n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it EDITORIALE Imparare a pensare “largo” Quando un anno e mezzo fa ci sedemmo attorno a un tavolo per definire l’anima di DDAY.it, una cosa ci fu chiara: non è più tempo di “settori” e super-specialità. Una testata che si occupi solo di audio, o di video, o di informatica non ha più alcun senso. E questo al di là dei desideri dei singoli lettori che si sentono più vicini a questo o quel “mondo”. Sono i prodotti che guidano con forza verso una visione più larga. La testimonianza più chiara viene dagli smartphone che, oramai, sono qualcosa di molto diverso dai vecchi “telefonini”. Stanno di fatto sostituendo almeno tre categorie di prodotto: i navigatori GPS, i personal player e anche le console videogame. Ora, tra connessioni Bluetooth e AirPlay, tendono a diventare anche la sorgente audio domestica per eccellenza; con l’introduzione delle uscite HDMI a 1.080p e dei potenti processori Dual Core, gli smartphone possono diventare anche una sorgente video domestica e, come dimostra Atrix di Motorola, si candidano addirittura a sostituire il personal computer. Non a caso in tutti i mercati del mondo è esplosa una vera febbre da smartphone che riguarda tutti, anche coloro che non si sono mai interessati di telefonia. DDAY.it serve anche a questo: stuzzicare la curiosità di chi è sempre stato confinato in un “settore” e ora può guardare anche agli altri ambiti dell’elettronica di consumo senza sentirsi un “reietto”, un diverso rispetto agli eletti del settore. Ci piace un mondo con visioni più larghe e democratiche: e a voi? Gianfranco Giardina MWC 2011 / Abbiamo partecipato alla fiera di Barcellona e toccato con mano i prodotti presenti p. Soprattutto tablet e smartphone Dual Core L’edizione 2011 del Mobile World Congress si è appena conclusa. Tra smartphone e tablet, ecco i prodotti “hot” E SPECIAL di M. Dalli L a fiera di Barcellona ha chiuso i battenti e sono stati rivelati i trend per questo 2011 in fatto di mobilità. Il prodotto maggiormente presente in fiera, neanche a farlo apposta, è stato il tablet, in varie forme e dimensioni. L’evento è stato l’occasione per alcuni produttori di lanciarsi in questo mondo, come HTC con Flyer e LG con Optimus Pad, oppure per proporre versioni rinnovate, come è stato il caso di Samsung con il Galaxy Tab 10.1. Per tutti la base è Android, chi in versione Honeycomb per tablet, chi ancora con la versione precedente personalizzata per l’uso con schermi più grandi. E gli altri? BlackBerry non ha mostrato nessuna novità: il PlayBook era lo stesso visto all’inizio dell’anno al CES di Las Vegas. HP ha portato il suo TouchPad con webOS 3.0, molto accattivante, ma ancora un po’ acerbo forse; arriverà in estate (anche in Italia), ma non è stato possibile provarlo, indice che forse non è ancora pronto per il grande pubblico (speriamo lo sia tra qualche mese). Spazio anche a MeeGo, la cui versione per tablet è però ancora in stato embrionale e solo Intel sembra crederci davvero. Sul fronte smartphone, invece, questo è stato l’anno dei processori Dual Core per applicazioni sempre più potenti: Samsung ha presentato il Galaxy S II, mentre LG ha dato grande importanza al 3D con Optimus 3D, dotato di doppia fotoca- mera e schermo autostereoscopico. Molto interessante anche l’annuncio di Sony Ericsson che, con Xperia Play, ha dimostrato che gli smartphone potrebbero in un futuro non troppo lontano rimpiazzare le console portatili. Appuntamento ora al 2012, forse sempre a Barcellona, dopodiché la fiera potrebbe cambiare casa. Tra le candidate per il 2013 c’è anche Milano, ma sarà pronta la metropoli meneghina a diventare anche capitale mondiale del mobile? REPORTAGE / A Londra il lancio della gamma europea 2011 IN QUESTO NUMERO... Direttamente dalla convention Panasonic, tutti i nuovi TV sia plasma che LED Novità in chiave design, consumi ridotti, qualità di immagine e connettività Il futuro di Nokia passa per Microsoft pag. 2 Speciale Mobile World Congress 2011 Panasonic a tutto plasma da pag. 4 a pag. 15 di R. Pezzali D ue giorni intensi nella splendida cornice di Londra per mostrare ai giornalisti di tutta Europa le novità del 2011. Novità che per Panasonic si possono riassumere in cinque voci: plasma, 3D, LED, Connect e apps. Quest’anno Panasonic ha spinto ancora molto sul 3D anche se a fronte delle novità presentate, il 3D alla fine è passato un po’ in secondo piano. Dei nuovi prodotti attraggono soprattutto il design, la qualità di visione ma soprattutto le funzioni di connettività, con Vieracast e Viera Connect che tra qualche mese porteranno le applicazioni più usate sugli smartphone anche sulle nostre TV. Con la possibilità, per Viera Connect, di usare anche tablet e periferiche come attrezzi ginnici, cardiofrequenzimetri e gamepad per giocare. Novità anche per i consumi: la nuova linea di plasma consuma quanto un LED cancellando così un altro tabù. Nelle prossime pagine e su DDay.it tutte le novità di prodotto, le tecnologie e le impressioni sui prodotti top. Panasonic Viera TV plasma pag. 16 Panasonic TV LED pag. 17 Preview Panasonic Viera VT30 pag. 18 Anteprima LG TV 3D polarizzato pag. 19 Orb, media server pag. 22 Nuove compatte Nikon pag. 27 Test Denon CEOL pag. 30 Test Sony KDL-46HX900 pag. 31 E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it p. MWC 2011 / Annunciata la profonda ristrutturazione dell’azienda e una nuova partnership MWC 2011 Al MWC 2011 nessun nuovo prodotto ma una promessa: entro il 2011 arriverà il primo Windows Phone 7 Steve Ballmer annuncia gli aggiornamenti gratuiti per WP7 Il futuro di Nokia passa per Microsoft di P. Centofanti e R. Pezzali di M. Dalli A lla fine è arrivato l’annuncio ufficiale: il futuro di Nokia passa per Microsoft con una nuova partnership all’insegna di una stretta collaborazione che punta alla nascita di quello che potremmo definire un “terzo polo” della telefonia. Nokia e Microsoft sperano di creare una perfetta sinergia combinando le rispettive esperienze, con un accordo che prevede il mutuo scambio di tecnologie articolato come segue: • Nokia adotterà Windows Phone come principale sistema operativo per smartphone, piattaforma sulla quale lavorerà portando la propria esperienza soprattutto nel campo della fotografia; • Nokia aiuterà a sviluppare il futuro di Windows Phone portando la piattaforma di Microsoft su nuove fasce di prezzo e in nuovi mercati internazionali; • Nokia e Microsoft svilupperanno congiuntamente strategie di marketing e per l’evoluzione della piattaforma; • Bing e i servizi correlati verranno introdotti su tutti i prodotti Nokia così come la piattaforma di advertising Microsoft adCenter; • Microsoft adotterà invece Nokia Maps all’interno dei suoi servizi Bing; • Nokia contribuirà ad estendere i suoi accordi con i diversi operatori per i micro-pagamenti alla piattaforma Windows Phone per agevolare la sua diffusione nei Paesi dove la carta di credito non è molto utilizzata; • L’application store di Nokia verrà integrato all’interno di Microsoft Marketplace. Nokia e Microsoft cambiano insieme per Windows Phone 7 Non sarà una transizione semplice: Nokia, infatti, quest’anno continuerà a sviluppare la piattaforma Symbian e MeeGo e, soprattutto, apporterà modiche hardware e miglioramenti ai dispositivi per renderli “compliant” con il sistema Windows Phone. Il primo smartphone con Windows Phone 7 potrebbe arrivare entro il 2011: nei laboratori Nokia si sta facendo di tutto per bruciare i tempi e certo Windows Phone7 si rinnova a marzo non è una cosa facile. Quello che è certo è che Nokia e Microsoft cambieranno insieme: a questo punto Nokia è il principale partner della casa di Redmond che dovrà scendere a qualche compromesso per portare Phone 7 su un numero più elevato di dispositivi magari con specifiche hardware non così strette come quelle attuali e la stessa Nokia fornirà una serie di servizi e software per migliorare il sistema operativo. È indispensabile fare qualche considerazione: Windows Phone 7 era nato come un sistema operativo blindato che richiedeva una determinata risoluzione di schermo, determinate specifiche e determinati processori. È un po’ il motivo per il quale ci sono pochissimi telefoni con questo sistema operativo, tutti uguali e soprattutto tutti di fascia alta. In virtù dell’accordo con Nokia, Microsoft dovrà piano piano cambiare il core di Phone 7 per permettere a Nokia di realizzare una gamma di dispositivi e non un solo telefono o due telefoni. Per far questo dovrà iniziare a supportare diversi tipi di schermi, di processori, di memorie allentando un po’ le rigide regole presenti ora. Sarà, comunque, una transizione lenta, che inizierà dai device di fascia alta per poi coinvolgere nel 2012 anche quelli di fascia intermedia per i quali ormai un processore da 1 GHz e uno schermo da 800 x 480 pixel sarà la norma. Nokia continuerà a sviluppare anche MeeGo: indispensabile perché Microsoft al momento non offre garanzie per la parte tablet e Nokia non può star fuori da questo mercato. In ogni caso durante la conferenza non sono stati annunciati prodotti, ma sono solo state date “delucidazioni” sulle strategie che verranno seguite nei prossimi mesi e anni. Dal 1 aprile Nokia avrà una nuova struttura con due unità distinte: Smart Devices e Mobile Phones. La prima si occuperà dello sviluppo di smartphone di fascia alta, del lancio della nuova gamma di terminali Windows Phone e ingloberà i gruppi di lavoro Symbian e MeeGo. La seconda unità si concentrerà invece sui cellulari per il mercato di massa. A seguito della ristrutturazione, Nokia ha annunciato anche il completo rinnovo di tutta la dirigenza esecutiva. Nokia ha cambiato strada, ma si trova molto indietro e perderà ancora un anno fondamentale: riuscirà a riguadagnare terreno? Clicca qui per vedere il video dell’annuncio della partnership Nokia-Microsoft Steve Ballmer ritorna al MWC per annunciare quelli che saranno gli aggiornamenti di Windows Phone 7, oltre che per diffondere alcuni dati tra cui la percentuale (93%) dei clienti che si dichiara si dichiara soddisfatta nell’uso di WP7. Per gli agognati aggiornamenti, un primo passo arriverà direttamente nelle prime due settimane di marzo e porterà con sé il tanto atteso copia e incolla. Più corposo invece il secondo aggiornamento, previsto per un generico “più in là nel 2011”. In questo caso arriveranno il multitasking anche per le applicazioni di terze parti (per ora è previsto solo per quelle ufficiali Microsoft), Internet Explorer 9 e l’integrazione di Twitter all’interno dell’hub Persone. Nell’hub Office arriverà invece il supporto a SkyDrive, con la possibilità di vedere documenti (anche condivisi) salvati sul servizio di storage cloud di Redmond, mentre per la parte ludica arriverà la possibilità di controllare alcuni giochi Kinect direttamente dal telefono, per migliorare l’esperienza multiplayer. Tornando al multitasking, è stata fatta una breve dimostrazione in cui i giochi si mettono automaticamente in pausa quando si esce dal gioco, per poi riaprirsi molto velocemente. Per aprire l’elenco delle applicazioni in esecuzione sarà sufficiente tenere premuto il tasto Indietro. Per quanto riguarda, infine, Internet Explorer 9, la versione per Windows Phone 7 sfrutterà lo stesso motore della versione per desktop, così, se un sito è compatibile con il PC, lo sarà anche con lo smartphone di Windows; IE9 avrà anche la possibilità di sfruttare l’accelerazione grafica in hardware per eseguire alcuni degli script più complessi, velocizzando così l’esecuzione dei siti multimediali. Tutti gli aggiornamenti saranno disponibili in forma gratuita e per tutti i dispositivi. Non resta ora che attendere una data più precisa per il secondo aggiornamento. I veri Momenti KODAK arrivano quando condividete E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / La redazione di DDay.it ha provato in anteprima il potente tablet di casa LG First look del tablet LG Optimus Pad Ha un potente processore Tegra 2 Android 3.0 e due fotocamere per scattare in 3D. Ma lo schermo è solo 2D MWC 2011 Atrix e Xoom in Europa verso l’estate I due prodotti di punta di Motorola arriveranno in Europa tra qualche mese. Nessuna data ufficiale ma c’è la conferma del loro arrivo di M.Dalli A nche LG si butta nel mondo dei tablet e lo fa con un prodotto sulla carta estremamente competitivo: processore Dual Core nVidia Tegra 2 da 1 GHz, display da 8,9 pollici con risoluzione di 1.280 x 768 pixel e 32 GB di memoria integrata (non espandibili). Oltre a questo, l’Optimus Pad è dotato di due fotocamere da 5 Megapixel poste nella parte posteriore e capaci di riprendere video o foto in 3D, sia in modalità side-by-side che in anaglifo. Ed è proprio l’anaglifo l’unico modo per visualizzare i contenuti in 3D sullo schermo del Pad, mediante occhialini appositi: non certo la soluzione qualitativamente più appagante. Per fortuna c’è anche un’uscita HDMI che consente di riprodurre questi contenuti su una TV 3D, oltre ovviamente ai normali contenuti video fino a 1080p. A completare le specifiche troviamo anche una fotocamera frontale, per le videochiamate tramite servizi Web, WiFi “n”, Bluetooth e un modulo 3G, utilizzabile solo per dati e SMS (non è infatti possibile telefonare). La batteria, infine, ha una capacità di 6400 mAh, ma non è rimovibile. Ma come si comporta questo Optimus Pad? Innanzi tutto è estremamente reattivo, grazie all’accoppiata Honeycomb - Tegra 2, ma anche la maneggevolezza è molto buona, grazie alla dimensione che è una via di mezzo tra i tablet da 7 pollici, da alcuni definiti degli “smartphone giganti”, e quelli da 10 pollici, per altri troppo p. di P. Centofanti video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima il tablet LG Optimus Pad. Clicca qui per andare direttamente al video. ingombranti da portarsi appresso. Siamo rimasti colpiti piacevolmente anche da Honeycomb: grazie al nuovo sistema operativo di Google l’esperienza sul tablet è molto migliorata rispetto a Froyo o Gingerbread, grazie anche a soluzioni pensate per lo schermo più grande, come per esempio le notifiche e l’utilizzo di Chrome come browser, con tanto di tab, che fornisce un’esperienza di navigazione simile a quella di Chrome per desktop. Tornando all’Optimus Tab, rimaniamo invece un po’ scettici sulla registrazione e riproduzione 3D: la scelta dell’anaglifo, per quanto “obbligata” dallo schermo non 3D, ci riporta indietro di qualche decennio e di certo non gioca a favore della “causa 3D”. Chi infatti guarda il 3D su questo schermo con gli occhialini anaglifi difficilmente si farà un’idea positiva della tecnologia. Tolto questo aspetto, l’Optimus Tab rimane un ottimo prodotto, ben realizzato e piacevole da usare. Non si sa ancora al momento il prezzo, ma ci riserviamo di provarlo più approfonditamente quando sarà disponibile la versione finale, verso il mese di aprile. Alcuni dei prodotti più interessanti visti al CES di Las Vegas erano targati Motorola: l’innovativo smartphone Atrix e il tablet Android 3.0 Xoom, entrambi presentati come prodotti per il mercato nordamericano. Ma a Barcellona Motorola ha annunciato ufficialmente l’estensione all’Europa del tablet da 10.1 pollici con Tegra 2 di nVidia, il cui arrivo è previsto per il secondo trimestre del 2011. Nessun annuncio ufficiale per quanto riguarda l’Atrix, ma parlando con lo staff Motorola ci è stato confermato il suo arrivo sempre verso l’estate. Tornando allo Xoom, il tablet con fotocamera da 5 Megapixel e display 1.280x800 pixel, segnaliamo la disponibilità in due versioni: con connettività 3G e Wi-Fi e con solo modulo Wi-Fi, seguendo quindi la stessa strategia di Apple per il primo modello di iPad. Ancora nessuna parola ufficiale, invece, per quanto riguarda il prezzo europeo. Chi se lo fosse perso, può visualizzare il filmato del nostro primo incontro con lo Xoom (al CES di Las Vegas) cliccando sull’immagine pubblicata di seguito. I veri Momenti KODAK arrivano quando condividete E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / 3D protagonista anche alla fiera di Barcellona: è il turno del primo smartphone 3D LG Optimus 3D provato in anteprima il primo con display e videocamera 3D Riprende e visualizza filmati e foto 3D: è il nuovo Optimus 3D di LG, basato su Android e con processore Dual Core Arriverà in Italia verso maggio ma noi lo abbiamo già provato in anteprima. Ecco le prime considerazioni di M. Dalli p. MWC 2011 Nokia E7: prime impressioni da Barcellona In una fiera parallela al Mobile World Congress, Nokia esponeva alcuni dei suoi ultimi modelli, tra cui l’ E7 A ssieme all’Optimus Pad, LG ha annunciato al Mobile World Congress di Barcellona un altro prodotto 3D, l’Optimus 3D. Si tratta di uno smartphone Android basato su processore Dual Core di Texas Instruments, in cui il 3D (com’era lecito aspettarsi) la fa da padrone. Sul retro troviamo due fotocamere da 5 Megapixel con flash, per consentirci di scattare foto e riprendere video tridimensionali; questi contenuti possono poi essere rivisti o su un TV, grazie all’uscita HDMI, oppure direttamente sullo schermo del telefono. L’Optimus 3D monta infatti un display LCD da 4 pollici (800 x 480 pixel di risoluzione) autostereoscopico, che consente cioè di vedere immagini 3D senza bisogno di occhialini. Nella parte frontale del telefono, sopra al display, fa capolino una terza fotocamera, con risoluzione VGA, dedicata alle videochiamate. All’interno, invece, oltre al processore Texas Instruments troviamo anche connettività Wi-Fi “n”, Bluetooth e HSPA fino a 14,4 Megabit/s in download. Per quanto riguarda la memoria, infine, è tutto affidato allo slot micro SD, che può ospitare card fino a un massimo di 32 GB. Abbiamo avuto modo di provare in anteprima il ter- di M. Dalli video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima lo smartphone LG Optimus 3D. Clicca qui per andare direttamente al video. minale e possiamo fornire qualche impressione (per la prova completa, si consiglia la visione del video accessibile da questa stessa pagina): nel complesso l’effetto 3D ci è parso soddisfacente, forse leggermente migliore di quello del Nintendo 3DS (in virtù anche dello schermo più grande); fortunatamente la barriera di parallasse posta davanti al display diventa quasi invisibile nella visione di contenuti 2D. Rimane però da chiarire l’effettiva qualità degli scatti e dei video girati in modalità stereoscopica, ma questo è un aspetto che approfondiremo non appena potremo provare un esemplare definitivo; l’oggetto di questa anteprima, infatti, era un campione di preproduzione. L’uscita è comunque prevista per il mese di maggio a un prezzo ancora da definire, ma possiamo aspettarci un Premium Price in virtù della novità tecnologica. Sebbene non figurasse come espositore, Nokia era senza dubbio presente a Barcellona, e non solo per voce del suo CEO Stephen Elop, impegnato insieme a Steve Ballmer nella presentazione della partnership tra le due aziende. Nokia era infatti espositore presso un evento parallelo chiamato MobileFocus, anch’esso ospitato nel capoluogo catalano. In questa “fiera nella fiera” Nokia ha mostrato alcuni dei suoi ultimi modelli di smartphone, fornendoci un’occasione per toccare con mano il Nokia E7, che potremmo definire la versione “business” dell’N8. Da quest’ultimo, infatti, l’E7 eredita le dimensioni, la forma e le specifiche tecniche, ma in più aggiunge una pratica tastera QWERTY che tanto sta a cuore a chi usa lo smartphone come “macchina da scrivere” per e-mail, testi e quant’altro. Per il resto troviamo un display OLED da 4 pollici, finiture in alluminio e il sistema operativo Symbian 3. Ottimo hardware, ma il software sarà all’altezza? Per scoprire più da vicino questo nuovo smartphone, si consiglia la visione del filmato, accessibile cliccando sulla foto. I veri Momenti KODAK arrivano quando condividete E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / First look di due prodotti molto interessanti: lo smartphone Galaxy S II e il tablet Galaxy Tab 10.1 p. Due nuove galassie Samsung in salsa Android Uno smartphone con processore Dual Core e schermo Super AMOLED Plus e il nuovo Galaxy Tab con schermo da 10.1 pollici e Honeycomb La redazione di DDay.it ha realizzato un’interessante anteprima (anche in video) di entrambi i prodotti che promettono davvero bene di P. Centofanti C on una faraonica (e per certi versi estenuante) conferenza stampa, Samsung ha annunciato a Barcellona due nuovi prodotti della famiglia Galaxy, lo smartphone Galaxy S II e il nuovo tablet Galaxy Tab 10.1, entrambi ampiamente previsti. Partiamo dallo smartphone, evoluzione - come suggerisce il nome - del fortunato Galaxy S e del quale eredita i suoi punti di forza migliorandoli: ecco allora il processore Dual Core da 1 GHz, lo schermo da 4.3 pollici Super AMOLED Plus, lo spessore di appena 8.49 mm, la fotocamera da 8 Megapixel capace di riprendere video a 1.080p più una frontale da 2 Megapixel per le videochiamate e Android 2.3 Gingerbread con importanti novità sul fronte dei contenuti. Samsung introduce, infatti, quattro di quelli che definisce “Hub”: Reader Hub, Social Hub, Music Hub e Gaming Hub. Il primo propone magazine, quotidiani in 49 lingue e libri. Il Music Hub lancia una partnership con lo store digitale 7Digital per l’acquisto diretto di file MP3, mentre il Gaming Hub proporrà una selezione di giochi in grado di sfruttare le caratteristiche del processore dual core e della nuova GPU. Il Social Hub integra all’interno di una sola applicazione contatti, social network, calendari e posta elettronica. Dal punto di vista tecnico il Galaxy S II introduce la connettività HSPA+ fino a 21.5 MBit/s in download, Bluetooth 3.0, A-GPS, accelerometro, bussola digitale, giroscopio, sensori di prossimità e di luce ambientale. Sarà disponibile con memoria integrata da 16 e 32 GB più slot per schede microSD. Grande peso è stato dato inoltre alla tecnologia NFC (Near Field Communication) che aprirà le porte ai micropagamenti direttamente con il cellulare. La seconda star della serata, seppur presentata in coda e un po’ frettolosamente, è il nuovo tablet, il Galaxy Tab 10.1, cifra che indica la nuova dimensione dello schermo LCD, da 10.1 pollici appunto e con risoluzione di 1.280 x 800 pixel. Tantissime le differenze rispetto al Galaxy Tab, a cominciare dal sistema operativo che è già Android 3.0 Honeycomb. I dati tecnici ricordano da vicino quelli del Galaxy S II in effetti: processore Dual Core da 1 GHz (nVidia Tegra 2 tanto per cambiare), fotocamera principale da 8 Megapixel con ripresa video in Full HD a 30 fps, fotocamera frontale da 2 Megapixel, connettività HSPA+ oltre naturalmente a Wi-FI e Bluetooth (2.1 in questo caso). Spesso circa 10 mm e soprattutto con un peso di 600 gr, con memoria integrata da 16 e 32 GB, il nuovo Galaxy Tab arriverà in primavera inizialmente con Vodafone. Sia per il Galaxy S II che per il Tab 10.1 non sono stati al momento annunciati prezzi. Fist Look: il Galaxy Tab 10.1... Dopo la conferenza stampa di presentazione, abbiamo avuto modo di provare in anteprima entrambi i nuovi prodotti Samsung; le nostre impressioni sul tablet sono molto positive: il dispositivo è robusto ma molto leggero e rispetto al prece- dente tablet con schermo da 7 pollici si ha un minore senso di claustrofobia durante l’utilizzo. Il desktop è bello spazioso e l’interfaccia touchscreen molto fluida e reattiva, anche se dobbiamo dire che il modello in prova non offriva una grande dotazione di applicazioni. In ogni caso aspettiamo naturalmente di sapere il prezzo, ma con il Galaxy Tab 10.1 Samsung sembra avere in mano un prodotto molto interessante. ... e lo smartphone Galaxy S II Discorso analogo per quanto concerne lo smartphone erede del celebre Galaxy S: la prima cosa che colpisce è il bel display Super AMOLED Plus da 4.3”. Se la risoluzione non va oltre i classici 800 x 480 pixel, la sensazione di definizione è netta, i caratteri sono taglienti e precisi, per non parlare di contrasto e brillantezza Galaxy S II dei colori. Anche la luminosità ci è parsa migliorata. L’aspetto che forse ci ha meno convinto è invece quello estetico: come tutte le ultime proposte Samsung, anche il nuovo Galaxy S II è in plastica, caratteristica che indubbiamente dona al telefono una piacevole leggerezza, ma dà quasi l’impressione di stringere nelle mani una versione giocattolo del vero dispositivo. Anche il design non è dei più originali, ma alla fine sono i contenuti tecnologici che contano, no? Il Galaxy S II utilizza il sistema operativo Android 2.3 e, come è ben visibile dal nostro filmato (che è accessibile cliccando sulle immagini qui sotto), interfaccia personalizzata TouchWiz e diverse applicazioni ad hoc a cominciare dai quattro Hub precedentemente citati. Al momento non sappiamo ancora prezzo e quando sarà disponibile. video Sul canale DDAYVideo di YouTube trovi le prime impressioni su Galaxy S II e Galaxy Tab 10.1. Clicca sulle immagini per andare ai video. Galaxy Tab 10.1 I veri Momenti KODAK arrivano quando condividete E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / Presentato a margine della fiera l’evoluzione del Folio 100 in chiave Honeycomb A maggio il tablet Toshiba con Android 3.0 Mostrato solo un prototipo decisamente preliminare di cui non si conosce ancora né il nome né il prezzo di M. Dalli P ur non esponendo al Mobile World Congress, Toshiba non ha voluto mancare all’appuntamento catalano portando in forma “privata” a Barcellona quello che sarà il nuovo tablet, erede del non fortunatissimo Folio 100. Questo nuovo tablet sarà basato su Android 3.0 Honeycomb, avrà uno schermo da 10.1 pollici in formato 16:10 (1.280 x 800 pixel di risoluzione) e al suo interno batterà un cuore nVidia: tanto per cambiare, infatti, anche questo tablet di Toshiba monterà il famoso Tegra 2. Non mancano poi una doppia fotocamera (5 Megapixel posteriore e 2 Megapixel frontale), il GPS integrato, il Wi-Fi N e, opzionalmente, il 3G. Sul fronte connessioni troviamo invece una porta USB, una HDMI e uno slot per card SD. Massimo riserbo per quanto riguarda invece il nome e, soprattutto il prezzo. Si sa però che potrebbe uscire nella prima metà dell’anno, probabilmente a maggio. Ci sarebbe piaciuto fare una piccola prova del nuovo tablet, ma l’esemplare portato a Barcellona era decisamente preliminare, tanto che il sistema operativo installato era ancora Android 2.2. Se ne riparlerà quindi tra qualche mese, per il momento dobbiamo accontentarci dell’aspetto esteriore. MWC 2011 / Tutti i prodotti saranno disponibili in vendita in Italia a partire dal mese di marzo Arrivano i tablet Acer, svelati i prezzi Presentati Iconia Tab e Iconia Smart. Atteso per marzo anche Liquidmini, uno smartphone con Android Froyo di C. Stellari A cer lancia ufficialmente i suoi nuovi prodotti; in gran parte si tratta di modelli di cui avevamo già fatto conoscenza al CES di Las Vegas di inizio anno. Nella foto sotto vediamo ICONIA TAB W500, tablet con display da 10” multitouch ad alta risoluzione e sistema operativo Windows 7; è dotato del processore AMD C-50 e di chip grafico AMD Radeon™ HD6250. Si tratta di una soluzione che coniuga la semplicità di utilizzo del tablet con la familiarità d’uso del PC, grazie alla possibilità di utilizzare una tastiera docking di dimensioni normali, una soluzione perfetta per abbinare intrattenimento e produttività. Sarà disponibile in Italia a fine marzo nella versione Wi-Fi al prezzo consigliato di 599 € per il modello con tastiera, 499 € senza tastiera. Per chi preferisce Android ecco ICONIA TAB A500 (foto in alto a destra), tablet su cui sarà installato Honeycomb. Anch’esso ha un display HD da 10,1”, è dotato di processore DualCore nVidia Tegra 2, connettività Wi-Fi, 3G (opzionale) o Bluetooth® 2.1, fotocamera da 5 Megapixel, l’uscita HDMI 1080p permette di collegare il tablet al TV. Sarà disponibile in Italia a partire dal mese di aprile, al prezzo consigliato di 499 € nella versione Wi-Fi. ICONIA TAB A100 è un tablet da 7” compatto e sottile, sempre con sistema operativo Android 3.0 Honeycomb. Utilizza la tecnologia Dual-Core nVidia Tegra 2 e GPU nVidia GeForce. Acer per questo modello non ha ancora comunicato disponibilità e prezzo. Mol- to particolare ICONIA SMART, un prodotto caratterizzato dalla forma allungata e compatta, sottile e leggermente ricurva: combina le funzionalità di uno smartphone in un formato simile a quello dei tablet, 100% smartphone e 100% tablet come sottolinea Acer. È dotato di un display multitouch da 4.8” in formato 21:9, il sistema operativo installato è Android 2.3 Gingerbread. La disponibilità è prevista a partire dal mese di aprile, al prezzo di 499 €. In arrivo anche lo smartphone Liquidmini con sistema operativo Android Froyo, offre un display da 3.2” e fotocamera da 5 Megapixel. Sarà in vendita in diversi colori a partire dal mese di marzo al prezzo di 249 €. p. MWC 2011 Hitachi lancia il primo display HD da 4,5” Hitachi ha annunciato un display con una risoluzione di ben 1280 x 720 pixel racchiusi in 4,5 pollici di diagonale, il tutto per una densità record di 329 dpi, abbastanza per battere l’ottimo Retina Display dell’iPhone 4. Il display Hitachi LCD IPS promette prestazioni di tutto rispetto: il rapporto di contrasto è pari a 1.100:1, la luminosità raggiunge il valore di 500cd/m2 e l’uso di nuove tecnologie per il controllo della retroilluminazione consente un’accurata riproduzione dei colori. Un display perfetto, quindi, per soddisfare la crescente richiesta di dispositivi portatili in grado di visualizzare immagini in alta definizione. Il super display Hitachi sarà in produzione a partire dal mese di ottobre di quest’anno. MWC 2011 Foursquare parla anche italiano Vi è mai capitato di vedere amici e conoscenti estrarre lo smartphone prima di entrare in un locale pubblico o di recarsi in un luogo e digitare sullo schermo? Probabilmente il vostro amico sta effettuando il “check-in” su Foursquare, ovvero sta registrando la sua posizione tramite il sistema di geolocalizzazione per renderla visibile ai propri contatti sui social network. L’applicazione permette anche di inserire un commento o una recensione sul posto visitato, guadagnando punti, e chi si registra più volte nello stesso luogo ne diventa il Sindaco, fino a quando ovviamente qualcuno non gli strappa il primato. La popolare applicazione disponibile per Blackberry, iPhone e Android si rinnova e si arricchisce della traduzione in 5 nuove lingue: italiano, francese, tedesco, spagnolo e giapponese; a darne l’annucio è stato lo stesso Dennis Crowley, CEO e cofondatore di Foursquare. Chi già lo utilizza non dovrà fare altro che effettuare l’aggiornamento, per tutti gli altri non resta che scaricare l’applicazione e provarla. Trasformate ogni momento in un ricordo premendo un solo pulsante BASTA PREMERE M530 M531 M550 M575 M580 M590 E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it p. MWC 2011 / Attraverso gli SMS è possibile accedere a Facebook anche senza uno smartphone MWC 2011 Facebook è indiscutibilmente un grandissimo successo ma non tutti hanno uno smartphone per potervi accedere in mobilità. Da Gemalto arriva però la soluzione basata su SMS che si chiama Facebook for SIM Quad Core con GPU integrata 5 volte più potente di Tegra 2 Facebook senza Internet? Con Gemalto sì di P. Centofanti di M. Dalli I l fenomeno Facebook ha ormai raggiunto proporzioni immense, tanto che è ormai difficile trovare qualcuno che ne sia fuori. Non tutti, però, hanno uno smartphone o accesso a Internet da cellulare per poter sfruttare il servizio anche in mobilità. Per ovviare a questo inconveniente Gemalto ha una soluzione molto semplice: integrare Facebook all’interno della SIM e usare gli SMS per la comunicazione dati. Facebook for SIM, questo il nome del servizio, Il nuovo super Tegra si chiama “Kal-El” consente agli operatori di lanciare una scheda SIM compatibile con tutti i telefoni GSM con il servizio all’interno. La prima volta che si inserisce la scheda nel telefono ci verranno chieste le credenziali di accesso a Facebook, memorizzate successivamente all’interno della schedina. A quel punto sarà possibile inviare messaggi sulla propria bacheca, su quella degli amici, vedere i commenti e gli aggiornamenti inviando un SMS direttamente dal menù appositamente sviluppato da Gemalto. ll sistema è limitato ai soli messaggi di testo. Abbiamo chiesto ai produttori se sono previste anche versioni basate su MMS per gestire foto e video, ma la risposta è stata negativa: visto il mercato a cui si rivolge Facebook for SIM, gli SMS bastano e avanzano. La palla passa ora agli operatori, che devono integrare il servizio nelle loro SIM e pensare a un’offerta commerciale. Sicuramente si tratta di un’ottima idea che consente di portare il social network più famoso anche nei paesi meno sviluppati dove l’accesso a Internet in mobilità non è così scontato. Se siete curiosi di scoprirne il funzionamento, cliccando nell’immagine a sinistra potete vedere il video di presentazione ufficiale (in lingua inglese). Immaginate di riprodurre su un tablet con un display ultra-risoluto un filmato da 2.560x1.600 pixel oppure di giocare a World of Warcraft senza compromessi sulla grafica. Tutto ciò potrebbe essere possibile grazie a Project Kal-El, nuovo processore per dispositivi portatili annunciato da nVidia: 5 volte più potente di Tegra 2, più performante di un processore Intel Core 2 Duo per PC, composto da una CPU Quad-Core e da una GPU a 12 core, il tutto in un solo chip integrato a basso consumo. Ma l’evoluzione di Tegra non si ferma qui: Nvidia ha annunciato Stark per il 2014, processore 75 volte più potente di Tegra 2, passando prima per Wayne e Logan, nel 2012 e 2013. Nvidia ha mostrato un prototipo in cui un tablet era in grado di renderizzare un campo di battaglia in grafica 3D. I primi dispositivi potrebbero arrivare nella seconda metà di quest’anno. MWC 2011 / La nuova piattaforma si rinnova e introduce una look-screen personalizzata, un layout management e l’audio 3D Samsung lancia la versione 2.0 del sistema operativo Bada L’annuncio è stato dato durante il Bada Developer Day, un evento ospitato all’interno del Mobile World Congress di Barcellona a cui hanno partecipato oltre 200 sviluppatori. Diverse sono le novità tra cui il supporto alle tecnologie NFC, HTML5 e WAC, al multitasking e al riconoscimento vocale di C. Stellari S amsung a Barcellona ha annunciato il rilascio la versione 2.0 di Bada, la sua piattaforma software per smartphone. La nuova versione porta con sé diverse migliorie, tra cui il supporto alle tecnologie Near Field Communication (NFC), HTML 5 e WAC, al multitasking e il riconoscimento vocale. Migliorata anche l’esperienza di utilizzo offerta dai terminali Bada, con l’introduzione di una lock-screen personalizzata, di un layout management e dell’audio 3D. In un mondo sempre più dominato da Android e iOS (in rigoroso ordine alfabetico) e con la recente nascita del terzo polo Nokia/ Windows Phone 7 il successo di Bada passa anche e so- prattutto attraverso lo sviluppo di un valido ecosistema. Samsung questo lo sa bene, non a caso la nuova piattaforma è dotata di un nuovo e migliorato Software Development Kit (SDK) che facilita ulteriormente l’accesso al mondo Bada agli sviluppatori che lavorano su sistemi operativi. L’SDK comprende funzionalità aggiuntive come un analizzatore di codice avanzato e un simulatore più veloce, tutti strumenti che consentono agli sviluppatori un debug più rapido delle proprie applicazioni. In questa direzione vanno anche altre importanti iniziative, come ad esempio le giornate dedicate agli sviluppatori che Samsung ha organizzato in oltre 40 paesi nel mondo, riscuotendo grande interesse e coinvolgimento da parte degli sviluppatori. “Siamo entusiasti del successo registrato da Bada a partire dal lancio avvenuto lo scorso anno al MWC. Con questa nuova versione di bada 2.0 abbiamo cercato di realizzare una piattaforma ancor più versatile e robusta, in grado di replicare il successo del suo predecessore. Abbiamo anche creato e rafforzato l’ecosistema intorno a Bada, consentendo agli sviluppatori di creare le applicazioni di cui i nostri clienti hanno bisogno,” ha dichiarato JK Shin, Presidente e Head della sezione Mobile Communications Business di Samsung. Secondo quanto comuni- cato Bada ha già raggiunto importanti risultati: il numero totale di download di applicazioni scaricate a livello mondiale dall’ Application Store Samsung supererà a breve gli 80 milioni. Ce la farà davvero Bada a crescere ulteriormente e ad affermare la sua posizione? Samsung ci crede fortemente. E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / Smartphone touchscreen, tablet ed eBook Reader: una soluzione per ogni esigenza Da Onda il tablet italiano Android 2.2 L’azienda di Pordenone si affida ad Android, installato anche sul nuovo tablet My Tab da 7” e su uno smartphone touchscreen, il primo con tecnologia dual SIM (una HSDPA e una 2G) e sistema operativo Froyo di C. Stellari C’ è anche un po’ di Italia a Barcellona al Mobile World Congress: per il secondo anno consecutivo Onda Communication offre al pubblico la possibilità di toccare con mano le sue ultime novità. “Anche quest’anno presentiamo in anteprima al Mobile World Congress la tecnologia mobile più innovativa. Abbiamo scelto proprio questa importante vetrina per annunciare la nostra entrata nel mercato Android, e in particolare il primo smartphone Dual SIM con sistema operativo Froyo”, ha commentato Mauro Placer, Direttore Marketing di Onda Communication. Il nuovo smartphone Android phone (nella foto, a destra), può infatti gestire una SIM HSDPA e una 2G, ha display touchscreen da 3,2” e memoria espandibile fino a 32 GB: quanto basta per ospitare una vasta collezione di musica e video. Il tablet Android My Tab (nella foto, a sinistra), ha schermo da 7” ed è dotato di connettività Wi-Fi e 3G High Speed che può essere utilizzata per connettersi alla Rete, ma anche per effettuare chiamate vocali o per mandare SMS e MMS. A bordo di My Tab è installata la versione 2.2 di Android; tra le caratteristiche indicate dalla casa figura anche la possibilità di videogiocare in 3D. Tra le altre novità presentate dall’azienda di Pordenone figurano anche il nuovo cellulare Dual SIM TWICE con sistema operativo proprietario, schermo da 2,8” e fotocamera integrata da 3 MP: le linee ricercate e le diverse colorazioni (azzurro, viola, bianco e nero) lo rendono un ottimo prodotto per un’utenza giovane e alla moda. Rinnovata anche la gamma di eBook reader con quattro nuovi modelli, di cui ben due con schermo E-Ink a colori (MyTile 10C e MyTile 10C Pro). Si tratta in entrambi i casi di modelli da 9,7“ con risoluzione di 800x600 pixel, supporto Wi-Fi e 3G (opzionale sul MyTile 10C) e compatibilità con i più diffusi formati di testo, tra cui PDF ed ePub (anche con DRM Adobe). La differenza tra i due modelli è data, oltre che dal modem 3G, anche dallo schermo: nel MyTile 10C Pro lo schermo è infatti sensibile al tocco, non nel 10C “liscio”. Questi e-book reader arriveranno sul mercato, sia in forma libera che legata agli operatori telefonici, tra un paio di mesi. MWC 2011 / ChaCha e Salsa sono i due smartphone di HTC pensati per il mondo dei social network “Facebook-fonino?” HTC ne farà ben due Con un annuncio un po’ a sorpresa HTC ha presentato ben due modelli di smartphone con sistema operativo Android Gingerbread 2.3 dedicati al mondo di Facebook. Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche di M. Dalli È da un po’ che si mormora di un possibile ingresso di Facebook nel mondo della telefonia mobile; oggi finalmente HTC ha tolto i veli a quelli che sono i primi due smartphone dedicati al social network più famoso: ChaCha e Salsa. Entrambi girano su sistema operativo Android Gingerbread 2.3 e integrano un apposito tasto per Facebook. La cosa interessante è che questo tasto non serve solo per aprire la pagina di Facebook, cosa che peraltro può essere fatta con qualsiasi icona sul desktop, ma cambia la propria funzione a seconda del contesto. Se ad esempio abbiamo appena scattato una foto, il tasto Facebook consente di caricarla e condividerla immediatamente con gli amici; se invece stiamo ascoltando una canzone ecco che, premendo il tasto apposito, potremo condividere sulla nostra bacheca le informazioni relative a quel brano. Consente anche di effettuare il check-in tramite la funzione Luoghi, da poco attiva anche in Italia. Al di là di questa base comune, ChaCha e Salsa sono molto diversi tra loro: ChaCha propone un piccolo display touch da 2,6” (480x320 pixel di risoluzione) e una tastiera QWERTY sotto allo schermo, ideale per chi non si trova a proprio agio con le tastiere virtuali. Salsa, invece, è completamente touch e offre uno schermo da 3,4”, con risoluzione sempre di 320x480 pixel. Non può mancare la fotocamera da 5 Megapixel a cui, su ChaCha, se ne aggiunge un’altra frontale. Entrambi i dispositivi saranno disponibili dal secondo trimestre dell’anno, a un prezzo ancora da comunicare. Visto il target, però, c’è da sperare in un posizionamento piuttosto aggressivo per attirare i giovani, pubblico per cui questi due smartphone sono nati. p.10 MWC 2011 Con Samsung lo smartphone scatta a 12 MP Samsung presenta nuovi sensori CMOS Back Side Illuminated (BSI) di G. De Gaetani Samsung ha presentato due nuovi sensori fotografici CMOS “retroilluminati” che dovrebbero rendere più fruttuose le riprese effettuate con smartphone o con altri dispostivi mobili dotati di fotocamera. La tecnologia BSI (Back Side Illuminated) permette ai sensori che equipaggiano le fotocamere di ricevere più luce, consentendo di riprendere una scena a una sensibilità inferiore (cioè con ISO più bassi) ottenendo così filmati e foto con una “granulosità” notevolmente ridotta rispetto ai sensori tradizionali non retroilluminati, specialmente in ambienti con scarsa illuminazione. Il “minore” dei due, S5K3H2, è un sensore CMOS da 8 Megapixel che, oltre ad offrire i vantaggi della retroilluminazione, consente di ottenere notevoli risparmi nei consumi delle batterie. L’altro sensore, S5K3L1, ha una risoluzione di 12 Megapixel e consente di applicare un filtro opzionale che, oltre a rendere più luminose le immagini acquisite (fino al 30% in più rispetto a quelli tradizionali), ne riduce il rumore. Un‘elettronica dedicata, inoltre, permetterà di effettuare correzioni delle immagini attraverso processi di compensazione del colore e della luminosità rendendo le scene più naturali. Entrambi i sensori consentiranno di registrare in Full HD a 30 fps, 720p sino a 60 fps (90 fps sul modello superiore) e con risoluzione VGA (640x480) con un frame rate di 120 fps, utile in caso di riprese in “slow motion”. La produzione dei sensori dovrebbe avvenire subito dopo l’estate ma non è ancora noto quali saranno i primi dispositivi ad avvalersene. E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / Tante le funzionalità presenti nel tablet HTC con interfaccia grafica personalizzata e un utile pennino capacitivo p.11 Ancora Android per Flyer, il primo tablet di HTC HTC punta a distinguersi con il suo primo tablet con sistema operativo Android: niente Honeycomb ma una nuova versione di HTC Sense, fortemente caratterizzata e studiata per schermi più grandi. Non solo per un utilizzo business, con Flyer si potrà giocare (OnLive) e guardare film (HTC Watch) di P. Centofanti A nche HTC entra nell’arena dei tablet e lo fa a modo suo, con una forte caratterizzazione per non arrivare sul mercato semplicemente con un altro slate Android. L’HTC Flyer è sì basato sul sistema operativo di Google, ma come il resto della gamma di HTC presenta un’interfaccia grafica totalmente personalizzata, estendendo HTC Sense anche ai “grandi schermi”. Niente Honeycomb quindi per ora. Ma partiamo dalle caratteristiche tecniche: design unibody in alluminio, schermo touchscreen LCD da 7 pollici con risoluzione di 1.024x600 pixel, processore Qualcomm da 1.5 GHz, 1 GB di RAM, 32 GB di memoria integrati, HSPA a 14.4 Mbit/s in download, fotocamera frontale da 1.3 Megapixel e posteriore da 5 Megapixel, 415 grammi di peso, batteria in grado di offrire un’autonomia di circa 6 ore. Non è un telefono, ma sarà possibile effettuare videochiamate tramite la nuova applicazione HTC. Esaminando il software, l’interfaccia a schermo è molto simile a quella degli smartphone Android ma con alcune differenze, come nuovi widget con animazioni 3D per passare dall’uno all’altro, o la dock per le applicazioni preferite più larga che ruota insieme allo schermo. Funzione esclusiva di Flyer è HTC Scribe che con un particolare pennino capacitivo permette di effettuare annotazioni sui documenti e di sincronizzare note prese a mano con Evernote. Flyer può sembrare decisamente improntato a un utilizzo business ma presenta anche due caratteristiche decisamente consumer: HTC Watch e OnLive. Con questo primo servizio HTC si propone anche come fornitore di contenuti e in particolare con uno store per il download di film, frutto dell’acquisizione di Saffron Digital. Con OnLive, altra compagnia in cui HTC ha deciso di investire, Flyer potrà accedere a giochi di primo piano in streaming attraverso la particolare tecnologia di gaming in the cloud: il gioco gira su server remoti, mentre video e comandi vengono trasmessi anche su rete 3G. Entrambe le funzionalità saranno disponibili anche per il mercato italiano. L’HTC Flyer arriverà entro giugno con un prezzo ancora da annunciare. MWC 2011 / Allo stand di Sony Ericsson del MWC abbiamo giocato con Xperia Play, primo smartphone PlayStation Certified Sony Ericsson Xperia Play: giocarci è un vero piacere Sony Ericsson ha annunciato finalmente il nuovo “PlayStation Phone”: si chiamerà Xperia Play e arriverà in primavera. Ecco le nostre prime impressioni di M. Dalli E ra ormai diventato “il segreto di Pulcinella”, così non ha stupito più di tanto l’annuncio di Xperia Play, nuovo smartphone Android Gingerbread di Sony Ericsson. Si tratta di un terminale con schermo LCD da 4 pollici, ovviamente touchscreen, con risoluzione di 480x854 pixel, ma ciò che lo distingue dagli altri smartphone è la presenza dei comandi da gioco della PlayStation. Questo Xperia Play ha infatti lo stesso meccanismo a scorrimento di una tastiera QWERTY, ma al suo posto troviamo i classici controlli da gioco della console di Sony, compresi i bumper anteriori. Xperia Play è compatibile con PlayStation Suite, può quindi accedere a una serie di giochi pensati appositamente per questa piattaforma (si parla di 50 titoli al lancio) ed è anche il primo con certificazione PlayStation. Il cuore del sistema è costituito da un processore Qualcomm Snapdragon da 1 GHz, coadiuvato da un processore grafico dedicato Adreno, che assicurano un’esperienza di gioco molto fluida, fino a 60 fps. Tra le altre caratteristiche troviamo una fotocamera da 5 Megapixel, ma solo 400 MB di memoria integrata. Per espanderla bisognerà ricorrere all’utilizzo di schede microSD; una da 8 GB è già inclusa nella confezione, ma ovviamente si può arrivare fino a 32 GB. Sul fronte della connessioni troviamo l’HSPA per il collegamento alla rete cellulare di terza generazione, oltre a Wi-Fi, Bluetooth e A-GPS. Il Sony Ericsson Xperia Play sarà disponibile a partire dal mese di marzo a un prezzo di circa 600 euro (si parla di 599 euro per il momento, ma potrebbero esserci variazioni dell’ultimo minuto). Ma come si comporta questo Xperia Play? Si riesce a giocare bene? Per scoprirlo siamo andati allo stand Sony Ericsson a provarlo; ecco le nostre prime impressioni in questo breve filmato che potete vedere cliccando qui sotto. video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima il Sony Ericsson Xperia Play. Clicca qui per andare direttamente al video. E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MWC 2011 / Piccolo restyling e conferma dell’interfaccia HTC Sense sono i punti chiave su cui si basano i nuovi modelli con la “S” p.12 Smartphone Android per tutti i gusti da HTC Vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei tre nuovi smartphone Android presentati al MWC da HTC: Wildfire S, Desire S e Incredible S In arrivo tra aprile e giugno anche in Italia, non offrono però quel salto evolutivo che dal punto di vista tecnologico qualcuno si aspettava di P. Centofanti H TC ha presentato tre nuovi smartphone Android: l’evoluzione di Desire e Wildfire e l’introduzione in Europa dell’Incredible. Tutti i nuovi smartphone aggiungono una S al nome, presentano un leggero restyling, l’interfaccia HTC Sense, ma sul versante delle caratteristiche tecniche non c’è forse quel salto evolutivo che qualcuno si aspettava. I due smartphone di fascia più alta sono il Desire S e l’Incredible S, entrambi con processore Qualcomm Snapdragon Single Core MSM8255 da 1 GHz. Per il Dual Core è probabile che HTC aspetti di aggiornare il Desire HD. L’Incredible S (a destra nella foto) presenta un design quanto meno curioso, tutto scuro e con una parte posteriore particolare. Il display è da 4 pollici, LCD e con risoluzione di 800x480 pixel. La fotocamera è da 8 Megapixel con registrazione video a 720p, ma c’è anche una fotocamera frontale da 1.2 Megapixel per effettua- re videochiamate con una nuova applicazione lanciata da HTC. Incredible S ha una memoria da 768 MB, 1.1 GB di memoria integrata espandibile con schede microSD. I prodotti presenti al Mobile World Congress montavano Android 2.2, ma sul mercato dovrebbe arrivare con Gingerbread 2.3. Il Desire S (al centro nella foto) offre il consueto design unibody in alluminio e un display Super LCD da 3.7 pollici, sempre con risoluzione di 800x480 pixel. In questo caso si parla già di Android 2.4 per l’uscita sul mercato ma gli esemplari che abbiamo visto montavano ancora Android 2.3. Per il resto le caratteristiche tecniche sono essenzialmente analoghe a quelle dell’Incredible S, compresa la connettività HSDPA a 14.4 Mbit/s, fatta eccezione però per la fotocamera che, in questo caso, si ferma a 5 Megapixel. Anche in questo caso troviamo una fotocamera frontale per effettuare videochiamate in mobilità. Il Wildfire S (a sinistra nella foto) offre, rispetto al modello dello scorso anno, un nuovo display da 3,2 pollici ma con maggiore risoluzione: Half VGA 320x480 pixel con un impatto in termini di resa di immagine decisamente superiore. Il processore è chiaramente meno potente per poter contenere i costi (si tratta del modello di fascia medio/bassa) fermandosi a 600 MHz, ma la qualità della co- struzione non è stata compromessa. Mancano la fotocamera frontale e la possibilità di riprendere video in alta definizione, ma c’è comunque una fotocamera da 5 Megapixel e più importante ancora tutta la versatilità di Android Gingerbread con HTC Sense. Tutti e tre i prodotti arriveranno entro giugno, ma i prezzi non sono ancora stati annunciati. MWC 2011 / Due nuovi smartphone che grazie alla presenza dell’uscita video HDMI si possono collegare direttamente al televisore Ecco le anteprime di Xperia Neo e Pro di Sony Ericsson La gamma Xperia di Sony Ericsson si espande con due modelli: oltre all’Arc, visto a Las Vegas, e al Play, spazio anche a Neo e Pro. Eccoli in video di M. Dalli A ccanto alla “stella” Xperia Play, Sony Ericsson ha presentato a Barcellona anche l’Xperia Neo e l’Xperia Pro. Si tratta di due terminali sostanzialmente identici, fatto salvo per la tastiera QWERTY a scorrimento di cui è dotato il Pro. Ma andiamo con ordine. Entrambi hanno un display da 3.7 pollici con risoluzione di 854x480 pixel, capaci di visualizzare ben 16 milioni di colori. Il cuore del sistema è il processore Qualcomm Snapdragon da 1 GHz, su cui gira Android 2.3 Gingerbread; la memoria di sistema è di 320 MB, ma nella confezione è inclusa una schedina microSD da 8 GB (è comunque possibile installare schede fino a 32 GB). La connettività è invece assicurata dalla rete HSPA, a cui si aggiungono i classici Bluetooth e Wi-Fi; per quest’ultimo è disponibile anche la condivisione dei file multimediali tramite DLNA. Per chi invece preferis- se il cavo è disponibile anche un’uscita video HDMI che consente, tra l’altro, di controllare il telefono direttamente dal telecomando del televisore. Collegando inoltre lo smartphone al TV si avvierà automaticamente la gallery multimediale. La vera differenza tra i due modelli è la tastiera QWERTY integrata sull’Xperia Pro. In questo caso Sony ha dotato lo smartphone di un sistema di “predizione” per cui, aprendo la tastie- ra, lo smartphone eseguirà automaticamente delle operazioni cercando di “anticipare” l’utente e, quindi, fargli risparmiare tempo. Un esempio? Se stiamo leggendo una mail, aprendo la tastiera si visualizzerà automaticamente la casella di testo per comporre il messaggio di risposta. Semplice, ma efficace. Come sono però questi due smartphone? Abbiamo girato un breve filmato (qui sotto) per mostrarveli: video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima Xperia Neo e Pro di Sony Ericsson. Clicca qui per andare direttamente al video. E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it p.13 MOBILE / Le nostre prime impressioni sullo smartphone LG Optimus Black basato su Android 2.2 MOBILE LG lancia Optimus Black con schermo LCD “Nova”luminosissimo e con una fedeltà cromatica davvero impressionante Potrebbe essere una delusione il nuovo nato in casa Apple di M. Dalli di R. Pezzali ra LCD e AMOLED, LG propone una nuova tecnologia, “Nova Display”, che si basa su uno schermo LCD, in grado di portarne la luminosità a 700 nit. Per dare un termine di paragone, un display tradizionale raggiunge i 400 nit, quindi con Nova siamo a un valore quasi doppio. I maggiori benefici si hanno all’aperto, laddove l’elevata luminosità riesce a mantenere il display perfettamente leggibile anche in piena luce. Oltre alla luminosità, “Nova Display” può riprodurre fino a 16 milioni di colori, garantendo anche una fedeltà cromatica molto elevata. La prima applicazione di questo display è nell’Optimus Black, smartphone LG basato su Android 2.2 (aggiornabile al 2.3) e processore da 1 GHz. Lo schermo è da 4 pollici e ha una risoluzione di 800x480 pixel. Anche in questo caso troviamo due fotocamere: una posteriore da 5 Megapixel con flash LED e una frontale da 2 Megapixel per le videochiamate; è possibile anche registrare video in HD fino a 720p di risoluzione. Sul fronte connettività questo Optimus Black implementa i classici HSDPA/ HSUPA, con Bluetooth e A-GPS. C’è anche il Wi-Fi N, con tanto di tecnologia Wi-Fi Direct: è così possibile trasferire i file a un qualsiasi altro dispositivo Wi-Fi (non necessariamente certificato Wi-Fi Direct) senza appoggiarsi a un access point esterno. Manca la memoria integrata, ma all’interno della confezione è inclusa una scheda micro SD da 2 GB. Notevole anche la maneggevolezza dell’Optimus Black, grazie soprattutto allo spessore estremamente ridotto che, nel punto più spesso, è di soli 9.4 millimetri. Per contenere ulteriormente questa dimensione LG ha adottato anche un nuovo altoparlante, “affogato” nella scheda madre. A dirlo è il Wall Street Journal: è iniziata nelle fabbriche della Foxconn la produzione dell’iPad 2. Il nuovo tablet di casa Apple sarà presentato a breve per essere poi venduto ad aprile. Al di là dei vari rumors che si sono susseguiti in queste settimane, comunque, l’iPad 2 sarà per molti una delusione: niente Retina Display, niente fotocamera da 5 Megapixel e probabilmente niente porta HDMI. Apple è leader nel mondo dei tablet e non ha certo bisogno di rivoluzionare tutto; l’iPad 2 sarà quindi una leggera modifica all’attuale iPad, con un processore più potente, più memoria e un nuovo processore grafico, doppia fotocamera e un corpo più sottile e leggero. iPad 2 sarà tutto questo, con una fotocamera frontale da 0,3 Megapixel e una posteriore probabilmente da solo 1 Megapixel, utile per Facetime, ma non per le foto. Comunque vada, iPad 2 sarà un successo annunciato, e avrà un sistema operativo e un ecosistema che funzionano alla perfezione integrati con il nuovo hardware; cosa che non sempre si può dire degli altri tablet. LG Optimus Black con display “Nova” T La punta di diamante di questo Optimus Black è, appunto, lo schermo. Abbiamo confrontato il Nova Display dell’Optimus Black con un Optimus Dual (un normale LCD) e un Super AMOLED. La luminosità è, come intuibile, estremamente elevata, ma a colpire è soprattutto la qualità dei colori, del bianco in particolare. Come si può notare dalla foto in alto, l’Optimus Black (al centro) sembra decisamente più convincente di un LCD tradizionale (a sinistra) e di un Super AMOLED (a destra). Per quanto riguarda l’esperienza d’uso, l’LG Optimus Black ci è parso reattivo e video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento dell’LG Optimus Black. Clicca qui per andare direttamente al video. fluido nello scorrimento di pagine web e schermate. Nonostante Flash (integrato nel browser) e il processore Single Core, il sistema regge senza alcun problema. Dovendo fare un confronto, l’LG Optimus Dual ci è parso più “scattante”, anche se questo Optimus Black non è certo lento. Per avere un’idea più diretta di come si comporta questo Optimus Black, abbiamo girato un video (trovate il link qui sotto): LG Optimus Black sarà disponibile dal mese di marzo, con un prezzo al pubblico non ancora stabilito, ma sicuramente inferiore a quello dell’Optimus Dual. È ora di iPad 2 MOBILE Orecchio “bionico” per iPhone SPESSORE RIDOTTO - L’LG Optimus Black è maneggevole e comodo da usare grazie anche allo spessore estremamente ridotto: il massimo valore raggiunto è di 9.4 mm. Non mancano anche diverse modalità per connettersi: HSDPA/HSUPA, Bluetooth e A-GPS, Wi-Fi N con Wi-Fi Direct. L’i-Microphone della GoBiz è un microfono omnidirezionale, dotato dello spinotto da 3,5mm, che, secondo la casa costruttrice, aumenta la sensibilità di circa 12 dB rispetto alle soluzioni integrate e offre una risposta in frequenza di 50 Hz - 18 KHz, migliorando notevolmente la qualità delle registrazioni. I vantaggi dovuti alle piccole dimensioni e al basso prezzo (circa 20 euro), potrebbero essere una valida alternativa a un costoso registratore digitale. I dispositivi compatibili dichiarati da GoBiz sono l’iPhone e i principali smartphone marchiati HTC, Motorola e BlackBerry. Maggiori informazioni su: http://smartphonemics.com/i-mic/ Design in collaborazione con JACOB JENSEN DESIGN IMMAGINI 3D STRAORDINARIE, DESIGN SENSAZIONALE. NUOVO TOSHIBA T V3D WL768. Scopri l’eccezionale qualità d’immagine della serie WL768 con Full HD 3D, 200 Hz e Resolution+, per vivere un’incredibile esperienza visiva. www.toshiba.it E L A I C E P S n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MOBILE / In anteprima abbiamo potuto apprezzare le qualità dell’Optimus Dual di LG, soprattutto la funzione HDMI Mirroring p.15 Lo smartphone che diventa media player o console Android 2.2, processore Tegra 2 Dual Core e uscita HDMI per riprodurre il contenuto del display, videogiochi e video Full HD direttamente su un televisore ad alta definizione: queste sono le principali caratteristiche dello smartphone Optimus Dual, ultimo nato in casa LG. Ecco le nostre prime impressioni di M. Dalli L a prossima ondata di smartphone vedrà un gran proliferare di processori Dual Core. Uno dei primi ad arrivare sul mercato italiano sarà proprio l’Optimus Dual di LG, basato sul processore Tegra 2 di nVidia e sistema operativo Android 2.2 (poco dopo l’introduzione sul mercato dovrebbe arrivare anche l’aggiornamento a Gingerbread). L’Optimus Dual monta un display da 4 pollici con risoluzione di 800x480 pixel. Sul versante connettività troviamo Bluetooth, Wi-Fi N e HSDPA/HSUPA fino a 7,2 Mbps in download e 5,76 Mbps in upload. All’interno del telefono troviamo 8 GB di memoria flash integrata, espandibili tramite schedine micro SD. Nella parte posteriore del telefono è presente una fotocamera da 8 Megapixel (con flash LED) capace di catturare filmati fino a 1.080p; per gli amanti delle videochiamate c’è anche una seconda fotocamera, da 1.3 Megapixel, posizionata sul frontale. Come si può vedere nel filmato che abbiamo realizzato (visibile cliccando sulle immagini qui in basso), l’esperienza d’uso di questo Optimus Dual di LG è davvero buona: lo smartphone, grazie anche al processore Dual Core, è estremamente reattivo sia nell’interfaccia grafica che nella navigazione web. Il browser integra Flash e, nonostante questo, non subisce alcun rallentamento nello scorrimento o ingrandimento delle pagine, anzi il tutto risulta estremamente fluido e naturale. Lo smartphone che si collega al televisore La caratteristica più interessante di questo terminale è la possibilità di collegarlo a un TV tramite l’uscita micro HDMI posta nella parte superiore, con una funzione che LG chiama HDMI Mirroring. In questo modo si può condividere quello che accade sul display dello smartphone direttamente sul televisore, come ad esempio visualizzare le fotografie oppure navigare su Internet. Grazie al processore Tegra 2 è anche possibile riprodurre video in Full HD a piena risoluzione sul TV, oppure giocare sfruttando il telefono come “controller” e il televisore come schermo. Abbiamo realizzato un breve filmato (visibile cliccando sull’immagine in basso) anche per mostrare questa funzione in attività. Nel complesso siamo rimasti favorevolmente impressionati da questo LG Optimus Dual, sia per la fluidità nell’utilizzo che per le funzioni aggiunte come l’HDMI Mirroring, che di fatto può trasformare il nostro smartphone in un media player o una console da goderci sul grande schermo di casa. Resta ancora da definire il prezzo finale, che sarà compreso probabilmente tra 500 e 550 euro; l’attesa durerà però poco, dato che il terminale dovrebbe arrivare nei negozi nel mese di marzo. MOBILE LG Optimus Life: smartphone per tutti Compatto e completo grazie a Android Froyo e accessibile nel prezzo di S. Petrone Attraverso l’uscita micro HDMI (che vediamo nella foto) è possibile collegare lo smartphone al TV riuscendo a condividere quello che accade sul display direttamente sul TV e quindi navigare su Internet o vedere fotografie. LG Optimus Dual video Sul canale DDAYVideo di YouTube trovi le prime impressioni sullo smartphone LG Optimus Dual. Clicca sulle immagini per andare ai video. HDMI Mirroring LG sfrutta il successo ottenuto con l’Optimus One lanciando uno smartphone a portata di giovane, il cui nome, “Life”, la dice lunga: compatto, colorato, facile da usare, ma allo stesso tempo completo. LG Optimus Life promette di accompagnare la vita virtuale dell’utente tramite Android 2.2: grazie alla connettività Wi-Fi e HSDPA sarà possibile navigare in Internet, aggiornare i social network e, attraverso il GPS integrato, mostrare agli amici la propria posizione. Grazie al display touchscreen capacitivo da 2,8 pollici si potrà avere tutto il necessario a portata di touch con fludità e semplicità, grazie anche al sistema operativo “made in Google”. Il nuovo nato di casa LG è pensato con uno stile giovanile e offre un’ampia scelta di colorazioni: Black & Blue, Black & Silver e Black &Titan. LG Optimus Life è disponibile dal 15 febbraio a un prezzo di 159 euro, che lo posiziona tra gli entry level con hardware di tutto rispetto: al suo interno trova infatti spazio un processore da 600 MHz, mentre la memoria è affidata a una scheda microSD da 2 GB inclusa nella confezione. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it AUDIO VIDEO / Ad una recente convention londinese, Panasonic svela i nuovi TV “europei” previsti in uscita nel 2011 p.16 Panasonic Viera: 10 nuovi TV plasma per il 2011 Top di gamma sarà la serie VT30 con il filtro High Contrast Filter Pro in combinazione con il filtro Infinite Black Pro per il nero e occhiali 3D di R. Pezzali I l 2011 in casa Panasonic si apre con una gamma di TV decisamente più ampia di quella dello scorso anno e soprattutto con un grosso sforzo anche nel settore dove l’azienda è meno conosciuta, ovvero quella dei TV LCD. Le novità non sono moltissime, anche perché in Europa arriva praticamente tutto quello che già si è visto al CES di Las Vegas, quindi TV con cornice più sottile, plasma slim e soprattutto notevoli miglioramenti dal punto di vista tecnico. Con un occhio di riguardo per la parte Viera Connect, sulla quale Panasonic quest’anno punterà davvero tanto. I nuovi TV NeoPlasma 3D La serie top di gamma per quest’anno è la VT30 (nella foto): nuovo pannello sempre a 600 Hz con tempo di risposta rapidissimo (0,001ms) e nuovi fosfori per ridurre ulteriormente il crosstalk. Il VT30 sarà l’unico televisore della gamma con il filtro High Contrast Filter Pro in combinazione con il filtro Infinite Black Pro: doppio filtro per il massimo nero possibile. Della serie VT30 arriveranno quattro tagli: il 65” (TX-P65VT30), il 55” (TXP55VT30), il 50” (TX-P50VT30) e il 42” (TX-P42VT30), al momento quindi niente modello da 46”. Il VT30 ha un design unico, con un vetro frontale che copre anche la cornice con effetto borderless; sarà certificato THX 2D e 3D e ovviamente avrà funzionalità Viera Connect. Tra le altre caratteristiche troviamo la possibilità di agganciare la chiavetta Wi-Fi (inclusa), la funzione PVR su Hard Disk e SD Card e il player compatibile con tutti i tipi di formati. Nella serie VT30 saranno inseriti due paia di occhiali 3D. Un gradino sotto la serie VT30 troviamo la serie GT30: stesso pannello della VT30 ma filtri diversi, Infinite Black Pro e High Contrast Filter. Sarà disponibile in tre tagli, 50” (TX-P50GT30), 46” (TX-P46GT30) e 42” (TX-P42GT30). Anche per la serie GT30 design slim, certificazione THX, Viera Connect, WiFi Ready con adattatore da comprare a parte, Skype, DLNA e ben 3 porte USB. La serie GT30 arriverà a partire da marzo. I prezzi saranno compresi tra i 1.399 euro del modello 42” GT30 e i 1.799 del modello 50” GT30, passando per i 1.599 del 46” GT30. Stessi tagli anche per il modello ST30, ma si impoverisce il design e viene meno la certificazione THX anche se non cambiano i filtri e le altre caratteristiche. È una versione “low cost” del GT30 che dovrebbe assicurare la stessa identica resa video ma con meno connessioni e con un design meno curato. Infine, resta da citare la serie G30, la serie entry level con filtro Infinite Black (non Pro) e senza 3D. Al momento mancano i prezzi delle serie top, VT30 e ST30: la serie ST, infatti, arriverà solo ad aprile, mentre per la serie VT30 arriveranno a fine aprile il 42” e il 50” mentre si dovrà aspettare maggio per il 55” e giugno per il 65”. In ambito 3D è stato ridotto il crosstalk: Panasonic ha invertito la sequenza di emissione cercando di alternare l’immagine in fase di scarica - quando è già scura -, aiutando così l’occhiale nel mascheramento. Panasonic ha inoltre lavorato per eliminare ogni possibile residuo dell’effetto che rovina la visione 3D: un processore memorizza i due frame e verifica se ci sono zone chiare dove si potrebbe generare crosstalk e, in tal caso, cerca di compensare riducendo il gap. In dettaglio i miglioramenti applicati ai modelli 2011 Lo scorso anno l’azienda nipponica aveva introdotto l’uso di nuovi fosfori sulla serie VT: i nuovi fosfori quest’anno saranno usati su tutti i modelli e questo vuol dire meno green ghosting e meno scie. Nel pannello, inoltre, è stato ridotto il tempo di scarica e anche il “Rib”, ovvero il gradino che separa le varie cellette: questo vuol dire, a livello pratico, immagini più brillanti con una maggiore area di emissione e anche una definizione migliore, proprio perché le strisce nere che separano le celle praticamente spariscono. Grazie a un nuovo filtro migliora notevolmente anche il livello del nero. Inoltre, qui a fianco potete vedere alcuni disegni esplicativi dei miglioramenti. Filtri Infinite Black e Infinite Black Pro: Panasonic li ha migliorati ancora di più per ridurre i riflessi e migliorare la dispersione della luce. Secondo gli ingegneri giapponesi i benefici dei nuovi filtri si vedono moltissimo nelle stanze chiare, dove finalmente anche in assenza di un ambiente buio si percepirebbe un contrasto al top. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it AUDIO VIDEO / Presentati alla convention di Londra i nuovi modelli Viera perfetti per giocare e per vedere in tre dimensioni p.17 TV LED Panasonic: 2 millisecondi per 3D e gaming La società nipponica ha investito tanto nella tecnologia IPS Alpha e ha realizzato il pannello più luminoso e veloce per le TV di R. Pezzali P anasonic ha atteso un anno per introdurre sul mercato i primi modelli di TV LED 3D e le motivazioni sono presto spiegate: serviva un pannello veloce che potesse assicurare una resa simile a quella dei plasma. L’azienda ha investito moltissimo nei pannelli IPS Alpha realizzando display decisamente più luminosi e veloci, con un tempo di risposta di soli 2 millisecondi. Panasonic, inoltre, ha stretto una partnership con Ubisoft e nVidia, dimostrando di voler entrare di prepotenza nel mercato del gaming con un prodotto esente da scie. Per capire gli sforzi fatti da Panasonic per migliorare i pannelli LCD IPS Alpha pubblichiamo a fianco alcuni disegni rilasciati dall’azienda, ricordando che questi pannelli poi sono accoppiati a una retroilluminazione di tipo LED Edge. La gamma TV Viera LCD Che Panasonic avrebbe lanciato due serie di TV a LED 3D già lo sapevamo da Las Vegas, ma ora sono arrivate le conferme anche per l’Europa: saranno i televisori da 32” e 37” della serie DT30 e DT35. Quattro modelli molto simili (TX-L37DT30 - nella foto, TXL32DT30, TX-L37DT35, TX-L32DT35) che differiscono solo nel design e nel piedistallo, ma presentano caratteristiche comuni convincenti, a partire dal pannello IPS Alpha da 2 ms di tempo di risposta. Panasonic ha lavorato anche sul processore introducendo sulla serie LED il nuovo Intelligent Frame Creation Pro a 400 Hz che lavora a 200 Hz aggiungendo Back Light Scanning. Banding e uniformità delle sfumature: sfumature più uniformi e graduate anche sulle basse luci, dove solitamente gli LCD vanno un po’ a chiazze. Velocità dei pannelli: solo 2 millisecondi che li rendono perfetti per giocare e per il 3D. Questo, secondo Panasonic, è al momento il tempo di risposta più basso per un TV LCD ed è stato raggiunto riducendo lo spazio dove sono inseriti i cristalli e sostituendo il cristallo stesso con uno “più liquido”, aumentando così la viscosità e diminuendo i tempi di reazione. Le altre feature sono quelle dei plasma: Wi-Fi Ready, Viera Connect, DLNA, 4 HDMI, 3 USB, un ingresso PC e un menù ISF. Panasonic non ha lanciato al momento un modello da 42”, segno che vuole mantenere le aree LCD e plasma ben distinte, complementari. Tra gli altri modelli presentati sempre nella serie LED troviamo la serie D35 con modelli da 24” e 19” (doppio USB, docking iPhone, PVR e Viera Connect) e le due serie E30 e E3. La serie E30 di TV LED sarà disponibile nei tagli da 42”, 37” e 32” e integrerà circuito a 200 Hz, Viera Connect e altre funzioni di rete mentre la serie E3 sarà quella entry level e sarà disponibile in tagli da 42”, 37”, 32”, 24” e 19”. A marzo arriveranno i LED 3D della serie DT30, anche se ad un prezzo un po’ alto: 999 euro per il 32” DT30 e 1.199 euro per il 37”. La serie DT35 è prevista invece a maggio e ancora il prezzo va definito. Chi invece desidera i nuovi LED IPS Alpha della serie E30 i prezzi sono più abbordabili: si parte dal 42” a 899 euro per arrivare ai 799 del 37” e ai 699 del 32”. Restiamo in attesa dei prezzi dei modelli top. Risparmio energetico: aumentando le dimensioni delle celle e l’apertura del singolo pixel si può ridurre leggermente la luminosità per ottenere lo stesso risultato. 3D: come si vede dallo schema riportato qui sopra, riducendo il tempo di scansione si riesce a gestire meglio la sincronizzazione tra l’occhiale e il display permettendo alla lente di mostrare due fotogrammi interi senza residui dell’immagine precedente. Inoltre, nelle scene girate con un effetto 3D molto accentuato si può inserire, come per i plasma, un filtro dedicato capace di ridurre il crosstalk. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it TEST / Abbiamo provato il nuovo Viera VT30: nuovo design e connettività ai massimi livelli. Il 3D, migliorato, passa in secondo piano p.18 Preview: il plasma 3D Panasonic Viera VT30 Ecco le prime impressioni sul plasma di punta della gamma 2011 di Panasonic: miglioramenti notevoli, sia come funzionalità che come design di R. Pezzali L a scena è tutta per lui, il nuovo Panasonic VT30. Quest’anno Panasonic ha fatto davvero un grandissimo lavoro portando il suo televisore di punta a un livello davvero alto in tutti i settori. Abbiamo avuto modo di giocarci un po’ durante la convention e di osservarlo al lavoro, quindi siamo in grado di dare le prime impressioni che però non devono essere scambiate come una prova vera e propria. Il VT30 non è un semplice miglioramento del VT20 dello scorso anno, ma è un prodotto che sembra disegnato completamente da zero, non tanto nella visione quanto nelle funzionalità e nel design. Design che ricorda l’iPhone 4 La nuova linea piace, soprattutto se viene attaccato a muro: il vetro frontale che ricopre tutto il pannello eliminando lo scalino cornice / pannello si abbina a meraviglia con il sottile profilo in alluminio arrotondato, un connubio questo che ricorda molto l’iPhone 4 di Apple. Anche perché nei punti di giunzione del profilo sono stati inseriti quattro piccoli taglietti che sembrano proprio i punti di giunzione delle antenne dello smartphone Apple. Il VT30 ha un pannello migliorato rispetto allo scorso anno, consuma di meno ed emette più luce grazie anche a nuovi fosfori ancora più reattivi identici però a tutti gli altri della gamma. Il pannello quest’anno è unico: quello sul VT30 è lo stesso usato su tutti gli altri plasma NeoPDP ma sul top di gamma sono inseriti due filtri, uno per abbattere i riflessi e l’altro per migliorare il contrasto. Nel confronto diretto tra un plasma 2010 e un VT30, che abbiamo visto lavorare uno a fianco all’altro, il VT30 riesce a migliorare le performance dello scorso anno. Immagine più contrastata, più brillante e soprattutto un’ottima risoluzione in movimento, apprezzabile soprattutto durante le partite di calcio in HD. Resa in 3D migliorata Molto buona anche la resa 3D: la combinazione con i nuovi occhiali e con il nuovo pannello restituisce un’immagine praticamente priva di crosstalk e l’assenza di sdoppiamento rende ancora più realistica la visione 3D. Spostandoci sulla parte “pratica”, ovvero connessioni e funzionalità, il TV ha un profilo decisamente slim e le connessioni sul retro sono state tutte riorganizzate: gli ingressi “vecchi” sono inseriti Anche il menù a schermo ha subìto qualche ritocco dal punto di vista grafico e funzionale. Oltre a nuove icone e a una grafica leggermente migliorata segnaliamo anche l’aggiunta di alcune funzioni come lo “smacchia plasma” e l’Orbiter. nella parte bassa, video composito, component, antenna e altre connessioni di secondaria importanza. A lato trova spazio invece lo slot CI+, un USB, ingressi HDMI e lo slot SD Card che su questo modello funziona anche per il PVR. Nella parte alta è stata invece ricavata un’altra nicchia per due porte USB: si può collegare qui una chiavetta USB, il ricevitore di tastiera e mouse wireless oppure l’adattatore Wi-Fi che è esterno, ma dato in dotazione insieme a due occhiali 3D. Rifatta sui nuovi TV anche l’interfaccia a utente: i nuovi menù sono rapidi, gradevoli e con moltissime opzioni personalizzabili. C’è l’Orbiter salvaschermo, c’è anche un lava schermo per pulire i segni dello stampaggio del pannello e ci sono tutte le opzioni avanzate che all’appassionato piacciono tanto. Qui a sinistra vediamo una schermata del nuovo menù. Rifatto completamente anche il telecomando. L’organizzazione dei tasti rimane circa quella già vista, ma questo telecomando è finalmente degno del TV: finitura lucida, retroilluminato dove serve e ben bilanciato, senza però dimenticare un’ottima disposizione dei tasti facilmente identificabili anche senza guardare direttamente l’unità. Le impressioni sul nuovo plasma sono molto positive: Panasonic con la gamma Viera riesce a dare un prodotto completissimo e il pezzo forte sono senza dubbio le funzionalità Viera Connect e tutti i piccoli dettagli come il design, il telecomando, il menù rifatto e la quantità di connessioni presenti. Il nuovo telecomando Panasonic: retroilluminato di rosso, con i tasti ben organizzati e facilmente raggiungibili. Ben fatto. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it AUDIO VIDEO / Primo assaggio della tecnologia “Cinema 3D”: meglio quello attivo o polarizzato? In anteprima il 3D polarizzato di LG La nuova gamma LG prevede anche per l’Italia alcuni modelli di TV con occhialini polarizzati, economici e leggeri di M. Dalli T ra le novità presentate da LG al recente CES di Las Vegas spicca sicuramente “Cinema 3D”, una tecnologia che porta LG un po’ controcorrente. Se da un lato tutti gli altri produttori puntano sul 3D attivo (quello con gli occhialini attivi, per intenderci), LG lancia un’intera gamma con tecnologia polarizzata. Il 3D polarizzato ha alcuni innegabili vantaggi, tra cui gli occhialini leggeri ed economici oltre alla possibilità di essere visto perfettamente anche inclinando la testa (cosa che con gli occhiali attivi non sempre è possibile). Ci sono però dei punti a sfavore di questa tecnologia: se da un lato si abbassa (si azzera, potremmo dire) il costo degli occhiali, il filtro davanti al pannello non è sicuramente economico. Per come è fatta la tecnologia, poi, la risoluzione mostrata a schermo viene dimezzata quando si passa in modalità 3D. Come si vede sui nuovi TV “Cinema 3D” Siamo andati a provare un esemplare in preproduzione: non si tratta, quindi, di un prodotto definitivo e, in linea teorica, potrebbe essere ulteriormente migliorato prima che arrivi sugli scaffali. Alcune considerazioni possono però già essere fatte. Partiamo subito dagli occhialini: non è ancora chiaro quante paia saranno incluse nella confezione, presumibilmente quattro o cinque; nei centri commerciali potrebbero addirittura esserci dei “cestoni” con occhialini LG gratuiti per chiunque voglia. Arrivano degli amici a cena e non abbiamo abbastanza occhiali per tutti? Facciamo un salto in negozio e ne prendiamo un po’. Ovviamente questi occhiali saranno leggermente diversi da quelli inclusi nella confezione: più “plasticosi” nella montatura e con lenti decisamente meno raffinate, ma l’effetto è sostanzialmente lo stesso. Passando alla visione di materiale 3D, abbiamo avuto modo di pro- vare solo alcuni filmati dimostrativi, purtroppo compressi in modalità top-bottom (quindi a risoluzione verticale dimezzata). L’effetto tridimensionale, nel complesso, è molto buono e convincente, anche se si nota una leggera perdita di risoluzione; è difficile però stabilire se questo difetto sia dovuto al filmato oppure alla tecnologia polarizzata. È anche vero che, vista la natura “interlacciata” del “Cinema 3D” (in cui le immagini per i due occhi vengono mostrate a schermo contemporaneamente a righe alterne, come in un video interlacciato), la modalità top-bottom è forse la più “naturale” in quanto preserva la risoluzione orizzontale ed è già a risoluzione dimezzata in altezza. Gli occhiali 3D polarizzati, in quanto a polarizzazione circolare, consentono di inclinare la testa senza alterare in alcun modo l’effetto 3D: ci si può quindi sdraiare sul divano senza problemi. Molto buono anche l’angolo di visione: spostandosi ai lati dello schermo si riesce a percepire ancora l’effetto tridimensionale. L’unico problema riguarda l’angolo di visione verticale: se si guarda lo schermo da una posizione sopraelevata, infatti, l’immagine si sdoppia. Bisogna pertanto rimanere più o meno centrati sullo schermo per godere del miglior effetto possibile. Nel complesso l’esperienza è sicuramente piacevole: gli occhialini polarizzati sono leggeri e non danno fastidio quando li si indossa; l’effetto 3D sembra inoltre paragonabile a quello degli occhiali attivi. Prima di trarre giudizi “definitivi” ci riserviamo però di testare più approfonditamente la tecnologia “Cinema 3D” di LG tra un paio di mesi, quando arriveranno i primi esemplari sul mercato. Nel frattempo, potete trovare cliccando qui sotto un breve filmato sul TV da noi testato. video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video realizzato sul TV LG da noi testato. Clicca qui per andare direttamente al video. p.19 PEOPLE & MARKET Sky lancia la CAM NDS solo in Germania Molti appassionati di TV satellitare chiedono da anni un modo “legale” per poter vedere i programmi della pay TV Sky senza il decoder proprietario fornito dall’emittente britannica. Al di fuori dell’X-Dome, però, non ci sono altre soluzioni e, soprattutto, manca una CAM che consenta di vedere i programmi con qualsiasi decoder. C’è quindi un po’ di invidia per la Germania, dove la versione teutonica di Sky ha annunciato di voler lanciare una CAM NDS per consentire ai propri abbonati di vedere i canali anche all’interno di TV o altri decoder, nell’ottica di ampliare la base di utenti. La CAM seguirà lo standard CI+, dando così la possibilità a Sky di bloccare la registrazione dei programmi se lo riterrà opportuno. E in Italia? Considerato che la maggior parte del pubblico si è ormai assuefatta ai decoder dati in comodato d’uso e che i TV con tuner SAT integrato sono piuttosto rari, possiamo affermare che difficilmente succederà qualcosa di simile anche da noi. Quantomeno non nel breve periodo. Estratto dal quotidiano online www.dday.it Registrazione Tribunale di Milano n. 416 del 28 settembre 2009 direttore responsabile Gianfranco Giardina editing Alessandra Lojacono Cristina Dainese Editore Scripta Manent Servizi Editoriali srl via Gallarate, 76 - 20151 Milano P.I. 11967100154 Per informazioni [email protected] Per la pubblicità [email protected] n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it AUDIO VIDEO Onkyo e un ampli da 7.2 canali Processore video a 4K e Wi-Fi per il sintoamplificatore Onkyo di R. Pezzali C’era una volta l’Home Theater: le aziende lanciavano nuovi modelli di sintoamplificatori dotati di nuove tecnologie e funzioni realizzate con un solo obiettivo, offrire la migliore qualità audio possibile. Ricordiamo con piacere i tempi degli harman/kardon da 35 kg, con un bel trasformatore toroidale gigante e condensatori che garantivano una riserva di potenza tale da scoperchiare la stanza. Purtroppo i tempi sono cambiati, gli amplificatori audio/video da 1.000 euro non si vendono più e per cercare di creare modelli diversi si aggiungono una serie di funzionalità che hanno poco a che fare con la qualità dell’audio, ma si concentrano su aspetti come la connettività, il web, lo streaming e il video. Onkyo ha lanciato la line up di amplificatori 2011, modelli dal prezzo competitivo (con un listino che parte da 700/800 euro), ma con funzionalità incredibili. Il top di gamma è il TXNR609, amplificatore da 7.2 canali certificato THX Select 2 Plus e primo sintoampli al mondo a integrare il nuovo chip Qdeo Marvell che garantisce l’upscaling video fino a 3.840x2.160, 4K. Utilità? Al momento nessuna, ma siamo curiosi di vedere un segnale SD scalato a 4K. Il TX-NR609 ha la porta di rete integrata, un adattatore Wi-Fi opzionale e una porta USB per la riproduzione dei file musicali o dell’iPod. Tra le altre caratteristiche sei ingressi HDMI, ingresso VGA per un PC e un doppio effetto sub. Niente di nuovo sul fronte audio: c’è il sistema Audissey per la calibrazione. Chi vuole rinunciare a THX, ingresso video VGA e uscita sub secondaria può puntare sul TX-NR579, quattro ingressi HDMI e video a 4K in uscita. Chi vuole spendere meno di 500 euro può puntare sul TX-NR509, cinque canali ma ben equipaggiato sotto il profilo delle funzionalità. Questi sintoampli arriveranno ad aprile: speriamo che nel frattempo arrivi anche un TV 4K per poterli provare. AUDIO VIDEO / La musica in auto arriva direttamente da lettori MP3 e chiavette USB p.20 Pioneer porta in macchina l’iPod (o l’iPhone) Due sintolettori CD e due ricevitori multimediali con funzionalità “App mode” all’insegna della compatibilità con i dispositivi portatili di casa Apple. In un modello anche il vivavoce basato su tecnologia Parrot di G. De Gaetani P ioneer annuncia l’arrivo anche in Italia di due nuovi sintolettori CD: il DEH-9300SD (foto accanto) e il DEH-8300SD predisposti per il collegamento di iPod/iPhone, dispositivi USB, SD card o lettori MP3. La modalità di controllo dei nuovi DEH Pioneer permette di scegliere le canzoni utilizzando i tasti dell’autoradio, ma visualizzando i dati dei file sul display dell’iPhone o iPod. Inoltre, la funzione iTunes Tagging, disponibile nel modello Pioneer DEH-8300SD, permette di prendere nota delle canzoni ascoltate alla radio sull’iPod per poi acquistarle successivamente tramite iTunes. I due nuovi sintolettori Pioneer presentano uscite con amplificazione MOSFET 4 x 50 Watt e regolazione del suono variabile con un equalizzatore grafico a cinque bande. Per chi invece può ormai fare a meno del CD, Pioneer presenta anche due ricevitori multimediali, MVH-7300 e MVH-8300BT, dotati di schermo a colori TFT da 3 pollici. Anche questi ultimi permettono la riproduzione di file audio e video direttamente da iPod e iPhone (solo di quarta generazione), USB, SD card. Con il MVH-7300 è garantito anche il supporto al formato DivX, seppur le modeste dimensioni del display non consentiranno certo di godere appieno dei filmati riprodotti. Solo il modello superiore e più costoso MVH-8300BT offre, grazie al modulo Parrot Bluetooth, la funzionalità vivavoce per le chiamate da cellulare. Molto interessante la funzione “App mode”, che accomuna i nuovi modelli, e che permette di ascoltare anche la musica proveniente dalle applicazioni per iPhone e iPod touch, molto utile per accedere anche in auto a tutti i servizi di streaming e alle webradio che supportano l’uscita audio. Infine, tutti i modelli offrono la tecnologia Advanced Sound Retriever (ASR), che secondo Pioneer permette di ripristinare tutti i dettagli persi durante il processo di compressione dei file audio. Su tutti modelli purtroppo non è stata prevista alcuna docking station, pertanto occorre dotarsi di apposti cavi ( non in dotazione) per la connessione del proprio iPod/iPhone alla presa USB. Sono opzionali anche i telecomandi per il controllo del sintolettori e ricevitori multimediali. I prezzi al pubblico per i sintolettori saranno 219 euro per il DEH-9300SD, 199 euro per il DEH-8300SD; i ricevitori multimediali Pioneer MVH-7300 e MVH-8300BT costeranno rispettivamente 329 euro e 379 euro. AUDIO VIDEO / Gli studi e gli esperimenti sugli schermi OLED vanno avanti e fanno ben sperare Samsung e i TV OLED da 65”, sembra tutto facile L’azienda coreana avrebbe studiato e trovato il modo di realizzare pannelli OLED da 65” partendo da un substrato usato per produrre i display degli smartphone. Già nel 2012 potremo vedere qualche prototipo di R. Pezzali I TV OLED restano sempre un miraggio, ma giorno dopo giorno arrivano notizie sempre più confortanti. Un po’ come è avvenuto coi primi LCD, anche per gli OLED quello che conta sono le generazioni: la parola “generazione” non si riferisce tanto alla bontà del pannello, ma al metodo di produzione. Quando parliamo di un pannello di generazione 4.5 OLED ci stiamo riferendo a una lastra OLED di dimensioni 730 x 920 mm, dalla quale poi possono venire tagliati tanti piccoli schermi. Samsung produce pannelli OLED di generazione 4.5 (quelli usati sulle fotocamere e sui nuovi smartphone) dal 2007 nella fabbrica di Cheonan e sta per aprire una seconda fabbrica a Tangjeong, in grado di realizzare pannelli con tecnologia 5.5; questi pannelli hanno una lastra base di 1500 x 1300 mm e saranno usati per realizzare gli schermi dei tablet. Non è semplice però tagliare un pannello: con le tecniche di taglio attuali, infatti, è possibile tagliare con grossi rischi una lastra 5.5G in tre parti ricavando al massimo tre pannelli OLED da 32”. Sembra, però, che Samsung sia riuscita a trovare una tecnica che permette di tagliare da una lastra 5.5G anche un solo pannel- lo da 65”. Questa nuova tecnologia di taglio sarà implementata nella seconda linea di produzione 5.5G che sarà avviata nel 2012. Ciò non vuol dire che nel 2012 arriveranno sul mercato OLED da 65”, ma che probabilmente in qualche fiera si potranno vedere i prototipi. Sebbene sia possibile usare una lastra 5.5 per produrre un solo pannello è comunque decisamente antieconomico e Samsung probabilmente aspetterà almeno di creare una linea di produzione 8G che permetterà di tagliare 6/8 pannelli da 55” da un unico vetro. Ci sarà però da attendere fino al 2013/2014. Questa sera potete guardare un film. Oppure guardare avanti. Nasce Loewe Connect, la perfezione con una doppia personalità. Home entertainment, nuove applicazioni ed accesso ad internet, finalmente insieme. Benvenuti nello straordinario mondo di Loewe Connect, dove avrete libero accesso a tutto ciò che desiderate. Potrete godervi l´home entertainment, sfruttare il ricevitore HDTV integrato per digitale terrestre e satellitare, due interfacce CI+ e la retroilluminazione LED; accedere ad internet direttamente dal TV grazie al browser integrato; guardare film, foto e ascoltare la musica dalla rete di casa. Con il nuovo MediaNet disporrete di tante applicazioni Web come eBay, Picasa e Cinetrailer. Buona visione. Scoprite la rete di negozi su www.loewe.it Studio di design: Loewe Design, Design 3 n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it ENTERTAINMENT / Un server gratuito che permette di accedere ai propri file multimediali da ovunque e da qualsiasi dispositivo p.22 Orb: il media server più completo per i tuoi contenuti Più orientato ai contenuti video, facile da usare, dispone di diversi client e grazie a BD Orb trasforma ogni player BD Live in un client DLNA di M. Andreolli C on la crescita dei dispositivi “connected” si cerca sempre un buon media server da installare sul computer per organizzare questi contenuti e servirli a TV, console, smartphone e ogni dispositivo DLNA presente in casa. Dopo aver analizzato sistemi come Audiogalaxy e Subsonic, parliamo di Orb e New Orb un server gratuito per il quale sono stati sviluppati interessantissimi client. Tra questi anche il BD Orb, un disco Blu-ray che sfrutta il BD Live e trasforma ogni lettore Blu-ray con questa funzionalità e con profilo 2.0 in un completo Media Client. Orb Classic trasforma il tuo PC in media server È nato con lo scopo di dotare il PC di casa (sempre acceso e connesso in rete) di un sistema per accedere ai propri contenuti multimediali da ogni dispositivo connesso, fosse esso PC o notebook, ma anche smartphone, console e smart TT sia in rete locale sia, potenzialmente, da dovunque (banda permettendo). Questo programma è più orientato ai contenuti video rispetto ad Audiogalaxy che, come dice il nome, si occupa solo di audio o Subsonic che li ha introdotti solo da pochissimo. Tali contenuti possono essere dei file residenti su disco, ma anche flussi video presi direttamente dall’antenna TV: il programma riesce infatti a interfacciarsi con l’eventuale tuner TV instal- lato su PC e trasmetterne il segnale in streaming. Purtroppo non tutti i tuner sono supportati, in particolare non lo sono quelli satellitari (tutti i dettagli in questa FAQ). Questo vuol dire che con un server con scheda tuner sarà possibile vedere la TV italiana ovunque se abbiamo lasciato il PC acceso. Inoltre, il software gestisce la condivisione anche di raccolte fotografiche e consente di mettere in condivisione file generici con chiunque, mandandogli un link tramite il quale è possibile recuperare il singolo file. Tutto è accessibile tramite il sito MyCast, dove, una volta autenticati ci si trova a navigare nella propria libreria multimediale. Quando si clicca su un oggetto, ne avviene il caricamento tramite una connessione, gestita da MyCast, tra il browser corrente e il PC di casa. Orb funziona ovviamente anche con Xbox e PS3. Il server di Orb funziona con Windows (XP, 7 e Vista) e Mac ed è completamente gratuito. Nuove funzioni con Orb New non tutte disponibili in Italia New Orb ha preso il via alla fine di settembre 2010 ed estende il server classico aggiungendo funzioni sia per quanto riguarda la parte “sorgente”, integrando diversi tipi di media, sia per la parte client, con delle particolari novità sul lato hardware. L’architettura generale è caratterizzata da tre principali componenti, e si comprende meglio se ci si ricorda come funziona una rete DLNA (qui la guida completa). 1. Orb Caster: questo software funziona da server, indicizzando ed esponendo i contenuti di una libreria multimediale locale (musica, video e foto). Ad essi si aggiungono poi contenuti provenienti da: fornitori di servizi Vod (Hulu, Netflix, Amazon Vod, ecc); fornitori di servizi web radio (Pandora, Sirius); programmi televisivi; foto e filmati da webcam. Purtroppo molti di questi servizi non sono disponibili da noi, ma Orb Caster è gratuito ed è un ottimo Media Server DLNA. 2. Orb Controller: questa app, disponibile per Android e iOs, permette di navigare nei contenuti esposti dal server, selezionando quello che più interessa e comandandone la riproduzione. Con Orb Controller si possono vedere i contenuti presenti nella nostra libreria mentre siamo “in giro” e se abbiamo un tuner collegato al server possiamo vedere anche la TV. 3. Orb TV e Orb Music: sono i dispositivi ai quali arriva il contenuto (audio o audio/video), comandato dal controller e fornito dal server sotto forma di flusso dati e che lo riproducono interfacciandosi a dispositivi “tradizionali”. In comune hanno la forma, un disco nero di circa 9 cm di diametro e 2 cm di altezza, la connettività wireless (802.11 b/g/n) e la presa USB, per il setup iniziale e l’alimentazione. In sostanza ricreano il segnale in forma analogica (audio o audio/video, rispettivamente) portandolo agli ingressi ausiliari dello stereo, dell’amplificatore o del TV. Orb TV, inoltre, dispone di un blaster IR, per comandare direttamente un set-top box simulando un telecomando a infrarossi. Questo il sistema base si può complicare alquanto considerando tutte le molteplici possibilità che ci possono essere: uno o più Orb Player; uno o più più Orb Controller (installati su diversi smartphone); uno o più Orb Caster (ognuno in famiglia può avere la propria libreria multimediale); più account su ciascun Orb Caster, con permessi e privilegi diversi. Inoltre, Orb Caster può essere configurato anche come “semplice” server DLNA, accessibile direttamente da client DLNA standard, come la PS3, l’Xbox 360 e le SmartTV. Orb Live: è un’applicazione che permette di accedere direttamente dallo smartphone ai contenuti della libreria (come visto per gli altri software di streaming audio e video) e che già esisteva per Orb Classic. Orb BR: è un disco Blu-ray che inserito in un lettore con BD-Live consente di accedere anch’esso ai contenuti del server Orb Caster; rispetto a Orb TV permette di gestire l’output in HD, 1.080p, e costa cinque volte meno, ossia 20 dollari. Richiede ovviamente un lettore BR adattato (ad esempio la PS3) e dovrebbe essere disponibile a breve. La tecnologia Orb New in Italia non è ancora totalmente disponibile: è possibile scaricare e installare solo Orb Caster e utilizzarlo con Orb Live o come DLNA server. L’acquisto online dal sito di Orb TV e OrbMusic non è ancora possibile (per l’Europa ci sono solo Francia e Germania), ma si tratta di adattatori DLNA per TV e musica dei quali si può fare a meno se già si possiedono client e console. È forse (in)utile ricordare poi che molti dei servizi che Orb Caster è in grado di gestire, quali Hulu, Netflix, Pandora, non sono accessibili dagli utenti del Bel Paese. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it ENTERTAINMENT / Oggi possiamo ascoltare brani musicali via web quando vogliamo creando playlist e radio personalizzate p.23 Tutta la musica che vuoi: alla scoperta dello streaming Come cambia il modo di ascoltare la musica in un futuro non solo senza supporti ma addirittura senza file. Ecco i protagonisti di una vera rivoluzione di P. Centofanti I l negozio di musica online che oggi domina le vendite di musica in formato digitale, l’iTunes Store di Apple, ha aperto i battenti nell’aprile 2003. Quello del digital download è un modello di business già vecchio e che ormai ha ben poco da dire (per quanto stando alla major è ancora l’unico profittevole). Oggi stanno emergendo servizi che permettono di ascoltare la musica in modo nuovo e che non solo consentono di svincolarsi dal supporto fisico, ma addirittura dallo stesso file. Con l’arrivo dei dispositivi sempre connessi in rete d’altra parte, chi ha più bisogno di sapere dove stanno i file? La webradio intelligente Oggi, oltre agli store digitali, possiamo distinguere due tipi di servizi molto interessanti che cambiano il modo di ascoltare la musica. Il primo è quello delle radio personalizzate, webradio emittenti che si ascoltano via Internet - che invece di avere una programmazione predeterminata offrono una playlist illimitata modellata sui gusti dell’ascoltatore. Si accede alla home page del sito web e si crea una stazione personalizzata inserendo il titolo di una canzone o un artista che ci piacerebbe ascoltare. La radio seleziona delle canzoni e noi possiamo indicare se il brano ci piace oppure no e, attraverso un algoritmo, il servizio impara i nostri gusti, affinando la stazione interattiva. È uno strumento molto utile, non solo per avere della musica sempre all’altezza delle nostre aspettative, ma anche per scovare nuovi artisti che ci possono interessare; una rivoluzione per l’industria musicale, visto che questi servizi permettono di far trovare il pubblico giusto a band emergenti. Milioni di brani con un click Le radio personalizzate sono fantastiche per scoprire nuova musica, ma non permettono di ascoltare proprio quello che vogliamo: quante volte è capitato di avere il desiderio di sentire una determinata canzone? Oggi stanno emergendo diversi servizi, strutturati come uno store di musica digitale ma con una differenza: per ascoltare una canzone non occorre comprarla né scaricarla, ma può essere riprodotta immediatamente. Possiamo creare playlist e radio personalizzate, ascoltare album interi: si paga un abbonamento “a volontà” e si è liberi di ascoltare tutto ciò che si vuole, quando si vuole. E non c’è più nemmeno la preoccupazione di avere a che fare con una libreria di file da gestire e proteggere da eventuali “incidenti”: i file sono nella “nuvola” sui server del fornitore del servizio. Un’esperienza in grado di battere anche la pirateria, visto che azzera i tempi per scovare quello che si cerca e l’attesa per lo scaricamento. Milioni di brani sono sempre a nostra disposizione, ma solo fintanto che paghiamo un abbonamento (anche se esistono alternative gratuite). Si accede a questi servizi da web, ma i migliori siti di questo tipo permettono di ascoltare l’intero catalogo anche da smartphone e altri dispositivi “connected”. Così funzionano Qriocity Music Unlimited di Sony o lo Zune Pass di Microsoft. Idealmente questi servizi possono sostituire una libreria di file digitali “locale”, ma devono essere soddisfatte contemporaneamente almeno queste condizioni: • il catalogo disponibile deve essere sufficientemente ampio, includere le librerie delle grandi major e delle etichette indipendenti • la libreria deve essere accessibile da tutti i dispositivi che utilizziamo, almeno smartphone e un lettore multimediale collegabile al nostro impianto audio/video, oltre che da ogni apparecchio con cui accediamo alla rete • la qualità audio deve essere adeguata, almeno pari a quella di un buon MP3 • il costo deve essere ragionevole Sui prezzi e sull’ampiezza del catalogo possiamo dire che già ci siamo. I servizi di streaming richiedono un abbonamento di circa 10 euro al mese per ascoltare milioni di brani, al prezzo di un album digitale. Sugli altri due punti c’è ancora da lavorare. Pochi sono i servizi accessibili a 360° e di questi ancora meno sono disponibili in Italia. Sul versante qualità nessuno offre ancora audio in qualità lossless e il bitrate è piuttosto basso, intorno ai 128 Kbit/s. Un futuro connected Lo streaming illimitato non è una novità assoluta, soprattutto per gli Stati Uniti, ma il vero impulso a questi servizi è stato dato dall’avvento degli smartphone e dalle connessioni 3G flat o quasi. Accedere allo streaming su PC è una cosa, poter riprodurre tutto il catalogo in mobilità è un’altra comodità. Una tecnologia come AirPlay di Apple può essere rivoluzionaria: l’applicazione e l’accesso ai contenuti rimane sul telefono, e l’audio (ma anche il video) può essere inviato senza fili e in alta qualità a qualunque dispositivo compatibile o utilizzando un dispositivo come Apple TV, a qualsiasi impianto audio. Il problema per l’Italia è che oltre al Digital Divide che ci separa dal resto del mondo per penetrazione della larga banda, si sta creando anche una sorta di Content Divide. Ciò è dovuto al problema delle licenze e di una resistenza da parte delle grandi case discografiche nei confronti di servizi innovativi ma, dal loro punto di vista, non in grado di assicurare gli stessi lauti introiti del mercato dei CD di dieci anni fa. L’Europa rappresenta un mercato ancora molto frammentato per chi vuole lanciare un servizio legale di streaming, visto che occorre stipulare accordi di licenza separatamente in ciascun Paese europeo, dove occorre confrontarsi con le case discografiche e collector come la SIAE. In questo panorama per piccole startup è difficile ottenere contratti vantaggiosi e soprattutto sostenibili. I servizi disponibili in Italia Play.me by Dada (http://playme.it) Con un catalogo di circa 6 milioni di brani Play.me permette di ascoltare un numero illimitato di brani in streaming e scaricare un certo numero di MP3 senza DRM, in base all’offerta che si sottoscrive. Grooveshark (http://listen.grooveshark.com) È un servizio completamente gratuito e in teoria legale anche se non ha accordi con le major. La libreria è costruita dagli utenti che caricano i propri MP3 sui server del sito rendendoli disponibili a tutti. Deezer (http://deezer.com) Permette lo streaming gratuito di tutto il catalogo che comprende circa 6 milioni di brani, compresi quelli delle major. L’accesso ai servizi “premium” è disponibili solo per gli utenti francesi. Microsoft Zune Pass Servizio streaming illimitato lanciato inizialmente per i player Zune di Microsoft negli USA e con l’arrivo di Windows Phone 7 attivato anche per l’Italia. È possibile ascoltare il catalogo musicale di Zune Marketplace. Music Unlimited by Qriocity (https://music.qriocity.com) Music Unlimited ha il vantaggio di essere accessibile da qualunque browser e quindi multi-piattaforma. Lo streaming illimitato è disponibile solo con l’abbonamento “premium”. Non si possono acquistare i brani. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it ENTERTAINMENT / Si potrànno scaricare brani senza DRM anche da tablet e smartphone Cubomusica: lo streaming su rete Alice Consente di ascoltare in streaming oltre 4 milioni di brani per meno di 3 euro al mese, ma solo per i clienti Telecom di M. Dalli 2 011 anno dello streaming? Pare proprio di sì e Telecom Italia vuole esserci. Il servizio si chiama Cubomusica e consentirà di ascoltare in streaming musica da Web (tramite il portale www.cubomusica.it) o, prossimamente, da Cubovision (sia il set-top-box che il canale interattivo sui decoder con bollino gold) a 2,99 euro al mese. Per i primi mesi il prezzo sarà ancora più basso: fino al 10 giugno il servizio è infatti gratuito, poi costerà 1.49 euro al mese per i 4 mesi successivi. Il catalogo è molto vasto: al momento si contano oltre 4 milioni di brani dal catalogo di etichette come Sony, Universal, EMI, Warner, Sugar Music, Carosello Records, PMI, Kiver e Made in etaly. Accanto allo streaming ci sarà anche la possibilità di scaricare i brani, senza DRM, sia “à la carte” (a partire da 69 centesimi al brano), sia con appositi “pacchetti” che, previo pagamento di una cifra a forfait, consentono di scaricare un certo numero di brani al mese. Al momento Cubomusica è limitato al solo ascolto “fisso” (su PC o TV), ma a regime il sistema verrà esteso anche a tablet e smartphone. Il problema è che Cubomusica sarà un’esclusiva per i clienti Telecom (un bacino di potenziali utenti pari a 5,5 milioni ENTERTAINMENT Con Filmy organizzi i video sulla PS3 Sony rilascia la versione completa per riprodurre i filmati in AVC-HD di R. Pezzali Si chiama Filmy e come dice il nome stesso è un’applicazione relativa al video e alle riprese. L’obiettivo infatti è l’organizzazione (non l’editing) dei filmati in formato AVC-HD registrati su card di memoria, Hard Disk esterni e videocamere HD collegate alla PS3 tramite cavo USB. Con un’interfaccia semplice e immediata Filmy permette all’utente di cercare tra i video e le sequenze, organizzarle per data oppure per area geografica se sono state registrate con videocamere Sony dotate di modulo GPS integrato per il geotagging delle riprese. Filmy sarà caricato a breve sul PSN Store e ogni utente potrà provarlo con le piene funzionalità per circa 15 minuti prima di spendere i 5 euro necessari per l’acquisto. di abbonati ADSL Alice), che potrà essere espanso nei prossimi mesi anche ai clienti business e a quelli delle chiavette TIM, per un totale di 10 milioni di potenziali utenti. Ma sempre un’esclusiva Telecom rimane. Questa limitazione consente però all’ex monopolista di addebitare il costo del servizio in bolletta, senza ricorrere così alla carta di credito e garantisce l’accesso a tutti i PC o dispositivi collegati tramite quella linea ADSL. Il problema è che non sarà quindi possibile portare il proprio abbonamento su un’altra utenza telefonica. Il servizio si propone come una grande opportunità per il mercato italiano, di cui le case discografiche si sono dichiarate entusiaste, ma pone alcuni limiti non indifferenti. Lo scenario che si va definendo è quindi molto frammentato, con i singoli operatori telefonici che offrono ognuno una soluzione diversa e legata alla propria rete più che alla persona. Strategia vincente o flop solo il tempo potrà dirlo. Dal canto nostro continuiamo a preferire soluzioni che siano slegate dalla rete dati o dal device su cui la si ascolta. È forse chiedere troppo? p.24 ENTERTAINMENT Crociata Sony contro il jailbreak Continua la battaglia di Sony nei confronti del jailbreak che ha colpito la PS3, ovvero della possibilità di installare software non autorizzato e certificato dalla casa nipponica sulla propria console. Questo è avvenuto grazie al lavoro di George Hotz, uno dei migliori hacker in circolazione, a cui si deve anche gran parte del codice del jailbreak dell’iPhone e che è stato in grado di sfruttare, dopo anni di inviolabilità della PlayStation 3, una falla di sistema per ottenere l’accesso a tutta la macchina. Sony è scesa in campo con una battaglia legale che di giorno in giorno sembra degenerare in una irrazionale ed esagerata risposta. È notizia degli ultimi giorni che Sony avrebbe richiesto a Google gli IP di tutti gli utenti che si sono collegati a YouTube per vedere un video di come si sblocca la PS3, minacciando anche di portare in tribunale chiunque distribuisca il codice del jailbreak sulla rete. È chiaro che Sony ha paura di veder crollare le vendite di videogiochi, ma non sarà di certo questo l’atteggiamento che le consentirà di invertire la rotta, scegliendo una strada che si è rivelata già fatale per i cugini del business musicale, di cui la Sony, in realtà, qualcosa dovrebbe già sapere. ENTERTAINMENT / È questo il futuro del videonoleggio? DVD 48 ORE: ritorna il disco usa e getta 01 Distribution reintroduce sul mercato il DVD che si autodistrugge di M. Dalli I primi esemplari sono arrivati nei negozi nel 2006, ma alzi la mano chi li ha effettivamente visti. Quattro anni più tardi 01 Distribution ci riprova e rilancia DVD 48 ORE, un supporto DVD compatibile con tutti i lettori da tavolo il cui contenuto non sarà però più accessibile trascorse 48 ore dal primo inserimento nel lettore DVD. DVD 48 ORE sarà in vendita nei negozi contemporaneamente all’uscita del titolo a noleggio, al prezzo di 4.90 euro: più del noleggio tradizio- nale, ma il disco non va restituito (va però acquistato in negozio). Per i più attenti all’ambiente, 01 Distribution tiene a precisare che il disco è ecocompatibile e completamente riciclabile. I primi titoli con questo sistema sono I Mercenari - The Expendables, La Passione, Maschi contro femmine e Una sconfinata giovinezza (già disponibili). Dal 2 marzo arriverà anche Una vita tranquilla. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it MOBILE / Dopo aver acquisito Palm, HP non perde tempo e propone tre nuovi apparecchi HP rilancia webOS: Veer, Pre3 e TouchPad Due smartphone e un tablet: queste le nuove proposte di HP Palm basate sulla piattaforma webOS Schermo multitouch e completa connettività per tutti. Il tablet arriverà in Italia in estate, prezzo da definire di M. Dalli H P dimostra di non aver comprato Palm per il solo gusto di farlo, ma rilancia forte sulla piattaforma webOS proponendo due smartphone e un tablet. Il primo ad arrivare negli USA, in primavera, sarà Veer, uno smartphone con schermo multitouch da 2,5 pollici (320x400 pixel di risoluzione, 18 bit di profondità colore), tastiera QWERTY a scorrimento e processore da 800 MHz. All’interno trovano posto anche 8 GB di memoria flash integrata (apparentemente non espandibili), Wi-Fi n, Bluetooth 2.1, GPS e interfacce radio HSPA. Delude un po’ la batteria, limitata a soli 910 mAh. Sorprende, invece, il Pre3, smartphone con schermo multitouch da 3,5 pollici (800x480 pixel, 24 bit di profondità colore), tastiera QWERTY a scorrimento e un processore Qualcomm Snapdragon da ben 1,4 GHz. Non possono ovviamente mancare Wi-Fi n, Bluetooth, GPS e una fotocamera da 5 Megapixel con registrazione video a 720p, oltre a una memoria integrata da 8 o 16 GB. Anche in questo caso la batteria è HP Palm Pre3 HP Palm TouchPad HP Palm Veer piuttosto limitata per un processore così potente, solo 1.230 mAh; confidiamo in una politica di risparmio energetico ben realizzata. La terza proposta di HP è TouchPad, tablet con display multitouch da 9,7 pollici e 1.024x768 pixel di risoluzione. Al suo interno trovano posto una doppia CPU Qualcomm Snapdragon da 1,2 GHz e 16 o 32 GB di memoria integrata; è opzionale la connessione 3G con A-GPS integrato. Non mancano ovviamente le classiche connes- sioni Wi-Fi n e Bluetooth, oltre a un browser con supporto a Flash 10.1. Nella parte frontale di TouchPad è presente invece una fotocamera da 1.3 Megapixel per poter effettuare le videochiamate. La batteria presente in questo tablet è in grado di offrire una capacità di 6.300 mAh. Di questi tre prodotti HP Palm, solo il tablet sembra destinato ad arrivare sul mercato italiano, probabilmente in estate. Il prezzo è ancora ovviamente da definire. Tablet di Sony in arrivo entro fine anno? Tutti hanno ormai un tablet nel proprio catalogo, tranne Sony. Il blog Engadget però svela presunti retroscena Il gigante giapponese non rimarrebbe con le mani in mano e starebbe studiando S1. Presentazione all’IFA? di M. Dalli I ENTERTAINMENT Film come app fine del Blu-ray? Warner rilascia le versioni iOS dei film con extra, navigazione interattiva e qualità di R. Pezzali MOBILE / Forse il prossimo settembre l’annuncio del primo tablet di Sony con Android Honeycomb l Mobile World Congress di Barcellona, dopo il CES di Las Vegas, ha visto ancora una volta una pletora di tablet presenti nei vari stand; i big dell’elettronica ci sono quasi tutti, tranne Sony. Questa assenza potrebbe però non durare a lungo, stando a quanto riportato dal blog americano “engadget”: il colosso giapponese sarebbe infatti al lavoro per realizzare S1, il loro primo tablet con schermo da 9.4 pollici. Secondo quanto raccontato da due diverse fonti a “engadget”, S1 sarebbe “una delle cose più belle di Sony”, con uno schermo da 9.4 pollici e un rigonfiamento laterale nella parte in- p.25 feriore che ne faciliterebbe l’impugnatura. Il sistema operativo dovrebbe essere Android Honeycomb, ma Sony starebbe però lavorando intensamente per personalizzare l’esperienza d’uso. Dal punto di vista dell’hardware S1 dovrebbe essere basato su Tegra 2, con una profonda integrazione con i servizi online di Qriocity oltre che con PlayStation Suite. Si parla anche di una presa USB host, in grado cioè di essere collegata a dispositivi come dischi esterni, macchine fotografiche, ecc. Ancora più incerta la data di lancio e il relativo prezzo: per ora si parla di 599 dollari per la versione “base” con il solo Wi-Fi, disponibile a partire da settembre. Ovviamente in questi sei mesi può succedere di tutto, ma se Sony stia realmente lavorando al modello S1 e decidesse di presentarlo per quel periodo, potremmo vederlo alla prossima IFA. Il Blu-ray sarà l’ultimo supporto fisico, è inutile girarci attorno. Con la velocità crescente della rete e i player e le TV sempre più connected si va verso un mondo dove il film viaggerà solo sul web. La novità mostrata da Warner è interessante perché va oltre il semplice e banale stream del film già disponibile: Inception e Dark Knight, infatti, saranno disponibili come apps per iOS sull’App Store. Il film stesso non è più quindi solo un flusso audio/video, ma una vera applicazione all’interno della quale troviamo non solo il film in HD con tutte le lingue, ma anche tutta la sezione interattiva, gli extra, possibilità social e tutto quello che il BD Live aveva promesso e mai mantenuto. Scaricando l’app dallo store si compra il film, lo si può scaricare quando si vuole e anche mandare in streaming tramite connessione Wi-Fi o 3G. La risoluzione non è Full HD perché ancora mancano tablet con questa funzione, ma il master è quello HD del Blu-ray. Nel video in basso vediamo l’applicazione all’opera. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa abbia a che fare una app per tablet con i Blu-ray: ebbene, le app interattive stanno ormai prendendo piede su tutte le TV, quindi non è escluso che, in un futuro non molto lontano, compreremo il film in versione completa, HD e interattiva direttamente sulla nostra TV godendoci non solo le immagini come avviene ora, ma anche tutte le funzionalità come extra, photo gallery e altro, che ad oggi sono disponibili solo con Blu-ray e DVD. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it p.26 DIGITAL IMAGING / I nuovi modelli di reflex Canon saranno disponibili a partire dagli inizi di aprile DIGITAL IMAGING Abbiamo toccato con mano le nuove reflex di casa Canon, la entry level 1100D e la consumer di fascia alta 600D. Ecco le nostre prime impressioni e un’ampia intervista a Matteo La Torre che ci illustra le caratteristiche dei prodotti Si amplia la gamma delle fotocamere reflex Sony Canon 600D e 1100D: le prime impressioni di R. Pezzali C anon ci ha dato la possibilità di toccare con mano le nuove reflex 1100D e 600D. Purtroppo, come spesso accade in queste occasioni, non viene dato il permesso di scattare fotografie né in formato Jpeg né in formato RAW, un po’ perché i firmware sono preliminari, un po’ perché la location non era molto adatta a scattare questo tipo di foto. Partiamo dalla 600D: la macchina è molto simile alla 550D come feeling e come corpo caratterizato da un peso medio e una buona sensazione di robustezza. Canon, rispetto alla 550D, ha aggiunto davvero poco: l’utile schermo orientabile, il controllo del flash esterno, qualche funzione software e una nuova modalità della ghiera intelligent auto. Il problema della 600D è che esiste già la 60D che si trova sul mercato a 820 euro, prati- di M. Andreolli camente al suo stesso prezzo, e che offre qualcosa in più come la doppia ghiera per tempi e diaframmi (il vero fotografo non può farne a meno), il selettore con il blocco, la raffica e altri piccoli dettagli. Dopo aver fatto qualche prova siamo sicuri che si tratti di un’ottima macchina, ma forse non si sentiva la necessità di inserire un ulteriore modello tra la 550D che resta in gamma e la 60D. Cliccando qui vediamo come Matteo La Torre di Canon ci presenta le caratteristiche della 600D. La 1100D non ci è piaciuta troppo: corpo leggero, troppo “plasticoso” e senza grip. Una fotocamera che ci ha dato l’impressione di essere un po’ troppo economica anche se il prezzo di listino parla chiaro, meno di 450 euro. Canon forse avrebbe dovuto lavorare di più sulla parte foto, trascurando il video: non è che sia così indispensabile la funzione EOS Movie su una fotocamera reflex di questa fascia e probabilmente un CMOS più risoluto e qualche feature in più avrebbero fatto comodo. Dal punto di vista puramente fotografico la novità maggiore è rappresentata dall’esposimetro mutuato dalla 7D, un lusso su una macchina di questo tipo che comunque non ribalta la situazione. La qualità di scatto pare comunque molto buona e la casa madre forse ha anche “castrato” un po’ la macchina: la nostra sensazione è che, almeno sulla sensibilità, si sarebbe potuta spingere ben oltre i 6400 ISO dichiarati, anche perché ha un sensore in formato APS-C da 12 Megapixel, con pixel più grossi di quelli della 600D e degli altri modelli con risoluzione maggiore. Anche per questo modello clicca qui per il video completo. DIGITAL IMAGING / Uno stile un po’ retrò per l’originale fotocamera Fuji con mirino ibrido Fuji X100, una compatta per foto di qualità FujFilm annuncia, per il mercato USA, la X100, una fotocamera per appassionati che promette meraviglie di M. Andreolli L a prima cosa che colpisce della X100 è l’aspetto, tipico delle macchine fotografiche compatte a pellicola di alcuni anni fa, e recentemente ripreso (o per meglio dire mantenuto) dalle Leica M: stile bi-color, con corpo macchina in lega di magnesio, ricoperto da similpelle nera che lascia libera la parte superiore. In questa trovano spazio il tasto di scatto, la ghiera per la compensazione dell’esposizione e quella per i tempi dell’otturatore; la regolazione delle aperture è invece possibile grazie a una ghiera sull’obiettivo. Accanto a questi controlli “classici” ci sono quelli più “attuali” disposti attorno al display LCD (da 2,8” e 460.000 pixel), tra i quali spicca il tasto RAW per passare subito alla modalità di scatto alla massima risoluzione. L’ottica è fissa, un 23mm (che corrisponde al classico 35mm) con buona apertura F2 e diaframma a 9 lamelle: permette le foto macro Sony A77 ai raggi X, o quasi fino a 10cm e ha un filtro ND da 3 stop integrato. Il sensore CMOS da 12.3 Mpixel in formato APS-C è stato progettato ad hoc per l’obiettivo, in modo da poter gestire meglio anche i raggi che arrivano non obliqui ai bordi del sensore. A detta dei progettisti Fuji la scelta di avere un obiettivo a lunghezza focale fissa e non intercambiabile è dettata dalla volontà di privilegiare la qualità delle foto e la compattezza della macchina. Queste dunque le dimensioni della X100: 74.4x126.5x53.9mm (AxLxP) per 445 gr di peso. L’elemento più innovativo è il mirino ibrido: attraverso 4 modalità, selezionabili con una levetta posta sulla parte frontale, è possibile utilizzare il mirino galileiano (con correzione automatica della parallasse), quello elettronico (da 0.47” e 1.4 Mpixel), o combinazioni dei due, per poter così associare all’immagine del mirino ottico i dati di scatto (apertura, velocità dell’otturatore, punti di messa a fuoco, livella elettronica). Come aveva promesso in settembre al Photokina, Fujifilm sembra stia rispettando i tempi: la macchina uscirà sul mercato USA in marzo; il prezzo è 1.199 dollari, quanto una reflex prosumer e certo ben di più di una compatta a obiettivi intercambiabili (come le Sony NEX o le Panasonic GF2). Che dire dunque? Una macchina originale, certamente interessante per le dimensioni compatte dell’ottica, il mirino ibrido e il design retrò, ma il cui prezzo, non certo popolare, non la rende la fotocamera per tutti. In occasione del CP+ a Yokohama, Giappone, Sony ha presentato A77, macchina di punta che dovrebbe uscire a metà di quest’anno. L’immagine mette in luce quello che ormai è il punto forte delle fotocamere di fascia alta Sony, lo specchio traslucido. La perdita di luminosità, riscontrata nei modelli più piccoli sembra essere, per gli ingegneri della Sony, un giusto compromesso per ottenere una maggiore velocità di scatto (si arriva a 10fps), uno zoom continuo e veloce (a contrasto di fase) anche in modalità video e un corpo macchina più compatto, silenzioso e stabile. Nei mesi il progetto si è evoluto, in particolare sono aumentati i pulsanti: oltre a quello di scatto, ce ne sono ben 5 nei pressi del display superiore e 8 accanto allo schermo LCD posteriore (snodato), oltre a un piccolo joystick. Inoltre è presente una guarnizione presso l’attacco, che fa pensare che la macchina sia in parte tropicalizzata (ma serviranno obiettivi ad hoc, per ora non annunciati). Il sensore è un Exmor APS HD CMOS, che permette video Full HD e dovrebbe aggirarsi sui 20 Megapixel. Insieme con il corpo macchina, Sony ha annunciato un nuovo flash, battery grip e la lista degli obiettivi in via di sviluppo, di tipo E-Mount: tra essi spiccano un tele da 500mm f/4, serie G, e un 24mm Carl Zeiss. Aspettiamo ora l’annuncio ufficiale e di poter verificare se e come questo modello sia riuscito a superare i problemi (qualcuno ha parlato di ghosting?) dei modelli precedenti. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it DIGITAL IMAGING / Le serie L, P e S vanno a incrementare la già ricca offerta di fotocamere Nikon con ottime funzionalità p.27 A tutto Coolpix: otto nuovi modelli di compatte Nikon Nikon rinnova la gamma delle compatte Coolpix aggiungendo modelli sia di base che di fascia alta. Stupiscono la megazoom 36x e la versatile S9100 di R. Pezzali N ikon rinnova (quasi) tutta la gamma Coolpix inserendo modelli mirati per completare una line up già più che soddisfacente. Si parte con la serie L che vede l’aggiunta di due modelli: il primo è L120, una bridge super-zoom con uno zoom ottico da 21x e un sensore da 14 Megapixel. Le prestazioni sono buone: ISO 6400 (abbassando però la risoluzione) e video a 720p. La L120 ha un display da 1 Megapixel di risoluzione e sarà venduta a un prezzo decisamente competitivo per una bridge, circa 250 euro. Di fascia molto più bassa la L24, Nikon Coolpix S9100 che offre lo stesso sensore ma accoppiato a uno zoom da 3,6 ingrandimenti. Costerà circa 100 euro, e si posiziona nella fascia entry level. Più interessanti sotto il profilo qualitativo le fotocamere della serie P: P300 e P500. Nikon con queste Coolpix ha voluto realizzare esplicitamente due modelli “anti-Canon” proponendo fotocamere ad alta sensibilità e senza troppi fronzoli. La P300 infatti ha un sensore CMOS grande da 12 Megapixel con una luminosissima ottica f/1.8 grandangolare (4.2x zoom), combinazione killer per le foto a bassa luminosità e per ottenere ritratti e dettagli con un ottimo sfuocato. La P300 integra anche una serie di automatismi e funzioni software come lo scatto HDR e non mancano ovviamente i controlli manuali. C’è anche la ripresa HD, questa volta a 1.080p con autofocus. Il prezzo di questa fotocamera sarà decisamente competitivo: circa 300 euro. Chi invece vuole la stessa qualità ma uno zoom super può puntare sulla P500, una bridge con le stes- Nikon Coolpix L120 se caratteristiche della P300 e lo stesso sensore, fatta eccezione per la lente: la luminosa ottica Nikkor f/1.8 viene sostituita da un superzoom Nikkor da 36x stabilizzato. Il prezzo è più elevato, circa 450 euro. Lo stesso sensore da 12 Megapixel ma con un’ottica intermedia è montato sulla Coolpix S9100, una compatta con ottica wide e zoom 18x stabilizzato, in grado di riprendere video a 1.080p, scattare foto HDR e realizzare scatti Sweep Panorama. Il display è da 3” con risoluzione 1 Megapixel. Sempre alla serie S appartengono anche la S6100, la S4100 e la S3100. DIGITAL IMAGING / Un grande zoom ottico in macchine spesse meno di 4 centimetri per foto 3D Compatte 3D Olympus con “mega-zoom” Olympus ha annunciato tre fotocamere compatte con uno zoom ottico molto esteso in un corpo macchina sottile di M. Dalli C hi ha detto che un grande zoom ottico si deve per forza tradurre in una macchina fotografica grossa e pesante? La SZ-10 di Olympus dimostra che non sempre è così: riesce infatti a combinare uno zoom ottico 18x (equivalente a un 28-504mm) con un corpo macchina spesso meno di 4 centrimetri. Il modello SZ-10 monta un sensore da 14 Megapixel con doppio stabilizzatore ottico e possibilità di registrare filmati in H.264 a 720p. Ampio è lo schermo LCD da 3 pollici, con risoluzione di 460.000 pixel. Non manca, infine, la possibilità di scattare foto 3D: si realizza la prima foto e poi si deve spostare a mano la fotocamera che, automaticamente, si preoccuperà di scattare la seconda foto nel momen- to giusto. Accanto alla SZ10 (nella foto), Olympus ha presentato anche altri due modelli, VR-330 e VR320, sempre con sensore da 14 Megapixel, ma con zoom da 12.5x (equivalente a un 24-300mm). Si riduce però lo spessore del corpo macchina, che in questi modelli è di circa 2,5 centimetri. Come la SZ-10, anche queste due macchine sono dotate di display LCD da 3 pollici, ma con risoluzione dimezzata (230.000 pixel), e possono registrare filmati in alta risoluzione a 720p, anche se solamente in Motion JPEG. La differenza tra i due modelli di fotocamere è che la VR-330 scatta foto in 3D, mentre la VR-320 no. Tutte queste macchine fotografiche Olympus arriveranno in Giappone in primavera, con prezzi che variano da circa 180 euro per la SZ-10 a 150 euro per la VR-320. Ancora non abbiamo nessuna informazione circa prezzi e disponibilità per il nostro Paese. La S6100 combina zoom ottico 7x con un sensore da 16 Megapixel. Per questa fotocamera compatta Nikon ha montato il suo sensore con risoluzione più elevata in questa fascia, e con un prezzo di circa 180 euro potrebbe essere una “best buy”. Lo schermo da 3” è touchscreen, con un’interfaccia davvero facile. Il modello S4100 passa invece a 5x di zoom e sensore da 14 Megapixel, ma mantiene lo schermo touch da 3” per un prezzo che si aggira sui 160 euro. Infine, la entry level S3100: praticamente identica alla S4100 ma senza lo schermo touch e con un display più piccolo da 2.7”. Nikon Coolpix P300 DIGITAL IMAGING Ottiche NEX per tutti Uno dei limiti delle fotocamere mirrorless è la non compatibilità delle lenti con le più grosse reflex; se a questo aggiungiamo che gli attacchi delle ottiche sono proprietari e hanno dei costi di licenza, il problema si aggrava. Sony ha fatto un passo nella direzione giusta, annunciando che dal 1 aprile rilascerà gratuitamente le specifiche per il suo attacco “E” a qualsiasi produttore ne faccia richiesta. La notizia è stata accolta con favore da grandi nomi come Carl Zeiss, Cosina, Sigma e Tamron. Possiamo quindi aspettarci a breve da questi produttori lenti per l’ecosistema NEX, composto attualmente dalle due fotocamere NEX-3 e NEX-5 e dalla videocamera NEX-VG10. Non solo, nelle intenzioni di Sony dovrebbero arrivare anche degli adattatori che consentiranno di montare ottiche di altre macchine sulle NEX. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it PC & MULTIMEDIA Il Wireless Display diventa HD PEOPLE & MARKET / Standard unico, ma col trucco salva Apple Caricatore unico in Europa? Una scelta “green”che secondo l’Unione Europea semplificherà la vita di R. Pezzali Con l’avvento della seconda generazione del Wireless Display (WiDi) di Intel, che consente di inviare senza fili a un televisore HD il contenuto dello schermo del proprio computer, Netgear aggiorna la sua proposta in questo campo. Dopo Push2TV, ecco Push2TV HD (nome in codice PTV2000), un piccolo ricevitore che può essere collegato alla TV tramite connessione HDMI e riceve il segnale da un PC con tecnologia WiDi. Questa nuova versione (in arrivo sui nuovi portatili del 2011) supporta video fino a 1.080p e 30 frame al secondo, con tanto di protezione dei contenuti, rendendo così possibile anche lo streaming di un Blu-ray. Ovviamente Push2TV HD può essere usato anche per altri scopi, come per esempio visualizzare foto o navigare su Internet tramite lo schermo del TV, senza attaccare cavi al computer. N on è la prima volta che parliamo di caricabatterie unico: l’Unione Europea da anni chiede ai produttori di uniformarsi a un unico standard per permettere così alla gente di portarsi appresso un solo caricatore. Una scelta “green” (si riduce il numero di caricabatterie prodotti e venduti) e utile, soprattutto perché quasi tutti i maggiori produttori hanno aderito. Dopo tanti proclami, la definizione delle specifiche tecniche e il lancio del sito OneChargeForAll, l’UE fa sapere che sono stati lanciati sul mercato i primi caricabatterie a norma, e che entro il 2011 tutti i caricabatterie venduti dalle aziende che hanno firmato l’accordo saranno conformi alle specifiche. Le specifiche, o meglio, la specifica è chiara: i caricabatteria devono essere micro USB. Ovviamente non tutti, ma quelli delle aziende che hanno firmato l’accordo e tra queste troviamo Apple, LG, Motorola, NEC, Nokia, Research In Motion (RIM), Samsung e Sony Ericsson. Molti dei caricabatterie sul mercato sono ormai micro USB, e quindi a norma, tuttavia viene da chiedersi per quale motivo Apple, nota per il suo connettore proprietario, abbia firmato volentieri un accordo di questo tipo. Apple ha forse intenzione di aggiungere il connettore micro USB? Nemmeno per sogno: la nuova policy per il caricabatterie unico dell’Unione Europea infatti dice che “For phones that do not have a Micro-USB interface an adapter is allowed” quindi Apple e così tutti gli altri potranno andare avanti a fare telefoni anche senza il connettore micro USB, purché inseriscano anche un adattatore da micro USB a connettore proprietario. Che senso ha questo? Probabilmente nessuno. Ormai nel mondo quasi tutti i produttori (eccetto Apple) si stanno spostando verso l’USB mini o micro e se per avere un solo caricabatteria dobbiamo portarci appresso un sacchettino di adattori (anche piccoli con il rischio di perderli) la conclusione è semplice: no grazie. p.28 PC & MULTIMEDIA USB 3.0 per il Blu-ray Plextor Chi sino ad ora si è a privato dall’acquisto di un masterizzatore esterno Blu-ray per non incorrere nelle estenuanti attese generate dall’interfaccia USB 2.0, adesso può optare tranquillamente per un’unità esterna grazie alla connessione USB 3.0 ed eSATA di cui Plextor ha dotato il modello PX-LB950UE. Le caratteristiche fornite dalla casa giapponese sono molto interessanti: è possibile masterizzare Blu-ray a singolo strato da 25 GB alla velocità di 12x (8x per i dual layer da 50 GB) e incidere delle “etichette” grazie alla tecnologia Lightscribe su supporti compatibili. Il masterizzatore oltre ai dischi Blu-ray supporta anche tutti i tipi di DVD registrabili esistenti. La dotazione software, oltre alle Plextor utilities per monitorare lo stato del lettore e la qualità della registrazione, comprende anche il lettore multimediale PowerDVD 3D di Cyberlink con supporto anche per la lettura dei dischi Blu-ray 3D. Il PX-LB950UE è disponibile a partire dal mese febbraio a un prezzo di circa 209 euro. PEOPLE & MARKET / Dal 1 luglio 2011 andare al cinema costerà 1 euro in più per sovvenzionare l’industria cinematografica Cinema: con 1 euro in più meno gente nelle sale? È proprio vero che “la produzione cinematografica italiana” ha bisogno di essere sovvenzionata e non può sopravvivere con le proprie gambe senza aiuti? di M. Dalli A nno nuovo, balzello nuovo. Il Governo ha approvato un emendamento al decreto milleproroghe per prelevare 1 euro dal biglietto dei cinema, a carico dello spettatore, da versare nelle casse dello Stato. La proposta, da cui sono esclusi solo i cinema parrocchiali, dovrebbe entrare in vigore il 1 luglio 2011 e durare fino al 31 dicembre 2013, per un incasso totale previsto di 135 milioni di euro. Il motivo di questo aumento? Compensare le agevolazioni fiscali alla produzione cinematografica, perché il cinema è arte (e come tale va sovvenzionato). Tralasciando il fatto che il concetto di “arte” è abbastanza soggettivo e alcune produzioni cinematografiche italiane non sono certo dei capolavori artistici, non si capisce come mai si continui a chiamarla “industria del cinema”, ma come tale non la si tratti. Come tutte le industrie, infatti, anche il cinema dovrebbe essere in grado di sopravvivere con le proprie gambe, senza contare su aiuti statali che, gira e rigira, finiscono sempre per pesare sui cittadini. Tanto più che questo aumento di 1 euro sarebbe applicato a tutti i film in proiezione, stranieri inclusi, ma andrebbe a favore del solo cinema italiano (e non delle sale cinematografiche nel complesso). La notizia ha destato dal torpore l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS) che, nella persona del suo presidente Paolo Protti giustamente “sollecita al governo un preciso impegno ad avviare immediate consultazioni e ogni altra azione necessaria, allo scopo di coinvolgere tutta la filiera che utilizza il prodotto cinema nell’opera di indispensabile sostegno a questa fondamentale industria che anche in questo delicato momento sta dando all’interno e all’estero una delle migliori immagini del Paese”. Il timore, non certo infondato, è che questo aumento possa incidere negativamente sull’afflusso di spettatori al cinema, con conseguenza gravissime sulle sale cinematografiche e, di riflesso, su tutta l’industria. Se andare al cinema costerà di più, sempre meno gente ci andrà (peraltro alimentando ulteriormente la pirateria), portando così alcune sale alla chiusura. A quel punto cosa sovvenzioneremo? Dammi il cinque! Il tuo 5 per mille può cambiare la vita di molti bambini prematuri. E non ti costa nulla. SOSTIENI AISTMAR Onlus con il tuo 5 per mille Sui moduli CUD, 730 o Unico scrivi Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale FIRMA Mario Rossi Ogni anno in Italia nascono 30.000 bambini prematuri, di cui circa 5000 hanno un peso inferiore a 1500 gr. Questi bambini hanno bisogno di cure, controlli e assistenza per molti anni. E anche i loro genitori hanno bisogno del tuo aiuto. Le donazioni ad AISTMAR Onlus vengono interamente impiegate per: - l’assistenza delle gravidanze a rischio o patologiche - la cura e il supporto al neonato prematuro e alla sua famiglia nel percorso di sviluppo e crescita Oppure puoi sostenere AISTMAR Onlus con versamenti su: • C/C Postale: 29328200 • C/C BancoPosta: IBAN: IT 05 Z 07601 01600 000029328200 presso Posta di via Sambuco, 15 - Milano • C/C Bancario: IBAN: IT 87 N 0351201619 000000003641 presso Credito Artigiano, Agenzia n°14 - Milano ........................................................................ Codice fiscale del beneficiario (eventuale) 9 7 0 2 8 2 1 0 1 5 7 AISTMAR Onlus - via della Commenda, 12 - 20122 Milano - www.aistmar.it FONDAZIONE IRCCS CA’ GRANDA - OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO Dipartimento per la Salute delle Donna, del Bambino e del Neonato U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale via Francesco Sforza, 28 - 20122 Milano Tutto il personale di AISTMAR Onlus è volontario. L’intero ricavato delle donazioni viene impiegato in cure e assistenza ai neonati prematuri e patologici e alle loro famiglie. AISTMAR Onlus Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad alto Rischio n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it TEST / Il network audio system di Denon è votato ai giovani (non come economicità), al mondo Internet e alla musica liquida p.30 Sistema CEOL: AirPlay e multimedia da Denon Ha tutto: radio, lettore CD, porte USB e di rete per l’ascolto delle web radio e dei file in streaming e con 49 euro aggiorni il sistema ad Airplay di R. Faggiano S i moltiplicano le offerte per chi ha bisogno di un sistema audio compatto ma già pronto per raccogliere musica liquida dal web o da un server casalingo. Questa proposta di Denon si presenta in completo bianco opaco e non gli sembra mancare proprio nulla anche in tema di sorgenti tradizionali come compact disc e radio FM. Il display è piuttosto rigoroso, in bianco e nero e senza giochi di luci colorate, ben leggibile anche se fin troppo elaborato per le funzioni base. Sempre sul frontale un comodo ingresso USB per collegare chiavette di memoria con contenuti musicali (Flac compresi) e un ingresso minijack per qualsiasi altra sorgente. Sul pannello superiore, invece, uno sportellino nasconde la contattiera per iPod o iPhone, le altre sorgenti ormai obbligate per un moderno sistema stereo. Per il collegamento Internet c’è la sempre consigliabile presa di rete oppure l’antenna per il collegamento Wi-Fi. In uscita troviamo l’uscita stereo e una dedicata a un eventuale subwoofer. Il telecomando è rifinito in colore bianco come il sistema ed è abbastanza semplice da usare, seppure alcune sequenze di comandi siano poco intuitive. Per molte funzioni è necessario seguire le indicazioni del display e aiutarsi con il pesante libro delle istruzioni. Con il modesto supplemento di 100 euro (al viceversa non modico prezzo di listino di 699 euro del solo Ceol) si possono avere anche i diffusori con estetica coordinata al sistema, ma la prova d’ascolto è stata effettuata comunque anche con diffusori di migliore qualità. Per i dettagli tecnici del sistema e dei diffusori vi rimandiamo alla scheda tecnica. Segnaliamo che il Denon Ceol è in tutto simile per caratteristiche e prezzo al sistema Marantz M-CR603, dal quale si differenzia solo per alcuni dettagli estetici. A pagamento Apple Air PLay Denon ha aggiunto con un nuovo firmware la funzionalità Apple AirPlay che permette di inviare audio da iTunes o dispositivi iOS tramite la rete domestica in modo davvero molto semplice. Ciò che è tutt’altro che immediata è la procedura di aggiornamento in sé che è un po’ troppo macchinosa. L’aggiornamento infatti non è automatico visto che la nuova funzionalità è a pagamento (49 euro). Il Denon mostra la disponibilità dell’aggiornamento e visualizza un codice denominato Upgrade ID di cui occorre prendere nota insieme al seriale del dispositivo e l’indirizzo MAC della scheda di rete, codici che troviamo sul retro dell’apparecchio. A questo punto occorre andare sul sito www.denon-upgrade.eu e procedere all’acquisto dell’aggiornamento inserendo i codici di cui sopra oltre ai nostri dati. Una volta completata la procedura riceveremo una email che ci avvisa che possiamo procedere con lo scaricamento direttamente sul Ceol del nuovo firmware. Il funzionamento di AirPlay sul Denon è del tutto analogo a quanto abbiamo visto anche con Apple TV. Essenzialmente i dispositivi Sistema compatto Denon CEOL - 699 EURO Quality Longevity Design 9 9 8 Apple o iTunes vedono il sistema audio come dei diffusori aggiuntivi: avviata la riproduzione su iTunes o dall’applicazione iPod di iPad e iPhone basta selezionare il Denon come uscita audio e la riproduzione inizierà automaticamente (vedi il fimato in basso). Se il Denon è spento ma collegato alla rete domestica, il sistema si accenderà automaticamente. Come visto anche con Apple TV, AirPlay assume completamente il comando del dispositivo, per anche se è già attiva la riproduzione da un’altra sorgente, il Denon passerà ugualmente e instantaneamente allo stream AirPlay. Nel caso di iTunes e applicazione iPod il display del Denon visualizzerà anche i metadati. Con lo streaming audio da applicazioni di terze parti invece, l’audio funziona perfettamente ma non vengono mostrate le informazioni. Buon sistema, ma poco intuitivo Come già accennato alcune impostazioni iniziali non sono intuitive e l’aggancio del segnale Wi-Fi è lento, Simplicity D-Factor 6 7 stessa cosa per l’analisi del contenuto di eventuali server casalinghi. Macchinosa pure la ricerca delle web radio preferite, molto meglio memorizzarle subito se non si vuole perdere tempo nella ricerca. Dopo questa premessa però il Ceol si è comportato molto bene con ogni sorgente dal punto di vista dell’ascolto. I diffusori Denon probabilmente non sono il massimo delle prestazioni, ma per 100 euro non ci si può lamentare. La gamma bassa non è molto profonda, ma la dinamica è buona e l’ascolto può essere prolungato senza problemi. Se però avete già altri diffusori di qualità o volete prestazioni migliori, il Ceol sarà ancora all’altezza della situazione. Anzi le sue doti vengono esaltate se non si pretende troppo in ambienti di grande cubatura. Un sistema che rinnova la qualità del marchio e in grado di non far rimpiangere sistemi con componenti separati, seppure penalizzato da un prezzo di listino non alla portata di tutti. video Il pannello posteriore è in grado di accogliere altri segnali audio da due sorgenti analogiche e da una fonte con uscita digitale ottica. Ottimi i morsetti per il collegamento dei diffusori, peccato che i cavi in dotazione siano di sezione troppo piccola. 8 Value Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento del Denon CEOL N7 con AirPlay. Clicca qui per andare direttamente al video. n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it TEST / In prova il KDL-46HX 900 uno dei TV più interessanti della gamma Sony, offre contenuti tecnici avanzati e tanta multimedialità p.31 Nero profondo, il Full LED non teme alcun confronto Ottime immagini e colori brillanti per questo modello Sony con tecnologia local dimming e se volete anche il 3D, basta solo acquistare il kit opzionale di P. Centofanti L a serie HX900 è quella tecnologicamente più interessante della gamma Sony, offre il supporto al 3D, Motioflow a 400 Hz e soprattutto ha una retrolilluminazione Full LED con local dimming, capace di massimizzare il rapporto di contrasto e di garantire neri perfetti nelle scene più scure. Questo modello offre inoltre tutte le funzionalità multimediali degli ultimi TV Sony tra cui i servizi di streaming di Internet Bravia TV (a cui si sono recentemente aggiunti anche i contenuti di RAI.tv), compresi i nuovi Qriocity Video on Demand per il noleggio di film anche in alta definizione e Qriocity Music Unlimited per l’ascolto in streaming illimitato di un catalogo di circa 6 milioni di brani. C’è la compatibilità con i dispositivi DLNA per la condivisione di file multimediali e la possibilità di riprodurre foto, audio e video anche da periferiche USB. Design splendido La serie HX900 ripropone il Monolithic Design che contraddistingue tutta la nuova gamma Bravia di Sony: da spento il TV è un elegante blocco di cristallo nero lucido. A causa della retro-illuminazione Full LED lo spessore non è ridotto come quello di un TV LED Edge, ma l’HX900 è meno spesso di quello che ci si aspetterebbe e comunque non riduce in alcun modo la bellezza del design Sony. Il TV supporta lo standard DLNA per la riproduzione di contenuti multimediali dalla rete domestica, ma la compatibilità è più ampia a livello di formati video dall’ingresso USB: in particolare i file DivX vengono riprodotti solo da periferiche USB; tramite DLNA sono supportati solo AVCHD e MPEG-2. Il kit per abilitare la modalità 3D è opzionale e comprende il trasmettitore IR da collegare al TV. Da notare che senza il trasmettitore il TV non viene nemmeno riconosciuto come 3D compatibile dalle sorgenti. Qriocity funziona molto bene La serie HX900 non introduce particolari novità per quanto riguarda i menù, l’interfaccia XrossMediaBar è ormai una sorta di filo conduttore per tutta la gamma Sony. I menù di gestione del TV sono identici a quelli dell’NX810, di cui riproponiamo il video, accessibile seguendo questo link. L’aspetto più interessante è costituito dalla funzionalità Bravia Internet Video che propone l’accesso a contenuti in streaming sia video che audio. L’aggiunta più interessante è quella del portale RAI.tv per l’accesso ad alcuni programmi RAI (ma non a tutti quelli presenti sul rispettivo sito web della TV pubblica nazionale). Qriocity, il servizio riservato agli utenti Sony che consente di accedere (a pagamento) allo streaming di musica e al noleggio di film, funziona molto bene. I film in HD sono disponibili al prezzo di 5 euro, 4 euro il costo della versione in standard definition, la musica è invece offerta in abbonamento mensile, attualmente in offerta a 10 euro mensili, diventeranno 12 euro al mese a partire da agosto. Per quanto riguarda il menù di configurazione le Connessioni - Il TV offre 4 ingressi HDMI (due laterali), due ingressi SCART e uno component, porta VGA, slot per moduli CI+. Sul retro troviamo la presa di rete, la chiavetta Wi-Fi è opzionale, ma occorre tenere presente che abbiamo una sola porta USB. TV full LED Sony KDL-46HX900 - 3000 EURO Quality Longevity Design 8 9 9 impostazioni video sono molto complete con parametri avanzati come gamma e regolazione separata del bilanciamento del bianco separati per alte e basse luci. Il menù è in verità un po’ dispersivo e non esattamente intuitivo a livello di suddivisione dei parametri, ma ci vuole poco per prendere dimestichezza. Unico appunto che ci sentiamo di muovere, oltre a una certa lentezza dell’interfaccia, è l’impossibilità di forzare manualmente la ricerca di un aggiornamento del firmware che avviene solo automaticamente quando il TV è in stand-by. Nel nostro caso il TV non si è mai aggiornato all’ultima versione disponibile che era comunque segnalata sul sito di supporto Sony. Alla fine è più semplice scaricarlo dal sito e installarlo tramite chiavetta USB. Simplicity D-Factor 7 9 Value 7 Colori brillanti, nero profondo L’aspetto più interessante di questo TV è costituito dall’utilizzo della tecnologia LED con local dimming che permette di massimizzare rapporto di contrasto e resa del nero, caratteristiche che trovano conferma immediatamente anche nei primi minuti di visione. La resa con le scene più scure è infatti superiore a quella di qualsiasi TV con retroilluminazione trazionale o LED edge, ma anche a quella di molti plasma. La precisione del local dimming è naturalmente legata al numero delle zone e alla grandezza di ciascuna di queste: i LED non vengono controllati infatti individualmente ma a gruppi. Il risultato è che se si visualizza un’immagine con un solo punto luminoso su uno sfondo scuro, video Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento di Qriocity e della piattaforma Internet TV Sony. Clicca qui per andare al video. segue a pag. 32 n. 19 / 21 febbraio 2011 estratto da www.dday.it p.32 TEST TV Sony KDL-46HX900 segue da pag. 31 intorno a questo si noterà un leggero alone luminoso. Ma a parte queste situazioni particolari il funzionamento della retroilluminazione dinamica è molto buono e ottiene l’effetto voluto. Unico vero neo è l’angolo di visione che è sorprendentemente limitato: basta spostarsi di poco dalla posizione privilegiata centrale per scorgere aloni e luce spuria. I colori ci sono parsi molti brillanti e intensi ma l’equilibrio cromatico è comunque notevole e non si scivola mai nell’artificioso. È molto buono in generale il livello di dettaglio, anche se bisogna avere l’accortezza di disabilitare l’overscan dal menù dedicato alle impostazioni schermo che di default è sempre attivo, per poter apprezzare i contenuti Full HD in modo nativo. Ot- tutte le imperfezioni delle trasmissioni digitali per lo più poco definite e molto compresse. Il TV non accentua particolarmente gli artefatti ma viste le dimensioni dello schermo bisogna mettere in conto una resa non proprio esaltante dei normale programmi televisivi. Il processore video da questo punto di vista fa dignitosamente il suo lavoro con contorni morbidi e privi di scalettature, ma non aspettatevi miracoli sul fronte del dettaglio. Per la visione in 3D occorre tenere conto del fatto che la funzionalità come la retroilluminazione dinamica e il Motionflow non sono attivabili. Tra le funzionalità disponibili possiamo regolare l’entità dell’effetto 3D e cambiare la compensazione dell’abbattimento della luminosità introdotto dagli occhialini. La profondità e la definizione durante la riproduzione di contenuti 3D nativi sono convincenti tima la pulizia dell’immagine e la precisione delle sfumature, il nuovo processore video non sembra più accentuare i contorni sempre e comunque come accadeva su altri precedenti modelli. Il Motionflow è in grado di interpolare senza generare troppi artefatti, i contorni anche sulle carrellate più insidiose rimangono puliti e senza spiacevoli sorprese. Il TV dispone di diverse impostazioni per questa funzionalità, che accentuano o meno la “fluidità” delle immagini. Disattivando il filtro - non a tutti piace l’effetto che potremmo definire “soap opera” - il pannello rivela un tempo di risposta ancora non eccezionale, con qualche piccola scia sugli stacchi molto contrastati e una lieve perdita di definizione sui dettagli più fini nel caso di scene molto concitate, specie con materiale a 24 Hz, il più critico da questo punto di vista. La visione dei canali TV si porta dietro D5eanninsi 15 3 cm, 1 211 ma anche l’LCD Sony non è esente da un po’ di cross-talk (l’effetto “doppio contorno” dovuto alla sovrapposizione delle immagini per i due occhi) che tende a rendere un po’ faticosa la visione. Come altri TV Sony 3D, anche in questo caso la polarizzazione degli occhialini è tale per cui basta inclinare il capo a destra o sinistra di poco per perdere l’effetto 3D e vedere anche un sensibile cambiamento dei colori sul TV. LEGGI LA PROVA COMPLETA QUI! UnA MAno gIgAnTe peR I pIù pIccolI Kg VittoVritt ia oria 1 mes 35 cm,e1 mese 1 Kcm 35 g , 1 Kg lA BenneT cAnTù SoSTIene AISTMAR SoSTIenIcI Anche TU! Ogni anno in Italia nascono 30.000 bambini prematuri di cui circa 5000 hanno un peso inferiore a 1500 grammi. Questi bambini hanno bisogno di cure, controlli e assistenza per molti anni. Le donazioni ad AISTMAR Onlus vengono interamente impiegate per la cura e il supporto al neonato prematuro e alla sua famiglia nel percorso di sviluppo e crescita. AISTMAR Onlus Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad alto Rischio per sapere come sostenerci visita il sito www.aistmar.it