LA STRAORDINARIA AVVENTURA DELLA MACCHINA DA CUCIRE E con lo zigo zago Teresina l'ago m'hai ferito 'l core mi farai morir dalla passione mi sento morir. Zigo, zago, zigo, zig. È la famosa canzoncina dello Zigo-Zago che i piazzisti insegnavano alle ragazze al momento della vendita a rate della loro macchina per cucire, soprattutto perché imparassero a pedalare al ritmo giusto. L'idea di cucire meccanicamente era nata e tenuta in conto da un centinaio d'anni prima che venisse costruito con successo il primo modello di macchina per cucire. I primi tentativi ed esperimenti di cui ci resti testimonianza furono realizzati non prima del 1755: il 24 luglio di quell'anno, infatti, l'inglese Charles F. Weisental brevettava una macchina con un ago a doppia punta e una cruna a metà della sua lunghezza. La successiva macchina da cucire fu quella di Thomas Saint, anch'egli anglosassone, che ottenne un brevetto il 17 luglio 1790. Pare che questi avesse compreso, con straordinaria chiarezza, le principali ed essenziali caratteristiche della trovata: la sua macchina possedeva un piano orizzontale per supportare la stoffa, un braccio sospeso alla cui estremità era collocato un ago a movimento verticale, e un trasportatore che procedeva automaticamente tra un punto e l'altro. Da quel momento in poi tali caratteristiche sarebbero state mantenute nella costruzione di ogni macchina da cucire. L'esemplare di Thomas Saint, la prima antenata delle macchine per cucire, è custodito allo Science Museum South Kensington”di Londra. Barthélemy Thimonnier. Nativo di Arbresle (Francia, dipartimento del Rhône), viveva a Saint-Étienne quando costruì la sua prima macchina da cucire nel 1830, dopo aver dedicato per 5 anni il proprio tempo libero a lunghe e pazienti ricerche meccaniche. Un modello ridotto della prima macchina di Thimonnier è conservato a Parigi, mentre l'originale si trova a Lione presso gli eredi dell'inventore (Tav. I). Thimonnier, nato nel 1793 e figlio di un tintore lionese, era un uomo dall'aspetto e dal carattere rude, fedele ai suoi doveri di padre di una famiglia numerosa. A dispetto della leggenda sorta intorno a lui, era persona istruita, dalla mente brillante, precisa e assai colta. Sarto per mestiere, mentre lavorava col suo ago, chino sul suo tavolo da lavoro, ricurvo sulla sua stoffa, Thimonnier sentì il bisogno di cercare un modo per liberare sé stesso e gli altri dalla sua monotona e faticosa occupazione. Un giorno, osservando l'esecuzione di alcuni lavori all'uncinetto, rimase incuriosito dalla maniera in cui il punto veniva annodato, e ideò una macchina che facesse altrettanto, senza le dita e sei volte più rapidamente. Scopriva così il punto formato dalle maglie di un filo continuo, fatto passare attraverso il tessuto da un ago uncinato. Nel 1837 mostrava praticamente il funzionamento della sua macchina da cucire al suo amico abate Valin a Lissieu2 e, qualche tempo dopo, aveva trovato uno stratagemma per fermare il suo filo continuo ogni 5 punti: era la prima idea della navetta per fissare ogni punto in modo che non si possa scucire. Il 17 luglio 1830 Thimonnier otteneva un brevetto d'invenzione della durata di 15 anni, «per una macchina atta a realizzare i punti a VITA DURA PER GLI INVENTORI Un passo fondamentale nella storia della macchina da cucire1 avvenne grazie al francese 1 Per la storia della macchina da cucire, cfr. PIERANGELA FIORANI, Macchina per cucire, in Dizionario della Moda, a cura di GUIDO VERGANI, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2010, pp. 719-720; Genius rewarded; or the story of the sewing machine, New York, 1880; HERZBERG, Die Nähmaschine, Berlino, 1863; H. W. LIND, Das Buch von der Nähmaschine, Berlino, 1891; A. GALASSINI, Macchine da cucire e da ricamare, Milano, 1894; G. BEHRENDSEN, Maschinennähen, Berlino, 1922; R. C. COOK, Sewing machines, Peoria, 1922; FREDERICK L. LEWTON, The servant in the house: a brief history of the sewing machine, Washington 1930. 2 L’abate Valin, curato di Lissieu, considerò Thimonnier come una tra le personalità più illustri di Abresle, nel suo saggio Notice sur l’Abresle, in «Revue du Lyonnais», I (1876), pp. 346-347. catenella sui tessuti»3. Un anno più tardi lo ritroviamo a Parigi, sulla strada della fortuna. Si associò con una ditta di forniture militari, e ben presto la richiesta di prodotti del laboratorio, dove erano in funzione 80 macchine, subì un notevole incremento. Ma poi la situazione precipitò: Thimonnier non aveva previsto l'opposizione da parte dei sarti parigini del tempo. «Queste macchine che fanno una spietata concorrenza ai sarti – sostenevano dal canto loro – priveranno centinaia di lavoratori del loro pane quotidiano! Quindi Thimonnier è solamente un affamatore del popolo!»4. Un giorno una banda inferocita di sarti a domicilio, che vedevano in pericolo il proprio lavoro, invase l'officina mettendo fuori uso i macchinari. E Thimonnier fu costretto alla fuga. Anche alcuni illustri rappresentanti delle scienze mediche del tempo accolsero la macchina da cucire con notevole ostilità accusandola, soprattutto quella del tipo azionato col piede, di produrre «gravi alterazioni nell'economia e segnatamente nel sistema nervoso delle cucitrici»5. Le accuse sarebbero state poi edulcorate qualche anno più tardi asserendo che «la macchina da cucire, impiegata nella dovuta misura, non ha per la salute maggiori inconvenienti di quelli del lavoro ad ago»6. Diversi anni difficili attendevano Thimonnier: fu costretto a lungo a viaggiare a piedi per carenza di denaro, offrendo per via spettacolini con burattini lionesi e dando dimostrazioni della sua macchina da cucire. Nulla però poté scoraggiarlo, ed egli continuò imperterrito a perfezionare la propria invenzione. Nel 1845 trovò un socio in affari ed aprì una fabbrica di macchine da cucire, che vi 3 Il testo della richiesta di brevetto, datata al 13 aprile 1830, è riportato da M. D., Le Centenaire de la Machine à coudre, in «La soierie de Lyon revue technique des industries de la soie», XIV, 12 (dicembre 1931), pp.514-522. 4 Ibidem, p. 516. 5 «La rivista europea», I (1870), 4, p. 160. Sull’argomento, cfr. anche Influenza delle macchine da cucire sulla salute e sulla moralità delle operaie, in «Annuario scientifico ed industriale», III (1866), pp.482-483. 6 «La rivista europea», cit. venivano vendute al prezzo di soli 50 franchi. Nel 1848 prese un nuovo brevetto per la “cuciricamatrice”, che permetteva di ricamare e cucire tutti i generi di tessuto alla velocità di trecento punti al minuto. Ma gli avvenimenti politici vennero nuovamente a turbare i suoi progetti e, stanco di lottare, Thimonnier vendette il suo brevetto a una compagnia di Manchester, pur continuando in proprio ricerche ed esperimenti al fine di migliorare la trovata, cui aveva consacrato tutte le proprie forze. Ormai, però, lotte, lavoro e miseria lo avevano stremato anzi tempo, e così morì di stenti ad Amplepuis, cittadina situata a 60 chilomentri da Lione, il 5 agosto 1857. Thimonnier non fu soltanto un inventore, ma anche un benefattore dell'umanità, spesso incompreso, schernito e finanche pubblicamente disonorato, ma che perseguì costantemente il proprio ideale e riuscì a raggiungerlo. A chi lo accusava di ridurre alla miseria tutte le operaie delle sartorie del mondo, replicava che, semmai, con la sua invenzione i costi delle confezioni sarebbero sensibilmente diminuiti e ciò avrebbe sollevato il tono di vita di milioni di persone: fino a quel momento il mestiere delle sarte aveva un ritmo a dir poco estenuante. Basti pensare che non avevano macchinari a disposizione e che tutte le cuciture venivano realizzate a mano. La loro giornata lavorativa cominciava di buon mattino ed esse, sedute tutto il giorno, con la parte superiore del corpo china sulle ginocchia, maneggiavano il proprio ago avanti e indietro. Preferivano consumare il pranzo in piedi, col piatto in mano, avanzando il pretesto che la posizione eretta «risvegliava le loro gambe». Il lavoro non terminava prima del crepuscolo ed esse avevano guadagnato appena 15 penny per 15 ore lavorative7. Thimonnier aveva solo intravisto la liberazione di milioni di sarte, grazie alla sua macchina e, avendone intuito l'utilità, aveva invocato strenuamente la creazione di scuole d'arte e mestieri per donne e per uomini. Gli avvenimenti successivi avrebbero dato pienamente ragione all'inventiva e allo spirito di sacrificio del modesto sarto di Saint-Étienne: tra il 1830 e il 1845, infatti, pur se inizialmente 7 M.D., Le Centenaire, cit., pp.517-518. 2 osteggiata, la macchina per cucire cominciò silenziosamente a “conquistare” il mondo occidentale. IL PROGRESSO NON SI FERMA Sebbene nasca in Europa, la macchina da cucire trova però in America la sua più massiccia diffusione: furono proprio gli ingegneri meccanici statunitensi a conferire una utilità pratica alla trovata del francese Thymonnier, semplificandola e migliorandola (Tav. I). Decisiva a tal proposito fu l'invenzione della macchina da cucire a navetta, da parte di Elias Howe (1846). Da quel momento i meccanici di tutti i Paesi cominciarono a gareggiare tra loro in ingegno per dar vita a modelli sempre più perfetti. Solo tra Francia, Inghilterra e America furono una trentina i brevetti che mettevano a punto, di volta in volta, particolari più innovativi: in un secolo divennero un centinaio. Come è noto si distinguono macchine a manovella (Tavv. IV-V) e macchine a pedale8 (Tavv. VII, VIII e X). Entrambe sono montate su una base in legno o in ferro fuso. Una manovella o un volantino guida un albero che a sua volta trasmette il movimento all'ago e al tendifilo recato dal braccio dell'apparecchio, e secondariamente alla navetta collocata sotto una piastra metallica. Inoltre si distinguono macchine a navetta tubolare vibrante, macchine rotative, macchine oscillanti, e macchine a bobina centrale. Le prime possiedono una navetta ed un porta-navetta montato su di un perno in modo da potersi muovere in avanti e indietro, ed eseguire dei punti di cucitura regolari ad una discreta velocità. Inoltre sono facilmente trasportabili. Le macchine rotative e oscillanti lavorano più rapidamente delle precedenti e sono indicate per i sarti professionisti. Esse sono munite di una leva che permette a chi cuce di azionare il pedale con un semplice movimento del ginocchio, senza sollevare le mani dal 8 Su tutti gli aspetti meccanici relativi al funzionamento delle macchine da cucire, cfr. SINGER SEWING MACHINE CO., Mechanics of the sewing machine, New York 1914. lavoro. Inoltre le sartorie e gli atelier di cucito e confezione si servono largamente di robuste macchine a navetta centrale, a motivo della loro rapida e grande produttività. Le navette sono rimpiazzate da scatole a spoletta immobile, capaci di contenere notevoli quantità di filo. L'aggiunta di guide speciali permette di effettuare i più svariati lavori di cucitura, quali orlature a giorno, ricami, cucitura alla ciniglia, etc. Tutti questi progressi e queste innovazioni erano in germe nell'invenzione di Thimonnier. Un’invenzione francese, dunque, che ha contribuito, anche grazie alle migliorie da parte degli altri Paesi, a mettere a servizio dell'umanità una macchina capace di sostituirla in una delle sue “funzioni utilitarie”, quelle dell'abbigliamento e della confezione. ARRIVANO LE SINGER... La maggior parte delle più straordinarie invenzioni è più spesso il frutto di un lento processo evolutivo, anziché di un'intuizione istantanea, e la macchina da cucire non fa eccezione a questa regola. Il processo di perfezionamento della macchina da cucire stava evolvendosi già da un centinaio di anni, quando, nel 1850, l'intelligenza versatile di Isaac Merrit Singer (1811-1875), un tedesco-americano dalla grande personalità, si interessò alla questione. La sua prima macchina, brevettata il 12 agosto 1851 (Tav. II), possedeva un ago a movimento verticale, guidato da un albero sovrastante, e un trasportatore ruvido che scorreva attraverso una fessura del piano. Accanto all'ago un “piedino premistoffa” teneva pigiato il tessuto durante il lavoro di cucitura. Il movimento era conferito alla barra ago e alla spoletta da alcuni ingranaggi. La macchina utilizzava due fili e realizzava il punto di cucitura: ad ogni movimento verso il basso il cappio del filo dell'ago si allacciava al filo di una navetta con moto alternativo. Le caratteristiche brevettate da Singer non mostravano grosse discrepanze dagli sviluppi dei primi inventori. Di fatto 3 l'applicazione pratica e l'utilizzo di idee proprie e di chi l'aveva preceduto caratterizzavano le sue invenzioni, alcune delle quali non trovarono accoglienza. Basti citare, a titolo d'esempio, l'inserimento dell'albero rotante nel braccio aggettante, e il pedale basculante. Ambedue le innovazioni sono ancora oggi dominanti nella costruzione delle macchine da cucire. Nel 1854 Singer fondò la società I. M. Singer, per lo sfruttamento industriale del brevetto, ma anche lui si trovò presto a dover fronteggiare personali difficoltà economiche e pregiudizi dovuti al fallimento dei precedenti tentativi di produrre una macchina che funzionasse con successo. Tuttavia, lentamente, Singer riuscì a guadagnare terreno; gradualmente ottenne accesso al pubblico e in tal modo, a poco a poco, la sua macchina venne testata e collaudata, dimostrandosi efficace ad eseguire lavori di cucitura continua. Il consulente di Singer ed avvocato newyorkese, Edward G. Clark, in tutti i suoi iniziali esperimenti, fu da subito attivamente interessato come socio alla pari in affari, avendo pienamente intuito il grosso valore della macchina da cucire quale fattore nello sviluppo dell'industria mondiale. Nasceva così il marchio I. M. Singer & Co., la cui politica contemplò da sempre la strategia di porre i propri prodotti direttamente nelle mani del consumatore. Nel 1856 il marchio creò ed inaugurò il sistema di distribuzione delle macchine da cucire attraverso il noleggio e la vendita rateale; questo metodo fu diffuso in tutto il mondo dalla Singer Manufacturing Company, che venne incorporata nel 1863. Le prime macchine vendute erano concepite per essere installate sulle stesse casse da imballaggio in cui venivano trasportate; una rudimentale barra d'accoppiamento collegava il pedale alla ruota ingranata al bilico. Un poster che decantava i pregi della macchina era incollato sul lato esterno dell'imballaggio, che costituì praticamente il primo mobile Singer. La prima fabbrica Singer di New York era un ambiente di 75 m x 150 m, adattato nei locali di un vecchio magazzino. A quel tempo la maggior parte della costruzione delle macchine da cucire avveniva attraverso un lavoro manuale al banco, cosicché non c'erano due macchine o parti componenti precisamente identiche, sia nella forma che nell'assemblaggio. Non si erano ancora sviluppati speciali macchine utensili per produrre ogni pezzo in serie, il sistema di assemblaggio, ed il metodo “a calibro fisso Singer”. Nel 1858 nuove fabbriche con attrezzature più moderne furono messe in opera in altri quattro siti newyorkesi, e nel 1872 tutte queste furono unificate in una grossa industria a Elizabethport, nel New Jersey (Tav. III). Nel 1882 questo stabilimento occupava una superficie di 130.000 metri quadri e aveva 3.000 impiegati. Nel 1914 si era esteso a 288.000 metri quadri e dava lavoro a più di 9.000 impiegati. Altre immense fabbriche Singer, in cui lavoravano molte migliaia di operai, aprirono i battenti in Canada, Scozia, Germania, Austria e Russia, mentre alcune fabbriche Singer per la lavorazione del legno, le più grandi al mondo, cominciarono a funzionare in Arkansas, Illinois e Indiana. Nel 1852 fu immessa sul mercato una variante della prima macchina Singer, chiamata No.1 Standard; si trattava essenzialmente di una macchina per lavori industriali e, prima del 1880, ne vennero vendute diverse centinaia di migliaia di esemplari. Fu seguita dal No. 2 Standard nel 1854, più grossa e robusta della No.1 e con maggiore spazio sotto il braccio. Nel 1856 fu prodotta la No. 3 Standard (Tav. II), molto simile alla precedente riguardo al meccanismo, ma finalizzata specialmente alla cucitura di pelle e cuoio per le finiture di carrozze e vetture e per la manifattura di cinture. Aveva 54 cm di spazio libero sotto il braccio. La prima macchina da cucire propriamente destinata alle cuciture domestiche, comunemente conosciuta come “la Dorso di Tartaruga”, fu prodotta nel 1856 (Tav. II). Essa era dotata di un albero sporgente e vibrante per il movimento della barra ago, e di una spoletta a moto alternativo. Il meccanismo veniva azionato da un pedale basculante attraverso una ruota motrice con larga cinghia di trasmissione in pelle. Le prime macchine da cucire Singer per uso familiare furono seguite nel 1859 dalla macchina Lettera A. L'eccellenza di queste 4 macchine ci è testimoniata da una vecchia fotografia scattata dalla signora Wm. M. Allison di Statesville (Tav. XXXVII), nel North Carolina, la quale ne aveva acquistato e utilizzato una fin dal 1860 ed in una sua lettera datata 1911 affermava che «la macchina ha eseguito molte centinaia di migliaia di punti ed è ancora perfettamente funzionante»9. Nel 1865 fu immessa sul mercato la New Family, che ebbe larga e massiccia diffusione; più di quattro milioni di esemplari ne vennero venduti entro il 1882 e nel 1914 era ancora richiesta in svariate zone del mondo. La macchina realizzava il punto a doppio filo, ossia quel tipo di cucitura in cui il filo del rocchetto si intreccia con quello della bobina, attraverso un ago dritto con cruna posizionata appena sopra la punta, entro cui veniva infilato il cucirino. La barra ago derivava il suo movimento da un perno, posto all'estremità di un albero principale orizzontale e rotante, perno che agganciava una scanalatura cuoriforme ad un blocco connesso alla barra ago. Un ingranaggio conico sull'albero principale si connetteva con un braccio verticale provvisto in basso di una manopola a sua volta collegata alla guida della navetta. Il trasportatore era azionato da una leva orizzontale pilotata dall'albero verticale. Un fulcro mobile, comandato da una vite d'arresto, dava la possibilità di calibrare il trasportatore. Un tendifilo controllava infine il filo del cucirino tra il dispositivo di tensione e la cruna dell'ago. Tra il 1867 e il 1870 furono prodotte nuove varianti per favorire l'esecuzione di piccoli lavori di manifattura e per la cucitura di materiali più pesanti. Nel 1879 fu brevettato il meccanismo a “navetta oscillante”: il disegno tecnico delle macchine da cucire a navetta oscillante segnò l'inizio di una nuova era nei meccanismi per cucire. Si cominciò a prestare la massima cura nella sagomatura, costruzione e registrazione di tutte le diverse parti in modo che le macchine producessero cuciture perfette con il minor dispendio di energia, il minor rumore durante il funzionamento, ed il massimo numero di punti 9 SINGER SEWING MACHINE CO., Mechanics of the sewing machine, New York 1914, p. 48. in un dato tempo. La macchina Singer No.15 30 a “navetta oscillante”, per tessuti leggeri, poteva cucire 1.600 punti al minuto! I principi originali vennero inclusi in molti tipi e varietà di macchine da cucire Singer immesse sul mercato e che furono in uso in molteplici filiere industriali, dove venivano considerate le più efficienti per via delle loro speciali caratteristiche. Dunque è chiaro che il meccanismo di base, ancora in uso per realizzare punti di cucitura e variamente adattabile in base ai diversi tipi di lavoro, comprende un barra con movimento verticale, recante un ago con cruna sopra la punta per il filo superiore, e in contemporanea una navetta vibrante o un gancio (o crochet) oscillante o ruotante per il filo inferiore ricavato da una bobina (Tavv. XLIX e L). Le navette porta-bobine contenenti il filo superiore erano inizialmente a forma di barca, ed il loro movimento solitamente orizzontale, secondo una linea diritta o un raggio ricurvo. La “navetta oscillante” è posizionata verticalmente ed oscilla attorno ad una bobina centrale racchiusa in una capsula rimovibile, mentre il “gancio oscillante” è posizionato orizzontalmente e la sua bobina è più facilmente accessibile. Il “gancio rotante” è posizionato verticalmente e ruota attorno ad una bobina centrale. Nel 1907 la Singer assorbì la sua principale concorrente, la Wheler and Wilson manufacturing (Tavv. XIX-XXIII), e nel 1914 aveva già inaugurato la classe di macchine ad aghi multipli, atte ad eseguire da due a 12 file parallele di punti in una sola operazione e capaci di numerose variazioni nella distanza tra le file di punti realizzabili attraverso un semplice cambio di aghi (Tav. XXXVII). Riportava una pubblicazione della Singer Sewing Machine Co. del 1914 che «nessuna invenzione meccanica ha mai raggiunto l'utilità della macchina da cucire nell'economia domestica. Tutte le donne dovrebbero acquisire familiarità con l'uso della macchina da cucire come strumento essenziale per l'economia domestica nella realizzazione di abiti, nel rammendo delle calze, della biancheria da tavola e da letto, nel ricamo e nella realizzazione di una grande varietà di lavori di 5 fantasia»10. Molte macchine Singer possono essere utilizzate in casa come in fabbrica, specialmente grazie allo sfruttamento dell'energia elettrica. La diffusione delle macchine da cucire elettriche prese piede a partire dagli anni Trenta del XX secolo (Tavv. XXXIX e LVII). Per ricamare iniziali, monogrammi, orli, lambelli, disegni floreali e figure a punto sopraffilo11, punto a giorno, pizzo rinascimento, punto Venezia, punti traforati, pizzi e trine o altri punti di ricamo, la normale macchina Singer a “bobina rotonda” per uso familiare fu dotata dell'aggiunta di un “pantografo”12. Il tessuto veniva fissato in un telaio rotondo collegato ad un pantografo per mezzo di cui sia il tessuto che il telaio si spostavano sotto l'ago in ogni direzione, seguendo il modello punto per punto, e in proporzione esatta, sotto la traccia del pantografo. La manifattura di articoli mediante l'utilizzo di macchinari specialmente destinati alla produzione di ogni parte componente ed il successivo “assemblaggio” per realizzare il prodotto finito fu inaugurata su larga scala negli Stati Uniti, ed è generalmente nota a livello mondiale come il “sistema Americano”. Grazie al progresso dell'arte meccanica attraverso il generale uso delle macchineutensili, è stata resa possibile la precisione assoluta nell'esecuzione di questi processi. Ma il sistema di assemblaggio richiede che questa perfetta precisione sia esattamente uniforme su ogni pezzo. Al fine di mantenere una uniformità perfetta delle dimensioni di ciascuna parte corrispondente, è necessario l'utilizzo di calibri fissi per verificare, attraverso il confronto col rispettivo modello standard, la giusta posizione e sagomatura di ciascun pezzo. Questi calibri fissi sono utilizzati in maniera rigorosa e sistematica in ogni momento del processo di costruzione di una macchina da cucire Singer, e ciascuna parte viene numerata. 10 SINGER SEWING MACHINE CO., Mechanics of the sewing cit., p.70. 11 Punto continuo o incrociato che si realizza agli orli di un tessuto perché non si sfili. 12 Sul funzionamento delle macchine Singer per ricamo, cfr. SINGER SEWING MACHINE CO, Singer instructions for art embroidery, New York 1911. L'incremento nell'utilizzo delle macchine da cucire nelle fabbriche americane del primo Novecento, con una sempre maggiore suddivisione del lavoro, si è avuto grazie all'esperienza che ha insegnato ai produttori industriali a suddividere il lavoro attraverso macchinari che possono essere utilizzati anche da personale inesperto. Una operaia capace di azionare una macchina da cucire poteva «imparare in un giorno o due a cucire un pezzo specifico e, nel giro di pochi mesi, divenire più esperta nella realizzazione di tale pezzo rispetto ad un operatore a tutto tondo, con alle spalle anni di esperienza nell'effettuare una serie di operazioni»13. La continua domanda da parte degli industriali di macchine capaci di realizzare speciali processi di cucitura o particolari tipi di rendimento determinò non solo la creazione di centinaia di differenti tipi o classi di macchine Singer, ma non meno di 2.356 “variazioni” o varianti di queste “classi”, per andare incontro alle specifiche richieste (Tavv. XLVIII ed LXII). Perciò si parla di “specializzazione” delle macchine Singer che ormai sono entrate nel processo produttivo di ben 75 categorie di industrie diverse, dalla produzione dei guanti, a quella dei tappeti e delle tende, a quella delle scarpe, delle uniformi, dei lavori in pelle, dei colletti, delle cravatte, delle sciarpe e, praticamente, di ogni settore del vestiario e della confezione di capi d'abbigliamento. ...E LE PFAFF... Nel 1862, parallelamente agli sviluppi finora trattati, era apparsa sul mercato una temibile concorrente della Singer, la macchina per cucire Pfaff, il cui primo esemplare è conservato presso il Deutsches Museum di Monaco di Baviera (Tav. LXXIX). Già a quell'epoca funzionava per 200 punti al minuto, un vero record, anche se fa sorridere il confronto con le prestazioni attuali di 6.000 punti al minuto delle macchine rotative Pfaff. La prima fabbrica per macchine da cucire Pfaff, aperta nella cittadina tedesca di 13 SINGER SEWING MACHINE CO., Mechanics of the sewing machine, New York 1914, p.74. 6 Kaiserslautern e intitolata al fondatore Georg Michael Pfaff (1823-1893), crebbe rapidamente e fu continuamente ingrandita ed aggiornata: dagli appena 30 impiegati dei primi tempi, tra il 1880 ed il 1890 in essa trovavano occupazione circa 1.000 operai, che poi salirono a 2.600 negli anni Venti del Novecento. Nel dopoguerra seguitò ad espandersi, assorbendo la ditta Gritzner-Kayser nel 1957, ma già nei primi del secolo XX la Pfaff aveva un mercato piuttosto consistente, esteso a raggiera con esportazioni in 64 diversi paesi tra Europa, Africa, Asia ed Australia. In tempi assai più recenti, la Pfaff è arrivata fino a Shangai, in Cina (Tavv. LXXIXLXXXV). CON PENNELLO E… VERNICE! Le antiche macchine per cucire Pfaff, come pure le Singer, prima di essere commercializzate, subivano un accurato procedimento di verniciatura con lacca nera e di abbellimento in filigrana d’argento o d’oro brunito, o con finimenti ed inserti madreperlacei, applicazione di decalcomanie14, e decorazioni a stampa15. Si ricordano in particolare gli eleganti fregi con schema decorativo di stile egiziano in oro e argento su fondo nero, presenti su alcuni modelli Singer (Tav. XXXVIII), ed imitati da numerose altre ditte. Certi motivi si ispirano allo stile liberty e le macchine che li riportano, essendo assai ricercate dai collezionisti, sono diventate una rarità. DALL’ITALIA CON…“VIGOR” In Italia la produzione di macchine da cucire ebbe inizio leggermente in ritardo a confronto con altri paesi; ma, grazie all'ottima qualità del prodotto, le macchine italiane vennero subito richieste all'estero. La Singer è presente nella penisola dai primi anni del XX secolo come Compagnia Singer per macchine da cucire - Società anonima Italiana. Oltre alla Necchi (Tavv. CII e CIII), il cui primo modello risale al 1919 e che ha aperto fabbriche in Argentina, Jugoslavia, Messico e Spagna, e alla pavese Vigorelli (Tav. CIV), fondata dall’ex direttore della Necchi e Cav. del lavoro Arnaldo Vigorelli e i cui primi modelli furono perciò battezzati col simpatico appellativo “Vigor”, la marca più nota è Borletti, che utilizza lo slogan pubblicitario «punti perfetti» (Tav. CV). Sul finire del Novecento l'Italia produce circa 200.000 pezzi l'anno. Enzo Pio Pignatiello 14 Si chiama decalcomania o, con espressione tecnicamente più esatta, metacromotipia, il processo per cui si trasportano su carta, o su altra superficie adatta, immagini dipinte con speciali colori, inumidendole e staccandole dalla carta su cui erano state impresse. 15 Si tratta di un metodo di decorazione abbastanza semplice ed economico, realizzato con l’ausilio di incisioni su legno o metallo e calchi di gesso. Una soluzione di colla e melassa veniva versata nel calco, creando uno stampo attraverso cui venivano effettuati i disegni sulle macchine, in sostituzione del disegno a mano. 7 1. 2. 3. 4. TAVOLA I – INVENTORI E PRIMI MODELLI: 1. Ritratto del francese B.Thimonnier, inventore della macchina da cucire; 2. Vecchia foto del prototipo ideato verso il 1829 da Thimonnier. Questo modello fu migliorato dallo stesso inventore, a diverse riprese; 3. Disegno del modello perfezionato da A.B. Wilson nel 1852; 4. Disegno del modello realizzato da Elias Howe nel 1845. 8 1. 3. 2. 4. TAVOLA II – NASCE LA SINGER: 1. Macchina di fattura artigianale, grande come un pacchetto di sigarette, che eseguiva punto a catenella e ricami (inizio XIX sec.); 2. Il primo modello Singer, registrato all’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti d’America il 12 agosto 1851; 3. Modello Singer “No. 3 Standard”, per cuciture su cuoio e pellame (1856); 4. Modello “Dorso di tartaruga”, prima macchina Singer per uso domestico (1856). 9 1. 2. 4. 3. 5. TAVOLA III – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Nuova macchina Singer a braccio, in «Sewing Machine Gazette», 1881 ; Stampe con incisioni raffiguranti le attività all’interno dello stabilimento Singer di Elizabethport: 2. Fusione; 3. Ornamentazione; 4. Reparto aghi; 5. Reparto montaggio (fine XIX sec.). 10 1. 2. 3. 4. TAVOLA IV – PUBBLICITÀ DI MACCHINE A MANOVELLA IN «SEWING MACHINE GAZETTE», 1881: 1. Modello di fattura artigianale realizzato da Charles J. Thurlow di Manchester; 2. Modello della ditta londinese “Little Europa”; 3. Modello di “nuova macchina per misurare, piegare, imbastire”, della società “Heberling” di Londra; 4. Modello della ditta “Raymond’s” di Liverpool, fondata nel 1863. 11 TAVOLA V – SPENSER SEWING MACHINE CO.: Stampa pubblicitaria della macchina da cucire automatica della ditta “Spenser” di Boston (Massachussets), specializzata nella produzione di cucitrici in miniatura. Il modello era dotato di tensione automatica, pesava solo poco più di un chilo e poteva benissimo essere contenuto in una piccola borsa da viaggio (1902). 12 1. 3. 2. 4. 5. TAVOLA VI – WILLCOX & GIBBS SEWING MACHINE CO.: 1. Modello per punto a catenella “Wilcox and Gibbs Electric Automatic” (1922). Si tratta di un tipo di macchina in cui il motore costituisce parte integrante del meccanismo, che non può funzionare se ne è priva. Nel 1857 la macchina per punto a catenella semplice ricevette dagli americani J.Wilcox e James A.E. Gibbs forma pratica e industriale. La macchina da cucire “Willcox & Gibbs” per punto a catenella fu straordinariamente popolare, e perciò venne copiata o “clonata” da numerose fabbriche inglesi e tedesche; 2. La disposizione ideata da Willcox e Gibbs per punto a catenella inferiore si serve di un crochet rotativo. Esso è attaccato direttamente alla testa dell’albero maestro e termina con una doppia punta, di cui l’anteriore afferra il filo offerto dall’ago all’inizio del moto di ascesa; allora il crochet compie un intero giro mentre l’ago sale e ridiscende, e la sua punta posteriore offre all’ago il cappio in presa mentre la punta anteriore afferra il nuovo cappio. Le macchine per punto a catenella sono le più semplici nella disposizione dei loro meccanismi e celerissime nel lavorare; il punto da esse formato è elastico e bene si adatta per cucire tessuti a maglia; presentano però l’inconveniente che la cucitura da esse operata è debole e basta che si rompa una maglia o che non s’intrecci con la seguente perché il più piccolo sforzo disfaccia la cucitura. Quest’ultimo inconveniente non si verifica nelle macchine che operano il punto a doppia catenella. L’intreccio di fili prodotto da esse presenta una notevole solidità; ha però l’inconveniente di richiedere grande quantità di filo. Talune di queste macchine sono munite per il loro funzionamento di due aghi: uno superiore diritto e sottile, uno inferiore grosso e ricurvo, ambedue con la cruna presso la punta (fig.3); 4. L’ago con la cruna presso la punta, organo principale della macchina da cucire, presenta lungo il gambo due scanalature che accolgono il filo durante il movimento di ascesa; 5. Coperchio di una scatoletta di aghi per macchina da cucire, prodotti da “Willcox & Gibbs” (primo Novecento). 13 1. TAVOLA VII – MECCANICA E NOMENCLATURA DELLE MACCHINE A PEDALE: La ruota-guida, o “puleggia”, è una grossa ruota posizionata alla destra e sotto il tavolo della macchina, ed è collegata al pedale da un’asta o “barra d’accoppiamento” in acciaio. E’ inoltre connessa, tramite una cinghia di trasmissione, ad una ruota di minori dimensioni, chiamata anche “volantino”, posizionata al di sopra del tavolo (fig. 1). La parte superiore della macchina da cucire è chiamata “testa”, o “corpo-macchina” (o head). Mentre nei modelli a mano il meccanismo è libero e solitamente montato su una semplice base lignea, nei modelli a pedale poggia su un piano in legno a sua volta sorretto da due montanti, o “gambe”, in ghisa, spesso artisticamente lavorati (fig.2.). 14 1. 2. TAVOLA VIII – PEDALIERE: 1. Macchina da cucire Willcox & Gibbs, completa di tavolo in legno e pedaliera in ghisa (1870); 2. e 4. Montanti in ghisa utilizzati nei modelli Singer tra fine Ottocento e inizio Novecento; 3. Il mobile-tavolo a 7 cassetti, uno dei tipi più diffusi di tavolo Singer nei primi del Novecento. 3. 4. 15 2. 1. 3. TAVOLA IX – R.M. WANZER & CO. SEWING MACHINE MANUFACTURERS: 1. e 2. Modello di macchina da cucire domestica a pedale o a manovella Wanzer “A” (1874); 3. Onorificenza ricevuta all’esposizione universale di Parigi del 1867. Lo stabilimento “Wanzer & Co.”, comprensivo anche di una fonderia, aveva sede ad Hamilton, nell’Ontario, e le macchine di sua produzione, nel 1874, erano utilizzate in tutto il mondo: i loro libretti di istruzione venivano stampati in ben 32 lingue diverse! 16 1. 2. 3. TAVOLA X – MODELLI A PEDALE: 1. Macchina prodotta dal costruttore A. Ricbourg di Parigi, premiata con medaglia d’onore all’Esposizione universale del 1867; 2. Stampa pubblicitaria di una macchina della ditta “New Home Sewing Machine Co.” di Orange, nel New England, premiata con medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi del 1889; 3. Pubblicità del modello “New Wilson” della “Wilson Sewing Machine Co.” in rivista d’epoca (fine XIX sec.). La ditta aveva due sedi, una a Cleveland, in Ohio e l’altra a Saint Louis, in Missouri. 17 TAVOLA XI – PEUGEOT & C.ie.: Stampa pubblicitaria delle macchine da cucire “a punto di navetta non scucibile”, prodotte dalla celeberrima ditta francese di Audincourt. Prima di iniziare a produrre automobili nel 1890, infatti, la “Peugeot”, sin dal 1867 si era dedicata, oltre che alla fabbricazione di seghe, molle, macinapepe e macinacaffè di legno, porcellana e metallo argentato, anche a quella di macchine per cucire. La cucitrici Peugeot furono premiate con medaglia d’oro e d’argento a Lione nel 1872. 18 2. 1. 3. TAVOLA XII – DOMESTIC SEWING MACHINE CO.: 1. e 2. Pubblicità del modello “Domestic N.4 Family”, “la macchina da cucire a funzionamento rapido e ineguagliata per semplicità di costruzione, facilità di utilizzo e durabilità”, con piano in legno, estensione, due serie di cassetti e cofanetto (1881 e 1882). La ditta, che aveva una sede a Toledo, in Ohio e una a New York, nel 1924 fu assorbita dalla “White Sewing Machine Corporation” (cfr. Tavv. XV-XVII); 3. Inserzione pubblicitaria in «Sewing Machine Gazette» del 1881 del modello a manovella “Original Rhenania”, prodotto dalla fabbrica di macchine da cucire Junker & Ruh di Carlsruhe, in Germania (cfr. Tav. XCIV). 19 1. 3. 2. 5. 4. 6. TAVOLA XIII – DOMESTIC SEWING MACHINE CO: 1. Cartolina pubblicitaria del modello “Domestic Style N.4”, di epoca vittoriana; 2. Cartolina pubblicitaria della macchina per cucire “Domestic: la stella che guida tutte le altre” (epoca vittoriana); 3. Cartolina pubblicitaria dei primi del Novecento; 4. Logo e marchio di fabbrica della macchina per cucire “Domestic: essa guida, le altre seguono” (1887); 5. Cartolina pubblicitaria di epoca Vittoriana; 6. Modello di macchina “Domestic” rotativa (anni Venti). La “Domestic sewing Machine Company” fu fondata da William Mack a Norwalk, in Ohio, negli anni Sessanta dell’Ottocento. Poi si trasferì nel New Jersey ed aprì una sede anche a New York, affermandosi in breve tempo come produttrice di modelli caratterizzati dal buon funzionamento. Rimase autonoma fino al 1924, quando fu assorbita dalla “White Sewing machine Company”, che la mantenne come sussidiaria. 20 TAVOLA XIV – DOMESTIC SEWING MACHINE CO: Pagina di un catalogo illustrato di fine Ottocento. 21 TAVOLA XV – WHITE SEWING MACHINE CO.: Inserzione pubblicitaria in «Sewing Machine Gazette» del 1881 dei prodotti della “White Sewing Machine Corporation”, decantati come “superlativi nei loro attributi”. La’ “Impareggiabile” macchina a manovella era in garanzia per tre anni. La ditta possedeva la fabbrica in Ohio negli Stati Uniti d’America, mentre il suo principale ufficio europeo si trovava a Londra. 22 1. 2. 3. TAVOLA XVI – WHITE SEWING MACHINE CO.: 1. Cartolina pubblicitaria di epoca Vittoriana con “la principale attrazione del giorno: l’elefante bianco e la macchina da cucire Grande Bianca (Great White)”; 2. e 3. Cartoncino pubblicitario con un esempio di ricami eseguiti con la macchina da cucire “White”, la “regina di tutte le macchine per cucire”, ed il motto di costantiniana memoria “in hoc signo vinces”, riferito al marchio di fabbrica della ditta (fine XIX sec.). Thomas Howard White iniziò a produrre macchine da cucire per punto a catenella a Templeton nel 1858, per trasferirsi poi, nel 1866, presso Cleveland, in Ohio. Il marchio fu incorporato come “White Sewing Machine Co.” nel 1876. Nel 1916 White acquistò la canadese “Raymond Manufacturing Co.” (cfr. Tav. LXVII) e, nel 1924, la “Domestic Machine Company” (cfr. Tavv. XII-XIV). 23 1. 2. TAVOLA XVII – WHITE SEWING MACHINE CO.: 1. Modello “No. 12” di macchina da cucire per usi industriali, prodotta dalla “White Sewing Machine Company”. L’incisione, edita come supplemento ad un numero della «Sewing Machine Gazette» del 1883, reca la firma dei disegnatori Robert Victor Murray e Charles Heiss, di Cleveland, in Ohio; 2. Marchio di fabbrica (1910); 3. Cartolina promozionale delle macchine per cucire “White”, “le più famose al mondo. Ogni giorno, ogni due minuti, produciamo una nuova macchina da cucire White” (anni Ottanta del XIX sec.). 3. 24 TAVOLA XVIII – PITT BROTHERS: Inserzione pubblicitaria in «Sewing Machine Gazette» del 1881 dei prodotti inglesi dei “fratelli Pitt” dello Yorkshire, artefici di macchine da cucire domestiche e per usi industriali. La ditta invitava i potenziali acquirenti a diffidare delle imitazioni, sottolineando che solo le macchine originali recavano il marchio di fabbrica stampigliato su una targhetta metallica applicata al braccio. I fratelli Pitt iniziarono a fabbricare macchine da cucire intorno al 1850, e nel giro di trenta anni realizzarono, tra l’altro, una famiglia di macchine per punto a filo doppio, semplici e durevoli; una macchina “media” per lavori leggeri e pesanti; una macchina a mano, tra le più longeve sul mercato; e una macchina ad avanzamento circolare per la manifattura di stivali. Quest’ultima, sul finire del XIX secolo, era assai utilizzata in Francia, Germania e in altre parti d’Europa, e la sua particolarità risiedeva nel fatto che in essa, attraveso un sistema molto semplice ed ingegnoso, la direzione del movimento di avanzamento poteva essere mutata istantaneamente, anche mentre la macchina era in rapido movimento, così da consentire cuciture diritte, trasversali, angolari o circolari. 25 1. 2. TAVOLA XIX – WHEELER & WILSON MANUFACTURING CO.: 1. Inserzione pubblicitaria in «Sewing Machine Gazette» del 1881 delle macchine da cucire a pedale per impuntura a doppio filo e con “gancio rotante”, prodotte dalla ditta “Wheeler & Wilson”, che verso la fine del XIX secolo disponeva di ben 28 sedi sparse in tutto il Regno Unito. La compagnia, principale rivale della Singer sul mercato, fu premiata all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 e trent’anni più tardi, nel 1907, venne inglobata dalla Singer stessa; 2. Cartolina pubblicitaria di epoca vittoriana della ditta, che mira a evidenziare lo scarsissimo rumore prodotto dal funzionamento delle macchine da cucire “Wheeler & Wilson”, tanto silenziose da poter comodamente essere utilizzate senza turbare il sonno di un neonato (fine XIX sec.-primi XX). 26 1. 2. 3. 4. TAVOLA XX – WHEELER & WILSON: 1. Cartolina pubblicitaria di epoca vittoriana con la macchina “Wheeler & Wilson” portata in trionfo; 2. Inserzione pubblicitaria della “magica silenziosa” macchina “Wheeler & Wilson” rotativa e con cuscinetti a sfera, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. Nel 1851 Allen B. Wilson aveva brevettato il crochet rotativo, prima di fondare l’anno seguente la “Wheeler & Wilson Manufacturing Co.” col socio Nathanel Wilson; 3. Marchio di fabbrica delle macchine per cucire “Wheeler & Wilson” (1905); 4. Stampa pubblicitaria per il mercato francese delle macchine da cucire “W&W” di New York, “le uniche a riscuotere il Gran premio su 80 concorrenti all’Esposizione Universale di Parigi del 1878”. Già nel 1868, sempre nell’ambito dell’Esposizione Universale parigina, le macchine “W&W” erano state premiate, ed avrebbero ottenuto nuovi riconoscimenti e medaglie nell’Esposizione del 1889. 27 2. 1. 3. 4. 6. 5. TAVOLA XXI – WHEELER & WILSON: 1. Cartolina pubblicitaria di epoca vittoriana; 2. e 4. Verso e recto di una cartolina pubblicitaria vittoriana con “la consegna della macchina Wheeler & Wilson No 8” ad una famiglia in attesa, da parte di un agente della ditta. La “Wheeler & Wilson” produceva modelli per uso domestico e per tutti i tipi di lavori industriali, che potevano essere azionati a mano, a pedale o con la forza del vapore. La macchina No 8 era adatta all’uso domestico e ai lavori industriali leggeri; la No 6 serviva per i lavori in pelle; la No 10 era destinata invece alle cuciture su tessuti o pelle pesanti; 3. Inserzione pubblicitaria della macchina “Wheeler & Wilson” No 12, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1892. Era “la più rapida macchina da cucire per impunture al mondo”, capace di eseguire da 2.500 a 3.000 punti al minuto, ed aveva in dotazione una bobina che poteva contenere fino a 100 iarde di cotone; 5. Marchio di fabbrica della “Wheeler & Wilson Manufacturing Company” (1890); 6. La macchina “W&W” modello “D12” per cuciture a zigzag con ago gemello (1892). 28 TAVOLA XXII – WHEELER & WILSON: Inserzione pubblicitaria della “nuova macchina da cucire N. 10” della “Wheeler & Wilson Manufacturing Company” in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1882. Il modello era progettato specialmente per eseguire confezioni, lavori pesanti, lavori di tappezzeria, fabbricazione di corsetti e cucitura del cuoio. In alto una veduta degli stabilimenti “Wheeler & Wilson” di Bridgeport, in Connecticut. Essi si estendevano nel 1863 per una superficie di 2 ettari. 29 1. 2. 3. TAVOLA XXIII – WHEELER & WILSON: 1. e 3. Verso e recto di una cartolina promozionale che reca cucito un campione di stoffa esemplificativo delle cuciture eseguibili col modello “Wheeler & Wilson” No. 8, “la migliore macchina al mondo al prezzo più basso possibile” (anni Ottasnta del XIX sec.). La macchina era disponibili in differenti versioni, più o meno economiche e rifinite, che combinavano variamente ribalte, cofanetto e cassetti; 2. Cartolina pubblicitaria del modello Wheeler & Wilson “No.9” (epoca vittoriana). 30 1. 3. 2. 4. TAVOLA XXIV – DAVIS, GNOME ET RHONE, NEW HOME e STANDARD: 1. Pubblicità per il mercato francese della macchine da cucire americane a trasporto verticale prodotte dalla “Davis Sewing Machine Co.”. Fondata nel 1869, ottene la medaglia d’oro a Parigi nel 1889; 2. Pubblicità, risalente agli anni Venti del XX secolo, delle macchine da cucire prodotte dalla società francese “Gnome et Rhône”, che fabbricava principalmente motori per aviazione, imbarcazioni e motociclette; 3. Inserzione pubblicitaria delle macchine da cucire a pedale per uso domestico e industriale, prodotte dalla “New Home sewing Machine Company”, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1881; 4. Stampa pubblicitaria delle macchine cucitrici con “crochet rotante” realizzate dalla “Standard Sewing Machine Co.” di Cleveland, nell’Ohio (1907). Sulla compagnia, cfr. anche Tav. XXVII. 31 1. 2. 3. TAVOLA XXV – DAVIS SEWING MACHINE CO: 1. Cartolina pubblicitaria (fine XIX sec.); 2. Cartolina pubblicitaria della compagnia di Watertown, nel New York, azienda leader nel lavoro artistico decorativo eseguito con le macchine per cucire (epoca vittoriana); 3. Inserzione pubblicitaria delle macchine “Davis” ad avanzamento verticale in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1893. Il trasporto della stoffa, o meccanismo di alimentazione o avanzamento, consisteva fino a quel momento in una rotella girante che procedeva automaticamente in avanti ad ogni punto. La ditta statunitense brevettò un meccanismo di alimentazione o avanzamento “verticale”, miglioramento di grande importanza perché, rispetto al vecchio sistema, permetteva cuciture regolari ed elastiche con punti simili da entrambi i lati della stoffa. Permetteva inoltre di cucire su ogni tipo di spessore, senza bisogno di imbastire, e funzionava bene sia su tessuti pesanti che leggeri. 32 1. 3. 2. 4. TAVOLA XXVI – NEW HOME SEWING MACHINE CO.: 1. Cartolina pubblicitaria della macchina da cucire modello “New Home”.. La trovata pubblicitaria si basa su una vivace discussione tra una coppia di sposi, nella quale la moglie pone il marito dinanzi a una “alternativa spinosa”, esclamando con tono imperativo: “Voglio una macchina “New Home”…scegli: una “New Home” o il divorzio!” (epoca vittoriana, ante 1882); 2. Cartolina pubblicitaria di epoca vittoriana; 3. Cartolina pubblicitaria del marchio “light-running”, sagomata a forma di cane in corsa (primi XX sec.); 4. Inserzione pubblicitaria della nuova macchina “New Home” rotativa, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. La ditta fu fondata nel 1882, ma prima di allora “New Home” era il nome del marchio della ditta “Johnson, Clark & Co”, di Orange, nel Massachussets. La “New Home Sewing Machine Co.” fu rilevata dalla “Free Sewing Machine Co.” nel 1927. 33 TAVOLA XXVII – STANDARD SEWING MACHINE COMPANY: Cartolina di epoca vittoriana che pubblicizza le macchine per cucire “Standard” a crochet rotante, capace di compiere “2.500 giri al minuto”. La compagnia di Cleveland, in Ohio, fu incorporata nel 1880 col nome “The Manufacturing Co.”. Tre anni più tardi mutò denominazione in “Standars Sewing Machine Co.”. Poco dopo il 1929 la compagnia divenne una filiale della “Friedrick Osann Co.”, pur continuando a funzionare come società a sé. Nel 1934 la “Friedrick Osann Co.” fu rilevata dalla “Singer Manufacturing Co.”. TAVOLA XXVIII – A. HUDSON & CO.: Inserzione pubblicitaria della ditta londinese produttrice del “triciclo del fattorino”, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885. L’illustrazione mostra un fattorino in livrea incaricato delle consegne a domicilio delle macchine per cucire della compagnia “Bradbury” (cfr. Tav. LXV), con un buffo ma funzionale triciclo. Le macchine per cucire venivano fornite anche soltanto a noleggio. 34 1. 2. TAVOLA XXIX – KIMBALL & MORTON Ltd.: Inserzioni pubblicitarie della macchine da cucire (fig.1) e delle macchine per foderare (fig.2) prodotte dalla ditta di Glasgow, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887 e del 1905. La “K & M Ltd.”, tra il 1867 ed il 1955 produsse macchine da cucire domestiche ed industriali, e si specializzò anche nella fabbricazione di macchine per strizzare la biancheria, per pieghettare e per foderare. 35 1. 2. 3. TAVOLA XXX – KIMBALL & MORTON Ltd.: Nella produzione della ditta, rimasero famose, tra l’altro, le due macchine per cucire “figurali”, fabbricate rispettivamente nel 1868 (figg. 1. e 2.) e nel 1902. Si trattava di semplici macchine per impuntura a navetta trasversale, ma la loro forma era davvero unica: la parte superiore del meccanismo si trovava all’interno di un leone bronzato in ghisa. Quando la macchina non era in uso, le gambe anteriori del leone nascondevano la barra ago ed il piedino premistoffa. La macchina da cucire “Leone” veviva pubblicizzata come “la più eccellente ed artistica macchina per cucire domestica”; 3. Stampa pubblicitaria della ditta fondata a Glasgow da Alonzo Kimball e John Morton, i quali, dopo aver diretto la sede britannica della “Singer Manufacturing Company”, si misero in proprio assumendo le qualifiche di “inventori, produttori e concessionari di brevetti per macchine da cucire di prima classe, sia domestiche che ad uso di sarti, drappieri, calzolai e per altri scopi industriali” (fine XIX sec.). Il marchio di fabbrica della “Kimball & Morton” era campeggiato dal motto “Strenght & speed” (“Resistenza e velocità”). 36 1. 2. TAVOLA XXXI – BRITANNIA COMPANY ed E.WARD & CO.: 1. Inserzione pubblicitaria della macchina per cucire “Little Britannia”, a manovella, ago diritto e navetta, “decisamente la migliore”, prodotta dalla “Britannia Company”, sulla base del “sistema Singer”. “Britannia” era una società inglese di ingegneria con sede a Colchester, nell’Essex, dove era conosciuta per aver posseduto una fonderia di chiodi nei primi del XIX secolo. Nel corso degli anni l’ampia gamma di prodotti arrivò a comprendere macchine da cucire, macchine utensili, locomotive e carrozze ferroviarie tradizionali ed elettriche (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1889). ; 2. Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1889. Si tratta della “macchina domestica a mano, a navetta, e a braccio e piattaforma componibili per cuciture a doppio filo” prodotta dalla ditta londinese “E.Ward & Co”, “sotto lettere patenti di Sua Altezza Reale”. Il modello combinava il braccio, che consentiva l’allestimento di maniche e la cucitura dei polsini dei vestiti, e la piattaforma, che permetteva cuciture normali, impuntiture, etc. 37 1. 2. 4. 3. TAVOLA XXXII – SEIDEL & NAUMANN: 1. , 2. e 3. Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887, del 1893 e del 1894; 4. Modello di macchina da cucire “Seidel & Naumann” per rammendo e ricamo (1887). Nel 1898 la compagnia di Dresda dava lavoro a 2.500 operai e produceva annualmente 80.000 macchine da cucire e 40.000 biciclette. Nel 1900 la ditta iniziò a fabbricare macchine da scrivere che alla fine andarono a costituire il suo principale prodotto. 38 1. 2. 3. 4. TAVOLA XXXIII – AMERICAN SEWING MACHINE CO: 1. e 2. Recto e verso di una cartolina vittoriana pubblicitaria del modello No 7 prodotto dalla ditta “American”, “la macchina per ogni famiglia” (epoca vittoriana); 3. Incisione del 1883 con una macchina prodotta dalla “American Button Hole Oversewing and Sewing Machine Company”; 4. Stampa pubblicitaria della macchina a navetta “l’Americaine” per il mercato francese (fine XIX sec.). La compagnia era stata fondata a Philadelphia nel 1867, appena dopo la Guerra Civile Americana, e sarebbe rimasta attiva fino al 1896. Le macchine di sua produzione erano caratterizzate da un supporto del pedale assai elegante, che da un certo momento in poi recò la scritta “American” su ambedue i lati, e venivano fornite agli acquirenti con un assortito set di accessori. 39 1. 2. 4. TAVOLA XXXIV – HOWE SEWING MACHINE CO, Ltd: 1. “Questo medaglione è impresso su ogni autentica macchina da cucire Howe” (da un catalogo del 1867); 2. Stampa promozionale del modello “Howe-new B”, “la macchina per ogni tipo di cucitura domestica” (1881); 3. e 4. Frontespizio e quarta di copertina di un catalogo illustrato di macchine per cucire prodotte dalla ditta newyorkese “Howe” (1876). 3. 40 TAVOLA XXXV – HOWE SEWING MACHINE CO, Ltd: Al lato, inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887. L’inglese Elias Howe inventò la macchina da cucire per impuntura e la brevettò nel 1846. Poco dopo concesse una licenza per lo sfruttamento del brevetto a suo fratello Amasa B. Howe. Questi, nel 1854 a New York, fondò la “Howe Sewing Machine Co.”, che cessò nel 1886, dopo aver prodotto oltre un milione di macchine, secondo il “Sistema Howe”, largamente ripreso e “clonato” in tutta Europa negli anni Settanta dell’800. TAVOLA XXXVI – HOUSEHOLD SEWING MACHINE CO: 1. Cartolina pubblicitaria vittoriana; 2. Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887. La compagnia, il cui nome ufficiale era “Providence Tool Company”, fu fondata nel 1846 nel Rhode Island, e divenne subito nota in tutta America per la produzione di munizioni e per la fornitura di macchine utensili e di componenti meccaniche. Nel 1873 sottoscrisse un contratto con la “Singer Manufacturing Company” per produrre macchine da cucire, che fabbricò utilizzando come nome del marchio “Household”. 1. 2. 41 1. 2. 3. TAVOLA XXXVII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Storica fotografia del modello di macchina da cucire domestica “Lettera A”, scattata in una abitazione del North Carolina (fine XIX sec.-inizi XX); 2. Marchio di fabbrica dell’azienda (1881) in «Sewing Machine Gazette». Il marchio con la ragazza e la “S”, di colore rosso, fu inaugurato nel 1870 e, prodotto in diverse lingue, divenne uno dei più noti a livello mondiale ; 3. Modello Singer della classe ad aghi multipli (1914 ca). 42 1. 2. 3. 5. 4. TAVOLA XXXVIII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Modello “Singer K 15” a punto di spola e bobina centrale, decorato sul corpo, a decalcomania, con fregi egiziani e “Sfinge” dorata (1890); 2. Marchio di fabbrica in lingua russa (1905); 3. Marchio “Singer” in lingua cinese (1913); 4. Marchio in lingua tedesca (primi XX sec.); 5. Marchio in lingua giapponese (1913). 43 2. 1. 3. 4. 5. TAVOLA XXXIX – SINGER MANUFACTURING CO., CARTOLINE PUBBLICITARIE PER IL MERCATO FRANCESE: 1. Modello 99 K 15, portatile ed elettrico (Cromolitografia, 1930 ca.); 2. Modello 15 K 71 elettrico (1935 ca); 3. Modello Singer con mobile in legno a scomparsa (1935 ca); 4. e 5. Modelli elettrici dei primi anni Cinquanta del Novecento, prodotti a “quasi un secolo di esperienza” della compagnia. 44 2. 1. 3. TAVOLA XL – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Stampa pubblicitaria del modello “66”, che fu prodotto per oltre 50 anni, dai primi del Novecento alla metà degli anni Cinquanta; 2. Cartolina pubblicitaria delle macchine da cucire Singer, “per grandi e piccini” (primi XX sec.); 3. Foglio pubblicitario delle macchine da cucire “acquistabili ovunque presso le rivendite Singer”, le più economiche di tutte e che costituiscono il miglior “regalo di Natale per mogli, madri, figlie, sorelle e innamorate” (1903). 45 1. 2. 3. 4. TAVOLA XLI – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Stampa pubblicitaria delle macchine per cucire Singer, “un progresso di mezzo secolo” (1897); 2. Cartolina promozionale stampata in occasione del centenario della compagnia, 1851-1951; 3. Stampa pubblicitaria del modello Singer “66”, “la macchina da cucire del XX secolo, realizzata per essere precisa come un orologio” (1905); 4. Stampa promozionale della Singer “66”, “il tramite per la perfetta confezione di vestiti” (1904). 46 2. 1. 3. 4. 5. TAVOLA XLII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Cartolina pubblicitaria e promozionale per il mercato italiano, con una raffigurazione del Colosso di Rodi e con logo della Singer, “marca mondiale” di macchine per cucire, (primi XX sec.); 2. Cartolina pubblicitaria italiana delle Singer, “macchine da cucire di fama mondiale” (1930 ca.); 3. Cartolina pubblicitaria per il mercato francese del modello Singer 15 K 26, la “regina delle macchine da cucire” (anni Trenta); 4. Cartolina pubblicitaria, disegnata dall’illustratore G.B.Conti, raffigurante una macchina Singer in un campo di guerra, durante la campagna di Libia (1911-1912); 5. Cartolina pubblicitaria, disegnata da G.B.Conti, raffigurante una macchina Singer “a bordo” di una nave della marina militare italiana (primi XX sec.). 47 TAVOLA XLIII – COMPAGNIA SINGER PER MACCHINE DA CUCIRE SOCIETÀ ANONIMA ITALIANA: Concorso a premi del valore di 40.000 lire, bandito dalla rivista «Piccola Fata», da assegnarsi a coloro che dal 15 gennaio 1934 al 15 aprile 1934 avessero procurato il maggior numero di abbonamenti al rotocalco stesso. Tra i premi in palio un servizio da toilette in argento Calderoni, un servizio da thè-caffè in argento Calderoni, un frigorifero elettrico Elettro Lux, un radiogrammofono “Voce del Padrone”, una macchina da scrivere Olivetti modello 40-90 spazi, ed una macchina da cucire Singer domestica, classe 15, a pedale e bobina centrale, con piano e montanti in legno. La rèclame del concorso è pubblicata nel mensile «Mani di fata», X, (1 marzo 1934), 3. 48 1. 2. TAVOLA XLIV – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. e 2. Cartoline pubblicitarie dei primi del XX secolo per il mercato italiano, disegnate da G.B. Conti e stampate dallo stabilimento di arti grafiche Salomone in Roma. La prima rappresenta una geisha giapponese che cuce a macchina, la seconda si ispira al celeberrimo aneddoto secondo cui Cornelia, matrona romana del II sec. a.C., e madre dei Gracchi, ad una amica fiera dei suoi monili mostrò i propri figli Tiberio e Caio, esclamando “Ecco i miei gioielli!”. L’originalissima trovata pubblicitaria sfrutta l’esclamazione di Cornelia che mostra i propri pargoli ed una macchina da cucire Singer. 49 1. 2. 3. 4. TAVOLA XLV – SINGER MANUFACTURING CO., CARTOLINE-RICORDO DELL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE COLOMBIANA DI CHICAGO DEL 1893: 1. ALGERIA - “Anche in questo angolo remoto dell’Africa si sente l’influenza della nostra Singer, ed il nostro agente ha fornito ai nativi del luogo centinaia di macchine Singer” (dal verso della cartolina); 2. ITALIA (ANCONA) - “Il disegno rappresenta una scena casalinga anconate, in cui la nostra Singer ricopre il proprio ruolo, come avviene in centinaia di altre case di Ancona” (dal verso della cartolina); 3. INDIA “L’immagine raffigura gli impiegati della “Singer Manufacturing Company” nativi del luogo nel loro costume usuale. La macchina da cucire Singer è stato per quasi 20 anni un importante fattore per condurre gli abitanti dell’India ad una migliore civilizzazione, e diverse centinaia di esse sono in uso” (dal verso della cartolina); 4. SPAGNA (VALENCIA) - “L’immagine mostra i costumi indossati dalle persone delle città rurali e dei villaggi lungo la costa. La compagnia Singer possiede diversi uffici in questa provincia e vende un grande numero di macchine” (dal verso della cartolina). 50 1. 2. 3. TAVOLA XLVI – SINGER MANUFACTURING CO., CARTOLINE-RICORDO DELL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE COLOMBIANA DI CHICAGO DEL 1893: 1. SVEZIA – “Ogni anno forniamo alla Svezia 15.000 nostre laboriose “Singer” (dal verso della cartolina); 2. Ungheria – “Questo sarto del luogo sta ricamando un pesante vestito ungherese con una macchina da cucire Singer, che è diffusamente utilizzata in Ungheria, dove la compagnia Singer possiede 28 uffici”; 3. ZULULANDIA (ORA REPUBBLICA SUDAFRICANA) – “Il nostro agente a Città del Capo fornisce agli abitanti europei e ai nativi del posto centinaia di macchine Singer” (dal verso della cartolina). 51 1. 2. 4. 3. 5. TAVOLA XLVII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Cartolina – ricordo dell’Esposizione Universale Colombiana di Chicago del 1893. L’immagine raffigura i nativi del luogo impiegati nelle manifatture Singer, con i loro costuni nazionali. La compagnia possedeva uffici in tutte le città principali del Ceylon e vendeva un consistente numero di macchine; 2. Cartolina – ricordo dell’Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929-30; 3. Logo portoghese della Singer, dei primi del XX sec. La compagnia possedeva numerosi uffici in Portogallo e vendeva annualmente molte centinaia di macchine; 4. Inserzione pubblicitaria della “Compagnia Singer per macchine da cucire Società Anonima Italiana”, con sede in Milano, in «Mani di fata», a. IX (1 maggio 1933), Numero 5. La Singer possedeva un capitale di 3 milioni di lire interamente versato e succursali in tutte le città d’Italia; 5. Pubblicità italiana con emblema della Casa Singer, in una rivista del 1938. Le macchine per cucire Singer sono decantate come “ l’ausilio indispensabile e più prezioso di ogni massaia intelligente ed economica”. 52 TAVOLA XLVIII – SINGER MANUFACTURING CO.: Cartolina – ricordo dell’Esposizione Universale Colombiana di Chicago del 1893. “L’immagine raffigura un giovane norvegese in costume nazionale. Sua compagna è la macchina da cucire Singer Universale “a braccio”, utilizzata per la riparazione e la manifattura delle calzature. Molte di queste macchine e centinaia di macchine domestiche di nostra produzione vengono vendute annualmente in diverse cittadine della Norvegia” (dal verso della cartolina). 53 1. 2. 3. 4. TAVOLA XLIX – MARCHI DI FABBRICA E NAVETTE: 1. Marchio “Singer Manufacturing Co.” del 1930 ca. Su di esso compare una navetta tubolare vibrante in posizione verticale sovrapposta a due aghi incrociati nelle cui crune passa il filo di un rocchetto che delinea l’iniziale “S” ; 2. Marchio Singer del 1951; 3. Marchio di fabbrica della ditta tedesca “Seidel & Naumann” (primi XX sec.). Karl Robert Bruno Naumann iniziò a fabbricare macchine per cucire a Dresda nel 1868, associandosi poi, nel 1872 con Emil Seidel e dando così vita alla firma “Seidel & Naumann” ; 4. Tipologie di navetta contenente la bobina per il filo inferiore: A. Navetta vibrante; B. Navetta oscillante e bobina centrale nella propria capsula; C. Gancio oscillante; D. Gancio rotante. 54 1. 2. 2. A.B.Wilson ricorse all’impiego di un uncino afferratore girante, costituito da un disco attaccato alla testa dell’albero maestro; il suo orlo è interrotto e presenta una punta volante destinata ad afferrare il filo superiore. Il disco è inoltre cavo e può accogliere nella sua cavità una capsula fissa conenente la bobina del filo inferiore. A partire dalla base di attacco della punta volante, l’orlo del disco presenta una scanalatura destinata a dar sede al filo superiore durante la formazione del punto e a guidarlo su una superficie inclinata verso il davanti che le fa seguito. Quando l’ago si è abbassato, l’uncino rotando va ad infilarsi con la sua punta nel cappio formato dal filo superiore, in modo che questo venga a trovarsi con un ramo compreso tra la capsula e il disco, e con l’altro disposto dietro il disco. E’ questo secondo ramo che, continuando la rotazione dell’uncino si adagia nella scanalatura, e da essa è guidato sulla superficie inclinata che lo rovescia sul davanti della capsula. In tal modo il filo inferiore attraversa il cappio del filo superiore, e si ottiene il medesimo intreccio dei fili che con la spola di Hunt. TAVOLA L – FORMAZIONE DEL PUNTO: 1. Fasi della formazione del punto nelle macchine Singer a navetta vibrante. Il punto di spola è quello più comunemente usato nella cucitura meccanica. Il metodo ideato da Hunt e perfezionato poi da Singer si vale, per la formazione del punto, di una piccola spola metallica, contenente una piccola capsula su cui è avvolto il filo inferiore: la tensione del filo che esce dalla spola è regolata dalla pressione di una piccola molla. La spola è animata da moto alternativo orizzontale, sotto il piano di lavoro: quando l’ago è disceso e il filo superiore ha formato il cappio, la spola è spinta a introdurre in esso la sua punta e, continuando il suo movimento, ad allargarlo e a passarvi attraverso; l’ago quindi risale e, mentre la spola è riportata nella posizione primitiva, il trasportatore fa avanzare la stoffa per la lunghezza di un punto ed il cappio del filo superiore viene stretto da uno speciale organo a leva detto serrapunto; 3. La prima e la quarta fase di formazione del punto nella macchina a bobina centrale ideata da casa Singer. Il crochet ha l’orlo a settore di cerchio, che si adatta a una guida circolare, entro la quale oscilla. Una bobina all’interno della capsula contiene il filo inferiore che esce all’esterno in un punto prossimo all’orlo interno del crochet. Il crochet è munito di una larga punta afferratrice, che s’introduce nel cappio formato dal filo superiore e l’allarga; quando poi l’ago si è risollevato, tutta la spola passa attraverso la boccola, il serrapunto tira il filo superiore, e mentre la spola retrocede nella sua prima posizione, il trasportatore fa avanzare la stoffa per la formazione del punto seguente. 3. 55 1. 3. 2. 4. TAVOLA LI – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Pubblicità di epoca vittoriana che mostra una donna intenta a cucire una bandiera della Marina militare britannica, un cui lembo viene sorretto da un marinaio (primi XX sec.); 2. Cartolina pubblicitaria inglese della nuova Singer “migliorata”, “facile da usare, semplice da imparare, facile da comprare” (1893); 3. Cartolina pubblicitaria italiana disegnata da G.B. Conti e stampata dagli stabilimenti Salomone di Roma. La trovata pubblicitaria si ispira all’opera teatrale “Cirano de Bergerac” di E.Rostand: “Mentre Cirano rievoca i passati amori, gioisce di Rossana che gli ricama il collare con la macchina Singer” (primi XX sec.); 4. Cartolina pubblicitaria francese del modello elettrico “moderno e rapido” Singer 15 K 71 (Cromolitografia, 1929). 56 1. 3. 2. 4. TAVOLA LII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Graziosa cartolina pubblicitaria delle macchine da cucire Singer di inizio ‘900, con dei bambini che prendono un thè utilizzando il tavolo porta-macchina chiuso. La compagnia Singer offriva agli acquirenti la possibilità di provare gratuitamente e senza impegno le macchine di propria produzione; 2. Il grandioso edificio Singer, alto 186 m, situato a Broadway, N.149, nel cuore del distretto finanziario della “Grande mela”, come si presentava ai primi del ‘900; 3. e 4. Vedute degli stabilimenti industriali Singer di Monza (1940 ca). Il complesso occupava una superficie di 80.000 metri quadrati. 57 1. 2. 3. TAVOLA LIII – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Inserzione pubblicitaria nella rivista settimanale americana «Harper’s weekly» del maggio 1897. Le macchine da cucire Singer venivano vendute “direttamente dal produttore al consumatore” attraverso gli impiegati della compagnia; 2. Foglietto di avvertimento in cui la compagnia Singer mette in guardia i potenziali acquirenti contro possibili contraffazioni sul mercato delle macchine da cucire: “Le macchine da cucire Singer sono quelle prodotte dalla “Singer manufacturing company”, formalmente “I.M. Singer & Co.”. Ogni altra macchina spacciata come “Singer”, “Singer System”, “Improved Singer” etc. è una imitazione. Ogni macchina Singer reca il marchio di fabbrica della “Singer Manufacturing Company”, come quello riportato nel disegno sul presente foglietto. Questo marchio di fabbrica è affisso alla macchina vicino al bilanciere, ed è anche fuso su ciascun lato del sostegno. Per evitare frodi non acquistate macchine prive del marchio di fabbrica, e controllate anche che il nome della compagnia “Singer” sia presente sul braccio della macchina” (1891). 3. I modelli Singer “I.F” e “I.M”, pubblicizzati in un volantino del 1891. 58 TAVOLA LIV – SINGER MANUFACTURING CO.: Originalissima inserzione pubblicitaria in «Harper’s weekly» del dicembre 1897: “L’influsso della donna avvolge il mondo attraverso l’utilizzo della Singer, la macchina da cucire universale prodotta e venduta solo dalla “Singer Manufacturing Co”. Uffici in ogni città del mondo”. 59 TAVOLA LV – SINGER MANUFACTURING CO.: Alcune pagine di un libretto sagomato pubblicitario delle macchine Singer, “l’acme della perfezione per le cuciture domestiche” nei suoi tre distinti tipi a navetta oscillante, a navetta vibrante e automatico, o per punti a catenella (epoca vittoriana). 60 1. 3. 2. 4. TAVOLA LVI – SINGER MANUFACTURING CO.: 1. Macchina Singer a navetta oscillante (da «Journal of Domestic appliances and Sewing Machine Gazette», 1884); 2. Macchina Singer a navetta vibrante (da «Journal of Domestic appliances and Sewing Machine Gazette», 1889) 3. Stampa pubblicitaria in stile Liberty per il mercato russo (primo Novecento); 4. Cartolina commemorativa dell’Esposizione di St. Louis del 1904: “tutte le nazioni si incontrano al Padiglione Singer”. 61 1. 2. 4. 3. TAVOLA LVII – DALLA MANOVELLA AGLI AUTOMATISMI ELETTRICI: 1. Stampa pubblicitaria della macchina da cucire automatica a manovella della ditta statunitense “Smith & Egge” (1901). Durante i primi 20 anni di vita della macchina per cucire fu brevettata una grande quantità di motori, la maggior parte dei quali consisteva in varie combinazioni di molle d’acciaio arrotolato. Questi motori divennero in breve tempo obsoleti e furono superati dall’utilizzo della corrente elettrica per generare forza motrice; 2. e 3. Inserzioni pubblicitarie di ditte statunitensi che producevano motori elettrici per risolvere il “problema del cucito” (primi XX sec.). La più nota è la multinazionale “General Electric Company”, fondata nel 1892; 4. Macchina da cucire Singer, vista dal lato posteriore, che reca applicato il motore elettrico “Diehl”. Questo consisteva in una staffa di supporto con motore incorporato, fornito a sua volta di un regolatore di velocità e di un freno; alla staffa era connesso un braccio oscillante con “puleggia di rinvio”. 62 TAVOLA LVIII – VICTORY ELECTRIC MANUFACTURING CO: Cartolina pubblicitaria, risalente ai primi del Novecento, delle lampade regolabili per macchina da cucire prodotte dalla ditta con sede a Utica, nello stato del New Jersey. TAVOLA LIX – MOTORI AD ACQUA: L’ingegnere inglese T.Wheeler, di Preston, nel Lancashire, inventò dei motori ad acqua che potevano essere facilmente applicati ad ogni tipo di macchina da cucire: a sinistra uno “swivel water motor” assicurato al tavolo di una macchina. Si trattava di un motore assai economico, caratterizzato da un ridotto numero di parti meccaniche e da un basso consumo di acqua (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette», novembre 1884). 63 TAVOLA LX – “ELASTIC MOTION” (1885): La macchina da cucire nota col nome di “Movimento Elastico” fu creata ed immessa sul mercato verso la metà degli anni Ottanta del XIX sec. da una compagnia di capitalisti americani, che aveva i suoi uffici a Pine Strett, a New York. Si trattava di una macchina per cucire a filo unico, per punto a catenella. Essa traeva il proprio nome da alcuni miglioramenti “strutturali” che eliminavano le vibrazioni del tavolo e del supporto quando la macchina era in funzione. La parte lignea era lavorata nel migliore dei modi, levigata e bella nel design; il supporto presentava un modello davvero unico, stabile e resistente, ed era decorato con ornamentazioni dorate di gusto orientale impresse sulla ghisa; ed in generale tutta la struttura della macchina era assai ben rifinita. Il braccio mobile che recava l’ago era nichelato, e tutte le parti metalliche risultavano ben levigate e lucenti. TAVOLA LXI – “NEW-YORK” E “SILENCIEUSE-EXPEDITIVE” (1882): Due illustrazioni realizzate da Laurent Victor Rose, pittore e disegnatore francese noto per i suoi disegni industriali della seconda metà del XIX sec. Si tratta di una coppia di modelli di macchine da cucire a pedale, per punto di spola, prodotti dall’ingegnere parigino M. Maquaire, che nel 1897 inaugurò il sistema della vendita a rate in terra di Francia. A sinistra il modello “New-York”, di cui fu creata anche una “versione ridotta” a mano; a destra la “Silencieuse-Expéditive”, dal caratteristico pedale a due placche. 64 TAVOLA LXII– SINGER MANUFACTURING CO.: Inserzione pubblicitaria per il mercato americano di 5 modelli di macchine per cucire Singer, in «Saturday Evening Post», 1959. 65 TAVOLA LXIII – SELF ACTING SEWING MACHINE COMPANY, Ltd.: Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885. La macchina raffigurata, “superbamente montata” su un artistico supporto, viene pubblicizzata come “la più perfetta e semplice macchina per cuciture e per asole”. Brevettata dalla “Self-Acting Sewing Machine Company Ltd” di Londra, faceva parte di una famiglia di macchine così composta: “No 1B” per cuciture domestiche e per sarti, completa di coperchio; “No 2B”, per sartorie e negozi di confezioni”; “No 3 B”, per grosse fabbriche “in cui si richiedeva pesante e continuo lavoro accompagnato da durevolezza e precisione”. 66 TAVOLA LXIV – JONES’ SEWING MACHINE COMPANY: Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887 e del 1884. In alto il marchio di fabbrica con la “J” e la ragazza che cuce a macchina, chiara imitazione di quello della Singer. Nella foto in basso la macchina “Jones” con base a forma di violino, o “modello serpentina” a manovella, dal braccio e la spalla tipicamente ricurvi. La macchina venne prodotta dal 1879 per 20 anni a seguire, a Guide Bridge, presso Manchester, e fu tra le macchine per cucire di produzione inglese più vendute negli ultimi decenni del XIX sec. Ne fu fornita una anche “ad H.R.H. Principessa del Galles”! William Jones iniziò a fabbricare macchine da cucire nel 1859, e nel 1860 formò una società con Thomas Chadwick. La “Chadwick & Jones” produsse macchine per cucire ad Ashton-underLyne. Ma il sodalizio durò poco e la società fu sciolta nel 1863. Più tardi Thomas Chadwick si associò alla “Bradbury & Co.”. Nel 1869 Jones aprì un opificio a Guide Bridge, ed il marchio fu incorporato lo stesso anno come “Jones Sewing Machine Co. Ltd”. La fabbrica veniva pubblicizzata come “la più grande manifattura inglese dedita unicamente alla produzione di macchine per cucire di prima classe”, per usi domestici ed industriali. La compagnia esiste ancora oggi col nome di “Brother UK Ltd”. 67 1. TAVOLA LXV – BRADBURY & CO: Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887 e del 1895. 1. Marchio di fabbrica con la “B” e la ragazza che cuce a macchina e rèclame della macchine No 2 a navetta rotante; 2. Pubblicità della macchina rotativa; 3. Veduta dello stabilimento di Oldham. La compagnia “Bradbury & co, Ltd” fu fondata nel 1852, e costituì “la prima manifattura inglese ed europea di macchine da cucire”. Essa produceva anche biciclette, motocicli e carrozzine. Nel 1879-80 brevettò la macchina rotativa “ed il successo che riscosse in un periodo così breve è ineguagliato nella storia della fabbricazione delle macchine per cucire”. La rotativa venne premiata con i più prestigiosi riconoscimenti ad ogni mostra in cui fu presentata: ben 12 medaglie e 6 attestati di merito, tra cui la manifestazione “Grandi medaglie d’oro” a Parigi, nel 1879; ad Adelaide nel 1881; a Perth (Australia) nel 1881; ad Huiddersfield, nel 1883; alla “Mostra delle Invenzioni” nel 1885; a Liverpool, nel 1886. 2. 3. 68 TAVOLA LXVI – J.E. CARVER: Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1886. La macchina raffigurata è uno splendido modello “Stella”, squisitamente rifinito, realizzato da J.E. Carver, fabbricante e mercante londinese. La sua bottega si trovava ad Holborn, nel cuore di Londra. 69 1. 2. TAVOLA LXVII – RAYMOND MANUFACTURING CO.: 1. Segnalibro pubblicitario della “nuova macchina da cucire Raymond, la migliore al mondo” (primi XX sec.); 2. Stampa pubblicitaria delle macchine da cucire della “Raymond Manufacturing Company”, montate su mobili in legno di quercia magnificamente rifinito, “cuciono perfettamente dalle stoffe più leggere a quelle più pesanti, ogni macchina garantita” (1914). La “Raymond Sewing” fu fondata dall’impresario americano Charles Raymond nel 1862. Egli si era messo in affari nel Vermont, ma successivamente dovette trasferirsi in Canada per evitare le conseguenze della causa civile con Singer, di cui egli aveva “clonato” le macchine. Dapprima Raymond si stabilì a Montreal, per poi spostarsi a Guelph, nell’Ontario. La crescita della compagnia fu favorita dalla Guerra Civile Americana, che aveva praticamente annullato ogni forma di concorrenza. Nel 1897 Raymond si ritirò, dopo aver venduto l’azienda a J.G. Sully e a Christian Kloepfer. La denominazione rimase quella d’origine, ma la “Raymond Manufacturing Company” diversificò la sua produzione. Nel 1916 fu venduta alla “White Sewing Machine Company” di Cleveland (cfr. Tavv. XV-XVII). 70 1. 2. 3. TAVOLA LXVIII – REMINGTON SEWING MACHINE CO: 1. Medaglie di premio conferite alle macchine da cucire della ditta Remington durante l’Esposizione Universale di Vienna del 1873: la “medaglia per il progresso”, per l’essenziale contributo al progresso dell’industria; e la “medaglia di merito”, per l’eccellenza dei prodotti esibiti; 2. Modello di macchina da cucire Remington a mobiletto completo, con cofano o coperchio ribaltabile (1870 ca); 3. “La battaglia delle macchine da cucire” fu composta ed arrangiata per pianoforte dal compositore F.Hyde, e venne edita nel 1874 dalla compagnia musicale newyorkese William A. Pond & Co., specializzata nella pubblicazione di partiture e nella distribuzione di strumenti musicali. La litografia, realizzata da R. Teller, illustra una “battaglia” tra macchine da cucire. L’ “armata” Remington è in marcia verso le macchine da cucire Singer (Tavv. II, III, VIII, XXXVII-LIX e LXII), Howe (Tavv. XXXIV e XXXV) , Succor, Weed, e Willcox & Gibbs (Tav. VI), che in massa si danno alla fuga. I soldati conducono le macchine Remington a pedale cavalcandole come fossero cavalli, e sono armati di fucili Remington. Nella parte alta della partitura, a sinistra, è disegnata una donna che cuce con una macchina Remington presso la sede della ditta di Madison Square, a New York, mentre nel rettangolo a destra sono rappresentati le armerie e fabbriche di macchine da cucire Remington di Ilion, nel New Jersey. La partitura si compone di 11 pagine accompagnate da varie didascalie, tra cui: “Howe, la battsglia ha inizio”; “L’arrivo di tutte le migliori macchine”; “Il Trionfo della Macchina da cucire Remington”; “Casa dolce casa”. Quando fu pubblicata “La battaglia delle macchine da cucire”, nel 1874, aveva da poco fatto la sua comparsa sul mercato la macchina da cucire Remington No. 2. Si trattava di una macchina da cucire domestica con tavolo a ribalta e due cassetti, dal costo di 75 dollari. La “Remington Arms Co. Inc.” è una delle più antiche manifatture di armi da fuoco negli Stati Uniti, e la maggiore produttrice americana di fucili, oltre che una fornitrice mondiale di armi di piccola taglia. Fondata nel 1800, conobbe un notevole sviluppo durante la Guerra Civile americana, e contribuì alla vittoria dell’Unione. Verso la fine del secolo XIX diversificò la propria produzione realizzando dispositivi e macchine per cucire specializzati, automobili a vapore, macchine da scrivere, sistemi di illuminazione elettrica, motori a benzina, pompe di drenaggio, torni e macchine per la fabbricazione di sigari. 71 1. 2. 3. 4. 5. TAVOLA LXIX – CATALOGHI DI VENDITA: 1. “Singer Manufacturing Company” (1863); 2. “Shaw & Clark Sewing Machine Company” (1864); 3. “American Button Hole, Overseaming & Sewing Machine Company” (1874); 4. “Standard Sewing Machine Company” (1895); 5. “Wilson Sewing Machine Company” (1872). 72 TAVOLA LXX – SHAW & CLARK SEWING MACHINE CO.: La fabbrica della “Shaw & Clark Sewing Machine Company” fu fondata a Biddeford, nel Maine, nel 1857 da Charles A. Shaw e Timoty Clark, per poi trasferirsi, qualche tempo dopo, a Chicopee Falls, in Massachussets, ed assumere la denominazione di “Chicopee Sewing Machine Company”. Per un certo periodo la società fu uno dei produttori di maggior successo di macchine per cucire, sebbene i propri prodotti violassero diversi brevetti coevi. Nel 1864 furono introdotti due nuovi modelli caratterizzati, uno da un corpo con montante di sostegno del braccio a foggia di torre a sezione circolare, l’altro da un corpo con montante a foggia di torre quadrata con tetto a pagoda, che poteva presentarsi in forma aperta o chiusa. Tali modelli sono illustrati nella pagina di catalogo riportata in figura. La fabbrica chiuse i battenti nel 1868. 73 TAVOLA LXXI – POLLACK SCHMIDT ET C.ie: Stampa pubblicitaria delle macchine da cucire chiamate “Le silenziose”, brevettate dalla fabbrica parigina “Pollack Schmidt et C.ie”. Le macchine riassumevano in sé tutti i più recenti perfezionamenti e si presentavano in forma di mobili nuovi ed eleganti. Furono premiate con la Grande medaglia d’oro all’Esposizione Universale ed Internazionale di lione del 1872 e, nuovamente premiate all’Esposizione Politecnica e Internazionale di Mosca lo stesso anno (da «L’univers illustré», 1872). 74 1. 2. 3. TAVOLA LXXII – COMPAGNIE TEDESCHE DI MACCHINE PER CUCIRE: 1. Placchetta metallica con marchio di fabbrica della ditta “Köhler”, fondata nel 1877 ad Altenburg, in Turingia, da Hermann Köhler; 2. Stampa pubblicitaria delle macchine da cucire “Köhler” (prima metà sec. XX). Alcuni modelli di fine ‘800 e dei primi anni del ‘900 erano noti per essere decorati con ricche decalcomanie floreali, in pieno accordo con il gusto Liberty di quel tempo, e per essere dotate di caratteristiche manovelle in porcellana e di un righello intarsiato nella base lignea; 3. Cartolina pubblicitaria delle macchine per cucire “Haid & Neu” (epoca vittoriana). La compagnia, fondata nel 1860 a Karlsruhe, entro il 1881 aveva prodotto 100.000 macchine, per raggiungere il mezzo milione nel 1898 ed il milione di esemplari nel 1904. La “Haid & Neu” sopravvisse alla seconda guerra mondiale, ma nel 1958 fu rilevata dalla Singer. L’industria tedesca delle macchine per cucire si caratterizza per la produzione di esemplari di piccole dimensioni, con braccio basso e manovella, comunemente conosciute col nome di “modello Sassonia”. 75 1. 2. 4 3. 5. TAVOLA LXXIII – MÜLLER: 1., 2. e 3. Pubblicità dei primi del Novecento; 4. Inserzione pubblicitaria degli anni Trenta, in rivista d’epoca; 5. Marchio di fabbrica della ditta “Clemens Müller”, di Dresda. C. Müller fu il primo produttore industriale tedesco di macchine per cucire, di cui iniziò la produzione nel 1855. Venti anni più tardi aveva già prodotto 100.000 macchine di diverse tipologie, compresi svariati modelli industriali. Dal 1910 cominciò a produrre anche macchine da scrivere. 76 TAVOLA LXXIV – GRITZNER & CO.: Inserzione pubblicitaria in «Sewing Machine Gazette» del 1881 delle macchine da cucire, con azionamento meccanico a pedale, montate su mobili in legno a scomparsa estendibili, richiudibili e con sedia incorporata, prodotti dalla “Gritzner & Co.” Fondata nel 1872 a Durlach, in Germania, è una delle prime compagnie tedesche nel settore delle macchine da cucire. Fu particolarmente attiva in epoca Vittoriana. 77 TAVOLA LXXV – GRITZNER & CO.: Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1883 delle macchine da cucire prodotte dalla “Gritzner & Co”, decantate, tra l’altro, per le loro raffinate decorazioni in colore e in madre perla. 78 1. 2. 3. 4. TAVOLA LXXVI – GRITZNER & CO.: 1. Marchio di fabbrica della compagnia “Gritzner & Co.”, col ragno sulla tela; 2., 3. e 4. Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. 79 TAVOLA LXXVII – GRITZNER & CO.: Ufficialmente la compagnia fu incorporata nel 1886 e nel 1902 aveva prodotto già due milioni di macchine per cucire. Nel 1897 iniziò la produzione di biciclette, e nel 1903 quella di motocicli. La compagnia, dopo aver assorbito la “Frister & Rossmann” nel 1925, si fuse con “Kayser” nel 1931 ed infine venne acquistata dalla “Pfaff” nel 1957. 80 1. 3. 2. 4. TAVOLA LXXVIII – GRITZNER & CO.: 1., 2. e 3. Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905; 4. Macchina da cucire “modello Sassonia” a braccio basso (1886); 5. Foto d’epoca col padiglione della ditta Gritzner all’esposizione di Liegi del 1905. In quell’occasione la giuria premiò la compagnia con diploma d’onore e medaglia d’oro per l’”eccellenza, l’ottima qualità e le notevoli rifiniture” delle macchine in esposizione. Tra queste riscosse particolare successo la nuova macchina “Rotunda” a crochet rotativo. 5. 81 1. 2. 3. TAVOLA LXXIX – PFAFF : 1. Logo delle ditta tedesca Pfaff, contornato da onorificenze, premi e riconoscimenti ottenuti dalla sua fondazione nel 1862; 2. Il primo modello di macchina per cucire realizzata dalla Pfaff nel 1862. Questo pezzo di archeologia industriale è esposto al “Deutsches Museum” a Monaco di Baviera; 3. Bozzetto pubblicitario da un giornale di inizio ‘900. La graziosa scenetta voleva evidentemente dimostrare ai lettori del tempo che anche una bambina era in grado di imparare a cucire a macchina senza difficoltà. 82 1. 3. 2. 4. TAVOLA LXXX – PFAFF :1. Macchina a pedale e manovella combinati (primi XX sec.); 2. Macchina a manovella (primi XX sec.); 3. Cartolina in stile liberty dei primi del Novecento che pubblicizza la rivendita di macchine per cucire Pfaff di Villeneuve – sur – Lot (Francia); 4. Pubblicità per il mercato inglese di un modello di macchina capace di cucire sui bottoni e realizzare asole, cuciture a zig-zag, ricami senza l’aggiunta di guide (1953). 83 TAVOLA LXXXI – PFAFF : Manifesto pubblicitario delle macchine da cucire Pfaff, vendute in esclusiva a Norimberga dal meccanico Friedrik Meier (1885). 84 1. 3. 2. 4. TAVOLA LXXXII – PFAFF : 1. Logo della “G. M. Pfaff” di Kaiserslautern (fine XIX-inizi XX sec.); 2. Litografia pubblicitaria delle macchine da cucire Pfaff, stampata nel 1929 per il mercato tedesco; 3. Francobollo pubblicitario delle cucitrici Pfaff per il mercato belga (inizi XX sec.); 4. Logo della ditta Pfaff della prima metà del XX sec. 85 1. 2. 3. 4. TAVOLA LXXXIII – PFAFF : 1. Stampa pubblicitaria del 1924; 2. Stampa pubblicitaria delle macchine per cucire Pfaff, dei primi del Novecento; 3. Pubblicità del 1917; 4. Francobollo pubblicitario della ditta “G.M.P. Pfaff”, firmato dall’artista R. Sander (anni Trenta del XX sec.). 86 1. 3. 2. 4. TAVOLA LXXXIV – PFAFF : 1. Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885; 2. Macchina da cucire Pfaff, “molti rivali!!!nessun eguale!!!”. Le macchine Pfaff alle Esposizioni internazionali di Londra del 1852 e del 1862 ottennero premi di merito come “articoli di alta classe”, caratterizzati da supporti e intelaiature ornamentali, tali da costituire mobili assai decorativi per i salotti delle abitazioni; 3. Inserzione pubblicitaria dei prodotti Pfaff, costruiti secondo il “perfetto” sistema Singer per macchine da cucire, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885; 4. Inserzione pubblicitaria delle macchine a bobina centrale in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. 87 2. 1. 3. 4. 5. TAVOLA LXXXV – PFAFF MODELLO 332 : 1. Pubblicità per il mercato inglese del 1956, in rivista d’epoca; 2. Stampa pubblicitaria per il mercato inglese del 1957; 3. e 4. Ancora una pubblicità in lingua inglese, risalente al 1959. Il modello Pfaff 332 era una macchina da cucire universale ed elettrica per uso domestico, dotata di piano per cucire incardinato, motore incorporato e luce nel braccio. Veniva venduta come macchina portatile oppure combinata con tavolo da cucito o mobile, “adatto all’arredamento di ogni angolo della casa”. La linea è ormai essenziale e moderna; i pregi tecnici consentono di ottenere svariati motivi di ricamo utilizzando la cucitura a zig-zag, attraverso la semplice composizione di numeri su di un disco combinatore, simile alla rotella di un vecchio telefono; 5. Modello “Pfaff 130”, a bobina centrale (anni Trenta del XX sec.). 88 1. 3. 2. 4. TAVOLA LXXXVI – DÜRKOPP : 1. Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1883; 2. Pubblicità della nuova macchina “Dürkopp” rotativa, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1892; 3. Pubblicità del 1913; 4. Cartolina pubblicitaria (primi XX sec.). La compagnia “Dürkopp & Schmidt”, divenuta in seguito “Dürkopp &Co”, nacque nel 1867, con sede a Bielfeld, cittadina tedesca nota per la produzione di tessuti. Nel giro di 20 anni Bielfeld divenne uno dei centri più importanti dell’industria di macchine per cucire in Germania: nel 1880 nel settore erano attive ben 19 società! 89 2. 1. 3. 5. 4. 6. TAVOLA LXXXVII – BAER & REMPEL : 1. Stampa pubblicitaria della fabbrica di macchine per cucire “Baer & Rempel” (primi XX sec.); 2. e 3. Stampe pubblicitarie della prima metà del XX sec.; 4. e 6. Inserzioni pubblicitarie in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885 e del 1894; 5. Coperchio di una scatoletta portaaghi in metallo, prodotto dalla “Baer & Rempel” (1910). Fondata nel 1865 a Belfield, in Germania, la compagnia era specializzata nella produzione di macchine rotative a spoletta del marchio “Phoenix”. I tipi principali erano 4: la “lettera F” per usi domestici e lavori industriali leggeri; la “lettera D”, macchina di medie dimensioni per scopi industriali; “lettera E”, macchina grande per lavori industriali; “lettera F” a mano, montata su base di legno elegantemente intarsiato. 90 2. 1. TAVOLA LXXXVIII – HENGSTENBERG & CO : 1. Stampa pubblicitaria di una macchina per cuciture a “zig-zag”, prodotta dalla compagnia “Anker Werke A.G” (1965); 2. Stampa pubblicitaria delle macchine per cucire “Anker”; 3. Inserzione pubblicitaria della ditta “Hengstenberg & Co, A.-G.” di Bielefeld in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. La compagnia in origine fu fondata da Karl Schmidt nel 1876, per la produzione di macchine per lavorare la pelle. Nel 1878 vi si associò Hugo Hengstenberg, introducendovi la produzione di macchine per cucire domestiche. Nel 1883 Schmidt lasciò la compagnia e, l’anno seguente, la firma divenne “Hengstenberg & Co”. Successivamente si associò alla compagnia Heinrich Wittler, che creò, nel 1894, il modello “Anker Westfalia”. Lo stesso anno iniziò la produzione di bibiclette e Wittler lasciò la compagnia per associarsi a “Dürkopp”. Nel 1906 la compagnia assunse il nome di “Anker-Werke”. 3. TAVOLA LXXXIX – H.KOCH & CO.: 4. Inserzione pubblicitaria della ditta “Hengstenberg & Co, A.-G.” di Bielefeld in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1885. I meccanici Baer e Koch furono i primi a iniziare la fabbricazione di macchine per cucire a Bielefeld. Quando Baer decise di mettersi in proprio, Kock proseguì l’attività col nome di “Kock & Co”, e nella propria manifattura impiegò i meccanici Dürkopp e Schmidt, che a loro volta nel 1867 avrebbero aperto un proprio opificio. Successivamente la “Koch & Co”, seguendo l’esempio di altre manifatture di Bielefeld, iniziò a fabbricare anche biciclette, e, successivamente, si concentrò sul settore delle cuciture industriali e della confezione di abiti. Il suo marchio “Adler” divenne sinonimo di macchine da cucire di speciale qualità, richieste a livello internazionale. Successivamente la compagnia assunse il nome di “Kochs Adler Nähmaschinenwerke A G”. 4. 91 1. 2. 3. TAVOLA XC – OPEL: 1. Inserzione pubblicitaria con marchio di fabbrica ed esempi di macchine a pedale e a mano, della ditta tedesca “Adam Opel” di Russelsheim, presso Francoforte, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1886; 2. Immagine pubblicitaria in stile Liberty (primi XX sec.); 3. Stampa pubblicitaria della “Opel, la migliore macchina da cucire” (1868). Adam Opel iniziò la sua attività come chiavarolo nella bottega di famiglia; nel 1862 iniziò a fabbricare in proprio macchine da cucire, e, dal 1886, anche biciclette. Negli anni Trenta, la piccola compagnia da lui fondata nel 1862 sarebbe divenuta la “Adam Opel A G”, la maggiore produttrice europea di automobili! 92 1. 2. TAVOLA XCI – COMPAGNIE TEDESCHE DI MACCHINE PER CUCIRE: 1. Inserzione pubblicitaria delle macchine da cucire prodotte dalla fabbrica “L.O.Dietrich” di Altenburg, in Sassonia, fondata nel 1871. Tra i modelli disponibili: “Vesta”, nuova macchina a navetta vibrante; nuova macchina a crochet rotante; macchine da cucire delle famiglie A e B, a mano e a pedale; macchine a navetta oscillante e macchine a bobina centrale (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905); 2. Pubblicità dei modelli “Original Brunonia”, macchina da cucire a doppia impuntura, e “Improved Liliput”, macchina a mano per punto a catenella, prodotti dalla ditta “Bremer & Brückmann” di Braunschweig, attiva tra il 1876 ed il 1900, e specializzata nella produzione di macchine da cucire in miniatura (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1893). 93 TAVOLA XCII – GRIMME, NATALIS & CO: Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905. Al centro il modello “Original Princess” con coperchio in ghisa. Il marchio fu formato nel 1871 da Carl Grimme e Kaufmann A. Natalis, i quali prima di allora avevano prodotto macchine da cucire indipendentemente l’uno dall’altro. La compagnia produsse una notevole varietà di macchine per cucire, nell’opificio di Brunswick, in Germania. Molte macchine venivano esportate in Gran bretagna o vendute da agenti e distributori. Negli anni Novanta dell’Ottocento G. Natalis diversificò la propria produzione iniziando a fabbricare macchine calcolatrici. 94 3. 1. 2. TAVOLA XCIII – GRIMME, NATALIS & CO: 1. Supplemento al «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1 dicembre 1883, con una raffigurazione del modello “Concordia”. La macchina, assai ben rifinita, era caratterizzata da notevoli miglioramenti, tra cui un avvolgibobina automatico capace di fermarsi da sé, un doppio fermo per allentare la ruota, un morsetto serrafilo per l’ago etc. Il supporto presentava un design nuovo ed elegante ed il suo pedale era ricoperto di gomma. La “Concordia” veniva venduta anche in versione a manovella; 2. La macchina da cucire a mano modello “Princess”, per punto a doppio filo, fabbricata da “Grimme, Natalis & Co”, stessi produttori industriali del modello “Concordia” (1883); 3. Avvolgibobina automatico fabbricato dalla “White Sewing Machine Company” (1882). 95 TAVOLA XCIV – JUNKER & RUH: Manifesto pubblicitario della macchina da cucire rotativa a due rocchetti, brevettata dalla ditta tedesca (1886). Nel 1876 la “Junker & Ruh” aveva prodotto ben 25.000 macchine. Fino al 1878 erano in produzione, tra gli altri, i modelli “Original Fidelitas”, “Originale Badenia” ed “Original Rhenania”. Negli anni a seguire la compagnia si dedicò anche alla produzione di attrezzature più moderne, compresa una macchina a navetta vibrante, nota col nome di “Frigga”. 96 1. 2. TAVOLA XCV – BIESOLT & LOCKE: 1. “Sfilata della macchina da cucire in Sassonia”. Durante l’estate del 1889 il popolo sassone, per dimostrare la propria riconoscenza alla famiglia Reale, che aveva regnato sul paese per 800 anni, organizzò dei solenni festeggiamenti ed un grandioso corteo storico. La sfilata aveva l’intento di descrivere la storia della Sassonia e di mostrare anche i progressi compiuti dalle industrie del paese, per cui vi partecipò praticamente ogni produttore industriale, compresa la ditta di macchine per cucire “Biesolt & Locke”, che aveva sede a Meissen; 2. Inserzione pubblicitaria che mostra i modelli “Lt. B” a braccio alto, per uso domestico, con un sostegno di nuova forma, ed il modello “Cinderella”, macchina automatica perfezionata, a mano e a pedale, per uso domestico e industriale, “silenziosa, precisa, rapida, dal facile movimento, indubbiamente la migliore macchina sul mercato” (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette», 1895). 97 1. 2. 3. TAVOLA XCVI – SWISS SEWING MACHINE FACTORY Ltd: 1. Inserzione pubblicitaria delle macchine del marchio “Helvetia” in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1905; 2. Cartolina pubblicitaria del marchio “Helvetia”, 1931; 3. Manifesto pubblicitario della macchina da cucire “Helvetia”, “un’amica per la vita” (anni Quaranta del XX sec.). La “Swiss Sewing Machine factory Ltd” aveva sede a Lucerna, in Svizzera; grande successo ebbero le sue macchine marchio “Helvetia” a navetta vibrante, oscillante e a bobina centrale, pluripremiate con numerose onorificenze, tra cui la Medaglia d’argento a Ginevra nel 1896 e la Croce di merito, la Medaglia d’oro ed il Diploma d’onore a Bordeaux, nel 1903. 98 1. 3. 2. 4. 5. TAVOLA XCVII – TAVARO S.A.: 1. e 3. Stampe pubblicitarie della macchina da cucire “Elna 1” (1943, 1949), considerata il primo esempio di design industriale nel campo delle macchine per cucire; 2. Modello “Elna 1” a bobina centrale, risalente agli anni Quaranta del Novecento. Fu la prima moderna macchina da cucire portatile ed elettrica a braccio libero; 4. e 5. Stampe promozionali del modello “Elna Supermatic” (anni Cinquanta del XX sec.), che fu ritenuto rivoluzionario perché capace di eseguire svariati tipi di punti decorativi dall’aspetto identico a quello dei punti realizzati a mano. Le macchine da cucire Elna venivano prodotte dalla firma svizzera Tavaro, di Ginevra. La compagnia iniziò a fabbricare macchine per cucire nel 1934 e il modello Elna fu introdotto nel 1940. Queste macchine divennero note per la loro affidabilità, facilità di funzionamento e anche per le caratteristica rifinitura di colore verde, assai inconsueta per un periodo in cui la maggior parte delle macchine veniva rifinita in nero e oro. 99 TAVOLA XCVIII – BERNH. STOEWER: Inserzione pubblicitaria in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1895. La fabbrica originaria fu fondata da Bernhard Stoewer sen. nel 1858 a Stettino, in Germania, e costituì “la seconda più antica fabbrica tedesca di macchine per cucire”. La “Stoewer” creò una nuova famiglia di macchine per cucire a braccio alto, chiamate “The Pallas” e basate sul “principio Singer”, opportunamente migliorato e potenziato. Più tardi alla produzione dell’azienda si aggiunsero anche macchine per scrivere e biciclette. Nel 1899 i figli di Stoewer, Bernhard jr. ed Emil, fondarono il marchio “Gebrüder Stoewer, Fabrik für Motorfahrzeugen”, per la produzione di automobili, che sarebbe proseguita fino alla vigilia della seconda Guerra mondiale. 100 TAVOLA XCIX – GEBR. NOTHMANN: Inserzione pubblicitaria delle macchine per cucire a navetta vibrante prodotte dai fratelli Nothmann di Berlino, in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1895. La compagnia fu attiva tra il 1878 ed il 1909. Nel 1912 fu assorbita da “Frister & Rossmann”. TAVOLA C – RICHARD KNOCH: Inserzione pubblicitaria delle “celebri” macchine per cucire “Knoch”, prodotte da Richard Knoch di Saalfeld, in Germania. Le macchine, basate sul sistema brevettato White, erano disponibili in tre “formati”: A. Per confezioni; B. Per sartorie; C. Per usi domestici (da «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1894). 101 TAVOLA CI – C.LOHMANN: Inserzione pubblicitaria della rivendita londinese “C. Lohmann” in «Journal of domestic appliances and Sewing Machine Gazette» del 1887. Il negozio forniva pezzi di ricambio ed accessori di ogni genere per macchine da cucire. 102 2. 1. 3. 4. TAVOLA CII – NECCHI: 1. Stampa pubblicitaria di svariati modelli di macchine per cucire Necchi con mobile in ghisa a pedale o con mobili in legno. La Necchi viene pubblicizzata come “la più grande fabbrica italiana di macchine per cucire”, con un’ area industriale di 150.000 metri quadri, 2.000 operai impiegati ed una potenzialità annua di produzione dell’ordine di 600.000 esemplari (1936); 2. Pubblicità del 1936 di un modello Necchi con mobile decò impiallacciato in noce e radica di noce; 3. e 4. Inserzioni pubblicitarie della macchina da cucire Necchi (1958 e 1959), “la più desiderata nel mondo”, realizzate dall’artista e designer grafico lombardo Franco Grignani per alcune riviste d’epoca. 103 2. 1. 3. 5. 4. TAVOLA CIII – NECCHI: 1. Pubblicità della ditta pavese “Necchi” di “macchine per cucire per la casa e per l’industria”, tratta da un catalogo del 1930; 2. Veduta degli Stabilimenti Necchi di Pavia (prima metà XX sec.); 3. Scatoletta porta-aghi in metallo, fabbricata dalla ditta Necchi (prima metà XX sec.); 4. Macchina industriale a bobina centrale e pedale (anni Trenta del XIX sec.); 5. Macchina a navetta vibrante a mano (anni Trenta del XIX sec.). 104 1. 2. 3. 4. TAVOLA CIV – VIGORELLI: 1. Pubblicità delle macchine da cucire della ditta Vigorelli (anni Cinquanta del XX sec.); 2. Modello “Vigor” a navetta vibrante. E’ il primo modello della casa Vigorelli (1930 ca); 3. Modello di linea solida ed elegante battezzato “Impero” in omaggio alle conquiste coloniali. E’ un modello che ha fortuna, come tutte le macchine italiane (1930 ca); 4. La Vigorelli prodotta alla ripresa dell’attività, nel dopoguerra. Il modello fu infatti battezzato “Ripresa” (1946); 5. Manifesto pubblicitario delle macchine per cucire Vigorelli, realizzato dall’illustratore Gino Boccasile (1949). 5. 105 1. 2. 3. 4. TAVOLA CV – BORLETTI: 1. Pubblicità per il mercato italiano della macchina per cucire Borletti modello “Superautomatica”, capace di eseguire cuciture a punto turco, punto quadro e mezzo punto (1960); 2. e 3. Stampe col noto slogan pubblicitario “punti perfetti”, che contraddistingueva la ditta milanese “Fratelli Borletti”. Fondata da Aldo e Senatore Borletti, essa si occupava di meccanica di precisione, producendo macchine da cucire e strumenti di misura, assieme al marchio congiunto “Veglia”; 4. Inserzione pubblicitaria per il mercato francese della macchina per cucire Borletti “Superautomatica”, in rivista d’epoca (anni Sessanta del XX sec.), con indirizzo della succursale della ditta situata a St-Denis (Île-de-France). 106