Bilancio Sociale 2014 Bilancio Sociale 2014 Introduzione Parte Prima 1. L’identità Sommario 1.1 Fruttagel industria alimentare: la missione 1.2 Storia 1.3 Modello istituzionale e organizzativo 1.4 Gli stakeholder 7 Introduzione: aspetti qualificanti delle politiche industriali e sociali 65 13 13 15 18 26 Ambiti di azione 68 1. Soci: partecipazione, consultazione, governance 68 2. Produttori/conferenti: profili, qualificazione, evoluzione 70 3. Politiche del personale, assetti e sviluppo organizzativo 72 4. Servizio agronomico: dal campo al consumo 76 37 37 37 5. Ricerca & Sviluppo e MKTG: biologico, tecnologia 79 6. Supply chain, informatizzazione, procedure e prassi operative 81 41 41 45 7. Ambiente ed energia: rispetto e sicurezza 83 8. Clienti e consumatori: il ruolo della distribuzione 86 9. Sostenibilità: comunicazione, educazione 87 10. Relazioni sociali e territorio 90 L’avvio del piano di sostenibilità 92 Appendice: riferimenti alla disciplina 100 27 2.1 Confronto tra il bilancio a consuntivo e il piano industriale 2014-2016 28 2.2 Presenza nella filiera agroindustriale: coltivazione, produzioni e commercializzazione 29 3.1 Andamento economico e patrimonio 3.2 Valore aggiunto: produzione e distribuzione 4. Lavoro 4.1 Dipendenti 4.2 Sicurezza e salute 5. La Qualità 5.1 Processo 5.2 Rintracciabilità di filiera 5.3 Sistema HACCP 5.4 Certificazioni 6. Ambiente e Società 6.1 La politica ambientale 6.2 Comunità sociali 62 10 2. L’impresa 3. Reddito e Patrimonio Parte Seconda 48 48 49 49 50 51 51 60 Il bilancio sociale 2014 adotta la stessa forma e contenuto rispetto all’edizione dell’anno passato: si tratta sempre di un documento suddiviso in due parti, con una prima sezione di carattere quantitativo e descrittivo a cui ne segue un’altra di tipo più qualitativo e riguardante le politiche perseguite nell’esercizio trascorso, con l’evidenza dei risultati raggiunti. È tuttavia nell’appendice che si potranno trovare gli elementi che connotano maggiormente l’esercizio appena concluso e che delineano i caratteri di quello in corso. Entrambi – nonostante le apparenze – segnano un “cambio di passo” di Fruttagel relativamente alle sue politiche sociali. Conviene tuttavia andare con ordine. Il bilancio sociale 2014 si articola, come quello dell’anno precedente, su otto temi fondamentali, quattro dei quali riferite all’impresa e quattro alle politiche di responsabilità sociale: • per quanto riguarda gli obiettivi e i processi imprenditoriali le variabili-obiettivo perseguite sono state (e lo saranno per tutto il periodo di vigenza del nuovo piano industriale) espansione, innovazione (prodotti e servizi), capitalizzazione e infine – sotto il profilo del rapporto col mercato – internazionalizzazione; • per quanto riguarda le politiche di responsabilità sociale si è mirato soprattutto alle politiche della qualità, all’impegno per le produzioni e i prodotti biologici, all’avviamento delle pratiche che sostengano l’educazione alimentare e rendano più evidente e fattivo l’impegno per la sostenibilità. Otto Temi fondamentali Per l’impresa Per la responsabilità sociale 1. Espansione/redditività 1. Qualità 2. Innovazione 2. Biologico 3. Capitalizzazione 3. Educazione 4. Internalizzazione 4. Sostenibilità Si tratta dei grandi argomenti individuati dal piano industriale già nel 2013, che – come si vedrà – hanno visto un ragguardevole sviluppo nel corso del passato esercizio; ma è soprattutto relativamente all’ultimo argomento (sostenibilità) che si è iniziato a realizzare quel cambio di passo a cui si è accennato precedentemente. Un aspetto (apparentemente secondario) di tale cambiamento si potrà osservare nella nuova formulazione di missione di Fruttagel e bell’adattamento dello schema “Orizzonte-Obiettivi-Ambiti”, che in qualche misura alludono alle variazioni assai più sostanziali che saranno completamente apprezzabili solamente con la prossima edizione del rapporto. 7 Introduzione Quella presente sarà l’ultima edizione in cui sarà realizzato in forma esplicita quel “bilancio degli intangibili” che ha così fortemente caratterizzato i bilanci degli ultimi anni. Si tratterà tuttavia di una modifica soprattutto di forma e non di sostanza, dato che Fruttagel affida proprio ai suoi patrimoni intangibili (umani, strutturali, relazionali) il compito di migliorarne le performance e di migliorare contemporaneamente le sue relazioni ambientali. I medesimi concetti e parametri delle formulazioni di missioni e di sintesi strategica si troveranno dunque – per ora - esposti in una forma più adatta ad essere apprezzata dagli interlocutori, proprio perché sarà ancor più sui loro bisogni e sulle loro richieste che sarà, in prospettiva, inquadrato il modello di rendicontazione. Sicuramente con il nuovo piano industriale questi riferimenti si modificheranno maggiormente, ma anche questi piccoli ritocchi indicano la continua preoccupazione di Fruttagel si revisionare costantemente i propri impegni e i propri obiettivi, nella consapevolezza che per un’impresa non esistono mai delle acquisizioni che possano essere considerate definitive, anche solo per un determinato periodo di tempo. Si ribadisce infine che questa continua cura all’adattamento (anche per quello che riguarda le formulazioni verbali dei propri impegni) dipende dal fatto che per Fruttagel la rendicontazione sociale è sempre interpretata come “campo di partecipazione e coinvolgimento”, cioè come una base aperta, partecipativa e dialettica ove l’impresa e i suoi stakeholder si possono incontrare, coordinando i rispettivi interessi. Si rimanda dunque all’appendice per cogliere – per quanto sia succinta la descrizione – le novità che si profilano sulla modalità di realizzazione delle politiche sociali di Fruttagel, sottolineando anche in questa introduzione un fatto tanto rilevante quanto necessario, che riguarda il vasto concorso dell’intero gruppo dirigente alla riformulazione delle politiche di sostenibilità e anticipando il fatto che si avvierà quanto prima una altrettanto intensa attività di consultazione e confronto con gli stakeholder, per arrivare, sull’esercizio 2015, alla formulazione condivisa del piano di sostenibilità dell’impresa. È proprio l’avvio della costruzione del piano di sostenibilità l’aspetto più rilevante che ha contraddistinto la parte finale dell’esercizio 2014 e l’inizio di quello del 2015. 8 Parte PRIMA 10 11 1.1 Fruttagel industria alimentare: la missione I tre fondamentali protagonisti tra i quali (e coi quali) Fruttagel sviluppa la sua attività sono i consumatori, i suoi soci, i conferenti. Potrebbe sembrare una considerazione ovvia, visto che i destinatari finali dei prodotti sono certamente i consumatori, che il processo produttivo (“core”) è la trasformazione industriale di prodotti agricoli, che tutto ciò non sarebbe possibile se a monte non ci fossero dei produttori agricoli che realizzano la materia prima. Tuttavia è l’ispirazione con cui Fruttagel amministra i rapporti con questi protagonisti che ne determina il carattere. In parole molto povere tale ispirazione corrisponde a questi concetti: • solo un rapporto adeguatamente gestito col consumatore può offrire a Fruttagel consistenti prospettive di sviluppo; • solo un conferente evoluto (cioè votato a ricerca, investimento, innovazione) può trovare sostanziale vantaggio in un’impresa come Fruttagel. Ecco che da questa doppia marcatura prende forma una condizione che è al contempo un impegno, e che informa complessivamente la strategia imprenditoriale: Le prospettive di Fruttagel dipendono da due “miglioramenti”: dal lato dei consumatori, e dal lato dei conferenti. Ecco che alla luce di questa sottolineatura la missione di Fruttagel risulta definita nei suoi particolari e nel suo ruolo di stabile indirizzo. Missione di Fruttagel Un protagonista significativo della filiera agroindustriale che qualifica la presenza cooperativa nella produzione, nella trasformazione e nella distribuzione per il benessere alimentare delle persone. • Nutrire le relazioni imprenditoriali, professionali e umane di responsabilità, partecipazione, rispetto e trasparenza • Consolidare il valore patrimoniale, industriale, relazionale dell’impresa come dotazione per i soci attuali e futuri e per lo sviluppo della cooperazione • Realizzare l’innovazione, il miglioramento del servizio e la qualificazione professionale che aumentino l’efficienza della filiera e la competitività • Adottare i sistemi tecnologici e organizzativi che garantiscano la salute dei consumatori, dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente; concorrere allo sviluppo sociale delle comunità di riferimento • Dimostrare che anche in condizioni di forte complessità industriale è possibile fare impresa rispettando le persone, il loro lavoro, la competizione e il mercato. 13 1 L’Identità Dati Essenziali 1.2 Storia I passi fondamentali che hanno portato Fruttagel all’attuale configurazione, sono 3: 2012 2013 2014 Soci cooperatori 17 17 15 Occupati 888 871 892 Giro d’affari (€) 129.391.482 128.525.154 130.612.527 Risultato di esercizio (€) -44.530 229.886 1.496.509 Capitale sociale (€) 13.727.700 9.627.700 13.214.600 Patrimonio netto (€) 34.257.346 30.387.131 35.463.744 1 - Nei primi anni 60 nasce Ala Frutta, azienda Cooperativa per la lavorazione della frutta fresca. - A metà degli anni 60 inizia la lavorazione del prodotto di risulta: albicocche, pere, pesche, mele per la produzione di cremogenato di frutta e per la produzione interna di succhi di frutta. - All’inizio degli anni 70 viene effettuato il primo investimento in una linea di succhi in vetro completamente automatizzata. - Alla fine degli anni 70 iniziano i primi problemi finanziari che conducono al concordato e alla messa in liquidazione nell’agosto 1981 di Ala Frutta. ALA FRUTTA 1971 - Produzione succhi ALA FRUTTA 1967 - Sede veduta aerea 14 15 ALA FRUTTA 1971 - Veduta aerea 2 3 - Nel mese di novembre 1981, Parmasole, un’azienda cooperativa di Martorano di Parma, leader del mercato per la lavorazione del pomodoro, affitta gli impianti Alafrutta in liquidazione di Alfonsine. - Nel 1983 sono installati un impianto per la lavorazione del pomodoro e la prima linea dei succhi in brik, una linea di lavorazione per le mele solid pack. - Alla fine degli anni 80 Parmasole acquisisce lo stabilimento Arrigoni di Cesena (azienda chiusa da ormai 10 anni), acquisizione che tuttavia non ottiene i risultati sperati. -L’intero gruppo Parmasole entra in forti difficoltà: il sito produttivo di Alfonsine, con i debiti di tutto il gruppo, chiede il concordato preventivo. - Nel 1994 viene costituita Fruttagel che acquisisce lo stabilimento di Alfonsine (RA). Due anni dopo entra nella compagine sociale, Co.ind, cooperativa industriale con Sede a Castelmaggiore. - Nel 1998 viene costituito a Termoli (CB) il Consorzio Fruttagel Molise per la gestione in affitto dello stabilimento di Larino, di proprietà della Regione Molise, per la produzione e lavorazione locale di ortaggi. - Nel 2009 il Consorzio Fruttagel Molise acquisisce dalla regione Molise lo stabilimento di Larino. In novembre, viene sottoscritto l’atto di fusione per incorporazione in Fruttagel. FRUTTAGEL Consorzio Molise 1997 Sede veduta esterna PARMASOLE 1987 Inserzione pubblicitaria Arrigoni PARMASOLE 1987 - Sede veduta esterna 16 17 1.3 Modello istituzionale e organizzativo Tabella 2 Compagine societaria di Fruttagel al 31.12.2014 Istituzione I soci di Fruttagel si dividono in due categorie: 1. Soci cooperatori conferenti, ovvero cooperative di produttori agricoli o di conduzioni terreni, che vedono in Fruttagel uno strumento per il completamento della filiera agro-industriale e la valorizzazione economica e strategica delle loro produzioni sul mercato, dell’impresa agricola e del lavoro in generale. Calcolo della prevalenza 2012 2013 2014 Conferimenti da soci (materie prime agricole e semilavorati) (A) 83.882,7 72.960,8 84.006,7 Conferimenti da non soci (materie prime agricole e semilavorati) (B) 32.575,8 38.961,5 40.642,2 TOTALE (C) 116.458,5 111.922,4 124.648,9 RAPPORTO DI PREVALENZA (A)/(C) 72,0% 65,2% 67,4% Tabella 1 Attestazione della mutualità prevalente (tonnellate) 2. Soci cooperatori non conferenti, espressione di cooperative che vedono in Fruttagel uno strumento per la presenza nella filiera agro-alimentare e dunque per una maggiore garanzia e tutela dei consumatori. Ciò che accomuna questi diversi soggetti - e che rappresenta la “ragione d’essere” dell’esistenza di Fruttagel - è il concetto di “creazione di valore” lungo i diversi stadi della filiera agro-industriale mettendo in collegamento stretto la produzione e il consumo. Compagine societaria Categoria % Capitale N. Voti Quota capitale PROMOSAGRI soc. coop. p.a. (RA) agricoltura 8,40 1 1.109.500 CO.IND. soc.coop (BO) agro-industria 11,50 5 1.519.900 CO.IND. IMMOBILIARE S.R.L. (RE) agro-industria 5,45 1 719.900 CO. IND. TRADING S.rl. (BO) agro-industria 8,47 5 1.119.800 ATTIBASSI S.r.l. (BO) agro-industria 8,47 5 1.119.300 TERREMERSE soc.coop (RA) agricoltura 11,31 5 1.495.000 Coop.Agric.Braccianti Giulio Bellini agricoltura 2,27 1 300.000 APOFRUIT ITALIA soc.coop. agricola (FC) agricoltura 6,51 1 860.000 AGRISFERA soc. coop. agricola p.a. (RA) agricoltura 1,42 1 187.300 A.F.E.Associazione Frutticoltori Estense scrl agricoltura 2,27 1 300.000 CO. PRO. AGRI. soc. coop. agricola (RA) agricoltura 8,25 1 1.090.000 PEMPACORER soc. cons. agr. a.r.l. (RA) agricoltura 2,97 1 392.000 AS.I.P.O. soc. coop. a.r.l. (PR) agricoltura 1,90 1 251.900 A.O.M. soc. coop. agr. (CB) agricoltura 1,51 1 200.000 APO CONERPO soc. coop. agricola (BO) agricoltura 3,03 1 400.000 Soc.Coop.C.A.S.A. “Mesola” agricoltura 1,04 1 100.000 APO CONERPO soc. coop. agricola (BO) agricoltura 1,50 1 144.600 83,73 31 11.064.600 Soci Cooperatori TOTALE Soci sovventori e finanziatori 18 Federazione delle COOPERATIVE della provincia di RAVENNA (RA) finanziaria 4,92 1 650.000 COOPFOND S.p.a. (BO) finanziaria 11,35 1 1.500.000 TOTALE 16,27 2 2.150.000 TOTALE GENERALE 100,00 33 13.214.600 19 L’Assemblea dei soci e le regole di voto Nelle cooperative agricole come Fruttagel è previsto il voto plurimo. In Fruttagel l’art. 36 dello Statuto sociale prevede che ogni socio cooperatore può avere diritto a più voti, ma non oltre cinque, in relazione all’ammontare della quota sociale sottoscritta e versata in base al seguente criterio: fino a € 671.900,00 un voto, oltre cinque voti. Ai soci sovventori possono essere attribuiti più voti, ma non più di 5 cinque ciascuno e fino ad un massimo di 1/3 dei voti spettanti all’Assemblea. Assemblea Capitale sociale % N. voti % Agricoli 6.585.700 49,84 15 45,45 Agro-industria 4.478.900 33,89 16 48,49 TOTALE SOCI COOPERATORI 11.064.600 83,73 31 93,94 Soci Cooperatori Soci Cooperatori conferenti Soci Sovventori 416,27% di Capitale Sociale 2 voti su 33 41,44% di Capitale Sociale 14 voti su 33 Soci Cooperatori non conferenti 242,29% di Capitale Sociale 17 voti su 33 Collegio sindacale Assemblea dei Soci Soci sovventori e finanziatori Finanziari 2.150.000 16,27 2 6,06 TOTALE SOCI SOVV. E FINANZ. 2.150.000 16,27 2 6,06 TOTALE GENERALE 13.214.600 100,00 33 100,0 Tabella 3 Composizione dell’Assemblea dei soci nel 2014 5 1 2 2 Membri Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Figura 1 Assetto istituzionale di Fruttagel al 31.12.2014 Consiglio di Amministrazione 11 Membri Il Consiglio di Amministrazione L’art. 39 dello Statuto prevede che il Consiglio di Amministrazione sia composto da un limite minimo di 3 ad un massimo di 15 componenti. La maggioranza dei consiglieri deve essere scelta fra persone indicate dai soci cooperatori; i soci finanziatori possono nominare 1/3 dei consiglieri con il limite massimo di 3 amministratori e non più di un amministratore per ogni socio finanziatore. Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale Alberti Vincenzo - Presidente Bernardi Alberto Mordenti Egidio - Vice Presidente Pincelli Aristide Bettati Daniele Caldarelli Piertommaso Cesari Tino Gamberini Giancarlo (suppl) Cioffi Luca Macrì Laura (suppl) Presidente Fabbrino Stanislao Bastoni Ilenio Pasini Pietro Cattini Tommaso Albertini Giovanni Magnani Remo 20 21 Presidente Direzione Produzione e Area Tecnica Direzione Amm.ne Finanza e Controllo Serv. Prevenzione Protezione Ambiente Gestione Ricambi Manutenzione Capireparto Produzione Freddo Tesoreria Amministratore Delegato Coordinamento Direzioni e Stab. Larino Direzione R.U. e Organizzazione Direzione Supply Chain Contabilità Generale Contabilità Fornitori Contabilità Clienti Controllo di Gestione Acquisti Segr. centralino Area Commerciale ICT Processi Customer S. Demand Program. Produzione Pianificazione Integrata Back Office Amministrazione Personale Produzione Caldo Div. Vendite Caldo Logistica Servizi Agronomici Gestione Qualità Segreteria Commerciale Div. Vendite Freddo Rete Agenti Div. Vendite Estero Conferimenti Capiturno Chiamaturno Personale di Produzione Figura 2 Organigramma al 31/12/2014 Stabilimento Larino* Magazzini (caldo-freddo) Tecnici Agronomici Ass. Qualità Pesa Personale officina agric. e Person. raccolta Controllo Qualità Area R&S R&S Div. Freddo R&S Div. Caldo Lab. Pesticidi * Vedi dettaglio alla pagina seguente 22 23 Organizzazione e controllo Responsabile stabilimento Figura 3 Stabilimento di Larino Amministrazione Personale Nel 2009 Fruttagel ha realizzato l’adeguamento il proprio primo modello organizzativo di cui al D.Lgs. 231/2001 ( norma che ha introdotto nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa delle società). Magazzino e Logistica Area AQ e CQ Responsabile processi produttivi Personale controllo Qualità Personale di produzione Coordinamento e manutenzione Personale manutenz. e servizi Fruttagel ha provveduto altresì a costruire il proprio Codice Etico, quale strumento della responsabilità sociale ma anche della governance, in cui si specificano le attribuzione e gli obblighi dei differenti attori interni nei confronti degli interlocutori tutti. A garanzia del rispetto del Codice etico il Consiglio di Amministrazione ha nominato una Commissione Etica, quale organo collegiale composto da cinque membri, tra cui anche il Presidente dell’Organismo di Vigilanza 231 e due membri esterni all’azienda, a garanzia della continuità tra corretta gestione e trasparenza nella conduzione degli affari e verifica dell’etica dell’impresa. Nel corso del 2014 l’Organismo di Vigilanza 231 ha provveduto non solo a sovrintendere al Modello e a realizzare le opportune verifiche ma a revisionarlo e ad aggiornarne le funzioni sulla base delle modifiche legislative intervenute (comprese le nuove ipotesi di reato rientranti oggi nel D.Lgs 231/01), riunendosi regolarmente e producendo una relazione annuale diretta al Presidente del Consiglio di Amministrazione quale esito delle proprie attività. Commissione Etica Organismo di Vigilanza 231 Menghetti Natalina Tampieri Massimo Zannoni Daniela Sabadini Riccardo Di Lenardo Cristina Pezzi Sergio Petitto Salvatore Tampieri Massimo 24 25 1.4 Gli stakeholder Una rendicontazione sociale efficace impone chiarezza relativamente agli stakeholder che si intende maggiormente coinvolgere ed è quello che si persegue con la cosiddetta “mappa degli stakeholder”, ovvero con l’elenco (ordinato per importanza) delle principali categorie di interlocutori verso i quali l’impresa ritiene di avere delle specifiche responsabilità, o che influenzano in maniera sensibile gli obiettivi e le scelte dell’impresa. Certamente esistono stakeholder che hanno uno specifico peso istituzionale (come per esempio i soci) e che è inevitabile rilevare nella rendicontazione. Altri interlocutori da cui non si può prescindere sono poi i clienti, i fornitori, i dipendenti, la comunità sociale, eccetera. Esiste dunque un criterio ovvio e “normale” per identificare gli stakeholder, ma è proprio questo criterio che si intende superare con l’elaborazione del piano di sostenibilità a cui si è accennato e di cui si darà conto in modo più ampio alla fine del rapporto. Ciò che ci si sta preparando a fare è dunque una descrizione più ragionata degli stakeholder di Fruttagel, cercando di capire quale sia “la ragione di scambio” con gli stessi , cioè su cosa si debba fondare quel “patto di reciprocità” che è alla base di ogni negoziato sociale. Ovviamente si tratta di un criterio molto schematizzato della relazione impresa-stakeholder, che però dà l’idea del superiore grado di pattuizione che Fruttagel è impegnata a realizzare attraverso l’elaborazione del proprio piano di sostenibilità. Bisogna inoltre considerare che la graduazione d’importanza degli stakeholder si modifica nel tempo a seconda delle condizioni e delle strategie dell’impresa e che è dunque necessario approfondire, esercizio per esercizio, lo stato della relazione e le possibili evoluzioni. Nel prossimo rapporto si darà dunque conto dei primi risultati del piano di sostenibilità in costruzione (si rimanda anche in questo caso al termine del documento) e che sono sintetizzati in cinque punti che identificano con sufficiente chiarezza i gruppi principali di stakeholder da coinvolgere, indicati nella piccola tabella a lato. Come noto l’attività di Fruttagel per il triennio 2014-2016, ruota attorno agli obiettivi previsti dal piano industriale, vale a dire: • espansione del fatturato, basata sull’estero e sul miglior posizionamento in Italia; • innovazione di prodotto (soprattutto biologico); • rafforzamento patrimoniale, tramite più consistente marginalità, con il reperimento di nuovo capitale sociale e l’ulteriore miglioramento della posizione finanziaria netta. Tali obiettivi strategici e le relazioni su cui si fondano (nei confronti dei principali stakeholders), sono caratterizzati dal alcuni fondamentali aspetti (parole d’ordine) di fatto già compresi nella stessa mission dell’azienda: • qualità (dei prodotti e dei processi); • biologico (inteso come nuova frontiera per il benessere alimentare); • educazione (come sollecitazione di un processo di maturazione culturale da parte di tutti i protagonisti della filiera); • sostenibilità (come rispetto del territorio, delle risorse naturali, dei processi produttivi e complessivamente delle relazioni umane attraverso le quali si realizza la missione di Fruttagel). Le novità e le prospettive esposte nei prossimi capitoli del bilancio sociale vanno tutte in tale direzione, rafforzando ulteriormente l’impegno di Fruttagel sui temi citati. “Piano di sostenibilità e stakeholder” •Conferenti di biologico •Lavoratori •Clienti •Fornitori 26 27 2 L’Impresa 2.1 Confronto tra il bilancio a consuntivo 2.2 Presenza nella filiera agroindustriale: Il 2014 si è chiuso con un fatturato pari a 131,8 M € e quindi superiore di più di 2 M € rispetto a quanto preventivato nel primo anno del piano. L’export è cresciuto del 28% rispetto al consuntivo 2013, le vendite di latti vegetali del 26%, il fatturato dei prodotti biologici ha avuto uno sviluppo del 15% e il business del pomodoro del 12%. L’attività di Fruttagel non si limita alla mera trasformazione industriale dei prodotti ma inizia a monte (campo) e si prolunga a valle (commercializzazione). Dallo schema seguente si coglie quanto la sua presenza tocchi tutte le fasi che vanno dal campo al consumatore. e piano industriale 2014-2016 coltivazione, produzioni e commercializzazione Nel corso del 2014 abbiamo realizzato investimenti per 8,2 milioni di euro in linea con il piano industriale e siglato il contratto per il primo step del nuovo impianto di cogenerazione ad Alfonsine e a Novembre del 2014 abbiamo iniziato a utilizzare il magazzino surgelati realizzato da Immobiliare Raspona che ha terminato i lavori con grande efficienza e puntualità. Per quanto riguarda la parte reddituale, il rapporto tra margine operativo lordo è fatturato è stato nel 2014 del 5,9% esattamente il dato ipotizzato nel primo anno del piano industriale mentre il rapporto tra utile netto e fatturato nel 2014 è stato pari all’1,1% e quindi superiore rispetto a quanto pianificato nel primo anno del piano industriale (0,6%) L’incidenza degli oneri finanziari rispetto al fatturato è stata pari all’1,2% e quindi inferiore rispetto al primo anno del piano e pari all’1,6% grazie al contenimento del debito nei confronti degli istituti di credito, all’incessante lavoro di ricerca di migliori condizioni contrattuali con le banche favorito dal miglioramento del rating dell’azienda, dalla grande attenzione dedicata al mercato agroalimentare e dalla grande disponibilità di liquidità del mercato del credito. Il ROI è stato dell’1,5% esattamente il dato ipotizzato nel primo anno del piano. Per quanto riguarda invece la parte patrimoniale, il rapporto tra le rimanenze e il fatturato è stato pari al 36,6% e quindi inferiore rispetto al primo del piano che ipotizzava un rapporto superiore e pari al 37,6%. Buon risultato che evidenzia la costante attenzione dell’azienda sull’incidenza delle scorte. Il capitale circolante netto operativo (crediti vs clienti+rimanenze-debiti vs fornitori) rispetto al fatturato è stato pari a 28,2% e quindi inferiore rispetto al 34,3% ipotizzato nel piano. Anche questo risulta essere un ottimo dato per l’azienda che fa il paio con quello del paragrafo precedente relativo alle rimanenze. La posizione finanziaria netta (PFN) che rappresenta sostanzialmente il debito dell’azienda nei confronti degli istituti di credito è stato al 31-12-2014 pari a 68,8 M € quindi in crescita come previsto rispetto al 2013 ma meglio di quanto previsto nel piano che considerava una PFN di 71,6 M €. 28 29 Servizio agronomico Servizi di assistenza ai soci e controllo di filiera L’Area Agronomica di Fruttagel è costituita complessivamente da 6 tecnici agronomi, dedicati alla gestione del prodotto (ortaggi e pomodoro) e agli acquisti (prevalentemente frutta). Della stessa area fanno altresì parte circa trenta operai (a tempo indeterminato e soprattutto avventizi) per coprire la campagna di raccolta, di cui alcune unità occupate anche nella manutenzione delle macchine durante il resto dell’anno. Regole di campionamento Il campionamento di controllo, in fase di pre-raccolta, avviene mediante piani ad hoc, in funzione delle difficoltà della specie nel raggiungimento di determinati livelli di qualità: • fagiolino e pisello: campionamento del 10% delle aziende agricole (non sussiste un elevato grado di difficoltà di coltivazione); • prodotti in foglia: campionamento del 100% (grado di difficoltà legato principalmente alla presenza d’insetti); •borlotto: campionamento al 100%, anche se con volumi più modesti; La gestione ed i controlli sulle materie prime agricole, hanno le seguenti caratteristiche: •biologico: campionamento pre-raccolta al 100% (per obbligo normativa CE). Ortaggi: Fruttagel compra il seminativo degli ortaggi (che vende ai soci senza ricarico) e concorda il piano di semina e raccolta secondo precisi disciplinari, che prescrivono le caratteristiche tecniche e organolettiche del prodotto a seconda delle richieste dello specifico cliente. I tecnici di Fruttagel controllano periodicamente lo stato di avanzamento della coltivazione del prodotto. In fase di preraccolta l’Ufficio qualità (Laboratorio pesticidi) organizza un piano di campionatura per verificare il rispetto dei disciplinari e dei tempi di coltivazione. A maturazione del prodotto vengono organizzate le raccolte e i trasporti. La determinazione dei prezzi di conferimento avviene l’anno precedente all’anno di coltivazione, secondo specifiche di conferimento relative al livello qualitativo richiesto per le surgelazioni e secondo gli andamenti previsionali del mercato. Pomodoro: l’assistenza agronomica alla produzione è affidata direttamente alle OP (Organizzazione di Produttori), Fruttagel è solo responsabile del prodotto dal momento del conferimento fino al termine della sua lavorazione. Frutta: esiste una programmazione per l’approvvigionamento giornaliero o settimanale in modo da permettere l’aggiornamento costante dei fabbisogni, sulla base dell’andamento dei prezzi di mercato. I controlli sulla frutta e sul pomodoro vengono fatti a campionamento solo nel momento del conferimento o dell’acquisto. Fruttagel garantisce ai soci conferenti i seguenti servizi aggiuntivi: • acquisto sementi dalle principali aziende multinazionali olandesi e americane2 , richiedendo la certificazione “OGM FREE”; • disponibilità di 15 macchine per la raccolta, di cui 9 per la raccolta del borlotto e del pisello, 4 per il fagiolino e 2 per i prodotti in foglia (spinacio, bieta e cicoria); • trasporto degli ortaggi dai campi allo stabilimento a carico di Fruttagel; la raccolta e il trasporto di frutta e pomodoro sono a carico di soci o fornitori. 2 Le sementi per borlotti hanno origine italiana. 30 31 Produzioni Le linee di produzione rappresentano un momento fondamentale per la determinazione della qualità del prodotto finito. Di seguito vengono descritte le principali caratteristiche delle due linee di produzione di Fruttagel, linea del freddo per gli ortaggi surgelati e linea del caldo per i succhi di frutta e i derivati del pomodoro. Le lavorazioni della linea del freddo La linea del freddo si compone dei processi di lavorazione di prodotti in foglia (spinaci, bieta, cicoria, cime di rapa), i fagiolini, i piselli e i borlotti, oltre alla miscelazione degli ortaggi per i minestroni, le linee di confezionamento per i surgelati e le linea di produzione di pomodoro per cubetti surgelati. Le linee del freddo lavorano alternativamente per circa 10 mesi all’anno, tranne il confezionamento surgelato che lavora in modo continuativo. Nello stabilimento di Larino sono presenti solo lavorazioni della linea del freddo: è presente una linea per la lavorazione della foglia (spinacio, cicoria, bieta e cime di rapa), le lavorazioni di zucchine a rondelle e cubetti, le carote a rondelle e cubetti, poi sedani in cubetti, verze, porri, patate, broccolo, cavolfiori, asparagi, gran parte di questi ortaggi utilizzati per le miscele dei vari minestroni, altri vengono confezionati in busta come mono ingrediente. Lo stabilimento è dotato inoltre di una linea di grigliatura di melanzane, zucchine peperoni, patate, prodotti che vengono surgelati e dopo il loro scongelamento domestico sono pronti per l’immediato consumo. A partire dal mese di gennaio 2015 è inoltre entrata in funzione la nuova linea per la lavorazione ed il confezionamento di asparagi integralmente provenienti da filiere italiane. 32 33 Le lavorazioni della linea del caldo Produzioni biologiche La linea del caldo comprende la lavorazione della frutta in succhi e nettari di diversi gusti (albicocche, pesche, pere e mele) in brik e bottiglia nei diversi formati; la lavorazione del pomodoro; la lavorazione di latti vegetali (soya,riso). La quantità di ortaggi e frutta biologica certificata risulta in crescita nell’ultimo triennio. Nel 2014 essa rappresenta il 16,08% del totale ortaggi e frutta complessivamente lavorati. La quantità di pomodoro biologico acquistato nell’anno subisce un incremento in termini percentuali rispetto al totale pomodoro lavorato nel biennio precedente. MPA 2012 2013 2014 Quantità totale MPA (tonnellate) 105.940 95.674,4 110.460,75 Quantità totale MPA biologica (tonnellate) 15.958 13.617,3 17.764,71 % bio sul totale MPA 15,0 14,2 16,08 2012 2013 2014 Quantità totale MPA (tonnellate) 49.071 44.723,3 52.221,19 Quantità totale MPA biologica (tonnellate) 4.675 3.911,9 5.860,98 % bio sul totale MPA 9,5 8,7 11,22 2012 2013 2014 Quantità totale MPA (tonnellate) 16.524 13.754,5 14.997,32 Quantità totale MPA biologica (tonnellate) 2.503 1.536,1 2.179,97 % bio sul totale MPA 15,15 11,2 14,54 2012 2013 2014 Quantità totale MPA (tonnellate) 40.345 44.723,3 43.242,24 Quantità totale MPA biologica (tonnellate) 8.781 8.169,3 9.723,77 % bio sul totale MPA 21,8 18,3 22,49 MPA Ortaggi MPA Frutta Sia per i prodotti che provengono dai conferimenti dei soci che per quelle che arrivano come semilavorati in fusti congelati o in cisterne a zero gradi, Fruttagel effettuata controlli per non manomettere ex ante la garanzia qualitativa del processo di trasformazione. I controlli sui pesticidi (realizzati dal laboratorio dell’Ufficio qualità) vengono compiuti su ogni materia prima in ingresso. Sul pomodoro, di cui Fruttagel è responsabile anche nella coltivazione, questi controlli vengono effettuati anche in campagna per validarne ulteriormente la qualità. Per la lavorazione del latte di Soya, Fruttagel si avvale del fornitore di materia prima, leader in Europa (ALPRO) e, con la sua determinazione nei controlli, confeziona in brik un prodotto innovativo. MPA Pomodoro La frutta lavorata in Fruttagel si divide in tre tipologie: •convenzionale, • lotta integrata, •biologico. Il pomodoro invece si distingue tra biologico e lotta integrata. 34 35 Tabella 4 Materia prima agricola (MPA) biologica lavorata nel triennio Tabella 5 Ortaggi biologici nel triennio Tabella 6 Frutta biologica nel triennio Tabella 7 Pomodoro biologico nel triennio Commercializzazione 3.1 Andamento economico e patrimonio Canali di vendita Con l’anno 2014 si è concluso il primo anno del piano industriale e tutti gli obiettivi di carattere economico patrimoniale e finanziario sono stati realizzati. Il risultato netto di gestione è stato pari a € 1.496.000 con una marginalità operativa lorda pari al 6,10%. Il progressivo miglioramento dei risultati della gestione caratteristica e del risultato netto di bilancio, è stato determinato dalle scelte gestionali e strategiche della direzione e delle azioni di efficienza intraprese congiuntamente da tutte le Aree aziendali negli anni passati. Fruttagel opera sul mercato attraverso diversi canali di vendita e applicando strategie di marchio proprio ed attraverso la produzione con marchi di proprietà delle catene Retail ed anche di gruppi distributivi Catering; le categorie merceologiche rappresentate in Fruttagel sono diverse, Bevande a base Frutta e Cereali, prodotti base pomodoro, verdure surgelate. I marchi che Fruttagel gestisce su queste categorie sono: • Almaverde Bio per verdure surgelate, bevande e succhi di frutta, bevande, passate e polpe di pomodoro biologiche; • Sucor, Sica, Sungel per ortaggi e surgelati convenzionali; •Solaris per la linea di Pomodoro Italiano; •Dai e Dammi per la linea di thè, bevande, succhi e nettari; •Solandia per le bevande a base cereali e verdure surgelate. Fatturato per linee di prodotto Il fatturato complessivo al 31.12.2014 ammonta a 130.612.527 Euro. Il settore dei succhi, bevande a base di frutta e te ha registrato a livello nazionale un forte decremento a volume (-5% per gran parte influenzata dalla negativa stagione estiva 2014) e in parte da ulteriore decremento del consumo pro-capite. Diversamente si è sviluppato ulteriormente il mercato delle bevande a base di cereali. L’effetto algebrico dei due differenti settori porta l’azienda nella divisione Food Grocery a sviluppare una leggera crescita pari al 2,5% sul fatturato rispetto al 2013. Le vendite di ortaggi surgelati nel mercato Retail a livello nazionale sono stazionarie o in leggero incremento. Per Fruttagel l’ottenimento di nuove commesse su prodotti di filiera nazionale inseriti in distribuzione (Asparagi, Patate Novelle, Verdure Grigliate) ho portato l’azienda a mantenere il valore del fatturato 2013 ma con un decremento a volume pari a 4%; nel canale Food Service destinati alle gradi strutture di ristorazione collettiva i volumi sono calanti mentre si sono stabilizzati i consumi nel settore tradizionale. Complessivamente il 2014 chiude in modo stabile allineato al 2013. Nel 2014 il mercato dei derivati del pomodoro in Italia esprime una stagnazione dei consumi con segni positivi rispetto al 2013 solamente sui mercati esteri dove Fruttagel ho realizzato la crescita totale del segmento pari al 13%. Fatturato di vendita/000 2012 % 2013 % 2014 % Succhi di frutta, bevande frutta, bevande vegetali e tè 55.104 42,58 53.895 41,93 53.581 41,02 Ortaggi surgelati 53.790 41,58 54.838 42,67 54,419 41,66 Derivati del pomodoro 17.423 13,46 17.063 13,27 19,116 14.64 Altri ricavi 3.074 2,38 2.730 2,13 3.497 2,68 Totale 129.391 100 128.525 100 130.613 100 Tabella 8 Fatturato di vendita per linee di prodotto: trend 2012-2014 Fonte: Bilancio d’esercizio 2014 36 Nonostante l’anno 2014 sia stato caratterizzato da una maggiore intensità di liquidità, anche se in misura minore rispetto a quanto preventivato, dovuta alla realizzazione degli importanti investimenti previsti nel primo anno del piano industriale e alla liquidazione del socio finanziatore ISA uscito dalla compagine sociale nel 2013, si è mantenuto un contenimento della situazione finanziaria. Evoluzione della posizione finanziaria netta 2012 2013 2014 pfn € 75.366.000,00 € 65.827.000,00 € 68.793.000,00 Margine Operativo Lordo 2012 2013 2014 ebitda € 7.695.000,00 € 7.475.000,00 € 8.140.000,00* 3 Reddito e Patrimonio *Il MOL 2014 sarebbe stato ben più ampio se Fruttagel avesse potuto disporre dei contributi comunitari derivanti dai piani Operativi (presenti fino al 2012) ma, in continuità con la scelta effettuata nel 2013, la direzione ha deciso, in via prudenziale, di sterilizzare il conto economico da tali contributi nell’attesa della definizione del contenzioso in essere. Principali risultati 2012 2013 2014 Valore della produzione 127.667.038 128.857.298 133.239.397 Di cui ricavi di vendita 129.391.482 128.525.154 130.612.527 Risultato netto -44.530 229.886 1.496.509 Patrimonio Netto 34.257.346 30.387.131 35.463.744 Di cui capitale sociale 13.727.700 9.627.600 13.214.600 3.2 Valore aggiunto: produzione e distribuzione Lo “schema del valore aggiunto” (la sua determinazione e il suo riparto) è ciò che caratterizza lo standard GBS, congiungendo gli aspetti economici della gestione con quelli sociali. Il valore aggiunto viene rappresentato in due prospetti, uno che espone il modo in cui esso è stato prodotto e l’altro che ne evidenzia il riparto, cioè come la ricchezza è stata distribuita agli interlocutori principali. Questo schema viene utilizzato per due motivi principali: permette di quantificare – e soprattutto di descrivere come - la ricchezza è stata prodotta, poi la sua distribuzione, cioè chi, e in quale misura, ne ha beneficiato. In secondo luogo lo schema consente di collegare il bilancio sociale con il bilancio ordinario. In sostanza: lo schema di produzione e distribuzione del valore aggiunto è uno strumento per “rileggere il bilancio dal punto di vista degli stakeholder”. 37 Tabella 9 Sintesi dei principali risultati economici e patrimoniali: trend 2012-2014 DETERMINAZIONE DEL VALORE AGGIUNTO 2012 2013 2014 Ricavi delle vendite delle prestazioni (meno rettifiche di ricavo) 129.391.482 128.525.154 130.612.527 Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti -3.957.326 -206.756 1.670.221 Variazione dei lavori in corso su ordinazione - - - Altri ricavi e proventi 2.201.250 509.777 925.951 Totale Valore della Produzione 127.635.406 128.828.175 133.208.699 Consumo materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci -52.823.719 -56.836.713 -55.856.516 Costi per servizi -29.056.470 -27.708.181 -29.679.037 Costi per godimento di beni di terzi -1.876.532 -1.822.411 -2.079.898 Accantonamenti - -56.000 -94.600 Oneri diversi di gestione -225.280 -163.297 -304.296 Totale Costi Intermedi della Produzione -83.982.001 -86.586.602 -88.014.347 Distribuzione del valore aggiunto A) Valore della Produzione 6,04% 1,94% 0,11% 0,50% Grafico 1 Quote di remunerazione 2012 B) Costi intermedi della produzione VALORE AGGIUNTO CARATTERISTICO LORDO (A-B) 43.653.405 42.241.573 -45.194.352 +/- Saldo Gestione Accessoria 222.876 390.770 207.702 Ricavi Accessori 222.876 390.770 207.702 Costi Accessori - - - +/- Saldo Gestione Straordinaria 59.796 86.355 1.045.390 Ricavi straordinari 360.432 344.543 1.290.973 Costi straordinari -300.636 -258.188 -245.583 Totale Gestione Accessoria e Straordinaria 282.672 477.125 1.253.092 VALORE AGGIUNTO GLOBALE LORDO (A-B+/-C) 43.936.077 42.718.698 46.447.444 D) Ammortamenti della gestione per gruppi omogenei di beni -4.998.713 -5.075.120 -5.201.483 E) Accantonamenti imposte anticipate e differite -12.437 24.020 -227.719 VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO (A-B+/-C-D) 38.924.927 37.667.598 41.018.242 57,77% 31,03% 5,35% 1,98% 0,59% 0,50% • • • • • • • A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.) B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima conferita) C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e indirette e tasse) D) Capitale di credito (oneri finanziari) E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote) F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o perdite) G) Movimento cooperativo (contributi associativi e fondo mutualistico) Grafico 2 Quote di remunerazione 2013 C) Gestione accessoria e straordinaria 5,35% 1,98% 31,03% Tabella 10 Determinazione del valore aggiunto 2012-2014 38 60,55% 31,03% 0,59% 0,50% • • • • • • • A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.) B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima conferita) C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e indirette e tasse) D) Capitale di credito (oneri finanziari) E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote) F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o perdite) G) Movimento cooperativo (contributi associativi e fondo mutualistico) Grafico 3 Quote di remunerazione 2014 60,55% • • • • • • • A) Personale (salari stipendi oneri sociali ecc.) B) Soci conferenti (valorizzazione della materia prima conferita) C) Pubblica amministrazione (imposte dirette e indirette e tasse) D) Capitale di credito (oneri finanziari) E) Capitale di rischio (dividendi e rivalutazione quote) F) Azienda (variazione patrimonio netto per utili o perdite) G) Movimento cooperativo (contributi associativi e fondo mutualistico) 39 A) Remunerazione del personale Contiene sia la remunerazione diretta (salari, stipendi comprensivi della remunerazione variabile) che quella indiretta (oneri sociali, tfr, costi per mensa aziendale, etc.) dei lavoratori. B) Remunerazione dei soci conferenti Si tratta della valorizzazione della materia prima conferita. C) Remunerazione della Pubblica Amministrazione La voce comprende la quota di risorse destinate allo Stato sotto forma di imposte dirette sul reddito d’esercizio (correnti, differiti o anticipate), imposte indirette e tasse. D) Remunerazione del capitale di credito Si tratta essenzialmente degli oneri finanziari a lungo e breve termine. E) Remunerazione del capitale di rischio Rappresenta – sul piano formale - i dividendi e l’eventuale rivalutazione delle quote di capitale sociale versate dai soci. F) Remunerazione dell’azienda È costituita dalla variazione in positivo o in negativo del patrimonio netto, dovuto all’accantonamento a riserva dell’utile di bilancio o all’impiego del patrimonio a copertura delle perdite. 4.1 Dipendenti Dopo le contrazioni registrate sul numero di giornate lavorate nell’anno 2013 (a causa del difficile andamento delle campagne), l’esercizio 2014 ha rappresentato, in particolare per gli Operai a Tempo Determinato (Avventizi), un anno di forte crescita lavorativa. Fruttagel non solo ha proceduto all’assunzione di complessivi 50 nuovi dipendenti (di cui 42 presso lo stabilimento di Alfonsine e 8 presso quello di Larino), dato già di per se altamente significativo, ma a ciò a saputo aggiungere un incremento importante delle giornate lavorate per il personale già in forza. La media delle giornate lavorate da tutto il personale avventizio a tempo determinato, in forza nello stabilimento di Alfonsine, è infatti risultata pari a circa n. 170 giornate, con un incremento medio di 8 giornate rispetto all’anno precedente. Nello stabilimento di Larino, tale incremento è stato addirittura più eclatante; si è passati infatti dalle 150 giornate medie del 2013 alle 171 giornate del 2014 (di fatto un mese di lavoro in più), rafforzando la continua crescita che negli ultimi anni ha interessato tale stabilimento. Tali dati, che in parte è doveroso considerare difficilmente ripetibili, sono tuttavia il frutto di una continua crescita di investimenti e gestionale/organizzativa di entrambi gli stabilimenti, ancora più rilevante ed apprezzabile in termini occupazionali, se si considera che la quasi totalità del personale neo assunto e larga parte di quello già in forza, è personale femminile. 4 Lavoro G) Remunerazione al movimento cooperativo Questa quota è composta dal 3% dell’utile (se presente) versato a Coopfond, il Fondo Mutualistico dell’Associazione, e dai contributi associativi a Legacoop. Qualifica dipendenti Alfonsine Uomini % Donne % Totale % Dirigenti 6 3,17 0 0,00 6 0,80 Quadri 12 6,35 4 0,72 16 2,14 Impiegati 25 13,22 40 7,16 65 8,69 Apprendista impiegati 0 0,00 0 0 0 0 Operaio tempo indeterminato 58 30,69 1 0,18 59 7,89 Apprendisti operai 1 0,53 0 0,00 1 0,13 Operaio a tempo determinato 88 46,04 514 91,94 602 80,35 Totale generale 190 100,00 559 100,00 749 100,00 % Totale % Qualifica dipendenti Larino 40 2014 2014 Uomini % Donne Dirigenti 0 0,00 0 0,00 0 0,00 Quadri 1 3,03 0 0,00 1 0,70 Impiegati 2 6,06 4 3,67 6 4,26 Apprendista impiegati 0 0,00 0 0,00 0 0,00 Operaio tempo indeterminato 7 21,21 0 0,00 7 4,93 Apprendisti operai 0 0,00 0 0,00 0 0,00 Operaio a tempo determinato 24 69,70 105 96,33 129 90,11 Totale generale 33 100,00 109 100,00 143 100,00 41 Tabella 11 Dipendenti per genere, qualifica e stabilimento al 31.12.2014 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% Grafico 4 Alfonsine: giornate lavorate odt 10% 0 Nel 2014 il numero di addetti occupati all’interno dello stabilimento di Fruttagel di Alfonsine risulta essere pari a 749 addetti, di cui 147 a tempo indeterminato e apprendisti (19,62%) e 602 a tempo determinato (80,37%); il 25,31 % è composto da personale di sesso maschile e il 74,69 % di sesso femminile. Allo stesso modo, il numero di addetti occupati all’interno dello stabilimento di Larino risulta essere pari a 143 addetti, di cui 14 a tempo indeterminato (9,56 %) e 129 a tempo determinato (90,44%), il 25,36 % è composto da personale di sesso maschile e il 76,64 % di sesso femminile. 2012 30% Fino a 100 giornate Tabella 12 Giornate lavorate dagli operai a tempo determinato nel triennio 2012-2014 42 2014 N. operai % N. operai % N. operai % 87 14,03 77 12,71 75 12,29 Da 101 a 151 giornate 110 17,74 97 16,00 75 12,29 Oltre le 151 giornate 423 68,23 432 71,29 460 75,42 Totale 620 100 606 100 610 100 N. di giornate Larino N. operai % N. operai % N. operai % Fino a 100 giornate 9 7,26 10 8,20 13 10,16 Da 101 a 151 giornate 53 42,74 55 45,00 19 14,84 Oltre le 151 giornate 62 50,00 57 46,80 96 75,00 Totale 123 100 122 100 128 100 2014 70% 60% 2013 2013 Fino a 100 giornate Da 101 a 151 giornate Oltre le 151 giornate 80% I dati occupazionali sopra riportati, producono effetti altamente positivamente nella relazione tra dipendenti ed Azienda, con turnover in uscita sostanzialmente inesistente. In altri termini, l’azienda garantisce una continuità lavorativa e occupazionale che va ben oltre la tipologia contrattuale utilizzata e che ha reso anche i contratti di avventiziato, fonte di certezze retributive e contributive per tutti i lavoratori in entrambi gli stabilimenti. N. di giornate Alfonsine 2012 • • • 50% 40% 20% Grafico 5 Larino: giornate lavorate odt 10% 0 2012 2013 • • • 2014 43 Fino a 100 giornate Da 101 a 151 giornate Oltre le 151 giornate Tabella 13 Dipendenti complessivi per fasce di età nel 2014 Fasce di età N. % Fino a 30 243 27,30 Fa 31 a 40 333 37,42 Da 41 a 50 223 25,06 Oltre 50 93 10,22 Totale 892 100,00 4.2 Sicurezza e salute Tra gli obiettivi della Politica Aziendale, sono poste in primo piano la riduzione degli infortuni e delle malattie professionali che interessano i lavoratori, la pianificazione di periodiche attività formative informative e di addestramento in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la prevenzione in merito ai rischi professionali per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Attività e formazione Provenienze dipendenti sede di Alfonsine N. % Provincia di Ravenna 606 40,37 Di cui comune di Alfonsine 303 40,51 Provincia di Ferrara 116 15,50 Altre province 27 3,62 Totale 749 100,00 Provenienze dipendenti sede di Larino N. % Provincia di Campobasso 142 59,86 Di cui comune Larino 57 39,44 Altre province 1 0,7 Totale 143 100,00 Tabella 14 Dipendenti per provenienza territoriale (residenza) nel 2014 Tabella 15 Movimentazioni personale dipendente per stabilimento nel 2014 * di cui n. 9 pensionamenti 44 Turnover Alfonsine Impiegati Operai t. i. Operai t. d. Totale Assunzioni 2 0 40 42 Cessazioni 3 0 19 *22 Turnover Larino Impiegati Operai t. i. Operai t. d. Totale Assunzioni 0 0 8 8 Cessazioni 0 0 2 2 Nel corso del 2014 è stata ottenuta, per gli stabilimenti di Alfonsine e Larino, la Certificazione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza nei luoghi di Lavoro ai sensi dalla norma BS OHSAS 18001:2007. Si sono svolti incontri periodici tra Area Tecnica, RSPP e RLS per analizzare in dettaglio e con continuità gli infortuni occorsi, le segnalazioni e le non conformità di Sistema, e per valutare e implementare soluzioni migliorative mirate. Si sono effettuate sessioni di Formazione per tutti i lavoratori ai sensi dell’Accordo Conferenza Stato Regioni del 21.12.2011; è stata effettuata una formazione specialistica per i carrellisti e per gli addetti alla conduzione di escavatori gommati, ai sensi dell’Accordo Conferenza Stato Regioni del 22.02.2012. Principali indicatori sulla sicurezza Nella tabella che segue sono riassunti i dati utilizzati per calcolare l’andamento degli indici infortunistici; nello specifico si tratta del numero di infortuni che hanno richiesto un periodo di assenza superiore ai tre giorni; il numero di giorni non lavorati a causa di un infortunio che ha richiesto un periodo di assenza inferiore ai tre giorni; il numero totale delle ore lavorate e il numero totale di forza lavoro occupata. 45 Indicatori stabilimento Alfonsine 2012 2013 2014 Stabilimento Alfonsine 2012 2013 2014 N. infortuni (> 3 giorni di assenza) 71 42 56 Indice di Incidenza 94,29 57,14 74,77 N. giorni infortunio (> 3 giorni di assenza) 1832 988 1.257 Indice di Frequenza 77,61 47,53 60,49 N. ore lavorate (impiegati) 141.761 140.038 140.904 Indice di Gravità 2,00 1,12 1,36 N. ore lavorate (operai fissi) 105.172 100.813 98.842 Indice di Rischio 155,42 53,14 82,12 N. ore lavorate (operai avventizi) 667.888 642.835 686.081 Stabilimento Larino 2012 2013 2014 N. ore lavorate totali 914.821 883.686 925.827 Indice di Incidenza 59,26 44,12 56,34 N. impiegati 88 85 87 Indice di Frequenza 57,98 44,10 50,46 N. operai fissi 62 60 60 Indice di Gravità 1,33 1,35 0,66 N. operai avventizi 603 590 602 Indice di Rischio 76,91 59,63 33,42 N. lavoratori totali 753 735 749 Indicatori stabilimento Larino 2012 2013 2014 N. infortuni (> 3 giorni di assenza) 8 6 8 N. giorni infortunio (> 3 giorni di assenza) 183 184 105 N. ore lavorate (impiegati) 9.966 11.885 12.536 Elementi strutturali e di processo adottati per migliorare la salute dei lavoratori N. ore lavorate (operai fissi) 11.748 10.639 10.834 N. ore lavorate (operai avventizi) 116.257 113.544 135.178 Di seguito sono elencate le attività che Fruttagel sta compiendo per migliorare il livello di sicurezza dei lavoratori, nell’ottica del miglioramento continuo previsto dalla Norma BS OHSAS 18001: N. ore lavorate totali 137.970 136.068 158.548 N. impiegati 6 7 7 • formazione continua e periodica dei lavoratori e dei nuovi assunti ai sensi dell’Accordo Stato Regioni del 21.12.2011 e dell’Accordo Stato Regioni del 22.02.2012 (attrezzature di lavoro); N. operai fissi 7 7 7 • aggiornamento continuo dei Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi del D.Lgs 81/08; N. operai avventizi 122 122 129 N. lavoratori totali 135 136 143 Tabella 16 Principali indicatori sulla sicurezza Il monitoraggio continuo dei dati relativi agli infortuni (natura, dinamica, sede e agente della lesione) e la loro analisi puntuale nel corso dell’anno hanno portato alla riduzione del numero stesso degli incidenti. • investimento nella protezione da fughe di ammoniaca; • rinnovo del CPI per l’intero stabilimento di Alfonsine. Gli indici utilizzati sono quattro e sono calcolati secondo le seguenti formule: • l’indice di frequenza = (n. infortuni/n. ore lavorate) x 1.000.000; • l’indice di gravità = (n. giorni perduti per infortunio/n. ore lavorate) x 1.000; • l’indice di incidenza = (n. infortuni/n. lavoratori) x 1.000; • l’indice di rischio = IF x IG. Il modello di riferimento è quello della Statistica Antinfortunistica, redatto ai sensi del D.Lgs 81/08, art. 53. 46 47 Tabella 17 Andamento degli indici Realizzare Qualità per l’industria alimentare significa integrare gli sforzi di tutti i soggetti coinvolti nella complessa filiera agroindustriale: produzione agricola, lavorazione, logistica, preparazione e consumo. Per mantenere la qualità e la sicurezza degli alimenti in tutta la catena alimentare sono necessarie, da un lato, procedure operative per garantire la salubrità dei cibi e, dall’altro, sistemi di monitoraggio per garantire che le operazioni vengano effettuate correttamente La sicurezza di un alimento non è data solo da un’analisi chimica o microbiologica, ma si realizza attraverso una percorso sintetizzabile in diverse fasi. 5 Qualità Cos’è la Qualità La qualità può essere intesa come: - caratteristica (la conformità alle specifiche tecniche) messo in stoccaggio; infine, a seconda della destinazione, segue il piano di campionamento richiesto dal cliente. • linea del caldo: la frutta (pesca, albicocca, mela e pera) è monitorata dal ricevimento alla trasformazione finale. Tipologia N. addetti Laboratorio CHIMICO-MICROBIOLOGICO 20 315.000 220 Laboratorio FITOFARMACI 4 3371 23 Ricerca e Sviluppo 3 1750 30 Assicurazione Qualità 4 NA 2.500 Totale 31 320.121 2.773 - valore (l’adeguatezza all’uso) Semplificando, è caratterizzata da una parte fortemente oggettiva (gli aspetti tecnici che devono soddisfare le specifiche del cliente) ma anche di una componente soggettiva ( soddisfare le aspettative e i desideri del cliente). Un bel modo di definirla ed interpretarla: è un rapporto tra una realizzazione e un’attesa perché esprime il livello di corrispondenza tra le aspettative del cliente e il prodotto/servizio offerto: più le aspettative e il prodotto/servizio si sovrappongono, più questi saranno giudicati prodotti/servizi “di qualità. 5.1 Processo Scelta delle zone di coltivazione e Selezione delle sementi Le aree di produzione vengono scelte in base alle caratteristiche del terreno e del clima, privilegiando le regioni geografiche tradizionalmente vocate alla coltivazione dei vegetali migliori e differenziando le zone per poter disporre di raccolti di qualità anche in caso di avverse condizioni metereologiche; Fruttagel grazie ai due stabilimenti dislocati strategicamente, uno nel Nord Italia (Alfonsine RA) e uno nel Sud Italia (Larino CB), è in grado di approvvigionarsi dei prodotti nel loro naturali luoghi di coltivazione. A monte del processo di coltivazione, viene effettuata una specifica attività di ricerca e selezione delle migliori varietà di sementi. Campionamento e Analisi dei prodotti Per ogni prodotto e per ogni cliente, si identificano procedure e limiti diversi, in particolare: • ortaggi surgelati: selezione del seme, crescita in campo, pre-raccolta, ricevimento e lavorazione sono tutte le fasi in cui Fruttagel, tramite uno staff selezionato di agronomi e analisti, campiona il prodotto al differente stadio vegetativo o step di lavorazione. Sui semilavorati in acquisto (matrici non reperibili in Italia o di cui Fruttagel non ne segue la filiera in campo) destinati alla linea produttiva del freddo, il piano di campionamento per le analisi interessa il 100% del prodotto. • pomodoro: per la coltivazione biologica il campionamento interessa il 100% del prodotto durante la pre-raccolta; per la coltivazione a lotta integrata la percentuale di campionamento varia a seconda del capitolato del cliente. Il biologico è ricampionato, nella misura del 4%, al momento del conferimento; segue il campionamento del 10% dei tank dove il prodotto trasformato viene 48 N. analisi interne N. analisi esterne 5.2 Rintracciabilità di filiera Nell’ottica del Reg. CE n. 178/02 la rintracciabilità di filiera è da intendersi come la documentazione dei flussi di input ed output tra le aziende della filiera. In ogni caso il concetto di filiera dovrebbe implicare, secondo questa ottica, il coinvolgimento di tutte le aziende della produzione della materia prima (ovvero per Fruttagel materie prime derivanti dalla coltivazione) alla vendita e all’uso del prodotto finale. Lo scopo è di proteggere la salute dei consumatori e assicurare pratiche leali nel commercio di prodotti alimentari adottando normative sul rispetto dell’igiene dei cibi, degli additivi, dei residui chimici, dei pesticidi e di altri contaminanti, sull’etichettatura e sulla presentazione degli alimenti, sui metodi di analisi del rischio e sulla campionatura. Fruttagel garantisce e documenta la rintracciabilità dei propri prodotti lungo tutte le fasi della produzione ed effettua un piano di campionamento per ogni tipologia di materia prima agricola considerando destinazione finale (ovvero se si tratta di culture biologiche, convenzionale oppure lotta integrata), capitolato stabilito con il cliente e standard relativi ai vincoli di legge vigenti sulle norme alimentari. 5.3 Sistema HACCP Si tratta di un sistema di autocontrollo nel settore della produzione di alimenti (Regolamento CE 852/2004) necessario a valutare rischi e pericoli nonché stabilire misure di controllo per prevenire problemi igienico-sanitari. Per ogni tipologia di lavorazione vengono dunque realizzati appositi piani che ne identificano eventuali pericoli biologici, chimici o fisici. Per ogni pericolo evidenziato vengono predisposte misure preventive necessarie a ridurre o annullare i relativi rischi, identificando gli eventuali Punti Critici di Controllo (CCP). Per ogni Punto Critico identificato sono previsti parametri da tenere sotto controllo e i relativi Limiti Critici. 49 Tabella 18 Indicatori dell’Ufficio Assicurazione Qualità nel 2014 5.4 Certificazioni 6.1 La Politica ambientale Sono i riconoscimenti dell’impegno che Fruttagel mette nel miglioramento continuo della Qualità a garanzia di un prodotto sano, salubre e sicuro in linea con le aspettative dei propri clienti. Attraverso il proprio “Bilancio Ambientale”, Fruttagel vuole descrivere le principali relazioni tra impresa ed ambiente e discutere delle sue prestazioni ambientali. Sono rilasciate dagli Enti Internazionali Bureau Veritas per quanto concerne agli standard di prodotto IFS “International Food Standard” (Higher Level) e BRC “Global Standard for Food Safety” (Grade A) e CERMET per quanto riguarda il Sistema di Gestione della Qualità secondo la Norma UNI EN ISO 9001:2008. Si tratta delle certificazioni più prestigiose del settore Food, che Fruttagel ha ottenuto con il livello massimo di conformità. Nel 2014 è stata inoltre ottenuta la certificazione di “produzione integrata e italianità” dei prodotti vegetali surgelati: piselli, bieta, fagiolini, cipolla, fagioli borlotti, spinaci, pomodoro, carote, patate, cavolfiori, zucchine, verze, sedano, porro, aglio. Tramite un Ente Terzo accreditato (CERMET) si assicura la coltivazione secondo i disciplinari di produzione integrata e l’origine Italiana della materia prima agricola trasformata interamente da Fruttagel negli stabilimenti di Alfonsine e di Larino. Sempre nell’anno 2014, l’Ente di accreditamento CCPB ha rinnovato l’autorizzazione alla produzione biologica ai sensi del Reg. CEE 834/2007. Si tratta di un Bilancio di “Corporate”, che riguarda entrambe le unità locali (Alfonsine e Larino) e mette in evidenza sia gli impatti ambientali dei siti produttivi che le scelte gestionali, di controllo e formative che l’azienda prende al fine di orientarsi verso una diminuzione dei costi ambientali (soprattutto in relazione al settore del consumo energetico), una razionalizzazione dell’utilizzo delle risorse primarie (soprattutto in riguardo all’approvvigionamento idrico), della gestione della depurazione delle acque e quella dei rifiuti, degli imballaggi e degli scarti di produzione. Questa fenomenica è di fondamentale interesse per i consumatori (dunque per le loro cooperative), per i lavoratori, per le comunità, per i soci conferenti (e le loro cooperative) su cui impattano le attività industriali di Fruttagel. Quadro normativo/autorizzativo di riferimento Lo stabilimento di Alfonsine rientra, a livello autorizzativo, nella categoria 6.4 dell’allegato al D.lgs 59/2005, ovvero impianti industriali per il trattamento e la trasformazione di materie prime vegetali destinate alla fabbricazione di prodotti alimentari con una capacità produttiva di oltre 300 tonnellate al giorno di prodotto finito (inteso come valore medio trimestrale). Tale capacità produttiva fa si che lo stabilimento di Alfonsine risulti soggetto al particolare regime autorizzativo di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). Il provvedimento di AIA di fatto sostituisce ogni altro visto, nulla osta o autorizzazione in campo ambientale e inserisce l’impianto produttivo in un regime di self – reporting annuale agli enti competenti che ha il fine ultimo di raggiungere un elevato livello di protezione ambientale e di eco – efficienza delle industrie mediante la prevenzione e la riduzione integrata dell’inquinamento. Tale regime autorizzativo prevede inoltre l’adeguamento dei singoli impianti alle cosiddette BAT (Best Available Tecniques/Migliori Tecnologie Disponibili); si favorisce quindi l’introduzione di tecnologie più pulite nel processi produttivi, giungendo in tal modo ad una graduale riduzione degli impatti di ogni singolo stabilimento. L’AIA dello stabilimento di Alfonsine è visualizzabile direttamente dal portale della provincia di Ravenna. Il sito di Larino, avendo un regime produttivo più ridotto, presenta ovviamente impatti ambientali e consumi di risorse primarie meno significativi e non rientra in AIA; per tale impianto le autorizzazioni sono le normali autorizzazioni settoriali relative alle emissioni in atmosfera e agli scarichi idrici. 50 51 6 Ambiente e Società Consumi, emissioni e politiche ambientali. Di seguito la tabella che evidenzia gli impatti ambientali generati dai differenti reparti. Processo produttivo e consumi Analizzando il processo produttivo di Fruttagel si possono suddividere i flussi (sia come ciclo produttivo che come quantità annue di prodotto finito) in funzione dei consumi di utilities e degli impatti ambientali che procurano. Nella tabella che segue, si riportano le quantità medie prodotte in un anno da ogni reparto produttivo e il livello di impieghi che tali produzioni hanno sulle fonti primarie (energia elettrica, metano, risorse idriche) sia per lo stabilimento di Alfonsine che per quello di Larino. È ben evidente che i volumi produttivi di Alfonsine sono molto maggiori di quelli registrati a Larino. LARINO ALFONSINE Lavorazione Ton/anno Livello di consumi di risorse primarie Lavorazione Livello di consumi di risorse primarie En. Elettrica Metano Acqua pozzo Acqua potabile Kg/anno Emissioni atmosfera Scarichi idrici Rumore esterno Rifiuti Miscelazione ortaggi surgelati 8.900.413 N B B ST Cernita e calibratura surgelati 10.764.300 N B B ST Confezionamento surgelati 40.344.341 N B B ST Surgelazione ortaggi freschi 28.934.447 E E ST E Produzioni creme da frutta fresca 13.490.000 ST ST ST E Produzione pomodoro dal fresco 20.119.613 E E E E Confezionamento succhi di frutta 63.903.144 ST ST ST ST Confezionamento derivati del pomodoro 16.311.506 ST ST ST ST Confezionamento thé 7.673.014 ST ST ST ST Confezionamento latti vegetali 7.314.929 ST ST ST ST 14.363.585 E E E E 8.900.413 ST N B N Cernita e calibratura surgelati 10.764.300 ST N B N Confezionamento surgelati 40.344.341 ST N B N Surgelazione ortaggi freschi 28.934.447 E E E E Produzioni creme da frutta fresca 13.490.000 ST E E ST Produzione pomodoro dal fresco 20.119.613 ST E E ST Confezionamento succhi di frutta 63.903.144 ST E ST ST Bilancio di input-output Confezionamento derivati del pomodoro 16.311.506 ST E ST ST Confezionamento thé 7.673.014 ST E ST ST Confezionamento latti vegetali 7.314.929 ST E ST ST 14.363.585 E E E E Il bilancio input-output si riferisce alle dimensioni dei processi e viene effettuato con un’ opportuna rilevazione dei dati quantitativi e qualitativi riguardanti l’impatto ecologico dei processi produttivi aziendali. Il bilancio input-output rappresenta quindi una sorta di contabilizzazione di tutte le risorse naturali utilizzate in ingresso per lo svolgimento delle attività di trasformazione, e, in uscita, delle grandezze inquinanti (misurate in impatti ambientali significativi e non). Da un punto di vista operativo, si tratta di costruire una serie di prospetti nei quali evidenziare tutti i flussi fisici rilevanti. Di seguito, sono singolarmente ricostruiti gli impatti prodotti dagli stabilimenti di Fruttagel in termini di consumo energetici, ovvero impiego di metano, di energia elettrica e uso dell’acqua. Surgelazione ortaggi freschi Legenda: E = Elevata, ST = Standard, B = Bassa, N = Nulla Tabella 19 Produttività annua per tipologia di lavorazione e livello di utilizzo delle fonti primarie LARINO ALFONSINE Miscelazione ortaggi surgelati Surgelazione ortaggi freschi Legenda: E = Elevata, ST = Standard, B = Bassa, N = Nulla Consumo di metano Il metano viene utilizzato come combustibile internamente alle centrali termiche per la generazione di energia termica sotto forma di vapore ad alta pressione. Il vapore viene poi inviato alle utenze per: • processi di cottura ortaggi (cottura foglia, fagiolino, fagiolo, pisello e pomodoro) prima della surgelazione; • processi di pastorizzazione e sterilizzazione per la produzione di nettari, succhi, passate e polpe di pomodoro e bevande (compresi i latti vegetali). 52 53 Tabella 20 Produzione 2014 per tipologia di lavorazione e livello di impatti ambientali generati Per entrambi gli stabilimenti, gli andamenti dei consumi di metano sono fortemente stagionali. 1.400.000 I picchi di consumo per Alfonsine sono legati ed influenzati alle diverse campagne di trasformazione ortaggi dal fresco. 1.200.000 La campagna che impatta maggiormente, per il prelievo di metano, risulta essere quella di trasformazione del pomodoro al fine di poter portare avanti le attività dei concentratori della linea della passata. 1.000.000 Sul sito di Larino i picchi si spostano in periodi di raccolta e trasformazione di spinacio, bieta e cicoria: tali picchi sono giustificati dall’attività di produzione di vapore per le fasi di cottura delle verdure fresche. 800.000 Si riportano a seguire gli andamenti e i dati di consumo di metano di entrambi gli stabilimenti: come evidente i consumi del sito di Larino, grazie anche ai contenuti volumi di produzione rispetto ad Alfonsine, sono molto inferiori. 600.000 400.000 Grafico 6 Consumi di metano relativi al triennio 2012-2014 per lo stabilimento di Alfonsine 200.000 2012 Tabella 21 Consumi metano in MC triennio 2012 - 2014 per Alfonsine e Larino 2013 2014 Alfonsine Larino Alfonsine Larino Alfonsine Larino GENNAIO 392.319 50.722 294.811 20.247 289.200 57.987 FEBBRAIO 347.955 61.479 296.901 30.930 378.440 74.163 MARZO 411.874 96.505 363.935 55.007 369.316 67.945 APRILE 308.787 66.520 321.240 66.136 326.984 49.313 MAGGIO 460.767 75.279 396.031 96.353 482.156 64.753 GIUGNO 553.431 128.847 458.986 73.879 460.595 104.779 LUGLIO 614.236 118.450 527.217 130.560 640.946 152.622 AGOSTO 1.132.483 122.063 860.921 111.028 1.159.391 165.603 SETTEMBRE 545.116 71.397 739.741 115.872 735.628 149.306 OTTOBRE 533.438 189.263 488.478 122.602 494.207 137.240 NOVEMBRE 323.468 161.626 396.135 126.074 394.771 105.621 DICEMBRE 238.179 68.089 234.156 80.499 257.970 59.318 Totali /anno 5.862.053 1.210.241 5.378.552 1.029.187 5.989.604 1.188.650 0 GEN MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC 200.000 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 Grafico 7 Consumi di metano relativi al triennio 2012- 2014 per la sede di Larino 20.000 0 GEN • • • 54 FEB FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC 2012 2013 2014 55 6.000.000 Prelievo energia elettrica Come per il metano, anche il consumo di energia elettrica è influenzato fortemente dalle campagne di lavorazione dal fresco. Tuttavia, mentre per il consumo di metano la lavorazione più critica risulta la trasformazione del pomodoro, il picco dell’energia elettrica segue direttamente i picchi di lavorazione dei surgelatori. La centrale frigorifera di entrambi gli stabilimenti risulta essere quindi il cuore dei consumi elettrici di Fruttagel (per lo stabilimento di Alfonsine pari fino ad un 30 % dei consumi elettrici di tutto lo stabilimento). A seguire i prelievi di energia elettrica dei due stabilimenti; ancora risulta evidente che lo stabilimento di Larino, grazie ai volumi inferiori di materia prima lavorata, ha consumi nettamente inferiori rispetto al sito di Alfonsine. 5.000.000 4.000.000 3.000.000 2.000.000 0 2012 Tabella 22 Prelievi di energia elettrica triennio 2012-2014 per AlfonsineLarino Kwh 2013 Larino Alfonsine Larino Alfonsine Larino GENNAIO 2.107.431 411.339 2.146.117 217.618 1.959.924 435.256 FEBBRAIO 1.908.623 413.085 1.943.851 298.628 1.967.762 507.638 MARZO 2.774.775 698.192 2.825.763 456.257 2.398.420 601.179 APRILE 2.342.829 508.195 2.394.787 486.889 2.088.697 437.901 MAGGIO 3.765.495 500.956 4.129.510 476.007 3.521.222 437.623 GIUGNO 4.519.398 678.194 4.822.063 464.608 4.115.854 614.263 LUGLIO 3.221.329 741.307 3.360.986 817.959 3.835.011 879.828 AGOSTO 4.217.374 643.129 4.361.599 770.402 3.988.133 816.436 SETTEMBRE 2.777.265 613.555 2.903.361 686.994 3.869.923 789.190 OTTOBRE 3.854.692 790.941 3.973.049 851.690 3.864.026 803.771 NOVEMBRE 2.490.539 641.378 2.554.944 818.073 2.676.689 809.965 1.565.554 Totali /anno 35.545.305 309.795 1.620.895 6.950.067 37.036.926 549.379 GEN MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC 1.792.320 499.987 6.894.505 36.077.980 7.633.037 1.000.000 900.000 800.000 700.000 600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 Grafico 9 Andamento dei prelievi elettrici 2012-2014 nello stabilimento di Larino 100.000 0 GEN • • • 56 FEB 2014 Alfonsine DICEMBRE Grafico 8 Andamento dei prelievi elettrici 2012 - 2014 nello stabilimento di Alfonsine 1.000.000 FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC 2012 2013 2014 57 Bilancio idrico La tipologia di lavorazioni presente all’interno dello stabilimento di Alfonsine è strutturata in maniera stagionalizzata, e anche i prelievi idrici rispecchiano un andamento variabile nel corso dell’anno. I due stabilimenti di Fruttagel hanno fonti di approvvigionamento di acqua differenti: Alfonsine: • acqua potabile; • acqua di pozzo: tale tipologia di acqua viene addizionata con biossido di cloro prima di essere utilizzata. Nel maggio 2013 inoltre, a seguito di un progetto volto al recupero delle acque e alla diminuzione dell’emungimento di acque da falde sotterranee, Fruttagel ha attivato un impianto di recupero acque chiarificate dal depuratore aziendale. Tali acque, depurate e successivamente filtrate e sanificate, vengono riutilizzate per lavaggio piazzali, macchine ed impianti. A seguito si riportano inoltre i dati relativi anche all’acqua recuperata nel 2014. Larino: • approvvigionamento da acque superficiali: tale tipologia di acqua viene sottoposta ad un trattamento di potabilizzazione in impianto dedicato. Lo stabilimento ha anche la possibilità di approvvigionarsi d’acqua dalla linea potabile comunale. A seguire i dati di approvvigionamento distinto in base alle utenze diverse per entrambi gli stabilimenti di Fruttagel. Mese Alfonsine Acqua pozzo Larino Acqua potabile Recupero Acque Acqua superficiale GENNAIO 47.738 24.168 - 21.744 FEBBRAIO 48.204 35.777 - 28.147 MARZO 70.614 45.071 - 32.180 APRILE 41.912 44.144 1.183 18.855 MAGGIO 75.207 70.029 9.251 20.228 GIUGNO 74.703 88.099 31.104 21.530 LUGLIO 72.112 83.521 14.085 27.356 AGOSTO 73.677 64.484 18.451 22.274 SETTEMBRE 102.313 93.415 33.200 24.256 OTTOBRE 93.752 79.876 - 27.839 NOVEMBRE 55.752 50.984 - 31.155 DICEMBRE 46.589 52.333 2.782 16.540 TOTALI 802.573 731.901 110.056 292.104 Tabella 23 Approvvigionamento idrico mensile 2014 per ogni stabilimento in MC 58 Si evince anche in questo caso che il regime di utilizzo della risorsa, come per l’approvvigionamento di energia elettrica e metano, è fortemente influenzato dalla stagionalità delle lavorazioni e si concentra da maggio a ottobre, dove i conferimenti dalla campagna per la lavorazione del prodotto fresco, sono al massimo di intensità. Impatti ambientali generati Si descrivono a seguire le tipologie di impatti ambientali (significativi e non) che genera l’attività produttiva di Fruttagel. Emissioni in atmosfera Le emissioni in atmosfera prodotte dallo stabilimento di Alfonsine sono generate in centrale termica funzionante per la produzione di vapore, destinato ai processi di cottura di pastorizzazione e sterilizzazione. La centrale termica è costituita da 2 generatori di vapore alimentati esclusivamente a gas metano. La scelta del gas metano come combustibile unisce un alto rendimento di combustione a impatti minori legati alle basse emissioni degli inquinanti atmosferici principali. Nonostante la scelta del metano Fruttagel provvede a monitorare in continuo le performance di combustione dei generatori tramite la misura del CO, della temperatura e della % di ossigeno nei fumi dei camini. Per le emissioni fuggitive rivestono interesse particolare i serbatoi di stoccaggio dell’ammoniaca, del circuito di raffreddamento delle celle frigorifere e dell’acqua di raffreddamento. Tutti i serbatoi di stoccaggio dell’ammoniaca sono periodicamente controllati da personale addestrato e monitorati da sensori di controllo elettronico. Per eventuali fughe di ammoniaca, è stata redatta una specifica procedura di intervento. Le emissioni in atmosfera dello stabilimento di Larino sono imputabili a: • impianti termici adibiti a riscaldamento indiretto e produzione di vapore corrispondenti ai 3 generatori di vapore alimentati a gas metano. Tali emissioni vengono inserite, dalla Provincia di Campobasso, nelle attività ad inquinamento poco significativo. • emissioni prodotte da impianti termici a servizio della linea ortaggi surgelati, ovvero 4 bruciatori a gas metano da 450.000 Lcal/h composti da 4 camere di combustione ed estrattori di vapore. Come per lo stabilimento di Alfonsine, anche Larino è alimentato a gas metano: si unisce quindi un alto rendimento di combustione a basse emissioni degli inquinanti atmosferici principali. Scarichi idrici Lo stabilimento di Alfonsine presenta differenti tipologie di scarichi: • cinque scarichi in pubblica fognatura che raccolgono le acque nere e alcune sezioni di acque meteoriche. • uno scarico in acque superficiali che raccoglie le acque di produzione e di dilavamento dei piazzali e tetti interni allo stabilimento, dopo il processo di depurazione internamente al depuratore aziendale. La gestione dell’impianto di depurazione avviene secondo procedure interne del Sistema di Gestione Ambientale interno e le acque chiarificate del depuratore sono riutilizzabili internamente dopo processi 59 di filtrazione e disinfezione al fine di ridurre il quantitativo di acque prelevato da falda (vedi quantitativi di acqua chiarificata recuperata nel 2014 al paragrafo “Bilancio idrico”). Lo stabilimento di Larino processa tutti i reflui di produzione nel depuratore aziendale e scarica il chiarificato in acque superficiali. Anche la gestione dell’impianto di Larino avviene secondo procedure stabilite nel Sistema di Gestione Ambientale. 6.2 Comunità sociali Il rapporto tra Fruttagel, il territorio e le “comunità sociali” che lo caratterizzano, è sempre stato ispirato ad impegno e responsabilità propri dell’essere cooperativa. Le accezione secondo le quali questi aspetti vengono trattati sono le seguenti: Comunità come movimento cooperativo Una terza fondamentale accezione di comunità è quella specificamente cooperativa. Fruttagel è parte attiva del movimento sia per quello che riguarda la partecipazione alle attività sia per quello che riguarda il sostegno economico. Contributi erogati 2012 2013 2014 Contributi associativi a organizzazioni di categoria 193.487 243.404 204.385 Contributi a enti del settore di lavorazione 350 3.040 3.139 Totale generale 193.837 246.444 207.524 Comunità come territorio La prima accezione di comunità è quella di tipo specificamente territoriale, ovvero le persone che vivono e lavorano a contatto con le attività di Fruttagel nei territori ove insistono gli stabilimenti di Alfonsine e Larino. Vi è poi una accezione più vasta, riguardante i territori di coltivazione e conferimento. Relativamente a questi ambiti, in altre parti del bilancio sociale sono indicate le azioni rivolte al lavoro e alla salvaguardia dell’ambiente naturale e non è dunque necessario aggiungere altro. Comunità come solidarietà Una seconda accezione di comunità fa riferimento invece ai bisogni o alle opportunità che si presentano nella società locale. Si tratta in questo caso di iniziative meno collegate alle attività caratteristiche, ma che manifestano la predisposizione di Fruttagel al “farsi carico” di aspetti che migliorano generalmente la convivenza. Contributi alla collettività Tabella 24 Sponsorizzazioni ed erogazioni liberali 2012-2014 (euro) 2012 2013 2014 1) Ricerca in campo medico 1.000 1.000 1.000 2) Attività culturali e sportive 1.148 85 15.070 3) Iniziative a favore dei dipendenti 23.181 26.107 46.743* 5) Sostegno alle fasce deboli della popolazione 8.056 32.199 59.541 Totale 33.385 59.391 122.354 4) Comunicazione Sociale * ventennale € 22.530 Delle voci riportate in tabella è opportuno sottolineare l’impegno crescente da parte di Fruttagel nel sostegno alle fasce deboli della popolazione, consapevolmente motivato dalle difficoltà che negli ultimi anni, a seguito della difficile congiuntura economica, hanno interessato un numero sempre crescente di persone, a cui le istituzioni pubbliche da sole, non sempre riescono a fornire adeguato aiuto. In tale ottica il contributo fornito dall’azienda al Banco Alimentare dell’Emilia Romagna, attraverso propri prodotti per un ammontare corrispondente a circa € 59.000, manifesta chiaramente come Fruttagel intende interpretare il tema della solidarietà. 60 61 Tabella 25 Contributi versati trend 2012-2014 (euro) Parte SECONDA 62 63 Aspetti qualificanti delle politiche industriali e sociali Per diversi anni Fruttagel ha adottato una delle modalità indicate dal GBS (Gruppo Bilancio Sociale) per descrivere gli aspetti più rimarchevoli delle proprie politiche sociali: la rendicontazione dei propri patrimoni intangibili, cioè di quei patrimoni che pur essendo difficilmente definibili e quantificabili in termini economici, caratterizzano e definiscono la cultura e l’identità di un’impresa e hanno grande influsso sulle performance imprenditoriali. In particolare – sino al passato rendiconto – sono state descritte: • le consistenze e le modifiche riguardanti quantità e qualità delle persone che costituiscono l’organizzazione (patrimoni umani); • le procedure, le conoscenze l’organizzazione, eccetera (patrimoni strutturali); • tutto l’ambito dei rapporti commerciali e sociali (patrimoni relazionali). Ora questi stessi contenuti sono presenti e rendicontati nelle pagine seguenti, ma con una modalità ordinativa più semplice e questo in ragione di ciò che si è premesso all’inizio di questo documento, cioè della progressiva trasformazione del bilancio sociale in un vero e proprio bilancio di sostenibilità, con dunque nuove regole espositive e soprattutto con nuove regole riguardanti la modalità della sua redazione. Di ciò si darà specificamente conto nell’appendice a questo documento, ma conviene tuttavia anche in questa sede richiamarne i capisaldi. La differenza tra un bilancio di sostenibilità e un bilancio sociale è modestissima se ci si limita a confrontare i due documenti, ma le differenze emergono in modo vistoso se invece si osservano i processi che ne guidano la composizione. In particolare, un bilancio di sostenibilità ha l’esigenza che a monte si sia svolto un’attività di analisi, di relazione con ampie porzioni dell’apparato, di pattuizione con gli stakeholder per la definizione “concordata” delle politiche sociali, di cui il rapporto rappresenta una descrizione e una “misurazione”. Per redigere un bilancio di sostenibilità è necessaria dunque una preparazione che dura normalmente diversi mesi e che è attualmente in corso, come si descriverà nell’appendice. Ecco dunque che, per quello che riguarda il 2014, in questo bilancio viene dato conto di ciò che è stato realizzato relativamente alle performance dell’esercizio, consapevoli tuttavia che l’attività veramente importante è proprio quella dell’avvio di costruzione del piano di sostenibilità, che nel momento in cui si scrive è arrivato a definire le principali politiche 2015-2016, come si vedrà alla fine del documento. Per ora l’aspetto di sintesi principale è rappresentato dall’aggiustamento dello schema OrizzonteObiettivi-Ambiti, che ha apportato anch’esso alcune semplificazioni rispetto a quello presentato nell’ultimo rapporto (e che è riportato a pag 96). L’altro aspetto rimarchevole di questa fase di passaggio riguarda l’avanzamento delle attività per la validazione del documento da parte di un qualificato soggetto terzo, attività che anch’essa si sta evolvendo di conserva con l’introduzione della nuova metodologia. 64 65 Introduzione Rimane dunque fermo l’impegno di Fruttagel per aumentare al massimo possibile la sua capacità di informazione e coinvolgimento degli interlocutori, nell’ottica di lungo periodo della realizzazione di ciò che viene indicato come “rapporto integrato”, cioè un documento che aiuti a misurare il valore complessivo dell’impresa, sotto il profilo economico e sociale. Dalla scheda successiva e dai conseguenti capitoli che verranno descritti (riprendendo, per facilitarne la lettura, i medesimi argomenti già oggetto di analisi nel precedente BS) il lettore potrà in ogni caso farsi un’idea sufficientemente precisa di cosa Fruttagel ha realizzato nel 2014 e dunque di quale sia stata l’evoluzione delle sue politiche economiche e sociali (per così dire “ancora tradizionali”). 66 Patrimoni intangibili - Stato dell’Arte, realizzazioni, impegni Attività Evoluzione delle azioni e degli impegni di ordine imprenditoriale e sociale di Fruttagel 1/ Soci: partecipazione, consultazione, governance Sviluppo rapporti individuali con i soci : la capitalizzazione ed il ruolo di Fruttagel nella filiera 2/ Produttori/conferenti: profili, qualificazione, evoluzione Evoluzione del rapporto di conferimento: bisogni reciproci e aspettative 3/ Politiche del personale, assetti e sviluppo organizzativo Governance gestionale , cultura cooperativa, sistemi di Welfare e Relazioni Sindacali 4/ Servizio agronomico: dal campo al consumo Il ruolo del servizio agronomico ,“biunivocità del rapporto col produttore”, strumenti di gestione 5/ Ricerca & Sviluppo e MKTG: biologico, tecnologia Sperimentazioni e sviluppo nuovi prodotti. Implementazione attività di Marketing e sviluppo estero 6/ Supply chain, informatizzazione, procedure e prassi operative La funzione, risultati e progetti 7/ Ambiente ed energia: rispetto e sicurezza Gli impegni sulla sostenibilità ambientale: realizzazioni e progetti futuri 8/ Clienti e consumatori: il ruolo della distribuzione Processo di specificazione e valorizzazione dei ruoli nella filiera: sviluppo dei rapporti con i clienti 9/Sostenibilità: comunicazione, educazione Sviluppo della visione “sostenibilità-educazione alimentare”. La qualificazione della comunicazione 10/ Relazioni sociali e territorio Il ruolo di Fruttagel sul territorio e il rapporto con le istituzioni locali 67 1 Soci: partecipazione, consultazione, governance Stato dell’arte Ambiti di azione L’obiettivo di far subentrare i soci cooperatori al capitale di ISA, mantenendo inalterato il capitale sociale di Fruttagel è stato sostanzialmente raggiunto con la sottoscrizione da parte dei soci delle quote individuate già nel BS precedente, quote che al 31 dicembre 2014 corrispondono a quanto riportato nella tabella riportata nella pagina seguente. Il confronto con i soci, che ha portato al risultato illustrato, è stato certamente utile per condividere le strategie del Piano Industriale 2014-2016, i positivi andamenti economici e patrimoniali registrati da Fruttagel negli ultimi anni , culminati con l’importantissimo risultato dell’esercizio 2014. Il capitale sociale di ISA è stato restituito, come previsto, nel mese di dicembre 2014. La possibilità che la stessa ISA potesse continuare a sostenere Fruttagel attraverso una forma di finanziamento agevolato, prevista dai propri regolamenti di gestione , non si è invece concretizzata. Il progetto di ricapitalizzazione ha generato un nuovo equilibrio nelle partecipazioni societarie che ha consolidato l’impegno e il ruolo delle cooperative con le quote maggiori. Di tale nuovo equilibrio Fruttagel ha tenuto conto nel definire le rappresentanze consiliari ed il collegio sindacale, come riportato nella prima parte del presente BS. Prospettive Fruttagel mantiene come prioritario l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo all’interno della filiera, valorizzando nel modo migliore possibile gli apporti dei soci. Rimane attuale la ricerca, anche nell’ottica di un consolidamento gestionale e patrimoniale dell’azienda, di ogni opportunità potenzialmente utile a tale scopo. A tal fine, con Legacoop Romagna, si sta ancora lavorando al possibile ed auspicabile ingresso di un nuovo socio sovventore (Parfinco) che possa contribuire al rafforzamento della struttura patrimoniale di Fruttagel. 68 Capitale sottoscritto € Capitale versato € PROMOSAGRI Soc. Coop. Agricola per Azioni 1.109.500,00 1.109.500,00 AGRISFERA Soc. Coop. Agr. pA 187.300,00 133.600,00 APOFRUIT Italia Soc. Coop. Agricola 860.000,00 560.000,00 TERREMERSE Soc. Coop. 1.495.000,00 992.500,00 COIND Società Cooperativa 1.519.900,00 919.900,00 COIND TRADING Srl 1.119.800,00 819.800,00 ATTIBASSI Srl 1.119.300,00 819.300,00 APO CONERPO Soc. Coop. Agricola 400.000,00 208.450,00 AS.I.PO. Società agricola cooperativa 251.900,00 251.900,00 PEMPACORER Soc. Cons. Agr. Arl 392.000,00 392.000,00 CO.PRO. AGRI Soc.Coop. Agricola 1.090.000,00 647.500,00 A.O.M. Associazione Ortofrutticola Molisana Sca 200.000,00 125.000,00 Coop.va Agric. Braccianti Giulio Bellini Scarl 300.000,00 30.000,00 A.F.E. Associazione Frutticoltori Estense scrl 300.000,00 160.125,00 CO.IND. IMMOBILIARE Srl 719.900,00 719.900,00 TOTALE AZIONISTI COOPERATORI 11.064.600,00 7.889.475,00 Federazione delle COOPERATIVE della prov. di RAVENNA 650.000,00 650.000,00 TOTALE SOCI SOVVENTORI 650.000,00 650.000,00 Coopfond 1.500.000,00 1.500.000,00 TOTALE SOCI FINANZIATORI 1.500.000,00 1.500.000,00 TOTALE GENERALE 13.214.600,00 10.039.475,00 Situazione riepilogativa al 31/12/2014 Azionisti Cooperatori Soci sovventori Soci finanziatori 69 2 Produttori/conferenti: profili, qualificazione, evoluzione Stato dell’arte Come più volte ribadito in questi ultimi anni, Fruttagel ha scelto un posizionamento di mercato qualitativamente sempre più elevato, da un lato indotto dalle condivisibili richieste della grande distribuzione, dall’altro certamente frutto delle caratteristiche organizzative e produttive dell’azienda, più coerenti appunto con standard di prodotto qualitativamente elevati. Ciò ha portato, allo stesso tempo, alla necessità di una crescita del rapporto di conferimento da parte dei soci agricoli, sempre più improntato a garantire affidabilità quantitativa e qualitativa, soprattutto per i prodotti biologici. La crescita del mercato del biologico e il progetto Almaverde bio (Fruttagel è tra i fondatori del consorzio) hanno richiesto un’ulteriore specializzazione del profilo del conferente. Allo stesso tempo, la continua ricerca della diversificazione e dell’innovazione di prodotto ha reso necessario collaborare con la base agricola anche di altre regioni d’Italia e l’operazione dello stabilimento di Larino ha consentito di estendere il raggio d’influenza di Fruttagel anche alle regioni del Centro-Sud (attualmente, nella base sociale di Fruttagel è presente A.O.M. una cooperativa agricola del Molise). Unitamente ad un allargamento territoriale, qualitativo e dimensionale del fornitore, c’è stata anche un’evoluzione, per così dire, politica. Fruttagel è un’impresa associata a Legacoop così come il socio industriale Co.Ind e la maggioranza dei soci agricoli, ma nel tempo si è accresciuta la partecipazione dei conferenti agricoli aderenti a Confcooperative, come Coproagri e Apoconerpo. Con l’ingresso di AFE nel capitale sociale di Fruttagel avvenuta nel 2013 anche AGCI, che è la terza delle centrali cooperative, è rappresentata. CONSOLIDAMENTO RAPPORTO SOCIALE CONDIVISIONE STRATEGICA CRESCITA SVILUPPO NUOVE FILIERE INNOVAZIONE SPERIMENTAZIONE Prospettive Nel corso della consultazioni con i soci per il progetto di ricapitalizzazione è stato possibile condividere valori, disegni e prospettive e l’esposizione del piano triennale ha anche consentito di incrociare le linee di sviluppo di Fruttagel con le evoluzioni strategiche dei soci conferenti. È questo il punto essenziale per un vero rafforzamento della filiera agroindustriale e, conseguentemente, per il futuro di Fruttagel e dei propri soci conferenti. Il mercato dell’ortofrutta fresca in Italia è in difficoltà ormai da molti anni, mentre il mercato delle “private label” nel prodotto confezionato è in continua espansione. In tale contesto, la capacità di Fruttagel di innovare e diversificare, sta già portando e continuerà a portare, alla identificazione di nuove filiere ed opportunità strategiche per i suoi soci agricoli: i quali, in uno stretto rapporto con le attività agronomiche e di R&S di Fruttagel, dovranno a loro volta, con convinzione, saper innovare ed essere disposti a sperimentare nuove varietà ed esplorare nuove filiere. A tal fine, sarà necessario consolidare - e ove possibile strutturare meglio - il livello di coinvolgimento dei soci agricoli sui progetti di sviluppo di Fruttagel, mentre per quanto riguarda nuovi eventuali soci sarà importante, oltre alla vicinanza geografica per una ragione di qualità e costi, una specializzazione sull’agricoltura biologica. 70 71 3 Politiche del personale, assetti e sviluppo organizzativo Stato dell’arte Le attività Le attività che hanno caratterizzato i diversi aspetti inerenti al ciclo di gestione delle Risorse Umane hanno trovato ampia sede all’interno dei Bilanci Sociali elaborati in questi anni. Fruttagel è, su tali aspetti, indubbiamente molto cresciuta. Selezione , formazione, sviluppo delle competenze, sistemi retributivi premianti, e una serie di altre regolamentazione inerenti al tema in oggetto, ritenute strategiche e fortemente condivise dalla Direzione Aziendale, rappresentano da tempo strumenti/procedure strutturate apprezzate da tutte le funzioni aziendali. Ricerca e Selezione 2014 Stage-Tirocini Biennio 2013/2014 Ricerche attivate 7 Colloqui selezione 85 Tirocini Curriculari/Alternanza Scuola Lavoro 17 Assunzioni 40 Stage Universitari 4 Stage Scuole Specializ. 2 Lo scopo di tali azioni, già identificato con la volontà di Alcuni dati riguardo alle più specifiche attività inerenti al ciclo di gestione delle risorse umane: “produrre maggiore coinvolgimento dei dipendenti, favorirne un maggiore conoscenza e comprensione delle problematiche aziendali, diffondendo una cultura manageriale di forte stampo cooperativo” Assunzioni 4 •Selezione: I dati inerenti l’esercizio 2014 testimoniamo, anche a livello occupazionale, l’importante crescita registrata in Fruttagel, su entrambi gli stabilimenti. • Formazione – Scuola e Università La programmazione delle attività formative si fonda sulla elaborazione di un piano formativo annuale sviluppato in condivisione con i Responsabili delle diverse aree aziendali. può dirsi sostanzialmente raggiunto se si pensa alla dotazione e alla corretta gestione degli strumenti/ procedure adottate. Non ancora, invece, se pensiamo alla parte o scopo più “nobile ed intangibile” di tali aspetti, più volte identificata con la comprensione e la realizzazione da parte dei dipendenti di una Cultura Lavorativa fatta, oltre che di competenze, di attaccamento all’azienda, senso di responsabilità, solidarietà, comprensione dei propri doveri e rispetto del lavoro altrui Formazione N. Dipendenti Ore Costo in Euro Formazione esterna 18 197 6.510,33 Formazione interna (compresi affiancamenti e cambi mansione) 346 7.207 166.514,94 Formazione trasversale (sicurezza in azienda e progetti di efficentamento) 1.038 6.841 181.149,68 Totale 1.402 14.245 354.174,95 Il rapporto con Istituzioni Scolastiche, Università e Scuole di Alta specializzazione in Master, si è da tempo consolidato, divenendo per Fruttagel parte integrante del proprio sistema di formazione e gestione delle risorse umane. Il numero delle assunzioni avvenute tra candidati conosciuti durante gli stage effettuati negli ultimi anni è estremamente significativo. aspetti questi che riprenderemo nel paragrafo successivo. 72 73 Tabella 26 Formazione del personale 2014 Alfonsine e Larino Prospettive L’organizzazione Nel precedente bilancio sociale era stata descritta la possibile nuova Governance societaria di Fruttagel, poi concretizzata nel mese di giugno 2014, con l’istituzione della figura dell’Amministratore Delegato precedentemente proposta dal Consiglio di Amministrazione ed approvata dell’Assemblea dei soci. A ciò ha fatto seguito, come previsto, la necessità di pensare ad una revisione della governance gestionale e alla definizione di nuovi assetti organizzativi, funzionali ad uno scopo chiaramente individuato: dare continuità agli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni ed assicurare all’azienda la presenza di un gruppo dirigente coeso ed altamente professionalizzato Dal mese di luglio 2014 è andato a regime il nuovo organigramma aziendale (riportato a pag 14 e segg). Sono state create 5 Aree Dirigenziali (rispondenti direttamente all’Amministratore Delegato) a cui sono state ricondotte tutte le rimanenti funzioni di 1° livello (in diversi casi a loro volta oggetto di nuove attribuzioni e responsabilità), creando una struttura maggiormente piramidale ed in grado, a regime, di assumere decisioni più rapide , chiare ed efficaci. Sono stati conseguentemente revisionati la Direzione Operativa (composta ora, oltre al Presidente e all’A.D., dai 5 Responsabili delle Aree suddette) ed il Comitato esecutivo (composto dalla Direzione Operativa e da tutti i Quadri Aziendali in forza da almeno 2 anni). • La diffusione di una cultura del lavoro e di un senso di appartenenza all’azienda caratterizzati dalla sostenibilità dei comportamenti relazionali e operativi; • L’approfondimento e l’introduzione di misure e strumenti di Welfare Aziendale Scopo degli ambiti citati e di rendere Fruttagel non solo più competitiva ed “attraente” sul mercato , ma sempre di più un luogo in cui poter svolgere con il massimo impegno e competenza i propri doveri lavorativi, ottenendo soddisfazioni e benefici non solo e/o non tanto dagli elementi retributivi ordinari , ma da un clima ed un ambiente lavorativi sempre più soddisfacenti. Riconoscimento preciso dei meriti individuali e di gruppo, possibilità di beneficiare di innovativi strumenti di welfare aziendale (tesi sia a migliorare, indirettamente, il bilancio economico del dipendente, sia a conciliare nel modo migliore possibile i tempi richiesti dalle esigenze organizzative – produttive, con i tempi di vita del dipendente), sono oggi e per il prossimo futuro una delle principali priorità su cui costruire un’Azienda moderna e competitiva. • Relazioni Sindacali Il raggiungimento degli obiettivi citati passa necessariamente anche attraverso una interpretazione delle Relazioni Sindacali, che tenga conto dell’evoluzione dei tempi, delle caratteristiche e dei bisogni di Fruttagel, di tutto ciò che di positivo si è costruito tra l’Azienda e le rappresentanze sindacali aziendali e provinciali nel corso in questi ultimi anni. Una interpretazione che faccia anche tesoro degli errori compiuti in passato, che sappia coniugare, nel rispetto dei rispettivi ruoli tra Azienda e OOSS-Rsu, le nuove e più complesse problematiche gestionali e di mercato, con i nuovi e mutati bisogni dei dipendenti. Che sappia cogliere, in tale contesto, già all’interno del futuro rinnovo del Contratto Integrativo aziendale, le opportunità offerte da strumenti “di beneficio”, più innovativi, più utili per i dipendenti ed allo stesso tempo proporzionalmente meno impattanti sul costo del lavoro, il cui controllo è imprescindibile elemento di competitività dell’azienda. NUOVA GOVERNANCE GESTIONALE INTEGRAZIONI FUNZIONI SVILUPPO • Azioni e intenzioni I capitoli di maggiore interesse che dovranno essere implementati nel prossimo biennio troveranno principalmente sede all’interno del Bilancio di Sostenibilità di cui si è fatto cenno nell’introduzione alla presente seconda parte del BS e, soprattutto, nelle conclusioni. Le sfide maggiori e più interessanti che attendono Fruttagel riguarderanno sostanzialmente due ambiti principali: PIANO INDUSTRIALE 2014-2016 AREE DI DIREZIONE La comprensione del difficile momento storico ed il conseguente senso di responsabilità dimostrato dalle Rsu e dalle Organizzazioni Sindacali provinciali di categoria negli ultimi anni è, in tale direzione, sicuramente di buon auspicio. Gli accordi sindacali sottoscritti in particolare dal 2010/2011 in poi, sia nello stabilimento di Alfonsine che in quello di Larino, sono stati accordi finalizzati a cogliere oggettive problematiche o esigenze organizzative, meriti individuali e/o di gruppo, condivise tra le parti in un clima di utile collaborazione. Nel mese di aprile 2015 si terranno le elezioni per la costituzione delle nuove Rappresentanze Sindacali Unitarie nello stabilimento di Alfonsine. Infine, sempre riguardo agli obiettivi organizattivo-strategici identificati all’interno del precedente Blancio Sociale e nascenti dal Piano Industriale 2014-2016, si è dato seguito alla strutturazione delle due funzioni identificate come necessarie: nel mese di ottobre 2014 è stato assunto un Export Manager e nel mese di marzo 2015 è stata assunta una risorsa dedicata alla funzione Marketing. 74 Alle Rsu uscenti va il sincero ringraziamento della Direzione Aziendale per il lavoro fatto insieme e per la sensibilità mostrata nello svolgere un ruolo importante e non semplice. Alle Rsu che verranno elette l’augurio di poter proseguire in un rapporto proficuo e collaborativo, capace di affrontare al meglio le difficili sfide che ancora attendono l’azienda. 75 4 Servizio agronomico: dal campo al consumo Stato dell’arte L’importanza del servizio agronomico in Fruttagel, è stata, i particolare negli ultimi anni, sempre ribadita con forza, sia nella relazione con le attività di Produzione e Ricerca e sviluppo, sia negli aspetti che caratterizzano la “relazione di conferimento” con i produttori , con i quali si è inteso allinearsi su tre obiettivi caratterizzanti la relazione stessa. Fruttagel-Produttori Obiettivi della Relazione Condivisione programmazione: obiettivi, regole, investimenti Fidelizzazione: utilità reciproca duratura nel tempo, intenti comuni, investimenti industriali e di ricerca L’incrocio di tali sistemi consente pertanto di conoscere la “storia” colturale di ogni appezzamento, quantità e qualità dei prodotti coltivati nello stesso, quali pesticidi/antiparassitari sono stati eventualmente utilizzati, quali analisi di laboratorio sono state effettuate e gli esiti delle stesse. • Qualificazione degli acquisti Tale azione ha riguardato e riguarda: - i produttori, trasmettendo e richiedendo principi dei quali Fruttagel si fa portatrice: affidabilità qualitativa, competitività, possibilità di costruire un rapporto duraturo di reciproco interesse; - il servizio agronomico dello stabilimento di Larino (e le funzioni direttamente coinvolte nella gestione del conferimento), cui si è inteso trasmettere modi di essere e best practice che Fruttagel ha da tempo adottato: selezione dei fornitori (modalità, valutazione del loro agire), alternative, aggiornamento continuo sull’andamento del mercato dei prodotti di interesse, mantenimento di un rapporto in loco (visite frequenti, verifica delle aziende). • Nuove filiere e sperimentazioni. Filiera dell’Asparago italiano Il progetto “filiera dell’Asparago italiano”, iniziato da alcuni anni, si è a tutti gli effetti realizzato con la partenza della nuova linea di confezionamento presso lo stabilimento di Larino, avvenuta all’inizio dell’anno 2015. Progetti di sperimentazione La principale sperimentazione ormai conslusa e che vedrà l’inizio della coltivazione nel 2015, è quella che ha avuto ad oggetto la coltura del “Cavolo nero” nell’ambito di un progetto titolato “Tecniche: varietà e portainnesti per l’orticoltura Emiliano-romagnola di qualità”. Specializzazione: innovazione, qualità prodotto, mercato, vocazione aziende agricole In tale direzione, tra le azioni realizzate vanno ricordate: • La “biunivocità” del rapporto coi produttori: il servizio agronomico è stato chiamato ad arricchire il rapporto con i produttori da una relazione maggiormente dialettica che possa condurre a uno sviluppo programmato e parallelo di Fruttagel e delle imprese agricole conferenti. • L’anagrafica dei produttori: Quaderni di campagna e Diario di Laboratorio. I Quaderni di campagna, tenuti in via informatizzata , consistono nella registrazione delle caratteristiche dei terreni di proprietà dei produttori, dei trattamenti e delle visite effettuate presso gli stessi dal servizio agronomico di Fruttagel. Il Diario di Laboratorio, è un sistema consistente nella tenuta informatizzata di tutti i dati delle analisi effettuate sul prodotto, sia in fase di pre raccolta che in fase di lavorazione/trasformazione. 76 77 Prospettive 5 Ricerca & Sviluppo e MKTG: biologico, tecnologia Come più volte detto, lo sviluppo di filiere innovative rimane una priorità essenziale per l’attività di Fruttagel. Stato dell’Arte Sempre in collaborazione con CRPV di Cesena e l’Azienda Sper. Mario Marani di Ravenna, Fruttagel svilupperà una sperimentazione parcellare di nuove varietà sementiere di pisello, borlotto, fagiolino e spinacio. Sul pisello sono state incrementate notevolmente le varietà coltivate (nel 2015 diverranno ben 12!), inserendo la valutazione organolettiche tra le caratteristiche primarie sulla base delle quali scegliere il complessivo piano colturale. Infine, sperimentazioni varietali in fase avanzata, che Fruttagel sta sviluppando direttamente con Cooperative agricole proprie socie, riguardano due tipologie di prodotti ancora non particolarmente conosciute e/o utilizzate nella tradizione enogastronomica del nostro paese: L’attività di R&S in Fruttagel è stata, soprattutto negli ultimi anni, qualitativamente e quantitativamente implementata allo scopo di rafforzarne l’autonoma capacità di sviluppo nuovi prodotti, sia per l’area succhi e bevande che per i prodotti orticoli. Lo scopo di riuscire ad essere autonomamente propositivi sul mercato è già, in buona parte, entrato a far parte della ordinaria attività di sviluppo, seguendo (come già espresso all’interno del piano industriale e definito dalla “vision” in esso contenuta) una direttiva precisa, già espressa nel precedente BS: fare business puntando su una sempre maggiore qualità e sostenibilità dei prodotti, qualificare e integrare ulteriormente l’attività di R&S con la funzione commerciale, effettuare investimenti tecnologici mirati, dar seguito alla creazione di una autonoma funzione di Marketing operativo e strategico. Infine, implementare ulteriormente lo sviluppo di prodotti Biologici made in Italy da proporre sul territorio nazionale e, soprattutto, all’estero. In tale ottica , le azioni più significative (organizzative e di investimento) individuate in prospettiva nel precedente BS, sono state certamente realizzate. Riepilogo: Fagiolino Giallo: dalle caratteristiche organolettiche più dolciastre e dal colore più gradevole, è un prodotto ancora poco utilizzato per il surgelato. • Adozione della procedura di sviluppo nuovi prodotti , con la quale si identificano le modalità e le responsabilità attraverso le quali Fruttagel : − realizza nuovi prodotti (progettazione prodotto); − realizza nuove referenze con ricetta esistente (progettazione prodotto light); − progetta, realizza e/o modifica impianti e strutture per nuove esigenze produttive e/o tecnologiche • Nel mese di luglio 2014 la R&S è entrata all’interno dell’Area commerciale, rispondendo alla nuova Direzione Commerciale (formalmente nominata tale dal mese di gennaio 2015) Taccole: prodotto ancora poco conosciuto, ha caratteristiche organolettiche, forma e consistenza molto diverse dal fagiolino, che richiedono specifici accorgimenti anche sul processo trasformazione. • Nel mese di ottobre 2014 si è strutturata la funzione di sviluppo vendite sull’estero con l’assunzione di un Export Manager; • All’inizio del 2015 si è dato il via alla strutturazione ex novo di una funzione Marketing (rispondente direttamente alla R&S, dunque all’interno dell’Area Commerciale), che ha visto l’inserimento di una risorsa dedicata nel successivo mese di marzo; • La filiera dell’asparago italiano, progetto seguito direttamente dalla R&S, è partita alla fine del 2014 – inizio 2015; • La nuova linea tetra recart è ampiamente operante e sulla stessa si stanno implementando ulteriormente i volumi previsti; 78 79 Prospettive 6 Supply chain, informatizzazione, procedure e prassi operative. Le prospettive per l’attività di R&S, nell’ambito degli scopi precedentemente espressi e in un’ottica di continuo miglioramento, riguardano in particolare due ambiti produttivi specifici, oltre ad un ambito al momento esclusivamente commerciale. Stato dell’Arte Area succhi e bevande vegetali Il business dei latti vegetali e più in generale dei succhi e bevande a caratterizzazione “salutistica” è ormai per Fruttagel un fattore di crescita imprescindibile, perfettamente in linea con i valori di Mission più volte espressi. La gamma dei latti vegetali (soia in particolare e riso), ottimizzati i processi produttivi e la qualità del prodotto, già ampliata rispetto alla versione naturale con l’inserimento addizionale di vitamine e Sali minerali, è oggetto di continua ricerca e sperimentazione, finalizzata ad abbinare alle proprietà salutistiche della soia, caratteristiche organolettiche che rendano sempre più gradevoli le bevande. In tale ambito, nel 2015 verrà prodotto un latte a base di soia e mandorla (dolcificato con sciroppo d’Agave), non ancora presente sia sul mercato italiano che su quello europeo. Come già definito nelle precedenti edizioni del BS, l’obiettivo dell’Area Supply Chain è quello di garantire al cliente un adeguato livello di servizio minimizzando le inefficienze ed ottimizzando le scorte ed i flussi logistici. Questo obiettivo è perseguito attraverso la pianificazione ed il controllo dei flussi di materie prime, semilavorati, imballaggi e prodotti finiti e mediante la gestione integrata e coordinata di informazioni ed attività connesse con i processi commerciali, distributivi, produttivi, di acquisto ed agronomici. In tali ambiti, i progetti di efficentamento, razionalizzazione e miglioramento gestionale, cui si è dato corso negli ultimi anni ,sono stati innumerevoli ed hanno portato indiscutibili benefici organizzativi ed economici all’Azienda, consentendo di raggiungere livelli di servizio adeguati, un più puntuale controllo delle scorte ed un affidamento della pianificazione e programmazione produttive di livello elevato. Principali progetti Sviluppo altrettanto importante avranno le bevande a base di succhi di frutta vitaminici (c.d. “super frutti” – melograno, goji, acaj) e gli Energy Drink naturali, a base di frutta ed estratti energizzanti quali ginseng, guaranà, maté. Pomodoro Ormai in fase di impostazione uno specifico progetto concernente l’innovazione/caratterizzazione varietale del pomodoro, finalizzato all’ottenimento di maggiori rese produttive e migliori caratteristiche organolettiche del pomodoro. •Progetto “Planning” – 2009 e 2010 (Revisione pianificazione della produzione e dei fabbisogni orticoli) •Progetto “Demand” – 2010 e 2011 (Revisione del processo di definizione e gestione delle previsioni di vendita) Proteine vegetali surgelate Attraverso il proprio marchio Sucor, Fruttagel darà il via alla commercializzazione di pietanze vegetariane surgelate (Burger, Cottolette e Polpette di Soia) dedicata a tutti coloro che ritengono importante seguire una dieta ricca di proteine di origine vegetale. Tali pietanze, a base di proteine di soia, ricche di fibre e dal basso tenore di grassi saturi, verranno proposte principalmente per i canali Retail e FoodService. I dati riportati nel grafico che segue, evidenziano i miglioramenti ottenuti sul fronte dell’andamento del livello di servizio al cliente (incidenza delle quantità annullate sulle quantità ordinate). 4,5% 4,0% 3,5% 3,0% 2,5% Grafico 10 Andamento annullamenti su ordini cliente (medie annuali) 2,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,0% 80 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 81 • • Incidenza Annullamenti FREDDO Incidenza Annullamenti CALDO Prospettive 7 Ambiente ed energia: rispetto e sicurezza Il controllo e l’ottimizzazione delle scorte, continueranno ad essere oggetto di attenzione e verifiche, anche attraverso progetti di investimento mirati, finalizzate a migliorarne l’andamento agendo in particolare sulla pianificazione e gestione delle campagne. Stato dell’Arte Per gli anni 2014/2015 sono già attivati o in programma i seguenti progetti: • Progetto “Diario di Laboratorio Controllo Qualità” sul sistema Gias Il progetto, guidato dai Sistemi Informativi con il supporto dell’Assicurazione Qualità e dell’Area Supply Chain, si propone di realizzare, sul sistema Gias uno strumento per tracciare le informazioni relative a tutte le analisi effettuate su prodotti finiti e semilavorati da parte del Laboratorio Controllo Qualità. • Progetti di ottimizzazione dei processi mediante sistemi informatici - Lettura in radiofrequenza dei flussi (navette) dei semilavorati surgelati: scopo del progetto è quello di rendere più efficiente, rapida e precisa la movimentazione in e out dei prodotti, integrando in via informatica tale flusso di ogni informazione necessaria di pertinenza del prodotto stesso. - definizione del budget commerciale integrato sul sistema Board (sul quale già si gestiscono le previsioni di vendita ed il reporting commerciale); • Progetto Revisione schedulazione ed efficientamento linee di confezionamento surgelato I dati esposto all’interno del capitolo Politiche Ambientali della prima parte del presente Bilanci Sociale, testimoniano come la salvaguardia dell’ambiente ed una sempre maggiore razionalizzazione dell’energia utilizzata per le proprie attività, rappresentino per Fruttagel , temi imprescindibili del proprio agire imprenditoriale che hanno caratterizzato in modo netto ed inequivocabile le principali scelte di investimento dell’azienda. Tale approccio, verso temi così importanti per l’azienda ed in generale per l’intera comunità, continuerà a caratterizzare in modo costante l’attività di Fruttagel anche negli anni a venire, certi che la sostenibilità della proprie scelte industriali e di investimento, sarà altresì accompagnata da una riduzione dei costi dovuti ai fattori suddetti e, dunque, da un maggiore efficientamento dell’attività produttiva. Le principali attività ulteriormente perfezionate nel corso dell’esercizio 2014 sono state le seguenti: • Gestione scarti di lavorazione Gli scarti di lavorazione vengono attentamente selezionati e gestiti, in base alle caratteristiche richieste dalla tipologia di smaltimento. Una parte importante degli stessi, rappresentante la categoria “sottoprodotto” (scarti vegetali, latti vegetali, scarti pomodoro e frutta), vengono destinati ad impianti di biomasse, concorrendo alla produzione di energia elettrica. In assenza di tale selezione/separazione, tutti gli scarti rientrerebbero viceversa nella categoria “rifiuto” che, come tale, potrebbe essere smaltito solamente all’interno di categoria rifiuti, smaltibili unicamente in impianti di compostaggio. Con aggravio di costi per l’azienda e maggiore impatto ambientale. • Gestione rifiuti I rifiuti prodotti, gestiti con sistema di raccolta differenziata, vengono consegnati ad aziende esterne autorizzate al loro recupero, ovvero smaltimento, qualora il recupero non sia possibile. La classificazione e la gestione avvengono secondo quanto previsto dalla parte IV del D.lgs 152/06 e s.m.i. ed il loro stoccaggio è progettato al fine di non generare contaminazioni del suolo e delle acque in conformità con quanto previsto dalle procedure del Sistema di Gestione Ambientale interno, ampliato anche allo stabilimento di Larino. Grazie al riassetto idrico dello stabilimento e il depuratore interno, presso la sede di Alfonsine è possibile effettuare il riutilizzo agricolo dei fanghi di depurazione prodotti, a titolo di ammendanti. Lo spandimento diretto dei fanghi deve tuttavia tener conto del fabbisogno di sostanze nutrizionali delle coltivazioni e non compromettere i terreni; tali operazioni sono quindi effettuate mediante analisi comparate di fango e terreno e un calcolo ben determinato dei quantitativi totali di fango da spandere in un determinato appezzamento. Nel 2014 sono stati distribuiti su campo 1.555.300 kg di fango di depurazione. 82 83 • Riutilizzo acque. Già dall’anno 2013 si è dato il via ad un sistema di recupero delle acque depurate attraverso un nuovo impianto di filtrazione installato a valle dell’impianto di depurazione, che consente di alimentare direttamente (insieme all’acqua proveniente dal pozzo) il bacino di prelievo dell’acqua utilizzata per le attività produttive. Tale sistema determina una minore necessità di procedere ad emungimento delle acque da pozzo, riducendo ulteriormente gli impatti (o rischi) legati ai problemi di subsidenza cui è soggetto il territorio. È andato, infine, a regime l’impianto di “Ultrafiltrazione e Osmosi inversa”, con benefici sul fronte della ottimizzazione del ciclo dell’acqua e nella riduzioni dei costi aziendali su tale fattore. • Certificazione Ambientale Nel 2014 Fruttagel ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2004 in relazione all’implementazione di un sistema di Gestione Ambientale, integrandolo , unitamente alle certificazioni in materia di sicurezza, all’interno del sistema di gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2008. Prospettive Gli enormi passi vanti compiuti da Fruttagel in materia di Gestione ambientale e Sostenibilità, oltre ad essere oggetto di costante attenzione e perfezionamento, proseguiranno con la costruzione nell’esercizio 2015/2016 dell’impianto di Cogenerazione (uno dei sistemi più efficienti per produrre energia e calore) prima presso lo stabilimento di Alfonsine e successivamente presso quello di Larino. Il costo complessivo di tale investimento è stimato attorno ai 4,5 milioni di euro (tra Alfonsine e Larino). Il risparmio netto annuo atteso è di circa 1,5 milioni. Il motore endotermico Il progetto consiste in un impianto (motore endotermico), alimentato a metano, in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica, vapore ed acqua calda, tutti ad utilizzo esclusivo interno. Vapore ed acqua calda, prodotti direttamente dal motore del cogeneratore, consentono all’azienda di ridurre, per tale quota parte, la quantità di vapore prodotto dalla centrale termica. L’energia elettrica prodotta dall’impianto, immessa nel circuito aziendale, verrà utilizzata per prima e solo una volta che si è raggiunta la produzione massima di energia da cogenerazione, verrà utilizzata energia dalla rete. Ciò consente di utilizzare al meglio le risorse energetiche, riducendo sostanzialmente l’acquisto di energia sul mercato e rendendo l’azienda maggiormente autonoma e sicura rispetto alle variabili energetiche e rispetto a potenziali rischi di distacchi o riduzioni di forniture dall’esterno (eventualità nella quale attraverso l’impianto di cogenerazione si riuscirebbero a garantire i servizi essenziali per l’azienda, quali il funzionamento delle celle ed altri servizi, la funzionalità degli uffici). Qualità, Ambiente, Sicurezza UNI EN ISO 14001:2004 e OHSAS 18001: 2007 Obiettivi e vantaggi: •migliorare le performance organizzative, ambientali e di sicurezza; •ottimizzare consumi energetici aziendali; consapevolezza della necessità di un atteggiamento attento già in fase di progettazione e/o scelta degli impianti; •prevenire i rischi per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro alla fonte (fase di progettazione, scelta dei materiali ed individuazione dei metodi e delle tecnologie) e promuovere ogni iniziativa atta a prevenire il rischio infortuni/incidenti che possano compromettere la sicurezza dei lavoratori e della comunità e del territorio. 84 85 8 Clienti e consumatori: il ruolo della distribuzione 9 Sostenibilità: comunicazione, educazione Stato dell’arte Stato dell’arte La GD rappresenta per Fruttagel un patrimonio relazionale da salvaguardare e promuovere: si tratta infatti al contempo di uno stakeholder, di un partner e di un rappresentante del fondamentale target di riferimento delle attività realizzate dall’azienda, che proprio al consumatore orienta alcuni aspetti essenziali della sua missione. Il tema dell’attenzione al benessere alimentare dei consumatori è ormai principio caratterizzante l’intera attività di Fruttagel, sia come detto, sul fronte produttivo e nella relazione con i clienti - consumatori, sia come impegno dedicato ad una specifica comunicazione ed educazione su tali aspetti. Tale rapporto è divenuto negli anni sempre più concreto e, da parte di Fruttagel, maggiormente propositivo, in particolare sullo sviluppo di nuovi prodotti, l’evoluzione dei gusti, dei formati, del packaging ecc. L’attenzione comune alle richieste ed aspettative qualitative del consumatore, ha rappresentato un elemento di caratterizzazione importante del rapporto, che ha consentito, nonostante la difficile situazione economica e di mercato, di continuare a sviluppare volumi sempre importanti Ciò che già oggi (e sempre di più in futuro) assume maggiore rilevanza, sono tuttavia fattori e fenomeni di portata più strutturale, quali il benessere alimentare, la salute e complessivamente le pratiche di consumo alimentare, tra cui – in questa fase storica – emerge certamente quella dei prodotti biologici. Prospettive L’impegno principale di Fruttagel su questo fronte, rimane quello di sviluppare e strutturare con maggiore precisione ed una visione complessiva maggiormente strategica, le pratiche di relazione con i distributori e i grandi clienti, ricercando vantaggi per tutti i soggetti della filiera. I consumi di proteine di origine animale in Italia e non solo stanno costantemente calando mentre crescono i mercati di prodotti di alta qualità e il biologico. Ricordiamo i motivi principali. Riduzione consumo proteine animali: principali ragioni • Stile di vita ed alimentazione corretti si stanno affermando come strumento di prevenzioni di numerose e gravi patologie (ridurre l’apporto delle proteine animali nella dieta e degli zuccheri semplici aumentando i consumi di frutta e verdura, in particolare da agricoltura biologica); • Consumare frutta e verdura è molto più sostenibile per il nostro pianeta che consumare cibi di origine animale (un ettaro di terreno utilizzato per produrre frutta e verdura può sfamare 30 persone in un anno; lo stesso ettaro utilizzato per produrre carne, latte e uova sfama solo 6 persone); • Il consumatore a causa della crisi cerca di “tagliare” i prodotti più costosi tra i quali la carne in particolare quella rossa. Tale impegno ha un obiettivo chiaro e certamente comune: rafforzare e rendere imprescindibile quella parte della comune missione che mira al perseguimento del “benessere alimentare” del consumatore. In tale ottica, anche nell’ambito del passaggio al prossimo Piano di Sostenibilità, appare necessario: • pianificare specifici incontri con ognuno dei grandi clienti ove possano essere illustrate le politiche di fondo di Fruttagel e confrontate con la specifica visione e intenzione dell’interlocutore; • rendere più dialettico e interattivo il rapporto, che – pur salvaguardando la natura economica ed efficiente della relazione – possa tendere alla soddisfazione-maturazione dei comportamenti di consumo miranti a quel “benessere” di cui si è detto; • coordinare gli sforzi per orientare i consumi verso esiti di complessiva sostenibilità, mettendo la GD in grado di essere consapevole di quanto di nuovo e positivo si manifesta in campo agricolo e agroindustriale. Promuovere dunque una idea di alimentazione che vada nella direzione descritta ( tutela della salute, valorizzazione del nostro territorio e delle eccellenze enogastronomiche del nostro paese), è un principio essenziale che Fruttagel intende continuare a sostenere con sempre maggiore convinzione, unitamente all’altro grande tema strettamente correlato: quello della sostenibilità ambientale. Le filiere agroalimentari hanno infatti un fortissimo impatto sullo sfruttamento delle risorse del pianeta, ed al loro interno esiste uno squilibrio energetico enorme tra la produzione di cibi di natura animale rispetto a quelli di natura vegetale, molto più sostenibili. Gli effetti della Sostenibilità Se tutto il pianeta eliminasse o riducesse fortemente il consumo di proteine di origine animale verrebbe risolto il problema di eccesso di emissioni nell’atmosfera (effetto serra) e ci sarebbe possibilità di sfamare tutta la popolazione mondiale anche in previsione del raggiungimento dei 9 miliardi di abitanti previsti dall’ONU per il 2040.. 86 87 La diversificazioni delle produzioni in ottica di corretta alimentazione e maggiore sostenibilità ambientale, si è ormai per Fruttagel strutturalmente concretizzata, in particolare con la strategica e sempre più significativa presenza nel mercato dei latti vegetali, soia, riso e madorle (in particolare per la soia si tratta di uno dei modi per sostituire le proteine animali con quelle vegetali arricchendo il prodotto con calcio e vitamine per garantire l’apporto di quelle sostanze naturalmente presenti nel latte vaccino eliminando le parti meno nobili, grassi e lattosio). Prospettive Sul fronte propriamente produttivo, in un’ottica di continuità con quanto sopra espresso, Fruttagel sta lavorando su più fronti, già citati nell’ambito delle prospettive proprie della R&S. Riguardo agli aspetti dell’educazione e comunicazione sui temi citati, Fruttagel è impegnata ad implementare specifici progetti finalizzati a: • proporre ai nostri clienti nuovi prodotti buoni, sani e da abbinare ad uno stile di vita adeguato; • aumentare la consapevolezza di clienti e consumatori sui temi della corretta alimentazione e della sostenibilità (soprattutto i bambini); • promuovere il consumo dei prodotti biologici. “Dal campo all’orto con Ortilio” Premiazione classe II A Dal campo all’orto con Ortilio Al momento della pubblicazione del presente BS, era ormai giunto a conclusione un primo importante progetto di educazione alimentare denominato “Dal campo al banco con Ortilio”. Un percorso di educazione alimentare ed ambientale che Fruttagel (in collaborazione con Tetra Pak®), ha rivolto ad oltre 100 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado dei comuni di Alfonsine, Argenta, Bagnacavallo e Conselice. Il progetto ha inteso promuovere, con approfondimenti e riflessioni sia a scuola che in famiglia, stili di vita sani ed abitudini alimentari corrette ed equilibrate, valorizzando qualità e genuinità della filiera alimentare e promuovendo comportamenti rispettosi dell’ambiente. A conclusione del progetto, oltre 40 classi hanno aderito al concorso didattico “Cuochi Designer”, finalizzato alla valorizzazione della frutta e della verdura di stagione, da utilizzare per comporre, in modo creativo ed originale, vere e proprie opere d’arte. Si è trattato di una esperienza educativa indimenticabile, che intendiamo considerare un punto di partenza per promuovere ciò che ci caratterizza. “Dal campo all’orto con Ortilio” Premiazione classe V B 88 89 10 Relazioni sociali e territorio Stato dell’arte Le relazioni istituzionali e sociali (con le istituzioni pubbliche, le rappresentanze, la cooperazione di cui Fruttagel è parte) hanno sempre evidenziato un rapporto collaborativo, non privo tuttavia di alcune possibilità di miglioramento ,che si cercherà di cogliere attraverso il prossimo Piano di Sostenibilità, di cui facciamo cenno nelle prospettive. Il rapporto specifico e materiale con il territorio, è definibile, oltre che misurabile, in ragione di due variabili tra loro connesse: • i terreni-territori di produzione agricola da cui provengono i conferimenti; • i territori-società ove insistono i suoi stabilimenti. I due grandi comparti territoriali in cui si realizza l’attività di Fruttagel hanno come epicentri i Comuni di Alfonsine e Larino. Per entrambi i comparti le grandezze economico-sociali più significative inerenti l’esercizio 2014, sono: Tabella 26 Alfonsine Larino Conferimenti € 17.577.000 pari a tons 89.917 € 4.615.000 pari a tons 20.543 Stipendi e salari € 15.756.000 € 2.211.000 Investimenti nell’anno € 7.534.224 € 123.124 Tali dati non tengono conto dell’indotto, sotto forma di attività manutentiva degli impianti e uffici, trasporti e altri servizi, che costituiscono una parte significativa dei costi generali dell’impresa e che ricadono in buona misura nell’economia del territorio. Prospettive Gli aspetti fondamentali che segneranno l’impegno di Fruttagel e contemporaneamente le sue richieste agli interlocutori istituzionali e sociali, saranno oggetto di specifica analisi all’interno del prossimo Paino di Sostenibilità e verteranno sostanzialmente su un aspetto, una domanda sempre più ricorrente e sentita dall’Azienda, dal proprio Managment e dai propri dipendenti: Quale è la reale percezione ed il grado di consapevolezza che Istituzioni e Rappresentanze hanno del “valore” di Fruttagel? L’ampiezza e la rilevanza del tema posto, comprende la necessità di considerare e sviluppare alcune azioni già identificate anche nel precedente BS, vale a dire: • l’analisi delle possibilità di ottimizzare le prospettive di collaborazione-integrazione con gli attori economici del territorio, considerando principalmente quelle che rispondono alle esigenze di servizio agli impianti e alla produzione; • la richiesta agli interlocutori istituzionali di arrivare a una condivisa valutazione e aggiornamento del “paradigma relazionale”, cioè – posto il fermo rispetto di leggi e regolamenti – di quanto i comportamenti amministrativi possano influire positivamente sull’efficienza dell’impresa se interpretati nel quadro di una comune intenzione di produzione di vantaggi sociali; Ad avviso di Fruttagel è infatti necessario compiere qualche passo in più nella direzione del superamento di visioni e comportamenti connotati da un certo burocratismo da parte delle amministrazioni, ponendo realmente il vantaggio sociale come obiettivo comune e condiviso. Continuerà altresì nel 2105 l’impegno nei confronti della cooperazione e l’apertura verso quelle realtà locali (associative, sociali, culturali e ambientali) che hanno a cuore gli stessi obiettivi di miglioramento sociale e riguardanti la sostenibilità. 90 91 Un momento di passaggio e di maggiore consapevolezza Per quanto la struttura generale di questo bilancio sociale sia quella tradizionale - che dunque non evidenzia sostanziali modifiche di impianto e contenuti - nel 2014 è iniziata una profonda revisione delle politiche di responsabilità sociale di Fruttagel, che diverranno gradualmente più evidenti nei rapporti successivi e che solamente nella edizione del 2016 – dunque nella primavera 2017 - saranno totalmente apprezzabili. Questa ultima sezione del rapporto intende dunque fornire al lettore alcune informazioni che riguardano solo in piccola parte le performance del 2014, ma che tuttavia riguardano un fatto di rilevante importanza: l’avvio di un vero e proprio piano di sostenibilità, ovvero le azioni e il metodo che si sono adottati per un approccio sempre più efficace alla responsabilità sociale. Nel corso del 2014 si sono infatti ravvisate due principali stimoli per il cambiamento: l’uno riguardante i processi interni e l’altro di tipo più generale, collegato allo sviluppo dottrinale e legislativo riguardante la Rsi. Relativamente ai processi interni, la considerazione compiuta dal gruppo dirigente ha riguardato la necessità di aumentare la condivisione di obiettivi e di risultati in fatto di responsabilità sociale, nonostante l’indiscutibile impegno della struttura. In termini pratici ciò significa un forte impegno dell’intero gruppo dirigente, che doveva, per altro, essere messo nelle condizioni di conoscere e apprezzare compiutamente l’evoluzione normativa, con specifico riguardo a quella europea. Altrettanto necessario è apparso l’adeguamento delle pratiche di Rsi agli sviluppi della dottrina. È in corso – anche se allo stato attuale ciò è evidente soprattutto agli specialisti – un forte cambiamento, che tiene conto delle esigenze (e delle deficienze) delle strutture statali e imprenditoriali europee, che – come è evidente a molti – si ripercuote nelle società, con l’aumento delle difficoltà delle persone e delle famiglie. Sotto questo versante le imprese sono chiamate a dare sempre più conto delle proprie attività, adottando standard di rendicontazione adeguati e aprendosi sempre più al giudizio (ma anche alla collaborazione) delle istituzioni e dei cittadini. Per quello che riguarda Fruttagel (che ha investito in modo considerevole il fatto di Rsi negli ultimi anni) si tratta soprattutto di “essere consapevoli di una condizione evoluta e da far fruttare”. Infatti Fruttagel è, per efficienza ed efficacia, in ottima posizione relativamente alla rendicontazione sociale e alle politiche di Rsi, ma allo stato attuale i “ritorni” di tale impegno non appaiono ancora commisurati agli sforzi. La valutazione condivisa è stata che è possibile ricavare maggiori vantaggi dall’impegno che è stato profuso sul versante della reputazione. Significa coinvolgere e coinvolgersi di più con la platea degli stakeholder. Per questi motivi nell’autunno del 2014 è stato avviato avviato un progetto per passare dalla rendicontazione sociale alla elaborazione e al varo di una vera e propria politica sociale (o di sostenibilità). Significa passare dalla prassi attuale (la “rendicontazione sociale classica”) alla elaborazione, definizione e perseguimento di specifiche azioni di cui sia evidente l’impatto sociale positivo. Ecco il piano di sostenibilità, che troverà la sua definizione nel corso del 2015. 92 93 L’avvio del piano di sostenibilità Fruttagel e responsabilità sociale: cronistoria Piano di sostenibilità come processo È opportuno, proprio nel momento in cui le politiche di Rsi di Fruttagel si stanno modificando, ripercorrere i passi compiuti, a partire dal 2006, l’anno di avvio di tali politiche. L’elaborazione di un piano di sostenibilità è un processo costituito da elementi tecnico-procedurali (le regole) e da una intensa attività di elaborazione collegiale (le azioni) che coinvolge un’ampia fascia di dirigenti e quadri e che dovrà successivamente impegnare a cascata l’intera struttura aziendale. Per quello che riguarda gli aspetti procedurali un inevitabile punto di riferimento è rappresentato dalla recente Direttiva UE sulla rendicontazione delle attività non finanziarie (approvata dalla Commissione in aprile 2014 e ratificata da Parlamento europeo nell’autunno successivo). Uno degli aspetti centrali della Direttiva riguarda l’esigenza di rendere note le politiche sociali dell’impresa “a monte”. Significa che il processo di rendicontazione si deve basare su assunti espliciti riguardo a quello che l’impresa è intenzionata a realizzare sotto il profilo sociale. Questo criterio innova in modo profondo le pratiche di rendicontazione seguite sino a ora, dato che l’aspetto più importante della comunicazione agli stakeholder non riguarda tanto ciò che si è realizzato, quanto la coerenza tra ciò che si è preventivato e ciò che, alla fine, rappresenta l’esito delle attività imprenditoriali. Ciò significa che la massima enfasi viene posta sulla costruzione del piano di attività, che correntemente si indica come “Piano di sostenibilità”, impiegando una terminologia ormai corrente in ambito internazionale. Un aspetto altrettanto importante è la modalità di costruzione di detto piano, che deve essere elaborato secondo criteri di ampia condivisione interna (dato che la sua realizzazione dipende dall’impegno di tutti) e con il diretto coinvolgimento degli stakeholder. Questo secondo aspetto presuppone esso stesso che vi sia all’interno la più ampia condivisione, dato che agli stakeholder coinvolti deve essere presentato un set di indicazioni e di impegni con la massima garanzia del loro rispetto. Ecco perché la costruzione del piano di sostenibilità ha una natura fortemente dialettica: dal gruppo dirigente agli stakeholder e viceversa, in modo che gradualmente si produca un complesso di previsioni e impegni con alta probabilità di trovare consenso e realizzazione, oltre che di trovare alleati anche all’esterno dell’impresa. 2006 Nel 2006 Fruttagel ha avviato il suo progetto di responsabilità sociale con la prima definizione della missione-visione dell’impresa attraverso il coinvolgimento di un ampio gruppo di lavoro, dai dirigenti alle seconde linee, contemporaneamente alla elaborazione del primo piano strategico. 2008 È stato redatto il bilancio sociale “numero zero”, un documento sperimentale, con circolazione unicamente interna. 2009 Per la preparazione del primo vero e proprio bilancio sociale (reso pubblico e altrettanto pubblicamente discusso), sono stati realizzati diversi focus group tra lavoratori di varie aree e livelli. Nello stesso anno è stato elaborato il Codice etico e costituito il relativo Comitato. 2010 Contemporaneamente a una profonda revisione delle modalità gestionali, dettata anche da stringenti questioni di equilibrio economico e finanziario, è stato elaborato e presentato il secondo bilancio sociale, che ha chiuso il cosiddetto “periodo sperimentale” delle politiche di Rsi. 2011 Si è dato corso in quest’anno alla ristrutturazione del documento, con l’introduzione della sezione “intangibili”, cioè con la rendicontazione dei patrimoni non economici (umani, strutturali, relazionali) posseduti da Fruttagel. Si è avviata la pratica della doppia presentazione: nella sede principale e nello stabilimento di Larino. 2012 Arrivata alla quarta edizione, il bilancio sociale è stato segnato dall’introduzione della sintesi rappresentata dalle schema “Orizzonte Obiettivi Ambiti”. 2013 In quest’anno si è realizzato un primo importante adeguamento metodologico, con la decisione di presentare il bilancio sociale contemporaneamente al bilancio economico (cosa che avverrà nel maggio 2014). Viene redatta una versione “interna” del rapporto, con le sforzo di maggiore coordinamento con il piano industriale, che proprio nel 2013 arriva alla sua seconda formulazione. 2014 Il bilancio sociale assume una forma definitivamente pubblica, contrassegnata anche dall’aspetto grafico. Si percepisce l’avvicinarsi di una nuova “chiusura di ciclo” e si inizia a ragionare di due aspetti fondamentali: la “validazione” del documento da parte di un ente di certificazione e la maggiore adesione agli standard internazionali di rendicontazione. 94 95 La Direttiva UE “non financial” • Approvata dal Parlamento UE in aprile 2014, ratificata dalla Commissione in settembre. • Obiettivi: “Rafforzare la trasparenza delle attività non finanziarie, identificare i rischi di sostenibilità e aumentare la fiducia degli investitori e dei consumatori.” • Imprese interessate: imprese di interesse pubblico (Banche, Assicurazioni, Servizi Pubblici) e imprese con più di 500 dipendenti e uno stato patrimoniale di 20 milioni o un fatturato di 40 milioni. • Il principio “Comply or Explain”: l’impresa dovrà, a partire dall’Aprile 2017, rendere pubbliche alcune informazioni su (almeno) questioni ambientali, sociali e lavorative, rispetto dei diritti umani e anticorruzione. • “Comply or Explain” significa che, se impresa non spiega le sue politiche deve però fornire una spiegazione chiara e ragionata sul perché quella politica non sia stata introdotta. • Prossimi passi: entro 24 mesi dall’entrata in vigore della Direttiva, la Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati. Entro lo stesso termine la Commissione europea dovrà elaborare delle linee guida (non vincolanti) sulla rendicontazione delle informazioni non finanziarie, inclusi KPI. Nell’elaborare tali linee guida, la Commissione dovrà consultare gli stakeholder di rilievo. Il seminario d’avvio del novembre 2014 L’11 novembre 2014 sono state poste le basi di costruzione del piano di sostenibilità con un seminario che ha coinvolto il gruppo dirigente allargato dell’impresa. In tale seminario sonno stati descritti gli obiettivi della Direttiva e sono stati esposti i capisaldi previsti dagli standard, con particolare riguardo ai principi da seguire per il corretto impianto di un piano di sostenibilità. Sono stati successivamente chiariti i ruoli dei diversi protagonisti, tra i quali gli stakeholder, che dovranno essere inoltre adeguatamente classificati. I quattro principi del GRI Secondo il GRI la rendicontazione deve corrispondere a 4 principi: •INCLUSIVITÀ: se tutta l’organizzazione è coinvolta nei processi che riguardano la sostenibilità; •MATERIALITÀ: se vengono trattati argomenti che interessano “materialmente” gli stakeholder, che cioè si sforzano di toccare gli aspetti costituenti del rapporto impresastakeholder; • RISPONDENZA: se tutte le attività sono ispirate alla sostenibilità (e si tratta dell’altra e più sostanziale faccia del coinvolgimento dell’intera struttura organizzativa); • COMPLETEZZA: se è stato detto tutto quello che c’è da dire; equivale a “trasparenza” più “discosure” • Entro il 31 dicembre 2018, la Commissione dovrà pubblicare un report di revisione della Direttiva. Nella storia della rendicontazione sociale gli standard hanno avuto ed hanno tutt’ora una fondamentale importanza. Per “standard” si intendono le regole da seguire per descrivere e misurare le politiche sociali delle imprese. Ne esistono di diverso tipo e la loro elaborazione deriva dall’impegno dei cultori della materia ma soprattutto dal contributo delle stesse imprese interessate. Per quanto la Direttiva UE non definisca quali debbano essere gli standard da impiegare (l’unica raccomandazione è di fare riferimento a standard ampiamente utilizzati a livello internazionale), Fruttagel ha deciso di conformarsi alle indicazioni degli standard più noti e specificamente al GBS (Gruppo Bilancio Sociale) e al GRI (Global Reporting Initiative), le cui indicazioni sono state seguite fin dalla fase d’impianto che si descrive immediatamente di seguito. 96 Il seminario si è concluso con la definizione di massima del processo che era necessario avviare, e che si sarebbe realizzato nel primi giorni del nuovo anno, cioè nel 2015. Si è chiarito inoltre che il 2015 dovrà essere considerato un “anno di passaggio”, in cui la rendicontazione sociale manterrà la forma assunta negli ultimi anni, ma nel quale anno si dovranno compiere le azioni di elaborazione e di relazione per la costruzione del Piano di sostenibilità, con l’individuazione delle principali politiche sociali e con la necessaria consultazione-coinvolgimento degli stakeholder, la cui precisa individuazione è un obiettivo fondamentale della stessa elaborazione del Piano. Lo sviluppo del processo Nei mesi di gennaio e febbraio 2015 i partecipanti al seminario di novembre sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro, che hanno disgiuntamente discusso per individuare i principali argomenti che avrebbero dovuto comporre il Piano di sostenibilità. Le discussioni si sono avviate sulla base di un prospetto di massima elaborato dalla Direzione, che individuava diversi gruppi tematici e, al loro interno, diversi argomenti in grado di delineare le politiche sociali di Fruttagel. Il risultato di questo impegnativo lavoro è stato il primo abbozzo del Piano di sostenibilità, costituito da una sintesi (il prospetto Orizzonte-Obiettivi-Ambiti) e da diversi progetti più specifici, sui quali si realizzerà l’iniziativa fin dal 2015. Non si tratta naturalmente di una formulazione del Piano, ma solamente della sua parte più generale e descrittiva. Il Piano vero e proprio dovrà essere costituito con ben altro grado di analiticità e soprattutto con quel coinvolgimento di molti più soggetti (interni ed esterni) di quelli che si sono impegnati fino a ora. 97 Di seguito i risultati del lavoro sono riportati nella loro interezza, ma impongono diverse precisazioni: • come si è detto, non si tratta ancora di un Piano di sostenibilità, che per essere tale deve riportare il contributo degli stakeholder, che sarà sollecitato e raccolto nel corso del 2015; • ciò che segue è comunque un atto di comunicazione necessario, dato che per poter essere valutati dagli interlocutori i diversi progetti devono essere innanzitutto, dagli interlocutori stessi, conosciuti; • il Piano copre un orizzonte temporale pluriennale e dovrà essere revisionato e integrato esercizio per esercizio. Negli schemi seguenti sono dunque indicati (nella prima colonna) tutti i progetti che si pensa di realizzare tra il 2015 e il 2016 e nell’ultima colonna sono indicati con numeri progressivi quelli su cui si è deciso di operare sin da subito, che come si potrà notare sono cinque; • è presumibile che anche all’interno del 2015 il Piano subirà degli adattamenti, sia in relazione allo sviluppo delle prime attività, sia in relazione alle indicazioni e ai rilievi degli stakeholder, il cui coinvolgimento avverrà nella seconda parte dell’anno. L’abbozzo di Piano di sostenibilità Il documento originale da cui le informazioni che seguono sono tratte contiene i riferimenti essenziali e di primo impianto del piano di sostenibilità 2015-2016 ed èl’esito del lavoro compiuto dalla Direzione e dal gruppo dirigente allargato con la serie di seminari e incontri svoltisi tra il novembre 2014 e il febbraio 2015, che hanno permesso di individuare alcuni fondamentali capisaldi: • l’orizzonte generale delle politiche di sostenibilità; •gli ambiti operativi e le priorità collegate; •le responsabilità del loro sviluppo. I passi successivi programmati sono i seguenti: • prima comunicazione (attraverso il bilancio sociale in fase di lavorazione) degli assunti fondamentali del piano di sostenibilità (maggio); • sviluppo, conclusione e discussione dei progetti di approfondimento (ottobre); •completamento dei riferimenti del piano (matrice materialità e mappatura stakeholder) e definizione del piano (novembre). Schema “Orizzonte-Obiettivi-Ambiti” (rev. 18.03.15) Orizzonte strategico Autonomia imprenditoriale, crescita, innovazione, mutualità Protagonista di una filiera agroindustriale efficiente e sostenibile per il benessere delle persone. Obiettivi principali di sviluppo • Aumentare il valore dell’impresa • Consolidare il patto di filiera: governance e partecipazione • Servizio, qualità e innovazione dei prodotti • Efficienza come produzione di valore e sostenibilità Ambiti d’azione 2015-2016 1 Politiche istituzionali, della partecipazione e dei conferimenti 2 Organizzazione e personale 3 Relazioni commerciali e comunicazione 4 Politiche verso i fornitori di beni e servizi 5 Qualità, sicurezza, ambiente 6 Ricerca e sviluppo Relativamente agli ambiti d’azione, sono stati individuati una ventina di progetti, dei quali cinque sono considerati prioritari e da avviare nel 2015. Sinteticamente sono indicati con questi nomi: • • • • • 98 Cooperative socie e conferenti di biologico; Cultura del lavoro, senso di appartenenza e prospettive del welfare aziendale; Segmentazione dei clienti; Segmentazione dei fornitori; Bevande vegetali. Naturalmente indicazioni così sintetiche non danno adeguatamente conto degli specifici contenuti e delle intenzioni che ne stanno a capo, ma ci sarà modo di spiegarne diffusamente i caratteri non appena sarà terminata la fase istruttoria, già avviata per ognuno i questi progetti. Deve tuttavia essere chiaro (o almeno percepito) che non si tratta di progetti isolati, ma degli aspetti “pilota”, strettamente collegati tra di loro e destinati a produrre la trama su cui si svilupperà il piano di sostenibilità. In altro modo: si è puntato su questi progetti per poter disporre di alcuni punti fermi ai quali collegare gli altri temi toccati nel corso dei seminari. 99 Un sopralluogo su standard e linee guida Appendice: riferimenti alla disciplina La rendicontazione sociale non equivale a “redigere un documento”, ma a sviluppare un processo che ha l’obiettivo di migliorare le performance complessive dell’impresa, cioè a produrre maggiori utilità per se stessa e per gli stakeholder. Si tratta dunque di un fenomeno immediatamente imprenditoriale, complesso e incerto e che – si potrebbe dire – “non finisce mai”. Proprio per questi suoi caratteri esiste la dottrina, cioè la serie di studi, riflessioni e indirizzi che a partire dall’università, fino agli imprenditori, ai manager, ai consulenti e ai revisori-certificatori si sviluppano via via, per specificare e migliorare il processo. La dottrina riguardante la rendicontazione sociale in Italia possiede alcuni riferimenti e indirizzi fondamentali, tutti presenti in questo rapporto, per quanto a diversi gradi di compiutezza. Vediamo più specificamente. Il modello nazionale di riferimento è lo standard GBS, fin dalla sua definizione assunto come principale indirizzo e guida di redazione. Il cuore del GBS è rappresentato dallo schema di calcolo e riparto del valore aggiunto, fin dall’origine e per tutte le dizioni presente in questo bilancio. Altro aspetto tipico del GBS è la ripartizione del documento in due grandi sezioni: “identità” e “relazione”, anch’essi assunti come schema di costruzione di questo documento. Il GBS ha inoltre pubblicato la lista delle informazioni che – considerate le specificità delle singole imprese – è necessario rendere pubbliche. Si può dunque sostenere che le richieste dello standard GBS trovano tutte corrispondenza in questo testo, come negli altri che l’hanno preceduto. A livello internazionale sono però presenti altri due fondamentali e assai diffusi modelli di riferimento, l’AA1000, che – a differenza del GBS - è uno standard di processo, che cioè non propone alcun set di indicatori, ma definisce i passi attraverso i quali deve essere costruito il rapporto. C’è poi il GRI (Global Reporting Initiative) che si pone, per così dire, a metà strada tra uno standard di contenuto (come il GBS) e uno standard di processo (come l’AA1000), visto che oltre a proporre un elenco di indicatori (un piano dei conti), indirizza le azioni e le fasi attraverso cui può prendere vita e consolidarsi il processo di rendicontazione sociale. AA1000 e GRI hanno in comune alcuni aspetti di grande rilievo, che si possono considerare vere e proprie acquisizioni concettuali globali, dato che anche l’Unione europea li ha sposati nelle sue più recenti comunicazioni riguardanti le politiche di responsabilità sociale: • il principio “comply or explain” (che suona all’incirca come “rendiconta o spiega perché no”), che vuol dire che è comprensibile che possano mancare o essere deboli alcune parti del rapporto, nel qual caso però è necessario spiegare il perché di tale assenza o debolezza e dichiarare ciò che si intende fare per eleminarle; • la possibilità di realizzazione graduale del rapporto sociale, ovvero della sua costruzione per passi successivi di completamento; in modo particolare il GRI definisce veri e propri “livelli di completezza”, corrispondenti alla dimensione e alla qualità delle informazioni fornite; • il coinvolgimento (non solo a valle, ma anche a monte) degli stakeholder, per rendere il rapporto il più corrispondente alle loro attese di conoscenza; • l’utilità dell’assurance, cioè di una forma di supervisione esterna sul modo in cui le informazioni sono state reperite ed elaborate. 100 I modelli di assurance proposti da GRI e da AA1000 sono abbastanza simili e prevedono l’entrata in gioco di soggetti accreditati per svolgere i sopralluoghi necessari. Normalmente si tratta di questi passi essenziali: • Verifica sui dati derivanti dal bilancio ordinario; • Verifica dei dati extracontabili attraverso una serie di colloqui con i referenti interni coinvolti nella redazione del bilancio; • Verifica sui sistemi informativi impiegati; • Valutazione sul livello di coinvolgimento degli stakeholder. La “verifica e supervisione” ha dunque l’obiettivo di accertare il rispetto di quattro principi fondamentali: √ INCLUSIVITÀ: se tutta l’organizzazione è coinvolta nei processi che riguardano la sostenibilità, √ MATERIALITÀ: se vengono trattati argomenti che interessano “materialmente” gli stakeholder, che cioè si sforzano di toccare gli aspetti costituenti del rapporto impresa-stakeholder, √ RISPONDENZA: se tutte le attività sono ispirate alla sostenibilità (e si tratta dell’altra e più sostanziale faccia del coinvolgimento dell’intera struttura organizzativa), √ COMPLETEZZA: se è stato detto tutto quello che c’è da dire; equivale a “trasparenza” più “disclosure”. Un ulteriore importante riferimento dottrinale è rappresentato dalle Linee Guida ISO 26000, pubblicate il 1° Novembre 2010 dopo anni di lavoro sulla scena internazionale. Esse costituiscono – per ora - la raccolta più completa e condivisa di principi e buone pratiche in materia di Responsabilità Sociale. Tali Linee Guida non sono state concepite in vista di una certificazione di conformità, non servono dunque né a “scoprire se le cose dette sono vere”, né se sono state seguite diligentemente delle regole. Non contengono infatti requisiti prescrittivi, ma illustrano principi e tematiche chiave della responsabilità sociale, fornendo inoltre chiarimenti terminologici, approfondimenti teorici, indicazioni per l’integrazione della CSR all’interno dell’organizzazione, buone pratiche. La ISO 26000 identifica i seguenti sette temi fondamentali della Responsabilità Sociale: • Governo dell’organizzazione (governance), • Diritti umani, • Tutela dei lavoratori, • Ambiente, • Correttezza delle pratiche operative (es. concorrenza leale, lotta alla corruzione...), • Tematiche relative ai consumatori, • Coinvolgimento e sviluppo della comunità. I principi in capo la processo sono: accountability (cioè “responsabilità di rendere conto”), trasparenza, comportamento etico, rispetto degli interessi degli stakeholder, rispetto del principio di legalità, rispetto delle norme internazionali di comportamento, rispetto dei diritti umani. 101 Fruttagel e gli standard L’obiettivo di Fruttagel è di concentrarsi prossimamente nel recepimento degli standard riconosciuti a livello internazionale, in coerenza con uno degli obiettivi strategici che è appunto quello della maggior presenza sui mercati internazionali. Si tratta, come si è detto, di un processo che andrà gradualmente attuato e che avrà un momento di specifica valorizzazione nell’assurance, cioè nella verifica da parte di un soggetto accreditato dalla coerenza di ciò che è previsto dagli standard. In parole povere si tratterà di: • raccogliere e collegare tutte le iniziative in una visione e in una strategia di insieme, • tradurre in una Carta ad hoc gli di Impegni di Responsabilità Sociale capace di cogliere le peculiarità del settore food, • attestare con una dichiarazione di parte terza che la Carta per gli impegni tiene conto dei temi e dei principi della ISO 26000 ed è stata elaborata secondo i principi dello standard AA1000 ed eventualmente del GRI, • ottenere in una fase successiva, il riscontro di parte terza che le decisioni e i comportamenti adottati dall’organizzazione sono conformi alla Carta per gli impegni e alla Linea Guida. In particolare l’intervento di parte terza (assurance) mirerà a: • confortare il management circa la maturità dell’approccio alla responsabilità sociale, fornendo un’analisi dei punti di forza e di debolezza, in una prospettiva di miglioramento continuo, • rafforzare la credibilità della comunicazione agli stakeholder circa l’impegno e le prestazioni dell’organizzazione in ambito responsabilità sociale. Al termine dell’attività sopradescritte, l’ente terzo rilascerà due rapporti: • un rapporto per la Direzione, contenente la valutazione del grado di maturità dell’approccio aziendale rispetto ai temi della responsabilità sociale, illustrati nelle Linee Guida ISO 26000, con una individuazione dei punti di forza e di debolezza. • una dichiarazione per gli stakeholder, volta ad attestare le politiche e i comportamenti adottati, nonché i risultati conseguiti in ambito di responsabilità sociale, a fronte delle Linee Guida ISO 26000 e della specifica Carta per gli impegni di Sostenibilità. 102 Con la supervisione di Mario Viviani, hanno collaborato: Giorgio Alberani Vincenzo Alberti Paolo Cristofori Cristina Di Lenardo Stanislao Fabbrino Cinzia Fontana Valeria Ghetti Lucio Malaguti Stefano Malpassi Stefano Muccifora Claudio Pisi Cristina Staffa Francesca Stefanini Massimo Tampieri Davide Vecchi Paolo Ziliani Progetto grafico, impaginazione, coordinamento Agenzia Pagina, Ravenna Stampa Tipolito NovaPrint Snc giugno 2015 Stampato su carta riciclata 100% Polyedra “Igloo Offset” certificata FSC FRUTTAGEL S.C.P.A. 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