Nr. 4 | Wochenende, 16./17. Januar 2016 ///CUMINAIVEL Meteo Min / Max Davos Chur Samstag-5°/ -1° Sonntag -5°/-3° Samstag -13°/-8° Sonntag -13°/-10° DIE SICHERSTE SCHULE Bild: bw. Informationsmagazin für alle eingesetzten Sicherheitskräfte am WEF 2016 /// www.cuminaivel.ch /// Hotline: 058 469 16 22 /// Mail: [email protected] 2 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 CUMINAIVEL Am KP vorbei ins Klassenzimmer stürmen Armeeangehörige schlafen im selben Gebäude wie Kinder Mathe pauken und Geschichten lesen: In Wiesen teilen sich Kindergärtner und zwei Züge des bat fant mont 30 ein Schulhaus. Wie funktioniert das Zusammenleben und was ändert sich im Alltag? cb. Auf dem Pausenplatz stehen Duros und Soldaten machen PD/ID. Und um in ihre Klassenzimmer zu kommen, passieren die Kinder die Wache und stürmen am KP vorbei. «Die Kinder können aber ohne Badge in die Deutschlektion», sagt Oblt Rigoni «Wichtig ist, dass man gegenseitig Rücksicht nimmt.» Schulleiter Martin Flütsch lachend, der zum ersten Mal in einem Schulhaus Dienst leistet. Verzichten müssen die Kinder nur auf ihr Musikzimmer, das momentan als KP dient, sowie auf ihre Turnhalle, wo das MatMag eingerichtet ist, erklärt Schulleiter Martin Flütsch. Schlittschuhfahren statt Brennball Im Schulhaus Wiesen gibt es einen Kindergarten, eine gemischte 1.-3. Klasse und eine gemischte 4.-6. Klasse. Statt schwingenden Kindern, hängt an den Ringen in der Turnhalle zurzeit eine Schweizer Flagge. Und überall stehen ordentlich aufgeräumt Paletten mit Reservematerial, wo sonst Brennball gespielt wird. «In diesen vier Wochen findet der Sportunterricht einfach draussen statt; entweder auf dem Eisfeld nebenan oder auf der Langlaufloipe», erklärt Flütsch. Die kleinen Einschränkungen nutzt die Schule, um mit den Kindern neue Aktivitäten auszuprobieren. Das funktioniert natürlich nur dank der Flexibilität des Lehrerteams. Bitte Rücksicht nehmen Und inwiefern ändert die spezielle Unterkunft den Alltag der AdA? «Es braucht einfach noch mehr Vorsicht als auf dem Waffenplatz», weiss Rigoni. Wenn die Kinder am Morgen kommen, verstecken die Wachen beispielsweise ihre Sturmgewehre einfach unter dem langen Lammfellmantel. Das Militär als Wolf im Schafspelz? «Überhaupt nicht», widerspricht Schulleiter Flütsch. Bisher habe man keine negativen Erfahrungen gemacht. Wichtig sei es, dass man gegenseitig Rücksicht nehme, das Lehrerteam den Auftrag des Militärs ungefähr Die Cuminaivel Redaktion erhielt Einblick in den Alltag im Schulhaus Wiesen. Bilder: bw. Die Turnhalle ist zurzeit ein MatMag. kenne und die Eltern entsprechend informieren könne. Bei einem Apéro hat das bat fant mont die Lehrpersonen über den militärischen Auftrag aufgeklärt und man hat sich persönlich kennengelernt. Der Wunsch war klar: Das Militär ist ein willkommener Gast, aber es soll so diskret wie möglich auftreten. Bisher hat das gut geklappt. Neue Kameraden gefunden Ein 5.-Klässler rennt aus dem Schulhaus an den Wachen vorbei. Er ist es sich gewohnt, dass er alle Jahre wieder seinen Pausenplatz mit Puchs und Männern in Grün teilen muss. Natürlich rede er mit ihnen, «manchmal werfe ich auch mit Schneebällen», sagt er mit Lausbubenblick. Und was sagen die Militär dazu? «Sie werfen natürlich Schneebälle zurück», sagt der Junge lachend. CUMINAIVEL WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 /// 3 Il PC sui banchi di scuola Dei militari dormono nello stesso edificio in cui i bambini studiano matematica e leggono storia. Nei prati adiacenti alla scuola, troviamo i parchi giochi e due sezioni del bat fant mont 30. Come funziona la convivenza e cosa cambia nella vita di tutti i giorni? cb./dr. Sul piazzale scolastico sono parcheggiati i Duro e i soldati fanno servizio di parco. Nel mentre, per raggiungere la lezione di tedesco, i bambini passano dalla guardia e davanti al PC «I bambini possono andare a lezione di tedesco senza badge», dice il I ten Rigoni ridendo, è la prima volta che presta servizio presso una scuola. militari? «Bisogna avere più prudenza sulla piazza d’armi», dice Rigoni. Quando i bambini arrivano al mattino, nascondiamo le armi, per esempio sotto la giacca di pecora. È quindi il desiderio era chiaro: i militari sono ospiti benvenuto, ma devono essere il più discreti possibile. Ci riteniamo comunque pienamente soddisfatti della collaborazione. «È importante avere rispetto reciproco» Direttore Martin Flütsch Gli allievi devono solamente rinunciare alle loro lezioni di musica e alle lezioni di ginnastica, infatti in questi luoghi troviamo rispettivamente il PC e il mag mat, ci spiega il direttore della scuola Martin Flütsch. Pattinate invece di palla bruciata Nei prati circostanti alla scuola troviamo un parco giochi, dove gioca una classe mista di 1a-3a e una classe mista di 4a-6a. Sugli anelli in palestra, invece di vedere i bambini che oscillano, c’è la bandiera svizzera e ovunque troviamo palette e materiale di riserva ordinatamente sistemato. «In queste quattro settimane le lezioni di sport vengono eseguite all’esterno; alla pista di ghiaccio oppure alla pista di sci di fondo», dice Flütsch. Queste piccole limitazioni ci obbligano a provare nuove attività e questo funziona molto bene grazie alla flessibilità del gruppo docenti. Rispetto reciproco In che modo questo inusuale accantonamento influenza la giornata dei Il programma scolastico e l'impiego militare funzionano bene uno accanto all'altro. militare come un lupo vestito da pecora? «Sicuramente no», dice il direttore Flütsch. Finora non abbiamo avuto nessuna esperienza negativa. È importante avere rispetto reciproco, il gruppo docenti deve conoscere in grandi linee il compito dei militari e di conseguenza informare i genitori degli allievi. È stato quindi organizzato un aperitivo dove il bat fant mont ha informato i docenti sui compiti militari e ha avuto anche la possibilità di conoscerli personalmente. Il Foto: bw. Trovati nuovi camerati Un allievo della 5a classe corre fuori dall’edificio scolastico passando dalla guardia. È abituato, visto che tutti gli anni nel suo piazzale della scuola troviamo Puch e uomini in grigioverde. Il bambino parla quindi con il soldato di guardia «qualche volta gli tiro pure una qualche palla di neve» dice il bambino con sguardo da monello, gli chiediamo quindi che cosa gli dicono i soldati di guardia, «mi tirano indietro le palle di neve» conclude il bambino ridendo. 4 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 CUMINAIVEL Parola della domenica Bild: bw. Cap Don Mike, cappellano bat fant mont 30 Ci fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» … E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». (cfr. Giovanni 2, 1-11) Il Vangelo, questa domenica, ci racconta il primo miracolo compiuto da Gesù: l’acqua è trasformata in vino. Un segno non facile da decifrare come potrebbe essere, invece, la guarigione di un ammalato o la moltiplicazione del pane per dare da mangiare alla folla affamata. Comprendiamo però che l’intervento prodigioso di Gesù non ha solamente lo scopo di salvare una festa in cui viene a mancare il vino. «Riempite d’acqua le anfore» L’acqua è un elemento essenziale per l’uomo e per tutto il creato: disseta, rinfresca e purifica. Essa, però, può anche distruggere e uccidere; creare il caos. In questo senso, l’acqua è simbolo della vita ma anche dei suoi bisogni (respirare, mangiare, bere…) e della sua fragilità (malattia, sofferenza, morte). Come l’acqua, anche il «vino buono» è una bevanda. Ma il vino non ha innanzitutto lo scopo di dissetare, che è proprio dell`acqua. Il vino, soprattutto quello buono, è fonte di gioia e di comunione. La gioia della condivisione Nell’ambito della chiesa, questo miracolo ci dice che Gesù viene a donarci la pienezza della vita ma anche della gioia che viene dalla condivisione e dal dono di se per la salvezza del prossimo. Gilbert Keith Chesterton (29 maggio 1874-14 giugno 1936), giornalista e scrittore inglese, sosteneva che il cristianesimo è allegria, è felicità: «nel cristianesimo troviamo le danze dei bambini e il vino degli uomini… la cosa grave non è l’ateismo o il paganesimo ma un cristianesimo vissuto senza gioia». Siate felici! In un contesto più ampio, invece, questo brano del Vangelo di Giovanni ci invita a riflettere sui bisogni primari della vita umana e del nostro impegno affinché questi bisogni siano soddisfatti in ogni angolo della terra: acqua, cibo, farmaci, tecnologie atte a proteggere e a migliorare la vita. Questo è essenziale. Ma non dobbiamo dimenticare che la pienezza e il gusto della vita si manifestano nella Gioia. La gioia dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà! Il modo autentico per essere felici è quello di donare gioia agli altri. CUMINAIVEL WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 /// 5 Wetterposten im Schneegestöber Wieso braucht die Armee Wetterposten, wenn man die Daten von Metro Schweiz verwenden kann, um ein umfassendes Bild der Wetterlage zu erhalten? Die Antwort: Ein Wetterposten der Luftwaffe liefert zusätzliche Wetterdaten. mf. Der Besuch von CUMINAIVEL auf dem Wetterposten hätte für besondere Wetterlagen typischer nicht sein können. Mitten im Schneegestöber trifft ein Medien-Detachement ein. Niederschlag: Ja, Sicht: Keine – auch das sind Informationen, dies wird weitergeleitet, auch wenn ein Besuch an einem schönen Tag wohl eine faszinierende Aussicht auf Landschaft und Gebirge ermöglicht hätte. Auch die Wetterposten, die über ein grosses Einsatzgebiet verteilt sind, dienen der Sicherheit der WEF-Gäste. Wenn Staatschefs, Minister und Firmenlenker nach Davos reisen, nimmt ein Teil von ihnen von einem der grossen Schweizer Flughäfen den Helikopter in die alpine Kongresshochburg. Der Heli-Pilot ist angewiesen auf Daten, welche die Wetterposten liefern: Niederschlag, Wolken, Sicht – hat der Pilot diese Informationen nicht, hebt auch kein Heli vom Flughafen Zürich ab. Übermittlung mit iPad Wm Christian Ammann und Gefreiter Mathias Davatz sind für rund drei Wochen auf einem Wetterposten stationiert, der sich bei einem Aussichtsturm befindet. Wo tagsüber Wanderer und Ausflugslustige hochklettern, sorgen sie rund um die Uhr für Wetterdaten: Früher wurden diese von Hand aufgenommen und in altmodische Systeme eingespiesen, heute läuft die Übermittlung per iPad. Die Wetterkompanie 73 betreibt eine Zentrale und eine Reihe von Aussenstationen. Neben den Wetterposten werden Daten auch von Sondierungsstellen aus gesammelt, wo Wetterballone ab- gesetzt werden. An den Flugplätzen briefen sie die Piloten. Die Wetterinformationen werden auch dem Air Operations Centre (AOC) weitergeleitet und sind damit ein Bestandteil für das Luftlagebild, der Grundlage für wichtige Entscheidungen. Wetterposten werden nicht unbedingt an Orten eingerichtet, wo besonders viel los ist. Selbstversorger im Gelände Manchmal befindet sich in der Nähe ein Ausflugsrestaurant – dann verpflegt die Truppe dort. Anders ist es, wenn die Wettersoldaten ganz abgeschieden eingerichtet sind. Die Truppe nimmt die Lebensmittel von der Zentrale aus mit, manchmal kocht für sie ein Detachementskoch. Bei Einfall der Nacht und im Schneetreiben sind die Wettersoldaten im Einsatz. Bild: mw. 6 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 CUMINAIVEL Die ELZ Chur während des WEF stark belastet Die Mitarbeitenden der Einsatzleitzentrale (ELZ) in Chur sind während des World Economic Forum (WEF) wesentlich stärker belastet als gegenüber den Zeiten ausserhalb des WEF. Dies hat mehrere Gründe. dz. «Der Hauptgrund dieser Mehrbelastung liegt in der Tatsache, dass ein signifikanter Teil der Belegschaft für das WEF abkommandiert ist», erläutert Martin Hartmann, Gruppenchef auf der ELZ. Dies habe zur Folge, dass die zurückgebliebenen Einsatzleiter in die- «Der reibungslose Betrieb auf der ELZ ist stets gewährleistet» Martin Hartmann ser Zeit wesentlich mehr Schichtdienst leisten müssten, so Hartmann weiter. Trotz der Absenzen ist der reibungslose Betrieb auf der ELZ stets gewährleis- Alles unter Kontrolle: Die ELZ. tet. Die eigentliche Arbeit auf der ELZ unterscheide sich nicht gross während oder ausserhalb des WEF. «Der Hauptunterschied besteht darin, dass der Arbeitsplatz Nummer sieben für das WEF vorbereitet und falls nötig auch betrieben wird», erklärt der Gruppenchef. Dies sei dann der Fall, wenn beispielsweise eine Alarmfahndung ausgelöst werden müsse, Pager-Aufgebote gemacht werden müssten oder auch einfach bei Aufgeboten grösseren Ausmasses. Während des WEF Die grosse Anzahl der Abkommandierten wird während des WEF-Betriebes nur geringfügig kompensiert. «Tagsüber ist während dieser Zeit ein Einsatzleiter mehr im Dienst. Während der Nacht wird einer der Mitarbeitenden auf Pikett gestellt», erklärt Hartmann. Auch dies sei ein weiterer Grund für die Mehrbelastung der zurückgebliebenen Einsatzleiter. Ursprünglich fürs WEF konzipiert Der Arbeitsplatz Nummer sieben war ursprünglich für das WEF und als Ausbildungsplatz konzipiert worden. «Damals mussten wir auf der ELZ sämtliche Anfragen im Fahndungssystem, Halter- und Führerausweisabklärungen und anderes mehr von diesem Arbeitsplatz aus machen», begründet Hartmann. Deshalb sei dieser Arbeitsplatz während der WEF-Zeit auch permanent besetzt gewesen. Heute können die Leute an den Kontrollposten solche Abklärungen selbst erledigen. Bild: dz. CUMINAIVEL /// 7 WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 «Das digitale Sicherheitsdispositiv« Die Geschichte von Soldat Harzenmoser im Cyber-Raum (Teil 2) Bild: zvg. zvg. Was ist passiert? Durch das Verhalten von Soldat Harzenmoser wurde das «digitale Sicherheitsdispositiv» mehrmals von der Gegenseite durchbrochen. Rekapitulieren wir den Verlauf des Tages von Soldat Harzenmoser aus Sicht der Gegenseite. Dark Nörds ist ein junger Hacker, der im Auftrag gegen Geld arbeitet. Er besitzt verschiedene Malware in seinem «Waffenschrank». Im Auftrag des «Bösen» muss er folgende Arbeiten erledigen: Verschiedene soziale Medien auf Fotos scannen, welche in der Umgebung der Veranstaltung gemacht werden und Soldaten darauf abgebildet sind. Einige WiFi-Hotspots in der Umgebung aufstellen und diese «Free-WiFi» benennen. Eine Shopping-Webseite erstellen, auf welcher man PDF-Dokumente herunterladen kann. Diese sind mit Malware infiziert. Weil die Bilder von Soldat Harzenmoser mit eingeschaltetem Ortungsdienst gemacht wurden, findet Dark Nörds beim Scannen rasch Bilder aus der Umgebung der Veranstaltung. Er durchsucht diese und findet unter anderem ein Foto von Soldat Harzenmoser, wie Dark Nörds im veröffentlichten Profil des Users lesen kann. Etwas später stellt er fest, dass seine «Free-WiFi» Hotspots benutzt wurden. Er hat sie so vorbereitet, dass er alle Logins inklusive Passworte der Free-WiFiUser sehen kann. In der Liste entdeckt er unter anderem den Namen Harzenmo- ser, der seine Mails checkte. Er hat nun seine Mailadresse und seine Login-Daten zum Mailaccount. Er loggt sich ein und findet einige Mails von Gamekonsolenherstellern. Er sendet an die Mailadresse ein Mail mit einem Spielkonsolenangebot einer fiktiven Firma mit Link auf eine präparierte Webseite mit PDF-Dokumenten. Beim Öffnen des PDF-Dokumentes wird Malware mit folgenden Funktionen heruntergeladen und gestartet: Die Ortungsdaten des Smartphone-Besitzers werden an einen Server von Dark Nörds gesendet. Weiter wartet die Malware darauf, sich beim Verbinden mit einem Computer auf denselben zu übertragen um dort alle Laufwerke zu verschlüsseln. Das ist alles. Sämtliche AdA, welche nun das Mail, den Chat oder das Spielkonsole-Angebot lesen, sind kompromittiert und deren Standorte werden auf den Server des «Bösen» übertragen. Zudem hat dieser nun auch Zugriff auf die Mikrofone der Smartphones. Weil Soldat Harzenmoser sein Handy an einem Computer des Führungs- und Informationssystem der Armee aufgeladen hat, wurden dort alle Laufwerke verschlüsselt. Das System ist über längere Zeit nicht brauchbar. Die «dunkle Seite der Macht» hat aufgrund der Standorte der Soldaten und durch den Zugriff auf deren Mikrofone (Gespräch Netzplan SE235 und Interventionspläne) das Dispositiv der Einheit aufgeklärt und kann dieses nun für ein Attentat auf einen VIP durchbrechen. Liebe Angehörigen der Armee: Durch das persönliche Verhalten und Befolgung der 7 folgenden goldenen Regeln helfen Sie uns bei der Verteidigung der «digitalen Sperrstelle». Herzlichen Dank und viel Erfolg bei Ihrem Einsatz. 7 goldene Regeln im Umgang mit Informatikmitteln 1. /// Sehen Sie Äusserungen in Sozialen Medien immer als öffentlich an. Weniger ist mehr! 2. /// Verbinden Sie keine privaten oder fremden USB-Geräte mit Geräten der Armee – auch nicht zum Aufladen von Smartphones, etc. 3. /// Öffentlich zugängliche Hotspots werden oft für Malwareverbreitung und Datenklau missbraucht. Viel sicherer ist ein Hotspot mit Ihrem eigenen Handy. 4. /// Aktivieren Sie Dienste wie WLAN, Bluetooth, Ortungsdienste (GPS), NFC, etc. nur, wenn sie benötigt werden. 5. /// Handys, Uhren, Notebooks, etc. mit Kamera und Mikrophon lassen sich in Wanzen verwandeln. Deshalb dürfen sie bei vertraulichen oder geheimen Gesprächen nicht in der Nähe sein. 6. /// Öffnen Sie keine Mitteilungen unbekannter bzw. nicht vertrauenswürdiger Herkunft sowie darin enthaltene Anhänge oder Links. Kontaktieren Sie bei Unsicherheit den Absender per Telefon. 7. /// Trennen Sie bei Verdacht auf Malware-Infektion schnellstmöglich die Netzverbindung, lassen Sie das Gerät laufen, melden Sie Ihren Verdacht dem Help Desk und Ihrem Vorgesetzten. 8 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 CUMINAIVEL Centrale operativa di Coira Durante lo svolgimento del World Economic Forum (WEF), i collaboratori della Centrale operativa di Coira, gestita dalla Polizia cantonale e dal Comando del Corpo delle guardie di confine Regione III, sono messi particolarmente sotto pressione. Per svariati motivi i ritmi di lavoro si fanno di colpo incalzanti. dz./lr. «La ragione principale di questo repentino incremento di lavoro risiede nel fatto che in occasione del WEF una significativa parte del personale è distaccato e svolge altre funzioni» chiarisce Martin Hartmann, capogruppo presso la centrale operativa. La conseguenza, continua Hartmann, è che i restanti capi intervento, durante questo periodo sono confrontati a un incremento sensibile dei loro turni di servizio. «in caso di bisogno, la postazione Numero 7 è pronta a intervenire» Martin Hartmann Nonostante le assenze, la continuità dell’attività presso la centrale operativa deve essere garantita. Sostanzialmente il lavoro abituale svolto dalla centrale operativa non cambia durante lo svolgimento del WEF. «Vi è comunque una differenza: la postazione di lavoro Numero 7 è appositamente predisposta per il WEF e, in caso di bisogno, pronta a intervenire», spiega il capogruppo. Ciò accade nel caso in cui, per esempio, dovesse scattare un mandato di ricerca, oppure semplicemente in caso di mobilitazione di grosse dimensioni. A forze ridotte durante il WEF I posti lasciati vacanti dai collaboratori distaccati al WEF, non sono che in minima parte compensati da forze fresche. «Durante questo periodo, di giorno è chiamato in servizio un capo intervento in più, mentre di notte un collaboratore deve rimanere di picchetto», prosegue Hartmann, rilevando che questo è un al- Tutto sotto controllo: il centro operativo. tro dei motivi alla base del sovraccarico di lavoro, per chi resta a svolgere le funzioni abituali presso la centrale operativa. Per il WEF e per l’apprendistato La Postazione Numero 7 è stata originariamente concepita per il WEF e come posto di apprendistato. «All’epoca, gli interrogatori, i controlli delle licenze di Foto: dz. condurre e svariati altri compiti erano svolti presso la centrale operativa e più precisamente alla Postazione Numero 7», chiarisce Hartmann. Per questo motivo, essa era costantemente occupata e attiva durante il WEF. Oggi le persone interessate possono fornire i debiti chiarimenti direttamente presso i posti di controllo. CUMINAIVEL WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 /// 9 Logisticiens de l'armée – Ils permettent le WEF Le WEF est à tous égards un grand défi. Pour la logistique l'événement majeur représente également un effort de grande ampleur. Cela n'est cependant pas une raison de paniquer. «Nous y arriverons assez», tel la dominante auprès des collaborateurs des centres de la logistique. la mission la juste quantité de matériel doit être au bon endroit au bon moment. Jakob est le maître de toute l'infrastructure militaire au WEF et Cathomas planifie le matériel nécessaire à l'engagement. Quand on se renseigne par rapport à la recette miracle tous les deux tiennent à souligner la collaboration. «Au «Au lieu d'avoir une ou deux compagnies sur place, tout d'un coup il y en a dix.» Andreas Schneider centre de rétablissement les forces sont ralliées et les expériences sont intégrées. Cela mène à un excellent esprit de groupe», dit Cathomas. Il est donc confiant envers le WEF: «Nous sommes prêt.» Le revoilà, le regard qui veut dire:«Nous y arriverons assez.» Les logisticiens calmes et serains. ac. L'odeur qui monte au nez dans l'entrepôt du faubourg de Coire est reconnu par chaque militaire depuis ER: Dans l'aire humide traîne la senteur de béton froid, de vieux tissu et d'essence. Clairement le royaume du logisticien de l'armée. Qu'il s'agisse de panneaux de la circulation, de pelles à neige ou de fil de fer barbelé: Tout ce qui pourrait être nécessaire au WEF peut être obtenu ici. Andreas Schneider, âgé de 56 ans, est le chef de l'installation à Coire. Celui qui croit que ce dernier est constamment stressé durant le WEF se trompe. «Évidemment il y a plus de pain sur la planche en ce moment, mais c'est nôtre job», explique-t-il calmement. Chaque Foto: np. soldat sait de quoi il s'agit: réparations, contrôles, restitution et reprise de matériel militaire. Les conséquences du meeting de Davos se ressentent surtout dans l'agenda de Schneider. «Au lieu d'avoir une ou deux compagnies sur place, tout d'un coup il y en a dix.» Où les forces se rallient La planification intercantonale du WEF commence déjà plusieurs mois à l'avance pour les logisticiens. Pour cela tous les fils remontent jusqu'au centre de Hinwil. La-bas Marcel Cathomas et Waldemar Jakob sont responsables qu'il ne manque rien aux militaires à l'engagement au WEF. Pour que la troupe puisse réaliser Quand un logisticien est-il stressé? Les collaborateurs et collaboratrices des centres de la logistique ne se laisse donc pas stresser si rapidement, même durant le WEF. La question finale est donc: Qu'est-ce qui est nécessaire pour faire surgir un semblable de tension parmi les logisticiens? Suite à une brève réflexion Waldemar Jakob répond: «Pour cela il y aurait quand même besoin d'un événement très particulier qui mènerait à un grand engagement de l'armée. Mais même cela est exercé régulièrement.» Le cas échéant vous pourriez toujours dire: «Nous y arriverons assez.» «Cela mène à un excellent esprit de groupe» – Waldemar Jakob, chef de la mise à disposition et du service 10 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 CUMINAIVEL «Hier muss alles immer zügig gehen» Ein Verkehrssoldat leistet am WEF vielfältige Aufgaben. Weswegen der Dienst fast den ganzen Januar dauert, und welche Herausforderungen unwegsames Gelände mit sich bringt, erzählt Verkehrssoldat Martin Romer. sind die ersten, die ein in der Regel schwer zugängliches Gebiet erreichen, auf dem später das Taflir-System mit seinen tonnenschweren Komponenten, die auf Lastwagen transportiert werden, aufgebaut wird. Eigeninitiative zeigen Ohne Schneeketten am Fahrzeug geht gar nichts. Weitere Herausforderungen spielen eine Rolle: «Beim Stellungsbezug hat man keinen Empfang, Kommunikation ist nicht einmal mit dem Natel möglich.» Die Platzverhältnisse sind beengt, die Fahrer müssen entscheiden, wo sie die Fahrzeuge wenden können, oder ob sie sogar rückwärts fahren müssen. «Man ist ziemlich auf sich gestellt, und das Vorgehen muss gut durchdacht sein. Ausserdem muss immer alles zügig vorangehen.» Während des WEF stellen die Verkehrssoldaten Shuttle-Transporte sicher und sind für die Versorgung mit der Verpflegung zuständig. «Es kann aber auch sein, dass ich einmal für die Wache eingeteilt werde», sagt Soldat Romer. Martin Romer leistet am WEF fast vier Wochen Dienst als Verkehrssoldat. mf. Soldat Martin Romer (23) leistet seinen Einsatz am WEF in der Mob LW Radarkompanie 22. Der Dienst dauert fast den ganzen Januar. Das hat damit zu tun, dass er für verschiedene Aufgaben eingesetzt wird. Die Radarkompanie 22 betreibt das mobile Radarsystem Taflir, das sich im Prinzip überall im Feld einsetzen lässt, und das den mittleren Luftraum überwacht. Foto: np. Die ersten vor Ort In die höheren Luftlagen «blickt» das System Florako, für die Überwachung der tiefen Luftlagen wirken die Luftwaffennachrichtenposten am Boden. Hauptaufgabe von Soldat Romer ist, Kader und Truppen mit Sprinter-Personentransportern ans Ziel zu bringen, von Anfang an: «Wir Fahrer rücken schon für den Kadervorkurs ein.» Sie «WEF-Dienst macht Sinn» Zudem helfen die Verkehrssoldaten beim Auf- und Abbau des Taflir.Vor allem der Abbau findet in einer knappen Zeit statt, wie Martin Römer berichtet: «Im Verlauf des Sonntagnachmittags, wenn alle WEF-Gäste weg sind, kommt der Abbaubefehl. Dann muss das hier alles ziemlich schnell gehen. Das ist eine grosse Herausforderung.» Fast ein Monat Dienst ist für ihn eine lange Zeit, aber er sagt auch: «Das gute am WEF-Einsatz ist: Das ist nicht nur eine Übung. Man sieht einen Sinn dahinter.» CUMINAIVEL WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 /// 11 Emsiges Treiben im Kongresszentrum Davos Bilder: dz. (dz) Geht man nur wenige Tage vor der Eröffnung des World Economic Forums (WEF) durch das Kongresszentrum in Davos, glaubt man kaum, dass dort überhaupt je ein Kongress stattfinden könnte. Das Kongresshaus ähnelt einer Grossbaustelle. In allen Räumen und auf den Gängen stapeln sich ganze Paletten mit Material, welches alles noch verbaut werden muss. Um sich selbst ein Bild davon machen zu können, folgen hier einige Impressionen, welche am Donnerstagnachmittag aufgenommen wurden. Bilder: bw. Frage des Tages: Welchen Bezug haben Sie zum Kanton Graubünden? Sdt Davide Cuda, Bat Fant Mont 30 Meine Mama ist Bündnerin, genauer gesagt von Cazis in der Nähe von Thusis. Aber ich bin in Bellinzona aufgewachsen und wohne immer noch dort. Ins Bündnerland komme ich eigentlich nur fürs WEF. Denn Wintersport betreibe ich nicht, weil es mir einfach zu kalt ist (lacht). Und wenn ich mich mal wärmen muss, greife ich eher zum Grappa als zum Röteli. Toni Arnold, Regionalpolizei Glarus Ich bin zum ersten Mal am WEF im Einsatz und auch zum ersten Mal für längere Zeit in Graubünden. Für zehn Tage bin ich in Chur stationiert und bin dem Ressort Verkehr und Umfeld zugeteilt. Sonst kenne ich den Kanton Graubünden vom Biken, Bergtouren machen und Skifahren. Sdt Gregorio Martinoli Ich liebe die Berge und gehe gerne Skifahren in der Lenzerheide, wo meine Eltern eine Wohnung besitzen. Meistens bringe ich eine Bündner Nusstorte nach Hause. Als AmbriPiotta Fan sympathisiere ich mit dem HC Davos, schliesslich sind beides kleine, verschneite Bergdörfer. Und meist feiere ich die Silvesternacht mit Kumpels in Savognin. 12 /// WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016 Au a ck Staibo a brucht k! Blairoc CUMINAIVEL Kopf des Tages: Jann Kessler Illustration: han. Bild: dz. Bild des Tages dz. Für Jann Kessler, Sachbearbeiter beim Polizeiposten Davos, ist der Einsatz am World Economic Forum (WEF) bereits zu Ende, bevor der Anlass überhaupt begonnen hat. «Ich war im Ressort Vorfeld eingeteilt. Vom Montag bis Freitag der letzten Woche kontrollierten wir alle Leute, welche im näheren Umfeld von sensiblen Objekten, wie beispielsweise dem Kongresshaus, oder den Hotels Belvédère und Seehof» wohnen, erklärt Kessler. Die Personen seien in den bekannten Systemen auf allfällige Ausschreibungen oder Vorgänge überprüft worden. «Dasselbe machten wir mit Personen, welche während des WEF in diesen Gebieten Wohnungen angemietet haben». Inzwischen arbeitet Kessler, wie das ganze Jahr über, wieder an seinem angestammten Arbeitsplatz auf dem Polizeiposten Davos. fb.com/cuminaivel Impressum Herausgeber: Gemeinschaftsproduktion der Kantonspolizei Graubünden und der Schweizer Armee Redaktion: Kapo GR, EVB, EVL, FUB, LBA Infoline Cuminaivel: 058 469 16 22 E-Mail: [email protected] Bild: np. Davos, 15.01.2016, 12:23 Verantwortliche: Senti Anita, C Komm Kapo GR Oberst La Bella Marco, C Komm EVB Ausgaben: Erscheint vom 13.01. – 26.01.2016