R.O.S. CARABINIERI
OPERAZIONE “AUGUSTA”
Province di Lecce, Brindisi, Roma e altre località del territorio nazionale
4 ottobre 2011
NOTA PER GLI ORGANI DI INFORMAZIONE
L’OPERAZIONE “AUGUSTA”
Gli arrestati.
1) RIZZO Salvatore, nato a Castrignano del Capo (LE) il 23.12.1951, capo clan, detenuto
presso la Casa Circondariale di Saluzzo (CN) – 416 bis;
2) FIRENZE Ivan, nato a Lecce il 18.2.1971, Luogotenente di RIZZO Salvatore e capo
gruppo mafioso “FIRENZE – MACI”, detenuto presso la Casa Circondariale di Padova
– 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 e 74 309/90;
3) BRACALE Massimiliano, nato a Lecce il 24.8.1970, ivi residente – 416 bis;
4) CAMASSA Claudio, nato a Lecce l’8.5.1957, residente a Lequile (LE) – 73 309/90;
5) CENTONZE Oliviero, nato a Zurigo il 27.7.1970, residente a Lecce – 416 bis;
6) CIMINIELLO Federica, nata a Lecce il 18.11.1983, ivi residente – 416 bis;
7) COCCO Alessandro Luigi, nato a Roma il 24.6.1983, ivi residente – 73 e 74 309/90;
8) CORRADO Simone, nato a Lecce il 18.9.1981, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
9) DE LEO Gabriella, nata a San Donato (LE) il 16.3.1967, residente a Lecce – 73 e 74
309/90;
10) DE LEO Pietro, nato a San Donato (LE)il 2.5.1976, residente a Lecce – 73 e 74 309/90;
11) DI NUNZIO Maurizio, nato a Scorrano (LE) il 22.6.1984, detenuto presso la Casa
Circondariale di Viterbo – 416 bis;
12) D’OSTUNI Francesco, nato a Lecce il 9.6.1956, ivi residente, domiciliato a Ravenna – 73
e 74 309/90;
13) ELIA Rossana, nata a Melendugno (LE) il 6.8.1968, residente a Lecce – 73 e 74 309/90;
14) FIORENTINO Serenella, nata a Lecce il 5.5.1969, detenuta presso la Casa Circondariale
di Lecce – 73 e 74 309/90;
15) GRECO Marco, nato a Maglie (LE) il 17.5.1980, detenuto presso la Casa Circondariale
di Lecce – 416 bis;
16) GRECO Sergio, nato a Lecce il 21.4.1958, ivi residente – 73 e 74 309/90;
17) LAZZARI Claudio, nato a Lecce l’8.8.1968, ivi residente – 416 bis, 74 309/90;
18) LAZZARI Luigi, nato a Lecce il 9.1.1975, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
19) LEO Andrea, nato a Vernole il 5.5.1971, ivi residente, capo gruppo mafioso “LEO VERARDI” – 416 bis;
20) LONGO Davide, nato a Lizzanello (LE) il 5.9.1975, ivi residente – 416 bis;
21) MACI Nicolino, nato a Lecce il 13.2.1976, ivi residente, capo gruppo mafioso
“FIRENZE – MACI” – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 e 74 309/90;
22) MARTENA Raffaele, nato a S. P. Vernotico il 24.7.1986, detenuto presso la Casa
Circondariale di Lecce – 73 309/90;
23) PEPE Antonio, nato a Lecce il 25.1.1961, detenuto presso la Casa Circondariale di
Napoli Secondigliano – 416 bis;
24) PERRONE Federico, nato a Nardò il 14.12.1984, residente a San Donato – 416 bis;
25) PICCARI Alberto, nato a Roma il 29.1.1959, detenuto presso la Casa Circondariale di
Roma Rebibbia – 73 309/90;
26) PINTO Nicola, nato a Lecce il 18.8.1987, ivi residente – 73 e 74 309/90;
27) RAMPINO Pietro, nato a Trepuzzi il 22.8.1952, ivi residente – 73 e 74 309/90;
28) RIZZO Gabriele, nato a Lecce il 10.5.1971, residente a Surbo (LE) – 416 bis, 629
aggravato dal 7, 73 309/90;
29) RIZZO Stefano, nato a Lecce il 4.4.1977, ivi residente – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
30) SANTORO Luigi, nato a Melendugno (LE) il 17.6.1970, ivi residente – 416 bis;
31) SAPONARO Andrea, nato a San Pietro Vernotico BR) il 28.3.1987, residente a
Torchiarolo (BR) – 73 e 74 309/90;
32) SCHIAVI Roberto, nata a Milano l’8.5.1970, residente a Lizzanello (LE) – 416 bis, 73 e
74 309/90;
33) SOLITO Roberto, nato a Cavallino (LE) il 12.8.1966, ivi residente – 416 bis, 73 e 74
309/90;
34) SPARAPANE Giancarlo, nato a Lecce il 7.7.1970, detenuto presso la Casa Circondariale
di Lecce – 73 e 74 309/90;
35) STABILE Alessandro, nato a Lecce il 28.7.1980, ivi residente – 416 bis, 73 e 74 309/90;
36) CARICATO Tonino, nato a Colonia (Germania) il 01.6.1981, detenuto presso la Casa
Circondariale di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 309/90;
37) LONGO Cristian, nato a Lecce il 20.12.1983, residente a Lizzanello (LE) - 416 bis, 73
309/90;
38) MAZZEO Giuseppe, nato a Lecce il 6.4.1980, residente a Castrì di Lecce – 416 bis, 629
aggravato dal 7;
39) PASTORE Francesco, nato a Lecce il 5.10.1983, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
40) VERARDI Alessandro, nato a Lizzanello il 19.11.1978, capo gruppo mafioso “LEO VERARDI”, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal
7;
41) MAZZEO Stefano, nato a Lecce il 13.11.1980, detenuto presso la Casa Circondariale di
Lecce – 416 bis, 73 309/90;
42) PERRONE Alessandro, nato a Lecce il 3.9.1982, detenuto presso la Casa Circondariale
di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
43) CARICATO Francesco, nato a Lecce il 15.11.1976, residente a Cavallino (LE) – 629
aggravato dal 7;
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44) INGROSSO Mauro, nato a Lecce il 23.7.1984, residente a San Cesario di Lecce – 629
aggravato dal 7;
45) MONITTOLA Andrea, nato a Lecce il 7.11.1978, residente a Cavallino (LE) – 629
aggravato dal 7.
Gli arrestati, al momento delle irruzioni dei Carabinieri del R.O.S. e del Comando
Provinciale di Lecce nelle abitazioni (sono stati sorpresi nel sonno alle ore 03:00), non
hanno opposto la benché minima resistenza. Durante l’operazione, i Carabinieri del R.O.S.
e dei Comandi Provinciali interessati si sono avvalsi del supporto di elicotteri ed unità
cinofile per la ricerca di droga, armi ed esplosivi. Quattro catturandi sono attivamente
ricercati.
Il procedimento vede altresì indagate, in stato di libertà, per le medesime ipotesi di
reato (sotto descritte) altre venti persone, per le quali non è stata avanzata richiesta di
custodia cautelare.
I reati contestati.
“Associazione di tipo mafioso”, “traffico e cessioni di sostanze stupefacenti (cocaina ed
eroina)”, “estorsioni aggravate dal metodo e dalle finalità mafiose”.
Le indagini.
La misura cautelare scaturisce:
− dall’attività investigativa convenzionalmente denominata “AUGUSTA”:
. condotta dal luglio 2007 al marzo 2009, con ulteriori specifiche attività condotte ad
integrazione fino all’aprile 2011, dal R.O.S. (Raggruppamento Operativo Speciale dei
Carabinieri), a carico del sodalizio criminale denominato “CLAN RIZZO”, egemone
in Lecce e comuni limitrofi (Cavallino, Vernole, San Cesario, San Donato, Lizzanello,
Merine, Vernole, Melendugno, Caprarica, Calimera e Martano) organico alla frangia
leccese dell’organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita;
. incentrata sulle emergenze investigative idonee a delineare l’“operatività mafiosa”
degli esponenti del citato sodalizio malavitoso (in particolare del gruppo mafioso
denominato “FIRENZE – MACI”, organico al Clan “RIZZO”, ma anche di parte del
gruppo mafioso “LEO - VERARDI”, tutti comunque organici alla frangia leccese
dell’organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita) e ad accertarne le rispettive
responsabilità nella commissione di più “reati fine”, fra i quali un ingente traffico di
sostanze stupefacenti con approvvigionamenti anche dall’OLANDA, dalla zona di
Roma e dalla Provincia di Brindisi;
− da ulteriori attività investigative condotte nel corrente anno 2011 dalle Compagnie CC
di Maglie (LE) e Lecce, a carico di soggetti (appartenenti in gran parte al gruppo
mafioso “LEO - VERARDI”, alcuni dei quali indagati anche nel contesto investigativo
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“AUGUSTA”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “estorsioni aggravate dal metodo e
dalle finalità mafiose” e “spaccio di sostanze stupefacenti”;
che hanno consentito, in via prioritaria, di acquisire idonei elementi probatori in ordine
all’attuale operatività nel capoluogo leccese e nei comuni limitrofi dell’organizzazione
mafiosa nota come Sacra Corona Unita, nell’ambito della quale la frangia capeggiata da
RIZZO Salvatore operava principalmente nei territori di Lecce e Cavallino (in particolare
del rione Castromediano), nonché di Vernole, San Cesario e San Donato, con il gruppo
capeggiato da FIRENZE Ivan e MACI Nicolino; in seguito RIZZO costituiva un nuovo
gruppo (un “nuovo locale” o una “nuova squadra”) d’intesa con VERARDI Alessandro e
da LEO Andrea, capeggiato da questi ultimi (che già operavano con un proprio gruppo
nello stesso territorio) con interesse alla zona di Cavallino, Castromediano, Lizzanello,
Merine, Vernole, Melendugno, Caprarica, Calimera, Martano e del quale facevano parte
altri, già componenti del gruppo precedente.
L’INDAGINE “AUGUSTA”
L’attività d’indagine “AUGUSTA”, condotta su diversi fronti investigativi dal R.O.S. e
compendiata in più informative di reato, ha consentito, fra i vari aspetti, di comprovare
l’esistenza e delinearne l’operatività di una frangia della Sacra Corona Unita operante nella
città di Lecce e nei comuni limitrofi, ripartita in due distinti gruppi criminali, interessati
anche al traffico di sostanze stupefacenti.
Il primo gruppo criminale è quello capeggiato da FIRENZE Ivan, pregiudicato, già
affiliato al clan della SCU facente capo al defunto LEZZI Giuseppe.
Dopo l’arresto di FIRENZE, che il 29.01.2008, al valico del Brennero, è stato trovato in
possesso di Kg.2,190 di cocaina occultata all’interno della ruota di scorta dell’autovettura a
bordo della quale viaggiava, la gestione operativa dell’organizzazione è stata assunta da
MACI Nicolino, suo amico d’infanzia, come lui affiliato alla SCU e persona di sua assoluta
fiducia.
La frangia del sodalizio mafioso in questione risulta in rapporti e sostanzialmente inserita
nel Clan mafioso capeggiato da RIZZO Salvatore, detto Totò, detenuto a Saluzzo in
espiazione della pena dell’ergastolo.
Nel corso dell’indagine, le connotazioni mafiose del sodalizio sono emerse chiaramente
dalle missive sequestrate ad alcuni indagati detenuti e, soprattutto, a far data dal
15.10.2008, dall’attività di intercettazione delle conversazioni tra presenti all’interno
dell’autovettura BMW in uso a MACI Nicolino, rivelatrici della consapevolezza e volontà
dei vari consociati di operare nell’ambito di una struttura gerarchicamente strutturata, in
cui gli ordini provenivano da MACI Nicolino, FIRENZE Ivan e RIZZO Salvatore.
Sono quindi stati identificati gli appartenenti al sodalizio mafioso e chiariti i rispettivi ruoli
e compiti; sono state poi acclarate le dinamiche criminali, facendo luce su un ingente
traffico di stupefacenti, relative anche ad un’altra frangia dell’associazione mafiosa, quella
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facente capo a LEO Andrea, detto “Vernel”, con la quale si erano manifestati contrasti per
la gestione del territorio.
È stato acclarato, come si è detto, che FIRENZE Ivan, dopo il suo arresto, aveva conferito a
MACI Nicolino l’incarico di gestire le attività illecite ed il commercio di droga in Lecce ed
in alcuni comuni della provincia, fra cui Cavallino, la frazione di Castromediano e San
Donato di Lecce, conferendogli ampio potere decisionale, anche con riferimento alla
risoluzione di contrasti di cui si è appena accennato, insorti nell’ambito della frangia
leccese, con specifico riferimento al controllo del territorio ed alla suddivisione delle
“competenze” territoriali per le varie attività delittuose tra i gruppi facenti capo a
FIRENZE ed a LEO Andrea.
Le indagini hanno inoltre consentito di appurare che FIRENZE Ivan, nonostante i limiti
imposti dalla detenzione carceraria, riusciva ugualmente a far pervenire le sue
disposizioni al proprio referente sul territorio MACI Nicolino. Quest’ultimo, poi,
nell’esercizio del “mandato” conferitogli, si è avvalso della collaborazione, a vario titolo,
di LAZZARI Claudio, SCHIAVI Roberto e STABILE Alessandro, nonché di quella della
propria moglie CIMINIELLO Federica.
Del gruppo criminale “FIRENZE-MACI” sono risultati inoltre far parte LAZZARI Luigi
(fratello di Claudio), BRACALE Massimiliano, CENTONZE Oliviero (nato nel 1970, oltre,
come si dirà, all’omonimo nato nel 1966) ed altri non identificati, al cui sostentamento
durante la loro detenzione carceraria (come anche per FIRENZE), proprio in virtù della
loro appartenenza al sodalizio mafioso, provvedeva MACI che consegnava
periodicamente somme di denaro, di importo variabile, alle rispettive famiglie e che si
occupava anche delle spese legali. Della distribuzione di denaro beneficiavano, inoltre, i
detenuti PEPE Antonio, detto “Totti”, e SOLITO Roberto.
L’intercettazione delle conversazioni tra presenti eseguita a bordo dell’autovettura in uso
al MACI Nicolino, nonché alcune lettere sequestrate a consociati detenuti, fra i quali lo
stesso LEO Andrea, hanno evidenziato come, in seno alla complessa ed articolata struttura
mafiosa, sussistessero accordi ed alleanze nella gestione del traffico di stupefacenti; sono
emerse in particolare “alleanze”, più che “contrapposizioni”, tra i vari gruppi criminali
operanti sul territorio. Tuttavia, nel periodo compreso tra dicembre 2008 e gennaio 2009 si
sono registrati “contrasti” tra il gruppo FIRENZE-MACI e quello di LEO Andrea,
riconnessi alla gestione delle attività illecite nel paese di Cavallino, in precedenza gestite in
via esclusiva dal gruppo facente capo al LEO, cui era poi subentrato d’autorità quello
facente capo al FIRENZE.
Si è accertato, altresì, che del gruppo LEO facevano parte i detenuti SANTORO Luigi detto
“Pea”, LONGO Davide, GRECO Marco e MAZZEO Stefano.
L’indagine ha consentito, altresì, di rilevare la disponibilità di armi da parte del sodalizio e
lo svolgimento di un intenso traffico di stupefacenti da parte del gruppo FIRENZE-MACI.
Si aveva modo di documentare, infatti, che il gruppo “movimentava” ingenti quantitativi
di cocaina ed eroina, che in parte venivano ceduti ad altri trafficanti salentini per le zone di
relativa influenza ed in parte distribuiti dal MACI ai propri affiliati, per la successiva
commercializzazione attraverso una rete di spacciatori operanti in vari paesi della
provincia.
Le intercettazioni telefoniche ed i servizi di osservazione eseguiti sul territorio sono stati
supportati da determinanti ed oggettivi riscontri, attraverso distinte operazioni di polizia,
di seguito indicate cronologicamente, che hanno permesso di fornire valore probatorio alla
mole di indizi raccolti attraverso l’ascolto delle varie conversazioni intercorse tra gli
indagati e che hanno consentito di operare l’arresto, in flagranza di reato, di singoli
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soggetti ed il sequestro di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina ed
eroina, di seguito meglio descritti:
− arresto operato il 16.11.2007 nei confronti di COSTANTINI Ettore, PERSANO Marco e
GIGLIO Antonio, nonché contestuale rinvenimento e sequestro di circa mezzo chilo di
sostanza stupefacente del tipo cocaina, tre chilogrammi di stupefacente del tipo hashish
e 150 grammi di stupefacente del tipo marijuana, oltre a sostanze da taglio e bilancini di
precisione;
− arresto operato il 29.01.2008, nei confronti di FIRENZE Ivan e CORRADO Simone,
nonché contestuale rinvenimento e sequestro di chilogrammi 2,190 di sostanza
stupefacente del tipo cocaina;
− arresto operato il 22.05.2008, nei confronti di GARRISI Marta, nonché contestuale
rinvenimento e sequestro di grammi 57 di sostanza stupefacente del tipo eroina;
− arresto operato il 01.06.2008, nei confronti di BRANDI Alberto, nonché contestuale
rinvenimento e sequestro di grammi 5 di sostanza stupefacente del tipo cocaina,
grammi 31 circa di stupefacente del tipo hashish, n.10 pastiglie di Subtex e grammi 5
circa di sostanza da taglio del tipo mannite;
− arresto operato il 09.06.2008, nei confronti di PASCA Davide, nonché contestuale
rinvenimento e sequestro di grammi 18,5 di sostanza stupefacente del tipo eroina;
− perquisizione eseguita il 23.06.2008, nei confronti di SCHIAVI Roberto e DE LEO Pietro,
nonché contestuale rinvenimento e sequestro di grammi 1,7 di sostanza stupefacente
del tipo eroina;
− arresto operato il 31.07.2008, nei confronti di D’OSTUNI Francesco, nonché contestuale
rinvenimento e sequestro di chilogrammi 0,517 di sostanza stupefacente del tipo
cocaina;
− arresto operato il 01.10.2008, nei confronti di SETTEMBRINI Primo, nonché contestuale
rinvenimento e sequestro di chilogrammi 6 circa di sostanza stupefacente del tipo
cocaina.
I menzionati riscontri di polizia hanno fatto chiaramente comprendere come i numerosi
riferimenti operati dagli interlocutori nel corso delle conversazioni intercettate a beni di
varia natura (telefoni, caricabatteria, moto, biglietti, documentazione, matrimoniale, pesce,
appartamenti, occhiali, teglie, ecc.), fossero in realtà espressione di un linguaggio
volutamente criptico, finalizzato a dissimulare il reale oggetto delle stesse, riferito invece a
quantitativi vari di stupefacente, alla loro tipologia ed alle conseguenti modalità di
compravendita.
I dialoghi tra presenti captati all’interno dell’autovettura del MACI ed i numerosi contatti
telefonici ed interpersonali emersi tra i soggetti inseriti nel sodalizio criminale evidenziano
chiaramente l’esistenza di un contesto organizzato, indice di una consapevole adesione ad
un comune programma criminoso, volto alla consumazione di una serie indeterminata di
reati in materia di stupefacenti, alla cui realizzazione ciascuno dei sodali ha fornito il
proprio apporto, con ruoli e compiti specifici. In particolare:
− FIRENZE Ivan e MACI Nicolino hanno diretto e organizzato il traffico di sostanze
stupefacenti stabilendo gli incarichi di ogni partecipante nelle operazioni illecite; il
MACI, in particolare, come, già evidenziato, già uomo di fiducia e diretto collaboratore
del FIRENZE, dopo l’arresto di questi, avvenuto il 29.01.2008, è divenuto il “referente”
del gruppo sul territorio, anche con compiti decisionali;
− GRECO Sergio aveva il compito di garantire uno stabile rifornimento di stupefacente
del tipo cocaina, che procacciava in ingenti quantità avvalendosi di un suo autoctono
canale romano, stabilendone le modalità di acquisto e di successivo trasporto a Lecce,
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ove poi la droga veniva smerciata in gran parte in ambienti della c.d. “lecce bene” (fra i
suoi clienti “eccellenti” vi erano infatti personaggi in vista della zona di Lecce); ha
fornito, altresì, ampia collaborazione al FIRENZE ed al MACI nel reperimento e nella
raccolta del denaro destinato all’acquisto dello stupefacente;
− BRANCATELLI Carlo e D’OSTUNI Francesco hanno collaborato con il GRECO nel
procacciamento dello stupefacente, sempre del tipo cocaina, avvalendosi della decisiva
intermediazione di COCCO Paolo, COCCO Alessandro Luigi (rispettivamente padre e
figlio) e SETTEMBRINI Primo, tutti romani, nonché nel trasportarlo a Lecce, con
D’OSTUNI e SETTEMBRINI che sono stati impiegati anche come corrieri;
− CAMASSA Claudio, ha collaborato attivamente con GRECO Sergio, mantenendo i
contatti sia con COCCO Paolo, per l’approvvigionamento di una partita di
stupefacente, sia con altri referenti leccesi, non meglio identificati, interessati
all’acquisizione di una parte dei 6 chilogrammi di cocaina giunti nel Salento il
01.10.2008 e sequestrati nell’occasione;
− FAGO Alessandro ha acquistato stabilmente dal gruppo ingenti quantitativi di
stupefacente del tipo cocaina, che poi smerciava autonomamente;
− LAZZARI Claudio e STABILE Alessandro, stretti collaboratori di MACI Nicolino, si
occupavano del procacciamento, del taglio, del confezionamento e dello smercio dello
stupefacente del tipo cocaina;
− SCHIAVI Roberto ha operato alle dirette dipendenze di MACI Nicolino e, sotto la sua
supervisione, si è occupato delle movimentazioni di stupefacente del tipo eroina in
quantitativi di circa 50 grammi alla volta, che ha provveduto a consegnare direttamente
ad una rete di spacciatori di medio livello, in Lecce e provincia, i quali, operando
autonomamente, si sono adoperati a loro volta nello spacciarla al dettaglio nelle
rispettive aree di competenza;
− FIORENTINO Serenella, DE LEO Pietro e DE LEO Gabriella hanno collaborato con
SCHIAVI Roberto nella movimentazione dell’eroina, provvedendo altresì alla loro
custodia nelle rispettive abitazioni o pertinenze di esse.
Il sodalizio aveva una notevole disponibilità di denaro, provento proprio delle attività
illecite poste in essere, nonché disponeva di un “fondo cassa” comune per le esigenze
logistiche (acquisto di telefonini, schede, autovetture, moto, ecc.) e per coprire le spese
legali dei suoi affiliati. I menzionati FIRENZE e MACI, inoltre, impartivano precise
direttive ai loro subordinati; fissavano frequenti incontri “de visu” con costoro per la
riscossione dei proventi dell’attività di spaccio e per discutere di “argomenti riservati”,
preferendo tale canale diretto di contatto, piuttosto che avvalersi dell’uso del telefono e
rischiare, così, eventuali intercettazioni; tutti gli aderenti all’organizzazione, inoltre,
utilizzavano un linguaggio criptico, durante le conversazioni telefoniche e ponevano in
essere vari stratagemmi al fine di eludere le possibili investigazioni da parte delle Forze di
Polizia, non ultimo il frequente ricorso a cambi di schede per telefoni cellulari, di gestori
differenti e tutte intestate a terze persone incensurate, ovvero prive di qualsivoglia
indicazione relativa all’intestatario.
Le attività investigative eseguite, inoltre, hanno consentito di delineare l’operatività, nella
città di Lecce, di un secondo gruppo organizzato, non collegato con l’associazione mafiosa
e avente unicamente finalità attinenti il traffico, la detenzione e lo spaccio di quantitativi di
sostanze stupefacenti del tipo cocaina. I vertici di detto sodalizio venivano individuati nel
detenuto SOLITO Roberto e nella sua convivente ELIA Rossana, che gestiva l’attività
illecita in luogo del compagno durante il periodo di detenzione dello stesso, i quali
stabilmente si sono riforniti di sostanza stupefacente da MARTENA Raffaele di Tuturano
(BR), a sua volta facente parte di un sodalizio criminale riconducibile al clan
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BUCCARELLA della frangia brindisina della Sacra Corona Unita. Lo stupefacente fornito al
gruppo leccese dal MARTENA, veniva poi distribuito nella zona di Lecce e nei comuni
limitrofi mediante una rete di spacciatori “al dettaglio”.
In particolare si è accertato che, dopo l’arresto di SOLITO Roberto, avvenuto il 05.01.2007,
la sua convivente ELIA Rossana ha fatto in modo che non vi fosse soluzione di continuità
nell’attività criminale del gruppo, continuando lei stessa a tenere i contatti diretti con
MARTENA Raffaele, a dirigere le attività illecite del sodalizio, mantenendo i contatti ed
assicurando l’assistenza economica e legale a vari pregiudicati, tra gli altri a PEPE
Antonio, detto “Totti”, in atto detenuto.
Ciascuno degli altri sodali ha fornito il proprio consapevole contributo alla consorteria
criminale, con ruoli e compiti specifici. In particolare:
− PINTO Nicola collaborava con ELIA Rossana nell’attività di spaccio di sostanze
stupefacenti e nel recupero dei relativi crediti;
− RAMPINO Pietro riceveva direttamente da ELIA Rossana la sostanza stupefacente che
provvedeva poi a distribuire al dettaglio.
Le intercettazioni telefoniche ed i servizi di osservazione eseguiti hanno fatto chiaramente
emergere le caratteristiche tipiche dell’organizzazione criminale: le consuete prudenze; la
consuetudine affermata di diversificare le utenze telefoniche in modo tale da rendere più
difficoltosa l’identificazione dell’interlocutore in caso di un’eventuale indagine da parte
delle Forze di Polizia; le espressioni dai significati criptici, dove lo stupefacente, ad
esempio, veniva indicato con i termini di “documenti”, “macchina”, “fascicolo”; la
sistematicità con la quale veniva movimentato lo stupefacente; la periodica riscossione dei
proventi dell’attività di spaccio e il frequente ricorso, da parte della ELIA, a violenze e
minacce nei confronti di coloro di quali ritardavano nei pagamenti dello stupefacente.
Le investigazioni condotte, inoltre, trovavano determinante riscontro in distinte
operazioni di polizia, di seguito indicate cronologicamente ed in particolare:
− nell’arresto di PINTO Nicola, operato il 16.11.2007, nonché nel contestuale
rinvenimento e sequestro di grammi 22 circa di sostanza stupefacente del tipo hashish;
− nell’arresto di CAMPANILE Angelo, PECCATIELLO Gelsomino, SARICONI
Alessandro, MALINCONICO Massimino e DE LEO Ronzina, operato in data
23.11.2007, nonché nel contestuale rinvenimento e sequestro di grammi 97 circa di
sostanza stupefacente del tipo hashish, di grammi 0,5 di sostanza stupefacente del tipo
eroina, di un bilancino di precisione e di materiale utilizzato per il taglio, nonché di
kg.10, 5 di polvere da sparo.
Nel contesto associativo delineato si inseriscono poi le vicende riguardanti la società Iron
Service, inizialmente oggetto di indagini separate in un procedimento poi riunito al
presente.
La menzionata agenzia Iron Service, regolarmente registrata presso la Camera di
Commercio di Lecce con ragione sociale: “Attività di servizio di controllo flusso e deflusso
eventi c/o presso locali pubblici e privati, assistenza, accompagnamento e portierato”, ha la propria
sede in Lecce, Piazzale Padre Pio n.1 ed il suo titolare ufficiale risulta RIZZO Stefano,
nipote di RIZZO Salvatore.
Nello specifico, dal complesso dell’attività investigativa è emerso che:
− pur essendo l’agenzia “Iron Service” intestata a RIZZO Stefano, di essa si occupava
quale gestore di fatto RIZZO Gabriele detto Cristian, il quale manteneva i contatti con
alcuni gestori di locali e decideva, di concerto col fratello, tempi e modalità d’impiego
del personale alle loro dipendenze;
− all’Iron Service, inoltre, erano interessati anche CENTONZE Oliviero (nato nel 1966) e,
sia pure indirettamente, FIRENZE Ivan e MACI Nicolino.
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In sostanza, le indagini hanno dimostrato come l’agenzia Iron Service (che ha curato il
servizio di sicurezza durante alcune manifestazioni pubbliche anche di livello nazionale e
che per tale motivo teneva rapporti con pubbliche amministrazioni) costituisse
promanazione diretta della frangia mafiosa della SCU facente capo a RIZZO Salvatore e
FIRENZE Ivan e, pertanto, strumento per commettere azioni estorsive e per determinare
l’assoggettamento delle attività economiche nel territorio salentino, con l’imposizione –
con intimidazione mafiosa – del servizio di protezione e guardiania agli esercizi pubblici
locali: non solo avvalendosi della forza di intimidazione dei singoli autori delle azioni
estorsive (RIZZO Gabriele, RIZZO Stefano, CENTONZE Oliviero nato nel 1966) ma anche
del legame con RIZZO Salvatore, notoriamente capo di un sodalizio mafioso, e quindi
della forza di intimidazione promanante da esso.
Per quanto attiene invece la connessa attività investigativa condotta dalla Compagnia CC
di Maglie, le indagini avviate a seguito di un’estorsione subita da un pregiudicato del luogo
hanno portato ad accertare un’attività di traffico di stupefacenti gestita in forma organizzata
da un gruppo di soggetti dediti anche ad attività estorsiva ed in parte inserito
nell’associazione mafiosa comunemente nota come Sacra Corona Unita.
Il periodo storico in cui il gruppo è risultato operativo è concomitante con lo stato di
latitanza di VERARDI Alessandro (poi arrestato); ed i proventi dell’attività criminosa posta
in essere erano in parte destinati proprio a supportare detto stato di latitanza.
VERARDI Alessandro, per ben intendere il contesto in cui si inquadrano i fatti oggetto della
presente indagine, risulta già condannato con sentenza passata in giudicato per
appartenenza al sodalizio mafioso comunemente denominato Sacra Corona Unita.
Ciò posto, gli elementi di prova acquisiti e le conversazioni intercettate hanno consentito di
evidenziare come VERARDI avesse continuato ad operare nell’ambito della frangia del
suddetto sodalizio cui appartengono FIRENZE Ivan e LEO Andrea.
L’attività criminosa posta in essere si caratterizza, pertanto, per una precisa finalità
agevolativa mafiosa, che si evidenziava chiaramente nel caso dell’estorsione che ha originato
il procedimento penale in argomento.
Quanto al traffico di sostanze stupefacenti, di cui è emersa parimenti riprova nell’ambito
delle conversazioni intercettate, ampio riscontro si rinviene nell’intervenuto arresto di
LONGO Cristian, FINA Roberto e PASTORE Andrea, operato il 24.03.2011 nelle campagne
di Lizzanello, nella flagranza di reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di hashish ed
eroina nell’occasione sottoposti a sequestro.
Analogamente, l’attività investigativa condotta dalla Compagnia CC di Lecce, nata dalla
denuncia di un titolare di un esercizio pubblico vittima di estorsione, ha consentito di far
luce sull’attività criminosa posta in essere da alcuni soggetti (Francesco CARICATO, Mauro
INGROSSO ed Andrea MONITTOLA), legati al gruppo “LEO – VERARDI”, i quali,
spalleggiati da Sandro VERARDI durante il suo stato di latitanza, avevano imposto il
pagamento del “pizzo” ad alcuni esercizi pubblici di ristorazione (chioschi, bar, ecc.) ubicati
nella fascia costiera compresa fra le marine leccesi ed Otranto.
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Indagine AUGUSTA