Carta dei Servizi 2013 “La Ricerca” Associazione ONLUS Coordinamento del progetto Donatella Peroni Realizzazione a cura di Ufficio Comunicazione I dati riportati nella presente Carta sono aggiornati al 31 dicembre 2012 Rev. 02 del 31.01.13 La carta dei servizi viene aggiornata ogni due anni la prossima revisione è quindi prevista entro il 31.01.15 2 SOMMARIO Presentazione Associazione Valori di riferimento 30 anni di storia La struttura organizzativa 4 6 6 10 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti Principi ispiratori della Metodologia I servizi Servizi di ascolto Servizi educativi Servizi di cura 12 12 13 15 18 22 Il Personale I Soci Gli operatori Il Volontariato 32 32 32 33 Standard qualità impegni e programmi Servizi erogati Cosa chiediamo all’utente 35 35 37 Meccanismi di tutela e di verifica Gestione dei Reclami 38 38 3 Cos’è la Carta dei Servizi L’Associazione “La Ricerca” ha adottato lo strumento della Carta dei Servizi per offrire al cittadino uno strumento utile ad orientarsi e accedere ai servizi erogati. Attraverso questo documento l’Associazione intende informare i cittadini sui vari servizi offerti, evidenziare il livello di professionalità e gli strumenti di verifica con cui rileva l’efficacia e l’efficienza dei servizi proposti. La Carta dei Servizi infine esprime l’impegno dell’Associazione a rispettare le caratteristiche di qualità in un’ottica di miglioramento continuo. Costituisce un’assunzione di responsabilità rispetto alle funzioni e al ruolo che l’associazione ricopre nella rete dei servizi alla persona. Come è stata costruita La Carta dei servizi dell’Associazione “La Ricerca “ è frutto di un lavoro di confronto, responsabilizzazione e condivisione degli organismi direttivi, gli operatori, i volontari che operano all’interno della associazione stessa. Obiettivi L’Associazione persegue nella stesura di questo documento obiettivi di trasparenza, semplificazione e garanzia di qualità. Impegni assunti e relative verifiche Attraverso la stesura della Carta dei Servizi l’Associazione “La Ricerca “ assume con il contesto sociale un impegno di qualità e correttezza nella erogazione dei servizi attraverso: l’analisi e la raccolta dei bisogni emergenti la raccolta e l’analisi dei reclami e delle non conformità segnalate verifica continua del raggiungimento degli standard di qualità previsti 4 Diffusione La carta dei servizi è diffusa a tutti i servizi che sono in contatto con l’ Associazione, agli utenti e a tutti i cittadini anche attraverso la pubblicazione sul sito della associazione www.laricerca.net PRINCIPI FONDAMENTALI 1. Eguaglianza L'erogazione dei servizi dell’ Associazione è ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti. L'accesso e le regole riguardanti i rapporti tra utenti e servizi erogati sono uguali per tutti senza nessuna distinzione per motivi riguardanti sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche ed estrazione culturale. All’interno dei servizi viene garantita la parità di trattamento, a parità di condizioni del servizio prestato, sia fra le diverse aree geografiche di utenza, anche quando le stesse non siano agevolmente raggiungibili, sia fra le diverse categorie o fasce di utenti. L'eguaglianza è intesa come divieto di ogni ingiustificata discriminazione e non quale uniformità delle prestazioni sotto il profilo delle condizioni personali e sociali. In particolare, l’associazione si impegna ad adottare le iniziative necessarie per adeguare le modalità di prestazione del servizio alle esigenze degli utenti portatori di handicap. 2. Imparzialità. I servizi della associazione sono ispirati nei propri comportamenti, nei confronti degli utenti, a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità. In funzione di tale obbligo si interpretano le singole clausole delle condizioni generali e specifiche di erogazione del servizio e le norme regolatrici di settore così come indicato dalla certificazione di qualità. 3. Continuità. L’associazione garantisce che i propri servizi siano erogati in modo continuo, regolare e senza interruzioni, nell’ambito delle modalità stabilite dalla normativa del settore. I casi di funzionamento irregolare o di interruzione del servizio sono espressamente regolati da prassi definite e concordate con i servizi invianti. In questi casi l’associazione ha stabilito delle prassi volte ad arrecare agli utenti il minor disagio possibile. 6. Efficienza ed efficacia. I servizi gestiti dall’ Associazione sono erogati in modo da garantire l'efficienza e l'efficacia; adottano inoltre le misure idonee al raggiungimento di tali obiettivi. Associazione “La Ricerca” - ONLUS Stradone Farnese 96 Piacenza tel.0523/338710 - fax.0523/328903 email: [email protected] 4. Partecipazione. La partecipazione del cittadino alla prestazione del servizio è sempre garantita, sia per tutelare il diritto alla corretta erogazione del servizio, sia per favorire la collaborazione nei confronti dei soggetti erogatori. L'utente ha diritto di accesso alle informazioni che lo riguardano, in possesso dei servizi erogati dall’Associazione. L'utente può produrre documenti e formulare suggerimenti per il miglioramento del servizio. I servizi gestiti dall’ Associazione sono dotati di strumenti che oltre a raccogliere segnalazioni e proposte permettono di dare riscontro circa le segnalazioni e le proposte formulate. 5. Rispetto e tutela delle informazioni Viene assicurato il rispetto della persona in tutti i servizi che l’Associazione gestisce direttamente o indirettamente, favorendo le condizioni per una buona relazione interpersonale sul luogo di lavoro e di cura. L’associazione garantisce la tutela della privacy secondo la legge n° 196/2003, per tutte le informazioni relative agli utenti e il rispetto della deontologia professionale del personale dipendente e volontario. Tutto il personale inoltre è tenuto al rispetto del codice etico adottato dalla associazione stessa. 5 Presentazione dell’Associazione Costituita il 15/05/1980. Iscritta all’albo Regionale degli Enti Ausiliari senza fine di lucro in data 28/09/1990 rep. n° 1675 (ai sensi art. 116 DPR 309/90 e delibera consigliare Regione Emilia Romagna n° 1857/94); all’albo Provinciale delle Associazioni di Piacenza di cui alla legge Regionale 10/95 Certificazione Sistema Qualità Aziendale UNI EN ISO 9001:2008/005: applicabile ai seguenti indirizzi “Progettazione ed erogazione di servizi di gestione comunità terapeutiche e assistenziali per tossicodipendenti, mamme con bambini, comorbilità psichiatriche, malati di aids, progettazione ed erogazione di servizi di counseling. Progettazione interventi formativi per la prevenzione primaria e l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati.” (EA 38f,37) Associata: F.I.C.T. (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) EURO-T.C. (Federazione Europea Comunità Terapeutiche) C.E.A. (Coordinamento Enti Ausiliari Regione Emilia Romagna) L’Associazione, persegue in modo esclusivo finalità di solidarietà sociale e svolge la propria attività prevalentemente nel settore dell’assistenza sociale, socio sanitaria e della prevenzione. Si occupa in particolare del recupero e reinserimento di giovani tossicodipendenti. Sin dalla sua costituzione l’associazione ha prestato attenzione ai bisogni emergenti nella realtà sociale, diversificando e ampliando i servizi offerti al territorio e curando parallelamente la formazione e l'aggiornamento professionale del personale che svolge la propria attività come dipendente o come volontario. Si propone di essere un servizio nell'area del disagio, partendo dalla diffusione del movimento di opinione che na- 6 sce da "Progetto Uomo", come proposta e possibilità per chi vuole intraprendere un cammino di crescita umana. L’Associazione si pone al servizio della persona e della sua famiglia, inserita nel contesto sociale attivando percorsi preventivi, educativi e riabilitativi e all’interno di un sistema integrato dei servizi collabora con le istituzioni nella lettura dei bisogni e nella programmazione degli interventi sia a livello regionale sia a livello territoriale. VALORI DI RIFERIMENTO L’Associazione, ispirandosi a “Progetto Uomo” del Ce.I.S di Roma (Centro Italiano di solidarietà) valorizza la centralità della persona, il rispetto della sua integrità fisica e culturale, dei suoi valori di interrelazione con gli altri, con particolare attenzione alle situazioni di disagio sociale. Individua l’auto-aiuto come metodo educativo sia personale che di gruppo, rendendo le persone soggetto attivo del proprio percorso di crescita e cambiamento. Riconosce preminente il coinvolgimento della famiglia intesa come risorsa. Identifica il lavoro di comunità come strumento educativo con apertura verso esperienze innovative. Promuove, forma e sostiene il volontariato, tenendo conto della sua specificità e riconoscendo la sua funzione strutturale. 30 ANNI DI STORIA 1980 Nasce l’Associazione La Ricerca fondata da un gruppo di volontari, persone “alla ricerca” di una rispo- sta efficace ai problemi della solitudine e dell’emarginazione giovanile, guidate da Don Giorgio Bosini, che ne è stato il primo presidente. 1982 L’Associazione decide di assumere la filosofia di Progetto Uomo come principio ispiratore dell’intervento: alcuni volontari si formano per assumere preparazione tecnica e professionalità educativa. 1984 Apre la prima comunità terapeutica per giovani tossicodipendenti a Tavernago, trasferita poi a Roncovero nel 1985. 1985 A Caorso si costituisce il gruppo di volontari “Amici del CEIS”; questo esempio verrà negli anni esteso ad altri territori (Carpaneto, Castelsangiovanni, Cortemaggiore.) Nasce la CO.TE.PI. (Cooperativa operatori terapeutici Piacenza) costituita da soci e dipendenti Esce il numero zero della rivista dell’Associazione che ne mutua il nome: “La Ricerca”; La comunità terapeutica da Roncovero si trasferisce a Justiano, e prende il nome “La Vela” per sottolineare la situazione di quanti ci vivono: una navigazione difficile, a volte drammatica, ma entusiasmante, alla ricerca della propria dignità di persone. 1990/1993 Il Sinodo diocesano decide l’istituzione di una Casa Accoglienza per persone malate di Aids, affidandone la gestione all’associazione “La Ricerca”. Quando la casa sarà inaugurata, nel 1993, presenzierà alla cerimonia anche il Presidente della Repubblica, Scalfaro. 1994 Nasce l’associazione P.A.Ce. (Persona Al Centro) concepita per aggregare tutti i volontari, a supporto e sostegno delle attività di servizio de “La Ricerca”. 1995 “La Ricerca” inaugura il Centro “Don Zermani” destinato ad accogliere i giovani che hanno terminato il programma di Progetto Uomo. Qui l’anno seguente viene avviato un laboratorio protetto per persone con problemi di inserimento sociale. 1996 A Justiano nasce la Comunità Luna Stellata che accoglie madri tossicodipendenti con i loro figli, un progetto che mette al centro del proprio intervento la relazione madre/bambino. 1998 Prende avvio la Comunità “Emmaus” per utenti in doppia diagnosi (problemi di dipendenza patologica a cui si aggiungono complicanze di natura psichiatrica). Viene costituita un’ area all’interno dell’Associazione per la progettazione e la realizzazione di interventi di prevenzione in cui opera un’equipe multidisciplinare. L’Associazione matura la consapevolezza della necessità di ampliare il proprio campo di ascolto e accoglienza estedendolo ad altre forme di disagio e di fragilità, si avvia perciò il centro di ascolto, consulenza e orientamento. 1999 Apre l’Ostello della gioventù “Don R. Zermani”. 7 Presentazione dell’Associazione 2000 L’area Prevenzione si impegna nella gestire dei Centri educativi e dei Centri di aggregazione giovanile rispondendo a richieste degli Enti Locali. 2001 L’associazione “La Ricerca” riceve la prima certificazione europea di qualità dei servizi, alla quale seguirà, nel 2003, il Certificato internazionale di Qualità Uni.En.Iso 9001/2000 che appunto certifica correttezza, impegno nelle procedure a vantaggio del servizio svolto in adeguamento alle nuove normative. La Ricerca inizia il coordinamento di un progetto di sportello immigrati nella Casa Circondariale di Piacenza. Al Centro “Don Zermani” viene inaugurato un appartamento protetto, sede residenziale temporanea per persone tossicodipendenti in fase di reinserimento sociale. 2002 Nasce il Gruppo Diogene percorso ambulatoriale per giovani poliassuntori i quali non è indicato il percorso residenziale in comunità. 2004 La rivista “La Ricerca” entra nelle scuole, diventando canale di dialogo con gli studenti delle redazioni scolastiche delle scuole Secondarie Superiori di secondo grado piacentine; viene avviato un progetto con il Coordinamento provinciale delle redazioni scolastiche che inaugura un supplemento curato dagli studenti, “Giovani Ricercatori”. 2005 Primo Concorso giornalistico tra Sogni e Realtà che coinvolge i giovani delle scuole superiori di Piacen- 8 za e Provincia. 2006 Apre la Casa “Il Raggio”, a Castelsangiovanni, che accoglie persone in difficoltà psicosociale. 2007 Apre il “Centro di Couseling Piacenza”, un servizio di prima risposta, accoglienza, orientamento e consulenza aperto a tutti coloro che vivono situazioni di crisi personale, familiare e di relazione. Il Centro d’Ascolto dell’area prevenzione viene ridefinito come PAD (Punto Ascolto Dipendenze). L’Associazione entra nel gruppo comunale denominato “Server” (Servizio di verifica e riprogettazione) una rete di enti pubblici e privati per la realizzazione del coordinamento dei progetti nell’ambito della prevenzione. Viene inaugurata la nuova sede della Comunità “Luna stellata” che si trasferisce da Justiano a Piacenza. 2008 In collaborazione col centro missionario diocesano, l’Associazione segue un progetto di cooperazione internazionale in Brasile per la prevenzione della gravidanza in donne adolescenti e per la cura di ragazze madri. L’Associazione aderisce alla Ricerca PADDI “Studio epidemiologico sulla comorbilità tra disturbi mentali e disturbi correlati all’uso di sostanze (droghe e/o alcool) nelle Comunità Terapeutiche italiane in collaborazione con l’università Milano Bicocca e la Società Italiana di Psichiatria. L’Associazione accoglie la richiesta della Provincia di Piacenza - Servizio Sistema Scolastico- per un intervento complesso di sostegno e valorizzazione del ruo- lo educativo dell’insegnante nel biennio degli istituti tecnici e professionali. Inizia l’attività degli sportelli scolastici nelle scuole medie superiori 2009 Daniela Scrollavezza subentra a Don Giorgio Bosini nella carica di Presidente dell’ Associazione. L’Associazione collabora con la Caritas diocesana, con l’Associazione Arcobaleno e con l’Istituto Figlie di S. Anna per la gestione di due strutture: la casa di prima accoglienza donne “Casa S. Anna”e la casa famiglia “Dono di Maria”per donne in difficoltà. La Provincia di Piacenza commissiona all’Area Comunicazione dell’Associazione La Ricerca la gestione della redazione del Portale che promuove la comunicazione fra le associazioni di promozione sociale piacentine (190) e fra queste e il territorio: www.provinciasolidale.pc.it L’Associazione organizza due Convegni Nazionali: ad Aprile “Doppia Diagnosi: valutazione, strumenti diagnostici e ruolo della famiglia nel processo riabilitativo” e a Ottobre “Bambini, madri e vulnerabilità emotiva: percorsi ed interventi comunitari e territoriali a sostegno delle competenze emotive e genitoriali”. 2010 Riorganizzazione del centro attraverso una ridefinizione dei ruoli e delle responsabilità. In collaborazione con l’Associazione P.A.Ce. viene avviato il progetto Giovani e Volontariato in Valnure, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, per costruire un collegamento tra le associazioni di volontariato in Valnure (sede della Comunità “La Vela”), per coinvolgere i giovani della zona ed incentivarli alla scelta del volontariato. Il comune di Borgonovo Val Tidone coinvolge l’Associazione La Ricerca nella realizzazione del progetto “Bus della notte” per l’accompagnamento dei giovani nelle discoteche della Val Tidone. Stesura della Prima Carta dei servizi dell’Associazione La Ricerca 2011 Celebrazione del trentennale dell’Associazione in collaborazione con l’ Università Cattolica di Piacenza. Una riflessione sui temi cronicità spiritualità e sussidiarietà attraverso lavori di gruppo misti operatori e volontari, confronto con esperti ed esperienze significative. Stesura del documento dell’ Associazione La Ricerca. Il Nuovo Ufficio di Piano distretto di Levante in collaborazione con l’Associazione La Ricerca e l’Università Cattolica avvia l’inserimento di figure psicopedagogiche di sistema negli istituti comprensivi . Apertura dello sportello di Counseling HIV presso l’ Unità operativa Malattie infettive di Piacenza Progetto Come in famiglia per coinvolgere le famiglie come soggetti attivi sul territorio Parte il gruppo Diogene 2 per le persone over 30 2012 Gilead Sciences assegna il premio nazionale Community Award Program al progetto Parliamone—Servizio di counseling all’interno dell’UO Malattie infettive di Piacenza. Il Primo dicembre in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS la casa Don Venturini lancia il Progetto di prevenzione HIV nelle scuole. R. Vecchioni su invito della Associazione incontra a Piacenza le scuole superiori per la premiazione del concorso giornalistico “Tra sogni e realtà” 9 Presentazione dell’Associazione Enel cuore sceglie l’Associazione come esperienza significativa a cui devolvere un finanziamento che sarà destinato all’ apertura del nuovo modulo donne in difficoltà con figli. LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA L’attuale organigramma implementato dal mese di aprile 2010, è il frutto di un lavoro di revisione dell’assetto organizzativo del centro, lavoro che il comitato esecutivo, eletto nel luglio 2009, ha svolto in seguito all’avvicendamento alla presidenza dell’Associazione. Questa organizzazione è l’espressione di scelte strategiche che l’associazione ha approvato per raggiungere i seguenti obiettivi: rendere più agevole il processo decisionale armonizzando pensiero strategico e operatività costruire una rete che colleghi tutti i servizi: di cura, educativi e di ascolto che fanno riferimento ad un unico Responsabile dei Servizi con compiti di progettazione. L’intento è quello di rendere facilmente recepibile il bisono che emergenel rapporto con le persone che si rivolgono al centro e quindi incentivare le opportunità di miglioramento e innovazione dei servizi per renderle più adeguate alle esigenze attuali curare in modo particolare la crescita professionale e la formazione delle persone dipendenti e volontarie, che operano all’interno dei servizi; persone che costituiscono la risorsa su cui si fonda il presente ed il futuro del centro. La figura che segue presenta l’attuale organigramma nominativo in modo che siano chiari i riferimenti per chiunque abbia bisogno di rivolgersi all’associazione ed ai suoi servizi. 10 Rapporti con Associazione P.A.Ce. e sviluppo del volontariato Segreteria di Presidenza Luigia Boldrin Assemblea dei Soci Comitato Esecutivo Presidente D. Scrollavezza Comunicazioni e Relazioni Esterne P. Massari Amministrazione D.Deolmi Gest. e Sviluppo delle Risorse Umane D. Peroni Gestione Dati e Ricerca Sociale V. Menta Progetto donne F. Fagnoni Responsabile volontari C. Barabaschi Direttore Generale D. Scrollavezza Strutture Immobiliari C. Lisetti Gestione Qualità (Sicurezza, HACCP; Privacy…) D. Scrollavezza Responsabile dei servizi e sviluppo della progettazione M. Verderi Casa Accoglienza Don Venturini F. Sali Assistenza domiciliare Comunità Emmaus A. Barbieri Appartamento protetto Laboratorio CT Luna Stellata F. Cavazzini CT La Vela M. Madama Gruppo Diogene Appartamento protetto Servizi Educativi A.Papagni Centri educativi e di aggregazione Oratori Formazione. Progetti Auto aiuto fam Servizi di Ascolto P. De Micheli Counseling Pad Sportelli Progetto NUP Manutenzione ordinaria Busca Alimentari /contratti B. Castellani Appartamento protetto Appartamento donne in difficoltà Inserimento Lavorativo A. Barbieri 11 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti L’Associazione esercita le sue attività negli ambiti della prevenzione, della formazione e della cura. In particolare: Opera nel campo del disadattamento e dell’emarginazione svolgendo un’azione concreta a favore di coloro che per ragioni e in forme diverse si trovano in situazioni particolarmente difficili promuove iniziative volte alla realizzazione di condizioni umane ed ambientali che favoriscano ove è possibile un positivo inserimento nel contesto sociale; sensibilizza l’opinione pubblica ai problemi del disadattamento e dell’emarginazione; stimola enti ed istituzioni affinché operino scelte non emarginanti. PRINCIPI ISPIRATORI DELLA METODOLOGIA L'attenzione ed il rispetto della persona Ogni servizio pur nella sua specificità nasce per rispondere al bisogno della persona, con le proprie caratteristiche, la propria storia, i propri bisogni. Questo principio si basa sulla convinzione che ciascuno ha, al proprio interno, le risorse per essere protagonista del proprio recupero. Propone perciò alle persone in difficoltà un percorso di crescita adeguato alle esigenze personali. Ogni percorso è contrattato con la persona e con la sua famiglia perché risponda alla sua particolare situazione storica. Lo stile di “Progetto Uomo” Progetto uomo è una proposta culturale che mette al primo posto l’uomo nel rispetto delle differenze reciproche. Considera ogni persona come soggetto critico, autonomo e sociale, capace di progettualità e come individuo bisognoso di 12 valori di riferimento. Nella convinzione che l’uso di sostanze è il sintomo di un disagio personale relazionale, i servizi dell’Associazione si propongono di aiutare la persona a superare le difficoltà affinché possa essere in grado di condurre una vita vicina alle proprie esigenze e ai propri obiettivi. La crescita personale avviene nella relazione con il gruppo, dove la persona può capire meglio il proprio problema e sperimentare modalità nuove di relazione con gli altri, anche trasferibili nella vita quotidiana. La persona è considerata soggetto attivo rispetto al proprio trattamento di cui è direttamente responsabile insieme agli operatori. Il percorso non è uguale per tutti, ma è un cammino creativo che tiene conto delle possibilità individuali e delle risorse attivabili nel territorio di provenienza. La rete sociale Il lavoro di rete fa riferimento alla convinzione che la persona non vive da sola il proprio problema, ma coinvolge nella propria storia le persone del contesto sociale di riferimento. Si tratta perciò di recuperare i legami familiari e amicali che la persona considera significativi. Il reinserimento sociale Lavorare per il reinserimento sociale significa pensare a progetti a termine rivolti all’acquisizione dell’autonomia e a favorire la verifica delle competenze acquisite; significa pensare ai percorsi in termini di sviluppo graduale di una autonomia sociale, lavorativa e affettiva. Nell’ambito dei percorsi residenziali sono previsti un servizio di orientamento al lavoro e l’attivazione di esperienze di lavoro protetto per sperimentare e dove è possibile recuperare, le abilità necessarie per trovare delle opportunità di inserimento lavorativo. L’integrazione delle figure professionali All’interno dei progetti sono previste tutte le figure professionali necessarie per il completamento dell’intervento, nella logica che la persona va accolta nella sua globalità. Di conseguenza il luogo privilegiato di progettazione diventa l’equipe multidisciplinare composta da tutte le figure professionali che operano in quel progetto. La logica della integrazione richiama la necessità di essere un gruppo di lavoro che si confronta e si sostiene, che cresce insieme nelle scambio delle competenze professionali reciproche. Il luogo dell’ intervento comune rimane sempre la comunità come sistema in cui avviene il cambiamento e ogni figura professionale si colloca dentro questo sistema con la propria specificità, nella consapevolezza di essere uno degli attori in pari dignità con tutti gli altri. I tempi evolutivi del percorso Ogni progetto prevede dei tempi di percorso che sono definiti da obiettivi individuali e di gruppo, ma che permettono di chiarire quale meta la persona vuole raggiungere. Si tratta di attivare un processo di cambiamento attraverso la definizione di obiettivi realisticamente raggiungibili e l’apprendimento di comportamenti socialmente competenti. Il rapporto con il Servizio pubblico competente L’Associazione “La Ricerca” ha maturato e sostenuto nel tempo una scelta di integrazione fra pubblico e privato sociale. Si ritiene infatti che da tale rapporto possa avere origine un proficuo scambio di competenze e di conoscenze specifiche che permettano una più completa presa in carico della persona. Tale rapporto è considerato necessariamente collaborativo ed assiduo per tutto il percorso dell’utente, dalla fase di ammissione a quella finale di reinserimento nella rete sociale. Il lavoro con la famiglia In tutti i percorsi è previsto un lavoro con i familiari, nell’ipotesi che il processo terapeutico e riabilitativo rivolto alla persona abbia maggiori possibilità di successo quanto più i familiari partecipano attivamente al processo stesso dal momento che la relazione familiare è la parte fondante il percorso di crescita di ognuno. I SERVIZI SERVIZI DI ASCOLTO L’ASCOLTO è il cuore della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in un progetto che, ricercando le soluzioni più adeguate, punta a un processo di liberazione della persona dal bisogno. I servizi dell’Associazione “La Ricerca” mettono l’ASCOLTO come valore primario del servizio. Dall’ASCOLTO e dall’ACCOGLIENZA della persona conseguono altre funzioni specifiche: 1. Presa in carico delle storie di sofferenza e definizione di un progetto mirato. 2. Orientamento delle persone verso una rilettura delle reali esigenze e una ricerca di soluzioni adeguate. 3. Accompagnamento di chi sperimenta la mancanza di punti di riferimento e di interlocutori che restituiscano la speranza di un cambiamento, mettendo in contatto la persona con la rete dei servizi presenti sul territorio ed attivando tutte le risorse possibili. “Centro Couseling Piacenza”: prima risposta, accoglienza,orientamento e consulenza. “PAD (Punto Ascolto Dipendenze)”: punto di ascolto per ragazzi, adulti e genitori che vivono il problema della dipendenza Sportelli di ascolto nella scuola primaria e nelle scuole medie di primo e secondo grado; Gruppo di auto aiuto per i familiari: volto a sostenere le famiglie all’inizio del percorso Servizi in carcere: L’Associazione si occupa del coodinamento dello sportello di mediazione culturale e dello sportello per detenuti tossicodipendenti,. 13 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti SERVIZI EDUCATIVI Caratterizzano le proprie attività nel promuovere e diffondere una cultura volta a formare ed orientare i giovani verso un’idea di ben-essere senza il ricorso a sostanze psicoattive per affrontare la vita, i problemi, le relazioni. L’obiettivo dei nostri interventi è di sostenere i processi di crescita, di prossimità e di vicinanza valorizzando il raccordo tra soggetti educanti in un ottica di promozione della comunicazione, dell’ascolto e della relazione. Le proposte del nostro Servizio si declinano in diverse azioni che coinvolgono vari contesti di vita dei giovani e dei loro adulti di riferimento Interventi di formazione con adulti di riferimento (genitori,insegnanti, allenatori, educatori …); Gestione di spazi educativi e di aggregazione; organizzazione di eventi sportivi, laboratori e concorsi di teatro, musica, cinema,… per i giovani. Realizzazione di attività mirate all’integrazione e alla multiculturalità. Gruppi di auto aiuto per i familiari”: accompagnamento volto a rafforzare il loro ruolo educativo. I SERVIZI DI CURA I servizi di cura si occupano delle persone che chiedono aiuto o autonomamente o su invio dei servizi pubblici, per un problema legato alla dipendenza da sostanze, persone che per il loro percorso di recupero necessitano di un intervento residenziale o non residenziale che richiede l’intervento continuativo e costante di personale specializzato. L’Associazione in particolare gestisce una comunità terapeuticoriabilitativa, due comunità terapeutiche specialistiche (una 14 per madri con figli, una per persone con comorbilità psichiatrica) e una casa di accoglienza per persone malate di AIDS. Comunità Terapeutico riabilitativa “La Vela”: struttura residenziale il cui programma terapeutico “Progetto Uomo” è finalizzato al raggiungimento della capacità di astenersi autonomamente dall’uso delle sostanze e di acquisire autonomia ed equilibrio sufficienti per un reinserimento nella società; Servizio non residenziale “Gruppo Diogene”: rivolto a giovani ed adolescenti il cui disagio è evidenziato da comportamenti a rischio nell’assunzione di sostanze stupefacenti, legali ed illegali. Comunità Specialistica “Luna Stellata”: Comunità madre-bambino residenziale, il cui progetto è strutturato in un ottica altamente specialistica che pone al centro la relazione tra madre e figlio. Comunità Specialistica “Emmaus”: per persone che presentano compromissioni psichiatriche associate all’uso di sostanze; struttura residenziale il cui intervento educativo è volto a ripristinare uno stile di vita partecipante alla quotidianità che permetta la riacquisizione delle autonomie adeguate alla persona e definite dal progetto individuale pedagogico, terapeutico riabilitativo. Casa di accoglienza “Don G. Venturini”: struttura residenziale e progetto di assistenza domiciliare che offre sostegno e assistenza socio-sanitaria caratterizzata da cura fisica, psicologica, sociale e spirituale. Combattendo la rassegnazione e la delega attua un progetto educativo che valorizza i margini di autonomia e autogestione recuperando in ciascuna persona le capacità residue e le opportunità di reinserimento lavorativo. Percorsi formativi e di orientamento al lavoro e “Laboratorio protetto” in cui vengono svolte varie attività, prevalentemente di assemblaggio. L’intervento con la famiglia Ritenendo che il coinvolgimento della famiglia sia elemento fondamentale per un migliore esito del trattamento vengono attivati percorsi di sostegno alla famiglia in tutti i progetti. L’intervento con la famiglia si realizza attraverso i gruppi settimanali di auto aiuto, incontri tra famiglie-utenti e colloqui con personale specializzato. Obiettivo di questo lavoro è quello di dare sostegno al nucleo familiare nella relazione con il figli, individuare gli elementi di supporto che permettano alla famiglia di affrontare possibili situazioni di crisi, favorire ove è possibile la costruzione di un rapporto educativo di autonomia. L’intervento privilegia una modalità orientata a supportare la famiglia durante tutto il percorso, renderla consapevole del tipo di relazione che si è strutturata negli anni tra i vari componenti del nucleo familiare in modo da definire insieme un percorso di cambiamento e accompagnarla sul piano della gestione della relazione con il proprio figlio. SERVIZI DI ASCOLTO CENTRO COUNSELING PIACENZA Via Lanza,2 – Piacenza Il Counseling offre uno spazio di ascolto e riflessione, e presuppone l’interazione tra due persone nel quale esplorare difficoltà relative ai processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta e orientamento. Il Counselor è una figura professionale con competenze specifiche che aiuta a cercare soluzioni di specifici problemi di natura non psicopatologica e, in tale ambito, a prendere decisioni, a gestire crisi, a migliorare relazioni, a sviluppare risorse, a promuovere e a sviluppare la consapevolezza personale su temi specifici. A CHI SI RIVOLGE Alla singola persona, alla coppia, all’adolescente, alla famiglia. A chiunque si trovi momentaneamente con un dubbio rispetto ad una decisione o con un senso di malessere dovuto ad un imprevisto o ad una situazione improvvisa. FINALITÁ DEL CENTRO Attivare tutte le risorse individuali per affrontare problemi specifici, momenti di disagio esistenziale e/o relazionale di crisi della persona o di un gruppo di persone. L’intervento 15 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti specialistico mira all’ampliamento della consapevolezza dell’esistenza di aree problematiche non croniche e al superamento dello stress emotivo prodotto da perdite o da indecisione, ambiguità e confusione rispetto ad alcune scelte importanti (separazione coniugale, scelte scolastiche e professionali, gestione del ruolo genitoriale …). Favorisce il soggetto a migliorare la conoscenza di sé e la propria autostima. COME FUNZIONA Il percorso è breve e conta in media al massimo dieci colloqui. I primi tre colloqui sono gratuiti. QUALITÁ DEL SERVIZIO - Professionalità: i colloqui sono tenuti da Counselor professionisti. Il counselor professionista ha conseguito uno specifico diploma al seguito di un corso di almeno tre anni presso scuole, enti, istituti o centri di formazione, coordinati da associazioni nazionali che ne accreditano il percorso formativo. Il counselor è esperto in: accoglienza, ascolto, comunicazione, problem solving, orientamento. - Il monitoraggio del servizio erogato attraverso la somministrazione, la raccolta e la successiva analisi di un questionario di valutazione Cliente effettuata al termine dei colloqui. - Il controllo del processo di erogazione del servizio di consulenza viene effettuato semestralmente attraverso la valutazione del numero degli esiti positivi (obiettivi raggiunti concordati con il cliente), sul numero dei clienti raggiunti. Il Centro si avvale di un Supervisore esterno del Centro Jesuit Encounter di Genova. PROGETTI DEL CENTRO COUNSELING “Parliamone” – Servizio di Counseling all’interno dell’Unità di Malattie infettive di Piacenza con destinatari familiari o pazienti con hiv positivo 16 Gruppo per genitori di bambini 1-3 anni Gruppo di gestione delle emozioni per adulti con tecniche di psicodramma Gruppo di auto-mutuo-aiuto nella fase del lutto COME CONTATTARCI Telefono fisso: 0523.755481 Telefono cellulare: 346.6747609 E.mail: [email protected] ORARI DI APERTURA Il centro è aperto al pubblico: dal Lunedì al Venerdì dalle 15:00 alle 18:00. Tutte le mattine è attivo il servizio di segreteria telefonica presso il quale è possibile lasciare il proprio recapito con il quale sarete richiamati dall’operatore il pomeriggio stesso. . SPORTELLI DI ASCOLTO NELLE SCUOLE Stradone Farnese 96- Piacenza A CHI SI RIVOLGONO Singoli studenti, insegnanti, genitori, personale ATA, le cui modalità di accesso saranno concordate con i singoli Istituti Scolastici. COSA SONO Punti di ascolto e consulenza all’interno della scuola la cui frequenza, durata e modalità di accesso è concordata con il singolo Istituto. FINALITA’ Il Servizio offre un supporto rispetto a difficoltà relative alla vita scolastica (motivazione allo studio, orientamento scolastico, rapporti con i compagni o con gli insegnanti) e alla sfera più personale (familiare, affettiva..), che, tempestivamente affrontate, possono evitare di compromettere il benessere della persona. Si propone un percorso che porti la persona ad un miglioramento emotivo e razionale e ad una maggiore consapevolezza del proprio problema, sostenendola nell’individuazione delle strategie per affrontarlo e accompagnandola verso la soluzione. QUALITA’ DEL SERVIZIO Stretto raccordo tra sportello e scuola. Lavoro di rete con le famiglie e i servizi territoriali Garanzia di privacy COME CONTATTARCI Associazione La Ricerca – Servizio di Ascolto Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] “PUNTO D’ASCOLTO DIPENDENZE” (P.A.D.) Stradone Farnese 96-Piacenza CHE COS’E’ Sportello di ascolto specificatamente rivolto alle persone che direttamente o indirettamente incontrano problematiche legate all’uso di sostanze stupefacenti. Orienta e sostiene le persone che utilizzano sostanze nell’analisi del problema e nella ricerca di possibili soluzioni. Fornisce strumenti e occasioni di confronto per raggiungere un’adeguata consapevolezza della problematica della tossicodipendenza. Offre informazioni per cogliere i segnali che talvolta sono indicatori di una situazione di disagio e/o di un’assunzione di sostanze stupefacenti. Individua una risposta idonea al bisogno espresso e indirizza la persona verso i servizi competenti presenti nel territorio. A CHI SI RIVOLGE Giovani, genitori, educatori, insegnanti.. Chiunque si trovi ad affrontare situazioni relative alla dipendenza da sostanze. COME FUNZIONA Colloqui individuali o di gruppo. Il PAD è aperto: dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Il servizio è gratuito. 17 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti QUALITÁ DEL SERVIZIO Celerità nella risposta: il colloquio o la consulenza avviene entro 48 dalla richiesta Assoluta riservatezza e tutela della privacy. PER INFORMAZIONI O APPUNTAMENTI: Vieni a trovarci in Stradone Farnese, 96 – Piacenza o telefona al numero 0523.338710 Cell 3463168759 E-mail [email protected] successivo alla prima telefonata viene tutelata riservatezza e tutela della privacy. l’assoluta PER INFORMAZIONI O APPUNTAMENTI: Vieni a trovarci in Stradone Farnese, 96 – Piacenza Telefona al numero 0523.338710 (Punto di ascolto) SERVIZI EDUCATIVI INTERVENTI NELLE SCUOLE GRUPPO DI AUTO AIUTO PER I FAMILIARI Stradone Farnese 96-Piacenza CHE COS’E’ è un gruppo di auto aiuto volto a sostenere le famiglie all’inizio del percorso ha una funzione di accoglienza, motivazione al cambiamento delle dinamiche familiari e preparazione al successivo inserimento dei genitori all’interno dei gruppi di auto-aiuto. La durata prevista è di 2 mesi. A CHI SI RIVOLGE a quelle famiglie che vogliono parlare con altre famiglie delle problematiche relative al tema della dipendenza o perché hanno direttamente o indirettamente contatti con il problema COME FUNZIONA il gruppo si trova ogni settimana il martedì dalle 18.00 alle 19.30 QUALITÁ DEL SERVIZIO è possibile accedere al gruppo 18 COSA SONO Percorsi articolati in 4 incontri, della durata di 2 ore scolastiche ciascuno, a cadenza settimanale. A CHI SI RIVOLGONO Gruppi classe in Istituti di istruzione Secondaria di Primo e Secondo grado. CONTENUTI Date le peculiarità delle differenti fasce d’età degli studenti, il Servizio propone due distinti cataloghi di moduli formativi: “Mediamente”, per la scuola secondaria di primo grado, e “Giovani in…formazione”, per la scuola secondaria di secondo grado. Tutti i percorsi affrontano i nodi problematici che caratterizzano la vita degli studenti nelle diverse fasce d’età (preadolescenza, adolescenza): la conoscenza di sé e l’autostima, le difficoltà relazionali coi pari e il conflitto con le figure adulte di riferimento, il bisogno di appartenenza al gruppo, l’affettività-sessualità, la motivazione, le dipendenze, … QUALITÁ DEL SERVIZIO Partecipazione e coinvolgimento degli insegnanti nelle fasi di progettazione e verifica. Programmazione personalizzata di percorsi, fuoricatalogo, rispondenti a bisogni specifici. Metodologia: ricorso a tecniche animative ed esperienziali, mirate al coinvolgimento attivo degli studenti e alla loro formazione. Per richiedere i cataloghi o per maggiori informazioni RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizi educativi Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] _ “Un pianeta in movimento” _ “Famiglie e legalità” Inoltre è possibile programmare con l’equipe, incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati fuori-catalogo. QUALITA’ DEL SERVIZIO La metodologia di lavoro alterna momenti teorici/frontali a momenti più interattivi/esperienziali, promuove uno spazio sia di formazione che di riflessione e confronto con altre esperienze di vita familiare, in un’ottica di auto-aiuto e valorizzazione reciproca delle risorse Per richiedere i percorsi o per maggiori informazioni RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] FORMAZIONE ALLE FAMIGLIE A CHI SI RIVOLGE Genitori, con percorsi differenziati rispetto all’età dei figli (pre-scolare, pre-adolescenza, adolescenza). FORMAZIONE AGLI INSEGNANTI FINALITA’ Sostenere il ruolo educativo dei genitori. Creare occasioni di riflessione e di condivisione di esperienze personali e tra famiglie. Attivare una forma di sostegno reciproco nel perseguimento dei compiti genitoriali. A CHI SI RIVOLGE Insegnanti di ogni ordine di scuola TEMATICHE I percorsi rivolti alle famiglie sono: _ “Famiglie in dialogo” _ “Non più piccolo non ancora grande” FINALITA’ Riflettere sull’importanza educativa connessa al ruolo di insegnante; Prendere consapevolezza del proprio stile educativo/relazionale; Favorire l’esplicitazione delle 19 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti difficoltà incontrate nella relazione; Riflettere sui processi che entrano in gioco nell’apprendimento. PUNTO DI FORZA Il percorso favorisce occasioni di confronto e dialogo tra docenti per un’analisi delle problematiche educative anche in un’ottica di supervisione. TEMATICHE Le proposte sono contenute all’interno dei percorsi: “Comunicando con i giovani” “Dal confronto al dialogo” Normalmente si articolano in 6 incontri della durata di 2 ore ciascuno. Inoltre è possibile programmare con l’equipe, incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati fuori-catalogo. Per richiedere i percorsi o per maggiori informazioni RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] FORMAZIONE NELLE PARROCCHIE E NELLE ALTRE AGENZIE EDUCATIVE A CHI SI RIVOLGE Gruppi di adulti di riferimento educativo (educatori professionali, educatori parrocchiali, allenatori,…), 20 FINALITÁ Favorire la consapevolezza rispetto al ruolo di educatore e alla propria modalità di coinvolgimento nella relazione educativa; Fornire strumenti pratici di riconoscimento di modalità comunicative e dinamiche di gruppo; Creare occasioni di riflessione sui momenti di conflitto e fornire strumenti di rielaborazione costruttiva; Favorire un’attenta lettura dei bisogni dei giovani; Offrire tecniche di conduzione di gruppo di tipo esperienziale che favoriscano la partecipazione ed il coinvolgimento dei ragazzi. CONTENUTI si propongono i seguenti percorsi: _ “Con un prima e con un poi” _. “Voce del verbo esserci” _. “Crescere in squadra” È inoltre possibile programmare con l’equipe, incontri e percorsi su tematiche specifiche e personalizzati fuori-catalogo. Per richiedere i cataloghi o per maggiori informazioni RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizio Prevenzione Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] PROGETTI DI AGGREGAZIONE FINALITÁ Promuovere momenti di benessere attraverso lo sviluppo della partecipazione e del protagonismo giovanile; Offrire ai giovani la possibilità di sentirsi responsabili e valorizzati all’interno della comunità; Favorire la creazione di spazi di dialogo e scambio con il mondo adulto e le istituzioni; Valorizzare il legame sociale, riconoscendo nel gruppo il luogo privilegiato di scambio e rielaborazione dei vissuti. SERVIZI OFFERTI Gestione di spazi educativi e di aggregazione; Organizzazione e realizzazione di eventi sportivi affiancati da contenuti educativo formativi; Organizzazione e realizzazione di laboratori di teatro, cinema, musica …, con la finalità di sviluppo nei giovani di senso critico rispetto ad una tematica centrale affrontata; Organizzazione e realizzazione di attività mirate all’integrazione e alla multiculturalità. Promozione al volontariato e all’impegno civile. QUALITÁ DEL SERVIZIO Da oltre 15 anni il Servizio ha attivato un’equipe multidisciplinare composta da un Coordinatore, diversi educatori professionali, psicologi, laureati in scienze della formazione e della comunicazione per rispondere alle diverse richieste di sostegno e formazione educativa del mondo della scuola. Tutte le attività di formazione rivolte alla scuola secondaria di primo e secondo grado (studenti, insegnanti e famiglie) sono certificate dal Sistema Qualità Uni En Iso 9001:2008 sia per i processi relativi al Cliente e alla Progettazione del Servizio, sia per i processi di erogazione del Servizio. I monitoraggi di misurazione dei servizi erogati sono effettuati attraverso la somministrazione, la raccolta e la successiva analisi dei questionari di valutazione e gradimento dei partecipanti e dei Committenti. La corretta erogazione del servizio, l’andamento delle misurazioni riferite al processo di efficienza ed efficacia, l’elaborazione dei questionari, sono oggetto dell’attenzione della direzione nel riesame direzionale, per la ridefinizione delle politiche e degli obiettivi annuali. Esperienza e professionalità: da un decennio l’Associazione sostiene progetti di aggregazione che mettano al centro la persona, puntando su relazioni autentiche, significative e costanti nel tempo. La metodologia di lavoro alterna momenti teorici/frontali a momenti più interattivi/esperienziali, promuove uno spazio sia di formazione che di riflessione e confronto con altre esperienze di vita, in un’ottica di auto-aiuto e valorizzazione reciproca delle risorse Partecipazione e coinvolgimento degli insegnanti ed educatori nelle fasi di progettazione e verifica dei progetti. Programmazione personalizzata di percorsi, fuoricatalogo è possibile strutturare percorsi rispondenti a bisogni specifici. Metodologia: ricorso a tecniche di animazione ed esperienziali, mirate al coinvolgimento attivo delle persone (studenti, educatori, genitori, insegnanti) nella loro formazione e crescita umana e professionale. Per richiedere per qualsiasi informazione sull’attività in campo educativo, formativo e dell’animazione nelle scuole, nelle parrocchie o i cataloghi dei percorsi rivolti alle famiglie, agli insegnanti e agli educatori, RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Servizi educativi di prevenzione Tel 0523 338710 Fax 0523 328903 E.mail [email protected] 21 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti SERVIZI DI CURA COMUNITA’ TERAPEUTICA “LA VELA” Loc. Justiano di Vigolzone (PC) Accreditata come comunità terapeutico riabilitativa dalla Regione Emilia Romagna Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n. 15367 del 30/11/2012 CHE COS’E’ Struttura Terapeutico-Riabilitativa residenziale, il cui programma terapeutico- educativo “Progetto Uomo” è finalizzato al raggiungimento della capacità di astenersi autonomamente dall’uso delle sostanze e di acquisire autonomia ed equilibrio sufficienti per un reinserimento nella società. A CHI SI RIVOLGE La comunità La Vela offre oggi un programma terapeutico-educativo per utenti maggiorenni tossicodipendenti e/o alcolisti. L’intervento, in particolare, si è evoluto nel rispetto delle esigenze del territorio e del contesto sociale odierno, che vede significativi cambiamenti nell’esperienza tossicomanica: in particolare si evidenziano mutamenti nel mercato delle sostanze stupefacenti (sempre 22 più globalizzato, normalizzato), nell’età di primo uso e abuso (sempre più precoce), nel tipo di sostanza prevalente e nella modalità di assunzione (sempre meno frequente l’uso per endovena, con evidenze sul numero di giovani assuntori di eroina e poli-assuntori) A seguito di quanto detto, negli ultimi due anni si è revisionato il progetto terapeutico, focalizzato in particolare al target 18-25 anni, caratterizzato da indicatori quali: bisogni evolutivi caratteristici, analfabetismo emotivo con disagi e disturbi in fase evolutiva, ruolo della famiglia nella fase di completamento del sé. Di conseguenza, si sono identificati alcuni elementi su cui si fonda l’iter terapeutico: la definizione di un assessment e di una diagnosi strutturale iniziale, la relazione terapeutica individuale, un continuo confronto con un gruppo di pari significativo. La comunità quindi si configura come luogo in cui è possibile sperimentare relazioni e vedere accolte le proprie incompetenze emotive, sociali e affettive e osservando il percorso di vita nel suo evolversi, al di là di abbandoni, ricadute e rientri. QUALITÁ DEL SERVIZIO La revisione del progetto, a cui ha contribuito un lavoro di supervisione, ha così tenuto conto di alcune novità che oggi qualificano il servizio: una equipe multidisciplinare composta da figure quali educatore professionale, psichiatra, assistente sociale, medico, psicoterapeuta familiare e psicologo. un intervento integrato tra comunità e servizio inviante, che possa garantire continuità al paziente prima, durante e dopo il percorso comunitario l’individuazione di una figura (interna o esterna) che abbia possibilità di aprire un canale emotivo con il pa- ziente e che resti tale per tutta la durata del percorso la revisione continua della gestione delle dinamiche del gruppo, dei i comportamenti in relazione alle delle caratteristiche dell’utenza l’osservazione di possibili pattern di comportamento già sperimentati la possibilità della psicoterapia individuale, come facilitatore e acceleratore di processi di cambiamento il monitoraggio degli aspetti psicopatologici in evoluzione e delle eventuali terapie farmacologiche sintomatiche COME FUNZIONA Durante il percorso ogni utente e’ affidato ad un operatore di riferimento che funge da case manager in sinergia con il servizio territoriale di riferimento. Sono possibili colloqui con il consulente psichiatra e il coinvolgimento della famiglia seguita dalla psicoterapeuta familiare della struttura. Un medico di base, inoltre, si occupa del monitoraggio delle condizioni sanitarie. Il percorso terapeutico è organizzato in 3 fasi: OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE durata 3 mesi; l’utente è inserito in un percorso strutturato e organizzato con colloqui e gruppi: educativi, organizzativi, terapeutici e corporei, mirati ad una prima osservazione di tre indici significativi (esperienza tossicomanica, storia familiare, condizione socio-affettivo-relazionale) abbinati al monitoraggio educativo quotidiano. Sono previsti inoltre colloqui sistematici con lo psichiatra e test psicodiagnostici, uscite di socializzazione, attività sportive, ludiche, culturali e artistiche condotte da volontari. Si prevede inoltre il coinvolgimento della famiglia attraverso la partecipazione ai gruppi di auto aiuto e incontri periodici di verifica con una psicoterapeuta familiare. Al termine di questa fase, si concorda con l’utente, la famiglia e il Servizio referente un piano di trattamento individualizzato, con modalità e tempi flessibili, basato sulle risorse e criticità emerse in osservazione TERAPEUTICA, durata variabile da 3 a 12 mesi; con i medesimi strumenti della fase precedente, l’utente elabora e affronta in tempi e modi individualizzati le aree previste nel piano di trattamento. La fase terapeutica nel suo complesso affronta 5 moduli terapeutici riguardanti : la prevenzione della ricaduta, la famiglia, l’affettività, la socializzazione, la costruzione di un progetto di inserimento lavorativo. Ogni singolo utente, secondo i propri obiettivi personali, le proprie caratteristiche, risorse e criticità, può partecipare a tutti i 5 moduli o solamente ad alcuni di essi, con conseguente dilatazione o restringimento dei tempi di permanenza nel percorso di comunità REINSERIMENTO, mirata alla graduale maturazione di un autonomia personale, durata non inferiore a 6 mesi suddivisi in tre sotto fasi di durata variabile. Sono previsti in questa fase: l’inserimento in uno stage lavorativo presso aziende/esterne o in corsi professionali, gruppi settimanali con l’educatore, possibilità di colloqui con lo psichiatra, incontri periodici di verifica con i familiari, uscite di socializzazione e verifica esterni alla comunità (con familiari, amici o volontari). Successivamente è possibile per l’utente sperimentarsi in situazioni di sempre maggiore autonomia attraverso l’ inserimento in un appartamento protetto esterno alla struttura, in una abitazione autonoma o presso la famiglia di origine. MODALITÁ D’ACCESSO Contattare la Struttura per poter fissare un colloquio di valutazione d’idoneità. È necessaria la presa in carico di un servizio pubblico committente. 23 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti RIVOLGITI A: Comunità Terapeutica “La Vela” Tel e : 0523.875211Fax 0523 076140 e.mail: [email protected] IL NUOVO PERCORSO “DIOGENE” CHE COS’è DIOGENE è un percorso psico-educativo e animativo progettato, organizzato e strutturato in base alle nuove evidenze provenienti dal territorio e dalle esigenze di un sempre maggior numero di assuntori di sostanze stupefacenti e alcool. L’evoluzione dell’uso di sostanze e della modalità di assunzione, contemporanea allo sdoganamento e alla normalizzazione del consumo di sostanze stupefacenti, con la conseguente illusione del controllo e della gestione della dipendenza, ha portato all’emersione di un’ampia fascia di adolescenti con problematiche legate all’abuso di stupefacenti; questi stessi spesso non entrano in contatto con agenzie di sostegno e supporto della loro condizione di “consumatori”, con il pericoloso procrastinarsi del primo ingaggio e intervento terapeutico. Nella convinzione che in questa fase della vita, così importante per la costruzione della personalità e delle modalità 24 relazionali adulte, sia fondamentale un supporto psicoeducativo e una rete di sostegno socio-relazionale, si è così ideato un nuovo percorso che possa essere un’utile risposta alle richieste implicite del contesto attuale. E’ altrettanto evidente, inoltre, come il gap tra la condizione degli utenti giovani che necessitano un intervento residenziale e coloro che possono giovarsi di un percorso territoriale non sia così marcato e definitivo: da questo emerge la necessità di un progetto terapeutico comune e condiviso con la COMUNITA’ TERAPEUTICA LA VELA. Allo stesso tempo, è emerso un aumento del bisogno di accoglienza e ascolto negli adulti consumatori in particolare di alcool e cocaina; per questo si sono strutturati tre gruppi divisi per fascia di età e sostanza prevalente. Il progetto viene così a strutturarsi non solo come un valido supporto ad un evoluzione positiva nella costruzione del Sé, ma anche come possibile veicolo verso altri progetti terapeutici individualizzati. Il percorso, infatti, entra in stretta connessione con l’esperienza del Servizio Inviante e con i processi della Comunità Terapeutica, al fine di strutturare iter terapeutici individuali, flessibili e passibili di revisione durante le fasi che si succedono. A CHI SI RIVOLGE: Il gruppo DIOGENE ZERO si rivolge a giovani (15-18 anni) consumatori di alcool / cannabis Il gruppo DIOGENE UNO si rivolge a giovani (18-30 anni) consumatori di sostanze stupefacenti Il gruppo DIOGENE DUE si rivolge a persone in età più avanzata ( over 30 anni)consumatori di alcool-cocaina Persone che non necessitano di un intervento residenziale per la presenza di una sufficiente rete di sostegno familiare e/o territoriale, buona resilienza rispetto al contesto di abuso, eventuale mantenimento dell’occupazione lavorativa o scolastica, assenza di franche compromissioni psichiatriche Viene proposta un’eventuale differenziazione degli interventi per soggetti con caratteristiche specifiche (possibilità di interventi individuali, e/o di gruppi specifici) intossicazione, oltre che la situazione contestuale e familiare. Qualora la persona venga ritenuta idonea, entra a far parte del NUOVO PERCORSO DIOGENE LE FASI DEL PERCORSO 1. La presa in carico della persona Le richieste di presa in carico giungono solitamente attraverso il Punto Accoglienza Dipendenze, gli sportelli nelle scuole, la famiglia, l’utente stesso, il centro di counseling, il Servizio per le dipendenze Sert In questa fase è fondamentale che la persona o la famiglia ricevano accoglienza e ascolto; è in questo contesto che si crea una relazione preliminare con la persona 2. L’ accettazione Una volta valutata la possibilità di inserimento in un percorso di cura, la definizione della proposta terapeutica: DEVE NECESSARIAMENTE PASSARE ATTRAVERSO LA VALUTAZIONE DEL RESPONSABILE COORDINATORE DEL PROGETTO (Dott. Mauro Madama) Per accedere al percorso, infatti, è necessario effettuare almeno un colloquio di accettazione, ed entrare eventualmente in contatto con un Servizio Territoriale La prima valutazione iniziale, viene infatti condivisa con il Ser.T. di riferimento se si ritiene utile il coinvolgimento del Sert * è possibile che in alcuni casi particolari (giovani che non vogliano essere segnalati o inseriti nel circuito dei Servizi Territoriali, o che necessitino di un tempo maggiore per elaborare il significato della presa in carico del Servizio) il contatto con il Ser.T possa avvenire in un secondo tempo, permettendo comunque l’adesione al percorso * è inoltre possibile l’ingresso in forma privata, senza il coinvolgimento del Sert Verranno quindi valutati il profilo psico-sociale ed il livello di 3. La fase di osservazione. Della durata di 3 mesi, l’utente partecipa ad attività strutturate e libere, che contribuiscono ad evidenziare le caratteristiche critiche e le risorse della persona, e a favorire il (ri) emergere di interessi e stimoli positivi. In particolare, questa fase si struttura con: un gruppo educativo settimanale, due gruppi mensili su tematiche specifiche (famiglia, relazioni socio affettive ….), momenti di animazione, incontri periodici con il servizio inviante, intervento di sostegno e gruppi di auto aiuto per i familiari 4. La fase terapeutica In questa fase, della durata di 3 mesi, l’utente partecipa ad attività strutturate e libere, che contribuiscono ad evidenziare le caratteristiche critiche e le risorse della persona, e a favorire il (ri)emergere di interessi e stimoli positivi. In particolare, questa fase si struttura con: 1 gruppo educativo settimanale (con temi riguardanti la famiglia, le relazioni socio-affettive, il lavoro) 2 momenti animativi mensili strutturati da un calendario semestrale (uscite, gite, partecipazione a eventi, seminari ecc.) colloqui periodici con i referenti del Servizio Inviante se coinvolto intervento di sostegno ai familiari (parent training e incontri periodici di verifica con l’utente) un gruppo multifamiliare mensile per genitori e ragazzi condotto dalla psicoterapeuta familiare e dall’educatore 25 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti incontri periodici di verifica tra i referenti territoriali e l’educatore del Nuovo Percorso Diogene Terminata la fase di osservazione la persona: può essere inserita nella fase terapeutica del NUOVO PERCORSO DIOGENE dopo la costruzione di un piano di trattamento individualizzato in sinergia tra l’educatore, il servizio inviante, la famiglia e l’utente stesso, proseguire un percorso individuale presso il Servizio Inviante, essere inviata presso altro Servizio o essere inserita in un percorso comunitario (anche intensivo medio - breve ) La fase terapeutica In questa fase, a cicli di tre mesi ripetibili, l’utente affronta un approfondimento delle tematiche emerse nella fase di osservazione Proseguono tutte le attività strutturate nella prima fase del percorso, a cui si aggiungono un Percorso tematico di Prevenzione della Ricaduta un sostegno psico-educativo alla socializzazione partecipazione ad attività animative ed eventi organizzati ORGANIZZAZIONE DEL NUOVO PERCORSO DIOGENE L’equipe di lavoro è composta da: un RESPONSABILE, coordinatore terapeutico tra COMUNITA’ RESIDENZIALE e NUOVO PERCORSO DIOGENE un REFERENTE dell’INTERVENTO FAMILIARE un EDUCATORE che conduce i gruppi educativi e mantiene contatti con il coordinatore e il referente familiare; organizza inoltre le attività animative L’equipe di lavoro partecipa mensilmente ad una supervisione congiunta con l’equipe della comunità La Vela L’educatore, il referente familiare e il responsabile organizzano un momento di feedback settimanale sullo sviluppo dei casi L’educatore gestisce i gruppi, mantiene contatti costante con 26 referente familiare e responsabile ; si occupa inoltre della gestione della cartella terapeutica, della gestione del piano di trattamento individualizzato ed effettua incontri di verifica con i referenti del Servizio Inviante L’educatore organizza e partecipa alle attività animative. RIVOLGITI A: Associazione La Ricerca – Punto di ascolto Stradone Farnese, 96 (PC) Telefono: 0523.338710 Centro Counseling Piacenza Via Lanza 2 Telefono: 0523/755481 Comunità La Vela loc.Justiano di Vigolzone Telefono 0523/875211 E.mail: [email protected] COMUNITA’ TERAPEUTICA MADRE - BAMBINO “LUNA STELLATA” Via Bubba, 20 Piacenza Accreditata dalla Regione Emilia Romagna come Comunità Specialistica. Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n. 15367 del 30/11/2012 CHE COS’E’ Struttura residenziale specialistica, il cui progetto terapeutico pone al centro la relazione madre/bambino. A CHI SI RIVOLGE Donne tossicodipendenti che necessitano di un percorso sulla genitorialità (in gravidanza, con o senza figli in struttura). COME FUNZIONA Il percorso terapeutico si articola in tre fasi: Fase di osservazione e valutazione diagnostica individuale e della relazione madre-bambino. Raccolta delle informazioni anagrafiche dell’utente, stesura della storia di attaccamento, somministrazione test psicodiagnostici ed elaborazione di un contratto di collaborazione con l’utente, la famiglia e i servizi invianti. Fase di terapia; prevede il coinvolgimento dell’utente in un progetto terapeutico di gruppo e attività educative e terapeutiche strutturate di valutazione e sostegno alla genitorilità. Stesura di un piano di trattamento condiviso con l’utente e i servizi di riferimento con gli obiettivi personali da monitorare. Fase di reinserimento e dimissione; prevede il passaggio della mamma e del bambino presso un appartamento protetto in città; tale trasferimento ha l’obiettivo di permettere alla donna di sperimentarsi in una situazione di maggiore autonomia, in vista di una sistemazione esterna autonoma. Tale trasferimento è sempre concordato con i servizi invianti. La fase del reinserimento prevede la prosecuzione del percorso terapeutico attraverso la partecipazione a gruppi e colloqui finalizzati al monitoraggio :della relazione madre bambino e della progressiva emancipazione della mamma. Un educatore è reperibile 24 ore su 24 presso la comunità per rispondere a richieste della mamma in situazioni di emergenza. Per esigenze terapeutiche, lavorative o personali , la mamma può chiedere agli educatori della comunità un supporto nella gestione del bambino. COSA OFFRE Alla madre: percorso individualizzato, valutazione e sostegno delle competenze genitoriali e delle risorse familiari, progettazione di rete, orientamento personale, sviluppo relazionale. Al bambino: valutazione dello sviluppo fisiologico e cognitivo, sostegno alle competenze relazionali con i pari, inserimento individualizzato nelle strutture scolastiche, attività ricreative ed educative del territorio, incontri protetti con i familiari di riferimento. Alla coppia madre-figlio: valutazione della relazione di attaccamento, progettazione percorso post comunitario, socializzazione ed integrazione nel territorio, sostegno alla relazione, affiancamento ad una famiglia con funzione di mentor. QUALITÁ DEL SERVIZIO Professionalità ed integrazione degli interventi:l’equipe è composta da figure quali educatore professionale, educatore all’infanzia, psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, couselor e supervisori. Radicalità nel territorio: la Comunità agisce all’interno di una rete territoriale consolidata formata da: servizi per le tossicodipendenze e minori, enti pubblici, associazioni, cooperative sociali, strutture scolastiche e agenzie educative, aziende e gruppi di volontariato. Progettazione individuale: tutti i progetti terapeutici per le utenti sono individualizzati e strutturati per tappe graduali. Intervento con i famigliari e i partners: in tutte le fasi del percorso attraverso colloqui individuali, gruppi di auto aiuto ed incontri famiglia con le ospiti della struttura. MODALITÁ D’ACCESSO A seguito di un primo contatto telefonico con i servizi (Ser.T. e Servizi Sociali) e l’invio di una relazione conoscitiva sul caso, vengono effettuati colloqui conoscitivi e valutativi con la madre,il partner, i famigliari e il servizio inviante. Al termine dei colloqui viene valutata l’idoneità all’inserimen- 27 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti to e fissate l’eventuale data e modalità di ingresso in struttura. RIVOLGITI A: Comunità madre-bambino“Luna Stellata” Tel e Fax : 0523.613607 E.mail: [email protected] COMUNITA’ TERAPEUTICA DOPPIA DIAGNOSI “EMMAUS” Strada Agazzana 68, Loc. La Pellegrina (PC) Accreditata dalla regione Emilia Romagna come Comunità Specialistica. Determinazione del Direttore Sanità e Politiche Sociali n. 12042 del 2409/2012 CHE COS’E’ Struttura residenziale, offre un intervento pedagogico/ terapeutico/riabilitativo volto a ripristinare uno stile di vita che permette la riacquisizione delle autonomie adeguate alla persona e definite dal progetto individuale SI RIVOLGE A: persone maggiorenni che manifestano comorbilità psicopatologica associata al disturbo da uso di sostanze. 28 COME FUNZIONA Fase residenziale di Osservazione e Diagnosi Strutturata secondo le dinamiche della Comunità Terapeutica, sia in ambito psichiatrico che della tossicodipendenza, è finalizzata ad un “arricchimento” diagnostico preliminare e alla elaborazione di un “contratto” terapeutico con la persona e la sua famiglia Fase residenziale di intervento Prevede un programma psicoterapico di gruppo ed un attivo coinvolgimento dell’utente in attività lavorative e ricreative a carattere socioriabilitativo, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi definiti dal progetto individuale. Fase di dimissione e reinserimento prevede la sperimentazione in ambiente protetto delle possibilità di autonomia attraverso l'inserimento in situazioni lavorative e/o abitative esterne, il supporto psicoterapeutico intensivo ed un monitoraggio costante per vagliarne il grado di tolleranza agli eventi stressanti, il livello di stabilizzazione psicopatologica ed i processi di evoluzione sul piano della maturazione psicologica e della autonomia. QUALITÁ DEL SERVIZIO Professionalità ed integrazione degli interventi: l’equipe è composta da figure quali educatore professionale, psicoterapeuta, psicologo, psichiatra, infermiere, medico di base. Progetto individuale: nell’ambito del trattamento integrato è possibile individuare diverse tipologie di programmi terapeutici che si avvalgono dell’apporto multidisciplinare dei diversi professionisiti in stretta correlazione con l’evoluzione della patologia e le esigenze della persona. Coinvolgimento della famiglia a tutti i livelli del trattamento attraverso: la terapia di gruppo per genitori/familiari, del singolo nucleo familiare, il gruppo multifamiliare nella fase di dimissione. Esperienza e collaborazione con i servizi socio-sanitari del territorio: l’Associazione gestisce la Comunità Emmaus con professionalità e costante aggiornamento dal 1998. La comunità è accreditata dalla regione Emilia Romagna per il trattamento delle persone che presentano comorbilità psichiatrica (DGR n. 327 del 23.02.2004) MODALITÁ D’ACCESSO Per avviare la fase di valutazione è necessario l'invio da parte dei servizi competenti di una relazione anamnestica. L’ammissione al trattamento avviene tramite una valutazione del gruppo di lavoro che definisce la compatibilità dell'utente con il tipo di programma possibile all'interno del progetto, con il numero e con la tipologia di utenza al momento residente. RIVOLGITI A: Comunità doppia diagnosi “Emmaus” Tel : 0523.779480 fax 0523 1748061 E.mail: [email protected] CASA ACCOGLIENZA “Don Venturini” Strada Agazzana 68, Loc. La Pellegrina (PC) CHE COS’É Struttura residenziale e progetto di assistenza domiciliare, offre sostegno e assistenza socio-sanitaria caratterizzata da cura fisica, psicologica, sociale e spirituale. Combattendo la rassegnazione e la delega attua un progetto educativo che valorizza i margini di autonomia e autogestione recuperando in ciascuna persona le capacità residue e le opportunità di reinserimento lavorativo La Casa è gestita dall’Associazione dal 1993, scelta dalla Chiesa Piacentina come opera segno del sinodo nell’anno 1993 A CHI SI RIVOLGE Persone maggiorenni portatrici di infezione da HIV o in AIDS conclamata. Persone in condizioni di terminalità che necessitano di un intervento assistenziale o con diminuita capacità di autonomia dal punto di vista fisico. Persone che hanno potenzialità di reinserimento sociale, ma con grave problema di emarginazione: senza famiglia, senza fissa dimora, con problemi penali non idonee al regime detentivo, con situazioni familiari che necessitano di supporto per periodi determinati. MODALITA’ D’ACCESSO L’assistente sociale, il medico infettivologo, un infermiere e quando è necessario un medico psichiatra dei servizi referenti, compilano uno schema di relazione che deve essere richiesto alla struttura. Successivamente viene fissato un colloquio di valutazione e costituita una lista d’attesa gestita dalla medicina di Base dell’USL di Piacenza. QUALITA’ DEL SERVIZIO Professionalità ed esperienza: l’equipe è composta da figure professionali quali educatore professionale, infermiera, operatori socio-sanitari, psichiatra, medico generico, psicologo e fisioterapista. Il clima familiare: gestita secondo un modello educativo familiare la struttura offre uno spazio dove la persona malata può migliorare la propria condizione fisica rielaborando i propri vissuti esistenziali e le proprie motivazioni per con- 29 Informazioni sulle strutture e sui servizi forniti durre una vita dignitosa. La rete di solidarietà che coinvolge operatori, familiari e volontari per permettere agli ospiti di coltivare i rapporti sociali e affettivi, evitando così la solitudine, l’abbandono e la segregazione. Comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica, della cittadinanza, delle istituzioni locali al fine di promuovere una cultura accogliente e non stigmatizzante in relazione alle persone affette da Aids. Collaborazione con il reparto di Malattie Infettive di Piacenza: sia per il monitoraggio che nella fase di riacutizzazione della malattia, l’ospite può essere ricoverato o seguito in Day Hospital. Sostegno nella terminalità: il personale è impegnato ad alleviare il più possibile la sofferenza nell’accompagnamento alla morte fornendo tutte le cure fisiche necessarie attraverso una relazione contraddistinta da speranza, umanità, tenerezza. Piano di assistenza individuale: per tutte le persone ospiti della struttura è presente un PAI Piano di Assistenza Individuale che contiene le tappe del percorso previsto con gli standard di accettabilità diversi in base alle condizioni fisiche sociali e psicologiche dell’utente. Il Pai contiene anche le verifiche periodiche svolte in sede di riunione d’equipe RIVOLGITI A: Casa Accoglienza “Don Venturini” Loc. La Pellegrina (PC) Strada Agazzana, 68 Tel e Fax : 0523.779410 E.mail: [email protected] LABORATORIO PROTETTO Via Zoni 38- Piacenza CHE COS’É Servizio diurno con lo scopo di favorire percorsi di inclusione socio-lavorativa, formazione professionale ed orientamento alla scelta lavorativa. A CHI SI RIVOLGE Persone con disabilità fisiche, psichiche, sociali, tossicodipendenti, in esecuzione penale esterna. ATTIVITÁ SVOLTA In Laboratorio vengono svolti lavori di assemblaggio, confezionamento, etichettatura, più in generale lavori che richiedano l’impiego di semplici attività manuali o l’ausilio di attrezzature semplici. Normalmente l’orario di frequenza è part-time. I gruppi di lavoro sono composti da 6-7 persone. FINALITÁ Far acquisire o ripristinare quelle potenzialità lavorative perse a causa delle disabilità psicofisiche o della tossicodipendenza, privilegiando l’aspetto educativo su quello produttivo. 30 MODALITÁ DI ACCESSO È necessario inviare una richiesta scritta a: Tel. E fax Laboratorio: 0523.751718 E.mail: [email protected] Per contatti: [email protected] Tel: 0523 338710 UFFICIO GESTIONE DATI E RICERCA SOCIALE Da alcuni anni l’associazione ha ritenuto opportuno raccogliere ed elaborare i dati provenienti dai servizi, dalle strutture e in genera dalle attività che l’associazione stessa promuove e gestisce. Questa documentazione è il punto di partenza per la verifica del lavoro svolto le progettazioni innovative e le azioni di miglioramento. L’Ufficio si occupa di: Gestione dei dati relativi ai Servizi dell’Associazione Valutazione dei Servizi Supporto alla Progettazione e innovazione dei Servizi Archivio cartelle terapeutiche e informazioni relative all’utenza Ricerca sociale Soddisfazione richieste di dati dall’esterno Responsabile: Mara Verderi Statistico: Valeria Menta 31 Il Personale L’Associazione chiede ad ogni collaboratore l’impegni a lavorare per la crescita e il cammino personale dell’utente in conformità ai contratti stipulati, all’etica professionale, nel rispetto dei principi contenuti nello statuto, nel codice etico e nelle procedure documentate. I SOCI Sono persone fisiche che senza scopo di lucro o economico, senza discriminazioni di carattere politico, religioso o ideologico, s’impegnano a contribuire alla realizzazione delle finalità dell’ Associazione stessa. Partecipano all’ assemblea con diritto di voto; possono accedere alle cariche associative previste dallo statuto e decidono le linee politiche strategiche di tutto il centro. Essi si impegnano a operare per il benessere e la dignità della persona e per il bene comune, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, rispettando le persone con cui entrano in contatto senza distinzioni di età, sesso, razza, religione, nazionalità, ideologia o censo, senza imporre i propri valori morali. GLI OPERATORI Per la gestione del personale dipendente l’Associazione ha una convenzione con una cooperativa di solidarietà sociale che si chiama C.O.Te.Pi. (Cooperativa Operatori Terapeutici Piacenza) L’operatore è una risorsa che permette all’altro di sviluppare il proprio percorso di crescita e di cambiamento. E’ colui che nella quotidianità si pone accanto alla persona e lo accompagna nel suo percorso pur senza sostituirlo, in un atteggiamento di sostegno e incoraggiamento. 32 Oltre ad essere in possesso dei necessari titoli professionali stabiliti dalla legislazione vigente (laurea in psicologia, in pedagogia, in sociologia, diploma di educatore di comunità, laurea in servizio sociale) gli operatori sono costantemente formati a sviluppare capacità umane di ascolto, disponibilità al servizio, che sono fondamento di ogni relazione educativa. Gli operatori, nello svolgimento del proprio servizio, si attengono a norme etiche specificate nel loro codice deontologico e nel codice etico dell’ Associazione “La Ricerca.” In particolare ogni operatore : è tenuto al segreto professionale si occupa in modo specifico di un utente a lui affidato e riferisce all’equipe in merito all’andamento del progetto attua il piano individuale concordato in equipe e con i Servizi invianti. svolge compiti d’accompagnamento alle visite ed esami collabora alla predisposizione dei piani di trattamento individuali e alla loro verifica. di tipo specialistico. Svolge, dove necessario, attività di assistenza e cura di tipo socio-sanitario opera in stretta collaborazione con la rete di volontari. collabora alla gestione della Casa partecipa alla formazione e all’aggiornamento permanente proposto dall’Associazione Ogni anno l’Associazione attraverso i responsabili di struttura, fa una verifica del lavoro svolto da ogni operatore e somministra un questionario per rilevare il grado di soddisfazione degli operatori e le eventuali proposte di miglioramento in termini formativi. L’Associazione cura costantemente la formazione attraverso un piano di aggiornamento permanente. Per informazioni, rivolgersi al Presidente della Cooperativa Cotepi, presso la sede dell’associazione Stradone Farnese 96- Piacenza- tel N° 0523/338710 IL VOLONTARIATO I volontari offrono tempo, impegno, condivisione, competenza professionale e umana al fianco delle persone fragili per aiutarle nella prevenzione, nell’educazione, nel sostegno, nella cura e nell’inserimento sociale. Dal 1994 operano organizzati in una Associazione di Volontariato che si chiama P.A.Ce. (Persona Al Centro) all'interno dell'associazione "La Ricerca". L’Associazione "PaCe" è una forza voluta e concepita allo scopo di aggregare tutti insieme i volontari che svolgono il loro servizio nelle varie aree e settori gestiti dall’Associazione La Ricerca, in collaborazione con i soci e gli educatori. In particolare l’Associazione P.A.Ce. opera nel territorio come coscienza critica per affrontare le tematiche del disagio attraverso percorsi di responsabilizza- zione. I volontari sono aiutati a fare un cammino di conoscenza di sé e, contemporaneamente a costruire il senso di appartenenza. Da questo lavoro nasce una mentalità orientata alla solidarietà e alla condivisione per costruire relazioni positive di accoglienza con chi vive situazioni di disagio, di sofferenza e di esclusione. L’attività dei volontari viene svolta presso tutte le sedi gestite dalla Associazione La Ricerca e sul territorio nelle scuole nelle parrocchie e presso i comuni; in questi luoghi vengono esercitate attività relative ai seguenti servizi: Aiuto negli uffici amministrativi e al centralino presso la sede, manutenzione negli spazi interni ed esterni delle varie sedi dove si opera; Aiuto nelle strutture sul percorso terapeutico degli utenti per combattere le Dipendenze, per il sostegno, la cura e l’assistenza socio-sanitaria dell’Aids e della Doppia Diagnosi (compromissioni psichiatriche associate all’uso di sostanze); Affiancamento ai servizi di ascolto e prevenzione al Counseling, al Punto Ascolto Dipendenze, agli Sportelli nelle scuole e nei Gruppi di Auto-Aiuto per le famiglie; Affiancamento nei Servizi Educativi nelle scuole, nella formazione alle famiglie, agli insegnanti, nelle parrocchie e in altre agenzie educative; Organizzazione di eventi o manifestazioni. In questi ambiti i volontari mettono a disposizione la loro esperienza professionale e relazionale per creare uno spazio di famiglia ed essere segno di speranza per tutti. Fare volontariato è una esperienza gratificate, un impegno di tempo e di energia a beneficio della comunità locale e della società intera. Per informazioni, rivolgersi all’Associazione P.A.Ce., presso la sede Stradone Farnese 96- Piacenzatel N° 0523/338710 E-mail [email protected] 33 Standard di qualità impegni e programmi L’Associazione, allo scopo di migliorare la qualità dei servizi forniti, applica al proprio interno un sistema di qualità conforme ai requisiti richiesti dalla norma UNI EN ISO 9001/2008. Il personale a qualsiasi livello è impegnato, pertanto, a soddisfare costantemente le esigenze dei committenti e degli utenti nei modi descritti dal Manuale Qualità. Di conseguenza, tutta l’organizzazione partecipa attivamente al mantenimento del Sistema Qualità e tutti i dipendenti ed i fornitori sono impegnati per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: progettare ed erogare servizi in linea con le finalità dell’Associazione e con la legislazione vigente in materia e sempre adeguati ai requisiti contrattuali ed alle aspettative dei Committenti e degli Utenti, correggere e prevenire errori e non conformità riguardanti i servizi e/o l’applicazione del Sistema Qualità; raccogliere e gestire i reclami dei Clienti/Utenti e, ove necessario, predisporre tempestive azioni correttive e/o preventive; individuare ed applicare metodologie idonee a valutare la rispondenza dei risultati rispetto agli obiettivi ed alle aspettative dei Committenti e degli Utenti. L’Associazione, consapevole che una corretta pianificazione delle attività consente di prevenire l’insorgere di errori e/o non conformità e, di conseguenza, di migliorare la qualità dei servizi erogati, è impegnata ad attuare continue e mirate attività di addestramento e formazione del personale proprio e di quello delle Cooperative di operatori, a cui dovesse essere appaltata la gestione di taluni servizi. Si serva inoltre dell’opera di professionisti ed esperti scelti con criteri di sele- 34 zione predefiniti, secondo quanto previsto dalla procedura del Sistema Qualità. La Direzione si assume la responsabilità ed è impegnata a: definire obiettivi misurabili e quantificabili e riportarli in un documento interno divulgato tra i dipendenti attraverso una presentazione del Sistema Qualità e la successiva esposizione nelle Sedi della varie Unità Operative. Tale documento viene rivisto con cadenza annuale e definisce obiettivi e strumenti per raggiungere tali obiettivi, responsabilità, tempi; stabilire e far rispettare adeguate procedure operative e di controllo necessarie per una corretta erogazione del servizio; organizzare programmi di formazione in modo che ognuno abbia le competenze e le professionalità adeguate al proprio ruolo; organizzare e fornire mezzi e risorse per le attività di controllo e di revisione interna, allo scopo di assicurare il rispetto di questa politica. Il Comitato Esecutivo dell’Associazione di Solidarietà La Ricerca condivide ed approva questa politica, ne favorisce l’applicazione, il Direttore è incaricato di far in modo che tali contenuti siano compresi, condivisi ed applicati ad ogni livello dell’organizzazione aziendale. SERVIZI EROGATI L’Associazione si impegna a fornire i servizi di seguito elencati: Verifica della capacità collaborativa e di raccordo con i propri servizi pubblici di riferimento Intervento di gruppo settimanale con le famiglie dell’utenza Promozione di momenti di integrazione con il contesto sociale Prestazioni alberghiere: Pernottamento presso la sede della struttura. Verifica ed accompagnamento nella pulizia e disinfezione degli ambienti, preparazione dei pasti secondo le tabelle dietetiche approvate dal competente servizio dell’ASL, Servizio di lavanderia, a cura del personale congiuntamente all’utenza. Preparazione di pasti secondo le tabelle dietetiche Distribuzione e somministrazione pasti. Attività di aiuto alla persona quando non autosufficiente. Prestazioni educative: Attuazione di specifici progetti educativi individuali per ogni ospite Accompagnamento nella gestione dei rapporti con le strutture scolastiche ove è inserito il proprio figlio Intervento di sostegno e verifica della relazione di coppia attraverso gli accompagnamenti esterni Mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e con il partner (ove non sussistano controindicazioni) Prestazioni terapeutiche-riabilitative per gli adulti Gruppo terapeutico settimanale Colloqui psichiatrici settimanali di prescrizione e monitoraggio della terapia farmacologica Somministrazione test Psicodiagnostici Stesura di relazioni di valutazione del percorso terapeutico Gruppo terapeutico e sostegno alla genitorialità per gli utenti che sono genitori Mantenimento del rapporto con la famiglia, ove non sussistano controindicazioni Prestazioni per i minori nella casa Luna stellata Affiancamento e supporto alla madre nelle attività di gioco e gestione del tempo libero con il proprio bambino. Inserimento nelle strutture scolastiche territoriali (ove possibile dal limite di accettazione per età e posti disponibili) 35 Standard di qualità impegni e programmi Mantenimento dei rapporti con il padre e con la famiglia di origine allargata (ove non sussistano controindicazioni) Attività educative e assistenza ai momenti di gioco. Stesura di relazioni di valutazione della relazione tra il minore e la mamma o adulti significativi di riferimento Servizi erogati dal S.S.N. attraverso il pediatra di base, personale infermieristico e gli altri servizi e presidi territoriali per i minori della casa luna stellata Osservazione dell’attaccamento attraverso l’ Attachment Q-Sort La documentazione e il monitoraggio dei percorsi Ogni persona è dotata di una cartella terapeutica individuale che contiene tutta la documentazione del percorso effettuato La cartella individuale contiene: I dati anagrafici, anamnestici e l’andamento del percorso (ingressi, abbandoni, sospensioni, ricoveri ecc …) il Piano terapeutico individuale in cui sono specificati gli obiettivi dell’intero percorso e le verifiche periodiche effettuate durante le riunioni di equipe e con i servizi invianti Attività di accudimento a persone non autosufficienti. la relazione psicodiagnostica effettuata dopo il periodo di osservazione e dove previste le relazioni inerenti il rapporto tra la madre e il minore le relazioni inviate ai servizi pubblici per il monitoraggio del percorso Assistenza e cura in collaborazione col medico di base della struttura Prestazioni infermieristiche professionali il diario giornaliero in cui sono specificate le attività e in generale gli avvenimenti quotidiani significativi che interessano il percorso dell’utente presso la struttura. Il piano di assistenza individuale nelle strutture dove previsto Accompagnamento alle visite di tipo specialistico ed esami Attuazione di specifici piani di assistenza individualizzati Assistenza medica pediatrica costante Prestazioni sanitarie: 36 Assistenza e cura in stretta collaborazione con i Reparti del presidio ospedaliero territoriale Educazione alla assunzione autonoma e corretta dei farmaci prescritti. Presenza settimanale in comunità del medico di medicina generale Tutti i percorsi vengono verificati di norma ogni tre/ quattro mesi durante le riunioni di equipe in base a criteri di accettabilità personalizzati e definiti e comunicati al paziente e, dove possibile, alla famiglia durante la definizione del piano di trattamento individuale La documentazione è tutelata dal segreto professionale e dalla legge sulla privacy secondo la normativa vigente. COSA CHIEDIAMO Alla persona che entra nei nostri servizi viene chiesto: Il rispetto delle persone e degli ambienti in cui le persone vivono e di cui si usufruisce Partecipazione alle attività terapeutiche, educative e di gestione della casa Partecipazione alle attività di gruppo ad eccezione di situazioni particolari valutate dall’equipe in base al progetto individuale Rispetto delle regole principali specificate in un regolamento interno che l’utente firma al momento dell’ingresso Impegno a mantenere il protocollo farmacologico prescritto dai medici delle strutture Provvedere alle proprie spese personali quali: sigarette, spostamenti, prodotti igienici indumenti e altre spese non a carico del servizio sanitario nazionale. 37 Meccanismi di tutela e di verifica Per permettere alla Associazione di rispondere costantemente al bisogno della persona la Direzione della associazione svolge periodicamente un esame della situazione attraverso alcuni strumenti che permettono di raccogliere eventuali problemi di gestione e o d’insoddisfazione da parte dell’utenza e della committenza. Tali dati vengono registrati e affrontati in una riunione con la direzione della struttura e risolti in tempo adeguato alla necessità espressa. In particolare: Vengono periodicamente svolte verifiche ispettive (interne ed esterne) da parte dei responsabili della Associazione Ogni sei mesi viene distribuito nelle strutture un questionario anonimo dove gli ospiti possono esprimere in forma scritta il loro grado di soddisfazione del servizio. Ogni anno generalmente nel mese di Novembre viene somministrato ai servizi invianti un questionario che ci permette di conoscere i problemi relativi alla relazione tra i servizi e la comunità Ogni anno attraverso un questionario di rilevazione della soddisfazione e motivazione del personale somministrato agli operatori dipendenti dall’Associazione e della Cooperativa di gestione impiegati nel servizio, viene misurato il grado di soddisfazione e il coinvolgimento degli operatori sul servizio, caratteristiche che impattano sulla qualità del servizio erogato L’esito della lettura di questi questionari viene reso agli interessati durante incontri di confronto e valutazione del servizio in modo da permettere a tutti di esprimersi e contribuire al miglioramento della gestione del servizio. 38 GESTIONE DEI RECLAMI In caso di disservizio o malfunzionamento o insoddisfazione del servizio è possibile rivolgere il proprio reclamo al responsabile della struttura. I reclami possono pervenire dagli Enti invianti, dagli utenti e dalle loro famiglie, dai tirocinanti, o dai volontari. Il responsabile della struttura o del servizio provvederà ad avviare una procedura per la risoluzione del problema esposto entro 30 giorni dalla segnalazione e a darne comunicazione scritta a chi ha esposto il reclamo. Il reclamo va inoltrato inviando il modulo allegato alla segreteria dell’Associazione “La Ricerca” all’ indirizzo mail [email protected] o via fax n ° 0523/328903 39 40