CHI E’ IL MEDIATORE Il mediatore è un professionista qualificato con una formazione specifica capace di destrutturarsi rispetto alla propria competenza precedente Chi può accedere ai corsi di formazione per mediatori familiari Le figure professionali che possono diventare mediatori familiari sono tracciate dalla “Carta Europea”che è a riguardo abbastanza aperta: esperti di diritto, psicologi iscritti all’albo, educatori laureati in scienze dell’educazione,assistenti sociali sociologi. La formazione del mediatore E’ una formazione lunga e rigorosa che verte sulla gestione dei conflitti,sull’evoluzione sociologica della famiglia,sul quadro legale,e soprattutto sulla separazione e il divorzio La mediazione familiare è scienza e arte Ciò significa che i mediatori hanno bisogno di un insieme di conoscenze,comprensione umana e abilità particolari per aiutare la coppia ad affrontare la separazione o il divorzio La mediazione come scienza In questo caso si pone l’attenzione sulla necessità di avere:1)padronanza intellettuale intesa come processo razionale in cui si raccolgono fatti e si identificano le opzioni possibili; 2)competenza in campo legale e finanziario; 3) conoscenze ed esperienze di accordi relativi al divorzio;4)tecniche di negoziato e contrattazione La mediazione come arte In questo caso si pone l’accento su alcuni aspetti legati alle caratteristiche personali del mediatore.1) empatia,comprensione intuitiva e capacità di occuparsi delle persone;2)maturità ed esperienza di vita;3)abilità nel gestire situazioni di crisi;4)uno stile di lavoro personale e flessibile che renda possibile variare la struttura e l’andatura del processo secondo la dinamicità della coppia;5) un interesse per la famiglia nel suo insieme;6)abilità nella comunicazione un uso del linguaggio coinvolgente e la capacità di tradurre e interpretare. Complessità del lavoro di mediazione Il lavoro di mediazione presuppone dunque che il mediatore oltre alle conoscenze teoriche e competenze tecniche specifiche acquisite con la formazione abbia anche alcune caratteristiche e qualità personali Il mediatore deve avere capacità di ascolto Ciò vuole significare che deve lasciare spazio ai due genitori di esprimersi liberamente,di raccontarsi ed intervenire solo se necessario Il mediatore deve avere equilibrio emotivo Ciò vuole significare che è necessario mantenere un comportamento equidistante dalle conflittualità della coppia e non lasciarsi coinvolgere e trascinare nel conflitto Il mediatore deve essere creativo Per creatività del mediatore si intende la capacità di accompagnare la coppia genitoriale nel loro percorso di reinventarsi e scoprire soluzioni nuove per risolvere i loro conflitti Il mediatore deve essere libero da preconcetti e pregiudizi Il mediatore come tutti prova dei sentimenti, ha una sua storia, un bagaglio personale di esperienze che possono creargli pregiudizi e renderlo spesso parziale. Il suo sforzo sarà quello di lavorare per superare questi limiti e raggiungere gli obiettivi comuni ai protagonisti vivere meglio e più pacificamente con i propri figli. Il mediatore familiare deve essere autorevole L’autorevolezza del mediatore si esprime con la sua capacità di bloccare l’inizio di un diverbio di una conflittualità aperta di fronte a due genitori che litigano si deve rimandare un’immagine di neutralità e autocontrollo attraverso la capacità di saper bilanciare gli interventi offrendo ad entrambi i genitori, in modo equo, la possibilità di intervenire Il mediatore deve essere neutrale e indipendente Il mediatore deve mantenere una posizione neutrale evitando di in modo assoluto di esprimere giudizi o di schierarsi in modo esplicito o implicito con una delle parti Neutralità del mediatore 1)Non è di parte ma equidistante e concede a tutti e due partecipanti le stesse attenzioni e gestisce il processo in modo equilibrato;2) non ha interessi personali rispetto all’esito del processo;3) non si lascia manipolare ma assumerà di volta in volta il punto di vista del padre, della madre, del bambino Indipendenza del mediatore Essere indipendente significa che il mediatore rifiuta ogni delega di decisionalità nel senso che non prende decisioni per i due genitori ma li aiuta a ricercare soluzioni adeguate ai problemi concreti che si vengono a determinare con la separazione Il mediatore è depositario delle regole del setting Il mediatore è custode delle regole del setting Il mediatore deve rispettare il segreto professionale Il mediatore si fa carico di non riferire ai giudici e avvocati tutto quello che accade in mediazione Il mediatore deve avere una progettualità La progettualità è finalizzata al raggiungimento di accordi tra le parti Il mediatore deve essere un facilitatore della comunicazione Ciò significa che si sforza di creare un clima relazionale efficace al fine di aiutare i due genitori a tirar fuori gli aspetti più sani le capacità meno conosciute dell’altro e rinforza le abilità emerse Il mediatore lavora sul futuro In mediazione si discute sul futuro e poco sul passato,Hynes dice che “più il mediatore si sofferma sulle storie iniziali più rimane intrappolato nella disputa su un passato che non può cambiare e ciò aumenta la frustrazione e il senso di impotenza dei clienti”. Il mediatore deve avere rispetto della libertà dell’altro La mediazione esige di non decidere per altri ma di fare in modo che i due antagonisti esercitino la propria libertà e trovino essi stessi la soluzione al blocco o distorsione della comunicazione.Il mediatore non porta mai la soluzione ma promuove senza sostituirsi ai genitori il libero progredire di nuovi equilibri. Il mediatore deve avere la consapevolezza di essere solo Il mediatore lavora in perfetta solitudine,deve affrontare da solo i suoi momenti di crisi,il senso di impotenza e di frustrazione che a volte emerge durante il suo lavoro Il mediatore fa buon uso delle parole Questa è una competenza ben specifica del mediatore. Il linguaggio è uno dei principali strumenti di comunicazione e i mediatori sono comunicatori che necessitano di capacità particolarmente buone per utilizzarlo in modo positivo utile e preciso Impiegare un linguaggio semplice Quando siamo sotto stress la nostra capacità di assimilare informazioni è limitata pertanto utilizzare un linguaggio chiaro e semplice rende più facile la comprensione. Impiegare un linguaggio positivo Dinanzi a persone in conflitto tra di loro utilizzare un linguaggio positivo è particolarmente importante. Un messaggio verbale può disinnescare o intensificare il conflitto a seconda di come è espresso Non porre domande dirette Il mediatore dovrà evitare domande del tipo “cosa è successo?” Ripetere e riassumere In mediazione è bene ripetere le cose dette da ogni persona usando le stesse parole Il mediatore non teme di giocare a carte scoperte Ciò significa che dovrà evitare tutte quelle tecniche, quei comportamenti e atteggiamenti che conducono all’infantilizzazione dei genitori ad es. il linguaggio gergale l’eccesso di autoritarismo e permissivismo Compiti specifici del mediatore Facilitare la comunicazione nella coppia Facilitare l’espressione dei sentimenti connessi con l’evento e le decisioni da prendere Fornire il sostegno necessario Far prendere coscienza del modo con cui ciascuno gestisce i conflitti Far prendere coscienza delle risorse disponibili per la soluzione del conflitto In Sintesi Superare il senso di impotenza Stabilire intese comuni Proteggere la vulnerabilità dei figli Privilegiare la genitorialità Questi sono i significati principali del paziente lavoro del mediatore familiare