Distribuzione elettronica gratuita in formato PDF - Anno 1 Numero 1 - marzo/maggio 2004 IRI-Raduni CoverScoop!!! La fotocopertina Alla ricerca del paiolo perduto! IRI-Raduni Compleanno IRI 2003 Correva l’anno 1963. A cavallo di questa Triumph Bonneville sedeva nientemeno che il buon Leo Maselli. L’interesse dimostrato per la nostra rubrica “Scatti del Passato” è enorme, gli archivi pieni. Siamo fiduciosi di poter compiere un’opera di alto valore morale: pubblicare in ogni numero dell’Eco della Serva, alcuni scatti di grande valore culturale :-) Guzzisti inside Una grande operazione storico-culturale Anna e Marco un racconto inedito di Fabio Baldrati Pesci nuovi ? In Agenda: 20 marzo 2003: 5° Memorial Spadino al Tunnel del Monte Bianco La delegazione di I.R.I. all’Hotel Beau Sèjour (in Agenda, a pagina 16) Giro Ligure! RaduRo! I.R.I. 15/18! 1 EDITORIALE by Gattostanco CapoRedatùr Eco della Serva SOMMARIO Siamo tutti più poveri? All’Osteria del Termine, sulla splendida Strada Statale della Val d’Assa, esattemente dov’era il confine tra Impero Asburgico e Regno d’Italia, la classica grigliatona mista, la caraffa di rosso, il caffè con la grappa ed i biscotti costavano, l’estate prima dell’avvento dell’Euro, non più di 28.000 lire. L’anno successivo 17 euro. Non “ci hanno marciato” più di tanto, sull’Altopiano, ma l’aumento c’è stato. A Bologna, “Da Remo”, dove non ho mai speso più di 40.000 lire, oggi chiedono 28 euro. Nell’estate del 2003 Claudia ed io abbiamo fatto un giretto tra le valli del cuneese. Alberghetti da una stella (anche noi siamo un po’ “brave massaie” che cercano di non scialare), offrono la mezza pensione a non Sensazioni Eco della Serva marzo/maggio 2004 - nr. uno meno di 40 euro: sono quasi ottantamila delle vecchie lire... e le mezze pensioni, negli alberghi da una stella, la sera ti offrono, quando sei fortunato, un piatto di maccheroni ed una bistecca! Viaggiare costa sempre di più. Forse il problema è sentito meno dagli smanetoni: loro, la moto, la “tirano fuori” il sabato pomeriggio per la sgroppata al passo vicino a casa. Se non è aumentata troppo la benzina, possono anche pensare che l’italiano medio non abbia sofferto più di tanto gli aumenti indiscriminati! Ma noi mototuristi ci stiamo accorgendo che le spese sono aumentate ben di più di quanto abbia registrato l’Istat. Come del resto ce ne siamo accorti, durante tutto l’anno, quando siamo andati a fare la spesa, a pagare le imposte ed i servizi locali, quando abbiamo preso l’autobus o pagato le tasse universitarie dei nostri figli: mentre gli stipendi, per molti settori dell’economia italiana, sono bloccati da contratti scaduti quando ancora c’era la vecchia e debole liretta. Probabilmente, quindi, i quattrini che potremo investire nella nostra passione, nel 2004, ci cosentiranno purtroppo qualche uscita in meno. Allora dovremo scegliere bene e centellinare con attenzione le uscite, i week end motociclstici, i viaggi da organizzare. Credo che i raduni di IRI saranno senz’altro un ottimo modo per spendere bene quei pochi soldi che ci sono rimasti in tasca :-) Editoriale Corri fiero, vivi libero! 2 CompleannoIRI2003 3 Anna & Marco Racconto di Fabio Baldrati 7 Gli IRIders alla ricerca del paiolo perduto 9 Pillole di Toscana saggezza 10 Scatti del Passato 11 Attaccati qua 12 Oltre la patente a punti! Un’altra vita. 13 Pesci nuovi: il DeTest! 14 Aprilia, così non va! Quota sociale 2004 15 Agenda: - Spadino - Giro Ligure - RaduRo - IRI 15/18 16 www.internetriders.org by Stefano Romizi Corri fiero, vivi libero Svegliarsi. Il sole attraversa la finestra come una lama di ghiaccio dorato. Alzarsi. Uno sguardo al tempo. E’ una bellissima giornata, il cielo terso promette forti sensazioni . Certo, fa freddo, ma la voglia di salire sulla moto e macinare chilometri è più forte dell’aria gelida. Quello che conta sono i gradi all’interno di noi. Vestirsi in modo da non sentire freddo. Pura illusione! Il freddo d’inverno è il compagno di ogni viaggio. Appena i cilindri iniziano a muoversi, la sinfonia esce dalle marmitte. Dolce rumore per orecchie che per troppo tempo sono state senza sentire. Partire con la moto ha sempre qualcosa di magico. Essere in equilibrio su due ruote è euforizzante; accelerare, sentirsi spingere indietro, piegare in curva, lanciarsi in un rettilineo dà sensazioni forti, impagabili. Vedere i riflessi della natura sulle cromature della propria moto ti fa sentire il mondo dentro di te. Fiero di questo macini chilometri su chilometri, curva dopo curva avanzi verso l’orizzonte. Non vorresti mai scendere da quel mezzo fatato che si chiama moto. Parcheggiarla ed ammirarla è tutt’uno. Sembra che la moto abbia un’anima propria, si ha l’impressione che da un momento all’altro, possa partire da sola e lasciarti isolato, fuori dalla magia. Invece no, rimane lì, in attesa, docile, aspettando che la nostra chiave vada ad infilarsi nella serratura, poi lo starter, leggera apertura del gas e via, in piena libertà. Corri fiero, vivi libero! Eco della Serva marzo/maggio 2004 - nr. uno Direttore Irresponsabile: Paolo Maria “Aspy” Giardini Caporedattore: Giancarlo “gattostanco” Gattelli Hanno collaborato a questo numero: Paolo “Babbo Natale” Schiannini, Leo Maselli, Raffaele Sarto, Bruno Nicolis, Carlo Antoniotti, Aldo De Leonardi, Stefano Ramizi, Carlo Rimassa, Valentina Milano Un ringraziamento particolare a Fabio Baldrati, collaboratore della rivista Mototurismo E a molti (spesso involontari) soci che partecipano attivamente alle varie attività moto-eno-cazzeggio-turistico-gastronomiche di I.R.I. Per diventare collaboratori dell’Eco della Serva è sufficiente inviare qualcosa di pubblicabile all’esimio Caporedattore. Il materiale non espressamente richiesto (soprattutto se di valore) non viene restituito :-D 2 Selezione da IRI-Raduni Compleanno I.R.I. 2003 ... ricordino Moto sui cavalletti, doccia fatta e biancheria puzzolente sottoposta a decontaminazione tramite lavatrice :-) Giusto due parole compatibilmente con cio’ che rimane del mio cervello, sottoposto a temperature africane, mentre il sudore scendeva a rivoli nel casco... un po’ di salsetta verde e sarebbe sembrata una ricettina di un bollito di quelli per i quali siam famosi in toscana :-) Vabbe’, le parole son sei... Ragazzi, quanto me la sono goduta. Belli... no, bellissimi i percorsi... i Sibillini mi hanno sorpreso piu’ volte a bocca aperta a contemplare il loro fascino... maestosi in alcuni punti maaa... dolci. No, non sono ubriaco, e’ la sensazione che ne ho ricevuto, quella di un abbraccio fraterno con qualcuno che non vedi e ti manca da tanto. Vabbe’, una birretta pero’ me la sono bevuta, lo ammetto :-) Ottima la sistemazione al Cacciatore e grandi gli organizzatori, che per 40 euro han spuntato il letto e cene abbondanti e decisamente discrete, anche se la seconda sera la signora dell’albergo non ha ripetuto lo sbaglio di farci portare i salumi in tavola... ;-) e che credevano? Di avere a che fare con un gruppo di educande? E poi la vostra compagnia, che e’ sempre un gran bel ritrovare :-) A presto rivederci anche da parte di Bav Zainetto :-) Massimo “Hobbes” Parenti Ore 19.57 - finalmente entrato in casa. Ho beccato giusto due gocce d’acqua sopra Vittorio Veneto ma era una specie di benvenuto locale. Anche oggi quindi il mio culo 18/20 luglio 2003 Base logistica: Muccia (MC) Hotel/Ristorante Del Cacciatore www.delcacciatore.it dichiara il superamento dei 600 Km. Adesso doccia veloce e via fino a Pieve di Cadore... altri 40 Km di curve dolomitiche dove farò impazzire la Roberta... come? mi vanto? ma no, che avete capito. La farò impazzire raccontandole della fantastica compagnia, dei posti incantevoli, dell’albergo godereccio, del dolce russare di TuZZio, di come si possa capire come va portata la moto stando per due giorni dietro a chi la sa portare, ecc. Insomma, grazie e complimenti !!! Ne valeva assolutamente la pena e non vedo l’ora di calare di nuovo a valle per il prossimo appuntamento. Bacione a tutti, Alex da Belun Il mio primo raduno IRI. Niente male ;-) *** Beata incoscienza *** Durante la preparazione, mi aveva colpito la riduzione del giro di sabato da 500 a 400 Km, perche’ 500 potevano essere troppi. Troppi??? Dopo essermi fatto 1700 Km per lo Spadino (andata e ritorno con zavorra), 500 da solo mi sembravano una sciocchezzuola. Venerdi’ non capivo perche’ Erfa, guardando la cartina, dicesse “un giro impegnativo”. Poi ho capito. 400 Km di strade stupende, ma sempre in saliscendi, con un’altissima concentrazione di curve, spesso strette, spes- so “a geometria variabile”, sempre senza poter vedere oltre i primi metri, sempre rocce o vegetazione ai lati, sempre con l’affanno del vano tentativo di non perdere il contatto con gli altri. Che fatica!!! Ma che strade, che panorami! E che cene ;-) *** Il complimento piu’ bello *** Pochi cavalli (solo un alibi), un po’ di stanchezza (era il mio inizio di ferie ed ero arrivato gia’ cotto), soprattutto tanta inesperienza. Era la prima volta che guidavo su strade come quelle. Non riuscivo mai a tenere il passo degli altri. Di chiunque altro. Per un breve tratto sono stato davanti a TuZZio. Quando poi ci siamo fermati, mi ha detto: “Certo che rispetto all’anno scorso vai proprio alla grande!”. Chi mi ha conosciuto solo ora puo’ capire quanto abbia sofferto TuZZio a settembre, quando mi prese per mano per portarmi, due mesi e due giorni dopo l’acquisto della mia prima moto, al matrimonio di DavDesmo in Piemonte... *** L’illusione *** Sapevo di aver imparato qualcosa a marzo, quando, per un breve tratto, cercai di stare dietro ad Aldo. Rafagas mi ha detto che avrei SEGUE ALLA PAGINA SUCCESSIVA Î 3 Selezione da IRI-Raduni (segue dalla pagina precedente) Compleanno I.R.I. 2003 ... ricordino imparato a prendere le curve stando dietro ad altri; in realta’ non mi era affatto facile star dietro a qualcuno (ho anche chiesto: ma come fate a prendere le curve come se le poteste vedere fino alla fine, nonostante le rocce o la vegetazione?). Ho comunque imparato molto anche in questi giorni. Mi e’ persino capitato di notare che non solo riuscivo a stare dietro ad una R6, ma che avrei anche potuto superarla!!!! L’illusione e’ durata poco. Massimo si era reso conto di avere la ruota posteriore alla tela. Non appena ha preso confidenza con la nuova “tenuta” ... chi l’ha visto piu’ ... *** L’ultimo *** Probabilmente ne avrete dedotto che arrivavo sempre ultimo a tutti gli appuntamenti. Errore! E’ stato vero oggi durante il rientro a Roma, ma non durante i giri programmati. L’ultimo era sempre Aspy, per- che’ - questa la versione ufficiale - sbagliava sempre strada. In realta’ non poteva sbagliare strada proprio a casa sua, quindi era tutta una finta. Non voleva mettermi in imbarazzo. E’ l’unica spiegazione possibile. Un padrone di casa squisito. *** La battuta piu’ bella *** Durante il rientro a Roma sono stato per un po’ dietro quella R6. Vedevo Patrizia non solo contorsionisticamente arrampicata su quello strano trespolo, ma anche gravata dallo zainetto. Sosta per benzina. Le dico che avremmo potuto legare il suo zainetto alla mia sella. Erfa estrae un ragnetto enorme dalla sua XX e si fa. Massimo (quello del GS) mi guarda un po’ torvo: “Ora non scappare via col bagaglio di Patrizia”. Scappare via!!!! Io?!?! Da Erfa/ XX, Massimo/VTR, Massimo/ R6 e Massimo/GS!?!? *** Sfiducia *** Si e’ corretto subito: “Be’, potresti restare indetro [fin qui tutto normale] e poi sparire...”. Piu’ credibile. Sara’ un caso, ma poi, per un bel po’ di chilometri, Massimo si e’ attardato in coda dietro di me. Che gente... *** La moto piu’ bella *** Lo confesso: BlackMagic mi e’ piaciuta veramente molto. Chissa’, magari in un qualche futurA.... *** THE END *** Ogni riferimento a fatti, moto o persone reali e’ puramente casuale. Sergio Polini Io e Stefi siamo arrivati a casa verso le 20.00. Mi spiace di non essere passato a salutare chi era in cima a Bocca Serriola ma quando siamo usciti dal ristorante ormai era tardi ed abbiamo preferito andare in esplorazione per provare strade nuove. Bel raduno, uno dei migliori dal punto di vista dei percorsi e dei paesaggi. Fabrizio ha fatto davvero un ottimo lavoro. Grazie a tutti ! Adesso si puo’ cominciare a pensare al raduno nazionale di settembre. Aspy & Mickey Mouse Si il raduno e’ stato veramente bello, Fabrizio ha dimostrato di saper organizzare alla grande, la compagnia e’ stata gioviale e tutti mi sono sembrati a proprio agio. Ho incontrato volti a me nuovi come luca (guzzi stone) e alessandro (l’elicotterista) veramente simpatici, la moglie di marani mi ha dato una mano con le foto e cio’ rendera’ piu’ facile non dimenticare questo compleanno. Tutto e’ andato bene forse tranne io che mi sono perso e ho fatto attardare il gruppo, chiedo ancora venia, un abbraccio e a presto. Peppe Eccoci qua’ dopo uno splendido WE di Km e curve. Devo dire che in certi momenti ho sudato sette camicie e non solo per il caldo, ;) ma ne e’ veramente valsa la pena. Percorsi e paesaggi davvero eccellenti e compagnia come al solito meravigliosa. Visi noti che incontrare scalda sempre l’anima, insieme a volti nuovi che si sono subito fusi insieme, nel migliore spirito IRI. Grazie agli amici per la fatica dell’organizzazione ripagata dall’ottima riuscita e... BUON COMPLEANNO A TUTTI !!! Alla prossima occasione Lampeggioni P.S.: Che vista dalla la terrazza di Cingoli !! devo tornarci sperando di imbroccare una giornata limpida. :-O Fabio “Tu-ZZìo” Selva Dopo aver constatato l’assoluta inutilità del clacson (ho provato inutilmente a farmi sentire da uno scatenato Fantato che si immetteva nuovamente sulla E45, mentre io ed Emanuele continuavamo per statale... avevamo ancora voglia di curve!!!!!!!!!!!), anche Claudia ed io siamo arrivati sani e salvi a casa. Beh, che dire se non banalmente grazie di esistere a tutti voi e a questo gruppo di amici così divertente? Tre giorni di curve, di convivialità, di risate e di condivisione di alcune comuni passioni :-) Bellissimi gli itinerari, commovente il lavoro di Fabrizio (in realtà era una scusa per divertirsi e fare notare la propria velocità) nel rincorrere chi si perdeva e farsi poi ritrovare davanti all’incrocio successivo. Mi pare che la velocità media del gruppo sia aumentata... prima o poi dovremo modificare il motto aggiungendo davanti un “Quasi...” :-) Alla prossima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! P.S.: Grazie Sergio! *** La moto piu’ bella *** Lo confesso: BlackMagic mi e’ piaciuta veramente molto. Chissa’, magari in un qualche futurA.... Giancarlo gattostanco Gattelli Visto l’orario al quale sono arrivato, ci stavano ancora due curve in compagnia ma avevo paura di trovare la Romea zeppa di bagnanti in rientro. SEGUE ALLA PAGINA SUCCESSIVA Î 4 Selezione da IRI-Raduni (segue dalla pagina precedente) Compleanno I.R.I. 2003 ... ricordino A proposito di Romea...un tormento per colpa di giovinastri motodotati. Ma cavolo, possibile che dopo due giorni fantastici in sella, devo aver paura di essere centrato da imberbi giovincelli con maglietta alta sui reni e pantaloncini corti i quali, ignari del fatto che, l’uomo chiuso in macchina fa cazzate, sorpassano lunghe code a 120 all’ora? E che dire di quelle pollastrelle arrampicate in equilibrio precario, culi a pizzo e perizomi al vento le quali, facendo presa con le ginocchia sulle spalle del loro Valentino di turno, cercavano di arrivare sane e salve a destinazione? PAZZE !!! Ma lo sapete che per la stessa strada circolano solitari 39enni che possono offrirvi la comodità di una sella vera, la musica di un boxerone,la tranquillità per ammirare il paesaggio e la giusta velocità per far sentire gli automobilisti degli idioti ?? Eh? Lo sapete??? SAPEVATELO !! Alex da Belun Anche io rientrato ieri sera ore 20.00. 1778 km. Ho risalito l’Italia a zig zag, tanto per dirvi alle 17,30 ero seduto a Viareggio a mangiare cocomero... Grazie a tutti per un fantastico week end, e soprattutto agli organizzatori, ottimi i percorsi, i tempi e l’albergo come sempre. Ho notato che per risolvere le piccole polemiche in lista basterebbero un po di kilometri e delle belle mangiate tutte assieme... Grazie a tutti Bruno Nicolis Grazie a tutti i partecipanti: senza di loro nessun raduno potrà dirsi “riuscito”; grazie e scuse a coloro che sono stati sballottati in qua e la per le stanze e gli alberghi e alla fine hanno anche ringraziato (!): Massimo, Arnaldo e Daniela, Raf, Blasi in paricolare; grazie alle guest stars Girmi (anche se si è rubato il culetto di sala- me: mi serviva per far spianare il tavolo), Zio (anche se autodotato) e Raf (anche se su scaldabagno); grazie a Fabrizio che ha azzeccato tutti i tratti di un percorso tra i più belli degli ultimi anni. alla prossima..! Romolo ...dimenticavo... grazie a Gattostanco per aver lasciato a casa la nuvoletta... , anche se stavolta avrebbe potuto rinfrescarci un po’... Romolo E’ proprio vero che le stagioni non sono più quelle di una volta :-( Lamps SenzaNuvoletta Giancarlo gattostanco Gattelli Siamo arrivati ieri verso le 19,30 percorrendo la E45 e la fornostrada da Cesena a Reggio, con solo una sosta prima di Cesena per il pieno, tanta era la voglia di arrivare a casa e sbattermi sotto il condizionatore... Il display della moto mi dava in alcuni punti 40° come temperatura dell’aria... fate voi.. Al di la di questo questi due giorni sono stati veramente piacevoli sotto tutti i punti di vista come ormai inutile dire è tradizione IRI. Grazie quindi a Fabrizio e a quanti hanno collaborato con lui per la riuscita del raduno. Aggiungo solo una considerazione personale: in moto si va meglio da soli! Ho portato con me la morosa, dopo tanto tempo che non risaliva in moto, sperando di riuscire a fargliela ancora apprezzare e perchè me lo ha chiesto, ma il risultato stato decisamente negativo. Ho litigato parecchie volte e mi sono dovuto sorbire le sue lamentele per ogni cosa: per il caldo, per le buche, per i chilometri, per le curve, per la velocità ecc. ecc. ecc. e questo nonostante il fatto che avere lei dietro nei percorsi del raduno sia stata una bella fatica, sia psicologi- ca in quanto ho dovuto impostare la guida in un modo completamente diverso dal solito, sia propriamente fisica data la sua rigidità indotta dalla paura. Non credo che ritornerà, almeno in un giro di due giorni, e la cosa ovviamente non mi fa piacere. Ma portarla con me per farla star male e per star male a mia volta non mi sembra il caso. La moto o ti piace o non ti piace. Nel primo caso sei disposto a sopportarne anche gli aspetti meno piacevoli, nel secondo vedi solo quelli. Vado in moto da quando ho 16 anni ed è per me una grande passione. Lei purtroppo non capisce e continuerà a contrastarla. Quindi non meravigliatevi se continuerete a vedermi girare con Bruno (che oltre ad essere un amico da oltre 20 anni è anche mio socio nel lavoro). Alla prossima, e scusate se con i c***i miei sono andato un pò OT. Bart Vabbè ma cavolo, mi pare tu abbia esagerato un pochino. “Caro, è da un pò che ‘n si tromba, mi daresti na bottarella?” “Certo cara, pensavo di ficcarci a letto per tre giorni insieme a gionolms e ad un gruppetto di amici militari appena tornati da quattro mesi in irak” Dai, allora senti cosa fai.... ...ora non nomini la moto per almeno un mese. Verso fine agosto, le foglioline dei boschi iniziano ad ingiallirsi. Ti presenti di domenica da lei con la moto e in magliettina. Lo so. è sconsigliato ma se ti vede agghindato da GP non sale. Gli parli dell’idea di fare un girettino giusto per gustarsi i profumi dell’imminente autunno e rituffarsi per un’attimo nel clima di ferie che stanno per finire. Casualmente gli hai portato il casco. Ecco, in questo modo si fa, dai, prova. ...ma pensavo, e se invece volesse guidare? Boh... Ciao, Alex da Belùn Ce lo vedo proprio bene un Bart “zavorro”...!!! Romolo Al giro Ligure ho fatto lo zavorro di Bruno per ben due giorni... ma è un’esperienza che spero non si ripeta :-))) Bart Veramente un gran bel compleanno. In questi due giorni abbiamo trovato la solita piacevole conferma al fatto che partecipare ad un evento IRI è una garanzia. Una bella pappata di km in giro per mezzo centro Italia attraverso quattro regioni (per qualcuno le regioni sono state di più, ma io ero dietro casa e quindi ho visto solo queste :-) intervallate da pause enogastronomiche sempre gradite dalla truppa. Le gomme erano in piena estasi mistica per l’overdose di curve a cui sono state sottoposte. Ero sempre concentrato sulla strada, visto che il ritmo per me non era proprio blando, ma i luoghi attraversati erano talmente belli, che bastava sollevare lo sguardo ogni tanto per restare a bocca aperta. Incredibile soprattutto la varietà dei paesaggi che spaziavano dai monti (Sibillini, Laga, Gransasso) alla campagna marchigiana alle valli e vallette interne dell’Appennino. Certo, c’era un GS che mi trovavo sempre davanti e che mi faceva da “tappo”, ma d’altronde quando sei in gruppo devi adattarti anche a questo :-) ...no, Marco, ...sdengh ...no! Ti prego! Il sito sui VFR non lo fare, prometto che mi attacco l’adesivo della chiocciola sul casco, tanto se ha scelto il mio una ragione deve pur esserci. Un ringraziamento da parte mia e di Isabella ad Aspy, Fabrizio (con il suo fido scudiero verde) e Romolo: ordine rigorosamente alfabetico, per aver organizzato questa bella cosa. Gentleman SEGUE ALLA PAGINA SUCCESSIVA Î 5 Selezione da IRI-Raduni (segue dalla pagina precedente) Compleanno I.R.I. 2003 ... ricordino Purtroppo ho potuto essere presente solo la prima sera del raduno, ma fortunatamente ho potuto assistere al taglio della torta da parte del Presidente per celebrare degnamente il compleanno del nostro motoclubbe. Svariati i personaggi presenti all’evento, tra cui ottime niu’entri come Alex (lo pseudo-bellunese con radici in mezz’italia) e Lu’a (il pratese guzzi-dotato). Belli i posti con scoperte geografiche incredibili: udite udite... la Toscana confina con le Marche! L’ho scoperto mentre tornavo a Firenze e dopo circa 4km di strada bianca. Ed ecco alcuni detti popolari che abbiamo imparato in questo raduno: - Chi di BAM ferisce di BAM perisce (il Carletto ha richiamato dopo che era stato possibile solo lasciargli un messaggio in segreteria alle 1 di notte) - BAM che abbaia non morde (ho provato a BAMmarvi sabato sera ma gia’ alle 1 eravate tutti irraggiungibili :-) - Non svegliare il Conte che dorme (anche se i decibel della russata erano ai massimi storici il sottoscritto se l’e’ dormita della grossa) - Tale Tu-ZZio tale figlio (vedi Iacopo che cercava di scroccare un po’ di vino da tutti quelli che prendevano una bottiglia in mano) - La speranza e’ l’ultima a morire (la signora che al venerdi sera ci ha fatto trovare i cestini di salumi illudendosi che sarebbero tornati in cucina) - Chi non risica non rosica (come Fabrizio che per arrivare puntuale alla partenza del sabato mattina se ne va per i campi con il VFR) - L’abito non fa l’harleista (Peppe armato di Vetril e di cremine che tira a lucido l’Harley appena parcheggiata) - Se Maometto non va’ alla montagna... (per risentire l’accento romanesco abbisogna fare un raduno sotto il Rubicone altrimenti chi se li ricorda certi personaggi :-) - Meglio tardi che mai (l’arrivo in notturna di Bart+Irene e di Bruno+amico quando ormai anche la BAM aveva ceduto alla stanchezza). - Dagli Appennini alle Ande un sol grido si spande (il buon Bonetti pensava di essere al sicuro dalla BAM rifugiandosi in terra anglofona... ehehehe!!) - Chi trova un motociclista trova un tesoro (qui non c’e’ bisogno di spiegazioni) Saluti fiorentini, Girmi . Rientro a casa tragico, dopo aver assaporato la frescura del monte nerone... Prato è un forno!! Comunque volevo fare i complimenti agli organizzatori per l’ottimo tour e l’altrettanto ottima sistemazione in albergo, ed anche a tutto il gruppo di iri che ho trovato molto simpatico ed affiatato! Grazie per lo splendido week end ed alla prossima. PS. ho sentito che volevate organizzare a settembre un raduno nella zona di porretta terme, siccome è vicino a me e poi quelle zone le conosco bene, se a chi organizza serve una mano io sono disponibilissimo! Luca Benelli C’era qualcosa del quale mi ero dimenticato! Infatti mi ero dimenticato di ringraziarvi per il we passato assieme. Il percorso formidabile, la compagnia eccezionale etc. etc. Noi siamo arrivati a casa sul presto, diciamo alle 12 di domenica, dopo aver disceso la Valnerina e dopo aver rischiato un frontale con uno sconsiderato che a velocità warp ha tagliato in pieno una curva sulla Flaminia (i cretini albergano anche tra i motociclisti). Un grazie quindi a Romolo a Paolo e a Fabrizio che ha organizzato i percorsi e a quanti si sono dilettati a spiegazzare con il sottoscritto. A presto, Luciano Vorrei scrivere un reportino ma non ho tempo... Intanto ringrazio tutti i partecipanti per le espressioni di gioia sui loro visi alla serata del sabato, non ci poteva essere soddisfazione più grande! Sincermente temevo che il percorso scelto fosse un po’ troppo impegnativo, ma non farlo era un peccato :-) P.S. Per Gattostanco: io non volevo far notare a nessuno la mia “velocità”, semplicemente mi “sentivo” proprio bene con la moto e me la sono goduta fino in fondo (e penso che si sia visto :-) E pensare che non dovevo neanche venirci al raduno, poi l’impegno di lavoro del sabato sono riuscito a scamparlo... Per ora ciao a tutti e alla prossima! Fabrizio, Cingoli (MC) Seppure in ritardo (ma sono stato lontano da qualsivoglia pc fino ad oggi) vorrei ringraziare tutti per la riuscita dell’IRIcompelanno. Era dal 2001 che non partecipavo piu’ ad un incontro IRI (ossia da quando ho venduto il TDM) e ritrovarmi con tante persone con cui avevo avuto modo di condividere un po’ di km e varie libagioni mi ha fatto un grandissimo piacere. Un grazie ancora a tutti i partecipanti (anche per il fatto di non avermi preso in giro per il mezzo ora in mia dotazione) e a presto. Raf Ultimo nei report come sulla strada, son rientrato anch’io, lunedì sera per la cronaca, dopo una giornata passata a Siena in compagnia degli squisiti Pedro e Giovanna, i quali mi hanno praticamente adottato e che ringrazio ancora molto. Del Raduno ho dei ricordi molto piacevoli, dei personaggi noti di IRI e di quelli appena conosciuti, siamo pur sempre una bella combriccola. Quindi un ringraziamento agli organizzatori, per aver fatto sembrare tutto così facile, persino i RaDuristici percorsi scelti; appro, se mi iscrivevo al trofeo del sabato sicuro che lo vincevo: con tutte le volte che mi sono perso e ho sbagliato strada ho accumulato molti km! Alessandro Tinti - Roma Honda Transalp 650 Eccomi qua a casetta per ringraziare gli organizzatori del compleanno IRI. Siamo stati veramente bene chiedo scusa a quelli che non ho salutato domenica mattina, ma ci aspettava un lungo tragitto, passando per Visso, ecc. fino a Termoli percorrendo 400 e passa km. Gli altri giorni sono stati alla stregua del primo ed oggi siamo rientrati per cambiare i bagagli ;-) In sostanza con il “rientro” abbiamo percoso 2.548 km, tutti di curve. A presto....domenica o lunedì partiamo in direzione austria; se qlcn va o è da quelle parti si faccia vivo ;-) Rafagas ed Angela (Santa) 6 Guzzisti inside by Fabio Baldrati Anna e Marco Un racconto di Fabio Baldrati, collaboratore della rivista Mototurismo “Marco dentro a un bar, chissà cosa farà. Poi c’è qualcuno che trova una moto si può andare in città. Anna bello sguardo non perde un ballo. Marco che a ballare sembra un cavallo.....” Lucio Dalla (Anna e Marco) Auguro “buon viaggio” a chi avrà la pazienza, la voglia, la bontà d’animo di leggere fino alla fine questa storia assolutamente reale, vera come vero è il buon Dio. E’ certamente una delle cose migliori che ho mai composto da quando racconto il mondo motociclante. Lo dovevo a Marco, e ad Anna. Ho scritto Anna e Marco di notte, come un gufo, nell’unico momento in cui la ”pace” sembra avere la meglio e il silenzio ammanta ogni cosa in una sorta di incantesimo. Anche il silenzio è una rarità, a me fa bene all’anima. Anna mi ha incoraggiato in questa stesura: “farà piacere a Marco, e anche a me, scrivila”. Ho fatto del mio meglio. DrimDrim DrimDrim DrimDrim (telefono) “Pronto? ...sì, ‘glielopasso ...prego. Fabioooooo. E’ per te. Telefono”. Lascio Beatrice, mia nipote, in compagnia delle sue bambole e mi dirigo verso l’apparecchio. “Ciao Fabio. Sono Anna....”. E intuisco immediatamente: purtroppo è accaduto ciò che temevo e questa telefonata dalla Toscana non giunge inaspettata. Vi parlerò di due bellissime persone: Anna e Marco. Vi racconterò di una sincera amicizia scaturita dalla comune passione per una motocicletta dai grossi cilindri a –V- la cui virtù trascende ogni qualità meccanica: mi riferisco a quel suo prodigioso potere che fa incontrare le persone. Non citerò i loro veri nomi, Anna e Marco è il titolo di una bellissima ballata di Lucio Dalla in cui, forse, esiste qualche analogia. Se avete questa canzone inseritela nello stereo: ascoleterete una poesia i cui versi raccontano di “...una moto per andare in città”. Bè, quella moto era una Guzzi Falcone, molti anni fa. Se non erro la nostra conoscenza risale alla primavera del 98, forse era il 99, ricordo comunque bene quel luminoso sabato pomeriggio. Eccolo. Percorro la statale della Cisa in direzione Parma-Autostrada A1; torno a casa dopo alcuni giorni trascorsi nella riviera toscana rigorosamente con tenda e sacco a pelo. Presto il sole diventerà “pesante” sui monti e sarò a casa a notte fonda. Pazienza, ...in fondo non mi spiace immergermi nel buio in compagnia del grande “cono” luminoso. Avete mai viaggiato in moto di notte? Io lo trovo piacevole. Davanti ai pugni sui manubri c’è un sinuoso “nastro” d’asfalto in cui la mia Guzzona va “giù” a meraviglia da ogni lato, libera da qualsiasi pesantezza. Sono ingordo e insaziabile di quel grigio-argento sfuggente che ogni volta vedo “correre” lì, appena un palmo sotto ai piedi, veloce, infido, sempre durissimo. Eppure nemmeno “lui” è cattivo e se lo rispetti non ti “morde”. A volte è indescrivibile il piacere che sa regalarti una motocicletta, ad esempio una Guzzi California. Ho scelto questo modello pervaso da qualche dubbio dopo anni di 1000 SPIII , ebbene col tempo e i viaggi stò diventando un fervido estimatore di questa moto dal vago stile Custom e la reputo essere una delle Moto Guzzi “più Guzzi” mai realizzate a Mandello. Non scenderei mai da quella avvolgente sella, credo che questa moto offra qualcosa di raro: il “piacere di guida”. Ecco il valico della Cisa circondato dal bel panorama dell’appennino Tosco-Emiliano. Numerose le moto posteggiate per una rituale sosta: quasi tutte Super Racing dai colori di guerra come vuole la “tradizione” in questi Passi. C’è una Moto Guzzi molto particolare che attira il mio “colpo d’occhio”: è una 1000 SPII color marrone-blù carica di bagagli, sporca di insetti e di pioggia “asciugata”, sulle borse laterali numerosi adesivi delle località “conquistate” (c’è quasi tutta Europa), ogni particolare di quella moto emana l’orgoglio di tanti viaggi vissuti a pieno respiro. Quì “devo” posteggiare la mia moto. Getto una occhiata a quel tachimetro: 90.000. Sulla sella consunta vi sono adagiati due caschi e uno di essi porta sul retro la famosa massima di Rudyard Kipling: “esistono solamente due tipi di individui: quelli che se ne restano a casa e quelli che non ci stanno”. Graaaaande! ”…….ARRIVO’ COME UN CAVALIERE SUL SUO DESTRIERO” Li vedo venirmi incontro sorridenti come se ci conoscessi- mo da sempre, avrete capito: sono Anna e Marco. Non so ipotizzare la loro età ma non sono certo ragazzi, forse… sulla cinquantina? Non saprei. Indossano completi in pelle nero-marrone dallo stile retrò e la loro è una eleganza austera che nessuno specchio modaiolo ha suggerito. Mi salutano come fanno i vecchi amici. Ci presentiamo: sono toscani, anzi toscanissimi con quel dialetto che allunga le parole in cantilena e mette le “H” al posto delle “C”. Marco è rasato a zero sul capo probabilmente perchè come me soffre il dispotismo del casco: “zerohapellizeroproblemiiiiiiiii “. Anna porta i “hapelli horti” e un leggero trucco nel contorno-occhi. Essi incarnano la gioia in terra ogni volta in cui i loro volti si illuminano con un sorriso, e sorridono spesso. Sono marito e moglie da chissà quanti anni, da una vita, e sono bellissimi. Entriamo insieme nel bar e nasce così fra noi una sincera amicizia. Quando rivelano la loro età.....non ci credo. Possibile?! 67 lui e 59 lei. Marco con fare sibillino mi svela il loro elisir di giovinezza: “l’èlamotoguzziiiiiiiiii “. Si sono conosciuti negli anni 60 grazie ad una Guzzi Falcone, mi dice Anna: “sembra ieri... quando arrivò come un cavaliere sul suo destriero” . Poi è venuta la mitica V7 Special, la California 850, la 1000 SP e l’attuale 1000 SPII. Anna e Marco: sempre insieme a vagabondare per mezzo mondo. I loro occhi si accendono come tizzoni ardenti quando raccontano dei tantissimi viaggi vissuti sempre in tre. In tre? Sì, la terza figura è “lei”; “lèllamotoguzziiiiiii” vissuta come una leale compagna di viaggio. Marco passa una mano sul serbatoio e con orgoglio: “l’èllultimamotociclettarimastaaaaaaaaa “. Anna e Marco significano 40 anni di amore, di passione, di gioia per la vita. Una bellissima storia umana. Una storia di motociclisti come ve ne sono moltissime nel nostro SEGUE ALLA PAGINA SUCCESSIVA Î 7 Guzzisti inside (segue dalla pagina precedente) Anna e Marco mondo. Una maggioranza poco appariscente fatta di “Anna e Marco” dotata di una luce diversa nello sguardo, gli ultimi “vivi” in un conformismo di sonnambuli, un “popolo” che ti saluta per strada senza conoscerti, che si ferma a chiederti “tutto OK?” se sei fermo sul ciglio, che si ritrova ai raduni ovunque questi siano, nel freddo o nel caldo, …eh sì, amici, provo una frustrazione infinita quando penso che la nostra “civiltà”, il nostro mondo, finiscono infangati a causa di quattro stupidi e due ubriaconi “motociclisti” per errore. Non mi ci abituo. Ci soffro. Dopo il consueto spuntino nel bar decidiamo di viaggiare insieme fino alla Autostrada A1. Invito Marco a fare da battistrada: è la cosa migliore (penso), non è più un “ragazzo” ...il Marco, quindi che sia lui a disporre l’andatura. Marco monta in sella e gira la chiave: Wrummmmmm! Cuore di bicilindrico! Anna “pianta” un piede in una staffa e sale sù in un baleno. Non posso immaginare ciò che mi aspetta: suderò sette camicie per seguirli! Anna e Marco in sella alla loro Moto Guzzi sbugiardano quell’armamentario di stupidi preconcetti che da sempre ci seguono alla stregua di un’ombra indesiderata: il motociclista è “giovane” quasi per decreto legge, anzi è “giovinastroescavezzacollo”, non solo, pure “maschio”: molte donne oggi vanno in moto e sono una meraviglia da guardare, ...ma la miopia di certi osservatori è avvilente, più sono autorevoli e più sono miopi. Perché costoro sono così ottusi? “SCUSAMI SE SONO STATO UN PO LENTO...” Quella moto là davanti “pendola” ogni curva con stupefacente facilità: essa è la dimostrazione di come anche la guida di una moto può esprimere una forma d’arte, nulla a che vedere con la volgarità di certe sgassatone. Anna e Marco sono due artisti: quella “sagoma” carica di bagagli disegna traettorie perfette e guizza via curva dopo curva sempre sicura, mai indecisa …e che “pulizia”, che stile! raramente si accende la “luce” della frenata,... quel “ragazzo” di settant’anni guida da Dio assecondato a meraviglia dalla sua compagna in perfetta simbiosi con la moto. Sbaglia chi reputa essere il passeggero semplice “zavorra”. Oh...! Che meraviglia seguirli con lo sguardo! Però che fatica! Devo metterci del bello e del buono per seguire quei due “anelli” d’argento (gli scarichi) sotto alle borse laterali. Quei rimbrotti e i risucchi nelle “staccate” mi ricordano la mitica V7 Sport di Silèzi (silenzio) quando passava per le contrade del mio paese, nella Bassa Romagna, nel 1973: era nera come l’inferno e portentosa nel rombo. Unica. Tutti la indovinavano in lontananza. Io la volevo, la volevo, la volevo da grande. ”Scusami se sono stato un po lento...” mi fa il Marco all’arrivo della A1. Alla faccia della lentezza! Sono stanchissimo! Raramente ho rivisto un talento simile nel condurre una moto. All’imbrunire ci salutiamo con una stretta di mano: io diretto verso Bologna-Ancona, loro in direzione opposta (un “salto” in Svizzera). Ci siamo ritrovati qualche tempo dopo fra le colline del Chianti per una indimenticabile bistecca alla Fiorentina annaffiata con un Chianti-Rosso mondiale. Poi ancora insieme nel Delta del Po, nuovamente in Toscana, in Garfagnana, e ancora in Maremma. Bellissimi Week-End trascorsi nel miglior stile Guzzista: buona tavola e tanti chilometri nella celebrazione di una amicizia sincera, di una passione. Avrei voluto conoscere Anna e Marco molto tempo prima. “CIAOFABIOOOOOOOGUARDAQUIIIIIIIIIIIIIII...” Risale all’autunno del 2000 il nostro ultimo incontro, il più gioioso... e afflitto. Sono al Passo del Muraglione fra Forlì e Firenze: mitico luogo di ritrovo per decine di motociclisti nel corso di ogni fine settimana. Fra l’arlecchinume di mille tute integrali e super-bolidi-racing spunta un rombo sommesso inconfondibile per le mie orecchie: rhurhurhurhurhu... per me quel bicilindrico è inconfondibile come la chitarra di Eric Clapton, anzi quella di B.B. King. E’ certamente una grossa Moto Guzzi. Eccola, la intravvedo, ma... è lui! Anzi loro! Loro tre! ...Ah! Che magnifico vegliardo! Quel Cavaliere Errante e la sua dama in sella al loro “destriero” di argento antico emanano una trionfale quanto severa austerità. I cilindroni alettati di quella 1000 SPII sembrano due torri Guelfe, i tubi paraurti luccicano al sole, le valigie laterali e la borsa-serbatoio ornate con decine di “trofei” di viaggio. Davanti a loro si stende un regale tappeto di ammirazione e stima spontanea. Che spettaaaaaaaacolo! Dovevate esserci quel giorno, amici, sì, dovevate vederli Anna e Marco. Una lacrima di gioia mi ha attraversato il volto. ...Poi un’altra lacrima mi ha “segnato” come una ferita. Tutti ammiccano, sorridono, indicano, e domandano: “ma chi sono quelli?”. Vi dico io COSA sono: MOTOCICLISTI. E quella lì è una MOTOCICLETTA. L’ultima rimasta. Guardateli bene. E’ una scena vista altre volte: in molti si avvicinano ad una “eroica” motona carica di gloria, bagagli e umanità, la osservano con stupore e curiosità nella quasi totale ignoranza di quei principi che più nobilitano questa nostra passione: viaggiare, conoscere, condividere, raccontare, incontrarsi. VIVERE. Quando Anna e Marco incrociano il mio sorriso... ”FABIOOOOOOO!”. Ci abbracciamo con la gioia dei bimbi. Anna è sempre lei. Marco invece... mio Dio, non è più Marco: è pallido in volto, dimagrito, il collo gli balla nella camicia mentre i suoi occhi sono spenti, inerti, sembrano non vedere. Terminare questo viaggio, per lui, è una impresa titanica. Restiamo insieme a lungo afflitti da una comune coscienza incoffessabile: è il nostro ultimo incontro. Non servono parole. Marco non sta bene. Quando giunge il momento di salire sulla moto Marco cerca l’aiuto di Anna e finalmente in sella, col fiato grosso, gli vedo una goccia correre giù dal volto... forse una lacrima. Anna mi sorride malinconica. Marco mi lascia così: “CiaoFabioooooGuardaquiiiiiiii L’èl’ultimarimas t a a a a a a a a a ” . Wrummmmm! Clock della prima, VIA. Li vedo rimpicciolire... scomparire nell’ultimo viaggio. L’ultima volta. Nulla. Solo il nastro grigio dell’asfalto che si estingue, là in una curva lontana. ”Peeeerò, ...mica male” sento alle spalle in tono serafico, e sbotto: “lo puoi ben dire!”. Rifletto sul meraviglioso dono della vita di cui spesso siamo indegnamente incoscienti. Un groppo alla gola mi assale con veemenza, ho il mento tremulo, sento gli occhi allagarsi, faticosamente mi contengo dallo “scoppiare”. A volte mi sento chiedere il “perchè” del mio essere “motociclista” e sempre rispondo con un sorriso non trovando le parole per definire una passione, un modo di “essere”, uno stile di vita che accomuna tantissime persone come Anna e Marco. Siamo noi: il Popolo Motociclista. Io appartengo alla etnia Guzzista come Anna, come mio padre, come mio nonno, come Silèzi ...come Marco. Sì, sono Guzzista. Esiste un’altra motocicletta così? No, non esiste. Posso trovare solamente di “meglio” o “peggio”, ma nulla di simile. Anche per me è l’ultima rimasta come lo era per Marco. Marco era un motociclista “vero”. Te ne sei andato nel sonno... via come la piuma di Forrest Gump. Eri bellissimo. Presto telefonerò ad Anna. Lampeggi a –V(Fabio) 8 Correva l’anno: 1998 by Raffaele Sarto Gli IRIders alla ricerca del paiolo perduto Il primo MegaRaduno degli Internet Riders of Italy visto in chiave fantastica Ancora una volta la compagnia degli iriders si è materializzata dal cyberspazio per assolvere ad una nuova importante missione: la Ricerca del Paiolo Perduto. Erano i primi giorni di primavera sul Pianeta Mugello e il tempo inclemente fece capire subito agli iriders, avviati a ricongiungersi presso il Ridotto di Colla , provenienti da Settori lontani, che la missione non sarebbe stata facile. Il fato volle che molti iriders non assistessero a questi eventi, comunque ciò non impedì loro di partecipare, in compagnia degli altri, alle attività propiziatorie al felice completamento della missione Per la cronaca, gli iriders provenienti dal Settore Centrale si ritrovarono quasi subito dispersi in più gruppi e riuscirono a giungere al Ridotto di Colla solo in ordine sparso. Non per niente, oscure forze erano già intervenute in precedenza per ridurre le nostre file: Otello, PulceK, Rag e Tyson non poterono infatti unirsi agli altri iriders a causa di diversi accadimenti; un caso a parte era quello di Caesar che non poté unirsi alla squadra essendo ancora sprovvisto del Brevetto A di pilota. A parziale compensazione di ciò gli iriders potevano contare, tra i tanti, su alcuni punti di forza: la presenza di alcuni mezzi d’appoggio della Divisione Inscatolati, il rinnovato apporto di Michele il Vulcaniano, ultimo rappresentante della Divisione Custom, testé abbandonata da Ian Padovani, forte ora del suo nuovissimo EisMeteor, la guida del saggio Wile Coyote col suo fido Ludwig Van. E subito accadde qualcosa di imprevisto: forse a causa di un vortice spaziotemporale il Ridotto di Colla fu prima attraversato da una torma di Centauri appartenenti alla tribù indigena dei Forks&Pistons, che fu vista celebrare an- tichi riti tribali e subito dopo dalle mitiche SturmTruppen alla guida di mezzi antidiluviani, probabilmente impegnati nella per ora incruenta Guerra del MAT. Degne di nota, tra le tante, furono alcune particolari attività: il Dottor Aspy NightHawk si profuse nel mettere a punto una nuova arma ad effetto sonico coadiuvato da volenterosi assistenti, Calvinator il telepate di Classe ER- SEGUE ALLA PAGINA SUCCESSIVA Î 9 Correva l’anno: 1998 (segue dalla pagina precedente) Gli IRIders alla ricerca del paiolo perduto 5 si mise in contatto con Spiriti Elementali di grado elevato, WildCat ForEver si dedicò con successo ad esperimenti di levitazione di oggetti. sero risucchiati nel cyberspazio da cui provenivano. Fortunatamente il saggio Wile Coyote ebbe una felice intuizione e decise di condurre gli iriders all’Eremo di Obi Wan Zenobi; essi vi giunsero dopo avere attraversato luoghi incantati quali il Passo della Sambuca, a guardia del quale vi era la Mosca, e la Strada della Lawanda Osiris; e fu lì che la Roccia Parlante, rivolta verso il pelide Campesan, disse la frase che illuminò tutta la compagnia: The CBR Power be with you ! meritato riposo; ancora una volta Zio LoneWolf comandante degli iriders poté tornare alla propria dimora in Triumpho! [Si ringraziano per le foto Andrea Suatoni e Giovanni Padovani] [Si ringraziano per la presenza tutti i partecipanti al MegaRaduno] [Si ringrazia per l’ospitalità WWW Paolo Maria Giardini] [MCMXCVIII Raffaele Sarto] Ovviamente l’Eco della Serva ringrazia Raffaele Sarto per aver proposto la pubblicazone del resoconto dell’ormai mitico “COLLA UNO”! Trascorso in siffatto modo il primo giorno, il secondo fu pienamente dedicato dagli iriders alla ricerca del Paiolo Perduto che li condusse financo alle mitiche Valli di Comacchio e li costrinse a procedere ad un’andatura altalenante. Selezione da IRI-L Pillole di Toscana saggezza In men che non si dica gli iriders, dopo avere raticosamente raggiunto e attraversato il Passo della Futa, giunsero finalmente nel luogo in cui si trovava il Paiolo Perduto e tosto iniziarono a festeggiare con un gran banchetto la felice conclusione della missione. Ma il tempo ormai incalzava e non rimaneva che un ultimo giorno per ritrovare il Paiolo Perduto prima che gli iriders fos- Sul far del tramonto, gli iriders, stanchi ma soddisfatti, si avviarono verso le rispettive dimore dove li avrebbe accolti un Carissimo Settimio, cugino senese, non te la pigliare a male ma io quando 'ttu scrivi, e duro una fatica boia a trovare le tu' risposte... ma maremma cignala opperche' un tu levi tutte quelle rigacce sopra alle tue magnifiche e poetiche righe e un ci faciliti il compito a noi novelli indiana giones telematici? :-)))))) Ora, io un dico di non quotare ma maremma budella tu ci lasci anche intestazioni, indirizzi ip e tutti i troiai vari che con il testo non ci incastrano una cippa! :-))) I casi son tre: o sei sadico, o usi un programma di posta che fa recere, oppure tutt'e due. :-)) Con affetto, tuo Girmi PS o senesi buhaioli, vuppotreste anche venimmi a vedere in teatro venerdi sera... 'ccidenti a voi... e poi si dice de'lucchesi :-))))) PPS :-) le faccine non bastan mai :-) 10 Scatti del passato La rubrica strappalcrime per i nostri “... ai MIEI TEMPI, RAGAZZI..:” Cerchiamo altre immagini storiche munite ovviamente di commento e didascalia. Allo scopo, gli interessati sono pregati di contattare il Sommo Caporedattore. 1977 Regalo di compleanno per il Conte! ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ Bruno Nicolis ci scrive: “...ho trovato una vera foto storica: 1977. Un sacco di partecipanti... erano due giornate di pioggia da far paura, e bene o male noi del Verona MC, rimasti in due... abbiamo preso la coppa. Ecco Cristina (la Contessa) celebrata sul giornale della FIM. Tra l’altro era il mio compleanno... Ciao, Bruno” 1964 prima della barba ...e delle renne ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ Il giovinastro che appare alla guida della Guzzi Lodola Gran Tursimo (235 cc) era destinato a invecchiare male, trasformandosi in mangiatore di povere renne innocenti. Era il 1 luglio 1964, data storica perché quella mattina mi sono fatto la barba per l’ultima volta! Insieme al mio amico Alberto Giussani ero in partenza da Milano, dove allora abitavo, alla volta della Sardegna, dove facemmo giusto in tempo a vedere la Costa Smeralda prima che la smeraldizzassero. Note archeologiche: lo scatolotto nero e verde che si vede nello sfondo è una Fiat 600 multipla usata come taxi (i taxi di Milano erano così, neri di sopra e verdi di sotto). Le targhe delle moto erano già bianche, quelle delle auto erano ancora nere. (Paolo Schiannini) 11 La foto del numero zero: ...“correva l’anno 1983" .... io stavo andando in Spagna per la prima volta con il mio Cagiva 125, la foto e’ stata fatta durante una sosta in territorio francese, non saprei esattamente dove ! Ci sono voluti 3 giorni per arrivare in Costa Brava ! Era il primo viaggio “serio” che affrontavo, avevo giusti giusti 20 anni e qualche capello in piu’, ero in compagnia di una Vespa PE200 e di un Yamaha 400XS. Pero’ eravamo talmente pazzi che ... l’anno dopo ci siamo pure tornati ! (Carlo Antoniotti) Scatti del passato La rubrica strappalcrime per i nostri “... ai MIEI TEMPI, RAGAZZI..:” Cerchiamo altre immagini storiche munite ovviamente di commento e didascalia. Allo scopo, gli interessati sono pregati di contattare il Sommo Caporedattore. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ 1979 Il vento tra i capelli di Aspy Era il 1979, estate, non c’era ancora l’obbligo del casco ed io avevo tutti i capelli in testa. Era una bellezza sentire il vento tra i capelli ed il fischio del vento nelle orecchie, gli occhi che lacrimano con la velocita’... La mia moto era allora un motobi 125 2CE, accensione elettronica, bicilindrica 2 tempi, a miscela. Telaio del 250, quindi bello pesante ma solido ed efficente. Bella accelerazione, velocita’ di punta oltre 140KmH, la piu alta per un 125 di quei tempi. Piegavo bene anche con quella moto. Un giorno, sulle colline del trasimeno, mi accorsi che ogni curva a SX la ruota posteriore tendeva a scartare. Una, due, Pagine Utili tre volte....Mi fermo pensando di aver bucato ma la gomma era ok. Per farla breve, era il cavalletto che aveva una leva laterale per Inutili dire che arrivato a casa ho provveduto ad accorciare quella leva. Dopodiche non ho piu’ avuto problemi... :-) ...e qualche anno dopo... ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ 1996 by Carlo Rimassa Attaccati qua! piccola idea contro i furti quando si viaggia soli L'idea e' semplice: legare la propria moto, con una catena, alla catena antifurto di un'a'ltra moto. Mi spiego meglio. Il principio di base e' che per rubare una moto non serve metterla in moto, come invece e' necessario fare per un'auto. Per rubare una moto parcheggiata con il solo disclock basta arrivare con un furgone, scendere in due, sollevare la moto dal davanti e caricarla sul furgone tramite una rampa. Anche con moto grosse, due persone robuste e decise estrarlo troppo lunga ed ogni piega da quella parte andava a toccare per terra facendo sollevare leggermente la ruota posteriore. sono in grado di completare l'opera in meno di 30 secondi. Si puo' rendere loro la vita difficile bloccando la ruota posteriore, per esempio con una catena o uno U-lock, ma non basta: anche con la ruota dietro bloccata, la moto si puo' sollevare di peso, o strisciare fino al furgone. Il punto debole delle moto e' che sono facili da sollevare e spostare a meno che non siano legate a qualcosa di inamovibile, e spesso l'oggetto inamovibile non e' disponibile. Come sostituo pero', si puo' usare un oggetto molto pesante, e qui arriva l'idea: usare la catena antifurto di altre moto per legare la propria. In questo modo, l'altra moto fa da 'zavorra' alla nostra (e viceversa) rendendo impossibile il sollevamento. PUNTO CRUCIALE: la nostra catena va passata solo attraverso la catena antifurto dell'altra moto, in modo da lasciare all'altro biker completa liberta' di andarsene quando ha voglia. Vediamo come funziona con un esempio. Sono in giro da solo, e mi fermo per il pranzo. Il parcheggio e' piatto, non ci sono pali o ringhiere. C'e' pero' un'altra moto, una BMW R1100RS bianca con sellino verde, con una bella catena passata attraverso la ruota posteriore e legata sopra la sella. Posteggio vicino, stando bene attento a non rigare o toccare la BMW. Tiro fuori la mia catena da sotto la sella, e incateno la mia ruota posteriore alla catena dell'altra moto. Per correttezza, metto un bigliettino, spiegando in due parole cosa ho fatto. Le nostre due moto adesso sono unite. Chiunque voles- 12 se rubare una delle due dovrebbe rompere la catena della BMW o la mia, cosa ben piu' difficile che sollevare una delle due moto e spingerla dentro un furgone. Al tempo stesso, se la Mukka vuole andarsene dal parcheggio prima di me, bastera' sfilare la sua catena dalla mia, senza alcun problema. SEGUE A PAGINA 15 Î Sicurezza stradale Oltre la patente a punti L’Esimio Professor Alessandro Zorat ripropone un interessante studio su come ridurre l’incidentalità veicolare sulle nostre autostrade Ho visto un sacco di interventi al riguardo. Chi se la prende con chi sta nella corsia di sorpasso, chi si arrabbia se uno gli fa i fari, se gli frena davanti, etc. Dunque: il problema del viaggiare in autostrada con tanti altri veicoli, non e' di per se la velocita' in senso assoluto, ma la velocita' *relativa* tra i veicoli. E qui, contrariamente alle credenze popolari, risulta che bassa velocita' relativa = maggior rischio. "Oh perche' mai?" si domandera' l'attento lettore. Ecco qui la spiegazione. Per semplicita' parliamo di due veicoli soltanto, il mioed il tuo. Se andiamo con velocita' relativa = 0 e siamo appaiati, rimarremo appaiati per diosolo-sa quanto. E di conseguenza una qualsiasi distrazione del (tuo) veicolo che mi cambia corsia, potrebbe portarlo nella mia corsia e ... baSensazioni dabummmm. E' vero che la probabilita' di distrazione e' bassa, ma dato che restiamo appaiati per diosolo-sa quanto (approssimato ad infinto), la probabilita' del badabummm diventa certezza. Se invece abbiamo una velocita' relativa diversa da zero, io sto sorpassando te o tu stai sorpassando me e di conseguenza la probabilita' del badabummm e' inferiore a uno. Non zero, ma minore di uno che e' gia' un passo avanti. E da qui si vede anche che maggiore e' la velocita' relativa, minore e' la probabilita' di far casini, visto che rimaniamo appaiati per un tempo inferiore. (E questo e' in effetti un concetto che molti di noi applicano: passare velocemente per togliersi di torno alla svelta). Allora riassumiamo qui il teorema: maggior velocita' relativa = minor probabilita' di badabumm by Stefano Romizi Un’altra vita Dopo sedici anni passati a desiderare una moto, finalmente ho coronato i miei sogni. Un Honda 600 Shadow è sotto le mie gambe, che spettacolo! Avevo dimenticato quanto fosse bello andare in moto. Ho cambiato la mia filosofia di vita. Ogni occasione è buona per inforcare la mia Honda e andare ovunque. Comperata il 24 dicembre, in un mese e mezzo di inverno ho fatto circa 1500 km e pensare che c’è gente che la tiene in garage. Di colpo ho cancellato dall’anagrafe almeno dieci anni. La moto sa darti sensazioni uniche, ti trasmette energia allo stato puro. Aprire il gas e andare, cosa si può desiderare di più? (qualcosa ci sa- Come si fa ad avere una maggior velocita' relativa? O vai piu' piano tu, o vado piu' forte io - questa e' la risposta standard (la possibilita' simmetrica che io vada piano e tu forte, non la consideriamo nemmeno. Perche'? Perche' no). rebbe, almeno per me ma…non si può avere tutto). Ho deciso di vivere con la moto, la prendo per andare a scuola, con qualunque temperatura esterna, per andare a comperare il giornale, per fare la spesa e ogni volta che ho una mezzora libera vado a fare un giretto, senza scopo e senza meta, solo per il piacere di guidare, piegare, accelerare. Dopo migliaia di chilometri passati sulle quattro ruote, una moglie, due figli sono tornato indietro nel tempo. Ho riscoperto cosa significa passare in piena libertà una domenica pomeriggio, percorrere una curva dopo l’altra, immergersi nella natura, assaporarne gli odori ed i colori. Salutare ed essere salutato da ogni motociclista incontrato. Sentire di essere entrato in una nuova famiglia, dove conta solamente spostarsi su due ruote. Se, tutto questo, si somma al piacere unico di percorrere duecento chilometri e più con un carissimo amico di vecchia data, si può facilmente capire la mia euforia nell’essermi finalmente, di nuovo, motorizzato. Ma c'e' un'altro modo di rendere MOLTO grande la velocita' relativa tra il mio veicolo e gli altri che occupano l'autostrada: Andare in senso opposto rispetto al traffico. Si entra dall'uscita e si prosegue contromano ad alta velocita'. E' vero che ci sono un po' di problemini che devo ancora risolvere: intanto e' necessario infilarsi in autostrada dal lato dell'uscita e percorrere tutta la rampa d'ingresso alla rovescia. Ma poi si va che e' un piacere. Un problema e' che entrando dall'uscita e' impossibile ritirare il biglietto, ma questo si rivela poi NON esser un problema in quanto usciremo dall'entrata e li' non c'e' nessuno che ce lo chieda. Altro problema che ho notato e' non si vede un cartello con l'indicazione delle uscite manco a pagarlo. O conosciamo la strada, o e' un bel problema. Ho notato che fermarsi a chiedere indicazioni alle macchine che passano non e' gradito. Chissa' perche' - magari ce l'hanno con me perche' guido una moto - vallo a sapere ... Non parliamo poi dei tutori della legge, che dovrebbero esser li' per aiutarci. Chiedere a loro dove e' la prossima entrata (uscita per noi) li manda in bestia e si mettono a sbraitare e a dirmi che non si puo' andare contromano e questo e quello - ed io a dover spiegare loro tutta la storia delle velocita' relative e tutto il resto. Ah - un altro beneficio della tecnica di andare contromano, oltre ad aumentare la velocita' relativa tra veicoli, e' che si e' molto piu' visibili al traffico che arriva in quanto invece di quello stupido e piccolo fanalino rosso mostriamo il gros- 13 so fanalone frontale. Molto piu' visibile -> maggior sicurezza. E noi facciamo tutto il possibile per la nostra ed altrui sicurezza - e che diamine! Devo ammettere che la teoria della velocita' relativa qualche problemuccio - cosa da poco - ancora me lo sta dando, ma nel complesso la trovo di una validita' *travolgente* ... :-) A. Zorat by Valentina ANCHE I MOTOCICLISTI SONO DEI TENERONI Pesci nuovi E se ci scrivete, risponde (se ne ha voglia) Girmi DETEST... per lei 1) Gli uomini sono: a) tutti stronzi; b) tutti stronzi tranne uno; c) tutti stronzi tranne due (fidanzato + l'altro); d) tutti stronzi tranne quel figo sul VFR che hai visto l'altro giorno; e) "Amore te lo giuro: la terza moto è gratis.c'è il 3 per due.." 2) Gli uomini sono a) tutti tiepidi e senza maroni sotto; b) tutti tiepidi e caldi solo nei momenti sbagliati; c) tutti tiepidi tranne uno; d) tutti tiepidi.tranne quando guardano il motomondiale; 3) Il mio ragazzo si farebbe: a) tutte le donne che conosco; b) tutte le donne che conosco tranne mia madre; c) tutte le donne che conosco tranne mia madre e le mie sorelle d) nessuna a parte me; e) tutte le donne che hanno dal Ciao 50 in su.perché "quelle vestite in pelle glie piacciono." 4) Gli uomini sono: a) come il pesce: dopo 3 giorni puzzano; b) come la fortuna: (ciechi); c) come le piante grasse...(....); d) come la SARS; e) come 3 giorni di pioggia incessante in moto; 5) Gli uomini possono avere: a) poca intelligenza e discreto carattere; b) poca intelligenza e poco carattere; c) molta intelligenza e un fisico da LARVA; d) simpatia; e) bello, simpatico, bravo, romantico, di carattere, forte, coraggioso, con una moto bellissima (cioé ricco!). 6) Il tuo ragazzo a letto é : a) tutto fumo e niente...; b) biondo con gli occhi azzurri (??????); c) ah, si, ancora.; ? DETEST! Il Test sul tema esistenziale “UOMO - DONNA-MOTO”. Nonbarate. Se siete eterosessuali, compilate il test del sesso opposto... se siete gay... va beh, insomma, fate come vi pare. I profili sono nella pagina successiva! Buon divertimento. d) dimmi le cose zozze; e) picchiami... f) ti picchio. 7) Meglio un uomo oggi o: a) una polmonite domani? b) sei mesi di arresti domiciliari domani? c) la terza guerra mondiale domani? d) tre kg di cellulite in più domani? e) Un incidente in galleria domani ai 240 km/h? 8) Quali tra queste affermazioni usano gli uomini per scaricarti: a) ti lascio perché non sono ancora pronto per tutto questo...(????) b) ti lascio perché ultimamente sei fredda (non mi lasci più andare in moto con gli amici) c) ti lascio perché non mi consideri più come una volta d) ti lascio perché mia mamma mi tratta meglio (almeno lei mi lascia uscire) e) ti lascio ma resterai per sempre nei miei pensieri f) ti lascio ma ti giuro che sono stato sempre fedele g) ho bisogno di tempo per pensare (si! Ad un'altra......!!!) 9) Come ti chiede di far l'amore: a) non te lo chiede b) Amore, 'sta sera ci tocca? d) facciamo la posizione numero 7546 che ho letto su "In moto"? e) "Vado a fare una doccia e poi vado a dormire... ma se me la dai aspetto... !!" f) "Amore é da un po' che non lo si fa in moto, ai 240 all'ora mentre mangio un panino... riproviamo?" 10) Come giustifica le corna: a) è stato solo sesso! b) tu in moto vai molto meglio c) mentre lo facevamo pensavo a te! d) ci ha provato lei! e) é stato il primo e unico errore (a parte un paio di Harleyste..) f) ti amo g) ti ho sempre amata h) è una Scooterista! 11) Quali scuse trova per non venire a cena dai tuoi. a) é troppo presto, non me la sento (dopo un anno di convivenza.....) b) ma tua madre sa come mi chiamo? c) tuo padre é terrone? d) i tuoi mi odiano perché non sono terrone..... e) e se mi chiedono come mi guadagno da vivere????? d) e se mi chiedono come ho fatto a comprarmi la moto che non riesco neppure a pagarmi l'affitto? DETEST... per lui 1) Le donne sono: a) tutte zozze b) tutte zozze tranne una c) tutte zozze tranne tre (fidanzata + ex + amante) d) tutte zozze tranne mia mamma e mia sorella (classica frase...) d) nessuna è come la mia moto 2) Le donne hanno: a) sempre il portafoglio a casa b) sempre i soldi GROSSI (difficili da scambiare) c) sempre il bancomat fuori uso d) perchè, oltre alla patente della moto e della macchina , hanno pure il portafoglio? 3) La mia donna si farebbe: a) il mio migliore amico b) tutti tranne gli scooteristi c) mio fratello d) tutti tranne il mio migliore amico, ma io non ho il migliore amico. e) tutti tranne mio fratello, ma io non ho fratelli! f) perchè si é fatta qualcuno di cui non sono ancora a conoscenza??? 4) La donna è: a) non è... serve! b) unire l'utile ad dilettevole. Cucina e ...ogni tanto te la fa anche vedere! c) una zavorra.in moto e nella vita vera d) "Caro se facciamo il tagliando alla moto si vince qualcosa?" 5) La donna puo' essere: a) bella ma stupida b) bella, stupida e senza carattere c) Acuta ma... brutta d) Simpaticissima... quindi "un roito" e) bella, simpatica, brava, romantica, e in moto..fantastica f) zozza, zozza, zozza (solo quando scende dalla moto dopo un giro di 3000 Km nel deserto) 6) La tua donna a letto é: a) con la tuta da moto anche a letto... si ma la tuta non si sfila mai... b) bionda con gli occhi azzurri (ma che film stai guardando?????) c) Non capisci quando c'è... o quando non c'è d) Fammi male ma con delicatezza. e) Quando finiamo? f) Già fatto? g) "Caro... preferisco quando guidi.!" 7) Le donne che ti hanno lasciato hanno usato quale delle seguenti frasi: a) ti lascio perché ti amo troppo b) ti lascio perché non mi capisci c) ti lascio perché non mi soddisfi (che tristezza!!!) d) ti lascio perché sono innamorata di un altro e) ti lascio perché sei troppo sensibile f) ti lascio perché m'hai rotto i maroni g) ti lascio perché i tuoi mi hanno rotto i maroni h) ti lascio perchè devo ritrovare me stessa (da quando mi hai dimenticato sul Monte Bianco quel giorno in moto..) i) ti lascio..ma se ti compri un 4 cilindri fammelo sapere.. 8) Le donne che ci hanno provato con te hanno usato quale dei seguenti espedienti: a) Dio! Come sei tenebroso e dolce! b) Dio! Che occhi magnifici che hai! c) Dio! Che moto magnifica che hai! d) Dio! Mi piaci perché sei diverso... almeno tu nell'universo... (ehhhhh???) e) Dio......Oh, Dio!!! 14 ANCHE I MOTOCICLISTI SONO DEI TENERONI Pesci nuovi ? DETEST! Selezione dal Web by Valentina ÍSEGUE DALLA PAGINA PRECEDENTE lei Se hai maggioranza di risposte tra la e) e la h): Fondamentalmente sei una PIRLA ma romantica, credi ancora nelle favole e se di quella categoria di donne che porta le corna ma fa finta di non saperlo. Se la maggioranza delle risposte é tra a) e b): BRAVA, vedi la realtà dei fatti e sei consapevole dei limiti delle persone, soprattutto dei limiti degli altri. Ed è per questo che rimarrai ZITELLA a vita. Se la maggioranza delle risposte é tra c) e d); Sei di quelle donne che pensano che l'uomo sia come la Scottex (usa e getta)... sei una bellissima figlia di... che mastica gli uomini prima di sputarli via... il tuo uomo ideale non esiste: basta che sia ricco. E soprattutto non te ne frega un cavolo dell'età che può avere... foss'anche tuo nonno, per te andrebbe bene :-) Risultati deTESTabili? Scrivi a “Pesci Nuovi”, per ottenere un consiglio del Dr. Girmi!!!! DETEST... per by Gattostanco Nasce il sito del WWF (viva viva la Futura): http://digilander.libero.it/rst1000futura RISULTATI E PROFILI: DETEST... per Aprilia, così non va... lui Se hai maggioranza di risposte tra a) e b): Sei SCALTRO come una volpe ma alla fine le donne ti pigliano tutte a calci nel sedere... non ci puoi fare niente e ricaschi sempre nei soliti sbagli... anche se vedi perfettamente la realtà dei fatti... insomma, poco diplomaticamente: un po’ coglione? Se hai maggioranza di risposte tra c) e d): Le donne per te non hanno segreti... anche se sei il classico tipo che alla fine di un rapporto chiede "Ti é piaciuto?"... fai finta di essere un grande playboy e ti vanti al bar con gli amici delle tue prestazioni sessuali... in realtà trombi una volta l'anno :-) Se hai maggioraza di risposte tra e) e g): La vita non ti ha insegnato granchè, pensi che la tua lei stia con te perché ti ama (e non per i soldi), e soprattutto che ti sia stata sempre fedele... attento: rischi di finire i tuoi giorni in un ospizio mentre lei se la spasserà con i tuoi soldi e qualche ragazzino giovane.... IRI: quota sociale 2004 Ricordiamo ai soci che non abbiano ancora provveduto al versamento della quota sociale (sul sito riservato c’è la possibilità di vedere in tempo reale i bonifici che mi sono già arrivati) i dati e le coordinate bancarie del nostro nuovo conto corrente: Conto Corrente Bancario nr. 37000111306 intestato a Associazione Internet Riders of Italy. Coordinate bancarie: A 08542 13104 037000111306 del Credito Coop. Revennate e Imolese Fil. Ravenna - Viale Berlinguer F3701 RF0398 La quota di adesione annuale rimane fissata in 16 euro. Mi auguro che Noale riesca ad invertire la tendenza... ma le mie impressioni sono molto negative per il comparto moto: ho la netta sensazione, cioè, che se continua così nel breve volgere di pochissimo tempo, Aprilia torni ad essere produttrice solo di scooter. Per vendere moto, infatti, occorre avere una gamma completa, competitiva e aggiornata, in grado cioè, di dare certezze e continuità anche alla rete di vendita, agli utenti, agli appassionati. E questi obiettivi, ora, anzichè avvicinarsi si stanno allontanando... La politica commerciale degli ultimi anni scelta dall’Aprilia è francamente sconcertante. Pochi anni fa il Pegaso vendeva migliaia di unità. Anzichè innovarlo è stato lasciato invecchiare al suo destino. Non è stata creata una classe media che potesse essere il trait d’union tra le 125 e le 1.000. In compenso si sono spesi miliardi nell’acquisizione del marchio Laverda e nella realizzazione di un motore 450 per una nicchia come la supermotard. E nel frattempo moto uscite nel 2000 (Falco) e nel 2001 (Futura) anzichè essere riposizionate (a causa di un prezzo di listino irreale) vengono tolte prematuramente dalla gamma... Aprilia ha saputo creare una classe di maximoto ottime (per ciclistica, prestazioni, anche per una buona affidabilità) ma ha dimostrato di non saperle vendere. Ha sbagliato il posizionamento sul mercato, gli sconti sul nuovo hanno reso incerto il prezzo e di conseguenza la tenuta dell’usato e la commerciabilità dei modelli di Noale. Chi vuole “dare indietro” una Futura, una Falco, una Caponord è sempre più in difficoltà. E non perchè le moto non vadano bene (ANZI) ma a causa delle errate scelte commerciali della Casa. Questo comporta un’ulteriore perdita di quote di mercato (almeno per quanto riguarda il settore moto), diventando veramente un brutto circolo vizioso. Anch’io, al prossimo acquisto, penso che sceglierò una moto probabilmente peggiore (la FUTURA credo sia una delle moto più indovinate mai prodotte) ma sicuramente più commerciabile... tutto questo è veramente triste. Anzi, fa quasi rabbia, ma temo che Aprilia abbia, ormai, solo un futuro da costruttrice di scooter. G. Gattelli ÍSEGUE DA PAGINA12 Attaccati qua! Per far funzionare il tutto basta pochissimo: una catena, e l'accordo tacito tra bikers, tra tutti i bikers, di poter legare le moto tra di loro. Nota: questo sistema non puo' nulla contro i ladri che girano con gli strumenti adatti a tagliare una catena. Serve pero' come sicuro deterrente contro quelli che si portano via le moto in modo facile, semplicemente sollevandole e infilandole in un furgone. Con un minimo di collaborazione tra 15 bikers, possiamo rendere la vita piu' difficile ai ladri di moto. Credits: l'idea NON E' mia: arriva dall'Inghilterra, ed e' spiegata sul sito http:// www.lockit2me.co.uk/. L'iniziativa e' riconosciuta dalla compagnia di assicurazione BikeSure, che offre uno sconto a chi e' iscritto al sito. A parte la quota di registrazione esosa, l'idea a me sembra davvero buona. Ride Safe (and secure!) agenda 20 marzo 2004 17/18 aprile 2004 5° Memorial Spadino 3° Giro Ligure Pierlucio Tinazzi, “Spadino” per gli amici, era un dipendente della Società Traforo del Monte Bianco. Per il suo lavoro usava una moto, con la quale percorreva il tunnel. Quando, il 23 marzo 1999, scoppiò un incendio terribile e devastante nel quale persero la vita 39 persone, Spadino prese la sua moto e ritornò nella galleria per un estremo tentativo di salvataggio, nel quale perse la vita. Da allora, ogni anno i motociclisti si ritrovano all’ingresso del traforo per ricordare a tutti la generosità ed il coraggio di Spadino e per chiedere alle istituzioni un maggiore impegno per la sicurezza delle strade, grazie all’organizzazione del Coordinamento Motociclsiti (www.cmfem.it). IRI parteciperà al Memorial Spadino 2004, che si svolgerà il 20 marzo al Tunnel del Monte Bianco. Abbiamo concordato queste condizioni con l’Hotel Beau Sejour - Avenue Dent du Geant, 18 - Fraz. Pallesieux 11010 Prè Saint Didier (AO) - Tel. 0165/87801 - Fax 0165/ 87961 www.hotelbeausejour.it - [email protected]: - mezza pensione 50,00 Euro per persona; - per chi fosse ospitato altrove ma volesse rimanere a cena con noi, la cena del 20 marzo avrà un prezzo di 22,00 Euro. Ognuno provvederà personalmente a prenotare la propria presenza, contattando singolarmente l’albergo. E’ importante poi comunicare l’avvenuta prenotazione in IRI-Raduni, in modo da avere sotto controllo la composizione e la consistenza del gruppo “IRI a Spadino” (anche perchè, se del caso, potremmo poi cercare un altro albergo vicino, sfruttando l’opportunità della cena al Beau Sèjour). (Altri dettagli in lista IRI-Raduni) 7/9 maggio 2004 PR EV IE W ! RADUrO 2004: Ritorno alla Terra di Mezzo La Divisione Umbria Riders of Italy sta approntando il programma e la logistica del RaduRo 2004, che tornerà, dopo due anni, sul Suolo Patrìo dell’Italia Centrale :-) e si svolgerà dal 7 al 9 maggio. Prenotate le ferie in tempo. Informazioni su IRI-Raduni!!! 17 e 18 aprile (per chi può anche il 16, al solito), che l’appuntamento sarà a Genova Voltri, poco fuori il casello autostradale (per chi non fa autostrada .. subito prima del casello!!) alle ore 10.30 - 11.00 (partenza tassativa) I prezzi, da rifinire, dovrebbero aggirarsi attorno ai 75 Euro a persona per il we.. qualcosa di più per chi arriverà il venerdì (quote a parte.. su misura!) e qualcosina di più per chi esige camera singola (5 euro, di solito). Come lo scorso anno, pochi km, molto panoramici e visita a 2 paesini splendidi, uno sabato nella serata, Noli, l’altro la domenica mattina, Borgio Verezzi. Organizzazione: IRI Colonna Ligure (dettagli su IRI-Raduni) 22/23 maggio 2004 IRI 15-18 Tra le montagne teatro della Grande Guerra La base logistica di questo raduno sarà la BAITA LAGHETTO a Roana (VI) tel. 0424/66062. Prezzi e menu, alla data di impaginazione dell’EDS, sono ancora da definire. Itinerario provvisorio del sabato: Partenza da Roana, lungo la ss 349 direzione P.sso Vezzena (1402mt). Proseguendo si incontra il Forte Belvedere intatto caposaldo delle difese austriache della guerra 1518. Si visita al termine di una passeggiata dalla frazione Cappella. Proseguendo lungo la ss 349, al bivio di carbonare si gira a dx verso l’Orrido della Fricca che offre uno spettacolo di selvagge rocce erose dalla acque. Si prosegue per Vigolo Vittaro, quindi si gira a sx per Volano seguendo il corso dell’Adige. A Volano si svolta a sx, in direzione Serrada, lungo una strada tortuosa che porta fino all’altopiano di Folgaria. Si percorre un itinerario montano per strade minori che conducono al passo della Vena (1546mt) ove si trova il Forte Campomolon. Si prosegue per Tonezza del Cimone da cui una deviazione di 5 16 Km porta al piazzale degli alpini (1109mt) e con una passeggiata di 15 min si può arrivare in cima al monte Cimone sede dell’ossario. Da Tonezza si riprende la corsa verso Arsero, Velo d’Astico e Piovene Rocchette. E qui viene il bello... da Piovene Rocchette inizia la salita del COSTO… ovvero la pista di tutti gli smanettoni del Veneto. Arrivati in cima al Costo si attraversa i paesi di Tresche e Canove per poi deviare a sx e tornare a Roana. Variante A: poiché che il giro potrebbe essere corto, è possibile proseguire per Asiago, Gallio e andarsi a fare un giro su per il Monte Grappa, dove per i patiti c’è un altro ossario, oltre che una vista stupenda. Organizzazione Annsolfa... su IRI Raduni :-)