PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE Anno III - N. 4 - Dicembre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona Ristrutturata in un solo anno di lavoro e con una spesa di 1.311.552 euro Inaugurata la “nuova” Rianimazione del “S. Paolo” di Savona con attrezzature e standard logistici all’avanguardia non solo in Italia ma in Europa Il finanziamento è stato assicurato dal Servizio Sanitario Nazionale, dalla nostra A.S.L. e dalla Cassa di Risparmio di Savona Ubaldo Fracassi Direttore generale dell’A.S.L. n. 2 Savonese Da sinistra l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Levaggi, il Sindaco di Savona Carlo Ruggeri, il Direttore Generale dell’A.S.L. 2 Ubaldo Fracassi, il Direttore DEA Massimo Vecchietti. Di spalle il Vescovo di Savona Domenico Calcagno. Risale all’ottobre del 2001 la data del verbale di consegna lavori per la ristrutturazione ed ampliamento del Servizio di Rianimazione. E’ stato necessario un lavoro intenso di oltre un anno con un impegno economico, umano, tecnologico e professionale veramente notevole, per trasformare la Rianimazione di Savona in uno dei reparti all’avanguardia in Europa per quanto riguarda sia le attrezzature, sia la logistica del servizio. L’investimento complessivo è stato pari a 1.311.552 €. Grazie ad un finanziamento da parte del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi ex art. 20 L.67/88 pari a € 826.331; a fondi della ASL2 savonese ed ancora una volta ad un cospicuo contributo della Cassa di Risparmio di Savona di € 206.000 si è riusciti a rinnovare oltre che la logistica anche la strumentazione e l’arredo del reparto. L’intervento ha permesso di implementare di 1 posto letto la Terapia Intensiva esistente, che avrà quindi una disponibilità di 7 posti letto e sono stati creati ex novo 6 posti letto di Terapia Intensiva di 2° livello (post-intensiva). Ciò è stato possibile ampliando la disponibilità logistica che è passata da circa 300 mq di superficie utilizzata a più di 800 mq avendo un occhio di riguardo anche al- l’accoglienza dei parenti dei pazienti ricoverati; è stata infatti predisposta una speciale Sala d’attesa al fine di ridurre le condizioni di disagio fisico e psichico come nei più moderni ospedali dove la qualità è possibile percepirla tangibilmente. Dal punto di vista impiantistico è stato completamente rinnovato il sistema di monitoraggio dei pazienti utilizzando una tecnologia di tipo iterativo. Grazie alla donazione della CARISA sono stati forniti nr. 13 monitor paziente per il controllo dei vari parametri vitali del singolo. Ogni posto letto risulta infatti completamente informatizzato e tutte le apparecchia- ture di ventilazione sono state rinnovate con strumentazioni la cui tecnologia risulta tra le più avanzata al mondo. Il sistema informatico (Telemedicina) inoltre acquisisce on-line tutti i dati provenienti dai sistemi di monitoraggio dei pazienti ed è in grado di trasmettere e ricevere informazioni cliniche di diagnostica, di laboratorio e di immagine direttamente dai rispettivi servizi oltre a poter esportare dati anche verso altri ospedali italiani ed esteri. Conseguentemente al salto qualitativo generato dal completo rinnovo del reparto sarà attivato un corso residenziale permanente di istruzione a livello nazionale sull’uso clinico delle moderne tecnologie e metodiche di ventilazione aperto a tutti i medici specialisti in anestesia-rianimazione italiani. Il S. Paolo con questo straordinario intervento arricchisce il DEA di I° livello della provincia di Savona, al fine di dare le migliori risposte ai gravi problemi dell’emergenza sanitaria così come previsto dal nuovo Piano Sanitario Regionale ospedaliero. La nuova struttura è stata inaugurata sabato 23 novembre alla presenza dell’Assessore regionale alla sanità Roberto Levaggi, del Vescovo di Savona Domenico Calcagno e di numerose autorità che ricoprono cariche nazionali, regionali, provinciali e comunali e che hanno risposto all’invito di partecipare a questo importante momento per la sanità savonese. I DATI SALIENTI: • 800 mq. di superficie; • 7 posti letto a terapia intensiva di II livello; • 6 posti letto a terapia intensiva di I livello; • 13 monitor - paziente per il controllo dei parametri vitali; • Informatizzazione di ogni posto letto; • Speciale sala d’attesa per i parenti. SN Nuove sinergie al “S. Paolo” di Savona 2 Riflessioni su una metodologia che ha rilanciato lo spirito di collaborazione fra le équipe specialistiche con vantaggi per i pazienti e l’organizzazione del lavoro La chirugia videolaparoscopica è una tecnica che determina un trauma minimo nel paziente il rispetto dell’integrità fisica, una ridotta degenza postoperatoria e una drastica riduzione della sintomatologia dolorosa I risultati positivi, dopo un anno di collaborazione, tra l’équipe chirurgica e l’équipe ginecologica Angelo Schirru*, Antonio Parodi **, Ilario Caristo* (* U.O. Chirurgia Generale) (** U.O. Ostetricia - Ginecologia) Nessuna tecnica chirurgica si è imposta in tempi così brevi e con un consenso così generalizzato, come è accaduto per la videolaparoscopia, che permette di eseguire interventi chirurgici identici a quelli tradizionali “ad addome aperto”, riproducendone fedelmente i tempi. In videolaparoscopia possono essere eseguiti: • Interventi sull’apparato gastro enterico • Interventi ginecologici • Interventi urologici • Interventi di chirurgia pediatrica • Interventi di chirurgia vascolare La tecnica videolaparoscopica, che permette di realizzare una chirurgia senza esposizione dei vi- “Grande esperienza videolaparoscopica maturata in dieci anni di attività, con 2000 interventi, sia in elezione che in urgenza” sceri all’esterno, è oggi vincente in tutto il mondo. Trauma minimo, rispetto dell’integrità fisica, psicologica ed estetica, ridotta degenza postoperatoria, rapido recupero dell’attività lavorativa, assenza o drastica riduzione della sintomatologia dolorosa: sono i principali fattori che sempre più spesso convincono i chirurghi ad abbracciare questa tecnica. (Tab. 1) E’ infatti una realtà il numero crescente di interventi eseguiti con tecniche videoendoscopiche, oltre che in chirurgia generale, anche in molte specialità (ginecologia, urologia, ortopedia, chirurgia pediatrica, chirurgia vascolare ecc.) Se consideriamo inoltre che, anche in campo oncologico, stanno crollando gli ultimi residui scetticismi sulla “sicurezza” della videolaparoscopia, è facile prevede- SN Nuove sinergie al “S. Paolo” di Savona Tabella n. 1 Tabella n. 2 Chirurgia videolaparoscopica Vantaggi Netta riduzione del trauma chirurgico Migliore risultato estetico Maggiore conservazione delle difese immunitarie Riduzione del dolore postoperatorio Assenza quasi completa di aderenze postoperatorie Assenza di paralisi intestinale postoperatoria Precoce ripresa alimentare Minore degenza ospedaliera Minore costo socio economico - ripresa lavorativa generalmente molto più rapida Netta riduzione di alcune complicanze delle laparotomie - Svantaggi 3 infezioni di ferita e laparoceli Maggiore complessità tecnica Non tutto è ancora eseguibile in laparoscopia re che a breve termine la maggior parte degli interventi chirurgici si avvarrà di tale metodica. La videolaparoscopia ha anche stimolato un rinnovato spirito di collaborazione tra le varie équipe, ognuna con la propria specifica competenza, con importantissimi vantaggi per la didattica, l’apprendimento e la diffusione di tale me- “La videolaparoscopia è ormai una realtà mondiale, oltrechè in chirurgia generale, anche nelle diverse branche specialistiche”. todica. Possiamo affermare che, messi da parte certi assurdi campanilismi, il reciproco aiuto, assolutamente necessario per offrire un adeguato “servizio videolaparoscopico”, è un potente motore di riaggregazione negli ospedali. Da circa un anno abbiamo intrapreso una assidua collaborazione, sia a livello medico, sia a livello infermieristico e tecnico, tra l’équipe videolaparoscopia dell’U.O. di chirurgia generale e l’équipe ginecologica dell’Ospedale San Paolo. La grande esperienza maturata in 10 anni di attività videolaparoscopica (ormai più di 2000 interventi, sia in elezione che in urgenza) è stata messa a disposizione per in- Interventi videolaparoscopici ginecologici • Patologia Ovarica - Cisti sierose semplici - Cisti endometriosiche - Cisti dermoidi - Ascessi tubo ovarici • Patologia uterina - Miomectomie • Patologia ostetrica - Gravidanza extrauterina • Sintomatologia dolorosa pelvica - Viscerolisi per sindrome aderenziale • Diagnostica e terapia sulla infertilità tervenire con tale approccio sulla patologia ginecologica. (Tab. 2) In tutti i 30 interventi ginecologici videolaparoscopici, da noi eseguiti, abbiamo conseguito ottimi risultati. Non abbiamo lamentato complicanze (a parte un piccolo ematoma di parete, risolto con terapia medica). Le pazienti sono state dimesse tutte precocemente. Sempre più convinti dell’efficacia e delle grandi potenzialità della chirurgia videolaparoscopica, auspichiamo una sempre più stretta collaborazione anche con le altre specialità chirurgiche, per poter offrire nella nostra A.S.L. una valida e completa risposta videolaparoscopica alle necessità chirurgiche dei pazienti. 4 Collaborazione interdisciplinare ospedaliera SN Ogni anomalia che sticolo dai traumi. alla nascita non perLa stimolazione del La ricerca diagnostica dell’ambulatorio sorto mette la presenza di riflesso avviene a dalla collaborazione fra Urologia Pediatrica e Pediatria entrambi i testicoli basse temperature nello scroto va inte(visitare sempre il sa come testicolo ribambino in ambutenuto. Si preferisce latori caldi) e per definire criptorchistimolazione del ladismo solo le condito interno della cozioni in cui il testiscia. Alla nascita colo non si questo riflesso è reperisce né clinicadebole o assente. mente né ecotomoL’entità del riflesso graficamente ( coè notevolmente evime l’etimologia dente fino al decigreca impone). mo anno circa per Sicuramente la poi diminuire con complessità del fel’aumentare dei liLa strategia terapeutica chirurgica per superare nomeno suggerisce velli ormonici maquesta anomalia entro i primi quattro anni di vita una multifattorialità schili. di eventi quale cauParticolare attenzione va posta al testicolo retrattile nei sa del testicolo ritenuto. casi “borderline” per precisare quanto Esistono poi molte sindromi, su cui non vi sia di fisiologico o di patologia minimi soffermo, in cui il testicolo ritenuto Giuseppe Romagnoli ma. fa parte del quadro sindromico comDirettore U.O. Chirurgia, Urologia In numerosi studi l’incidenza del testiplessivo. ed Andrologia Pediatrica colo ritenuto vero si aggira sul 5% delE’ pertanto bene tener presente questa Ospedale “S. Paolo” di Savona la popolazione sana. Bisogna ricordare ipotesi. Antonio Langone sempre che una discesa può avvenire Presso l’Ospedale S.Paolo in Savona il Dirigente medico U.O. Chirurgia, spontaneamente nei primi tre/sei mesi problema è particolarmente sentito sia Urologia ed Andrologia Pediatrica d’età e che quindi una valutazione va per lo studio ed il trattamento delle Ospedale “S. Paolo” di Savona ragionevolmente posta dopo tale periomalformazioni dei genitali nell’infando anche dilatabile oltre non essendovi zia che viene svolto presso la U.O. problemi terapeutici urgenti fatte salve Complessa di Chirurgia, Urologia ed Andrologia Pediatrica, sia per la colla- quindi bisogna escludere questa even- le patologie associate (ernia, torsione etc.). borazione interdisciplinare con la U.O. tualità. Un testicolo ritenuto può trovarsi in po- Nel bambino prematuro, per ovvie raComplessa di Pediatria. Da questa collaborazione è sorto, nel sizioni ortotopiche alla discesa e cioè gioni di sfalsamento dei tempi di svirispetto delle specifiche competenze, praticamente dalla loggia renale allo luppo fisiologico ed anatomico, l’inciun Ambulatorio Congiunto per la valu- scroto od in posizione ectopica alla denza aumenta sino a toccare punte del tazione ed il controllo di tutti i portato- normale strada di migrazione. Nel pri- 60/70% nei pazienti con peso inferiore mo caso potremmo avere un testicolo a ai 1500 grammi. ri di questa patologia. La classificazione dei vari tipi di testi- livello pubico, inguinale, prescrotale, Il problema centrale è che il testicolo colo ritenuto varia a seconda dell’età ed ribattuto soprafasciale, canalicolare o sia nella borsa scrotale, deputata a tenea seconda della posizione. Infatti il fat- intraddominale. Nel secondo caso po- re delle basse temperature con i vari to che alla nascita i testicoli non siano tremmo avere un testicolo in ectopia meccanismi di cui è dotata: il plesso in sede, data l’ulteriore maturazione del traversa, in sede pubo-peniena, in sede pampiniforme, la pigmentazione scrotale, l’assenza di grasso sottocutaneo e neonato e del lattante sia in senso ana- femorale o perineale (Fig. 1). la regolazione attraverso muscoli sensitomico che fisiologico, non è elemento di diagnosi categorica ma impone una Una nuova variante è “l’ascending te- bili alle variazioni termiche come il attenta osservazione in quanto, nei me- stis” riferito a quei casi in cui il testico- muscolo cremastere ed il dartos. Nelsi successivi si osserva spesso un posi- lo è sceso nei primi tre mesi dalla na- l’uomo la temperatura a livello scrotale tivo cambiamento della situazione (pri- scita ed è successivamente risalito poi è di 33°, di 35° nella regione inguinale e di 37° in addome. mi sei mesi). più tardivamente. La palpazione del testicolo nella sua se- Per alcuni Autori rimane una variante Tutto il problema è imperniato sul fatto che un testicolo a temperature più alte de deve essere fatta da persona esperta del testicolo retrattile. in quanto il testicolo è già di per sé mo- Il testicolo retrattile è quella condizione di quelle necessarie e garantite dalla sebile e non è una struttura fissa ben in cui il testicolo per una retrazione de scrotale subisce delle alterazioni lieidentificabile se non si praticano cor- transitoria rimane fuori dallo scroto per vi a partire dal sesto mese e gravi a parrettemente le manovre. Si consideri poi contrazione del muscolo cremasterico. tire dal quarto anno di età. che normalmente il testicolo si retrae Questo muscolo nell’uomo ha due im- Tutta la strategia terapeutica va dunque per il riflesso cremasterico durante il portanti compiti: quello di regolare la impostata su questo problema e cioè sul primo approccio durante la visita e temperatura e quello di proteggere il te- fatto che dopo il quarto anno di età i La valutazione e il controllo dei bambini che non hanno la presenza di entrambi i testicoli nello scroto SN Collaborazione interdisciplinare ospedaliera testicoli debbono essere obbligatoriamente in sede scrotale. La diagnosi viene fatta con l’esame clinico e consiste nel valutare se vi è o non vi è un testicolo palpabile, dove si trova senza trazione e fino a che punto è trazionabile nello scroto. Il limite più basso di trazione senza tensione è il punto limite anche della parte caudale del dotto peritoneo-vaginale. Grandi variazioni si hanno tra lo scroto del neonato, più pendulo, e quello del lattante e del bambino più grande. Un emiscroto piccolo suggerisce un emiscroto disabitato. Un buon metodo di valutazione può essere stabilire la distanza che raggiunge il testicolo dal tubercolo pubico. La distinzione chiaramente va posta tra testicolo retrattile (che non va trattato) e testicolo ritenuto (che va trattato). I criteri più usati per definire un testicolo retrattile sono: il testicolo raggiunge il fondo dello scroto senza difficoltà il testicolo rimane nello scroto senza retrazione immediata il testicolo è di volume normale il testicolo, in anamnesi, rimane spontaneamente nello scroto. In tutti gli altri casi siamo di fronte ad un testicolo ritenuto in cui va valutata l’entità. Gli esami strumentali che possono aiutare sono: la ultrasonografia, la TAC e la risonanza magnetica nucleare. La laparoscopia permette di studiare e trattare i testicoli intraddominali. Schematicamente si può avere • Testicolo palpabile in sede • Testicolo palpabile fuori dallo scroto ma ben trazionabile nello scroto • Testicolo palpabile fuori dallo scroto ma non trazionabile (o a fatica dove non permane) nello scroto • Testicolo palpabile al di fuori della normale linea di discesa in posizioFig. 1 ne ectopica (vari tipi) • Testicolo non palpabile perché non si è formato (agenesia) • Testicolo non palpabile perché è andato in atrofia (es. torsione intrauterina) • Testicolo non palpabile perché è in una posizione anatomicamente non rilevabile alla palpazione (intraddominale in varie posizioni) La terapia può essere ormonale o chirurgica. La terapia ormonale, non da tutti condivisa, si basa sulla premessa che il testicolo ritenuto è dovuto alla deficienza ormonale dell’asse ipotalamo ipofisario. I risultati della ormonoterapia, che deve essere attentamente valutata dallo specialista Endocrinologo Pediatra del San Paolo di Savona, la cui competenza ben nota di fama nazionale permette un eccellente sinergismo tra le due specialità pediatriche, dipende da numerosi fattori. Solitamente vi è una risposta favorevole in quei casi al limite in cui di fatto non sussiste una vera ritenzione testicolare in quanto nel testicolo ritenuto vero spesso il motivo è più meccanico che ormonico e dipende dalla persistenza di un dotto peritoneo-vaginale non completamente scomparso che solo chirurgicamente può essere risolto. Il trattamento chirurgico è il trattamento di elezione per il testicolo ritenuto vero con l’intento di prevenire con un intervento precoce, la degenerazione cellulare causata dalla temperatura più alta. Uno dei problemi più controversi rimane l’epoca dell’intervento. Attualmente, riscontrando con studi ultrastrutturali che le alterazioni più precoci compaiono dopo il sesto mese e si protaggono in modo non rilevante fino al 3° e 4° anno per poi divenire più evidenti dopo, si è deciso di operare dal Fig. 2 5 sesto mese al secondo anno. Sicuramente, per ragioni anatomiche, l’intervento è più sicuro tra i 18 mesi ed i due anni. Solo chirurghi esperti, in centri abituati a svolgere chirurgia pediatrica, possono operare, se necessario, al di sotto dei 18 mesi. Le tecniche chirurgiche sono ormai perfettamente codificate e prevedono sostanzialmente due modelli operativi. Il primo è l’intervento chirurgico classico, in un tempo o due tempi a seconda della lunghezza dei vasi spermatici e del deferente, con una piccola incisione a livello inguinale ed un’altra a livello scrotale che è indicata in tutti i casi di testicolo ritenuto palpabile (85% dei casi). L’intervento prevede la preparazione dei vasi venosi ed arteriosi del funicolo e del dotto deferente. (Fig. 2) Successivamente viene isolato, legato e sezionato il dotto peritoneo-vaginale presente in circa il 70% dei casi e si attua di fatto l’erniotomia. Il testicolo quindi viene fissato e posizionato in una tasca extradartoica scrotale. Il secondo è l’approccio video-laparoscopico in due tempi limitatamente ai casi di testicolo non palpabile (15% dei casi). Le complicanze sono relativamente rare e si riferiscono prevalentemente alla sepsi ed alle conseguenze della lesione incidentale dei vasi spermatici o del deferente con atrofia secondaria del testicolo. I risultati sono sostanzialmente buoni sia per il posizionamento del testicolo che per la fertilità a distanza anche se l’interpretazione dei risultati rimane non semplice per i tempi di valutazione nell’arco di circa un ventennio con diversi approcci chirurgici difficilmente comparabili. Sicuramente un’ampia revisione della letteratura dimostra un aumento della fertilità per l’intervento precoce soprattutto per quei testicoli posti in prossimità del canale inguinale. 6 Consigli sulla diagnosi puntuale SN servono a divulgare Le malattie polmonari alcuni concetti cardicostituiscono uno dei ne nei pazienti. La maggiori problemi di sensazione di malatmedicina sociale per tia deve essere percel’elevatissima incipita e quindi comudenza per la loro canicata al medico. In pacità di determinare questo modo può iniinvalidità. Nella noziare il circuito virstra divisione il 35-40 tuoso sopra descritto. % dei pazienti viene Finchè il paziente non ricoverato per patolosi mette, o non è strutgia respiratoria. Nicola Vacca turalmente messo, I pazienti che vengonelle condizioni di cano dai medici definiti Dirigente Medico Responsabile modulo pneumologia ASL2 pire e di condividere BPCO,spesso non (Ventolin, Clenil compositum, broncovaleas un programma terapeutico di una malattia sanno che cosa ciò significhi. così proteiforme, non si riuscirà ad averne Proviamo a spiegarlo: i bronchi sono dei tu- ed altri nomi ancora). bi che, quando irritati sia da infiammazione Se dopo gli spruzzi di salbutamolo si ha una ragione,con ripercussioni individuali e sosia da infezione o da molti altri tipi di sti- riduzione dell’ostruzione,si tratta di asma ciali. moli, hanno la capacità di restringersi e di bronchiale e si ha diritto all’esenzione dal Nella nostra ASL è partito il programma di ostruirsi progressivamente fino all’occlu- ticket in quanto malattia sociale; se invece monitorizzazione territoriale dell’asma, sione nelle forme più drammaticamente non cambia nulla si tratta di BPCO o di en- venti medici di Medicina Generale sono stafisema e non vi è esenzione,almeno per ora. ti dotati di spirometro con l’indicazione gravi. Il perchè ed il come si chiudono i bronchi ci La SPIROMETRIA, che è l’esame con il di fare l’esame del respiro alle persone che quale si misura il respiro, DEVE essere il manifesteranno di avere affanno e quindi di dirà se si tratta di: primo esame da praticare. fare una prima selezione dei pazienti ostrut- Asma - BPCO (BroncoPneumopatia Cronica E’ molto importante che venga eseguito il tivi, quindi in collaborazione con il servizio più precocemente possibile,al comparire dei di pneumologia si seguiranno i casi che lo Ostruttiva ) sintomi. necessiteranno. - Enfisema. Queste sono le malattie polmonari ostrutti- Dopo questo primo semplice inquadramen- Non si possono nascondere alcune perplesve. Nulla hanno a che vedere con altre ma- to si potranno fare altri esami a seconda del- sità derivanti dalla gestione pratica di quelattie polmonari,tipo le polmoniti,la fibro- la storia del paziente, per definire meglio il sto programma, ma la sensibilità dell’ASL a tutti i livelli, l’impegno nostro, dei medici di si,la sarcoidosi, il tumore ed altre ancora. quadro: Nell’ambito delle malattie polmonari la - valutazione cardiologica, se necessario MG e dei pazienti resi consapevoli, probabilmente avranno la meglio e potranno esseparte del leone la fanno le forme ostruttive. - prove allergiche, se vi è indicazione La difficoltà di respiro, con parola - prova di broncoprovocazione con metaco- re in futuro una esperienza da ripetere e lina per i casi dubbi perfezionare. greca:dispnea, è il sintomo più precoce e spesso sottovalutato che porta il paziente a - valutazione per eventuale embolia pol- Sempre in ambito pneumologico, in relaziomonare ne all’ASPIRES, l’associazione savonese consultare il medico. dei pazienti in ossigeno terapia domiciliare, Molto spesso il paziente si tiene l’affanno e ed altri esami ancora a seconda. ci convive senza andare dal medico, peraltro Dopo questa prima linea di risposta,il pa- stanno arrivando le iscrizioni dei pazienti e anche i medici sottovalutano questo sinto- ziente più complesso va indirizzato al cen- dei loro familiari ed anche contributi di somo così precoce ed importante. Si pensi tro pneumologico, per una ulteriore valuta- stenitori. Si ricorda che l’associazione non che,mediamente, la prima spirometria viene zione specialistica. Da questa visita verrà ha scopo di lucro ed è una associazione di prescritta dopo sette anni dalla dichiarazio- fuori un programma da attuarsi in collabo- pazienti che eleggono il presidente e l’orgarazione tra: ne del sintomo. no direttivo. Quindi l’ipotesi di percorso da consigliare - Paziente Si farà la prima assemblea in coincidenza di un convegno sul paziente in ossigeno terasia ai Pazienti che ai Medici di Medicina - Medico curante - Pneumologo pia, con tutto quello che ciò comporta: Generale è questa: In qualunque punto si dovesse interrompere Aspetti nutrizionali, 1) I SOGGETTI che avvertono - affanno o difficoltà respiratoria, an- questo percorso, che deve essere condivi- Cure Domiciliari - Home Care so, si determineranno le condizioni per una Aspetti legislativi che se iniziale cronicizzazione dell’asma, che è poi il fat- E molti altri ancora. - tosse persistente,per lo più secca tore fondamentale della irreversibilità del- Ricordo che per l’iscrizione la quota asso- senso di costrizione toracica ciativa è di Euro 50 per anno, si può contat- tosse o affanno dopo una corsa,il ri- la malattia. dere, l’esposizione al freddo o all’am- Sembra paradossale ma può essere più dif- tare il rag. Venturino Adelmo ai seguenti ficile e complicato curare l’asma nella fase numeri telefonici: biente di lavoro 2) DEVONO consultare il proprio Medico, di quiescenza che in corso di crisi. L’una,dal 019/ 853735 Lunedì-mercoledì-venerdì dalpaziente e spesso dal medico, non viene le ore 9 alle 12 che in base alla storia ravvisata come malattia e quindi non tratta- 019/ 821801 dopo le 20,30 - familiare ta. L’altra,sicuramente più pericolosa, spes- fax 019/8486883 - personale so non è seguita da un adeguato controllo. Oppure per accreditamento diretto: - ambientale Come se noi nello spegnere un incendio ci ASPIRES conto corrente n° 10282 Z - lavorativa 3) FORMULA il sospetto clinico di accontentassimo di domare solo le fiamme Banca Anton-Veneto ABI 5040 CAB 10600 senza curarci delle braci, che se non ade- filiale di Savona – via Guidobono ASMA, di BPCO o di ENFISEMA. A questo punto occorre valutare la gravità guatamente spente, in tempo breve, deter- Per inviare messaggi di posta elettronica al della malattia ostruttiva e se si risolve pron- mineranno altre fiammate e quindi altre cri- Servizio di Pneumologia dell’ASL2 l’indirizzo e-mail è il seguente: tamente (in 15-30 minuti), dopo diversi si asmatiche. spruzzi di un farmaco tipo il salbutamolo E’ del tutto evidente che queste spiegazioni [email protected] Asma e insufficienza respiratoria: necessaria la partecipazione consapevole di medici e pazienti SN Attualità diagnostica e curativa al “S. Paolo” La radioterapia a Savona, come servizio aggregato alla radiodiagnostica, ha svolto la propria attività dagli anni ’60 quando fu dotata di un apparecchio di Cobaltoterapia. Nell’aprile 1991 viene riconosciuta l’autonomia del Servizio di Radioterapia Oncologica che eredita un apparecchio di Cobaltoterapia, un apparecchio di Brachiterapia per applicazioni ginecologiche e una vecchia roentgenterapia. Dopo sei anni impiegati per ottenere in primo luogo il finanziamento regionale e successivamente realizzare le opere murarie veniva inaugurato il nuovo centro, sito in Valloria, voluto e progettato a misura di ammalato con ampi spazi luminosi e dotato di attrezzature all’avanguardia; un Acceleratore Lineare, un Simulatore Universale, una nuova unità di Brachiterapia più versatile in quanto dotata di sorgente miniaturizzata ed un Sistema per i Piani di cura ( Treatment Planning) hanno permesso di ampliare e migliorare l’attività di terapia riducendo le cosidette fughe verso i centri genovesi. Oggi nel 2002 la Radioterapia di Savona è stata ulteriormente potenziata; è stato installato nel luglio il secondo Acceleratore Lineare in sostituzione della telecobaltoterapia e dai primi ottobre sono iniziati i trattamenti dei pazienti, inoltre abbiamo acquisito un 2° Treatment Planning e il sistema di Simulazione Virtuale. Per ovviare agli spostamenti dei pazienti presso altre strutture per effettuare la Tac, indispensabile per la programmazione dei trattamenti, è stata acquistata e già stata installata una Tac spirale dedicata a tale scopo, e che ci permetterà collegandola in rete di trasferire le immagini al Simulatore Virtuale consentendo al medico di individuare il volume bersaglio da irradiare e i tessuti sani da proteggere, successivamente tali dati verranno trasferiti, sempre in rete, ai Treatments Planning e quindi il Fisico Sanitario calcolerà la dose da erogare al volume identificato. Le nuove attrezzature permetteranno di soddisfare le richieste di terapia sempre più numerose e di migliorare la qualità del nostro lavoro. Le finalità di una moderna radioterapia La radioterapia oncologica di Savona: il futuro che c’è già Corrado Marziano Direttore U.O. Radioterapia Oncologica sono quelle di curare e guarire i tumori meglio che nel passato e far sì che il paziente abbia il minor numero possibile di effetti collaterali con tecniche selettive mirate a colpire il tumore risparmiando i tessuti sani. Il risparmio dei tessuti sani è strettamente legato alla tolleranza da parte del paziente; più tessuti si risparmiano minori saranno gli effetti collaterali e maggiore è la dose ai tessuti neoplastici ottenendo quindi un maggior effetto tumoricida. Per risparmiare i tessuti sani vengono fabbricati nell’officina del reparto dei blocchi realizzati con leghe bassofondenti. Tra breve tempo il Servizio sarà dotato di un Tagliasagome Computerizzato, regalato come d’altronde tutti gli strumenti dell’officina dal Comitato Cellese “Sonia Massa”. Dalla consolle del Simulatore Virtuale, il medico individua il bersaglio da irradiare e le aree da proteggere, i dati vengono trasmessi al tagliasagome computerizzato che disegnerà i blocchi di protezione con estrema precisione. Una tecnica molto selettiva è la brachiterapia con semi di iodio radioattivo ideata per la cura degli adenocarcinomi prostatici, viene effettuata in pochi centri in Italia e Savona è stata tra i primi centri ad effettuare tale metodica. La metodica permette di irradiare con dosi elevate soltanto la prostata dando una minima dose agli organi critici adiacenti (retto, vescica); sotto guida ecografica 7 vengono posti i semi radioattivi ed un sistema di calcolo, in tempo reale, stabilisce l’esatta posizione dei semi e quindi la dose erogata. Negli anni 2000 l’elettronica ha incredibilmente migliorato il lavoro del radioterapista perché l’elaborazione delle immagini ha permesso diagnosi migliori e trattamenti radianti più mirati. Il sottoscritto e i miei collaboratori ci auguriamo che in tempi brevi il Servizio possa essere dotato di un Collimatore Multilammellare Dinamico per effettuare la Radioterapia conformazionale, in modo più semplice senza cioè dover costruire sempre un gran numero di protezioni con leghe basso fondenti. Questo fondamentale accessorio nasce dal fatto che il tumore ha una forma irregolare nello spazio, il Collimatore Multilamellare Dinamico permette con una tecnica di movimento di erogare la dose seguendo la conformazione del tumore nello spazio, sfruttando l’elaborazione tridimensionale dell’immagine. Una richiesta per l’acquisto è stata avanzata alla fondazione CARISA che tanto ha già dato alla Sanità Savonese, ci auguriamo quindi che essa sia generosa anche con il Servizio di Radioterapia Oncologica. L’ammodernamento del parco macchine del Servizio ha avuto per l’ ASL dei costi abbastanza alti ecco perché si chiede l’aiuto anche di altre istituzioni per un ulteriore potenziamento. Può essere poco simpatico affrontare il problema dei costi in un campo come quello oncologico, ma le nuove tecnologie anche se presentano costi alti ben utilizzate producono anche dei risparmi in termini di terapie di supporto e soprattutto maggiori successi terapeutici. Un obiettivo intanto è stato raggiunto che è quello di garantire una migliore qualità di vita al paziente oncologico questo è il futuro che c’è già. Il prossimo obiettivo da raggiungere entro 10-15 anni sarà quello di ottenere la riduzione del 50% degli attuali indici di mortalità. Sarà un cammino lungo ma non impossibile. 8 Psichiatria di Consultazione e Psiconcologia SN Presentiamo questo neo, pone l’accenarticolo elaborato L’esperienza di lavoro nell’Ambulatorio aperto al “S. Paolo” to sull’importanza in occasione del di sviluppare la caConvegno “Psipacità di sopportachiatria di Consulre l’incertezza, di tazione e Psiconcopoter permanere in logia tenutosi il 29 una situazione di Maggio 2002 presdubbio, senza cerso la Fortezza del care a tutti i costi Priamar. di trovare delle Il lavoro rappresenrealizzazioni e delVanna De Amicis ta una riflessione le risposte certe, e Dirigente medico Dipartimento Salute Mentale sull’esperienza di questo vale sia per lavoro maturata il paziente che per dall’apertura delil terapeuta. Simonetta Porazzo l’Ambulatorio di Questa modalità di Dirigente psicologo Dipartimento Salute Mentale Psiconcologia (*) funzionamento da parte del Diparmentale potrebbe timento di Salute Mentale presso l’O- “pena” sentita di fronte ad alcune si- favorire un apprendimento maturo spedale S.Paolo di Savona. tuazioni, inizialmente ci hanno porta- che nasce dall’elaborazione dell’eIn un primo tempo volevamo termi- to a pensare che forse, ci stavamo sperienza, diverso e contrapposto ad nare questa comunicazione con una sbagliando e che, solo l’intervento di un apprendimento definibile usando frase di Bion citata da Scoppola, fra- personale qualificato in senso stretta- le parole di Melzer stesso come “un se che ci aveva particolarmente colpi- mente medico specialistico (faccia- apprendimento intorno a…….”. to. Successivamente abbiamo pensa- mo riferimento particolare agli onco- Sarà la capacità di tollerare questo to che, forse, era meglio proporla logi e ai radioterapisti), potesse dare mondo non conosciuto, intravisto, all’inizio, a rappresentare in qualche veramente aiuto ed essere rassicuran- per certi aspetti attraente e ripugnanmodo il filo conduttore di questa no- te. te al tempo stesso, non voluto, a rapstra relazione. Pensiamo che non sia Una riflessione più approfondita, ol- presentare un elemento di forza della necessario commentarla quanto piut- tre naturalmente a premesse di natura persona anche nei confronti dell’intosto affidarla alla riflessione di cia- teorica, ci hanno ricordato quanto in contro con la morte. scuno di noi. realtà, la malattia fisica e, ancor di La trasformazione della componente “Nell’ultimo seminario tenuto a Ro- più la malattia tumorale rappresenti- paura presente nel timore della morma nel 1977, Bion è quasi presago no per l’individuo un’esperienza te, in un’esperienza costruttiva predella sua fine e pone una serie di con- estremamente coinvolgente, per quel suppone un lavoro psichico impegnasiderazioni sul paziente terminale. “solo individuo”che si trova a con- tivo e non senza possibili intoppi. Prendendo lo spunto dal caso clinico frontarsi più che in altri momenti del- Questa esperienza è stata ampiamendi un paziente affetto da leucemia la sua vita, con la propria fragilità e te testimoniata dalla Kubler Roos la linfatica acuta che sta morendo di- vulnerabilità. quale si è occupata per diversi anni di ce:”……..guardando questo partico- La malattia, soprattutto la malattia a malati inguaribili riportando da quelare paziente, viene detto che sta mo- decorso cronico, rappresenta infatti sto suo lavoro una esperienza signifirendo. Di nuovo, questo non mi per ogni uomo un”attacco” al senti- cativa ed istruttiva, lasciando una teimpressiona, perché stiamo tutti mo- mento della continuità di esistere e la stimonianza con lo spirito di rendo visto che in effetti siamo vivi. possibilità di vedere comparire una insegnare dopo averlo imparato qualMa mi interessa se la vita e lo spazio falla nell’immagine della propria in- cosa di più sulle tappe finali della viche rimangono siano tali che valga la tegrazione corporea. Come sostiene ta (comprese ansie, timori e speranpena di vivere oppure no”. Correale, se la coesione e la continui- ze). Il messaggio per così dire della Nell’ambito della Psichiatria di Con- tà del Sé rappresentano le principali Kubler Roos è quello di incoraggiare sultazione la collaborazione con il strutture di base del senso di Sé della gli altri operatori sanitari e non, a Servizio di Oncologia è molto gio- persona, la malattia grave rischia di non sfuggire i malati “senza speranvane essendo iniziata lo scorso au- far vacillare il substrato di base della za” ma ad avvicinarli di più, poiché tunno. personalità di ogni uomo, con conse- oltre a poter essere loro di grande Quando abbiamo cominciato a fre- guenze nella capacità di elaborare gli aiuto si può apprendere molto sul quentare questo Servizio siamo rima- eventi, con possibili cambiamenti funzionamento della mente umana, ste fortemente impressionate dal rit- nella vitalità e nelle aspettative nei sugli aspetti umani eccezionali della mo, dall’efficienza e dalla confronti del futuro. nostra esistenza ed esserne umanaprofessionalità del personale del re- Sappiamo d’altronde che una parte mente arricchiti. parto. della mente dell’uomo, uomo non an- La diagnosi di tumore, come sappiaAbbiamo scelto di intraprendere que- cora colpito dalla malattia, ha normale mo, può essere portatrice ed evocatristo lavoro partendo dalla conoscenza difficoltà a confrontarsi con la dimen- ce di angosce di morte fino a quel delle attività del Servizio di Oncolo- sione del dubbio, dell’incertezza, del- momento controllate. Porta con sè la gia attraverso un periodo di “osserva- l’indefinito, ed a maggior ragione paura nei confronti dell’ignoto. Ecco zione” a frequenza settimanale, ri- questo accade ad una persona che sen- allora che di fronte ad una diagnosi guardante sia l’ambulatorio che te in pericolo la sua vita stessa. di questo genere il malato chiede che l’attività di D.H. La scarsa consuetu- (Ricordiamo che ogni storia è una qualcuno lo ascolti, che capisca ciò dine per noi psichiatri a confrontarci storia individuale e peculiare e per- che lui non riesce ancora a capire, con il corpo e conseguentemente con tanto ogni reazione sarà diversa.) qualcuno che possa reggere la regresinterventi terapeutici di tipo fisico, A proposito di dubbio e di incertezza sione legata ad una malattia minaccosì come, non possiamo negarlo, la D.Meltzer, psicanalista contempora- ciosa, ascoltarla ed accoglierla. L’ascolto della sofferenza dei malati in oncologia SN Psichiatria di Consultazione e Psiconcologia 9 Qualcuno che sia in grado di racco- La limitazione così come il sentimen- della porta. In quasi tutti i casi la cagliere il bisogno e di rispondere ade- to di imminenza della morte, evocano duta per così dire depressiva è avveguatamente secondo le proprie com- sentimenti di rabbia, paura, collera nuta a trattamenti chemioterapici e/o petenze professionali ed umane. Solo che se non espressi e metabolizzati radioterapici ultimati, a dimostraziocosì potrà regredire senza perdersi. possono impedire l’elaborazione del ne che spesso la metabolizzazione E’ chiaro che questi sono aspetti lutto che inevitabilmente passa attra- mentale ha tempi diversi rispetto agli umani che riguardano ogni persona, verso una rivisitazione dell’interro- accadimenti fisici. ma questo non significa necessaria- gativo pressante sul senso della vita e L’ aspetto che ci ha maggiormente colpito nelle relazioni che abbiamo mente che tutti debbano ricorrere al sull’esistenza. sostegno psicologico specialistico, In questo risiede, a nostro avviso, il fino ad ora instaurato è stata la capamolte persone trovano aiuto in am- lato di maggior pregnanza per il tera- cità di manifestare gratitudine. Grapeuta: il ricordarsi attraverso l’incon- titudine chiaramente legata al riconobito famigliare e sociale. All’iniziale sensazione di vissuto di tro con l’altro dell’importanza di scimento per avere avuto la impotenza sperimentato di fronte ad continuare a cercare il valore dell’e- possibilità di trovare un luogo in cui una problematica così complessa co- sistenza stessa. Questo è un aspetto poter parlare della propria sofferenza me quella della malattia oncologica e importante da sottolineare e ricordare e talvolta anche della propria morte del confrontarsi con la “possibilità in quanto la situazione di lavoro con “liberamente”. Un luogo in cui non si della morte”, che in alcune situazioni i malati oncologici fa nascere talora fa del male a nessuno (parenti, amici) diventa “inevitabilità della morte”, nei terapeuti sentimenti molto forti e e nel quale non si snaturano le relaabbiamo iniziato a riflettere su quello contrastanti: pietà, compassione e zioni ma anzi si preservano. che potevamo offrire. E’ nata la con- amore, ma anche senso di colpa, an- Ci sembra di poter affermare che il miglioramento clinico passi attravinzione di strutturare uno spazio in sia, impotenza e depressione. cui poter pensare, comprendere e da- Ci sembra di aver colto nei casi da verso l’acquisizione della tolleranza re un senso e un nome a quello che noi incontrati alcune osservazioni alla frustrazione e ad un aumento alle persone stava accadendo. Se la che riportiamo (Occorre premettere della capacità autoriflessiva e autofinalità dell’intervento è quella di che abbiamo trattato per la maggior contenitiva spesso espressa nella carendere possibile la mentalizzazione parte donne affette da carcinoma pacità di raccontarsi e raccontare pezzi di vita. e la verbalizzazione del pensiero che mammario). si paralizza di fronte ad un vissuto di Le reazioni sono state a livello mani- Vorremmo ricordare a questo proposofferenza senza tempo, un dolore, festo diverse, ma hanno avuto per lo sito le parole di Sir Francis Bacon “Io come qualcuno ha detto, che “ti af- più alcuni elementi significativi in penso che il compito del medico conferra la lingua”, “ti spoglia la mente”, comune. Il sentimento riferito è stato sista non solo nel restituire la salute un dolere incommensurabile come per lo più quello di isolamento, “ver- ai malati ma soprattutto nel mitigare quello sperimentato nell’impatto con gogna” che ha portato a sua volta, in il dolore in coloro che soffroil tumore, ecco allora che la relazione alcuni casi, all’autoisolamento e al- no……..” terapeutica può divenire in questo l’evitamento dei rapporti anche più Ecco allora che la gratitudine risulta maggiormente emozionante perché senso luogo di trasformazione di con- superficiali con le altre persone. tenuti angoscianti e incomunicabili. La sensazione non solo di “sentirsi”, proviene da persone malate che espriIl paziente può essere aiutato a re- ma di “essere” diversa, ha sfiorato in mono la loro lotta per la vita e per la cuperare il senso di se e della propria alcuni casi vere e proprie tematiche morte. malattia nel contesto della sua storia. di autoriferimento “……..la gente mi In questa relazione terapeutica semA questo proposito ci sembra di aver guarda, parlano di me, del mio tumo- bra sussistere con maggiore evidenza che in altre la possibilità di incontraosservato che la cosiddetta “neutrali- re……”. tà terapeutica” termine peraltro im- Un altro aspetto riscontrato è stato re la rappresentazione del nostro espreciso e riduttivo, faciliti l’espres- quello della difficoltà a proiettarsi sere “umani” con limiti e possibilità sione di contenuti e vissuti che nel futuro, a fare progetti, la frase ri- interiori ed esteriori ben evidenti e di invece sono estremamente “forti” e corrente è stata: “…..ho paura a dire vivere ed affrontare un percorso, un cammino che spetta ad ognuno di tra un mese, tra un anno….” carichi di tensione. Che cosa succede nella mente quan- In almeno due casi tra quelli giunti al- noi. la nostra osservazione, abbiamo ri- Se l’espressione di sentimenti di paudo il corpo si ammala di tumore? L’identità del nostro Sé, come sappia- scontrato veri e propri meccanismi di ra, rabbia, collera, disperazione permo, è data da una percezione affetti- negazione: in particolare, una pazien- mette di accedere al raccontare la va cognitiva e fisica quindi non si te di fronte ad un esame che docu- propria malattia e quindi anche la possono sottovalutare i limiti che in- mentava senza ombra di dubbio l’esi- propria morte “fantasticata”, temuta tervengono nella percezione della stenza di metastasi polmonari, e spesso “prefigurata”, tutto ciò può sensorialità, nella percezione visiva sosteneva di sapere con certezza che costituire una narrazione o detta in di una data forma corporea quando non poteva trattarsi assolutamente di altri termini un atto comunicativo una parte del corpo si ammala e il un tumore ma di un “colpo” che inav- con l’altro che può assolvere una suo funzionamento cambia. Si verifi- vertitamente aveva preso nello stipite funzione catartica e liberatoria. Ci piace concludeca una perdita e re a questo punto quindi deve interle parole di venire l’elaborazio(*) L’Ambulatorio di Psiconcologia attualmente è con W. S h a k e s p e a r e : ne del lutto ma nei aperto il Martedì mattina dalle 8 alle 13 e le persone “dà voce alla sofcasi di grave malatil dolore tia il lutto non ripossono accedervi attraverso l’indicazione e la segna- ferenza, che non parla imguarda solo un lazione dei medici della Divisione di Oncologia. prigiona un cuore aspetto o una funagitato e lo fa zione può riguarscoppiare………” dare la vita stessa. SN Solidaretà sociale 10 ti di emergenza. Per Nel corso del 2001rendere il più com2002 il Lions Club pleta possibile tale di Savona e quello apparecchiatura, dei più giovani, il l’Isola Neonatale, è Leo Club, hanno colstata inoltre dotata laborato attivamente di un respiratore, con la Divisione di acquistato dall’AsPediatria e Neonatosociazione Cresci logia dell’Ospedale ONLUS, con i fonSan Paolo di Savona. di raccolti nel corso Con la vendita dei della manifestaziopresepi in ceramica ne Pizza in Piazza realizzati dall’artista 2001. L’AssociazioAurelio Carminati ne che sostiene (vedi foto 1), il molte delle attività Lions Club Savona svolte all’interno Host, presieduto dal Amnon Cohen della Divisione di Presidente Avv. GiuPediatria e Neonaseppe Pomarici, ha Direttore della Divisione di Pediatria e Neonatologia tologia. Tale apparaccolto a favore delOspedale “San Paolo” di Savona recchiatura è attualla Nostra Divisione mente collocata 12 milioni circa di presso la sala parto dell’Ospedale San vecchie Lire, destinati all’acquisto delPaolo di Savona. l’apparecchio Bili-check (Vedi foto 2). Il Leo Club Savona Torretta, presieQuesto apparecchio viene utilizzato duto dalla Presidente Michela Moretti, presso la Patologia Neonatale per la deil Club dei più giovani, seguendo le ulterminazione dei livelli della bilirubitime mode in fatto di tendenza, ha reanemia del neonato (il livello di ittero) lizzato un simpatico calendario per senza dover effettuare un prelievo di l’anno 2001, utilizzando come soggetti sangue ma con un semplice appoggio fotografici i volti di alcuni giovani soci dell’apparecchio sulla fronte del bamdel Club e ricavando, dalla vendita di bino (una specie di bacio piacevole in oltre 1000 copie, 15 milioni di lire circambio di un prelievo doloroso). Conca. Tale somma è stata destinata all’acsiderando l’alta frequenza di ittero neoquisto di un monitor cardio-respiratorio natale (circa il 50% dei neonati) e la nein grado di monitorare contemporaneacessità di effettuare 2-3 determinazioni mente cinque parametri vitali del bamgiornaliere di bilirubinemia a ogni bino e neonato critico quali la frequenbambino affetto (e quindi 2-3 prelievi za cardiaca, la frequenza respiratoria, la di sangue al giorno), il Lions Club Host saturazione di ossigeno, la pressione di Savona ha contribuito a ridurre il doarteriosa non invasiva continua e la lore legato ai ripetuti prelievi su questi temperatura del bambino (vedi foto 4). neonati. L’enorme sforzo fatto dai Lions Club di Il Lions Club Savona Torretta di SaSavona, oltre ad essere stato un’imporvona, presieduto dal Presidente Franco tante dimostrazione di impegno sociale, Marabotto in collaborazione con il è riuscito a migliorare la qualità assiLions Club Savona Priamar presiedustenziale fornita ai bambini ospiti presto da Barbara Fresia, hanno realizzato so la Nostra Divisione e a permettere la con la vendita di articoli in cristallo realizzazione di esami diagnostici in Swarovski la cifra di 16 milioni e mezmaniera del tutto non invasiva. zo, interamente destinati all’acquisto di Concludo sentendomi in dovere di una Isola Neonatale. Questo apparecesprimere un profondo e sincero ringrachio (vedi foto 3) è un sofisticato struziamento, a nome mio e di tutti i bimbi, mento che permette agli operatori (Peche usufruiranno di queste sofisticate diatri, rianimatori e vigilatrici apparecchiature, a tutti i soci Lions, ald’infanzia) di espletare tutte le manovre la loro generosità e al loro senso civico di rianimazione primaria sul neonato Foto 3 e di solidarietà. critico e di eseguire eventuali interven- Le apparecchiature diagnostiche donate dai Lions Club di Savona alla Divisione di Pediatria del “S. Paolo” Foto 1 Foto 2 Foto 4 SN Solidaretà internazionale 11 scheda di dimissione La sanità albanese ha In Albania è iniziato un programma della Commissione ospedaliera sintetica sofferto negli anni preche è stata adottata in cedenti al 1990 dei diEuropea per la ricostruzione della rete sanitaria via sperimentale dal fetti caratteristici di tutDipartimento di Pediate le realtà del tria e dal Dipartimento socialismo reale con un di scienze mediche. eccesso di burocrazia e Questa scheda viene centralizzazione, resi consegnata ai pazienti ancora più drammatici al momento dell’uscita dal completo isolamendall’Ospedale e verrà to politico e culturale conservata e presentadel paese. ta ad ogni successivo Dopo il 1990 la situaaccesso alle strutture zione è peggiorata persanitarie. ché per circa un decenE’ apparso fondamennio si è avuta una totale tale fornire ai profesanarchia con la perdita sionisti le possibilità di di quanto di buono era aggiornamento cultustato comunque realizFranco Bonanni rale prima totalmente zato in passato ed un Direttore 1° Divisione Medicina Ospedale “San Paolo” di Savona assenti e per questo olvero e proprio sacchegtre a fornire testi aggio delle strutture sanigiornati secondo la moderna medicina basata tarie da parte di “bande” per la totale assensulle evidenze, abbiamo ritenuto fondamentaza delle autorità. Il Distretto le formare il personale sulle possibilità di acL’Ufficio per gli aiuti umanitari della di Valona cesso alla rete di notizie raggiungibili con InCommissione Europea (ECHO) ha finanternet. La risposta ed il gradimento sono stati ziato un progetto per il sostegno della capaottimi. La realizzazione di una seppur estrecità manageriale dello staff dell’Ospedale di mamente semplice anagrafe sanitaria, conValona. Grazie agli aiuti di emergenza della sente di programmare gli interventi più urComunità Europea e dell’Organizzazione genti, informare la popolazione su quali Mondiale della Sanità, è iniziato un propatologie sono curabili in sede (l’Ospedale è gramma di ricostruzione della rete sanitaria comunque una struttura dotata di DipartiQuesto progetto è stato affidato all’Organimento di emergenza, Chirurgia e Traumatolosmo non Governativo italiano CISP (comigia, Ostetricia e Ginecologia, Dipartimento di tato internazionale per lo sviluppo dei poPediatria, Medicina interna, Laboratorio clipoli). nico e Diagnostica radiologica)., riducendo la Il progetto ha durata annuale ed è costituito tendenza a recarsi nella capitale o all’estero da interventi strutturali quali: anche per problemi semplici. -rifacimento completo della copertura imperLa buona riuscita dell’intervento di cooperameabilizzata dell’edificio ospedaliero -ristrutturazione dei locali di degenza e di zienti, sulla loro interpretazione, importanza zione è testimoniata dall’approvazione di day hospital del Dipartimento di Pediatria e dell’accuratezza, pianificazione del lavoro in quanto svolto dalle ispezioni dei commissari relazione ai dati epidemiologici raccolti, fi- della ECHO e dalla richiesta di un nuovo pedel Pronto Soccorso pediatrico riodo di intervento nel mese di dicembre 2002. -ristrutturazione della sezione di cure intensi- nanza ospedaliera e risorse umane. Nella seconda settimana di dicembre mi reve e fornitura delle apparecchiature Nell’ambito di questi interventi di formazio- cherò nuovamente a Valona per approfondire ne, nel quadro della collaborazione sanita- i temi trattati,effettuare una verifica di quaninterventi di formazione consistenti in: ria fra l’ASL2 e le organizzazioni degli to implementato e delle realizzazioni già av-introduzione di una gestione informatizzata dell’archivio clinico dell’intero ospedale con Stati emergenti, sono stato incaricato di te- viate. fornitura di apparecchiature, software,colle- nere una prima sessione di corsi nel periodo E’ auspicabile che in futuro si possa giungegamenti alla rete internazionale attraverso in- 20-09/-05/10/2002 per cui mi sono recato in re a poter programmare anche periodi di forAlbania ed ho potuto prendere visione di mazione all’estero per i professionisti albaternet -corsi di formazione per il personale diretti- quanto realizzato, della realtà esistente sia nesi in modo da potere rendere più operative vo sulla gestione dei dati di archivio dei pa- ospedaliera che territoriale, di programmare le innovazioni introdotte. con i tecnici locali le modifiche più urgenti al fine di realizzare un progetto pilota di ristrutturazione della rete sanitaria, che è stato approvato dal Ministero della Sanità Albanese ed è stato acquisito come elemento pilota per la Riforma Sanitaria in via di deliberazione. Durante la mia permanenza oltre alla attività didattica, ho provveduto ad elaborare uno schema di carta dei servizi che viene distribuito agli utenti con scopi informativi e di educazione sanitaria, ed avendo verificato la totale assenza di collegamento tra strutture territoriali ed ospedaliere e la totale assenza di una anagrafe sanitaria, ho elaborato una La moschea della piazza principale. Veduta della città di Valona. La nostra A.S.L. ha tenuto un primo intervento di formazione per il personale direttivo medico ed amministrativo dell’ospedale del Distretto di Valona 12 Nel nostro Paese l’alcool è ancora sottovalutato rispetto alle altre sostanze psicoattive, anche perché è caratterizzato da un’ambivalenza di fondo, legata alla sua appartenenza alla categoria degli alimenti e a un’immagine culturale che lo vede, rispetto alle altre droghe, come sostanza neutra o addirittura positiva. Tra i giovani italiani si assiste sempre più spesso alla compresenza di due modelli del “bere”, quello mediterraneo e quello nordico, dove il bere tradizionale si affianca agli stati di ubriachezza tipici del fine settimana. L’età nella quale avviene solitamente il primo contatto con l’alcool si colloca intorno agli 11 anni e avviene nel contesto familiare in occasioni conviviali. Verso i 14-16 anni si osserva un incremento dell’uso insieme al gruppo di amici nei luoghi di divertimento. Recenti studi hanno rilevato che un’ elevata percentuale di adolescenti si è ubriacato una o più volte nel corso della propria vita e ha assunto alcool prima di mettersi alla guida. La rilevanza del fenomeno ha sollecitato l’esigenza di investire risorse in un progetto di prevenzione diretto alla popolazione giovanile. Il Dipartimento per le Dipendenze dell’ASL 2 Savonese, attraverso l’U.O. Ser.T., ha quindi attivato sul territorio della Provincia di Savona una serie di azioni di sensibilizzazione rispetto all’abuso alcolico, integrando gli obiettivi del progetto con le politiche e i servizi del territorio. Il progetto è l’esito di un lavoro di concertazione con le realtà pubbliche e private presenti sul territorio e ad esso hanno dato la propria adesione le Segreterie Tecniche delle zone 1,2,3,4, l’Associazione A.L.A. Liguria, la Comunità Terapeutica “ La Loppa “. L’attenzione alle fasce giovanili è al centro delle attività di varie Istituzioni ed Associazioni e lo spirito del progetto è proprio quello di collegare ed integrare attività già in atto: si intende pertanto coinvolgere il maggior numero possibile di attori di interventi sui giovani, facenti riferimento sia a gruppi associativi sia a gruppi informali. La metodologia cui si fa riferimento è quella dei “ moltiplicatori dell’attività preventiva”, che si realizza agendo a livello formativo su figure di adulto in qualche modo significative per i giovani (insegnanti, allenatori sportivi, dirigenti dell’associazionismo, educatori dei centri giovani). L’obiettivo dell’intervento è quello di coinvolgere le figure educative a diretto contatto con i giovani affinché si sensibilizzino al problema e studino la modalità più congrua per inserire anche la prospettiva della prevenzione dell’abuso alcolico nel loro ambito di intervento. Si avrà così la ricaduta diffusa nel terri- SN Indagine nel mondo giovanile Ecco i “moltiplicatori dell’attività preventiva” per la drastica riduzione dell’abuso di alcool fra i ragazzi sopra i 14 anni Sensibilizzazione degli educatori al problema, prove etilometriche, compilazione di un questionario anonimo Per il gruppo di lavoro Biagio Spolitu Dirigente psicologo – Dipartimento per le dipendenze L’unità mobile dotata di etilometro. torio di una serie di azioni di sensibilizzazione e prevenzione rispetto all’abuso alcolico svolte da adulti significativi per i giovani. Come ulteriore obiettivo, al fine del coinvolgimento del maggior numero possibile di giovani, è stata attivata, nei mesi di luglio e agosto 2002, un’Unità Mobile dotata di etilometro. La sua presenza in occasione di alcune fra le Sagre più frequentate nella Provincia di Savona ha reso possibile il contatto con un elevato numero di persone, che hanno così potuto misurare il proprio tasso alcolico dopo essersi “dissetati” nei vari stands presenti. La possibilità di valutare il proprio “stato di ebbrezza” ha rappresentato un’importante occasione di confronto con gli operatori dell’Unità Mobile relativamente al tema dell’abuso di alcool e ai rischi della guida in stato di ubriachezza. Parallelamente alla prova con l’etilome- tro è stata proposta, ai 1447 soggetti raggiunti nelle 12 sagre visitate (Tab. 1), la compilazione di un questionario anonimo mirato alla esplorazione di conoscenze e atteggiamenti rispetto all’alcool. L’elaborazione di questa notevole mole di informazioni è in corso di svolgimento, ma già una prima lettura ha reso possibile l’emergere alcuni dati significativi. Fra coloro che si sono sottoposti alla prova etilometrica risulta significativamente maggiore la percentuale di soggetti di sesso maschile (rapporto maschi/femmine 3:1) (Graf. 1). La principale spinta a conoscere il proprio tasso alcolico è legata alla curiosità e solo un esiguo numero di persone afferma di essere interessato alla prova perché deve guidare. I giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni sono risultati circa i 2/3 del totale SN I risultati del questionario su un campione di 1526 giovani delle persone raggiunte (Graf. 2). In questa fascia di età, circa 1/3 ha superato la soglia prevista dal Codice della Strada che contempla, in caso di guida, il ritiro della patente (Graf. 3) . Stando alle risposte fornite, un terzo di questi ultimi avrebbe dovuto mettersi al volante per fare ritorno a casa al temine della serata. Va sottolineato che i tassi alcolici medi si collocano appena al di sotto del limite consentito per la guida e che in alcune realtà territoriali la media supera la soglia di 0,5 g/l (Tab. 1). Emerge inoltre la difficoltà di una corretta autovalutazione del tasso alcolico: sembra esistere una significativa sottostima del valore alcolemico effettivamente posseduto. Un dato interessante a conferma della sottovalutazione del problema risulta essere l’affermazione ricorrente di “normalità” nella percezione della realtà personale e relazionale nonostante l’assunzione anche di elevate quantità di alcolici. Per quanto riguarda la dannosità della sostanza alcool, i soggetti la ritengono abbastanza pericolosa per la salute, mettendola al pari di molte altre sostanze. La maggior parte delle persone afferma che per “smaltire la bevuta” sia sufficiente un tempo piuttosto breve e l’adozione di metodi che risultano tuttavia poco efficaci. Alla luce di questi parziali risultati, sembra trovare conferma la scelta del Dipartimento per le Dipendenze dell’A.S.L. 2 di investire sulla prevenzione, nella consapevolezza che il tema “alcool” porta con sé una notevole complessità (aspetti sanitari, culturali, legali, educativi) che deve essere riconosciuta e gestita senza pregiudizi e allarmismi e che necessita di interventi di largo respiro e di investimenti a lungo termine. Gruppo di Lavoro Progetto per la prevenzione dell’abuso di alcool nella popolazione giovanile over 14 Biagio Spolitu Dirigente psicologo Responsabile del Progetto Franco Badii Dirigente medico Responsabile Scientifico del Progetto Claudio Gallo Assistente sociale Ornella Magnano Assistente sociale Maurizio Panza Psicologo borsista Anna Zunino Psicologo borsista 13 Grafico n°1. Distribuzione dei soggetti in base al sesso. Grafico n°2. Distribuzione dei soggetti in base all’età. Grafico n°3. Distribuzione dei soggetti compresi tra i 14 e i 25 anni relativamente al tasso alcolico. Tabella 1. Partecipazione all’indagine e valore di tasso alcolico in relazione al sesso e alla Sagra. 14 Assistenza socio-sanitaria SN responsabili dei Da alcuni anni la sanità Verso un progressivo potenziamento dei servizi NN.OO. anziani di Sasta vivendo, nel nostro vona e Finale nonché i paese, profonde modifidi assistenza extraospedaliera della nostra A.S.L. medici di medicina geche, orientate principalnerale indicati dalle asmente ad un progressivo sociazioni sindacali accorciamento delle deFIMMG e SNAMI, ha genze ospedaliere ed al prodotto un documenprogressivo potenziato, siglato dalle parti in mento dei servizi di asdata 19 Dicembre sistenza extra ospeda2001, contenente i proliera. tocolli operativi per la La fase diagnostica delpresa in carico in l’intervento sanitario A.D.I. (Assistenza Doelettivo, qualora non miciliare Integrata) del eseguibile in regime paziente anziano (all. ambulatoriale o diurno, 2). è spesso demandata al In seguito all’approvaricovero ospedaliero zione dei protocolli somentre la fase terapeutipra menzionati, soggetca (non chirurgica), così Giorgio Genta ti ad un costante come la fase riabilitatiDirigente Medico Responsabile Nucleo Operativo Anziani aggiornamento riguarva, sono sempre più do alle risorse impespesso eseguite in regiAmbito 2 Finalese - Dipartimento A.S.S.R. - U.O. Ass. Anziani gnate nella rete ed alle me ambulatoriale o doMedicina II Osp. Di Savona e Cairo, Nuclei variazioni del contesto normativo, è stato posmiciliare. Operativi (NN.OO.) Anziani dei 4 ambiti, sibile procedere alla stesura di quattro moduli Questo modello assistenziale, efficiente nei rappresentanti delle associazioni di tutela e prestampati, la cui compilazione permette confronti delle fasce medie di popolazione, ha volontariato) ed avente come obiettivo la l’accesso all’intera rete dei servizi territoriali spesso trovato difficoltà di attuazione nei con“Continuità assistenziale fra ospedale e per gli anziani (all. 3). fronti dei soggetti più fragili (anziani, disabili o rete dei servizi territoriali per anziani”. Il Direttore Generale, contestualmente alla repersone non autosufficienti), specialmente Tale gruppo è giunto alla stesura di un docu- cente istituzione dei Distretti Sanitari, ha assequalora privi di un contesto sociale o familiamento denominato “protocollo per l’am- gnato a questi ultimi, fra gli obiettivi raggiunre idoneo a garantire il necessario supporto asmissione alla rete dei servizi di assistenza gibili a medio termine, l’avvio dei centri di sistenziale alle prestazioni sanitarie. socio sanitaria territoriale per gli anzia- accoglienza distrettuale delle domande per Sulla scorta di tali osservazioni si è andata speni”. Il protocollo in argomento è applicato l’accesso ai servizi di assistenza socio sanitaria rimentando e consolidando una rete di servizi dal Gennaio 2001 (all. 1). territoriale. Compito di tali centri sarà quello di sanitari i quali, integrandosi con le necessarie risorse sociali, consentono, in misura sempre • La costituzione di un tavolo di lavoro tra agevolare l’utente fornendogli un punto unico l’ASL 2 Savonese e le associazioni sindaca- di accesso ai servizi, la valutazione multidimaggiore, al soggetto non autosufficiente di afli maggiormente rappresentative dei Medici mensionale dei problemi e l’elaborazione intefrontare il trattamento di patologie post acute o di Medicina Generale avente per obiettivo la grata di un percorso assistenziale condiviso dai stabilizzate presso il luogo di abituale dimora o formulazione di “Modalità operative di co- diversi settori operanti nella rete. presso strutture extra ospedaliere. ordinamento tra l’ASL 2 Savonese ed i Il miglioramento della comunicazione trasverPer raggiungere questo obiettivo è stato necesmedici di medicina generale della provin- sale tra i servizi territoriali, promosso dal disario superare l’ottica operativa del singolo sercia di Savona per la presa in carico e la stretto, potrebbe costituire il prossimo passo vizio per affrontare il problema dell’utente in gestione del paziente in assistenza domici- nel percorso di semplificazione delle procedutermini inter dipartimentali, attivando proceduliare”. Tale tavolo di lavoro, cui hanno par- re di accesso alla rete dei servizi extra ospedare di collaborazione tra diversi servizi, enti e tecipato il responsabile della U.O. Anziani, i lieri. comparti e concordando nuove modalità di coordinamento operativo con i medici di medicina generale, sempre più partecipi alla gestione PROTOCOLLO PER L’AMMISSIONE globale del proprio assistito. ALLA RETE DEI SERVIZI La rete dei servizi di assistenza socio sanitaria SOCIO-SANITARI PER ANZIANI agli anziani comprende oggi strutture residenStesura del 14 Dicembre 2000 ziali (Residenza Sanitaria Assistita, Residenza Protetta, Centro per Cure Continuative, Centri Il paziente che desidera accedere alla rete dei servizi socio sanitari territoriali deve esseper riabilitazione estensiva), semi residenziali re accompagnato nel percorso dalle procedure di seguito descritte: (Centro diurno) e cure domiciliari (Assistenza Domiciliare Integrata – alta e bassa intensità 1) Il medico ospedaliero o il medico curante, richiedono la valutazione del paziente da e servizi ambulatoriali di supporto). parte dell’U.V.G. (Unità di valutazione geriatrica), compilando: Il modulo A; La notevole articolazione dell’offerta ha reso necessario affrontare il problema del governo 2) Il paziente o un familiare compilano: della domanda in modo integrato con i numeIl modulo B domanda di ammissione alla rete dei servizi di assistenza socio-sanitarosi attori del percorso assistenziale; nella noria territoriale, stra A.S.L. le tappe essenziali di tale processo Il modulo C contenente i dati socio-economici necessari per la valutazione sociale; di confronto sono state le seguenti: • L’istituzione (delibera del D.G. n.1110/98) di 3) I moduli A, B, C debitamente compilati in ogni parte, dovranno pervenire al nucleo un gruppo di lavoro aziendale, costituito da anziani dell’ambito di residenza del paziente, che provvederà all’attivazione delreferenti di diverse UU.OO. della nostra ASL l’U.V.G. e del terzo settore (U.O. Anziani, Centro Controllo Direzionale, Ufficio Qualità, U.O. Le scelte per rendere più funzionale l’accesso alle strutture residenziali e domiciliari per anziani e non autosufficienti SN Assistenza socio-sanitaria 15 DOMANDA DI AMMISSIONE ALLA RETE DEI SERVIZI Il sottoscritto ____________________________________________________________________________________ in qualità di: Diretto interessato Altro (precisare) _______________________________________________ Chiede Per il Sig./ra_______________________________________________________________________________ nato/a a __________________________________________________ il ___/___/___ stato civile ________________ residente a _________________________ Via ______________________________Tel________________________ attualmente: domiciliato presso comune_________________ via ____________________________tel_____________ attualmente: ricoverato presso l’ospedale ___________________________ reparto___________________________ attualmente: ospite presso__________________________________________________________________________ l’accesso alla rete dei Servizi socio-sanitari territoriali e del Distretto sociale Ricovero in R.S.A. specificare eventuali preferenze: Alassio Ricovero in Residenza Protetta Accreditata/ convenzionata ASL Millesimo Finale Ligure Savona Varazze 1)____________________________ (specificare) 2)____________________________ 3)____________________________ 4)____________________________ Assistenza Domiciliare Integrata medico curante Dr____________________________________________ Ricovero a scopo riabilitativo in Casa di cura La Presentazione struttura accreditata /convenzionata Altra (Fuori ASL) _____________________________________________ • Eventuale motivazione specifica di segnalazione al Distretto Sociale______________________________________ • Le Comunicazioni dovranno essere inviate al seguente indirizzo: Cognome __________________________________________Nome________________________________________ Città___________________________Via_____________________________________ tel______________________ 1) – Protocollo operativo di presa in carico A.D.I. del paziente valutato al proprio domicilio. Il Geriatra del N.O.Anziani valuta la richiesta di assistenza domiciliare proposta dal Medico di Medicina Generale, tramite visita domiciliare programmata (possibilmente congiunta). In occasione della visita vengono formalizzati: il consenso al trattamento domiciliare da parte del M.M.G.; eventuali accessi programmati del M.M.G.; il progetto assistenziale sanitario (numero degli interventi del personale sanitario infermieristico e riabilitativo, tipologia prestazioni, durata del trattamento, presidi necessari). In occasione della visita viene inoltre raccolta dal geriatra l’eventuale richiesta di intervento socio assistenziale, che sarà indirizzata, per l’opportuna valutazione, ai Servizi Sociali del comune di competenza. La modulistica necessaria alla valutazione ed al monitoraggio del caso viene lasciata al domicilio dell’utente da parte di operatore ASL in occasione del primo accesso domiciliare. In caso di attivazione di progetto socio sanitario integrato, l’U.V.G. (1) provvede a formalizzare il necessario provvedimento, che è trasmesso in copia alla segreteria di Zona territorialmente competente. Eventuali richieste di consulenza specialistica domiciliare verranno inoltra- te, da parte del medico di Medicina Generale o del Geriatra ASL, alla competente U.O. Medicina Di Base la quale provvederà all’attivazione del servizio , limitatamente alle risorse disponibili. 2) – Protocollo operativo di presa in carico A.D.I. del paziente anziano ricoverato in ospedale. Il geriatra del N.O.Anziani valuta la richiesta di assistenza domiciliare proposta dal medico specialista tramite visita ospedaliera del paziente. Le richieste accolte vengono comunicate telefonicamente al Medico di Medicina Generale, al fine di: acquisire il consenso del M.M.G. al trattamento domiciliare; concordare eventuali accessi programmati del M.M.G.; 16 condividere il progetto assistenziale (numero degli interventi del personale sanitario, tipologia delle prestazioni, durata del trattamento). Il servizio di assistenza sociale ospedaliero, ove presente, raccoglie l’eventuale richiesta di intervento socio assistenziale domiciliare e la inoltra ai Servizi Sociali del Comune di competenza per l’opportuna valutazione ed attivazione. La modulistica utile alla valutazione ed al monitoraggio del caso viene lasciata al domicilio dell’utente da parte di operatore ASL in occasione del primo accesso domiciliare. In caso di attivazione di progetto socio sanitario integrato, l’U.V.G. (1) provvede a formalizzare idoneo provvedimento, che sarà trasmesso in copia alla segreteria di Zona territorialmente competente. Note: (1) U.V.G. (Unità di Valutazione Geriatrica) L’U.V.G., struttura portante della rete dei servizi di assistenza socio sanitaria territoriale per gli anziani, è così costituita: - Nucleo fisso (Organismo di coordinamento): Geriatra ASL e Assistente Sociale Comunale - Nucleo mobile (struttura operativa): Medico Curante, Infermiere, Terapista della Riabilitazione, OTA, Assistente sociale del distretto sociale o Comune. L’UVG ha, relativamente all’ADI, i seguenti compiti: - valutazione e presa in carico del paziente - stesura del piano di assistenza in base alla disponibilità delle risorse. - verifica dei risultati ottenuti (2) Terapia iniettiva. - La terapia iniettiva domiciliare è relativa ai soli farmaci di fascia A - La somministrazione s.c. di insulina o eparina potranno essere eseguite dal nostro personale solo per brevi periodi (max 15 giorni) per l’istruzione alla autosomministrazione. (3) Gestione stomie. Ai pazienti pazienti entero- o urostomizzati è possibile fornire breve periodo di addestramento dopo la dimissione ospedaliera (max. 15 giorni per addestramento all’autogestione). (4) Prescrizione presidi. Non si effettuano visite geriatriche domiciliari a fini prescrittivi; i pazienti si rivolgeranno a tal fine alle strutture specialistiche ambulatoriali ospedaliere o territoriali. (5) Limiti del servizio Le prestazioni domiciliari sono riservate a pazienti necessariamente non ambulabili; tale condizione deve essere dichiarata, sotto propria responsabilità, dal medico curante. SN Assistenza socio-sanitaria RICOVERO IN R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale) L’utente è tenuto a corrispondere alla A.S.L. 2, ovvero all’Ente gestore della struttura, il costo relativo alla retta socio alberghiera come indicato dalla normativa regionale vigente. L’utente è esentato dal pagamento della retta socio-alberghiera in base alla normativa regionale vigente, solo nel caso di ricovero post acuto o riabilitativo per la durata della prognosi formulata dalla Unita’ Valutativa Geriatrica e comunque per un periodo non superiore a 60 giorni. NB. Trascorso il periodo di esenzione, la sottoscrizione del presente documento ha valore di atto di impegno al pagamento congiuntamente e/o disgiuntamente con la persona interessata. Il pagamento potrà effettuarsi, tramite bonifico bancario o tesoreria convenzionata, con le coordinate bancarie indicate nella fattura che verrà inviata a domicilio. L’utente è tenuto , entro i primi 30 giorni di ricovero, a produrre presso la RSA la seguente documentazione: 1 - Stato di famiglia o autocertificazione attestante lo stato di famiglia. 2 - Autocertificazione indicante la capacità reddituale dell’interessato e del nucleo familiare convivente, ovvero delle persone obbligate agli alimenti ai sensi dell’art. 433 c.c. In caso di insufficienti possibilità economiche, allegare copia della richiesta di contributo presentata al Servizio Affari Sociali del Comune di residenza. Ulteriori precisazioni su quanto sopra potranno essere richieste alla Direzione Amministrativa della RSA. RICOVERO IN RESIDENZA PROTETTA ACCREDITATA L’utente dovrà allegare alla domanda la seguente documentazione: 1 – Stato di famiglia o autocertificazione attestante lo stato di famiglia. 2 – Autocertificazione indicante la capacità reddituale dell’interessato e del nucleo familiare convivente, ovvero delle persone obbligate agli alimenti ai sensi dell’art. 433 c.c. In caso di insufficienti possibilità economiche, copia della richiesta di contributo inviata al Servizio Affari Sociali del Comune di residenza. CENTRO SEMIRESIDENZIALE L’utente è tenuto a corrispondere alla A.S.L. 2 il costo relativo alla retta socio alberghiera, ai sensi del vigente Regolamento. La sottoscrizione del presente documento ha valore di atto di impegno al pagamento congiuntamente e/o disgiuntamente con la persona interessata. Il pagamento potrà effettuarsi, tramite bonifico bancario o tesoreria convenzionata, con le coordinate bancarie indicate nella fattura che verrà inviata a domicilio. Eventuali richieste di compartecipazione alla spesa potranno essere inoltrate, da parte dell’interessato, al Distretto Sociale del Comune di residenza. CONSENSO INFORMATO - Dichiara di avere preso visione e di accettare quanto sopraindicato. - Autorizza al trattamento dei dati soprarilevati ai soli fini assistenziali (legge 675/96) A garanzia della continuità assistenziale, si procederà all’inserimento dell’utente nel primo posto disponibile in una delle RR.SS.AA. della Rete dei Servizi di Assistenza Socio Sanitaria Territoriale dell’ASL 2 Savonese. In tal senso l’eventuale indicazione di preferenza non è da intendersi vincolante per l’ASL 2 Savonese. L’accettazione del ricovero in R.S.A. comporta la cancellazione dalla lista d’attesa presso altre R.S.A. L’utente si impegna a lasciare la struttura entro e non oltre 8 giorni dalla comunicazione di dimissione dalla RSA. ESITO U.V.G. (Unità di valutazione geriatrica) - Viene comunicato in sede di esame - Copia scritta può essere richiesta alla segreteria del Nucleo Anziani DATA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . FIRMA DEL RICHIEDENTE ............................................................. SN Riflessioni sul convegno del Priamar 17 Nei giorni 3 – 4 – 5 (118, Pronto Socottobre si è tenuto a corso, Medicina Savona presso il d’Urgenza ). complesso monuLa notevole adesiomentale del Priane da tutta Italia, ha màr, il 1° Congresdimostrato l’estreso Nazionale mo interesse che tasull’Emergenza Inle manifestazione tra- Ospedaliera. ha suscitato nel Questo convegno, comparto medico primo nel suo geed infermieristico, nere, ha affrontato anche considerando un problema poco che nei medesimi noto, ma di rilevangiorni si teneva a te importanza. NeFirenze un convegli ultimi anni è gno Europeo (IRC) Massimo Vecchietti stata riservata sulle problematiche Direttore DEA e Direttore U.O. Anestesia e Rianimazione un’attenzione partid e l l ’ e m e rg e n z a , Ospedali di Savona e Cairo Montenotte colare alle probleche ha ottenuto un matiche legate alminor numero di adesioni. l’emergenza sanitaria; in La collocazione logistica del questa ottica, su quasi tutto Convegno presso il complesil territorio nazionale è stato so monumentale del Priamàr affrontato in modo efficace si è rivelata una scelta estrel’aspetto dell’emergenza mamente valida, sia per le caterritoriale, con una diffusa ratteristiche strutturali che medicalizzazione degli inper quelle ambientali che ofterventi e con un valido cofriva. Anche l’accoglienza ha ordinamento degli stessi, ricevuto da parte dei congresgestito dalle centrali operasisti un plauso unanime, mentive 118. tre va da parte nostra, in quaContestualmente anche i lità di organizzatori, un modelli organizzativi e di sentito ringraziamento all’ gestione delle maxiemerIstituto Alberghiero di Finale genze, che richiedono amLigure che ha curato con pie integrazioni tra varie grande disponibilità , qualità funzioni sanitarie e non, soe professionalità il servizio di no stati adeguatamente stucathering. diati. Per l’ulteriore successo delNonostante questo imporla manifestazione ha contritante ed impegnativo lavoro buito la presenza di una asgià svolto, non si era rivolta sai qualificata mostra sufficiente attenzione alle scientifica in cui importanti problematiche organizzatiindustrie del settore, hanno ve, logistiche e tecnico-sapresentato le più avanzate nitarie che derivano dalla tecnologie a disposizione gestione delle emergenze sul mercato. cliniche che si creano all’inDevo menzionare, con un terno delle strutture ospedasentito ringraziamento, i liere. colleghi medici ed infermieIl miglioramento dell’ingeri del Reparto di Rianimagneristica ed architettura zione e Terapia Intensiva ospedaliera, della risposta che hanno fattivamente collaborato al sanitaria, le metodologie di approc- una notevole partecipazione. cio, l’utilizzo delle apparecchiature, i Infatti per quanto riguarda la sessione successo di questo appuntamento percorsi di istruzione, sono stati i tar- infermieristica sono stati registrati scientifico gets principali del convegno. ben 401 iscritti provenienti da tutta Non possiamo concludendo dimentiTra i docenti che hanno partecipato fi- Italia con particolare risposta da parte care la riconoscenza dovuta alla nogurano i maggiori esperti italiani pro- degli operatori della regione Liguria. stra ASL ed a tutti gli sponsor che venienti sia da Aziende Ospedaliere Le sessioni mediche hanno visto la hanno permesso l’attuazione di queche da strutture Universitarie , fatto partecipazione di 357 congressisti, sto ambizioso progetto ed in particoche ha mantenuto elevati l’aspetto sia Anestesisti e Rianimatori che ope- lare, come main sponsor, alla Fondaqualitativo del convegno, premiato da ratori dei vari settori dell’emergenza zione” De Mari” di Savona. L’appuntamento di ottobre organizzato dal Servizio di Anestesia e Rianimazione del “S. Paolo” ha portato a Savona 900 specialisti SN Legislazione sociale 18 Le nuove leggi per i dipendenti pubblici, privati e i soci lavoratori delle cooperative L’ultimo Decreto legislativo tutela in modo particolare la salute delle lavoratrici in attività e in periodo di gravidanza Stefano Surlinelli Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione ASL n° 2 Marco Dagnino Medico Competente dell’Ospedale “S. Paolo” Oltre ai dettati costituzionali e alla legge quadro 626/94 sulla salute e sicurezza sul lavoro, in Italia esistono diverse leggi che intervengono per la tutela dei diritti delle donne: dai diritti civili e di pari opportunità ai diritti collegati alla “specificità femminile” (salute, fertilità, gravidanza, maternità). Nel corso degli anni sono state emanate molte leggi tra cui: Il testo unico di cui sopra disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità ed alla paternità di figli naturali, adottivi ed in affidamento. Per lavoratrice si intende il dipendente, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche, di datori di lavoro privati nonché i soci lavoratori di cooperative. La parte più interessante e che maggiormente riguarda le attribuzioni del Servizio di Prevenzione e Protezione e la struttura del Medico Competente riguarda il capo II relativamente agli articoli specifici che disciplinano la tutela della sicurezza e della salute delle lavoratrici durante il periodo di gravidanza e fino a sette mesi di età del figlio, che hanno informato il datore di lavoro del proprio stato. In particolare gli articoli 7 e seguenti indicano una serie di lavori vietati alle lavoratrici con particolare riferi- mento al trasporto ed al sollevamento di pesi, ai lavori pericolosi, faticosi ed insalubri; a fronte della comunicazione obbligatoria da parte della lavoratrice al datore di lavoro non appena la stessa accerti il suo stato di gravidanza, la lavoratrice sarà addetta ad altre mansioni per il periodo per il quale è previsto il divieto. Si ricorda che anche se adibita a mansioni inferiori a quelle abituali conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte nonché la qualifica originale. Inoltre l’art. 53 detta divieti particolari in caso di lavoro notturno. Chiaramente per motivi di spazio risulta impossibile riportare integral- mente tutto il D.lgs. 151/2001, si rammenta che per il personale dipendente ASL n° 2 savonese copia dello stesso è reperibile per consultazione presso il Servizio di Prevenzione e Protezione Padiglione Vigiola 3° Piano telefono 019 8404839 o presso la struttura del Medico Competente Padiglione Vigiola (piano terra) - telefono 019 8404450. Si rammenta infine che solo l’informazione tempestiva da parte della lavoratrice al datore di lavoro, una volta accertato lo stato di gravidanza, può consentire ai competenti uffici di porre in essere tutte le misure necessarie atte a tutelare la sicurezza e la salute delle lavoratrici interessate. LE NORME DI RIFERIMENTODAL 1971 AL 2001 • L. 1204 del 30/12/71 “Tutela delle lavoratrici madri” • D.P.R. 1026 del 25/11/76 “Regolamento di esecuzione della L. 1204/71 sulla Tutela delle lavoratrici madri” • L. 903 del 9/12/77 “Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro” • D.Lgs. 626 del 9/9/94 “Attuazione delle direttive CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro” • D.Lgs. 645 del 25/11/96 “Recepimento della Dir. 92/85/CEE concernente il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento” • L. 25 del 5/2/99 “Disposizioni per l’adempimento di oblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alla C. E., Legge comunitaria del 1998” • L. 53 del 8/3/00 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città” • D.Lgs. 151 del 26/3/01 “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”. SN Legislazione sociale 19 20 Legislazione sociale SN SN Attualità religiosa 21 Il 7 novembre scorso al “S. Paolo” di Savona Il Vescovo Domenico Calcagno inaugura la nuova chiesa e il servizio offerto dalla chiesa cattolica all’ospedale Pietro Tartarotti Mons. Domenico Calcagno, Vescovo della nostra Diocesi. Il 7 novembre è stata inaugurata la nuova chiesa dell’Ospedale S. Paolo di Savona, con la celebrazione della messa presieduta dal vescovo mons. Domenico Calcagno. Lo spostamento della chiesa è avvenuto – nel pieno accordo tra Diocesi di Savona e ASL – per consentire al Reparto di Oncologia il recupero di spazi preziosi per una migliore cura degli ammalati. La nuova chiesa è molto simile alla precedente, ma certamente più accogliente, più curata, in una parola, più “calda”. Sia la tinteggiatura delle pareti, sia il presbiterio in parquet, sia alcuni accorgimenti per l’illuminazione conferiscono alla struttura quelle caratteristiche che favoriscono il raccoglimento e la preghiera. L’inaugurazione ci offre anche l’occasione per rendere meglio noto il servizio che la chiesa cattolica presta nel nostro ospedale. La Diocesi di Savona si prende cura dell’assistenza spirituale nell’Ospedale S. Paolo attraverso il servizio prestato da sacerdoti, religiosi e laici. Riteniamo molto significativo che tutte le componenti della chiesa, e quindi non solo i sacerdoti, sono a servizio di quella dimensione della vita umana che è costituita dalla sofferenza e dalla malattia. Attualmente la cappellania è costituita da: due cappellani: don Renato Schiappacasse e don Pietro Tartarotti, entrambi sacerdoti della Diocesi di Savona-Noli; sette volontari ufficialmente registrati e censiti dall’ASL, in possesso del cartellino di riconoscimento, come tutto il personale ospedaliero. Questi volontari sono “ministri straordinari dell’eucaristia”, cioè persone che, dotate di adeguata preparazione, hanno ricevuto dal nostro vescovo l’incarico di portare l’eucaristia agli Cappellano Ospedale S. Paolo di Savona ammalati. Sia i cappellani, sia i volontari non vanno solamente dagli ammalati di fede cattolica, ma visitano tutti e sono disponibili all’incontro e all’ascolto di tutti gli ammalati e dei loro parenti. Per i cattolici c’è anche lo specifico servizio che riguarda i sacramenti, come la confessione e l’unzione degli ammalati, amministrati dai cappellani; e la distribuzione dell’eucaristia nei reparti ospedalieri, soprattutto la domenica, da parte dei ministri straordinari. Quotidianamente c’è la celebrazione della messa nella chiesa dell’ospedale (da lunedì a venerdì alle ore 16; il sabato alle ore 9; la domenica e i festivi alle ore 11) e la preghiera per i defunti all’obitorio (alle 18.30). 22 Ricerca sull’uso di droghe SN In merito ancora al Il Servizio per le I risultati inquietanti di un questionario recente setting in cui è stata Tossicodipendenze realizzata l’indagi(Ser.T) dell’ASL 2 cui hanno risposto 2052 giovani su un totale di 5000 ne, l’analisi dei ha elaborato un proquestionari ha rivegetto di ricerca delato che la concennominato “Conotrazione dei consuscenza e Mappatura matori di droghe del territorio” al fisintetiche è molto ne di inquadrare l’epiù alta nel contestensione e le caratsto della discoteca teristiche del bacino che in quello di aldella tossicodipentro tipo di manifedenza sul territorio stazione musicale. di competenza delSono stati sommil’ASL. nistrati 2052 quePer la realizzazione stionari su un totale di tale progetto il di 5000 presenti alServizio si è avvalle serate (è stato so della collaboracioè raggiunto circa zione e della consuil 40% dei presenlenza tecnica di ti). SondaGenova, Francesca Romani L’ 88% delle persoAgenzia di Ricerca ne che ha compilae Comunicazione Direttore Dipartimento per le Dipendenze to il questionario è Sociale. Nell’ambito dello studio conoscitivo è tive di prevenzione-riduzione del danno di età compresa tra i 14 e i 29 anni, ma stata promossa una specifica indagine che risultano più gradite al “popolo del- di questi oltre il 50% ha tra i 14 e i 19 anni: pertanto il questionario ha ragdenominata “Piacere” finalizzata a va- la notte”. lutare la diffusione dell’uso delle cosid- Nel corso delle serate è stato allestito giunto un target estremamente giovane. dette “nuove droghe” in ambienti ri- uno stand dove personale opportuna- Sul totale degli intervistati il 60% è mente preparato ha distribuito materia- rappresentato da maschi e circa il 60% creativi. Il mercato degli stupefacenti ha saputo le informativo, profilattici ed ha propo- risiede nella Provincia di Savona. L’occupazione prevalente è quella di stucogliere le potenzialità di queste so- sto la compilazione dei questionari. stanze di sintesi ad azione stimolante, La gradevolezza dell’allestimento, l’in- dente; i lavoratori stabili ed occasionali la più conosciuta delle quali è il pro- formalità dello staff ha consentito di rappresentano circa il 30% dei rispondotto chiamato Ecstasy, rispetto alle avvicinare i giovani frequentatori su un denti. nuove esigenze delle generazioni più terreno delicato come quello delle “so- Alla prima domanda “Sconvolgersi è giovani. Le “nuove droghe” infatti sono stanze”, vincendone le resistenze ed av- un piacere?” ha risposto affermativaassunte per via orale, per cui si allonta- viando qualche volta dialoghi interes- mente il 46% degli intervistati e solo il na lo spretto dell’ HIV, ma soprattutto santi sui vissuti personali e sulle 17% negativamente. (Grafico 1) rispondono alle esigenze sociali di effi- opinioni in merito ai temi della preven- Alla seconda domanda “Hai mai provato?” l’ 80% degli intervistati risponcienza, rapidità, attività e socializzazio- zione e della riduzione del danno. ne. L’indagine ha previsto l’impiego di un questionario strutturato, (vedi fig. 1) somministrato ai frequentatori di locali ed eventi che propongono musica techno-progressive-commerciale. Nel perido aprile-giugno 2000, sono stati raccolti oltre duemila questionari nel contesto di due discoteche savonesi e di tre concerti realizzati nei locali dell’OMSAV di Savona. I risultati dell’indagine delineati di seguito forniscono un quadro sintetico della dimensione del consumo di sostanze psicoattive (legali ed illegali, con particolare riferimento alle droghe sintetiche), della percezione del rischio Grafico 1 connessa a tale consumo e delle inizia- Tra il “popolo della notte” esiste una diffusa “cultura” dello “sballo”, un’elevata frequenza d’uso di alcool e di cannabis, un aumento della cocaina, una buona percezione del rischio SN de SI. Più del 50% degli intervistati dichiara che negli ultimi 6 mesi ha consumato abitualmente alcool, il 36% hashish, il 10% cocaina, il 9% ecstasy (vedi tabella 1) Nel caso di consumo di droghe sintetiche esiste un’ organizzazione statisticamente significativa tra le variabili maschio ed uso abituale e tra la condizione di non studente e l’ uso abituale. Sul tema del rischio relativo all’uso di ecstasy gli intervistati rispondono nel modo seguente: - rischio fisico per il 47% dei consumatori abituali e il 72% dei non consumatori; - rischio mentale per il 68% dei consumatori abituali e il 86% dei non consumatori; - rischio legale per il 66% dei consumatori abituali e il 70% dei non consumatori; - rischio relazionale per il 48% dei consumatori abituali e il 65% dei non consumatori; Per quanto riguarda le iniziative di prevenzione possibili non consumatori e consumatori abituali ed occasionali di ecstasy concordano nel sostenere la ne- Ricerca sull’uso di droghe cessità di potenziare le occasioni di informazione sulle droghe presso le scuole per i primi e presso le discoteche per i secondi; inoltre ritengono utile l’attivazione di un numero verde per informazioni e consulenze così pure la presenza di assistenza medica e personale esperto presso le discoteche ,secondo i consumatori, ed in strutture apposite ,secondo i non consumatori. Le conclusioni sintetiche a cui è giunta la ricerca hanno messo in evidenza: - una diffusa cultura dello “sballo” soprattutto tra i più giovani; - un’ elevata frequenza d’ uso di alcool 23 e cannabis; - la poliassunzione del sabato sera; - un aumento dell’uso di cocaina; - una buona percezione del rischio. Quest’ultimo dato che apparentemente contrasta con il diffuso ed abituale utilizzo di sostanze fornisce un’indicazione sugli interventi di tipo preventivo da attuare. Occorre infatti offrire ai giovani, oltre ad un informazione mirata e corretta, occasioni di riflessione sui fattori che sottendono i loro comportamenti al fine di motivarli ad una scelta consapevole che escluda l’uso di sostanze psicoattive. Tab. 1 - Distribuzione tipologia consumatori per sostanza SN Attualità 24 Defibrillazione precoce preospedaliera A febbraio di questo anno, dopo i corsi di formazione al personale delle PPAA e della CRI, è stato autorizzato l’uso dei defibrillatori donati dalla Fondazione “De Mari” della CARISA e posizionati sulle ambulanze della Provincia di Savona. Fino ad oggi questa terapia elettrica salvavita (scariche di circa 150 joule) è stata applicata a domicilio a circa trenta persone in situazioni di emergenza estrema ed è riuscita a salvare la vita ad una di loro in condizioni già di arresto cardiaco. Le possibilità di successo di questa estrema risorsa diminuiscono rapidamente con il passare di ogni minuto dal momento dell’arresto del cuore, di conseguenza diventa di vitale importanza l’allarme immediato al “118” per potere attivare la catena del soccorso. L’applicazione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare di base, nell’attesa dell’arrivo del personale del Sistema 118, sarebbe estremamente utile per rallentare l’inevitabile instaurarsi di danni irreversibili. Queste manovre possono essere apprese da chiunque durante i corsi che vengono organizzati, ad esempio, dalle Pubbliche Assistenze e dalla Croce Rossa Italiana. E’ importante quindi non perdere preziosi secondi per cercare soccorsi diversi dal “118”, soprattutto nei casi di dolore del torace che dura per più di cinque minuti, oppure nei casi di perdita di coscienza permanente. Così raccomanda Salvatore Esposito responsabile provinciale del Servizio 118 Savona Soccorso in quanto solo con un precoce intervento è possibile soccorrere con successo chi è colpito da un grave malore. G.S. EDITORE Savona, 24 Gennaio 2003 Programma Mattina (ore 8,45-14,30) Saluto della Direzione A.S.L. 2 INTRODUZIONE R. Giusto PRESENTAZIONE E DISCUSSIONE DI CASI CLINICI Moderatori: P. Bellotti - R. Tassara Relatori: D. Bartolini - A. Rolandi G.B. Siri - S. Varnero ESERCITAZIONE PRATICA Gruppi di lavoro • Laboratorio di ecocardiografia (esecuzione ed interpretazione di ecocardiogrammi) • Laboratorio di emodinamica (interpretazione di esami coronarografici ed indicazioni all'angioplastica) • Cardioversione elettrica di fibrillazione atriale Periodico trimestrale di informazione dell’ASL n. 2 del Savonese I dati riferiti ai destinatari di “Sanità Notizie” vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per nessun motivo Iscrizione Euro 52,00 (IVA inclusa) Il Corso è a numero chiuso, verranno pertanto accettate le prime 40 schede d’iscrizione inviate alla Segreteria Organizzativa. Colazione di lavoro Programma Pomeriggio (ore 14,30-18,00) Presidenti del Corso Tavola Rotonda PRESENTAZIONE DELLE LINEE GUIDA Moderatori: T. De Franceschi - E. Uslenghi • Linee guida ed implicazioni medico legali M. Scherillo • Scompenso Cardiaco E. Guglielmetto - E. Tassinari • Cardiopatia Ischemica P Bellone - A. Gandolfo • Fibrillazione Atriale F. Critelli - M. Gazzarata Discussione P. Bellotti Direttore U.O. Cardiologia Ospedale San Paolo - Savona R. Tassara Direttore U.O. Medicina Ospedale S.M. di Misericordia Albenga Segreteria Scientifica D. Bartolini - M. Basso - R. Bellone - R. Bormida G.B. Buscaglia - F. Critelli - A. Gandolfo - M. Gazzarata - E. Guglielmetto - A. Rolandi - G.B. Siri - G. Susco - G. Torello - S. Varnero. Test di valutazione DIREZIONE Direttore generale S AV O N E S E Sede del Corso Osp. S. Paolo - Aula Magna Via Genova - Loc. Valloria 17100 Savona Tel. 019.8404489 Sono stati riconosciuti per questo corso otto punti ECM. Ubaldo Fracassi AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SBALLO TEST-TOUR Progetto Ecstasy 2000 di prevenzione alternativa CORSO TEORICO-PRATICO SULLA CORRETTA GESTIONE DEL PAZIENTE CARDIOPATICO Mario Carminati Direttore Amministrativo Franco Vairo Direttore sanitario © Copyright ASL n. 2 Savonese Via Manzoni, 14 - 17100 Savona Tel. 019 84041 C.F. e P. IVA 01062990096 Stampa: Coop Tipograf C.so Viglienzoni, 78 r. 17100 Savona Tel. 019 804947 - Fax 019 806657 e-mail: [email protected] Il Dipartimento per le Dipendenze, al fine di promuovere una cultura di informazione fra i giovani frequentatori di locali notturni, ha attivato all’interno del Progetto Ecstasy 2000 degli interventi in locali pre-discoteca della Provincia di Savona tentando di coinvolgere i giovani, in un habitat ed in un orario sensibile, con un gioco di carte interattivo studiato appositamente dagli operatori del Ser.T. e chiamato Sballo test. Con questo mezzo si cerca di indurre i giovani a riflettere sugli effetti diretti e collaterali delle nuove sostanze di abuso oggi in circolazione. L’esperienza positiva ha già coinvolto centinaia di ragazzi in diversi locali della provincia savonese dove gli animatori hanno riproposto il gioco offrendo in vincita simpatici gadgets e soprattutto coinvolgendo con spunti di sensibilizzazione su rischi e pericoli dello “sballo” ed informando sulla pericolosità delle nuove sostanze d’abuso ed i loro effetti collaterali. Il gruppo di lavoro (composto da 5 psicologi: Maura Chiarlone, Mauro Selis, Barbara Castiglione, Barbara Frixone, Elisabetta Giribaldi, Valentina Giusta; da un educatore: Debora Gandini e da un infermiere: Luisa Magnone) nasce con l’intento di proporre iniziative di prevenzione per tentare di contrastare la Filosofia dello sballo molto diffusa tra i giovani savonesi come risulta dallo studio condotto dal Dipartimento per le Dipendenze dell’ASL2 savonese all’interno del Progetto Ecstasy 2000. I ragazzi, generalmente, sono comunque consapevoli dei rischi cui vanno incontro quindi è possibile operare per convincerli a G.S. fare scelte diverse. REDAZIONE Direttore editoriale: Giampiero Storti e-mail: [email protected] Direttore responsabile: Mario Lorenzo Paggi Hanno collaborato a questo numero: Ubaldo Fracassi, Giuseppe Romagnoli, Antonio Langone, Nicola Vacca, Corrado Marziano, Vanna De Amicis, Simonetta Porazzo, Ammon Cohen, Franco Bonanni, Biagio Spolitu, Giorgio Genta, Giampiero Storti, Massimo Vecchietti, Stefano Surlinelli, Marco Dagnino, Pietro Tartarotti, Francesca Romani,Angelo Schirru, Antonio Parodi, Ilario Caristo, Paolo Bellotti, Rodolfo Tassara, Morena Scurani, Salvatore Esposito, Maurizio Modenesi, Maura Chiarlone. Questo numero è stato stampato e distribuito gratuitamente in 9.500 copie e inviato presso le proprie abitazioni agli oltre 3000 dipendenti dell’A.S.L. n. 2 Savonese, a tutti i medici iscritti all’Ordine provinciale di Savona, a tutti i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta della Provincia di Savona e alle oltre 100 farmacie per la distribuzione diretta ai pazienti. Viene inviato alle Istituzioni, ai Comuni e alle Parrocchie, alle Associazioni di Tutela e Volontariato, ai Sindacati. Una parte viene distribuita gratuitamente presso i nostri ambulatori.