I NUOVI COMPETITORS:
LA SFIDA CINESE
I Mercati Esteri – Cina
La Cina come soggetto economico mondiale
•
Ha una popolazione che è quasi 3 volte quella dell’EU a 25 e quasi 5 volte
quella degli Stati Uniti.
•
Rappresenta quasi 3 volte la superficie dell’EU a 25 ed è la stessa di
quella degli Stati Uniti.
•
E’ il 1° produttore mondiale di carbone con 1/3 della produzione totale pari
a quasi 1,5 volte quella degli Stati Uniti (che è il 2° produttore mondiale).
•
E’ il 1° produttore mondiale di acciaio grezzo con una produzione pari a
1,4 volte la produzione dell’EU a 25 e quasi uguale alla somma della
produzione di Nord America, Centro e Sud America.
•
E’ il 2° produttore mondiale di energia elettrica con una produzione pari ad
1/3 di quella degli Stati Uniti (che è il 1° produttore).
I Mercati Esteri – Cina
1 - La Cina come soggetto economico mondiale
Import, Export della Cina e Export Mondo (indice 1970=1)
180
160
140
120
100
80
60
40
20
0
1974
1976
1978
1980
1982
Import Cina
Fonte: Fondo monetario internazionale
1984
1986
1988
1990
Export Cina
1992
1994
1996
1998
2000
Export Mondo
2002
2004
I Mercati Esteri – Cina
1 - La Cina come soggetto economico mondiale
Penetrazione commerciale della Cina in alcuni grandi mercati
20
18
16
14
12
%
10
8
6
4
2
0
1970
1980
1990
Giappone
Fonte: Fondo monetario internazionale
1995
Stati Uniti
2000
2002
2003
Unione Europea
2004
(stima)
I Mercati Esteri – Cina
2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Crescita del Prodotto Interno Lordo
nel periodo 1993-2004 (incrementi % di un anno sul precedente)
16,0%
14,0%
13,8%
12,0%
11,8%
10,2%
10,0%
9,7%
9,1%
8,8%
8,0%
8,0%
7,8%
7,1%
9,5%
8,0%
7,3%
6,0%
4,0%
2,0%
0,0%
1993
1994
Fonte: Asian Development Bank
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
I Mercati Esteri – Cina
2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Crescita PIL (%)
1981-1991
10,2
1991-1995
12,0
1996-2002
2003
2004
8,1
9,1
9,5
Andamento inflazione
(prezzi al dettaglio)
1998
-0,8
1999
2000
2001
2002
2003
2004
-0,4
0,4
0,7
-0,8
1,2
3,5
Fonte: Banca mondiale
Fondo monetario internazionale
Asian Development Bank
PIL pro capite
2004 (US$)
Medio
Urbano
Rurale
1.040
2080
330
Popolazione (2004)
1.300.024
Urbana
Rurale
526.510
773.514
40,5%
59,5%
Maschi
Femmine
669.512
630.512
51,5%
48,5%
287.305
915.217
97.502
22,1%
70,4%
7,5%
0-14 anni
15-64 anni
>65 anni
I Mercati Esteri – Cina
2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Ripartizione della Popolazione per localizzazione (urbana e rurale)
90,0%
80,0%
70,0%
Composizione dell'Occupazione per settori economici
60,0%
50,0%
70,0%
40,0%
60,0%
30,0%
50,0%
20,0%
40,0%
10,0%
30,0%
0,0%
20,0%
1980
1990
1995
2000
2004
10,0%
Urbana
Rurale
Agricoltura
Industria
Servizi
0,0%
Fonte: China Statistics
1980
Fonte: China Statistics
1990
1995
2000
2004
I Mercati Esteri – Cina
2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
• La popolazione cinese mediamente è molto giovane (oltre 600
milioni sono sotto i 30 anni).
• La popolazione urbana, di circa 550 milioni di persone, ha un
prodotto pro-capite quasi 7 volte quello rurale e sono stimati in
circa 100 milioni gli abitanti con un reddito di livello occidentale (67.000 $/anno) contro 100/150 milioni tuttora a livello di povertà
(sotto i 30 $/mese).
• La Cina punta molto sul capitale umano (ogni anno escono dalle
scuole circa 500.000 tra diplomati o laureati in materie tecniche) e
investe molto in ricerca e sviluppo.
• Gli imprenditori privati sono già circa 3 milioni (erano appena
100.000 nel 1998) e contribuiscono con le proprie aziende a
generare più del 60% del Prodotto Interno Lordo.
• Oltre il 50% di tutto l’export è prodotto da società a capitale
straniero.
I Mercati Esteri – Cina
2 - L’andamento del paese negli ultimi anni
Domanda Interna
Export Netto
Domanda Interna
Export Netto
Domanda Interna
Export Netto
Domanda Interna
Export Netto
Domanda Interna
Export Netto
1973-1983
1983-1993
1993-2003
Crescente
Crescente
Crescente fortemente
Negativo e Decrescente
Negativo e Decrescente
Positivo e Crescente
1973-1983
1983-1993
1993-2003
Crescente
Crescente
Crescente
Negativo e Decrescente
Negativo e Decrescente
Positivo e Decrescente
1973-1983
1983-1993
1993-2003
Crescente
Crescente
Crescente lentamente
Positivo e Crescente
Negativo e Decrescente
Positivo e Crescente
1973-1983
1983-1993
1993-2003
Crescente
Stagnante
Crescente moderatamente
Negativo e Decrescente
Negativo e Decrescente
Negativo e Decrescente
1973-1983
1983-1993
1993-2003
Crescente
Crescente
Crescente lentamente
Negativo e Decrescente
Negativo e Decrescente
Positivo e Crescente
CINA
INDIA
KOREA SUD
FILIPPINE
TAILANDIA
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
Prodotto Interno Lordo generato
dalle diverse Amministrazioni
Municipalità
12%
Regioni
autonome
7%
Province
81%
Fonte: China Statistics
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
Prodotto Interno Lordo
generato dalle 4 Municipalità
Tianjin
10%
Pechino
30%
Shanghai
45%
Chongqing
15%
Prodotto Interno Lordo
generato dalle 5 Regioni Autonome
Xinjiang
28%
Guangxi
41%
Tibet
2%
Ningxia
6%
Fonte: China Statistics
Mongolia
interna
23%
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
Prodotto Interno Lordo generato dalle 22 Province
(esclusa Taiwan; valori in miliardi di $)
180
Province
1 Anhui
2 Fujian
3 Gansu
4 Guangdong
5 Guizhou
6 Hainan
7 Hebei
8 Heilongjiang
9 Henan
10 Hubei
11 Hunan
12 Jiangsu
13 Jiangxi
14 Jilin
15 Liaoning
16 Qinghai
17 Shaanxi
18 Shandong
19 Shanxi
20 Sichuan
21 Yunnan
22 Zhejiang
160
140
120
100
80
60
40
n°
2
5
prime 7
20
0
1
2
3
4
Fonte: China Statistics
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
Peso %
28%
19%
47%
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
Aree a sviluppo incentivato
In Cina vi sono attualmente le seguenti diverse tipologie di aree
economiche speciali, autorizzate dal Consiglio di Stato:
5
28
52
15
Zone economiche speciali,
Zone di sviluppo economico e tecnico,
Parchi di sviluppo per progetti ad alto contenuto tecnologico
(presso le più importanti città cinesi),
Zone franche
(tra le più importanti vi sono quelle di Tianjin,
Shenzhen, Shanghai, Zhangjigang, Dalian, Guangzhou, Xiamen,
Haikou, Fuzhou, Qingdao).
Nelle Zone franche è prevista l'esenzione dal pagamento dei dazi
doganali, dell'IVA, della tassa sui consumi per i prodotti destinati a
lavorazioni per esportazione. Inoltre in queste zone non sono
normalmente necessarie licenze di importazione ed esportazione.
I Mercati Esteri – Cina
3 - I soggetti politici ed amministrativi
• Lo sviluppo economico della Cina e la capacità di attrazione
di investimenti esteri sono fortemente concentrati
geograficamente.
• Nelle zone del delta del Fiume Azzurro (est del paese), del
delta del Fiume delle Perle (sud) e della cintura economica
prossima al mare di Bohai (nord), sono ricomprese 14 fra
province, regioni autonome e municipalità, che producono
complessivamente un PIL pari al 60% di quello nazionale e
che attraggono oltre il 70% dei capitali esteri che affluiscono
nel paese.
I Mercati Esteri – Cina
4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Andamento del PIL e dei Prezzi al consumo
(storico e proiezioni; incrementi % di un anno sul precedente)
12,0%
10,0%
8,0%
6,0%
4,0%
2,0%
0,0%
2000
-2,0%
2001
2002
2003
PIL
2004
2005
2006
Prezzi al consumo
Andamento della Bilancia Commerciale
(storico e proiezioni; valori in miliardi US$)
1.200
1.000
800
600
400
200
0
2000
2001
2002
Export
Fonte: Fondo monetario internazionale
2003
2004
Import
2005
2006
Saldo
2007
2008
I Mercati Esteri – Cina
4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Andamento incidenza % Investimenti Fissi Lordi
rispetto al Prodotto Interno Lordo
(crescita % di un anno sul precedente; storico e proiezioni)
50,0%
43,8%
45,0%
40,0%
36,3%
38,5%
45,6%
44,7%
43,8%
41,0%
40,2%
35,0%
30,0%
25,0%
20,0%
15,0%
10,0%
5,0%
0,0%
2000
2001
2002
2003
Fonte: Asian Development Bank - Outlook 2005
2004
2005
(Stima)
2006
(Stima)
2007
(Stima)
I Mercati Esteri – Cina
4 - Le priorità del paese e gli sviluppi dei prossimi anni
Tassi di crescita dei componenti del Prodotto Interno Lordo
(crescita % di un anno sul precedente; storico e proiezioni)
14,0%
12,0%
10,0%
8,0%
6,0%
4,0%
2,0%
0,0%
2000
2001
2002
2003
Servizi
Fonte: Asian Development Bank - Outlook 2005
2004
Industria
2005 (Stima) 2006 (Stima) 2007 (Stima)
Agricoltura
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Oil & Gas
Le opportunità appaiono consistenti in ragione del fatto che numerosi sono i
giacimenti on e off-shore su cui le principali società cinesi stanno puntando. Le
riserve complessive attuali sono stimate pari a più di 18 miliardi di barili
(prevalentemente a terra) e, per quanto riguarda il gas, pari a 2,2 miliardi di m3.
La China National Offshore Oil Corp (CNOOC) e la China National Petroleum
Corp. (CNPC), rispettivamente il 1° ed il 3° maggiore produttore di petrolio e gas
cinesi stanno intensificando i rapporti con attuali e possibili partner per
accrescere lo sviluppo di nuove campi.
Nel tratto sud-orientale del mare di Bohai (Provincia di Shandong) da alcuni anni
è stato avviato un grande progetto CNOOC-Phillips Oil Co. di sfruttamento che da
quest’anno dovrebbe dare risultati consistenti.
Anche nelle regioni occidentali (Regione autonoma del Tibet) sono in corso
progetti di prospezione per sostenere, con risorse locali derivanti dal petrolio, lo
sviluppo delle zone più arretrate della Cina.
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Energia
La domanda di energia elettrica della Cina è considerevolmente superiore alla
produzione.
Attualmente sono installati circa 400 GW che fanno della Cina il secondo paese al
mondo per capacità installata di energia elettrica dopo gli Stati Uniti (ca. 800 GW).
Di questi circa il 70% impiega carbone, il resto è prevalentemente idroelettrico e poco
più dell’1% utilizza combustibile nucleare.
Il 2004 ha rappresentato un anno critico per il settore dell’energia elettrica cinese con
un deficit di offerta attorno al 10% delle necessità.
Nel 2005 sono state tracciate le linee di indirizzo del piano energetico per fare sì che:
• Entro il 2010 siano disponibili tra i 600 ed i 700 GW ed entro il 2020 900-1000 GW.
• L’incremento venga realizzato nei prossimi 15 anni con l’installazione di almeno 30 nuove
centrali nucleari (le Province fanno a gara per mettere a disposizione propri siti in modo
da favorire lo sviluppo locale e per vendere energia alle altre Province).
• Entro il 2015 vi sia il 10% del fabbisogno energetico elettrico soddisfatto da energie
rinnovabili (oggi trascurabile).
• Nei prossimi 15 anni venga realizzata la rete ovest-est per la trasmissione dell’energia
idroelettrica prodotta nei grandi bacini fluviali dell’interno e la connessione nord-sud per
quella termica generata nelle aree settentrionali.
• Entro il 2020 sia completata l’integrazione della rete settentrionale cinese con quella della
Russia e quella meridionale con la rete della Tailandia.
• Si prosegua nella separazione produzione-distribuzione e si favorisca la concorrenza tra i
soggetti proprietari.
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Acciaio
La Cina ha prodotto, nel 2004, 277 milioni di tonnellate e ne ha consumate circa 280
con un consumo pro-capite di circa 215 kg.
Nei primi 3 mesi del 2005 ha prodotto 78 Mt (quasi il 24% in più del corrispondente
periodo del 2004) di acciaio grezzo facendo ipotizzare una produzione totale per il
corrente anno di circa 320-325 milioni di tonnellate (quasi 50 milioni in più del 2004)
e circa 83 milioni di tonnellate di prodotti laminati (+ 22% rispetto allo stesso
periodo 2004).
Il settore dell’acciaio resta quello più vitale nella crescita nell’industria pesante
anche se soffre dell’aumento dei prezzi delle materie prime principali (carbone,
energia e rottame di ferro) e delle difficoltà di trasporto.
I programmi di nuovi investimenti sono ambiziosi come in tutti i settori industriali
cinesi ma appaiono condizionati dalla necessità di avviare profonde azioni di
ristrutturazione che riguardano:
1) la rimodulazione del volume e della destinazione degli investimenti,
2) l’individuazione del corretto utilizzo degli impianti obsoleti (oggi impiegati per soddisfare
la carenza di offerta),
3) il necessario bilanciamento dell’export su volumi che non creino tensioni sull’offerta
interna (nei primi 4 mesi del 2005 le esportazioni sono state circa 4 Mt).
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Industria dell’auto
L’industria cinese dell’auto è ancora in una fase di forte dipendenza dalle
grandi case occidentali ma questo non durerà ancora per molto.
L’affrancamento, tuttavia, si accompagnerà ad una omologazione
dell’industria dell’auto cinese a quella dei mercati maturi occidentali.
Vari sono i problemi che dovranno essere affrontati per assecondare il
cammino dell’industria automobilistica cinese:
1) la riduzione della normativa settore oggi piuttosto pesante (che dovrà
essere perseguita per non penalizzarne lo sviluppo),
2) la dotazione di infrastrutture (milioni di auto nel traffico e sulle strade costituiranno
un problema di non facile soluzione),
3) la concentrazione della produzione cinese (oggi numerose sono le case cinesi
che, seguendo il modello di sviluppo sud coreano, cercano di produrre auto per il mercato
locale e per quelli esteri ma rappresentano una frammentazione del settore),
4) il consumo di carburante e l’inquinamento conseguente
(nella sola Pechino
oggi circolano 2,3 milioni di veicoli in buona parte inquinanti; nel 2004 sono stati rottamati
12.000 taxi ed altri 28.000 sono previsti per il 2005; entro il 2007 il 90% dei taxi sarà EURO 3 ed i
5.000 bus “inkfish” saranno sostituiti con bus a gas naturale).
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Infrastrutture
La Cina ha investito nel 2004 circa 60 miliardi di dollari nelle infrastrutture
stradali. Oggi il paese dispone di circa 2 milioni di km di strade di cui 400
mila asfaltate e 25.000 autostrade che saliranno a 27.000 nel corso del
2005.
Nel 2005, inoltre, la Cina prevede di investire 3 miliardi di dollari nel
settore del trasporto aereo, ammodernando progressivamente i quasi 140
aeroporti significativi di cui dispone realizzando interventi nelle strutture
di logistica interna e di automazione dei servizi aeroportuali.
La Cosco Pacific (China Ocean Shipping Company), per citare il più
grande operatore marittimo cinese specializzato nel traffico container, nel
2005 investirà quasi 350 miliardi di $ per la ristrutturazione e
l'ampliamento dei terminal portuali di Nansha, Ningbo, Nanijn e Tianjin;
ciò consentirà al gruppo di crescere nella movimentazione dei contenitori
passando dagli attuali 10,8 a 36,5 Mteu.
Quest’anno è stato siglato un accordo tra la Germania e la Cina per lo
sviluppo di una collaborazione nel trasporto ferroviario. L’ADB ha
deliberato un co-finanziamento di 500 M$ per un progetto ferroviario di
collegamento province est-ovest di 2,4 G$ da completarsi entro il 2009
(trasmissione, controllo linee, equipaggiamenti per carico-scarico merci).
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Cantieristica navale
Attualmente la Cina è il terzo produttore mondiale di navi, dopo Giappone e
Corea del Sud con una quota di mercato di circa il 15% e con circa il 17%
degli ordini acquisiti nel 2004, e si avvia, già dal 2006 a divenire il secondo
con una produzione di quasi 10 milioni di t. E’ prevedibile che nel volgere di
qualche anno la Cina divenga il primo produttore mondiale superando il
Giappone che oggi produce attorno alle 15 milioni di t.
Questi risultati dipendono sia dall’aumento della domanda interna sia,
soprattutto, dal crescente interesse che, sull’onda della ripresa economica
mondiale, i cantieri cinesi stanno rivestendo presso gli investitori stranieri
per il basso costo della manodopera. Oggi il CSSC, il maggiore gruppo
statale cinese di cantieri navali, esporta il 70% della sua produzione (3,6
Mt).
Le previsioni del CSSC sono di realizzare investimenti nei prossimi 10 anni
che consentano non solo un aumento della produzione (attraverso la
costruzione di due grandi cantieri uno a nell’isola di Shanghai, Changxing
ed uno a Longxue (Guandong) ma anche il miglioramento della qualità e la
tipologia delle navi da costruire con investimenti in tecnologia nelle LNG,
nelle grandi petroliere e nelle portacontainer.
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Ambiente
Rifiuti solidi
Per la Cina il problema dei rifiuti solidi sta crescendo molto più velocemente
di quello dei rifiuti liquidi e dell’inquinamento dell’aria.
Il problema, poi, è maggiore per i rifiuti industriali che per quelli urbani.
Il Dipartimento USA del Commercio stima che i primi ammontino a non meno
di 650 milioni di t/a ed i secondi a circa 110 Mt/a. Una parte rilevante di quelli
industriali è tossica e nociva ed il suo trattamento mediante incenerimento
pone seri problemi per insufficienza tecnologica, per difficoltà operative
(impianti vecchi e personale poco specializzato) e di normative.
La risposta al trattamento fornita dai soli inceneritori che utilizzano
tecnologie più frequentemente giapponese e sud-coreana, non è considerata
soddisfacente in quanto per le difficoltà locali i problemi di ulteriore
inquinamento da trattamento risultano maggiori rispetto ai vantaggi che ne
deriverebbero.
In ogni caso il settore del trattamento dei rifiuti solidi rappresenta un
mercato di enormi opportunità considerando che solo gli impianti per gli
RSU attualmente disponibili (circa 25) rappresentano una capacità di
trattamento di 12.000 t/g pari a circa il 4% del volume giornaliero di tutta la
Cina.
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Ambiente
Rifiuti liquidi
Con una popolazione che cresce dello 0,6% all’anno, nel 2015 si passerà
dagli 1,3 miliardi di abitanti del 2004 a poco meno di 1,4.
Questo creerà un enorme problema di disponibilità di risorse idriche sia
per l’alimentazione che per l’agricoltura e l’industria.
Soltanto prendendo a riferimento un’area campione, la Provincia dello
Yunnan, si può notare che nel 2000 il governo ha destinato 1 miliardo di $
per trattare le 200 milioni di t di acqua utilizzata nelle circa 2.000 unità
produttive (miniere e fabbriche) presenti nella Provincia.
Il mercato cinese della raccolta, trattamento, conservazione, distribuzione
dell’acqua potabile e del successivo smaltimento è stimato in circa 400
miliardi di di $/a.
Quello degli investimenti in infrastrutture destinate alla raccolta, al
trattamento ed allo smaltimento dell’acqua, nel periodo 2005-2010, è
valutato in circa 300 miliardi di $.
I Mercati Esteri – Cina
5 - Gli sviluppi di alcuni settori
• Mercato delle costruzioni e degli edifici integrati
Il mercato mondiale delle costruzioni integrate (di cui gli “edifici
intelligenti” sono una parte) sta crescendo a ritmi sostenuti:
– Nel 2004 è stato stimato pari a quasi 62 miliardi di $ con un tasso di crescita
annuo è del 2,9%
– Il business è stimato sia composto per circa i 2/3 da progettazione, montaggio,
avviamento e formazione del personale e per 1/3 dalla componente
impiantistica
– USA, Europa Oc., Giappone e Cina rappresentano l’80% del mercato mondiale
In Cina questo settore sta crescendo ancora più in fretta che nelle aree
occidentali registrando un tasso medio annuo di circa il 20% ma soffre, in modo
particolare, della carenza di materiali da costruzione (cemento, ferro, …).
Il settore del Building Management Systems in Cina in generale, presenta
grandi potenzialità ma nello sviluppo incontra grossi ostacoli costituiti in gran
parte dalla disponibilità di equipaggiamenti, di tecnologie e delle capacità di
conduzione degli impianti oltre a quello dei materiali da costruzione comune a
tutto il comparto delle realizzazioni civili.
I Mercati Esteri – Cina
6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
•
La penetrazione commerciale italiana, fino alla fine degli anni ‘80 - primi
novanta, è stata, a livello europeo, seconda dopo la Germania.
•
Dagli inizi degli anni ‘90 fino al 2002 la posizione dell’Italia è andata
peggiorando collocandosi al terzo posto dopo Germania e Francia.
•
Nel 2002, una buona affermazione l’aveva riposizionata al secondo posto
ma, l’anno successivo, la vedeva nuovamente dietro Germania e Francia
segno che il recupero era più un fatto congiunturale piuttosto che il
risultato di un’inversione di tendenza, come hanno confermato il 2003 e
2004.
•
In generale, comunque, quasi tutti i paesi industrializzati hanno ceduto
quote a vantaggio di paesi a nuova industrializzazione quali, ad esempio,
quelli dell’Estremo oriente (area del sud est asiatico soprattutto).
•
Da sottolineare le crescenti buone affermazioni del Brasile che negli
ultimi anni ha superato, per penetrazione in Cina, sia l’Italia che la
Francia.
I Mercati Esteri – Cina
6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
Quote di import dei principali paesi partner commerciali della Cina (1997-2004)
25,0
20,0
15,0
%
10,0
5,0
0,0
Germ
Fra
Ita
1997
Rus
1998
USA
Can
1999
Bra
2000
Giap
CorS
2001
Taiw
2002
Malay
2003
Sing
Thai
2004
Aus
I Mercati Esteri – Cina
6 - Le opportunità per le imprese italiane: il quadro attuale
• Secondo l’ultimo “Rapporto Paese” svolto congiuntamente dalle
Ambasciate/Uffici ICE relativo alla Cina, cinque sono i settori fra
quelli che potrebbero vedere bene impegnata l’industria italiana
sul mercato cinese e che quindi, a buon diritto, potrebbero
essere considerati prioritari per le imprese italiane.
• I Settori sono:
•
•
•
•
•
Energia,
Ambiente,
Tecnologie meccaniche e produttive,
Lifestyle (arredo, moda, agroalimentare),
Grandi lavori ed infrastrutture.
I Mercati Esteri – Cina
6
- Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
Sull’Energia elettrica sono state già evidenziate le grandi
opportunità rappresentate dal divario domanda-offerta.
Sull’Ambiente si può aggiungere, a quanto già notato, che questo
rappresenta un settore strategico per la Cina tanto che nel Piano
quinquennale in scadenza (2001-2005) è stato stanziato l’1,2% del
PIL e che un importo del tutto simile è previsto per il prossimo piano.
Su questo segmento di business le imprese italiane hanno una
discreta competitività ed esperienza ed il Programma di
Cooperazione misto italo-cinese (SICP), lanciato nel 2000, sta
incominciando a dare discreti risultati.
Sul settore delle Tecnologie meccaniche e produttive va osservato
che le dimensioni del mercato sono vastissime e, in particolare nel
segmento delle macchine utensili, lo sforzo che le imprese italiane
possono produrre può essere ancora ben coronabile da successo.
I Mercati Esteri – Cina
6
- Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
• Sulle Opere infrastrutturali va osservato che non si contano, se non
nell’ordine delle centinaia, i progetti per la realizzazione di ponti, porti,
strade, ferrovie.
Le prossime Olimpiadi del 2008 (35 miliardi $ di investimento che si stima
ne indurranno 120 ) e l’Expo mondiale del 2010 a Shanghai, solo per
citarne due fra le più significative iniziative, stanno già generando ricadute
di dimensioni straordinarie.
Uno dei problemi più difficili che hanno fino ad oggi reso debole l’azione
delle imprese italiane, secondo il Rapporto MAE-ICE 2004, è stato il poco
efficace supporto dato alle aziende da parte delle banche che si sono
mostrate poco propense al project financing (tipico strumento nei progetti
infrastrutturali), evidenziando, di fatto, una preferenza per gli schemi
finanziari degli anni ’70 e ’80 quando le risorse per investimenti erano
assicurate, consistenti, dalla WB e dalle banche di sviluppo locali.
Tuttavia, nelle recenti visite commerciali guidate dal MAP in Cina un
discreto numero di primarie banche italiane hanno partecipato alle
missioni lasciando, prudentemente, ben sperare.
I Mercati Esteri – Cina
6
- Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
•
Oggi le aziende italiane sono presenti in misura maggiore sotto forma di
uffici commerciali a presidio del mercato che di aziende produttive.
•
Secondo le ultime rilevazioni eseguite dal Ministero degli Affari Esteri la
prevalenza delle imprese italiane in Cina è sotto la forma di joint venture
con prevalenza di quelle a capitale cinese (più del 50%) mentre quelle a
controllo italiano sono poco meno del 30% e le JV paritetiche circa il
20%.
•
Per quanto riguarda i settori industriali la prevalenza è del settore
dell’auto, della meccanica, della chimica e del tessile.
•
Sta crescendo la presenza delle banche, delle assicurazioni, di
trasportatori e dei servizi di consulenza anche se ancora è insufficiente
a supportare adeguatamente lo sforzo di penetrazione delle aziende.
•
Da un punto di vista geografico si può notare una certa preferenza in
termini numerici è a stabilirsi all’interno del paese ma i volumi maggiori
di investimento riguarda la costa.
•
In 5 province costiere su 31 (Shanghai, Jiangsu, Shandong, Hebei,
Tianjin) sono stati concentrati più di ¾ degli investimenti italiani
effettuati nel 2004.
I Mercati Esteri – Cina
6
- Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
• Altri settori di grande interesse e potenzialità, oltre a quelli già
ricordati e sollecitati dalle autorità commerciali cinesi, sono quelli
petrolifero, bio-farmaceutico, mezzi di trasporto, centri di
ricerca.
• Geograficamente va notato che le autorità cinesi, attraverso alcuni
strumenti, fiscali e logistici, stanno cercando di orientare verso
aree del nord-est gli investimenti stranieri (ad esempio Tianjin e
Dalian) e nell’ovest. Ciò rappresenta un’indubbia opportunità che,
per essere colta, però, va intrapresa fin da subito in modo da
poter contare su un vantaggio competitivo nel futuro.
• Certamente, al momento, queste aree sono meno appetibili come
mercato di sbocco ma per realizzare nuove basi produttive
possono rappresentare un ottimo punto di partenza potendo
contare anche sul fatto che molti giovani specializzati residenti
nelle province più sviluppate si sono già trasferiti o sono disposti a
farlo prossimamente nelle aree del nord ovest per accrescere le
potenzialità di sviluppo di queste aree attualmente meno
avvantaggiate.
I Mercati Esteri – Cina
6
- Le opportunità per le imprese italiane: le prospettive
In estrema sintesi si può concludere che:
– Il mercato cinese che oggi c’è e che ci sarà anche nei prossimi
anni, pur trasformandosi nell’articolazione, ma per coglierlo
occorre muoversi rapidamente orientandosi verso zone ancora in
fase di sviluppo che possono offrire agevolazioni, risorse umane,
costi competitivi.
– E’ vero che i cinesi hanno acquisito molte tecnologie in moltissimi
settori ma è altrettanto vero che sono ancora molto interessati a
sviluppare collaborazioni a livello di medie strutture su tecnologie
elevate su cui ancora le imprese italiane possono dire qualcosa
(specie nel campo delle macchine utensili, delle componenti di
impianto, della trasformazione dei prodotti agricoli, dei trasporti,
delle infrastrutture e dell’ambiente).
Scarica

Slide n° 4