Percorsi formativi per l’autoimpreditorialità
giovanile
Strategie d’impresa
Prof. Francesco Contò
Potenza 18 Marzo 2011
Orientamento strategico
della gestione aziendale
6. Orientamento strategico della gestione
aziendale
 Strategia: processo di continua ricerca dell'armonia
tra le finalità e gli obiettivi imprenditoriali, le risorse
aziendali e l'ambiente/contesto in cui l'impresa opera.
 È un processo dinamico, così come dinamiche sono
le componenti da armonizzare, e rappresenta un
comportamento imprenditoriale di tempo lungo.
 Si caratterizza per tre elementi fondamentali:
1) la formulazione a livello alto, direzionale;
2) la proiezione a lunga scadenza;
3) la priorità dei traguardi da raggiungere.
Orientamento
aziendale (2)
strategico
della
gestione
 La strategia definisce che cosa fare, perché farlo e
come svolgere l'attività d'impresa all'interno di un
orientamento strategico di fondo.
L’obiettivo principale della strategia è far corrispondere
le competenze interne dell’impresa con le opportunità
offerte dall’ambiente esterno:
IMPRESA
Obiettivi e valori
AMBIENTE
Risorse e
competenze
Concorrenti
Struttura e
sistemi
organizzativi
Strategia
Clienti
Fornitori
Orientamento
aziendale (4)
strategico
della
gestione
 Nei confronti dell’ambiente esterno, l’imprenditore
può adottare tre differenti tipi di atteggiamenti:
1. Atteggiamento di attesa (passivo);
2. Atteggiamento anticipatorio;
3. Atteggiamento attivo.
Il terzo modello di atteggiamento è fondato
sull’innovazione, autonomo, quasi di leadership nei
confronti dell’ambiente nel suo complesso.
Orientamento
aziendale (5)
strategico
della
gestione
 L’atteggiamento attivo verso l’ambiente esterno
denota, infatti, una certa qualità del gruppo
imprenditoriale, della dimensione aziendale e della
posizione che essa occupa nel mercato.
 Quindi, si può affermare che l’elemento che indica il
grado di avanzamento del processo di gestione
aziendale
è
rappresentato
dall’orientamento
strategico delle decisioni imprenditoriali.
 La formulazione di piani strategici consente, infatti,
di inquadrare più correttamente le relazioni tra
l’impresa e l’ambiente.
Orientamento
aziendale (6)
strategico
della
gestione
 Il processo di formulazione delle strategie poggia:
 sulla valutazione del grado di attrattività del
settore (diagnostico esterno);
 sulla valutazione della tipologia e della qualità delle
risorse e competenze di cui l'impresa dispone
(diagnostico interno).
Orientamento
aziendale (7)
strategico
della
gestione
Il diagnostico interno o business audit è finalizzato
alla individuazione dei punti di forza/debolezza del
sistema azienda nel suo complesso.
Con il business audit si pongono in evidenza le le
carenze dell'impresa, in maniera descrittiva e non
ancora propositiva.
Per capire come si arriva alla formulazione dei piani
strategici aziendali é utile partire dalla distinzione
tra strategia e pianificazione.
Orientamento
aziendale (8)
strategico
della
gestione
La strategia riguarda le scelte di fondo di un'impresa,
il concetto di pianifìcazione si riferisce al processo
attraverso cui si perviene a tali scelte strategiche.
Tuttavia, la strategia non ha sempre bisogno della
pianificazione, potendosi distinguere tra strategie
esplicite e strategie implicite.
Strategie esplicite: sono l'output di un processo
formale di pianificazione e sono enunciate in un
documento ufficiale di piano.
Orientamento
aziendale (9)
strategico
della
gestione
Strategie implicite: sono il risultato di un processo
decisionale
destrutturato,
diffuso
nell'intera
organizzazione, come di solito accade nelle imprese di
piccole dimensioni o a conduzione familiare.
La pianificazione deve essere intesa come uno strumento
basato sul monitoraggio costante dell'ambiente: dal
rapporto impresa-ambiente nasce l'esigenza di strategie
che siano coerenti con gli obiettivi e con le risorse,
(coerenza interna ), e con le minacce e le opportunità che
provengono dall’esterno, (coerenza esterna ).
PIANIFICAZIONE STRATEGICA
Produce
PIANO STRATEGICO
(3-5 anni)
Scelte di
fondo
dell'impresa
Linee-guida
per
l'attuazione
delle scelte
Azioni da
intraprendere e
assegnazione delle
risorse alle
diverse aree
aziendali
PROGRAMMAZIONE
Produce
REALIZZAZIONE CONCRETA
STRATEGIE
BUDGETING
Produce
Allocazione concreta delle
risorse alle singole unità
aziendali
Orientamento
aziendale (12)
strategico
della
gestione
Accanto al ciclo di pianificazione aziendale si colloca
un ciclo di controllo, che si concentra sulla valutazione
delle performance ottenute, basandosi su parametri di
confronto con previsioni e dati forniti dal master
budget.
Il controllo direzionale è il processo con cui il
management della società assicura che l'impresa
metta in atto le strategie efficace ed efficiente;
Il controllo operativo è diretto a garantire che specifici
compiti siano attuati in modo efficace ed efficiente.
Il percorso strategico
PREVISIONI
OBIETTIVI
STRATEGIA
STRUTTURA
Orientamento
aziendale (14)
strategico
della
gestione
Attraverso queste fasi, l’imprenditore programma il
futuro dell’azienda stabilendo le direttrici dello
sviluppo nel lungo periodo e gli obiettivi strategici da
raggiungere:
1. sviluppo dimensionale dell’azienda;
2. miglioramento degli equilibri gestionali;
3. riduzione del rischio complessivo di gestione;
4.mantenimento delle posizioni
reddituali da raggiungere;
di
mercato
e
5. disinvestimento totale o parziale e uscita dal
mercato.
I livelli della strategia
Strategia d’impresa
(Strategia complessiva)
Strategie competitiva
(Strategia area d’affari)
AREA A
AREA B
AREA C
Strategie
funzionali
Commerciale
Commerciale
Operations
Commerciale
Operations
Finanza
Operations
Finanza
Finanza
LE STRATEGIE
COMPLESSIVE
7. LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Spesso accade che le scelte strategiche più che
riflettere le situazioni di mercato, riflettono le
situazioni interne alle imprese.
Percorsi alternativi per le strategie complessive:
1. Il percorso di sviluppo dimensionale: mirato alla
espansione delle risorse aziendali;
2. Il percorso del risanamento: in presenza di squilibri
strutturali;
3. Il percorso del rafforzamento: mira alla difesa, in
periodi non favorevoli, delle posizioni occupate.
SVILUPPO
STRATEGIE
COMPLESSIVE
RISANAMENTO
Le modalità di attuazione delle strategie di sviluppo,
che si possono ricondurre a tre grandi categorie:
 crescita (o sviluppo) interna;
 crescita esterna;
 crescita contrattuale.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
La crescita interna avviene attraverso un processo di
sviluppo delle unità esistenti all'interno di una struttura
societaria ben determinata.
Essa può essere spiegata (Penrose, 1959) dall’
esistenza, in ogni organizzazione, di risorse utilizzate
solamente in modo parziale.
L’organizzazione, nel suo sforzo di usare le risorse in
modo razionale, è spinta a sfruttare le opportunità
interne, ridefinendo e allargando lo spettro di attività.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Ciò, a sua volta, impone l'acquisizione di risorse
aggiuntive, ne può così derivare una nuova situazione
di utilizzo parziale.
Il vincolo alla crescita interna risiede difficoltà di creare
e valorizzare capacità imprenditoriali nell'ambito
organizzazione.
La crescita esterna si realizza tramite operazioni di
acquisizione,
fusione
o
altre
combinazioni
interaziendali.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
L‘acquisizione consiste nel "trasferimento di proprietà
di un'azienda verso il corrispettivo di un prezzo.
La fusione può eseguirsi mediante incorporazione o
per consolidamento mediante costituzione di una
società nuova.
La fusione è una combinazione più rigida rispetto
all'acquisizione poiché l'incorporante o la società
risultante dalla fusione subentra in tutte le attività e
passività delle società partecipanti.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
La crescita contrattuale comprende un' ampia
tipologia di forme di collaborazione e cooperazione
con terzi soggetti.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Vantaggi perseguiti mediante gli accordi interaziendali:
1. acquisizione di economie di scala, di apprendimento e
di altri vantaggi di costo legati a sinergie;
2. la riduzione dei rischi
investimenti finanziari;
3. l'unione delle forze
struttura settoriale.
per
e
la
condivisione
provare
a
degli
cambiare
la
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Gli accordi interaziendali orizzontali riguardano imprese
che operano nel medesimo settore.
Rispetto a quest'ultimo punto, va segnalata la normativa
antitrust, tesa alla tutela del mercato dall'abuso di
posizioni dominanti.
Nel caso di accordi verticali, le imprese operano nello
stesso settore, ma l'accordo riguarda attività diverse.
Accordi diagonali: i partner operano in settori differenti.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Lo sviluppo orizzontale può essere attuato:
 mediante un' espansione interna dell'impresa;
 creando ex novo altre unità produttive;
 con un processo esterno di acquisizione di imprese
operanti
nello
stesso
mercato
(integrazione
orizzontale).
Lo sviluppo orizzontale ha, come detto, tra gli altri,
lo scopo di far crescere la quota di mercato
detenuta dall'impresa.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Lo sviluppo orizzontale si caratterizza, rispetto ad
altre opzioni di crescita, perché richiede tempi meno
lunghi di realizzazione e consente di sfruttare tutte le
risorse disponibili.
La natura del rischio d' impresa, tuttavia, rimane
immutata poiché si continua a operare sempre e
soltanto nel medesimo mercato con le stesse
tecnologie produttive.
In generale, uno dei principali vantaggi si
raggiungere sotto il profilo del risparmi di costi.
può
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Un altro dei modi di esaminare la collocazione
dell'impresa rispetto al suo ambiente competitivo
consiste nell'individuarne la posizione all'interno
della filiera tecnologica.
All’ interno di ogni filiera tecnologica si collocano più
imprese, ciascuna delle quali si specializza nello
svolgimento di una o più delle fasi di lavorazione,
occupando una determinata posizione.
Tale posizione corrisponde al grado di integrazione
verticale.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Si parla di integrazione a monte quando estende il
suo controllo su fasi antecedenti (verso i fornitori)
rispetto alla sua originaria posizione nella filiera
tecnologica;
Si parla di integrazione a valle nel caso contrario
(verso i clienti).
Questa strategia può apportare vantaggi tecnici,
economici e concorrenziali.
Svantaggi: aumento del rischio imprenditoriale
causato da un aumento della rigidità della struttura
dei costi e, in generale, di una riduzione della
flessibilità strategica.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
La diversifìcazione è una scelta strategica con cui
l'impresa allarga l'ambito attività in termini di
prodotti venduti o di mercati serviti.
Diversificazione correlata: l’impresa colloca nuovi
prodotti attraverso i vecchi canali distributivi e
conserva il proprio posizionamento strategico in
termini di prezzo e qualità.
Diversificazione correlata si ha anche quando le
nuove aree di attività riguardano una clientela di
tipo simile.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Diversificazione conglomerale: passaggio a business
completamente nuovi, sia sotto il piano delle
tecnologie, sia dal punto di vista dei clienti serviti.
La diversificazione può offrire quattro tipi diversi di
economie:
a) Sinergie;
b) Economie di campo;
c) Economie finanziarie;
d) Riduzione del rischio.
LE STRATEGIE COMPLESSIVE
Le imprese possono incontrare periodi di difficoltà e
perdite economiche che non segnalano che è giunto il
momento
di
procedere
a
una
ridefinizione
dell'impostazione strategica.
LE STRATEGIE
COMPETITIVE
8. LE STRATEGIE COMPETITIVE
La strategia competitiva si occupa delle singole aree
strategiche di affari (A.S.A,) in cui si articola la
strategia complessiva.
Entrambe le strategie sono strettamente correlate ed
hanno entrambe la funzione di creare un vantaggio
competitivo all’azienda.
Il vantaggio competitivo è la condizione che
consentirebbe alle imprese una perdurante superiorità
dei propri risultati economici (Grant, 1995).
LE STRATEGIE COMPETITIVE (2)
Una modalità per individuare l’arena competitiva è
ricorrere alla definizione di “business”, ossia alla
porzione di mercato in cui l’azienda intende operare.
La definizione del “business” è
definizione di tre principali elementi:
riportata
alla
1. i gruppi di consumatori cui rivolgersi;
2. le funzioni d’uso da soddisfare;
3. le modalità (tecnologie) secondo cui tali funzioni
sono assolte.
Le strategie come fonti del vantaggio competitivo
(approccio di Porter):
FATTORE COMPETITIVO
Ambito di
mercato
Tutto il
mercato
Un
segmento
COSTO
Leadership di costo
DIFFERENZIAZIONE
Differenziazione
Focalizzazione
LE STRATEGIE COMPETITIVE (4)
Leadership di costo: l'impresa produce a costi inferiori
rispetto ai concorrenti il medesimo prodotto;
Differenziazione: l'impresa produce prodotti differenti
per i quali il consumatore è disposto a pagare un
prezzo diverso;
Focalizzazione: realizzazione di una delle due
precedenti strategie in un segmento limitato del
mercato.
L'elemento fondante di questa teoria del vantaggio
competitivo risiede nel concetto di catena del valore.
Servizi
Marketing e
vendite
Logistica in
uscita
Produzione
Logistica in
entrata
ATTIVITA’
PRIMARIE
ATTIVITA’
SECONDARIE
LA CATENA DEL VALORE
INFRASTRUTTURE
RISORSE UMANE
RICERCA E SVILUPPO
Valore
aggiunto
LE STRATEGIE COMPETITIVE (6)
Catena del valore: insieme delle attività che sono
condotte nell'impresa.
Attività primarie: attività che rappresentano l'attività
operativa dell'impresa, nelle fasi di acquisto,
trasformazione e vendita.
Attività secondarie: attività che rappresentano le
attività integrative di struttura, di gestione delle
risorse umane e di ricerca e sviluppo.
LE STRATEGIE COMPETITIVE (7)
La segmentazione del mercato è uno degli aspetti più
importanti dell’attività strategica aziendale, perché
consente all’azienda di capire le scelte dei consumatori
e i fattori che influenzano tali scelte.
Tale differenziazione se ben supportata con un decisa
azione di marketing rappresenta una opportunità
vantaggiosa per l’azienda.
LE STRATEGIE COMPETITIVE (8)
Di fronte ad un mercato segmentato l’impresa può
adottare tre differenti atteggiamenti:
1. Marketing indifferenziato: l’azienda si rivolge al
mercato come se fosse omogeneo;
2. Marketing differenziato: l’azienda si indirizza ad un
gran numero di segmenti di mercato mediante la
formulazione di diversi programmi di marketing;
3. Marketing concentrato: l’azienda mira ad uno solo o
a pochi segmenti di mercato con la predisposizione di
un unico programma di marketing.
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