Bergamo, 22 giugno 20121 ALESSANDRO MORINI Professore Associato di Diritto Commerciale Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Economia AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS Ufficio speciale Tariffe e Qualità Servizi Idrici Piazza Cavour, 5 20121 - MILANO Ogg.: Risposta alla consultazione relativa alla “Consultazione pubblica per l’adozione fi provvedimenti tariffari in materia di servizi idrici” Documento per la consultazione nell’ambito del procedimento avviato con la Del. 1 marzo 2012 74/2012/idr Alessandro Morini ringrazia codesta spettabile Autorità per l’opportunità offerta di partecipare alla consultazione in oggetto e sottopone all’attenzione della stessa le seguenti osservazioni. Q1. Si ritengono esaustive le criticità sopra evidenziate? In caso contrario, quali altri elementi di criticità si ritiene esistano nel settore?. Q2. Quali altre o diverse informazioni e/o considerazioni si ritiene di dover evidenziare per suffragare o meno le criticità evidenziate? Difetta – in particolare – una identificazione delle fasi relative alla attività acquedottistica (cfr. sub. 3.3 ss.). Infatti sembra mancare una definizione del “perimetro” dell’attività esercitata che tenga conto dell’esistenza – sufficientemente evidente nel territorio italiano – di una distinzione tra c.d. attività upstream e c.d. attività downstream. Nell’ambito dell’attività regolatoria fin qui esercitata sia a livello regolamentare che di AATO la prima tra le due attività è rimasta in una sorta di “cono d’ombra”; prova ne sia la circostanza che – salvo esempi circoscritti e forse unici (cfr. AATO 3 Marche) – non ha mai avuto attuazione il disposto dell’art. __ del Decreto 1 agosto 1996 relativo alla determinazione da parte degli AATO competenti della tariffa dell’acqua all’ingrosso. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina1 La rappresentazione che viene formulata nel Documento delle criticità proprie del Servizio Idrico Integrato (“SII”) appaiono esaustive e sostanzialmente aderenti alla situazione di fatto esistente in Italia a condizione che si prospetti la gestione del servizio idrico integrato unicamente come servizio e non – come forse più correttamente sarebbe opportuno procedere – come gestione industriale di un servizio. Considerato che in larga parte territorio nazionale si risolve – per quanto attiene all’attività acquedottistica – nell’attività di distribuzione di acqua potabile fornita da altri [cfr. Sicilia: Sicilacque S.p.A.; Calabria: Sorical S.p.A.; Acquedotto Pugliese relativamente alle regioni diverse dalla Puglia; “In Romagna quasi tutta l'acqua distribuita è acquistata all'ingrosso da Romagna Acque - Società delle Fonti che gestisce i principali impianti di produzione idrica e le reti di adduzione primaria nelle province di ForlìCesena, Ravenna e Rimini” (Bilancio di sostenibilità Hera S.p.A. 2011)], l’assenza di una specifica considerazione circa la scomposizione industriale del ciclo dell’adduzione rappresenta una significativa carenza descrittiva delle criticità del sistema, oltre a quelle già evidenziate nel Documento. Un ulteriore elemento che andrebbe evidenziato concerne la rilevanza finanziaria per il gestore della morosità della clientela che incide sulla capacità del gestore di procedere ad una pianificazione finanziaria certa. Infine un elemento da tenere in considerazione è rappresentato dall’esistenza di rilevanti estensioni della rete che vedono l’impiego di fibrocemento per i quali dovrebbero essere tenute in debito conto i costi di intervento e di risanamento. Q3. Con riferimento agli investimenti necessari, si condividono le stime sopra riportate? E quali priorità si ritiene di dover indicare con riferimento ai medesimi investimenti?. Le indicazioni elencate al punto 3.21 e 3.22 sono sostanzialmente corrette. Una precisazione necessita il punto 3.22 alinea 4. In relazione all’entità percentuale del contributo pubblico. Tale percentuale, infatti, se confrontata con i margini di contribuzione pubblica adottati sulla base dei disciplinari di gara in taluni AATO appare minore di quella apparentemente riconosciuta. Nella realtà dei fatti occorrerebbe distinguere tra contributi pubblici riconosciuti e contributi pubblici erogati: la percentuale di questi ultimo in taluni ambiti territoriali si approssima a zero. Con riferimento alla priorità di intervento deve segnalarsi (anche per le ragioni indicate al punto 2.14 nota 5) che la priorità è sicuramente riconducibile alle attività di depurazione. Le ragioni sono di due distinti ordini uno economico l’altro giuridico sanzionatorio: (i) quanto al primo si deve segnalare che tra i costi di gestione la più gran parte sono riconducibili proprio a questo segmento del SII (costi di energia elettrica, personale, smaltimento) che potrebbero trovare immediata compressione attraverso processi di efficentamento tecnologico e riduzione degli impianti a dimensionamento adeguato; (ii) quanto al secondo in relazione al fatto che la non conformità degli impianti di depurazione agli standard normativi previsti dal Codice dell’Ambiente esone il gestore ad un elevato rischio sanzionatorio senza che, a fronte di tale rischio, fatto riflesso una possibilità di intervento preventivo da parte del gestore stesso. Q4. Per le ragioni esposte supra sub. Q3 la pianificazione degli investimenti appare del tutto inadeguata. Soprattutto negli ambiti territoriali meridionali i piani elaborati appaiono obsoleti e scarsamente aderenti alla situazione di fatto degli impianti ed, in parte, condizionati da localismi che danneggiano l’efficienza della gestione. L’attività di ricognizione compiute nel passato da Sogesid S.p.A. – ed utilizzate per la predisposizione di numerosi piani d’ambito – non appare, in oggi, 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina2 Con riferimento alle pianificazioni degli investimenti già effettuate, si ritengono adeguate o, a prescindere dagli aspetti finanziari,necessitano di una revisione? Motivare la propria risposta. rispondente alle esigenze ed alle situazioni di fatto attuali: ciò in particolare imporrebbe una rivisitazione dei modelli tecnologici da utilizzare con riferimento in particolare al ciclo della depurazione Q5. Se si dovesse individuare un pacchetto di interventi specifici, ben georeferenziati, per i quali definire una specifica strategia di promozione, quali potrebbero essere indicati? e di quale entità sarebbe il loro costo? Motivarne la scelta. Gli interventi specifici attengono a due segmenti del ciclo idrico integrato. Quello della depurazione con riferimento all’intero sviluppo costiero italiano e- paradossalmente – con riferimento ai Comuni sotto i 20.000 abitanti che non sono al momento immediatamente aggrediti dai procedimenti di infrazione comunitaria. L’ulteriore segmento è quello della qualità dell’acqua: (a) in talune aree territoriali italiane (Pianura Padana) in conseguenza dell’i inquinamento delle falde (in particolare per l’arsenico) e (b) in altre (in particolare montane in Lombardia Prov. di Sondrio) in relazione alla potabilità stessa dell’acqua. Tali interventi sono stimabili nell’ordine di un terzo delle risorse indicate al punto 3.21 Q6. Si ritiene che potrebbe essere utile adottare anche in Italia qualche formula di sostegno agli investimenti sul modello di quelle già adottate all’estero? La possibilità di mutuare nell’ordinamento italiano soluzione adottate in altri ordinamenti deve essere coerente con il grado di similarità con l’ordinamento da cui si mutano le soluzioni. Sulla base di studi internazionali il grado di privatizzazione del SII italiano appare assimilabile a quello inglese e, quindi, coerentemente a tale assunto occorrerebbe procedere muovendo dall’analisi delle soluzioni adottate in tale ultimo sistema. Q7. Si ritiene che modelli di questo tipo possano essere sostenuti attraverso opportune componenti tariffarie? Le componenti tariffarie dovrebbero tener conto dell’entità degli interventi programmati tenendo però presente la necessità di un modello in cui il rischio finanziario dell’attività sia interamente delegato al gestore. Q8. Quali altri modelli ritenete che possano essere adottati nel caso italiano, con la finalità di favorire gli I modelli possibili hanno trovato già parziale enucleazione – seppure dichiarati non conformi al dettato legislativo nazionale (cfr. metodo tariffario adottato dalla Regione Emilia Romagna dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale per incompetenza regionale) – e presuppongono due elementi finanziari: (i) il primo costituito – in conformità con gli esiti referendari – dalla soppressione di qualsivoglia remunerazione garantita degli investimenti quanto piuttosto il passaggio alla individuazione di un benchmark di riferimento del costo del capitale investito “di settore” al fine di premiare i gestori che presentano una gestione finanziaria efficiente; (ii) il secondo rappresentato dall’accesso diretto tramite meccanismi obbligazionari od assimilabili al mercato dei capitali al fine di (a) ridurre il costo della provvista finanziaria riducendo i costi di 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina3 investimenti nel settore, tenendo conto degli esiti del referendum che ha abrogato il riferimento all’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. intermediazione (b) sciogliere la provvista finanziaria degli investimenti dai vincoli della finanza di gruppo che – nel mercato italiano dei servizi pubblici - possono costituire un limite alla capacità di raccolta (in relazione al rischio proprio dell’attività nel settore idrico) dei singoli gestori. Piuttosto l’intervento pubblico – in luogo dei contributi a fondo perduto – potrebbe sostanziarsi in un sistema che consenta l’accesso a garanzie pubbliche a valere sulla raccolta di capitale privato di debito sia attraverso l’obbligo di prevedere meccanismi di separazione patrimoniale per parte dei flussi finanziari derivanti al gestore dall’incasso derivante dal ciclo della fatturazione. Q9. Quali sono gli aspetti di maggiore criticità del rapporto utente-gestore? E quali sono gli interventi a tutela del consumatore che si ritengono prioritari? Motivare le proprie risposte? Q10. Con riferimento all’applicazione della carta dei servizi, quali sono gli aspetti di maggiore criticità riscontrati? E quali sono gli interventi a tutela del consumatore che si ritengono prioritari? Motivare le proprie risposte Q11. Si condivide l’analisi relativa alla metodologia tariffaria esistente? Motivare la propria posizione. L’analisi relativa alla metodologia tariffaria risponde – nell’evidenza delle criticità – a quanto evidenziato nella concreta applicazione delle convenzioni d’ambito ovvero dei diversi regimi concessori sia relativi al SII nel suo complesso che con riguardo a singoli segmenti di esso. In particolare: (i) con riferimento alla articolazione della tariffa reale può ulteriormente essere precisato le tariffe agevolate per tipologie di utilizzo si sono prestate da parte degli AATO alla creazione di significative nicchie di agevolazione impropria (soprattutto in aree turistiche) e, quindi, l’individuazione delle differenziazione in base alla tipologia di utilizzo dovrebbe avvenire in modo unitario e non discriminante sull’intero territorio; (ii) con riguardo ai meccanismi di revisione tariffaria devo essere sottolineati tre elementi di criticità: quello legato al tempo di efficacia della revisione che – per plurime indicazioni da parte del ConViRi – non poteva che avere effetto nel futuro e, conseguentemente, impediva il recupero a favore del gestore delle differenze tariffarie negative medio tempore avveratesi, quello legato alla riduzione dei volumi venduti che rappresenta un elemento di significativo impatto sui ricavi del gestore che ben difficilmente veniva resa in considerazione dagli AATO in considerazione della piena discrezionalità circa tale intervento sebbene si sia constatato che un costante scostamento negativo tra volumi attesi e volumi reali (nonché una più generale tendenza alla riduzione dei volumi venduti), e, infine, quello relativo alla mancata inclusione nel meccanismo tariffario di strumenti rettificativi della tariffa in considerazione del livello della morosità. Q12. Si ritiene che l’eterogeneità del territorio servito possa essere compatibile con un’unica metodologia L’eterogeneità dell’organizzazione della gestione nei singoli ambiti territoriali (gestione dell’intera filiera del servizio compreso l’approvvigionamento, gestione di singoli segmenti) nonché le differenze territoriali (aree costiere, aree montane, concentrazione o dissipazione delle utenze servite) rendono quantomeno complesso l’individuazione di un unico meccanismo tariffario; ciò per riflesso sull’entità degli investimenti da compiere (si pensi al caso delle aree costiere soggette a picchi stagionali che presuppongono dimensionamento delle infrastrutture disomogeneo rispetto al numero degli abitanti serviti nel corso dell’anno) ovvero sui costi di gestione (si pensi al caso di 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina4 tariffaria comune a tutte le gestioni? Motivare la propria posizione. utenze diffuse su una vasta area territoriale rispetto alla concentrazione tipica degli insediamenti urbani). Q13. Quali sono gli aspetti critici dell’attuale MTN che, si ritiene, sia necessario risolvere prioritariamente? Si indicano nell’ordine le priorità prevalenti con riferimento all’attuale MTN: (i) costo dell’acqua all’ingrosso soprattutto con riferimento alle rilevanti perdite di rete, (ii) la revisione della tariffa in relazione ai volumi effettivamente distribuiti, (iii) l’inclusione della morosità come criterio rettificativo della tariffa. Q14 Si concorda con gli obiettivi a cui tendere e con la struttura generale del modello tariffario? Evidenziare eventuali ulteriori considerazioni in merito. Si concorda osservando tuttavia che articolazioni tariffarie particolarmente complesse costituiscono altresì la premessa potenziale per comportamenti di free raiding da parte della clientela stessa e inoltre che stabilità e certezza regolatoria devono avere altresì come ricaduta concreta certezza di ricavi. Q15. Si concorda con le linee generali proposte per la nuova regolazione tariffaria? Motivare la propria posizione. Nella prospettiva di lungo periodo cui – implicitamente fa riferimento quanto indicato sub. 5.27 – le linee generali paiono condivisibili; tuttavia alcune considerazioni a margine paiono opportune. La ridotta interrelazione tra Piano d’Ambito e periodi di regolazione tariffaria (cfr. 5.23 e 5.24) appare realizzabile in condizioni di ottimalità o semi-ottimalità delle infrastrutture necessarie alla gestione del servizio a condizioni standard. Diverso risultato si concreta laddove l’infrastruttura sia largamente deficitaria: in simili situazioni le condizioni sub-ottimali di gestione del servizio conseguenti all’inefficienza dell’infrastruttura hanno immediati effetti sui costi di gestione: conseguentemente – ipotizzando una fase tariffaria transitoria – si dovrebbe altresì considerare una più stretta relazione tra Piano d’Ambito allo scopo di individuare quali tra gli investimenti indicati dal Piano d’Ambito hanno immediato effetto sui costi di gestione: ci si riferisce, in particolare, ai costi energetici ed alla depurazione (con particolare riguardo alla dimensione efficiente degli impianti). Attesa che nel periodo di tempo intercorrente tra le singole revisioni tariffarie il gestore è esposto ad un rilevante rischio finanziario la capacità di individuare soluzioni di immediato contenimento dei costi del servizio contengono il rischio finanziario del gestore. Infine – per quanto attiene – ai profili di rilevazione contabile dell’attività del gestore occorre rilevare che – data la disomogeneità in termini di costi ed impegno economico tra i diversi segmenti del servizio (in particolare relativamente alla fognatura) – disaggregazioni eccessivamente sofisticate comportano il rischio di esplosione della tariffa relativa al singolo segmento; diversamente accade nel caso in cui i diversi segmenti del servizio sono distribuiti su più attori 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina5 Per quanto alla qualità del servizio nei confronti della clientela (cfr. Documento sub. 5.25) anche in questo caso diviene rilevante una accurata valutazione del rapporto costi-benefici: considerato che – in taluni casi – la dissipazione territoriale dell’utenza appare elevata ciò comporta costi di intervento elevati che implicano ritorni economici rallentati e protratti su un elevato lasso di tempo in considerazione dei modesti volumi venduti ai singoli utenti. societari e questi appartengono o meno a diversi gruppi: in tal caso, infatti, la corretta rilevazione contabile relativa ai singoli segmenti è in grado di impedire fenomeni di sussidio incrociato. Q16. Si concorda con una eventuale durata del periodo regolatorio di 4 anni? La durata indicata del periodo regolatorio appare - con riferimento ai due parametri indicati sub. 5.23 - del tutto sproporzionata per durata alla volatilità degli oneri e dei costi industriali tipici del servizio. Il periodo regolatorio non dovrebbe eccedere il biennio. Q17. Quali dei capisaldi regolatori sopra descritti si ritengono essere prioritari? Prioritario appare il criterio della regolazione tariffaria vera e propria di cui sub. 5.22 secondo alinea. Q18. Quanto tempo si ritiene sia necessario prima che la nuova regolazione possa trovare piena applicazione con riferimento a tutte le gestioni, ivi comprese quelle che gestiscono in modo non integrato solo alcuni dei servizi cui il SII fa riferimento? La risposta va suddivisa avendo a riferimento a due parametri in luogo dell’unico indicato. Infatti, difetta tra le gli elementi di valutazione se la gestione è riferita – integrata o meno – è riferita ad un intero bacino ottimale oppure no (intendendosi in questo caso come bacino ottimale non quello di natura amministrativa ma industriale). Ciò produce soluzioni e risposte differenziate. Nel caso di gestioni di bacini ottimali con estensione a tutti i segmenti del servizio potrebbe essere sufficiente un periodo di tempo contenuto. Tale periodo di tempo deve necessariamente essere prolungato laddove i due elementi (ottimalità e integrazione) non siano presenti. Ovviamente tanto maggiore risultasse la capacità aggregativa dei soggetti gestori tanti più ridotta risulterebbe la transitorietà del regime tariffario intermedio. Q19. Quali si ritiene siano le maggiori difficoltà per adeguarsi ad un sistema regolatorio come quello descritto in precedenza? Motivare la propria posizione. Le maggiori difficoltà sono nell’ordine: (i) la frammentazione delle gestioni sia in termini di territorio servito che di segmenti del servizio gestito; (ii) la presenza sul territorio nazionale di una scarso numero di gestioni imprenditoriali e, in taluni casi, la persistenza di modelli gestionali di semplice erogazione. Q20. Quali altre attività, rispetto a quelle elencate, non attualmente interessate dalle metodologie tariffarie MTN o CIPE, sono svolte o potrebbero essere svolte dalle imprese? Non si comprende esattamente se l’attività di generazione elettrica non integralmente assorbita dall’autoconsumo sia da ricomprendere o meno tra le altre attività. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina6 Non sono individuabili ulteriori attività fatto salvo – in specifiche aree – la vendita di acqua portuale, i servizi di trasporto con bettoline. Q21. Si concorda con le tre tipologie di valorizzazione del servizio proposte? Come potrebbero essere distinte le diverse attività? Quali aspetti critici si ritiene esistano? Motivare le proprie risposte. Le metodologie indicate appaiono condivisibili. Tuttavia vanno svolte alcune considerazioni. Non sembra indicata una specifica posizione in ordine alla raccolta ed al trattamento delle acque meteoriche ed alla pulizia delle caditoie: si tratta dell’attività che presenta il più elevato grado di criticità. Essa infatti si pone ai confini del SII e si interfaccia con più generale problematiche relative alla protezione civile. Il metodo tariffario dovrebbe quindi escludere tali attività poiché solo impropriamente riconducibili al SII. Una ulteriore considerazione va riferita, invece, al riuso. La possibilità di introdurre meccanismi di profit sharing deve essere subordinato alla preventiva verifica dei costi industriali sostenuti: si avrebbe così evidenza che in varie contingenze il riuso costituisce un costo piuttosto che un vantaggio economico per il gestore. Q22. Quale delle due ipotesi di regolazione appena descritte si ritiene preferibile? Per quali motivi? Si condivide l’impostazione formulata nel Documento. Data la deficienza organizzativa degli attuali AATO appare più ragionevole attribuire ad essi unicamente funzioni esecutive. Inoltre il trattamento “centralizzato” delle informazioni consente maggiore capacità di comparazione e classificazione delle stesse contribuendo ad affinamenti più agevoli del modello tariffario. Infine con tale modalità si possono evitare fenomeni di cattura del regolatore locale o altre situazioni di scambio opaco. Q23. In un contesto di rapporti reciproci tra Autorità e nuove AATO, quali si ritiene possano essere i compiti che le AATO possono svolgere con maggior efficacia a livello locale? Motivare la propria risposta. I compiti che le nuove AATO potrebbero svolgere con maggiore efficienza sono nell’ordine: (i) raccolta e selezione delle informazioni relative agli interventi e relativa programmazione. In altri termini le nuove AATO dovrebbero raccogliere dagli enti locali, dal gestore e dall’utenza il novero degli interventi da effettuare, predisporne la graduazione temporale sulla base di indicatori di costo, efficienza ed efficacia ed impegno finanziario per il gestore tenendo altresì conto del riflesso tariffario connesso al piano degli interventi (cioè il riflesso sull’incremento tariffario in assenza di vincoli incrementali); (ii) verifica dell’attività del gestore sulla qualità del servizio e il mantenimento della tempistica di attuazione degli interventi (con finalità di premio/penalità) Q24. Si concorda con le ipotesi proposte in relazione agli scostamenti tra costo effettivo e costo pianificato degli investimenti? Motivare eventuali proposte alternative. Conseguentemente anche i meccanismi di premio e penalizzazione dovrebbero essere in grado di depurare la propria azione da tali variabili: soprattutto dovrebbero essere estranei all’influenza 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina7 Si deve subito chiarire che la tematica degli scostamenti di costo è, in larga parte, una variabile esogena alla potestà del gestore. In altri termini la possibilità di impedire incrementi di costo è in larga parte devoluta alla tempistica delle tempistiche amministrative estranee alla sfera di azione del gestore. tariffaria vincoli di carattere locale che hanno l’effetto di incrementare i costi di realizzazione ad esclusivo beneficio di un ridotto numero di soggetti trasferendo i relativi oneri sulla platea dell’utenza. Q25. Quali difficoltà le AATO potrebbero incontrare in riferimento alle diverse gestioni e alle diverse convenzioni, previgenti nei rispettivi ambiti? Le difficoltà sono plurime. Anzitutto quelle relative a gestori che sono la sostanziale profanazione delle stesse comunità locali normalmente prive di qualsivoglia efficienza gestionale e capacità di investimento: tali soggetti potrebbero essere fortemente avvantaggiati da tariffe transitorie contribuite per tener conto delle necessità operative di gestori di maggior taglia dei quali è più agevole raccogliere di dati. Ulteriore profilo concerne le gestioni ex CIPE potrebbero divenire di maggior interesse in un rinnovato quadro tariffario. Q26. Quali azioni potrebbero mettere in atto le rispettive AATO per controllare che le infrastrutture realizzate, per le quali è richiesta la copertura in tariffa dei costi di ammortamento, siano effettivamente operative e utilizzate ai fini del SII? Data la impossibilità di dare vita a strutture proprie interne sarebbe necessario introdurre meccanismi di certificazione esterna. Q27. Si ritiene che, in mancanza di una indicazione specifica, il riferimento agli ambiti tariffari definiti ai sensi della legge Galli per l’applicazione di un’unica tariffa sia condivisibile? Qual è il soggetto più titolato a definire gli ambiti tariffari? Motivare le proprie risposte. Si condivide l’assunto espresso nel Documento. Q28. Si condivide l’obbligatorietà di applicare la medesima tariffa per la medesima tipologia di cliente finale, all’interno dello stesso ambito, a prescindere dalle convenzioni e dalle metodologie tariffarie applicate in passato? Motivare la risposta. Si condivide l’impostazione con un caveat. Si dovrebbe condizionare la possibilità di applicare il diverso regime tariffario di nuova introduzione alla preventiva trasmissione delle informazioni necessarie sia alla costruzione della tariffa stessa e alla verifiche applicative. Q29. Si condivide l’impostazione di distinguere una tariffa obbligatoria da applicare ai clienti finali e una tariffa di riferimento che definisce il ricavo del gestore? Motivare le proprie risposte. Pagina8 Si condivide l’assunto a condizione che siano previsti, da un lato, meccanismi incentiva menti per il gestore o per l’aggregazioni di gestori che consentano di ridurre i costi e, dall’altro, che l’accesso al meccanismo perequativo sia condizionato ad un livello qualitativo minimo certificato nella tenuta della contabilità da arte del gestore. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Q30. Quali eventuali difficoltà esistono per garantire una contabilità che individui con sufficiente affidabilità i costi afferenti un determinato ambito? Anche nella prospettiva di modificare i riferimenti territoriali degli ambiti già definiti ai sensi della legge Galli? Le principali difficoltà sono conseguenti alla qualità dei dati di partenza. Occorrerebbe procedere alla depurazione nel corso del tempo dai dati inquinanti e contemporaneamente procedere a campagne di rilevazione di costi occulti locali (soprattutto conseguenti al mancato rispetto di best practices da parte degli enti locali). Q31. Le AATO sono il soggetto più indicato per gestire gli eventuali meccanismi perequativi locali? Quale altra soluzione potrebbe essere possibile? In attesa che le nuove AATO si organizzino al riguardo, le perequazioni potrebbero essere transitoriamente gestite da una istituzione centralizzata come la Cassa Conguaglio del Settore Elettrico? Le AATO sono inidonee a gestire flussi perequativi. Sarebbe opportuno affidare ad un soggetto terzo tali attività. Si conviene sull’utilità di affidare tali compiti perequativi a soggetti dotati di simile esperienza. Q32. Si ritiene che esistano costi con valenza pluri-ambito? Di che natura? E come e da chi potrebbero essere gestiti i flussi perequativi corrispondenti alle componenti tariffarie destinate alla copertura di tali costi? Oppure, da un altro punto di vista, in base a quale criterio potrebbero essere ripartiti, ex ante, tali oneri tra i diversi ambiti tariffari interessati? Si condivide l’assunto che l’esistenza di costi pluri-ambito si collochi – prevalentemente – nella captazione e nella depurazione. Per i primi è possibili (anzi preferibile) una ripartizione ex ante in ragione della naturale prevedibilità degli stessi. Per i secondi occorrerebbe fare riferimento per la rilevazione ad attestazione di soggetti certificatori esterni e per la ripartizione a convenzioni interambito che ne gestiscano il funzionamento. In taluni contesti territoriali si potrebbe dare altresì rilievo al ruolo dei c.d. “grandi utenti” i quali si approvvigionano direttamente dalla rete di adduzione primaria senza riconoscere alcunché al gestore locale. Q33. Si condivide l’impostazione dell’Autorità in relazione alla previsione di commisurare una quota parte della copertura del VRG ai volumi trattati? Come potrebbe essere individuata questa quota parte? Si condivide l’assunto formulato. Si condivide altresì il meccanismo del “volume consegnato virtuale” utilizzando però di dati di rilevazione (soprattutto delle perdite locali). Q34. Qual è l’indicatore di perdita che potrebbe essere individuato inizialmente? Quali sono le variabili Gli indicatori utilizzabili sono essenzialmente due; estensione della rete e numero di utenti: infatti laddove l’affollamento di utenza è più ridotto vengono incrementati i costi di intervento e, quindi, la perdita ha una incidenza economica duplice. Essa costituisce un minor ricavo ma anche un incremento di costi per procedere all’eliminazione della perdita stessa. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina9 esogene per individuare i diversi livelli di perdite standard (per esempio la lunghezza delle reti)? Una valore medio iniziale di perdita del 30-35% è un valore condivisibile? Motivare le risposte Quando alla percentuale di perdite essa dovrebbe essere valutata a livello di ambito territoriale. Infatti il dato prospettato potrebbe, in talune aree territoriali, risultare sovrastimato ma in altre – in particolare nelle regioni meridionali, è sicuramente insufficiente, dovendosi stimare le perdite di rete in una misura almeno pari alla metà dei volumi immessi. Tali dati estimativi prescindono dalla valutazione dell’impatto sulle perdite di rete rispetto ai volumi immessi conseguenti agli allacci abusivi ed ai conseguenti “furti d’acqua”. Non è chiarito nella domanda se tale fenomenologia sia o meno da ricomprendere nel computo. Q35. Si condivide l’impostazione proposta con riferimento al trattamento delle interconnessioni tra reti? Motivare la propria risposta. In ragione di quanto espresso sopra (cfr. sub. Q2e Q13) le considerazioni esposte nel Documento con riguardo alle interconnessioni sono solo in parte condivisibili. I fattori distintivi sono conseguenti (i) al fatto che in molti casi le infrastrutture sono state realizzate da terzi (ovvero finanziate con fondi o contributi a fondo perduto); (ii) i costi di gestione risultano ridotti con riferimento ai rapporti con l’utenza (il cui numero appare ridottissimo); (iii) le perdite di rete assumono caratteristiche differenziate posto che impongono interventi economicamente più significativi ma immediatamente efficaci; (iv) è diversa l’incidenza della morosità che appare come un riflesso della incapacità dell’attuale tariffa di tener conto della differenza tra volumi immessi e volumi fatturati da parte del distributore e, quindi, crea tensioni finanziarie che impediscono il tempestivo adempimento degli obblighi solutori verso il fornitore all’ingrosso; (v) in ultimo il fatto che il gestore all’ingrosso può utilizzare l’acqua per attività generative (cfr. retro sub. Q20) nonché per forniture a grandi utenti diversi dal gestore d’ambito. Da tali considerazioni emerge che la metodologia tariffaria non può riprodurre esattamente quella della fornitura ad un utente finale soprattutto nei casi in cui il gestore non sia integrato nell’intera filiera rappresentata da upstream e downstream. Q36. Si condivide il principio appena enunciato? Motivare la risposte e le eventuali alternative. Si condividono gli assunti indicati. Q37. Si concorda con la metodologia appena descritta per la valorizzazione delle immobilizzazioni? Motivare eventuali posizioni alternative. Si concorda. Q38. Quali difficoltà si riscontrano nel reperire i dati di investimento sopra evidenziati? e quali alternative La problematica maggiore è costituita dalla raccolta ed omogeneizzazione di tali dati. In particolare per le gestioni ancora integralmente pubbliche i dati potrebbero non essere disponibili oppure il frutto di manipolazioni (si pensi al caso dei trasferimenti o della risoluzione di rapporti concessori). 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina10 possono essere suggerite rispetto al riferimento ai libri contabili per evidenziare il valore delle immobilizzazioni? In tali caso si potrebbe alternativamente o concorrentemente fare riferimento a costi standard ovvero a rilevazioni reali ad opera dell’autorità d’ambito. Sarebbe quindi opportuno corredare la rilevazione contabile con la “storia” della formazione di essa allo scopo di depurare i dati inconferenti. Q39. Riconoscere una quota forfetaria dell’1% del valore delle immobilizzazioni, per tener conto del capitale circolante è una metodologia adeguata? Motivare la propria risposta. Si concorda. Q40. Come si ritiene possa essere dimostrato un comportamento efficiente da parte delle imprese in relazione alla ottimizzazione degli oneri finanziari relativi ad un determinato investimento? Questa verifica potrebbe essere svolta efficacemente dalle nuove AATO? Anzitutto si condivide la necessità che il gestore motivi la propria strategia finanziaria. Tuttavia sarebbe significativo assumere questi dati in una dimensione stand alone del gestore: cioè indipendentemente dagli svantaggi/vantaggi dell’appartenenza ad un gruppo integrato ovvero quale emanazione di ente locale valersi di vantaggi impliciti nell’accesso al credito. Si esclude che tali compiti possono essere delegati all’AATO del tutto carente di professionalità in campo finanziario. Si dovrebbe procedere a processi di verifica sulle relazioni del gestore affidati a soggetti terzi dotati di specifico expertise finanziario e/o giuridico. Q41. Si condivide l’ipotesi di determinare l’onere finanziario riconosciuto all’impresa, pesando proporzionalmente gli oneri finanziari dei finanziamenti a fondo perduto, dei finanziamenti a tasso agevolato e dei finanziamenti reperiti autonomamente dall’impresa sul mercato finanziario? Motivare le proprie risposte. Si condivide con i caveat indicati supra sub. Q40. Q42. Per quanto riguarda l’onere finanziario dei finanziamenti reperiti autonomamente dall’impresa, si condivide l’ipotesi di far riferimento ad un tasso di interesse medio di riferimento? Motivare la propria risposta ed eventuali soluzioni alternative. Q43. Con riferimento alle immobilizzazioni al cui onere finanziario non si applica lo scudo fiscale, quali obiezioni esistono al riconoscimento di una maggiorazione del rendimento dei titoli di Stato per intercettare la maggior rischiosità del servizio? E’ condivisibile differenziare tale maggiorazione tra i diversi servizi che compongono il SII? Di quale entità dovrebbe essere tale maggiorazione, fermo restando che il servizio in oggetto (in quanto servizio regolato, svolto in condizioni di monopolio naturale) è un servizio a rischiosità molto bassa, e pertanto dovrà essere sensibilmente inferiore al premio che, mediamente, viene riconosciuto dal mercato mobiliare? Motivare le proprie risposte. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina11 Q44. Q45. Quale si ritiene possa essere un riferimento del rapporto CS/CnS adeguato a rappresentare la struttura finanziaria ottimale (cioè quella che minimizza il costo del debito) per il settore idrico? Motivare le proprie indicazioni. Q46. Si concorda con l’impostazione illustrata per valutare il tasso di interesse da riconoscere come onere finanziario ai rispettivi gestori? Quali soluzioni alternative possono essere proposte nel rispetto del risultato referendario? Motivare le proprie osservazioni. Q47. Quali difficoltà si possono presentare con riferimento alla metodologia proposta? Q48. Si ritiene condivisibile riconoscere un onere finanziario aggiuntivo, a copertura del rischio dell’attività aziendale? In caso di risposta affermativa, di quale entità dovrebbe essere tale onere aggiuntivo, fermo restando che, al limite, il suo valore dovrebbe essere nullo a fronte di un finanziamento a fondo perduto che coprisse l’intero investimento? In caso affermativo, l’ipotesi, prospettata dall’Autorità, può essere condivisa? e in questo caso, quale valore di ritenete sia più idoneo per rappresentare la rischiosità del SII? Motivare le proprie risposte. Q49. L’Autorità ritiene che la prima opzione, per semplicità applicativa e certezza regolatoria, sia preferibile. Si concorda con tale ipotesi? Si ritiene che, tuttavia, data la situazione eccezionale vissuta in questo periodo dai mercati finanziari, il valori utilizzati per determinare il parametro OFi debbano essere rivisti con periodicità più frequente (ad esempio, su base biennale, ciò che sarebbe coerente con la proposta descritta successivamente di adottare una metodologia-ponte sino a tutto il 2013); si concorda con tale ipotesi? Motivare la propria risposta. Q50. Si condivide la metodologia di valorizzazione dei tassi a copertura del costo finanziario ed di copertura del rischio, in caso di mancanza delle informazioni? Quale altra metodologia potrebbe essere applicata? Motivare le proprie risposte. Q51. Si condivide la necessità di prevedere un meccanismo che induca il gestore al rispetto degli investimenti programmati? Quale meccanismo alternativo rispetto a quello proposto potrebbe essere adottato? Si condivide il meccanismo proposto con la limitazione indicata. Q52. Si condivide la necessità di privilegiare alcuni investimenti in specifiche tipologie di impianto? Quali investimenti si ritengono prioritari? Si possono aggiungere come rilevanti anche gli investimenti sulla cartografia delle rete (in molti ambiti inesistente) come strumento di riduzione dei costi per gli interventi sulla rete. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina12 Si condivide la necessità di creare un ranking tra gli interventi da privilegiare. Non si ritiene che gli investimenti sui meccanismi di misura debbano essere privilegiati se non nella misura in cui consentono la verifica dei consumi reali. Q53. Si condividono le categorie di cespite e le relative vite utili proposte dall’Autorità per il servizio idrico? Le indicazioni fornite dovrebbero essere integrate con specifiche categorie di cespiti propri del SII. In particolare si segnalano le dighe che hanno vita utile particolarmente prolungata. Q54. Si condivide l’ipotesi di calcolare la quota d’ammortamento con riferimento al valore del cespite al lordo di eventuali contributi? Motivare la propria risposta. Q55. Si concorda con le proposte dell’Autorità, in tema di applicazione tariffaria, in relazione ai casi di mancato invio delle informazioni (ferme restando eventuali procedure per inadempienza)? Si concorda. Q56. Quali indicatori di coerenza potrebbero essere utilizzati per validare i dati inviati? L’Autorità ritiene che questa analisi di validazione possa essere svolta dalle AATO. Si concorda con questa ipotesi? Motivare le proprie posizioni. Si concorda con la soluzione proposta. Solo un soggetto prossimo al gestore può rilevare quali anomalie siano indice di una gestione carente ovvero derivino da specifici contesti operativi che necessitano valutazione singolare. Q57. Per quale tipologia di consumi, si ritiene che il valore del volume prelevato dal sevizio di acquedotto non rappresenti un indicatore accettabile per i servizi di fognatura e/o depurazione? Quali soluzioni si potrebbero adottare in questi casi? Le indicazioni fornite nel Documento appaiono condivisibili. Si può aggiungere l’esistenza di talune operazioni agricole per connessione (frantoi ad. esempio) che presentano un rilavante impatto sulla depurazione cui non corrispondono volumi consumati. Dovrebbe essere attribuito all’AATO il compito di individuare – anche su indicazione del gestore in relazione alle campionature presso l’impianto – particolari situazioni che imporrebbero una tariffa di fognatura e soprattutto di depurazione ad hoc indipendentemente dai volumi consumati. Un ulteriore problematica concerne le aree in cui sussiste una emergenza idrica in relazione all’impiego di pompe aspiranti che producono danni alla rete acquedottistica, impediscono una corretta rilevazione dei consumi e un utilizzo inefficiente. Q58. Si condivide l’opportunità di mantenere esplicitata in bolletta la distinzione tra servizi di acquedotto, fognatura e depurazione? Q59. Si condivide l’opportunità di mantenere la distinzione tra quote fisse e quote variabili da applicare alla clientela finale? e quale peso dovrebbe essere loro assegnato? Motivare le proprie risposte. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina13 Si condivide. In ossequio al principio della scarsità della risorsa le quote variabili dovrebbero tenere conto dei consumi stagionali. Q60. Si condivide l’ipotesi di inserire una struttura tariffaria a scaglioni per tutte le tariffe di acquedotto, ivi comprese quelle industriali e agrozootenciche, ed escluse le interconnessioni tra reti? Motivare le proprie risposte. Si condivide. Q61. Quali tipologie di clientela si ritiene utile distinguere? Q62. Quali flussi risultano difficilmente misurabili? e quali algoritmi potrebbero essere utilizzati per la loro valorizzazione? Q63. Quale soluzione si ritiene sia più funzionale al perseguimento dell’obiettivo di agevolare le fasce socialmente disagiate? Quali fasce di clienti finali si ritiene debbano essere salvaguardati? Motivare le proprie risposte. La gestione più efficiente sarebbe quella centralizzata. Si dovrebbero salvaguardare solo le fasce di popolazione più debole e quelle con nucleo numerosi. Q64. Nello specifico, l’adozione di provvedimenti che contemplino il concetto di “minimo vitale” anche in una prospettiva, più generale, di escludere tali livelli di consumo dalla copertura di alcuni costi, è condivisibile? Quale potrebbe essere il livello di consumo vitale riconosciuto? Q65. Si ritiene che la possibilità di prevedere bonus per utenze disagiate sulla base del livello ISEE e della numerosità famigliare, come quello già operativo per le forniture energetiche, possa più efficacemente rispondere alla finalità di salvaguardare le utenze economicamente disagiate? In questo caso, prevedere condizioni di ammissione all’agevolazione uniformi a livello nazionale o, al massimo regionale, appare una limitazione eccessiva? Motivare le proprie proposte. Q66. Ove la nuova metodologia tariffaria comportasse una discontinuità nei valori delle tariffe applicate all’utente finale, si ritiene utile prevedere un meccanismo di gradualità per adeguare il valore delle tariffe a quello corrispondente alla nuova metodologia? Dopo quale soglia di discontinuità dovrebbe scattare tale meccanismo? Una durata del transitorio pari a quella di un periodo regolatorio appare sufficiente? Motivare le proprie risposte. Q67. Il servizio di misura rappresenta un elemento di criticità? quali risultano essere, eventualmente, gli Il servizio di misura rappresenta effettivamente un elemento critico. Tuttavia deve essere considerato con cura – anche ai fini del dimensionamento temporale del periodo transitorio – l’attuale situazione degli apparecchi di misurazione. In primo luogo una delle criticità primarie è 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina14 aspetti più critici?Motivare le proprie risposte. costituita dalla collocazione del contatore; in passato non erano previste prescrizioni specifiche sul punto e, quindi, lo spostamento o la sostituzione dei contatori potrebbe in taluni casi rivelarsi addirittura impossibile per il gestore. In secondo luogo un efficiente sistema di rilevazione dei consumi dovrebbe essere basato su sistemi di interfaccia dati con gli altri gestori di servizi pubblici a rete allo scopo di consentire una più agevole mappatura delle utenze, l’individuazione degli utenti abusivi. Q68. Quali strumenti, oltre a quelli sopra riportati o in alternativa ai medesimi, potrebbero essere adottati per favorire una maggior efficienza del servizio? Gli strumenti indicati sono tutti concentrati sul versante delle efficienze ascrivibili al gestore. Andrebbero altresì considerati profili di incentivazione sul versante dell’utente: cioè ad esempio bonus tariffari per gli utenti che consentono alla sostituzione/spostamento del contatore, all’autolettura. Q69. Si ritiene che un servizio di misura svolto da un soggetto terzo rispetto ai gestori, possa essere una soluzione efficace? L’affidamento a terzi del servizio di misura non sembra introdurre meccanismi di efficentamento a parità di costi. Q70. Quale ruolo potrebbe essere svolto dalle AATO per favorire l’efficientamento del servizio di misura?Motivare la propria risposta. Si veda quanto indicato retro sub. Q68. L’ATOO potrebbe individuare le aree comprese nell’ambito in cui implementare prioritariamente campagne di sostituzione/istallazione dei contatori ed il monitoraggio del ciclo delle letture. Q71. Si condivide la lista di informazioni minime individuata dall’Autorità? È possibile individuarne altre? Se sì, quali? Nel novero delle indicazioni potrebbe essere compresa il periodo di lettura effettiva del contatore successiva a quella posta a base della bollettazione. Q72. Si ritiene che la presenza, anche nelle bollette del servizio idrico, di un quadro sintetico e di un quadro di dettaglio possa agevolarne la lettura? Certamente soprattutto ai fini della rilevazione da parte dell’utente di anomalie nell’andamento dei consumi. Indicazione grafiche (torte, colonne con suddivisione per tipologia del servizio). 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina15 Q73. Con quali modalità è possibile evidenziare con maggiore efficacia l’andamento dei consumi? Q74. Si ritiene utile prevedere che il gestore debba mettere a disposizione un glossario dei principali termini che riguardano il servizio? Potrebbe rivelarsi utile soprattutto se associato a campagne informative. Nella realtà dei fatti l’utenza ha scarsa conoscenza dei costi compresi nella tariffa che ritiene nella più gran parte determinati dal solo consumo idrico. Q75. Si condividono le tempistiche individuate per implementare le regole in tema di trasparenza dei documenti di fatturazione? Si osserva in proposito che in luogo di un periodo temporale definito si dovrebbe avere al riferimento piuttosto il numero di cicli di fatturazione entro i quali il nuovo assetto dovrebbe essere portato a completamento. Q76. Si condivide la necessità di prevedere un set di condizioni contrattuali minime migliorabili dai gestori? quali aspetti del rapporto contrattuale dovrebbero essere regolati? L’assunto è condivisibile soprattutto nell’ottica sinallagmatica; si devono tuttavia prevedere a favore del gestore posizione di protezione in relazione alla natura di servizio pubblico essenziale proprio del SII. Infatti dovrebbe essere consentito – soprattutto per le grandi utenze (soprattutto condominiali o pubbliche) – la facoltà del gestore di richiedere garanzie per il pagamento dei corrispettivi, la possibilità di introdurre regimi di “interrompibilità” in caso di utenti morosi ovvero per allacci abusivi, istallazione di pompe a depressione e simili Q77. Con riferimento alla determinazione della tariffa transitoria l’Autorità ritiene preferibile l’ipotesi di determinare il valore dei corrispettivi futuri scontando il valore degli importi da conguagliare. Si concorda con tale preferenza? Motivare opinioni differenti. Non risulta esattamente comprensibile le la metodologia proposta debba anche applicarsi a conguagli maggiorativi. In ogni caso il meccanismo proposto appare l’unico concretamente applicabile. Q78. Si concorda sull’opportunità che la metodologia transitoria mantenga una differenziazione in ragione delle diverse metodologie/criteri tariffari precedentemente in vigore? Sebbene si possa ritenere che vi siano ragioni logiche per applicare il criterio indicato nello Spunto per la consultazione sopra indicato, è altresì evidente che ciò avrebbe l’effetto implicito di prolungare la durata del periodo transitorio per l’inevitabile vischiosità del sistema. cui commisurare le tariffe? 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina16 Q79. Quali altre voci di bilancio, si ritiene, debbano essere prese in considerazione per valutare i costi su Q80. Si ritiene che la data del 31 dicembre 2011 a cui riferire le grandezze fisiche sia un riferimento adeguato? Motivare le proprie risposte. Sarebbe opportuno adeguare la data di verifica delle grandezze fisiche ad un ciclo di fatturazione reale anziché ad un dato virtuale distinguendo piuttosto tra dati presuntivi e dati consuntivi. Q81. Quali altre variabili fisiche dovrebbero essere prese a riferimento per definire le tariffe, partendo dai costi sostenuti? Q82. Quali sono le variabili rispetto alle quali i gestori sono ingiustificatamente responsabilizzati o, viceversa, quelle per cui i gestori non sono responsabilizzati mentre dovrebbero esserlo? Motivare le proprie risposte. La risposta allo spunto deriva in larga parte dalla disponibilità o meno della materia prima. Laddove il gestore è integrato verticalmente risulta scarsamente responsabilizzato quanto agli interventi sulla rete: soprattutto nel caso in cui il costo della materia prima sia largamente inferiore rispetto al costo dell’intervento. Il contrario si verifica nel caso opposto. Inoltre sussiste una rilevante esposizione al pericolo da parte del gestore in relazione agli illeciti (amministrativi o penali) di natura ambientale; ciò nell’imposssibilità del gestore di porre rimedio a tali situazione come accade nei casi di difetto di autorizzazione degli impianti di depurazione ovvero nel caso di impianti sottodimensionati. Q83. Si ritiene che, tra i costi da considerare ai fini della metodologia tariffaria transitoria, debbano essere valutati anche i minori/maggiori ricavi conseguiti con le tariffe previgenti? L’Autorità ritiene che tale recupero debba essere limitato temporalmente. Si ritiene corretto che il recupero sia limitato alle partite riferite all’esercizio 2011? Motivare eventuali pareri difformi. Si condivide l’approccio utilizzato e l’acro temporale indicato. Q84. Quali metodologie potrebbero essere adottate, per quantificare le eventuali partite pregresse? Il ricalcolo tariffario retroattivo applicando la tariffa transitoria. Q85. Si condivide l’obiettivo di prevedere, a fini regolatori, per i nuovi investimenti, una valorizzazione Si condivide la possibilità di utilizzare meccanismi di autocertificazione introducendo meccanismi di validazione esterna. Le soglie dovrebbero essere determinate differentemente relativamente ai 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167 Pagina17 basata su criteri di costo efficiente? Si ritiene che, nell’ambito della metodologia transitoria, ci si possa limitare a prevedere la certificazione da parte del Gestore dell’efficienza del costo sostenuto per gli investimenti relativi ad opere di valore complessivo superiore ad una predefinita soglia? Se sì, che valore dovrebbe assumere questa soglia? singoli segmenti del servizio individuando mediane di intervento sopra i quali rendere l’operativo il criterio. Q86. Con riferimento ai costi operativi, quali sono gli indicatori specifici che potrebbero testimoniare il livello di gestione più o meno efficiente dell’impresa? Si pone come necessaria premessa che i singoli indicatori dovrebbero essere riferiti ai singoli segmenti del servizio. Ulteriori elementi dovrebbero discendere dalla maggiore o minore vetustà degli impianti in relazione all’entità degli investimenti effettuati, le caratteristiche geografiche del bacino d’utenza. Q87. Quali obiezioni esistono, rispetto al trattamento proposto dei canoni degli Enti locali?. Il trattamento proposto risulta coerente con le risultanze della giurisprudenza costituzionale in materia. Q88. Quali ulteriori considerazioni si intende evidenziare rispetto alla proposta di metodologia-ponte sopra esposta? Motivare le proprie considerazioni. Q89. Quale altra metodologia alternativa può essere proposta per le gestioni ex CIPE? Motivare la propria proposta. Ragioni di coerenza logica e di uniformità di trattamento indurrebbero a sostenere la tesi dell’applicazione indifferenziata della tariffa transitoria anche alle Gestioni ex CIPE. Così come in relazione alla tariffa prevista dall’Emilia Romagna andrebbe valutata la portata delle scadenze degli affidamenti medio tempore verificatisi. Inoltre – con specifico riferimento ai gestori che applicano a seconda dei casi – tariffe ex CIPE o tariffe d’ambito, una uniformità tariffaria si rivelerebbe un fattore di riduzione di costo. Q90. Quali driver potrebbero essere individuati per caratterizzare i costi del SII, soprattutto di dimensioni contenute, come dovrebbero essere le gestioni regolate sulla base del previgente metodo CIPE? Si ritiene assorbita la risposta da quanto esposto supra sub. Q90. Q91. Si ritiene condivisibile l’orientamento dell’Autorità esposto nel precedente paragrafo in ordine agli effetti della nuova tariffa sulle convezioni in essere e sugli investimenti già avviati o effettuati? Motivare la propria risposta. Pagina18 Si condivide la metodologia proposta. 24127 Bergamo, via dei Caniana 2 tel. 035 2052 530 fax 035 2052 812 e-mail: [email protected] Università degli Studi di Bergamo www.unibg.it Cod. Fiscale 80004350163 P.IVA 01612800167