Montecastrilli, 4 dicembre 2014
2° Incontro
Da un insegnamento per regole a
un insegnamento per
competenze
Rosetta Zan
Dipartimento di Matematica, Università di Pisa
[email protected]
livello
struttura
Due approcci
diversi
Nono livello strutturaFare




INSEGNARE LE
REGOLE
Fate clic
per modificare il
formato del testo
sorvolando
suidella
fatti
struttura
che
le originano
 Secondo livello struttura
ignorando
i perché di
Terzo livello
tali fatti
struttura
spessoignorando
Quarto livello
anche lestruttura
relazioni fra:
 regole e Quinto
fatti livello
struttura
 regole




Sesto livello
struttura
clic per modificare gli
stili del testo dello
 INSEGNARE I
schema
‘FATTI’…
Fate clic
per modificare il
formato del testo della
… struttura
e come utilizzarli

in vista
di unlivello struttura
 Secondo
obiettivo
Terzo livello
struttura
 costruire
 Quarto livello
competenze
struttura

Quinto livello
struttura
COME?
 Sesto livello
struttura

In matematica ci sono tanti tipi
di perché…
Dal 1° incontro…
Perché…








…per due punti passa una sola retta?
… ‘meno per meno fa più’?
… in un’espressione si fanno prima le moltiplicazioni e
poi le addizioni?
…in un’equazione si può ‘portar di là’ un addendo
cambiandolo di segno?
…un numero primo è divisibile solo per se stesso e per
1?
…la somma degli angoli interni di un triangolo è
180°?
…50=1?
…la moltiplicazione si esegue nel modo usuale (in
colonna)?
GLI ASSIOMI
Le regole di deduzione
I TEOREMI
LE DEFINIZIONI
LE CONVENZIONI
GLI ASSIOMI
Il concetto di insieme.
Il concetto di punto, retta, piano…
Il concetto di numero naturale.
ASSIOMI
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
Si deducono dagli assiomi e da teoremi precedenti.
A seconda degli assiomi scelti, una stessa proposizione
può essere un assioma o un teorema.
Sono teoremi anche i ‘lemmi’, ed i ‘corollari’.
I TEOREMI
TEOREMA: In un triangolo la somma degli angoli interni
è 180°.
Ma anche:
Perché la moltiplicazione si esegue nel modo usuale?
37 x
28 =
296
74 1036
?
Si dimostra a partire dalle proprietà delle
operazioni.
GLI ASSIOMI
Le regole di deduzione
I TEOREMI
LE DEFINIZIONI
LE CONVENZIONI
Un numero primo è un numero divisibile solo per se stesso e
per 1.
LE DEFINIZIONI
GLI ASSIOMI
Le regole di deduzione
I TEOREMI
LE DEFINIZIONI
LE CONVENZIONI
Ordine di esecuzione delle operazioni in
un’espressione.
3 + 2 x 6 = 15
… e non 30
LE CONVENZIONI
GLI ASSIOMI
la ‘razionalità’
matematica
Le regole di deduzione
I TEOREMI
il linguaggio matematico
LE DEFINIZIONI
LE CONVENZIONI
Teoremi, definizioni, convenzioni…


Non nascono improvvisamente, da sé
E’ all’interno di un problema che il
matematico affronta che:



nascono definizioni per indicare oggetti
matematici significativi
nascono delle intuizioni su quello che può
accadere: le congetture
solo successivamente si cerca di dimostrare
tali congetture, che quindi diventano teoremi
ASSIOMI
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
CONGETTURA
TEOREMA
ESPLORAZIONE
ASSIOMI
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
CONGETTURA
TEOREMA
TEOREMA
DIMOSTRAZIONE
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
DEFINIRE
Le Indicazioni Nazionali
condividono questa visione
I processi tipici della matematica
Gradualmente, stimolato dalla guida
dell’insegnante e dalla discussione con i pari,
l’alunno imparerà ad affrontare con fiducia e
determinazione situazioni problematiche,
la ‘razionalità’ matematica
rappresentandole in diversi modi, conducendo
le esplorazioni opportune, dedicando il tempo
necessario alla precisa individuazione di ciò che
è noto e di ciò che s’intende trovare,
congetturando soluzioni e risultati,
individuando possibili strategie risolutive.
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
•
CONGETTURARE
•
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
Produce argomentazioni in base alle
conoscenzeDEFINIRE
teoriche acquisite (ad esempio
sa utilizzare i concetti di proprietà
caratterizzante e di definizione).
Sostiene le proprie convinzioni, portando
esempi e controesempi adeguati e
utilizzando concatenazioni di affermazioni;
accetta di cambiare opinione riconoscendo le
conseguenze logiche di una
argomentazione corretta.
l’alunno imparerà ad affrontare con fiducia e
determinazione situazioni problematiche
PORSI
AFFRONTARE
RISOLVERE
P
R
O
B
L
E
M
I
Di estrema importanza è lo
sviluppo di un’adeguata visione
della matematica, non ridotta a
un insieme di regole da
memorizzare e applicare, ma
riconosciuta e apprezzata come
contesto per affrontare e porsi
problemi significativi
Caratteristica della pratica matematica è
la risoluzione di problemi
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
DEFINIRE
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
Riflessione

Quali sono a vostro parere le
caratteristiche della razionalità
matematica, in particolare quelle che più lo
differenziano da quella/e quotidiana/e?
PENSIERO DEDUTTIVO
pq
Le regole di deduzione
Se un numero è divisibile per 6, allora è divisibile per 2
n divisibile per 6  n divisibile per 2
p  q è equivalente a:
non q  non p
Se un numero non è divisibile per 2, allora non è
divisibile per 6
TEST DI WASON
A
R
4
7
Quali carte gireresti per verificare se per queste 4 carte vale
la regola:
'Se da una parte c’è una vocale, dall’altra c’è un numero
pari‘ ?
VARIAZIONI SUL TEMA…
Beve
birra
Beve
acqua
Sopra i
16 anni
Sotto i
16 anni
Quali carte gireresti per verificare se per queste 4 carte vale
la regola:
'Se una persona beve birra deve avere più di 16 anni'.
Pensiero deduttivo / pensiero induttivo

In matematica tanti casi (esempi) che supportano
un’affermazione non sono sufficienti per stabilire la verità
dell’affermazione in generale
n2 – n + 41
n=0 n=1 n=2 n=3 …n=40
…è un numero primo
Verrebbe da concludere che:
n2 – n + 41 è un numero primo per ogni intero positivo n
Ma per n=41
n2 – n + 41 = 412-41+41= 412
che è un quadrato, quindi non è primo
Pensiero deduttivo / pensiero induttivo
Con gli esempi in matematica non si dimostra…
Con i contro-esempi invece sì! (si dimostra la falsità di
una affermazione)
E’ un CONTRO-ESEMPIO
Ma per n=41
n2 – n + 41 = 412-41+41= 412
che è un quadrato, quindi non è primo
Pensiero deduttivo / pensiero induttivo
Con gli esempi in matematica non si dimostra…
Però i casi particolari, le regolarità ecc.
suggeriscono
CONGETTURE
CONGETTURARE è un’altra attività matematica
fondamentale, senza la quale non ci sarebbe
niente da DIMOSTRARE
ASSIOMI
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
TEOREMA
CONGETTURA
TEOREMA
TEOREMA
Esempi di congetture

Il ‘teorema ‘ di Fermat

La somma di due numeri consecutivi …

La somma dei primi n numeri dispari… …
L’ultimo ‘teorema’ di Fermat
Congettura
Teorema
di Fermat:
di Fermat:
Se x, y, z sono numeri interi, e n è un numero naturale,
l’equazione:
xn+yn=zn
non ha soluzioni se n>2.
n>3.
“Dispongo di una meravigliosa
dimostrazione di questo teorema,
che non può essere contenuta nel
margine troppo stretto della
pagina".
Fermat non ha lasciato
una dimostrazione
Andrew Wiles (1995)
teoria
Teorema
Teoremadi
Fermat-Wiles
di Fermat
Un esempio semplice
Osservo cosa succede della somma
di due numeri consecutivi
Congettura:
è sempre un numero dispari
Provo a dimostrare
n + (n + 1) = n + n + 1 = 2n + 1
dispari
La somma dei primi n numeri
dispari…

1

1+3=4
2

1+3+5=9
3

1+3+5+7=16
4
?
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
Razionalità matematica /
razionalità quotidiana
RAZIONALITÀ
MATEMATICA
RAZIONALITÀ
QUOTIDIANA
Un triangolo che ha due lati
uguali
ha anche
Fate
clic per
due angoli uguali.
modificare il
formato del testo
della struttura
Si vede dal
E’ un teorema:
disegno!
 Secondo
livello
va
dimostrato
a
 Fate clic per
 Fate clic per
struttura
partire
dagli
modificare il
modificare il
assiomi
e da
 Terzo
formato
del testo
formato
dellivello
testo
altridella
teoremi
struttura
dellastruttura
struttura
 Quarto
 Secondo livello
 Secondo
livello
RAZIONALITÀ
MATEMATICA
RAZIONALITÀ
QUOTIDIANA
E’ vero che se si moltiplica
un clic
numero
 Fate
per
divisibile per 3 per uno pari
il risultato
modificare
il è
sempre un numero divisibile
per 6?
formato
del testo
della struttura
Devo DIMOSTRARE:
 Fate clic per
n divisibile
per 3: n=3k
modificare
il
m divisibile
per 2: m=2h
formato
nm=3k2h=6kh
del testo
della struttura
 è divisibile
per 6

Secondo livello


Provo con degli esempi:
Secondo livello
Fate
clic6 per
3,2
struttura
modificare
6, 424 il
 Terzo
formato
dellivello
testo
15,
460
della
struttura
Sì,struttura
è vero!
 Quarto
 Secondo
livello
La matematica
serve per
RAGIONARE!
 Fate clic per
modificare il
formato del testo
della struttura

Fate clic per
modificare il
formato del testo
della struttura



Secondo livello
Fate clic per
struttura
modificare il
 Terzo
formato
dellivello
testo
dellastruttura
struttura
 Quarto
 Secondo
livello
!!!?????
Secondo livello
Ci sono dei concetti che mi rimangono
astratti, che non riesco a capire.
Ci sono professori ai quali ho chiesto: a
cosa serve la matematica? Loro mi
hanno risposto, è una materia che fa
ragionare, ma secondo me è una materia
che fa andare fuori di testa tanta gente.
(1S.23)
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
Razionalità matematica /
razionalità quotidiana
PENSIERO
LOGICO - SCIENTIFICO
PENSIERO
NARRATIVO
…differenti razionalità
(Jerome Bruner)
PENSIERO
LOGICO - SCIENTIFICO
PENSIERO
NARRATIVO
si occupa di categorizzare la realtà, di ricercare
cause di ordine generale, applicando
argomentazioni dimostrative…
…ma appare inadeguato a interpretare fatti umani,
cioè a mettere in relazione azioni e intenzioni,
desideri, convinzioni e sentimenti, a coglierne il
significato
L’interpretazione dei fatti umani è invece resa praticabile
da un tipo differente di pensiero, che caratterizza una
differente modalità di approccio al mondo
Tre componenti:
(a)
Una situazione che presenta
qualche conflitto, problema, disagio...
(b) Un protagonista animato che è
coinvolto in questa situazione con
uno scopo
(c) Una sequenza basata su rapporti
causali, in cui il conflitto viene risolto
L'idea di causalità è centrale nella
narrazione di storie…
…ma è una causalità diversa da quella
logica
‘La struttura di un’argomentazione logica ben costruita è
radicalmente diversa da quella di un racconto efficacemente
impostato. L’una cosa e l’altra, forse, rappresentano una
versione più specializzata ed evoluta dell’esposizione pura e
semplice, quella versione, cioè, per la quale i giudizi di fatto
si convertono in giudizi implicanti la causalità.
Ma i tipi di causalità impliciti in tali giudizi sono molto diversi
nei due casi.
Il termine «allora» riveste funzioni molto diverse
nell’enunciato logico “se X, allora Y” e nel testo narrativo “il re
morì e allora morì anche la regina”.
Nel primo caso esso allude a una ricerca delle condizioni
universali di verità, nel secondo a probabili rapporti particolari
fra due eventi: un dolore mortale, il suicidio o un delitto.’
…ma è una causalità diversa da quella
logica
(Bruner, 1986)
Un esempio:
i problemi
Luca (terza elementare)
Ogni volta che va a trovare i nipotini Elisa e Matteo, nonna
Adele porta un sacchetto di caramelle di frutta e ne offre ai
bambini, richiedendo però che essi prendano le caramelle
senza guardare nel pacco.
Oggi è arrivata con un sacchetto contenente 3 caramelle al
gusto di arancia e 2 al gusto di limone.
Se Matteo prende la caramella per primo, è più facile che gli
capiti al gusto di arancia o di limone?
‘E’ più facile che gli capiti all’arancia’
Perché?
‘Se Matteo prendeva quella al limone ne rimaneva una sola
e invece è meglio prenderla all’arancia. ‘
“Secondo noi Bernardo
IL PROBLEMA DEI
ha laGHIOTTONI
crostata di mele,
perché egli sta ridendo
(RMT: 5a elementare)
quindi non è cascata a lui
la crema al cioccolato.”
I quattro bambini Bianchi hanno avuto, oggi alla fine del
pranzo, tutti un dolce diverso. Sonia e i due gemelli non
hanno voluto il gelato alla fragola.
Cecilia ha inzuppato il dito nel budino al caramello di sua
sorella. Bernardo, il più piccolo, ha trovato questo molto
divertente.
Uno dei maschi ha rovesciato una parte della sua crema al
cioccolato mentre litigava con suo fratello.
Qual è il dolce che Federico ha mangiato?
Chi ha mangiato la crostata di mele?
Alla sera Pete ha 6 palline.
Durante il giorno ha perso 2 palline.
La mattina Pete aveva giocato
………………………
con le palline
Philip Roth
La mia vita di uomo (1989)
Quand’ero io il paziente, malaticcio e febbricitante,
lui tante volte mi disorientava, invece:
mi pareva che fosse una specie di giocattolo elettrico
parlante che veniva a giocare con me, puntualmente, ogni
sera alle sei.
Per divertirmi non sapeva escogitare di meglio che
propormi certi problemi d’aritmetica, per i quali lui stesso
era un mago.
“ «Lo sconto»,”, esordiva, alla maniera d’uno studente che
annuncia il titolo della poesia mandata a memoria.
“Un negoziante, per cercar di dar via un cappotto
passato di moda, ne abbassa il prezzo da trenta a
ventiquattro dollari.
Non riuscendo ancora a venderlo, lo ribassa
ulteriormente a diciannove dollari e venti cents.
Non trova nessun acquirente. Allora riduce ancora il
prezzo e stavolta lo vende,”
Qui faceva una pausa.
Se volevo, potevo chiedergli che ripetesse questo o quel
dettaglio.
Sennò, procedeva.
“Ebbene, Nathan, per quanto l’ha venduto, posto che
l’ultimo sconto era in proporzione con i due precedenti?”
Oppure:
” «Per fare una catena».
Un boscaiolo ha sei pezzi di catena ognuno di quattro
anelli. Se il costo per aprire un anello è…” e così via.
Il giorno dopo, mentre la mamma canticchiava un motivo
di Gerschwin facendo il bucato, io, a letto, sognavo a occhi
aperti il negoziante e il boscaiolo.
A chi avrà finito per vendere quel cappotto, il bottegaio?
Si sarà reso conto, l’acquirente, ch’era passato di moda?
Se l’indossava per andare al ristorante, avranno riso di
lui?
E come si capiva che la moda era diversa, da un anno
all’altro?
Ricordo ancora come era carico, per me, il
termine “acquirente”.
Sarà stato il boscaiolo coi sei pezzi di catena quello che,
nella sua rustica innocenza, aveva finito per comprare il
cappotto tagliato secondo la moda dell’anno scorso?
e perché, tutt’a un tratto, avrà avuto bisogno d’un
cappotto?
Sarà stato invitato a un ballo in costume?
E da chi?
Mia madre trovava “acute” le domande che io
sollevavo a proposito di quei problemi, ed era lieta
che mi dessero qualcosa cui pensare mentre lei era
occupata con le faccende e non poteva giocare con
me all’oca o a dama.
Mio padre invece si sentiva cascare le braccia, a vedermi
intrigato così da fantastici e irrilevanti dettagli storici o
geografici o psicologici anziché dalla semplice e nuda
bellezza della soluzione aritmetica.
Non riteneva che dessi prova d’intelligenza;
e aveva ragione.
(Philip Roth)
Il tema di Giacomo
Ho presente invece molto bene la mia maestra
dalla terza alla quinta.
Si chiama Rosa, è alta e magra ma aveva una
natura pessimista, da pessimismo leopardiano: ad
esempio verso Pasqua ci faceva fare dei problemi
sulle uova con delle situazioni dove tanti pulcini
morivano prima di nascere. Domandava: quanti
nasceranno vivi?
A me passava la voglia di saperlo.
[Giacomo, prima media]
Problema: In un prato ci sono 20 pecore, 7 capre,
e 2 cani.
Quanti anni ha il pastore?
CONTESTO
DOMANDA
20 + 7 + 2 = 29
‘Forse ad ogni compleanno gli hanno
regalato un animale…’
Problema: In un prato ci sono 20 pecore, 7 capre,
e 2 cani.
Quanti anni ha il pastore?
"Ho fatto un ragionamento particolare: il
pastore se ha due cani per così poche
bestie uno dei due cani forse gli serve
perché è non vedente.
Quindi deduco che abbia sui 70-76 anni".
Logici o narrativi?

Si può parlare di…


un ‘approccio’ narrativo
un approccio logico
alla realtà?


vedi ricerche di Smorti con i bambini piccoli
Importanza di sviluppare entrambi i tipi di
pensiero
Importanza di riconoscere quale tipo di
pensiero è più adeguato ad un certo
contesto
 obiettivo metacognitivo
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
Razionalità matematica /
razionalità quotidiana
Tversky e Shafir, 1992
1) Hai appena consegnato gli scritti di un difficile esame
universitario. Saprai dopodomani se sei stato promosso o se sei
stato bocciato. Ti viene proposta un’offerta particolarmente
vantaggiosa per una vacanza alle isole Hawaii (un ‘pacchetto’
tutto-compreso per sette giorni a sole 200.000 lire). Devi, però,
decidere entro domani, dando un anticipo di 50.000 lire non
rimborsabili. Puoi differire la decisione di un giorno (quindi, nel
frattempo saprai con certezza se sei stato promosso o se sei
stato bocciato), pagando un extra di 15.000 non rimborsabili, e
non scalabili dal prezzo del pacchetto.
Che decideresti di fare?
Allo studente viene poi chiesto cosa deciderebbe se sapesse:
2) di essere stato promosso
3) di essere stato bocciato
Le terne possibili:
incerto
promosso
bocciato
C
C
C
C
C
N
C
N
C
C
N
N
N
C
C
N
C
N
N
N
C
N
N
N
1) Situazione di incertezza
2) Sa di essere stato promosso
3) Sa di essere stato bocciato
C = compra
N = non compra
La roulette russa
Sei persone si sfidano alla roulette russa
usando una pistola con un tamburo a 6
colpi. La pistola ha un solo proiettile:
ciascuno a turno preme il grilletto e, se è
fortunato, passa la pistola al compagno
accanto.
(1) Secondo te qual è la posizione più sicura?
50%: la prima
23%: sono tutte equivalenti
(2) In quale posizione preferiresti trovarti?
40%: la prima
40%: l’ultima


Fate clic per
modificare il
formato del testo
della struttura

Secondo livello

Fate clic per
modificare il
formato del testo
della struttura

Secondo livello
Fate clic per
struttura
modificare il
 Terzo
formato
dellivello
testo
dellastruttura
struttura
 Quarto
 Secondo
livello
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
DEFINIRE
il linguaggio matematico
O dall’uso diverso dei connettivi e
dell’implicazione
Linguaggio matematico
linguaggio quotidiano
A volte le difficoltà nascono da una
sovrapposizione dei due linguaggi…



il linguaggio matematico
ipotesi / tesi
angolo, spigolo…
altezza
Connettivi


6 è un numero pari e divisibile per 3
6 è un numero divisibile per 3 e pari
…commutativo


L’ho visto e ho cambiato strada.
Ho cambiato strada e l’ho visto.
…non commutativo
Implicazione


Se un numero è divisibile per 4 allora è
divisibile per 2
Se un numero non è divisibile per 4 allora
non è divisibile per 2

Se passi ti compro il motorino.

Se non passi non ti compro il motorino.
Ma ci sono differenze più globali
Il ruolo del contesto:
 Altri linguaggi di accompagnamento
del messaggio: il tono della voce,
l’espressione del viso, la postura,
 La possibilità di utilizzare deissi

Le regole di comunicazione: il principio di
cooperazione di Grice
“Scusi, sa l’ora?”
“Sì.”
“Grazie.”
CONTESTO
SIGNIFICATO
SENSO ?!
Ho buttato un uovo contro il muro e non si è rotto.
…cosa non si è rotto?
Ho buttato un sasso contro il vetro e non si è
rotto.
…cosa non si è rotto?
?
Principio di cooperazione
Esempio:
A: Dov’è Carlo?
B: C’è una Volkswagen gialla davanti a
casa di Anna.
In casi come questi l’ascoltatore per
mantenere l’assunto di cooperazione fa
delle inferenze:
implicature conversazionali
Annalisa
[Domanda in un test d’ingresso al 1° anno di
università]
Riconosci quale/i fra le affermazioni scritte
sotto sono equivalenti all’affermazione:
Non tutti gli operai della fabbrica sono italiani
(a) Tutti gli operai della fabbrica sono stranieri
(b) Alcuni operai della fabbrica sono italiani
(c) Alcuni operai della fabbrica sono stranieri
Ma anche:
72
7>2
22
2=2
Le definizioni
Il quadrato è un quadrilatero con 4

Fate clic per modificare
lati uguali e 4 angoli uguali.
il formato del testo della
struttura
ESSENZIALI
 Secondo livello
struttura
Il quadrato è un quadrilatero con 4
 Terzo livello
lati uguali, paralleli 2 a 2, con 4
struttura
angoli uguali retti, le diagonali
uguali, perpendicolari, che si  Quarto livello
struttura
dividono a metà!!!
 Quinto
livello
struttura
DESCRITTIVE
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
DEFINIRE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
Il linguaggio della matematica è
funzionale a questi processi
Un esempio semplice
Osservo cosa succede della somma
di due numeri consecutivi
Congettura:
è sempre un numero dispari
Provo a dimostrare
n + (n + 1) = n + n + 1 = 2n + 1
dispari
il linguaggio matematico
Il linguaggio della matematica è
funzionale a questi processi

Produzione di un testo
dev’essere finalizzata ad uno scopo
Fate clic per modificare
 Le caratteristiche del testo sono
funzionalidel testo della
il formato
a quello scopo
struttura

LINGUAGGIO
•
QUOTIDIANO
•
MATEMATICO

Secondo livello
struttura

Terzo livello
struttura

Quarto livello
struttura
 Quinto
livello
struttura
Marianella Sclavi
Arte di ascoltare e mondi
possibili.
Come si esce dalle cornici di cui
siamo parte.
SCENARIO 1
Contesto: Scuola elementare. L’insegnante chiede a Ernesto
(bambino che proviene da un contesto socio-culturale deprivato)
di raccontare la storia rappresentata in una vignetta.
Ernesto: Stanno giocando a pallone e lui gli dà un calcio…
Insegnante (lo interrompe): Chi è che gioca a pallone? Qual è il
soggetto che compie l'azione?
Ernesto (stupito e imbarazzato che l'insegnante gli chieda una cosa
così evidente): Loro!
Insegnante: Chi ‘loro’?
Ernesto: I ragazzi!
Insegnante: Bravo, e allora dillo. Bisogna sempre precisare il soggetto
altrimenti chi ti ascolta non capisce. E quanti sono i ragazzi?
Ernesto (un po' sfottente, un po' umiliato): Tre!
Insegnante: Bravo. Allora come dovevi dire?
Ernesto (tace, chiuso in se stesso)
Insegnante: Tre ragazzi stanno giocando a pallone. Adesso continua il
racconto.
(…)
SCENARIO 2
Ernesto: Stanno giocando a pallone e lui gli dà un calcio e va a
finire lì e rompe la finestra. Loro la guardano e lui si affaccia e li
sgrida perché l'hanno rotto. Poi loro scappano e lei guarda fuori
e li sgrida.
(L'insegnante lo lascia finire e intanto l'osserva. Com’è che a
Ernesto questa descrizione appare appropriata? Qual è il suo
punto di vista? Cosa sta comunicando? Ernesto man mano che
parla si infervora, si immedesima, la dinamica della storia lo
diverte. Le manda dei segnali di ammiccamento, di complicità.
Come ha inteso il compito che gli è stato assegnato? Cosa è
importante per lui?)
Insegnante (con atteggiamento di complicità): Sei un bravo
narratore. Hai impostato in modo efficace il racconto della storia
e io, guardando la vignetta, ho capito sempre cosa ti riferivi. Ma
adesso ti vorrei porre un problema più difficile: come
racconteresti la stessa storia a una persona che non la sa già e
che non ha questa vignetta sotto gli occhi?
(Ernesto è gratificato dall'accoglienza alla sua performance, ma
non capisce bene cosa gli sta proponendo l'insegnante, gli
sembra un po' confusa.)
SCENARIO 2
Insegnante: Per esempio facciamo finta che sul banco tu abbia
un telefono e tu chiami la tua amichetta che è a casa ammalata.
Per tenerle su il morale, le racconti quel che abbiamo fatto in
classe e vuoi descriverle la vignetta. Lei non può vederla e
quindi tu in questo caso devi dirle proprio tutto, devi essere un
po' pignolo in modo che lei possa immaginarsi tutti i vari
personaggi e quel che succede. Vediamo se sei un bravo
narratore anche in questo caso…
(Ernesto è chiaramente disponibile a collaborare con
l'insegnante in queste sue proposte fantasiose. Ma a recitare
una parte c’è la difficoltà dell'inizio. Esita.)
Insegnante (fingendo di fare un numero in un immaginario
telefono): Ciao Giovanna, come stai? Quando torni a scuola?
C'è qui Ernesto che ti vuole raccontare una storia sulla quale
abbiamo lavorato oggi.
Passa la cornetta ad Ernesto.
Ernesto (imbarazzato, ma divertito): Ciao Giovanna ecc. ecc.

Produzione di un testo
dev’essere finalizzata ad uno scopo
Fate clic per modificare
 Le caratteristiche del testo sono
funzionalidel testo della
il formato
a quello scopo
struttura

LINGUAGGIO
•
QUOTIDIANO
•
MATEMATICO

Secondo livello
struttura

Terzo livello
struttura

Quarto livello
struttura
 Quinto
livello
struttura
Alcune proposte didattiche



Scuola primaria
Scuola secondaria di primo grado
Scuola secondaria di secondo grado
Pierluigi Ferrari
Matematica e
linguaggio.
Quadro teorico e
idee per la didattica.
Pitagora 2005
Scuola primaria

L’esempio illustrato è tratto da una sequenza di
attività finalizzate fra l’altro:




alla rappresentazione delle strategie risolutive dei
problemi
alla costruzione a tale scopo di espressioni con
lettere.
Tali attività si sono sviluppate a partire della
seconda, e alla fine di tale anno scolastico si è
verificato l’episodio in esame.
Il problema presentato è stato scelto per mettere
in luce l’atteggiamento che i bambini avevano
già raggiunto nei confronti del linguaggio.
Consegna: calcolare il numero delle palline delle prime 20
figure della sequenza.
Classe: 2a primaria (fine anno scolastico)
A proposito della figura n.10





Anna (a proposito della figura n°10): “Allora, fa
diciannove … perché … considerando che la figura
cinque è nove … cinque più cinque fa dieci … dunque mi
ha portato a diciannove”
Adriano: “Allora, … … se tu, se il numero in alto fosse
uguale alla base sarebbe un numero pari … però se noi
togliamo un numero in verticale viene un numero dispari”
L. parafrasa l’intervento di Adriano.
Gianluca: “Io ho fatto … ehm … ho aggiunto nella base
tre pallini e poi in su sei”
Eugenio: “Andiamo avanti di due fino a arrivare a
diciannove”
Fig.1
Fig.2
Fig.3
Fig.4
Fig.5
A proposito della figura n.10












L.: “Quindi nella figura numero sei quanti ne avremo?”
E.: “Undici”
L.: “Nella figura sette?”
E.: “Tredici”
L.: “Nella figura otto?”
E.: “Quindici”
L.: “Nella figura nove?”
E.: “Diciassette”
L.: “Nella figura dieci?”
E.: “Diciannove”
L.: “Eugenio praticamente vi ha detto che ogni volta
aggiungiamo due”
Diversi alunni: “Due, due”








L.: “Se la figura che vogliamo prendere in
considerazione fosse la figura cento, o la figura
cinquanta, o la figura settanta …cioè sarebbe facile
continuare ad aggiungere due due due due?”
Francesco: “No”
L.: “Perché non sarebbe facile? Perché bisognerebbe
…”
F.: “Bisognerebbe aggiungere tante volte tante volte e
poi diventerebbe noioso e lungo lungo lungo lungo
lungo”
L.: “Diventerebbe noioso e lungo lungo lungo lungo, dice
Francesco. Allora dobbiamo trovare una regola o un
modo o un sistema che ci faccia arrivare a trovare la
soluzione senza stare lì a contare”
E.: “Nella figura cinque, nella figura quattro nella figura
tre nella figura due i pallini della base sono uguali alla
figura”
L.: “Alla figura o al numero indicato nella figura?”
E.: “Eee … al numero indicato nella figura”

E.: “Nella figura cinque, nella figura quattro nella figura
tre nella figura due i pallini della base sono uguali alla
figura”
Fig.1


Fig.2
Fig.3
Fig.4
Fig.5
L.: “Alla figura o al numero indicato nella figura?”
E.: “Eee … al numero indicato nella figura”






L.: “Eugenio dice: il numero di palline che si trovano
nella base sono esattamente corrispondenti al numero
della figura. Cioè nella figura due ci sono due palline alla
base, nella figura tre ce ne sono tre, nella figura quattro
ce ne sono quattro nella figura cinque ce ne sono cinque
eccetera eccetera. Osservate ancora più attentamente
perché lui vi ha già dato una buona indicazione secondo
me”
A.: “Io ho notato una cosa che se tolgo quei due che ho
aggiunto diventa il numero precedente”
L.: parafrasa e orienta la discussione su quanto detto da
Eugenio.
Giulia: “Sempre numeri dispari”
L.: “Si ma E, …, guardate un po’ in altezza. Biagio?”
Biagio: “Ce n’è una in meno rispetto alle palline della
base”










L.: parafrasa e chiede a Emma quante palline avremo
nella base nella figura venti.
Emma: “Venti”
L.: “E nell’altezza?”
Em.: “Diciannove”
L.: “Perché ne avremo diciannove in altezza Emma?”
Em.: “Perché in alto ce n’è sempre una in meno”
L.: “In meno rispetto a che cosa?”
Em.: “Rispetto alla base”
L.: “Facciamo bene il ragionamento. Quindi partite da lì e
andiamo avanti. Biagio ha un’ispirazione …”
B.: “Le palline che ci sono nella figura cento sono sono
centonovantanove perché sappiamo che ce n’è una in
meno in verticale e alla base c’è sempre uguale quindi
se dobbiamo avere la figura cento in base ci saranno
cento e su ci saranno una in meno … novantanove le
addizioniamo … centonovantanove”











L.: “Oh! Allora sentite bene” [Parafrasa Biagio.] “Vediamo
se funziona anche con altri numeri. Con la figura ad
esempio … quaranta. Biagio, hai provato a vedere che
cosa verrebbe con la figura quaranta?”
B.: “Sì. Ce n’abbiamo in alto trentanove e quaranta sotto
quindi diventa settantanove”
L.: “E vediamo, a Francesco che cosa verrebbe nella
figura … trenta”
F.: “Allora nella base trenta palline e in alto ventinove …”
L.: “E allora che cosa faresti Francesco per sapere
quante sono in tutto?”
Sussurri, suggerimenti.
F.: “Trentanove”
L.: “No”
F.: “Trenta più ventinove”
L.: “E che cosa fa trenta più ventinove?”
F.: “Sett … cinquantanove”








L.: “Sì. Proviamo a vedere con il numero duecento”
Diversi alunni: “Eee”
L.: “Allora vediamo chi vuole provare con duecento …
quante palline ci sono nella figura duecento?”
Adriano: “Nella figura duecento ci saranno duecento
pallini alla base e centonovantanove pallini in alto”
L.: “E allora in tutto quanti saranno?”
Ad.: “Duecentonovantanove … no …
trecentonovantanove”
L.: “Secondo voi il ragionamento di Biagio funziona?”
Coro: “Sìiiiiii”
L’attività prosegue con la scoperta che la strategia
proposta da Biagio (sommare il numero della figura con lo
stesso numero diminuito di 1) equivale a raddoppiare il
numero della figura e sottrarre 1.
Dopo questa scoperta (basata sulle prove numeriche
effettuate) la classe si mette alla ricerca di un sistema per
abbreviare la notazione.
Tale esigenza è motivata dalla scelta, di tipo generale, di
rappresentare le strategie in forma esplicita.
La rappresentazione (per adesso verbale) della strategia
trovata evidentemente era troppo lunga rispetto al foglio in
cui doveva essere riportata.
La discussione continua come segue.
Anna: “Abbreviamo numero in modo che ci stia base”
Viene così proposta la scrittura
n.base per due meno uno = n. delle palline
L. suggerisce la parentesi dopo ‘per due’ e di eliminare
‘delle’. La classe concorda e si arriva così alla scrittura
(n.base x 2) – uno = n.palline
L.: “Vediamo se si può fare ancora qualcosa”
Giulia propone di scrivere ‘uno’ in cifra:
(n.base x 2) – 1 = n.palline
B.: “Mettere simboli per abbreviarlo ancora e quindi farlo
stringere di più. In un … palline … facciamo un cerchio e
diventa una pallina oppure ne facciamo due per il plurale”
Biagio propone quindi la scrittura
(n.base x 2) – 1 = n.OO
Lo stesso Biagio propone un’ulteriore
abbreviazione.
B.: “Maestra, me n’è venuta un’altra … se
mettiamo per la base invece che base una str …
riga orizzontale, per verticale una verticale.”
La proposta (finale) di Biagio è quindi:
(n- x 2) – 1 = n OO
Nota: Nel corso dell’attività, il punto che seguiva
ogni occorrenza di n [n.] è poco a poco sparito.
Alcune proposte didattiche



Scuola primaria
Scuola secondaria di primo grado
Scuola secondaria di secondo grado
Descrizione dell’attività



2 classi di II media (A1 e A2), in due località
D
diverse del comune di Alessandria
C
FASE 1 (classe A1):
A
B
 L’insegnante di Matematica ha proposto di
calcolare l’area del piano terra della scuola
 Gli alunni hanno riprodotto alla lavagna la
pianta in scala, si sono procurati le misure
necessarie e hanno calcolato l’area.
FASE 2 (classi A1 e A2):
Si chiede alla classe A1 di proporre il problema
alla classe A2 soltanto attraverso un testo,
senza usare figure.
Testo prodotto dalla classe A1
La nostra scuola assomiglia molto a
una culla vista di profilo
(2)
Il nostro edificio si compone di 3
rettangoli, 2 dei quali posti
D
verticalmente e uno orizzontalmente
che li unisce nella parte superiore.
C
(3)
Chiamiamo i 2 rettangoli posti
A
B
verticalmente A e B e quello
orizzontalmente C.
(4) Il trapezio D (che è la nostra palestra) è rettangolo ed è posto
sul rettangolo A e parte del rettangolo C, con il lato obliquo
adiacente all’altezza del rettangolo A. I due rettangoli A e B sono
uguali.
(5) Adesso vi diamo le misure: la base del rett. A (quindi anche di
B) misura 11 cm e l’altezza è 21 cm
(6) La base del rett. C misura 22 cm e l’altezza equivale
all’altezza del rettangolo A meno una rientranza di 10 cm
(7) Nel trapezio D la base maggiore appoggiata ai 2 rett. A e C
misura 18 cm e quella minore 16 cm. L’altezza misura 19 cm.
(1)
ALCUNI DISEGNI PRODOTTI DA A2
D
C
A
B
disegno originario
disegno riprodotto
(3) Chiamiamo i 2 rettangoli posti verticalmente A
e B e quello orizzontalmente C.
viene riformulato
(3’) Chiamiamo A il rettangolo verticale sulla destra, B
quello sulla sinistra e C quello orizzontale.
D
C
A
B
disegno originario
disegno riprodotto
(4) Il trapezio D (che è la nostra palestra) è rettangolo
ed è posto sul rettangolo A e parte del rettangolo C,
con il lato obliquo adiacente all’altezza del rettangolo
A.
viene riformulato
(4’) Il trapezio D (che è la nostra palestra) è rettangolo
ed è appoggiato sul rettangolo A e in parte sul
rettangolo C, con il lato obliquo consecutivo all’altezza
del rettangolo A.
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
DEFINIRE
I processi tipici della matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
I processi tipici della matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
Esplorare, congetturare e
argomentare con la tavola
pitagorica
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
2
4
6
8
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14
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3
6
9
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15
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30
4
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12
16
20
24
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40
5
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15
20
25
30
35
40
45
50
6
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24
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48
54
60
7
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21
28
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42
49
56
63
70
8
16
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40
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80
9
18
27
36
45
56
63
72
81
90
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Alcune domande- stimolo




Cosa ti aspetti: saranno di più i pari o i
dispari? Perché?
Controlla: evidenzia i pari sulla tua tavola.
Sono di più i pari o i dispari?
Perché?
Numeri divisibili per 2 (pari)
Alcune domande- stimolo




•
Cosa ti aspetti: saranno di più i pari o i
dispari? Perché?
Controlla: evidenzia i pari sulla tua tavola.
Sono di più i pari o i dispari?
Perché?
x
PARI
DISPARI
PARI
PARI
PARI
DISPARI
PARI
DISPARI
E nel caso della somma?

Evidenzia nella tua tavola i numeri:




divisibili per 3
divisibili per 5
divisibili per 7
Cosa osservi?
Numeri divisibili per 3
Numeri divisibili per 5
Numeri divisibili per 7
•
•
Cosa ti aspetti che succeda se fai la
stessa cosa con 4?
Controlla.
Numeri divisibili per 4
•
•
•
Cosa ti aspetti che succeda se fai la
stessa cosa con 4?
Controlla.
Come mai succede questo?
Numeri divisibili per 6
Numeri divisibili per 8
Numeri divisibili per 9
Numeri divisibili per 4
Ci sono più numeri divisibili per 4 o
più numeri pari? Perché?
Può capitare che un prodotto sia
multiplo di 4 anche se nessuno dei
fattori è multiplo di 4?
Perché?
Tutti i multipli di 4 sono pari?
Perché?
Tutti i numeri pari sono multipli di 4?
E’ vero o falso?
Il prodotto di due numeri naturali è
pari se almeno uno dei fattori è pari.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
2
4
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15
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30
63= 7x9
80= 8x10
4
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28
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70= 7x10
5
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20
25
30
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72= 8x9
6
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10
20
30
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50
60
70
80
90
100
63 x 80 = 7x9x8x10
70x72=7x10x8x9
Si può dimostrare in generale?
a
b
b+1
ab
a(b+1)
a+1
a (b+1) (a+1) b
(a+1)b
(a+1)(b+1)
ab(a+1)(b+1)
1
2
3
4
5
6
7
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9
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2
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4
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16
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10
20
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80
90
100
I processi tipici della matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
ARGOMENTARE


In generale: la soluzione ad un
problema, la risposta ad una
domanda
In particolare: una congettura
fatta dall’allievo stesso
ALCUNI ESEMPI DI
ATTIVITA’
ARGOMENTARE


•
In generale: la soluzione ad un
problema, la risposta ad una
domanda
In particolare: una congettura
fatta dall’allievo stesso
la soluzione ad un problema
Terza secondaria di 1° grado 2010-11
•
•
congettura
argomentazione
Cosa si ottiene se si addizionano 3 numeri dispari
consecutivi?
2a primaria
Teste e zampe (C)
Nonna Giulia ha deciso di partire per una breve vacanza.
I suoi nipoti Luca e Matteo le hanno promesso di dare da
mangiare ai suoi animali: cani, gatti, polli e conigli.
Il giorno prima di partire la nonna ha chiamato a casa sua
Matteo, il più grande dei nipoti. gli ha fatto vedere il cibo da
dare agli animali raccomandando di non sbagliare tra quello
dei conigli e quello dei polli.
Matteo ha ascoltato con grande attenzione e ha promesso
di seguire scrupolosamente le sue istruzioni.
Il giorno dopo i due fratelli escono per recarsi a casa della
nonna ad accudire gli animali. Lungo la strada incontrano
alcuni amici e si fermano a giocare ai giardini. Non si
rendono conto che il tempo passa e che la mamma li
aspetta per portarli in piscina per la gara di nuoto.
Per fortuna la nonna ha lasciato il mangime degli animali
vicino alle ciotole da riempire, così non devono perdere
tempo.
Quando Matteo inizia a preparare il cibo per i polli e per i
conigli esclama: “ Le ciotole sono 11 , una per ciascun
animale, ma non ricordo quanti sono i polli e quanti sono i
conigli! Corri Luca, vai a contarli, intanto io vado a dare da
mangiare ai cani e ai gatti “.
Luca protesta, ma poi obbedisce al fratello maggiore.
Tutto trafelato Luca arriva nella parte opposta del cortile,
dove si trova la stanza dei polli e dei conigli, ma si accorge
che le gabbie sono troppo in alto per lui. riesce a vedere solo
le zampe e, per timore di essere rimproverato, conta quelle .
Torna di corsa da matteo ed esclama: “Non ho visto gli
animali, ma ho contato 34 zampe!” Matteo si arrabbia perché
lui ha bisogno di sapere con esattezza quanti sono i conigli e
quanti i polli. Non può rischiare di sbagliare cibo, la nonna si
è raccomandata! E’ tardi, non può andare lui, gli animali
sono troppo distanti, la mamma li sta aspettando per portarli
alla gara!
Puoi aiutare Matteo a risolvere il suo problema?
Matteo ha davvero bisogno del tuo aiuto!
In un recinto ci sono 11 animali, fra
conigli e galline.
Le zampe sono 34.
Quanti sono i conigli?
Quante le galline?
Processi risolutivi
Classe seconda, scuola
Mazzini, Pisa
Rachele e Chiara
Filippo e Tommaso
ABBIAMO VISTO CHE 2-4-2-4- RIPETUTO PER
11 VOLTE FA 34 E SECONDO NOI I CONIGLI
SONO 6 E I POLLI SONO 5.
E POI ABBIAMO DISEGNATO 11 CIOTOLE, E
ABBIAMO INIZIATO A CONTARE LE ZAMPE DEI
CONIGLI E DEI POLLI.
Laura e Marta
ABBIAMO DISEGNATO 11
CIOTOLE POI ABBIAMO
SCRITTO 4 ZAMPE E 2 ZAMPE E
4 ZAMPE PER OGNI CIOTOLA.
Maria Chiara e Elisa
IL MIO RAGIONAMENTO E'
CHE O FATTO UN DISEGNO
POI O CAPITO CHE GLI
ANIMALI ERANO 11!!!
Maria Chiara e Elisa
Valerio e Francesca
IN TUTTO I CONIGLI SONO 6 E I POLLI 5
Selia
PRIMA ABBIAMO PRESO 11 TESTE
POI DOPO ABBIAMO MESSO LE
ZAMPE E ABBIAMO MESSO A TUTTE
LE TESTE 2 ZAMPE.
POI CI SIAMO ACCORTI CHE NON
BASTAVANO PERCHE ERAVAMO
ARRIVATI A 24 E DOVEVAMO
AGGIUNGERE ALTRE 10 ZAMPE E
ALLA FINE ABBIAMO DATI ALTRI 10
E ABBIAMO OTTENUTO 6 CONIGLI E
5 GALLINE.
Osservazione
In un recinto ci sono 11 animali, fra
conigli e galline.
Le zampe sono 34.
Quanti sono i conigli?
Quante le galline?
Con questi numeri la soluzione è:
•
6 conigli
•
5 galline, e si può ottenere:
C G C G C G C G C G C
L’efficacia di questa strategia dipende dai numeri
conviene cambiarli, ad esempio:
13 animali
36 zampe
Classe 4a primaria
Lavoro individuale
Andrea ha misurato gli angoli acuti di
un triangolo rettangolo e ha scritto che
misurano rispettivamente 35 e 65
gradi.
L’insegnante, senza misurare, dice
che Andrea ha di certo sbagliato.
Perché l’insegnante è sicura
dell’errore di Andrea?
Motiva bene la tua risposta.
Scuola secondaria di 1°
grado (classe 1a)
Un problema di
costruzione geometrica
1a fase (individuale)
Disegna un cerchio di raggio 4 cm tangente ai
cerchi dati [sono disegnati 2 cerchi di raggi 2cm e
3cm, con distanza tra i centri di 7 cm].
Spiega chiaramente il metodo che usi in modo
che altri possano usarlo.
Spiega con cura perché il metodo funziona.
Disegna un cerchio di raggio 4 cm tangente ai
cerchi dati [sono disegnati 2 cerchi di raggi 2cm e
3cm, con distanza tra i centri di 7 cm].



2a fase


Vengono selezionate dall’insegnante tre
soluzioni al problema che corrispondono
a modalità di approccio diverse sia alla
soluzione adottata sia alla giustificazione
prodotta
I tre protocolli vengono presentati alla
classe con lo scopo di arrivare ad una
soluzione del problema condivisa
(discussione di bilancio)
3a fase

Dopo la discussione si costruisce un testo
collettivo per istituzionalizzare il metodo di
costruzione e le sue giustificazioni teoriche
Scuola secondaria di 2°
grado (classe 1a)
Dall’aritmetica all’algebra
Il quesito
1. Osserva le seguenti somme:
15+51=66; 23+32=55; 31+13=44;
54+45=99; 83+38=121; 73+37=110
Vedi qualche regolarità?
2. Come si può fare per capire se la
regolarità si presenta sempre?
3a primaria
Ingranaggi e ruote
(Matematica 2001)
Sito della CIIM:
 MATERIALI UMI-CIIM
1. Dagli ingranaggi alle ruote
a) Manipolare oggetti concreti che contengano ingranaggi costituiti da ruote
dentate (giocattoli e /o oggetti della vita quotidiana come l’apriscatole, il frullino, il
cavatappi..).
b) Descrivere verbalmente il funzionamento di uno di questi oggetti
opportunamente scelto dall’insegnante (ingranaggi con ruote dentate complanari).
Un esempio potrebbe essere il temperino “a pistoni”:
Si possono trovare molti altri oggetti sia presi dalla vita
quotidiana sia da giochi posseduti dai bambini.
La consegna che viene data focalizza l’attenzione sul
funzionamento dell’oggetto“ Descrivi il funzionamento
del temperino. Che cosa succede quando tempero la
matita? Come si muovono le ruote?….”
c) Costruzione, in discussione, di un testo collettivo che descriva in modo
sufficientemente preciso il funzionamento dell’ingranaggio scelto.
Una attenzione particolare deve essere posta agli aspetti linguistici che si presentano
nelle attività proposte. In particolare questo sembra essere un contesto significativo per un
approccio precoce all’uso di connettivi linguistici. Il fatto che gli oggetti che si manipolano,
descrivono e disegnano siano dinamici, rende possibile la messa in gioco di elementi del
discorso importanti nell’attività argomentativa: ad esempio “se una ruota gira a destra
allora l’altra..... (condizionalità); una ruota gira a destra, perchè l’altra gira a ... (causalità);
prima una ruota gira a..., poi l’altra gira a.... poi... e poi... (temporalità); mentre una ruota
gira a... l’altra....(contemporaneità)”.
d) Disegnare il meccanismo dell’oggetto cercando un modo per dar l’idea del movimento
2. Il problema del correttore
a) L'insegnante propone
ai ragazzi una scheda
con l’immagine del
correttore a nastro e
con la seguente
consegna individuale:

Fate clic per
modificare il
formato del testo
della struttura

Secondo livello
Descrivi come funziona il bianchetto.
struttura
Come sono le ruote?
Terzo livello
struttura
Puoi utilizzare schizzi e disegni.
 Quarto
Come girano?

3. Il problema delle tre ruote
Viene presentata la seguente situazione:
Sappiamo che due ruote ingranate girano in versi
opposti . Che cosa succede se le ruote sono tre?
Immagina le possibili situazioni e spiega con cura
le tue ipotesi.
Le situazioni possibili sono di due tipi:
1) le tre ruote sono disposte in “fila” e allora
“la prima e l’ultima girano nello stesso verso”;
2) le ruote sono disposte
“a collana”; in tal caso
ognuna ingrana con le
altre due, e quindi “ il
meccanismo non può
funzionare e c’è il
blocco”.
I processi tipici della matematica
la ‘razionalità’ matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
ESPLORARE
CONGETTURARE
ARGOMENTARE
DIMOSTRARE
il linguaggio matematico
DEFINIRE
I processi tipici della matematica
AFFRONTARE PROBLEMI
DEFINIRE
Una definizione è essenzialmente una abbreviazione:
“un quadrilatero con i lati opposti paralleli si dice
parallelogramma”
Esercizio: provare ad enunciare teoremi senza ricorrere a
determinate definizioni
Esempio: “le diagonali
di un parallelogramma
si incontrano nel punto
medio di entrambe”,
provare ad enunciarlo
senza usare le parole:
diagonali,
parallelogrammi e rette
parallele”
“se le rette che contengono i
lati opposti di un quadrilatero
non hanno punti in comune,
allora i due segmenti che
congiungono ciascun vertice
di quel quadrilatero con il
vertice opposto si incontrano
in un punto che divide
ciascuno di essi in due parti
congruenti”
0. Quando / cosa si definisce?

Oggetti che siano significativi dal punto di
vista matematico.
ALTEZZA
???
Numeri divisibili per 2  NUMERI PARI
Numeri divisibili per 7  ???
La significatività, soprattutto a livello di
scuola di base, è costruita all’interno
dell’ambiente classe.
Esempi di definizioni poco significative dal
punto di vista matematico e didattico:
 Frazioni ‘apparenti’
 Equazioni ‘spurie’
 …
1. Forma linguistica

Non sempre permette di riconoscere una
definizione
Un quadrilatero è un poligono con 4 lati.
Un numero divisibile per 6 è divisibile per 2 e per 3.
Un poligono con 4 lati si dice quadrilatero.
2. I termini usati devono essere noti
Un quadrilatero è un poligono con 4 lati.
Devo PRIMA aver definito ‘poligono’ e ‘lati’
In particolare non ci dev’essere
circolarità
I numeri naturali sono i numeri interi positivi.
I numeri interi sono i numeri naturali positivi e
negativi.
Nel linguaggio quotidiano la
circolarità è d’obbligo
Azione: il risultato dell’agire
Agire: ciò che risulta in una azione
Esempio di Luciano Coen e Achille C.
Varzi, La Stampa, 5 marzo 2002
In matematica ci sono oggetti ‘non
definiti’ esplicitamente



Insieme
Numero naturale
Punto, Retta, Piano…
Sono definiti implicitamente attraverso gli ASSIOMI

…

Per 2 punti passa una e una sola retta

…
3. Deve individuare univocamente
l’oggetto
La circonferenza è una linea curva chiusa.
Vale in un contesto che spesso
rimane implicito
Un numero pari è un numero divisibile per 2
4
3
???
Non deve dipendere da aspetti non
strutturali

Un numero irrazionale è un numero con la
radice
25

Un numero pari è un numero che finisce per 0,
2, 4, 6, 8
10 in base tre
4. Non è una descrizione


Un martello è uno strumento che serve per
piantare i chiodi; ha un manico di legno e
una parte di metallo, che …
Un quadrato è un quadrilatero che ha 4 lati
uguali e paralleli 2 a 2, 4 angoli uguali e
retti, le diagonali uguali che si tagliano a
metà e perpendicolari, …
Dice solo le cose essenziali, e non quelle che si
possono dimostrare come conseguenza


Un quadrato è un quadrilatero che ha 4 lati
uguali e 4 angoli uguali
Un quadrato è un quadrilatero che ha 4 lati
uguali e paralleli 2 a 2, 4 angoli uguali e
retti, le diagonali uguali che si tagliano a
metà e perpendicolari, …
Dice solo le cose essenziali, e non quelle che si
possono dimostrare come conseguenza



Si coglie l’importanza di questo quando si ‘fa’
matematica, ad esempio quando si dimostra
Dal punto di vista didattico può essere
opportuno in alcuni casi non essere così
‘minimali’. Esempio: definireste i rettangoli
come quadrilateri con 3 angoli retti?
In ogni caso una stessa definizione si può dare in
modi diversi equivalenti. Esempio: un numero si
dice primo se ha esattamente due divisori, oppure
se è diverso da 1 e divisibile solo per 1 e se stesso
La ricerca didattica sulle
definizioni…
Dopo aver visto la definizione e gli esempi fatti
dall’insegnante, l’allievo si costruisce una
immagine mentale
di tale definizione…
…ed è a tale immagine mentale che ricorre quando
deve risolvere problemi ecc.
DEFINIZIONE
IMMAGINE
MENTALE
DEFINIZIONE
Altezza: E’ il segmento che esce da un vertice ed
è perpendicolare al lato opposto
IMMAGINE
MENTALE
…è verticale
Come non dare definizioni…




L'altezza del triangolo è la distanza di un
vertice dal lato opposto
Retta: insieme consecutivo e infinito di
punti aventi sempre la stessa direzione.
Piano: insieme continuo e infinito di rette.
Un’ equazione non è altro che una forma
abbreviata di annotazione dei dati di un
problema
Proposte di lavoro

Analizzare alla luce delle osservazioni
fatte, e in relazione agli argomenti che si
stanno svolgendo in classe:


le definizioni che si danno
o che sono presenti nel libro di testo.
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