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Sommario
n°
IL QUADRIFOGLIO
Anno 1 _ n° 01 agosto/settembre ‘05
08
editoriale
pag. 04
p APPENNINO, UNA RETE TANTE STORIE
p STRATEGIE DI MARKETING PER LA VALORIZZAZIONE
pag. 05
0DELLE PRODUZIONI TIPICHE LOCALI
pag. 06
arte
p ITINERARIO: DOVE NASCE L’ARTE
pag. 08
enogastronomia
Direttore responsabile
Micaela Vitri
11
Progetto grafico,
editoriale e impaginazione
Eurekanet srl
Via A. Costa, 65 - 61100 Pesaro
pag. 1 1
benessere
p DIMENTICARE LO STRESS IN BEAUTY FARM DA SOGNO
pag. 1 3
zoom eventi
p 35° FESTIVAL SANTARCANGELO DEI TEATRI
1/10 LUGLIO 2005
p UN’ESTATE ALL’INSEGNA DEL MEDIOEVO
In redazione
Federico Venturini
Silvia Venerucci
Hanno collaborato
Tonino Pencarelli, Laura Giovannini,
Luca Grande, Daniela Morini, Stefano
Mancini, Francesca Pecorari, Stefania
Pinna, Samiha Hamdi.
p IL BUON VINO DELL’APPENNINO CENTRALE È SERVITO
13
pag. 1 6
NELL’ALTO CHIASCIO
pag. 1 7
p LA MAGIA DEL MEDIOEVO A BADIA TEDALDA
p A MONTONE RIVIVE LA DONAZIONE DELLA SANTA SPINA
pag. 1 8
14/21 AGOSTO
pag. 1 9
p A CAGLI L’ARENA DIVENTA SPETTACOLARE!
p SCOPRIRE UN TERRITORIO
pag. 20
RIPERCORRENDO LE VIE DEL CONTRABBANDO
pag. 2 1
p A PENNABILLI SONO DI SCENA I PREZIOSI D’EPOCA
pag. 22
I mercatini d’Appennino
pag. 23
17
03
editoriale
Appennino,
una rete
tante storie
di Federico Venturini
p L’esperienza maturata con la realizzazione del portale www.appennino.info ha moti-
vato un progetto editoriale più completo, finalizzato ad una promozione integrata
capace di raggiungere un’utenza diversificata. L'impegno di questi mesi ha consolidato
la capacità del portale di evolversi come un efficace punto di unione di un vasto territorio, spesso erroneamente considerato in maniera slegata e disomogenea, ma che ha
motivo di essere considerato il cuore d’Italia e trova il suo punto di forza, in Italia come
all’estero, proprio nell’identità comune.
p Il Portale si è quindi sviluppato caratterizzandosi come un potenziale strumento d'in-
formazione e approfondimento, una guida in continua evoluzione rispetto a quelle
risorse e quegli strumenti cui possono accedere i "navigatori".La costante attività nel
valutare, selezionare e presentare per aree tematiche, aggiornare e monitorare le risorse
trova ora un ulteriore canale di comunicazione in una rivista cartacea , che a sua volta
sarà promozione del portale stesso. Unitamente alla possibilità di promuovere il territorio, vi sono altre rilevanti potenzialità di comunicazione e interazione a distanza che la
carta stampata consente di realizzare. Se in primis c’è la possibilità di raggiungere utenti
che normalmente non accedono al web, occorre considerare anche quella fascia di pubblico che si trova sul territorio temporaneamente (sia a scopi turistici sia professionali o
personali), la quale può trovare nella rivista un valido e rapido strumento di informazione sugli eventi, le iniziative e le risorse del luogo. La Rivista s'inserisce infatti all'interno
di una progettualità più vasta e si propone come ulteriore strumento da condividere in
una prospettiva di collaborazione e partecipazione.
p Per questo il piano editoriale sarà sviluppato di volta in volta in relazione anche alle
singole iniziative dei partners del progetto, al fine di promuovere tutto il territorio in
maniera omogenea. Considerato che la rivista uscirà con un primo numero trimestrale e
sarà distribuita inizialmente come free press , punterà poi ad essere poi inserita a pieno
titolo nel mercato editoriale.
p La presentazione e la diffusione su supporto cartaceo di quei contenuti che rispondono alla politica editoriale dello stesso portale, permettono di progettare una pubblicazione che non faccia di editoriali e servizi esaustivi, consentendo una modalità di accesso, d'uso e di fruizione degli stessi contenuti ma in modo differente e più approfondito.
La pubblicazione periodica che presentiamo cerca dunque di avvalersi e di valorizzare
queste caratteristiche specifiche ai supporti cartacei, per realizzare uno strumento tradizionale che sia anche uno spazio a beneficio dei singoli partner del progetto.
Intendiamo quindi contribuire alla produzione di un insieme complessivo di conoscenze
e caratterizzare la rivista come uno strumento d'approfondimento e perfezionamento.
Si vuole inoltre sostenere un confronto costruttivo tra le varie località interessate, nella
prospettiva di metterne in luce anche le peculiarità, oltre all’omogeneità, per promuovere, valorizzare e sostenere, possibili connessioni e sinergie nei diversi settori.
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Il rapporto fra Internet e turismo è sempre
stato una molla di sviluppo e di innovazione. Il più delle volte però, ciò che viene
rappresentato del turismo sul web è l’aspetto più commerciale e massificato.
Raramente si dà spazio al caratteristico, al
particolare, al dettaglio. L’immagine del
luogo turistico molto (troppo!) spesso è
stereotipata e banalizzata. Si prediligono i
circuiti di massa, si trascurano le tipicità
meno conosciute.
Il Progetto Appennino (www.appennino.info)
in questo marca la differenza.
Fin dalla sua origine, infatti, si è strutturato
come una sinergia di territorio noti e meno
noti, con l’obiettivo fisso di aggregare proposte che altrimenti al turista sarebbero
rimaste nascoste o inaccessibili.
E’ stato quindi naturale passare dalla sinergia al link, e individuare negli strumenti
della comunicazione sul web la soluzione
naturale per raccontare il locale, il tipico, l’identità che deriva dal legame con la terra.
> Schermate del sito www.appennino.info
[email protected]
E’ il canale per la promozione e commercializzazione online dei prodotti tipici.
Contrariamente ai grandi player dell’ecommerce, [email protected] consente
al piccolo produttore di accedere alla vendita online e al singolo cliente di accedere
ad una gamma di prodotti che non troverebbe altrove. Né su altri circuiti di e-commerce, né tanto meno nei circuiti di vendita al dettaglio.
Uno strumento unico, per l’acquisto di prodotti unici, che raccontano una storia.
BookShop
La ricchezza editoriale delle piccole case
editrici può essere finalmente valorizzata
dal Bookshop, ovvero un canale per la pubblicazione dell’offerta editoriale del e sul
territorio. All’utente è quindi possibile accedere ad una vasta scelta di pubblicazioni e
di guide che di certo non si trovano comunemente in libreria. Un canale di forte promozione culturale, che riesce ad esprimere
al meglio la storia e la cultura locale, senza
trascurare le tradizioni enogastronomiche,
l’ambiente, la tradizione religiosa.
Appennino in tour
Appennino in tour è la vetrina dell’offerta
turistica del territorio. Da qui è possibile
apprezzare a pieno la varietà dell’Appennino
centrale: dai laboratori di lavorazione della
pietra, al pranzo a base di erbe tipiche, dal
tour delle rocche medievali e rinascimentali,
al trekking nell’Alto Tevere. Proposte tanto
esclusive, quanto improbabili in una Agenzia
di viaggi. Per questo Appennino in tour offre
la possibilità di contattare direttamente gli
organizzatori di questi eventi e di effettuare
la prenotazione online.
Borsino delle ruralità
Infine il Borsino delle ruralità si rivolge ad un
pubblico di nicchia interessato all’acquisto
di immobili rurali. Un punto di riferimento
per chi medita l’acquisto di casali, rustici, o
una casa per le vacanze nel verde.
Ecco la vera novità di Appennino: usare le
tecnologie del web, piegandole alle peculiarità e alle caratteristiche del territorio.
Di certo, non il contrario.
05
più ricche, in cui il “prodotto tipico locale”
diventa un fattore di attrattiva per il turismo
o l’escursionismo tematizzato sull’enogastronomia e la variabile critica per proposte
economiche a maggior valore economico.
Strategie di marketing
per la valorizzazione delle
produzioni tipiche locali
di Tonino Pencarelli - (Straordinario di economia e gestione delle imprese nell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”)
Il tema della valorizzazione dei prodotti
tipici è divenuto da qualche anno un argomento centrale per le imprese produttrici e
per i sistemi territoriali ove le produzioni
tipiche vengono realizzate. Non sempre
tuttavia nel dibattito corrente il concetto di
prodotto tipico assume lo stesso significato,
configurandosi talvolta come prodotto
agroalimentare esclusivo di una data area
territoriale, ovvero come offerta che rientra
nel novero delle produzioni “Made o
Styled in Italy”, ossia tipicamente italiane,
ovvero come produzioni locali, connaturate anche se non in modo esclusivo a determinati luoghi. Il concetto che assumiamo
come qualificante il prodotto tipico è di
tutto ciò che è caratterizzato da precisi
connotati storico-culturali e materiali radicati nel territorio di origine.
In prima approssimazione, pertanto, un
prodotto tipico locale è un sistema di
offerta proposto da una o più imprese
radicate in un territorio geograficamente, culturalmente e storicamente delimitato che viene percepito dalla domanda
come un pacchetto di elementi tangibili
(prodotti agroalimentari, prodotti artigianali, manufatti) ed intangibili (informazioni, cultura, storia, saperi, tradizioni, ecc.) caratterizzato da un’immagine o
da un’identità di marca unitaria. Esiste
dunque un legame intimo e per molti versi
indissolubile tra produzioni tipiche locali e
territorio, essendo queste componenti percepite unitariamente dal consumatore ed
essendo esse qualificanti le produzioni stesse, come nel caso di molti prodotti enogastronomici, in cui la connessione con le
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condizioni pedologiche, climatiche ed
ambientali è fattore genetico e di esistenza
dell’offerta.
Sotto questo profilo, la concezione di prodotto tipico è più ampia di quella alla quale si
alluderebbe circoscrivendo il concetto di “tipicità” ai soli prodotti oggetto di interventi legislativi nazionali o comunitari per la protezione
della denominazione di origine (marchi DOC,
Denominazione di Origine Controllata, DOP,
Denominazione di Origine Protetta, IGP,
Indicazione Geografica Protetta).
Va inoltre sottolineato che la portata concettuale di prodotto tipico può essere estesa
anche alla dimensione territoriale ove questo
trova origine, oltre a tutto quanto si riesce ad
organizzare sistemicamente grazie alla produzione tipica locale, come nel caso di attività di
servizi, eventi, attività culturali e di formazione, attività ricreative, e così via.
Se seguiamo il modello di Pine e Gilmore dell’economia delle esperienze, potremmo dire
che le produzioni alimentari, mano a mano
che si trasformano da offerte economiche di
semplici commodity a offerte economiche di
prodotti industriali, o di servizi o di esperienze e trasformazioni, impongono ai produttori
politiche di marketing differenti, in cui ai fini
della creazione del valore per l’acquirente
l’accento si sposta dalle azioni rivolte tipicamente a raggiungere il cliente finale ad azioni indirizzate ad attirare il cliente nei luoghi e
nei tempi scanditi dalle produzioni tipiche.
Il passaggio dall’economia tradizionale a
quella moderna suggerisce l’opportunità di
accrescere il livello di posizionamento del-
l’offerta per estrarre maggior valore dal
cliente: questo impone ai produttori di spostarsi dal business delle produzioni agroalimentari al business dei servizi, delle esperienze e delle trasformazioni, proponendo
offerte che, seppure collegate all’enogastronomia, possono essere percepite ad un livello di valore superiore a quelle dei business
tradizionali. La sfida in questo caso consiste
nel trasformare la vendita di bottiglie di vino
o di forme di formaggio o di ortaggi in offerte di servizi di ristorazione o di esperienze di
degustazione enogastronomica valide come
forme di offerta in sé, ovvero come proposte all’interno di sistemi di offerta più ampi e
complessi (fiere, sagre, mostre, concerti ed
altri eventi ) volti a valorizzare il territorio.
Si tratta in altri termini di concepire l’esperienza o le trasformazioni come oggetti
autonomi di scambio e non come strumenti per facilitare gli scambi di altri tipi di prodotti, siano essi commodity, beni o servizi .
Quando si agisce nel business delle commodity o dei beni industriali le politiche di valorizzazione delle produzioni tipiche locali
rientrano nel novero delle problematiche di
marketing management classiche, in cui la
questione chiave è spingere le produzioni
verso i consumatori finali, avvalendosi degli
strumenti concettuali ed operativi del marketing integrato. Quando si entra nel business dei servizi e soprattutto in quello delle
esperienze, la questione chiave sotto il profilo del marketing è attrarre i consumatori
finali nei luoghi ove le produzioni tipiche
locali si realizzano: in sostanza la valorizzazione delle tipicità locali avviene inserendo i
prodotti tipici all’interno di forme di offerta
Ma il passaggio delle produzioni tipiche locali dall’economia delle commodity all’economia delle esperienze impone per siffatte produzioni anche una concezione più estesa di
quella insita nella definizione proposta in
apertura del lavoro. La prospettiva dell’economia delle esperienze suggerisce di considerare un prodotto tipico locale come un
sistema di offerta proposto da una o più
imprese ed istituzioni radicate in un territorio geograficamente, culturalmente e
storicamente delimitato che viene percepito dalla domanda come un pacchetto di
elementi tangibili (prodotti agroalimentari,
prodotti artigianali, manufatti), intangibili
(informazioni, cultura, storia, saperi, tradizioni, ecc.) e di offerte di servizi ed esperienze (servizi di intrattenimento, eventi,
folklore, ecc.) caratterizzato da un’immagine o da un’identità di marca unitaria.
In questa nuova definizione, volutamente
ampia, possono ad esempio rientrare nel
concetto di offerte tipiche territoriali il tartufo di Acqualagna, prodotto agricolo tipico locale dei territori di Acqualagna,
Comune della provincia di Pesaro e Urbino,
il miele, l’olio d’oliva, o il formaggio tartufato ivi realizzati, ossia prodotti agroalimentari (artigianali ed industriali) aromatizzati al
tartufo, o la fiera del tartufo di Acqualagna,
evento enogastronomico che si svolge
periodicamente in autunno nel Comune di
Acqualagna che si fonda sulla offerta di
prodotti a base di tartufo e sull’offerta di
servizi e di esperienze aventi il tartufo come
tema conduttore. Infine, annoveriamo
come offerte tipiche territoriali anche eventuali corsi di formazione realizzati in strutture didattiche collegate all’enogastronomia,
quali le cosiddette fattorie didattiche ricavate in strutture agrituristiche locali. In definitiva, nella prospettiva del consumatore
moderno alla ricerca di continue e nuove
emozioni e di nuovi modi di essere, la
domanda di prodotti alimentari si trasforma
in domanda di esperienze ed eventi culturali ed è con queste profonde trasformazioni
che l’offerta deve misurarsi nelle politiche di
prodotto innovative. Sotto questo profilo,
peraltro, per consentire l’accesso di turisti
nei luoghi di produzione, le politiche di prodotto devono anche considerare l’esigenza
di predisporre adeguate strutture ricettive e
di accoglienza per permettere l’ospitalità ai
visitatori dell’area. Sul piano manageriale e
del marketing, quando il business delle produzioni tipiche locali evolve dal concetto di
semplice estrazione e commercializzazione
di materie prime a offerta di esperienze
memorabili e a trasformazioni del modo di
essere della clientela, s’impongono mutamenti radicali riguardo ai segmenti target
cui si rivolge l’offerta, spostandosi da fasce
di clientela progressivamente più esigenti e
sofisticate.
Cambiano pertanto le modalità di affrontare le tradizionali leve del marketing mix. Ll
politiche di commercializzazione evolvono
da approcci che puntano a trasferire materie prime e beni artigianali ed industriali nei
luoghi di residenza dei consumatori nei
tempi e nelle quantità da essi desiderati,
avvalendosi dei tradizionali circuiti distributivi fisici ovvero dei nuovi circuiti di commercio elettronico, ad approcci che puntano a richiamare clienti nei luoghi ove l’offerta di esperienze e di trasformazioni si
innesta con l’atmosfera, la cultura, la storia,
le condizioni climatiche dei territori ove le
produzioni agroalimentari hanno origine.
Un progetto interessante che cerca di portare
a sintesi questo approccio per la valorizzazione dei prodotti tipici è stato quello realizzato
lungo la dorsale appenninica e che ha coinvolto numerosi Enti Locali, istituzioni ed organizzazioni imprenditoriali del Centro Italia,
mediante la realizzazione di un portale territoriale tematico www.appennino.info avente
lo scopo di valorizzare i prodotti di eccellenza
e le risorse turistiche dell’area appenninica. Il
portale accoglie informazioni su tematiche
d’interesse per gli amanti dell’enogastronomia
e del Centro Italia (eventi, cultura, ricettività
ed itinerari turistici, ristorazione, e così via) e
permette di realizzare anche proposte di commercio elettronico alle aziende dell’area. Si
tratta dunque di uno strumento che è in grado
di sviluppare attività di comunicazione per
tutti gli attori localizzati nell’Appennino, favorendone la visibilità a costi ridotti ed incentivando la costruzione di una visione comune e
l’integrazione tra le risorse del territorio.
> Prodotti agroalimentari ed enogastronomici tipici territoriali, come il tartufo di
Acqualagna, tipico di Acqualagna; il miele, l’olio
d’oliva o il formaggio tartufato ivi realizzati, ossia
prodotti agroalimentari aromatizzati al tartufo.
07
arte
arte
p Dalla
Itinerario:
dove nasce l’arte
di Micaela Vitri
Un itinerario di 3 giorni tra
Toscana e Marche si trasforma in un vero e proprio
viaggio nel tempo e nello
spazio di alcuni degli artisti
più celebri della storia.
> in alto: Caprese Michelangelo, casa natale di
Michelangelo Buonarroti.
> in basso: Talla, casa di Guido Monaco D’Arezzo.
La memoria rimane custodita negli spazi,
dove le suggestioni e i fermenti culturali
rivivono come se il tempo non fosse mai
passato. Dalle case natali di Guido
D’Arezzo, Michelangelo e Raffaello agli
spazi ricchi di arte contemporanea di
Gualtieri e Cesarini, si snodano 5 tappe nel
verde della dorsale appenninica.
Primo giorno
Partendo dalla Toscana, la prima tappa è Talla
nel Casentino, sede del museo Guido
d’Arezzo, situata a circa 20 km dall’uscita
Valdarno dell’autostrada Firenze-Roma. Da
qui percorrendo 26 km per la strada provinciale di Chitignano (tempo necessario circa 27
minuti) si giunge a Caprese Michelangelo,
paese natale di Michelangelo Buonarroti.
Secondo giorno
Il mattino si parte alla volta delle Marche.
Da Caprese Michelangelo si passa a
Talamello nella Val Marecchia. Un totale di
56.7 km attraverso sp 91, poi sp 76, quindi sp 1 e statale 258. (un’ora circa). Celebre
08
come capitale del formaggio di fossa, dopo
la visita al Museo Gualtieri a Talamello è
d’obbligo il pranzo con un’assaggio della
specialità locale.
Nel pomeriggio, percorrendo un tratto di 46
km passando per la provinciale fogliense
(45 min), si arriva a Urbino. La casa di
Raffaello è solo uno dei tanti gioielli della
città ducale quindi, dopo cena, una passeggiata nel centro storico è d’obbligo. Da
mezzanotte in poi il cuore pulsante della
città, piazza della Repubblica, torna ad animarsi di gente che qui si incontra anche solo
per un drink.
Toscana alle Marche, le cinque
tappe nei borghi storici degli Appennini
sono l'occasione per visitare i luoghi in cui
sono nati alcuni dei più illustri artisti della
storia passata e contemporanea.
Partendo da Talla nel Casentino, paese d'origine del grande cantore medioevale Guido
d'Arezzo, il viaggio nel tempo inizia con la
visita al Museo della Musica a lui dedicato.
Dal medioevo si passa al Rinascimento
attraverso la visita alla casa natale di
Michelangelo, all'interno del castello di
Caprese Michelangelo. Il giorno seguente
ci si sposta nella Val Marecchia a Talamello,
dove recentemente è nato il museo dedicato a Fernando Gualtieri, uno dei più grandi
pittori contemporanei, francese d'adozione
ma originario del paese marchigiano. Da qui
si giunge alla capitale del Montefeltro, per
la doverosa visita alla casa natale di Raffello.
Dopo la cena e il pernottamento a Urbino,
l'ultimo giorno si conclude nella vicina
Fossombrone con una delle più ricche collezioni di arte contemporanea nella casaMuseo Cesarini.
Immerso nelle dolci colline del Casentino il
nucleo medievale di Talla, denominato la
Castellaccia, ospita il Museo intitolato a
Guido d'Arezzo, proprio in quella che si
suppone sia la sua casa natale. Nel Museo
della musica rivive l'universo multiforme e
affascinante di un'epoca lontana, le cui
implicazioni giungono fino ad oggi attraverso l'uso di temi di origine medievale o di
teorie didattiche ricollegate alla chironomia
gregoriana e, quindi, alla figura stessa del
grande cantore Guido Monaco d'Arezzo.
L'itinerario museale intende illustrare le
diverse fasi di sviluppo della musica, sia in
ambito sacro che profano, dall'epoca del
canto gregoriano fino a quella dell'inizio
della cosiddetta Ars Nova intorno alla metà
del Trecento. Una speciale sezione consente
poi di "fare musica", richiamando attraverso
una tastiera suoni e strumenti dell'epoca,
mentre una selezione significativa di musiche medievali, può essere ascoltata dai visitatori mediante un sistema di riproduzione
in cuffia.
Informazioni ed aperture su richiesta:
Comune di Talla tel. 0575/ 597512
p Dal Casentino si passa alla Val Tiberina,
dove da secoli ci si chiede se Michelangelo
Buonarroti è nato a Chiusi o a Caprese, due
paesi che si contrastano la gloria di aver
dato i natali al sublime ingegno. Oggi come
conferma c’è anche un documento scritto
dal padre dell’artista, venuto alla luce solo
recentemente. Si tratta di una atto di natività,che fu mandato a Michelangelo a Roma
il 16 di Aprile del 1548 da suo nipote
Leonardo, tratto dal libro delle ricordanze
del padre. Immerso in un paesaggio ricco di
castagneti, l’antico borgo di Caprese conserva ancora la sua struttura perimetrale.
Entrati nel castello si ha di fronte la Casa
Comunale, l'antica podesteria dove nacque
Michelangelo. All'interno, si possono osservare le riproduzioni al naturale dei suoi
capolavori e ammirare interessanti opere
dei più grandi scultori contemporanei.
L’edificio non ha subito nessuna modificazione nè esternamente nè internamente e la
suggestione deriva dal fatto che si trova tuttora nelle condizioni che poteva essere
quando lo abitò Michelangelo.
Informazioni: tel. 0575/740536.
p Percorrendo
per circa un’ora le strade
provinciali dalla Val Tiberina all’alta Val
Marecchia, si arriva a Talamello che merita
una sosta, oltre che per il rinomato formaggio di fossa, per un vero gioiello dell’arte
contemporanea. In questo caso non si tratta di una casa natale, ma di un intero paese
d’origine che rivive nell’ispirazione artistica
di Fernando Gualtieri, annoverato dai ciritici d’arte di tutto il mondo tra i massimi pittori viventi. Nato a Parigi nel 1919 da genitori emigrati,l’artista Inizialmente trascorre
una vita difficile di “boheme”, poi si afferma e si conferma come il pittore de “La
Splendeur du Réel” (Lo Splendore del
Reale). Nel corso degli anni aquisisce fama
internazionale, tanto da essere conosciuto
come “Gualtierì”, con l’accento alla francese sulla sillaba finale, ma il suo forte legame
con il paese d’origine dei nonni e dei genitori rimane intatto e nel 1982 il consiglio
comunale gli conferisce la cittadinanza onoraria di Talamello. Nel 2000 Parigi celebra il
"Giubileo Gualtieri" con una esposizione al
"Carousel du Louvre" con il patrocinio del
presidente Jacques Chirac ed il sindaco gli
consegna la medaglia d'oro del comune di
Parigi. Nello stesso anno il il pittore dona al
Comune di Talamello 14 opere e nel 2002
l’amministrazione trasforma il vecchio teatro Amintore Galli in Museo Gualtieri.
Informazioni: tel. 0541 – 922893.
Orario di apertura: Dal 16 ottobre al 14
aprile tutti i giorni festivi esclusi Natale,
Capodanno, Pasqua, ore 10,30 - 12,30 /
ore 15,00 alle ore 18,00. Dal 15 aprile al
15 ottobre tutti i giorni, esclusi il lunedì e
martedì, ore 10,30 - 12,30 /ore 15,30 alle
ore 19,00.
> a destra: veduta panoramica di Fossombrone
> a sinistra: Talamello in Val Marecchia.
Terzo giorno
Infine al risveglio la visita prosegue a
Fossombrone, raggiungibile in solo 18 km
di strada (24 min). La visità alla casa-museo
Cesarini richiede circa un’ora e mezzo e infine il tour si conclude con un prelibato pranzo, i cui sapori rimarrano indelebili nella
memoria come i colori di queste suggestive
colline. Infatti nei piatti tipici della Valle del
Metauro non può mancare il pregiato tartufo di Acqualagna.
09
arte
enogastronomia
p Solo
la tappa ad Urbino meriterebbe
almeno 2 giornate, ma nell’ambito delle
nostre monografie è d’obbligo una visita
almeno a Casa Raffello. L'edificio fu acquistato nel 1460 da Sante di Peruzzolo da
Colbordolo, nonno del pittore e lì il figlio
Giovanni Santi creò la propria bottega.
L'architettura è quella tipica del
Quattrocento minore urbinate che traeva
ispirazione dal Palazzo Ducale. Motivi quattro-cinquecenteschi sono ancora presenti in
cornici di porte, nei sediletti in pietra situati
nei vani delle finestre e in un soffitto a cassettoni. Al primo piano c'è la stanza dove la
tradizione vuole che il pittore sia nato.
Molto pittoresco è il cortiletto che un tempo
doveva essere interamente porticato e collegato con la bottega. Qui il divin pittore
passava le sue giornate osservando il padre
e respirando l’arte che presto lo avrebbe
reso uno dei più grandi di tutti i tempi.
Informazioni: tel.0722/2631.
Orario di apertura: feriali dalle 9 alle 14,
festivi dalle 10 alle 13.
> in basso: veduta panoramica di Urbino
10
p Dall’atmosfera rinascimentale di Urbino,
in poco meno di mezz’ora, si passa a quella di un mecenate dell’arte novecentesca
nell’abitazione del notaio Giuseppe
Cesarini di Fossombrone che, dopo la sua
morte nel 1977, si è trasformata in una
vera e propria Casa Museo. L’intero complesso è un meraviglioso esempio di architettura del ‘500, con tanto di cortile inter-
no, venne in parte restaurato nel 1685 e
poi ristrutturato da Cesarini alla fine degli
anni '40. Conserva il fascino della casa museo con l'arredo e le opere d'arte presenti al tempo del collezionista. La
Quadreria, nata quale raccolta personale
del notaio, offre una documentazione di
prim’ordine dell’arte italiana nel periodo fra
le due guerre con opere di Carpi, Carena,
Funi, Marini, Messina, Morandi, Severini,
Tosi e numerosissimi altri . Molto ampia è
inoltre la raccolta di dipinti del forsempronese Anselmo Bucci (1887-1955), celebre
artista formatosi nella Parigi di inizio secolo
e poi a lungo fra i protagonisti dell’arte italiana. L’abitazione è inoltre un significativo
esempio di "casa colta" : il salotto rosso con
le sue vetrate sul "giardino del Narciso", il
salotto rosa elegante e raffinato, la ricca
sala da pranzo, i tendaggi, le porcellane, le
specchiere dorate immettono direttamente
il visitatore nel clima di una ricca e colta
famiglia borghese degli anni ‘30-’40.
Informazioni: tel. 0721-714650/716324.
Orari di apertura: da martedì a sabato
dalle 15 alle 18, i festivi e la domenica dalle
10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.
Si conclude qui il nostro viaggio alle origini
dell’ispirazione artistica che, come in una
macchina del tempo, partendo dal
Medioevo ci ha portati fino ai giorni nostri,
attraverso la campagna toscana e marchigiana, tra i colori e i sapori degli Appennini.
Il buon vino
dell’Appennino centrale
è servito
di Samiha Hamdi
Storia, tradizioni, territorio. Elementi unici
che si fondono per dare vita agli inimitabili
sapori dell’enologia dell’Appennino, una
catena che unisce e che dà una forte identità ad un'ampia area dell’Italia centrale. Le
paste, i salumi, la piadina, i formaggi, il tartufo vengono accompagnati da vini doc e
docg bianchi e rossi, famosi già al tempo dei
romani e degli etruschi.
Il territorio dell’Appennino Centrale presenta condizioni climatiche e territoriali favorevoli alla coltivazione della vite, dovute alle
ampie zone collinari che si succedono, intervallate da fiumi a carattere torrentizio. Dalle
viti umbre, dalle alture marchigiane, dalle
vigne toscane e dalle colline romagnole arrivano sulla tavola vini tipici d’eccellenza che
fanno la gioia dei buongustai, elencarli è già
una sinfonia. Oggi si guarda con interesse
un’area che sta maturando, e grazie a cambiamenti relativi alla fisionomia dei vigneti, a
oculate scelte produttive legate a minori
rese per ettaro, a lavori in cantina mirati
all'ottenimento di vino di qualità piuttosto
che di quantità. Per questo l’area appenninica dell’Italia centrale si affaccia sul mercato
nazionale con prospettive di ampio respiro.
Nell’area del bacino imbrifero del fiume
Metauro, in provincia di Pesaro-Urbino, alle
pendici delle basse colline, si possono menzionare zone vocate alla coltivazione delle uve.
La nascita del Bianchello sembra risalire a
qualche secolo avanti Cristo (X-VIII) per
merito forse degli etruschi. La sua diffusione nella vallata del Metauro si impose sin
dal 500 a.C. con un vitigno denominato
Bianchello o Greco Bianchello o Biancame,
tanto che Tacito lo annovera come la principale causa della sconfitta di Asdrubale,
comandante cartaginese, che morì tra le
colline del Metauro, dopo la storica sconfit-
ta subita dall'esercito romano nella famosa
battaglia del Metauro, a causa si dice, dello
stato di ubriachezza dei suoi soldati. Solo
questo cenno storico può far comprendere
le qualità di questo vitigno.
Sono numerose le famiglie che producono
in proprio (talvolta anche sconosciute) il
proprio Bianchello, tanto che se ne potrebbe tracciare un vero e proprio itinerario
all'interno del basso Metauro. Molto probabilmente è differente da cantina a cantina,
non stupisce che ogni anno sorgano vere e
proprie “contese” su chi possegga il vino
migliore. Le cantine cosiddette “fai da te”
rappresentano una ricchezza inestimabile
per il luogo, sia per la cordialità delle famiglie produttrici, è sempre possibile assaggiare del buon vino ed ascoltare aneddoti della
tradizione locale, sia per la bellezza storico
artistica del paesaggio.
Tra queste cantine merita menzione quella
del Bianchello cosiddetto della “Folce” in
cui veri e propri artisti del vino con il loro
prodotto artigianale riescono a raccontare
in modo sublime tutti i sapori di questa
terra. Sempre nelle colline marchigiane la
Vernaccia rossa di Pergola è diventato
“Vino Doc”. Da oggi in poi si chiamerà
Pergola Doc e lo si potrà degustare nelle
versioni Rosso, Passito e Novello.
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enogastronomia
> a destra: didascalia didascaliadidascaliadidascaliadidascaliadidascaliadidascalia
benessere
In tema di ottimi vini non si può non menzionare la bella Toscana, dai vigneti delle
cittadelle della provincia di Arezzo si ottengono vini che non sfigurano di fronte ai
pregiati Doc delle altre zone toscane. Il
clima e la terra sono generosi nel favorire la
viticoltura al punto che, pur essendo un’area circoscritta, è possibile trovare una vasta
varietà di vini.
Oggi anche l’Umbria fa sentire la sua voce
proponendo il Vinsanto umbro. Non molti
lo sanno, ma uno dei prodotti più tradizionalmente legati alla cultura dell’Alta Valle
del Tevere è il Vinsanto, che qui viene fatto
da sempre dando come risultato un prodotto di peculiari caratteristiche, che per la sua
qualità non ha assolutamente nulla da invidiare al più celebre toscano.
Il vinsanto fa parte integrante della tradizione Altotiberina e viene ancora oggi diffusamente prodotto a livello familiare, con procedimenti antichi e tradizionali, rimasti invariati nel tempo, a cominciare dalla scelta
delle uve, che devono essere ben mature,
con grappoli radi e sani e di varie qualità,
principalmente con il Trebbiano toscano e la
Malvasia, ma anche il Grechetto, il Canaiolo
bianco, il San Colombano, la Vernaccia, e
dalla raccolta, che deve avvenire nelle ore
centrali del giorno, quando i grappoli sono
ben asciugati dalla rugiada del mattino, e con
estrema accortezza, prestando la massima
attenzione a che gli acini rimangano integri.
Fondamentale è la fase successiva di appassimento, che avviene per un periodo prolungato appendendo le uve in ambienti ben
asciutti ed areati. Nella tradizione contadina, i grappoli venivano appesi alle travi
della cucina, dove il camino garantiva il
calore necessario, ed il fumo che usciva
conferiva un gusto ed un aroma del tutto
peculiari al prodotto finale. Dalla spremitura di queste uve appassite, esce un mosto
dolcissimo che viene messo in piccole botti
dette “caratelli”, al cui interno si trova la
“Madre”, una massa densa costituita dai
sedimenti residui degli anni precedenti, che
consente di avviare la fermentazione e che
anno dopo anno trasmette e conserva le
caratteristiche di gusto ed aroma che sono
proprie di ogni vinsanto.
Nel caratello, il vinsanto rimarrà per un
periodo molto lungo, non inferiore ai tre
anni, nel quale si alterneranno in modo
naturale fasi di ebollizione e di riposo,
legate all’andamento delle temperature
stagionali, e si svolgeranno altri processi di
invecchiamento, che daranno come risultato finale un prodotto unico, con caratteristiche organolettiche che lo renderanno esclusivo e distinguibile da ogni altro
vinsanto.
In Romagna il vino vanta un'antichissima
tradizione, in quanto elemento di unione
del territorio. Un detto malizioso afferma:
“Se vuoi sapere se ti trovi in Emilia o in
Romagna, chiedi da bere. Se ti offrono
acqua, sei in Emilia, se ti offrono un bicchiere di vino, sei in Romagna”. Infatti,
oltre alla storia e al paesaggio, sono i sapori delle produzioni tipiche a caratterizzare il
territorio, primi tra tutti i vini con le pregiate produzioni delle Doc di Romagna di cui
fanno parte il Sangiovese, il Trebbiano, la
Cagnina e il Pagadebit. Le viti sono dislocate per lo più in pianura e questo fa sì che il
frutto di Bacco abbondi e scorra generosamente sulle tavole e nelle feste. La caccia ai
piaceri del palato e delle tradizioni locali
corre fra cantine, enoteche, ristoranti, agriturismi e aziende che si coniugano armoniosamente con le bellezze dell’area appenninica centrale.
Un luogo dove si possono scoprire paesaggi dal fascino intatto, dove è possibile sentire il profumo delle tradizioni e rilassarsi nella
quiete che la natura incontaminata di questi
luoghi offre. Visitare l’Appennino e assaporare il buon vino offerto da queste generose terre permette di conoscere culture e
tradizioni molto vicine tra loro, ma allo stesso tempo uniche nella loro storia, meritevoli di essere considerate un vero e proprio
tesoro nazionale.
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Dimenticare
lo stress
in beauty farm da sogno
di Nicoletta Longhi e Micaela Vitri
Immersi nel verde
dell'Appennino, centri
termali e beauty farm
danno vita ad una nuova
filosofia del benessere
fisico e mentale.
> a fianco: piscina termale dello stabilimento
Grand Hotel Terme Roseo a Bagni di Romagna
È finito il tempo delle diete drastiche e delle
massacranti ore di palestra intensiva. Oggi
c’è un modo più dolce per tornare in forma,
non soltanto fisico, ma anche mentale, per
dimenticare lo stress della routine è sufficiente partire e lasciare che mani esperte e
antiche acque si prendano cura di noi.
p Tra le tante località termali dell'Appennino
una delle più antiche è in ROMAGNA, situata al confine con la Toscana, Bagni di
Romagna è circondata dal Parco Nazionale
delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e
Campigna. Mentre si passeggia o si conversa nei caffè del borgo, si respira aria di parco,
balsamica per la prossimità delle foreste e
pura come l’acqua che da qui scende a dissetare la riviera romagnola. Il verde, la sere-
nità, la purezza degli elementi si aggiungono
ai benefici delle acque termali a cui la città
deve origine e nome. Le prime strutture termali risalgono all'epoca della dominazione
romana, ancora oggi l'acqua è quella antica e
pura che viene da secoli lontani, portando
fino a noi le sue benefiche virtù. Il territorio
è vario, stimolante, ricco di storia e il soggiorno garantito da comodi alberghi, fattorie, agriturismi, residences.
Oggi tre moderni stabilimenti ne esaltano le
antiche qualità terapeutiche con una offerta tra le più ampie in Italia, che comprende
anche centri di bellezza e benessere, beauty
farm, centri fitness.
Si tratta di tre moderni stabilimenti:
S.Agnese (tel. 0543/911555), Euro Terme
(tel. 0543/911414), Grand Hotel Terme
Roseo (tel. 0543/911016) che ne esaltano
infatti le antiche qualità terapeutiche con
una offerta tra le più ampie in Italia, che
comprende anche Centri di bellezza &
benessere, Beauty farm, Centri fitness.
Ciascun stabilimento, oltre che di piscina
termale, è dotato di palestra e reparto di
fisiochinesiterapia ove vengono effettuati
trattamenti elettromedicali (ionoforesi,tens,
faradica, galvanica, diadinamiche, elettrostimolazioni, infrarossi ultravioletti ultrasuoni magnetoterapia, laser, biofeedback,
radarterapia, idrogalvanoterapia), trattamenti riabilitativi (kinesiterapia passiva ed
attiva, rieducazione segmentaria, rieducazione funzionale per il recupero del motuleso) e back school per la prevenzione delle
cervicalgie e lombalgie croniche.
13
benessere
benessere
I medici termali sono affiancati da medici
specialisti per le varie attività: idrologia, cardiologia, medicina interna, otorinolaringoiatria, pneumologia, dermatologia,reumatologia, fisiatria, medicina sportiva, ginecologia,
chirurgia vascolare, gastroenterologia, scienza dell'alimentazione e medicina estetica.
p In
UMBRIA le Terme di Fontecchio
sono di origini romana e offrono tantissime
opportunità e varietà di trattamenti. Sentirsi
rinati, a Fontecchio, è una sensazione
comune: non solo le acque, ma anche l'ambiente circostante contribuisce a un soggiorno ideale per rinvigorirsi e rilassarsi.
Sono di due tipi le acque che sgorgano dalla
sorgente a pochi chilometri da Città di
Castello: bicarbonato-alcaline sulfuree e oligominerali. Immerso nel verde di un grande
parco, con una piscina esterna aperta da
giugno a settembre, oggi lo stabilimento
termale offre una vasta gamma di trattamenti: fangoterapia, antroterapia, idromassoterapia, per la cura delle artropatie di
natura infiammatoria; diverse metodiche
inalatorie per le affezioni delle vie respiratorie; idropercorsi vascolari per l'apparato circolatorio e terapia idroponica per l'apparato
digerente. Le terme di Fontecchio (tel.
075/862851) sono dotate inoltre di centri
specializzati diagnostici e terapeutici: cardiologia e pneumologia, centro di riabilitazione ortopedica e pneumologica, otorinolaringoiatria, angiologia e neurologia. E il
centro termale offre anche ginnastica e
massaggi in acqua, idromassaggi, bagno
all'ozono, bagno turco, sauna, massaggi
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tradizionali e shiatzu, massaggi ajurverdici,
riflessoterapia, digitopressione, riabilitazione neuromotoria e terapie fisiche. Al Centro
benessere la bellezza in prima linea con
trattamenti estetici a base di acqua e fango
termali, trattamenti corpo dimagranti ed
anticellulite, dite, massaggi estetici e linfodrenanti, trattamenti viso, solarium.
All'interno del parco l'Hotel delle Terme è
collegato all'adiacente struttura
termale. Dotato di tutti i comfort offre ai
propri ospiti le più svariate opportunità di
svago: bar, gelateria, ristorante, pizzeria,
pista da ballo estiva, piscina e campi da tennis. Le numerose camere sono dotate di
tutti i servizi (telefono, tv, frigobar, ecc.) che
contribuiscono a rendere il soggiorno gradevole e rilassante.
A un chilometro di distanza dalle terme
sorge la Beauty farm Eremo dei cappuccini (tel. 075/862851), antico convento
situato su un colle immerso nel verde che si
affaccia sull'Alta Valle del Tevere che oggi
offre ospitalità ai turisti: una struttura con
sette camere in stile che vicino alla Fonte dei
cappuccini, dalla quale sgorgano acque
oligo-minerali.
Tutte le strutture (termali e di ospitalità)
sono tali da garantire un facile accesso ai
disabili. La Struttura propone numerose
opportunità basate su una combinazione di
trattamenti di balneoterapia e angoterapia
con sedute di ginnastica in piscina o nel
parco e massaggi. Un'equipe specializzata
ha studiato programmi basati su una sinergia che unisce cure termali e trattamenti
estetici che utilizzano principi naturali, mira-
ti a raggiungere un benessere totale psicofisico. Gli ospiti usufruiranno della vicina
strutture termale e dei servizi offerti
dall'Hotel delle Terme, compresi il pistorante, la pizzeria, la piscina, campi da tennis,
campi da bocce, minigolf, parco gioco bambini, etc…
p In TOSCANA il Casentino è da sempre
celebre per le sue acque e Dante per primo
lo ricordava: “...li ruscelletti che del verdi
colli del Casentin discendon giuso in Arno
facendo lor canali freddi e molli…”. Qui
nasce l' Arno e anche numerosi altri torrenti dalle acque purissime ed abbondanti, fra i
quali lo Staggia, nome dal quale - dopo
numerose mutazioni e contrazioni -prese
origine il nome di Stia. Fra le molte sorgenti che zampillano nel territorio di Stia va
citata in primo luogo l' antica Fonte di
Calcedonia, che sgorga dalle pendici del
Monte Falterona a circa 1200 metri di altitudine all'interno di un territorio incontaminato, nel cuore del Parco Nazionale delle
Foreste Casentinesi. Il Comune di Stia,
intendendo valorizzare questa risorsa naturale, ha inteso attivare il progetto termale
creando all'interno del Parco del Palagio
Fiorentino un complesso caratterizzato da
un futuristico padiglione dotato dei servizi
necessari per permettere un utilizzo sempre
più ampio dei benefici dell'acqua della Fonte
di Calcedonia. Stia permette così al visitatore un soggiorno assolutamente salutare,
che ritempra lo spirito e rigenera il corpo.
L'acqua che zampilla nel Parco termale di
Stia, che per la sua composizione rientra nel
gruppo delle acque oligominerali bicarbonate-alcaline, ha provate qualità organolettiche ed ottima tolleranza, è indicata nelle
diete iposodiche degli ipertesi, contro lo
stress, ha un eccellente potere diuretico,
una efficace azione antiflogistica ed anti-
spastica sulle vie urinarie, tanto da renderle
il merito di far parte dei mezzi termali utili
alla salute. Perciò Stia è un luogo unico
dove la natura risponde al bisogno di
benessere ed offre l'opportunità di unire
una brillante e rilassante vacanza nel cuore
della Toscana con i benefici di un' acqua termale che depura l'organismo e permette di
ritrovare un' ottima forma. L’acqua di
Calcedonia è commercializzata con il nome
Eau de Santé sotto il celebre marchio
Maxim’s dalla Maison de l’Eau, società
italo-francese appartenente al gruppo
Pierre Cardin.
p Nelle MARCHE i principali centri termali
sono Montegrimano Terme e Macerata
Feltria, luoghi in cui il binomio salute e bellezza era già conosciuto dalla sapienza della
antica civiltà romana che vi si insediò. Ora
le tecniche e le perle di saggezza della tradizione si uniscono alle nuove scoperte
scientifiche e tecnologiche in campo estetico e del benessere, e ci offrono proposte
davvero interessanti per trascorrere soggiorni o weekend di remise en forme, interiore ed esteriore.
Montegrimano Terme, un silenzioso paesino nella Valle del Conca, a metà strada tra i
monti e il mare, ospita l’Hotel Villa di Carlo
e Centro Benessere Erba Vita (tel.
0541/972128, 800257443) che propone
innovative metodologie e trattamenti naturali affinchè l'ospite possa ritrovare l'equilibrio naturale, la salute e la vitalità.Tra le
varie proposte del centro di medicina nuturale, la vinoterapia è quella che maggiormente attrae l'attenzione. I chicchi d'uva
contendono dei principi attivi utili per combattere i radicali liberi, nutrire e levigare la
pelle. Non c'è niente di meglio che un bel
massaggio con olio essenziale di vinacciolo
e un'immersione in vasca idromassaggio
con vino rosso e acqua termale. Potrete trascorrere giorni rigeneranti in un ambiente
sereno, dove ritroverete il benessere bevendo acqua termale e tuffandovi nelle varie
piscine idrotermali ricche d'importanti sali
minerali, l'ideale per tonificare muscoli e
tessuti e stimolare il circolo venoso.
L'altro Tempio del Benessere nell’Appennino
marchigiano è sicuramente Macerata
Feltria, terra dei duchi di Urbino e dei
Malatesta. Il borgo di Macerata Feltria
discende dalla romana Pitinum, ala quale
devono il nome le sue terme, che sfruttano
le antiche sorgenti naturali solfuree Apsa e
Certalto. Il clima collinare , asciutto e temperato, amplifica i benefici delle acque, utili
all’apparato respiratorio e digerente, alla
pelle e alla circolazione. Virtù che vengono
sfruttate dal moderno Centro di cure termali (tel. 0722/73245) per la cura e la prevenzione di molte patologie, ma anche dal
Centro benessere delle stesse terme per
vari trattamenti estetici dermatologici e
cosmetici. Le acque solfuree, ricche di sali
ed elementi benefici, unite a oli essenziali
per bagni termali aromatizzati, fanghi e
massaggi aiuteranno l'ospite delle terme di
Macerata Feltria a ritrovare l'armonia vitale.
Un centro all'avanguardia che offre un
eccellente servizio medico e si avvale di un
equipe di medici, terapisti ed estetisti altamente qualificati.
Per ulteriori informazioni è attivo il call
center dei Centri termali con telefonate a
basso costo: 199.720693.
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zoom eventi
Un paese senza
teatro che si è fatto
esso stesso teatro!
zoom eventi
di Stefano Mancini
di Daniele Morini
p Artisti, nazioni, culture, raccolte dal 1 al
10 luglio in un piccolo paese, che non
essendo dotato di un teatro, si fa esso stesso teatro, con le piazze, le contrade e l’antico sferisterio come scena di spettacoli che
segnano la storia teatrale contemporanea.
A Santarcangelo, situata a pochi chilometri
dall’Adriatico, in provincia di Rimini, denominata da Roberto Bacci “Cittadella del
Teatro”, quest’anno si è svolto il 35° Festival
internazionale Sant’Arcangelo dei Teatri.
Fedele al modello che vede una costante
cura del confronto tra la creazione italiana e
quella straniera, dedicato alla scena teatrale
contemporanea, in una prospettiva d’incontro e di lavoro piuttosto che di presentazione delle opere.
Al festival per la sezione musicale erano
presenti espressioni artistiche provenienti
da ogni parte del mondo, dagli Acoustic
Motion della Gran Bretagna, ai Dhol
Foundation indiani e la Shibusa Shirazu
Orchestra giapponese, solo per citarne
alcuni. E’ ormai consolidata la presenza del
tendone per il Circo Inferno Cabaret, che
di anno in anno continua a stupire con
incontri, musiche e video sul filo delle
“identità liquide”. L’avvenimento clue della
manifestazione 2005 sono i nuovi spettacoli di Teatro e Danza con le performance di:
Amir Reza Koohestani, Amid the clouds
(Iran) - Cane, Psicosi delle 4 e 48. Preludio
Cosmesi, Avvisi di cedimento strutturale Cristian Ceresoli e Antonio Pizzicato, Voce
sola - Egumteatro, L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi - Fanny & Alexander,
Vaniada e Adescamenti – Francesca Proia,
Buio Luce buio - Francesco Scavetta e Luigi
Ceccarelli, Knut - João Fiadeiro, I am here
(Portogallo) Laboratorio Nove e Luca
Camilletti, Fine - Lucia Ragni e Antonino
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UN’ESTATE
all’insegna
del Medioevo
nell’Alto Chiascio
35° FESTIVAL
Santarcangelo
dei Teatri
1/10 luglio 2005
p Dopo
Luorio, Le cose sottili nell’aria - Luisa Cortesi
e Massimo Barzagli, Di stanze - Mk e Esc,
Sostanza sonora (Italia/Francia) - Patrizio
Esposito, Monitor Iraq 1991-2003 Raimondo Brandi, Security - Socìetas
Raffaello Sanzio e Scott Gibbons, ConcertoCrescita VIII - Teatro Persona, Terezin Virgilio Sieni e Francesco Giomi, Concerto.
Tanti artisti rigorosamente in ordine alfabetico perché tutte le rappresentazioni esprimono un’emozione, creando sentimenti e suggestioni in un’atmosfera unica, che non può
lasciare indifferente nemmeno lo spettatore
al suo primo impatto con la cultura teatrale.
Per informazioni:
Santarcangelo dei Teatri
Via Andrea Costa, 28
47822 Santarcangelo di Romagna (RN), Italia
Tel. +39 0541.626185
Fax +39 0541.620560
> in alto: La Piazza di Sant’Agata durante il
mercatino di antiquariato
il mese di maggio caratterizzato
dalle feste eugubine della Corsa dei Ceri e
del Palio della Balestra si apre il periodo
delle rievocazioni storiche. Nei centri storici
di città e paesi dell’Eugubino-Gualdese tornano gli echi di suoni e musiche d’altri
tempi, come quelli che fanno da colonna
sonora al Torneo dei Quartieri di Gubbio,
una gara di tiro con la balestra antica all’italiana, disputata tra i balestrieri dei quattro
quartieri cittadini: San Martino, San
Giuliano, San Pietro e Sant’Andrea. La contesa, fissata ogni anno per il 14 agosto, è
preceduta e seguita dai cortei storici in
costume medioevale e per l’occasione si
riscoprono angoli, botteghe e mestieri
dimenticati da tempo. E’ la vita quotidiana
del XIV secolo, l’epoca in cui fu più fiorente
la città di Gubbio.
Le antiche tradizioni medioevali tornano a
rivivere anche nel borgo di Valfabbrica, tra
Gubbio e Assisi, grazie alla Festa
d’Autunno. Nonostante il nome, la manifestazione è un saluto all’estate più che un
benvenuto all’autunno, visto che da anni
ormai si tiene nel primo fine settimana di
settembre. Tra gli eventi principali c’è la
suggestiva sfilata in costume, ispirata alle
fogge dei secoli XII e XIII, che precede le
sfide tra Pedicino, Badia e Osteria. I tre rioni
si cimentano, al campo della giostra, nella
gara degli anelli e del saracino che si conclude con l’assegnazione del Palio.
Nell’ultimo fine settimana di settembre,
invece, è Gualdo Tadino a tornare indietro
nel tempo fino agli splendori del
Quattrocento. Sulla piazza principale della
cittadina si disputa il Palio di San Michele
Arcangelo. Le quattro porte, San
Benedetto, San Donato, San Facondino e
San Martino, si sfidano in altrettante gare
dal sapore d’altri tempi: il tiro con l’arco,
quello con la fionda, le corse con i somari,
con il carretto e “a pelo”. A fare da cornice
ai Giochi de le Porte ci sono le taverne dei
quattro rioni, che offrono prelibati piatti
della cucina tipica locale. Il sabato sera, si
muovono in città verso piazza Grande
anche i quattro cortei storici: dame e messeri, tamburini e cavalieri, priori e popolani
sembrano riportare Gualdo Tadino ai fasti
del XV secolo. Infine l’ultima domenica di
settembre è il giorno della sfida vera e propria. La contrada vincente si aggiudica il
Palio, ma soprattutto l’onore di mettere al
rogo la Bastula, la strega malefica che,
secondo la leggenda, incendiò la città nel
1237. I portaioli festeggiano intorno al
fuoco del rogo che rapidamente si consuma: il simbolo della rivincita della città su
tutte le avversità e le sciagure.
> in alto a sinistra: una scena del Torneo dei
Quartieri di Gubbio
> in basso: gli sbandieratori al Torneo dei
Quartieri di Gubbio
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zoom eventi
zoom eventi
A MONTONE rivive
la Donazione della
Santa Spina
14/21 agosto
LA MAGIA
del Medioevo a
Badia Tedalda
di Stefania Pinna
di Francesca Pecorari
p Da uno dei borghi ufficialmente riconosciuto tra i “più belli
d’Italia” arriva una rievocazione storica dalle tinte ancora forti e
suggestive: è la “Donazione della Santa Spina”, in programma
ogni anno durante la terza settimana d’agosto (quest’anno dal 14
al 21) e il giorno del Lunedì dell’Angelo a Montone, piccolo
Comune dell’alta Umbria. Tra le mura che ancora rinchiudono
come in uno scrigno il meraviglioso centro storico, a Montone due
volte l’anno si rivive l’atmosfera del 1500, tra prodi capitani di
ventura e delicate fanciulle. E così ritorna in vita la straordinaria
vicenda di Carlo Fortebraccio, figlio di Braccio da Montone: nel
1474, mentre era al servizio della Serenissima Repubblica di
Venezia, avendo ricacciato i turchi che minacciavano le coste
veneziane, ebbe in dona una Spina della Corona che trafisse il
capo di Cristo. La spina fu donata al popolo montonese dallo stesso Carlo, che tornò al paese con una scorta armata, e venne collocata per la devozione di tutti nella chiesa di San Francesco dei
Minori Conventuali. Oggi tre rioni (Porta del borgo, Porta del
monte e Porta del verziere) si sfidano per celebrare il dono della
spina della corona del Cristo.
p Giocolieri, figuranti, dame e paggi, cava-
lieri lanciati al galoppo per centrare con l’asta gli ambiti anelli: è l’antico e sontuoso
Palio dei Castelli della Badia Tedalda. Il
fine settimana successivo a Ferragosto
Badia Tedalda si trasforma: si spengono le
luci elettriche, le strade si popolano di arcane figure. E tra cortei, fiaccolate e sfide a
cavallo si rinnova la suggestione di una
grande festa popolare.
Siamo in Valtiberina, in un lembo di terra
toscana al confine con la Romagna e le
Marche. Badia Tedalda è un borgo di origine romana, dominato da una millenaria
abbazia benedettina. Gli abitanti sono poco
più di 500, ma il primo fine settimana dopo
Ferragosto l’atmosfera si riscalda e le strade
si riempiono di figuranti e giocolieri, di turisti e visitatori: comincia il Palio dei Castelli.
Di notte le luci del borgo si spengono e la
cittadina ricade in un buio antico rischiarato
soltanto dalle torce, come mille anni fa. I
monaci benedettini, il sabato sera, guidano
la fiaccolata fino alla Chiesa di San Michele
Arcangelo, mentre le antiche locande “Del
Pozzo”, “Del Castello”, “Del Porco” e
“Degli Spiriti”, tra i vicoli del borgo, offrono libagioni e piatti tipici del Medioevo. È
una sera di antica devozione e anche di
vigilia, popolata da saltimbanchi, menestrelli, osti e locandiere, e allietata da giochi
di fuoco, teatro e spettacoli di strada.
L’indomani pomeriggio, come da lunghissima tradizione, si corre il Palio dei Castelli:
10 cavalieri, in rappresentanza dei Castelli
sudditi dell’antica Badia (Badia Tedalda,
Caprile,
Cicognaja,
Fresciano,
Montebotolino, Pratieghi, Presale, Rofelle,
San Paterniano, Santa Sofia), si sfidano in
piazza. Gli sfidanti devono centrare, lanciati al galoppo, degli anelli di diverse dimen-
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sioni e infilzarli con l’asta. Al cavaliere del
castello vincitore l’onore di ricevere e di
custodire per un anno il “Drappo dei
Castelli della Badia Tedalda” oltre a un premio che consiste nel Piatto Bicrociato d’argento di Sant’Angelo Michele de’ Tedaldi.
La sfida vera e propria è preceduta dal grandioso corteo storico, costituito da oltre 100
figuranti che sfilano con tipici costumi
medievali.
Partecipare a quest’evento significa immergersi in emozioni che parevano perse nei
secoli, tornare indietro nel cuore di un
Medioevo grandioso e rituale. Così Badia
Tedalda per un intero, magico fine settimana di agosto, torna ad essere la Badia benedettina sovrana dei castelli circostanti, al
centro di un evento di rara suggestione. Per
informazioni: Pro-Loco di Badia Tedalda, tel.
0575/714014.
Oggi sono soltanto due le ostensioni della reliquia durante l’anno: il Lunedì dell’Angelo e la settimana della penultima domenica d’agosto (quest’anno dal 12 al 18 agosto), in occasione della
quale a Montone si celebrano gli antichi fasti nella Contea dei
Fortebracci: il Castello Arietano rivive gli antichi splendori in
un’atmosfera fiabesca, si anima di notte della vita quattrocentesca, tra i profumi antichi della cucina nelle taverne. Le taverne
sono senz’altro una delle maggiori attrattive per i turisti, che possono deliziarsi il palato con i piatti preparati dalle donne dei rioni.
Rione Porta del Borgo, Rione Porta del Monte e Rione Porta del
Verziere durante la settimana della rievocazione si sfidano rappresentando scene di vita medievali e cimentandosi nel tiro con
l'arco, al fine di conquistare il Palio della Santa Spina ed eleggere
la propria Castellana. La festa culmina la domenica con il grande
corteo storico, dove dame, cavalieri, arcieri e tamburini vi faranno immergere in tempi perduti.
Per informazioni: Pro-loco Montone - tel. 075/9307019
> in alto a sinistra: un cavaliere al Palio
> in alto a destra: veduta di Badia in una foto
d’epoca
> a destra: La Porta del Verziere
> in basso: due momenti del Palio dei Castelli
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zoom eventi
zoom eventi
A CAGLI
l’arena
diventa
spettacolare!
Tre occasioni di
escursione in
notturna per vivere
un’avventura unica
di Laura Giovannini
p Teatro e Spettacolo non vanno in vacanza: l’estate cagliese si
prospetta ricca di importanti eventi. E’ nella suggestiva cornice
dell’Arena Sant’Emidio a pochi passi dal centro storico della cittadina, che la rassegna denominata SpettacolArena, promossa
dall’Istituzione Teatro Comunale di Cagli e il Comune, vedrà la
partecipazione di artisti di alto livello nazionale ed internazionale.
Da anni l’Istituzione Teatro Comunale di Cagli, nella convinzione
che la cultura sia un importante strumento di qualificazione territoriale e propulsore di crescita economica e sociale, promuove rassegne e spettacoli di grande spessore anche attraverso progetti di
gestione innovativi come le “Brevi Residenze”.
La spettacolare estate di Cagli parte il 3 luglio con il concerto della
“BANDABARDO’”. Il noto gruppo toscano presenterà al pubblico
dell’Arena, oltre ai vecchi cavalli di battaglia, l’album “Tre Passi
Avanti” un lavoro dalle tinte più calde ed appassionate, che lascia
emergere ritmi ed armonie nuove. Il secondo appuntamento il 14
luglio è dedicato alla comicità e la satira. Dopo “Non c’è problema” e “Giù al Nord” torna a Cagli ANTONIO ALBANESE diretto
da Giampiero Solari con uno spettacolo “Personaggi” che, come
sempre, stupisce per la sottile ironia ed il sorprendente spirito
umoristico. La rassegna continua con un evento promosso dal
Teatro Stabile delle Marche nell’ambito del Festival ScenAria. L’8
agosto un insolito GORAN BREGOVIC assieme alla sua Wedding
& Funeral Band presenterà “Karmen con lieto fine” una Carmen
con la 'k'. Diversa da quella di Bizet, anche se il personaggio principale è ancora una donna gitana. Il famoso compositore, con la
sua Orchestra, darà vita ad uno spettacolo teatrale-musicale sull’intricata storia d'amore tra una moderna Carmen e Fuad, trombettista e cantante gitano, un intreccio di sentimenti, poesia e
miseria sapientemente raccontati nello stile unico dell’artista. Per
concludere in bellezza, il 19 agosto l’Arena ospiterà i nostalgici
fans degli anni 70. Nell’ambito del Festival 70s Flowers “Racconti
e miti di una rivoluzione” promosso dalla Provincia di Pesaro e
Urbino, all’Arena si terrà l’Evento Speciale in omaggio a Frank
Zappa. THE GRANMOTHERS RE-INVENTED la band originale del
grande compositore propone uno strepitoso repertorio zappiano
decisamente eterogeneo.
> in alto a destra: la locandina della rassegna
> in basso a sinistra: veduta del centro di Cagli
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Info-line 0722.986530 0721.700226
Prevendite Botteghino del Teatro Comunale di Cagli 0721.781341
aperto 4 giorni prima dello spettacolo dalle ore 17 alle 19.30.
SCOPRIRE
un territorio
ripercorrendo
le vie del
contrabbando
di Luca Grande
p Tra i silenzi ed i rumori della notte, appro-
fittando del chiarore di luna ed avventurandosi nei sentieri più nascosti, questa estate
ognuno potrà diventare contrabbandiere.
Niente paura, non si tratta di un’attività illegale! Le escursioni in notturna con guida
sono organizzate dal Museo della Polvere da
sparo e del Contrabbando di Chitignano ed
hanno lo scopo di completare la visita
museale ed offrire un’esperienza particolare
per conoscere al meglio un’attività che proliferava nei tempi passati. Potremo quindi scoprire i segreti delle lavorazioni, vedere e studiare gli arnesi utilizzati ed infine ripercorrere
in parte le vie che furono del contrabbando
lungo l’itinerario della Polveriera dell’Inferno,
costeggiando il torrente Rio fino ad arrivare
ad uno dei pilli meglio conservati e nascosti
della zona. Le escursioni, denominate
appunto Una notte da contrabbandieri,
sono programmate per le giornate del 18
giugno, 23 luglio e 17 settembre 2005.
Il museo di Chitignano è parte dell’
Ecomuseo del Casentino una rete di musei
organizzata in sistemi, ossia in temi che
caratterizzano tutto il territorio o legati ad un
luogo specifico (ad es. il Museo dell’Acqua di
Capolona). Gli argomenti sono diversi, a
testimoniare la ricchezza di questa regione,
ed ognuno merita un approfondimento: dal
Museo della Casa Contadina al Sistema
Archeologico, dal Museo del Carbonaio al
Museo del Bosco e della Montagna.
La filosofia di fondo è chiara. Un ecomuseo
è un racconto: una struttura museale tradizionale dotata di documenti, foto, ricostruzioni, testimonianze, arricchita da laboratori didattici e da itinerari sul campo che ci
danno l’opportunità di scoprire direttamente paesaggi suggestivi e luoghi storici. Il
rapporto tra la natura e l’uomo si può semplificare forse nel confronto e nell’unione
tra l’ambiente, le risorse, le avversità di un
territorio e le risposte dell’ingegno umano e
del suo spirito di adattamento. La gente
casentinese e la memoria di quello che è
avvenuto nei secoli ci spiegano che, in una
valle come il Casentino, l’insediamento dell’uomo non è avvenuto in maniera distruttiva, ma è stato un armonioso relazionarsi
con gli ambienti esistenti. Ne è esempio
anche il Museo della Castagna di Raggiolo,
che racconta un elemento importante delle
tradizioni e della storia rurale della Toscana.
Per informazioni e prenotazioni, obbligatorie in alcuni periodi dell’anno:
www.ecomuseo.casentino.toscana.it
> in alto: Chitignano, “Via della Verna”; cartolina dell’ottobre 1931
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zoom eventi
A PENNABILLI
sono di scena i
preziosi d’epoca
I MERCATINI
d’antiquariato
Il cuore dell’Appennino, come uno scrigno,
mostra i tesori custoditi dal tempo. Oltre alla
prestigiosa Mostra di Pennabilli, i mercatini
d’antiquariato si ripetono con costante periodicità in diversi borghi storici. Meritano di
essere visitati per il brulicare incessante di
gente, per gli oggetti preziosi e bizzarri che si
possono trovare, oppure per una semplice
passeggiata nella piazza e per le vie dei suggestivi centri storici. Inoltre con un po’di fortuna in questi mercatini non sarà difficile trovare delle buone occasioni a prezzi ottimi.
di Silvia Venerucci
Città di Castello. Gli espositori sono ospitati
nell'area che comprende piazza Matteotti,
Loggiato Bufalini, Loggiato della Pretura ed
il primo tratto di via Mario Angeloni.
QUARTA DOMENICA DEL MESE
Sansepolcro
"La domenica del tarlo": È un tradizionale
mercatino di antiquariato, scambio e collezionismo. Per l’occasione il bellissimo centro
storico si popola di bancarelle, dove sarà
possibile trovare preziosi oggetti di antiquariato e collezionismo.
PRIMA DOMENICA DEL MESE
p A Pennabilli, immersi nella storia e nel
Santarcangelo di Romagna
"La Casa del Tempo": Il mercatino di antiquariato e cose vecchie di Sant'Arcangelo è
uno dei più apprezzati e frequentati del
centro Italia. In mostra mobili ed arredi,
argenterie, ceramiche, orologi e collezionismo vario, di epoca Ottocentesca fino al
1960 circa. Ingresso gratuito.
verde del Montefeltro, tra antichi borghi
fortificati traboccanti di arte e poesia, paesaggi incontaminati, ospitalità genuina, si è
conclusa con grande successo la XXXV
MOSTRA MERCATO NAZIONALE D’ANTIQUARIATO.
Una delle poche esposizioni che possono
vantare una storia così lunga e che si differenzia dalle altre mostre di antiquariato che
animano i borghi dell’entroterra di tutta
Italia, per la continua ricerca della qualità
delle opere esposte e per l’accurata selezione di antiquari dall’Italia e dall’estero.
Pennabilli Antiquariato è tradizionalmente
vetrina privilegiata del mobile d’alta epoca
e, data la posizione geografica, del mobile
laccato Marchigiano, di cui offre magnifici
esempi. Chi è entrato a Palazzo Olivieri
nelle tre settimane di rassegna si è trovato
di fronte il meglio del panorama antiquariale nazionale, i pezzi più preziosi, dai dipinti
del primo Cinquecento, a rare ceramiche
rinascimentali, dagli eleganti trumeaux al
Biedermeier, dall’iconografia russa, ai tappeti, ai gioielli e agli argenti.
Chi voleva un ricordo meno 'impegnativo'
della visita, accanto a capolavori di valore
inestimabile, ha trovato anche l'antiquariato minore, di epoca più recente ma
comunque di qualità. La presenza dei più
qualificati antiquari, professionisti seri e
preparati, è stato senza dubbio uno tra i
principali fattori di successo della Mostra,
ciò che ha fatto la differenza e che ha
garantito anche al visitatore inesperto di
operare un acquisto sicuro.
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Urbania
"Mercatino Casteldurante": Sempre ogni
prima domenica del mese le vie del centro
storico di Urbania si animeranno di bancarelle con artigiano e scambio di usato.
p Inoltre tutti i venerdì di luglio e di ago-
sto, sempre a Sansepolcro, ci sono i
Venerdì del Tarlo con artigianato, collezionismo e scambio, dalle ore 18 alle 24. In
occasione del mercatino gli esercizi commerciali del centro storico rimangono aperti.
rà anche nella sua veste serale, che prevede
le bancarelle in la piazza e per le vie di Badia
Tedalda a partire dalle ore 16.
p Il primo di novembre a Urbania torna,
come ogni prima domenica del mese, il
Mercatino Casteldurante con artigianato e
scambio usato.
p Il 6 e 7 d’agosto, si tiene a Macerata
Feltria la Mostra Preziosi d’Epoca. Tutte le
sere in oltre, spettacoli, musica, intrattenimenti, ristorazione con prodotti tipici.
Sfilata di moda nella serata di apertura.
p Nelle giornate 25 settembre e 30 ottobre le vie del centro di Meldola si vestono
d´antico con la mostra mercato di oggetti
invecchiati nel tempo. Protagonisti di questo appuntamento sono gli espositori di
oggetti, articoli da collezionismo e di artigianato artistico locale. L´evento si svolgerà dalle ore 7.30 alle 21.00.
p Tutti i sabati sempre dei mesi di Luglio e
di Agosto, si svolge a Badia Tedalda, il mercatino di hobbismo, dell’artigianato e dell’antiquariato che da quest’anno si ripropor-
SECONDA DOMENICA DEL MESE
Anghiari
"Memorandia - Le cose che raccontano":
Mercato di Antiquariato, Modernariato e
Collezionismo nel centro storico del paese.
Sempre in Toscana, la stessa domenica a
San Giustino c’è "Castelli e cascine".
Pennabilli Antiquariato continua ad essere
un appuntamento di prestigio, non solo
per gli addetti ai lavori ma per il mondo
della cultura in generale, annoverando tra
i suoi visitatori e ospiti personalità di
riguardo del mondo della politica, della letteratura, della poesia.
Questa XXXV edizione si è fregiata della presenza di S.S. Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama
che ha inaugurato la “campana di Lhasa”.
Tra le altre iniziative collaterali l’edizione
2005 ha proposto a Palazzo Olivieri, una
mostra di importanti reperti pre-romanici,
fenici, egiziani ed etruschi importati dalla
Collezione Cucci e i tradizionali incontri settimanali di cultura con Tonino Guerra, incentrati su letteratura, il cinema e la creatività.
Sassocorvaro
“Passeggiando tra i ricordi”: Artigianato,
antiquariato, modernariato e collezionismo
sono sulle bancarelle nel centro storico di
Mercatale per tutta la domenica, dalle 8.30
alle 19.00.
TERZA DOMENICA DEL MESE
> in alto: uno stand all’interno della mostra
Gubbio
"Retrò"; "Mercato dell’antiquariato e del
collezionismo": Rassegna espositiva di antiquariato ed oggettistica antica di pregio promossa, dall'amministrazione comunale di
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