Nr. 4 | Wochenende, 16./17. Januar 2016
///CUMINAIVEL
Meteo
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Davos
Chur
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Sonntag
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Samstag
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Sonntag
-13°/-10°
DIE
SICHERSTE
SCHULE
Bild: bw.
Informationsmagazin für alle eingesetzten Sicherheitskräfte am WEF 2016
/// www.cuminaivel.ch /// Hotline: 058 469 16 22 /// Mail: [email protected]
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
CUMINAIVEL
Am KP vorbei ins
Klassenzimmer stürmen
Armeeangehörige schlafen im selben Gebäude wie Kinder Mathe pauken und
Geschichten lesen: In Wiesen teilen sich Kindergärtner und zwei Züge des
bat fant mont 30 ein Schulhaus. Wie funktioniert das Zusammenleben und
was ändert sich im Alltag?
cb. Auf dem Pausenplatz stehen Duros und Soldaten machen PD/ID. Und
um in ihre Klassenzimmer zu kommen, passieren die Kinder die Wache
und stürmen am KP vorbei. «Die Kinder können aber ohne Badge in die
Deutschlektion», sagt Oblt Rigoni
«Wichtig ist, dass man
gegenseitig Rücksicht
nimmt.»
Schulleiter Martin Flütsch
lachend, der zum ersten Mal in einem
Schulhaus Dienst leistet. Verzichten
müssen die Kinder nur auf ihr Musikzimmer, das momentan als KP dient,
sowie auf ihre Turnhalle, wo das MatMag eingerichtet ist, erklärt Schulleiter
Martin Flütsch.
Schlittschuhfahren statt Brennball
Im Schulhaus Wiesen gibt es einen Kindergarten, eine gemischte 1.-3. Klasse
und eine gemischte 4.-6. Klasse. Statt
schwingenden Kindern, hängt an den
Ringen in der Turnhalle zurzeit eine
Schweizer Flagge. Und überall stehen
ordentlich aufgeräumt Paletten mit Reservematerial, wo sonst Brennball gespielt wird. «In diesen vier Wochen findet der Sportunterricht einfach draussen
statt; entweder auf dem Eisfeld nebenan
oder auf der Langlaufloipe», erklärt
Flütsch. Die kleinen Einschränkungen
nutzt die Schule, um mit den Kindern
neue Aktivitäten auszuprobieren. Das
funktioniert natürlich nur dank der Flexibilität des Lehrerteams.
Bitte Rücksicht nehmen
Und inwiefern ändert die spezielle
Unterkunft den Alltag der AdA? «Es
braucht einfach noch mehr Vorsicht als
auf dem Waffenplatz», weiss Rigoni.
Wenn die Kinder am Morgen kommen,
verstecken die Wachen beispielsweise
ihre Sturmgewehre einfach unter dem
langen Lammfellmantel. Das Militär als
Wolf im Schafspelz? «Überhaupt nicht»,
widerspricht Schulleiter Flütsch. Bisher
habe man keine negativen Erfahrungen
gemacht. Wichtig sei es, dass man gegenseitig Rücksicht nehme, das Lehrerteam den Auftrag des Militärs ungefähr
Die Cuminaivel Redaktion erhielt Einblick in den Alltag im Schulhaus Wiesen. Bilder: bw.
Die Turnhalle ist zurzeit ein MatMag. kenne und die Eltern entsprechend informieren könne. Bei einem Apéro hat
das bat fant mont die Lehrpersonen über
den militärischen Auftrag aufgeklärt
und man hat sich persönlich kennengelernt. Der Wunsch war klar: Das Militär
ist ein willkommener Gast, aber es soll
so diskret wie möglich auftreten. Bisher
hat das gut geklappt.
Neue Kameraden gefunden
Ein 5.-Klässler rennt aus dem Schulhaus
an den Wachen vorbei. Er ist es sich gewohnt, dass er alle Jahre wieder seinen
Pausenplatz mit Puchs und Männern in
Grün teilen muss. Natürlich rede er mit
ihnen, «manchmal werfe ich auch mit
Schneebällen», sagt er mit Lausbubenblick. Und was sagen die Militär dazu?
«Sie werfen natürlich Schneebälle zurück», sagt der Junge lachend.
CUMINAIVEL
WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
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Il PC sui banchi
di scuola
Dei militari dormono nello stesso edificio in cui i bambini studiano matematica e
leggono storia. Nei prati adiacenti alla scuola, troviamo i parchi giochi e due
sezioni del bat fant mont 30. Come funziona la convivenza e cosa cambia nella
vita di tutti i giorni?
cb./dr. Sul piazzale scolastico sono parcheggiati i Duro e i soldati fanno servizio di parco. Nel mentre, per raggiungere la lezione di tedesco, i bambini
passano dalla guardia e davanti al PC «I
bambini possono andare a lezione di tedesco senza badge», dice il I ten Rigoni
ridendo, è la prima volta che presta servizio presso una scuola.
militari? «Bisogna avere più prudenza sulla piazza d’armi», dice Rigoni.
Quando i bambini arrivano al mattino, nascondiamo le armi, per esempio
sotto la giacca di pecora. È quindi il
desiderio era chiaro: i militari sono
ospiti benvenuto, ma devono essere il
più discreti possibile. Ci riteniamo comunque pienamente soddisfatti della
collaborazione.
«È importante
avere rispetto
reciproco»
Direttore Martin Flütsch
Gli allievi devono solamente rinunciare
alle loro lezioni di musica e alle lezioni di ginnastica, infatti in questi luoghi
troviamo rispettivamente il PC e il mag
mat, ci spiega il direttore della scuola
Martin Flütsch.
Pattinate invece di palla bruciata
Nei prati circostanti alla scuola troviamo un parco giochi, dove gioca una
classe mista di 1a-3a e una classe mista
di 4a-6a. Sugli anelli in palestra, invece
di vedere i bambini che oscillano, c’è
la bandiera svizzera e ovunque troviamo palette e materiale di riserva ordinatamente sistemato. «In queste quattro
settimane le lezioni di sport vengono
eseguite all’esterno; alla pista di ghiaccio oppure alla pista di sci di fondo»,
dice Flütsch. Queste piccole limitazioni
ci obbligano a provare nuove attività e
questo funziona molto bene grazie alla
flessibilità del gruppo docenti.
Rispetto reciproco
In che modo questo inusuale accantonamento influenza la giornata dei
Il programma scolastico e l'impiego militare funzionano bene uno accanto all'altro. militare come un lupo vestito da pecora? «Sicuramente no», dice il direttore Flütsch. Finora non abbiamo
avuto nessuna esperienza negativa. È
importante avere rispetto reciproco,
il gruppo docenti deve conoscere in
grandi linee il compito dei militari e
di conseguenza informare i genitori
degli allievi. È stato quindi organizzato un aperitivo dove il bat fant mont
ha informato i docenti sui compiti
militari e ha avuto anche la possibilità di conoscerli personalmente. Il
Foto: bw.
Trovati nuovi camerati
Un allievo della 5a classe corre fuori
dall’edificio scolastico passando dalla
guardia. È abituato, visto che tutti gli
anni nel suo piazzale della scuola troviamo Puch e uomini in grigioverde. Il
bambino parla quindi con il soldato di
guardia «qualche volta gli tiro pure una
qualche palla di neve» dice il bambino
con sguardo da monello, gli chiediamo
quindi che cosa gli dicono i soldati di
guardia, «mi tirano indietro le palle di
neve» conclude il bambino ridendo.
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
CUMINAIVEL
Parola della domenica
Bild: bw.
Cap Don Mike, cappellano bat fant mont 30
Ci fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di
Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non
hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me?
Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» … E Gesù disse loro:
«Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo.
Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che
dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino chiamò lo sposo e gli disse:
«Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è
già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da
parte il vino buono finora». (cfr. Giovanni 2, 1-11)
Il Vangelo, questa domenica, ci racconta il primo miracolo
compiuto da Gesù: l’acqua è trasformata in vino. Un segno
non facile da decifrare come potrebbe essere, invece, la guarigione di un ammalato o la moltiplicazione del pane per dare
da mangiare alla folla affamata. Comprendiamo però che
l’intervento prodigioso di Gesù non ha solamente lo scopo di
salvare una festa in cui viene a mancare il vino.
«Riempite d’acqua le anfore»
L’acqua è un elemento essenziale per l’uomo e per tutto il
creato: disseta, rinfresca e purifica. Essa, però, può anche
distruggere e uccidere; creare il caos. In questo senso, l’acqua è simbolo della vita ma anche dei suoi bisogni (respirare,
mangiare, bere…) e della sua fragilità (malattia, sofferenza,
morte). Come l’acqua, anche il «vino buono» è una bevanda.
Ma il vino non ha innanzitutto lo scopo di dissetare, che è
proprio dell`acqua. Il vino, soprattutto quello buono, è fonte
di gioia e di comunione.
La gioia della condivisione
Nell’ambito della chiesa, questo miracolo ci dice che Gesù
viene a donarci la pienezza della vita ma anche della gioia
che viene dalla condivisione e dal dono di se per la salvezza
del prossimo. Gilbert Keith Chesterton (29 maggio 1874-14
giugno 1936), giornalista e scrittore inglese, sosteneva che
il cristianesimo è allegria, è felicità: «nel cristianesimo troviamo le danze dei bambini e il vino degli uomini… la cosa
grave non è l’ateismo o il paganesimo ma un cristianesimo
vissuto senza gioia».
Siate felici!
In un contesto più ampio, invece, questo brano del Vangelo
di Giovanni ci invita a riflettere sui bisogni primari della vita
umana e del nostro impegno affinché questi bisogni siano
soddisfatti in ogni angolo della terra: acqua, cibo, farmaci,
tecnologie atte a proteggere e a migliorare la vita. Questo è
essenziale. Ma non dobbiamo dimenticare che la pienezza e
il gusto della vita si manifestano nella Gioia. La gioia dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà! Il modo autentico
per essere felici è quello di donare gioia agli altri.
CUMINAIVEL
WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
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Wetterposten im
Schneegestöber
Wieso braucht die Armee Wetterposten, wenn man die Daten von Metro
Schweiz verwenden kann, um ein umfassendes Bild der Wetterlage zu erhalten?
Die Antwort: Ein Wetterposten der Luftwaffe liefert zusätzliche Wetterdaten.
mf. Der Besuch von CUMINAIVEL
auf dem Wetterposten hätte für besondere Wetterlagen typischer nicht sein
können. Mitten im Schneegestöber
trifft ein Medien-Detachement ein.
Niederschlag: Ja, Sicht: Keine – auch
das sind Informationen, dies wird
weitergeleitet, auch wenn ein Besuch
an einem schönen Tag wohl eine faszinierende Aussicht auf Landschaft
und Gebirge ermöglicht hätte. Auch
die Wetterposten, die über ein grosses Einsatzgebiet verteilt sind, dienen
der Sicherheit der WEF-Gäste. Wenn
Staatschefs, Minister und Firmenlenker nach Davos reisen, nimmt ein
Teil von ihnen von einem der grossen
Schweizer Flughäfen den Helikopter
in die alpine Kongresshochburg. Der
Heli-Pilot ist angewiesen auf Daten,
welche die Wetterposten liefern: Niederschlag, Wolken, Sicht – hat der
Pilot diese Informationen nicht, hebt
auch kein Heli vom Flughafen Zürich
ab.
Übermittlung mit iPad
Wm Christian Ammann und Gefreiter Mathias Davatz sind für rund
drei Wochen auf einem Wetterposten
stationiert, der sich bei einem Aussichtsturm befindet. Wo tagsüber
Wanderer und Ausflugslustige hochklettern, sorgen sie rund um die Uhr
für Wetterdaten: Früher wurden diese
von Hand aufgenommen und in altmodische Systeme eingespiesen, heute
läuft die Übermittlung per iPad. Die
Wetterkompanie 73 betreibt eine Zentrale und eine Reihe von Aussenstationen. Neben den Wetterposten werden
Daten auch von Sondierungsstellen
aus gesammelt, wo Wetterballone ab-
gesetzt werden. An den Flugplätzen
briefen sie die Piloten. Die Wetterinformationen werden auch dem Air
Operations Centre (AOC) weitergeleitet und sind damit ein Bestandteil für
das Luftlagebild, der Grundlage für
wichtige Entscheidungen. Wetterposten werden nicht unbedingt an Orten
eingerichtet, wo besonders viel los ist.
Selbstversorger im Gelände
Manchmal befindet sich in der Nähe
ein Ausflugsrestaurant – dann verpflegt die Truppe dort. Anders ist es,
wenn die Wettersoldaten ganz abgeschieden eingerichtet sind. Die Truppe
nimmt die Lebensmittel von der Zentrale aus mit, manchmal kocht für sie
ein Detachementskoch.
Bei Einfall der Nacht und im Schneetreiben sind die Wettersoldaten im Einsatz. Bild: mw.
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
CUMINAIVEL
Die ELZ Chur während
des WEF stark belastet
Die Mitarbeitenden der Einsatzleitzentrale (ELZ) in Chur sind während des
World Economic Forum (WEF) wesentlich stärker belastet als gegenüber den
Zeiten ausserhalb des WEF. Dies hat mehrere Gründe.
dz. «Der Hauptgrund dieser Mehrbelastung liegt in der Tatsache, dass ein
signifikanter Teil der Belegschaft für
das WEF abkommandiert ist», erläutert Martin Hartmann, Gruppenchef auf
der ELZ. Dies habe zur Folge, dass die
zurückgebliebenen Einsatzleiter in die-
«Der reibungslose
Betrieb auf der ELZ ist
stets gewährleistet»
Martin Hartmann
ser Zeit wesentlich mehr Schichtdienst
leisten müssten, so Hartmann weiter.
Trotz der Absenzen ist der reibungslose
Betrieb auf der ELZ stets gewährleis-
Alles unter Kontrolle: Die ELZ. tet. Die eigentliche Arbeit auf der ELZ
unterscheide sich nicht gross während
oder ausserhalb des WEF. «Der Hauptunterschied besteht darin, dass der Arbeitsplatz Nummer sieben für das WEF
vorbereitet und falls nötig auch betrieben
wird», erklärt der Gruppenchef. Dies sei
dann der Fall, wenn beispielsweise eine
Alarmfahndung ausgelöst werden müsse,
Pager-Aufgebote gemacht werden müssten oder auch einfach bei Aufgeboten
grösseren Ausmasses.
Während des WEF
Die grosse Anzahl der Abkommandierten wird während des WEF-Betriebes
nur geringfügig kompensiert. «Tagsüber
ist während dieser Zeit ein Einsatzleiter mehr im Dienst. Während der Nacht
wird einer der Mitarbeitenden auf Pikett
gestellt», erklärt Hartmann. Auch dies
sei ein weiterer Grund für die Mehrbelastung der zurückgebliebenen Einsatzleiter.
Ursprünglich fürs WEF konzipiert
Der Arbeitsplatz Nummer sieben war
ursprünglich für das WEF und als Ausbildungsplatz konzipiert worden. «Damals mussten wir auf der ELZ sämtliche
Anfragen im Fahndungssystem, Halter- und Führerausweisabklärungen und
anderes mehr von diesem Arbeitsplatz
aus machen», begründet Hartmann.
Deshalb sei dieser Arbeitsplatz während
der WEF-Zeit auch permanent besetzt
gewesen. Heute können die Leute an
den Kontrollposten solche Abklärungen
selbst erledigen.
Bild: dz.
CUMINAIVEL
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
«Das digitale
Sicherheitsdispositiv«
Die Geschichte von Soldat Harzenmoser im Cyber-Raum (Teil 2)
Bild: zvg.
zvg. Was ist passiert? Durch das Verhalten von Soldat Harzenmoser wurde das
«digitale Sicherheitsdispositiv» mehrmals von der Gegenseite durchbrochen.
Rekapitulieren wir den Verlauf des Tages von Soldat Harzenmoser aus Sicht
der Gegenseite. Dark Nörds ist ein junger Hacker, der im Auftrag gegen Geld
arbeitet. Er besitzt verschiedene Malware in seinem «Waffenschrank». Im Auftrag des «Bösen» muss er folgende Arbeiten erledigen: Verschiedene soziale
Medien auf Fotos scannen, welche in der
Umgebung der Veranstaltung gemacht
werden und Soldaten darauf abgebildet
sind. Einige WiFi-Hotspots in der Umgebung aufstellen und diese «Free-WiFi» benennen. Eine Shopping-Webseite
erstellen, auf welcher man PDF-Dokumente herunterladen kann. Diese sind
mit Malware infiziert. Weil die Bilder
von Soldat Harzenmoser mit eingeschaltetem Ortungsdienst gemacht wurden,
findet Dark Nörds beim Scannen rasch
Bilder aus der Umgebung der Veranstaltung. Er durchsucht diese und findet unter anderem ein Foto von Soldat
Harzenmoser, wie Dark Nörds im veröffentlichten Profil des Users lesen kann.
Etwas später stellt er fest, dass seine
«Free-WiFi» Hotspots benutzt wurden.
Er hat sie so vorbereitet, dass er alle Logins inklusive Passworte der Free-WiFiUser sehen kann. In der Liste entdeckt er
unter anderem den Namen Harzenmo-
ser, der seine Mails checkte. Er hat nun
seine Mailadresse und seine Login-Daten zum Mailaccount. Er loggt sich ein
und findet einige Mails von Gamekonsolenherstellern. Er sendet an die
Mailadresse ein Mail mit einem Spielkonsolenangebot einer fiktiven Firma
mit Link auf eine präparierte Webseite
mit PDF-Dokumenten. Beim Öffnen
des PDF-Dokumentes wird Malware
mit folgenden Funktionen heruntergeladen und gestartet: Die Ortungsdaten des
Smartphone-Besitzers werden an einen
Server von Dark Nörds gesendet. Weiter wartet die Malware darauf, sich beim
Verbinden mit einem Computer auf denselben zu übertragen um dort alle Laufwerke zu verschlüsseln. Das ist alles.
Sämtliche AdA, welche nun das Mail,
den Chat oder das Spielkonsole-Angebot lesen, sind kompromittiert und
deren Standorte werden auf den Server
des «Bösen» übertragen. Zudem hat dieser nun auch Zugriff auf die Mikrofone
der Smartphones. Weil Soldat Harzenmoser sein Handy an einem Computer
des Führungs- und Informationssystem
der Armee aufgeladen hat, wurden dort
alle Laufwerke verschlüsselt. Das System ist über längere Zeit nicht brauchbar. Die «dunkle Seite der Macht» hat
aufgrund der Standorte der Soldaten
und durch den Zugriff auf deren Mikrofone (Gespräch Netzplan SE235 und
Interventionspläne) das Dispositiv der
Einheit aufgeklärt und kann dieses nun
für ein Attentat auf einen VIP durchbrechen. Liebe Angehörigen der Armee:
Durch das persönliche Verhalten und
Befolgung der 7 folgenden goldenen Regeln helfen Sie uns bei der Verteidigung
der «digitalen Sperrstelle». Herzlichen
Dank und viel Erfolg bei Ihrem Einsatz.
7
goldene Regeln
im Umgang mit
Informatikmitteln
1. /// Sehen Sie Äusserungen in
Sozialen Medien immer als öffentlich
an. Weniger ist mehr!
2. /// Verbinden Sie keine privaten
oder fremden USB-Geräte mit
Geräten der Armee – auch nicht
zum Aufladen von Smartphones, etc.
3. /// Öffentlich zugängliche Hotspots
werden oft für Malwareverbreitung
und Datenklau missbraucht. Viel
sicherer ist ein Hotspot mit Ihrem
eigenen Handy.
4. /// Aktivieren Sie Dienste wie
WLAN, Bluetooth, Ortungsdienste
(GPS), NFC, etc. nur, wenn sie
benötigt werden.
5. /// Handys, Uhren, Notebooks, etc.
mit Kamera und Mikrophon lassen sich
in Wanzen verwandeln. Deshalb dürfen
sie bei vertraulichen oder geheimen
Gesprächen nicht in der Nähe sein.
6. /// Öffnen Sie keine Mitteilungen
unbekannter bzw. nicht vertrauenswürdiger Herkunft sowie darin enthaltene
Anhänge oder Links. Kontaktieren
Sie bei Unsicherheit den Absender
per Telefon.
7. /// Trennen Sie bei Verdacht
auf Malware-Infektion schnellstmöglich die Netzverbindung, lassen Sie
das Gerät laufen, melden Sie Ihren
Verdacht dem Help Desk und Ihrem
Vorgesetzten.
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
CUMINAIVEL
Centrale operativa
di Coira
Durante lo svolgimento del World Economic Forum (WEF), i collaboratori della
Centrale operativa di Coira, gestita dalla Polizia cantonale e dal Comando del
Corpo delle guardie di confine Regione III, sono messi particolarmente sotto
pressione. Per svariati motivi i ritmi di lavoro si fanno di colpo incalzanti.
dz./lr. «La ragione principale di questo
repentino incremento di lavoro risiede nel fatto che in occasione del WEF
una significativa parte del personale è
distaccato e svolge altre funzioni» chiarisce Martin Hartmann, capogruppo
presso la centrale operativa. La conseguenza, continua Hartmann, è che i
restanti capi intervento, durante questo
periodo sono confrontati a un incremento sensibile dei loro turni di servizio.
«in caso di bisogno, la
postazione Numero 7 è
pronta a intervenire»
Martin Hartmann
Nonostante le assenze, la continuità
dell’attività presso la centrale operativa
deve essere garantita. Sostanzialmente
il lavoro abituale svolto dalla centrale
operativa non cambia durante lo svolgimento del WEF. «Vi è comunque una
differenza: la postazione di lavoro Numero 7 è appositamente predisposta per
il WEF e, in caso di bisogno, pronta a
intervenire», spiega il capogruppo. Ciò
accade nel caso in cui, per esempio, dovesse scattare un mandato di ricerca,
oppure semplicemente in caso di mobilitazione di grosse dimensioni.
A forze ridotte durante il WEF
I posti lasciati vacanti dai collaboratori
distaccati al WEF, non sono che in minima parte compensati da forze fresche.
«Durante questo periodo, di giorno è
chiamato in servizio un capo intervento
in più, mentre di notte un collaboratore
deve rimanere di picchetto», prosegue
Hartmann, rilevando che questo è un al-
Tutto sotto controllo: il centro operativo. tro dei motivi alla base del sovraccarico
di lavoro, per chi resta a svolgere le funzioni abituali presso la centrale operativa.
Per il WEF e per l’apprendistato
La Postazione Numero 7 è stata originariamente concepita per il WEF e come
posto di apprendistato. «All’epoca, gli
interrogatori, i controlli delle licenze di
Foto: dz.
condurre e svariati altri compiti erano
svolti presso la centrale operativa e più
precisamente alla Postazione Numero
7», chiarisce Hartmann. Per questo motivo, essa era costantemente occupata e
attiva durante il WEF. Oggi le persone
interessate possono fornire i debiti chiarimenti direttamente presso i posti di
controllo.
CUMINAIVEL
WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
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Logisticiens de l'armée
– Ils permettent le WEF
Le WEF est à tous égards un grand défi. Pour la logistique l'événement majeur
représente également un effort de grande ampleur. Cela n'est cependant pas
une raison de paniquer. «Nous y arriverons assez», tel la dominante auprès des
collaborateurs des centres de la logistique.
la mission la juste quantité de matériel
doit être au bon endroit au bon moment.
Jakob est le maître de toute l'infrastructure militaire au WEF et Cathomas planifie le matériel nécessaire à l'engagement. Quand on se renseigne par rapport
à la recette miracle tous les deux tiennent à souligner la collaboration. «Au
«Au lieu d'avoir une
ou deux compagnies
sur place, tout d'un
coup il y en a dix.»
Andreas Schneider
centre de rétablissement les forces sont
ralliées et les expériences sont intégrées.
Cela mène à un excellent esprit de groupe», dit Cathomas. Il est donc confiant
envers le WEF: «Nous sommes prêt.»
Le revoilà, le regard qui veut dire:«Nous
y arriverons assez.»
Les logisticiens calmes et serains. ac. L'odeur qui monte au nez dans
l'entrepôt du faubourg de Coire est reconnu par chaque militaire depuis ER:
Dans l'aire humide traîne la senteur de
béton froid, de vieux tissu et d'essence.
Clairement le royaume du logisticien de
l'armée. Qu'il s'agisse de panneaux de
la circulation, de pelles à neige ou de fil
de fer barbelé: Tout ce qui pourrait être
nécessaire au WEF peut être obtenu ici.
Andreas Schneider, âgé de 56 ans, est
le chef de l'installation à Coire. Celui
qui croit que ce dernier est constamment stressé durant le WEF se trompe.
«Évidemment il y a plus de pain sur la
planche en ce moment, mais c'est nôtre
job», explique-t-il calmement. Chaque
Foto: np.
soldat sait de quoi il s'agit: réparations,
contrôles, restitution et reprise de matériel militaire. Les conséquences du meeting de Davos se ressentent surtout dans
l'agenda de Schneider. «Au lieu d'avoir
une ou deux compagnies sur place, tout
d'un coup il y en a dix.»
Où les forces se rallient
La planification intercantonale du WEF
commence déjà plusieurs mois à l'avance
pour les logisticiens. Pour cela tous les
fils remontent jusqu'au centre de Hinwil.
La-bas Marcel Cathomas et Waldemar
Jakob sont responsables qu'il ne manque
rien aux militaires à l'engagement au
WEF. Pour que la troupe puisse réaliser
Quand un logisticien est-il stressé?
Les collaborateurs et collaboratrices des
centres de la logistique ne se laisse donc
pas stresser si rapidement, même durant
le WEF. La question finale est donc:
Qu'est-ce qui est nécessaire pour faire
surgir un semblable de tension parmi les
logisticiens? Suite à une brève réflexion
Waldemar Jakob répond: «Pour cela il
y aurait quand même besoin d'un événement très particulier qui mènerait à
un grand engagement de l'armée. Mais
même cela est exercé régulièrement.»
Le cas échéant vous pourriez toujours
dire: «Nous y arriverons assez.»
«Cela mène à un excellent esprit de
groupe» – Waldemar Jakob, chef de la
mise à disposition et du service
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WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
CUMINAIVEL
«Hier muss alles
immer zügig gehen»
Ein Verkehrssoldat leistet am WEF vielfältige Aufgaben. Weswegen der Dienst fast
den ganzen Januar dauert, und welche Herausforderungen unwegsames Gelände
mit sich bringt, erzählt Verkehrssoldat Martin Romer.
sind die ersten, die ein in der Regel
schwer zugängliches Gebiet erreichen,
auf dem später das Taflir-System mit
seinen tonnenschweren Komponenten,
die auf Lastwagen transportiert werden, aufgebaut wird.
Eigeninitiative zeigen
Ohne Schneeketten am Fahrzeug geht
gar nichts. Weitere Herausforderungen
spielen eine Rolle: «Beim Stellungsbezug hat man keinen Empfang, Kommunikation ist nicht einmal mit dem Natel
möglich.» Die Platzverhältnisse sind
beengt, die Fahrer müssen entscheiden,
wo sie die Fahrzeuge wenden können,
oder ob sie sogar rückwärts fahren
müssen. «Man ist ziemlich auf sich
gestellt, und das Vorgehen muss gut
durchdacht sein. Ausserdem muss immer alles zügig vorangehen.» Während
des WEF stellen die Verkehrssoldaten
Shuttle-Transporte sicher und sind für
die Versorgung mit der Verpflegung
zuständig. «Es kann aber auch sein,
dass ich einmal für die Wache eingeteilt werde», sagt Soldat Romer.
Martin Romer leistet am WEF fast vier Wochen Dienst als Verkehrssoldat.
mf. Soldat Martin Romer (23) leistet
seinen Einsatz am WEF in der Mob LW
Radarkompanie 22. Der Dienst dauert
fast den ganzen Januar. Das hat damit zu
tun, dass er für verschiedene Aufgaben
eingesetzt wird. Die Radarkompanie 22
betreibt das mobile Radarsystem Taflir,
das sich im Prinzip überall im Feld
einsetzen lässt, und das den mittleren
Luftraum überwacht.
Foto: np.
Die ersten vor Ort
In die höheren Luftlagen «blickt» das
System Florako, für die Überwachung
der tiefen Luftlagen wirken die Luftwaffennachrichtenposten am Boden.
Hauptaufgabe von Soldat Romer ist,
Kader und Truppen mit Sprinter-Personentransportern ans Ziel zu bringen,
von Anfang an: «Wir Fahrer rücken
schon für den Kadervorkurs ein.» Sie
«WEF-Dienst macht Sinn»
Zudem helfen die Verkehrssoldaten
beim Auf- und Abbau des Taflir.Vor allem der Abbau findet in einer knappen
Zeit statt, wie Martin Römer berichtet: «Im Verlauf des Sonntagnachmittags, wenn alle WEF-Gäste weg sind,
kommt der Abbaubefehl. Dann muss
das hier alles ziemlich schnell gehen.
Das ist eine grosse Herausforderung.»
Fast ein Monat Dienst ist für ihn eine
lange Zeit, aber er sagt auch: «Das gute
am WEF-Einsatz ist: Das ist nicht nur
eine Übung. Man sieht einen Sinn dahinter.»
CUMINAIVEL
WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
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Emsiges Treiben im
Kongresszentrum Davos
Bilder: dz.
(dz) Geht man nur wenige Tage vor der Eröffnung des World Economic Forums
(WEF) durch das Kongresszentrum in Davos, glaubt man kaum, dass dort überhaupt je ein Kongress stattfinden könnte. Das Kongresshaus ähnelt einer Grossbaustelle. In allen Räumen und auf den Gängen stapeln sich ganze Paletten mit Material, welches alles noch verbaut werden muss. Um sich selbst ein Bild davon machen
zu können, folgen hier einige Impressionen, welche am Donnerstagnachmittag
aufgenommen wurden.
Bilder: bw.
Frage des Tages: Welchen Bezug haben Sie zum Kanton Graubünden?
Sdt Davide Cuda, Bat Fant Mont 30
Meine Mama ist Bündnerin, genauer gesagt von Cazis in der Nähe von
Thusis. Aber ich bin in Bellinzona
aufgewachsen und wohne immer noch
dort. Ins Bündnerland komme ich eigentlich nur fürs WEF. Denn Wintersport betreibe ich nicht, weil es mir
einfach zu kalt ist (lacht). Und wenn
ich mich mal wärmen muss, greife ich
eher zum Grappa als zum Röteli.
Toni Arnold,
Regionalpolizei Glarus
Ich bin zum ersten Mal am WEF im
Einsatz und auch zum ersten Mal
für längere Zeit in Graubünden. Für
zehn Tage bin ich in Chur stationiert und bin dem Ressort Verkehr
und Umfeld zugeteilt. Sonst kenne
ich den Kanton Graubünden vom
Biken, Bergtouren machen und Skifahren.
Sdt Gregorio Martinoli
Ich liebe die Berge und gehe gerne
Skifahren in der Lenzerheide, wo
meine Eltern eine Wohnung besitzen.
Meistens bringe ich eine Bündner
Nusstorte nach Hause. Als AmbriPiotta Fan sympathisiere ich mit dem
HC Davos, schliesslich sind beides
kleine, verschneite Bergdörfer. Und
meist feiere ich die Silvesternacht mit
Kumpels in Savognin.
12 ///
WOCHENENDE, 16./17. JANUAR 2016
Au a
ck
Staibo a
brucht k!
Blairoc
CUMINAIVEL
Kopf des Tages:
Jann Kessler
Illustration: han.
Bild: dz.
Bild des Tages
dz. Für Jann Kessler, Sachbearbeiter
beim Polizeiposten Davos, ist der
Einsatz am World Economic Forum
(WEF) bereits zu Ende, bevor der
Anlass überhaupt begonnen hat. «Ich
war im Ressort Vorfeld eingeteilt.
Vom Montag bis Freitag der letzten
Woche kontrollierten wir alle Leute,
welche im näheren Umfeld von sensiblen Objekten, wie beispielsweise
dem Kongresshaus, oder den Hotels
Belvédère und Seehof» wohnen,
erklärt Kessler. Die Personen seien
in den bekannten Systemen auf allfällige Ausschreibungen oder Vorgänge überprüft worden. «Dasselbe
machten wir mit Personen, welche
während des WEF in diesen Gebieten Wohnungen angemietet haben».
Inzwischen arbeitet Kessler, wie das
ganze Jahr über, wieder an seinem
angestammten Arbeitsplatz auf dem
Polizeiposten Davos.
fb.com/cuminaivel
Impressum
Herausgeber: Gemeinschaftsproduktion der
Kantonspolizei Graubünden und der Schweizer Armee
Redaktion: Kapo GR, EVB, EVL, FUB, LBA Infoline
Cuminaivel: 058 469 16 22
E-Mail: [email protected]
Bild: np.
Davos, 15.01.2016, 12:23 Verantwortliche:
Senti Anita, C Komm Kapo GR
Oberst La Bella Marco, C Komm EVB
Ausgaben: Erscheint vom 13.01. – 26.01.2016
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17. Januar 2016