Passato, Presente, Futuro
La memoria e i progetti delle donne
Ciclo di conferenze a cura della
Dott.ssa Grazia Labate
Genova, 31 maggio 2011
Circolo del Partito Democratico di Sampierdarena
Via cantore, 51/2
Le conquiste politico civili delle
donne in Italia dal 1948 al 2010
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1° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione
Repubblicana.
Gli articoli fondamentali per una nuova visione
della donna nella Repubblica, nata dalla
Resistenza: art.2, art.3, art.37, art.51, art.117.
Incomincia un lungo cammino
per affermare i diritti delle
donne
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1948: all’inizio della legislatura vengono
presentati 2 progetti di legge per la tutela
fisica ed economica delle lavoratrici madri, da
Teresa Noce deputata P.C.I e da Amintore
Fanfani, Ministro del Lavoro.
1949 Lina Merlin presenta il progetto di legge
per l’abrogazione della regolamentazione della
prostituzione.
Prime tutele per la lavoratrice
madre
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1950: legge n. 860/50 sulla tutela fisica ed
economica della lavoratrice madre, approvata
dopo un lungo dibattito in Parlamento e nel
paese. Legge n.986/50 che proibisce il
licenziamento delle lavoratrici madri, gestanti
e puerpere.
1951: nel Governo De Gasperi, Angela
Cingolani Guidi è la prima donna che diventa
sottosegretario all’industria e al commercio.
1953: nelle elezioni della II legislatura le
donne diminuiscono. Da 45 elette alla Camera
e 4 al Senato della I legislatura, passano a 33
elette alla Camera e 1 al Senato.
Le associazioni femminili fanno
sentire la loro voce
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Udi, Cif, Ande nate nel 1944 ed il Consiglio
Nazionale delle donne italiane, rinato nel 1954
lavorano nel paese contro le discriminazioni
salariali. Anche le organizzazioni sindacali si
battono per la parità di salario.
1956 è approvata la legge n. 741/56 sulla
parità di remunerazione tra uomo e donna e la
legge n.1441/56 che ammette le donne nelle
giurie popolari delle Corti d’Assise e come
componenti dei tribunali per minorenni.
Maria Jervolino De Unterrichter è
sottosegretario alla Pubblica Istruzione.
1957, anche il trattato che fonda il
MEC porta il segno del diritto al
lavoro delle donne
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Nel trattato che fonda il mercato comune
europeo, un articolo impegna gli Stati Membri
a garantire la parità di salario alle donne.
Un comitato composto da più Associazioni
femminili e sotto il patrocinio della Società
Umanitaria svolge a Torino il
Convegno:”Retribuzione eguale per lavoro
eguale”.
1958 la legge n.75/58
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Legge nota, come legge Merlin, dal cognome
della deputata socialista Lina Merlin, abolisce
la regolamentazione della prostituzione e le
famose “Case Chiuse”. L’art. 3 della legge
contiene i principi contro lo sfruttamento della
prostituzione, chiude le case di tolleranza,
elimina il doppio sfruttamento da parte dei
lenoni e dello stato. Circa 3000 prostitute
riacquistano la libertà.
1958: Terza legislatura, la
flessione femminile si accentua
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Vengono elette 25 donne alla Camera e 3 al
Senato.
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Angela Gotelli è Sottosegretario alla Sanità.
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Si costituisce il Comitato delle Associazioni
femminili per la parità di retribuzione e per
l’applicazione della Convenzione n. 100
adottata dalla Conferenza dell’Organizzazione
internazionale del lavoro (OIL) già nel 1951.
1959 è approvata la legge che istituisce il
corpo di polizia femminile.
Finalmente il primo accordo sulla
parità di salario e l’avvio della parità
in quasi tutti i settori di lavoro
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1960 1° Accordo salariale con parità di salario
tra uomini e donne
1963 viene approvata la legge n.66/63 che
ammette le donne a tutte le professioni e a
tutti i pubblici uffici, esclusi Polizia, Guardia di
Finanza e forze armate.
Inoltre, con la legge n.7/63 che vieta il
licenziamento per matrimonio e modifica in
meglio le norme sulla tutela della lavoratrice
madre e con la legge n. 389/63, che istituisce
la pensione volontaria per le casalinghe, si
delinea un quadro normativo più solido per le
lavoratrici italiane.
4 legislatura 1963
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Vengono elette 29 donne alla Camera e 6 al
Senato.
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Marisa Cinciari Rodano, cattolica del P.C.I.
viene eletta Vicepresidente della Camera.
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Maria Badaloni deputato della D.C. è
sottosegretario alla Pubblica Istruzione e
Maria Vittoria Mezza è sottosegretario
all’Industria e Commercio.
L’Enciclica Pacem, in terris voluta da Giovanni
XXIII, indica nella promozione femminile “un
segno dei tempi”.
1964 -1968, poca o nessuna produzione
legislativa, a favore delle donne,con il
governo di destra e conservatore.
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Nel 1964 si svolge a Roma il settimo Congresso
dell’UDI, preparato da tesi che affrontano in
termini nuovi, l’Autonomia della questione
Femminile.
Non solo lavoro, ma politiche sociali adeguate,
maggiore tutela della maternità come valore
sociale, parità all’interno della famiglia,
matrimonio come unione di sentimenti,
abbattimento delle discriminazioni in caso di
adulterio. Incomincia la strada per nuovi diritti
civili.
1968 inizia la contestazione
studentesca, nascono i primi gruppi
femministi
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Le elezioni politiche del 1968 vedono elette
alla Camera solo 18 donne e 11 al senato. La
tendenza alla flessione è sempre in agguato.
Emanuela Savio è sottosegretario all’industria
e Commercio, Elena Caporaso alla Pubblica
Istruzione, Maria Pia Dal Canton alla Sanità.
Nel quadro della contestazione studentesca
nascono i primi gruppi femministi a Milano, a
Trento, Padova, Verona, Torino, Genova,
Firenze, Roma.
Il movimento femminista
in Italia
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A partire dai primi anni 60 si formano i primi gruppi femministi, che a differenza
delle organizzazioni femminili della sinistra storica, come l’udi, si distaccavano
dal classico emancipazionismo.
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Per la prima volta le donne rifiutavano l’egualitarismo come “emancipazione”
enfatizzando “ la diversità di genere”
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Il movimento è permeato da una profonda avversione per lo Stato, mostrandosi
quasi indifferente per le leggi in generale.
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Radicalità degli obiettivi da perseguire, metodi di lotta fortemente espressivi,
violazioni di regole, pratica dell’autocoscienza, comportamenti simbolici quali il
“corpo è mio me lo gestisco io”, autonomia di un gruppo dall’altro, per temi
caratteristiche, radicalità, rappresentano le caratteristiche della nascita e della
crescita del femminismo italiano.
Il pensiero del Femminismo italiano viene influenzato dal femminismo straniero
a partire dalle letture di Simone de Beauvoir, Betty Friedan, Kate Millet,
Shulamith Firestone, Juliet Mitchell,Sheila Rowbotan.
I libri che vanno per la maggiore sono: Il secondo sesso, La mistica della
femminilità, La politica del sesso, Dialettica dei sessi, La rivoluzione più lunga.
Il Femminismo italiano
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Il gruppo DEMAU, demistificazione autoritarismo,nato nel 1966 secondo cui la
causa dell’oppressione della donna non è determinata unicamente dalla
condizione economica, ma soprattutto da valori interiorizzati in seno alla
famiglia e quindi dall’autoritarismo patriarcale, diventa critica ai fondamenti
autoritari della società.
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Valori dominanti e maschilismo sono i cavalli di battaglia fortemente
antagonistici verso la società.
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Altri gruppi come Lotta femminista e Rivolta femminile individuavano nel lavoro
domestico la causa dell’oppressione femminile.
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Il movimento di liberazione della donna, MLD, vicino al partito radicale,
individuava nella lberazione della sessualità femminile dal maschio, la rottura
delle catene, per approdare a contraccezione, libertà dall’aborto,
riappropriazione di se e del proprio corpo come vera lotta di liberazione.
1969: La Corte Costituzionale dichiara incostituzionali le norme sul
concubinato.
1970: legge 898/70 sullo scioglimento del matrimonio. 1971, primo congresso
del Movimento di liberazione della donna.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1971: legge 1044/71 per l’assistenza all’infanzia che
prevede l’istituzione di asili nido pubblici. Legge
1204/71 di riforma della tutela della lavoratrice madre
che amplia il periodo di aspettativa prima del parto,
dopo il parto e fino ad 1 anno di vita del bambino senza
perdita di posto di lavoro.
1971-1975: sentenze della Corte Costituzionale sul
riconoscimento della propaganda contraccettiva e
dell’aborto terapeutico.
1972: entrano nella V legislatura 25 deputate e 6
senatrici, nel corso della legislatura subentreranno altre
3 deputate. Come effetto della scuola media unica si
registrano significativi aumenti della scolarità femminile
superiore dove le donne passano dal 37,4% del
1948/49 al 42,4 del 1972/73 ed in quella universitaria
dal 25 al 37,5%.
1973: legge 877/73 sulla tutela del lavoro a domicilio.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1973: l’UDI va a congresso e ridefinisce il ruolo
dell’organizzazione nei confronti del nuovo
femminismo.
1973: nasce il centro italiano sterilizzazione e
aborto CISA mentre si diffondono i consultori
autogestiti dalle donne e i gruppi di autocoscienza.
1973: ottobre esce il primo numero del bollettino
del gruppo femminista romano di via Pompeo
Magno. Di li a breve inizia le sue pubblicazioni la
rivista EFFE.
1974: il 12 e 13 maggio si vota per il referendum
sul divorzio e il 59,3 degli italiani vota a favore del
mantenimento della legge.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1975: nasce il Comitato Romano per la
contraccezione e l’aborto CRAC.
1975: nasce a Milano la Libreria delle Donne.
1975: Cortei a Roma del MLD, dissidi e scontri
in piazza fra le femministe ed il servizio
d’ordine di lotta continua.
1975: legge 405/75 che istitusce i Consultori
Famigliari; legge 151/75 di Riforma del diritto
di Famiglia, che istituisce la parità fra i coniugi;
legge 698/75 sullo scioglimento delle funzioni
dell’OMNI opera maternità ed infanzia del
periodo fascista.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1976 ad aprile a Roma imponente
manifestazione di donne per l’aborto.
Il movimento femminista romano conquista la
sua sede: Casa della Donna, il Governo
Vecchio, l’ex pretura di Roma occupata.
1976 VI legislatura, 53 donne sono elette alla
Camera e 11 al Senato, un vero trend di
crescita rispetto al passato. Tina Anselmi è la
prima donna Ministro del Lavoro.
Nel congresso di Rimini di Lotta Continua le
donne si scontrano duramente con una politica
ancora tutta maschile, tentata dalla lotta
armata.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1977 il femminismo si mobilita ancora con una
grande manifestazione a Roma a favore
dell’aborto.
1977 legge 903/77 sulla parità di trattamento
fra uomini e donne in materia di lavoro.
1978 a marzo si costituisce il Comitato
nazionale promotore della legge di iniziativa
popolare contro la violenza sessuale.
A giugno varata dal Parlamento la legge
194/78 sulla tutela sociale della maternità e
sull’interruzione volontaria di gravidanza.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1979: a maggio nasce a Roma l’associazione culturale “Virginia
Woolf”.
Le elezioni politiche che portano alla VII legislatura, vedono,nel
1979, alla Camera elette 55 donne e 14 al Senato. Per la prima
volta eletto un Presidente della Camera donna: Nilde Iotti.
Nel Primo Parlamento europeo eletto direttamente ci sono 61
donne di cui 11 italiane.
1980: con una grande manifestazione del movimento femminile
e femminista a Roma si consegnano oltre cinquecentomila
firme, raccolte per la legge di iniziativa popolare contro la
violenza sessuale.
1981: il 18 maggio gli italiani votano contro il referendum per
l’abrogazione della legge sull’aborto, voluto dal movimento per
la vita con il 67,5% dei voti e contro quello voluto dai radicali
con l’88,5% dei voti.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1981: legge 121/81 per l’ammissione delle donne nella nuova
Polizia di Stato; legge 442/81 che abroga la rilevanza penale della
causa d’onore come attenuante nei delitti.
1983: VIII legislatura, alla Camera sono elette 52 donne al Senato
16. Viene istituito il Comitato Nazionale per l’attuazione dei
principi di parità di trattamento e di uguaglianza di opportuniità
fra lavoratori e lavoratrici presso il Ministero del Lavoro.
1983 a giugno a Roma ha luogo il primo incontro nazionale delle
biblioteche e dei centri culturali di documentazione delle donne; il
Buon Pastore ex convento per ragazze traviate, diventa la sede del
movimento femminista romano. Il femminismo italiano e le sue
teoriche hanno forte presa e visibilità. Da AnnaRita Buttafuoco a
Luisa Muraro, da Gianini Belotti a Manuela Fraire, Jasmine Ergas,
Anna Rossi Doria, Gabriella Turnaturi,Elena Giannini Belotti, Carla
Leonzi, Letizia Paolozzi, Franca Chiaromonte, Maria Rosa
Cutrufelli, Chiara Valentini, Adriana Cavarero e moltissime altre il
cui elenco sarebbe lunghissimo.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1984: si tiene a marzo la settima conferenza nazionale delle
donne comuniste.Per Lalla Trupia responsabile della sezione
femminile, emancipazione e liberazione sono un binomio
inscindibile. Alternativa donna è lo slogan, che affina analisi in
chiave femminista e chiede più autonomia di pensiero e di
pratiche organizzative al PCI di Enrico Berlinguer. Si istituisce
una Commissione autonoma del CC del Pci.
1984: è istituita la Commissione per le pari opportunità fra
uomo e donna presso la Presidenza del Consiglio, presieduta
da Elena Marinucci, storica dirigente del movimento femminile
del PSI. La Corte Costituzionale approva l’estensione al padre
del congedo di maternità. Nelle elezioni del Parlamento
europeo sono elette 84 donne di cui 8 italiane.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1986: La scienziata italiana Rita Levi Montalcini ottiene il
NOBEL per la medicina.
1987: legge 74/87 intoduce nuove norme nella disciplina dei
casi di scioglimento di matrimonio; legge 546/87 estende
l’indennità giornaliera di gravidanza e puerperio alle lavoratrici
autonome, coltivatrici dirette, mezzadre, colone, artigiane, ed
esercenti attività commerciali. Le donne del PCI, con Livia
Turco lanciano la Carta itinerante “ Dalle donne la forza delle
donne” riaprendo un dialogo fertile, fra le donne comuniste e
quelle della galassia femminista.
1987: nella IX legislatura sono elette alla Camera 82 donne di
cui 53 nelle liste del PCI e 22 al Senato, di cui 10 nelle liste del
PCI. Il gruppo parlamentare dei verdi ha una presenza pari di
uomini e donne e si da un direttivo femminile. Il Partito delle
donne, nato a Roma nell’83, si presenta con il partito dei
pensionati, ma non riscuote alcun successo.
femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1988 legge 400/88 sull’ordinamento della Presidenza del
Consiglio conferma la Commissione pari opportunità come
struttura di supporto della Presidenza sulle questioni femminili.
Giovanni Paolo II pubblica la lettera Mulieris Dignitatem.
1989 legge n. 25/89 che eleva a quarantanni la data di
partecipazione ai concorsi pubblici per le donne al fine di potersi
inserire nel mondo del lavoro anche dopo aver assolto impegni
di cura per la famiglia e per i figli. Delibera n. 6/10/89 del
Consiglio della magistratura militare che consente alle donne
l’accesso alla magistratura militare.
Nelle elezioni del Parlamento europeo sono elette 10 donne.
Tina Anselmi è la nuova Presidente della Commissione Pari
Opportunità
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1990 legge n. 979/90 sull’indennità di maternità per le libere
professioniste.
Con 7.238.000 donne occupate e 1.577.000 donne in cerca di
occupazione la forza lavoro femminile è del 37%. Crescono
contemporaneamente occupazione e disoccupazione.
1991 legge n. 125/91 sulle azioni positive per la realizzazione
delle pari opportunità nel campo del lavoro. Legge n.266/91
legge quadro sul Volontariato. Legge n. 166/91 sul trattamento
economico delle lavoratrici madri dipendenti da amministrazioni
pubbliche.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1992 : legge n. 215 a favore della imprenditoria
femminile. Nella XI legislatura sono elette alla Camera
51 donne e al Senato 31; la diminuzione alla Camera e
l’aumento al Senato, sono probabilmente dovute agli
effetti della preferenza unica.
A circa 30 anni dalla legge di accesso a tuttte le carriere
le donne magistrato sono 1916 su 7869 uomini, di cui
129 magistrati di Cassazione; in diplomazia ci sono 53
donne contro 863 uomini, per ragioni di anzianità e
carriera, nessuna donna è ancora arrivata oltre la carica
di ministro plenipotenziario di 2° classe. Bianca Maria
Tedeschini Lalli è prima donna Rettore alla Università
Roma Tre.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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1994: XII legislatura, sono elette alla Camera 95 donne al
Senato 29. Irene Pivetti è eletta Presidente della Camera.
Rosa Russo Jervolino, gia presidente del PPI assume dopo
le dimissioni del segretario, la funzione di segretario.
Emma Bonino è la prima donna italiana membro della
Commissione Europea. Letizia Moratti è Presidente della
RAI. Tina Lagostena Bassi è Presidente della Commissione
Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio. Nelle
elezioni del Parlamento europeo sono elette 12 donne.
1995: L’Italia ha un ministro degli Esteri donna Susanna
Agnelli. Fernanda Contri è la prima donna, nominata alla
Corte Costituzionale. Livia Turco è Presidente della
Commissione presso la Presidenza del Consiglio. Emma
Marcegaglia è eletta Presidente dei giovani industriali;
viene approvata la legge n.332/95 che modifica l’art. 5 del
codice di procedura penale, prevedendo il divieto di
custodia cautelare in carcere di donne incinte o madri di
minori, fino al terzo anno di età.
Femminismo, movimenti
femminili,le conquiste legislative
delle donne
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La XIII legislatura vede la vittoria del CentroSinistra. Alla
Camera sono elette 71 donne e 26 al Senato. Il nuovo Governo
Prodi vede 3 donne Ministro: Anna Finocchiaro alle Pari
Opportunità, ministero istituito per la prima volta nel nostro
paese, Rosy Bindi alla Sanità, Livia Turco alla Solidarietà
Sociale. 10 sottosegretari donna. Silvia Costa è Presidente
della Commissione pari opportunità presso la presidenza del
consiglio.
Finalmente dopo quasi 20 anni, si approva la legge contro la
violenza sessuale n. 66/96, che classifica come reato contro la
persona il reato di violenza sessuale( che include sia la
violenza carnale vera e propria, che gli atti di libidine violenti
di solito perpetrati nei confronti dei minori) così mutando la
qualificazione della normativa precedente che lo definiva reato
contro la morale. In tal modo viene restituita dignità alla
vittima, finalmente considerata “Persona”, si è cercato di
punire il reato con pena da 3 a 5 anni, in modo che non fosse
possibile il patteggiamento e che lo stupratore non restasse
impunito.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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Legge 165/98 art. 4 del c.p.c. dispone che la pena di reclusione non
superiore a 4 anni, nonche l’arresto possono essere scontate nella
propria abitazione, ovvero in luogo pubblico di assistenza e
accoglienza, quando trattasi di donna incinta o madre di prole di età
inferiore ai 10 anni.
Legge n.269/98 norme contro lo sfruttamento della prostituzione,
della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove
forme di riduzione in schiavitù.
Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione n. 383/98 che modifica
la denominazione di Istituti Tecnici Femminili, in Istituti tecnici per
attività sociale.
Nel Governo D’Alema (ottobre ’98) le donne ministro diventano
6:Rosy Bindi (sanità) laura Balbo (pari opportunità) Livia Turco
(solidarietà sociale) Rosa Russo Jervolino(interno) Melandri (beni
culturali) Katia Bellillo(affari Regionali) Patrizia Toia (politiche
Comunitarie). I sottosegretari donna 10.
Femminismo, movimenti
femminili,le conquiste legislative
delle donne
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Legge n. 25/99 legge comunitaria, l’art. 17 abroga il
divieto del lavoro notturno per le lavoratrici tessili, in
omaggio ad una sentenza della corte di Giustizia
Europea, escludendo altresi le donne in stato di
gravidanza fino all’età di tre anni del minore, ovvero
le lavoratrici con disabili a carico.
Legge 157/99 in materia di rimborso delle spese
elettorali che all’art.3 dispone che ogni partito o
movimento politico destina almeno il 5% dei rimborsi
ricevuti ad iniziative volte ad accrescere la
partecipazione attiva delle donne alla politica.
Nelle elezioni europee sono elette 10 donne. Grazia
Francescato è eletta portavoce dei Verdi.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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Legge n. 53/00 sui congedi parentali che prevede disposizioni per il
sostegno alla maternità e alla paternità, per il diritto alla cura e per il
coordinamento dei tempi delle città.
Legge n. 54/01 misure contro la violenza nelle relazioni familiari.
Governo Amato (2000-2001) 4 donne Ministro: Patrizia Toia, rapporti
con il Parlamento, Katia Bellillo, Pari Opportunità, Livia Turco,
Solidarietà Sociale, Giovanna Melandri, Beni Culturali. 8 Sottosegretari
donna.
Nella XIV legislatura 2001-2006 sono elette 63 donne alla camera e
25 al Senato. Il Governo Berlusconi nomina 2 donne ministro Stefania
Prestigiacomo alle Pari Opportunità e Letizia Moratti all’istruzione. 7
sono i sottosegretari donna.
Rosa russo Jervolino è eletta Sindaco di Napoli.
Femminismo, movimenti
femminili, le conquiste
legislative delle donne
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2003 legge costituzionale 30/5/03 n.1 modifica dell’art. 51 della
Costituzione Pari Opportunità tra uomini e donne.
Legge n.228/03 misure contro la tratta di persone, art.12 e 13.
Legge n.40/04 norme sulla procreazione medicalmente assistita.
2006 Codice delle pari opportunità tra uomo e donna D.Lgs 198 dell’11
aprile 2006.
XV legislatura 2006-2008 alla camera sono elette 109 donne e al
senato 45. Il Governo Prodi nomina 6 ministri: Bonino Emma politiche
europee e commercio intenazionale, Lanzillotta Linda Affari regionali e
autonomie locali, Pollastrini Barbara pari opportunità, Melandri
Giovanna politiche giovanili, Bindi Rosy politiche per la famiglia, Turco
Livia politiche per la salute. 13 sono i sottosegretari.
Femminismo, movimenti
femminili, conquiste legislative
delle donne, un percorso
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Legge n. 7/06 disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle
pratiche di mutilazione genitale femminile.
Legge n.54/06 disposizioni in materia di separazione dei genitori e
affidamento condiviso dei figli.
Legge n. 38/06 disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento
sessuale dei bambini e la pedopornografia a mezzo Internet.
XVI legislatura 2008-2013 alla camera sono elette 133 donne pari al
21,11 e al Senato 60 pari al 18,69. Per la prima volta si supera il 20%.
Il Governo Berlusconi nomina 5 ministri donna: Gelmini Mariastella
pubblica istruzione, Carfagna Mara pari opportunità, Prestigiacomo
Stefania ambiente, Meloni Giorgia politiche giovanili, Brambilla
Michela turismo. 7 sono i sottosegretari.
Legge n38 /09 misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di
contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.
Femminismo, movimenti femminili,
conquiste legislative delle donne, un
percorso da compiere
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Nel 2010 inizia alla Camera la discussione sulla legge per almeno il
30% della presenza delle donne nei consigli di amministrazione. Passa
al Senato per la seconda lettura, viene fortemente ridimensionata, ma
approvata.
2011 la legge è alla camera per la terza lettura e ci auguriamo passi.
Diverse anche le iniziative parlamentari e di organizzazioni femminili,
come Rete Donna, che propongono modificazioni della legge elettorale
a favore delle donne, come ad esempio quella sulla doppia preferenza.
Il17 febbraio una grandiosa manifestazione di donne a Roma ed in
100 città italiane, organizzata attraverso la rete ed il movimento SE
NON ORA QUANDO, ripropone il tema del rispetto della dignità della
donna nella sua interezza, in rapporto alla condizione della donna, nel
nostro tempo.
Cammino se ne è fatto molto, ma molto resta da fare sia sul terreno
della parità, che su quello del diritto al lavoro, per più ampie politiche
sociali per la famiglia, dai nidi agli anziani non autosufficienti, per la
parità nelle carriere, per diritti civili maturi del nostro tempo, dalle
coppie di fatto alla lotta all’omofobia, dal miglioramento della legge
40 ad una più snella legge sul divorzio sia nei tempi che nei metodi.
I gap da abbattere nel terzo
millennio: il lavoro
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Studiamo di più, siamo più brave, ma…….
Secondo il recente rapporto ISFOL, il 76,9% delle ragazze ha conseguito un
diploma di scuola secondaria superiore. All’università sono iscritte il 68% delle
ragazze in età tra i 19 e 20 anni. Dopo 3 o 5 anni di corso di laurea, le donne
laureate rappresentano il 59,6% della popolazione studentesca che si laurea.
Circa il 40% tende a frequentare master di 1° o di 2° livello o dottorati di
ricerca. La partecipazione delle donne al lavoro tende costantemente a
diminuire, disattendendo così non solo gli obiettivi coomunitari di Lisbona, ma le
aspettative di vita di tante donne, che non vogliono più essere ingabbiate tra
lavoro e maternità, ma vogliono poter realizzare entrambe le aspirazioni.
Il basso tasso di occupazione femminile 46,1% denunciato il 24 maggio
dall’ISTAT, dice di un paese che spreca i suoi talenti e le sue risorse per crescere
e costringe circa 800.000 donne all’anno ad abbandonare il lavoro per motivi di
maternità o familiari. Rimane basso il tasso di occupate a tempo indeterminato
36,7% il resto sono lavratrici Part time o co.co.pro. In seguito alla maternità 1
donna su 9 esce dal mercato del lavoro. I salari delle lavoratrici sono in media
più bassi del 25%.Le donne che ricoprono un ruolo dirigenziale sono il 22%
contro il 39% degli uomini.
I gap da abbattere
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Il tema della conciliazione dei tempi di lavoro con i
tempi familiari e di vita rappresenta un fattore
determinante per la partecipazione femminile al
mondo del lavoro.
E’ la maternità il motivo principale di discriminazione
sul lavoro
La scelta del part time è una scelta obbligata che
incide fortemente sulla retribuzione, sulle prospettive
di carriera, sulla futura pensione.
Il divario retributivo tra uomini e donne resta uno dei
maggiori ostacoli alla parità di trattamento, sia a
parità di mansioni, sia per la discriminazione
all’accesso a posizioni dirigenziali e meglio retribuite.
IL MOBBING
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Colpite soprattutto le donne diplomate, almeno 1.500.000 di casi
concentrati nel centro nord e nella pubblica amministrazione, il 52%
dei casi. Mediamebte si verifica nei primi 4 anni di lavoro secondo un
recente rapporto dell’ISPELS.
Il termine mobbing è entrato a far parte del lessico quotidiano, deriva
dalla lingua inglese, to mob che significa assalire tumultuosamente.
Gli effetti del mobbing possono essere devastanti e scatenare forme
depressive cui fa seguito uso di psicofarmaci. Una recente ricerca
internazionale afferma che circa il 10% del toptale dei suicidi abbia
avuto come causa scatenante il mobbing. La Svezia è il solo paese
europeo ad avere una legge. La legislazione italiana non prevede una
lex specialis, esistono norme dentro l’ordinamento che possono essere
usate per contrastare il fenomeno. Si possono trarre fonti legislative
dalle norme relative ai doveri dei pubblici dipendenti, oppure dallo
Statuto dei lavoratori,relativamente a quelle che sanzionano la
discriminazione politica, religiosa, sesssuale, oppure quelle che
sanzionano l’abuso di potere art.2043 del C.C. o che limitano lo ius
variandi del datore di lavoro, art 2013 del C.C. Da più parti si invoca
una legge ad hoc che definisca il mobbing, le parti coinvolte, le
casistiche e soprattutto le modalità di contrasto incluse le opportune
sanzioni.
ALLARME NELLA UE
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L’Italia è al penultimo posto nella classifica eurostat per
l’ccupazione femminile, appena il 46,1% contro una media dei
27 paesi dell’EUROZONA del 57,2%.
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Le italiane guadagnano il 25% in meno rispetto agli uomini, in
Europa il divario è del 15%.
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Il nostro paese è al 84mo posto su 128 nazioni secondo il
Global Gender Gap Report del Word Economic Forum.
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Le italiane sono svantaggiate soprattutto nella partecipazione
all’attività economica, hanno bassa presenza nelle istituzioni
pubbliche, in quelle politiche, vivono più a lungo, ma non in
buona salute, la vecchiaia è caratterizzata da anziane sole con
bassa pensione, salvate solo dal livello di istruzione.
PIU’ DONNE NEL MONDO, MA
LA POLITICA E’ MASCHILE
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Aumentano le deputate negli ultimi dieci anni, ma non le donne
premier. Rappresentano il 18% sul totale dei deputati nel
mondo. Sono il 30% solo in 19 stati. Il Ruanda detiene il
primato con il 47%, seguito da Svezia e Costa Rica con il 39%.
Rimangono invece pochissime le donne che salgono ai massimi
vertici della politica. Capi di stato o di Governo solo 13.
Occorrono profondi mutamenti culturali, la ripresa costante di
movimenti per le pari opportunità, una spinta forte a livello
internazionale per l’empowerment femminile e un decisivo
affermarsi delle quote rosa. Laddove sono state istituite per
legge, l’incremento delle deputate è raddoppiato rispetto ai
paesi che non le prevedono.
In alcuni Stati sono previsti finanziamenti e formazione per le
donne che si candidano alle elezioni.
NEL TERZO MILLENNIO NON SI
POSSONO PIU’ DISATTENDERE I
PRINCIPI COSTITUZIONALI
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Art. 2
Art. 3
Art. 37
Art. 51
Art. 117
Per questo difendiamo la nostra
COSTITUZIONE, ma il destino è nelle nostre
mani, occorre lottare dentro e fuori la politica,
perché le speranze e i traguardi che vogliamo
raggiungere, divengano realtà.
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Passato, presente, futuro.