizieranno nel mese di ottobre, insieme con le
nostra rassegna d'autunno che si terrà nella sala "Florestano Vancini".
n° 25 –
“Collaborazione”
parola magica
per crescere culturalmente
Da quattro anni si è instaurato un interessante e costruttivo rapporto tra i Cineclub FEDIC “Sedicicorto” di
Forlì e “Corte Tripoli Cinematografica” di Pisa. Questo “gemellaggio” si concretizza, in particolare, in
occasione del Festival Internazionale di Forlì, con l’assegnazione del “Premio Corte Tripoli al miglior film
italiano”.
Il meccanismo è semplice e funzionale: la Direzione Artistica del Festival invia a Pisa una selezione dei
migliori film italiani iscritti al Concorso (una ventina circa) ed il Cineclub pisano provvede a stilare una
graduatoria di merito, coinvolgendo parecchie persone nella visione e valutazione dei lavori.
Nella prima edizione del 2012 ha vinto il regista Daniele Riccioni; in quella del 2013 Alessandro Grande; in
quella del 2014 Giuseppe Marco Albano. Successivamente alla rispettive vittorie, sia Daniele Riccioni, sia
Alessandro Grande sono stati ospitati a Calci (Pisa), in occasione dello Stage Nazionale FEDIC, in veste di
“Ospiti d’Onore”, con una serata a loro dedicata. Anche Giuseppe Marco Albano è stato invitato, ma ha
preferito rinunciare.
Per l’edizione in corso, che avrà il suo culmine a Forlì in ottobre, sono arrivati a Pisa 24 film, per una
programmazione di circa 6 ore. La Direzione Artistica di Corte Tripoli Cinematografica ha quindi organizzato
3 diverse serate di proiezione da 2 ore, con 8 film ciascuna. I 2 film più votati di ogni serata sono stati
selezionati per la finale, dalla quale è uscito il nome del vincitore (per il momento top secret!).
1.a serata (qualificazione), il 29 luglio 2015, alla Sala Polifunzionale di Riglione (PI), presenti 23 persone, votanti
20: Palmieri Matteo, Palmieri Maurizio, Carli Roberto, Mela Mariarosa, Bruschi Carlotta, Ghelardoni Giuliana, Merlino
Roberto, Checchi Marilena, Rosati Marco, Natale Aldo, Gabriella Giuliano, Cioni Carla, Giov anelli Giacomo, Valentini
Beatrice, Abate Dav ide, Brucini Alessandro, Gatti Gabriella, Vannozzi Miriano, Sonia Ceccotti, Giada Conti.
2.a serata (qualificazione), il 9 agosto 2015, nel giardino di casa Merlino in Pisa, presenti e votanti 24
persone: Palmieri Matteo, Palmieri Maurizio, Rosati Marco, Mela Mariarosa, Bruschi Carlotta, Carli Roberto, Checchi
Marilena, Merlino Roberto, Cioni Carla, Palla Benedetto, Conti Luana, Morelli Silv ano, Riccucci Ilia, Brunetti Sergio,
Orsini Alessandro, Tosi Antonio, Pucci Alessia, Conti Giada, Gatti Gabriella, Gatti Serenella, Uggè Luciano, Frigerio
Simona, Ibi Luciano, Fusi Laura.
3.a serata (qualificazione), il 12 agosto 2015, nel giardino di casa Merlino in Pisa, presenti e votanti 20 persone:
Palmieri Matteo, Palmieri Maurizio, Carli Roberto, Mela Mariarosa, Merlino Roberto, Checchi Marilena, Natale Aldo,
Piaggesi Tamara, Cioni Carla, Palla Benedetto, Conti Luana, Morelli Silv ano, Riccucci Ilia, Orsini Alessandro, Ceccarelli
Fausto, Giusti Andrea, Uliv i Enrica, Brunetti Sergio, Stef ano Vannelli, Giada Conti.
4.a serata (finale), il 19 agosto 2015, alla Sala Polifunzionale di Riglione (PI), presenti 27 persone, votanti 25:
Brucini Alessandro, Brunetti Sergio, Cardinali Giulia, Carli Roberto, Ceccarelli Fausto, Ceccotti Sonia, Checchi Marilena,
Cioni Carla, Conti Luana, Giusti Andrea, Gabriellini Cristina, Gori Stef ano, Mazzanti Gabriele, Mela Mariarosa, Merlino
Roberto, Morelli Silv ano, Orsini Alessandro, Palla Benedetto, Palmieri Matteo, Palmieri Maurizio, Riccucci Ilia, Rosati
Marco, Uliv i Enrica, Valentini Sabrina, Vannozzi Miriano.
Ritengo che questa “collaborazione” sia molto interessante e penso che dovrebbe essere imitata da tutte le
realtà-FEDIC: coinvolgersi nell’attività degli altri porta stimoli, idee, amicizie, ecc.
Un qualcosa in questo senso già si è mosso da parte del Cineclub “Piemonte” di Torino che ha inviato a
diversi Cineclub FEDIC una compilation di film dei propri Soci, chiedendo una valutazione, al fine di stilare
una classifica di merito.
Bene!
Se iniziative di questo tipo si moltiplicheranno avremo modo di conoscerci meglio e crescere culturalmente!
Roberto Merlino
Presidente FEDIC
n° 25 –
IMMAGINI & SUONO
Domenica 30 agosto 2015 ore 17.00
alla comunità monastica di Siloe (Poggi Del Sasso GR)
a chiusura del "Creato in Festa" è stato scelto
e proiettato "Kyrie eleison"
realizzato insieme a quaranta studenti
dall'Autore Lauro Crociani e il Docente Umberto Pinto
dell'Istituto Alberghiero di Chianciano Terme.
Una Festa aperta a tutti!
VIDEOGIORNALE n. 3
APPELLO AI PRESIDENTI DEI CINECLUB FEDIC
Vi ricordiamo che stiamo raccogliendo il materiale “fotografico” e “v ideo” per realizzare il terzo numero del
“Videogiornale Fedic”. Abbiamo bisogno della Vostra collaborazione per avere “immagini” che possano
rappresentare le differenziate attività svolte dai vari Cineclub durante il periodo compreso tra nov embre 2014 e
nov embre 2015.
Un anno di vita associativa che potete documentare con “fotografie” o con brevi “video” che potranno contenere
pensieri, proposte, considerazioni, making of ecc.
Il termine per l’invio dei “materiali” è stato fissato al 15 dicembre 2015. I “materiali” dovranno essere realizzati nei
seguenti formati:
per le fotografie: .j pg
per i filmati: .mov , .mp4, oppure DVD
e inviati, nel modo che riterrete più opportuno, a:
Giorgio Sabbatini
Corso Benedetto Croce 3
10135 Torino
mail: [email protected]
tel. 011 6190313 - cell. 3496177364
Partecipare significa condividere la propria passione per le “immagini” e trasmettere esperienze, emozioni e
sentimenti che possano aiutarci ad una comune crescita culturale.
La Redazione
n° 25 –
FILMCARAVAN
VII Edizione
28 luglio – 1° agoso 2015
Festival internazionale itinerante del cortometraggio
Cineclub Fedic
RELAZIONE DESCRITTIVA DELLA MANIFESTAZIONE
Grande successo di pubblico e di critica per la settima edizione del festival del cortometraggio Filmcaravan
che si è svolto dal 28 luglio al 1°agosto 2015 sulle piazze di cinque borghi tra i più suggestivi della provincia
di Imperia (Cervo, Diano Castello, Cipressa, Imperia e Dolcedo). Le proiezioni iniziano sempre alle ore 21.30
e l’ingresso è gratuito, tutti i film sono sottotitolati sia in italiano che in inglese.
La programmazione era centrata sulla competizione internazionale: quindici opere distribuite in tre serate
viste nei principali festival internazionali, di cui 9 presenti in Filmcaravan in anteprima italiana.
La prima serata si è tenuta nel suggestivo scenario del borgo antico di Cervo. Dalle 21.30 piazza Corallini ha
ospitato con ingresso libero le presentazioni dei primi cinque cortometraggi: “Marylin de Los Puertos” di
Evangelia Kranioti, “Idle” di Raia Al Souliman, “Izlav u slucaju opasnosti” di Vladimir Tagic, “Single stream”
di Pawel Wojtasik. Infine, “Blood brothers” di Marco Espirito Santo e Miguel Coimbra.
Cervo
(foto Rino Guerriero –Fotoimmagine)
La seconda serata si è svolta sul sagrato dell’oratorio di San
Bernardino di DianoCastello, con il film “Obiekt” di Paulina
Skibinska”, Sthortzina di Dan Radu Mihal, “Courir après” di
Lucie Plumet, “El enemigo” di Aldemar Matisa, “La mal du
citron” de Jeremy Rosenstein e Kaspar Schiltknecht.
Diano Castello
(Rino Guerriero – Fotoimmagine)
n° 25 –
Il giovedì 31 luglio la carovana si è spostata a Cipressa per
la terza e ultima serata dedicata alla competizione, che ha
proposto la proiezione di “En aout” di Jenna Hasse,
“Discipline” di Christophe M: Saber, “The chicken” di Una
Gunjak, “Leone, mère et fils” di Lucile Chaufour, “Ramona”
di Andrei Cretulescu.
Cipressa
(Rino Guerriero - Fotoimmagine)
La proiezione serale di venerdì sera, tenutasi al Parasio d’Imperia in via Santa Chiara, era dedicata al lungo
metraggio fuori concorso “Iraniano” di Merhan Tamadon, che vede un iraniano trapiantato in Francia tornare
in patria per trascorrere un fine settimana nella casa di campagna della madre, nei pressi dei Teheran,
insieme a tre uomini molto religiosi. La convivenza in uno spazio delimitato diventerà l’occasione di dibattere
della definizione dei concetti di laicità e di società aperta. Un film di bruciante attualità.
Imperia (Parasio)
(Rino Guerriero – Fotoimmagine)
Sabato sera, nella splendida cornice di Piazza San Tommaso a Dolcedo, in presenza del Vice Sindaco
Benza Angelo, del Parroco Don Carmelo Licciardello e del Presidente del Circolo Parasio, Giacomo Raineri
si è conclusa, con una sentitissima partecipazione del pubblico, la settima edizione del festival internazionale
itinerante del cortometraggio Filmcaravan.
Quest’anno, la giuria era composta dalla critica cinematografica croata Karla Loncar, dal musicista francese
Christophe Chassol, dal direttore del festival di Winterthur John Canciani e da Emilio Alvarez, direttore di
LOOP, fiera e festival di videoart di Barcellona.
Il premio del pubblico è andato al film svizzero “En aout” di Jenna Hasse, il premio speciale è stato
assegnato a “Courir après” di Lucie Plumet, mentre il premio del pubblico è andato a “Discipline” di
Christophe M. Saber. La serata si è conclusa con il film documentario “Zivan makes a Punk Festival” di
Ognjen Glavonic.
Il festival è patrocinato dalla Fedic, dal Ministero per i beni
artistici e culturali, Divisione Cinema, dalla Regione Liguria,
dai Comuni d’Imperia, Cervo, Diano Castello, Cipressa e
Dolcedo. Per il quarto anno consecutivo la rassegna ha
ricevuto l’alto patrocinio della Commissione Nazionale
Italiana per l’UNESCO per l’alto valore dell’iniziativa volta
alla promozione dell’arte cinematografica e alla
valorizzazione dei piccoli comuni.
Dolcedo
(Foto Rino Guerrino – Fotoimmagine)
n° 25 –
n° 25 –
n° 25 –
n° 25 –
n° 25 –
DOCUMENTARI D’AUTORE
di Mario Ciampolini e Piero Pruzzo
Il prossimo 8 ottobre 2015 inizierà l’attività del Cineclub Fotovideo Genova per la stagione
2015-2016. In questa occasione verrà proiettato il video intitolato “Documentari d’autore”
di Mario Ciampolini e Piero Pruzzo che costituisce un’antologia di opere realizzate da
registi di diverse nazionalità, che possono a ragione essere annoverate tra i capolavori di
tutti i tempi nel campo del documentario cinematografico.
Per ovvie ragioni di tempo è stato necessario ridurre la durata totale dell’antologia entro il
limite di 60 minuti, ma questa ora è più che sufficiente per rendere lo spettatore conscio
che si tratta di opere indimenticabili, alcune delle quali realizzate quasi un secolo fa a
dimostrazione che il Cinema non ha perso tempo a diventare “grande”.
L’elenco che riportiamo di seguito comprende sia opere famose che altre meno
conosciute, ma non meno meritevoli di menzione.
Filmati del F.lli Lumière (1896)
Filmati della Edison Manufactoring Company americana (1898 e 1903)
South di Ernest Shackleton inglese (1914 – 1916)
Il Macinachilometri di Karl Imelsky austriaco (1925)
Berlino, sinfonia di una città di Walther Ruttmann tedesco (1927)
L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov russo (1928 – 1929)
L’uomo di Aran di Robert Flaherty americano (1934)
La battaglia di San Petro di John Huston (1944)
Bambini in città di Luigi Comencini italiano (1945)
Food, inc. di Robert Kenner americano (2005)
Si ricorda che anche quest’anno il nostro Cineclub organizzerà il concorso “Trofeo la
Lanterna” con nuove regole che ne faciliteranno la partecipazione. Il bando sarà
pubblicato entro la fine di ottobre 2015 nel nostro sito www.cineclubgenova.net
F.lli Lumière
Dziga Vertov
Robert Flaherty
n° 25 –
BACKSTAGE
“40 IN 6”
è il titolo di un lungometraggio la cui realizzazione è iniziata
nel novembre del
2010. Scritto e diretto
da Marco Rosati,
autore Fedic iscritto al
cineclub Corte Tripoli
Cinematografica dal
2003. Ha scritto e
Marco Rosati
diretto circa 150 corto
metraggi.
L’idea di fare un lungometraggio è nata
come passo successivo di un percorso
effettuato come autore di cortometraggi. Il
soggetto liberamente tratta di delitti giovanili italiani (uno fra tutti il delitto del Circeo)
senza ricalcarne le storie. Attori amatoriali
e semiprofessionisti ed un nutrito cast di
comparse (oltre 50) per un film indipendente che ha visto il suo sviluppo nell’arco
di 5 anni.
Un lungo periodo causato anche da ritardi
nell’organizzazione e vicissitudini nella vita
delle persone coinvolte come dello stesso
autore. Il film di genere thriller è ispirato ai
film horror americani degli anni ’60 e ’70,
girati a costi ridottissimi ma ricchi di risvolti
di tra- ma e interessanti scelte registiche.
“40 IN 6” è anche unico nel suo genere,
perché non esistono attualmente trame
uguali nella storia del Cinema più
conosciuto e popo- lare.
Tecnicamente girato con quattro differenti
videocamere, dalla più professionale alla
più economica e con differenti supporti di
registrazione, per scelta stilistica. Vuol
essere un punto di riferimento per autori
indipendenti e per il panorama cinematografico horror italiano, che negli anni ha
visto per- dere nomi noti o prodotti validi.
Creare un film indipendente significa lavorare gratis nella scrittura, nell’organizzazione, nel set e nel montaggio, avvalendosi
di persone che abbracciano la tua causa
allo scopo comune di farne un prodotto più
che dignitoso. Un lungometraggio indipendente offre una completa libertà sull’opera
ma, a seconda delle esigenze, richiede
tempi lunghi di realizzazione. La libertà in
questo caso è stata sfruttata per creare un
prodotto di forte impatto violento, dall’inizio
alla fine, tanto che nel mercato comune
sarebbe etichettato “X – Rated”.
La scelta di fare un film thriller/horror è anche quella per avere accesso a una libertà
stilistica e tecnica visiva che il genere permette, nelle inquadrature, nel make up, nella drammaticità. Questo in omaggio a quel
Cinema sopra citato che senza perbenismi
saziava lo spettatore dai titoli iniziali a quelli
finali, per chi guardando un film horror vorrebbe essere appagato senza pause di
tensione (nello stesso modo per cui un film
volutamente comico deve far ridere ogni
istante). La durata prevista per la pellicola è
di 1h 40’, con musiche originali italiane e
disponibile alla visione a partire da settembre 2015. L’intento sarà poi quello di renderlo accessibile al commercio e alla distribuzione mediante i mezzi classici del mercato
cinematografico.
Marco Rosati
n° 25 –
PREMIAZIONI E RICONOSCIMENTI
FEDIC
“Jobs Attack” del Socio CTC Simone Bianchi è stato
finalista al Festival del Cortometraggio Corti di
Sabbia che si è tenuto a Livorno.
"Fuoco e scintille" del Socio CTC Jacopo Mancini è
stato selezionato al Jecheon International Film and
Music Festival (Corea del Sud)
Il cortometraggio "Città di luce" del Socio CTC
Alessandro Brucini è stato presentato ad Avanca in
Portogallo.
Nel Concorso Acque, bandito dalla FEDIC, CTC si è
piazzata al 1° e al 3° posto relativamente con "Il ponte
dei sospiri" e "Il pittore delle marine" di Roberto
Merlino; al 7° posto "Brainstorming" di Marco Rosati e
all'8° posto "Colma" di Carlotta Bruschi; mentre in
quello per il videoclip dell'Inno FEDIC CTC ha avuto il 3°
posto con Roberto Merlino e il 5° posto con Marilena
Checchi.
n° 25 –
MERANO
La giuria del 57° festival internazionale "The White
Nights”, svoltosi a fine maggio a San Pietroburgo, ha
premiato anche il nostro Rolf Mandolesi, al quale è stata
assegnata una medaglia d’argento.
Il riconoscimento, l’ultimo di una lunghissima serie che
sottolinea i successi internazionali di Mandolesi, è
andato al documentario “Ramadam”, girato nel 2012 in
Marocco.
Al 77° Festival mondiale dell’UNICA 2015, Rolf
Mandolesi ha, inoltre, vinto il “Diploma d’Onore” con il
video “Biglietti da visita”.
CODIGORO
Cineclub Fedic
“Delta del Po”
Al Concorso “Premio Cinematografico
L’Airone”, IX Edizione 2015, è stato
assegnato il “Premio speciale della
Giuria” al cortometraggio “La memoria
fonte di libertà” di Giorgio Sabbatini.
n° 25 –
Come essere presenti in TV
I CORTI FEDIC SU DILUCCA.TV
Il nostro Socio Manuele Moriconi ci scrive:
“Oggi è un grande giorno per la famiglia di Dì Lucca: il canale 89 è diventato interregionale, coprendo tutta la
Toscana e gran parte dell'Umbria per una popolazione servita di 4,5 milioni di persone.
Risintonizzate la tv di casa e sul canale 89 in tutta la Toscana troverete DiLucca.”
Questa è una bella notizia, anche perché la nostra trasmissione settimanale "Corti di Corte" avrà una visibilità
ancora maggiore. Ovviamente la trasmissione continua ad essere visibile nella forma "on demand" in qualunque
momento e in qualunque parte del mondo.
Roberto Merlino
Attenzione: la trasmissione “Corti di Corte”, appuntamento settimanale, è in onda tutte le domeniche sera
alle ore 21 con replica nella mattinata del lunedì. Il link da utilizzare è il seguente:
http://w w w .dilucca.it/listatrasmissioni/approfondimenti/corti.di.corte?start=20
Qualunque Socio FEDIC interessato a presentare i suoi lavori può contattare il seguente indirizzo mail:
rmerlino@fastw ebnet.it
Cell: 328-7275895.
PUNTATE OTTOBRE/NOVEMBRE 2015
DILUCCA.TV “CORTI di CORTE”
Programma ottobre/nov embre 2015:
11 ottobre 2015 174.a
Vecchia FEDIC:
“Pateè & C.” di G. Pescetto, CC Milano
“L’orchestra si div erte” di Pintor/Meli, CC Cagliari, 1966
18 ottobre 2015 175.a da fare
“Bicentenario di Giuseppe Verdi” di Marco Esposito,
CC Montecatini
“Concerto Salv atore Accardo” di Marco Esposito (idem)
12’
18’35”
18’03”
10’
25 ottobre 2015 176.a
Vecchia FEDIC:
“Un uomo esce dal gruppo” di D. Zav adiav,
Cineclub FIAT Torino
“Sant’Agata” di Ay mon/Funiciello/Graff/Scarpellini
CC Bergamo, 1967
“Historia de la rota” di A. Botta, CC Pinerolo
11’30”
11’30”
1 novembre 2015 177.a
“Rif lessioni” di Rossana Molinatti, CC Venezia
“Dov e v a l’arte oggi?” di Rossana Molinatti, CC Venezia
11’30”
15’
8 novembre 2015 178.a
12’
n° 25 –
Visibilità per i film FEDIC
Vogliamo ricordare che la visibilità per i film dei nostri Soci è stata ulteriormente potenziata grazie ad un accordo
raggiunto con TeleAmbiente (emittente romana), che da maggio 2014 trasmette le puntate dei “Corti di Corte”.
Quindi, oltre a DiLucca.TV (che rimane, comunque, il nostro punto di riferimento prioritario) c’è anche
TeleAmbiente che, attualmente, si riceve sul digitale terrestre sintonizzandosi sul canale 78 per Lazio, Umbria ed
Abruzzo e sul canale 218 per la Lombardia. Inoltre, le puntate de “I Cori di Corte” sono ora visibili anche su internet
in diretta streaming al seguente indirizzo: w w w .teleambiente.it.
Ringraziamo Salvatore Alù per questa ulteriore opportunità e la Proprietà di DiLucca.TV, soprattutto nella persona
di Manuele Moriconi, che ha reso possibile questa collaborazione.
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giov edì
Domenica
ore
ore
ore
ore
ore
20.00
00.10
02.00 e 10.00
15.00
07.30
Programma ottobre/novembre 2015:
5 ottobre 75.a puntata
“La giostra” (12’20”), “Innamorati f ritti” (14’30”)
di Daniele Riccioni:
12 ottobre 76.a puntata
Cinema delle scuole: “I problemi della v ita” (7’50”), “Sarzana la mia città” (9’03”), “Tra storia e leggenda” (10’06”), “Mettiamoci
daccordo” (3’29”)
19 ottobre 77.a puntata
“Una v ita dedicata al Cinema” (15’30”)
di Lorenzo Bianchi Ballano
“Le ultime parole f amose” (13’04”)
di Sauro Benv enuti:
26 ottobre 78.a puntata
: “Amo esta isla” (29’24”)
di Luigi Mezzacappa
2 novembre 79.a puntata
“Warum?” (5’); “Per non dimenticare” (13’40”); “Ligustro” (9’)
di Beppe Rizzo
9 novembre 80.a puntata
“E se tutto non f inisse”
di Valerio Cibrario
“Newton?” (5’23”); AA v ari:“Intervalli di confidenza” (4’26”)
di Roberto Merlino
“Impressioni oniriche” (4’11”); “Odio alma irata” (3’45”)
di Andrea Olindo Bizzarri
16 novembre 81.a puntata
Cinema delle scuole “Interv ista a Cecino” (3’06”); “Pozzo dei ricordi” (2’53”); “Arianna e Gedeone” (4’28”);
“Nel paese dei millegusti” (4’15”); “La paura” (5’20”)
n° 25 –
1
Comunicato stampa
CORTO CINEMA PISTOIA
Terza edizione
È stato pubblicato sul sito del Festival http://cortocinemapistoia.blogspot.it il
nuovo bando per partecipare al Concorso di Cortometraggi che quest'anno
taglia il suo terzo traguardo. L'ultima edizione si era celebrata lo scorso mese
di maggio e aveva visto trionfare il film iraniano “More than two hours”, film
che successivamente è stato selezionato anche per il Festival di Cannes.
Quest'anno gli organizzatori del Festival, l'Associazione Amici di Groppoli in
collaborazione con Scuterzola Film, Sedicinoni Film e il Cineclub Mabuse
(Cinema
Roma),
propongono un
Concorso con le
stesse caratteristi
che delle edizioni
precedenti: iscrizione delle opere
fino a fine 2015,
successivamente
selezione e valutazione delle opere
fino ad arrivare
alla cerimonia di
premiazione che
si terrà al cinema
Roma nella prima
vera 2016. La novità di quest'anno sarà il “Premio Speciale” che verrà
assegnato sulla base del rapporto tra uomo e città e che, parafrasando Italo
Calvino, verrà intitolato "Città Invisibile"; gli altri premi in palio saranno: Miglior
Film e Miglior film Studenti.
Ogni opera vincitrice riceverà 500 euro. I premi e l'organizzazione del Festival
sono offerti dalla Fondazione Conservatorio San Giovanni Battista. A
scegliere i vincitori saranno chiamate in causa due Giurie: una composta da
studenti delle scuole superiori pistoiesi e una, composta da esperti di cinema
e presieduta, come ogni anno, da Francesco Freda.
Per informazioni: Concorso Internazionale CortoCinema Pistoia, c/o
segreteria Associazione Amici di Groppoli, Corso Gramsci 46, 51100 Pistoia
internet: http://cortocinemapistoia.blogspot.it
e-mail: [email protected]
Cell: 3774559802
n° 25 –
FESTIVAL
Comunicato n° 1504
Forlì, 8/17 Ottobre 2015
Film e programmi
Si avvicina l’inizio del 12° Sedicicorto Film Festival. 10 giorni di spettacolo, dall'8 al 17 Ottobre
2015, tante novità e soprattutto tanti i film in programma. Sono 215 i corti visionabili più dodici film
realizzati con le scuole, il tutto suddiviso in 40 programmi. Una commissione di circa 20 persone
ha visionato per circa sei mesi i 4.069 film iscritti, in provenienza da 117 paesi. Il compito è
sempre difficile, perché si rischiano esclusioni a volte eccellenti. Nella composizione delle 4 sezioni
competitive, il comitato è stato influenzato, oltre che dal lato artistico, dalla novità, dalla
provenienza geografica, dall’originalità del soggetto. Il mix ha determinato una selezione con
diverse tematiche: Immigrazione, sogni, fatti di cronaca, disabilità, rapporti familiari, fobie, ecc.
Tutti i generi sono rappresentati, con diverse proporzioni: 85% tra Fiction e animazioni e 15% tra
documentari e film sperimentali. In totale i film italiani sono 40, tra sezioni competitive e collaterali.
Il percorso di selezione prevede un’intensa attività di confronto, di solito telematico, a parte
qualche incontro personale di verifica, dove si scatenano divergenze e convergenze, il tutto
sempre nell’ambito di una sana riflessione costruttiva.
Il comitato di valutazione, dopo avere esaurito il duro compito di
visualizzazione e di recensione, passa l’operato alle varie giurie
di competenza, costituite da 4 elementi per le sezioni MOVIE
(Fiction
Internazionale)
e
ANIMALAB
(Animazione
internazionale), 3 elementi per la sezione CORTITALIA (solo
Film Italiani). Mentre sono 125 i ragazzini che hanno già
visionato e valutato il migliore film della categoria ANIMARE
(animazione per ragazzi). Tra i film Italiani non mancano
personaggi noti come Luca Argentero protagonista di “Mala
Vita”, Stefano Accorsi regista di: “Io non ti conosco”, Serena
Grandi nel drammatico “Eternit”, Giorgio Colangeli nel corto:
“L’impresa”. Molto attesa è la sezione ANIMALAB, sicuramente
una delle migliori rappresentazioni Nazionali sul cinema di
animazione. Tra di loro, premi oscar ed i film internazionali più
premiati in corso d’anno.
Le giurie sono composte da 3 critici, 7 responsabili di festival
europei, 1 produttore.
I film saranno proiettati in 3 sale: Cinema Apollo, Auditorium Cariromagna e Cosmonauta.
Numerosi gli autori previsti e ospiti del Festival, che ci offriranno le loro esperienze con una serie di
meeting pomeridiani. Le due novità assolute sono nel campo della didattica. E’ stato sviluppato in
corso d’anno un progetto denominato S.E.I. con varie attività di educazione al linguaggio
cinematografico, cineforum con recensioni, laboratori di cinema animato, condotti da personale
docente qualificato. I film derivanti da alcuni di questi laboratori saranno proiettati in una giornata
completamente dedicata al mondo scolastico. L’altra novità è costituita dalla creazione di un
Campus Internazionale che vedrà invitati alcuni giovani registi europei alle prese con le nozioni
fondamentali del Pitching: (Ovvero la presentazione del proprio lavoro agli addetti ai lavori). Il
Campus prevede anche una borsa di studio di 1.000 € più un programma distributivo
internazionale.
Serata conclusiva Sabato 17 Ottobre all’auditorium Cariromagna, che ospita il galà di premiazione
con l’assegnazione di circa 20 premi ed un montepremi di € 4.500.
n° 25 –
(Affiliato FEDIC - Federazione dei Cineclub)
Associazione di Arte e Cultura Cinematografica
Rive Gauche-ArteCinema
II Edizione Firenze Filmcorti Festival
Col patrocinio del Comune di Firenze
“Le diversità”
PRIMO PREMIO € 500
SCADENZA INVIO OPERE: 31 OTTOBRE 2015
GIORNATA CONCLUSIVA E PREMIAZIONE 26 NOVEMBRE 2015
a Firenze presso la prestigiosa SALA VETRATE DE LE MURATE.
PROGETTI ARTE CONTEMPORANEA
gentilmente concessa dal Comune di Firenze.
Il “Bando” può essere consultato al seguente indirizzo:
http://rivegauche-artecinema.info/2015/02/18/il-bando-della-seconda-edizione-del-concorsofestivaldel-cinema-corto/
Per eventuali chiarimenti telefonici: +39 328 7133951
n° 25 –
n° 25 –
Il Vincitore unico del 15° Corto Fiction è
"Sinuaria" di Roberto Carta.
Così ha deciso il numeroso pubblico in Sala Fellini
al Parco Acquasanta delle Terme di Chianciano.
Al secondo posto "Amore a progetto" di Simone
Baldini vincitore del Premio comico, terzo
classificato "Cratta" di Fausto Romano vincitore
del "Premio Fellini".
Altri premi sono andati a: 3D Production Parma Premio "Cavallo Alato", "Non puoi nasconderti" di
Andrea Olinto Bizzarri e Oreste Capoccia "Premio Fedic", "Storie di una notte" di Francesco Giorgi
"Miglior Black Comedy", "Ho appena fatto un sogno" di Juri Navarro "Miglior Corto straniero",
"L'impresa" di Davide Labanti "Miglior Corto Sociale", "La ragazza sulla panchina" di Karma Gava
come "Miglior Soggetto".
Due giorni di festival il 21 e 22 agosto che
hanno visto ottimi cortometraggi selezionati
dall'Assessore Culturale "Immagini e Suono" Fedic Chianciano Terme.
Le Autorità locali hanno consegnato i premi:
Danila Piccinelli Assessore alla Cultura del
Comune e Daniele Barbetti Presidente degli
Albergatori nonché Giorgio Ricci in qualità di
vice Presidente della Fedic Nazionale.
Un evento concepito come spettacolo, difatti ripreso per l' emittente "Tele Idea", tre presentatori si
sono alternati: Fabio Pirastu, Emanuela Cioli e Lorenzo Borzillo. Ha letto le motivazioni Stefania
Bisti, cameraman Vincent Gattuso, alle luci Francesco Bacconi, Gianfranco Guerrini,
Coordinamento voti in sala Luca Pozzi e Cristiana Marcocci.
Interventi e commenti sui cortometraggi di Edoardo Profumo, Antonello Belli e Maria Pia Genduso.
Coordinatore della manifestazione il suo ideatore Lauro Crociani aiutato da Cristiana Vitalesta.
Il pubblico ha lasciato la sala molto soddisfatto e copiosi ringraziamenti hanno chiuso questa
quindicesima edizione, il suo organizzatore ha già annunciato novità per il prossimo anno.
Un grazie a tutti!
n° 25 –
Impressioni su un Festival
ricco di “buoni pensieri”
15° Corto FICTION
Chianciano 21 e 22 agosto 2015
Sono appena rientrato
da Chianciano dove
mi sono recato a
vedere la 15^ edizione di Corto Fiction. Su
15 edizioni ne ho viste
14 perché nel 2010,
nel periodo di svolgimento di quella rassegna di corti, ero ricoverato in ospedale.
Giorgio Ricci
Sono rientrato a casa
contento di aver dedicato due giorni alla
visione di 21 “corti” e ciò che mi ha colpito
è stata la costante che ha unito queste
opere. L’assoluta mancanza di temi che
potessero indurre al pessimismo e una
certa capacità nell’uso del linguaggio cinematografico.
Inoltre la presenza in sala, durante i tre
turni di proiezione, di un pubblico di età
matura che ha riempito, durante le
proiezioni, ogni posto dei circa 190
disponibili direi che è stata una eccezione.
A me non è mai capitato di vedere tanta
gente ad un Festival di “corti”… e ne ho
visti tanti. La frequentazione di una decina
di presenti durante le cene che sono
seguite alle proiezioni mi ha confermato
un'altra impressione e cioè che i contenuti
dei “corti” ed il modo con il quale questi
contenuti sono stati trattati mi aveva reso
più disponibile verso gli altri e, perché no,
forse anche più buono.
Una selezione dei “corti” fatta, indubbiamente, con la chiara idea di contribuire con
questo mezzo di comunicazione a rendere
migliore il mondo.
E la conferma è arrivata quando, a premiazioni avvenute, numerose persone del pubblico si sono congratulate con gli autori
elogiandoli e paragonando le loro idee a
quelle di noti filosofi e affermati scrittori;
queste affermazioni sono state sempre
seguite, per alcuni minuti, da applausi.
Non ho avuto il tempo di controllare se la
stampa ha dedicato spazio a questo
avvenimento ma anche se non l’avesse
fatto sono certo che il successo ci sia stato
e sia stato grande perché i “corti” proiettati
sono entrati nell’anima di coloro che li
hanno visti e credo che questo non solo sia
una buona cosa ma sia la maggiore
soddisfazione per chi ha prodotto queste
opere.
Bravo Lauro Crociani, Direttore Artistico del
la Rassegna, ideatore e organizzatore non
ché motore della stessa e cultore dei buoni
pensieri.
A mio avviso questa è la strada da percorrere: dare spazio e visibilità a chi sa bene utilizzare le nuove tecnologie per
trattare i buoni pensieri e portarli all’attenzione di tutti.
Giorgio Ricci
Vice Presidente Fedic
n° 25 –
Cari Amici del Festival BRIDGE OF ARTS in Rostov,
siamo veramente felici di aver potuto inviare i nostri associati ad un Festival che se pur più
giovane del nostro che raggiunge quest'anno i 66 anni di attività, parte con motivazioni
importanti che abbiamo l'onore di condividere.
Il Film e gli autori Alessio e Claudio Focardi sono stati eccezionali autori nel trasporre in
formato cinematografico, quindi condivisibile, delle emozioni e delle motivazioni che pur
ugualmente importanti non avremmo potuto condividere e mostrare come esempio
mirabile di riscatto personale, perfettamente in tema con il vostro Festival al quale
auguriamo un grande successo anche in ambito Internazionale.
Come Festival partner noi faremo tutto il possibile per dare visibilità alla vostra azione e ai
vostri Progetti, anche presentando una selezione dei vostri film al nostro Festival.
MISFF (Montecatini International Short Film Festival), è uno Storico Festival fondato a
Montecatini Terme nel 1949 per volontà della FEDIC, Federazione Nazionale dei
Cineclub, che ancor oggi ne detiene i diritti. Non è solo uno dei Festival più longevi in
Europa e nel Mondo è una Comunità aperta e un “Centro di ricerca” permanente sul ruolo
del Cinema nell'affiancamento e supporto ad una costante evoluzione della società e delle
persone.
Da alcuni anni il nostro Festival è un solido punto di riferimento per autorevoli Filmmakers
internazionali che ad ogni edizione riconfermano la volontà di prendere parte ad una delle
più longeve rassegne di cinema in Europa e nel mondo, allo stesso tempo il Festival è
diventato un luogo di formazione e di emancipazione professionale e intellettuale.
Un laboratorio-opificio dove giovani (di qualunque età) possano misurare contenuti e
capacità, forgiare la propria identità artistica facendo emergere qualità individuali e
collettive in un ambiente che predilige questo ruolo anzi lo persegue strategicamente.
Sono previste varie forme di collaborazione progettuale che accrescono le sinergie e
consentono una costante evoluzione delle partnership che coinvolgono Festival, autori e
Filmmakers che, grazie ai Progetti e ai Programmi Europei, assurgono al ruolo di
protagonisti.
Non solo un mero scambio di programmazione filmica ma la caparbia volontà di
"scambiare, integrare, sviluppare nuove forme di collaborazione" rendono esemplare
questa mission.
Siamo certi che Il nostro desiderio di promuovere diverse forme progettuali darà un valido
contributo al valore già oggi importante del vostro Festival.
Auguri di un Grande Successo al BRIDGE OF ARTS in Rostov.
Marcello Zeppi
Presidente del MISFF66
MONTECATINI INTERNATIONAL SHORT FILM FESTIVAL
n° 25 –
Per problemi di “spazio” la “rubrica”
LO SGUARDO CRITICO
con gli articoli di:
Marino Demata
“IL DESTINO NEL CINEMA E NELLA REALTÀ”
e
Angela Pantalone Malossi
“MEDEE”
saranno pubblicati nel “supplemento” contenente
l’intera documentazione pervenuta
in Redazione.
Testi: R. Merlino, G. Liv i, G. De Laurentis, G. Sabbatini, A.
Tantaro, V. Tullio, A. Idini, Cineclub Sassari, P. Micalizzi, B.
Rizzo, R. Mandolesi, MISFF EXPO, Cinev ideo Club Fedic
Bergamo, P. Leidi, Scuola Video Multimedia Italia, F. Felloni,
Cineclub Delta Del Po, Immagini & Suono, La Redazione,
Filmcarav an, Cineclub Fotov ideo Genov a, M. Rosati, Corte
Tripoli Cinematograf ica, Super 8 & Video Club Merano Fedic,
Cineclub Fedic Piemonte, DiLucca.TV, TeleAmbiente,
Sedicinoni, Sedicicorto, Rv e Gauche, Fano International
FilmFestiv al, Corto Fiction, G. Ricci.
Fotografie: G. Sabbatini, B. Rizzo, C. Bruschi, Ph. Giacomo
B., L. Carav ello, R. Guerriero Fotoimmagine, Corte Tripoli
Cinematograf ica, Immagini & Suono.
Grafica e impaginazione: Giorgio Sabbatini.
Supplemento a “Carte di Cinema”
Direttore Responsabile: Massimo Maisetti
Redazione: Giorgio Sabbatini
Corso Benedetto Croce, 3 – 10135 Torino
E-mail: giorgio.sabbatini@fastw ebnet.it