- Una petizione popolare per ridurre gli Alchil
Esteri
- GeniusOlei, per scegliere l’alta qualità
dell’extravergine
P2
- Olio, rivista al rialzo la produzione al Sud
- Presentato il nuovo estrattore
centrifugo DMF 2012
P3
P4
- Assistenza e ricambi, il Gruppo Pieralisi ancora
più vicino ai propri clienti
P5
- Energia elettrica dalla sansa con un progetto
di filiera corta
- Sol d’Oro, Italia ancora protagonista
P6
- La gestione primaverile dell’oliveto
- Al via la 9ª rassegna degli Oli Monovarietali
P7
- Il paesaggio olivicolo mediterraneo diventi
patrimonio dell’Umanità
- L’extravergine nel canale Ho.Re.Ca.
- L’import dell’olio cresce del 70%
P8
1/2012
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
NEWS
Poste Italiane Spa
Spedizione in Abbonamento Postale 70%
Filiale di Ancona
Nasce il DMF 2012, un sogno che diventa realtà
L’ing. Gennaro Pieralisi: “Una eccelsa qualità dell’olio con minori costi
e una piena valorizzazione economica di tutti i sottoprodotti dell’oliva”
di Francesco Cherubini
Oltre la crisi, per rilanciare il mercato con un obiettivo ambizioso: quello di valorizzare appieno tutte le
componenti dell’oliva. Non solo l’olio, dunque, che
resta ovviamente la finalità principale, ma anche
i sottoprodotti trasformandoli da costi in risorse.
È la nuova sfida del Gruppo Pieralisi con il nuovo
DMF, acronimo che sta per Decanter Multi Funzione, l’estrattore centrifugo di ultima generazione
che coniuga la garanzia della massima qualità
dell’olio estratto alla riduzione dei consumi e
soprattutto alle nuove interessanti prospettive
economiche dei sottoprodotti.
Ing. Gennaro Pieralisi, partiamo dalla genesi:
come nasce questo nuovo estrattore centrifugo?
“È il frutto di 4 anni di ricerca e sviluppo per rafforzare la nostra leadership in un mercato sempre
più competitivo. Una risposta tutta “made in Italy”
alla crisi. Una grande opportunità per i frantoiani
di abbattere i costi di produzione e creare nuove
fonti di reddito”.
In che modo?
“Abbattere i costi attraverso significativi risparmi
idrici ed energetici, l’olio infatti viene estratto
senza aggiunta di acqua con conseguente mi-
L’Ing. Cav. del Lavoro, Gennaro Pieralisi
glioramento della qualità. Ma soprattutto creare
nuovi fonti di reddito per una piena valorizzazione di tutte le componenti dell’oliva. Il DMF
crea dalla lavorazione delle olive tre elementi:
un olio la cui qualità è ancora più eccelsa, il
nocciolino destinato a combustibile e una polpa
che abbiamo chiamato paté e che può essere
reimpiegato in maniera competitiva in diversi
campi, agronomico ed energetico ma sprattutto
zootecnico, con l’obiettivo finale di usarlo come
mangime in quanto risorsa più ricercata. Questo
paté non è più pertanto uno scarto da smaltire,
ma diventa un valore aggiunto per il frantoiano
che può essere immesso sul mercato e generare
ulteriore reddito”.
Una innovazione adattabile in quali aree geografiche?
“Ovunque. È questo lo straordinario risultato,
quello che io definisco un sogno realizzato. Perché abbiamo testato il DMF in tutte le parti del
mondo, con ogni varietà possibile, anche quelle
di più difficile lavorazione. E ha dato sempre risultati eccezionali sia per l’olio, come nella migliore
tradizione Pieralisi, sia per la piena valorizzazione
economica di tutti i sottoprodotti dell’oliva”.
1/2012
NEWS
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
Dalla Cia Puglia la richiesta ai vertici dell’Unione Europea
Una petizione popolare
per ridurre gli Alchil Esteri
“Abbassare il parametro da 75 a 30 mg/Kg nell’extravergine
per contrastare le miscele con olio lampante e deodorato”
Una petizione popolare per chiedere la
riduzione del parametro Ue degli Alchil
Esteri nell’olio extravergine di oliva e
combattere le miscele fraudolente. È
l’iniziativa partita dalla Puglia, su iniziativa della Cia, che sta raccogliendo
consensi ovunque.
Con la petizione popolare indirizzata
al presidente Ue Josè Barroso, al
commissario Agricoltura Ue Dacian
Ciolos, al presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo
Paolo De Castro e al ministro delle
Politiche agricole Mario Catania, si
chiede la modifica del Regolamento
Ue 61/2011 affinché venga ridotto
il parametro degli Alchil Esteri, che
individua i fenomeni fermentativi e
degradativi delle olive di scarsa qualità, dagli attuali 75 a 30 mg per chilogrammo di olio extravergine di oliva.
Questa riduzione è fondamentale
per salvaguardare i produttori di olio
extravergine d’oliva e per contrastare
le miscele con olio lampante e deodorato.
Infatti la soglia attuale degli Alchil
Esteri di 75 mg/kg, che è stata introdotta dall’aprile scorso, è troppo alta
e consente di mettere in commercio
con la dicitura “olio extravergine
d’oliva” anche oli extravergini ottenuti
con miscele che possono contenere
fino al 60% oli lampanti rettificati e
deodorati.
“La Cia Puglia, nel dare atto all’Ue
dell’importanza rappresentata dall’introduzione per la prima volta nella
normativa comunitaria del parametro
degli Alchil Esteri, chiede alla Ue -ha
spiegato il presidente di Cia Puglia,
Antonio Barile- di modificare il regolamento Ue 61/2011 e ridurre il parametro degli Alchil Esteri a 30 mg/kg.
Tale riduzione è la condizione indispensabile per dare trasparenza al
mercato dell’olio extravergine d’oliva,
tutelare i consumatori e il patrimonio
ambientale. L’extravergine contraffatto con olio deodorato e lampante -ha
concluso Barile- è la rovina dell’olivicoltura”.
PROMOZIONE
Un interessante programma triennale targato Coldiretti
GeniusOlei, per scegliere
l’alta qualità dell’extravergine
Di fronte allo scaffale che non aiuta i consumatori a scegliere l’alta qualità
certificata degli oli extravergini di oliva italiani nasce il progetto GeniusOlei. Un’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Symbola e Unaprol
che ha l’obiettivo di promuovere nel mercato una profonda conoscenza
dell’olio, delle sue caratteristiche qualificanti, parallelamente ad un’azione
di promozione delle migliori eccellenze del settore. “I veri oli extravergini di
oliva made in Italy - spiegano gli organizzatori dell’iniziativa - si distinguono
sul mercato mondiale perché tutti legati a territori diversi che imprimono
al prodotto un carattere distintivo unico ed irripetibile. Una sorta di Dna
del gusto che non è clonabile. Il vero made in Italy dovrà competere solo
con l’eccellenza delle sue produzioni e non con la politica dei bassi prezzi
che brucia ricchezza e rende tutti più poveri”.
Da qui l’idea di Coldiretti, Fondazione Symbola e di Unaprol di avviare
un processo di qualificazione del settore olivicolo facendo leva sia sulla
domanda che sull’offerta. Il progetto prevede diverse azioni e tra queste:
road show nei principali distretti olivicoli italiani, indirizzati ai produttori
e ai consumatori nella consapevolezza che non c’è certezza di creare
una filiera olivicola di qualità in un paese in cui la gente non sa ancora
distinguere un olio rettificato da un olio extravergine di oliva di pregio.
GeniusOlei si prefigge, altresì, di promuovere la tutela paesaggisticoambientale degli oliveti in particolare di quelli storici caratteristici del
territorio e di promuovere la convocazione degli “Stati generali dell’olio”.
La durata del progetto è di 3 anni, nel corso dei quali si prevede di monitorare e promuovere i migliori extravergini di oliva italiani anche attraverso
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I Trimestre 2012 / Anno XXVII
Olio, rivista al rialzo la produzione al Sud
Le migliori performance di Puglia, Calabria e Sicilia attenuano il calo nazionale che si attesta così al 6%
Confermato il calo produttivo
dell’olio di oliva per la campagna
2011/2012. Ismea in collaborazione
con Cno e Unaprol, infatti, hanno
ritoccato verso il basso le previsioni
complessive di produzione. Secondo
la nuova stima, i volumi potrebbero
attestarsi poco al di sotto delle 500
mila tonnellate, con una perdita del
6% rispetto alle 513 mila indicate
nell’ultimo dato fornito dall’Istat per
il 2010.
E la perdita è ancor più consistente
se si considera la media degli ultimi
quattro o addirittura dieci anni. Le
ben note vicende legate a fenomeni
di abbandono o di non raccolta,
quando i ricavi non bastano a coprire
i costi, sono alla base di questa flessione tendenziale delle produzioni
olivicole.
A far volgere la lancetta delle previsioni su terreno negativo quest’autunno hanno concorso però altri
fattori legati sia al clima che all’alternanza, tornata prepotentemente
a fare da ago della bilancia perché
stanno diventando troppo onerose
le pratiche per attenuarla, come la
potatura annuale.
Il troppo caldo ha influito molto
sulla fruttificazione e la persistente
siccità, laddove non si è intervenuti
con irrigazioni di soccorso, ha poi provocato in alcune aree avvizzimento
delle drupe. Sul fronte qualitativo la
mancanza di piogge, comunque, ha
avuto anche un lato positivo perché
ha impedito lo sviluppo di alcuni
patogeni dell’olivo come la mosca.
Inoltre sembra che le drupe sotto
stress idrico sviluppino più polifenoli.
Quest’anno fare previsioni di produzione, soprattutto, per le regioni
a maggior vocazione olivicola, ha
significato mettere insieme realtà
molto differenti, sia tra province
che all’interno delle stesse. Areali,
anche vicini, infatti, hanno mostrato
tendenze opposte.
Rispetto alla ricognizione effettuata
ad ottobre si evidenzia una lieve
crescita delle stime per la Puglia,
alla quale si accompagna una crescita seppur minore per Calabria e
Sicilia. Il loro risultato ha attenuato
la perdita consistente che si stima
dalla Campania in su, con il CentroItalia che sembra perdere oltre un
terzo rispetto allo scorso anno. Ad
interrompere la sequenza di segni
negativi anche la Liguria.
Nelle regioni del Nord, invece, l’autunno è stato più favorevole del previsto e in alcune regioni si evidenzia
un’inversione di tendenza rispetto
a quanto stimato ad ottobre. Data
l’esiguità delle produzioni, comunque, l’incidenza su scala nazionale
è praticamente nullo.
PRODUZIONE ITALIANA DI OLIO DI PRESSIONE (t)
Regioni 2009
- Piemonte
14
- Lombardia
973
- Trentino Alto Adige
267
- Veneto
1.383
- Friuli Venezia Giulia
43
- Liguria
4.643
- Emilia Romagna
1.169
- Toscana
19.134
- Umbria
9.100
- Marche
3.766
- Lazio
27.173
- Abruzzo
18.524
- Molise
6.423
- Campania
42.520
- Puglia
152.340
- Basilicata
6.083
- Calabria
172.169
- Sicilia
45.467
- Sardegna
6.479
- Italia
517.670
2010
13
999
264
1.309
34
3.557
785
18.449
10.340
4.409
28.895
18.748
6.249
39.606
161.078
6.220
157.918
48.467
6.066
513.407
2011* Var. % 2011/10
13
0%
1.051
5%
264
0%
1.442
10%
30
-13%
4.446
25%
827
5%
11.070
-40%
7.238
-30%
2.682
-39%
17.337
-40%
12.188
-35%
5.452
-13%
29.705
-25%
166.536
3%
6.220
0%
161.845
2%
51.214
6%
3639,6
-40%
483.200
-6%
*2011: Stima Ismea in collaborazione con Cno e Unaprol al 24 gennaio 2012.
Fonte: Istat per il 2009 e 2010 aggiornata al 30 gennaio 2012.
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1/2012
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
NEWS
Una ricca serie di incontri che ha toccato tutte le principali regioni a vocazione olivicola
Presentato il nuovo estrattore centrifugo DMF 2012
tanto che oggi il 95% di tutto
Grande partecipazione di
l’olio della penisola iberica
pubblico alle presentazioni
viene realizzato con questa
del nuovo estrattore centritecnologia. Un successo lefugo DMF 2012 del Gruppo
gato anche al fatto che la
Pieralisi che si sono svilupSpagna ha 6 varietà di olive.
pate nell’arco di un mese in
Tale sistema stentava invece
tutte le principali regioni voad entrare in altri Paesi come
cate all’olivicoltura. Un tour
l’Italia per due ordini di problepartito il 28 febbraio da Jesi,
mi: la diversità nel sistema di
sede del quartier generale
lavorazione e lo smaltimento
del Gruppo, dove centinaia
della sansa. Nel primo caso
di frontoiani e operatori del
la lavorazione partitaria, per
Centro Nord si sono ritrovati all’auditorium dell’Hotel Alcune immagini della presentazione del nuovo estrattore cliente, per varietà o per qualità di olive, richiedeva un facile
Federico II per conoscere in centrifugo DMF 2012 tenutasi all’Hotel Federico II di Jesi
svuotamento del decanter, il
anteprima le straordinarie
che non era semplice con un decanter
potenzialità offerte dalle soluzioni
lavorazione senza aggiunta di acqua
tecnologiche di terza generazione per
del due fasi con la semplicità
l’estrazione dell’olio d’oliva.
gestionale del sistema a tre
Dopo Jesi, lo staff Pieralisi è sceso in
fasi. Una macchina che si
Sicilia (ben riuscita la presentazione
distingue per l’eccelsa qualità
di Caltanissetta il 6 marzo), per poi
dell’olio estratto, le rese in
risalire l’Italia. In Calabria è stata tale
assoluto le più alte oggi ottela partecipazione che, all’incontro
nibili, i ridotti consumi idrici ed
programmato l’8 a Lamezia Terme,
energetici. “Il decanter DMF
ne è seguito un secondo il giorno
- ha spiegato - è l’unico estratsuccessivo, sempre nella medesima
tore che produce infatti due
città. Tanta affluenza anche nei due
prodotti secondari riutilizzabili:
appuntamenti in Puglia (il 12 marzo
una sansa disidratata simile
a Bari, due giorni dopo a Lecce), in
a quella proveniente dall’imquello di Avellino, in Campania, il 16
pianto a tre fasi e un “paté”,
a 2 fasi; nel secondo i sansifici in Italia
dello stesso mese ed a Viterbo il
costituito dalla polpa e dall’umidità
non si erano dotati dei sistemi neces19, dedicato agli operatori di Lazio e
dell’oliva senza tracce di nocciolino,
sari per il trattamento della sansa
Umbria. Una bella cornice di pubblico
che si adatta a diversi impieghi, quali
umida, per cui continuavano a ritirare
infine anche a Scandicci, in Toscana,
l’utilizzazione agronomica o l’alimensolamente la sansa tradizionale o del
dove il 21 marzo si è concluso il ciclo
tazione zootecnica. Il paté pertanto
3 fasi. Il DMF 2012 risolve entrambi
di presentazioni. Le varie tappe si
non rappresenta più uno scarto da
questi problemi”.
sono così rivelate ottime occasioni per
smaltire, bensì un valore aggiunto per
È stato Lucio Cavazzoli, direttore comspiegare, informare e far apprezzare
il frantoio”.
merciale della Divisione Olio d'Oliva
le grandi innovazioni che il DMF 2012
“Più che una macchina, presentiamo
del Gruppo ad illustrare le motivazioni
è in grado di garantire, ma anche per
una nuova filosofia di lavoro” ha agtecniche: “Per ottenere una sansa
portare le testimonianze dirette dei
giunto Giacomo La Terza, responsabile
non umida il DMF separa, insieme
frantoiani che lo hanno sperimentato.
della Divisione Olio d'Oliva del Gruppo
all’acqua vegetale, la polpa dell’oliAprendo la presentazione di Jesi, l’ing.
Pieralisi che ha spiegato: “Il sistema
va, dando vita ad un nuovo prodotto
Gennaro Pieralisi ha ripercorso l’impea 2 fasi ha avuto un incredibile svilupsecondario, il paté. Un procedimento
gno del Gruppo negli ultimi 4 anni per
po in Spagna che attraverso questo
che si sviluppa attraverso la variabilità
mettere a punto una macchina capace
sistema ha risolto il doppio problema
dei giri della coclea che varia il tempo
di valorizzare appieno tutte le compodell’approvvigionamento idrico e dello
di permanenza della sansa lungo la
nenti dell’oliva, riunendo i pregi della
smaltimento delle acque vegetali,
spiaggia del cono e di conseguenza
l’umidità residua, dando vita ad una
sansa non umida del tutto simile a
quella a tre fasi. Il nuovo estrattore
centrifugo riunisce i pregi della lavorazione senza aggiunta d’acqua e
si adatta alla lavorazione partitaria
grazie al dispositivo di svuotamento
del tamburo.
Questo dispositivo infatti permette con
l’aggiunta di pochissima acqua di scaricare tutto l’olio presente nel tamburo
ad ogni cambio di partita di olive.
Ne deriva che l’olio estratto con il
DMF ha una resa in olio maggiore
rispetto al sistema a 3 fasi oltre che
un miglioramento della qualità chimica
dell’olio con un contenuto di polifenoli
totali superiore di circa il 30%.
Anche dal punto di vista della qualità
organolettica, gli oli estratti con il nuovo estrattore DMF sono più fruttati, più
amari, più aromatici presentando un
quadro di sensazioni positive più ricco.
Il paté che si ottiene è costituito dalla
polpa e dall’acqua di costituzione
dell’oliva e totalmente privo di lignina.
La polpa contiene un residuo grasso
con un elevatissimo contenuto di polifenoli (76-96 g/kg) e la cui composizione acidica è completamente simile
a quella di un olio extravergine di oliva,
ricco in acido oleico e linoleico. Il paté,
per le sue particolari caratteristiche,
non rappresenta più uno scarto che
deve essere smaltito, bensì un valore
aggiunto per il frantoio”.
Nel concludere gli interventi, il direttore generale del Gruppo Pieralisi,
Ralf Bajorat, ha ricordato: “Questa
è la dimostrazione inequivocabile di
come Pieralisi voglia confermare la sua
leadership nel mercato delle macchine
olearie in cui continua a credere fortemente, affiancando e supportando,
anche con una rete di assistenza
ulteriormente rinnovata, i suoi clienti
nella ricerca delle migliori soluzioni
tecnologiche per il proprio frantoio”.
4/5
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
Assistenza e ricambi, il Gruppo Pieralisi
ancora più vicino ai propri clienti
E con il nuovo servizio on-line, sconti e spedizioni gratuite
Ancora più vicini ai propri clienti
per dar loro tempi di risposta più
rapidi ed una assistenza puntuale.
È l’obiettivo del Gruppo Pieralisi che,
oltre a riorganizzare la propria rete
tecnico-commerciale, ha messo a
punto anche un più puntuale servizio
di assistenza.
Dalla sede centrale di Jesi, con la
supervisione nazionale dell’ing.
Stefano Ponzetti, responsabile
assistenza tecnica e ricambi Italia
ed estero, saranno coordinati gli
interventi a servizio dei clienti di
Marche, Emilia Romagna, Umbria
e Abruzzo. Per Nord e Sardegna la
sede è quella di Firenze coordinata
da Paolo Matteuzzi, per il Sud il riferimento è Bari, con referente l’ing.
Gennaro Marino.
Un servizio completo distribuito su
tutto il territorio nazionale, grazie
ai 31 tecnici specializzati Pieralisi
(17 a Bari, 9 a Jesi, 5 a Firenze).
Una organizzazione perfettamente
collaudata, che raccomanda ad ogni
cliente la preventiva ed accurata
messa a punto degli impianti al fine
di evitare fermi produttivi. Al riguardo vi
sono interventi su pezzi di macchina che si
usurano nel corso del
tempo ed altri dovuti
ad improvvisi guasti.
Per quanto riguarda
i primi, per i quali si
può provvedere alla
sostituzione in forma
preventiva, è importante avere ricambi
originali in tempo utile.
Opportunità che può
essere effettuata sia
nei centri logistici, filiali e depositi
del Gruppo, sia direttamente on-line.
All’indirizzo ricambioriginali.pieralisi.com vi è la possibilità da maggio
a luglio di procedere all’acquisto del
ricambio necessario beneficiando
di uno sconto che è pari al 10%
per importi fino a 399 euro e del
15% con spedizione gratuita per
importi superiori ai 400 euro. La
consegna avviene nell’arco delle 48
ore (escluse Calabria e isole) ed il
pagamento può essere effettuato
comodamente con carta di credito
o bonifico bancario.
L’importanza dei ricambi originali
Pieralisi, costruiti e certificati secondo le normative di legge, va di pari
passo con una adeguata manutenzione che deve essere effettuata da
personale qualificato. Sono questi
due elementi - ricambi originali e
manutenzione qualificata - le armi
in più per il frantoiano per avere
risparmi economici nella gestione
dell’impianto oleario, la riduzione di
un rischio di fermo impianto nel pieno della produzione e una migliore
qualità del prodotto finale.
Numeri utili service e ricambi
Sede di Jesi
0731.231347-0731.231342
0731.231211
Sede di Firenze
055.8071658
Sede di Bari
080.5352054
1/2012
NEWS
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
Un progetto per due impianti di cogenerazione nel sud delle Marche
A Jaén un museo
dell’olio d’oliva
Energia elettrica dalla sansa
con un progetto di filiera corta
A conclusione di una ricerca sviluppata nell’arco di un triennio, è stato
predisposto nelle Marche un interessante progetto di filiera corta per il il
recupero e la valorizzazione energetica
dei sottoprodotti olivicoli. L’area coinvolta è quella delle province di Fermo
e Ascoli Piceno, dove operano una
cinquantina di frantoi che si ritrovano
annualmente a dover far fronte ad
oltre 75 mila quintali di sansa vergine
e poco meno di 100 mila quintali di
acqua di vegetazione. Il progetto finanziato dalla Regione e realizzato
dall’Università Politecnica delle Marche in collaborazione con l’Istituto
di ricerca Asteria e la partnership di
cinque frantoi - ha preso in esame non
solo le migliori tipologie impiantistiche,
ma anche gli aspetti tecnici, economici
e finanziari per verificarne la fattibilità.
“Ne è scaturita - spiega Barbara Zambuchini di Asteria - la progettazione
preliminare di due impianti “pilota” di
cogenerazione da 151 kW (due moduli
da 75 kW), con microturbina a gas e
caldaia alimentata con sansa vergine,
ubicati uno per provincia in zone baricentriche per i frantoi presenti (massimo 20 chilometri di distanza, dunque
in linea con le indicazioni della “filiera
corta” previste dal Piano energetico
regionale). L’impianto di Ascoli potrà
così raccogliere circa 42.500 quintali
di sansa provenienti dai frantoi della
sua provincia, quello di Fermo circa
34.600.
Nel progetto, elaborato dalla Enplus
Italia, è stato calcolato che l’investimento necessario (1,2 milioni)
viene ammortizzato nell’arco di circa
un quinquennio calcolando solo la
vendita di energia elettrica. Ad essa
infatti potrà essere aggiunta anche
l’eventuale energia termica prodotta
dalla cogenerazione - pari a circa 1
Mw - che solo in minima parte viene
utilizzata nel processo produttivo per
l’essiccazione della sansa umida”.
La scelta dell’impiego agro-energetico
della sansa è risultato quello più remunerativo tra i possibili altri utilizzi. Le
prove in laboratorio hanno infatti dimostrato che il potere calorico sviluppato
dalla sansa essiccata proveniente
dalle olive del territorio è pari al 30%
in più rispetto alla legna.
“Ad oggi - sottolineano i ricercatori
illustrando la situazione nel sud delle
Marche - i due terzi della sansa vergine vengono destinati ai sansifici”.
La scarsa redditività che deriva da
questo segmento di filiera ha portato
ad un drastico ridimensionamento di
impianti, tanto che nelle province di
Ascoli e Fermo ne è rimasto attivo
uno soltanto. Ecco perché, conclude
il progetto, riuscire a concentrare in
ambiti locali l’offerta di questo tipo
di biomassa e la relativa domanda,
crea la possibilità di innescare una
filiera agro-energetica con risvolti positivi per le utenze del comprensorio
di riferimento e per lo sviluppo di un
territorio ecosostenibile.
IL CONCORSO
Sol d’Oro, Italia ancora protagonista
Due delle tre medaglie d’oro ad aziende che utilizzano macchine Pieralisi
Nuovi prestigiosi risultati per gli
olivicoltori che si avvalgono della
tecnologia del Gruppo Pieralisi. Alla
10ª edizione del Sol d’Oro - tra i più
importanti concorsi che si svolge in
occasione del Salone internazionale
dell’olio d’oliva extravergine di qualità
di Verona - due delle tre medaglie
d’oro sono state assegnate ad imprese che utilizzano macchinari Pieralisi.
Si tratta della cilena Terramater che,
con l’etichetta “Petralia”, ha vinto
nella categoria “fruttato leggero” e
dell’Oleificio F.A.M. di Venticano (Av),
primo nella categoria “fruttato intenso” con il suo “Dominus Riserva”. Nel
“fruttato medio” il successo è andato
alla slovena Jenko Boris con “Jenko”.
«Questo concorso - ha spiegato
Claudio Valente, vicepresidente di
Veronafiere - vuole promuovere la
crescita qualitativa della produzione
oleicola in tutto il mondo. Il premio
è un incentivo affinché le aziende
producano sempre meglio e diventa
anche un veicolo di promozione commerciale grazie alla possibilità, per le
aziende premiate con medaglia d’oro,
d’argento e di bronzo, di apporre il
bollino Sol d’Oro alle bottiglie degli
oli vincitori».
È la prima volta che l’Italia si aggiudi-
ca il Sol d’Oro in una sola categoria,
anche se resta saldamente in testa
nel medagliere, conquistando tre
argenti e due bronzi.
«L’Italia è comunque al vertice della
qualità - ha aggiunto Marino Giorgetti,
capo panel del concorso - ma abbiamo registrato con piacere un generale
innalzamento del livello, con aziende
che, alla loro prima partecipazione,
già vincono una medaglia o vengono
menzionate». Quest’anno gli oli ammessi al concorso sono stati 198 provenienti da Italia, Spagna, Portogallo,
Cile, Slovenia e per la prima volta da
Turchia, Grecia e Libano.
All’interno del Polo Scientifico
Tecnologico Geolit di Mengibar
nella provincia andalusa di Jaén,
dove il Gruppo Pieralisi ha inaugurato lo scorso anno la sua nuova
sede, è stato appena aperto il
“Museo Activo del Aceite de Oliva
y la Sostenibilidad”. Lo scopo è
di contribuire alla diffusione della
cultura dell’olio di oliva e delle
olive da tavola. Il museo sarà ben
presto un punto di riferimento
per il settore oleico nazionale in
Spagna con uno spazio espositivo
permanente finalizzato ad istruire e
informare il pubblico, nonché varie
aree tematiche specifiche.
Ancora aiuti
per l’ammasso
privato
Il 7 febbraio scorso il comitato
europeo di gestione dei mercati
agricoli ha deciso di riavviare
l’aiuto all’ammasso privato. Un
provvedimento da circa 20 milioni
di euro per contrastare il calo dei
prezzi nel settore. Si tratta del secondo provvedimento del genere a
distanza di pochi mesi da quello
avviato l’ottobre scorso e aperto
per la prima volta anche all’olio
extravergine. Il valore dell’olio
vergine di oliva è calato considerevolmente soprattutto in Grecia
e in Spagna, raggiungendo prezzi
nettamente al di sotto della soglia
di riferimento (1,71 €/kg). Quasi in
contemporanea, il governo tunisino
ha deciso di intervenire sul mercato
acquistando ai prezzi correnti una
notevole quantità di olio d’oliva dai
propri produttori, per poi rivenderlo
ai consumatori a circa 1,83 euro al
litro. La misura risponde alla grande difficoltà in cui versa il settore
a causa della riduzione del prezzo
mondiale.
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I Trimestre 2012 / Anno XXVII
Inerbimento, concimazione e potatura per migliori risultati produttivi
La gestione primaverile dell’oliveto
di Barbara Alfei
Gestione del terreno
Una razionale gestione del terreno
consente di migliorarne la struttura
e le condizioni nutritive, eliminare i
ristagni idrici, ridurre l’erosione, ottimizzare le risorse idriche favorendo
la formazione di riserve di acqua
e limitandone il consumo da parte
della flora infestante. Si consiglia la
pratica dell’inerbimento, che consiste
nella formazione di un cotico erboso
costituito dalla flora spontanea o selezionata, al fine di eliminare o ridurre
gli effetti negativi delle lavorazioni e
del diserbo chimico.
Tra i vantaggi dell’inerbimento si
ricordano riduzione dei problemi
di erosione del suolo, aumento di
sostanza organica nel terreno e miglioramento della struttura, sviluppo
dell’apparato radicale degli olivi anche
negli strati superficiali di terreno,
migliore disponibilità del fosforo e
del potassio e degli altri elementi
nutritivi lungo il profilo del terreno,
miglioramento della portanza del terreno e transitabilità delle macchine su
terreno bagnato, agevolazione delle
operazioni di raccolta e di potatura.
Tra gli inconvenienti invece si ricorda
la competizione idrico-nutrizionale tra
il prato e l’olivo, con riflessi negativi
sull’attività vegetativa e produttiva
dell’albero, soprattutto in caso di piante giovani, in assenza di irrigazione,
con inerbimento permanente.
Alla competizione nutritiva si può
ovviare somministrando una dose
supplementare di azoto (40-50 kg/ha
per anno) nei primi 2-3 anni dall’inerbimento; successivamente l’asportazione di elementi nutritivi da parte
delle erbe è compensata dai processi
di mineralizzazione del tappeto erboso
e di fissazione dell’azoto atmosferico
ad opera delle leguminose eventualmente presenti.
Concimazione
Alla ripresa vegetativa è importante
effettuare la concimazione azotata.
L’azoto influisce sull’accrescimento
vegetativo delle piante e sugli aspetti
produttivi; carenze di azoto comportano un ridotto accrescimento dei
germogli, foglie di colore verde chiaro,
frutti piccoli, limitata differenziazione
a fiore; eventuali eccessi portano invece ad un eccessivo accrescimento
dei germogli, emissione di numerosi
succhioni, minore produzione, ritardo
nella maturazione dei frutti e maggiore sensibilità a stress ambientali e
parassitari.
L’azoto va somministrato tutti gli anni,
alla ripresa vegetativa, possibilmente
sotto forma di urea. In oliveti biologici
la fertilizzazione va basata sull’apporto di sostanza organica vegetale e/o
animale, eventualmente integrata con
concimi naturali.
Potatura
A primavera è opportuno portare a
termine le operazioni di potatura. Una
potatura razionale, unitamente ad una
corretta tecnica colturale, è un’arma
a disposizione dell’olivicoltore per
aumentare il livello di reddito, conseguendo la massima espressione delle
potenzialità produttive della pianta,
con un adeguato livello di meccanizzazione, riducendo al minimo i costi
di produzione.
Si consiglia una potatura annuale,
limitata ad interventi sostanziali, con
attrezzatura agevolatrice del taglio,
pneumatica o elettrica, o forbici e seghetti dotati di prolunga, per eseguire
le operazioni da terra, eliminando le
scale. Risultati: minor tempo, minor
costo, miglior equilibrio per la pianta,
maggior produzione. Tra le forme di
allevamento, quelle “in volume” (vaso
policonico) sembrano rispondere
meglio alle necessità fisiologiche
dell’olivo, alle capacità tecniche degli
operatori e, di conseguenza, alle
necessità economiche dell’impresa.
Su piante in produzione, la chioma
di una pianta potata dovrà risultare:
equilibrata nello sviluppo spaziale,
per assicurare alle diverse branche
la stessa capacità di rifornimento di
linfa; arieggiata, per evitare ristagni di
umidità che favoriscono lo sviluppo di
numerose fisiopatie; ben illuminata
dall’esterno e dall’interno, per favorire la fotosintesi e la differenziazione
a fiore.
Trinciatura delle erbe
Sintomi di occhio di pavone sulle
foglie (Le foto sono dell’autore)
Dopo le operazioni di potatura, è opportuno disinfettare tempestivamente
i tagli con prodotti a base di rame
per prevenire l’ingresso della rogna,
un batterio che vive come saprofita
sulla superficie dell’olivo e penetra
nell’ospite attraverso lesioni, anche
microscopiche, causate da agenti vari
(ferite da potatura, gelate, grandinate,
ecc.).
Danni da freddo
Nel caso di danni da freddo causati
dalle basse temperature registratesi
nel febbraio 2012, si consiglia di
intervenire con la potatura solo dopo
la ripresa vegetativa, quando la pianta darà chiari segnali sull’entità del
danno, con operazioni di recupero
della struttura scheletrica della pianta
a partire da materiale sicuramente
sano. Sarà sufficiente una potatura
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leggermente più energica nel caso di
semplice defogliazione o fessurazioni
sui rametti più piccoli, con veloce recupero produttivo; interventi più drastici
si rendono invece necessari nel caso
in cui i danni siano più gravi.
ALL’ABBADIA DI FIASTRA
Al via la
9ª Rassegna
degli Oli
Monovarietali
La Rassegna Nazionale degli
oli monovarietali, organizzata
da ASSAM e Regione Marche,
in collaborazione con CRA-OLI
e IlSole24Ore in programma
all’Abbadia di Fiastra (MC) il 2 e
3 giugno prossimi, si prefigge di
valorizzare il patrimonio olivicolo
nazionale estremamente variegato ed i caratteri peculiari delle
varietà autoctone tramite gli oli
monovarietali.
Tutti gli oli partecipanti vengono
assaggiati dal Panel regionale
ASSAM - Marche, e analizzati per
composizione acidica e fenoli totali; i dati chimici e sensoriali degli
oli ammessi alla Rassegna vengono elaborati statisticamente
al fine di arricchire la banca dati
degli oli monovarietali, consultabile sul sito www.olimonovarietali.
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momento di studio e di aggiornamento sugli oli con forte identità
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1/2012
NEWS
I Trimestre 2012 / Anno XXVII
La proposta della Rete delle Città dell’Olio di cui fanno parte i 15 Paesi che si affacciano sul medesimo mare
Il paesaggio olivicolo mediterraneo
diventi patrimonio dell’Umanità
Avanzata la richiesta all’Unesco: “Così si tutelano cultura, storia e tradizioni millenarie”
Si è costituita ufficialmente, durante
i lavori del Forum dieta mediterranea
tenutosi ad Imperia nel novembre
scorso, la Rete mediterranea delle
Città dell’olio. Ne fanno parte i 15
Stati - Italia, Albania, Algeria, Croazia,
Francia, Grecia, Israele, Libano, Marocco, Montenegro, Portogallo, Slovenia,
Spagna, Tunisia e Turchia - firmatari
del Protocollo che ha unito gli intenti
di tutti i Paesi affacciati sul bacino del
Mediterraneo nei quali sia presente
una cultura e una tradizione olivicola.
Cultura e tradizione che da millenni caratterizzano i paesi bagnati dal Mare
Nostrum e che saranno l’oggetto del
primo atto ufficiale della costituenda
Rete: proporre all’Unesco l’inserimento del Paesaggio olivicolo mediterraneo tra i siti Patrimonio dell’Umanità.
“Sostenendo la candidatura del Paesaggio olivicolo mediterraneo come
sito patrimonio dell’Umanità - ha affermato il presidente dell’Associazione
Nazionale città dell’olio, Enrico Lupi - ci
si schiera a tutela non soltanto di un
paesaggio inteso in senso geografico,
ma soprattutto di un repertorio di cultura, di storia e di tradizione millenaria
che accomuna tutto il Mediterraneo.
L’obiettivo della proposta che verrà
avanzata dalla Rete mediterranea
è quello di valorizzare ulteriormente
il prodotto che sta alla base della
Dieta mediterranea, l’olio extravergine
d’oliva, mettendone in evidenza quel
valore aggiunto che soltanto una attenta gestione del territorio e il lavoro
frutto di un importante impegno dei
produttori gli conferiscono”.
La Rete mediterranea delle Città
dell’olio nasce con l’obiettivo di adoperarsi per la conservazione e l’ampliamento del patrimonio olivicolo, per
il sostegno dell’origine e della tipicità
della produzione locale esaltando i
valori che la civiltà dell’olio esprime
in termini ambientali, nutrizionali,
salutistici, di paesaggio, di turismo e
di cultura materiale e immateriale. A
tal fine, i rappresentanti dei 15 paesi
interessati, si impegnano firmandone l’atto costitutivo e lo statuto, ad
agire sulla base dei principi che sono
espressione delle radici comuni ai
Paesi che si affacciano sul mare
Mediterraneo. Tra le attività che
competeranno alla Rete, l’attivazione
di iniziative congiunte per sostenere
e promuovere i territori olivicoli, la
creazione di centri di documentazione
dell’olio, la valorizzazione delle potenzialità espresse dalla coltivazione
dell’olivo e dalla produzione di olio
ai fini della nuova occupazione, la
promozione dello studio, la ricerca
e la sperimentazione per una valorizzazione delle varietà locali delle
cultivar e l’organizzazione di festival
mediterranei sull’ulivo, che offrano
al pubblico la possibilità di scoprire il
patrimonio olivicolo e le tradizioni delle
città produttrici di olio, trasformando
in tal modo semplici itinerari in vere e
proprie attrazioni turistiche.
RUSSIA
L’import
dell’olio
cresce del 70%
La Russia si conferma uno
dei mercati più interessanti
per l’olio d’oliva e le azioni di promozione del nostro
extravergine verso questo
Paese potrebbero aprire ulteriori significative opportunità
ai produttori. È quanto evidenzia un’analisi condotta dal
Consorzio dell’extravergine di
qualità (Ceq) che ha preso in
esame le importazioni della
Russia nell’ultimo triennio.
Dall’indagine emerge che, a
fronte delle 11.200 tonnellate
acquistate da Mosca nel 2009,
si è passati alle 19.200 del
2011, con un aumento del
70%. In maggiore crescita il
valore, stimato all’80%: nei
primi sei mesi del 2011 è stato
pari a quasi 46 milioni di euro.
Il Consorzio dell’extravergine di
qualità, come noto, ha avviato
in Russia una importante campagna di promozione triennale
denominata “O-Live-Health and
Beauty secret”.
L’extravergine
nel canale
Ho.Re.Ca.
Diffondere l’olio extravergine di
oliva italiano nel canale Ho.Re.
Ca. (hotel con ristorante, ristoranti, catering, mense e locali per
aperitivi). È questo l’obiettivo di
un progetto nato su proposta del
Ministero delle Politiche Agricole
e portato avanti dalla Borsa Merci
Telematica Italiana. L’iniziativa è
frutto di un intenso lavoro di interscambio con tutte le associazioni
del comparto olivicolo e punta a
proporre un approccio innovativo nella soluzione dei problemi
legati alla commercializzazione
dell’olio. Partendo da un presupposto virtuoso, che è quello
di favorire il consumo di olio di
oliva extravergine attraverso un
percorso di valorizzazione del
prodotto italiano e di diffusione
di una cultura della qualità presso i consumatori, si cercherà di
sfruttare i canali interessati ad
un’offerta, verso i loro clienti,
contraddistinta dalla qualità e
dall’esclusività dei servizi ristorativi erogati. Il progetto - rivolto alle
aziende produttrici di extravergine
dop, igp e biologico - prevede lo
svolgimento delle seguenti attività: individuazione dei produttori
e delle strutture Ho.Re.Ca., coinvolgimento delle imprese Ho.Re.
Ca. finalizzato all’adesione del
progetto, supporto informativo e
di assistenza alla clientela, supporto alla commercializzazione
anche attraverso la piattaforma
telematica di contrattazione di
BMTI, con l’opportunità di fruire
dei servizi accessori da essa erogati, costituzione di un apposito
Comitato Tecnico con funzioni
propositive e di monitoraggio
del progetto. Info: web.bmti.it/
progettohoreca.
NEWS
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