CAMERA INDUSTRIA ARTIGIANATO DI E COMMERCIO AGRICOLTURA SPEDIZIONE IN ABB0NAMEN1 P O S T A L E (111 G R U P P O ) - 7 0 DI TORINO CRONACHE ECONOMICHE L. 3 0 0 APRILE 1970 _j cronache economiche mensile a cura della camera di commercio industria artigianato e agricoltura di forino sommario L. Mallè 3 Gérard Schneider: retrospettiva alla Galleria Civica di Torino G. M . Vitelli 15 n momento economico e l'attività delle Camere di commercio del riemonte 21 La fusione delle comunità economiche europee 2o La Russia all'Esposizione Internazionale di Torino del 1911 32 La disputa del commercio G. Cansacchi P. Cazzola G. Biraghi numero 328 aprile 1970 A. Trincheri 37 Un sistema economico per la gestione della prosperità 40 Possibilità produttive e prospettive di sviluppo dell'agricoltura centrafricana 44 Campagna dividendi e autofinanziamenti 46 Confronti di programmazione 50 L'alimentazione come scienza e come arte F. M . Pastorini M . M o r o Visconti U. Bardel.'i E. Battistelli A. Vigna 53 Moda e Vacanze nelle mostre al Palazzo del Valentino G. Lega 60 Note di documentazione tecnica 65 Tra i libri 69 Dalle riviste C o r r i s p o n d e n z a , m a n o s c r i t t i , p u b b l i c a z i o n i debb o n o essere i n d i r i z z a t i alla D i r e z i o n e della Rivista. L'accettazione degli a r t i c o l i d i p e n d e dal g i u d i z i o insindacabile della D i r e z i o n e . Gli s c r i t t i f i r m a t i e^ siglati rispecchiano s o l t a n t o il pensiero d e l l ' a u t o r e e non i m p e g n a n o la D i r e z i o n e della Rivista nè l ' A m m i n i s t r a z i o n e Camerale. Per le recensioni le p u b b l i c a z i o n i d e b b o n o essere i n v i a t e in duplice copia. É vietata la r i p r o d u z i o n e degli a r t i c o l i e delle n o t e senza l ' a u t o r i z z a z i o n e della D i r e z i o n e . I m a n o s c r i t t i , anche se non p u b b l i c a t i n o n si r e s t i t u i s c o n o . D i r e t t o r e responsabile: Primiano Lasorsa Vice d i r e t t o r e : Giancarlo Biraghi Direzione, redazione e a m m i n i s t r a z i o n e 10121 T o r i n o - Palazzo Lascaris - via A l f i e r i , 15 - T e l . 553.322 CAMERA DI INDUSTRIA COMMERCIO ARTIGIANATO E AGRICOLTURA E UFFICIO PROVINCIALE INDUSTRIA COMMERCIO E ARTIGIANATO Sede: Palazzo Lascaris - Via V i t t o r i o Alfieri, 15. 10121 T o r i n o - Via V i t t o r i o Alfieri, 15 Corrispondenza: 10100 T o r i n o - Casella Postale 413. Telegrammi: Telefoni: Camcomm. 55.33.22 (5 linee). Te/ex: 21247 C C I A A T o r i n o C/c postale: Servizio 2/26170. Cassa: Cassa di Risparmio di T o r i n o - Sede Centrale - C/c 53. BORSA VALORI 10123 T o r i n o - Via San Francesco da Paola, 28. Telegrammi: Telefoni: Borsa. Uffici 54.77.04 - C o m i t a t o Borsa 54.77.43 - Ispettore Tesoro 54.77.03. BORSA MERCI 10123 T o r i n o - Via Andrea Doria, 15. Telegrammi: Telefoni: GABINETTO Borsa Merci - Via Andrea Doria, 15. 55.31.21 (5 linee). CHIMICO MERCEOLOGICO Laboratorio analisi chimiche - 10123 Torino - V i a Andrea Doria, 15. Telefono: 55.35.09. Laboratorio stagionatura ed assaggio sete, lane ed altre materie tessili - 10145 T o r i n o - Corso Lecce, 86 Telefono: 75.19.15. Gérard Schneider : retrospettiva alla Galleria Civica <1 i Torino In copertina a colori: Gérard Schneider - Opus 44 i, p e i n t u r e murale 1969 - C o l i , privata. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Luigi Malie Schneider in mostra a Torino alla Galleria Civica d'arte moderna, compare con numero totale di opere anche inferiore a quanto sia avvenuto in alcune grandi mostre dedicate all'artista in Europa negli ultimi dieci anni. Ma diversamente da quanto accadde pressoché sempre e cioè che egli compariva come se la sua attività avesse avuto inizio con la sua pittura precisamente astratta o più, esattamente informale, si è voluto qui che la retrospettiva fosse vera?7iente tale, fuori da chissà qual timore di mettere sotto gli occhi il « prima ». E se a Torino questo « pri- Schneider G é r a r d - N a t u r e m o r t e , 1922 - Parigi - P r o p r . d e l l ' a r t i s t a . (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Schneider Gérard Nature morte, 1924 - Parigi - P r o p r . dell'artista. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). ma » dell'ormai troppo mitizzato « après 1945 » è rappresentato da un numero in sé ristretto d'opere, ciò tuttavia consente di farsi una esatta idea del percorso globale deli'artista. Non per nulla si è voluto partire da un dipinto come la Schneider G é r a r d - Opus 202 - Parigi - Collez. « Nature morte » del 1922, cioè proprio dell'anno in cui l'artista si stabili definitivamente a Parigi; quando era ancor fresco — nonostante un quadriennio parigino ancora in parte in clima di guerra — di quella educazione neuchàteliana e artigianesca in un certo senso, che gli aveva dato basi solidissime, anche se silenziose e ritrose, di mestiere. E in verità, senza bisogno di parlare con la sapienza del poi, quella « Nature morte » del pittore ventiseienne e ancora legato alle cose nelle loro parvenze esteriori, conteneva già bene in nuce e dichiaratamente — lo Schneider successivo, anche il più eversivo e audace. Poiché non è chi non veda come la bottiglia, la euvette, la frutta, son solo pretesti ad una orchestrazione di molto libere forme e colori; e prima che « forme », stava per uscirmi di penna. privata. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Schneider G é r a r d - Opus 45 i, N . 442, 1950 - Parigi, Musée N a t i o n a l d ' A r t Moderne. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). libere « forze », tanto il dipinto è impostato su una vicenda parca e grandiosa di forze, per ora dominate da. una partitura di verticali e da una insistenza a riferimenti di peso che ancora trattengono un'urgenza dinamica. E la pennellata, anzi la tavolozza da cui attingerla, è generosa; la mano è franca, larga, opera già, più che con il tocco, con un perentorio gesto. Aìicor più chiaro è l'orientamento con « Nature morte » del 1924; e già si vede come è molto relativo — anche se intrinsecamente giusto — e imprudente il parlare di eredità postimpressioniste che, ove vi siano, toccano soltanto il particolare di gusto o di esecuzione, ma non sottendono più affatto ima sensibilità. La composizione qui, infatti, nel giro di due anni, si è già ampiamente disgregata come raffi- gurazione di oggetto, per dar adito ad un'aperta organizzazione di masse cromatiche che stanno imponendo la necessità d'esser considerata strettamente forme in se stesse e di valere come elemento generatore di per sé, come oggetto esse stesse: elementi di una nuova natura — e che « nature vivante ! — che è tutta « natura pittorica ». A questo punto Schneider può anche permettersi di rivolgere quell'arditezza che disgrega tradizionali concetti di forma e di oggettività, applicando quel suo fare perentorio (e superbamente semplificante una verità naturale nei suoi elementi basilari di masse e di forze) al ritratto, con la « tète de jeune fìtte » del 1925, in cui eventuali richiami picassiani o d'altri grossi nomi contemporanei o appena scomparsi, vengono infranti nello stesso as- sumerli, grazie soprattutto ad una sinfonialità cromatica e ad una regia delle luci, da apparizioni fantastiche, che son tutto Schneider già individuato e caratterizzato a fondo. La «Nature morte » del 1926 si potrebbe dire che lascia ormai emergere nella sua trama strutturale i relitti d'una realtà naturale, in quel suo singolare farsi a brandelli e crepacciarsi come d'una materia unica, che si è scomposta per un complesso di. contrazioni e riassestamenti, per una serie chissà quanto lunga o quanto rapida, immediata, di avventure; e soprattutto è scomparso ogni limite costruttivo di « composizione » perché questa è ormai in pieno una strutturazione libera, dalle intense inesauribili potenzialità di vicende entro uno spazio a configurazione illimitata, con tutta la vastità di respiro e la sete di libertà di quel bisogno di « prise de conscienee d'une manifestation de Vinfini » che in Schneider fu la molla, sempre, dell' operare ; se mai, agli inizi, solo relativamente segreta o non esplicitamente messa a nudo. Quando nel 1928 egli dipingerà « Les Pélerins », sarà una tela di un addirittura violento espressionismo a venirci incontro, ma di un espressionismo che è giunto a mordere non le apparenze delle cose o a distorcere i valori materiali e morali di cose e persone (o a mostrare come essi, da sé, si siano distorti) ma a sconvolgerne la sostanza, a toccare l'immersione in una linfa della realtà, dove non son più carni a esser macerate e tormentate o disprez- zate, né oggetti a venir beffati e maledetti ma, su un piano quanto mai drammatico e che però non esclude una ritrovata fiducia nella vita, le cose stesse — o le persone — son colte nelle materie vitali che le compongono e che per il pittore si fanno colore, ritmo, rabbrividente lampeggiamento, riassuntivo segno che supera già di tanto ogni tradizionale valore di tecnica pittorica, per dare la sensazione netta del largo movimento del braccio che dà vita d'un colpo a larghi squarci di visione. È quanto va sempre meglio confermandosi negli anni successivi, di cui la mostra a Torino presenta « Le concert » del 1933, che rivolge a propri esclusivi fini la più ampia cultura parigina del momento o « Composition immaginane » del 1934 che spinge tale progresso a un violentamento estremo, disgregando anche spunti di surrealismo. Ma cosa ancora si può trovare di legato al figurativo — se non siano relitti d'immagine appella riconoscibile — in tele come la « Composition » 1936, qui presente, che è un esaltato prorompere di forme esclusivamente pittoriche, in un dinamismo urgente, in un entusiasmo energetico giovanile? Schneider aveva allora, giusti, quarant' anni. La « Composition » 1937, qui esposta, serba una traccia figurativa solo per proiettarla nel fantastico, per farne sentire la trasposizione di una realtà che, ove ci si ostinasse a considerarla oggettiva, risulterebbe mostruosa, Sch neider G e r a r d - Opus 92 B, 1955 - Bergamo, Galleria Lorenzelli, (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Schneider G é r a r d - Opus 66 C , 1957 - Parigi, C o l i . M m e Schneider. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Schneider G é r a r d - Opus 35 D, 1959 - Parigi, C o l i , privata. mentre è invece esaltante nello stupito possesso d'una esistenza autonoma pittorica. È un cammino che Schneider percorre a passo lungo e fermo e tuttavia senza frettolosità; pare anzi quasi, il suo, un attento sostare a ogni successivo movimento, ad accertarsi di uno stabile terreno con cautela e insieme sicurezza di passo d'alpigiano. La sua non figuratività espressionistico-informale è ormai pienamente enucleata, anche se tuttora i dinamismi sono rattenuti da un crescere, allungarsi, spezzarsi delle forme molto squadrato e greve; soprattutto imponendosi queste forme in sé, più che per una libera illimitatezza di spazio che le accolga (più tardi non solo le accoglie ma vi si integra); e basta osservare, per cogliere quel percorso unitario, accanto alla composizione ora citata, opere come una « Composition » del'40 esposta accanto. D'altronde la « Composition » 1944 del Musée National d'art moderne di Parigi, è ancora perfettamente su quella linea di condotta. Può parere, intorno al 1943-44, quasi un ritorno addietro una tela come Z'« Opus 202 », come per un riprender piede d'una figurazione sia pur al massimo schematizzata; e la ragione ne è chiara, ma non come un passo indietro, bensì come sperimentazione d'un differente comportamento, tuttavia destinato a non metter radice, in quanto l'artista ora, vuol provare l'elaborazione di forme geometriche e (Foto Arch. Museo Civico, Torino). par quasi sentirvi il bisogno di riappoggiarsi al personaggio umano per trasporlo superandolo; o meglio, è solo ad una allusione ch'egli si appoggia. Certo, se Z'« Opus 202 » non è forse una delle cose più riuscite sul piano della coerenza di percorso, lo è moltissimo come coerenza singola, del pezzo; e per di più l'autore vi raggiunse un esito dinamico quanto mai elastico e legato. C'è, anzi, un coinvolgersi reciproco di primi piani e fondo, che per un po' ancora Schneider non ritroverà cosi naturale e pieno: ma, quando avverrà, dovrà esser su un'altra via che non quella di astratti geometrismi. Lo provano le pazienti riprese d'una via già da lungo saggiata, ancor nel 1946, con opere come « Opus 316 »; oppure — e siamo già al 1948 — come « Opus 375 » in cui, peraltro, un geometrismo torna ad insinuarsi ma frammentato e privato di rigorismi, nel giro piuttosto d'una diffusa sensibilità dell'École de Paris eli quegli anni, a mezzo - senza voler propendere né per l'ima né per l'altra parte — tra definizione elementare, quasi matematica, per spirito di chiarezza, e intensità ed interezza di emozione aperta, in un incontro singolare tra modulo e libertà. Al 1950 tele come Z'« Opus 45 1 » segnano Vammorbidirsi, il disciogliersi di certe esperienze che potremmo chiamare astrattoconcrete, che avevano toccato il loro punto di maggior freddezza mentale nel 1947-48 (ad esempio in « Opus 30 F » o « Opus Schneider G é r a r d - Opus 42 E, I960 - Bergamo, Galleria L o r e n z e l l i . Bergamo, Collez. B. L o r e n z e l l i Jr. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). [foto Arch. Museo Civico, Torino). Schneider G é r a r d - Opus 95 E, 1961 - Parigi, Musée N a t i o n a l d ' A r t Moderne. (Foto Arch. Museo Civico, Torino) 37 C », non in mostra), in cui veramente V artista, sottolineando Vintenzione, lasciava dominare lo spirito di strutturazione sull'empito delle sensazioni, e aveva dato prova d'una singolare inventiva che, senza ombre d'imitazioni o ricalchi, gli permetteva di spingersi fino alle soglie del geometrismo puro senza cadere in formule; e in lui freddezza non voleva dire mai frigidità; anzi quelle prove di Schneider ci attraggono per la rara limpidezza d'impaginazione e l'assenza di accento teorico o, peggio, teorematico. Ma in « Opus 45 I » quella tendenza si rinfresca e si muove tramite una avvertibilissima e tuttavia discreta immissione di una tipologia e d'una ritmica surrealista e, s'intende, del sur- realismo nei suoi modi più astratti, alla Mirò in certo senso, ma lasciando o ridando al segno una capacità embrionale di gesto. È un avanzare che si precisa, qui in mostra, attraverso « Peinture murale opus 404 » del 1951 e trova uno sbocco esuberante e magnifico in cose come « Opus 443 » 1952, oppure « Opus 507 » dello stesso anno, tela che in una dilacerata traina, la quale può anche ammettere ancora qualche frammento di surreale, immette una primigenia spontaneità gestuale, con l'esattezza dell'immagine pensata di colpo nella sua inevitabilità e compiutezza. I rapporti cromatici sono semplicissimi e sontuosi, su poche note ma non senza timbri rari, in un accordo generale perentorio ma con sottili sa- pienze di particolari, con stridori acri e delicatezze, asciuttezze e fervori trepidi, accensioni, fosforescenze. E gamme di neri, davvero superbe. Di qui il passo è immediato a tele come « Opus 44 D » 1953, che diventa quasi tempestosa nel sopraffarsi di masse di colore, di luce, di buio, che è però pur sempre un ordinarsi. E si arriva a vere e proprie torrenzialità di empito formale ed espressivo con « Opus 65 B » 1954, in cui le masse ostruiscono (com'era del resto in più d'un dipinto antecedente) il fondo, in una negazione del vuoto che è sentito negativamente per via di quella violenta energia di masse, colate, chiazze, sgetti, groppi di materia che tutto l'occupano, se mai lasciando intravedere — per brividi di luce, sfumature, o relazioni timbriche •— l'esistenza d'una stratificazione di piani eh'è allusione esplicita ma dominata di spazio e di tempo. Quett'urgere di elementi numerosi e frammentati, qua e là filamentosi, si condensa in altre opere dello stesso anno e del 1955, in cui, ad esempio, lo « Opus 92 B » trova — e proprio grazie ai vasti movimenti dei neri — grandiose riassunzioni ; e la materia acquista sempre più in rapidità di scorrevolezza, il gesto è sempre più sintetico, la sostanza pittorica più madida, in una parola il dipinto, spingendo più in là la nota informale, diventa sempre più « natura ». Nella serie dell'« Opus C », di cui è a Torino esposto tra l'altro il n. 18, si trovano solu- zioni la cui irruenza è pari solo alla elementarità immediata degli effetti, per un'azione di poche forze poche masse, pochi valori di luce e ombra in contrasto: luce e ambi'a, s'intende, non come regia soppesata né con alcun riferimento a fonti luminose o ad un buio, ma come diretto contrasto di zone cromatiche, per consonanze e dissonanze nette, o qua e là sottilmente preziose, ma quasi come concessioni da nascondere e che agiscono come valori che l'occhio — stavo per dire l'orecchio — fonde insensibilmente. Certo, di questa serie, Z'« Opus 12 C » è uno dei raggiungimenti più felici, esultanti, dove le corposità densissime e perfino ostruttive del colore trovano al tempo stesso l'apertura d'un respiro. Mentre Z'« Opus 14 C » è frale tele più irruente nel concentrarsi compositivo, nell'amalgamarsi quasi delle masse, in un ammatassarsi, anzi in qualche punto per un quasi infuriare della materia, che si fa effervescente o gioca di spruzzate e di torsioni; e tuttavia l'esito finale è d'un sano erompere di vitalità, nel segno d'un rasserenamento. La mostra torinese, al riguardo, è ricca d'esempi; e la conferma d'un momento di particolare fecondità e felicità di creazione, rinnovando vocabolario e sintassi, è data dal proseguire laserie C nel 1957 e dall' avviarsi la serie D nel 1958 che ha pezzi superbi come « Opus 7 D » che mette a fuoco precedenti prove d'un dinamismo tenuto su una dominante trasversale di poche masse quasi bloccantisi l'uria all'altra. E cosi -portata alle estreme conseguenze, in termini di insolita ampiezza formale e di quasi travolgente dinamismo (com'è pure per « Opus 76 D », una delle tele più possenti, già nel 1960), la vivezza gestuale che ancora si esprimeva per fasci maggiori e minori di segni traccianti, in tele come « Opus 33 D », « Opus 35 1) », « Opus 40 D », e quelle immediatamente successive, scalate nel tardo 1959. Ma, come al solito, nell'interno della serie che scorre lungo il 1958-59, le esperienze non sono mai in sviluppo rettilineo e quindi prevedibile ma presentano spesso singolari anticipazioni, oppure tornano a riprendere prove di qualche poco precedenti per rielaborarle e magari rinforzarle di nuovi fermenti spuntati nel frattempo. È proprio per questo che, in tal tempo, possono anche già apparire primi accenni ad una tecnica di spruzzature fortemente espressionistiche e drammatiche (ad esempio in « Opus 61 D » e che vediamo configurarsi sempre più coscientemente nella serie successiva, ad esempio negli « Opus 11 e 12 E », dove è rinnovato ancora una volta il rapporto forme-fondo ; cade ogni sia pur lontano aspetto di strutturazione a favore d'un libero disporsi di clementi dilacerati, slabbrati, smangiati, in pieno contrasto direzionale fra loro e in analoghe situazioni di falsa staticità e falso dinamismo, mentre s'insinuano nuove preziosità di colore e di illuminazioni, entro cui paiono agire suggestioni di tecniche pittoriche dell'Estremo Oriente. Su questa via le composizioni assumono sempre più una vastità di moto e di respiro, facendo agire grandi chiazze attive su un fondo che sempre meglio si risolve dietro ad esse in gorghi di aria e di luminosità: e cosi è in « Opus 29 E », ad esempio, o n 33 E », o nel bellissimo « Opus 42 E » qui esposto, in cui si concentra con straordinaria sobrietà e pregnanza un dipingere che ha la sua componente di « automatismo », senza che l'artista soggiaccia ad una schiavitù del gesto casuale né ad un'alienazione. Molto suggestivo, Z'« Opus 69 G »; è un momento in cui le forme tornano a rarefarsi, di- ventando più cariche ed imponenti, quasi massicce sul fondo altrettanto addensato. È un diverso manifestarsi di dinamismi che coinvolge tele del 1961, come la superba tela « 95 E » del Musée d'art moderne di Parigi, da cui non sono lontane come sensibilità, fra le cose ora in mostra a Torino, gli « Opus 91 E » e « 1 E », pur senza toccare il vertice di impulsività e di sfogaiura torrenziale del pezzo al Museo parigino, di cui forse si potrebbe affermare quanto mi par giusto per molte opere di Schneider: e che cioè il dipinto sfrutta, ancora una volta rinnovandole, interpretandole in senso strettamente latino, esperienze espressionisticoastratte statunitensi le quali, però, non sarebbero esistite senza un precedente europeo di cui Schneider, dall'immediato dopoguerra, era fra i protagonisti (e penso a certe cose, proprio del 1960-62, di Franz Kline e soprattutto di Hof mann; mentre per qualche effetto di lacerazione di massa e spruzzature sui fondi si può pensare, ma molto limitatamente, a qualche Motherwell). Il fatto dominante è che la pittura di Schneider va ormai « liberandosi » sempre più aperta, sempre più assetata d'infinito, d'illimitato, e compone, come per un getto inesorabile di riversamenti e colate di materia, visioni cosmiche in cui il caos non si ordina ma semplicemente vive e agisce la propria vicenda esistenziale e di trasformazioni in immani àmbiti, dove il concetto di spazio è completamente superato per tutto quanto può esservi mentalmente e meschinamente connesso di misurabile. La forza del pittore, della sua immaginazione già completa, del suo gesto balenante, dà luogo a pagine avventurose che si compendiano con eccezionale senso di sintesi ma che non gli impediscono di sostare in una innumerevole serie di dettagli che sono, al tempo stesso, gettati con sprez- Schneider Gérard T o r i n o , Galleria Martano. (Foto Arch. Museo Civico, Torino). zo, meditati con previdenza e saggezza, curati con amorevolezza e in cui non mancano raffinatezze squisite di toni, di urti e variazioni timbriche. Si può dire che, in quest'ordine d'attività, l'anno 1963 (di cui qui esponiamo tele coinè « Opus 97 F » e « Opus 6 G ») sia addirittura straordinariamente felice per l'impeto creativo che lascia pagine indimenticabili per il potere trascinante e la capacità di equilibrare l'istintività perfino esuberante, baldanzosa, con una lucidità organizzativa degli elementi più contrastati e informi. Sono, davvero, grandi poemi, d'una orchestrazione straricca di valori, su cui dominano, avventanti, essenziali note tese, vibranti, incandescenti o razzanti. Direi che nel corso del 1964 — se non m'inganna un'impressione soggettiva — si avvera, da parte di Schneider, in una produzione forse numericamente meno folta, una nuova conquista di valori in quanto, attorno alle masse cromatiche, evidenziate con sempre più largo gesto e con una sicurezza di raggiungimento immediato la cui efficacia è come già scontata, si viene a introdurre, attorniare, espandere un sempre più illimitato sfondo che è, ad un tempo, concretizzazione pittorica d'un illimitato valore cromatico astratto e allusione discreta e però potentissima di « natura » sentita nei suoi più immateriali coefficienti: quelli, direi, non solo non tangibili, ma perfino più ancora che visibili, solamente respirabili. Gli « Opus 35 G » e « 37 G » sono, al riguardo, esemplari. Il secondo però costituisce a certe serenità del primo una ripresa di empito più espressionistico ma non sotto il segno d'un'ansia, bensì d'una pienezza di vita sana e serena. In verità, pare che gli anni Schneider, accumulandosi — no settantaquattro ormai, a gi — gli tolgano sempre di di soogpiù il senso d'una vita come gravame; d'una vita di cui egli intende le complicatezze, le tempeste, le angosciosità, i complessi, ma come osservandoli ormai da un piano di superamento che tutti quei fatti di difficoltà e di problematiche esistenziali li considera dall'alto, oggetto di presa completa di conoscenza fuor da turbamenti: una esistenza accettata per quello che è, un gorgo, una massa di ineluttabili, che la coscienza — e l'arte che l'esprime — discioglie nel quotidiano percorso vitale con tranquillità di accostamenti, anche se sempre con la stessa giovanile foga, con l'immersione integrale, con la partecipazione di sentimenti e, quasi, forse, anche uno stato permanente di pathos che non sconfina mai in psicologismi né in compiacimenti morbidi, né in eccitazioni provocatorie o tanto meno in autoprovocazioni che sono spesso un finto nodo d'ostentare forze o meglio di nascondere impotenze. Per questo è inutile che prolunghiamo il nostro discorso che non intendeva, in partenza, sottoporre Z'« oeuvre » di Schneider, ad alcuna lettura sistematica per l'intero iter. Basti aggiungere che tra 1965-1966-1967, Schneider dà prova d'una giovinezza riaffermata, in tele che sono visioni di frammenti cosmici di sinteticità eccezionale, dove la concisione delle immagini trova riscontro néll'intensificarsi cromatico, risolto per lo più nei contrasti di pochi timbri perentori. Il gesto è ora d'una padronanza dei mezzi tipica di chi tiene in pugno la vita e si intromette, fa parte, si integra, con la più istintiva fiducia nel « libero ordine » degli elementi che co?npongono l'universo. Davvero ora si sente che non v'è più alcun diaframma tra l'immagine mentale e la resa manuale; la visione balenata fa corpo col gesto pittorico compiuto. E questo non significa che un processo meditativo dello spirito non sia sempre presente ma si compie con fulmineità di comparizione e di trascrizione esattissima. Non c'è bisogno di citare opere singolarmente: si scorre dall'una all'altra sospinti dall'impressione d'una creatività che già si conosceva come estremamente impulsiva e spontanea, ma che, in questi ultimi anni, si è fatta addirittura di un'ardimentosità da neofita, da scopritore alle prime entusiastiche sorprese. Una creatività letificante. È quello che, ancora una volta, dopo le opere freschissime del 1968-69, ci si offre nei recenti guazzi del 1970, che si può dire vennero eseguiti espressamente per la mostra di Torino. Una carriera dunque, quella di Schneider, che, a ripercorrerla riassumendo mentalmente le tappe, presenta un'omogeneità rara nella pittura del secolo XX; e entro quell' omogeneità, conosce l'arte affascinante delle infinite variazioni. E, per un seguito che ci auguriamo ancor lungo, è una carriera che promette, anzi garantisce, entro le fila ordinatrici di quell'omogeneità e grazie alle improvvise e continue diversioni di quell' « arte del variare », molte altre sorprese. Schneider G é r a r d - Opus 21 y, 1968 - T o r i n o , G a l l e r i a M a r t a n o . (Foto Arch. Museo Civico, Torino). Il momento economico e l'attività delle Camere di commercio del Piemonte* Giovanni La n o s t r a Assemblea si riunisce a conclusione di un a n n o che è stato, sotto il profilo civile, sociale ed economico e s t r e m a m e n t e contradditorio e sullo scorcio di un altro che rappresenta la conclusione dell'arco q u i n q u e n n a l e di validità del primo P i a n o nazionale e del primo P r o g r a m m a di sviluppo piemontese. Questa circostanza mi impone di soffermarmi a l q u a n t o sulle vicende che h a n n o c a r a t terizzato u l t i m a m e n t e il sistema p r o d u t t i v o regionale e sul grado di aderenza che la situazione a t t u a l e presenta r i s p e t t o alle prospettive a suo t e m p o f o r m u l a t e nel p r o g e t t o di piano. L'andamento produttivo regionale. Il 1968 si era chiuso con la dolorosa vicenda delle alluvioni che a v e v a n o sconvolto l'economia del biellese e delle altre zone colpite ed a d o m b r a t o l'intero bilancio p r o d u t t i v o della regione. Nel 1969, p r o v v e d u t o celermente e s o d d i s f a c e n t e m e n t e alla ricostruzione grazie al coraggio, operosità e senso organizzativo dei piemontesi, il sistema economico ha ripreso a funzionare a pieno r i t m o . Sino all'agosto l'intonazione c o n g i u n t u r a l e a p p a r i v a n e t t a m e n t e positiva: d o m a n d a i n t e r n a di beni di c o n s u m o e d ' i n v e s t i m e n t o in vigorosa espansione, m a r cato accrescimento delle v e n d i t e all'estero, a t t i v i t à p r o d u t t i v a tesa a s u p e r a r e n u o v i t r a guardi. Le massicce astensioni dal lavoro dell'aut u n n o per i r i n n o v i c o n t r a t t u a l i — e con questo non i n t e n d o esprimere u n giudizio m a solo c o n s t a t a r e u n f a t t o — h a n n o s m o r z a t o la carica di d i n a m i s m o a c c u m u l a t a nei mesi precedenti e c o s t r e t t o ad u n r i d i m e n s i o n a m e n t o , su livelli più modesti del previsto, i risultati d e l l ' a n n a t a . D u r a n t e l'ultimo q u a d r i m e s t r e la produzione ha s u b i t o forti r a l l e n t a m e n t i e t a l v o l t a consistenti flessioni, m e n t r e le consegne sul m e r c a t o nazionale e all'estero sono diminuite. Gli effetti si sono p r o p a g a t i , per l'interdipendenza s t r u t t u r a l e che c a r a t t e r i z z a l ' a p p a - M. Vitelli rato economico, anche in settori non direttam e n t e coinvolti, creando u n a situazione di disagio generale. A conti f a t t i t u t t a v i a qualche passo in a v a n t i rispetto al 1968 l'economia piemontese 10 h a u g u a l m e n t e c o m p i u t o . Secondo u n a stima di larga massima il saggio di i n c r e m e n t o del reddito, ai prezzi costanti, non d o v r e b b e essersi discostato molto dal 4 % . Questa la visione globale. G u a r d a n d o ai singoli settori, l'agricoltura ha o t t e n u t o risult a t i poco soddisfacenti. P e r il m a l t e m p o dei mesi primaverili i raccolti del f r u m e n t o , di taluni altri cereali e di diverse specie di ortofrutticoli sono d i m i n u i t i più o m e n o sensibilm e n t e . D i m i n u i t a è a n c h e la produzione d ' u v a , q u a n t u n q u e n o t e v o l m e n t e migliorata s o t t o il profilo della q u a l i t à . Nell'insieme, considerati gli sviluppi registrati negli a l l e v a m e n t i bovini e s o p r a t t u t t o l ' a u m e n t o dei prezzi, è probabile che la produzione lorda vendibile del s e t t o r e agricolo-zootecnico a b b i a all'incirca eguagliato 11 valore dell'anno p r e c e d e n t e . E v e n i a m o all'industria, che fornisce il m a g gior c o n t r i b u t o alla f o r m a z i o n e del r e d d i t o del P i e m o n t e . Gli scioperi d e l l ' a u t u n n o h a n n o eroso g r a n p a r t e del m a r g i n e di i n c r e m e n t o p r o d u t t i v o g u a d a g n a t o d u r a n t e i p r i m i o t t o mesi dell'anno. Si calcola che d a u n 8 % / + 10% a t u t t o agosto, si sia discesi a n o n p i ù di u n 3 % a fine 1969. P a r t i c o l a r m e n t e inciso dalla p e r d i t a di ore l a v o r a t i v e è r i s u l t a t o il g r u p p o metalmeccanico: l ' i n d u s t r i a automobilistica, per f a r e l'esempio p i ù significativo, h a d o v u t o regis t r a r e u n calo di p r o d u z i o n e dell'ordine del 4 % . (*) Riportiamo il testo della relazione tenuta dal presidente cav. del lav. dr. G. M. Vitelli, alla V Assemblea ordinaria dell'Unione delle Camere di commercio industria artigianato e agricoltura del Piemonte, svoltasi a Torino il 13 marzo 1970. Sulla relazione Vitelli sono intervenuti il dr. G. Chiesa presidente della CCIAA di Cuneo, il dr. M. Biginelli presidente della CCIAA di Vercelli, il dr. D. Appendano della Giunta camerale di Torino, l'ing. G. M. Capuani presidente della CCIAA di Novara. (n.d.r.) Migliore invece il bilancio dei r e s t a n t i settori. Il tessile h a finalmente i m b o c c a t o la s t r a d a della r i p r e s a , d o p o la crisi degli a n n i p r e c e d e n t i . Il chimico, s e b b e n e p u r esso i n t r a l c i a t o dalle a g i t a z i o n i sindacali, h a c o m p i u t o discreti progressi. A n i m a t e d a u n b u o n slancio o p e r a t i v o sono r i s u l t a t e a n c h e le concerie e le cartiere, m e n t r e l'edilizia, s t i m o l a t a a n c h e p i u t t o s t o a r t i f i c i o s a m e n t e dalle n o t e disposizioni della l e g g e - p o n t e u r b a n i s t i c a , h a s v o l t o u n ' a t t i v i t à assai i n t e n s a a m p l i a n d o la d o m a n d a di m a t e r i a l i d a c o s t r u z i o n e e a t t r e z z a t u r e . Gli s c a m b i con l'estero, n o n o s t a n t e le incertezze della c o n g i u n t u r a m o n e t a r i a i n t e r n a z i o nale, h a n n o c o n t i n u a t o a d i n t e n s i f i c a r s i e a d e s p a n d e r s i d u r a n t e il p r i m o s e m e s t r e : le i m p o r t a z i o n i p i e m o n t e s i s o n o a u m e n t a t e del 23 % e le e s p o r t a z i o n i del 2 5 % . P e r il s e c o n d o semes t r e i d a t i n o n s o n o a n c o r a disponibili, m a è i n d u b b i o che la flessione degli a p p r o v v i g i o n a m e n t i e degli i n v i i a l l ' e s t e r o d e v e a v e r e sensib i l m e n t e r i d o t t o q u e s t i t a s s i di e s p a n s i o n e . Riflessi n o n p o s i t i v i si s o n o a v u t i a n c h e nel c o m m e r c i o i n t e r n o , sia a l l ' i n g r o s s o sia al m i n u t o , e ciò a p p a r e c h i a r o o v e si p e n s i d a u n l a t o al r a l l e n t a m e n t o della p r o d u z i o n e i n d u s t r i a l e e d a l l ' a l t r o alle d e c u r t a z i o n i degli s t i p e n d i e salari e q u i n d i alle m i n o r i p o s s i b i l i t à di c o n s u m o . A l t r a n o t a p o c o c o n f o r t a n t e del q u a d r o c o n g i u n t u r a l e è r a p p r e s e n t a t a d a l l ' a s c e s a dei prezzi, c h e nel 1968 si e r a n o m a n t e n u t i relat i v a m e n t e stabili. A Torino l'indice generale dei p r e z z i al c o n s u m o p e r le f a m i g l i e di o p e r a i e i m p i e g a t i , t r a il d i c e m b r e 1968 e lo s t e s s o m e s e del 1969, è s a l i t o del 4 , 6 % , m e n t r e a fine 1968 a v e v a s e g n a t o u n i n c r e m e n t o dell ' I , 6 % . N e i c o n f r o n t i dei r e s t a n t i c a p o l u o g h i p i e m o n t e s i , poi, i d a t i p i ù r e c e n t i — che risalg o n o a d o t t o b r e — p r e s e n t a n o le s e g u e n t i v a r i a z i o n i : -f 2 , 6 % p e r Vercelli, + 3 , 3 % p e r N o v a r a , + 3 , 5 % p e r Cuneo, + 3,3% p e r A s t i e 2 , 6 % p e r A l e s s a n d r i a . I m o t i v i s o n o di v a r i a n a t u r a : i n n a n z i t u t t o la f o r t e p r e s s i o n e e s e r c i t a t a d a l l a d o m a n d a d u r a n t e il p r i m o s e m e s t r e d e l l ' a n n o , specie n e l c a m p o dei p r o d o t t i s i d e r u r g i c i e dei m a t e r i a l i d a c o s t r u z i o n e , poi i r i n c a r i i n t e r v e n u t i sui m e r c a t i e s t e r i delle m a t e r i e p r i m e , i n f i n e il « v u o t o » d ' o f f e r t a p r o d u t t i v a c a u s a t o dagli scioperi. L a lievitazione dei p r e z z i n o n p u ò n o n i m p e n s i e r i r e , t a n t o p i ù se si c o n s i d e r a n o i n u o v i e l e m e n t i i n f l a z i o n i s t i c i p r e s e n t i nel s i s t e m a , ossia gli a u m e n t i di costi del d e n a r o e del l a v o r o . p r i m o s e m e s t r e dalla d o m a n d a di beni s t r u m e n tali e dalla p r o d u z i o n e m e t a l m e c c a n i c a e la d i n a m i c a s o s t e n u t a d e l l ' i n d u s t r i a edile, si p u ò d e s u m e r e che essi sono cresciuti e in m i s u r a a p p r e z z a b i l e . Se n e t r o v a in c e r t o m o d o conf e r m a a n c h e nelle s t a t i s t i c h e sui depositi e impieghi delle a z i e n d e di c r e d i t o o p e r a n t i nel P i e m o n t e . D a l 31 o t t o b r e 1968 al 31 o t t o b r e 1969, m e n t r e i d e p o s i t i sono saliti del 1 0 , 7 % , gli i m p i e g h i h a n n o p r e s e n t a t o u n a u m e n t o del 1 4 , 3 % . Il r a p p o r t o f r a gli u n i e gli a l t r i si è q u i n d i e l e v a t o , p a s s a n d o d a 50,2 a 51,8. I n m e r i t o agli i n v e s t i m e n t i i n d u s t r i a l i si h a n n o notizie a b b a s t a n z a d e t t a g l i a t e . Nel 1969 si sono c o s t r u i t i in P i e m o n t e circa 130 n u o v i s t a b i l i m e n t i , che h a n n o a s s o r b i t o i n t o r n o agli 8 m i l a a d d e t t i , m e n t r e gli a m p l i a m e n t i s o n o r i s u l t a t i p o c o m e n o di c e n t o per complessivi 4 m i l a a d d e t t i . Le n u o v e i n i z i a t i v e sono s t a t e r e a l i z z a t e p r i n c i p a l m e n t e nel s e t t o r e m e t a l m e c canico, i n quelli delle m a t e r i e p l a s t i c h e , della g o m m a , dei tessili e degli a l i m e n t a r i . Q u a n t o allo s t a t o o c c u p a z i o n a l e , occorre a n a l i z z a r e i d a t i sulle rilevazioni delle f o r z e di l a v o r o e f f e t t u a t e dall'ISTAT, d a t i che g i u n g o n o a c o p r i r e i p r i m i t r e t r i m e s t r i del 1969. R i s p e t t o a l l ' a n a l o g o p e r i o d o d e l l ' a n n o p r e c e d e n t e gli o c c u p a t i in P i e m o n t e s o n o d i m i n u i t i di 35 m i l a u n i t à , e s s e n d o p a s s a t i d a 1.764 a 1.729 m i l a . D i s a g g r e g a t e le cifre a livello s e t t o r i a l e , si cons t a t a i n n a n z i t u t t o u n a n u o v a flessione delle forze di l a v o r o o c c u p a t e n e l l ' a g r i c o l t u r a , p a r i e s a t t a m e n t e a 35 m i l a u n i t à . Gli a d d e t t i a q u e s t a a t t i v i t à r a p p r e s e n t a n o o r m a i solo il 1 6 % del t o t a l e , a l i q u o t a c h e c e r t a m e n t e è d e s t i n a t a a ridursi ancora. Sono invece a u m e n t a t i di 20 m i l a u n i t à gli o c c u p a t i n e l l ' i n d u s t r i a , g r a z i e s o p r a t t u t t o al f a v o r e v o l e a n d a m e n t o cong i u n t u r a l e della p r i m a m e t à del 1969. I n f i n e , h a n n o r e g i s t r a t o u n calo di 20 m i l a u n i t à le f o r z e di l a v o r o o c c u p a t e nelle a t t i v i t à t e r z i a r i e . P e r q u a n t o c o n c e r n e gli i n v e s t i m e n t i è a r d u o f o r m u l a r e u n a s t i m a del v o l u m e p r o d o t tosi nel 1969, i n a s s e n z a di d a t i a g g i o r n a t i a livello r e g i o n a l e . T u t t a v i a sulla b a s e di elem e n t i i n d i r e t t i , q u a l i gli s v i l u p p i r e g i s t r a t i nel È interessante a questo punto effettuare un c o n f r o n t o dello s t a t o a t t u a l e d e l l ' e c o n o m i a piem o n t e s e c o n le ipotesi f o r m u l a t e d a l P i a n o di s v i l u p p o del P i e m o n t e p e r il q u i n q u e n n i o 1966-1970. P e r c o m p l e t a r e il q u a d r o del l a v o r o r e s t a d a p a r l a r e delle f o r z e di l a v o r o i n o c c u p a t e , cioè i d i s o c c u p a t i e le p e r s o n e i n c e r c a di p r i m a o c c u p a z i o n e . N e l 1969 gli i n o c c u p a t i s o n o u l t e r i o r m e n t e d i m i n u i t i di 4 m i l a u n i t à , s e g u e n d o la p o s i t i v a t e n d e n z a i n a t t o d a l 1966. Si r i c o r d e r à che i n q u e l l ' a n n o si a r r e s t ò il p r o c e s s o di increm e n t o della m a n o d o p e r a i n o c c u p a t a d o v u t o a l l a r e c e s s i o n e e c o n o m i c a del b i e n n i o p r e c e d e n t e . Le ipotesi del piano e la dinamica effettiva. L a previsione di un a m m o n t a r e di 275 mila occupati in agricoltura al 1970 s e m b r a conf e r m a t a con sufficiente approssimazione, ove si consideri che gli a d d e t t i a q u e s t a a t t i v i t à sono risultati nel 1969 285 mila, 35 mila in m e n o dell'anno precedente, e che l'esodo dalle camp a g n e prosegue t u t t o r a . Non p a i o n o invece raggiungibili gli obiettivi del P i a n o r i g u a r d o all'occupazione i n d u striale e terziaria. Come si è visto, d u r a n t e il 1969, a n n o che h a p u r s e m p r e r e g i s t r a t o u n certo sviluppo, gli a d d e t t i a l l ' i n d u s t r i a sono aum e n t a t i s o l t a n t o di 20 mila u n i t à , p o r t a n d o s i a q u o t a 915 mila. È i m p e n s a b i l e che nel corso del 1970 il sistema i n d u s t r i a l e piemontese, a n c h e nelle condizioni p i ù favorevoli, possa creare 135 mila n u o v i posti di lavoro, q u a n t i cioè grosso m o d o ne occorrono per v e d e r e a t t u a t a l'ipotesi del P i a n o di 1 milione e 51 mila o c c u p a t i . P a r i m e n t i , l'occupazione del s e t t o r e terziario a v r e b b e d o v u t o r a g g i u n g e r e nel 1970 i 579 m i l a a d d e t t i . Ma dal 1968 al 1969 la m a n o d o p e r a è discesa d a 519 a 529 mila u n i t à , a l l o n t a n a n d o s i anziché a v v i c i n a r s i alle linee previsionali del P i a n o . Q u e s t a d i m i n u zione, f r a l'altro, c o n t r a s t a con q u a n t o si osserva nelle economie p i ù a v a n z a t e , d o v e lo sviluppo si a c c o m p a g n a a d u n a s e m p r e m a g g i o r rilevanza del s e t t o r e terziario. Ci p u ò essere u n solo m o t i v o di soddisfazione: c e r t a m e n t e il d e c r e m e n t o r i g u a r d a le f r a n g e di s o t t o c c u p a zione e occupazione m a r g i n a l e . Eccessivamente ottimistiche appaiono anche le previsioni del P i a n o nei c o n f r o n t i della d i n a mica del valore a g g i u n t o . Q u e s t ' u l t i m o , espresso in t e r m i n i m o n e t a r i c o s t a n t i , a v r e b b e d o v u t o registrare, t r a il 1965 e il 1970, u n a u m e n t o m e d i o a n n u o d e l l ' 8 % p e r il complesso delle a t t i v i t à economiche. S e t t o r i a l m e n t e si s a r e b b e d o v u t a a v e r e u n a s o s t a n z i a l e s t a b i l i t à nell ' a g r i c o l t u r a ed i n c r e m e n t i p a r i al 1 0 , 5 % nell ' i n d u s t r i a e al 7 , 3 % nei servizi. Nella r e a l t à invece, come si r i c a v a dai conti economici e l a b o r a t i d a l l ' U n i o n e i t a l i a n a delle Camere di c o m m e r c i o per gli a n n i 1965-'68 e d a s t i m e e f f e t t u a t e dall'Ufficio s t u d i della C a m e r a di c o m m e r c i o di T o r i n o p e r il 1969, il v a l o r e a g g i u n t o h a p r e s e n t a t o le s e g u e n t i v a r i a z i o n i m e d i e a n n u e : -f 6 % in t o t a l e , + 2 % per l'agric o l t u r a , + 6 , 5 % p e r l ' i n d u s t r i a e -f- 6 % p e r il s e t t o r e t e r z i a r i o . T r a n n e che p e r l ' a g r i c o l t u r a , lo s v i l u p p o e f f e t t i v o è s t a t o d u n q u e a b b a s t a n z a al di s o t t o di quello i p o t i z z a t o , ed è difficile che nel 1970 l ' e c o n o m i a p i e m o n t e s e sia in g r a d o , a n c h e se s o s t e n u t a d a u n r i t m o e l e v a t o di e s p a n s i o n e , di c o l m a r e il d i v a r i o che la s e p a r a dagli o b i e t t i v i del P i a n o . Ci si p o t r e b b e d o m a n d a r e a questo p u n t o le ragioni del divario t r a ipotesi di p i a n o e r i s u l t a t i effettivi. Sono s t a t i f o r m u l a t i male, o in m a n i e r a semplicistica, i t r a g u a r d i che s i v o l e v a n o raggiungibili o p p u r e vi sono s t a t i f a t t o r i , e quali, che h a n n o i m p e d i t o il conseg u i m e n t o di r i s u l t a t i migliori? La discussione p o r t e r e b b e molto l o n t a n o e t u t t o s o m m a t o s a r e b b e p i u t t o s t o accademica. Quello che m i s e m b r a di p o t e r dire, senza per q u e s t o p r e t e n d e r e di f a r e u n a diagnosi esauriente, è che nella n o s t r a organizzazione civile e sociale si h a l'impressione di u n a c e r t a assenza di d u e c o m p o n e n t i , o se vogliamo a t t i t u d i n i psicologiche, essenziali: m a n c a il t e n t a t i v o di i n q u a d r a r e il progresso economico nei t e r m i n i di u n a jiolitica dei r e d d i t i e m a n c a il g u s t o per la politica delle cose. Il significato di q u e s t e d u e esigenze è fin t r o p p o chiaro, a n c h e se a f u r i a di sentirlo r i p e t e r e è d i v e n t a t o quasi u n insignificante luogo c o m u n e . R i m a n e p e r ò il f a t t o che n o n ci p o t r à essere v e r o s v i l u p p o economico-sociale se n o n si cercherà u n ' a r m o nizzazione, o q u a n t o m e n o u n c e r t o coordinam e n t o , nella d i n a m i c a dei r e d d i t i di c a t e g o r i a e di s e t t o r e e se d ' a l t r o l a t o n o n la si finirà di i n d u l g e r e a grandiosi p r o g r a m m i t r a c c i a t i s o l t a n t o c o n f u s a m e n t e a p a r o l e o sulla c a r t a e si d i s d e g n e r à di ricorrere a concrete e circos t a n z i a t e f o r m e di i n i z i a t i v a e di i n t e r v e n t o . T u t t o s o m m a t o , ci v o r r e b b e u n p o ' di PPBS ( P l a n n i n g - P r o g r a m m i n g - B u d g e t i n g - S y s t e m ) int r o d o t t o s o p r a t t u t t o nella gestione della cosa p u b b l i c a : s a r à l ' u n i c o m o d o per p o t e r p u n t a r e , n o n s o l t a n t o v e l l e i t a r i a m e n t e , verso certi t r a guardi. L'attività dell' Unione. T r a c c i a t a , per s o m m i capi, la linea delle v i c e n d e e c o n o m i c h e della regione, mi c o m p e t e di e s a m i n a r e , a n c h e q u i in f o r m a s i n t e t i c a , gli a s p e t t i o r g a n i z z a t i v i della n o s t r a associazione. P e r q u a n t o c o n c e r n e le singole iniziative, m i l i m i t e r ò a r i c o r d a r e le p i ù significative a s s u n t e in q u e s t o periodo, p r e s c i n d e n d o dall'ord i n a r i a a t t i v i t à di c o o r d i n a m e n t o , che p u r e c o s t i t u i s c e m o m e n t o essenziale del f u n z i o n a mento dell'Unione. F a c c i o r i f e r i m e n t o in p r i m o luogo alla costit u z i o n e , in d a t a 28 m a r z o 1969, del « C e n t r o o p e r a t i v o p e r il c o m m e r c i o con l ' e s t e r o del P i e m o n t e ». L ' i n i z i a t i v a p u ò essere c o n s i d e r a t a c o m e u n a delle f o r m e p i ù i n t e r e s s a n t i di quella azione p r o m o z i o n a l e che r a p p r e s e n t a e l e m e n t o essenziale d e l l ' a t t i v i t à degli E n t i c a m e r a l i . E s s a i n f a t t i h a c o m e scopo p r i n c i p a l e di f a v o r i r e lo s v i l u p p o degli s c a m b i con l'estero, a g e v o l a n d o l ' i n s e r i m e n t o di u n s e m p r e maggior n u m e r o di aziende nelle correnti e s p o r t a t i v e ; e ciò m e d i a n t e u n a f a t t i v a o p e r a di assistenza e di i n f o r m a zione a f a v o r e degli o p e r a t o r i economici. Al rio-uardo v a s e g n a l a t o che, al fine di r e n d e r e o p e r a n t e nel p i ù b r e v e t e m p o possibile il Centro, sono s t a t i o r g a n i z z a t i i n c o n t r i t r a i responsabili dei c o m p e t e n t i uffici c a m e r a l i del Piem o n t e , m e n t r e t e m p e s t i v i c o n t a t t i sono s t a t i presi con a l t r e U n i o n i regionali. È s t a t o cosi possibile delineare u n p r i m o p r o g r a m m a di a t t i v i t à che, s e p p u r e a n c o r a in fase di p r o p o s t a , p o t r e b b e c o m p r e n d e r e lo s v o l g i m e n t o di u n corso per il c o m m e r c i o estero, su scala regionale, la p u b b l i c a z i o n e di u n n o t i z i a r i o di i n f o r m a zione, la p a r t e c i p a z i o n e a m a n i f e s t a z i o n i fieristiche all'estero. S e m p r e n e l l ' a m b i t o delle i n i z i a t i v e finalizz a t e alla miglior conoscenza dei m e r c a t i esteri, v a r i c o r d a t a la missione di o p e r a t o r i economici p i e m o n t e s i in E s t r e m o O r i e n t e , o r g a n i z z a t a nello scorso mese di o t t o b r e d a l l a C a m e r a di c o m m e r c i o di Vercelli, s o t t o l'egida di q u e s t a U n i o n e . I n quella occasione è s t a t o possibile a v v i a r e con i P a e s i v i s i t a t i c o n c r e t i r a p p o r t i che, in relazione s o p r a t t u t t o ai loro f u t u r i possibili sviluppi, p o t r a n n o r i s u l t a r e di sensibile v a n t a g g i o p e r la stessa e c o n o m i a i t a l i a n a o l t r e che p i e m o n t e s e . N e l corso del 1969 l ' U n i o n e h a a t t u a t o il p r o g e t t o , di cui si era già f a t t o c e n n o in occasione di u n a n o s t r a p r e c e d e n t e A s s e m b l e a , di u n corso p e r i s t r u t t o r i p r a t i c i ai q u a l i a f f i d a r e s u c c e s s i v a m e n t e corsi di a d d e s t r a m e n t o professionale p e r m a c e l l a i . Il corso, che si è a r t i c o l a t o i n lezioni t e o r i c h e e in lezioni p r a t i c h e di m e s t i e r i t e n u t e d a d o c e n t i u n i v e r s i t a r i , esperti, v e t e r i n a r i h a r e g i s t r a t o il v i v o c o n s e n s o dei n u m e r o s i i s c r i t t i ed h a c o n s e g u i t o r i s u l t a t i v e r a m e n t e positivi, t a n t o c h e è s t a t o d a n o i r e c e n t e m e n t e d i s p o s t o l ' i n v i o degli allievi p i ù meritevoli alla Scuola s u p e r i o r e di m a c e l l e r i a di Parigi. L ' a t t i v i t à d e l l ' U n i o n e si è a n c h e e s p l i c a t a nella p a r t e c i p a z i o n e c o l l e t t i v a , regionale, alla M o s t r a i n t e r n a z i o n a l e d e l l ' a l i m e n t a z i o n e , che si è t e n u t a nel m a r z o dello scorso a n n o e che h a a v u t o lo scopo, t r a l ' a l t r o , di r i c h i a m a r e l ' a t t e n zione della s t a m p a e dei c o n s u m a t o r i sui vini p i e m o n t e s i , al fine di u n a loro m a g g i o r e d i v u l gazione. P a r t i c o l a r m e n t e p e r q u a n t o r i g u a r d a il sett o r e v i t i v i n i c o l o e r e l a t i v a m e n t e alla a t t u a l e , d e l i c a t a f a s e eli r i c o n o s c i m e n t o delle d e n o m i nazioni d'origine, va segnalata l'azione svolta, a t t r a v e r s o il C o m i t a t o V i t i v i n i c o l o P i e m o n t e s e , p e r il s u p e r a m e n t o di c o n t r a s t i locali al fine di meglio o r i e n t a r e il c o n s u m a t o r e . Nel c a m p o della zootecnia, la presenza dell ' U n i o n e è d i m o s t r a t a , t r a l'altro, dall'azione s v o l t a p e r il m i g l i o r a m e n t o ed il p o t e n z i a m e n t o degli a l l e v a m e n t i avicoli in P i e m o n t e , d a realizzarsi a t t r a v e r s o u n a a d e g u a t a p r e p a razione professionale degli allevatori, dei tecnici e degli specialisti in a v i c o l t u r a . Al r i g u a r d o sono s t a t i presi c o n t a t t i con i più i m p o r t a n t i e n t i c i t t a d i n i per l'istituzione, presso la F a c o l t à di m e d i c i n a v e t e r i n a r i a d e l l ' U n i v e r s i t à di Torino, di u n a C a t t e d r a di p a t o l o g i a aviare, s t a n z i a n d o u n a c o n g r u a s o m m a p e r le spese di convenzionamento. A l t r e t t a n t o v a l i d o è s t a t o il c o n t r i b u t o d a t o d a l l ' U n i o n e per la soluzione di quei problemi che, a v e n d o r i l e v a n z a n a z i o n a l e oltreché regionale, h a n n o f o r m a t o o g g e t t o di a t t e n t o e s a m e e s t u d i o d a p a r t e di commissioni a l l ' u o p o c o s t i t u i t e ed o p e r a n t i presso l ' U n i o n e i t a l i a n a delle C a m e r e di c o m m e r c i o . A q u e s t o p r o p o s i t o è o p p o r t u n o r i c o r d a r e che l ' U n i o n e h a a v u t o r e c e n t e m e n t e m o d o di o c c u p a r s i dello s c h e m a di p r o g e t t o di legge sul n u o v o o r d i n a m e n t o e le a t t r i b u z i o n i delle C a m e r e di c o m m e r c i o . Su di esso s a r à b e n e c o n c e n t r a r e i n o s t r i sforzi al fine di d a r e la g i u s t a i m p o s t a z i o n e a d u n prob l e m a che i n v e s t e lo stesso m o d o di essere degli e n t i c a m e r a l i e d a l l a cui soluzione d e r i v e r a n n o i m p o r t a n t i c o n s e g u e n z e per l ' e c o n o m i a della nostra regione. D a u l t i m o è necessario a c c e n n a r e a l l ' a t t i v i t à della C o n f e r e n z a p e r m a n e n t e delle Camere di c o m m e r c i o i t a l i a n e e f r a n c e s i di f r o n t i e r a che, p u r n o n f a c e n d o p a r t e di q u e s t a U n i o n e , ne c o s t i t u i s c e in c e r t o m o d o u n ' e s p r e s s i o n e . L a X V I I I A s s e m b l e a p l e n a r i a della Confer e n z a si è t e n u t a a Nizza nel s e t t e m b r e scorso ed h a t e s t i m o n i a t o a n c o r a u n a v o l t a l ' e s i s t e n z a di r a p p o r t i , t r a le regioni f r a n c e s i ed i t a l i a n e i n t e r e s s a t e , i m p r o n t a t i alla m a s s i m a , efficace c o l l a b o r a z i o n e . P a r t i c o l a r m e n t e m e r i t e v o l i di c i t a z i o n e sono i r i s u l t a t i o t t e n u t i in q u e s t i a n n i nel c a m p o della l i b e r t à di circolazione dei l a v o r a t o r i e del d i r i t t o di s t a b i l i m e n t o , m e n t r e , p e r q u a n t o r i g u a r d a le vie di c o m u n i c a z i o n e , v a r i c o r d a t a la p l u r i e n n a l e azione c o n d o t t a p e r la r i c o s t r u z i o n e della linea f e r r o v i a r i a C u n e o - L i m o n e - B r e i l - V e n t i m i g l i a - N i z z a , la realizzazione di c o s t r u z i o n i s t r a d a l i p a r t i c o l a r m e n t e n o t e v o l i in t e r r i t o r i o i t a l i a n o e l ' a v a n z a m e n t o delle f o r m a l i t à p e r l ' a t t u a z i o n e del t r a f o r o del F r e j u s . S a r à b e n e s o t t o l i n e a r e a n c h e l ' i m p u l s o d a t o d a l l a C o n f e r e n z a ai r a p p o r t i e c o n o m i c i t r a I t a l i a e F r a n c i a m e d i a n t e l'org a n i z z a z i o n e di i n c o n t r i s e t t o r i a l i di o p e r a t o r i e c o n o m i c i e la c o s t i t u z i o n e di a p p o s i t e c o m m i s sioni di s t u d i o . T a l i i n i z i a t i v e si s o n o d i m o s t r a t e già in p a s s a t o di n o t e v o l e f e c o n d i t à , p e r m e t t e n d o lo scambio di informazioni, di esperienze e di nozioni tecniche utili. L ' a t t i v i t à dell'Unione si è estrinsecata anche sul terreno della ricerca m e d i a n t e le realizzazioni conseguite dal Centro studi e ricerche economico-sociali del Piemonte. Nel corso del 1969 è s t a t o pubblicato il q u a d e r n o n. 5 della collana del Centro studi, sui beni culturali ambientali del Piemonte, per il quale h a d a t o la sua opera il prof. arch. Giampiero Vigliano. Il lavoro è s t a t o largamente apprezzato e direi che noi stessi oggi ne v a l u t i a m o più a p p r o p r i a t a m e n t e l'importanza alla luce della recente iniziativa del Consiglio d ' E u r o p a per la difesa dei valori naturali e ambientali. Tra qualche decennio, ove n o n si ponga decisamente m a n o a u n ' o p e r a di salvaguardia e di conservazione in questo campo, rischiamo di vedere per sempre compromessi beni essenziali alla stessa sussistenza fisica e m e n t a l e dell'uomo. Sono s t a t e p r a t i c a m e n t e concluse due fondamentali ricerche, l ' u n a sull'assetto commerciale della regione e l ' a l t r a sui problemi della viabilità e dei trasporti, le cui risultanze s a r a n n o pubblicate nel giro dei prossimi mesi. Si t r a t t a di due indagini di g r a n d e m o m e n t o relative al settore terziario, che p r e s e n t a ancora notevoli aspetti di carenza nell'economia della n o s t r a regione. Un n u m e r o speciale di « Mondo Economico », uscito agli inizi di q u e s t ' a n n o , è a p p u n t o dedicato alle a t t i v i t à terziarie negli a n n i s e t t a n t a , considerate come il pilastro dell'economia del prossimo decennio. Con le due ricerche, i cui f r u t t i s a r a n n o e n t r o breve volgere di t e m p o messi a disposizione del pubblico, r i t e n i a m o di avere ancora u n a v o l t a d a t o p r o v a di sensibilità e t e m p e s t i v i t à e di p o t e r offrire agli organi di governo regionale, q u a n d o s a r a n n o costituiti, u n a precisa e preziosa d o c u m e n t a zione u n i t a a d u n a organica « outline » di orient a m e n t i operativi, in d u e c a m p i di specifica c o m p e t e n z a della regione. Considerazioni finali. L a mia relazione s a r e b b e m o n c a se m a n casse u n cenno alle condizioni storiche in cui le Camere di commercio si t r o v a n o osrei ad ì• • m a t u r a , ordinata e razionale alla quale t u t t i aspiriamo. I n tali circostanze mi pare che dovrebbe essere chiarita con u n a certa urgenza la p a r t e che le Camere di commercio d o v r a n n o interpretare nel contesto economico e sociale del Paese, e questo s o p r a t t u t t o in ordine a due s t r u m e n t i innovativi di particolare m o m e n t o quali la p r o g r a m m a z i o n e e l ' o r d i n a m e n t o regionale. I n relazione a tali esigenze e prospettive si a v v e r t e sempre più la necessità di uno speciale impegno d a p a r t e del nostro personale. È vero che la volontà delle Camere di commercio si esprime a t t r a v e r s o le giunte e i presidenti, m a alla sua formazione concorre l ' a t t i v i t à dei funzionari, in r a p p o r t o all'individuale grado di preparazione e di dedizione. Non c'è che rallegrarsi quindi dell'accordo r a g g i u n t o nei primi giorni dell'anno in corso t r a i Ministeri dell'industria e del tesoro e le organizzazioni sindacali dei d i p e n d e n t i camerali in merito al R e g o l a m e n t o - t i p o da emanarsi in forza dell'art. .3 della legge 23 febbraio 1968 n. 125. Ci a u g u r i a m o che il più soddisfacente assetto giuridico ed economico conseguito dal personale valga a meglio g a r a n t i r e quelle possibilità di selezione e di valorizzazione dello stesso che sono ormai indispensabili. L a discussione politica delle s t r u t t u r e del p o t e r e locale è d i v e n t a t a p a r t i c o l a r m e n t e accesa e concreta d a q u a n d o a p p a r e sicura la prossima costituzione delle Regioni a s t a t u t o ordinario. I n questo clima è necessario d a p a r t e n o s t r a chiarire la funzione delle Camere di commercio e chiedere che sia realizzata u n a s t r u t t u r a a d e g u a t a alla funzione stessa. U n ' i s t a n z a di questo genere è indirizzata, n o n già alla difesa di interessi particolari, bensì alla ricerca di un'organizzazione che giovi allo S t a t o e ai cittadini tutti. Il P r e s i d e n t e nazionale, prof. Stagni, h a e n u n c i a t o nella sua relazione alla X L V Ì l I Assemblea degli a m m i n i s t r a t o r i delle CCIAA, t e n u t a a R o m a il 14 gennaio scorso, alcuni p u n t i fermi, che ritengo d e b b a n o essere condivisi: oo operare e q u i n d i ai problemi che d e v o n o aff r o n t a r e e alle p r o s p e t t i v e che s e m b r a n o loro aprirsi. È inutile n a s c o n d e r l o : si sta a t t r a v e r sando, non s o l t a n t o nel n o s t r o Paese, u n prof o n d o t r a v a g l i o oltre il quale è difficile int r a v e d e r e l ' a s s e t t o verso cui si m u o v o n o n o n solo i r a p p o r t i economici m a la stessa società civile dei prossimi decenni. È stagione di cont r a s t i , di insoddisfazioni, di confuse a s p i r a zioni d a cui d o v r e b b e emergere la società a) le Camere d o v r a n n o r e s t a r e costituite come enti pubblici su base provinciale ed essere r a p p r e s e n t a t i v e degli interessi delle varie categorie p r o d u t t i v e o p e r a n t i n e l l ' a m b i t o provinciale; b) per u n i n s e r i m e n t o delle Camere di commercio nel n u o v o a m b i t o regionale, sarà necessario d a r e u n a s t r u t t u r a giuridica determ i n a t a alle Unioni regionali; c) al vertice della piramide, l'Unione nazionale dovrà continuare ad essere organismo centrale per lo studio dei problemi di comune interesse e di propulsione delle iniziative intese a potenziare l'ordinamento camerale. Per q u a n t o concerne l'ordine interno da dare alle Camere, è necessario anzitutto sottolineare l'esigenza che esse realizzino una effettiva rappresentatività delle categorie produttive da inserire nell'amministrazione. Occorre dunque un allargamento della partecipazione delle forze economiche (ivi compresi i lavoratori) ai consigli camerali. Con una s t r u t t u r a di questo genere le Camere potranno sempre meglio realizzare la propria finalità di p u n t o di incontro e luogo di sintesi delle forze produttive della provincia, ed u n riconoscimento delle Unioni regionali p e r m e t t e r à alle stesse di assumere la veste di «consigli economici» a servizio delle Regioni. Loro compito precipuo dovrebbe perciò essere ria un lato l'impegno nella ricerca, nello studio e nella documentazione e dall'altro l'attività di consulenza per gli organi regionali per t u t t i i provvedimenti in materia economica. Si verrebbe cosi ad attribuire alle Camere una funzione, a livello regionale, analoga a quella svolta dal CNEL sul piano nazionale. Rafforzare il carattere di rappresentatività degli istituti camerali e dare veste giuridica alle Unioni regionali sono dunque i due punti fondamentali che, se a t t u a t i tempestivamente, permetteranno alle Camere di commercio di partecipare con piena legittimità e con adeguati strumenti alla vita della regione, nel quadro della politica di programmazione che ne realizza u n momento oggi insostituibile, ed in tal modo garantire il contributo delle forze economiche locali alla formazione dell'indirizzo di politica economica. Noi ci auguriamo che la bozza di proposta di legge predisposta dall'Unione italiana delle Camere di commercio, che ci sembra interpreti adeg u a t a m e n t e il ruolo appropriato, diventi q u a n t o prima s t r u m e n t o operante della nostra azione. La fusione delle comunità economiche europee Giorgio L ' l l - 1 2 dicembre del decorso a n n o (1969) si tenne a Milano sotto gli auspici dell'Ufficio r o m a n o di s t a m p a e j^ropaganda delle Comun i t à europee e del Centro di c u l t u r a dell'Università cattolica u n a « t a v o l a r o t o n d a » f r a i cattedratici italiani di diritto internazionale sul problema, di viva a t t u a l i t à , della « fusione delle Comunità economiche euroj^ee ». Sullo stesso a r g o m e n t o si erano svolti, negli anni decorsi, incontri, convegni e conferenze, f r a i quali per l ' a u t o r i t à degli i n t e r v e n t i e per la profond i t à delle discussioni, devono ricordarsi p a r t i colarmente i « convegni di Liegi » del 1965 e del 1967. Questo problema della « fusione », poco n o t o negli a m b i e n t i economici e politici italiani, merita di essere illustrato, in q u e s t a rivista, a l m e n o nei suoi p u n t i più i m p o r t a n t i . Com'è n o t o le C o m u n i t à economiche europee sono a t t u a l m e n t e t r e : la C o m u n i t à economica del carbone e dell'acciaio (CECA), costit u i t a con il T r a t t a t o di Parigi del 18-4-1951, ed indirizzata, nel suo scopo principale, a realizzare f r a i sei S t a t i c o n t r a e n t i (Italia, F r a n c i a , G e r m a n i a occidentale, Belgio, O l a n d a e Lussemburgo) u n unico m e r c a t o per la p r o d u z i o n e e lo smercio del c a r b o n e e dell'acciaio; la Comun i t à economica europea (CEA) — p r o p r i a m e n t e d e t t a — c o s t i t u i t a con il T r a t t a t o di R o m a del 25-3-1958, ed indirizzata p r e v a l e n t e m e n t e a creare u n unico m e r c a t o economico europeo f r a i s u d d e t t i sei paesi, ad a r m o n i z z a r e le loro politiche economiche, a liberalizzare nell'amb i t o del t e r r i t o r i o c o m u n i t a r i o la circolazione delle persone, dei p r o d o t t i , dei servizi e dei capitali; la C o m u n i t à economica per l'energia a t o m i c a (CEEA) — d e t t a a n c h e Euratom •— c o s t i t u i t a con il coevo T r a t t a t o di R o m a del 25-3-1958, d e s t i n a t a , s e m p r e f r a i s u d d e t t i sei paesi, a s v i l u p p a r e le ricerche nucleari, ad agevolare gli i n v e s t i m e n t i per i m p i a n t i i n d u striali di s f r u t t a m e n t o nucleare, a creare a n c h e in q u e s t o s e t t o r e u n m e r c a t o unico c o m u n i t a r i o . Le d u e C o m u n i t à europee n a t e nel 1958 m u t u a r o n o dalla C o m u n i t à e u r o p e a s o r t a nel 1951 d u e organi: l'Assemblea p a r l a m e n t a r e e la Corte di giustizia. Gli organi « esecutivi » Cansacchi (cioè quelli destinati a realizzare in concreto gli scopi delle istituzioni) furono, invece, distinti: l'Alta a u t o r i t à e il Consiglio dei ministri per la CECA; due Commissioni e due Consigli di ministri r i s p e t t i v a m e n t e per la CEE e per la CEEA. Con il T r a t t a t o di Bruxelles dell'8-4-1965 gli organi esecutivi delle t r e C o m u n i t à vennero, a loro volta, unificati di modo che, a t t u a l m e n t e , le t r e Comunità sono azionate soltanto da organi c o m u n i : l'Assemblea p a r l a m e n t a r e , la Corte di giustizia, la Commissione, il Consiglio dei ministri. È r i m a s t o c o m u n e a d u e sole Comunità, la CEA e la CEEA, il Consiglio economico e sociale e alla sola CECA il Comitato esecutivo. I bilanci delle t r e Comunità, p u r v e n e n d o r e d a t t i d i s t i n t a m e n t e , sono ora riuniti in u n unico a t t o , p r e s e n t a t o a n n u a l m e n t e alla Assemblea p a r l a m e n t a r e . Queste modificazioni dello status p r e c e d e n t e delle t r e C o m u n i t à europee f u r o n o modeste, in q u a n t o , in concreto, s o l t a n t o le competenze e i poteri dell'Alta a u t o r i t à della CECA e della Commissione della CEEA v e n n e r o a t t r i b u i t i alla Commissione della CEE ed a n a l o g a m e n t e quelli dei due Consigli dei ministri della CECA e della CEEA al Consiglio dei ministri della CEE; nonos t a n t e ciò, esse diedero luogo a p r o l u n g a t e e difficili negoziazioni f r a i sei governi p r o t r a t tesi dal giugno 1961 all'aprile del 1965. I n seguito a l l ' e n t r a t a in vigore del s u r r i c o r d a t o T r a t t a t o di Bruxelles si previdero t r e a n n i di t e m p o per a d d i v e n i r e all'integrale fusione delle t r e C o m u n i t à e alla f o r m u l a z i o n e di u n unico T r a t t a t o r e g o l a n t e la C o m u n i t à u n i f i c a t a ; a t u t t ' o g g i , però, n o n o s t a n t e i r e l a t i v i p r o g e t t i e discussioni il periodo di p r e p a r a z i o n e della f u s i o n e n o n è s t a t o conchiuso ed anzi n o n si possono f a r e pronostici sul t e m p o a n c o r a necessario per r a g g i u n g e r e la m e t a . V e d i a m o quali sono le difficoltà del negoziato. A n z i t u t t o d o b b i a m o esporre u n a q u e s t i o n e p r e l i m i n a r e — di c a r a t t e r e p u r a m e n t e giuridico — che f u d i b a t t u t a nel s u c c i t a t o convegno di Milano: in seguito al T r a t t a t o di Bruxelles dell'8-4-1965, che h a unificati gli organi comu- nitari, le Comunità europee possono ancora considerarsi tre istituzioni distinte, con propria personalità internazionale e con scopi differenziati, oppure ci si t r o v a di già di f r o n t e ad u n ' u n i c a Comunità i cui organi h a n n o unicam e n t e direttive, competenze e poteri diversi a seconda che agiscano nel c a m p o generale, indifferenziato, dell'economia europea, o nei t r e settori economici particolari del carbone, dell'acciaio e dell'energia nucleare ? L a prevalente corrente d o t t r i n a r i a ritiene — e a me pare e s a t t a m e n t e — che le t r e Com u n i t à siano t u t t o r a distinte e costituiscano ancora, ciascuna, un'istituzione a sé stante, con propria personalità, proprio o r d i n a m e n t o , propri fini; ciò dichiara, in modo esplicito, 10 stesso T r a t t a t o di Bruxelles e ciò presuppongono c h i a r a m e n t e i sei governi costitutori; ancor'ora — d'altra parte — abbiamo atti c o m u n i t a r i (regolamenti, decisioni, r a c c o m a n dazioni, sentenze) che vengono i m p u t a t i dis g i u n t a m e n t e alla CECA, alla CEE O alla CEEA, e non c o n g i u n t a m e n t e alle tre C o m u n i t à (ancorché gli a t t i che c o m u l a t i v a m e n t e sono emanazione di t u t t e e t r e le C o m u n i t à siano ora la maggioranza). Il p r o b l e m a della fusione, quindi, non è s o l t a n t o sostanziale, m a a n c h e f o r m a l e ; u n a sola istituzione deve r i m a n e r e , m e n t r e le altre due — CECA e CEEA — d e v o n o estinguersi. Qui giova rilevare come la maggior p a r t e dei giuristi e dei diplomatici v e d a la fusione più come u n ' a n n e s s i o n e della CECA e della CEEA per p a r t e della CEE, che n o n come u n a fusione in senso tecnico e cioè come creazione di u n n u o v o ente « successore » dei t r e enti precedenti che si estinguerebbero. A questo p r o b l e m a se ne allaccia u n secondo: 11 T r a t t a t o di fusione d o v r à essere semplicem e n t e u n T r a t t a t o modificativo del T r a t t a t o di R o m a del 25-3-1958 già c o s t i t u e n t e la CEE o non piuttosto un Trattato totalmente nuovo ? E in questo secondo caso con quali c a r a t t e r i s t i c h e ? L a maggior p a r t e dei giuristi e degli economisti p r o p e n d e per la sostituzione integrale dei t r e T r a t t a t i ora vigenti, sia quello di Parigi del 1951, sia i d u e di R o m a del 1955. Vi d o v r à essere u n n u o v o T r a t t a t o — d e t t o di fusione, m a più p r o p r i a m e n t e di assorbim e n t o — indirizzato a costituire u n ' u n i c a Com u n i t à — che si c h i a m e r à essa sola C o m u n i t à E c o n o m i c a E u r o p e a — la quale C o m u n i t à , sul p i a n o giuridico, d o v r à considerarsi la « contin u i t à » d e l l ' a t t u a l e C E E . Si è p u r e a f f e r m a t o che, essendo il T r a t t a t o i s t i t u t i v o della C E E il p i ù p e r f e t t o t e c n i c a m e n t e , il p i ù generalizzato ed a n c h e quello p r e d i s p o s t o fin dalla sua origine a realizzare u n ' i n t e g r a z i o n e in t u t t i i settori economici d e l l ' E u r o p a dei sei, le sue norme debbono essere essenzialmente manten u t e o, comunque, servire di base per la compilazione del f u t u r o T r a t t a t o di fusione. In conclusione questo nuovo T r a t t a t o dovrebbe pervenire a far assorbire per annessione le altre due Comunità nella CEE, divenendo esse soltanto particolari settori economici dell'azione comunitaria, unificata. Senonché la predisposizione di u n siffatto T r a t t a t o di fusione incontra u n a non piccola difficoltà nelle differenti finalità ancora a t t u a l m e n t e perseguite dalle tre Comunità e nei diversi poteri a t t r i b u i t i agli organi delle medesime in ordine a p p u n t o agli scopi difformi per i quali esse f u r o n o costituite. La C o m u n i t à europea del carbone e dell'acciaio h a realizzato, nel quasi v e n t e n n i o del suo f u n z i o n a m e n t o , un'integrazione economica — l i m i t a t a m e n t e al settore carbo-siderurgico — assai più p e n e t r a n t e ed efficente di q u a n t o finora n o n a b b i a c o m p i u t o la C E E nell'ambito generale dell'economia europea. D a t e le esigenze della produzione e della distribuzione del carbone e dell'acciaio, quali esistevano nel 1951 allorché f u concluso il T r a t t a t o di Parigi, la CECA v e n n e p i u t t o s t o i m p r o n t a t a al principio del dirigismo economico, sulla base di u n a ben definita e p r e v e n t i v a p r o g r a m m a z i o n e . Conseguentemente il T r a t t a t o i s t i t u t i v o di Parigi ebbe il c o n t e n u t o di u n T r a t t a t o n o r m a t i v o , con n o r m e precettive indirizzate a concreti obiettivi, alle quali n o r m e gli organi esecutivi c o m u n i t a r i erano t e n u t i ad a t t e n e r s i s t r e t t a m e n t e . L ' A l t a a u t o r i t à della CECA divenne, cosi, u n organo essenzialmente esecutivo di q u e s t a p r o g r a m m a z i o n e economica settoriale s o t t o la vigilanza ed il controllo del Consiglio dei ministri, essendole a t t r i b u i t i specifici mezzi di investigazione, di i n t e r v e n t o aziendale, di imposizione fiscale, di sovvenzione finanziaria, di costrizione e di sanzione pecuniaria, ecc. Assai diversa la C o m u n i t à economica europea. Essa, sulla base del T r a t t a t o i s t i t u t i v o del 1958, v e n n e p i u t t o s t o i m p r o n t a t a al principio del liberismo economico; n o n le f u fissata a l c u n a p r o g r a m m a z i o n e p r e c o s t i t u i t a ; i suoi organi esecutivi ebbero più l i m i t a t i poteri nei riguardi delle imprese; la maggior p a r t e dei poteri, elenc a t i negli a r t t . 46-75 del T r a t t a t o di Parigi del 1951, n o n h a n n o a v u t o i loro corrispettivi nel T r a t t a t o C E E del 1958. F u e s a t t a m e n t e r i l e v a t o che il T r a t t a t o C E E è essenzialmente u n t r a t t a t o di n o r m e - q u a d r o , nel quale prevalgono le regole generali e i principi, affidandosi agli organi c o m u n i t a r i di applicare in concreto q u e s t i indirizzi m e d i a n t e a t t i n o r m a t i v i proprii •— essenzialmente mediante regolamenti comunitari — destinati ad attuare successivamente e gradualmente sia un mercato unico dei prodotti, dei servizi e dei capitali, sia, in seguito, una politica economica unitaria. Anche attualmente, dopo la fine del periodo transitorio e la realizzazione dell'unione doganale fra i sei paesi, rimane pur sempre caratteristica della CEE la sua possibilità di continua evoluzione normativa, mediante l'emanazione di successivi regolamenti comunitari nei vari settori della produzione e degli scambi. Uguali considerazioni possono farsi nei riguardi della CEEA. Il T r a t t a t o di Roma del 1958 che ha creata questa Organizzazione presenta pur esso caratteristiche particolari che la differenziano dagli altri due T r a t t a t i . Essendo peculiari le finalità di questa istituzione, anche i poteri e le competenze assegnate ai suoi organi appaiono diversi da quelli riscontrati nei riguardi della CEE e della CECA. Negli a r t t . 4-106 del T r a t t a t o CEEA — ad esempio — si contemplano particolari poteri di intervento degli organi comunitari per lo sviluppo delle ricerche nucleari, per le concessioni di licenze d'uso, per predisporre u n ' a d e g u a t a protezione sanitaria, per l'approvvigionamento dei combustibili nucleari e la loro distribuzione, per i c.d. diritti di opzione, per il regime di proprietà delle materie fissili speciali, per la creazione di un mercato comune nucleare, ecc. Nel settore dell'incentivazione e dello sfrutt a m e n t o dell'energia nucleare a scopo industriale le direttive e i mezzi d'azione assegnati agli organi comunitari presentano peculiarità che non si riscontrano negli altri settori economici. Si è giustamente osservato che la Comunità economica dell'energia nucleare presenta un grado di integrazione economica superiore a quello della CEE e, invece, inferiore a quella della CECA. I n conclusione le tre attuali Comunità, sulla base dei tre T r a t t a t i costitutivi, presentano finalità diverse, organi con competenze e poteri differenziati, livelli differenti di integrazione fra i sei Stati costitutori nell'ambito comunitario. Ed allora ecco il grave dilemma che si presenta ai negoziatori della fusione: dovendosi, con la fusione, ridurre le tre Comunità ad una sola ed unificare le direttive, le competenze e i poteri degli organi comunitari, si dovrà scegliere il modello n o r m a t i v o CECA o quello CEE? Se si scegliesse questo secondo modello e quindi non si riproducessero nel nuovo T r a t t a t o di fusione le peculiari competenze e i numerosi e perspicui poteri che gli organi CECA avevano ed hanno t u t t ' o r a sulla base del T r a t t a t o di Parigi, si farebbe un grave passo indietro nella procedura di integrazione economica europea, giacché nei settori del carbone e dell'acciaio — e parzialmente in quello nucleare — non potrebbero più avere attuazione quei processi integrativi che fino ad ora si erano realizzati con buoni risultati. Innegabilmente la produzione carbo-siderurgica e la sua distribuzione commerciale conseguirebbero un danno rilevante. Se, d'altra parte, si preferisse il primo modello e si volessero estendere a t u t t o il mercato europeo, nella sua generalità, nessun settore escluso, le direttive, i poteri e le competenze degli organi esecutivi CECA, ora limitati ai due succitati settori, si perverrebbe in un sol t r a t t o ad un'integrazione economica fra i sei paesi assai maggiore di quella fino ad ora realizzata. È poco realistico ritenere — e le lungaggini dei negoziati lo confermano — che i governi dei sei Stati membri acconsentano a t a n t a novità date le remore finora frapposte ad ogni passo, anche limitato, verso forme di maggiore integrazione economica. Questa difficoltà è anche acuita dalle prospettive della prossima ammissione dell'Inghilterra nella Comunità (e all'Inghilterra seguirebbero certamente la Danimarca, la Norvegia e l'Irlanda e probabilmente anche altri Stati dell'EFTA). Il negoziato per l'ammissione inglese, già difficile di per se stesso e implicante, in caso di adesione accettata, a d a t t a m e n t i dei T r a t t a t i istitutivi e periodi di deroghe, sarebbe reso anche più difficile e di dubbio esito qualora ci si dovesse muovere sulla base di un T r a t t a t o di fusione che avesse realizzato uno stadio di integrazione economica assai più a v a n z a t o di quello a t t u a l m e n t e in vigore nell'ambito CEE. D ' a l t r a p a r t e se i particolari e notevoli poteri che gli organi esecutivi comunitari ora possiedono nel solo settore del carbone e dell'acciaio, dovessero estendersi a t u t t i i settori economici in cui opera la CEE, occorrerebbe che, preventivamente, i sei paesi concordassero fra di loro u n a programmazione economica unitaria in ciascuno di tali settori, acconsentendo che tale politica venga prevalentemente svolta dagli organi comunitari e non — come fin'ora avviene — da ogni singolo Stato unilateralmente, senza coordinazione con gli altri. Sembra quindi doversi scartare l'ipotesi — almeno per ora — di u n T r a t t a t o di fusione che estenda a u t o m a t i c a m e n t e a t u t t i i settori economici i poteri e le competenze a t t u a l m e n t e s p e t t a n t i ai soli organi comunitari operanti nei t r e s e t t o r i del carbone, dell'acciaio e dell'energia nucleare. L a sola soluzione realistica — a t t u a l m e n t e possibile — è quella, già a u s p i c a t a d a p i ù a u t o r i , di accogliere nel T r a t t a t o di fusione, per t u t t o l ' a m b i t o economico europeo, i poteri e le c o m p e t e n z e a t t r i b u i t i agli organi esecutivi dal T r a t t a t o della C E E e conservare, invece, i p a r t i c o l a r i p o t e r i e le speciali c o m p e t e n z e d a t e agli organi esecutivi della CECA e della CEEA per i soli s e t t o r i carbo-siderurgico e n u cleare. Questi s e t t o r i c o s t i t u i r e b b e r o , cosi, nell ' a m p i o spazio della C o m u n i t à u n i f i c a t a , degli a m b i t i economici differenziati quali, d ' a l t r a p a r t e , si r i s c o n t r a n o già a t t u a l m e n t e , n e l l ' a m b i t o C E E , nei s e t t o r i agricolo e in quello dei t r a s p o r t i . I n d u b b i a m e n t e questo sistema può apparire u n ripiego p r o v v i s o r i o e i n s o d d i s f a c e n t e ; la f u s i o n e ne r i s u l t a i n c o m p l e t a e n o n r e a l i z z a t a u n a t o t a l e coordinazione f r a s e t t o r i economici affini, quali quello energetico e m e t a l m e c c a n i c o , m a allo s t a t o delle cose s e m b r a l'unico realizzabile. Si p u ò a n c h e osservare che q u e s t o sistema, a n c h e se per diversi lati criticabile, è suscettibile di p e r f e z i o n a r s i g r a d u a l m e n t e m e d i a n t e la stessa a t t i v i t à n o r m a t i v a degli organi c o m u n i t a r i . P o i c h é q u e s t i organi esplicano u n p o t e r e n o r m a t i v o a mezzo di r e g o l a m e n t i c o m u n i t a r i , ben p o t r à , m e d i a n t e a p p o s i t a n o r m a d a inserirsi nel T r a t t a t o di fusione, conferirsi esplicit a m e n t e ai m e d e s i m i il p o t e r e di unificare grad u a l m e n t e i s u c c i t a t i s e t t o r i p a r t i c o l a r i nell ' a m b i t o economico generale, u t i l i z z a n d o — se necessario — quei p o t e r i e quelle c o m p e t e n z e che ora sono esplicati s o l t a n t o nel s e t t o r e c a r b o - s i d e r u r g i c o e n u c l e a r e ed e s t e n d e n d o l i cosi a n c h e a d a l t r i s e t t o r i economici. Se si p o n e m e n t e che q u e s t i r e g o l a m e n t i n o n possono e m e t t e r s i senza il consenso del Consiglio dei m i n i s t r i , nel cui seno sono r a p p r e s e n t a t i i sei governi, ne consegue che tali i n n o v a z i o n i int a n t o si p o t r e b b e r o realizzare, in q u a n t o fossero s t a t e a c c e t t a t e dai sei S t a t i m e m b r i ; n o n p o t r e b bero, q u i n d i , aversi successive opposizioni d a q u a l c u n o di essi. C o n c l u d e n d o si p o s s o n o fissare q u e s t i p u n t i : 1) il T r a t t a t o di f u s i o n e d o v r à a s s o r b i r e nella C E E le a l t r e d u e C o m u n i t à , la CECA e la C E E A , c h e si estinguerebbero; 2) il d e t t o T r a t t a t o , p u r essendo t o t a l m e n t e n u o v o ecl a r m o n i c o nelle sue disposizioni, d o v r à e s s e n z i a l m e n t e r i p r o d u r r e le n o r m e e i principi del T r a t t a t o di R o m a del 1958 istituente l'attuale CEE; 3) q u e s t e n o r m e , e s p e c i a l m e n t e quelle che r e g o l a n o le d i r e t t i v e , le c o m p e t e n z e e i p o t e r i degli o r g a n i e s e c u t i v i c o m u n i t a r i della C E E , d o v r a n n o q u i n d i a n c h e estendersi ai settori carbo-siderurgico e nucleare; 4) le n o r m e c o n t e n e n t i principi generali e d i r e t t i v e d a perseguire, s o s t a n z i a l m e n t e com u n i alle t r e C o m u n i t à (per es. le n o r m e sulla concorrenza, sulla politica commerciale, sulla politica sociale, sulla libera circolazione delle merci, dei servizi, delle persone e dei capitali, sulla protezione del lavoro, s u l l ' a d e g u a m e n t o degli accordi commerciali degli S t a t i membri, ecc.) d o v r a n n o essere m a n t e n u t e e possib i l m e n t e migliorate nella loro formulazione, s e m p r e sulla base dello s c h e m a n o r m a t i v o C E E ; 5) le n o r m e del T r a t t a t o C E E c o n c e r n e n t i il periodo t r a n s i t o r i o (cioè il periodo in cui f u r e a l i z z a t a l ' u n i o n e doganale), essendo o r m a i sup e r a t e , d o v r a n n o essere omesse; 6) le n o r m e c o n c e r n e n t i i s e t t o r i carbosiderurgico e nucleare, già p r o p r i e dei T r a t t a t i CECA e CEEA, d o v r a n n o essere c o n s e r v a t e nel loro complesso, r i m a n e n d o l i m i t a t e nell'applicazione agli specifici s e t t o r i per i quali f u r o n o poste; 7) agli organi c o m u n i t a r i d o v r à essere c o n f e r i t o l'esplicito p o t e r e — già implicito n e l l ' a r t . 235 del T r a t t a t o C E E — di predisporre con a p p o s i t i r e g o l a m e n t i c o m u n i t a r i l ' u n i fieazione n o r m a t i v a e la coordinazione dei v a r i s e t t o r i economici europei, e s t e n d e n d o e v e n t u a l m e n t e i p o t e r i già p o s s e d u t i nei s e t t o r i carbosiderurgico e n u c l e a r e a n c h e a d a l t r i s e t t o r i ; 8) gli a t t i c o m u n i t a r i (regolamenti, decisioni, d i r e t t i v i , r a c c o m a n d a z i o n i , p a r e r i ) d o v r a n n o essere unificati e definiti nel loro c o n t e n u t o secondo lo s c h e m a n o r m a t i v o C E E , p e r c h é più p e r f e t t o t e c n i c a m e n t e r i s p e t t o a quello CECA; 9) il s i s t e m a dei ricorsi giurisdizionali alla Corte di giustizia d o v r à p u r e essere unificato a d o t t a n d o s i lo s c h e m a C E E , sia p e r c h é t e c n i c a m e n t e migliore, sia p e r c h é h a d a t o b u o n i r i s u l t a t i ; u n i c a m e n t e dallo s c h e m a CECA d o v r à a d o t t a r s i il g i u s t o principio di concedere u g u a l i possibilità di ricorso sia gli S t a t i , che agli imprenditori privati; 10) ove possibile, d o v r a n n o a u m e n t a r s i i p o t e r i decisionali d e l l ' A s s e m b l e a p a r l a m e n t a r e e della Commissione r i s p e t t o a quelli ora e c c e s s i v a m e n t e p r e m i n e n t i e p a r a l i z z a n t i del Consiglio ( o r g a n o di e m a n a z i o n e e s c l u s i v a m e n t e governativa). Vi s a r e b b e r o a l t r i p u n t i d a discutere, m a il discorso d i v e r r e b b e e c c e s s i v a m e n t e tecnico, lungo e p a r t i c o l a r i s t i c o ; mi limito, perciò, alle considerazioni fin q u i f a t t e , s p e r a n d o q u a n t o m e n o di a v e r i l l u s t r a t o le p r i n c i p a l i difficoltà i n e r e n t i al p r o b l e m a della f u s i o n e delle t r e C o m u n i t à e u r o p e e , oggi esistenti, in u n a sola. Cronache dell'altro ieri La Russia all'Esposizione Internazionale di Torino del 1911 Piero Verso il 1907 si delineò in I t a l i a u n a decisa t e n d e n z a all'intensificazione dei r a p p o r t i economico-commerciali .con la Russia zarista. Giornali di diverse tendenze, dal « Secolo », alla « T r i b u n a », al « Corriere della Sera », chiedev a n o al governo e all'opinione p u b b l i c a di a p p r o f i t t a r e delle possibilità che si offrivano, s v i l u p p a n d o i commerci con quell'immenso Paese. Il « Corriere » del 9-9-1909, descrivendo le c a r a t t e r i s t i c h e del g r a n o russo e la v a n t a g giosa posizione geografica dell'Italia r i s p e t t o ai « p o r t i meridionali più a t t i v i d e l l ' I m p e r o », n o t a v a che tale sviluppo a v r e b b e f a v o r i t o l'economia italiana, a b b a s s a n d o il prezzo dei cereali, assicurando commissioni a l l ' i n d u s t r i a n a v a l e e i n c r e m e n t a n d o i t r a s p o r t i della fiotta m e r c a n tile; e concludeva che la Russia era « u n a u t e n tico mercato, che i nostri u o m i n i di S t a t o d e b b o n o aprire alle risorse del n o s t r o giovane e prospero R e g n o ». All'estensione di tali relazioni economiche a p p a r i v a n o p a r t i c o l a r m e n t e interessati i grandi possidenti siciliani, che volevano a u m e n t a r e le esportazioni in Russia dei loro p r o d o t t i tradizionali, dallo zolfo ai vini, alle f r u t t a , all'olio d'oliva, n o n c h é i proprietari di alcune società di navigazione, le cui n a v i p e r c o r r e v a n o le r o t t e che congiung e v a n o i p o r t i italiani con quelli russi del Mar N e r o (è n o t o che già all'inizio del n o s t r o secolo esistevano comunicazioni regolari f r a i p o r t i di Catania, Messina, P a l e r m o , Napoli, L i v o r n o e Genova e quelli di Odessa, R o s t o v , N o v o rossijsk, Keré); ed a n c h e i m p o r t a n t i i s t i t u t i bancari, come la « B a n c a Commerciale », il « B a n c o di Napoli » e la stessa « B a n c a d ' I t a l i a », a n d a v a n o p r o g r a m m a n d o l'assimilazione dei m e r c a t i russi e u n a politica d ' i n v e s t i m e n t o di capitali nell'economia russa. Verso la fine del p r i m o decennio del n o s t r o secolo, d u n q u e , d o p o 1 « i n c o n t r o di Racconigi » f r a re Vittorio E m a n u e l e I I I e lo zar Nicola I I , n o n c h é f r a i r i s p e t t i v i ministri degli esteri, Cazzola Tittoni e Izvolski, u n a t e n d e n z a russofila era succeduta alla precedente fase di riservatezza e quasi ostilità. Anche in politica estera il t r a t t a t o italo-russo allora concluso, p r e v e d e n t e l'appoggio reciproco alla questione libica, nell'interesse dell'Italia, e a quella degli Stretti, nell'interesse della Russia, diede luogo a u n r i a v v i c i n a m e n t o dei due S t a t i in funzione ant i a u s t r i a c a , onde rafforzare lo statu quo negli inquieti Balcani, minacciati dalla politica asburgico-guglielmina. F u cosi che d u r a n t e il conflitto italo-turco il governo zarista assunse u n a t t e g g i a m e n t o favorevole all'Italia, a d o p e r a n d o s i per u n a mediazione pacifica f r a i belligeranti, a condizione che l ' I t a l i a ricevesse, in u n a f o r m a o nell'altra, la Tripolitania e la Cirenaica; il che suscitò sincera g r a t i t u d i n e nel n o s t r o Paese e indusse v i e p p i ù a considerare la convenienza di u n a maggiore collaborazione f r a i d u e Paesi a n c h e nel c a m p o economico. P e r ò la delicata situazione internazionale, v e n u t a s i a creare nel corso della guerra con la Turchia, a v e v a a v u t o conseguenza n o n liete a n c h e per la Russia, che si era v i s t a chiudere i Dardanelli, e i n t e r r o m p e r e cosi i r a p p o r t i commerciali con l'estero. Quelli con l ' I t a l i a , che erano a n d a t i progressiv a m e n t e a u m e n t a n d o (da 209,6 milioni di i m p o r t a z i o n i nel 1909 a 265 milioni nel 1910), s u b i r o n o u n a brusca diminuzione, cosi come le esportazioni di g r a n o dalla Russia verso i p o r t i italiani. E d è in q u e s t a situazione di cose che v a n n o i n q u a d r a t e sia l ' a r d i t a azione dimos t r a t i v a della n o s t r a flotta nei Dardanelli, che l'occupazione delle isole dell'Egeo, per costringere cioè l ' I m p e r o o t t o m a n o a cedere, riap r e n d o q u e l l ' i m p o r t a n t e braccio di mare, n o n ché p e r a n n e t t e r e dei p u n t i obbligati per il commercio con Odessa e gli altri p o r t i russi del Mar N e r o . Ad ogni modo, f u r o n o quelli gli a n n i in cui i r a p p o r t i commerciali italo-russi si fecero Il padiglione della Russia sulla riva sinistra del Po, v i c i n o al B o r g o più vivaci ed intensi; e u n a p r o v a è d a t a dalla partecipazione a t t i v a della Russia all'Esposizione internazionale di Torino del 1911, che i n o s t r i p a d r i a n c o r a ben r i c o r d a n o . E r a a p p e n a la seconda v o l t a (la p r i m a f u all'Esposizione di P a r i g i del 1900) che la Russia p a r t e c i p a v a ufficialmente ad u n a g r a n d e Mostra e n o n volle certo sfigurare; giacché f u c o s t r u i t o u n grandioso padiglione in stile I m p e r o sulle rive del Po, al P i l o n e t t o , n o n lungi v d a l Borgo Medioevale, opera degli archit e t t i Scuko e S u b b o t i n , m e n t r e la p a r t e scultoria f u a f f i d a t a al K u z n e c o v e] quella artistico-decor a t i v a al n o t o p i t t o r e A l b e r t o Benois. A r a p p r e s e n t a r e la Russia v e n n e delegato il s e n a t o r e T i m i r j a z e v , ex-ministro d e l l ' i n d u s t r i a e commercio, m e n t r e l ' a t t i v i s s i m o segretario generale f u Vladimir F e l k n e r , m e m b r o delle Camere di c o m m e r c i o russo-italiana a P i e t r o b u r g o e italorussa a R o m a , f o n d a t e negli a n n i p r e c e d e n t i , a seguito della stipulazione di u n t r a t t a t o di commercio decennale nel 1907. F r a i p r o d o t t i esposti, i n o s t r i genitori p o t e r o n o allora a m m i r a r e quelli di u n a g r a n d e Medioevale. Casa metallurgica, la « P r o d a m e t a », n o n c h é delle Officine meccanico-ferroviarie di K o l o m n a , della M a n i f a t t u r a r u s s o - a m e r i c a n a di g o m m a , che i m p i e g a v a più di diecimila operai e del Consiglio del Congresso minerario e metallurgico della Russia Meridionale. E cosi p u r e v e n n e r o p r e s e n t a t e , nella Sezione dell'agricolt u r a , la coltivazione e il commercio del grano, la p r o d u z i o n e della farina, nello s t a n d della d i t t a Weinstein di Odessa e dell'Associazione nazionale dei m u g n a i russi, le carte e valori della M a n i f a t t u r a di S t a t o , i p r o d o t t i alcoolici della Direzione del monopolio e, fianco a fianco... lo s t a n d del C o m i t a t o nazionale per la t e m p e r a n z a ! P e r meglio conoscere la situazione relativa allo scambio delle merci f r a l ' I t a l i a e la Russia, al t e m p o dell'Esposizione torinese, v a r r à la p e n a di leggere, in un'edizioncina della Tipografia B o n a di Torino del 1912, la conferenza t e n u t a il 7 d i c e m b r e 1911 alla Camera di commercio di Torino dal già c i t a t o segretario generale della Sezione russa, Vladimir F e l k n e r . Egli p r e m e t t e v a che nell'ultimo a n n o la linea delle i m p o r t a z i o n i russe in I t a l i a era salita sensibilmente, r i s p e t t o a quelli precedenti, e che a l t r e t t a n t o potevasi dire delle esportazioni italiane in R u s s i a : circa 300 milioni di lire per le importazioni russe e circa 45 milioni di lire per le esportazioni italiane. F r a le merci d ' i m p o r t a z i o n e russa a v e v a n o il p r i m o posto i cereali, poi seguivano i legumi secchi, i bòzzoli, il petrolio e gli olii minerali, il legname, il ferro e la ghisa, il cuoio, gli oggetti m a n u f a t t i e gli animali d a a l l e v a m e n t o . P e r contro, f r a le esportazioni italiane, p r i m e g g i a v a n o gli agrumi, seguiti dalla seta greggia, dall'olio d'oliva, dallo zolfo, i m a r m i e le pietre, il caucciù, i coralli, il piombo, le sardine, i vini, il riso, le noci, la cera. I n m e r i t o a l l ' i m p o r t a z i o n e in I t a l i a di cereali russi, o s s e r v a v a il F e l k n e r che a quel t e m p o il g r a n o ci p r o v e n i v a solo p e r u n t e r z o dall'interno, m e n t r e 2/3 g i u n g e v a n o dall'estero, e s o p r a t t u t t o dalla R u s s i a . Nel 1910 dal p o r t o di Odessa e r a n o s t a t i e s p o r t a t i per l ' I t a l i a f r u m e n t o , g r a n o t u r c o , orzo e segala in q u a n t i t à r i l e v a n t i ; t r a t t a n d o s i di grani duri, ricchi di g l u t i n e ed a l t r e sostanze a z o t a t e (sino al 16%), essi e r a n o assai a p p r e z z a t i per la fabbricazione delle varie p a s t e a l i m e n t a r i . Anche le farine, i n t r o d o t t e in I t a l i a dalla d i t t a Weinstein di Odessa, s o s t e n e v a n o v i t t o r i o s a m e n t e la concorrenza con i p r o d o t t i a l i m e n t a r i di altri Paesi; u n a r a p p r e s e n t a n z a commerciale della Weinstein a v e v a sede a Genova, con u n a succursale a Torino. L ' i n d u s t r i a molitoria russa si era s v i l u p p a t a molto in quegli anni, grazie a n c h e alla costituzione di u n a Associazione nazionale f r a m u g n a i . Per il t r a s p o r t o di farine e grani d a Odessa a Napoli o a Genova p r o v v e d e v a la « Società nazionale dei servizi m a r i t t i m i », benché in crisi in quei mesi, a causa della guerra. V e n i v a n o allora a p p l i c a t i i seguenti noli: per la f a r i n a in sacchi: d a L. 1,57 a L. 1,67 per q u i n t a l e ; per il carico di g r a n o alla r i n f u s a (non m e n o di 50 t o n n e l l a t e ) : d a L. 0,75 a L. 0,95 per q u i n t a l e , secondo le circostanze. A l t r a m e r c e i m p o r t a n t e f r a le i m p o r t a zioni russe in Italia, era il c a r b o n fossile, e s t r a t t o in q u a n t i t à considerevoli dai giacim e n t i del bacino del D o n e c : ogni a n n o 14 milioni di t o n n e l l a t e di l i t a n t r a c e e 2,5 mi- SSmH La M o s t r a della Scuola I m p e r i a l e A r t i s t i c a e I n d u s t r i a l e di Mosca. Immagine della V e r g i n e . Q u a d r o in scile russo. (Società O l o v j a n i s n i k o v di Mosca). lioni di t o n n e l l a t e di a n t r a c i t e . I combustibili russi erano a v v i a t i in I t a l i a dal p o r t o del Mariùpol, sul m a r e d ' A z o v . U n a t t i v o r a p p r e s e n t a n t e del Consiglio m i n e r a r i o russo, l'ingegnere Palcinski, si o c c u p a v a d a a n n i per i n t r o d u r r e sui m e r c a t i m e d i t e r r a n e i i carboni e le a n t r a c i t i del Donec, che a v e v a n o u n alto p o t e r e calorifico e p o t e v a n o supplire n o n s o l t a n t o ai bisogni d e l l ' i n d u s t r i a metallurgica, m a a n c h e a quelli delle ferrovie italiane. Cosi la n a f t a e i suoi d e r i v a t i a v r e b b e r o p o t u t o divenire o g g e t t o di più consistente esportazione in I t a l i a . I n f a t t i d a B a k ù , per mezzo dell'oleodotto di circa 900 k m , già esist e n t e sino a B a t u m , sul Mar N e r o ; n o n c h é per ferrovia, a t t r e z z a t a con vagoni-cisterna, che d a Grozny, nel Caucaso, a r r i v a v a sino a Novorossijsk, a l t r o p o r t o del Mar Nero, e r a n o s t a t i e s p o r t a t i nel 1910 circa 70 milioni di pudij di p r o d o t t i n a f t i f e r i , pari a circa 1.150 milioni di kg. Negli u l t i m i a n n i la lavorazione della n a f t a a v e v a s u b i t o vari p e r f e z i o n a m e n t i tecnici, per cui, oltre il petrolio, v e n i v a n o p r e p a r a t i lubrificanti, b e n z i n a , benzolo, ecc., per mezzo dei processi cracking allora a p p e n a i n v e n t a t i . Come esempio dell'utilizzazione di tali n a f t e più pesanti d e t t e amazouty>, impiegate come combustibile industriale, il Felkner citava la flotta mercantile di ben 120 piroscafi costruita negli anni precedenti dalle Officine di K o l o m n a che, a sua volt a , u s a v a il sistema di riscaldamento a mazout: a t a n t o a v e v a contribuito la più i m p o r t a n t e società russa p r o d u t t r i c e di n a f t a , quella dei Fratelli Nobel. I piroscafi, m u n i t i di motori Diesel, v e n i v a n o c h i a m a t i tjeplochòdy, ossia n a v i a forza mot.rice-calorifera. L a p r o d u t t i v i t à dei pozzi di petrolio di Grozny, a c o n f r o n t o di quelli di B a k ù , era r i s u l t a t a più che doppia (nel 1910 si era a v u t a un'estrazione di 12 milioni di quintali, r i s p e t t o ai 9 milioni del 1909), per cui era allo studio u n sistema di canalizzazione sino al Mar Nero, che a v r e b b e implicato u n a spesa di 18 milioni di rubli. P e r q u a n t o r i g u a r d a v a l'esportazione del legname, la cui produzione era enorme (si calcolava u n a superficie forestale di 360 milioni di e t t a r i su t u t t o il territorio dell'Impero), m e n t r e essa era già in a t t o dai p o r t i del Baltico, d i r e t t a in m a s s i m a p a r t e verso la Germania, il Belgio e l ' I n g h i l t e r r a , il F e l k n e r osservava che negli u l t i m i anni tale commercio a v e v a preso a n c h e la via del Mar Nero, a t t r a v e r s o i p o r t i di Odessa Nikolajev, d e s t i n a t o verso i p o r t i francesi del Sud. Perciò si a u g u r a v a che essendo Napoli e Genova assai più vicine ad Odessa dei p o r t i francesi, fosse possibile organizzare tali t r a s p o r t i diretti. Oltre l ' a b e t e e il pino caucasiano, erano utilizzabili per t r a v e r s e di ferrovie, pali telegrafici, ecc. i legni di quercia, noce, bosso; sicché anche dopo la chiusura dell'Esportazione, gli industriali torinesi a v r e b b e r o p o t u t o f a r capo al commissario ing. H o f f m a n n , che a v e v a organizzato u n a m o s t r a p e r m a n e n t e di campioni di legnami nel Museo commerciale russo, a p r e n d o pure u n ufficio in Torino, per l'acquisto dei p r o d o t t i forestali, s o p r a t t u t t o del Caucaso. Anche nel c a m p o dei bòzzoli d a seta, il F e l k n e r n o t a v a negli u l t i m i anni u n a u m e n t o delle n o s t r e i m p o r t a z i o n i dalla Russia, a causa della maggiore d o m a n d a delle filande nazionali r i s p e t t o all'offerta del m e r c a t o i n t e r n o . Poiché i bòzzoli, di p r o v e n i e n z a caucasica o t u r k e s t a n a , g i u n g e v a n o alle n o s t r e i n d u s t r i e sopratt u t t o per la via di Marsiglia, il F e l k n e r si a u g u r a v a che a n c h e per l ' i m p o r t a z i o n e di questi i m p o r t a n t i p r o d o t t i venissero organizzate delle r a p p r e s e n t a n z e russe oltre a Milano, anche a Torino e a G e n o v a e che i g r a n d i I s t i t u t i bancari ( B a n c a d ' I t a l i a , B a n c o di Napoli, Cassa di Ris p a r m i o per le P r o v i n c e l o m b a r d e ecc.) dessero il loro appoggio per i n c r e m e n t a r e tale commercio. Nell'ambito della produzione delle officine metallurgiche il Felkner, riferendosi s o p r a t t u t t o alla Società «Prodameta», il cui s t a n d all'Esposizione a v e v a v i v a m e n t e interessato i visitatori, riferiva la cifra delle esportazioni in Italia negli anni precedenti, non superiori alle 70-80.000 tonnellate f r a ghisa, ferro e acciaio, s o p r a t t u t t o in rotaie e materiale ferroviario. Nella stessa relazione il Felkner accennava al progresso notevole avvenuto negli ultimi anni, dell'industria metallurgica russa e alle vaste possibilità di esportazione, specie dalla zona di K r i v o j Rog, che da sola forniva il 9 2 % di t u t t o il materiale e s t r a t t o dalle miniere della Russia meridionale. Anche le zone minerarie dell'Ural, quelle della regione moscovita, del nord erano in pieno sviluppo. P e r il minerale lavorato, ad esempio occupava u n posto p r e m i n e n t e la Polonia, allora i n c o r p o r a t a nell ' I m p e r o , che oltre il ferro comune f a b b r i c a v a filo di ferro e ferro universale, m e n t r e le rotaie erano costruite s o p r a t t u t t o i n U k r a i n a enell'Ural. Con la Società « P r o d a m e t a », che r a g g r u p p a v a 22 stabilimenti siderurgici, gli industriali italiani interessati a v r e b b e r o p o t u t o p r e n d e r e diretti contatti. Riferendosi agli articoli di g o m m a o g u t t a perca, il F e l k n e r si r e n d e v a conto che essi p o t e v a no riuscire a m b i t i alla n o s t r a n a s c e n t e i n d u s t r i a automobilistica e p e r t a n t o n o m i n a v a le due principali Società p r o d u t t r i c i : la « Treugòlnik » (Il Triangolo) di Pietroburgo, che a v e v a p a r t e cipato all'Esposizione e vi a v e v a ricevuto d u e Grands Prix e la « P r o v o d n ì k » (La Guida), che a v e v a organizzato un deposito a Milano e u n a V e d u t a d i una p a r t e della Sezione del Consiglio del Congresso M i n e r a r i o e M e t a l l u r g i c o della Russia M e r i d i o n a l e all'Esposizione di T o r i n o . succursale a Torino, con buon successo di vendite, s o p r a t t u t t o di pneumatici per a u t o e biciclette, gomme piene per omnibus e carrozze, soprascarpe, ecc. Nel campo delle pelli, dei cuoi e delle pelliccerie poi il Felkner ricordava la tradizionale produzione e lavorazione di questi articoli da p a r t e della Russia, accennando alla rispettabile cifra di 50 milioni di lire di esportazioni nel 1911. Aggiungeva però che da p a r t e italiana non v ' e r a s t a t a negli ultimi anni la consueta p r o v v i s t a di p r o d o t t i greggi, forse a causa della concorrenza dei molti agenti tedeschi, che a v e n d o a c c a p a r r a t o le pelli di p r i m a qualità, a v e v a n o lasciato al mercato italiano quelle di q u a l i t à inferiore. Anche per questo si auspicava la creazione di u n ' a g e n z i a russa a Torino per f o r n i t u r a d i r e t t a delle m a t e r i e p r i m e ai nostri industriali del cuoio, m e t t e n d o in rilievo l ' o t t i m a q u a l i t à di tali p r o d o t t i , a d a t tabili alle lavorazioni più raffinate. A d esempio, da un cuoio di vitello russo si p o t e v a ottenere u n a p e r f e t t a imitazione della pelle di coccodrillo. Quella stessa agenzia a v r e b b e p o t u t o incaricarsi a n c h e dello smercio d i r e t t o delle pelliccerie gregge, di cui la Russia, per la v a r i e t à e ricchezza della sua f a u n a , f u s e m p r e la fornitrice dei m e r c a t i europei; t a n t o più se si considerava crescente uso delle pellicce per gli abiti invernali femminili. Sulla produzione, in regime di monopolio statale, dell'alcool per diversi usi tecnici, il F e l k n e r p r o p u g n a v a l'esportazione dell'alcool n a t u r a l e , utilizzabile a n c h e nell'industria dei « S t a n d » della Società A n o n i m a per [ l e C o s t r u z i o n i meccaniche di Kolomna. profumi, e da denaturarsi poi in Italia; ciò avrebbe p o t u t o avvenire non soltanto per via mare, ma anche per ferrovia, da Varsavia, con speciali vagoni-cisterna. Nello stand del Ministero delle finanze era stato pure esposto un campione di alcool solido, che avrebbe p o t u t o venire impiegato sia dalle t r u p p e che da viaggiatori, turisti, ecc.; di questo prodotto, a d e t t a del Felkner, si era f a t t o un consumo enorme d u r a n t e la recente guerra russo-giapponese. E cosi pure la Società dei distillatori russi aveva esposto delle tavolette di alcool solido per uso domestico (illuminazione e riscaldamento), utili nei bivacchi dei soldati, degli alpinisti, ecc. Infine il Felkner faceva cenno alle fiorenti piantagioni di cotone del T u r k e s t a n e alle fabbriche di stoffe di cotone (la Zundel di Mosca, la K r à n h o l m di Narva), i cui prodotti erano però i n t e r a m e n t e assorbiti dal mercato interno; ma si a u g u r a v a che, con la costituzione del Comitato dei cotoni presso il Ministero dell'agricoltura, presieduto a p p u n t o dal sen. Timirjazev già nominato, la via all'esportazione, sarebbe s t a t a presto aperta, specie dopoché i torinesi avevano p o t u t o a m m i r a r e all'Esposizione una collezione di cotoni e campioni di filo del Turkestan, che erano stati t u t t i premiati. Un capitolo a sé s t a n t e delle esportazioni russe in Italia costituivano i prodotti dell'artigianato artistico, opera dei kustary, dei quali l'Esposizione aveva offerto un vasto campionario, nella sezione dell'economia rurale del Ministero dell'agricoltura. Le belle signore torinesi andarono allora in visibilio dinanzi a t a n t i oggetti originali e di indiscusso gusto artistico; la signora Valentina Gildt, delegata alle vendite, non solo esauri quasi lo stock degli oggetti esposti, ma assunse pure numerose ordinazioni e comunicò vari indirizzi di kustary cui inviare le richieste. Gli oggetti più ammirati e ricercati furono i giocattoli di legno e le scatole dipinte o istoriate, gli oggetti di metallo (crocette, catenine, bottoni, fibbie), i ricami, gli scialli di pelli di capra lavorati dai cosacchi della regione di Orenburg, i tappeti del Caucaso e della zona di Poltava. Scrisse allora un cronista, sulle pagine del « Giornale ufficiale » dell'Esposizione torinese (novembre 1911 - n. 32): « Come sfuggire a un senso di gradita meraviglia allorquando, e n t r a n d o nel salone principale » (del Padiglione russo), « si vedevano in un trionfo luminoso di pitture, di cristalli, di lavori in bronzo e in marmo, di incrostazioni, di mosaici, di tappeti, fiorire accanto all'oggetto più v i b r a n t e ' d i aristocratico sentimento moderno i timidi segni dell'arte nazionale, rimasta con profonde tracce nell'anima del popolo attraverso i secoli; u n ' a r t e commovente nella sua cara ingenuità e certo non v e n u t a su fra gii agi delle illustri accademie, bensì sorta spontanea f r a gli umili casolari dei muzilà, cosi come un fiore selvatico nella steppa ? » Poi il cronista indugiava dinanzi alle vetrine dove erano esposte, fra ori e ricami preziosi, i tappeti, le stoffe per mobili di famose m a n i f a t t u r e (come quella dei Sapoznikov di Mosca), le sete dipinte, t u t t e a riflessi cangianti, p r o d o t t e da notissime fabbriche (gli OlovjaniSnikov, gli Séenkov e i Zubkov, pure di Mosca), i tessuti della già n o m i n a t a Casa Emile Zundel, anch'essa di Mosca (che d a v a lavoro a 8000 operai e a 400 impiegati e aveva sedi in ogni p a r t e della Russia), i s a m o v a r artistici della Casa BataSev di Tuia. Poi, quasi a prototipi dell'arte popolare russa, il cronista f e r m a v a il suo sguardo su un piccolo tabernacolo d ' a r g e n t o su sottili colonne d'avorio, in stile bizantino, su u n a icona della Versine con ricca incorniciatura, su u n c o f a n e t t o in argento e mica dal fondo r i c a m a t o in seta, su arredi sacri di squisita f a t t u r a e su svariati oggetti d'uso domestico in legno intagliato, rivelanti la purezza e l'ingenuità del s e n t i m e n t o artistico. A chi a n d a v a il merito del p e r d u r a r e di queste tradizioni cosi nobili nel c a m p o delle arti applicate all'industria ? Ce lo dice il F e l k n e r : alle q u a t t r o o t t i m e scuole professionali allora esistenti in Russia: la « S t r o g a n o v », i s t i t u t o d ' a r t e industriale a Mosca; la Scuola centrale di disegno tecnico del barone Stieglitz, a P i e t r o b u r g o ; la Scuola delle a r t i industriali, a E k a t e r i n b u r g (oggi Sverdlovsk) e la Scuola di gioielleria ed oreficeria, a K r a s n o e , presso K o s t r o m à . T u t t e tali Scuole p r e s e n t a r o n o alla Esposizione torinese le opere dei loro allievi: oggetti in porcellana, ceramica, pelle, argenterie, p i t t u r e decorative, p r o d o t t i dell'arte grafica e dell'arte a p p l i c a t a a l l ' i n d u s t r i a ; e il successo f u grande. A conclusione della sua conferenza il F e l k n e r a c c e n n a v a alla scadenza, nel 1917, del T r a t t a t o di commercio con l ' I t a l i a , n o n c h é alle già citate Camere di commercio miste, sia a R o m a che a Pietroburgo, Mosca e Odessa, e ad altri enti ancora, a v e n t i lo scopo di sviluppare le relazioni commerciali: tali la succursale, in Genova, della B a n c a russa per il commercio estero e la Società commissionaria per lo scambio dei prod o t t i f r a la Russia e l ' I t a l i a , in P a d o v a . I n d i p a t e t i c a m e n t e cosi si congedava dagli industriali torinesi: « I l Padiglione russo sarà d i s t r u t t o insieme con gli altri palazzi della b i a n c a Città Valentina, il bel parco r i p r e n d e r à il suo a s p e t t o di prima, m a nel suolo della riva sinistra del s e m p r e storico fiume r i m a r r a n n o le pietre della costruzione russa, pietre f o n d a m e n t a r i e della Lampada da chiesa in argento, sospesa. Stile russo antico. f r a t e l l a n z a russo-italiana nel più nobile campo, quello del lavoro u m a n o . I n q u e s t a speranza è a n c h e la consolazione per il riconoscente Commissariato russo, che n o n d i m e n t i c h e r à mai l'ospitalità e la b o n t à della bella c i t t à di Torino ». Forse, per il lettore del 1970, queste « cron a c h e dell'altro ieri » s a r a n n o riuscite u n mom e n t a n e o svago dall'assillo dell'ora p r e s e n t e ; m a ci a u g u r i a m o che lo facciano a n c h e m e d i t a r e su t a n t e tragiche vicende di popoli e di S t a t i seguite a quei t e m p i o r m a i lontani, inducendolo p u r e ad u n pensiero di g r a t i t u d i n e verso i nostri p a d r i , che iniziarono s e s s a n t ' a n n i f a quei r a p p o r t i commerciali col m o n d o russo, che sono oggi u n ' i n n e g a b i l e realtà, p u r nella differenza dei sistemi politico-economici. La disputa del commercio Giancarlo Il Salone mercato internazionale dell'alimentazione e del commercio, svoltosi a TorinoEsposizioni all'inizio di q u e s t ' a n n o , h a a v u t o il merito di richiamare ancora u n a volta, e in f o r m a di particolare urgenza, l ' a t t e n z i o n e sui problemi della distribuzione. N o n si p u ò negare che c'è oggi u n m o t i v o assai più valido r i s p e t t o al p a s s a t o : l ' a v v e n u t a presentazione alla Commissione i n d u s t r i a della Camera dei d e p u t a t i , che d o v r e b b e esaminarlo in sede legislativa, di u n testo unificato di proposte di legge sulla r i f o r m a del commercio. Di questo progetto, che h a subito sollevato reazioni sensibilmente c o n t r a s t a n t i , n o n s o l t a n t o d e t e r m i n a t e da divergenze di interessi m a anche d a m o t i v i tecnici giuridico-economici di applicabilità, si p u ò forse dire t u t t o il male che si vuole, salvo riconoscere che r a p p r e s e n t a il p r i m o t e n t a t i v o organico, d a u n q u a r t o di secolo a q u e s t a p a r t e , di s o t t o p o r r e a revisione u n a m a t e r i a nella quale ci si t r o v a d a t r o p p o t e m p o in s t a t o di completo immobilismo. Nel corso di v a r i convegni che h a n n o acc o m p a g n a t o il Salone, e di altri che in queste u l t i m e s e t t i m a n e sono a n d a t i svolgendosi in diverse c i t t à italiane, sono s t a t e di n u o v o sottoposte a s p i e t a t a d e n u n c i a le carenze della f u n zione d i s t r i b u t i v a in Italia, m a g a r i insistendo su t a l u n i a s p e t t i che forse n o n sono t r a i più p r e o c c u p a n t i e in certi casi a c c r e d i t a n d o statistiche t u t t ' a l t r o che univoche ed accettabili. Spesso e f a c i l m e n t e si c o n f o n d e ad esempio t r a u n i t à locali o esercizi di commercio e licenze, d a t o questo di più facile accesso statistico, in m o d o che i c o n f r o n t i nel t e m p o e nello spazio a s s u m o n o caratterizzazioni del t u t t o instabili. Cosi p r o b a b i l m e n t e sono v e n u t e fuori, con quale f o n d a m e n t o è difficile dire, cifre sbalorditive sulla proliferazione delle imprese commerciali in I t a l i a r i s p e t t o agli altri Paesi della C E E , per cui è parso di capire che u n a radicale cura chirurgica del settore r a p p r e s e n t i oggi l'unico e indispensabile s t r u m e n t o di razionalizzazione. E p p u r e in m a t e r i a economica nulla è più fallace che l'opinione c o r r e n t e e i luoghi consolidati dall'uso, e ci è s e m b r a t o q u i n d i o p p o r t u n o controllare meglio certe informazioni p r e n d e n d o Biraghi in m a n o u n n u m e r o a b b a s t a n z a recente di « Studi e indagini statistiche », edito a fine 1968 d a l l ' I s t i t u t o statistico delle Comunità europee, che dedica a p p u n t o u n ' a c c u r a t a analisi a « L a s t r u t t u r a del commercio nelle c o m u n i t à europee ». È vero che i d a t i assunti a base dell'indagine c o m u n i t a r i a risalgono alla p r i m a p a r t e del decennio sessanta, m a essi conservano ad avviso del citato I s t i t u t o u n c a r a t t e r e u g u a l m e n t e significativo. Ciò dipende dal f a t t o che i rilev a m e n t i si estendono su u n periodo di q u a t t r o a n n i e più ancora dalla circostanza che le s t r u t t u r e del commercio n o n si t r a s f o r m a n o in m i s u r a sensibile d a u n a n n o all'altro e d ' a l t r a p a r t e le loro differenze sono cosi a c c e n t u a t e da r i m a n e r e ancora valide, se n o n altro come espressione di t e n d e n z a . Lo s t u d i o della Comunità, e gli a c c e r t a m e n t i su cui si f o n d a , consentono di d o c u m e n t a r e c o n c r e t a m e n t e , a f f e r m a il r a p p o r t o , « la nozione assai v a g a che finora si a v e v a del commercio i n t e r n o della C o m u n i t à ». Il pregio maggiore della ricerca C E E è di essere c o n d o t t a in t e r m i n i c o m p a r a t i v i , cosi d a ridurre al minimo la possibilità di equivoci i n t e r p r e t a t i v i e di accostamenti non appropriati. E b b e n e , se s t i a m o alle risultanze ci s e m b r a di p o t e r fin d ' o r a dire che la situazione della distribuzione in I t a l i a n o n a p p a r e cosi d r a m m a tica come la si vuol descrivere, specialmente per certi a s p e t t i , a n c h e se n o n m a n c a n o n a t u r a l m e n t e n o n t r a s c u r a b i l i f a t t i patologici. N o n s e m b r a i n t a n t o del t u t t o vero che il n u m e r o delle imprese commerciali del n o s t r o P a e s e sia cosi e s o r b i t a n t e r i s p e t t o a quello degli altri grossi p a r t n e r s della C o m u n i t à . Secondo la f o n t e c i t a t a , le d i t t e italiane del commercio s a r e b b e r o all'incirca 880 mila (cifra comp r e n s i v a dell'ingrosso, degli i n t e r m e d i a r i , del m i n u t o fisso e del m i n u t o a m b u l a n t e ) , m e n t r e in F r a n c i a e in G e r m a n i a si aggirerebbero sulle 770 mila. Se si esclude però il commercio a m b u l a n t e , che h a u n a c e r t a i m p o r t a n z a s o p r a t t u t t o in I t a l i a m a che è p r e s e n t e a n c h e nei Paesi Bassi e in Belgio, le n o s t r e imprese si r i d u c o n o a 721 mila, c o n t r o le 713 mila della Tavola 1 CONSISTENZA D E L L E I M P R E S E SETTORI COMMERCIALI GERMANIA FRANCIA ITALIA 128.007 111.167 474.213 57.818 110.783 32.795 544.465 83.136 76.840 11.490 632.777 155.961 Ingrosso Intermediari . . . Minuto fisso . . . Minuto ambulante Totale 771.205 771.179 G e r m a n i a F e d e r a l e e le 688 mila della F r a n c i a (tav. 1). S o t t o q u e s t o profilo s e m b r a che la diffusione delle a t t i v i t à commerciali, come a v v i e n e del resto in genere per quelle del s e t t o r e terziario, sia in p r i m o luogo c o r r e l a t a allo s v i l u p p o della popolazione, per cui n o n p a r e a n o m a l o il c o n s t a t a r e che a Paesi di i m p o r t a n z a demografica a b b a s t a n z a simile c o r r i s p o n d a u n a m m o n t a r e di d i t t e commerciali pili o m e n o dello stesso ordine di g r a n d e z z a . A q u e s t a considerazione d o v r e b b e a g g i u n g e r s e n e u n ' a l t r a , p e r q u a n t o r i g u a r d a l ' I t a l i a : il n o s t r o t e r r i t o r i o è o r o g r a f i c a m e n t e a c c i d e n t a t o , t a n t o è v e r o che su circa 300 mila k m q . di superficie n e m m e n o 70 mila sono di p i a n u r a , di f r o n t e a d oltre 106 mila di m o n t a g n a e 125 mila di collina. Ne segue che le stesse m a g g i o r i difficoltà di c o m u n i c a z i o n e p r e m o n o nel senso di u n a più a c c e n t u a t a dispersione dei servizi d i s t r i b u t i v i . D ' a l t r a p a r t e è ovvio che le a t t i v i t à commerciali si s v i l u p p i n o a n c h e in s i n t o n i a con l'evoluzione del s e t t o r e i n d u s t r i a l e . Se osserv i a m o la s i t u a z i o n e i t a l i a n a d a q u e s t o angolo, d o b b i a m o riconoscere che n o n vi sono segni palesi di distorsione: nella C E E vi sono m e d i a m e n t e 137 d i t t e c o m m e r c i a l i ogni 100 d i t t e i n d u s t r i a l i ; in I t a l i a il r a p p o r t o è di 136, in G e r m a n i a scende l i e v e m e n t e a 129 e ili F r a n c i a risale a 139. Questi valori f a n n o i n d u b biamente pensare a predeterminate uniformità nei r a p p o r t i i n t e r s e t t o r i a l i , sui quali n o n si p u ò p e n s a r e di incidere in f o r m a t a n t o sbrigat i v a o a d d i r i t t u r a semplicistica ( t a v . 2). U n ' a l t r a considerazione. Nella f u n z i o n e commerciale p o s s i a m o d i s t i n g u e r e il flusso dei b e n i d e s t i n a t i al c o n s u m o p r i v a t o d a quello delle t r a n s a z i o n i i n t e r i n d u s t r i a l i e delle m a t e r i e priTavola 2 RAPPORTO % TRA IMPRESE COMMERCIALI E INDUSTRIALI 1 I GERM. FRANCIA 129 139 ITALIA | 136 OLANDA BELGIO 131 170 COMMERCIALI LDSS. CEE 100 137 BELGIO LUSSEMB. J 1.039 | 2.855 877.068 3.894 CEE 379.800 165.526 1.909.622 335.322 2.790.270 me, per cui t u t t o s o m m a t o n o n è c o m p l e t a m e n t e c o r r e t t o r a p p o r t a r e , come spesso si fa al n u m e r o dei p u n t i di v e n d i t a la sola spesa di consumo. A n c h e s o t t o q u e s t o r i g u a r d o il c o m m e r c i o i t a l i a n o si colloca n e l l ' i n t o r n o del1 a s s e t t o medio c o m u n i t a r i o , d o v e circa l ' 8 3 ° ' dei p r o d o t t i commercializzati è r e l a t i v o ai cons u m i p r i v a t i m e n t r e il r i m a n e n t e 1 7 % riflette s c a m b i di altri beni. C'è d a dire che in Germ a n i a la p r o p o r z i o n e è u l t e r i o r m e n t e s p o s t a t a a f a v o r e della seconda categoria, i n d u b b i a m e n t e q u a l i f i c a n t e d e l l ' a t t i v i t à commerciale, p e r u n a m m o n t a r e di circa il 2 2 % delle t r a n s a z i o n i complessive; in F r a n c i a essa r a g g i u n g e però b P s o l t a n t o il 7 % . Tavola 3 DENSITÀ DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI (per 10.000 abitanti) SETTORI COMMERCIALI « H O Ingrosso . . . . 25 Intermediari. . . 20 Minuto fisso . . . 96 Minuto ambulante 11 Totale 152 « 26 7 124 17 174 m 17 2 134 31 184 27 2 93 16 138 41 8 184 22 255 a I-3 37 101 138 P3 o 24 10 119 19 172 V e n i a m o ora al p u n t o p i ù dolente, quello della d e n s i t à c o m m e r c i a l e i t a l i a n a di cui si f a g r a n d i s c u t e r e . I n e f f e t t i il n u m e r o di esercizi c o m m e r c i a l i su 10 m i l a a b i t a n t i è di 184 m I t a l i a , di 174 in F r a n c i a e di 152 in G e r m a n i a . Se si e s c l u d o n o p e r ò i v e n d i t o r i a m b u l a n t i , che volere o n o r a p p r e s e n t a n o u n f e n o m e n o m a r g i nale, il v e n t a g l i o si c h i u d e : il r a p p o r t o esercizi-popolazione (per 10 m i l a a b i t a n t i ) è u g u a l e in I t a l i a a 153, in G e r m a n i a a 141, in F r a n c i a a 157 ( t a v . 3). I n t e r v i e n e in q u e s t a fase la q u e s t i o n e del c o n f r o n t o t r a v o l u m e dei c o n s u m i p r i v a t i e p u n t i di v e n d i t a o p p u r e t r a c i f r a globale d ' a f fari e p u n t i di v e n d i t a . R i s u l t e r e b b e così che il livello dei c o n s u m i o la c i f r a d ' a f f a r i p e r esercizio commerciale nel nostro Paese sia la m e t à o u n terzo o a d d i r i t t u r a u n q u a r t o di quella r i s c o n t r a t a in altri Paesi della Comunità, da cui si vorrebbe d e d u r r e u n a catastrofica diagnosi per il settore n o s t r a n o . A p a r t e l'interrogativo sulla legittimità statistica di questi paragoni, implicitamente emergente da alcune osservazioni sopra a v a n z a t e , r i m a n e il f a t t o significativo che u n assetto a b b a s t a n z a analogo è riscontrabile nella situazione c o m u n i t a r i a del settore industriale. Secondo elaborazioni di dati ufficiali (cfr. « Statistiche dell'industria », a cura d e l l ' I s t i t u t o statistico delle C o m u n i t à europee, 1967-J-A) risulterebbe che, nell'insieme dell'ind u s t r i a e s t r a t t i v a e m a n i f a t t u r i e r a , il valore n e t t o della produzione media per impresa, è in I t a l i a di 26 mila u n i t à di conto (U. C.), di f r o n t e a 49 mila del Belgio, 63 mila della F r a n c i a , 71 mila dell'Olanda, 78 mila del LusTavola 4 ALCUNI RAPPORTI CARATTERISTICI DEL SETTORE INDUSTRIALE OLANDA BELGIO LUSSEMB. CEE 209 156 59 174 119 223 134 105 63 26 71 49 78 61 ITALIA FRANCIA Cifra media d'affari per impresa (000 U.C.). . . Valore medio netto della produzione per impresa (000 U.C.) GERMANIA (ESTRATTIVO E MANIFATTURIERO) s e m b u r g o e 105 mila della G e r m a n i a . P e r s t a r e ai Paesi più i m p o r t a n t i , l ' I t a l i a è in r a p p o r t o di 1 a 2,5 circa r i s p e t t o alla F r a n c i a e di 1 a 4 r i s p e t t o alla G e r m a n i a . Se consideriamo la cifra d'affari, s e m p r e espressa in u n i t à di conto, o t t e n i a m o per l ' I t a l i a 59 mila, c o n t r o 119 mila per il Belgio, 156 mila per la F r a n c i a , 174 mila per l ' O l a n d a , 209 mila per la G e r m a n i a e 223 mila per il L u s s e m b u r g o . Anche in q u e s t o caso il r a p p o r t o t r a il n o s t r o P a e s e e gli altri g r a n d i della C o m u n i t à è a p p r o s s i m a t i v a m e n t e di 1 a 2,5 nei c o n f r o n t i della F r a n c i a e di 1 a 3,5 per la G e r m a n i a (tav. 4). Che cosa significa t u t t o q u e s t o ? Prognosi i n f a u s t a per l ' i n d u s t r i a i t a l i a n a ? No. Semplic e m e n t e u n a cosa: che la n o s t r a s t r u t t u r a economica n e l l ' a m b i t o della C o m u n i t à è c e r t a m e n t e m e n o r o b u s t a di quella di altri Paesi, m a n o n esclusivamente per ciò che r i g u a r d a il s e t t o r e d i s t r i b u t i v o , bensì più o m e n o u n i f o r m e m e n t e lungo t u t t o l'arco delle a t t i v i t à p r o d u t t i v e . I n altri t e r m i n i siamo di f r o n t e a u n certo grado di sviluppo settoriale che corrisponde, ove più ove meno, ad u n a certa fase dell'evoluzione dell'intero organismo sociale; se questo è vero, n o n s e m b r a il caso di a p p u n t a r e l'indice accusatore su questo o quel tipo di a t t i v i t à . Del resto p u ò essere i s t r u t t i v o q u a n t o si legge a riguardo dell'industria in u n passo del Progetto 80: « A ridosso delle grandi imprese, al cui g r u p p o si è aggregato u n numero r i s t r e t t o di medie imprese, si è verificata l ' e n t r a t a di numerosissime piccole aziende che, s f r u t t a n d o i v a n t a g g i di più bassi costi, h a n n o s a p u t o cogliere agilmente le o p p o r t u n i t à dell'allargam e n t o dei mercati, assorbendo la q u o t a più rilevante di occupazione. Nella maggior p a r t e delle medie imprese lo sviluppo è s t a t o invece assai più lento. Esse da u n lato n o n h a n n o p o t u t o godere di v a n t a g g i nei costi p a r a g o n a bili a quelli delle piccole imprese; dall'altro non sono riuscite a percorrere la s t r a d a della specializzazione e della maggiore valorizzazione delle produzioni. U n a p a r t e notevole della n o s t r a i n d u s t r i a p r e s e n t a quindi a s p e t t i di fragilità, che solo u n incisivo processo di a d e g u a m e n t o s t r u t t u r a l e p o t r à risolvere ». Ma t o r n i a m o al commercio e cerchiamo ora di i n d i v i d u a r e le più p r o f o n d e cause di insufficienza o c o m u n q u e gli a s p e t t i di inadeguatezza che lo c o n t r a d d i s t i n g u o n o . Secondo lo studio della C E E il vero h a n d i c a p del n o s t r o Paese è di avere u n a q u o t a proporzionalmente bassa di o c c u p a t i nelle a t t i v i t à commerciali: m e n o di 2 milioni, contro 2 milioni e 400 mila in F r a n c i a e quasi 3 milioni e mezzo in G e r m a n i a . N e consegue che gli a d d e t t i alla distribuzione si aggirano da noi sulle 400 u n i t à per 10 mila a b i t a n t i , di f r o n t e ai 500 della F r a n c i a ed ai 630 della G e r m a n i a . L a media della C o m u n i t à oltrepassa i 500. È forse p e r q u e s t o che l'analisi della C E E , riferendosi in particolare al commercio al m i n u t o , giunge alla conclusione in a p p a r e n z a paradossale che l ' I t a lia è il Paese in cui il commercio è m e n o esteso. I n effetti in G e r m a n i a sono circa 400 gli a d d e t t i al commercio al m i n u t o ogni 10 mila a b i t a n t i , m e n t r e gli altri Paesi della C o m u n i t à seguono l a r g a m e n t e d i s t a n z i a t i e, f a t t a eccezione per il L u s s e m b u r g o , r e s t a n o n o r m a l m e n t e al di s o t t o della media generale che è di 355. L ' I t a l i a p r e s e n t a il valore più basso, con 311 occupati per 10 mila a b i t a n t i , cosi che lo scarto t r a il n o s t r o P a e s e e la G e r m a n i a raggiunge all'incirca il 3 0 % . T u t t o s o m m a t o pare di d o v e r concludere che non è la q u a n t i t à delle d i t t e a r a p p r e s e n t a r e nella n o s t r a economia u n f a t t o patologico, m a s e m m a i la loro dimensione e Tavola 5 INCIDENZA DEGLI OCCUPATI NEL COMMERCIO SULLA POPOLAZIONE 126 20 337 18 501 BELGIO Ingrosso . . . . 194 Intermediari. . . 35 Minuto fisso . . . 386 Minuto ambulante 16 030 | OLANDA i a 78 212 5 5 270 316 41 24 394 [ 557 175 10 314 29 528 ITALIA SETTORI COMMERCIALI -r I* RANCIA (per 10.000 abitanti) P p-q 200 298 498 142 19 330 25 510 perciò il loro grado di efficienza. Il che è molto differente agli effetti di u n a razionale politica di i n t e r v e n t o (tav. 5). U n ' a l t r a reale carenza nella distribuzione, sulla quale nessuno g e n e r a l m e n t e indugia è costituita da noi d a l l ' i m p o r t a n z a secondaria che h a il commercio all'ingrosso. Gli esercizi all'ingrosso sono in I t a l i a s o l t a n t o il 9% di quclh commerciali globalmente considerati m a in F r a n c i a raggiungono il 15%, in G e r m a n i a e in Belgio il 16%, in O l a n d a il 2 0 % . Ancora p m forti i corrispondenti scarti di occupazione1 ingrosso italiano impiega il 2 0 % degli a d d e t t i al commercio, contro il 2 5 % della F r a n c i a , il 3 1 % della Germania, il 3 3 % del Belgio e il 3 8 % dell'Olanda. C'è un altro limite n e l l ' a p p a r a t o d i s t r i b u t i v o italiano: il peso irrilevante degli i n t e r m e d i a r i che invece svolgono u n a funzione essenziale specie in Germania e in F r a n c i a . L ' a t t i v i t à degli intermediari serve a m e t t e r e in r a p p o r t o a c q u i r e n t i e venditori e come t a l e f u n g e da s t r u m e n t o di connessione t r a i diversi ^stadi economici, costituendo cosi p r i n c i p a l m e n t e u n o s t r u m e n t o di commercializzazione per le imprese industriali. In I t a l i a su 100 imprese ali ingrosso vi sono s o l t a n t o 15 d i t t e di intermediari, m e n t r e in F r a n c i a se ne h a n n o 30 e m G e r m a n i a a d d i r i t t u r a 87. A b b i a m o infine u n p r o b l e m a di efficienza o, per dirla m t e r m i n i economici, di p r o d u t t i vità. Si è soliti dire che gli a u m e n t i di p r o d u t t i v i t à nel c a m p o dei servizi sono necessariam e n t e lenti e non suscettibili di vistosi risultati v e r o sol ° i n P a r t e . C'è in p r i m o luo<xo la p r o v a di q u a n t o s'è o t t e n u t o in altri Paesic e s o p r a t t u t t o la p r o s p e t t i v a d e l l ' i n t r o d u zione, a n c h e nel s e t t o r e terziario, di m e t o d i di gestione e di a t t r e z z a t u r e più m o d e r n e e persino a u t o m a t i c h e . Il maggiore ostacolo s t a lorse nel f a t t o che q u e s t e esigenze c o n t i n u a n o a r e s t a r e o s t i n a t a m e n t e al di f u o r i dell'orizzonte della maggior p a r t e degli o p e r a t o r i . I s t r u t t i v a al riguardo un'interessante n o t a a p p a r s a qualche t e m p o addietro su questa stessa rivista (cfr. n. 323-4), ad illustrazione di certe risultanze acquisite m e d i a n t e u n ' i n d a gme campionaria e f f e t t u a t a in P i e m o n t e dal1 Unione regionale delle Camere di commercio Vi si osservava che il 9 7 % degli esercizi torinesi al dettaglio a p p a r e ancora condizionato dal sistema di presentazione delle merci esclusivamente al banco, proprio q u a n d o in molti Paesi, anche nella vicina Francia, si arriva a d d i r i t t u r a allo « ipermercato » e lo s W a n di m o d a è: abolite banchi e vetrine: sono bare di mercanzia; mettete tutto in vista, a portata di mano e lasciate che il cliente si serva da solo liberamente, di tutto. Che dire allora del f a t t o che il 90°/ dei negozi torinesi abbia superfìci inferiori ai 100 mq, che il 5 5 % non superi i 30 clienti giornalieri e che l ' 8 0 % non v a d a al di là di 15 milioni di v e n d i t e a n n u e ? I n d u b b i a m e n t e q u e s t a situazione è collegata con un certo tipo di gestione e con u n certo livello di a t t r e z zatura. In u l t i m a analisi si p u ò forse a f f e r m a r e che i problemi del commercio sono oggi condizion a t i in I t a l i a d a due ordini di vincoli: da un l a t o il livello medio individuale dei redditi ancora n o t e v o l m e n t e d i s t a n t e da quello europeo, dall'altro lo s t a n d a r d m o d e s t o di p r o d u t t i v i t à che c a r a t t e r i z z a le aziende. Il p r i m o elemento costituisce, r i s p e t t o a l l ' a t t i v i t à commerciale, u n a variabile esogena, d a l l ' a n d a m e n t o delia quale si d e t e r m i n e r a n n o , o m e n o effetti favorevoli a t t r a v e r s o la dinamica espansiva dei consumi e quindi della cifra d'affari. Il secondo elemento è invece i n t e r n o al settore, in certa guisa dominabile dagli o p e r a t o r i dello stesso e costituisce p r a t i c a m e n t e n o n una, bensì l'unica via possibile di razionalizzazione e modernizzazione. N o n si p u ò d u n q u e che condividere il criterio-guida della politica della distribuzione cosi c o m ' è e n u n c i a t o nel Progetto 80, secondo cui « la d i r e t t i v a principale è di f a v o r i r e l'affermazione delle f o r m e m o d e r n e di c o m m e r c i o » con il c h i a r i m e n t o che « d a u n l a t o si t r a t t a di consentire lo s v i l u p p o della g r a n d e distribuzione secondo le esigenze del m e r c a t o , e d a l l ' a l t r a di incoraggiare l ' a m m o d e r n a m e n t o delle imprese tradizionali ». A l t r e t t a n t o a c c e t t a b i l e è il c o n c e t t o che, per p r o m u o v e r e il processo di riorganizzazione ed a m m o d e r n a m e n t o delle s t r u t t u r e d i s t r i b u t i v e tradizionali, d o v r a n n o essere s t u d i a t e misure specifiche nel c a m p o creditizio come, a d esempio, l'estensione del credito a g e v o l a t o a ragg r u p p a m e n t i di i m p r e s e commerciali, il finan- ziamento di processi di modernizzazione, facilitazioni fiscali alle unioni volontarie per acquisti collettivi, la creazione di centri di addes t r a m e n t o professionale. È ovvio che, in parallelo, tale indirizzo d e b b a essere a c c o m p a g n a t o « d a un'energica ed efficace azione di t u t e l a del c o n s u m a t o r e . I n questo a m b i t o d o v r a n n o essere predisposte misure volte a vietare, o a limitare drasticamente, la p r a t i c a del cosiddetto prezzo imposto; al controllo di veridicità dei messaggi pubblicitari; alla diffusione del marchio di q u a l i t à ; alla disciplina delle v e n d i t e a premio e al divieto di quelfe che si risolvono in concorsi a c o n t e n u t o aleatorio; a d efficaci e m o d e r n e f o r m e di informazione del consumatore, a t t r a v e r s o i mezzi di comunicazione di massa ». Del resto il Progetto di -piano e l a b o r a t o d a l CRPE del P i e m o n t e àncora t u t t e le ipotesi di sviluppo del settore terziario nel suo insieme, e del commercio in ispecie, proprio al perseguim e n t o dell'obiettivo dell'incremento della prod u t t i v i t à . Si a f f e r m a che t a l e i n c r e m e n t o dov r e b b e conseguire ad u n processo di r i s t r u t t u razione di alcuni c o m p a r t i , in particolar m o d o d e l l ' a t t i v i t à commerciale, con l ' a s s o r b i m e n t o di u n a q u o t a dell'occupazione marginale. P e r il settore commerciale e dei servizi in effetti, all'espansione dell'occupazione del 3 % all'anno, viene f a t t o corrispondere u n a u m e n t o in t e r m i n i di valore a g g i u n t o d e l l ' 8 , 7 % a n n u o , tale d a c o m p o r t a r e cioè u n a u m e n t o della p r o d u t t i v i t à pari al 5 , 5 % all'anno. L'ipotesi è b a s a t a in particolare sullo sviluppo del cosiddetto « g r a n de d e t t a g l i o » e del « dettaglio associato », tend e n z a che — a f f e r m a il Progetto di piano — dovrebbe t r o v a r e sempre maggiore impulso anche legislativo. D ' a l t r a p a r t e le prospezioni delle alternative di sviluppo dell'economia piemontese al 1980 d a n n o fin d'ora per scontato che nel complesso il settore terziario d o v r à assumere u n a n u o v a « dimensione », a cui corrisponderà u n increm e n t o del tasso di terziarizzazione nella s t r u t t u r a occupazionale. Si prevede che l'indice di terziarizzazione del P i e m o n t e verrà a collocarsi nel 1980 i n t o r n o al 3 6 % dell'occupazione globale, laddove a t t u a l m e n t e si aggira sul 3 1 % . N o n o s t a n t e gli incrementi ipotizzati tale indice resterà però ancora r e l a t i v a m e n t e basso sia r i s p e t t o agli altri Paesi europei sia rispetto alla stessa media nazionale, anche perché si osserva che nella regione piemontese, r e l a t i v a m e n t e allo sviluppo industriale, la s t r u t t u r a terziaria h a u n grado di obsolescenza elevato, d o v u t o alla m a n c a t a risoluzione di numerosi problemi t a n t o all'interno q u a n t o all'esterno del settore. C'è q u i n d i u n a conclusione di e s t r e m a import a n z a da t r a r r e : se l ' a r g o m e n t a r e fin qui svolto è valido, bisogna a m m e t t e r e che di f r o n t e alle diverse istanze a v a n z a t e di v o l t a in volta dai v a r i centri di interessi, il criterio discriminante d a a d o t t a r e nel c a m p o della politica commerciale n o n p u ò che essere r i c o n d o t t o alla misura del c o n t r i b u t o in t e r m i n i di p r o d u t t i v i t à che ciascun p r o v v e d i m e n t o è suscettibile di recare. Ogni a l t r a valutazione, b a s a t a su differente f o n d a m e n t o , a n c h e se r i s p e t t a b i l e sotto altri profifi, n o n p u ò che r i t a r d a r e o a d d i r i t t u r a bloccare il conseguimento del vero t r a g u a r d o : il r i n n o v a m e n t o in f o r m a di più a l t a efficienza della f u n z i o n e d i s t r i b u t i v a . Prospettive e c o n o m i c h e di lungo periodo Un sistema per la gestione della economico prosperità Antonio Non possiamo sottrarci ad u n a d o m a n d a di m o d a : come sarà il sistema economico dell ' a v v e n i r e ? A n z i t u t t o il p r o b l e m a generale del sistema economico n o n si pone sotto l'insegna del j^essimismo, specialmente in Occidente. B a s t a pensare che da q u a r a n t ' a n n i il m o n d o economico occidentale n o n è più afflitto da grandi crisi proprio perché è s t a t o meglio compreso il f e n o m e n o delle fluttuazioni economiche e si ricorre agli i n t e r v e n t i stabilizzatori. I n o l t r e l'economia occidentale non p r e s e n t a in prospett i v a seri pericoli di stagnazione in q u a n t o si p u ò c o n t a r e su u n fiorire d'iniziative per lungo periodo, p u r c h é siano g a r a n t i t i la stabilità economica, i p a g a m e n t i internazionali e u n adeg u a t o afflusso di capitali. L ' e p o c a m o d e r n a h a visto u n prodigioso sviluppo tecnico-scientifico, u n ' e s p a n s i o n e del commercio internazionale, u n a diffusione di beni economici t r a larghe masse di persone. Questi t r e a s p e t t i mai p r i m a a p p a r s i concomit a n t i nella storia economica, sono d a considerare irreversibili, salvo u n r i t o r n o a f o r m e p i ù arret r a t e di v i t a . Questi d a t i di f a t t o v a n n o t e n u t i presenti nel t e n t a t i v o di i n t r a v v e d e r e il sistema economico del f u t u r o . A n c h e se è impossibile profetizzare, possiamo a f f e r m a r e , con u n a b u o n a p r o b a b i l i t à di c o n f e r m a che il sistema economico del f u t u r o sarà, a l m e n o in p a r t e diverso dai sistemi economici del passato, a n c h e se qualche ripetizione della storia n o n si p u ò del t u t t o escludere. Una scelta che non si pone. Se il sistema economico dell'avvenire s a r à diverso d a quello del p a s s a t o , n o n siamo t e n u t i a compiere, a l m e n o in p r o s p e t t i v a , u n a scelta t r a e c o n o m i a libera ed e c o n o m i a pianificata. L ' e c o n o m i a libera g a r a n t i s c e meglio il benessere individuale, m e n t r e l'economia p i a n i f i c a t a consente il più sicuro p e r s e g u i m e n t o di o b i e t t i v i d'interesse superiore. Se si d e v e f a r e u n a scelta il criterio è e v i d e n t e ; i paesi a r r e t r a t i d e v o n o scegliere la pianificazione che meglio p u ò assi- Trincheri curare le basi s t r u t t u r a l i del f u t u r o incremento p r o d u t t i v o , m e n t r e i paesi a v a n z a t i , se non vogliono ridurre il loro tenore di vita, abbisog n a n o della libertà di m e r c a t o e di iniziative. Oggi si diffida d e l l ' a u t o m a t i s m o delle forze economiche, m a si crede assai m e n o nella pianificazione r i s p e t t o a dieci a n n i fa. È invece ancora forte if m i t o d e l l ' i n t e r v e n t o s t a t a l e che t u t t o risolve, in c o n t r a s t o con la più evidente esperienza. Sarà t a n t o di g u a d a g n a t o in realismo se c a d r à il m i t o dell'onnipotenza dello Stato, non solo perché q u e s t a o n n i p o t e n z a p u ò minacciare la libertà, m a s o p r a t t u t t o perché non raggiunge alcun miracoloso r i s u l t a t o . Ciò non toglie che d e t e r m i n a t i i n t e r v e n t i dello S t a t o nell'economia possano contribuire v a l i d a m e n t e al r a g g i u n g i m e n t o od al r i s t a b i l i m e n t o dell'equilibrio economico. Ricerca del sistema. Occorre passare dalla critica dei sistemi esis t e n t i alla costruzione teorica e p r a t i c a di u n n u o v o sistema. D a oltre u n secolo si critica il capitalismo e d a c i n q u a n t ' a n n i è in discussione il c o m u n i s m o . È ora di vedere se n o n sia pensabile u n sistema migliore r i s p e t t o ai sistemi esistenti. Lascia a l q u a n t o perplessi la tesi (autorev o l m e n t e p r o p u g n a t a d a l T i n b e r g e n ) che sostiene l ' a v v e r a r s i nel f u t u r o di u n a convergenza dei sistemi economici d e l l ' E s t e dell'Ovest. Gli sforzi di incentivazione p r o d u t t i v a che l'econ o m i a r u s s a v a c o m p i e n d o i s t i t u e n d o speciali f o r m e di p r o f i t t o nelle imprese, costituiscono i n d u b b i a m e n t e u n r i c o n o s c i m e n t o delle leggi economiche n a t u r a l i , però n o n m u t a n o a n c o r a s o s t a n z i a l m e n t e il sistema che r e s t a pianificato e a c c e n t r a t o . A i l ' O v e s t gli i n t e r v e n t i dello S t a t o e il sorgere di i m p r e s e p u b b l i c h e h a n n o in p a r t e s o r r e t t o ed in p a r t e irrigidito il sistema economico lasciando m o t i v i di insoddisfazione negli i n t e r e s s a t i (lavoratori, i m p r e n d i t o r i , consumatori). sumatori), quindi il grosso problema della ricerca di un nuovo sistema economico è aperto. Tocca a noi studiare e s p e r i m e n t a r e quello che d o v r à essere il sistema economico del 2000. Non t u t t o si p u ò p r e d e t e r m i n a r e , anche perché sono imprevedibili gli eventi f u t u r i . E s c l u d i a m o quindi ogni a t t e g g i a m e n t o di pretenziosa superbia. V o g h a m o semplicemente contribuire alla costruzione di u n migliore avvenire per i nostri figli che dipende essenzialmente d a due f a t t o r i f o n d a m e n t a l i il sistema economico e l'educazione. Le condizioni f o n d a m e n t a l i e prioritarie di u n sistema economico che voglia essere efficiente ed u m a n o sono p r i n c i p a l m e n t e t r e : la stabilità dei prezzi, l'eliminazione degli inconvenienti del progresso, la soddisfacente distribuzione del reddito. Vediamo q u a n t o si p u ò a f f e r m a r e sui p u n t i indicati allo s t a t o a t t u a l e della conoscenza e dell'esperienza. Stabilità dei prezzi. E questo il p r i m o t r a g u a r d o di ogni sis t e m a economico; r a g g i u n t a q u e s t a condizione gli obiettivi f o n d a m e n t a l i (massima occupazione, sviluppo delle zone a r r e t r a t e , perequazione dei redditi) sono raggiungibili in t e m p o più o meno breve. Se invece n o n si raggiunge o n o n si m a n t i e n e la stabilità dei prezzi, si finisce nel deficit della bilancia dei p a g a m e n t i con le conseguenti n o t e difficoltà: scarsità di v a l u t e , alti tassi d'interesse, diminuzione d ' i n v e s t i m e n t i ; è u n a situazione q u e s t a che n o n consente il pers e g u i m e n t o di ogni m e t a auspicabile. Lo sviluppo economico e la giustizia sociale h a n n o precarie p r o s p e t t i v e sino a q u a n d o sono c o s t r e t t i a p a s s a r e s o t t o le forche caudine dell'inflazione. N o n si p u ò r i t e n e r e che la t e n d e n z a dei prezzi a d a u m e n t a r e sia u n f a t t o n a t u r a l e ; esso è invece il r i s u l t a t o di errori u m a n i , individuali e collettivi, e p r i n c i p a l m e n t e di sprechi pubblici e p r i v a t i . B a s t a considerare che i prezzi delle m a t e r i e prime, dei beni s t r u m e n t a l i (macchine e i m p i a n t i ) e dei beni di c o n s u m o durevole (dai frigoriferi alle automobili), p u r oscillanti, g r a v i t a n o p r e v a l e n t e m e n t e verso il basso in t e m p i n o r m a l i ed a u m e n t a n o solo nelle fasi di disordine m o n e t a r i o . Gli S t a t i riescono assai più f a c i l m e n t e a s u p e r a r e u n a recessione ( b a s t a i n f a t t i d i m i n u i r e le i m p o s t e ) che non a d o m i n a r e u n ' e s p a n s i o n e d i s o r d i n a t a ; i n f a t t i p e r i booms eccessivi le misure b l a n d e r i s u l t a n o inefficaci, m e n t r e quelle d r a s t i c h e p r o v o c a n o la recessione. Si t r a t t a d u n q u e di realizzare u n a n d a m e n t o a r m o n i c o ed e q u i l i b r a t o di t u t t a l'economia nazionale ed internazionale. L a forza di u n sistema economico d e r i v a dalla sua c a p a c i t à di p r o d u r r e a costi c o m p e t i - tivi e di avere uno sviluppo ordinato. Questa forza deriva da un consapevole comportam e n t o di t u t t i i f a t t o r i p r o d u t t i v i operanti nel q u a d r o di u n a p r o g r a m m a z i o n e economica che raccolga generali ed impegnativi consensi. Il p r o g r a m m a economico in regime democratico per essere valido viene a configurarsi come un p a t t o sociale t r a t u t t e le classi e le categorie, in vista di u n interesse generale da perseguire, che non p u ò essere concepito al di fuori della stabilità dei prezzi. Inconvenienti del progresso. Si è o p e r a t o sinora insufficientemente in vista dell'eliminazione od almeno del contenim e n t o degli inconvenienti del progresso. Questi inconvenienti sono p r i n c i p a l m e n t e : la distruzione delle risorse n a t u r a l i , l'affollamento eccessivo delle grandi c i t t à con la conseguente criminalità e i m m o r a l i t à insieme coi disservizi pubblici, l ' i n q u i n a m e n t o dell'aria e delle acque. Su questo t e r r e n o si può auspicare in generale che v e n g a n o c o m b a t t u t i energicam e n t e i l a m e n t a t i inconvenienti e che ogni innovazione v e n g a v a l u t a t a s o t t o l ' a s p e t t o del g i o v a m e n t o o m e n o r i g u a r d o alla v i t a u m a n a individuale e collettiva. È questo in definitiva u n p r o b l e m a di civiltà che v a posto al di sopra dei problemi s t r e t t a m e n t e economici. Le soluzioni sono complesse m a n o n impossibili con l ' a i u t o della scienza, dell'esperienza e sopratt u t t o con la cooperazione v o l o n t a r i a degli individui, delle imprese, delle organizzazioni sindacali e degli organi pubblici. Al governo, con l ' a i u t o di esperti i n d i p e n d e n t i e disinteressati, s p e t t a l ' o p e r a di c o o r d i n a m e n t o t r a gli opposti interessi e di s a l v a g u a r d i a degli interessi generali del Paese. Distribuzione del reddito. U n o dei c a m p i più delicati in cui d o v r à cim e n t a r s i il sistema economico dell'avvenire è quello della distribuzione dei redditi. Quasi nessuno è c o n t e n t o d e l l ' a t t u a l e distribuzione dei r e d d i t i e le pretese n o n s e m p r e sono ragionevoli. Gli appelli alla moderazione nei redditi percepiti (che è imprescindibile per a t t u a r e progressi a m e d i a e a lunga scadenza) sono r i m a s t i più o m e n o inascoltati a n c h e in altri paesi r i t e n u t i t i p i c a m e n t e ragionevoli (come l ' I n g h i l t e r r a ) ; n o n è pensabile che o t t e n g a n o g r a n d i r i s u l t a t i in I t a l i a . Negli S t a t i U n i t i l ' i n t e r v e n t o a u t o r e v o l e del P r e s i d e n t e è riuscito diverse volte a c o n t e n e r e d e t e r m i n a t i a u m e n t i di prezzi e di salari, m a q u e s t o è u n caso più unico che r a r o . Occorre d o c u m e n t a r e m o l t o più esaurientem e n t e di q u a n t o oggi n o n a v v e n g a , la distribu- zione dei redditi e portare a detta distribuzione quelle modifiche richieste dalla giustizia sociale e dagli interessi generali del Paese. Allo stato attuale della conoscenza, nel campo della distribuzione del reddito, al di fuori di casi specifici di privilegi istituzionalmente riconosciuti e indubbiamente da revisionare (ad esempio mancanza di un limite massimo per le pensioni di vecchiaia) dal punto di vista macroeconomico generale non sono probabili grandi mutamenti di indirizzo rispetto alla tendenza divenuta caratteristica a partire dalla seconda metà del secolo: i salari medi sono cresciuti più rapidamente del reddito nazionale; un eventuale cambiamento non potrebbe logicamente che verificarsi nel senso di rendere eguali o quasi i due ritmi (reddito nazionale da un lato, salari e profitti dall'altro). Comunanza di problemi. È interessante sottolineare che i problemi indicati sono comuni a t u t t i i sistemi economici e che la differenza tra i sistemi economici è e sarà ancora quella del modo in cui i problemi fondamentali vengono risolti. La programmazione è necessaria in ogni paese che voglia camminare ordinatamente, ma risulta inutile se prima non risolve il problema dei rapporti tra le imprese e lo Stato e se i sindacati dei lavora- tori non accettano una equa e ragionevole politica dei redditi. Alla base del sistema economico saranno sempre le qualità degli uomini a t u t t i i livelli. Ili definitiva un sistema si evolve in meglio o in peggio a seconda che vogliano diventare migliori o peggiori gli uomini. Le strutture, politiche giuridiche ed economiche, condizionano in una certa misura gli uomini ma ne sono in definitiva l'espressione. Particolarmente riguardo al sistema economico, diventare migliori per gli uomini significa essere più consapevoli delle conseguenze dei propri atti, ammettendo e accettando anche gli interessi altrui e quelli più generali del Paese. Non si vede altra via per consentire contemporaneamente la massima esplicazione degli individui (singoli e associati) e l'osservanza di esigenze e fìnafità d'ordine collettivo. È certo che il sistema economico dell'avvenire molto dipenderà dalla consapevolezza, dalla preparazione e dalla volontà degli uomini: anche in economia quasi t u t t o parte dagli uomini e ritorna agli uomini. In particolare deve valere il principio etico-sociale espresso dal Presidente Kennedy nel suo primo messaggio : « Non bisogna chiedersi che cosa il nostro Paese può fare per noi, ma chiedersi che cosa noi possiamo fare per il nostro Paese ». Possibilità produttive e prospettive di sviluppo dell'agricoltura centrafricana* Fausto L a R e p u b b l i c a Centrafricana, cioè l'antico d i p a r t i m e n t o dell'Oubangui-Sciari, si colloca nel cuore geografico dell'Africa. Il suo territorio si estende quasi t o t a l m e n t e t r a il 4° e il 10° g r a d o di l a t i t u d i n e N o r d , ed occupa u n a superficie di 617 mila k m q d e g r a d a n t e d a E s t ad Ovest, la cui a l t i t u d i n e m e d i a r i s u l t a pari a 650 ni. Caratteristiche tecniche ciali della popolazione ed economico-socentrafricana. I n questo g r a n d e Paese — che confina a N o r d con il Ciad, a Sud con le d u e R e p u b b l i c h e del Congo, a E s t con il S u d a n e ad Ovest con il C a m e r u m — vive u n a popolazione di circa 2 milioni di a b i t a n t i , c o s t i t u i t a d a g r u p p i etnici diversi (Baya, B a n d a , Y a k o m a , F o u l b è , Bororo, B a b i n g a ) e t u t t a v i a collegati d a u n a ling u a c o s i d d e t t a « veicolare », il Sango, che h a consentito la f o r m a z i o n e di u n a c u l t u r a c o m u n e ed h a posto le premesse indispensabili per la creazione della « nazione » c e n t r a f r i c a n a , la quale si è resa i n d i p e n d e n t e il 1° d i c e m b r e 1957, p r o c l a m a n d o la R e p u b b l i c a s o t t o la g u i d a a c c o r t a ed intelligente del suo p r i m o P r e s i d e n t e , Barthélemy Boganda. Si è v e n u t a a costituire u n a società c e n t r a f r i c a n a , i cui p r e v a l e n t i interessi economici si m a n i f e s t a n o f o n d a m e n t a l m e n t e nel s e t t o r e delle a t t i v i t à rurali, in r a p p o r t o al f a t t o che il 9 2 % della popolazione vive in a m b i e n t e r u r a l e e il 53 % della m e d e s i m a viene c o n s i d e r a t a « a t t i v a agricola ». D a q u e s t a r e a l t à economico-sociale emerge che l ' a u m e n t o di efficienza del s e t t o r e p r i m a r i o r a p p r e s e n t a u n o dei p i ù i m p o r t a n t i o b i e t t i v i di sviluppo del C e n t r a f r i c a . Ben consapevole di q u e s t a circostanza ed allo scopo di corrispondere alle aspirazioni di progresso del Paese, il G o v e r n o c e n t r a f r i c à n o h a già a d o t t a t o p a r ticolari m i s u r e legislative v o l t e allo sviluppo r u r a l e , collocandole in posizione di p a r t i c o l a r e evidenza nel q u a d r o dei p r o v v e d i m e n t i intesi ad elevare il livello generale delle condizioni economiche e sociali. Componenti M. Pastorini ecologiche. Va premesso che su gran p a r t e del territorio si r i s c o n t r a n o suoli di origine scistosa e alluvionale i quali, p r e s e n t a n d o u n notevole grado di « suscettibilità » all'utilizzazione agricola, mer i t a n o di essere valorizzati sul piano economico a t t r a v e r s o l'introduzione di m e t o d i colturali moderni. D a u n p u n t o di v i s t a fìtoecofogico, si delin e a n o e si distinguono due g r a n d i comprensori: quello di savana, che occupa p r e v a l e n t e m e n t e la p a r t e s e t t e n t r i o n a l e del Paese, e quello di foresta, che si sviluppa al Sud e che r a p p r e s e n t a l ' u l t i m a propaggine della g r a n d e foresta equatoriale p r o t e s a verso il territorio congolese, il S u d - C a m e r u n e il G a b o n . P e r q u a n t o r i g u a r d a il clima, esso risulta f o r t e m e n t e influenzato dalla concentrazione delle piogge nel periodo d a giugno a o t t o b r e (stagione delle piogge) e d a u n m i n i m o di piovosità nella r e s t a n t e p a r t e dell'anno (stagione secca). Nel q u a d r o di q u e s t a distinzione stagionale si rilevano poi due differenti configurazioni climat i c h e : u n a del t i p o « caldo-secco » nell'area a s a v a n a e l ' a l t r a del tipo « tropicale-umido » nell'area a f o r e s t a . L ' a t t i v i t à agricola esercitata in s a v a n a si b a s a s o p r a t t u t t o su alcune i m p o r t a n t i colture a ciclo a n n u o e s u l l ' a l l e v a m e n t o del b e s t i a m e ; quella e s e r c i t a t a nella zona di f o r e s t a p u n t a p a r t i c o l a r m e n t e sulle colture del caffè, del t a b a c c o , della p a l m a d a olio e dell'cc H e v e a », oltre che o v v i a m e n t e sulle colture forestali. Produzioni della zona di savana. T r a le colture a ciclo a n n u o il cotone m e r i t a di essere c i t a t o per p r i m o . E s s o r a p p r e s e n t a u n a delle p i ù r a g g u a r d e v o l i coltivazioni commerciali, t e n u t o conto del f a t t o che, nel circuito (*) L'autore del presente articolo si è recato recentemente nella Repubblica Centrafricana per svolgere un'inchiesta sulla situazione agricola del Paese, in vista di stabilire iniziative valide a promuovere la formazione di manodopera rurale qualificata. dei prodotti esportati, il cotone raggiunge u n ' a l t a q u o t a s t i m a t a a t t o r n o al 2 3 % . Nella c a m p a g n a 1967-68 la coltura si è estesa su 125 mila ettari e la relativa produzione ha raggiunto 49 mila tonnellate. La resa media per ettaro, ancora p i u t t o s t o l i m i t a t a (4 quintali), è t u t t a v i a suscettibile di apprezzabili incrementi. I n f a t t i , nelle zone ove si è già iniziata l'opera di modernizzazione degli schemi prod u t t i v i m e d i a n t e l'adozione di a d a t t i avvicend a m e n t i colturali e l'impiego della trazione animale, dei fertilizzanti e degli antiparassitari, il r e n d i m e n t o medio si è avvicinato a 6 quintali per e t t a r o . L ' i n c r e m e n t o della produzione cotoniera — che nel 1969 si ritiene abbia toccato il livello delle 60 mila tonnellate — r a p p r e s e n t a REPUBBLICA CENIRAFRICANA u n a considerevole realizzazione positiva nell ' a m b i t o del processo inteso a valorizzare le risorse agricole del Paese. Altre colture a n n u a l i di rilievo sono costit u i t e dalla manioca, che p u r s e m p r e figura t r a gii a l i m e n t i base della d i e t a del c e n t r a f r i c a n o , dall'arachide, d a l sorgo, dal mais, d a l sesamo. U n cenno p a r t i c o l a r e m e r i t a n o t a l u n e colture ortofrutticole (legumi, p a t a t e , b a n a n e , a n a n a s ) , a ciclo a n n u o o periodico e diffuse u n p o ' d o v u n q u e , la cui p r o d u z i o n e viene richiesta in m i s u r a crescente dai m e r c a t i posti negli agglomerati urbani più importanti, soprattutt o d a l m e r c a t o di B a n g u i , la c a p i t a l e del Paese. P e r q u a n t o a t t i e n e l'organizzazione della p r o d u z i o n e agricola, è d a t o osservare che i villaggi sparsi in s a v a n a ne r a p p r e s e n t a n o i poli di c o n c e n t r a z i o n e e di sviluppo. I n f a t t i , al p r i m o nucleo di t e r r e n i coltivati nelle i m m e d i a t e vicinanze del villaggio, se ne aggiungono altri, secondo necessità, che v e n g o n o a disporsi in cerchi p i ù o m e n o concentrici ed a d i s t a n z e radiali via via maggiori. Sui t e r r e n i acquisiti alla coltura, a s s u n t i a conduzione d i r e t t a del coltivatore, si v e n g o n o ad i m p i a n t a r e aziende agricole del t i p o familiare, di m o d e s t a d i m e n sione superficiale (in genere d a u n o a t r e ettari), in cui t r o v a n o posto, t r a loro associate o in successione, le colture s o p r a c c e n n a t e , dal cot o n e alla m a n i o c a , d a l l ' a r a c h i d e al mais, dal s e s a m o al sorgo. L'attività zootecnica è per ora a l q u a n t o r i d o t t a e del t u t t o insufficiente a c o r r i s p o n d e r e alle richieste provenienti dai mercati di consumo, s o p r a t t u t t o nel settore della carne bovina. All'allevamento bovino si dedicano per tradizione i gruppi di popolazione Bororo e Foulbè, i quali organizzano l'impresa zootecnica con nuclei di bovini t r a n s u m a n t i , a p p a r t e n e n t i a razze che h a n n o in genere u n comune d e n o m i n a t o r e d'origine r a p p r e s e n t a t o dallo Zebù e che spesso soccombono agli a t t a c c h i di tripanosoma. A t t r a v e r s o u n a paziente opera di selezione, c o n d o t t a ormai da u n a diecina d ' a n n i , e con il concorso di u n a seria sperimentazione si è già riusciti ad isolare u n a razza tripanoresistente, d e n o m i n a t a Baulè, la quale h a rivelato di possedere b u o n a a t t i t u d i n e alla produzione della carne. Q u a n d o l'impresa stanziale si sostituirà a quella t r a n s u m a n t e e q u a n d o gli allevatori imp i e g h e r a n n o in larga m i s u r a razze bovine cont r a s s e g n a t e da positive c a r a t t e r i s t i c h e sanitarie e p r o d u t t i v e , l ' a t t i v i t à zootecnica t r o v e r à la sua giusta valorizzazione economica e sarà in grado di assicurare r e d d i t i m o l t o più elev a t i ed i n t e r e s s a n t i degli a t t u a l i . Produzioni della zona di foresta. Nella zona di f o r e s t a le condizioni climatiche, s e m p r e p i u t t o s t o diffìcili, d e t e r m i n a n o a m p i e fluttuazioni nel livello di p r o d u z i o n e delle colture. T r a le coltivazioni più r i l e v a n t i s o t t o l ' a s p e t to commerciale v a n n o r i c o r d a t e : il caffè, la p a l m a d a olio e l'« H e v e a ». Nella c a m p a g n a 1966-67 la c o l t u r a del caffè si è estesa su 27.300 e t t a r i e la r e l a t i v a p r o d u z i o n e h a r a g g i u n t o 9.140 t o n n e l l a t e . D e t t a coltura — nella sua v a r i e t à Coffea robusta cui viene a c c o r d a t a u n a p r e f e r e n z a quasi esclusiva — è p r a t i c a t a in i m p i a n t i sia di t i p o industriale che di t i p o familiare. I primi, che s e m b r a n o essere in via di riduzione superficiale, sono c o n t r a d d i s t i n t i d a u n livello medio p r o d u t t i v o (kg 443 per h a ) m o l t o p i ù elevato dei secondi ed h a n n o c o n t r i b u i t o a f o r m a r e il 7 2 % della p r o d u z i o n e t o t a l e p u r o c c u p a n d o s o l t a n t o il 5 4 % dell'area colturale complessiva. Gli i m p i a n t i f a m i l i a r i sono in via di espansione, m a il loro r e n d i m e n t o medio (kg. 205 per h a ) è ancor assai m o d e s t o : di qui la necessità di svolgere u n a a s s i d u a e capillare azione di assistenza tecnica presso le aziende familiari, in m o d o d a f a v o r i r e la progressiva i n t r o d u zione dei m e t o d i che la m o d e r n a s p e r i m e n t a zione h a riconosciuto efficienti sul p i a n o della resa p r o d u t t i v a . Dalla p a l m a e dall'« H e v e a » si o t t e n g o n o d u e p r o d o t t i di esportazione, cioè r i s p e t t i v a m e n t e : l'olio di palmisti, ricavato dalla polpa e dai semi c o n t e n u t i nel f r u t t o ; il caucciù o g o m m a elastica, posto in commercio sotto f o r m a di lamine a f f u m i c a t e . Infine, occorre citare la foresta, la densa foresta tropicale estesa su 30 mila k m q e ricca di essenze diverse: sapelli, ebano, sipo, dibetou, limba, iroko ed altre ancora. Secondo i risultati emersi da u n ' i n d a g i n e c o n d o t t a dal Centro forestale tropicale di B a n g u i la superficie utilizzabile, che c o m p r e n d e 1 milione di ettari, è in grado di fornire u n a produzione v a l u t a t a a t t o r n o ai 70 milioni di me. in base ad u n a resa per e t t a r o v a r i a n t e d a 60 a 100 me. I prodotti delle agricoli e forestali esportazioni. nel quadro Cotone, caffè, olio di palmisti, lamine affumicate di caucciù, legname in tronchi e segato, tabacco, sesamo si t r o v a n o a n n u a l m e n t e iscritti nell'elenco delle merci d e s t i n a t e all'esportazione e contribuiscono a f o r m a r e il valore a t t i v o della bilancia commerciale nella misura del 50 %. Il maggiore e più i m p o r t a n t e flusso di scambi si verifica con la F r a n c i a , m a anche le t r a n s a z i o n i con l ' I t a l i a m e r i t a n o di essere ricord a t e . Nel 1968 il n o s t r o Paese ha o c c u p a t o il 2° posto, f r a quelli della C E E , r i s p e t t o al valore dei p r o d o t t i i m p o r t a t i (cotone, caffè, legname, olio di palmisti, lamine di caucciù), ed il 3° posto r i s p e t t o a quello dei p r o d o t t i e s p o r t a t i ; e la n o s t r a bilancia commerciale r e l a t i v a alla RCA si è chiusa con u n a t t i v o v a l u t a t o a t t o r n o ai 600 milioni. Organizzazione colo. economica del settoi e agri- Il Ministero dello sviluppo, cui incombe la r e s p o n s a b i l i t à di p r o m u o v e r e il progresso del P a e s e con la realizzazione del p r o g r a m m a di politica economica a suo t e m p o previsto, h a f a v o r i t o e favorisce, con a d a t t e iniziative, la costituzione di organismi associativi t r a coltivatori. L'azione è c o n d o t t a dai d i p e n d e n t i Uffici regionali, con la collaborazione del B D P A (Bur e a u d u D é v e l o p p e m e n t de la p r o d u c t i o n agricole) e della C a m e r a consiliare di agricoltura. T r a d e t t i organismi di c a r a t t e r e associativo si p o n g o n o in p a r t i c o l a r e evidenza i G I R (Ragg r u p p a m e n t i di interessi rurali) e i G U T A (Ragg r u p p a m e n t i di utilizzatori della trazione animale). Si t r a t t a di associazioni f o r m a t e , ciascuna, d a u n a decina di coltivatori, che si i m p e g n a n o a r a g g r u p p a r e le loro parcelle di coltura, a dissodare il t e r r e n o ove occorra, ad osservare il calendario agricolo r i s p e t t a n d o n e le scadenze, ad utilizzare concimi, antiparassitari e insetticidi, infine a rimborsare il prestito di favore, ottenuto con la garanzia di una cauzione solidale e concesso per l'acquisto di un « complesso produttivo a trazione animale » costituito da una pariglia di buoi, un giogo e accessori, un aratro, una sarchiatrice, un erpice, un coltivatore, un carretto. L'assistenza tecnica di queste associazioni è affidata al personale degli Uffici regionali; esso verrà prossimamente affiancato da un corpo di « agenti agricoli », da scegliersi t r a i giovani di estrazione rurale forniti di licenza elementare. Per preparare i giovani rurali ad esercitare con profitto la professione agricola sull'azienda familiare ed altresì per prepararli ad assumere <7 le responsabilità che loro deriveranno come soci di un'organizzazione di produttori o come agenti agricoli ed assistenti tecnici, è prevista la creazione di una rete di « Centri di addestramento agricolo » cui potranno accedere i giovani che appartengono a famiglia coltivatrice e che escono dalla scuola primaria senza prospettive di un ulteriore ciclo di istruzione. Ancora una volta quindi, in RCA come dovunque, l'istruzione professionale si pone alla base dello sviluppo sociale ed economicoproduttivo. Ed è s o p r a t t u t t o sulla collaborazione a t t i v a e responsabile della gioventù rurale che la Repubblica. Centrafricana fonda l'energica azione intrapresa per rinnovare, modernizzare e potenziare la sua agricoltura. Campagna dividendi e autofinanziamenti Mario Poche disposizioni di legge, c o n t e n u t e sopratt u t t o negli articoli 2428-2433 del n o s t r o Codice civile e quelle, quasi sempre uguali dei v a r i a t t i costitutivi e s t a t u t i societari, i n q u a d r a n o e r e g o l a m e n t a n o la destinazione degli utili di esercizio (1). 11 legislatore si è anche p r e o c c u p a t o sopratt u t t o di g a r a n t i r e i terzi e di impedire la distribuzione di utili non r e g o l a r m e n t e conseguiti e non r i s u l t a n t i da bilanci r e g o l a r m e n t e a p p r o v a t i . P r e s c i n d e n d o d a obblighi di legge e di stat u t o , vi è u n a politica di bilancio che i m p o n e agli organi societari quella b u o n a a m m i n i s t r a zione nella quale si c o m p r e n d a quindi p r u d e n z a e cautela, v a l u t a z i o n e di elementi reali e concreti, m a a n c h e riflessioni e previsioni e quei f a t t i che p o t r e b b e r o r i e n t r a r e nei cosiddetti f u t u r i b i l i e che sono in gran p a r t e elementi incerti di assai difficile v a l u t a z i o n e t a l v o l t a perfino imponderabili, irreali, f a n t a s t i c i . L a c a m p a g n a dividendi ha messo in evidenza u n c o m p o r t a m e n t o assai diverso delle principali società. Alcune h a n n o p o t u t o e v o l u t o a u m e n t a r e la r e t r i b u z i o n e ai loro azionisti r i s p e t t o a quella distribuita l'anno precedente. F r a queste, B a n c a provinciale l o m b a r da (170), Edificàtrièe (225), B a n c a di L e g n a n o (14 lire, m a su u n maggior n u m e r o di azioni), I t a l c e m e n t i (500), Lepet.it ord. (160), L e p e t i t p r i v . (240), Manif. R o n d o (250), Monte A n n a t a (160). Altre h a n n o m a n t e n u t o la r e t r i b u z i o n e u g u a le, come p e r il 1968: f r a queste, Montedison (55), I t a l p i (140), B r e d a (165), Chatillon (170), Cot. Cantoni (370), F i n a n c e (350), Ilssa Viola (30), F i s c a m b i (50), Metalli (120), Pirelli & C. (105), Snia Viscosa (130), Bastogi (85), Credit (42,50), H a b i t a t (40), ed altri. Altre a n c o r a n o n h a n n o r i t e n u t o o p p o r t u n o dare dividendo. E necessario f a r e u n a analisi a p p r o f o n d i t a e s o p r a t t u t t o e s a m i n a r e quel cash-flow costit u i t o n o n solo dall'utile di bilancio, m a d a q u e s t o più ammortamenti. P u ò essere preferibile u n m a n c a t o d i v i d e n d o che v a d a a consolidare la società, ad u n prelievo di riserve, ad u n m i n o r s t a n z i a m e n t o di quelle q u o t e di a m m o r t a m e n t o che in pe- Moro Visconti riodi quale l'attuale, q u a n d o si verificano cioè p r o c e d i m e n t i rapidi, a v a n z a t e tecnoiogiche, obsolescenze demolitrici rendono più che necessario a d d i r i t t u r a indispensabile ed u r g e n t e u n a d e g u a m e n t o di valori di bilancio a quelli di effettiva c a p a c i t à p r o d u t t i v a . E s e m p i opposti sono dati da grandi società quaii F i a t , Montedison, Pirelli, R u m i a n c a . C o m p o r t a m e n t o diverso e antitetico. P e r la n o s t r a g r a n d e società automobilistica il bilancio 1969 si è chiuso con u n utile di L. 13.465.758.054 contro i 34,4 miliardi del 1968. Il dividendo è però nella uguale misura e cioè L. 120, comprensivo dell'acconto distrib u i t o in n o v e m b r e . L a F i a t ha u n « F o n d o oscillazione dividendi ed eccedenze a t t i v e degli esercizi precedenti » costituito saggiamente nei v a r i a n n i ed h a p o t u t o a t t i n g e r e ad esso per dare uguale remunerazione ai suoi azionisti, per u n utile molto più r i d o t t o : 13 miliardi contro 34. I n o l t r e v e r r à d a t a esecuzione a q u e l l ' a u m e n t o di capitale deliberato fin dal 1960 e che era ancora incompleto. Gli azionisti r i c e v e r a n n o il dividendo e v e r s e r a n n o i 20 miliardi di a u m e n t o capitale, ricev e n d o altre azioni privilegiate al nominale (2). L a Montedison d a r à u n d i v i d e n d o uguale a quello d i s t r i b u i t o nel 1968 di L. 55. Il f a t t u r a t o è s t a t o di 576, 5 miliardi, con u n a u m e n t o d e l l ' I , 6 % r i s p e t t o all'esercizio precedente. Caso p a r t i c o l a r e quello della Pirelli I t a l i a n a . Scioperi, danni, m a n c a t e produzioni, a u m e n t o di costi ed oneri h a n n o d e t e r m i n a t o u n a perd i t a di esercizio. P u r disponendo di riserve cospicue a c c u m u late negli a n n i buoni, d a t a l'esistenza di p a r t i colari clausole di s a l v a g u a r d i a degli obbligazionisti nel p r e s t i t o obbligazionario convertibile emesso dalla società, n o n è s t a t o possibile a t t i n g e r e a queste riserve. L a R u m i a n c a , come si legge nel comunicato del consiglio, h a deciso a m m o r t a m e n t i (1) Vi è spesso contrasto fra disposizioni di legge e quelle fiscali, fra Codice e Testo Unico Imposte Dirette. (2) Il diritto di opzione avrà un apprezzabile valore data la differenza fra il nominale e il prezzo quotato in borsa. massimi e di non distribuire dividendi, allo scopo di rafforzare p a t r i m o n i a l m e n t e la società e le sue collegate in vista dei prossimi import a n t i investimenti p r o g e t t a t i . L ' i m p e g n a t i v o p r o g r a m m a di investimenti formulati per gli anni 1970 e presentati al Comitato ministri per il Mezzogiorno e al CIPE è di circa 500 miliardi e p o r t e r à la R u m i a n c a ad essere un complesso a livello internazionale. Vi sono molti critici alla politica di autofinanziamento: q u a n d o i risultati vogliono essere positivi per l'economia nazionale oltre che pelle società che li a t t u a n o , m e r i t a n o comprensione, indulgenza e a p p r e z z a m e n t o , prudenziali accantonamenti. Anche giurisprudenza e d o t t r i n a si sono o c c u p a t e dell'autofinanziamento che spesso appare in contrasto con il diritto dell'azionista al dividendo. S o p r a t t u t t o la difesa delle cosiddette minoranze, considera ingiusto il rinvio di utili conseguiti r e a l m e n t e nell'esercizio, con u n a parziale destinazione a fondi, a c c a n t o n a m e n t i , riserve. È u n a vecchia polemica la distinzione f r a socio ed azionista: il p r i m o a v r e b b e u n a c a r a t teristica di c o n t i n u i t à nella sua a p p a r t e n e n z a alla compagine societaria, m e n t r e azionista p o t r e b b e essere chi compera oggi il titolo azionario per rivenderlo m a g a r i s u b i t o d o m a n i . Differenti ripercussioni nei due casi di u n a politica di a u t o f i n a n z i a m e n t o che se n o n d à oggi al socio l'utile, glielo conserva per il d o m a n i , m e n t r e chi è azionista in questo m o m e n t o e non lo è p i ù in f u t u r o , r i m a r r e b b e d e f r a u d a t o a f a v o r e di altri f u t u r i n u o v i azionisti. D ' a l t r a p a r t e u n a politica di p r u d e n t e a u t o f i n a n z i a m e n t o è a n c o r a più i m p o r t a n t e q u a n d o si d e v o n o fare p r o g r a m m i ed i n v e s t i m e n t i che d i f e n d a n o p r o d u t t i v i t à e c o m p e t i t i v i t à e che assicurino la m a s s i m a occupazione, e l e m e n t o q u e s t o essenziale sia per i suoi a s p e t t i economici che p e r quelli sociali ed u m a n i . N o n si p u ò prescindere dalle f o r t i p e r d i t e di ore p r o d u t t i v e che h a n n o d o m i n a t o l ' u l t i m o q u a d r i m e s t r e dello scorso a n n o n é dalle necessità di forti i n v e s t i m e n t i , ostacolati dalle m o l t e o m b r e esistenti e d a u n caro e r a r o d e n a r o . P r e s c i n d e n d o d a molti altri f a t t o r i di pert u r b a z i o n e e d i n a m i s m o , n o n si p u ò dimenticare Vincidenza di quelli più propriamente produttivi sui conti economici e sui bilanci aziendali in genere. Nel 1969 ad esempio si sono a v u t i d u e periodi: fino a d agosto la p r o d u z i o n e i n d u s t r i a l e a v e v a realizzato u n i n c r e m e n t o medio v a l u t a t o pari al 7 , 9 % . Nel periodo s e t t e m b r e - d i c e m b r e le a s t e n sioni dal lavoro p a r t i c o l a r m e n t e gravi in alcuni r a m i di a t t i v i t à h a n n o via via d e c u r t a t o la produzione sicché l'anno si è chiuso con un a u m e n t o medio ridottosi a solo il 3,1%. Per industrie chimiche e per quelle di costruzione mezzi di t r a s p o r t o la c a d u t a della produzione dell'ultimo q u a d r i m e s t r e h a perfino d e t e r m i n a t o u n a diminuzione complessiva della produzione rispetto al 1968. Nell'industria m a n i f a t t u r i e r a il maggiore i n c r e m e n t o si è a v u t o nelle industrie per la produzione di cellulosa e di fibre chimiche ( — 0 , 9 % ) . L ' i n d u s t r i a edilizia h a a v u t o u n suo comportam e n t o di particolare a t t i v i t à per r i s p e t t a r e i termini posti dalla legge ponte. Anche l'aumento del reddito nazionale con le sue logiche i m m e d i a t e conseguenze determina variazione eli quella politica di bilancio nella quale r i e n t r a l ' a u t o f i n a n z i a m e n t o . Previsto nell'ordine del 6,8% esso è s t a t o inferiore al 5 % . E d infine u n capitolo a se per i n v e s t i m e n t i e costo del denaro. I primi sono legati a progresso tecnologico, automazione, c o n t e n i m e n t o costi di m a n o d o p e r a . Essi richiedono mezzi finanziari liquidi ed il costo del denaro h a s e g n a t o continui a u m e n t i anche se graduali, salendo al 1 0 % . Altro a r g o m e n t o a f a v o r e di autofinanziam e n t i aziendali. L a B a n c a d ' I t a l i a h a a u m e n t a t o il saggio ufficiale di sconto p o r t a n d o l o dal 4 % al 5,50% r e s t a n d o i n v a r i a t a la maggiorazione fino ad u n massimo d e l l ' I , 5 % a t t u a l m e n t e in vigore. Questo massimo r i g u a r d a le b a n c h e che h a n n o già s u p e r a t o il limite di g u a r d i a nella richiesta di liquidità alla B a n c a d ' I t a l i a . Questo tasso è quindi in altri termini elei 7 % ed è d o v u t o all'inserimento del n o s t r o sis t e m a economico nell'area del « d e n a r o caro ». A n c h e la d i m i n u i t a possibilità di r e d d i t i v i t à nelle imprese h a d e t e r m i n a t o u n a differente politica dividendi, s o p r a t t u t t o q u a n d o la liq u i d i t à è p i ù l i m i t a t a o scarsa, q u a n d o il r a p p o r t o mezzi p r o p r i e mezzi di terzi è già fin t r o p p o teso, q u a n d o i debiti c o s t a n o s e m p r e di più ed il costo p u ò a n c h e s u p e r a r e lo s p e r a t o o presunto rendimento. U n a considerazione ulteriore r i g u a r d a pros p e t t i v e e b u d g e t s n o n c h é s p e r a n z e : queste sono s t a t e spesso deluse p e r la m a n c a t a a t t u a zione di p r o g e t t i che se t e m p e s t i v a m e n t e a t t u a t i a v r e b b e r o r e a l m e n t e p o r t a t o efficace cont r i b u t o a n c h e nel m e r c a t o dei capitali, facil i t a t o a u m e n t i di capitali ed a t t i r a t o capitali a n c h e esteri t r a t t e n e n d o i n t a n t o quelli che espatriano. Capitolo a p a r t e quello dei f o n d i comuni e delle borse. Confronti di programmazione Umberto Gli Stati Uniti, sono i r a p p r e s e n t a n t i della massima velocità di sviluppo. Vi sono altri popoli che h a n n o r a g g i u n t o livelli elevatissimi in d a t i r a m i della tecnica, dell'arte, della politica: m a lo sviluppo industriale m o d e r n o è sorto in America, t e s t i m o n e principale, la linea di m o n t a g g i o che F o r d h a i n t r o d o t t o nell'industria automobilistica, e che ha t r a s c i n a t o le intuizioni e le concezioni p r o d u t t i v e verso livelli mai raggiunti, in t u t t o il m o n d o . È n a t u r a l e che tale concentrazione di risult a t i , a b b i a elevato il cosiddetto « t e n o r e di v i t a », espressione che h a molte pretese, m a che n o n dice molto per i nostri problemi, che si r i a s s u m o n o cosi: « f a r e in poco t e m p o e con m e n o spesa quello che altri h a f a t t o ; ed a r r i v a r e ai suoi r i s u l t a t i ». Scorrevo u n a rivista a m e r i c a n a , p r o d o t t a n o n d a professionisti o da professori, v e r s a t i in d a t e scienze, m a d a u n a d i t t a a m e r i c a n a , di p r i m a r i a i m p o r t a n z a in u n c a m p o che d a noi è a b b a n d o n a t o ai singoli praticoni, che n o n h a n n o che la loro v a l i d a intuizione per risolvere i m p o r t a n t i problemi, e u n a p r a t i c a comune, p a s s a t a d a l l ' u n o all'altro. Cominceremo, stralciando la rivista a m e r i c a n a , dalla fine, c i t a n d o u n passaggio di u n insieme che v e r r e m o p r o p o n e n d o a l l ' a t t e n z i o n e dei n o s t r i lettori, che, forse, s t a n n o risolvendo p r o b l e m i o sub e n d o n e la n o n c o m p i u t a risoluzione, che ci preoccupano, tutti. Il titolo della t r a t t a z i o n e è: « Controllo legale d e l l ' a c q u a ». Il passo che citiamo : « L a Commissione d o v r à iniziare il suo lavoro in dicembre, d o p o f o r m a t a la sua p a r t e d i r e t t i v a che d o v r à p r o d u r r e le informazioni necessarie. T u t t i i M e m b r i della commissione r i c e v e r a n n o dollari 100 per ciascun giorno di l a v o r o ». Ma n o n b a s t a . E c c o u n ' a l t r a citazione, d o p o di che t r a c c e r e m o u n profilo delle richieste generali, e p o t r e m o , dal t e s t o originale, d e d u r r e l ' i m p o r t a n z a che gli americani d a n n o a l l ' a c q u a : d o v r e m m o dire, alla m a n c a n z a d ' a c q u a , alle infrazioni a r e g o l a m e n t i bene definiti, e che la proteggono, che la i n c r e m e n t a n o , che ne f a n n o u n o dei maggiori mezzi di p r o d u z i o n e : che la « c o n s e r v a n o ». Bordelli « Agli effetti della legge per l'uso delle acque, del 1967, la Commissione s t a t a l e sulle risorse d ' a c q u a e d'aria, è s t a t a riconosciuta e riorganizzata, e i n v e s t i t a di a u t o r i t à a t t a a p r o m u o vere e dare regolamenti in m a t e r i a . Alle d i t t e che violassero tali regolamenti, p o t r a n n o essere c o m m i n a t e m u l t e variabili da dollari 10 a dollari 1.000 per ciascun giorno di infrazione ». Le cifre parlano. E ci dicono che la tensione, in America, nei riguardi della conservazione e dell'utilizzazione dell'acqua, è assai elevata. D ' a l t r a p a r t e , coloro che se ne occupano, e che d a n n o a p p o r t o utile, sono p a g a t i con cifre pari o dell'ordine di quella d e t t a sopra. Le d i t t e che p r e p a r a n o mezzi a t t i ad a u m e n t a r e il q u a n t i t a t i v o d ' a c q u a a disposizione degli americani, sono p u r esse r i c o m p e n s a t e a b b o n d a n t e m e n t e : vi è differenza, f r a i nostri p e r f o r a t o r i italiani, che sono chiamati, in t a n t i anni, forse u n a o due volte, per scavare u n pozzo in u n a d a t a d i t t a , a n c h e se i m p o r t a n t e , e quelli americani, che, invece, p r o d u c o n o pozzi in serie, in u n a d a t a zona r i s t r e t t a , in m o d o che il loro g u a d a g n o sia c e r t a m e n t e elevato, per il benefìcio che viene dalla ripetizione di u n lavoro uguale. Questo è d o v u t o alla differenza di scala di grandezze, f r a noi e l'America. I n o l t r e , la situazione n a t u r a l e geologica a m e r i c a n a , è di g r a n d i dimensioni: nel d e t t a glio, q u a n d o u n a d i t t a h a l a v o r a t o u n mese, in u n a d a t a regione, spesso i m m e n s a , essa è sicura di avere appreso, della s t r a t i g r a f i a a t t r a v e r s a t a nella perforazione dei pozzi, t u t t o il necessario; ed essa p o t r à ripetere le operazioni, con e v i d e n t e v a n t a g g i o , per t u t t i gli altri pozzi che le v e r r a n n o affidati. Nel n o s t r o bel paese, la situazione del sottosuolo, è v a r i a t a , come il p a n o r a m a che v e d e il n o s t r o occhio; ed il v a n t a g g i o s u d d e t t o , n o n è riscontrabile. Ogni pozzo, t r o p p o spesso, è u n p r o b l e m a n u o v o . I n f a t t i , t u t t e le operazioni di « sviluppo » del pozzo, ossia quelle a t t e a dargli b u o n successo, che consiste sia nella m a s s i m a p o r t a t a che nel m i n i m o di s a b b i a p o m p a t o n e fuori, in America sono divise per categorie facili e fisse, ed applicabili, per q u a n t o a b b i a m o d e t t o , su v a s t a scala e con facilità, e senza sposta- m e n t o eccessivo, da un pozzo all'altro. Da noi, ogni pozzo a n d r e b b e studiato. Diciamo andrebbe, perché non sempre il perforatore è vincolato da c o n t r a t t o , che gli p e r m e t t a , anzi, che gli imponga di p o r t a r e al massimo la p o r t a t a del pozzo. Egli ti d à l ' a c q u a che il pozzo produce, senza eccessive operazioni, a t t e a fargli raggiungere il massimo r e n d i m e n t o . Sarebbe lungo l ' e n u m e r a r e le ragioni di successo e quelle di insuccesso. Ci s e m b r a più a d a t t o , stralciare dalle comunicazioni, normali, f a t t e nella Rivista che a b b i a m o r a m m e n t a t a sopra, e che r a p p r e s e n t a n o la situazione di qualsiasi paese che abbia difficoltà idriche, m a che sia a v v a n t a g g i a t o da u n a legge a d a t t a alla difesa di t u t t i gli interessati; e che n o n sono soltanto le industrie, m a t u t t i gli u t e n t i , anche i minori, anche quelli che, d a noi, tradizionalmente, sostengono in silenzio il peso della scarsità d ' a c q u a . Ecco, d u n q u e un saggio di pubblicazioni normali, ripetute, indiscusse, generali sulla s t a m p a tecnica americana. «La Carolina del Nord limita che alimenta le industrie ». il pompamento « L a Commissione s t a t a l e della Carolina del Nord sulle risorse d ' a c q u a e d'aria, propose, l'agosto scorso, di limitare l'uso d ' a c q u a alla Compagnia Texas Gulf Sulfur, per i suoi lavori di estrazione mineraria di fosfati, vicino ad Aurora. L'azione è d e t t a necessaria, dalla Commissione stessa, per impedire che l ' a c q u a s a l a t a a v a n z i e c o n t a m i n i u n a v a s t a zona p r o v v i s t a d ' a c q u a dolce, della p a r t e orientale della Carolina del N o r d . Dopo studi, i tecnici della Commissione s t a t a l e n o n sono in g r a d o di stabilire q u a n d o l ' a c q u a s a l a t a p o t r à i n q u i n a r e in m o d o preocc u p a n t e ed eccessivo, lo s t r a t o di a c q u a dolce della zona. La relazione s c r i t t a m e t t e in evidenza che il c o n t i n u o p o m p a m e n t o h a a b b a s s a t o la pressione a r t e s i a n a ed h a f a t t o a b b a s sare a n c h e il livello delle a c q u e f r e a t i c h e (non in pressione, n o n artesiane) e se il p o m p a m e n t o continuasse con tale p o r t a t a , vi s a r e b b e sicur a m e n t e g r a v e c o n t a m i n a z i o n e con a c q u a s a l a t a (acqua di m a r e , e v i d e n t e m e n t e ) ». Il r a p p o r t o dice: « vi è necessità di controlli aggiunti, per i m p e d i r e u n d e t e r i o r a m e n t o dell ' a c q u a . s p e c i a l m e n t e negli s t r a t i acquiferi di Castle H a y n e ». La legge m a d r e , il « W a t e r Use A c t » del 1967 (Legge dell'uso d e l l ' a c q u a ) d à m o d o alla Commissione s t a t a l e s u d d e t t a di riorganizzarsi, e di essere in possesso di p o t e r i regolatori « lim i t a t i ». Però, come a b b i a m o d e t t o sopra, le multe applicabili v a n n o dai 10 ai 1.000 dollari; giornalieri. « Il Presidente Johnson nomina sione idrologica nazionale ». una Commis- « Il 9 o t t o b r e il Presidente J o h n s o n ha n o m i n a t o sette m e m b r i della Commissione nazionale di idrologia allo scopo di esperire u n o studio q u i n q u e n n a l e delle richieste s t a t u n i t e n s i d ' a c q u a , come p r o m u l g a t o dalla Legge s t a t a l e 90-515. Il Presidente della commissione è Charles F . Luce, presidente della Consolidated Edison Company, di New Y o r k », un personaggio conosciuto in America ed anche in Italia. Gli altri m e m b r i sono direttori di importantissime Società, grandi utilizzatrici d ' a c q u a , o ingegneri capi di corpi paragonabili al n o s t r o Genio Civile. Il sig. Luce f u sottosegretario al Ministero degli interni. I 100 dollari giornalieri sono l'assegno giornaliero di ogni m e m b r o della Commissione. P a g a t i bene, scelti meglio, certam e n t e all'altezza del compito, a conoscenza sia della tecnica necessaria che delle leve governative d a m a n o v r a r e , per a r r i v a r e r a p i d a m e n t e al r i s u l t a t o . « Lo Stato di Montana l'acqua ». propone un Codice del- « Nei primi mesi di q u e s t ' a n n o , il C o m i t a t o sulla priorità degli usi dell'acqua della Camera dei d e p u t a t i del M o n t a n a , propose u n a legge a d a t t a ad u n o S t a t o m o d e r n o . Si t r a t t a v a , più precisamente, di u n a revisione della Legge 513, che v e n n e f a t t a cadere nel 1967: il t u t t o per f a r f r o n t e alle obbiezioni tecniche, a v a n z a t e dal C o m i t a t o dei r a p p r e s e n t a n t i s t a t a l i per l ' a c q u a , per la conservazione del suolo e dalla Commissione s t a t a l e di salute pubblica. ... il M o n t a n a è il solo S t a t o , oggi, che a m m i nistri l e g a l m e n t e le a c q u e superficiali... e il codice p r o p o s t o d a r e b b e ai r a p p r e s e n t a n t i statali per l ' a c q u a la responsabilità ed i mezzi per a m m i n i s t r a r e le a c q u e superficiali e quelle s o t t e r r a n e e ». ( F r a le obbiezioni che figurano nel d i b a t t i t o relativo e messe in evidenza d a chi p r o p o n e v a la legge, si legge: « V i p o t r a n n o essere difficoltà perché nella m a s s i m a p a r t e di q u e s t o S t a t o , si possiede poche informazioni sulle risorse di acqua sotterranea »). « Lo Stato del Colorado impedisce della Legge per l'acqua ». l'applicazione « È s t a t a f a t t a ingiunzione all'ingegnere di S t a t o , di soprassedere all'applicazione della Legge sulle a c q u e s o t t e r r a n e e del Colorado, dat a t a del 1965, d a n d o m o d o al c i t t a d i n o M a n n di riaprire l'erogazione dei suoi pozzi, chiusa legalmente il precedente luglio. L a chiusura era s t a t a i m p o s t a per t e m p o i n d e t e r m i n a t o . Il Mann fece opposizione dicendo che la legge era incostituzionale... L a Legge, discussa al presente nel Colorado, p e r m e t t e all'ingegnere di S t a t o di f a r chiudere immediatamente quei pozzi che traggono a c q u a d a corsi superficiali, a cui altri h a n n o già diritto. ... ordini emessi a t t u a l m e n t e impediscono all'ingegnere di S t a t o di applicare la legge fino a che la sua costituzionalità sia s t a t a dimostrata. « I produttori di pozzi dell' Illinois la Legge sulle tubature ». combattono « Venti p r o d u t t o r i di pozzi e di installazioni di pompe, h a n n o v i n t o u n a causa c o n t r o la Legge delle licenze statali per la posa di t u b a zioni. ... La legge impone... siano in possesso di licenza p r i m a di eseguire qualsiasi lavoro di t u b a z i o n i che p a r t a d a u n i t à in p o m p a m e n t o , includendo le caldaie idriche a pressione, per la f o r n i t u r a d ' a c q u a . . . Si a p p l i c h e r a n n o m u l t e e si i m p r i g i o n e r a n n o i trasgressori n o n m u n i t i di regolare licenza... D u e f a t t o r i figurano nella decisione della Corte che giudicò la contesa, in f a v o r e ai prod u t t o r i di pozzi: — i p r o d u t t o r i di pozzi ed installatori di p o m p e n o n possono essere soggetti alla Legge per la posa di tubazioni, e a r e l a t i v a licenza. — i p r o d u t t o r i di pozzi h a n n o il d i r i t t o di agire e l a v o r a r e senza d i v e n t a r e soggetti a Licenza per la posa delle t u b a z i o n i . * * * Ecco alcuni stralci di a t t i v i t à legale negli S t a t i U n i t i di odierna freschezza. N o n si p u ò p a s s a r e s o t t o silenzio il f a t t o , che se a n c h e in I t a l i a vi fossero Leggi consimili, che potessero i m p e d i r e di p o m p a r e a c q u a , in circostanze che n o n possiamo a n c o r a b e n definire per m a n c a n z a di s t u d i o preliminare, n o n si s a r e b b e r o verificati quegli a b b a s s a m e n t i dannosi, e, forse, pericolosi, delle f a l d e idriche che oggi v i e p p i ù affliggono p a r t e d e i l ' i n d u s t r i a e della cittadin a n z a , in casi che si v a n n o f a c e n d o t r o p p o f r e q u e n t i . Ciò n o n v u o l dire che la soluzione consista solo in quello: il d a n n o per eccessivo pompamento, va eliminato coll'aumentare artificialmente l ' a p p o r t o che n a t u r a d à allo s t r a t o a c q u i f e r o , con u n a immissione artificiale d ' a c q u a : d a fiumi, laghi, ecc. I n I t a l i a , a b b i a m o anche la conservazione delle a n t i c h i t à : ossia, in zone a forte « potenziale artistico-economico », si h a il compito di difendere con ogni impegno sia l ' a b b a s s a m e n t o delle acque sotterranee, che p u ò generare u n corrispondente abbass a m e n t o di potere di sostegno del suolo, e minacciare i f a b b r i c a t i artistici dalle loro fondazioni, sia il prodursi di alluvioni, che si generano « anche » per il m a n c a t o assorbimento di acque meteoriche, da t e r r e n o che non ne h a più il potere, per cause che dipendono dall'opera dell'uomo. P e r t a n t o : è utile contemplare i titoli delle associazioni legalmente riconosciute, che in America si occupano della « difesa della salute pubblica, delle acque, dell'aria, ecc. » contemporaneamente; e qui sopra ne a b b i a m o d a t i alcuni, citati in u n o dei t a n t i articoli americani che t r a t t a n o di controversie per utilizzazioni idriche, difeso di diritti, operazioni della collettività, che in America a r r i v a facilmente e colla massima efficacia ai Tribunali, e prom u o v e decisioni e sentenze che disciplinano e gli u t e n t i e gli a d d e t t i alla produzione idrica: c h i a m i a m o in t a l modo semplice la f o r n i t u r a d ' a c q u a all'industria ed ai c o n s u m a t o r i domestici. E in I t a l i a ? Forse che le n o s t r e sfere operative, n o n sono all'altezza del loro compito ? I n p r a t i c a si c o n s t a t a f a c i l m e n t e il contrario: i n o s t r i ingegneri, a d d e t t i all'applicazione di leggi o i n c o m p l e t e o sorpassate, sono c e r t a m e n t e di valore, n o n foss'altro che per i differenti compiti a cui sono c h i a m a t i . Noi a b b i a m o ancora il professionista che h a s t u d i a t o « t u t t e le tecniche », e che fino al giorno del suo p r i m o impiego, n o n sapeva cosa dovesse ricordare e cosa potesse t r a s c u r a r e di t u t t o l'enorme bagaglio scientifico che la scuola gli h a i m p o s t o di i m p a r a r e , p r i m a di dargli f a c o l t à di lavorare, in p r o p r i o o per altri. Ma questo s t a t o di f a t t o , è d o v u t o alla scarsità di lavoro in relazione alla c a p a c i t à molteplice dei n o s t r i laureati. I n America, e m a n m a n o nei paesi progrediti t e c n i c a m e n t e , la situazione è c o n t r a r i a . Io ho visto figli di d i r e t t o r i di g r a n d i i n d u s t r i e petrolifere, in R o m a n i a , nel 1928-29, q u a n d o mi o c c u p a v o di ricerche minerarie, l a v o r a r e a 42 gradi centigradi s o t t o zero (il g r a n d e inverno, s t o r i c a m e n t e r i m a s t o per ora i n s u p e r a t o ) all ' a p e r t o , vicino a d u n a p o m p a che si m o v e v a in m o d o m o n o t o n o e che n o n richiedeva n e m m e n o la sorveglianza. Il giovane americano, è sicuro di avere u n posto, p e r c h é m a n c a n o i tecnici, in c o n f r o n t o alle richieste. P e r t a n t o , le scuole p r o d u c o n o specialisti, di coltura ris t r e t t a , m a p r o f o n d a , e che possono venire s u b i t o utilizzati dai d a t o r i di lavoro: il con- trario di quello che accade nel nostro paese per ragioni superiori, forse, a qualsiasi intervento o cambiamento. Oggi, in Italia, le condizioni di alcuni settori della tecnica sono grandemente alterate dallo sviluppo subitaneo e veloce. Occorrono anche da noi gli specializzati, in t u t t i i settori, dai giovani, agli anziani. E occorre, soprattutto,' un insieme legislativo, che possa rapidamente e con mano felice rimediare ai mali che il subitaneo sviluppo opera, allo scopo di non arrestarlo e di non renderlo assai dispendioso, in alcuni campi. La situazione nostra non è facile. Vi sono le piccole industrie, che rappresentano molta virtù. Dai dati di fatto, quando la legge chiama a rendere conto i piccoli industriali, essi non possono accettare le condizioni tecnico-economiche che la buona pratica impone. Se essi inquinano le acque, non hanno, generalmente, il potere nè i mezzi finanziari per depurarle prima di immetterle, diremo quasi, dove capita, indifferentemente: non per mancanza di comprensione o di buona volontà, ma in causa dell'impossibilità derivante dall'onere finanziario che tale depurazione imporrebbe. Ora, l'uomo ha studiato a fondo, ed applicato, d u r a n t e millenni, la tecnica per c a t t u r a r e acque e distribuirle. Gli acquedotti romani, suscitano ancor oggi, e non soltanto nella campagna romana, la più profonda meraviglia. Ma la raccolta delle acque di scarico, d a v a forse allora pensieri eccessivi ? I n nessun modo. Gli scarichi cittadini e, se possiamo dire, industriali di allora, erano biodegradabili; ossia, gli elementi microbici n a t u r a l i e spontanei lì riducevano allo stato di non agressività per la salute u m a n a . Ma oggi... Spesso, un comune avente una conceria, anche piccola, nei propri confini, ha, in pari t e m p o un inquinamento, più o meno grave per immissione di cromo nelle acque freatiche. I legislatori debbono essere messi in presenza di casi ben chiari e risolvibili. Innanzi t u t t o , occorre fare il censimento delle acque e delle industrie inquinanti; della capacità della stratigrafia, sotto di queste, di difendere le acque sotterranee dagli inquinamenti che provengono da scarichi abusivi o tecnicamente condannabili. E la singola industria, non dovrà venire caricata di t u t t o l'onere che impone la difesa alle acque di t u t t i . Si potranno costituire dei Consorzi per la depurazione delle acque, i cui oneri, p a r t e saranno affrontati dagli interessati diretti, e, parte, dagli interessati indiretti- che siam t u t t i noi. Nuove tasse ? Saran meno gravose della imposizione a dati settori industriali di far fronte m proprio ad una difesa che beneficia anche gli estranei. Agendo in modo differente, fra breve molti prezzi di prodotti industriali, dovranno essere aumentati, in se<mito delle necessarie imposizioni che colpiranno i fabbricanti, e causate dalla depurazione delle acque di scarico, sempre costose. Sarebbe interessante il conoscere q u a n t o acciaio, quante automobili, quanti altri prodotti industriali sarà possibile produrre in date zone di nuovo avvento industriale, per paragonarli coi programmi che il finanziamento ha previsto, tenendo conto delle limitazioni n a t u rali e non sormontabili (se non applicando la «ricarica» artificiale di ricchezza idrica, ao-li strati acquiferi) imposti dal q u a n t i t a t i v o ' d ' a c qua esistente nel sottosuolo. Salvo che in Alta Italia — ed ora anche qui tale limitazione si prospetta sempre più gravosa — t u t t o il resto del bel paese ha scarsità d'acqua. Perché, allora, non proporzionare, innanzi t u t t o , lo'sviluppo di u n a regione alla ricchezza idrica superficiale, pluviale, e sotterranea ? Solo perché è possibile fare ricircolare l'acqua e riusarla ? Certamente. Col pericolo, però, quando sarà scaricata definitivamente, dopo ricircolazione, di vederla percolare, sempre eccessivamente, a t t r a v e r s o u n a stratigrafia superficiale permeabile, e raggiungere gli strati acquiferi, e inquinarli maggiormente che se essa fosse s t a t a scaricata ancora poco carica di p r o d o t t i nocivi, prima della ricircolazione. Certo, necessità non vuol legge. Non vuol legge ? Ma oggi, siamo davanti-'prima della ricircolazione a necessità idriche che, invece, chiamano ad jalta voce una piena azione legislativa. L'alimentazione come scienza e come arte Emanuele Il recente Salone torinese dell'alimentazione — un'iniziativa originale che meriterebbe la notorietà di quello dell'Automobile — h a suggerito considerazioni delle quali alcune appartengono alla scienza, altre all'arte. C'è pure un lato artistico che investe ovviamente l'estetica degli alimenti o, meglio, la presentazione degli stessi nei classici contenitori e in quelli moderni, che sono o r a di moda, imposti e proposti congiuntamente dall'economia e dall'igiene. Le considerazioni di n a t u r a scientifica appartengono alla schiera degli specialisti in fisiologia alimentare, la sobria prosa dei quali dovrebbe essere ospitata dai grandi giornali di infor mazione, poco poco ne avvertissero l'import a n z a . Si ha invece l'impressione che in Italia all'educazione alimentare sia sufficiente la pubblicità della Radio TV. Non si esclude che la segnalazione di questo o di quel p r o d o t t o alim e n t a r e possa ridestarne o accrescerne il consumo, imprimersi nella memoria visiva e auricolare meglio, molto meglio, dell'escursione mentale sullo spazio pubblicitario dei giornali, ma è escluso che possa bastare nei suoi scopi e nei suoi effetti. Gioverebbe perciò inquadrare, divulgare, le componenti biologiche degli alimenti onde evitare, nella utilizzazione dei medesimi, errori macroscopici. Errori che si commettono a p p u n t o perché di ognuno si conoscono a malapena le virtù. Ne viene che si consumano a b b o n d a n t e m e n t e i salumi — alimenti termodinamogeni — nella stagione estiva d o m i n a t a dal caldo, e doviziosamente f r u t t a e ortalizie succolente — debolmente termodinamogene — nella stagione invernale contrassegnata d a l freddo. La divisione più elementare dei componenti l'alimentazione u m a n a li i n q u a d r a in glucidi, lipidi e protidi. I primi, i quali chimicamente altro non sono che idrati di carbonio (zuccheri, amido, ecc.), prevalgono nella maggioranza dei prodotti commestibili della n a t u r a e dell'agricoltura. Essi forniscono all'organismo, aliment a n d o n e il glicogeno, gran p a r t e dell'energia Battistelli necessaria sia alle funzioni vitali (respirazione, circolazione sanguigna, ecc.) che al ripristino di quella spesa nella quotidiana necessità di movimento e di lavoro. Le q u a n t i t à eccedenti il bilancio energetico si trasformano i n grasso. Ne prendano nota coloro che paventano la pinguedine. I secondi, di cui sono veicoli t u t t e le sostanze grasse (olio, burro, lardo), si accumulano in particolari sedi ove costituiscono depositi di energia. M a essi sono per lo più scrigni di vitamine — di quelle beninteso liposolubili come la A a n t i n f e t t i v a e la D antirachitica. E infine si iegano a nuclei fosforati e azotati per formarne nobili composti a funzione protettiva. Gli ultimi sono edifici biologici le cui colonne p o r t a n t i sono rappresentate dagli aminoacidi. I n linea principale essi intervengono nella costituzione e nella ricostituzione tissulari del corpo, e in linea secondaria affluiscono alle riserve energetiche e lipidiche del medesimo. A questi t r e principali componenti si aggiungono le sostanze minerali, le vitamine, gli enzimi e l'acqua, ciascuno avendo u n ruolo a carattere costruttivo o a carattere protettivo, e l'uno e l'altro insieme, come l'acqua metabolica che li reca i n dissoluzione. A completarne il quadro giova aggiungere l'alcool etilico e i composti alcaloidici che costituiscono l'anima rispettivamente del vino e della birra, del t è e del caffè. Nonché l'acido lattico — il cui effetto a n t i p u t r e f a t t i v o — imprime u n a dignità superalimentare al latte fermentato. Poiché la rassegna, che staremo per affrontare abbraccerà il diadema enologico è il caso qui di ricordare come l'alcool avochi a se u n complesso di funzioni che lo nobilita. L'alcool etilico — il meno violento della serie alcooligena — ha i n f a t t i funzioni energetiche, stimolanti e digestive. Eccita i n dosi morigerate, quali sono quelle contenute dal vino e dalla birra, i centri nervosi, l ' a p p a r a t o muscolare eliminandone le tossine, e l ' a p p a r a t o digestivo facilitando la secrezione peptica. L ' a s p e t t o artistico è nella esteriorità degli alimenti, ossia nella moda di confezionarli e di vestirli. Salumi e salse, marmellate e conserve, succhi e gelati, sono racchiusi in contenitori di vetro, o di plastica, non più nudi e anonimi. Si direbbe che ogni d i t t a p r o d u t t r i c e faccia a gara per a f f r o n t a r e il mercato a viso aperto. L ' a r t e è poi anche nella sostanza degli alimenti stessi, s o p r a t t u t t o di quelli liquidi: dai vini ai liquori, dalla birra ai succhi di f r u t t a , dal l a t t e alle sue b e v a n d e f e r m e n t a t e . È app u n t o nel settore delle b e v a n d e che è individuabile maggiormente l'arte, intesa nel significato contrapposto a « n a t u r a » , d a t o che q u e s t a comprende t u t t e le produzioni in cui la f a n t a s i a e l'abilità dell'uomo non h a n n o nessuna p a r t e . E che altro sono se non prodigio d ' a r t e - altri direbbe di tecnica, per usare u n t e r m i n e più usato e m o d e r n o — le originali edizioni del latte, da quelle sinergizzate alle f e r m e n t a t e ? E che altro sono se non a l t r e t t a n t e opere d ' a r t e le molte edizioni vinicole, nelle quali al prodigio della n a t u r a si aggiunge l'abilità tecnologica dell'uomo ? P r e n d e t e la s o v r a n a delle b e v a n d e : il l a t t e . Tale e quale non offrirebbe al pubblico a l c u n a seduzione. Suscita invece interesse quello arricchito di destrina, zucchero e m a l t o : sostanze energetiche che ne accrescono l ' a p p e t i b i l i t à e il potere n u t r i t i v o . P i ù del l a t t e p a s t o r i z z a t o e omogeneizzato — quindi b a c t e r i c a m e n t e innocuo e facilmente digeribile — suscitano interesse la p a n n a p a s t o r i z z a t a ; lo y o g h u r t sia n o r m a l e che magro, sia omogeneizzato che condito alla f r u t t a ; i gelati al latte, il cui c o n s u m o n o n è più l i m i t a t o ai mesi caldi; i budini al l a t t e , che costituiscono u n a leccornia n o n più s o l t a n t o per i b a m b i n i ed i vecchi. I n t u t t e le rassegne dietetiche, a n c h e nella recente di cui parliamo, n o n c'è s t a t o m a i m o d o di f a r conoscenza con il kefir e con il k o u m y s , i due d e r i v a t i del l a t t e n o n m e n o n u t r i t i v i è igienici dello y o g h u r t . Ne differiscono per il f a t t o che, oltre ad avere in corpo acido lattico, recano a n c h e p e r c e n t u a l i di alcool — sia p u r e minime — e di a n i d r i d e carbonica che ne f a n n o due bevande spumeggianti. P r e n d e t e il vino. Il caleidoscopio i t a l i a n o dei tipi è t a n t o vario e folto d a i n g e n e r a r e confusione. In ogni regione i tipi f o n d a m e n t a l m e n t e si assomigliano — come le canzoni — p e r cui riesce difficile a distinguerli a n c h e ai più q u a lificati d e g u s t a t o r i . Ogni regione n o n h a più d ' u n o e vi si riconosce. E s a l t a n d o l i esalta sé stessa, la p r o p r i a n a t u r a e la p r o p r i a tecnologia. Il P i e m o n t e allinea i classici vini del suo cospicuo d i a d e m a : Barolo, B a r b a r e s c o , G a t t i n a r a , Campiglione, Carema, F a r a , G h e m - me, Lessona, Mottalciata, Sizzano, ecc. fin-li aristocratici del Nebbiolo —; Nebbiolo stesso Grignolino, Dolcetto, B r a c h e t t o , Freisa, Bon a r d a . E in più i tipi bianchi: Cortese, Moscato P i n o t e Riesling. A b b i a m o enucleato dalla rassegna il Barbera, n o n perché non faccia p a r t e della dinastia enologica subalpina, di cui anzi è l'esponente più r a p p r e s e n t a t i v o — alla maniera del Chianti in Toscana — m a perché merita u n discorso a sé. Lo merita per il f a t t o di essere da taluni dissacrato, r i t e n u t o privo di quei q u a r t i di n o b i l t à che costituiscono a p p u n t o i titoli di merito per la iscrizione nel G o t h a enologico regionale e nazionale. Perfino il Dalmasso — la cui competenza enologica è di f a m a mondiale — preferisce al B a r b e r a gli altri tipi, dal delicato Grignolino al piacevolmente austero Dolcetto, nonché — superfluo è il dirlo —- il Nebbiolo e la sua folta stirpe. Al D a l m a s s o s e m b r a eccessiva la produzione di B a r b e r a , al quale a d d e b i t a esuberanza di composizione che p o t r e b b e però essere a t t e n u a t a e s m u s s a t a dall'invecchiamento, il solo che possa imprimergli, se non delicatezza, per 10 m e n o a u s t e r i t à p e r f e t t a di p r o f u m o e di sapore. Che la più p a r t e della produzione di B a r b e r a conservi la originaria asprezza e r u v i d i t à si p u ò a n c h e a m m e t t e r e . Ma nello stesso t e m p o n o n v a escluso che la p r o d u z i o n e più tipica, u n a v o l t a affinata, a s s u m e c o n n o t a t i di n o b i l t à tali r i s p e t t o ai quali gli altri dei confratelli regionali, dei congeneri nazionali e stranieri, r i m a n g o n o offuscati. P r e n d e t e , p e r esempio! 11 « d a poco n a t o m a già a f f e r m a t o » Castello di Gabiano, nel quale sono fuse t u t t e le v i r t ù o r g a n o l e t t i c h e del Barolo senza esserlo, t u t t a la m a s c h i a a u s t e r i t à del B a r b e r a senza evidenziarla. Al pari dei celebri C h a t e a u x francesi il Castello di G a b i a n o è il B a r b e r a delle mense conviviali o n o r a t e dagli a r r o s t i e dalla selvaggina, quello che — a v r e b b e d e t t o il B e r t a c c h i — i n d u c e «alle confidenze care dell'amicizia che si i n d u g i a a cena ». Altri su q u e s t o vino ha già scritto che è regale e n o n svela la sua p a t e r n i t à viticola, p r e s e n t a n d o s i come « Castello ». Vino c o m u n q u e prodigioso, che h a p e r a l t r o u n solo t o r t o : quello di a v e r e u n a p r o d u z i o n e l i m i t a t a A p p e n a 250-300 e t t o l i t r i l ' a n n o . È a p p a r s o a n c h e u n t i p o di B a r b e r a b i a n c o : B a r b e r a di Schiavazza. Ma a l t r o è il B a r b e r a rosso, a l t r o è il B a r b e r a bianco. T a n t o è maschile l ' u n o q u a n t o a p p a r e f e m m i n i l e l ' a l t r o . Il B a r b e r a bianco h a la stessa a m b i g u i t à dei rosati. Ma c^è chi li preferisce. E la p r o d u z i o n e perciò non è immotivata. Come per i vini, cosi anche per i formaggi nessuno più si cristallizza in produzioni plebee. La perfezione è oggi il leitmotiv tecnologico. Nella fitta schiera dei tipi t u t t a v i a emergono quelli di afto lignaggio, di nazionalità italiana, danese, francese, olandese, elvetica, ecc. Di nazionalità danese è il tenero friabile nonché piccante D a n a b l u ; l'occhialuto H a v a r t i dal sapore pieno con f o n d o piccante; il Samso dal sapore delicato dolce di nocciola. Di nazionalità francese il manipolo più assortito c a p i t a n a t o dal R o q u e f o r t che arieggia l'italiano Gorgonzola; dal Cantal che vorrebbe essere u n emulo del n o s t r o G r a n a ; dal Marville, la cui originalità la deriva d a l l ' a g g i u n t a di prezzemolo e di altre erbe a r o m a t i c h e ; dal Brie, dal C a m e m b e r t , e dal Geromé, t u t t i e t r e a p a s t a molle salata e s t a g i o n a t a . La celebre g a m m a elvetica h a n e l l ' E m m e n t h a l il t i p o p i ù a c c l a m a t o e, per a n t o n o m a s i a , « internazionale », superiore perfino ai r i n o m a t i Gruwiera e Sbrinz, ai quali p e r a l t r o assomiglia, m a sui quali h a il v a n t a g g i o di u n a maggiore s a p i d i t à derivantegli dall'essere figlio di l a t t e intero. L a stirpe i t a l i a n a m e n o f o l t a di quella f r a n c e s e e t u t t a v i a f a m o s a nei suoi 24 tipi classici h a nel G r a n a il f o r m a g g i o dal sapore prodigioso. L ' i n v e c c h i a m e n t o t r i e n n a l e ne f a u n t i p o di color bianco paglierino, f i n e m e n t e granuloso, con f r a t t u r a a scaglie, f o n d e n t e , piccante, sapidissimo. Nel sapore e nell'estetica (le sue forme cilindriche h a n n o il peso di 25-40 kg ciascuna) n o n h a che pochi rivali. Anzi per alcuni non ne a v r e b b e nessuno. Li a v r e b b e t u t t ' a l più, in sede nazionale, nel Pecorino bianco e nel Fiore sardo. Anche la produzione casearia, al pari di quella vinicola, obbedisce sempre, a u n a specifica a r t e che h a dei segreti e che t u t t a v i a si compendia nel processo più o meno indov i n a t o di invecchiamento, di conservazione e di presentazione. L a m o d a dell'alimentazione si evolve. Oggi più nessuno si a c c o n t e n t a di v i v a n d e e di bev a n d e mediocri, anonime, prive di personalità. Perfino nelle ortalizie e nella f r u t t a si ricerca a n c h e la bellezza esteriore — n o n meno che l ' i n t e g r i t à e l ' i m m u n i t à — d a t o che l ' a s p e t t o estetico è u n formidabile stimolo all'appetito. Si direbbe che dignità di gusto ed eleg a n z a siano nella f r u t t a e nelle ortalizie due valori paritetici. È a p p u n t o per questo che la genetica li persegue, sia che si t r a t t i di pomacee che di d r u p a c e e ; sia di a g r u m i che di u v e ; sia di fragole che di l a m p o n i ; sia di peperoni c h e di m e l a n z a n e ; sia di cavoli che di l a t t u ghe, ecc. L a genetica d u n q u e n o n è i m p a r i al compito. P i u t t o s t o la commercializzazione aziendale dei p r o d o t t i è deficiente. A sua a t t e n u a n t e s t a però la carenza di personale. Moda e Vacanze nelle mostre al Palazzo del Valentino Alberto Moda binomio di buon elementi tenziano. U " e vacanze, ecco u n destinato a iirocedere accordo ed i cui due m u t u a m e n t e si poL ' a n n o 1970 al Salone di Torino Esposizioni si è aperto con due manifestazioni, ormai tradizionali, che a p p u n t o si ispirano alla m o d a ed alle vacanze. È s t a t o un felice inizio folcioristica con c a s a c " in ^ grezza. li tessuto e a disegn, rossi e n e r i m o l t o e v i d e n t i e vistosi. Vigna che merita ricordare anche per indicare le molte benemerenze che l ' E n t e espositivo si è guadagnato e che t a n t o hanno cal a m i t a t o i visitatori verso la c o o r d i n a t i in v e l l u t o s t a m p a t o a disegni a s t r a t t i e con gioielli di fantasia, Le t i n t e sono vivaci e c o n t r a s t a n o con il c o l o r e dei pantaloni e della blusa. Cosi v e d r e m o vestite le signore nelle prossime stagioni. A u t u n n o - i n v e r n o c i t t à s v i l u p p a n d o n e gli interessi e t u t t o ciò per m e r i t o del presidente eav. del lavoro Giuseppe Soffietti e del d i r e t t o r e ing. prof. Carlo B e r t o l o t t i . Di mese in mese le m o s t r e si susseguono, e di esse d a r e m o notizia nei successivi fascicoli della n o s t r a rivista. * * * I n u m e r i h a n n o u n loro pot e r e di r i c h i a m o q u a n d o f a n n o cifra t o n d a , t a n t o p i ù se sono legati allo scorrere degli anni, dei lustri e dei decenni. F o r s e a n c h e per q u e s t a r a g i o n e la X X X edizione del Samia, svol- 1970-71. tasi come di c o n s u e t o nel P a lazzo di Torino Esposizioni, h a a v u t o m o l t a a t t r a t t i v a ed h a s e g n a t o u n grosso successo n o n s o l t a n t o come v o l u m e di affari conclusi d u r a n t e le giorn a t e in cui h a f a t t o accorrere t a n t o p u b b l i c o a Torino, ma a n c h e come prestigio per la m a n i f e s t a z i o n e che a d ogni t o r n a t a v e d e accrescere l'import a n z a e la v a l i d i t à della stessa idea che h a suggerito la nascita a p p u n t o del S a m i a circa quindici a n n i f a . Il S a m i a h a s a p u t o i m p o r r e nel s e t t o r e dell'economia connessa al c a m p o della m o d a la sua originale formula, n a t a dalla esigenza di facilitare la v e n d i t a e la promozione di prodotti dell'abbigliamento scegliendo i m o m e n t i meglio a d a t t i alla loro r a p i d a distribuzione con vantaggi comuni per gli acquirenti, per i p r o d u t t o r i e per i distrib u t o r i . È questa u n a rassegna che r a p p r e s e n t a u n o s t r u m e n t o economico di indiscussa utilità, il più i m p o r t a n t e in Italia ed uno dei più rilevanti d ' E u r o p a . P e r q u a n t o r i g u a r d a il nostro paese si p u ò dire che nel settore dell'abito confezionato « p r o n t o da p o r t a r e » la m o d a nasce a Torino, c i t t à che h a u n a effettiva vocazione per l'eleganza che h a origine dal b u o n gusto e dalla sobrietà. Mentre altrove firme illustri p r e s e n t a n o le ultime creazioni riservate ad u n r i s t r e t t o numero di compratori, al Samia molte idee t r o v a n o la loro realizzazione p r a t i c a e commerciale e l ' a l t a m o d a d i v e n t a mod a i n d u s t r i a . Sul piano pratico viene realizzato lo sposalizio t r a f a n t a s i a e r e a l t à , t r a mirifiche speranze e concrete possibilità di acquisto. I n t r e n t a edizioni il Samia h a f a t t o i suoi collaudi ed h a a c q u i s t a t o esperienza cosi d a divenire il maggior m e r c a t o specializzato, il « r e n d e z vous » obbligatorio per t u t t i gli o p e r a t o r i del settore, d a t o che risponde alle necessità commerciali dei suoi u t e n t i e che in f a t t o di d a t e e di specializzazione è u n m e r c a t o a r t i c o l a t o in sede internazionale in m o d o d a s f r u t t a r e al massimo le correnti stagionali dei c o m p r a t o r i . Questi che abb i a m o elencato sono a l t r e t t a n t i m o t i v i di successo, che, con soddisfazione, si n o t a a Torino crescente a d ogni t o r n a t a . L a t r e n t e s i m a edizione p u ò essere r i a s s u n t a in pochi dati essenziali che sono i seguenti: 543 espositori di cui o t t a n t a s t r a n i e r i ; q u a t t r o padiglioni occ u p a t i per u n ' a r e a di 35 mila metri quadri; una partecipa- 7,ione di tecnici specializzati di rilevante valore; acquirenti che h a n n o superato il n u m e r o di 25 mila e di essi diverse migliaia provenivano da paesi stranieri di vari continenti. Taluni giungevano da molto lontano; si sono a v u t i « buyers » che veniv a n o dal Giappone o dagli Stati Uniti, da nazioni dell'Africa o del Medio Oriente, dal Venezuela o dal K u w a i t ; è s t a t o un p a n o r a m a di ospiti t u t t i graditissimi che h a n n o d a t o al X X X Samia un volto di internazionalità anche più a c c e n t u a t o che nelle precedenti edizioni. Molto significativa è s t a t a la r i n n o v a t a partecipazione della Fédération frangaise des Industries du vétement che sotto l'insegna di « Paris B o u t i q u e » ha r a g g r u p p a t i oltre v e n t i firme del « p r é t a p o r t e r ». P e r la p r i m a volta l'industria germanica dell'abbigliamento h a voluto essere p r e s e n t e con u n a scelta di d i t t e che ufficialmente h a n n o esposto i risultati del lavoro tedesco; gli espositori erano tredici e già si sa che nel mese di s e t t e m b r e prossimo il n u m e r o a u m e n t e r à . Anche l'inglese Clothing Export h a part e c i p a t o con 20 i n d u s t r i e seguendo ormai u n a t r a d i z i o n e che ha diversi precedenti nelle edizioni degli scorsi a n n i . U n o dei meriti maggiori del Samia è di f a r conoscere a n c h e all'estero l ' i n d u s t r i a italiana dell'abbigliamento. I n E u r o p a a t t u a l m e n t e F r a n c i a ed I t a l i a si c o n t e n d o n o il p r i m a t o nel « p r è t a p o r t e r »; la G e r m a n i a t e n t a di seguirne l'esempio, m a le occorreranno a n c o r a m o l t i a n n i per p o t e r a v e r a u t e n t i c h e speranze di competizione; la I n g h i l t e r r a h a messo in bilancio centinaia di milioni di sterline per f r o n t e g g i a r e la concorrenza italiana nei prossimi lustri; la S p a g n a subisce il n o s t r o influsso e lo stesso a c c a d e in t u t t a l'area dell'America meridionale e centrale. Negli S t a t i U n i t i e nel Canadà q u a n d o u n oggetto di abbigliamento, siano abiti confezionati, scarpe o maglierie, viene p r e s e n t a t o con il cartellino « Made in I t a l y » è des t i n a t o ad un sicuro successo. Infine si p u ò dire che la stessa Francia, u n t e m p o indiscussa protagonista, ora risente la suggestione dei maestri di moda italiani; succede nel campo dell'abbigliamento lo stesso fenomeno che si registra nell'automobilismo per la linea delle macchine e delle carrozzerie che vedono gli stilisti italiani dominatori. Si p u ò a f f e r m a r e con sicurezza che la m o d a italiana è in espansione. Ad essa, d a n n o il loro contributo ideatori, tecnici, lavoratori di t u t t e le regioni d ' I t a l i a ; come è dimos t r a t o dal f a t t o che da alcuni Samia viene seguita con molta attenzione la presenza deWIstituto per V assistenza e per lo sviluppo del Mezzogiorno che h a p a t r o c i n a t o l ' i n t e r v e n t o di 22 aziende meridionali; è la miglior testimonianza della partecipazione del Sud all'affermarsi della m o d a italiana nel mondo. P e r q u a t t r o giorni nel mese di febbraio, dal 1.3 al 16, u n esercito di belle ragazze, oltre settecento, h a n n o jiresentato X X X Samia - Bellezza ed eleganza di m o d e l l i p r e s e n t a t i sulle pendici del Castello Medioevale a T o r i n o . ad u n pubblico selezionatissimo, d a t o che l'ingresso è esclusivam e n t e ai p r o d u t t o r i e ai compratori, le anticipazioni della n u o v a moda i n t e r p r e t a t a in oltre 50 mila modelli. Ci si p u ò chiedere: come vestiranno le d o n n e nelle prossime stagioni d e l l ' a u t u n n o e dell'inverno '70-'71 ? Con l ' a n n o che inizia il decennio si J D U Ò dire che si è sollevato u n lembo del mistero che avvolge il « futuribile » della m o d a . Bisogna ricordare che la m o d a a p p u n t o sta a t t r a v e r s a n d o u n periodo di p r o f o n d a t r a s f o r m a z i o n e . U n p r o b l e m a che sta molto a cuore n o n s o l t a n t o alle donne, m a a n c h e agli uomini, e cioè quello delle gonne corte o delle gonne lunghe n o n è s t a t o a n c o r a risolto. L a sigla dei t r e « M » a v r à pieno valore: in f a t t o di lunghezza si a v r a n n o le mini ridottissime, le m a x i fino alla caviglia e le midi che si ferm e r a n n o al polpaccio. A queste t r e « M » se ne p o t r à aggiungere u n a q u a r t a : le gonne medie s a r a n n o quelle m o l t o p o r t a t e e come sempre g i u n g e r a n n o al ginocchio. I n sostanza vi sono soluzioni diversissime, nelle quali è lasciata u n ' a m p i a facoltà di scelta. Gli stessi grandi sarti h a n n o n o t a t o che diviene sempre più difficile i m p o r r e le loro idee. Le d o n n e di oggi n o n a c c e t t a n o più p a s s i v a m e n t e i « d i k t a t » dei g r a n d i operatori, dei più noti creatori; vestono come vogliono. I n altre parole n o n a m m e t t o n o più di essere soggette alla m o d a ; i n t e n d o n o divenirne le creatrici ciascuna per sé stessa, con le sue particolari esigenze, desideri e t e n d e n z e . T u t t o ciò vale s o p r a t t u t t o per i giovani. È luogo comune dire che ragazzi e ragazze vestono in modo molto trasand a t o . Non è esatto: i giovani impongono delle idee originali ed h a n n o p r o d o t t o u n a brusca frattura, tracciato un profondo solco t r a la m o d a di ieri e quella di oggi. F a n n o dell'abito u n complemento i m p o r t a n t e della v i t a di t u t t i i giorni, m a desiderano che sia i m p r o n t a t o a p r a t i c i t à ed a scioltezza. Le tendenze per l'abbigliam e n t o femminile per le prossime stagioni in f a t t o di colori sono nella g a m m a delle t i n t e n a t u r a l i che dal beige chiaro v a n n o fino al m a r r o n e caffè. Si v e d r à m o f t o u n particolare colore, d e t t o rosso etrusco, che si sviluppa con s f u m a t u r e accese e si spegne nella t i n t a p r u g n a ; infine si a v r à l'azzurro Tiepolo. In f a t t o di tessuti in primo piano i tweed a t r a m a grossa con macro disegni, lane spugnose, tessuti in fibre sintetiche, velluti operati; anche l'uso della pelle caratterizzerà molti modelli. P e r gli uomini a n d r a n n o di moda i maxi cappotti, i giacconi lunghi, i completi a maglia; i tessuti p r e s e n t e r a n n o grandi o anche micro disegni con prevalenza di colori grigi, marroni, blu; il nero t o r n a con insistenza. La linea maschile sarà i m p o s t a t a ad uno stile r o m a n tico alla George Sand ed a quegli inconfondibili c a p p o t t i lunghi che erano a m a t i da Puccini. Concludendo si p u ò dire il X X X Samia h a p i e n a m e n t e c o n f e r m a t o i successi delle precedenti t o r n a t e . H a ragione il conte Ferruccio D u c r e y Giordano, presidente, che è assistito dal segretario generale d o t t . ^Vladimiro Rossini; egli si è d e t t o s o d d i s f a t t o delle giorn a t e che h a n n o visto Torino cosi viva in questo settore della m o d a . H a perciò pieno valore q u a n t o egli ha a v u t o occasione di a f f e r m a r e q u a n d o h a definito il Salone m e r c a t o dell'abbigliam e n t o u n ' i n i z i a t i v a che « offre all'industria italiana e s t r a n i e r a u n a r i b a l t a di eccezionale prestigio per il lancio dei loro proG i o c h i a l j a l o n e delle vacanze nel Palazzo di d o t t i . È u n luogo di i n c o n t r o t r a la d o m a n d a e l'offerta, u n organismo valido a stimolare suo impiego a s s u m o n o il signil ' a g g i o r n a m e n t o tecnico e a ficato di un assillo, sono divemigliorare i r a p p o r t i t r a p r o d u n u t i u n f e n o m e n o sociale, u n zione e distribuzione ». p r o b l e m a che richiede soluzioni in g r a d o di soddisfare milioni di persone. P e r indicare Il Salone i n t e r n a z i o n a l e delle come utilizzare le vacanze, quelv a c a n z e e del t u r i s m o : ecco le l u n g h e d e l l ' e s t a t e od a n c h e u n ' a l t r a m a n i f e s t a z i o n e che d a quelle brevi dei « p o n t i » e dei alcuni a n n i sta o t t e n e n d o m o l t o fine s e t t i m a n a , il Salone intersuccesso. nazionale che si i n t i t o l a apCon lo slogan « Viaggiate p u n t o alle v a c a n z e al t u r i s m o oggi, p a g a t e d o m a n i » la rateized allo s p o r t h a suggerito m o l t e z a t o n e , q u e s t o m o s t r o della valide idee. A d esso h a n n o p a r civiltà dei consumi, h a s e g n a t o t e c i p a t o 17 paesi; e r a n o inseormai a n c h e il s e t t o r e delle rite a n c h e la r a s s e g n a del m o t o v a c a n z e . Il t e m p o libero ed il ciclismo e della n a u t i c a , la T o r i n o Esposizioni: una giovane e bella arcie m o s t r a del campeggio e del c a r a v a n n i n g , della caccia e della pesca ed il p r i m o salone delle piscine e degli i m p i a n t i . Si è t r a t t a t o i n s o m m a di u n a grande panoramica, anticipata di qualche mese, della v i t a estiva al m a r e , sui laghi, sui m o n t i e dei modi di viaggiare sempre più confortevolmente. I n effetti è u n a g r a n d e conq u i s t a del n o s t r o t e m p o il f a t t o che gli u o m i n i si s e n t a n o c i t t a dini del m o n d o , o v u n q u e a casa p r o p r i a o quasi. Il discorso vale p e r t u t t i i popoli, per t u t t e le nazioni, Il Salone delle vacanze ha presentato anche alcune piscine; m a ha u n significato particolare per gli i t a l i a n i . D i a n n o in a n n o cresce il n u m e r o degli i t a l i a n i che v a n n o all'estero, m a aum e n t a c o n t e m p o r a n e a m e n t e ed i n m i s u r a m a g g i o r e q u e l l o degli s t r a n i e r i che v e n g o n o d a noi. N e l 1969 a b b i a m o o s p i t a t o 3 1 milioni di p e r s o n e p r o v e n i e n t i da altri S t a t i e continenti con u n 8,3 p e r c e n t o in p i ù r i s p e t t o a l l ' a n n o p r e c e d e n t e . È difficile c a l c o l a r e la q u a n t i t à di m o n e t a i m p o r t a t a d a p a r t e degli o s p i t i , m a si -fanno c i f r e c h e si a g g i r a n o a t t o r n o ai mille m i l i a r d i di lire. I n s o m m a , il t u r i s m o è d i v e n u t o la p i ù g r a n d e i n d u s t r i a n a z i o n a l e . S e m p r e nel '69 le p r e s e n z e degli s t r a n i e r i s o n o s t a t e v a l u t a t e in o l t r e 68 m i l i o n i di giorn a t e con u n a maggiorazione del 15 p e r c e n t o c h e è la p i ù alta dell'ultimo quinquennio. eccone una che è stata m o l t o a m m i r a t a per la tecnica c o s t r u t t i v a e il costo c o n t e n u t o . S e n z a t e m e r di essere a c c u s a t i di eccessivo o t t i m i s m o poss i a m o r i t e n e r e c h e il m e r c a t o i t a l i a n o o f f r e p o s s i b i l i t à di u l t e riori s v i l u p p i , essenzialmente p e r q u a n t o r i g u a r d a le f e r i e degli i t a l i a n i stessi. S e c o n d o u n a i n d a g i n e dell'ISTAT solt a n t o t r e i t a l i a n i s u dieci si r e c a n o f u o r i della loro a b i t u a l e residenza per trascorrere un p e r i o d o di r i p o s o ; su 54 m i lioni, q u a n t i s i a m o a t t u a l m e n t e , p o c o p i ù di 14 milioni si m u o v o n o p e r le v a c a n z e (si i n t e n d o n o t a l i le p e r m a n e n z e di almeno q u a t t r o giorni) e nella loro c o m p o s i z i o n e u n p o c o m a g giore è il n u m e r o delle d o n n e su q u e l l o degli u o m i n i . I n o l t r e , n e l l a d i v i s i o n e r e g i o n a l e , si v a d a u n 42 p e r c e n t o della L o m b a r d i a , 38 del P i e m o n t e , 35 del T r e n t i n o - A l t o Adige, 33 del L a z i o alle cifre b a s s e del 14 p e r la C a l a b r i a ed il Molise e del 12 p e r la B a s i l i c a t a e gli A b r u z zi. F r a le r e g i o n i i t a l i a n e preferite è in testa l'Emilia-Romagna, seguita dalla Liguria, dal Veneto, dalla Toscana, dal L a z i o e d a l P i e m o n t e . Il m a r e , ed i l a g h i h a n n o c o s t i t u i t o il m a g g i o r r i c h i a m o con il 52,3 p e r c e n t o ; le m o n t a g n e h a n n o a t t r a t t o il 22 p e r c e n t o e le z o n e collinari il 12 p e r c e n t o . Il m e z z o di t r a s p o r t o p i ù utilizzato dagli italiani per recarsi in v a c a n z a è s t a t o l'automobile p r o p r i a ( 5 1 , 5 % ) , s e g u e il t r e n o ( 2 6 , 6 % ) , le a u t o l i n e e e le a u t o a noleggio (12%). A n c h e se la e s p o s i z i o n e è a v v e n u t a quando ancora non si e r a f u o r i d a l l ' i n v e r n o , t u t tavia non era t r o p p o presto per p e n s a r e a c o m e d i v e r t i r s i in e s t a t e ed a dove a n d a r e per ricercare la pace, il sole, l ' a c q u a pulita e, cosa s e m p r e più difficile, la t r a n q u i l l i t à ristoratriee. Al Salone è s t a t o possibile pren o t a r e viaggi, escursioni, perm a n e n z e all'estero, crociere, escursioni in t u t t e le p a r t i del m o n d o ed alle migliori condizioni. L ' o p e r a t o r e t u r i s t i c o diviene u n personaggio qualific a t o nella v i t a m o d e r n a . I suoi consigli sono quelli di u n tecnico, possono essere m o l t o utili e f a r r i s p a r m i a r e d a n a r o . Le agenzie h a n n o p r e d i s p o s t o viaggi a l l e t t a n t i con ogni mezzo di t r a s p o r t o ed alla p o r t a t a di t u t t e le borse. L a motorizzazione delle v a canze è s t a t o u n o dei t e m i s v i l u p p a t i . S e m b r a che prossimamente dovremo sostenere l'assalto delle m o t o c i c l e t t e , che si s p e r a i c o s t r u t t o r i a v r a n n o il b u o n senso di r e n d e r e p e r q u a n t o è possibile n o n t r o p p o r u m o rose. A fine s e t t e m b r e scorso ne c i r c o l a v a n o q u a t t r o milioni; si p r e v e d e u n i n c r e m e n t o n o t e vole d o v u t o a n c h e al f a t t o che crescono le richieste delle « 125 » e delle « 50 » per i r a g a z z i che n o n h a n n o a n c o r a 14 a n n i e che p r o p r i o n o n se la s e n t o n o di p r o m e t t e r e i m p e g n o per lo che c o s t a n o poco più di cento studio se non si fa loro brillare mila lire ai g r a n d i mezzi nautici la s p e r a n z a del regalo t a n t o per crociere di a m p i o sviluppo; a t t e s o per la promozione. Alcudai fucili per i safari e per ne m o t o possono a n c h e a n d a r e a b b a t t e r e leoni e rinoceronti sulle m u l a t t i e r e o sui terreni (ma perché, come dice il titolo sabbiosi. di u n film, « n o n li lasciamo Cresce la m o d a del campegvivere ? ») alle m a c c h i n e fotogio a n c h e d a noi, se p u r longrafiche per i s a f a r i m o d e r n i e t a n a dal successo che q u e s t a civili, intesi a r i p r e n d e r e le i n t e r p r e t a z i o n e delle v a c a n z e scene della n a t u r a ed a docuha all'estero d o v e è t a n t o più m e n t a z i o n e ; dai fornelli alle diffusa. Vi sono r o u l o t t e s e corde per ascensioni, ecc. t e n d e di ogni t i p o e m i s u r a : R e s t a d a dire del salone d a quelle i m m e n s e che, affiandelle piscine: che possono essere cate, r a p p r e s e n t a n o delle vere g r a n d i od a n c h e m o l t o piccole e villette con persino l'ingresso q u i n d i proponibili per borse di servizio, a quelle minuscole m o d e s t e e spazi r i s t r e t t i . U n a , come u n a speciale t e n d a a d u e però, m e r i t a u n a speciale segnaposti gonfiabile con u n a p o m p a lazione: è l u n g a 12 m e t r i e d a bicicletta che f o r m a u n rimezzo per 5 e mezzo e p r o f o n d a p a r o p r o t e t t i v o e serve « d a u n m e t r o e 50 c e n t i m e t r i . L ' a c ripiego per gli ospiti che v e n qua è costantemente depurata g o n o a t r o v a r v i e che n o n d a u n filtro sterilizzatore e n o n p o t e t e accogliere nella r o u l o t richiede r i c a m b i . Il costo è di te ». È i n s o m m a q u a s i u n a d u e milioni e 139 mila lire. « d e p e n d a n c e » s u b i t o disponiQuasi si p u ò dire: il lusso alla bile con p o c a f a t i c a e con il p o r t a t a di t u t t e le borse d a t o che v a n t a g g i o di e v i t a r e la coabiil prezzo per u n i m p i a n t o cosi t a z i o n e in u n o spazio r i s t r e t t o . complesso n o n è d a v v e r o m o l t o U n a v a s t i s s i m a g a m m a di a l t o . I n I t a l i a n o n si v e d o n o a n prodotti è stata offerta all'atcora m o l t e piscine; è d a a u s p i c a t e n z i o n e del p u b b l i c o in t u t t i re che crescano a n c h e p e r c h é gli i s e t t o r i della v i t a a l l ' a r i a a p e r italiani, p o p o l o di m a r i n a i , i m p a t a e dello s p o r t ; dai b a t t e l l i n i rino finalmente t u t t i a n u o t a r e . Note di documentazione tecnica Giuseppe Nuove tecniche (li raccolta mento del latte. e immagazzina- U n a recentissima indagine giornalistica, ser i a m e n t e d o c u m e n t a t a , svolta oltre Manica, h a reso n o t o che più di 30 milioni sono i litri di l a t t e che g i o r n a l m e n t e si raccolgono nelle aziende agricole: due terzi di questo eccezionale q u a n t i t a t i v o sono c o n t e n u t i in f u s t i di 45 litri ciascuno: il r i m a n e n t e si versa alla r i n f u s a in speciali contenitori di 7.500-12.000 litri. Tali contenitori sono in leghe di alluminio e si sono dim o s t r a t i , come materiale, migliori e più economici r i s p e t t o a quelli in acciaio s t a g n a t o . I veicoli u s a t i per la raccolta di questi contenitori sono di t i p o a p e r t o , p i a t t i , h a n n o u n a capacità di carico di circa 40.000 litri di l a t t e e sono m o n t a t i su chassis delle più n o t e m a r c h e a u t o mobilistiche. Si è, c o m u n q u e , n o t a t a negli u l t i m i t e m p i u n a crescente p r e f e r e n z a per la raccolta del l a t t e alla r i n f u s a e la richiesta di a u t o c i s t e r n e d e s t i n a t e a q u e s t o uso è a u m e n t a t a . Tali cisterne sono n o r m a l m e n t e costruite in acciaio inossidabile con u n o o più s c o m p a r t i i n t e r n i e il veicolo è p r o v v i s t o di u n a c a b i n a posteriore nella quale si t r o v a n o le a p p a r e c c h i a t u r e di m i s u r a z i o n e e di p o m p a g g i o . Nella p r o g e t t a z i o n e di cisterne per il t r a s p o r t o del l a t t e u n a n o v i t à è c o s t i t u i t a dall'impiego di m a t e r i e plastiche a r m a t e con fibre di v e t r o . Sono, i n f a t t i , in f u n z i o n e alcune di queste n u o v e cisterne della c a p a c i t à di 10.000 litri ciascuna con le quali fino ad oggi sono s t a t i t r a s p o r t a t i oltre 5 milioni di litri di l a t t e . Il s e r b a t o i o pesa circa 150 chilogrammi, meno, cioè, di u n a cisterna in acciaio inossidabile e con u n a c a p a c i t à inferiore del 25 per cento. Sono s t a t i , inoltre, realizzati dei n u o v i flussometri a t u r b i n a i quali offrono diversi v a n t a g g i r i s p e t t o ai modelli usuali: il t r a s m e t t i t o r e è solo di poco più g r a n d e della t u b a z i o n e alla quale viene fissato e il r o t o r e della t u r b i n a p r o v o c a u n a p e r d i t a di pressione r e l a t i v a m e n t e l i m i t a t a : i segnali v e n g o n o emessi d a u n m a g n e t e s i t u a t o nel r o t o r e e raccolti d a u n a b o b i n a ad i n d u z i o n e che si t r o v a all'esterno del g r u p p o , ciò che semplifica i p r o b l e m i della r i p u l i t u r a . L ' i m p u l s o di c o r r e n t e p r o v e n i e n t e dalla b o b i n a Lega di induzione p u ò essere trasmesso a u n totalizzatore o a u n perforatore a n a s t r i e, se necessario, ad u n indicatore del r i t m o del flusso s i t u a t o d i s t a n t e dal t r a s m e t t i t o r e . L ' a r i a che, di solito, precede e segue ogni operazione di misurazione viene segnalata da u n a sonda rivelatrice che i n t e r r o m p e il segnale q u a n d o il l a t t e defluisce. Il peso e le dimensioni di questo n u o v o m i s u r a t o r e sono molto limitate e, perciò, l'apparecchio si p r e s t a agevolmente ad essere m o n t a t o su cisterne: con u n minimo di tubazioni si possono anche calcolare t a n t o l'afflusso q u a n t o il deflusso del latte. L a necessità, poi, di raccogliere il l a t t e in f u s t i h a c o n t r i b u i t o alla fabbricazione di apparecchi meccanizzati o a u t o m a t i z z a t i per l'accettazione: a tale r i g u a r d o u n a g r a n d e aziend a lattiero-casearia del Regno U n i t o h a p r o d o t t o u n semplice e poco costoso meccanismo di r i b a l t a m e n t o con u n a c a p a c i t à di 6 f u s t i al m i n u t o e con ricollocamento del c o n t e n i t o r e a t e r r a . U n a l t r o modello h a u n a c a p a c i t à di 13 f u s t i e li deposita, rovesciati, sul n a s t r o t r a s p o r t a t o r e che li convoglia a sua volta al g r u p p o di lavaggio. Q u a n t o a l l ' i m m a g a z z i n a m e n t o del l a t t e esso p u ò a v v e n i r e in serbatoi-silo, in cisterne cilindriche e verticali s i s t e m a t e a l l ' a p e r t o con u n a c a p a c i t à di 120.000 litri. U n o di questi serbatoi è s t a t o i n s t a l l a t o d a poco in Australia ed h a u n a c a p a c i t à di 136.000 litri. È p r o v v i s t o di isolamento t e r m i c o e di r i v e s t i m e n t o in acciaio t e n e r o verniciato o in vari altri materiali come, ad esempio, acciaio o alluminio ricoperti di m a t e r i e plastiche. I silo richiedono u n a progettazione e s t r e m a m e n t e a c c u r a t a che deve essere eseguita d a tecnici qualificatissimi. È necessario n a t u r a l m e n t e disporre di un sistema di s g r a s s a t u r a dei contenitori in luogo e a tale scopo esistono a t t r e z z a t u r e di q u e s t o genere a t t e a f r o n t e g g i a r e ogni esigenza di u n o s t a b i l i m e n t o lattiero-caseario. Oggi le Centrali del l a t t e più grandi di t u t t o il R e g n o U n i t o dispongono di u n a b a t t e r i a di cisterne che v e n g o n o a l t e r n a t i v a m e n t e riempite, v u o t a t e , ripulite: i sistemi di lavaggio sono n e c e s s a r i a m e n t e , in tali aziende, p i ù complicati e comprendono anche un d i a g r a m m a luminoso che consente di seguire le varie fasi delle operazioni nonché congegni di sicurezza tali da g a r a n t i r e che il l a t t e c o n t e n u t o in qualche scomp a r t o non possa essere danneggiato. Una nave da carico di facile gestione. Oggi — e non è u n a n o v i t à per nessuno — un « modello esclusivo » sia che si t r a t t i di u n abito o di u n ' a u t o o di u n aereo è un lusso che pochi possono permettersi. Viviamo in u n ' e p o c a di -produzione di massa e perciò i prezzi sono tollerabili in q u a n t o i costi vengono suddivisi su molti p r o d o t t i eguali. Tale concezione è g i u n t a anche nel settore delle costruzioni navali. Le « linee di navigazione » d e b b o n o a f f r o n t a r e t e m p i difficili a m a n o a m a n o che la v a s t a flotta mondiale di n a v i da carico invecchia e deve essere sostituita. L a concorrenza d a p a r t e degli aerei si fa sempre più vivace e i costi operativi salgono via via che il naviglio viene t e c n i c a m e n t e s u p e r a t o . I costi di sostituzione sono elevati per le singole navi e spesso queste d a n n o u n reddito modesto rispetto all'investim e n t o di capitali che h a n n o richiesto. Anche in questo caso la soluzione migliore è quella della produzione di massa-, la n a v e da carico dell'avvenire è u n modello semplice e facile da costruire e da gestire e s o p r a t t u t t o a d a t t o ad essere costruito r a p i d a m e n t e in gran numero. T u t t e queste caratteristiche si riscontrano oggi nella «SD 14» u n a n a v e di 15.000 tonnellate, che si è aggiudicata già u n totale di 57 ordinazioni. I suoi progettisti prevedono di vederne almeno 100 sulle r o t t e m a r i t t i m e del m o n d o e n t r o gli anni '80. L a « SD 14 » è s t a t a costruita nei cantieri della A u s t i n a n d Pickersgill i cui dirigenti si resero conto che si s t a v a a p r e n d o u n v a s t o m e r c a t o a m a n o a m a n o che la flotta mondiale di 1.500 n a v i da carico « L i b e r t y » costruite d u r a n t e la seconda guerra si a v v i c i n a v a n o alla fine della loro v i t a l a v o r a t i v a . Circa 10 p r o g e t t i per la sostituzione delle « L i b e r t y » uscirono dal r e p a r t o progettazioni di vari cantieri del mondo. La n a v e di cui si D u e cisterne del t i p o a silo per l ' i m m a g a z z i n a m e n t o del l a t t e installate in A u s t r a l i a . Sono p r o v v i s t e di isolamento t e r m i c o e hanno una capacità di 270.000 l i t r i . dice è di disegno s t a n d a r d : le iniziali della sua sigla « SD » d e r i v a n o dal f a t t o che q u e s t a è u n a n a v e a t i p o p o n t e c o p e r t o (shelter decka ). Il 14 s t a ad indicare sia la velocità (14 nodi) sia il suo tonnellaggio originario che è a p p u n t o di 14.000 t o n n e l l a t e . Con u n a lunghezza di 140 m e t r i e u n a larghezza di 20 è l ' u l t i m o grido in f a t t o di n a v i d a carico. P u ò t r a s p o r t a r e 13.652 t o n n e l l a t e di carico generale nelle 5 stive principali e 4 c o m p a r t i m e n t i t r a i p o n t i . Come n a v e per carichi sfusi p u ò t r a s p o r t a r e p i ù di 750.000 piedi cubi di cereali. Il suo m o t o r e e u n Diesel Sulzer a 5 cilindri con t u r b o - c o m pressore; s v i l u p p a 5000 H P al f r e n o . Il m a c c h i n a r i o della « SD 14 » è s i t u a t o a p o p p a al d i s o t t o della m o d e r n a s o v r a s t r u t t u r a che alloggia 31 cabine singole per l'equipaggio. I locali sono m o d e r n i e confortevoli, m a nello stesso t e m p o semplici per t u t t i dal c a p i t a n o a l l ' u l t i m o mozzo. Nei cantieri della A u s t i n Pickersgill possono essere i m p o s t a t e c o n t e m p o r a n e a m e n t e 10 di queste navi. Esse hanno suscitato particolare interesse f r a gli a r m a t o r i greci che n e h a n n o già p r e n o t a t e 40. Gli altri a c q u i r e n t i sono italiani, francesi e tedeschi occidentali. Entro Vanno l'energia atomica (li quella elettrica? costerà meno I n t u t t e le Nazioni si seguono a t t i v a m e n t e gli sviluppi di quella i m p o r t a n t e c o n q u i s t a che è l'energia a t o m i c a per scopi industriali: l ' a t t e n zione dei circoli scientifici e tecnici più qualificati si è ora s o f f e r m a t a su u n a notizia b r i t a n nica a n n u n c i a n t e che è s t a t o c o m p i u t o u n ulteriore passo in a v a n t i , tale d a r e n d e r e l'energia nucleare più economica della energia p r o d o t t a dalle Centrali convenzionali a c a r b o n e o a petrolio. Q u a n d o e n t r o la fine di q u e s t ' a n n o (come è s t a t o assicurato) la p r i m a Centrale elettro-nucleare di u n n u o v o modello i d e a t a nel R e g n o U n i t o e n t r e r à in azione il suo funzion a m e n t o sarà di oltre il 10 per cento più economico delle g r a n d i Centrali a c a r b o n e s i t u a t e nei bacini carboniferi ed a v e n t i i più bassi costi di t r a s p o r t o . Questo è q u a n t o accadrà, come a b b i a m o d e t t o , in G r a n B r e t a g n a . Negli altri Paesi il v a n t a g g i o economico sul c a r b o n e ed il petrolio p o t r e b b e essere a n c h e maggiore. In F r a n c i a , per esempio, i cui tecnici per primi escogitarono il contenitore in cemento precompresso (al quale il n u o v o p r o g e t t o inglese deve molto della sua fortuna) questo progetto potrebbe essere usato con grande vantaggio. La semplicità è la caratteristica principale del R e a t t o r e a v a n z a t o r a f f r e d d a t o a gas (AGR). P e r u n a produzione di 600 m e g a w a t t s (MW) viene usato un serbatoio a pressione, cilindrico, di 15,24 metri di diametro. Le sue p a r e t i di 3 metri di spessore di cemento precompresso racchiudono non solo il reattore, m a anche il circuito di pressione del vapore il che significa che gli impianti nucleari di questo tipo h a n n o la m e t à delle dimensioni di u n a Centrale a carbone di produzione analoga. U n altro f a t t o r e i m p o r t a n t e è d a t o dalla possibilità (per la p r i m a volta in u n r e a t t o r e atomico) di utilizzare le t u r b i n e ed i generatori di tipo più recente. Questo è il risultato delle già molto elevate t e m p e r a t u r e e pressioni del vapore p r o d o t t o e significa u n a resa del 41,5 per cento contro il 30-34 per cento degli altri tipi di r e a t t o r i . Mentre il p r o g e t t o in parola è realizzato per due r e a t t o r i d a 600 M W installati in u n a sola costruzione con servizi collegati, come quello dell'impianto di r i f o r n i m e n t o del combustibile, la sua concezione p e r m e t t e u n ampliam e n t o in scala con r e l a t i v a facilità, d a t o che il r e a t t o r e si basa su u n a semplice u n i t à (ogni b a r r a di combustibile fornisce circa 6 M W di calore). Sarà sufficiente u n a piccola revisione del p r o g e t t o per elevare la p o t e n z a del r e a t t o r e a 900 e a 1.200 M W con u n ulteriore r i s p a r m i o nei costi di esercizio. Ciò si p o t r e b b e o t t e n e r e aggiungendo d u e o t r e file di b a r r e di combustibile al p r i m o p r o g e t t o . Il serbatoio a pressione sarebbe poco più g r a n d e della Centrale maggiore. Quali che siano le dimensioni, questo modello a p p a r i r à , per diverse ragioni, molto interessante sia p e r i Paesi più p r o g r e d i t i che per quelli in via di sviluppo. Il n u o v o i m p i a n t o nucleare del quale si p a r l a offre della energia v e r a m e n t e economica. Il suo combustibile che ora l a v o r a a circa 700 gradi C è capace di lavorare fino a 1.600 gradi C. Il f a t t o che, con fiducia, si p r e v e d a che il p r i m o r e a t t o r e che e n t r e r à in f u n z i o n e verso la fine di q u e s t ' a n n o p r o d u r r à energia a m e n o di 0,45 pence p a r l a da solo. Questi d a t i valgono per il caso che il r e a t t o r e lavori p e r il 75 per cento del t e m p o , con u n a v i t a a s s i c u r a t a di 20 anni. P e r l'80 per cento e 30 a n n i il costo scende al di s o t t o di 0,4 pence. Il Centro s t u d i p e r l'energia n u cleare d ' o l t r e Manica è la più i m p o n e n t e organizzazione di r e a t t o r i del m o n d o e nel 1975 controllerà la più g r a n d e m a s s a di energia nucleare. Rapporti fra tecnologia e industria. Agli inizi di questo secolo l'eminente sociologo e r i f o r m a t o r e Sydney Webb, parlando della « inevitabilità della g r a d u a l i t à » i n t e n d e v a senz'altro riferirsi alla i m p o r t a n z a dei m u t a m e n t i economici e sociali. I n f a t t i il nostro secolo ne è la palese documentazione in q u a n t o mai come oggi la tecnologia h a d a t o e dà nelle varie industrie prove cosi i m p o n e n t i di ricerche, di produzione e di successi commerciali. Nelle ricerche tecnologiche l'industria di t u t t o il m o n d o (e quella italiana non è da meno) spende cifre molto ragguardevoli. I n passato le innovazioni tecnologiche erano d o v u t e princip a l m e n t e a singoli inventori, oppure si realizz a v a n o quasi per caso come s o t t o p r o d o t t i di scoperte scientifiche. Oggi la maggior p a r t e delle innovazioni, specie nelle industrie b a s a t e sulla più a v a n z a t a tecnologia, sono il f r u t t o degli s t u d i di più persone c o a d i u v a t e dai nuovissimi e p o t e n t i calcolatori elettronici che f a n n o p a r t e della tecnologia d e s t i n a t a ad esercitare maggiore influsso sulla v i t a economica di ogni Nazione nei prossimi anni. L a p o t e n z a degli stessi a p p a r a t i sta a u m e n t a n d o con r i t m o s o r p r e n d e n t e : all'incirca di dieci volte ogni d u e o t r e anni. Molti dei problemi che q u e s t a n u o v a tecnologia, alla quale sono interessati a n c h e e specialmente i dirigenti industriali, v e n g o n o risolti con l'aiuto della elettronica microminiaturizzata che, a sua volta, si affida s e m p r e più al calcolatore per il suo r a p i d o progresso. L a microelettronica è la chiave, n o n solo per la creazione di calcolatori più p o t e n t i , m a a n c h e per la soluzione economica delle m a c c h i n e più complesse che p e r m e t t e r a n n o a l l ' u o m o di c o m u n i c a r e nella m a n i e r a più nat u r a l e che esso conosca: la parola. Ne consegue che per m o l t e i n d u s t r i e e spec i a l m e n t e per quelle della raffinazione del petrolio e della p r o d u z i o n e chimica, dei t r a s p o r t i oceanici e della p r o d u z i o n e di elettricità in massa, come per quella a u t o m o b i l i s t i c a e dei televisori, si m a n i f e s t i di giorno in giorno s e m p r e più imp o r t a n t e e v a n t a g g i o s a l'esistenza di grosse concentrazioni industriali ove le innovazioni tecnologiche possono essere di c o n t i n u o a g g i o r n a t e . L a scelta della tecnologia v o l t a p a r t i c o l a r m e n t e allo sviluppo delle aziende è oggi larg a m e n t e riconosciuta come u n p r o b l e m a di d e t e r m i n a t a i m p o r t a n z a . È per q u e s t a ragione che ai dirigenti i n d u s t r i a l i si richiede il m a s s i m o interesse a n c h e per il p o t e n z i a m e n t o della tecnologia i n t e r m e d i a , delle tecniche a basso costo e per u n i n t e n s o uso di m a n o d o p e r a che c o n t r i b u i s c o n o al s e m p r e maggiore i n c r e m e n t o delle imprese industriali n o n solo di g r a n d i dimensioni, m a a n c h e m e d i e e piccole. Sfornato in Francia il primo pane elettronico. U n a delle più f r e q u e n t i ed insistenti lamentele ehe nei confronti del p a n e si ascoltano anche in F r a n c i a è quella r i g u a r d a n t e la conservabilità di tale prezioso alimento: sia per ciò che attiene al rapido indurirsi, sia per q u a n t o riflette t u t t e le alterazioni della s t r u t t u r a e delle specifiche caratteristiche del p r o d o t t o stesso. Scienziati, tecnici e studiosi della panificazione dedicano da lunghi anni i loro esper i m e n t i al miglioramento q u a l i t a t i v o del p a n e e alla sua conservabilità. È n o t o che l'idea p r i m a della conservazione del p a n e per mezzo del f r e d d o è d o v u t o all'ammiraglio americano B y r d il quale, d u r a n t e u n a sua spedizione polare, lasciò in u n a c a p a n n a di neve u n a c o m u n e p a g n o t t a ed osservò, poi, a d i s t a n z a di diversi anni, che essa si era p e r f e t t a m e n t e c o n s e r v a t a ad u n a t e m p e r a t u r a molto vicina ai 30 gradi centigradi s o t t o lo zero. Queste osservazioni f u r o n o c o m u n i c a t e dal B y r d ad u n panificatore s t a t u n i t e n s e , Arnold B a k e r , -che a t t u ò il p r o c e d i m e n t o su scala industriale e che oggi, a p p u n t o , f a b b r i c a p a n e congelato. Ora, la scienza e la tecnica h a n n o r a g g i u n t o u n n u o v o t r a g u a r d o . Ecco apparire, per la p r i m a v o l t a nel mondo, e p r e c i s a m e n t e in F r a n cia il « p a n e elettronico ». S p e t t a , d u n q u e , alla F r a n c i a questo p r i m a t o . D a poco meno di u n a n n o molti francesi m a n g i a n o il loro p r i m o « p a n e elettronico ». Chi h a a c q u i s t a t o q u e s t o p a n e dice che è eccellente e n o n si p u ò n o n credere a t a l e affermazione. Ma che cosa è, infine, q u e s t o nuovissimo e originalissimo p a n e ? A p p a r e n t e m e n t e esso n o n p r e s e n t a c a r a t teristiche speciali. S o l t a n t o ha, alla superficie, u n a leggera q u a d r e t t a t u r a d o v u t a al t a p p e t o metallico sul quale si cuoce e dal quale si sforna. D ' o r a innanzi milioni di p e z z a t u r e di p a n e s a r a n n o c o n t r a s s e g n a t e con q u e s t a singolare q u a d r e t t a t u r a . Il p a n e in p a r o l a viene f a b b r i c a t o dalla azienda Colombes e costituisce u n a v e r a e p r o p r i a rivoluzione nel c a m p o della p a n e t t e r i a e di t u t t i i p r o d o t t i così c h i a m a t i d a forno. Il forno (sul quale o v v i a m e n t e si m a n t i e n e il più s t r e t t o segreto) e da cui esce questo pane è c h i a m a t o « fornaio robot ». Riduce quasi a zero il lavoro del p a n e t t i e r e : moltiplica il rend i m e n t o : diminuisce il prezzo del p r o d o t t o : ne assicura c o m u n q u e u n a p e r f e t t a igiene. P e r ragioni (ancora sperimentali) il prototipo del n u o v o forno messo in funzione dai due fratelli Colombes è di media c a p a c i t à : 200 pezzature di p a n e da un chilogrammo ciascuna in u n ' o r a . T u t t o l ' a p p a r a t o misura dieci metri di lunghezza, metri u n o e s e t t a n t a di altezza e m e t r i u n o e c i n q u a n t a di larghezza. Nella p a r t e anteriore si svolgono le operazioni di i m p a s t a t u r a e di modellaggio del p a n e : questa è affidata ad u n dispositivo che è d e n o m i n a t o « pesatore-modellatore » il quale in pochi secondi taglia il p a n e nelle p e z z a t u r e desiderate, le modella e le a v v i a al forno vero e proprio. Questa funzione viene c o m p i u t a da u n n a s t r o t r a s p o r t a t o r e . Il forno è riscaldato con energia elettronica ad a l t a f r e q u e n z a e il p a n e viene cotto, anziché dall'esterno verso l'interno, dall'interno verso l'esterno. Ogni p e z z a t u r a di p a n e passa, quindi, in u n altro s c o m p a r t o dove, per mezzo di u n a speciale resistenza elettrica, f o r m a la crosta. Il p a n e c o t t o è a u t o m a t i c a m e n t e espulso dal forno e raccolto in appositi cestelli. I v a n t a g g i del p a n e elettronico sono molti e i m p o r t a n t i : per esempio, il prezzo p u ò essere d i m i n u i t o di cinque f r a n c h i il chilo: il lavoro n o t t u r n o p u ò essere del t u t t o abolito: il pane elettronico si conserva i n a l t e r a t o per lungo t e m p o e n o n perde il suo sapore primitivo. Altri modelli di forni elettronici sono in funzione s p e r i m e n t a l m e n t e : essi h a n n o u n a lunghezza di t r e n t a m e t r i e possono panificare fino a 28-30 t o n n e l l a t e al giorno. Queste sono le p r i m e notizie che si conoscono sul p a n e elettronico francese: molti dettagli sono t e n u t i r i g o r o s a m e n t e segreti e a ragion v e d u t a . Certo è che con queste n u o v e a p p a r e c c h i a t u r e la p r o d u z i o n e del p a n e sarà in u n a v v e n i r e n o n m o l t o l o n t a n o cosa di lieve m o m e n t o : e ne r i t r a r r a n n o v a n t a g g i o specialm e n t e i c o n s u m a t o r i i quali p o t r a n n o avere del p a n e o t t i m o e a prezzi di assoluta concorrenza. J t r a i libri G. G A E T A N I D ' A R A G O N A - Produttività e agricoltura Ed. Giuffrè - 1969 - pagg. 178, L. 2.000. - È stata recentemente edita, a cura dell'Unione italiana delle Camere di commercio, una pubblicazione riguardante la produttività e la sua dinamica in agricoltura. Autore dello studio è il prof. Gabriele Gaetani d'Aragona, presidente della Commissione agricoltura dell'Unione e ordinario di economia e politica agraria dell'Università di Napoli. L'opera si articola in due parti: la prima fa il p u n t o sugli studi relativi ai fattori di espansione della produttività nel settore primario e all'impiego di funzioni aggregate; la seconda illustra un'applicazione di tali funzioni alla dinamica del reddito agricolo nel Mezzogiorno. L'indagine si propone tre obiettivi: a) esporre i risultati raggiunti in Italia e all'estero nell'individuazione della dinamica della p r o d u t t i v i t à in agricoltura; b) determinare le variazioni relative dei fattori di produzione elle si sono dimostrati di maggior peso per lo sviluppo del reddito agricolo del Mezzogiorno; c) t r a r r e alcune indicazioni valide alla formulazione di una razionale politica economica per l'agricoltura del Mezzogiorno al fine di accelerare l'espansione del reddito agricolo e ridurre gli squilibri esistenti nella distribuzione del prodotto per addetto t r a i settori agricolo e non agricolo. Lo studio, che si avvale di una bibliografia aggiornata e ricca, si pone come contributo interessante in u n a materia che è stata oggetto di particolare attenzione in questi ultimi anni. IN BIBLIOTECA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E - AGRI- C O L T U R A - C R E M O N A - Premiazione della fedeltà al lavoro e del progresso economico, 20/12/1969 - Tip. Cremona N u o v a - Cremona, 1970 - pagg. 32 - s.i.p. CAMERA IH COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRI- Statistiche comunali 1968 - Quad. a cura dell'Ufficio provinciale di statistica - n. G Tip. Moderna F.lli Zauli - Castrocaro Terme, 1970 pagg. 77 - s.i.p. COLTURA - FORLÌ - CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E COLTURA - L I V O R N O - A CURA D E L L ' U F F I C I O AGRI- STUDI - E S T A T I S T I C A - Rapporto sul commercio a Livorno - Livorno, 1970 - pagg. 205 - s.i.p. 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Si f o n d a su « r a g g r u p p a m e n t i » di p r o d u t t o r i specializzati p e r s e t t o r e di p r o d u z i o n e L'informatore agrario n. 4 - Verona, 22 gennaio 1970 - pao-oF 326-328. BOCCI Le n u o v e n o r m e sull'affitto dei f o n d i rustici. Sono u n ostacolo al progresso economico e sociale - L'informatore agrario n. 3 - V e r o n a , 15 g e n n a i o 1970 pagg. 246-248. LAUGEL MARCEL - Affitti a g r a r i - Cronache dell'agricoltura n. 2 - T o n n o , 16 g e n n a i o 1970 - p a g . 1. BANDINI MARIO L I V I O - R i v o l u z i o n e nelle c a m p a g n e . D r a s t i c h e m i s u r e p r o p o s t e d a M a n s h o l t p e r salvare l'agricolt u r a nel M E C , d o v e ci sono t r o p p i c o n t a d i n i e t r o p p e m u c c h e - 45° Parallelo n. 35 - Torino, n o v e m b r e d i c e m b r e 1969 - p a g g . 86-87. 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