SEGNALI, SPETTRI e INFORMAZIONE 1 Tensioni e correnti Ci sono tensioni e correnti elettriche continue o alternate che alimentano circuiti e utilizzatori : esse trasportano potenza Ci sono tensioni e correnti elettriche, spesso di potenza insignificante, che trasportano qualcosa di più raffinato: informazione Per queste ultime si parla più propriamente di segnali 2 v Segnali t In elettronica per segnale si intende una grandezza elettrica (tipicamente tensione ma spesso anche corrente e a volte altro) che normalmente varia nel tempo L’informazione può essere contenuta in un segnale in vari modi. 3 Segnali analogici Se il segnale varia nel tempo con continuità e può assumere infiniti valori (in un intervallo finito) si parla di Segnale analogico In un segnale analogico l’informazione è contenuta nella forma che il segnale assume nel tempo, in particolare in ogni valore istantaneo (ampiezza) del segnale stesso 5 Mondo fisico Il mondo fisico, alle dimensioni umane, è analogico: pressione sonora, intensità luminosa, temperatura, velocità, ecc.. I segnali che traducono grandezze fisiche sono quindi tipicamente analogici: segnali audio e video, segnali di trasduttori di temperatura ecc. 6 Generico segnale analogico v t 7 Segnali digitali Se il segnale si muove nel tempo (anche con discontinuità) fra un numero finito di possibili valori (intervalli) si parla di segnale digitale o numerico Ogni intervallo definisce uno stato del segnale digitale e codifica un particolare simbolo fra i possibili (alfabeto) L’informazione dunque non è contenuta nei valori in sé ma nei simboli codificati dalla specifica sequenza di stati (intervalli) che il segnale assume in determinati istanti In realtà di digitale c’è solo la lettura (e la scrittura) dell’informazione: tutti i segnali fisici (e quelli elettrici lo sono) in quanto tali, sono analogici. 8 Elaborazione simbolica I segnali digitali sono tipicamente frutto della elaborazione umana della realtà fisica ad incominciare dal linguaggio e dalla scrittura, per finire (per ora) col microprocessore Dunque nei circuiti che realizzano funzioni logiche e/o dove c’è un microprocessore (e oramai sono ovunque...) ci sono segnali digitali In particolare i segnali che circolano nei computer e nelle comunicazioni fra computer (reti) sono digitali 9 Generico segnale digitale v t E questo segnale è analogico o digitale ? v Dipende da come gli è stata scritta sopra l’informazione: Se sta nella polarità in determinati istanti, è digitale, un po’ degradato ma leggibile t 1 0 1 0 1 0 Se invece il segnale proviene da un trasduttore analogico va letto come tale 10 Microprocessore In effetti l’avvento del microprocessore ha rivoluzionato l’elettronica e molti sono oggi i dispositivi e le apparecchiature digitali che ne sostituiscono altre analogiche, migliorandone le prestazioni (telefonia, radio, TV, satelliti, ecc.) Questa invasione di campo è avvenuta per i numerosi e notevoli vantaggi (che vedremo a tempo debito) che questa tecnica di scrittura dell’informazione ha sull’analogica e anche perché ….. 11 Conversione A/D e D/A è possibile convertire un segnale analogico in digitale e viceversa ...Naturalmente, Dopo la conversione i segnali sono totalmente diversi ma contengono la stessa informazione (ma questa è un’altra storia…) 12 Segnali periodici 1 f T Una particolare classe di segnali è costituita dai segnali periodici ovvero da segnali che dopo un certo tempo (periodo) si ripetono L’inverso del periodo è la frequenza, il numero cioè di periodi (cicli) che il segnale compie nell’unità di tempo v T t 13 Sinusoidi y senx Un segnale periodico assolutamente speciale (unico) è la sinusoide 14 Ampiezza, pulsazione, fase 2 2 f T La tipica forma in cui la si incontra in elettronica è ampiezza (v) pulsazione (rad/sec) fase (rad) Vt A sen t v A T t 15 ( Cos = Sen ; = f ) π cos t sen t 2 Ovviamente Inoltre, pur essendo solo proporzionali fra loro, riterremo equivalenti la pulsazione e la frequenza di una sinusoide 2f 16 Vettori rotanti Ricorderete che è possibile rappresentare sinusoidi con vettori (rotanti) in un piano (complesso) ..… Perché funziona ? Im Re 17 Sen + Sen = Sen (?!) La somma di due sinusoidi isofrequenziali è ancora una sinusoide isofrequenziale alle prime due ! Nota bene: possono essere anche sfasate fra loro e di ampiezza diversa..... 18 Grafico somma Sen Vedi vettori... 19 Sen’ = Sen (!?) La derivata di una sinusoide è ancora una sinusoide con la stessa frequenza della prima ! Nota: quindi anche l’integrale... 20 Grafico derivata Sen A sen t A cos t Vettori= *j ... 22 Regime sinusoidale Le due suddette proprietà consentono alla sinusoide di passare indenne in qualsiasi rete elettrica lineare può subire variazioni di ampiezza e/o di fase ma resta una sinusoide (con la stessa frequenza) Si parla allora di regime sinusoidale Il regime di corrente continua può, volendo, essere visto come caso limite di regime sinusoidale con f=0 e per esso deve valere tutto ciò che vale nel regime sinusoidale (naturalmente resta escluso il transitorio: anche la continua ‘pura’ deve essere eterna). 23 Vu/Vi Vu G Vi In regime sinusoidale è possibile (e ha senso) definire il rapporto tra uscita e ingresso di una rete lineare G è un vettore (come vettori sono le sinusoidi di ingresso e di uscita…. ) e normalmente dipende da 26 FdT V u FdT G V i G() (modulo e fase) di una rete lineare, rappresenta la funzione di trasferimento della rete (FdT), i famosi diagrammi di Bode…. Nota che sia la FdT, resta completamente definito (e prevedibile) il comportamento della rete stessa in regime sinusoidale Tutto ciò è buono ma si può avere di più, molto di più…... 27 J.B.J. Fourier Jean Baptiste Joseph Fourier 21.3.1768 16.5.1830 Théorie analytique de la Chaleur (1822) 28 Teorema di Fourier Qualsiasi segnale periodico può essere scomposto in una somma di sinusoidi (armoniche) con frequenze multiple della frequenza del segnale stesso ! (Più una componente continua…) f t A0 An sen n 0 t n n 1 30 Spettri L’insieme delle armoniche (modulo e fase) in funzione della frequenza si chiama spettro Per ogni segnale periodico ci sarà uno e uno solo sviluppo in serie di Fourier e dunque uno e uno solo spettro Le ampiezze (e le fasi) delle varie armoniche individueranno il segnale di partenza in maniera univoca: sono gli ingredienti che lo costituiscono Cambiando gli ingredienti cambia il segnale e viceversa 33 Esempi : spettri di sinusoidi A f A f sen( 0t ) 0.65 sen( 2 0t 1) 34 Il mondo delle sinusoidi A f f t 38 t Dominio del tempo - Dominio della frequenza Dello stesso segnale si parla infatti di – analisi nel dominio del tempo – analisi nel dominio della frequenza Sono due modi complementari di vedere lo stesso fenomeno t f 39 Sintesi onda quadra Lo sviluppo in serie di un’onda quadra unitaria, ad esempio, prevede tutte le fasi n = 0 , An= 0 per le armoniche pari e An = 4/n per quelle dispari: – – – – – – – – A1=4/ = 1.27 A2=0 A3= 4/ * 1/ 3 = 0.424 A4=0 A5= 4/ * 1/ 5 = 0.254 A6=0 A7= 4/ * 1/ 7 = 0.182 ecc. Vediamo... 40 Grafico sintesi onda quadra 1,5 1 0,5 0 -0,5 -1 -1,5 41 Esempi : spettri di quadra e triangolare A A t f A A t f 42 Segnali e spettri Segnali e spettri sono dunque legati 1 a 1 e quindi dare un segnale nel tempo è equivalente a dare il suo spettro. Anzi: Spesso dallo spettro di un segnale ricaviamo più informazioni (più facilmente) che dal segnale stesso (lo spettro è più analitico, ci mostra gli ingredienti base…) Nello studio dei segnali usati in telecomunicazioni ragionare in termini di spettri è indispensabile 45 Pensare ‘alla Fourier’ Ancora meglio: Possiamo pensare che ogni segnale sia niente altro che una ben precisa somma di sinusoidi e che le reti a cui lo applichiamo sentono semplicemente un certo numero di sinusoidi contemporaneamente ….. Questo modo di pensare si rivelerà molto potente 50 FdT + Fourier ! Nelle reti lineari vale la sovrapposizione degli effetti e dunque se penso il generico segnale applicato come somma di sinusoidi (spettro) … e se conosco la FdT della rete allora posso ricavare la sua risposta ad ogni armonica del segnale applicato… e dunque sommando queste risposte Posso anche ricavare la risposta della rete a qualsiasi segnale !!! 51 Esempio : onda quadra in un P.Basso A A t t A A f f 52 E l’informazione dove sta ? Abbiamo già capito che è legata alle variazioni del segnale nel tempo ma le variazioni di una sinusoide pura non bastano Neppure le variazioni di un generico segnale periodico possono contenerne tanta (possono contenere quella che ci sta in un periodo) Allora ci vorrà un segnale che non si ripeta, che non sia prevedibile, un segnale aperiodico 53 News Insomma il contenuto informativo è legato al grado di imprevedibilità del segnale Cosa c’è di più prevedibile di una sinusoide pura (eterna) ? E anche un qualsiasi segnale periodico, dopo il primo periodo, è prevedibilissimo Questo è in accordo con il senso comune: le notizie sono costituite da novità (news) o da eventi eccezionali (poco probabili) Il già noto e l’ordinario non fanno notizia e noi stessi ci annoiamo nel sentirlo ripetere 54 Trasformata di Fourier Dunque per trasportare informazioni dovremo trasmettere segnali aperiodici Ma la serie di Fourier si applica solamente ai segnali periodici ! Che spettro avranno i segnali aperiodici ? Matematicamente la cosa si complica ma le conclusioni sono abbastanza intuibili: La sommatoria di Fourier diventa un integrale e lo spettro da discreto (a righe) diventa continuo (pieno) [vedere funzione SINC] Tutte le freq. (in un certo intervallo) sono contenute nel segnale Si parla in questi casi non più di serie ma di trasformata di Fourier L’associazione segnale-spettro resta valida con tutte le sue implicazioni 58 Segnale aperiodico - Spettro continuo A A t f 59 Larghezza di banda e informazione Allora solo un segnale con spettro continuo (in una certa banda) può contenere informazione Anzi: più la banda è larga più il contenuto informativo può essere elevato Si intuisce che se le frequenze possibili sono molte, il grado di imprevedibilità, e quindi di informazione , è maggiore… Oppure, pensando ai segnali digitali, si può dire: frequenze maggiori = variazioni più rapide del segnale = maggior numero di bit nell’unità di tempo... 61 Le frequenze Pertanto per trasmettere informazione occorrerà inviare a destinazione tutte le componenti, tutta la banda del segnale Dunque bisogna avere a disposizione un canale che faccia passare una certa banda di frequenze Dato poi, come è ovvio, che, se una certa banda è occupata da un certo segnale, non potrà essere usata, nello stesso tempo, per altri segnali, si deduce che: Le bande di frequenze utili alle trasmissioni sono una risorsa da amministrare bene. 62 Domande C’è più informazione in un minuto di conversazione telefonica o in un minuto di TV ? E in una foto o in una pagina di testo ? Le bande dei segnali che trasportano queste forme di informazione come saranno ? In un computer quanta memoria occuperanno una foto, una pagina di testo, un minuto di filmato, un minuto di parlato ? E i compressori di files come funzionano ? Perché non si riesce a comprimere ulteriormente un file già compresso ? 63 Formulario (segn.spett.inf.) A t -A 4A n n sen( n0t ) 1,5 1 0,5 0 -0,5 -1 -1,5 64 Fine (Segnali, spettri e informazione) Romano Manaresi rmanaresi@racin e.ra.it 65