LE COMPETENZE PEDAGOGICHE
DELL’ EDUCAZIONE MOTORIA
Massimo Oliveri
• Ogni allenatore trascorre molto tempo in attivita’
di insegnamento dove cerca di risolvere problemi.
• Ogni allenatore escogita soluzioni, trasmette
informazioni , suscita atteggiamenti .
• Ogni allenatore cerca di ottimizzare le tecniche
e di aumentare la consapevolezza degli allievi .
• OGNI ALLENATORE E’ UN INSEGNANTE
• COMUNICAZIONE
• ORGANIZZAZIONE
• LEADERSHIP
• MOTIVAZIONE (personale)
• GESTIONE DEL TEMPO
• TECNOLOGIE
• PSICOSOCIOLOGICO : conoscenza dell’allievo e
del contesto sociale in cui vive.
• DIDATTICO : conoscenza della metodologia
didattica, saper valutare ed educare.
• DEI CONTENUTI: conoscenza della materia sotto
i suoi aspetti tecnici, tattici e organico-motori.
• Nell’insegnamento, il metodo dovrebbe assistere
il docente o il tecnico nel raggiungimento degli
obiettivi previsti nella lezione o nell’allenamento.
• I metodi d’insegnamento sono mezzi o strumenti
didattici attraverso i quali l’insegnante organizza e
conduce
le
insegnamento,
modifiche
e
situazioni
con
di
apprendimento-
l’intento
cambiamenti
di
apportare
significativi
nelle
condotte e nei comportamenti dei propri allievi.
• Un procedimento consapevole , strutturato e
organizzato di contenuti teso a stimolare
l’apprendimento .
• Viene messo in atto per aiutare l’allievo a
raggiungere
obiettivi
programmati (SAPER FARE) .
precedentemente
Globale
Per parti progressivo
Analitico
La decisione su quale METODO impiegare va
fatta considerando le caratteristiche del
compito (integrazione e interazione fra le
varie
parti
che
costituiscono
il
gesto
completo) e la complessita’ dell’ esercizio in
relazione alle capacita’ del soggetto che
apprende.
(Progetto M.O.T.O. 2004)
E' un modo di apprendere un “movimento come un
tutto strutturalmente organizzato da non potersi
frantumare in singoli elementi e interrompere in un
punto senza svilire l’ unita’ che la rende tale”.
In generale il metodo globale e’preferibile quando il
compito presenta caratteristihe di alta organizzazione
e bassa complessita’.
(Hylor e Briggs 1963)
Quando e’ possibile , e’ preferibile utilizzare il metodo
globale per i risultati positivi che esso comporta.
Globale
Vantaggi a livello
a) Cognitivo
b) Motorio
C) Motivazionale
E' un modo di apprendere un “movimento come un
aggregato di frazioni elementari o di elementi semplici”.
In generale il metodo analitico e’preferibile quando il
compito presenta caratteristihe di bassa organizzazione
e alta complessita’.
(Hylor e Briggs 1963)
Focalizzando l’ attenzione su elementi singoli del
movimento offre indubbi vantaggi sulla comprensione
dei dettagli del gesto e sulla correzione dell’errore.
Analitico
Vantaggi
a) nella comprensione dei dettagli
b) nella correzione dell’errore
E' un insieme di comportamenti e di scelte
didattiche del docente nella situazione
educativa.
Nel concetto di stile confluiscono diversi aspetti:
- Il tipo di decisioni assunte dall'insegnante
- Le strategie didattiche adottate
- Il grado di responsabilità ed autonomia che viene
sollecitato negli allievi
- Le modalità di controllo sociale e di mantenimento
della disciplina
In linea generale i due stili principali di insegnamento , sono collocati
all’ estremita’ di una qualsiasi strategia didattica e sono:
- STILE DIRETTIVO (o deduttivo)
- STILE NON DIRETTIVO (o induttivo)
Questi due stili si contraddistinguono per l’ enfasi che pongono l’ uno
sull’ intervento diretto dell’ insegnante , l’ altro sull’ assunzione da
parte degli allievi di molti aspetti della funzione docente.
(A.Madella)
carta.gif
Comando (direttivo)
Vantaggi
• Rapidità nella presa di decisioni
• Rapidità nell’effettuazione
• Elevata prestazione immediata
Svantaggi
• Sviluppo di dipendenza dall’insegnante
• Basso coinvolgimento cognitivo e
• Bassa prestazione a lungo termine
motivazionale
Vengono fornite esplicitamente informazioni dettagliate su come
affrontare un compito.
La spiegazione diretta, pertanto, include tutte le informazioni riguardanti
sia il compito specifico sia la procedura per risolverlo.
L'insegnante guida tutte le fasi della lezione.
Vantaggi:
•rapidità nella presa di decisioni e nell'effettuazione
•conseguimento di un elevato livello di prestazione immediata
Svantaggi:
•dipendenza dall'insegnante
•basso coinvolgimento cognitivo e motivazionale dell'allievo
•livello di prestazione limitato nel tempo (bassa ritenzione)
Scoperta guidata(Non direttivo)
Vantaggi
• Sviluppo dell’autonomia
• Coinvolgimento cognitivo e motivazionale
• Apprendimento migliore
• Transfer migliore
Svantaggi
• Tempi lunghi per presa di decisioni
• Tempi lunghi per effettuazione
Si prevede che l’allievo risolva individualmente e liberamente un problema con
l’obbligo di rispettare alcune restrizioni stabilite dall’insegnante nel quadro di
una serie di obiettivi che intende perseguire .
Con le mani, come si può
lanciare o colpire la palla e
farla cadere nell’altro
campo facendola passare
sopra la rete?
Vantaggi
-sollecita gli alunni alla spontaneità e alla
creatività
- ognuno partecipa secondo le proprie
possibilità e scopre continuamente cose
nuove
- favorisce l’interiorizzazione delle
esperienze comparandole con quelle già
vissute
- in ogni momento si sa’ non solo ciò che si
fa’, ma anche come e perché si fa’
Svantaggi
-rischio di rallentamenti
nell’apprendimento delle abilità
motorie
- difficoltà di controllo del carico di
lavoro
- necessità di formulare in modo
chiaro e sintetico la richiesta di
lavoro
• Dell’assegnazione del compito: l’insegnante
stabilisce dei compiti motori precisi. Le modifiche
durante l’esecuzione sono gestite dall’ alunno.
• Collaborativo o della reciprocità: dove il
giudizio sulla prestazione e’ fornito dall’ allievo
stesso.
• Dell’autoverifica: l’allievo ha un autonomia
maggiore , deve valutarsi da solo e decidere a
quale livello di difficolta’ cimentarsi.
L'insegnante assegna agli alunni, singolarmente o in piccoli gruppi,
determinati compiti che vengono poi eseguiti autonomamente. Il lavoro
a stazioni rappresenta un esempio di questa strategia didattica.
Vantaggi:
• autonomia esecutiva
• possibilità di usare più compiti all'interno dell'attività
• stimolo all'auto-correzione
Svantaggi:
• difficoltà di controllo dell'intensità del lavoro
• rischio di approssimazione esecutiva
• limitati gli interventi di feedback
Gli alunni ricercano esperienze motorie in relazione agli attrezzi, ai contenuti e ai
mezzi a disposizione.
È l’alunno il grande protagonista di questo metodo.
Ognuno di voi ha
una palla.
Giocateci
liberamente.
Vantaggi
-notevoli collegamenti tra
le attività motorie e le altre
attività
- spontaneità degli alunni
con sviluppo della
creatività e fantasia
- Interventi non direttivi
Svantaggi
-rischio di trasformazione in
“anarchia motoria e
comportamentale”
- ritardi negli apprendimenti
delle abilità previste
Si propone agli allievi un problema affinché essi lo risolvano in modo personale e
creativo.
Senza dare dimostrazioni si presentano situazioni poco dettagliate e si lascia agli allievi
la possibilità di creare da soli le risposte.
Si basa su 4 domande : chi può? – chi sa? – chi vuole? – come si può?
Come si può lanciare o
colpire la palla per inviarla
nell’altro campo?
Svantaggi
Vantaggi
-sollecita gli alunni alla spontaneità e alla
creatività ,
dove ognuno partecipa secondo le proprie
possibilita’.
-favorisce l’interiorizzazione delle esperienze.
-in ogni momento si sa' non solo ciò che si
fa', ma anche
come e perche si fa’.
-molto adatto all’azione educativa scolastica.
-rischio
di rallentamenti
nell’apprendimento delle
abilità motorie
- difficoltà di controllo del
carico di lavoro
- necessità di formulare in
modo chiaro e sintetico la
richiesta di lavoro
• Saper comunicare (relazionare)
• Saper motivare (stimolare)
• Saper osservare (analizzare)
• Saper programmare (selezionare)
• Saper valutare (verificare)
La maggior parte degli ALLENATORI è convinta che il rapporto tra se
stessi e gli ATLETI sia mediato esclusivamente dalla propria” competenza
disciplinare”.
Tale convinzione risulta essere il maggior limite all'efficacia dell'intero
sistema dell'insegnamento.
Il rapporto ALLIEVO – ALLENATORE è basato sulla comunicazione ,
quanto più l'insegnante saprà comunicare in maniera efficace tanto piu’
efficace sara’ nello svolgimento della sua funzione.
SAPER COMUNICARE
• Abilita’ riconosciuta decisiva e
fondamentale in ogni professione didattica.
• Un’ arma a doppio taglio, un possibile
elemento di rottura.
•La stategia del silenzio…non comunicare
comunica.
• L’articolazione della comunicazione verbale
non verbale attraverso il linguaggio del corpo.
SAPER COMUNICARE
• La comunicazione è una competenza riconosciuta
come indispensabile nel rapporto atleta- allenatore.
• Fornisce agli allievi istruzioni e indicazioni precise
entrando in relazione con loro.
• Richiede intenzionalità e controllo comunicativo
(la metafora del tecnico attore).
• La comunicazione proposta come manifestazione
del proprio ruolo e potere.
AD ATLETI DI ETA’ E LIVELLO DIVERSO
•NELLE FASCIE DI ETA’ PIU’ BASSE SARA’ NORMALE
TROVARE ATTEGGIAMENTI CONFLITTUALI.
•VALUTARE ATTEGGIAMENTI E FINTE SICUREZZE.
•LA GUIDA VERSO FATTORI TECNICI RAZIONALI PUO’
STABILIRE RAPPORTI POSITIVI DI EMPATIA.
• VALUTARE LA POSSIBILITA’ DI COMUNICARE CON STRATEGIE
DIVERSE ORIENTANDOSI SEMPRE VERSO L’ALLIEVO.
LA COESIONE E’ DEFINIBILE COME IL GRADO CON IL
QUALE I MEMBRI DEL GRUPPO DESIDERANO STARE
NEL GRUPPO STESSO
• OBIETTIVI COMUNI E PERTINENTI
• SUDDIVISIONE DEI RUOLI E DEI COMPITI ( PRECISA
IDENTITA’ TECNICA)
• IN OGNI GRUPPO COME IN OGNI SQUADRA CI SONO
DELLE REGOLE ESPLICITE ED IMPLICITE
• LO STIMOLO GIUSTO ; UNA PAROLA , UNA PACCA
SULLA SPALLA , GUARDARE, VEDERE…COMUNICARE.
SAPER PROGRAMMARE
• Sapere selezionare gli obiettivi dell’allenamento
e costruire situazioni didattiche capaci di favorire
effettivamente l’apprendimento.
• La caratteristica fondamentale di una buona
programmazione non è la rigidità della logica
che lo ispira, ma piuttosto la chiarezza degli
obiettivi specifici che si vogliono raggiungere e
la capacità d’individuare i mezzi di allenamento
più opportuni.
PROGRAMMARE: UNA SERIE DI PROBLEMI
• Ha senso programmare?
• Non è meglio risolvere i problemi giorno per giorno?
• Come si fa a programmare se non si è mai sicuri del
domani (es. n. atleti, abbandono, infortuni)?
• Perché programmare se si tratta di un’attività
standardizzata e demotivante?
• Si può davvero programmare l’apprendimento tecnico?
PRIMA
DURANTE
DOPO
(Fase
preattiva)
(Fase
interattiva)
(Fase
valutativa)
Analisi della situazione
Decisioni su:
•
•
•
•
Obiettivi
Attività
Mezzi
Metodi
Conduzione della
seduta
Decisioni su:
•
•
•
•
Presentazione
Assegnazione
Correzione
Feedback
Valutazione efficacia
Decisioni su:
• Forme e tempi del
controllo
• Analisi e uso dei
risultati
• Riprogettazione
Esempi di obiettivi operativi
• L’allievo sa passare la palla con
precisione ad un compagno posto
frontalmente.
• L’allievo è in grado di correre per 20 m.
• L’allievo è in grado di mantenere
l’equilibrio in appoggio su un piede per
5 secondi.
Secondo modulo corso Alessandria
33
Analisi di un obiettivo
OBIETTIVO
Saper CORRERE per almeno 10
secondi
COMPORTAMENTO
OSSERVABILE
Corsa
appoggio completo del piede
Appoggio rumoroso- silenzioso
Sulle righe del campo
CONDIZIONI
CRITERI DI
ACCETTABILITA’
Correre per almeno 10 secondi
Seguendo le direzioni delle linee
Modulando il rumore dei piedi
Secondo modulo corso Alessandria
34
Analisi di un obiettivo
OBIETTIVO
COMPORTAMENTO
OSSERVABILE


CONDIZIONI
CRITERI DI
ACCETTABILITA’


Secondo modulo corso Alessandria
35
Motivare significa spingere
qualcuno ad attuare un
comportamento.
La motivazione spinge i giovani
atleti a muoversi e ad agire ed è
determinata dalle componenti
emozionali, cognitive e sociali
della nostra personalità.
Per poter scegliere le strategie didattiche più
adeguate al fine di motivare gli ALLIEVI è importante
che l'insegnante riconosca l'alunno nei suoi:
• Bisogni
• Obiettivi
• Atteggiamenti e interessi
Le motivazioni all'attività motoria fisica e sportiva, al
movimento in genere, derivano da bisogni primari e
secondari della nostra specie.
Il piacere di impadronirsi di gestualità più complesse, che
consentono di interagire meglio con gli altri e con l'ambiente, è
insito in ognuno di noi.
Gli obiettivi sono il fine, la condizione "terminale", gli scopi
che l'alunno si propone e intende perseguire.
Gli atteggiamenti e interessi sono l'insieme di pensieri e
sentimenti che riguardano nel nostro caso l'educazione motoria.
Comprendono le convinzioni sugli effetti dell'attività fisica, il valore e
l'importanza attribuita a tali convinzioni
L'insegnante deve
concepire le proprie
lezioni in modo che
ogni alunno sia messo
nelle condizioni di
raggiungere gli obiettivi
sottoelencati che
derivano dai suoi
bisogni.
•Obiettivi di sopravvivenza e sicurezza corporea: benessere fisiologico,
tranquillità, serenità, gioia e piacere del movimento.
•Obiettivi di relazione sociale: rispetto degli altri, integrazione, gestione e
condivisione di emozioni e conquiste, amicizia, affiliazioni, appartenenza al
gruppo.
•Obiettivi di status sociale: avere un ruolo all'interno del gruppo.
•Obiettivi di responsabilità sociale: adempiere ruoli riconosciuti, rispettare
impegni nei confronti del gruppo, accettare regole predefinite.
•
-
Temi di ulteriore riflessione
Come
gli
alunni
possono
realizzare
i
propri
obiettivi
1 - Argomento approfondito nei capitolo Socialità paragrafo "Elementi
caratterizzanti le dinamiche di gruppo
Obiettivi di costanza cognitiva e motoria: esplorazione (curiosità,
interesse, apprendimento), comprensione (ordinare, spiegare, dare un
senso), padronanza, management (gestire i compiti di routine, essere
produttivi, fornire supporto, assistenza, consigli, gestire la relazione d'aiuto),
creatività (indagare sulle nuove idee o prodotti, espandere i propri limiti).
Obiettivo d'autorealizzazione (promuovere il Sé): apparenza fisica, autoaccettazione, autostima, auto-efficacia, senso d'efficacia fisico-motoria.
Sviluppare l'identità individuale come: unicità-separazione, protagonismo,
libertà-autonomia, piacere del controllo del proprio corpo.
L'insegnante deve saper riconoscere
atteggiamenti e interessi degli alunni nei
confronti dell'attività motoria per creare e
consolidare quelli più adatti agli obiettivi
didattici programmati.
L‘istruttore ha un importante ruolo
nell'incoraggiare atteggiamenti positivi nei
confronti delle attività motorie.
Dividere gli atteggiamenti in queste tre
componenti può aiutarci ad identificare le aree
che possono essere modificate attraverso i nostri
programmi.
Gli atteggiamenti si apprendono, essi sono, di
fatto, il risultato di esperienze sociali e possono quindi
essere modificati. Da ciò deduciamo che
l'insegnante può influenzare (in positivo e in
negativo) l'interesse e le attitudini dei giovani e
quindi dei futuri adulti nei confronti dell'attività
fisica.
Atteggiamenti ed interessi non sono facili da definire, ma sicuramente
individuare al loro interno gli elementi che li costituiscono può essere
d'aiuto:
Fattori affettivi sono rappresentati da amore, odio, noia, piacere,
dispiacere, tutte le sensazioni inerenti l'attività fisica.
Fattori comportamentali sono rappresentati dallo stile di comportamento
come, ad esempio, fare attività di movimento con curiosità e voglia di provare
oppure polemizzando sulle attività proposte.
Fattori cognitivi sono rappresentati dalla convinzione per la quale si hanno
vantaggi o svantaggi nel partecipare ad una certa attività.
SAPERE MOTIVARE
• Impiegare con frequenza incoraggiamenti per
aumentare la motivazione, innalzare l’interesse e
rinforzare l’azione corretta.
• Dimostrare fiducia nelle capacità degli allievi anche
nei momenti di difficoltà.
• Riconoscere i miglioramenti e l’impegno sottolineando
l’evoluzione individuale .
• Insegnare all’allievo a fornire informazioni, (feedback
di rinforzo) ai compagni.
SAPERE MOTIVARE
Pertanto possiamo concentrare il pensiero motivante
fondamentalmente nella:
- Valorizzazione delle capacità degli allievi, in un clima
motivante e sereno indipendentemente dal loro livello di
abilità.
- Riuscita nella realizzazione del compito.
- Perseguimento dell’obiettivo desiderato.
Privilegiando una didattica basata sull’esperienza di
situazioni motorie “globali, reali” e non sulla
parcellizzazione del “ gesto complesso analitico”.
SAPERE MOTIVARE
• E’ fondamentale acquisire il concetto che la
motivazione al movimento non è qualcosa di
astratto, difficilmente definibile ed osservabile,
ma viceversa è direttamente correlata con i
vissuti e le emozioni da essi evocati.
• Il piacere, la soddisfazione – percepite con
chiarezza a livello biologico consentono di
sostenere le motivazioni e il desiderio di
proseguire nella direzione intrapresa.
SAPER VALUTARE
La valutazione è un momento importante
nell’attività di un insegnante, e certo sarebbe un
errore considerarla come una fase conclusiva.
Il processo didattico non va infatti verificato solo
alla sua conclusione, ma via via durante la sua
realizzazione, utilizzando strumenti e procedure
differenti.
Il processo di verifica e valutazione rinvia all'analisi
disciplinare e ad ogni fase della programmazione
didattica.
Cosa verificare in ambito motorio?
Quali abilità e capacità motorie verificare e valutare
nelle diverse fasce d'età
Cos'è una verifica descrittiva?
Perché compiere una verifica in situazione?
Come rilevare i dati e misurare un risultato per
predisporre un'azione didattica individualizzata?
Le risposte a tali domande dipendono
dall'individuazione dei fattori costitutivi della motricità
educativa e dalle scelte didattiche ed organizzative di
ogni docente.
Gli obiettivi essenziali dell'educazione al movimento
nelle diverse fasce d'età riguardano : gli schemi motori, le
capacità motorie, le abilità motorie, tecnico-sportive e mimicogestuali. Le abilità motorie costituiscono il lessico specifico, la
struttura sintattica e semantica attraverso cui ogni persona si
esprime, comunica e apprende.
La Valutazione del processo didattico è uno dei problemi
pedagogici e didattici più discussi nella scuola e nello sport.
.
Ogni disciplina SPORTIVA ha affrontato e sviluppato il problema
della verifica e della valutazione didattica in modo differente,
secondo i rispettivi livelli di evoluzione epistemologica che hanno
condizionato il valore pedagogico delle prove e dei giudizi ed
orientato l'uso dei metodi e l'utilizzo dei dati per la qualità
dell'insegnamento.
I contenuti peculiari dell'educazione motoria e fisica richiedono
un approccio al problema della verifica e della valutazione quanto
mai complesso ed integrato.
La motricità umana,
infatti, è misurabile sia
attraverso METODI
quantitativi sia qualitativi
che richiedono una
costante ed ineludibile
attenzione all'unità della
persona.
E' difficile proporre una definizione esaustiva del
termine a causa dei molteplici significati che assume in
relazione ai modelli didattici ed organizzativi utilizzati.
L'elaborazione pedagogica e didattica più attuale
esprime una concezione che la intende come un
processo aperto e continuo di raccolta e trattamento
delle informazioni, rivolto allo scopo di prendere le
decisioni adatte a regolare e migliorare l'attività
didattica e funzionale all’apprendimento motorio.
Emergono le seguenti caratteristiche:
•Il carattere processuale della verifica e
della valutazione, cioè perché e quando
verificare.
•Il riferimento agli obiettivi didattici
predefiniti ed individualizzati, cioè cosa
verificare e valutare.
•L'esigenza di utilizzare metodi diversi e
complementari, cioè come verificare e
valutare.
Osservazione e
correzione
SAPER VALUTARE
Test di valutazione
Autovalutazione
SAPER VALUTARE
• Valutare continuamente fornendo informazioni verbali e
visive inizialmente in modo frequente, correggendo gli
errori uno alla volta
• Fornirsi di schede di valutazione inserendo da subito
(test d’ingresso) e con frequenza test o verifiche che siano
semplici e attendibili
• Coinvolgere l’allievo con domande generali e
specifiche volte ad autovalutarsi per discuterne la
prestazione personale
• Incoraggiare l’allievo a stabilire periodicamente obiettivi
significativi e realistici sulla base dei test effettuati
L’apprendimento motorio suscita un cambiamento
relativamente stabile nella prestazione o nelle
potenzialita’
di
comportamento
conseguibile
attraverso l’esperienza diretta o l’ osservazione di
altri.
Nell’allenamento
tecnico
hanno
importanza
soprattutto le leggi che regolano l’apprendimento
e il controllo dei movimenti.
Sono particolarmente importanti i processi di presa,
analisi ed elaborazione delle informazioni sia esterne
che interne, il confronto tra programmi ed esperienze
memorizzate e quelle eseguite dagli atleti.
L’apprendimento tecnico dipende certamente dalla
quantità di esperienze e di ripetizioni, ma non può
essere determinato solo aumentando il volume o
l’intensità dei carichi di lavoro.
LIMITI AL SUCCESSO DELL ‘ AZIONE
• INCOMPRENSIONE DEL COMPITO
• IMPRECISA PRESA DI INFORMAZIONE
• SCELTA ERRATA DELL’ OBIETTIVO
• SCELTA ERRATA DELLA SOLUZIONE MOTORIA O DEL
TEMPO DI ESECUZIONE
• MANCATA COOPERAZIONE TRA
• TIMORI E PAURE PSICOLOGICHE
TECNICO – ATLETA
ALTRI FATTORI CHE LIMITANO L’ APPRENDIMENTO
• TEMPO TRASCORSO SUL COMPITO
• COERENZA MEZZI-OBIETTIVI
• ADEGUATEZZA OBIETTIVI PER L’ ALLIEVO
• CLIMA POSITIVO E MOTIVANTE
• NATURA DEL FEEDBACK
• ORGANIZZAZIONE DELL’ ATTIVITA’
Con un’analisi continua delle proprie modalità
d’insegnamento
d’informazioni
processo
possiamo
e
che
con
derivano
d’insegnamentoottenere
il
l’utilizzazione
dall’analisi
del
apprendimento
conseguimento
obiettivi in relazione ai bisogni degli allievi.
degli
…….. UN PENSIERO SULL’EDUCAZIONE
A.A.V.V. : L’Educazione
motoria
di
base
Programma Multimediale - C.O.N.I. - IEI 1994.
-
P. Bellotti: Alcune
riflessioni
sullo
sull’olimpismo oggi - Roma 2003
e
L.
sport
Bortoli, C. Robazza: Apprendimento motorio
concetti e applicazioni - Ed. L.Pozzi - Roma 1990.
INDIRE : Progetto Mo.T.O. Moduli trasversali
orientati MIUR - Firenze 2001.
A. Madella, A. Cei:
Le tecniche della
comunicazione didattica - Scuola dello Sport - Roma
1992
A. Madella, A. Cei, M. Londoni, N. Aquili: Metodologia
dell’insegnamento sportivo – C.O.N.I – SdS – Roma
1994.
C. Robazza: Abilità e prodotti - Ricerca Mo.T.O Firenze 1999.
R.A. Schmidt, C. A. Wrisberg : Apprendimento motorio
e prestazione - Società Stampa Sportiva - Roma 2000.
Possiamo definire l’apprendimento motorio
come
un
permanente
potenzialità
cambiamento
nella
relativamente
prestazione
del
o
nelle
comportamento
conseguibili attraverso l’esperienza diretta
o l’osservazione di altri.
L’apprendimento motorio avviene con il
passaggio
graduale
comprensione
del
coordinazione
grezza
comprensione
automatizzata
caratterizzata da
da
una
fase
di
e
di
fase
di
compito
ad
una
approfondita
del
tre
ed
movimento;
stadi
con
diversi di evoluzione delle abilità.
è
livelli
Primo stadio:
Verbale - cognitivo o di sviluppo della
coordinazione grezza
Il soggetto utilizza verbalizzazioni subvocali
inerenti il controllo dell’azione, le procedure da
utilizzare ed i criteri di riuscita.
Indicazioni didattiche:
• iniziare da ciò che l’allievo è già in grado di compiere
• fornire informazioni visive (ad esempio dimostrazioni)
• impiegare istruzioni verbali chiare e sintetiche
• far evolvere gradualmente le acquisizioni
Secondo stadio:
Motorio o di sviluppo della coordinazione fine
Il compito è compreso più a fondo, l’azione dell’allievo è
perfezionata ed il feedback del movimento, necessario
per controllare e correggere l’esecuzione, è utilizzato
con successo.
Indicazioni didattiche:
• favorire
l’attività
introspettiva
di
analisi
dell’esecuzione (es. richiedere la descrizione delle
percezioni personali collegate al movimento)
• modificare i fattori di variabilità
Terzo stadio:
Autonomo o di sviluppo della disponibilità variabile
L’alunno consegue questo stadio dopo una quantità
molto elevata di pratica, l’esecuzione è coordinata
ed efficace anche in situazioni difficili, variate ed
impreviste.
Indicazioni didattiche:
• fornire “parole chiave” per regolare il comportamento
tecnico-tattico
• proporre esperienze molto variate
• inserire difficoltà aggiuntive
• ricercare fonti di disturbo
1° St
2° St
3° St
Tempo
Per favorire ed ottimizzare i processi di apprendimento
sono state elaborate specifiche procedure
metodologiche
• Formulazione di obiettivi, autovalutazione e
individualizzazione
• Presentazione del compito
• Correzione dell’errore e rinforzo motivazionale
• Quantità di esperienza
• Variabilità delle proposte
• Interferenza contestuale
• Transfer e metastrategie
Formulazione di obiettivi
• Stabilire obiettivi precisi a breve e lungo termine
• Individualizzare gli obiettivi
• Coinvolgere l’allievo nella formulazione degli obiettivi
• Effettuare modifiche a distanza di tempo tenendo schede
riassuntive delle prestazioni degli allievi
• Modificare il piano di lavoro in base a capacità, abilità e
ritmi di apprendimento individuali
Autovalutazione
• Fornire all’allievo schede di valutazione richiedendo
verifiche sistematiche dei livelli di prestazione
• Incoraggiare l’allievo a stabilire obiettivi significativi
e realistici in relazione alle verifiche e agli incrementi
• Richiedere la trascrizione su schede personali dei
progressi quando questi si manifestano in modo stabile
Individualizzazione
• Adattare le proposte alle esigenze degli allievi
• Formare gruppi omogenei
• Assegnare difficoltà crescenti con prestazioni
e compiti differenziati
• Incoraggiare il lavoro autonomo
Presentazione del compito
• Fornire informazioni sintetiche e chiare
• Definire verbalmente punti chiave dell’azione, presentando
anche immagini fotografiche, filmate o dimostrate
• Collegare immediatamente le informazioni
fornite all’esperienza pratica
• Porre domande e richiedere spiegazioni
Correzione errore e rinforzo motivazionale
• Fornire informazioni verbali e visive
frequentemente nella prima fase di apprendimento
• Ridurre gradualmente il feedback esterno (estrinseco)
• Correggere gli errori uno alla volta fornendo
istruzioni positive nel descrivere l’azione
• Richiedere all’allievo la valutazione di particolari
dell’azione discutendone le difficoltà incontrate
• Impiegare con frequenza incoraggiamenti e
riconoscere i miglioramenti e l’impegno
Quantità di esperienza
• Massimizzare i tempi di attività, limitando i tempi di
spiegazione
• In caso di distrazioni richiamare gli allievi sul compito
• Con gruppi numerosi, suddividere gli allievi in
sottogruppi che si alternano assegnando loro compiti
di osservazione e verifica
Variabilità delle proposte
• Proporre esperienze multilaterali
soprattutto con i più giovani
• Proporre esperienze variate anche all’interno di
un stesso programma motorio
• Richiedere la simmetrizzazione dei movimenti
Interferenza contestuale
•Esercitazioni per blocchi e esercitazioni
randomizzate
• Esercitare più abilità all’interno della
stessa lezione
• Dopo una prima fase di apprendimento,
alternare fra loro esercitazioni relative a più
abilità nella stessa lezione
• Richiamare gli elementi esecutivi con una
certa costanza distribuendoli nel tempo
Transfer e metastrategie
• Porre attenzione alle modalità soggettive di
apprendimento e acquisizione del gesto piuttosto che ad
aspetti esclusivamente formali dell’esecuzione
• Stimolare l’allievo nella ricerca di soluzioni ai problemi in
maniera autonoma
• Far emergere gli aspetti motori, percettivi, cognitivi (regole,
concetti, principi) che accomunano più compiti motori
• Per compiti complessi sostituire le esercitazioni
analitiche con quelle globali non appena possibile
• Porre in luce le caratteristiche che accomunano
apprendimenti nuovi con acquisizioni passate
E ORA…IN BOCCA AL LUPO !
ADESSO TOCCA A VOI…
NON ABBIATE PAURA DI SBAGLIARE , DI NON SAPERE , DI
NON RAGGIUNGERE I VOSTRI OBIETTIVI.
FORTUNATI COLORO CHE HANNO DUBBI, INVECE, PERCHE’
SONO SEMPRE LORO CHE SI METTONO IN CAMMINO E
CERCANO E TROVANO E GIOISCONO PER AVER TROVATO E
FANNO PARTECIPI GLI ALTRI DELLE PROPRIE SCOPERTE.
IL BELLO E’ CHE NON SAPETE QUANTO, DI PROFONDO,DI
VALIDO, DI GENIALE ESISTE IN CIASCUNO DI VOI.
Scarica

Diapositiva 1 - C.O.N.I. Piemonte