giugno 2015 Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 • RICORDO DI UN “SASSARINO” • IL MUSEO DIOCESANO DI CAGLIARI • NUOVA FALEGNAMERIA PER S’ASPRU • RIVIVE L’ARCHEOTOUR Sommario Rotary Club Cagliari Periodico del Rotary Club Cagliari Distretto 2080 Anno di fondazione 1949 n. 3/4 giugno 2015 Pubblicazione riservata ai soci Rotariani Direttore responsabile: Lucio Artizzu Comitato di redazione: Francesco Birocchi, Salvatore Fozzi, Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust Segretaria di redazione: Anna Maria Muru Autorizzazione del Tribunale di Cagliari n. 171 del 18 agosto 1965 EDITORIALE Siate dono nel mondo – Lucio Artizzu Un altro anno se ne è andato... – Mario Figus Programma anno rotariano 2015-16 – Stefano Oddini Carboni In ricordo di un “Sassarino” – Giuseppe Cascìu Cagliari si prepara alla Grande Guerra – Marinella Ferrai Cocco Ortu Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica – Caterina Lilliu Il Museo diocesano di Cagliari – Lucia Baire Scorbuto: la malattia del mare – Angelo Deplano, Giovanni Barrocu “Regno” o “Giudicato”? – Francesco Cesare Casula Inaugurazione della nuova falegnameria a S’Aspru – Salvatore Fozzi Rivive l’Archeotour – Marcello Marchi Sitting Volley – Francesco Birocchi Andare in “buca” con il Rotary – Donato Ala Ricordo di Lino Cudoni – Alessandro Palmieri Ezio Castagna direttore generale di CTM – MAR Il manager dell’arte La lunga storia di un palazzo di Cagliari Il poeta della città del sole 51 55 58 60 62 64 65 66 67 Benvenuto ai nuovi soci Commissioni anno 2015-2016 68 69 LE RIUNIONI Le presenze 70 Progetto grafico e impaginazione Bruno Pittau – www.brokenart.org fotografie: Archivio Rotary, soci del Club e Wikimedia Stampa e allestimento: Archimedia S.r.l., Novara _____________________________ Le opinioni espresse negli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. Hanno collaborato a questo numero: DONATO ALA • LUCIO ARTIZZU • LUCIA BAIRE • GIOVANNI BARROCU • FRANCESCO BIROCCHI • GIUSEPPE CASCÌU • FRANCESCO CESARE CASULA • ANGELO DEPLANO • MARINELLA FERRAI COCCO ORTU • MARIO FIGUS • SALVATORE FOZZI • CATERINA LILLIU • MARCELLO MARCHI • STEFANO ODDINI CARBONI • ALESSANDRO PALMIERI • In copertina: Chiesa di San Pietro di Sorres (Borutta) fonte: Sailko (Wikimedia Commons). 1 3 13 16 25 31 37 41 48 giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 1 Editoriale Siate dono nel mondo Lucio Artizzu «S iate dono nel mondo», è il tema presidenziale per l’anno 2015/2016 scelto dal Presidente eletto del Rotary International, K.R. “Ravi” Ravindran. «Tutti voi avete ricevuto molti doni», ha detto ai governatori riuniti a San Diego per la sessione generale dell’Assemblea Internazionale. «E adesso state ricevendo questo grande dono: un anno in cui usare tutti i vostri talenti, conoscenze, capacità e sforzi, per diventare “dono nel mondo”. Avrete un anno per trasformare il potenziale in realtà. Un anno alla guida dei club del vostro distretto, a trasformare la vita degli altri; Il tempo è talmente breve e c’è tanto da fare». La ruota del Rotary continua girare e dal 1° luglio anche nel nostro Club va in archivio l’anno rotariano guidato da Mario Figus e si apre quello presieduto da Stefano Oddini Carboni. Si è concluso un periodo ricco di impegni, di manifestazioni rotariane, di progetti all’insegna dei grandi valori dell’amicizia e della solidarietà che il Rotary continua ad esprimere. Mentre il nuovo anno si apre all’insegna di progetti e di propositi che si preannunciano altrettanto validi ed interessanti. La nostra rivista dà conto delle cose fatte e di quelle che verranno realizzate. Dell’anno appena concluso resteranno tanti bei ricordi di serate passate insieme, in amicizia e resterà il segno dei progetti realizzati. «Il Rotary ha nell’attenzione alle giovani generazioni una delle sue linee d’azione fondamentali», ha detto il Presidente Mario Figus. «Per questa ragione tutti noi rotariani ci prodighiamo per trasformare in prospettive concrete le speranze di cambia- 2 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 mento alle quali le giovani generazioni aspirano». Nasce da queste considerazioni l’impegno che il Club ha profuso nel convegno per ricordare Pietro Mennea, ad un anno dalla sua scomparsa, e nell’organizzazione del torneo internazionale di Sitting Volley. Due iniziative di grande spessore, anche sociale, che hanno coinvolto il Rotary e la città facendo leva sulla comunanza dei valori rotariani, con quelli dello sport più autentico e “pulito”. Poi i progetti: il “SulcisLab”, assieme ai club di Carbonia e Iglesias, che ha consentito l’incontro tra gli artigiani del Sulcis con i giovani designer dello IED, un’occasione unica di lavoro in comune tra vecchi saperi e nuove idee, per favorire lo sviluppo. E infine la donazione a Padre Salvatore Morittu della somma necessaria per avviare la nuova falegnameria installata nel suo centro di recupero per tossicodipendenti di S’Aspru, in provincia di Sassari. A questo progetto, guidato da Salvatore Fozzi, hanno partecipato tutti i club della Sardegna, in uno straordinario momento di coesione di intenti che fa onore al Rotary. Ma la ruota del Rotary continua a girare, nel mondo. E il nostro Club ne è parte attiva. A partire dalle grandi campagne internazionali come quella per l’eradicazione Sito internet del club: E-mail del club: della polio. «Un futuro senza la polio è un dono che abbiamo promesso ai bambini del mondo», ha dichiarato il presidente internazionale Ravindran, «e manterremo la nostra promessa». Altra sfida che accomuna quasi tutti i club del mondo è quella dell’effettivo. “Ravi” ha dichiarato: «dobbiamo ripartire dai valori di base della nostra organizzazione: l’enfasi sugli alti valori etici in tutti gli aspetti della nostra vita e il sistema della classificazione che incoraggia la diversità delle competenze in ogni club. Troppo spesso queste idee vengono viste come ostacoli per l’aumento dell’effettivo, mentre sono state essenziali per il successo del Rotary, e non possiamo rischiare di ignorarle». «Dobbiamo riposizionare la nostra immagine che ha perso la sua rilevanza in molte parti del mondo» e il Rotary deve continuare a raccogliere fondi per la Fondazione Rotary, attrarre nuovi soci e incoraggiare maggiore partecipazione dagli attuali soci. «Non vi sono risposte facili a queste questioni, ma dobbiamo impegnarci a trovarle». Un incoraggiamento ma anche una sfida, che il nostro Club saprà raccogliere con l’entusiasmo e l’impegno di sempre. ■ www.rotarycagliari.org [email protected] giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 3 Il presidente Figus ci racconta il suo intenso anno Un altro anno se ne è andato... Mario Figus ncora una volta la ruota del Rotary ha fatto un giro: vi scrivo per l’ultima volta come Presidente del nostro Club e questo, lo confesso, mi provoca una forte emozione. È così passato un anno. Un anno per me importante che mi ha arricchito, sia professionalmente che spiritualmente, e mi ha consentito di scoprire il piacere di collaborare con splendide persone che ringrazio ancora per la pazienza e per la tolleranza avute nei miei confronti. Sono grato a tutti voi per avermi offerto l’opportunità di vivere l’esperienza di Presidente, esperienza che mi ha portato a conoscere persone nuove ed a capire quanto le nostre azioni di servizio possano svolgere un ruolo importante nella società. Perché il Rotary è veramente, semplicemente questo: condividere con gli amici la gioia di fare qualcosa per gli altri, per rendere loro la vita migliore. Ho cercato di fare del mio meglio, provando a portare nel Club cultura e attualità, promuovendo interventi di solidarietà, organizzando splendidi appuntamenti sportivi e anche serate di puro divertimento. Sarebbe una bugia se vi dicessi, cari amici, che l’anno appena trascorso non sia stato per me un anno molto impegnativo e faticoso. Ma è stato anche un anno pieno di motivazioni e di soddisfazioni, durante il quale ho conosciuto meglio ognuno di voi, ho avuto l’occasione di fare nuove amicizie, di rafforzarne delle altre e di aiutare persone meno fortunate. Se si considera il mondo dal punto di vista di queste persone, il bisogno di accettazione, di comprensione, e di educazione diventa palese. Basti pensare che se non ab- A biamo mai provato il pericolo della guerra, la solitudine della prigione, l’agonia della tortura, i morsi della fame, siamo più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se possiamo professare una religione senza paura di essere minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siamo più fortunati di 3 miliardi di persone. Se abbiamo cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sulla testa e un posto per dormire siamo più ricchi del 75% degli abitanti del mondo. Se abbiamo soldi in banca, nel portafoglio e degli spiccioli da qualche parte siamo fra l’8% delle persone più benestanti al mondo. Se possiamo leggere queste mie parole non siamo fra i 2 miliardi di persone che non sanno leggere. Da questi pochi dati emerge chiaro quanti bisogni restano da soddisfare e quanto spazio esiste ancora per il nostro service! Tutti i presidenti, ed io non mi distinguo da loro, nel loro commiato confessano che all’inizio del loro mandato erano molto timorosi. Il compito non è facile, richiede tempo e dedizione. Per me, era una sfida ai limiti del possibile, visto che lavoro 6 giorni a settimana, spesso sono fuori Cagliari, ma sono riuscito a mancare solo una volta, e non per ragioni di lavoro, ma per stare vicino a mia sorella negli ultimi suoi giorni prima che ci salutasse per sempre. Per me quest’anno di presidenza era una sfida: anzitutto sono stato eletto Presidente 30 anni dopo mio padre e dopo quella generazione di grandi rotariani che hanno dato autentico lustro al nostro Club, poi venivo dopo un anno bellissimo come quello di Francesco: c’erano molte aspettative, che era facile deludere. 4 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 In accordo con il Consiglio Direttivo abbiamo provato a rinnovare e ringiovanire il nostro Club perché, secondo me, il Rotary deve adattarsi al ritmo di cambiamento del mondo intorno a noi che si è fatto sempre più rapido e sempre meno prevedibile. Nella mia visione il Rotary deve stare al passo con i tempi, accogliere le nuove generazioni, le nuove professionalità ed inquadrarle nella sua organizzazione. Vediamo di ripercorrere insieme i diversi punti considerati nella Relazione Programmatica per vedere qual è oggi lo stato del Club e a che punto sono i progetti che avevamo in animo di realizzare. Per quanto riguarda l’organico, per la prima volta dopo alcuni anni il saldo netto di fine anno è positivo: siamo passati da novantasei a novantasette soci. Sono entrati nel Club nove soci nuovi di assoluta qualità: i primi affiliati si sono già ambientati nel Club e già operano nei progetti di servizio; per i nuovi entrati il primo approccio con il Club ci ha convinto della loro adesione ai nostri ideali ed alla nostra operatività. Questi nuovi amici, Davide Angrisani, Francesco Autuori, Luigi Bettoni, Alessandro Fasciolo, Patrizia Giranu, Richard Knowlton, Simona Oddo Casano, Anna Piras, Antonio Piras, meritano di essere degnamente accolti, accuratamente formati ed adeguatamente stimolati, in questo modo sono certo daranno slancio alla nostra associazione. Quanto lavoro per Enzo Pinna e per la sua commissione! Abbiamo perso purtroppo nel corso dell’anno otto soci, alcuni dei quali per problemi di salute, altri per trasferimento, altri perché hanno ritenuto di non prolungare la loro permanenza nel Club, mentre il caro Lino Cudoni ci ha lasciati per sempre. Tutti loro ci mancheranno. Vorrei notare che, dato che la tendenza all’esodo continua a manifestarsi, l’emergenza non è finita e credo sia necessario favorire l’ingresso di nuovi soci, soprattutto donne e giovani possibilmente Under 40. Sono molto soddisfatto per avere visto coinvolti nelle attività di service dei Club tanti Soci che hanno collaborato alle iniziative in campo, che hanno risposto all’appello, che hanno proposto iniziative o si sono offerti di proporle e portarle a compimento. Sono altrettanto felice e fiero dell’impegno dispiegato da Francesco Birocchi, Giulia Casula, Francesco Danero, Salvatore Fozzi, Maria Luigia Muroni, Michele Rossetti in Commissioni distrettuali o in progetti di interesse distrettuale. Tutti noi abbiamo sviluppato la nostra socievolezza e conoscenza reciproca in numerosi incontri conviviali che si sono svolti talvolta in Interclub con i nostri amici di Cagliari Est, di Cagliari Nord, di Cagliari Sud, di Cagliari Anfiteatro e di Quartu S. Elena, con i quali abbiamo portato avanti progetti comuni. A tutti gli incontri abbiamo registrato una soddisfacente partecipazione. Il programma presentato al Club ad inizio anno era impegnativo e posso dire con soddisfazione che è stato in buona parte realizzato. Gli obiettivi principali di quest’annata erano tre: • coinvolgere la nostra città e la sua Amministrazione in un dialogo culturale volto ad orientare meglio la nostra azione di service; • rafforzare l’organico e proporre un’immagine rinnovata del Rotary; • stimolare l’interesse e la partecipazione dei soci alla vita del Club. Questi ambiziosi obiettivi volevano essere il mio modo di rendere omaggio al nostro Club nel suo 65° compleanno. La festa dell’11 dicembre, alla presenza del nostro Governatore, che ci ha indirizzato un bellissimo discorso di auguri, è stata la testimonianza dell’importanza del nostro Club nel Distretto e di quanto tutti noi amiamo questo meraviglioso “vecchietto”. La festa è stata coronata dal bellissimo filmato sulla storia di questi 65 anni realizzato con grandissimo amore e tecnica sopraffina da Michele Rossetti, la cui amicizia ed il cui affetto mi riempiono il cuore ogni giorno. Le numerose conferenze realizzate hanno conseguito un buon successo di pubblico ed hanno sempre stimolato, grazie all’attualità dei temi ed al livello degli oratori, il dibattito con numerosi e sempre interessantissimi giugno 2015 — Rotary Club Cagliari Il Convegno “Per non dimenticare Pietro...” (25 settembre 2014). interventi. L’immagine del Rotary che ne è conseguita va nel senso di un’organizzazione presente nel territorio, leader culturale, moderna nelle sue impostazioni, prestigiosa per i suoi contatti. Nel corso dell’anno numerose Autorità Regionali e Cittadine ci hanno intrattenuto con interessantissime conversazioni durante le nostre conviviali. Sono stati nostri graditi ospiti, due Assessori Regionali, il prof. Gianmario Demuro Assessore degli Affari Generali, Personale e Riforma della Regione che ci ha parlato della Riforma della Regione ed il dr. Francesco Morandi Assessore del Turismo che ci ha parlato della presenza sarda all’EXPO 2015 di Milano. Tra i relatori delle nostre serate abbiamo avuto anche tre Assessori Comunali: la d.ssa Enrica Puggioni, Assessore alla Cultura, la d.ssa Luisa Anna Marras, Assessore ai Lavori Pubblici e l’ing. Mauro Coni, Assessore al Traffico del Comune di Cagliari che ci hanno parlato di argomenti di grande interesse relativi allo sviluppo culturale e urbanistico della nostra città, suscitando sempre appassionati dibattiti a cui hanno partecipato attivamente con i loro contributi numerosi soci. Tutto ciò è stato possibile grazie a due miei grandi amici: Francesco Birocchi e Luigi Puddu, che hanno organizzato e curato le nostre serate conviviali. Parlando di organizzazione delle nostre serate, come posso dimenticare nei ringraziamenti Riccardo Lasic, gran cerimoniere del Club, grazie al quale durante l’anno abbiamo visto migliorare ogni sera le performance dello staff del THotel, e di pari passo la qualità dei pasti e del servizio. In una commovente serata di settembre, a poco più di un anno dalla sua scomparsa, abbiamo ricordato il grande Pietro Mennea. Con la serata abbiamo voluto indirizzare, so- 5 prattutto alle giovani generazioni, il messaggio che Pietro ci ha lasciato: la forza della mente, la determinazione e la volontà consentono di realizzare anche i sogni più ambiziosi. L’incontro con lo sport pulito e con i suoi veri valori formativi ed educativi, altamente espressi dalla storia di Pietro Mennea, è stato possibile grazie alle eccellenti personalità sportive, e non solo, che hanno partecipato al Convegno. Hanno portato la loro testimonianza in una serata condotta magistralmente da Mario Guerrini: la mia cara amica Manuela, moglie di Pietro, Eddy Ottoz, Laurent Ottoz, Franco Sar, grandissimi olimpionici di atletica leggera che hanno dato lustro mondiale all’Italia, Paolo De Angelis, magistrato esperto di problemi di droga e di doping, Angelo Cherchi, scrittore ed ex nazionale di atletica leggera, Gianfranco Dotta, che ha allenato la squadra nazionale di atletica in varie Olimpiadi, Angelo Defraia, nazionale di atletica negli anni ’50, oltre che grande maestro di sport, e tanti altri personaggi illustri dello sport sardo. E veniamo al grande tema dei progetti, nei quali siamo stati particolarmente forti, e alle iniziative culturali ad essi collegati. Abbiamo partecipato ai progetti internazionali del Rotary, sostenendo con i nostri fondi alcuni progetti dei vari Club della Sardegna (il progetto BLOM, promosso 6 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 da Cagliari Est, il Progetto Manina del Madagascar, promosso da Quartu S. Elena e Sassari Silki, il progetto Sardinia for Giants promosso dal Club di Oristano). Siamo stati protagonisti del progetto distrettuale “Luce sui tempi della Giustizia italiana. Riflessioni e aspettative dei cittadini per una tutela rapida e giusta dei propri diritti, nell’esercizio dei propri doveri” con il giovane Lorenzo Giannoni della classe 5a C, Liceo Artistico Musicale Foiso Fois, che si è classificato primo ex aequo a livello nazionale con l’elaborato “La lumaca”, per la categoria “Video Superiori”. La partecipazione di ben quattro scuole del cagliaritano al concorso ed il successo di Lorenzo sono stati merito di Maria Luigia Muroni e di Salvatore Fozzi, membro della commissione distrettuale che ha organizzato e gestito il concorso, che qui voglio ringraziare di cuore. Un secondo progetto distrettuale promosso dal nostro Club e dal Club di Sassari, i due più vecchi Rotary sardi, che ha impegnato tutti i 28 Club della Sardegna, aveva come obiettivo la raccolta dei fondi per realizzazione dell’impianto elettrico della falegnameria della Comunità di S’Aspru a Siligo (SS) fondata e diretta da padre Salvatore Morittu, socio onorario del nostro Club. L’inesauribile generosità di Salvatore Fozzi, vera anima del progetto, ha consentito di coinvolgere il Distretto 2080, che ha contribuito con una parte dei fondi e tutti i 28 Club della Sardegna, che hanno risposto entusiasticamente alla chiamata di Salvatore. Tutti insieme abbiamo raggiunto il ragguardevole obiettivo di consegnare a padre Morittu ben 24.500 Euro! La Festa presso la Comunità di S’Aspru, alla presenza del nostro Governatore, ha visto la partecipazione di circa 200 rotariani provenienti da buona parte dei Club sardi ed ha consentito a tutti di conoscere la realtà costruita da padre Morittu a partire da qualche rudere diroccato. Durante la nostra giornata a S’Aspru abbiamo potuto apprezzare come il grande amore di padre Salvatore per i ragazzi, che nella comunità percorrono il loro cammino verso il recupero, e la sua ineguagliabile capacità di Inaugurazione della nuova falegnameria della Comunità S’Aspru di padre Morittu (10 maggio 2015). comunicare e di entusiasmare riescano a muovere la grande generosità dei sardi. Abbiamo promosso ed avviato con i Club del COIN un grande progetto per rendere la nostra città più accessibile ai disabili. Abbiamo lanciato il progetto organizzando, in partnership con la Federvolley, il primo torneo internazionale di sitting volley mai organizzato in Italia, che ha visto l’esordio ufficiale della nazionale italiana maschile. La partecipazione della nazionale brasiliana, vice campione del mondo, e della nazionale croata, decima nel ranking mondiale, ha fatto da cornice all’esordio della nostra nazionale e della rappresentativa sarda. I nostri atleti hanno avuto il privilegio di allenarsi e confrontarsi con autentici campioni e crescere nella loro strada verso le Paralimpiadi di Rio de Janeiro. La manifestazione è stata un bellissimo esempio di sport: pochissimi si sono accorti che in campo c’erano persone disabili e moltissimi hanno apprezzato lo spirito di rispetto e di autentico fair play con cui gli atleti ed i tecnici di tutte le squadre hanno onorato la manifestazione. Un particolare ringraziamento va a Vanda Mulliri, Michele Russo, Antonella Sarais e Michele Agus ed ai tanti nostri soci che hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa. Non posso dimenticare le società sportive G.S. Sardegna e Cagliari Volleyball, che ci hanno dato giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 7 La squadra del Brasile, vincitrice del torneo di sitting volley. Inizio da un’attività che il nostro Club svolge da anni grazie all’infaticabile lavoro dell’Associazione degli Amici dell’Oasi di San Vincenzo e di tutti gli altri amici, rotariani e non, che collaborano con loro. Con Paolo Ritossa, Ninni Giua e tanti altri amici del Club abbiamo passato una bellissima giornata nel mese di dicembre, in cui abbiamo rinnovato il nostro abbraccio a suor Anna ed ai ragazzi ospiti dell’Oasi. In un caldo clima di amicizia ci siamo scambiati gli Auguri di Natale. È stata una bella serata di sport e di solidarietà. Gli amici del GS Sardegna, di cui è presidente mio figlio Stefano, i tecnici e le ragazze del Cagliari Volleyball hanno montato un campo di pallavolo e organizzato una partita in cui hanno coinvolto una decina di ragazzi immigrati ospitati all’Oasi. Fino a che il buio ha reso impraticabile il campo i pallavolisti ed i giovani ospiti dell’Oasi hanno dato vita ad una partita durata alcune ore, in cui i giovani ospiti della Comunità non hanno assolutamente sfigurato. una grande mano nell’organizzazione dell’evento. Con tutti loro è nata una bellissima amicizia che spero prosegua al di là del mio mandato. Un ringraziamento particolare lo devo formulare alla FIPAV nazionale, ed in particolare all’amico Benito Montesi, ed alla FIPAV Sardegna presieduta dal grande Vincenzo Ammendola, con il quale abbiamo costruito, lavorando all’organizzazione dell’evento, un forte rapporto di amicizia e di fiducia reciproca. Passo ai progetti che ci sono più vicini: quelli del nostro Club, su cui voglio soffermarmi per dare il giusto rilievo all’attività dei tanti amici che vi hanno dedicato tempo ed entusiasmo. Maria Pia Lai Guaita e la sua commissione hanno portato a termine in collaborazione con l’associazione di volontariato Ichnusa e con il nostro Rotaract una ricerca per verificare la percezione del fenomeno droga e sviluppare una visione finalizzata ad agevolarne la prevenzione. I risultati dell’indagine sono stati illustrati nel libro di I partecipanti al torneo di sitting volley svoltosi domenica 22 febbraio 2015. 8 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Maria Pia Le donne e la droga presentato al nostro club in un’affollata ed interessantissima serata. L’indagine non si è limitata al fenomeno “droga” ma anche a tutte le sostanze psicotrope che creano dipendenza come l’alcool ed il fumo. La collaborazione con l’Associazione Ichnusa proseguirà con un progetto pluriennale che intende approfondire il lavoro già fatto e fornire ulteriori strumenti utili per la prevenzione di un fenomeno sempre allarmante. Grazie al torneo di golf Hole in One, organizzato dalla commissione Rotary Foundation il 18 aprile, che ha visto la partecipazione eccezionale di circa 120 golfisti, parte dei quali rotariani appartenenti alla Felloship Golfistica Rotariana, il nostro Club ha potuto inviare alla Rotary Foundation un eccezionale contributo al programma End Polio Now di oltre 20.000 Euro. Un vero e proprio record, molto al di là di ogni più rosea aspettativa. Oltre a porgere il ringraziamento del Club agli amici Alberto Cocco Ortu e Nico Porcu, mi faccio portavoce del ringraziamento che certamente rivolgono a Nico ed Alberto, con un luminoso sorriso, le migliaia e migliaia di bambini del terzo mondo che potranno essere vaccinati ed evitare le gravi invalidità conseguenti dalla polio. Il progetto SulcisLab, che abbiamo ideato e portato avanti con i Club di Carbonia ed Iglesias, nostri storici partner in vari progetti di interesse pubblico, mi rende particolarmente orgoglioso. Come sapete, il progetto intendeva realizzare, grazie alla collaborazione tra giovani designer e artigiani sulcitani, oggetti connessi al tema del food da esporre all’EXPO 2015 di Milano. L’entusiasmo e la determinazione di tutti gli amici della commissione, Maurizio Boaretto, Larry Pagella e Franco Passamonti per il nostro Club, Stefano Carbone e Roberto Monticelli per Carbonia, Giovanni Cui, Sergio Serci e Carlo Torchiani per Iglesias, oltre all’infaticabile e preziosa opera di Olga Bachshmidt, curatrice del progetto, e di Annalisa Cocco, che ha guidato i giovani designer, hanno consentito di por- tare a Milano, alla manifestazione Milano Makers, numerosi oggetti che hanno avuto un grande successo. Un importante negozio di Milano in zona Brera ha acquistato l’intera collezione ed intende commercializzarla. L’anno venturo passeremo alla fase 2 del progetto, con azioni di formazione imprenditoriale rivolte agli artigiani e con mostre ed esposizioni che proietteranno gli artigiani fuori dal Sulcis. Un progetto che ho particolarmente amato è l’Archeotour, arrivato alla sua undicesima edizione, dal titolo Sardegna: la sua storia nella pietra. Pensate che una delle prime edizioni dell’Archeotour fu progettata trent’anni fa sotto la presidenza di mio padre e fu realizzata da Antonio Romagnino l’anno successivo. Ninni Cabras, che 30 anni fa ha ricevuto la spilla del Rotary da mio padre, è stato l’anima ed il motore di questo evento a me così caro. Che grande rotariano il mio amico Ninni… Ha organizzato nei minimi dettagli ogni evento ed ogni istante dell’Archeotour, con il prezioso supporto di Marcello Marchi, di Paola Giuntelli, di Beppe Cascìu, di Michele Rossetti, di Nico Porcu, di Alberto Cocco Ortu, di Francesco Danero, di Caterina Lilliu, di Margherita Mugoni Contini e di tanti altri amici che si sono presi cura dell’organizzazione degli eventi e del benessere dei nostri ospiti. I nostri soci hanno seguito e coccolato per un’intera settimana 54 tra rotariani e familiari provenienti dai Club di tutta Italia. La gioia e la soddisfazione dei nostri ospiti sono stati la più bella gratificazione per il loro lavoro. In una bellissima cornice di soci ed ospiti abbiamo salutato i nostri amici “archetouristi” con una conviviale nobilitata dalla presenza e dall’intervento dell’Assessore Regionale al Turismo dott. Francesco Morandi. Nel corso dell’anno abbiamo completato ed inaugurato i pannelli illustrativi delle opere d’arte e dei manufatti presenti nella chiesa di Sant’Eulalia, chiesa del XIV secolo ubicata nel quartiere di Marina. Tutto ciò è stato possibile grazie all’instancabile opera di giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 9 Lo spettacolo di danza classica della Scuola di Anna Kurkuba svoltosi l’8 dicembre 2014 al Teatro Massimo per la raccolta fondi a favore del progetto per la prevenzione delle malformazioni congenite. Marinella Ferrai Cocco Ortu, al prezioso supporto della storica dell’arte Lucia Siddi e del nostro Franco Staffa, che ha curato la traduzione in inglese dei testi. Nella parte bassa della scheda è presente il simbolo del nostro Club, emblema del messaggio rotariano di pace e di amicizia tra i popoli, espresso attraverso il linguaggio universale della cultura. Sempre grazie all’opera di Marinella, altra grande protagonista di quest’anno rotariano, il nostro Club ha partecipato con un articolo titolato Il culto e le Chiese di Sant’Agostino a Cagliari al progetto distrettuale I Club del 2080 raccontano. Cattedrali, Santi Patroni e Tradizioni promosso dalla Commissione Distrettuale Arte e Cultura su indicazione del nostro Governatore. Prosegue il suo cammino il progetto per la Prevenzione delle Malformazioni Congenite. I soldi raccolti con le prime tre edizioni di Musikaralis hanno consentito la realizzazione di una massiccia campagna d’informazione diffusa dalla televisione e dai giornali e realizzata con la distribuzione capillare di materiale informativo alle giovani don- ne in età fertile attraverso la rete delle farmacie regionali. È attualmente in corso, con il supporto di Federfarma, il rilievo dei trend di consumo dell’acido folico. Quest’anno ben due eventi hanno finanziato la raccolta di fondi: lo spettacolo di danza classica della Scuola della sig. Anna Kurkuba l’8 dicembre, con la presenza di circa 700 persone che hanno gremito il Teatro Massimo ed il concerto del maestro Mario Brunello, violoncellista di fama internazionale, presentato come gli anni scorsi da Flavia Corda, con la partecipazione straordinaria della violinista Anna Tifu, del chitarrista Simone Onnis, del Duo Frank, della Scuola di Danza Athena e del coro delle voci bianche del Conservatorio “Pier Luigi da Palestrina” e del 2° Circolo Didattico di Quartu tenutosi il 7 giugno sempre al Teatro Massimo. I prossimi obiettivi della campagna saranno la costruzione di un data base pubblico sul consumo dell’acido folico e la sensibilizzazione delle autorità sanitarie regionali all’istituzione del Registro Regionale delle Malformazioni Congenite. L’istituzione del Registro consentirebbe di monitorare il numero di casi in essere e di 10 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Rotary Day alla FAO (23 febbraio 2015). verificare in modo concreto i risultati delle azioni di prevenzione. Il mio più caloroso ringraziamento va ai miei grandi amici Giuseppe Masnata, Mario Orgiana, presidente dell’ASBI (Associazione Spina Bifida), Alessio Grazietti, Alessandro Palmieri e Luigi Puddu per la passione e l’impegno in questa difficile battaglia che da parecchi anni ci vede impegnati. Abbiamo concluso la prima fase del progetto Nanyuki, avviato da Francesco Birocchi lo scorso anno. Le due manifestazioni di quest’anno, il Concerto Gospel tenutosi alla Fiera Campionaria il 19 dicembre con la partecipazione del Black Soul Gospel Choir che ha cantato insieme alla star inglese del gospel Eloise Kirby, e la serata Sardegna in Black del 14 giugno con 8 grandi artisti sardi e gli artigiani del progetto Sulcis Lab, nella meravigliosa cornice del Parco della Musica e del THotel sono stati, insieme alla generosa donazione di un nostro socio, decisivi per completare la prima fase del progetto. Con la nostra raccolta fondi riusciremo a dotare di un impianto fotovoltaico il centro di Assistenza per malati terminali che don Franco Crabu ha realizzato a Nanyuki. I pannelli fotovoltaici che verranno donati consentiranno di alleviare gli elevati costi dell’energia elettrica che gravano la gestione del Centro. Spero vivamente che il nostro Club continui a stare vicino a don Franco e ad aiutarlo nella sua preziosa missione di amore a favore del popolo Keniano. Ultimo, ma non nel mio cuore, il progetto che avevo sognato all’inizio dell’anno e che si sta realizzando grazie all’opera di Michele Rossetti, di Salvatore Fozzi e di Gianfranco De Gesu: la digitalizzazione dell’archivio cartaceo del nostro Club. Il progetto verrà realizzato grazie al lavoro di due detenuti che sono stati già scelti e segnalati al nostro Club. Credo che la realizzazione di questo progetto renderà più partecipi i soci della gloriosa storia del nostro Club e darà un contributo alla riabilitazione di questi nostri amici meno fortunati agevolandone, attraverso il lavoro, il reinserimento nella società civile al termine della loro pena. giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 11 La giornata all’Oasi di San Vincenzo con i ragazzi ospiti della comunità e gli amici del G.S. Sardegna. Permettetemi di chiudere questo lungo intervento con l’attività del nostro Club a favore delle Nuove Generazioni. Il prezioso lavoro di coordinamento svolto da Maria Luigia Muroni ha connotato un anno memorabile. Del successo di un ragazzo presentato dal nostro Club nel concorso distrettuale sulla Legalità e l’Etica ho parlato sopra, qui vorrei ringraziare Francesco Danero e Cecilia Onnis per la loro assidua opera di tutoraggio dei ragazzi dello Scambio Giovani, che l’anno venturo ci vedrà impegnati nell’ospitalità di ben 7 ragazzi! Che dire dei nostri splendidi ragazzi del Rotaract, sempre vicini con affetto al nostro Club (basti pensare che hanno partecipato a quasi tutte le nostre riunioni) e sempre attivissimi nei loro progetti di servizio. Lo stretto legame tra loro ed il nostro Club è stato sempre garantito dall’efficienza, dalla grazia e dalla simpatia di Francesca Cozzoli. Permettetemi un abbraccio particolare al mio amico Simone Parente, che ha presieduto il Rotaract Club Cagliari con equilibrio ed entusiasmo ed a tutti i Soci del Rotaract per avermi segui- to, e spesso anticipato e stupito, con le loro magnifiche iniziative. È un gruppo che sta diventando importante anche a livello distrettuale, dove viene indicato come simbolo e modello. A Simone, tra l’altro, va l’indiscutibile merito, grazie alle sue indubbie doti di leadership, di avere notevolmente aumentato l’organico del Club e la sua produttività. Tra i soci del Rotaract mi fa piacere citarne due in particolare: Michele Schintu e Veronica Puddu, che hanno sviluppato con me e con Patrizia Giranu un progetto a favore della Brigata Sassari, nell’ambito delle celebrazioni del suo centenario: la progettazione della “Lolla de Sos Dimonios” struttura di ospitalità e di ristoro della Brigata Sassari. IL RYLA sul “Marketing dei beni culturali” curato da Roberto Nati, con la partecipazione dell’Assessore della Cultura del Comune di Cagliari d.ssa Enrica Puggioni e dell’Assessore al Turismo del Comune di Cagliari d.ssa Barbara Argiolas, è stata un’altra perla di questo anno colmo di attività e di soddisfazioni. 12 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Sento a questo punto il dovere di dire un grazie sentito a tutti gli amici che mi hanno aiutato materialmente e moralmente in questa bella avventura durata un anno. Ed io di amici ne ho avuti tanti: tutti voi, che mi avete scelto, mi avete sostenuto nelle iniziative, e sopportato nelle mie dimenticanze, ma voglio qui ringraziare undici amici speciali, il mio formidabile direttivo. Se potessi rallentare la corsa sfrenata del tempo fermerei tutti i momenti che ci hanno visti vicini... tutti i momenti in cui questi miei amici mi hanno dato affetto, mi hanno regalato un sorriso... fermerei ogni momento in cui le loro parole mi sono scese nell’anima. Un grazie di cuore al nostro Governatore Carlo Noto La Diega che è stato di frequente al fianco del nostro Club nelle sue principali iniziative ed all’Assistente del Governatore Giacomo Oppia che mi onora della sua amicizia e mi ha sempre sostenuto con il suo affetto ed il suo apprezzamento. L’ultimo ringraziamento, però, lo voglio riservare alla mia metà, Antonella che, da dietro le quinte, mi ha costantemente aiutato, consigliato, incoraggiato, ha pazientemente sopportato le mie assenze e le mie distrazioni, ed ai miei figli Stefano e Laura per la loro vicinanza e per il supporto prezioso nelle attività in cui sono stati coinvolti. Tutti loro sono stati dei preziosi soci aggiunti del nostro Club. Da adesso tornerò a dedicare loro il tempo e l’attenzione che meritano. Abbiamo fatto tanto, ma potevamo fare certamente di più. Feci quod potui, facient meliora sequentes. Mi piace congedarmi con questa frase classica, opportunamente rimaneggiata, che vuole essere un segno di fiducia in chi viene dopo di me. A Stefano, che da stasera sarà il nostro nuovo Presidente e ne ha tutti i numeri, vanno i miei auguri più calorosi. Come ho già avuto modo di dirgli in altre occasioni non gli mancherà mai il mio appoggio. Grazie di nuovo a tutti Voi e Buon Nuovo Anno Rotariano! Mario ■ a Commissione “Etica e Legalità” del Distretto 2080 del Rotary ha indetto un concorso aperto agli studenti delle Scuole Medie, Superiori, Universitari e neolaureati sul tema “Luce sui tempi della Giustizia italiana, Riflessioni e aspettative dei cittadini per una tutela rapida e giusta dei propri diritti, nell’esercizio dei propri doveri”, da svolgersi con spot filmati, manifesti, foto originali, elaborati scritti. L ad promuoverne le attività, a prendere contatto con i Presidi di scuole cittadine per coinvolgere i loro allievi. La sua richiesta è stata colta dai Licei: Classico Dettori, Scientifico Alberti, Artistico-Musicale Fois e dall’Istituto Superiore Duca degli Abruzzi. La scelta è stata felice: un allievo della 5a C del Liceo Artistico, Lorenzo GIANNONI, docente la professoressa Rita Atzori, ha vinto uno dei primi premi in palio. Il presidente Mario Figus e, di concerto, Salvatore Fozzi, hanno incaricato Maria Luigia Muroni, sempre impegnata nel trasmettere ai giovani i valori del Rotary ed Nella riunione del 9 aprile il PDG Luciano Di Martino ha consegnato il premio alla Preside dell’Istituto, dottoressa Ignazia Chessa, per darlo allo studente. giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 13 La ruota gira: benvenuto al nuovo Presidente Programma anno rotariano 2015-16 Stefano Oddini Carboni on avrei potuto sperare in una ispirazione migliore, per il programma e i temi 2015-16, di quella che è giunta dal RI President “Ravi” Ravindran. Egli ha indicato come tema dell’anno Be A Gift To The World, Siate Dono Nel Mondo. È un invito che ci chiama ad incarnare l’essenza stessa del nostro essere Rotariani, a riscoprire una volta di più il DNA del nostro Sodalizio trasponendo in Azioni concrete l’alto ideale del Service, che per il Rotary è motore e propulsore di ogni attività umana. N Cercherò dunque in queste poche righe di dare una risposta coerente all’invito del nostro Presidente Internazionale, indicando come immagino che il nostro Club possa essere dono per la nostra Comunità, ma fin d’ora confidando che il prezioso apporto di ciascun Socio potrà ampiamente superare ogni obiettivo che io potrei porre. Il presupposto del tema dell’anno – pare ovvio – è la possibilità stessa di donarsi. Il nostro Club ha nelle sue fila straordinarie risorse. Dobbiamo chiederci se e come possiamo rafforzare il nostro Club, anche per il futuro, affinché possa seguitare nell’alta tradizione che lo contraddistingue. Coloro che possono donarsi sono i leader. Il concetto di leadership lo ritroviamo in ciò che un tempo sarebbe stato espresso dall’oggetto del Rotary, e che oggi è sintetizzato in Join Leaders, Exchange Ideas, Take Action (Unisciti ai Leader, Scambia Idee, Agisci per la Comunità). Il Rotary, prima di tutto, unisce leader. Che interagendo tra loro creano le sinergie che rendono possibile cambiare in meglio lo status quo. Questo cambiamento positivo è – in ultima analisi – il nostro dono al mondo. Per raggiungere questo obiettivo anche in futuro, occorre partire da un effettivo robusto e di qualità: occorre trovare nuovi leader e «aumentare il focus sulle generazioni più giovani», come affermato da R. Ravindran. Mi piace pensare che, se il Club ha voluto con me un Presidente relativamente giovane, sia stato anche per dare nuovo slancio alla cooptazione di cinquantenni, quarantenni, trentenni, senza rinunciare alle necessarie caratteristiche di affermazione in ciascuna classifica professionale ma al tempo stesso dando il giusto peso anche ad altre qualità proprie dell’umanità migliore, aprendoci così alle direttive da tempo impartite dal RI in tema di rinnovamento generazionale. Il nostro è certamente un grande Club, che ha tutte le carte in regola per perpetuare la sua tradizione assicurandosi un graduale ricambio generazionale. Lo sviluppo dell’effettivo passa in primis dalla conservazione dei 14 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Soci con maggiore anzianità perché solo con il continuo, generoso e affettuoso apporto degli “anziani” i giovani potranno arricchire in maniera qualificata l’esperienza rotariana. Nessuna paura, dunque, di proseguire il notevole ricambio (circa il dieci per cento della compagine sociale) realizzato nell’Anno Rotariano 2014/15. I punti cardine per il coinvolgimento di nuovi (e soprattutto giovani) Soci sono in effetti i medesimi che occorrono per raggiungere l’obiettivo di essere dono nel mondo, e possono essere sintetizzati in tre punti che rappresentano le linee guida che desidero condividere con il Club. I. IL PIACERE DI VIVERE IL ROTARY tteso che il presupposto del Rotary è riunire i leader (Join Leaders), soprattutto “Opinion Leaders”, solo se essi si troveranno bene nel Club potranno beneficiare appieno della possibilità di scambiare idee (Exchange Ideas), attività che rappresenta il nocciolo della nostra convivialità. A chi arriva nel Rotary animato dal giusto spirito di Servizio dobbiamo offrire riunioni piacevoli e interessanti. Questo sarà largamente responsabilità della commissione Programmi, ma in effetti ciascun Socio deve sentirsi coinvolto. A II. IL ROTARY PER IL SOCIALE na riunione di leader dediti a scambiare idee per migliorare lo status quo non può che sfociare in azioni concrete a favore della Comunità (Take Action). Il Board Director Giuseppe Viale ha recentemente scritto sulla rivista nazionale Rotary che occorre riposizionare il Rotary riequilibrando le energie che dedichiamo alla beneficenza (charity), che comporta sostanzialmente donazioni a recipienti terzi, a favore di un’opera tesa in ultima analisi alla rimozione degli ostacoli al progresso (civic work). U È una tesi che condivido: ciò che il Rotary è massimamente capace di fare è precisamente la creazione di positive sinergie tra pri- vati e talvolta anche col pubblico in grado di cambiare significativamente le cose. Ne è prova la stessa campagna End Polio Now, nata non da delle semplici donazioni – pure necessarie – ma dall’ingegno del Rotariano Sergio Mulitsch di Palmenberg, in una sinergia il cui risultato oggi è sotto i nostri occhi. Per questo proporrò un intervento tangibile e concreto a S. Elia, quartiere che nella nostra Città simboleggia speranze disattese e difficoltà. La parrocchia di S. Elia ospita nei suoi locali un centro medico, che è gestito dall’Ordine di Malta. Il Rotary può certamente ritagliarsi un ruolo primario di grande utilità sociale nel potenziare le strutture di tale centro, in un intervento duraturo, riconoscibile e sostenibile proprio grazie a delle sinergie, conforme peraltro alle aree d’intervento dettate dalla Rotary Foundation. Ma se promuovere il diritto alla salute può certamente dare un segno di speranza, occorre d’altro canto anche dare qualche prospettiva concreta alle fasce più deboli di giovani. Per questo proporrò di cimentarci nell’organizzazione di corsi professionalizzanti per piccole “abilità sociali” per i giovani del quartiere di S. Elia con una “Azione” perfettamente in linea con quanto desiderato dal nostro Governatore D. 2080 Perrone. III. IL ROTARY PER LA CITTÀ DEI NOSTRI FIGLI nfine, ciò che credo dovremmo augurarci è riuscire a creare, riunione dopo riunione, delle piccole ma significative prospettive affinché Cagliari sia una città attraente per le future generazioni. Penso a concorsi di idee mirati, ad esempio sulla portualità cagliaritana. Ma occorre intercettare i reali bisogni di chi, tra le nuove generazioni, desidera coltivare la virtù del Servizio. Per questo proporrò anche di rifondare il Club Interact Cagliari: sono certo che vi sono numerosi giovanissimi desiderosi di restituire qualcosa alla Comunità, intraprendendo un percorso che li potrebbe portare ad una maggiore consapevolezza delle loro potenzialità nel “Donare”. I giugno 2015 — Se fin qui ho delineato alcuni elementi che caratterizzeranno in particolare l’Anno Rotariano 2015-16, saranno comunque molteplici i progetti di Servizio in continuità con il passato, dal nostro impegno verso l’Oasi di San Vincenzo o verso la Rotary Foundation, all’azione sociale e per le fasce disagiate, dall’attenzione per l’ambiente alla campagna di sensibilizzazione sull’acido folico. In ultimo, non certo per importanza, uno sguardo alle Nuove Generazioni. Lo Scambio Giovani ha ricevuto nuovi impulsi a livello distrettuale: occorre implementare sempre più l’idea di un programma aperto attraverso il quale il Rotary possa sostenere concretamente giovani meritevoli. Merita inoltre di essere segnalato che recentemente il Rotary ha elevato il Rotaract al rango di “partner” del Rotary. Questo, se da un lato deve responsabilizzare i giovani, dall’altro ci impone di curarci sempre di più del Rotaract, anche attraverso progetti o iniziative condivisi. È proprio questo il senso del nuovo rango di “partner”: se ai nostri giovani riusciremo a instillare i principî del Service, po- Rotary Club Cagliari tranno loro stessi proporci delle attività con valenza rotariana. Se così sarà, il futuro del Rotary sarà in buone mani. In conclusione, rivolgo un invito a tutti i Soci per una partecipazione attiva e non solo alle riunioni settimanali: la chiave di volta di un Rotary vivace e socialmente utile non è tanto nell’assiduità – pure importantissima – ma nel coinvolgimento. Vivere insieme anche questo nuovo anno ci consentirà di affrontare meglio le sfide che si presenteranno e di raggiungere gli obiettivi che ci porremo. Diceva Paul Harris che il Rotary deve evolversi in ogni tempo e, talvolta, essere rivoluzionario. Si dice anche che nel Rotary si arriva per il Servizio e si rimane per l’Amicizia. Se a fine anno potremo voltarci indietro e vedere di aver rispettato questo adagio, magari coinvolgendo nuove leve nell’ingranaggio della ruota, allora vorrà dire che avremo fatto qualcosa di buono, che saremo stati davvero “A Gift To The World”. ■ a lieta notizia, incolpevolmente ritardata, della nascita (22 ottobre 2014) di GIULIA, figlia degli amici Christian Cadeddu e Laura Cassisa, se non saluta i primi vagiti, può darsi faccia giungere il nostro, affettuoso pensiero quando la bimba sta per muovere gli iniziali incerti passi del lungo, sereno, felice cammino che, di cuore, auguriamo a lei, ai genitori e a tutti i suoi cari. L 15 16 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Nel centenario della Brigata In ricordo di un “Sassarino” Giuseppe Cascìu o scorso 12 febbraio, durante la conversazione sul centenario della Brigata Sassari fatta al Club dal colonnello Rosa, comandante del 151° Reggimento di fanteria, ho rivissuto con emozione le lontane gloriose vicende dei “Sassarini” nella Grande Guerra del ’15-’18; vicende che io avevo percepito da bambino e poi meglio conosciuto, oltre che durante i miei studi giovanili e dalla narrazione di Emilio Lussu nel suo libro Un anno sull’Altipiano, anche dai Ricordi di vita militare e diario di guerra di mio padre Flavio Cascìu, e dal libro La Brigata Sassari L – note di guerra di Giuseppe Tommasi, donatogli da mia madre nel 1926 con una appassionata dedica... Il libro di Tommasi, che è stato da noi ritrovato ed estratto dalle macerie della casa di piazza Galilei distrutta nel bombardamento del 13 maggio 1943, racconta la vita della Brigata e cita i nomi dei tantissimi militari distintisi in guerra; e tra questi c’è anche il nome di mio padre che, per varie azioni in prima linea e per l’azione di conquista del Col d’Echele nella battaglia di quegli epici “Tre giugno 2015 — Monti”, i tre famosi cocuzzoli dell’Altopiano dei Sette Comuni di Asiago, ha ricevuto la medaglia d’argento al valor militare sul campo, una croce di guerra francese con stella d’argento, una croce al merito di guerra italiana, un nastrino della campagna italo austriaca con 2 stellette e un distintivo d’onore per ferita in combattimento. Il Diario di guerra, di oltre 80 pagine da lui poi trascritte in un fascicolo autografo che mio fratello Gianni ha gelosamente e “religiosamente” custodito in famiglia, con brevi e sintetiche annotazioni ma anche con più estese, tragiche e raccapriccianti descrizioni narra e riassume il percorso dei quattro anni di guerra che mio padre ha vissuto, quasi totalmente in prima linea, da fante e poi da Caporal Maggiore nella 9a Compagnia del 152° Reggimento (aveva rifiutato per due volte la proposta di inserimento nel corso di allievi ufficiali), dal 16 novembre 1915 fino al 17 dicembre 1919, giorno del congedo della sua classe 1896. Ho detto prima: rivissuto con emozione; aggiungo: con ammirazione e rispetto. In effetti tutti noi oggi pensiamo alla Grande Guerra come ad una crudele e inutile carneficina, subìta senza uno scopo preciso, probabilmente sproporzionata allo scopo raggiunto. Sarà anche vero, ci sono commosse e penose considerazioni in questo diario, ma mio padre, pur con i suoi conflitti interiori, certa- Rotary Club Cagliari 17 mente, non parla solo di carne da cannone ma anche di valori ideali e di rispetto del nemico, e degli “intrepidi giovani sardi” della Brigata che operò, sanguinò, mai dubitò e vinse sempre. Mio padre è stato uno di quei tanti, intrepidi giovani. È stato uno dei 100.000 soldati sardi dal sangue generoso, che col sacrificio di oltre 13.000 morti, attraverso l’epopea della “Sassari” hanno fatto conoscere al mondo e rifulgere la Sardegna, “la grande nobilissima Sardegna”. Un’Isola lontana, ma un lembo della Patria da difendere e da rivendicare con onore, con l’onore del proprio nome, fino ai giorni fiammanti della vittoria. Anche se, come scrive Tommasi nel suo libro, le madri dei “sassarini” sono state le vere eroine, «che piansero a ciglio asciutto, col cuore che sanguinava più che la carne aperta dal ferro nemico, per tutta l’ansia che le tenne sospese attimo per attimo, per quattro anni, sulla sorte delle loro creature...». E del tormento di mia nonna Giulia Atzori c’è anche qualche accenno nel diario di papà. 18 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Mio padre è stato “più fortunato” dei tanti che non tornarono, costando alla Sardegna lutti e desolazione in misura superiore rispetto alle altre regioni italiane. È stato “soltanto” gravemente ferito il 13 ottobre del ’16 a quota 95 presso Gorizia nella battaglia di Monte San Marco, ed è scampato più volte alla morte in vari combattimenti; episodi che peraltro, per quanto posso aver avvertito da bambino e poi da ragazzo, avevano lasciato in lui un profondo tormento e sicuramente, silenziosamente ma fortemente avevano segnato la sua vita tra noi. Ho infatti pochi ricordi della sua vicenda militare raccontata a noi bambini, solo alcuni aneddoti dei suoi giorni di guerra: come in trincea si fumava il sigaro alla rovescia, col fuoco dentro la bocca per non mostrare il rosso della brace all’esterno, al nemico; e la sua avversione per i piatti di riso, nel ricordo di come veniva cucinato il rancio, con lo scarico dei sacchi di riso con tutto ciò che c’era dentro (sassi, paglia e anche topi) direttamente nei pentoloni...; però avvertivo, sempre presente, il suo rimpianto del tempo degli studi interrotti che cercava di rinfocolare, forse, leggendo a noi ragazzi i brani della Divina Commedia, le poesie di Leopardi, Pascoli, D’Annunzio, e interrogandoci sempre del nostro profitto a scuola... E mi aveva anche colpito quel suo ripetuto rifiuto al corso allievi ufficiali, quasi che il desiderio di vivere i giorni di guerra assieme ai suoi compagni fanti fosse più forte del senso e del piacere del comando; magari per la consapevolezza che avrebbe potuto spingerli a morire, ad un suo ordine di ufficiale, durante un assalto, chissà... Tutto è rimasto sopito per lunghi anni dopo la morte di papà; solo recentemente, nel giugno dello scorso anno ho fatto con mio fratello Gianni una visita nel territorio dei Sette Comuni dove si svolsero le cruente battaglie della riscossa italiana dopo le tragedie del Carso e di Caporetto. Già allora erano apparsi in me l’emozione, l’ammirazione e il rispetto; e ora, in occasione del centenario, torna alla ribalta questo suo Diario... Foto familiare del “Sassarino” Flavio Cascìu durante una licenza, col padre Giuseppe, la mamma Giulia e i fratelli. Era stato arruolato il 16 novembre del 1915 all’età di 18 anni compiuti (era nato il 24 gennaio del 1896). Non ho ricordi fotografici di questo periodo e degli anni successivi, perché molte carte e documenti sono andati perduti nelle macerie del bombardamento; solo una foto familiare fatta durante una licenza, col padre Giuseppe, la mamma Giulia e i fratelli. Da questa data comunque iniziano i ricordi scritti del suo percorso di guerra, da militare e poi proprio da “sassarino”; ricordi dei quali riporto alcune iniziali note frammentarie e parziali, oltre a pochi – per la necessaria sintesi del racconto – ma significativi passaggi della sua descrizione di uno scenario più ampio e articolato nel tempo, dal primo assalto fino all’ultima, vittoriosa battaglia del Piave e il congedo: giugno 2015 — 16-22 novembre 1915. In seguito alla chiamata della mia classe di leva... sono dichiarato abile di 1a categoria... vengo assegnato all’88° Fanteria di stanza a Livorno... 7-8 dicembre. ... a bordo del transatlantico “Principe Umberto” diretto a Livorno. L’indomani ... alla caserma Cucchiari e poi alla Scuola Micheli... La notte si dorme in un pagliaio... Incarico, nel primo periodo, di certe pratiche d’ufficio... senza volerlo divento ben presto il beniamino del Direttore dell’Ospedale che intende trattenermi, ma io sento il bisogno di andare a fare la guerra e faccio di tutto per non restare... da dicembre 1915 a giugno 1916, trasferimenti a Pontedera, Ponsacco, Capannoli, lezioni di tiro, consegna del fucile, marce di addestramento, campo, assegnazione al 97° fanteria in formazione... ... e il 18 luglio partenza per la zona di guerra a Villafranca Padovana. E i primi apprezzamenti... 23 luglio, proposta del Capitano Ragucci per frequentare il corso allievi ufficiali e mio rifiuto... — E inizia l’azione di guerra: 7 agosto. All’1,30 giunge l’ordine di marciare verso il fronte; alle 4,30 suona l’allarmi, si levano le tende e il reggimento si mette in marcia; alle 12 si giunge a Barsano. Durante la marcia passa il Re in automobile, si ferma e stringe la mano al generale Rossi... 8-9 agosto. Dopo la marcia del giorno prima verso la trincea, nell’oscurità profonda, attività di riflettori, lamenti di feriti, puzzo di cadaveri non ancora sepolti, alle 6 del mattino siamo di fronte a Oslavia. Si notano alcuni cadaveri austriaci in decomposizione... ... si avanza a sbalzi fra le cannonate nemiche, verso Gorizia... Un proiettile mi scoppia di fianco, cado per terra ma rimango illeso e soltanto schizzato dal sangue di un compagno che viene colpito a me vicino e fatto a pezzi dalle schegge del proiettile... notte tra 10 e 11 agosto. Di rincalzo nel Convento dei Cappuccini di Gorizia... all’alba giunge improvvisamente l’ordine di avanzare, per prendere un forte e importante trin- Rotary Club Cagliari 19 cerone nemico di sorpresa... si innestano le baionette e per la prima volta ci lanciamo all’assalto al grido di “Savoia!”... durante l’assalto si hanno molte vittime... muore al mio fianco il comandante del plotone sottotenente Rossi, una scheggia gli mozza un orecchio... egli stoicamente vuole andare avanti e grondante sangue continua a incoraggiare i soldati... cade colpito al ventre da una scheggia di granata e muore fra le mie braccia e fra le sofferenze più atroci... muoiono anche i comandanti della 3a e della 4a compagnia... Si espugna il trincerone e si prendono un migliaio di prigionieri... dal 22 agosto. In prima linea fino a tutto il 30. La notte si fanno i camminamenti per preparare l’avanzata... si esce dalla 1a linea con lo scudo e la sola vanghetta, strisciando per terra; il puzzo dei cadaveri sparsi all’intorno, la troppa vicinanza degli avamposti austriaci e gli sprazzi di luce dei riflettori nemici rendono poco agevole e piacevole il lavoro... 3 ottobre. Verso le 23 si va di rincalzo... in attesa dell’azione per la conquista del San Marco... 10 ottobre. All’alba inizia il violento bombardamento delle nostre artiglierie, che dura per ben nove ore... siamo raggruppati nei camminamenti in attesa del momento dell’assalto... l’attesa è per me spasmodica e attendo il momento di uscire all’assalto come una liberazione... come cessa il fuoco, al grido di Savoia in pochi balzi siamo addosso al nemico e conquistiamo i trinceramenti... i cadaveri nemici sono numerosissimi e fatti a pezzi... siamo costretti a passare su quei brandelli di carne e su tutto un cumulo di rovine... lo spettacolo è impressionante e orroroso... 13 ottobre. All’alba, dopo il fuoco delle nostre artiglierie, il bombardamento avversario si accentua... ...una pallottola di shrapnnell mi colpisce alla scapola sinistra... mi ricovero sotto un ponte... zona troppo battuta per tentare una corsa al posto di medicazione... una pallottola esplosiva mi porta via il tacco della scarpa sinistra... intanto il braccio si irrigidisce, la ferita mi fa soffrire atrocemente e le forze mi vengono 20 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 meno per la perdita di sangue... verso le 20, protetto dall’oscurità, quasi nudo, riesco a raggiungere il posto di medicazione... giungo alla sezione sanità di Gorizia... ricovero all’ospedaletto di campo n. 026... un capitano medico pratica un inutile taglio senza estrarre il proiettile... soffro atrocemente, ho l’impressione di perdere il braccio sinistro... mi visitano un maggiore e un colonnello medico... sono in nota per essere inviato a Milano... a Milano il 21 ottobre, alla sala di medicazione mi si dice trattarsi della solita medicatura e io suppongo che per l’estrazione del proiettile ci voglia il cloroformio... invece mi accorgo di un insolito movimento... in un attimo, quasi a tradimento, a un cenno del maggiore mi sono addosso sei persone e stretto da tutte le parti sono sotto i ferri del chirurgo... l’operazione è dolorosissima... compiuta l’estrazione del proiettile mi assale una febbre altissima e per tutto il giorno sto molto male... 8 novembre. Per interessamento di mia mamma ottengo di essere trasferito all’Ospedale della Croce Rossa di Cagliari in convalescenza... 19 febbraio ’17. Ancora convalescente per la ferita alla spalla sinistra, vengo dichiarato idoneo alle fatiche di guerra e inviato in prima linea a Dreznica, presso Caporetto... Vengo assegnato all’11a compagnia e conosco Felice Pistis e Giovanni Brughitta, buoni amici e bravi soldati... veniamo impiegati per il faticoso traino di cannoni in alta montagna e in ispezioni notturne sul fronte, tra il Monte Nero e il Monte Javvorcek... La notte in ispezione col sottotenente Donnaruma, toscano, di scarse qualità militari, timido, balbuziente, refrattario ad abituarsi ai disagi e alle fatiche di guerra... percorro un lungo tratto di fronte, mi rendo conto della situazione e dell’efficienza delle nostre linee... ho però l’impressione che l’ufficiale sia io ed egli un timido e inesperto soldato, incerto, ogni cosa gli sembra un austriaco, vuole quasi essere guidato e incoraggiato... ... Il fronte è calmo, si ode solo qualche schioppettata da ambo le parti, come a dirci a vicenda: “badate che siamo svegli e sempre pronti”. Il cie- lo è stellato, il paesaggio che l’occhio abbraccia al chiaro di luna è incantevole e pieno di poesia... Il leggero mormorio delle acque del fiume, il candore della neve e il profondo silenzio rendono questo tratto di fronte suggestivo, irreale e quasi piacevole, nonostante tutto... 28 marzo. Nuova proposta del comandante di compagnia per frequentare il corso allievi ufficiali e mio nuovo rifiuto... vengo comandato come telefonista ai posti avanzati e precisamente al p.p. n° 9... 15 settembre. Sono promosso caporale. 16 ottobre. Giunge l’ordine di inviare in giornata tutti i sardi alla Brigata Sassari, a Cà della Vallata. Io vengo assegnato alla 9a compagnia del 152°. 26 ottobre. La disfatta di Caporetto e la disastrosa ritirata fino al Piave, in tragiche pagine; poi: ...A notte inoltrata, mentre gli avvenimenti precipitano e i tedeschi scendono a valle, la “Sassari” è tutta schierata dal Torre al Natisone e ha il compito di proteggere la ritirata... il disastro si delinea in tutte le sue fosche e tragiche proporzioni. Piove continuamente, siamo stanchi, laceri, affamati e molti sono scoraggiati e avviliti, incalzati dal nemico che avanza lanciando avanti pattuglie di arditi e di cavalleggeri armati di mitragliatrici... Si giunge a Talmasson verso le 15, si ha la già completa visione tragica e disastrosa dell’esercito in rotta... il panico è generale, non si capisce più nulla, mancano ordini precisi per agire con energia, quasi tutti indietreggiano vigliaccamente come invasi della voluttà della sconfitta... io e con me molti ci domandiamo indignati il perché di questa vergognosa paura di fronte a un nemico più volte sconfitto e messo in fuga... fine ottobre. Ai soldati che fuggono si uniscono vecchi, donne e bambini pieni di orrore e di spavento... Quali scene strazianti e spaventose!... La “Sassari” non ha soldati sbandati e codardi neanche in queste tristissime ore, ma assiste alla vergognosa e dolorosa visione di migliaia di uomini che, perduto ormai il senso del dovere e dell’onore, buttano le armi e si ritirano in disordine... giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 21 Conquista di Col d’Echele. ...Tanta è la confusione e lo sbandamento... ... la “Sassari” è però sempre regolarmente inquadrata e disciplinata agli ordini dei suoi Comandanti... Il 31 ottobre, nelle prime ore del mattino, ancora in completa efficienza ma dopo una marcia faticosissima, esausti, affamati e assonnati passiamo il Tagliamento al ponte di Mandrisio e ci fermiamo ad est di San Vito per una sommaria pulizia, perché siamo in uno stato da far pietà... 24-25 dicembre ’17. Ci portiamo a Campomezzavia di rincalzo perché il nemico da vari giorni tenta di avanzare... Siamo allo scoperto, verso le 20 si va in 1a linea a Monte Melago, e per festeggiare meglio il Natale rimaniamo tutto il giorno a digiuno, senza pane e senza rancio, assiderati e sempre in mezzo alla neve, e i pochi indumenti che abbiamo non sono sufficienti per impedirci di battere i denti per il gran freddo, specialmente durante la notte... 31 dicembre. Mentre infuria il bombardamento nemico vengono distribuiti i doni di Natale: calze di lana, cioccolata, marsala, una scatola di sardine, noci e fichi secchi. 1° gennaio ’18. All’alba gli austriaci ci fanno gli auguri inviandoci una discreta scarica di proiettili; si hanno alcuni morti e pochi feriti. Come comincia male anche il 1918! 24 gennaio. Oggi compio 22 anni. È una bella giornata e sono contento perché ho ricevuto una lunga lettera dalla mamma lontana, che prega e spera. 26 gennaio. Facciamo gli ultimi preparativi per il prossimo combattimento che ci dovrà dare il possesso di un importante baluardo. La 33a Divisione, comandata dal generale Carlo Sanna, composta dalla Brigata Sassari, dal 5° reggimento bersaglieri, da un battaglione del 45° fanteria di marcia, dal 1°, 2° e 4° battaglione d’assalto, da 5 compagnie mitraglieri come truppe d’azione e dalle brigate Liguria e Bisagno e 14° bersaglieri come riserva, deve procedere alla conquista di Col d’Echele, Col del Rosso e Cima 22 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Val Bella. Alla “Sassari” è assegnato il compito della conquista di quota 1108, Col d’Echele, e quota 1312, Col del Rosso. Le trincee che ci accolgono in attesa dell’assalto sono piccole, mal tracciate, e i due colli che dovremo assalire e conquistare, aridi e sassosi, hanno invece ottimi osservatori, validi appoggi e buone trincee. Alle quattro del 28 gennaio, dopo un furioso bombardamento, mentre le nostre artiglierie allungano e intensificano il tiro, ci portiamo da Cima Cischietto in prima linea, di fronte alle Case Cotti. Ci siamo! Alle 9,15, anticipando di 15 minuti l’ora stabilita la mia compagnia, la 9a, si lancia all’assalto e come una saetta si porta sulla cima del Col d’Echele. Io sono in testa col Comandante della compagnia tenente Mesaroli e nell’impeto della corsa lasciamo indietro le fiamme nere e il resto del battaglione, giungendo primi sulle trincee nemiche, snidando i difensori e facendo un buon numero di prigionieri... L’impeto dell’assalto è stato travolgente, di fronte ai fanti della “Sassari” non vi sono difficoltà né ostacoli, tutto piega, si screpola, si rompe, cade, rotola, precipita. Anche i nemici combattono da eroi e lo dimostra l’accanimento della lotta, i ripetuti corpo a corpo e le gravi perdite subite da ambo le parti. Io mi trovo in un cocuzzolo insieme all’intrepido Corraine da Orgosolo, il mio amico rimane leggermente ferito al naso; nella mischia una pallottola mi sfiora la fronte forandomi la visiera dell’elmetto, ma certi scherzi hanno la virtù, se non arrestano la vita, di aumentare il coraggio anziché di spegnerlo. Si può dire che in certe situazioni l’uomo si spoglia di tutto ciò che ha di fragile e di caduco, e assume un aspetto quasi sovrumano. In quei momenti, io credo, eravamo qualcosa di più che semplici uomini... Il Comando Supremo così scrisse sui gloriosi bollettini di quelle giornate: Durante le azioni dei giorni 28 e 29 l’eroica Brigata Sassari... riconfermò il valore della sua gente e la gloria delle sue bandiere. Firmato Generale Diaz. 10 marzo. Sua Maestà consegna le decorazioni ai militari segnalatisi nei combattimenti... ... La cerimonia si svolge in un campo vastissimo nei pressi di Villaverde... Verso le 10 inizia la distribuzione delle decorazioni. Sua Maestà si trattiene affabilmente con tutti noi e a tutti stringe calorosamente la mano. A me è stata conferita la medaglia d’argento al valore sul campo con la seguente giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 23 motivazione: Fulgido esempio di virtù militari, volontario nella prima ondata d’assalto, raggiungeva tra i primi la trincea nemica dove catturava numerosi prigionieri. Col d’Echele, 28 gennaio 1918. E infine, il Piave! 23 giugno. Oggi gli austriaci in seguito all’eroica resistenza delle nostre armi e dopo essersi persuasi che tutti i loro sforzi erano vani hanno deciso di ripassare il Piave... 7 giugno. Carpenedo, presso Mestre. Ordine di tenersi pronti... L’offensiva austriaca si è già sferrata su tutto il fronte... riescono a dilagare nella regione San Donà-Musile... dato il grave pericolo viene fatta accorrere la 33a Divisione del prode Gen. Sanna e la Sassari ha anche stavolta il compito di lanciarsi prima nella mischia... alle 13,30 partiamo in autocarro verso la linea di combattimento... L’urto è terribile, tutta la brigata è avvolta come da un vulcano incandescente, ma non s’arresta e lotta eroicamente... ... avendo preso parte ai più accaniti combattimenti e perduto oltre 600 uomini, la brigata viene momentaneamente ritirata dalla linea del fuoco e tenuta di riserva presso Meolo... 27 ottobre. Finalmente possiamo vendicare, a un anno preciso di distanza, l’onta di Caporetto!... Passiamo il ponte sul Piave a Salettuol all’imbrunire e quindi ci buttiamo a guado per i filoni del greto della riva sinistra... Riceviamo l’ordine di attaccare lungo la direttrice Santa Lucia di Piave-Campolongo, dove il nemico oppone ancora resistenza... finalmente gli austriaci sono costretti a cedere e Conegliano è occupata... Seguiamo sempre il nemico in rotta... mentre passiamo a guado il fiume Meduna, alle 15, giunge l’ordine di cessare le ostilità perché l’Austria ha chiesto l’armistizio... la nostra gioia è indescrivibile!... la banda del reggimento suona... la popolazione festeggia noi soldati con la più sincera e affettuosa manifestazione di gioia!... 17 giugno. Ieri, mentre ci battevamo da leoni per contrastare il campo al nemico, il Capo del Governo On. Orlando così parlava... “Quando vidi i valorosi della Brigata Sassari, sentii l’impulso d’inginocchiarmi davanti a loro, perché sentii in essi riassumersi tutta la virtù dell’Esercito. L’Italia ha contratto un grande debito di riconoscenza verso la Sardegna, e questo debito pagherà” ... Terrà fede alle promesse stavolta il Governo d’Italia? 15 novembre. La brigata è incaricata di presidiare la linea di confine... e in tal modo chiude il ciclo delle sue gesta gloriose. Alle bandiere dei due reggimenti viene assegnata una seconda medaglia d’oro al valor militare, e così la “Sassari” è l’unica brigata di fanteria di linea che abbia, durante la guerra, guadagnato due medaglie d’oro. La motivazione è la seguente: Espressione purissima delle forti virtù della gente di Sardegna, diedero il più largo tribu- 24 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Ecco, il giorno della conquista del Col d’Echele nostro padre, come probabilmente tanti suoi compagni della Brigata, aveva 22 anni e aveva già dedicato la sua giovinezza alla Patria. to di eroismo alla gloria dell’Esercito e alla causa della Patria, dovunque vi furono sacrifici da compiere e sangue da versare. Nei giorni della sventura, infiammati di fede e di amore, riconquistarono con meraviglioso slancio le moltissime posizioni nemiche di Col del Rosso e di Col d’Echele (28-31 gennaio 1918). All’imbaldanzito invasore opposero nel Piave l’audacia della loro indomabile volontà di vittoria, la fierezza sublime e la granitica tenacia della loro antica stirpe (16-24 giugno 1918). Nella battaglia della riscossa non conobbero limiti di ardimento nell’inseguire il nemico (26 ottobre-4 novembre 1918). 15 febbraio-25 marzo 1919. Il reggimento è a Pagnacco. Sono promosso Caporal Maggiore... ... 18 dicembre 1919. Mi viene rilasciato il foglio di congedo illimitato dove è scritto: Durante il tempo trascorso sotto le armi ha tenuto buona condotta ed ha servito la Patria con fedeltà ed onore. e alle 24 lascio Roma diretto a Cagliari, dove giungo il giorno 22. E anche se i tempi sono cambiati, anche se, come prima ho accennato, l’enorme tragedia della lontana “Grande Guerra” può aver profondamente segnato i sentimenti e la vita di questi intrepidi giovani soldati, mandati costantemente e brutalmente al macello, col coltello (sa leppa) tra i denti e spesso ubriachi fradici, ad ammazzare sconosciuti soldati nemici giovani come loro, in un turbine di inaudita ferocia e di terrore che li coinvolgeva in pieno e che, loro malgrado, li faceva diventare eroi... ... anche se questo è vero, è bello per noi tutti pensare che ancora oggi, dopo cento anni, i giovani “Sassarini” di questa gloriosa Brigata, con lo stesso spirito di sempre continuano a servire la Patria con fedeltà ed onore. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 25 Cronaca delle giornate storiche Cagliari si prepara alla Grande Guerra Marinella Ferrai Cocco Ortu Italia aveva conquistato l’indipendenza e l’unità attraverso le guerre, dal 1849 al 1866 tre erano state le campagne belliche note come 1ª, 2ª e 3ª Guerra d’Indipendenza: grande era stata la partecipazione dei sardi, come testimoniato dal Monumento ai Martiri del Risorgimento, fatto realizzare a Cagliari nel 1886 e collocato nella piazza che ne prese il nome. La conquista di Roma capitale nel 1870 aveva concluso questo processo, ma non completamente: mancava alle aspirazioni italiane il Trentino Alto Adige, ancora sotto l’Impero Austro-ungarico. Questo sentimento nazional-patriottico trovava riscontro in parte della popolazione trentina che mal sopportava il giogo austriaco e ugualmente desiderava l’unione all’Italia. Uno dei più noti esponenti dell’irredentismo, Cesare Battisti, che poi pagò con la vita la fede nella causa italiana, nei suoi giri di propaganda inserì anche Cagliari, dove venne nel 1914 per tenervi una conferenza patriottica a favore della annessione del Trentino Alto Adige al regno d’Italia. Sin dall’arrivo alla stazione ferroviaria ebbe calorosa accoglienza dalla cittadinanza e il suo discorso al Cinema Eden ricevette entusiastici consensi L’ dal foltissimo pubblico presente. Una foto immortalò lo storico avvenimento. Non stupisce dunque che allo scoppio della Guerra nel luglio del 1914 un fermento nazionalistico e interventista abbia scaldato gli animi di tanti isolani. Un giornalista cagliaritano, Augusto Alziator, prima che l’Italia entrasse nel conflitto si arruolò nella Legione Garibaldina comandata dai nipoti dell’Eroe, unità che fu schierata nel fronte francese delle Argonne; L’Alziator, inizialmente fu creduto morto, invece era stato ferito e fatto prigioniero. Il governo italiano, come è noto, pur vincolato dalla Triplice alleanza, il patto militare con l’Austria-Ungheria e la Germania, inizialmente si dissociò dalla guerra poiché le clausole del Trattato, prevedevano la partecipazione in caso di attacco verso uno dei partner, mentre la dichiarazione di inizio delle ostilità non era stata atto di difesa ma di offesa. In Italia si formarono da subito due schieramenti, uno neutralista, che faceva capo al fronte liberale dell’anziano leader Giolitti, e comprendeva anche i socialisti ed i cattolici, ed uno interventista minoritario, ma 26 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 che con Gabriele D’Annunzio e il suo nazionalismo bellicista si richiamava all’epopea risorgimentale e aveva il suo appoggio nel governo Salandra, sostenuto dal re. Il conflitto, che si pensava rapido e risolutivo, si era già impantanato sul fronte occidentale: la battaglia della Marna nel settembre del 1914 segnava l’inizio della tragica e drammatica guerra di trincea, che obbligò milioni di soldati a vivere, per 4 anni, in condizioni inimmaginabili; ciò nonostante in Italia c’era chi pensava che una fine fosse vicina, quale occasione migliore per finalmente conquistare il Trentino Alto Adige? Con questo miraggio la minoranza interventista riuscì ad avere il sopravvento sulla maggioranza neutralista del Parlamento. Al culmine delle cosiddette «radiose giornate di maggio» un crescendo di manifestazioni a favore della guerra si svolsero in diverse città italiane. La “radiosa giornata” cagliaritana si tenne il 16, i partecipanti si radunarono in piazza XXVII marzo 1861, l’odierna piazza del Carmine (il cui nome era stato mutato dall’amministrazione civica, per ricordare il celebre discorso di Cavour che proclamava Roma capitale del Regno d’Italia; per riavere la storica denominazione si dovrà aspettare un provvedimento del podestà Endrich del 1931). Un titolone de “L’Unione Sarda”, dichiaratamente schierato a favore, nella cronaca del giorno successivo ne diede un dettagliato resoconto: Il cronista parla di «una fiumana immensa di popolo, una selva di bandiere, una moltitudine di persone in preda ad un delirio di patriottismo» prosegue nella cronaca raccontando che quando viene comunicato che il re, per forzare il Parlamento, ha rifiutato le dimissioni del presidente del Consiglio on. Salandra, «la moltitudine rompe in un interminabile applauso, in grida altissime di Viva Salandra, viva l’Italia, viva la Guerra». Inizia poi il discorso dell’avv. Giuseppe Sanna Randaccio, consigliere comunale esponente del gruppo radicale riformista, che fu anche sindaco della città nel 1921 e deputato per la 25ª e 26ª legislatura, un discorso pieno di retorica guerresca e di rimembranze dell’epopea risorgimentale, infarcito di frasi del tipo: «il grido di dolore è sentito, l’Italia riprende il cammino della sua storia, con i suoi risorge nella aurora del più puro ideale Giuseppe Garibaldi», etc., mentre la folla inneggia al canto dell’Inno di guerra di Garibaldi «si scopron le tombe, si levano i morti, i martiri nostri son tutti risorti», e conclude richiamando l’ineludibilità del conflitto «sino a ieri si poteva essere neutralisti o interventisti... Oggi la guerra apparisce come una fatale necessità, per il prestigio, per l’onore, per la gloria d’Italia», s’innalzano le pa- role dell’inno di Mameli «Fratelli d’Italia l’Italia s’è desta de l’Elmo di Scipio s’è cinta la testa» (divenuto nel 1946 inno nazionale dell’Italia repubblicana). La conclusione del discorso è salutata da una delirante ovazione, che riprende d’intensità quando il sindaco Ottone Bacaredda, interprete dell’anima della cittadinanza cagliaritana, improvvisa uno dei suoi meravigliosi discorsi che trascinano l’uditorio al più alto grado d’entusiasmo: ogni frase è accompagnata da grida di evviva; infine egli sottolinea di non essere guerrafondaio, però rimarca che questa sarà l’ultima guerra d’Indipendenza. Terminate le orazioni la folla si riversa nel largo Carlo Felice, forma il corteo e riprende la marcia attraversando le principali vie di Cagliari, via Roma, e il passaggio sotto la sede del consolato tedesco è salutato da un coro assordante di fischi, viale Regina Margherita, viale Regina Elena – sotto il consolato di Francia fragoroso applauso quando il console si affaccia tenendo in mano il vessillo italiano, prende la parola e ringrazia per la manifestazione di simpatia elogiando il patriottismo dei sardi «forti come il granito delle sue montagne», poi prosegue per piazza Martiri e via Torino davanti al presidio militare dove sosta facendo una calorosa manifestazione di simpatia all’esercito. Rientra poi verso piazza Martiri, giugno 2015 — via Mazzini e altra sosta davanti ad una delle finestre dell’abitazione del commendatore Benvenuto Pernis, membro della famiglia dei noti imprenditori e presidente della Camera di Commercio, le cui figlie si affacciano al balcone vestite una di rosso, una di bianco e una di verde. Prima di sciogliersi, si delibera di inviare un telegramma all’onorevole Salandra del seguente tenore: Intanto presso la sede de “L’Unione Sarda” si ricevono le iscrizioni al Battaglione volontari: sono in gran parte operai, si invitano dunque anche gli appartenenti alle classi più elevate, specialmente coloro che professano idee interventiste, a iscriversi a dimostrazione del fatto che vogliano, coi fatti, e non solo con le parole, prepararsi a servire efficacemente la patria. Il comando del battaglione viene affidato all’anziano generale Giuseppe Cao. L’associazione Tiro a segno offre ai volontari corsi gratuiti per il maneggio delle armi. Viene creato un Comitato di preparazione civile per la raccolta fondi per le necessità della guerra. Il giornale pubblica i nomi dei contribuenti e le adesioni. La sezione femminile apre un laboratorio, presso la sede della Fratellanza militare, per preparare indumenti da spedirsi ai soldati e ai figli dei richiamati, in proseguo raccoglie i pacchi di indumenti che man mano venivano donati per la nobile causa. Il presidente della Camera di commercio invita con una circolare gli associati a garantire il posto di lavoro a quanti sono costretti a partire per la guerra. Un folto gruppo di signorine cagliaritane seguono un intensivo breve corso di allieve infermiere per diventare volontarie della Croce Rossa e potersi recare ad assistere i feriti nelle zone di guerra. Rotary Club Cagliari 27 Il giornale continua a tenere viva l’attenzione dei lettori pubblicando in prima pagine notizie delle storiche sedute della Camera e del Senato nelle quali si decide di affidare al Governo i pieni poteri. Intanto nella Gazzetta ufficiale un Regio Decreto recante la data 13 maggio, all’articolo 1, richiama alle armi gli impiegati civili e li pone in congedo dal servizio, col godimento dello stipendio, per tutta la durata del conflitto; si confida comunque nella generosità dei Comitati al fine di coordinare l’attività di assistenza pubblica con quella privata. Il 21 maggio, quando ormai è certo che l’ora della grande decisione è giunta, sempre “L’Unione Sarda” pubblica un appello che invita la cittadinanza a una pubblica manifestazione di consenso. Il giorno successivo la cronaca racconta di una adesione massiccia, di una città imbandierata e illuminata, di studenti che attraversano la città cantando inni patriottici e inneggianti alla Patria. Alle ore 18 una folla enorme si è spontaneamente riunita in piazza XXVII marzo (alias del Carmine) e diversi improvvisati oratori tra cui l’avvocato Enrico Nonnoi esponente del partito repubblicano – fotografato in prima fila in occasione della visita di Cesare Battisti – tennero applauditissimi discorsi. Il corteo si mette in moto ripetendo lo schema della manifestazione svoltasi la settimana precedente. I magistrati non furono da meno e nelle sedi istituzionali prima dell’apertura delle Udienze sia in Corte d’Appello che nel Tribunale, i presidenti, il collegio dei giudici e 28 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 il procuratore generale del re presero la parola inneggiando alla Patria e al Re e alle future vittorie. Finalmente nei quotidiani del 24 maggio compare la dichiarazione di guerra all’Austria Ungheria. Quella alla Germania seguirà il 28 agosto 1916. Gli studenti cagliaritani, per i quali la guerra era diventato un pretesto per non fare lezione furono severamente rimproverati: le dimostrazioni erano ormai proibite e sanzionate penalmente; si ritorna a scuola. Cominciano le limitazione dei diritti di libertà dei civili previste dallo stato di guerra; un decreto vieta le riunioni pubbliche, le processioni civili e religiose, le passeggiate in forma militare con o senza armi e gli assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico. Il servizio telefonico interurbano tra privati è sospeso; non si può entrare o uscire dal porto dal tramonto al sorgere del sole salvo autorizzazione speciale. Nel frattempo continua la mobilitazione dei richiamati dei vari corpi e i convogli ferroviari che accompagnano i soldati nei centri di raccolta per l’imbarco al fronte sono fatti segno di entusiastiche manifestazioni di simpatia nelle varie stazioni toccate dai treni, con i sindaci in fascia, la banda cittadina e i bambini delle scuole con sventolio di bandierine e fiori a manate «ai baldi giovani che il sacro dovere ha richiamato sotto le armi. I richiamati tutti allegri e fidenti nel grandioso avvenire della patria accolsero commossi le manifestazioni di simpatia». Tutti d’accordo dunque sulla ineludibilità della Guerra e sulla sua giusta causa? Certamente no. Il Papa Benedetto XV, il Papa della pace, dalle pagine de “L’Osservatore Romano” censura la decisione ammonendo che alla guerra si accompagna sempre una inevitabile scia di lacrime e disastri; richiama l’Enciclica nella quale esortava i Governi del- le Nazioni Belligeranti a ridare ai popoli la pace: ma la guerra che insanguinava l’Europa si era estesa, purtroppo, «anche alla nostra diletta Italia», chiede infine a tutti i cattolici di unirsi nella preghiera. L’appello del Papa non venne però raccolto dal più autorevole esponente della famiglia di cattolici cagliaritani: i Sanjust. L’ing. Edmondo Sanjust deputato del collegio di Cagliari al parlamento nazionale, membro del Partito Popolare Italiano e poi tra i fondatori del Partito Nazionale Cattolico, è chiamato in causa dagli esponenti della sezione di Cagliari del Partito Socialista Italiano; questi ultimi con una nota con veemenza stigmatizzano la politica guerrafondaia di Salandra, che incoraggia e promuove le dimostrazioni interventiste, come le chiassate svoltesi in città, che niente hanno a che vedere con gli interessi dell’Italia e che non rispecchiano la volontà popolare che è contraria alla guerra, lo pregano di farsi portavoce delle loro istanze presso il Governo nazionale; egli pur facendo pubblicare ne “L’Unione Sarda” la lettera dei socialisti sardi per onestà intellettuale ammette di essere stato contrario fino all’ultimo alla guerra, ha poi però votato a favore del Governo perché ha ritenuto che il gravissimo periodo storico richiedesse unità d’intenti e ora che le ostilità sono iniziate richiama al dovere di ogni cittadino, giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 29 anche socialista, di compiere i necessari sacrifici per concorrere alla vittoria, concludendo che da parte sua contribuisce con due figlioli e due generi tutti sotto le armi. Il risveglio dalla ubriacatura patriottica richiama alla realtà di una Nazione in guerra. A smorzare gli iniziali entusiasmi arrivano le notizie dei feriti e dei morti al fronte. Il primo cagliaritano muore il 20 giugno: è un giovane di diciotto anni, di nome Nando Ardau: la città lo commemora con tutti gli onori, ma ecco che ben presto a questo nome se ne aggiungono altri quattro; è solo l’inizio di un interminabile elenco che colpisce le famiglie cittadine di tutti i ceti sociali. La guerra sembra lontana, si combatte al fronte, pur tuttavia anche chi resta a casa ne è coinvolto, non solo per gli inevitabili lutti, ma anche perché arrivano in città gli internati, vengono ospitati i feriti: le signore si mobilitano, si vorrebbe organizzare qualcosa a loro favore, ma la scure della censura proibisce alla stampa di pubblicare qualsiasi notizia in merito. Quello che comunque co- mincia di più a pesare sono le ristrettezza imposte dall’economia di guerra: vietato illuminare le vetrine, i viveri scarseggiano e i prezzi dei beni di prima necessità salgono; è necessario disporre dei calmieri e compaiono le tessere annonarie, e quando ai cagliaritani si tocca il cibo la musica cambia subito, e il sindaco Bacaredda ne ha già da subito un vago presagio: infatti, ancor prima che la guerra finisca, nell’agosto del 1917 dovrà dare le dimissioni a causa dei crescenti disordini dovuti alle ristrettezze cui nel capoluogo si era costretti a vivere – che tanto gli ricordano gli avvenimenti del 1906 – e la città sarà retta fino al 1920 da due commissari prefettizi. Il primo Natale dell’Italia dopo l’inizio del conflitto non fu per Cagliari tra i più allegri, ma quelli successivi saranno ben peggiori. La Prima Guerra Mondiale fu un enorme massacro, costò milioni di vite umane, si portò dietro un’inflazione e una recessione, un’eredità di odi, frustrazioni e rivalità nazionali. Ma questa è un’altra storia. ■ ntrano nuovi soci ma qualcuno, il dottor Gianfranco De Gesu, ci lascia. Motivo di rammarico per il Club che perde un rotariano particolarmente attivo nella sua professione: come Provveditore Regionale per la Sardegna per l’Amministrazione Penitenziaria egli si è adoperato con grande, lodevole impegno per la rieducazione dei detenuti, tra l’altro, con accordi con la Università di Cagliari per attuare metodologie e tecniche di insegnamento a distanza, inoltre ha avviato 10 detenuti all’attività di digitalizzazione del materiale cartaceo dell’archivio degli Uffici Giudiziari di Cagliari e – come ha ricordato in questa rivista il Presidente – ha disposto che altri 2 detenuti, grazie alla disponibilità di accoglienza di Salvatore Fozzi, provvedano all’identica attività per il materiale cartaceo del Club. Rammarico per noi ma giusto riconoscimento dei suoi alti meriti che hanno determinato il trasferimento a Roma per ricoprire l’alto ufficio di Direttore Generale dell’Amministrazione Penitenziaria (Beni e Servizi della stessa). Giovedì 7 nella consueta riunione settimanale, lo abbiamo salutato cordialmente augurandogli felice successo nel nuovo prestigioso incarico. Il sabato successivo ci è stata preziosa guida in una visita al Carcere di Buon Cammino riservata ai rotariani. E 30 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Statuina rappresentante una figura femminile vestita con una lunga tunica, braccia aperte e spalle coperte da un lungo mantello. Nuragus (CA). Bronzo Finale. giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 31 L’isola delle torri Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica Caterina Lilliu oveva essere un evento all’altezza di quello che Lilliu ha dato alla Sardegna. Cioè un sistema di interpretazione della sua storia. Una chiave di lettura a monumenti che prima di lui erano avvolti da un’aura di mistero e mitologia. Lui invece li ha inseriti in un contesto storico continentale, mediterraneo ed europeo... L’opera di Lilliu ha consentito di diffondere nell’Isola e fuori, la conoscenza della civiltà nuragica. Il suo modello interpretativo rimane a tutt’oggi un imprescindibile termine con cui dialogare e confrontarsi. Questa mostra sarà un momento stra- «D ordinario per illustrare i risultati di un’intensa attività di ricerca e di un interesse sempre crescente da parte della comunità scientifica internazionale, che negli ultimi cinquant’anni ha ampliato il patrimonio di conoscenze sull’archeologia nuragica». Con queste parole dirette ai giornalisti Marco Minoja ha riassunto il senso della splendida esposizione “L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica” che il Mibact, tramite le due soprintendenze archeologiche dell’Isola, ha voluto dedicare al famoso archeologo nell’ambito delle celebrazioni del centenario della nascita. 32 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 La mostra, curata dallo stesso Soprintendente Minoja e dalle funzionarie Gianfranca Salis e Luisanna Usai, è stata allestita presso il suggestivo Spazio espositivo di San Pancrazio nella Cittadella dei Musei di Cagliari (15 marzo – 30 settembre 2014) ed è stata poi trasferita a Roma nelle sale del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” (28 novembre 2014 – 7 aprile 2015). Due sedi che, significativamente, richiamano la vicenda umana e professionale di Giovanni Lilliu, segnando il Pigorini l’inizio giovanile del suo percorso di studioso, e la Cittadella dei Musei, che oggi ne porta il nome, il cuore e la tappa finale della sua carriera di docente universitario. Oltre all’omaggio a Giovanni Lilliu e al riconoscimento del lavoro duro e appassionato svolto dai tanti archeologi in Sardegna nell’ultimo trentennio – in gran parte allievi dello stesso Lilliu –, un altro importante obiettivo ha ispirato la mostra: quello di portare l’isola, col suo scrigno di tesori, all’attenzione nazionale ed internazionale, a trent’anni di distanza da un analogo evento, quando nel capoluogo lombardo fu allestita l’esposizione “Nuraghi a Milano”. Ed è facile immaginare quanto i visitatori di entrambe le mostre, in partico- lare non sardi, siano rimasti affascinati dalla ricchezza dei materiali presentati, e forse anche sorpresi nello scoprire tanto sapere e tanti talenti in un tempo così remoto e in una terra da sempre percepita come un lontano “mondo a sé”, in senso fisico e in senso antropologico. L’esposizione “L’isola delle torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica” offre al pubblico oltre mille reperti collocabili nell’arco dei mille anni della storia nuragica, a cavallo tra il II e il I millennio a.C. Gli oggetti provengono dai musei isolani, ma più spesso dai magazzini, in quanto inediti o di recente acquisizione da nuovi scavi. In alcuni casi si tratta di oggetti sequestrati nella penisola e all’estero nell’ambito di operazioni finalizzate a contrastare il mercato clandestino; ma sono presenti anche oggetti di fattura nuragica rinvenuti in contesti archeologici peninsulari, resi disponibili dalle soprintendenze e dai musei della Toscana, Calabria, Campania e Sicilia. In un certo senso, si può dire che siano proprio i contesti peninsulari a costituire la chiave di volta dell’intera mostra. Infatti, or- Sopra: Statuina di arciere con copricapo cornuto, arco tenuto con la mano sinistra e poggiato sulla spalla, mano destra alzata, gonnellino triangolare e schinieri. Sa Carcaredda, Villagrande Strisaili. Bronzo Finale – Prima Età del Ferro (XIII-XI sec. a.C.). Sotto: Vassoio di forma ellittica con prese a tesa e motivi geometrici impressi e incisi. Villaggio di Tuppedìli, Villanovafranca (Medio Campidano). Prima Età del Ferro (XII sec. a.C). giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 33 gogliosamente, i curatori hanno inteso presentare per la prima volta in modo organico e in tutta la sua evidenza documentaria il “vero volto” della società nuragica, quello che sempre più emerge dalle ricerche e dagli studi in materia: una società non “monolitica” e chiusa, come tradizionalmente (e banalmente) si era abituati a percepirla, ma complessa e articolata, ed in costante dialogo con le culture del tempo. Perché i nuragici, pur nel solco di una propria solida tradizione, si sono sempre confrontati con i popoli che gravitavano nel Mediterraneo, stringendo rapporti, assimilando, influenzando. Nell’età del bronzo si stabilirono contatti con gli egei, i micenei, e con i mercanti ciprioti, fenici e del Vicino Oriente, e si acquisì una posizione egemone nei circuiti commerciali delle produzioni metallurgiche. Nell’età del ferro, gli oggetti nuragici che entrarono a far parte dei ricchi corredi funebri di personaggi dell’aristocrazia etrusca e campana, e che si possono ammirare nella mostra, eloquentemente disegnano la fitta rete di scambi che coinvolse i mercanti nuragici sulla scia di antiche rotte mai abbandonate. Riassumere in una mostra una civiltà così lunga, complessa, ricca di aspetti materiali e spirituali, come quella nuragica, non è impresa facile. I curatori hanno scelto suggestivamente di offrire al visitatore tre percorsi: la pietra, l’acqua, il metallo, gli elementi primordiali sui quali si può dire si sia fondata la civiltà nuragica. La pietra è dei nuraghi, che ancora oggi danno rilievo allo paesaggio fisico e umano della Sardegna, ma ancor più lo dettero nel tempo in cui, a migliaia, furono edificati, divenendo sacro simbolo e monumento eponimo di una civiltà. Askos a due colli, uno a protome bovina e l’altro La pietra è, ancora, dei modellini di nuraghe semplice con orlo estroflesso. Sa Sedda ’e Sos Carros, Oliena (NU). dell’età del ferro e degli straordinari “guer- Età del Bronzo – Età del Ferro (XIII – X sec. a.C.). rieri-eroi” di Mont’e Prama (Cabras). L’acqua è del mare, che circonda l’isola ma nello stesso tempo apre l’orizzonte verso terre lontane; è del cielo quando rovescia dopo la siccità, ma è soprattutto delle sorgenti e dei pozzi, che diventano fulcro di riti elaborati e di celebri santuari. 34 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Il metallo è delle spade, delle lance e dei pugnali di un popolo guerriero, ma è anche delle navicelle, delle spade votive infisse nei templi, e delle tante figurine umane ed animali, anch’esse offerte nei santuari, che costituiscono lo straordinario specchio di una società. Nell’ambito dei tre temi si snodano la varie sezioni della mostra, ognuna delle quali introdotta da una breve citazione, altamente evocativa, tratta dall’opera di Lilliu. Incontriamo così le architetture nuragiche e le tecnologie costruttive, in particolare quelle idrauliche, la religiosità e il culto dei morti, la società, l’economia, il territorio, la metallurgia, l’arte. A raccontare gli aspetti di questa grande cultura, radicata nell’intero territorio sardo, sono molti luoghi celebri dell’archeologia isolana: il nuraghe Oes (Giave); il nuraghe Alvu (Pozzomaggiore); il nuraghe Su Nuraxi (Barumini), legato indissolubilmente alla figura di Giovanni Lilliu; il complesso cultuale di Sa Sedda e Sos Carros (Oliena); l’area di S’Arcu ’e Is Forros (Villagrande Strisaili), costituita da un grande tempio “a megaron”, altri edifici sacri e abitativi ed un nuraghe; il complesso di Sa Carcaredda (Villagrande Strisaili), con un tempio, un villaggio e quattro tombe di giganti; i villaggi-santuari di Abini (Teti) e Santa Vittoria (Serri); il nuraghe Nurdole (Orani) trasformato in luogo di culto delle acque. Ed altri ancora. È un piacere addentrarsi tra le vetrine ed osservare tanti pregevoli manufatti – realizzati in pietra, ceramica e metallo – resi disponibili al pubblico a conclusione di un lungo e delicato lavoro di selezione e restauro. L’allestimento, inoltre, si avvale di un apparato grafico e didattico che coinvolge emotivamente, supportato da tecnologie multimediali e arricchito da ricostruzioni e filmati di monumenti, che garantiscono, anche visivamente, un continuo rimando ai contesti di provenienza dei reperti. Gli oggetti esposti sono in parte conosciuti, mentre altri, che il grande pubblico non ha mai visto, sono noti da tem- Vaso piriforme con orlo estroflesso, falso colatoio, con quattro anse a bastoncello contrapposte. Nuraghe Santu Antine, Torralba (SS). Bronzo Finale – Prima Età del Ferro (XII – IX sec. a.C.). Pilgrim flask di forma lenticolare schiacciata da un lato e conica dall’altro, con 4 piccole anse forate per la sospensione, collo cilindrico. Pozzo Santu Antine, Genoni (SS). Bronzo Finale – Prima Età del Ferro (X – IX sec. a.C.). giugno 2015 — Rotary Club Cagliari po agli studiosi, grazie soprattutto alle opere di Antonio Taramelli; altri ancora sono esposti e resi pubblici per la prima volta in questa occasione. Il visitatore, nell’ammirarli, rivive il sentimento romantico che animò i cercatori ottocenteschi, attraverso le raccolte dell’epoca, di cui sono un esempio le 140 spade votive della collezione Vivanet ritrovate nel villaggio-santuario di Abini. Al contrario, indagini molto recenti, associate a metodologie avanzate e rigorose, restituiscono al visitatore inediti contesti che hanno la forza di ribaltare vecchie (quanto deboli) ipotesi storiografiche: è il caso della località nuragica costiera di Sant’Imbenia (Alghero) che accoglie un nucleo stabile di mercanti greci e fenici, rivelandosi un attivo emporio per il commercio di prodotti non sardi e per l’esportazione delle produzioni isolane; o le brocche in lamina bronzea e gli altri materiali da S’Arcu ’e is Forros, che attestano la centralità delle officine metallurgiche sarde e che confermano i forti legami tra la costa orientale dell’isola, la costa tirrenica e l’area etrusca; ed ancora, i vasi rinvenuti nella capanna 10 del nuraghe Adoni (Villanovatulo), che forniscono preziosi elementi sulle abitudini alimentari dei nuragici, in quanto rinvenuti associati a semi di piselli, fave e vari legumi. Dunque, una mostra di grande interesse anche per il pubblico e per gli studiosi non sardi, che hanno potuto godere, nell’edizione romana, di un allestimento in un certo senso ancora più ricco rispetto all’esposizione cagliaritana. Grazie alla collaborazione delle quattro camere di commercio della Sardegna, sono stati infatti realizzati dei video introduttivi che propongono i paesaggi archeologici dell’isola, mentre lo stesso Museo Pigorini ha voluto esporre per l’occasione i propri materiali archeologici di provenienza sarda, dei quali alcuni particolarmente importanti nuragici. È stata infine allestita, con notevole gradimento di pubblico, un’istallazione multimediale con ricostruzioni ad altissima risoluzione 3D delle sculture nuragiche del complesso di Mont’e Prama, a cura del CRS4 (Pula). 35 Bottone conico decorato a fasce orizzontali a spina di pesce con modellino di nuraghe quadrilobato. Località sconosciuta. Età del Bronzo Finale. Bottone a calotta conica decorato con scanalature anulari nella superficie esterna e sormontato da bovino stante. Nuraghe Nurdòle, Orani (NU). Bronzo Finale (XII sec. a.C.). 36 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Frammento di navicella con protome di cervo e residui di figurine sull’estremità dello scafo. Sa Sedda ’e Sos Carros, Oliena (NU). Età del Bronzo – Età del Ferro (XIII – X sec. a.C.). Lucerna a barchetta con protome bovina. Su Mulinu, Villanovafranca (CA). Età Orientalizzante – Arcaica. Il successo dell’esposizione ha richiamato ulteriore interesse. La mostra si sposterà a breve presso il Civico Museo Archeologico di Milano parallelamente allo svolgimento dell’Expo (maggio – novembre 2015) ed in contemporanea verranno proposti a Palazzo Litta gli scatti realizzati in Sardegna dal celebre fotografo Berengo Gardin in occasione della mostra del 1985 “Nuraghi a Milano”. La successiva tappa, nel 2016, sarà la Svizzera, presso l’Istituto di Archeologia dell’Università di Zurigo. I sapienti architetti, gli abilissimi metallurghi, i navigatori intraprendenti della nostra protostoria, tornano a solcare il mare insidioso e a raggiungere terre lontane, Modello di nuraghe monotorre. Su Nuraxi, Barumini (Medio Campidano). Prima età del Ferro. ancora una volta alla ricerca di dialogo e di fruttuosi scambi. Lo dobbiamo a istituzioni sensibili che, a prescindere dai doveri di tutela del patrimonio, dimostrano di sapere quanto il passato sia vicino al presente e quanto ancora i Sardi vogliano trarre forza dai miti e dagli splendori di una civiltà che ebbe il suo apogeo nell’età del bronzo. Non appaia stravagante, è una lucida riflessione, non avrebbe altrimenti senso l’intera vita dello studioso cui è dedicata la mostra, a partire da quella lontana scoperta in una piccola collina della Marmilla, rivelatasi straordinaria. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 37 Uno scrigno prezioso di opere d’arte Il Museo diocesano di Cagliari Lucia Baire beni culturali, qualsiasi sia la loro provenienza geografica e la memoria storica, sono sempre insostituibili testimonianze della vicenda esistenziale dell’uomo, raccontano il suo passato e presagiscono il suo futuro. In quanto tali sono l’emblema della complessa realtà politica e religiosa, culturale e etica, in cui sono stati prodotti. E nessuno può negare che in Italia l’arte annovera tra il suo più consistente patrimonio quello caratterizzato dai manufatti artistici di ambito sacro, realizzati da abili mani per esigenze collettive e individuali di fede e culto. Questa incommensurabile e inestimabile ricchezza spesso non trova spazio per esprimersi all’interno di una parrocchia, sia essa la Chiesa di un piccolo comune o il Duomo di un capoluogo, la casa di un privato o un I Trittico di Clemente VII. edificio costruito per la comunità. Chiusi fra le mura di ambienti adibiti ad altri usi e funzioni, i tesori “sacri” rivendicano la loro funzione primordiale di evangelizzazione attraverso l’arte. E soltanto un museo come quello diocesano può svolgere questo ruolo indispensabile per la collettività custodendo, tutelando e promuovendo le testimonianze di arte sacra e di fede di un territorio. Per questo nel 2000 con i fondi del Giubileo, la Diocesi di Cagliari scelse di ristrutturare gli stabili adiacenti al complesso monumentale della Cattedrale per accogliere, come in uno scrigno, il Museo diocesano, ufficialmente eretto con un decreto arcivescovile nel dicembre del 2003, e inaugurato il 28 maggio del 2004. Da allora si sono alternate nei quattro livelli, di cui uno sotto il livello stradale, de- 38 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 dicati alle esposizioni, diverse e prestigiose mostre temporanee che hanno fatto da cornice all’esposizione permanente del “Tesoro della Cattedrale”, ma non è mutato il senso e il significato del “laboratorio Museo” come luogo di scambio e di incontro in cui si vuole creare una relazione continua con il territorio in cui insiste. L’intento di questa Istituzione non è quello, o non è soltanto quello, di far conoscere gli oggetti antichi e preziosi, diversi per stili e forme artistiche, ma di essere un luogo di condivisione dove il visitatore che entra è chiamato a vivere un’esperienza emotiva e spirituale sempre diversa e nuova che possa in qualche modo arricchire il suo modo di essere. In linea con quanto scrisse Giovanni Paolo II nella sua Lettera agli artisti: «Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell’arte. Essa deve infatti rendere percettibile e, anzi, per quanto possibile, affascinante il mondo dello spirito, dell’invisibile, di Dio». Dipinti, argenti, tessuti sono il valore aggiunto di quell’involucro architettonico valoroso e valorizzante del quartiere alto di Castello. È un contenitore architettonico che parla da sé per storia e posizione che sa accogliere prima ancora che mostrare. Basta entrare nella cosiddetta Sala del Tesoro. Risulta adiacente alla chiesa e la sua parete longitudinale corrisponde alla parete romanica del transetto Sud della Cattedrale. La copertura della sala del Tesoro è a volta a crociera con gemma pendula. In essa sono custoditi alcuni pezzi importantissimi e cari ai cagliaritani, quale il Trittico di Clemente VII, asportato durante il sacco di Roma dalla camera da letto del Papa Clemente VII e donato dallo stesso Pontefice alla Chiesa di Cagliari, insieme alla Sacra Spina, arrivati in città in seguito a diverse peripezie. L’opera del trittico tanto caro alla memoria storica dei cagliaritani, di recente è stato esposto alla Scuderie del Quirinale tra i capolavori delle Fiandre provenienti da tutto il mondo. Ma il Museo del Duomo custodisce anche un unicum nel patrimonio tessile nazionale ed internazionale, il parato cosiddetto di Sant’Agostino, costituito da una pianeta, una dalmatica e una tonacella in taffettà di seta, proveniente dal nord-Africa e databile al X e XI secolo, arricchito con inserti di manifattura cinese di epoca Tang (secc. VII-X). La leggenda narra che questi tessuti avvolsero il feretro del Dottore della Chiesa Agostino traslati da Ippona a Cagliari nel V secolo, ma recenti studi escludono questa ipotesi, senza peraltro sminuire il valore storico e religioso delle stoffe. Le opere d’arte, a qualunque momento o territorio appartengano, sono sempre eccezionali e insostituibili documenti della storia dell’uomo: così il magnifico Crocione d’argento della fine del Quattrocento, capolavoro di un argentiere cagliaritano esposto nella Sala del Tesoro, racconta le storie dell’Antico Testamento incise con il bulino sulla lastra d’argento e testimonia la grande fede dei Vescovi cagliaritani che lo portarono in processione per quasi cinque secoli. Nel Museo del Duomo gli oggetti sacri, indispensabile corredo di suppellettile ecclesiastica di ogni luogo di culto utilizzati ancora oggi per poter celebrare i riti della Chiesa cristiana nei diversi periodi dell’anno, sono di rara bellezza. Se le opere più antiche risalgono al XV secolo, sono numerose e preziose anche quelle del Cinquecento e del Seicento, fino a quelle barocche del Settecento, di provenienza per lo più genovese o romana. È doveroso ricordare il gruppo scultoreo del Compianto sul Cristo morto, opera di ambito spagnolo del XV secolo, e il Retablo dei Beneficiati, pala d’altare degli inizi del XVI secolo, dipinta probabilmente da artisti di giugno 2015 — San Cristoforo con il Bambino – statua lignea fine ’500. Rotary Club Cagliari 39 40 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 San Cristoforo con il Bambino (particolare) – statua lignea fine ’500. scuola michelangiolesca e raffaellesca. Risale invece ai primi anni dell’Ottocento, il bellissimo ostensorio neoclassico (realizzato dall’orafo francese Charles Cahier) donato nel 1818 dal Re di Francia Luigi XVIII alla Cattedrale di Cagliari in ricordo di sua moglie Maria Giuseppina di Savoia, morta a Londra, ma sepolta nella cripta della Primaziale sarda. Di recente, infine, il Museo ha acquisito una bellissima e colossale statua raffigurante San Cristoforo con il Bambino, della fine del Cinquecento, proveniente dalla chiesetta cagliaritana di San Cesello: un’opera restaurata e in parte ancora da studiare che potrebbe raccontare un altro capitolo importante della storia religiosa della Diocesi sarda, recuperata e donata al Museo dalle Adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, meglio conosciute come Sacramentine. L’attività prevalente del Museo riguarda la conservazione e la fruizione dei manufatti esposti, ma non si è limitato ad essere solo un contenitore, seppure ricco di architettura e di storia. Ci si adopera con la promozione di tutte le sue peculiarità e possibili potenzialità per renderlo, attraverso attività consone, un vivaio culturale per la città. Un instancabile lavorio di tanti con diverse competenze con l’obiettivo primario di rendere un servizio a chiunque, a qualsiasi visitatore colto o meno, vi entri perché possa andare via contento di averlo visitato. L’occasione di questo piccolo contributo all’operosità del Rotary Club di Cagliari, attraverso la loro interessante rivista, mi è gradita per l’aspetto della comunicazione e della collaborazione e, ancor di più, per esprimere sentimenti di gratitudine al Presidente e a tutti gli amici del Club che hanno aderito ad una Serata Culturale promossa dal Museo all’insegna dell’arte, della fede e della cultura scegliendo di trascorrere con me e con i volontari del Museo un graditissimo momento di condivisione e di scambio. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 41 La terribile malattia temuta dai naviganti Scorbuto: la malattia del mare Angelo Deplano – Giovanni Barrocu a una pubblicazione di Cecilia Tasca e Mariangela Repetti riguardante la storia dell’ospedale di Sant’Antonio Abate, ubicato nell’antico quartiere cagliaritano di Lapòla, abbiamo appreso che: «Il Sant’Antonio ebbe così una nuova organizzazione, fissata nel Regolamento del 18 ottobre 1776...: da questo momento fu decretato che tutti i poveri potevano esser ricoverati nella struttura ad eccezione dei portatori di malattie contagiose e gli incurabili, ovvero gli scorbutici, i tisici, gli scrofolosi, i rachitici, gli epilettici, gli scabbiosi, gli ostrutti senza febbre, i podagrosi e i posseduti da stillicidio inveterato o d’altri mali abituali...». D Quindi in Sardegna, nel 1776, si riteneva che lo scorbuto fosse una malattia incurabile. Incuriositi, abbiamo deciso di approfondire l’argomento. Lo scorbuto è caratterizzato da cachessia, da manifestazioni emorragico-ulcerose che interessano le gengive, la cute e le mucose, nonché da emorragie degli organi interni. In ogni tempo è stato principalmente ritenuto una malattia del mare, ma in certe condizioni fu osservato anche nella terraferma. Il termine, in latino scientifico scorbutus, in francese scorbut, in inglese scurvy, in tedesco scorbut, in spagnolo escorbuto, deriverebbe dall’olandese scheurbuik, proveniente dall’antico scandinavo skyr-bjugy, ede- Fig. 1 – Drakkar vichinga dal 350 a.C. al Medioevo). 42 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 ma causato da una alimentazione basata sul latte cagliato e protratta nel tempo. La derivazione dall’antico scandinavo e dall’olandese potrebbe derivare dal fatto che questa malattia era diffusa fra i navigatori vichinghi e successivamente fra gli olandesi, che ne erano stati colpiti quando avevano dato inizio alle lunghe navigazioni (Figura 1). Lo scorbuto fu descritto nel 1541 dal medico olandese Echtius, il quale ritenne che la malattia fosse infettiva. I suoi sintomi sono fondamentalmente di tipo emorragico e riguardano principalmente le mucose, la cute e il sistema osseo; l’esposizione al freddo e all’umido, la fatica, la mancanza di sonno aumentano l’incidenza e la gravità del morbo. I prodromi dello scorbuto sono frequentemente la debilitazione e l’astenia, seguite dal rammollimento e dal sanguinamento dalle gengive; in un secondo tempo la mucosa gengivale si può ulcerare per infezioni secondarie. Non sono infrequenti cadute dei denti ed epistassi. Seguono emorragie nel tessuto sottocutaneo, dalle quali hanno origine ecchimosi localizzate generalmente sulla cute dei ginocchi, ma in corrispondenza degli arti inferiori si possono rilevare petecchie e, nei casi più gravi, lesioni cutanee di dimensioni variabili (Fig. 2-3). Talvolta sono stati osservati edemi e rigidità degli arti inferiori e di quelli superiori, e possono presentarsi affezioni in corrispondenza dell’apparato digerente, causate da emorragie. Le alterazioni più caratteristiche e peculiari dello scorbuto si rilevano nelle ossa, soprattutto in quelle in cui l’accrescimento in lunghezza è più rapido, come in corrispondenza dell’epifisi distale del femore, dell’estremità prossimale dell’omero, ecc. Le prime alterazioni compaiono in corrispondenza delle cartilagini di coniugazione: alla periferia le colonne cellulari non dimostrano più la disposizione all’allineamento parallelo e formano ammassi irregolari; l’accrescimento delle cellule cartilaginee si arresta; la matrice calcificata non dimostra la tendenza alla trasformazione in osso normale per riduzione dell’attività osteoblastica; nel frattempo si inizia il riassorbimento del tessuto osseo metafisario che in qualche punto è sostituito dal tessuto fibroso. Ha così origine l’osteoporosi, che interessa l’osso in tutta la sua larghezza e può causare infrazioni e fratture incomplete e complete. Nei bambini si manifestano ritardi nell’accrescimento corporeo (Figura 4). Inoltre sono descritte crisi di malumore e addirittura sintomi di encefalite o di meningite e anche segni di sofferenza dei tronchi nervosi periferici, sempre in rapporto a emorragie. Fig. 2 – Ecchimosi causate da emorragie del tessuto sottocutaneo. Fig. 3 – Pagina dal giornale di bordo di Henry Walsh Mahon, che mostra vistose lesioni cutanee da scorbuto agli arti inferiori, riscontrate durante la sua permanenza nella HM Convict Ship Barrosa, adibita al trasporto di carcerati negli anni 1841-42. giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 43 Fig. 4 – Scorbuto: il tessuto osseo è impoverito, a vantaggio di quello fibroso. L’accrescimento corporeo è ritardato. Fig. 5 – Antica nave egizia, dalla tomba di Hatscepsut (1500 a.C.). I casi più gravi si concludono con la morte, che avviene solitamente per infezioni acute come le polmoniti. I sintomi di una malattia frequente tra i marinai e che potrebbe essere lo scorbuto sono stati descritti dagli Egizi nel papiro Ebers del 1550 a.C. (Figura 5). Anche Ippocrate, nel 400 a.C., scrisse che i soggetti affetti da una malattia oggi identificabile come scorbuto lamentavano alito fetido, gengive molli, sanguinanti ed epistassi. affetti dal morbo fu particolarmente elevato, e con altissime mortalità. Nel XV secolo i Portoghesi, colpiti dallo scorbuto, lo chiamarono “malattia di Luanda”. Durante i viaggi di Cristoforo Colombo alcuni suoi marinai portoghesi, gravemente affetti dalla malattia, chiesero di essere sbarcati in una vicina isola piuttosto che morire a bordo e finire in pasto ai pesci (Figura 6). Lasciati nell’isola, si nutrirono soprattutto di frutta fresca e verdure e con loro grande meraviglia incominciarono a riprendersi. Quando le navi di Colombo ripassarono al largo di quell’isola alcuni mesi dopo, gli equipaggi furono sorpresi nel vederli agitare da terra segni di saluto e poi nel ritrovarli del tutto guariti. L’isola fu perciò denominata Curacao, proprio in ricordo della cura che aveva guarito i marinai. Ancora nel 1499, l’esploratore portoghese Dom Vasco da Gama (1469/1524) perse a causa dello scorbuto 116 marinai del suo equipaggio di 170; nel 1520 a un altro famoso esploratore portoghese, Ferdinando Magellano (1480/1521), lo stesso morbo uccise ben 208 uomini su 230. Nel 1540 il francese Jacques Cartier apprese dai nativi del Canada meridionale un rimedio consistente in un infuso di aghi di pino, che sarebbe stato in qualche modo efficace contro lo scorbuto. La prima citazione inglese della malattia si trova nell’Oxford English Dictionary del 1565. È assolutamente impossibile stabilire quanti morti abbia causato il morbo, ma l’ammiraglio inglese Sir John Hawkins (1490-1554) stimò che nel periodo elisabettiano esso avesse Altre descrizioni della malattia risalgono all’epoca delle crociate, intorno al XIII secolo, ma gravi manifestazioni si ebbero soprattutto nel periodo delle grandi scoperte geografiche in occasione dei viaggi transoceanici che si svolsero a partire dal XV secolo, durante i quali il numero degli uomini 44 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Fig. 6 – Cristoforo Colombo sulla tolda della sua nave. Fig. 7 – Vascello olandese in arrivo a Table Bay, Città del Capo. causato diecimila decessi sulle sole navi inglesi. Si è stimato che fra il 1500 e il 1700 la malattia abbia sterminato circa due milioni e mezzo di marinai che avevano preso parte ai combattimenti. Lo scorbuto fu la malattia del mare, ma non solo. Tra il XVI e il XIX secolo vennero segnalate anche grandi epidemie terrestri nelle popolazioni a più basso tenore di vita in Russia, Germania, America del nord, Francia, Paesi Scandinavi, Inghilterra, Algeria. Fra le più recenti notevoli manifestazioni di scorbuto si annoverano quelle avvenute durante la seconda metà del secolo XIX tra i lattanti alimentati artificialmente, quando si sostituì il latte bollito al latte fresco (malattia di Möller - Barlow), nonché negli eserciti in campagna e negli assedi, come quello di Parigi nel 1870. Nel XX secolo, nonostante le conflagrazioni mondiali, la malat- tia comparve sporadicamente o con epidemie circoscritte perché ormai le conoscenze permettevano di attuare una profilassi idonea. L’osservazione che l’uso di frutta fresca faceva regredire o anche preveniva lo scorbuto aveva fatto intuire fin dall’antichità che questa malattia fosse dovuta a una carenza alimentare. Nel XVII secolo il medico svizzero Felix Plater (1536-1614) raccomandava le arance per la prevenzione e la cura dello scorbuto, tesi sostenuta nel 1674 anche dall’olandese la Boe, professore di medicina a Leyden. La prima spedizione della Compagnia delle Indie Orientali Olandesi, salpata per Giava nel 1595 con 249 uomini di equipaggio, a causa dello scorbuto rientrò in patria due anni dopo con soli 89 marinai, mentre un’altra flotta, che nel 1598 provvide a caricare a bordo succo di limone, rafano e coclearia, perse solo 15 uomini. Nel 1605 la Compagnia Britannica delle Indie Orientali inviò in Oriente una flotta di quattro navi, al comando del capitano James Lancaster imbarcato sulla Dragon. Quando la flotta arrivò al Capo di Buona Speranza, tutte le ciurme erano falcidiate dallo scorbuto tranne quella della Dragon perché il capitano Lancaster aveva avuto cura di somministrare ogni mattina tre cucchiaini di succo di limone ai marinai che avessero presentato segni iniziali di scorbuto. A seguito dell’esperienza di Lancaster, John Woodall, Chirurgo Capo della Compagnia Inglese delle Indie Orientali, nel 1636 affermò nel libro The Surgeon’s Mate che lo scorbuto poteva essere prevenuto con l’uso di vegetali freschi, limoni e arance. Nel 1652 la compagnia Olandese delle Indie orientali realizzò lo scalo di Città del Capo per le navi dirette e pro- giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 45 Fig. 8 – La nave HMS Salisbury, da 50 cannoni, 976 tonnellate e 350 marinai (1745-1761). Fig. 9 – Il dr. James Lind (1716-1794). venienti dall’Oriente, in modo che gli equipaggi potessero rifocillarsi e rifornirsi di cibi freschi per il proseguo del viaggio (Figura 7). Lo scorbuto fece molte vittime anche nelle navi della Compagnia Francese delle Indie Occidentali, come avvenne nel 1746 per la spedizione di 60 navi con 3500 uomini che tentavano di riconquistare la città di Louisbourg, nella Nuova Scozia. È comunque rilevante osservare che fino ad allora il problema era stato posto, ma era stato trattato solo pragmaticamente e senza alcuna base scientifica. Fu così fino a che lo scozzese James Lind, chirurgo nella britannica Royal Navy, decise di procedere a un accurato esperimento scientifico, nel quale mise a confronto i sei protocolli allora più accreditati per la cura dello scorbuto: dall’equipaggio della HMS Salisbury nella quale era imbarcato, selezionò dodici marinai, tutti affetti dalla malattia, e li divise in sei coppie alimentate con la stessa dieta di base, che per uno solo dei componenti di ogni coppia veniva integrata con sostanze sempre diversificate da una coppia all’altra in base a quanto suggerito da ciascuno dei sei protocolli accreditati. Solo i due soggetti che erano stati trattati con le arance e i limoni, anche se soltanto per sei giorni, essendosi consumata la quantità che poteva essere conservata, dimostrarono un rimarchevole miglioramento (Figura 8). I risultati dell’esperimento furono purtroppo ignorati, per quanto avessero dimostrato senza possibilità di dubbio la validità delle conclusioni. James Lind era entrato in marina come chirurgo navale nel 1739. All’epoca i chirurghi e i medici navali occupavano una posizione ambigua nella gerarchia della Royal Navy, ed infatti erano definiti “ufficiali civili”, fra i quali erano inclusi anche i cappellani e i maestri di scuola. I doveri del chirurgo erano quelli di visitare i malati due volte al giorno, o più volte se in gravi condizioni, e di tenere informati gli ufficiali in comando sullo stato di salute dell’equipaggio. Solitamente aiutavano il chirurgo uno o due marinai, specie nelle operazioni più cruente come le amputazioni. Il chirurgo navale aveva l’obbligo, tra l’altro, di insegnare agli ufficiali dello stato maggiore della nave l’utilizzo del laccio emostatico. James Lind conseguì la laurea in Medicina solo nel 1748 presso l’Università di Edimburgo, discutendo la tesi: De morbis venereis localibus, e nel 1750 fu eletto membro del Royal College of Physicians of Edimburgh. Lind divulgò una serie di norme igieniche atte a prevenire altre malattie allora 46 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Fig. 10 – Sir Gilbert Blane, “Medico alla Flotta” riformatore della sanità nella Royal Navy (1749-1834). Fig. 11 – I medici norvegesi Axel Holst (1860-1931) e Theodor Frølich (1870-1947), scopritori del fattore antiscorbutico. frequenti tra i marinai, causate in gran parte dai disagi inerenti il loro lavoro pericoloso e stressante. Nel 1757 pubblicò un libro intitolato An essay on the Most Effectual Means of Preserving the Healt of Seamen in the Royal Navy in cui raccomandò per primo l’adozione di misure igieniche nelle navi inglesi. Consigliò anche un’accurata visita medica alle reclute, che dovevano superare severi test clinici ed essere dotate di nuovi vestiti forniti direttamente dal governo prima di essere ammessi a bordo. Tutto ciò portò la marina inglese all’adozione di uniformi. I suoi brillanti successi gli valsero nel 1758 la nomina a medico del Royal Naval Hospital di Haslar (Figura 9). Da vero e proprio pioniere della medicina tropicale pubblicò successivamente anche un altro libro, Colloquies on the Drugs of India, la parte più importante del quale comprende alcune raccomandazioni riguardanti in particolare la malaria, per prevenire la quale intuì che fosse opportuno ormeggiare le navi in mare aperto, lontano da stagni e da acqua stagnante. L’interessamento di James Lind per le malattie veneree, trattate nella sua tesi di laurea nel 1748, non era casuale, vista la loro diffusione nelle navi dove egli aveva operato fin dal 1739. Nei porti le prostitute erano numerose, per cui erano frequentissimi i casi di queste malattie. Soltanto nel 1795 sir Gilbert Blane, anch’egli medico scozzese della Royal Navy, mise a frutto il lavoro che Lind aveva effettuato già dal 1747 per la prevenzione e la cura dello scorbuto (Figura 10). Infatti, una volta nominato “Medico alla Flotta”, Blane convinse l’Ammiragliato ad effettuare una riforma sanitaria per la quale si faceva obbligo a tutti gli uomini della Royal Navy di ingerire una razione giornaliera di succo di limone. Era inoltre prescritto che le condizioni igieniche e sanitarie dei marinai fossero migliorate. A seguito di questi provvedimenti lo scorbuto scomparve dalle navi militari britanniche. Le stesse norme furono subito dopo adottate anche dalla marina mercantile inglese e dalle altre marinerie. Poiché nelle Indie Occidentali il piccolo e verde frutto del lime, o limetta, cresceva molto meglio del limone, Gilbert Blane fece disporre che la razione di succo di limone potesse essere sostituita con succo di lime. In considerazione dei suoi meriti Gilbert Blane fu nominato medico del St. Thomas Hospital per gli anni dal 1783 al 1795 ed eletto Fellow della Royal Society dal dicembre 1784. Nominato medico del re, nel 1812 fu creato baronetto di Blanefield nella contea di Ayr a titolo di ricompensa per i servizi resi. Solo più tardi, nel secolo XX, i norvegesi Axel Holst (1860-1931) e Theodor Frølich (1870-1947), studiando lo giugno 2015 — Fig. 12 – Il biochimico ungherese Albert Szent-Györgyi, premio Nobel per la Medicina nel 1937 per la scoperta del ciclo dell’acido ascorbico e della vitamina P. scorbuto tra i marinai norvegesi delle flottiglie da pesca del nord-Atlantico, scoprirono nel succo di agrumi il fattore antiscorbutico (Figura 11). Nel 1928 il biochimico ungherese Albert SzentGyörgyi (1893-1986) trovò che il fattore antiscorbutico non è sempre in grado di guarire i fenomeni di fragilità vasale caratteristici dello scorbuto, i quali si eliminano con la citrina, detta vitamina P, che egli isolò dalla paprika (Fig. 12). Nel 1937, a seguito di queste scoperte. fu insignito del premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina. Nel 1932 il chimico britannico Walter Haworth (1883-1950) determinò la struttura molecolare del fattore antiscorbutico, che denominò acido ascorbico, oggi conosciuto come vitamina C. Egli coordinò un gruppo di scienziati che ottenne l’acido ascorbico per Rotary Club Cagliari 47 via sintetica e nel 1937 gli fu assegnato il premio Nobel per la Chimica. Sebbene il nome stesso della malattia sia di provenienza olandese, l’incidenza del morbo fu, al confronto con la marineria inglese, meno frequente tra i balenieri e in genere i marinai olandesi, la cui dieta era ricca di crauti, uno dei pochi cibi che, anche salati, conservano una certa quantità di vitamina C. In precedenza la dieta dei marinai aveva avuto un contenuto calorico adeguato, che si è successivamente stimato in 4000 calorie. Si potrebbe pensare che durante le lunghe navigazioni, per ovviare allo scorbuto, fosse possibile nutrirsi anche di pesce appena pescato, ma la pesca era consentita solo quando i velieri erano fermi per assenza di vento; del resto non si sapeva nemmeno che questo alimento fosse ricco di vitamine. CONCLUSIONI el 1776 in Sardegna, o almeno nel Cagliaritano, gli scorbutici erano considerati tra gli incurabili perché non si conosceva la causa della malattia e comunque perché, a causa delle difficoltà nelle comunicazioni, non si era ancora venuti a conoscenza dei rimedi utili per combattere con successo lo scorbuto, mentre una flotta olandese li aveva già posti in atto già dal 1598. Le difficoltà nelle comunicazioni nascevano non solo da eventuali venti contrari, che potevano rendere impossibile la navigazione dei velieri per mesi, ma anche dal fatto che le principali nazioni marinare erano in concorrenza commerciale e spesso in guerra tra loro. Si spiega così perché gli olandesi non avessero diffuso le notizie relative ai successi ottenuti nella cura dello scorbuto. È comunque opportuno osservare che, pur essendo stata l’ultima ad apprendere come affrontare lo scorbuto, la Gran Bretagna ebbe il merito di porre in atto le iniziative più valide contro la malattia. ■ N 48 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Un grande storico difende i nostri regni “Regno” o “Giudicato”? Francesco Cesare Casula REMESSA – Chi s’interessa di storia sarda statuale, diversa dalla tradizionale storia della Sardegna regionale, si sarà accorto, leggendo i documenti archivistici del Codex Diplomaticus Sardiniae di Pasquale Tola, fondamentale raccolta di fonti medievali sarde, che le quattro entità giuridiche sorte nell’isola intorno al Novecento della nostra Era – Càlari, Torres, Gallura, Arborèa – si qualificavano indifferentemente, fin dall’inizio, sia come “regni” sia come “giudicati” con a capo un “re” detto pure “giudice” («judex sive rex»). P ORRES – Per esempio, nel primo documento giudicale turritano del 1064 (rettificato 1065) riportato nel Codex Diplomaticus Sardinae, è detto nel protocollo: «In nomine Dei eterni, et misericors et pii, rennante domino Barasone, et nepote ejus donno Marianus, in renno qui dicitur [Logud]ore...». Nel sigillo statale è riportato «BARESONE REX» T – Per il Regno di Gallura, Pasquale Tola trascrive nel suo Codex Diplomaticus Sardiniae il primo documento che G ALLURA Stemma Giudicale di Torres – Basilica romanica di San Gavino, Porto Torres. giugno 2015 — compare alla storia nel 1162 col titolo in dualità “giudice” e “re”: «Ego iudike Gostantine de Laccon rex ki te fatho...». A rafforzare l’asserto della preferenza al titolo regale, anche qui si ha il sigillo dello Stato con la legenda: «BARUSONE REX GALLURE». – Lo stesso assunto che vuole che fin dalle origini il titolo di “re” e di “regno” conviveva con quello di “giudice” e di “giudicato”, si evidenzia pure nel primo documento calaritano del 5 maggio 1066, che inizia: «In nomine Domini nostri Jesu Christi Dei eterni. Anno ab incarnationis eius MLXVI regnante domnu nostru Torkitori rex Sardigniae in loco Call[ari]...». C ÀLARI – Infine, anche nel primo documento dell’Arborèa del 15 ottobre 1102 vi è la sinonimìa chiarificatrice tra “giudice”, “giudicessa”, e “re”, “regina”: «In nomine patris et filii dispiritu sancti, amen. Ego iudice Turbini de Lacon, protestando parte de Arborea, cum donna Anna de Zori e regina coiube mia...». La stessa equivalenza si mantiene per tutto l’arco di vita di quel Regno il quale, com’è noto, terminò nel 1420, alle soglie dell’Evo moderno. Nel proemio del codice di leggi statali, chiamato Carta de Logu, di cui l’ultima edizione giudicale è del 1392, compare: «... nos Elianora peri sa gracia de Deus juyghissa d’Arbarèe, contissa de Gociani e biscontissa de Basso, desiderando, chi sos fidelis, e sudditos nostros dessu rennu nostru d’Arbarèe...». Tant’è vero che nel ’500, quando la Carta de Logu era ancora vigente nel Regno di Sardegna succeduto al Regno di Arborea, il magistrato Girolamo Olives, famoso autore di Commentaria et glossa in Cartam de Logu, edito per la prima volta nel 1567, specificava: «Sed isti judices sardi erant reges... et plures istorum judicum sardorum se nominaverunt reges, ut patet per quamplurima documenta autenthica et antiqua...». (= «Ma questi giudici sardi erano re ... e molti di questi giudici sardi si nomina- A RBORÈA Rotary Club Cagliari 49 vano re, così come appare in moltissimi documenti autentici ed antichi...». L PROBLEMA – Il problema del titolo da dare alle quattro entità sarde medievali – “regno” o “giudicato”? – e, di conseguenza, ai loro rappresentanti: – “re” o “giudici”? – non è scientifico ma politico perché, secondo il diritto, sono giusti tutt’e due i termini. Sennonché il primo binomio – “regno” e “re” – lo capiscono tutti, e, su questo intendimento comune tutti possono ricostruire un passato intelligente, mentre il secondo – “giudicato” e “giudice” – non lo capisce nessuno, nemmeno gli storici di professione, e da tutti il “giudicato” viene inteso come una sorta di territorio tribale irrequieto con a capo un magistrato giudicante che amministra severamente la giustizia. Tutto questo nasce dal fatto che nessuno studioso di storia locale, ignaro del Diritto, ha mai detto con chiarezza cos’erano, istituzionalmente, le entità sarde medievali e, a seguire, i loro governanti. Solo un cultore oristanese (di Solarussa), Felice Cherchi Paba, nel 1963 paragonò i cosiddetti “giudicati” sardi a governatorati subordinati alla Chiesa, mentre il francese Marc Bloch, famoso teorico del Les annales, nel suo libro La société féodale, edito a Parigi nel 1949, a pagina 456 li ridusse al rango di chefferies rurales, distretti rurali simili ai clun dell’Africa precoloniale. A rincarare la dose, un suo solerte seguace, Emmanuel Le Roi Ladurie, qualche decennio dopo li commisurò alle comunità maore della Papuasia (bêtises che si commentano da sole). I 50 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 A “DOTTRINA DELLA STATUALITÀ” – Ebbene, “regno” e “giudicato” sono due dei tanti titoli con cui s’identifica uno Stato. Ma cos’è precisamente uno Stato? La prima definizione di Stato la diede nel 1513 Nicolò Machiavelli, funzionario della Repubblica di Firenze: «... una comunità politica sorta per regolare globalmente la vita sociale di uno o più popoli stabilmente stanziati sopra un territorio», sebbene il concetto di Stato, pur se non formulato, preesistesse al Machiavelli stesso, così come la gravità della terra preesisteva alla legge di Newton del 1686. Secondo il Diritto costituzionale, lo Stato di ieri e di oggi, nella sua essenza elementare, è un’entità giuridica composta da uno o più popoli stanziati stabilmente in un territorio e legati fra loro da un vincolo giuridico originario. Lo Stato, da non confondere con la Nazione, nasce in un preciso momento con una dichiarazione esplicita o un atto implicito, allorquando un’autorità qualsiasi, col consenso spontaneo o forzato del popolo di un certo territorio, cambia la propria condizione giuridica da derivata in originaria e gli strumenti di governo (sigilli, insegne, monete, formulari cancellereschi, ecc.) da subordinati in assoluti o li crea ex novo. Al contrario, uno Stato termina quando, per amore o per forza, i suoi strumenti di governo cambiano da assoluti in subordinati, e muta di condizione giuridica diventando esso un’entità derivata. Uno Stato può essere sovrano o non sovrano: è sovrano se non riconosce nessun’altro Stato al di sopra di sé (principio del non recognoscens superiorem, chiamato anche sovranità-potestas); non è sovrano se dipende – istituzionalmente, non politicamente – da qualche altro Stato. Inoltre, lo Stato può essere perfetto o imperfetto. È perfetto se è fornito di summa potestas, cioè della facoltà di stipulare trat- L tati internazionali; è imperfetto se non ha, di per sé, questa potestà. Infine, lo Stato – oggidì – è sempre superindividuale (o subiettivo), in quanto non appartiene a nessuno se non al popolo che lo conforma. Nel Medioevo, invece, lo Stato era spesso patrimoniale, di proprietà del sovrano che ne disponeva a piacere. A SPIEGAZIONE DEL PROBLEMA E LE SUE CON- L SEGUENZE – Ed eccoci arrivati al punto cruciale, quello che spiega il nostro problema. Per identificare uno Stato in mezzo agli altri, si ricorre all’osservazione dei suoi attributi di personalità, fra i quali, i più notevoli, sono: il titolo e il nome (seguono, meno importanti: lo stemma, la bandiera, le divise militari, ecc.). In quest’ambito, in particolare si rileva che nell’Occidente cristiano (ma anche nel resto del mondo) il titolo classifica le entità statuali in: regno o repubblica, secondo se la carica rappresentativa è temporanea oppure irrevocabile. Va da sé che i nostri “giudicati” sono da considerarsi “regni” essendo la carica dei loro rappresentanti non temporanea ma irrevocabile. Quindi, il termine “giudicato”, incomprensibile per un continentale, non è altro che il titolo indicativo di uno Stato-regno retto da un governante continuo nel tempo che, per ragioni storiche, si chiamava iudex, judike, giudice ma che, istituzionalmente, era a tutti gli effetti, un re. E i sardi d’allora lo sapevano, e specificavano: judex sive rex. Oggi, per insipienza o per autocolonialismo culturale, tendiamo al ribasso e, fra le due locuzioni statuali – giudice o re –, preferiamo quella oscura giudicale, meno esplicita, locale e fuorviante. E, così, restiamo fuori dalla storia nazionale ed internazionale; ma anche dall’immaginario collettivo, culturale e sociale. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 51 Padre Morittu ringrazia il Rotary Inaugurazione della nuova falegnameria a S’Aspru Salvatore Fozzi omenica 10 maggio, a conclusione del progetto “Operazione S’Aspru per Padre Morittu”, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova falegnameria della comunità, alla presenza del Governatore del Distretto, Carlo Noto La Diega, del PDG Piergiorgio Poddighe, Governatore nell’anno 2013-2014 durante il quale ha avuto inizio il progetto. Erano inoltre presenti i Presidenti o loro rappresentanti di quasi tutti i club della Sardegna che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa benefica. La giornata ha avuto inizio con la celebrazione della Santa Messa nella mistica cornice della Basilica di San Pietro di Sorres che tra l’altro festeggia quest’anno il 950° anniversario della presenza dei monaci Benedettini Cassinesi in Sardegna. La Messa, concelebrata da Padre Salvatore insieme all’Abate e a diversi confratelli che hanno accompagnato il rito con suggestivi canti gregoriani, ha trasmesso a tutti i partecipanti una sensazione di gioia, di serenità e di fede religiosa quasi D monastica. Nella toccante e profonda omelia Padre Morittu ha parlato di amore, amicizia e solidarietà mettendo in evidenza i principî che sono gli stessi su cui si fonda il nostro Rotary. Al termine della celebrazione e dopo le foto di rito abbiamo raggiunto S’Aspru, che dista solo pochi chilometri dall’Abbazia, per procedere all’inaugurazione e allo scoprimento della targa ricordo sistemata all’ingresso del capannone che ospita il laboratorio, di cui riportiamo qui di seguito il testo: I Rotary Club della Sardegna, il Distretto 2080 e la Rotary Foundation hanno finanziato nell’anno rotariano 2014-2015 il progetto “Operazione S’Aspru per Padre Morittu” donando i fondi necessari alla realizzazione degli impianti elettrici e antincendio del laboratorio di falegnameria della Comunità. Subito dopo hanno preso la parola il Governatore Carlo Noto La Diega, il PDG Piergiorgio Poddighe, i Presidenti dei due club 52 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 si ragazzi, che è stato puntuale e ineccepibile. Una grande e raffinata torta, preparata da un “pasticcere” messicano che vive in comunità, decorata con gli stemmi del Rotary e della Associazione Mondo X, ha chiuso la bellissima giornata. Mi pare a questo punto utile e doveroso descrivere, seppur in maniera breve e sintetica, il progetto, promosso dal nostro club, i suoi scopi e le sue finalità, tracciando anche un breve profilo dell’Associazione Mondo X a cui è stato destinato il nostro contributo. promotori, il nostro Mario Figus e quello di Sassari Nico Pinna Parpaglia, ed il sottoscritto che ha seguito e coordinato tutto il progetto sin dall’inizio. I relatori hanno sottolineato la valenza del progetto, gli scopi e la finalità rotariana per i quali è stato concesso il contributo, mentre padre Morittu ha ringraziato il Rotary per questo prezioso dono. Al termine della cerimonia di inaugurazione ci siamo spostati nel grande salone della comunità dove ha avuto luogo la conviviale tutta “rotariana” che ha visto la partecipazione di oltre 180 persone tra soci e loro consorti. Il variegato e abbondante menu, interamente preparato dai ragazzi della comunità con i prodotti del loro lavoro, tra cui un fantastico arrosto di maiale (180 Kg) nato e allevato nell’azienda di S’Aspru e arrostito intero su un gigantesco girarrosto, è stato apprezzato da tutti così come il servizio, svolto degli stes- L’Associazione Mondo X – Sardegna ONLUS è una associazione di volontariato fondata nel 1980 da Padre Salvatore Morittu come iniziativa dei Frati Minori di Sardegna. Opera nel campo dell’emarginazione, in particolare a favore delle persone affette da ogni forma di dipendenza e dei malati di AIDS. Si regge sul volontariato e si finanzia essenzialmente attraverso proprie attività lavorative artigianali, agricole, zootecniche e liberi contributi di privati e di enti del privato sociale. Alla base dell’attività dell’Associazione nel campo delle dipendenze è la convinzione che la dipendenza non sia una malattia curabile in modo esclusivamente o prevalentemente farmacologico, ma piuttosto una “congestione esistenziale” che richiede una trasformazione giugno 2015 — radicale della qualità della vita. Conseguentemente a questa impostazione, le strutture realizzate dalla Associazione si configurano essenzialmente come comunità di vita, il cui valore terapeutico è implicito nella realtà complessiva del contesto, piuttosto che realizzato attraverso singoli interventi specialistici. L’Associazione Mondo X – Sardegna si avvale, per le sue attività, prevalentemente di personale volontario, affiancato da una non trascurabile presenza di specialisti convenzionati (Psichiatri, Psicologi, ecc.) e operatori con diversa qualifica, tra cui Educatori, Psicologi, Infermieri Professionali, Operatori di Comunità e Operatori tecnici; ha sedi operative a Cagliari, come Centro di Accoglienza San Mauro e Centro Studi, a Sassari con la Casa famiglia per malati di AIDS e Centro di Accoglienza ed infine a Siligo con la Comunità S’Aspru. Proprio per quest’ultima struttura residenziale, che si propone di realizzare percorsi Rotary Club Cagliari 53 di recupero psico-sociale attraverso la formazione di sé, il lavoro e la cultura, il nostro Club promotore ha ricevuto da Padre Morittu una richiesta d’aiuto, alla quale ha prontamente risposto coinvolgendo il Distretto e tutti i Rotary Club della Sardegna. La Comunità terapeutica di S’Aspru (Siligo – SS) creata dalla Associazione Mondo X – Sardegna nel 1982, ha una capienza di 40 persone e dispone di struttura abitativa, strutture per l’allevamento ovino, bovino e suino e di 40 ettari di terreno pascolativo e 8 ettari di oliveti. In seguito a una profonda riflessione da parte della Associazione sul progetto terapeutico realizzato presso la Comunità rispetto alle esigenze dei nuovi utenti sia nel momento del recupero che del reinserimento sociale, si è evidenziata la necessità di diversificare le attività ergo terapiche, in precedenza concentrate sull’allevamento, sugli oliveti e sulle coltivazioni. È stato così realizzato un capannone di circa 500 mq, opportunamente diviso in due 54 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 parti, da destinare a due laboratori artigianali: uno di falegnameria e uno di metallo tecnica. La necessità più urgente per la comunità era quella di avviare il laboratorio di falegnameria che avrebbe permesso: • di far lavorare (sempre in funzione ergoterapica) utenti con condizioni fisiche non compatibili con i lavori in aperta campagna; • di poterli tenere occupati anche nei giorni in cui le condizioni meteorologiche non permettono i lavori all’aperto; • di sviluppare delle competenze più coerenti con le loro capacità; • di acquisire competenze più spendibili nel mondo del lavoro dopo l’uscita dalla Comunità. La falegnameria prevede tre settori: il settore per la lavorazione di tutta la filiera del nuovo (mobili, infissi, ecc.); il settore per l’oggettistica (intaglio e intarsio); e il settore della verniciatura. Restavano però da realizzare l’impianto elettrico e l’impianto anti-incendio. È a questo punto che ho ricevuto una richiesta di aiuto da Padre Morittu, richiesta che ho trasmesso subito all’amico Francesco Birocchi, in quell’anno presidente del Club, che con entusiasmo e spirito di servizio ha aderito all’iniziativa, così come fece Giommaria Pinna, allora Presidente del Rotary Club Sassari, che ha tra l’altro assiduamente collaborato con me durante l’evolversi del progetto. Questo importante progetto di sovvenzione distrettuale denominato “Operazione S’Aspru per Padre Morittu” si è felicemente concluso nell’anno rotariano 2014- 2015 sotto la presidenza di Mario Figus per il nostro club e Nico Pinna Parpaglia per quello di Sassari (i due club più antichi della Sardegna), dimostrando ancora una volta che quando vi è collaborazione e continuità tra presidenti e direttivi dei club può essere realizzato qualsiasi tipo di progetto, anche di rilevante entità ed impegno. La cifra raccolta è stata di 24.500,00 euro, che abbiamo già versato a Padre Salvatore e che ha permesso la realizzazione degli impianti elettrici e di quello antincendio della falegnameria. Tutti i lavori sono stati seguiti dal punto di vista tecnico nella varie fasi dall’ingegner Marco Slavik, PP RC Iglesias, che desidero ringraziare vivamente per l’importante contributo operativo dato sino alla definizione e al collaudo dell’opera. Ancora una volta il Rotary ha compiuto una rilevante azione di solidarietà e di servizio a sostegno della comunità locale, azione che ha visto protagonista il nostro club su iniziativa del quale il progetto ha potuto coinvolgere tutti i club sardi. Concludo ricordando che a sostegno delle opere di Padre Morittu, nostro socio onorario, è possibile destinare il 5 per mille all’Associazione Mondo X Sardegna inserendo il Codice Fiscale dell’Associazione 92011890925 e apponendo la propria firma nell’apposito riquadro del modello della dichiarazione dei redditi. Padre Morittu ve ne sarà grato. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 55 Un’iniziativa che fa onore al nostro Club Rivive l’Archeotour Marcello Marchi e lo scorrere della storia può simboleggiarsi con una clessidra, deve dirsi che il letargo dell’Archeotour, durato sette anni, appare come il fluire di un granello di sabbia a fronte della enorme massa calata nel vaso inferiore a segnare il lunghissimo sonno delle statue, dell’età nuragica, “i Giganti di Pietra”, scoperte nell’ultimo quarto del secolo scorso che, ora, restaurate con sapiente e laborioso impegno, fanno mostra di sé incidendo profondamente nella ricostruzione dello sviluppo della civiltà mediterranea. Proprio tale scoperta, ed il desiderio di portarne a conoscenza anche i non-sardi, ha determinato Presidente, Direttivo e Club nel suo complesso a riprendere la splendida iniziativa che era stata interrotta. S La presente nota, per ragioni di compilazione della rivista e per esigenze tipografiche, deve precedere l’evento che, prossimo e futuro, sarà già passato al momento della pubblicazione e quindi della lettura del periodico, ovviamente con l’esplicito impegno di darne dettagliato racconto nel numero di nuova edizione. Pur nella sintesi di questo scritto, informandone così i nuovi soci, occorre riferire che Salvatore Campus, uno dei soci benemeriti del Club, con grande esperienza, anche politica, di turismo, ebbe l’idea di organizzare un tour che richiamasse rotariani di tutta Italia per ammirare Cagliari, i tesori archeologici della città e del sud della Sardegna – poi dell’intera isola – evitando in tal modo di ridurla Cagliari dallo stagno di Molentargius con i fenicotteri (da Wikimedia Commons). 56 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 ad esclusiva meta di vacanze estive marittime. L’idea piacque al direttivo, Luigi Figus, padre di Mario, ne era presidente e Antonio Romagnino incoming e fu proprio lui, l’anno successivo, assunta la presidenza, a realizzare l’iniziativa. Chi scrive, consigliere in entrambi i direttivi, partecipò da allora, a tutti gli Archeotour che, con vari intervalli, vennero svolti. Il nome venne dato da un socio, non più tra i vivi, sempre ricordato con tanto rimpianto, Achille Sirchia, che si adoperò, sino alla scomparsa, per la buona riuscita del viaggio culturale: con lui si impegnò intensamente altro socio tanto amato, Franco Spina che, da anni, per condizioni di salute non è in grado di frequentare il Club di cui continua a far parte. Con loro hanno operato tanti altri (a redigere un elenco completo si rischiano involontarie omissioni) tra cui possiamo ricordare Tonio Cocco, Luigi Cimino, Angelo Berio, Paolo Piccaluga e, fra i presenti, Beppe Cascìu, Ninni Cabras, Sandro Palmieri, Michele Rossetti, lo stesso Mario Figus, Margherita Mugoni Contini, Caterina Lilliu, e molti ancora che, se pur non citati, sono affettuosamente ricordati soprattutto da quanti, soci di altri club, sono stati partecipi del tour: partecipi felici ed entusiasti; decine e decine di lettere di elogio ci sono pervenute, specie da chi, avuta la gioia di godere una volta il nostro giro, ha voluto ripeterlo nelle nuove edizioni. Miniere dismesse a Montevecchio (da Wikimedia Commons). Da molti ci è stata posta la domanda sul “segreto” di una riuscita così felice: la risposta è assolutamente in linea con la nostra associazione: abbiamo operato con spirito rotariano. Non è una formula di rito. Abbiamo sempre agito accogliendo i partecipanti come se ciascuno, al di là dell’appartenenza al Rotary, fosse un vero amico, un ospite personale al quale mostrare alcuni aspetti della nostra terra nella luce migliore. Ecco perché non si è fatto ricorso ad agenzie specializzate che avrebbero messo ai margini quella accoglienza diretta e personale che vogliamo informi il rapporto tra nostri soci organizzatori e Club, con gli ospiti bene attesi. Ancora, altro apporto al successo è stato dato dalla ricerca costante di eminenti specialisti di quanto veniva mostrato ed illustrato, anche qui ricorrendo a contatti personali con gli studiosi, impegnandoli a prestare il loro impegno culturale al di là delle prestazioni che guide scelte da agenzie avrebbero saputo svolgere. Infine, ma non ultimo, uno sforzo a trovare soluzioni che, a parità e spesso a superiorità di quanto offerto sul piano logistico, contenessero il costo di un tour in limiti finanziari inferiori agli importi normalmente richiesti per simili esigenze. Siamo certi che anche quest’anno l’esito sarà felice. Come appare dal titolo e, dettagliatamente dal programma, la pietra è il punto focale del giro. Tombe neolitiche, menhir, nuraghi, Giganti di pietra, siti archeologici fenicio-punici, romani e, procedendo nei secoli, chiese paleo-cristiane, romaniche, torri medioevali, mura cinquecentesche, strutture minerarie, naturalmente nel contesto di un ambiente che, tenuto conto del periodo finale della primavera, mostrerà tutto il suo splendore. In perfetta linea con il programma vi sarà una serata tra le pietre che suonano del nostro amico Pinuccio Sciola, fa- giugno 2015 — Rotary Club Cagliari Pinuccio Sciola e le sue “pietre”. moso artista noto in tutto il mondo, che, come ci dirà con la passione che lo anima, ritiene che la pietra, ancor oggi, sia un elemento indispensabile alla società. Nel programma sono esposti in modo dettagliato tutti gli aspetti del tour che si svolgerà dal 30 maggio al 5 giugno: siti archeologici, musei, giri in città, spostamenti, folklore, e soste gastronomiche rese più piacevoli dagli ottimi vini sardi che colmeranno i calici. Molti soci del Club, pur non diretti organizzatori, contribuiranno a rendere ancor più lieto l’evento ed a rafforzare il vincolo di amicizia. Così il Cavaliere del Lavoro, Franco Argiolas, ci ospiterà nella sua Cantina di Serdiana, ben nota per l’eccellenza dei prodotti. La imprenditrice Paola Giuntelli ci accoglierà per una cena nello stupendo giardino pensile sulle mura cinquecentesche della città, mostrandoci il meraviglioso panorama di Cagliari notturna, familiare a lei ed al marito, prof. Michele Pietrangeli, proprietari della bellissima casa che gode di esso. Pinuccio Sciola trarrà dalle favolose pietre da lui scolpite i suoni che in esse vivono trasportandoci, al calar del sole, in un magico mondo di antiche eterne memorie. Come già detto, illustri studiosi saranno dotti e piacevoli maestri nei vari momenti; non possiamo ora ricordarli tutti, solo indicarli in parte: l’avvocato Antonello Angioni esperto della storia della città, gli archeologhi e storici dell’arte prof.ri Caterina Lilliu, Margherita Mugoni Contini, Lucia Siddi, Alfonso Stiglitz, Emina Usai, gli ingegneri Maurizio Boaretto e Mario Figus, profondi conoscitori del mondo delle miniere. La nota non può chiudersi senza un riconoscimento ed un plauso a Ninni Cabras che, pur non disconoscendo la collaborazione di alcuni, è stato il vero factotum del progetto 57 e soprattutto della sua traduzione in eventi concreti, battendosi contro tanti ostacoli e superandoli con sagacia, intelligenza e fortissimo impegno cominciando dal problema della sistemazione di quanti intendevano iscriversi al tour. La temporanea chiusura per lavori dell’albergo che prima ci accoglieva in gran numero e la indisponibilità (o l’eccessivo onere finanziario di altri) lo ha costretto a restringere il numero ricorrendo ad un ottimo albergo, nel cuore della città, recentemente restaurato con mobili antichi, o di epoca, con eccellente servizio e cucina di alto livello. Purtroppo i posti sono solo 54, così ha dovuto, a malincuore, respingere molti aspiranti al tour. I contatti per i trasporti, per gli ingressi, anche con aperture straordinarie, nei vari siti o musei da visitare; gli accordi con gli esercenti i ristoranti, il giro di numerosissime comunicazioni, prima per raccogliere le adesioni, poi per accoglierle ed anche per opporre, raggiunto il pieno, cortese rifiuto, il coinvolgimento di altri soci, sono fra i tanti problemi che Ninni ha dovuto affrontare e superare. Grazie quindi sin d’ora in attesa di un successo che sarà straordinario. ■ 58 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Una grande festa di Sport Sitting Volley Francesco Birocchi stato, innanzitutto, una grande festa di sport il primo “International Sitting Volley Tournament – Rotary Cup 2015” al Palazzetto di Cagliari domenica 22 febbraio scorso. Abbracci, strette di mano pacche sulle spalle: alla fine non c’erano più vincitori né vinti. Tutti uniti dalla gioia di aver partecipato ad un evento unico e coinvolgente. Al quadrangolare hanno partecipato la neo costituita Nazionale italiana, al suo esordio ufficiale in un torneo internazionale in vista delle paralimpiadi di Rio de Janeiro, il Brasile (vice campione del mondo), la Croazia (n. 10 nel ranking mondiale) ed una rappresentativa della Sardegna. Alla fine ha vinto il Brasile che, nella finalissima, ha battuto la Croazia in tre set. Terza l’Italia che ha superato la rappresentativa sarda. Emozione in campo, sulle gradinate ed anche fra gli organizzatori: i cinque Rotary Club dell’area cagliaritana, in partnership con la Federvolley, la FIPAV regionale, la società Cagliari Volleyball, prima e più importante realtà sarda nella pratica del Sitting Volley e la Fondazione Pietro Mennea, la società GS Sardegna, che è la seconda realtà sportiva in questo sport così particolare. Il Sitting volley è uno sport che si è affermato di recente in Italia. Deriva dalla pallavolo ed è praticato in Europa ed in particolare in Olanda dagli anni ’50 per favorire la pratica sportiva delle persone diversamente abili. Consiste nel giocare a pallavolo stando seduti sul pavimento in un campo più piccolo e con la rete più bassa. Il giocatore che tocca la palla deve stare seduto a contatto con il pavimento. La particolarità del Sitting Volley è È quella di favorire l’integrazione delle persone diversamente abili. Può essere praticato, infatti, senza distinzione, da varie categorie di diversa abilità (amputati, poliomielitici, paraplegici) e, allo stesso tempo, anche da soggetti normodotati. In Italia l’inserimento del Sitting Volley tra le discipline ufficiali paralimpiche è stato sancito con l’accordo del 15 maggio 2013 tra la Federazione Italiana Pallavolo e il Comitato Italiano Paralimpico. È uno sport che ora va affermandosi rapidamente anche nel nostro Paese. «Bisogna dare un’altra possibilità a chi l’ha persa», ha detto il ct della nazionale italiana, Romano Piaggesi, «col Sitting Volley qualsiasi barriera può essere superata: da seduti siamo tutti uguali». «Il torneo organizzato con il Rotary è stato importante per noi – ha aggiunto Vincenzo Ammendola, presidente della Fipav Sardegna – per far conoscere il Sitting Volley anche nella nostra Isola. Da due anni lavoriamo per costruire una compagine tutta sarda. Questa disciplina è arrivata da noi grazie alla “Cagliari Volleyball” e ad Alessandra Tilocca, allenatore e docente presso l’Università romana di Tor Vergata. Sono stati i suoi atleti a rappresentare la Sardegna al Palasport di Cagliari, assieme ad altri atleti della Pallavolo Olbia, l’altra società isolana che solo da pochi mesi ha cominciato a praticare il Sitting Volley». Un grande impegno organizzativo, con un prologo divertente. L’evento è stato infatti presentato dieci giorni prima alla Fiera di Cagliari. Il protagonista della serata è stato l’attore comico-brillante Paolo Labati, che si è affermato nei cabaret milanesi e in quello di Zelig in par- giugno 2015 — ticolare e poi reso famoso dalle apparizione in TV. Applauditissimo il suo spettacolo, “Hiropon”. Bilancio più che positivo dunque per una manifestazione fortemente voluta da Mario Figus, presidente del Rotary Club Cagliari che ha promosso l’evento con il RC Cagliari Est, RC Cagliari Nord, RC Cagliari Sud, RC Cagliari Anfiteatro, il Rotary Club Quartu S. Elena e i Rotaract Club Cagliari, Golfo degli Angeli e Quartu S. Elena Margine Rosso. «Ci stiamo occupando di un progetto importante – ha detto Figus – per dare risalto alle attività che avvantaggino categorie meno fortunate e mirino all’abbattimento delle barriere per i disabili». «Il Torneo Internazionale – ha spiegato – è parte integrante di questo grande progetto promosso dai sei Rotary dell’area metropolitana cagliaritana, che si propone di individuare e far eliminare le barriere architettoniche che rendono difficile la circolazione autonoma dei diversamente abili in città. Il progetto, che sarà realizzato in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Cagliari e di Quartu e con le associazioni che si occupano di disabilità, si svilupperà in varie tappe: dall’individuazione delle barriere architettoniche, alla realizzazione di carte tematiche sui percorsi agibili ai disabili nelle due città, alla realizzazione di percorsi per i diversamente abili (sia residenti che turisti) che consen- Rotary Club Cagliari 59 tano di evitare le barriere che non sarà possibile abbattere. Utilizzando anche strumenti elettronici; dai pannelli con i cosiddetti codici QR che possono essere letti con i normali telefoni cellulari o con gli smartphone, alle vetrine interattive di ultima generazione». Il torneo internazionale di Sitting Volley, con il suo successo, ha aperto dunque la porta ad un nuovo importante impegno del Rotary per Cagliari, un’occasione per rafforzare l’abbraccio dei rotariani alla città. ■ 60 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Ecco l’esempio della “vera” solidarietà legata al mondo del Golf Andare in “buca” con il Rotary Donato Ala na delle negatività più compromettenti che ci lascia in dono un periodo di crisi, anche e soprattutto valoriale come quella del nostro tempo, è quella legata all’incapacità di credere nei sogni. Affrontare la vita con il sorriso, il coraggio e la consapevolezza di far parte di un gruppo di persone che lasciano da parte un egoismo inconsapevole e inevitabile, dovuto all’avanzata dei nuovi mezzi tecnologici. Oggi fare beneficenza in prima linea, significa soprattutto questo, allo stesso tempo nel marasma e nella frenesia della quotidianità, occorre una forza di volontà e una generosità più uniche che rare per potersi prendere cura di problematiche che spesso non ci toccano in maniera diretta. Questa è la riflessione che è nata in me dopo aver visto con i miei occhi, la scrupolosità, la meticolosità e l’applicazione nell’organizzazione della gara di golf messa in piedi dal Rotary Club Cagliari al fine di raccogliere fondi per 40.000 vaccini contro la poliomielite. Il 18 aprile nello splendido scenario del Golf Is Molas è andato in scena uno spettacolo nello spettacolo. U Un evento organizzato dalla Commissione Rotary Foundation del Rotary Club Cagliari presieduta dall’avv. Alberto CoccoOrtu di cui è componente la vera mente e il braccio di questo fantastico evento, il vulcanico e creativo dott. Domenico Porcu. Un evento preparato da tempo con particolari davvero degni di nota, dai premi ai gadget personalizzati che hanno dato forte visibilità ai numerosi sponsor i quali hanno creduto in questa manifestazione di solidarietà intitolata “Hole In one” for “END POLIO NOW”. I Rotariani sono circa 1,2 milioni, uomini e donne, affiliati in oltre 34.000 club in più di 200 paesi ed aree geografiche. Vivono e si impegnano nel Rotary al fine di promuovere elevati standard etici in ambito professionale e di realizzare attraverso la Fondazione Rotary progetti per far fronte a problemi mondiali quali la pace e la risoluzione dei conflitti, l’analfabetismo, le ma- giugno 2015 — lattie, la fame e la povertà, la mancanza di acqua potabile e i problemi ambientali. Direi che in questo evento ci sono riusciti molto bene. Non era facile far giocare a Is Molas oltre 120 giocatori in un sabato di aprile, tra l’altro in una splendida giornata di sole con oltre 22 gradi di temperatura. Tantissime le personalità presenti, dal Governatore del Distretto 2080 ing. R. Carlo Noto La Diega, al dottor Fabrizio Bianchi, Vice Presidente Associazione Golfisti Rotariani, il sindaco di Pula Carla Mereu e il presidente della Federazione Italiana Golf Delegazione Sardegna Stefano Arrica il quale ha dichiarato «devo fare un complimento vivissimo al Rotary perché si impegna sempre molto in queste iniziative. Un applauso merita il mio amico Nico Porcu che ha organizzato quasi fosse una “Ryder Cup”. Il Rotary può contare sulla Federazione e spero che le istituzioni continuino a credere in questo sport e al turismo che questo comporta». Una dichiarazione incoraggiante quella di Stefano Arrica, ma che faceva da coro a tutte le affermazioni che si sentivano in giro per la club House del circolo al termine della giornata. I 120 giocatori si sono sfidati nel green di Is Molas per questa iniziativa che ha sorpreso tutti. Il campo per l’occasione era in perfette condizioni, si sono visti ottimi giocatori con risultati eccellenti. Dopo la bellissima giornata di Golf, tutti si sono ritrovati per seguire le premiazioni e i ringraziamenti agli sponsor. Al termine del mio articolo andrò a elencarli tutti, anche se non è prassi giornalistica, ma ritengo che meritino una menzione, Rotary Club Cagliari 61 per avere contribuito al successo di questo evento. Ancora una volta il sacrificio e la passione per aiutare chi ha bisogno di noi hanno potuto prevalere. Sono certo che questa sarà la prima delle numerose edizioni che si realizzeranno in quel di Is Molas. A nome del Rotary ci tengo a dire: Grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie, grazie a: Le Tenute di Carlo Pili UniCredit PB Istituto Ottico Bertola Sa.mo.car GT Motors Napapijri Bruno Corda Zurich Serenità E Benessere Assicurazioni Antica Orologeria Candido Operti Forte Village Resort Dosart SIAD Healthcare SpA Golf service & Discount Sanifarm S.r.l. Piramis Group srl Eco Service Sarda Centro Medico Studio D’Architettura I Mulini – Cagliari Ing. Mario dal Molin Tecnit Roche Bobois Sardegna Donne Concept store San Martino Tenute del Sole Remax Central L’Isola bar tabacchi Alectoris Tours Esso. Gaya Florit Impossibile sarebbe stato comunicare senza il contributo di: Videolina, Simona De Francisci, TG3 Sardegna, Nuova Sardegna, Mario Frongia, L’Unione Sarda, Live In Magazine e Golfitaliano.it ■ 62 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Un caro e dolce amico ci ha lasciati Ricordo di Lino Cudoni Alessandro Palmieri orridente, sereno, pacato, modesto, squisitamente signorile. Grande rotariano e grande amico. Così ricorderemo Lino Cudoni, che un male raro ha portato via nel gennaio di quest’anno. Aveva 72 anni, ha trascorso nel Club un quarto di secolo e ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile: era una persona davvero speciale. Gallurese di Palau, così come la sua famiglia e i suoi antenati, amava il mare e conosceva l’arcipelago della Maddalena meglio di chiunque altro, scogli e secche compresi. Aveva la patente nautica fin da giovanissimo e quand’era studente si guadagnava l’evasione estiva lavorando come motoscafista al Cala di Volpe. Certo lo appassionavano i motori, ma la vera passione era nella vela, nello sci d’acqua, nel windsurf, nel nuoto. La sua capacità di leggere le carte nautiche e di tracciare la rotta più sicura metteva in tranquillità i compagni di crociera. Eppure la sorte – e il talento nel lavoro – lo ha invece portato lontano dal mare: prima a causa dell’occupazione del padre e poi per la propria carriera, ha trascorso buona parte della vita nelle vesti di giramondo, approdando infine al Poggio dei Pini. S Ma chi era davvero Lino? Dopo la scuola studia economia e commercio a Sassari, ma si laurea in giurisprudenza a Ferrara col massimo dei voti. Nel Lazio frequenta la scuola degli allievi ufficiali di complemento e, dopo aver lasciato la divisa e le mostrine della fanteria, entra nella Fiat, destinato a un brillante percorso di dirigente. In Piemonte sposa Germana (di Cavallermaggiore, nel cuneense, dove la coppia va ad abitare) e diventa padre di Daniela: sono le donne della sua vita per le quali – se glielo avessero chiesto – avrebbe spostato le montagne e conquistato la luna. Poi comincia a viaggiare. Segue la programmazione di tutte le filiali europee della Fiat, è nominato funzionario e trasferito a Milano, quindi promosso dirigente e inviato a Reggio Calabria come Direttore di succursale. Con lo stesso incarico arriva a Cagliari nel 1985: guida prima la succursale di viale Monastir e poi la filiale Alfa Romeo di viale Marconi. Ma non ha concluso gli spostamenti, perché le capacità e l’impegno lo spingono ancora lontano: si ritrova a Varsavia come responsabile dello Sviluppo Reti di Fiat Poland, incarico importante e delicato che lo porta a girare tut- giugno 2015 — ta la Polonia per valutare le concessionarie ufficiali Fiat (con la facoltà di nominare nuovi affiliati meritevoli o revocare quelli che non hanno le caratteristiche adatte e non affini alla linea aziendale). Può un dirigente come Cudoni lasciar tutto e andarsene? No: infatti nel 2001 Lino decide di mettersi in pensione, saluta e se ne torna in Sardegna, ma neppure un anno dopo viene “richiamato” dalla Fiat che gli attribuisce l’incarico di Amministratore delegato della sede di Bruxelles. Si ritira definitivamente dal lavoro nel 2004, gratificato ma deciso a godersi la meritata pensione. Intanto è stato cooptato nel Rotary. Era entrato nel nostro club nel 1990, facendosi subito stimare e voler bene. Non mancava ai nostri giovedì serali (veniva quasi sempre con Germana), partecipava con entusiasmo alle attività, accettando incarichi e impegni di servizio, spendendosi per gli amici e per la comunità cittadina, contribuendo con la sua intelligenza, la sua cultura, la sua esperienza di vita, il suo stile, a rendere importante e prestigioso il RC Cagliari. Ricordiamo – fra l’altro – l’attenta cura nel ruolo di segretario, o il generoso impegno per la ricorrenza dei sessant’anni del club, o quante energie volle spendere per il recupero di attrezzature sanitarie da inviare in Afghanistan con l’aiuto della Brigata Sassari. Rotary Club Cagliari 63 Era un uomo sempre giovane, dallo spirito semplice e di larga disponibilità con chiunque. Sempre di buonumore, di battuta pronta, e anche al di fuori del club una grande quantità di amici ne ricorda la vivace compagnia. Vale la pena riferire un lontano episodio che descrive bene il suo carattere. Con alcuni amici andò una volta in Corsica e capitò al Casinò di Propriano: all’uscita, il traffico automobilistico paralizzava la zona e lui si piantò in mezzo a quel caos paralizzato e prese a sbrogliare la situazione come un vigile urbano. Gli automobilisti seguirono le sue indicazioni e in breve la circolazione riprese ordinatamente. Già. Lino riesce a farci sorridere ancora: basta pensare a lui e – al di là del rimpianto – accade che ci sentiamo tranquillizzati e sereni. Aveva appena accettato l’incarico di prefetto del club, nel 2012, quando lo aggredì un misterioso male alla gola. Dovette riprendere gli spostamenti, fra la Sardegna e la Penisola, da un ospedale all’altro. Era ben consapevole della gravità del suo stato, ma si mostrava sempre ottimista e pacato, parlando quietamente del futuro, così che Germana e Daniela non avessero a turbarsi. L’abbiamo visto un’altra volta al club: dimagrito ma luminoso. Pensammo con gioia che avesse finito di combattere. Purtroppo era venuto a salutarci. Avrebbe compiuto 73 anni il 20 di questo mese di giugno. Ora riposa a Palau. Ci mancheranno il suo sorriso e il suo esempio. ■ 64 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Trasporti: passione premiata Ezio Castagna direttore generale di CTM MAR a ruota del distintivo che Ezio Castagna porta come ciascun rotariano, al di là del senso proprio che esprime, offre, nel suo caso, un fin troppo facile riferimento a migliaia e migliaia di ruote che egli sa far muovere. Quando, nel 1998, assunse la direzione dell’Azienda di pubblico trasporto di Cagliari, essa aveva una flotta vetusta ed era priva di moderne tecnologie. Intenso e appassionato impegno, alta professionalità, preveggenza dei problemi, brillante superamento degli ostacoli, interventi tecnici d’avanguardia hanno portato il CTM ad essere una delle aziende di trasporti pubblici più giovani e innovative. Giustamente i risultati raggiunti hanno riscosso vivissimo apprezzamento e il loro autore è stato meritatamente premiato. Nel 2012 in Italia gli è stato conferito l’ambito onore di “Master pubblico dell’anno”; ancor più prestigioso per la ben più vasta partecipazione dei concorrenti, era finalista con altri 5 Direttori Generali di altre attività di trasporto pubblico in Europa, il premio “Talent in mobility award” nella categoria Best Manager. L I limiti di spazio imposti dalla rivista costringono a condensare la realtà del CTM in essenziali, quindi parziali, dati numerici: 760 dipendenti «unica azienda a Cagliari che ancora assume», 29 linee per 413 Km, 8 comuni, circa 400.000 utenti, 235 autobus tutti dotati di impianto di aria condizionata, pianali ribassati, 29 filobus (è previsto l’acquisto di 16 per sostituire quelli più vecchi), massima riduzione di inquinamento, innovazioni per l’acquisto dei biglietti, tecnologie sempre più moderne ed efficienti. È stato Presidente Mondiale della Unione Internazionale Trasporti Pubblici ed ancora ricopre alti incarichi. Tra l’altro è presidente della Srl ITS, società consortile per una migliore mobilità dei trasporti nella vasta area di Cagliari e comuni limitrofi. Ezio Castagna, di nascita piemontese, laureato a Torino, milanese di adozione, ha Cagliari come città d’elezione: è, tra l’altro, appassionato tifoso della squadra di calcio. Con le vivissime congratulazioni del Club per i suoi grandi meriti, auguriamo a lui, ed a noi, che il suo tifo valga il prossimo anno a riportarla in Serie A. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 65 Prestigioso incarico per Stefano Cascìu Il manager dell’arte eppe Cascìu, rotariano doc, nella malinconia del ricordo di Giulietta, ha avuto il conforto del conferimento al figlio Stefano dell’alta funzione di Direttore del polo museale toscano. Meritato premio e giusto riconoscimento del valore di storico dell’arte, attualmente Sovrintendente ai Beni storici a Modena, che ha svolto tutte le funzioni affidategli con rara perizia e somma cultura, organizzando, tra l’altro, in Italia ed all’estero, mostre di altissimo livello storicoartistico riscuotendo sempre straordinario successo. La funzione ora affidatagli comporta la gestione di ben 37 tra musei, siti storici e monumentali, ad eccezione di alcuni, come Uffizi, palazzo Pitti, Bargello e Galleria dell’Accademia che conservano la loro autonomia. Stefano è ben noto a tutti i soci, anche per le dotte conversazioni tenute. Ancor più noto e stimato è per quanti, di più antica appartenenza al Club, hanno goduto della sua illustre guida nel viaggio culturale in Toscana nel 1995, quando Beppe era Presidente. Ancor più grati perché, per suo interessamento, hanno vissuto una rara e meravigliosa esperienza, unica per chi non è addetto allo specifico lavoro, di salire sui ponteggi allestiti nella Cappella della “Invenzione della Croce”, nella chiesa di San Francesco ad Arezzo, per il restauro degli affreschi di Piero della Francesca, danneggiati dal B tempo, dai danni arrecati dai soldati di Napoleone che l’avevano trasformata in teatro e da vecchie inadeguate operazioni di restauro. Così a grande distanza dal pavimento ma vicinissimi alle pareti, hanno potuto vedere i danni, i restauri e il ripristinato splendore delle parti tornate all’originaria bellezza. Grazie ancora a Stefano ed a Beppe e fervidi auguri ed affettuose congratulazioni per il nuovo prestigioso incarico. ■ 66 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Gemiti di torchio La lunga storia di un palazzo di Cagliari on il rigore proprio della sua professione e spinto dalla grande passione che lo legano al Grande Oriente d’Italia, Eugenio Lazzari ha voluto portare a conclusione il lavoro iniziato anni fa da Vincenzo Tuveri e rimasto, a seguito della sua improvvisa scomparsa, allo stato di primo abbozzo. È nato così il volume Da convento benedettino a casa massonica con un imponente sottotitolo: Storia di un antico palazzo del Castello di Cagliari e della figura di un massone la cui vita si è intrecciata con il destino del palazzo, che ancora non ci svela tutto il contenuto dell’opera, edita dalla Edizioni Della Torre con una gradevole veste grafica e un ricco apparato iconografico. L’antico palazzo a cui si fa riferimento è l’edificio situato in un’area compresa tra via Canelles e via Lamarmora, a Cagliari. Il centro della trattazione però non riguarda le mura del palazzo, perché, come dice l’autore, «la storia di un antico palazzo non rappresenta solo l’analisi di un fabbricato, ma costituisce un privilegiato angolo di osservazione che consente di esplorare le vicende umane e i fatti storici che si sono succeduti nel tempo in quel particolare contesto sociale, urbanistico e architettonico». Partendo da questo presupposto Eugenio Lazzari cerca di fare luce sulle travagliate vicende che hanno riguardato quest’area nel cuore di Castello. Qui si avvicendarono diversi edifici destinati a servizi e istituzioni: dapprima un convento benedettino, poi la sede della prima università cagliaritana, quindi un teatro, in seguito una caserma e scuderia militare, il palazzo di una nobile famiglia e infine la prestigiosa sede della massoneria cagliaritana. La “figura di un massone la cui vita si è intrecciata con il destino del palazzo” è quella di Vincenzo Racugno la cui generosità ha permesso al Grande Oriente d’Italia l’acquisto e la ristrutturazione della sede oggi occupata dai Fratelli cagliaritani. Noto C ai più per i suoi meriti accademici e per aver diretto per trent’anni l’Istituto di Radiologia di Cagliari, il professor Racugno viene presentato anche sotto un’altra veste, quella di appartenente alla massoneria, in un capitolo in cui l’autore abbandona l’impersonale e usa la prima persona per descrivere «Vincenzo Racugno così come lo conosco e l’ho conosciuto in tanti anni di vera amicizia». Complimenti all’amico Eugenio per questa nuova lodevole e riuscitissima fatica letteraria che l’ha portato lontano dai temi da lui solitamente trattati. ■ giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 67 Freschi di stampa Il poeta della città del sole ravamo abituati a presentare i volumi, numerosi e sempre apprezzati, scritti da lui e oggi, con nostalgia ma anche con grande piacere, ci troviamo a parlare di un volume scritto su di lui. Antonio Romagnino ci ha lasciati ormai da quattro anni e ci manca. Manca alla città di Cagliari, abituata a vederlo passeggiare per le sue strade, e manca al nostro club di cui ha fatto parte per anni e che ha presieduto nell’a.r. 85-86 divenendo poi, meritatamente, socio onorario. Carlo Dore, noto avvocato cagliaritano, che è stato suo amico negli ultimi anni, ha deciso di dedicargli un libro, intitolandolo, significativamente, Antonio Romagnino, il poeta della città del sole. Perché questo è stato Antonio: il cantore di Cagliari, città amatissima e ricca di memorie, ma non di meno difensore intransigente di bellezze e eredità in pericolo, avversario di progetti scellerati, superficialità e ignoranza avvinghiate alle leve del potere. Un “poeta combattente” dunque, sempre pronto a usare le armi della cultura, del rigore morale e talvolta dell’ironia per affermare l’idea di una città consapevole della sua storia e per questo capace di progettare un futuro senza smarrire le migliori energie che l’hanno animata. Preceduto da una lunga prefazione di Sandro Maxia, che si concentra sull’analisi degli scritti e in particolare sullo stile di Romagnino, il libro ripercorre l’intera vita di Antonio partendo dall’infanzia, per continuare con gli studi, l’arruolamento volontario nell’esercito, la partecipazione alla guerra sul fronte nordafricano e gli anni di prigionia trascorsi in America. Esperienze fondamentali per la formazione di una personalità gentile ma determinata, poetica ma battagliera. E poi la sua seconda vita: l’insegnamento al Liceo Dettori, il matrimonio, la famiglia, le lotte come ambientalista in difesa della sua città e soprattutto i libri, tutti i libri, quelli che cu- E stodiva, ed erano migliaia, nel suo studio, leggendoli, rileggendoli ma anche “accarezzandoli”, e quelli scritti da lui, pieni di riflessioni, poesia e del suo grande amore per Cagliari. Il libro di Carlo Dore ci aiuta a non dimenticare e ci auguriamo che sia solo la prima di tante iniziative volte a valorizzare l’immenso patrimonio culturale lasciatoci dal grande “poeta della città del sole”. ■ 68 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 Benvenuto ai nuovi soci Davide ANGRISANI Colonnello CC. t.SSMI – Nato nel Friuli nel 1962, di famiglia campana e milanese di adozione, nel 1982, dopo la maturità classica, ha frequentato i corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena. Ha studiato Giurisprudenza e nel 2005 ha conseguito la laurea specialistica in Scienza della Sicurezza presso l’Università di Roma Tor Vergata e poco dopo un Master in studi Internazionali e Strategico-Militari presso la Università di Milano. Nel 2004 ha superato un corso di perfezionamento in Metodologia e tecnica del negoziato internazionale nella Università di Trieste ed ha ottenuto un ulteriore Master in Scienze Strategiche all’Università di Torino. Da militare, sino al grado di capitano, ha ricoperto numerosi incarichi di comandante di diversi importanti servizi in Veneto, Sicilia, Piemonte. Nel 1999, divenuto Ufficiale Superiore ha seguito il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI). Ha svolto molte funzioni di alto livello tra cui quelle di supporto delle missioni all’estero (Ufficio Logistico) e di Capo Ufficio Sistemi telematici. Preme ricordare tra i tanti uffici affidatigli, quello, tra il settembre 2011 ed il settembre 2014, di Comandante il Comando Provinciale CC. di Cagliari. Attualmente frequenta la 66a sessione dell’Istituto Alti Studi della Difesa. Ha conseguito molte specializzazioni (in particolare relative al Diritto Umanitario nei Conflitti Armati e all’“Europol “ embrione della nuova polizia europea. È insignito di alte onorificenze (anche per servizi prestati in Jugoslavia, in Kosovo e in Abruzzo dopo il sisma). Parla inglese e francese. Dal 1992 è sposato con Laura, architetto, e sono genitori di tre splendidi figli: Ginevra, Marco e Filippo. Anna PIRAS Giornalista parlamentare. – Nata a Roma il 6 giugno 1966. Laureata in Giurisprudenza nell’Università di Cagliari. Dottorato di ricerca in Storia Medioevale presso l’Istituto CNR di Cagliari di Storia Medioevale e Moderna. Master in Giornalismo Radiotelevisivo presso la Scuola di Giornalismo della RAI di Perugia. Docente in seminari per giornalisti professionisti e nelle Scuole di Giornalismo sui temi di politica estera; in particolare, dal 2007 collabora con la Commissione ed il Parlamento Europei per la realizzazione di tali corsi. Dal 1995 al 1997 ha lavorato al Tg1 al Gr Rai e a Rai International. Dal 1997 è conduttrice e curatrice del Tg Parlamento, delle Tribune politiche e dei programmi settimanali di attualità politico parlamentare. Più volte inviata per il Tg al seguito del Presidente del Consiglio, del Ministro degli Esteri nei viaggi istituzionali all’estero ed anche a Bruxelles e Strasburgo in occasione dei Consigli Europei. La sua competenza professionale copre validamente le aree relative al Parlamento, alle Istituzioni e alla politica europea e internazionale. Attualmente è caporedattore della redazione RAI della Sardegna. Ottima conoscenza della lingua inglese. Antonio PIRAS Medico. Nato a Cagliari il 18 gennaio 1963. Laureato in Medicina e Chirurgia presso la Università di Cagliari. Per quattro anni medico interno Istituto Clinica Medica 1 di Cagliari. Specializzato in Angiologia Medica (70/70 e lode). Dal 1992 al 2011 ha svolto mansioni di medico SIAS (Servizi Integrati Assistenza Sanitaria) a Lanusei, Convenzione con il Ministero della Giustizia, a tempo indeterminato. Dal 2000 è medico ASL 8 Cagliari. Dal 2011 Dirigente Sanitario Presidio per la tutela della salute in Carcere, Casa Circondariale di Cagliari. Dirigente Medico Servizio Emergenza Territoriale c/o Ospedale San Marcellino Muravera. Dal 1995 al 2000 ha prestato funzioni di Assistente di Medicina Interna 1 e di Responsabile Servizio Angiologia Medica presso il Policlinico Lay di Cagliari. Inoltre è stato titolare Continuità Assistenziale presso diverse ASL, ed ha seguito un corso di formazione sull’applicazione del DRG presso Istituto San Raffaele Milano Roma. Si interessa di Informatica. Lingue: scrive e parla inglese. Cell. 39 335 5440167, e-mail: [email protected] giugno 2015 — Rotary Club Cagliari 69 COMMISSIONI ANNO 2015–2016 AZIONE INTERNA AMMINISTRAZIONE DEL CLUB Presidente coordinatore: Rafaele CORONA AZIONE PROFESSIONALE Presidente coordinatore: Alberto COCCO ORTU [email protected] AZIONE PER LE NUOVE GENERAZIONI Presidente coordinatore: Ginevra BALLETTO [email protected] FORMAZIONE E ISTRUZIONE ROTARIANA Presidente: Salvatore FOZZI [email protected] COMPONENTI: Angelo Aru, Giovanni Barrocu PREMIO GIOVANI ECCELLENZE Presidente: Pasquale MISTRETTA [email protected] COMPONENTI: Ginevra Balletto, Michele Bajorek, Francesco Danero, Antonello Fiori*, Matteo Ghiani* ROTARY PER IL ROTARACT (CRR) Presidente: Christian CADEDDU [email protected] COMPONENTI: Francesca Cozzoli, Riccardo Lasic, Roberto Nati PROGRAMMI Presidente: Francesco BIROCCHI [email protected] COMPONENTI: Guido Chessa Miglior, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Caterina Lilliu, Pasquale Mistretta, Domenico Porcu, Michele Rossetti SANITÀ Presidente: Carlo CARCASSI [email protected] COMPONENTI: Christian Cadeddu, Alfonso Dessì, Salvatore Ferro, Alberto Lai, Giorgio La Nasa, Giuseppe Masnata, Roberta Coa*, Roberto Uccheddu* ROTARY YOUTH LEADERSHIP AWARDS (RYLA) Presidente: Roberto NATI [email protected] COMPONENTI: Alessio Grazietti, Caterina Lilliu, Pier Francesco Staffa, Roberta Cabula*, Sergio Puddu* ASSIDUITÀ, AFFIATAMENTO ED EVENTI Presidente: Luigi PUDDU [email protected] COMPONENTI: Antonio Cabras, Paolo Ciani, Giuseppe Masnata, Alessio Grazietti, Margherita Mugoni Contini, Alessandro Palmieri (Assiduità) SPORT Presidente: Alfonso DESSÌ [email protected] COMPONENTI: Enzo Pinna, Domenico Porcu, Gian Paolo Ritossa, Vittorio Giua Marassi, Roberto Arru*, Alberto Nonnis* AMMISSIONI, CLASSIFICHE E SVILUPPO DELL’EFFETTIVO Presidente: Enzo PINNA [email protected] COMPONENTI: Ugo Carcassi, Rafaele Corona, Salvatore Ferro, Salvatore Fozzi, Pasquale Mistretta COMUNICAZIONE, IMMAGINE E SITO WEB Presidente: Michele ROSSETTI [email protected] COMPONENTI: Ettore Atzori, Francesco Birocchi, Patrizia Giranu, Anna Piras, Pier Francesco Staffa RIVISTA DEL CLUB Presidente: Lucio ARTIZZU [email protected] COMPONENTI: Francesco Birocchi, Salvatore Fozzi, Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Giovanni Sanjust di Teulada DIGITALIZZAZIONE ARCHIVIO STORICO DEL CLUB Presidente: Michele ROSSETTI [email protected] COMPONENTI: Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi PREVENZIONE E VACCINI Presidente: Giuseppe MASNATA [email protected] COMPONENTI: Efisio Baire, Carlo Carcassi, Salvatore Lostia di Santa Sofia, Marcello Marchi, Margherita Mugoni, Alessandro Palmieri, Luigi Puddu, Roberta Coa*, Roberto Uccheddu* ROTARY PER IL SOCIALE – MICROCREDITO Presidente: Guido CHESSA MIGLIOR [email protected] COMPONENTI: Ettore Atzori, Luigi Bettoni, Margherita Mugoni, Gian Paolo Piras, Mauro Rosella SOLIDARIETÀ CON LE FASCE DISAGIATE Presidente: Maria Pia LAI GUAITA [email protected] COMPONENTI: Francesco Birocchi, Salvatore Ferro, Gaetano Giua Marassi, Alberto Lai, Roberto Nati, Cecilia Onnis, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Davide Rossetti*, Alessandro Usai* AZIONE INTERNAZIONALE Presidente coordinatore: Giovanni BARROCU [email protected] RAPPORTI INTERNAZIONALI Presidente: Richard KNOWLTON [email protected] COMPONENTI: Davide Angrisani, Stefano Liguori, Andrea Lixi, Massimiliano Masia, Pier Francesco Staffa ROTARY FOUNDATION Presidente: Domenico PORCU [email protected] COMPONENTI: Alberto Cocco Ortu, Francesco Danero, Alessio Grazietti, Simonetta Oddo Casano, Piergiuseppe Floris*, Simone Ghiani* SCAMBIO GIOVANI Presidente: Alessandro FASCIOLO [email protected] COMPONENTI: Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Cecilia Onnis (Tutor), Pier Francesco Staffa, Roberto Arru*, Davide Rossetti* PROGETTI DI SERVIZIO Presidente coordinatore: Mario FIGUS [email protected] OASI SAN VINCENZO Presidente: Gian Paolo RITOSSA [email protected] COMPONENTI: Rafaele Corona, Gaetano Giua Marassi, Giovanni Sanjust di Teulada ROTARY PER LA CITTÀ Presidente: Giovanni Maria CAMPUS [email protected] COMPONENTI: Ercole Bartoli, Giovanni Cascìu, Ezio Castagna, Vincenzo Cincotta, Caterina Lilliu, Pasquale Mistretta, Franco Passamonti, Gian Paolo Ritossa, Cesare Saliu, Pinuccio Sciola S. MARIA DEL PORTO Presidente: Marinella FERRAI COCCO ORTU [email protected] COMPONENTI: Angelo Aru, Francesco Birocchi, Giuseppe Cascìu, Giulia Casula, Angelo Deplano, Paola Dessì, Alessandro Fasciolo, Marcello Marchi SANT’ELIA Presidente: Massimiliano MASIA [email protected] COMPONENTI: Luigi Bettoni, Antonio Facci, Paola Giuntelli, Ceccilia Onnis, Anna Piras, Antonio Piras, Giovanni Sanjust di Teulada, Giulia Vacca, Ugo Lorenzo Loi*, Michele Schintu* SULCIS LAB Presidente: Maurizio BOARETTO [email protected] COMPONENTI: Mario Figus, Maria Luigia Muroni, Lucia Pagella, Franco Passamonti, Michele Rossetti * Referente Rotaract 70 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 LE RIUNIONI DEL CLUB 4 DICEMBRE 2014 ASSEMBLEA DEI SOCI Sono presenti I soci: Angelo Aru, Ettore Atzori, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Christian Cadeddu, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Giovanni Cascìu, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Alessio Grazietti, Maria Pia Lai Guaita, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, M. Luigia Muroni, Roberto Nati, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Pier Francesco Staffa. 11 DICEMBRE 2014 65° ANNIVERSARIO DEL CLUB Sono presenti I soci: Angelo Aru, Michele Bajorek, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Paolo Ciani, Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Gianfranco Degesu, Angelo Deplano, Paola Dessì, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Riccardo Lasic, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni Contini, Roberto Nati, Stefano Oddini Carboni, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Antonio Scrugli, Pier Francesco Staffa. Sono presenti in sala le signore: Marina Birocchi, Elia Maria Cabras, Mirella Campus, Antonella Cherchi, Rita Cocco Ortu, Paola Deplano, Antonella Figus, Lina Fois, Franca Fozzi, Paola Lasic, Mariangela Manunza, Tiziana Masnata, Maura Rossetti, Luisa Bettoni. Ospiti del Club: il Governatore Carlo Noto La Diega, dott. Alessio Giuffrida Prefetto di Cagliari, dott. Filippo Dispenza Questore di Cagliari, colonnello Gerolamo De Mai Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Autonomo della Sardegna, dott. Giuseppe Giardina Capo di Gabinetto del Questore di Cagliari, dott. Andrea Fois e l’ing. Carlo Vallascas Presidente e Segretario del Lions Club Cagliari Host. Sono presenti i Past Governor del Distretto Angelo Cherchi, Filippo Pirisi, Franco Cabras, Luciano Di Martino, Piergiorgio Poddighe, Gabriel Andria Segretario Distrettuale Distretto 2080, dott.ssa Maria Carla Ciccioriccio Presidente della Commissione Sport Distretto 2080, Giacomo Oppia Assistente del Governatore con la consorte Anna. Sono presenti inoltre: Michele Russo, Presidente R.C. Cagliari Est, Michele Agus Presidente R.C. Cagliari Nord, Roberto Monticelli in rappresentanza del Presidente del Rotary Carbonia, Mariano Cugurullo Presidente del R.C. Cagliari Sud, Vanda Mulliri Presidente Cagliari Anfiteatro, Rosanna Mele segretario del R.C. Cagliari Anfiteatro. Sono presenti i Giovani del Rotaract: Roberta Cabula, Pier Floris, Antonello Floris, Davide Rossetti, Alessandro Usai. 18 DICEMBRE 2014 CENA DEGLI AUGURI DI NATALE Sono presenti I soci: Berto Balduzzi, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Christian Cadeddu, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Giorgio La Nasa, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust. Sono presenti in sala le signore: Mariuccia Balduzzi, Luisa Bettoni, Marina Birocchi, Elia Maria Cabras, Mirella Campus, M. Vittoria Carcassi, Luisella Castagna, Antonella Cherchi, Franca Cincotta, M. Rosaria Corona, Maria Corrias, Paola Dessì, Antonella Figus, Lina Fois, Franca Fozzi, Rossana Grazietti, Cecilia Marchi, Paola Lasic, Tiziana Masnata, Barbara Pinna, Loredana Piras, Vanda Porcu, Maria Grazia Rosella, Maura Rossetti, Elisabetta Sanjust. Ospiti del Club: due atlete del Cagliari Volleyball e due atlete del GS Sardegna. Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor Mario Melis e la sig.ra Gabriella, di Domenico Porcu l’avv. Rita Dedola, di Giovanni Campus l’ing. Ernesto Reali, di Michele Rossetti la cognata Roberta Cosentino, di Giovanni Sanjust la cognata Maria Pascanella Anan, di Riccardo Lasic la madre sig.ra Paola Lasic, di Mario Figus la figlia Laura, il figlio Stefano e Alessandra Tiloca. Sono presenti i Giovani del Rotaract: il Presidente Simone Parente, Nicola Cossu, Desiree Vagnozzi, Paola Carcassi, Francesca Manca, Davide Rossetti, Michele Schintu, Silvia Pasquini, Veronica Puddu, Sergio Puddu, Alberto Nonnis, Antonello Fiori, Matteo Ghiani, Simone Ghiani, Alessandro Usai, Katia Khandohina. 8 GENNAIO 2015 ASSEMBLEA DEI SOCI Sono presenti I soci: Efisio Baire, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Rafaele Corona, Silvano Costa, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Giorgio La Nasa, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, M. Luigia Muroni, Roberto Nati, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis, Stefano Oddini Carboni, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa. 15 GENNAIO 2015 “OSSERVAZIONI SULLA RIFORMA DEL CONDOMINIO” Relatore il nostro socio RAFAELE CORONA Sono presenti I soci: Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Paola Giuntelli, Alberto Lai, Maria Pia Lai Guaita, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Pasquale Mistretta, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, M. Rosaria Corona, Lina Fois. Sono presenti i Giovani del Rotaract: Alberto Nonnis, Antonello Fiori. 22 GENNAIO 2015 “IL SISTEMA DI PREVENZIONE E REPRESSIONE DEI REATI ECONOMICI E FINANZIARI IN UN MONDO GLOBALIZZATO: COSA NON FUNZIONA?” Relatore: l’avv. GIOVANNI MARIA DEDOLA Sono presenti I soci: Angelo Aru, Ettore Atzori, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Massimiliano Masia, Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Antonio Scrugli, Giacomo Oppia. Sono presenti in sala le signore: Rita Cocco Ortu, Evelina Knowlton, Lia Lixi, Vanda Porcu. Ospiti dei soci: di Marinella Ferrai Cocco Ortu il figlio avv. Francesco, di Alberto Cocco Ortu i figli Giovanni ed Emanuele e la sig.rina Veronica Fanni, Elisabetta Corona e l’avv. Enrico Salone e il dottor Paolo De Angelis, l’avv. Francesco Marongiu, di Domenico Porcu la dott.ssa Eliana Pisanu e il dottor Gianluca Bonoldi, Stefano Oddini Carboni il capitano C.C. dottor Nicola Pilia. 29 GENNAIO 2015 VISITA DEL GOVERNATORE Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Maurizio Boaretto, Christian Cadeddu, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Angelo Cherchi, Guido Chessa Miglior, Paolo Ciani, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Antonio Facci, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Roberto Nati, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis, Giacomo Oppia, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pinuccio Sciola, Antonio Scrugli. giugno 2015 — Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, Luisella Castagna, Antonella Cherchi, Luisella Chessa Miglior, Rita Cocco Ortu, Clara Facci, Valentina Fasciolo, Antonella Figus, Paola Lasic, Cecilia Marchi, Tiziana Masnata. Ospiti del Club: Gabriele Andria Giacomo Oppia. Ospiti dei soci: di Domenico Porcu il figlio Alberto, di Riccardo Lasic la madre sig.ra Paola, di Maria Luigia Muroni il prof. Aldo Cannas e il prof. Marcello Garbati. Sono presenti i Giovani del Rotaract: il Presidente Simone Parente, Matteo Ghiani, Paola Carcassi, Roberto Coa, Pier Giuseppe Floris, Davide Rossetti, Nicola Cossu, Roberto Arru, Ugo Lorenzo Loi, Silvia Pasquini, Desiree Vagnozzi, Antonello Fiori. 5 FEBBRAIO 2015 “LA FRANCIA CULLA DELLA LIBERTÀ” Relatore dott. ANDREA DORE Sono presenti I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Patrizia Giranu, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Salvatore Fozzi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Giovanni Olla, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Scrulli Antonio, Pierfrancesco Staffa. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, Luisella Chessa Miglior, Lia Lixi. Ospiti dei soci: di Massimiliano Masia il dott. Antonello Caria; di Stefano Oddini Carboni l’avv. Francesco Pisenti, di Mario Figus, Angelo Cherchi, Marco Cabriolu, Anastasia Deeva. 12 FEBBRAIO 2015 “IL CENTENARIO DELLA BRIGATA SASSARI: EVENTI E RICORRENZE” Relatore: col. ENRICO ROSA Comandante del 151° reggimento fanteria della Brigata Sassari Sono presenti I soci: Giovanni Barrocu, Ercole Bartoli, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Giovanni Maria Campus, Giovanni Cascìu, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Salvatore Lostia Di S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Mauro Rosella, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Haydee Cascìu, Rita Cocco Ortu, Paola Deplano, Vanda Porcu. Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa Anna Piras, e il dottor. Antonio Piras; di Marinella Ferrai Cocco Ortu il nipote Fabrizio Ferrai; di Alberto Cocco Ortu il colonnello Sandro Branca; di Guido Chessa Miglior il generale Nicola Manca; di Beppe Cascìu il figlio arch. Michele e la dott.ssa Giovanna Allegri. Sono presenti i Giovani del Rotaract: Michele Schintu, Davide Rossetti. Rotary Club Cagliari 19 FEBBRAIO 2015 “STATO E REGIONE NELLA RIFORMA COSTITUZIONALE: LA TUTELA DELLA SPECIALITÀ È LA NUOVA SFIDA EUROPEA” Relatore: on. GIANMARIO DEMURO Assessore agli affari Generali, Personali, e Riforma della Regione Sardegna Sono presenti I soci: Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Rafaele Corona, Piergiorgio Corrias, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Patrizia Giranu, Vittorio Giua Marassi, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Cecilia Onnis, Giampaolo Piras, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Pierfrancesco Staffa. Ospiti del Club: senatore Luciano Uras; senatore Paolo Zucca, Francesco Agus. 26 FEBBRAIO 2015 “IL DIALOGO INTERRELIGIOSO” Relatore: padre MTANIOS HADAD Sono presenti I soci: Lucio Artizzu, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Luigi Binaghi, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Gaetano Giua Marassi, Alessio Grazietti, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Luisella Chessa Miglior, Paola Deplano, Lia Lixi. Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor Antonio Piras, dott.ssa Anna Piras; di Andrea Lixi don Massimo Noli, l’ing. Giovanni Mozzoni e la moglie sig.ra Antonella. Rotariani in visita: Gianfranco Chighine del club di Cascina. 5 MARZO 2015 “PROBLEMI DI MOBILITÀ URBANA A CAGLIARI” Relatore: ing. MAURO CONI Sono presenti I soci: Efisio Baire, Ginevra Balletto, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Vincenzo Cincotta, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Gaetano Giua Marassi, Vittorio Giua Marassi, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Salvatore Lostia Di S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, Franca Cincotta, Rossana Grazietti, Vanda Porcu. Ospiti dei soci: di Alessio Grazietti l’ing. Lucia Baire. 71 12 MARZO 2015 INTERCLUB DI QUARTU SANT’ELENA AL CAESAR HOTEL Sono presenti I soci: Francesco Danero, Alessandro Fasciolo, Mario Figus, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Cecilia Marchi. 19 MARZO 2015 “IL RIDISEGNO DEI COMUNI DELLA SARDEGNA E L’AREA METROPOLITANA DI CAGLIARI” Relatore il nostro socio PASQUALE MISTRETTA e l’on. PIERSANDRO SCANO Sono presenti I soci: Angelo Aru, Ginevra Balletto, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Antonio Facci, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Giorgio La Nasa, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Maria Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Mauro Rosella, Pierfrancesco Staffa. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, M. Rosaria Corona, Cecilia Marchi, Maria Grazia Rosella. Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa Anna Puxeddu, di Pasquale Mistretta l’ing. Chiara Garau, l’ing. Sonia Pintus, l’architetto Mara Ladu e l’arch. Giulia De Sogu. 26 MARZO 2015 VISITA IN CATTEDRALE PER LA VISITA AL MUSEO DIOCESANO Sono presenti I soci: Davide Angrisani, Ginevra Balletto, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Ezio Castagna, Guido Chessa Miglior, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Paola Giuntelli, Alessio Grazietti, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Salvatore Lostia Di S. Sofia, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Margherita Mugoni Contini, Maria Luigia Muroni, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, Marina Birocchi, M. Vittoria Carcassi, Paola Deplano, Paola Dessì, Valentina Fasciolo, Antonella Figus, Rossana Grazietti, Evelina Knowlton, Paola Lasic, Lia Lixi, Maria Tersa Lostia Di S. Sofia, Mariangela Manunza, Cecilia Marchi, Carola Oddini Carboni. Ospiti dei soci: di Francesco Danero la madre la dott.ssa Maria Cristina Biggio; di Larry Pagella la sig.ra Bianca Paderi; di Davide Angrisani i figli Marco e Filippo; di Nico Porcu il figlio Alberto e gli amici Giuseppe e Simone; di Lolli Deplano l’avv. Luigi Piras con la moglie Maria Pia e i cognati; di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa Anna Piras e il dott. Antonio Piras e l’avv. Pisenti. 72 Rotary Club Cagliari — giugno 2015 9 APRILE 2015 “DIALOGO CON IL SINDACO...” Relatore: in sostituzione del Sindaco di Cagliari la dott.ssa LUISA ANNA MARRAS vice Sindaco del Comune di Cagliari Sono presenti I soci: Luigi Bettoni, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Gaetano Giua Marassi, Alessio Grazietti, Alberto Lai, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Maria Luigia Muroni, Roberto Natti, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Antonio Pillai, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Luisa Bettoni, Paola Deplano, Lina Fois. Ospiti del Club: Luciano Di Martino PG, dott.ssa Ignazia Chessa e Giacomo Oppia. Ospiti dei soci: di Lolli Deplano il cognato avv. Luigi Piras e la moglie Maria Pia; di Stefano Oddini Carboni, Antonello Caria e prof. Carlo Pilia. 18 APRILE 2014 “1° TROFEO GOLF ROTARY CLUB CAGLIARI HOLE IN ONE A IS MOLAS” Sono presenti I soci: Antonio Cabras, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Paola Dessì, Salvatore Ferro, Mario Figus, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Carlo Andrea Lecca, Stefano Liguori, Caterina Lilliu, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Elia Maria Cabras, Pietrina Ferro, Paola Lasic, Carola Oddini Carboni, Barbara Pinna. Ospiti del Club: Il Governatore Carlo Noto La Diega, Gabriele Andria, Giacomo Oppia, Pier Giorgio Poddighe. Ospiti dei soci: di Enzo Pinna il dottor Pierpaolo Sanna e la moglie Nicoletta, il dottor Franco Dore e la moglie Laura, il dottor Giuseppe Succu e la moglie Marisa, Fabio Orru e la sig.ra Laura, di Alberto Cocco Ortu i figli Giovanni Emanuele e la sig.rina Veronica Fanni. Sono presenti: per il R. Club Anfiteatro Rosanna Mele con il marito Fabio Favilli, Rossella Ricciardi; per il R. Cagliari Sud Mariano Cugurullo e la sig.ra Rita, Anna Maria Bonomo, la dott.ssa Fiorella Buttuglione, Bernadette Puddu con il marito Mariano. Per il R. Club Cagliari Est Aroldi Giangabriele e la moglie. 23 APRILE 2015 ASSEMBLEA DEI SOCI Sono presenti I soci: Angelo Aru, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Paola Giuntelli, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Margherita Mugoni Contini, Roberto Natti, Cecilia Onnis, Alessandro Palmieri, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust. 30 APRILE 2015 “IL CHITARRISTA SIMONE ONNIS PRESENTA IL SUO ULTIMO CD DEDICATO AL REPERTORIO CHITARRISTICO LATINO AMERICANO DEL XX SECOLO” Sono presenti I soci: Davide Angrisani, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giuseppe Cascìu, Angelo Deplano, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Mario Figus, Patrizia Giranu, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Antonella Figus, Lia Lixi. 7 MAGGIO 2015 “IL SISTEMA CARCERARIO IN SARDEGNA” Relatore il nostro socio GIANFRANCO DE GESU “L’EUROPA TRA QUANTITATIVE EASING E RISCHI GEOPOLITICI” Relatori: dr. MARIO ROMANO, dr. VINCENZO DE MARCO, dr. ROBERTO MUNDULA Sono presenti I soci: Ginevra Balletto, Luigi Bettoni, Luigi Binaghi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Alberto Cocco Ortu, Rafaele Corona, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Gianfranco De Gesu, Alfonso Dessì, Alessandro Fasciolo, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Margherita Mugoni Contini, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Domenico Porcu, Giovanni Sanjust, Pierfrancesco Staffa, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Ospiti del Club: Gianfranco Pala, direttore del carcere di Uta. 14 MAGGIO 2015 PRESENTAZIONE DEL LIBRO “CAREZZE DI SANGUE” relatore: la giornalista dott.ssa ANNA MARIA CHIAPPE e PIETRO PICCIAU Sono presenti I soci: Angelo Aru, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Carlo Carcassi, Giuseppe Cascìu, Guido Chessa Miglior, Vincenzo Cincotta, Alberto Cocco Ortu, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Massimiliano Masia, Pasquale Mistretta, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Enzo Pinna, Luigi Puddu, Gianpaolo Ritossa, Michele Rossetti, Giovanni Sanjust. Sono presenti in sala le signore: Maria Vittoria Carcassi, Luisella Chessa Miglior, Franca Cincotta, Rita Cocco Ortu, Paola Dessì, Antonella Figus, Lia Lixi, Carola Oddini Carboni. Ospiti dei soci: di Stefano Oddini Carboni il dottor Francesco Autori e la moglie avv. Annamaria Marrosu; di Alberto Cocco Ortu l’avv. Sara Zucca; di Alfonso Dessì la figlia Stefania. Presenti i ragazzi del Rotaract: Roberto Uccheddu, Alessandro Usaio, Silvia Pasquini. Nella presente serata hanno fatto il loro in- gresso due nuovi soci: il dottor Antonio Piras e la dott.ssa Anna Piras. 21 MAGGIO 2015 “VERTENZA SARDEGNA QUARANT’ANNI DI PROMESSE NON MANTENUTE” relatore: ORIANA PUTZOLU Segretaria Generale della CISL Sardegna Sono presenti I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Luigi Bettoni, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giuseppe Cascìu, Rafaele Corona, Francesco Danero, Angelo Deplano, Alfonso Dessì, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Giuseppe Fois, Salvatore Fozzi, Giuliano Frau, Patrizia Giranu, Richard Knowlton, Riccardo Lasic, Salvatore Lostia S. Sofia, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Alessandro Palmieri, Enzo Pinna, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: M. Rosaria Corona, Lina Fois, Evelina Knowlton, Patrizia Palmieri. Ospiti del Club: Germana Cudoni e Daniela Cudoni moglie e figlia di Lino Cudoni. Ospiti dei soci: di Domenico Porcu il dottor Francesco Desogus titolare della Ecoservice Sarda. 28 MAGGIO 2015 “MEDIAZIONE INTERNAZIONALE E TUTELA DEI DIRITTI DELL’INFANZIA” relatore: prof. CARLO PILIA e ROSSELLA ONNIS Sono presenti I soci: Angelo Aru, Giovanni Barrocu, Francesco Birocchi, Maurizio Boaretto, Antonio Cabras, Giovanni Maria Campus, Francesca Cozzoli, Francesco Danero, Alessandro Fasciolo, Marinella Ferrai Cocco Ortu, Salvatore Ferro, Mario Figus, Salvatore Fozzi, Patrizia Giranu, Alessio Grazietti, Riccardo Lasic, Caterina Lilliu, Andrea Lixi, Mauro Manunza, Marcello Marchi, Massimiliano Masia, Giuseppe Masnata, M. Luigia Muroni, Simona Oddo Casano, Stefano Oddini Carboni, Cecilia Onnis, Larry Pagella, Giampaolo Piras, Domenico Porcu, Luigi Puddu, Giampaolo Ritossa, Michele Rossetti. Sono presenti in sala le signore: Ginetta Corona. Rotariani in visita: Emanuele Corona Rotary Sud. Ospiti dei soci: di Patrizia Giranu il comandante Raffaele Targiani, ufficiale della Capitaneria di Porto di Cagliari; di Stefano Oddini Carboni la dott.ssa Loredana Pinna, il dottor Maurizio Foresti, il dottor Alberto Melis, il dottor Luca Moricca, il dottor Renato Paracchini. ROTARY INTERNATIONAL – DISTRETTO 2080 ITALIA ROTARY CLUB CAGLIARI ORGANIGRAMMA DEL CLUB Anno Rotariano 2015 / 2016 Presidente Stefano ODDINI CARBONI E-mail: [email protected] Presidente uscente Mario FIGUS E-mail: [email protected] Presidente eletto Caterina LILLIU E-mail: [email protected] Vice Presidenti Cecilia ONNIS Michele ROSSETTI E-mail: [email protected] E-mail: [email protected] Segretario Francesco DANERO E-mail: [email protected] Tesoriere Salvatore FERRO E-mail: [email protected] Prefetto Riccardo LASIC E-mail: [email protected] Consiglieri Alberto COCCO ORTU E-mail: [email protected] Enzo PINNA E-mail: [email protected] Domenico PORCU E-mail: [email protected]