[email protected] LA POSTA DELL’RLS [email protected] A cura di Luca Andreozzi - Resp.le INAS-CISL La malattia professionale e l’infortunio sul lavoro vengono spesso confusi, tuttavia si tratta di due eventi completamente differenti l’uno dall’altro. Caratteristica dell’infortunio sul lavoro, infatti, è una causa violenta verificatasi durante l’attività lavorativa e che causa la morte del lavoratore oppure un’inabilità che può essere permanente assoluta se causa l’inabilità al lavoro per tutta la vita, permanente parziale se causa un’inabilità al lavoro superiore al 15% e per tutta la vita oppure temporanea assoluta se l’infortunio impedisce per più di tre giorni lo svolgimento dell’attività lavorativa. Infatti l’Inail come assicurazione paga dopo tre giorni dall’infortunio mentre spetta all’azienda pagare i primi tre. Nell’ambito dell’infortunio sul lavoro rientra anche il cosiddetto infortunio in itinere, ovvero l’infortunio che accade durante il normale percorso che il lavoratore compie dall’abitazione al luogo di lavoro e viceversa, nonché quello da un luogo di lavoro ad un altro oppure durante il percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro al luogo abituale di consumazione dei pasti. La malattia professionale, invece, è un evento dannoso che agisce in maniera lenta e progressiva sull’organismo del lavoratore. Nella malattia professionale, dunque, a differenza di quanto accade per l’infortunio, non c’è alcuna causa violenta in quanto la malattia viene contratta in maniera graduale dal lavoratore nell’esercizio e a causa della mansione a cui è adibito. Tra le malattie professionali più diffuse figura la silicosi (causata dalla silice e che risulta essere molto diffusa tra i minatori ed i lavoratori di ceramica e vetro) e l’asbestosi (causata dall’amianto). malattie muscolo- scheletriche causate da movimentazione carichi, in genere da sforzi intensi, da movimenti ripetuti e posizioni fisse posture incongrue. COME SI FA A DENUNCIARE UNA MALATTIA PROFESSIONALE? Il lavoratore assicurato INAIL ha l’obbligo di denunciare la malattia professionale al proprio datore di lavoro entro 15 giorni dalla manifestazione della stessa sotto pena di decadenza dal diritto all’indennità per il tempo antecedente la denuncia. La denuncia di malattia professionale all’Istituto assicuratore INAIL deve essere effettuata dal datore di lavoro su appositi modelli corredati da certificato medico, entro i 5 giorni successivi a quello nel quale il prestatore d’opera ha portato a conoscenza del datore di lavoro la manifestazione della malattia. Il datore di lavoro è tenuto a denunciare la malattia del proprio dipendente anche se questa è insorta per effetto di attività lavorativa esplicata in precedenza alle dipendenze di altra impresa. Il certificato medico deve contenere - oltre l’indicazione del domicilio dell’ammalato e del luogo ove questi si trova ricoverato - una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall’ammalato stesso e di quella rilevata dal medico . il lavoratore deve fornire un’anamnesi dettagliata delle lavorazione a cui è adibito e portare il libretto di lavoro dove risultino tutti i lavori svolti. Se la malattia o la lesione ha determinato la morte o se vi è pericolo di morte, la denuncia deve essere fatta entro 24 ore dall’evento. Successivamente, l’Inail chiamerà a visita il lavoratore per ricostruire l’anamnesi lavorativa, in particolare in merito alla pericolosità cui è stato esposto e chiederà al datore di lavoro copia del documento aziendale di valutazione dei rischi. Il lavoratore chiamato a visita dall’Inail dovrà portare con sé: • libretto di lavoro; • documentazione sanitaria inerente la patologia denunciata. • accertamenti sanitari preventivi e periodici svolti in azienda. • eventuali attestazioni di invalidità riconosciute in altri ambiti giuridici. Se la malattia denunciata non è prevista dalle tabelle, l’Istituto assicuratore può avvalersi, in caso di dubbi, della sua struttura tecnica di accertamento del rischio (CONTARP) per effettuare indagini ispettive all’interno dell’azienda e quantificarne l’esposizione. L’Inail, assumendosene l’onere economico, può anche richiedere al lavoratore ulteriori accertamenti sanitari. Con una successiva comunicazione, l’Istituto assicuratore farà conoscere al lavoratore le sue conclusioni, che potranno accogliere (o respingere) la richiesta di riconoscimento di malattia professionale quantificandone il grado di inabilità al lavoro. Il lavoratore, tramite il Patronato, può presentare opposizione contro le decisioni assunte dall’Inail. COSA PUÒ FARE IL PATRONATO - Assistere il lavoratore dalla fase di presentazione alla fase di definizione della pratica che lo riguarda presso l’INAIL. - Mettere a disposizione i propri consulenti medici perché egli possa ottenere un giusto periodo dì inabilità temporanea, una corretta valutazione dei postumi invalidanti, la revisione per aggravamento. Fornire al lavoratore un consulente per l’espletamento della contenzioso sanitario con INAIL. Assicurare l’assistenza legale e svolgere altri compiti per fare tutela degli interessi del lavoratore quali il controllo delle prestazioni economiche e dei tempi di revisione delle prestazioni. Le prestazioni del patronato sono gratuite. LA VOCE DELLA PREVENZIONE Autorizzazione del Tribunale di Lucca n° 790 del 10/11/2003 Direttore Responsabile: Sirio Del Grande Capo Redattore: Franco Picone Comitato di redazione: Enrico Galileo Catelani, Alessia Pera, Riccardo Giusti, Luigi Benedetto Lo Faro, MariaGrazia Roselli, Andrea Gemma, Francesca Ceccarini, Franca Cecchini. Illustrazioni di Antonio Tregnaghi Stampa: Tipografia Francesconi - Lucca Anno 2012 - N°1 in collaborazione con L’Organismo Paritetico Provinciale di Lucca SPECIALE MALATTIE PROFESSIONALI LE MALATTIE PROFESSIONALI IN PROVINCIA DI LUCCA DAL PUNTO DI VISTA DELL’INAIL A cura di Dott. Giuseppe SPARAGNO - Dirigente medico INAIL Secondo l’inquadramento dottrinario è malattia professionale: ”qualsiasi stato morboso che possa essere in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa” (A.Fiori) Le Malattie Professionali dal punto di vista dell’assicurazione sociale vengono divise in MP tabellate e in MP non tabellate delle quali sia comunque provata la causa di lavoro e il cui onere della prova è a carico del lavoratore stesso. REGIONE TOSCANA (2) Totale Malattie Professionali manifestatesi nell’anno 2010 denunciate e indennizzate alle Sedi di LUCCA e VIAREGGIO (confronto con dati totali della TOSCANA) –percentuali di indennizzo - fonte : archivi Banca Dati Statistica aggiornati al 30/04/2011- REGIONE TOSCANA (1) Malattie Professionali manifestatesi nell’anno 2010 e denunciate alle Sedi INAIL di Lucca e Viareggio divise per tipo di malattia e sesso (confronto con dati totali della TOSCANA) -fonte : archivi Banca Dati Statistica aggiornati al 30/04/2011- GESTIONE INDUSTRIA E SERVIZI MP DENUNCIATE MP INDENNIZZATE TOTALE LUCCA + VIAREGGIO 1261 399 (31,6%) TOTALE TOSCANA 4130 1254 (30,3%) %MP PROVINCIA LU / TOSCANA 30,5 % 31,8% REGIONE TOSCANA (3) Totale Malattie Professionali manifestatesi nell’anno 2010 denunciate e indennizzate alle Sedi di LUCCA e VIAREGGIO (confronto con dati totali della TOSCANA) – percentuali di indennizzo -fonte : archivi Banca Dati Statistica aggiornati al 30/04/2011GESTIONE AGRICOLTURA MP DENUNCIATE %MP INDENNIZZATE TOTALE LUCCA + VIAREGGIO 142 56 (39,4%) TOTALE TOSCANA 539 174 (32,2%) %MP PROVINCIA LU / TOSCANA 26,3% 32,18% www.usl2.toscana.it/sup - Piazza Aldo Moro, Capannori (LU) www.usl12.toscana.it/sup - via Martiri di S. Anna - Pietrasanta (LU) SEGUE MALATTIE PROFESSIONALI MALATTIE PROFESSIONALI REGIONE TOSCANA (4) Malattie Professionali manifestatesi nell’anno 2010 e denunciate alle Sedi INAIL della TOSCANA -fonte : archivi Banca Dati Statistica aggiornati al 30/04/2011- Da quanto emerge (tab.1) dalle denunce all’INAIL di MP nel 2010 nella Provincia di SEDE INAIL INDUSTRIA E SERVIZI AGRICOLTURA LUCCA , le malattie pro fessionali più numerose AREZZO 46542 sono le malattie osteoCARRARA 1021 articolari e muscolotendinee da sovraccaMASSA 1103 rico biomeccanico. SeAULLA 702 guono le malattie da AfFIRENZE 39113 fezioni dei dischi interPRATO 1462 vertebrali e le Tendiniti. L’Ipoacusia da rumore EMPOLI (FI-PORTE NUOVE) 97 14 che solo pochi anni fa GROSSETO 145121 era la protagonista delLIVORNO 273 17 le malattie professionali PIOMBINO 454 denunciate in provincia, PORTOFERRAIO4 - si colloca dietro alle malattie citate nonoLUCCA 62378 stante che il D.M. 2008 VIAREGGIO 63864 abbia ampliato in tabelPISA 33952 la il numero delle lavoPONTEDERA 27721 razioni che ne possano provocare l’insorgenza. PISTOIA 29339 Da segnalare un trend SIENA 11266 crescente delle patoTOSCANA 4130539 logie da amianto (mesotelioma e placche pleuriche). Significativa anche la denuncia di 16 casi di Tumori non da asbesto. La silicosi non risulta Le malattie professionali denunciate all’INAIL nella provincia di Lucca denunciata. ricalcano sostanzialmente il trend in crescita che si osserva a livello Per quanto riguarda invece l’anno 2011, i dati INAIL al momento ancora nazionale e regionale. Da osservare però che le malattie professionali non sono disponibili in forma ufficiale, tuttavia per quanto riguarda le dedenunciate alle Sedi di Lucca e Viareggio superano in quantità e di gran nunce delle MP alle Sedi INAIL di Lucca e Viareggio si riportano di seguito lunga il numero delle malattie denunciate alle altre Sedi INAIL della Toi dati numerici complessivi: scana (tab.4) e ancorché la percentuale delle malattie poi riconosciute di natura professionale e indennizzate risulta essere del 31,6% (industria) e del 39,4% (agricoltura) di tutte quelle denunciate, rimane tuttavia il dato abnorme di 1261denunce MP industria e 142 denunce MP agricoltura nel 2010 , su cui è necessario indagare per fini preventivi e/o per facilitare l’ emersione di malattie altrimenti “perdute”. • All’emersione delle malattie “perdute” va sicuramente attribuito il fenomeno della crescita delle malattie professionali osservata negli ultimi anni nella Provincia di Lucca (come del resto in tutto il territorio nazionale). IL MEDICO COMPETENTE E LE MALATTIE PROFESSIONALI: CONTINUA LA SFIDA A cura di Andrea Bigotti - Segretario Regionale Toscana ANMA Negli ultimi anni si sono imposti alla nostra attenzione le così dette patologie muscoloscheletriche da sovraccarico lavorativo le quali sono affezioni croniche a carico della colonna vertebrale e degli arti, in particolare i superiori, nelle quali il lavoro svolge un ruolo eziologico causale o concausale. Abbiamo poi problemi emergenti legati alla globalizzazione,alla nuova organizzazione del lavoro, allo stress e al mobbing. Pertanto il medico competente deve esser in grado di riconoscere i primi segni e/o sintomi attribuibili a patologie da lavoro e impostare correttamente la diagnosi differenziale. LA DIAGNOSI DI MALATTIA DA LAVORO, QUALE ITINERARIO SEGUIRE La diagnosi di malattia da lavoro richiede prima la identificazione della malattia, poi la precisazione della eziologia. Per raggiungere questo obiettivo è necessario, una volta accertata la presenza della malattia, fare una approfondita anamnesi lavorativa, acquisire i dati ambientali, revisionare il posto di lavoro, eseguire accertamenti specifici (es. esami tossicologici, prove di MALATTIE PROFESSIONALI DENUNCIATE NELL’ANNO 2011 PRESSO LE SEDI INAIL DI LUCCA E VIAREGGIO (5) fonte : Direzione Amministrativa sede INAIL Lucca 06/02/2012 LUCCA877 VIAREGGIO1026 TOTALE1903 I dati, ancorché ufficiosi e non analitici, relativi alle denunce globali delle MP presso le Sedi INAIL della nostra Provincia nello scorso anno 2011, sono comunque da tenere in seria considerazione. Sono indicativi di un trend crescente di denunce di MP galoppante. Rispetto al 2010, nel 2011 in Provincia si sono avute 500 denunce in più (+ 73,7%). Pertanto pur in attesa dei dati comparativi con le altre Province e con i dati globali analitici di tutta la Regione Toscana, occorre da subito fare una seria riflessione sul fenomeno delle malattie professionali nella Provincia di Lucca e soprattutto entrare nell’ottica di una non più procrastinabile robusta azione preventiva a tutti i livelli istituzionali delle malattie professionali. esposizione in laboratorio o nell’ambiente di lavoro, come si fa ad esempio con il test arrestoripresa del lavoro in caso di asma professionale ecc.). Bisogna poi compiere una accurata diagnosi differenziale, per giungere alla diagnosi eziologica: questo della diagnosi differenziale e’ un problema importante e difficile perché quasi mai la malattia da lavoro ha caratteristiche anatomo - istologiche, cliniche e funzionali che la distinguono dalle patologie non professionali. Questo vale per l’asma bronchiale, per le bronco pneumopatie, per le neoplasie, per le dermatiti e a maggior ragione per le malattie osteo articolari che attualmente in provincia di Lucca rappresentano il 70%, circa, di tutte le patologie denunciate, hanno un’incidenza di 1 a 4 fra donne e uomini e una origine multi fattoriale. La diagnosi precoce di una patologia da lavoro e’ estremamente importante perché: -evita che la malattia si aggravi o può consentirne la guarigione -dimostra che nell’ambiente di lavoro ci sono fattori di rischio che vanno individuati e eliminati per evitare che altri lavoratori si ammalino. -consente l’indennizzo del lavoratore se la malattia viene riconosciuta come professionale -consente di svelare la tossicità di una sostanza, di un modus operandi del dipendente o della organizzazione del lavoro. CONCLUSIONI Ritengo in conclusione che l’attività di medico del lavoro e’ molto complessa e altamente specialistica, regolata da norme che sono molto numerose, spesso contraddittorie e non chiare (vedi per esempio norme sull’alcol nei luoghi di lavoro), deve spesso fare da “cuscinetto” tra Datore di lavoro e Dipendenti. È l’unico medico che ha sanzioni penali in Italia per alcune omissioni, che ha l’obbligo per legge dell’acquisizione dei crediti ECM per poter svolgere la propria attività, che deve e dovrà prendere decisioni sempre più difficili riguardo alle idoneità dei Dipendenti che dovranno lasciare il lavoro a 67 anni di età (lavoratori del marmo,cave,metalmeccanici,murato ri ecc.): pertanto dovremo sviluppare sempre di più le nostre conoscenze approfittando anche dei corsi di aggiornamento proposti dalle società scientifiche maggiormente rappresentative quali la ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI MEDICI COMPETENTI AZIENDALI ( ANMA ) e della SOCIETA’ ITALIANA DI MEDICINA DEL LAVORO E IGIENE INDUSTRIALE (SIMLII)