I Democratici
Castel Bolognese
per
Anno I / Numero 1 - Marzo 2012 - via Emilia Interna 137 Castel Bolognese
Progetto grafico e stampa: Tipografia Valgimigli Faenza
Supplemento a PAGINE DEMOCRATICHE - Edito da Partito Democratico Ravenna - Direttore responsabile: Massimo Isola - Redazione: viale della Lirica 11, 48124 Ravenna - tel. 0544.281611
Autorizzazione 7 Aprile 2008, iscrizione n.1313 del registro stampa del Tribunale di Ravenna.
L’anno che verrà
Ignazio Belfiore Segretario del Partito Democratico di CastelBolognese
Carissimi amiche ed amici democratici,
Sommario
il 2011 che si è chiuso è stato un anno in cui il nostro Paese ha
corso sul piano economico rischi allarmanti, pericoli da cui noi
mettevamo in guardia mentre invece dal Governo Berlusconi arrivavano irresponsabili
notizie rassicuranti per nascondere la reale situazione, da tutti percepita.
Abbiamo mandato a casa
il Governo Berlusconi e
sosteniamo il Governo Monti, un governo di impegno
nazionale, di emergenza e
di transizione.
Ora dopo 8 anni di governo delle destre il nostro
Paese può e deve ripartire.
Cosa dire della manovra
economica? Non è esattamente quella che noi
avremmo voluto, ma bisogna che ricordiamo che non
abbiamo la maggioranza nel Parlamento.
Ci sono molte cose da fare soprattutto sul sociale e sul rilancio dell’economia: noi possiamo dare il nostro contributo
con le nostre proposte sul lavoro, sul precariato, ammortizzatori sociali.
La riforma delle pensioni non è chiusa posta l’esigenza
di tenere in conto di alcune anomalie dell’attuale sistema
e per tenere in conto che nell’impianto della manovra c’è chi
non ha né lavoro né pensione.
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L’anno che verrà
L’Italia ce la può fare
L’attività nel 2011
del gruppo consiliare PD in Comune
Io nato qui, tu nato li... Sono tutti italiani quelli che nascono in Italia
Donati dal PD alle scuole Bassi
1.000 euro Un sostegno concreto perché l’istruzione non può essere tagliata
2
4
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Sono da abbattere le piaghe della corruzione, dei privilegi e
della evasione fiscale. Ridare fiducia nei giovani.
Serve una maggiore equità perchè solo con una maggiore
equità sociale si possono sostenere i sacrifici a cui siamo
chiamati. Chi più ha più deve dare.
La politica deve dare l’esempio a partire dalla riduzione dei costi, privilegi,
vitalizi, riduzione del numero dei parlamentari e con la
riforma elettorale e su questo siamo pronti ad incalzare le altre forze politiche in
Parlamento.
Dalle scelte che l’Italia
farà dipende il nostro futuro e anche quello dell’intera Europa.
Ma c’è bisogno di reciprocità: anche l’Europa deve
avere più coraggio perchè
nessuno può pensare di
salvarsi da solo; di fronte
a problemi comuni servono risposte comuni e coordinate. Il
2012 sarà un anno difficile, ma possiamo finalmente vedere
la luce. Il Partito Democratico darà il suo contributo, portare
avanti le cose che vogliamo, per un paese più giusto.
Più il nostro Partito sarà forte e più potremo dare voce alle
nostre idee. I miracoli non esistono e tutto questo non si costruisce da soli, ecco perché ritengo che oggi sia necessario
esserci.
C’è un’Italia Migliore: vieni anche tu con noi.
6 Il Turismo Ci sono possibilità di uno svi- 4
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7
7
luppo turistico a Castello?
La riforma delle pensioni
I contenuti della riforma del Governo Monti
Welfare come fattore fondamentale
di sviluppo civile e fattore di crescita economica
La festa democratica 2011
Immagini di una festa che cresce
Berlusconi se ne è andato;
le proposte del Pd
Nuove tariffe acqua e rifiuti Perché?
Intervista con l’Assessore all’Ambiente
della Provincia Mara Roncuzzi
Ricordando Angelo Biancini
Un ricordo di Franco Gaglio
4
4
I Democratici
Castel Bolognese
per
L’attività nel 2011 del gruppo consiliare del
Partito Democratico in Comune
Ivo Pirazzini capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale
2
Il Consiglio Comunale dell’attuale Amministrazione si è riunito, dal suo insediamento nel Giugno del 2009, mediamente una volta al mese.
Le riunioni del consiglio sono pubbliche, pubblicizzate in largo anticipo con manifesti negli
appositi spazi e in maniera telematica sul sito
del Comune ed effettuate in orari accessibili, ma
nonostante questo, tranne alcuni casi, il pubblico è piuttosto scarso. A tal proposito, anche
per consentire una diffusa informazione, nella
seduta del 28/10/2011 è stato approvato un ordine del giorno che dispone l’installazione nella
sala consigliare di una web camera per consentire tramite computer ed internet di seguire le
sedute. Occorre andare nel sito del comune e
cliccare sull’apposita finestra “video del consiglio comunale”. Naturalmente la visione diretta
della seduta è sempre auspicata e permettetemi
di aggiungere una valutazione personale, consente di cogliere meglio l’umore, l’enfasi ed il
clima che c’è in aula durante la seduta.
Sempre nella seduta del 28/10/2011 è stato approvato lo statuto dell’Unione dei comuni della
Romagna Faentina, Faenza, Castel Bolognese,
Solarolo, Riolo Terme, Casola Valsenio e Brisighella e che di fatto ha ufficialmente iniziato
a lavorare il 1° Gennaio 2012. A rappresentare
il Comune di Castello, oltre al Sindaco che svolgerà la funzione di Assessore , sono stati eletti
consiglieri dell’Unione nella seduta del Consiglio
Comunale del 21/12/2011, Giacometti Damiano
(PD) e Morini Giovanni (IDV) per i Democratici per
Castello e Minardi Vincenzo (PDL) per il gruppo
consigliare di minoranza PDL UDC Lega Nord e
indipendenti. Probabilmente il primo Consiglio
dell’Unione si terrà a Faenza il 31 Gennaio 2012.
Quest’Unione è un traguardo davvero importante e storico, ma nello stesso tempo un punto di
partenza per gli obbiettivi che si prefigge: ogni
comune manterrà la propria identità, verranno
unificati alcuni servizi e il personale che li ge-
stisce. Questo permetterà di risparmiare risorse
sia umane che economiche. Inoltre la normativa
vigente prevede la possibilità di attingere fondi e di avere agevolazioni per i comuni che
si uniscono. I comuni uniti avranno anche più
forza nei tavoli dove vengono prese decisioni
importanti che li riguardano. Naturalmente sarà
d’obbligo mantenere il livello attuale dei servizi
per i cittadini, anzi cercare di migliorarli.
Nel Consiglio Comunale del 28 Novembre è stato approvato un ordine del giorno per l’estinzione anticipata dei mutui con l’utilizzo dell’avanzo
di amministrazione. In pratica utilizzando i soldi
che il Comune ha in banca e che non può usare
per fare investimenti, l’Amministrazione ha deciso di estinguere tutti i mutui e quindi il Comune di Castello oltre a rispettare il patto di stabilità è uno dei pochi comuni italiani senza debiti.
Credo che insieme all’approvazione del P.S.C.A.,
il Piano Strutturale Comunale Associato (in pratica una sorta di piano regolatore che tocca tutti
i comuni dell’Unione e che vedrà la sua realizzazione nei prossimi 20/25 anni) e alla cessioni
delle reti gas al CONAMI, quello dell’Unione sia
stato l’ordine del giorno più importante fin’ora
approvato, senza dimenticarci che in Consiglio
Comunale abbiamo approvato ordini del giorno
sull’acqua come bene pubblico e contro il nucle-
are, sull’assurda e drammatica situazione delle
lavoratrici dell’OMSA e sulla chiusura (si spera
temporanea) della reperibilità notturna alla pediatria di Faenza. Ogni anno c’è poi l’approvazione del bilancio e con i tempi di magra che
corrono l’importanza di far quadrare il bilancio,
di non sforare il patto di stabilità, di mantenere
i servizi e possibilmente di riuscire a fare qualche investimento strutturale, questi argomenti e
questo appuntamento assumono un’importanza
notevole e sono sentiti in modo particolare da
tutto il consiglio. Nelle sedute del Consiglio
Comunale passano poi anche ordini del giorno
chiamiamoli di ordinaria amministrazione che
vengono quasi sempre approvati all’unanimità
e che servono a far funzionare sia la macchina
del comune sia la vita quotidiana dei cittadini.
C’è anche da dire che molti argomenti vengono
trattati nelle riunioni della giunta e le soluzioni
possono essere eseguibili immediatamente,
mentre per altre è d’obbligo il passaggio in Consiglio Comunale. Il confronto con l’opposizione
è da sempre improntato sulla massima correttezza e anche se a volte i toni si accendono, la
discussione rimane sempre ampiamente nei
limiti della buona educazione.
In chiusura di queste poche righe con le quali
vi ho raccontato a grandi linee cosa succede in
Consiglio Comunale, volevo rimarcare l’impegno quotidiano del Sindaco, degli Assessori e
dei Consiglieri di maggioranza, in un momento
davvero difficile come adesso, specialmente per
i Comuni, per mantenere la fiducia che ci è stata
data ad amministrare Castel Bolognese.
Sabato 5 novembre
la Grande manifestazione a Roma
parte da qui la sfida del PD per la ricostruzione del paese.
Noi c’eravamo
Ci sono possibilità
di uno sviluppo turistico
a Castello?
Domenico Sportelli segreteria Pd
Esiste in Italia e in Europa una forma di turismo
legata ai piccoli centri, alle loro attività commerciali e all’idea di “città belle”, che rappresenta
una fonte di lavoro e di reddito molto importante
e quindi da non sottovalutare.
Potrebbe esserlo anche per Castel Bolognese.
Castel Bolognese ha visto decenni di benessere
economico grazie alla sua rendita geografica, al
dinamismo imprenditoriale del mondo agricolo e
manifatturiero e all’avvedutezza di alcune scelte
politiche. Ora, con i tempi che corrono, questo
potrebbe non bastare. Potrebbe essere giunto il
momento di considerare per Castel Bolognese
l’idea di promuovere maggiormente il settore
terziario, quindi anche il turismo che ne rappresenta una componente essenziale. Certo, Castel
Bolognese non dispone di attrattive particolarmente conosciute, per cui è sicuramente impensabile avere un turismo di massa. Però si sa che
esiste un turismo di nicchia, con determinate disponibilità economiche, che fa della vivibilità dei
piccoli centri e dell’enogastronomia importanti
punti di interesse per i weekend e le piccole visite. Allora perchè non pensare di offrire in una
visione coordinata e d’insieme i tanti punti di interesse artistico, architettonico e culturale di cui
Castel Bolognese è certamente ricco?
Abbiamo visto in questi mesi l’interesse attorno
alla figura di Biancini, ma penso al Museo civico,
a Santa Maria della Misericordia, a San Francesco, a San Sebastiano, al Molino Scodellino, alla
diga steccaia, alla città del verde e dei viali.
Penso infine ad una città ancora più bella che
dovrebbe rifiorire attorno al suo centro storico e
alla sua piazza. Esigenza questa ormai non più
procrastinabile.
Con ogni probabilità i commercianti e gli artigiani, a fronte di un simile disegno, saprebbero
sicuramente offrire una rete commerciale e di
servizi profondamente rinnovata e qualificata.
Io nato qui, tu nato lì. Voi ci credete nel destino?
Luca della Godenza consigliere comunale e vicesegretario
Io ho iniziato a crederci in quel lontano 1989, anno della caduta del muro di Berlino, quando ho
iniziato a capire quanto ero stato fortunato a nascere in Italia. Ho iniziato a crederci, quando a
dieci anni ho visto dall’altra parte dell’Adriatico bambini della mia età in preda al panico sotto
i bombardamenti. Ho iniziato a crederci quando accendevo la televisione a Natale e vedevo le
pubblicità delle associazioni no profit che raccoglievano fondi per i bambini africani con le mosche sugli occhi. Ci ho creduto ancora di più dopo aver letto il libro di Enaiatollah Akbari, classe
1988, che racconta del suo incredibile viaggio tra l’Afghanistan e Torino. Infine, ho creduto al
destino rileggendo gli articoli di giornale relativi alla primavera araba ed al suo inizio. In quei
momenti mi sono sentito incredibilmente simile a quel ragazzo, Mohammed Bouazizi, morto in
Tunisia il 4 gennaio dello scorso anno, dopo essersi dato fuoco in segno di protesta davanti al
palazzo del Governatore. Siamo tutti ragazzi, abbiamo la stessa età, le stesse passioni da ventenni e gli stessi sogni. Alcuni di noi sono nati in posti più fortunati ed altri meno. L’obiettivo deve
essere quello di non credere più nel destino. Deve essere quello di creare una società più equa.
Noi siamo fortunati, abbiamo la possibilità di andare a scuola, di vivere in un Paese civile e moderno che ha tanti difetti, ma anche grandi potenzialità. Non possiamo vivere nell’indifferenza e
nella convinzione che il nostro Mondo sia uguale a quello dei nostri genitori. Le barriere si stanno
spezzando, hanno iniziato nel 1989 con il crollo del muro di Berlino e proseguono oggi con la
primavera araba e ci consegnano un mondo più veloce e più vicino a noi.
Da noi ragazzi deve partire una grande capacità di adattamento ai nuovi cambiamenti. Siamo noi
la generazione delle nuove tecnologie, la generazione della Ryanair e di Facebook. Ora è arrivato
il momento di mettere queste nostre abilità al servizio di una spinta di integrazione che ci faccia
diventare cittadini del Mondo, e faccia sì che non sia il nostro luogo di nascita a decidere ciò che
saremo, ma le capacità di ognuno di noi.
Il turismo
Sabato 22 ottobre 2011
Cerimonia della consegna da parte del PD di un assegno
per l’acquisto di libri per la biblioteca scolastica
Si è svolta la cerimonia della consegna da parte del Segretario del PD di Castel Bolognese Ignazio
Belfiore alla prof. Wanda Monducci, preside dell’Istituto Omnicomprensivo Bassi, di un assegno di
1000 euro per l’acquisto di materiale didattico per le scuole castellane. La donazione testimonia
concretamente la vicinanza e l’attenzione del PD ai problemi della scuola. La somma consegnata è il
frutto di una parte dell’utile della Festa Democratica del PD, che si è svolta nei due fine settimana del
luglio scorso, festa che si è potuta realizzare grazie al lavoro di centinaia di iscritti e simpatizzanti del
Partito Democratico di Castel Bolognese. La prof. Monducci ha illustrato i progetti in corso, mentre
l’assegno verrà utilizzato per l’acquisto di libri per la biblioteca.
3
I Democratici
Castel Bolognese
per
La riforma delle pensioni
Odissea pensioni
Alessandra Soglia segreteria Pd
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La riforma delle pensioni Fornero – Monti va a
cambiare radicalmente quella che era la struttura del sistema pensionistico fino al 31/12/2011.
Proviamo a ripercorrere i vari cambiamenti che
andranno in vigore dal 01/01/2012.
Abolizione del sistema delle quote, legate alla
somma di età anagrafica e contributiva, per le
pensioni di anzianità: le uscite anticipate restano possibili solo con 42 anni di contribuzione
per gli uomini, e 41 anni per le donne, con penalizzazione della componente retributiva maturata prima del 1995 nei casi di pensionamento
prima dei 62 anni di età.
Immediato innalzamento a 66 anni (67 anni nel
2022) della soglia di vecchiaia per gli uomini e
a 62 per le donne, che dovrà rapidamente salire
a 66 anni entro il 2018 (allo stesso livello dei
maschi) e che per tutti i lavoratori sarà agganciata a un sistema flessibile fino a 70 anni di età.
Soppressione dal prossimo anno del meccanismo delle finestre
Quello messo a punto dal ministro del Lavoro,
Elsa Fornero, è insomma un intervento a tutto
campo che porterà a soli due canali di uscita: la
«pensione di vecchiaia ordinaria» e la «pensione
anticipata», che sostanzialmente sostituisce le
«anzianità». Il cuore del piano organico è rappresentato dall’adozione del contributivo pro
rata per tutti e dal superamento dei pensionamenti di anzianità con il contemporaneo innalzamento della soglia di vecchiaia.
Proprio nel nuovo requisito di vecchiaia che per i
lavoratori dipendenti uomini sale dal 2012 da 65
a 66 anni (66 anni e sei mesi per gli autonomi),
viene di fatto assorbito il prolungamento di un
anno del pensionamento collegato alla finestra
mobile introdotta un anno fa dal Governo Berlusconi che ora scompare.
A questa nuova soglia viene agganciato un sistema flessibile per consentire le uscite tra i 66
e i 70 anni di età, che, per effetto dell’adozione
del sistema contributivo pro rata, premierà chi
posticiperà il più possibile il pensionamento. A
questo dispositivo dovranno allinearsi le donne
dal 2018: il requisito salirà a 62 anni dal prossimo anno per poi crescere di un anno ogni 18
mesi. In ogni caso per tutti i lavoratori nel 2022
l’asticella del pensionamento non potrà essere
più bassa dei 67 anni. Per ottenere la pensione
occorrerà essere in possesso di almeno 20 anni
di contribuzione (qui non cambia nulla).
Con l’altro canale di uscita, quello della pensione anticipata, si può accedere ai trattamenti
solo con 42 anni di contribuzione e non più 40
anni +1 (a prescindere dall’età anagrafica), che
restano però validi per le donne, ciò consente
alle lavoratrici private i pensionamenti anticipati
con 41 anni di contribuzione, quindi un anno in
meno rispetto agli uomini. La pensione antici-
pata “piena” sarebbe però garantita solo ai lavoratori con almeno 62 anni di età: sotto questa
soglia anagrafica, anche se in possesso del requisito dei 42 anni di contribuzione scatterebbe
una penalizzazione per ogni anno di anticipo.
Dal 2013 ai requisiti di contribuzione richiesta
si dovranno aggiungere gli indici di speranza di
vita(con variazioni triennali fino al 2019 e poi
biennali).
Il PD fin dall`inizio ha scelto di non sostenere un
sì o un no pregiudiziali: si è cercato di discutere
e di poter cambiare i provvedimenti e questo è
avvenuto, anche se in modo ancora insoddisfacente. Sono stati fatti alcuni interventi correttivi:
primo fra tutti quello relativo alla totale indicizzazione delle pensioni fino a tre volte il minimo
(circa 1.400 euro lordi mensili), che è stata integralmente ottenuta. Tutti gli altri temi (la penalizzazione dell`assegno pensionistico per chi ha
42 anni di contributi, il mantenimento dei vecchi
requisiti previdenziali per chi ha accordi di mobilità o situazioni di disagio) sono stati presi in
considerazione, anche se in modo non ancora
soddisfacente.
In ogni caso, non credo che si debba nascondere ai pensionati e ai lavoratori il fatto che
l`impostazione data da Monti, al momento del
suo insediamento, di una manovra di rigore,
crescita ed equità che abbiamo totalmente
condiviso, non abbia trovato una risposta ancora sufficiente. Sul rigore la mano è stata alquanto pesante, mentre i temi della crescita e
dell`equità sembrano rimasti un po’ in ombra.
La sensazione che, ancora una volta, si sia col-
pito soprattutto dalla parte dei pensionati e dei
redditi mediobassi è piuttosto diffusa. Senza
sottovalutare i risultati di cambiamento ottenuti,
la battaglia del PD deve continuare. Inizialmente
il governo prevedeva una indicizzazione delle
pensioni fino a due volte il minimo: averla portata a tre è indubbiamente un segnale di equità,
sull’allungamento fino a sei anni del momento
della pensione (per chi matura nel 2012) una
“scalinata” persino peggiore del famigerato
scalone Maroni, è stato trovato un correttivo
modesto: è stata fissata una uscita all`età di 64
per i lavoratori del solo settore privato che abbiano maturato il diritto alla pensione entro il 31
dicembre del 2012 con 60 di età e almeno 35
anni di contributi.
Per questo la nostra battaglia deve continuare.
Due ordini del giorno, presentati dal Pd sono
stati accolti dal governo; il primo chiede la cancellazione delle penalizzazioni previste per i lavoratori che vanno in pensione con 42 anni di
contributi e che non abbiano ancora compiuto
i 62 anni di età.
Il secondo chiede di mantenere le vecchie regole pensionistiche per chi proviene da aziende
fallite e per coloro che si sono licenziati in previsione di riscuotere la pensione nel 2012 o nel
2013. Tutti questi lavoratori resteranno senza
stipendio, senza indennità di mobilità e senza
pensione per altri tre o quattro anni. Il problema
va risolto, perché le nuove normative coprono i
lavoratori che hanno accordi di mobilità e non
queste casistiche.
Il governo ha dichiarato di voler riformare gli
ammortizzatori sociali in questo momento di
grande sofferenza del mondo del lavoro e di
una situazione economica e sociale sempre più
grave, sarebbe un segnale di grande importanza
Questa, ma non solo, dovrà essere la prossima
battaglia del Partito Democratico.
è aperto
il tesseramento 2012 al
PARTITO DEMOCRATICO
Puoi venire a ritirare o a iscriverti
per la prima volta presso la sede del
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Welfare come fattore fondamentale
di sviluppo civile e di crescita economica
Carla Bellagamba segreteria Pd
La politica ha perso a tutti i livelli la sua credibilità generando un movimento di antipolitica
preoccupante per quantità e dimensione.
E’ possibile coniugare politica e buon governo?
Noi diciamo di si, partendo dai nostri territori,dai
nostri enti locali e dalle nostre amministratrici.
Le donne sono coloro che in questo momento
stanno subendo in modo più importante gli effetti della crisi sia dal punto di vista del lavoro
(insieme ai giovani sono i soggetti più danneggiati), ma anche per il venir meno di servizi
importanti di sostegno alla famiglia che gli enti
locali spesso non riesco più a garantire dopo le
diverse manovre economiche che hanno imposto loro dolorosi tagli. Se pensiamo ai bambini in disagio sociale, ai disabili, agli anziani e
al carico di lavoro e responsabilità che gravita
sulle donne, capiamo quanto i servizi sociali siano importanti per darci la possibilità di essere
presenti nel mondo del lavoro e nella società.
In quest’ottica i servizi sociali sono un investimento, un motore per la produzione di ricchezza
economica e sociale e non semplicemente una
spesa.
A questo proposito è importante far conoscere
maggiormente fuori dai luoghi istituzionali la serietà e il senso di responsabilità con la quale i
nostri amministratori hanno dovuto fronteggiare
una situazione di tagli e quindi di riduzione delle
risorse a disposizione per i cittadini. Il patto di
stabilità ha bloccato la crescita e la possibilità di
creare servizi, lavoro e benessere, i tagli alle risorse e all’autonomia di spesa ai comuni, senza
distinzione tra virtuosi o scellerati, sono tagli al
benessere delle città e dei suoi cittadini.
Ritengo che sia importante condividere e socializzare tra donne impegnate in ruoli istituzionali,
in organismi politici e semplici cittadine, che
intendono portare il loro contributo sulla base
delle proprie competenze professionali ma anche e soprattutto come prime fruitrici dei servizi
per individuare azioni di intervento che possano
migliorare le condizioni di vita familiare, lavorativa e pubblica.
Di queste importanti tematiche, ne parliamo con
Katia Malavolti, assessore alle politiche sociali, abitative e della prima infanzia del comune
di Castel Bolognese: “Per quest’anno appena
iniziato, nostro malgrado,dovremmo fare delle
scelte definendo quali sono i servizi prioritari
ed essenziali per il sostegno e la crescita della
nostra comunità, una crescita non solo economica ma il consolidamento del senso civico e
del benessere. Da quando ci siamo insediati, ci
adoperiamo affinchè i servizi siano gestiti nel
modo migliore ridimensionando le spese con la
massima sobrietà. I margini per fronteggiare i
tagli sono ormai molto risicati, attendiamo con
speranza i provvedimenti del governo Monti. An-
che se negli ultimi dieci anni, noi amministratori
locali e cittadini siano stati costretti ad assistere
ad un brutto spettacolo a livello nazionale di mal
costume, malaffare e biechi interessi personali.
Tutti i giorni mi occupo della cosa pubblica con
speranza e fiducia, convinta che esista un’Italia
migliore, quella che incontro in giro per la piazza, o lungo i portici, o in viaggio, …”
“La nostra amministrazione comunale”, prosegue l’assessore, “ha posto al centro il cittadino,
la comunità e i suoi bisogni. Nel perseguire l’equità sociale, abbiamo incentivato tutti gli strumenti a nostra disposizione per approfondire
situazioni e disponibilità dei cittadini, in modo
da dar sostegno secondo veridicità e bisogno”.
Per esempio, spiega Katia Malavolti “a fronte di
una lista d’attesa importante per il servizio nido
abbiamo scelto di incrementare di altri 12 posti.
Sono state coinvolte le famiglie, si è condiviso e
concordato con loro un piccolo aumento della
quota a carico di ciascuna famiglia. Credo che
questa sia stata una ulteriore dimostrazione di
solidarietà, coesione e di forza della comunità di
cui sono molto orgogliosa.”
propria attività in base alle nuove esigenze, accettando la sfida”
Per quanto riguarda la casa, che rappresenta un
diritto essenziale della persona, una priorità importante per le famiglie, insieme al lavoro, non
sarebbe, secondo lei auspicabile una certa flessibilità per le assegnazioni degli alloggi popolari,
in modo di “A Castel Bolognese”, prosegue l’assessore Katia Malavolti, “il volontariato ha con-
tribuito in modo importante, perché ha saputo
evolversi e adattare la poter riservare una parte
degli alloggi anche a cittadini che temporaneamente versano in situazioni di disagio?
“Noi abbiamo un numero di alloggi che ha permesso di dare risposta alle situazioni di difficoltà
che si sono presentate. Con questa crisi economica si registrano sempre più casi di sfratti per
morosità o situazioni di indigenza, non tanto
nella nostra comunità, quanto più nelle realtà
più grandi. Sicuramente il tema della “temporaneità” è centrale: come amministrazione abbiamo espresso a livello provinciale la necessità
di dare risposte abitative con criteri di temporaneità in modo da dare a più famiglie un aiuto
importante, come quello della casa.
“In questi due anni ho potuto osservare la dignità con cui i nostri cittadini affrontano le loro difficoltà, rimboccandosi le maniche, con rispetto e
considerazione dei servizi pubblici locali, come
pure sono, per fortuna, poche le famiglie che si
appoggiano all’ente locale, pretendendo di prevaricare su altri”.
Il Partito Democratico di Castel Bolognese ed il neo consigliere provinciale Ivan Neri desiderano ringraziare il
Signor Mongardi Domenico, il Signor
Montanari Giovanni e la Signora Castorani Annamaria per la disponibilità
e per il concreto sostegno dimostrato
durante la campagna elettorale delle
elezioni provinciali del Giugno 2011,
aiuto dato mettendo a disposizione
del candidato e del partito i locali
sulla via Emilia a Castel Bolognese.
Le forti nevicate di questi giorni hanno messo a dura prova la mobilità dei cittadini. I disagi
sono stati contenuti grazie al grande lavoro dell’amministrazione e dei dipendenti comunali.
A questi si sono aggiunti i volontari della protezione civile, tanti cittadini e anche militanti del
Pd che hanno collaborato per alleviare i problemi della cittadinanza. Dispiace non sia stato
possibile fare di più per garantire la piena fruibilità del servizio scolastico.(ds)
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I Democratici
Castel Bolognese
per
Nuove tariffe acqua e rifiuti. Perché?
Intervista a Mara Roncuzzi Assessore all’Ambiente della Provincia di Ravenna
Il 7 dicembre sono state approvate le tariffe
2012 di acqua e rifiuti urbani. La questione era
sul tavolo da molti mesi e non è facile capire
dai giornali quale sia il percorso che porta a tali
decisioni o come e chi decida quanto i cittadini
pagano per questi servizi.
Per capirne qualcosa di più, ne parliamo con
l’assessore all’ambiente della Provincia, nonché
Presidente di AATO, Mara Roncuzzi.
Assessore Roncuzzi, lei risulta essere il Presidente di AATO, ma che cos’è AATO e che
compiti svolge?
AATO è l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale
di Ravenna, ovvero il soggetto pubblico a cui
compete l’organizzazione del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione)
e del servizio rifiuti urbani su scala provinciale
(precedentemente svolta dai singoli comuni),
per garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto
dell’ambiente e del territorio. L’Autorità d’ambito
è retta da un Presidente, un Direttore e dall’Assemblea dei Rappresentanti degli Enti locali
(sindaci o assessori delegati).
Dell’A.T.O. n. 7 Ravenna fanno parte i 18 comuni
della Provincia. L’ambito ha un’estensione pari a
circa 1.850 Kmq ed è relativo a circa 400.000
abitanti.
AATO regola i servizi pubblici assegnati, compresa l’adozione dei necessari regolamenti e la
definizione dei rapporti con i gestori dei servizi
e, di conseguenza, è ad essa che compete la
determinazione delle tariffe.
Quindi le tariffe non le decide direttamente
Hera? E come fa AATO a decidere di volta in
volta il corrispettivo?
Come è noto, sono subentrata soltanto a giugno
alla presidenza di AATO, per cui mi sono limitata
a gestire una situazione in essere che decade
al 31/12/2011. Il corrispettivo e gli eventuali
aumenti tariffari da riconoscere al gestore, in
questo caso Hera, si basano su due parametri
principali: il metodo normalizzato (nazionale per
i rifiuti, regionale per l’acqua) e la convenzione
in essere col gestore, oltre ad eventuali indicazioni/prescrizioni sovraordinate che possono
arrivare dalla Regione o dallo Stato.
La pianificazione della qualità del servizio e degli
obiettivi è in linea di massima quinquennale, ma
naturalmente può essere aggiornata, come dicevo, a causa di nuovi fattori esterni o di obiettivi
di miglioramento concordati tra le parti. Per fare
un esempio, se esce una legge che richiede un
metodo innovativo e molto più costoso di smaltimento dei rifiuti o di trattamento delle acque,
è necessario che l’Autorità, in contraddittorio col
gestore, determini un aggiornamento dei costi.
6
E la situazione attuale nella Provincia di Ravenna quale era nello specifico?
La situazione di Ravenna ha richiesto un aggiornamento del costo di smaltimento del rifiuto
indifferenziato, a fronte di un costo valutato su
parametri forniti dalla Regione nel 2005 e non
più aggiornato, e il riconoscimento di alcuni
servizi aggiuntivi richiesti da parte dei sindaci al
gestore per migliorare la qualità dell’ambiente
in cui viviamo, oltre all’aggiornamento all’inflazione degli altri costi (spazzamento, raccolta,
smaltimento differenziata, ecc.).
Per l’acqua, invece, l’incremento è stato quello
che era già previsto dalla convenzione vigente
per l’anno 2012, quando fu pianificato il quinquennio 2008-2012.
Ma questo significa che non avete tenuto
conto del referendum di giugno, se avete tenuto ciò che già era previsto?
Purtroppo non è stato possibile concretizzare il
risultato del referendum inerente l’eliminazione
della remunerazione del capitale dalle bollette.
Ciò non è stato possibile in quanto, come indicato dalla Regione a tutte le AATO provinciali
in una nota, i contratti in essere sono fatti salvi e, in ogni caso, si attende un intervento del
legislatore nazionale che modifichi il metodo
tariffario per dare applicazione omogenea agli
esiti del referendum. La singola AATO non può
decidere in autonomia. È necessario tuttavia
sottolineare, a scanso di equivoci e in quanto
valido anche per il futuro, che l’abbassamento
non si sarebbe tradotto in una diminuzione del 7
percento dell’importo della bolletta, ma soltanto
della quota che riguarda i nuovi investimenti,
che ragionevolmente potrebbe tradursi in un
decremento nettamente inferiore all’1 percento
nel singolo anno successivo all’entrata in vigore.
Si è sentito parlare di incrementi con cifre
precise anche per gli anni prossimi. Sono già
state prese decisioni specifiche al riguardo?
Per l’anno prossimo, in realtà, non vi sono ancora valutazioni precise, perché l’articolazione
tariffaria si fa di anno in anno. Per i rifiuti c’è
una percentuale minima già determinata che
riguarda una parte della rivalutazione dei costi di smaltimento che non è stata applicata in
un’unica soluzione, ma suddivisa. Per l’acqua,
invece, nel corso del 2012 si svolgerà la revi-
La festa democratica
sione tariffaria per determinare i nuovi obiettivi 2013-2017. Sono previste novità, perché i
sindaci hanno assunto come indirizzo quello
di passare alla tariffazione pro-capite, cioè per
singola persona su tutto il territorio provinciale
e anche perché si spera che nel frattempo il governo intervenga con l’elaborazione del nuovo
metodo tariffario che dia piena applicazione al
risultato del referendum.
Dunque siete già all’opera per il prossimo
anno?
In realtà non è propriamente così, perché ci sono
novità rilevanti all’orizzonte. L’AATO così come è
organizzata non esisterà più dal 31 dicembre
2011, per cui spetterà al nuovo ente fare tutti i
ragionamenti che precedentemente proponevo.
Il nuovo ente, così come la Regione si accinge
a definirlo nella sua legge in approvazione in
questi giorni, sarà unico a livello regionale, ma
sempre composto da rappresentanti degli enti
locali. In una prima stesura si faceva riferimento
a Comuni e Province, ma l’ultima manovra varata dal Governo Monti che prevede il passaggio delle deleghe che oggi hanno le Province,
costringerà forse ad effettuare qualche ritocco
nella composizione della rappresentanza prima
dell’approvazione definitiva della legge.
Berlusconi si è dimesso:
le proposte del PD
Zeno
• Le nostre politiche sociali mettono la
famiglia al primo posto: riforma del welfare, puntare sui giovani, sostenere le
famiglie,ripartire dai più piccoli, anziani e
società).
• Sicurezza e libertà: impiego efficiente delle Forze dell’Ordine, prevenzione, certezza
della pena,lotta alle economie criminali.
• Immigrati da cittadini di fatto a cittadini
per legge: chi nasce in Italia è italiano,
chiudere le fabbriche della clandestinità
con il lavoro legale sui territori, convivenza tra italiani e migranti.
• Trasformiamo l’italia da deposito per l’arte a fabbrica di cultura.
• Diamo al lavoro solide fondamenta: +
crescita economica per + occupazione,
occupazione giovanile e femminile, meno
precarietà.
• Vogliamo una salute pubblica: l’accesso
ed il diritto a tutti alla salute, le nomine
devono essere fatte per competenza e
merito.
• Un nuovo patto fiscale: contrasto all’evasione e alla elusione fiscale.
• Un’economia verde e sostenibile: efficienza energetica e fonti energetiche alternative per la indipendenza energetica,
legalità e controlli ambientali, riciclo dei
rifiuti, difesa del suolo.
immagini di una festa che cresce
• Garantire a tutti una efficiente scuola pubblica: dare certezza alle risorse
per la didattica, formare e reclutare gli
insegnantidi domani, investire su una
istruzione di qualità, piano per l’edilizia
scolastica e lotta alla dispersione.
• Sulla legalità occorre fare giustizia: un sistema giusto ed efficace che garantisca i
diritti di tutti i cittadini, trasparenza delle
magistratura e indipendenza dell’ordine
giudiziario.
• Puntiamo sulla ricerca per competere
sull’innovazione: investiamo nella conoscenza, docenti di qualità, sostegno agli
studenti meritevoli.
• Un sistema dei trasporti integrato ed efficiente: investire sui trasporti pubblici,
su ferrovie, rilancio al trasporto pubblico
locale.
• L’agricoltura è una risorsa da sviluppare:
garantire la tracciabilità, stabilizzare le
agevolazioni.
• Un settore pubblico di qualità: uno Stato
più snello ed efficiente, spendere meno
e spendere bene, lotta alla corruzione, il
merito.
•Una forte integrazione europea: una governante politica economica e sociale
forte per uscire dalla crisi.
7
I Democratici
Castel Bolognese
per
Ricordando Angelo Biancini
il ricordo dell’amico Franco Gaglio
Il 2011 appena concluso, ha coinciso con il centenario della nascita di uno dei più noti ed illustri
nostri concittadini, lo scultore prof. Angelo Biancini (1911-1988).
L’Amministrazione comunale ha giustamente
dedicato varie iniziative per ricordarne ed onorarne la ricorrenza.
Ero un amico personale di Anzulè già dall’inizio
degli anni ’50, amicizia che si consolidò con
la mia elezione a Sindaco nel 1975. Di quella
amicizia conservo tanti bei ricordi, una parte dei
quali espressi nelle sue lettere che di sovente
mi mandava, lettere che ho rilette in occasione
di questo centenario in quanto alcune di esse
conservo.
Ricordo gli incontri che organizzava presso lo
“Spaventapasseri” ad Anita Garibaldi e che
faceva organizzare a me: una volta con gli On.
Arrigo Boldrini e con Benigno Zaccagnini, un’altra volta con l’On. Giadresco ed altri dirigenti
dell’ANPI e così via.
Erano quelli momenti di vera amicizia, simpatia
e divertimento.
Non posso dimenticare quanto all’inizio del
1977 Anzulè mi portò a vedere alla Residenza
Municipale la sua Via Crucis in bronzo dicendomi: “ Ti piace?” ed alla mia risposta affermativa
proseguì “è tua, è il mio regalo per la tua elezione a Sindaco ” .
Successivamente ricordo il Consiglio Comunale
nel 1978 nel quale io decisi di mettere a disposizione della Amministrazione Comunale per la
sua successiva messa in opera lungo il viale del
cimitero.
Altrettanto non posso dimenticare quando Anzulè ci portò io e all’allora Assessore Luigi Tabanelli per numerare progressivamente i pannelli
della Via Crucis in occasione del montaggio lungo il viale del cimitero: dopo varie allegre battute, nell’incertezza, dovemmo ricorrere ad una
suora della Scuola materna S. Giuseppe.
In una delle sue lettere che mi è tornata in mano
in questi giorni, si lamentava del fatto che non
era stato dato giusto lustro per ricordare il concittadino Armando Borghi – massimo dirigente
nazionale degli anarchici – è mi scriveva: “Fatto grave, specie per la tua Amministrazione …
dono l’opera mia in bronzo.”
In un articolo del Resto del Carlino l’allora direttore Amerigo Bartoli scrisse un articolo che nessun uomo politico ha mai avuto: “Un galantuomo
che onora l’Italia” firmato Anzulè.
L’opera fu poi collocata nel parco di fronte all’Ospedale.
Anzulè era un vero castellano oltre che un grande artista.
Non si arrendeva facilmente di fronte ad obiezioni ed opinioni diverse dalle sue, ma poi si
8
addiveniva sempre ad un accordo.
Ho vissuto anche l’esperienza insieme con Luigi
Tabanelli ed all’architetto Ferrucci della realizzazione del Monumento Nazionale dedicato
agli sminatori: l’opera di Anzulè fù totalmente
gratuita.
Anzulè durante i dieci anni in cui sono stato
Sindaco mi ha onorato della sua amicizia ed ha
donato al Comune varie opere.
Nel 1980 il Comune di Faenza glì conferì la cittadinanza onoraria e promosse nell’occasione
una Mosta Antologica presso il Palazzo delle
Esposizioni. Lo ricorda il Resto del Carlino in un
articolo che conservo dedicato all’evento: “Anche la città natale di Biancini ha voluto essere
giustamente partecipe dell’iniziativa faentina e
così anche il Sindaco castellano, Franco Gaglio,
sarà presente alla cerimonia per consegnare
all’artista una medaglia d’oro.”
Nella sua ultima lettera datata 26.03.1985 inviatami prima che mi dimettessi da Sindaco
scriveva testualmente. “ Scusa del ritardo, non
dovuto a me, sono un po’ stanco. Volevo solo
ringraziarti della targa e dirti chiaramente che
fra noi due …debbono esserci buoni
rapporti di amicizia, a presto per stringerti la mano.
Anzulè”.
Il 20.12.1987 alla presenza di esperti ed Amministratori locali e Regionali venne presentato
il volume “Angelo Biancini” facente parte della
collana Itinerari a cura dalla Regione e dedicata
ai personaggi più importanti dell’Emilia Romagna. L’ncontro fù introdotto dal Sindaco Giancarlo Dardi che ricordò le opere in bronzo e in
ceramica che l’artista aveva donato al Comune
ed ad altri Enti Pubblici Castellani.
Appena 15 giorni dopo, all’età di 77 anni Angelo
Biancini scultore e ceramista di fama internazionale, si spense nella sua casa consumato da
una grave malattia.
Con la sua morte è scomparso non solo un grande artista, ma anche un personaggio popolare,
una figura caratteristica per Castello, un antifascista e democratico.
Nel 1994 l’Amministrazione comunale si adoperò per realizzare una mostra di sculture e ceramiche dell’artista e ne fece una publicazione
curata dal maestro Alberto Mingotti.
La mostra, come quella del centenario, sono
state possibili grazie alla collaborazione ed
all’impegno personale e particolare del figlio
Cesare che ha messo a disposizione opere di
sua proprietà ed altre.
A lui va il mio personale riconoscimento e ringraziamento nel momento in cui il Partito Democratico mi ha chiesto di ricordare la mia
esperienza di Sindaco e soprattutto di amico
con Anzulè.
i cittadini
Il PD invita tutti
es
ad essere pr enti
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