CAMERA
INDUSTRIA
ARTIGIANATO
DI
E
COMMERCIO
AGRICOLTURA
SPEDIZIONE
IN
ABB0NAMEN1
P O S T A L E (111 G R U P P O ) - 7 0
DI
TORINO
CRONACHE
ECONOMICHE
L. 3 0 0
APRILE
1970
_j
cronache
economiche
mensile a cura della
camera di commercio
industria artigianato e
agricoltura di forino
sommario
L. Mallè
3
Gérard Schneider: retrospettiva alla Galleria Civica di Torino
G. M . Vitelli
15
n momento economico e l'attività delle Camere di commercio del
riemonte
21
La fusione delle comunità economiche europee
2o
La Russia all'Esposizione Internazionale di Torino del 1911
32
La disputa del commercio
G. Cansacchi
P. Cazzola
G. Biraghi
numero 328
aprile 1970
A. Trincheri
37
Un sistema economico per la gestione della prosperità
40
Possibilità produttive e prospettive di sviluppo dell'agricoltura centrafricana
44
Campagna dividendi e autofinanziamenti
46
Confronti di programmazione
50
L'alimentazione come scienza e come arte
F. M . Pastorini
M . M o r o Visconti
U. Bardel.'i
E. Battistelli
A. Vigna
53
Moda e Vacanze nelle mostre al Palazzo del Valentino
G. Lega
60
Note di documentazione tecnica
65
Tra i libri
69
Dalle riviste
C o r r i s p o n d e n z a , m a n o s c r i t t i , p u b b l i c a z i o n i debb o n o essere i n d i r i z z a t i alla D i r e z i o n e della Rivista. L'accettazione degli a r t i c o l i d i p e n d e dal
g i u d i z i o insindacabile della D i r e z i o n e . Gli s c r i t t i
f i r m a t i e^ siglati rispecchiano s o l t a n t o il pensiero d e l l ' a u t o r e e non i m p e g n a n o la D i r e z i o n e
della Rivista nè l ' A m m i n i s t r a z i o n e Camerale.
Per le recensioni le p u b b l i c a z i o n i d e b b o n o essere i n v i a t e in duplice copia. É vietata la r i p r o d u z i o n e degli a r t i c o l i e delle n o t e senza
l ' a u t o r i z z a z i o n e della D i r e z i o n e . I m a n o s c r i t t i ,
anche se non p u b b l i c a t i n o n si r e s t i t u i s c o n o .
D i r e t t o r e responsabile:
Primiano Lasorsa
Vice d i r e t t o r e :
Giancarlo Biraghi
Direzione, redazione e a m m i n i s t r a z i o n e
10121 T o r i n o - Palazzo Lascaris - via A l f i e r i , 15 - T e l . 553.322
CAMERA
DI
INDUSTRIA
COMMERCIO
ARTIGIANATO
E
AGRICOLTURA
E UFFICIO PROVINCIALE INDUSTRIA COMMERCIO E ARTIGIANATO
Sede: Palazzo Lascaris - Via V i t t o r i o Alfieri, 15.
10121 T o r i n o - Via V i t t o r i o Alfieri, 15
Corrispondenza:
10100 T o r i n o - Casella Postale 413.
Telegrammi:
Telefoni:
Camcomm.
55.33.22 (5 linee).
Te/ex: 21247 C C I A A T o r i n o
C/c postale:
Servizio
2/26170.
Cassa:
Cassa di Risparmio di T o r i n o
- Sede Centrale - C/c 53.
BORSA
VALORI
10123 T o r i n o - Via San Francesco da Paola, 28.
Telegrammi:
Telefoni:
Borsa.
Uffici 54.77.04 - C o m i t a t o Borsa 54.77.43
- Ispettore Tesoro 54.77.03.
BORSA
MERCI
10123 T o r i n o - Via Andrea Doria, 15.
Telegrammi:
Telefoni:
GABINETTO
Borsa Merci - Via Andrea Doria, 15.
55.31.21 (5 linee).
CHIMICO
MERCEOLOGICO
Laboratorio analisi chimiche - 10123 Torino - V i a Andrea Doria, 15.
Telefono:
55.35.09.
Laboratorio stagionatura ed assaggio sete, lane ed altre
materie tessili - 10145 T o r i n o - Corso Lecce, 86
Telefono:
75.19.15.
Gérard Schneider :
retrospettiva alla Galleria Civica
<1 i Torino
In copertina a colori: Gérard Schneider - Opus 44 i, p e i n t u r e murale 1969 - C o l i , privata. (Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Luigi
Malie
Schneider in mostra a Torino
alla Galleria Civica d'arte moderna, compare con numero totale di opere anche inferiore a
quanto sia avvenuto in alcune
grandi mostre dedicate all'artista
in Europa negli ultimi
dieci
anni. Ma diversamente da quanto accadde pressoché sempre e
cioè che egli compariva come se
la sua attività avesse avuto inizio
con la sua pittura
precisamente
astratta o più, esattamente
informale, si è voluto qui che la
retrospettiva fosse vera?7iente tale,
fuori da chissà qual timore di
mettere sotto gli occhi il « prima ».
E se a Torino questo « pri-
Schneider G é r a r d - N a t u r e m o r t e , 1922 - Parigi - P r o p r . d e l l ' a r t i s t a .
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Schneider
Gérard
Nature morte,
1924 - Parigi - P r o p r . dell'artista.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
ma » dell'ormai troppo
mitizzato
« après 1945 » è rappresentato da
un numero in sé ristretto d'opere,
ciò tuttavia
consente di farsi
una esatta idea del percorso
globale
deli'artista.
Non per nulla si è voluto
partire da un dipinto come la
Schneider G é r a r d - Opus 202 - Parigi - Collez.
« Nature morte » del 1922, cioè
proprio dell'anno in cui l'artista
si stabili definitivamente
a Parigi; quando era ancor fresco
— nonostante
un
quadriennio
parigino ancora in parte in clima
di guerra — di quella educazione
neuchàteliana
e artigianesca
in
un certo senso, che gli aveva dato
basi solidissime,
anche se silenziose e ritrose, di
mestiere.
E in verità, senza bisogno di
parlare con la sapienza del poi,
quella « Nature morte » del pittore
ventiseienne e ancora legato alle
cose nelle loro parvenze esteriori,
conteneva già bene in nuce e
dichiaratamente
— lo Schneider
successivo, anche il più eversivo
e audace.
Poiché non è chi non veda
come la bottiglia, la euvette, la
frutta, son solo pretesti ad una
orchestrazione
di molto
libere
forme e colori; e prima che « forme », stava per uscirmi di penna.
privata.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Schneider G é r a r d - Opus 45 i, N . 442, 1950 - Parigi, Musée N a t i o n a l d ' A r t
Moderne.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
libere « forze », tanto il dipinto
è impostato su una vicenda parca
e grandiosa di forze, per ora
dominate da. una partitura
di
verticali e da una insistenza a
riferimenti
di peso che ancora
trattengono un'urgenza
dinamica. E la pennellata,
anzi la
tavolozza da cui attingerla, è
generosa; la mano è franca, larga,
opera già, più che con il tocco,
con un perentorio gesto.
Aìicor più chiaro è l'orientamento con « Nature morte » del
1924; e già si vede come è molto
relativo — anche se intrinsecamente giusto — e imprudente il
parlare di eredità
postimpressioniste che, ove vi siano, toccano
soltanto il particolare di gusto
o di esecuzione, ma non sottendono più affatto ima
sensibilità.
La composizione qui, infatti, nel
giro di due anni, si è già ampiamente disgregata come raffi-
gurazione di oggetto, per dar
adito ad un'aperta
organizzazione di masse cromatiche che
stanno imponendo
la necessità
d'esser considerata
strettamente
forme in se stesse e di valere
come elemento generatore di per
sé, come oggetto esse stesse: elementi di una nuova natura — e
che « nature vivante ! — che è
tutta « natura pittorica ». A questo punto Schneider può anche
permettersi di rivolgere quell'arditezza che disgrega
tradizionali
concetti di forma e di oggettività,
applicando quel suo fare perentorio (e superbamente
semplificante una verità naturale nei
suoi elementi basilari di masse
e di forze) al ritratto, con la
« tète de jeune fìtte » del 1925,
in cui eventuali richiami
picassiani o d'altri grossi nomi contemporanei o appena
scomparsi,
vengono infranti nello stesso as-
sumerli,
grazie soprattutto
ad
una sinfonialità
cromatica e ad
una regia delle luci, da apparizioni fantastiche, che son tutto
Schneider già individuato e caratterizzato a fondo.
La «Nature morte » del 1926
si potrebbe dire che lascia ormai
emergere nella sua trama strutturale i relitti d'una realtà naturale, in quel suo singolare farsi
a brandelli e crepacciarsi come
d'una materia unica, che si è
scomposta per un complesso di.
contrazioni e riassestamenti,
per
una serie chissà quanto lunga
o quanto rapida, immediata,
di
avventure; e soprattutto è scomparso ogni limite costruttivo di
« composizione » perché
questa
è ormai in pieno una strutturazione libera, dalle intense inesauribili potenzialità
di vicende entro uno spazio a configurazione illimitata,
con tutta la
vastità di respiro e la sete di
libertà di quel bisogno di « prise
de conscienee d'une
manifestation de Vinfini » che in Schneider
fu la molla, sempre, dell' operare ;
se mai, agli inizi, solo relativamente segreta o non esplicitamente messa a nudo.
Quando nel 1928 egli dipingerà « Les Pélerins », sarà
una tela di un addirittura violento espressionismo
a venirci
incontro, ma di un espressionismo che è giunto a mordere
non le apparenze delle cose o a
distorcere i valori materiali e
morali di cose e persone (o a
mostrare come essi, da sé, si
siano distorti) ma a sconvolgerne
la sostanza, a toccare l'immersione in una linfa della realtà,
dove non son più carni a esser
macerate e tormentate o disprez-
zate, né oggetti a venir beffati e
maledetti ma, su un piano quanto mai drammatico e che però
non esclude una ritrovata fiducia
nella vita, le cose stesse — o le
persone — son colte nelle materie vitali che le compongono e
che per il pittore si
fanno
colore, ritmo, rabbrividente lampeggiamento, riassuntivo
segno
che supera già di tanto ogni
tradizionale
valore di tecnica
pittorica, per dare la sensazione netta del largo
movimento del braccio che dà vita
d'un colpo a larghi squarci di
visione.
È quanto va sempre meglio
confermandosi
negli anni successivi, di cui la mostra a Torino presenta « Le concert » del
1933, che rivolge a propri esclusivi fini la più ampia
cultura
parigina del momento o « Composition immaginane » del 1934
che spinge tale progresso a un
violentamento estremo, disgregando anche spunti di surrealismo.
Ma cosa ancora si può trovare di legato al figurativo — se
non siano relitti
d'immagine
appella riconoscibile — in tele
come la « Composition » 1936, qui
presente, che è un esaltato prorompere di forme esclusivamente
pittoriche, in un dinamismo urgente, in un entusiasmo energetico giovanile? Schneider aveva
allora, giusti, quarant' anni.
La « Composition » 1937, qui
esposta, serba una traccia figurativa solo per proiettarla nel
fantastico, per farne sentire la
trasposizione di una realtà che,
ove ci si ostinasse a considerarla
oggettiva, risulterebbe mostruosa,
Sch neider G e r a r d - Opus 92 B, 1955 - Bergamo, Galleria Lorenzelli,
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Schneider G é r a r d - Opus 66 C , 1957 - Parigi, C o l i . M m e Schneider.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Schneider G é r a r d - Opus 35 D, 1959 - Parigi, C o l i , privata.
mentre è invece esaltante nello
stupito possesso d'una
esistenza
autonoma
pittorica.
È un cammino che Schneider
percorre a passo lungo e fermo
e tuttavia senza frettolosità; pare
anzi quasi, il suo, un attento
sostare a ogni successivo movimento, ad accertarsi di uno
stabile terreno con cautela e insieme sicurezza di passo d'alpigiano.
La sua non figuratività espressionistico-informale
è ormai pienamente enucleata, anche se tuttora i dinamismi sono rattenuti
da un crescere, allungarsi, spezzarsi delle forme molto squadrato e greve; soprattutto
imponendosi queste forme in sé, più
che per una libera illimitatezza di
spazio che le accolga (più tardi
non solo le accoglie ma vi si
integra); e basta osservare, per
cogliere quel percorso
unitario,
accanto alla composizione
ora
citata, opere come una « Composition » del'40 esposta accanto. D'altronde la « Composition »
1944 del Musée National
d'art
moderne di Parigi,
è ancora
perfettamente su quella linea di
condotta.
Può parere, intorno al 1943-44,
quasi un ritorno addietro una
tela come Z'« Opus 202 », come
per un riprender piede
d'una
figurazione sia pur al massimo
schematizzata;
e la ragione ne
è chiara, ma non come un passo
indietro, bensì come
sperimentazione d'un differente comportamento, tuttavia destinato a non
metter radice, in quanto l'artista ora, vuol provare
l'elaborazione di forme geometriche e
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
par quasi sentirvi il bisogno
di riappoggiarsi
al personaggio
umano per trasporlo
superandolo; o meglio, è solo ad una
allusione
ch'egli si
appoggia.
Certo, se Z'« Opus 202 » non è
forse una delle cose più riuscite sul piano della coerenza di
percorso, lo è moltissimo
come
coerenza singola, del pezzo; e
per di più l'autore vi raggiunse
un esito dinamico quanto mai
elastico e legato. C'è, anzi, un
coinvolgersi reciproco di primi
piani e fondo, che per un po'
ancora Schneider non ritroverà
cosi naturale e pieno: ma, quando
avverrà, dovrà esser su un'altra
via che non quella di astratti
geometrismi.
Lo provano le pazienti
riprese d'una via già da lungo
saggiata, ancor nel 1946, con
opere come « Opus 316 »; oppure
— e siamo già al 1948 — come
« Opus 375 » in cui, peraltro, un
geometrismo torna ad insinuarsi
ma frammentato
e privato di
rigorismi, nel giro piuttosto d'una
diffusa sensibilità dell'École de
Paris eli quegli anni, a mezzo
- senza voler propendere né
per l'ima né per l'altra parte —
tra definizione elementare, quasi
matematica, per spirito di chiarezza, e intensità ed interezza di
emozione aperta, in un incontro
singolare tra modulo e libertà.
Al 1950 tele come Z'« Opus
45 1 » segnano Vammorbidirsi, il
disciogliersi di certe esperienze
che potremmo chiamare astrattoconcrete, che avevano toccato il
loro punto di maggior freddezza
mentale nel 1947-48 (ad esempio in « Opus 30 F » o « Opus
Schneider G é r a r d - Opus 42 E, I960 - Bergamo, Galleria L o r e n z e l l i .
Bergamo, Collez. B. L o r e n z e l l i Jr.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
[foto Arch. Museo Civico, Torino).
Schneider G é r a r d - Opus 95 E, 1961 - Parigi, Musée N a t i o n a l d ' A r t
Moderne.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino)
37 C », non in mostra), in cui
veramente V artista,
sottolineando
Vintenzione,
lasciava
dominare
lo spirito di strutturazione
sull'empito delle sensazioni, e aveva
dato prova d'una singolare inventiva che, senza ombre
d'imitazioni o ricalchi, gli permetteva di
spingersi fino alle soglie del geometrismo puro senza cadere in
formule; e in lui freddezza non
voleva dire mai frigidità;
anzi
quelle prove di Schneider
ci
attraggono per la rara
limpidezza d'impaginazione
e l'assenza di accento teorico o, peggio,
teorematico.
Ma in « Opus 45 I » quella
tendenza si rinfresca e si muove
tramite una avvertibilissima
e
tuttavia discreta immissione
di
una tipologia e d'una
ritmica
surrealista e, s'intende, del sur-
realismo
nei suoi modi
più
astratti, alla Mirò in certo senso,
ma lasciando o ridando al segno
una capacità embrionale di gesto. È un avanzare che si precisa, qui in mostra,
attraverso
« Peinture murale opus 404 » del
1951 e trova uno sbocco esuberante e magnifico in cose come
« Opus 443 » 1952, oppure « Opus
507 » dello stesso anno, tela che
in una dilacerata traina, la quale
può anche ammettere ancora qualche frammento di surreale, immette una primigenia
spontaneità gestuale, con
l'esattezza
dell'immagine
pensata di colpo
nella sua inevitabilità e compiutezza. I rapporti cromatici sono
semplicissimi
e sontuosi, su poche note ma non senza timbri
rari, in un accordo generale
perentorio
ma con sottili sa-
pienze di particolari, con stridori
acri e delicatezze, asciuttezze e
fervori trepidi, accensioni,
fosforescenze. E gamme di neri,
davvero superbe. Di qui il passo
è immediato a tele come « Opus
44 D » 1953, che diventa quasi
tempestosa
nel sopraffarsi
di
masse di colore, di luce, di buio,
che è però pur sempre un ordinarsi. E si arriva a vere e
proprie torrenzialità di empito
formale ed espressivo con « Opus
65 B » 1954, in cui le masse
ostruiscono (com'era del resto in
più d'un dipinto antecedente) il
fondo, in una negazione
del
vuoto che è sentito
negativamente
per via di quella violenta energia
di masse, colate, chiazze, sgetti,
groppi di materia che tutto l'occupano, se mai lasciando
intravedere — per brividi di luce,
sfumature,
o relazioni
timbriche •— l'esistenza d'una stratificazione di piani eh'è allusione
esplicita ma dominata di spazio
e di tempo.
Quett'urgere di elementi numerosi e frammentati, qua e là
filamentosi, si condensa in altre
opere dello stesso anno e del
1955, in cui, ad esempio, lo
« Opus 92 B » trova — e proprio
grazie ai vasti movimenti
dei
neri — grandiose riassunzioni ;
e la materia acquista
sempre
più in rapidità di scorrevolezza,
il gesto è sempre più sintetico,
la sostanza pittorica più madida,
in una parola il dipinto, spingendo più in là la nota informale, diventa sempre più « natura ». Nella serie dell'« Opus C »,
di cui è a Torino esposto tra
l'altro il n. 18, si trovano solu-
zioni la cui irruenza è pari solo
alla elementarità immediata degli
effetti, per un'azione di poche forze
poche masse, pochi valori di luce
e ombra in contrasto: luce e ambi'a, s'intende, non come regia
soppesata né con alcun riferimento a fonti luminose o ad
un buio, ma come diretto contrasto di zone cromatiche, per
consonanze e dissonanze
nette,
o qua e là sottilmente preziose, ma
quasi come concessioni da nascondere e che agiscono come
valori che l'occhio — stavo per
dire l'orecchio — fonde insensibilmente.
Certo, di questa serie, Z'« Opus
12 C » è uno dei
raggiungimenti
più felici, esultanti, dove le corposità densissime e perfino ostruttive del colore trovano al tempo
stesso l'apertura
d'un
respiro.
Mentre Z'« Opus 14 C » è frale tele più irruente nel concentrarsi compositivo,
nell'amalgamarsi quasi delle masse, in un
ammatassarsi,
anzi in qualche
punto per un quasi
infuriare
della materia, che si fa effervescente o gioca di spruzzate e di
torsioni; e tuttavia l'esito finale
è d'un sano erompere di vitalità,
nel segno d'un
rasserenamento.
La mostra torinese, al riguardo,
è ricca d'esempi; e la conferma
d'un momento di particolare fecondità e felicità di creazione,
rinnovando
vocabolario e sintassi, è data dal proseguire laserie C nel 1957 e dall' avviarsi
la serie D nel 1958 che ha pezzi
superbi come « Opus 7 D » che
mette a fuoco precedenti prove
d'un dinamismo tenuto su una
dominante trasversale di poche
masse quasi bloccantisi l'uria all'altra. E cosi -portata alle estreme
conseguenze, in termini di insolita ampiezza formale e di
quasi travolgente dinamismo (com'è pure per « Opus 76 D », una
delle tele più possenti, già nel
1960), la vivezza gestuale che
ancora si esprimeva per fasci
maggiori e minori di segni traccianti, in tele come « Opus 33 D »,
« Opus 35 1) », « Opus 40 D »,
e quelle immediatamente
successive, scalate nel tardo 1959. Ma,
come al solito, nell'interno della
serie che scorre lungo il 1958-59,
le esperienze non sono mai in
sviluppo rettilineo e quindi prevedibile ma presentano
spesso
singolari
anticipazioni,
oppure
tornano a riprendere prove di
qualche poco precedenti per rielaborarle e magari rinforzarle di
nuovi fermenti spuntati nel frattempo.
È proprio per questo che, in
tal tempo, possono anche già apparire primi accenni ad una
tecnica di spruzzature fortemente
espressionistiche e drammatiche
(ad esempio in « Opus 61 D »
e che vediamo configurarsi sempre più coscientemente nella serie successiva, ad esempio negli
« Opus 11 e 12 E », dove è
rinnovato ancora una volta il
rapporto forme-fondo ; cade ogni
sia pur lontano aspetto di strutturazione a favore d'un libero
disporsi di clementi
dilacerati,
slabbrati, smangiati,
in pieno
contrasto direzionale fra loro e in
analoghe situazioni di falsa staticità e falso dinamismo,
mentre
s'insinuano
nuove preziosità di
colore e di illuminazioni,
entro
cui paiono agire suggestioni di
tecniche pittoriche
dell'Estremo
Oriente.
Su questa via le composizioni
assumono sempre più una vastità
di moto e di respiro, facendo
agire grandi chiazze attive su
un fondo che sempre meglio si
risolve dietro ad esse in gorghi
di aria e di luminosità: e cosi
è in « Opus 29 E », ad esempio,
o n 33 E », o nel
bellissimo
« Opus 42 E » qui esposto, in
cui si concentra con straordinaria
sobrietà e pregnanza un dipingere che ha la sua componente
di « automatismo », senza che
l'artista soggiaccia ad una schiavitù del gesto casuale né ad
un'alienazione.
Molto suggestivo, Z'« Opus 69
G »; è un momento in cui le
forme tornano a rarefarsi, di-
ventando più cariche ed imponenti, quasi massicce sul fondo
altrettanto addensato. È un diverso manifestarsi di dinamismi
che coinvolge tele del 1961, come
la superba tela « 95 E » del
Musée d'art moderne di Parigi,
da cui non sono lontane come
sensibilità, fra le cose ora in
mostra a Torino, gli « Opus
91 E » e « 1 E », pur senza
toccare il vertice di
impulsività e di sfogaiura
torrenziale
del pezzo al Museo
parigino,
di cui forse si potrebbe affermare
quanto mi par giusto per molte
opere di Schneider: e che cioè
il dipinto sfrutta, ancora una
volta rinnovandole,
interpretandole in senso strettamente latino, esperienze
espressionisticoastratte statunitensi
le quali,
però, non sarebbero esistite senza
un precedente europeo di cui
Schneider, dall'immediato
dopoguerra, era fra i protagonisti (e
penso a certe cose, proprio del
1960-62, di Franz Kline e soprattutto di Hof mann; mentre per
qualche effetto di lacerazione di
massa e spruzzature sui fondi si
può pensare, ma molto limitatamente, a qualche
Motherwell).
Il fatto dominante è che la
pittura di Schneider va ormai
« liberandosi » sempre più aperta,
sempre più assetata
d'infinito,
d'illimitato, e compone, come per
un getto inesorabile di riversamenti e colate di materia, visioni
cosmiche in cui il caos non si
ordina ma semplicemente vive e
agisce la propria vicenda esistenziale e di trasformazioni in immani àmbiti, dove il concetto
di spazio è completamente
superato per tutto quanto può esservi mentalmente
e meschinamente connesso di
misurabile.
La forza del pittore, della sua
immaginazione già completa, del
suo gesto balenante, dà luogo a
pagine avventurose che si compendiano con eccezionale senso
di sintesi ma che non gli impediscono di sostare in una innumerevole serie di dettagli che sono,
al tempo stesso, gettati con sprez-
Schneider
Gérard
T o r i n o , Galleria Martano.
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
zo, meditati con previdenza e
saggezza, curati con amorevolezza e in cui non mancano raffinatezze squisite di toni, di urti
e variazioni timbriche. Si può
dire che, in quest'ordine
d'attività, l'anno 1963 (di cui qui
esponiamo tele coinè « Opus 97
F » e « Opus 6 G ») sia addirittura straordinariamente felice per
l'impeto creativo che lascia pagine indimenticabili
per il potere
trascinante e la capacità di equilibrare l'istintività perfino esuberante, baldanzosa, con una lucidità organizzativa degli elementi
più contrastati e informi.
Sono,
davvero, grandi poemi,
d'una
orchestrazione straricca di valori,
su cui dominano,
avventanti,
essenziali note tese, vibranti, incandescenti o razzanti.
Direi che nel corso del 1964
— se non m'inganna
un'impressione soggettiva — si avvera,
da parte di Schneider, in una
produzione forse
numericamente
meno folta, una nuova conquista
di valori in quanto, attorno alle
masse cromatiche, evidenziate con
sempre più largo gesto e con
una sicurezza di raggiungimento
immediato la cui efficacia è come
già scontata, si viene a introdurre, attorniare, espandere un
sempre più illimitato sfondo che
è, ad un tempo,
concretizzazione
pittorica d'un illimitato
valore
cromatico astratto e allusione discreta e però potentissima
di
« natura » sentita nei suoi più
immateriali
coefficienti:
quelli,
direi, non solo non tangibili, ma
perfino più ancora che visibili,
solamente respirabili. Gli « Opus
35 G » e « 37 G » sono, al riguardo, esemplari. Il secondo però
costituisce a certe serenità del
primo una ripresa di empito più
espressionistico
ma non sotto il
segno d'un'ansia,
bensì
d'una
pienezza di vita sana e serena.
In verità, pare che gli anni
Schneider, accumulandosi —
no settantaquattro
ormai, a
gi — gli tolgano sempre di
di
soogpiù
il senso d'una vita come gravame; d'una vita di cui egli intende
le complicatezze, le tempeste, le
angosciosità,
i complessi,
ma
come osservandoli ormai da un
piano di superamento che tutti
quei fatti di difficoltà e di problematiche esistenziali li considera dall'alto, oggetto di presa
completa di conoscenza fuor da
turbamenti:
una esistenza accettata per quello che è, un
gorgo, una massa di ineluttabili,
che la coscienza — e l'arte che
l'esprime — discioglie nel quotidiano percorso vitale con tranquillità di accostamenti,
anche
se sempre con la stessa giovanile
foga, con l'immersione
integrale,
con la partecipazione
di sentimenti e, quasi, forse, anche uno
stato permanente di pathos che
non sconfina mai in psicologismi
né in compiacimenti
morbidi,
né in eccitazioni provocatorie o
tanto meno in
autoprovocazioni
che sono spesso un finto nodo
d'ostentare forze o meglio di
nascondere
impotenze.
Per questo è inutile che prolunghiamo il nostro discorso che
non intendeva, in partenza, sottoporre Z'« oeuvre » di Schneider,
ad alcuna lettura sistematica per
l'intero iter. Basti
aggiungere
che tra 1965-1966-1967,
Schneider dà prova d'una
giovinezza
riaffermata,
in tele che sono
visioni di frammenti cosmici di
sinteticità
eccezionale, dove la
concisione delle immagini trova
riscontro néll'intensificarsi
cromatico, risolto per lo più nei
contrasti di pochi timbri perentori. Il gesto è ora d'una
padronanza
dei mezzi
tipica
di chi tiene in pugno la vita
e si intromette,
fa parte, si
integra, con la più
istintiva
fiducia nel « libero ordine » degli
elementi che co?npongono l'universo.
Davvero ora si sente che non
v'è più alcun diaframma
tra
l'immagine
mentale e la resa
manuale;
la visione
balenata
fa corpo col gesto pittorico compiuto. E questo non
significa
che un processo meditativo dello
spirito non sia sempre presente
ma si compie con fulmineità
di
comparizione
e di
trascrizione
esattissima.
Non c'è bisogno di citare opere
singolarmente: si scorre dall'una
all'altra sospinti
dall'impressione d'una creatività che già si
conosceva come estremamente impulsiva e spontanea, ma che, in
questi ultimi anni, si è fatta
addirittura di
un'ardimentosità
da neofita, da scopritore alle
prime
entusiastiche
sorprese.
Una creatività letificante.
È quello che, ancora una volta,
dopo le opere freschissime del
1968-69, ci si offre nei recenti
guazzi del 1970, che si può dire
vennero eseguiti
espressamente
per la mostra di Torino.
Una
carriera dunque, quella di Schneider, che, a ripercorrerla
riassumendo mentalmente
le tappe,
presenta un'omogeneità rara nella pittura del secolo XX;
e
entro quell' omogeneità,
conosce
l'arte affascinante delle infinite
variazioni.
E, per un seguito
che ci auguriamo ancor lungo,
è una carriera che promette,
anzi garantisce,
entro le fila
ordinatrici di quell'omogeneità e
grazie alle improvvise e continue
diversioni di quell' « arte del variare », molte altre sorprese.
Schneider G é r a r d - Opus 21 y, 1968 - T o r i n o , G a l l e r i a M a r t a n o .
(Foto Arch. Museo Civico, Torino).
Il momento economico
e l'attività delle Camere di commercio del Piemonte*
Giovanni
La n o s t r a Assemblea si riunisce a conclusione di un a n n o che è stato, sotto il profilo
civile, sociale ed economico e s t r e m a m e n t e contradditorio e sullo scorcio di un altro che rappresenta la conclusione dell'arco q u i n q u e n n a l e
di validità del primo P i a n o nazionale e del
primo P r o g r a m m a di sviluppo piemontese.
Questa circostanza mi impone di soffermarmi a l q u a n t o sulle vicende che h a n n o c a r a t terizzato u l t i m a m e n t e il sistema p r o d u t t i v o
regionale e sul grado di aderenza che la situazione a t t u a l e presenta r i s p e t t o alle prospettive a suo t e m p o f o r m u l a t e nel p r o g e t t o di piano.
L'andamento
produttivo
regionale.
Il 1968 si era chiuso con la dolorosa vicenda
delle alluvioni che a v e v a n o sconvolto l'economia del biellese e delle altre zone colpite ed
a d o m b r a t o l'intero bilancio p r o d u t t i v o della
regione. Nel 1969, p r o v v e d u t o celermente e
s o d d i s f a c e n t e m e n t e alla ricostruzione grazie al
coraggio, operosità e senso organizzativo dei
piemontesi, il sistema economico ha ripreso a
funzionare a pieno r i t m o . Sino all'agosto l'intonazione c o n g i u n t u r a l e a p p a r i v a n e t t a m e n t e
positiva: d o m a n d a i n t e r n a di beni di c o n s u m o
e d ' i n v e s t i m e n t o in vigorosa espansione, m a r cato accrescimento delle v e n d i t e all'estero, a t t i v i t à p r o d u t t i v a tesa a s u p e r a r e n u o v i t r a guardi.
Le massicce astensioni dal lavoro dell'aut u n n o per i r i n n o v i c o n t r a t t u a l i — e con questo
non i n t e n d o esprimere u n giudizio m a solo
c o n s t a t a r e u n f a t t o — h a n n o s m o r z a t o la
carica di d i n a m i s m o a c c u m u l a t a nei mesi precedenti e c o s t r e t t o ad u n r i d i m e n s i o n a m e n t o ,
su livelli più modesti del previsto, i risultati
d e l l ' a n n a t a . D u r a n t e l'ultimo q u a d r i m e s t r e la
produzione ha s u b i t o forti r a l l e n t a m e n t i e
t a l v o l t a consistenti flessioni, m e n t r e le consegne
sul m e r c a t o nazionale e all'estero sono diminuite. Gli effetti si sono p r o p a g a t i , per l'interdipendenza s t r u t t u r a l e che c a r a t t e r i z z a l ' a p p a -
M.
Vitelli
rato economico, anche in settori non direttam e n t e coinvolti, creando u n a situazione di
disagio generale.
A conti f a t t i t u t t a v i a qualche passo in
a v a n t i rispetto al 1968 l'economia piemontese
10 h a u g u a l m e n t e c o m p i u t o . Secondo u n a stima
di larga massima il saggio di i n c r e m e n t o del
reddito, ai prezzi costanti, non d o v r e b b e essersi
discostato molto dal 4 % .
Questa la visione globale. G u a r d a n d o ai
singoli settori, l'agricoltura ha o t t e n u t o risult a t i poco soddisfacenti. P e r il m a l t e m p o dei
mesi primaverili i raccolti del f r u m e n t o , di
taluni altri cereali e di diverse specie di ortofrutticoli sono d i m i n u i t i più o m e n o sensibilm e n t e . D i m i n u i t a è a n c h e la produzione d ' u v a ,
q u a n t u n q u e n o t e v o l m e n t e migliorata s o t t o il
profilo della q u a l i t à . Nell'insieme, considerati
gli sviluppi registrati negli a l l e v a m e n t i bovini
e s o p r a t t u t t o l ' a u m e n t o dei prezzi, è probabile
che la produzione lorda vendibile del s e t t o r e
agricolo-zootecnico a b b i a all'incirca eguagliato
11 valore dell'anno p r e c e d e n t e .
E v e n i a m o all'industria, che fornisce il m a g gior c o n t r i b u t o alla f o r m a z i o n e del r e d d i t o del
P i e m o n t e . Gli scioperi d e l l ' a u t u n n o h a n n o eroso
g r a n p a r t e del m a r g i n e di i n c r e m e n t o p r o d u t t i v o g u a d a g n a t o d u r a n t e i p r i m i o t t o mesi
dell'anno. Si calcola che d a u n
8 % / + 10%
a t u t t o agosto, si sia discesi a n o n p i ù di u n 3 %
a fine 1969. P a r t i c o l a r m e n t e inciso dalla p e r d i t a
di ore l a v o r a t i v e è r i s u l t a t o il g r u p p o metalmeccanico: l ' i n d u s t r i a automobilistica, per f a r e
l'esempio p i ù significativo, h a d o v u t o regis t r a r e u n calo di p r o d u z i o n e dell'ordine del 4 % .
(*) Riportiamo il testo della relazione tenuta dal presidente
cav. del lav. dr. G. M. Vitelli, alla V Assemblea ordinaria
dell'Unione delle Camere di commercio industria artigianato e
agricoltura del Piemonte, svoltasi a Torino il 13 marzo 1970.
Sulla relazione Vitelli sono intervenuti il dr. G. Chiesa presidente della CCIAA di Cuneo, il dr. M. Biginelli presidente
della CCIAA di Vercelli, il dr. D. Appendano della Giunta
camerale di Torino, l'ing. G. M. Capuani presidente della
CCIAA di Novara.
(n.d.r.)
Migliore invece il bilancio dei r e s t a n t i settori. Il tessile h a
finalmente
i m b o c c a t o la
s t r a d a della r i p r e s a , d o p o la crisi degli a n n i
p r e c e d e n t i . Il chimico, s e b b e n e p u r esso i n t r a l c i a t o dalle a g i t a z i o n i sindacali, h a c o m p i u t o discreti progressi. A n i m a t e d a u n b u o n slancio
o p e r a t i v o sono r i s u l t a t e a n c h e le concerie e
le cartiere, m e n t r e l'edilizia, s t i m o l a t a a n c h e
p i u t t o s t o a r t i f i c i o s a m e n t e dalle n o t e disposizioni della l e g g e - p o n t e u r b a n i s t i c a , h a s v o l t o
u n ' a t t i v i t à assai i n t e n s a a m p l i a n d o la d o m a n d a
di m a t e r i a l i d a c o s t r u z i o n e e a t t r e z z a t u r e .
Gli s c a m b i con l'estero, n o n o s t a n t e le incertezze della c o n g i u n t u r a m o n e t a r i a i n t e r n a z i o nale, h a n n o c o n t i n u a t o a d i n t e n s i f i c a r s i e a d
e s p a n d e r s i d u r a n t e il p r i m o s e m e s t r e : le i m p o r t a z i o n i p i e m o n t e s i s o n o a u m e n t a t e del 23 %
e le e s p o r t a z i o n i del 2 5 % . P e r il s e c o n d o semes t r e i d a t i n o n s o n o a n c o r a disponibili, m a è
i n d u b b i o che la flessione degli a p p r o v v i g i o n a m e n t i e degli i n v i i a l l ' e s t e r o d e v e a v e r e sensib i l m e n t e r i d o t t o q u e s t i t a s s i di e s p a n s i o n e . Riflessi n o n p o s i t i v i si s o n o a v u t i a n c h e nel c o m m e r c i o i n t e r n o , sia a l l ' i n g r o s s o sia al m i n u t o ,
e ciò a p p a r e c h i a r o o v e si p e n s i d a u n l a t o al
r a l l e n t a m e n t o della p r o d u z i o n e i n d u s t r i a l e e
d a l l ' a l t r o alle d e c u r t a z i o n i degli s t i p e n d i e
salari e q u i n d i alle m i n o r i p o s s i b i l i t à di c o n s u m o .
A l t r a n o t a p o c o c o n f o r t a n t e del q u a d r o
c o n g i u n t u r a l e è r a p p r e s e n t a t a d a l l ' a s c e s a dei
prezzi, c h e nel 1968 si e r a n o m a n t e n u t i relat i v a m e n t e stabili. A Torino l'indice generale
dei p r e z z i al c o n s u m o p e r le f a m i g l i e di o p e r a i
e i m p i e g a t i , t r a il d i c e m b r e 1968 e lo s t e s s o
m e s e del 1969, è s a l i t o del 4 , 6 % , m e n t r e a
fine 1968 a v e v a s e g n a t o u n i n c r e m e n t o dell ' I , 6 % . N e i c o n f r o n t i dei r e s t a n t i c a p o l u o g h i
p i e m o n t e s i , poi, i d a t i p i ù r e c e n t i — che risalg o n o a d o t t o b r e — p r e s e n t a n o le s e g u e n t i
v a r i a z i o n i : -f 2 , 6 % p e r Vercelli, + 3 , 3 % p e r
N o v a r a , + 3 , 5 % p e r Cuneo, + 3,3% p e r A s t i
e
2 , 6 % p e r A l e s s a n d r i a . I m o t i v i s o n o di
v a r i a n a t u r a : i n n a n z i t u t t o la f o r t e p r e s s i o n e
e s e r c i t a t a d a l l a d o m a n d a d u r a n t e il p r i m o
s e m e s t r e d e l l ' a n n o , specie n e l c a m p o dei p r o d o t t i s i d e r u r g i c i e dei m a t e r i a l i d a c o s t r u z i o n e ,
poi i r i n c a r i i n t e r v e n u t i sui m e r c a t i e s t e r i delle
m a t e r i e p r i m e , i n f i n e il « v u o t o » d ' o f f e r t a
p r o d u t t i v a c a u s a t o dagli scioperi. L a lievitazione dei p r e z z i n o n p u ò n o n i m p e n s i e r i r e ,
t a n t o p i ù se si c o n s i d e r a n o i n u o v i e l e m e n t i
i n f l a z i o n i s t i c i p r e s e n t i nel s i s t e m a , ossia gli
a u m e n t i di costi del d e n a r o e del l a v o r o .
p r i m o s e m e s t r e dalla d o m a n d a di beni s t r u m e n tali e dalla p r o d u z i o n e m e t a l m e c c a n i c a e la
d i n a m i c a s o s t e n u t a d e l l ' i n d u s t r i a edile, si p u ò
d e s u m e r e che essi sono cresciuti e in m i s u r a
a p p r e z z a b i l e . Se n e t r o v a in c e r t o m o d o conf e r m a a n c h e nelle s t a t i s t i c h e sui depositi e impieghi delle a z i e n d e di c r e d i t o o p e r a n t i nel
P i e m o n t e . D a l 31 o t t o b r e 1968 al 31 o t t o b r e
1969, m e n t r e i d e p o s i t i sono saliti del 1 0 , 7 % ,
gli i m p i e g h i h a n n o p r e s e n t a t o u n a u m e n t o del
1 4 , 3 % . Il r a p p o r t o f r a gli u n i e gli a l t r i si è
q u i n d i e l e v a t o , p a s s a n d o d a 50,2 a 51,8.
I n m e r i t o agli i n v e s t i m e n t i i n d u s t r i a l i si
h a n n o notizie a b b a s t a n z a d e t t a g l i a t e . Nel 1969
si sono c o s t r u i t i in P i e m o n t e circa 130 n u o v i
s t a b i l i m e n t i , che h a n n o a s s o r b i t o i n t o r n o agli
8 m i l a a d d e t t i , m e n t r e gli a m p l i a m e n t i s o n o
r i s u l t a t i p o c o m e n o di c e n t o per complessivi
4 m i l a a d d e t t i . Le n u o v e i n i z i a t i v e sono s t a t e
r e a l i z z a t e p r i n c i p a l m e n t e nel s e t t o r e m e t a l m e c canico, i n quelli delle m a t e r i e p l a s t i c h e , della
g o m m a , dei tessili e degli a l i m e n t a r i .
Q u a n t o allo s t a t o o c c u p a z i o n a l e , occorre
a n a l i z z a r e i d a t i sulle rilevazioni delle f o r z e
di l a v o r o e f f e t t u a t e dall'ISTAT, d a t i che g i u n g o n o
a c o p r i r e i p r i m i t r e t r i m e s t r i del 1969. R i s p e t t o
a l l ' a n a l o g o p e r i o d o d e l l ' a n n o p r e c e d e n t e gli
o c c u p a t i in P i e m o n t e s o n o d i m i n u i t i di 35 m i l a
u n i t à , e s s e n d o p a s s a t i d a 1.764 a 1.729 m i l a .
D i s a g g r e g a t e le cifre a livello s e t t o r i a l e , si cons t a t a i n n a n z i t u t t o u n a n u o v a flessione delle
forze di l a v o r o o c c u p a t e n e l l ' a g r i c o l t u r a , p a r i
e s a t t a m e n t e a 35 m i l a u n i t à . Gli a d d e t t i a
q u e s t a a t t i v i t à r a p p r e s e n t a n o o r m a i solo il
1 6 % del t o t a l e , a l i q u o t a c h e c e r t a m e n t e è d e s t i n a t a a ridursi ancora. Sono invece a u m e n t a t i
di 20 m i l a u n i t à gli o c c u p a t i n e l l ' i n d u s t r i a ,
g r a z i e s o p r a t t u t t o al f a v o r e v o l e a n d a m e n t o cong i u n t u r a l e della p r i m a m e t à del 1969. I n f i n e ,
h a n n o r e g i s t r a t o u n calo di 20 m i l a u n i t à le
f o r z e di l a v o r o o c c u p a t e nelle a t t i v i t à t e r z i a r i e .
P e r q u a n t o c o n c e r n e gli i n v e s t i m e n t i è
a r d u o f o r m u l a r e u n a s t i m a del v o l u m e p r o d o t tosi nel 1969, i n a s s e n z a di d a t i a g g i o r n a t i
a livello r e g i o n a l e . T u t t a v i a sulla b a s e di elem e n t i i n d i r e t t i , q u a l i gli s v i l u p p i r e g i s t r a t i nel
È interessante a questo punto effettuare un
c o n f r o n t o dello s t a t o a t t u a l e d e l l ' e c o n o m i a piem o n t e s e c o n le ipotesi f o r m u l a t e d a l P i a n o di
s v i l u p p o del P i e m o n t e p e r il q u i n q u e n n i o
1966-1970.
P e r c o m p l e t a r e il q u a d r o del l a v o r o r e s t a d a
p a r l a r e delle f o r z e di l a v o r o i n o c c u p a t e , cioè
i d i s o c c u p a t i e le p e r s o n e i n c e r c a di p r i m a
o c c u p a z i o n e . N e l 1969 gli i n o c c u p a t i s o n o u l t e r i o r m e n t e d i m i n u i t i di 4 m i l a u n i t à , s e g u e n d o la
p o s i t i v a t e n d e n z a i n a t t o d a l 1966. Si r i c o r d e r à
che i n q u e l l ' a n n o si a r r e s t ò il p r o c e s s o di increm e n t o della m a n o d o p e r a i n o c c u p a t a d o v u t o a l l a
r e c e s s i o n e e c o n o m i c a del b i e n n i o p r e c e d e n t e .
Le ipotesi
del piano
e la dinamica
effettiva.
L a previsione di un a m m o n t a r e di 275 mila
occupati in agricoltura al 1970 s e m b r a conf e r m a t a con sufficiente approssimazione, ove si
consideri che gli a d d e t t i a q u e s t a a t t i v i t à sono
risultati nel 1969 285 mila, 35 mila in m e n o
dell'anno precedente, e che l'esodo dalle camp a g n e prosegue t u t t o r a .
Non p a i o n o invece raggiungibili gli obiettivi del P i a n o r i g u a r d o all'occupazione i n d u striale e terziaria. Come si è visto, d u r a n t e il
1969, a n n o che h a p u r s e m p r e r e g i s t r a t o u n
certo sviluppo, gli a d d e t t i a l l ' i n d u s t r i a sono aum e n t a t i s o l t a n t o di 20 mila u n i t à , p o r t a n d o s i a
q u o t a 915 mila. È i m p e n s a b i l e che nel corso del
1970 il sistema i n d u s t r i a l e piemontese, a n c h e nelle
condizioni p i ù favorevoli, possa creare 135 mila
n u o v i posti di lavoro, q u a n t i cioè grosso m o d o
ne occorrono per v e d e r e a t t u a t a l'ipotesi del
P i a n o di 1 milione e 51 mila o c c u p a t i .
P a r i m e n t i , l'occupazione del s e t t o r e terziario a v r e b b e d o v u t o r a g g i u n g e r e nel 1970
i 579 m i l a a d d e t t i . Ma dal 1968 al 1969 la
m a n o d o p e r a è discesa d a 519 a 529 mila
u n i t à , a l l o n t a n a n d o s i anziché a v v i c i n a r s i alle
linee previsionali del P i a n o . Q u e s t a d i m i n u zione, f r a l'altro, c o n t r a s t a con q u a n t o si osserva nelle economie p i ù a v a n z a t e , d o v e lo
sviluppo si a c c o m p a g n a a d u n a s e m p r e m a g g i o r
rilevanza del s e t t o r e terziario. Ci p u ò essere
u n solo m o t i v o di soddisfazione: c e r t a m e n t e il
d e c r e m e n t o r i g u a r d a le f r a n g e di s o t t o c c u p a zione e occupazione m a r g i n a l e .
Eccessivamente ottimistiche appaiono anche
le previsioni del P i a n o nei c o n f r o n t i della d i n a mica del valore a g g i u n t o . Q u e s t ' u l t i m o , espresso
in t e r m i n i m o n e t a r i c o s t a n t i , a v r e b b e d o v u t o
registrare, t r a il 1965 e il 1970, u n a u m e n t o
m e d i o a n n u o d e l l ' 8 % p e r il complesso delle
a t t i v i t à economiche. S e t t o r i a l m e n t e si s a r e b b e
d o v u t a a v e r e u n a s o s t a n z i a l e s t a b i l i t à nell ' a g r i c o l t u r a ed i n c r e m e n t i p a r i al 1 0 , 5 % nell ' i n d u s t r i a e al 7 , 3 % nei servizi.
Nella r e a l t à invece, come si r i c a v a dai conti
economici e l a b o r a t i d a l l ' U n i o n e i t a l i a n a delle
Camere di c o m m e r c i o per gli a n n i 1965-'68 e d a
s t i m e e f f e t t u a t e dall'Ufficio s t u d i della C a m e r a
di c o m m e r c i o di T o r i n o p e r il 1969, il v a l o r e
a g g i u n t o h a p r e s e n t a t o le s e g u e n t i v a r i a z i o n i
m e d i e a n n u e : -f 6 % in t o t a l e , + 2 % per l'agric o l t u r a , + 6 , 5 % p e r l ' i n d u s t r i a e -f- 6 % p e r
il s e t t o r e t e r z i a r i o .
T r a n n e che p e r l ' a g r i c o l t u r a , lo s v i l u p p o
e f f e t t i v o è s t a t o d u n q u e a b b a s t a n z a al di s o t t o
di quello i p o t i z z a t o , ed è difficile che nel 1970
l ' e c o n o m i a p i e m o n t e s e sia in g r a d o , a n c h e se
s o s t e n u t a d a u n r i t m o e l e v a t o di e s p a n s i o n e ,
di c o l m a r e il d i v a r i o che la s e p a r a dagli
o b i e t t i v i del P i a n o .
Ci si p o t r e b b e d o m a n d a r e a questo p u n t o
le ragioni del divario t r a ipotesi di p i a n o e
r i s u l t a t i effettivi. Sono s t a t i f o r m u l a t i male,
o in m a n i e r a semplicistica, i t r a g u a r d i che s i
v o l e v a n o raggiungibili o p p u r e vi sono s t a t i
f a t t o r i , e quali, che h a n n o i m p e d i t o il conseg u i m e n t o di r i s u l t a t i migliori?
La discussione p o r t e r e b b e molto l o n t a n o e
t u t t o s o m m a t o s a r e b b e p i u t t o s t o accademica.
Quello che m i s e m b r a di p o t e r dire, senza per
q u e s t o p r e t e n d e r e di f a r e u n a diagnosi esauriente, è che nella n o s t r a organizzazione civile
e sociale si h a l'impressione di u n a c e r t a assenza
di d u e c o m p o n e n t i , o se vogliamo a t t i t u d i n i
psicologiche, essenziali: m a n c a il t e n t a t i v o di
i n q u a d r a r e il progresso economico nei t e r m i n i
di u n a jiolitica dei r e d d i t i e m a n c a il g u s t o
per la politica delle cose. Il significato di q u e s t e
d u e esigenze è fin t r o p p o chiaro, a n c h e se a
f u r i a di sentirlo r i p e t e r e è d i v e n t a t o quasi u n
insignificante luogo c o m u n e . R i m a n e p e r ò il
f a t t o che n o n ci p o t r à essere v e r o s v i l u p p o
economico-sociale se n o n si cercherà u n ' a r m o nizzazione, o q u a n t o m e n o u n c e r t o coordinam e n t o , nella d i n a m i c a dei r e d d i t i di c a t e g o r i a
e di s e t t o r e e se d ' a l t r o l a t o n o n la si finirà
di i n d u l g e r e a grandiosi p r o g r a m m i t r a c c i a t i
s o l t a n t o c o n f u s a m e n t e a p a r o l e o sulla c a r t a
e si d i s d e g n e r à di ricorrere a concrete e circos t a n z i a t e f o r m e di i n i z i a t i v a e di i n t e r v e n t o .
T u t t o s o m m a t o , ci v o r r e b b e u n p o ' di PPBS
( P l a n n i n g - P r o g r a m m i n g - B u d g e t i n g - S y s t e m ) int r o d o t t o s o p r a t t u t t o nella gestione della cosa
p u b b l i c a : s a r à l ' u n i c o m o d o per p o t e r p u n t a r e ,
n o n s o l t a n t o v e l l e i t a r i a m e n t e , verso certi t r a guardi.
L'attività
dell' Unione.
T r a c c i a t a , per s o m m i capi, la linea delle
v i c e n d e e c o n o m i c h e della regione, mi c o m p e t e di
e s a m i n a r e , a n c h e q u i in f o r m a s i n t e t i c a , gli
a s p e t t i o r g a n i z z a t i v i della n o s t r a associazione.
P e r q u a n t o c o n c e r n e le singole iniziative,
m i l i m i t e r ò a r i c o r d a r e le p i ù significative
a s s u n t e in q u e s t o periodo, p r e s c i n d e n d o dall'ord i n a r i a a t t i v i t à di c o o r d i n a m e n t o , che p u r e
c o s t i t u i s c e m o m e n t o essenziale del f u n z i o n a mento dell'Unione.
F a c c i o r i f e r i m e n t o in p r i m o luogo alla costit u z i o n e , in d a t a 28 m a r z o 1969, del « C e n t r o
o p e r a t i v o p e r il c o m m e r c i o con l ' e s t e r o del
P i e m o n t e ». L ' i n i z i a t i v a p u ò essere c o n s i d e r a t a
c o m e u n a delle f o r m e p i ù i n t e r e s s a n t i di quella
azione p r o m o z i o n a l e che r a p p r e s e n t a e l e m e n t o
essenziale d e l l ' a t t i v i t à degli E n t i c a m e r a l i . E s s a
i n f a t t i h a c o m e scopo p r i n c i p a l e di f a v o r i r e lo
s v i l u p p o degli s c a m b i con l'estero, a g e v o l a n d o
l ' i n s e r i m e n t o di u n s e m p r e maggior n u m e r o di
aziende nelle correnti e s p o r t a t i v e ; e ciò m e d i a n t e
u n a f a t t i v a o p e r a di assistenza e di i n f o r m a zione a f a v o r e degli o p e r a t o r i economici. Al
rio-uardo v a s e g n a l a t o che, al fine di r e n d e r e
o p e r a n t e nel p i ù b r e v e t e m p o possibile il Centro, sono s t a t i o r g a n i z z a t i i n c o n t r i t r a i responsabili dei c o m p e t e n t i uffici c a m e r a l i del Piem o n t e , m e n t r e t e m p e s t i v i c o n t a t t i sono s t a t i
presi con a l t r e U n i o n i regionali. È s t a t o cosi
possibile delineare u n p r i m o p r o g r a m m a di
a t t i v i t à che, s e p p u r e a n c o r a in fase di p r o p o s t a ,
p o t r e b b e c o m p r e n d e r e lo s v o l g i m e n t o di u n
corso per il c o m m e r c i o estero, su scala regionale,
la p u b b l i c a z i o n e di u n n o t i z i a r i o di i n f o r m a zione, la p a r t e c i p a z i o n e a m a n i f e s t a z i o n i fieristiche all'estero.
S e m p r e n e l l ' a m b i t o delle i n i z i a t i v e finalizz a t e alla miglior conoscenza dei m e r c a t i esteri,
v a r i c o r d a t a la missione di o p e r a t o r i economici
p i e m o n t e s i in E s t r e m o O r i e n t e , o r g a n i z z a t a
nello scorso mese di o t t o b r e d a l l a C a m e r a di
c o m m e r c i o di Vercelli, s o t t o l'egida di q u e s t a
U n i o n e . I n quella occasione è s t a t o possibile
a v v i a r e con i P a e s i v i s i t a t i c o n c r e t i r a p p o r t i
che, in relazione s o p r a t t u t t o ai loro f u t u r i
possibili sviluppi, p o t r a n n o r i s u l t a r e di sensibile v a n t a g g i o p e r la stessa e c o n o m i a i t a l i a n a
o l t r e che p i e m o n t e s e .
N e l corso del 1969 l ' U n i o n e h a a t t u a t o il
p r o g e t t o , di cui si era già f a t t o c e n n o in occasione di u n a n o s t r a p r e c e d e n t e A s s e m b l e a , di
u n corso p e r i s t r u t t o r i p r a t i c i ai q u a l i a f f i d a r e
s u c c e s s i v a m e n t e corsi di a d d e s t r a m e n t o professionale p e r m a c e l l a i . Il corso, che si è a r t i c o l a t o i n lezioni t e o r i c h e e in lezioni p r a t i c h e
di m e s t i e r i t e n u t e d a d o c e n t i u n i v e r s i t a r i , esperti, v e t e r i n a r i h a r e g i s t r a t o il v i v o c o n s e n s o dei
n u m e r o s i i s c r i t t i ed h a c o n s e g u i t o r i s u l t a t i v e r a m e n t e positivi, t a n t o c h e è s t a t o d a n o i r e c e n t e m e n t e d i s p o s t o l ' i n v i o degli allievi p i ù meritevoli alla Scuola s u p e r i o r e di m a c e l l e r i a di
Parigi.
L ' a t t i v i t à d e l l ' U n i o n e si è a n c h e e s p l i c a t a
nella p a r t e c i p a z i o n e c o l l e t t i v a , regionale, alla
M o s t r a i n t e r n a z i o n a l e d e l l ' a l i m e n t a z i o n e , che si
è t e n u t a nel m a r z o dello scorso a n n o e che h a
a v u t o lo scopo, t r a l ' a l t r o , di r i c h i a m a r e l ' a t t e n zione della s t a m p a e dei c o n s u m a t o r i sui vini
p i e m o n t e s i , al fine di u n a loro m a g g i o r e d i v u l gazione.
P a r t i c o l a r m e n t e p e r q u a n t o r i g u a r d a il sett o r e v i t i v i n i c o l o e r e l a t i v a m e n t e alla a t t u a l e ,
d e l i c a t a f a s e eli r i c o n o s c i m e n t o delle d e n o m i nazioni d'origine, va segnalata l'azione svolta,
a t t r a v e r s o il C o m i t a t o V i t i v i n i c o l o P i e m o n t e s e ,
p e r il s u p e r a m e n t o di c o n t r a s t i locali al fine
di meglio o r i e n t a r e il c o n s u m a t o r e .
Nel c a m p o della zootecnia, la presenza dell ' U n i o n e è d i m o s t r a t a , t r a l'altro, dall'azione
s v o l t a p e r il m i g l i o r a m e n t o ed il p o t e n z i a m e n t o degli a l l e v a m e n t i avicoli in P i e m o n t e ,
d a realizzarsi a t t r a v e r s o u n a a d e g u a t a p r e p a razione professionale degli allevatori, dei tecnici e degli specialisti in a v i c o l t u r a . Al r i g u a r d o
sono s t a t i presi c o n t a t t i con i più i m p o r t a n t i
e n t i c i t t a d i n i per l'istituzione, presso la F a c o l t à
di m e d i c i n a v e t e r i n a r i a d e l l ' U n i v e r s i t à di Torino, di u n a C a t t e d r a di p a t o l o g i a aviare, s t a n z i a n d o u n a c o n g r u a s o m m a p e r le spese di
convenzionamento.
A l t r e t t a n t o v a l i d o è s t a t o il c o n t r i b u t o
d a t o d a l l ' U n i o n e per la soluzione di quei problemi che, a v e n d o r i l e v a n z a n a z i o n a l e oltreché
regionale, h a n n o f o r m a t o o g g e t t o di a t t e n t o
e s a m e e s t u d i o d a p a r t e di commissioni a l l ' u o p o
c o s t i t u i t e ed o p e r a n t i presso l ' U n i o n e i t a l i a n a
delle C a m e r e di c o m m e r c i o . A q u e s t o p r o p o s i t o
è o p p o r t u n o r i c o r d a r e che l ' U n i o n e h a a v u t o
r e c e n t e m e n t e m o d o di o c c u p a r s i dello s c h e m a
di p r o g e t t o di legge sul n u o v o o r d i n a m e n t o e le
a t t r i b u z i o n i delle C a m e r e di c o m m e r c i o . Su di
esso s a r à b e n e c o n c e n t r a r e i n o s t r i sforzi al
fine di d a r e la g i u s t a i m p o s t a z i o n e a d u n prob l e m a che i n v e s t e lo stesso m o d o di essere degli
e n t i c a m e r a l i e d a l l a cui soluzione d e r i v e r a n n o
i m p o r t a n t i c o n s e g u e n z e per l ' e c o n o m i a della
nostra regione.
D a u l t i m o è necessario a c c e n n a r e a l l ' a t t i v i t à della C o n f e r e n z a p e r m a n e n t e delle Camere
di c o m m e r c i o i t a l i a n e e f r a n c e s i di f r o n t i e r a
che, p u r n o n f a c e n d o p a r t e di q u e s t a U n i o n e ,
ne c o s t i t u i s c e in c e r t o m o d o u n ' e s p r e s s i o n e .
L a X V I I I A s s e m b l e a p l e n a r i a della Confer e n z a si è t e n u t a a Nizza nel s e t t e m b r e scorso
ed h a t e s t i m o n i a t o a n c o r a u n a v o l t a l ' e s i s t e n z a
di r a p p o r t i , t r a le regioni f r a n c e s i ed i t a l i a n e
i n t e r e s s a t e , i m p r o n t a t i alla m a s s i m a , efficace
c o l l a b o r a z i o n e . P a r t i c o l a r m e n t e m e r i t e v o l i di
c i t a z i o n e sono i r i s u l t a t i o t t e n u t i in q u e s t i a n n i
nel c a m p o della l i b e r t à di circolazione dei
l a v o r a t o r i e del d i r i t t o di s t a b i l i m e n t o , m e n t r e ,
p e r q u a n t o r i g u a r d a le vie di c o m u n i c a z i o n e ,
v a r i c o r d a t a la p l u r i e n n a l e azione c o n d o t t a
p e r la r i c o s t r u z i o n e della linea f e r r o v i a r i a
C u n e o - L i m o n e - B r e i l - V e n t i m i g l i a - N i z z a , la realizzazione di c o s t r u z i o n i s t r a d a l i p a r t i c o l a r m e n t e n o t e v o l i in t e r r i t o r i o i t a l i a n o e l ' a v a n z a m e n t o delle f o r m a l i t à p e r l ' a t t u a z i o n e del t r a f o r o del F r e j u s . S a r à b e n e s o t t o l i n e a r e a n c h e
l ' i m p u l s o d a t o d a l l a C o n f e r e n z a ai r a p p o r t i
e c o n o m i c i t r a I t a l i a e F r a n c i a m e d i a n t e l'org a n i z z a z i o n e di i n c o n t r i s e t t o r i a l i di o p e r a t o r i
e c o n o m i c i e la c o s t i t u z i o n e di a p p o s i t e c o m m i s sioni di s t u d i o . T a l i i n i z i a t i v e si s o n o d i m o s t r a t e già in p a s s a t o di n o t e v o l e f e c o n d i t à ,
p e r m e t t e n d o lo scambio di informazioni, di
esperienze e di nozioni tecniche utili.
L ' a t t i v i t à dell'Unione si è estrinsecata anche
sul terreno della ricerca m e d i a n t e le realizzazioni conseguite dal Centro studi e ricerche economico-sociali del Piemonte. Nel corso del 1969
è s t a t o pubblicato il q u a d e r n o n. 5 della collana
del Centro studi, sui beni culturali ambientali
del Piemonte, per il quale h a d a t o la sua opera
il prof. arch. Giampiero Vigliano. Il lavoro è
s t a t o largamente apprezzato e direi che noi
stessi oggi ne v a l u t i a m o più a p p r o p r i a t a m e n t e
l'importanza alla luce della recente iniziativa
del Consiglio d ' E u r o p a per la difesa dei valori
naturali e ambientali. Tra qualche decennio,
ove n o n si ponga decisamente m a n o a u n ' o p e r a
di salvaguardia e di conservazione in questo
campo, rischiamo di vedere per sempre compromessi beni essenziali alla stessa sussistenza
fisica e m e n t a l e dell'uomo.
Sono s t a t e p r a t i c a m e n t e concluse due fondamentali ricerche, l ' u n a sull'assetto commerciale della regione e l ' a l t r a sui problemi della
viabilità e dei trasporti, le cui risultanze s a r a n n o
pubblicate nel giro dei prossimi mesi. Si t r a t t a
di due indagini di g r a n d e m o m e n t o relative al
settore terziario, che p r e s e n t a ancora notevoli
aspetti di carenza nell'economia della n o s t r a
regione. Un n u m e r o speciale di « Mondo Economico », uscito agli inizi di q u e s t ' a n n o , è
a p p u n t o dedicato alle a t t i v i t à terziarie negli
a n n i s e t t a n t a , considerate come il pilastro dell'economia del prossimo decennio. Con le due
ricerche, i cui f r u t t i s a r a n n o e n t r o breve volgere di t e m p o messi a disposizione del pubblico,
r i t e n i a m o di avere ancora u n a v o l t a d a t o p r o v a
di sensibilità e t e m p e s t i v i t à e di p o t e r offrire
agli organi di governo regionale, q u a n d o s a r a n n o
costituiti, u n a precisa e preziosa d o c u m e n t a zione u n i t a a d u n a organica « outline » di orient a m e n t i operativi, in d u e c a m p i di specifica
c o m p e t e n z a della regione.
Considerazioni
finali.
L a mia relazione s a r e b b e m o n c a se m a n casse u n cenno alle condizioni storiche in cui
le Camere di commercio si t r o v a n o osrei ad
ì•
•
m a t u r a , ordinata e razionale alla quale t u t t i
aspiriamo.
I n tali circostanze mi pare che dovrebbe
essere chiarita con u n a certa urgenza la p a r t e
che le Camere di commercio d o v r a n n o interpretare nel contesto economico e sociale del
Paese, e questo s o p r a t t u t t o in ordine a due
s t r u m e n t i innovativi di particolare m o m e n t o
quali la p r o g r a m m a z i o n e e l ' o r d i n a m e n t o regionale.
I n relazione a tali esigenze e prospettive si
a v v e r t e sempre più la necessità di uno speciale
impegno d a p a r t e del nostro personale. È vero
che la volontà delle Camere di commercio si
esprime a t t r a v e r s o le giunte e i presidenti,
m a alla sua formazione concorre l ' a t t i v i t à dei
funzionari, in r a p p o r t o all'individuale grado di
preparazione e di dedizione.
Non c'è che rallegrarsi quindi dell'accordo
r a g g i u n t o nei primi giorni dell'anno in corso
t r a i Ministeri dell'industria e del tesoro e le
organizzazioni sindacali dei d i p e n d e n t i camerali in merito al R e g o l a m e n t o - t i p o da emanarsi in forza dell'art. .3 della legge 23 febbraio
1968 n. 125. Ci a u g u r i a m o che il più soddisfacente assetto giuridico ed economico conseguito
dal personale valga a meglio g a r a n t i r e quelle
possibilità di selezione e di valorizzazione dello
stesso che sono ormai indispensabili.
L a discussione politica delle s t r u t t u r e del
p o t e r e locale è d i v e n t a t a p a r t i c o l a r m e n t e accesa
e concreta d a q u a n d o a p p a r e sicura la prossima
costituzione delle Regioni a s t a t u t o ordinario.
I n questo clima è necessario d a p a r t e n o s t r a
chiarire la funzione delle Camere di commercio
e chiedere che sia realizzata u n a s t r u t t u r a
a d e g u a t a alla funzione stessa. U n ' i s t a n z a di
questo genere è indirizzata, n o n già alla difesa
di interessi particolari, bensì alla ricerca di
un'organizzazione che giovi allo S t a t o e ai
cittadini tutti.
Il P r e s i d e n t e nazionale, prof. Stagni, h a
e n u n c i a t o nella sua relazione alla X L V Ì l I Assemblea degli a m m i n i s t r a t o r i delle CCIAA,
t e n u t a a R o m a il 14 gennaio scorso, alcuni
p u n t i fermi, che ritengo d e b b a n o essere condivisi:
oo
operare e q u i n d i ai problemi che d e v o n o aff r o n t a r e e alle p r o s p e t t i v e che s e m b r a n o loro
aprirsi. È inutile n a s c o n d e r l o : si sta a t t r a v e r sando, non s o l t a n t o nel n o s t r o Paese, u n prof o n d o t r a v a g l i o oltre il quale è difficile int r a v e d e r e l ' a s s e t t o verso cui si m u o v o n o n o n
solo i r a p p o r t i economici m a la stessa società
civile dei prossimi decenni. È stagione di cont r a s t i , di insoddisfazioni, di confuse a s p i r a zioni d a cui d o v r e b b e emergere la società
a) le Camere d o v r a n n o r e s t a r e costituite
come enti pubblici su base provinciale ed
essere r a p p r e s e n t a t i v e degli interessi delle varie
categorie p r o d u t t i v e o p e r a n t i n e l l ' a m b i t o provinciale;
b) per u n i n s e r i m e n t o delle Camere di
commercio nel n u o v o a m b i t o regionale, sarà
necessario d a r e u n a s t r u t t u r a giuridica determ i n a t a alle Unioni regionali;
c) al vertice della piramide, l'Unione
nazionale dovrà continuare ad essere organismo
centrale per lo studio dei problemi di comune
interesse e di propulsione delle iniziative intese
a potenziare l'ordinamento camerale.
Per q u a n t o concerne l'ordine interno da
dare alle Camere, è necessario anzitutto sottolineare l'esigenza che esse realizzino una effettiva rappresentatività delle categorie produttive
da inserire nell'amministrazione. Occorre dunque un allargamento della partecipazione delle
forze economiche (ivi compresi i lavoratori) ai
consigli camerali.
Con una s t r u t t u r a di questo genere le Camere potranno sempre meglio realizzare la
propria finalità di p u n t o di incontro e luogo
di sintesi delle forze produttive della provincia,
ed u n riconoscimento delle Unioni regionali
p e r m e t t e r à alle stesse di assumere la veste
di «consigli economici» a servizio delle Regioni.
Loro compito precipuo dovrebbe perciò essere
ria un lato l'impegno nella ricerca, nello studio
e nella documentazione e dall'altro l'attività
di consulenza per gli organi regionali per t u t t i
i provvedimenti in materia economica. Si verrebbe cosi ad attribuire alle Camere una funzione, a livello regionale, analoga a quella
svolta dal CNEL sul piano nazionale.
Rafforzare il carattere di rappresentatività
degli istituti camerali e dare veste giuridica
alle Unioni regionali sono dunque i due punti
fondamentali che, se a t t u a t i tempestivamente,
permetteranno alle Camere di commercio di
partecipare con piena legittimità e con adeguati
strumenti alla vita della regione, nel quadro
della politica di programmazione che ne realizza u n momento oggi insostituibile, ed in
tal modo garantire il contributo delle forze
economiche locali alla formazione dell'indirizzo
di politica economica.
Noi ci auguriamo che la bozza di proposta di
legge predisposta dall'Unione italiana delle Camere di commercio, che ci sembra interpreti adeg u a t a m e n t e il ruolo appropriato, diventi q u a n t o
prima s t r u m e n t o operante della nostra azione.
La fusione delle comunità economiche europee
Giorgio
L ' l l - 1 2 dicembre del decorso a n n o (1969)
si tenne a Milano sotto gli auspici dell'Ufficio
r o m a n o di s t a m p a e j^ropaganda delle Comun i t à europee e del Centro di c u l t u r a dell'Università cattolica u n a « t a v o l a r o t o n d a » f r a i
cattedratici italiani di diritto internazionale sul
problema, di viva a t t u a l i t à , della « fusione delle
Comunità economiche euroj^ee ». Sullo stesso
a r g o m e n t o si erano svolti, negli anni decorsi,
incontri, convegni e conferenze, f r a i quali
per l ' a u t o r i t à degli i n t e r v e n t i e per la profond i t à delle discussioni, devono ricordarsi p a r t i colarmente i « convegni di Liegi » del 1965
e del 1967.
Questo problema della « fusione », poco n o t o
negli a m b i e n t i economici e politici italiani,
merita di essere illustrato, in q u e s t a rivista,
a l m e n o nei suoi p u n t i più i m p o r t a n t i .
Com'è n o t o le C o m u n i t à economiche europee sono a t t u a l m e n t e t r e : la C o m u n i t à economica del carbone e dell'acciaio (CECA), costit u i t a con il T r a t t a t o di Parigi del 18-4-1951,
ed indirizzata, nel suo scopo principale, a realizzare f r a i sei S t a t i c o n t r a e n t i (Italia, F r a n c i a ,
G e r m a n i a occidentale, Belgio, O l a n d a e Lussemburgo) u n unico m e r c a t o per la p r o d u z i o n e
e lo smercio del c a r b o n e e dell'acciaio; la Comun i t à economica europea (CEA) — p r o p r i a m e n t e
d e t t a — c o s t i t u i t a con il T r a t t a t o di R o m a
del 25-3-1958, ed indirizzata p r e v a l e n t e m e n t e
a creare u n unico m e r c a t o economico europeo
f r a i s u d d e t t i sei paesi, ad a r m o n i z z a r e le loro
politiche economiche, a liberalizzare nell'amb i t o del t e r r i t o r i o c o m u n i t a r i o la circolazione
delle persone, dei p r o d o t t i , dei servizi e dei
capitali; la C o m u n i t à economica per l'energia
a t o m i c a (CEEA) — d e t t a a n c h e Euratom
•—
c o s t i t u i t a con il coevo T r a t t a t o di R o m a del
25-3-1958, d e s t i n a t a , s e m p r e f r a i s u d d e t t i sei
paesi, a s v i l u p p a r e le ricerche nucleari, ad
agevolare gli i n v e s t i m e n t i per i m p i a n t i i n d u striali di s f r u t t a m e n t o nucleare, a creare a n c h e
in q u e s t o s e t t o r e u n m e r c a t o unico c o m u n i t a r i o .
Le d u e C o m u n i t à europee n a t e nel 1958
m u t u a r o n o dalla C o m u n i t à e u r o p e a s o r t a nel
1951 d u e organi: l'Assemblea p a r l a m e n t a r e e
la Corte di giustizia. Gli organi « esecutivi »
Cansacchi
(cioè quelli destinati a realizzare in concreto
gli scopi delle istituzioni) furono, invece, distinti:
l'Alta a u t o r i t à e il Consiglio dei ministri per
la CECA; due Commissioni e due Consigli di
ministri r i s p e t t i v a m e n t e per la CEE e per la
CEEA.
Con il T r a t t a t o di Bruxelles dell'8-4-1965
gli organi esecutivi delle t r e C o m u n i t à vennero,
a loro volta, unificati di modo che, a t t u a l m e n t e ,
le t r e Comunità sono azionate soltanto da organi c o m u n i : l'Assemblea p a r l a m e n t a r e , la
Corte di giustizia, la Commissione, il Consiglio
dei ministri. È r i m a s t o c o m u n e a d u e sole
Comunità, la CEA e la CEEA, il Consiglio economico e sociale e alla sola CECA il Comitato
esecutivo. I bilanci delle t r e Comunità, p u r
v e n e n d o r e d a t t i d i s t i n t a m e n t e , sono ora riuniti
in u n unico a t t o , p r e s e n t a t o a n n u a l m e n t e alla
Assemblea p a r l a m e n t a r e .
Queste modificazioni dello status p r e c e d e n t e
delle t r e C o m u n i t à europee f u r o n o modeste,
in q u a n t o , in concreto, s o l t a n t o le competenze
e i poteri dell'Alta a u t o r i t à della CECA e della
Commissione della CEEA v e n n e r o a t t r i b u i t i alla
Commissione della CEE ed a n a l o g a m e n t e quelli
dei due Consigli dei ministri della CECA e della
CEEA al Consiglio dei ministri della CEE; nonos t a n t e ciò, esse diedero luogo a p r o l u n g a t e e
difficili negoziazioni f r a i sei governi p r o t r a t tesi dal giugno 1961 all'aprile del 1965. I n
seguito a l l ' e n t r a t a in vigore del s u r r i c o r d a t o
T r a t t a t o di Bruxelles si previdero t r e a n n i di
t e m p o per a d d i v e n i r e all'integrale fusione delle
t r e C o m u n i t à e alla f o r m u l a z i o n e di u n unico
T r a t t a t o r e g o l a n t e la C o m u n i t à u n i f i c a t a ; a
t u t t ' o g g i , però, n o n o s t a n t e i r e l a t i v i p r o g e t t i
e discussioni il periodo di p r e p a r a z i o n e della
f u s i o n e n o n è s t a t o conchiuso ed anzi n o n si
possono f a r e pronostici sul t e m p o a n c o r a necessario per r a g g i u n g e r e la m e t a .
V e d i a m o quali sono le difficoltà del negoziato.
A n z i t u t t o d o b b i a m o esporre u n a q u e s t i o n e
p r e l i m i n a r e — di c a r a t t e r e p u r a m e n t e giuridico — che f u d i b a t t u t a nel s u c c i t a t o convegno
di Milano: in seguito al T r a t t a t o di Bruxelles
dell'8-4-1965, che h a unificati gli organi comu-
nitari, le Comunità europee possono ancora
considerarsi tre istituzioni distinte, con propria
personalità internazionale e con scopi differenziati, oppure ci si t r o v a di già di f r o n t e
ad u n ' u n i c a Comunità i cui organi h a n n o unicam e n t e direttive, competenze e poteri diversi a
seconda che agiscano nel c a m p o generale, indifferenziato, dell'economia europea, o nei t r e
settori economici particolari del carbone, dell'acciaio e dell'energia nucleare ?
L a prevalente corrente d o t t r i n a r i a ritiene
— e a me pare e s a t t a m e n t e — che le t r e Com u n i t à siano t u t t o r a distinte e costituiscano
ancora, ciascuna, un'istituzione a sé stante,
con propria personalità, proprio o r d i n a m e n t o ,
propri fini; ciò dichiara, in modo esplicito,
10 stesso T r a t t a t o di Bruxelles e ciò presuppongono c h i a r a m e n t e i sei governi costitutori;
ancor'ora — d'altra parte — abbiamo atti
c o m u n i t a r i (regolamenti, decisioni, r a c c o m a n dazioni, sentenze) che vengono i m p u t a t i dis g i u n t a m e n t e alla CECA, alla CEE O alla CEEA,
e non c o n g i u n t a m e n t e alle tre C o m u n i t à (ancorché gli a t t i che c o m u l a t i v a m e n t e sono emanazione di t u t t e e t r e le C o m u n i t à siano ora
la maggioranza). Il p r o b l e m a della fusione,
quindi, non è s o l t a n t o sostanziale, m a a n c h e
f o r m a l e ; u n a sola istituzione deve r i m a n e r e ,
m e n t r e le altre due — CECA e CEEA — d e v o n o
estinguersi. Qui giova rilevare come la maggior
p a r t e dei giuristi e dei diplomatici v e d a la
fusione più come u n ' a n n e s s i o n e della CECA e
della CEEA per p a r t e della CEE, che n o n come
u n a fusione in senso tecnico e cioè come creazione di u n n u o v o ente « successore » dei t r e
enti precedenti che si estinguerebbero.
A questo p r o b l e m a se ne allaccia u n secondo:
11 T r a t t a t o di fusione d o v r à essere semplicem e n t e u n T r a t t a t o modificativo del T r a t t a t o
di R o m a del 25-3-1958 già c o s t i t u e n t e la CEE
o non piuttosto un Trattato totalmente nuovo ?
E in questo secondo caso con quali c a r a t t e r i s t i c h e ? L a maggior p a r t e dei giuristi e degli
economisti p r o p e n d e per la sostituzione integrale dei t r e T r a t t a t i ora vigenti, sia quello di
Parigi del 1951, sia i d u e di R o m a del 1955.
Vi d o v r à essere u n n u o v o T r a t t a t o — d e t t o
di fusione, m a più p r o p r i a m e n t e di assorbim e n t o — indirizzato a costituire u n ' u n i c a Com u n i t à — che si c h i a m e r à essa sola C o m u n i t à
E c o n o m i c a E u r o p e a — la quale C o m u n i t à , sul
p i a n o giuridico, d o v r à considerarsi la « contin u i t à » d e l l ' a t t u a l e C E E . Si è p u r e a f f e r m a t o
che, essendo il T r a t t a t o i s t i t u t i v o della C E E
il p i ù p e r f e t t o t e c n i c a m e n t e , il p i ù generalizzato ed a n c h e quello p r e d i s p o s t o fin dalla sua
origine a realizzare u n ' i n t e g r a z i o n e in t u t t i i
settori economici d e l l ' E u r o p a dei sei, le sue
norme debbono essere essenzialmente manten u t e o, comunque, servire di base per la compilazione del f u t u r o T r a t t a t o di fusione. In
conclusione questo nuovo T r a t t a t o dovrebbe
pervenire a far assorbire per annessione le
altre due Comunità nella CEE, divenendo
esse soltanto particolari settori economici dell'azione comunitaria, unificata.
Senonché la predisposizione di u n siffatto
T r a t t a t o di fusione incontra u n a non piccola
difficoltà nelle differenti finalità ancora a t t u a l m e n t e perseguite dalle tre Comunità e nei
diversi poteri a t t r i b u i t i agli organi delle medesime in ordine a p p u n t o agli scopi difformi per i
quali esse f u r o n o costituite.
La C o m u n i t à europea del carbone e dell'acciaio h a realizzato, nel quasi v e n t e n n i o del
suo f u n z i o n a m e n t o , un'integrazione economica
— l i m i t a t a m e n t e al settore carbo-siderurgico —
assai più p e n e t r a n t e ed efficente di q u a n t o
finora n o n a b b i a c o m p i u t o la C E E nell'ambito
generale dell'economia europea.
D a t e le esigenze della produzione e della
distribuzione del carbone e dell'acciaio, quali
esistevano nel 1951 allorché f u concluso il
T r a t t a t o di Parigi, la CECA v e n n e p i u t t o s t o
i m p r o n t a t a al principio del dirigismo economico, sulla base di u n a ben definita e p r e v e n t i v a
p r o g r a m m a z i o n e . Conseguentemente il T r a t t a t o i s t i t u t i v o di Parigi ebbe il c o n t e n u t o di
u n T r a t t a t o n o r m a t i v o , con n o r m e precettive
indirizzate a concreti obiettivi, alle quali n o r m e
gli organi esecutivi c o m u n i t a r i erano t e n u t i ad
a t t e n e r s i s t r e t t a m e n t e . L ' A l t a a u t o r i t à della
CECA divenne, cosi, u n organo essenzialmente
esecutivo di q u e s t a p r o g r a m m a z i o n e economica
settoriale s o t t o la vigilanza ed il controllo del
Consiglio dei ministri, essendole a t t r i b u i t i specifici mezzi di investigazione, di i n t e r v e n t o aziendale, di imposizione fiscale, di sovvenzione finanziaria, di costrizione e di sanzione pecuniaria, ecc.
Assai diversa la C o m u n i t à economica europea.
Essa, sulla base del T r a t t a t o i s t i t u t i v o del
1958, v e n n e p i u t t o s t o i m p r o n t a t a al principio
del liberismo economico; n o n le f u fissata a l c u n a
p r o g r a m m a z i o n e p r e c o s t i t u i t a ; i suoi organi
esecutivi ebbero più l i m i t a t i poteri nei riguardi
delle imprese; la maggior p a r t e dei poteri, elenc a t i negli a r t t . 46-75 del T r a t t a t o di Parigi
del 1951, n o n h a n n o a v u t o i loro corrispettivi
nel T r a t t a t o C E E del 1958. F u e s a t t a m e n t e
r i l e v a t o che il T r a t t a t o C E E è essenzialmente
u n t r a t t a t o di n o r m e - q u a d r o , nel quale prevalgono le regole generali e i principi, affidandosi
agli organi c o m u n i t a r i di applicare in concreto
q u e s t i indirizzi m e d i a n t e a t t i n o r m a t i v i proprii
•— essenzialmente mediante regolamenti comunitari — destinati ad attuare successivamente
e gradualmente sia un mercato unico dei prodotti, dei servizi e dei capitali, sia, in seguito,
una politica economica unitaria.
Anche attualmente, dopo la fine del periodo
transitorio e la realizzazione dell'unione doganale fra i sei paesi, rimane pur sempre caratteristica della CEE la sua possibilità di continua
evoluzione normativa, mediante l'emanazione
di successivi regolamenti comunitari nei vari
settori della produzione e degli scambi.
Uguali considerazioni possono farsi nei riguardi della CEEA. Il T r a t t a t o di Roma del
1958 che ha creata questa Organizzazione presenta pur esso caratteristiche particolari che
la differenziano dagli altri due T r a t t a t i . Essendo
peculiari le finalità di questa istituzione, anche
i poteri e le competenze assegnate ai suoi
organi appaiono diversi da quelli riscontrati
nei riguardi della CEE e della CECA. Negli
a r t t . 4-106 del T r a t t a t o CEEA — ad esempio —
si contemplano particolari poteri di intervento
degli organi comunitari per lo sviluppo delle
ricerche nucleari, per le concessioni di licenze
d'uso, per predisporre u n ' a d e g u a t a protezione
sanitaria, per l'approvvigionamento dei combustibili nucleari e la loro distribuzione, per
i c.d. diritti di opzione, per il regime di proprietà delle materie fissili speciali, per la creazione di un mercato comune nucleare, ecc.
Nel settore dell'incentivazione e dello sfrutt a m e n t o dell'energia nucleare a scopo industriale le direttive e i mezzi d'azione assegnati
agli organi comunitari presentano peculiarità
che non si riscontrano negli altri settori economici. Si è giustamente osservato che la
Comunità economica dell'energia nucleare presenta un grado di integrazione economica superiore a quello della CEE e, invece, inferiore a
quella della
CECA.
I n conclusione le tre attuali Comunità,
sulla base dei tre T r a t t a t i costitutivi, presentano finalità diverse, organi con competenze
e poteri differenziati, livelli differenti di integrazione fra i sei Stati costitutori nell'ambito
comunitario.
Ed allora ecco il grave dilemma che si
presenta ai negoziatori della fusione: dovendosi,
con la fusione, ridurre le tre Comunità ad una
sola ed unificare le direttive, le competenze
e i poteri degli organi comunitari, si dovrà
scegliere il modello n o r m a t i v o CECA o quello
CEE?
Se si scegliesse questo secondo modello e
quindi non si riproducessero nel nuovo T r a t t a t o di fusione le peculiari competenze e i
numerosi e perspicui poteri che gli organi CECA
avevano ed hanno t u t t ' o r a sulla base del
T r a t t a t o di Parigi, si farebbe un grave passo
indietro nella procedura di integrazione economica europea, giacché nei settori del carbone
e dell'acciaio — e parzialmente in quello nucleare — non potrebbero più avere attuazione
quei processi integrativi che fino ad ora si
erano realizzati con buoni risultati. Innegabilmente la produzione carbo-siderurgica e la sua
distribuzione commerciale conseguirebbero un
danno rilevante. Se, d'altra parte, si preferisse
il primo modello e si volessero estendere a t u t t o
il mercato europeo, nella sua generalità, nessun
settore escluso, le direttive, i poteri e le competenze degli organi esecutivi CECA, ora limitati ai due succitati settori, si perverrebbe in
un sol t r a t t o ad un'integrazione economica fra
i sei paesi assai maggiore di quella fino ad
ora realizzata.
È poco realistico ritenere — e le lungaggini
dei negoziati lo confermano — che i governi
dei sei Stati membri acconsentano a t a n t a
novità date le remore finora frapposte ad ogni
passo, anche limitato, verso forme di maggiore
integrazione economica.
Questa difficoltà è anche acuita dalle prospettive della prossima ammissione dell'Inghilterra nella Comunità (e all'Inghilterra seguirebbero certamente la Danimarca, la Norvegia
e l'Irlanda e probabilmente anche altri Stati
dell'EFTA). Il negoziato per l'ammissione inglese, già difficile di per se stesso e implicante,
in caso di adesione accettata, a d a t t a m e n t i dei
T r a t t a t i istitutivi e periodi di deroghe, sarebbe
reso anche più difficile e di dubbio esito qualora
ci si dovesse muovere sulla base di un T r a t t a t o
di fusione che avesse realizzato uno stadio
di integrazione economica assai più a v a n z a t o
di quello a t t u a l m e n t e in vigore nell'ambito CEE.
D ' a l t r a p a r t e se i particolari e notevoli
poteri che gli organi esecutivi comunitari ora
possiedono nel solo settore del carbone e dell'acciaio, dovessero estendersi a t u t t i i settori
economici in cui opera la CEE, occorrerebbe
che, preventivamente, i sei paesi concordassero
fra di loro u n a programmazione economica
unitaria in ciascuno di tali settori, acconsentendo che tale politica venga prevalentemente
svolta dagli organi comunitari e non — come
fin'ora avviene — da ogni singolo Stato unilateralmente, senza coordinazione con gli altri.
Sembra quindi doversi scartare l'ipotesi
— almeno per ora — di u n T r a t t a t o di fusione
che estenda a u t o m a t i c a m e n t e a t u t t i i settori
economici i poteri e le competenze a t t u a l m e n t e
s p e t t a n t i ai soli organi comunitari operanti
nei t r e s e t t o r i del carbone, dell'acciaio e dell'energia nucleare.
L a sola soluzione realistica — a t t u a l m e n t e
possibile — è quella, già a u s p i c a t a d a p i ù
a u t o r i , di accogliere nel T r a t t a t o di fusione,
per t u t t o l ' a m b i t o economico europeo, i poteri
e le c o m p e t e n z e a t t r i b u i t i agli organi esecutivi
dal T r a t t a t o della C E E e conservare, invece,
i p a r t i c o l a r i p o t e r i e le speciali c o m p e t e n z e
d a t e agli organi esecutivi della CECA e della
CEEA per i soli s e t t o r i carbo-siderurgico e n u cleare. Questi s e t t o r i c o s t i t u i r e b b e r o , cosi, nell ' a m p i o spazio della C o m u n i t à u n i f i c a t a , degli
a m b i t i economici differenziati quali, d ' a l t r a p a r t e ,
si r i s c o n t r a n o già a t t u a l m e n t e , n e l l ' a m b i t o C E E ,
nei s e t t o r i agricolo e in quello dei t r a s p o r t i .
I n d u b b i a m e n t e questo sistema può apparire u n ripiego p r o v v i s o r i o e i n s o d d i s f a c e n t e ;
la f u s i o n e ne r i s u l t a i n c o m p l e t a e n o n r e a l i z z a t a
u n a t o t a l e coordinazione f r a s e t t o r i economici
affini, quali quello energetico e m e t a l m e c c a n i c o ,
m a allo s t a t o delle cose s e m b r a l'unico realizzabile. Si p u ò a n c h e osservare che q u e s t o sistema,
a n c h e se per diversi lati criticabile, è suscettibile di p e r f e z i o n a r s i g r a d u a l m e n t e m e d i a n t e la
stessa a t t i v i t à n o r m a t i v a degli organi c o m u n i t a r i . P o i c h é q u e s t i organi esplicano u n p o t e r e
n o r m a t i v o a mezzo di r e g o l a m e n t i c o m u n i t a r i ,
ben p o t r à , m e d i a n t e a p p o s i t a n o r m a d a inserirsi nel T r a t t a t o di fusione, conferirsi esplicit a m e n t e ai m e d e s i m i il p o t e r e di unificare grad u a l m e n t e i s u c c i t a t i s e t t o r i p a r t i c o l a r i nell ' a m b i t o economico generale, u t i l i z z a n d o — se
necessario — quei p o t e r i e quelle c o m p e t e n z e
che ora sono esplicati s o l t a n t o nel s e t t o r e
c a r b o - s i d e r u r g i c o e n u c l e a r e ed e s t e n d e n d o l i
cosi a n c h e a d a l t r i s e t t o r i economici. Se si
p o n e m e n t e che q u e s t i r e g o l a m e n t i n o n possono
e m e t t e r s i senza il consenso del Consiglio dei
m i n i s t r i , nel cui seno sono r a p p r e s e n t a t i i sei
governi, ne consegue che tali i n n o v a z i o n i int a n t o si p o t r e b b e r o realizzare, in q u a n t o fossero
s t a t e a c c e t t a t e dai sei S t a t i m e m b r i ; n o n p o t r e b bero, q u i n d i , aversi successive opposizioni d a
q u a l c u n o di essi.
C o n c l u d e n d o si p o s s o n o fissare q u e s t i p u n t i :
1) il T r a t t a t o di f u s i o n e d o v r à a s s o r b i r e
nella C E E le a l t r e d u e C o m u n i t à , la CECA e la
C E E A , c h e si
estinguerebbero;
2) il d e t t o T r a t t a t o , p u r essendo t o t a l m e n t e n u o v o ecl a r m o n i c o nelle sue disposizioni, d o v r à e s s e n z i a l m e n t e r i p r o d u r r e le n o r m e
e i principi del T r a t t a t o di R o m a del 1958
istituente l'attuale CEE;
3) q u e s t e n o r m e , e s p e c i a l m e n t e quelle
che r e g o l a n o le d i r e t t i v e , le c o m p e t e n z e e i
p o t e r i degli o r g a n i e s e c u t i v i c o m u n i t a r i della
C E E , d o v r a n n o q u i n d i a n c h e estendersi ai
settori carbo-siderurgico e nucleare;
4) le n o r m e c o n t e n e n t i principi generali
e d i r e t t i v e d a perseguire, s o s t a n z i a l m e n t e com u n i alle t r e C o m u n i t à (per es. le n o r m e sulla
concorrenza, sulla politica commerciale, sulla
politica sociale, sulla libera circolazione delle
merci, dei servizi, delle persone e dei capitali,
sulla protezione del lavoro, s u l l ' a d e g u a m e n t o
degli accordi commerciali degli S t a t i membri, ecc.) d o v r a n n o essere m a n t e n u t e e possib i l m e n t e migliorate nella loro formulazione,
s e m p r e sulla base dello s c h e m a n o r m a t i v o C E E ;
5) le n o r m e del T r a t t a t o C E E c o n c e r n e n t i
il periodo t r a n s i t o r i o (cioè il periodo in cui f u
r e a l i z z a t a l ' u n i o n e doganale), essendo o r m a i sup e r a t e , d o v r a n n o essere omesse;
6) le n o r m e c o n c e r n e n t i i s e t t o r i carbosiderurgico e nucleare, già p r o p r i e dei T r a t t a t i
CECA e CEEA, d o v r a n n o essere c o n s e r v a t e nel
loro complesso, r i m a n e n d o l i m i t a t e nell'applicazione agli specifici s e t t o r i per i quali f u r o n o poste;
7) agli organi c o m u n i t a r i d o v r à essere
c o n f e r i t o l'esplicito p o t e r e — già implicito
n e l l ' a r t . 235 del T r a t t a t o C E E — di predisporre con a p p o s i t i r e g o l a m e n t i c o m u n i t a r i l ' u n i
fieazione n o r m a t i v a e la coordinazione dei v a r i
s e t t o r i economici europei, e s t e n d e n d o e v e n t u a l m e n t e i p o t e r i già p o s s e d u t i nei s e t t o r i carbosiderurgico e n u c l e a r e a n c h e a d a l t r i s e t t o r i ;
8) gli a t t i c o m u n i t a r i (regolamenti, decisioni, d i r e t t i v i , r a c c o m a n d a z i o n i , p a r e r i ) d o v r a n n o essere unificati e definiti nel loro c o n t e n u t o
secondo lo s c h e m a n o r m a t i v o C E E , p e r c h é più
p e r f e t t o t e c n i c a m e n t e r i s p e t t o a quello CECA;
9) il s i s t e m a dei ricorsi giurisdizionali
alla Corte di giustizia d o v r à p u r e essere unificato a d o t t a n d o s i lo s c h e m a C E E , sia p e r c h é
t e c n i c a m e n t e migliore, sia p e r c h é h a d a t o b u o n i
r i s u l t a t i ; u n i c a m e n t e dallo s c h e m a CECA d o v r à
a d o t t a r s i il g i u s t o principio di concedere u g u a l i
possibilità di ricorso sia gli S t a t i , che agli
imprenditori privati;
10) ove possibile, d o v r a n n o a u m e n t a r s i
i p o t e r i decisionali d e l l ' A s s e m b l e a p a r l a m e n t a r e e della Commissione r i s p e t t o a quelli ora
e c c e s s i v a m e n t e p r e m i n e n t i e p a r a l i z z a n t i del
Consiglio ( o r g a n o di e m a n a z i o n e e s c l u s i v a m e n t e
governativa).
Vi s a r e b b e r o a l t r i p u n t i d a discutere, m a il
discorso d i v e r r e b b e e c c e s s i v a m e n t e tecnico, lungo e p a r t i c o l a r i s t i c o ; mi limito, perciò, alle
considerazioni fin q u i f a t t e , s p e r a n d o q u a n t o
m e n o di a v e r i l l u s t r a t o le p r i n c i p a l i difficoltà
i n e r e n t i al p r o b l e m a della f u s i o n e delle t r e
C o m u n i t à e u r o p e e , oggi esistenti, in u n a sola.
Cronache
dell'altro
ieri
La Russia
all'Esposizione Internazionale
di Torino del 1911
Piero
Verso il 1907 si delineò in I t a l i a u n a decisa
t e n d e n z a all'intensificazione dei r a p p o r t i economico-commerciali .con la Russia zarista. Giornali di diverse tendenze, dal « Secolo », alla
« T r i b u n a », al « Corriere della Sera », chiedev a n o al governo e all'opinione p u b b l i c a di
a p p r o f i t t a r e delle possibilità che si offrivano,
s v i l u p p a n d o i commerci con quell'immenso
Paese. Il « Corriere » del 9-9-1909, descrivendo
le c a r a t t e r i s t i c h e del g r a n o russo e la v a n t a g giosa posizione geografica dell'Italia r i s p e t t o
ai « p o r t i meridionali più a t t i v i d e l l ' I m p e r o »,
n o t a v a che tale sviluppo a v r e b b e f a v o r i t o l'economia italiana, a b b a s s a n d o il prezzo dei cereali,
assicurando commissioni a l l ' i n d u s t r i a n a v a l e e
i n c r e m e n t a n d o i t r a s p o r t i della fiotta m e r c a n tile; e concludeva che la Russia era « u n a u t e n tico mercato, che i nostri u o m i n i di S t a t o
d e b b o n o aprire alle risorse del n o s t r o giovane
e prospero R e g n o ». All'estensione di tali relazioni economiche a p p a r i v a n o p a r t i c o l a r m e n t e
interessati i grandi possidenti siciliani, che
volevano a u m e n t a r e le esportazioni in Russia
dei loro p r o d o t t i tradizionali, dallo zolfo ai
vini, alle f r u t t a , all'olio d'oliva, n o n c h é i
proprietari di alcune società di navigazione,
le cui n a v i p e r c o r r e v a n o le r o t t e che congiung e v a n o i p o r t i italiani con quelli russi del Mar
N e r o (è n o t o che già all'inizio del n o s t r o secolo
esistevano comunicazioni regolari f r a i p o r t i
di Catania, Messina, P a l e r m o , Napoli, L i v o r n o
e Genova e quelli di Odessa, R o s t o v , N o v o rossijsk, Keré); ed a n c h e i m p o r t a n t i i s t i t u t i
bancari, come la « B a n c a Commerciale », il
« B a n c o di Napoli » e la stessa « B a n c a d ' I t a l i a »,
a n d a v a n o p r o g r a m m a n d o l'assimilazione dei
m e r c a t i russi e u n a politica d ' i n v e s t i m e n t o di
capitali nell'economia russa.
Verso la fine del p r i m o decennio del n o s t r o
secolo, d u n q u e , d o p o 1 « i n c o n t r o di Racconigi »
f r a re Vittorio E m a n u e l e I I I e lo zar Nicola I I ,
n o n c h é f r a i r i s p e t t i v i ministri degli esteri,
Cazzola
Tittoni e Izvolski, u n a t e n d e n z a russofila era
succeduta alla precedente fase di riservatezza
e quasi ostilità. Anche in politica estera il
t r a t t a t o italo-russo allora concluso, p r e v e d e n t e
l'appoggio reciproco alla questione libica, nell'interesse dell'Italia, e a quella degli Stretti,
nell'interesse della Russia, diede luogo a u n
r i a v v i c i n a m e n t o dei due S t a t i in funzione ant i a u s t r i a c a , onde rafforzare lo statu quo negli
inquieti Balcani, minacciati dalla politica asburgico-guglielmina.
F u cosi che d u r a n t e il conflitto italo-turco
il governo zarista assunse u n a t t e g g i a m e n t o
favorevole all'Italia, a d o p e r a n d o s i per u n a mediazione pacifica f r a i belligeranti, a condizione
che l ' I t a l i a ricevesse, in u n a f o r m a o nell'altra,
la Tripolitania e la Cirenaica; il che suscitò
sincera g r a t i t u d i n e nel n o s t r o Paese e indusse
v i e p p i ù a considerare la convenienza di u n a
maggiore collaborazione f r a i d u e Paesi a n c h e
nel c a m p o economico. P e r ò la delicata situazione internazionale, v e n u t a s i a creare nel
corso della guerra con la Turchia, a v e v a a v u t o
conseguenza n o n liete a n c h e per la Russia,
che si era v i s t a chiudere i Dardanelli, e i n t e r r o m p e r e cosi i r a p p o r t i commerciali con l'estero.
Quelli con l ' I t a l i a , che erano a n d a t i progressiv a m e n t e a u m e n t a n d o (da 209,6 milioni di
i m p o r t a z i o n i nel 1909 a 265 milioni nel 1910),
s u b i r o n o u n a brusca diminuzione, cosi come
le esportazioni di g r a n o dalla Russia verso i
p o r t i italiani. E d è in q u e s t a situazione di cose
che v a n n o i n q u a d r a t e sia l ' a r d i t a azione dimos t r a t i v a della n o s t r a flotta nei Dardanelli, che
l'occupazione delle isole dell'Egeo, per costringere cioè l ' I m p e r o o t t o m a n o a cedere, riap r e n d o q u e l l ' i m p o r t a n t e braccio di mare, n o n ché p e r a n n e t t e r e dei p u n t i obbligati per il
commercio con Odessa e gli altri p o r t i russi
del Mar N e r o .
Ad ogni modo, f u r o n o quelli gli a n n i in
cui i r a p p o r t i commerciali italo-russi si fecero
Il padiglione della Russia sulla riva sinistra del Po, v i c i n o al B o r g o
più vivaci ed intensi; e u n a p r o v a è d a t a dalla
partecipazione a t t i v a della Russia all'Esposizione internazionale di Torino del 1911, che
i n o s t r i p a d r i a n c o r a ben r i c o r d a n o .
E r a a p p e n a la seconda v o l t a (la p r i m a
f u all'Esposizione di P a r i g i del 1900) che la
Russia p a r t e c i p a v a ufficialmente ad u n a g r a n d e
Mostra e n o n volle certo sfigurare; giacché
f u c o s t r u i t o u n grandioso padiglione in stile
I m p e r o sulle rive del Po, al P i l o n e t t o , n o n
lungi v d a l Borgo Medioevale, opera degli archit e t t i Scuko e S u b b o t i n , m e n t r e la p a r t e scultoria
f u a f f i d a t a al K u z n e c o v e] quella artistico-decor a t i v a al n o t o p i t t o r e A l b e r t o Benois. A r a p p r e s e n t a r e la Russia v e n n e delegato il s e n a t o r e
T i m i r j a z e v , ex-ministro d e l l ' i n d u s t r i a e commercio, m e n t r e l ' a t t i v i s s i m o segretario generale
f u Vladimir F e l k n e r , m e m b r o delle Camere di
c o m m e r c i o russo-italiana a P i e t r o b u r g o e italorussa a R o m a , f o n d a t e negli a n n i p r e c e d e n t i ,
a seguito della stipulazione di u n t r a t t a t o di
commercio decennale nel 1907.
F r a i p r o d o t t i esposti, i n o s t r i genitori
p o t e r o n o allora a m m i r a r e quelli di u n a g r a n d e
Medioevale.
Casa metallurgica, la « P r o d a m e t a », n o n c h é
delle Officine meccanico-ferroviarie di K o l o m n a ,
della M a n i f a t t u r a r u s s o - a m e r i c a n a di g o m m a ,
che i m p i e g a v a più di diecimila operai e del
Consiglio del Congresso minerario e metallurgico della Russia Meridionale. E cosi p u r e
v e n n e r o p r e s e n t a t e , nella Sezione dell'agricolt u r a , la coltivazione e il commercio del grano,
la p r o d u z i o n e della farina, nello s t a n d della
d i t t a Weinstein di Odessa e dell'Associazione
nazionale dei m u g n a i russi, le carte e valori della
M a n i f a t t u r a di S t a t o , i p r o d o t t i alcoolici della
Direzione del monopolio e, fianco a fianco... lo
s t a n d del C o m i t a t o nazionale per la t e m p e r a n z a !
P e r meglio conoscere la situazione relativa
allo scambio delle merci f r a l ' I t a l i a e la Russia,
al t e m p o dell'Esposizione torinese, v a r r à la
p e n a di leggere, in un'edizioncina della Tipografia B o n a di Torino del 1912, la conferenza
t e n u t a il 7 d i c e m b r e 1911 alla Camera di commercio di Torino dal già c i t a t o segretario generale della Sezione russa, Vladimir F e l k n e r .
Egli p r e m e t t e v a che nell'ultimo a n n o la
linea delle i m p o r t a z i o n i russe in I t a l i a era
salita sensibilmente, r i s p e t t o a quelli precedenti,
e che a l t r e t t a n t o potevasi dire delle esportazioni italiane in R u s s i a : circa 300 milioni di
lire per le importazioni russe e circa 45 milioni
di lire per le esportazioni italiane. F r a le merci
d ' i m p o r t a z i o n e russa a v e v a n o il p r i m o posto i
cereali, poi seguivano i legumi secchi, i bòzzoli,
il petrolio e gli olii minerali, il legname, il
ferro e la ghisa, il cuoio, gli oggetti m a n u f a t t i
e gli animali d a a l l e v a m e n t o . P e r contro, f r a
le esportazioni italiane, p r i m e g g i a v a n o gli agrumi, seguiti dalla seta greggia, dall'olio d'oliva,
dallo zolfo, i m a r m i e le pietre, il caucciù, i
coralli, il piombo, le sardine, i vini, il riso,
le noci, la cera.
I n m e r i t o a l l ' i m p o r t a z i o n e in I t a l i a di cereali russi, o s s e r v a v a il F e l k n e r che a quel
t e m p o il g r a n o ci p r o v e n i v a solo p e r u n t e r z o
dall'interno, m e n t r e 2/3 g i u n g e v a n o dall'estero,
e s o p r a t t u t t o dalla R u s s i a . Nel 1910 dal p o r t o
di Odessa e r a n o s t a t i e s p o r t a t i per l ' I t a l i a
f r u m e n t o , g r a n o t u r c o , orzo e segala in q u a n t i t à
r i l e v a n t i ; t r a t t a n d o s i di grani duri, ricchi di
g l u t i n e ed a l t r e sostanze a z o t a t e (sino al 16%),
essi e r a n o assai a p p r e z z a t i per la fabbricazione
delle varie p a s t e a l i m e n t a r i . Anche le farine,
i n t r o d o t t e in I t a l i a dalla d i t t a Weinstein di
Odessa, s o s t e n e v a n o v i t t o r i o s a m e n t e la concorrenza con i p r o d o t t i a l i m e n t a r i di altri Paesi;
u n a r a p p r e s e n t a n z a commerciale della Weinstein a v e v a sede a Genova, con u n a succursale
a Torino. L ' i n d u s t r i a molitoria russa si era
s v i l u p p a t a molto in quegli anni, grazie a n c h e
alla costituzione di u n a Associazione nazionale
f r a m u g n a i . Per il t r a s p o r t o di farine e grani
d a Odessa a Napoli o a Genova p r o v v e d e v a la
« Società nazionale dei servizi m a r i t t i m i », benché in crisi in quei mesi, a causa della guerra.
V e n i v a n o allora a p p l i c a t i i seguenti noli:
per la f a r i n a in sacchi: d a L. 1,57 a L. 1,67
per q u i n t a l e ; per il carico di g r a n o alla r i n f u s a
(non m e n o di 50 t o n n e l l a t e ) : d a L. 0,75 a
L. 0,95 per q u i n t a l e , secondo le circostanze.
A l t r a m e r c e i m p o r t a n t e f r a le i m p o r t a zioni russe in Italia, era il c a r b o n fossile,
e s t r a t t o in q u a n t i t à considerevoli dai giacim e n t i del bacino del D o n e c : ogni a n n o 14
milioni di t o n n e l l a t e di l i t a n t r a c e e 2,5 mi-
SSmH
La M o s t r a della Scuola I m p e r i a l e A r t i s t i c a e I n d u s t r i a l e di Mosca.
Immagine della V e r g i n e . Q u a d r o in scile russo.
(Società O l o v j a n i s n i k o v di Mosca).
lioni di t o n n e l l a t e di a n t r a c i t e . I combustibili
russi erano a v v i a t i in I t a l i a dal p o r t o del
Mariùpol, sul m a r e d ' A z o v . U n a t t i v o r a p p r e s e n t a n t e del Consiglio m i n e r a r i o russo, l'ingegnere Palcinski, si o c c u p a v a d a a n n i per i n t r o d u r r e sui m e r c a t i m e d i t e r r a n e i i carboni e le
a n t r a c i t i del Donec, che a v e v a n o u n alto p o t e r e
calorifico e p o t e v a n o supplire n o n s o l t a n t o ai
bisogni d e l l ' i n d u s t r i a metallurgica, m a a n c h e a
quelli delle ferrovie italiane.
Cosi la n a f t a e i suoi d e r i v a t i a v r e b b e r o
p o t u t o divenire o g g e t t o di più consistente
esportazione in I t a l i a . I n f a t t i d a B a k ù , per
mezzo dell'oleodotto di circa 900 k m , già esist e n t e sino a B a t u m , sul Mar N e r o ; n o n c h é per
ferrovia, a t t r e z z a t a con vagoni-cisterna, che d a
Grozny, nel Caucaso, a r r i v a v a sino a Novorossijsk, a l t r o p o r t o del Mar Nero, e r a n o s t a t i
e s p o r t a t i nel 1910 circa 70 milioni di pudij di
p r o d o t t i n a f t i f e r i , pari a circa 1.150 milioni di
kg. Negli u l t i m i a n n i la lavorazione della n a f t a
a v e v a s u b i t o vari p e r f e z i o n a m e n t i tecnici, per
cui, oltre il petrolio, v e n i v a n o p r e p a r a t i lubrificanti, b e n z i n a , benzolo, ecc., per mezzo dei
processi cracking allora a p p e n a i n v e n t a t i . Come
esempio dell'utilizzazione di tali n a f t e più pesanti d e t t e amazouty>, impiegate come combustibile
industriale, il Felkner citava la flotta mercantile di ben 120 piroscafi costruita negli anni precedenti dalle Officine di K o l o m n a che, a sua volt a , u s a v a il sistema di riscaldamento a mazout:
a t a n t o a v e v a contribuito la più i m p o r t a n t e
società russa p r o d u t t r i c e di n a f t a , quella dei
Fratelli Nobel. I piroscafi, m u n i t i di motori
Diesel, v e n i v a n o c h i a m a t i tjeplochòdy,
ossia
n a v i a forza mot.rice-calorifera. L a p r o d u t t i v i t à
dei pozzi di petrolio di Grozny, a c o n f r o n t o di
quelli di B a k ù , era r i s u l t a t a più che doppia
(nel 1910 si era a v u t a un'estrazione di 12 milioni di quintali, r i s p e t t o ai 9 milioni del 1909),
per cui era allo studio u n sistema di canalizzazione sino al Mar Nero, che a v r e b b e implicato
u n a spesa di 18 milioni di rubli.
P e r q u a n t o r i g u a r d a v a l'esportazione del
legname, la cui produzione era enorme (si
calcolava u n a superficie forestale di 360 milioni di e t t a r i su t u t t o il territorio dell'Impero),
m e n t r e essa era già in a t t o dai p o r t i del Baltico,
d i r e t t a in m a s s i m a p a r t e verso la Germania, il
Belgio e l ' I n g h i l t e r r a , il F e l k n e r osservava
che negli u l t i m i anni tale commercio a v e v a
preso a n c h e la via del Mar Nero, a t t r a v e r s o i
p o r t i di Odessa Nikolajev, d e s t i n a t o verso i
p o r t i francesi del Sud. Perciò si a u g u r a v a
che essendo Napoli e Genova assai più vicine
ad Odessa dei p o r t i francesi, fosse possibile organizzare tali t r a s p o r t i diretti. Oltre
l ' a b e t e e il pino caucasiano, erano utilizzabili
per t r a v e r s e di ferrovie, pali telegrafici, ecc. i
legni di quercia, noce, bosso; sicché anche dopo
la chiusura dell'Esportazione, gli industriali
torinesi a v r e b b e r o p o t u t o f a r capo al commissario ing. H o f f m a n n , che a v e v a organizzato
u n a m o s t r a p e r m a n e n t e di campioni di legnami
nel Museo commerciale russo, a p r e n d o pure
u n ufficio in Torino, per l'acquisto dei p r o d o t t i
forestali, s o p r a t t u t t o del Caucaso.
Anche nel c a m p o dei bòzzoli d a seta, il
F e l k n e r n o t a v a negli u l t i m i anni u n a u m e n t o
delle n o s t r e i m p o r t a z i o n i dalla Russia, a causa
della maggiore d o m a n d a delle filande nazionali
r i s p e t t o all'offerta del m e r c a t o i n t e r n o . Poiché
i bòzzoli, di p r o v e n i e n z a caucasica o t u r k e s t a n a , g i u n g e v a n o alle n o s t r e i n d u s t r i e sopratt u t t o per la via di Marsiglia, il F e l k n e r si
a u g u r a v a che a n c h e per l ' i m p o r t a z i o n e di questi
i m p o r t a n t i p r o d o t t i venissero organizzate delle
r a p p r e s e n t a n z e russe oltre a Milano, anche a Torino e a G e n o v a e che i g r a n d i I s t i t u t i bancari
( B a n c a d ' I t a l i a , B a n c o di Napoli, Cassa di Ris p a r m i o per le P r o v i n c e l o m b a r d e ecc.) dessero il
loro appoggio per i n c r e m e n t a r e tale commercio.
Nell'ambito della produzione delle officine
metallurgiche il Felkner, riferendosi s o p r a t t u t t o
alla Società «Prodameta», il cui s t a n d all'Esposizione a v e v a v i v a m e n t e interessato i visitatori,
riferiva la cifra delle esportazioni in Italia negli
anni precedenti, non superiori alle 70-80.000 tonnellate f r a ghisa, ferro e acciaio, s o p r a t t u t t o in
rotaie e materiale ferroviario. Nella stessa relazione il Felkner accennava al progresso notevole avvenuto negli ultimi anni, dell'industria metallurgica russa e alle vaste possibilità di esportazione,
specie dalla zona di K r i v o j Rog, che da sola forniva il 9 2 % di t u t t o il materiale e s t r a t t o dalle
miniere della Russia meridionale. Anche le zone
minerarie dell'Ural, quelle della regione moscovita, del nord erano in pieno sviluppo. P e r il minerale lavorato, ad esempio occupava u n posto
p r e m i n e n t e la Polonia, allora i n c o r p o r a t a nell ' I m p e r o , che oltre il ferro comune f a b b r i c a v a
filo di ferro e ferro universale, m e n t r e le rotaie
erano costruite s o p r a t t u t t o i n U k r a i n a enell'Ural.
Con la Società « P r o d a m e t a », che r a g g r u p p a v a
22 stabilimenti siderurgici, gli industriali italiani
interessati a v r e b b e r o p o t u t o p r e n d e r e diretti
contatti.
Riferendosi agli articoli di g o m m a o g u t t a perca, il F e l k n e r si r e n d e v a conto che essi p o t e v a no riuscire a m b i t i alla n o s t r a n a s c e n t e i n d u s t r i a
automobilistica e p e r t a n t o n o m i n a v a le due
principali Società p r o d u t t r i c i : la « Treugòlnik »
(Il Triangolo) di Pietroburgo, che a v e v a p a r t e cipato all'Esposizione e vi a v e v a ricevuto d u e
Grands Prix e la « P r o v o d n ì k » (La Guida), che
a v e v a organizzato un deposito a Milano e u n a
V e d u t a d i una p a r t e della Sezione del
Consiglio del Congresso M i n e r a r i o e
M e t a l l u r g i c o della Russia M e r i d i o n a l e
all'Esposizione di T o r i n o .
succursale a Torino, con buon successo di vendite, s o p r a t t u t t o di pneumatici per a u t o e
biciclette, gomme piene per omnibus e carrozze,
soprascarpe, ecc.
Nel campo delle pelli, dei cuoi e delle pelliccerie poi il Felkner ricordava la tradizionale
produzione e lavorazione di questi articoli da
p a r t e della Russia, accennando alla rispettabile
cifra di 50 milioni di lire di esportazioni nel
1911. Aggiungeva però che da p a r t e italiana
non v ' e r a s t a t a negli ultimi anni la consueta
p r o v v i s t a di p r o d o t t i greggi, forse a causa
della concorrenza dei molti agenti tedeschi,
che a v e n d o a c c a p a r r a t o le pelli di p r i m a qualità, a v e v a n o lasciato al mercato italiano quelle
di q u a l i t à inferiore. Anche per questo si auspicava la creazione di u n ' a g e n z i a russa a
Torino per f o r n i t u r a d i r e t t a delle m a t e r i e p r i m e
ai nostri industriali del cuoio, m e t t e n d o in
rilievo l ' o t t i m a q u a l i t à di tali p r o d o t t i , a d a t tabili alle lavorazioni più raffinate. A d esempio,
da un cuoio di vitello russo si p o t e v a ottenere
u n a p e r f e t t a imitazione della pelle di coccodrillo. Quella stessa agenzia a v r e b b e p o t u t o
incaricarsi a n c h e dello smercio d i r e t t o delle
pelliccerie gregge, di cui la Russia, per la
v a r i e t à e ricchezza della sua f a u n a , f u s e m p r e
la fornitrice dei m e r c a t i europei; t a n t o più se
si considerava crescente uso delle pellicce per
gli abiti invernali femminili.
Sulla produzione, in regime di monopolio
statale, dell'alcool per diversi usi tecnici, il
F e l k n e r p r o p u g n a v a l'esportazione dell'alcool
n a t u r a l e , utilizzabile a n c h e nell'industria dei
« S t a n d » della Società A n o n i m a per [ l e
C o s t r u z i o n i meccaniche di
Kolomna.
profumi, e da denaturarsi poi in Italia; ciò
avrebbe p o t u t o avvenire non soltanto per via
mare, ma anche per ferrovia, da Varsavia, con
speciali vagoni-cisterna. Nello stand del Ministero delle finanze era stato pure esposto un
campione di alcool solido, che avrebbe p o t u t o
venire impiegato sia dalle t r u p p e che da viaggiatori, turisti, ecc.; di questo prodotto, a
d e t t a del Felkner, si era f a t t o un consumo
enorme d u r a n t e la recente guerra russo-giapponese. E cosi pure la Società dei distillatori
russi aveva esposto delle tavolette di alcool
solido per uso domestico (illuminazione e riscaldamento), utili nei bivacchi dei soldati, degli
alpinisti, ecc.
Infine il Felkner faceva cenno alle fiorenti
piantagioni di cotone del T u r k e s t a n e alle fabbriche di stoffe di cotone (la Zundel di Mosca,
la K r à n h o l m di Narva), i cui prodotti erano
però i n t e r a m e n t e assorbiti dal mercato interno;
ma si a u g u r a v a che, con la costituzione del
Comitato dei cotoni presso il Ministero dell'agricoltura, presieduto a p p u n t o dal sen. Timirjazev già nominato, la via all'esportazione, sarebbe s t a t a presto aperta, specie dopoché
i torinesi avevano p o t u t o a m m i r a r e all'Esposizione una collezione di cotoni e campioni di
filo del Turkestan, che erano stati t u t t i premiati.
Un capitolo a sé s t a n t e delle esportazioni
russe in Italia costituivano i prodotti dell'artigianato artistico, opera
dei kustary,
dei
quali l'Esposizione aveva offerto un vasto
campionario, nella sezione dell'economia rurale
del Ministero dell'agricoltura. Le belle signore
torinesi andarono allora in visibilio dinanzi a
t a n t i oggetti originali e di indiscusso gusto
artistico; la signora Valentina Gildt, delegata
alle vendite, non solo esauri quasi lo stock
degli oggetti esposti, ma assunse pure numerose
ordinazioni e comunicò vari indirizzi di kustary
cui inviare le richieste. Gli oggetti più ammirati
e ricercati furono i giocattoli di legno e le
scatole dipinte o istoriate, gli oggetti di metallo
(crocette, catenine, bottoni, fibbie), i ricami,
gli scialli di pelli di capra lavorati dai cosacchi
della regione di Orenburg, i tappeti del Caucaso
e della zona di Poltava. Scrisse allora un cronista, sulle pagine del « Giornale ufficiale » dell'Esposizione torinese (novembre 1911 - n. 32):
« Come sfuggire a un senso di gradita meraviglia allorquando, e n t r a n d o nel salone principale » (del Padiglione russo), « si vedevano
in un trionfo luminoso di pitture, di cristalli,
di lavori in bronzo e in marmo, di incrostazioni,
di mosaici, di tappeti, fiorire accanto all'oggetto
più v i b r a n t e ' d i aristocratico sentimento moderno i timidi segni dell'arte nazionale, rimasta
con profonde tracce nell'anima del popolo attraverso i secoli; u n ' a r t e commovente nella
sua cara ingenuità e certo non v e n u t a su fra
gii agi delle illustri accademie, bensì sorta
spontanea f r a gli umili casolari dei muzilà, cosi
come un fiore selvatico nella steppa ? » Poi il
cronista indugiava dinanzi alle vetrine dove
erano esposte, fra ori e ricami preziosi, i tappeti,
le stoffe per mobili di famose m a n i f a t t u r e
(come quella dei Sapoznikov di Mosca), le
sete dipinte, t u t t e a riflessi cangianti, p r o d o t t e
da notissime fabbriche (gli OlovjaniSnikov, gli
Séenkov e i Zubkov, pure di Mosca), i tessuti
della già n o m i n a t a Casa Emile Zundel, anch'essa
di Mosca (che d a v a lavoro a 8000 operai e a
400 impiegati e aveva sedi in ogni p a r t e della
Russia), i s a m o v a r artistici della Casa BataSev
di Tuia.
Poi, quasi a prototipi dell'arte popolare russa,
il cronista f e r m a v a il suo sguardo su un piccolo
tabernacolo d ' a r g e n t o su sottili colonne d'avorio, in stile bizantino, su u n a icona della Versine
con ricca incorniciatura, su u n c o f a n e t t o in
argento e mica dal fondo r i c a m a t o in seta,
su arredi sacri di squisita f a t t u r a e su svariati
oggetti d'uso domestico in legno intagliato,
rivelanti la purezza e l'ingenuità del s e n t i m e n t o
artistico.
A chi a n d a v a il merito del p e r d u r a r e di
queste tradizioni cosi nobili nel c a m p o delle
arti applicate all'industria ? Ce lo dice il F e l k n e r :
alle q u a t t r o o t t i m e scuole professionali allora
esistenti in Russia: la « S t r o g a n o v », i s t i t u t o
d ' a r t e industriale a Mosca; la Scuola centrale
di disegno tecnico del barone Stieglitz, a
P i e t r o b u r g o ; la Scuola delle a r t i industriali,
a E k a t e r i n b u r g (oggi Sverdlovsk) e la Scuola
di gioielleria ed oreficeria, a K r a s n o e , presso
K o s t r o m à . T u t t e tali Scuole p r e s e n t a r o n o alla
Esposizione torinese le opere dei loro allievi:
oggetti in porcellana, ceramica, pelle, argenterie, p i t t u r e decorative, p r o d o t t i dell'arte grafica
e dell'arte a p p l i c a t a a l l ' i n d u s t r i a ; e il successo
f u grande.
A conclusione della sua conferenza il F e l k n e r
a c c e n n a v a alla scadenza, nel 1917, del T r a t t a t o
di commercio con l ' I t a l i a , n o n c h é alle già citate
Camere di commercio miste, sia a R o m a che a
Pietroburgo, Mosca e Odessa, e ad altri enti
ancora, a v e n t i lo scopo di sviluppare le relazioni
commerciali: tali la succursale, in Genova, della
B a n c a russa per il commercio estero e la Società commissionaria per lo scambio dei prod o t t i f r a la Russia e l ' I t a l i a , in P a d o v a . I n d i
p a t e t i c a m e n t e cosi si congedava dagli industriali
torinesi: « I l Padiglione russo sarà d i s t r u t t o
insieme con gli altri palazzi della b i a n c a Città
Valentina, il bel parco r i p r e n d e r à il suo a s p e t t o
di prima, m a nel suolo della riva sinistra del
s e m p r e storico fiume r i m a r r a n n o le pietre della
costruzione russa, pietre f o n d a m e n t a r i e della
Lampada da chiesa in argento, sospesa. Stile russo antico.
f r a t e l l a n z a russo-italiana nel più nobile campo,
quello del lavoro u m a n o . I n q u e s t a speranza
è a n c h e la consolazione per il riconoscente
Commissariato russo, che n o n d i m e n t i c h e r à mai
l'ospitalità e la b o n t à della bella c i t t à di Torino ».
Forse, per il lettore del 1970, queste « cron a c h e dell'altro ieri » s a r a n n o riuscite u n mom e n t a n e o svago dall'assillo dell'ora p r e s e n t e ;
m a ci a u g u r i a m o che lo facciano a n c h e m e d i t a r e
su t a n t e tragiche vicende di popoli e di S t a t i
seguite a quei t e m p i o r m a i lontani, inducendolo
p u r e ad u n pensiero di g r a t i t u d i n e verso i
nostri p a d r i , che iniziarono s e s s a n t ' a n n i f a quei
r a p p o r t i commerciali col m o n d o russo, che sono
oggi u n ' i n n e g a b i l e realtà, p u r nella differenza
dei sistemi politico-economici.
La disputa
del
commercio
Giancarlo
Il Salone mercato internazionale dell'alimentazione e del commercio, svoltosi a TorinoEsposizioni all'inizio di q u e s t ' a n n o , h a a v u t o
il merito di richiamare ancora u n a volta, e
in f o r m a di particolare urgenza, l ' a t t e n z i o n e
sui problemi della distribuzione.
N o n si p u ò negare che c'è oggi u n m o t i v o
assai più valido r i s p e t t o al p a s s a t o : l ' a v v e n u t a
presentazione alla Commissione i n d u s t r i a della
Camera dei d e p u t a t i , che d o v r e b b e esaminarlo
in sede legislativa, di u n testo unificato di
proposte di legge sulla r i f o r m a del commercio.
Di questo progetto, che h a subito sollevato
reazioni sensibilmente c o n t r a s t a n t i , n o n s o l t a n t o
d e t e r m i n a t e da divergenze di interessi m a anche
d a m o t i v i tecnici giuridico-economici di applicabilità, si p u ò forse dire t u t t o il male che si
vuole, salvo riconoscere che r a p p r e s e n t a il
p r i m o t e n t a t i v o organico, d a u n q u a r t o di
secolo a q u e s t a p a r t e , di s o t t o p o r r e a revisione
u n a m a t e r i a nella quale ci si t r o v a d a t r o p p o
t e m p o in s t a t o di completo immobilismo.
Nel corso di v a r i convegni che h a n n o acc o m p a g n a t o il Salone, e di altri che in queste
u l t i m e s e t t i m a n e sono a n d a t i svolgendosi in
diverse c i t t à italiane, sono s t a t e di n u o v o sottoposte a s p i e t a t a d e n u n c i a le carenze della f u n zione d i s t r i b u t i v a in Italia, m a g a r i insistendo
su t a l u n i a s p e t t i che forse n o n sono t r a i più
p r e o c c u p a n t i e in certi casi a c c r e d i t a n d o statistiche t u t t ' a l t r o che univoche ed accettabili.
Spesso e f a c i l m e n t e si c o n f o n d e ad esempio
t r a u n i t à locali o esercizi di commercio e licenze,
d a t o questo di più facile accesso statistico, in
m o d o che i c o n f r o n t i nel t e m p o e nello spazio
a s s u m o n o caratterizzazioni del t u t t o instabili.
Cosi p r o b a b i l m e n t e sono v e n u t e fuori, con quale
f o n d a m e n t o è difficile dire, cifre sbalorditive
sulla proliferazione delle imprese commerciali
in I t a l i a r i s p e t t o agli altri Paesi della C E E ,
per cui è parso di capire che u n a radicale cura
chirurgica del settore r a p p r e s e n t i oggi l'unico
e indispensabile s t r u m e n t o di razionalizzazione.
E p p u r e in m a t e r i a economica nulla è più
fallace che l'opinione c o r r e n t e e i luoghi consolidati dall'uso, e ci è s e m b r a t o q u i n d i o p p o r t u n o
controllare meglio certe informazioni p r e n d e n d o
Biraghi
in m a n o u n n u m e r o a b b a s t a n z a recente di
« Studi e indagini statistiche », edito a fine
1968 d a l l ' I s t i t u t o statistico delle Comunità europee, che dedica a p p u n t o u n ' a c c u r a t a analisi a
« L a s t r u t t u r a del commercio nelle c o m u n i t à
europee ».
È vero che i d a t i assunti a base dell'indagine
c o m u n i t a r i a risalgono alla p r i m a p a r t e del decennio sessanta, m a essi conservano ad avviso
del citato I s t i t u t o u n c a r a t t e r e u g u a l m e n t e
significativo. Ciò dipende dal f a t t o che i rilev a m e n t i si estendono su u n periodo di q u a t t r o
a n n i e più ancora dalla circostanza che le
s t r u t t u r e del commercio n o n si t r a s f o r m a n o in
m i s u r a sensibile d a u n a n n o all'altro e d ' a l t r a
p a r t e le loro differenze sono cosi a c c e n t u a t e da
r i m a n e r e ancora valide, se n o n altro come
espressione di t e n d e n z a .
Lo s t u d i o della Comunità, e gli a c c e r t a m e n t i
su cui si f o n d a , consentono di d o c u m e n t a r e
c o n c r e t a m e n t e , a f f e r m a il r a p p o r t o , « la nozione
assai v a g a che finora si a v e v a del commercio
i n t e r n o della C o m u n i t à ». Il pregio maggiore
della ricerca C E E è di essere c o n d o t t a in
t e r m i n i c o m p a r a t i v i , cosi d a ridurre al minimo
la possibilità di equivoci i n t e r p r e t a t i v i e di
accostamenti non appropriati.
E b b e n e , se s t i a m o alle risultanze ci s e m b r a
di p o t e r fin d ' o r a dire che la situazione della
distribuzione in I t a l i a n o n a p p a r e cosi d r a m m a tica come la si vuol descrivere, specialmente
per certi a s p e t t i , a n c h e se n o n m a n c a n o n a t u r a l m e n t e n o n t r a s c u r a b i l i f a t t i patologici.
N o n s e m b r a i n t a n t o del t u t t o vero che
il n u m e r o delle imprese commerciali del n o s t r o
P a e s e sia cosi e s o r b i t a n t e r i s p e t t o a quello
degli altri grossi p a r t n e r s della C o m u n i t à . Secondo la f o n t e c i t a t a , le d i t t e italiane del commercio s a r e b b e r o all'incirca 880 mila (cifra comp r e n s i v a dell'ingrosso, degli i n t e r m e d i a r i , del
m i n u t o fisso e del m i n u t o a m b u l a n t e ) , m e n t r e
in F r a n c i a e in G e r m a n i a si aggirerebbero
sulle 770 mila. Se si esclude però il commercio
a m b u l a n t e , che h a u n a c e r t a i m p o r t a n z a s o p r a t t u t t o in I t a l i a m a che è p r e s e n t e a n c h e nei
Paesi Bassi e in Belgio, le n o s t r e imprese si
r i d u c o n o a 721 mila, c o n t r o le 713 mila della
Tavola 1
CONSISTENZA D E L L E I M P R E S E
SETTORI COMMERCIALI
GERMANIA
FRANCIA
ITALIA
128.007
111.167
474.213
57.818
110.783
32.795
544.465
83.136
76.840
11.490
632.777
155.961
Ingrosso
Intermediari . . .
Minuto fisso . . .
Minuto ambulante
Totale
771.205
771.179
G e r m a n i a F e d e r a l e e le 688 mila della F r a n c i a
(tav. 1).
S o t t o q u e s t o profilo s e m b r a che la diffusione delle a t t i v i t à commerciali, come a v v i e n e
del resto in genere per quelle del s e t t o r e terziario, sia in p r i m o luogo c o r r e l a t a allo s v i l u p p o
della popolazione, per cui n o n p a r e a n o m a l o
il c o n s t a t a r e che a Paesi di i m p o r t a n z a demografica a b b a s t a n z a simile c o r r i s p o n d a u n a m m o n t a r e di d i t t e commerciali pili o m e n o dello
stesso ordine di g r a n d e z z a . A q u e s t a considerazione d o v r e b b e a g g i u n g e r s e n e u n ' a l t r a , p e r
q u a n t o r i g u a r d a l ' I t a l i a : il n o s t r o t e r r i t o r i o è
o r o g r a f i c a m e n t e a c c i d e n t a t o , t a n t o è v e r o che
su circa 300 mila k m q . di superficie n e m m e n o
70 mila sono di p i a n u r a , di f r o n t e a d oltre
106 mila di m o n t a g n a e 125 mila di collina.
Ne segue che le stesse m a g g i o r i difficoltà di
c o m u n i c a z i o n e p r e m o n o nel senso di u n a più
a c c e n t u a t a dispersione dei servizi d i s t r i b u t i v i .
D ' a l t r a p a r t e è ovvio che le a t t i v i t à commerciali si s v i l u p p i n o a n c h e in s i n t o n i a con
l'evoluzione del s e t t o r e i n d u s t r i a l e . Se osserv i a m o la s i t u a z i o n e i t a l i a n a d a q u e s t o angolo,
d o b b i a m o riconoscere che n o n vi sono segni
palesi di distorsione: nella C E E vi sono m e d i a m e n t e 137 d i t t e c o m m e r c i a l i ogni 100 d i t t e
i n d u s t r i a l i ; in I t a l i a il r a p p o r t o è di 136,
in G e r m a n i a scende l i e v e m e n t e a 129 e ili
F r a n c i a risale a 139. Questi valori f a n n o i n d u b biamente pensare a predeterminate uniformità
nei r a p p o r t i i n t e r s e t t o r i a l i , sui quali n o n si
p u ò p e n s a r e di incidere in f o r m a t a n t o sbrigat i v a o a d d i r i t t u r a semplicistica ( t a v . 2).
U n ' a l t r a considerazione. Nella f u n z i o n e commerciale p o s s i a m o d i s t i n g u e r e il flusso dei b e n i
d e s t i n a t i al c o n s u m o p r i v a t o d a quello delle
t r a n s a z i o n i i n t e r i n d u s t r i a l i e delle m a t e r i e priTavola 2
RAPPORTO % TRA IMPRESE COMMERCIALI
E INDUSTRIALI
1
I GERM. FRANCIA
129
139
ITALIA
|
136
OLANDA BELGIO
131
170
COMMERCIALI
LDSS.
CEE
100
137
BELGIO
LUSSEMB.
J
1.039
|
2.855
877.068
3.894
CEE
379.800
165.526
1.909.622
335.322
2.790.270
me, per cui t u t t o s o m m a t o n o n è c o m p l e t a m e n t e c o r r e t t o r a p p o r t a r e , come spesso si fa
al n u m e r o dei p u n t i di v e n d i t a la sola spesa
di consumo. A n c h e s o t t o q u e s t o r i g u a r d o il
c o m m e r c i o i t a l i a n o si colloca n e l l ' i n t o r n o del1 a s s e t t o medio c o m u n i t a r i o , d o v e circa l ' 8 3 ° '
dei p r o d o t t i commercializzati è r e l a t i v o ai cons u m i p r i v a t i m e n t r e il r i m a n e n t e 1 7 % riflette
s c a m b i di altri beni. C'è d a dire che in Germ a n i a la p r o p o r z i o n e è u l t e r i o r m e n t e s p o s t a t a
a f a v o r e della seconda categoria, i n d u b b i a m e n t e
q u a l i f i c a n t e d e l l ' a t t i v i t à commerciale, p e r u n
a m m o n t a r e di circa il 2 2 % delle t r a n s a z i o n i
complessive; in F r a n c i a essa r a g g i u n g e però
b
P
s o l t a n t o il 7 % .
Tavola 3
DENSITÀ DEGLI ESERCIZI
COMMERCIALI
(per 10.000 abitanti)
SETTORI
COMMERCIALI
«
H
O
Ingrosso . . . .
25
Intermediari. . .
20
Minuto fisso . . .
96
Minuto ambulante
11
Totale 152
«
26
7
124
17
174
m
17
2
134
31
184
27
2
93
16
138
41
8
184
22
255
a
I-3
37
101
138
P3
o
24
10
119
19
172
V e n i a m o ora al p u n t o p i ù dolente, quello
della d e n s i t à c o m m e r c i a l e i t a l i a n a di cui si
f a g r a n d i s c u t e r e . I n e f f e t t i il n u m e r o di esercizi c o m m e r c i a l i su 10 m i l a a b i t a n t i è di 184
m I t a l i a , di 174 in F r a n c i a e di 152 in G e r m a n i a .
Se si e s c l u d o n o p e r ò i v e n d i t o r i a m b u l a n t i , che
volere o n o r a p p r e s e n t a n o u n f e n o m e n o m a r g i nale, il v e n t a g l i o si c h i u d e : il r a p p o r t o esercizi-popolazione (per 10 m i l a a b i t a n t i ) è u g u a l e
in I t a l i a a 153, in G e r m a n i a a 141, in F r a n c i a
a 157 ( t a v . 3).
I n t e r v i e n e in q u e s t a fase la q u e s t i o n e del
c o n f r o n t o t r a v o l u m e dei c o n s u m i p r i v a t i e
p u n t i di v e n d i t a o p p u r e t r a c i f r a globale d ' a f fari e p u n t i di v e n d i t a . R i s u l t e r e b b e così che
il livello dei c o n s u m i o la c i f r a d ' a f f a r i p e r
esercizio commerciale nel nostro Paese sia la
m e t à o u n terzo o a d d i r i t t u r a u n q u a r t o di
quella r i s c o n t r a t a in altri Paesi della Comunità,
da cui si vorrebbe d e d u r r e u n a catastrofica
diagnosi per il settore n o s t r a n o . A p a r t e l'interrogativo sulla legittimità statistica di questi
paragoni, implicitamente emergente da alcune
osservazioni sopra a v a n z a t e , r i m a n e il f a t t o
significativo che u n assetto a b b a s t a n z a analogo
è riscontrabile nella situazione c o m u n i t a r i a del
settore industriale. Secondo elaborazioni di dati
ufficiali (cfr. « Statistiche dell'industria », a cura
d e l l ' I s t i t u t o statistico delle C o m u n i t à europee,
1967-J-A) risulterebbe che, nell'insieme dell'ind u s t r i a e s t r a t t i v a e m a n i f a t t u r i e r a , il valore
n e t t o della produzione media per impresa, è
in I t a l i a di 26 mila u n i t à di conto (U. C.), di
f r o n t e a 49 mila del Belgio, 63 mila della
F r a n c i a , 71 mila dell'Olanda, 78 mila del LusTavola 4
ALCUNI RAPPORTI CARATTERISTICI
DEL SETTORE INDUSTRIALE
OLANDA
BELGIO
LUSSEMB.
CEE
209
156
59
174
119
223
134
105
63
26
71
49
78
61
ITALIA
FRANCIA
Cifra media d'affari per impresa
(000 U.C.). . .
Valore medio netto
della produzione
per impresa (000
U.C.)
GERMANIA
(ESTRATTIVO E MANIFATTURIERO)
s e m b u r g o e 105 mila della G e r m a n i a . P e r s t a r e
ai Paesi più i m p o r t a n t i , l ' I t a l i a è in r a p p o r t o
di 1 a 2,5 circa r i s p e t t o alla F r a n c i a e di 1 a 4
r i s p e t t o alla G e r m a n i a . Se consideriamo la
cifra d'affari, s e m p r e espressa in u n i t à di conto,
o t t e n i a m o per l ' I t a l i a 59 mila, c o n t r o 119 mila
per il Belgio, 156 mila per la F r a n c i a , 174 mila
per l ' O l a n d a , 209 mila per la G e r m a n i a e
223 mila per il L u s s e m b u r g o . Anche in q u e s t o
caso il r a p p o r t o t r a il n o s t r o P a e s e e gli altri
g r a n d i della C o m u n i t à è a p p r o s s i m a t i v a m e n t e
di 1 a 2,5 nei c o n f r o n t i della F r a n c i a e di
1 a 3,5 per la G e r m a n i a (tav. 4).
Che cosa significa t u t t o q u e s t o ? Prognosi
i n f a u s t a per l ' i n d u s t r i a i t a l i a n a ? No. Semplic e m e n t e u n a cosa: che la n o s t r a s t r u t t u r a economica n e l l ' a m b i t o della C o m u n i t à è c e r t a m e n t e
m e n o r o b u s t a di quella di altri Paesi, m a n o n
esclusivamente per ciò che r i g u a r d a il s e t t o r e
d i s t r i b u t i v o , bensì più o m e n o u n i f o r m e m e n t e
lungo t u t t o l'arco delle a t t i v i t à p r o d u t t i v e .
I n altri t e r m i n i siamo di f r o n t e a u n certo
grado di sviluppo settoriale che corrisponde,
ove più ove meno, ad u n a certa fase dell'evoluzione dell'intero organismo sociale; se questo
è vero, n o n s e m b r a il caso di a p p u n t a r e l'indice
accusatore su questo o quel tipo di a t t i v i t à .
Del resto p u ò essere i s t r u t t i v o q u a n t o si
legge a riguardo dell'industria in u n passo del
Progetto 80: « A ridosso delle grandi imprese,
al cui g r u p p o si è aggregato u n numero r i s t r e t t o
di medie imprese, si è verificata l ' e n t r a t a di
numerosissime piccole aziende che, s f r u t t a n d o
i v a n t a g g i di più bassi costi, h a n n o s a p u t o
cogliere agilmente le o p p o r t u n i t à dell'allargam e n t o dei mercati, assorbendo la q u o t a più
rilevante di occupazione. Nella maggior p a r t e
delle medie imprese lo sviluppo è s t a t o invece
assai più lento. Esse da u n lato n o n h a n n o
p o t u t o godere di v a n t a g g i nei costi p a r a g o n a bili a quelli delle piccole imprese; dall'altro
non sono riuscite a percorrere la s t r a d a della
specializzazione e della maggiore valorizzazione
delle produzioni. U n a p a r t e notevole della n o s t r a
i n d u s t r i a p r e s e n t a quindi a s p e t t i di fragilità,
che solo u n incisivo processo di a d e g u a m e n t o
s t r u t t u r a l e p o t r à risolvere ».
Ma t o r n i a m o al commercio e cerchiamo ora
di i n d i v i d u a r e le più p r o f o n d e cause di insufficienza o c o m u n q u e gli a s p e t t i di inadeguatezza che lo c o n t r a d d i s t i n g u o n o .
Secondo lo studio della C E E il vero h a n d i c a p
del n o s t r o Paese è di avere u n a q u o t a proporzionalmente bassa di o c c u p a t i nelle a t t i v i t à
commerciali: m e n o di 2 milioni, contro 2 milioni
e 400 mila in F r a n c i a e quasi 3 milioni e mezzo
in G e r m a n i a . N e consegue che gli a d d e t t i alla
distribuzione si aggirano da noi sulle 400 u n i t à
per 10 mila a b i t a n t i , di f r o n t e ai 500 della
F r a n c i a ed ai 630 della G e r m a n i a . L a media
della C o m u n i t à oltrepassa i 500. È forse p e r
q u e s t o che l'analisi della C E E , riferendosi in
particolare al commercio al m i n u t o , giunge alla
conclusione in a p p a r e n z a paradossale che l ' I t a lia è il Paese in cui il commercio è m e n o esteso.
I n effetti in G e r m a n i a sono circa 400 gli a d d e t t i
al commercio al m i n u t o ogni 10 mila a b i t a n t i ,
m e n t r e gli altri Paesi della C o m u n i t à seguono
l a r g a m e n t e d i s t a n z i a t i e, f a t t a eccezione per
il L u s s e m b u r g o , r e s t a n o n o r m a l m e n t e al di
s o t t o della media generale che è di 355. L ' I t a l i a
p r e s e n t a il valore più basso, con 311 occupati
per 10 mila a b i t a n t i , cosi che lo scarto t r a il
n o s t r o P a e s e e la G e r m a n i a raggiunge all'incirca il 3 0 % . T u t t o s o m m a t o pare di d o v e r
concludere che non è la q u a n t i t à delle d i t t e
a r a p p r e s e n t a r e nella n o s t r a economia u n f a t t o
patologico, m a s e m m a i la loro dimensione e
Tavola 5
INCIDENZA DEGLI OCCUPATI NEL COMMERCIO
SULLA POPOLAZIONE
126
20
337
18
501
BELGIO
Ingrosso
. . . . 194
Intermediari. . . 35
Minuto fisso . . . 386
Minuto ambulante
16
030 |
OLANDA
i
a
78 212
5
5
270 316
41
24
394 [ 557
175
10
314
29
528
ITALIA
SETTORI
COMMERCIALI
-r
I* RANCIA
(per 10.000 abitanti)
P
p-q
200
298
498
142
19
330
25
510
perciò il loro grado di efficienza. Il che è molto
differente agli effetti di u n a razionale politica
di i n t e r v e n t o (tav. 5).
U n ' a l t r a reale carenza nella distribuzione,
sulla quale nessuno g e n e r a l m e n t e indugia è
costituita da noi d a l l ' i m p o r t a n z a secondaria
che h a il commercio all'ingrosso. Gli esercizi
all'ingrosso sono in I t a l i a s o l t a n t o il 9% di
quclh commerciali globalmente considerati m a
in F r a n c i a raggiungono il 15%, in G e r m a n i a
e in Belgio il 16%, in O l a n d a il 2 0 % . Ancora
p m forti i corrispondenti scarti di occupazione1 ingrosso italiano impiega il 2 0 % degli a d d e t t i
al commercio, contro il 2 5 % della F r a n c i a ,
il 3 1 % della Germania, il 3 3 % del Belgio e
il 3 8 % dell'Olanda.
C'è un altro limite n e l l ' a p p a r a t o d i s t r i b u t i v o
italiano: il peso irrilevante degli i n t e r m e d i a r i
che invece svolgono u n a funzione essenziale
specie in Germania e in F r a n c i a . L ' a t t i v i t à
degli intermediari serve a m e t t e r e in r a p p o r t o
a c q u i r e n t i e venditori e come t a l e f u n g e da
s t r u m e n t o di connessione t r a i diversi ^stadi
economici, costituendo cosi p r i n c i p a l m e n t e u n o
s t r u m e n t o di commercializzazione per le imprese industriali. In I t a l i a su 100 imprese
ali ingrosso vi sono s o l t a n t o 15 d i t t e di intermediari, m e n t r e in F r a n c i a se ne h a n n o 30
e m G e r m a n i a a d d i r i t t u r a 87.
A b b i a m o infine u n p r o b l e m a di efficienza
o, per dirla m t e r m i n i economici, di p r o d u t t i vità. Si è soliti dire che gli a u m e n t i di p r o d u t t i v i t à nel c a m p o dei servizi sono necessariam e n t e lenti e non suscettibili di vistosi risultati
v e r o sol
° i n P a r t e . C'è in p r i m o luo<xo la
p r o v a di q u a n t o s'è o t t e n u t o in altri Paesic e s o p r a t t u t t o la p r o s p e t t i v a d e l l ' i n t r o d u zione, a n c h e nel s e t t o r e terziario, di m e t o d i
di gestione e di a t t r e z z a t u r e più m o d e r n e e
persino a u t o m a t i c h e . Il maggiore ostacolo s t a
lorse nel f a t t o che q u e s t e esigenze c o n t i n u a n o
a r e s t a r e o s t i n a t a m e n t e al di f u o r i dell'orizzonte della maggior p a r t e degli o p e r a t o r i .
I s t r u t t i v a al riguardo un'interessante n o t a
a p p a r s a qualche t e m p o addietro su questa
stessa rivista (cfr. n. 323-4), ad illustrazione
di certe risultanze acquisite m e d i a n t e u n ' i n d a
gme campionaria e f f e t t u a t a in P i e m o n t e dal1 Unione regionale delle Camere di commercio
Vi si osservava che il 9 7 % degli esercizi torinesi al dettaglio a p p a r e ancora condizionato
dal sistema di presentazione delle merci esclusivamente al banco, proprio q u a n d o in molti
Paesi, anche nella vicina Francia, si arriva
a d d i r i t t u r a allo « ipermercato » e lo s W a n di
m o d a è: abolite banchi e vetrine: sono bare di
mercanzia; mettete tutto in vista, a portata di
mano e lasciate che il cliente si serva da solo
liberamente, di tutto.
Che dire allora del f a t t o che il 90°/ dei
negozi torinesi abbia superfìci inferiori ai
100 mq, che il 5 5 % non superi i 30 clienti
giornalieri e che l ' 8 0 % non v a d a al di là di
15 milioni di v e n d i t e a n n u e ? I n d u b b i a m e n t e
q u e s t a situazione è collegata con un certo
tipo di gestione e con u n certo livello di a t t r e z zatura.
In u l t i m a analisi si p u ò forse a f f e r m a r e che
i problemi del commercio sono oggi condizion a t i in I t a l i a d a due ordini di vincoli: da un
l a t o il livello medio individuale dei redditi
ancora n o t e v o l m e n t e d i s t a n t e da quello europeo, dall'altro lo s t a n d a r d m o d e s t o di p r o d u t t i v i t à che c a r a t t e r i z z a le aziende. Il p r i m o
elemento costituisce, r i s p e t t o a l l ' a t t i v i t à commerciale, u n a variabile esogena, d a l l ' a n d a m e n t o
delia quale si d e t e r m i n e r a n n o , o m e n o effetti
favorevoli a t t r a v e r s o la dinamica espansiva dei
consumi e quindi della cifra d'affari. Il secondo
elemento è invece i n t e r n o al settore, in certa
guisa dominabile dagli o p e r a t o r i dello stesso
e costituisce p r a t i c a m e n t e n o n una, bensì l'unica
via possibile di razionalizzazione e modernizzazione.
N o n si p u ò d u n q u e che condividere il criterio-guida della politica della distribuzione
cosi c o m ' è e n u n c i a t o nel Progetto 80, secondo
cui « la d i r e t t i v a principale è di f a v o r i r e l'affermazione delle f o r m e m o d e r n e di c o m m e r c i o »
con il c h i a r i m e n t o che « d a u n l a t o si t r a t t a
di consentire lo s v i l u p p o della g r a n d e distribuzione secondo le esigenze del m e r c a t o , e
d a l l ' a l t r a di incoraggiare l ' a m m o d e r n a m e n t o
delle imprese tradizionali ».
A l t r e t t a n t o a c c e t t a b i l e è il c o n c e t t o che, per
p r o m u o v e r e il processo di riorganizzazione ed
a m m o d e r n a m e n t o delle s t r u t t u r e d i s t r i b u t i v e
tradizionali, d o v r a n n o essere s t u d i a t e misure
specifiche nel c a m p o creditizio come, a d esempio, l'estensione del credito a g e v o l a t o a ragg r u p p a m e n t i di i m p r e s e commerciali, il finan-
ziamento di processi di modernizzazione, facilitazioni fiscali alle unioni volontarie per acquisti collettivi, la creazione di centri di addes t r a m e n t o professionale.
È ovvio che, in parallelo, tale indirizzo
d e b b a essere a c c o m p a g n a t o « d a un'energica
ed efficace azione di t u t e l a del c o n s u m a t o r e .
I n questo a m b i t o d o v r a n n o essere predisposte
misure volte a vietare, o a limitare drasticamente, la p r a t i c a del cosiddetto prezzo imposto;
al controllo di veridicità dei messaggi pubblicitari; alla diffusione del marchio di q u a l i t à ;
alla disciplina delle v e n d i t e a premio e al divieto
di quelfe che si risolvono in concorsi a c o n t e n u t o
aleatorio; a d efficaci e m o d e r n e f o r m e di informazione del consumatore, a t t r a v e r s o i mezzi
di comunicazione di massa ».
Del resto il Progetto di -piano e l a b o r a t o
d a l CRPE del P i e m o n t e àncora t u t t e le ipotesi
di sviluppo del settore terziario nel suo insieme,
e del commercio in ispecie, proprio al perseguim e n t o dell'obiettivo dell'incremento della prod u t t i v i t à . Si a f f e r m a che t a l e i n c r e m e n t o dov r e b b e conseguire ad u n processo di r i s t r u t t u razione di alcuni c o m p a r t i , in particolar m o d o
d e l l ' a t t i v i t à commerciale, con l ' a s s o r b i m e n t o
di u n a q u o t a dell'occupazione marginale. P e r
il settore commerciale e dei servizi in effetti,
all'espansione dell'occupazione del 3 % all'anno,
viene f a t t o corrispondere u n a u m e n t o in t e r m i n i
di valore a g g i u n t o d e l l ' 8 , 7 % a n n u o , tale d a
c o m p o r t a r e cioè u n a u m e n t o della p r o d u t t i v i t à
pari al 5 , 5 % all'anno. L'ipotesi è b a s a t a in
particolare sullo sviluppo del cosiddetto « g r a n de d e t t a g l i o » e del « dettaglio associato », tend e n z a che — a f f e r m a il Progetto di piano —
dovrebbe t r o v a r e sempre maggiore impulso
anche legislativo.
D ' a l t r a p a r t e le prospezioni delle alternative
di sviluppo dell'economia piemontese al 1980
d a n n o fin d'ora per scontato che nel complesso
il settore terziario d o v r à assumere u n a n u o v a
« dimensione », a cui corrisponderà u n increm e n t o del tasso di terziarizzazione nella s t r u t t u r a occupazionale. Si prevede che l'indice di
terziarizzazione del P i e m o n t e verrà a collocarsi
nel 1980 i n t o r n o al 3 6 % dell'occupazione globale, laddove a t t u a l m e n t e si aggira sul 3 1 % .
N o n o s t a n t e gli incrementi ipotizzati tale indice
resterà però ancora r e l a t i v a m e n t e basso sia
r i s p e t t o agli altri Paesi europei sia rispetto alla
stessa media nazionale, anche perché si osserva
che nella regione piemontese, r e l a t i v a m e n t e allo
sviluppo industriale, la s t r u t t u r a terziaria h a
u n grado di obsolescenza elevato, d o v u t o alla
m a n c a t a risoluzione di numerosi problemi t a n t o
all'interno q u a n t o all'esterno del settore.
C'è q u i n d i u n a conclusione di e s t r e m a import a n z a da t r a r r e : se l ' a r g o m e n t a r e fin qui svolto
è valido, bisogna a m m e t t e r e che di f r o n t e alle
diverse istanze a v a n z a t e di v o l t a in volta dai
v a r i centri di interessi, il criterio discriminante
d a a d o t t a r e nel c a m p o della politica commerciale n o n p u ò che essere r i c o n d o t t o alla misura
del c o n t r i b u t o in t e r m i n i di p r o d u t t i v i t à che
ciascun p r o v v e d i m e n t o è suscettibile di recare.
Ogni a l t r a valutazione, b a s a t a su differente
f o n d a m e n t o , a n c h e se r i s p e t t a b i l e sotto altri
profifi, n o n p u ò che r i t a r d a r e o a d d i r i t t u r a
bloccare il conseguimento del vero t r a g u a r d o :
il r i n n o v a m e n t o in f o r m a di più a l t a efficienza
della f u n z i o n e d i s t r i b u t i v a .
Prospettive e c o n o m i c h e di lungo periodo
Un sistema
per la gestione della
economico
prosperità
Antonio
Non possiamo sottrarci ad u n a d o m a n d a di
m o d a : come sarà il sistema economico dell ' a v v e n i r e ? A n z i t u t t o il p r o b l e m a generale del
sistema economico n o n si pone sotto l'insegna
del j^essimismo, specialmente in Occidente.
B a s t a pensare che da q u a r a n t ' a n n i il m o n d o
economico occidentale n o n è più afflitto da
grandi crisi proprio perché è s t a t o meglio compreso il f e n o m e n o delle fluttuazioni economiche
e si ricorre agli i n t e r v e n t i stabilizzatori. I n o l t r e
l'economia occidentale non p r e s e n t a in prospett i v a seri pericoli di stagnazione in q u a n t o si
p u ò c o n t a r e su u n fiorire d'iniziative per lungo
periodo, p u r c h é siano g a r a n t i t i la stabilità economica, i p a g a m e n t i internazionali e u n adeg u a t o afflusso di capitali.
L ' e p o c a m o d e r n a h a visto u n prodigioso
sviluppo tecnico-scientifico, u n ' e s p a n s i o n e del
commercio internazionale, u n a diffusione di
beni economici t r a larghe masse di persone.
Questi t r e a s p e t t i mai p r i m a a p p a r s i concomit a n t i nella storia economica, sono d a considerare
irreversibili, salvo u n r i t o r n o a f o r m e p i ù arret r a t e di v i t a . Questi d a t i di f a t t o v a n n o t e n u t i
presenti nel t e n t a t i v o di i n t r a v v e d e r e il sistema
economico del f u t u r o . A n c h e se è impossibile
profetizzare, possiamo a f f e r m a r e , con u n a b u o n a
p r o b a b i l i t à di c o n f e r m a che il sistema economico del f u t u r o sarà, a l m e n o in p a r t e diverso
dai sistemi economici del passato, a n c h e se
qualche ripetizione della storia n o n si p u ò del
t u t t o escludere.
Una scelta
che non si
pone.
Se il sistema economico dell'avvenire s a r à
diverso d a quello del p a s s a t o , n o n siamo t e n u t i
a compiere, a l m e n o in p r o s p e t t i v a , u n a scelta
t r a e c o n o m i a libera ed e c o n o m i a pianificata.
L ' e c o n o m i a libera g a r a n t i s c e meglio il benessere
individuale, m e n t r e l'economia p i a n i f i c a t a consente il più sicuro p e r s e g u i m e n t o di o b i e t t i v i
d'interesse superiore. Se si d e v e f a r e u n a scelta
il criterio è e v i d e n t e ; i paesi a r r e t r a t i d e v o n o
scegliere la pianificazione che meglio p u ò assi-
Trincheri
curare le basi s t r u t t u r a l i del f u t u r o incremento
p r o d u t t i v o , m e n t r e i paesi a v a n z a t i , se non
vogliono ridurre il loro tenore di vita, abbisog n a n o della libertà di m e r c a t o e di iniziative.
Oggi si diffida d e l l ' a u t o m a t i s m o delle forze
economiche, m a si crede assai m e n o nella pianificazione r i s p e t t o a dieci a n n i fa. È invece
ancora forte if m i t o d e l l ' i n t e r v e n t o s t a t a l e che
t u t t o risolve, in c o n t r a s t o con la più evidente
esperienza. Sarà t a n t o di g u a d a g n a t o in realismo
se c a d r à il m i t o dell'onnipotenza dello Stato,
non solo perché q u e s t a o n n i p o t e n z a p u ò minacciare la libertà, m a s o p r a t t u t t o perché non
raggiunge alcun miracoloso r i s u l t a t o . Ciò non
toglie che d e t e r m i n a t i i n t e r v e n t i dello S t a t o
nell'economia possano contribuire v a l i d a m e n t e
al r a g g i u n g i m e n t o od al r i s t a b i l i m e n t o dell'equilibrio economico.
Ricerca
del
sistema.
Occorre passare dalla critica dei sistemi esis t e n t i alla costruzione teorica e p r a t i c a di u n
n u o v o sistema. D a oltre u n secolo si critica il
capitalismo e d a c i n q u a n t ' a n n i è in discussione
il c o m u n i s m o . È ora di vedere se n o n sia pensabile u n sistema migliore r i s p e t t o ai sistemi
esistenti.
Lascia a l q u a n t o perplessi la tesi (autorev o l m e n t e p r o p u g n a t a d a l T i n b e r g e n ) che sostiene l ' a v v e r a r s i nel f u t u r o di u n a convergenza
dei sistemi economici d e l l ' E s t e dell'Ovest.
Gli sforzi di incentivazione p r o d u t t i v a che l'econ o m i a r u s s a v a c o m p i e n d o i s t i t u e n d o speciali
f o r m e di p r o f i t t o nelle imprese, costituiscono
i n d u b b i a m e n t e u n r i c o n o s c i m e n t o delle leggi
economiche n a t u r a l i , però n o n m u t a n o a n c o r a
s o s t a n z i a l m e n t e il sistema che r e s t a pianificato
e a c c e n t r a t o . A i l ' O v e s t gli i n t e r v e n t i dello
S t a t o e il sorgere di i m p r e s e p u b b l i c h e h a n n o in
p a r t e s o r r e t t o ed in p a r t e irrigidito il sistema
economico lasciando m o t i v i di insoddisfazione
negli i n t e r e s s a t i (lavoratori, i m p r e n d i t o r i , consumatori).
sumatori), quindi il grosso problema della ricerca di un nuovo sistema economico è aperto.
Tocca a noi studiare e s p e r i m e n t a r e quello che
d o v r à essere il sistema economico del 2000.
Non t u t t o si p u ò p r e d e t e r m i n a r e , anche perché
sono imprevedibili gli eventi f u t u r i . E s c l u d i a m o
quindi ogni a t t e g g i a m e n t o di pretenziosa superbia. V o g h a m o semplicemente contribuire alla
costruzione di u n migliore avvenire per i nostri
figli che dipende essenzialmente d a due f a t t o r i
f o n d a m e n t a l i il sistema economico e l'educazione.
Le condizioni f o n d a m e n t a l i e prioritarie di
u n sistema economico che voglia essere efficiente
ed u m a n o sono p r i n c i p a l m e n t e t r e : la stabilità
dei prezzi, l'eliminazione degli inconvenienti
del progresso, la soddisfacente distribuzione del
reddito. Vediamo q u a n t o si p u ò a f f e r m a r e sui
p u n t i indicati allo s t a t o a t t u a l e della conoscenza
e dell'esperienza.
Stabilità
dei
prezzi.
E questo il p r i m o t r a g u a r d o di ogni sis t e m a economico; r a g g i u n t a q u e s t a condizione
gli obiettivi f o n d a m e n t a l i (massima occupazione,
sviluppo delle zone a r r e t r a t e , perequazione dei
redditi) sono raggiungibili in t e m p o più o meno
breve. Se invece n o n si raggiunge o n o n si
m a n t i e n e la stabilità dei prezzi, si finisce nel
deficit della bilancia dei p a g a m e n t i con le conseguenti n o t e difficoltà: scarsità di v a l u t e , alti
tassi d'interesse, diminuzione d ' i n v e s t i m e n t i ; è
u n a situazione q u e s t a che n o n consente il pers e g u i m e n t o di ogni m e t a auspicabile.
Lo sviluppo economico e la giustizia sociale
h a n n o precarie p r o s p e t t i v e sino a q u a n d o sono
c o s t r e t t i a p a s s a r e s o t t o le forche caudine dell'inflazione. N o n si p u ò r i t e n e r e che la t e n d e n z a
dei prezzi a d a u m e n t a r e sia u n f a t t o n a t u r a l e ;
esso è invece il r i s u l t a t o di errori u m a n i , individuali e collettivi, e p r i n c i p a l m e n t e di sprechi
pubblici e p r i v a t i . B a s t a considerare che i
prezzi delle m a t e r i e prime, dei beni s t r u m e n t a l i
(macchine e i m p i a n t i ) e dei beni di c o n s u m o
durevole (dai frigoriferi alle automobili), p u r
oscillanti, g r a v i t a n o p r e v a l e n t e m e n t e verso il
basso in t e m p i n o r m a l i ed a u m e n t a n o solo
nelle fasi di disordine m o n e t a r i o .
Gli S t a t i riescono assai più f a c i l m e n t e a
s u p e r a r e u n a recessione ( b a s t a i n f a t t i d i m i n u i r e
le i m p o s t e ) che non a d o m i n a r e u n ' e s p a n s i o n e
d i s o r d i n a t a ; i n f a t t i p e r i booms eccessivi le
misure b l a n d e r i s u l t a n o inefficaci, m e n t r e quelle
d r a s t i c h e p r o v o c a n o la recessione. Si t r a t t a
d u n q u e di realizzare u n a n d a m e n t o a r m o n i c o
ed e q u i l i b r a t o di t u t t a l'economia nazionale ed
internazionale.
L a forza di u n sistema economico d e r i v a
dalla sua c a p a c i t à di p r o d u r r e a costi c o m p e t i -
tivi e di avere uno sviluppo ordinato. Questa
forza deriva da un consapevole comportam e n t o di t u t t i i f a t t o r i p r o d u t t i v i operanti nel
q u a d r o di u n a p r o g r a m m a z i o n e economica che
raccolga generali ed impegnativi consensi. Il
p r o g r a m m a economico in regime democratico
per essere valido viene a configurarsi come un
p a t t o sociale t r a t u t t e le classi e le categorie,
in vista di u n interesse generale da perseguire,
che non p u ò essere concepito al di fuori della
stabilità dei prezzi.
Inconvenienti
del
progresso.
Si è o p e r a t o sinora insufficientemente in
vista dell'eliminazione od almeno del contenim e n t o degli inconvenienti del progresso. Questi
inconvenienti sono p r i n c i p a l m e n t e : la distruzione delle risorse n a t u r a l i , l'affollamento eccessivo delle grandi c i t t à con la conseguente
criminalità e i m m o r a l i t à insieme coi disservizi pubblici, l ' i n q u i n a m e n t o dell'aria e delle
acque. Su questo t e r r e n o si può auspicare in
generale che v e n g a n o c o m b a t t u t i energicam e n t e i l a m e n t a t i inconvenienti e che ogni
innovazione v e n g a v a l u t a t a s o t t o l ' a s p e t t o del
g i o v a m e n t o o m e n o r i g u a r d o alla v i t a u m a n a
individuale e collettiva. È questo in definitiva
u n p r o b l e m a di civiltà che v a posto al di sopra
dei problemi s t r e t t a m e n t e economici. Le soluzioni sono complesse m a n o n impossibili con
l ' a i u t o della scienza, dell'esperienza e sopratt u t t o con la cooperazione v o l o n t a r i a degli individui, delle imprese, delle organizzazioni sindacali e degli organi pubblici. Al governo, con
l ' a i u t o di esperti i n d i p e n d e n t i e disinteressati,
s p e t t a l ' o p e r a di c o o r d i n a m e n t o t r a gli opposti
interessi e di s a l v a g u a r d i a degli interessi generali del Paese.
Distribuzione
del
reddito.
U n o dei c a m p i più delicati in cui d o v r à cim e n t a r s i il sistema economico dell'avvenire è
quello della distribuzione dei redditi. Quasi
nessuno è c o n t e n t o d e l l ' a t t u a l e distribuzione
dei r e d d i t i e le pretese n o n s e m p r e sono ragionevoli. Gli appelli alla moderazione nei redditi
percepiti (che è imprescindibile per a t t u a r e
progressi a m e d i a e a lunga scadenza) sono
r i m a s t i più o m e n o inascoltati a n c h e in altri
paesi r i t e n u t i t i p i c a m e n t e ragionevoli (come
l ' I n g h i l t e r r a ) ; n o n è pensabile che o t t e n g a n o
g r a n d i r i s u l t a t i in I t a l i a . Negli S t a t i U n i t i
l ' i n t e r v e n t o a u t o r e v o l e del P r e s i d e n t e è riuscito
diverse volte a c o n t e n e r e d e t e r m i n a t i a u m e n t i
di prezzi e di salari, m a q u e s t o è u n caso più
unico che r a r o .
Occorre d o c u m e n t a r e m o l t o più esaurientem e n t e di q u a n t o oggi n o n a v v e n g a , la distribu-
zione dei redditi e portare a detta distribuzione
quelle modifiche richieste dalla giustizia sociale
e dagli interessi generali del Paese.
Allo stato attuale della conoscenza, nel
campo della distribuzione del reddito, al di
fuori di casi specifici di privilegi istituzionalmente riconosciuti e indubbiamente da revisionare (ad esempio mancanza di un limite
massimo per le pensioni di vecchiaia) dal punto
di vista macroeconomico generale non sono
probabili grandi mutamenti di indirizzo rispetto
alla tendenza divenuta caratteristica a partire
dalla seconda metà del secolo: i salari medi
sono cresciuti più rapidamente del reddito
nazionale; un eventuale cambiamento non potrebbe logicamente che verificarsi nel senso di
rendere eguali o quasi i due ritmi (reddito
nazionale da un lato, salari e profitti dall'altro).
Comunanza di
problemi.
È interessante sottolineare che i problemi
indicati sono comuni a t u t t i i sistemi economici
e che la differenza tra i sistemi economici è e
sarà ancora quella del modo in cui i problemi
fondamentali vengono risolti. La programmazione è necessaria in ogni paese che voglia camminare ordinatamente, ma risulta inutile se
prima non risolve il problema dei rapporti tra
le imprese e lo Stato e se i sindacati dei lavora-
tori non accettano una equa e ragionevole politica dei redditi.
Alla base del sistema economico saranno
sempre le qualità degli uomini a t u t t i i livelli.
Ili definitiva un sistema si evolve in meglio o
in peggio a seconda che vogliano diventare
migliori o peggiori gli uomini. Le strutture,
politiche giuridiche ed economiche, condizionano in una certa misura gli uomini ma ne sono
in definitiva l'espressione. Particolarmente riguardo al sistema economico, diventare migliori
per gli uomini significa essere più consapevoli
delle conseguenze dei propri atti, ammettendo
e accettando anche gli interessi altrui e quelli
più generali del Paese. Non si vede altra via
per consentire contemporaneamente la massima
esplicazione degli individui (singoli e associati)
e l'osservanza di esigenze e fìnafità d'ordine
collettivo.
È certo che il sistema economico dell'avvenire molto dipenderà dalla consapevolezza, dalla
preparazione e dalla volontà degli uomini:
anche in economia quasi t u t t o parte dagli
uomini e ritorna agli uomini. In particolare
deve valere il principio etico-sociale espresso
dal Presidente Kennedy nel suo primo messaggio : « Non bisogna chiedersi che cosa il nostro
Paese può fare per noi, ma chiedersi che cosa
noi possiamo fare per il nostro Paese ».
Possibilità produttive e prospettive di sviluppo
dell'agricoltura centrafricana*
Fausto
L a R e p u b b l i c a Centrafricana, cioè l'antico
d i p a r t i m e n t o dell'Oubangui-Sciari, si colloca
nel cuore geografico dell'Africa. Il suo territorio si estende quasi t o t a l m e n t e t r a il 4° e
il 10° g r a d o di l a t i t u d i n e N o r d , ed occupa u n a
superficie di 617 mila k m q d e g r a d a n t e d a
E s t ad Ovest, la cui a l t i t u d i n e m e d i a r i s u l t a
pari a 650 ni.
Caratteristiche
tecniche
ciali della popolazione
ed
economico-socentrafricana.
I n questo g r a n d e Paese — che confina a
N o r d con il Ciad, a Sud con le d u e R e p u b b l i c h e
del Congo, a E s t con il S u d a n e ad Ovest con
il C a m e r u m — vive u n a popolazione di circa
2 milioni di a b i t a n t i , c o s t i t u i t a d a g r u p p i etnici
diversi (Baya, B a n d a , Y a k o m a , F o u l b è , Bororo, B a b i n g a ) e t u t t a v i a collegati d a u n a ling u a c o s i d d e t t a « veicolare », il Sango, che h a
consentito la f o r m a z i o n e di u n a c u l t u r a c o m u n e
ed h a posto le premesse indispensabili per la
creazione della « nazione » c e n t r a f r i c a n a , la
quale si è resa i n d i p e n d e n t e il 1° d i c e m b r e
1957, p r o c l a m a n d o la R e p u b b l i c a s o t t o la g u i d a
a c c o r t a ed intelligente del suo p r i m o P r e s i d e n t e ,
Barthélemy Boganda.
Si è v e n u t a a costituire u n a società c e n t r a f r i c a n a , i cui p r e v a l e n t i interessi economici si
m a n i f e s t a n o f o n d a m e n t a l m e n t e nel s e t t o r e delle
a t t i v i t à rurali, in r a p p o r t o al f a t t o che il 9 2 %
della popolazione vive in a m b i e n t e r u r a l e e
il 53 % della m e d e s i m a viene c o n s i d e r a t a « a t t i v a agricola ».
D a q u e s t a r e a l t à economico-sociale emerge
che l ' a u m e n t o di efficienza del s e t t o r e p r i m a r i o
r a p p r e s e n t a u n o dei p i ù i m p o r t a n t i o b i e t t i v i
di sviluppo del C e n t r a f r i c a . Ben consapevole
di q u e s t a circostanza ed allo scopo di corrispondere alle aspirazioni di progresso del Paese,
il G o v e r n o c e n t r a f r i c à n o h a già a d o t t a t o p a r ticolari m i s u r e legislative v o l t e allo sviluppo
r u r a l e , collocandole in posizione di p a r t i c o l a r e
evidenza nel q u a d r o dei p r o v v e d i m e n t i intesi
ad elevare il livello generale delle condizioni
economiche e sociali.
Componenti
M.
Pastorini
ecologiche.
Va premesso che su gran p a r t e del territorio
si r i s c o n t r a n o suoli di origine scistosa e alluvionale i quali, p r e s e n t a n d o u n notevole grado
di « suscettibilità » all'utilizzazione agricola, mer i t a n o di essere valorizzati sul piano economico
a t t r a v e r s o l'introduzione di m e t o d i colturali
moderni.
D a u n p u n t o di v i s t a fìtoecofogico, si delin e a n o e si distinguono due g r a n d i comprensori:
quello di savana, che occupa p r e v a l e n t e m e n t e
la p a r t e s e t t e n t r i o n a l e del Paese, e quello di
foresta, che si sviluppa al Sud e che r a p p r e s e n t a
l ' u l t i m a propaggine della g r a n d e foresta equatoriale p r o t e s a verso il territorio congolese, il
S u d - C a m e r u n e il G a b o n .
P e r q u a n t o r i g u a r d a il clima, esso risulta
f o r t e m e n t e influenzato dalla concentrazione delle piogge nel periodo d a giugno a o t t o b r e (stagione delle piogge) e d a u n m i n i m o di piovosità
nella r e s t a n t e p a r t e dell'anno (stagione secca).
Nel q u a d r o di q u e s t a distinzione stagionale si
rilevano poi due differenti configurazioni climat i c h e : u n a del t i p o « caldo-secco » nell'area a
s a v a n a e l ' a l t r a del tipo « tropicale-umido »
nell'area a f o r e s t a .
L ' a t t i v i t à agricola esercitata in s a v a n a si
b a s a s o p r a t t u t t o su alcune i m p o r t a n t i colture
a ciclo a n n u o e s u l l ' a l l e v a m e n t o del b e s t i a m e ;
quella e s e r c i t a t a nella zona di f o r e s t a p u n t a
p a r t i c o l a r m e n t e sulle colture del caffè, del
t a b a c c o , della p a l m a d a olio e dell'cc H e v e a »,
oltre che o v v i a m e n t e sulle colture forestali.
Produzioni
della zona di
savana.
T r a le colture a ciclo a n n u o il cotone m e r i t a
di essere c i t a t o per p r i m o . E s s o r a p p r e s e n t a
u n a delle p i ù r a g g u a r d e v o l i coltivazioni commerciali, t e n u t o conto del f a t t o che, nel circuito
(*) L'autore del presente articolo si è recato recentemente
nella Repubblica Centrafricana per svolgere un'inchiesta
sulla situazione agricola del Paese, in vista di stabilire iniziative valide a promuovere la formazione di manodopera rurale
qualificata.
dei prodotti esportati, il cotone raggiunge
u n ' a l t a q u o t a s t i m a t a a t t o r n o al 2 3 % .
Nella c a m p a g n a 1967-68 la coltura si è
estesa su 125 mila ettari e la relativa produzione
ha raggiunto 49 mila tonnellate. La resa media
per ettaro, ancora p i u t t o s t o l i m i t a t a (4 quintali), è t u t t a v i a suscettibile di apprezzabili incrementi. I n f a t t i , nelle zone ove si è già iniziata
l'opera di modernizzazione degli schemi prod u t t i v i m e d i a n t e l'adozione di a d a t t i avvicend a m e n t i colturali e l'impiego della trazione
animale, dei fertilizzanti e degli antiparassitari,
il r e n d i m e n t o medio si è avvicinato a 6 quintali
per e t t a r o . L ' i n c r e m e n t o della produzione cotoniera — che nel 1969 si ritiene abbia toccato
il livello delle 60 mila tonnellate — r a p p r e s e n t a
REPUBBLICA
CENIRAFRICANA
u n a considerevole realizzazione positiva nell ' a m b i t o del processo inteso a valorizzare le
risorse agricole del Paese.
Altre colture a n n u a l i di rilievo sono costit u i t e dalla manioca, che p u r s e m p r e figura t r a
gii a l i m e n t i base della d i e t a del c e n t r a f r i c a n o ,
dall'arachide,
d a l sorgo, dal mais, d a l sesamo.
U n cenno p a r t i c o l a r e m e r i t a n o t a l u n e colture
ortofrutticole (legumi, p a t a t e , b a n a n e , a n a n a s ) ,
a ciclo a n n u o o periodico e diffuse u n p o '
d o v u n q u e , la cui p r o d u z i o n e viene richiesta
in m i s u r a crescente dai m e r c a t i posti negli
agglomerati urbani più importanti, soprattutt o d a l m e r c a t o di B a n g u i , la c a p i t a l e del
Paese.
P e r q u a n t o a t t i e n e l'organizzazione della
p r o d u z i o n e agricola, è d a t o osservare che i
villaggi sparsi in s a v a n a ne r a p p r e s e n t a n o i
poli di c o n c e n t r a z i o n e e di sviluppo. I n f a t t i ,
al p r i m o nucleo di t e r r e n i coltivati nelle i m m e d i a t e vicinanze del villaggio, se ne aggiungono
altri, secondo necessità, che v e n g o n o a disporsi
in cerchi p i ù o m e n o concentrici ed a d i s t a n z e
radiali via via maggiori. Sui t e r r e n i acquisiti
alla coltura, a s s u n t i a conduzione d i r e t t a del
coltivatore, si v e n g o n o ad i m p i a n t a r e aziende
agricole del t i p o familiare, di m o d e s t a d i m e n sione superficiale (in genere d a u n o a t r e ettari),
in cui t r o v a n o posto, t r a loro associate o in
successione, le colture s o p r a c c e n n a t e , dal cot o n e alla m a n i o c a , d a l l ' a r a c h i d e al mais, dal
s e s a m o al sorgo.
L'attività
zootecnica
è per ora a l q u a n t o
r i d o t t a e del t u t t o insufficiente a c o r r i s p o n d e r e
alle richieste provenienti dai mercati di consumo,
s o p r a t t u t t o nel settore della carne bovina.
All'allevamento bovino si dedicano per
tradizione i gruppi di popolazione Bororo e
Foulbè, i quali organizzano l'impresa zootecnica con nuclei di bovini t r a n s u m a n t i , a p p a r t e n e n t i a razze che h a n n o in genere u n comune
d e n o m i n a t o r e d'origine r a p p r e s e n t a t o dallo Zebù e che spesso soccombono agli a t t a c c h i di
tripanosoma.
A t t r a v e r s o u n a paziente opera di selezione,
c o n d o t t a ormai da u n a diecina d ' a n n i , e con
il concorso di u n a seria sperimentazione si è
già riusciti ad isolare u n a razza tripanoresistente, d e n o m i n a t a Baulè, la quale h a rivelato
di possedere b u o n a a t t i t u d i n e alla produzione
della carne.
Q u a n d o l'impresa stanziale si sostituirà a
quella t r a n s u m a n t e e q u a n d o gli allevatori imp i e g h e r a n n o in larga m i s u r a razze bovine cont r a s s e g n a t e da positive c a r a t t e r i s t i c h e sanitarie e p r o d u t t i v e , l ' a t t i v i t à zootecnica t r o v e r à
la sua giusta valorizzazione economica e sarà
in grado di assicurare r e d d i t i m o l t o più elev a t i ed i n t e r e s s a n t i degli a t t u a l i .
Produzioni
della zona di
foresta.
Nella zona di f o r e s t a le condizioni climatiche,
s e m p r e p i u t t o s t o diffìcili, d e t e r m i n a n o a m p i e fluttuazioni nel livello di p r o d u z i o n e delle colture.
T r a le coltivazioni più r i l e v a n t i s o t t o l ' a s p e t to commerciale v a n n o r i c o r d a t e : il caffè, la
p a l m a d a olio e l'« H e v e a ».
Nella c a m p a g n a 1966-67 la c o l t u r a del
caffè si è estesa su 27.300 e t t a r i e la r e l a t i v a
p r o d u z i o n e h a r a g g i u n t o 9.140 t o n n e l l a t e . D e t t a
coltura — nella sua v a r i e t à Coffea robusta cui
viene a c c o r d a t a u n a p r e f e r e n z a quasi esclusiva — è p r a t i c a t a in i m p i a n t i sia di t i p o industriale che di t i p o familiare.
I primi, che s e m b r a n o essere in via di riduzione superficiale, sono c o n t r a d d i s t i n t i d a u n
livello medio p r o d u t t i v o (kg 443 per h a ) m o l t o
p i ù elevato dei secondi ed h a n n o c o n t r i b u i t o
a f o r m a r e il 7 2 % della p r o d u z i o n e t o t a l e p u r
o c c u p a n d o s o l t a n t o il 5 4 % dell'area colturale
complessiva.
Gli i m p i a n t i f a m i l i a r i sono in via di espansione, m a il loro r e n d i m e n t o medio (kg. 205
per h a ) è ancor assai m o d e s t o : di qui la necessità di svolgere u n a a s s i d u a e capillare azione
di assistenza tecnica presso le aziende familiari,
in m o d o d a f a v o r i r e la progressiva i n t r o d u zione dei m e t o d i che la m o d e r n a s p e r i m e n t a zione h a riconosciuto efficienti sul p i a n o della
resa p r o d u t t i v a .
Dalla p a l m a e dall'« H e v e a » si o t t e n g o n o d u e
p r o d o t t i di esportazione, cioè r i s p e t t i v a m e n t e :
l'olio di palmisti,
ricavato dalla polpa e dai
semi c o n t e n u t i nel f r u t t o ; il caucciù o g o m m a
elastica, posto in commercio sotto f o r m a di
lamine a f f u m i c a t e .
Infine, occorre citare la foresta, la densa
foresta tropicale estesa su 30 mila k m q e ricca
di essenze diverse: sapelli, ebano, sipo, dibetou,
limba, iroko ed altre ancora. Secondo i risultati
emersi da u n ' i n d a g i n e c o n d o t t a dal Centro
forestale tropicale di B a n g u i la superficie utilizzabile, che c o m p r e n d e 1 milione di ettari,
è in grado di fornire u n a produzione v a l u t a t a
a t t o r n o ai 70 milioni di me. in base ad u n a
resa per e t t a r o v a r i a n t e d a 60 a 100 me.
I prodotti
delle
agricoli e forestali
esportazioni.
nel
quadro
Cotone, caffè, olio di palmisti, lamine affumicate di caucciù, legname in tronchi e segato,
tabacco, sesamo si t r o v a n o a n n u a l m e n t e iscritti
nell'elenco delle merci d e s t i n a t e all'esportazione e contribuiscono a f o r m a r e il valore a t t i v o
della bilancia commerciale nella misura del 50 %.
Il maggiore e più i m p o r t a n t e flusso di
scambi si verifica con la F r a n c i a , m a anche le
t r a n s a z i o n i con l ' I t a l i a m e r i t a n o di essere ricord a t e . Nel 1968 il n o s t r o Paese ha o c c u p a t o
il 2° posto, f r a quelli della C E E , r i s p e t t o al
valore dei p r o d o t t i i m p o r t a t i (cotone, caffè,
legname, olio di palmisti, lamine di caucciù),
ed il 3° posto r i s p e t t o a quello dei p r o d o t t i
e s p o r t a t i ; e la n o s t r a bilancia commerciale
r e l a t i v a alla RCA si è chiusa con u n a t t i v o
v a l u t a t o a t t o r n o ai 600 milioni.
Organizzazione
colo.
economica
del settoi e
agri-
Il Ministero dello sviluppo, cui incombe la
r e s p o n s a b i l i t à di p r o m u o v e r e il progresso del
P a e s e con la realizzazione del p r o g r a m m a di
politica economica a suo t e m p o previsto, h a
f a v o r i t o e favorisce, con a d a t t e iniziative, la
costituzione di organismi associativi t r a coltivatori.
L'azione è c o n d o t t a dai d i p e n d e n t i Uffici
regionali, con la collaborazione del B D P A (Bur e a u d u D é v e l o p p e m e n t de la p r o d u c t i o n agricole) e della C a m e r a consiliare di agricoltura.
T r a d e t t i organismi di c a r a t t e r e associativo
si p o n g o n o in p a r t i c o l a r e evidenza i G I R (Ragg r u p p a m e n t i di interessi rurali) e i G U T A (Ragg r u p p a m e n t i di utilizzatori della trazione animale).
Si t r a t t a di associazioni f o r m a t e , ciascuna,
d a u n a decina di coltivatori, che si i m p e g n a n o
a r a g g r u p p a r e le loro parcelle di coltura, a dissodare il t e r r e n o ove occorra, ad osservare il
calendario agricolo r i s p e t t a n d o n e le scadenze,
ad utilizzare concimi, antiparassitari e insetticidi, infine a rimborsare il prestito di favore,
ottenuto con la garanzia di una cauzione solidale e concesso per l'acquisto di un « complesso
produttivo a trazione animale » costituito da
una pariglia di buoi, un giogo e accessori, un
aratro, una sarchiatrice, un erpice, un coltivatore, un carretto.
L'assistenza tecnica di queste associazioni
è affidata al personale degli Uffici regionali;
esso verrà prossimamente affiancato da un corpo
di « agenti agricoli », da scegliersi t r a i giovani
di estrazione rurale forniti di licenza elementare.
Per preparare i giovani rurali ad esercitare
con profitto la professione agricola sull'azienda
familiare ed altresì per prepararli ad assumere
<7
le responsabilità che loro deriveranno come soci
di un'organizzazione di produttori o come
agenti agricoli ed assistenti tecnici, è prevista
la creazione di una rete di « Centri di addestramento agricolo » cui potranno accedere i giovani
che appartengono a famiglia coltivatrice e che
escono dalla scuola primaria senza prospettive
di un ulteriore ciclo di istruzione.
Ancora una volta quindi, in RCA come
dovunque, l'istruzione professionale si pone
alla base dello sviluppo sociale ed economicoproduttivo. Ed è s o p r a t t u t t o sulla collaborazione a t t i v a e responsabile della gioventù rurale che la Repubblica. Centrafricana fonda
l'energica azione intrapresa per rinnovare, modernizzare e potenziare la sua agricoltura.
Campagna dividendi e autofinanziamenti
Mario
Poche disposizioni di legge, c o n t e n u t e sopratt u t t o negli articoli 2428-2433 del n o s t r o Codice
civile e quelle, quasi sempre uguali dei v a r i
a t t i costitutivi e s t a t u t i societari, i n q u a d r a n o
e r e g o l a m e n t a n o la destinazione degli utili di
esercizio (1).
11 legislatore si è anche p r e o c c u p a t o sopratt u t t o di g a r a n t i r e i terzi e di impedire la distribuzione di utili non r e g o l a r m e n t e conseguiti e
non r i s u l t a n t i da bilanci r e g o l a r m e n t e a p p r o v a t i .
P r e s c i n d e n d o d a obblighi di legge e di stat u t o , vi è u n a politica di bilancio che i m p o n e
agli organi societari quella b u o n a a m m i n i s t r a zione nella quale si c o m p r e n d a quindi p r u d e n z a
e cautela, v a l u t a z i o n e di elementi reali e concreti, m a a n c h e riflessioni e previsioni e quei
f a t t i che p o t r e b b e r o r i e n t r a r e nei cosiddetti
f u t u r i b i l i e che sono in gran p a r t e elementi
incerti di assai difficile v a l u t a z i o n e t a l v o l t a
perfino imponderabili, irreali, f a n t a s t i c i .
L a c a m p a g n a dividendi ha messo in evidenza
u n c o m p o r t a m e n t o assai diverso delle principali società.
Alcune h a n n o p o t u t o e v o l u t o a u m e n t a r e
la r e t r i b u z i o n e ai loro azionisti r i s p e t t o a quella
distribuita l'anno precedente.
F r a queste, B a n c a provinciale l o m b a r da (170), Edificàtrièe (225), B a n c a di L e g n a n o
(14 lire, m a su u n maggior n u m e r o di azioni),
I t a l c e m e n t i (500), Lepet.it ord. (160), L e p e t i t
p r i v . (240), Manif. R o n d o (250), Monte A n n a t a (160).
Altre h a n n o m a n t e n u t o la r e t r i b u z i o n e u g u a le, come p e r il 1968: f r a queste, Montedison (55),
I t a l p i (140), B r e d a (165), Chatillon (170), Cot.
Cantoni (370), F i n a n c e (350), Ilssa Viola (30),
F i s c a m b i (50), Metalli (120), Pirelli & C. (105),
Snia Viscosa (130), Bastogi
(85),
Credit
(42,50), H a b i t a t (40), ed altri.
Altre a n c o r a n o n h a n n o r i t e n u t o o p p o r t u n o
dare dividendo.
E necessario f a r e u n a analisi a p p r o f o n d i t a
e s o p r a t t u t t o e s a m i n a r e quel cash-flow costit u i t o n o n solo dall'utile di bilancio, m a d a q u e s t o
più ammortamenti.
P u ò essere preferibile u n m a n c a t o d i v i d e n d o
che v a d a a consolidare la società, ad u n prelievo di riserve, ad u n m i n o r s t a n z i a m e n t o
di quelle q u o t e di a m m o r t a m e n t o che in pe-
Moro
Visconti
riodi quale l'attuale, q u a n d o si verificano cioè
p r o c e d i m e n t i rapidi, a v a n z a t e tecnoiogiche, obsolescenze demolitrici rendono più che necessario a d d i r i t t u r a indispensabile ed u r g e n t e u n
a d e g u a m e n t o di valori di bilancio a quelli di
effettiva c a p a c i t à p r o d u t t i v a .
E s e m p i opposti sono dati da grandi società
quaii F i a t , Montedison, Pirelli, R u m i a n c a .
C o m p o r t a m e n t o diverso e antitetico.
P e r la n o s t r a g r a n d e società automobilistica
il bilancio 1969 si è chiuso con u n utile di
L. 13.465.758.054 contro i 34,4 miliardi del 1968.
Il dividendo è però nella uguale misura e
cioè L. 120, comprensivo dell'acconto distrib u i t o in n o v e m b r e .
L a F i a t ha u n « F o n d o oscillazione dividendi
ed eccedenze a t t i v e degli esercizi precedenti »
costituito saggiamente nei v a r i a n n i ed h a
p o t u t o a t t i n g e r e ad esso per dare uguale remunerazione ai suoi azionisti, per u n utile molto
più r i d o t t o : 13 miliardi contro 34. I n o l t r e
v e r r à d a t a esecuzione a q u e l l ' a u m e n t o di capitale deliberato fin dal 1960 e che era ancora
incompleto.
Gli azionisti r i c e v e r a n n o il dividendo e
v e r s e r a n n o i 20 miliardi di a u m e n t o capitale, ricev e n d o altre azioni privilegiate al nominale (2).
L a Montedison d a r à u n d i v i d e n d o uguale a
quello d i s t r i b u i t o nel 1968 di L. 55.
Il f a t t u r a t o è s t a t o di 576, 5 miliardi, con u n
a u m e n t o d e l l ' I , 6 % r i s p e t t o all'esercizio precedente.
Caso p a r t i c o l a r e quello della Pirelli I t a l i a n a .
Scioperi, danni, m a n c a t e produzioni, a u m e n t o
di costi ed oneri h a n n o d e t e r m i n a t o u n a perd i t a di esercizio.
P u r disponendo di riserve cospicue a c c u m u late negli a n n i buoni, d a t a l'esistenza di p a r t i colari clausole di s a l v a g u a r d i a degli obbligazionisti nel p r e s t i t o obbligazionario convertibile emesso dalla società, n o n è s t a t o possibile
a t t i n g e r e a queste riserve.
L a R u m i a n c a , come si legge nel comunicato del consiglio, h a deciso a m m o r t a m e n t i
(1) Vi è spesso contrasto fra disposizioni di legge e quelle
fiscali, fra Codice e Testo Unico Imposte Dirette.
(2) Il diritto di opzione avrà un apprezzabile valore data
la differenza fra il nominale e il prezzo quotato in borsa.
massimi e di non distribuire dividendi, allo
scopo di rafforzare p a t r i m o n i a l m e n t e la società
e le sue collegate in vista dei prossimi import a n t i investimenti p r o g e t t a t i .
L ' i m p e g n a t i v o p r o g r a m m a di investimenti
formulati per gli anni 1970 e presentati al
Comitato ministri per il Mezzogiorno e al CIPE
è di circa 500 miliardi e p o r t e r à la R u m i a n c a
ad essere un complesso a livello internazionale.
Vi sono molti critici alla politica di autofinanziamento: q u a n d o i risultati vogliono essere
positivi per l'economia nazionale oltre che pelle società che li a t t u a n o , m e r i t a n o comprensione, indulgenza e a p p r e z z a m e n t o , prudenziali
accantonamenti.
Anche giurisprudenza e d o t t r i n a si sono
o c c u p a t e dell'autofinanziamento che spesso appare in contrasto con il diritto dell'azionista al
dividendo.
S o p r a t t u t t o la difesa delle cosiddette minoranze, considera ingiusto il rinvio di utili conseguiti r e a l m e n t e nell'esercizio, con u n a parziale
destinazione a fondi, a c c a n t o n a m e n t i , riserve.
È u n a vecchia polemica la distinzione f r a
socio ed azionista: il p r i m o a v r e b b e u n a c a r a t teristica di c o n t i n u i t à nella sua a p p a r t e n e n z a
alla compagine societaria, m e n t r e azionista
p o t r e b b e essere chi compera oggi il titolo
azionario per rivenderlo m a g a r i s u b i t o d o m a n i .
Differenti ripercussioni nei due casi di u n a politica di a u t o f i n a n z i a m e n t o che se n o n d à oggi al
socio l'utile, glielo conserva per il d o m a n i ,
m e n t r e chi è azionista in questo m o m e n t o e
non lo è p i ù in f u t u r o , r i m a r r e b b e d e f r a u d a t o
a f a v o r e di altri f u t u r i n u o v i azionisti. D ' a l t r a
p a r t e u n a politica di p r u d e n t e a u t o f i n a n z i a m e n t o è a n c o r a più i m p o r t a n t e q u a n d o si
d e v o n o fare p r o g r a m m i ed i n v e s t i m e n t i che
d i f e n d a n o p r o d u t t i v i t à e c o m p e t i t i v i t à e che
assicurino la m a s s i m a occupazione, e l e m e n t o
q u e s t o essenziale sia per i suoi a s p e t t i economici che p e r quelli sociali ed u m a n i .
N o n si p u ò prescindere dalle f o r t i p e r d i t e
di ore p r o d u t t i v e che h a n n o d o m i n a t o l ' u l t i m o
q u a d r i m e s t r e dello scorso a n n o n é dalle necessità di forti i n v e s t i m e n t i , ostacolati dalle m o l t e
o m b r e esistenti e d a u n caro e r a r o d e n a r o .
P r e s c i n d e n d o d a molti altri f a t t o r i di pert u r b a z i o n e e d i n a m i s m o , n o n si p u ò dimenticare Vincidenza
di quelli più
propriamente
produttivi
sui conti economici e sui bilanci
aziendali in genere.
Nel 1969 ad esempio si sono a v u t i d u e periodi: fino a d agosto la p r o d u z i o n e i n d u s t r i a l e
a v e v a realizzato u n i n c r e m e n t o medio v a l u t a t o
pari al 7 , 9 % .
Nel periodo s e t t e m b r e - d i c e m b r e le a s t e n sioni dal lavoro p a r t i c o l a r m e n t e gravi in alcuni
r a m i di a t t i v i t à h a n n o via via d e c u r t a t o la
produzione sicché l'anno si è chiuso con un
a u m e n t o medio ridottosi a solo il 3,1%.
Per industrie chimiche e per quelle di costruzione mezzi di t r a s p o r t o la c a d u t a della
produzione dell'ultimo q u a d r i m e s t r e h a perfino d e t e r m i n a t o u n a diminuzione complessiva
della produzione rispetto al 1968.
Nell'industria m a n i f a t t u r i e r a il maggiore
i n c r e m e n t o si è a v u t o nelle industrie per la produzione di cellulosa e di fibre chimiche ( — 0 , 9 % ) .
L ' i n d u s t r i a edilizia h a a v u t o u n suo comportam e n t o di particolare a t t i v i t à per r i s p e t t a r e i
termini posti dalla legge ponte.
Anche l'aumento del reddito nazionale
con
le sue logiche i m m e d i a t e conseguenze determina variazione eli quella politica di bilancio
nella quale r i e n t r a l ' a u t o f i n a n z i a m e n t o .
Previsto nell'ordine del 6,8% esso è s t a t o
inferiore al 5 % .
E d infine u n capitolo a se per i n v e s t i m e n t i
e costo del denaro.
I primi sono legati a progresso tecnologico,
automazione, c o n t e n i m e n t o costi di m a n o d o p e r a .
Essi richiedono mezzi finanziari liquidi ed
il costo del denaro h a s e g n a t o continui a u m e n t i
anche se graduali, salendo al 1 0 % .
Altro a r g o m e n t o a f a v o r e di autofinanziam e n t i aziendali. L a B a n c a d ' I t a l i a h a a u m e n t a t o il saggio ufficiale di sconto p o r t a n d o l o
dal 4 % al 5,50% r e s t a n d o i n v a r i a t a la maggiorazione fino ad u n massimo d e l l ' I , 5 % a t t u a l m e n t e in vigore.
Questo massimo r i g u a r d a le b a n c h e che
h a n n o già s u p e r a t o il limite di g u a r d i a nella
richiesta di liquidità alla B a n c a d ' I t a l i a .
Questo tasso è quindi in altri termini elei
7 % ed è d o v u t o all'inserimento del n o s t r o sis t e m a economico nell'area del « d e n a r o caro ».
A n c h e la d i m i n u i t a possibilità di r e d d i t i v i t à
nelle imprese h a d e t e r m i n a t o u n a differente
politica dividendi, s o p r a t t u t t o q u a n d o la liq u i d i t à è p i ù l i m i t a t a o scarsa, q u a n d o il r a p p o r t o mezzi p r o p r i e mezzi di terzi è già fin
t r o p p o teso, q u a n d o i debiti c o s t a n o s e m p r e
di più ed il costo p u ò a n c h e s u p e r a r e lo s p e r a t o
o presunto rendimento.
U n a considerazione ulteriore r i g u a r d a pros p e t t i v e e b u d g e t s n o n c h é s p e r a n z e : queste
sono s t a t e spesso deluse p e r la m a n c a t a a t t u a zione di p r o g e t t i che se t e m p e s t i v a m e n t e a t t u a t i a v r e b b e r o r e a l m e n t e p o r t a t o efficace cont r i b u t o a n c h e nel m e r c a t o dei capitali, facil i t a t o a u m e n t i di capitali ed a t t i r a t o capitali
a n c h e esteri t r a t t e n e n d o i n t a n t o quelli che
espatriano.
Capitolo a p a r t e quello dei f o n d i comuni e
delle borse.
Confronti di
programmazione
Umberto
Gli Stati Uniti, sono i r a p p r e s e n t a n t i della
massima velocità di sviluppo. Vi sono altri
popoli che h a n n o r a g g i u n t o livelli elevatissimi
in d a t i r a m i della tecnica, dell'arte, della politica: m a lo sviluppo industriale m o d e r n o è sorto
in America, t e s t i m o n e principale, la linea di
m o n t a g g i o che F o r d h a i n t r o d o t t o nell'industria automobilistica, e che ha t r a s c i n a t o le
intuizioni e le concezioni p r o d u t t i v e verso
livelli mai raggiunti, in t u t t o il m o n d o .
È n a t u r a l e che tale concentrazione di risult a t i , a b b i a elevato il cosiddetto « t e n o r e di v i t a »,
espressione che h a molte pretese, m a che
n o n dice molto per i nostri problemi, che si
r i a s s u m o n o cosi: « f a r e in poco t e m p o e con
m e n o spesa quello che altri h a f a t t o ; ed a r r i v a r e
ai suoi r i s u l t a t i ».
Scorrevo u n a rivista a m e r i c a n a , p r o d o t t a
n o n d a professionisti o da professori, v e r s a t i in
d a t e scienze, m a d a u n a d i t t a a m e r i c a n a , di
p r i m a r i a i m p o r t a n z a in u n c a m p o che d a noi è
a b b a n d o n a t o ai singoli praticoni, che n o n h a n n o
che la loro v a l i d a intuizione per risolvere
i m p o r t a n t i problemi, e u n a p r a t i c a comune,
p a s s a t a d a l l ' u n o all'altro. Cominceremo, stralciando la rivista a m e r i c a n a , dalla fine, c i t a n d o
u n passaggio di u n insieme che v e r r e m o
p r o p o n e n d o a l l ' a t t e n z i o n e dei n o s t r i lettori,
che, forse, s t a n n o risolvendo p r o b l e m i o sub e n d o n e la n o n c o m p i u t a risoluzione, che ci
preoccupano, tutti.
Il titolo della t r a t t a z i o n e è: « Controllo
legale d e l l ' a c q u a ». Il passo che citiamo : « L a
Commissione d o v r à iniziare il suo lavoro in
dicembre, d o p o f o r m a t a la sua p a r t e d i r e t t i v a
che d o v r à p r o d u r r e le informazioni necessarie.
T u t t i i M e m b r i della commissione r i c e v e r a n n o
dollari 100 per ciascun giorno di l a v o r o ».
Ma n o n b a s t a . E c c o u n ' a l t r a citazione, d o p o
di che t r a c c e r e m o u n profilo delle richieste generali, e p o t r e m o , dal t e s t o originale, d e d u r r e
l ' i m p o r t a n z a che gli americani d a n n o a l l ' a c q u a :
d o v r e m m o dire, alla m a n c a n z a d ' a c q u a , alle
infrazioni a r e g o l a m e n t i bene definiti, e che
la proteggono, che la i n c r e m e n t a n o , che ne
f a n n o u n o dei maggiori mezzi di p r o d u z i o n e :
che la « c o n s e r v a n o ».
Bordelli
« Agli effetti della legge per l'uso delle acque,
del 1967, la Commissione s t a t a l e sulle risorse
d ' a c q u a e d'aria, è s t a t a riconosciuta e riorganizzata, e i n v e s t i t a di a u t o r i t à a t t a a p r o m u o vere e dare regolamenti in m a t e r i a . Alle d i t t e
che violassero tali regolamenti, p o t r a n n o essere
c o m m i n a t e m u l t e variabili da dollari 10 a
dollari 1.000 per ciascun giorno di infrazione ».
Le cifre parlano. E ci dicono che la tensione,
in America, nei riguardi della conservazione e
dell'utilizzazione dell'acqua, è assai elevata.
D ' a l t r a p a r t e , coloro che se ne occupano, e che
d a n n o a p p o r t o utile, sono p a g a t i con cifre pari
o dell'ordine di quella d e t t a sopra.
Le d i t t e che p r e p a r a n o mezzi a t t i ad a u m e n t a r e il q u a n t i t a t i v o d ' a c q u a a disposizione
degli americani, sono p u r esse r i c o m p e n s a t e
a b b o n d a n t e m e n t e : vi è differenza, f r a i nostri
p e r f o r a t o r i italiani, che sono chiamati, in t a n t i
anni, forse u n a o due volte, per scavare u n pozzo
in u n a d a t a d i t t a , a n c h e se i m p o r t a n t e , e quelli
americani, che, invece, p r o d u c o n o pozzi in
serie, in u n a d a t a zona r i s t r e t t a , in m o d o che
il loro g u a d a g n o sia c e r t a m e n t e elevato, per
il benefìcio che viene dalla ripetizione di u n
lavoro uguale. Questo è d o v u t o alla differenza
di scala di grandezze, f r a noi e l'America.
I n o l t r e , la situazione n a t u r a l e geologica
a m e r i c a n a , è di g r a n d i dimensioni: nel d e t t a glio, q u a n d o u n a d i t t a h a l a v o r a t o u n mese,
in u n a d a t a regione, spesso i m m e n s a , essa è
sicura di avere appreso, della s t r a t i g r a f i a a t t r a v e r s a t a nella perforazione dei pozzi, t u t t o il
necessario; ed essa p o t r à ripetere le operazioni,
con e v i d e n t e v a n t a g g i o , per t u t t i gli altri pozzi
che le v e r r a n n o affidati. Nel n o s t r o bel paese,
la situazione del sottosuolo, è v a r i a t a , come il
p a n o r a m a che v e d e il n o s t r o occhio; ed il
v a n t a g g i o s u d d e t t o , n o n è riscontrabile. Ogni
pozzo, t r o p p o spesso, è u n p r o b l e m a n u o v o .
I n f a t t i , t u t t e le operazioni di « sviluppo »
del pozzo, ossia quelle a t t e a dargli b u o n successo, che consiste sia nella m a s s i m a p o r t a t a
che nel m i n i m o di s a b b i a p o m p a t o n e fuori,
in America sono divise per categorie facili e
fisse, ed applicabili, per q u a n t o a b b i a m o d e t t o ,
su v a s t a scala e con facilità, e senza sposta-
m e n t o eccessivo, da un pozzo all'altro. Da
noi, ogni pozzo a n d r e b b e studiato. Diciamo
andrebbe, perché non sempre il perforatore è
vincolato da c o n t r a t t o , che gli p e r m e t t a , anzi,
che gli imponga di p o r t a r e al massimo la
p o r t a t a del pozzo. Egli ti d à l ' a c q u a che il
pozzo produce, senza eccessive operazioni, a t t e
a fargli raggiungere il massimo r e n d i m e n t o .
Sarebbe lungo l ' e n u m e r a r e le ragioni di successo e quelle di insuccesso. Ci s e m b r a più
a d a t t o , stralciare dalle comunicazioni, normali,
f a t t e nella Rivista che a b b i a m o r a m m e n t a t a
sopra, e che r a p p r e s e n t a n o la situazione di
qualsiasi paese che abbia difficoltà idriche, m a
che sia a v v a n t a g g i a t o da u n a legge a d a t t a alla
difesa di t u t t i gli interessati; e che n o n sono
soltanto le industrie, m a t u t t i gli u t e n t i , anche
i minori, anche quelli che, d a noi, tradizionalmente, sostengono in silenzio il peso della
scarsità d ' a c q u a .
Ecco, d u n q u e un saggio di pubblicazioni
normali, ripetute, indiscusse, generali sulla
s t a m p a tecnica americana.
«La
Carolina del Nord limita
che alimenta le industrie ».
il
pompamento
« L a Commissione s t a t a l e della Carolina del
Nord sulle risorse d ' a c q u a e d'aria, propose,
l'agosto scorso, di limitare l'uso d ' a c q u a alla
Compagnia Texas Gulf Sulfur, per i suoi lavori
di estrazione mineraria di fosfati, vicino ad
Aurora. L'azione è d e t t a necessaria, dalla Commissione stessa, per impedire che l ' a c q u a s a l a t a
a v a n z i e c o n t a m i n i u n a v a s t a zona p r o v v i s t a
d ' a c q u a dolce, della p a r t e orientale della Carolina del N o r d .
Dopo studi, i tecnici della Commissione
s t a t a l e n o n sono in g r a d o di stabilire q u a n d o
l ' a c q u a s a l a t a p o t r à i n q u i n a r e in m o d o preocc u p a n t e ed eccessivo, lo s t r a t o di a c q u a dolce
della zona. La relazione s c r i t t a m e t t e in evidenza che il c o n t i n u o p o m p a m e n t o h a a b b a s s a t o la pressione a r t e s i a n a ed h a f a t t o a b b a s sare a n c h e il livello delle a c q u e f r e a t i c h e (non
in pressione, n o n artesiane) e se il p o m p a m e n t o
continuasse con tale p o r t a t a , vi s a r e b b e sicur a m e n t e g r a v e c o n t a m i n a z i o n e con a c q u a s a l a t a
(acqua di m a r e , e v i d e n t e m e n t e ) ».
Il r a p p o r t o dice: « vi è necessità di controlli
aggiunti, per i m p e d i r e u n d e t e r i o r a m e n t o dell ' a c q u a . s p e c i a l m e n t e negli s t r a t i acquiferi di
Castle H a y n e ».
La legge m a d r e , il « W a t e r Use A c t » del
1967 (Legge dell'uso d e l l ' a c q u a ) d à m o d o alla
Commissione s t a t a l e s u d d e t t a di riorganizzarsi,
e di essere in possesso di p o t e r i regolatori « lim i t a t i ». Però, come a b b i a m o d e t t o sopra, le
multe applicabili v a n n o dai 10 ai 1.000 dollari;
giornalieri.
« Il
Presidente Johnson nomina
sione idrologica nazionale ».
una
Commis-
« Il 9 o t t o b r e il Presidente J o h n s o n ha
n o m i n a t o sette m e m b r i della Commissione nazionale di idrologia allo scopo di esperire u n o
studio q u i n q u e n n a l e delle richieste s t a t u n i t e n s i
d ' a c q u a , come p r o m u l g a t o dalla Legge s t a t a l e
90-515. Il Presidente della commissione è Charles F . Luce, presidente della Consolidated Edison
Company, di New Y o r k », un personaggio conosciuto in America ed anche in Italia. Gli altri
m e m b r i sono direttori di importantissime Società, grandi utilizzatrici d ' a c q u a , o ingegneri
capi di corpi paragonabili al n o s t r o Genio
Civile.
Il sig. Luce f u sottosegretario al Ministero
degli interni. I 100 dollari giornalieri sono
l'assegno giornaliero di ogni m e m b r o della
Commissione. P a g a t i bene, scelti meglio, certam e n t e all'altezza del compito, a conoscenza sia
della tecnica necessaria che delle leve governative d a m a n o v r a r e , per a r r i v a r e r a p i d a m e n t e
al r i s u l t a t o .
« Lo Stato di Montana
l'acqua ».
propone
un Codice
del-
« Nei primi mesi di q u e s t ' a n n o , il C o m i t a t o
sulla priorità degli usi dell'acqua della Camera
dei d e p u t a t i del M o n t a n a , propose u n a legge
a d a t t a ad u n o S t a t o m o d e r n o . Si t r a t t a v a , più
precisamente, di u n a revisione della Legge 513,
che v e n n e f a t t a cadere nel 1967: il t u t t o per
f a r f r o n t e alle obbiezioni tecniche, a v a n z a t e
dal C o m i t a t o dei r a p p r e s e n t a n t i s t a t a l i per
l ' a c q u a , per la conservazione del suolo e dalla
Commissione s t a t a l e di salute pubblica.
... il M o n t a n a è il solo S t a t o , oggi, che a m m i nistri l e g a l m e n t e le a c q u e superficiali... e il
codice p r o p o s t o d a r e b b e ai r a p p r e s e n t a n t i statali per l ' a c q u a la responsabilità ed i mezzi
per a m m i n i s t r a r e le a c q u e superficiali e quelle
s o t t e r r a n e e ».
( F r a le obbiezioni che figurano nel d i b a t t i t o
relativo e messe in evidenza d a chi p r o p o n e v a
la legge, si legge: « V i p o t r a n n o essere difficoltà
perché nella m a s s i m a p a r t e di q u e s t o S t a t o , si
possiede poche informazioni
sulle risorse
di
acqua sotterranea »).
« Lo Stato del Colorado impedisce
della Legge per l'acqua ».
l'applicazione
« È s t a t a f a t t a ingiunzione all'ingegnere di
S t a t o , di soprassedere all'applicazione della
Legge sulle a c q u e s o t t e r r a n e e del Colorado, dat a t a del 1965, d a n d o m o d o al c i t t a d i n o M a n n
di riaprire l'erogazione dei suoi pozzi, chiusa
legalmente il precedente luglio. L a chiusura
era s t a t a i m p o s t a per t e m p o i n d e t e r m i n a t o .
Il Mann fece opposizione dicendo che la
legge era incostituzionale...
L a Legge, discussa al presente nel Colorado,
p e r m e t t e all'ingegnere di S t a t o di f a r chiudere
immediatamente
quei pozzi che traggono a c q u a
d a corsi superficiali, a cui altri h a n n o già
diritto.
... ordini emessi a t t u a l m e n t e impediscono
all'ingegnere di S t a t o di applicare la legge fino
a che la sua costituzionalità sia s t a t a dimostrata.
« I produttori
di pozzi dell' Illinois
la Legge sulle tubature ».
combattono
« Venti p r o d u t t o r i di pozzi e di installazioni
di pompe, h a n n o v i n t o u n a causa c o n t r o la
Legge delle licenze statali per la posa di t u b a zioni.
... La legge impone... siano in possesso di
licenza p r i m a di eseguire qualsiasi lavoro di
t u b a z i o n i che p a r t a d a u n i t à in p o m p a m e n t o ,
includendo le caldaie idriche a pressione, per
la f o r n i t u r a d ' a c q u a . . .
Si a p p l i c h e r a n n o m u l t e e si i m p r i g i o n e r a n n o
i trasgressori n o n m u n i t i di regolare licenza...
D u e f a t t o r i figurano nella decisione della
Corte che giudicò la contesa, in f a v o r e ai prod u t t o r i di pozzi:
— i p r o d u t t o r i di pozzi ed installatori di
p o m p e n o n possono essere soggetti alla Legge
per la posa di tubazioni, e a r e l a t i v a licenza.
— i p r o d u t t o r i di pozzi h a n n o il d i r i t t o di
agire e l a v o r a r e senza d i v e n t a r e soggetti a
Licenza per la posa delle t u b a z i o n i .
* * *
Ecco alcuni stralci di a t t i v i t à legale negli
S t a t i U n i t i di odierna freschezza. N o n si p u ò
p a s s a r e s o t t o silenzio il f a t t o , che se a n c h e in
I t a l i a vi fossero Leggi consimili, che potessero
i m p e d i r e di p o m p a r e a c q u a , in circostanze che
n o n possiamo a n c o r a b e n definire per m a n c a n z a
di s t u d i o preliminare, n o n si s a r e b b e r o verificati quegli a b b a s s a m e n t i dannosi, e, forse,
pericolosi, delle f a l d e idriche che oggi v i e p p i ù
affliggono p a r t e d e i l ' i n d u s t r i a e della cittadin a n z a , in casi che si v a n n o f a c e n d o t r o p p o
f r e q u e n t i . Ciò n o n v u o l dire che la soluzione
consista solo in quello: il d a n n o per eccessivo
pompamento, va eliminato coll'aumentare artificialmente
l ' a p p o r t o che n a t u r a d à allo s t r a t o
a c q u i f e r o , con u n a immissione artificiale d ' a c q u a : d a fiumi, laghi, ecc. I n I t a l i a , a b b i a m o
anche la conservazione delle a n t i c h i t à : ossia,
in zone a forte « potenziale artistico-economico »,
si h a il compito di difendere con ogni impegno
sia l ' a b b a s s a m e n t o delle acque sotterranee,
che p u ò generare u n corrispondente abbass a m e n t o di potere di sostegno del suolo, e
minacciare i f a b b r i c a t i artistici dalle loro fondazioni, sia il prodursi di alluvioni, che si
generano « anche » per il m a n c a t o assorbimento
di acque meteoriche, da t e r r e n o che non ne h a
più il potere, per cause che dipendono dall'opera
dell'uomo.
P e r t a n t o : è utile contemplare i titoli delle
associazioni legalmente riconosciute, che in
America si occupano della « difesa della salute
pubblica, delle acque, dell'aria, ecc. » contemporaneamente;
e qui sopra ne a b b i a m o d a t i
alcuni, citati in u n o dei t a n t i articoli americani
che t r a t t a n o di controversie per utilizzazioni
idriche, difeso di diritti, operazioni della
collettività, che in America a r r i v a facilmente
e colla massima efficacia ai Tribunali, e prom u o v e decisioni e sentenze che disciplinano
e gli u t e n t i e gli a d d e t t i alla produzione idrica:
c h i a m i a m o in t a l modo semplice la f o r n i t u r a
d ' a c q u a all'industria ed ai c o n s u m a t o r i domestici.
E in I t a l i a ? Forse che le n o s t r e sfere operative, n o n sono all'altezza del loro compito ?
I n p r a t i c a si c o n s t a t a f a c i l m e n t e il contrario:
i n o s t r i ingegneri, a d d e t t i all'applicazione di
leggi o i n c o m p l e t e o sorpassate, sono c e r t a m e n t e
di valore, n o n foss'altro che per i differenti
compiti a cui sono c h i a m a t i . Noi a b b i a m o ancora
il professionista che h a s t u d i a t o « t u t t e le
tecniche », e che fino al giorno del suo p r i m o
impiego, n o n sapeva cosa dovesse ricordare e
cosa potesse t r a s c u r a r e di t u t t o l'enorme bagaglio scientifico che la scuola gli h a i m p o s t o
di i m p a r a r e , p r i m a di dargli f a c o l t à di lavorare,
in p r o p r i o o per altri. Ma questo s t a t o di f a t t o ,
è d o v u t o alla scarsità di lavoro in relazione
alla c a p a c i t à molteplice dei n o s t r i laureati.
I n America, e m a n m a n o nei paesi progrediti
t e c n i c a m e n t e , la situazione è c o n t r a r i a . Io ho
visto figli di d i r e t t o r i di g r a n d i i n d u s t r i e petrolifere, in R o m a n i a , nel 1928-29, q u a n d o mi
o c c u p a v o di ricerche minerarie, l a v o r a r e a
42 gradi centigradi s o t t o zero (il g r a n d e inverno,
s t o r i c a m e n t e r i m a s t o per ora i n s u p e r a t o ) all ' a p e r t o , vicino a d u n a p o m p a che si m o v e v a
in m o d o m o n o t o n o e che n o n richiedeva n e m m e n o la sorveglianza. Il giovane americano, è
sicuro di avere u n posto, p e r c h é m a n c a n o i
tecnici, in c o n f r o n t o alle richieste. P e r t a n t o ,
le scuole p r o d u c o n o specialisti, di coltura ris t r e t t a , m a p r o f o n d a , e che possono venire
s u b i t o utilizzati dai d a t o r i di lavoro: il con-
trario di quello che accade nel nostro paese
per ragioni superiori, forse, a qualsiasi intervento o cambiamento.
Oggi, in Italia, le condizioni di alcuni settori della tecnica sono grandemente alterate
dallo sviluppo subitaneo e veloce. Occorrono
anche da noi gli specializzati, in t u t t i i settori,
dai giovani, agli anziani. E occorre, soprattutto,'
un insieme legislativo, che possa rapidamente
e con mano felice rimediare ai mali che il
subitaneo sviluppo opera, allo scopo di non
arrestarlo e di non renderlo assai dispendioso,
in alcuni campi.
La situazione nostra non è facile. Vi sono le
piccole industrie, che rappresentano molta virtù.
Dai dati di fatto, quando la legge chiama a
rendere conto i piccoli industriali, essi non
possono accettare le condizioni tecnico-economiche che la buona pratica impone. Se essi
inquinano le acque, non hanno, generalmente,
il potere nè i mezzi finanziari per depurarle
prima di immetterle, diremo quasi, dove capita,
indifferentemente: non per mancanza di comprensione o di buona volontà, ma in causa
dell'impossibilità derivante dall'onere
finanziario che tale depurazione imporrebbe.
Ora, l'uomo ha studiato a fondo, ed applicato, d u r a n t e millenni, la tecnica per c a t t u r a r e
acque e distribuirle. Gli acquedotti romani,
suscitano ancor oggi, e non soltanto nella campagna romana, la più profonda meraviglia.
Ma la raccolta delle acque di scarico, d a v a
forse allora pensieri eccessivi ? I n nessun modo.
Gli scarichi cittadini e, se possiamo dire, industriali di allora, erano biodegradabili; ossia,
gli elementi microbici n a t u r a l i e spontanei lì
riducevano allo stato di non agressività per
la salute u m a n a . Ma oggi... Spesso, un comune
avente una conceria, anche piccola, nei propri
confini, ha, in pari t e m p o un inquinamento,
più o meno grave per immissione di cromo
nelle acque freatiche.
I legislatori debbono essere messi in presenza di casi ben chiari e risolvibili.
Innanzi t u t t o , occorre fare il censimento
delle acque e delle industrie inquinanti; della
capacità della stratigrafia, sotto di queste, di
difendere le acque sotterranee dagli inquinamenti che provengono da scarichi abusivi o
tecnicamente condannabili.
E la singola industria, non dovrà venire
caricata di t u t t o l'onere che impone la difesa
alle acque di t u t t i . Si potranno costituire dei
Consorzi per la depurazione delle acque, i cui
oneri, p a r t e saranno affrontati dagli interessati
diretti, e, parte, dagli interessati indiretti- che
siam t u t t i noi. Nuove tasse ? Saran meno gravose della imposizione a dati settori industriali
di far fronte m proprio ad una difesa che beneficia anche gli estranei. Agendo in modo differente, fra breve molti prezzi di prodotti industriali, dovranno essere aumentati, in se<mito
delle necessarie imposizioni che colpiranno i
fabbricanti, e causate dalla depurazione delle
acque di scarico, sempre costose.
Sarebbe interessante il conoscere q u a n t o
acciaio, quante automobili, quanti altri prodotti industriali sarà possibile produrre in date
zone di nuovo avvento industriale, per paragonarli coi programmi che il finanziamento ha
previsto, tenendo conto delle limitazioni n a t u rali e non sormontabili (se non applicando la
«ricarica» artificiale di ricchezza idrica, ao-li
strati acquiferi) imposti dal q u a n t i t a t i v o ' d ' a c qua esistente nel sottosuolo. Salvo che in Alta
Italia — ed ora anche qui tale limitazione si
prospetta sempre più gravosa — t u t t o il resto
del bel paese ha scarsità d'acqua. Perché, allora, non proporzionare, innanzi t u t t o , lo'sviluppo di u n a regione alla ricchezza idrica
superficiale, pluviale, e sotterranea ? Solo perché
è possibile fare ricircolare l'acqua e riusarla ?
Certamente. Col pericolo, però, quando sarà
scaricata definitivamente, dopo ricircolazione,
di vederla percolare, sempre eccessivamente,
a t t r a v e r s o u n a stratigrafia superficiale permeabile, e raggiungere gli strati acquiferi, e
inquinarli maggiormente che se essa fosse s t a t a
scaricata ancora poco carica di p r o d o t t i nocivi,
prima della ricircolazione.
Certo, necessità non vuol legge. Non vuol
legge ? Ma oggi, siamo davanti-'prima della ricircolazione a necessità idriche che, invece, chiamano ad jalta voce una piena azione legislativa.
L'alimentazione
come scienza e come arte
Emanuele
Il recente Salone torinese dell'alimentazione — un'iniziativa originale che meriterebbe
la notorietà di quello dell'Automobile — h a
suggerito considerazioni delle quali alcune appartengono alla scienza, altre all'arte. C'è pure
un lato artistico che investe ovviamente l'estetica degli alimenti o, meglio, la presentazione
degli stessi nei classici contenitori e in quelli
moderni, che sono o r a di moda, imposti e
proposti congiuntamente dall'economia e dall'igiene.
Le considerazioni di n a t u r a scientifica appartengono alla schiera degli specialisti in fisiologia alimentare, la sobria prosa dei quali
dovrebbe essere ospitata dai grandi giornali di
infor mazione, poco poco ne avvertissero l'import a n z a . Si ha invece l'impressione che in Italia all'educazione alimentare sia sufficiente la pubblicità della Radio TV. Non si esclude che la
segnalazione di questo o di quel p r o d o t t o alim e n t a r e possa ridestarne o accrescerne il consumo, imprimersi nella memoria visiva e auricolare meglio, molto meglio, dell'escursione
mentale sullo spazio pubblicitario dei giornali,
ma è escluso che possa bastare nei suoi scopi
e nei suoi effetti. Gioverebbe perciò inquadrare,
divulgare, le componenti biologiche degli alimenti onde evitare, nella utilizzazione dei medesimi, errori macroscopici. Errori che si commettono a p p u n t o perché di ognuno si conoscono
a malapena le virtù. Ne viene che si consumano
a b b o n d a n t e m e n t e i salumi — alimenti termodinamogeni — nella stagione estiva d o m i n a t a
dal caldo, e doviziosamente f r u t t a e ortalizie
succolente — debolmente termodinamogene —
nella stagione invernale contrassegnata d a l
freddo.
La divisione più elementare dei componenti
l'alimentazione u m a n a li i n q u a d r a in glucidi,
lipidi e protidi.
I primi, i quali chimicamente altro non
sono che idrati di carbonio (zuccheri, amido, ecc.), prevalgono nella maggioranza dei
prodotti commestibili della n a t u r a e dell'agricoltura. Essi forniscono all'organismo, aliment a n d o n e il glicogeno, gran p a r t e dell'energia
Battistelli
necessaria sia alle funzioni vitali (respirazione,
circolazione sanguigna, ecc.) che al ripristino
di quella spesa nella quotidiana necessità di
movimento e di lavoro. Le q u a n t i t à eccedenti
il bilancio energetico si trasformano i n grasso.
Ne prendano nota coloro che paventano la
pinguedine.
I secondi, di cui sono veicoli t u t t e le sostanze
grasse (olio, burro, lardo), si accumulano in
particolari sedi ove costituiscono depositi di
energia. M a essi sono per lo più scrigni di
vitamine — di quelle beninteso liposolubili come la A a n t i n f e t t i v a e la D antirachitica.
E infine si iegano a nuclei fosforati e azotati
per formarne nobili composti a funzione protettiva.
Gli ultimi sono edifici biologici le cui colonne p o r t a n t i sono rappresentate dagli aminoacidi. I n linea principale essi intervengono
nella costituzione e nella ricostituzione tissulari
del corpo, e in linea secondaria affluiscono alle
riserve energetiche e lipidiche del medesimo.
A questi t r e principali componenti si aggiungono le sostanze minerali, le vitamine, gli
enzimi e l'acqua, ciascuno avendo u n ruolo a
carattere costruttivo o a carattere protettivo,
e l'uno e l'altro insieme, come l'acqua metabolica che li reca i n dissoluzione.
A completarne il quadro giova aggiungere
l'alcool etilico e i composti alcaloidici che costituiscono l'anima rispettivamente del vino e
della birra, del t è e del caffè. Nonché l'acido
lattico — il cui effetto a n t i p u t r e f a t t i v o —
imprime u n a dignità superalimentare al latte
fermentato.
Poiché la rassegna, che staremo per affrontare abbraccerà il diadema enologico è il caso
qui di ricordare come l'alcool avochi a se u n
complesso di funzioni che lo nobilita. L'alcool
etilico — il meno violento della serie alcooligena — ha i n f a t t i funzioni energetiche, stimolanti e digestive. Eccita i n dosi morigerate,
quali sono quelle contenute dal vino e dalla
birra, i centri nervosi, l ' a p p a r a t o muscolare
eliminandone le tossine, e l ' a p p a r a t o digestivo
facilitando la secrezione peptica.
L ' a s p e t t o artistico è nella esteriorità degli
alimenti, ossia nella moda di confezionarli e di
vestirli. Salumi e salse, marmellate e conserve,
succhi e gelati, sono racchiusi in contenitori
di vetro, o di plastica, non più nudi e anonimi.
Si direbbe che ogni d i t t a p r o d u t t r i c e faccia a
gara per a f f r o n t a r e il mercato a viso aperto.
L ' a r t e è poi anche nella sostanza degli alimenti stessi, s o p r a t t u t t o di quelli liquidi: dai
vini ai liquori, dalla birra ai succhi di f r u t t a ,
dal l a t t e alle sue b e v a n d e f e r m e n t a t e . È app u n t o nel settore delle b e v a n d e che è individuabile maggiormente l'arte, intesa nel significato
contrapposto a « n a t u r a » , d a t o che q u e s t a comprende t u t t e le produzioni in cui la f a n t a s i a
e l'abilità dell'uomo non h a n n o nessuna p a r t e .
E che altro sono se non prodigio d ' a r t e
- altri direbbe di tecnica, per usare u n t e r m i n e
più usato e m o d e r n o — le originali edizioni del
latte, da quelle sinergizzate alle f e r m e n t a t e ?
E che altro sono se non a l t r e t t a n t e opere d ' a r t e
le molte edizioni vinicole, nelle quali al prodigio
della n a t u r a si aggiunge l'abilità tecnologica
dell'uomo ?
P r e n d e t e la s o v r a n a delle b e v a n d e : il l a t t e .
Tale e quale non offrirebbe al pubblico a l c u n a
seduzione. Suscita invece interesse quello arricchito di destrina, zucchero e m a l t o : sostanze
energetiche che ne accrescono l ' a p p e t i b i l i t à
e il potere n u t r i t i v o . P i ù del l a t t e p a s t o r i z z a t o e
omogeneizzato — quindi b a c t e r i c a m e n t e innocuo e facilmente digeribile — suscitano interesse
la p a n n a p a s t o r i z z a t a ; lo y o g h u r t sia n o r m a l e
che magro, sia omogeneizzato che condito alla
f r u t t a ; i gelati al latte, il cui c o n s u m o n o n è
più l i m i t a t o ai mesi caldi; i budini al l a t t e , che
costituiscono u n a leccornia n o n più s o l t a n t o
per i b a m b i n i ed i vecchi.
I n t u t t e le rassegne dietetiche, a n c h e nella
recente di cui parliamo, n o n c'è s t a t o m a i m o d o di
f a r conoscenza con il kefir e con il k o u m y s ,
i due d e r i v a t i del l a t t e n o n m e n o n u t r i t i v i è
igienici dello y o g h u r t . Ne differiscono per il
f a t t o che, oltre ad avere in corpo acido lattico,
recano a n c h e p e r c e n t u a l i di alcool — sia p u r e
minime — e di a n i d r i d e carbonica che ne f a n n o
due bevande spumeggianti.
P r e n d e t e il vino. Il caleidoscopio i t a l i a n o
dei tipi è t a n t o vario e folto d a i n g e n e r a r e confusione. In ogni regione i tipi f o n d a m e n t a l m e n t e
si assomigliano — come le canzoni — p e r cui
riesce difficile a distinguerli a n c h e ai più q u a lificati d e g u s t a t o r i . Ogni regione n o n h a più
d ' u n o e vi si riconosce. E s a l t a n d o l i esalta sé
stessa, la p r o p r i a n a t u r a e la p r o p r i a tecnologia.
Il P i e m o n t e allinea i classici vini del
suo cospicuo d i a d e m a : Barolo, B a r b a r e s c o ,
G a t t i n a r a , Campiglione, Carema, F a r a , G h e m -
me, Lessona, Mottalciata, Sizzano, ecc.
fin-li
aristocratici del Nebbiolo —; Nebbiolo stesso
Grignolino, Dolcetto, B r a c h e t t o , Freisa, Bon a r d a . E in più i tipi bianchi: Cortese, Moscato
P i n o t e Riesling.
A b b i a m o enucleato dalla rassegna il Barbera, n o n perché non faccia p a r t e della dinastia enologica subalpina, di cui anzi è l'esponente più r a p p r e s e n t a t i v o — alla maniera del
Chianti in Toscana — m a perché merita u n
discorso a sé. Lo merita per il f a t t o di essere
da taluni dissacrato, r i t e n u t o privo di quei
q u a r t i di n o b i l t à che costituiscono a p p u n t o i
titoli di merito per la iscrizione nel G o t h a
enologico regionale e nazionale.
Perfino il Dalmasso — la cui competenza
enologica è di f a m a mondiale — preferisce al
B a r b e r a gli altri tipi, dal delicato Grignolino
al piacevolmente austero Dolcetto, nonché
— superfluo è il dirlo —- il Nebbiolo e la sua
folta stirpe.
Al D a l m a s s o s e m b r a eccessiva la produzione
di B a r b e r a , al quale a d d e b i t a esuberanza di
composizione che p o t r e b b e però essere a t t e n u a t a e s m u s s a t a dall'invecchiamento, il solo
che possa imprimergli, se non delicatezza, per
10 m e n o a u s t e r i t à p e r f e t t a di p r o f u m o e di
sapore.
Che la più p a r t e della produzione di B a r b e r a
conservi la originaria asprezza e r u v i d i t à si
p u ò a n c h e a m m e t t e r e . Ma nello stesso t e m p o
n o n v a escluso che la p r o d u z i o n e più tipica,
u n a v o l t a affinata, a s s u m e c o n n o t a t i di n o b i l t à
tali r i s p e t t o ai quali gli altri dei confratelli
regionali, dei congeneri nazionali e stranieri,
r i m a n g o n o offuscati. P r e n d e t e , p e r esempio!
11 « d a poco n a t o m a già a f f e r m a t o » Castello
di Gabiano, nel quale sono fuse t u t t e le v i r t ù
o r g a n o l e t t i c h e del Barolo senza esserlo, t u t t a
la m a s c h i a a u s t e r i t à del B a r b e r a senza evidenziarla. Al pari dei celebri C h a t e a u x francesi il
Castello di G a b i a n o è il B a r b e r a delle mense conviviali o n o r a t e dagli a r r o s t i e dalla selvaggina,
quello che — a v r e b b e d e t t o il B e r t a c c h i —
i n d u c e «alle confidenze care dell'amicizia che
si i n d u g i a a cena ». Altri su q u e s t o vino ha già
scritto che è regale e n o n svela la sua p a t e r n i t à
viticola, p r e s e n t a n d o s i come « Castello ». Vino
c o m u n q u e prodigioso, che h a p e r a l t r o u n solo
t o r t o : quello di a v e r e u n a p r o d u z i o n e l i m i t a t a
A p p e n a 250-300 e t t o l i t r i l ' a n n o .
È a p p a r s o a n c h e u n t i p o di B a r b e r a b i a n c o :
B a r b e r a di Schiavazza. Ma a l t r o è il B a r b e r a
rosso, a l t r o è il B a r b e r a bianco. T a n t o è maschile
l ' u n o q u a n t o a p p a r e f e m m i n i l e l ' a l t r o . Il B a r b e r a bianco h a la stessa a m b i g u i t à dei rosati.
Ma c^è chi li preferisce. E la p r o d u z i o n e perciò
non è immotivata.
Come per i vini, cosi anche per i formaggi
nessuno più si cristallizza in produzioni plebee.
La perfezione è oggi il leitmotiv tecnologico.
Nella fitta schiera dei tipi t u t t a v i a emergono
quelli di afto lignaggio, di nazionalità italiana,
danese, francese, olandese, elvetica, ecc.
Di nazionalità danese è il tenero friabile
nonché piccante D a n a b l u ; l'occhialuto H a v a r t i
dal sapore pieno con f o n d o piccante; il Samso
dal sapore delicato dolce di nocciola.
Di nazionalità francese il manipolo più
assortito c a p i t a n a t o dal R o q u e f o r t che arieggia
l'italiano Gorgonzola; dal Cantal che vorrebbe
essere u n emulo del n o s t r o G r a n a ; dal Marville,
la cui originalità la deriva d a l l ' a g g i u n t a di
prezzemolo e di altre erbe a r o m a t i c h e ; dal
Brie, dal C a m e m b e r t , e dal Geromé, t u t t i e
t r e a p a s t a molle salata e s t a g i o n a t a .
La celebre g a m m a elvetica h a n e l l ' E m m e n t h a l il t i p o p i ù a c c l a m a t o e, per a n t o n o m a s i a ,
« internazionale », superiore perfino ai r i n o m a t i
Gruwiera e Sbrinz, ai quali p e r a l t r o assomiglia,
m a sui quali h a il v a n t a g g i o di u n a maggiore
s a p i d i t à derivantegli dall'essere figlio di l a t t e
intero.
L a stirpe i t a l i a n a m e n o f o l t a di quella
f r a n c e s e e t u t t a v i a f a m o s a nei suoi 24 tipi
classici h a nel G r a n a il f o r m a g g i o dal sapore
prodigioso. L ' i n v e c c h i a m e n t o t r i e n n a l e ne f a
u n t i p o di color bianco paglierino, f i n e m e n t e
granuloso, con f r a t t u r a a scaglie, f o n d e n t e ,
piccante, sapidissimo. Nel sapore e nell'estetica
(le sue forme cilindriche h a n n o il peso di
25-40 kg ciascuna) n o n h a che pochi rivali.
Anzi per alcuni non ne a v r e b b e nessuno. Li
a v r e b b e t u t t ' a l più, in sede nazionale, nel
Pecorino bianco e nel Fiore sardo.
Anche la produzione casearia, al pari di
quella vinicola, obbedisce sempre, a u n a specifica a r t e che h a dei segreti e che t u t t a v i a
si compendia nel processo più o meno indov i n a t o di invecchiamento, di conservazione e di
presentazione.
L a m o d a dell'alimentazione si evolve. Oggi
più nessuno si a c c o n t e n t a di v i v a n d e e di bev a n d e mediocri, anonime, prive di personalità.
Perfino nelle ortalizie e nella f r u t t a si ricerca
a n c h e la bellezza esteriore — n o n meno che
l ' i n t e g r i t à e l ' i m m u n i t à — d a t o che l ' a s p e t t o
estetico è u n formidabile stimolo all'appetito.
Si direbbe che dignità di gusto ed eleg a n z a siano nella f r u t t a e nelle ortalizie due
valori paritetici. È a p p u n t o per questo che la
genetica li persegue, sia che si t r a t t i di pomacee
che di d r u p a c e e ; sia di a g r u m i che di u v e ;
sia di fragole che di l a m p o n i ; sia di peperoni
c h e di m e l a n z a n e ; sia di cavoli che di l a t t u ghe, ecc.
L a genetica d u n q u e n o n è i m p a r i al compito. P i u t t o s t o la commercializzazione aziendale
dei p r o d o t t i è deficiente. A sua a t t e n u a n t e
s t a però la carenza di personale.
Moda e Vacanze
nelle mostre
al Palazzo
del
Valentino
Alberto
Moda
binomio
di buon
elementi
tenziano.
U
"
e vacanze, ecco u n
destinato a iirocedere
accordo ed i cui due
m u t u a m e n t e si poL ' a n n o 1970 al Salone
di Torino Esposizioni si è aperto
con due manifestazioni, ormai
tradizionali, che a p p u n t o si
ispirano alla m o d a ed alle vacanze. È s t a t o un felice inizio
folcioristica con
c a s a c
" in ^
grezza. li
tessuto e a disegn, rossi e n e r i m o l t o e v i d e n t i e vistosi.
Vigna
che merita ricordare anche per
indicare le molte benemerenze
che l ' E n t e espositivo si è guadagnato e che t a n t o hanno cal a m i t a t o i visitatori verso la
c o o r d i n a t i in v e l l u t o s t a m p a t o a disegni a s t r a t t i e con gioielli di fantasia,
Le t i n t e sono vivaci e c o n t r a s t a n o con il c o l o r e dei pantaloni e della blusa.
Cosi v e d r e m o vestite le signore nelle prossime stagioni. A u t u n n o - i n v e r n o
c i t t à s v i l u p p a n d o n e gli interessi e t u t t o ciò per m e r i t o del
presidente eav. del lavoro Giuseppe Soffietti e del d i r e t t o r e
ing. prof. Carlo B e r t o l o t t i . Di
mese in mese le m o s t r e si susseguono, e di esse d a r e m o notizia nei successivi fascicoli della n o s t r a rivista.
* * *
I n u m e r i h a n n o u n loro pot e r e di r i c h i a m o q u a n d o f a n n o
cifra t o n d a , t a n t o p i ù se sono
legati allo scorrere degli anni,
dei lustri e dei decenni. F o r s e
a n c h e per q u e s t a r a g i o n e la
X X X edizione del Samia, svol-
1970-71.
tasi come di c o n s u e t o nel P a lazzo di Torino Esposizioni,
h a a v u t o m o l t a a t t r a t t i v a ed
h a s e g n a t o u n grosso successo
n o n s o l t a n t o come v o l u m e di
affari conclusi d u r a n t e le giorn a t e in cui h a f a t t o accorrere
t a n t o p u b b l i c o a Torino, ma
a n c h e come prestigio per la
m a n i f e s t a z i o n e che a d ogni t o r n a t a v e d e accrescere l'import a n z a e la v a l i d i t à della stessa
idea che h a suggerito la nascita a p p u n t o del S a m i a circa
quindici a n n i f a .
Il S a m i a h a s a p u t o i m p o r r e
nel s e t t o r e dell'economia connessa al c a m p o della m o d a la
sua originale formula, n a t a dalla
esigenza di facilitare la v e n d i t a
e la promozione di prodotti
dell'abbigliamento scegliendo i
m o m e n t i meglio a d a t t i alla loro
r a p i d a distribuzione con vantaggi comuni per gli acquirenti,
per i p r o d u t t o r i e per i distrib u t o r i . È questa u n a rassegna
che r a p p r e s e n t a u n o s t r u m e n t o
economico di indiscussa utilità,
il più i m p o r t a n t e in Italia ed
uno dei più rilevanti d ' E u r o p a .
P e r q u a n t o r i g u a r d a il nostro
paese si p u ò dire che nel
settore dell'abito confezionato
« p r o n t o da p o r t a r e » la m o d a
nasce a Torino, c i t t à che h a
u n a effettiva vocazione per
l'eleganza che h a origine dal
b u o n gusto e dalla sobrietà.
Mentre altrove firme illustri
p r e s e n t a n o le ultime creazioni
riservate ad u n r i s t r e t t o numero di compratori, al Samia
molte idee t r o v a n o la loro realizzazione p r a t i c a e commerciale e l ' a l t a m o d a d i v e n t a mod a i n d u s t r i a . Sul piano pratico
viene realizzato lo sposalizio
t r a f a n t a s i a e r e a l t à , t r a mirifiche speranze e concrete possibilità di acquisto. I n t r e n t a
edizioni il Samia h a f a t t o i
suoi collaudi ed h a a c q u i s t a t o
esperienza cosi d a divenire il
maggior m e r c a t o specializzato,
il « r e n d e z vous » obbligatorio
per t u t t i gli o p e r a t o r i del settore, d a t o che risponde alle
necessità commerciali dei suoi
u t e n t i e che in f a t t o di d a t e e
di specializzazione è u n m e r c a t o
a r t i c o l a t o in sede internazionale in m o d o d a s f r u t t a r e al
massimo le correnti stagionali
dei c o m p r a t o r i . Questi che abb i a m o elencato sono a l t r e t t a n t i
m o t i v i di successo, che, con
soddisfazione, si n o t a a Torino
crescente a d ogni t o r n a t a .
L a t r e n t e s i m a edizione p u ò
essere r i a s s u n t a in pochi dati
essenziali che sono i seguenti:
543 espositori di cui o t t a n t a
s t r a n i e r i ; q u a t t r o padiglioni occ u p a t i per u n ' a r e a di 35 mila
metri quadri; una partecipa-
7,ione di tecnici specializzati di
rilevante valore; acquirenti che
h a n n o superato il n u m e r o di
25 mila e di essi diverse migliaia
provenivano da paesi stranieri
di vari continenti. Taluni giungevano da molto lontano; si
sono a v u t i « buyers » che veniv a n o dal Giappone o dagli
Stati Uniti, da nazioni dell'Africa o del Medio Oriente,
dal Venezuela o dal K u w a i t ;
è s t a t o un p a n o r a m a di ospiti
t u t t i graditissimi che h a n n o
d a t o al X X X Samia un volto
di internazionalità anche più
a c c e n t u a t o che nelle precedenti
edizioni.
Molto significativa è s t a t a la
r i n n o v a t a partecipazione della
Fédération frangaise des Industries du vétement che sotto
l'insegna di « Paris B o u t i q u e »
ha r a g g r u p p a t i oltre v e n t i firme
del « p r é t a p o r t e r ». P e r la
p r i m a volta l'industria germanica dell'abbigliamento h a voluto essere p r e s e n t e con u n a
scelta di d i t t e che ufficialmente
h a n n o esposto i risultati del
lavoro tedesco; gli espositori
erano tredici e già si sa che
nel mese di s e t t e m b r e prossimo
il n u m e r o a u m e n t e r à . Anche
l'inglese Clothing Export h a part e c i p a t o con 20 i n d u s t r i e seguendo ormai u n a t r a d i z i o n e
che ha diversi precedenti nelle
edizioni degli scorsi a n n i .
U n o dei meriti maggiori del
Samia è di f a r conoscere a n c h e
all'estero l ' i n d u s t r i a
italiana
dell'abbigliamento. I n E u r o p a
a t t u a l m e n t e F r a n c i a ed I t a l i a
si c o n t e n d o n o il p r i m a t o nel
« p r è t a p o r t e r »; la G e r m a n i a
t e n t a di seguirne l'esempio, m a
le occorreranno a n c o r a m o l t i
a n n i per p o t e r a v e r a u t e n t i c h e
speranze di competizione; la
I n g h i l t e r r a h a messo in bilancio
centinaia di milioni di sterline
per f r o n t e g g i a r e la concorrenza
italiana nei prossimi lustri; la
S p a g n a subisce il n o s t r o influsso
e lo stesso a c c a d e in t u t t a
l'area dell'America meridionale
e centrale. Negli S t a t i U n i t i e
nel Canadà q u a n d o u n oggetto
di abbigliamento, siano abiti
confezionati, scarpe o maglierie, viene p r e s e n t a t o con il cartellino « Made in I t a l y » è des t i n a t o ad un sicuro successo.
Infine si p u ò dire che la stessa
Francia, u n t e m p o indiscussa
protagonista, ora risente la suggestione dei maestri di moda
italiani; succede nel campo dell'abbigliamento lo stesso fenomeno che si registra nell'automobilismo per la linea delle
macchine e delle carrozzerie che
vedono gli stilisti italiani dominatori.
Si p u ò a f f e r m a r e con sicurezza che la m o d a italiana è in
espansione. Ad essa, d a n n o il
loro contributo ideatori, tecnici, lavoratori di t u t t e le regioni d ' I t a l i a ; come è dimos t r a t o dal f a t t o che da alcuni
Samia viene seguita con molta
attenzione la presenza deWIstituto per V assistenza e per lo
sviluppo
del Mezzogiorno
che
h a p a t r o c i n a t o l ' i n t e r v e n t o di
22 aziende meridionali; è la
miglior testimonianza della partecipazione del Sud all'affermarsi della m o d a italiana nel
mondo.
P e r q u a t t r o giorni nel mese
di febbraio, dal 1.3 al 16, u n
esercito di belle ragazze, oltre
settecento, h a n n o jiresentato
X X X Samia - Bellezza ed eleganza di m o d e l l i p r e s e n t a t i sulle pendici del Castello Medioevale a T o r i n o .
ad u n pubblico selezionatissimo,
d a t o che l'ingresso è esclusivam e n t e ai p r o d u t t o r i e ai compratori, le anticipazioni della
n u o v a moda i n t e r p r e t a t a in
oltre 50 mila modelli.
Ci si p u ò chiedere: come vestiranno le d o n n e nelle prossime
stagioni d e l l ' a u t u n n o e dell'inverno '70-'71 ? Con l ' a n n o che
inizia il decennio si J D U Ò dire
che si è sollevato u n lembo
del mistero che avvolge il « futuribile » della m o d a . Bisogna
ricordare che la m o d a a p p u n t o
sta a t t r a v e r s a n d o u n periodo
di p r o f o n d a t r a s f o r m a z i o n e . U n
p r o b l e m a che sta molto a cuore
n o n s o l t a n t o alle donne, m a
a n c h e agli uomini, e cioè quello
delle gonne corte o delle gonne
lunghe n o n è s t a t o a n c o r a risolto. L a sigla dei t r e « M »
a v r à pieno valore: in f a t t o di
lunghezza si a v r a n n o le mini
ridottissime, le m a x i fino alla
caviglia e le midi che si ferm e r a n n o al polpaccio. A queste
t r e « M » se ne p o t r à aggiungere
u n a q u a r t a : le gonne medie
s a r a n n o quelle m o l t o p o r t a t e
e come sempre g i u n g e r a n n o al
ginocchio. I n sostanza vi sono soluzioni diversissime, nelle
quali è lasciata u n ' a m p i a facoltà di scelta. Gli stessi grandi
sarti h a n n o n o t a t o che diviene
sempre più difficile i m p o r r e le
loro idee. Le d o n n e di oggi n o n
a c c e t t a n o più p a s s i v a m e n t e i
« d i k t a t » dei g r a n d i operatori,
dei più noti creatori; vestono
come vogliono. I n altre parole
n o n a m m e t t o n o più di essere
soggette alla m o d a ; i n t e n d o n o
divenirne le creatrici ciascuna
per sé stessa, con le sue particolari esigenze, desideri e t e n d e n z e .
T u t t o ciò vale s o p r a t t u t t o
per i giovani. È luogo comune
dire che ragazzi e ragazze vestono in modo molto trasand a t o . Non è esatto: i giovani
impongono delle idee originali
ed h a n n o p r o d o t t o u n a brusca
frattura, tracciato un profondo
solco t r a la m o d a di ieri e
quella di oggi. F a n n o dell'abito u n complemento i m p o r t a n t e
della v i t a di t u t t i i giorni, m a
desiderano che sia i m p r o n t a t o
a p r a t i c i t à ed a scioltezza.
Le tendenze per l'abbigliam e n t o femminile per le prossime stagioni in f a t t o di colori
sono nella g a m m a delle t i n t e
n a t u r a l i che dal beige chiaro
v a n n o fino al m a r r o n e caffè.
Si v e d r à m o f t o u n particolare
colore, d e t t o rosso etrusco, che
si sviluppa con s f u m a t u r e accese e si spegne nella t i n t a
p r u g n a ; infine si a v r à l'azzurro
Tiepolo. In f a t t o di tessuti in
primo piano i tweed a t r a m a
grossa con macro disegni, lane
spugnose, tessuti in fibre sintetiche, velluti operati; anche
l'uso della pelle caratterizzerà
molti modelli.
P e r gli uomini a n d r a n n o di
moda i maxi cappotti, i giacconi lunghi, i completi a maglia; i tessuti p r e s e n t e r a n n o
grandi o anche micro disegni
con prevalenza di colori grigi,
marroni, blu; il nero t o r n a con
insistenza. La linea maschile sarà
i m p o s t a t a ad uno stile r o m a n tico alla George Sand ed a quegli
inconfondibili c a p p o t t i lunghi
che erano a m a t i da Puccini.
Concludendo si p u ò dire il
X X X Samia h a p i e n a m e n t e
c o n f e r m a t o i successi delle precedenti t o r n a t e . H a ragione il
conte Ferruccio D u c r e y Giordano, presidente, che è assistito dal segretario generale
d o t t . ^Vladimiro Rossini; egli
si è d e t t o s o d d i s f a t t o delle giorn a t e che h a n n o visto Torino
cosi viva in questo settore della
m o d a . H a perciò pieno valore
q u a n t o egli ha a v u t o occasione
di a f f e r m a r e q u a n d o h a definito
il Salone m e r c a t o dell'abbigliam e n t o u n ' i n i z i a t i v a che « offre
all'industria italiana e s t r a n i e r a
u n a r i b a l t a di eccezionale prestigio per il lancio dei loro proG i o c h i a l j a l o n e delle vacanze nel Palazzo di
d o t t i . È u n luogo di i n c o n t r o
t r a la d o m a n d a e l'offerta, u n
organismo valido a stimolare
suo impiego a s s u m o n o il signil ' a g g i o r n a m e n t o tecnico e a
ficato di un assillo, sono divemigliorare i r a p p o r t i t r a p r o d u n u t i u n f e n o m e n o sociale, u n
zione e distribuzione ».
p r o b l e m a che richiede soluzioni in g r a d o di soddisfare milioni di persone. P e r indicare
Il Salone i n t e r n a z i o n a l e delle
come utilizzare le vacanze, quelv a c a n z e e del t u r i s m o : ecco
le l u n g h e d e l l ' e s t a t e od a n c h e
u n ' a l t r a m a n i f e s t a z i o n e che d a
quelle brevi dei « p o n t i » e dei
alcuni a n n i sta o t t e n e n d o m o l t o
fine s e t t i m a n a , il Salone intersuccesso.
nazionale che si i n t i t o l a apCon lo slogan « Viaggiate
p u n t o alle v a c a n z e al t u r i s m o
oggi, p a g a t e d o m a n i » la rateized allo s p o r t h a suggerito m o l t e
z a t o n e , q u e s t o m o s t r o della
valide idee. A d esso h a n n o p a r civiltà dei consumi, h a s e g n a t o
t e c i p a t o 17 paesi; e r a n o inseormai a n c h e il s e t t o r e delle
rite a n c h e la r a s s e g n a del m o t o v a c a n z e . Il t e m p o libero ed il
ciclismo e della n a u t i c a , la
T o r i n o Esposizioni: una giovane e bella arcie
m o s t r a del campeggio e del
c a r a v a n n i n g , della caccia e della pesca ed il p r i m o salone
delle piscine e degli i m p i a n t i .
Si è t r a t t a t o i n s o m m a di u n a
grande panoramica, anticipata
di qualche mese, della v i t a
estiva al m a r e , sui laghi, sui
m o n t i e dei modi di viaggiare
sempre più confortevolmente.
I n effetti è u n a g r a n d e conq u i s t a del n o s t r o t e m p o il f a t t o
che gli u o m i n i si s e n t a n o c i t t a dini del m o n d o , o v u n q u e a
casa p r o p r i a o quasi.
Il discorso vale p e r t u t t i i
popoli, per t u t t e le nazioni,
Il Salone delle vacanze
ha presentato anche alcune piscine;
m a ha u n significato particolare
per gli i t a l i a n i . D i a n n o in a n n o
cresce il n u m e r o degli i t a l i a n i
che v a n n o all'estero, m a aum e n t a c o n t e m p o r a n e a m e n t e ed
i n m i s u r a m a g g i o r e q u e l l o degli
s t r a n i e r i che v e n g o n o d a noi.
N e l 1969 a b b i a m o o s p i t a t o 3 1
milioni di p e r s o n e p r o v e n i e n t i
da altri S t a t i e continenti con
u n 8,3 p e r c e n t o in p i ù r i s p e t t o
a l l ' a n n o p r e c e d e n t e . È difficile
c a l c o l a r e la q u a n t i t à di m o n e t a
i m p o r t a t a d a p a r t e degli o s p i t i ,
m a si -fanno c i f r e c h e si a g g i r a n o
a t t o r n o ai mille m i l i a r d i di lire.
I n s o m m a , il t u r i s m o è d i v e n u t o
la p i ù g r a n d e i n d u s t r i a n a z i o n a l e . S e m p r e nel '69 le p r e s e n z e
degli s t r a n i e r i s o n o s t a t e v a l u t a t e in o l t r e 68 m i l i o n i di giorn a t e con u n a maggiorazione
del 15 p e r c e n t o c h e è la p i ù
alta dell'ultimo
quinquennio.
eccone una che è stata m o l t o a m m i r a t a per la tecnica c o s t r u t t i v a e il costo c o n t e n u t o .
S e n z a t e m e r di essere a c c u s a t i di eccessivo o t t i m i s m o poss i a m o r i t e n e r e c h e il m e r c a t o
i t a l i a n o o f f r e p o s s i b i l i t à di u l t e riori s v i l u p p i ,
essenzialmente
p e r q u a n t o r i g u a r d a le f e r i e
degli i t a l i a n i stessi. S e c o n d o
u n a i n d a g i n e dell'ISTAT solt a n t o t r e i t a l i a n i s u dieci si
r e c a n o f u o r i della loro a b i t u a l e
residenza per trascorrere un
p e r i o d o di r i p o s o ; su 54 m i lioni, q u a n t i s i a m o a t t u a l m e n t e ,
p o c o p i ù di 14 milioni si m u o v o n o p e r le v a c a n z e (si i n t e n d o n o t a l i le p e r m a n e n z e di
almeno q u a t t r o giorni) e nella
loro c o m p o s i z i o n e u n p o c o m a g giore è il n u m e r o delle d o n n e
su q u e l l o degli u o m i n i . I n o l t r e ,
n e l l a d i v i s i o n e r e g i o n a l e , si v a
d a u n 42 p e r c e n t o della L o m b a r d i a , 38 del P i e m o n t e , 35
del T r e n t i n o - A l t o Adige, 33 del
L a z i o alle cifre b a s s e del 14 p e r
la C a l a b r i a ed il Molise e del
12 p e r la B a s i l i c a t a e gli A b r u z zi. F r a le r e g i o n i i t a l i a n e preferite è in testa l'Emilia-Romagna, seguita dalla Liguria,
dal Veneto, dalla Toscana, dal
L a z i o e d a l P i e m o n t e . Il m a r e ,
ed i l a g h i h a n n o c o s t i t u i t o il
m a g g i o r r i c h i a m o con il 52,3 p e r
c e n t o ; le m o n t a g n e h a n n o a t t r a t t o il 22 p e r c e n t o e le z o n e
collinari il 12 p e r c e n t o . Il
m e z z o di t r a s p o r t o p i ù utilizzato dagli italiani per recarsi
in v a c a n z a è s t a t o l'automobile
p r o p r i a ( 5 1 , 5 % ) , s e g u e il t r e n o
( 2 6 , 6 % ) , le a u t o l i n e e e le a u t o
a noleggio (12%).
A n c h e se la e s p o s i z i o n e è
a v v e n u t a quando ancora non
si e r a f u o r i d a l l ' i n v e r n o , t u t tavia non era t r o p p o presto per
p e n s a r e a c o m e d i v e r t i r s i in
e s t a t e ed a dove a n d a r e per
ricercare la pace, il sole, l ' a c q u a
pulita e, cosa s e m p r e più difficile, la t r a n q u i l l i t à ristoratriee.
Al Salone è s t a t o possibile pren o t a r e viaggi, escursioni, perm a n e n z e all'estero,
crociere,
escursioni in t u t t e le p a r t i del
m o n d o ed alle migliori condizioni. L ' o p e r a t o r e t u r i s t i c o diviene u n personaggio qualific a t o nella v i t a m o d e r n a . I suoi
consigli sono quelli di u n tecnico, possono essere m o l t o utili
e f a r r i s p a r m i a r e d a n a r o . Le
agenzie h a n n o p r e d i s p o s t o viaggi a l l e t t a n t i con ogni mezzo di
t r a s p o r t o ed alla p o r t a t a di
t u t t e le borse.
L a motorizzazione delle v a canze è s t a t o u n o dei t e m i
s v i l u p p a t i . S e m b r a che prossimamente dovremo
sostenere
l'assalto delle m o t o c i c l e t t e , che
si s p e r a i c o s t r u t t o r i a v r a n n o il
b u o n senso di r e n d e r e p e r q u a n t o è possibile n o n t r o p p o r u m o rose. A fine s e t t e m b r e scorso
ne c i r c o l a v a n o q u a t t r o milioni;
si p r e v e d e u n i n c r e m e n t o n o t e vole d o v u t o a n c h e al f a t t o che
crescono le richieste delle « 125 »
e delle « 50 » per i r a g a z z i che
n o n h a n n o a n c o r a 14 a n n i e
che p r o p r i o n o n se la s e n t o n o
di p r o m e t t e r e i m p e g n o per lo
che c o s t a n o poco più di cento
studio se non si fa loro brillare
mila lire ai g r a n d i mezzi nautici
la s p e r a n z a del regalo t a n t o
per crociere di a m p i o sviluppo;
a t t e s o per la promozione. Alcudai fucili per i safari e per
ne m o t o possono a n c h e a n d a r e
a b b a t t e r e leoni e rinoceronti
sulle m u l a t t i e r e o sui terreni
(ma perché, come dice il titolo
sabbiosi.
di u n film, « n o n li lasciamo
Cresce la m o d a del campegvivere ? ») alle m a c c h i n e fotogio a n c h e d a noi, se p u r longrafiche per i s a f a r i m o d e r n i e
t a n a dal successo che q u e s t a
civili, intesi a r i p r e n d e r e le
i n t e r p r e t a z i o n e delle v a c a n z e
scene della n a t u r a ed a docuha all'estero d o v e è t a n t o più
m e n t a z i o n e ; dai fornelli alle
diffusa. Vi sono r o u l o t t e s e
corde per ascensioni, ecc.
t e n d e di ogni t i p o e m i s u r a :
R e s t a d a dire del salone
d a quelle i m m e n s e che, affiandelle piscine: che possono essere
cate, r a p p r e s e n t a n o delle vere
g r a n d i od a n c h e m o l t o piccole e
villette con persino l'ingresso
q u i n d i proponibili per borse
di servizio, a quelle minuscole
m o d e s t e e spazi r i s t r e t t i . U n a ,
come u n a speciale t e n d a a d u e
però, m e r i t a u n a speciale segnaposti gonfiabile con u n a p o m p a
lazione: è l u n g a 12 m e t r i e
d a bicicletta che f o r m a u n rimezzo per 5 e mezzo e p r o f o n d a
p a r o p r o t e t t i v o e serve « d a
u n m e t r o e 50 c e n t i m e t r i . L ' a c ripiego per gli ospiti che v e n qua è costantemente depurata
g o n o a t r o v a r v i e che n o n
d a u n filtro sterilizzatore e n o n
p o t e t e accogliere nella r o u l o t richiede r i c a m b i . Il costo è di
te ». È i n s o m m a q u a s i u n a
d u e milioni e 139 mila lire.
« d e p e n d a n c e » s u b i t o disponiQuasi si p u ò dire: il lusso alla
bile con p o c a f a t i c a e con il
p o r t a t a di t u t t e le borse d a t o che
v a n t a g g i o di e v i t a r e la coabiil prezzo per u n i m p i a n t o cosi
t a z i o n e in u n o spazio r i s t r e t t o .
complesso n o n è d a v v e r o m o l t o
U n a v a s t i s s i m a g a m m a di
a l t o . I n I t a l i a n o n si v e d o n o a n prodotti è stata offerta all'atcora m o l t e piscine; è d a a u s p i c a t e n z i o n e del p u b b l i c o in t u t t i
re che crescano a n c h e p e r c h é gli
i s e t t o r i della v i t a a l l ' a r i a a p e r italiani, p o p o l o di m a r i n a i , i m p a t a e dello s p o r t ; dai b a t t e l l i n i
rino finalmente t u t t i a n u o t a r e .
Note di documentazione tecnica
Giuseppe
Nuove tecniche (li raccolta
mento del latte.
e
immagazzina-
U n a recentissima indagine giornalistica, ser i a m e n t e d o c u m e n t a t a , svolta oltre Manica, h a
reso n o t o che più di 30 milioni sono i litri di l a t t e
che g i o r n a l m e n t e si raccolgono nelle aziende
agricole: due terzi di questo eccezionale q u a n t i t a t i v o sono c o n t e n u t i in f u s t i di 45 litri ciascuno:
il r i m a n e n t e si versa alla r i n f u s a in speciali
contenitori di 7.500-12.000 litri. Tali contenitori sono in leghe di alluminio e si sono dim o s t r a t i , come materiale, migliori e più economici r i s p e t t o a quelli in acciaio s t a g n a t o .
I veicoli u s a t i per la raccolta di questi contenitori sono di t i p o a p e r t o , p i a t t i , h a n n o u n a capacità di carico di circa 40.000 litri di l a t t e e sono
m o n t a t i su chassis delle più n o t e m a r c h e a u t o mobilistiche. Si è, c o m u n q u e , n o t a t a negli
u l t i m i t e m p i u n a crescente p r e f e r e n z a per la
raccolta del l a t t e alla r i n f u s a e la richiesta di
a u t o c i s t e r n e d e s t i n a t e a q u e s t o uso è a u m e n t a t a .
Tali cisterne sono n o r m a l m e n t e costruite in
acciaio inossidabile con u n o o più s c o m p a r t i
i n t e r n i e il veicolo è p r o v v i s t o di u n a c a b i n a
posteriore nella quale si t r o v a n o le a p p a r e c c h i a t u r e di m i s u r a z i o n e e di p o m p a g g i o .
Nella p r o g e t t a z i o n e di cisterne per il t r a s p o r t o del l a t t e u n a n o v i t à è c o s t i t u i t a dall'impiego di m a t e r i e plastiche a r m a t e con fibre
di v e t r o . Sono, i n f a t t i , in f u n z i o n e alcune di
queste n u o v e cisterne della c a p a c i t à di 10.000 litri ciascuna con le quali fino ad oggi sono s t a t i
t r a s p o r t a t i oltre 5 milioni di litri di l a t t e . Il
s e r b a t o i o pesa circa 150 chilogrammi, meno,
cioè, di u n a cisterna in acciaio inossidabile e
con u n a c a p a c i t à inferiore del 25 per cento.
Sono s t a t i , inoltre, realizzati dei n u o v i
flussometri
a t u r b i n a i quali offrono diversi
v a n t a g g i r i s p e t t o ai modelli usuali: il t r a s m e t t i t o r e è solo di poco più g r a n d e della t u b a z i o n e
alla quale viene fissato e il r o t o r e della t u r b i n a
p r o v o c a u n a p e r d i t a di pressione r e l a t i v a m e n t e
l i m i t a t a : i segnali v e n g o n o emessi d a u n m a g n e t e
s i t u a t o nel r o t o r e e raccolti d a u n a b o b i n a
ad i n d u z i o n e che si t r o v a all'esterno del g r u p p o ,
ciò che semplifica i p r o b l e m i della r i p u l i t u r a .
L ' i m p u l s o di c o r r e n t e p r o v e n i e n t e dalla b o b i n a
Lega
di induzione p u ò essere trasmesso a u n totalizzatore o a u n perforatore a n a s t r i e, se necessario,
ad u n indicatore del r i t m o del flusso s i t u a t o
d i s t a n t e dal t r a s m e t t i t o r e .
L ' a r i a che, di solito, precede e segue ogni
operazione di misurazione viene segnalata da
u n a sonda rivelatrice che i n t e r r o m p e il segnale
q u a n d o il l a t t e defluisce. Il peso e le dimensioni
di questo n u o v o m i s u r a t o r e sono molto limitate
e, perciò, l'apparecchio si p r e s t a agevolmente
ad essere m o n t a t o su cisterne: con u n minimo
di tubazioni si possono anche calcolare t a n t o
l'afflusso q u a n t o il deflusso del latte.
L a necessità, poi, di raccogliere il l a t t e
in f u s t i h a c o n t r i b u i t o alla fabbricazione di
apparecchi meccanizzati o a u t o m a t i z z a t i per
l'accettazione: a tale r i g u a r d o u n a g r a n d e aziend a lattiero-casearia del Regno U n i t o h a p r o d o t t o
u n semplice e poco costoso meccanismo di
r i b a l t a m e n t o con u n a c a p a c i t à di 6 f u s t i al
m i n u t o e con ricollocamento del c o n t e n i t o r e
a t e r r a . U n a l t r o modello h a u n a c a p a c i t à di
13 f u s t i e li deposita, rovesciati, sul n a s t r o
t r a s p o r t a t o r e che li convoglia a sua volta al
g r u p p o di lavaggio.
Q u a n t o a l l ' i m m a g a z z i n a m e n t o del l a t t e esso
p u ò a v v e n i r e in serbatoi-silo, in cisterne cilindriche e verticali s i s t e m a t e a l l ' a p e r t o con u n a
c a p a c i t à di 120.000 litri. U n o di questi serbatoi
è s t a t o i n s t a l l a t o d a poco in Australia ed h a
u n a c a p a c i t à di 136.000 litri. È p r o v v i s t o di
isolamento t e r m i c o e di r i v e s t i m e n t o in acciaio
t e n e r o verniciato o in vari altri materiali come,
ad esempio, acciaio o alluminio ricoperti di
m a t e r i e plastiche. I silo richiedono u n a progettazione e s t r e m a m e n t e a c c u r a t a che deve essere
eseguita d a tecnici qualificatissimi.
È necessario n a t u r a l m e n t e disporre di un
sistema di s g r a s s a t u r a dei contenitori in luogo
e a tale scopo esistono a t t r e z z a t u r e di q u e s t o
genere a t t e a f r o n t e g g i a r e ogni esigenza di u n o
s t a b i l i m e n t o lattiero-caseario.
Oggi le Centrali del l a t t e più grandi di t u t t o
il R e g n o U n i t o dispongono di u n a b a t t e r i a di
cisterne che v e n g o n o a l t e r n a t i v a m e n t e riempite, v u o t a t e , ripulite: i sistemi di lavaggio sono
n e c e s s a r i a m e n t e , in tali aziende, p i ù complicati
e comprendono anche un d i a g r a m m a luminoso
che consente di seguire le varie fasi delle operazioni nonché congegni di sicurezza tali da
g a r a n t i r e che il l a t t e c o n t e n u t o in qualche scomp a r t o non possa essere danneggiato.
Una nave
da carico
di facile
gestione.
Oggi — e non è u n a n o v i t à per nessuno —
un « modello esclusivo » sia che si t r a t t i di u n
abito o di u n ' a u t o o di u n aereo è un lusso che
pochi possono permettersi. Viviamo in u n ' e p o c a
di -produzione di massa e perciò i prezzi sono
tollerabili in q u a n t o i costi vengono suddivisi
su molti p r o d o t t i eguali. Tale concezione è
g i u n t a anche nel settore delle costruzioni navali.
Le « linee di navigazione » d e b b o n o a f f r o n t a r e
t e m p i difficili a m a n o a m a n o che la v a s t a
flotta mondiale di n a v i da carico invecchia e
deve essere sostituita. L a concorrenza d a p a r t e
degli aerei si fa sempre più vivace e i costi
operativi salgono via via che il naviglio viene
t e c n i c a m e n t e s u p e r a t o . I costi di sostituzione
sono elevati per le singole navi e spesso queste
d a n n o u n reddito modesto rispetto all'investim e n t o di capitali che h a n n o richiesto. Anche in
questo caso la soluzione migliore è quella della
produzione di massa-, la n a v e da carico dell'avvenire è u n modello semplice e facile da costruire
e da gestire e s o p r a t t u t t o a d a t t o ad essere
costruito r a p i d a m e n t e in gran numero. T u t t e
queste caratteristiche si riscontrano oggi nella
«SD 14» u n a n a v e di 15.000 tonnellate, che si è
aggiudicata già u n totale di 57 ordinazioni. I suoi
progettisti prevedono di vederne almeno 100 sulle
r o t t e m a r i t t i m e del m o n d o e n t r o gli anni '80.
L a « SD 14 » è s t a t a costruita nei cantieri
della A u s t i n a n d Pickersgill i cui dirigenti si
resero conto che si s t a v a a p r e n d o u n v a s t o
m e r c a t o a m a n o a m a n o che la flotta mondiale
di 1.500 n a v i da carico « L i b e r t y » costruite
d u r a n t e la seconda guerra si a v v i c i n a v a n o alla
fine della loro v i t a l a v o r a t i v a .
Circa 10 p r o g e t t i per la sostituzione delle
« L i b e r t y » uscirono dal r e p a r t o progettazioni
di vari cantieri del mondo. La n a v e di cui si
D u e cisterne del t i p o a silo per
l ' i m m a g a z z i n a m e n t o del l a t t e installate in A u s t r a l i a . Sono
p r o v v i s t e di isolamento
t e r m i c o e hanno
una capacità
di 270.000 l i t r i .
dice è di disegno s t a n d a r d : le iniziali della sua
sigla « SD » d e r i v a n o dal f a t t o che q u e s t a è u n a
n a v e a t i p o p o n t e c o p e r t o (shelter decka ).
Il 14 s t a ad indicare sia la velocità (14 nodi)
sia il suo tonnellaggio originario che è a p p u n t o
di 14.000 t o n n e l l a t e . Con u n a lunghezza di
140 m e t r i e u n a larghezza di 20 è l ' u l t i m o grido
in f a t t o di n a v i d a carico. P u ò t r a s p o r t a r e
13.652 t o n n e l l a t e di carico generale nelle 5 stive
principali e 4 c o m p a r t i m e n t i t r a i p o n t i . Come
n a v e per carichi sfusi p u ò t r a s p o r t a r e p i ù di
750.000 piedi cubi di cereali. Il suo m o t o r e e
u n Diesel Sulzer a 5 cilindri con t u r b o - c o m pressore; s v i l u p p a 5000 H P al f r e n o .
Il m a c c h i n a r i o della « SD 14 » è s i t u a t o a
p o p p a al d i s o t t o della m o d e r n a s o v r a s t r u t t u r a
che alloggia 31 cabine singole per l'equipaggio.
I locali sono m o d e r n i e confortevoli, m a nello
stesso t e m p o semplici per t u t t i dal c a p i t a n o
a l l ' u l t i m o mozzo.
Nei cantieri della A u s t i n Pickersgill possono
essere i m p o s t a t e c o n t e m p o r a n e a m e n t e 10 di
queste navi. Esse hanno suscitato particolare
interesse f r a gli a r m a t o r i greci che n e h a n n o
già p r e n o t a t e 40. Gli altri a c q u i r e n t i sono italiani, francesi e tedeschi occidentali.
Entro Vanno l'energia atomica
(li quella
elettrica?
costerà
meno
I n t u t t e le Nazioni si seguono a t t i v a m e n t e
gli sviluppi di quella i m p o r t a n t e c o n q u i s t a che
è l'energia a t o m i c a per scopi industriali: l ' a t t e n zione dei circoli scientifici e tecnici più qualificati si è ora s o f f e r m a t a su u n a notizia b r i t a n nica a n n u n c i a n t e che è s t a t o c o m p i u t o u n ulteriore passo in a v a n t i , tale d a r e n d e r e l'energia
nucleare più economica della energia p r o d o t t a
dalle Centrali convenzionali a c a r b o n e o a
petrolio. Q u a n d o e n t r o la fine di q u e s t ' a n n o
(come è s t a t o assicurato) la p r i m a Centrale
elettro-nucleare di u n n u o v o modello i d e a t a nel
R e g n o U n i t o e n t r e r à in azione il suo funzion a m e n t o sarà di oltre il 10 per cento più economico delle g r a n d i Centrali a c a r b o n e s i t u a t e
nei bacini carboniferi ed a v e n t i i più bassi costi
di t r a s p o r t o . Questo è q u a n t o accadrà, come
a b b i a m o d e t t o , in G r a n B r e t a g n a . Negli altri
Paesi il v a n t a g g i o economico sul c a r b o n e ed il
petrolio p o t r e b b e essere a n c h e maggiore. In
F r a n c i a , per esempio, i cui tecnici per primi
escogitarono il contenitore in cemento
precompresso (al quale il n u o v o p r o g e t t o inglese deve
molto della sua fortuna) questo progetto potrebbe essere usato con grande vantaggio. La
semplicità è la caratteristica principale del
R e a t t o r e a v a n z a t o r a f f r e d d a t o a gas (AGR).
P e r u n a produzione di 600 m e g a w a t t s (MW)
viene usato un serbatoio a pressione, cilindrico,
di 15,24 metri di diametro. Le sue p a r e t i di
3 metri di spessore di cemento precompresso
racchiudono non solo il reattore, m a anche il
circuito di pressione del vapore il che significa
che gli impianti nucleari di questo tipo h a n n o
la m e t à delle dimensioni di u n a Centrale a
carbone di produzione analoga. U n altro f a t t o r e
i m p o r t a n t e è d a t o dalla possibilità (per la p r i m a
volta in u n r e a t t o r e atomico) di utilizzare le
t u r b i n e ed i generatori di tipo più recente.
Questo è il risultato delle già molto elevate
t e m p e r a t u r e e pressioni del vapore p r o d o t t o e
significa u n a resa del 41,5 per cento contro
il 30-34 per cento degli altri tipi di r e a t t o r i .
Mentre il p r o g e t t o in parola è realizzato
per due r e a t t o r i d a 600 M W installati in u n a
sola costruzione con servizi collegati, come
quello dell'impianto di r i f o r n i m e n t o del combustibile, la sua concezione p e r m e t t e u n ampliam e n t o in scala con r e l a t i v a facilità, d a t o che
il r e a t t o r e si basa su u n a semplice u n i t à (ogni
b a r r a di combustibile fornisce circa 6 M W di
calore).
Sarà sufficiente u n a piccola revisione del
p r o g e t t o per elevare la p o t e n z a del r e a t t o r e
a 900 e a 1.200 M W con u n ulteriore r i s p a r m i o
nei costi di esercizio. Ciò si p o t r e b b e o t t e n e r e
aggiungendo d u e o t r e file di b a r r e di combustibile al p r i m o p r o g e t t o . Il serbatoio a pressione sarebbe poco più g r a n d e della Centrale
maggiore. Quali che siano le dimensioni, questo
modello a p p a r i r à , per diverse ragioni, molto
interessante sia p e r i Paesi più p r o g r e d i t i che
per quelli in via di sviluppo. Il n u o v o i m p i a n t o
nucleare del quale si p a r l a offre della energia
v e r a m e n t e economica. Il suo combustibile che
ora l a v o r a a circa 700 gradi C è capace di
lavorare fino a 1.600 gradi C. Il f a t t o che, con
fiducia, si p r e v e d a che il p r i m o r e a t t o r e che
e n t r e r à in f u n z i o n e verso la fine di q u e s t ' a n n o
p r o d u r r à energia a m e n o di 0,45 pence p a r l a
da solo. Questi d a t i valgono per il caso che il
r e a t t o r e lavori p e r il 75 per cento del t e m p o ,
con u n a v i t a a s s i c u r a t a di 20 anni. P e r l'80 per
cento e 30 a n n i il costo scende al di s o t t o di
0,4 pence. Il Centro s t u d i p e r l'energia n u cleare d ' o l t r e Manica è la più i m p o n e n t e organizzazione di r e a t t o r i del m o n d o e nel 1975
controllerà la più g r a n d e m a s s a di energia
nucleare.
Rapporti
fra tecnologia
e
industria.
Agli inizi di questo secolo l'eminente sociologo e r i f o r m a t o r e Sydney Webb, parlando
della « inevitabilità della g r a d u a l i t à » i n t e n d e v a
senz'altro riferirsi alla i m p o r t a n z a dei m u t a m e n t i economici e sociali. I n f a t t i il nostro secolo
ne è la palese documentazione in q u a n t o mai
come oggi la tecnologia h a d a t o e dà nelle varie
industrie prove cosi i m p o n e n t i di ricerche, di
produzione e di successi commerciali.
Nelle ricerche tecnologiche l'industria di
t u t t o il m o n d o (e quella italiana non è da meno)
spende cifre molto ragguardevoli. I n passato le
innovazioni tecnologiche erano d o v u t e princip a l m e n t e a singoli inventori, oppure si realizz a v a n o quasi per caso come s o t t o p r o d o t t i di
scoperte scientifiche. Oggi la maggior p a r t e delle
innovazioni, specie nelle industrie b a s a t e sulla
più a v a n z a t a tecnologia, sono il f r u t t o degli
s t u d i di più persone c o a d i u v a t e dai nuovissimi
e p o t e n t i calcolatori elettronici che f a n n o p a r t e
della tecnologia d e s t i n a t a ad esercitare maggiore
influsso sulla v i t a economica di ogni Nazione
nei prossimi anni. L a p o t e n z a degli stessi a p p a r a t i sta a u m e n t a n d o con r i t m o s o r p r e n d e n t e :
all'incirca di dieci volte ogni d u e o t r e anni.
Molti dei problemi che q u e s t a n u o v a tecnologia,
alla quale sono interessati a n c h e e specialmente
i dirigenti industriali, v e n g o n o risolti con l'aiuto
della elettronica microminiaturizzata
che, a sua
volta, si affida s e m p r e più al calcolatore per il
suo r a p i d o progresso. L a microelettronica
è la
chiave, n o n solo per la creazione di calcolatori
più p o t e n t i , m a a n c h e per la soluzione economica
delle m a c c h i n e più complesse che p e r m e t t e r a n n o
a l l ' u o m o di c o m u n i c a r e nella m a n i e r a più nat u r a l e che esso conosca: la parola.
Ne consegue che per m o l t e i n d u s t r i e e spec i a l m e n t e per quelle della raffinazione del petrolio e della p r o d u z i o n e chimica, dei t r a s p o r t i oceanici e della p r o d u z i o n e di elettricità in massa,
come per quella a u t o m o b i l i s t i c a e dei televisori,
si m a n i f e s t i di giorno in giorno s e m p r e più imp o r t a n t e e v a n t a g g i o s a l'esistenza di grosse concentrazioni industriali ove le innovazioni tecnologiche possono essere di c o n t i n u o a g g i o r n a t e .
L a scelta della tecnologia v o l t a p a r t i c o l a r m e n t e allo sviluppo delle aziende è oggi larg a m e n t e riconosciuta come u n p r o b l e m a di
d e t e r m i n a t a i m p o r t a n z a . È per q u e s t a ragione
che ai dirigenti i n d u s t r i a l i si richiede il m a s s i m o
interesse a n c h e per il p o t e n z i a m e n t o della
tecnologia i n t e r m e d i a , delle tecniche a basso
costo e per u n i n t e n s o uso di m a n o d o p e r a che
c o n t r i b u i s c o n o al s e m p r e maggiore i n c r e m e n t o
delle imprese industriali n o n solo di g r a n d i
dimensioni, m a a n c h e m e d i e e piccole.
Sfornato in Francia il primo pane
elettronico.
U n a delle più f r e q u e n t i ed insistenti lamentele ehe nei confronti del p a n e si ascoltano anche
in F r a n c i a è quella r i g u a r d a n t e la conservabilità di tale prezioso alimento: sia per ciò che
attiene al rapido indurirsi, sia per q u a n t o riflette
t u t t e le alterazioni della s t r u t t u r a e delle specifiche caratteristiche del p r o d o t t o stesso.
Scienziati, tecnici e studiosi della panificazione dedicano da lunghi anni i loro esper i m e n t i al miglioramento q u a l i t a t i v o del p a n e
e alla sua conservabilità. È n o t o che l'idea
p r i m a della conservazione del p a n e per mezzo
del f r e d d o è d o v u t o all'ammiraglio americano
B y r d il quale, d u r a n t e u n a sua spedizione
polare, lasciò in u n a c a p a n n a di neve u n a
c o m u n e p a g n o t t a ed osservò, poi, a d i s t a n z a
di diversi anni, che essa si era p e r f e t t a m e n t e
c o n s e r v a t a ad u n a t e m p e r a t u r a molto vicina
ai 30 gradi centigradi s o t t o lo zero. Queste
osservazioni f u r o n o c o m u n i c a t e dal B y r d ad
u n panificatore s t a t u n i t e n s e , Arnold B a k e r ,
-che a t t u ò il p r o c e d i m e n t o su scala industriale
e che oggi, a p p u n t o , f a b b r i c a p a n e congelato.
Ora, la scienza e la tecnica h a n n o r a g g i u n t o
u n n u o v o t r a g u a r d o . Ecco apparire, per la
p r i m a v o l t a nel mondo, e p r e c i s a m e n t e in F r a n cia il « p a n e elettronico ». S p e t t a , d u n q u e , alla
F r a n c i a questo p r i m a t o .
D a poco meno di u n a n n o molti francesi
m a n g i a n o il loro p r i m o « p a n e elettronico ». Chi
h a a c q u i s t a t o q u e s t o p a n e dice che è eccellente
e n o n si p u ò n o n credere a t a l e affermazione.
Ma che cosa è, infine, q u e s t o nuovissimo e
originalissimo p a n e ?
A p p a r e n t e m e n t e esso n o n p r e s e n t a c a r a t teristiche speciali. S o l t a n t o ha, alla superficie,
u n a leggera q u a d r e t t a t u r a d o v u t a al t a p p e t o
metallico sul quale si cuoce e dal quale si
sforna.
D ' o r a innanzi milioni di p e z z a t u r e di p a n e
s a r a n n o c o n t r a s s e g n a t e con q u e s t a singolare
q u a d r e t t a t u r a . Il p a n e in p a r o l a viene f a b b r i c a t o dalla azienda Colombes e costituisce u n a
v e r a e p r o p r i a rivoluzione nel c a m p o della
p a n e t t e r i a e di t u t t i i p r o d o t t i così c h i a m a t i
d a forno.
Il forno (sul quale o v v i a m e n t e si m a n t i e n e
il più s t r e t t o segreto) e da cui esce questo pane
è c h i a m a t o « fornaio robot ». Riduce quasi a
zero il lavoro del p a n e t t i e r e : moltiplica il rend i m e n t o : diminuisce il prezzo del p r o d o t t o : ne
assicura c o m u n q u e u n a p e r f e t t a igiene.
P e r ragioni (ancora sperimentali) il prototipo del n u o v o forno messo in funzione dai due
fratelli Colombes è di media c a p a c i t à : 200
pezzature di p a n e da un chilogrammo ciascuna
in u n ' o r a . T u t t o l ' a p p a r a t o misura dieci metri
di lunghezza, metri u n o e s e t t a n t a di altezza
e m e t r i u n o e c i n q u a n t a di larghezza. Nella
p a r t e anteriore si svolgono le operazioni di
i m p a s t a t u r a e di modellaggio del p a n e : questa
è affidata ad u n dispositivo che è d e n o m i n a t o
« pesatore-modellatore » il quale in pochi secondi
taglia il p a n e nelle p e z z a t u r e desiderate, le
modella e le a v v i a al forno vero e proprio.
Questa funzione viene c o m p i u t a da u n n a s t r o
t r a s p o r t a t o r e . Il forno è riscaldato con energia
elettronica ad a l t a f r e q u e n z a e il p a n e viene
cotto, anziché dall'esterno verso l'interno, dall'interno verso l'esterno. Ogni p e z z a t u r a di p a n e
passa, quindi, in u n altro s c o m p a r t o dove, per
mezzo di u n a speciale resistenza elettrica, f o r m a
la crosta. Il p a n e c o t t o è a u t o m a t i c a m e n t e
espulso dal forno e raccolto in appositi cestelli.
I v a n t a g g i del p a n e elettronico sono molti e
i m p o r t a n t i : per esempio, il prezzo p u ò essere
d i m i n u i t o di cinque f r a n c h i il chilo: il lavoro
n o t t u r n o p u ò essere del t u t t o abolito: il pane
elettronico si conserva i n a l t e r a t o per lungo
t e m p o e n o n perde il suo sapore primitivo.
Altri modelli di forni elettronici sono in
funzione s p e r i m e n t a l m e n t e : essi h a n n o u n a lunghezza di t r e n t a m e t r i e possono panificare
fino a 28-30 t o n n e l l a t e al giorno.
Queste sono le p r i m e notizie che si conoscono sul p a n e elettronico francese: molti dettagli sono t e n u t i r i g o r o s a m e n t e segreti e a
ragion v e d u t a . Certo è che con queste n u o v e
a p p a r e c c h i a t u r e la p r o d u z i o n e del p a n e sarà in
u n a v v e n i r e n o n m o l t o l o n t a n o cosa di lieve
m o m e n t o : e ne r i t r a r r a n n o v a n t a g g i o specialm e n t e i c o n s u m a t o r i i quali p o t r a n n o avere
del p a n e o t t i m o e a prezzi di assoluta concorrenza.
J
t r a i libri
G.
G A E T A N I D ' A R A G O N A - Produttività
e agricoltura
Ed. Giuffrè - 1969 - pagg. 178, L. 2.000.
-
È stata recentemente edita, a cura dell'Unione
italiana delle Camere di commercio, una pubblicazione
riguardante la produttività e la sua dinamica in agricoltura.
Autore dello studio è il prof. Gabriele Gaetani d'Aragona, presidente della Commissione agricoltura dell'Unione e ordinario di economia e politica agraria dell'Università di Napoli.
L'opera si articola in due parti: la prima fa il p u n t o
sugli studi relativi ai fattori di espansione della produttività nel settore primario e all'impiego di funzioni aggregate; la seconda illustra un'applicazione di tali funzioni
alla dinamica del reddito agricolo nel Mezzogiorno.
L'indagine si propone tre obiettivi:
a) esporre i risultati raggiunti in Italia e all'estero
nell'individuazione della dinamica della p r o d u t t i v i t à
in agricoltura;
b) determinare le variazioni relative dei fattori
di produzione elle si sono dimostrati di maggior peso
per lo sviluppo del reddito agricolo del Mezzogiorno;
c) t r a r r e alcune indicazioni valide alla formulazione
di una razionale politica economica per l'agricoltura
del Mezzogiorno al fine di accelerare l'espansione del
reddito agricolo e ridurre gli squilibri esistenti nella
distribuzione del prodotto per addetto t r a i settori agricolo e non agricolo.
Lo studio, che si avvale di una bibliografia aggiornata
e ricca, si pone come contributo interessante in u n a
materia che è stata oggetto di particolare attenzione in
questi ultimi anni.
IN BIBLIOTECA
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
-
AGRI-
C O L T U R A - C R E M O N A - Premiazione
della fedeltà al
lavoro e del progresso economico, 20/12/1969 - Tip.
Cremona N u o v a - Cremona, 1970 - pagg. 32 - s.i.p.
CAMERA IH COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO
E
AGRI-
Statistiche comunali 1968 - Quad.
a cura dell'Ufficio provinciale di statistica - n. G Tip. Moderna F.lli Zauli - Castrocaro Terme, 1970 pagg. 77 - s.i.p.
COLTURA
- FORLÌ
-
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
COLTURA - L I V O R N O
- A
CURA D E L L ' U F F I C I O
AGRI-
STUDI
-
E S T A T I S T I C A - Rapporto
sul commercio a Livorno - Livorno, 1970 - pagg. 205 - s.i.p.
PROGRAMMAZIONE
AGRI-
Pistoia turismo - La MontagnaCollodi-Montecatini
- Quad. dell'Economia pistoiese
- n. 3 - Stampa Agaf - Firenze, 1970 - s.i.p.
CAMERA
DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
AGRI-
1° Compendio
statistico
della provincia di Pordenone - 1969 - Tip. Del Bianco
- Pordenone, 1909 - pagg. 331 - s.i.p.
COLTURA
-
PORDENONE
-
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
COLTURA
-
PIACENZA
-
UFFICIO
AGRI-
PROVINCIALE
DI
Compendio statistico della provincia di
Piacenza - 1966-1968 - Arti grafiche Tamari - Bologna, 1970 - pagg. 389 - s.i.p.
STATISTICA
-
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
AGRI-
Analisi delle attività artigiane
nel Friuli-Venezia
Giulia - A cura dell'Ufficio studi
- Trieste, 1969 - pagg. 44 + 12 t a v . - s.i.p.
COLTURA
- TRIESTE
-
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
AGRI-
1° Convegno nazionale
della
grappa EsjJosizione nazionale della grappa - Atti
- Udine, 30/11-1/12/1968
- Promosso dalla CCIAA
con il patrocinio della Begione autonoma FriuliVenezia Giulia - Tip. Arti Grafiche Friulane - Udine,
1969 - pagg. 115 - s.i.p.
COLTURA
UNIONE
-
UDINE
ITALIANA
-
DELLE
CAMERE
DI
COMMERCIO
INDU-
Statistiche provinciali
dei
movimenti valutari inerenti alle importazioni ed esportazioni - Gennaio-settembre
1969 - Boma, 1970 pagg. 266.
STRIA
E
AGRICOLTURA
DELLE
GIANATO
E
-
COLTURA - PISTOIA -
E
- PALERMO
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO
MILANO
CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E
UNIONE
Camere di c o m m e r c i o italiane ed estere.
AGRI-
Gli scambi commerciali con
Vestero - 1970 - Voi. II - Accordi commerciali - Tip.
Stefano Pinelli - Milano, 1970 - s.i.p.
COLTURA
VINO
-
CAMERE
-
DI COMMERCIO
AGRICOLTURA
DELLA
INDUSTRIA
BEGIONE
- ISTITUTO REGIONALE DELLA VITE E
OSSERVATORIO
REGIONALE
PER
LE
ARTI-
SICILIANA
DEL
MALATTIE
V I T E - G I O A C H I N O B R I S C I A N A - Prime
considerazioni sullo sviluppo e sulla lotta della peronospora
della vite in Sicilia - Quad. di Bicerca e sperimentazione - n. 13 - Supplemento al Bollettino d'informazioni Sicilcamere - Tip. Pezzino - Palermo, 1969
- pagg. 20 - s.i.p.
DELLA
Pubblicazioni statistiche.
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Annuario
di statistiche del lavoro e dell'emigrazione
- Voi. X
- 1969 - Tip. F. FaUli - B o m a , 1969 - pagg. 192 L. 4.500.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Annuario
statistico del commercio interno - Voi. XII - 1969
- Soc. Abete - Roma, 1969 - pagg. 521 - L. 9.000.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Annuario
statistico italiano - 1969 - Tip. F. Failli - Roma,
1969 - pagg. 439 - L. 4.000.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Annuario
statistico dell'assistenza
e della previdenza sociale Voi. XVI - 1967 - R o m a , 1969 - Tip. Stagrame Casavatore - pagg. 453 - L. 8.000.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Statistica
annuale del commercio con l'estero - 196S - Voi. 2°
- Merci per paesi - Reimportazioni
Riesportazioni
- Tomo 2» - Luglio-dicembre 1968 - Cristen Tip. Offset
- R o m a , 1969 - pagg. 913 - L. 16.000.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Tendenze
evolutive della popolazione delle regioni italiane fino
al 1981 - Note e relazioni - n. 41 - Ottobre 1969 Roma, 1968 - Tip. Stagrame - Casavatore - pagg.
221 + grafici - L. 3.500.
ISTITUTO
Indagine campionaria. sui consumi delle famiglie italiane - Anno
1968 - Note e relazioni n. 42 - R o m a , 1968 - Carto
Grafica Chicca - Tivoli - pagg. 119 - L. 2.500.
ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT -
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Indagine
speciale sulle vacanze degli italiani nel 1968 - Note
e relazioni n. 43 - Roma, 1969 - Tip. Di Mauro Cava dei Tirreni (SA) - pagg. 61 - L. 2.000.
ISTITUTO
La ricerca
scientifica in Italia nel 1967 - Note e relazioni il. 44 R o m a , 1969 - Carto Grafica Chicca - Tivoli - p a r o . 190
- L. 3.000.
ISTITUTO
CENTRALE
DI
STATISTICA
- ISTAT
-
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Istruzioni
per le rilevazioni statistiche giudiziarie
e giuridicoamministrative
- Metodi e norme - Serie B - n. 12 O t t o b r e 1969 - R o m a , 1969 - Tip. S t a g r a m e - Casav a t o r e - pagg. 48 - L. 1.500.
ISTITUTO
CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT Istruzioni
per la rilevazione statistica del movimento della popolazione - Metodi e norme - Serie B - n. 13 - Dicembre
1969 - R o m a , 1969 - Tip. Stagrame - Casavatore
- pagg. 42 - L. 1.000.
ISTITUTO
La produzione
edilizia nei grandi comuni - Giugno 1968 - Febbraio
1969 - Supplemento straordinario al Bollettino mensile di statistica - n. 11 - N o v e m b r e 1969 - Tip.
F . Failli - R o m a , 1969 - pagg. 34 - L. 900.
ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT -
C E N T R A L E D I S T A T I S T I C A - I S T A T - 4°
Censimento generale dell'industria
e del commercio 16 ottobre 1961 - Voi. Vili
- Atti del Censimento - Tip.
F. Failli - Roma, 1969 - pagg. 233 - L. 5.000.
ISTITUTO
ANFIA
-
ASSOCIAZIONE
NAZIONALE
FRA
LE
INDUSTRIE
Industria
automobilistica
mondiale 1969 - Serie Quad. Anfia - n. 57 - Febbraio 1970
- Torino, 1970 - pagg. 55 - s.i.p.
AUTOMOBILISTICHE
MINISTERO
DEI
-
TRASPORTI
E
DELL'AVIAZIONE
CIVILE
- AZIENDA AUTONOMA DELLE FERROVIE DELLO
-
DIREZIONE
GENERALE
FERROVIE
DELLO
STATO
STATO
-
Relazione per Vanno 1968 - pagg. 122 - Dati
analitici complementari alla relazione per l'anno 1968
- pagg. 263 - Roma, 1969 - Arti grafiche P a n e t t o &
Petrelli - Spoleto - s.i.p.
ROMA
-
U T E N T I MOTORI AGRICOLI - U M A - D I R E Z . G E N . - SERVIZIO
E S T A T I S T I C A - Periodo
d'uso delle trattrici
agricole - 1968 - Tip. Abete - R o m a , 1969 - pagg.
299 - L. 5.000.
STUDI
U T E N T I MOTORI AGRICOLI - U M A - D I R E Z I O N E
GENERALE
La meccanizzazione agricola in
- Trattrici - Motori - Carburanti - Anni:
- 1966 - pagg. 387 - L. 6.500
- 1967 - pagg. 461 - L. 7.000
- 1968 - pagg. 447 - L . 7.500
Tip. Abete - R o m a .
-
STATISTICA
MINISTERO
-
DELL'INDUSTRIA
TIGIANATO
-
DIREZIONE
DEL
COMMERCIO
GENERALE
DEL
E
Italia
DELL'AR-
COMMERCIO
E
DEI
CONSUMI
INDUSTRIALI
Protesti
cambiari e fallimenti in Italia nel 1968 - Tip. U. Pinto
- R o m a , 1969 - pagg. 137 - s.i.p.
INTERNO
B A N C A R I O S. P A O L O D I T O R I N O - Borsa
1969
- I n d . Graf. Rocci - Torino, 1970 - pagg. 127 - s.i.p.
ISTITUTO
Economie picture of Japan
1970 - pagg. 98 - s.i.p.
1969 - Keidanren - Tokyo,
Foreign trade of Japan 1969 - P u b i . J a p a n External
Trade Organization - Tokyo, 1970 - pagg. 184 s.i.p.
Organizzazioni internazionali.
I N T E R N A T I O N A L D U T R A V A I L - B I T - Conférence
internationale du travail - 54éme session - Genève, 1970
- Rapport V (2) - Mécanismes de fixation du salane
minimum et problèmes connexes, notamment en ce qui
concerne les pays en voie de développement - Genève,
1970 - pagg. 47 - F r . 3.
BUREAU
I N T E R N A T I O N A L D U T R A V A I L - B I T - Conférence
internationale du travail - 54ème session - Genève, 1970
- Rapport VI (2) - Programmes spéciaux
d'emploi
et de formation de la jeunesse en vue du développement
- Genève, 1970 - pagg. 59 - Fr.s. 3.
C E N T R A L E D I S T A T I S T I C A - I S T A T - La
finanza
locale italiana negli anni 1966 e 1967 - Supplemento
straordinario al Bollettino mensile di statistica n. 12 - Dicembre 1969 - Tip. F . Failli - R o m a , 1969 pagg. 38 - L. 1.000.
BUREAU
Primi
risultati
definitivi
dell'indagine
sulla struttura
delle aziende
agricole - Dicembre 1967 - Supplemento straordinario
al Bollettino mensile di statistica - n. 12 - Dicembre
1969 - Tip. F . Failli - R o m a , 1969 - pagg. 31 - L. 800.
F A O - Statistiques du commerce mondial des ceréales 1968-69 - Exportation par provenance et par destination - R o m a , 1970 - pagg. 77 - F F . 7,50.
ISTITUTO
ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA - ISTAT -
C E N T R A L E D I S T A T I S T I C A - I S T A T - Annali
di
statistica - Serie Vili
- Voi. 22° - Fonti
statistiche
e metodi di calcolo del reddito nazionale - Tip. U. Quintily - R o m a , 1969 - pagg. 395 - L. 5.000.
ISTITUTO
UIOOT - UNION INTERNATIONALE
CIELS
DU
national
DES ORGANISMES
Statistiques du tourisme
- 1968 - Genève, 1968 - L. 6.000.
TOURISMES
-
OFFI-
inter-
N A T I O N S - World Energy
Supplies - 1964-1967
- Statistical p a p e r s - Series J - n. 12 - New York,
1969 - pagg. 9 - Tab. 13 - L. 1.600.
UNITED
U N I E S - Conférence des Nations
XJnies sur le
commerce et le développement - Genève - Évaluation
des effets des négociations Kennedy sur les obstacles
tarifaires. Rapport du Secrétaire général du
CNVCED
- Première et deuxième parties - New York, 1968 pagg. 272 - L. 2.400.
NATIONS
- Sectoral Aspects of Projection for the
World Economy - First interregional Seminar
on
long-term
economie projections-Elsinore,
Denmark
14-27 august 1960
- Voi. I
- Report of the Seminar - pagg. 39
» II
- Discussion Papers (I- V) - pagg. 205
» I I I - Discussion Papers (VI-XIII)
- pagg. 196
New York, 1969 - L. 5.600.
UNITED NATIONS
NATIONS
Yearbook of International
Trade
Statisti.es 1967 - New York, 1969 - pagg. 939 - L. 10.000.
UNITED
DELI.E COMUNITÀ E U R O P E E L'industria
elettronica dei paesi della Comunità e gli
investimenti
americani - CoJl. di studi - Serie industria n. 1 Bruxelles, 1969 - Servizi pubblicazioni delle Comunità
Europee - Bruxelles, 1969 - pagg. 171 - L. 2.250.
COMMISSIONE
Prodotti
CECA - Dati per Stali membri - 196S - Lussemburgo,
1969 - pagg. 569 - L. 2.500.
ISTITUTO STATISTICO D E L L E COMUNITÀ E U R O P E E -
Pubblicazioni varie.
MINISTERO
DEL
TESORO
-
DIREZIONE
GENERALE
DEL
Relazione sui servizi della direzione generale del tesoro
- Anno 196S - Istituto poligrafico dello Stato Boma, 1969 - pagg. 561 - s.i.p.
TESORO
ISTITUTO
- UFFICI
CENTRALE
STUDI
DELLE
E
DOCUMENTAZIONE
BANCHE
POPOLARI
-
ITALIANE
Note sulV andamento economico italiano
1969 - S. P r i n t - Milano, 1970 - pagg. 169
- UFFICI STUDI -
dell'anno
- s.i.p.
PROVINCIA
DI
TORINO
- ASSESSORATO
ALLA
MONTAGNA
- Premio della fedeltà montanara - Albo d'oro 1960-1969
- Tip. Stigra - Torino, 1970 - pagg. 159 - s.i.p.
U N I V E R S I T Y P R E S S - Storia del mondo moderno - Voi. X - Il culmine della potenza europea
(1830-1870) - Coli. Maggiore Garzanti - A. Garzanti
editore - Milano, 1970 - pagg. X X V I I I + 974 L. 10.000.
CAMBRIDGE
Previsioni
« con sorprese » per il 1970 Anticipazioni
confidenziali
- Volume fuori commercio riservato
agli a b b o n a t i di Successo - Tip. Grafiche - Milani
- Milano, 1970 - pagg. 285 - s.i.p.
La città territorio - Un esperimento
didattico sul Centro direzionale di Centocelle in Roma Coli. Problemi della nuova dimensione - n. 1 - E d . Leonardo da Vinci - Bari, 1964 - pagg. 140 - L. 6.000.
AUTORI VARI COMMITTEE
FOR ECONOMIC
DEVELOPMENT
- CED
-
Eco-
nomie Growth in the United States - New York, 1969
- pagg. 56 - $ 1.00.
Assisting Development in Lom-Income Countrie:
Priorities
for U.S. Government Policy - N e w York, 1969 pagg. 81 - $ 1.25.
COMMITTEE FOR ECONOMIC DEVELOPMENT - CED -
ISTITUTO
STATISTICO
DELLE
COMUNITÀ
EUROPEE
-
Co-
dice geografico comune per le statistiche del commercio
estero dei Paesi della CEE - Lussemburgo, 1969 pagg. 56 - s.i.p.
UNIONE
INDUSTRIALE
DI TORINO
- FABIO
BORTOLOTTI
-
Profili camparatistici in tema di sciopero - Francia,
Germania, Belgio, Olanda - Quad. del Notiziario
Giuridico - n. 1 - Tip. E . Bono - Torino, 1969 - pagg.
91 - s.i.p.
- La tempra pratica - E d . Ulrico Hoepli
- Milano, 1952 - pagg. 282 - L. 2.500.
TOSSI MICHELE
ISTITUTO
DI
ECONOMA
E
POLITICA
AGRARIA
DELL'UNI-
L'economia
dell'allevamento
bovino in
Piemonte.
Primo
contributo - Aspetti
generali
dell'economia
aziendale - pagg. 339.
Appendice - pag. 121 - Tip. Stigra - Torino, 1968 s.i.p.
VERSITÀ DI TORINO - LUIGI CASTELLANI -
Annuari e guide c o m m e r c i a l i - Cataloghi di f i e r e
e mostre.
ANCEIA
- ALBO
LATORI
NAZIONALE
AFFINI
COSTRUTTORI
- INGEGNERI,
EDILI
ARCHITETTI,
INSTAL-
GEOMETRI,
P E R I T I , S T U D I T E C N I C I - Guida dei fornitori
- Piemonte
- Liguria - Regione autonoma Valle d'Aosta - Arti
grafiche d'Urso - B o m a , 1970 - pagg. 61G - L. 3.500.
Herold Export-Adressbuch
von Osterreicli Austrian
Export Directory - 1970-71 - Wien, 1970 - s.i.p.
S E A N - Malta - a handbook to the Island Seventh E d i t i o n (1970) - London, 1970 - pagg. 167
- sh 5.
O'CALLAGHAN
72a Fiera di Verona - Internazionale
dell'agricoltura e
zootecnia - 23° Salone della Macchina agricola - 2° Salone delle tecniche nuove - Verona, 15-23 marzo 1970 Elenco alfabetico degli espositori iscritti al 30-9-1969
- E d i t o d a l l ' E n t e a u t o n o m o p e r le Fiere di Verona
- Verona, 1970 - pagg. 525 - s.i.p.
Fiera svizzera Basilea - Catalogo ufficiale
- Tomo I - pag. 344
- Tomo II - pagg. 636
Basilea, 11-21 aprile 1970 - Basilea, 1970.
BDB - Deutscliland Liefert - 1970 - Germany
- B D B - D a r m s t a d , 1970.
SVIMEZ - ASSOCIAZIONE P E R LO SVILUPPO
MEZZOGIORNO
-
D I B O M A - 100 anni di Roma capitale - 90 anni
del Banco di Roma - Tip. Staderini - B o m a , 1970 pagg. 20 - s.i.p.
BANCO
G I A N S A V I N O - Statuti del Comune di Ivrea
- Voi. II - Coli. Biblioteca Storica Subalpina n. 186
- Deputazione Subalpina di Storia P a t r i a - Torino,
1969 - pagg. 501 - L. 10.000.
PENE-VIDARI
E . - P O T O T S C I I N I G U . - M U R A N O G . - La tutela
delle acque - Coli. L'economia dei beni collettivi F r a n c o Angeli E d i t o r e - Milano, 1970 - l a ediz. pagg. 154 - L. 3.500.
GERELLI
F R A N C E S C O - Il mercato mobiliare
italiano Struttura e prospettive - Coli. I S V E T - n. 13 - F r a n c o
a
Angeli editore - Milano, 1969 - l ediz. - pagg. 198
- L. 3.500.
CESARINI
supplies
DELL'INDUSTRIA
Ricerca sullo sviluppo
metropolitano e sul fabbisogno e i costi delle
infrastrutture
metropolitane di trasporto - Eseguita con il contributo
finanziario
del Consiglio nazionale delle ricerche S t a m p e r i a D e m a - B o m a , 1969 - pagg. 178 - s.i.p.
NEL
MINISTERO
DEL
NAZIONALE
COMMERCIO
PER
IL
CON
COMMERCIO
L'ESTERO
ESTERO
-
ISTITUTO
ICE
-
II
mercato delle macchine per la pulitura, la smacchiatura ed il lavaggio a secco in Giappone - Quad. 354 - R o m a , 1970 - pagg. 42 - s.i.p.
M I N I S T E R O D E L LAVORO E D E L I A PREVIDENZA SOCIALE
DEL
PERSONALE
DEL
SERVIZIO
CENTRALE
ISPETTORATO
LAVORO DIV. VII
Relazione
annuale
sull'attività
dell'ispettorato
del lavoro 1968 - I s t i t u t o poligrafico
dello S t a t o - R o m a , 1969 - pagg. 243 - s.i.p.
UNIONE
REGIONALE
DELLE
PROVINCIE
PIEMONTESI
FICHE
DI ROMA
ATTUARI ALI
-
FEDERAZIONE
IL
TURISMO
-
CENTRO
DI
DOCU-
I Congressi internazionali
ed il turismo
- Coli, di Monografie t u r i s t i c h e - n. 26 - Tip. Tarnbone - R o m a , 1969 - pagg. 175 - s.i.p.
MENTAZIONE -
ENTE
NAZIONALE
PER
IL
TURISMO
-
CENTRO
DI
DOCU-
Ungheria - Coli, di Monografie turistiche - n. 29 - Tip. T a m b o n e - R o m a , 1969 - pagg. 221
MENTAZIONE
-
- s.i.p.
A N T O N I O - S O N N E S S A A R N A L D O - Come
vendere i prodotti alimentari senza violare la legge - Guida
pratica per: Commercianti
all'ingrosso
Venditori
ambulanti
- Esercenti la minuta
vendita.
A r t i grafiche Ages - Torino, 1969 - pagg. 194 - s.i.p.
ANSELMO
DEMOGRA-
DEMOGRAFIA
-
ITALIANA
AZIENDE
MUNICIPALIZZATE
-
R A L P H - Lo Stato nella società capitalistica
Coli. L i b r i del t e m p o L a t e r z a - n. 117 - E d . L a t e r z a
- Bari, 1970 (1» ediz.) - pagg. 333 - L. 3.500.
PENATI LUIGI -
CIAMPI VITTORIO
PER
DI
- F I A M L A F - Convegno di studio su: il mercato ortofrutticolo
all'ingrosso e la sua funzione
- Bologna,
13 e 14 settembre 1969 - Tip. Terme - R o m a , 1969 pagg. 116 - s.i.p.
- Mezzogiorno
perché - Edizioni scientifiche italiane - Napoli, 1969 - pagg. 280 - L . 4.000.
-
NAZIONALE
DI SCIENZE
ISTITUTO
CENTRALI D E L LATTE - ANNONARIE - FARMACEUTICHE
MILIBAND
ENTE
-
Bibliografia delle opere demografiche in lingua italiana
(1930-1965) - A cura di Antonio Golini - Tip. F . Failli
- R o m a , 1966 - pagg. 172 - L. 3.000.
Esplorazione
di alternative di sviluppo
del
Piemonte al 1980 - Studi d e l l ' I R E S - 2. 1. - Torino,
1969 - pagg. 140 - s.i.p.
IRES
- FACOLTÀ
-
DIREZIONE GENERALE DEGLI AFFARI GENERALI E
-
UNIVERSITÀ
Il marketing industriale - Coli. L'azienda
m o d e r n a - n. 62 - F r a n c o Angeli editore - Milano,
1969 (la ediz.) - pagg. 320 - L . 5.000.
G I O R G I O - Potere
e classe operaia - Coli.
« L a società » - F r a n c o Angeli editore - Milano, 1970
- pagg. 147 - L. 1.700.
GASPAROTTI
Gli indici aziendali - Come prepararli
e impiegarli
per controllare l'andamento
aziendale
- Coli. L ' a z i e n d a m o d e r n a n. 66 - F r a n c o Angeli
editore - Milano, 1969 (1» ediz.) - pagg. 215 - L. 3.500.
FORNARI BRUNO -
V A R I - L'industrialismo
e l'uomo
dell'industria
- I p r o b l e m i del lavoro e della direzione nello sviluppo
economico - Coli, di sociologia industriale - n. 1 F r a n c o Angeli editore - Milano, 1969 ( l a ediz.) pagg. 375 - L. 8.000.
AUTORI
dalla ìimò ts
E c o n o m i a politica - Politica e c o n o m i c a - Problemi
economici generali - P r o g r a m m a z i o n e - Congiuntura.
C A R L O - Dinamica salariale e sviluppo economico
regionale - Sintesi economica n. 10 - Roma, ottobre
1969 - pagg. 3-6.
PACE
F R A N C E S C O - L'economia italiana - Note sulla
situazione attuale e sulle prospettive - Aggiornamenti
sociali n. 2 - Milano, febbraio 1 9 7 0 - pagg. 8 7 - 1 0 0 .
A D A L B E R T O - « Il Progetto ' 8 0 » - P a r t e I Realtà economica n. 5-6 - Milano, maggio-giugno 1969
- pagg. 1 8 - 2 3 .
FORTE
A N D R E A - Lo spazio per la programmazione
regionale - Regione e potere locale n. 7 - Milano, ottobre 1969 - pagg. 3-10.
La Francia p r e p a r a il suo sesto Piano - Mercurio
- R o m a , febbraio 1 9 7 0 - pagg. 1 9 - 2 7 .
PREDETTI
VILLANI
R.D. - Industria laniera e piani economici regionali Laniera n. 11 - Biella, novembre 1969 - pagg.
1147-1149.
C A R L O - Lo s t a t o di attuazione del P i a n o
regionale piemontese (e le alternative di sviluppo
al 1980) - Mondo economico n. 3 - Milano, 24 gennaio 1970 - pagg. 17-22.
BELTRAME
Relazione annuale Unioncamere: Considerazioni sulla
situazione economica e sociale agli inizi del 1970 Mondo economico n. 3 - Milano, 24 gennaio 1970 pagg. 39-42.
n. 2
- P o u r que le V I P i a n serve a quelque ehose - Entreprise n. 752 - Parigi, 7 febbraio 1970
- pagg. 8 8 - 9 1 .
HEYMANN PHILIPPE
E c o n o m i a internazionale.
Finlandia - L ' a n d a m e n t o dell'economia Informazioni
per il commercio estero n. 51-52 - R o m a , 29 dicembre
1 9 6 9 - pagg. 3 8 1 5 - 3 8 1 7 .
Mozambico - Situazione economica, commercio estero
e scambi con l'Italia - Informazioni
per il commercio
estero n. 5 1 - 5 2 - R o m a , 2 9 dicembre 1 9 6 9 - PAOTR
3818-3820.
- L a formazione del P r o g r a m m a
alla luce dell'analisi dei sistemi - Mondo economico
n. 2 - Milano, 17 gennaio 1970 - pagg. 21-24.
SARACENO
PASQUALE
r a p p o r t i t r a Stato e Regione in t e m a
di programmazione economica. Brevi n o t e sul disegno di legge « Norme sulla programmazione economica » - Il diritto dell'economia n. 4 - Milano,
1969 - pagg. 399-431.
MELONCELLI A. - I
- I t a l y holds its t r a d e vigor. E c o n o m y
continues strong despite potential problems - International commerce n. 49 - Washington, 8 dicembre
1969 - pagg. 15-18.
PAPPANO ALBERT
L'activité économique frangaise en 1969 - Lettre mensuelle de conjoncture n. 123 - Parigi, dicembre 1969.
D a n i m a r c a - Situazione economica, commercio estero
e scambi commerciali nel primo semestre del 1969
- Informazioni
per il commercio estero n. 50 - R o m a ,
1 5 dicembre 1 9 6 9 - pagg. 3 7 4 1 - 3 7 4 6 .
Profilo economico della Repubblica F e d e r a t i v a R u s s a
- MEC/Europa. economica n. 9-10 - Milano, settembreo t t o b r e 1 9 6 9 - pagg. 4 6 - 5 2 .
Sulla n u o v a riforma in U R S S - Rassegna IREST
- Milano, dicembre 1969 - pagg. 5-11.
N . K . - Russia - Il P i a n o economico p e r
il 1970 - I - Documenti sui paesi dell'Est n. 1 - Milano, 15 gennaio 1970 - pagg. 57-77.
BAJBAKOV
N . K . - Russia - Il P i a n o economico per
il 1970 - I I - Documenti sui paesi dell'Est n. 3 - Milano, 31 gennaio 1970 - pagg. 159-174.
BAJBAKOV
BAJBAKOV
n. 15
N . K . - Russia - Il P i a n o economico p e r
il 1970 - I - Documenti sui paesi dell'Est n. 1 - Milano, 1 5 gennaio 1 9 7 0 - pagg. 5 7 - 7 6 .
BAJBAKOV
MA R Z A N O F E R R U C C I O - P r o g r a m m a z i o n e e realtà nello
sviluppo economico italiano: alcune osservazioni
critiche - Economia <£• lavoro n. 5 - Milano, settembreottobre 1969 - pagg. 489-494.
- P r o g r a m m a z i o n e economica e regioni.
Conferenza alla Società a r c h i t e t t i e ingegneri - Atti
e rassegna tecnica n. 11 - Torino, novembre 1969 pagg. 289-292.
RENACCO NELLO
N . K . - Russia - Il P i a n o economico per il
1970 - I I - Documenti sui paesi dell'Est n. 2 - Milano,
3 1 gennaio 1 9 7 0 - pagg. 1 5 9 - 1 7 4 .
P A O L O - L a s t r u t t u r a economica dell'agricoltura
francese. Si f o n d a su « r a g g r u p p a m e n t i » di p r o d u t tori specializzati p e r settori di produzione - L'informatore agrario n. 4 - Verona, 22 gennaio 1970 pagg. 3 2 6 - 3 2 8 .
BOCCI
L a F r a n c i a p r e p a r a il suo sesto P i a n o - Mercurio
- R o m a , febbraio 1 9 7 0 - pagg. 1 9 - 2 7 .
n. 2
D A V I D I . - L'inflazione negli Stati U n i t i dopo
il 1965: un'interpretazione m o n e t a r i a - Moneta e
credito n. 88 - R o m a , 4° trimestre 1969 - pagg. 395-420.
FAND
- P o u r que le V I P i a n serve a quelque chose - Entreprise
n. 752 - Parigi, febbraio
1970 - pagg. 88-91.
HEYMANN PHILIPPE
Statistica - D e m o g r a f i a .
DE
V E R G O T T I N I M A R I O - Migrazioni interne in Italia
come f a t t o r e della gravitazione della popolazione
verso il nord e l'occidente - Stato sociale n. 8 - Torino,
agosto 1969 - pagg. 663-679.
G I O V A N N I - I conti degli italiani nel 1 9 6 8 Stato sociale n. 9 - Torino, s e t t e m b r e 1969 - pagg.
753-757.
Gli insediamenti della popolazione. I n Italia, un terzo
degli a b i t a n t i risiede nei comuni capoluogo di provincia. Diminuzione dei residenti in m o n t a g n a Vita italiana n. 10 - R o m a , o t t o b r e 1969 - pagg.
LASORSA
831-835.
R O B E R T O - L'evoluzione q u a l i t a t i v a della
popolazione italiana, a t t i v a e non a t t i v a , negli anni ' 7 0
- Rassegna di statistiche del lavoro n. 4-6 - R o m a ,
luglio-dicembre 1969 - pagg. 143-150.
TREMELLONI
- Come si spiegano le differenze t r a i d a t i
e dei « C o n t r i b u t i unificati». L e differenze
r i g u a r d a n o s o p r a t t u t t o le lavoratrici - Il coltivatore
n. 8 - R o m a , 7 febbraio 1970 - pag. 2.
GATTA CARLO
ISTAT
-
I
G U G L I E L M O - I conti provinciali e regionali Calcolo del r e d d i t o p r o d o t t o nelle provinole
e reo-ioni d ' I t a l i a nel 1968 e c o n f r o n t o con gli anni
1965° 1966, 1967 e con il 1957 - Indici di alcuni
consumi non a l i m e n t a r i e del risparmio b a n c a r i o
assicurativo - Moneta e credito n . 88 - R o m a , 4°
t r i m e s t r e 1969 - pagg. 421-510.
TAGLIACARNE
Organizzazione
e tecnica aziendale -
Produttività
- Unificazione - Ragioneria.
V I E R I - «Leasing e f a c t o r i n g » - D u e interessanti formule creditizie nuove - Industria
chimica
n. 12 - Milano, dicembre 1969 - pagg. 6-9.
POGGIALI
L D B - Brevi considerazioni sul « leasing » - Rassegna
' economica n. 10 - Sondrio, o t t o b r e 1969 - pagg. 24-26.
- Tendenze della p r o g r a m m a z i o n e a
luno-o t e r m i n e - La scuola in azione n. 10 - Metanopoli,
San D o n a t o Milanese, o t t o b r e 1969 - pagg. 62-80.
EWING
DAVID
G . L. - L'elaborazione dei d a t i in u n sistema
integrato d'informazione q u a n t i t a t i v a per la gestione
e l'organizzazione della ragioneria nell'impresa moderna - Note di economia aziendale n. 12 - R o m a ,
dicembre 1969 - pagg. 420-424.
PORTER
TUCCI ETTORE
- Applicazione del « direct
costing » ed implicazioni sulle politiche dell'azienda
- Rivista di organizzazione aziendale n. 8 - Milano,
novembre-dicembre 1969.
LUCCHIARI
L e g i s l a z i o n e - Diritto - Giurisprudenza - Proprietà
intellettuale - Arbitrato.
- Le licenze di magazzino a prezzo
unico: qualche ulteriore novità nella giurisprudenza
costituzionale - Trieste economica n. 7-8 - Trieste,
luglio-agosto 1969 - pagg. 19-23.
GRILLI PIERSERAFINO
FRANCESCO
- Alcuni obiettivi della riforma
della società per azioni - Rivista della guardia di
finanza n. 4 - R o m a , luglio-agosto 1969.
IACULLI
G . - L'istituzione di u n sistema europeo di
concessione di b r e v e t t i (a proposito di u n progetto
di convenzione internazionale) - Il diritto néWeconomia n. 4 - Milano, 1969 - pagg. 432-445.
RONGA
di c o m m e r c i o .
conti degli italiani nel 1 9 6 8 Stato sociale n. 9 - Torino, s e t t e m b r e 1969 - pagg.
753-757.
GIOVANNI
L. - «Il factoring» - Note di economia aziendale
n . 12 - R o m a , dicembre 1969 - pagg. 412-414.
GAVALDA
Pubblica a m m i n i s t r a z i o n e - E n t i pubblici - Camere
Reddito n a z i o n a l e .
LASORSA
L U I G I - L a programmazione
nell'impresa
p r i v a t a - Laniera n. 12 - Biella, dicembre 1969 pagg. 1267-1271.
PITTALUGA
W.
- Centri studi: s t r u m e n t i di qualificazione delle funzioni camerali - Savona
economica
n . 12 - Savona, dicembre 1969 - pagg. 5-10.
FABRETTI LEOPOLDO
A. - L a r i f o r m a della Pubblica
amministrazione secondo il « P r o g e t t o '80 »: note e
considerazioni - Rivista di politica economica n. 11
- R o m a , n o v e m b r e 1969 - pagg. 1468-1498.
F R A E N K E L G. - SOLUSTRI
E n t i ed o r g a n i z z a z i o n i internazionali - Problemi
e c o n o m i c i delle C o m u n i t à e c o n o m i c h e europee.
Z. G. - Osservazioni sulla politica m o n e t a r i a della C E E
- Realtà economica n . 5-6 - Milano, maggio-giugno
1969 - pagg. 40-46.
G I A N P A O L O - Risorse proprie per le Comunità
E u r o p e e . ( P a r t e I) - Roma economica/Camera
di.
comm. di Roma n. 8-9 - R o m a , agosto-settembre
1969 - pagg. 375-381.
CASADIO
V I N C E N Z O - Il p r o b l e m a del grano duro nella
C o m u n i t à E c o n o m i c a E u r o p e a . Relazione svolta
nella pubblica a d u n a n z a del 22 m a r z o 1969 present a t a dall'accademico ordinario prof. E t t o r e Mancini
- Annali!Accademia
nazionale dell'agricoltura
n. 3
- Bologna, o t t o b r e 1969 - pagg. 291-302.
VISOCCHI
B I C C A R D O - L a formulazione del p i a n o strategico pluriennale - Rivista di organizzazione
aziendale
n. 7 - Milano, o t t o b r e 1969 - pagg. 3-12.
CREA
- Il P e r t e la ricerca
a p p l i c a t a - Rivista di organizzazione
aziendale n . 7 - Milano, o t t o b r e 1969 - pagg. 15-26.
MARTINO
STRETTI
BELGRANO FRANCO - BONAVITA ELIO
R u s s o F R A T T A S I A L B E R T O - Il t r a s p o r t o dei materiali
- API/Piccola
e media industria n . 1 - Torino, gennaio
1970 - pagg. 3-5.
V A L E N T I N O - Qualche calcolo sul P i a n o Mansholt
- Mondo economico n. 5 - Milano, 7 febbraio 1970
- pagg. 15-17.
E D O A R D O - L ' a g g i o r n a m e n t o del parere della
Commissione sull'allargamento della Comunità ^ Bollettino delle Comunità
Europee/CECA-CEE-CEEA
n. 11 - Bruxelles, n o v e m b r e 1969 - pagg. 5-10.
H E N R I - Il significato delle nuove convenzioni concluse coi S A M A e con la C o m u n i t à dell'Africa
orientale - Bollettino delle Comunità
Europee/CECACEE-CEEA
n. 9-10 - Bruxelles, s e t t e m b r e - o t t o b r e
1909 - pagg. 5-8.
ROCHEREAU
Armonizzazione fiscale e m e r c a t o comune. Discorso
p r o n u n c i a t o il 2 luglio 1969 dinanzi al P a r l a m e n t o
europeo dal dr. H a n s v o n der Groeben, m e m b r o
della Commissione - Bollettino delle Comunità
Europee/
CECA-CEE-CEEA
n. 9-10 - Bruxelles, s e t t e m b r e o t t o b r e 1969 - pagg. 9-12.
Fonti energetiche - Energia
nucleare.
G I O V A N N I - F a b b i s o g n i a lungo t e r m i n e di
energia in I t a l i a e a l t e r n a t i v e di c o p e r t u r a - Economia internazionale
delle fonti di energia n. 4 Milano, luglio-agosto 1969 - pagg. 315-346.
D E M I NO
BARDELLI
UMBERTO
Rivista di ingegneria
- pagg. 811-816.
- Combustibili p e r l ' i n d u s t r i a n. 11 - Milano, n o v e m b r e 1969
- L a geografia del petrolio europea e
le aree connesse al p o r t o di Genova - Rassegna economica della provincia
di Alessandria
n. 6 - Alessandria, n o v e m b r e - d i c e m b r e 1969 - pagg. 26-32.
BELTRAME
CARLO
E c o n o m i a agraria - Agricoltura - Foreste - Problemi
montani - Zootecnia.
- Gli a s p e t t i geografìco-agrari della
coltura dell'uva d a t a v o l a in I t a l i a . I V - Le f o r m e
di a l l e v a m e n t o e la loro distribuzione: i sistemi sul
p i a n o verticale - Rivista di viticoltura e di enologia
n. 12 - Conegliano, d i c e m b r e 1969 - pagg. 455-464.
VLORA ALESSANDRO
- L a situazione vinicola f r a n c e s e favorevole alle esportazioni italiane. Lo scarso raccolto
la b a t t a g l i a dei prezzi e la p r o s s i m a a p e r t u r a del
m e r c a t o c o m u n e vinicolo, p o t r e b b e a p r i r e ai vini
italiani a d e n o m i n a z i o n e d'origine, n o n c h é a quelli
correnti e d a taglio, la via p e r a f f e r m a r s i sul m e r c a t o
f r a n c e s e - Il corriere vinicolo n. 3 - Milano, 19 cannaio 1970 - p a g . 6.
"
M A R I O - Anche l'affitto si evolve. U n mezzo
n a t u r a l e p e r il ridimensionamento delle aziende
da usare al di fuori di sistemi vincolistici e n o n sovv e r t e n d o i f o n d a m e n t i della certezza del diritto
- Giornale di agricoltura n. 4 - R o m a , 25 gennaio
1970 - p a g . 1.
BANDINI
A R I B E R T O - L a n u o v a legge sulla m o n t a g n a .
Si p r e v e d o n o scorpori p e r 800.000 e t t a r i . I preliminari per la « Carta della M o n t a g n a ». M u t u i sino
a t r e n t ' a n n i p e r le aziende agro-silvo-pastorali. Dispar i t à di t r a t t a m e n t o ai m u t u i concessi p e r i rimboschimenti volontari. Consensi ed osservazioni - Giornale di agricoltura n. 4 - R o m a , 25 gennaio 1970
- pag. 43.
MERENDI
5° Convegno di s t u d i della Società italiana di economia
a g r a r i a su: Previsioni, informazioni, organizzazioni
di m e r c a t o per l'agricoltura. R o m a 25-26 o t t o b r e
1968 - Rivista di economia agraria n. 4-5 - R o m a
luglio-ottobre 1969.
V I T T O R I O - E v o l u z i o n e economica e tecnica
della risicoltura in I t a l i a - Novara n. 10-11 - N o v a r a ,
o t t o b r e - n o v e m b r e 1969 - pagg. 39-43.
OLIVELLI
N u m e r o speciale d e d i c a t o al diserbo chimico matore agrario n. 2 - Verona, 8 gennaio
L'infor1970.
P A O L O - L a s t r u t t u r a economica dell'agricoltura
francese. Si f o n d a su « r a g g r u p p a m e n t i » di p r o d u t t o r i
specializzati p e r s e t t o r e di p r o d u z i o n e L'informatore agrario n. 4 - Verona, 22 gennaio 1970 - pao-oF
326-328.
BOCCI
Le n u o v e n o r m e sull'affitto dei f o n d i rustici. Sono u n
ostacolo al progresso economico e sociale - L'informatore agrario n. 3 - V e r o n a , 15 g e n n a i o 1970 pagg. 246-248.
LAUGEL MARCEL
- Affitti a g r a r i - Cronache
dell'agricoltura
n. 2 - T o n n o , 16 g e n n a i o 1970 - p a g . 1.
BANDINI MARIO
L I V I O - R i v o l u z i o n e nelle c a m p a g n e . D r a s t i c h e
m i s u r e p r o p o s t e d a M a n s h o l t p e r salvare l'agricolt u r a nel M E C , d o v e ci sono t r o p p i c o n t a d i n i e t r o p p e
m u c c h e - 45° Parallelo n. 35 - Torino, n o v e m b r e d i c e m b r e 1969 - p a g g . 86-87.
R e t i a n t i g r a n d i n e p e r la p r o t e z i o n e dei f r u t t e t i - Notiziario economico/Camera
di commercio di Cuneo n. 1 Cuneo. 15 gennaio 1970 - pagg. 17-21.
- L e stalle sociali - Notiziario
economico/
Camera di commercio
di Cuneo n. 1 - Cuneo, 15
g e n n a i o 1970 - p a g g . 22-27.
BALASINI DIALMA
Q U I R I N O - P r o b l e m i e m e t o d i sullo s t u d i o della
p r o d u z i o n e di c a r n e b o v i n a in I t a l i a - Rivista
di
zootecnia n. 12 - Milano, d i c e m b r e 1969 - p a g g . 691-717.
PARIS
BOTATO
T E L E S F O R O - P r o d u z i o n e della c a r n e nei
b o v i n i e f e c o n d i t à - Rassegna economica della provincia
di Catanzaro n. 10 - C a t a n z a r o , o t t o b r e 1969 - Da<™
y
3-12.
BONADONNA
- Come si spiegano le differenze t r a i d a t i
e dei « C o n t r i b u t i u n i f i c a t i » . L e differenze
r i g u a r d a n o s o p r a t t u t t o le l a v o r a t r i c i - Il
coltivatore
n. 8 - R o m a , 7 f e b b r a i o 1970 - p a g . 2.
GATTA CARLO
ISTAT
V A L E N T I N O - Q u a l c h e calcolo sul P i a n o M a n s h o l t
- Mondo economico n. 5 - Milano, 7 f e b b r a i o 1970 15-17.
CREA
V I N C E N Z O - Il p r o b l e m a del g r a n o d u r o nella
C o m u n i t à E c o n o m i c a E u r o p e a . R e l a z i o n e svolta
nella p u b b l i c a a d u n a n z a del 22 m a r z o 1969 p r e s e n t a t a dall'accademico ordinario prof. E t t o r e Mancini
- Annali/Accademia
nazionale di agricoltura n. 3 B o l o g n a , o t t o b r e 1969 - p a g g . 291-302.
VISOCCHI
- I n d a g i n i e considerazioni di o r d i n e econ o m i c o in p i o p p i c o l t u r a - Pioppicoltura
e arboricoltura da legno n. 24 - P a r m a , 15 d i c e m b r e 1969 p a g g . 4-5.
PREVOSTO
M.
R e t i a n t i g r a n d i n e p e r la p r o t e z i o n e dei f r u t t e t i - Rassegna economica del Polesine - n . 7-8 - R o v i g o luglioagosto 1969 - p a g g . 13-17.
'
°
T e s t o di alcune c o m u n i c a z i o n i f a t t e al C o n v e g n o di
Calizzano, 20-21 s e t t e m b r e 1969, su « A s p e t t i giuridici, tecnici ed economici della r a c c o l t a dei f u n g h i »
- Savona economica n. 11 - S a v o n a , n o v e m b r e 1969
- pagg. 27-45.
II d i s e r b o chimico dei c a n a l i di bonifica e di irrigazione.
R e s o c o n t o della s e d u t a deU'8 m a r z o 1969, o r g a n i z z a t a
in collaborazione c o n la Circoscrizione E m i l i a - R o m a g n a dell'Associazione nazionale delle bonifiche,
svoltasi nel Salone dei « Carnicci » del Credito r o m a gnolo di B o l o g n a - Annali/Accademia
nazionale
dell'agricoltura
n. 3 - Bologna, o t t o b r e 1969 - p a g g
303-353.
G I O R G I O - Polli a catena. La tecnica dell'allevamento in batteria - Costi e dimensioni delle
aziende avicole - II Filugello n. 6 - Reggio Emilia,
gennaio 1970 - pagg. 25-27.
BERTOLINI
industrie
n. 43 -
G I A N N I - Sulle orme dei giganti. Le concentrazioni t r a le industrie automobilistiche europee
seguendo l'esempio dei colossi USA - La discussione
n. 36 - R o m a , 22 novembre 1969 - pagg. 25-26.
PASQUARELLI
R . D. - Industria laniera e piani economici regionali
- Laniera n. 11 - Biella, novembre 1969 - pagg.
1147-1149.
- L a ristrutturazione della industria
serica italiana e l'inserimento in essa delle tecnofibre
- Laniera n. 11 - Biella, novembre 1969 - pagg.
1193-1197.
GALLESE
B R U N O - Le tavole economiche intersettoriali
dell'industria molitoria italiana - Tecnica
molitoria.
n. 24 - Pinerolo, 30 dicembre 1969 - pagg. 719-729.
- Profilo del mercato della maglieria in
Italia e all'estero e suoi f u t u r i sviluppi - Modena/
Mensile economico della Camera di commercio n. 12
- Modena, dicembre 1970 - pagg. 14-46.
NEDO
- Le tavole economiche intersettoriali
dell'industria casearia italiana - Il mondo del latte
n. 12 - B o m a , dicembre 1969 - pagg. 911-914.
FORNARI
BRUNO
- Il lavoro e la localizzazione degli
i m p i a n t i industriali - Economia cfc lavoro n. 5 - Padova, settembre-ottobre 1969 - pagg. 585-611.
FERRARA
BENO
MAURIZIO
- L ' i n d u s t r i a laniera alle soglie
degli anni '70 - Laniera n. 12 - Biella, dicembre
1969 - pagg. 12.39-1241.
FRACASSI
G I A N C A R L O - Prospettive e problemi dell'industria laniera oggi - Laniera n. 12 - Biella, dicembre
1969 - pagg. 1243-1251.
LOMBARDI
C A R L O - L'avvenire della Lancia si fonda sulle
capacità degli uomini. Il caso « L a n c i a » - L'auto
accessorio n. 4 - Milano, inverno 1969 - pagg. 68-69.
MARIANI
- L ' i n d u s t r i a italiana dell'acciaio. E v o luzione del centro siderurgico di T a r a n t o - Rivista
tecnica della Svizzera italiana n. 2 - Bellinzona,
31 gennaio 1970 - pagg. 61-64.
BERTOLI
MARIO
SISTO
- Prospettive dell'industria tessile Industria cotoniera n. 11 - Milano, novembre 1969 pagg. 948-951.
FIRRAO
- I n v e s t i m e n t i e occupazione nelle
industrie tessili italiane - Informazioni/Notiziario
Ente
italiano della moda n. 11 - Torino, novembre-dicembre
1969 - pagg. 30-33.
FORNARI
Problemi del c o m m e r c i o - Tecnica commerciale Consumi - Prezzi - Fiere e mostre.
- Il commercio ambulante: normativa e problematica - Realtà economica n. 5-6 - Milano,
maggio-giugno 1969 - pagg. 37-39.
SAMPERI SEBASTIANO
RICCARDO
- I vantaggi del « direct mail ».
Come promuovere le vendite - Rassegna economica
n. 10 - Sondrio, ottobre 1969 - pagg. 27-29.
ROMANI
GUIDO
FORNARI
FIANO
C O M M E R C I O E S T E R O - Andamento delle esportazioni di prodotti dell'artigianato e delle piccole
industrie - Bollettino d'informazione/Comitato
centrale dell'artigianato n. 5-6 - Boma, 1969 - pagg. 28-29.
ISTITUTO
Problemi dell'industria - Materie prime.
Les fibres artificielles et synthetiques: une
de croissance - L'observateur de VOCDE
Parigi, dicembre 1969 - pagg. 39-41.
Artigiani nel triangolo industriale. Grosso Canavese:
un intero paese che fabbrica sedie ENAPI/Notiziario dell'Ente nazionale per l'artigianato e le piccole
industrie n. 6 - Boma, dicembre 1969 - pagg. 8-12.
BRUNO
Artigianato - P i c c o l a
industria.
- Gli Albi artigiani e l'abilitazione all'esercizio dell'impresa, s t r u m e n t i di difesa e di valorizzazione dell'artigianato nella programmazione nazionale e regionale. Belazione generale al Convegno
sulla valorizzazione degli Albi artigiani. Bologna
18-19 ottobre 1969 - La mercanzia n. 11 - Bologna,
novembre 1969 - pagg. 978-989.
MAMMI OSCAR
DE
V I T A G I U S E P P E - L ' a p p a r a t o distributivo: settore
nel quale urgono adeguati interventi innovativi
- Molise economico n. 5 - Campobasso, settembre-ott o b r e 1969 - pagg. 3-9.
S A L V A T O R E - Le licenze di commercio e il
sistema distributivo nell'Italia degli anni '70 Bari economica n. 34-35 - Bari, settembre-ottobre
1969 - pagg. 38-45.
RAVALLI
S A L V A T O R E - L a disciplina del commercio:
una riforma che nasce male - Mondo
economico
n. 50 - Milano, 20 dicembre 1969 - pagg. 29-31.
RAVALLI
- Le licenze di magazzino a prezzo
unico: qualche ulteriore novità nella giurisprudenza
costituzionale - Trieste economica n. 7-8 - Trieste,
luglio-agosto 1969 - pagg. 19-23.
GRILLI PIERSERAFINO
A L B E R T O - Caratteri e prospettive del « grande
dettaglio » in Italia - Rivista internazionale di scienze
economiche e commerciali n. 11 - Milano, novembre
1969 - pagg. 1092-1108.
MARINO
A L E S S A N D R O - Prospettive sulla nuova disciplina giuridica del commercio di vendita al pubblico
- Parma economica/Notiziario
della Camera di commercio n. 11 - P a r m a , novembre 1969 - pagg. 19-21.
RAPINO
M A R C E L - Lo sviluppo delle vendite per corrispondenza - Comunità europee n. 11 - R o m a , nov e m b r e 1969 - pagg. 20-23.
LALOIRE
O R E S T E - Incidenza dei costi di distribuzione
in diversi sistemi distributivi - Rivista italiana di
ragioneria
n. 11-12 - R o m a , novembre-dicembre
1969 - pagg. 386-390.
MARESCA
- Funzionalità o onerosità dell'intermediazione grossista - Mondo economico n. 4 - Milano, 31 gennaio 1970 - pagg. 19-22.
RAVAZZI GIANCARLO
GIANCARLO
- L a proposta di riforma della
disciplina commerciale: u n passo indietro per il
settore distributivo - Mondo economico n. 6 - Milano,
14 febbraio 1970 - pagg. 24-28.
RAVAZZI
Merci per 60 miliardi v e n d u t e porta-a-porta - Il direttore commerciale n. 12 - Milano, dicembre 1969 pagg. 11-16.
G I O R G I O - Le s t r u t t u r e distributive al dettaglio
nella pianificazione u r b a n a - Dibattito
urbanistico
n. 25 - Milano, luglio-agosto 1969 - pagg. 271-277.
GENTILI
Commercio con l'estero - Bilancia dei pagamenti
- Problemi doganali - Fiere e mostre internazionali.
- L a situazione vinicola francese favorevole alle esportazioni italiane. Lo scarso raccolto,
la battaglia dei prezzi e la prossima a p e r t u r a del
mercato comune vinicolo, potrebbero aprire ai vini
italiani a denominazione d'origine, nonché a quelli
correnti e da taglio, la via per affermarsi sul mercato
francese. Stasi nelle contrattazioni con quotazioni
p u r a m e n t e nominali - II corriere vinicolo n. 3 - Milano, 19 gennaio 1970 - pag. 6.
LAUGEL MARCEL
O S V A L D O - R i f o r m a doganale. La legge delega
- Savona economica n. 11 - Savona, novembre 1969
- Pagg- 6-9.
P. L. - Il marketing scopre le proprie « leggi »
- Il direttore commerciale n. 11 - Milano, novembre
1969 - pagg. 23-27.
MUTTARINI
Trasporti e c o m u n i c a z i o n i - Viabilità - Navigazione
interna - Porti - Trafori - Telecomunicazioni.
GIAMPIERO
- Interrogativi (con qualche risposta) per i canali navigabili - Regione e potere
locale n. 7 - Milano, ottobre 1969 - pagg. 15-18.
CASSIO
D O M E N I C O - Le comunicazioni ferroviarie t r a
il Piemonte e la Liguria Occidentale - L'universo
n. 5 - Firenze, settembre-ottobre 1969 - pagg. 839-848.
MOLINO
BINELLO
- R i f o r m a doganale. Il primo schema
di decreto del Presidente della Repubblica per la
riforma della legislazione doganale italiana. I I Savona economica n. 12 - Savona, dicembre 1969 pagg. 12-19.
F R A N C E S C O - Sullo sviluppo della d o m a n d a
di t r a s p o r t o - Ingegneria ferroviaria n. 10 - R o m a ,
ottobre 1969 - pagg. 795-800.
SANTORO
BINELLO OSVALDO
L'instaurazione e il funzionamento del mercato unico.
Libera circolazione delle merci. Agevolazioni tariffarie nel traffico viaggiatori t r a i paesi terzi e la
Comunità - Bollettino delle Comunità
Europee/CECACEE-CEEA
n. 9-10 - Bruxelles - pagg. 25-28.
C O M M E R C I O E S T E R O - A n d a m e n t o delle esportazioni di prodotti dell'artigianato e della piccola
industria - Bollettino di informazioni/Comitato
centrale dell'artigianato n. 5-6 - R o m a , 1969 - p a g g. 28-29.
ISTITUTO
Pubblicità - Audiovisivi - R i c e r c h e
Relazioni pubbliche.
di m e r c a t o -
M . - II m a r k e t i n g suscala europea: il settore
tessile - Note di. economia aziendale n. 10 - R o m a ,
o t t o b r e 1969 - pagg. 344-347.
A N G E L O - L a tesi del giusto prezzo d'uso
delle strade da p a r t e dell'automobile - Ingegneria
ferroviaria n. 10 - R o m a , ottobre 1969 - pagg. 80Ì-806.
PATRASSI
W A L T E R - L'evoluzione in a t t o dei t r a s p o r t i
con i grandi contenitori - Ingegneria
ferroviaria
n. 10 - R o m a , o t t o b r e 1969 - pagg. 828-832.
TARTARINI
Too m a n y ports in t h e Med. Competition f r o m t h e
container terminals of n o r t h e r n E u r o p e is h i t t i n g
t h e Mediterranean, a n d especially Italy's, ports The economist n. 3-9 - L o n d r a , gennaio 1970 - pagg.
Commentario su Caselle - 1969 - Edilizia
15 dicembre 1969 - pagg. 5-6.
G I U S E P P E L U I G I - L ' a u t o s t r a d a dei vini. Con
l'«A 21» Torino è finalmente collegata a l l ' A u t o s t r a d a
del Sole - Edilizia n. 24 - Torino, 31 dicembre 1969
- pagg. 12-13.
MARINI
CORNET
ALBERTO
- Strategia delle promozioni di
vendita - Il direttore commerciale n. 10 - Milano,
o t t o b r e 1969 - pagg. 9-15.
GUASTIMI
A L A N - La recherche, u n cheval de bataille.
De l'historique de la g r a n d e bataille en f a v e u r des
pommes chip en Grande-Bretagne, u n spécialiste du
m a r k e t i n g tire quelques leyons utiles sur les m é t h o d e s
et les applications de la recherche de c o n s o m m a t i o n
- Forum du commerce International
n. 3 - Ginevra,
o t t o b r e 1969 - pagg. 6-7.
HEDGES
- « Marketing verticale » delle fibre chimiche
in E u r o p a - Rajon e fibre nuove n. 6 - Milano, novembre-dicembre 1969 - pagg. 191-193.
IVAUP H E I N Z
ALBERTO
- N u o v e tecniche di ricerea: Le
ricerche quadrimensionali - Il direttore
commerciale
n. 12 - Milano, dicembre 1969 - pagg. 39-45.
GUASTINI
P i C A R E L L I A N T O N I O - Su alcuni a s p e t t i metodologici delle
ricerche di m e r c a t o - Studi economici n. 5 - Napoli,
s e t t e m b r e - o t t o b r e 1969 - pagg. 398-429.
- Gli s t r u m e n t i di comunicazione dell'azienda m o d e r n a - L'ufficio moderno n. 12 - Milano,
dicembre 1969 - pagg. 1879-1883.
LEVI
SERGIO
B R U N O - Tecniche di m a r k e t i n g per il lancio
di p r o d o t t i nuovi di largo consumo - L'ufficio
moderno n. 12 - Milano, dicembre 1969 - pagg. 19031909.
CAIRO
n. 23 - Torino,
Grazie al Milano-Cremona-Po u n a linea continua di
1000 k m costituirà l'asse italiano Nord-Sud. Secondo
u n a rivista francese specializzata - Vie
d'acqua
n . 20-21 - Milano, 15 n o v e m b r e - 15 dicembre 1969
- pagg. 1-3.
L a théorie e t
Troisième
Relazioni
pement n.
la p r a t i q u e d a n s l'économie des t r a n s p o r t s .
symposium i n t e r n a t i o n a l de la C E M T - Transports,
economie, réalisations,
equi146 - Parigi, o t t o b r e 1969 - pagg. 315-322.
ANTONINO
- I problemi a u t o s t r a d a l i italiani
nel contesto europeo - Le strade n. 12 - Milano,
dicembre 1969 - pagg. 695-700.
BERTI
G I U S E P P E - I t r a s p o r t i e le loro i n f r a s t r u t t u r e
in relazione al t u r i s m o - Economia trentina - Notiziario
della Camera di commercio di Trento n. 5 - T r e n t o ,
1969 - pagg. 17-26.
CARONE
Viabilità e t e r r i t o r i o : consuntivo e previsioni. ( N o t a introd u t t i v a al t e m a p r o p o s t o agli esperti della F I S nella
riunione del 6 n o v e m b r e 1969 a Torino) - Notiziario
FIS n. 11 - R o m a , n o v e m b r e 1969 - pagg. 9-12.
W A L T H E R W A L T E R - Tavola r o t o n d a sui p r o b l e m i
a u t o s t r a d a l i italiani nel contesto europeo. I n t e r v e n t o
d e l l ' a w . W . Von W a l t h e r - Bollettino
ufficiale/
Camera di commercio industria e agricoltura di Bolzano n. 11-12 - Bolzano, novembre-dicembre 1969 pagg. 18.
VON
Tipologia del t r a s p o r t o aereo di merci - Il direttore commerciale n. 12 - Milano, dicembre 1969 - pagg. 35-36.
Note sulla situazione stradale italiana a fine 1969 Notiziario
FIS n. 12 - Roma, dicembre 1969 pagg. 5-8.
- Le regioni a s t a t u t o ordinario e la
viabilità - Notiziario FIS n. 12 - R o m a , dicembre
1969 - pagg. 17-22.
SAT.SANO G I U S E P P E
- Difficoltà di una affermazione sollecita della navigazione interna in Italia - Parma
economica n. 12 - P a r m a , dicembre 1969 - pagg. 19-21.
FERRARI
Z. G. - Osservazioni sulla politica monetaria della
C E E - Realtà economica n. 5-6 - Milano, maggio-giugno
1969 - pagg. 40-46.
- « Leasing e Factoring » - Due interessanti formule creditizie nuove - Industria
chimica
n. 12 - Milano, dicembre 1969 - pagg. 6-9.
POGGIALI VIERI
CARLO
- Rivoluzione nei trasporti: i containers
- L'Italia agricola n. 12 - R o m a , dicembre 1969 pagg. 1085-1157.
AUTORI
L.D.B. - Brevi considerazioni sul « leasing » - Rassegna
economica n. 10 - Sondrio, ottobre 1969 - pagg. 24-26.
- Gli investimenti delle aziende industriali
- Economia internazionale delle fonti di energia n. 4 Milano, luglio-agosto 1969 - pagg. 347-395.
GUATRI LUIGI
VARI
- Gli a u t o t r a s p o r t i italiani nell'anno
1968 - - Ingegneria ferroviaria n. 11 - R o m a , novembre 1969 - pagg. 879-906.
ARMANI
MORO
A.
-
VACCARELLA
R E N Z O - L a tempesta monetaria. Malgrado la
svalutazione del franco francese e del marco tedesco,
i mercati v a l u t a r i non hanno raggiunto l'equilibrio
pieno. Proseguono le tensioni su alcune monete 45° parallelo n. 35 - Torino, novembre-dicembre
1969 - pagg. 56-59.
A.
DE
T u r i s m o - Sport - Manifestazioni.
- Le t o r m e n t a t e vicende del t u r i s m o
nautico. Si può affermare che in f a t t o di « m a r i n a »
siamo ben distanti dalle reali necessità, cioè dal
disporre di u n a ricettività da considerarsi sufficiente
- Porto di Livorno n. 10 - Livorno, ottobre 1969
- pagg. 10-20.
VALLARIO VINCENZO
- Nuovi orizzonti al turismo regionale.
Il lancio cosmopolita del turismo piemontese deve
essere promosso da u n aeroporto e da collegamenti
capaci di avvicinare le m o n t a g n e alle migliaia di
ospiti potenziali - Piemonte vivo n. 4 - Torino, ottobre
1969 - pagg. 35-37.
CATELLA VITTORE
G I U S E P P E - I t r a s p o r t i e le loro i n f r a s t r u t t u r e
in relazione al turismo - Economia
trentina/Notiziario
della Cernerà di commercio di Trento n. 5 - Trento,
1969 - pagg. 17-25.
CARONE
Camping e caravanning, aspetti e prospettive di u n a
forma specifica del turismo moderno. Bclazione del
prof. Carone al X X Congresso nazionale del campeggio - Il campeggio italiano n. 1-2 - Firenze, gennaio-febbraio 1970 - pagg. 1-2.
- Turismo e industria in Piem o n t e - Novara/Camera
di commercio industria
e
agricoltura di Novara n. 12 - Novara, dicembre 1969
- pagg. 14-25.
CASSIETTI
PIER
LUIGI
Lo sviluppo delle a t t r e z z a t u r e alberghiere e del t u r i s m o
in Italia. Bicerche economiche per provincie e regioni.
P a r t e I - Sintesi economica n. 10 - R o m a , o t t o b r e
1969 - pagg. 31-47.
Credito - R i s p a r m i o - Problemi m o n e t a r i - Investimenti e f i n a n z i a m e n t i - B o r s e - Assicurazioni.
RENZO
- Economia piemontese e monete
europee - Piemonte vivo n. 4 - Torino, o t t o b r e 1969 pagg. 39-41.
VILLARE
G. - Alcuni problemi del credito in Italia Note di economia aziendale n. 10 - R o m a , o t t o b r e
1969 - pagg. 347-351.
ANDREOLI
- Fondi comuni d'investimento
n. 11 - Bologna, novembre 1969 -
MARIO
VILLARE
- Inchiesta sui t r a s p o r t i
pubblici in otto grandi città italiane. Questa volta
parliamo di: Bologna, Firenze, Napoli, Palermo Torino municipalizzata
n. 39 - Torino, novembredicembre 1969 - pagg. 6-40.
BAVIDÀ
VISCONTI
- La mercanzia
pagg. 994-996.
FRANCO
V E R G O T T I N I M A R I O - R e n d i m e n t o delle azioni e
dimensioni delle società. (Rendono di più le azioni
delle grandi società) - Mondo economico n. 3 - Milano,
24 gennaio 1970 - pagg. 25-26.
F R A N C O - L a Borsa Valori di Torino verso la
m e t à del sec. X I X - Rivista bancaria
«Minerva»
n. 9-10 - Milano, settembre-ottobre 1969 - pag".
518-533.
CELLINO
- L a convenzione sui diritti speciali
di prelievo. L a crisi m o n e t a r i a e l'assemblea del
F o n d o monetario internazionale - Comunità europee
n. 11 - B o m a , novembre 1969 - pagg. 12-13.
BANDIERA ALBERTO
A . - Costo del servizio bancario relativo a
fondi di anticipazione e di rotazione - Sardegna economica n. 11-12 - Cagliari, novembre-dicembre 1969
- pagg. 535-539.
ZACCAGNINI
D. L. - Dalle carte di credito ai pagamenti
a u t o m a t i z z a t i : verso u n a «società senza monete e
senza assegni » - Note di economia aziendale n. 11
- B o m a , novembre 1969 - pagg. 380-386.
BEISTAD
A G O S T I N O - Investimenti stranieri in Italia Investimenti europei in USA - Successo n. 12 - Milano,
dicembre 1969 - pagg. 129-136.
BOSSI
- L a funzione del eredito ordinario
- Rassegna economica/Banco di Napoli n. 5 - Napoli,
settembre-ottobre 1969 - pagg. 991-1006.
GUIDOTTI SALVATORE
B. V. - L a scelta delle tecniche monetarie Mercurio n. 2 - B o m a , febbraio 1970 - pagg. 39-45.
GESTRIN
W A L T E R - IL rischio negli investimenti - Mercurio n. 2 - R o m a , febbraio 1970 - pagg. 59-62.
MORTON
D A V I D - L'inflazione negli Stati Uniti dopo il
1965: un'interpretazione monetaria - Moneta e credito
n. 88 - B o m a , 4° t r i m e s t r e 1969 - pagg. 395-420.
FAND
G . - Il F a c t o r i n g - Note di economia
aziendale
n. 12 - R o m a , dicembre 1969 - pagg. 412-414.
GAVALDA
L a B a n c a E u r o p e a per gli investimenti. Sintesi dell'att i v i t à dal 1958 al 1968 - Vita italiana n. 10 - B o m a ,
o t t o b r e 1969 - pagg. 837-840.
G E R O L A M O - L e carte di credito in Italia: oggi e
d o m a n i - Mondo economico n. 5 - Milano, 7 febbraio
1970 - pagg. 18-20.
FIORI
- I finanziamenti degli i n v e s t i m e n t i esteri
in Italia - Rivista bancaria « Minerva » n. 11-12 - Milano, novembre-dicembre 1969 - pagg. 603-618.
M I C A LIZZI N .
ALFIO
- Il sistema monetario internazionale
venticinque a n n i dopo B r e t t o n Woords - Rassegna
d'espansione commerciale n. 11-12 - Milano, n o v e m b r e dicembre 1909 - pagg. 15-19.
TITTA
B i l a n c i o dello Stato - F i n a n z a pubblica - I m p o s t e
e tributi.
- Il p r e s u p p o s t o della f u t u r a i m p o s t a
sul valore a g g i u n t o in Italia, secondo u n recente
p r o g e t t o - Savona economica n. 11 - Savona, n o v e m b r e
1969 - pagg. 12-20.
CAVALLI ROSANNA
- Una p r i m a s t i m a del bilancio economico
nazionale - Mondo economico n. 50 - Milano, 20 dicembre 1969 - pagg. 6.
LENTI LIBERO
- Su di un particolare a s p e t t o della
r i f o r m a t r i b u t a r i a : l'adozione dell'imposta sul valore
a g g i u n t o (IVA) - Salerno economica/Periodico
della
Camera di commercio n. 11 - Salerno, n o v e m b r e 1969
- pagg. 24-26.
SANTAMARIA MARIO
Armonizzazione fiscale e m e r c a t o c o m u n e . Discorso
p r o n u n c i a t o il 2 luglio 1969 dinanzi al P a r l a m e n t o
europeo dal dr. H a n s v o n d e r Groeben, m e m b r o
della commissione - Bollettino delle Comunità
Europee/
CECA-CEE-CEEA
n. 9-10 - Bruxelles, s e t t e m b r e o t t o b r e 1969 - pagg. 9-12.
LIM
SA
L ' a d o p t i o n de la T V A - Modalités d'application de la
T VA et des a u t r e s i m p ó t s de c o n s o m m a t i o n - L'observateur de l'OCDE n. 44 - Parigi, febbraio 1970 pagg. 13-18.
P r o b l e m i sociali e del l a v o r o - Migrazioni - Istruzione professionale.
U n i n s t r u m e n t de stabilisation de l'emploi: la f o r m a t i o n
des a d u l t e s - L'observateur de l'OCDE n. 43 - Parigi,
dicembre 1969 - pagg. 29-31.
M A U R I Z I O - A n d a m e n t o e previsioni sul r a p p o r t o forze di lavoro-popolazione in I t a l i a - Qualificazione n. 4 - R o m a , luglio-agosto 1969 - pagg. 12-16.
GARANO
DE
V E R G O T T I N I M A R I O - Migrazioni i n t e r n e in Italia
come f a t t o r e della g r a v i t a z i o n e della popolazione
verso il n o r d e l'occidente - Stato sociale n. 8 - Torino,
agosto 1969 - pagg. 663-679.
S E R G I O - Il lungo c a m m i n o dei p e n d o l a r i :
3 a n n i di v i t a p e r a n d a r e d a casa a b o t t e g a - Erre U
n. 1 - R o m a , gennaio 1970 - pagg. 5-7.
TRASATI
RENO
- Il lavoro e la localizzazione degli
i m p i a n t i i n d u s t r i a l i - Economia <fc lavoro n. 5 - R o m a ,
s e t t e m b r e - o t t o b r e 1969 - pagg. 585-611.
FERRARA
GROSSIN
- T e m p o di lavoro e t e m p o libero n. 2 - R o m a , f e b b r a i o 1970 - pagg. 68-70.
WILLIAM
Mercurio
Studio sull'immigrazione - Torino-Notizie
n. 7-8 - Torino, o t t o b r e - n o v e m b r e 1969 - pagg. 19-27.
L'Impresa è la rivista che accompagna da anni il prestigioso cammino della Scuola di Amministrazione Industriale dell'Università
di Torino: la prima business school italiana.
L'Impresa è la rivista dei dirigenti d'azienda, scritta per aiutare a
risolvere i loro problemi, attraverso soluzioni suggerite dai più noti
studiosi italiani e stranieri e dagli stessi pratici.
185 autori hanno collaborato in dodici anni al successo della rivista,
ormai affermata in campo internazionale.
L'Impresa è affiancata da RATIO, che raccoglie i contributi scientifici in materia d'amministrazione (teoria d'impresa ed esce due
volte l'anno in fascicoli di 1 3 0 - 1 5 0 pagine.
A b b o n a m e n t o per un anno (6 n u m e r i ) a L ' I M P R E S A : L. 6.000
Abbonamento per un anno (2 numeri) a RATIO:
L. 3.500
A b b o n a m e n t o c u m u l a t i v o alle due r i v i s t e :
L. 8.000
Direttore:
F E R R E R - P A C C E S
la rivista indispensabile
Versamenti a mezzo del c/c postale n. 2/44971 intestato a:
per i dirigenti d'azienda
L'INDUSTRIA LISTA - 10131 Torino - Corso Fiume n. 11
L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI
I.N.A.
attuale
gestore
del FONDO
INDENNITÀ
IMPIEGATI,
porta a conoscenza che per rispondere alle numerose richieste
di chiarimenti che gli pervengono, relative al problema dell'accantonamento delle indennità di anzianità, ha istituito presso
l'Agenzia Gener. di T o r i n o , via Roma, 101, tel. 46.902-3-4-5
un'apposita Segreteria: " Informazioni Indennità Impiegati
disposizione delle Aziende interessate.
che
è a completa
IMPERMEABILIZZA
^%ettì
TEL 690.568
VIA
& curri
G A Y
MAROCHETTI 6
10126
puri
-TORINO
ASFALTI
di Dott. Ing. V . BLASI
VERNICI e SMALTI SINTETICI ad aria e a forno
per elettrodomestici, mobili metallici, litolatta
VERNICI e SMALTI NITROCELLULOSICI e x t r a
per carrozzeria, t i p i industriali e combinati CICLI
di VERNICIATURE A N T I C O R R O S I V E resistenti
agli acidi, alcali, solventi e diluenti PITTURE OPACHE ad A C Q U A e VERNICE per la decorazione
murale interna ed esterna PITTURE LUCIDE
OLEOSINTETICHE ad aria per decorazione e
protezione del f e r r o e del legno.
V E R N I C I
P o J u j u n b d l i
Filiale - D e p o s i t o
in T o r i n o :
V i a G . C o l l e g n o , 20 bis a n g . C o r s o
T e l e f o n i : 743.886 - 7 6 L I 8 5
Francia
D i r e z i o n e - Uffici :
SETTIMO TORINESE
T e l e f o n i : 560.123 - 560.164 - 560.662
T O R I N O
BANCA D A M E R I C A E D ITALIA
S O C I E T À PER AZIONI - Capitale versato e r i s e r v e Lit- 9.050.000.000
SEDE
S O C I A L E
E
D I R E Z I O N E
G E N E R A L E :
M I L A N O
AFFILIATA DELLA
F o n d a t a
A.
P.
G I A N N I N I
T U T T E
IN
TORINO
d a
LE
Sede:
Agenzia A :
Agenzia B:
Agenzia C:
Agenzia D:
i&unk ci America
NATIONAL
O P E R A Z I O N I
IFT.XFIVHS
D I
ASSOCIATION
B A N C A
VIA A R C I V E S C O V A D O
n. 1
VIA
GARIBALDI
n. 44 ANG.
CORSO
VALDOCCO
CORSO
VITTORIO
EMANUELE
n . 38
VIA DI N A N N I
ANGOLO
VIAVALDIERI
n. 4
C . GIULIO CESARE A N G . C . T A R A N T O (P. DERNA)
T. S. DRORY'S IMPORT/EXPORT
Via Magenta 15 - 10097 Regina Margherite (Torino)
Telefono: 726.972 - Telegrammi: Drorlmpex
MACCHINE PER LA SOVRASTAMPA DELLE ETICHETTE, ASTUCCI PIEGHEVOLI, SCATOLE RIGIDE E MACCHINE
PER LA COMPILAZIONE DI BOLLE DI COTTIMO E SCHEDE DI LAVORAZIONE — MACCHINE PER IMBUSTARE
LA CORRISPONDENZA — MARCATRICI DI OGNI GENERE — STAMPATRICI ROTATIVE PER SACCHI —
MACCHINE SPECIALI PER L'IMBALLAGGIO — SALDATRICI ELETTRONICHE PER MATERIALI PLASTICI
(da un sigillo del "600)
da
anni
la fiducia
dei
risparmiatori
ISTITUTO BANCARIO
S A N PAOLO DI TORINO
DEPOSITI E CARTELLE IN CIRCC)LAZIONE:1750 MILIARDI
200
FILIALI
IN
ITALIA
A FRANCOFORTE
BANCA
BORSA
-
LONDRA
CAMBIO
RAPPRESENTANZE
PARIGI
CREDITO
ZURIGO
FONDIARIO
CREDITO AGRARIO FINANZIAMENTI OPERE PUBBLICHE
FONDATO
NEL
1563
PUNTEMES
un punto di amaro
e mezzo di dolce
i®3!
""WRMUI*
CARPANO
--
C
I
»mi> wts
-
**» * «a
' • i
:©
.
CARPANO ,]( I
•, -
CARPANO
M
* »IS
'.^CARPANO
«vi 1
M §
• 1 v«uà
ARATTI
cioccolato caramelle
,
CARPANO^/
l'ari «ÌX** 1 ^
PRODUTTORI
ITALIANI
COMMERCIO
-
INDUSTRIA
ABBIGLIAMENTO
P R O D U C T E U R S
ITALIAN P R O D U C E R S - MANUFACTURERS
T R A D E
•
Clothing
Manifattura B L A N C A T O
TORINO
- Corso Vittorio Emanuele, 96 - Telef. 43.552
Specialità
Biancheria
Maschile
Fabrique spécialisèe dans les confections
de luxe pour hommes - Maison de confiance - Exporlalion dans tous les Pays Specialisls in the manufacture of men's
high class shirts and underwear Exportation Ihroughout the world.
APPARECCHI
SCIENTIFICI
-
I N D U S T R Y
AGRICOLTURA
Confections
I T A L I E N S
COMMERCE - INDUSTRIE - AGRICULTURE - IMPORTATION - EXPORTATION
InstrumentB ScientifiqueB
Soientific Instruments
-
-
A G R I C U L T U R E
IMPORTAZIONE
CONTATORI PER ACQUA
ED APPARECCHI PER IL
CONTROLLO TERMICO
MISURE
- CONTROLLI
TORI
-
-
I M P O R T
-
E X P O R T
ESPORTAZIONE
Compteurs d'eau et appareils de
contróle thermique - Water
meters and thermic
control
instruments
- REGOLAZIONI
-
CONTA-
PER A C Q U A - V E N T U R I M E T R I
I t O M O . f .
S. p. A.
TORINO - Via Buenos Aires, 4 - Telefoni 360.933
360.934
Telegrafo MISACQUA
Ditta dr. M A R I O
DE
LA
PIERRE
di P I E T R O DE LA PIERRE
TORINO - Via dei Mille, 16 - Telefoni 541.472 - 534.864
Forniture complete per laboratori di chimica
biologici, bromalologici, batteriologici, clinici.
CARTIERE
Fabriques de papier •
industriale,
Paper Mills
CARTIERE ITALIANA E SERTORIO RIUNITE
C O S T R U Z I O N I
ELETTRO-MECCANICHE
Con3tructions
electromécaniques
• Electromechanical
appliances
Costruzioni
Riparazioni
Applicazioni Elettro-Meccaniche C o n t r o l l o Regolazione
Automatismi Elettronici
TORINO - Via Reggio 19
Telefono 21.646
Società per Azioni
Torino - Via Valeggio, 5 - Telefoni 588.945-6-7-8 / 598.282-3-4
Telegr. : CARTALIANA TORINO - Codice a w . postale 10128
Telex: 21.493 CARTIT T O R I N O
Stabilimento di Serravalle Sesia - Carta da sigarette, da Bibbia
« India», per copialettere, per calchi e lucidi, per valori, da lettere, da
disegno, da filtro, da registro, per offset, per periodici, quaderni, buste.
Stabilimento di Coazze • Carle fini, finissime uso patinale
in macchina brevetto
CHAMPION.
e patinate
Stabilimento di Quarona - Produzione brevettata di «membrane e
centratori per altoparlanti» ed articoli vari in FI BRI T per l'industria
automobilistica, radio, televisiva, ottica e per imballaggi speciali.
Depositi: Torino, via S. Secondo 39, tel. 588.945 - Milano, via Presolana 6, tel. 585.919 - Genova, via Annibale Passaggi 4 1 R , tel. 361.041
- Bologna, via Malvasia 14, tel. 412.828 - Firenze-Castello, via di
Bellagio 23, tel. 451.745 - Roma, Chartularia s.p.a., via Morozzo
della Rocca, tel. 4381241 - Napoli (Filiale), via Nuova Marina,
tel. 310.566.
CICLI-MOTO-AUTO
(Accessori e parti
staccate
per)
Accessoires pour cycles - moto - auto
Accessories for cycles - motors - cars
Calcilo
controllate
il marchio
REGINA
T O R I N O -
Avvolgimenti, Dinamo, Motori, Trasformatori - Macchinario elettrico - Impianti elettrici automalici a distanza Regolazione elettronica dell'umidità, temperatura, livelli, pressioni - Impianti industriali alta e bassa tensione Installazione e montaggio quadri elettronici - Forni elettrici industriali
A F - Pirometri elettronici - Termostati elettronici - Teleruttori.
Tribuzic
FABBRICA
ITALIANA
DI
VALVOLE
PER
PNEUMATICI
Via Coazze, 18 - Tel. 740.187
COSTRUZIONI METAL- Constructions métalliques, mécaniLICHE, MECCANICHE, ques, électriques • Metallic, mechanical, electrical constructions
ELETTRICHE
E S T R A T T I P E R L I - E x t r a i t s pour liqueurs e t pltisserie
QUORI E PASTICCERIA
• Confectioncry and liquors extracts
MACCHINE UTENSILI
E
INDUSTRIALI
S. I . L. E. A .
C A M U T
Soc. Italiana Lav. Estratti A r o m a t i c i
NATURALI
ESSENZE - O L I I E S S E N Z I A L I - C O L O R I I N N O C U I
per
industrie
fabiriche
dolciarie
di liquori,
e conserviere;
sciroppi,
C A T E L L A
e acque
gelaterie; per
D i t t a C A P P A B I A N C A Fratelli
F o u r n i t u r e s pour industrie, édilité
Industriai, edile, aupplies
F R A T E L L I
- V i a Montevecchio, 27 - Telefono
M A R M I - PIETRE
545.720-537.720
DECORATIVE
C A V E PROPRIE - S E G H E R I E - L A V O R A Z I O N E
- ESPORTAZIONE
- UFFICIO
TECNICO
-Siu - m _ e j " L
Machines industrielles e t outillage
Tools a n d i n d u s t r i a i m a c h i n e r y
CAPPABIANCA
FRATELLI
Corso Svizzera, 50
10143 T O R I N O - Tel. 740.821
Telegrammi: C A P P A B I A N C A T O R I N O
Tutte le macchine utensili per la lavorazione dei metalli:
trapani, fresatrici, rettificatrici, alesatrici,
dentatrici
torni,
Agente esclusivo di v e n d i t a per il P i e m o n t e della produzione F I C E P Presse a frizione • Cesoie punzonatrici,
ecc.
M I L A N O - Via Teodosio, 33 - Telefono 23.62.768-23.67.178
T O R I N O - Via Mercantimi, 1 - Telefono 538.586-535.431 - Hagazz.: Via
Felizzano, 9 - Tel. 697.753
ROMA - V i a Palestro, 87
fono 49.53.619
CONTROLLATE
MARCHIO
REGINA
TALCO GRAFITE
G. R A S T E L L I , Milano - R e t tificatrici oleodinamiche u n i versali, p e r interni, per superflci piane e speciali - M. CARN A G H I , Busto Arsizio - Piallatrici e frese pialla - S A C H M A N , Reggio E m i l i a - Fresatrici - alesatrici verticali Stozzatrici - W A L F A T , Torino U n i t à operatrici e macchine
speciali
SOC.
TALCO
E GRAFITE
FABBRICA
•
VAL
ITALIANA
Tale graphite
CHISONE
Società per Azioni
PINEROLO
Talco e Grafite d'ogni qualità - Elettrodi in grafite naturale per
forni elettrici - Materiali isolanti in Isolantite e Talco ceramico
per elettrotecnica
Tvibuzic
D I VALVOLE
- VIA CO AZZE
PER
N. 18 - TELEFONO
ZflNINO & C. s.a.s. Gestione Cardis
D E L L A
Tale graphite
Catello
TORINO
C A S A
Esclusive (li vendita per il
Piemonte:
Tele-
A G E M A , L o c a m o - Macchine a d elettroerosione - B A L D I N O E N G . L T D . , Norwioh F r e s a t r i c i universali e a t o r r e t t a - C O L C H E S T E R L A T H E CO., Colehester - T o r n i p a r a l leli - F O R E S T & C.ie, P a r i g i - F r e s a t r i c i alesatrici a copiare e a p r o g r a m m a - L. V. D .
Guilegem, Courtrai - Presse, cesoie, piega-
Agente esclusivo di v e n d i t a delle: Rettificatrici rettilinee idrauliche per
super/ìci piane con mola ad asse verticale e orizzontale costruite dalla
s. n. C. CAMUT
di Torino
IL
trici olcodinamiohe - calandro
- L. V. D. M o K A Y - Guilegem,
Courtrai - Presse meccaniche P R E M A X , Ginevra - T o r n i
automatici - PRVOMA.JSKA,
Zagabria - Fresatrici p e r a t trezzisti - Affilatrici universali - T o r n i a revolver, ecc.
Esclusive gener. di vendita per l'Italia:
MACCHINE UTENSILI
E INDUSTRIALI
Ditta
Agente esclusivo di v e n d i t a :
gassale
Corso Svizzera, 50
10143 T O R I N O - Tel. 740.821
FORNITURE PER
INDUSTRIA EDILIZIA
TORINO
per pasticcerie,
vermouth
s.n.c. dei F.lli C A P P A B I A N C A
T O R I N O - Frazione Regina Margherita - V. Antonelli,
28/32 - Telef. 72.18.18 (3 linee urbane): Costruzione di
rettificatrici rettilinee idrauliche per superaci piane con mola
ad asse verticale e orizzontale - Costruzioni meccaniche in
genere
T O R i N O - Largo Bardonecchia, 175 - Telefono 793.003
ESTRATTI
Machines industrielles e t utillage
Tools and industriai machinery
F L U O R E S C E N T E
10125 T O R I N O - V i a P r i n c i p e T o m m a s o , 55 - T e l . 655.294 - 650.400
PNEUMATICI
740.187
Lampade f l u o r e s c e n t i - R e a t t o r i - A r m a t u r e industriali - A r m a t u r e industriali
e s t r a d a l i - Lampadari e d i f f u s o r i p e r
uffici, locali p u b b l i c i , scuole, negozi, ecc.
1JI
\dù, uadt&
aMcMintento-
tmico- dei qm&ue.
tii
Lodino-
VINCENZO BONA - T O R I N O
Nello scrivere agli inserzionisti si p r e g a di c i t a r e " Cronache economiche » • E n é c r i v a n t a u x a i m o n c e u r s prière d e citer " Cronache econo* W h e n w r l t m g t o a d v e r t i a e r s please m e n t i o n " Cromicho economiche " • W e n n aie an die a n n o n c e u r e echreiben, beziehen aie aich
b i t t e auf " Cronache economiche "
Abbonamento annuale
. . L . 3500
( E s t e r o il doppio)
U n a copia L . 300 (arr. il d o p p i o )
Direzione - R e d a z i o n e e A m m i n i s t r a z i o n e
10121 TORINO - PALAZZO LASCARIS
via Alfieri, 15 - Telef. 553.322
A u t . del T r i b . d i T o r i n o i n d a t a 25-3-1949 - N . 430
C o r r i s p o n d e n z a : 10100 T o r i n o - Casella p o s t a l e 413
Vers. sul c. c. p. Torino n . 2/20170
S p e d . i n a b b o n a m e n t o (3° G r a p p o )
Inserzioni
presso
gli Uffici di
della R i v i s t a .
LA CARTA DI BANCA DELLA CASSA DI RISPARMIO DI TORINO E' PERSONALIZZATA!
3.000 sportelli delle Casse di Risparmio
Italiane pagano immediatamente in tutta
la Penisola gli assegni bancari dei proprietari della SPECIALCARTA.
50.000 esercizi accreditati in Italia (negozi - hotels - grandi magazzini - agenzie
di viaggio, ecc.) contrassegnati dalla
vetrofania SPECIALCARTA accettano gli
assegni di c/c come denaro contante.
PER I VOSTRI
ACQUISTI CERCATE
QUESTO MARCHIO
CASSA a RISPARMIO
W a TORINO^
SERVIZIO
PUBBLICITÀ"
C. R. T
Piscina al Racquet Club
Acapulco, M e s s i c o
F o t o g r a f o : Art Kane
Mar
via Vi
Carnaby Si
^ R T Ì H V
St. uermain
(o a casa di
ciascuno dì noi]
OTàjflW
BIANCO
J^BMOU^J
^.SECCOv-sS
j\..MOTO
eleganza
gioia
gioventù
benessere.
MARTIHUHOSSI
.HANTIN'L'EOLA»^
^ t i i i i ' i l i OSSI >
v » 'ri
il'i-
Scarica

CRONACHE ECONOMICHE