Pompei:fascino di una
città eterna
Marianna Di Paolo
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La Campania è una regione
con una storia che
affonda le radici in
epoche lontanissime.Sul
suo territorio sono
evidenti le tracce lasciate
da popoli e culture
diverse. I Greci,gli
Etruschi,i Romani,i Lucani
ne hanno fatto un
immenso museo.
FIG.1 Cartina della Campania
Pompei:il territorio antico
L’imponente mole del
Vesuvio,la cui origine
vulcanica era ignota,
dominava la piana
solcata dal Sarno.Una
lunga serie di dune
chiudeva quest’ultima
verso il mare:essa si
interrompeva in
prossimità della foce a
delta del fiume.
Fig.2 Cono del Vesuvio dall’alto
Fig.3 Pino Marittimo
Pompei,costruita su una
collinetta di dura roccia
lavica si ergeva dalle
nere sabbie delle vicine
spiagge:le ville di
Stabia,a picco sul
mare,dominavano
l’insenatura del golfo.
L’eruzione del 79 d.C.
cambiò i luoghi:seppellì le
antiche città e con esse
boschi e colture. Chi
arrivava dal
mare,approdava su
spiagge dalla sabbia
scura,circondate da
pinete costituite in gran
parte dal pino marittimo.
Fig.4 Monti Lattari
Fig.5 Antico giardino pompeiano
L’arco del Golfo,veniva chiuso
dalla lunga catena dei Monti
Lattari,sui quali pingui
pascoli ospitavano greggi
transumanti.Alla periferia
della città, verso
l’Anfiteatro,in un quartiere
abitato essenzialmente da
persone modeste,i piccoli
giardini venivano coltivati
come orti;invece qualche
proprietà più vasta veniva
sfruttata per produrre
profumi o come vivaio.Non
mancavano in questo
quartiere vigneti e
frutteti.Questi dunque
erano i paesaggi e i giardini
vesuviani prima del 79 d.C.
Pompei:la città antica
Fig.6 Pianta antica città di Pompei
La città di Pompei distava meno
di 1km dal mare sul quale si
affacciava, tutta l’area
compresa tra Porta Marina e
la suburbana Villa dei
Misteri.La vicinanza del mare
fu determinante per la
fioritura economica della
città.Secondo la tradizione
Eracle fondò Pompei,tornando
dall’Iberia,vincitore di
Gerione,cui aveva tolto i
famosi buoi e chiamò così la
città per aver fatto sfilare
in corteo trionfale, ”pompa”,
proprio quegli animali.
Al di là della fondazione mitica,possiamo affermare
che il primo agglomerato urbano di Pompei si formò
intorno al 600 a.C. ad opera di popolazioni indigene,
gli Osci della tradizione letteraria classica, subendo
in seguito nel corso del VI e parte del V secolo
l’influenza politica e culturale greca ed etrusca.Si è
individuato,nell’area sud-occidentale di Pompei,il
nucleo più antico dell’abitato.
Pompei:l’evoluzione del paesaggio
Fig.7 Ricostruzione dell’eruzione del 79 d.C.
L’eruzione del 24 Agosto del
79 d.C. cambiò la
geografia dell’area
vesuviana.La quantità del
materiale eruttato fu tale
da spostare verso est il
corso del fiume, da far
avanzare la linea di
costa,formando così
l’attuale piana
stabiana.L’intera area fu
abbandonata e tornò a
ripopolarsi in maniera
sporadica intorno al II
secolo d.C.
Pompei:storia dello scavo
Fig.8 Cantiere archeologico
Pompei, è il più antico sito
archeologico del mondo ed
ha avuto influenza
pionieristica nella disciplina
archeologica. I primi scavi
consistevano in vere e
proprie cacce al tesoro per
riempire musei europei. La
storia degli scavi,è storia
di cambiamenti e sviluppi
delle tecniche e degli
obiettivi,molti dei quali
corrispondono all’evoluzione
delle condizioni politiche e
ai diversi responsabili di
scavo.
Fig.9
Giseppe
Fiorelli
Fig.10 Amedeo Maiuri
All’epoca dell’unificazione
d’Italia,nel 1860,più di 22
ettari,circa 1/3 del sito
erano stati scavati. Scavi
sistematici si ebbero,per la
prima volta a Pompei,nel
1860 quando Giuseppe
Fiorelli divenne
Soprintendente.
Amedeo Maiuri è la figura
dominante nella archeologia
italiana del XX secolo e
diede una svolta importante
ai lavori di scavo a Pompei.
Lo scopo principale degli scavi effettuati a Pompei,è stato di
riportare alla luce le abitazioni e gli edifici esistenti nel 79
d.C. per ricostruire la vita di una città romana in un preciso
momento della sua storia.
La pittura pompeiana
Fig.11 Casa dei Vettii, fregio con amorini orafi
Le decorazioni pittoriche
pompeiane costituiscono un
rinvenimento importante
per qualità e quantità. La
riscoperta di Pompei ed
Ercolano ha permesso di
conoscere lo sviluppo della
pittura parietale romana
dagli inizi del II secolo
a.C. fino all’eruzione del
79 d.C. Chiunque si poteva
permettere una dimora
decorosa si rivolgeva ad
officine specializzate
pronte ad eseguire quanto
il committente richiedeva.
Fig.12 Oplontis,Villa di Poppea,peristilio
Le abitazioni potevano avere
mura ricoperte da
decorazioni pittoriche,
eclusi i settori destinati
ai servizi e come alloggio
per la servitù le cui
pareti erano solo
imbiancate o con motivi
geometrici. La pittura
delle zone di passaggio
quali l’atrio,il peristilio,
l’ingresso,presenta dipinti
sobri.La pittura diventa
più complessa per
composizione e gusto
cromatico nei vani di
soggiorno:tablino,triclino e
oecus.
Fig.13 Pompei, Casa di Terentius Neo, tablino
Tutta da verificare è l’esistenza
di un messaggio pittorico nel
programma decorativo di una
abitazione o di una singola
composizione attraverso la
quale, il committente avrebbe
fatto riferimento alla sua
immagine, al ruolo ricoperto
nella società. Un’eccezione in
tal senso è costituita dal
celebre ritratto di Terentius
Neo con la moglie; il dipinto
fu rinvenuto in ambiente di
rappresentanza.
Fig.14 Pompei,
Fullonica,
pilastro SE del
peristilio
Diverso è il caso degli spazi
artigianali, commerciali e di
ristoro, dove le composizioni
sono legate all’attività che
veniva esercitata e rientrano
nella cosiddetta Pittura
Popolare dallo stile semplice
ed essenziale.L’area
vesuviana ha restituito
insegne commerciali e piccole
scene didascaliche illustranti
svariate attività come quelle
legate alla produzione
tessile. Il pilastro rinvenuto
nella più grande officina
tessile di Pompei, è decorato
con scene che illustrano
diverse fasi della lavorazione
delle stoffe di lana.
Lo studio della pittura
parietale pompeiana fu
affrontato per la prima
volta da August Mau nel
1882 che classificò le
pitture, stabilendo una
successione cronologica in
Quattro Stili.
Tale suddivisione non ha
subito sostanziali modifiche
nel corso del tempo.
Fig.15 August Mau
Primo Stile
Fig.16 Pompei, Casa di Sallustio, tablino
Questa decorazione nasce nel
mondo ellenistico a partire
dal IV-III secolo a.C.;si
afferma in occidente nel II
secolo a.C. e si esaurisce
agli inizi del I secolo a.C.
A Pompei si decoravano in
Primo Stile edifici pubblici
e sacri,le porte e le dimore
dei ceti più agiati.In questo
Stile ci troviamo di fronte
ad una imitazione in stucco
di strutture e rivestimenti
murari,costituita da grandi
pannelli rettangolari
simulanti lastre (ortostati)
e da stretti rettangoli
simulanti blocchi (bugne).
Secondo Stile
Fig.17 Oplontis,Villa di Poppea, oecus
Il Secondo Stile si affermò
tra la fine del II secolo e
gli inizi del I secolo a.C.,
partendo forse da Roma.
In questo stile la
decorazione parietale
subisce una radicale
trasformazione e grazie
all’inserimento di
colonne,architravi,cornici e
fregi determina un gioco
prospettico di grande
effetto visivo. Nel
Secondo Stile si sviluppa la
megalografia cioè
rappresentazione pittorica
di figure monumentali.
Fig.18 Villa dei Misteri triclinio
Dalla suburbana Villa dei
Misteri proviene il più
famoso esempio di pittura
megalografica.
La composizione presenta
figure monumentali,inserite
all’interno di spazi definiti
architettonicamente,ed
essa si distende sull’intera
parete di una sala
interrotta solamente da una
finestra e da due piccole
porte.
Terzo Stile
Le testimonianze pittoriche databili tra
il 20 a.C. ed il 40-50 d.C.
evidenziano la nascita del Terzo
Stile.Con esso le superfici delle
pareti riacquistano la loro originaria
solidità e l’attenzione dell’osservatore
è indirizzata sul pannello centrale
dove si trova la decorazione
Fig.19 Pompei,Casa di M.Lucretius
principale.Innovazione fondamentale è
Fronto,tablino
l’affermarsi della rappresentazione
figurata,in genere,di soggetto
narrativo-mitologico,collocata nel
pannello centrale della zona mediana
sottoforma di un quadro di grandi
dimensioni sviluppato in altezza,o di
figure stagliate sul campo dei
pannelli.
Quarto Stile
Fig.20 Pompei,Casa dei Vetti,triclinio
Questo stile si sviluppò in area
vesuviana negli anni successivi
alla metà del I secolo d.C. Nel
Quarto Stile si distinguono due
filoni:il 1° denominato Scaenae
Frontes, ed il 2° considerato
un’evoluzione del Terzo Stile.Le
Scaenae Frontes di questo stile,
si presentano come composizioni
che coprono l’intera parete con
complesse e sontuose
architetture che presentano,in
primo piano,personaggi a figura
intera.Scompare la divisione in
zona mediana e zona superiore;a
volte è presente lo zoccolo ad
imitazione del marmo.
La pittura da giardino
Gli elementi caratterizzanti
questo particolare tipo di
composizione pittorica sono
una bassa staccionata,posta
in primo piano, con alle
spalle un lussureggiante
giardino formato da
Fig.21 Pompei,Casa del Frutteto,cubicolo
svariate specie di arbusti
con uccelli in volo o posati
sui rami. Talvolta la scena
è arricchita in basso da
crateri e fontane.Il filone
della pittura da giardino è
per lo più presente in
Fig.22 Pompei,Casa del Bracciale d’Oro
abitazioni private.
La Pittura Popolare
Fig.23 Pompei,esempio di Pittura Popolare
A questo filone pittorico,sono
ascrivibili tutti quei dipinti
definiti di argomento locale,
che riproducono episodi di
vita reale, rappresentazioni
di arti e mestieri, insegne di
botteghe, processioni e
cerimonie in onore di
divinità. Quello che colpisce
l’osservatore è la mancanza
di unità compositiva delle
scene,per cui le figure
appaiano slegate quasi senza
rapporto tra loro.
La tecnica Pittorica
Fig.24
I colori usati dalle officine pittoriche e
descritti da Vitruvio e da Plinio il
Vecchio, erano di origine naturale;
alcuni, in particolare come il cinabro e
l’azzurro, richiedevano una accorta
preparazione in officina.Nel mondo
antico si era soliti distinguere i colori
scuri (austeri), da quelli vivaci
(floridi);questi ultimi, essendo preziosi,
avevano un alto costo e venivano
acquistati dal committente.
Tra i colori,il rosso, definito
“pompeiano”, è stato oggetto di
numerosi tentativi di simulazione,
senza raggiungere, però, risultati
soddisfacenti.
La bellezza femminile a Pompei
Allora come oggi era
costante, da parte
delle donne, la
ricerca della
bellezza,da ottenere
con ogni mezzo, a
seconda delle
possibilità. Creme,
rossetti, monili erano
usati a tale scopo.
Fig.25 Pompei,affresco dalla Casa
di Venere in conchiglia
La cura del corpo:l’igiene
Fig.26 Pompei,Terme del Foro
La prima operazione da
compiere, per eliminare i
cattivi odori, era lavarsi ogni
giorno. Il bagno completo,
stando a quanto riferito da
Seneca (Epistolae 86,12), lo
si faceva ogni settimana.
A Pompei, come a Roma,
solo le case più ricche
avevano locali per il bagno;in
altri casi, per una pulizia
completa, ci si recava ai
bagni pubblici. Quelli di
Pompei (Terme del Foro e
Terme Stabiane)
possedevano una sezione
femminile.
Fig.27 Specchio in argento fuso
Fig.28 Auriscalpium
Ci si lavava con la spugna e con prodotti
abrasivi, polveri e pomate, ricavate
da sostanze minerali o vegetali. Tra
questi si può ricordare oltre alla creta
fullonica, il lomentum (preparato a
base di farina di fave e gusci di
lumache). Le orecchie venivano pulite
con gli auriscalpia, sottili bastoncelli
in osso, avorio o bronzo con un piccolo
disco alle estremità. Per specchiarsi
si usavano specchi di varie forme
generalmente in argento o bronzo
fusi.
La cosmesi
Fig.29 Pisside con motivi geometrici
Il trucco delle donne dell’antica
Pompei era simile a quello
odierno:dal fondotinta alla
sottolineatura degli occhi, al
vezzo del piccolo neo. Per
rendere rosa le guance, si
aggiungevano alla biacca
sostanze coloranti quali la
feccia del vino o l’ocra rossa.
Il ritocco degli occhi poteva
essere fatto con del semplice
nero fumo, applicato con la
punta di un punteruolo in
osso. Esistevano dei
contenitori per le ciprie e le
creme, spesso in forma di
piccole pissidi circolari.
L’acconciatura della chioma
Fig.30 Acconciatura pompeiana
Fig.31 Ago crinale
Oltre al trucco le donne davano
grande importanza alla
acconciatura dei capelli; quella a
boccolo era particolarmente
gradita. Spesso i capelli
venivano raccolti sulla nuca con
spilloni (aghi crinali) in avorio,
osso e bronzo;a volte le
acconciature venivano
impreziosite adoperando delle
reticelle arricchite con
decorazioni di gemme, perle e
conchiglie.
Qualche goccia di seduzione...
Fig.32 Unguentarii
Il tocco finale della toilette era
dato dal profumo. Le categorie
fondamentali dei profumi erano
due:la prima era costituita dai
diapasmata, preparati a secco
polverizzando sostanze vegetali
aromatiche; la seconda era
costituita dagli unguenta, ottenuti
da grassi animali o più spesso
vegetali.Una volta prodotti, i
profumi erano confezionati e
venduti in appositi vasetti
(unguentarii), per lo più in vetro
di varia forma e dimensioni.
Gli ornamenti
Fig.33 Orecchini in oro
Fig.34 Collane con pietre dure
A partire dal I secolo a.C. il lusso e
con esso i gioielli, si diffusero nell’uso
quotidiano,dopo che Roma aveva
assoggettato Cartagine, la Macedonia,
la Grecia e, via via, i vari regni
dell’Asia Minore. Fu soprattutto la
moda per le pietre preziose a
diffondersi divenendo una vera e
propria mania. Si hanno monili di
fattura abbastanza semplice con
ampie superfici lisce o al massimo
decorate con motivi a sbalzo. Le
gemme ebbero larga fortuna, sia per
il contrasto cromatico che
producevano con l’oro, sia per il valore
di amuleto attributi ad alcune di esse.
Fig.35 Diadema
Fig.36 Bracciale in oro
Fig.37 Girocollo
in oro e gemme
Fig.38 Anello
in oro con pietra
Per arricchire le acconciature
femminili, in alcuni casi, venivano
usati dei preziosi diademi. Le
perle, in particolare, erano di
moda e trovavano larga
diffusione nella creazione di vari
tipi di monili. Ben documentato è
anche il settore dei bracciali, i
quali spesso riproducevano il
movimento a serpentina.
Gli anelli erano per lo più in oro
ed al centro, in alcuni casi,
presentavano una gemma
incastonata di vario colore e
taglio. Le città vesuviane, in
particolare Pompei ed Ercolano ci
hanno restituito numerose
testimonianze riguardanti
l’oreficeria.
Fig.39 Santuario di Pompei
Le rovine dell’antichissima città di
Pompei sono circoscritte da mura
perimetrali oltre le quali si
estende e “vive” la nuova Pompei
con il suo Santuario, i suoi
negozi, il suo turismo. A Pompei,
passato e presente sono le due
facce di una stessa medaglia e
la città antica, con le sue rovine
suggestive e ricche di fascino,
continua a vivere come se fosse
una città eterna.
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Pompei:fascino di una città eterna