n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
EDITORIALE
Imparare
a pensare “largo”
Quando un anno e mezzo
fa ci sedemmo attorno a un
tavolo per definire l’anima
di DDAY.it, una cosa ci fu
chiara: non è più tempo di
“settori” e super-specialità.
Una testata che si occupi
solo di audio, o di video, o
di informatica non ha più
alcun senso. E questo al di là
dei desideri dei singoli lettori
che si sentono più vicini a
questo o quel “mondo”. Sono
i prodotti che guidano con
forza verso una visione più
larga. La testimonianza più
chiara viene dagli smartphone
che, oramai, sono qualcosa
di molto diverso dai vecchi
“telefonini”. Stanno di fatto
sostituendo almeno tre categorie di prodotto: i navigatori
GPS, i personal player e anche
le console videogame. Ora,
tra connessioni Bluetooth e
AirPlay, tendono a diventare anche la sorgente audio
domestica per eccellenza; con
l’introduzione delle uscite
HDMI a 1.080p e dei potenti
processori Dual Core, gli
smartphone possono diventare anche una sorgente video
domestica e, come dimostra
Atrix di Motorola, si candidano addirittura a sostituire il
personal computer.
Non a caso in tutti i mercati
del mondo è esplosa una
vera febbre da smartphone
che riguarda tutti, anche
coloro che non si sono mai
interessati di telefonia.
DDAY.it serve anche a questo:
stuzzicare la curiosità di chi è
sempre stato confinato in un
“settore” e ora può guardare
anche agli altri ambiti
dell’elettronica di consumo
senza sentirsi un “reietto”, un
diverso rispetto agli eletti del
settore. Ci piace un mondo
con visioni più larghe e
democratiche: e a voi?
Gianfranco Giardina
MWC 2011 / Abbiamo partecipato alla fiera di Barcellona e toccato con mano i prodotti presenti
p.
Soprattutto tablet e smartphone Dual Core
L’edizione 2011 del Mobile World Congress si è appena conclusa. Tra smartphone e tablet, ecco i prodotti “hot”
E
SPECIAL
di M. Dalli
L
a fiera di Barcellona ha chiuso
i battenti e sono stati rivelati i
trend per questo 2011 in fatto
di mobilità. Il prodotto maggiormente presente in fiera, neanche a
farlo apposta, è stato il tablet, in varie
forme e dimensioni. L’evento è stato
l’occasione per alcuni produttori di
lanciarsi in questo mondo, come HTC
con Flyer e LG con Optimus Pad, oppure per proporre versioni rinnovate,
come è stato il caso di Samsung con
il Galaxy Tab 10.1. Per tutti la base è
Android, chi in versione Honeycomb
per tablet, chi ancora con la versione
precedente personalizzata per l’uso
con schermi più grandi. E gli altri?
BlackBerry non ha mostrato nessuna
novità: il PlayBook era lo stesso visto
all’inizio dell’anno al CES di Las Vegas.
HP ha portato il suo TouchPad con
webOS 3.0, molto accattivante, ma
ancora un po’ acerbo forse; arriverà in
estate (anche in Italia), ma non è stato possibile provarlo, indice che forse
non è ancora pronto per il grande
pubblico (speriamo lo sia tra qualche
mese). Spazio anche a MeeGo, la cui
versione per tablet è però ancora in
stato embrionale e solo Intel sembra
crederci davvero. Sul fronte smartphone, invece, questo è stato l’anno
dei processori Dual Core per applicazioni sempre più potenti: Samsung
ha presentato il Galaxy S II, mentre LG
ha dato grande importanza al 3D con
Optimus 3D, dotato di doppia fotoca-
mera e schermo autostereoscopico.
Molto interessante anche l’annuncio
di Sony Ericsson che, con Xperia Play,
ha dimostrato che gli smartphone
potrebbero in un futuro non troppo
lontano rimpiazzare le console portatili. Appuntamento ora al 2012, forse
sempre a Barcellona, dopodiché la
fiera potrebbe cambiare casa. Tra le
candidate per il 2013 c’è anche Milano, ma sarà pronta la metropoli meneghina a diventare anche capitale
mondiale del mobile?
REPORTAGE / A Londra il lancio della gamma europea 2011
IN QUESTO NUMERO...
Direttamente dalla convention Panasonic, tutti i nuovi TV sia plasma che LED
Novità in chiave design, consumi ridotti, qualità di immagine e connettività
 Il futuro di Nokia passa
per Microsoft pag. 2
 Speciale Mobile World
Congress 2011
Panasonic a tutto plasma
da pag. 4 a pag. 15
di R. Pezzali
D
ue giorni intensi nella splendida cornice di Londra per
mostrare ai giornalisti di tutta
Europa le novità del 2011. Novità che
per Panasonic si possono riassumere
in cinque voci: plasma, 3D, LED, Connect e apps. Quest’anno Panasonic
ha spinto ancora molto sul 3D anche
se a fronte delle novità presentate, il
3D alla fine è passato un po’ in secondo piano. Dei nuovi prodotti attraggono soprattutto il design, la qualità
di visione ma soprattutto le funzioni
di connettività, con Vieracast e Viera
Connect che tra qualche mese porteranno le applicazioni più usate sugli
smartphone anche sulle nostre TV.
Con la possibilità, per Viera Connect,
di usare anche tablet e periferiche
come attrezzi ginnici, cardiofrequenzimetri e gamepad per giocare. Novità anche per i consumi: la nuova linea
di plasma consuma quanto un LED
cancellando così un altro tabù. Nelle
prossime pagine e su DDay.it tutte le
novità di prodotto, le tecnologie e le
impressioni sui prodotti top.
 Panasonic Viera
TV plasma pag. 16
 Panasonic TV LED pag. 17
 Preview Panasonic
Viera VT30 pag. 18
 Anteprima LG TV
3D polarizzato pag. 19
 Orb, media server pag. 22
 Nuove compatte Nikon
pag. 27
 Test Denon CEOL pag. 30
 Test Sony KDL-46HX900
pag. 31
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estratto da www.dday.it
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MWC 2011 / Annunciata la profonda ristrutturazione dell’azienda e una nuova partnership
MWC 2011
Al MWC 2011 nessun nuovo prodotto ma una promessa: entro il 2011 arriverà il primo Windows Phone 7
Steve Ballmer annuncia gli
aggiornamenti gratuiti per WP7
Il futuro di Nokia passa per Microsoft
di P. Centofanti e R. Pezzali
di M. Dalli
A
lla fine è arrivato l’annuncio ufficiale: il futuro di Nokia passa
per Microsoft con una nuova
partnership all’insegna di una stretta
collaborazione che punta alla nascita
di quello che potremmo definire un
“terzo polo” della telefonia.
Nokia e Microsoft sperano di creare
una perfetta sinergia combinando le
rispettive esperienze, con un accordo
che prevede il mutuo scambio di tecnologie articolato come segue:
• Nokia adotterà Windows Phone
come principale sistema operativo
per smartphone, piattaforma sulla
quale lavorerà portando la propria
esperienza soprattutto nel campo della fotografia;
• Nokia aiuterà a sviluppare il futuro di
Windows Phone portando la piattaforma di Microsoft su nuove fasce di
prezzo e in nuovi mercati internazionali;
• Nokia e Microsoft svilupperanno congiuntamente strategie di marketing e
per l’evoluzione della piattaforma;
• Bing e i servizi correlati verranno introdotti su tutti i prodotti Nokia così
come la piattaforma di advertising
Microsoft adCenter;
• Microsoft adotterà invece Nokia
Maps all’interno dei suoi servizi Bing;
• Nokia contribuirà ad estendere i suoi
accordi con i diversi operatori per i
micro-pagamenti alla piattaforma
Windows Phone per agevolare la sua
diffusione nei Paesi dove la carta di
credito non è molto utilizzata;
• L’application store di Nokia verrà integrato all’interno di Microsoft
Marketplace.
Nokia e Microsoft cambiano
insieme per Windows Phone 7
Non sarà una transizione semplice:
Nokia, infatti, quest’anno continuerà
a sviluppare la piattaforma Symbian
e MeeGo e, soprattutto, apporterà
modiche hardware e miglioramenti ai
dispositivi per renderli “compliant” con
il sistema Windows Phone.
Il primo smartphone con Windows
Phone 7 potrebbe arrivare entro il
2011: nei laboratori Nokia si sta facendo di tutto per bruciare i tempi e certo
Windows Phone7
si rinnova a marzo
non è una cosa facile.
Quello che è certo è che Nokia e Microsoft cambieranno insieme: a questo punto Nokia è il principale partner
della casa di Redmond che dovrà
scendere a qualche compromesso
per portare Phone 7 su un numero
più elevato di dispositivi magari con
specifiche hardware non così strette
come quelle attuali e la stessa Nokia
fornirà una serie di servizi e software
per migliorare il sistema operativo.
È indispensabile fare qualche considerazione: Windows Phone 7 era nato
come un sistema operativo blindato
che richiedeva una determinata risoluzione di schermo, determinate
specifiche e determinati processori. È
un po’ il motivo per il quale ci sono pochissimi telefoni con questo sistema
operativo, tutti uguali e soprattutto
tutti di fascia alta. In virtù dell’accordo con Nokia, Microsoft dovrà piano
piano cambiare il core di Phone 7 per
permettere a Nokia di realizzare una
gamma di dispositivi e non un solo
telefono o due telefoni. Per far questo
dovrà iniziare a supportare diversi tipi
di schermi, di processori, di memorie
allentando un po’ le rigide regole presenti ora.
Sarà, comunque, una transizione lenta,
che inizierà dai device di fascia alta per
poi coinvolgere nel 2012 anche quelli
di fascia intermedia per i quali ormai
un processore da 1 GHz e uno schermo da 800 x 480 pixel sarà la norma.
Nokia continuerà a sviluppare anche
MeeGo: indispensabile perché Microsoft al momento non offre garanzie
per la parte tablet e Nokia non può
star fuori da questo mercato. In ogni
caso durante la conferenza non sono
stati annunciati prodotti, ma sono solo
state date “delucidazioni” sulle strategie che verranno seguite nei prossimi
mesi e anni.
Dal 1 aprile Nokia avrà una nuova
struttura con due unità distinte: Smart
Devices e Mobile Phones. La prima si
occuperà dello sviluppo di smartphone di fascia alta, del lancio della nuova
gamma di terminali Windows Phone e
ingloberà i gruppi di lavoro Symbian e
MeeGo. La seconda unità si concentrerà invece sui cellulari per il mercato
di massa. A seguito della ristrutturazione, Nokia ha annunciato anche il
completo rinnovo di tutta la dirigenza
esecutiva.
Nokia ha cambiato strada, ma si trova
molto indietro e perderà ancora un
anno fondamentale: riuscirà a riguadagnare terreno?
Clicca qui per vedere
il video dell’annuncio della
partnership Nokia-Microsoft
Steve Ballmer ritorna al MWC per
annunciare quelli che saranno gli
aggiornamenti di Windows Phone
7, oltre che per diffondere alcuni
dati tra cui la percentuale (93%) dei
clienti che si dichiara si dichiara soddisfatta nell’uso di WP7. Per gli agognati aggiornamenti, un primo passo arriverà direttamente nelle prime
due settimane di marzo e porterà
con sé il tanto atteso copia e incolla.
Più corposo invece il secondo aggiornamento, previsto per un generico “più in là nel 2011”. In questo
caso arriveranno il multitasking anche per le applicazioni di terze parti
(per ora è previsto solo per quelle
ufficiali Microsoft), Internet Explorer
9 e l’integrazione di Twitter all’interno dell’hub Persone. Nell’hub
Office arriverà invece il supporto a
SkyDrive, con la possibilità di vedere
documenti (anche condivisi) salvati
sul servizio di storage cloud di Redmond, mentre per la parte ludica
arriverà la possibilità di controllare
alcuni giochi Kinect direttamente
dal telefono, per migliorare l’esperienza multiplayer.
Tornando al multitasking, è stata
fatta una breve dimostrazione in
cui i giochi si mettono automaticamente in pausa quando si esce
dal gioco, per poi riaprirsi molto
velocemente. Per aprire l’elenco
delle applicazioni in esecuzione
sarà sufficiente tenere premuto il
tasto Indietro. Per quanto riguarda,
infine, Internet Explorer 9, la versione per Windows Phone 7 sfrutterà
lo stesso motore della versione per
desktop, così, se un sito è compatibile con il PC, lo sarà anche con
lo smartphone di Windows; IE9
avrà anche la possibilità di sfruttare
l’accelerazione grafica in hardware
per eseguire alcuni degli script più
complessi, velocizzando così l’esecuzione dei siti multimediali.
Tutti gli aggiornamenti saranno
disponibili in forma gratuita e per
tutti i dispositivi. Non resta ora che
attendere una data più precisa per
il secondo aggiornamento.
I veri Momenti KODAK
arrivano quando condividete
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estratto da www.dday.it
MWC 2011 / La redazione di DDay.it ha provato in anteprima il potente tablet di casa LG
First look del tablet LG Optimus Pad
Ha un potente processore Tegra 2 Android 3.0 e due fotocamere per scattare in 3D. Ma lo schermo è solo 2D
MWC 2011
Atrix e Xoom
in Europa
verso l’estate
I due prodotti di punta di
Motorola arriveranno in Europa
tra qualche mese. Nessuna
data ufficiale ma c’è
la conferma del loro arrivo
di M.Dalli
A
nche LG si butta nel mondo dei
tablet e lo fa con un prodotto
sulla carta estremamente competitivo: processore Dual Core nVidia
Tegra 2 da 1 GHz, display da 8,9 pollici con risoluzione di 1.280 x 768 pixel
e 32 GB di memoria integrata (non
espandibili). Oltre a questo, l’Optimus
Pad è dotato di due fotocamere da 5
Megapixel poste nella parte posteriore
e capaci di riprendere video o foto in
3D, sia in modalità side-by-side che in
anaglifo. Ed è proprio l’anaglifo l’unico
modo per visualizzare i contenuti in 3D
sullo schermo del Pad, mediante occhialini appositi: non certo la soluzione
qualitativamente più appagante. Per
fortuna c’è anche un’uscita HDMI che
consente di riprodurre questi contenuti su una TV 3D, oltre ovviamente ai
normali contenuti video fino a 1080p.
A completare le specifiche troviamo
anche una fotocamera frontale, per le
videochiamate tramite servizi Web, WiFi “n”, Bluetooth e un modulo 3G, utilizzabile solo per dati e SMS (non è infatti
possibile telefonare). La batteria, infine,
ha una capacità di 6400 mAh, ma non
è rimovibile.
Ma come si comporta questo Optimus Pad? Innanzi tutto è estremamente reattivo, grazie all’accoppiata
Honeycomb - Tegra 2, ma anche la
maneggevolezza è molto buona, grazie alla dimensione che è una via di
mezzo tra i tablet da 7 pollici, da alcuni definiti degli “smartphone giganti”,
e quelli da 10 pollici, per altri troppo
p.
di P. Centofanti
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima il tablet LG Optimus Pad. Clicca qui per andare direttamente al video.
ingombranti da portarsi appresso.
Siamo rimasti colpiti piacevolmente
anche da Honeycomb: grazie al nuovo
sistema operativo di Google l’esperienza sul tablet è molto migliorata
rispetto a Froyo o Gingerbread, grazie
anche a soluzioni pensate per lo schermo più grande, come per esempio le
notifiche e l’utilizzo di Chrome come
browser, con tanto di tab, che fornisce
un’esperienza di navigazione simile a
quella di Chrome per desktop. Tornando all’Optimus Tab, rimaniamo invece
un po’ scettici sulla registrazione e riproduzione 3D: la scelta dell’anaglifo,
per quanto “obbligata” dallo schermo
non 3D, ci riporta indietro di qualche
decennio e di certo non gioca a favore
della “causa 3D”. Chi infatti guarda il 3D
su questo schermo con gli occhialini
anaglifi difficilmente
si farà un’idea positiva della tecnologia.
Tolto questo aspetto, l’Optimus Tab
rimane un ottimo
prodotto, ben realizzato e piacevole
da usare. Non si sa
ancora al momento
il prezzo, ma ci riserviamo di provarlo
più approfonditamente quando sarà
disponibile la versione finale, verso il
mese di aprile.
Alcuni dei prodotti più interessanti
visti al CES di Las Vegas erano targati Motorola: l’innovativo smartphone Atrix e il tablet Android 3.0
Xoom, entrambi presentati come
prodotti per il mercato nordamericano. Ma a Barcellona Motorola ha
annunciato ufficialmente l’estensione all’Europa del tablet da 10.1
pollici con Tegra 2 di nVidia, il cui
arrivo è previsto per il secondo trimestre del 2011. Nessun annuncio ufficiale per quanto riguarda
l’Atrix, ma parlando con lo staff
Motorola ci è stato confermato il
suo arrivo sempre verso l’estate.
Tornando allo Xoom, il tablet con
fotocamera da 5 Megapixel e display 1.280x800 pixel, segnaliamo
la disponibilità in due versioni: con
connettività 3G e Wi-Fi e con solo
modulo Wi-Fi, seguendo quindi la
stessa strategia di Apple per il primo modello di iPad. Ancora nessuna parola ufficiale, invece, per
quanto riguarda il prezzo europeo.
Chi se lo fosse perso, può visualizzare il filmato del nostro primo incontro con lo Xoom (al CES di Las
Vegas) cliccando sull’immagine
pubblicata di seguito.
I veri Momenti KODAK
arrivano quando condividete
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MWC 2011 / 3D protagonista anche alla fiera di Barcellona: è il turno del primo smartphone 3D
LG Optimus 3D provato in anteprima
il primo con display e videocamera 3D
Riprende e visualizza filmati e foto 3D: è il nuovo Optimus 3D di LG, basato su Android e con processore Dual Core
Arriverà in Italia verso maggio ma noi lo abbiamo già provato in anteprima. Ecco le prime considerazioni
di M. Dalli
p.
MWC 2011
Nokia E7: prime
impressioni
da Barcellona
In una fiera parallela al
Mobile World Congress, Nokia
esponeva alcuni dei suoi ultimi
modelli, tra cui l’ E7
A
ssieme all’Optimus Pad, LG ha
annunciato al Mobile World
Congress di Barcellona un altro
prodotto 3D, l’Optimus 3D. Si tratta
di uno smartphone Android basato
su processore Dual Core di Texas Instruments, in cui il 3D (com’era lecito
aspettarsi) la fa da padrone. Sul retro
troviamo due fotocamere da 5 Megapixel con flash, per consentirci di
scattare foto e riprendere video tridimensionali; questi contenuti possono poi essere rivisti o su un TV, grazie
all’uscita HDMI, oppure direttamente sullo schermo del telefono. L’Optimus 3D monta infatti un display
LCD da 4 pollici (800 x 480 pixel di
risoluzione) autostereoscopico, che
consente cioè di vedere immagini
3D senza bisogno di occhialini. Nella
parte frontale del telefono, sopra al
display, fa capolino una terza fotocamera, con risoluzione VGA, dedicata alle videochiamate. All’interno,
invece, oltre al processore Texas
Instruments troviamo anche connettività Wi-Fi “n”, Bluetooth e HSPA
fino a 14,4 Megabit/s in download.
Per quanto riguarda la memoria, infine, è tutto affidato allo slot micro
SD, che può ospitare card fino a un
massimo di 32 GB. Abbiamo avuto
modo di provare in anteprima il ter-
di M. Dalli
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima lo smartphone LG
Optimus 3D. Clicca qui per andare direttamente al video.
minale e possiamo fornire qualche
impressione (per la prova completa,
si consiglia la visione del video accessibile da questa stessa pagina):
nel complesso l’effetto 3D ci è parso
soddisfacente, forse leggermente
migliore di quello del Nintendo 3DS
(in virtù anche dello schermo più
grande); fortunatamente la barriera
di parallasse posta davanti al display
diventa quasi invisibile nella visione
di contenuti 2D. Rimane però da
chiarire l’effettiva qualità degli scatti
e dei video girati in modalità stereoscopica, ma questo è un aspetto che
approfondiremo non appena potremo provare un esemplare definitivo;
l’oggetto di questa anteprima, infatti, era un campione di preproduzione.
L’uscita è comunque
prevista per il mese di
maggio a un prezzo
ancora da definire, ma
possiamo aspettarci
un Premium Price in
virtù della novità tecnologica.
Sebbene non figurasse come
espositore, Nokia era senza dubbio presente a Barcellona, e non
solo per voce del suo CEO Stephen Elop, impegnato insieme a
Steve Ballmer nella presentazione della partnership tra le due
aziende. Nokia era infatti espositore presso un evento parallelo
chiamato MobileFocus, anch’esso ospitato nel capoluogo catalano. In questa “fiera nella fiera”
Nokia ha mostrato alcuni dei
suoi ultimi modelli di smartphone, fornendoci un’occasione per
toccare con mano il Nokia E7,
che potremmo definire la versione “business” dell’N8.
Da quest’ultimo, infatti, l’E7 eredita le dimensioni, la forma e le
specifiche tecniche, ma in più
aggiunge una pratica tastera
QWERTY che tanto sta a cuore
a chi usa lo smartphone come
“macchina da scrivere” per e-mail,
testi e quant’altro. Per il resto
troviamo un display OLED da 4
pollici, finiture in alluminio e il sistema operativo Symbian 3. Ottimo hardware, ma il software sarà
all’altezza? Per scoprire più da vicino questo nuovo smartphone,
si consiglia la visione del filmato,
accessibile cliccando sulla foto.
I veri Momenti KODAK
arrivano quando condividete
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n. 19 / 21 febbraio 2011
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MWC 2011 / First look di due prodotti molto interessanti: lo smartphone Galaxy S II e il tablet Galaxy Tab 10.1
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Due nuove galassie Samsung in salsa Android
Uno smartphone con processore Dual Core e schermo Super AMOLED Plus e il nuovo Galaxy Tab con schermo da 10.1 pollici e Honeycomb
La redazione di DDay.it ha realizzato un’interessante anteprima (anche in video) di entrambi i prodotti che promettono davvero bene
di P. Centofanti
C
on una faraonica (e per certi
versi estenuante) conferenza
stampa, Samsung ha annunciato a Barcellona due nuovi prodotti
della famiglia Galaxy, lo smartphone
Galaxy S II e il nuovo tablet Galaxy
Tab 10.1, entrambi ampiamente
previsti. Partiamo dallo smartphone, evoluzione - come suggerisce il
nome - del fortunato Galaxy S e del
quale eredita i suoi punti di forza
migliorandoli: ecco allora il processore Dual Core da 1 GHz, lo schermo
da 4.3 pollici Super AMOLED Plus,
lo spessore di appena 8.49 mm, la
fotocamera da 8 Megapixel capace
di riprendere video a 1.080p più una
frontale da 2 Megapixel per le videochiamate e Android 2.3 Gingerbread
con importanti novità sul fronte dei
contenuti.
Samsung introduce, infatti, quattro
di quelli che definisce “Hub”: Reader
Hub, Social Hub, Music Hub e Gaming
Hub. Il primo propone magazine,
quotidiani in 49 lingue e libri. Il Music Hub lancia una partnership con lo
store digitale 7Digital per l’acquisto
diretto di file MP3, mentre il Gaming
Hub proporrà una selezione di giochi
in grado di sfruttare le caratteristiche
del processore dual core e della nuova GPU. Il Social Hub integra all’interno di una sola applicazione contatti,
social network, calendari e posta
elettronica. Dal punto di vista tecnico
il Galaxy S II introduce la connettività
HSPA+ fino a 21.5 MBit/s in download,
Bluetooth 3.0, A-GPS, accelerometro,
bussola digitale, giroscopio, sensori di
prossimità e di luce ambientale. Sarà
disponibile con memoria integrata
da 16 e 32 GB più slot per schede
microSD. Grande peso è stato dato
inoltre alla tecnologia NFC (Near Field
Communication) che aprirà le porte
ai micropagamenti direttamente con
il cellulare. La seconda star della serata, seppur presentata in coda e un
po’ frettolosamente, è il nuovo tablet,
il Galaxy Tab 10.1, cifra che indica la
nuova dimensione dello schermo
LCD, da 10.1 pollici appunto e con
risoluzione di 1.280 x 800 pixel. Tantissime le differenze rispetto al Galaxy
Tab, a cominciare dal sistema operativo che è già Android 3.0 Honeycomb.
I dati tecnici ricordano da
vicino quelli del Galaxy S II
in effetti: processore Dual
Core da 1 GHz (nVidia Tegra 2 tanto per cambiare),
fotocamera principale da
8 Megapixel con ripresa
video in Full HD a 30 fps,
fotocamera frontale da 2
Megapixel, connettività
HSPA+ oltre naturalmente a Wi-FI e Bluetooth (2.1
in questo caso). Spesso
circa 10 mm e soprattutto con un peso di 600 gr,
con memoria integrata
da 16 e 32 GB, il nuovo
Galaxy Tab arriverà in primavera inizialmente con
Vodafone. Sia per il Galaxy
S II che per il Tab 10.1 non sono stati al
momento annunciati prezzi.
Fist Look: il Galaxy Tab 10.1...
Dopo la conferenza stampa di presentazione, abbiamo avuto modo
di provare in anteprima entrambi i
nuovi prodotti Samsung; le nostre
impressioni sul tablet sono molto
positive: il dispositivo è robusto ma
molto leggero e rispetto al prece-
dente tablet con schermo da 7 pollici si ha un minore senso di claustrofobia durante l’utilizzo. Il desktop è
bello spazioso e l’interfaccia touchscreen molto fluida e reattiva, anche
se dobbiamo dire che il modello in
prova non offriva una grande dotazione di applicazioni. In ogni caso
aspettiamo naturalmente di sapere
il prezzo, ma con il Galaxy Tab 10.1
Samsung sembra avere in mano
un prodotto molto interessante.
... e lo smartphone Galaxy S II
Discorso analogo per quanto
concerne lo smartphone erede
del celebre Galaxy S: la prima
cosa che colpisce è il bel display
Super AMOLED Plus da 4.3”. Se la
risoluzione non va oltre i classici
800 x 480 pixel, la sensazione
di definizione è netta, i caratteri
sono taglienti e precisi, per non
parlare di contrasto e brillantezza
Galaxy S II
dei colori. Anche la luminosità ci
è parsa migliorata. L’aspetto che
forse ci ha meno convinto è invece
quello estetico: come tutte le ultime
proposte Samsung, anche il nuovo
Galaxy S II è in plastica, caratteristica
che indubbiamente dona al telefono
una piacevole leggerezza, ma dà
quasi l’impressione di stringere nelle
mani una versione giocattolo del
vero dispositivo.
Anche il design non è dei più
originali, ma alla fine sono i
contenuti tecnologici che contano,
no? Il Galaxy S II utilizza il sistema
operativo Android 2.3 e, come è
ben visibile dal nostro filmato (che è
accessibile cliccando sulle immagini
qui sotto), interfaccia personalizzata
TouchWiz e diverse applicazioni
ad hoc a cominciare dai quattro
Hub precedentemente citati. Al
momento non sappiamo ancora
prezzo e quando sarà disponibile.
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube
trovi le prime impressioni su Galaxy
S II e Galaxy Tab 10.1. Clicca sulle
immagini per andare ai video.
Galaxy Tab 10.1
I veri Momenti KODAK
arrivano quando condividete
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estratto da www.dday.it
MWC 2011 / Presentato a margine della fiera l’evoluzione del Folio 100 in chiave Honeycomb
A maggio il tablet Toshiba con Android 3.0
Mostrato solo un prototipo decisamente preliminare di cui non si conosce ancora né il nome né il prezzo
di M. Dalli
P
ur non esponendo al Mobile
World Congress, Toshiba non ha
voluto mancare all’appuntamento catalano portando in forma “privata”
a Barcellona quello che sarà il nuovo
tablet, erede del non fortunatissimo
Folio 100. Questo nuovo tablet sarà basato su Android 3.0 Honeycomb, avrà
uno schermo da 10.1 pollici in formato
16:10 (1.280 x 800 pixel di risoluzione) e
al suo interno batterà un cuore nVidia:
tanto per cambiare, infatti, anche questo tablet di Toshiba monterà il famoso
Tegra 2. Non mancano poi una doppia
fotocamera (5 Megapixel posteriore e
2 Megapixel frontale), il GPS integrato,
il Wi-Fi N e, opzionalmente, il 3G. Sul fronte
connessioni troviamo invece una porta USB, una
HDMI e uno slot per card
SD. Massimo riserbo per
quanto riguarda invece
il nome e, soprattutto il
prezzo. Si sa però che potrebbe uscire nella prima
metà dell’anno, probabilmente a maggio. Ci
sarebbe piaciuto fare una piccola prova
del nuovo tablet, ma l’esemplare portato a Barcellona era decisamente preliminare, tanto che il sistema operativo
installato era ancora Android 2.2. Se ne
riparlerà quindi tra qualche mese, per
il momento dobbiamo accontentarci
dell’aspetto esteriore.
MWC 2011 / Tutti i prodotti saranno disponibili in vendita in Italia a partire dal mese di marzo
Arrivano i tablet Acer, svelati i prezzi
Presentati Iconia Tab e Iconia Smart. Atteso per marzo anche Liquidmini, uno smartphone con Android Froyo
di C. Stellari
A
cer lancia ufficialmente i suoi
nuovi prodotti; in gran parte
si tratta di modelli di cui avevamo già fatto conoscenza al CES di
Las Vegas di inizio anno. Nella foto
sotto vediamo ICONIA TAB W500,
tablet con display da 10” multitouch
ad alta risoluzione e sistema operativo Windows 7; è dotato del processore AMD C-50 e di chip grafico
AMD Radeon™ HD6250. Si tratta di
una soluzione che coniuga la semplicità di utilizzo del tablet con la
familiarità d’uso del PC, grazie alla
possibilità di utilizzare una tastiera
docking di dimensioni normali, una
soluzione perfetta per abbinare
intrattenimento e produttività.
Sarà disponibile in Italia a fine
marzo nella versione Wi-Fi al
prezzo consigliato di 599 € per il
modello con tastiera, 499 € senza
tastiera. Per chi preferisce Android
ecco ICONIA TAB A500 (foto in
alto a destra), tablet su cui
sarà installato Honeycomb.
Anch’esso ha un display HD da
10,1”, è dotato di processore DualCore nVidia Tegra 2, connettività
Wi-Fi, 3G (opzionale) o Bluetooth®
2.1, fotocamera da 5 Megapixel,
l’uscita HDMI 1080p permette di
collegare il tablet al TV. Sarà
disponibile in Italia a partire
dal mese di aprile, al prezzo
consigliato di 499 € nella
versione Wi-Fi. ICONIA TAB
A100 è un tablet da 7” compatto e sottile, sempre con
sistema operativo Android
3.0 Honeycomb. Utilizza la
tecnologia Dual-Core nVidia
Tegra 2 e GPU nVidia GeForce. Acer per questo modello
non ha ancora comunicato
disponibilità e prezzo. Mol-
to particolare ICONIA SMART, un
prodotto caratterizzato dalla forma
allungata e compatta, sottile e leggermente ricurva: combina le funzionalità di uno smartphone in un
formato simile a quello dei tablet,
100% smartphone e 100% tablet
come sottolinea Acer. È dotato di
un display multitouch da 4.8” in formato 21:9, il sistema operativo installato è Android 2.3 Gingerbread.
La disponibilità è prevista a partire
dal mese di aprile, al prezzo di 499
€. In arrivo anche lo smartphone
Liquidmini con sistema operativo
Android Froyo, offre un display da
3.2” e fotocamera da 5 Megapixel.
Sarà in vendita in diversi colori a
partire dal mese di marzo al prezzo
di 249 €.
p.
MWC 2011
Hitachi lancia
il primo display
HD da 4,5”
Hitachi ha annunciato un display
con una risoluzione di ben 1280 x
720 pixel racchiusi in 4,5 pollici di
diagonale, il tutto per una densità
record di 329 dpi, abbastanza per
battere l’ottimo Retina Display
dell’iPhone 4. Il display Hitachi LCD
IPS promette prestazioni di tutto
rispetto: il rapporto di contrasto
è pari a 1.100:1, la luminosità
raggiunge il valore di 500cd/m2
e l’uso di nuove tecnologie per il
controllo della retroilluminazione
consente un’accurata riproduzione
dei colori. Un display perfetto,
quindi, per soddisfare la crescente
richiesta di dispositivi portatili in
grado di visualizzare immagini in
alta definizione. Il super display
Hitachi sarà in produzione a partire
dal mese di ottobre di quest’anno.
MWC 2011
Foursquare parla
anche italiano
Vi è mai capitato di vedere
amici e conoscenti estrarre lo
smartphone prima di entrare in
un locale pubblico o di recarsi in
un luogo e digitare sullo schermo?
Probabilmente il vostro amico
sta effettuando il “check-in” su
Foursquare, ovvero sta registrando
la sua posizione tramite il sistema
di geolocalizzazione per renderla
visibile ai propri contatti sui social
network. L’applicazione permette
anche di inserire un commento o
una recensione sul posto visitato,
guadagnando punti, e chi si
registra più volte nello stesso
luogo ne diventa il Sindaco, fino a
quando ovviamente qualcuno non
gli strappa il primato.
La popolare applicazione
disponibile per Blackberry,
iPhone e Android si rinnova e si
arricchisce della traduzione in 5
nuove lingue: italiano, francese,
tedesco, spagnolo e giapponese;
a darne l’annucio è stato lo stesso
Dennis Crowley, CEO e cofondatore di Foursquare. Chi già
lo utilizza non dovrà fare altro che
effettuare l’aggiornamento, per
tutti gli altri non resta che scaricare
l’applicazione e provarla.
Trasformate ogni momento
in un ricordo premendo
un solo pulsante
BASTA PREMERE
M530
M531
M550
M575
M580
M590
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
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MWC 2011 / Attraverso gli SMS è possibile accedere a Facebook anche senza uno smartphone
MWC 2011
Facebook è indiscutibilmente un grandissimo successo ma non tutti hanno uno smartphone per potervi
accedere in mobilità. Da Gemalto arriva però la soluzione basata su SMS che si chiama Facebook for SIM
Quad Core con GPU integrata
5 volte più potente di Tegra 2
Facebook senza Internet? Con Gemalto sì
di P. Centofanti
di M. Dalli
I
l fenomeno Facebook ha ormai
raggiunto proporzioni immense,
tanto che è ormai difficile trovare
qualcuno che ne sia fuori. Non tutti, però, hanno uno smartphone o
accesso a Internet da cellulare per
poter sfruttare il servizio anche in
mobilità. Per ovviare a questo inconveniente Gemalto ha una soluzione
molto semplice: integrare Facebook
all’interno della SIM e usare gli SMS
per la comunicazione dati. Facebook
for SIM, questo il nome del servizio,
Il nuovo super Tegra
si chiama “Kal-El”
consente agli operatori
di lanciare una scheda
SIM compatibile con
tutti i telefoni GSM con
il servizio all’interno. La
prima volta che si inserisce la scheda nel telefono ci verranno chieste le
credenziali di accesso a
Facebook, memorizzate
successivamente all’interno della schedina.
A quel punto sarà possibile inviare
messaggi sulla propria bacheca, su
quella degli amici, vedere i commenti e gli aggiornamenti inviando un
SMS direttamente dal menù appositamente sviluppato da Gemalto. ll
sistema è limitato ai soli messaggi di
testo. Abbiamo chiesto ai produttori
se sono previste anche versioni basate su MMS per gestire foto e video,
ma la risposta è stata negativa: visto
il mercato a cui si rivolge Facebook
for SIM, gli SMS bastano e avanzano.
La palla passa ora agli operatori, che
devono integrare il servizio nelle loro
SIM e pensare a un’offerta commerciale. Sicuramente si tratta di un’ottima idea che consente di portare il
social network più famoso anche nei
paesi meno sviluppati dove l’accesso a Internet in mobilità non è così
scontato. Se siete curiosi di scoprirne
il funzionamento, cliccando nell’immagine a sinistra potete vedere il
video di presentazione ufficiale (in
lingua inglese).
Immaginate di riprodurre su un tablet con un display ultra-risoluto un
filmato da 2.560x1.600 pixel oppure
di giocare a World of Warcraft senza
compromessi sulla grafica. Tutto
ciò potrebbe essere possibile grazie
a Project Kal-El, nuovo processore
per dispositivi portatili annunciato da nVidia: 5 volte più potente
di Tegra 2, più performante di un
processore Intel Core 2 Duo per PC,
composto da una CPU Quad-Core
e da una GPU a 12 core, il tutto in
un solo chip integrato a basso consumo. Ma l’evoluzione di Tegra non
si ferma qui: Nvidia ha annunciato
Stark per il 2014, processore 75 volte più potente di Tegra 2, passando
prima per Wayne e Logan, nel 2012
e 2013. Nvidia ha mostrato un prototipo in cui un tablet era in grado
di renderizzare un campo di battaglia in grafica 3D. I primi dispositivi
potrebbero arrivare nella seconda
metà di quest’anno.
MWC 2011 / La nuova piattaforma si rinnova e introduce una look-screen personalizzata, un layout management e l’audio 3D
Samsung lancia la versione 2.0 del sistema operativo Bada
L’annuncio è stato dato durante il Bada Developer Day, un evento ospitato all’interno del Mobile World Congress di Barcellona a cui hanno partecipato
oltre 200 sviluppatori. Diverse sono le novità tra cui il supporto alle tecnologie NFC, HTML5 e WAC, al multitasking e al riconoscimento vocale
di C. Stellari
S
amsung a Barcellona ha annunciato il rilascio la versione
2.0 di Bada, la sua piattaforma
software per smartphone. La nuova
versione porta con sé diverse migliorie, tra cui il supporto alle tecnologie
Near Field Communication (NFC),
HTML 5 e WAC, al multitasking e il riconoscimento vocale. Migliorata anche l’esperienza di utilizzo offerta dai
terminali Bada, con l’introduzione di
una lock-screen personalizzata, di un
layout management e dell’audio 3D.
In un mondo sempre più dominato
da Android e iOS (in rigoroso ordine
alfabetico) e con la recente nascita del
terzo polo Nokia/ Windows Phone 7
il successo di Bada passa anche e so-
prattutto attraverso lo sviluppo di un
valido ecosistema. Samsung questo lo
sa bene, non a caso la nuova piattaforma è dotata di un nuovo e migliorato
Software Development Kit (SDK) che
facilita ulteriormente l’accesso al mondo Bada agli sviluppatori che lavorano
su sistemi operativi. L’SDK comprende funzionalità aggiuntive come un
analizzatore di codice avanzato e un
simulatore più veloce, tutti strumenti
che consentono agli sviluppatori un
debug più rapido delle proprie applicazioni. In questa direzione vanno anche altre importanti iniziative, come
ad esempio le giornate dedicate agli
sviluppatori che Samsung ha organizzato in oltre 40 paesi nel mondo,
riscuotendo grande interesse e
coinvolgimento da parte degli
sviluppatori. “Siamo entusiasti del
successo registrato da Bada a partire dal lancio avvenuto lo scorso
anno al MWC. Con questa nuova
versione di bada 2.0 abbiamo cercato di realizzare una piattaforma ancor più versatile e robusta,
in grado di replicare il successo
del suo predecessore. Abbiamo anche
creato e rafforzato l’ecosistema intorno
a Bada, consentendo agli sviluppatori
di creare le applicazioni di cui i nostri
clienti hanno bisogno,” ha dichiarato JK
Shin, Presidente e Head della sezione
Mobile Communications Business di
Samsung. Secondo quanto comuni-
cato Bada ha già raggiunto importanti
risultati: il numero totale di download
di applicazioni scaricate a livello mondiale dall’ Application Store Samsung
supererà a breve gli 80 milioni. Ce la
farà davvero Bada a crescere ulteriormente e ad affermare la sua posizione? Samsung ci crede fortemente.
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
MWC 2011 / Smartphone touchscreen, tablet ed eBook Reader: una soluzione per ogni esigenza
Da Onda il tablet italiano Android 2.2
L’azienda di Pordenone si affida ad Android, installato anche sul nuovo tablet My Tab da 7” e su uno
smartphone touchscreen, il primo con tecnologia dual SIM (una HSDPA e una 2G) e sistema operativo Froyo
di C. Stellari
C’
è anche un po’ di Italia a Barcellona al Mobile World Congress: per il secondo anno
consecutivo Onda Communication offre al pubblico la possibilità di toccare
con mano le sue ultime novità. “Anche
quest’anno presentiamo in anteprima
al Mobile World Congress la tecnologia
mobile più innovativa. Abbiamo scelto
proprio questa importante vetrina per
annunciare la nostra entrata nel mercato Android, e in particolare il primo
smartphone Dual SIM con sistema operativo Froyo”, ha commentato Mauro
Placer, Direttore Marketing di Onda
Communication. Il nuovo smartphone
Android phone (nella foto, a destra),
può infatti gestire una SIM HSDPA e
una 2G, ha display touchscreen da 3,2”
e memoria espandibile fino a 32 GB:
quanto basta per ospitare una vasta
collezione di musica e video. Il tablet
Android My Tab (nella foto, a sinistra), ha schermo da 7” ed è dotato
di connettività Wi-Fi e 3G High Speed
che può essere utilizzata per connettersi alla Rete, ma anche per effettuare
chiamate vocali o per mandare SMS e
MMS. A bordo di My Tab è installata la
versione 2.2 di Android; tra le caratteristiche indicate dalla casa figura anche
la possibilità di videogiocare in 3D. Tra
le altre novità presentate dall’azienda
di Pordenone figurano anche il nuovo
cellulare Dual SIM TWICE con sistema
operativo proprietario, schermo da
2,8” e fotocamera integrata da 3 MP: le
linee ricercate e le diverse colorazioni
(azzurro, viola, bianco e nero) lo rendono un ottimo prodotto per un’utenza
giovane e alla moda. Rinnovata anche
la gamma di eBook reader con quattro nuovi modelli, di cui ben due con
schermo E-Ink a colori (MyTile 10C e
MyTile 10C Pro). Si tratta in entrambi i
casi di modelli da 9,7“ con risoluzione
di 800x600 pixel, supporto Wi-Fi e 3G
(opzionale sul MyTile 10C) e compatibilità con i più diffusi formati di testo,
tra cui PDF ed ePub (anche con DRM
Adobe). La differenza tra i due modelli
è data, oltre che dal modem 3G, anche
dallo schermo: nel MyTile 10C Pro lo
schermo è infatti sensibile al tocco,
non nel 10C “liscio”. Questi e-book
reader arriveranno sul mercato, sia in
forma libera che legata agli operatori
telefonici, tra un paio di mesi.
MWC 2011 / ChaCha e Salsa sono i due smartphone di HTC pensati per il mondo dei social network
“Facebook-fonino?” HTC ne farà ben due
Con un annuncio un po’ a sorpresa HTC ha presentato ben due modelli di smartphone con sistema operativo
Android Gingerbread 2.3 dedicati al mondo di Facebook. Vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche
di M. Dalli
È
da un po’ che si mormora di un
possibile ingresso di Facebook
nel mondo della telefonia mobile; oggi finalmente HTC ha tolto i veli
a quelli che sono i primi due smartphone dedicati al social network più
famoso: ChaCha e Salsa. Entrambi
girano su sistema operativo Android
Gingerbread 2.3 e integrano un apposito tasto per Facebook. La cosa interessante è che questo tasto non serve
solo per aprire la pagina di Facebook,
cosa che peraltro può essere fatta con
qualsiasi icona sul desktop, ma cambia
la propria funzione a seconda del contesto. Se ad esempio abbiamo appena
scattato una foto, il tasto Facebook
consente di caricarla e condividerla
immediatamente con gli amici;
se invece stiamo ascoltando una
canzone ecco che, premendo il
tasto apposito, potremo condividere sulla nostra bacheca le informazioni relative a quel brano. Consente anche di effettuare il check-in tramite la
funzione Luoghi, da poco attiva anche
in Italia. Al di là di questa base comune, ChaCha e Salsa sono molto diversi
tra loro: ChaCha propone un piccolo
display touch da 2,6” (480x320 pixel
di risoluzione) e una tastiera QWERTY
sotto allo schermo, ideale per chi non
si trova a proprio agio con le tastiere
virtuali. Salsa, invece, è completamente touch e offre uno schermo da 3,4”,
con risoluzione sempre di 320x480
pixel. Non può mancare la
fotocamera da 5 Megapixel a cui, su
ChaCha, se ne aggiunge un’altra frontale. Entrambi i dispositivi saranno disponibili dal secondo trimestre dell’anno, a un prezzo ancora da comunicare.
Visto il target, però, c’è da sperare in un
posizionamento piuttosto aggressivo
per attirare i giovani, pubblico per cui
questi due smartphone sono nati.
p.10
MWC 2011
Con Samsung
lo smartphone
scatta a 12 MP
Samsung presenta nuovi
sensori CMOS Back Side
Illuminated (BSI)
di G. De Gaetani
Samsung ha presentato due nuovi
sensori fotografici CMOS “retroilluminati” che dovrebbero rendere
più fruttuose le riprese effettuate
con smartphone o con altri dispostivi mobili dotati di fotocamera.
La tecnologia BSI (Back Side Illuminated) permette ai sensori che
equipaggiano le fotocamere di
ricevere più luce, consentendo di
riprendere una scena a una sensibilità inferiore (cioè con ISO più bassi)
ottenendo così filmati e foto con
una “granulosità” notevolmente ridotta rispetto ai sensori tradizionali
non retroilluminati, specialmente
in ambienti con scarsa illuminazione. Il “minore” dei due, S5K3H2, è
un sensore CMOS da 8 Megapixel
che, oltre ad offrire i vantaggi della retroilluminazione, consente di
ottenere notevoli risparmi nei consumi delle batterie. L’altro sensore,
S5K3L1, ha una risoluzione di 12
Megapixel e consente di applicare un filtro opzionale che, oltre a
rendere più luminose le immagini
acquisite (fino al 30% in più rispetto a quelli tradizionali), ne riduce
il rumore. Un‘elettronica dedicata,
inoltre, permetterà di effettuare
correzioni delle immagini attraverso processi di compensazione del
colore e della luminosità rendendo
le scene più naturali. Entrambi i
sensori consentiranno di registrare
in Full HD a 30 fps, 720p sino a 60
fps (90 fps sul modello superiore) e
con risoluzione VGA (640x480) con
un frame rate di 120 fps, utile in
caso di riprese in “slow motion”. La
produzione dei sensori dovrebbe
avvenire subito dopo l’estate ma
non è ancora noto quali saranno i
primi dispositivi ad avvalersene.
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
MWC 2011 / Tante le funzionalità presenti nel tablet HTC con interfaccia grafica personalizzata e un utile pennino capacitivo
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Ancora Android per Flyer, il primo tablet di HTC
HTC punta a distinguersi con il suo primo tablet con sistema operativo Android: niente Honeycomb ma una nuova versione di HTC Sense, fortemente
caratterizzata e studiata per schermi più grandi. Non solo per un utilizzo business, con Flyer si potrà giocare (OnLive) e guardare film (HTC Watch)
di P. Centofanti
A
nche HTC entra nell’arena dei
tablet e lo fa a modo suo, con
una forte caratterizzazione per
non arrivare sul mercato semplicemente con un altro slate Android.
L’HTC Flyer è sì basato sul sistema
operativo di Google, ma come il
resto della gamma di HTC presenta
un’interfaccia grafica totalmente personalizzata, estendendo HTC Sense
anche ai “grandi schermi”. Niente
Honeycomb quindi per ora. Ma partiamo dalle caratteristiche tecniche:
design unibody in alluminio, schermo touchscreen LCD da 7 pollici con
risoluzione di 1.024x600 pixel, processore Qualcomm da 1.5 GHz, 1 GB
di RAM, 32 GB di memoria integrati,
HSPA a 14.4 Mbit/s in download, fotocamera frontale da 1.3 Megapixel
e posteriore da 5 Megapixel, 415
grammi di peso, batteria in grado di
offrire un’autonomia di circa 6 ore.
Non è un telefono, ma sarà possibile
effettuare videochiamate tramite la
nuova applicazione HTC. Esaminando il software, l’interfaccia a schermo è molto simile a quella degli
smartphone Android ma con alcune
differenze, come nuovi widget con
animazioni 3D per passare dall’uno
all’altro, o la dock per le applicazioni
preferite più larga che ruota insieme
allo schermo. Funzione esclusiva di
Flyer è HTC Scribe che con un particolare pennino capacitivo permette
di effettuare annotazioni sui documenti e di sincronizzare note prese
a mano con Evernote. Flyer può
sembrare decisamente improntato a
un utilizzo business ma presenta anche due caratteristiche decisamente consumer: HTC Watch e OnLive.
Con questo primo servizio HTC si
propone anche come fornitore di
contenuti e in particolare con uno
store per il download di film, frutto
dell’acquisizione di Saffron Digital.
Con OnLive, altra compagnia in cui
HTC ha deciso di investire, Flyer potrà accedere a giochi di primo piano
in streaming attraverso la particolare
tecnologia di gaming in the cloud: il
gioco gira su server remoti, mentre
video e comandi vengono trasmessi
anche su rete 3G. Entrambe le funzionalità saranno disponibili anche
per il mercato italiano. L’HTC Flyer
arriverà entro giugno con un prezzo
ancora da annunciare.
MWC 2011 / Allo stand di Sony Ericsson del MWC abbiamo giocato con Xperia Play, primo smartphone PlayStation Certified
Sony Ericsson Xperia Play: giocarci è un vero piacere
Sony Ericsson ha annunciato finalmente il nuovo “PlayStation Phone”: si chiamerà Xperia Play e arriverà in primavera. Ecco le nostre prime impressioni
di M. Dalli
E
ra ormai diventato “il segreto
di Pulcinella”, così non ha stupito più di tanto l’annuncio di
Xperia Play, nuovo smartphone Android Gingerbread di Sony Ericsson.
Si tratta di un terminale con schermo LCD da 4 pollici, ovviamente
touchscreen, con risoluzione di
480x854 pixel, ma ciò che lo distingue dagli altri smartphone è la presenza dei comandi da gioco della
PlayStation. Questo Xperia Play ha
infatti lo stesso meccanismo a scorrimento di una tastiera QWERTY, ma
al suo posto troviamo i classici controlli da gioco della console di Sony,
compresi i bumper anteriori. Xperia
Play è compatibile con PlayStation
Suite, può quindi accedere a una serie di giochi pensati appositamente
per questa piattaforma (si parla di
50 titoli al
lancio) ed è
anche il primo con certificazione
PlayStation.
Il cuore del
sistema è
costituito
da un processore
Qualcomm Snapdragon da 1 GHz,
coadiuvato da un processore grafico dedicato Adreno, che assicurano
un’esperienza di gioco molto fluida,
fino a 60 fps. Tra le altre caratteristiche troviamo una fotocamera
da 5 Megapixel, ma solo 400 MB di
memoria integrata. Per espanderla bisognerà ricorrere all’utilizzo di
schede microSD; una da 8 GB è già
inclusa nella
confezione,
ma ovviamente si può arrivare fino a 32
GB. Sul fronte
della
connessioni troviamo l’HSPA
per il collegamento alla
rete cellulare di terza generazione,
oltre a Wi-Fi, Bluetooth e A-GPS.
Il Sony Ericsson Xperia Play sarà disponibile a partire dal mese di marzo a un prezzo di circa 600 euro (si
parla di 599 euro per il momento,
ma potrebbero esserci variazioni
dell’ultimo minuto). Ma come si
comporta questo Xperia Play? Si
riesce a giocare bene? Per scoprirlo
siamo andati allo stand Sony Ericsson a provarlo; ecco le nostre prime
impressioni in questo breve filmato
che potete vedere cliccando qui
sotto.
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra in anteprima il Sony Ericsson
Xperia Play. Clicca qui per andare direttamente al video.
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
MWC 2011 / Piccolo restyling e conferma dell’interfaccia HTC Sense sono i punti chiave su cui si basano i nuovi modelli con la “S”
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Smartphone Android per tutti i gusti da HTC
Vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei tre nuovi smartphone Android presentati al MWC da HTC: Wildfire S, Desire S e Incredible S
In arrivo tra aprile e giugno anche in Italia, non offrono però quel salto evolutivo che dal punto di vista tecnologico qualcuno si aspettava
di P. Centofanti
H
TC ha presentato tre nuovi
smartphone Android: l’evoluzione di Desire e Wildfire e l’introduzione in Europa dell’Incredible.
Tutti i nuovi smartphone aggiungono
una S al nome, presentano un leggero restyling, l’interfaccia HTC Sense,
ma sul versante delle caratteristiche
tecniche non c’è forse quel salto evolutivo che qualcuno si aspettava. I due
smartphone di fascia più alta sono il
Desire S e l’Incredible S, entrambi con
processore Qualcomm Snapdragon
Single Core MSM8255 da 1 GHz. Per il
Dual Core è probabile che HTC aspetti di aggiornare il Desire HD.
L’Incredible S (a destra nella foto)
presenta un design quanto meno
curioso, tutto scuro e con una parte posteriore particolare. Il display è
da 4 pollici, LCD e con risoluzione di
800x480 pixel. La fotocamera è da 8
Megapixel con registrazione video a
720p, ma c’è anche una fotocamera
frontale da 1.2 Megapixel per effettua-
re videochiamate con una nuova applicazione lanciata da HTC. Incredible
S ha una memoria da 768 MB, 1.1 GB
di memoria integrata espandibile con
schede microSD. I prodotti presenti al
Mobile World Congress montavano
Android 2.2, ma sul mercato dovrebbe
arrivare con Gingerbread 2.3. Il Desire
S (al centro nella foto) offre il consueto design unibody in alluminio e
un display Super LCD da 3.7 pollici,
sempre con risoluzione di 800x480
pixel. In questo caso si parla già di
Android 2.4 per l’uscita sul mercato
ma gli esemplari che abbiamo visto
montavano ancora Android 2.3. Per il
resto le caratteristiche tecniche sono
essenzialmente analoghe a quelle dell’Incredible S, compresa la connettività
HSDPA a 14.4 Mbit/s, fatta eccezione
però per la fotocamera che, in questo
caso, si ferma a 5 Megapixel. Anche in
questo caso troviamo una fotocamera
frontale per effettuare videochiamate in mobilità. Il Wildfire S (a sinistra
nella foto) offre, rispetto al modello
dello scorso anno, un nuovo display
da 3,2 pollici ma con maggiore risoluzione: Half VGA 320x480 pixel con un
impatto in termini di resa di immagine
decisamente superiore. Il processore è
chiaramente meno potente per poter
contenere i costi (si tratta del modello di fascia medio/bassa) fermandosi
a 600 MHz, ma la qualità della co-
struzione non è stata compromessa.
Mancano la fotocamera frontale e la
possibilità di riprendere video in alta
definizione, ma c’è comunque una
fotocamera da 5 Megapixel e più importante ancora tutta la versatilità di
Android Gingerbread con HTC Sense.
Tutti e tre i prodotti arriveranno entro
giugno, ma i prezzi non sono ancora
stati annunciati.
MWC 2011 / Due nuovi smartphone che grazie alla presenza dell’uscita video HDMI si possono collegare direttamente al televisore
Ecco le anteprime di Xperia Neo e Pro di Sony Ericsson
La gamma Xperia di Sony Ericsson si espande con due modelli: oltre all’Arc, visto a Las Vegas, e al Play, spazio anche a Neo e Pro. Eccoli in video
di M. Dalli
A
ccanto alla “stella” Xperia Play,
Sony Ericsson ha presentato a
Barcellona anche l’Xperia Neo
e l’Xperia Pro. Si tratta di due terminali
sostanzialmente identici, fatto salvo
per la tastiera QWERTY a scorrimento
di cui è dotato il Pro. Ma andiamo con
ordine. Entrambi hanno un display da
3.7 pollici con risoluzione di 854x480
pixel, capaci di visualizzare ben 16 milioni di colori. Il cuore del sistema è il
processore Qualcomm Snapdragon
da 1 GHz, su cui gira Android 2.3 Gingerbread; la memoria di sistema è di
320 MB, ma nella confezione è inclusa
una schedina microSD da 8 GB (è comunque possibile installare schede fino a
32 GB). La connettività
è invece assicurata
dalla rete HSPA, a cui si
aggiungono i classici
Bluetooth e Wi-Fi; per
quest’ultimo è disponibile anche la condivisione dei file multimediali tramite DLNA.
Per chi invece preferis-
se il cavo è disponibile anche un’uscita
video HDMI che consente, tra l’altro, di
controllare il telefono direttamente dal
telecomando del televisore. Collegando inoltre lo smartphone al TV si avvierà automaticamente la gallery multimediale. La vera differenza tra i due
modelli è la tastiera QWERTY integrata
sull’Xperia Pro. In questo caso Sony ha
dotato lo smartphone di un sistema di
“predizione” per cui, aprendo la tastie-
ra, lo smartphone eseguirà automaticamente delle operazioni cercando
di “anticipare” l’utente e, quindi, fargli
risparmiare tempo. Un esempio? Se
stiamo leggendo una mail, aprendo
la tastiera si visualizzerà automaticamente la casella di testo per comporre
il messaggio di risposta. Semplice, ma
efficace. Come sono però questi due
smartphone? Abbiamo girato un breve filmato (qui sotto) per mostrarveli:
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il
video che mostra in anteprima Xperia Neo e Pro di Sony
Ericsson. Clicca qui per andare direttamente al video.
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
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MOBILE / Le nostre prime impressioni sullo smartphone LG Optimus Black basato su Android 2.2
MOBILE
LG lancia Optimus Black con schermo LCD “Nova”luminosissimo e con una fedeltà cromatica davvero impressionante
Potrebbe essere una delusione
il nuovo nato in casa Apple
di M. Dalli
di R. Pezzali
ra LCD e AMOLED, LG propone
una nuova tecnologia, “Nova
Display”, che si basa su uno
schermo LCD, in grado di portarne la luminosità a 700 nit. Per dare
un termine di paragone, un display
tradizionale raggiunge i 400 nit,
quindi con Nova siamo a un valore
quasi doppio. I maggiori benefici si
hanno all’aperto, laddove l’elevata
luminosità riesce a mantenere il display perfettamente leggibile anche
in piena luce. Oltre alla luminosità,
“Nova Display” può riprodurre fino
a 16 milioni di colori, garantendo
anche una fedeltà cromatica molto
elevata. La prima applicazione di
questo display è nell’Optimus Black,
smartphone LG basato su Android
2.2 (aggiornabile al 2.3) e processore
da 1 GHz. Lo schermo è da 4 pollici e
ha una risoluzione di 800x480 pixel.
Anche in questo caso troviamo due
fotocamere: una posteriore da 5 Megapixel con flash LED e una frontale
da 2 Megapixel per le videochiamate; è possibile anche registrare video
in HD fino a 720p di risoluzione. Sul
fronte connettività questo Optimus
Black implementa i classici HSDPA/
HSUPA, con Bluetooth e A-GPS. C’è
anche il Wi-Fi N, con tanto di tecnologia Wi-Fi Direct: è così possibile trasferire i file a un qualsiasi altro
dispositivo Wi-Fi (non necessariamente certificato Wi-Fi Direct) senza
appoggiarsi a un access point esterno. Manca la memoria integrata, ma
all’interno della confezione è inclusa
una scheda micro SD da 2 GB. Notevole anche la maneggevolezza dell’Optimus Black, grazie soprattutto
allo spessore estremamente ridotto
che, nel punto più spesso, è di soli
9.4 millimetri. Per contenere ulteriormente questa dimensione LG ha
adottato anche un nuovo altoparlante, “affogato” nella scheda madre.
A dirlo è il Wall Street Journal: è iniziata nelle fabbriche della Foxconn
la produzione dell’iPad 2. Il nuovo
tablet di casa Apple sarà presentato
a breve per essere poi venduto ad
aprile. Al di là dei vari rumors che
si sono susseguiti in queste settimane, comunque, l’iPad 2 sarà per
molti una delusione: niente Retina
Display, niente fotocamera da 5
Megapixel e probabilmente niente porta HDMI. Apple è leader nel
mondo dei tablet e non ha certo bisogno di rivoluzionare tutto; l’iPad 2
sarà quindi una leggera modifica
all’attuale iPad, con un processore più potente, più memoria e un
nuovo processore grafico, doppia
fotocamera e un corpo più sottile
e leggero. iPad 2 sarà tutto questo,
con una fotocamera frontale da 0,3
Megapixel e una posteriore probabilmente da solo 1 Megapixel,
utile per Facetime, ma non per le
foto. Comunque vada, iPad 2 sarà
un successo annunciato, e avrà un
sistema operativo e un ecosistema
che funzionano alla perfezione integrati con il nuovo hardware; cosa
che non sempre si può dire degli
altri tablet.
LG Optimus Black con display “Nova”
T
La punta di diamante di questo Optimus Black è, appunto, lo schermo.
Abbiamo confrontato il Nova Display
dell’Optimus Black con un Optimus
Dual (un normale LCD) e un Super
AMOLED. La luminosità è, come intuibile, estremamente elevata, ma
a colpire è soprattutto la qualità
dei colori, del bianco in particolare.
Come si può notare dalla foto in alto,
l’Optimus Black (al centro) sembra
decisamente più convincente di un
LCD tradizionale (a sinistra) e di un
Super AMOLED (a destra). Per quanto riguarda l’esperienza d’uso, l’LG
Optimus Black ci è parso reattivo e
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento dell’LG
Optimus Black. Clicca qui per andare direttamente al video.
fluido nello scorrimento di pagine
web e schermate. Nonostante Flash
(integrato nel browser) e il processore Single Core, il sistema regge
senza alcun problema. Dovendo fare
un confronto, l’LG Optimus Dual ci è
parso più “scattante”, anche se questo Optimus Black non è certo lento.
Per avere un’idea più diretta di come
si comporta questo Optimus Black,
abbiamo girato un video (trovate il
link qui sotto): LG Optimus Black sarà
disponibile dal mese di marzo, con
un prezzo al pubblico non ancora
stabilito, ma sicuramente inferiore a
quello dell’Optimus Dual.
È ora di iPad 2
MOBILE
Orecchio “bionico”
per iPhone
SPESSORE RIDOTTO - L’LG Optimus
Black è maneggevole e comodo da
usare grazie anche allo spessore
estremamente ridotto: il massimo valore raggiunto è di 9.4 mm. Non mancano anche diverse modalità per connettersi: HSDPA/HSUPA, Bluetooth e
A-GPS, Wi-Fi N con Wi-Fi Direct.
L’i-Microphone della GoBiz è
un microfono omnidirezionale,
dotato dello spinotto da 3,5mm,
che, secondo la casa costruttrice,
aumenta la sensibilità di circa 12
dB rispetto alle soluzioni integrate
e offre una risposta in frequenza
di 50 Hz - 18 KHz, migliorando
notevolmente la qualità delle
registrazioni. I vantaggi dovuti
alle piccole dimensioni e al basso
prezzo (circa 20 euro), potrebbero
essere una valida alternativa a
un costoso registratore digitale. I
dispositivi compatibili dichiarati da
GoBiz sono l’iPhone e i principali
smartphone marchiati HTC,
Motorola e BlackBerry. Maggiori
informazioni su:
http://smartphonemics.com/i-mic/
Design in collaborazione con
JACOB JENSEN DESIGN
IMMAGINI 3D STRAORDINARIE,
DESIGN SENSAZIONALE.
NUOVO TOSHIBA T V3D WL768.
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200 Hz e Resolution+, per vivere un’incredibile esperienza visiva.
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n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
MOBILE / In anteprima abbiamo potuto apprezzare le qualità dell’Optimus Dual di LG, soprattutto la funzione HDMI Mirroring
p.15
Lo smartphone che diventa media player o console
Android 2.2, processore Tegra 2 Dual Core e uscita HDMI per riprodurre il contenuto del display, videogiochi e video Full HD direttamente su un televisore
ad alta definizione: queste sono le principali caratteristiche dello smartphone Optimus Dual, ultimo nato in casa LG. Ecco le nostre prime impressioni
di M. Dalli
L
a prossima ondata di smartphone vedrà un gran proliferare
di processori Dual Core. Uno dei
primi ad arrivare sul mercato italiano
sarà proprio l’Optimus Dual di LG,
basato sul processore Tegra 2 di nVidia e sistema operativo Android 2.2
(poco dopo l’introduzione sul mercato dovrebbe arrivare anche l’aggiornamento a Gingerbread). L’Optimus
Dual monta un display da 4 pollici
con risoluzione di 800x480 pixel. Sul
versante connettività troviamo Bluetooth, Wi-Fi N e HSDPA/HSUPA fino a
7,2 Mbps in download e 5,76 Mbps
in upload. All’interno del telefono
troviamo 8 GB di memoria flash integrata, espandibili tramite schedine
micro SD. Nella parte posteriore del
telefono è presente una fotocamera
da 8 Megapixel (con flash LED) capace di catturare filmati fino a 1.080p;
per gli amanti delle videochiamate
c’è anche una seconda fotocamera,
da 1.3 Megapixel, posizionata sul
frontale. Come si può vedere nel
filmato che abbiamo realizzato (visibile cliccando sulle immagini qui in
basso), l’esperienza d’uso di questo
Optimus Dual di LG è davvero buona:
lo smartphone, grazie anche al processore Dual Core, è estremamente
reattivo sia nell’interfaccia grafica
che nella navigazione web. Il browser integra Flash e, nonostante questo, non subisce alcun rallentamento
nello scorrimento o ingrandimento
delle pagine, anzi il tutto risulta estremamente fluido e naturale.
Lo smartphone che si
collega al televisore
La caratteristica più interessante di
questo terminale è la possibilità di
collegarlo a un TV tramite l’uscita
micro HDMI posta nella parte superiore, con una funzione che LG
chiama HDMI Mirroring. In questo
modo si può condividere quello che
accade sul display dello smartphone
direttamente sul televisore, come
ad esempio visualizzare le fotografie
oppure navigare su Internet. Grazie
al processore Tegra 2 è anche possibile riprodurre video in Full HD a piena risoluzione sul TV, oppure giocare
sfruttando il telefono come “controller” e il televisore come schermo.
Abbiamo realizzato un breve filmato
(visibile cliccando sull’immagine in
basso) anche per mostrare questa
funzione in attività. Nel complesso
siamo rimasti favorevolmente impressionati da questo LG Optimus
Dual, sia per la fluidità nell’utilizzo
che per le funzioni aggiunte come
l’HDMI Mirroring, che di fatto può
trasformare il nostro smartphone in
un media player o una console da
goderci sul grande schermo di casa.
Resta ancora da definire il prezzo
finale, che sarà compreso probabilmente tra 500 e 550 euro; l’attesa
durerà però poco, dato che il terminale dovrebbe arrivare nei negozi
nel mese di marzo.
MOBILE
LG Optimus Life: smartphone per tutti
Compatto e completo grazie a Android Froyo e accessibile nel prezzo
di S. Petrone
Attraverso l’uscita micro HDMI (che vediamo nella foto) è possibile collegare
lo smartphone al TV riuscendo a condividere quello che accade sul display
direttamente sul TV e quindi navigare su Internet o vedere fotografie.
LG Optimus Dual
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube
trovi le prime impressioni sullo
smartphone LG Optimus Dual. Clicca
sulle immagini per andare ai video.
HDMI Mirroring
LG sfrutta il successo ottenuto con l’Optimus One lanciando uno smartphone a portata di giovane, il cui nome, “Life”, la dice lunga: compatto,
colorato, facile da usare, ma allo stesso tempo completo. LG Optimus Life
promette di accompagnare la vita virtuale dell’utente tramite Android
2.2: grazie alla connettività Wi-Fi e HSDPA sarà possibile navigare in Internet, aggiornare i social network e, attraverso il GPS integrato, mostrare
agli amici la propria posizione. Grazie al display touchscreen capacitivo da
2,8 pollici si potrà avere tutto il necessario a portata di touch con fludità
e semplicità, grazie anche al sistema operativo “made in Google”. Il nuovo
nato di casa LG è pensato con uno stile giovanile e offre un’ampia scelta
di colorazioni: Black & Blue, Black & Silver e Black &Titan. LG Optimus Life
è disponibile dal 15 febbraio a un prezzo di 159 euro, che lo posiziona tra
gli entry level con hardware di tutto rispetto: al suo interno trova infatti
spazio un processore da 600 MHz, mentre la memoria è affidata a una
scheda microSD da 2 GB inclusa nella confezione.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
AUDIO VIDEO / Ad una recente convention londinese, Panasonic svela i nuovi TV “europei” previsti in uscita nel 2011
p.16
Panasonic Viera: 10 nuovi TV plasma per il 2011
Top di gamma sarà la serie VT30 con il filtro High Contrast Filter Pro in combinazione con il filtro Infinite Black Pro per il nero e occhiali 3D
di R. Pezzali
I
l 2011 in casa Panasonic si apre
con una gamma di TV decisamente più ampia di quella dello
scorso anno e soprattutto con un
grosso sforzo anche nel settore dove
l’azienda è meno conosciuta, ovvero
quella dei TV LCD. Le novità non sono
moltissime, anche perché in Europa
arriva praticamente tutto quello che
già si è visto al CES di Las Vegas, quindi TV con cornice più sottile, plasma
slim e soprattutto notevoli miglioramenti dal punto di vista tecnico. Con
un occhio di riguardo per la parte
Viera Connect, sulla quale Panasonic
quest’anno punterà davvero tanto.
I nuovi TV NeoPlasma 3D
La serie top di gamma per quest’anno è la VT30 (nella foto): nuovo pannello sempre a 600 Hz con tempo di
risposta rapidissimo (0,001ms) e nuovi fosfori per ridurre ulteriormente il
crosstalk. Il VT30 sarà l’unico televisore della gamma con il filtro High Contrast Filter Pro in combinazione con il
filtro Infinite Black Pro: doppio filtro
per il massimo nero possibile.
Della serie VT30 arriveranno quattro
tagli: il 65” (TX-P65VT30), il 55” (TXP55VT30), il 50” (TX-P50VT30) e il 42”
(TX-P42VT30), al momento quindi
niente modello da 46”. Il VT30 ha un
design unico, con un vetro frontale
che copre anche la cornice con effetto borderless; sarà certificato THX 2D
e 3D e ovviamente avrà funzionalità
Viera Connect. Tra le altre caratteristiche troviamo la possibilità di agganciare la chiavetta Wi-Fi (inclusa), la
funzione PVR su Hard Disk e SD Card
e il player compatibile con tutti i tipi
di formati. Nella serie VT30 saranno
inseriti due paia di occhiali 3D.
Un gradino sotto la serie VT30 troviamo la serie GT30: stesso pannello della VT30 ma filtri diversi, Infinite Black
Pro e High Contrast Filter. Sarà disponibile in tre tagli, 50” (TX-P50GT30),
46” (TX-P46GT30) e 42” (TX-P42GT30).
Anche per la serie GT30 design slim,
certificazione THX, Viera Connect, WiFi Ready con adattatore da comprare
a parte, Skype, DLNA e ben 3 porte
USB. La serie GT30 arriverà a partire
da marzo. I prezzi saranno compresi
tra i 1.399 euro del modello 42” GT30
e i 1.799 del modello 50” GT30, passando per i 1.599 del 46” GT30. Stessi
tagli anche per il modello ST30, ma si
impoverisce il design e viene meno la
certificazione THX anche se non cambiano i filtri e le altre caratteristiche. È
una versione “low cost” del GT30 che
dovrebbe assicurare la stessa identica resa video ma con meno connessioni e con un design meno curato.
Infine, resta da citare la serie G30,
la serie entry level con filtro Infinite
Black (non Pro) e senza 3D. Al momento mancano i prezzi delle serie
top, VT30 e ST30: la serie ST, infatti,
arriverà solo ad aprile, mentre per la
serie VT30 arriveranno a fine aprile il
42” e il 50” mentre si dovrà aspettare
maggio per il 55” e giugno per il 65”.
In ambito 3D è stato ridotto il crosstalk: Panasonic ha invertito la sequenza
di emissione cercando di alternare l’immagine in fase di scarica - quando
è già scura -, aiutando così l’occhiale nel mascheramento.
Panasonic ha inoltre lavorato per eliminare ogni possibile residuo dell’effetto che rovina la visione 3D: un processore memorizza i due frame e verifica se ci sono zone chiare dove si potrebbe generare crosstalk e, in tal
caso, cerca di compensare riducendo il gap.
In dettaglio i miglioramenti
applicati ai modelli 2011
Lo scorso anno l’azienda nipponica
aveva introdotto l’uso di nuovi fosfori sulla serie VT: i nuovi fosfori quest’anno saranno usati su tutti i modelli e questo vuol dire meno green
ghosting e meno scie.
Nel pannello, inoltre, è stato ridotto
il tempo di scarica e anche il “Rib”,
ovvero il gradino che separa le varie
cellette: questo vuol dire, a livello
pratico, immagini più brillanti con
una maggiore area di emissione
e anche una definizione migliore,
proprio perché le strisce nere che
separano le celle praticamente spariscono. Grazie a un nuovo filtro migliora notevolmente anche il livello
del nero. Inoltre, qui a fianco potete
vedere alcuni disegni esplicativi dei
miglioramenti.
Filtri Infinite Black e Infinite Black Pro: Panasonic li ha migliorati ancora
di più per ridurre i riflessi e migliorare la dispersione della luce. Secondo
gli ingegneri giapponesi i benefici dei nuovi filtri si vedono moltissimo nelle
stanze chiare, dove finalmente anche in assenza di un ambiente buio si
percepirebbe un contrasto al top.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
AUDIO VIDEO / Presentati alla convention di Londra i nuovi modelli Viera perfetti per giocare e per vedere in tre dimensioni
p.17
TV LED Panasonic: 2 millisecondi per 3D e gaming
La società nipponica ha investito tanto nella tecnologia IPS Alpha e ha realizzato il pannello più luminoso e veloce per le TV
di R. Pezzali
P
anasonic ha atteso un anno
per introdurre sul mercato i
primi modelli di TV LED 3D e
le motivazioni sono presto spiegate: serviva un pannello veloce che
potesse assicurare una resa simile a
quella dei plasma. L’azienda ha investito moltissimo nei pannelli IPS Alpha realizzando display decisamente
più luminosi e veloci, con un tempo
di risposta di soli 2 millisecondi.
Panasonic, inoltre, ha stretto una
partnership con Ubisoft e nVidia, dimostrando di voler entrare di prepotenza nel mercato del gaming con
un prodotto esente da scie.
Per capire gli sforzi fatti da Panasonic per migliorare i pannelli LCD IPS
Alpha pubblichiamo a fianco alcuni
disegni rilasciati dall’azienda, ricordando che questi pannelli poi sono
accoppiati a una retroilluminazione
di tipo LED Edge.
La gamma TV Viera LCD
Che Panasonic avrebbe lanciato due
serie di TV a LED 3D già lo sapevamo
da Las Vegas, ma ora sono arrivate le
conferme anche per l’Europa: saranno i televisori da 32” e 37” della serie
DT30 e DT35. Quattro modelli molto
simili (TX-L37DT30 - nella foto, TXL32DT30, TX-L37DT35, TX-L32DT35)
che differiscono solo nel design e
nel piedistallo, ma presentano caratteristiche comuni convincenti, a
partire dal pannello IPS Alpha da 2
ms di tempo di risposta. Panasonic
ha lavorato anche sul processore introducendo sulla serie LED il nuovo
Intelligent Frame Creation Pro a 400
Hz che lavora a 200 Hz aggiungendo
Back Light Scanning.
Banding e uniformità delle sfumature: sfumature più uniformi e graduate
anche sulle basse luci, dove solitamente gli LCD vanno un po’ a chiazze.
Velocità dei pannelli: solo 2 millisecondi che li rendono perfetti
per giocare e per il 3D. Questo,
secondo Panasonic, è al momento il tempo di risposta più basso
per un TV LCD ed è stato raggiunto riducendo lo spazio dove sono
inseriti i cristalli e sostituendo
il cristallo stesso con uno “più
liquido”, aumentando così la viscosità e diminuendo i tempi di
reazione.
Le altre feature sono quelle dei plasma: Wi-Fi Ready, Viera Connect,
DLNA, 4 HDMI, 3 USB, un ingresso PC
e un menù ISF. Panasonic non ha lanciato al momento un modello da 42”,
segno che vuole mantenere le aree
LCD e plasma ben distinte, complementari. Tra gli altri modelli presentati sempre nella serie LED troviamo
la serie D35 con modelli da 24” e 19”
(doppio USB, docking iPhone, PVR
e Viera Connect) e le due serie E30
e E3. La serie E30 di TV LED sarà disponibile nei tagli da 42”, 37” e 32”
e integrerà circuito a 200 Hz, Viera
Connect e altre funzioni di rete mentre la serie E3 sarà quella entry level
e sarà disponibile in tagli da 42”, 37”,
32”, 24” e 19”. A marzo arriveranno i
LED 3D della serie DT30, anche se ad
un prezzo un po’ alto: 999 euro per il
32” DT30 e 1.199 euro per il 37”. La serie DT35 è prevista invece a maggio
e ancora il prezzo va definito. Chi invece desidera i nuovi LED IPS Alpha
della serie E30 i prezzi sono più abbordabili: si parte dal 42” a 899 euro
per arrivare ai 799 del 37” e ai 699 del
32”. Restiamo in attesa dei prezzi dei
modelli top.
Risparmio energetico: aumentando le dimensioni delle celle e l’apertura
del singolo pixel si può ridurre leggermente la luminosità per ottenere lo
stesso risultato.
3D: come si vede dallo schema riportato qui sopra, riducendo il tempo di
scansione si riesce a gestire meglio la sincronizzazione tra l’occhiale e il
display permettendo alla lente di mostrare due fotogrammi interi senza
residui dell’immagine precedente.
Inoltre, nelle scene girate con un
effetto 3D molto
accentuato si può
inserire, come per
i plasma, un filtro
dedicato capace di
ridurre il crosstalk.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
TEST / Abbiamo provato il nuovo Viera VT30: nuovo design e connettività ai massimi livelli. Il 3D, migliorato, passa in secondo piano
p.18
Preview: il plasma 3D Panasonic Viera VT30
Ecco le prime impressioni sul plasma di punta della gamma 2011 di Panasonic: miglioramenti notevoli, sia come funzionalità che come design
di R. Pezzali
L
a scena è tutta per lui, il nuovo Panasonic VT30. Quest’anno Panasonic ha fatto davvero un grandissimo lavoro portando il suo televisore
di punta a un livello davvero alto in
tutti i settori. Abbiamo avuto modo di
giocarci un po’ durante la convention
e di osservarlo al lavoro, quindi siamo
in grado di dare le prime impressioni
che però non devono essere scambiate come una prova vera e propria.
Il VT30 non è un semplice miglioramento del VT20 dello scorso anno, ma
è un prodotto che sembra disegnato
completamente da zero, non tanto
nella visione quanto nelle funzionalità
e nel design.
Design che ricorda l’iPhone 4
La nuova linea piace, soprattutto se
viene attaccato a muro: il vetro frontale
che ricopre tutto il pannello eliminando lo scalino cornice / pannello si abbina a meraviglia con il sottile profilo
in alluminio arrotondato, un connubio
questo che ricorda molto l’iPhone 4 di
Apple. Anche perché nei punti di giunzione del profilo sono stati inseriti quattro piccoli taglietti che sembrano proprio i punti di giunzione delle antenne
dello smartphone Apple. Il VT30 ha un
pannello migliorato rispetto allo scorso
anno, consuma di meno ed emette più
luce grazie anche a nuovi fosfori ancora più reattivi identici però a tutti gli
altri della gamma. Il pannello quest’anno è unico: quello sul VT30 è lo stesso
usato su tutti gli altri plasma NeoPDP
ma sul top di gamma sono inseriti due
filtri, uno per abbattere i riflessi e l’altro
per migliorare il contrasto. Nel confronto diretto tra un plasma 2010 e un
VT30, che abbiamo visto lavorare uno
a fianco all’altro, il VT30 riesce a migliorare le performance dello scorso anno.
Immagine più contrastata, più brillante
e soprattutto un’ottima risoluzione in
movimento, apprezzabile soprattutto
durante le partite di calcio in HD.
Resa in 3D migliorata
Molto buona anche la resa 3D: la combinazione con i nuovi occhiali e con il
nuovo pannello restituisce un’immagine praticamente priva di crosstalk
e l’assenza di sdoppiamento rende
ancora più realistica la visione 3D. Spostandoci sulla parte “pratica”, ovvero
connessioni e funzionalità, il TV ha un
profilo decisamente slim e le connessioni sul retro sono state tutte riorganizzate: gli ingressi “vecchi” sono inseriti
Anche il menù a schermo ha subìto qualche ritocco dal punto di vista
grafico e funzionale. Oltre a nuove icone e a una grafica leggermente migliorata segnaliamo anche l’aggiunta di alcune funzioni come lo
“smacchia plasma” e l’Orbiter.
nella parte bassa, video composito,
component, antenna e altre connessioni di secondaria importanza. A lato
trova spazio invece lo slot CI+, un USB,
ingressi HDMI e lo slot SD Card che su
questo modello funziona anche per il
PVR. Nella parte alta è stata invece ricavata un’altra nicchia per due porte USB:
si può collegare qui una chiavetta USB,
il ricevitore di tastiera e mouse wireless
oppure l’adattatore Wi-Fi che è esterno,
ma dato in dotazione insieme a due
occhiali 3D. Rifatta sui nuovi TV anche
l’interfaccia a utente: i nuovi menù
sono rapidi, gradevoli e con moltissime
opzioni personalizzabili. C’è l’Orbiter
salvaschermo, c’è anche un lava schermo per pulire i segni dello stampaggio
del pannello e ci sono tutte le opzioni
avanzate che all’appassionato piacciono tanto. Qui a sinistra vediamo una
schermata del nuovo menù.
Rifatto completamente anche il telecomando. L’organizzazione dei tasti
rimane circa quella già vista, ma questo telecomando è finalmente degno
del TV: finitura lucida, retroilluminato
dove serve e ben bilanciato, senza
però dimenticare un’ottima disposizione dei tasti facilmente identificabili anche senza guardare direttamente
l’unità. Le impressioni sul nuovo plasma sono molto positive: Panasonic
con la gamma Viera riesce a dare un
prodotto completissimo e il pezzo
forte sono senza dubbio le funzionalità Viera Connect e tutti i piccoli dettagli come il design, il telecomando, il
menù rifatto e la quantità di connessioni presenti.
Il nuovo telecomando Panasonic: retroilluminato di rosso,
con i tasti ben organizzati e
facilmente raggiungibili.
Ben fatto.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
AUDIO VIDEO / Primo assaggio della tecnologia “Cinema 3D”: meglio quello attivo o polarizzato?
In anteprima il 3D polarizzato di LG
La nuova gamma LG prevede anche per l’Italia alcuni modelli di TV con occhialini polarizzati, economici e leggeri
di M. Dalli
T
ra le novità presentate da LG al
recente CES di Las Vegas spicca
sicuramente “Cinema 3D”, una
tecnologia che porta LG un po’ controcorrente. Se da un lato tutti gli
altri produttori puntano sul 3D attivo
(quello con gli occhialini attivi, per intenderci), LG lancia un’intera gamma
con tecnologia polarizzata.
Il 3D polarizzato ha alcuni innegabili vantaggi, tra cui gli occhialini leggeri ed economici oltre alla possibilità di essere visto perfettamente
anche inclinando la testa (cosa che
con gli occhiali attivi non sempre è
possibile).
Ci sono però dei punti a sfavore di
questa tecnologia: se da un lato si
abbassa (si azzera, potremmo dire)
il costo degli occhiali, il filtro davanti al pannello non è sicuramente
economico. Per come è fatta la tecnologia, poi, la risoluzione mostrata
a schermo viene dimezzata quando
si passa in modalità 3D.
Come si vede sui nuovi
TV “Cinema 3D”
Siamo andati a provare un esemplare in preproduzione: non si tratta, quindi, di un prodotto definitivo
e, in linea teorica, potrebbe essere
ulteriormente migliorato prima che
arrivi sugli scaffali.
Alcune considerazioni possono però
già essere fatte. Partiamo subito dagli occhialini: non è ancora chiaro
quante paia saranno incluse nella
confezione, presumibilmente quattro o cinque; nei centri commerciali
potrebbero addirittura esserci dei
“cestoni” con occhialini LG gratuiti
per chiunque voglia. Arrivano degli
amici a cena e non abbiamo abbastanza occhiali per tutti? Facciamo
un salto in negozio e ne prendiamo
un po’. Ovviamente questi occhiali
saranno leggermente diversi da
quelli inclusi nella confezione: più
“plasticosi” nella montatura e con
lenti decisamente meno raffinate,
ma l’effetto è sostanzialmente lo
stesso.
Passando alla visione di materiale
3D, abbiamo avuto modo di pro-
vare solo alcuni filmati dimostrativi,
purtroppo compressi in modalità
top-bottom (quindi a risoluzione
verticale dimezzata). L’effetto tridimensionale, nel complesso, è molto
buono e convincente, anche se si
nota una leggera perdita di risoluzione; è difficile però stabilire se
questo difetto sia dovuto al filmato
oppure alla tecnologia polarizzata.
È anche vero che, vista la natura “interlacciata” del “Cinema 3D” (in cui le
immagini per i due occhi vengono
mostrate a schermo contemporaneamente a righe alterne, come in
un video interlacciato), la modalità
top-bottom è forse la più “naturale”
in quanto preserva la risoluzione
orizzontale ed è già a risoluzione
dimezzata in altezza.
Gli occhiali 3D polarizzati, in quanto a polarizzazione circolare, consentono di inclinare la testa senza
alterare in alcun modo l’effetto 3D:
ci si può quindi sdraiare sul divano
senza problemi.
Molto buono anche l’angolo di
visione: spostandosi ai lati dello
schermo si riesce a percepire ancora l’effetto tridimensionale. L’unico
problema riguarda l’angolo di visione verticale: se si guarda lo schermo da una posizione sopraelevata,
infatti, l’immagine si sdoppia. Bisogna pertanto rimanere più o meno
centrati sullo schermo per godere
del miglior effetto possibile.
Nel complesso l’esperienza è sicuramente piacevole: gli occhialini polarizzati sono leggeri e non danno
fastidio quando li si indossa; l’effetto 3D sembra inoltre paragonabile a
quello degli occhiali attivi.
Prima di trarre giudizi “definitivi” ci
riserviamo però di testare più approfonditamente la tecnologia “Cinema 3D” di LG tra un paio di mesi,
quando arriveranno i primi esemplari sul mercato.
Nel frattempo, potete trovare cliccando qui sotto un breve filmato
sul TV da noi testato.
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video realizzato sul TV LG da noi testato. Clicca qui per andare direttamente al video.
p.19
PEOPLE & MARKET
Sky lancia la
CAM NDS
solo in Germania
Molti appassionati di TV
satellitare chiedono da anni un
modo “legale” per poter vedere
i programmi della pay TV Sky
senza il decoder proprietario
fornito dall’emittente britannica.
Al di fuori dell’X-Dome, però,
non ci sono altre soluzioni e,
soprattutto, manca una CAM che
consenta di vedere i programmi
con qualsiasi decoder. C’è
quindi un po’ di invidia per la
Germania, dove la versione
teutonica di Sky ha annunciato
di voler lanciare una CAM
NDS per consentire ai propri
abbonati di vedere i canali
anche all’interno di TV o altri
decoder, nell’ottica di ampliare
la base di utenti. La CAM seguirà
lo standard CI+, dando così la
possibilità a Sky di bloccare la
registrazione dei programmi
se lo riterrà opportuno. E in
Italia? Considerato che la
maggior parte del pubblico si
è ormai assuefatta ai decoder
dati in comodato d’uso e che
i TV con tuner SAT integrato
sono piuttosto rari, possiamo
affermare che difficilmente
succederà qualcosa di simile
anche da noi. Quantomeno non
nel breve periodo.
Estratto dal quotidiano online
www.dday.it
Registrazione Tribunale di Milano
n. 416 del 28 settembre 2009
direttore responsabile
Gianfranco Giardina
editing
Alessandra Lojacono
Cristina Dainese
Editore
Scripta Manent Servizi Editoriali srl
via Gallarate, 76 - 20151 Milano
P.I. 11967100154
Per informazioni
[email protected]
Per la pubblicità
[email protected]
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
AUDIO VIDEO
Onkyo e un ampli
da 7.2 canali
Processore video a 4K e Wi-Fi
per il sintoamplificatore Onkyo
di R. Pezzali
C’era una volta l’Home Theater: le
aziende lanciavano nuovi modelli
di sintoamplificatori dotati di nuove tecnologie e funzioni realizzate
con un solo obiettivo, offrire la
migliore qualità audio possibile. Ricordiamo con piacere i tempi degli
harman/kardon da 35 kg, con un
bel trasformatore toroidale gigante e condensatori che garantivano una riserva di potenza tale da
scoperchiare la stanza. Purtroppo
i tempi sono cambiati, gli amplificatori audio/video da 1.000 euro
non si vendono più e per cercare
di creare modelli diversi si aggiungono una serie di funzionalità che
hanno poco a che fare con la qualità dell’audio, ma si concentrano su
aspetti come la connettività, il web,
lo streaming e il video. Onkyo ha
lanciato la line up di amplificatori
2011, modelli dal prezzo competitivo (con un listino che parte da
700/800 euro), ma con funzionalità
incredibili. Il top di gamma è il TXNR609, amplificatore da 7.2 canali
certificato THX Select 2 Plus e primo sintoampli al mondo a integrare il nuovo chip Qdeo Marvell che
garantisce l’upscaling video fino a
3.840x2.160, 4K. Utilità? Al momento nessuna, ma siamo curiosi di
vedere un segnale SD scalato a 4K.
Il TX-NR609 ha la porta di rete integrata, un adattatore Wi-Fi opzionale
e una porta USB per la riproduzione
dei file musicali o dell’iPod. Tra le altre caratteristiche sei ingressi HDMI,
ingresso VGA per un PC e un doppio effetto sub. Niente di nuovo sul
fronte audio: c’è il sistema Audissey
per la calibrazione. Chi vuole rinunciare a THX, ingresso video VGA e
uscita sub secondaria può puntare sul TX-NR579, quattro ingressi
HDMI e video a 4K in uscita. Chi
vuole spendere meno di 500 euro
può puntare sul TX-NR509, cinque
canali ma ben equipaggiato sotto
il profilo delle funzionalità. Questi
sintoampli arriveranno ad aprile:
speriamo che nel frattempo arrivi
anche un TV 4K per poterli provare.
AUDIO VIDEO / La musica in auto arriva direttamente da lettori MP3 e chiavette USB
p.20
Pioneer porta in macchina l’iPod (o l’iPhone)
Due sintolettori CD e due ricevitori multimediali con funzionalità “App mode” all’insegna della compatibilità
con i dispositivi portatili di casa Apple. In un modello anche il vivavoce basato su tecnologia Parrot
di G. De Gaetani
P
ioneer annuncia l’arrivo anche
in Italia di due nuovi sintolettori
CD: il DEH-9300SD (foto accanto) e il DEH-8300SD predisposti
per il collegamento di iPod/iPhone,
dispositivi USB, SD card o lettori MP3.
La modalità di controllo dei nuovi
DEH Pioneer permette di scegliere le
canzoni utilizzando i tasti dell’autoradio, ma visualizzando i dati dei file sul
display dell’iPhone o iPod. Inoltre, la
funzione iTunes Tagging, disponibile
nel modello Pioneer DEH-8300SD,
permette di prendere nota delle canzoni ascoltate alla radio sull’iPod per
poi acquistarle successivamente tramite iTunes. I due nuovi sintolettori
Pioneer presentano uscite con amplificazione MOSFET 4 x 50 Watt e regolazione del suono variabile con un
equalizzatore grafico a cinque bande.
Per chi invece può ormai fare a meno
del CD, Pioneer presenta anche due
ricevitori multimediali, MVH-7300 e
MVH-8300BT, dotati di schermo a colori TFT da 3 pollici. Anche questi ultimi permettono la riproduzione di file
audio e video direttamente da iPod e
iPhone (solo di quarta generazione),
USB, SD card. Con il MVH-7300 è garantito anche il supporto al formato
DivX, seppur le modeste dimensioni
del display non consentiranno certo
di godere appieno dei filmati riprodotti. Solo il modello superiore e più
costoso MVH-8300BT offre, grazie al
modulo Parrot Bluetooth, la funzionalità vivavoce per le chiamate da cellulare. Molto interessante la funzione
“App mode”, che accomuna i nuovi
modelli, e che permette di ascoltare
anche la musica proveniente dalle
applicazioni per iPhone e iPod touch, molto utile per accedere anche
in auto a tutti i servizi di streaming e
alle webradio che supportano l’uscita
audio. Infine, tutti i modelli offrono la
tecnologia Advanced Sound Retriever
(ASR), che secondo Pioneer permette
di ripristinare tutti i dettagli persi durante il processo di compressione dei
file audio. Su tutti modelli purtroppo
non è stata prevista alcuna docking
station, pertanto occorre dotarsi di
apposti cavi ( non in dotazione) per
la connessione del proprio iPod/iPhone alla presa USB. Sono opzionali anche i telecomandi per il controllo del
sintolettori e ricevitori multimediali.
I prezzi al pubblico per i sintolettori
saranno 219 euro per il DEH-9300SD,
199 euro per il DEH-8300SD; i ricevitori multimediali Pioneer MVH-7300
e MVH-8300BT costeranno rispettivamente 329 euro e 379 euro.
AUDIO VIDEO / Gli studi e gli esperimenti sugli schermi OLED vanno avanti e fanno ben sperare
Samsung e i TV OLED da 65”, sembra tutto facile
L’azienda coreana avrebbe studiato e trovato il modo di realizzare pannelli OLED da 65” partendo da un
substrato usato per produrre i display degli smartphone. Già nel 2012 potremo vedere qualche prototipo
di R. Pezzali
I TV OLED restano sempre un miraggio, ma giorno dopo giorno arrivano
notizie sempre più confortanti. Un
po’ come è avvenuto coi primi LCD,
anche per gli OLED quello che conta sono le generazioni: la parola “generazione” non si riferisce tanto alla
bontà del pannello, ma al metodo di
produzione. Quando parliamo di un
pannello di generazione 4.5 OLED ci
stiamo riferendo a una lastra OLED di
dimensioni 730 x 920 mm, dalla quale
poi possono venire tagliati tanti piccoli schermi. Samsung produce pannelli OLED di generazione 4.5 (quelli
usati sulle fotocamere e sui nuovi
smartphone) dal 2007 nella fabbrica
di Cheonan e sta per aprire una seconda fabbrica a Tangjeong, in grado
di realizzare pannelli con tecnologia
5.5; questi pannelli hanno una lastra
base di 1500 x 1300 mm e saranno
usati per realizzare gli schermi dei
tablet. Non è semplice però tagliare
un pannello: con le tecniche di taglio attuali, infatti, è possibile tagliare
con grossi rischi una lastra 5.5G in tre
parti ricavando al massimo tre pannelli OLED da 32”. Sembra, però, che
Samsung sia riuscita a trovare una
tecnica che permette di tagliare da
una lastra 5.5G anche un solo pannel-
lo da 65”. Questa nuova tecnologia di
taglio sarà implementata nella seconda linea di produzione 5.5G che sarà
avviata nel 2012. Ciò non vuol dire
che nel 2012 arriveranno sul mercato
OLED da 65”, ma che probabilmente
in qualche fiera si potranno vedere i
prototipi. Sebbene sia possibile usare
una lastra 5.5 per produrre un solo
pannello è comunque decisamente
antieconomico e Samsung probabilmente aspetterà almeno di creare
una linea di produzione 8G che permetterà di tagliare 6/8 pannelli da 55”
da un unico vetro. Ci sarà però da attendere fino al 2013/2014.
Questa sera potete guardare un film.
Oppure guardare avanti.
Nasce Loewe Connect, la perfezione con una doppia
personalità. Home entertainment, nuove applicazioni
ed accesso ad internet, finalmente insieme.
Benvenuti nello straordinario mondo di Loewe Connect, dove avrete libero
accesso a tutto ciò che desiderate. Potrete godervi l´home entertainment,
sfruttare il ricevitore HDTV integrato per digitale terrestre e satellitare, due
interfacce CI+ e la retroilluminazione LED; accedere ad internet direttamente
dal TV grazie al browser integrato; guardare film, foto e ascoltare la musica
dalla rete di casa. Con il nuovo MediaNet disporrete di tante applicazioni
Web come eBay, Picasa e Cinetrailer. Buona visione.
Scoprite la rete di negozi su www.loewe.it
Studio di design: Loewe Design, Design 3
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
ENTERTAINMENT / Un server gratuito che permette di accedere ai propri file multimediali da ovunque e da qualsiasi dispositivo
p.22
Orb: il media server più completo per i tuoi contenuti
Più orientato ai contenuti video, facile da usare, dispone di diversi client e grazie a BD Orb trasforma ogni player BD Live in un client DLNA
di M. Andreolli
C
on la crescita dei dispositivi “connected” si cerca sempre un buon
media server da installare sul
computer per organizzare questi contenuti e servirli a TV, console, smartphone e ogni dispositivo DLNA presente
in casa. Dopo aver analizzato sistemi
come Audiogalaxy e Subsonic, parliamo di Orb e New Orb un server gratuito per il quale sono stati sviluppati interessantissimi client. Tra questi anche il
BD Orb, un disco Blu-ray che sfrutta il
BD Live e trasforma ogni lettore Blu-ray
con questa funzionalità e con profilo
2.0 in un completo Media Client.
Orb Classic trasforma il tuo PC
in media server
È nato con lo scopo di dotare il PC
di casa (sempre acceso e connesso
in rete) di un sistema per accedere ai
propri contenuti multimediali da ogni
dispositivo connesso, fosse esso PC
o notebook, ma anche smartphone,
console e smart TT sia in rete locale sia,
potenzialmente, da dovunque (banda
permettendo). Questo programma è
più orientato ai contenuti video rispetto ad Audiogalaxy che, come dice il
nome, si occupa solo di audio o Subsonic che li ha introdotti solo da pochissimo. Tali contenuti possono essere dei
file residenti su disco, ma anche flussi
video presi direttamente dall’antenna
TV: il programma riesce infatti a interfacciarsi con l’eventuale tuner TV instal-
lato su PC e trasmetterne il segnale in
streaming. Purtroppo non tutti i tuner
sono supportati, in particolare non lo
sono quelli satellitari (tutti i dettagli in
questa FAQ). Questo vuol dire che con
un server con scheda tuner sarà possibile vedere la TV italiana ovunque se
abbiamo lasciato il PC acceso. Inoltre,
il software gestisce la condivisione anche di raccolte fotografiche e consente
di mettere in condivisione file generici
con chiunque, mandandogli un link
tramite il quale è possibile recuperare il
singolo file. Tutto è accessibile tramite il
sito MyCast, dove, una volta autenticati
ci si trova a navigare nella propria libreria multimediale. Quando si clicca su
un oggetto, ne avviene il caricamento
tramite una connessione, gestita da
MyCast, tra il browser corrente e il PC di
casa. Orb funziona ovviamente anche
con Xbox e PS3. Il server di Orb funziona con Windows (XP, 7 e Vista) e Mac
ed è completamente gratuito.
Nuove funzioni con Orb New
non tutte disponibili in Italia
New Orb ha preso il via alla fine di
settembre 2010 ed estende il server
classico aggiungendo funzioni sia per
quanto riguarda la parte “sorgente”, integrando diversi tipi di media, sia per la
parte client, con delle particolari novità
sul lato hardware. L’architettura generale è caratterizzata da tre principali
componenti, e si comprende meglio
se ci si ricorda come funziona una rete
DLNA (qui la guida completa).
1. Orb Caster: questo software funziona da server, indicizzando ed esponendo i contenuti di una libreria multimediale locale (musica, video e foto).
Ad essi si aggiungono poi contenuti
provenienti da: fornitori di servizi Vod
(Hulu, Netflix, Amazon Vod, ecc); fornitori di servizi web radio (Pandora, Sirius); programmi televisivi; foto e filmati
da webcam. Purtroppo molti di questi
servizi non sono disponibili da noi, ma
Orb Caster è gratuito ed è un ottimo
Media Server DLNA.
2. Orb Controller: questa app, disponibile per Android e iOs, permette di navigare nei contenuti esposti dal server,
selezionando quello che più interessa
e comandandone la riproduzione.
Con Orb Controller si possono vedere
i contenuti presenti nella nostra libreria
mentre siamo “in giro” e se abbiamo un
tuner collegato al server possiamo vedere anche la TV.
3. Orb TV e Orb Music: sono i dispositivi ai quali arriva il contenuto (audio o
audio/video), comandato dal controller e fornito dal server sotto forma di
flusso dati e che lo riproducono interfacciandosi a dispositivi “tradizionali”. In
comune hanno la forma, un disco nero
di circa 9 cm di diametro e 2 cm di altezza, la connettività wireless (802.11
b/g/n) e la presa USB, per il setup
iniziale e l’alimentazione. In sostanza
ricreano il segnale in forma analogica
(audio o audio/video, rispettivamente)
portandolo agli ingressi ausiliari dello
stereo, dell’amplificatore o del TV. Orb
TV, inoltre, dispone di un blaster IR, per
comandare direttamente un set-top
box simulando un telecomando a infrarossi. Questo il sistema base si può
complicare alquanto considerando
tutte le molteplici possibilità che ci
possono essere: uno o più Orb Player;
uno o più più Orb Controller (installati
su diversi smartphone); uno o più Orb
Caster (ognuno in famiglia può avere
la propria libreria multimediale); più
account su ciascun Orb Caster, con
permessi e privilegi diversi. Inoltre, Orb
Caster può essere configurato anche
come “semplice” server DLNA, accessibile direttamente da client DLNA
standard, come la PS3, l’Xbox 360 e le
SmartTV.
Orb Live: è un’applicazione che permette di accedere direttamente dallo
smartphone ai contenuti della libreria
(come visto per gli altri software di
streaming audio e video) e che già esisteva per Orb Classic.
Orb BR: è un disco Blu-ray che inserito in un lettore con BD-Live consente
di accedere anch’esso ai contenuti
del server Orb Caster; rispetto a Orb
TV permette di gestire l’output in HD,
1.080p, e costa cinque volte meno, ossia 20 dollari. Richiede ovviamente un
lettore BR adattato (ad esempio la PS3)
e dovrebbe essere disponibile a breve.
La tecnologia Orb New in Italia non è
ancora totalmente disponibile: è possibile scaricare e installare solo Orb Caster
e utilizzarlo con Orb Live o come DLNA
server. L’acquisto online dal sito di Orb
TV e OrbMusic non è ancora possibile (per l’Europa ci sono solo Francia e
Germania), ma si tratta di adattatori
DLNA per TV e musica dei quali si può
fare a meno se già si possiedono client
e console. È forse (in)utile ricordare poi
che molti dei servizi che Orb Caster è
in grado di gestire, quali Hulu, Netflix,
Pandora, non sono accessibili dagli
utenti del Bel Paese.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
ENTERTAINMENT / Oggi possiamo ascoltare brani musicali via web quando vogliamo creando playlist e radio personalizzate
p.23
Tutta la musica che vuoi: alla scoperta dello streaming
Come cambia il modo di ascoltare la musica in un futuro non solo senza supporti ma addirittura senza file. Ecco i protagonisti di una vera rivoluzione
di P. Centofanti
I
l negozio di musica online che
oggi domina le vendite di musica
in formato digitale, l’iTunes Store di
Apple, ha aperto i battenti nell’aprile
2003. Quello del digital download è un
modello di business già vecchio e che
ormai ha ben poco da dire (per quanto stando alla major è ancora l’unico
profittevole). Oggi stanno emergendo
servizi che permettono di ascoltare la
musica in modo nuovo e che non solo
consentono di svincolarsi dal supporto fisico, ma addirittura dallo stesso
file. Con l’arrivo dei dispositivi sempre
connessi in rete d’altra parte, chi ha più
bisogno di sapere dove stanno i file?
La webradio intelligente
Oggi, oltre agli store digitali, possiamo
distinguere due tipi di servizi molto
interessanti che cambiano il modo di
ascoltare la musica. Il primo è quello
delle radio personalizzate, webradio emittenti che si ascoltano via Internet
- che invece di avere una programmazione predeterminata offrono una
playlist illimitata modellata sui gusti
dell’ascoltatore. Si accede alla home
page del sito web e si crea una stazione personalizzata inserendo il titolo di
una canzone o un artista che ci piacerebbe ascoltare. La radio seleziona delle canzoni e noi possiamo indicare se il
brano ci piace oppure no e, attraverso
un algoritmo, il servizio impara i nostri
gusti, affinando la stazione interattiva.
È uno strumento molto utile, non solo
per avere della musica sempre all’altezza delle nostre aspettative, ma anche
per scovare nuovi artisti che ci possono
interessare; una rivoluzione per l’industria musicale, visto che questi servizi
permettono di far trovare il pubblico
giusto a band emergenti.
Milioni di brani con un click
Le radio personalizzate sono fantastiche per scoprire nuova musica, ma
non permettono di ascoltare proprio
quello che vogliamo: quante volte è
capitato di avere il desiderio di sentire
una determinata canzone? Oggi stanno emergendo diversi servizi, strutturati come uno store di musica digitale
ma con una differenza: per ascoltare
una canzone non occorre comprarla
né scaricarla, ma può essere riprodotta immediatamente. Possiamo creare
playlist e radio personalizzate, ascoltare
album interi: si paga un abbonamento
“a volontà” e si è liberi di ascoltare tutto
ciò che si vuole, quando si vuole. E non
c’è più nemmeno la preoccupazione
di avere a che fare con una libreria di
file da gestire e proteggere da eventuali “incidenti”: i file sono nella “nuvola” sui server del fornitore del servizio.
Un’esperienza in grado di battere anche la pirateria, visto che azzera i tempi
per scovare quello che si cerca e l’attesa per lo scaricamento. Milioni di brani
sono sempre a nostra disposizione, ma
solo fintanto che paghiamo un abbonamento (anche se esistono alternative gratuite). Si accede a questi servizi
da web, ma i migliori siti di questo
tipo permettono di ascoltare l’intero
catalogo anche da smartphone e altri
dispositivi “connected”. Così funzionano Qriocity Music Unlimited di Sony o
lo Zune Pass di Microsoft. Idealmente
questi servizi possono sostituire una
libreria di file digitali “locale”, ma devono essere soddisfatte contemporaneamente almeno queste condizioni:
• il catalogo disponibile deve essere
sufficientemente ampio, includere le
librerie delle grandi major e delle etichette indipendenti
• la libreria deve essere accessibile da
tutti i dispositivi che utilizziamo, almeno smartphone e un lettore multimediale collegabile al nostro impianto
audio/video, oltre che da ogni apparecchio con cui accediamo alla rete
• la qualità audio deve essere adeguata,
almeno pari a quella di un buon MP3
• il costo deve essere ragionevole
Sui prezzi e sull’ampiezza del catalogo
possiamo dire che già ci siamo. I servizi
di streaming richiedono un abbonamento di circa 10 euro al mese per
ascoltare milioni di brani, al prezzo di
un album digitale. Sugli altri due punti c’è ancora da lavorare. Pochi sono i
servizi accessibili a 360° e di questi ancora meno sono disponibili in Italia. Sul
versante qualità nessuno offre ancora
audio in qualità lossless e il bitrate è
piuttosto basso, intorno ai 128 Kbit/s.
Un futuro connected
Lo streaming illimitato non è una novità assoluta, soprattutto per gli Stati
Uniti, ma il vero impulso a questi servizi
è stato dato dall’avvento degli smartphone e dalle connessioni 3G flat o
quasi. Accedere allo streaming su PC
è una cosa, poter riprodurre tutto il catalogo in mobilità è un’altra comodità.
Una tecnologia come AirPlay di Apple
può essere rivoluzionaria: l’applicazione
e l’accesso ai contenuti rimane sul telefono, e l’audio (ma anche il video) può
essere inviato senza fili e in alta qualità
a qualunque dispositivo compatibile o
utilizzando un dispositivo come Apple
TV, a qualsiasi impianto audio. Il problema per l’Italia è che oltre al Digital Divide che ci separa dal resto del mondo
per penetrazione della larga banda, si
sta creando anche una sorta di Content Divide. Ciò è dovuto al problema
delle licenze e di una resistenza da
parte delle grandi case discografiche
nei confronti di servizi innovativi ma,
dal loro punto di vista, non in grado di
assicurare gli stessi lauti introiti del mercato dei CD di dieci anni fa. L’Europa
rappresenta un mercato ancora molto
frammentato per chi vuole lanciare un
servizio legale di streaming, visto che
occorre stipulare accordi di licenza
separatamente in ciascun Paese europeo, dove occorre confrontarsi con le
case discografiche e collector come la
SIAE. In questo panorama per piccole
startup è difficile ottenere contratti
vantaggiosi e soprattutto sostenibili.
I servizi disponibili in Italia
Play.me by Dada (http://playme.it)
Con un catalogo di circa 6 milioni di brani
Play.me permette di ascoltare un numero
illimitato di brani in streaming e scaricare
un certo numero di MP3 senza DRM, in base
all’offerta che si sottoscrive.
Grooveshark (http://listen.grooveshark.com)
È un servizio completamente gratuito e in
teoria legale anche se non ha accordi con
le major. La libreria è costruita dagli utenti
che caricano i propri MP3 sui server del sito
rendendoli disponibili a tutti.
Deezer (http://deezer.com)
Permette lo streaming gratuito di tutto il
catalogo che comprende circa 6 milioni di
brani, compresi quelli delle major. L’accesso
ai servizi “premium” è disponibili solo per gli
utenti francesi.
Microsoft Zune Pass
Servizio streaming illimitato lanciato inizialmente per i player Zune di Microsoft negli
USA e con l’arrivo di Windows Phone 7 attivato anche per l’Italia. È possibile ascoltare
il catalogo musicale di Zune Marketplace.
Music Unlimited by Qriocity
(https://music.qriocity.com)
Music Unlimited ha il vantaggio di essere
accessibile da qualunque browser e quindi
multi-piattaforma. Lo streaming illimitato
è disponibile solo con l’abbonamento “premium”. Non si possono acquistare i brani.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
ENTERTAINMENT / Si potrànno scaricare brani senza DRM anche da tablet e smartphone
Cubomusica: lo streaming su rete Alice
Consente di ascoltare in streaming oltre 4 milioni di brani per meno di 3 euro al mese, ma solo per i clienti Telecom
di M. Dalli
2
011 anno dello streaming?
Pare proprio di sì e Telecom
Italia vuole esserci. Il servizio
si chiama Cubomusica e consentirà di ascoltare in streaming musica
da Web (tramite il portale www.cubomusica.it) o, prossimamente, da
Cubovision (sia il set-top-box che il
canale interattivo sui decoder con
bollino gold) a 2,99 euro al mese. Per
i primi mesi il prezzo sarà ancora più
basso: fino al 10 giugno il servizio è
infatti gratuito, poi costerà 1.49 euro
al mese per i 4 mesi successivi.
Il catalogo è molto vasto: al momento si contano oltre 4 milioni di brani
dal catalogo di etichette come Sony,
Universal, EMI, Warner, Sugar Music,
Carosello Records, PMI, Kiver e Made
in etaly. Accanto allo streaming ci
sarà anche la possibilità di scaricare
i brani, senza DRM, sia “à la carte” (a
partire da 69 centesimi al brano), sia
con appositi “pacchetti” che, previo
pagamento di una cifra a forfait, consentono di scaricare un certo numero di brani al mese.
Al momento Cubomusica è limitato
al solo ascolto “fisso” (su PC o TV), ma
a regime il sistema verrà esteso anche a tablet e smartphone. Il problema è che Cubomusica sarà un’esclusiva per i clienti Telecom (un bacino
di potenziali utenti pari a 5,5 milioni
ENTERTAINMENT
Con Filmy organizzi i video sulla PS3
Sony rilascia la versione completa per riprodurre i filmati in AVC-HD
di R. Pezzali
Si chiama Filmy e come dice il nome
stesso è un’applicazione relativa al
video e alle riprese. L’obiettivo infatti
è l’organizzazione (non l’editing) dei
filmati in formato AVC-HD registrati
su card di memoria, Hard Disk esterni
e videocamere HD collegate alla PS3 tramite cavo USB. Con un’interfaccia
semplice e immediata Filmy permette all’utente di cercare tra i video e le
sequenze, organizzarle per data oppure per area geografica se sono state
registrate con videocamere Sony dotate di modulo GPS integrato per il
geotagging delle riprese. Filmy sarà caricato a breve sul PSN Store e ogni
utente potrà provarlo con le piene funzionalità per circa 15 minuti prima
di spendere i 5 euro necessari per l’acquisto.
di abbonati ADSL Alice), che potrà
essere espanso nei prossimi mesi anche ai clienti business e a quelli delle
chiavette TIM, per un totale di 10 milioni di potenziali utenti. Ma sempre
un’esclusiva Telecom rimane. Questa
limitazione consente però all’ex monopolista di addebitare il costo del
servizio in bolletta, senza ricorrere
così alla carta di credito e garantisce l’accesso a tutti i PC o dispositivi
collegati tramite quella linea ADSL. Il
problema è che non sarà quindi possibile portare il proprio abbonamento su un’altra utenza telefonica.
Il servizio si propone come una
grande opportunità per il mercato
italiano, di cui le case discografiche
si sono dichiarate entusiaste, ma
pone alcuni limiti non indifferenti.
Lo scenario che si va definendo è
quindi molto frammentato, con i
singoli operatori telefonici che offrono ognuno una soluzione diversa e
legata alla propria rete più che alla
persona. Strategia vincente o flop
solo il tempo potrà dirlo. Dal canto
nostro continuiamo a preferire soluzioni che siano slegate dalla rete dati
o dal device su cui la si ascolta. È forse chiedere troppo?
p.24
ENTERTAINMENT
Crociata Sony
contro il jailbreak
Continua la battaglia di Sony
nei confronti del jailbreak che
ha colpito la PS3, ovvero della
possibilità di installare software non
autorizzato e certificato dalla casa
nipponica sulla propria console.
Questo è avvenuto grazie al lavoro
di George Hotz, uno dei migliori
hacker in circolazione, a cui si deve
anche gran parte del codice del
jailbreak dell’iPhone e che è stato
in grado di sfruttare, dopo anni
di inviolabilità della PlayStation 3,
una falla di sistema per ottenere
l’accesso a tutta la macchina.
Sony è scesa in campo con una
battaglia legale che di giorno in
giorno sembra degenerare in una
irrazionale ed esagerata risposta.
È notizia degli ultimi giorni che
Sony avrebbe richiesto a Google
gli IP di tutti gli utenti che si sono
collegati a YouTube per vedere un
video di come si sblocca la PS3,
minacciando anche di portare in
tribunale chiunque distribuisca
il codice del jailbreak sulla rete. È
chiaro che Sony ha paura di veder
crollare le vendite di videogiochi,
ma non sarà di certo questo
l’atteggiamento che le consentirà
di invertire la rotta, scegliendo una
strada che si è rivelata già fatale
per i cugini del business musicale,
di cui la Sony, in realtà, qualcosa
dovrebbe già sapere.
ENTERTAINMENT / È questo il futuro del videonoleggio?
DVD 48 ORE: ritorna il disco usa e getta
01 Distribution reintroduce sul mercato il DVD che si autodistrugge
di M. Dalli
I
primi esemplari sono arrivati nei
negozi nel 2006, ma alzi la mano
chi li ha effettivamente visti. Quattro anni più tardi 01 Distribution ci
riprova e rilancia DVD 48 ORE, un
supporto DVD compatibile con tutti
i lettori da tavolo il cui contenuto non
sarà però più accessibile trascorse 48
ore dal primo inserimento nel lettore DVD. DVD 48 ORE sarà in vendita
nei negozi contemporaneamente all’uscita del titolo a noleggio, al prezzo
di 4.90 euro: più del noleggio tradizio-
nale, ma il disco non va restituito (va
però acquistato in negozio). Per i più
attenti all’ambiente, 01 Distribution
tiene a precisare che il disco è ecocompatibile e completamente riciclabile. I primi titoli con questo sistema
sono I Mercenari - The Expendables,
La Passione, Maschi contro femmine e
Una sconfinata giovinezza (già disponibili). Dal 2 marzo arriverà anche Una
vita tranquilla.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
MOBILE / Dopo aver acquisito Palm, HP non perde tempo e propone tre nuovi apparecchi
HP rilancia webOS: Veer, Pre3 e TouchPad
Due smartphone e un tablet: queste le nuove proposte di HP Palm basate sulla piattaforma webOS
Schermo multitouch e completa connettività per tutti. Il tablet arriverà in Italia in estate, prezzo da definire
di M. Dalli
H
P dimostra di non aver comprato Palm per il solo gusto
di farlo, ma rilancia forte sulla piattaforma webOS proponendo due smartphone e un tablet.
Il primo ad arrivare negli USA, in primavera, sarà Veer, uno smartphone
con schermo multitouch da 2,5 pollici
(320x400 pixel di risoluzione, 18 bit di
profondità colore), tastiera QWERTY
a scorrimento e processore da 800
MHz. All’interno trovano posto anche
8 GB di memoria flash integrata (apparentemente non espandibili), Wi-Fi
n, Bluetooth 2.1, GPS e interfacce radio HSPA. Delude un po’ la batteria,
limitata a soli 910 mAh. Sorprende,
invece, il Pre3, smartphone con schermo multitouch da 3,5 pollici (800x480
pixel, 24 bit di profondità colore), tastiera QWERTY a scorrimento e un
processore Qualcomm Snapdragon
da ben 1,4 GHz. Non possono ovviamente mancare Wi-Fi n, Bluetooth,
GPS e una fotocamera da 5 Megapixel
con registrazione video a 720p, oltre a
una memoria integrata da 8 o 16 GB.
Anche in questo caso la batteria è
HP Palm Pre3
HP Palm TouchPad
HP Palm Veer
piuttosto limitata per un processore
così potente, solo 1.230 mAh; confidiamo in una politica di risparmio
energetico ben realizzata.
La terza proposta di HP è TouchPad,
tablet con display multitouch da 9,7
pollici e 1.024x768 pixel di risoluzione. Al suo interno trovano posto una
doppia CPU Qualcomm Snapdragon
da 1,2 GHz e 16 o 32 GB di memoria
integrata; è opzionale la connessione
3G con A-GPS integrato. Non mancano ovviamente le classiche connes-
sioni Wi-Fi n e Bluetooth, oltre a un
browser con supporto a Flash 10.1.
Nella parte frontale di TouchPad è
presente invece una fotocamera da
1.3 Megapixel per poter effettuare le
videochiamate. La batteria presente
in questo tablet è in grado di offrire
una capacità di 6.300 mAh. Di questi
tre prodotti HP Palm, solo il tablet
sembra destinato ad arrivare sul mercato italiano, probabilmente in estate. Il prezzo è ancora ovviamente da
definire.
Tablet di Sony in arrivo entro fine anno?
Tutti hanno ormai un tablet nel proprio catalogo, tranne Sony. Il blog Engadget però svela presunti retroscena
Il gigante giapponese non rimarrebbe con le mani in mano e starebbe studiando S1. Presentazione all’IFA?
di M. Dalli
I
ENTERTAINMENT
Film come app
fine del Blu-ray?
Warner rilascia le versioni iOS
dei film con extra, navigazione
interattiva e qualità
di R. Pezzali
MOBILE / Forse il prossimo settembre l’annuncio del primo tablet di Sony con Android Honeycomb
l Mobile World Congress di Barcellona, dopo il CES di Las Vegas, ha
visto ancora una volta una pletora
di tablet presenti nei vari stand; i big
dell’elettronica ci sono quasi tutti,
tranne Sony. Questa assenza potrebbe però non durare a lungo, stando a
quanto riportato dal blog americano
“engadget”: il colosso giapponese sarebbe infatti al lavoro per realizzare S1,
il loro primo tablet con schermo da 9.4
pollici. Secondo quanto raccontato da
due diverse fonti a “engadget”, S1 sarebbe “una delle cose più belle di Sony”,
con uno schermo da 9.4 pollici e un
rigonfiamento laterale nella parte in-
p.25
feriore che ne faciliterebbe l’impugnatura. Il sistema operativo dovrebbe
essere Android Honeycomb, ma Sony
starebbe però lavorando intensamente per personalizzare l’esperienza
d’uso. Dal punto di vista dell’hardware
S1 dovrebbe essere basato su Tegra 2,
con una profonda integrazione con
i servizi online di Qriocity oltre che
con PlayStation Suite. Si parla anche
di una presa USB host, in grado cioè
di essere collegata a dispositivi come
dischi esterni, macchine fotografiche,
ecc. Ancora più incerta la data di lancio e il relativo prezzo: per ora si parla
di 599 dollari per la versione “base”
con il solo Wi-Fi, disponibile a partire
da settembre. Ovviamente in questi
sei mesi può succedere di tutto, ma
se Sony stia realmente lavorando al
modello S1 e decidesse di presentarlo
per quel periodo, potremmo vederlo
alla prossima IFA.
Il Blu-ray sarà l’ultimo supporto fisico, è inutile girarci attorno. Con la velocità crescente della rete e i player
e le TV sempre più connected si va
verso un mondo dove il film viaggerà solo sul web. La novità mostrata
da Warner è interessante perché va
oltre il semplice e banale stream del
film già disponibile: Inception e Dark
Knight, infatti, saranno disponibili
come apps per iOS sull’App Store.
Il film stesso non è più quindi solo
un flusso audio/video, ma una vera
applicazione all’interno della quale
troviamo non solo il film in HD con
tutte le lingue, ma anche tutta la
sezione interattiva, gli extra, possibilità social e tutto quello che il BD
Live aveva promesso e mai mantenuto. Scaricando l’app dallo store
si compra il film, lo si può scaricare
quando si vuole e anche mandare
in streaming tramite connessione
Wi-Fi o 3G. La risoluzione non è Full
HD perché ancora mancano tablet
con questa funzione, ma il master
è quello HD del Blu-ray. Nel video
in basso vediamo l’applicazione
all’opera. Qualcuno potrebbe chiedersi cosa abbia a che fare una app
per tablet con i Blu-ray: ebbene, le
app interattive stanno ormai prendendo piede su tutte le TV, quindi
non è escluso che, in un futuro non
molto lontano, compreremo il film
in versione completa, HD e interattiva direttamente sulla nostra TV
godendoci non solo le immagini
come avviene ora, ma anche tutte
le funzionalità come extra, photo
gallery e altro, che ad oggi sono disponibili solo con Blu-ray e DVD.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
p.26
DIGITAL IMAGING / I nuovi modelli di reflex Canon saranno disponibili a partire dagli inizi di aprile
DIGITAL IMAGING
Abbiamo toccato con mano le nuove reflex di casa Canon, la entry level 1100D e la consumer di fascia alta 600D.
Ecco le nostre prime impressioni e un’ampia intervista a Matteo La Torre che ci illustra le caratteristiche dei prodotti
Si amplia la gamma delle
fotocamere reflex Sony
Canon 600D e 1100D: le prime impressioni
di R. Pezzali
C
anon ci ha dato la possibilità
di toccare con mano le nuove
reflex 1100D e 600D. Purtroppo, come spesso accade in queste
occasioni, non viene dato il permesso
di scattare fotografie né in formato
Jpeg né in formato RAW, un po’ perché i firmware sono preliminari, un
po’ perché la location non era molto
adatta a scattare questo tipo di foto.
Partiamo dalla 600D: la macchina è
molto simile alla 550D come feeling
e come corpo caratterizato da un
peso medio e una buona sensazione di robustezza. Canon, rispetto alla
550D, ha aggiunto davvero poco:
l’utile schermo orientabile, il controllo del flash esterno, qualche funzione
software e una nuova modalità della
ghiera intelligent auto. Il problema
della 600D è che esiste già la 60D che
si trova sul mercato a 820 euro, prati-
di M. Andreolli
camente al suo stesso prezzo, e che
offre qualcosa in più come la doppia
ghiera per tempi e diaframmi (il vero
fotografo non può farne a meno),
il selettore con il blocco, la raffica e
altri piccoli dettagli. Dopo aver fatto qualche prova siamo sicuri che si
tratti di un’ottima macchina, ma forse
non si sentiva la necessità di inserire
un ulteriore modello tra la 550D che
resta in gamma e la 60D. Cliccando
qui vediamo come Matteo La Torre
di Canon ci presenta le caratteristiche
della 600D. La 1100D non ci è piaciuta
troppo: corpo leggero, troppo “plasticoso” e senza grip. Una fotocamera
che ci ha dato l’impressione di essere
un po’ troppo economica anche se il
prezzo di listino parla chiaro, meno di
450 euro. Canon forse avrebbe dovuto lavorare di più sulla parte foto, trascurando il video: non è che sia così
indispensabile la funzione EOS Movie
su una fotocamera reflex di questa
fascia e probabilmente un CMOS
più risoluto e qualche feature in più
avrebbero fatto comodo. Dal punto di
vista puramente fotografico la novità
maggiore è rappresentata dall’esposimetro mutuato dalla 7D, un lusso
su una macchina di questo tipo che
comunque non ribalta la situazione.
La qualità di scatto pare comunque
molto buona e la casa madre forse ha
anche “castrato” un po’ la macchina: la
nostra sensazione è che, almeno sulla
sensibilità, si sarebbe potuta spingere ben oltre i 6400 ISO dichiarati, anche perché ha un sensore in formato
APS-C da 12 Megapixel, con pixel più
grossi di quelli della 600D e degli altri modelli con risoluzione maggiore.
Anche per questo modello clicca qui
per il video completo.
DIGITAL IMAGING / Uno stile un po’ retrò per l’originale fotocamera Fuji con mirino ibrido
Fuji X100, una compatta per foto di qualità
FujFilm annuncia, per il mercato USA, la X100, una fotocamera per appassionati che promette meraviglie
di M. Andreolli
L
a prima cosa che colpisce della X100 è l’aspetto, tipico delle
macchine fotografiche compatte a pellicola di alcuni anni fa, e
recentemente ripreso (o per meglio
dire mantenuto) dalle Leica M: stile
bi-color, con corpo macchina in lega
di magnesio, ricoperto da similpelle
nera che lascia libera la parte superiore. In questa trovano spazio il tasto di
scatto, la ghiera per la compensazione dell’esposizione e quella per i tempi dell’otturatore; la regolazione delle
aperture è invece possibile grazie a
una ghiera sull’obiettivo. Accanto a
questi controlli “classici” ci sono quelli
più “attuali” disposti attorno al display
LCD (da 2,8” e 460.000 pixel), tra i quali
spicca il tasto RAW per passare subito
alla modalità di scatto alla massima
risoluzione. L’ottica è fissa, un 23mm
(che corrisponde al classico 35mm)
con buona apertura F2 e diaframma
a 9 lamelle: permette le foto macro
Sony A77 ai
raggi X, o quasi
fino a 10cm e ha un filtro ND da 3
stop integrato. Il sensore CMOS da
12.3 Mpixel in formato APS-C è stato
progettato ad hoc per l’obiettivo, in
modo da poter gestire meglio anche
i raggi che arrivano non obliqui ai
bordi del sensore. A detta dei progettisti Fuji la scelta di avere un obiettivo
a lunghezza focale fissa e non intercambiabile è dettata dalla volontà di
privilegiare la qualità delle foto e la
compattezza della macchina. Queste dunque le dimensioni della X100:
74.4x126.5x53.9mm (AxLxP) per 445
gr di peso. L’elemento più innovativo
è il mirino ibrido: attraverso 4 modalità, selezionabili con una levetta posta
sulla parte frontale, è possibile utilizzare il mirino galileiano (con correzione automatica della parallasse), quello elettronico (da 0.47” e 1.4 Mpixel), o
combinazioni dei due, per poter così
associare all’immagine del mirino ottico i dati di scatto (apertura, velocità
dell’otturatore, punti di messa a fuoco, livella elettronica). Come aveva
promesso in settembre al Photokina, Fujifilm sembra stia rispettando i
tempi: la macchina uscirà sul mercato
USA in marzo; il prezzo è 1.199 dollari,
quanto una reflex prosumer e certo
ben di più di una compatta a obiettivi
intercambiabili (come le Sony NEX o
le Panasonic GF2). Che dire dunque?
Una macchina originale, certamente
interessante per le dimensioni compatte dell’ottica, il mirino ibrido e il
design retrò, ma il cui prezzo, non
certo popolare, non la rende la fotocamera per tutti.
In occasione del CP+ a Yokohama,
Giappone, Sony ha presentato
A77, macchina di punta che dovrebbe uscire a metà di quest’anno. L’immagine mette in luce quello che ormai è il punto forte delle
fotocamere di fascia alta Sony, lo
specchio traslucido. La perdita di
luminosità, riscontrata nei modelli
più piccoli sembra essere, per gli
ingegneri della Sony, un giusto
compromesso per ottenere una
maggiore velocità di scatto (si arriva a 10fps), uno zoom continuo
e veloce (a contrasto di fase) anche in modalità video e un corpo
macchina più compatto, silenzioso e stabile. Nei mesi il progetto si
è evoluto, in particolare sono aumentati i pulsanti: oltre a quello di
scatto, ce ne sono ben 5 nei pressi
del display superiore e 8 accanto
allo schermo LCD posteriore (snodato), oltre a un piccolo joystick.
Inoltre è presente una guarnizione presso l’attacco, che fa pensare
che la macchina sia in parte tropicalizzata (ma serviranno obiettivi
ad hoc, per ora non annunciati).
Il sensore è un Exmor APS HD
CMOS, che permette video Full
HD e dovrebbe aggirarsi sui 20
Megapixel. Insieme con il corpo
macchina, Sony ha annunciato un
nuovo flash, battery grip e la lista
degli obiettivi in via di sviluppo, di
tipo E-Mount: tra essi spiccano un
tele da 500mm f/4, serie G, e un
24mm Carl Zeiss. Aspettiamo ora
l’annuncio ufficiale e di poter verificare se e come questo modello
sia riuscito a superare i problemi
(qualcuno ha parlato di ghosting?)
dei modelli precedenti.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
DIGITAL IMAGING / Le serie L, P e S vanno a incrementare la già ricca offerta di fotocamere Nikon con ottime funzionalità
p.27
A tutto Coolpix: otto nuovi modelli di compatte Nikon
Nikon rinnova la gamma delle compatte Coolpix aggiungendo modelli sia di base che di fascia alta. Stupiscono la megazoom 36x e la versatile S9100
di R. Pezzali
N
ikon rinnova (quasi) tutta la
gamma Coolpix inserendo modelli mirati per completare una
line up già più che soddisfacente. Si
parte con la serie L che vede l’aggiunta di due modelli: il primo è L120, una
bridge super-zoom con uno zoom
ottico da 21x e un sensore da 14 Megapixel. Le prestazioni sono buone:
ISO 6400 (abbassando però la risoluzione) e video a 720p. La L120 ha un
display da 1 Megapixel di risoluzione e
sarà venduta a un prezzo decisamente
competitivo per una bridge, circa 250
euro. Di fascia molto più bassa la L24,
Nikon Coolpix S9100
che offre lo stesso sensore ma accoppiato a uno zoom da 3,6 ingrandimenti. Costerà circa 100 euro, e si posiziona
nella fascia entry level. Più interessanti
sotto il profilo qualitativo le fotocamere della serie P: P300 e P500. Nikon con
queste Coolpix ha voluto realizzare
esplicitamente due modelli “anti-Canon” proponendo fotocamere ad alta
sensibilità e senza troppi fronzoli. La
P300 infatti ha un sensore CMOS grande da 12 Megapixel con una luminosissima ottica f/1.8 grandangolare (4.2x
zoom), combinazione killer per le foto
a bassa luminosità e per ottenere ritratti e dettagli con un ottimo sfuocato. La
P300 integra anche una serie di automatismi e funzioni software come lo
scatto HDR e non mancano ovviamente i controlli manuali. C’è anche la ripresa HD, questa volta a 1.080p con autofocus. Il prezzo di questa fotocamera
sarà decisamente competitivo: circa
300 euro. Chi invece vuole la stessa
qualità ma uno zoom super può puntare sulla P500, una bridge con le stes-
Nikon Coolpix L120
se caratteristiche della P300 e lo stesso
sensore, fatta eccezione per la lente:
la luminosa ottica Nikkor f/1.8 viene
sostituita da un superzoom Nikkor da
36x stabilizzato. Il prezzo è più elevato,
circa 450 euro. Lo stesso sensore da
12 Megapixel ma con un’ottica intermedia è montato sulla Coolpix S9100,
una compatta con ottica wide e zoom
18x stabilizzato, in grado di riprendere video a 1.080p, scattare foto HDR
e realizzare scatti Sweep Panorama. Il
display è da 3” con risoluzione 1 Megapixel. Sempre alla serie S appartengono anche la S6100, la S4100 e la S3100.
DIGITAL IMAGING / Un grande zoom ottico in macchine spesse meno di 4 centimetri per foto 3D
Compatte 3D Olympus con “mega-zoom”
Olympus ha annunciato tre fotocamere compatte con uno zoom ottico molto esteso in un corpo macchina sottile
di M. Dalli
C
hi ha detto che un grande
zoom ottico si deve per forza
tradurre in una macchina fotografica grossa e pesante? La SZ-10 di
Olympus dimostra che non sempre
è così: riesce infatti a combinare uno
zoom ottico 18x (equivalente a un
28-504mm) con un corpo macchina
spesso meno di 4 centrimetri. Il modello SZ-10 monta un sensore da 14
Megapixel con doppio stabilizzatore
ottico e possibilità di registrare filmati in H.264 a 720p. Ampio è lo schermo LCD da 3 pollici, con risoluzione
di 460.000 pixel. Non manca, infine,
la possibilità di scattare foto 3D: si
realizza la prima foto e poi si deve
spostare a mano la fotocamera che,
automaticamente, si preoccuperà di
scattare la seconda foto nel momen-
to giusto. Accanto alla SZ10 (nella foto), Olympus
ha presentato anche altri
due modelli, VR-330 e VR320, sempre con sensore
da 14 Megapixel, ma con
zoom da 12.5x (equivalente a un 24-300mm). Si
riduce però lo spessore
del corpo macchina, che
in questi modelli è di circa 2,5 centimetri. Come
la SZ-10, anche queste due macchine sono dotate di display LCD da 3
pollici, ma con risoluzione dimezzata
(230.000 pixel), e possono registrare
filmati in alta risoluzione a 720p, anche se solamente in Motion JPEG. La
differenza tra i due modelli di fotocamere è che la VR-330 scatta foto in
3D, mentre la VR-320 no. Tutte queste macchine fotografiche Olympus
arriveranno in Giappone in primavera, con prezzi che variano da circa
180 euro per la SZ-10 a 150 euro per
la VR-320. Ancora non abbiamo nessuna informazione circa prezzi e disponibilità per il nostro Paese.
La S6100 combina zoom ottico 7x con
un sensore da 16 Megapixel. Per questa fotocamera compatta Nikon ha
montato il suo sensore con risoluzione
più elevata in questa fascia, e con un
prezzo di circa 180 euro potrebbe essere una “best buy”. Lo schermo da 3” è
touchscreen, con un’interfaccia davvero facile. Il modello S4100 passa invece
a 5x di zoom e sensore da 14 Megapixel, ma mantiene lo schermo touch
da 3” per un prezzo che si aggira sui
160 euro. Infine, la entry level S3100:
praticamente identica alla S4100 ma
senza lo schermo touch e con un display più piccolo da 2.7”.
Nikon Coolpix P300
DIGITAL IMAGING
Ottiche NEX
per tutti
Uno dei limiti delle fotocamere
mirrorless è la non compatibilità
delle lenti con le più grosse reflex;
se a questo aggiungiamo che
gli attacchi delle ottiche sono
proprietari e hanno dei costi di
licenza, il problema si aggrava.
Sony ha fatto un passo nella
direzione giusta, annunciando che
dal 1 aprile rilascerà gratuitamente
le specifiche per il suo attacco “E”
a qualsiasi produttore ne faccia
richiesta. La notizia è stata accolta
con favore da grandi nomi come
Carl Zeiss, Cosina, Sigma e Tamron.
Possiamo quindi aspettarci a
breve da questi produttori lenti
per l’ecosistema NEX, composto
attualmente dalle due fotocamere
NEX-3 e NEX-5 e dalla videocamera
NEX-VG10. Non solo, nelle
intenzioni di Sony dovrebbero
arrivare anche degli adattatori che
consentiranno di montare ottiche
di altre macchine sulle NEX.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
PC & MULTIMEDIA
Il Wireless Display
diventa HD
PEOPLE & MARKET / Standard unico, ma col trucco salva Apple
Caricatore unico in Europa?
Una scelta “green”che secondo l’Unione Europea semplificherà la vita
di R. Pezzali
Con l’avvento della seconda
generazione del Wireless Display
(WiDi) di Intel, che consente di
inviare senza fili a un televisore
HD il contenuto dello schermo
del proprio computer, Netgear
aggiorna la sua proposta in questo
campo. Dopo Push2TV, ecco
Push2TV HD (nome in codice
PTV2000), un piccolo ricevitore
che può essere collegato alla TV
tramite connessione HDMI e riceve
il segnale da un PC con tecnologia
WiDi. Questa nuova versione (in
arrivo sui nuovi portatili del 2011)
supporta video fino a 1.080p e
30 frame al secondo, con tanto
di protezione dei contenuti,
rendendo così possibile anche
lo streaming di un Blu-ray.
Ovviamente Push2TV HD può
essere usato anche per altri scopi,
come per esempio visualizzare
foto o navigare su Internet tramite
lo schermo del TV, senza attaccare
cavi al computer.
N
on è la prima volta che parliamo
di caricabatterie unico: l’Unione
Europea da anni chiede ai produttori di uniformarsi a un unico standard per permettere così alla gente di
portarsi appresso un solo caricatore.
Una scelta “green” (si riduce il numero
di caricabatterie prodotti e venduti)
e utile, soprattutto perché quasi tutti
i maggiori produttori hanno aderito.
Dopo tanti proclami, la definizione delle specifiche tecniche e il lancio del sito
OneChargeForAll, l’UE fa sapere che
sono stati lanciati sul mercato i primi
caricabatterie a norma, e che entro il
2011 tutti i caricabatterie venduti dalle aziende che hanno firmato l’accordo saranno conformi alle specifiche.
Le specifiche, o meglio, la specifica è
chiara: i caricabatteria devono essere
micro USB. Ovviamente non tutti, ma
quelli delle aziende che hanno firmato
l’accordo e tra queste troviamo Apple,
LG, Motorola, NEC, Nokia, Research In
Motion (RIM), Samsung e Sony Ericsson. Molti dei caricabatterie sul mercato sono ormai micro USB, e quindi a
norma, tuttavia viene da chiedersi per
quale motivo Apple, nota per il suo
connettore proprietario, abbia firmato
volentieri un accordo di questo tipo.
Apple ha forse intenzione di aggiungere il connettore micro USB? Nemmeno
per sogno: la nuova policy per il caricabatterie unico dell’Unione Europea
infatti dice che “For phones that do not
have a Micro-USB interface an adapter
is allowed” quindi Apple e così tutti
gli altri potranno andare avanti a fare
telefoni anche senza il connettore micro USB, purché inseriscano anche un
adattatore da micro USB a connettore
proprietario.
Che senso ha questo? Probabilmente
nessuno. Ormai nel mondo quasi tutti
i produttori (eccetto Apple) si stanno
spostando verso l’USB mini o micro
e se per avere un solo caricabatteria
dobbiamo portarci appresso un sacchettino di adattori (anche piccoli con
il rischio di perderli) la conclusione è
semplice: no grazie.
p.28
PC & MULTIMEDIA
USB 3.0 per il
Blu-ray Plextor
Chi sino ad ora si è a privato
dall’acquisto di un masterizzatore
esterno Blu-ray per non incorrere
nelle estenuanti attese generate
dall’interfaccia USB 2.0, adesso
può optare tranquillamente
per un’unità esterna grazie alla
connessione USB 3.0 ed eSATA di
cui Plextor ha dotato il modello
PX-LB950UE. Le caratteristiche
fornite dalla casa giapponese
sono molto interessanti: è
possibile masterizzare Blu-ray
a singolo strato da 25 GB alla
velocità di 12x (8x per i dual
layer da 50 GB) e incidere delle
“etichette” grazie alla tecnologia
Lightscribe su supporti
compatibili. Il masterizzatore oltre
ai dischi Blu-ray supporta anche
tutti i tipi di DVD registrabili
esistenti. La dotazione software,
oltre alle Plextor utilities per
monitorare lo stato del lettore
e la qualità della registrazione,
comprende anche il lettore
multimediale PowerDVD 3D di
Cyberlink con supporto anche
per la lettura dei dischi Blu-ray 3D.
Il PX-LB950UE è disponibile a
partire dal mese febbraio a un
prezzo di circa 209 euro.
PEOPLE & MARKET / Dal 1 luglio 2011 andare al cinema costerà 1 euro in più per sovvenzionare l’industria cinematografica
Cinema: con 1 euro in più meno gente nelle sale?
È proprio vero che “la produzione cinematografica italiana” ha bisogno di essere sovvenzionata e non può sopravvivere con le proprie gambe senza aiuti?
di M. Dalli
A
nno nuovo, balzello nuovo. Il Governo ha approvato un emendamento al decreto milleproroghe
per prelevare 1 euro dal biglietto dei cinema, a carico dello spettatore, da versare nelle casse dello Stato. La proposta,
da cui sono esclusi solo i cinema parrocchiali, dovrebbe entrare in vigore il 1
luglio 2011 e durare fino al 31 dicembre
2013, per un incasso totale previsto di
135 milioni di euro. Il motivo di questo
aumento? Compensare le agevolazioni
fiscali alla produzione cinematografica,
perché il cinema è arte (e come tale
va sovvenzionato). Tralasciando il fatto
che il concetto di “arte” è abbastanza
soggettivo e alcune produzioni cinematografiche italiane non sono certo
dei capolavori artistici, non si capisce
come mai si continui a chiamarla “industria del cinema”, ma come tale non la si
tratti. Come tutte le industrie, infatti, anche il cinema dovrebbe essere in grado
di sopravvivere con le proprie gambe,
senza contare su aiuti statali che, gira
e rigira, finiscono sempre per pesare
sui cittadini. Tanto più che questo aumento di 1 euro sarebbe applicato a
tutti i film in proiezione, stranieri inclusi,
ma andrebbe a favore del solo cinema
italiano (e non delle sale cinematografiche nel complesso). La notizia ha
destato dal torpore l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS)
che, nella persona del suo presidente
Paolo Protti giustamente “sollecita al
governo un preciso impegno ad avviare immediate consultazioni e ogni
altra azione necessaria, allo scopo di
coinvolgere tutta la filiera che utilizza
il prodotto cinema nell’opera di
indispensabile sostegno a questa
fondamentale industria che anche in questo delicato momento
sta dando all’interno e all’estero
una delle migliori immagini del
Paese”. Il timore, non certo infondato, è che questo aumento
possa incidere negativamente
sull’afflusso di spettatori al cinema, con conseguenza gravissime
sulle sale cinematografiche e, di
riflesso, su tutta l’industria. Se andare
al cinema costerà di più, sempre meno
gente ci andrà (peraltro alimentando
ulteriormente la pirateria), portando
così alcune sale alla chiusura. A quel
punto cosa sovvenzioneremo?
Dammi il cinque!
Il tuo 5 per mille
può cambiare la vita
di molti bambini
prematuri.
E non ti costa nulla.
SOSTIENI AISTMAR Onlus con il tuo 5 per mille
Sui
moduli
CUD, 730
o Unico
scrivi
Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale,
delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute
che operano nei settori di cui all’art. 10, c. 1, lett a),
del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale
FIRMA
Mario Rossi
Ogni anno in Italia nascono 30.000 bambini prematuri,
di cui circa 5000 hanno un peso inferiore a 1500 gr.
Questi bambini hanno bisogno di cure, controlli
e assistenza per molti anni.
E anche i loro genitori hanno bisogno del tuo aiuto.
Le donazioni ad AISTMAR Onlus vengono
interamente impiegate per:
- l’assistenza delle gravidanze a rischio o patologiche
- la cura e il supporto al neonato prematuro
e alla sua famiglia nel percorso di sviluppo e crescita
Oppure puoi sostenere AISTMAR Onlus con versamenti su:
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• C/C Bancario: IBAN: IT 87 N 0351201619 000000003641
presso Credito Artigiano, Agenzia n°14 - Milano
........................................................................
Codice fiscale del
beneficiario (eventuale)
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FONDAZIONE IRCCS CA’ GRANDA - OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO
Dipartimento per la Salute delle Donna, del Bambino e del Neonato
U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale
via Francesco Sforza, 28 - 20122 Milano
Tutto il personale di AISTMAR Onlus è volontario. L’intero ricavato delle donazioni viene
impiegato in cure e assistenza ai neonati prematuri e patologici e alle loro famiglie.
AISTMAR Onlus
Associazione Italiana per lo Studio e la Tutela della Maternità ad alto Rischio
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
TEST / Il network audio system di Denon è votato ai giovani (non come economicità), al mondo Internet e alla musica liquida
p.30
Sistema CEOL: AirPlay e multimedia da Denon
Ha tutto: radio, lettore CD, porte USB e di rete per l’ascolto delle web radio e dei file in streaming e con 49 euro aggiorni il sistema ad Airplay
di R. Faggiano
S
i moltiplicano le offerte per chi
ha bisogno di un sistema audio
compatto ma già pronto per
raccogliere musica liquida dal web o
da un server casalingo. Questa proposta di Denon si presenta in completo
bianco opaco e non gli sembra mancare proprio nulla anche in tema di sorgenti tradizionali come compact disc e
radio FM.
Il display è piuttosto rigoroso, in bianco
e nero e senza giochi di luci colorate,
ben leggibile anche se fin troppo elaborato per le funzioni base. Sempre sul
frontale un comodo ingresso USB per
collegare chiavette di memoria con
contenuti musicali (Flac compresi) e
un ingresso minijack per qualsiasi altra
sorgente. Sul pannello superiore, invece, uno sportellino nasconde la contattiera per iPod o iPhone, le altre sorgenti
ormai obbligate per un moderno sistema stereo. Per il collegamento Internet
c’è la sempre consigliabile presa di
rete oppure l’antenna per il collegamento Wi-Fi. In uscita troviamo l’uscita
stereo e una dedicata a un eventuale
subwoofer.
Il telecomando è rifinito in colore bianco come il sistema ed è abbastanza
semplice da usare, seppure alcune
sequenze di comandi siano poco intuitive. Per molte funzioni è necessario seguire le indicazioni del display e aiutarsi
con il pesante libro delle istruzioni.
Con il modesto supplemento di 100
euro (al viceversa non modico prezzo
di listino di 699 euro del solo Ceol) si
possono avere anche i diffusori con
estetica coordinata al sistema, ma
la prova d’ascolto è stata effettuata
comunque anche con diffusori di migliore qualità. Per i dettagli tecnici del
sistema e dei diffusori vi rimandiamo
alla scheda tecnica. Segnaliamo che il
Denon Ceol è in tutto simile per caratteristiche e prezzo al sistema Marantz
M-CR603, dal quale si differenzia solo
per alcuni dettagli estetici.
A pagamento Apple Air PLay
Denon ha aggiunto con un nuovo firmware la funzionalità Apple AirPlay che
permette di inviare audio da iTunes o
dispositivi iOS tramite la rete domestica in modo davvero molto semplice.
Ciò che è tutt’altro che immediata è
la procedura di aggiornamento in sé
che è un po’ troppo macchinosa. L’aggiornamento infatti non è automatico
visto che la nuova funzionalità è a pagamento (49 euro). Il Denon mostra
la disponibilità dell’aggiornamento e
visualizza un codice denominato Upgrade ID di cui occorre prendere nota
insieme al seriale del dispositivo e l’indirizzo MAC della scheda di rete, codici
che troviamo sul retro dell’apparecchio. A questo punto occorre andare
sul sito www.denon-upgrade.eu e procedere all’acquisto dell’aggiornamento inserendo i codici di cui sopra oltre
ai nostri dati. Una volta completata la
procedura riceveremo una email che
ci avvisa che possiamo procedere con
lo scaricamento direttamente sul Ceol
del nuovo firmware. Il funzionamento
di AirPlay sul Denon è del tutto analogo a quanto abbiamo visto anche con
Apple TV. Essenzialmente i dispositivi
Sistema compatto Denon CEOL - 699 EURO
Quality
Longevity
Design
9
9
8
Apple o iTunes vedono il sistema audio
come dei diffusori aggiuntivi: avviata la
riproduzione su iTunes o dall’applicazione iPod di iPad e iPhone basta selezionare il Denon come uscita audio e la
riproduzione inizierà automaticamente (vedi il fimato in basso). Se il Denon
è spento ma collegato alla rete domestica, il sistema si accenderà automaticamente. Come visto anche con Apple
TV, AirPlay assume completamente il
comando del dispositivo, per anche se
è già attiva la riproduzione da un’altra
sorgente, il Denon passerà ugualmente
e instantaneamente allo stream AirPlay.
Nel caso di iTunes e applicazione iPod
il display del Denon visualizzerà anche
i metadati. Con lo streaming audio da
applicazioni di terze parti invece, l’audio funziona perfettamente ma non
vengono mostrate le informazioni.
Buon sistema, ma poco intuitivo
Come già accennato alcune impostazioni iniziali non sono intuitive e
l’aggancio del segnale Wi-Fi è lento,
Simplicity D-Factor
6
7
stessa cosa per l’analisi del contenuto
di eventuali server casalinghi. Macchinosa pure la ricerca delle web radio
preferite, molto meglio memorizzarle
subito se non si vuole perdere tempo
nella ricerca. Dopo questa premessa
però il Ceol si è comportato molto
bene con ogni sorgente dal punto di
vista dell’ascolto. I diffusori Denon probabilmente non sono il massimo delle
prestazioni, ma per 100 euro non ci si
può lamentare.
La gamma bassa non è molto profonda, ma la dinamica è buona e l’ascolto
può essere prolungato senza problemi.
Se però avete già altri diffusori di qualità o volete prestazioni migliori, il Ceol
sarà ancora all’altezza della situazione.
Anzi le sue doti vengono esaltate se
non si pretende troppo in ambienti di
grande cubatura.
Un sistema che rinnova la qualità del
marchio e in grado di non far rimpiangere sistemi con componenti separati,
seppure penalizzato da un prezzo di
listino non alla portata di tutti.
video
Il pannello posteriore è in grado di accogliere altri segnali audio da due
sorgenti analogiche e da una fonte con uscita digitale ottica. Ottimi i
morsetti per il collegamento dei diffusori, peccato che i cavi in dotazione
siano di sezione troppo piccola.
8
Value
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il
video che mostra il funzionamento del Denon CEOL N7
con AirPlay. Clicca qui per andare direttamente al video.
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
TEST / In prova il KDL-46HX 900 uno dei TV più interessanti della gamma Sony, offre contenuti tecnici avanzati e tanta multimedialità
p.31
Nero profondo, il Full LED non teme alcun confronto
Ottime immagini e colori brillanti per questo modello Sony con tecnologia local dimming e se volete anche il 3D, basta solo acquistare il kit opzionale
di P. Centofanti
L
a serie HX900 è quella tecnologicamente più interessante della
gamma Sony, offre il supporto al
3D, Motioflow a 400 Hz e soprattutto
ha una retrolilluminazione Full LED con
local dimming, capace di massimizzare il rapporto di contrasto e di garantire neri perfetti nelle scene più scure.
Questo modello offre inoltre tutte le
funzionalità multimediali degli ultimi
TV Sony tra cui i servizi di streaming di
Internet Bravia TV (a cui si sono recentemente aggiunti anche i contenuti di
RAI.tv), compresi i nuovi Qriocity Video
on Demand per il noleggio di film anche in alta definizione e Qriocity Music
Unlimited per l’ascolto in streaming
illimitato di un catalogo di circa 6 milioni di brani. C’è la compatibilità con
i dispositivi DLNA per la condivisione
di file multimediali e la possibilità di riprodurre foto, audio e video anche da
periferiche USB.
Design splendido
La serie HX900 ripropone il Monolithic Design che contraddistingue
tutta la nuova gamma Bravia di Sony:
da spento il TV è un elegante blocco
di cristallo nero lucido. A causa della
retro-illuminazione Full LED lo spessore non è ridotto come quello di un TV
LED Edge, ma l’HX900 è meno spesso
di quello che ci si aspetterebbe e comunque non riduce in alcun modo la
bellezza del design Sony.
Il TV supporta lo standard DLNA per la
riproduzione di contenuti multimediali dalla rete domestica, ma la compatibilità è più ampia a livello di formati
video dall’ingresso USB: in particolare
i file DivX vengono riprodotti solo da
periferiche USB; tramite DLNA sono
supportati solo AVCHD e MPEG-2. Il kit
per abilitare la modalità 3D è opzionale e comprende il trasmettitore IR da
collegare al TV. Da notare che senza il
trasmettitore il TV non viene nemmeno riconosciuto come 3D compatibile
dalle sorgenti.
Qriocity funziona molto bene
La serie HX900 non introduce particolari novità per quanto riguarda
i menù, l’interfaccia XrossMediaBar
è ormai una sorta di filo conduttore
per tutta la gamma Sony. I menù di
gestione del TV sono identici a quelli dell’NX810, di cui riproponiamo il
video, accessibile seguendo questo
link.
L’aspetto più interessante è costituito dalla funzionalità Bravia Internet
Video che propone l’accesso a contenuti in streaming sia video che
audio. L’aggiunta più interessante è
quella del portale RAI.tv per l’accesso
ad alcuni programmi RAI (ma non a
tutti quelli presenti sul rispettivo sito
web della TV pubblica nazionale).
Qriocity, il servizio riservato agli utenti Sony che consente di accedere (a
pagamento) allo streaming di musica
e al noleggio di film, funziona molto
bene. I film in HD sono disponibili al
prezzo di 5 euro, 4 euro il costo della
versione in standard definition, la musica è invece offerta in abbonamento
mensile, attualmente in offerta a 10
euro mensili, diventeranno 12 euro al
mese a partire da agosto. Per quanto
riguarda il menù di configurazione le
Connessioni - Il
TV offre 4 ingressi
HDMI (due laterali),
due ingressi SCART
e uno component,
porta VGA, slot
per moduli CI+.
Sul retro troviamo
la presa di rete,
la chiavetta Wi-Fi
è opzionale, ma
occorre tenere presente che abbiamo
una sola porta USB.
TV full LED Sony KDL-46HX900 - 3000 EURO
Quality
Longevity
Design
8
9
9
impostazioni video sono molto complete con parametri avanzati come
gamma e regolazione separata del
bilanciamento del bianco separati per
alte e basse luci. Il menù è in verità
un po’ dispersivo e non esattamente
intuitivo a livello di suddivisione dei
parametri, ma ci vuole poco per prendere dimestichezza. Unico appunto
che ci sentiamo di muovere, oltre a
una certa lentezza dell’interfaccia, è
l’impossibilità di forzare manualmente la ricerca di un aggiornamento del
firmware che avviene solo automaticamente quando il TV è in stand-by.
Nel nostro caso il TV non si è mai aggiornato all’ultima versione disponibile che era comunque segnalata sul
sito di supporto Sony. Alla fine è più
semplice scaricarlo dal sito e installarlo tramite chiavetta USB.
Simplicity D-Factor
7
9
Value
7
Colori brillanti, nero profondo
L’aspetto più interessante di questo
TV è costituito dall’utilizzo della tecnologia LED con local dimming che
permette di massimizzare rapporto
di contrasto e resa del nero, caratteristiche che trovano conferma immediatamente anche nei primi minuti di
visione. La resa con le scene più scure
è infatti superiore a quella di qualsiasi
TV con retroilluminazione trazionale o LED edge, ma anche a quella di
molti plasma. La precisione del local
dimming è naturalmente legata al
numero delle zone e alla grandezza
di ciascuna di queste: i LED non vengono controllati infatti individualmente ma a gruppi. Il risultato è che se si
visualizza un’immagine con un solo
punto luminoso su uno sfondo scuro,
video
Sul canale DDAYVideo di YouTube è stato pubblicato il video che mostra il funzionamento di Qriocity e della piattaforma Internet TV Sony. Clicca qui per andare al video.
segue a pag. 32
n. 19 / 21 febbraio 2011
estratto da www.dday.it
p.32
TEST
TV Sony KDL-46HX900
segue da pag. 31
intorno a questo si noterà un leggero
alone luminoso. Ma a parte queste situazioni particolari il funzionamento
della retroilluminazione dinamica è
molto buono e ottiene l’effetto voluto.
Unico vero neo è l’angolo di visione
che è sorprendentemente limitato:
basta spostarsi di poco dalla posizione
privilegiata centrale per scorgere aloni
e luce spuria.
I colori ci sono parsi molti brillanti e
intensi ma l’equilibrio cromatico è
comunque notevole e non si scivola
mai nell’artificioso. È molto buono in
generale il livello di dettaglio, anche se
bisogna avere l’accortezza di disabilitare l’overscan dal menù dedicato alle
impostazioni schermo che di default
è sempre attivo, per poter apprezzare
i contenuti Full HD in modo nativo. Ot-
tutte le imperfezioni delle trasmissioni digitali per lo più poco definite e
molto compresse. Il TV non accentua
particolarmente gli artefatti ma viste
le dimensioni dello schermo bisogna
mettere in conto una resa non proprio
esaltante dei normale programmi televisivi. Il processore video da questo
punto di vista fa dignitosamente il suo
lavoro con contorni morbidi e privi di
scalettature, ma non aspettatevi miracoli sul fronte del dettaglio.
Per la visione in 3D occorre tenere
conto del fatto che la funzionalità
come la retroilluminazione dinamica
e il Motionflow non sono attivabili.
Tra le funzionalità disponibili possiamo regolare l’entità dell’effetto 3D e
cambiare la compensazione dell’abbattimento della luminosità introdotto dagli occhialini. La profondità e la
definizione durante la riproduzione di
contenuti 3D nativi sono convincenti
tima la pulizia dell’immagine e la precisione delle sfumature, il nuovo processore video non sembra più accentuare
i contorni sempre e comunque come
accadeva su altri precedenti modelli.
Il Motionflow è in grado di interpolare
senza generare troppi artefatti, i contorni anche sulle carrellate più insidiose rimangono puliti e senza spiacevoli
sorprese. Il TV dispone di diverse impostazioni per questa funzionalità, che
accentuano o meno la “fluidità” delle
immagini. Disattivando il filtro - non
a tutti piace l’effetto che potremmo
definire “soap opera” - il pannello rivela
un tempo di risposta ancora non eccezionale, con qualche piccola scia sugli
stacchi molto contrastati e una lieve
perdita di definizione sui dettagli più
fini nel caso di scene molto concitate,
specie con materiale a 24 Hz, il più critico da questo punto di vista.
La visione dei canali TV si porta dietro
D5eanninsi
15
3
cm, 1
211
ma anche l’LCD Sony non è esente da
un po’ di cross-talk (l’effetto “doppio
contorno” dovuto alla sovrapposizione delle immagini per i due occhi)
che tende a rendere un po’ faticosa la
visione. Come altri TV Sony 3D, anche
in questo caso la polarizzazione degli
occhialini è tale per cui basta inclinare
il capo a destra o sinistra di poco per
perdere l’effetto 3D e vedere anche
un sensibile cambiamento dei colori
sul TV.
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