Bilancio Sociale
2014
Bilancio Sociale
2014
Introduzione
Parte Prima
1. L’identità
Sommario
1.1 Fruttagel industria alimentare: la missione 1.2 Storia 1.3 Modello istituzionale e organizzativo
1.4 Gli stakeholder
7
Introduzione: aspetti qualificanti delle politiche industriali e sociali 65
13
13
15
18
26
Ambiti di azione 68
1. Soci: partecipazione, consultazione, governance
68
2. Produttori/conferenti: profili, qualificazione, evoluzione
70
3. Politiche del personale, assetti e sviluppo organizzativo
72
4. Servizio agronomico: dal campo al consumo
76
37
37
37
5. Ricerca & Sviluppo e MKTG: biologico, tecnologia
79
6. Supply chain, informatizzazione, procedure e prassi operative
81
41
41
45
7. Ambiente ed energia: rispetto e sicurezza
83
8. Clienti e consumatori: il ruolo della distribuzione
86
9. Sostenibilità: comunicazione, educazione
87
10. Relazioni sociali e territorio
90
L’avvio del piano di sostenibilità 92
Appendice: riferimenti alla disciplina
100
27
2.1 Confronto tra il bilancio a consuntivo e il piano industriale 2014-2016
28
2.2 Presenza nella filiera agroindustriale: coltivazione, produzioni e commercializzazione 29
3.1 Andamento economico e patrimonio
3.2 Valore aggiunto: produzione e distribuzione 4. Lavoro
4.1 Dipendenti
4.2 Sicurezza e salute 5. La Qualità
5.1 Processo
5.2 Rintracciabilità di filiera 5.3 Sistema HACCP
5.4 Certificazioni 6. Ambiente e Società
6.1 La politica ambientale
6.2 Comunità sociali 62
10
2. L’impresa 3. Reddito e Patrimonio
Parte Seconda
48
48
49
49
50
51
51
60
Il bilancio sociale 2014 adotta la stessa forma e contenuto rispetto all’edizione dell’anno passato: si
tratta sempre di un documento suddiviso in due parti, con una prima sezione di carattere quantitativo
e descrittivo a cui ne segue un’altra di tipo più qualitativo e riguardante le politiche perseguite
nell’esercizio trascorso, con l’evidenza dei risultati raggiunti. È tuttavia nell’appendice che si potranno
trovare gli elementi che connotano maggiormente l’esercizio appena concluso e che delineano i caratteri
di quello in corso. Entrambi – nonostante le apparenze – segnano un “cambio di passo” di Fruttagel
relativamente alle sue politiche sociali. Conviene tuttavia andare con ordine.
Il bilancio sociale 2014 si articola, come quello dell’anno precedente, su otto temi fondamentali,
quattro dei quali riferite all’impresa e quattro alle politiche di responsabilità sociale:
• per quanto riguarda gli obiettivi e i processi imprenditoriali le variabili-obiettivo perseguite
sono state (e lo saranno per tutto il periodo di vigenza del nuovo piano industriale) espansione,
innovazione (prodotti e servizi), capitalizzazione e infine – sotto il profilo del rapporto col mercato
– internazionalizzazione;
• per quanto riguarda le politiche di responsabilità sociale si è mirato soprattutto alle politiche
della qualità, all’impegno per le produzioni e i prodotti biologici, all’avviamento delle pratiche
che sostengano l’educazione alimentare e rendano più evidente e fattivo l’impegno per la
sostenibilità.
Otto Temi fondamentali
Per l’impresa
Per la responsabilità sociale
1. Espansione/redditività
1. Qualità
2. Innovazione
2. Biologico
3. Capitalizzazione
3. Educazione
4. Internalizzazione
4. Sostenibilità
Si tratta dei grandi argomenti individuati dal piano industriale già nel 2013, che – come si vedrà –
hanno visto un ragguardevole sviluppo nel corso del passato esercizio; ma è soprattutto relativamente
all’ultimo argomento (sostenibilità) che si è iniziato a realizzare quel cambio di passo a cui si è accennato
precedentemente.
Un aspetto (apparentemente secondario) di tale cambiamento si potrà osservare nella nuova formulazione
di missione di Fruttagel e bell’adattamento dello schema “Orizzonte-Obiettivi-Ambiti”, che in qualche
misura alludono alle variazioni assai più sostanziali che saranno completamente apprezzabili solamente
con la prossima edizione del rapporto.
7
Introduzione
Quella presente sarà l’ultima edizione in cui sarà realizzato in forma esplicita quel “bilancio degli
intangibili” che ha così fortemente caratterizzato i bilanci degli ultimi anni. Si tratterà tuttavia di una
modifica soprattutto di forma e non di sostanza, dato che Fruttagel affida proprio ai suoi patrimoni
intangibili (umani, strutturali, relazionali) il compito di migliorarne le performance e di migliorare
contemporaneamente le sue relazioni ambientali. I medesimi concetti e parametri delle formulazioni di
missioni e di sintesi strategica si troveranno dunque – per ora - esposti in una forma più adatta ad essere
apprezzata dagli interlocutori, proprio perché sarà ancor più sui loro bisogni e sulle loro richieste che
sarà, in prospettiva, inquadrato il modello di rendicontazione. Sicuramente con il nuovo piano industriale
questi riferimenti si modificheranno maggiormente, ma anche questi piccoli ritocchi indicano la continua
preoccupazione di Fruttagel si revisionare costantemente i propri impegni e i propri obiettivi, nella
consapevolezza che per un’impresa non esistono mai delle acquisizioni che possano essere considerate
definitive, anche solo per un determinato periodo di tempo.
Si ribadisce infine che questa continua cura all’adattamento (anche per quello che riguarda le
formulazioni verbali dei propri impegni) dipende dal fatto che per Fruttagel la rendicontazione sociale
è sempre interpretata come “campo di partecipazione e coinvolgimento”, cioè come una base aperta,
partecipativa e dialettica ove l’impresa e i suoi stakeholder si possono incontrare, coordinando i rispettivi
interessi.
Si rimanda dunque all’appendice per cogliere – per quanto sia succinta la descrizione – le novità che si
profilano sulla modalità di realizzazione delle politiche sociali di Fruttagel, sottolineando anche in questa
introduzione un fatto tanto rilevante quanto necessario, che riguarda il vasto concorso dell’intero gruppo
dirigente alla riformulazione delle politiche di sostenibilità e anticipando il fatto che si avvierà quanto
prima una altrettanto intensa attività di consultazione e confronto con gli stakeholder, per arrivare,
sull’esercizio 2015, alla formulazione condivisa del piano di sostenibilità dell’impresa. È proprio l’avvio
della costruzione del piano di sostenibilità l’aspetto più rilevante che ha contraddistinto la parte finale
dell’esercizio 2014 e l’inizio di quello del 2015.
8
Parte
PRIMA
10
11
1.1 Fruttagel industria alimentare: la missione
I tre fondamentali protagonisti tra i quali (e coi quali) Fruttagel sviluppa la sua attività sono i consumatori,
i suoi soci, i conferenti. Potrebbe sembrare una considerazione ovvia, visto che i destinatari finali dei
prodotti sono certamente i consumatori, che il processo produttivo (“core”) è la trasformazione industriale
di prodotti agricoli, che tutto ciò non sarebbe possibile se a monte non ci fossero dei produttori agricoli
che realizzano la materia prima. Tuttavia è l’ispirazione con cui Fruttagel amministra i rapporti con questi
protagonisti che ne determina il carattere. In parole molto povere tale ispirazione corrisponde a questi
concetti:
• solo un rapporto adeguatamente gestito col consumatore può offrire a Fruttagel consistenti
prospettive di sviluppo;
• solo un conferente evoluto (cioè votato a ricerca, investimento, innovazione) può trovare
sostanziale vantaggio in un’impresa come Fruttagel.
Ecco che da questa doppia marcatura prende forma una condizione che è al contempo un impegno, e
che informa complessivamente la strategia imprenditoriale:
Le prospettive di Fruttagel dipendono da due “miglioramenti”:
dal lato dei consumatori, e dal lato dei conferenti.
Ecco che alla luce di questa sottolineatura la missione di Fruttagel risulta definita nei suoi particolari e nel
suo ruolo di stabile indirizzo.
Missione di Fruttagel
Un protagonista significativo della filiera agroindustriale che qualifica la presenza
cooperativa nella produzione, nella trasformazione e nella distribuzione per il benessere
alimentare delle persone.
• Nutrire le relazioni imprenditoriali, professionali e umane di responsabilità, partecipazione,
rispetto e trasparenza
• Consolidare il valore patrimoniale, industriale, relazionale dell’impresa come dotazione per i
soci attuali e futuri e per lo sviluppo della cooperazione
• Realizzare l’innovazione, il miglioramento del servizio e la qualificazione professionale che
aumentino l’efficienza della filiera e la competitività
• Adottare i sistemi tecnologici e organizzativi che garantiscano la salute dei consumatori, dei
lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente; concorrere allo sviluppo sociale delle comunità di
riferimento
• Dimostrare che anche in condizioni di forte complessità industriale è possibile fare impresa
rispettando le persone, il loro lavoro, la competizione e il mercato.
13
1 L’Identità
Dati Essenziali
1.2 Storia
I passi fondamentali che hanno portato Fruttagel all’attuale configurazione, sono 3:
2012
2013
2014
Soci cooperatori
17
17
15
Occupati
888
871
892
Giro d’affari (€)
129.391.482
128.525.154
130.612.527
Risultato di esercizio (€)
-44.530
229.886
1.496.509
Capitale sociale (€)
13.727.700
9.627.700
13.214.600
Patrimonio netto (€)
34.257.346
30.387.131
35.463.744
1
- Nei primi anni 60 nasce Ala Frutta, azienda Cooperativa per la lavorazione della
frutta fresca.
- A metà degli anni 60 inizia la lavorazione del prodotto di risulta: albicocche, pere,
pesche, mele per la produzione di cremogenato di frutta e per la produzione interna
di succhi di frutta.
- All’inizio degli anni 70 viene effettuato il primo investimento in una linea di succhi
in vetro completamente automatizzata.
- Alla fine degli anni 70 iniziano i primi problemi finanziari che conducono al
concordato e alla messa in liquidazione nell’agosto 1981 di Ala Frutta.
ALA FRUTTA 1971 - Produzione succhi
ALA FRUTTA 1967 - Sede veduta aerea
14
15
ALA FRUTTA 1971 - Veduta aerea
2
3
- Nel mese di novembre 1981, Parmasole, un’azienda cooperativa
di Martorano di Parma, leader del mercato per la lavorazione
del pomodoro, affitta gli impianti Alafrutta in liquidazione di
Alfonsine.
- Nel 1983 sono installati un impianto per la lavorazione del
pomodoro e la prima linea dei succhi in brik, una linea di
lavorazione per le mele solid pack.
- Alla fine degli anni 80 Parmasole acquisisce lo stabilimento
Arrigoni di Cesena (azienda chiusa da ormai 10 anni),
acquisizione che tuttavia non ottiene i risultati sperati.
-L’intero gruppo Parmasole entra in forti difficoltà: il sito
produttivo di Alfonsine, con i debiti di tutto il gruppo, chiede il
concordato preventivo.
- Nel 1994 viene costituita Fruttagel che acquisisce lo stabilimento di Alfonsine (RA). Due anni dopo
entra nella compagine sociale, Co.ind, cooperativa industriale con Sede a Castelmaggiore.
- Nel 1998 viene costituito a Termoli (CB) il Consorzio Fruttagel Molise per la gestione in affitto dello
stabilimento di Larino, di proprietà della Regione Molise, per la produzione e lavorazione locale di
ortaggi.
- Nel 2009 il Consorzio Fruttagel Molise acquisisce dalla regione Molise lo stabilimento di Larino. In
novembre, viene sottoscritto l’atto di fusione per incorporazione in Fruttagel.
FRUTTAGEL Consorzio Molise 1997
Sede veduta esterna
PARMASOLE 1987
Inserzione pubblicitaria Arrigoni
PARMASOLE 1987 - Sede veduta esterna
16
17
1.3 Modello istituzionale e organizzativo
Tabella 2
Compagine societaria di Fruttagel
al 31.12.2014
Istituzione
I soci di Fruttagel si dividono in due categorie:
1. Soci cooperatori conferenti, ovvero cooperative di produttori agricoli o di conduzioni terreni,
che vedono in Fruttagel uno strumento per il completamento della filiera agro-industriale e la
valorizzazione economica e strategica delle loro produzioni sul mercato, dell’impresa agricola e del
lavoro in generale.
Calcolo della prevalenza
2012
2013
2014
Conferimenti da soci (materie prime agricole e
semilavorati) (A)
83.882,7
72.960,8
84.006,7
Conferimenti da non soci (materie prime agricole
e semilavorati) (B)
32.575,8
38.961,5
40.642,2
TOTALE (C)
116.458,5
111.922,4
124.648,9
RAPPORTO DI PREVALENZA (A)/(C)
72,0%
65,2%
67,4%
Tabella 1
Attestazione della mutualità
prevalente (tonnellate)
2. Soci cooperatori non conferenti, espressione di cooperative che vedono in Fruttagel uno strumento
per la presenza nella filiera agro-alimentare e dunque per una maggiore garanzia e tutela dei
consumatori.
Ciò che accomuna questi diversi soggetti - e che rappresenta la “ragione d’essere” dell’esistenza
di Fruttagel - è il concetto di “creazione di valore” lungo i diversi stadi della filiera agro-industriale
mettendo in collegamento stretto la produzione e il consumo.
Compagine societaria
Categoria
% Capitale
N. Voti
Quota capitale
PROMOSAGRI soc. coop. p.a. (RA)
agricoltura
8,40
1
1.109.500
CO.IND. soc.coop (BO)
agro-industria
11,50
5
1.519.900
CO.IND. IMMOBILIARE S.R.L. (RE)
agro-industria
5,45
1
719.900
CO. IND. TRADING S.rl. (BO)
agro-industria
8,47
5
1.119.800
ATTIBASSI S.r.l. (BO)
agro-industria
8,47
5
1.119.300
TERREMERSE soc.coop (RA)
agricoltura
11,31
5
1.495.000
Coop.Agric.Braccianti Giulio Bellini
agricoltura
2,27
1
300.000
APOFRUIT ITALIA soc.coop. agricola (FC)
agricoltura
6,51
1
860.000
AGRISFERA soc. coop. agricola p.a. (RA)
agricoltura
1,42
1
187.300
A.F.E.Associazione Frutticoltori Estense scrl
agricoltura
2,27
1
300.000
CO. PRO. AGRI. soc. coop. agricola (RA)
agricoltura
8,25
1
1.090.000
PEMPACORER soc. cons. agr. a.r.l. (RA)
agricoltura
2,97
1
392.000
AS.I.P.O. soc. coop. a.r.l. (PR)
agricoltura
1,90
1
251.900
A.O.M. soc. coop. agr. (CB)
agricoltura
1,51
1
200.000
APO CONERPO soc. coop. agricola (BO)
agricoltura
3,03
1
400.000
Soc.Coop.C.A.S.A. “Mesola”
agricoltura
1,04
1
100.000
APO CONERPO soc. coop. agricola (BO)
agricoltura
1,50
1
144.600
83,73
31
11.064.600
Soci Cooperatori
TOTALE
Soci sovventori e finanziatori
18
Federazione delle COOPERATIVE della
provincia di RAVENNA (RA)
finanziaria
4,92
1
650.000
COOPFOND S.p.a. (BO)
finanziaria
11,35
1
1.500.000
TOTALE
16,27
2
2.150.000
TOTALE GENERALE
100,00
33
13.214.600
19
L’Assemblea dei soci e le regole di voto
Nelle cooperative agricole come Fruttagel è previsto il voto plurimo. In Fruttagel l’art. 36 dello Statuto
sociale prevede che ogni socio cooperatore può avere diritto a più voti, ma non oltre cinque, in
relazione all’ammontare della quota sociale sottoscritta e versata in base al seguente criterio: fino a
€ 671.900,00 un voto, oltre cinque voti. Ai soci sovventori possono essere attribuiti più voti, ma non
più di 5 cinque ciascuno e fino ad un massimo di 1/3 dei voti spettanti all’Assemblea.
Assemblea
Capitale sociale
%
N. voti
%
Agricoli
6.585.700
49,84
15
45,45
Agro-industria
4.478.900
33,89
16
48,49
TOTALE SOCI COOPERATORI
11.064.600
83,73
31
93,94
Soci Cooperatori
Soci Cooperatori
conferenti
Soci Sovventori
416,27% di Capitale Sociale
2 voti su 33
41,44% di Capitale Sociale
14 voti su 33
Soci Cooperatori
non conferenti
242,29% di Capitale Sociale
17 voti su 33
Collegio sindacale
Assemblea dei Soci
Soci sovventori e finanziatori
Finanziari
2.150.000
16,27
2
6,06
TOTALE SOCI SOVV. E FINANZ.
2.150.000
16,27
2
6,06
TOTALE GENERALE
13.214.600
100,00
33
100,0
Tabella 3
Composizione dell’Assemblea dei
soci nel 2014
5
1
2
2
Membri
Presidente
Sindaci effettivi
Sindaci supplenti
Figura 1
Assetto istituzionale di Fruttagel
al 31.12.2014
Consiglio di Amministrazione
11 Membri
Il Consiglio di Amministrazione
L’art. 39 dello Statuto prevede che il Consiglio di Amministrazione sia composto da un limite minimo di 3
ad un massimo di 15 componenti. La maggioranza dei consiglieri deve essere scelta fra persone indicate
dai soci cooperatori; i soci finanziatori possono nominare 1/3 dei consiglieri con il limite massimo di 3
amministratori e non più di un amministratore per ogni socio finanziatore.
Consiglio di Amministrazione
Collegio Sindacale
Alberti Vincenzo - Presidente
Bernardi Alberto
Mordenti Egidio - Vice Presidente
Pincelli Aristide
Bettati Daniele
Caldarelli Piertommaso
Cesari Tino
Gamberini Giancarlo (suppl)
Cioffi Luca
Macrì Laura (suppl)
Presidente
Fabbrino Stanislao
Bastoni Ilenio
Pasini Pietro
Cattini Tommaso
Albertini Giovanni
Magnani Remo
20
21
Presidente
Direzione Produzione
e Area Tecnica
Direzione Amm.ne
Finanza e Controllo
Serv.
Prevenzione
Protezione
Ambiente
Gestione
Ricambi
Manutenzione
Capireparto
Produzione
Freddo
Tesoreria
Amministratore
Delegato
Coordinamento
Direzioni e Stab. Larino
Direzione R.U.
e Organizzazione
Direzione
Supply Chain
Contabilità
Generale
Contabilità
Fornitori
Contabilità
Clienti
Controllo di
Gestione
Acquisti
Segr.
centralino
Area Commerciale
ICT
Processi
Customer S.
Demand
Program.
Produzione
Pianificazione
Integrata
Back Office
Amministrazione
Personale
Produzione
Caldo
Div. Vendite
Caldo
Logistica
Servizi
Agronomici
Gestione
Qualità
Segreteria
Commerciale
Div. Vendite
Freddo
Rete Agenti
Div. Vendite
Estero
Conferimenti
Capiturno
Chiamaturno
Personale
di Produzione
Figura 2
Organigramma al 31/12/2014
Stabilimento
Larino*
Magazzini
(caldo-freddo)
Tecnici
Agronomici
Ass. Qualità
Pesa
Personale officina
agric. e Person.
raccolta
Controllo
Qualità
Area R&S
R&S
Div. Freddo
R&S
Div. Caldo
Lab. Pesticidi
* Vedi dettaglio alla pagina seguente
22
23
Organizzazione e controllo
Responsabile
stabilimento
Figura 3
Stabilimento di Larino
Amministrazione
Personale
Nel 2009 Fruttagel ha realizzato l’adeguamento il proprio primo modello organizzativo di cui al
D.Lgs. 231/2001 ( norma che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa
delle società).
Magazzino
e Logistica
Area
AQ e CQ
Responsabile processi
produttivi
Personale
controllo Qualità
Personale
di produzione
Coordinamento
e manutenzione
Personale
manutenz. e servizi
Fruttagel ha provveduto altresì a costruire il proprio Codice Etico, quale strumento della responsabilità
sociale ma anche della governance, in cui si specificano le attribuzione e gli obblighi dei differenti
attori interni nei confronti degli interlocutori tutti.
A garanzia del rispetto del Codice etico il Consiglio di Amministrazione ha nominato una Commissione
Etica, quale organo collegiale composto da cinque membri, tra cui anche il Presidente dell’Organismo
di Vigilanza 231 e due membri esterni all’azienda, a garanzia della continuità tra corretta gestione e
trasparenza nella conduzione degli affari e verifica dell’etica dell’impresa.
Nel corso del 2014 l’Organismo di Vigilanza 231 ha provveduto non solo a sovrintendere al Modello
e a realizzare le opportune verifiche ma a revisionarlo e ad aggiornarne le funzioni sulla base delle
modifiche legislative intervenute (comprese le nuove ipotesi di reato rientranti oggi nel D.Lgs 231/01),
riunendosi regolarmente e producendo una relazione annuale diretta al Presidente del Consiglio di
Amministrazione quale esito delle proprie attività.
Commissione Etica
Organismo di Vigilanza 231
Menghetti Natalina
Tampieri Massimo
Zannoni Daniela
Sabadini Riccardo
Di Lenardo Cristina
Pezzi Sergio
Petitto Salvatore
Tampieri Massimo
24
25
1.4 Gli stakeholder
Una rendicontazione sociale efficace impone chiarezza relativamente agli stakeholder che si intende
maggiormente coinvolgere ed è quello che si persegue con la cosiddetta “mappa degli stakeholder”,
ovvero con l’elenco (ordinato per importanza) delle principali categorie di interlocutori verso i quali
l’impresa ritiene di avere delle specifiche responsabilità, o che influenzano in maniera sensibile gli
obiettivi e le scelte dell’impresa.
Certamente esistono stakeholder che hanno uno specifico peso istituzionale (come per esempio i soci) e
che è inevitabile rilevare nella rendicontazione. Altri interlocutori da cui non si può prescindere sono poi i
clienti, i fornitori, i dipendenti, la comunità sociale, eccetera. Esiste dunque un criterio ovvio e “normale”
per identificare gli stakeholder, ma è proprio questo criterio che si intende superare con l’elaborazione
del piano di sostenibilità a cui si è accennato e di cui si darà conto in modo più ampio alla fine del
rapporto.
Ciò che ci si sta preparando a fare è dunque una descrizione più ragionata degli stakeholder di Fruttagel,
cercando di capire quale sia “la ragione di scambio” con gli stessi , cioè su cosa si debba fondare quel
“patto di reciprocità” che è alla base di ogni negoziato sociale.
Ovviamente si tratta di un criterio molto schematizzato della relazione impresa-stakeholder, che però dà
l’idea del superiore grado di pattuizione che Fruttagel è impegnata a realizzare attraverso l’elaborazione
del proprio piano di sostenibilità. Bisogna inoltre considerare che la graduazione d’importanza degli
stakeholder si modifica nel tempo a seconda delle condizioni e delle strategie dell’impresa e che è
dunque necessario approfondire, esercizio per esercizio, lo stato della relazione e le possibili evoluzioni.
Nel prossimo rapporto si darà dunque conto
dei primi risultati del piano di sostenibilità in
costruzione (si rimanda anche in questo caso al
termine del documento) e che sono sintetizzati
in cinque punti che identificano con sufficiente
chiarezza i gruppi principali di stakeholder da
coinvolgere, indicati nella piccola tabella a lato.
Come noto l’attività di Fruttagel per il triennio 2014-2016, ruota attorno agli obiettivi previsti dal piano
industriale, vale a dire:
• espansione del fatturato, basata sull’estero e sul miglior posizionamento in Italia;
• innovazione di prodotto (soprattutto biologico);
• rafforzamento patrimoniale, tramite più consistente marginalità, con il reperimento di nuovo
capitale sociale e l’ulteriore miglioramento della posizione finanziaria netta.
Tali obiettivi strategici e le relazioni su cui si fondano (nei confronti dei principali stakeholders), sono
caratterizzati dal alcuni fondamentali aspetti (parole d’ordine) di fatto già compresi nella stessa mission
dell’azienda:
• qualità (dei prodotti e dei processi);
• biologico (inteso come nuova frontiera per il benessere alimentare);
• educazione (come sollecitazione di un processo di maturazione culturale da parte di tutti i
protagonisti della filiera);
• sostenibilità (come rispetto del territorio, delle risorse naturali, dei processi produttivi e complessivamente delle relazioni umane attraverso le quali si realizza la missione di Fruttagel).
Le novità e le prospettive esposte nei prossimi capitoli del bilancio sociale vanno tutte in tale direzione,
rafforzando ulteriormente l’impegno di Fruttagel sui temi citati.
“Piano di sostenibilità
e stakeholder”
•Conferenti di biologico
•Lavoratori
•Clienti
•Fornitori
26
27
2 L’Impresa
2.1 Confronto tra il bilancio a consuntivo
2.2 Presenza nella filiera agroindustriale:
Il 2014 si è chiuso con un fatturato pari a 131,8 M € e quindi superiore di più di 2 M € rispetto a quanto
preventivato nel primo anno del piano.
L’export è cresciuto del 28% rispetto al consuntivo 2013, le vendite di latti vegetali del 26%, il fatturato
dei prodotti biologici ha avuto uno sviluppo del 15% e il business del pomodoro del 12%.
L’attività di Fruttagel non si limita alla mera trasformazione industriale dei prodotti ma inizia a monte
(campo) e si prolunga a valle (commercializzazione).
Dallo schema seguente si coglie quanto la sua presenza tocchi tutte le fasi che vanno dal campo al
consumatore.
e piano industriale 2014-2016
coltivazione, produzioni e commercializzazione
Nel corso del 2014 abbiamo realizzato investimenti per 8,2 milioni di euro in linea con il piano industriale
e siglato il contratto per il primo step del nuovo impianto di cogenerazione ad Alfonsine e a Novembre
del 2014 abbiamo iniziato a utilizzare il magazzino surgelati realizzato da Immobiliare Raspona che ha
terminato i lavori con grande efficienza e puntualità.
Per quanto riguarda la parte reddituale, il rapporto tra margine operativo lordo è fatturato è stato nel
2014 del 5,9% esattamente il dato ipotizzato nel primo anno del piano industriale mentre il rapporto tra
utile netto e fatturato nel 2014 è stato pari all’1,1% e quindi superiore rispetto a quanto pianificato nel
primo anno del piano industriale (0,6%)
L’incidenza degli oneri finanziari rispetto al fatturato è stata pari all’1,2% e quindi inferiore rispetto
al primo anno del piano e pari all’1,6% grazie al contenimento del debito nei confronti degli istituti
di credito, all’incessante lavoro di ricerca di migliori condizioni contrattuali con le banche favorito dal
miglioramento del rating dell’azienda, dalla grande attenzione dedicata al mercato agroalimentare e
dalla grande disponibilità di liquidità del mercato del credito.
Il ROI è stato dell’1,5% esattamente il dato ipotizzato nel primo anno del piano.
Per quanto riguarda invece la parte patrimoniale, il rapporto tra le rimanenze e il fatturato è stato pari
al 36,6% e quindi inferiore rispetto al primo del piano che ipotizzava un rapporto superiore e pari al
37,6%. Buon risultato che evidenzia la costante attenzione dell’azienda sull’incidenza delle scorte.
Il capitale circolante netto operativo (crediti vs clienti+rimanenze-debiti vs fornitori) rispetto al fatturato
è stato pari a 28,2% e quindi inferiore rispetto al 34,3% ipotizzato nel piano. Anche questo risulta essere
un ottimo dato per l’azienda che fa il paio con quello del paragrafo precedente relativo alle rimanenze.
La posizione finanziaria netta (PFN) che rappresenta sostanzialmente il debito dell’azienda nei confronti
degli istituti di credito è stato al 31-12-2014 pari a 68,8 M € quindi in crescita come previsto rispetto al
2013 ma meglio di quanto previsto nel piano che considerava una PFN di 71,6 M €.
28
29
Servizio agronomico
Servizi di assistenza ai soci e controllo di filiera
L’Area Agronomica di Fruttagel è costituita complessivamente da 6 tecnici agronomi, dedicati alla
gestione del prodotto (ortaggi e pomodoro) e agli acquisti (prevalentemente frutta).
Della stessa area fanno altresì parte circa trenta operai (a tempo indeterminato e soprattutto avventizi)
per coprire la campagna di raccolta, di cui alcune unità occupate anche nella manutenzione delle
macchine durante il resto dell’anno.
Regole di campionamento
Il campionamento di controllo, in fase di pre-raccolta, avviene mediante piani ad hoc, in funzione delle
difficoltà della specie nel raggiungimento di determinati livelli di qualità:
• fagiolino e pisello: campionamento del 10% delle aziende agricole (non sussiste un elevato
grado di difficoltà di coltivazione);
• prodotti in foglia: campionamento del 100% (grado di difficoltà legato principalmente alla
presenza d’insetti);
•borlotto: campionamento al 100%, anche se con volumi più modesti;
La gestione ed i controlli sulle materie prime agricole, hanno le seguenti caratteristiche:
•biologico: campionamento pre-raccolta al 100% (per obbligo normativa CE).
Ortaggi: Fruttagel compra il seminativo degli ortaggi (che vende ai soci senza ricarico) e concorda
il piano di semina e raccolta secondo precisi disciplinari, che prescrivono le caratteristiche tecniche
e organolettiche del prodotto a seconda delle richieste dello specifico cliente. I tecnici di Fruttagel
controllano periodicamente lo stato di avanzamento della coltivazione del prodotto. In fase di preraccolta l’Ufficio qualità (Laboratorio pesticidi) organizza un piano di campionatura per verificare il
rispetto dei disciplinari e dei tempi di coltivazione. A maturazione del prodotto vengono organizzate
le raccolte e i trasporti.
La determinazione dei prezzi di conferimento avviene l’anno precedente all’anno di coltivazione,
secondo specifiche di conferimento relative al livello qualitativo richiesto per le surgelazioni e
secondo gli andamenti previsionali del mercato.
Pomodoro: l’assistenza agronomica alla produzione è affidata direttamente alle OP (Organizzazione
di Produttori), Fruttagel è solo responsabile del prodotto dal momento del conferimento fino al
termine della sua lavorazione.
Frutta: esiste una programmazione per l’approvvigionamento giornaliero o settimanale in modo
da permettere l’aggiornamento costante dei fabbisogni, sulla base dell’andamento dei prezzi di
mercato. I controlli sulla frutta e sul pomodoro vengono fatti a campionamento solo nel momento
del conferimento o dell’acquisto.
Fruttagel garantisce ai soci conferenti i seguenti servizi aggiuntivi:
• acquisto sementi dalle principali aziende multinazionali olandesi e americane2 , richiedendo la
certificazione “OGM FREE”;
• disponibilità di 15 macchine per la raccolta, di cui 9 per la raccolta del borlotto e del pisello,
4 per il fagiolino e 2 per i prodotti in foglia (spinacio, bieta e cicoria);
• trasporto degli ortaggi dai campi allo stabilimento a carico di Fruttagel; la raccolta e il trasporto
di frutta e pomodoro sono a carico di soci o fornitori.
2
Le sementi per borlotti hanno origine italiana.
30
31
Produzioni
Le linee di produzione rappresentano un momento fondamentale per la determinazione della qualità del
prodotto finito.
Di seguito vengono descritte le principali caratteristiche delle due linee di produzione di Fruttagel, linea
del freddo per gli ortaggi surgelati e linea del caldo per i succhi di frutta e i derivati del pomodoro.
Le lavorazioni della linea del freddo
La linea del freddo si compone dei processi di lavorazione di prodotti in foglia (spinaci, bieta, cicoria,
cime di rapa), i fagiolini, i piselli e i borlotti, oltre alla miscelazione degli ortaggi per i minestroni, le
linee di confezionamento per i surgelati e le linea di produzione di pomodoro per cubetti surgelati.
Le linee del freddo lavorano alternativamente per circa 10 mesi all’anno, tranne il confezionamento
surgelato che lavora in modo continuativo.
Nello stabilimento di Larino sono presenti solo lavorazioni della linea del freddo: è presente una linea
per la lavorazione della foglia (spinacio, cicoria, bieta e cime di rapa), le lavorazioni di zucchine a
rondelle e cubetti, le carote a rondelle e cubetti, poi sedani in cubetti, verze, porri, patate, broccolo,
cavolfiori, asparagi, gran parte di questi ortaggi utilizzati per le miscele dei vari minestroni, altri
vengono confezionati in busta come mono ingrediente.
Lo stabilimento è dotato inoltre di una linea di grigliatura di melanzane, zucchine peperoni, patate,
prodotti che vengono surgelati e dopo il loro scongelamento domestico sono pronti per l’immediato
consumo. A partire dal mese di gennaio 2015 è inoltre entrata in funzione la nuova linea per la
lavorazione ed il confezionamento di asparagi integralmente provenienti da filiere italiane.
32
33
Le lavorazioni della linea del caldo
Produzioni biologiche
La linea del caldo comprende la lavorazione della frutta in succhi e nettari di diversi gusti (albicocche,
pesche, pere e mele) in brik e bottiglia nei diversi formati; la lavorazione del pomodoro; la lavorazione
di latti vegetali (soya,riso).
La quantità di ortaggi e frutta biologica certificata risulta in crescita nell’ultimo triennio. Nel 2014
essa rappresenta il 16,08% del totale ortaggi e frutta complessivamente lavorati. La quantità di
pomodoro biologico acquistato nell’anno subisce un incremento in termini percentuali rispetto al
totale pomodoro lavorato nel biennio precedente.
MPA
2012
2013
2014
Quantità totale MPA (tonnellate)
105.940
95.674,4
110.460,75
Quantità totale MPA biologica (tonnellate)
15.958
13.617,3
17.764,71
% bio sul totale MPA
15,0
14,2
16,08
2012
2013
2014
Quantità totale MPA (tonnellate)
49.071
44.723,3
52.221,19
Quantità totale MPA biologica (tonnellate)
4.675
3.911,9
5.860,98
% bio sul totale MPA
9,5
8,7
11,22
2012
2013
2014
Quantità totale MPA (tonnellate)
16.524
13.754,5
14.997,32
Quantità totale MPA biologica (tonnellate)
2.503
1.536,1
2.179,97
% bio sul totale MPA
15,15
11,2
14,54
2012
2013
2014
Quantità totale MPA (tonnellate)
40.345
44.723,3
43.242,24
Quantità totale MPA biologica (tonnellate)
8.781
8.169,3
9.723,77
% bio sul totale MPA
21,8
18,3
22,49
MPA Ortaggi
MPA Frutta
Sia per i prodotti che provengono dai conferimenti dei soci che per quelle che arrivano come semilavorati
in fusti congelati o in cisterne a zero gradi, Fruttagel effettuata controlli per non manomettere ex
ante la garanzia qualitativa del processo di trasformazione. I controlli sui pesticidi (realizzati dal
laboratorio dell’Ufficio qualità) vengono compiuti su ogni materia prima in ingresso. Sul pomodoro,
di cui Fruttagel è responsabile anche nella coltivazione, questi controlli vengono effettuati anche in
campagna per validarne ulteriormente la qualità.
Per la lavorazione del latte di Soya, Fruttagel si avvale del fornitore di materia prima, leader in Europa
(ALPRO) e, con la sua determinazione nei controlli, confeziona in brik un prodotto innovativo.
MPA Pomodoro
La frutta lavorata in Fruttagel si divide in tre tipologie:
•convenzionale,
• lotta integrata,
•biologico.
Il pomodoro invece si distingue tra biologico e lotta integrata.
34
35
Tabella 4
Materia prima agricola (MPA)
biologica lavorata nel triennio
Tabella 5
Ortaggi biologici nel triennio
Tabella 6
Frutta biologica nel triennio
Tabella 7
Pomodoro biologico nel triennio
Commercializzazione
3.1 Andamento economico e patrimonio
Canali di vendita
Con l’anno 2014 si è concluso il primo anno del piano industriale e tutti gli obiettivi di carattere
economico patrimoniale e finanziario sono stati realizzati.
Il risultato netto di gestione è stato pari a € 1.496.000 con una marginalità operativa lorda pari al 6,10%.
Il progressivo miglioramento dei risultati della gestione caratteristica e del risultato netto di bilancio,
è stato determinato dalle scelte gestionali e strategiche della direzione e delle azioni di efficienza
intraprese congiuntamente da tutte le Aree aziendali negli anni passati.
Fruttagel opera sul mercato attraverso diversi canali di vendita e applicando strategie di marchio
proprio ed attraverso la produzione con marchi di proprietà delle catene Retail ed anche di gruppi
distributivi Catering; le categorie merceologiche rappresentate in Fruttagel sono diverse, Bevande a
base Frutta e Cereali, prodotti base pomodoro, verdure surgelate.
I marchi che Fruttagel gestisce su queste categorie sono:
• Almaverde Bio per verdure surgelate, bevande e succhi di frutta, bevande, passate e polpe di
pomodoro biologiche;
• Sucor, Sica, Sungel per ortaggi e surgelati convenzionali;
•Solaris per la linea di Pomodoro Italiano;
•Dai e Dammi per la linea di thè, bevande, succhi e nettari;
•Solandia per le bevande a base cereali e verdure surgelate.
Fatturato per linee di prodotto
Il fatturato complessivo al 31.12.2014 ammonta a 130.612.527 Euro.
Il settore dei succhi, bevande a base di frutta e te ha registrato a livello nazionale un forte decremento
a volume (-5% per gran parte influenzata dalla negativa stagione estiva 2014) e in parte da ulteriore
decremento del consumo pro-capite.
Diversamente si è sviluppato ulteriormente il mercato delle bevande a base di cereali. L’effetto
algebrico dei due differenti settori porta l’azienda nella divisione Food Grocery a sviluppare una
leggera crescita pari al 2,5% sul fatturato rispetto al 2013.
Le vendite di ortaggi surgelati nel mercato Retail a livello nazionale sono stazionarie o in leggero
incremento. Per Fruttagel l’ottenimento di nuove commesse su prodotti di filiera nazionale inseriti in
distribuzione (Asparagi, Patate Novelle, Verdure Grigliate) ho portato l’azienda a mantenere il valore
del fatturato 2013 ma con un decremento a volume pari a 4%; nel canale Food Service destinati alle
gradi strutture di ristorazione collettiva i volumi sono calanti mentre si sono stabilizzati i consumi nel
settore tradizionale. Complessivamente il 2014 chiude in modo stabile allineato al 2013.
Nel 2014 il mercato dei derivati del pomodoro in Italia esprime una stagnazione dei consumi con
segni positivi rispetto al 2013 solamente sui mercati esteri dove Fruttagel ho realizzato la crescita
totale del segmento pari al 13%.
Fatturato di vendita/000
2012
%
2013
%
2014
%
Succhi di frutta, bevande frutta,
bevande vegetali e tè
55.104
42,58
53.895
41,93
53.581
41,02
Ortaggi surgelati
53.790
41,58
54.838
42,67
54,419
41,66
Derivati del pomodoro
17.423
13,46
17.063
13,27
19,116
14.64
Altri ricavi
3.074
2,38
2.730
2,13
3.497
2,68
Totale
129.391
100
128.525
100
130.613
100
Tabella 8
Fatturato di vendita per linee di
prodotto: trend 2012-2014
Fonte: Bilancio d’esercizio 2014
36
Nonostante l’anno 2014 sia stato caratterizzato da una maggiore intensità di liquidità, anche se in
misura minore rispetto a quanto preventivato, dovuta alla realizzazione degli importanti investimenti
previsti nel primo anno del piano industriale e alla liquidazione del socio finanziatore ISA uscito dalla
compagine sociale nel 2013, si è mantenuto un contenimento della situazione finanziaria.
Evoluzione della posizione finanziaria netta
2012
2013
2014
pfn
€ 75.366.000,00
€ 65.827.000,00
€ 68.793.000,00
Margine Operativo Lordo
2012
2013
2014
ebitda
€ 7.695.000,00
€ 7.475.000,00
€ 8.140.000,00*
3 Reddito
e Patrimonio
*Il MOL 2014 sarebbe stato ben più ampio se Fruttagel avesse potuto disporre dei contributi comunitari derivanti dai piani
Operativi (presenti fino al 2012) ma, in continuità con la scelta effettuata nel 2013, la direzione ha deciso, in via prudenziale,
di sterilizzare il conto economico da tali contributi nell’attesa della definizione del contenzioso in essere.
Principali risultati
2012
2013
2014
Valore della produzione
127.667.038
128.857.298
133.239.397
Di cui ricavi di vendita
129.391.482
128.525.154
130.612.527
Risultato netto
-44.530
229.886
1.496.509
Patrimonio Netto
34.257.346
30.387.131
35.463.744
Di cui capitale sociale
13.727.700
9.627.600
13.214.600
3.2 Valore aggiunto: produzione e distribuzione
Lo “schema del valore aggiunto” (la sua determinazione e il suo riparto) è ciò che caratterizza lo standard
GBS, congiungendo gli aspetti economici della gestione con quelli sociali.
Il valore aggiunto viene rappresentato in due prospetti, uno che espone il modo in cui esso è stato
prodotto e l’altro che ne evidenzia il riparto, cioè come la ricchezza è stata distribuita agli interlocutori
principali.
Questo schema viene utilizzato per due motivi principali: permette di quantificare – e soprattutto di
descrivere come - la ricchezza è stata prodotta, poi la sua distribuzione, cioè chi, e in quale misura, ne ha
beneficiato. In secondo luogo lo schema consente di collegare il bilancio sociale con il bilancio ordinario.
In sostanza: lo schema di produzione e distribuzione del valore aggiunto è uno strumento per “rileggere
il bilancio dal punto di vista degli stakeholder”.
37
Tabella 9
Sintesi dei principali risultati
economici e patrimoniali: trend
2012-2014
DETERMINAZIONE DEL VALORE AGGIUNTO
2012
2013
2014
Ricavi delle vendite delle prestazioni (meno rettifiche di ricavo)
129.391.482
128.525.154
130.612.527
Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
-3.957.326
-206.756
1.670.221
Variazione dei lavori in corso su ordinazione
-
-
-
Altri ricavi e proventi
2.201.250
509.777
925.951
Totale Valore della Produzione
127.635.406
128.828.175
133.208.699
Consumo materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci
-52.823.719
-56.836.713
-55.856.516
Costi per servizi
-29.056.470
-27.708.181
-29.679.037
Costi per godimento di beni di terzi
-1.876.532
-1.822.411
-2.079.898
Accantonamenti
-
-56.000
-94.600
Oneri diversi di gestione
-225.280
-163.297
-304.296
Totale Costi Intermedi della Produzione
-83.982.001
-86.586.602
-88.014.347
Distribuzione del valore aggiunto
A) Valore della Produzione
6,04%
1,94%
0,11%
0,50%
Grafico 1
Quote di remunerazione 2012
B) Costi intermedi della produzione
VALORE AGGIUNTO CARATTERISTICO LORDO (A-B)
43.653.405
42.241.573
-45.194.352
+/- Saldo Gestione Accessoria
222.876
390.770
207.702
Ricavi Accessori
222.876
390.770
207.702
Costi Accessori
-
-
-
+/- Saldo Gestione Straordinaria
59.796
86.355
1.045.390
Ricavi straordinari
360.432
344.543
1.290.973
Costi straordinari
-300.636
-258.188
-245.583
Totale Gestione Accessoria e Straordinaria
282.672
477.125
1.253.092
VALORE AGGIUNTO GLOBALE LORDO (A-B+/-C)
43.936.077
42.718.698
46.447.444
D) Ammortamenti della gestione per gruppi omogenei di beni
-4.998.713
-5.075.120
-5.201.483
E) Accantonamenti imposte anticipate e differite
-12.437
24.020
-227.719
VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO (A-B+/-C-D)
38.924.927
37.667.598
41.018.242
57,77%
31,03%
5,35%
1,98%
0,59%
0,50%
•
•
•
•
•
•
•
A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.)
B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima
conferita)
C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e
indirette e tasse)
D) Capitale di credito (oneri finanziari)
E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote)
F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o
perdite)
G) Movimento cooperativo (contributi associativi e
fondo mutualistico)
Grafico 2
Quote di remunerazione 2013
C) Gestione accessoria e straordinaria
5,35%
1,98%
31,03%
Tabella 10
Determinazione del valore
aggiunto 2012-2014
38
60,55%
31,03%
0,59%
0,50%
•
•
•
•
•
•
•
A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.)
B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima
conferita)
C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e
indirette e tasse)
D) Capitale di credito (oneri finanziari)
E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote)
F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o
perdite)
G) Movimento cooperativo (contributi associativi e
fondo mutualistico)
Grafico 3
Quote di remunerazione 2014
60,55%
•
•
•
•
•
•
•
A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.)
B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima
conferita)
C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e
indirette e tasse)
D) Capitale di credito (oneri finanziari)
E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote)
F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o
perdite)
G) Movimento cooperativo (contributi associativi e
fondo mutualistico)
39
A) Remunerazione del personale
Contiene sia la remunerazione diretta (salari, stipendi comprensivi della remunerazione variabile) che
quella indiretta (oneri sociali, tfr, costi per mensa aziendale, etc.) dei lavoratori.
B) Remunerazione dei soci conferenti
Si tratta della valorizzazione della materia prima conferita.
C) Remunerazione della Pubblica Amministrazione
La voce comprende la quota di risorse destinate allo Stato sotto forma di imposte dirette sul reddito
d’esercizio (correnti, differiti o anticipate), imposte indirette e tasse.
D) Remunerazione del capitale di credito
Si tratta essenzialmente degli oneri finanziari a lungo e breve termine.
E) Remunerazione del capitale di rischio
Rappresenta – sul piano formale - i dividendi e l’eventuale rivalutazione delle quote di capitale sociale
versate dai soci.
F) Remunerazione dell’azienda
È costituita dalla variazione in positivo o in negativo del patrimonio netto, dovuto all’accantonamento a
riserva dell’utile di bilancio o all’impiego del patrimonio a copertura delle perdite.
4.1 Dipendenti
Dopo le contrazioni registrate sul numero di giornate lavorate nell’anno 2013 (a causa del difficile
andamento delle campagne), l’esercizio 2014 ha rappresentato, in particolare per gli Operai a Tempo
Determinato (Avventizi), un anno di forte crescita lavorativa.
Fruttagel non solo ha proceduto all’assunzione di complessivi 50 nuovi dipendenti (di cui 42 presso lo
stabilimento di Alfonsine e 8 presso quello di Larino), dato già di per se altamente significativo, ma a
ciò a saputo aggiungere un incremento importante delle giornate lavorate per il personale già in forza.
La media delle giornate lavorate da tutto il personale avventizio a tempo determinato, in forza nello
stabilimento di Alfonsine, è infatti risultata pari a circa n. 170 giornate, con un incremento medio di 8
giornate rispetto all’anno precedente.
Nello stabilimento di Larino, tale incremento è stato addirittura più eclatante; si è passati infatti dalle
150 giornate medie del 2013 alle 171 giornate del 2014 (di fatto un mese di lavoro in più), rafforzando
la continua crescita che negli ultimi anni ha interessato tale stabilimento.
Tali dati, che in parte è doveroso considerare difficilmente ripetibili, sono tuttavia il frutto di una continua
crescita di investimenti e gestionale/organizzativa di entrambi gli stabilimenti, ancora più rilevante ed
apprezzabile in termini occupazionali, se si considera che la quasi totalità del personale neo assunto e
larga parte di quello già in forza, è personale femminile.
4 Lavoro
G) Remunerazione al movimento cooperativo
Questa quota è composta dal 3% dell’utile (se presente) versato a Coopfond, il Fondo Mutualistico
dell’Associazione, e dai contributi associativi a Legacoop.
Qualifica dipendenti
Alfonsine
Uomini
%
Donne
%
Totale
%
Dirigenti
6
3,17
0
0,00
6
0,80
Quadri
12
6,35
4
0,72
16
2,14
Impiegati
25
13,22
40
7,16
65
8,69
Apprendista impiegati
0
0,00
0
0
0
0
Operaio tempo indeterminato
58
30,69
1
0,18
59
7,89
Apprendisti operai
1
0,53
0
0,00
1
0,13
Operaio a tempo determinato
88
46,04
514
91,94
602
80,35
Totale generale
190
100,00
559
100,00
749
100,00
%
Totale
%
Qualifica dipendenti
Larino
40
2014
2014
Uomini
%
Donne
Dirigenti
0
0,00
0
0,00
0
0,00
Quadri
1
3,03
0
0,00
1
0,70
Impiegati
2
6,06
4
3,67
6
4,26
Apprendista impiegati
0
0,00
0
0,00
0
0,00
Operaio tempo indeterminato
7
21,21
0
0,00
7
4,93
Apprendisti operai
0
0,00
0
0,00
0
0,00
Operaio a tempo determinato
24
69,70
105
96,33
129
90,11
Totale generale
33
100,00
109
100,00
143
100,00
41
Tabella 11
Dipendenti per genere, qualifica
e stabilimento al 31.12.2014
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
Grafico 4
Alfonsine: giornate lavorate odt
10%
0
Nel 2014 il numero di addetti occupati all’interno dello stabilimento di Fruttagel di Alfonsine risulta
essere pari a 749 addetti, di cui 147 a tempo indeterminato e apprendisti (19,62%) e 602 a tempo
determinato (80,37%); il 25,31 % è composto da personale di sesso maschile e il 74,69 % di sesso
femminile.
Allo stesso modo, il numero di addetti occupati all’interno dello stabilimento di Larino risulta essere pari
a 143 addetti, di cui 14 a tempo indeterminato (9,56 %) e 129 a tempo determinato (90,44%), il 25,36
% è composto da personale di sesso maschile e il 76,64 % di sesso femminile.
2012
30%
Fino a 100 giornate
Tabella 12
Giornate lavorate dagli operai a
tempo determinato nel triennio
2012-2014
42
2014
N. operai
%
N. operai
%
N. operai
%
87
14,03
77
12,71
75
12,29
Da 101 a 151 giornate
110
17,74
97
16,00
75
12,29
Oltre le 151 giornate
423
68,23
432
71,29
460
75,42
Totale
620
100
606
100
610
100
N. di giornate Larino
N. operai
%
N. operai
%
N. operai
%
Fino a 100 giornate
9
7,26
10
8,20
13
10,16
Da 101 a 151 giornate
53
42,74
55
45,00
19
14,84
Oltre le 151 giornate
62
50,00
57
46,80
96
75,00
Totale
123
100
122
100
128
100
2014
70%
60%
2013
2013
Fino a 100 giornate
Da 101 a 151 giornate
Oltre le 151 giornate
80%
I dati occupazionali sopra riportati, producono effetti altamente positivamente nella relazione tra
dipendenti ed Azienda, con turnover in uscita sostanzialmente inesistente.
In altri termini, l’azienda garantisce una continuità lavorativa e occupazionale che va ben oltre la tipologia
contrattuale utilizzata e che ha reso anche i contratti di avventiziato, fonte di certezze retributive e
contributive per tutti i lavoratori in entrambi gli stabilimenti.
N. di giornate Alfonsine
2012
•
•
•
50%
40%
20%
Grafico 5
Larino: giornate lavorate odt
10%
0
2012
2013
•
•
•
2014
43
Fino a 100 giornate
Da 101 a 151 giornate
Oltre le 151 giornate
Tabella 13
Dipendenti complessivi per fasce
di età nel 2014
Fasce di età
N.
%
Fino a 30
243
27,30
Fa 31 a 40
333
37,42
Da 41 a 50
223
25,06
Oltre 50
93
10,22
Totale
892
100,00
4.2 Sicurezza e salute
Tra gli obiettivi della Politica Aziendale, sono poste in primo piano la riduzione degli infortuni e delle
malattie professionali che interessano i lavoratori, la pianificazione di periodiche attività formative
informative e di addestramento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la prevenzione in
merito ai rischi professionali per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Attività e formazione
Provenienze dipendenti sede di Alfonsine
N.
%
Provincia di Ravenna
606
40,37
Di cui comune di Alfonsine
303
40,51
Provincia di Ferrara
116
15,50
Altre province
27
3,62
Totale
749
100,00
Provenienze dipendenti sede di Larino
N.
%
Provincia di Campobasso
142
59,86
Di cui comune Larino
57
39,44
Altre province
1
0,7
Totale
143
100,00
Tabella 14
Dipendenti per provenienza
territoriale (residenza) nel 2014
Tabella 15
Movimentazioni personale
dipendente per stabilimento
nel 2014
* di cui n. 9 pensionamenti
44
Turnover Alfonsine
Impiegati
Operai t. i.
Operai t. d.
Totale
Assunzioni
2
0
40
42
Cessazioni
3
0
19
*22
Turnover Larino
Impiegati
Operai t. i.
Operai t. d.
Totale
Assunzioni
0
0
8
8
Cessazioni
0
0
2
2
Nel corso del 2014 è stata ottenuta, per gli stabilimenti di Alfonsine e Larino, la Certificazione del
Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro ai sensi dalla norma BS OHSAS
18001:2007.
Si sono svolti incontri periodici tra Area Tecnica, RSPP e RLS per analizzare in dettaglio e con continuità
gli infortuni occorsi, le segnalazioni e le non conformità di Sistema, e per valutare e implementare
soluzioni migliorative mirate.
Si sono effettuate sessioni di Formazione per tutti i lavoratori ai sensi dell’Accordo Conferenza Stato
Regioni del 21.12.2011; è stata effettuata una formazione specialistica per i carrellisti e per gli
addetti alla conduzione di escavatori gommati, ai sensi dell’Accordo Conferenza Stato Regioni del
22.02.2012.
Principali indicatori sulla sicurezza
Nella tabella che segue sono riassunti i dati utilizzati per calcolare l’andamento degli indici infortunistici;
nello specifico si tratta del numero di infortuni che hanno richiesto un periodo di assenza superiore
ai tre giorni; il numero di giorni non lavorati a causa di un infortunio che ha richiesto un periodo di
assenza inferiore ai tre giorni; il numero totale delle ore lavorate e il numero totale di forza lavoro
occupata.
45
Indicatori stabilimento Alfonsine
2012
2013
2014
Stabilimento Alfonsine
2012
2013
2014
N. infortuni (> 3 giorni di assenza)
71
42
56
Indice di Incidenza
94,29
57,14
74,77
N. giorni infortunio (> 3 giorni di assenza)
1832
988
1.257
Indice di Frequenza
77,61
47,53
60,49
N. ore lavorate (impiegati)
141.761
140.038
140.904
Indice di Gravità
2,00
1,12
1,36
N. ore lavorate (operai fissi)
105.172
100.813
98.842
Indice di Rischio
155,42
53,14
82,12
N. ore lavorate (operai avventizi)
667.888
642.835
686.081
Stabilimento Larino
2012
2013
2014
N. ore lavorate totali
914.821
883.686
925.827
Indice di Incidenza
59,26
44,12
56,34
N. impiegati
88
85
87
Indice di Frequenza
57,98
44,10
50,46
N. operai fissi
62
60
60
Indice di Gravità
1,33
1,35
0,66
N. operai avventizi
603
590
602
Indice di Rischio
76,91
59,63
33,42
N. lavoratori totali
753
735
749
Indicatori stabilimento Larino
2012
2013
2014
N. infortuni (> 3 giorni di assenza)
8
6
8
N. giorni infortunio (> 3 giorni di assenza)
183
184
105
N. ore lavorate (impiegati)
9.966
11.885
12.536
Elementi strutturali e di processo adottati per migliorare la salute dei lavoratori
N. ore lavorate (operai fissi)
11.748
10.639
10.834
N. ore lavorate (operai avventizi)
116.257
113.544
135.178
Di seguito sono elencate le attività che Fruttagel sta compiendo per migliorare il livello di sicurezza dei
lavoratori, nell’ottica del miglioramento continuo previsto dalla Norma BS OHSAS 18001:
N. ore lavorate totali
137.970
136.068
158.548
N. impiegati
6
7
7
• formazione continua e periodica dei lavoratori e dei nuovi assunti ai sensi dell’Accordo Stato
Regioni del 21.12.2011 e dell’Accordo Stato Regioni del 22.02.2012 (attrezzature di lavoro);
N. operai fissi
7
7
7
• aggiornamento continuo dei Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi del D.Lgs 81/08;
N. operai avventizi
122
122
129
N. lavoratori totali
135
136
143
Tabella 16
Principali indicatori sulla sicurezza
Il monitoraggio continuo dei dati relativi agli infortuni (natura, dinamica, sede e agente della lesione)
e la loro analisi puntuale nel corso dell’anno hanno portato alla riduzione del numero stesso degli
incidenti.
• investimento nella protezione da fughe di ammoniaca;
• rinnovo del CPI per l’intero stabilimento di Alfonsine.
Gli indici utilizzati sono quattro e sono calcolati secondo le seguenti formule:
• l’indice di frequenza = (n. infortuni/n. ore lavorate) x 1.000.000;
• l’indice di gravità = (n. giorni perduti per infortunio/n. ore lavorate) x 1.000;
• l’indice di incidenza = (n. infortuni/n. lavoratori) x 1.000;
• l’indice di rischio = IF x IG.
Il modello di riferimento è quello della Statistica Antinfortunistica, redatto ai sensi del D.Lgs 81/08,
art. 53.
46
47
Tabella 17
Andamento degli indici
Realizzare Qualità per l’industria alimentare significa integrare gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti nella
complessa filiera agroindustriale: produzione agricola, lavorazione, logistica, preparazione e consumo.
Per mantenere la qualità e la sicurezza degli alimenti in tutta la catena alimentare sono necessarie, da
un lato, procedure operative per garantire la salubrità dei cibi e, dall’altro, sistemi di monitoraggio per
garantire che le operazioni vengano effettuate correttamente
La sicurezza di un alimento non è data solo da un’analisi chimica o microbiologica, ma si realizza
attraverso una percorso sintetizzabile in diverse fasi.
5 Qualità
Cos’è la Qualità
La qualità può essere intesa come:
- caratteristica (la conformità alle specifiche tecniche)
messo in stoccaggio; infine, a seconda della destinazione, segue il piano di campionamento
richiesto dal cliente.
• linea del caldo: la frutta (pesca, albicocca, mela e pera) è monitorata dal ricevimento alla
trasformazione finale.
Tipologia
N. addetti
Laboratorio CHIMICO-MICROBIOLOGICO
20
315.000
220
Laboratorio FITOFARMACI
4
3371
23
Ricerca e Sviluppo
3
1750
30
Assicurazione Qualità
4
NA
2.500
Totale
31
320.121
2.773
- valore (l’adeguatezza all’uso)
Semplificando, è caratterizzata da una parte fortemente oggettiva (gli aspetti tecnici che devono
soddisfare le specifiche del cliente) ma anche di una componente soggettiva ( soddisfare le
aspettative e i desideri del cliente).
Un bel modo di definirla ed interpretarla: è un rapporto tra una realizzazione e un’attesa
perché esprime il livello di corrispondenza tra le aspettative del cliente e il prodotto/servizio
offerto: più le aspettative e il prodotto/servizio si sovrappongono, più questi saranno
giudicati prodotti/servizi “di qualità.
5.1 Processo
Scelta delle zone di coltivazione e Selezione delle sementi
Le aree di produzione vengono scelte in base alle caratteristiche del terreno e del clima, privilegiando
le regioni geografiche tradizionalmente vocate alla coltivazione dei vegetali migliori e differenziando
le zone per poter disporre di raccolti di qualità anche in caso di avverse condizioni metereologiche;
Fruttagel grazie ai due stabilimenti dislocati strategicamente, uno nel Nord Italia (Alfonsine RA) e uno nel
Sud Italia (Larino CB), è in grado di approvvigionarsi dei prodotti nel loro naturali luoghi di coltivazione.
A monte del processo di coltivazione, viene effettuata una specifica attività di ricerca e selezione delle
migliori varietà di sementi.
Campionamento e Analisi dei prodotti
Per ogni prodotto e per ogni cliente, si identificano procedure e limiti diversi, in particolare:
• ortaggi surgelati: selezione del seme, crescita in campo, pre-raccolta, ricevimento e lavorazione
sono tutte le fasi in cui Fruttagel, tramite uno staff selezionato di agronomi e analisti, campiona il
prodotto al differente stadio vegetativo o step di lavorazione. Sui semilavorati in acquisto (matrici
non reperibili in Italia o di cui Fruttagel non ne segue la filiera in campo) destinati alla linea
produttiva del freddo, il piano di campionamento per le analisi interessa il 100% del prodotto.
• pomodoro: per la coltivazione biologica il campionamento interessa il 100% del prodotto
durante la pre-raccolta; per la coltivazione a lotta integrata la percentuale di campionamento varia
a seconda del capitolato del cliente. Il biologico è ricampionato, nella misura del 4%, al momento
del conferimento; segue il campionamento del 10% dei tank dove il prodotto trasformato viene
48
N. analisi interne N. analisi esterne
5.2 Rintracciabilità di filiera
Nell’ottica del Reg. CE n. 178/02 la rintracciabilità di filiera è da intendersi come la documentazione dei
flussi di input ed output tra le aziende della filiera. In ogni caso il concetto di filiera dovrebbe implicare,
secondo questa ottica, il coinvolgimento di tutte le aziende della produzione della materia prima (ovvero
per Fruttagel materie prime derivanti dalla coltivazione) alla vendita e all’uso del prodotto finale.
Lo scopo è di proteggere la salute dei consumatori e assicurare pratiche leali nel commercio di prodotti
alimentari adottando normative sul rispetto dell’igiene dei cibi, degli additivi, dei residui chimici, dei
pesticidi e di altri contaminanti, sull’etichettatura e sulla presentazione degli alimenti, sui metodi di
analisi del rischio e sulla campionatura.
Fruttagel garantisce e documenta la rintracciabilità dei propri prodotti lungo tutte le fasi della produzione
ed effettua un piano di campionamento per ogni tipologia di materia prima agricola considerando
destinazione finale (ovvero se si tratta di culture biologiche, convenzionale oppure lotta integrata),
capitolato stabilito con il cliente e standard relativi ai vincoli di legge vigenti sulle norme alimentari.
5.3 Sistema HACCP
Si tratta di un sistema di autocontrollo nel settore della produzione di alimenti (Regolamento CE
852/2004) necessario a valutare rischi e pericoli nonché stabilire misure di controllo per prevenire
problemi igienico-sanitari. Per ogni tipologia di lavorazione vengono dunque realizzati appositi piani
che ne identificano eventuali pericoli biologici, chimici o fisici. Per ogni pericolo evidenziato vengono
predisposte misure preventive necessarie a ridurre o annullare i relativi rischi, identificando gli eventuali
Punti Critici di Controllo (CCP). Per ogni Punto Critico identificato sono previsti parametri da tenere sotto
controllo e i relativi Limiti Critici.
49
Tabella 18
Indicatori dell’Ufficio
Assicurazione Qualità nel 2014
5.4 Certificazioni
6.1 La Politica ambientale
Sono i riconoscimenti dell’impegno che Fruttagel mette nel miglioramento continuo della Qualità a
garanzia di un prodotto sano, salubre e sicuro in linea con le aspettative dei propri clienti.
Attraverso il proprio “Bilancio Ambientale”, Fruttagel vuole descrivere le principali relazioni tra impresa
ed ambiente e discutere delle sue prestazioni ambientali.
Sono rilasciate dagli Enti Internazionali Bureau Veritas per quanto concerne agli standard di prodotto
IFS “International Food Standard” (Higher Level) e BRC “Global Standard for Food Safety” (Grade A)
e CERMET per quanto riguarda il Sistema di Gestione della Qualità secondo la Norma UNI EN ISO
9001:2008.
Si tratta delle certificazioni più prestigiose del settore Food, che Fruttagel ha ottenuto con il livello
massimo di conformità.
Nel 2014 è stata inoltre ottenuta la certificazione di “produzione integrata e italianità” dei prodotti
vegetali surgelati: piselli, bieta, fagiolini, cipolla, fagioli borlotti, spinaci, pomodoro, carote, patate,
cavolfiori, zucchine, verze, sedano, porro, aglio. Tramite un Ente Terzo accreditato (CERMET) si assicura la
coltivazione secondo i disciplinari di produzione integrata e l’origine Italiana della materia prima agricola
trasformata interamente da Fruttagel negli stabilimenti di Alfonsine e di Larino.
Sempre nell’anno 2014, l’Ente di accreditamento CCPB ha rinnovato l’autorizzazione alla produzione
biologica ai sensi del Reg. CEE 834/2007.
Si tratta di un Bilancio di “Corporate”, che riguarda entrambe le unità locali (Alfonsine e Larino) e mette
in evidenza sia gli impatti ambientali dei siti produttivi che le scelte gestionali, di controllo e formative che
l’azienda prende al fine di orientarsi verso una diminuzione dei costi ambientali (soprattutto in relazione
al settore del consumo energetico), una razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse primarie (soprattutto in
riguardo all’approvvigionamento idrico), della gestione della depurazione delle acque e quella dei rifiuti,
degli imballaggi e degli scarti di produzione.
Questa fenomenica è di fondamentale interesse per i consumatori (dunque per le loro cooperative), per
i lavoratori, per le comunità, per i soci conferenti (e le loro cooperative) su cui impattano le attività
industriali di Fruttagel.
Quadro normativo/autorizzativo di riferimento
Lo stabilimento di Alfonsine rientra, a livello autorizzativo, nella categoria 6.4 dell’allegato al D.lgs
59/2005, ovvero impianti industriali per il trattamento e la trasformazione di materie prime vegetali
destinate alla fabbricazione di prodotti alimentari con una capacità produttiva di oltre 300 tonnellate al
giorno di prodotto finito (inteso come valore medio trimestrale).
Tale capacità produttiva fa si che lo stabilimento di Alfonsine risulti soggetto al particolare regime
autorizzativo di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Il provvedimento di AIA di fatto sostituisce ogni altro visto, nulla osta o autorizzazione in
campo ambientale e inserisce l’impianto produttivo in un regime di self – reporting annuale
agli enti competenti che ha il fine ultimo di raggiungere un elevato livello di protezione
ambientale e di eco – efficienza delle industrie mediante la prevenzione e la riduzione
integrata dell’inquinamento.
Tale regime autorizzativo prevede inoltre l’adeguamento dei singoli impianti alle
cosiddette BAT (Best Available Tecniques/Migliori Tecnologie Disponibili); si favorisce
quindi l’introduzione di tecnologie più pulite nel processi produttivi, giungendo in tal modo
ad una graduale riduzione degli impatti di ogni singolo stabilimento.
L’AIA dello stabilimento di Alfonsine è visualizzabile direttamente dal portale della
provincia di Ravenna.
Il sito di Larino, avendo un regime produttivo più ridotto, presenta ovviamente impatti ambientali e
consumi di risorse primarie meno significativi e non rientra in AIA; per tale impianto le autorizzazioni sono
le normali autorizzazioni settoriali relative alle emissioni in atmosfera e agli scarichi idrici.
50
51
6 Ambiente
e Società
Consumi, emissioni e politiche ambientali.
Di seguito la tabella che evidenzia gli impatti ambientali generati dai differenti reparti.
Processo produttivo e consumi
Analizzando il processo produttivo di Fruttagel si possono suddividere i flussi (sia come ciclo produttivo
che come quantità annue di prodotto finito) in funzione dei consumi di utilities e degli impatti
ambientali che procurano.
Nella tabella che segue, si riportano le quantità medie prodotte in un anno da ogni reparto produttivo
e il livello di impieghi che tali produzioni hanno sulle fonti primarie (energia elettrica, metano, risorse
idriche) sia per lo stabilimento di Alfonsine che per quello di Larino.
È ben evidente che i volumi produttivi di Alfonsine sono molto maggiori di quelli registrati a Larino.
LARINO
ALFONSINE
Lavorazione
Ton/anno
Livello di consumi di risorse primarie
Lavorazione
Livello di consumi di risorse primarie
En. Elettrica
Metano Acqua pozzo
Acqua
potabile
Kg/anno
Emissioni
atmosfera
Scarichi
idrici
Rumore
esterno
Rifiuti
Miscelazione ortaggi surgelati
8.900.413
N
B
B
ST
Cernita e calibratura surgelati
10.764.300
N
B
B
ST
Confezionamento surgelati
40.344.341
N
B
B
ST
Surgelazione ortaggi freschi
28.934.447
E
E
ST
E
Produzioni creme da frutta fresca
13.490.000
ST
ST
ST
E
Produzione pomodoro dal fresco
20.119.613
E
E
E
E
Confezionamento succhi di frutta
63.903.144
ST
ST
ST
ST
Confezionamento derivati del pomodoro
16.311.506
ST
ST
ST
ST
Confezionamento thé
7.673.014
ST
ST
ST
ST
Confezionamento latti vegetali
7.314.929
ST
ST
ST
ST
14.363.585
E
E
E
E
8.900.413
ST
N
B
N
Cernita e calibratura surgelati
10.764.300
ST
N
B
N
Confezionamento surgelati
40.344.341
ST
N
B
N
Surgelazione ortaggi freschi
28.934.447
E
E
E
E
Produzioni creme da frutta fresca
13.490.000
ST
E
E
ST
Produzione pomodoro dal fresco
20.119.613
ST
E
E
ST
Confezionamento succhi di frutta
63.903.144
ST
E
ST
ST
Bilancio di input-output
Confezionamento derivati del pomodoro
16.311.506
ST
E
ST
ST
Confezionamento thé
7.673.014
ST
E
ST
ST
Confezionamento latti vegetali
7.314.929
ST
E
ST
ST
14.363.585
E
E
E
E
Il bilancio input-output si riferisce alle dimensioni dei processi e viene effettuato con un’ opportuna
rilevazione dei dati quantitativi e qualitativi riguardanti l’impatto ecologico dei processi produttivi
aziendali.
Il bilancio input-output rappresenta quindi una sorta di contabilizzazione di tutte le risorse naturali
utilizzate in ingresso per lo svolgimento delle attività di trasformazione, e, in uscita, delle grandezze
inquinanti (misurate in impatti ambientali significativi e non).
Da un punto di vista operativo, si tratta di costruire una serie di prospetti nei quali evidenziare tutti i
flussi fisici rilevanti.
Di seguito, sono singolarmente ricostruiti gli impatti prodotti dagli stabilimenti di Fruttagel in termini di
consumo energetici, ovvero impiego di metano, di energia elettrica e uso dell’acqua.
Surgelazione ortaggi freschi
Legenda: E = Elevata, ST = Standard, B = Bassa, N = Nulla
Tabella 19
Produttività annua per tipologia
di lavorazione e livello di utilizzo
delle fonti primarie
LARINO
ALFONSINE
Miscelazione ortaggi surgelati
Surgelazione ortaggi freschi
Legenda: E = Elevata, ST = Standard, B = Bassa, N = Nulla
Consumo di metano
Il metano viene utilizzato come combustibile internamente alle centrali termiche per la generazione di
energia termica sotto forma di vapore ad alta pressione.
Il vapore viene poi inviato alle utenze per:
• processi di cottura ortaggi (cottura foglia, fagiolino, fagiolo, pisello e pomodoro) prima della
surgelazione;
• processi di pastorizzazione e sterilizzazione per la produzione di nettari, succhi, passate e polpe
di pomodoro e bevande (compresi i latti vegetali).
52
53
Tabella 20
Produzione 2014 per tipologia di
lavorazione e livello di impatti
ambientali generati
Per entrambi gli stabilimenti, gli andamenti dei consumi di metano sono fortemente stagionali.
1.400.000
I picchi di consumo per Alfonsine sono legati ed influenzati alle diverse campagne di trasformazione
ortaggi dal fresco.
1.200.000
La campagna che impatta maggiormente, per il prelievo di metano, risulta essere quella di trasformazione
del pomodoro al fine di poter portare avanti le attività dei concentratori della linea della passata.
1.000.000
Sul sito di Larino i picchi si spostano in periodi di raccolta e trasformazione di spinacio, bieta e cicoria:
tali picchi sono giustificati dall’attività di produzione di vapore per le fasi di cottura delle verdure fresche.
800.000
Si riportano a seguire gli andamenti e i dati di consumo di metano di entrambi gli stabilimenti: come
evidente i consumi del sito di Larino, grazie anche ai contenuti volumi di produzione rispetto ad Alfonsine,
sono molto inferiori.
600.000
400.000
Grafico 6
Consumi di metano relativi
al triennio 2012-2014 per lo
stabilimento di Alfonsine
200.000
2012
Tabella 21
Consumi metano in MC triennio
2012 - 2014 per Alfonsine e Larino
2013
2014
Alfonsine
Larino
Alfonsine
Larino
Alfonsine
Larino
GENNAIO
392.319
50.722
294.811
20.247
289.200
57.987
FEBBRAIO
347.955
61.479
296.901
30.930
378.440
74.163
MARZO
411.874
96.505
363.935
55.007
369.316
67.945
APRILE
308.787
66.520
321.240
66.136
326.984
49.313
MAGGIO
460.767
75.279
396.031
96.353
482.156
64.753
GIUGNO
553.431
128.847
458.986
73.879
460.595
104.779
LUGLIO
614.236
118.450
527.217
130.560
640.946
152.622
AGOSTO
1.132.483
122.063
860.921
111.028
1.159.391
165.603
SETTEMBRE
545.116
71.397
739.741
115.872
735.628
149.306
OTTOBRE
533.438
189.263
488.478
122.602
494.207
137.240
NOVEMBRE
323.468
161.626
396.135
126.074
394.771
105.621
DICEMBRE
238.179
68.089
234.156
80.499
257.970
59.318
Totali /anno
5.862.053
1.210.241
5.378.552
1.029.187
5.989.604
1.188.650
0
GEN
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC
200.000
180.000
160.000
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
Grafico 7
Consumi di metano relativi al
triennio 2012- 2014 per la sede di
Larino
20.000
0
GEN
•
•
•
54
FEB
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC
2012
2013
2014
55
6.000.000
Prelievo energia elettrica
Come per il metano, anche il consumo di energia elettrica è influenzato fortemente dalle campagne di
lavorazione dal fresco.
Tuttavia, mentre per il consumo di metano la lavorazione più critica risulta la trasformazione del
pomodoro, il picco dell’energia elettrica segue direttamente i picchi di lavorazione dei surgelatori.
La centrale frigorifera di entrambi gli stabilimenti risulta essere quindi il cuore dei consumi elettrici
di Fruttagel (per lo stabilimento di Alfonsine pari fino ad un 30 % dei consumi elettrici di tutto lo
stabilimento).
A seguire i prelievi di energia elettrica dei due stabilimenti; ancora risulta evidente che lo stabilimento
di Larino, grazie ai volumi inferiori di materia prima lavorata, ha consumi nettamente inferiori rispetto
al sito di Alfonsine.
5.000.000
4.000.000
3.000.000
2.000.000
0
2012
Tabella 22
Prelievi di energia elettrica
triennio 2012-2014 per AlfonsineLarino Kwh
2013
Larino
Alfonsine
Larino
Alfonsine
Larino
GENNAIO
2.107.431
411.339
2.146.117
217.618
1.959.924
435.256
FEBBRAIO
1.908.623
413.085
1.943.851
298.628
1.967.762
507.638
MARZO
2.774.775
698.192
2.825.763
456.257
2.398.420
601.179
APRILE
2.342.829
508.195
2.394.787
486.889
2.088.697
437.901
MAGGIO
3.765.495
500.956
4.129.510
476.007
3.521.222
437.623
GIUGNO
4.519.398
678.194
4.822.063
464.608
4.115.854
614.263
LUGLIO
3.221.329
741.307
3.360.986
817.959
3.835.011
879.828
AGOSTO
4.217.374
643.129
4.361.599
770.402
3.988.133
816.436
SETTEMBRE
2.777.265
613.555
2.903.361
686.994
3.869.923
789.190
OTTOBRE
3.854.692
790.941
3.973.049
851.690
3.864.026
803.771
NOVEMBRE
2.490.539
641.378
2.554.944
818.073
2.676.689
809.965
1.565.554
Totali /anno 35.545.305
309.795
1.620.895
6.950.067 37.036.926
549.379
GEN
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC
1.792.320
499.987
6.894.505 36.077.980
7.633.037
1.000.000
900.000
800.000
700.000
600.000
500.000
400.000
300.000
200.000
Grafico 9
Andamento dei prelievi elettrici
2012-2014 nello stabilimento di
Larino
100.000
0
GEN
•
•
•
56
FEB
2014
Alfonsine
DICEMBRE
Grafico 8
Andamento dei prelievi elettrici
2012 - 2014 nello stabilimento di
Alfonsine
1.000.000
FEB
MAR
APR
MAG
GIU
LUG
AGO
SET
OTT
NOV
DIC
2012
2013
2014
57
Bilancio idrico
La tipologia di lavorazioni presente all’interno dello stabilimento di Alfonsine è strutturata in maniera
stagionalizzata, e anche i prelievi idrici rispecchiano un andamento variabile nel corso dell’anno.
I due stabilimenti di Fruttagel hanno fonti di approvvigionamento di acqua differenti:
Alfonsine:
• acqua potabile;
• acqua di pozzo: tale tipologia di acqua viene addizionata con biossido di cloro prima di essere
utilizzata.
Nel maggio 2013 inoltre, a seguito di un progetto volto al recupero delle acque e alla diminuzione
dell’emungimento di acque da falde sotterranee, Fruttagel ha attivato un impianto di recupero acque
chiarificate dal depuratore aziendale.
Tali acque, depurate e successivamente filtrate e sanificate, vengono riutilizzate per lavaggio piazzali,
macchine ed impianti.
A seguito si riportano inoltre i dati relativi anche all’acqua recuperata nel 2014.
Larino:
• approvvigionamento da acque superficiali: tale tipologia di acqua viene sottoposta ad un
trattamento di potabilizzazione in impianto dedicato. Lo stabilimento ha anche la possibilità di
approvvigionarsi d’acqua dalla linea potabile comunale.
A seguire i dati di approvvigionamento distinto in base alle utenze diverse per entrambi gli stabilimenti
di Fruttagel.
Mese Alfonsine
Acqua pozzo
Larino
Acqua potabile
Recupero Acque Acqua superficiale
GENNAIO
47.738
24.168
-
21.744
FEBBRAIO
48.204
35.777
-
28.147
MARZO
70.614
45.071
-
32.180
APRILE
41.912
44.144
1.183
18.855
MAGGIO
75.207
70.029
9.251
20.228
GIUGNO
74.703
88.099
31.104
21.530
LUGLIO
72.112
83.521
14.085
27.356
AGOSTO
73.677
64.484
18.451
22.274
SETTEMBRE
102.313
93.415
33.200
24.256
OTTOBRE
93.752
79.876
-
27.839
NOVEMBRE
55.752
50.984
-
31.155
DICEMBRE
46.589
52.333
2.782
16.540
TOTALI
802.573
731.901
110.056
292.104
Tabella 23
Approvvigionamento idrico
mensile 2014 per ogni
stabilimento in MC
58
Si evince anche in questo caso che il regime di utilizzo della risorsa, come per l’approvvigionamento di
energia elettrica e metano, è fortemente influenzato dalla stagionalità delle lavorazioni e si concentra
da maggio a ottobre, dove i conferimenti dalla campagna per la lavorazione del prodotto fresco, sono
al massimo di intensità.
Impatti ambientali generati
Si descrivono a seguire le tipologie di impatti ambientali (significativi e non) che genera l’attività
produttiva di Fruttagel.
Emissioni in atmosfera
Le emissioni in atmosfera prodotte dallo stabilimento di Alfonsine sono generate in centrale termica
funzionante per la produzione di vapore, destinato ai processi di cottura di pastorizzazione e sterilizzazione.
La centrale termica è costituita da 2 generatori di vapore alimentati esclusivamente a gas metano.
La scelta del gas metano come combustibile unisce un alto rendimento di combustione a impatti minori
legati alle basse emissioni degli inquinanti atmosferici principali.
Nonostante la scelta del metano Fruttagel provvede a monitorare in continuo le performance di
combustione dei generatori tramite la misura del CO, della temperatura e della % di ossigeno nei fumi
dei camini.
Per le emissioni fuggitive rivestono interesse particolare i serbatoi di stoccaggio dell’ammoniaca,
del circuito di raffreddamento delle celle frigorifere e dell’acqua di raffreddamento. Tutti i serbatoi di
stoccaggio dell’ammoniaca sono periodicamente controllati da personale addestrato e monitorati da
sensori di controllo elettronico.
Per eventuali fughe di ammoniaca, è stata redatta una specifica procedura di intervento.
Le emissioni in atmosfera dello stabilimento di Larino sono imputabili a:
• impianti termici adibiti a riscaldamento indiretto e produzione di vapore corrispondenti ai 3
generatori di vapore alimentati a gas metano.
Tali emissioni vengono inserite, dalla Provincia di Campobasso, nelle attività ad inquinamento
poco significativo.
• emissioni prodotte da impianti termici a servizio della linea ortaggi surgelati, ovvero 4 bruciatori a
gas metano da 450.000 Lcal/h composti da 4 camere di combustione ed estrattori di vapore.
Come per lo stabilimento di Alfonsine, anche Larino è alimentato a gas metano: si unisce quindi un alto
rendimento di combustione a basse emissioni degli inquinanti atmosferici principali.
Scarichi idrici
Lo stabilimento di Alfonsine presenta differenti tipologie di scarichi:
• cinque scarichi in pubblica fognatura che raccolgono le acque nere e alcune sezioni di acque
meteoriche.
• uno scarico in acque superficiali che raccoglie le acque di produzione e di dilavamento dei piazzali
e tetti interni allo stabilimento, dopo il processo di depurazione internamente al depuratore
aziendale.
La gestione dell’impianto di depurazione avviene secondo procedure interne del Sistema di Gestione
Ambientale interno e le acque chiarificate del depuratore sono riutilizzabili internamente dopo processi
59
di filtrazione e disinfezione al fine di ridurre il quantitativo di acque prelevato da falda (vedi quantitativi
di acqua chiarificata recuperata nel 2014 al paragrafo “Bilancio idrico”).
Lo stabilimento di Larino processa tutti i reflui di produzione nel depuratore aziendale e scarica il
chiarificato in acque superficiali.
Anche la gestione dell’impianto di Larino avviene secondo procedure stabilite nel Sistema di Gestione
Ambientale.
6.2 Comunità sociali
Il rapporto tra Fruttagel, il territorio e le “comunità sociali” che lo caratterizzano, è sempre stato ispirato
ad impegno e responsabilità propri dell’essere cooperativa.
Le accezione secondo le quali questi aspetti vengono trattati sono le seguenti:
Comunità come movimento cooperativo
Una terza fondamentale accezione di comunità è quella specificamente cooperativa. Fruttagel è parte
attiva del movimento sia per quello che riguarda la partecipazione alle attività sia per quello che riguarda
il sostegno economico.
Contributi erogati
2012
2013
2014
Contributi associativi a organizzazioni di
categoria
193.487
243.404
204.385
Contributi a enti del settore di lavorazione
350
3.040
3.139
Totale generale
193.837
246.444
207.524
Comunità come territorio
La prima accezione di comunità è quella di tipo specificamente territoriale, ovvero le persone che vivono
e lavorano a contatto con le attività di Fruttagel nei territori ove insistono gli stabilimenti di Alfonsine e
Larino. Vi è poi una accezione più vasta, riguardante i territori di coltivazione e conferimento.
Relativamente a questi ambiti, in altre parti del bilancio sociale sono indicate le azioni rivolte al lavoro
e alla salvaguardia dell’ambiente naturale e non è dunque necessario aggiungere altro.
Comunità come solidarietà
Una seconda accezione di comunità fa riferimento invece ai bisogni o alle opportunità che si presentano
nella società locale. Si tratta in questo caso di iniziative meno collegate alle attività caratteristiche, ma
che manifestano la predisposizione di Fruttagel al “farsi carico” di aspetti che migliorano generalmente
la convivenza.
Contributi alla collettività
Tabella 24
Sponsorizzazioni ed erogazioni
liberali 2012-2014 (euro)
2012
2013
2014
1) Ricerca in campo medico
1.000
1.000
1.000
2) Attività culturali e sportive
1.148
85
15.070
3) Iniziative a favore dei dipendenti
23.181
26.107
46.743*
5) Sostegno alle fasce deboli della popolazione
8.056
32.199
59.541
Totale
33.385
59.391
122.354
4) Comunicazione Sociale
* ventennale € 22.530
Delle voci riportate in tabella è opportuno sottolineare l’impegno crescente da parte di Fruttagel nel
sostegno alle fasce deboli della popolazione, consapevolmente motivato dalle difficoltà che negli ultimi
anni, a seguito della difficile congiuntura economica, hanno interessato un numero sempre crescente di
persone, a cui le istituzioni pubbliche da sole, non sempre riescono a fornire adeguato aiuto.
In tale ottica il contributo fornito dall’azienda al Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, attraverso propri
prodotti per un ammontare corrispondente a circa € 59.000, manifesta chiaramente come Fruttagel
intende interpretare il tema della solidarietà.
60
61
Tabella 25
Contributi versati trend
2012-2014 (euro)
Parte
SECONDA
62
63
Aspetti qualificanti delle politiche industriali e sociali
Per diversi anni Fruttagel ha adottato una delle modalità indicate dal GBS (Gruppo Bilancio Sociale)
per descrivere gli aspetti più rimarchevoli delle proprie politiche sociali: la rendicontazione dei propri
patrimoni intangibili, cioè di quei patrimoni che pur essendo difficilmente definibili e quantificabili in
termini economici, caratterizzano e definiscono la cultura e l’identità di un’impresa e hanno grande
influsso sulle performance imprenditoriali.
In particolare – sino al passato rendiconto – sono state descritte:
• le consistenze e le modifiche riguardanti quantità e qualità delle persone che costituiscono
l’organizzazione (patrimoni umani);
• le procedure, le conoscenze l’organizzazione, eccetera (patrimoni strutturali);
• tutto l’ambito dei rapporti commerciali e sociali (patrimoni relazionali).
Ora questi stessi contenuti sono presenti e rendicontati nelle pagine seguenti, ma con una modalità
ordinativa più semplice e questo in ragione di ciò che si è premesso all’inizio di questo documento,
cioè della progressiva trasformazione del bilancio sociale in un vero e proprio bilancio di sostenibilità,
con dunque nuove regole espositive e soprattutto con nuove regole riguardanti la modalità della sua
redazione.
Di ciò si darà specificamente conto nell’appendice a questo documento, ma conviene tuttavia anche in
questa sede richiamarne i capisaldi.
La differenza tra un bilancio di sostenibilità e un bilancio sociale è modestissima se ci si limita a confrontare
i due documenti, ma le differenze emergono in modo vistoso se invece si osservano i processi che ne
guidano la composizione. In particolare, un bilancio di sostenibilità ha l’esigenza che a monte si sia svolto
un’attività di analisi, di relazione con ampie porzioni dell’apparato, di pattuizione con gli stakeholder per
la definizione “concordata” delle politiche sociali, di cui il rapporto rappresenta una descrizione e una
“misurazione”. Per redigere un bilancio di sostenibilità è necessaria dunque una preparazione che dura
normalmente diversi mesi e che è attualmente in corso, come si descriverà nell’appendice.
Ecco dunque che, per quello che riguarda il 2014, in questo bilancio viene dato conto di ciò che è stato
realizzato relativamente alle performance dell’esercizio, consapevoli tuttavia che l’attività veramente
importante è proprio quella dell’avvio di costruzione del piano di sostenibilità, che nel momento in cui
si scrive è arrivato a definire le principali politiche 2015-2016, come si vedrà alla fine del documento.
Per ora l’aspetto di sintesi principale è rappresentato dall’aggiustamento dello schema OrizzonteObiettivi-Ambiti, che ha apportato anch’esso alcune semplificazioni rispetto a quello presentato
nell’ultimo rapporto (e che è riportato a pag 96).
L’altro aspetto rimarchevole di questa fase di passaggio riguarda l’avanzamento delle attività per
la validazione del documento da parte di un qualificato soggetto terzo, attività che anch’essa si sta
evolvendo di conserva con l’introduzione della nuova metodologia.
64
65
Introduzione
Rimane dunque fermo l’impegno di Fruttagel per aumentare al massimo possibile la sua capacità di
informazione e coinvolgimento degli interlocutori, nell’ottica di lungo periodo della realizzazione di
ciò che viene indicato come “rapporto integrato”, cioè un documento che aiuti a misurare il valore
complessivo dell’impresa, sotto il profilo economico e sociale.
Dalla scheda successiva e dai conseguenti capitoli che verranno descritti (riprendendo, per facilitarne la
lettura, i medesimi argomenti già oggetto di analisi nel precedente BS) il lettore potrà in ogni caso farsi
un’idea sufficientemente precisa di cosa Fruttagel ha realizzato nel 2014 e dunque di quale sia stata
l’evoluzione delle sue politiche economiche e sociali (per così dire “ancora tradizionali”).
66
Patrimoni intangibili - Stato dell’Arte, realizzazioni, impegni
Attività
Evoluzione delle azioni e degli impegni di ordine imprenditoriale
e sociale di Fruttagel
1/ Soci: partecipazione,
consultazione, governance
Sviluppo rapporti individuali con i soci : la capitalizzazione
ed il ruolo di Fruttagel nella filiera
2/ Produttori/conferenti:
profili, qualificazione, evoluzione
Evoluzione del rapporto di conferimento: bisogni reciproci e aspettative
3/ Politiche del personale, assetti
e sviluppo organizzativo
Governance gestionale , cultura cooperativa, sistemi di Welfare e Relazioni Sindacali
4/ Servizio agronomico:
dal campo al consumo
Il ruolo del servizio agronomico ,“biunivocità del rapporto col produttore”,
strumenti di gestione
5/ Ricerca & Sviluppo e MKTG:
biologico, tecnologia
Sperimentazioni e sviluppo nuovi prodotti. Implementazione attività
di Marketing e sviluppo estero
6/ Supply chain, informatizzazione,
procedure e prassi operative
La funzione, risultati e progetti
7/ Ambiente ed energia:
rispetto e sicurezza
Gli impegni sulla sostenibilità ambientale: realizzazioni e progetti futuri
8/ Clienti e consumatori:
il ruolo della distribuzione
Processo di specificazione e valorizzazione dei ruoli nella filiera:
sviluppo dei rapporti con i clienti
9/Sostenibilità:
comunicazione, educazione
Sviluppo della visione “sostenibilità-educazione alimentare”.
La qualificazione della comunicazione
10/ Relazioni sociali e territorio
Il ruolo di Fruttagel sul territorio e il rapporto con le istituzioni locali
67
1 Soci: partecipazione, consultazione, governance
Stato dell’arte
Ambiti di azione
L’obiettivo di far subentrare i soci cooperatori al capitale di ISA, mantenendo inalterato il capitale
sociale di Fruttagel è stato sostanzialmente raggiunto con la sottoscrizione da parte dei soci delle quote
individuate già nel BS precedente, quote che al 31 dicembre 2014 corrispondono a quanto riportato
nella tabella riportata nella pagina seguente.
Il confronto con i soci, che ha portato al risultato illustrato, è stato certamente utile per condividere le
strategie del Piano Industriale 2014-2016, i positivi andamenti economici e patrimoniali registrati da
Fruttagel negli ultimi anni , culminati con l’importantissimo risultato dell’esercizio 2014.
Il capitale sociale di ISA è stato restituito, come previsto, nel mese di dicembre 2014. La possibilità che
la stessa ISA potesse continuare a sostenere Fruttagel attraverso una forma di finanziamento agevolato,
prevista dai propri regolamenti di gestione , non si è invece concretizzata.
Il progetto di ricapitalizzazione ha generato un nuovo equilibrio nelle partecipazioni societarie che ha
consolidato l’impegno e il ruolo delle cooperative con le quote maggiori.
Di tale nuovo equilibrio Fruttagel ha tenuto conto nel definire le rappresentanze consiliari ed il collegio
sindacale, come riportato nella prima parte del presente BS.
Prospettive
Fruttagel mantiene come prioritario l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo all’interno della filiera,
valorizzando nel modo migliore possibile gli apporti dei soci.
Rimane attuale la ricerca, anche nell’ottica di un consolidamento gestionale e patrimoniale dell’azienda,
di ogni opportunità potenzialmente utile a tale scopo.
A tal fine, con Legacoop Romagna, si sta ancora lavorando al possibile ed auspicabile ingresso di un
nuovo socio sovventore (Parfinco) che possa contribuire al rafforzamento della struttura patrimoniale di
Fruttagel.
68
Capitale sottoscritto
€
Capitale versato
€
PROMOSAGRI Soc. Coop. Agricola per Azioni
1.109.500,00
1.109.500,00
AGRISFERA Soc. Coop. Agr. pA
187.300,00
133.600,00
APOFRUIT Italia Soc. Coop. Agricola
860.000,00
560.000,00
TERREMERSE Soc. Coop.
1.495.000,00
992.500,00
COIND Società Cooperativa
1.519.900,00
919.900,00
COIND TRADING Srl
1.119.800,00
819.800,00
ATTIBASSI Srl
1.119.300,00
819.300,00
APO CONERPO Soc. Coop. Agricola
400.000,00
208.450,00
AS.I.PO. Società agricola cooperativa
251.900,00
251.900,00
PEMPACORER Soc. Cons. Agr. Arl
392.000,00
392.000,00
CO.PRO. AGRI Soc.Coop. Agricola
1.090.000,00
647.500,00
A.O.M. Associazione Ortofrutticola Molisana Sca
200.000,00
125.000,00
Coop.va Agric. Braccianti Giulio Bellini Scarl
300.000,00
30.000,00
A.F.E. Associazione Frutticoltori Estense scrl
300.000,00
160.125,00
CO.IND. IMMOBILIARE Srl
719.900,00
719.900,00
TOTALE AZIONISTI COOPERATORI
11.064.600,00
7.889.475,00
Federazione delle COOPERATIVE della prov. di RAVENNA
650.000,00
650.000,00
TOTALE SOCI SOVVENTORI
650.000,00
650.000,00
Coopfond
1.500.000,00
1.500.000,00
TOTALE SOCI FINANZIATORI
1.500.000,00
1.500.000,00
TOTALE GENERALE
13.214.600,00
10.039.475,00
Situazione riepilogativa al 31/12/2014
Azionisti Cooperatori
Soci sovventori
Soci finanziatori
69
2 Produttori/conferenti: profili, qualificazione, evoluzione
Stato dell’arte
Come più volte ribadito in questi ultimi anni, Fruttagel ha scelto un posizionamento di mercato
qualitativamente sempre più elevato, da un lato indotto dalle condivisibili richieste della grande
distribuzione, dall’altro certamente frutto delle caratteristiche organizzative e produttive dell’azienda,
più coerenti appunto con standard di prodotto qualitativamente elevati.
Ciò ha portato, allo stesso tempo, alla necessità di una crescita del rapporto di conferimento da parte
dei soci agricoli, sempre più improntato a garantire affidabilità quantitativa e qualitativa, soprattutto per
i prodotti biologici.
La crescita del mercato del biologico e il progetto Almaverde bio (Fruttagel è tra i fondatori del consorzio)
hanno richiesto un’ulteriore specializzazione del profilo del conferente.
Allo stesso tempo, la continua ricerca della diversificazione e dell’innovazione di prodotto ha reso
necessario collaborare con la base agricola anche di altre regioni d’Italia e l’operazione dello stabilimento
di Larino ha consentito di estendere il raggio d’influenza di Fruttagel anche alle regioni del Centro-Sud
(attualmente, nella base sociale di Fruttagel è presente A.O.M. una cooperativa agricola del Molise).
Unitamente ad un allargamento territoriale, qualitativo e dimensionale del fornitore, c’è stata anche
un’evoluzione, per così dire, politica.
Fruttagel è un’impresa associata a Legacoop così come il socio industriale Co.Ind e la maggioranza
dei soci agricoli, ma nel tempo si è accresciuta la partecipazione dei conferenti agricoli aderenti a
Confcooperative, come Coproagri e Apoconerpo. Con l’ingresso di AFE nel capitale sociale di Fruttagel
avvenuta nel 2013 anche AGCI, che è la terza delle centrali cooperative, è rappresentata.
CONSOLIDAMENTO
RAPPORTO
SOCIALE
CONDIVISIONE
STRATEGICA
CRESCITA
SVILUPPO
NUOVE FILIERE
INNOVAZIONE
SPERIMENTAZIONE
Prospettive
Nel corso della consultazioni con i soci per il progetto di ricapitalizzazione è stato possibile condividere
valori, disegni e prospettive e l’esposizione del piano triennale ha anche consentito di incrociare le linee
di sviluppo di Fruttagel con le evoluzioni strategiche dei soci conferenti.
È questo il punto essenziale per un vero rafforzamento della filiera agroindustriale e, conseguentemente,
per il futuro di Fruttagel e dei propri soci conferenti.
Il mercato dell’ortofrutta fresca in Italia è in difficoltà ormai da molti anni, mentre il mercato delle
“private label” nel prodotto confezionato è in continua espansione.
In tale contesto, la capacità di Fruttagel di innovare e diversificare, sta già portando e continuerà a
portare, alla identificazione di nuove filiere ed opportunità strategiche per i suoi soci agricoli: i quali,
in uno stretto rapporto con le attività agronomiche e di R&S di Fruttagel, dovranno a loro volta, con
convinzione, saper innovare ed essere disposti a sperimentare nuove varietà ed esplorare nuove filiere.
A tal fine, sarà necessario consolidare - e ove possibile strutturare meglio - il livello di coinvolgimento
dei soci agricoli sui progetti di sviluppo di Fruttagel, mentre per quanto riguarda nuovi eventuali soci
sarà importante, oltre alla vicinanza geografica per una ragione di qualità e costi, una specializzazione
sull’agricoltura biologica.
70
71
3 Politiche del personale, assetti e sviluppo organizzativo
Stato dell’arte
Le attività
Le attività che hanno caratterizzato i diversi aspetti inerenti al ciclo di gestione delle Risorse Umane
hanno trovato ampia sede all’interno dei Bilanci Sociali elaborati in questi anni.
Fruttagel è, su tali aspetti, indubbiamente molto cresciuta. Selezione , formazione, sviluppo delle
competenze, sistemi retributivi premianti, e una serie di altre regolamentazione inerenti al tema in
oggetto, ritenute strategiche e fortemente condivise dalla Direzione Aziendale, rappresentano da tempo
strumenti/procedure strutturate apprezzate da tutte le funzioni aziendali.
Ricerca e Selezione 2014
Stage-Tirocini
Biennio 2013/2014
Ricerche attivate 7
Colloqui selezione 85
Tirocini Curriculari/Alternanza
Scuola Lavoro 17
Assunzioni 40
Stage Universitari 4
Stage Scuole Specializ. 2
Lo scopo di tali azioni, già identificato con la volontà di
Alcuni dati riguardo alle più specifiche attività
inerenti al ciclo di gestione delle risorse umane:
“produrre maggiore coinvolgimento dei dipendenti,
favorirne un maggiore conoscenza e comprensione
delle problematiche aziendali,
diffondendo una cultura manageriale
di forte stampo cooperativo”
Assunzioni 4
•Selezione:
I dati inerenti l’esercizio 2014 testimoniamo, anche a livello occupazionale, l’importante crescita
registrata in Fruttagel, su entrambi gli stabilimenti.
• Formazione – Scuola e Università
La programmazione delle attività formative si fonda sulla elaborazione di un piano formativo annuale
sviluppato in condivisione con i Responsabili delle diverse aree aziendali.
può dirsi sostanzialmente raggiunto se si pensa alla dotazione e alla corretta gestione degli strumenti/
procedure adottate.
Non ancora, invece, se pensiamo alla parte o scopo più “nobile ed intangibile” di tali aspetti, più volte
identificata con la comprensione e la realizzazione da parte dei dipendenti di una
Cultura Lavorativa fatta, oltre che di competenze,
di attaccamento all’azienda, senso di responsabilità,
solidarietà, comprensione dei propri doveri
e rispetto del lavoro altrui
Formazione
N. Dipendenti
Ore
Costo in Euro
Formazione esterna
18
197
6.510,33
Formazione interna
(compresi affiancamenti e cambi mansione)
346
7.207
166.514,94
Formazione trasversale
(sicurezza in azienda e progetti di efficentamento)
1.038
6.841
181.149,68
Totale
1.402
14.245
354.174,95
Il rapporto con Istituzioni Scolastiche, Università e Scuole di Alta specializzazione in Master, si è da tempo
consolidato, divenendo per Fruttagel parte integrante del proprio sistema di formazione e gestione delle
risorse umane.
Il numero delle assunzioni avvenute tra candidati conosciuti durante gli stage effettuati negli ultimi anni
è estremamente significativo.
aspetti questi che riprenderemo nel paragrafo successivo.
72
73
Tabella 26
Formazione del personale 2014
Alfonsine e Larino
Prospettive
L’organizzazione
Nel precedente bilancio sociale era stata descritta la possibile nuova Governance societaria di Fruttagel,
poi concretizzata nel mese di giugno 2014, con l’istituzione della figura dell’Amministratore Delegato
precedentemente proposta dal Consiglio di Amministrazione ed approvata dell’Assemblea dei soci.
A ciò ha fatto seguito, come previsto, la necessità di pensare ad una revisione della governance gestionale
e alla definizione di nuovi assetti organizzativi, funzionali ad uno scopo chiaramente individuato: dare
continuità agli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni ed assicurare all’azienda la presenza di un
gruppo dirigente coeso ed altamente professionalizzato
Dal mese di luglio 2014 è andato a regime il nuovo organigramma aziendale (riportato a pag 14 e segg).
Sono state create 5 Aree Dirigenziali (rispondenti direttamente all’Amministratore Delegato) a cui sono
state ricondotte tutte le rimanenti funzioni di 1° livello (in diversi casi a loro volta oggetto di nuove
attribuzioni e responsabilità), creando una struttura maggiormente piramidale ed in grado, a regime, di
assumere decisioni più rapide , chiare ed efficaci.
Sono stati conseguentemente revisionati la Direzione Operativa (composta ora, oltre al Presidente e
all’A.D., dai 5 Responsabili delle Aree suddette) ed il Comitato esecutivo (composto dalla Direzione
Operativa e da tutti i Quadri Aziendali in forza da almeno 2 anni).
• La diffusione di una cultura del lavoro e di un senso di appartenenza all’azienda caratterizzati dalla
sostenibilità dei comportamenti relazionali e operativi;
• L’approfondimento e l’introduzione di misure e strumenti di Welfare Aziendale
Scopo degli ambiti citati e di rendere Fruttagel non solo più competitiva ed “attraente” sul mercato ,
ma sempre di più un luogo in cui poter svolgere con il massimo impegno e competenza i propri doveri
lavorativi, ottenendo soddisfazioni e benefici non solo e/o non tanto dagli elementi retributivi ordinari ,
ma da un clima ed un ambiente lavorativi sempre più soddisfacenti.
Riconoscimento preciso dei meriti individuali e di gruppo, possibilità di beneficiare di innovativi strumenti
di welfare aziendale (tesi sia a migliorare, indirettamente, il bilancio economico del dipendente, sia a
conciliare nel modo migliore possibile i tempi richiesti dalle esigenze organizzative – produttive, con
i tempi di vita del dipendente), sono oggi e per il prossimo futuro una delle principali priorità su cui
costruire un’Azienda moderna e competitiva.
• Relazioni Sindacali
Il raggiungimento degli obiettivi citati passa necessariamente anche attraverso una interpretazione delle
Relazioni Sindacali, che tenga conto dell’evoluzione dei tempi, delle caratteristiche e dei bisogni di
Fruttagel, di tutto ciò che di positivo si è costruito tra l’Azienda e le rappresentanze sindacali aziendali e
provinciali nel corso in questi ultimi anni.
Una interpretazione che faccia anche tesoro degli errori compiuti in passato, che sappia coniugare, nel
rispetto dei rispettivi ruoli tra Azienda e OOSS-Rsu, le nuove e più complesse problematiche gestionali e
di mercato, con i nuovi e mutati bisogni dei dipendenti.
Che sappia cogliere, in tale contesto, già all’interno del futuro rinnovo del Contratto Integrativo aziendale,
le opportunità offerte da strumenti “di beneficio”, più innovativi, più utili per i dipendenti ed allo
stesso tempo proporzionalmente meno impattanti sul costo del lavoro, il cui controllo è imprescindibile
elemento di competitività dell’azienda.
NUOVA
GOVERNANCE
GESTIONALE
INTEGRAZIONI
FUNZIONI
SVILUPPO
• Azioni e intenzioni
I capitoli di maggiore interesse che dovranno essere implementati nel prossimo biennio troveranno
principalmente sede all’interno del Bilancio di Sostenibilità di cui si è fatto cenno nell’introduzione alla
presente seconda parte del BS e, soprattutto, nelle conclusioni.
Le sfide maggiori e più interessanti che attendono Fruttagel riguarderanno sostanzialmente due ambiti principali:
PIANO
INDUSTRIALE
2014-2016
AREE
DI DIREZIONE
La comprensione del difficile momento storico ed il conseguente senso di responsabilità dimostrato
dalle Rsu e dalle Organizzazioni Sindacali provinciali di categoria negli ultimi anni è, in tale direzione,
sicuramente di buon auspicio.
Gli accordi sindacali sottoscritti in particolare dal 2010/2011 in poi, sia nello stabilimento di Alfonsine
che in quello di Larino, sono stati accordi finalizzati a cogliere oggettive problematiche o esigenze
organizzative, meriti individuali e/o di gruppo, condivise tra le parti in un clima di utile collaborazione.
Nel mese di aprile 2015 si terranno le elezioni per la costituzione delle nuove Rappresentanze Sindacali
Unitarie nello stabilimento di Alfonsine.
Infine, sempre riguardo agli obiettivi organizattivo-strategici identificati all’interno del precedente
Blancio Sociale e nascenti dal Piano Industriale 2014-2016, si è dato seguito alla strutturazione delle
due funzioni identificate come necessarie: nel mese di ottobre 2014 è stato assunto un Export Manager
e nel mese di marzo 2015 è stata assunta una risorsa dedicata alla funzione Marketing.
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Alle Rsu uscenti va il sincero ringraziamento della Direzione Aziendale per il lavoro fatto insieme e per
la sensibilità mostrata nello svolgere un ruolo importante e non semplice. Alle Rsu che verranno elette
l’augurio di poter proseguire in un rapporto proficuo e collaborativo, capace di affrontare al meglio le
difficili sfide che ancora attendono l’azienda.
75
4 Servizio agronomico: dal campo al consumo
Stato dell’arte
L’importanza del servizio agronomico in Fruttagel, è stata, i particolare negli ultimi anni, sempre ribadita
con forza, sia nella relazione con le attività di Produzione e Ricerca e sviluppo, sia negli aspetti che
caratterizzano la “relazione di conferimento” con i produttori , con i quali si è inteso allinearsi su tre
obiettivi caratterizzanti la relazione stessa.
Fruttagel-Produttori
Obiettivi della Relazione
Condivisione
programmazione:
obiettivi, regole, investimenti
Fidelizzazione:
utilità reciproca duratura
nel tempo, intenti comuni,
investimenti industriali
e di ricerca
L’incrocio di tali sistemi consente pertanto di conoscere la “storia” colturale di ogni appezzamento,
quantità e qualità dei prodotti coltivati nello stesso, quali pesticidi/antiparassitari sono stati eventualmente
utilizzati, quali analisi di laboratorio sono state effettuate e gli esiti delle stesse.
• Qualificazione degli acquisti
Tale azione ha riguardato e riguarda:
- i produttori, trasmettendo e richiedendo principi dei quali Fruttagel si fa portatrice: affidabilità
qualitativa, competitività, possibilità di costruire un rapporto duraturo di reciproco interesse;
- il servizio agronomico dello stabilimento di Larino (e le funzioni direttamente coinvolte nella
gestione del conferimento), cui si è inteso trasmettere modi di essere e best practice che
Fruttagel ha da tempo adottato: selezione dei fornitori (modalità, valutazione del loro agire),
alternative, aggiornamento continuo sull’andamento del mercato dei prodotti di interesse,
mantenimento di un rapporto in loco (visite frequenti, verifica delle aziende).
• Nuove filiere e sperimentazioni.
Filiera dell’Asparago italiano
Il progetto “filiera dell’Asparago italiano”, iniziato da alcuni anni, si è a tutti gli effetti realizzato
con la partenza della nuova linea di confezionamento presso lo stabilimento di Larino, avvenuta
all’inizio dell’anno 2015.
Progetti di sperimentazione
La principale sperimentazione ormai conslusa e che vedrà l’inizio della coltivazione nel 2015, è
quella che ha avuto ad oggetto la coltura del “Cavolo nero” nell’ambito di un progetto titolato
“Tecniche: varietà e portainnesti per l’orticoltura Emiliano-romagnola di qualità”.
Specializzazione:
innovazione, qualità prodotto,
mercato, vocazione aziende
agricole
In tale direzione, tra le azioni realizzate vanno ricordate:
• La “biunivocità” del rapporto coi produttori:
il servizio agronomico è stato chiamato ad arricchire il rapporto con i produttori da una relazione
maggiormente dialettica che possa condurre a uno sviluppo programmato e parallelo di Fruttagel
e delle imprese agricole conferenti.
• L’anagrafica dei produttori: Quaderni di campagna e Diario di Laboratorio.
I Quaderni di campagna, tenuti in via informatizzata , consistono nella registrazione delle
caratteristiche dei terreni di proprietà dei produttori, dei trattamenti e delle visite effettuate presso
gli stessi dal servizio agronomico di Fruttagel.
Il Diario di Laboratorio, è un sistema consistente nella tenuta informatizzata di tutti i dati delle
analisi effettuate sul prodotto, sia in fase di pre raccolta che in fase di lavorazione/trasformazione.
76
77
Prospettive
5 Ricerca & Sviluppo e MKTG: biologico, tecnologia
Come più volte detto, lo sviluppo di filiere innovative rimane una priorità essenziale per l’attività di
Fruttagel.
Stato dell’Arte
Sempre in collaborazione con CRPV di Cesena e l’Azienda Sper. Mario Marani di Ravenna, Fruttagel
svilupperà una sperimentazione parcellare di nuove varietà sementiere di pisello, borlotto, fagiolino e
spinacio.
Sul pisello sono state incrementate notevolmente le varietà coltivate (nel 2015 diverranno ben 12!),
inserendo la valutazione organolettiche tra le caratteristiche primarie sulla base delle quali scegliere il
complessivo piano colturale.
Infine, sperimentazioni varietali in fase avanzata, che Fruttagel sta sviluppando direttamente con
Cooperative agricole proprie socie, riguardano due tipologie di prodotti ancora non particolarmente
conosciute e/o utilizzate nella tradizione enogastronomica del nostro paese:
L’attività di R&S in Fruttagel è stata, soprattutto negli ultimi anni, qualitativamente e quantitativamente
implementata allo scopo di rafforzarne l’autonoma capacità di sviluppo nuovi prodotti, sia per l’area
succhi e bevande che per i prodotti orticoli.
Lo scopo di riuscire ad essere autonomamente propositivi sul mercato è già, in buona parte, entrato a far
parte della ordinaria attività di sviluppo, seguendo (come già espresso all’interno del piano industriale
e definito dalla “vision” in esso contenuta) una direttiva precisa, già espressa nel precedente BS: fare
business puntando su una sempre maggiore qualità e sostenibilità dei prodotti, qualificare e integrare
ulteriormente l’attività di R&S con la funzione commerciale, effettuare investimenti tecnologici mirati,
dar seguito alla creazione di una autonoma funzione di Marketing operativo e strategico. Infine, implementare ulteriormente lo sviluppo di prodotti Biologici made in Italy da proporre sul territorio nazionale
e, soprattutto, all’estero.
In tale ottica , le azioni più significative (organizzative e di investimento) individuate in prospettiva nel
precedente BS, sono state certamente realizzate.
Riepilogo:
Fagiolino Giallo: dalle caratteristiche organolettiche più dolciastre e dal colore
più gradevole, è un prodotto ancora poco utilizzato per il surgelato.
• Adozione della procedura di sviluppo nuovi prodotti , con la quale si identificano le modalità e le
responsabilità attraverso le quali Fruttagel :
− realizza nuovi prodotti (progettazione prodotto);
− realizza nuove referenze con ricetta esistente (progettazione prodotto light);
− progetta, realizza e/o modifica impianti e strutture per nuove esigenze produttive e/o tecnologiche
• Nel mese di luglio 2014 la R&S è entrata all’interno dell’Area commerciale, rispondendo alla nuova Direzione Commerciale (formalmente nominata tale dal mese di gennaio 2015)
Taccole: prodotto ancora poco conosciuto, ha
caratteristiche organolettiche, forma e consistenza
molto diverse dal fagiolino, che richiedono specifici
accorgimenti anche sul processo trasformazione.
• Nel mese di ottobre 2014 si è strutturata la funzione di sviluppo vendite sull’estero con l’assunzione di un Export Manager;
• All’inizio del 2015 si è dato il via alla strutturazione ex novo di una funzione Marketing (rispondente direttamente alla R&S, dunque all’interno dell’Area Commerciale), che ha visto l’inserimento di una risorsa dedicata nel successivo mese di marzo;
• La filiera dell’asparago italiano, progetto seguito direttamente dalla R&S, è partita alla fine del
2014 – inizio 2015;
• La nuova linea tetra recart è ampiamente operante e sulla stessa si stanno implementando ulteriormente i volumi previsti;
78
79
Prospettive
6 Supply chain, informatizzazione, procedure e prassi operative.
Le prospettive per l’attività di R&S, nell’ambito degli scopi precedentemente espressi e in un’ottica di
continuo miglioramento, riguardano in particolare due ambiti produttivi specifici, oltre ad un ambito al
momento esclusivamente commerciale.
Stato dell’Arte
Area succhi e bevande vegetali
Il business dei latti vegetali e più in generale dei succhi e bevande a caratterizzazione “salutistica” è
ormai per Fruttagel un fattore di crescita imprescindibile, perfettamente in linea con i valori di Mission
più volte espressi.
La gamma dei latti vegetali (soia in particolare e riso), ottimizzati i processi produttivi e la qualità del
prodotto, già ampliata rispetto alla versione naturale con l’inserimento addizionale di vitamine e Sali minerali, è oggetto di continua ricerca e sperimentazione, finalizzata ad abbinare alle proprietà salutistiche
della soia, caratteristiche organolettiche che rendano sempre più gradevoli le bevande.
In tale ambito, nel 2015 verrà prodotto un latte a base di soia e mandorla (dolcificato con sciroppo
d’Agave), non ancora presente sia sul mercato italiano che su quello europeo.
Come già definito nelle precedenti edizioni del BS, l’obiettivo dell’Area Supply Chain è quello di garantire
al cliente un adeguato livello di servizio minimizzando le inefficienze ed ottimizzando le scorte ed i flussi
logistici. Questo obiettivo è perseguito attraverso la pianificazione ed il controllo dei flussi di materie
prime, semilavorati, imballaggi e prodotti finiti e mediante la gestione integrata e coordinata di informazioni ed attività connesse con i processi commerciali, distributivi, produttivi, di acquisto ed agronomici.
In tali ambiti, i progetti di efficentamento, razionalizzazione e miglioramento gestionale, cui si è dato
corso negli ultimi anni ,sono stati innumerevoli ed hanno portato indiscutibili benefici organizzativi ed
economici all’Azienda, consentendo di raggiungere livelli di servizio adeguati, un più puntuale controllo
delle scorte ed un affidamento della pianificazione e programmazione produttive di livello elevato.
Principali progetti
Sviluppo altrettanto importante avranno le bevande a base di succhi di frutta vitaminici (c.d. “super
frutti” – melograno, goji, acaj) e gli Energy Drink naturali, a base di frutta ed estratti energizzanti quali
ginseng, guaranà, maté.
Pomodoro
Ormai in fase di impostazione uno specifico progetto concernente l’innovazione/caratterizzazione varietale del pomodoro, finalizzato all’ottenimento di maggiori rese produttive e migliori caratteristiche
organolettiche del pomodoro.
•Progetto “Planning” – 2009 e 2010
(Revisione pianificazione della produzione e dei fabbisogni orticoli)
•Progetto “Demand” – 2010 e 2011
(Revisione del processo di definizione e gestione delle previsioni di vendita)
Proteine vegetali surgelate
Attraverso il proprio marchio Sucor, Fruttagel darà il via alla commercializzazione di pietanze vegetariane surgelate (Burger, Cottolette e Polpette di Soia) dedicata a tutti coloro che ritengono importante seguire una dieta ricca di proteine di origine vegetale. Tali pietanze, a base di
proteine di soia, ricche di fibre e dal basso tenore di grassi saturi, verranno proposte
principalmente per i canali Retail e FoodService.
I dati riportati nel grafico che segue, evidenziano i miglioramenti ottenuti sul fronte dell’andamento del
livello di servizio al cliente (incidenza delle quantità annullate sulle quantità ordinate).
4,5%
4,0%
3,5%
3,0%
2,5%
Grafico 10
Andamento annullamenti su
ordini cliente (medie annuali)
2,0%
1,5%
1,0%
0,5%
0,0%
80
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
81
•
•
Incidenza Annullamenti
FREDDO
Incidenza Annullamenti
CALDO
Prospettive
7 Ambiente ed energia: rispetto e sicurezza
Il controllo e l’ottimizzazione delle scorte, continueranno ad essere oggetto di attenzione e verifiche,
anche attraverso progetti di investimento mirati, finalizzate a migliorarne l’andamento agendo in particolare sulla pianificazione e gestione delle campagne.
Stato dell’Arte
Per gli anni 2014/2015 sono già attivati o in programma i seguenti progetti:
• Progetto “Diario di Laboratorio Controllo Qualità” sul sistema Gias
Il progetto, guidato dai Sistemi Informativi con il supporto dell’Assicurazione Qualità e dell’Area Supply
Chain, si propone di realizzare, sul sistema Gias uno strumento per tracciare le informazioni relative a
tutte le analisi effettuate su prodotti finiti e semilavorati da parte del Laboratorio Controllo Qualità.
• Progetti di ottimizzazione dei processi mediante sistemi informatici
- Lettura in radiofrequenza dei flussi (navette) dei semilavorati surgelati: scopo del progetto
è quello di rendere più efficiente, rapida e precisa la movimentazione in e out dei prodotti,
integrando in via informatica tale flusso di ogni informazione necessaria di pertinenza del
prodotto stesso.
- definizione del budget commerciale integrato sul sistema Board (sul quale già si gestiscono le
previsioni di vendita ed il reporting commerciale);
• Progetto Revisione schedulazione ed efficientamento linee di confezionamento surgelato
I dati esposto all’interno del capitolo Politiche Ambientali della prima parte del presente Bilanci
Sociale, testimoniano come la salvaguardia dell’ambiente ed una sempre maggiore razionalizzazione
dell’energia utilizzata per le proprie attività, rappresentino per Fruttagel , temi imprescindibili del proprio
agire imprenditoriale che hanno caratterizzato in modo netto ed inequivocabile le principali scelte di
investimento dell’azienda.
Tale approccio, verso temi così importanti per l’azienda ed in generale per l’intera comunità, continuerà
a caratterizzare in modo costante l’attività di Fruttagel anche negli anni a venire, certi che la sostenibilità
della proprie scelte industriali e di investimento, sarà altresì accompagnata da una riduzione dei costi
dovuti ai fattori suddetti e, dunque, da un maggiore efficientamento dell’attività produttiva.
Le principali attività ulteriormente perfezionate nel corso dell’esercizio 2014 sono state le seguenti:
• Gestione scarti di lavorazione
Gli scarti di lavorazione vengono attentamente selezionati e gestiti, in base alle caratteristiche richieste
dalla tipologia di smaltimento.
Una parte importante degli stessi, rappresentante la categoria “sottoprodotto” (scarti vegetali, latti
vegetali, scarti pomodoro e frutta), vengono destinati ad impianti di biomasse, concorrendo alla
produzione di energia elettrica.
In assenza di tale selezione/separazione, tutti gli scarti rientrerebbero viceversa nella categoria
“rifiuto” che, come tale, potrebbe essere smaltito solamente all’interno di categoria rifiuti, smaltibili
unicamente in impianti di compostaggio. Con aggravio di costi per l’azienda e maggiore impatto
ambientale.
• Gestione rifiuti
I rifiuti prodotti, gestiti con sistema di raccolta differenziata, vengono consegnati ad aziende esterne
autorizzate al loro recupero, ovvero smaltimento, qualora il recupero non sia possibile.
La classificazione e la gestione avvengono secondo quanto previsto dalla parte IV del D.lgs 152/06
e s.m.i. ed il loro stoccaggio è progettato al fine di non generare contaminazioni del suolo e delle
acque in conformità con quanto previsto dalle procedure del Sistema di Gestione Ambientale interno,
ampliato anche allo stabilimento di Larino.
Grazie al riassetto idrico dello stabilimento e il depuratore interno, presso la sede di Alfonsine è
possibile effettuare il riutilizzo agricolo dei fanghi di depurazione prodotti, a titolo di ammendanti.
Lo spandimento diretto dei fanghi deve tuttavia tener conto del fabbisogno di sostanze nutrizionali
delle coltivazioni e non compromettere i terreni; tali operazioni sono quindi effettuate mediante analisi
comparate di fango e terreno e un calcolo ben determinato dei quantitativi totali di fango da spandere
in un determinato appezzamento.
Nel 2014 sono stati distribuiti su campo 1.555.300 kg di fango di depurazione.
82
83
• Riutilizzo acque.
Già dall’anno 2013 si è dato il via ad un sistema di recupero delle acque depurate attraverso un nuovo
impianto di filtrazione installato a valle dell’impianto di depurazione, che consente di alimentare
direttamente (insieme all’acqua proveniente dal pozzo) il bacino di prelievo dell’acqua utilizzata per
le attività produttive.
Tale sistema determina una minore necessità di procedere ad emungimento delle acque da pozzo,
riducendo ulteriormente gli impatti (o rischi) legati ai problemi di subsidenza cui è soggetto il territorio.
È andato, infine, a regime l’impianto di “Ultrafiltrazione e Osmosi inversa”, con benefici sul fronte
della ottimizzazione del ciclo dell’acqua e nella riduzioni dei costi aziendali su tale fattore.
• Certificazione Ambientale
Nel 2014 Fruttagel ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2004 in relazione all’implementazione di
un sistema di Gestione Ambientale, integrandolo , unitamente alle certificazioni in materia di sicurezza,
all’interno del sistema di gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2008.
Prospettive
Gli enormi passi vanti compiuti da Fruttagel in materia di Gestione ambientale e Sostenibilità, oltre ad
essere oggetto di costante attenzione e perfezionamento, proseguiranno con la costruzione nell’esercizio
2015/2016 dell’impianto di Cogenerazione (uno dei sistemi più efficienti per produrre energia e calore)
prima presso lo stabilimento di Alfonsine e successivamente presso quello di Larino.
Il costo complessivo di tale investimento è stimato attorno ai 4,5 milioni di euro (tra Alfonsine e Larino).
Il risparmio netto annuo atteso è di circa 1,5 milioni.
Il motore endotermico
Il progetto consiste in un impianto (motore endotermico), alimentato a metano,
in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica, vapore ed acqua
calda, tutti ad utilizzo esclusivo interno.
Vapore ed acqua calda, prodotti direttamente dal motore del cogeneratore,
consentono all’azienda di ridurre, per tale quota parte, la quantità di vapore
prodotto dalla centrale termica. L’energia elettrica prodotta dall’impianto, immessa nel circuito aziendale, verrà utilizzata per prima e solo una volta che si è
raggiunta la produzione massima di energia da cogenerazione, verrà utilizzata
energia dalla rete.
Ciò consente di utilizzare al meglio le risorse energetiche, riducendo sostanzialmente l’acquisto di energia sul mercato e rendendo l’azienda maggiormente autonoma e sicura rispetto alle variabili energetiche e rispetto a potenziali rischi
di distacchi o riduzioni di forniture dall’esterno (eventualità nella quale attraverso l’impianto di cogenerazione si riuscirebbero a garantire i servizi essenziali
per l’azienda, quali il funzionamento delle celle ed altri servizi, la funzionalità
degli uffici).
Qualità, Ambiente, Sicurezza
UNI EN ISO 14001:2004 e OHSAS 18001: 2007
Obiettivi e vantaggi:
•migliorare le performance organizzative, ambientali e di sicurezza;
•ottimizzare consumi energetici aziendali; consapevolezza della necessità di un atteggiamento attento già in fase di progettazione e/o scelta degli impianti;
•prevenire i rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro alla fonte (fase di
progettazione, scelta dei materiali ed individuazione dei metodi e delle tecnologie) e
promuovere ogni iniziativa atta a prevenire il rischio infortuni/incidenti che possano
compromettere la sicurezza dei lavoratori e della comunità e del territorio.
84
85
8 Clienti e consumatori: il ruolo della distribuzione
9 Sostenibilità: comunicazione, educazione
Stato dell’arte
Stato dell’arte
La GD rappresenta per Fruttagel un patrimonio relazionale da salvaguardare e promuovere: si tratta
infatti al contempo di uno stakeholder, di un partner e di un rappresentante del fondamentale target
di riferimento delle attività realizzate dall’azienda, che proprio al consumatore orienta alcuni aspetti
essenziali della sua missione.
Il tema dell’attenzione al benessere alimentare dei consumatori è ormai principio caratterizzante l’intera
attività di Fruttagel, sia come detto, sul fronte produttivo e nella relazione con i clienti - consumatori, sia
come impegno dedicato ad una specifica comunicazione ed educazione su tali aspetti.
Tale rapporto è divenuto negli anni sempre più concreto e, da parte di Fruttagel, maggiormente propositivo,
in particolare sullo sviluppo di nuovi prodotti, l’evoluzione dei gusti, dei formati, del packaging ecc.
L’attenzione comune alle richieste ed aspettative qualitative del consumatore, ha rappresentato
un elemento di caratterizzazione importante del rapporto, che ha consentito, nonostante la difficile
situazione economica e di mercato, di continuare a sviluppare volumi sempre importanti
Ciò che già oggi (e sempre di più in futuro) assume maggiore rilevanza, sono tuttavia fattori e fenomeni
di portata più strutturale, quali il benessere alimentare, la salute e complessivamente le pratiche di
consumo alimentare, tra cui – in questa fase storica – emerge certamente quella dei prodotti biologici.
Prospettive
L’impegno principale di Fruttagel su questo fronte, rimane quello di sviluppare e strutturare con maggiore
precisione ed una visione complessiva maggiormente strategica, le pratiche di relazione con i distributori
e i grandi clienti, ricercando vantaggi per tutti i soggetti della filiera.
I consumi di proteine di origine animale in Italia e non solo stanno costantemente calando mentre
crescono i mercati di prodotti di alta qualità e il biologico. Ricordiamo i motivi principali.
Riduzione consumo proteine animali: principali ragioni
• Stile di vita ed alimentazione corretti si stanno affermando come strumento di prevenzioni di numerose e gravi patologie (ridurre l’apporto delle proteine animali nella
dieta e degli zuccheri semplici aumentando i consumi di frutta e verdura, in particolare da agricoltura biologica);
• Consumare frutta e verdura è molto più sostenibile per il nostro pianeta che consumare cibi di origine animale (un ettaro di terreno utilizzato per produrre frutta e
verdura può sfamare 30 persone in un anno; lo stesso ettaro utilizzato per produrre
carne, latte e uova sfama solo 6 persone);
• Il consumatore a causa della crisi cerca di “tagliare” i prodotti più costosi tra i quali
la carne in particolare quella rossa.
Tale impegno ha un obiettivo chiaro e certamente comune: rafforzare e rendere imprescindibile quella
parte della comune missione che mira al perseguimento del “benessere alimentare” del consumatore.
In tale ottica, anche nell’ambito del passaggio al prossimo Piano di Sostenibilità, appare necessario:
• pianificare specifici incontri con ognuno dei grandi clienti ove possano essere illustrate le politiche
di fondo di Fruttagel e confrontate con la specifica visione e intenzione dell’interlocutore;
• rendere più dialettico e interattivo il rapporto, che – pur salvaguardando la natura economica ed
efficiente della relazione – possa tendere alla soddisfazione-maturazione dei comportamenti di
consumo miranti a quel “benessere” di cui si è detto;
• coordinare gli sforzi per orientare i consumi verso esiti di complessiva sostenibilità, mettendo la
GD in grado di essere consapevole di quanto di nuovo e positivo si manifesta in campo agricolo e
agroindustriale.
Promuovere dunque una idea di alimentazione che vada nella direzione descritta ( tutela della salute,
valorizzazione del nostro territorio e delle eccellenze enogastronomiche del nostro paese), è un principio
essenziale che Fruttagel intende continuare a sostenere con sempre maggiore convinzione, unitamente
all’altro grande tema strettamente correlato: quello della sostenibilità ambientale.
Le filiere agroalimentari hanno infatti un fortissimo impatto sullo sfruttamento delle risorse del pianeta,
ed al loro interno esiste uno squilibrio energetico enorme tra la produzione di cibi di natura animale
rispetto a quelli di natura vegetale, molto più sostenibili.
Gli effetti della Sostenibilità
Se tutto il pianeta eliminasse o riducesse fortemente il consumo di proteine di origine
animale verrebbe risolto il problema di eccesso di emissioni nell’atmosfera (effetto serra)
e ci sarebbe possibilità di sfamare tutta la popolazione mondiale anche in previsione del
raggiungimento dei 9 miliardi di abitanti previsti dall’ONU per il 2040..
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La diversificazioni delle produzioni in ottica di corretta alimentazione e maggiore sostenibilità ambientale,
si è ormai per Fruttagel strutturalmente concretizzata, in particolare con la strategica e sempre più
significativa presenza nel mercato dei latti vegetali, soia, riso e madorle (in particolare per la soia si tratta
di uno dei modi per sostituire le proteine animali con quelle vegetali arricchendo il prodotto con calcio
e vitamine per garantire l’apporto di quelle sostanze naturalmente presenti nel latte vaccino eliminando
le parti meno nobili, grassi e lattosio).
Prospettive
Sul fronte propriamente produttivo, in un’ottica di continuità con quanto sopra espresso, Fruttagel sta
lavorando su più fronti, già citati nell’ambito delle prospettive proprie della R&S.
Riguardo agli aspetti dell’educazione e comunicazione sui temi citati, Fruttagel è impegnata ad
implementare specifici progetti finalizzati a:
• proporre ai nostri clienti nuovi prodotti buoni, sani e da abbinare ad uno stile di vita adeguato;
• aumentare la consapevolezza di clienti e consumatori sui temi della corretta alimentazione e della
sostenibilità (soprattutto i bambini);
• promuovere il consumo dei prodotti biologici.
“Dal campo all’orto con Ortilio”
Premiazione classe II A
Dal campo all’orto con Ortilio
Al momento della pubblicazione del presente BS, era ormai giunto a conclusione un primo importante
progetto di educazione alimentare denominato “Dal campo al banco con Ortilio”.
Un percorso di educazione alimentare ed ambientale che Fruttagel (in collaborazione con Tetra Pak®),
ha rivolto ad oltre 100 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado dei comuni di Alfonsine,
Argenta, Bagnacavallo e Conselice.
Il progetto ha inteso promuovere, con approfondimenti e riflessioni sia a scuola che in famiglia, stili
di vita sani ed abitudini alimentari corrette ed equilibrate, valorizzando qualità e genuinità della filiera
alimentare e promuovendo comportamenti rispettosi dell’ambiente.
A conclusione del progetto, oltre 40 classi hanno aderito al concorso didattico “Cuochi Designer”,
finalizzato alla valorizzazione della frutta e della verdura di stagione, da utilizzare per comporre, in modo
creativo ed originale, vere e proprie opere d’arte.
Si è trattato di una esperienza educativa indimenticabile, che intendiamo considerare un punto di
partenza per promuovere ciò che ci caratterizza.
“Dal campo all’orto con Ortilio”
Premiazione classe V B
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10 Relazioni sociali e territorio
Stato dell’arte
Le relazioni istituzionali e sociali (con le istituzioni pubbliche, le rappresentanze, la cooperazione di cui
Fruttagel è parte) hanno sempre evidenziato un rapporto collaborativo, non privo tuttavia di alcune
possibilità di miglioramento ,che si cercherà di cogliere attraverso il prossimo Piano di Sostenibilità, di
cui facciamo cenno nelle prospettive. Il rapporto specifico e materiale con il territorio, è definibile, oltre
che misurabile, in ragione di due variabili tra loro connesse:
• i terreni-territori di produzione agricola da cui provengono i conferimenti;
• i territori-società ove insistono i suoi stabilimenti.
I due grandi comparti territoriali in cui si realizza l’attività di Fruttagel hanno come epicentri i Comuni di
Alfonsine e Larino.
Per entrambi i comparti le grandezze economico-sociali più significative inerenti l’esercizio 2014, sono:
Tabella 26
Alfonsine
Larino
Conferimenti
€ 17.577.000 pari a tons 89.917
€ 4.615.000 pari a tons 20.543
Stipendi e salari
€ 15.756.000
€ 2.211.000
Investimenti nell’anno
€ 7.534.224
€ 123.124
Tali dati non tengono conto dell’indotto, sotto forma di attività manutentiva degli impianti e uffici,
trasporti e altri servizi, che costituiscono una parte significativa dei costi generali dell’impresa e che
ricadono in buona misura nell’economia del territorio.
Prospettive
Gli aspetti fondamentali che segneranno l’impegno di Fruttagel e contemporaneamente le sue richieste
agli interlocutori istituzionali e sociali, saranno oggetto di specifica analisi all’interno del prossimo Paino
di Sostenibilità e verteranno sostanzialmente su un aspetto, una domanda sempre più ricorrente e sentita
dall’Azienda, dal proprio Managment e dai propri dipendenti: Quale è la reale percezione ed il grado di
consapevolezza che Istituzioni e Rappresentanze hanno del “valore” di Fruttagel?
L’ampiezza e la rilevanza del tema posto, comprende la necessità di considerare e sviluppare alcune
azioni già identificate anche nel precedente BS, vale a dire:
• l’analisi delle possibilità di ottimizzare le prospettive di collaborazione-integrazione con gli attori
economici del territorio, considerando principalmente quelle che rispondono alle esigenze di
servizio agli impianti e alla produzione;
• la richiesta agli interlocutori istituzionali di arrivare a una condivisa valutazione e aggiornamento
del “paradigma relazionale”, cioè – posto il fermo rispetto di leggi e regolamenti – di quanto
i comportamenti amministrativi possano influire positivamente sull’efficienza dell’impresa se
interpretati nel quadro di una comune intenzione di produzione di vantaggi sociali;
Ad avviso di Fruttagel è infatti necessario compiere qualche passo in più nella direzione del superamento
di visioni e comportamenti connotati da un certo burocratismo da parte delle amministrazioni, ponendo
realmente il vantaggio sociale come obiettivo comune e condiviso.
Continuerà altresì nel 2105 l’impegno nei confronti della cooperazione e l’apertura verso quelle realtà
locali (associative, sociali, culturali e ambientali) che hanno a cuore gli stessi obiettivi di miglioramento
sociale e riguardanti la sostenibilità.
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Un momento di passaggio e di maggiore consapevolezza
Per quanto la struttura generale di questo bilancio sociale sia quella tradizionale - che dunque non
evidenzia sostanziali modifiche di impianto e contenuti - nel 2014 è iniziata una profonda revisione delle
politiche di responsabilità sociale di Fruttagel, che diverranno gradualmente più evidenti nei rapporti
successivi e che solamente nella edizione del 2016 – dunque nella primavera 2017 - saranno totalmente
apprezzabili.
Questa ultima sezione del rapporto intende dunque fornire al lettore alcune informazioni che riguardano
solo in piccola parte le performance del 2014, ma che tuttavia riguardano un fatto di rilevante importanza:
l’avvio di un vero e proprio piano di sostenibilità, ovvero le azioni e il metodo che si sono adottati per un
approccio sempre più efficace alla responsabilità sociale.
Nel corso del 2014 si sono infatti ravvisate due principali stimoli per il cambiamento: l’uno riguardante
i processi interni e l’altro di tipo più generale, collegato allo sviluppo dottrinale e legislativo riguardante
la Rsi.
Relativamente ai processi interni, la considerazione compiuta dal gruppo dirigente ha riguardato la
necessità di aumentare la condivisione di obiettivi e di risultati in fatto di responsabilità sociale, nonostante
l’indiscutibile impegno della struttura. In termini pratici ciò significa un forte impegno dell’intero gruppo
dirigente, che doveva, per altro, essere messo nelle condizioni di conoscere e apprezzare compiutamente
l’evoluzione normativa, con specifico riguardo a quella europea.
Altrettanto necessario è apparso l’adeguamento delle pratiche di Rsi agli sviluppi della dottrina. È in
corso – anche se allo stato attuale ciò è evidente soprattutto agli specialisti – un forte cambiamento,
che tiene conto delle esigenze (e delle deficienze) delle strutture statali e imprenditoriali europee, che
– come è evidente a molti – si ripercuote nelle società, con l’aumento delle difficoltà delle persone e
delle famiglie. Sotto questo versante le imprese sono chiamate a dare sempre più conto delle proprie
attività, adottando standard di rendicontazione adeguati e aprendosi sempre più al giudizio (ma anche
alla collaborazione) delle istituzioni e dei cittadini.
Per quello che riguarda Fruttagel (che ha investito in modo considerevole il fatto di Rsi negli ultimi
anni) si tratta soprattutto di “essere consapevoli di una condizione evoluta e da far fruttare”. Infatti
Fruttagel è, per efficienza ed efficacia, in ottima posizione relativamente alla rendicontazione sociale e
alle politiche di Rsi, ma allo stato attuale i “ritorni” di tale impegno non appaiono ancora commisurati
agli sforzi. La valutazione condivisa è stata che è possibile ricavare maggiori vantaggi dall’impegno che
è stato profuso sul versante della reputazione. Significa coinvolgere e coinvolgersi di più con la platea
degli stakeholder.
Per questi motivi nell’autunno del 2014 è stato avviato avviato un progetto per passare dalla
rendicontazione sociale alla elaborazione e al varo di una vera e propria politica sociale (o di sostenibilità).
Significa passare dalla prassi attuale (la “rendicontazione sociale classica”) alla elaborazione, definizione
e perseguimento di specifiche azioni di cui sia evidente l’impatto sociale positivo. Ecco il piano di
sostenibilità, che troverà la sua definizione nel corso del 2015.
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L’avvio del piano
di sostenibilità
Fruttagel e responsabilità sociale: cronistoria
Piano di sostenibilità come processo
È opportuno, proprio nel momento in cui le politiche di Rsi di Fruttagel si stanno modificando, ripercorrere
i passi compiuti, a partire dal 2006, l’anno di avvio di tali politiche.
L’elaborazione di un piano di sostenibilità è un processo costituito da elementi tecnico-procedurali (le
regole) e da una intensa attività di elaborazione collegiale (le azioni) che coinvolge un’ampia fascia di
dirigenti e quadri e che dovrà successivamente impegnare a cascata l’intera struttura aziendale.
Per quello che riguarda gli aspetti procedurali un inevitabile punto di riferimento è rappresentato dalla
recente Direttiva UE sulla rendicontazione delle attività non finanziarie (approvata dalla Commissione in
aprile 2014 e ratificata da Parlamento europeo nell’autunno successivo).
Uno degli aspetti centrali della Direttiva riguarda l’esigenza di rendere note le politiche sociali dell’impresa
“a monte”. Significa che il processo di rendicontazione si deve basare su assunti espliciti riguardo a
quello che l’impresa è intenzionata a realizzare sotto il profilo sociale.
Questo criterio innova in modo profondo le pratiche di rendicontazione seguite sino a ora, dato che
l’aspetto più importante della comunicazione agli stakeholder non riguarda tanto ciò che si è realizzato,
quanto la coerenza tra ciò che si è preventivato e ciò che, alla fine, rappresenta l’esito delle attività
imprenditoriali. Ciò significa che la massima enfasi viene posta sulla costruzione del piano di attività,
che correntemente si indica come “Piano di sostenibilità”, impiegando una terminologia ormai corrente
in ambito internazionale.
Un aspetto altrettanto importante è la modalità di costruzione di detto piano, che deve essere elaborato
secondo criteri di ampia condivisione interna (dato che la sua realizzazione dipende dall’impegno di
tutti) e con il diretto coinvolgimento degli stakeholder. Questo secondo aspetto presuppone esso stesso
che vi sia all’interno la più ampia condivisione, dato che agli stakeholder coinvolti deve essere presentato
un set di indicazioni e di impegni con la massima garanzia del loro rispetto. Ecco perché la costruzione
del piano di sostenibilità ha una natura fortemente dialettica: dal gruppo dirigente agli stakeholder e
viceversa, in modo che gradualmente si produca un complesso di previsioni e impegni con alta probabilità
di trovare consenso e realizzazione, oltre che di trovare alleati anche all’esterno dell’impresa.
2006
Nel 2006 Fruttagel ha avviato il suo progetto di responsabilità sociale con la prima definizione della
missione-visione dell’impresa attraverso il coinvolgimento di un ampio gruppo di lavoro, dai dirigenti
alle seconde linee, contemporaneamente alla elaborazione del primo piano strategico.
2008
È stato redatto il bilancio sociale “numero zero”, un documento sperimentale, con circolazione
unicamente interna.
2009
Per la preparazione del primo vero e proprio bilancio sociale (reso pubblico e altrettanto pubblicamente
discusso), sono stati realizzati diversi focus group tra lavoratori di varie aree e livelli.
Nello stesso anno è stato elaborato il Codice etico e costituito il relativo Comitato.
2010
Contemporaneamente a una profonda revisione delle modalità gestionali, dettata anche da stringenti
questioni di equilibrio economico e finanziario, è stato elaborato e presentato il secondo bilancio sociale,
che ha chiuso il cosiddetto “periodo sperimentale” delle politiche di Rsi.
2011
Si è dato corso in quest’anno alla ristrutturazione del documento, con l’introduzione della sezione
“intangibili”, cioè con la rendicontazione dei patrimoni non economici (umani, strutturali, relazionali)
posseduti da Fruttagel. Si è avviata la pratica della doppia presentazione: nella sede principale e nello
stabilimento di Larino.
2012
Arrivata alla quarta edizione, il bilancio sociale è stato segnato dall’introduzione della sintesi
rappresentata dalle schema “Orizzonte Obiettivi Ambiti”.
2013
In quest’anno si è realizzato un primo importante adeguamento metodologico, con la decisione di
presentare il bilancio sociale contemporaneamente al bilancio economico (cosa che avverrà nel maggio
2014). Viene redatta una versione “interna” del rapporto, con le sforzo di maggiore coordinamento con
il piano industriale, che proprio nel 2013 arriva alla sua seconda formulazione.
2014
Il bilancio sociale assume una forma definitivamente pubblica, contrassegnata anche dall’aspetto
grafico. Si percepisce l’avvicinarsi di una nuova “chiusura di ciclo” e si inizia a ragionare di due aspetti
fondamentali: la “validazione” del documento da parte di un ente di certificazione e la maggiore
adesione agli standard internazionali di rendicontazione.
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La Direttiva UE “non financial”
• Approvata dal Parlamento UE in aprile 2014, ratificata dalla Commissione in settembre.
• Obiettivi: “Rafforzare la trasparenza delle attività non finanziarie, identificare i rischi di
sostenibilità e aumentare la fiducia degli investitori e dei consumatori.”
• Imprese interessate: imprese di interesse pubblico (Banche, Assicurazioni, Servizi Pubblici) e imprese con più di 500 dipendenti e uno stato patrimoniale di 20 milioni o un
fatturato di 40 milioni.
• Il principio “Comply or Explain”: l’impresa dovrà, a partire dall’Aprile 2017, rendere
pubbliche alcune informazioni su (almeno) questioni ambientali, sociali e lavorative,
rispetto dei diritti umani e anticorruzione.
• “Comply or Explain” significa che, se impresa non spiega le sue politiche deve però
fornire una spiegazione chiara e ragionata sul perché quella politica non sia stata
introdotta.
• Prossimi passi: entro 24 mesi dall’entrata in vigore della Direttiva, la Direttiva dovrà
essere recepita dagli Stati. Entro lo stesso termine la Commissione europea dovrà
elaborare delle linee guida (non vincolanti) sulla rendicontazione delle informazioni
non finanziarie, inclusi KPI. Nell’elaborare tali linee guida, la Commissione dovrà consultare gli stakeholder di rilievo.
Il seminario d’avvio del novembre 2014
L’11 novembre 2014 sono state poste le basi di costruzione del piano di sostenibilità con un seminario
che ha coinvolto il gruppo dirigente allargato dell’impresa. In tale seminario sonno stati descritti gli
obiettivi della Direttiva e sono stati esposti i capisaldi previsti dagli standard, con particolare riguardo ai
principi da seguire per il corretto impianto di un piano di sostenibilità.
Sono stati successivamente chiariti i ruoli dei diversi protagonisti, tra i quali gli stakeholder, che dovranno
essere inoltre adeguatamente classificati.
I quattro principi del GRI
Secondo il GRI la rendicontazione deve corrispondere a 4 principi:
•INCLUSIVITÀ: se tutta l’organizzazione è coinvolta nei processi che riguardano la sostenibilità;
•MATERIALITÀ: se vengono trattati argomenti che interessano “materialmente” gli stakeholder, che cioè si sforzano di toccare gli aspetti costituenti del rapporto impresastakeholder;
• RISPONDENZA: se tutte le attività sono ispirate alla sostenibilità (e si tratta dell’altra
e più sostanziale faccia del coinvolgimento dell’intera struttura organizzativa);
• COMPLETEZZA: se è stato detto tutto quello che c’è da dire; equivale a “trasparenza”
più “discosure”
• Entro il 31 dicembre 2018, la Commissione dovrà pubblicare un report di revisione
della Direttiva.
Nella storia della rendicontazione sociale gli standard hanno avuto ed hanno tutt’ora una fondamentale
importanza. Per “standard” si intendono le regole da seguire per descrivere e misurare le politiche sociali
delle imprese. Ne esistono di diverso tipo e la loro elaborazione deriva dall’impegno dei cultori della
materia ma soprattutto dal contributo delle stesse imprese interessate.
Per quanto la Direttiva UE non definisca quali debbano essere gli standard da impiegare (l’unica
raccomandazione è di fare riferimento a standard ampiamente utilizzati a livello internazionale),
Fruttagel ha deciso di conformarsi alle indicazioni degli standard più noti e specificamente al GBS
(Gruppo Bilancio Sociale) e al GRI (Global Reporting Initiative), le cui indicazioni sono state seguite fin
dalla fase d’impianto che si descrive immediatamente di seguito.
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Il seminario si è concluso con la definizione di massima del processo che era necessario avviare, e che si
sarebbe realizzato nel primi giorni del nuovo anno, cioè nel 2015.
Si è chiarito inoltre che il 2015 dovrà essere considerato un “anno di passaggio”, in cui la rendicontazione
sociale manterrà la forma assunta negli ultimi anni, ma nel quale anno si dovranno compiere le azioni
di elaborazione e di relazione per la costruzione del Piano di sostenibilità, con l’individuazione delle
principali politiche sociali e con la necessaria consultazione-coinvolgimento degli stakeholder, la cui
precisa individuazione è un obiettivo fondamentale della stessa elaborazione del Piano.
Lo sviluppo del processo
Nei mesi di gennaio e febbraio 2015 i partecipanti al seminario di novembre sono stati suddivisi in tre
gruppi di lavoro, che hanno disgiuntamente discusso per individuare i principali argomenti che avrebbero
dovuto comporre il Piano di sostenibilità. Le discussioni si sono avviate sulla base di un prospetto di
massima elaborato dalla Direzione, che individuava diversi gruppi tematici e, al loro interno, diversi
argomenti in grado di delineare le politiche sociali di Fruttagel.
Il risultato di questo impegnativo lavoro è stato il primo abbozzo del Piano di sostenibilità, costituito da
una sintesi (il prospetto Orizzonte-Obiettivi-Ambiti) e da diversi progetti più specifici, sui quali si realizzerà
l’iniziativa fin dal 2015. Non si tratta naturalmente di una formulazione del Piano, ma solamente della
sua parte più generale e descrittiva. Il Piano vero e proprio dovrà essere costituito con ben altro grado
di analiticità e soprattutto con quel coinvolgimento di molti più soggetti (interni ed esterni) di quelli che
si sono impegnati fino a ora.
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Di seguito i risultati del lavoro sono riportati nella loro interezza, ma impongono diverse precisazioni:
• come si è detto, non si tratta ancora di un Piano di sostenibilità, che per essere tale deve riportare
il contributo degli stakeholder, che sarà sollecitato e raccolto nel corso del 2015;
• ciò che segue è comunque un atto di comunicazione necessario, dato che per poter essere valutati
dagli interlocutori i diversi progetti devono essere innanzitutto, dagli interlocutori stessi, conosciuti;
• il Piano copre un orizzonte temporale pluriennale e dovrà essere revisionato e integrato esercizio
per esercizio. Negli schemi seguenti sono dunque indicati (nella prima colonna) tutti i progetti
che si pensa di realizzare tra il 2015 e il 2016 e nell’ultima colonna sono indicati con numeri
progressivi quelli su cui si è deciso di operare sin da subito, che come si potrà notare sono cinque;
• è presumibile che anche all’interno del 2015 il Piano subirà degli adattamenti, sia in relazione
allo sviluppo delle prime attività, sia in relazione alle indicazioni e ai rilievi degli stakeholder, il cui
coinvolgimento avverrà nella seconda parte dell’anno.
L’abbozzo di Piano di sostenibilità
Il documento originale da cui le informazioni che seguono sono tratte contiene i riferimenti essenziali e
di primo impianto del piano di sostenibilità 2015-2016 ed èl’esito del lavoro compiuto dalla Direzione e
dal gruppo dirigente allargato con la serie di seminari e incontri svoltisi tra il novembre 2014 e il febbraio
2015, che hanno permesso di individuare alcuni fondamentali capisaldi:
• l’orizzonte generale delle politiche di sostenibilità;
•gli ambiti operativi e le priorità collegate;
•le responsabilità del loro sviluppo.
I passi successivi programmati sono i seguenti:
• prima comunicazione (attraverso il bilancio sociale in fase di lavorazione) degli assunti fondamentali
del piano di sostenibilità (maggio);
• sviluppo, conclusione e discussione dei progetti di approfondimento (ottobre);
•completamento dei riferimenti del piano (matrice materialità e mappatura stakeholder) e
definizione del piano (novembre).
Schema “Orizzonte-Obiettivi-Ambiti” (rev. 18.03.15)
Orizzonte strategico
Autonomia imprenditoriale, crescita, innovazione, mutualità
Protagonista di una filiera agroindustriale efficiente e sostenibile per il benessere delle
persone.
Obiettivi principali di sviluppo
• Aumentare il valore dell’impresa
• Consolidare il patto di filiera: governance e partecipazione
• Servizio, qualità e innovazione dei prodotti
• Efficienza come produzione di valore e sostenibilità
Ambiti d’azione 2015-2016
1 Politiche istituzionali, della partecipazione e dei conferimenti
2 Organizzazione e personale
3 Relazioni commerciali e comunicazione
4 Politiche verso i fornitori di beni e servizi
5 Qualità, sicurezza, ambiente
6 Ricerca e sviluppo
Relativamente agli ambiti d’azione, sono stati individuati una ventina di progetti, dei quali cinque sono
considerati prioritari e da avviare nel 2015. Sinteticamente sono indicati con questi nomi:
•
•
•
•
•
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Cooperative socie e conferenti di biologico;
Cultura del lavoro, senso di appartenenza e prospettive del welfare aziendale;
Segmentazione dei clienti;
Segmentazione dei fornitori;
Bevande vegetali.
Naturalmente indicazioni così sintetiche non danno adeguatamente conto degli specifici contenuti e
delle intenzioni che ne stanno a capo, ma ci sarà modo di spiegarne diffusamente i caratteri non appena
sarà terminata la fase istruttoria, già avviata per ognuno i questi progetti.
Deve tuttavia essere chiaro (o almeno percepito) che non si tratta di progetti isolati, ma degli aspetti
“pilota”, strettamente collegati tra di loro e destinati a produrre la trama su cui si svilupperà il piano di
sostenibilità.
In altro modo: si è puntato su questi progetti per poter disporre di alcuni punti fermi ai quali collegare
gli altri temi toccati nel corso dei seminari.
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Un sopralluogo su standard e linee guida
Appendice:
riferimenti alla
disciplina
La rendicontazione sociale non equivale a “redigere un documento”, ma a sviluppare un processo che
ha l’obiettivo di migliorare le performance complessive dell’impresa, cioè a produrre maggiori utilità
per se stessa e per gli stakeholder. Si tratta dunque di un fenomeno immediatamente imprenditoriale,
complesso e incerto e che – si potrebbe dire – “non finisce mai”.
Proprio per questi suoi caratteri esiste la dottrina, cioè la serie di studi, riflessioni e indirizzi che a partire
dall’università, fino agli imprenditori, ai manager, ai consulenti e ai revisori-certificatori si sviluppano via
via, per specificare e migliorare il processo.
La dottrina riguardante la rendicontazione sociale in Italia possiede alcuni riferimenti e indirizzi
fondamentali, tutti presenti in questo rapporto, per quanto a diversi gradi di compiutezza. Vediamo più
specificamente.
Il modello nazionale di riferimento è lo standard GBS, fin dalla sua definizione assunto come principale
indirizzo e guida di redazione.
Il cuore del GBS è rappresentato dallo schema di calcolo e riparto del valore aggiunto, fin
dall’origine e per tutte le dizioni presente in questo bilancio. Altro aspetto tipico del GBS è la ripartizione
del documento in due grandi sezioni: “identità” e “relazione”, anch’essi assunti come schema di
costruzione di questo documento. Il GBS ha inoltre pubblicato la lista delle informazioni che – considerate
le specificità delle singole imprese – è necessario rendere pubbliche.
Si può dunque sostenere che le richieste dello standard GBS trovano tutte corrispondenza in questo
testo, come negli altri che l’hanno preceduto.
A livello internazionale sono però presenti altri due fondamentali e assai diffusi modelli di riferimento,
l’AA1000, che – a differenza del GBS - è uno standard di processo, che cioè non propone alcun set di
indicatori, ma definisce i passi attraverso i quali deve essere costruito il rapporto. C’è poi il GRI (Global
Reporting Initiative) che si pone, per così dire, a metà strada tra uno standard di contenuto (come il
GBS) e uno standard di processo (come l’AA1000), visto che oltre a proporre un elenco di indicatori (un
piano dei conti), indirizza le azioni e le fasi attraverso cui può prendere vita e consolidarsi il processo di
rendicontazione sociale.
AA1000 e GRI hanno in comune alcuni aspetti di grande rilievo, che si possono considerare vere e
proprie acquisizioni concettuali globali, dato che anche l’Unione europea li ha sposati nelle sue più
recenti comunicazioni riguardanti le politiche di responsabilità sociale:
• il principio “comply or explain” (che suona all’incirca come “rendiconta o spiega perché no”), che
vuol dire che è comprensibile che possano mancare o essere deboli alcune parti del rapporto, nel qual
caso però è necessario spiegare il perché di tale assenza o debolezza e dichiarare ciò che si intende
fare per eleminarle;
• la possibilità di realizzazione graduale del rapporto sociale, ovvero della sua costruzione per passi
successivi di completamento; in modo particolare il GRI definisce veri e propri “livelli di completezza”,
corrispondenti alla dimensione e alla qualità delle informazioni fornite;
• il coinvolgimento (non solo a valle, ma anche a monte) degli stakeholder, per rendere il rapporto il più
corrispondente alle loro attese di conoscenza;
• l’utilità dell’assurance, cioè di una forma di supervisione esterna sul modo in cui le informazioni sono
state reperite ed elaborate.
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I modelli di assurance proposti da GRI e da AA1000 sono abbastanza simili e prevedono l’entrata in
gioco di soggetti accreditati per svolgere i sopralluoghi necessari. Normalmente si tratta di questi passi
essenziali:
• Verifica sui dati derivanti dal bilancio ordinario;
• Verifica dei dati extracontabili attraverso una serie di colloqui con i referenti interni coinvolti nella
redazione del bilancio;
• Verifica sui sistemi informativi impiegati;
• Valutazione sul livello di coinvolgimento degli stakeholder.
La “verifica e supervisione” ha dunque l’obiettivo di accertare il rispetto di quattro principi fondamentali:
√ INCLUSIVITÀ: se tutta l’organizzazione è coinvolta nei processi che riguardano la sostenibilità,
√ MATERIALITÀ: se vengono trattati argomenti che interessano “materialmente” gli stakeholder, che
cioè si sforzano di toccare gli aspetti costituenti del rapporto impresa-stakeholder,
√ RISPONDENZA: se tutte le attività sono ispirate alla sostenibilità (e si tratta dell’altra e più sostanziale
faccia del coinvolgimento dell’intera struttura organizzativa),
√ COMPLETEZZA: se è stato detto tutto quello che c’è da dire; equivale a “trasparenza” più “disclosure”.
Un ulteriore importante riferimento dottrinale è rappresentato dalle Linee Guida ISO 26000, pubblicate
il 1° Novembre 2010 dopo anni di lavoro sulla scena internazionale. Esse costituiscono – per ora - la
raccolta più completa e condivisa di principi e buone pratiche in materia di Responsabilità Sociale.
Tali Linee Guida non sono state concepite in vista di una certificazione di conformità, non servono
dunque né a “scoprire se le cose dette sono vere”, né se sono state seguite diligentemente delle regole.
Non contengono infatti requisiti prescrittivi, ma illustrano principi e tematiche chiave della responsabilità
sociale, fornendo inoltre chiarimenti terminologici, approfondimenti teorici, indicazioni per l’integrazione
della CSR all’interno dell’organizzazione, buone pratiche.
La ISO 26000 identifica i seguenti sette temi fondamentali della Responsabilità Sociale:
• Governo dell’organizzazione (governance),
• Diritti umani,
• Tutela dei lavoratori,
• Ambiente,
• Correttezza delle pratiche operative (es. concorrenza leale, lotta alla corruzione...),
• Tematiche relative ai consumatori,
• Coinvolgimento e sviluppo della comunità.
I principi in capo la processo sono: accountability (cioè “responsabilità di rendere conto”), trasparenza,
comportamento etico, rispetto degli interessi degli stakeholder, rispetto del principio di legalità, rispetto
delle norme internazionali di comportamento, rispetto dei diritti umani.
101
Fruttagel e gli standard
L’obiettivo di Fruttagel è di concentrarsi prossimamente nel recepimento degli standard riconosciuti a
livello internazionale, in coerenza con uno degli obiettivi strategici che è appunto quello della maggior
presenza sui mercati internazionali. Si tratta, come si è detto, di un processo che andrà gradualmente
attuato e che avrà un momento di specifica valorizzazione nell’assurance, cioè nella verifica da parte di
un soggetto accreditato dalla coerenza di ciò che è previsto dagli standard.
In parole povere si tratterà di:
• raccogliere e collegare tutte le iniziative in una visione e in una strategia di insieme,
• tradurre in una Carta ad hoc gli di Impegni di Responsabilità Sociale capace di cogliere le peculiarità
del settore food,
• attestare con una dichiarazione di parte terza che la Carta per gli impegni tiene conto dei temi
e dei principi della ISO 26000 ed è stata elaborata secondo i principi dello standard AA1000 ed
eventualmente del GRI,
• ottenere in una fase successiva, il riscontro di parte terza che le decisioni e i comportamenti adottati
dall’organizzazione sono conformi alla Carta per gli impegni e alla Linea Guida.
In particolare l’intervento di parte terza (assurance) mirerà a:
• confortare il management circa la maturità dell’approccio alla responsabilità sociale, fornendo
un’analisi dei punti di forza e di debolezza, in una prospettiva di miglioramento continuo,
• rafforzare la credibilità della comunicazione agli stakeholder circa l’impegno e le prestazioni
dell’organizzazione in ambito responsabilità sociale.
Al termine dell’attività sopradescritte, l’ente terzo rilascerà due rapporti:
• un rapporto per la Direzione, contenente la valutazione del grado di maturità dell’approccio
aziendale rispetto ai temi della responsabilità sociale, illustrati nelle Linee Guida ISO 26000, con una
individuazione dei punti di forza e di debolezza.
• una dichiarazione per gli stakeholder, volta ad attestare le politiche e i comportamenti adottati,
nonché i risultati conseguiti in ambito di responsabilità sociale, a fronte delle Linee Guida ISO 26000
e della specifica Carta per gli impegni di Sostenibilità.
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Con la supervisione di Mario Viviani, hanno collaborato:
Giorgio Alberani
Vincenzo Alberti
Paolo Cristofori
Cristina Di Lenardo
Stanislao Fabbrino
Cinzia Fontana
Valeria Ghetti
Lucio Malaguti
Stefano Malpassi
Stefano Muccifora
Claudio Pisi
Cristina Staffa
Francesca Stefanini
Massimo Tampieri
Davide Vecchi
Paolo Ziliani
Progetto grafico, impaginazione,
coordinamento
Agenzia Pagina, Ravenna
Stampa
Tipolito NovaPrint Snc
giugno 2015
Stampato su carta riciclata 100%
Polyedra “Igloo Offset” certificata FSC
FRUTTAGEL S.C.P.A.
Via Nullo Baldini 26
48011 Alfonsine (RA) Italy
tel. (+39) 0544 866511
fax (+39) 0544 866564
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