Ufficio scolastico provinciale - Lodi
Indicazioni per il curricolo nelle scuole dell’autonomia
Riferimenti teorici e strumenti operativi per la costruzione
del curricolo d’istituto
Piero Cattaneo
Scuola Secondaria di 1° Grado
“Griffini” – Casalpusterlengo (LO)
Università Cattolica “S. Cuore”
Milano – Piacenza
Lodi, 11/03/08
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Articolazione della comunicazione:
Indicazioni per il curricolo – testo aperto
Criteri base delle Indicazioni
Finalità
Coordinate culturali
Curricolo d’istituto e POF
Costruzione del curricolo
1) Alcune considerazioni iniziali
• Le Indicazioni per il curricolo (D.M. 31/07/2007 e Direttiva n. 68 del
03/08/2007) sono un “testo aperto”, con evidenti punti di
criticità……e queste caratteristiche facilitano la crescita
dell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, della ricerca,
dell’innovazione a partire dalla scuola reale
• Il D.M. 31/03/2007 e i documenti annessi richiamano alcuni principi
guida per l’attività didattica:
- GRADUALITA’
- AUTONOMIA
- CENTRALITA’ DELLA
PERSONA
Il principio della GRADUALITÀ è sempre posto dalla norma a presidi
nelle IPOTESI DI CAMBIAMENTO ORDINAMENTALE
(Biennio sperimentale: AA.SS. 2007/08 – 2008/09)
•
GRADUALITÀ significa confronto, adattamento, riflessione,
recupero dei valori costituiti e dei problemi realizzati,
valorizzazione dell’esistente, continuità, ricerca e valutazione di
efficacia
• IL principio dell’Autonomia è richiamato nel quadro del necessario
rispetto:
- delle FINALITA’
- dei TRAGUARDI per lo SVILUPPO delle COMPETENZE
- degli OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
• Autonomia significa rimettere alle Istituzioni Scolastiche la
PROGETTAZIONE CURRICOLARE, cioè la COSTRUZIONE del
CURRICOLO
• Spetta alle scuole quindi la PROGETTAZIONE di UNITA’ di
LAVORO DIDATTICO (Unità di Apprendimento; Unità Didattiche;
laboratori; moduli; situazioni formative su compiti di realtà; ecc…)
per far acquisire gli obiettivi di apprendimento e i traguardi per lo
sviluppo delle competenze
• Il principio di CENTRALITA’ della PERSONA cui
è connesso lo sviluppo integrale dello studente;
questi è al centro dell’azione educativa nei suoi
versanti cognitivi, di affettività, relazionali,
corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi
• L’attenzione all’unicità e integralità del singolo
non consente l’elaborazione del CURRICOLO
basato sulle “trasmissioni standardizzate e
normative delle conoscenze”, ma richiede la
formulazione di proposte formative congruenti
con la variabile personalistica e psicologica del
singolo studente
• FINALITA’ del 1° ciclo: promozione del pieno sviluppo della
persona…In questa prospettiva la scuola accompagna gli alunni
nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove la
pratica consapevole della cittadinanza attiva e l’acquisizione degli
alfabeti di base della cultura
• Coordinate culturali: la scuola di fronte al nuovo scenario,
la centralità della persona
per una nuova cittadinanza
per un nuovo umanesimo
• Curricolo: insieme delle esperienze
disciplinari e interdisciplinari che
intenzionalmente vengono proposte dai
docenti agli allievi ( C. Scurati)
• Tipologie di curricoli
• Curricoli centrati sulla promozione di
competenze ( di cittadinanza, trasversali,
disciplinari)
E allora:
• Che cosa si intende per CURRICOLO oggi?
• Quali sono le coordinate istituzionali, culturali e
formative che lo qualificano?
• Quali sono i soggetti coinvolti istituzionalmente e
professionalmente nella costruzione del
curricolo?
• Come “mettere alla prova” le Indicazioni per il
curricolo durante il biennio 2007 – 2009?
2) I tratti caratterizzanti la
costruzione del CURRICOLO
a) l’idea stessa di CURRICOLO
- dalla programmazione curricolare riferita
ai Programmi Scolastici …….alla
definizione di curricolo riferita alle
Indicazioni
- differenze tra Programmi Scolastici e
Indicazioni
- art. 8 del D.P.R. n. 275/99 (regolamento
dell’autonomia scolastica)
b) l’autonomia progettuale della
singola scuola o delle scuole
di uno stesso contesto
territoriale
• Dalla uniformità delle proposte formative e didattiche a
livello nazionale, alla differenziazione dell’offerta
formativa nei vari contesti
• Dall’azione unilaterale della singola realtà scolastica
condivisa e integrata delle stesse istituzioni scolastiche
locali con altri soggetti istituzionali e non (es. EE.LL.;
volontariato; parrocchie; centri sociali; associazioni
sportive; mondo del lavoro; ecc…)
c) I cambiamenti degli assetti
istituzionali
• Dal sistema scolastico organizzato per ordini e gradi alla
sua articolazione in due cicli: 1° e 2° ciclo di istruzione
• Dall’obbligo scolastico di 8 anni all’obbligo di istruzione
di 10 anni (dai 6 ai 16 anni)
• Da un’utenza omogenea per nazionalità e cultura di
apprendimento, ad una utenza disomogenea per
cittadinanza e per esperienze pregresse scolastiche e di
vita personale
• Dal “tempo scuola” uguale per tutti gli allievi, a modelli
organizzativi di “tempo scuola” differenziato per offerte
opzionali e facoltative.
FASI per la COSTRUZIONE del CURRICOLO VERTICALE
a livello territoriale
1.
2.
3.
4.
Confronto, condivisione, selezione delle Idee forti, dei
Principi/valori delle linee guida per la lettura integrata dei bisogni
formativi emergenti nel contesto di riferimento (PECUP;
CULTURA-SCUOLA-PERSONA)
Rilevazione autonoma o integrata di dati sulla domanda di
formazione, sulle esigenze formative prioritarie; confronto sui dati
raccolti e interpretazione delle priorità formative
Costruzione della mappa delle priorità formative e riconoscimento
delle “specificità” di ciascuno dei soggetti per la definizione di
interventi di formazione
Collegamento e/o raccordo tra le specificità formative individuate
e i traguardi per lo sviluppo delle competenze; eventuali variazioni
convenzioni, integrazioni e modifiche dei TRAGUARDI e/o degli
OBIETTIVI di Apprendimento
5) Costruzione di una TABELLA che evidenzi le
COMPETENZE da promuovere con i Traguardi
Competenze Traguardi
chiave di
per lo
cittadinanza sviluppo
delle
competenze
Obiettivi di
Attività
apprendimento didattiche
…………
…………
Ricerca-azione sulla certificazione delle competenze a conclusione del primo ciclo di
istruzione
____________________________________________________
indicare la disciplina
Traguardi
delle
Indicazioni
Assi
culturali
obbligo
scolastico
Competenze
Competenze
chiave
a
conclusione
del
primo ciclo
1.
Livelli
1.
2.
3.
2.
1.
2.
3.
3.
1.
2.
3.
4.
1.
2.
3.
5.
1.
2.
3.
Abilità
Conoscenze
6)
Definizione/Descrizione delle esperienze educative e didattiche
da realizzare (esperienze disciplinari e/o interdisciplinari) tramite:
- UdA
- UU.DD.
- LABORATORI
- Compiti di Realtà
- ………………….
7)
Schema guida per ogni tipologia di esperienza
es. schema guida UdA
U.D.
LAB
8)
Realizzazione delle varie esperienze; monitoraggio dei processi
formativi in atto con eventuali interventi concreti, integrativi,
compensativi tra scuola e gli altri soggetti che collaborano nella
realizzazione dei percorsi formativi
9)
Confronto sui risultati ottenuti, sui processi attivati e realizzati, sui
prodotti formativi
10) Documentazione del CURRICOLO di scuola e sua
pubblicizzazione, con le valutazioni espresse dai Soggetti
intervenuti a vario titolo nel processo formativo
IL CURRICOLO VERTICALE
è l’insieme delle esperienze formative offerte dal Collegio dei Docenti agli allievi
frequentanti l’istituto e coerenti con le scelte curriculari, formative, organizzative e
operative adottate dal Collegio dei Docenti stesso e presentate nel POF della scuola
Elementi costitutivi del CURRICOLO VERTICALE
a)
b)
Definizione di LINEE GUIDA di IDEE FORTI, di
PRINCIPI/VALORI, su cui fondare proposte di carattere formativo,
educativo, didattico condiviso dai vari soggetti che operano nel
contesto.
Rilevazione dei dati circa la domanda di formazione presente in
un determinato contesto. I dati possono essere raccolti da
soggetti istituzionali differenti e poi confrontati e interpretati dai
soggetti rilevatori per una lettura comparata e integrata.
La mappa dei bisogni formativi rappresenta il risultato su cui le
singole istituzioni operano scelte e selezioni condivise in relazione
alle priorità. Il riferimento al contesto è passaggio fondamentale
nella costruzione del CURRICOLO VERTICALE. I dati infatti
riguardano la comunità di riferimento e il focus è posto sui
soggetti 3 – 16 anni (dalla scuola dell’infanzia al triennio della
secondaria di 2° Grado)
C) Selezione, integrazione, modifica dei traguardi per lo
sviluppo della competenza, in relazione alle varie fasi
(o momenti) della realizzazione del CURRICOLO.
Le Indicazioni per il curricolo sono un “testo aperto” e
pertanto i singoli Collegi dei Docenti possono “mettere
alla prova”:
- i traguardi per lo sviluppo delle
competenze previste per la scuola
dell’infanzia, per quella primaria e
secondaria di 1° grado
- le competenze poste al termine
dell’obbligo di istruzione (Assi culturali).
Analoga operazione potrebbe avvenire anche per gli
obiettivi di apprendimento; le aree disciplinari
d) Definizione delle competenze in
relazione ai vari traguardi per lo
sviluppo delle stesse
Competenza
ha la sua radice etimologica in cum-petere che rimanda al significato di aspirare, tendere
insieme verso un obiettivo, un problema da risolvere e richiede una interazione che porti a un
concorso di forze.
La competenza presuppone dunque un contesto ed un problema che spingano nella persona
il desiderio di ricercare soluzioni.
Essere competenti significa essere in grado di mobilitare i propri apprendimenti, di
selezionarli, di organizzarli e utilizzarli per realizzare un attività professionale, per risolvere un
problema, per realizzare un progetto.
Le competenze sono supportate da logiche, da concetti, da saperi, da procedure, da
operatività e si organizzano ‘a mosaico’ in un sistema personale in continua evoluzione.
In rapporto alla competenza si parla di “performance” che corrisponde ad una prestazione
definita, e ci segnala il progressivo avvicinamento nell’acquisizione di competenze.
Le parole della Scuola in tema di Educazione alla salute - Oppi 2006
In sintesi, Le Boterf conclude che una persona
sa agire con competenza quando:
 sa combinare e mobilitare un insieme di risorse
personali: conoscenze, abilità, qualità, risorse emotive
e psicologiche, cultura, valori, …
ambientali: reti documentarie, dati, campi scientifici,
informazioni e saperi accettati, … ;
 è in grado di realizzare, in un contesto particolare
alcune attività mirate;
 sa produrre risultati validi e soddisfacenti
(che determinano un ‘valore aggiunto’ e valutabile).
Componenti di una competenza
Conoscenze concettuali
o dichiarative
Abilità o
conoscenze procedurali
Sia le conoscenze dichiarative
(sapere che: fatti, concetti e teorie),
sia le conoscenze procedurali
(saper come, essere abile),
sia le disposizioni stabili
(atteggiamenti, significati, valori)
vanno acquisiti in maniera
significativa, stabile e fruibile
Disposizioni
interne stabili
Michele Pellerey – 2006
Cosa significa certificare una
competenza a livello di singolo
istituto?
certificazione delle
competenze scaturisce
La
dalla somma qualitativa e quantitativa
delle rilevazioni e degli accertamenti
effettuati nel percorso scolastico, coinvolge
nella maniera professionalmente più alta i
docenti, perché si assumono la responsabilità di
certificarle a livello iniziale, intermedio ed
esperto.
E’
prevista anche una certificazione delle
competenze degli allievi nel superamento delle
prove di esame. Va sottolineato che questa
competenza si aggiunge, e non si sostituisce, a
quelle identificate nei traguardi.
E’ possibile fare una classificazione delle
competenze riferite agli apprendimenti
scolastici?
 Competenze dichiarative (Know what)
 Competenze procedurali (Know how)
 Disposizioni personali
 Competenze di base
 Competenze trasversali
 Competenze tecnico-professionali
E’ possibile fare una classificazione delle
competenze riferite agli apprendimenti
scolastici?
• Competenze dichiarative (Know what) che si
riferiscono al sapere di tipo teorico, nozionistico e
accademico; esse indicano un bagaglio di conoscenze
relative al lavoro, ai compiti, alle discipline che occorrono
per affrontare un problema, al ruolo giocato dallo studente
nel gruppo, al contesto in cui si svolge l’esperienza, ecc.
• Competenze procedurali (Know how) che riguardano
invece i metodi, le procedure, i ragionamenti sul “come
fare” e che si costruiscono nel tempo attraverso le azioni e
le esperienze. Fare e riflettere è un modo per apprendere e
queste conoscenze si radicano più profondamente nel
soggetto. Questi le utilizza nell’affrontare quelle situazioni
che richiedono una risoluzione di problemi.
E’ possibile fare una classificazione delle
competenze riferite agli apprendimenti
scolastici?
• Disposizioni personali nei confronti della situazione di
apprendimento e che comprendono attitudini (metafisiche e
sensoriali),
motivazioni,
valori,
rappresentazioni
ed
atteggiamenti nei confronti della proposta operativa e fattori
strettamente connessi all’identità, alla stima e all’immagine di
sé.
• Competenze di base sono quelle ritenute essenziali per il
cittadino e il lavoratore e costituiscono i requisiti irrinunciabili
per la prosecuzione della formazione (1° ciclo), ed anche per
una maggiore possibilità occupazionale e per lo sviluppo della
propria professionalità (2° ciclo). Esse riguardano il
consolidamento e l’approfondimento delle competenze
linguistiche, logico matematiche e scientifiche, ecc.
Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 settembre 2006. Il Quadro europeo
delle Qualifiche e dei Titoli contiene le seguenti
definizioni:
“Conoscenze”:
indicano
il
risultato
dell’assimilazione di informazioni attraverso
l’apprendimento.
Le conoscenze sono
l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche,
relative a un settore di studio o di lavoro; le
conoscenze sono descritte come teoriche e/o
pratiche.
Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 settembre 2006. Il Quadro europeo
delle Qualifiche e dei Titoli contiene le seguenti
definizioni:
 “Competenze” indicano la comprovata
capacità di usare conoscenze, abilità e
capacità
personali,
sociali
e/o
metodologiche, in situazioni di lavoro o di
studio e nello sviluppo professionale e/o
personale; le competenze sono descritte
in termine di responsabilità e autonomia.
Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 settembre 2006. Il Quadro europeo
delle Qualifiche e dei Titoli contiene le seguenti
definizioni:
 “Abilità”, indicano le capacità di applicare
conoscenze e di usare know-how per portare a
termine compiti e risolvere problemi; le abilità
sono descritte come cognitive (uso del pensiero
logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che
implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi,
materiali, strumenti).
Buone Pratiche
Una buona pratica è caratterizzata da cinque requisiti principali:
• misurabilità: possibilità di quantificare l’impatto dell’iniziativa;
• innovatività: capacità di produrre soluzioni nuove e creative per il
miglioramento della qualità dal punto di vista degli utenti;
• riproducibilità: possibilità di trasferimento e applicazione in luoghi e
situazioni diversi da quelli in cui è stata realizzata;
• valore aggiunto: capacità di produrre cambiamenti. Hanno un
impatto positivo tangibile sui diritti degli utenti e sulla promozione
della partecipazione civica;
• sostenibilità: attitudine a fondarsi sulle risorse esistenti o capacità
di generare essa stessa nuove risorse. Un aspetto correlato è la
capacità di coinvolgimento, ovvero di mettere in moto le risorse
tecniche, culturali, umane di tutti coloro che vi partecipano.
N.B. Limitarsi alla corretta applicazione di una buona metodologia non
basta: all’esperienza di chi possiede un buon metodo progettuale,
testato sul campo, si deve accompagnare l’entusiasmo, la creatività e il
senso pratico di chi realizza un nuovo progetto. Senza questa
originalità di pensiero e di azione, l’efficacia dei progetti sarebbe ben
ridotta.
Progettare e programmare per competenze:
Quali cambiamenti? Quali modelli operativi
nella scuola?
 dalla logica del Programma alla cultura professionale
della Programmazione Curricolare
 senso e significato di un PROGRAMMA SCOLASTICO
 senso e significato di un CURRICOLO
. dalla Esecuzione di Programmi alla
Programmazione Curriculare quindi: fare scelte
educative e didattiche che coniughino:
• il “Generale” con il “Particolare”
• il “Nazionale” con il “Locale”
• “Ciò che vale erga omnes in ciò che vale per
ciascuno”
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