CONVEGNO FISE-UNIRE ANPAR
L’utilizzo degli aggregati riciclati nelle costruzioni stradali
La nuova norma tecnica per la costruzione e
manutenzione delle costruzioni stradali.
Criteri di impiego degli aggregati riciclati.
Prof. Antonio D’Andrea
Università La Sapienza Roma
La nuova norma tecnica per la costruzione e manutenzione delle costruzioni stradali – Criteri di impiego degli aggregati riciclati.
Rimini 09/11/2012
Antonio D’Andrea – DICEA – Sapienza Università di Roma – [email protected]
Storia
La CNR-UNI 10006-“Costruzione e manutenzione delle
strade, Tecniche di impiego delle terre”, dal 1963:
- ha regolato la pratica tecnica di tutte le opere civili
impieganti materiali granulari;
- è stata riportata, integralmente o per stralci, nei
capitolati speciali di appalto, negli elenchi dei prezzi e
negli altri documenti contrattuali previsti dalle leggi.
- in innumerevoli casi, si è ritenuta sufficiente una
citazione o un semplice rimando, tanto era diffusa la
conoscenza di tale documento di riferimento condiviso.
Nel 2002 è stata aggiunta una appendice relativa ai
misti granulari con aggregati riciclati o artificiali.
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Contenuti dell’allegato alla 10006 2002
- diverse composizioni tipo degli aggregati riciclati in
funzione della provenienza (da cls, da macerie
dell’edilizia, da demolizioni stradali, da scarti
industriali, da rifiuti di vetro etc.);
- modalità di campionamento e di saggio;
- cautele di impiego ai diversi livelli di utilizzo;
Utilità: ammettere gli aggregati riciclati alla stessa
stregua degli aggregati naturali, prevenendo e
superando i pericoli derivanti dalle loro caratteristiche
intrinsecamente speciali:
forma, disomogeneità nel tempo, multi-resistenza.
Trasposta nella C.M. 5205 del 15/07/05 
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Motivazioni per una nuova norma
Nel 2004 l’Ente UNI ha ritirato la norma UNI 10006
pensando che fosse stata rimpiazzata dalle:
UNI EN 13242:2004
UNI EN 13285:2004
UNI EN ISO 14688-1:2003
UNI EN ISO 14688-2:2004
Ma le citate EN non la sostituiscono affatto.
Si occupano di:
- procedure per il saggio di alcune proprietà dei materiali
granulari e modalità di espressione dei risultati;
- schema generale di classificazione dei terreni in posto.
Mancano prescrizioni sui controlli e sui valori ammissibili.
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Scopi della nuova norma 10006.
•un punto di vista unitario sulla materia;
•distinguere i campi di intervento di ciascuna norma EU;
•classificazione funzionale delle terre;
•criteri di selezione ed accettazione degli aggregati;
•modi d’impiego, trattamento e stabilizzazione;
•parametri per la verifica di buona esecuzione delle
opere;
•riferimento per capitolati e rapporti contrattuali.
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Costituzione e nomenclatura delle strutture stradali
e inquadramento nella normativa europea
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Le norme EN per i materiali sciolti (non legati)
La ISO 14688, parti 1 e 2, stabilisce i principi generali per
l’identificazione e la classificazione delle terre naturali in sito e delle
terre movimentate e ridepositate dall’uomo, e indica i criteri per
raggrupparle in classi di composizione e proprietà simili. Poiché le
caratteristiche rilevanti di tali materiali possono variare
notevolmente, la norma prevede che possa essere appropriata una
descrizione e/o classificazione più dettagliata rispetto a quelle che in
essa vengono riportate a titolo di esempio.
La EN 13242 specifica le proprietà di aggregati ottenuti mediante
trattamento di materiali naturali o artificiali o riciclati, da utilizzare
come materiali non legati e legati con leganti idraulici, per impiego in
opere di ingegneria civile e nella costruzione di strade. Fornisce i
criteri di classificazione del materiale secondo caratteristiche
geometriche, fisiche e chimiche e prescrive un sistema di controllo
della produzione per la marcatura CE.
La EN 13285 specializza la EN 13242 per le miscele all-in (0/D) non
legate di aggregati naturali, artificiali e riciclati destinati alle strade,
e precisa la forma dei fusi granulometrici da imporre al fornitore.
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La nuova UNI 10006 per le terre (EN 14688)
Definizione di terra:
ogni roccia sciolta o frammentaria, incoerente per
natura o che diviene tale in seguito a più o meno
prolungato contatto con acqua, ovvero insieme di granuli
minerali e/o organici separabili con debole azione
meccanica ottenuti da scavi o provenienti da cave dalle
quali il cavato venga trasferito al cantiere senza
particolari operazioni di selezione, salvo l’eventuale
passaggio su un vaglio sgrossatore.
E’ altresì denominato terra il risultato della miscelazione di due
terre o di una terra e di un aggregato naturale.
(correzione granulometrica già prevista dalla CNR 169 e altre CNR)
Sono escluse dalla definizione le miscele di terre con aggregati di
qualsiasi altra origine e i depositi antropici.
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Deposito antropico (man-made ground)
Tutti i depositi superficiali derivanti o interessati
dall’attività antropica quali rilevati, riempimenti,
colmate e in genere ogni trasferimento e rimodellazione
del terreno naturale,
nonché gli accumuli di materiale di riporto o di scarto
(da miniere o altre attività civili o industriali).
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La nuova UNI 10006 per le terre (EN 14688)
A) Se parliamo di terre in sito:
sono presenti nei sottofondi A in trincea o raso
campagna (se non idonee vanno sostituite o
trattate).
B) Se parliamo di terre movimentate:
terre provenienti dagli scavi, se riconosciute
idonee,
 o da cave di prestito aperte all’uopo nell’ambito
delle attività di cantiere.
Sono utilizzabili per la formazione di corpi di
rilevato e loro parti terminali prossime alla
sovrastruttura (sottofondi B).

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La nuova UNI 10006 per le terre .. (criteri EN 14688)
Classificazione
generale
Gruppo
Sottogruppo
Frazione
passante allo
staccio
2 mm
0.4 mm
0.063 mm
Terre ghiaio-sabbiose
Frazione passante allo staccio
0.063 mm ≤ 35%
A1
A3
A1-a
A1-b
≤ 50
≤ 30
≤ 15
≤ 50
≤ 25
≤6
≤6
Torbe e
terre
organiche
palustri
A8
Terre limo-argillose
Frazione passante allo staccio
0.063 mm > 35%
A2
A4
A5
A2-4
A2-5
A2-6
A2-7
> 50
≤ 10
≤ 35
≤ 35
≤ 35
≤ 35
> 35
> 35
N.P.
≤ 40
≤ 10
> 40
≤ 10
≤ 40
> 10
> 40
> 10
≤ 40
≤ 10
≤8
A6
A7
A7-5
A7-6
> 35
> 35
> 35
> 40
≤ 10
≤ 40
> 10
> 40
> 10
> 40
> 10
≤ 12
≤ 16
Caratteristiche della
frazione passante
allo staccio 0.4 mm
LL (Limite liquido)
IP (Indice di plasticità)
IP ≤ LL-30
Indice di gruppo
0
Tipi usuali dei
materiali
caratteristici
costituenti il gruppo
Ghiaia o breccia,
ghiaia o breccia
sabbiosa, sabbia
grossa, pomice,
scorie vulcaniche,
pozzolane
Qualità portanti
quale terreno di
sottofondo in
assenza di gelo
Azione del gelo
sulle qualità portanti
Ritiro e
rigonfiamento
Permeabilità
0
Sabbia
fina
≤4
0
Ghiaia o sabbia limosa o argillosa
da eccellente a buono
IP > LL-30
≤ 20
Argille
Argille
Torbe di
molto
Argille
molto
recente o
Limi poco Limi molto
comprespoco
compres- remota
compres- compressibili e
compressibili e formazion
sibili
sibili
mediasibili
molto
e, detriti
mente
plastiche organici
plastiche
Da
scartare
Da mediocre a scadente
Nessuna o lieve
Media
Molto elevata
Media
Elevata
Media
Nullo
Nullo o lieve
Lieve o medio
Elevato
Elevato
Molto
elevato
Elevata
Media o scarsa
Scarsa o nulla
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La nuova UNI 10006 per gli aggregati (ex 13242)
Gli aggregati sono, come le terre, assortimenti granulari, ma se ne
differenziano in quanto sono ottenuti mediante un trattamento,
più o meno complesso, di materiali naturali o industriali o
riciclati, SENZA DISCRIMINAZIONE TRA DI ESSI, MA
RICONOSCENDONE LE PECULIARITA’.
Si applicano i principi generali indicati nella EN 13285 (miscele).
Nella designazione degli aggregati componenti le miscele devono
essere menzionati:
a) la provenienza (luogo di estrazione o di produzione o di
trattamento);
b) il tipo di aggregato, con descrizione petrografica (EN 932-3),
ovvero dichiarazione della provenienza da riciclo;
c) per gli aggregati di riciclo, le categorie di appartenenza secondo
la Tabella 12 della EN 13242;
d) la dimensione inferiore (d) e superiore (D), nella forma d/D.
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Cosa
aggiunge la
10006 ?
I requisiti
specifici
per ciascun
utilizzo.
In altre
parole,
sceglie tra
le varie
possibilità
offerte
dalla EN.
Miscele non legate di aggregati riciclati
Impieghi
Colmate/rinterri
Corpo rilevato
Sottofondo
Norma di prova
Requisito
minimo
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Requisito
minimo
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Requisito
minimo
UNI EN 933-11
Rcug 70
20000
Rcug 70
5000 m3
-
Contenuto di vetro
UNI EN 933-11
-
Rg 5-
5000 m3
Rg 5-
2000 m3
Contenuto di calcestruzzo
UNI EN 933-11
Rc 90
2000 m3
Caratteristica armonizzata
Contenuto di materiali litici di
qualunque
provenienza,
pietrisco
tolto
d’opera,
calcestruzzi,
calcestruzzo
aerato non galleggiante, laterizi,
refrattari, piastrelle, prodotti
ceramici, malte idrauliche ed
aeree, intonaci, vetro.
Contenuto
di
materiali
bituminosi
Contenuto
di
materiale
galleggiante: carta, legno, fibre
tessili,
cellulosa,
residui
alimentari, polistirolo, sostanze
organiche eccetto bitume, ….
Contenuto di terreno vegetale,
metalli, legno non galleggiante,
plastica,
gomma,
gesso,
cartongesso, e altri materiali
non galleggianti non litoidi.
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Ra 30-
5000 m3
Ra 10-
2000 m3
-
FL10-
5000 m3
FL5-
2000 m3
-
X1-
5000 m3
X1-
2000 m3
UNI EN 933-11
Ra 30-
UNI EN 933-11
UNI EN 933-11
20000
Esempio: aggregati riciclati
classificazione secondo Tabella 12 EN 13242:2008
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Criteri di accettazione degli aggregati da riciclo EN 13242 + EN 13285
Miscele non legate di aggregati riciclati
Colmate/rinterri
Requisito
minimo
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
UNI EN 933-1
0/63
OC 75
UNI EN 933-1
-
UNI EN 933-1
GN
UNI EN 933-3
Corpo rilevato
Sottofondo
Requisito
minimo
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Requisito
minimo
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
20000
20000
0/63
OC 85
UF 35
5000 m3
5000 m3
5000 m3
0 / 31,5
OC 75
UF 15
2000 m3
2000 m3
2000 m3
20000
GN
5000 m3
GU
2000 m3
-
FI50
50000 m3
FI35
2000 m3
-
MB5
SE20
5000 m3
5000 m3
MB5
SE30
2000 m3
2000 m3
UNI-EN 1097-2
-
LA50
50000 m3
LA45
20000 m3
UNI EN 1744-1/10
-
SS0,2
5000 m3
SS0,2
2000 m3
Caratteristica armonizzata
Norma di prova
Designazione della miscela
Sopravaglio della miscela
Sottovaglio della miscela
Granulometria della miscela
UNI EN 13285
Appiattimento dell’aggregato
grosso
Qualità dei fini
Qualità dei fini (alternativo)
Resistenza alla
frammentazione
Solfato solubile in acqua
Impieghi
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Miscele non legate di aggregati riciclati
Caratteristica armonizzata
Norma di prova
Designazione
Sopravaglio della miscela
Contenuto massimo dei fini
UNI EN 13242 /13285
Contenuto minimo dei fini
Granulometria
Appiattimento dell’aggregato
grosso
Qualità dei fini
Qualità dei fini (alternativo)
Resistenza alla
frammentazione
Percentuale di particelle
frantumate/arrotondate
Resistenza all'usura
Solfato solubile in acqua
Impieghi
Strato anticapillare
Requisito
minimo
UNI EN 933-1
2/31,5
-
UNI EN 933-1
UF 3
UNI EN 933-1
GC90/15
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Fondazione
Requisito
minimo
1000 m3
UF 9
1000 m3
UF 9
1000 m3
LF 2
GA
1000 m3
1000 m3
LF 2
GA
1000 m3
1000 m3
UNI EN 933-3
FI35
1000 m3
FI35
1000 m3
UNI EN 933-9
MB2
SE30
1000 m3
1000 m3
?MB1,5
SE40 ?
1000 m3
1000 m3
LA30
10000 m3
LA30
10000 m3
-
C90/3
10000 m3
SS0,2
MDE20
SS0,2
10000 m3
1000 m3
UNI-EN 1097-2
??
UNI-EN 933-5
UNI-EN 1097-1
UNI EN 1744-1/10
?
100 m3
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
1000 m3
UNI EN 933-8
100 m3
Requisito
minimo
0 / 31,5
OC 85
UNI EN 933-1
0/31,5
OC 75
Frequenza
minima di prova
in fase di stesa
Base
1000 m3
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Particolare cura nelle definizioni.
6.3 BONIFICHE
Quando la natura e lo stato dei terreni di impianto dei rilevati non consentono di raggiungere con il
solo costipamento i valori di portanza richiesti, si procede all’approfondimento degli scavi per la
sostituzione di un opportuno spessore del materiale esistente con idonei materiali di apporto. In
alternativa può essere adottato un adeguato trattamento di miglioramento o di stabilizzazione.
L'idoneità dei materiali da impiegare per la realizzazione di strati di bonifica dei piani di appoggio dei
rilevati deve essere valutata sulla base dei requisiti richiesti ai materiali da impiegare nella
formazione del corpo dei rilevati nel caso in cui gli strati di bonifica si trovino a distanza superiore a
1,00 m dal piano di posa della pavimentazione, e sulla base dei requisiti richiesti ai sottofondi nel caso
contrario.
6.4 MIGLIORAMENTI
Il miglioramento è finalizzato a modificare le caratteristiche geotecniche di una terra inidonea
(granulometria, sensibilità all’acqua, indice CBR, resistenza al taglio, portanza in opera) per renderla
atta ad uno degli impieghi previsti dalla presente norma e conforme ai requisiti indicati nel paragrafo
5.1. Il miglioramento può ottenersi trattando miscelando la terra con un’altra terra o con aggregati
naturali, ovvero trattando la terra con modesti quantitativi di legante.
Un particolare tipo di miglioramento è quello destinato a migliorare la lavorabilità e la costipabilità di
una terra per altro verso idonea, o a ridurne il contenuto d’acqua attuale.
6.4 STABILIZZAZIONI
Le terre inidonee possono essere stabilizzate, ovverosia trasformate in materiali legati, ancorchè
debolmente, che non possono essere più caratterizzati mediante i parametri tipici dei materiali
granulari. Le stabilizzazioni sono trattate nella seconda parte della presente norma.
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Novità abbastanza discussa: il campo prova
Quando: Se i rilevati raggiungono altezze superiori a 3 m e i volumi
dei movimenti di materia sono superiori a 100000 m3, e negli altri
casi quando sia compatibile con i tempi e l’organizzazione dei lavori,
Scopo: definire, sulla scorta dei risultati delle prove preliminari di
laboratorio e con l’impiego dei mezzi effettivamente disponibili, o
similari, gli spessori di stesa ed il numero di passaggi dei
compattatori (grado di addensamento e/o portanza).
A cosa si applica: ogni tipologia di approvvigionamento di materiale.
Il sito della prova può essere compreso nell’area d’ingombro del
corpo stradale, anche in corrispondenza di un tratto di rilevato: in
questo caso dopo la sperimentazione saranno eventualmente
demolite le sole parti del manufatto non accettabili, sulla base
delle prestazioni ad esse richieste nella configurazione finale.
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Paragrafo sul costipamento.
STRATO
Rilevato
Sottofondo
Supercompattato
Fondazione
Base
REQUISITI PER L'ADDENSAMENTO E LA PORTANZA DEGLI STRATI
Grado di
Modulo di
Cedimento
addensamento
deformazione
M'd/Md
permanente
2
% gd max
Dh [mm]
Md [N/mm ]
?
?
SNV 670365
≥ 95%
≥ 30
AASHO mod.
tra 0.05 e 0.15 MPa
≥ 98%
≥ 50
AASHO mod.
tra 0.15 e 0.25 MPa
≥ 98%
≥ 80
AASHO mod.
tra 0.05 e 0.15 MPa
≥ 98%
≥ 100
AASHO mod.
tra 0.15 e 0.25 MPa
≥ 100%
≥ 100
AASHO mod.
tra 0.05 e 0.15 MPa
Modulo
con LWD
2
Modulo
con FWD
2
E [N/mm ]
E [N/mm ]
≤ del valore
determinato in
campo prova
< 4.0
≥ del valore
determinato in
campo prova
≥ del valore
determinato in
campo prova
≤ del valore
determinato in
campo prova
< 2.5
≥ del valore
determinato in
campo prova
≥ del valore
determinato in
campo prova
?
-
?
≥ 120
?
≥ 190
-
(o prestazione
di progetto)
(o prestazione di
progetto)
-
prestazione di
progetto
prestazione di
progetto
≤ del valore
determinato in
campo prova
≤ del valore
determinato in
campo prova
Lavori in corso:
- specializzazione della parte ferroviaria;
- rilettura finale della seconda parte della norma.
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CONVEGNO FISE-UNIRE ANPAR
L’utilizzo degli aggregati riciclati nelle costruzioni stradali
Grazie per la vostra attenzione !
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Prof. Antonio D’Andrea
Università La Sapienza Roma
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