Carta dei Servizi 2013
“La Ricerca”
Associazione
ONLUS
Coordinamento del progetto
Donatella Peroni
Realizzazione a cura di
Ufficio Comunicazione
I dati riportati nella presente Carta sono aggiornati al 31 dicembre 2012
Rev. 02 del 31.01.13
La carta dei servizi viene aggiornata ogni due anni la prossima revisione è quindi prevista entro il 31.01.15
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SOMMARIO
Presentazione Associazione
Valori di riferimento
30 anni di storia
La struttura organizzativa
4
6
6
10
Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
Principi ispiratori della Metodologia
I servizi
Servizi di ascolto
Servizi educativi
Servizi di cura
12
12
13
15
18
22
Il Personale
I Soci
Gli operatori
Il Volontariato
32
32
32
33
Standard qualità impegni e programmi
Servizi erogati
Cosa chiediamo all’utente
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35
37
Meccanismi di tutela e di verifica
Gestione dei Reclami
38
38
3
Cos’è la Carta dei Servizi
L’Associazione “La Ricerca” ha adottato lo strumento della
Carta dei Servizi per offrire al cittadino uno strumento utile
ad orientarsi e accedere ai servizi erogati.
Attraverso questo documento l’Associazione intende informare i cittadini sui vari servizi offerti, evidenziare il livello di
professionalità e gli strumenti di verifica con cui rileva l’efficacia e l’efficienza dei servizi proposti.
La Carta dei Servizi infine esprime l’impegno dell’Associazione a rispettare le caratteristiche di qualità in un’ottica di
miglioramento continuo. Costituisce un’assunzione di responsabilità rispetto alle funzioni e al ruolo che l’associazione ricopre nella rete dei servizi alla persona.
Come è stata costruita
La Carta dei servizi dell’Associazione “La Ricerca “ è frutto
di un lavoro di confronto, responsabilizzazione e condivisione degli organismi direttivi, gli operatori, i volontari che
operano all’interno della associazione stessa.
Obiettivi
L’Associazione persegue nella stesura di questo documento
obiettivi di trasparenza, semplificazione e garanzia di qualità.
Impegni assunti e relative verifiche
Attraverso la stesura della Carta dei Servizi l’Associazione
“La Ricerca “ assume con il contesto sociale un impegno di
qualità e correttezza nella erogazione dei servizi attraverso:
 l’analisi e la raccolta dei bisogni emergenti
 la raccolta e l’analisi dei reclami e delle non conformità
segnalate
 verifica continua del raggiungimento degli standard di qualità previsti
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Diffusione
La carta dei servizi è diffusa a tutti i servizi che sono in contatto con l’ Associazione, agli utenti e a tutti i cittadini anche
attraverso la pubblicazione sul sito della associazione
www.laricerca.net
PRINCIPI FONDAMENTALI
1. Eguaglianza
L'erogazione dei servizi dell’ Associazione è ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti.
L'accesso e le regole riguardanti i rapporti tra utenti e servizi
erogati sono uguali per tutti senza nessuna distinzione per
motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione, opinioni
politiche ed estrazione culturale.
All’interno dei servizi viene garantita la parità di trattamento,
a parità di condizioni del servizio prestato, sia fra le diverse
aree geografiche di utenza, anche quando le stesse non
siano agevolmente raggiungibili, sia fra le diverse categorie
o fasce di utenti.
L'eguaglianza è intesa come divieto di ogni ingiustificata
discriminazione e non quale uniformità delle prestazioni sotto il profilo delle condizioni personali e sociali.
In particolare, l’associazione si impegna ad adottare le iniziative necessarie per adeguare le modalità di prestazione
del servizio alle esigenze degli utenti portatori di handicap.
2. Imparzialità.
I servizi della associazione sono ispirati nei propri comportamenti, nei confronti degli utenti, a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità.
In funzione di tale obbligo si interpretano le singole clausole
delle condizioni generali e specifiche di erogazione del servizio e le norme regolatrici di settore così come indicato dalla
certificazione di qualità.
3. Continuità.
L’associazione garantisce che i propri servizi siano erogati
in modo continuo, regolare e senza interruzioni, nell’ambito
delle modalità stabilite dalla normativa del settore. I casi di
funzionamento irregolare o di interruzione del servizio sono
espressamente regolati da prassi definite e concordate con i
servizi invianti. In questi casi l’associazione ha stabilito delle
prassi volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile.
6. Efficienza ed efficacia.
I servizi gestiti dall’ Associazione sono erogati in modo da
garantire l'efficienza e l'efficacia; adottano inoltre le misure
idonee al raggiungimento di tali obiettivi.
Associazione “La Ricerca” - ONLUS
Stradone Farnese 96 Piacenza
tel.0523/338710 - fax.0523/328903
email: [email protected]
4. Partecipazione.
La partecipazione del cittadino alla prestazione del servizio è
sempre garantita, sia per tutelare il diritto alla corretta erogazione del servizio, sia per favorire la collaborazione nei confronti dei soggetti erogatori.
L'utente ha diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano, in possesso dei servizi erogati dall’Associazione.
L'utente può produrre documenti e formulare suggerimenti
per il miglioramento del servizio.
I servizi gestiti dall’ Associazione sono dotati di strumenti
che oltre a raccogliere segnalazioni e proposte permettono
di dare riscontro circa le segnalazioni e le proposte formulate.
5. Rispetto e tutela delle informazioni
Viene assicurato il rispetto della persona in tutti i servizi che
l’Associazione gestisce direttamente o indirettamente, favorendo le condizioni per una buona relazione interpersonale
sul luogo di lavoro e di cura.
L’associazione garantisce la tutela della privacy secondo la
legge n° 196/2003, per tutte le informazioni relative agli
utenti e il rispetto della deontologia professionale del personale dipendente e volontario. Tutto il personale inoltre è tenuto al rispetto del codice etico adottato dalla associazione
stessa.
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Presentazione dell’Associazione
Costituita il 15/05/1980. Iscritta all’albo Regionale degli
Enti Ausiliari senza fine di lucro in data 28/09/1990 rep. n°
1675 (ai sensi art. 116 DPR 309/90 e delibera consigliare
Regione Emilia Romagna n° 1857/94); all’albo Provinciale
delle Associazioni di Piacenza di cui alla legge Regionale
10/95
Certificazione Sistema Qualità Aziendale UNI EN ISO
9001:2008/005: applicabile ai seguenti indirizzi “Progettazione ed
erogazione di servizi di gestione comunità terapeutiche e assistenziali per tossicodipendenti, mamme con bambini, comorbilità
psichiatriche, malati di aids, progettazione ed erogazione di servizi di counseling. Progettazione interventi formativi per la prevenzione primaria e l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati.” (EA 38f,37)
Associata:
F.I.C.T. (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche)
EURO-T.C. (Federazione Europea Comunità Terapeutiche)
C.E.A. (Coordinamento Enti Ausiliari Regione Emilia Romagna)
L’Associazione, persegue in modo esclusivo finalità di solidarietà sociale e svolge la propria attività prevalentemente
nel settore dell’assistenza sociale, socio sanitaria e della
prevenzione. Si occupa in particolare del recupero e reinserimento di giovani tossicodipendenti.
Sin dalla sua costituzione l’associazione ha prestato attenzione ai bisogni emergenti nella realtà sociale, diversificando e ampliando i servizi offerti al territorio e curando parallelamente la formazione e l'aggiornamento professionale
del personale che svolge la propria attività come dipendente o come volontario.
Si propone di essere un servizio nell'area del disagio, partendo dalla diffusione del movimento di opinione che na-
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sce da "Progetto Uomo", come proposta e possibilità per
chi vuole intraprendere un cammino di crescita umana.
L’Associazione si pone al servizio della persona e della sua
famiglia, inserita nel contesto sociale attivando percorsi preventivi, educativi e riabilitativi e all’interno di un sistema integrato dei servizi collabora con le istituzioni nella lettura dei
bisogni e nella programmazione degli interventi sia a livello
regionale sia a livello territoriale.
VALORI DI RIFERIMENTO
L’Associazione, ispirandosi a “Progetto Uomo” del Ce.I.S di
Roma (Centro Italiano di solidarietà) valorizza la centralità
della persona, il rispetto della sua integrità fisica e culturale,
dei suoi valori di interrelazione con gli altri, con particolare
attenzione alle situazioni di disagio sociale.
Individua l’auto-aiuto come metodo educativo sia personale
che di gruppo, rendendo le persone soggetto attivo del proprio percorso di crescita e cambiamento.
Riconosce preminente il coinvolgimento della famiglia intesa
come risorsa.
Identifica il lavoro di comunità come strumento educativo
con apertura verso esperienze innovative.
Promuove, forma e sostiene il volontariato, tenendo conto
della sua specificità e riconoscendo la sua funzione strutturale.
30 ANNI DI STORIA
1980
Nasce l’Associazione La Ricerca fondata da un
gruppo di volontari, persone “alla ricerca” di una rispo-
sta efficace ai problemi della solitudine e dell’emarginazione giovanile, guidate da Don Giorgio Bosini, che
ne è stato il primo presidente.
1982
L’Associazione decide di assumere la filosofia di Progetto Uomo come principio ispiratore dell’intervento:
alcuni volontari si formano per assumere preparazione
tecnica e professionalità educativa.
1984
Apre la prima comunità terapeutica per giovani tossicodipendenti a Tavernago, trasferita poi a Roncovero nel
1985.
1985
A Caorso si costituisce il gruppo di volontari “Amici del
CEIS”; questo esempio verrà negli anni esteso ad altri
territori (Carpaneto, Castelsangiovanni, Cortemaggiore.)
Nasce la CO.TE.PI. (Cooperativa operatori terapeutici
Piacenza) costituita da soci e dipendenti
Esce il numero zero della rivista dell’Associazione che
ne mutua il nome: “La Ricerca”;
La comunità terapeutica da Roncovero si trasferisce a
Justiano, e prende il nome “La Vela” per sottolineare la
situazione di quanti ci vivono: una navigazione difficile, a
volte drammatica, ma entusiasmante, alla ricerca della
propria dignità di persone.
1990/1993
Il Sinodo diocesano decide l’istituzione di una Casa
Accoglienza per persone malate di Aids, affidandone
la gestione all’associazione “La Ricerca”. Quando la
casa sarà inaugurata, nel 1993, presenzierà alla cerimonia anche il Presidente della Repubblica, Scalfaro.
1994
Nasce l’associazione P.A.Ce. (Persona Al Centro)
concepita per aggregare tutti i volontari, a supporto e
sostegno delle attività di servizio de “La Ricerca”.
1995
“La Ricerca” inaugura il Centro “Don Zermani” destinato ad accogliere i giovani che hanno terminato il programma di Progetto Uomo. Qui l’anno seguente viene
avviato un laboratorio protetto per persone con problemi
di inserimento sociale.
1996
A Justiano nasce la Comunità Luna Stellata che accoglie madri tossicodipendenti con i loro figli, un progetto
che mette al centro del proprio intervento la relazione
madre/bambino.
1998
Prende avvio la Comunità “Emmaus” per utenti in doppia
diagnosi (problemi di dipendenza patologica a cui si aggiungono complicanze di natura psichiatrica).
Viene costituita un’ area all’interno dell’Associazione per
la progettazione e la realizzazione di interventi di prevenzione in cui opera un’equipe multidisciplinare.
L’Associazione matura la consapevolezza della necessità di ampliare il proprio campo di ascolto e accoglienza
estedendolo ad altre forme di disagio e di fragilità, si
avvia perciò il centro di ascolto, consulenza e orientamento.
1999
Apre l’Ostello della gioventù “Don R. Zermani”.
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Presentazione dell’Associazione
2000
L’area Prevenzione si impegna nella gestire dei Centri
educativi e dei Centri di aggregazione giovanile rispondendo a richieste degli Enti Locali.
2001
L’associazione “La Ricerca” riceve la prima certificazione europea di qualità dei servizi, alla quale seguirà,
nel 2003, il Certificato internazionale di Qualità
Uni.En.Iso 9001/2000 che appunto certifica correttezza,
impegno nelle procedure a vantaggio del servizio svolto
in adeguamento alle nuove normative.
La Ricerca inizia il coordinamento di un progetto di
sportello immigrati nella Casa Circondariale di Piacenza.
Al Centro “Don Zermani” viene inaugurato un appartamento protetto, sede residenziale temporanea per persone tossicodipendenti in fase di reinserimento sociale.
2002
Nasce il Gruppo Diogene percorso ambulatoriale per
giovani poliassuntori i quali non è indicato il percorso residenziale in comunità.
2004
La rivista “La Ricerca” entra nelle scuole, diventando
canale di dialogo con gli studenti delle redazioni scolastiche delle scuole Secondarie Superiori di secondo
grado piacentine; viene avviato un progetto con il Coordinamento provinciale delle redazioni scolastiche che
inaugura un supplemento curato dagli studenti, “Giovani
Ricercatori”.
2005
Primo Concorso giornalistico tra Sogni e Realtà
che coinvolge i giovani delle scuole superiori di Piacen-
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za e Provincia.
2006
Apre la Casa “Il Raggio”, a Castelsangiovanni, che
accoglie persone in difficoltà psicosociale.
2007
Apre il “Centro di Couseling Piacenza”, un servizio di
prima risposta, accoglienza, orientamento e consulenza
aperto a tutti coloro che vivono situazioni di crisi personale, familiare e di relazione.
Il Centro d’Ascolto dell’area prevenzione viene ridefinito
come PAD (Punto Ascolto Dipendenze).
L’Associazione entra nel gruppo comunale denominato
“Server” (Servizio di verifica e riprogettazione) una
rete di enti pubblici e privati per la realizzazione del
coordinamento dei progetti nell’ambito della prevenzione.
Viene inaugurata la nuova sede della Comunità
“Luna stellata” che si trasferisce da Justiano a Piacenza.
2008
In collaborazione col centro missionario diocesano, l’Associazione segue un progetto di cooperazione internazionale in Brasile per la prevenzione della gravidanza in
donne adolescenti e per la cura di ragazze madri.
L’Associazione aderisce alla Ricerca PADDI “Studio
epidemiologico sulla comorbilità tra disturbi mentali e
disturbi correlati all’uso di sostanze (droghe e/o alcool)
nelle Comunità Terapeutiche italiane in collaborazione
con l’università Milano Bicocca e la Società Italiana di
Psichiatria.
L’Associazione accoglie la richiesta della Provincia di
Piacenza - Servizio Sistema Scolastico- per un intervento complesso di sostegno e valorizzazione del ruo-
lo educativo dell’insegnante nel biennio degli istituti
tecnici e professionali. Inizia l’attività degli sportelli
scolastici nelle scuole medie superiori
2009
Daniela Scrollavezza subentra a Don Giorgio Bosini
nella carica di Presidente dell’ Associazione.
L’Associazione collabora con la Caritas diocesana, con
l’Associazione Arcobaleno e con l’Istituto Figlie di S.
Anna per la gestione di due strutture: la casa di prima
accoglienza donne “Casa S. Anna”e la casa famiglia
“Dono di Maria”per donne in difficoltà.
La Provincia di Piacenza commissiona all’Area Comunicazione dell’Associazione La Ricerca la gestione della
redazione del Portale che promuove la comunicazione
fra le associazioni di promozione sociale piacentine
(190) e fra queste e il territorio:
www.provinciasolidale.pc.it
L’Associazione organizza due Convegni Nazionali: ad
Aprile “Doppia Diagnosi: valutazione, strumenti diagnostici e ruolo della famiglia nel processo riabilitativo” e a
Ottobre “Bambini, madri e vulnerabilità emotiva: percorsi
ed interventi comunitari e territoriali a sostegno delle
competenze emotive e genitoriali”.
2010
Riorganizzazione del centro attraverso una ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità.
In collaborazione con l’Associazione P.A.Ce. viene avviato il progetto Giovani e Volontariato in Valnure,
finanziato dalla Regione Emilia Romagna, per costruire
un collegamento tra le associazioni di volontariato in
Valnure (sede della Comunità “La Vela”), per coinvolgere i giovani della zona ed incentivarli alla scelta del volontariato.
Il comune di Borgonovo Val Tidone coinvolge l’Associazione La Ricerca nella realizzazione del progetto “Bus
della notte” per l’accompagnamento dei giovani nelle
discoteche della Val Tidone.
Stesura della Prima Carta dei servizi dell’Associazione
La Ricerca
2011
Celebrazione del trentennale dell’Associazione in
collaborazione con l’ Università Cattolica di Piacenza.
Una riflessione sui temi cronicità spiritualità e sussidiarietà attraverso lavori di gruppo misti operatori e volontari, confronto con esperti ed esperienze significative. Stesura del documento dell’ Associazione La Ricerca.
Il Nuovo Ufficio di Piano distretto di Levante in collaborazione con l’Associazione La Ricerca e l’Università
Cattolica avvia l’inserimento di figure psicopedagogiche di sistema negli istituti comprensivi .
Apertura dello sportello di Counseling HIV presso l’
Unità operativa Malattie infettive di Piacenza
Progetto Come in famiglia per coinvolgere le famiglie
come soggetti attivi sul territorio
Parte il gruppo Diogene 2 per le persone over 30
2012
Gilead Sciences assegna il premio nazionale Community Award Program al progetto Parliamone—Servizio di
counseling all’interno dell’UO Malattie infettive di Piacenza.
Il Primo dicembre in occasione della Giornata Mondiale
contro l’AIDS la casa Don Venturini lancia il Progetto di
prevenzione HIV nelle scuole.
R. Vecchioni su invito della Associazione incontra a
Piacenza le scuole superiori per la premiazione del concorso giornalistico “Tra sogni e realtà”
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Presentazione dell’Associazione
Enel cuore sceglie l’Associazione come esperienza
significativa a cui devolvere un finanziamento che sarà
destinato all’ apertura del nuovo modulo donne in difficoltà con figli.
LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
L’attuale organigramma implementato dal mese di aprile
2010, è il frutto di un lavoro di revisione dell’assetto organizzativo del centro, lavoro che il comitato esecutivo, eletto nel
luglio 2009, ha svolto in seguito all’avvicendamento alla presidenza dell’Associazione. Questa organizzazione è l’espressione di scelte strategiche che l’associazione ha approvato per raggiungere i seguenti obiettivi:

rendere più agevole il processo decisionale armonizzando pensiero strategico e operatività

costruire una rete che colleghi tutti i servizi: di cura,
educativi e di ascolto che fanno riferimento ad un unico
Responsabile dei Servizi con compiti di progettazione.
L’intento è quello di rendere facilmente recepibile il bisono che emergenel rapporto con le persone che si rivolgono al centro e quindi incentivare le opportunità di miglioramento e innovazione dei servizi per renderle più
adeguate alle esigenze attuali
curare
in modo particolare la crescita professionale e la
formazione delle persone dipendenti e volontarie, che operano all’interno dei servizi; persone che costituiscono la
risorsa su cui si fonda il presente ed il futuro del centro.
La figura che segue presenta l’attuale organigramma nominativo in modo che siano chiari i riferimenti per chiunque
abbia bisogno di rivolgersi all’associazione ed ai suoi servizi.
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Rapporti con
Associazione P.A.Ce.
e sviluppo del volontariato
Segreteria di Presidenza
Luigia Boldrin
Assemblea dei Soci
Comitato Esecutivo
Presidente
D. Scrollavezza
Comunicazioni
e Relazioni Esterne
P. Massari
Amministrazione
D.Deolmi
Gest. e Sviluppo
delle Risorse Umane
D. Peroni
Gestione Dati e Ricerca
Sociale
V. Menta
Progetto donne
F. Fagnoni
Responsabile volontari
C. Barabaschi
Direttore Generale
D. Scrollavezza
Strutture Immobiliari
C. Lisetti
Gestione Qualità
(Sicurezza, HACCP;
Privacy…)
D. Scrollavezza
Responsabile dei servizi
e sviluppo
della progettazione
M. Verderi
Casa Accoglienza
Don Venturini
F. Sali
Assistenza
domiciliare
Comunità Emmaus
A. Barbieri
Appartamento
protetto
Laboratorio
CT Luna Stellata
F. Cavazzini
CT La Vela
M. Madama
Gruppo Diogene
Appartamento
protetto
Servizi Educativi
A.Papagni
Centri educativi e
di aggregazione
Oratori
Formazione.
Progetti
Auto aiuto fam
Servizi di Ascolto
P. De Micheli
Counseling
Pad
Sportelli
Progetto NUP
Manutenzione ordinaria
Busca
Alimentari /contratti
B. Castellani
Appartamento
protetto
Appartamento
donne in difficoltà
Inserimento Lavorativo
A. Barbieri
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
L’Associazione esercita le sue attività negli ambiti della prevenzione, della formazione e della cura. In particolare:

Opera nel campo del disadattamento e dell’emarginazione svolgendo un’azione concreta a favore di coloro
che per ragioni e in forme diverse si trovano in situazioni particolarmente difficili

promuove iniziative volte alla realizzazione di condizioni
umane ed ambientali che favoriscano ove è possibile un
positivo inserimento nel contesto sociale;

sensibilizza l’opinione pubblica ai problemi del disadattamento e dell’emarginazione;

stimola enti ed istituzioni affinché operino scelte non
emarginanti.
PRINCIPI ISPIRATORI
DELLA METODOLOGIA
L'attenzione ed il rispetto della persona
Ogni servizio pur nella sua specificità nasce per rispondere
al bisogno della persona, con le proprie caratteristiche, la
propria storia, i propri bisogni. Questo principio si basa sulla
convinzione che ciascuno ha, al proprio interno, le risorse
per essere protagonista del proprio recupero. Propone perciò alle persone in difficoltà un percorso di crescita adeguato
alle esigenze personali. Ogni percorso è contrattato con la
persona e con la sua famiglia perché risponda alla sua particolare situazione storica.
Lo stile di “Progetto Uomo”
Progetto uomo è una proposta culturale che mette al primo
posto l’uomo nel rispetto delle differenze reciproche. Considera ogni persona come soggetto critico, autonomo e sociale, capace di progettualità e come individuo bisognoso di
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valori di riferimento. Nella convinzione che l’uso di sostanze è il sintomo di un disagio personale relazionale, i
servizi dell’Associazione si propongono di aiutare la persona a superare le difficoltà affinché possa essere in
grado di condurre una vita vicina alle proprie esigenze e
ai propri obiettivi.
La crescita personale avviene nella relazione con il gruppo, dove la persona può capire meglio il proprio problema
e sperimentare modalità nuove di relazione con gli altri,
anche trasferibili nella vita quotidiana.
La persona è considerata soggetto attivo rispetto al proprio trattamento di cui è direttamente responsabile insieme agli operatori. Il percorso non è uguale per tutti, ma è
un cammino creativo che tiene conto delle possibilità
individuali e delle risorse attivabili nel territorio di provenienza.
La rete sociale
Il lavoro di rete fa riferimento alla convinzione che la persona non vive da sola il proprio problema, ma coinvolge
nella propria storia le persone del contesto sociale di riferimento. Si tratta perciò di recuperare i legami familiari e
amicali che la persona considera significativi.
Il reinserimento sociale
Lavorare per il reinserimento sociale significa pensare a
progetti a termine rivolti all’acquisizione dell’autonomia e
a favorire la verifica delle competenze acquisite; significa
pensare ai percorsi in termini di sviluppo graduale di una
autonomia sociale, lavorativa e affettiva. Nell’ambito dei
percorsi residenziali sono previsti un servizio di orientamento al lavoro e l’attivazione di esperienze di lavoro
protetto per sperimentare e dove è possibile recuperare,
le abilità necessarie per trovare delle opportunità di inserimento lavorativo.
L’integrazione delle figure professionali
All’interno dei progetti sono previste tutte le figure professionali necessarie per il completamento dell’intervento,
nella logica che la persona va accolta nella sua globalità. Di
conseguenza il luogo privilegiato di progettazione diventa
l’equipe multidisciplinare composta da tutte le figure professionali che operano in quel progetto.
La logica della integrazione richiama la necessità di essere
un gruppo di lavoro che si confronta e si sostiene, che cresce insieme nelle scambio delle competenze professionali
reciproche. Il luogo dell’ intervento comune rimane sempre
la comunità come sistema in cui avviene il cambiamento e
ogni figura professionale si colloca dentro questo sistema
con la propria specificità, nella consapevolezza di essere
uno degli attori in pari dignità con tutti gli altri.
I tempi evolutivi del percorso
Ogni progetto prevede dei tempi di percorso che sono definiti da obiettivi individuali e di gruppo, ma che permettono di
chiarire quale meta la persona vuole raggiungere. Si tratta di
attivare un processo di cambiamento attraverso la definizione di obiettivi realisticamente raggiungibili e l’apprendimento
di comportamenti socialmente competenti.
Il rapporto con il Servizio pubblico competente
L’Associazione “La Ricerca” ha maturato e sostenuto nel
tempo una scelta di integrazione fra pubblico e privato sociale. Si ritiene infatti che da tale rapporto possa avere origine
un proficuo scambio di competenze e di conoscenze specifiche che permettano una più completa presa in carico della
persona. Tale rapporto è considerato necessariamente collaborativo ed assiduo per tutto il percorso dell’utente, dalla
fase di ammissione a quella finale di reinserimento nella rete
sociale.
Il lavoro con la famiglia
In tutti i percorsi è previsto un lavoro con i familiari, nell’ipotesi che il processo terapeutico e riabilitativo rivolto alla persona abbia maggiori possibilità di successo quanto più i familiari partecipano attivamente al processo stesso dal momento che la relazione familiare è la parte fondante il percorso di crescita di ognuno.
I SERVIZI
SERVIZI DI ASCOLTO
L’ASCOLTO è il cuore della relazione di aiuto, dove chi
ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi,
in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate,
punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno. I servizi dell’Associazione “La Ricerca” mettono l’ASCOLTO come valore primario del servizio.
Dall’ASCOLTO e dall’ACCOGLIENZA della persona conseguono altre funzioni specifiche:
1. Presa in carico delle storie di sofferenza e definizione di
un progetto mirato.
2. Orientamento delle persone verso una rilettura delle reali
esigenze e una ricerca di soluzioni adeguate.
3. Accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un cambiamento, mettendo in contatto la persona con
la rete dei servizi presenti sul territorio ed attivando tutte le
risorse possibili.

“Centro Couseling Piacenza”: prima risposta, accoglienza,orientamento e consulenza.

“PAD (Punto Ascolto Dipendenze)”: punto di ascolto
per ragazzi, adulti e genitori che vivono il problema della
dipendenza

Sportelli di ascolto nella scuola primaria e nelle
scuole medie di primo e secondo grado;

Gruppo di auto aiuto per i familiari: volto a sostenere
le famiglie all’inizio del percorso

Servizi in carcere: L’Associazione si occupa del coodinamento dello sportello di mediazione culturale e dello
sportello per detenuti tossicodipendenti,.
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
SERVIZI EDUCATIVI
Caratterizzano le proprie attività nel promuovere e diffondere
una cultura volta a formare ed orientare i giovani verso un’idea di ben-essere senza il ricorso a sostanze psicoattive per
affrontare la vita, i problemi, le relazioni. L’obiettivo dei nostri
interventi è di sostenere i processi di crescita, di prossimità e
di vicinanza valorizzando il raccordo tra soggetti educanti in
un ottica di promozione della comunicazione, dell’ascolto e
della relazione. Le proposte del nostro Servizio si declinano
in diverse azioni che coinvolgono vari contesti di vita dei giovani e dei loro adulti di riferimento

Interventi di formazione con adulti di riferimento
(genitori,insegnanti, allenatori, educatori …);

Gestione di spazi educativi e di aggregazione; organizzazione di eventi sportivi, laboratori e concorsi di teatro, musica, cinema,… per i giovani.

Realizzazione di attività mirate all’integrazione e alla
multiculturalità.

Gruppi di auto aiuto per i familiari”: accompagnamento volto a rafforzare il loro ruolo educativo.
I SERVIZI DI CURA
I servizi di cura si occupano delle persone che chiedono
aiuto o autonomamente o su invio dei servizi pubblici, per un
problema legato alla dipendenza da sostanze, persone che
per il loro percorso di recupero necessitano di un intervento
residenziale o non residenziale che richiede l’intervento continuativo e costante di personale specializzato. L’Associazione
in particolare gestisce una comunità terapeuticoriabilitativa, due comunità terapeutiche specialistiche (una
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per madri con figli, una per persone con comorbilità psichiatrica) e una casa di accoglienza per persone malate di AIDS.

Comunità Terapeutico riabilitativa “La Vela”: struttura residenziale il cui programma terapeutico “Progetto
Uomo” è finalizzato al raggiungimento della capacità di
astenersi autonomamente dall’uso delle sostanze e di
acquisire autonomia ed equilibrio sufficienti per un reinserimento nella società;

Servizio non residenziale “Gruppo Diogene”: rivolto
a giovani ed adolescenti il cui disagio è evidenziato da
comportamenti a rischio nell’assunzione di sostanze
stupefacenti, legali ed illegali.

Comunità Specialistica “Luna Stellata”: Comunità
madre-bambino residenziale, il cui progetto è strutturato
in un ottica altamente specialistica che pone al centro la
relazione tra madre e figlio.

Comunità Specialistica “Emmaus”: per persone che
presentano compromissioni psichiatriche associate
all’uso di sostanze; struttura residenziale il cui intervento educativo è volto a ripristinare uno stile di vita partecipante alla quotidianità che permetta la riacquisizione
delle autonomie adeguate alla persona e definite dal
progetto individuale pedagogico, terapeutico riabilitativo.

Casa di accoglienza “Don G. Venturini”: struttura
residenziale e progetto di assistenza domiciliare che
offre sostegno e assistenza socio-sanitaria caratterizzata da cura fisica, psicologica, sociale e spirituale. Combattendo la rassegnazione e la delega attua un progetto
educativo che valorizza i margini di autonomia e autogestione recuperando in ciascuna persona le capacità
residue e le opportunità di reinserimento lavorativo.

Percorsi formativi e di orientamento al lavoro e
“Laboratorio protetto” in cui vengono svolte varie attività, prevalentemente di assemblaggio.

L’intervento con la famiglia Ritenendo che il coinvolgimento della famiglia sia elemento fondamentale per un
migliore esito del trattamento vengono attivati percorsi
di sostegno alla famiglia in tutti i progetti. L’intervento
con la famiglia si realizza attraverso i gruppi settimanali
di auto aiuto, incontri tra famiglie-utenti e colloqui con
personale specializzato. Obiettivo di questo lavoro è
quello di dare sostegno al nucleo familiare nella relazione con il figli, individuare gli elementi di supporto che
permettano alla famiglia di affrontare possibili situazioni
di crisi, favorire ove è possibile la costruzione di un rapporto educativo di autonomia. L’intervento privilegia
una modalità orientata a supportare la famiglia durante
tutto il percorso, renderla consapevole del tipo di relazione che si è strutturata negli anni tra i vari componenti
del nucleo familiare in modo da definire insieme un percorso di cambiamento e accompagnarla sul piano della
gestione della relazione con il proprio figlio.
SERVIZI DI ASCOLTO
CENTRO
COUNSELING
PIACENZA
Via Lanza,2 – Piacenza
Il Counseling offre uno spazio di ascolto e riflessione, e presuppone l’interazione tra due persone nel quale esplorare
difficoltà relative ai processi evolutivi, fasi di transizione e
stati di crisi e rinforzare capacità di scelta e orientamento.
Il Counselor è una figura professionale con competenze
specifiche che aiuta a cercare soluzioni di specifici problemi
di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere
decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a sviluppare
risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza
personale su temi specifici.
A CHI SI RIVOLGE
Alla singola persona, alla coppia, all’adolescente, alla famiglia.
A chiunque si trovi momentaneamente con un dubbio rispetto ad una decisione o con un senso di malessere dovuto ad
un imprevisto o ad una situazione improvvisa.
FINALITÁ DEL CENTRO
Attivare tutte le risorse individuali per affrontare problemi
specifici, momenti di disagio esistenziale e/o relazionale di
crisi della persona o di un gruppo di persone. L’intervento
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
specialistico mira all’ampliamento della consapevolezza
dell’esistenza di aree problematiche non croniche e al superamento dello stress emotivo prodotto da perdite o da indecisione, ambiguità e confusione rispetto ad alcune scelte importanti (separazione coniugale, scelte scolastiche e professionali, gestione del ruolo genitoriale …). Favorisce il soggetto a migliorare la conoscenza di sé e la propria autostima.
COME FUNZIONA
Il percorso è breve e conta in media al massimo dieci colloqui. I primi tre colloqui sono gratuiti.
QUALITÁ DEL SERVIZIO
- Professionalità: i colloqui sono tenuti da Counselor professionisti. Il counselor professionista ha conseguito uno specifico diploma al seguito di un corso di almeno tre anni presso
scuole, enti, istituti o centri di formazione, coordinati da associazioni nazionali che ne accreditano il percorso formativo.
Il counselor è esperto in: accoglienza, ascolto, comunicazione, problem solving, orientamento.
- Il monitoraggio del servizio erogato attraverso la somministrazione, la raccolta e la successiva analisi di un questionario di valutazione Cliente effettuata al termine dei colloqui.
- Il controllo del processo di erogazione del servizio di consulenza viene effettuato semestralmente attraverso la valutazione del numero degli esiti positivi (obiettivi raggiunti concordati con il cliente), sul numero dei clienti raggiunti.
Il Centro si avvale di un Supervisore esterno del Centro Jesuit Encounter di Genova.
PROGETTI DEL CENTRO COUNSELING
“Parliamone” – Servizio di Counseling all’interno dell’Unità
di Malattie infettive di Piacenza con destinatari familiari o
pazienti con hiv positivo
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Gruppo per genitori di bambini 1-3 anni
Gruppo di gestione delle emozioni per adulti con tecniche di
psicodramma
Gruppo di auto-mutuo-aiuto nella fase del lutto
COME CONTATTARCI
Telefono fisso: 0523.755481
Telefono cellulare: 346.6747609
E.mail: [email protected]
ORARI DI APERTURA
Il centro è aperto al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle
15:00 alle 18:00.
Tutte le mattine è attivo il servizio di segreteria telefonica
presso il quale è possibile lasciare il proprio recapito con il
quale sarete richiamati dall’operatore il pomeriggio stesso.
.
SPORTELLI
DI ASCOLTO
NELLE SCUOLE
Stradone Farnese 96- Piacenza
A CHI SI RIVOLGONO
Singoli studenti, insegnanti, genitori, personale ATA, le cui
modalità di accesso saranno concordate con i singoli Istituti
Scolastici.
COSA SONO
Punti di ascolto e consulenza all’interno della scuola la cui
frequenza, durata e modalità di accesso è concordata con il
singolo Istituto.
FINALITA’
Il Servizio offre un supporto rispetto a difficoltà relative alla
vita scolastica (motivazione allo studio, orientamento scolastico, rapporti con i compagni o con gli insegnanti) e alla
sfera più personale (familiare, affettiva..), che, tempestivamente affrontate, possono evitare di compromettere il benessere della persona.
Si propone un percorso che porti la persona ad un miglioramento emotivo e razionale e ad una maggiore consapevolezza del proprio problema, sostenendola nell’individuazione
delle strategie per affrontarlo e accompagnandola verso la
soluzione.
QUALITA’ DEL SERVIZIO
Stretto raccordo tra sportello e scuola. Lavoro di rete
con le famiglie e i servizi territoriali
Garanzia di privacy
COME CONTATTARCI
Associazione La Ricerca – Servizio di Ascolto
Tel 0523 338710 Fax 0523 328903
E.mail [email protected]
“PUNTO D’ASCOLTO
DIPENDENZE”
(P.A.D.)
Stradone Farnese 96-Piacenza
CHE COS’E’
Sportello di ascolto specificatamente rivolto alle persone che
direttamente o indirettamente incontrano problematiche legate all’uso di sostanze stupefacenti. Orienta e sostiene le persone che utilizzano sostanze nell’analisi del problema e nella
ricerca di possibili soluzioni. Fornisce strumenti e occasioni
di confronto per raggiungere un’adeguata consapevolezza
della problematica della tossicodipendenza. Offre informazioni per cogliere i segnali che talvolta sono indicatori di una
situazione di disagio e/o di un’assunzione di sostanze stupefacenti. Individua una risposta idonea al bisogno espresso e
indirizza la persona verso i servizi competenti presenti nel
territorio.
A CHI SI RIVOLGE
Giovani, genitori, educatori, insegnanti.. Chiunque si trovi ad
affrontare situazioni relative alla dipendenza da sostanze.
COME FUNZIONA
Colloqui individuali o di gruppo.
Il PAD è aperto: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30 e
dalle 14.30 alle 17.30.
Il servizio è gratuito.
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
QUALITÁ DEL SERVIZIO
Celerità nella risposta: il colloquio o la consulenza avviene
entro 48 dalla richiesta
Assoluta riservatezza e tutela della privacy.
PER INFORMAZIONI O APPUNTAMENTI:
Vieni a trovarci in Stradone Farnese, 96 – Piacenza
o telefona al numero 0523.338710
Cell 3463168759
E-mail [email protected]
successivo alla prima telefonata viene tutelata
riservatezza e tutela della privacy.
l’assoluta
PER INFORMAZIONI O APPUNTAMENTI:
Vieni a trovarci in Stradone Farnese, 96 – Piacenza
Telefona al numero 0523.338710 (Punto di ascolto)
SERVIZI EDUCATIVI
INTERVENTI
NELLE SCUOLE
GRUPPO DI
AUTO AIUTO
PER I FAMILIARI
Stradone Farnese 96-Piacenza
CHE COS’E’ è un gruppo di auto aiuto volto a sostenere le
famiglie all’inizio del percorso ha una funzione di accoglienza, motivazione al cambiamento delle dinamiche familiari e
preparazione al successivo inserimento dei genitori all’interno dei gruppi di auto-aiuto. La durata prevista è di 2 mesi.
A CHI SI RIVOLGE a quelle famiglie che vogliono parlare
con altre famiglie delle problematiche relative al tema della
dipendenza o perché hanno direttamente o indirettamente
contatti con il problema
COME FUNZIONA il gruppo si trova ogni settimana il martedì dalle 18.00 alle 19.30
QUALITÁ DEL SERVIZIO è possibile accedere al gruppo
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COSA SONO Percorsi articolati in 4 incontri, della durata di 2
ore scolastiche ciascuno, a cadenza settimanale.
A CHI SI RIVOLGONO Gruppi classe in Istituti di istruzione
Secondaria di Primo e Secondo grado.
CONTENUTI
Date le peculiarità delle differenti fasce d’età degli studenti, il
Servizio propone due distinti cataloghi di moduli formativi:
“Mediamente”, per la scuola secondaria di primo grado, e
“Giovani in…formazione”, per la scuola secondaria di secondo grado.
Tutti i percorsi affrontano i nodi problematici che caratterizzano la vita degli studenti nelle diverse fasce d’età (preadolescenza, adolescenza): la conoscenza di sé e l’autostima, le difficoltà relazionali coi pari e il conflitto con le figure
adulte di riferimento, il bisogno di appartenenza al gruppo,
l’affettività-sessualità, la motivazione, le dipendenze, …
QUALITÁ DEL SERVIZIO
Partecipazione e coinvolgimento degli insegnanti nelle
fasi di progettazione e verifica.
Programmazione personalizzata di percorsi, fuoricatalogo, rispondenti a bisogni specifici.
Metodologia: ricorso a tecniche animative ed esperienziali,
mirate al coinvolgimento attivo degli studenti e alla loro formazione.
Per richiedere i cataloghi o per maggiori informazioni
RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizi educativi
Tel 0523 338710
Fax 0523 328903 E.mail [email protected]
_ “Un pianeta in movimento”
_ “Famiglie e legalità”
Inoltre è possibile programmare con l’equipe, incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati fuori-catalogo.
QUALITA’ DEL SERVIZIO
La metodologia di lavoro alterna momenti teorici/frontali a
momenti più interattivi/esperienziali, promuove uno spazio
sia di formazione che di riflessione e confronto con altre
esperienze di vita familiare, in un’ottica di auto-aiuto e valorizzazione reciproca delle risorse
Per richiedere i percorsi o per maggiori informazioni
RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione
Tel 0523 338710 Fax 0523 328903
E.mail [email protected]
FORMAZIONE
ALLE FAMIGLIE
A CHI SI RIVOLGE Genitori, con percorsi differenziati rispetto all’età dei figli (pre-scolare, pre-adolescenza, adolescenza).
FORMAZIONE
AGLI INSEGNANTI
FINALITA’ Sostenere il ruolo educativo dei genitori. Creare
occasioni di riflessione e di condivisione di esperienze personali e tra famiglie. Attivare una forma di sostegno reciproco nel perseguimento dei compiti genitoriali.
A CHI SI RIVOLGE Insegnanti di ogni ordine di scuola
TEMATICHE I percorsi rivolti alle famiglie sono:
_ “Famiglie in dialogo”
_ “Non più piccolo non ancora grande”
FINALITA’ Riflettere sull’importanza educativa connessa al
ruolo di insegnante; Prendere consapevolezza del proprio
stile educativo/relazionale; Favorire l’esplicitazione delle
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
difficoltà incontrate nella relazione; Riflettere sui processi
che entrano in gioco nell’apprendimento.
PUNTO DI FORZA
Il percorso favorisce occasioni di confronto e dialogo tra
docenti per un’analisi delle problematiche educative anche
in un’ottica di supervisione.
TEMATICHE Le proposte sono contenute all’interno dei
percorsi:
“Comunicando con i giovani”
“Dal confronto al dialogo”
Normalmente si articolano in 6 incontri della durata di 2 ore
ciascuno. Inoltre è possibile programmare con l’equipe,
incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati
fuori-catalogo.
Per richiedere i percorsi o per maggiori informazioni
RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione
Tel 0523 338710 Fax 0523 328903
E.mail [email protected]
FORMAZIONE
NELLE PARROCCHIE
E NELLE ALTRE
AGENZIE EDUCATIVE
A CHI SI RIVOLGE Gruppi di
adulti di riferimento educativo (educatori professionali, educatori parrocchiali, allenatori,…),
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FINALITÁ Favorire la consapevolezza rispetto al ruolo di
educatore e alla propria modalità di coinvolgimento nella
relazione educativa; Fornire strumenti pratici di riconoscimento di modalità comunicative e dinamiche di gruppo;
Creare occasioni di riflessione sui momenti di conflitto e fornire strumenti di rielaborazione costruttiva; Favorire un’attenta lettura dei bisogni dei giovani; Offrire tecniche di conduzione di gruppo di tipo esperienziale che favoriscano la partecipazione ed il coinvolgimento dei ragazzi.
CONTENUTI si propongono i seguenti percorsi:
_ “Con un prima e con un poi”
_. “Voce del verbo esserci”
_. “Crescere in squadra”
È inoltre possibile programmare con l’equipe, incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati fuori-catalogo.
Per richiedere i cataloghi o per maggiori informazioni
RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione
Tel 0523 338710 Fax 0523 328903
E.mail [email protected]
PROGETTI
DI AGGREGAZIONE
FINALITÁ Promuovere momenti di benessere attraverso lo
sviluppo della partecipazione e del
protagonismo giovanile; Offrire ai giovani la possibilità di
sentirsi responsabili e valorizzati all’interno della comunità;
Favorire la creazione di spazi di dialogo e scambio con il
mondo adulto e le istituzioni;
Valorizzare il legame sociale, riconoscendo nel gruppo il
luogo privilegiato di scambio e rielaborazione dei vissuti.
SERVIZI OFFERTI Gestione di spazi educativi e di aggregazione; Organizzazione e realizzazione di eventi sportivi
affiancati da contenuti educativo formativi; Organizzazione e
realizzazione di laboratori di teatro, cinema, musica …,
con la finalità di sviluppo nei giovani di senso critico rispetto
ad una tematica centrale affrontata; Organizzazione e realizzazione di attività mirate all’integrazione e alla multiculturalità. Promozione al volontariato e all’impegno civile.
QUALITÁ DEL SERVIZIO
Da oltre 15 anni il Servizio ha attivato un’equipe multidisciplinare composta da un Coordinatore, diversi educatori professionali, psicologi, laureati in scienze della formazione e della
comunicazione per rispondere alle diverse richieste di sostegno e formazione educativa del mondo della scuola.
Tutte le attività di formazione rivolte alla scuola secondaria
di primo e secondo grado (studenti, insegnanti e famiglie)
sono certificate dal Sistema Qualità Uni En Iso 9001:2008
sia per i processi relativi al Cliente e alla Progettazione del
Servizio, sia per i processi di erogazione del Servizio.
I monitoraggi di misurazione dei servizi erogati sono effettuati attraverso la somministrazione, la raccolta e la successiva analisi dei questionari di valutazione e gradimento dei
partecipanti e dei Committenti.
La corretta erogazione del servizio, l’andamento delle misurazioni riferite al processo di efficienza ed efficacia, l’elaborazione dei questionari, sono oggetto dell’attenzione della
direzione nel riesame direzionale, per la ridefinizione delle
politiche e degli obiettivi annuali.
Esperienza e professionalità: da un decennio l’Associazione sostiene progetti di aggregazione che mettano al
centro la persona, puntando su relazioni autentiche, significative e costanti nel tempo.
La metodologia di lavoro alterna momenti teorici/frontali
a momenti più interattivi/esperienziali, promuove uno spazio sia di formazione che di riflessione e confronto con
altre esperienze di vita, in un’ottica di auto-aiuto e valorizzazione reciproca delle risorse
Partecipazione e coinvolgimento degli insegnanti ed
educatori nelle fasi di progettazione e verifica dei progetti.
Programmazione personalizzata di percorsi, fuoricatalogo è possibile strutturare percorsi rispondenti a bisogni specifici.
Metodologia: ricorso a tecniche di animazione ed esperienziali, mirate al coinvolgimento attivo delle persone
(studenti, educatori, genitori, insegnanti) nella loro formazione e crescita umana e professionale.
Per richiedere per qualsiasi informazione sull’attività in
campo educativo, formativo e dell’animazione nelle scuole,
nelle parrocchie o i cataloghi dei percorsi rivolti alle famiglie, agli insegnanti e agli educatori,
RIVOLGITI A:
Associazione La Ricerca – Servizi educativi di prevenzione
Tel 0523 338710 Fax 0523 328903
E.mail [email protected]
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
SERVIZI DI CURA
COMUNITA’
TERAPEUTICA
“LA VELA”
Loc. Justiano di Vigolzone
(PC)
Accreditata come comunità terapeutico riabilitativa dalla
Regione Emilia Romagna
Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n.
15367 del 30/11/2012
CHE COS’E’ Struttura Terapeutico-Riabilitativa residenziale,
il cui programma terapeutico- educativo “Progetto Uomo” è
finalizzato al raggiungimento della capacità di astenersi autonomamente dall’uso delle sostanze e di acquisire autonomia ed equilibrio sufficienti per un reinserimento nella società.
A CHI SI RIVOLGE La comunità La Vela offre oggi un
programma terapeutico-educativo per utenti maggiorenni tossicodipendenti e/o alcolisti. L’intervento, in particolare, si è evoluto nel rispetto delle esigenze del territorio e del
contesto sociale odierno, che vede significativi cambiamenti
nell’esperienza tossicomanica: in particolare si evidenziano
mutamenti nel mercato delle sostanze stupefacenti (sempre
22
più globalizzato, normalizzato), nell’età di primo uso e abuso
(sempre più precoce), nel tipo di sostanza prevalente e nella
modalità di assunzione (sempre meno frequente l’uso per
endovena, con evidenze sul numero di giovani assuntori di
eroina e poli-assuntori)
A seguito di quanto detto, negli ultimi due anni si è revisionato il progetto terapeutico, focalizzato in particolare
al target 18-25 anni, caratterizzato da indicatori quali:
bisogni evolutivi caratteristici, analfabetismo emotivo con
disagi e disturbi in fase evolutiva, ruolo della famiglia nella
fase di completamento del sé.
Di conseguenza, si sono identificati alcuni elementi su
cui si fonda l’iter terapeutico: la definizione di un assessment e di una diagnosi strutturale iniziale, la relazione terapeutica individuale, un continuo confronto con un gruppo di
pari significativo. La comunità quindi si configura come luogo in cui è possibile sperimentare relazioni e vedere accolte
le proprie incompetenze emotive, sociali e affettive e osservando il percorso di vita nel suo evolversi, al di là di abbandoni, ricadute e rientri.
QUALITÁ DEL SERVIZIO
La revisione del progetto, a cui ha contribuito un lavoro
di supervisione, ha così tenuto conto di alcune novità
che oggi qualificano il servizio:

una equipe multidisciplinare composta da figure quali
educatore professionale, psichiatra, assistente sociale,
medico, psicoterapeuta familiare e psicologo.

un intervento integrato tra comunità e servizio inviante,
che possa garantire continuità al paziente prima, durante e dopo il percorso comunitario

l’individuazione di una figura (interna o esterna) che
abbia possibilità di aprire un canale emotivo con il pa-
ziente e che resti tale per tutta la durata del percorso

la revisione continua della gestione delle dinamiche
del gruppo, dei i comportamenti in relazione alle delle
caratteristiche dell’utenza l’osservazione di possibili
pattern di comportamento già sperimentati

la possibilità della psicoterapia individuale, come facilitatore e acceleratore di processi di cambiamento

il monitoraggio degli aspetti psicopatologici in evoluzione e delle eventuali terapie farmacologiche sintomatiche
COME FUNZIONA
Durante il percorso ogni utente e’ affidato ad un operatore
di riferimento che funge da case manager in sinergia con il
servizio territoriale di riferimento. Sono possibili colloqui
con il consulente psichiatra e il coinvolgimento della famiglia seguita dalla psicoterapeuta familiare della struttura.
Un medico di base, inoltre, si occupa del monitoraggio
delle condizioni sanitarie.
Il percorso terapeutico è organizzato in 3 fasi:
OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE durata 3 mesi; l’utente è inserito in un percorso strutturato e organizzato con
colloqui e gruppi: educativi, organizzativi, terapeutici e corporei, mirati ad una prima osservazione di tre indici significativi (esperienza tossicomanica, storia familiare, condizione socio-affettivo-relazionale) abbinati al monitoraggio
educativo quotidiano. Sono previsti inoltre colloqui sistematici con lo psichiatra e test psicodiagnostici, uscite di socializzazione, attività sportive, ludiche, culturali e artistiche
condotte da volontari. Si prevede inoltre il coinvolgimento
della famiglia attraverso la partecipazione ai gruppi di auto
aiuto e incontri periodici di verifica con una psicoterapeuta
familiare. Al termine di questa fase, si concorda con l’utente,
la famiglia e il Servizio referente un piano di trattamento
individualizzato, con modalità e tempi flessibili, basato sulle
risorse e criticità emerse in osservazione
TERAPEUTICA, durata variabile da 3 a 12 mesi; con i medesimi strumenti della fase precedente, l’utente elabora e
affronta in tempi e modi individualizzati le aree previste nel
piano di trattamento. La fase terapeutica nel suo complesso
affronta 5 moduli terapeutici riguardanti : la prevenzione
della ricaduta, la famiglia, l’affettività, la socializzazione, la
costruzione di un progetto di inserimento lavorativo. Ogni
singolo utente, secondo i propri obiettivi personali, le proprie
caratteristiche, risorse e criticità, può partecipare a tutti i 5
moduli o solamente ad alcuni di essi, con conseguente dilatazione o restringimento dei tempi di permanenza nel percorso di comunità
REINSERIMENTO, mirata alla graduale maturazione di un
autonomia personale, durata non inferiore a 6 mesi suddivisi
in tre sotto fasi di durata variabile.
Sono previsti in questa fase: l’inserimento in uno stage lavorativo presso aziende/esterne o in corsi professionali, gruppi
settimanali con l’educatore, possibilità di colloqui con lo psichiatra, incontri periodici di verifica con i familiari, uscite di
socializzazione e verifica esterni alla comunità (con familiari,
amici o volontari). Successivamente è possibile per l’utente
sperimentarsi in situazioni di sempre maggiore autonomia
attraverso l’ inserimento in un appartamento protetto esterno
alla struttura, in una abitazione autonoma o presso la famiglia di origine.
MODALITÁ D’ACCESSO
Contattare la Struttura per poter fissare un colloquio di valutazione d’idoneità. È necessaria la presa in carico di un servizio pubblico committente.
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
RIVOLGITI A:
Comunità Terapeutica “La Vela”
Tel e : 0523.875211Fax 0523 076140
e.mail: [email protected]
IL NUOVO PERCORSO
“DIOGENE”
CHE COS’è DIOGENE è un percorso psico-educativo e
animativo progettato, organizzato e strutturato in base alle
nuove evidenze provenienti dal territorio e dalle esigenze di
un sempre maggior numero di assuntori di sostanze stupefacenti e alcool.
L’evoluzione dell’uso di sostanze e della modalità di assunzione, contemporanea allo sdoganamento e alla normalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti, con la conseguente illusione del controllo e della gestione della dipendenza, ha portato all’emersione di un’ampia fascia di adolescenti con problematiche legate all’abuso di stupefacenti;
questi stessi spesso non entrano in contatto con agenzie di
sostegno e supporto della loro condizione di “consumatori”,
con il pericoloso procrastinarsi del primo ingaggio e intervento terapeutico.
Nella convinzione che in questa fase della vita, così importante per la costruzione della personalità e delle modalità
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relazionali adulte, sia fondamentale un supporto psicoeducativo e una rete di sostegno socio-relazionale, si è così
ideato un nuovo percorso che possa essere un’utile risposta
alle richieste implicite del contesto attuale.
E’ altrettanto evidente, inoltre, come il gap tra la condizione
degli utenti giovani che necessitano un intervento residenziale e coloro che possono giovarsi di un percorso territoriale
non sia così marcato e definitivo: da questo emerge la necessità di un progetto terapeutico comune e condiviso
con la COMUNITA’ TERAPEUTICA LA VELA.
Allo stesso tempo, è emerso un aumento del bisogno di accoglienza e ascolto negli adulti consumatori in particolare di
alcool e cocaina; per questo si sono strutturati tre gruppi
divisi per fascia di età e sostanza prevalente.
Il progetto viene così a strutturarsi non solo come un valido
supporto ad un evoluzione positiva nella costruzione del Sé,
ma anche come possibile veicolo verso altri progetti terapeutici individualizzati.
Il percorso, infatti, entra in stretta connessione con l’esperienza del Servizio Inviante e con i processi della Comunità
Terapeutica, al fine di strutturare iter terapeutici individuali,
flessibili e passibili di revisione durante le fasi che si succedono.
A CHI SI RIVOLGE: Il gruppo DIOGENE ZERO si rivolge
a giovani (15-18 anni) consumatori di alcool / cannabis
Il gruppo DIOGENE UNO si rivolge a giovani (18-30 anni)
consumatori di sostanze stupefacenti
Il gruppo DIOGENE DUE si rivolge a persone in età più
avanzata ( over 30 anni)consumatori di alcool-cocaina
Persone che non necessitano di un intervento residenziale
per la presenza di una sufficiente rete di sostegno familiare
e/o territoriale, buona resilienza rispetto al contesto di abuso, eventuale mantenimento dell’occupazione lavorativa o
scolastica, assenza di franche compromissioni psichiatriche
Viene proposta un’eventuale differenziazione degli interventi
per soggetti con caratteristiche specifiche (possibilità di
interventi individuali, e/o di gruppi specifici)
intossicazione, oltre che la situazione contestuale e familiare.
Qualora la persona venga ritenuta idonea, entra a far parte
del NUOVO PERCORSO DIOGENE
LE FASI DEL PERCORSO
1. La presa in carico della persona
Le richieste di presa in carico giungono solitamente attraverso il Punto Accoglienza Dipendenze, gli sportelli nelle scuole, la famiglia, l’utente stesso, il centro di counseling, il Servizio per le dipendenze Sert
In questa fase è fondamentale che la persona o la famiglia
ricevano accoglienza e ascolto; è in questo contesto che si
crea una relazione preliminare con la persona
2. L’ accettazione
Una volta valutata la possibilità di inserimento in un percorso
di cura, la definizione della proposta terapeutica:
DEVE NECESSARIAMENTE PASSARE ATTRAVERSO LA
VALUTAZIONE DEL RESPONSABILE COORDINATORE
DEL PROGETTO (Dott. Mauro Madama)
Per accedere al percorso, infatti, è necessario effettuare
almeno un colloquio di accettazione, ed entrare eventualmente in contatto con un Servizio Territoriale
La prima valutazione iniziale, viene infatti condivisa con il
Ser.T. di riferimento se si ritiene utile il coinvolgimento del
Sert
* è possibile che in alcuni casi particolari (giovani che non
vogliano essere segnalati o inseriti nel circuito dei Servizi
Territoriali, o che necessitino di un tempo maggiore per elaborare il significato della presa in carico del Servizio) il contatto con il Ser.T possa avvenire in un secondo tempo, permettendo comunque l’adesione al percorso
* è inoltre possibile l’ingresso in forma privata, senza il coinvolgimento del Sert
Verranno quindi valutati il profilo psico-sociale ed il livello di
3. La fase di osservazione.
Della durata di 3 mesi, l’utente partecipa ad attività strutturate e libere, che contribuiscono ad evidenziare le caratteristiche critiche e le risorse della persona, e a favorire il (ri)
emergere di interessi e stimoli positivi. In particolare, questa
fase si struttura con: un gruppo educativo settimanale, due
gruppi mensili su tematiche specifiche (famiglia, relazioni
socio affettive ….), momenti di animazione, incontri periodici
con il servizio inviante, intervento di sostegno e gruppi di
auto aiuto per i familiari
4. La fase terapeutica
In questa fase, della durata di 3 mesi, l’utente partecipa ad
attività strutturate e libere, che contribuiscono ad evidenziare
le caratteristiche critiche e le risorse della persona, e a favorire il (ri)emergere di interessi e stimoli positivi. In particolare,
questa fase si struttura con:
1 gruppo educativo settimanale (con temi riguardanti la
famiglia, le relazioni socio-affettive, il lavoro)
2 momenti animativi mensili strutturati da un calendario
semestrale (uscite, gite, partecipazione a eventi, seminari
ecc.)
colloqui periodici con i referenti del Servizio Inviante se
coinvolto
intervento di sostegno ai familiari (parent training e incontri periodici di verifica con l’utente)
un gruppo multifamiliare mensile per genitori e ragazzi
condotto dalla psicoterapeuta familiare e dall’educatore
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Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
incontri periodici di verifica tra i referenti territoriali e l’educatore del Nuovo Percorso Diogene
Terminata la fase di osservazione la persona:
può essere inserita nella fase terapeutica del NUOVO PERCORSO DIOGENE dopo la costruzione di un piano di trattamento individualizzato in sinergia tra l’educatore, il servizio
inviante, la famiglia e l’utente stesso, proseguire un percorso
individuale presso il Servizio Inviante, essere inviata presso
altro Servizio o essere inserita in un percorso comunitario
(anche intensivo medio - breve )
La fase terapeutica
In questa fase, a cicli di tre mesi ripetibili, l’utente affronta un
approfondimento delle tematiche emerse nella fase di osservazione
Proseguono tutte le attività strutturate nella prima fase del
percorso, a cui si aggiungono
un Percorso tematico di Prevenzione della Ricaduta
un sostegno psico-educativo alla socializzazione
partecipazione ad attività animative ed eventi organizzati
ORGANIZZAZIONE DEL NUOVO PERCORSO DIOGENE
L’equipe di lavoro è composta da:
un RESPONSABILE, coordinatore terapeutico tra COMUNITA’ RESIDENZIALE e NUOVO PERCORSO DIOGENE
un REFERENTE dell’INTERVENTO FAMILIARE
un EDUCATORE che conduce i gruppi educativi e mantiene
contatti con il coordinatore e il referente familiare; organizza
inoltre le attività animative
L’equipe di lavoro partecipa mensilmente ad una supervisione congiunta con l’equipe della comunità La Vela
L’educatore, il referente familiare e il responsabile organizzano un momento di feedback settimanale sullo sviluppo dei
casi
L’educatore gestisce i gruppi, mantiene contatti costante con
26
referente familiare e responsabile ; si occupa inoltre della
gestione della cartella terapeutica, della gestione del piano
di trattamento individualizzato ed effettua incontri di verifica
con i referenti del Servizio Inviante
L’educatore organizza e partecipa alle attività animative.
RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Punto di ascolto
Stradone Farnese, 96 (PC) Telefono: 0523.338710
Centro Counseling Piacenza Via Lanza 2 Telefono:
0523/755481
Comunità La Vela loc.Justiano di Vigolzone Telefono
0523/875211
E.mail: [email protected]
COMUNITA’
TERAPEUTICA
MADRE - BAMBINO
“LUNA STELLATA”
Via Bubba, 20 Piacenza
Accreditata dalla Regione Emilia Romagna come Comunità
Specialistica.
Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n.
15367 del 30/11/2012
CHE COS’E’
Struttura residenziale specialistica, il cui progetto terapeutico
pone al centro la relazione madre/bambino.
A CHI SI RIVOLGE
Donne tossicodipendenti che necessitano di un percorso sulla
genitorialità (in gravidanza, con o senza figli in struttura).
COME FUNZIONA
Il percorso terapeutico si articola in tre fasi:
Fase di osservazione e valutazione diagnostica individuale e della relazione madre-bambino. Raccolta delle informazioni anagrafiche dell’utente, stesura della storia di attaccamento, somministrazione test psicodiagnostici ed elaborazione di un contratto di collaborazione con l’utente, la famiglia e i servizi invianti.
Fase di terapia; prevede il coinvolgimento dell’utente in un
progetto terapeutico di gruppo e attività educative e terapeutiche strutturate di valutazione e sostegno alla genitorilità.
Stesura di un piano di trattamento condiviso con l’utente e i
servizi di riferimento con gli obiettivi personali da monitorare.
Fase di reinserimento e dimissione; prevede il passaggio
della mamma e del bambino presso un appartamento protetto in città; tale trasferimento ha l’obiettivo di permettere alla
donna di sperimentarsi in una situazione di maggiore autonomia, in vista di una sistemazione esterna autonoma.
Tale trasferimento è sempre concordato con i servizi invianti.
La fase del reinserimento prevede la prosecuzione del percorso terapeutico attraverso la partecipazione a gruppi e
colloqui finalizzati al monitoraggio :della relazione madre
bambino e della progressiva emancipazione della mamma.
Un educatore è reperibile 24 ore su 24 presso la comunità
per rispondere a richieste della mamma in situazioni di
emergenza. Per esigenze terapeutiche, lavorative o personali , la mamma può chiedere agli educatori della comunità
un supporto nella gestione del bambino.
COSA OFFRE
Alla madre: percorso individualizzato, valutazione e sostegno delle competenze genitoriali e delle risorse familiari,
progettazione di rete, orientamento personale, sviluppo relazionale.
Al bambino: valutazione dello sviluppo fisiologico e cognitivo, sostegno alle competenze relazionali con i pari, inserimento individualizzato nelle strutture scolastiche, attività
ricreative ed educative del territorio, incontri protetti con i
familiari di riferimento.
Alla coppia madre-figlio: valutazione della relazione di
attaccamento, progettazione percorso post comunitario, socializzazione ed integrazione nel territorio, sostegno alla
relazione, affiancamento ad una famiglia con funzione di
mentor.
QUALITÁ DEL SERVIZIO
Professionalità ed integrazione degli interventi:l’equipe è
composta da figure quali educatore professionale, educatore
all’infanzia, psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, couselor
e supervisori.
Radicalità nel territorio: la Comunità agisce all’interno di
una rete territoriale consolidata formata da: servizi per le
tossicodipendenze e minori, enti pubblici, associazioni, cooperative sociali, strutture scolastiche e agenzie educative,
aziende e gruppi di volontariato.
Progettazione individuale: tutti i progetti terapeutici per le
utenti sono individualizzati e strutturati per tappe graduali.
Intervento con i famigliari e i partners: in tutte le fasi del
percorso attraverso colloqui individuali, gruppi di auto aiuto
ed incontri famiglia con le ospiti della struttura.
MODALITÁ D’ACCESSO
A seguito di un primo contatto telefonico con i servizi (Ser.T.
e Servizi Sociali) e l’invio di una relazione conoscitiva sul
caso, vengono effettuati colloqui conoscitivi e valutativi con
la madre,il partner, i famigliari e il servizio inviante.
Al termine dei colloqui viene valutata l’idoneità all’inserimen-
27
Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
to e fissate l’eventuale data e modalità di ingresso in struttura.
RIVOLGITI A:
Comunità madre-bambino“Luna Stellata”
Tel e Fax : 0523.613607
E.mail: [email protected]
COMUNITA’
TERAPEUTICA
DOPPIA DIAGNOSI
“EMMAUS”
Strada Agazzana 68,
Loc. La Pellegrina (PC)
Accreditata dalla regione Emilia Romagna come Comunità
Specialistica.
Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n.
12042 del 2409/2012
CHE COS’E’
Struttura residenziale, offre un intervento pedagogico/
terapeutico/riabilitativo volto a ripristinare uno stile di vita che
permette la riacquisizione delle autonomie adeguate alla
persona e definite dal progetto individuale
SI RIVOLGE A: persone maggiorenni che manifestano comorbilità psicopatologica associata al disturbo da uso di
sostanze.
28
COME FUNZIONA
Fase residenziale di Osservazione e Diagnosi Strutturata
secondo le dinamiche della Comunità Terapeutica, sia in
ambito psichiatrico che della tossicodipendenza, è finalizzata ad un “arricchimento” diagnostico preliminare e alla elaborazione di un “contratto” terapeutico con la persona e la
sua famiglia
Fase residenziale di intervento Prevede un programma
psicoterapico di gruppo ed un attivo coinvolgimento dell’utente in attività lavorative e ricreative a carattere socioriabilitativo, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi definiti dal
progetto individuale.
Fase di dimissione e reinserimento prevede la sperimentazione in ambiente protetto delle possibilità di autonomia
attraverso l'inserimento in situazioni lavorative e/o abitative
esterne, il supporto psicoterapeutico intensivo ed un monitoraggio costante per vagliarne il grado di tolleranza agli
eventi stressanti, il livello di stabilizzazione psicopatologica
ed i processi di evoluzione sul piano della maturazione psicologica e della autonomia.
QUALITÁ DEL SERVIZIO
Professionalità ed integrazione degli interventi: l’equipe
è composta da figure quali educatore professionale, psicoterapeuta, psicologo, psichiatra, infermiere, medico di base.
Progetto individuale: nell’ambito del trattamento integrato
è possibile individuare diverse tipologie di programmi terapeutici che si avvalgono dell’apporto multidisciplinare dei
diversi professionisiti in stretta correlazione con l’evoluzione
della patologia e le esigenze della persona.
Coinvolgimento della famiglia a tutti i livelli del trattamento attraverso: la terapia di gruppo per genitori/familiari, del
singolo nucleo familiare, il gruppo multifamiliare nella fase di
dimissione.
Esperienza e collaborazione con i servizi socio-sanitari
del territorio: l’Associazione gestisce la Comunità Emmaus
con professionalità e costante aggiornamento dal 1998. La
comunità è accreditata dalla regione Emilia Romagna per il
trattamento delle persone che presentano comorbilità psichiatrica (DGR n. 327 del 23.02.2004)
MODALITÁ D’ACCESSO
Per avviare la fase di valutazione è necessario l'invio da
parte dei servizi competenti di una relazione anamnestica.
L’ammissione al trattamento avviene tramite una valutazione
del gruppo di lavoro che definisce la
compatibilità dell'utente con il tipo di programma possibile
all'interno del progetto, con il numero e con la tipologia di
utenza al momento residente.
RIVOLGITI A:
Comunità doppia diagnosi “Emmaus”
Tel : 0523.779480 fax 0523 1748061
E.mail: [email protected]
CASA ACCOGLIENZA
“Don Venturini”
Strada Agazzana 68,
Loc. La Pellegrina (PC)
CHE COS’É
Struttura residenziale e progetto di assistenza domiciliare,
offre sostegno e assistenza socio-sanitaria caratterizzata da
cura fisica, psicologica, sociale e spirituale. Combattendo
la rassegnazione e la delega attua un progetto educativo
che valorizza i margini di autonomia e autogestione recuperando in ciascuna persona le capacità residue e le opportunità di reinserimento lavorativo
La Casa è gestita dall’Associazione dal 1993, scelta dalla
Chiesa Piacentina come opera segno del sinodo nell’anno
1993
A CHI SI RIVOLGE
Persone maggiorenni portatrici di infezione da HIV o in
AIDS conclamata. Persone in condizioni di terminalità che
necessitano di un intervento assistenziale o con diminuita
capacità di autonomia dal punto di vista fisico. Persone
che hanno potenzialità di reinserimento sociale, ma con
grave problema di emarginazione: senza famiglia, senza
fissa dimora, con problemi penali non idonee al regime
detentivo, con situazioni familiari che necessitano di supporto per periodi determinati.
MODALITA’ D’ACCESSO
L’assistente sociale, il medico infettivologo, un infermiere e
quando è necessario un medico psichiatra dei servizi referenti, compilano uno schema di relazione che deve essere
richiesto alla struttura. Successivamente viene fissato un
colloquio di valutazione e costituita una lista d’attesa gestita dalla medicina di Base dell’USL di Piacenza.
QUALITA’ DEL SERVIZIO
Professionalità ed esperienza: l’equipe è composta da
figure professionali quali educatore professionale, infermiera, operatori socio-sanitari, psichiatra, medico generico,
psicologo e fisioterapista.
Il clima familiare: gestita secondo un modello educativo
familiare la struttura offre uno spazio dove la persona malata può migliorare la propria condizione fisica rielaborando
i propri vissuti esistenziali e le proprie motivazioni per con-
29
Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti
durre una vita dignitosa.
La rete di solidarietà che coinvolge operatori, familiari e
volontari per permettere agli ospiti di coltivare i rapporti sociali e affettivi, evitando così la solitudine, l’abbandono e la
segregazione.
Comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica, della cittadinanza, delle istituzioni locali al
fine di promuovere una cultura accogliente e non stigmatizzante in relazione alle persone affette da Aids.
Collaborazione con il reparto di Malattie Infettive di Piacenza: sia per il monitoraggio che nella fase di riacutizzazione della malattia, l’ospite può essere ricoverato o seguito in
Day Hospital.
Sostegno nella terminalità: il personale è impegnato ad
alleviare il più possibile la sofferenza nell’accompagnamento
alla morte fornendo tutte le cure fisiche necessarie attraverso una relazione contraddistinta da speranza, umanità, tenerezza.
Piano di assistenza individuale: per tutte le persone ospiti
della struttura è presente un PAI Piano di Assistenza Individuale che contiene le tappe del percorso previsto con gli
standard di accettabilità diversi in base alle condizioni fisiche
sociali e psicologiche dell’utente. Il Pai contiene anche le
verifiche periodiche svolte in sede di riunione d’equipe
RIVOLGITI A:
Casa Accoglienza “Don Venturini” Loc. La Pellegrina (PC)
Strada Agazzana, 68
Tel e Fax : 0523.779410
E.mail: [email protected]
LABORATORIO
PROTETTO
Via Zoni 38- Piacenza
CHE COS’É
Servizio diurno con lo scopo di favorire percorsi di inclusione socio-lavorativa, formazione professionale ed orientamento alla scelta lavorativa.
A CHI SI RIVOLGE
Persone con disabilità fisiche, psichiche, sociali, tossicodipendenti, in esecuzione penale esterna.
ATTIVITÁ SVOLTA
In Laboratorio vengono svolti lavori di assemblaggio, confezionamento, etichettatura, più in generale lavori che richiedano l’impiego di semplici attività manuali o l’ausilio di attrezzature semplici. Normalmente l’orario di frequenza è
part-time. I gruppi di lavoro sono composti da 6-7 persone.
FINALITÁ
Far acquisire o ripristinare quelle potenzialità lavorative
perse a causa delle disabilità psicofisiche o della tossicodipendenza, privilegiando l’aspetto educativo su quello produttivo.
30
MODALITÁ DI ACCESSO
È necessario inviare una richiesta scritta a:
Tel. E fax Laboratorio: 0523.751718
E.mail: [email protected]
Per contatti: [email protected]
Tel: 0523 338710
UFFICIO GESTIONE DATI
E RICERCA SOCIALE
Da alcuni anni l’associazione ha ritenuto opportuno raccogliere ed elaborare i dati provenienti dai servizi, dalle strutture e in genera dalle attività che l’associazione stessa promuove e gestisce. Questa documentazione è il punto di
partenza per la verifica del lavoro svolto le progettazioni
innovative e le azioni di miglioramento. L’Ufficio si occupa
di:
Gestione dei dati relativi ai Servizi dell’Associazione
Valutazione dei Servizi
Supporto alla Progettazione e innovazione dei Servizi
Archivio cartelle terapeutiche e informazioni relative all’utenza
Ricerca sociale
Soddisfazione richieste di dati dall’esterno
Responsabile: Mara Verderi
Statistico: Valeria Menta
31
Il Personale
L’Associazione chiede ad ogni collaboratore l’impegni a
lavorare per la crescita e il cammino personale dell’utente in
conformità ai contratti stipulati, all’etica professionale, nel
rispetto dei principi contenuti nello statuto, nel codice etico e
nelle procedure documentate.
I SOCI
Sono persone fisiche che senza scopo di lucro o economico,
senza discriminazioni di carattere politico, religioso o ideologico, s’impegnano a contribuire alla realizzazione delle finalità dell’ Associazione stessa.
Partecipano all’ assemblea con diritto di voto; possono accedere alle cariche associative previste dallo statuto e decidono le linee politiche strategiche di tutto il centro.
Essi si impegnano a operare per il benessere e la dignità
della persona e per il bene comune, sempre nel rispetto dei
diritti fondamentali dell’uomo, rispettando le persone con cui
entrano in contatto senza distinzioni di età, sesso, razza,
religione, nazionalità, ideologia o censo, senza imporre i
propri valori morali.
GLI OPERATORI
Per la gestione del personale dipendente l’Associazione ha una
convenzione con una cooperativa di solidarietà sociale che si
chiama C.O.Te.Pi. (Cooperativa Operatori Terapeutici Piacenza)
L’operatore è una risorsa che permette all’altro di sviluppare il
proprio percorso di crescita e di cambiamento. E’ colui che nella
quotidianità si pone accanto alla persona e lo accompagna nel
suo percorso pur senza sostituirlo, in un atteggiamento di sostegno e incoraggiamento.
32
Oltre ad essere in possesso dei necessari titoli professionali
stabiliti dalla legislazione vigente (laurea in psicologia, in pedagogia, in sociologia, diploma di educatore di comunità, laurea in
servizio sociale) gli operatori sono costantemente formati a
sviluppare capacità umane di ascolto, disponibilità al servizio,
che sono fondamento di ogni relazione educativa.
Gli operatori, nello svolgimento del proprio servizio, si attengono a norme etiche specificate nel loro codice deontologico e
nel codice etico dell’ Associazione “La Ricerca.”
In particolare ogni operatore :


è tenuto al segreto professionale

si occupa in modo specifico di un utente a lui affidato e
riferisce all’equipe in merito all’andamento del progetto

attua il piano individuale concordato in equipe e con i
Servizi invianti.

svolge compiti d’accompagnamento alle visite ed esami
collabora alla predisposizione dei piani di trattamento
individuali e alla loro verifica.
di tipo specialistico.

Svolge, dove necessario, attività di assistenza e cura di
tipo socio-sanitario



opera in stretta collaborazione con la rete di volontari.
collabora alla gestione della Casa
partecipa alla formazione e all’aggiornamento permanente proposto dall’Associazione
Ogni anno l’Associazione attraverso i responsabili di struttura,
fa una verifica del lavoro svolto da ogni operatore e somministra un questionario per rilevare il grado di soddisfazione degli operatori e le eventuali proposte di miglioramento in termini formativi.
L’Associazione cura costantemente la formazione attraverso un
piano di aggiornamento permanente.
Per informazioni, rivolgersi al Presidente della Cooperativa
Cotepi, presso la sede dell’associazione Stradone Farnese
96- Piacenza- tel N° 0523/338710
IL VOLONTARIATO
I volontari offrono tempo, impegno, condivisione, competenza
professionale e umana al fianco delle persone fragili per aiutarle
nella prevenzione, nell’educazione, nel sostegno, nella cura e
nell’inserimento sociale.
Dal 1994 operano organizzati in una Associazione di Volontariato
che si chiama P.A.Ce. (Persona Al Centro) all'interno dell'associazione "La Ricerca".
L’Associazione "PaCe" è una forza voluta e concepita allo scopo
di aggregare tutti insieme i volontari che svolgono il loro servizio
nelle varie aree e settori gestiti dall’Associazione La Ricerca, in
collaborazione con i soci e gli educatori. In particolare l’Associazione P.A.Ce. opera nel territorio come coscienza critica per affrontare le tematiche del disagio attraverso percorsi di responsabilizza-
zione. I volontari sono aiutati a fare un cammino di conoscenza
di sé e, contemporaneamente a costruire il senso di appartenenza. Da questo lavoro nasce una mentalità orientata alla solidarietà e alla condivisione per costruire relazioni positive di accoglienza con chi vive situazioni di disagio, di sofferenza e di
esclusione. L’attività dei volontari viene svolta presso tutte le
sedi gestite dalla Associazione La Ricerca e sul territorio nelle
scuole nelle parrocchie e presso i comuni; in questi luoghi vengono esercitate attività relative ai seguenti servizi:
Aiuto negli uffici amministrativi e al centralino presso la sede,
manutenzione negli spazi interni ed esterni delle varie sedi dove
si opera;
Aiuto nelle strutture sul percorso terapeutico degli utenti per
combattere le Dipendenze, per il sostegno, la cura e l’assistenza
socio-sanitaria
dell’Aids
e
della
Doppia
Diagnosi
(compromissioni psichiatriche associate all’uso di sostanze);
Affiancamento ai servizi di ascolto e prevenzione al Counseling,
al Punto Ascolto Dipendenze, agli Sportelli nelle scuole e nei
Gruppi di Auto-Aiuto per le famiglie;
Affiancamento nei Servizi Educativi nelle scuole, nella formazione alle famiglie, agli insegnanti, nelle parrocchie e in altre agenzie educative;
Organizzazione di eventi o manifestazioni.
In questi ambiti i volontari mettono a disposizione la loro esperienza professionale e relazionale per creare uno spazio di
famiglia ed essere segno di speranza per tutti. Fare volontariato è una esperienza gratificate, un impegno di tempo e di
energia a beneficio della comunità locale e della società
intera.
Per informazioni, rivolgersi all’Associazione P.A.Ce.,
presso la sede Stradone Farnese 96- Piacenzatel N° 0523/338710
E-mail [email protected]
33
Standard di qualità impegni e programmi
L’Associazione, allo scopo di migliorare la qualità dei servizi
forniti, applica al proprio interno un sistema di qualità conforme ai requisiti richiesti dalla norma UNI EN ISO 9001/2008.
Il personale a qualsiasi livello è impegnato, pertanto, a soddisfare costantemente le esigenze dei committenti e degli
utenti nei modi descritti dal Manuale Qualità.
Di conseguenza, tutta l’organizzazione partecipa attivamente al mantenimento del Sistema Qualità e tutti i dipendenti
ed i fornitori sono impegnati per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

progettare ed erogare servizi in linea con le finalità
dell’Associazione e con la legislazione vigente in materia e sempre adeguati ai requisiti contrattuali ed alle
aspettative dei Committenti e degli Utenti,

correggere e prevenire errori e non conformità riguardanti i servizi e/o l’applicazione del Sistema Qualità;

raccogliere e gestire i reclami dei Clienti/Utenti e, ove
necessario, predisporre tempestive azioni correttive e/o
preventive;

individuare ed applicare metodologie idonee a valutare
la rispondenza dei risultati rispetto agli obiettivi ed alle
aspettative dei Committenti e degli Utenti.
L’Associazione, consapevole che una corretta pianificazione
delle attività consente di prevenire l’insorgere di errori e/o
non conformità e, di conseguenza, di migliorare la qualità dei
servizi erogati, è impegnata ad attuare continue e mirate
attività di addestramento e formazione del personale proprio
e di quello delle Cooperative di operatori, a cui dovesse essere appaltata la gestione di taluni servizi. Si serva inoltre
dell’opera di professionisti ed esperti scelti con criteri di sele-
34
zione predefiniti, secondo quanto previsto dalla procedura
del Sistema Qualità.
La Direzione si assume la responsabilità ed è impegnata a:

definire obiettivi misurabili e quantificabili e riportarli in
un documento interno divulgato tra i dipendenti attraverso una presentazione del Sistema Qualità e la successiva esposizione nelle Sedi della varie Unità Operative.
Tale documento viene rivisto con cadenza annuale e
definisce obiettivi e strumenti per raggiungere tali obiettivi, responsabilità, tempi;

stabilire e far rispettare adeguate procedure operative e
di controllo necessarie per una corretta erogazione del
servizio;

organizzare programmi di formazione in modo che
ognuno abbia le competenze e le professionalità adeguate al proprio ruolo;

organizzare e fornire mezzi e risorse per le attività di
controllo e di revisione interna, allo scopo di assicurare
il rispetto di questa politica.
Il Comitato Esecutivo dell’Associazione di Solidarietà La
Ricerca condivide ed approva questa politica, ne favorisce
l’applicazione, il Direttore è incaricato di far in modo che tali
contenuti siano compresi, condivisi ed applicati ad ogni livello dell’organizzazione aziendale.
SERVIZI EROGATI

L’Associazione si impegna a fornire i servizi di seguito elencati:
Verifica della capacità collaborativa e di raccordo con i
propri servizi pubblici di riferimento

Intervento di gruppo settimanale con le famiglie dell’utenza

Promozione di momenti di integrazione con il contesto
sociale

Prestazioni alberghiere:


Pernottamento presso la sede della struttura.

Verifica ed accompagnamento nella pulizia e disinfezione degli ambienti, preparazione dei pasti secondo le
tabelle dietetiche approvate dal competente servizio
dell’ASL,



Servizio di lavanderia, a cura del personale congiuntamente all’utenza.
Preparazione di pasti secondo le tabelle dietetiche
Distribuzione e somministrazione pasti.
Attività di aiuto alla persona quando non autosufficiente.

Prestazioni educative:

Attuazione di specifici progetti educativi individuali per
ogni ospite

Accompagnamento nella gestione dei rapporti con le
strutture scolastiche ove è inserito il proprio figlio

Intervento di sostegno e verifica della relazione di coppia attraverso gli accompagnamenti esterni

Mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e
con il partner (ove non sussistano controindicazioni)

Prestazioni terapeutiche-riabilitative per gli adulti


Gruppo terapeutico settimanale

Colloqui psichiatrici settimanali di prescrizione e monitoraggio della terapia farmacologica


Somministrazione test Psicodiagnostici

Stesura di relazioni di valutazione del percorso terapeutico
Gruppo terapeutico e sostegno alla genitorialità per gli
utenti che sono genitori
Mantenimento del rapporto con la famiglia, ove non
sussistano controindicazioni

Prestazioni per i minori nella casa Luna stellata

Affiancamento e supporto alla madre nelle attività di
gioco e gestione del tempo libero con il proprio bambino.

Inserimento nelle strutture scolastiche territoriali (ove
possibile dal limite di accettazione per età e posti disponibili)
35
Standard di qualità impegni e programmi

Mantenimento dei rapporti con il padre e con la famiglia di
origine allargata (ove non sussistano controindicazioni)


Attività educative e assistenza ai momenti di gioco.

Stesura di relazioni di valutazione della relazione tra il
minore e la mamma o adulti significativi di riferimento
Servizi erogati dal S.S.N. attraverso il pediatra di base,
personale infermieristico e gli altri servizi e presidi territoriali per i minori della casa luna stellata
Osservazione dell’attaccamento attraverso l’ Attachment Q-Sort

La documentazione e il monitoraggio dei percorsi

Ogni persona è dotata di una cartella terapeutica individuale che contiene tutta la documentazione del percorso effettuato

La cartella individuale contiene:

I dati anagrafici, anamnestici e l’andamento del percorso (ingressi, abbandoni, sospensioni, ricoveri ecc …)


il Piano terapeutico individuale in cui sono specificati
gli obiettivi dell’intero percorso e le verifiche periodiche
effettuate durante le riunioni di equipe e con i servizi
invianti



Attività di accudimento a persone non autosufficienti.
la relazione psicodiagnostica effettuata dopo il periodo
di osservazione e dove previste le relazioni inerenti il
rapporto tra la madre e il minore

le relazioni inviate ai servizi pubblici per il monitoraggio
del percorso

Assistenza e cura in collaborazione col medico di base
della struttura



Prestazioni infermieristiche professionali
il diario giornaliero in cui sono specificate le attività e in
generale gli avvenimenti quotidiani significativi che
interessano il percorso dell’utente presso la struttura.

Il piano di assistenza individuale nelle strutture dove
previsto

Accompagnamento alle visite di tipo specialistico ed
esami


Attuazione di specifici piani di assistenza individualizzati

Assistenza medica pediatrica costante
Prestazioni sanitarie:
36
Assistenza e cura in stretta collaborazione con i Reparti
del presidio ospedaliero territoriale
Educazione alla assunzione autonoma e corretta dei
farmaci prescritti.
Presenza settimanale in comunità del medico di medicina generale

Tutti i percorsi vengono verificati di norma ogni tre/
quattro mesi durante le riunioni di equipe in base a
criteri di accettabilità personalizzati e definiti e comunicati al paziente e, dove possibile, alla famiglia durante
la definizione del piano di trattamento individuale

La documentazione è tutelata dal segreto professionale
e dalla legge sulla privacy secondo la normativa vigente.
COSA CHIEDIAMO
Alla persona che entra nei nostri servizi viene chiesto:

Il rispetto delle persone e degli ambienti in cui le persone vivono e di cui si usufruisce

Partecipazione alle attività terapeutiche, educative e di
gestione della casa

Partecipazione alle attività di gruppo ad eccezione di
situazioni particolari valutate dall’equipe in base al
progetto individuale

Rispetto delle regole principali specificate in un regolamento interno che l’utente firma al momento dell’ingresso

Impegno a mantenere il protocollo farmacologico prescritto dai medici delle strutture

Provvedere alle proprie spese personali quali: sigarette, spostamenti, prodotti igienici indumenti e altre spese non a carico del servizio sanitario nazionale.
37
Meccanismi di tutela e di verifica
Per permettere alla Associazione di rispondere costantemente al bisogno della persona la Direzione della associazione svolge periodicamente un esame della situazione
attraverso alcuni strumenti che permettono di raccogliere
eventuali problemi di gestione e o d’insoddisfazione da parte dell’utenza e della committenza.
Tali dati vengono registrati e affrontati in una riunione con la
direzione della struttura e risolti in tempo adeguato alla necessità espressa. In particolare:

Vengono periodicamente svolte verifiche ispettive
(interne ed esterne) da parte dei responsabili della Associazione

Ogni sei mesi viene distribuito nelle strutture un questionario anonimo dove gli ospiti possono esprimere in forma scritta il loro grado di soddisfazione del servizio.

Ogni anno generalmente nel mese di Novembre viene
somministrato ai servizi invianti un questionario che ci
permette di conoscere i problemi relativi alla relazione
tra i servizi e la comunità

Ogni anno attraverso un questionario di rilevazione della soddisfazione e motivazione del personale somministrato agli operatori dipendenti dall’Associazione e della
Cooperativa di gestione impiegati nel servizio, viene
misurato il grado di soddisfazione e il coinvolgimento
degli operatori sul servizio, caratteristiche che impattano
sulla qualità del servizio erogato
L’esito della lettura di questi questionari viene reso agli interessati durante incontri di confronto e valutazione del servizio in modo da permettere a tutti di esprimersi e contribuire
al miglioramento della gestione del servizio.
38
GESTIONE DEI RECLAMI
In caso di disservizio o malfunzionamento o insoddisfazione
del servizio è possibile rivolgere il proprio reclamo al responsabile della struttura. I reclami possono pervenire dagli Enti
invianti, dagli utenti e dalle loro famiglie, dai tirocinanti, o dai
volontari. Il responsabile della struttura o del servizio provvederà ad avviare una procedura per la risoluzione del problema esposto entro 30 giorni dalla segnalazione e a darne
comunicazione scritta a chi ha esposto il reclamo.
Il reclamo va inoltrato inviando il modulo allegato alla segreteria dell’Associazione “La Ricerca” all’ indirizzo mail
[email protected] o via fax n ° 0523/328903
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