Distribuzione elettronica gratuita in formato PDF - Anno 1 Numero 1 - marzo/maggio 2004
IRI-Raduni
CoverScoop!!!
La fotocopertina
Alla ricerca del
paiolo perduto!
IRI-Raduni
Compleanno
IRI 2003
Correva l’anno 1963.
A cavallo di questa
Triumph Bonneville
sedeva nientemeno
che il buon Leo
Maselli.
L’interesse dimostrato per la nostra
rubrica “Scatti del
Passato” è enorme,
gli archivi pieni.
Siamo fiduciosi di
poter compiere
un’opera di alto
valore morale:
pubblicare in ogni
numero dell’Eco
della Serva, alcuni
scatti di grande
valore culturale :-)
Guzzisti inside
Una grande
operazione
storico-culturale
Anna e Marco
un racconto inedito
di Fabio Baldrati
Pesci
nuovi
?
In Agenda:
20 marzo 2003:
5° Memorial Spadino al Tunnel del Monte Bianco
La delegazione di I.R.I. all’Hotel Beau Sèjour (in Agenda, a pagina 16)
Giro Ligure!
RaduRo!
I.R.I. 15/18!
1
EDITORIALE
by Gattostanco
CapoRedatùr Eco della Serva
SOMMARIO
Siamo tutti
più poveri?
All’Osteria del Termine, sulla splendida Strada Statale
della Val d’Assa, esattemente dov’era il confine tra
Impero Asburgico e Regno
d’Italia, la classica grigliatona mista, la caraffa di rosso, il caffè con la grappa ed
i biscotti costavano, l’estate prima dell’avvento dell’Euro, non più di 28.000 lire.
L’anno successivo 17 euro.
Non “ci hanno marciato”
più di tanto, sull’Altopiano,
ma l’aumento c’è stato.
A Bologna, “Da Remo”, dove
non ho mai speso più di
40.000 lire, oggi chiedono
28 euro.
Nell’estate del 2003 Claudia
ed io abbiamo fatto un giretto tra le valli del cuneese. Alberghetti da una stella (anche noi siamo un po’
“brave massaie” che cercano di non scialare), offrono la mezza pensione a non
Sensazioni
Eco della Serva
marzo/maggio 2004 - nr. uno
meno di 40 euro: sono quasi ottantamila delle vecchie
lire... e le mezze pensioni,
negli alberghi da una stella,
la sera ti offrono, quando sei
fortunato, un piatto di maccheroni ed una bistecca!
Viaggiare costa sempre di
più. Forse il problema è sentito meno dagli smanetoni:
loro, la moto, la “tirano fuori” il sabato pomeriggio per
la sgroppata al passo vicino a casa. Se non è aumentata troppo la benzina, possono anche pensare che
l’italiano medio non abbia
sofferto più di tanto gli aumenti indiscriminati!
Ma noi mototuristi ci stiamo accorgendo che le spese sono aumentate ben di
più di quanto abbia registrato l’Istat. Come del resto ce ne siamo accorti,
durante tutto l’anno, quando siamo andati a fare la
spesa, a pagare le imposte
ed i servizi locali, quando
abbiamo preso l’autobus o
pagato le tasse universitarie dei nostri figli: mentre gli
stipendi, per molti settori
dell’economia italiana,
sono bloccati da contratti
scaduti quando ancora
c’era la vecchia e debole liretta.
Probabilmente, quindi, i
quattrini che potremo investire nella nostra passione,
nel 2004, ci cosentiranno
purtroppo qualche uscita in
meno.
Allora dovremo scegliere
bene e centellinare con attenzione le uscite, i week
end motociclstici, i viaggi da
organizzare.
Credo che i raduni di IRI saranno senz’altro un ottimo
modo per spendere bene
quei pochi soldi che ci sono
rimasti in tasca :-)
Editoriale
Corri fiero, vivi libero!
2
CompleannoIRI2003
3
Anna & Marco
Racconto di Fabio Baldrati
7
Gli IRIders alla ricerca
del paiolo perduto
9
Pillole di Toscana saggezza 10
Scatti del Passato
11
Attaccati qua
12
Oltre la patente a punti!
Un’altra vita.
13
Pesci nuovi: il DeTest!
14
Aprilia, così non va!
Quota sociale 2004
15
Agenda:
- Spadino
- Giro Ligure
- RaduRo
- IRI 15/18
16
www.internetriders.org
by Stefano Romizi
Corri fiero, vivi libero
Svegliarsi. Il sole attraversa la
finestra come una lama di
ghiaccio dorato. Alzarsi. Uno
sguardo al tempo.
E’ una bellissima giornata, il
cielo terso promette forti sensazioni . Certo, fa freddo, ma
la voglia di salire sulla moto e
macinare chilometri è più forte dell’aria gelida. Quello che
conta sono i gradi all’interno
di noi. Vestirsi in modo da non
sentire freddo. Pura illusione!
Il freddo d’inverno è il compagno di ogni viaggio. Appena i
cilindri iniziano a muoversi, la
sinfonia esce dalle marmitte.
Dolce rumore per orecchie
che per troppo tempo sono
state senza sentire.
Partire con la moto ha sempre qualcosa di magico. Essere in equilibrio su due ruote
è euforizzante; accelerare,
sentirsi spingere indietro, piegare in curva, lanciarsi in un
rettilineo dà sensazioni forti,
impagabili.
Vedere i riflessi della natura
sulle cromature della propria
moto ti fa sentire il mondo dentro di te. Fiero di questo macini chilometri su chilometri,
curva dopo curva avanzi verso
l’orizzonte. Non vorresti mai
scendere da quel mezzo fatato che si chiama moto.
Parcheggiarla ed ammirarla
è tutt’uno. Sembra che la moto
abbia un’anima propria, si ha
l’impressione che da un momento all’altro, possa partire
da sola e lasciarti isolato, fuori dalla magia. Invece no, rimane lì, in attesa, docile,
aspettando che la nostra chiave vada ad infilarsi nella serratura, poi lo starter, leggera
apertura del gas e via, in piena libertà. Corri fiero, vivi libero!
Eco della Serva
marzo/maggio 2004 - nr. uno
Direttore Irresponsabile: Paolo Maria “Aspy” Giardini
Caporedattore: Giancarlo “gattostanco” Gattelli
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo “Babbo Natale” Schiannini, Leo Maselli, Raffaele Sarto,
Bruno Nicolis, Carlo Antoniotti, Aldo De Leonardi,
Stefano Ramizi, Carlo Rimassa, Valentina Milano
Un ringraziamento particolare a Fabio Baldrati,
collaboratore della rivista Mototurismo
E a molti (spesso involontari) soci che partecipano attivamente alle varie
attività moto-eno-cazzeggio-turistico-gastronomiche di I.R.I.
Per diventare collaboratori dell’Eco della Serva è sufficiente inviare
qualcosa di pubblicabile all’esimio Caporedattore.
Il materiale non espressamente richiesto (soprattutto se di valore)
non viene restituito :-D
2
Selezione da IRI-Raduni
Compleanno I.R.I. 2003
... ricordino
Moto sui cavalletti, doccia fatta
e biancheria puzzolente sottoposta a decontaminazione
tramite lavatrice :-)
Giusto due parole compatibilmente con cio’ che rimane del
mio cervello, sottoposto a
temperature africane, mentre
il sudore scendeva a rivoli nel
casco... un po’ di salsetta verde e sarebbe sembrata una
ricettina di un bollito di quelli
per i quali siam famosi in toscana :-) Vabbe’, le parole son
sei...
Ragazzi, quanto me la sono
goduta. Belli... no, bellissimi i
percorsi... i Sibillini mi hanno
sorpreso piu’ volte a bocca
aperta a contemplare il loro
fascino... maestosi in alcuni
punti maaa... dolci. No, non
sono ubriaco, e’ la sensazione che ne ho ricevuto, quella
di un abbraccio fraterno con
qualcuno che non vedi e ti
manca da tanto. Vabbe’, una
birretta pero’ me la sono bevuta, lo ammetto :-)
Ottima la sistemazione al
Cacciatore e grandi gli organizzatori, che per 40 euro han
spuntato il letto e cene abbondanti e decisamente discrete,
anche se la seconda sera la
signora dell’albergo non ha ripetuto lo sbaglio di farci portare i salumi in tavola... ;-) e che
credevano? Di avere a che fare
con un gruppo di educande?
E poi la vostra compagnia, che
e’ sempre un gran bel ritrovare :-)
A presto rivederci anche da
parte di Bav Zainetto :-)
Massimo “Hobbes” Parenti
Ore 19.57 - finalmente entrato
in casa. Ho beccato giusto due
gocce d’acqua sopra Vittorio
Veneto ma era una specie di
benvenuto locale.
Anche oggi quindi il mio culo
18/20 luglio 2003
Base logistica: Muccia (MC)
Hotel/Ristorante Del Cacciatore
www.delcacciatore.it
dichiara il superamento dei
600 Km. Adesso doccia veloce e via fino a Pieve di Cadore... altri 40 Km di curve dolomitiche dove farò impazzire la
Roberta... come? mi vanto?
ma no, che avete capito. La
farò impazzire raccontandole
della fantastica compagnia,
dei posti incantevoli, dell’albergo godereccio, del dolce
russare di TuZZio, di come si
possa capire come va portata
la moto stando per due giorni
dietro a chi la sa portare, ecc.
Insomma, grazie e complimenti !!! Ne valeva assolutamente la pena e non vedo l’ora
di calare di nuovo a valle per il
prossimo appuntamento.
Bacione a tutti, Alex da Belun
Il mio primo raduno IRI. Niente male ;-)
*** Beata incoscienza ***
Durante la preparazione, mi
aveva colpito la riduzione del
giro di sabato da 500 a 400
Km, perche’ 500 potevano
essere troppi. Troppi???
Dopo essermi fatto 1700 Km
per lo Spadino (andata e ritorno con zavorra), 500 da solo
mi sembravano una sciocchezzuola.
Venerdi’ non capivo perche’
Erfa, guardando la cartina, dicesse “un giro impegnativo”.
Poi ho capito.
400 Km di strade stupende,
ma sempre in saliscendi, con
un’altissima concentrazione
di curve, spesso strette, spes-
so “a geometria variabile”,
sempre senza poter vedere
oltre i primi metri, sempre rocce o vegetazione ai lati, sempre con l’affanno del vano tentativo di non perdere il contatto
con gli altri. Che fatica!!!
Ma che strade, che panorami!
E che cene ;-)
*** Il complimento piu’ bello ***
Pochi cavalli (solo un alibi), un
po’ di stanchezza (era il mio
inizio di ferie ed ero arrivato gia’
cotto), soprattutto tanta inesperienza.
Era la prima volta che guidavo
su strade come quelle. Non
riuscivo mai a tenere il passo
degli altri. Di chiunque altro.
Per un breve tratto sono stato
davanti a TuZZio. Quando poi
ci siamo fermati, mi ha detto:
“Certo che rispetto all’anno
scorso vai proprio alla grande!”.
Chi mi ha conosciuto solo ora
puo’ capire quanto abbia sofferto TuZZio a settembre,
quando mi prese per mano
per portarmi, due mesi e due
giorni dopo l’acquisto della
mia prima moto, al matrimonio di DavDesmo in Piemonte...
*** L’illusione ***
Sapevo di aver imparato qualcosa a marzo, quando, per un
breve tratto, cercai di stare dietro ad Aldo.
Rafagas mi ha detto che avrei
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3
Selezione da IRI-Raduni
(segue dalla pagina precedente)
Compleanno I.R.I. 2003
... ricordino
imparato a prendere le curve
stando dietro ad altri; in realta’
non mi era affatto facile star
dietro a qualcuno (ho anche
chiesto: ma come fate a prendere le curve come se le poteste vedere fino alla fine, nonostante le rocce o la vegetazione?). Ho comunque imparato molto anche in questi giorni. Mi e’ persino capitato di notare che non solo riuscivo a
stare dietro ad una R6, ma che
avrei anche potuto superarla!!!!
L’illusione e’ durata poco.
Massimo si era reso conto di
avere la ruota posteriore alla
tela. Non appena ha preso
confidenza con la nuova “tenuta” ... chi l’ha visto piu’ ...
*** L’ultimo ***
Probabilmente ne avrete dedotto che arrivavo sempre ultimo a tutti gli appuntamenti.
Errore! E’ stato vero oggi durante il rientro a Roma, ma non
durante i giri programmati.
L’ultimo era sempre Aspy, per-
che’ - questa la versione ufficiale - sbagliava sempre strada. In realta’ non poteva sbagliare strada proprio a casa
sua, quindi era tutta una finta.
Non voleva mettermi in imbarazzo. E’ l’unica spiegazione
possibile. Un padrone di casa
squisito.
*** La battuta piu’ bella ***
Durante il rientro a Roma sono
stato per un po’ dietro quella
R6. Vedevo Patrizia non solo
contorsionisticamente arrampicata su quello strano trespolo, ma anche gravata dallo zainetto.
Sosta per benzina. Le dico che
avremmo potuto legare il suo
zainetto alla mia sella. Erfa
estrae un ragnetto enorme
dalla sua XX e si fa. Massimo
(quello del GS) mi guarda un
po’ torvo: “Ora non scappare
via col bagaglio di Patrizia”.
Scappare via!!!! Io?!?! Da Erfa/
XX, Massimo/VTR, Massimo/
R6 e Massimo/GS!?!?
*** Sfiducia ***
Si e’ corretto subito: “Be’, potresti restare indetro [fin qui
tutto normale] e poi sparire...”.
Piu’ credibile.
Sara’ un caso, ma poi, per un
bel po’ di chilometri, Massimo
si e’ attardato in coda dietro di
me. Che gente...
*** La moto piu’ bella ***
Lo confesso: BlackMagic mi
e’ piaciuta veramente molto.
Chissa’, magari in un qualche
futurA....
*** THE END ***
Ogni riferimento a fatti, moto o
persone reali e’ puramente
casuale. Sergio Polini
Io e Stefi siamo arrivati a casa
verso le 20.00.
Mi spiace di non essere passato a salutare chi era in cima
a Bocca Serriola ma quando
siamo usciti dal ristorante ormai era tardi ed abbiamo preferito andare in esplorazione
per provare strade nuove.
Bel raduno, uno dei migliori
dal punto di vista dei percorsi
e dei paesaggi. Fabrizio ha
fatto davvero un ottimo lavoro.
Grazie a tutti !
Adesso si puo’ cominciare a
pensare al raduno nazionale
di settembre.
Aspy & Mickey Mouse
Si il raduno e’ stato veramente bello, Fabrizio ha dimostrato di saper organizzare alla
grande, la compagnia e’ stata
gioviale e tutti mi sono sembrati a proprio agio. Ho incontrato volti a me nuovi come
luca (guzzi stone) e alessandro (l’elicotterista) veramente
simpatici, la moglie di marani
mi ha dato una mano con le
foto e cio’ rendera’ piu’ facile
non dimenticare questo compleanno. Tutto e’ andato bene
forse tranne io che mi sono
perso e ho fatto attardare il
gruppo, chiedo ancora venia,
un abbraccio e a presto.
Peppe
Eccoci qua’ dopo uno splendido WE di Km e curve.
Devo dire che in certi momenti ho sudato sette camicie e
non solo per il caldo, ;) ma ne
e’ veramente valsa la pena.
Percorsi e paesaggi davvero
eccellenti e compagnia come
al solito meravigliosa. Visi noti
che incontrare scalda sempre
l’anima, insieme a volti nuovi
che si sono subito fusi insieme, nel migliore spirito IRI.
Grazie agli amici per la fatica
dell’organizzazione ripagata
dall’ottima riuscita e... BUON
COMPLEANNO A TUTTI !!!
Alla prossima occasione
Lampeggioni
P.S.: Che vista dalla la terrazza
di Cingoli !! devo tornarci sperando di imbroccare una giornata limpida. :-O
Fabio “Tu-ZZìo” Selva
Dopo aver constatato l’assoluta inutilità del clacson (ho
provato inutilmente a farmi
sentire da uno scatenato Fantato che si immetteva nuovamente sulla E45, mentre io ed
Emanuele continuavamo per
statale... avevamo ancora voglia di curve!!!!!!!!!!!), anche Claudia ed io siamo arrivati sani e
salvi a casa.
Beh, che dire se non banalmente grazie di esistere a tutti
voi e a questo gruppo di amici
così divertente? Tre giorni di
curve, di convivialità, di risate e
di condivisione di alcune comuni passioni :-)
Bellissimi gli itinerari, commovente il lavoro di Fabrizio (in
realtà era una scusa per divertirsi e fare notare la propria
velocità) nel rincorrere chi si
perdeva e farsi poi ritrovare
davanti all’incrocio successivo. Mi pare che la velocità media del gruppo sia aumentata... prima o poi dovremo modificare il motto aggiungendo
davanti un “Quasi...” :-)
Alla prossima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
P.S.: Grazie Sergio!
*** La moto piu’ bella ***
Lo confesso: BlackMagic mi
e’ piaciuta veramente molto.
Chissa’, magari in un qualche
futurA....
Giancarlo gattostanco Gattelli
Visto l’orario al quale sono arrivato, ci stavano ancora due
curve in compagnia ma avevo
paura di trovare la Romea
zeppa di bagnanti in rientro.
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4
Selezione da IRI-Raduni
(segue dalla pagina precedente)
Compleanno I.R.I. 2003
... ricordino
A proposito di Romea...un tormento per colpa di giovinastri
motodotati. Ma cavolo, possibile che dopo due giorni fantastici in sella, devo aver paura di essere centrato da imberbi giovincelli con maglietta
alta sui reni e pantaloncini corti
i quali, ignari del fatto che, l’uomo chiuso in macchina fa cazzate, sorpassano lunghe
code a 120 all’ora? E che dire
di quelle pollastrelle arrampicate in equilibrio precario, culi
a pizzo e perizomi al vento le
quali, facendo presa con le
ginocchia sulle spalle del loro
Valentino di turno, cercavano
di arrivare sane e salve a destinazione? PAZZE !!!
Ma lo sapete che per la stessa strada circolano solitari
39enni che possono offrirvi la
comodità di una sella vera, la
musica di un boxerone,la tranquillità per ammirare il paesaggio e la giusta velocità per
far sentire gli automobilisti
degli idioti ?? Eh? Lo sapete??? SAPEVATELO !!
Alex da Belun
Anche io rientrato ieri sera ore
20.00. 1778 km. Ho risalito
l’Italia a zig zag, tanto per dirvi
alle 17,30 ero seduto a Viareggio a mangiare cocomero...
Grazie a tutti per un fantastico
week end, e soprattutto agli
organizzatori, ottimi i percorsi,
i tempi e l’albergo come sempre. Ho notato che per risolvere le piccole polemiche in lista basterebbero un po di kilometri e delle belle mangiate
tutte assieme... Grazie a tutti
Bruno Nicolis
Grazie a tutti i partecipanti: senza di loro nessun raduno potrà dirsi “riuscito”; grazie e scuse a coloro che sono stati sballottati in qua e la per le stanze
e gli alberghi e alla fine hanno
anche ringraziato (!):
Massimo, Arnaldo e Daniela,
Raf, Blasi in paricolare; grazie
alle guest stars Girmi (anche
se si è rubato il culetto di sala-
me: mi serviva per far spianare il tavolo), Zio (anche se autodotato) e Raf (anche se su
scaldabagno); grazie a Fabrizio che ha azzeccato tutti i tratti
di un percorso tra i più belli
degli ultimi anni. alla prossima..! Romolo
...dimenticavo...
grazie a Gattostanco per aver
lasciato a casa la nuvoletta... ,
anche se stavolta avrebbe
potuto rinfrescarci un po’...
Romolo
E’ proprio vero che le stagioni
non sono più quelle di una
volta :-(
Lamps SenzaNuvoletta
Giancarlo gattostanco Gattelli
Siamo arrivati ieri verso le
19,30 percorrendo la E45 e la
fornostrada da Cesena a
Reggio, con solo una sosta
prima di Cesena per il pieno,
tanta era la voglia di arrivare a
casa e sbattermi sotto il condizionatore... Il display della
moto mi dava in alcuni punti
40° come temperatura dell’aria... fate voi..
Al di la di questo questi due
giorni sono stati veramente
piacevoli sotto tutti i punti di vista come ormai inutile dire è
tradizione IRI. Grazie quindi a
Fabrizio e a quanti hanno collaborato con lui per la riuscita
del raduno.
Aggiungo solo una considerazione personale: in moto si
va meglio da soli!
Ho portato con me la morosa,
dopo tanto tempo che non risaliva in moto, sperando di riuscire a fargliela ancora apprezzare e perchè me lo ha chiesto, ma il risultato stato decisamente negativo. Ho litigato
parecchie volte e mi sono dovuto sorbire le sue lamentele
per ogni cosa: per il caldo, per
le buche, per i chilometri, per
le curve, per la velocità ecc.
ecc. ecc. e questo nonostante
il fatto che avere lei dietro nei
percorsi del raduno sia stata
una bella fatica, sia psicologi-
ca in quanto ho dovuto impostare la guida in un modo
completamente diverso dal
solito, sia propriamente fisica
data la sua rigidità indotta dalla paura.
Non credo che ritornerà, almeno in un giro di due giorni, e la
cosa ovviamente non mi fa
piacere. Ma portarla con me
per farla star male e per star
male a mia volta non mi sembra il caso. La moto o ti piace
o non ti piace. Nel primo caso
sei disposto a sopportarne
anche gli aspetti meno piacevoli, nel secondo vedi solo
quelli. Vado in moto da quando ho 16 anni ed è per me
una grande passione. Lei purtroppo non capisce e continuerà a contrastarla. Quindi non
meravigliatevi se continuerete a vedermi girare con Bruno
(che oltre ad essere un amico
da oltre 20 anni è anche mio
socio nel lavoro).
Alla prossima, e scusate se
con i c***i miei sono andato
un pò OT.
Bart
Vabbè ma cavolo, mi pare tu
abbia esagerato un pochino.
“Caro, è da un pò che ‘n si tromba, mi daresti na bottarella?”
“Certo cara, pensavo di ficcarci a letto per tre giorni insieme
a gionolms e ad un gruppetto
di amici militari appena tornati da quattro mesi in irak”
Dai, allora senti cosa fai....
...ora non nomini la moto per
almeno un mese. Verso fine
agosto, le foglioline dei boschi
iniziano ad ingiallirsi. Ti presenti di domenica da lei con
la moto e in magliettina. Lo so.
è sconsigliato ma se ti vede
agghindato da GP non sale.
Gli parli dell’idea di fare un girettino giusto per gustarsi i
profumi dell’imminente autunno e rituffarsi per un’attimo
nel clima di ferie che stanno
per finire. Casualmente gli hai
portato il casco. Ecco, in questo modo si fa, dai, prova.
...ma pensavo, e se invece
volesse guidare? Boh...
Ciao, Alex da Belùn
Ce lo vedo proprio bene un
Bart “zavorro”...!!!
Romolo
Al giro Ligure ho fatto lo zavorro di Bruno per ben due giorni... ma è un’esperienza che
spero non si ripeta :-)))
Bart
Veramente un gran bel compleanno. In questi due giorni
abbiamo trovato la solita piacevole conferma al fatto che
partecipare ad un evento IRI è
una garanzia. Una bella pappata di km in giro per mezzo
centro Italia attraverso quattro
regioni (per qualcuno le regioni sono state di più, ma io ero
dietro casa e quindi ho visto
solo queste :-) intervallate da
pause enogastronomiche
sempre gradite dalla truppa.
Le gomme erano in piena
estasi mistica per l’overdose
di curve a cui sono state sottoposte. Ero sempre concentrato sulla strada, visto che il
ritmo per me non era proprio
blando, ma i luoghi attraversati erano talmente belli, che
bastava sollevare lo sguardo
ogni tanto per restare a bocca
aperta. Incredibile soprattutto
la varietà dei paesaggi che
spaziavano dai monti (Sibillini, Laga, Gransasso) alla
campagna marchigiana alle
valli e vallette interne dell’Appennino. Certo, c’era un GS
che mi trovavo sempre davanti e che mi faceva da “tappo”, ma d’altronde quando sei
in gruppo devi adattarti anche
a questo :-) ...no, Marco,
...sdengh ...no! Ti prego! Il sito
sui VFR non lo fare, prometto
che mi attacco l’adesivo della
chiocciola sul casco, tanto se
ha scelto il mio una ragione
deve pur esserci. Un ringraziamento da parte mia e di Isabella ad Aspy, Fabrizio (con il
suo fido scudiero verde) e Romolo: ordine rigorosamente
alfabetico, per aver organizzato questa bella cosa.
Gentleman
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5
Selezione da IRI-Raduni
(segue dalla pagina precedente)
Compleanno I.R.I. 2003
... ricordino
Purtroppo ho potuto essere
presente solo la prima sera
del raduno, ma fortunatamente ho potuto assistere al taglio
della torta da parte del Presidente per celebrare degnamente il compleanno del nostro motoclubbe. Svariati i
personaggi presenti all’evento, tra cui ottime niu’entri come
Alex (lo pseudo-bellunese con
radici in mezz’italia) e Lu’a (il
pratese guzzi-dotato).
Belli i posti con scoperte geografiche incredibili: udite udite... la Toscana confina con le
Marche! L’ho scoperto mentre tornavo a Firenze e dopo
circa 4km di strada bianca.
Ed ecco alcuni detti popolari
che abbiamo imparato in
questo raduno:
- Chi di BAM ferisce di BAM
perisce (il Carletto ha richiamato dopo che era stato possibile solo lasciargli un messaggio in segreteria alle 1 di
notte)
- BAM che abbaia non morde
(ho provato a BAMmarvi sabato sera ma gia’ alle 1 eravate
tutti irraggiungibili :-)
- Non svegliare il Conte che
dorme (anche se i decibel
della russata erano ai massimi storici il sottoscritto se l’e’
dormita della grossa)
- Tale Tu-ZZio tale figlio (vedi
Iacopo che cercava di scroccare un po’ di vino da tutti quelli
che prendevano una bottiglia
in mano)
- La speranza e’ l’ultima a
morire (la signora che al venerdi sera ci ha fatto trovare i
cestini di salumi illudendosi
che sarebbero tornati in cucina)
- Chi non risica non rosica
(come Fabrizio che per arrivare puntuale alla partenza del
sabato mattina se ne va per i
campi con il VFR)
- L’abito non fa l’harleista
(Peppe armato di Vetril e di
cremine che tira a lucido l’Harley appena parcheggiata)
- Se Maometto non va’ alla
montagna... (per risentire l’accento romanesco abbisogna
fare un raduno sotto il Rubicone altrimenti chi se li ricorda
certi personaggi :-)
- Meglio tardi che mai (l’arrivo
in notturna di Bart+Irene e di
Bruno+amico quando ormai
anche la BAM aveva ceduto
alla stanchezza).
- Dagli Appennini alle Ande un
sol grido si spande (il buon
Bonetti pensava di essere al
sicuro dalla BAM rifugiandosi
in terra anglofona... ehehehe!!)
- Chi trova un motociclista
trova un tesoro (qui non c’e’
bisogno di spiegazioni)
Saluti fiorentini, Girmi .
Rientro a casa tragico, dopo
aver assaporato la frescura del
monte nerone... Prato è un forno!! Comunque volevo fare i
complimenti agli organizzatori per l’ottimo tour e l’altrettanto ottima sistemazione in albergo, ed anche a tutto il gruppo di iri che ho trovato molto
simpatico ed affiatato! Grazie
per lo splendido week end ed
alla prossima.
PS. ho sentito che volevate
organizzare a settembre un
raduno nella zona di porretta
terme, siccome è vicino a me
e poi quelle zone le conosco
bene, se a chi organizza serve una mano io sono disponibilissimo! Luca Benelli
C’era qualcosa del quale mi
ero dimenticato!
Infatti mi ero dimenticato di ringraziarvi per il we passato assieme. Il percorso formidabile, la compagnia eccezionale
etc. etc.
Noi siamo arrivati a casa sul
presto, diciamo alle 12 di domenica, dopo aver disceso la
Valnerina e dopo aver rischiato un frontale con uno sconsiderato che a velocità warp ha
tagliato in pieno una curva
sulla Flaminia (i cretini albergano anche tra i motociclisti).
Un grazie quindi a Romolo a
Paolo e a Fabrizio che ha organizzato i percorsi e a quanti
si sono dilettati a spiegazzare
con il sottoscritto.
A presto, Luciano
Vorrei scrivere un reportino ma
non ho tempo... Intanto ringrazio tutti i partecipanti per le
espressioni di gioia sui loro
visi alla serata del sabato, non
ci poteva essere soddisfazione più grande!
Sincermente temevo che il
percorso scelto fosse un po’
troppo impegnativo, ma non
farlo era un peccato :-)
P.S. Per Gattostanco: io non
volevo far notare a nessuno la
mia “velocità”, semplicemente mi “sentivo” proprio bene
con la moto e me la sono goduta fino in fondo (e penso che
si sia visto :-)
E pensare che non dovevo
neanche venirci al raduno, poi
l’impegno di lavoro del sabato sono riuscito a scamparlo...
Per ora ciao a tutti e alla prossima! Fabrizio, Cingoli (MC)
Seppure in ritardo (ma sono
stato lontano da qualsivoglia
pc fino ad oggi) vorrei ringraziare tutti per la riuscita dell’IRIcompelanno.
Era dal 2001 che non partecipavo piu’ ad un incontro IRI
(ossia da quando ho venduto
il TDM) e ritrovarmi con tante
persone con cui avevo avuto
modo di condividere un po’ di
km e varie libagioni mi ha fatto
un grandissimo piacere.
Un grazie ancora a tutti i partecipanti (anche per il fatto di non
avermi preso in giro per il
mezzo ora in mia dotazione) e
a presto. Raf
Ultimo nei report come sulla
strada, son rientrato anch’io,
lunedì sera per la cronaca,
dopo una giornata passata a
Siena in compagnia degli
squisiti Pedro e Giovanna, i
quali mi hanno praticamente
adottato e che ringrazio ancora molto.
Del Raduno ho dei ricordi
molto piacevoli, dei personaggi noti di IRI e di quelli appena
conosciuti, siamo pur sempre
una bella combriccola. Quindi un ringraziamento agli organizzatori, per aver fatto sembrare tutto così facile, persino
i RaDuristici percorsi scelti;
appro, se mi iscrivevo al trofeo del sabato sicuro che lo
vincevo: con tutte le volte che
mi sono perso e ho sbagliato
strada ho accumulato molti
km! Alessandro Tinti - Roma
Honda Transalp 650
Eccomi qua a casetta per ringraziare gli organizzatori del
compleanno IRI.
Siamo stati veramente bene
chiedo scusa a quelli che non
ho salutato domenica mattina, ma ci aspettava un lungo
tragitto, passando per Visso,
ecc. fino a Termoli percorrendo 400 e passa km. Gli altri
giorni sono stati alla stregua
del primo ed oggi siamo rientrati per cambiare i bagagli ;-)
In sostanza con il “rientro” abbiamo percoso 2.548 km, tutti
di curve. A presto....domenica
o lunedì partiamo in direzione
austria; se qlcn va o è da quelle parti si faccia vivo ;-)
Rafagas ed Angela (Santa)
6
Guzzisti inside
by Fabio Baldrati
Anna e Marco
Un racconto di Fabio Baldrati,
collaboratore della rivista Mototurismo
“Marco dentro a un bar, chissà cosa farà.
Poi c’è qualcuno che trova una moto si può andare in città.
Anna bello sguardo non perde un ballo.
Marco che a ballare sembra un cavallo.....”
Lucio Dalla (Anna e Marco)
Auguro “buon viaggio” a chi
avrà la pazienza, la voglia, la
bontà d’animo di leggere fino
alla fine questa storia assolutamente reale, vera come
vero è il buon Dio. E’ certamente una delle cose migliori
che ho mai composto da
quando racconto il mondo
motociclante. Lo dovevo a
Marco, e ad Anna.
Ho scritto Anna e Marco di notte, come un gufo, nell’unico
momento in cui la ”pace” sembra avere la meglio e il silenzio ammanta ogni cosa in una
sorta di incantesimo. Anche il
silenzio è una rarità, a me fa
bene all’anima.
Anna mi ha incoraggiato in
questa stesura: “farà piacere
a Marco, e anche a me, scrivila”. Ho fatto del mio meglio.
DrimDrim DrimDrim DrimDrim (telefono) “Pronto?
...sì, ‘glielopasso ...prego. Fabioooooo. E’ per te. Telefono”.
Lascio Beatrice, mia nipote, in
compagnia delle sue bambole e mi dirigo verso l’apparecchio. “Ciao Fabio. Sono
Anna....”. E intuisco immediatamente: purtroppo è accaduto ciò che temevo e questa telefonata dalla Toscana non
giunge inaspettata.
Vi parlerò di due bellissime
persone: Anna e Marco. Vi racconterò di una sincera amicizia scaturita dalla comune
passione per una motocicletta dai grossi cilindri a –V- la
cui virtù trascende ogni qualità meccanica: mi riferisco a
quel suo prodigioso potere
che fa incontrare le persone.
Non citerò i loro veri nomi,
Anna e Marco è il titolo di una
bellissima ballata di Lucio
Dalla in cui, forse, esiste qualche analogia. Se avete questa canzone inseritela nello
stereo: ascoleterete una poesia i cui versi raccontano di
“...una moto per andare in città”. Bè, quella moto era una
Guzzi Falcone, molti anni fa.
Se non erro la nostra conoscenza risale alla primavera
del 98, forse era il 99, ricordo
comunque bene quel luminoso sabato pomeriggio. Eccolo.
Percorro la statale della Cisa
in direzione Parma-Autostrada A1; torno a casa dopo alcuni giorni trascorsi nella riviera toscana rigorosamente con
tenda e sacco a pelo. Presto il
sole diventerà “pesante” sui
monti e sarò a casa a notte
fonda. Pazienza, ...in fondo
non mi spiace immergermi
nel buio in compagnia del
grande “cono” luminoso. Avete mai viaggiato in moto di
notte? Io lo trovo piacevole.
Davanti ai pugni sui manubri
c’è un sinuoso “nastro”
d’asfalto in cui la mia Guzzona va “giù” a meraviglia da
ogni lato, libera da qualsiasi
pesantezza. Sono ingordo e
insaziabile di quel grigio-argento sfuggente che ogni volta vedo “correre” lì, appena un
palmo sotto ai piedi, veloce,
infido, sempre durissimo.
Eppure nemmeno “lui” è cattivo e se lo rispetti non ti “morde”.
A volte è indescrivibile il piacere che sa regalarti una motocicletta, ad esempio una Guzzi California. Ho scelto questo
modello pervaso da qualche
dubbio dopo anni di 1000 SPIII
, ebbene col tempo e i viaggi
stò diventando un fervido estimatore di questa moto dal
vago stile Custom e la reputo
essere una delle Moto Guzzi
“più Guzzi” mai realizzate a
Mandello. Non scenderei mai
da quella avvolgente sella,
credo che questa moto offra
qualcosa di raro: il “piacere di
guida”.
Ecco il valico della Cisa circondato dal bel panorama dell’appennino Tosco-Emiliano. Numerose le moto posteggiate
per una rituale sosta: quasi
tutte Super Racing dai colori
di guerra come vuole la “tradizione” in questi Passi. C’è una
Moto Guzzi molto particolare
che attira il mio “colpo d’occhio”: è una 1000 SPII color
marrone-blù carica di bagagli,
sporca di insetti e di pioggia
“asciugata”, sulle borse laterali numerosi adesivi delle località “conquistate” (c’è quasi
tutta Europa), ogni particolare
di quella moto emana l’orgoglio di tanti viaggi vissuti a pieno respiro. Quì “devo” posteggiare la mia moto.
Getto una occhiata a quel tachimetro: 90.000. Sulla sella
consunta vi sono adagiati due
caschi e uno di essi porta sul
retro la famosa massima di
Rudyard Kipling: “esistono solamente due tipi di individui:
quelli che se ne restano a casa
e quelli che non ci stanno”.
Graaaaande!
”…….ARRIVO’
COME UN CAVALIERE
SUL SUO DESTRIERO”
Li vedo venirmi incontro sorridenti come se ci conoscessi-
mo da sempre, avrete capito:
sono Anna e Marco. Non so
ipotizzare la loro età ma non
sono certo ragazzi, forse…
sulla cinquantina?
Non saprei. Indossano completi in pelle nero-marrone
dallo stile retrò e la loro è una
eleganza austera che nessuno specchio modaiolo ha
suggerito. Mi salutano come
fanno i vecchi amici. Ci presentiamo: sono toscani, anzi
toscanissimi con quel dialetto che allunga le parole in cantilena e mette le “H” al posto
delle “C”.
Marco è rasato a zero sul capo
probabilmente perchè come
me soffre il dispotismo del
casco: “zerohapellizeroproblemiiiiiiiii “. Anna porta i “hapelli horti” e un leggero trucco
nel contorno-occhi. Essi incarnano la gioia in terra ogni volta
in cui i loro volti si illuminano
con un sorriso, e sorridono
spesso.
Sono marito e moglie da chissà quanti anni, da una vita, e
sono bellissimi. Entriamo insieme nel bar e nasce così
fra noi una sincera amicizia.
Quando rivelano la loro
età.....non ci credo. Possibile?!
67 lui e 59 lei. Marco con fare
sibillino mi svela il loro elisir
di giovinezza: “l’èlamotoguzziiiiiiiiii
“.
Si sono conosciuti negli anni
60 grazie ad una Guzzi Falcone, mi dice Anna: “sembra
ieri... quando arrivò come un
cavaliere sul suo destriero” .
Poi è venuta la mitica V7 Special, la California 850, la 1000
SP e l’attuale 1000 SPII.
Anna e Marco: sempre insieme a vagabondare per mezzo mondo. I loro occhi si accendono come tizzoni ardenti
quando raccontano dei tantissimi viaggi vissuti sempre in
tre. In tre? Sì, la terza figura è
“lei”; “lèllamotoguzziiiiiii” vissuta come una leale compagna di viaggio. Marco passa
una mano sul serbatoio e con
orgoglio: “l’èllultimamotociclettarimastaaaaaaaaa “.
Anna e Marco significano 40
anni di amore, di passione, di
gioia per la vita. Una bellissima storia umana. Una storia
di motociclisti come ve ne
sono moltissime nel nostro
SEGUE ALLA PAGINA
SUCCESSIVA Î
7
Guzzisti inside
(segue dalla pagina precedente)
Anna e Marco
mondo. Una maggioranza
poco appariscente fatta di
“Anna e Marco” dotata di una
luce diversa nello sguardo, gli
ultimi “vivi” in un conformismo
di sonnambuli, un “popolo”
che ti saluta per strada senza
conoscerti, che si ferma a chiederti “tutto OK?” se sei fermo
sul ciglio, che si ritrova ai raduni ovunque questi siano, nel
freddo o nel caldo, …eh sì,
amici, provo una frustrazione
infinita quando penso che la
nostra “civiltà”, il nostro mondo, finiscono infangati a causa di quattro stupidi e due
ubriaconi “motociclisti” per errore. Non mi ci abituo. Ci soffro.
Dopo il consueto spuntino nel
bar decidiamo di viaggiare insieme fino alla Autostrada A1.
Invito Marco a fare da battistrada: è la cosa migliore (penso), non è più un “ragazzo” ...il
Marco, quindi che sia lui a disporre l’andatura. Marco monta in sella e gira la chiave:
Wrummmmmm!
Cuore di bicilindrico! Anna
“pianta” un piede in una staffa
e sale sù in un baleno. Non
posso immaginare ciò che mi
aspetta: suderò sette camicie
per seguirli!
Anna e Marco in sella alla loro
Moto Guzzi sbugiardano quell’armamentario di stupidi preconcetti che da sempre ci seguono alla stregua di un’ombra indesiderata: il motociclista è “giovane” quasi per decreto legge, anzi è “giovinastroescavezzacollo”, non solo,
pure “maschio”: molte donne
oggi vanno in moto e sono una
meraviglia da guardare, ...ma
la miopia di certi osservatori è
avvilente, più sono autorevoli
e più sono miopi. Perché costoro sono così ottusi?
“SCUSAMI SE SONO
STATO UN PO LENTO...”
Quella moto là davanti “pendola” ogni curva con stupefacente facilità: essa è la dimostrazione di come anche la
guida di una moto può esprimere una forma d’arte, nulla
a che vedere con la volgarità
di certe sgassatone. Anna e
Marco sono due artisti: quella
“sagoma” carica di bagagli
disegna traettorie perfette e
guizza via curva dopo curva
sempre sicura, mai indecisa
…e che “pulizia”, che stile! raramente si accende la “luce”
della frenata,... quel “ragazzo”
di settant’anni guida da Dio
assecondato a meraviglia
dalla sua compagna in perfetta simbiosi con la moto.
Sbaglia chi reputa essere il
passeggero semplice “zavorra”.
Oh...! Che meraviglia seguirli
con lo sguardo! Però che fatica! Devo metterci del bello e
del buono per seguire quei
due “anelli” d’argento (gli scarichi) sotto alle borse laterali.
Quei rimbrotti e i risucchi nelle
“staccate” mi ricordano la mitica V7 Sport di Silèzi (silenzio) quando passava per le
contrade del mio paese, nella
Bassa Romagna, nel 1973:
era nera come l’inferno e portentosa nel rombo. Unica. Tutti
la indovinavano in lontananza.
Io la volevo, la volevo, la volevo
da grande. ”Scusami se sono
stato un po lento...” mi fa il
Marco all’arrivo della A1. Alla
faccia della lentezza! Sono
stanchissimo! Raramente ho
rivisto un talento simile nel
condurre una moto. All’imbrunire ci salutiamo con una stretta di mano: io diretto verso Bologna-Ancona, loro in direzione opposta (un “salto” in Svizzera).
Ci siamo ritrovati qualche tempo dopo fra le colline del
Chianti per una indimenticabile bistecca alla Fiorentina
annaffiata con un Chianti-Rosso mondiale. Poi ancora insieme nel Delta del Po, nuovamente in Toscana, in Garfagnana, e ancora in Maremma. Bellissimi Week-End trascorsi nel miglior stile Guzzista: buona tavola e tanti chilometri nella celebrazione di una
amicizia sincera, di una passione. Avrei voluto conoscere
Anna e Marco molto tempo
prima.
“CIAOFABIOOOOOOOGUARDAQUIIIIIIIIIIIIIII...”
Risale all’autunno del 2000 il
nostro ultimo incontro, il più
gioioso... e afflitto.
Sono al Passo del Muraglione fra Forlì e Firenze: mitico
luogo di ritrovo per decine di
motociclisti nel corso di ogni
fine settimana. Fra l’arlecchinume di mille tute integrali e
super-bolidi-racing spunta un
rombo sommesso inconfondibile per le mie orecchie: rhurhurhurhurhu... per me quel
bicilindrico è inconfondibile
come la chitarra di Eric Clapton, anzi quella di B.B. King. E’
certamente una grossa Moto
Guzzi. Eccola, la intravvedo,
ma... è lui! Anzi loro! Loro tre!
...Ah! Che magnifico vegliardo!
Quel Cavaliere Errante e la
sua dama in sella al loro “destriero” di argento antico emanano una trionfale quanto severa austerità. I cilindroni alettati di quella 1000 SPII sembrano due torri Guelfe, i tubi
paraurti luccicano al sole, le
valigie laterali e la borsa-serbatoio ornate con decine di “trofei” di viaggio. Davanti a loro si
stende un regale tappeto di
ammirazione e stima spontanea. Che spettaaaaaaaacolo!
Dovevate esserci quel giorno,
amici, sì, dovevate vederli Anna
e Marco. Una lacrima di gioia
mi ha attraversato il volto.
...Poi un’altra lacrima mi ha
“segnato” come una ferita.
Tutti ammiccano, sorridono,
indicano, e domandano: “ma
chi sono quelli?”.
Vi dico io COSA sono: MOTOCICLISTI. E quella lì è una MOTOCICLETTA. L’ultima rimasta. Guardateli bene.
E’ una scena vista altre volte:
in molti si avvicinano ad una
“eroica” motona carica di gloria, bagagli e umanità, la osservano con stupore e curiosità nella quasi totale ignoranza di quei principi che più nobilitano questa nostra passione: viaggiare, conoscere, condividere, raccontare, incontrarsi. VIVERE.
Quando Anna e Marco incrociano il mio sorriso... ”FABIOOOOOOO!”. Ci abbracciamo
con la gioia dei bimbi. Anna è
sempre lei. Marco invece... mio
Dio, non è più Marco: è pallido
in volto, dimagrito, il collo gli
balla nella camicia mentre i
suoi occhi sono spenti, inerti,
sembrano non vedere. Terminare questo viaggio, per lui, è
una impresa titanica. Restiamo insieme a lungo afflitti da
una comune coscienza incoffessabile: è il nostro ultimo
incontro. Non servono parole.
Marco non sta bene. Quando
giunge il momento di salire
sulla moto Marco cerca l’aiuto
di Anna e finalmente in sella,
col fiato grosso, gli vedo una
goccia correre giù dal volto...
forse una lacrima. Anna mi
sorride malinconica. Marco mi
lascia così: “CiaoFabioooooGuardaquiiiiiiii L’èl’ultimarimas t a a a a a a a a a ” .
Wrummmmm! Clock della
prima, VIA. Li vedo rimpicciolire... scomparire nell’ultimo
viaggio. L’ultima volta. Nulla.
Solo il nastro grigio dell’asfalto che si estingue, là in una
curva lontana.
”Peeeerò, ...mica male” sento alle spalle in tono serafico,
e sbotto: “lo puoi ben dire!”.
Rifletto sul meraviglioso dono
della vita di cui spesso siamo
indegnamente incoscienti. Un
groppo alla gola mi assale
con veemenza, ho il mento
tremulo, sento gli occhi allagarsi, faticosamente mi contengo dallo “scoppiare”.
A volte mi sento chiedere il
“perchè” del mio essere “motociclista” e sempre rispondo
con un sorriso non trovando
le parole per definire una passione, un modo di “essere”,
uno stile di vita che accomuna tantissime persone come
Anna e Marco. Siamo noi: il
Popolo Motociclista. Io appartengo alla etnia Guzzista
come Anna, come mio padre,
come mio nonno, come Silèzi ...come Marco.
Sì, sono Guzzista. Esiste
un’altra motocicletta così? No,
non esiste. Posso trovare solamente di “meglio” o “peggio”,
ma nulla di simile. Anche per
me è l’ultima rimasta come lo
era per Marco. Marco era un
motociclista “vero”.
Te ne sei andato nel sonno...
via come la piuma di Forrest
Gump. Eri bellissimo.
Presto telefonerò ad Anna.
Lampeggi a –V(Fabio)
8
Correva l’anno: 1998
by Raffaele Sarto
Gli IRIders alla ricerca
del paiolo perduto
Il primo MegaRaduno degli Internet Riders of Italy
visto in chiave fantastica
Ancora una volta la compagnia degli iriders si è materializzata dal cyberspazio
per assolvere ad una nuova importante
missione: la Ricerca del Paiolo Perduto.
Erano i primi giorni di primavera sul Pianeta Mugello e il tempo inclemente fece
capire subito agli iriders, avviati a ricongiungersi presso il Ridotto di Colla , provenienti da Settori lontani, che la missione non sarebbe stata facile.
Il fato volle che molti iriders non assistessero a questi eventi, comunque ciò non
impedì loro di partecipare, in compagnia
degli altri, alle attività propiziatorie al felice
completamento della missione
Per la cronaca, gli iriders provenienti dal
Settore Centrale si ritrovarono quasi subito dispersi in più gruppi e riuscirono a
giungere al Ridotto di Colla solo in ordine sparso.
Non per niente, oscure forze erano già
intervenute in precedenza per ridurre le
nostre file:
Otello, PulceK, Rag e Tyson non poterono infatti unirsi agli altri iriders a causa di
diversi accadimenti;
un caso a parte era quello di Caesar che
non poté unirsi alla squadra essendo
ancora sprovvisto del Brevetto A di pilota.
A parziale compensazione di ciò gli iriders potevano contare, tra i tanti, su alcuni punti di forza: la presenza di alcuni mezzi
d’appoggio della Divisione Inscatolati, il
rinnovato apporto di Michele il Vulcaniano, ultimo rappresentante della Divisione Custom, testé abbandonata da Ian
Padovani, forte ora del suo nuovissimo
EisMeteor, la guida del saggio Wile Coyote col suo fido Ludwig Van.
E subito accadde qualcosa di imprevisto: forse a causa di un vortice spaziotemporale il Ridotto di Colla fu prima attraversato da una torma di Centauri appartenenti alla tribù indigena dei
Forks&Pistons, che fu vista celebrare an-
tichi riti tribali e subito dopo dalle mitiche
SturmTruppen alla guida di mezzi antidiluviani, probabilmente impegnati nella per
ora incruenta Guerra del MAT.
Degne di nota, tra le tante, furono alcune
particolari attività:
il Dottor Aspy NightHawk si profuse nel
mettere a punto una nuova arma ad effetto sonico coadiuvato da volenterosi assistenti, Calvinator il telepate di Classe ER-
SEGUE ALLA
PAGINA SUCCESSIVA Î
9
Correva l’anno: 1998
(segue dalla pagina precedente)
Gli IRIders alla ricerca
del paiolo perduto
5 si mise in contatto con Spiriti Elementali di grado elevato, WildCat ForEver si
dedicò con successo ad esperimenti di
levitazione di oggetti.
sero risucchiati nel cyberspazio da cui
provenivano.
Fortunatamente il saggio Wile Coyote
ebbe una felice intuizione e decise di condurre gli iriders all’Eremo di Obi Wan Zenobi; essi vi giunsero dopo avere attraversato luoghi incantati quali il Passo della Sambuca, a guardia del quale vi era la
Mosca, e la Strada della Lawanda Osiris;
e fu lì che la Roccia Parlante, rivolta verso
il pelide Campesan, disse la frase che
illuminò tutta la compagnia: The CBR
Power be with you !
meritato riposo; ancora una volta Zio LoneWolf comandante degli iriders poté tornare alla propria dimora in Triumpho!
[Si ringraziano per le foto Andrea Suatoni
e Giovanni Padovani]
[Si ringraziano per la presenza tutti i partecipanti al MegaRaduno]
[Si ringrazia per l’ospitalità WWW Paolo
Maria Giardini]
[MCMXCVIII Raffaele Sarto]
Ovviamente l’Eco della Serva ringrazia
Raffaele Sarto per aver proposto la pubblicazone del resoconto dell’ormai mitico “COLLA UNO”!
Trascorso in siffatto modo il primo giorno, il secondo fu pienamente dedicato
dagli iriders alla ricerca del Paiolo Perduto che li condusse financo alle mitiche
Valli di Comacchio e li costrinse a procedere ad un’andatura altalenante.
Selezione da IRI-L
Pillole di Toscana saggezza
In men che non si dica gli iriders, dopo
avere raticosamente raggiunto e attraversato il Passo della Futa, giunsero finalmente nel luogo in cui si trovava il Paiolo
Perduto e tosto iniziarono a festeggiare
con un gran banchetto la felice conclusione della missione.
Ma il tempo ormai incalzava e non rimaneva che un ultimo giorno per ritrovare il
Paiolo Perduto prima che gli iriders fos-
Sul far del tramonto, gli iriders, stanchi
ma soddisfatti, si avviarono verso le rispettive dimore dove li avrebbe accolti un
Carissimo Settimio, cugino senese,
non te la pigliare a male ma io quando 'ttu scrivi, e duro una fatica boia
a trovare le tu' risposte... ma maremma cignala opperche' un tu levi
tutte quelle rigacce sopra alle tue
magnifiche e poetiche righe e un ci
faciliti il compito a noi novelli indiana giones telematici? :-))))))
Ora, io un dico di non quotare ma
maremma budella tu ci lasci anche
intestazioni, indirizzi ip e tutti i troiai
vari che con il testo non ci incastrano una cippa! :-)))
I casi son tre: o sei sadico, o usi un
programma di posta che fa recere,
oppure tutt'e due. :-))
Con affetto, tuo Girmi
PS o senesi buhaioli, vuppotreste anche venimmi a vedere in teatro venerdi sera... 'ccidenti a voi... e poi si dice
de'lucchesi :-)))))
PPS :-) le faccine non bastan mai :-)
10
Scatti
del passato
La rubrica strappalcrime
per i nostri “... ai MIEI
TEMPI, RAGAZZI..:”
Cerchiamo altre immagini storiche munite
ovviamente di commento e didascalia.
Allo scopo, gli interessati sono pregati di contattare il Sommo Caporedattore.
1977
Regalo di compleanno
per il Conte!
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
Bruno Nicolis ci scrive:
“...ho trovato una vera foto storica:
1977.
Un sacco di partecipanti... erano due
giornate di pioggia da far paura, e
bene o male noi del Verona MC, rimasti in due... abbiamo preso la
coppa.
Ecco Cristina (la Contessa) celebrata sul giornale della FIM.
Tra l’altro era il mio compleanno...
Ciao, Bruno”
1964
prima della barba
...e delle renne
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
Il giovinastro che appare alla guida della Guzzi Lodola Gran Tursimo (235 cc) era destinato a invecchiare male, trasformandosi
in mangiatore di povere renne innocenti.
Era il 1 luglio 1964, data storica
perché quella mattina mi sono
fatto la barba per l’ultima volta!
Insieme al mio amico Alberto
Giussani ero in partenza da Milano, dove allora abitavo, alla volta
della Sardegna, dove facemmo
giusto in tempo a vedere la Costa
Smeralda prima che la smeraldizzassero.
Note archeologiche: lo scatolotto
nero e verde che si vede nello sfondo è una Fiat 600 multipla usata
come taxi (i taxi di Milano erano
così, neri di sopra e verdi di sotto).
Le targhe delle moto erano già
bianche, quelle delle auto erano
ancora nere. (Paolo Schiannini)
11
La foto del numero zero:
...“correva l’anno 1983" .... io stavo andando in Spagna per la
prima volta con il mio Cagiva 125, la foto e’ stata fatta durante una sosta in territorio francese, non saprei esattamente
dove ! Ci sono voluti 3 giorni per arrivare in Costa Brava ! Era
il primo viaggio “serio” che affrontavo, avevo giusti giusti
20 anni e qualche capello in piu’, ero in compagnia di una
Vespa PE200 e di un Yamaha 400XS. Pero’ eravamo talmente pazzi che ... l’anno dopo ci siamo pure tornati !
(Carlo Antoniotti)
Scatti
del passato
La rubrica strappalcrime
per i nostri “... ai MIEI
TEMPI, RAGAZZI..:”
Cerchiamo altre immagini storiche munite
ovviamente di commento e didascalia.
Allo scopo, gli interessati sono pregati di contattare il Sommo Caporedattore.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
1979
Il vento tra
i capelli di Aspy
Era il 1979, estate, non c’era
ancora l’obbligo del casco ed
io avevo tutti i capelli in testa.
Era una bellezza sentire il vento tra i capelli ed il fischio del
vento nelle orecchie, gli occhi
che lacrimano con la velocita’...
La mia moto era allora un
motobi 125 2CE, accensione
elettronica, bicilindrica 2 tempi, a miscela. Telaio del 250,
quindi bello pesante ma solido ed efficente. Bella accelerazione, velocita’ di punta oltre
140KmH, la piu alta per un 125
di quei tempi. Piegavo bene
anche con quella moto.
Un giorno, sulle colline del trasimeno, mi accorsi che ogni
curva a SX la ruota posteriore
tendeva a scartare. Una, due,
Pagine Utili
tre volte....Mi fermo pensando
di aver bucato ma la gomma
era ok.
Per farla breve, era il cavalletto
che aveva una leva laterale per
Inutili dire che arrivato a casa
ho provveduto ad accorciare
quella leva.
Dopodiche non ho piu’ avuto
problemi... :-)
...e qualche
anno dopo...
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
1996
by Carlo Rimassa
Attaccati qua!
piccola idea contro i furti quando si viaggia soli
L'idea e' semplice: legare la
propria moto, con una catena,
alla catena antifurto di un'a'ltra
moto.
Mi spiego meglio.
Il principio di base e' che per
rubare una moto non serve
metterla in moto, come invece e' necessario fare per
un'auto. Per rubare una moto
parcheggiata con il solo disclock basta arrivare con un
furgone, scendere in due, sollevare la moto dal davanti e
caricarla sul furgone tramite
una rampa.
Anche con moto grosse, due
persone robuste e decise
estrarlo troppo lunga ed ogni
piega da quella parte andava
a toccare per terra facendo
sollevare leggermente la ruota posteriore.
sono in grado di completare
l'opera in meno di 30 secondi.
Si puo' rendere loro la vita difficile bloccando la ruota posteriore, per esempio con una
catena o uno U-lock, ma non
basta: anche con la ruota dietro bloccata, la moto si puo'
sollevare di peso, o strisciare
fino al furgone.
Il punto debole delle moto e'
che sono facili da sollevare e
spostare a meno che non siano legate a qualcosa di inamovibile, e spesso l'oggetto
inamovibile non e' disponibile. Come sostituo pero', si puo'
usare un oggetto molto pesante, e qui arriva l'idea: usare la catena antifurto di altre
moto per legare la propria. In
questo modo, l'altra moto fa
da 'zavorra' alla nostra (e viceversa) rendendo impossibile
il sollevamento.
PUNTO CRUCIALE: la nostra
catena va passata solo attraverso la catena antifurto dell'altra moto, in modo da lasciare all'altro biker completa liberta' di andarsene quando ha
voglia.
Vediamo come funziona con
un esempio.
Sono in giro da solo, e mi fermo per il pranzo. Il parcheggio
e' piatto, non ci sono pali o ringhiere. C'e' pero' un'altra moto,
una BMW R1100RS bianca
con sellino verde, con una
bella catena passata attraverso la ruota posteriore e legata
sopra la sella. Posteggio vicino, stando bene attento a non
rigare o toccare la BMW.
Tiro fuori la mia catena da sotto la sella, e incateno la mia
ruota posteriore alla catena
dell'altra moto.
Per correttezza, metto un bigliettino, spiegando in due
parole cosa ho fatto.
Le nostre due moto adesso
sono unite. Chiunque voles- 12
se rubare una delle due dovrebbe rompere la catena della
BMW o la mia, cosa ben piu'
difficile che sollevare una delle due moto e spingerla dentro un furgone.
Al tempo stesso, se la Mukka
vuole andarsene dal parcheggio prima di me, bastera' sfilare la sua catena dalla mia,
senza alcun problema.
SEGUE A PAGINA 15 Î
Sicurezza stradale
Oltre la patente a punti
L’Esimio Professor Alessandro Zorat ripropone
un interessante studio su come ridurre
l’incidentalità veicolare sulle nostre autostrade
Ho visto un sacco di interventi
al riguardo. Chi se la prende
con chi sta nella corsia di sorpasso, chi si arrabbia se uno
gli fa i fari, se gli frena davanti,
etc.
Dunque: il problema del viaggiare in autostrada con tanti
altri veicoli, non e' di per se la
velocita' in senso assoluto,
ma la velocita' *relativa* tra i
veicoli.
E qui, contrariamente alle credenze popolari, risulta che
bassa velocita' relativa = maggior rischio.
"Oh perche' mai?" si domandera' l'attento lettore.
Ecco qui la spiegazione. Per
semplicita' parliamo di due
veicoli soltanto, il mioed il tuo.
Se andiamo con velocita' relativa = 0 e siamo appaiati, rimarremo appaiati per diosolo-sa quanto. E di conseguenza una qualsiasi distrazione del (tuo) veicolo che mi
cambia corsia, potrebbe portarlo nella mia corsia e ... baSensazioni
dabummmm.
E' vero che la probabilita' di distrazione e' bassa, ma dato
che restiamo appaiati per diosolo-sa quanto (approssimato ad infinto), la probabilita' del
badabummm diventa certezza.
Se invece abbiamo una velocita' relativa diversa da zero, io
sto sorpassando te o tu stai
sorpassando me e di conseguenza la probabilita' del badabummm e' inferiore a uno.
Non zero, ma minore di uno che e' gia' un passo avanti.
E da qui si vede anche che
maggiore e' la velocita' relativa, minore e' la probabilita' di
far casini, visto che rimaniamo appaiati per un tempo inferiore. (E questo e' in effetti un
concetto che molti di noi applicano: passare velocemente per togliersi di torno alla svelta). Allora riassumiamo qui il
teorema: maggior velocita'
relativa = minor probabilita'
di badabumm
by Stefano Romizi
Un’altra vita
Dopo sedici anni passati a
desiderare una moto, finalmente ho coronato i miei sogni. Un Honda 600 Shadow è
sotto le mie gambe, che spettacolo! Avevo dimenticato
quanto fosse bello andare in
moto. Ho cambiato la mia filosofia di vita. Ogni occasione
è buona per inforcare la mia
Honda e andare ovunque.
Comperata il 24 dicembre, in
un mese e mezzo di inverno
ho fatto circa 1500 km e pensare che c’è gente che la tiene
in garage. Di colpo ho cancellato dall’anagrafe almeno dieci
anni. La moto sa darti sensazioni uniche, ti trasmette energia allo stato puro. Aprire il gas
e andare, cosa si può desiderare di più? (qualcosa ci sa-
Come si fa ad avere una maggior velocita' relativa?
O vai piu' piano tu, o vado piu'
forte io - questa e' la risposta
standard (la possibilita' simmetrica che io vada piano e tu
forte, non la consideriamo
nemmeno. Perche'? Perche'
no).
rebbe, almeno per me
ma…non si può avere tutto).
Ho deciso di vivere con la
moto, la prendo per andare a
scuola, con qualunque temperatura esterna, per andare
a comperare il giornale, per
fare la spesa e ogni volta che
ho una mezzora libera vado
a fare un giretto, senza scopo
e senza meta, solo per il piacere di guidare, piegare, accelerare.
Dopo migliaia di
chilometri passati
sulle quattro ruote,
una moglie, due figli sono tornato indietro nel tempo. Ho
riscoperto cosa significa passare in
piena libertà una
domenica pomeriggio, percorrere una curva dopo l’altra,
immergersi nella natura, assaporarne gli odori ed i colori.
Salutare ed essere salutato da
ogni motociclista incontrato.
Sentire di essere entrato in una
nuova famiglia, dove conta solamente spostarsi su due ruote. Se, tutto questo, si somma
al piacere unico di percorrere
duecento chilometri e più con
un carissimo amico di vecchia
data, si può facilmente capire
la mia euforia nell’essermi finalmente, di nuovo, motorizzato.
Ma c'e' un'altro modo di rendere MOLTO grande la velocita' relativa tra il mio veicolo e
gli altri che occupano l'autostrada: Andare in senso opposto rispetto al traffico. Si
entra dall'uscita e si prosegue contromano ad alta velocita'.
E' vero che ci sono un po' di
problemini che devo ancora
risolvere: intanto e' necessario infilarsi in autostrada dal
lato dell'uscita e percorrere
tutta la rampa d'ingresso alla
rovescia. Ma poi si va che e'
un piacere.
Un problema e' che entrando
dall'uscita e' impossibile ritirare il biglietto, ma questo si
rivela poi NON esser un problema in quanto usciremo
dall'entrata e li' non c'e' nessuno che ce lo chieda.
Altro problema che ho notato
e' non si vede un cartello con
l'indicazione delle uscite manco a pagarlo. O conosciamo
la strada, o e' un bel problema. Ho notato che fermarsi a
chiedere indicazioni alle macchine che passano non e' gradito. Chissa' perche' - magari
ce l'hanno con me perche'
guido una moto - vallo a sapere ... Non parliamo poi dei
tutori della legge, che dovrebbero esser li' per aiutarci.
Chiedere a loro dove e' la prossima entrata (uscita per noi) li
manda in bestia e si mettono
a sbraitare e a dirmi che non
si puo' andare contromano e
questo e quello - ed io a dover
spiegare loro tutta la storia
delle velocita' relative e tutto il
resto.
Ah - un altro beneficio della
tecnica di andare contromano, oltre ad aumentare la velocita' relativa tra veicoli, e' che
si e' molto piu' visibili al traffico
che arriva in quanto invece di
quello stupido e piccolo fanalino rosso mostriamo il gros- 13
so fanalone frontale. Molto piu'
visibile -> maggior sicurezza.
E noi facciamo tutto il possibile per la nostra ed altrui sicurezza - e che diamine!
Devo ammettere che la teoria
della velocita' relativa qualche
problemuccio - cosa da poco
- ancora me lo sta dando, ma
nel complesso la trovo di una
validita' *travolgente* ... :-)
A. Zorat
by Valentina
ANCHE I MOTOCICLISTI
SONO DEI TENERONI
Pesci nuovi
E se ci scrivete, risponde
(se ne ha voglia) Girmi
DETEST... per
lei
1) Gli uomini sono:
a) tutti stronzi;
b) tutti stronzi tranne uno;
c) tutti stronzi tranne due (fidanzato + l'altro);
d) tutti stronzi tranne quel figo
sul VFR che hai visto l'altro
giorno;
e) "Amore te lo giuro: la terza
moto è gratis.c'è il 3 per due.."
2) Gli uomini sono
a) tutti tiepidi e senza maroni
sotto;
b) tutti tiepidi e caldi solo nei
momenti sbagliati;
c) tutti tiepidi tranne uno;
d) tutti tiepidi.tranne quando
guardano il motomondiale;
3) Il mio ragazzo si farebbe:
a) tutte le donne che conosco;
b) tutte le donne che conosco
tranne mia madre;
c) tutte le donne che conosco
tranne mia madre e le mie
sorelle
d) nessuna a parte me;
e) tutte le donne che hanno
dal Ciao 50 in su.perché "quelle vestite in pelle glie piacciono."
4) Gli uomini sono:
a) come il pesce: dopo 3 giorni puzzano;
b) come la fortuna: (ciechi);
c) come le piante grasse...(....);
d) come la SARS;
e) come 3 giorni di pioggia incessante in moto;
5) Gli uomini possono avere:
a) poca intelligenza e discreto
carattere;
b) poca intelligenza e poco carattere;
c) molta intelligenza e un fisico da LARVA;
d) simpatia;
e) bello, simpatico, bravo, romantico, di carattere, forte, coraggioso, con una moto bellissima (cioé ricco!).
6) Il tuo ragazzo a letto é :
a) tutto fumo e niente...;
b) biondo con gli occhi azzurri
(??????);
c) ah, si, ancora.;
?
DETEST!
Il Test sul tema esistenziale
“UOMO - DONNA-MOTO”. Nonbarate.
Se siete eterosessuali, compilate il test
del sesso opposto... se siete gay...
va beh, insomma, fate come vi pare.
I profili sono nella pagina successiva! Buon divertimento.
d) dimmi le cose zozze;
e) picchiami...
f) ti picchio.
7) Meglio un uomo oggi o:
a) una polmonite domani?
b) sei mesi di arresti domiciliari domani?
c) la terza guerra mondiale
domani?
d) tre kg di cellulite in più domani?
e) Un incidente in galleria domani ai 240 km/h?
8) Quali tra queste affermazioni usano gli uomini
per scaricarti:
a) ti lascio perché non sono
ancora pronto per tutto questo...(????)
b) ti lascio perché ultimamente sei fredda (non mi lasci più
andare in moto con gli amici)
c) ti lascio perché non mi consideri più come una volta
d) ti lascio perché mia mamma mi tratta meglio (almeno
lei mi lascia uscire)
e) ti lascio ma resterai per
sempre nei miei pensieri
f) ti lascio ma ti giuro che sono
stato sempre fedele
g) ho bisogno di tempo per
pensare (si! Ad un'altra......!!!)
9) Come ti chiede di far
l'amore:
a) non te lo chiede
b) Amore, 'sta sera ci tocca?
d) facciamo la posizione numero 7546 che ho letto su "In
moto"?
e) "Vado a fare una doccia e
poi vado a dormire... ma se
me la dai aspetto... !!"
f) "Amore é da un po' che non
lo si fa in moto, ai 240 all'ora
mentre mangio un panino...
riproviamo?"
10) Come giustifica le corna:
a) è stato solo sesso!
b) tu in moto vai molto meglio
c) mentre lo facevamo pensavo a te!
d) ci ha provato lei!
e) é stato il primo e unico errore (a parte un paio di Harleyste..)
f) ti amo
g) ti ho sempre amata
h) è una Scooterista!
11) Quali scuse trova per
non venire a cena dai
tuoi.
a) é troppo presto, non me la
sento (dopo un anno di convivenza.....)
b) ma tua madre sa come mi
chiamo?
c) tuo padre é terrone?
d) i tuoi mi odiano perché non
sono terrone.....
e) e se mi chiedono come mi
guadagno da vivere?????
d) e se mi chiedono come ho
fatto a comprarmi la moto che
non riesco neppure a pagarmi l'affitto?
DETEST... per
lui
1) Le donne sono:
a) tutte zozze
b) tutte zozze tranne una
c) tutte zozze tranne tre (fidanzata + ex + amante)
d) tutte zozze tranne mia mamma e mia sorella (classica frase...)
d) nessuna è come la mia
moto
2) Le donne hanno:
a) sempre il portafoglio a casa
b) sempre i soldi GROSSI (difficili da scambiare)
c) sempre il bancomat fuori
uso
d) perchè, oltre alla patente
della moto e della macchina ,
hanno pure il portafoglio?
3) La mia donna si farebbe:
a) il mio migliore amico
b) tutti tranne gli scooteristi
c) mio fratello
d) tutti tranne il mio migliore
amico, ma io non ho il migliore amico.
e) tutti tranne mio fratello, ma
io non ho fratelli!
f) perchè si é fatta qualcuno di
cui non sono ancora a conoscenza???
4) La donna è:
a) non è... serve!
b) unire l'utile ad dilettevole.
Cucina e ...ogni tanto te la fa
anche vedere!
c) una zavorra.in moto e nella
vita vera
d) "Caro se facciamo il tagliando alla moto si vince qualcosa?"
5) La donna puo' essere:
a) bella ma stupida
b) bella, stupida e senza carattere
c) Acuta ma... brutta
d) Simpaticissima... quindi
"un roito"
e) bella, simpatica, brava, romantica, e in moto..fantastica
f) zozza, zozza, zozza (solo
quando scende dalla moto
dopo un giro di 3000 Km nel
deserto)
6) La tua donna a letto é:
a) con la tuta da moto anche a
letto... si ma la tuta non si sfila
mai...
b) bionda con gli occhi azzurri
(ma che film stai guardando?????)
c) Non capisci quando c'è... o
quando non c'è
d) Fammi male ma con delicatezza.
e) Quando finiamo?
f) Già fatto?
g) "Caro... preferisco quando
guidi.!"
7) Le donne che ti hanno
lasciato hanno usato quale delle seguenti frasi:
a) ti lascio perché ti amo troppo
b) ti lascio perché non mi capisci
c) ti lascio perché non mi soddisfi (che tristezza!!!)
d) ti lascio perché sono innamorata di un altro
e) ti lascio perché sei troppo
sensibile
f) ti lascio perché m'hai rotto i
maroni
g) ti lascio perché i tuoi mi
hanno rotto i maroni
h) ti lascio perchè devo ritrovare me stessa (da quando
mi hai dimenticato sul Monte
Bianco quel giorno in moto..)
i) ti lascio..ma se ti compri un
4 cilindri fammelo sapere..
8) Le donne che ci hanno
provato con te hanno usato quale dei seguenti
espedienti:
a) Dio! Come sei tenebroso e
dolce!
b) Dio! Che occhi magnifici che
hai!
c) Dio! Che moto magnifica
che hai!
d) Dio! Mi piaci perché sei diverso... almeno tu nell'universo... (ehhhhh???)
e) Dio......Oh, Dio!!!
14
ANCHE I MOTOCICLISTI
SONO DEI TENERONI
Pesci nuovi
?
DETEST!
Selezione dal Web
by Valentina
ÍSEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE
lei
Se hai maggioranza di risposte tra la e) e la h):
Fondamentalmente sei una
PIRLA ma romantica, credi
ancora nelle favole e se di
quella categoria di donne che
porta le corna ma fa finta di
non saperlo.
Se la maggioranza delle risposte é tra a) e b):
BRAVA, vedi la realtà dei fatti e
sei consapevole dei limiti delle persone, soprattutto dei limiti degli altri. Ed è per questo
che rimarrai ZITELLA a vita.
Se la maggioranza delle risposte é tra c) e d);
Sei di quelle donne che pensano che l'uomo sia come la
Scottex (usa e getta)... sei una
bellissima figlia di... che mastica gli uomini prima di sputarli via... il tuo uomo ideale
non esiste: basta che sia ricco. E soprattutto non te ne frega un cavolo dell'età che può
avere... foss'anche tuo nonno,
per te andrebbe bene :-)
Risultati deTESTabili?
Scrivi a “Pesci Nuovi”,
per ottenere un consiglio
del Dr. Girmi!!!!
DETEST... per
by Gattostanco
Nasce il sito del WWF (viva viva la Futura):
http://digilander.libero.it/rst1000futura
RISULTATI E PROFILI:
DETEST... per
Aprilia,
così non va...
lui
Se hai maggioranza di risposte tra a) e b):
Sei SCALTRO come una volpe ma alla fine le donne ti pigliano tutte a calci nel sedere... non ci puoi fare niente e
ricaschi sempre nei soliti sbagli... anche se vedi perfettamente la realtà dei fatti... insomma, poco diplomaticamente: un po’ coglione?
Se hai maggioranza di risposte tra c) e d):
Le donne per te non hanno
segreti... anche se sei il classico tipo che alla fine di un rapporto chiede "Ti é piaciuto?"...
fai finta di essere un grande
playboy e ti vanti al bar con gli
amici delle tue prestazioni
sessuali... in realtà trombi una
volta l'anno :-)
Se hai maggioraza di risposte tra e) e g):
La vita non ti ha insegnato
granchè, pensi che la tua lei
stia con te perché ti ama (e
non per i soldi), e soprattutto
che ti sia stata sempre fedele... attento: rischi di finire i tuoi
giorni in un ospizio mentre lei
se la spasserà con i tuoi soldi
e qualche ragazzino giovane....
IRI: quota sociale 2004
Ricordiamo ai soci che non abbiano ancora provveduto al
versamento della quota sociale (sul sito riservato c’è la
possibilità di vedere in tempo reale i bonifici che mi sono
già arrivati) i dati e le coordinate bancarie del nostro nuovo
conto corrente:
Conto Corrente Bancario nr. 37000111306 intestato a Associazione Internet Riders of Italy.
Coordinate bancarie: A 08542 13104 037000111306 del
Credito Coop. Revennate e Imolese Fil. Ravenna - Viale
Berlinguer F3701 RF0398
La quota di adesione annuale rimane fissata in 16 euro.
Mi auguro che Noale riesca
ad invertire la tendenza... ma
le mie impressioni sono molto negative per il comparto
moto: ho la netta sensazione,
cioè, che se continua così nel
breve volgere di pochissimo
tempo, Aprilia torni ad essere
produttrice solo di scooter.
Per vendere moto, infatti, occorre avere una gamma completa, competitiva e aggiornata, in grado cioè, di dare certezze e continuità anche alla
rete di vendita, agli utenti, agli
appassionati. E questi obiettivi, ora, anzichè avvicinarsi si
stanno allontanando...
La politica commerciale degli ultimi anni scelta dall’Aprilia è francamente sconcertante. Pochi anni fa il Pegaso
vendeva migliaia di unità. Anzichè innovarlo è stato lasciato invecchiare al suo destino.
Non è stata creata una classe media che potesse essere il trait d’union tra le 125 e le
1.000. In compenso si sono
spesi miliardi nell’acquisizione del marchio Laverda e
nella realizzazione di un motore 450 per una nicchia
come la supermotard. E nel
frattempo moto uscite nel
2000 (Falco) e nel 2001 (Futura) anzichè essere riposizionate (a causa di un prezzo
di listino irreale) vengono tolte prematuramente dalla
gamma... Aprilia ha saputo
creare una classe di maximoto ottime (per ciclistica, prestazioni, anche per una buona affidabilità) ma ha dimostrato di non saperle vendere. Ha sbagliato il posizionamento sul mercato, gli sconti
sul nuovo hanno reso incerto
il prezzo e di conseguenza la
tenuta dell’usato e la commerciabilità dei modelli di
Noale. Chi vuole “dare indietro” una Futura, una Falco, una
Caponord è sempre più in difficoltà. E non perchè le moto
non vadano bene (ANZI) ma a
causa delle errate scelte commerciali della Casa. Questo
comporta un’ulteriore perdita
di quote di mercato (almeno
per quanto riguarda il settore
moto), diventando veramente
un brutto circolo vizioso.
Anch’io, al prossimo acquisto,
penso che sceglierò una
moto probabilmente peggiore (la FUTURA credo sia una
delle moto più indovinate mai
prodotte) ma sicuramente più
commerciabile... tutto questo
è veramente triste. Anzi, fa
quasi rabbia, ma temo che
Aprilia abbia, ormai, solo un
futuro da costruttrice di scooter.
G. Gattelli
ÍSEGUE DA PAGINA12
Attaccati qua!
Per far funzionare il tutto basta
pochissimo: una catena, e
l'accordo tacito tra bikers, tra
tutti i bikers, di poter legare le
moto tra di loro.
Nota: questo sistema non puo'
nulla contro i ladri che girano
con gli strumenti adatti a tagliare una catena. Serve pero'
come sicuro deterrente contro quelli che si portano via le
moto in modo facile, semplicemente sollevandole e infilandole in un furgone. Con un
minimo di collaborazione tra 15
bikers, possiamo rendere la
vita piu' difficile ai ladri di moto.
Credits: l'idea NON E' mia: arriva dall'Inghilterra, ed e' spiegata sul sito http://
www.lockit2me.co.uk/. L'iniziativa
e' riconosciuta dalla compagnia di assicurazione BikeSure, che offre uno sconto a chi
e' iscritto al sito. A parte la quota di registrazione esosa, l'idea
a me sembra davvero buona.
Ride Safe (and secure!)
agenda
„ 20 marzo 2004
„ 17/18 aprile 2004
5° Memorial
Spadino
3° Giro Ligure
Pierlucio Tinazzi, “Spadino” per gli amici, era un dipendente
della Società Traforo del Monte Bianco. Per il suo lavoro
usava una moto, con la quale percorreva il tunnel. Quando,
il 23 marzo 1999, scoppiò
un incendio terribile e devastante nel quale persero la vita 39 persone, Spadino prese la sua moto e
ritornò nella galleria per
un estremo tentativo di
salvataggio, nel quale
perse la vita.
Da allora, ogni anno i motociclisti si ritrovano all’ingresso del traforo per ricordare a tutti la generosità
ed il coraggio di Spadino
e per chiedere alle istituzioni un maggiore impegno per la sicurezza delle strade, grazie all’organizzazione del Coordinamento Motociclsiti (www.cmfem.it).
IRI parteciperà al Memorial Spadino 2004, che si svolgerà
il 20 marzo al Tunnel del Monte Bianco.
Abbiamo concordato queste condizioni con l’Hotel Beau
Sejour - Avenue Dent du Geant, 18 - Fraz. Pallesieux
11010 Prè Saint Didier (AO) - Tel. 0165/87801 - Fax 0165/
87961 www.hotelbeausejour.it - [email protected]:
- mezza pensione 50,00 Euro per persona;
- per chi fosse ospitato altrove ma volesse rimanere a cena
con noi, la cena del 20 marzo avrà un prezzo di 22,00 Euro.
Ognuno provvederà personalmente a prenotare la propria presenza, contattando singolarmente l’albergo.
E’ importante poi comunicare l’avvenuta prenotazione in
IRI-Raduni, in modo da avere sotto controllo la composizione e la consistenza del gruppo “IRI a Spadino” (anche perchè, se del caso, potremmo poi cercare un altro albergo
vicino, sfruttando l’opportunità della cena al Beau Sèjour).
(Altri dettagli in lista IRI-Raduni)
„ 7/9 maggio 2004
PR
EV
IE
W
!
RADUrO 2004:
Ritorno alla Terra di Mezzo
La Divisione Umbria Riders of Italy sta approntando il programma e la logistica del RaduRo 2004,
che tornerà, dopo due anni, sul Suolo Patrìo dell’Italia Centrale :-) e si svolgerà dal 7 al 9 maggio.
Prenotate le ferie in tempo.
Informazioni su IRI-Raduni!!!
17 e 18 aprile (per chi può anche il 16, al solito), che l’appuntamento sarà a Genova Voltri, poco fuori il casello autostradale (per chi non fa autostrada .. subito prima del
casello!!) alle ore 10.30 - 11.00 (partenza tassativa)
I prezzi, da rifinire, dovrebbero aggirarsi attorno ai 75 Euro
a persona per il we.. qualcosa di più per chi arriverà il
venerdì (quote a parte.. su misura!) e qualcosina di più per
chi esige camera singola (5 euro, di solito).
Come lo scorso anno, pochi km, molto panoramici e visita
a 2 paesini splendidi, uno sabato nella serata, Noli, l’altro
la domenica mattina, Borgio Verezzi.
Organizzazione: IRI Colonna Ligure (dettagli su IRI-Raduni)
„ 22/23 maggio 2004
IRI 15-18
Tra le montagne teatro della Grande Guerra
La base logistica di questo raduno sarà la BAITA LAGHETTO a
Roana (VI) tel. 0424/66062. Prezzi e menu, alla data di impaginazione dell’EDS, sono ancora da definire.
Itinerario provvisorio del sabato:
Partenza da Roana, lungo la ss 349 direzione P.sso Vezzena
(1402mt). Proseguendo si incontra il Forte Belvedere intatto
caposaldo
delle difese
austriache della guerra 1518. Si visita al
termine di una
passeggiata
dalla frazione
Cappella.
Proseguendo
lungo la ss
349, al bivio di
carbonare si
gira a dx verso l’Orrido della Fricca che offre uno spettacolo di
selvagge rocce erose dalla acque. Si prosegue per Vigolo Vittaro, quindi si gira a sx per Volano seguendo il corso dell’Adige.
A Volano si svolta a sx, in direzione Serrada, lungo una strada
tortuosa che porta fino all’altopiano di Folgaria. Si percorre un
itinerario montano per strade minori che conducono al passo
della Vena (1546mt) ove si trova il Forte Campomolon.
Si prosegue per Tonezza del Cimone da cui una deviazione di 5 16
Km porta al piazzale degli alpini (1109mt) e con una passeggiata di 15 min si può arrivare in cima al monte Cimone sede
dell’ossario. Da Tonezza si riprende la corsa verso Arsero,
Velo d’Astico e Piovene Rocchette. E qui viene il bello... da
Piovene Rocchette inizia la salita del COSTO… ovvero la pista di
tutti gli smanettoni del Veneto. Arrivati in cima al Costo si attraversa i paesi di Tresche e Canove per poi deviare a sx e tornare a
Roana.
Variante A: poiché che il giro potrebbe essere corto, è possibile
proseguire per Asiago, Gallio e andarsi a fare un giro su per il
Monte Grappa, dove per i patiti c’è un altro ossario, oltre che una
vista stupenda.
Organizzazione Annsolfa... su IRI Raduni :-)
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Una grande operazione storico-culturale Una grande operazione