COMUNICATO STAMPA
Schlieren, 26 novembre 2016
Abarth Classiche: il nuovo progetto pensato per i veicoli storici
La grande storia di prestazioni, sportività e primati dello Scorpione viene celebrata
attraverso l’ambiziosa iniziativa Abarth Classiche. Cuore del progetto, le Officine
Abarth Classiche che garantiscono ai possessori di vetture storiche, sia stradali sia da
competizione un restauro accurato così come una certificazione Abarth Componenti
Meccanici su motore, cambio, scarico e sospensioni.
Nasce Abarth Classiche, un progetto a lungo raggio che coinvolge l’intero universo del marchio dello
Scorpione. L’iniziativa si articola infatti su più punti, a cominciare dall’atelier di restauro inaugurato presso
le Officine Abarth di Mirafiori, a Torino.
Nel cuore pulsante dell’attività di elaborazione dei modelli di serie e del racing, è stato allestito uno
spazio di circa 900 metri quadri per l’officina dedicata al restauro delle Abarth storiche dei clienti.
Verranno effettuati restauri accurati e fedeli, grazie anche alla documentazione che è stata recentemente
catalogata e digitalizzata e che comprende i disegni tecnici, indispensabili per mantenere la conformità
rispetto all’originale e ottenere la certificazione di autenticità dei componenti meccanici (motore, cambio,
scarico e sospensioni), per la quale Abarth si è avvalsa dei consigli e dell’esperienza in questo campo
dell’ ASI e della FIVA per la definizione della propria procedura di certificazione.
L’inaugurazione delle Officine Abarth Classiche è l’inizio di un progetto più ampio che prevede la
creazione del Registro Abarth, con lo scopo di radunare tutti gli appassionati del marchio con una serie di
attività che spaziano dalla partecipazione ai raduni alle corse per auto storiche, nelle quali sarà
l’Automobile Club d’Italia, attraverso Aci Storico, a gestire gli eventi. Il progetto di Abarth Classiche è
anche online sul sito www.abarthclassiche.com/.
Madrina delle iniziative Anneliese Abarth, la moglie di Carlo, che ha accettato con entusiasmo questo
ruolo per far conoscere la lunga storia dell’azienda fondata dal marito il 15 novembre 1949. Una storia
importante, contrassegnata sin dal suo inizio da tanti successi e da tanta inventiva. A cominciare dalla
vittoria nel Campionato Italiano 1100 Sport con la 204A e nella Formula2, per passare poi al grande
riscontro commerciale dei kit di elaborazione per utilitarie Fiat 500 e 600.
Sono decine i modelli elaborati e costruiti da Abarth dal 1949 al 1971, anno nel quale l’azienda è stata
acquisita da Fiat, che ne ha proseguito i successi sia in campo sportivo sia in quello commerciale, con le
utilitarie potenziate come la Autobianchi A112 Abarth. Si tratta di vetture che hanno molti estimatori in
Italia e all’estero, con schiere di appassionati che le custodiscono con estrema dedizione. Da oggi questi
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modelli possono ritrovare il riscontro alla loro originalità grazie alle Officine Abarth Classiche, che potrà
rilasciare ai clienti un dossier con tutte le informazioni relative alle vetture restaurate o ripristinate.
Le Officine Abarth Classiche
Le Officine Abarth Classiche sorgono all’interno del complesso industriale di Mirafiori e sono attrezzate
con due ponti sollevatori, macchinari utensili e una linea di finitura accuratissima. La definizione dei flussi
interni di officina e la selezione delle attrezzature è avvenuta in collaborazione con gli specialisti di
Mopar, brand di riferimento per i servizi, il Customer Care, i ricambi originali e gli accessori di FCA.
Particolare cura viene dedicata alla ricerca dei dettagli, con macchinari in grado di ricostruire i particolari
che non si possono trovare in commercio, secondo i disegni originali. Inoltre, ogni fase del restauro viene
ripresa fotograficamente, in modo da fornire al cliente una documentazione completa dei lavori eseguiti.
In linea generale, il possessore di una vettura Abarth di interesse storico può prenotare una visita
preventiva del veicolo, collegandosi al sito www.abarthclassiche.com e compilando l’apposito modulo
online, oppure chiamando il numero verde Abarth gestito dal Customer Service Centre di FCA. In caso di
necessità potrà richiedere un servizio di trasporto dedicato per la sua vettura: un operatore specializzato
andrà a ritirare la vettura direttamente dove il Cliente desidera e la porterà presso le Officine Abarth
Classiche.
La diagnosi preliminare consente di individuare l’esatta datazione storica del modello e di identificare gli
interventi da effettuare sulla vettura, avvalendosi, in caso di necessità, della documentazione dell’archivio
storico. Viene formulato un preventivo di massima, prima dell’inizio dei lavori, e le vetture sono restaurate
seguendo le nove fasi del processo di restauro Abarth: dalla ricerca storica alla delibera della vettura. Il
cliente riceve al termine del restauro una certificazione con un dossier completo contenente tutti i
particolari del modello e i dettagli del restauro.
In tema di certificazione, Abarth, grazie anche al supporto dell’ASI, ha sviluppato un proprio processo di
Certificazione che riguarderà principalmente i componenti meccanici delle classiche Abarth – motore,
cambio, scarico e sospensioni – vale a dire le parti che distinguono più autenticamente un prodotto
Abarth. Superati i controlli sulle vetture, ai clienti, viene consegnato l’attestato di Certificazione
Componenti Meccanici Abarth, la placca di certificazione e il relativo libretto di certificazione contenente
tutta la documentazione tecnica e fotografica della certificazione svolta nelle nostre Officine.
Vetture leggendarie
Abarth Classiche restaura tutte le vetture a marchio Abarth sia stradali sia da competizione, comprese
quelle marchiate Lancia che hanno corso in seguito allo sviluppo e all’elaborazione effettuate dai tecnici
Abarth. Rientrano pertanto in questo elenco tutte le auto prodotte dagli anni Cinquanta in poi. Le Cisitalia
204, la Abarth “1500” su base della Fiat 1400, i prototipi carrozzati da Ghia, la Abarth “2000” su base Alfa
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Romeo 1900 Sprint per poi arrivare alle popolari Fiat 600 e 750 derivazione Abarth, la 500 derivazione
Abarth e le 750 Abarth carrozzate da Zagato, le famose “doppia gobba”.
Per quanto riguarda gli anni Sessanta, spiccano le 850 e 1000 TC, le piccole Abarth 595 e 695 anche
nelle varianti “SS” e “Assetto Corsa”, le 750 Zagato “Record Monza” e le grandi 2200 e 2400. Non
mancano le sportivissime Abarth “1000 Bialbero”, le Abarth-Simca “1600 GT” e “2000 GT”, le Fiat Abarth
2300 S coupè, le 850 OT e 1000 OT, sino alla “mostruosa” OT 1600. All’elenco vanno aggiunte le OT
2000, la OT 1300 “Periscopio”, le “2000 Monoposto Record”, le OT 1000 Coupè, le 1000 OTS e la OT
2000.
Gli anni Settanta sono caratterizzati dalla Fiat 124, dalla Fiat 131, dalle Autobianchi A112 elaborate da
Abarth, 58 e 70 HP, e dalle incredibili 3000 Prototipo, le monoposto e le biposto che corsero e vinsero
moltissime competizioni. Ma la storia dello Scorpione non si ferma qui: non vanno infatti dimenticate le
Lancia Rally (037), Delta S4 e tutte le versioni integrali della Delta, oltre ai modelli utilizzati nei trofei
monomarca Fiat: Uno 70S, Uno Turbo a iniezione elettronica, Fiat Cinquecento 900 e Sporting Kit.
Il Registro
In occasione dell’inaugurazione delle Officine Abarth Classiche è stata inoltre annunciata la creazione del
Registro Abarth, legato al Registro Fiat Italiano, che coordinerà tutte le attività di un club dinamico e dal
respiro internazionale, attraverso la partecipazione a molti eventi del settore, che si divideranno in quattro
filoni principali: fiere espositive, eventi culturali, raduni e competizioni. La segreteria è la stessa del
Registro Fiat Italiano, con il quale è avviata una sinergia che porterà allo sviluppo di nuove iniziative.
Auto da corsa e presenza ad eventi prestigiosi
Le competizioni fanno parte del DNA di Abarth e sono molte le auto storiche dello Scorpione che vi
partecipano, in particolare in circuito e in salita. Non è raro vedere ancora oggi le Fiat Abarth 131 Rally o
le Fiat Abarth 124 Rally competere con successo nelle prove speciali degli appuntamenti più blasonati.
Numerosissime le Autobianchi A112 Abarth che, dal 1977 al 1984, sono state protagoniste del celebre
campionato monomarca e che ancora oggi si presentano in massa alle principali competizioni.
Attualmente Abarth Classiche gestisce alcune vetture appartenenti alla Collezione Fiat-Lancia. Si tratta di
automobili dal grande “pedigree” sportivo: una Fiat Abarth 124 Rally ufficiale del 1974, una Fiat Abarth
131 Rally del 1976 con i colori Alitalia, e la Lancia Rally (037), ultimo esemplare costruito in Abarth nel
1984 con i colori Martini.
Fanno inoltre parte di Abarth Classiche anche tre prototipi da record: la monoposto condotta dallo stesso
Carlo Abarth alla conquista del record di accelerazione sui 400 e 500 metri nel 1965 e due berlinette
monoposto carrozzate da Bertone e Pininfarina. Sono automobili che rappresentano la storia dello
Scorpione e che prenderanno parte ad alcuni degli eventi più prestigiosi del calendario internazionale.
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Il libro “Abarth: the Scorpion’s tale”
Esistono storie di successo, di vittorie e di gloria. Storie romantiche, fatte di passione, amore e follia.
Storie che entrano nel mito, come quella di Carlo Abarth. Chi ha avuto il piacere e l’onore di conoscerlo
parla di lui come di un “sognatore con i piedi ben piantati in terra”: un ossimoro che trova giustificazione
nella sua vicenda personale, in quella di sportivo prima e di imprenditore poi. Appassionato di corse sin
dalla gioventù, a partire dagli anni Cinquanta Abarth affiancò la produzione di parti speciali e
l’elaborazione prestazionale alle attività sportive. La sua grande intuizione fu quella di offrire alla gente la
possibilità di vivere quotidianamente la passione per l’auto e le corse, rendendo straordinari prodotti che
nascevano normali e facendo diventare le persone comuni, piloti ogni giorno.
Le vittorie e i record infranti, le innovazioni e le idee originali e a volte un po’ folli dell’Abarth di allora sono
il patrimonio culturale dell’Abarth di oggi, e ne costituiscono la principale ricchezza. Sono la storia degli
uomini e delle donne che hanno contribuito al successo del marchio, una storia da raccontare e che
finalmente trova spazio nell’opera “Abarth: il racconto dello Scorpione”, scritta da Sergio Seccatore e
realizzata dal Registro Fiat Italiano.
Annaliese Abarth e la passione per il brand
Anneliese Abarth, per lunghi anni accanto al geniale costruttore d’auto e fondatore del brand, continua
oggi a rappresentare lo Scorpione nel segno di un profondissimo rapporto personale e professionale.
Da sempre appassionata di motori, la signora Anneliese, attualmente presidente della Carlo Abarth
Foundation, è stata accanto al geniale fondatore del marchio sino al giorno della sua scomparsa .
Raccoglie, quindi, un ideale testimone nel segno della continuità e in nome di un rapporto lungo e
profondo che ha caratterizzato le vite dei due coniugi.
Carlo e Anneliese Abarth si conobbero all’inizio degli anni Sessanta e vissero un rapporto in cui la vita
personale e quella professionale si intrecciavano di continuo, in perfetta armonia. I due erano accanto in
ogni occasione importante, e Anneliese partecipava con grande trasporto emotivo ai collaudi e alle corse.
Divenne, inoltre, la musa di Carlo Abarth e un’icona di stile per le sue creazioni.
Ulteriori informazioni su: www.abarthpress.ch
Contatto
Giulia Pareschi
Tel: +41 (0)44 556 22 05
Mob: +41 (0)76 556 37 64
E-mail: [email protected]
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