giugno 2015
Periodico del Rotary Club Cagliari
Distretto 2080
• RICORDO DI UN “SASSARINO”
• IL MUSEO DIOCESANO DI CAGLIARI
• NUOVA FALEGNAMERIA PER S’ASPRU
• RIVIVE L’ARCHEOTOUR
Sommario
Rotary Club Cagliari
Periodico del Rotary Club Cagliari
Distretto 2080
Anno di fondazione 1949
n. 3/4
giugno 2015
Pubblicazione riservata
ai soci Rotariani
Direttore responsabile:
Lucio Artizzu
Comitato di redazione:
Francesco Birocchi,
Salvatore Fozzi,
Caterina Lilliu,
Mauro Manunza,
Marcello Marchi,
Giovanni Sanjust
Segretaria di redazione:
Anna Maria Muru
Autorizzazione
del Tribunale di Cagliari
n. 171 del 18 agosto 1965
EDITORIALE
Siate dono nel mondo – Lucio Artizzu
Un altro anno se ne è andato... – Mario Figus
Programma anno rotariano 2015-16
– Stefano Oddini Carboni
In ricordo di un “Sassarino” – Giuseppe Cascìu
Cagliari si prepara alla Grande Guerra
– Marinella Ferrai Cocco Ortu
Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica
– Caterina Lilliu
Il Museo diocesano di Cagliari – Lucia Baire
Scorbuto: la malattia del mare
– Angelo Deplano, Giovanni Barrocu
“Regno” o “Giudicato”? – Francesco Cesare Casula
Inaugurazione della nuova falegnameria a S’Aspru
– Salvatore Fozzi
Rivive l’Archeotour – Marcello Marchi
Sitting Volley – Francesco Birocchi
Andare in “buca” con il Rotary – Donato Ala
Ricordo di Lino Cudoni – Alessandro Palmieri
Ezio Castagna direttore generale di CTM – MAR
Il manager dell’arte
La lunga storia di un palazzo di Cagliari
Il poeta della città del sole
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Benvenuto ai nuovi soci
Commissioni anno 2015-2016
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LE RIUNIONI
Le presenze
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Progetto grafico e impaginazione
Bruno Pittau – www.brokenart.org
fotografie:
Archivio Rotary, soci del Club e Wikimedia
Stampa e allestimento:
Archimedia S.r.l., Novara
_____________________________
Le opinioni espresse negli
articoli firmati impegnano
esclusivamente i loro autori.
Hanno collaborato a questo numero:
DONATO ALA • LUCIO ARTIZZU • LUCIA BAIRE • GIOVANNI BARROCU •
FRANCESCO BIROCCHI • GIUSEPPE CASCÌU • FRANCESCO CESARE CASULA •
ANGELO DEPLANO • MARINELLA FERRAI COCCO ORTU • MARIO FIGUS •
SALVATORE FOZZI • CATERINA LILLIU • MARCELLO MARCHI •
STEFANO ODDINI CARBONI • ALESSANDRO PALMIERI •
In copertina: Chiesa di San Pietro di Sorres (Borutta)
fonte: Sailko (Wikimedia Commons).
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Rotary Club Cagliari
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Editoriale
Siate dono
nel mondo
Lucio Artizzu
«S
iate dono nel mondo»,
è il tema presidenziale
per l’anno 2015/2016
scelto dal Presidente
eletto del Rotary International, K.R. “Ravi” Ravindran. «Tutti voi
avete ricevuto molti doni», ha detto ai governatori riuniti a San Diego per la sessione
generale dell’Assemblea Internazionale. «E
adesso state ricevendo questo grande dono:
un anno in cui usare tutti i vostri talenti, conoscenze, capacità e sforzi, per diventare
“dono nel mondo”. Avrete un anno per trasformare il potenziale in realtà. Un anno alla
guida dei club del vostro distretto, a trasformare la vita degli altri; Il tempo è talmente
breve e c’è tanto da fare».
La ruota del Rotary continua girare e dal 1° luglio
anche nel nostro Club va
in archivio l’anno rotariano guidato da Mario
Figus e si apre quello
presieduto da Stefano Oddini Carboni. Si è
concluso un periodo ricco di impegni, di
manifestazioni rotariane, di progetti all’insegna dei grandi valori dell’amicizia e della
solidarietà che il Rotary continua ad esprimere. Mentre il nuovo anno si apre all’insegna di progetti e di propositi che si
preannunciano altrettanto validi ed interessanti.
La nostra rivista dà conto delle cose fatte
e di quelle che verranno realizzate. Dell’anno appena concluso resteranno tanti bei
ricordi di serate passate insieme, in amicizia
e resterà il segno dei progetti realizzati.
«Il Rotary ha nell’attenzione alle giovani
generazioni una delle sue linee
d’azione fondamentali», ha
detto il Presidente Mario
Figus. «Per questa ragione
tutti noi rotariani ci prodighiamo per trasformare
in prospettive concrete le
speranze di cambia-
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
mento alle quali le giovani generazioni aspirano». Nasce da queste considerazioni l’impegno che il Club ha profuso nel convegno
per ricordare Pietro Mennea, ad un anno
dalla sua scomparsa, e nell’organizzazione
del torneo internazionale di Sitting Volley.
Due iniziative di grande spessore, anche sociale, che hanno coinvolto il Rotary e la città
facendo leva sulla comunanza dei valori rotariani, con quelli dello sport più autentico
e “pulito”.
Poi i progetti: il “SulcisLab”, assieme ai
club di Carbonia e Iglesias, che ha consentito l’incontro tra gli artigiani del Sulcis con
i giovani designer dello IED, un’occasione
unica di lavoro in comune tra vecchi saperi
e nuove idee, per favorire lo sviluppo. E infine la donazione a Padre Salvatore Morittu
della somma necessaria per avviare la
nuova falegnameria installata nel suo centro
di recupero per tossicodipendenti di
S’Aspru, in provincia di Sassari. A questo
progetto, guidato da Salvatore Fozzi, hanno
partecipato tutti i club della Sardegna, in
uno straordinario momento di coesione di
intenti che fa onore al Rotary.
Ma la ruota del Rotary continua a girare,
nel mondo. E il nostro Club ne è parte attiva. A partire dalle grandi campagne internazionali come quella per l’eradicazione
Sito internet del club:
E-mail del club:
della polio. «Un futuro senza la polio è un
dono che abbiamo promesso ai bambini del
mondo», ha dichiarato il presidente internazionale Ravindran, «e manterremo la nostra promessa».
Altra sfida che accomuna quasi tutti i
club del mondo è quella dell’effettivo.
“Ravi” ha dichiarato: «dobbiamo ripartire
dai valori di base della nostra organizzazione: l’enfasi sugli alti valori etici in tutti
gli aspetti della nostra vita e il sistema della
classificazione che incoraggia la diversità
delle competenze in ogni club. Troppo
spesso queste idee vengono viste come ostacoli per l’aumento dell’effettivo, mentre
sono state essenziali per il successo del Rotary, e non possiamo rischiare di ignorarle».
«Dobbiamo riposizionare la nostra immagine che ha perso la sua rilevanza in molte
parti del mondo» e il Rotary deve continuare a raccogliere fondi per la Fondazione
Rotary, attrarre nuovi soci e incoraggiare
maggiore partecipazione dagli attuali soci.
«Non vi sono risposte facili a queste questioni, ma dobbiamo impegnarci a trovarle».
Un incoraggiamento ma anche una sfida,
che il nostro Club saprà raccogliere con
l’entusiasmo e l’impegno di sempre.
■
www.rotarycagliari.org
[email protected]
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Il presidente Figus ci racconta il suo intenso anno
Un altro anno
se ne è andato...
Mario Figus
ncora una volta la ruota del Rotary ha
fatto un giro: vi scrivo per l’ultima volta come Presidente del nostro Club e
questo, lo confesso, mi provoca una forte
emozione. È così passato un anno. Un anno
per me importante che mi ha arricchito, sia
professionalmente che spiritualmente, e mi
ha consentito di scoprire il piacere di collaborare con splendide persone che ringrazio
ancora per la pazienza e per la tolleranza avute nei miei confronti.
Sono grato a tutti voi per avermi offerto
l’opportunità di vivere l’esperienza di Presidente, esperienza che mi ha portato a conoscere persone nuove ed a capire quanto le nostre azioni di servizio possano svolgere un ruolo importante nella società. Perché il Rotary è veramente, semplicemente questo: condividere con gli amici la gioia di fare
qualcosa per gli altri, per rendere loro la
vita migliore.
Ho cercato di fare del mio meglio, provando a portare nel Club cultura e attualità,
promuovendo interventi di solidarietà, organizzando splendidi appuntamenti sportivi e
anche serate di puro divertimento. Sarebbe
una bugia se vi dicessi, cari amici, che l’anno appena trascorso non sia stato per me un
anno molto impegnativo e faticoso. Ma è stato anche un anno pieno di motivazioni e di
soddisfazioni, durante il quale ho conosciuto meglio ognuno di voi, ho avuto l’occasione di fare nuove amicizie, di rafforzarne delle altre e di aiutare persone meno fortunate.
Se si considera il mondo dal punto di vista di queste persone, il bisogno di accettazione, di comprensione, e di educazione diventa palese. Basti pensare che se non ab-
A
biamo mai provato il pericolo della guerra,
la solitudine della prigione, l’agonia della tortura, i morsi della fame, siamo più avanti di
500 milioni di abitanti di questo mondo. Se
possiamo professare una religione senza
paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siamo più fortunati di 3 miliardi
di persone. Se abbiamo cibo nel frigorifero,
vestiti addosso, un tetto sulla testa e un posto per dormire siamo più ricchi del 75% degli abitanti del mondo. Se abbiamo soldi in
banca, nel portafoglio e degli spiccioli da
qualche parte siamo fra l’8% delle persone
più benestanti al mondo. Se possiamo leggere
queste mie parole non siamo fra i 2 miliardi di persone che non sanno leggere. Da questi pochi dati emerge chiaro quanti bisogni
restano da soddisfare e quanto spazio esiste
ancora per il nostro service!
Tutti i presidenti, ed io non mi distinguo
da loro, nel loro commiato confessano che all’inizio del loro mandato erano molto timorosi. Il compito non è facile, richiede tempo
e dedizione. Per me, era una sfida ai limiti
del possibile, visto che lavoro 6 giorni a settimana, spesso sono fuori Cagliari, ma sono
riuscito a mancare solo una volta, e non per
ragioni di lavoro, ma per stare vicino a mia
sorella negli ultimi suoi giorni prima che ci
salutasse per sempre.
Per me quest’anno di presidenza era una
sfida: anzitutto sono stato eletto Presidente
30 anni dopo mio padre e dopo quella generazione di grandi rotariani che hanno dato
autentico lustro al nostro Club, poi venivo
dopo un anno bellissimo come quello di Francesco: c’erano molte aspettative, che era facile deludere.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
In accordo con il Consiglio Direttivo abbiamo provato a rinnovare e ringiovanire il
nostro Club perché, secondo me, il Rotary
deve adattarsi al ritmo di cambiamento del
mondo intorno a noi che si è fatto sempre più
rapido e sempre meno prevedibile. Nella mia
visione il Rotary deve stare al passo con i tempi, accogliere le nuove generazioni, le nuove professionalità ed inquadrarle nella sua organizzazione.
Vediamo di ripercorrere insieme i diversi punti considerati nella Relazione Programmatica per vedere qual è oggi lo stato
del Club e a che punto sono i progetti che avevamo in animo di realizzare.
Per quanto riguarda l’organico, per la prima volta dopo alcuni anni il saldo netto di
fine anno è positivo: siamo passati da novantasei a novantasette soci. Sono entrati nel
Club nove soci nuovi di assoluta qualità: i primi affiliati si sono già ambientati nel Club e
già operano nei progetti di servizio; per i nuovi entrati il primo approccio con il Club ci ha
convinto della loro adesione ai nostri ideali
ed alla nostra operatività. Questi nuovi amici, Davide Angrisani, Francesco Autuori, Luigi Bettoni, Alessandro Fasciolo, Patrizia Giranu, Richard Knowlton, Simona Oddo Casano, Anna Piras, Antonio Piras, meritano di
essere degnamente accolti, accuratamente formati ed adeguatamente stimolati, in questo
modo sono certo daranno slancio alla nostra
associazione. Quanto lavoro per Enzo Pinna
e per la sua commissione!
Abbiamo perso purtroppo nel corso dell’anno otto soci, alcuni dei quali per problemi
di salute, altri per trasferimento, altri perché
hanno ritenuto di non prolungare la loro permanenza nel Club, mentre il caro Lino Cudoni ci ha lasciati per sempre. Tutti loro ci
mancheranno. Vorrei notare che, dato che la
tendenza all’esodo continua a manifestarsi,
l’emergenza non è finita e credo sia necessario
favorire l’ingresso di nuovi soci, soprattutto
donne e giovani possibilmente Under 40.
Sono molto soddisfatto per avere visto
coinvolti nelle attività di service dei Club tanti Soci che hanno collaborato alle iniziative
in campo, che hanno risposto all’appello, che
hanno proposto iniziative o si sono offerti di
proporle e portarle a compimento. Sono altrettanto felice e fiero dell’impegno dispiegato
da Francesco Birocchi, Giulia Casula, Francesco Danero, Salvatore Fozzi, Maria Luigia
Muroni, Michele Rossetti in Commissioni distrettuali o in progetti di interesse distrettuale.
Tutti noi abbiamo sviluppato la nostra socievolezza e conoscenza reciproca in numerosi incontri conviviali che si sono svolti talvolta in Interclub con i nostri amici di Cagliari Est, di Cagliari Nord, di Cagliari Sud,
di Cagliari Anfiteatro e di Quartu S. Elena,
con i quali abbiamo portato avanti progetti comuni. A tutti gli incontri abbiamo registrato una soddisfacente partecipazione.
Il programma presentato al Club ad inizio anno era impegnativo e posso dire con
soddisfazione che è stato in buona parte realizzato. Gli obiettivi principali di quest’annata erano tre:
• coinvolgere la nostra città e la sua Amministrazione in un dialogo culturale volto ad
orientare meglio la nostra azione di service;
• rafforzare l’organico e proporre un’immagine rinnovata del Rotary;
• stimolare l’interesse e la partecipazione dei
soci alla vita del Club.
Questi ambiziosi obiettivi volevano essere il mio modo di rendere omaggio al nostro
Club nel suo 65° compleanno. La festa
dell’11 dicembre, alla presenza del nostro Governatore, che ci ha indirizzato un bellissimo discorso di auguri, è stata la testimonianza
dell’importanza del nostro Club nel Distretto e di quanto tutti noi amiamo questo meraviglioso “vecchietto”. La festa è stata coronata dal bellissimo filmato sulla storia di
questi 65 anni realizzato con grandissimo
amore e tecnica sopraffina da Michele Rossetti, la cui amicizia ed il cui affetto mi riempiono il cuore ogni giorno.
Le numerose conferenze realizzate hanno conseguito un buon successo di pubblico
ed hanno sempre stimolato, grazie all’attualità
dei temi ed al livello degli oratori, il dibattito con numerosi e sempre interessantissimi
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Rotary Club Cagliari
Il Convegno “Per non dimenticare Pietro...” (25 settembre 2014).
interventi. L’immagine del Rotary che ne è conseguita va nel
senso di un’organizzazione presente nel territorio, leader culturale, moderna nelle sue impostazioni, prestigiosa per i suoi
contatti.
Nel corso dell’anno numerose Autorità Regionali e Cittadine ci hanno intrattenuto con interessantissime conversazioni durante le nostre conviviali. Sono stati nostri graditi
ospiti, due Assessori Regionali, il prof. Gianmario Demuro
Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della
Regione che ci ha parlato della Riforma della Regione ed il
dr. Francesco Morandi Assessore del Turismo che ci ha parlato della presenza sarda all’EXPO 2015 di Milano.
Tra i relatori delle nostre serate abbiamo avuto anche tre
Assessori Comunali: la d.ssa Enrica Puggioni, Assessore alla
Cultura, la d.ssa Luisa Anna Marras, Assessore ai Lavori Pubblici e l’ing. Mauro Coni, Assessore al Traffico del Comune
di Cagliari che ci hanno parlato di argomenti di grande interesse relativi allo sviluppo culturale e urbanistico della nostra città, suscitando sempre appassionati dibattiti a cui hanno partecipato attivamente con i loro contributi numerosi
soci. Tutto ciò è stato possibile grazie a due miei grandi amici: Francesco Birocchi e Luigi Puddu, che hanno organizzato e curato le nostre serate conviviali. Parlando di organizzazione delle nostre serate, come posso dimenticare nei
ringraziamenti Riccardo Lasic, gran cerimoniere del Club,
grazie al quale durante l’anno abbiamo visto migliorare ogni
sera le performance dello staff del THotel, e di pari passo
la qualità dei pasti e del servizio.
In una commovente serata di settembre, a poco più di un
anno dalla sua scomparsa, abbiamo ricordato il grande Pietro Mennea. Con la serata abbiamo voluto indirizzare, so-
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prattutto alle giovani generazioni, il messaggio che Pietro ci ha lasciato: la forza della mente, la determinazione e
la volontà consentono di realizzare anche i sogni più ambiziosi. L’incontro con lo sport
pulito e con i suoi veri valori
formativi ed educativi, altamente espressi dalla storia di
Pietro Mennea, è stato possibile grazie alle eccellenti personalità sportive, e non solo,
che hanno partecipato al
Convegno. Hanno portato la
loro testimonianza in una serata condotta magistralmente da Mario Guerrini: la mia
cara amica Manuela, moglie
di Pietro, Eddy Ottoz, Laurent Ottoz, Franco Sar, grandissimi olimpionici di atletica leggera che hanno dato lustro mondiale all’Italia, Paolo De Angelis, magistrato
esperto di problemi di droga
e di doping, Angelo Cherchi,
scrittore ed ex nazionale di
atletica leggera, Gianfranco
Dotta, che ha allenato la
squadra nazionale di atletica
in varie Olimpiadi, Angelo
Defraia, nazionale di atletica
negli anni ’50, oltre che grande maestro di sport, e tanti altri personaggi illustri dello
sport sardo.
E veniamo al grande tema
dei progetti, nei quali siamo
stati particolarmente forti, e
alle iniziative culturali ad
essi collegati.
Abbiamo partecipato ai
progetti internazionali del
Rotary, sostenendo con i nostri fondi alcuni progetti dei
vari Club della Sardegna (il
progetto BLOM, promosso
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
da Cagliari Est, il Progetto Manina del Madagascar, promosso da Quartu S. Elena e Sassari Silki, il progetto Sardinia for Giants promosso dal Club di Oristano).
Siamo stati protagonisti del progetto distrettuale “Luce sui tempi della Giustizia italiana. Riflessioni e aspettative dei cittadini per
una tutela rapida e giusta dei propri diritti,
nell’esercizio dei propri doveri” con il giovane
Lorenzo Giannoni della classe 5a C, Liceo Artistico Musicale Foiso Fois, che si è classificato primo ex aequo a livello nazionale con
l’elaborato “La lumaca”, per la categoria “Video Superiori”. La partecipazione di ben
quattro scuole del cagliaritano al concorso ed
il successo di Lorenzo sono stati merito di Maria Luigia Muroni e di Salvatore Fozzi,
membro della commissione distrettuale che
ha organizzato e gestito il concorso, che qui
voglio ringraziare di cuore.
Un secondo progetto distrettuale promosso
dal nostro Club e dal Club di Sassari, i due
più vecchi Rotary sardi, che ha impegnato
tutti i 28 Club della Sardegna, aveva come
obiettivo la raccolta dei fondi per realizzazione dell’impianto elettrico della falegnameria della Comunità di S’Aspru a Siligo (SS)
fondata e diretta da padre Salvatore Morittu, socio onorario del nostro Club. L’inesauribile generosità di Salvatore Fozzi, vera
anima del progetto, ha consentito di coinvolgere il Distretto 2080, che ha contribuito con una parte dei fondi e tutti i 28 Club
della Sardegna, che hanno risposto entusiasticamente alla chiamata di Salvatore. Tutti insieme abbiamo raggiunto il ragguardevole obiettivo di consegnare a padre Morittu ben 24.500 Euro! La Festa presso la Comunità di S’Aspru, alla presenza del nostro
Governatore, ha visto la partecipazione di circa 200 rotariani provenienti da buona parte dei Club sardi ed ha consentito a tutti di
conoscere la realtà costruita da padre Morittu
a partire da qualche rudere diroccato. Durante la nostra giornata a S’Aspru abbiamo
potuto apprezzare come il grande amore di
padre Salvatore per i ragazzi, che nella comunità percorrono il loro cammino verso il
recupero, e la sua ineguagliabile capacità di
Inaugurazione della nuova falegnameria della Comunità S’Aspru di padre Morittu (10 maggio 2015).
comunicare e di entusiasmare riescano a muovere la grande generosità dei sardi.
Abbiamo promosso ed avviato con i Club
del COIN un grande progetto per rendere la
nostra città più accessibile ai disabili. Abbiamo
lanciato il progetto organizzando, in partnership con la Federvolley, il primo torneo internazionale di sitting volley mai organizzato in Italia, che ha visto l’esordio ufficiale della nazionale italiana maschile. La partecipazione della nazionale brasiliana, vice campione
del mondo, e della nazionale croata, decima
nel ranking mondiale, ha fatto da cornice all’esordio della nostra nazionale e della rappresentativa sarda. I nostri atleti hanno avuto il privilegio di allenarsi e confrontarsi con
autentici campioni e crescere nella loro strada verso le Paralimpiadi di Rio de Janeiro. La
manifestazione è stata un bellissimo esempio
di sport: pochissimi si sono accorti che in campo c’erano persone disabili e moltissimi hanno apprezzato lo spirito di rispetto e di autentico fair play con cui gli atleti ed i tecnici
di tutte le squadre hanno onorato la manifestazione. Un particolare ringraziamento va a
Vanda Mulliri, Michele Russo, Antonella Sarais e Michele Agus ed ai tanti nostri soci che
hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa. Non
posso dimenticare le società sportive G.S. Sardegna e Cagliari Volleyball, che ci hanno dato
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Rotary Club Cagliari
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La squadra del Brasile, vincitrice del torneo di sitting volley.
Inizio da un’attività che il
nostro Club svolge da anni
grazie all’infaticabile lavoro
dell’Associazione degli Amici dell’Oasi di San Vincenzo
e di tutti gli altri amici, rotariani e non, che collaborano con loro. Con Paolo Ritossa, Ninni Giua e tanti altri amici del Club abbiamo
passato una bellissima giornata nel mese di dicembre, in
cui abbiamo rinnovato il nostro abbraccio a suor Anna ed
ai ragazzi ospiti dell’Oasi.
In un caldo clima di amicizia
ci siamo scambiati gli Auguri di Natale. È stata una bella serata di sport e di solidarietà. Gli amici del GS Sardegna, di cui è presidente mio
figlio Stefano, i tecnici e le ragazze del Cagliari Volleyball
hanno montato un campo
di pallavolo e organizzato
una partita in cui hanno
coinvolto una decina di ragazzi immigrati ospitati all’Oasi. Fino a che il buio ha
reso impraticabile il campo i
pallavolisti ed i giovani ospiti dell’Oasi hanno dato vita
ad una partita durata alcune
ore, in cui i giovani ospiti della Comunità non hanno assolutamente sfigurato.
una grande mano nell’organizzazione dell’evento. Con tutti
loro è nata una bellissima amicizia che spero prosegua al di
là del mio mandato. Un ringraziamento particolare lo devo
formulare alla FIPAV nazionale, ed in particolare all’amico
Benito Montesi, ed alla FIPAV Sardegna presieduta dal grande Vincenzo Ammendola, con il quale abbiamo costruito, lavorando all’organizzazione dell’evento, un forte rapporto di
amicizia e di fiducia reciproca.
Passo ai progetti che ci sono più vicini: quelli del nostro
Club, su cui voglio soffermarmi per dare il giusto rilievo all’attività dei tanti amici che vi hanno dedicato tempo ed entusiasmo.
Maria Pia Lai Guaita e la
sua commissione hanno portato a termine in collaborazione con l’associazione di volontariato Ichnusa e con il nostro Rotaract una ricerca per
verificare la percezione del fenomeno droga e sviluppare
una visione finalizzata ad
agevolarne la prevenzione. I
risultati dell’indagine sono
stati illustrati nel libro di
I partecipanti al torneo di sitting volley svoltosi domenica 22 febbraio 2015.
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Maria Pia Le donne e la droga presentato al
nostro club in un’affollata ed interessantissima serata. L’indagine non si è limitata al
fenomeno “droga” ma anche a tutte le sostanze psicotrope che creano dipendenza
come l’alcool ed il fumo. La collaborazione
con l’Associazione Ichnusa proseguirà con un
progetto pluriennale che intende approfondire il lavoro già fatto e fornire ulteriori strumenti utili per la prevenzione di un fenomeno
sempre allarmante.
Grazie al torneo di golf Hole in One, organizzato dalla commissione Rotary Foundation il 18 aprile, che ha visto la partecipazione eccezionale di circa 120 golfisti,
parte dei quali rotariani appartenenti alla Felloship Golfistica Rotariana, il nostro Club ha
potuto inviare alla Rotary Foundation un eccezionale contributo al programma End Polio Now di oltre 20.000 Euro. Un vero e proprio record, molto al di là di ogni più rosea
aspettativa. Oltre a porgere il ringraziamento
del Club agli amici Alberto Cocco Ortu e Nico
Porcu, mi faccio portavoce del ringraziamento
che certamente rivolgono a Nico ed Alberto,
con un luminoso sorriso, le migliaia e migliaia
di bambini del terzo mondo che potranno essere vaccinati ed evitare le gravi invalidità
conseguenti dalla polio.
Il progetto SulcisLab, che abbiamo ideato e portato avanti con i Club di Carbonia ed
Iglesias, nostri storici partner in vari progetti
di interesse pubblico, mi rende particolarmente orgoglioso. Come sapete, il progetto intendeva realizzare, grazie alla collaborazione tra giovani designer e artigiani sulcitani,
oggetti connessi al tema del food da esporre all’EXPO 2015 di Milano. L’entusiasmo e
la determinazione di tutti gli amici della commissione, Maurizio Boaretto, Larry Pagella
e Franco Passamonti per il nostro Club, Stefano Carbone e Roberto Monticelli per Carbonia, Giovanni Cui, Sergio Serci e Carlo Torchiani per Iglesias, oltre all’infaticabile e preziosa opera di Olga Bachshmidt, curatrice del
progetto, e di Annalisa Cocco, che ha guidato
i giovani designer, hanno consentito di por-
tare a Milano, alla manifestazione Milano Makers, numerosi oggetti che hanno avuto un
grande successo. Un importante negozio di
Milano in zona Brera ha acquistato l’intera
collezione ed intende commercializzarla.
L’anno venturo passeremo alla fase 2 del progetto, con azioni di formazione imprenditoriale rivolte agli artigiani e con mostre ed
esposizioni che proietteranno gli artigiani fuori dal Sulcis.
Un progetto che ho particolarmente amato è l’Archeotour, arrivato alla sua undicesima edizione, dal titolo Sardegna: la sua storia nella pietra. Pensate che una delle prime
edizioni dell’Archeotour fu progettata trent’anni fa sotto la presidenza di mio padre e
fu realizzata da Antonio Romagnino l’anno
successivo. Ninni Cabras, che 30 anni fa ha
ricevuto la spilla del Rotary da mio padre, è
stato l’anima ed il motore di questo evento
a me così caro. Che grande rotariano il mio
amico Ninni… Ha organizzato nei minimi dettagli ogni evento ed ogni istante dell’Archeotour, con il prezioso supporto di Marcello
Marchi, di Paola Giuntelli, di Beppe Cascìu,
di Michele Rossetti, di Nico Porcu, di Alberto Cocco Ortu, di Francesco Danero, di Caterina Lilliu, di Margherita Mugoni Contini
e di tanti altri amici che si sono presi cura dell’organizzazione degli eventi e del benessere
dei nostri ospiti. I nostri soci hanno seguito
e coccolato per un’intera settimana 54 tra rotariani e familiari provenienti dai Club di tutta Italia. La gioia e la soddisfazione dei nostri ospiti sono stati la più bella gratificazione per il loro lavoro. In una bellissima cornice di soci ed ospiti abbiamo salutato i nostri amici “archetouristi” con una conviviale nobilitata dalla presenza e dall’intervento dell’Assessore Regionale al Turismo dott.
Francesco Morandi.
Nel corso dell’anno abbiamo completato
ed inaugurato i pannelli illustrativi delle opere d’arte e dei manufatti presenti nella chiesa di Sant’Eulalia, chiesa del XIV secolo ubicata nel quartiere di Marina. Tutto ciò è stato possibile grazie all’instancabile opera di
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Rotary Club Cagliari
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Lo spettacolo di danza classica della Scuola di Anna Kurkuba svoltosi l’8 dicembre 2014 al Teatro Massimo
per la raccolta fondi a favore del progetto per la prevenzione delle malformazioni congenite.
Marinella Ferrai Cocco Ortu, al prezioso supporto della storica dell’arte Lucia Siddi e del
nostro Franco Staffa, che ha curato la traduzione in inglese dei testi. Nella parte bassa della scheda è presente il simbolo del nostro Club, emblema del messaggio rotariano
di pace e di amicizia tra i popoli, espresso attraverso il linguaggio universale della cultura.
Sempre grazie all’opera di Marinella, altra grande protagonista di quest’anno rotariano, il nostro Club ha partecipato con un
articolo titolato Il culto e le Chiese di Sant’Agostino a Cagliari al progetto distrettuale I Club del 2080 raccontano. Cattedrali,
Santi Patroni e Tradizioni promosso dalla
Commissione Distrettuale Arte e Cultura su
indicazione del nostro Governatore.
Prosegue il suo cammino il progetto per
la Prevenzione delle Malformazioni Congenite. I soldi raccolti con le prime tre edizioni di Musikaralis hanno consentito la realizzazione di una massiccia campagna d’informazione diffusa dalla televisione e dai giornali e realizzata con la distribuzione capillare di materiale informativo alle giovani don-
ne in età fertile attraverso la rete delle farmacie regionali. È attualmente in corso, con
il supporto di Federfarma, il rilievo dei
trend di consumo dell’acido folico. Quest’anno
ben due eventi hanno finanziato la raccolta
di fondi: lo spettacolo di danza classica della Scuola della sig. Anna Kurkuba l’8 dicembre, con la presenza di circa 700 persone che hanno gremito il Teatro Massimo ed
il concerto del maestro Mario Brunello, violoncellista di fama internazionale, presentato
come gli anni scorsi da Flavia Corda, con la
partecipazione straordinaria della violinista
Anna Tifu, del chitarrista Simone Onnis, del
Duo Frank, della Scuola di Danza Athena e
del coro delle voci bianche del Conservatorio “Pier Luigi da Palestrina” e del 2° Circolo Didattico di Quartu tenutosi il 7 giugno
sempre al Teatro Massimo. I prossimi obiettivi della campagna saranno la costruzione
di un data base pubblico sul consumo dell’acido folico e la sensibilizzazione delle autorità sanitarie regionali all’istituzione del Registro Regionale delle Malformazioni Congenite. L’istituzione del Registro consentirebbe
di monitorare il numero di casi in essere e di
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Rotary Day alla FAO (23 febbraio 2015).
verificare in modo concreto i risultati delle
azioni di prevenzione. Il mio più caloroso ringraziamento va ai miei grandi amici Giuseppe
Masnata, Mario Orgiana, presidente dell’ASBI
(Associazione Spina Bifida), Alessio Grazietti,
Alessandro Palmieri e Luigi Puddu per la passione e l’impegno in questa difficile battaglia
che da parecchi anni ci vede impegnati.
Abbiamo concluso la prima fase del progetto Nanyuki, avviato da Francesco Birocchi lo scorso anno. Le due manifestazioni di
quest’anno, il Concerto Gospel tenutosi alla
Fiera Campionaria il 19 dicembre con la partecipazione del Black Soul Gospel Choir che
ha cantato insieme alla star inglese del gospel Eloise Kirby, e la serata Sardegna in
Black del 14 giugno con 8 grandi artisti sardi e gli artigiani del progetto Sulcis Lab, nella meravigliosa cornice del Parco della Musica e del THotel sono stati, insieme alla generosa donazione di un nostro socio, decisivi per completare la prima fase del progetto. Con la nostra raccolta fondi riusciremo a
dotare di un impianto fotovoltaico il centro
di Assistenza per malati terminali che don
Franco Crabu ha realizzato a Nanyuki. I pannelli fotovoltaici che verranno donati consentiranno di alleviare gli elevati costi dell’energia elettrica che gravano la gestione del
Centro. Spero vivamente che il nostro Club
continui a stare vicino a don Franco e ad aiutarlo nella sua preziosa missione di amore a
favore del popolo Keniano.
Ultimo, ma non nel mio cuore, il progetto che avevo sognato all’inizio dell’anno e che
si sta realizzando grazie all’opera di Michele Rossetti, di Salvatore Fozzi e di Gianfranco
De Gesu: la digitalizzazione dell’archivio cartaceo del nostro Club. Il progetto verrà realizzato grazie al lavoro di due detenuti che
sono stati già scelti e segnalati al nostro Club.
Credo che la realizzazione di questo progetto renderà più partecipi i soci della gloriosa
storia del nostro Club e darà un contributo
alla riabilitazione di questi nostri amici
meno fortunati agevolandone, attraverso il
lavoro, il reinserimento nella società civile al
termine della loro pena.
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
11
La giornata all’Oasi di San Vincenzo con i ragazzi ospiti della comunità e gli amici del G.S. Sardegna.
Permettetemi di chiudere questo lungo intervento con l’attività del nostro Club a favore
delle Nuove Generazioni. Il prezioso lavoro di
coordinamento svolto da Maria Luigia Muroni
ha connotato un anno memorabile. Del successo di un ragazzo presentato dal nostro Club
nel concorso distrettuale sulla Legalità e
l’Etica ho parlato sopra, qui vorrei ringraziare
Francesco Danero e Cecilia Onnis per la loro
assidua opera di tutoraggio dei ragazzi dello
Scambio Giovani, che l’anno venturo ci vedrà
impegnati nell’ospitalità di ben 7 ragazzi!
Che dire dei nostri splendidi ragazzi del Rotaract, sempre vicini con affetto al nostro Club
(basti pensare che hanno partecipato a quasi tutte le nostre riunioni) e sempre attivissimi nei loro progetti di servizio. Lo stretto legame tra loro ed il nostro Club è stato sempre garantito dall’efficienza, dalla grazia e dalla simpatia di Francesca Cozzoli. Permettetemi un abbraccio particolare al mio amico
Simone Parente, che ha presieduto il Rotaract
Club Cagliari con equilibrio ed entusiasmo ed
a tutti i Soci del Rotaract per avermi segui-
to, e spesso anticipato e stupito, con le loro
magnifiche iniziative. È un gruppo che sta diventando importante anche a livello distrettuale, dove viene indicato come simbolo e modello. A Simone, tra l’altro, va l’indiscutibile merito, grazie alle sue indubbie doti di leadership, di avere notevolmente aumentato l’organico del Club e la sua produttività. Tra i soci
del Rotaract mi fa piacere citarne due in particolare: Michele Schintu e Veronica Puddu,
che hanno sviluppato con me e con Patrizia
Giranu un progetto a favore della Brigata Sassari, nell’ambito delle celebrazioni del suo centenario: la progettazione della “Lolla de Sos
Dimonios” struttura di ospitalità e di ristoro della Brigata Sassari.
IL RYLA sul “Marketing dei beni culturali” curato da Roberto Nati, con la partecipazione dell’Assessore della Cultura del Comune di Cagliari d.ssa Enrica Puggioni e dell’Assessore al Turismo del Comune di Cagliari
d.ssa Barbara Argiolas, è stata un’altra perla di questo anno colmo di attività e di soddisfazioni.
12
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Sento a questo punto il dovere di dire un
grazie sentito a tutti gli amici che mi hanno
aiutato materialmente e moralmente in questa bella avventura durata un anno. Ed io di
amici ne ho avuti tanti: tutti voi, che mi avete scelto, mi avete sostenuto nelle iniziative,
e sopportato nelle mie dimenticanze, ma voglio qui ringraziare undici amici speciali, il
mio formidabile direttivo. Se potessi rallentare la corsa sfrenata del tempo fermerei tutti i momenti che ci hanno visti vicini... tutti i momenti in cui questi miei amici mi hanno dato affetto, mi hanno regalato un sorriso... fermerei ogni momento in cui le loro parole mi sono scese nell’anima.
Un grazie di cuore al nostro Governatore
Carlo Noto La Diega che è stato di frequente al fianco del nostro Club nelle sue principali iniziative ed all’Assistente del Governatore Giacomo Oppia che mi onora della sua
amicizia e mi ha sempre sostenuto con il suo
affetto ed il suo apprezzamento.
L’ultimo ringraziamento, però, lo voglio
riservare alla mia metà, Antonella che, da dietro le quinte, mi ha costantemente aiutato,
consigliato, incoraggiato, ha pazientemente
sopportato le mie assenze e le mie distrazioni,
ed ai miei figli Stefano e Laura per la loro vicinanza e per il supporto prezioso nelle attività in cui sono stati coinvolti. Tutti loro sono
stati dei preziosi soci aggiunti del nostro Club.
Da adesso tornerò a dedicare loro il tempo
e l’attenzione che meritano.
Abbiamo fatto tanto, ma potevamo fare
certamente di più.
Feci quod potui,
facient meliora sequentes.
Mi piace congedarmi con questa frase classica, opportunamente rimaneggiata, che
vuole essere un segno di fiducia in chi viene
dopo di me. A Stefano, che da stasera sarà
il nostro nuovo Presidente e ne ha tutti i numeri, vanno i miei auguri più calorosi.
Come ho già avuto modo di dirgli in altre occasioni non gli mancherà mai il mio appoggio.
Grazie di nuovo a tutti Voi e Buon Nuovo Anno Rotariano!
Mario
■
a Commissione “Etica e Legalità”
del Distretto 2080 del Rotary ha
indetto un concorso aperto agli
studenti delle Scuole Medie, Superiori,
Universitari e neolaureati sul tema
“Luce sui tempi della Giustizia italiana,
Riflessioni e aspettative dei cittadini per
una tutela rapida e giusta dei propri
diritti, nell’esercizio dei propri doveri”,
da svolgersi con spot filmati, manifesti,
foto originali, elaborati scritti.
L
ad promuoverne le attività, a prendere
contatto con i Presidi di scuole cittadine per
coinvolgere i loro allievi. La sua richiesta è
stata colta dai Licei: Classico Dettori,
Scientifico Alberti, Artistico-Musicale Fois e
dall’Istituto Superiore Duca degli Abruzzi.
La scelta è stata felice: un allievo della
5a C del Liceo Artistico, Lorenzo
GIANNONI, docente la professoressa Rita
Atzori, ha vinto uno dei primi premi in
palio.
Il presidente Mario Figus e, di concerto,
Salvatore Fozzi, hanno incaricato Maria
Luigia Muroni, sempre impegnata nel
trasmettere ai giovani i valori del Rotary ed
Nella riunione del 9 aprile il PDG
Luciano Di Martino ha consegnato il
premio alla Preside dell’Istituto, dottoressa
Ignazia Chessa, per darlo allo studente.
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
13
La ruota gira: benvenuto al nuovo Presidente
Programma
anno rotariano 2015-16
Stefano Oddini Carboni
on avrei potuto sperare in una ispirazione migliore, per il programma e
i temi 2015-16, di quella che è giunta dal RI President “Ravi” Ravindran. Egli
ha indicato come tema dell’anno Be A Gift
To The World, Siate Dono Nel Mondo. È un
invito che ci chiama ad incarnare l’essenza
stessa del nostro essere Rotariani, a riscoprire
una volta di più il DNA del nostro Sodalizio
trasponendo in Azioni concrete l’alto ideale
del Service, che per il Rotary è motore e propulsore di ogni attività umana.
N
Cercherò dunque in queste poche righe di
dare una risposta coerente all’invito del nostro Presidente Internazionale, indicando
come immagino che il nostro Club possa essere dono per la nostra Comunità, ma fin
d’ora confidando che il prezioso apporto di
ciascun Socio potrà ampiamente superare
ogni obiettivo che io potrei porre.
Il presupposto del tema dell’anno – pare
ovvio – è la possibilità stessa di donarsi. Il nostro Club ha nelle sue fila straordinarie risorse.
Dobbiamo chiederci se e come possiamo rafforzare il nostro Club, anche per il futuro, affinché possa seguitare nell’alta tradizione che
lo contraddistingue. Coloro che possono donarsi sono i leader. Il concetto di leadership
lo ritroviamo in ciò che un tempo sarebbe stato espresso dall’oggetto del Rotary, e che oggi
è sintetizzato in Join Leaders, Exchange Ideas, Take Action (Unisciti ai Leader, Scambia Idee, Agisci per la Comunità).
Il Rotary, prima di tutto, unisce leader. Che
interagendo tra loro creano le sinergie che rendono possibile cambiare in meglio lo status
quo. Questo cambiamento positivo è – in ultima analisi – il nostro dono al mondo. Per
raggiungere questo obiettivo anche in futuro, occorre partire da un effettivo robusto e
di qualità: occorre trovare nuovi leader e «aumentare il focus sulle generazioni più giovani», come affermato da R. Ravindran.
Mi piace pensare che, se il Club ha voluto con me un Presidente relativamente giovane, sia stato anche per dare nuovo slancio
alla cooptazione di cinquantenni, quarantenni, trentenni, senza rinunciare alle necessarie caratteristiche di affermazione in ciascuna classifica professionale ma al tempo
stesso dando il giusto peso anche ad altre qualità proprie dell’umanità migliore, aprendoci così alle direttive da tempo impartite dal
RI in tema di rinnovamento generazionale.
Il nostro è certamente un grande Club, che
ha tutte le carte in regola per perpetuare la
sua tradizione assicurandosi un graduale ricambio generazionale. Lo sviluppo dell’effettivo passa in primis dalla conservazione dei
14
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Soci con maggiore anzianità perché solo con
il continuo, generoso e affettuoso apporto degli “anziani” i giovani potranno arricchire in
maniera qualificata l’esperienza rotariana.
Nessuna paura, dunque, di proseguire il notevole ricambio (circa il dieci per cento della compagine sociale) realizzato nell’Anno Rotariano 2014/15.
I punti cardine per il coinvolgimento di
nuovi (e soprattutto giovani) Soci sono in effetti i medesimi che occorrono per raggiungere l’obiettivo di essere dono nel mondo, e
possono essere sintetizzati in tre punti che
rappresentano le linee guida che desidero condividere con il Club.
I. IL PIACERE DI VIVERE IL ROTARY
tteso che il presupposto del Rotary è riunire i leader (Join Leaders), soprattutto “Opinion Leaders”, solo se essi si troveranno bene nel Club potranno beneficiare appieno della possibilità di scambiare idee (Exchange Ideas), attività che rappresenta il
nocciolo della nostra convivialità.
A chi arriva nel Rotary animato dal giusto spirito di Servizio dobbiamo offrire riunioni piacevoli e interessanti. Questo sarà largamente responsabilità della commissione
Programmi, ma in effetti ciascun Socio deve
sentirsi coinvolto.
A
II. IL ROTARY PER IL SOCIALE
na riunione di leader dediti a scambiare idee per migliorare lo status quo non
può che sfociare in azioni concrete a favore
della Comunità (Take Action).
Il Board Director Giuseppe Viale ha recentemente scritto sulla rivista nazionale
Rotary che occorre riposizionare il Rotary riequilibrando le energie che dedichiamo alla beneficenza (charity), che comporta sostanzialmente donazioni a recipienti terzi, a favore
di un’opera tesa in ultima analisi alla rimozione degli ostacoli al progresso (civic work).
U
È una tesi che condivido: ciò che il Rotary
è massimamente capace di fare è precisamente la creazione di positive sinergie tra pri-
vati e talvolta anche col pubblico in grado di
cambiare significativamente le cose.
Ne è prova la stessa campagna End Polio
Now, nata non da delle semplici donazioni –
pure necessarie – ma dall’ingegno del Rotariano
Sergio Mulitsch di Palmenberg, in una sinergia il cui risultato oggi è sotto i nostri occhi.
Per questo proporrò un intervento tangibile e concreto a S. Elia, quartiere che nella nostra Città simboleggia speranze disattese e difficoltà. La parrocchia di S. Elia ospita nei suoi locali un centro medico, che è gestito dall’Ordine di Malta. Il Rotary può certamente ritagliarsi un ruolo primario di
grande utilità sociale nel potenziare le strutture di tale centro, in un intervento duraturo, riconoscibile e sostenibile proprio grazie
a delle sinergie, conforme peraltro alle aree
d’intervento dettate dalla Rotary Foundation.
Ma se promuovere il diritto alla salute può
certamente dare un segno di speranza, occorre
d’altro canto anche dare qualche prospettiva concreta alle fasce più deboli di giovani.
Per questo proporrò di cimentarci nell’organizzazione di corsi professionalizzanti per
piccole “abilità sociali” per i giovani del quartiere di S. Elia con una “Azione” perfettamente in linea con quanto desiderato dal nostro Governatore D. 2080 Perrone.
III. IL ROTARY PER LA CITTÀ DEI
NOSTRI FIGLI
nfine, ciò che credo dovremmo augurarci è
riuscire a creare, riunione dopo riunione,
delle piccole ma significative prospettive affinché Cagliari sia una città attraente per le
future generazioni. Penso a concorsi di idee
mirati, ad esempio sulla portualità cagliaritana. Ma occorre intercettare i reali bisogni
di chi, tra le nuove generazioni, desidera coltivare la virtù del Servizio. Per questo proporrò
anche di rifondare il Club Interact Cagliari:
sono certo che vi sono numerosi giovanissimi desiderosi di restituire qualcosa alla Comunità, intraprendendo un percorso che li potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza delle loro potenzialità nel “Donare”.
I
giugno 2015 —
Se fin qui ho delineato alcuni elementi che
caratterizzeranno in particolare l’Anno Rotariano 2015-16, saranno comunque molteplici
i progetti di Servizio in continuità con il passato, dal nostro impegno verso l’Oasi di San
Vincenzo o verso la Rotary Foundation, all’azione sociale e per le fasce disagiate, dall’attenzione per l’ambiente alla campagna di
sensibilizzazione sull’acido folico.
In ultimo, non certo per importanza,
uno sguardo alle Nuove Generazioni. Lo
Scambio Giovani ha ricevuto nuovi impulsi
a livello distrettuale: occorre implementare
sempre più l’idea di un programma aperto
attraverso il quale il Rotary possa sostenere
concretamente giovani meritevoli.
Merita inoltre di essere segnalato che recentemente il Rotary ha elevato il Rotaract
al rango di “partner” del Rotary.
Questo, se da un lato deve responsabilizzare i giovani, dall’altro ci impone di curarci sempre di più del Rotaract, anche attraverso progetti o iniziative condivisi.
È proprio questo il senso del nuovo rango di “partner”: se ai nostri giovani riusciremo a instillare i principî del Service, po-
Rotary Club Cagliari
tranno loro stessi proporci delle attività con
valenza rotariana.
Se così sarà, il futuro del Rotary sarà in
buone mani.
In conclusione, rivolgo un invito a tutti i
Soci per una partecipazione attiva e non solo
alle riunioni settimanali: la chiave di volta di
un Rotary vivace e socialmente utile non è
tanto nell’assiduità – pure importantissima
– ma nel coinvolgimento.
Vivere insieme anche questo nuovo anno
ci consentirà di affrontare meglio le sfide che
si presenteranno e di raggiungere gli obiettivi che ci porremo.
Diceva Paul Harris che il Rotary deve evolversi in ogni tempo e, talvolta, essere rivoluzionario.
Si dice anche che nel Rotary si arriva per
il Servizio e si rimane per l’Amicizia.
Se a fine anno potremo voltarci indietro
e vedere di aver rispettato questo adagio, magari coinvolgendo nuove leve nell’ingranaggio della ruota, allora vorrà dire che avremo
fatto qualcosa di buono, che saremo stati davvero “A Gift To The World”.
■
a lieta notizia, incolpevolmente ritardata, della
nascita (22 ottobre 2014) di GIULIA, figlia degli
amici Christian Cadeddu e Laura Cassisa, se
non saluta i primi vagiti, può darsi faccia giungere il
nostro, affettuoso pensiero quando la bimba sta per
muovere gli iniziali incerti passi del lungo, sereno,
felice cammino che,
di cuore, auguriamo
a lei, ai genitori e a
tutti i suoi cari.
L
15
16
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Nel centenario della Brigata
In ricordo di
un “Sassarino”
Giuseppe Cascìu
o scorso 12 febbraio, durante la conversazione sul centenario della Brigata Sassari fatta al Club dal colonnello Rosa, comandante del 151° Reggimento di
fanteria, ho rivissuto con emozione le lontane
gloriose vicende dei “Sassarini” nella Grande Guerra del ’15-’18; vicende che io avevo
percepito da bambino e poi meglio conosciuto,
oltre che durante i miei studi giovanili e dalla narrazione di Emilio Lussu nel suo libro
Un anno sull’Altipiano, anche dai Ricordi di
vita militare e diario di guerra di mio padre
Flavio Cascìu, e dal libro La Brigata Sassari
L
– note di guerra di Giuseppe Tommasi, donatogli da mia madre nel 1926 con una appassionata dedica...
Il libro di Tommasi, che è stato da noi
ritrovato ed estratto dalle macerie della casa
di piazza Galilei distrutta nel bombardamento
del 13 maggio 1943, racconta la vita della Brigata e cita i nomi dei tantissimi militari distintisi in guerra; e tra questi c’è anche il nome
di mio padre che, per varie azioni in prima
linea e per l’azione di conquista del Col
d’Echele nella battaglia di quegli epici “Tre
giugno 2015 —
Monti”, i tre famosi cocuzzoli dell’Altopiano dei Sette Comuni di Asiago, ha ricevuto la
medaglia d’argento al valor
militare sul campo, una croce di guerra francese con
stella d’argento, una croce al
merito di guerra italiana, un
nastrino della campagna italo austriaca con 2 stellette e un
distintivo d’onore per ferita in
combattimento.
Il Diario di guerra, di oltre 80 pagine da lui poi trascritte in un fascicolo autografo che mio fratello Gianni ha gelosamente e “religiosamente” custodito in famiglia, con brevi e sintetiche annotazioni ma anche con più
estese, tragiche e raccapriccianti descrizioni narra e
riassume il percorso dei quattro anni di guerra che mio padre ha vissuto, quasi totalmente in prima linea, da
fante e poi da Caporal Maggiore nella 9a Compagnia del
152° Reggimento (aveva rifiutato per due volte la proposta di inserimento nel corso di allievi ufficiali), dal 16
novembre 1915 fino al 17 dicembre 1919, giorno del congedo della sua classe 1896.
Ho detto prima: rivissuto
con emozione; aggiungo: con
ammirazione e rispetto. In effetti tutti noi oggi pensiamo
alla Grande Guerra come ad
una crudele e inutile carneficina, subìta senza uno scopo preciso, probabilmente
sproporzionata allo scopo
raggiunto. Sarà anche vero,
ci sono commosse e penose
considerazioni in questo diario, ma mio padre, pur con i
suoi conflitti interiori, certa-
Rotary Club Cagliari
17
mente, non parla solo di carne da cannone ma anche di valori ideali e di rispetto del nemico, e degli “intrepidi giovani sardi” della Brigata che operò, sanguinò, mai dubitò e vinse sempre.
Mio padre è stato uno di quei tanti, intrepidi giovani.
È stato uno dei 100.000 soldati sardi dal sangue generoso, che col sacrificio di oltre 13.000 morti, attraverso l’epopea della “Sassari” hanno fatto conoscere al mondo e rifulgere
la Sardegna, “la grande nobilissima Sardegna”. Un’Isola lontana, ma un lembo della Patria da difendere e da rivendicare con onore, con l’onore del proprio nome, fino ai giorni fiammanti della vittoria.
Anche se, come scrive Tommasi nel suo libro, le madri
dei “sassarini” sono state le vere eroine, «che piansero a ciglio asciutto, col cuore che sanguinava più che la carne
aperta dal ferro nemico, per tutta l’ansia che le tenne sospese attimo per attimo, per quattro anni, sulla sorte delle loro creature...».
E del tormento di mia nonna Giulia Atzori c’è anche qualche accenno nel diario di papà.
18
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Mio padre è stato “più fortunato” dei tanti che non tornarono, costando alla Sardegna
lutti e desolazione in misura superiore rispetto
alle altre regioni italiane. È stato “soltanto” gravemente ferito il 13 ottobre del ’16
a quota 95 presso Gorizia nella battaglia
di Monte San Marco, ed è scampato più
volte alla morte in vari combattimenti;
episodi che peraltro, per quanto posso
aver avvertito da bambino e poi da ragazzo, avevano lasciato in lui un profondo tormento e sicuramente, silenziosamente ma fortemente avevano
segnato la sua vita tra noi. Ho infatti pochi ricordi della sua vicenda militare
raccontata a noi bambini, solo alcuni
aneddoti dei suoi giorni di guerra: come
in trincea si fumava il sigaro alla rovescia, col fuoco dentro la bocca per non
mostrare il rosso della brace all’esterno, al
nemico; e la sua avversione per i piatti di riso,
nel ricordo di come veniva cucinato il rancio,
con lo scarico dei sacchi di riso con tutto ciò
che c’era dentro (sassi, paglia e anche topi)
direttamente nei pentoloni...; però avvertivo,
sempre presente, il suo rimpianto del tempo
degli studi interrotti che cercava di rinfocolare, forse, leggendo a noi ragazzi i brani della Divina Commedia, le poesie di Leopardi,
Pascoli, D’Annunzio, e interrogandoci sempre del nostro profitto a scuola... E mi aveva anche colpito quel suo ripetuto rifiuto al
corso allievi ufficiali, quasi che il desiderio di
vivere i giorni di guerra assieme ai suoi compagni fanti fosse più forte del senso e del piacere del comando; magari per la consapevolezza che avrebbe potuto spingerli a morire,
ad un suo ordine di ufficiale, durante un assalto, chissà...
Tutto è rimasto sopito per lunghi anni
dopo la morte di papà; solo recentemente, nel
giugno dello scorso anno ho fatto con mio fratello Gianni una visita nel territorio dei Sette Comuni dove si svolsero le cruente battaglie della riscossa italiana dopo le tragedie del
Carso e di Caporetto. Già allora erano apparsi
in me l’emozione, l’ammirazione e il rispetto; e ora, in occasione del centenario, torna
alla ribalta questo suo Diario...
Foto familiare del “Sassarino” Flavio Cascìu durante
una licenza, col padre Giuseppe, la mamma Giulia e
i fratelli.
Era stato arruolato il 16 novembre del 1915
all’età di 18 anni compiuti (era nato il 24 gennaio del 1896). Non ho ricordi fotografici di
questo periodo e degli anni successivi, perché
molte carte e documenti sono andati perduti
nelle macerie del bombardamento; solo una
foto familiare fatta durante una licenza, col padre Giuseppe, la mamma Giulia e i fratelli.
Da questa data comunque iniziano i ricordi scritti del suo percorso di guerra, da militare e poi proprio da “sassarino”; ricordi dei
quali riporto alcune iniziali note frammentarie e parziali, oltre a pochi – per la necessaria sintesi del racconto – ma significativi
passaggi della sua descrizione di uno scenario più ampio e articolato nel tempo, dal primo assalto fino all’ultima, vittoriosa battaglia del Piave e il congedo:
giugno 2015 —
16-22 novembre 1915. In seguito alla
chiamata della mia classe di leva... sono dichiarato abile di 1a categoria... vengo assegnato all’88° Fanteria di stanza a Livorno...
7-8 dicembre. ... a bordo del transatlantico “Principe Umberto” diretto a Livorno.
L’indomani ... alla caserma Cucchiari e poi
alla Scuola Micheli... La notte si dorme in un
pagliaio...
Incarico, nel primo periodo, di certe pratiche d’ufficio... senza volerlo divento ben presto il beniamino del Direttore dell’Ospedale che intende trattenermi, ma io sento il bisogno di andare a fare la guerra e faccio di
tutto per non restare...
da dicembre 1915 a giugno 1916, trasferimenti a Pontedera, Ponsacco, Capannoli,
lezioni di tiro, consegna del fucile, marce di
addestramento, campo, assegnazione al 97°
fanteria in formazione... ... e il 18 luglio partenza per la zona di guerra a Villafranca Padovana.
E i primi apprezzamenti... 23 luglio,
proposta del Capitano Ragucci per frequentare il corso allievi ufficiali e mio rifiuto... — E inizia l’azione di guerra:
7 agosto. All’1,30 giunge l’ordine di marciare verso il fronte; alle 4,30 suona l’allarmi, si levano le tende e il reggimento si mette in marcia; alle 12 si giunge a Barsano. Durante la marcia passa il Re in automobile, si
ferma e stringe la mano al generale Rossi...
8-9 agosto. Dopo la marcia del giorno prima verso la trincea, nell’oscurità profonda,
attività di riflettori, lamenti di feriti, puzzo
di cadaveri non ancora sepolti, alle 6 del mattino siamo di fronte a Oslavia. Si notano alcuni cadaveri austriaci in decomposizione...
... si avanza a sbalzi fra le cannonate nemiche, verso Gorizia... Un proiettile mi scoppia di fianco, cado per terra ma rimango illeso e soltanto schizzato dal sangue di un
compagno che viene colpito a me vicino e fatto a pezzi dalle schegge del proiettile...
notte tra 10 e 11 agosto. Di rincalzo nel
Convento dei Cappuccini di Gorizia... all’alba
giunge improvvisamente l’ordine di avanzare, per prendere un forte e importante trin-
Rotary Club Cagliari
19
cerone nemico di sorpresa... si innestano le
baionette e per la prima volta ci lanciamo all’assalto al grido di “Savoia!”... durante l’assalto si hanno molte vittime... muore al mio
fianco il comandante del plotone sottotenente
Rossi, una scheggia gli mozza un orecchio...
egli stoicamente vuole andare avanti e grondante sangue continua a incoraggiare i soldati... cade colpito al ventre da una scheggia di granata e muore fra le mie braccia e
fra le sofferenze più atroci... muoiono anche
i comandanti della 3a e della 4a compagnia...
Si espugna il trincerone e si prendono un migliaio di prigionieri...
dal 22 agosto. In prima linea fino a tutto
il 30. La notte si fanno i camminamenti per
preparare l’avanzata... si esce dalla 1a linea
con lo scudo e la sola vanghetta, strisciando
per terra; il puzzo dei cadaveri sparsi all’intorno, la troppa vicinanza degli avamposti austriaci e gli sprazzi di luce dei riflettori nemici
rendono poco agevole e piacevole il lavoro...
3 ottobre. Verso le 23 si va di rincalzo...
in attesa dell’azione per la conquista del San
Marco...
10 ottobre. All’alba inizia il violento
bombardamento delle nostre artiglierie, che
dura per ben nove ore... siamo raggruppati nei camminamenti in attesa del momento
dell’assalto... l’attesa è per me spasmodica
e attendo il momento di uscire all’assalto
come una liberazione... come cessa il fuoco,
al grido di Savoia in pochi balzi siamo addosso al nemico e conquistiamo i trinceramenti... i cadaveri nemici sono numerosissimi e fatti a pezzi... siamo costretti a passare su quei brandelli di carne e su tutto un cumulo di rovine... lo spettacolo è impressionante e orroroso...
13 ottobre. All’alba, dopo il fuoco delle nostre artiglierie, il bombardamento avversario si accentua... ...una pallottola di shrapnnell mi colpisce alla scapola sinistra... mi
ricovero sotto un ponte... zona troppo battuta per tentare una corsa al posto di medicazione... una pallottola esplosiva mi porta via il tacco della scarpa sinistra... intanto il braccio si irrigidisce, la ferita mi fa soffrire atrocemente e le forze mi vengono
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
meno per la perdita di sangue... verso le 20,
protetto dall’oscurità, quasi nudo, riesco a
raggiungere il posto di medicazione... giungo alla sezione sanità di Gorizia... ricovero
all’ospedaletto di campo n. 026... un capitano medico pratica un inutile taglio senza
estrarre il proiettile... soffro atrocemente, ho
l’impressione di perdere il braccio sinistro...
mi visitano un maggiore e un colonnello medico... sono in nota per essere inviato a Milano... a Milano il 21 ottobre, alla sala di medicazione mi si dice trattarsi della solita medicatura e io suppongo che per l’estrazione
del proiettile ci voglia il cloroformio... invece mi accorgo di un insolito movimento... in
un attimo, quasi a tradimento, a un cenno
del maggiore mi sono addosso sei persone e
stretto da tutte le parti sono sotto i ferri del
chirurgo... l’operazione è dolorosissima...
compiuta l’estrazione del proiettile mi assale
una febbre altissima e per tutto il giorno sto
molto male...
8 novembre. Per interessamento di mia
mamma ottengo di essere trasferito all’Ospedale della Croce Rossa di Cagliari in
convalescenza...
19 febbraio ’17. Ancora convalescente per
la ferita alla spalla sinistra, vengo dichiarato
idoneo alle fatiche di guerra e inviato in prima linea a Dreznica, presso Caporetto... Vengo assegnato all’11a compagnia e conosco Felice Pistis e Giovanni Brughitta, buoni amici e bravi soldati... veniamo impiegati per il
faticoso traino di cannoni in alta montagna
e in ispezioni notturne sul fronte, tra il Monte Nero e il Monte Javvorcek... La notte in
ispezione col sottotenente Donnaruma, toscano, di scarse qualità militari, timido, balbuziente, refrattario ad abituarsi ai disagi e
alle fatiche di guerra... percorro un lungo
tratto di fronte, mi rendo conto della situazione e dell’efficienza delle nostre linee... ho
però l’impressione che l’ufficiale sia io ed egli
un timido e inesperto soldato, incerto, ogni
cosa gli sembra un austriaco, vuole quasi essere guidato e incoraggiato... ... Il fronte è calmo, si ode solo qualche schioppettata da
ambo le parti, come a dirci a vicenda: “badate che siamo svegli e sempre pronti”. Il cie-
lo è stellato, il paesaggio che l’occhio abbraccia al chiaro di luna è incantevole e pieno di poesia... Il leggero mormorio delle acque del fiume, il candore della neve e il profondo silenzio rendono questo tratto di fronte suggestivo, irreale e quasi piacevole, nonostante tutto...
28 marzo. Nuova proposta del comandante di compagnia per frequentare il corso allievi ufficiali e mio nuovo rifiuto... vengo comandato come telefonista ai posti
avanzati e precisamente al p.p. n° 9...
15 settembre. Sono promosso caporale.
16 ottobre. Giunge l’ordine di inviare in
giornata tutti i sardi alla Brigata Sassari, a
Cà della Vallata. Io vengo assegnato alla 9a
compagnia del 152°.
26 ottobre. La disfatta di Caporetto e la
disastrosa ritirata fino al Piave, in tragiche
pagine; poi: ...A notte inoltrata, mentre gli avvenimenti precipitano e i tedeschi scendono
a valle, la “Sassari” è tutta schierata dal Torre al Natisone e ha il compito di proteggere
la ritirata... il disastro si delinea in tutte le
sue fosche e tragiche proporzioni. Piove
continuamente, siamo stanchi, laceri, affamati e molti sono scoraggiati e avviliti, incalzati dal nemico che avanza lanciando
avanti pattuglie di arditi e di cavalleggeri armati di mitragliatrici... Si giunge a Talmasson verso le 15, si ha la già completa visione tragica e disastrosa dell’esercito in rotta...
il panico è generale, non si capisce più nulla, mancano ordini precisi per agire con energia, quasi tutti indietreggiano vigliaccamente
come invasi della voluttà della sconfitta... io
e con me molti ci domandiamo indignati il
perché di questa vergognosa paura di fronte a un nemico più volte sconfitto e messo in
fuga...
fine ottobre. Ai soldati che fuggono si uniscono vecchi, donne e bambini pieni di orrore e di spavento... Quali scene strazianti e
spaventose!... La “Sassari” non ha soldati
sbandati e codardi neanche in queste tristissime ore, ma assiste alla vergognosa e dolorosa visione di migliaia di uomini che, perduto ormai il senso del dovere e dell’onore,
buttano le armi e si ritirano in disordine...
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Conquista di Col d’Echele.
...Tanta è la confusione e lo sbandamento...
... la “Sassari” è però sempre regolarmente
inquadrata e disciplinata agli ordini dei suoi
Comandanti... Il 31 ottobre, nelle prime ore
del mattino, ancora in completa efficienza ma
dopo una marcia faticosissima, esausti, affamati e assonnati passiamo il Tagliamento al ponte di Mandrisio e ci fermiamo ad est
di San Vito per una sommaria pulizia, perché siamo in uno stato da far pietà...
24-25 dicembre ’17. Ci portiamo a Campomezzavia di rincalzo perché il nemico da
vari giorni tenta di avanzare... Siamo allo scoperto, verso le 20 si va in 1a linea a Monte Melago, e per festeggiare meglio il Natale rimaniamo tutto il giorno a digiuno, senza pane
e senza rancio, assiderati e sempre in mezzo alla neve, e i pochi indumenti che abbiamo
non sono sufficienti per impedirci di battere i denti per il gran freddo, specialmente durante la notte...
31 dicembre. Mentre infuria il bombardamento nemico vengono distribuiti i doni di
Natale: calze di lana, cioccolata, marsala,
una scatola di sardine, noci e fichi secchi.
1° gennaio ’18. All’alba gli austriaci ci fanno gli auguri inviandoci una discreta scarica di proiettili; si hanno alcuni morti e pochi feriti. Come comincia male anche il
1918!
24 gennaio. Oggi compio 22 anni. È una
bella giornata e sono contento perché ho ricevuto una lunga lettera dalla mamma lontana, che prega e spera.
26 gennaio. Facciamo gli ultimi preparativi per il prossimo combattimento che ci
dovrà dare il possesso di un importante baluardo. La 33a Divisione, comandata dal generale Carlo Sanna, composta dalla Brigata Sassari, dal 5° reggimento bersaglieri, da
un battaglione del 45° fanteria di marcia, dal
1°, 2° e 4° battaglione d’assalto, da 5 compagnie mitraglieri come truppe d’azione e
dalle brigate Liguria e Bisagno e 14° bersaglieri come riserva, deve procedere alla conquista di Col d’Echele, Col del Rosso e Cima
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Val Bella. Alla “Sassari” è assegnato il compito della conquista di quota 1108, Col
d’Echele, e quota 1312, Col del
Rosso. Le trincee che ci accolgono in attesa dell’assalto sono piccole, mal tracciate, e i due colli che dovremo
assalire e conquistare, aridi
e sassosi, hanno invece ottimi osservatori, validi appoggi e buone trincee. Alle quattro del 28 gennaio, dopo un
furioso bombardamento,
mentre le nostre artiglierie allungano e intensificano il
tiro, ci portiamo da Cima Cischietto in prima linea, di
fronte alle Case Cotti. Ci
siamo! Alle 9,15, anticipando
di 15 minuti l’ora stabilita la
mia compagnia, la 9a, si lancia all’assalto e come una saetta si porta sulla cima del
Col d’Echele. Io sono in testa
col Comandante della compagnia tenente Mesaroli e
nell’impeto della corsa lasciamo indietro le fiamme
nere e il resto del battaglione, giungendo primi sulle
trincee nemiche, snidando i
difensori e facendo un buon
numero di prigionieri... L’impeto dell’assalto è stato travolgente, di fronte ai fanti
della “Sassari” non vi sono
difficoltà né ostacoli, tutto
piega, si screpola, si rompe,
cade, rotola, precipita. Anche
i nemici combattono da eroi
e lo dimostra l’accanimento
della lotta, i ripetuti corpo a
corpo e le gravi perdite subite
da ambo le parti. Io mi trovo in un cocuzzolo insieme all’intrepido Corraine da Orgosolo, il mio amico rimane
leggermente ferito al naso;
nella mischia una pallottola mi sfiora la fronte forandomi
la visiera dell’elmetto, ma certi scherzi hanno la virtù, se non
arrestano la vita, di aumentare il coraggio anziché di spegnerlo. Si può dire che in certe situazioni l’uomo si spoglia
di tutto ciò che ha di fragile e di caduco, e assume un aspetto quasi sovrumano. In quei momenti, io credo, eravamo qualcosa di più che semplici uomini... Il Comando Supremo così
scrisse sui gloriosi bollettini di quelle giornate: Durante le
azioni dei giorni 28 e 29 l’eroica Brigata Sassari... riconfermò il valore della sua gente e la gloria delle sue bandiere. Firmato Generale Diaz.
10 marzo. Sua Maestà consegna le decorazioni ai militari segnalatisi nei combattimenti... ... La cerimonia si
svolge in un campo vastissimo nei pressi di Villaverde...
Verso le 10 inizia la distribuzione delle decorazioni. Sua
Maestà si trattiene affabilmente con tutti noi e a tutti
stringe calorosamente la mano. A me è stata conferita la
medaglia d’argento al valore sul campo con la seguente
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motivazione: Fulgido esempio di virtù militari, volontario nella prima ondata d’assalto, raggiungeva tra i primi la trincea
nemica dove catturava numerosi prigionieri. Col d’Echele, 28 gennaio 1918.
E infine, il Piave!
23 giugno. Oggi gli austriaci in seguito all’eroica resistenza delle nostre armi e dopo
essersi persuasi che tutti i loro sforzi erano
vani hanno deciso di ripassare il Piave...
7 giugno. Carpenedo, presso Mestre. Ordine di tenersi pronti... L’offensiva austriaca si è già sferrata su tutto il fronte... riescono a dilagare nella regione San Donà-Musile... dato il grave pericolo viene fatta accorrere la 33a Divisione del prode Gen. Sanna e la Sassari ha anche stavolta il compito di lanciarsi prima nella mischia... alle 13,30
partiamo in autocarro verso la linea di
combattimento... L’urto è terribile, tutta la
brigata è avvolta come da un vulcano incandescente, ma non s’arresta e lotta eroicamente... ... avendo preso parte ai più accaniti combattimenti e perduto oltre 600 uomini, la brigata viene momentaneamente ritirata dalla linea del fuoco e tenuta di riserva
presso Meolo...
27 ottobre. Finalmente possiamo vendicare,
a un anno preciso di distanza, l’onta di Caporetto!... Passiamo il ponte sul Piave a Salettuol all’imbrunire e quindi ci buttiamo a
guado per i filoni del greto della riva sinistra...
Riceviamo l’ordine di attaccare lungo la direttrice Santa Lucia di Piave-Campolongo,
dove il nemico oppone ancora resistenza... finalmente gli austriaci sono costretti a cedere e Conegliano è occupata... Seguiamo
sempre il nemico in rotta... mentre passiamo
a guado il fiume Meduna, alle 15, giunge l’ordine di cessare le ostilità perché l’Austria ha
chiesto l’armistizio... la nostra gioia è indescrivibile!... la banda del reggimento suona...
la popolazione festeggia noi soldati con la più
sincera e affettuosa manifestazione di gioia!...
17 giugno. Ieri, mentre ci battevamo da
leoni per contrastare il campo al nemico, il
Capo del Governo On. Orlando così parlava... “Quando vidi i valorosi della Brigata
Sassari, sentii l’impulso d’inginocchiarmi davanti a loro, perché sentii in essi riassumersi tutta la virtù dell’Esercito. L’Italia ha contratto un grande debito di riconoscenza verso la Sardegna, e questo debito pagherà” ...
Terrà fede alle promesse stavolta il Governo d’Italia?
15 novembre. La brigata è incaricata di
presidiare la linea di confine... e in tal
modo chiude il ciclo delle sue gesta gloriose. Alle bandiere dei due reggimenti viene assegnata una seconda medaglia d’oro al valor militare, e così la “Sassari” è l’unica brigata di fanteria di linea che abbia, durante la guerra, guadagnato due medaglie
d’oro. La motivazione è la seguente: Espressione purissima delle forti virtù della gente di Sardegna, diedero il più largo tribu-
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Ecco, il giorno della conquista del Col d’Echele nostro
padre, come probabilmente
tanti suoi compagni della
Brigata, aveva 22 anni e aveva già dedicato la sua giovinezza alla Patria.
to di eroismo alla gloria dell’Esercito e alla causa della
Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Nei giorni della sventura, infiammati di
fede e di amore, riconquistarono con meraviglioso slancio le moltissime posizioni nemiche di Col del Rosso e di
Col d’Echele (28-31 gennaio 1918). All’imbaldanzito invasore
opposero nel Piave l’audacia della loro indomabile volontà
di vittoria, la fierezza sublime e la granitica tenacia della loro antica stirpe (16-24 giugno 1918). Nella battaglia
della riscossa non conobbero limiti di ardimento nell’inseguire il nemico (26 ottobre-4 novembre 1918).
15 febbraio-25 marzo 1919. Il reggimento è a Pagnacco.
Sono promosso Caporal Maggiore... ...
18 dicembre 1919. Mi viene rilasciato il foglio di congedo illimitato dove è scritto: Durante il tempo trascorso sotto le armi ha tenuto buona condotta ed ha servito la Patria con fedeltà ed onore. e alle 24 lascio Roma diretto a
Cagliari, dove giungo il giorno 22.
E anche se i tempi sono
cambiati, anche se, come prima ho accennato, l’enorme
tragedia della lontana “Grande Guerra” può aver profondamente segnato i sentimenti e la vita di questi intrepidi
giovani soldati, mandati costantemente e brutalmente
al macello, col coltello (sa leppa) tra i denti e spesso ubriachi fradici, ad ammazzare
sconosciuti soldati nemici
giovani come loro, in un turbine di inaudita ferocia e di
terrore che li coinvolgeva in
pieno e che, loro malgrado, li
faceva diventare eroi... ... anche se questo è vero, è bello
per noi tutti pensare che ancora oggi, dopo cento anni, i
giovani “Sassarini” di questa
gloriosa Brigata, con lo stesso spirito di sempre continuano a servire la Patria
con fedeltà ed onore.
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Cronaca delle giornate storiche
Cagliari si prepara
alla Grande Guerra
Marinella Ferrai Cocco Ortu
Italia aveva conquistato l’indipendenza e l’unità attraverso le guerre,
dal 1849 al 1866 tre erano state le
campagne belliche note come 1ª, 2ª e 3ª Guerra d’Indipendenza: grande era stata la partecipazione dei sardi, come testimoniato dal
Monumento ai Martiri del Risorgimento, fatto realizzare a Cagliari nel 1886 e collocato
nella piazza che ne prese il nome. La conquista di Roma capitale nel 1870 aveva
concluso questo processo, ma non completamente: mancava alle aspirazioni italiane il
Trentino Alto Adige, ancora sotto l’Impero
Austro-ungarico. Questo sentimento nazional-patriottico trovava riscontro in parte della popolazione trentina che mal sopportava
il giogo austriaco e ugualmente desiderava
l’unione all’Italia. Uno dei più noti esponenti
dell’irredentismo, Cesare Battisti, che poi pagò
con la vita la fede nella causa italiana, nei suoi
giri di propaganda inserì anche Cagliari, dove
venne nel 1914 per tenervi una conferenza patriottica a favore della annessione del Trentino Alto Adige al regno d’Italia. Sin dall’arrivo alla stazione ferroviaria ebbe calorosa
accoglienza dalla cittadinanza e il suo discorso
al Cinema Eden ricevette entusiastici consensi
L’
dal foltissimo pubblico presente. Una foto immortalò lo storico avvenimento.
Non stupisce dunque che allo scoppio della Guerra nel luglio del 1914 un fermento nazionalistico e interventista abbia scaldato gli
animi di tanti isolani. Un giornalista cagliaritano, Augusto Alziator, prima che l’Italia entrasse nel conflitto si arruolò nella Legione
Garibaldina comandata dai nipoti dell’Eroe,
unità che fu schierata nel fronte francese delle Argonne; L’Alziator, inizialmente fu creduto morto, invece era stato ferito e fatto prigioniero.
Il governo italiano, come è noto, pur vincolato dalla Triplice alleanza, il patto militare con l’Austria-Ungheria e la Germania,
inizialmente si dissociò dalla guerra poiché
le clausole del Trattato, prevedevano la partecipazione in caso di attacco verso uno dei
partner, mentre la dichiarazione di inizio delle ostilità non era stata atto di difesa ma di
offesa.
In Italia si formarono da subito due
schieramenti, uno neutralista, che faceva capo
al fronte liberale dell’anziano leader Giolitti, e comprendeva anche i socialisti ed i cattolici, ed uno interventista minoritario, ma
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che con Gabriele D’Annunzio e il suo nazionalismo bellicista si richiamava all’epopea risorgimentale e aveva il suo appoggio nel governo Salandra, sostenuto dal re.
Il conflitto, che si pensava rapido e risolutivo, si era già
impantanato sul fronte occidentale: la battaglia della Marna nel settembre del 1914 segnava l’inizio della tragica e drammatica guerra di trincea, che obbligò milioni di soldati a vivere, per 4 anni, in condizioni inimmaginabili; ciò nonostante
in Italia c’era chi pensava che una fine fosse vicina, quale
occasione migliore per finalmente conquistare il Trentino Alto
Adige? Con questo miraggio la minoranza interventista riuscì ad avere il sopravvento sulla maggioranza neutralista del
Parlamento.
Al culmine delle cosiddette «radiose giornate di maggio»
un crescendo di manifestazioni a favore della guerra si svolsero in diverse città italiane. La “radiosa giornata” cagliaritana si tenne il 16, i partecipanti si radunarono in piazza
XXVII marzo 1861, l’odierna piazza del Carmine (il cui nome
era stato mutato dall’amministrazione civica, per ricordare il celebre discorso di Cavour che proclamava Roma capitale del Regno d’Italia; per riavere la storica denominazione si dovrà aspettare un provvedimento del podestà Endrich del 1931). Un titolone de “L’Unione Sarda”, dichiaratamente schierato a favore, nella cronaca del giorno successivo
ne diede un dettagliato resoconto:
Il cronista parla di «una fiumana immensa di popolo, una
selva di bandiere, una moltitudine di persone in preda ad un
delirio di patriottismo» prosegue nella cronaca raccontando
che quando viene comunicato che il re, per forzare il Parlamento, ha rifiutato le dimissioni del presidente del Consiglio
on. Salandra, «la moltitudine rompe in un interminabile applauso, in grida altissime di Viva Salandra, viva l’Italia, viva
la Guerra». Inizia poi il discorso dell’avv. Giuseppe Sanna Randaccio, consigliere comunale esponente del gruppo radicale
riformista, che fu anche sindaco della città nel 1921 e deputato per la 25ª e 26ª legislatura, un discorso pieno di retorica guerresca e di rimembranze dell’epopea risorgimentale, infarcito di frasi del tipo: «il grido di dolore è sentito, l’Italia
riprende il cammino della sua storia, con i suoi risorge nella aurora del più puro ideale Giuseppe Garibaldi», etc., mentre la folla inneggia al canto dell’Inno di guerra di Garibaldi «si scopron le tombe, si levano i morti, i martiri nostri son
tutti risorti», e conclude richiamando l’ineludibilità del conflitto «sino a ieri si poteva essere neutralisti o interventisti...
Oggi la guerra apparisce come una fatale necessità, per il prestigio, per l’onore, per la gloria d’Italia», s’innalzano le pa-
role dell’inno di Mameli «Fratelli d’Italia l’Italia s’è desta
de l’Elmo di Scipio s’è cinta la
testa» (divenuto nel 1946
inno nazionale dell’Italia repubblicana).
La conclusione del discorso è salutata da una delirante ovazione, che riprende d’intensità quando il sindaco Ottone Bacaredda, interprete dell’anima della cittadinanza cagliaritana, improvvisa uno dei suoi meravigliosi discorsi che trascinano l’uditorio al più alto
grado d’entusiasmo: ogni frase è accompagnata da grida
di evviva; infine egli sottolinea di non essere guerrafondaio, però rimarca che
questa sarà l’ultima guerra
d’Indipendenza.
Terminate le orazioni la
folla si riversa nel largo Carlo Felice, forma il corteo e riprende la marcia attraversando le principali vie di Cagliari, via Roma, e il passaggio sotto la sede del consolato tedesco è salutato da un
coro assordante di fischi, viale Regina Margherita, viale
Regina Elena – sotto il consolato di Francia fragoroso
applauso quando il console si
affaccia tenendo in mano il
vessillo italiano, prende la parola e ringrazia per la manifestazione di simpatia elogiando il patriottismo dei
sardi «forti come il granito
delle sue montagne», poi
prosegue per piazza Martiri e
via Torino davanti al presidio
militare dove sosta facendo
una calorosa manifestazione
di simpatia all’esercito. Rientra poi verso piazza Martiri,
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via Mazzini e altra sosta davanti ad una delle finestre dell’abitazione del commendatore Benvenuto Pernis, membro della famiglia
dei noti imprenditori e presidente della Camera di Commercio, le cui figlie si affacciano al balcone vestite una di rosso, una di bianco e una di verde. Prima di sciogliersi, si delibera di inviare un telegramma all’onorevole
Salandra del seguente tenore:
Intanto presso la sede de “L’Unione Sarda” si ricevono le iscrizioni al Battaglione volontari: sono in gran parte operai, si invitano dunque anche gli appartenenti alle classi più elevate, specialmente coloro che professano idee interventiste, a iscriversi a dimostrazione del fatto che vogliano, coi fatti, e non solo con le parole, prepararsi a servire efficacemente la patria. Il comando del
battaglione viene affidato all’anziano generale Giuseppe Cao. L’associazione Tiro a segno offre ai volontari corsi gratuiti per il maneggio delle armi.
Viene creato un Comitato di preparazione civile per la raccolta fondi per le necessità della guerra. Il giornale pubblica i nomi
dei contribuenti e le adesioni. La sezione femminile apre un laboratorio, presso la sede della Fratellanza militare, per preparare indumenti da spedirsi ai soldati e ai figli dei richiamati, in proseguo raccoglie i pacchi di indumenti che man mano venivano donati per
la nobile causa.
Il presidente della Camera di commercio
invita con una circolare gli associati a garantire il posto di lavoro a quanti sono costretti a partire per la guerra.
Un folto gruppo di signorine cagliaritane
seguono un intensivo breve corso di allieve
infermiere per diventare volontarie della
Croce Rossa e potersi recare ad assistere i feriti nelle zone di guerra.
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Il giornale continua a tenere viva l’attenzione dei lettori pubblicando in prima pagine notizie delle storiche sedute della Camera
e del Senato nelle quali si decide di affidare al Governo i pieni poteri.
Intanto nella Gazzetta ufficiale un Regio
Decreto recante la data 13 maggio, all’articolo 1, richiama alle armi gli impiegati civili
e li pone in congedo dal servizio, col godimento dello stipendio, per tutta la durata del
conflitto; si confida comunque nella generosità
dei Comitati al fine di coordinare l’attività di
assistenza pubblica con quella privata.
Il 21 maggio, quando ormai è certo che
l’ora della grande decisione è giunta, sempre
“L’Unione Sarda” pubblica un appello che
invita la cittadinanza a una pubblica manifestazione di consenso.
Il giorno successivo la cronaca racconta
di una adesione massiccia, di una città imbandierata e illuminata, di studenti che attraversano la città cantando inni patriottici
e inneggianti alla Patria. Alle ore 18 una folla enorme si è spontaneamente riunita in piazza XXVII marzo (alias del Carmine) e diversi
improvvisati oratori tra cui l’avvocato Enrico
Nonnoi esponente del partito repubblicano
– fotografato in prima fila in occasione della visita di Cesare Battisti – tennero applauditissimi discorsi. Il corteo si mette in
moto ripetendo lo schema della manifestazione svoltasi la settimana precedente.
I magistrati non furono da meno e nelle
sedi istituzionali prima dell’apertura delle
Udienze sia in Corte d’Appello che nel Tribunale, i presidenti, il collegio dei giudici e
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il procuratore generale del re presero la parola inneggiando alla Patria e al Re e alle future vittorie.
Finalmente nei quotidiani del 24 maggio compare la dichiarazione di guerra all’Austria Ungheria. Quella alla Germania seguirà il 28 agosto 1916.
Gli studenti cagliaritani, per i quali la guerra era diventato un pretesto per non fare lezione furono severamente rimproverati: le dimostrazioni erano ormai proibite e sanzionate
penalmente; si ritorna a scuola.
Cominciano le limitazione dei diritti di libertà dei civili
previste dallo stato di guerra; un decreto vieta le riunioni pubbliche, le processioni civili e religiose, le passeggiate in forma militare con o senza armi e gli assembramenti in luogo
pubblico o aperto al pubblico. Il servizio telefonico interurbano
tra privati è sospeso; non si può entrare o uscire dal porto
dal tramonto al sorgere del sole salvo autorizzazione speciale.
Nel frattempo continua la mobilitazione dei richiamati
dei vari corpi e i convogli ferroviari che accompagnano i soldati nei centri di raccolta per l’imbarco al fronte sono fatti
segno di entusiastiche manifestazioni di simpatia nelle varie stazioni toccate dai treni, con i sindaci in fascia, la banda cittadina e i bambini delle scuole con sventolio di bandierine e fiori a manate «ai baldi giovani che il sacro dovere ha richiamato sotto le armi. I richiamati tutti allegri e fidenti nel grandioso avvenire della patria accolsero commossi
le manifestazioni di simpatia».
Tutti d’accordo dunque sulla ineludibilità della Guerra
e sulla sua giusta causa? Certamente no. Il Papa Benedetto XV, il Papa della pace, dalle pagine de “L’Osservatore Romano” censura la decisione ammonendo che alla guerra si
accompagna sempre una inevitabile scia di lacrime e disastri; richiama l’Enciclica nella quale esortava i Governi del-
le Nazioni Belligeranti a ridare ai popoli la pace: ma la
guerra che insanguinava
l’Europa si era estesa, purtroppo, «anche alla nostra diletta Italia», chiede infine a
tutti i cattolici di unirsi nella preghiera.
L’appello del Papa non
venne però raccolto dal più
autorevole esponente della
famiglia di cattolici cagliaritani: i Sanjust. L’ing. Edmondo Sanjust deputato del
collegio di Cagliari al parlamento nazionale, membro
del Partito Popolare Italiano
e poi tra i fondatori del Partito Nazionale Cattolico, è
chiamato in causa dagli esponenti della sezione di Cagliari
del Partito Socialista Italiano;
questi ultimi con una nota
con veemenza stigmatizzano
la politica guerrafondaia di
Salandra, che incoraggia e
promuove le dimostrazioni
interventiste, come le chiassate svoltesi in città, che
niente hanno a che vedere
con gli interessi dell’Italia e
che non rispecchiano la volontà popolare che è contraria alla guerra, lo pregano di
farsi portavoce delle loro
istanze presso il Governo nazionale; egli pur facendo
pubblicare ne “L’Unione Sarda” la lettera dei socialisti
sardi per onestà intellettuale ammette di essere stato
contrario fino all’ultimo alla
guerra, ha poi però votato a
favore del Governo perché ha
ritenuto che il gravissimo
periodo storico richiedesse
unità d’intenti e ora che le
ostilità sono iniziate richiama
al dovere di ogni cittadino,
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anche socialista, di compiere i necessari sacrifici per concorrere alla vittoria, concludendo che da parte sua contribuisce con due
figlioli e due generi tutti sotto le armi.
Il risveglio dalla ubriacatura patriottica richiama alla realtà di una Nazione in guerra.
A smorzare gli iniziali entusiasmi arrivano le notizie dei feriti e dei morti al fronte.
Il primo cagliaritano muore il 20 giugno: è
un giovane di diciotto anni, di nome Nando
Ardau: la città lo commemora con tutti gli
onori, ma ecco che ben presto a questo nome
se ne aggiungono altri quattro; è solo l’inizio di un interminabile elenco che colpisce le
famiglie cittadine di tutti i ceti sociali.
La guerra sembra lontana, si combatte al
fronte, pur tuttavia anche chi resta a casa ne
è coinvolto, non solo per gli inevitabili lutti, ma anche perché arrivano in città gli internati, vengono ospitati i feriti: le signore si
mobilitano, si vorrebbe organizzare qualcosa a loro favore, ma la scure della censura
proibisce alla stampa di pubblicare qualsiasi notizia in merito. Quello che comunque co-
mincia di più a pesare sono le ristrettezza imposte dall’economia di guerra: vietato illuminare le vetrine, i viveri scarseggiano e i
prezzi dei beni di prima necessità salgono; è
necessario disporre dei calmieri e compaiono le tessere annonarie, e quando ai cagliaritani si tocca il cibo la musica cambia subito, e il sindaco Bacaredda ne ha già da subito un vago presagio: infatti, ancor prima
che la guerra finisca, nell’agosto del 1917 dovrà dare le dimissioni a causa dei crescenti
disordini dovuti alle ristrettezze cui nel capoluogo si era costretti a vivere – che tanto
gli ricordano gli avvenimenti del 1906 – e la
città sarà retta fino al 1920 da due commissari prefettizi.
Il primo Natale dell’Italia dopo l’inizio del
conflitto non fu per Cagliari tra i più allegri,
ma quelli successivi saranno ben peggiori. La
Prima Guerra Mondiale fu un enorme massacro, costò milioni di vite umane, si portò
dietro un’inflazione e una recessione, un’eredità di odi, frustrazioni e rivalità nazionali.
Ma questa è un’altra storia.
■
ntrano nuovi soci ma qualcuno, il dottor Gianfranco De Gesu, ci lascia.
Motivo di rammarico per il Club che
perde un rotariano particolarmente attivo nella sua professione: come Provveditore Regionale per la Sardegna per l’Amministrazione
Penitenziaria egli si è adoperato con grande,
lodevole impegno per la rieducazione dei detenuti, tra l’altro, con accordi con la Università di Cagliari per attuare metodologie e tecniche di insegnamento a distanza, inoltre ha
avviato 10 detenuti all’attività di digitalizzazione del materiale cartaceo dell’archivio
degli Uffici Giudiziari di Cagliari e – come ha
ricordato in questa rivista il Presidente – ha
disposto che altri 2 detenuti, grazie alla disponibilità di accoglienza di Salvatore Fozzi, provvedano all’identica attività per il
materiale cartaceo del Club. Rammarico per
noi ma giusto riconoscimento dei suoi alti meriti che hanno determinato il trasferimento a
Roma per ricoprire l’alto ufficio di Direttore
Generale dell’Amministrazione Penitenziaria
(Beni e Servizi della stessa).
Giovedì 7 nella consueta riunione settimanale, lo abbiamo salutato cordialmente augurandogli felice successo nel nuovo prestigioso incarico. Il sabato successivo ci è stata
preziosa guida in una visita al Carcere di Buon
Cammino riservata ai rotariani.
E
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Statuina rappresentante una figura
femminile vestita con una lunga
tunica, braccia aperte e spalle coperte
da un lungo mantello.
Nuragus (CA). Bronzo Finale.
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L’isola delle torri
Giovanni Lilliu
e la Sardegna nuragica
Caterina Lilliu
oveva essere un evento all’altezza di quello che Lilliu ha dato
alla Sardegna. Cioè un sistema
di interpretazione della sua storia. Una
chiave di lettura a monumenti che prima di
lui erano avvolti da un’aura di mistero e mitologia. Lui invece li ha inseriti in un contesto
storico continentale, mediterraneo ed europeo... L’opera di Lilliu ha consentito di diffondere nell’Isola e fuori, la conoscenza
della civiltà nuragica. Il suo modello interpretativo rimane a tutt’oggi un imprescindibile termine con cui dialogare e confrontarsi. Questa mostra sarà un momento stra-
«D
ordinario per illustrare i risultati di un’intensa
attività di ricerca e di un interesse sempre crescente da parte della comunità scientifica internazionale, che negli ultimi cinquant’anni ha ampliato il patrimonio di conoscenze
sull’archeologia nuragica».
Con queste parole dirette ai giornalisti
Marco Minoja ha riassunto il senso della
splendida esposizione “L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica” che il
Mibact, tramite le due soprintendenze archeologiche dell’Isola, ha voluto dedicare al
famoso archeologo nell’ambito delle celebrazioni del centenario della nascita.
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La mostra, curata dallo stesso Soprintendente Minoja e dalle funzionarie
Gianfranca Salis e Luisanna Usai, è stata allestita presso il suggestivo Spazio espositivo di San Pancrazio nella Cittadella dei
Musei di Cagliari (15 marzo – 30 settembre
2014) ed è stata poi trasferita a Roma nelle
sale del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” (28
novembre 2014 – 7 aprile
2015). Due sedi che, significativamente, richiamano la
vicenda umana e professionale di
Giovanni Lilliu, segnando il Pigorini l’inizio giovanile del suo percorso di studioso,
e la Cittadella dei Musei, che oggi ne porta il nome, il cuore e la tappa finale della sua carriera di docente universitario.
Oltre all’omaggio a Giovanni Lilliu e
al riconoscimento del lavoro duro e appassionato svolto dai tanti archeologi in
Sardegna nell’ultimo trentennio – in gran
parte allievi dello stesso Lilliu –, un altro importante obiettivo ha ispirato
la mostra: quello di portare l’isola,
col suo scrigno di tesori, all’attenzione nazionale ed internazionale,
a trent’anni di distanza da un analogo evento, quando nel capoluogo
lombardo fu allestita l’esposizione “Nuraghi
a Milano”. Ed è facile immaginare quanto i
visitatori di entrambe le mostre, in partico-
lare non sardi, siano rimasti affascinati dalla ricchezza dei materiali presentati, e forse anche sorpresi nello scoprire tanto sapere e tanti talenti in un tempo così remoto e in una terra da
sempre percepita come
un lontano “mondo a sé”, in
senso fisico e in senso antropologico.
L’esposizione “L’isola delle
torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica” offre al pubblico
oltre mille reperti collocabili nell’arco dei mille anni della storia
nuragica, a cavallo tra il II e il I
millennio a.C. Gli oggetti provengono dai musei isolani, ma più spesso dai magazzini, in quanto inediti o di
recente acquisizione da nuovi scavi. In
alcuni casi si tratta di oggetti sequestrati nella penisola e all’estero nell’ambito di operazioni finalizzate a
contrastare il mercato clandestino; ma
sono presenti anche oggetti di fattura nuragica rinvenuti in contesti archeologici peninsulari, resi disponibili dalle soprintendenze e dai musei
della Toscana, Calabria, Campania e
Sicilia.
In un certo senso, si può dire che siano
proprio i contesti peninsulari a costituire la
chiave di volta dell’intera mostra. Infatti, or-
Sopra: Statuina di arciere con copricapo cornuto, arco tenuto con la mano sinistra e poggiato sulla spalla,
mano destra alzata, gonnellino triangolare e schinieri. Sa Carcaredda, Villagrande Strisaili. Bronzo Finale
– Prima Età del Ferro (XIII-XI sec. a.C.).
Sotto: Vassoio di forma ellittica con prese a tesa e motivi geometrici impressi e incisi. Villaggio di Tuppedìli,
Villanovafranca (Medio Campidano). Prima Età del Ferro (XII sec. a.C).
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gogliosamente, i curatori hanno inteso presentare per la prima volta in
modo organico e in tutta la sua evidenza documentaria il “vero
volto” della società nuragica, quello che sempre più emerge dalle ricerche e dagli studi in materia: una società non
“monolitica” e chiusa, come tradizionalmente (e banalmente) si era abituati a percepirla, ma
complessa e articolata, ed in costante dialogo con le culture del tempo. Perché i nuragici, pur nel solco di una propria solida tradizione, si sono sempre confrontati con i popoli che gravitavano nel Mediterraneo, stringendo
rapporti, assimilando, influenzando. Nell’età
del bronzo si stabilirono contatti con gli egei, i
micenei, e con i mercanti ciprioti, fenici e del Vicino Oriente, e si acquisì una posizione egemone
nei circuiti commerciali delle produzioni metallurgiche. Nell’età del ferro, gli oggetti nuragici che entrarono a far parte dei ricchi
corredi funebri di personaggi dell’aristocrazia etrusca e campana, e che si
possono ammirare nella mostra,
eloquentemente disegnano la
fitta rete di scambi che coinvolse i mercanti nuragici
sulla scia di antiche rotte
mai abbandonate.
Riassumere in una mostra una civiltà così lunga,
complessa, ricca di aspetti materiali e spirituali,
come quella nuragica, non
è impresa facile. I curatori
hanno scelto suggestivamente
di offrire al visitatore tre percorsi: la pietra, l’acqua, il metallo, gli elementi primordiali
sui quali si può dire si sia fondata
la civiltà nuragica.
La pietra è dei nuraghi, che ancora oggi
danno rilievo allo paesaggio fisico e umano
della Sardegna, ma ancor più lo dettero nel tempo in cui, a migliaia, furono edificati, divenendo sacro
simbolo e monumento eponimo di una civiltà. Askos a due colli, uno a protome bovina e l’altro
La pietra è, ancora, dei modellini di nuraghe semplice con orlo estroflesso.
Sa Sedda ’e Sos Carros, Oliena (NU).
dell’età del ferro e degli straordinari “guer- Età
del Bronzo – Età del Ferro (XIII – X sec. a.C.).
rieri-eroi” di Mont’e Prama (Cabras).
L’acqua è del mare, che circonda l’isola ma nello stesso tempo apre l’orizzonte verso terre lontane; è del cielo quando rovescia dopo la siccità, ma è soprattutto delle sorgenti e dei
pozzi, che diventano fulcro di riti elaborati e di celebri santuari.
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Il metallo è delle spade, delle lance e dei pugnali di un
popolo guerriero, ma è anche delle navicelle, delle spade votive infisse nei templi, e delle tante figurine umane ed animali, anch’esse offerte nei santuari, che costituiscono lo straordinario specchio di una società.
Nell’ambito dei tre temi si snodano la varie sezioni della
mostra, ognuna delle quali introdotta da una breve citazione, altamente evocativa, tratta dall’opera di Lilliu. Incontriamo così le architetture nuragiche e le tecnologie
costruttive, in particolare quelle idrauliche, la religiosità e
il culto dei morti, la società, l’economia, il territorio, la metallurgia, l’arte. A raccontare gli aspetti di questa grande
cultura, radicata nell’intero territorio sardo, sono molti luoghi celebri dell’archeologia isolana: il nuraghe Oes (Giave);
il nuraghe Alvu (Pozzomaggiore); il nuraghe Su Nuraxi
(Barumini), legato indissolubilmente alla figura di Giovanni Lilliu; il complesso cultuale di Sa Sedda e Sos Carros (Oliena); l’area di S’Arcu ’e Is Forros (Villagrande
Strisaili), costituita da un grande tempio “a megaron”, altri
edifici sacri e abitativi ed un nuraghe; il complesso di Sa
Carcaredda (Villagrande Strisaili), con un tempio, un villaggio e quattro tombe di giganti; i villaggi-santuari di
Abini (Teti) e Santa Vittoria (Serri); il nuraghe Nurdole
(Orani) trasformato in luogo di culto delle acque. Ed altri
ancora.
È un piacere addentrarsi tra le vetrine ed osservare tanti pregevoli manufatti – realizzati in pietra, ceramica e metallo – resi disponibili al pubblico a conclusione di un lungo e delicato lavoro di selezione e restauro. L’allestimento,
inoltre, si avvale di un apparato grafico e didattico che coinvolge emotivamente, supportato da tecnologie multimediali e arricchito da ricostruzioni e filmati di monumenti, che
garantiscono, anche visivamente, un continuo rimando ai contesti di provenienza dei reperti.
Gli oggetti esposti sono in parte conosciuti, mentre altri,
che il grande pubblico non ha mai visto, sono noti da tem-
Vaso piriforme con orlo estroflesso,
falso colatoio, con quattro anse a
bastoncello contrapposte.
Nuraghe Santu Antine, Torralba
(SS). Bronzo Finale – Prima Età del
Ferro (XII – IX sec. a.C.).
Pilgrim flask di forma lenticolare
schiacciata da un lato e conica dall’altro, con 4 piccole anse forate per
la sospensione, collo cilindrico.
Pozzo Santu Antine, Genoni (SS).
Bronzo Finale – Prima Età del
Ferro (X – IX sec. a.C.).
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po agli studiosi, grazie soprattutto alle opere di Antonio Taramelli; altri ancora sono esposti e resi pubblici per la prima volta in questa occasione. Il visitatore, nell’ammirarli,
rivive il sentimento romantico che animò i cercatori ottocenteschi, attraverso le raccolte dell’epoca, di cui sono un
esempio le 140 spade votive della collezione Vivanet ritrovate nel villaggio-santuario di Abini. Al contrario, indagini molto recenti, associate a metodologie avanzate e rigorose,
restituiscono al visitatore inediti contesti che hanno la forza di ribaltare vecchie (quanto deboli) ipotesi storiografiche:
è il caso della località nuragica costiera di Sant’Imbenia (Alghero) che accoglie un nucleo stabile di mercanti greci e fenici, rivelandosi un attivo emporio per il commercio di prodotti non sardi e per l’esportazione delle produzioni isolane; o le brocche in lamina bronzea e gli altri materiali da S’Arcu ’e is Forros, che attestano la centralità delle officine metallurgiche sarde e che confermano i forti legami tra la costa orientale dell’isola, la costa tirrenica e l’area etrusca; ed
ancora, i vasi rinvenuti nella capanna 10 del nuraghe Adoni (Villanovatulo), che forniscono preziosi elementi sulle abitudini alimentari dei nuragici, in quanto rinvenuti associati a semi di piselli, fave e vari legumi.
Dunque, una mostra di grande interesse anche per il pubblico e per gli studiosi non sardi, che hanno potuto godere,
nell’edizione romana, di un allestimento in un certo senso
ancora più ricco rispetto all’esposizione cagliaritana. Grazie alla collaborazione delle quattro camere di commercio
della Sardegna, sono stati infatti realizzati dei video introduttivi che propongono i paesaggi archeologici dell’isola, mentre lo stesso Museo Pigorini ha voluto esporre per l’occasione
i propri materiali archeologici di provenienza sarda, dei quali alcuni particolarmente importanti nuragici. È stata infine allestita, con notevole gradimento di pubblico, un’istallazione multimediale con ricostruzioni ad altissima risoluzione 3D delle sculture nuragiche del complesso di Mont’e
Prama, a cura del CRS4 (Pula).
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Bottone conico decorato a fasce
orizzontali a spina di pesce con
modellino di nuraghe quadrilobato. Località sconosciuta. Età del
Bronzo Finale.
Bottone a calotta conica decorato
con scanalature anulari nella superficie esterna e sormontato da
bovino stante. Nuraghe Nurdòle,
Orani (NU). Bronzo Finale (XII
sec. a.C.).
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Frammento di navicella con protome di cervo e residui di figurine
sull’estremità dello scafo.
Sa Sedda ’e Sos Carros, Oliena
(NU). Età del Bronzo – Età del Ferro (XIII – X sec. a.C.).
Lucerna a barchetta con protome
bovina. Su Mulinu, Villanovafranca (CA). Età Orientalizzante – Arcaica.
Il successo dell’esposizione ha richiamato ulteriore interesse. La mostra si sposterà a breve presso il Civico
Museo Archeologico di Milano parallelamente allo svolgimento dell’Expo (maggio –
novembre 2015) ed in contemporanea verranno proposti a Palazzo Litta gli scatti realizzati in Sardegna dal
celebre fotografo Berengo
Gardin in occasione della
mostra del 1985 “Nuraghi a
Milano”. La successiva tappa, nel 2016, sarà la Svizzera, presso l’Istituto di Archeologia dell’Università di
Zurigo.
I sapienti architetti, gli
abilissimi metallurghi, i navigatori intraprendenti della
nostra protostoria, tornano a
solcare il mare insidioso e a
raggiungere terre lontane,
Modello di nuraghe monotorre. Su Nuraxi, Barumini (Medio Campidano). Prima età del Ferro.
ancora una volta alla ricerca di dialogo e di fruttuosi scambi. Lo dobbiamo a istituzioni sensibili che, a prescindere dai
doveri di tutela del patrimonio, dimostrano di sapere quanto il passato sia vicino al presente e quanto ancora i Sardi
vogliano trarre forza dai miti e dagli splendori di una civiltà
che ebbe il suo apogeo nell’età del bronzo.
Non appaia stravagante, è una lucida riflessione, non
avrebbe altrimenti senso l’intera vita dello studioso cui è dedicata la mostra, a partire da quella lontana scoperta in una
piccola collina della Marmilla, rivelatasi straordinaria.
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Uno scrigno prezioso di opere d’arte
Il Museo diocesano
di Cagliari
Lucia Baire
beni culturali, qualsiasi sia la loro provenienza geografica e la memoria storica, sono sempre insostituibili testimonianze della vicenda esistenziale dell’uomo,
raccontano il suo passato e presagiscono il suo
futuro. In quanto tali sono l’emblema della
complessa realtà politica e religiosa, culturale e etica, in cui sono stati prodotti.
E nessuno può negare che in Italia l’arte
annovera tra il suo più consistente patrimonio quello caratterizzato dai manufatti artistici di ambito sacro, realizzati da abili
mani per esigenze collettive e individuali di
fede e culto.
Questa incommensurabile e inestimabile
ricchezza spesso non trova spazio per esprimersi all’interno di una parrocchia, sia essa
la Chiesa di un piccolo comune o il Duomo
di un capoluogo, la casa di un privato o un
I
Trittico di Clemente VII.
edificio costruito per la comunità. Chiusi fra
le mura di ambienti adibiti ad altri usi e funzioni, i tesori “sacri” rivendicano la loro funzione primordiale di evangelizzazione attraverso l’arte. E soltanto un museo come
quello diocesano può svolgere questo ruolo
indispensabile per la collettività custodendo,
tutelando e promuovendo le testimonianze di
arte sacra e di fede di un territorio.
Per questo nel 2000 con i fondi del Giubileo, la Diocesi di Cagliari scelse di ristrutturare gli stabili adiacenti al complesso monumentale della Cattedrale per accogliere,
come in uno scrigno, il Museo diocesano, ufficialmente eretto con un decreto arcivescovile nel dicembre del 2003, e inaugurato il 28
maggio del 2004.
Da allora si sono alternate nei quattro livelli, di cui uno sotto il livello stradale, de-
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dicati alle esposizioni, diverse e prestigiose
mostre temporanee che hanno fatto da cornice all’esposizione permanente del “Tesoro
della Cattedrale”, ma non è mutato il senso
e il significato del “laboratorio Museo” come
luogo di scambio e di incontro in cui si vuole creare una relazione continua con il territorio in cui insiste. L’intento di questa Istituzione non è quello, o non è soltanto quello, di far conoscere gli oggetti antichi e preziosi, diversi per stili e forme artistiche, ma
di essere un luogo di condivisione dove il visitatore che entra è chiamato a vivere
un’esperienza emotiva e spirituale sempre diversa e nuova che possa in qualche modo arricchire il suo modo di essere.
In linea con quanto scrisse Giovanni
Paolo II nella sua Lettera agli artisti: «Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la
Chiesa ha bisogno dell’arte. Essa deve infatti
rendere percettibile e, anzi, per quanto possibile, affascinante il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio».
Dipinti, argenti, tessuti sono il valore aggiunto di quell’involucro architettonico valoroso e valorizzante del quartiere alto di Castello. È un contenitore architettonico che parla da sé per storia e posizione che sa accogliere prima ancora che mostrare.
Basta entrare nella cosiddetta Sala del Tesoro. Risulta adiacente alla chiesa e la sua parete longitudinale corrisponde alla parete romanica del transetto Sud della Cattedrale. La
copertura della sala del Tesoro è a volta a crociera con gemma pendula. In essa sono custoditi alcuni pezzi importantissimi e cari ai
cagliaritani, quale il Trittico di Clemente VII,
asportato durante il sacco di Roma dalla camera da letto del Papa Clemente VII e donato dallo stesso Pontefice alla Chiesa di Cagliari, insieme alla Sacra Spina, arrivati in città in seguito a diverse peripezie. L’opera del
trittico tanto caro alla memoria storica dei cagliaritani, di recente è stato esposto alla Scuderie del Quirinale tra i capolavori delle Fiandre provenienti da tutto il mondo.
Ma il Museo del Duomo custodisce anche
un unicum nel patrimonio tessile nazionale
ed internazionale, il parato cosiddetto di Sant’Agostino, costituito da una pianeta, una dalmatica e una tonacella in taffettà di seta, proveniente dal nord-Africa e databile al X e XI
secolo, arricchito con inserti di manifattura
cinese di epoca Tang (secc. VII-X). La leggenda narra che questi tessuti avvolsero il feretro del Dottore della Chiesa Agostino traslati da Ippona a Cagliari nel V secolo, ma
recenti studi escludono questa ipotesi, senza peraltro sminuire il valore storico e religioso delle stoffe.
Le opere d’arte, a qualunque momento o
territorio appartengano, sono sempre eccezionali e insostituibili documenti della storia
dell’uomo: così il magnifico Crocione d’argento della fine del Quattrocento, capolavoro
di un argentiere cagliaritano esposto nella Sala
del Tesoro, racconta le storie dell’Antico Testamento incise con il bulino sulla lastra d’argento e testimonia la grande fede dei Vescovi
cagliaritani che lo portarono in processione
per quasi cinque secoli.
Nel Museo del Duomo gli oggetti sacri, indispensabile corredo di suppellettile ecclesiastica di ogni luogo di culto utilizzati ancora oggi per poter celebrare i riti della Chiesa cristiana nei diversi periodi dell’anno, sono
di rara bellezza. Se le opere più antiche risalgono al XV secolo, sono numerose e preziose anche quelle del Cinquecento e del Seicento, fino a quelle barocche del Settecento,
di provenienza per lo più genovese o romana. È doveroso ricordare il gruppo scultoreo
del Compianto sul Cristo morto, opera di ambito spagnolo del XV secolo, e il Retablo dei
Beneficiati, pala d’altare degli inizi del XVI
secolo, dipinta probabilmente da artisti di
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San Cristoforo con il Bambino – statua lignea fine ’500.
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San Cristoforo con il Bambino (particolare) – statua lignea fine ’500.
scuola michelangiolesca e raffaellesca. Risale
invece ai primi anni dell’Ottocento, il bellissimo ostensorio neoclassico (realizzato
dall’orafo francese Charles Cahier) donato nel
1818 dal Re di Francia Luigi XVIII alla Cattedrale di Cagliari in ricordo di sua moglie
Maria Giuseppina di Savoia, morta a Londra, ma sepolta nella cripta della Primaziale sarda.
Di recente, infine, il Museo ha acquisito
una bellissima e colossale statua raffigurante
San Cristoforo con il Bambino, della fine del
Cinquecento, proveniente dalla chiesetta
cagliaritana di San Cesello: un’opera restaurata e in parte ancora da studiare che potrebbe raccontare un altro capitolo importante
della storia religiosa della Diocesi sarda, recuperata e donata al Museo dalle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, meglio conosciute come Sacramentine.
L’attività prevalente del Museo riguarda
la conservazione e la fruizione dei manufatti esposti, ma non si è limitato ad essere solo
un contenitore, seppure ricco di architettura e di storia. Ci si adopera con la promozione
di tutte le sue peculiarità e possibili potenzialità per renderlo, attraverso attività consone, un vivaio culturale per la città. Un instancabile lavorio di tanti con diverse competenze con l’obiettivo primario di rendere
un servizio a chiunque, a qualsiasi visitatore colto o meno, vi entri perché possa andare via contento di averlo visitato.
L’occasione di questo piccolo contributo
all’operosità del Rotary Club di Cagliari, attraverso la loro interessante rivista, mi è gradita per l’aspetto della comunicazione e
della collaborazione e, ancor di più, per esprimere sentimenti di gratitudine al Presidente e a tutti gli amici del Club che hanno aderito ad una Serata Culturale promossa dal
Museo all’insegna dell’arte, della fede e della cultura scegliendo di trascorrere con me
e con i volontari del Museo un graditissimo
momento di condivisione e di scambio.
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La terribile malattia temuta dai naviganti
Scorbuto:
la malattia del mare
Angelo Deplano – Giovanni Barrocu
a una pubblicazione di Cecilia Tasca
e Mariangela Repetti riguardante la
storia dell’ospedale di Sant’Antonio
Abate, ubicato nell’antico quartiere cagliaritano di Lapòla, abbiamo appreso che:
«Il Sant’Antonio ebbe così una nuova organizzazione, fissata nel Regolamento del 18
ottobre 1776...: da questo momento fu decretato che tutti i poveri potevano esser ricoverati nella struttura ad eccezione dei portatori di malattie contagiose e gli incurabili, ovvero gli scorbutici, i tisici, gli scrofolosi, i rachitici, gli epilettici, gli scabbiosi, gli
ostrutti senza febbre, i podagrosi e i posseduti da stillicidio inveterato o d’altri mali abituali...».
D
Quindi in Sardegna, nel 1776, si riteneva
che lo scorbuto fosse una malattia incurabile.
Incuriositi, abbiamo deciso di approfondire l’argomento.
Lo scorbuto è caratterizzato da cachessia,
da manifestazioni emorragico-ulcerose che interessano le gengive, la cute e le mucose, nonché da emorragie degli organi interni. In ogni
tempo è stato principalmente ritenuto una
malattia del mare, ma in certe condizioni fu
osservato anche nella terraferma.
Il termine, in latino scientifico scorbutus,
in francese scorbut, in inglese scurvy, in tedesco scorbut, in spagnolo escorbuto, deriverebbe dall’olandese scheurbuik, proveniente dall’antico scandinavo skyr-bjugy, ede-
Fig. 1 – Drakkar vichinga dal
350 a.C. al Medioevo).
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ma causato da una alimentazione basata sul latte cagliato
e protratta nel tempo.
La derivazione dall’antico scandinavo e dall’olandese potrebbe derivare dal fatto che questa malattia era diffusa fra
i navigatori vichinghi e successivamente fra gli olandesi, che
ne erano stati colpiti quando avevano dato inizio alle lunghe navigazioni (Figura 1).
Lo scorbuto fu descritto nel 1541 dal medico olandese
Echtius, il quale ritenne che la malattia fosse infettiva.
I suoi sintomi sono fondamentalmente di tipo emorragico e riguardano principalmente le mucose, la cute e il sistema osseo; l’esposizione al freddo e all’umido, la fatica, la
mancanza di sonno aumentano l’incidenza e la gravità del
morbo.
I prodromi dello scorbuto sono frequentemente la debilitazione e l’astenia, seguite dal rammollimento e dal sanguinamento dalle gengive; in un secondo tempo la mucosa
gengivale si può ulcerare per infezioni secondarie. Non sono
infrequenti cadute dei denti ed epistassi. Seguono emorragie nel tessuto sottocutaneo, dalle quali hanno origine ecchimosi localizzate generalmente sulla cute dei ginocchi, ma
in corrispondenza degli arti inferiori si possono rilevare petecchie e, nei casi più gravi, lesioni cutanee di dimensioni variabili (Fig. 2-3).
Talvolta sono stati osservati edemi e rigidità degli arti inferiori e di quelli superiori, e possono presentarsi affezioni
in corrispondenza dell’apparato digerente, causate da
emorragie.
Le alterazioni più caratteristiche e peculiari dello scorbuto
si rilevano nelle ossa, soprattutto in quelle in cui l’accrescimento in lunghezza è più rapido, come in corrispondenza dell’epifisi distale del femore, dell’estremità prossimale dell’omero,
ecc. Le prime alterazioni compaiono in corrispondenza delle cartilagini di coniugazione: alla periferia le colonne cellulari non dimostrano più la disposizione all’allineamento parallelo e formano ammassi irregolari; l’accrescimento delle
cellule cartilaginee si arresta; la matrice calcificata non dimostra la tendenza alla trasformazione in osso normale per
riduzione dell’attività osteoblastica; nel frattempo si inizia il
riassorbimento del tessuto osseo metafisario che in qualche
punto è sostituito dal tessuto fibroso. Ha così origine l’osteoporosi, che interessa l’osso in tutta la sua larghezza e può causare infrazioni e fratture incomplete e complete.
Nei bambini si manifestano ritardi nell’accrescimento corporeo (Figura 4).
Inoltre sono descritte crisi di malumore e addirittura sintomi di encefalite o di meningite e anche segni di sofferenza dei tronchi nervosi periferici, sempre in rapporto a emorragie.
Fig. 2 – Ecchimosi causate da emorragie del tessuto sottocutaneo.
Fig. 3 – Pagina dal giornale di bordo di Henry Walsh Mahon, che mostra vistose lesioni cutanee da scorbuto agli arti inferiori, riscontrate
durante la sua permanenza nella
HM Convict Ship Barrosa, adibita
al trasporto di carcerati negli anni
1841-42.
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Fig. 4 – Scorbuto: il tessuto osseo è
impoverito, a vantaggio di quello fibroso. L’accrescimento corporeo è ritardato.
Fig. 5 – Antica nave egizia, dalla tomba di Hatscepsut (1500 a.C.).
I casi più gravi si concludono con la morte, che avviene solitamente per infezioni acute come le polmoniti.
I sintomi di una malattia
frequente tra i marinai e che
potrebbe essere lo scorbuto
sono stati descritti dagli
Egizi nel papiro Ebers del
1550 a.C. (Figura 5).
Anche Ippocrate, nel 400
a.C., scrisse che i soggetti affetti da una malattia oggi
identificabile come scorbuto
lamentavano alito fetido,
gengive molli, sanguinanti
ed epistassi.
affetti dal morbo fu particolarmente elevato, e con altissime
mortalità.
Nel XV secolo i Portoghesi, colpiti dallo scorbuto, lo chiamarono “malattia di Luanda”.
Durante i viaggi di Cristoforo Colombo alcuni suoi marinai portoghesi, gravemente affetti dalla malattia, chiesero di essere sbarcati in una vicina isola piuttosto che morire a bordo e finire in pasto ai pesci (Figura 6). Lasciati nell’isola, si nutrirono soprattutto di frutta fresca e verdure e
con loro grande meraviglia incominciarono a riprendersi.
Quando le navi di Colombo ripassarono al largo di quell’isola alcuni mesi dopo, gli equipaggi furono sorpresi nel vederli agitare da terra segni di saluto e poi nel ritrovarli del
tutto guariti. L’isola fu perciò denominata Curacao, proprio
in ricordo della cura che aveva guarito i marinai.
Ancora nel 1499, l’esploratore portoghese Dom Vasco da
Gama (1469/1524) perse a causa dello scorbuto 116 marinai
del suo equipaggio di 170; nel 1520 a un altro famoso esploratore portoghese, Ferdinando Magellano (1480/1521), lo stesso morbo uccise ben 208 uomini su 230.
Nel 1540 il francese Jacques Cartier apprese dai nativi del
Canada meridionale un rimedio consistente in un infuso di
aghi di pino, che sarebbe stato in qualche modo efficace contro lo scorbuto.
La prima citazione inglese della malattia si trova nell’Oxford English Dictionary del 1565.
È assolutamente impossibile stabilire quanti morti abbia
causato il morbo, ma l’ammiraglio inglese Sir John Hawkins
(1490-1554) stimò che nel periodo elisabettiano esso avesse
Altre descrizioni della
malattia risalgono all’epoca
delle crociate, intorno al XIII
secolo, ma gravi manifestazioni si ebbero soprattutto
nel periodo delle grandi scoperte geografiche in occasione dei viaggi transoceanici che si svolsero a partire
dal XV secolo, durante i
quali il numero degli uomini
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Fig. 6 – Cristoforo Colombo sulla
tolda della sua nave.
Fig. 7 – Vascello olandese in arrivo a Table Bay, Città del Capo.
causato diecimila decessi sulle sole navi inglesi. Si è stimato che fra il 1500 e il 1700
la malattia abbia sterminato
circa due milioni e mezzo di
marinai che avevano preso
parte ai combattimenti.
Lo scorbuto fu la malattia del mare, ma non solo.
Tra il XVI e il XIX secolo
vennero segnalate anche
grandi epidemie terrestri
nelle popolazioni a più basso
tenore di vita in Russia, Germania, America del nord,
Francia, Paesi Scandinavi,
Inghilterra, Algeria. Fra le
più recenti notevoli manifestazioni di scorbuto si annoverano quelle avvenute durante la seconda metà del
secolo XIX tra i lattanti alimentati
artificialmente,
quando si sostituì il latte bollito al latte fresco (malattia
di Möller - Barlow), nonché
negli eserciti in campagna e
negli assedi, come quello di
Parigi nel 1870. Nel XX secolo, nonostante le conflagrazioni mondiali, la malat-
tia comparve sporadicamente o con epidemie circoscritte
perché ormai le conoscenze permettevano di attuare una
profilassi idonea.
L’osservazione che l’uso di frutta fresca faceva regredire
o anche preveniva lo scorbuto aveva fatto intuire fin dall’antichità che questa malattia fosse dovuta a una carenza
alimentare. Nel XVII secolo il medico svizzero Felix Plater
(1536-1614) raccomandava le arance per la prevenzione e la
cura dello scorbuto, tesi sostenuta nel 1674 anche dall’olandese la Boe, professore di medicina a Leyden.
La prima spedizione della Compagnia delle Indie Orientali Olandesi, salpata per Giava nel 1595 con 249 uomini di
equipaggio, a causa dello scorbuto rientrò in patria due anni
dopo con soli 89 marinai, mentre un’altra flotta, che nel
1598 provvide a caricare a bordo succo di limone, rafano e
coclearia, perse solo 15 uomini.
Nel 1605 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali inviò in Oriente una flotta di quattro navi, al comando del capitano James Lancaster imbarcato sulla Dragon. Quando la
flotta arrivò al Capo di Buona Speranza, tutte le ciurme
erano falcidiate dallo scorbuto tranne quella della Dragon
perché il capitano Lancaster aveva avuto cura di somministrare ogni mattina tre cucchiaini di succo di limone ai marinai che avessero presentato segni iniziali di scorbuto.
A seguito dell’esperienza di Lancaster, John Woodall,
Chirurgo Capo della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, nel 1636 affermò nel libro The Surgeon’s Mate che lo
scorbuto poteva essere prevenuto con l’uso di vegetali freschi, limoni e arance.
Nel 1652 la compagnia Olandese delle Indie orientali
realizzò lo scalo di Città del Capo per le navi dirette e pro-
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Fig. 8 – La nave HMS Salisbury, da 50 cannoni, 976 tonnellate e 350 marinai (1745-1761).
Fig. 9 – Il dr. James Lind (1716-1794).
venienti dall’Oriente, in modo che gli equipaggi potessero
rifocillarsi e rifornirsi di cibi freschi per il proseguo del viaggio (Figura 7).
Lo scorbuto fece molte vittime anche nelle navi della
Compagnia Francese delle Indie Occidentali, come avvenne
nel 1746 per la spedizione di 60 navi con 3500 uomini che
tentavano di riconquistare la città di Louisbourg, nella
Nuova Scozia.
È comunque rilevante osservare che fino ad allora il problema era stato posto, ma era stato trattato solo pragmaticamente e senza alcuna base scientifica. Fu così fino a che
lo scozzese James Lind, chirurgo nella britannica Royal
Navy, decise di procedere a un accurato esperimento scientifico, nel quale mise a confronto i sei protocolli allora più
accreditati per la cura dello scorbuto: dall’equipaggio della
HMS Salisbury nella quale era imbarcato, selezionò dodici
marinai, tutti affetti dalla malattia, e li divise in sei coppie
alimentate con la stessa dieta di base, che per uno solo dei
componenti di ogni coppia veniva integrata con sostanze
sempre diversificate da una coppia all’altra in base a quanto
suggerito da ciascuno dei sei protocolli accreditati. Solo i due
soggetti che erano stati trattati con le arance e i limoni, anche se soltanto per sei giorni, essendosi consumata la quantità che poteva essere conservata, dimostrarono un rimarchevole miglioramento (Figura 8).
I risultati dell’esperimento furono purtroppo ignorati, per
quanto avessero dimostrato senza possibilità di dubbio la
validità delle conclusioni.
James Lind era entrato in marina come chirurgo navale
nel 1739. All’epoca i chirurghi e i medici navali occupavano
una posizione ambigua nella gerarchia della Royal Navy, ed
infatti erano definiti “ufficiali civili”, fra i quali erano
inclusi anche i cappellani e i
maestri di scuola. I doveri
del chirurgo erano quelli di
visitare i malati due volte al
giorno, o più volte se in gravi
condizioni, e di tenere informati gli ufficiali in comando
sullo stato di salute dell’equipaggio. Solitamente
aiutavano il chirurgo uno o
due marinai, specie nelle
operazioni più cruente come
le amputazioni. Il chirurgo
navale aveva l’obbligo, tra
l’altro, di insegnare agli ufficiali dello stato maggiore
della nave l’utilizzo del laccio emostatico.
James Lind conseguì la
laurea in Medicina solo nel
1748 presso l’Università di
Edimburgo, discutendo la
tesi: De morbis venereis localibus, e nel 1750 fu eletto
membro del Royal College
of Physicians of Edimburgh.
Lind divulgò una serie di
norme igieniche atte a prevenire altre malattie allora
46
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Fig. 10 – Sir Gilbert Blane, “Medico alla Flotta” riformatore della sanità nella Royal Navy (1749-1834).
Fig. 11 – I medici norvegesi Axel
Holst (1860-1931) e Theodor Frølich
(1870-1947), scopritori del fattore
antiscorbutico.
frequenti tra i marinai, causate in gran parte dai disagi inerenti il loro lavoro pericoloso e stressante. Nel 1757 pubblicò
un libro intitolato An essay on the Most Effectual Means of
Preserving the Healt of Seamen in the Royal Navy in cui raccomandò per primo l’adozione di misure igieniche nelle navi
inglesi. Consigliò anche un’accurata visita medica alle reclute, che dovevano superare severi test clinici ed essere dotate di nuovi vestiti forniti direttamente dal governo prima
di essere ammessi a bordo. Tutto ciò portò la marina inglese
all’adozione di uniformi.
I suoi brillanti successi gli valsero nel 1758 la nomina a
medico del Royal Naval Hospital di Haslar (Figura 9).
Da vero e proprio pioniere della medicina tropicale pubblicò successivamente anche un altro libro, Colloquies on the
Drugs of India, la parte più importante del quale comprende
alcune raccomandazioni riguardanti in particolare la malaria, per prevenire la quale intuì che fosse opportuno ormeggiare le navi in mare aperto, lontano da stagni e da acqua stagnante.
L’interessamento di James Lind per le malattie veneree,
trattate nella sua tesi di laurea nel 1748, non era casuale, vista la loro diffusione nelle navi dove egli aveva operato fin
dal 1739. Nei porti le prostitute erano numerose, per cui
erano frequentissimi i casi di queste malattie.
Soltanto nel 1795 sir Gilbert Blane, anch’egli medico
scozzese della Royal Navy, mise a frutto il lavoro che Lind
aveva effettuato già dal 1747 per la prevenzione e la cura
dello scorbuto (Figura 10). Infatti, una volta nominato “Medico alla Flotta”, Blane convinse l’Ammiragliato ad effettuare una riforma sanitaria per la quale si faceva obbligo a
tutti gli uomini della Royal Navy di ingerire una razione
giornaliera di succo di limone. Era inoltre prescritto che le
condizioni igieniche e sanitarie dei marinai fossero migliorate. A seguito di questi provvedimenti lo scorbuto scomparve dalle navi militari britanniche. Le stesse norme furono
subito dopo adottate anche dalla marina mercantile inglese e dalle altre marinerie.
Poiché nelle Indie Occidentali il piccolo e verde frutto del
lime, o limetta, cresceva molto meglio del limone, Gilbert
Blane fece disporre che la razione di succo di limone potesse
essere sostituita con succo di lime.
In considerazione dei suoi meriti Gilbert Blane fu nominato medico del St. Thomas Hospital per gli anni dal 1783
al 1795 ed eletto Fellow della Royal Society dal dicembre
1784. Nominato medico del re, nel 1812 fu creato baronetto
di Blanefield nella contea di Ayr a titolo di ricompensa per
i servizi resi.
Solo più tardi, nel secolo XX, i norvegesi Axel Holst
(1860-1931) e Theodor Frølich (1870-1947), studiando lo
giugno 2015 —
Fig. 12 – Il biochimico ungherese Albert Szent-Györgyi, premio Nobel
per la Medicina nel 1937 per la scoperta del ciclo dell’acido ascorbico
e della vitamina P.
scorbuto tra i marinai norvegesi delle flottiglie da pesca del nord-Atlantico, scoprirono nel succo di agrumi
il fattore antiscorbutico (Figura 11).
Nel 1928 il biochimico
ungherese Albert SzentGyörgyi (1893-1986) trovò
che il fattore antiscorbutico
non è sempre in grado di
guarire i fenomeni di fragilità vasale caratteristici dello
scorbuto, i quali si eliminano
con la citrina, detta vitamina
P, che egli isolò dalla paprika
(Fig. 12).
Nel 1937, a seguito di
queste scoperte. fu insignito
del premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina.
Nel 1932 il chimico britannico Walter Haworth
(1883-1950) determinò la
struttura molecolare del fattore antiscorbutico, che denominò acido ascorbico,
oggi conosciuto come vitamina C. Egli coordinò un
gruppo di scienziati che ottenne l’acido ascorbico per
Rotary Club Cagliari
47
via sintetica e nel 1937 gli fu assegnato il premio Nobel per
la Chimica.
Sebbene il nome stesso della malattia sia di provenienza olandese, l’incidenza del morbo fu, al confronto con la marineria inglese, meno frequente tra i balenieri e in genere i
marinai olandesi, la cui dieta era ricca di crauti, uno dei pochi cibi che, anche salati, conservano una certa quantità di
vitamina C.
In precedenza la dieta dei marinai aveva avuto un contenuto calorico adeguato, che si è successivamente stimato
in 4000 calorie.
Si potrebbe pensare che durante le lunghe navigazioni,
per ovviare allo scorbuto, fosse possibile nutrirsi anche di
pesce appena pescato, ma la pesca era consentita solo quando i velieri erano fermi per assenza di vento; del resto non
si sapeva nemmeno che questo alimento fosse ricco di vitamine.
CONCLUSIONI
el 1776 in Sardegna, o almeno nel Cagliaritano, gli
scorbutici erano considerati tra gli incurabili perché non
si conosceva la causa della malattia e comunque perché, a
causa delle difficoltà nelle comunicazioni, non si era ancora
venuti a conoscenza dei rimedi utili per combattere con successo lo scorbuto, mentre una flotta olandese li aveva già posti in atto già dal 1598.
Le difficoltà nelle comunicazioni nascevano non solo da
eventuali venti contrari, che potevano rendere impossibile
la navigazione dei velieri per mesi, ma anche dal fatto che
le principali nazioni marinare erano in concorrenza commerciale e spesso in guerra tra loro. Si spiega così perché gli
olandesi non avessero diffuso le notizie relative ai successi
ottenuti nella cura dello scorbuto.
È comunque opportuno osservare che, pur essendo stata
l’ultima ad apprendere come affrontare lo scorbuto, la Gran
Bretagna ebbe il merito di porre in atto le iniziative più valide contro la malattia.
■
N
48
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Un grande storico difende i nostri regni
“Regno”
o “Giudicato”?
Francesco Cesare Casula
REMESSA – Chi s’interessa di storia sarda statuale, diversa dalla tradizionale storia della Sardegna regionale, si
sarà accorto, leggendo i documenti archivistici del Codex Diplomaticus Sardiniae di Pasquale Tola, fondamentale raccolta di fonti
medievali sarde, che le quattro entità giuridiche sorte nell’isola intorno al Novecento della nostra Era – Càlari, Torres, Gallura, Arborèa – si qualificavano indifferentemente,
fin dall’inizio, sia come “regni” sia come “giudicati” con a capo un “re” detto pure “giudice” («judex sive rex»).
P
ORRES – Per esempio, nel primo documento giudicale turritano del 1064 (rettificato 1065) riportato nel Codex Diplomaticus Sardinae, è detto nel protocollo: «In nomine Dei eterni, et misericors et pii, rennante
domino Barasone, et nepote ejus donno
Marianus, in renno qui dicitur [Logud]ore...».
Nel sigillo statale è riportato «BARESONE
REX»
T
– Per il Regno di Gallura, Pasquale Tola trascrive nel suo Codex Diplomaticus Sardiniae il primo documento che
G
ALLURA
Stemma Giudicale di Torres – Basilica romanica di San Gavino, Porto Torres.
giugno 2015 —
compare alla storia nel 1162 col titolo in dualità “giudice” e “re”: «Ego iudike Gostantine de Laccon rex ki te fatho...».
A rafforzare l’asserto della preferenza al
titolo regale, anche qui si ha il sigillo dello
Stato con la legenda: «BARUSONE REX GALLURE».
– Lo stesso assunto che vuole che
fin dalle origini il titolo di “re” e di “regno” conviveva con quello di “giudice” e di
“giudicato”, si evidenzia pure nel primo documento calaritano del 5 maggio 1066, che
inizia: «In nomine Domini nostri Jesu Christi Dei eterni. Anno ab incarnationis eius
MLXVI regnante domnu nostru Torkitori rex
Sardigniae in loco Call[ari]...».
C
ÀLARI
– Infine, anche nel primo documento dell’Arborèa del 15 ottobre 1102 vi
è la sinonimìa chiarificatrice tra “giudice”,
“giudicessa”, e “re”, “regina”: «In nomine patris et filii dispiritu sancti, amen. Ego iudice Turbini de Lacon, protestando parte de
Arborea, cum donna Anna de Zori e regina
coiube mia...».
La stessa equivalenza si mantiene per tutto l’arco di vita di quel Regno il quale, com’è noto, terminò nel 1420, alle soglie dell’Evo
moderno.
Nel proemio del codice di leggi statali,
chiamato Carta de Logu, di cui l’ultima edizione giudicale è del 1392, compare: «... nos
Elianora peri sa gracia de Deus juyghissa
d’Arbarèe, contissa de Gociani e biscontissa de Basso, desiderando, chi sos fidelis, e
sudditos nostros dessu rennu nostru d’Arbarèe...». Tant’è vero che nel ’500, quando
la Carta de Logu era ancora vigente nel Regno di Sardegna succeduto al Regno di Arborea, il magistrato Girolamo Olives, famoso autore di Commentaria et glossa in Cartam de Logu, edito per la prima volta nel
1567, specificava: «Sed isti judices sardi erant
reges... et plures istorum judicum sardorum
se nominaverunt reges, ut patet per quamplurima documenta autenthica et antiqua...». (= «Ma questi giudici sardi erano re
... e molti di questi giudici sardi si nomina-
A
RBORÈA
Rotary Club Cagliari
49
vano re, così come appare in moltissimi documenti autentici ed antichi...».
L PROBLEMA – Il problema del titolo da dare
alle quattro entità sarde medievali – “regno” o “giudicato”? – e, di conseguenza, ai
loro rappresentanti: – “re” o “giudici”? – non
è scientifico ma politico perché, secondo il diritto, sono
giusti tutt’e
due i termini.
Sennonché il
primo binomio – “regno” e “re”
– lo capiscono tutti, e, su
questo intendimento comune tutti
possono ricostruire un
passato intelligente, mentre il secondo
– “giudicato” e “giudice” – non lo capisce nessuno, nemmeno gli storici di professione, e
da tutti il “giudicato” viene inteso come una
sorta di territorio tribale irrequieto con a capo
un magistrato giudicante che amministra severamente la giustizia.
Tutto questo nasce dal fatto che nessuno
studioso di storia locale, ignaro del Diritto,
ha mai detto con chiarezza cos’erano, istituzionalmente, le entità sarde medievali e, a
seguire, i loro governanti. Solo un cultore oristanese (di Solarussa), Felice Cherchi Paba,
nel 1963 paragonò i cosiddetti “giudicati” sardi a governatorati subordinati alla Chiesa,
mentre il francese Marc Bloch, famoso teorico del Les annales, nel suo libro La société féodale, edito a Parigi nel 1949, a pagina
456 li ridusse al rango di chefferies rurales,
distretti rurali simili ai clun dell’Africa precoloniale. A rincarare la dose, un suo solerte seguace, Emmanuel Le Roi Ladurie,
qualche decennio dopo li commisurò alle comunità maore della Papuasia (bêtises che si
commentano da sole).
I
50
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
A “DOTTRINA DELLA STATUALITÀ” – Ebbene, “regno” e “giudicato” sono due dei
tanti titoli con cui s’identifica uno Stato.
Ma cos’è precisamente uno Stato?
La prima definizione di Stato la diede nel
1513 Nicolò Machiavelli, funzionario della Repubblica di Firenze: «... una comunità politica sorta per regolare globalmente la vita sociale di uno o più popoli stabilmente stanziati
sopra un territorio», sebbene il concetto di
Stato, pur se non formulato, preesistesse al
Machiavelli stesso, così come la gravità della terra preesisteva alla legge di Newton del
1686.
Secondo il Diritto costituzionale, lo Stato di ieri e di oggi, nella sua essenza elementare, è un’entità giuridica composta da
uno o più popoli stanziati stabilmente in un
territorio e legati fra loro da un vincolo giuridico originario.
Lo Stato, da non confondere con la Nazione, nasce in un preciso momento con una
dichiarazione esplicita o un atto implicito, allorquando un’autorità qualsiasi, col consenso
spontaneo o forzato del popolo di un certo territorio, cambia la propria condizione
giuridica da derivata in originaria e gli
strumenti di governo (sigilli, insegne, monete, formulari cancellereschi, ecc.) da subordinati in assoluti o li crea ex novo.
Al contrario, uno Stato termina quando,
per amore o per forza, i suoi strumenti di governo cambiano da assoluti in subordinati,
e muta di condizione giuridica diventando
esso un’entità derivata.
Uno Stato può essere sovrano o non sovrano: è sovrano se non riconosce nessun’altro Stato al di sopra di sé (principio del
non recognoscens superiorem, chiamato anche sovranità-potestas); non è sovrano se
dipende – istituzionalmente, non politicamente – da qualche altro Stato.
Inoltre, lo Stato può essere perfetto o imperfetto. È perfetto se è fornito di summa
potestas, cioè della facoltà di stipulare trat-
L
tati internazionali; è imperfetto se non ha,
di per sé, questa potestà.
Infine, lo Stato – oggidì – è sempre superindividuale (o subiettivo), in quanto
non appartiene a nessuno se non al popolo
che lo conforma. Nel Medioevo, invece, lo Stato era spesso patrimoniale, di proprietà del
sovrano che ne disponeva a piacere.
A SPIEGAZIONE DEL PROBLEMA E LE SUE CON-
L
SEGUENZE – Ed eccoci arrivati al punto cruciale, quello che spiega il nostro problema.
Per identificare uno Stato in mezzo agli
altri, si ricorre all’osservazione dei suoi attributi di personalità, fra i quali, i più notevoli, sono: il titolo e il nome (seguono, meno
importanti: lo stemma, la bandiera, le divise militari, ecc.).
In quest’ambito, in particolare si rileva che
nell’Occidente cristiano (ma anche nel resto
del mondo) il titolo classifica le entità statuali
in: regno o repubblica, secondo se la carica rappresentativa è temporanea oppure irrevocabile.
Va da sé che i nostri “giudicati” sono da
considerarsi “regni” essendo la carica dei loro
rappresentanti non temporanea ma irrevocabile.
Quindi, il termine “giudicato”, incomprensibile per un continentale, non è altro che
il titolo indicativo di uno Stato-regno retto
da un governante continuo nel tempo che, per
ragioni storiche, si chiamava iudex, judike,
giudice ma che, istituzionalmente, era a tutti gli effetti, un re.
E i sardi d’allora lo sapevano, e specificavano: judex sive rex. Oggi, per insipienza
o per autocolonialismo culturale, tendiamo
al ribasso e, fra le due locuzioni statuali – giudice o re –, preferiamo quella oscura giudicale, meno esplicita, locale e fuorviante.
E, così, restiamo fuori dalla storia nazionale ed internazionale; ma anche dall’immaginario collettivo, culturale e sociale.
■
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
51
Padre Morittu ringrazia il Rotary
Inaugurazione della nuova
falegnameria a S’Aspru
Salvatore Fozzi
omenica 10 maggio, a conclusione del
progetto “Operazione S’Aspru per Padre Morittu”, si è svolta la cerimonia
di inaugurazione della nuova falegnameria
della comunità, alla presenza del Governatore del Distretto, Carlo Noto La Diega, del
PDG Piergiorgio Poddighe, Governatore
nell’anno 2013-2014 durante il quale ha avuto inizio il progetto. Erano inoltre presenti i
Presidenti o loro rappresentanti di quasi tutti i club della Sardegna che hanno contribuito
alla realizzazione di questa iniziativa benefica.
La giornata ha avuto inizio con la celebrazione della Santa Messa nella mistica cornice della Basilica di San Pietro di Sorres che
tra l’altro festeggia quest’anno il 950° anniversario della presenza dei monaci Benedettini
Cassinesi in Sardegna. La Messa, concelebrata
da Padre Salvatore insieme all’Abate e a diversi confratelli che hanno accompagnato il
rito con suggestivi canti gregoriani, ha trasmesso a tutti i partecipanti una sensazione
di gioia, di serenità e di fede religiosa quasi
D
monastica. Nella toccante e profonda omelia Padre Morittu ha parlato di amore, amicizia e solidarietà mettendo in evidenza i principî che sono gli stessi su cui si fonda il nostro Rotary.
Al termine della celebrazione e dopo le foto
di rito abbiamo raggiunto S’Aspru, che dista solo pochi chilometri dall’Abbazia, per
procedere all’inaugurazione e allo scoprimento della targa ricordo sistemata all’ingresso del capannone che ospita il laboratorio, di cui riportiamo qui di seguito il testo:
I Rotary Club della Sardegna,
il Distretto 2080 e la Rotary Foundation
hanno finanziato nell’anno rotariano 2014-2015
il progetto “Operazione S’Aspru per Padre Morittu”
donando i fondi necessari alla realizzazione
degli impianti elettrici e antincendio
del laboratorio di falegnameria della Comunità.
Subito dopo hanno preso la parola il Governatore Carlo Noto La Diega, il PDG
Piergiorgio Poddighe, i Presidenti dei due club
52
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
si ragazzi, che è stato puntuale e ineccepibile. Una
grande e raffinata torta, preparata da un “pasticcere”
messicano che vive in comunità, decorata con gli stemmi
del Rotary e della Associazione Mondo X, ha chiuso la
bellissima giornata.
Mi pare a questo punto
utile e doveroso descrivere,
seppur in maniera breve e
sintetica, il progetto, promosso dal nostro club, i suoi
scopi e le sue finalità, tracciando anche un breve profilo dell’Associazione Mondo
X a cui è stato destinato il nostro contributo.
promotori, il nostro Mario Figus e quello di Sassari Nico Pinna Parpaglia, ed il sottoscritto che ha seguito e coordinato
tutto il progetto sin dall’inizio. I relatori hanno sottolineato la valenza del progetto, gli scopi e la finalità rotariana per
i quali è stato concesso il contributo, mentre padre Morittu ha ringraziato il Rotary per questo prezioso dono.
Al termine della cerimonia di inaugurazione ci siamo spostati nel grande salone della comunità dove ha avuto luogo
la conviviale tutta “rotariana” che ha visto la partecipazione
di oltre 180 persone tra soci e loro consorti. Il variegato e abbondante menu, interamente preparato dai ragazzi della comunità con i prodotti del loro lavoro, tra cui un fantastico
arrosto di maiale (180 Kg) nato e allevato nell’azienda di
S’Aspru e arrostito intero su un gigantesco girarrosto, è stato apprezzato da tutti così come il servizio, svolto degli stes-
L’Associazione Mondo X –
Sardegna ONLUS è una associazione di volontariato
fondata nel 1980 da Padre
Salvatore Morittu come iniziativa dei Frati Minori di
Sardegna. Opera nel campo
dell’emarginazione, in particolare a favore delle persone
affette da ogni forma di dipendenza e dei malati di
AIDS.
Si regge sul volontariato e
si finanzia essenzialmente
attraverso proprie attività
lavorative artigianali, agricole, zootecniche e liberi contributi di privati e di enti del
privato sociale.
Alla base dell’attività dell’Associazione nel campo delle dipendenze è la convinzione che la dipendenza non
sia una malattia curabile in
modo esclusivamente o prevalentemente farmacologico, ma piuttosto una “congestione esistenziale” che richiede una trasformazione
giugno 2015 —
radicale della qualità della vita. Conseguentemente a questa impostazione, le strutture realizzate dalla Associazione si configurano essenzialmente come comunità di vita,
il cui valore terapeutico è implicito nella realtà complessiva del contesto, piuttosto che
realizzato attraverso singoli interventi specialistici.
L’Associazione Mondo X – Sardegna si avvale, per le sue attività, prevalentemente di
personale volontario, affiancato da una non
trascurabile presenza di specialisti convenzionati (Psichiatri, Psicologi, ecc.) e operatori con diversa qualifica, tra cui Educatori, Psicologi, Infermieri Professionali, Operatori di Comunità e Operatori tecnici; ha sedi
operative a Cagliari, come Centro di Accoglienza San Mauro e Centro Studi, a Sassari con la Casa famiglia per malati di AIDS e
Centro di Accoglienza ed infine a Siligo con
la Comunità S’Aspru.
Proprio per quest’ultima struttura residenziale, che si propone di realizzare percorsi
Rotary Club Cagliari
53
di recupero psico-sociale attraverso la formazione di sé, il lavoro e la cultura, il nostro
Club promotore ha ricevuto da Padre Morittu
una richiesta d’aiuto, alla quale ha prontamente risposto coinvolgendo il Distretto e tutti i Rotary Club della Sardegna.
La Comunità terapeutica di S’Aspru (Siligo – SS) creata dalla Associazione Mondo
X – Sardegna nel 1982, ha una capienza di
40 persone e dispone di struttura abitativa,
strutture per l’allevamento ovino, bovino e
suino e di 40 ettari di terreno pascolativo e
8 ettari di oliveti. In seguito a una profonda riflessione da parte della Associazione sul
progetto terapeutico realizzato presso la
Comunità rispetto alle esigenze dei nuovi
utenti sia nel momento del recupero che del
reinserimento sociale, si è evidenziata la necessità di diversificare le attività ergo terapiche, in precedenza concentrate sull’allevamento, sugli oliveti e sulle coltivazioni.
È stato così realizzato un capannone di circa 500 mq, opportunamente diviso in due
54
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
parti, da destinare a due laboratori artigianali: uno di falegnameria e uno di metallo tecnica. La necessità più urgente per la comunità era quella di avviare il laboratorio di falegnameria che avrebbe permesso:
• di far lavorare (sempre in funzione ergoterapica) utenti con condizioni fisiche non
compatibili con i lavori in aperta campagna;
• di poterli tenere occupati anche nei giorni in cui le condizioni meteorologiche non permettono i lavori all’aperto;
• di sviluppare delle competenze più coerenti
con le loro capacità;
• di acquisire competenze più spendibili nel
mondo del lavoro dopo l’uscita dalla Comunità.
La falegnameria prevede tre settori: il settore per la lavorazione di tutta la filiera del
nuovo (mobili, infissi, ecc.); il settore per l’oggettistica (intaglio e intarsio); e il settore della verniciatura.
Restavano però da realizzare l’impianto
elettrico e l’impianto anti-incendio.
È a questo punto che ho ricevuto una richiesta di aiuto da Padre Morittu, richiesta
che ho trasmesso subito all’amico Francesco
Birocchi, in quell’anno presidente del Club,
che con entusiasmo e spirito di servizio ha
aderito all’iniziativa, così come fece Giommaria Pinna, allora Presidente del Rotary
Club Sassari, che ha tra l’altro assiduamente collaborato con me durante l’evolversi del
progetto. Questo importante progetto di
sovvenzione distrettuale denominato “Operazione S’Aspru per Padre Morittu” si è felicemente concluso nell’anno rotariano 2014-
2015 sotto la presidenza di Mario Figus per
il nostro club e Nico Pinna Parpaglia per quello di Sassari (i due club più antichi della Sardegna), dimostrando ancora una volta che
quando vi è collaborazione e continuità tra
presidenti e direttivi dei club può essere realizzato qualsiasi tipo di progetto, anche di rilevante entità ed impegno.
La cifra raccolta è stata di 24.500,00 euro,
che abbiamo già versato a Padre Salvatore
e che ha permesso la realizzazione degli impianti elettrici e di quello antincendio della
falegnameria. Tutti i lavori sono stati seguiti dal punto di vista tecnico nella varie fasi
dall’ingegner Marco Slavik, PP RC Iglesias,
che desidero ringraziare vivamente per l’importante contributo operativo dato sino alla
definizione e al collaudo dell’opera.
Ancora una volta il Rotary ha compiuto
una rilevante azione di solidarietà e di servizio a sostegno della comunità locale, azione che ha visto protagonista il nostro club su
iniziativa del quale il progetto ha potuto coinvolgere tutti i club sardi.
Concludo ricordando che a sostegno delle opere di Padre Morittu, nostro socio onorario, è possibile destinare il 5 per mille all’Associazione Mondo X Sardegna inserendo il Codice Fiscale dell’Associazione
92011890925 e apponendo la propria firma
nell’apposito riquadro del modello della dichiarazione dei redditi. Padre Morittu ve ne
sarà grato.
■
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
55
Un’iniziativa che fa onore al nostro Club
Rivive
l’Archeotour
Marcello Marchi
e lo scorrere della storia può simboleggiarsi con una clessidra, deve dirsi che
il letargo dell’Archeotour, durato sette
anni, appare come il fluire di un granello di
sabbia a fronte della enorme massa calata nel
vaso inferiore a segnare il lunghissimo sonno delle statue, dell’età nuragica, “i Giganti di Pietra”, scoperte nell’ultimo quarto del
secolo scorso che, ora, restaurate con sapiente
e laborioso impegno, fanno mostra di sé incidendo profondamente nella ricostruzione
dello sviluppo della civiltà mediterranea.
Proprio tale scoperta, ed il desiderio di portarne a conoscenza anche i non-sardi, ha determinato Presidente, Direttivo e Club nel suo
complesso a riprendere la splendida iniziativa che era stata interrotta.
S
La presente nota, per ragioni di compilazione della rivista e per esigenze tipografiche, deve precedere l’evento che, prossimo
e futuro, sarà già passato al momento della
pubblicazione e quindi della lettura del periodico, ovviamente con l’esplicito impegno
di darne dettagliato racconto nel numero di
nuova edizione.
Pur nella sintesi di questo scritto, informandone così i nuovi soci, occorre riferire che
Salvatore Campus, uno dei soci benemeriti del
Club, con grande esperienza, anche politica,
di turismo, ebbe l’idea di organizzare un tour
che richiamasse rotariani di tutta Italia per
ammirare Cagliari, i tesori archeologici della città e del sud della Sardegna – poi dell’intera isola – evitando in tal modo di ridurla
Cagliari dallo stagno di Molentargius con i fenicotteri (da Wikimedia Commons).
56
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
ad esclusiva meta di vacanze
estive marittime. L’idea piacque al direttivo, Luigi Figus,
padre di Mario, ne era presidente e Antonio Romagnino
incoming e fu proprio lui,
l’anno successivo, assunta la
presidenza, a realizzare l’iniziativa. Chi scrive, consigliere in entrambi i direttivi,
partecipò da allora, a tutti gli
Archeotour che, con vari intervalli, vennero svolti.
Il nome venne dato da un
socio, non più tra i vivi, sempre ricordato con tanto rimpianto, Achille Sirchia, che si
adoperò, sino alla scomparsa,
per la buona riuscita del viaggio culturale: con lui si impegnò intensamente altro socio tanto amato, Franco Spina che, da anni, per condizioni di salute non è in grado
di frequentare il Club di cui
continua a far parte. Con
loro hanno operato tanti altri
(a redigere un elenco completo si rischiano involontarie
omissioni) tra cui possiamo ricordare Tonio Cocco, Luigi
Cimino, Angelo Berio, Paolo
Piccaluga e, fra i presenti,
Beppe Cascìu, Ninni Cabras,
Sandro Palmieri, Michele
Rossetti, lo stesso Mario Figus,
Margherita Mugoni Contini,
Caterina Lilliu, e molti ancora
che, se pur non citati, sono affettuosamente ricordati soprattutto da quanti, soci di altri club, sono stati partecipi
del tour: partecipi felici ed entusiasti; decine e decine di lettere di elogio ci sono pervenute, specie da chi, avuta la
gioia di godere una volta il nostro giro, ha voluto ripeterlo
nelle nuove edizioni.
Miniere dismesse a Montevecchio (da Wikimedia Commons).
Da molti ci è stata posta la domanda sul “segreto” di una
riuscita così felice: la risposta è assolutamente in linea con
la nostra associazione: abbiamo operato con spirito rotariano.
Non è una formula di rito. Abbiamo sempre agito accogliendo
i partecipanti come se ciascuno, al di là dell’appartenenza
al Rotary, fosse un vero amico, un ospite personale al quale mostrare alcuni aspetti della nostra terra nella luce migliore. Ecco perché non si è fatto ricorso ad agenzie specializzate che avrebbero messo ai margini quella accoglienza
diretta e personale che vogliamo informi il rapporto tra nostri soci organizzatori e Club, con gli ospiti bene attesi.
Ancora, altro apporto al successo è stato dato dalla ricerca
costante di eminenti specialisti di quanto veniva mostrato
ed illustrato, anche qui ricorrendo a contatti personali con
gli studiosi, impegnandoli a prestare il loro impegno culturale al di là delle prestazioni che guide scelte da agenzie avrebbero saputo svolgere. Infine, ma non ultimo, uno sforzo a trovare soluzioni che, a parità e spesso a superiorità di quanto offerto sul piano logistico, contenessero il costo di un tour
in limiti finanziari inferiori agli importi normalmente richiesti
per simili esigenze.
Siamo certi che anche quest’anno l’esito sarà felice.
Come appare dal titolo e, dettagliatamente dal programma,
la pietra è il punto focale del giro.
Tombe neolitiche, menhir, nuraghi, Giganti di pietra, siti
archeologici fenicio-punici, romani e, procedendo nei secoli, chiese paleo-cristiane, romaniche, torri medioevali, mura
cinquecentesche, strutture minerarie, naturalmente nel
contesto di un ambiente che, tenuto conto del periodo finale
della primavera, mostrerà tutto il suo splendore.
In perfetta linea con il programma vi sarà una serata tra
le pietre che suonano del nostro amico Pinuccio Sciola, fa-
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
Pinuccio Sciola e le sue “pietre”.
moso artista noto in tutto il mondo, che, come ci dirà con
la passione che lo anima, ritiene che la pietra, ancor oggi,
sia un elemento indispensabile alla società.
Nel programma sono esposti in modo dettagliato tutti gli
aspetti del tour che si svolgerà dal 30 maggio al 5 giugno:
siti archeologici, musei, giri in città, spostamenti, folklore,
e soste gastronomiche rese più piacevoli dagli ottimi vini sardi che colmeranno i calici.
Molti soci del Club, pur non diretti organizzatori, contribuiranno a rendere ancor più lieto l’evento ed a rafforzare
il vincolo di amicizia.
Così il Cavaliere del Lavoro, Franco Argiolas, ci ospiterà nella sua Cantina di Serdiana, ben nota per l’eccellenza
dei prodotti. La imprenditrice Paola Giuntelli ci accoglierà
per una cena nello stupendo giardino pensile sulle mura cinquecentesche della città, mostrandoci il meraviglioso panorama di Cagliari notturna, familiare a lei ed al marito, prof.
Michele Pietrangeli, proprietari della bellissima casa che gode
di esso. Pinuccio Sciola trarrà dalle favolose pietre da lui scolpite i suoni che in esse vivono trasportandoci, al calar del
sole, in un magico mondo di antiche eterne memorie.
Come già detto, illustri studiosi saranno dotti e piacevoli
maestri nei vari momenti; non possiamo ora ricordarli tutti, solo indicarli in parte: l’avvocato Antonello Angioni esperto della storia della città, gli archeologhi e storici dell’arte
prof.ri Caterina Lilliu, Margherita Mugoni Contini, Lucia Siddi, Alfonso Stiglitz, Emina Usai, gli ingegneri Maurizio Boaretto e Mario Figus, profondi conoscitori del mondo delle miniere.
La nota non può chiudersi senza un riconoscimento ed
un plauso a Ninni Cabras che, pur non disconoscendo la collaborazione di alcuni, è stato il vero factotum del progetto
57
e soprattutto della sua traduzione in eventi concreti,
battendosi contro tanti ostacoli e superandoli con sagacia, intelligenza e fortissimo
impegno cominciando dal
problema della sistemazione
di quanti intendevano iscriversi al tour. La temporanea
chiusura per lavori dell’albergo che prima ci accoglieva in gran numero e la indisponibilità (o l’eccessivo onere finanziario di altri) lo ha
costretto a restringere il numero ricorrendo ad un ottimo albergo, nel cuore della
città, recentemente restaurato
con mobili antichi, o di epoca, con eccellente servizio e
cucina di alto livello. Purtroppo i posti sono solo 54,
così ha dovuto, a malincuore, respingere molti aspiranti al tour.
I contatti per i trasporti,
per gli ingressi, anche con
aperture straordinarie, nei
vari siti o musei da visitare;
gli accordi con gli esercenti i
ristoranti, il giro di numerosissime comunicazioni, prima
per raccogliere le adesioni,
poi per accoglierle ed anche
per opporre, raggiunto il pieno, cortese rifiuto, il coinvolgimento di altri soci, sono
fra i tanti problemi che Ninni ha dovuto affrontare e
superare.
Grazie quindi sin d’ora in
attesa di un successo che
sarà straordinario.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Una grande festa di Sport
Sitting
Volley
Francesco Birocchi
stato, innanzitutto, una grande festa di
sport il primo “International Sitting Volley Tournament – Rotary Cup 2015” al
Palazzetto di Cagliari domenica 22 febbraio
scorso. Abbracci, strette di mano pacche sulle spalle: alla fine non c’erano più vincitori né
vinti. Tutti uniti dalla gioia di aver partecipato
ad un evento unico e coinvolgente.
Al quadrangolare hanno partecipato la neo
costituita Nazionale italiana, al suo esordio ufficiale in un torneo internazionale in vista delle paralimpiadi di Rio de Janeiro, il Brasile (vice
campione del mondo), la Croazia (n. 10 nel
ranking mondiale) ed una rappresentativa della Sardegna. Alla fine ha vinto il Brasile che,
nella finalissima, ha battuto la Croazia in tre
set. Terza l’Italia che ha superato la rappresentativa sarda.
Emozione in campo, sulle gradinate ed anche fra gli organizzatori: i cinque Rotary Club
dell’area cagliaritana, in partnership con la Federvolley, la FIPAV regionale, la società Cagliari Volleyball, prima e più importante realtà sarda nella pratica del Sitting Volley e la
Fondazione Pietro Mennea, la società GS Sardegna, che è la seconda realtà sportiva in questo sport così particolare.
Il Sitting volley è uno sport che si è affermato di recente in Italia. Deriva dalla pallavolo ed è praticato in Europa ed in particolare in Olanda dagli anni ’50 per favorire la
pratica sportiva delle persone diversamente
abili.
Consiste nel giocare a pallavolo stando seduti sul pavimento in un campo più piccolo
e con la rete più bassa. Il giocatore che tocca
la palla deve stare seduto a contatto con il pavimento. La particolarità del Sitting Volley è
È
quella di favorire l’integrazione delle persone diversamente abili. Può essere praticato, infatti, senza distinzione, da varie categorie di
diversa abilità (amputati, poliomielitici, paraplegici) e, allo stesso tempo, anche da soggetti normodotati.
In Italia l’inserimento del Sitting Volley tra
le discipline ufficiali paralimpiche è stato sancito con l’accordo del 15 maggio 2013 tra la Federazione Italiana Pallavolo e il Comitato Italiano Paralimpico.
È uno sport che ora va affermandosi rapidamente anche nel nostro Paese. «Bisogna
dare un’altra possibilità a chi l’ha persa», ha
detto il ct della nazionale italiana, Romano
Piaggesi, «col Sitting Volley qualsiasi barriera può essere superata: da seduti siamo tutti
uguali».
«Il torneo organizzato con il Rotary è stato importante per noi – ha aggiunto Vincenzo Ammendola, presidente della Fipav Sardegna – per far conoscere il Sitting Volley anche nella nostra Isola. Da due anni lavoriamo
per costruire una compagine tutta sarda. Questa disciplina è arrivata da noi grazie alla “Cagliari Volleyball” e ad Alessandra Tilocca, allenatore e docente presso l’Università romana di Tor Vergata. Sono stati i suoi atleti a rappresentare la Sardegna al Palasport di Cagliari,
assieme ad altri atleti della Pallavolo Olbia, l’altra società isolana che solo da pochi mesi ha
cominciato a praticare il Sitting Volley».
Un grande impegno organizzativo, con un
prologo divertente. L’evento è stato infatti presentato dieci giorni prima alla Fiera di Cagliari.
Il protagonista della serata è stato l’attore comico-brillante Paolo Labati, che si è affermato
nei cabaret milanesi e in quello di Zelig in par-
giugno 2015 —
ticolare e poi reso famoso
dalle apparizione in TV. Applauditissimo il suo spettacolo, “Hiropon”.
Bilancio più che positivo
dunque per una manifestazione fortemente voluta da
Mario Figus, presidente del
Rotary Club Cagliari che ha
promosso l’evento con il RC
Cagliari Est, RC Cagliari
Nord, RC Cagliari Sud, RC
Cagliari Anfiteatro, il Rotary
Club Quartu S. Elena e i Rotaract Club Cagliari, Golfo degli Angeli e Quartu S. Elena
Margine Rosso.
«Ci stiamo occupando di
un progetto importante – ha
detto Figus – per dare risalto
alle attività che avvantaggino
categorie meno fortunate e mirino all’abbattimento delle
barriere per i disabili».
«Il Torneo Internazionale –
ha spiegato – è parte integrante di questo grande progetto promosso dai sei Rotary dell’area metropolitana cagliaritana, che si propone di
individuare e far eliminare le
barriere architettoniche che
rendono difficile la circolazione autonoma dei diversamente abili in città. Il progetto,
che sarà realizzato in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Cagliari e di Quartu e con le associazioni che si occupano di
disabilità, si svilupperà in varie tappe: dall’individuazione
delle barriere architettoniche,
alla realizzazione di carte tematiche sui percorsi agibili ai
disabili nelle due città, alla
realizzazione di percorsi per i
diversamente abili (sia residenti che turisti) che consen-
Rotary Club Cagliari
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tano di evitare le barriere che non sarà possibile abbattere. Utilizzando anche strumenti elettronici; dai pannelli con i cosiddetti
codici QR che possono essere letti con i normali telefoni cellulari o con gli smartphone, alle vetrine interattive di ultima
generazione».
Il torneo internazionale di Sitting Volley, con il suo successo,
ha aperto dunque la porta ad un nuovo importante impegno
del Rotary per Cagliari, un’occasione per rafforzare l’abbraccio
dei rotariani alla città.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Ecco l’esempio della “vera” solidarietà legata al mondo del Golf
Andare in “buca”
con il Rotary
Donato Ala
na delle negatività più compromettenti
che ci lascia in dono un periodo di crisi, anche e soprattutto valoriale come
quella del nostro tempo, è quella legata all’incapacità di credere nei sogni.
Affrontare la vita con il sorriso, il coraggio e la consapevolezza di far parte di un
gruppo di persone che lasciano da parte un
egoismo inconsapevole e inevitabile, dovuto all’avanzata dei nuovi mezzi tecnologici.
Oggi fare beneficenza in prima linea, significa soprattutto questo, allo stesso tempo
nel marasma e nella frenesia della quotidianità, occorre una forza di volontà e una
generosità più uniche che rare per potersi
prendere cura di problematiche che spesso
non ci toccano in maniera diretta.
Questa è la riflessione che è nata in me
dopo aver visto con i miei occhi, la scrupolosità, la meticolosità e l’applicazione nell’organizzazione della gara di golf messa in
piedi dal Rotary Club Cagliari al fine di raccogliere fondi per 40.000 vaccini contro la poliomielite.
Il 18 aprile nello splendido scenario del
Golf Is Molas è andato in scena uno spettacolo nello spettacolo.
U
Un evento organizzato dalla Commissione Rotary Foundation del Rotary Club Cagliari presieduta dall’avv. Alberto CoccoOrtu di cui è componente la vera mente e il
braccio di questo fantastico evento, il vulcanico e creativo dott. Domenico Porcu. Un
evento preparato da tempo con particolari
davvero degni di nota, dai premi ai gadget
personalizzati che hanno dato forte visibilità ai numerosi sponsor i quali hanno creduto in questa manifestazione di solidarietà intitolata “Hole In one” for “END POLIO
NOW”. I Rotariani
sono circa 1,2 milioni, uomini e donne, affiliati in oltre
34.000 club in più
di 200 paesi ed aree
geografiche. Vivono
e si impegnano nel
Rotary al fine di
promuovere elevati standard etici in
ambito professionale e di realizzare attraverso
la Fondazione Rotary progetti per far fronte a problemi mondiali quali la pace e la risoluzione dei conflitti, l’analfabetismo, le ma-
giugno 2015 —
lattie, la fame e la povertà, la mancanza di
acqua potabile e i problemi ambientali. Direi che in questo evento ci sono riusciti molto bene. Non era facile far giocare a Is Molas oltre 120 giocatori in un sabato di aprile, tra l’altro in una splendida giornata di sole
con oltre 22 gradi di temperatura. Tantissime le personalità presenti, dal Governatore
del Distretto 2080 ing. R. Carlo Noto La Diega, al dottor Fabrizio Bianchi, Vice Presidente
Associazione Golfisti Rotariani, il sindaco di
Pula Carla Mereu e il presidente della Federazione Italiana Golf Delegazione Sardegna Stefano Arrica il quale ha dichiarato
«devo fare un complimento vivissimo al Rotary perché si impegna sempre molto in queste iniziative. Un applauso merita il mio amico Nico Porcu che ha organizzato quasi fosse una “Ryder Cup”. Il Rotary può contare
sulla Federazione e spero che le istituzioni
continuino a credere in questo sport e al turismo che questo comporta». Una dichiarazione incoraggiante quella di Stefano Arrica, ma che faceva da coro a tutte le affermazioni che si sentivano in giro per la club
House del circolo al termine della giornata.
I 120 giocatori si sono sfidati nel green di Is
Molas per questa iniziativa che ha sorpreso tutti. Il campo per l’occasione era in perfette condizioni, si sono visti ottimi giocatori con risultati
eccellenti. Dopo la bellissima giornata di Golf,
tutti si sono ritrovati per seguire le premiazioni
e i ringraziamenti agli sponsor.
Al termine del mio articolo andrò a elencarli tutti, anche se non è prassi giornalistica, ma ritengo che meritino una menzione,
Rotary Club Cagliari
61
per avere contribuito al successo di questo
evento. Ancora una volta il sacrificio e la passione per aiutare chi ha bisogno di noi hanno potuto prevalere. Sono certo che questa
sarà la prima delle numerose edizioni che si
realizzeranno in quel di Is Molas.
A nome del Rotary ci tengo a dire:
Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie a:
Le Tenute di Carlo Pili
UniCredit PB
Istituto Ottico Bertola
Sa.mo.car
GT Motors
Napapijri
Bruno Corda Zurich
Serenità E Benessere
Assicurazioni
Antica Orologeria
Candido Operti
Forte Village Resort
Dosart
SIAD Healthcare SpA
Golf service & Discount
Sanifarm S.r.l.
Piramis Group srl
Eco Service Sarda
Centro Medico
Studio D’Architettura
I Mulini – Cagliari
Ing. Mario dal Molin
Tecnit
Roche Bobois Sardegna
Donne Concept store
San Martino
Tenute del Sole
Remax Central
L’Isola bar tabacchi
Alectoris Tours
Esso.
Gaya Florit
Impossibile sarebbe stato comunicare
senza il contributo di:
Videolina, Simona De Francisci,
TG3 Sardegna, Nuova Sardegna,
Mario Frongia, L’Unione Sarda,
Live In Magazine e Golfitaliano.it
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Un caro e dolce amico ci ha lasciati
Ricordo di
Lino Cudoni
Alessandro Palmieri
orridente, sereno, pacato, modesto,
squisitamente signorile. Grande rotariano e grande amico. Così ricorderemo
Lino Cudoni, che un male raro ha portato via
nel gennaio di quest’anno. Aveva 72 anni, ha
trascorso nel
Club un quarto
di secolo e ha
lasciato un vuoto difficilmente
colmabile: era
una persona
davvero speciale.
Gallurese di
Palau,
così
come la sua famiglia e i suoi
antenati, amava
il mare e conosceva l’arcipelago della Maddalena meglio di chiunque altro, scogli e secche compresi. Aveva la patente nautica fin da
giovanissimo e quand’era studente si guadagnava l’evasione estiva lavorando come
motoscafista al Cala di Volpe. Certo lo appassionavano i motori, ma la vera passione
era nella vela, nello sci d’acqua, nel windsurf,
nel nuoto. La sua capacità di leggere le carte nautiche e di tracciare la rotta più sicura
metteva in tranquillità i compagni di crociera.
Eppure la sorte – e il talento nel lavoro – lo
ha invece portato lontano dal mare: prima a
causa dell’occupazione del padre e poi per la
propria carriera, ha trascorso buona parte della vita nelle vesti di giramondo, approdando infine al Poggio dei Pini.
S
Ma chi era davvero Lino? Dopo la scuola studia economia e commercio a Sassari, ma
si laurea in giurisprudenza a Ferrara col massimo dei voti. Nel Lazio frequenta la scuola
degli allievi ufficiali di complemento e, dopo
aver lasciato la
divisa e le mostrine della fanteria, entra nella Fiat, destinato a un brillante percorso di
dirigente. In
Piemonte sposa
Germana (di
Cavallermaggiore, nel cuneense, dove la
coppia va ad
abitare) e diventa padre di
Daniela: sono le
donne della sua vita per le quali – se glielo
avessero chiesto – avrebbe spostato le montagne e conquistato la luna. Poi comincia a
viaggiare. Segue la programmazione di tutte le filiali europee della Fiat, è nominato funzionario e trasferito a Milano, quindi promosso dirigente e inviato a Reggio Calabria
come Direttore di succursale. Con lo stesso
incarico arriva a Cagliari nel 1985: guida prima la succursale di viale Monastir e poi la filiale Alfa Romeo di viale Marconi. Ma non ha
concluso gli spostamenti, perché le capacità e l’impegno lo spingono ancora lontano:
si ritrova a Varsavia come responsabile dello Sviluppo Reti di Fiat Poland, incarico importante e delicato che lo porta a girare tut-
giugno 2015 —
ta la Polonia per valutare le
concessionarie ufficiali Fiat
(con la facoltà di nominare
nuovi affiliati meritevoli o revocare quelli che non hanno
le caratteristiche adatte e
non affini alla linea aziendale).
Può un dirigente come
Cudoni lasciar tutto e andarsene? No: infatti nel 2001
Lino decide di mettersi in
pensione, saluta e se ne torna in Sardegna, ma neppure
un anno dopo viene “richiamato” dalla Fiat che gli attribuisce l’incarico di Amministratore delegato della
sede di Bruxelles. Si ritira definitivamente dal lavoro nel
2004, gratificato ma deciso a
godersi la meritata pensione.
Intanto è stato cooptato nel
Rotary.
Era entrato nel nostro
club nel 1990, facendosi subito stimare e voler bene. Non
mancava ai nostri giovedì
serali (veniva quasi sempre
con Germana), partecipava
con entusiasmo alle attività,
accettando incarichi e impegni di servizio, spendendosi
per gli amici e per la comunità cittadina, contribuendo
con la sua intelligenza, la sua
cultura, la sua esperienza di
vita, il suo stile, a rendere importante e prestigioso il RC
Cagliari. Ricordiamo – fra
l’altro – l’attenta cura nel
ruolo di segretario, o il generoso impegno per la ricorrenza dei sessant’anni del
club, o quante energie volle
spendere per il recupero di attrezzature sanitarie da inviare
in Afghanistan con l’aiuto
della Brigata Sassari.
Rotary Club Cagliari
63
Era un uomo sempre giovane, dallo spirito semplice e di
larga disponibilità con chiunque. Sempre di buonumore, di
battuta pronta, e anche al di fuori del club una grande quantità di amici ne ricorda la vivace compagnia. Vale la pena
riferire un lontano episodio che descrive bene il suo carattere. Con alcuni amici andò una volta in Corsica e capitò al
Casinò di Propriano: all’uscita, il traffico automobilistico paralizzava la zona e lui si piantò in mezzo a quel caos paralizzato e prese a sbrogliare la situazione come un vigile urbano. Gli automobilisti seguirono le sue indicazioni e in breve la circolazione riprese ordinatamente.
Già. Lino riesce a farci sorridere ancora: basta pensare
a lui e – al di là del rimpianto – accade che ci sentiamo tranquillizzati e sereni.
Aveva appena accettato l’incarico di prefetto del club, nel
2012, quando lo aggredì un misterioso male alla gola. Dovette riprendere gli spostamenti, fra la Sardegna e la Penisola, da un ospedale all’altro. Era ben consapevole della gravità del suo stato, ma si mostrava sempre ottimista e pacato, parlando quietamente del futuro, così che Germana e Daniela non avessero a turbarsi.
L’abbiamo visto un’altra volta al club: dimagrito ma luminoso. Pensammo con gioia che avesse finito di combattere. Purtroppo era venuto a salutarci. Avrebbe compiuto 73
anni il 20 di questo mese di giugno. Ora riposa a Palau. Ci
mancheranno il suo sorriso e il suo esempio.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Trasporti: passione premiata
Ezio Castagna
direttore generale di CTM
MAR
a ruota del distintivo che Ezio Castagna porta come ciascun rotariano, al
di là del senso proprio che esprime,
offre, nel suo caso, un fin troppo facile riferimento a migliaia e migliaia di ruote che
egli sa far muovere.
Quando, nel 1998, assunse la direzione
dell’Azienda di pubblico trasporto di Cagliari, essa aveva una flotta vetusta ed era
priva di moderne tecnologie. Intenso e appassionato impegno, alta professionalità,
preveggenza dei problemi, brillante superamento degli ostacoli, interventi tecnici
d’avanguardia hanno portato il CTM ad essere una delle aziende di trasporti pubblici
più giovani e innovative.
Giustamente i risultati raggiunti hanno riscosso vivissimo apprezzamento e il loro autore è stato meritatamente premiato. Nel 2012
in Italia gli è stato conferito l’ambito onore
di “Master pubblico dell’anno”; ancor più
prestigioso per la
ben più vasta
partecipazione
dei concorrenti,
era finalista con
altri 5 Direttori
Generali di altre
attività di trasporto pubblico
in Europa, il premio “Talent in
mobility award”
nella categoria
Best Manager.
L
I limiti di spazio imposti dalla rivista costringono a condensare la realtà del CTM in
essenziali, quindi parziali, dati numerici:
760 dipendenti «unica azienda a Cagliari
che ancora assume», 29 linee per 413 Km, 8
comuni, circa 400.000 utenti, 235 autobus
tutti dotati di impianto di aria condizionata,
pianali ribassati, 29 filobus (è previsto l’acquisto di 16 per sostituire quelli più vecchi),
massima riduzione di inquinamento, innovazioni per l’acquisto dei biglietti, tecnologie sempre più moderne ed efficienti.
È stato Presidente Mondiale della Unione
Internazionale Trasporti Pubblici ed ancora
ricopre alti incarichi. Tra l’altro è presidente della Srl ITS, società consortile per una migliore mobilità dei trasporti nella vasta area
di Cagliari e comuni limitrofi. Ezio Castagna,
di nascita piemontese, laureato a Torino, milanese di adozione, ha Cagliari come città
d’elezione: è, tra
l’altro, appassionato tifoso della
squadra di calcio. Con le vivissime congratulazioni del Club per
i suoi grandi meriti, auguriamo a
lui, ed a noi, che
il suo tifo valga il
prossimo anno a
riportarla in Serie
A.
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giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
65
Prestigioso incarico per Stefano Cascìu
Il manager
dell’arte
eppe Cascìu, rotariano doc, nella malinconia del ricordo di Giulietta, ha
avuto il conforto del conferimento al figlio Stefano dell’alta funzione di Direttore del
polo museale toscano. Meritato premio e giusto riconoscimento del valore di storico dell’arte, attualmente Sovrintendente ai Beni storici a Modena, che ha svolto tutte le funzioni affidategli con rara perizia e somma cultura, organizzando, tra l’altro, in Italia ed all’estero, mostre di altissimo livello storicoartistico riscuotendo sempre straordinario successo.
La funzione ora affidatagli
comporta la gestione di ben 37 tra
musei, siti storici e monumentali, ad eccezione di alcuni, come Uffizi, palazzo Pitti, Bargello e Galleria dell’Accademia che conservano la loro autonomia.
Stefano è ben noto a tutti i soci,
anche per le dotte conversazioni tenute. Ancor più noto e stimato è
per quanti, di più antica appartenenza al Club, hanno goduto della sua illustre guida nel viaggio culturale in Toscana nel 1995, quando Beppe era Presidente. Ancor più
grati perché, per suo interessamento, hanno vissuto una rara e
meravigliosa esperienza, unica
per chi non è addetto allo specifico lavoro, di salire sui ponteggi
allestiti nella Cappella della “Invenzione della Croce”, nella chiesa di San Francesco ad Arezzo, per
il restauro degli affreschi di Piero
della Francesca, danneggiati dal
B
tempo, dai danni arrecati dai soldati di Napoleone che l’avevano trasformata in teatro
e da vecchie inadeguate operazioni di restauro.
Così a grande distanza dal pavimento ma vicinissimi alle pareti, hanno potuto vedere i
danni, i restauri e il ripristinato splendore delle parti tornate all’originaria bellezza. Grazie ancora a Stefano ed a Beppe e fervidi auguri ed affettuose congratulazioni per il nuovo prestigioso incarico.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Gemiti di torchio
La lunga storia
di un palazzo di Cagliari
on il rigore proprio della sua professione e spinto dalla grande passione che lo legano al Grande Oriente d’Italia, Eugenio Lazzari ha voluto portare a conclusione il lavoro iniziato anni fa da
Vincenzo Tuveri e rimasto, a seguito della sua improvvisa scomparsa, allo stato di primo abbozzo.
È nato così il volume Da convento benedettino
a casa massonica con un imponente sottotitolo: Storia di un antico palazzo del Castello di Cagliari e
della figura di un massone la cui vita si è intrecciata
con il destino del palazzo, che ancora non ci svela
tutto il contenuto dell’opera, edita dalla Edizioni Della Torre con una gradevole veste grafica e un ricco
apparato iconografico.
L’antico palazzo a cui si fa riferimento è l’edificio situato in un’area compresa tra via Canelles e via
Lamarmora, a Cagliari. Il centro della trattazione
però non riguarda le mura del palazzo, perché, come
dice l’autore, «la storia di un antico palazzo non rappresenta solo l’analisi di un fabbricato, ma costituisce
un privilegiato angolo di osservazione che consente di esplorare le vicende umane e i fatti storici che
si sono succeduti nel tempo in quel particolare contesto sociale, urbanistico e architettonico».
Partendo da questo presupposto Eugenio Lazzari
cerca di fare luce sulle travagliate vicende che hanno riguardato quest’area nel cuore di Castello. Qui
si avvicendarono diversi edifici destinati a servizi e
istituzioni: dapprima un convento benedettino, poi
la sede della prima università cagliaritana, quindi
un teatro, in seguito una caserma e scuderia militare, il palazzo di una nobile famiglia e infine la prestigiosa sede della massoneria cagliaritana.
La “figura di un massone la cui vita si è intrecciata con il destino del palazzo” è quella di Vincenzo
Racugno la cui generosità ha permesso al Grande
Oriente d’Italia l’acquisto e la ristrutturazione della sede oggi occupata dai Fratelli cagliaritani. Noto
C
ai più per i suoi meriti accademici e
per aver diretto per trent’anni l’Istituto di Radiologia di Cagliari, il
professor Racugno viene presentato
anche sotto un’altra veste, quella di
appartenente alla massoneria, in un
capitolo in cui l’autore abbandona
l’impersonale e usa la prima persona per descrivere «Vincenzo Racugno
così come lo conosco e l’ho conosciuto
in tanti anni di vera amicizia».
Complimenti all’amico Eugenio
per questa nuova lodevole e riuscitissima fatica letteraria che l’ha portato lontano dai temi da lui solitamente trattati.
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giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
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Freschi di stampa
Il poeta
della città del sole
ravamo abituati a presentare i volumi, numerosi e sempre apprezzati, scritti da lui e
oggi, con nostalgia ma anche con grande piacere, ci troviamo a parlare di un volume scritto su
di lui. Antonio Romagnino ci ha lasciati ormai da
quattro anni e ci manca. Manca alla città di Cagliari,
abituata a vederlo passeggiare per le sue strade, e
manca al nostro club di cui ha fatto parte per anni
e che ha presieduto nell’a.r. 85-86 divenendo poi, meritatamente, socio onorario.
Carlo Dore, noto avvocato cagliaritano, che è stato suo amico negli ultimi anni, ha deciso di dedicargli
un libro, intitolandolo, significativamente, Antonio
Romagnino, il poeta della città del sole. Perché questo è stato Antonio: il cantore di Cagliari, città amatissima e ricca di memorie, ma non di meno difensore intransigente di bellezze e eredità in pericolo,
avversario di progetti scellerati, superficialità e
ignoranza avvinghiate alle leve del potere. Un
“poeta combattente” dunque, sempre pronto a
usare le armi della cultura, del rigore morale e talvolta dell’ironia per affermare l’idea di una città consapevole della sua storia e per questo capace di progettare un futuro senza smarrire le migliori energie
che l’hanno animata.
Preceduto da una lunga prefazione di Sandro Maxia, che si concentra sull’analisi degli scritti e in particolare sullo stile di Romagnino, il libro ripercorre
l’intera vita di Antonio partendo dall’infanzia, per
continuare con gli studi, l’arruolamento volontario
nell’esercito, la partecipazione alla guerra sul fronte nordafricano e gli anni di prigionia trascorsi in
America. Esperienze fondamentali per la formazione
di una personalità gentile ma determinata, poetica
ma battagliera. E poi la sua seconda vita: l’insegnamento al Liceo Dettori, il matrimonio, la famiglia, le lotte come ambientalista in difesa della sua
città e soprattutto i libri, tutti i libri, quelli che cu-
E
stodiva, ed erano migliaia, nel suo
studio, leggendoli, rileggendoli ma
anche “accarezzandoli”, e quelli
scritti da lui, pieni di riflessioni, poesia e del suo grande amore per Cagliari.
Il libro di Carlo Dore ci aiuta a
non dimenticare e ci auguriamo che
sia solo la prima di tante iniziative
volte a valorizzare l’immenso patrimonio culturale lasciatoci dal grande “poeta della città del sole”.
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Rotary Club Cagliari — giugno 2015
Benvenuto ai nuovi soci
Davide ANGRISANI
Colonnello CC. t.SSMI – Nato nel Friuli nel 1962, di famiglia campana e milanese di adozione, nel 1982, dopo
la maturità classica, ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena. Ha studiato Giurisprudenza e nel 2005 ha conseguito la laurea specialistica in Scienza della Sicurezza presso l’Università di
Roma Tor Vergata e poco dopo un Master in studi Internazionali e Strategico-Militari presso la Università di
Milano. Nel 2004 ha superato un corso di perfezionamento in Metodologia e tecnica del negoziato internazionale nella Università di Trieste ed ha ottenuto un ulteriore Master in Scienze Strategiche all’Università di
Torino. Da militare, sino al grado di capitano, ha ricoperto numerosi incarichi di comandante di diversi importanti servizi in Veneto, Sicilia, Piemonte.
Nel 1999, divenuto Ufficiale Superiore ha seguito il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI).
Ha svolto molte funzioni di alto livello tra cui quelle di supporto delle missioni all’estero (Ufficio Logistico) e di Capo Ufficio Sistemi telematici. Preme ricordare tra i tanti uffici affidatigli, quello, tra il settembre 2011 ed il settembre 2014, di Comandante il Comando Provinciale CC. di Cagliari. Attualmente frequenta la 66a sessione dell’Istituto Alti Studi della Difesa. Ha conseguito molte specializzazioni
(in particolare relative al Diritto Umanitario nei Conflitti Armati e all’“Europol “ embrione della nuova polizia europea. È insignito di alte
onorificenze (anche per servizi prestati in Jugoslavia, in Kosovo e in Abruzzo dopo il sisma).
Parla inglese e francese. Dal 1992 è sposato con Laura, architetto, e sono genitori di tre splendidi figli: Ginevra, Marco e Filippo.
Anna PIRAS
Giornalista parlamentare. – Nata a Roma il 6 giugno 1966. Laureata in Giurisprudenza nell’Università di
Cagliari. Dottorato di ricerca in Storia Medioevale presso l’Istituto CNR di Cagliari di Storia Medioevale e Moderna.
Master in Giornalismo Radiotelevisivo presso la Scuola di Giornalismo della RAI di Perugia.
Docente in seminari per giornalisti professionisti e nelle Scuole di Giornalismo sui temi di politica estera; in
particolare, dal 2007 collabora con la Commissione ed il Parlamento Europei per la realizzazione di tali
corsi.
Dal 1995 al 1997 ha lavorato al Tg1 al Gr Rai e a Rai International.
Dal 1997 è conduttrice e curatrice del Tg Parlamento, delle Tribune politiche e dei programmi settimanali di
attualità politico parlamentare.
Più volte inviata per il Tg al seguito del Presidente del Consiglio, del Ministro degli Esteri nei viaggi istituzionali all’estero ed anche a Bruxelles e Strasburgo in occasione dei Consigli Europei.
La sua competenza professionale copre validamente le aree relative al Parlamento, alle Istituzioni e alla politica europea e internazionale. Attualmente è caporedattore della redazione RAI della Sardegna. Ottima conoscenza della lingua inglese.
Antonio PIRAS
Medico. Nato a Cagliari il 18 gennaio 1963. Laureato in Medicina e Chirurgia presso la Università di Cagliari. Per quattro anni medico
interno Istituto Clinica Medica 1 di Cagliari. Specializzato in Angiologia Medica (70/70 e lode). Dal 1992 al 2011 ha svolto mansioni di
medico SIAS (Servizi Integrati Assistenza Sanitaria) a Lanusei, Convenzione con il Ministero della Giustizia, a tempo indeterminato. Dal
2000 è medico ASL 8 Cagliari. Dal 2011 Dirigente Sanitario Presidio per la tutela della salute in Carcere, Casa Circondariale di Cagliari.
Dirigente Medico Servizio Emergenza Territoriale c/o Ospedale San Marcellino Muravera.
Dal 1995 al 2000 ha prestato funzioni di Assistente di Medicina Interna 1 e di Responsabile Servizio Angiologia Medica presso il Policlinico Lay di Cagliari.
Inoltre è stato titolare Continuità Assistenziale presso diverse ASL, ed ha seguito un corso di formazione sull’applicazione del DRG presso
Istituto San Raffaele Milano Roma.
Si interessa di Informatica. Lingue: scrive e parla inglese.
Cell. 39 335 5440167, e-mail: [email protected]
giugno 2015 —
Rotary Club Cagliari
69
COMMISSIONI ANNO 2015–2016
AZIONE INTERNA
AMMINISTRAZIONE DEL CLUB
Presidente coordinatore:
Rafaele CORONA
AZIONE PROFESSIONALE
Presidente coordinatore:
Alberto COCCO ORTU
[email protected]
AZIONE PER LE NUOVE GENERAZIONI
Presidente coordinatore:
Ginevra BALLETTO
[email protected]
FORMAZIONE
E ISTRUZIONE ROTARIANA
Presidente: Salvatore FOZZI
[email protected]
COMPONENTI: Angelo Aru, Giovanni Barrocu
PREMIO GIOVANI ECCELLENZE
Presidente: Pasquale MISTRETTA
[email protected]
COMPONENTI: Ginevra Balletto, Michele Bajorek,
Francesco Danero, Antonello Fiori*, Matteo Ghiani*
ROTARY PER IL ROTARACT (CRR)
Presidente: Christian CADEDDU
[email protected]
COMPONENTI: Francesca Cozzoli,
Riccardo Lasic, Roberto Nati
PROGRAMMI
Presidente: Francesco BIROCCHI
[email protected]
COMPONENTI: Guido Chessa Miglior, Alfonso Dessì,
Alessandro Fasciolo, Caterina Lilliu, Pasquale
Mistretta, Domenico Porcu, Michele Rossetti
SANITÀ
Presidente: Carlo CARCASSI
[email protected]
COMPONENTI: Christian Cadeddu, Alfonso Dessì,
Salvatore Ferro, Alberto Lai, Giorgio La Nasa,
Giuseppe Masnata, Roberta Coa*,
Roberto Uccheddu*
ROTARY YOUTH
LEADERSHIP AWARDS (RYLA)
Presidente: Roberto NATI
[email protected]
COMPONENTI: Alessio Grazietti, Caterina Lilliu,
Pier Francesco Staffa, Roberta Cabula*, Sergio Puddu*
ASSIDUITÀ, AFFIATAMENTO
ED EVENTI
Presidente: Luigi PUDDU
[email protected]
COMPONENTI: Antonio Cabras, Paolo Ciani,
Giuseppe Masnata, Alessio Grazietti, Margherita
Mugoni Contini, Alessandro Palmieri (Assiduità)
SPORT
Presidente: Alfonso DESSÌ
[email protected]
COMPONENTI: Enzo Pinna, Domenico Porcu,
Gian Paolo Ritossa, Vittorio Giua Marassi,
Roberto Arru*, Alberto Nonnis*
AMMISSIONI, CLASSIFICHE
E SVILUPPO DELL’EFFETTIVO
Presidente: Enzo PINNA
[email protected]
COMPONENTI: Ugo Carcassi, Rafaele Corona,
Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Pasquale Mistretta
COMUNICAZIONE, IMMAGINE
E SITO WEB
Presidente: Michele ROSSETTI
[email protected]
COMPONENTI: Ettore Atzori, Francesco Birocchi,
Patrizia Giranu, Anna Piras, Pier Francesco Staffa
RIVISTA DEL CLUB
Presidente: Lucio ARTIZZU
[email protected]
COMPONENTI: Francesco Birocchi, Salvatore Fozzi,
Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi,
Giovanni Sanjust di Teulada
DIGITALIZZAZIONE
ARCHIVIO STORICO DEL CLUB
Presidente: Michele ROSSETTI
[email protected]
COMPONENTI: Marinella Ferrai Cocco Ortu,
Mario Figus, Salvatore Fozzi
PREVENZIONE E VACCINI
Presidente: Giuseppe MASNATA
[email protected]
COMPONENTI: Efisio Baire, Carlo Carcassi, Salvatore
Lostia di Santa Sofia, Marcello Marchi, Margherita
Mugoni, Alessandro Palmieri, Luigi Puddu,
Roberta Coa*, Roberto Uccheddu*
ROTARY PER IL SOCIALE
– MICROCREDITO
Presidente: Guido CHESSA MIGLIOR
[email protected]
COMPONENTI: Ettore Atzori, Luigi Bettoni, Margherita
Mugoni, Gian Paolo Piras, Mauro Rosella
SOLIDARIETÀ CON
LE FASCE DISAGIATE
Presidente: Maria Pia LAI GUAITA
[email protected]
COMPONENTI: Francesco Birocchi,
Salvatore Ferro, Gaetano Giua Marassi,
Alberto Lai, Roberto Nati, Cecilia Onnis,
Luigi Puddu, Michele Rossetti,
Davide Rossetti*, Alessandro Usai*
AZIONE INTERNAZIONALE
Presidente coordinatore:
Giovanni BARROCU
[email protected]
RAPPORTI INTERNAZIONALI
Presidente: Richard KNOWLTON
[email protected]
COMPONENTI: Davide Angrisani, Stefano Liguori,
Andrea Lixi, Massimiliano Masia,
Pier Francesco Staffa
ROTARY FOUNDATION
Presidente: Domenico PORCU
[email protected]
COMPONENTI: Alberto Cocco Ortu, Francesco Danero,
Alessio Grazietti, Simonetta Oddo Casano,
Piergiuseppe Floris*, Simone Ghiani*
SCAMBIO GIOVANI
Presidente: Alessandro FASCIOLO
[email protected]
COMPONENTI: Francesca Cozzoli, Francesco Danero,
Cecilia Onnis (Tutor), Pier Francesco Staffa,
Roberto Arru*, Davide Rossetti*
PROGETTI DI SERVIZIO
Presidente coordinatore:
Mario FIGUS
[email protected]
OASI SAN VINCENZO
Presidente: Gian Paolo RITOSSA
[email protected]
COMPONENTI: Rafaele Corona, Gaetano Giua Marassi,
Giovanni Sanjust di Teulada
ROTARY PER LA CITTÀ
Presidente: Giovanni Maria CAMPUS
[email protected]
COMPONENTI: Ercole Bartoli, Giovanni Cascìu,
Ezio Castagna, Vincenzo Cincotta, Caterina Lilliu,
Pasquale Mistretta, Franco Passamonti, Gian Paolo
Ritossa, Cesare Saliu, Pinuccio Sciola
S. MARIA DEL PORTO
Presidente: Marinella FERRAI COCCO ORTU
[email protected]
COMPONENTI: Angelo Aru, Francesco Birocchi,
Giuseppe Cascìu, Giulia Casula, Angelo Deplano,
Paola Dessì, Alessandro Fasciolo, Marcello Marchi
SANT’ELIA
Presidente: Massimiliano MASIA
[email protected]
COMPONENTI: Luigi Bettoni, Antonio Facci, Paola
Giuntelli, Ceccilia Onnis, Anna Piras, Antonio Piras,
Giovanni Sanjust di Teulada, Giulia Vacca,
Ugo Lorenzo Loi*, Michele Schintu*
SULCIS LAB
Presidente: Maurizio BOARETTO
[email protected]
COMPONENTI: Mario Figus, Maria Luigia Muroni,
Lucia Pagella, Franco Passamonti, Michele Rossetti
* Referente Rotaract
70
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
LE RIUNIONI DEL CLUB
4 DICEMBRE 2014
ASSEMBLEA DEI SOCI
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Christian Cadeddu, Carlo Carcassi, Giuseppe
Cascìu, Giovanni Cascìu, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella Ferrai
Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi,
Gaetano Giua Marassi, Alessio Grazietti, Maria Pia Lai
Guaita, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Mauro Manunza,
Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata,
Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, M. Luigia Muroni, Roberto Nati, Cecilia Onnis, Larry Pagella,
Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi
Puddu, Michele Rossetti, Pier Francesco Staffa.
11 DICEMBRE 2014
65° ANNIVERSARIO DEL CLUB
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu,
Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Giuseppe Cascìu,
Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Alberto Cocco
Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Gianfranco
Degesu, Angelo Deplano, Paola Dessì, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco
Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Riccardo Lasic, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano
Masia, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni Contini,
Roberto Nati, Stefano Oddini Carboni, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele
Rossetti, Antonio Scrugli, Pier Francesco Staffa.
Sono presenti in sala le signore: Marina Birocchi,
Elia Maria Cabras, Mirella Campus, Antonella Cherchi,
Rita Cocco Ortu, Paola Deplano, Antonella Figus, Lina
Fois, Franca Fozzi, Paola Lasic, Mariangela Manunza, Tiziana Masnata, Maura Rossetti, Luisa Bettoni.
Ospiti del Club: il Governatore Carlo Noto La Diega,
dott. Alessio Giuffrida Prefetto di Cagliari, dott. Filippo Dispenza Questore di Cagliari, colonnello Gerolamo De Mai
Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Autonomo
della Sardegna, dott. Giuseppe Giardina Capo di Gabinetto del Questore di Cagliari, dott. Andrea Fois e l’ing.
Carlo Vallascas Presidente e Segretario del Lions Club Cagliari Host.
Sono presenti i Past Governor del Distretto
Angelo Cherchi, Filippo Pirisi, Franco Cabras, Luciano Di
Martino, Piergiorgio Poddighe, Gabriel Andria Segretario
Distrettuale Distretto 2080, dott.ssa Maria Carla Ciccioriccio Presidente della Commissione Sport Distretto 2080,
Giacomo Oppia Assistente del Governatore con la consorte Anna.
Sono presenti inoltre: Michele Russo, Presidente
R.C. Cagliari Est, Michele Agus Presidente R.C. Cagliari
Nord, Roberto Monticelli in rappresentanza del Presidente
del Rotary Carbonia, Mariano Cugurullo Presidente del
R.C. Cagliari Sud, Vanda Mulliri Presidente Cagliari Anfiteatro, Rosanna Mele segretario del R.C. Cagliari Anfiteatro.
Sono presenti i Giovani del Rotaract: Roberta
Cabula, Pier Floris, Antonello Floris, Davide Rossetti, Alessandro Usai.
18 DICEMBRE 2014
CENA DEGLI AUGURI DI NATALE
Sono presenti
I soci: Berto Balduzzi, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto,
Antonio Cabras, Christian Cadeddu, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona,
Piergiorgio Corrias, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore
Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Giorgio La Nasa, Alberto Lai, Riccardo Lasic,
Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello
Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Maria
Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Giampaolo
Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa,
Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust.
Sono presenti in sala le signore: Mariuccia Balduzzi, Luisa Bettoni, Marina Birocchi, Elia Maria Cabras,
Mirella Campus, M. Vittoria Carcassi, Luisella Castagna,
Antonella Cherchi, Franca Cincotta, M. Rosaria Corona,
Maria Corrias, Paola Dessì, Antonella Figus, Lina Fois,
Franca Fozzi, Rossana Grazietti, Cecilia Marchi, Paola
Lasic, Tiziana Masnata, Barbara Pinna, Loredana Piras,
Vanda Porcu, Maria Grazia Rosella, Maura Rossetti, Elisabetta Sanjust.
Ospiti del Club: due atlete del Cagliari Volleyball e
due atlete del GS Sardegna.
Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor
Mario Melis e la sig.ra Gabriella, di Domenico Porcu l’avv.
Rita Dedola, di Giovanni Campus l’ing. Ernesto Reali, di
Michele Rossetti la cognata Roberta Cosentino, di Giovanni Sanjust la cognata Maria Pascanella Anan, di Riccardo Lasic la madre sig.ra Paola Lasic, di Mario Figus la
figlia Laura, il figlio Stefano e Alessandra Tiloca.
Sono presenti i Giovani del Rotaract: il Presidente Simone Parente, Nicola Cossu, Desiree Vagnozzi,
Paola Carcassi, Francesca Manca, Davide Rossetti, Michele Schintu, Silvia Pasquini, Veronica Puddu, Sergio
Puddu, Alberto Nonnis, Antonello Fiori, Matteo Ghiani, Simone Ghiani, Alessandro Usai, Katia Khandohina.
8 GENNAIO 2015
ASSEMBLEA DEI SOCI
Sono presenti
I soci: Efisio Baire, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu,
Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras,
Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Rafaele Corona,
Silvano Costa, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus,
Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Giorgio La Nasa, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza,
Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, M. Luigia Muroni, Roberto Nati, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis,
Stefano Oddini Carboni, Enzo Pinna, Domenico Porcu,
Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa.
15 GENNAIO 2015
“OSSERVAZIONI SULLA RIFORMA DEL
CONDOMINIO”
Relatore il nostro socio RAFAELE CORONA
Sono presenti
I soci: Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni,
Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco
Ortu, Rafaele Corona, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi,
Gaetano Giua Marassi, Paola Giuntelli, Alberto Lai, Maria
Pia Lai Guaita, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi,
Mauro Manunza, Pasquale Mistretta, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella,
Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Luigi
Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
M. Rosaria Corona, Lina Fois.
Sono presenti i Giovani del Rotaract: Alberto
Nonnis, Antonello Fiori.
22 GENNAIO 2015
“IL SISTEMA DI PREVENZIONE E
REPRESSIONE DEI REATI ECONOMICI E
FINANZIARI IN UN MONDO
GLOBALIZZATO: COSA NON FUNZIONA?”
Relatore: l’avv. GIOVANNI MARIA DEDOLA
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Luigi
Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele
Corona, Francesco Danero, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe
Fois, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Richard Knowlton,
Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Massimiliano
Masia, Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni
Sanjust, Antonio Scrugli, Giacomo Oppia.
Sono presenti in sala le signore: Rita Cocco Ortu,
Evelina Knowlton, Lia Lixi, Vanda Porcu.
Ospiti dei soci: di Marinella Ferrai Cocco Ortu il figlio
avv. Francesco, di Alberto Cocco Ortu i figli Giovanni ed
Emanuele e la sig.rina Veronica Fanni, Elisabetta Corona
e l’avv. Enrico Salone e il dottor Paolo De Angelis, l’avv.
Francesco Marongiu, di Domenico Porcu la dott.ssa Eliana
Pisanu e il dottor Gianluca Bonoldi, Stefano Oddini Carboni il capitano C.C. dottor Nicola Pilia.
29 GENNAIO 2015
VISITA DEL GOVERNATORE
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi
Bettoni, Maurizio Boaretto, Christian Cadeddu, Giuseppe
Cascìu, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Guido Chessa Miglior, Paolo Ciani, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona,
Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore
Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe
Masnata, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis,
Giacomo Oppia, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pinuccio Sciola, Antonio Scrugli.
giugno 2015 —
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
Luisella Castagna, Antonella Cherchi, Luisella Chessa Miglior, Rita Cocco Ortu, Clara Facci, Valentina Fasciolo, Antonella Figus, Paola Lasic, Cecilia Marchi, Tiziana
Masnata.
Ospiti del Club: Gabriele Andria Giacomo Oppia.
Ospiti dei soci: di Domenico Porcu il figlio Alberto, di
Riccardo Lasic la madre sig.ra Paola, di Maria Luigia Muroni il prof. Aldo Cannas e il prof. Marcello Garbati.
Sono presenti i Giovani del Rotaract: il Presidente Simone Parente, Matteo Ghiani, Paola Carcassi,
Roberto Coa, Pier Giuseppe Floris, Davide Rossetti, Nicola
Cossu, Roberto Arru, Ugo Lorenzo Loi, Silvia Pasquini, Desiree Vagnozzi, Antonello Fiori.
5 FEBBRAIO 2015
“LA FRANCIA CULLA DELLA LIBERTÀ”
Relatore dott. ANDREA DORE
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Giuseppe
Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele
Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso
Dessì, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu,
Salvatore Ferro, Mario Figus, Patrizia Giranu, Riccardo
Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Salvatore Fozzi, Mauro
Manunza, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Simona
Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Giovanni Olla, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Alessandro Palmieri, Enzo
Pinna, Giampaolo Piras, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa,
Michele Rossetti, Scrulli Antonio, Pierfrancesco Staffa.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
Luisella Chessa Miglior, Lia Lixi.
Ospiti dei soci: di Massimiliano Masia il dott. Antonello Caria; di Stefano Oddini Carboni l’avv. Francesco Pisenti, di Mario Figus, Angelo Cherchi, Marco Cabriolu,
Anastasia Deeva.
12 FEBBRAIO 2015
“IL CENTENARIO DELLA BRIGATA SASSARI:
EVENTI E RICORRENZE”
Relatore: col. ENRICO ROSA Comandante del
151° reggimento fanteria della Brigata Sassari
Sono presenti
I soci: Giovanni Barrocu, Ercole Bartoli, Luigi Bettoni,
Francesco Birocchi, Giovanni Maria Campus, Giovanni Cascìu, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco
Ortu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano,
Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella Ferrai Cocco Ortu,
Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Salvatore Lostia Di S.
Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano
Masia, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Domenico Porcu, Luigi Puddu,
Gianpaolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Haydee Cascìu,
Rita Cocco Ortu, Paola Deplano, Vanda Porcu.
Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa
Anna Piras, e il dottor. Antonio Piras; di Marinella Ferrai
Cocco Ortu il nipote Fabrizio Ferrai; di Alberto Cocco Ortu
il colonnello Sandro Branca; di Guido Chessa Miglior il generale Nicola Manca; di Beppe Cascìu il figlio arch. Michele e la dott.ssa Giovanna Allegri.
Sono presenti i Giovani del Rotaract: Michele
Schintu, Davide Rossetti.
Rotary Club Cagliari
19 FEBBRAIO 2015
“STATO E REGIONE NELLA RIFORMA
COSTITUZIONALE: LA TUTELA DELLA
SPECIALITÀ È LA NUOVA SFIDA EUROPEA”
Relatore: on. GIANMARIO DEMURO Assessore
agli affari Generali, Personali, e Riforma della
Regione Sardegna
Sono presenti
I soci: Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Angelo Deplano, Alfonso Dessì,
Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus,
Patrizia Giranu, Vittorio Giua Marassi, Alessio Grazietti,
Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Simona
Oddo Casano, Cecilia Onnis, Giampaolo Piras, Luigi Puddu,
Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Pierfrancesco Staffa.
Ospiti del Club: senatore Luciano Uras; senatore Paolo
Zucca, Francesco Agus.
26 FEBBRAIO 2015
“IL DIALOGO INTERRELIGIOSO”
Relatore: padre MTANIOS HADAD
Sono presenti
I soci: Lucio Artizzu, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Luigi
Binaghi, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi,
Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Rafaele Corona,
Francesco Danero, Angelo Deplano, Alessandro Fasciolo,
Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus,
Gaetano Giua Marassi, Alessio Grazietti, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Andrea Lixi,
Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia,
Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry
Pagella, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Luisella Chessa
Miglior, Paola Deplano, Lia Lixi.
Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor Antonio Piras, dott.ssa Anna Piras; di Andrea Lixi don Massimo Noli, l’ing. Giovanni Mozzoni e la moglie sig.ra
Antonella.
Rotariani in visita: Gianfranco Chighine del club di
Cascina.
5 MARZO 2015
“PROBLEMI DI MOBILITÀ URBANA
A CAGLIARI”
Relatore: ing. MAURO CONI
Sono presenti
I soci: Efisio Baire, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu,
Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu,
Ezio Castagna, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco
Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Gaetano Giua Marassi, Vittorio Giua Marassi, Alessio Grazietti,
Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Salvatore Lostia Di S. Sofia,
Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia,
Giuseppe Masnata, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Alessandro Palmieri,
Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
Franca Cincotta, Rossana Grazietti, Vanda Porcu.
Ospiti dei soci: di Alessio Grazietti l’ing. Lucia Baire.
71
12 MARZO 2015
INTERCLUB DI QUARTU SANT’ELENA
AL CAESAR HOTEL
Sono presenti
I soci: Francesco Danero, Alessandro Fasciolo, Mario
Figus, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Giampaolo Piras,
Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Cecilia Marchi.
19 MARZO 2015
“IL RIDISEGNO DEI COMUNI DELLA
SARDEGNA E L’AREA METROPOLITANA DI
CAGLIARI”
Relatore il nostro socio PASQUALE MISTRETTA e
l’on. PIERSANDRO SCANO
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Ginevra Balletto, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero,
Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella
Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Alessio
Grazietti, Giorgio La Nasa, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Maria Luigia
Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni,
Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Giampaolo Piras,
Domenico Porcu, Luigi Puddu, Mauro Rosella, Pierfrancesco Staffa.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
M. Rosaria Corona, Cecilia Marchi, Maria Grazia Rosella.
Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa
Anna Puxeddu, di Pasquale Mistretta l’ing. Chiara Garau,
l’ing. Sonia Pintus, l’architetto Mara Ladu e l’arch. Giulia
De Sogu.
26 MARZO 2015
VISITA IN CATTEDRALE PER LA VISITA AL
MUSEO DIOCESANO
Sono presenti
I soci: Davide Angrisani, Ginevra Balletto, Luigi Bettoni,
Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Guido Chessa Miglior, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Alessandro
Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Paola Giuntelli, Alessio Grazietti, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Caterina
Lilliu, Andrea Lixi, Salvatore Lostia Di S. Sofia, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Margherita Mugoni Contini,
Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia
Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi
Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
Marina Birocchi, M. Vittoria Carcassi, Paola Deplano,
Paola Dessì, Valentina Fasciolo, Antonella Figus, Rossana
Grazietti, Evelina Knowlton, Paola Lasic, Lia Lixi, Maria
Tersa Lostia Di S. Sofia, Mariangela Manunza, Cecilia
Marchi, Carola Oddini Carboni.
Ospiti dei soci: di Francesco Danero la madre la
dott.ssa Maria Cristina Biggio; di Larry Pagella la sig.ra
Bianca Paderi; di Davide Angrisani i figli Marco e Filippo;
di Nico Porcu il figlio Alberto e gli amici Giuseppe e Simone; di Lolli Deplano l’avv. Luigi Piras con la moglie
Maria Pia e i cognati; di Stefano Oddini Carboni la
dott.ssa Anna Piras e il dott. Antonio Piras e l’avv. Pisenti.
72
Rotary Club Cagliari — giugno 2015
9 APRILE 2015
“DIALOGO CON IL SINDACO...”
Relatore: in sostituzione del Sindaco di Cagliari la
dott.ssa LUISA ANNA MARRAS vice Sindaco del
Comune di Cagliari
Sono presenti
I soci: Luigi Bettoni, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras,
Giovanni Maria Campus, Alberto Cocco Ortu, Francesca
Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alessandro
Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro,
Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Gaetano
Giua Marassi, Alessio Grazietti, Alberto Lai, Riccardo Lasic,
Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello
Marchi, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Roberto Natti, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Antonio Pillai, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu,
Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni,
Paola Deplano, Lina Fois.
Ospiti del Club: Luciano Di Martino PG, dott.ssa Ignazia Chessa e Giacomo Oppia.
Ospiti dei soci: di Lolli Deplano il cognato avv. Luigi
Piras e la moglie Maria Pia; di Stefano Oddini Carboni, Antonello Caria e prof. Carlo Pilia.
18 APRILE 2014
“1° TROFEO GOLF ROTARY CLUB CAGLIARI
HOLE IN ONE A IS MOLAS”
Sono presenti
I soci: Antonio Cabras, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Paola Dessì, Salvatore Ferro, Mario Figus, Alessio
Grazietti, Riccardo Lasic, Carlo Andrea Lecca, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Domenico Porcu,
Luigi Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Elia Maria Cabras, Pietrina Ferro, Paola Lasic, Carola Oddini Carboni,
Barbara Pinna.
Ospiti del Club: Il Governatore Carlo Noto La Diega,
Gabriele Andria, Giacomo Oppia, Pier Giorgio Poddighe.
Ospiti dei soci: di Enzo Pinna il dottor Pierpaolo Sanna
e la moglie Nicoletta, il dottor Franco Dore e la moglie
Laura, il dottor Giuseppe Succu e la moglie Marisa, Fabio
Orru e la sig.ra Laura, di Alberto Cocco Ortu i figli Giovanni Emanuele e la sig.rina Veronica Fanni.
Sono presenti: per il R. Club Anfiteatro Rosanna Mele
con il marito Fabio Favilli, Rossella Ricciardi; per il R. Cagliari Sud Mariano Cugurullo e la sig.ra Rita, Anna Maria
Bonomo, la dott.ssa Fiorella Buttuglione, Bernadette
Puddu con il marito Mariano. Per il R. Club Cagliari Est
Aroldi Giangabriele e la moglie.
23 APRILE 2015
ASSEMBLEA DEI SOCI
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero,
Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco
Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Paola
Giuntelli, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu,
Andrea Lixi, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Roberto
Natti, Cecilia Onnis, Alessandro Palmieri, Giampaolo Piras,
Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele
Rossetti, Giovanni Sanjust.
30 APRILE 2015
“IL CHITARRISTA SIMONE ONNIS
PRESENTA IL SUO ULTIMO CD DEDICATO AL
REPERTORIO CHITARRISTICO LATINO
AMERICANO DEL XX SECOLO”
Sono presenti
I soci: Davide Angrisani, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni,
Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giuseppe Cascìu, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus,
Patrizia Giranu, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Andrea
Lixi, Marcello Marchi, Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Luigi Puddu, Michele
Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Antonella Figus,
Lia Lixi.
7 MAGGIO 2015
“IL SISTEMA CARCERARIO IN SARDEGNA”
Relatore il nostro socio GIANFRANCO DE GESU
“L’EUROPA TRA QUANTITATIVE EASING E
RISCHI GEOPOLITICI”
Relatori: dr. MARIO ROMANO, dr. VINCENZO
DE MARCO, dr. ROBERTO MUNDULA
Sono presenti
I soci: Ginevra Balletto, Luigi Bettoni, Luigi Binaghi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus,
Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli,
Francesco Danero, Gianfranco De Gesu, Alfonso Dessì,
Alessandro Fasciolo, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina
Lilliu, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Massimiliano Masia,
Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Domenico Porcu, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa, Luigi Puddu, Michele Rossetti.
Ospiti del Club: Gianfranco Pala, direttore del carcere
di Uta.
14 MAGGIO 2015
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “CAREZZE DI
SANGUE”
relatore: la giornalista dott.ssa ANNA MARIA
CHIAPPE e PIETRO PICCIAU
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Vincenzo Cincotta,
Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero,
Angelo Deplano, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai
Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Riccardo Lasic,
Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Simona Oddo Casano,
Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Luigi
Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni
Sanjust.
Sono presenti in sala le signore: Maria Vittoria
Carcassi, Luisella Chessa Miglior, Franca Cincotta, Rita
Cocco Ortu, Paola Dessì, Antonella Figus, Lia Lixi, Carola
Oddini Carboni.
Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor
Francesco Autori e la moglie avv. Annamaria Marrosu; di
Alberto Cocco Ortu l’avv. Sara Zucca; di Alfonso Dessì la
figlia Stefania.
Presenti i ragazzi del Rotaract: Roberto Uccheddu, Alessandro Usaio, Silvia Pasquini.
Nella presente serata hanno fatto il loro in-
gresso due nuovi soci: il dottor Antonio Piras e la
dott.ssa Anna Piras.
21 MAGGIO 2015
“VERTENZA SARDEGNA QUARANT’ANNI DI
PROMESSE NON MANTENUTE”
relatore: ORIANA PUTZOLU Segretaria Generale
della CISL Sardegna
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giuseppe Cascìu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo
Deplano, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi,
Giuliano Frau, Patrizia Giranu, Richard Knowlton, Riccardo
Lasic, Salvatore Lostia S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna,
Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: M. Rosaria Corona, Lina Fois, Evelina Knowlton, Patrizia Palmieri.
Ospiti del Club: Germana Cudoni e Daniela Cudoni
moglie e figlia di Lino Cudoni.
Ospiti dei soci: di Domenico Porcu il dottor Francesco
Desogus titolare della Ecoservice Sarda.
28 MAGGIO 2015
“MEDIAZIONE INTERNAZIONALE E TUTELA
DEI DIRITTI DELL’INFANZIA”
relatore: prof. CARLO PILIA e ROSSELLA
ONNIS
Sono presenti
I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria
Campus, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro,
Mario Figus, Salvatore Fozzi, Patrizia Giranu, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro
Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, M. Luigia Muroni, Simona Oddo Casano,
Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella,
Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Giampaolo Ritossa, Michele Rossetti.
Sono presenti in sala le signore: Ginetta Corona.
Rotariani in visita: Emanuele Corona Rotary Sud.
Ospiti dei soci: di Patrizia Giranu il comandante Raffaele Targiani, ufficiale della Capitaneria di Porto di Cagliari; di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa Loredana
Pinna, il dottor Maurizio Foresti, il dottor Alberto Melis, il
dottor Luca Moricca, il dottor Renato Paracchini.
ROTARY INTERNATIONAL – DISTRETTO 2080 ITALIA
ROTARY CLUB CAGLIARI
ORGANIGRAMMA DEL CLUB
Anno Rotariano 2015 / 2016
Presidente
Stefano
ODDINI CARBONI
E-mail: [email protected]
Presidente
uscente
Mario FIGUS
E-mail: [email protected]
Presidente
eletto
Caterina LILLIU
E-mail: [email protected]
Vice Presidenti
Cecilia ONNIS
Michele ROSSETTI
E-mail: [email protected]
E-mail: [email protected]
Segretario
Francesco DANERO
E-mail: [email protected]
Tesoriere
Salvatore FERRO
E-mail: [email protected]
Prefetto
Riccardo LASIC
E-mail: [email protected]
Consiglieri
Alberto COCCO ORTU E-mail: [email protected]
Enzo PINNA
E-mail: [email protected]
Domenico PORCU
E-mail: [email protected]
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