Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali QUADRO GIURIDICO DI RIFERIMENTO PER OPERARE IN TURCHIA Camera di Commercio di Como 30 Marzo 2011 Avv. Eugenio Bettella 1 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Dati Paese e indici strutturali Nome Ufficiale Data di fondazione Fondatore Capitale Principali altre città Popolazione Religioni Lingue Fuso orario Capo dello Stato Capo del Governo Sistema Legislativo Suffragio Repubblica di Turchia – Türkiye Cumhuriyeti 29 ottobre 1923 Mustafa Kemal ATATÜRK (1881 – 1938) Ankara (4 milioni ab.) Istanbul (10 milioni ab.), İzmir (3,4), Bursa (2,1), Konya (2,2), Adana (1,8) 73.772.988 abitanti - età media di 29 anni rispetto ai 40 del resto d’Europa Musulmani 98%; la Turchia è l’unico Paese di religione musulmana che ha introdotto il secolarismo nella propria Costituzione Lingua ufficiale: turco + 1 rispetto all’Italia durante tutto l’anno Abdullah GÜL (dal 28 agosto 2007) Recep Tayyip ERDOĞAN (dal 23 luglio 2007) Unicamerale, il Parlamento è costituito dalla Türkiye Büyük Millet Meclisi, Grande Assemblea Nazionale Turca Prossime elezioni 12/06/2011 Universale, dal compimento del 18° anno di età 2 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Dati Paese e indici strutturali Tasso di crescita Nel 2010 è stato di circa di 7,5% l’incremento del PIL rispetto al 2009, un risultato inferiore solo alla Cina. Per questo, la Turchia è considerato il quinto mercato emergente al mondo in termini dimensionali (dopo i 4 Bric: Brasile, Russia, India e Cina) Tasso di inflazione 6,4% nel 2010. Per il 2011 e il 2012 la Banca centrale turca si attende un tasso di inflazione, rispettivamente del 5,5% e del 5% Mercati di importazione Germania, Russia, Cina, Francia, Italia, Usa Mercati di esportazione Ucraina (+37%), Arabia Saudita (+54,2%), Iran (+29,5%), Israele (+48,7%), Siria (+35, 7%), Turkmenistan (+62%) e Kuwait (+55%) 3 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Principali Convenzioni Internazionali Tra le altre, si segnalano le seguenti organizzazioni internazionali di cui è parte la Turchia: AsDB (Asian Development Bank), BIS (Bank for International Settlements), BSEC (Black See Economic Cooperation), CE (Council of Europe), CERN (European Organization for Nuclear Research) (osservatore), EAPC (Euro-Atlantic Partnership Council), EBRD (European Bank for Reconstruction and Development),, FAO (Food and Agriculture Organization), G 20, AEA (International Atomic Energy Agency), IBRD (International Bank for Reconstruction and Development), ICC (International Chamber of Commerce), ICFTU (International Confederation of Free Trade Unions),, IDA (International Development Association), IDB (Islamic Development Bank), IEA (International Energy Agency), IFAD (International Fund for Agriculture Development), IFC (International Finance Corporation), ILO (International Labour Organization), IMF (International Monetary Fund), IMO (International Maritime Organization), Interpol, MIGA (Multilateral Investment Guarantee Agency), NATO (North Atlantic Treaty Organization), NEA (Nuclear Energy Agency), NSG (Nuclear Suppliers Group), OAS (Organization of American States - osservatore), OECD (Organization for European Cooperation and Development), OIC (Organisation of the Islamic Conference), OPCW (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons), OSCE (Organization for Security and Co-operation in Europe), UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), WCO (World Customs Organization), WEU (Western European Union - associato), WFTU (World Federation of Trade Unions), WHO (World Health Organization), WIPO (World Intellectual Property Organization), WMO (World Meteorological Organization), WToO (World Tourism Organization), WTO (World Trade Organization), ZC (Zangger Committee – Nuclear Exporters Committee). La Turchia è membro non-permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2009/2010. La Turchia ha, fra l’altro: ratificato la Convenzione per il Riconoscimento delle Sentenze Arbitrali Straniere (New York 1958); ratificato la Convenzione dell’Aja del 5 Ottobre 1961 sulle apostille. 4 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Turchia – Unione Europea La Turchia è Paese associato alla CEE ed all’UE. La Turchia è Paese candidato all’UE dal 1999, dal 2005 sono iniziate le negoziazioni formali. Le questioni di maggior rilievo attengono all’adozione dell’acquis comunitario, il coinvolgimento turco a Cipro, la gestione della minoranza curda. Il 1.1.1996 la Turchia ha sottoscritto l’Accordo di Unione doganale con l’Unione Europea. • L’accordo prevede l’impegno alla soppressione reciproca di qualsiasi barriere doganale e l’adozione, nei confronti dei Paesi terzi, di una tariffa doganale comune che garantisca a tutti i prodotti un livello di protezione uniforme, indipendentemente dal punto di ingresso delle merci nel territorio dell’Unione. La Turchia e l’UE hanno concluso il 13 luglio 2009 un accordo intergovernativo per la costruzione del gasdotto Nabucco, destinato a portare il gas dall’Asia all’Europa senza passare per la Russia. 5 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Accordi con l’Italia 14.05.1931: Convenzione bilaterale Italia - Turchia concernente la protezione giudiziaria e l'assistenza reciproca in materia civile e penale e nell'esecuzione delle decisioni giudiziarie. 09.09.1929: Convenzione consolare con protocollo finale e processo verbale di firma. 24.03.1950: Trattato di amicizia di conciliazione e regolamento giudiziario con scambio di note. 14.06.1971: Accordo sui trasporti internazionali su strada. 16.12.1976: Accordo sulla cooperazione economica industriale e tecnologica. Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire evasioni fiscali, firmata il 27.07.1990, entrata in vigore l’1.12.1993, sostituendo quella del 1981. 13.06.1986: Accordo bilaterale con l’Italia per la cooperazione nel settore turistico. Convenzione sull’ammissione temporanea di merci: Legge 479 del 26.10.1995. L’Italia ha ratificato e dato esecuzione alla Convenzione firmata ad Istanbul il 26.06.1990. 27/07/1990 Accordo per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e prevenire le evasioni fiscali, con protocollo;. 22/03/1995 Accordo sulla promozione e protezione degli investimenti. 22/09/1998 Accordo di cooperazione sulla lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al riciclaggio dei proventi illeciti, al traffico illegale di stupefacenti, sostanze psicotrope e di esseri umani. 6 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Accordi con l’Italia (segue) 21/02/2001 Accordo sulla cooperazione scientifica e tecnologica. 10/09/2001 Accordo sulla mutua assistenza amministrativa per la prevenzione, la ricerca e la repressione delle infrazioni doganali. 26/01/2005 Protocollo di collaborazione tra la camera dei deputati e la grande assemblea nazionale di Turchia. 13/07/2005 Protocollo di collaborazione rafforzata tra i ministeri degli affari esteri. 03/03/2006 Protocollo nel settore degli archivi di stato. 18/01/2007 Memorandum d’intesa bilaterale per la semplificazione delle procedure in materia di visti di ingresso. 22/01/2007 Documento “strategia per il rafforzamento delle relazioni bilaterali” . 12/11/2008 Accordo per l’istituzione in Turchia di un’università italo-turca. Si segnalano inoltre: Luglio 2007: Accordo Italia-Turchia-Grecia sullo sviluppo del sistema di gasdotti per importare gas dal Caspio e dal Medio Oriente. 19.10.2009: Accordo Italia-Turchia-Russia per la realizzazione dell'oleodotto Samsun-Ceyhan. 7 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Investimenti Indiretti L'esportatore che sta avviando una presenza su un mercato estero e non abbia ancora una propria organizzazione di vendita in loco può vendere i propri prodotti: direttamente al cliente straniero (vendita diretta); attraverso le classiche figure di intermediari maggiormente invalse nella prassi internazionale (agenzia, distribuzione e franchising). Non trattandosi di investimenti rivolti a stabilire una relazione di lungo termine e ad acquisire interessi durevoli e di controllo in un’impresa in un altro Paese, le “operazioni” di vendita, distribuzione, agenzia e franchising possono essere definiti come investimenti indiretti. 8 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Contrattualistica Internazionale Gli aspetti contrattuali e giuridici rivestono un'importanza rilevante per il buon esito di un accordo commerciale e meritano, pertanto, di essere affrontati almeno fin dal nascere di una trattativa commerciale ponendo attenzione alle singole fasi del rapporto che si intende instaurare. Questo aspetto viene, invece, molte volte sottovalutato dagli operatori economici al momento della conclusione di una trattativa, con la conseguenza che, il più delle volte, è la controparte straniera a disciplinare lo stesso nel modo a lei più favorevole, definendo gli elementi rilevanti della transazione. 9 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali I Contratti Internazionali DEFINIZIONE Un contratto internazionale è quel contratto con cui viene posta in essere una qualche relazione giuridica ed economica tra due soggetti appartenenti a sistemi giuridici differenti, avendo essi la propria sede d’affari in due Stati diversi. La redazione di un contratto internazionale richiede in primo luogo uno studio circa il quadro giuridico in cui il contratto si inserirà, individuando l'esistenza o meno di eventuali vincoli imposti dalle leggi vigenti nel Paese della controparte, che potrebbero rendere inefficace la scelta della legge italiana, nel caso si dovesse scegliere quest’ultima, nel Paese della controparte. Inoltre, pur non essendo per certi contratti necessaria la forma scritta, affinché un contratto possa considerarsi garante della volontà delle parti, è opportuno, comunque, che l'accordo con la controparte straniera sia sempre regolato in forma scritta. Non regolando in forma scritta il rapporto commerciale non si evita di assumere un vincolo giuridico (come molti operatori pensano). Anzi, così facendo, non si conoscono i vincoli a cui si è assoggettati. 10 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale Quando si parla di contratti internazionali di compravendita non ci si riferisce unicamente alla compravendita vera e propria intesa come scambio di merci e relativo corrispettivo, ma anche alla somministrazione con la quale una parte si obbliga, verso corrispettivo, ad eseguire a favore dell’altra prestazioni periodiche o continuative di cose, ove la controprestazione non è solo quella di ottenere il pagamento del prezzo/consegna delle cose, ma anche quella di garantire la continuità delle prestazioni offerte al fine di consentire la pianificazione delle attività imprenditoriali. La centralità ed importanza del contratto di compravendita internazionale ha fatto sì che diventasse oggetto di numerose convenzioni internazionali aventi finalità di uniformare la sua disciplina giuridica, la più importante delle quali è la Convenzione di Vienna sulla compravendita internazionale di beni mobili del 1 aprile 1980. Tale Convenzione si applica automaticamente (salvo espressa deroga delle parti) a tutti i contratti di vendita di beni mobili stipulati tra parti aventi la propria attività commerciale in uno Stato aderente oppure assoggettati alla legge di uno Stato aderente. La Convenzione di Vienna sulla compravendita internazionale di beni mobili del 1980, già ratificata dall’Italia, è stata recentemente ratificata anche dalla Turchia (il 7.07.2010, con entrata in vigore differita all’1.08.2011). 11 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale OBBLIGHI DELLE PARTI: L’obbligazione principale del venditore, tanto nei contratti di compravendita veri e propri che nei contratti di somministrazione, è quella di trasferire al compratore la proprietà del bene oggetto della compravendita, garantendo l’acquirente dall’evizione e dai vizi del bene compravenduto. L’obbligazione del compratore è il pagamento del prezzo. In Turchia i contratti di compravendita sono disciplinati dal Codice sulle Obbligazioni e, per quanto riguarda la compravendita internazionale, dal Codice del Commercio. Leggi speciali sono previste in tema di tutela dei consumatori. Uno degli aspetti maggiormente rilevanti nel contratto di compravendita riguarda il passaggio del rischio di perdita o danneggiamento della merce compravenduta dal venditore al compratore. Per i contratti di compravendita soggetti alla legge italiana, il discrimine è dettato dall'art. 1510 c.c.: “Salvo patto o uso contrario, se la cosa venduta deve essere trasportata da un luogo all'altro, il venditore si libera dall'obbligo della consegna rimettendo la cosa al vettore o allo spedizioniere” e da tale momento, il rischio del perimento o danneggiamento del bene passa al compratore. 12 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale Il passaggio del rischio di danneggiamento/perdita della cosa che forma oggetto di un contratto di trasferimento della proprietà/altro diritto reale è regolato, nel diritto turco, nei seguenti termini: In caso di vendita di cosa specifica (ferden muayyen mallar) il rischio passa in capo all’acquirente al momento della stipulazione del contratto, salvo che la perdita/il danno della cosa dipendano da colpa del venditore (art. 204 TCO). Se, però, la cosa deve essere trasportata in luogo diverso da quello in cui il contratto è stato concluso, il passaggio del rischio si ha nel momento in cui il venditore perde il possesso della cosa, eccezion fatta per il caso in cui la perdita/il danneggiamento dipenda da sua colpa (art. 183/II TCO). Nella vendita con riserva di gradimento (sale or return), il rischio passa con l’accettazione della merce da parte dell’acquirente. Per i contratti internazionali chiarire su chi gravi il rischio potrebbe non essere sempre semplice. Per minimizzare il rischio di contenzioso risulta, quindi, opportuno adottare clausole contrattuali ad hoc. Uno strumento utile a questo proposito sono gli INCOTERMS, clausole uniformi elaborate dalla Camera di Commercio Internazionale con sede a Parigi (ICC). 13 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale INCOTERMS 2010 Gli INCOTERMS sono stati elaborati per regolarizzare gli scambi internazionali e sono applicabili quando sono richiamati dalle parti nei documenti relativi ad una compravendita. La Camera di Commercio Internazionale di Parigi ha approvato la revisione 2010 degli Incoterms, entrati in vigore l’1.01.2011. Si percorrono di seguito brevemente le principali novità. Le clausole Incoterms (ridotte da 13 a 11) possono essere presentate in gruppi contenenti clausole affini per quanto riguarda le obbligazioni nascenti in capo alle parti: Gruppo E (EX) – clausole di partenza: il venditore deve mettere la merce a disposizione del compratore presso i propri locali: Ex works – Franco fabbrica (EXW). Gruppo F (FREE) – clausole di partenza: il venditore consegna la merce e non paga il trasporto principale; in questo caso le obbligazioni del venditore vengono assolte nel Paese di partenza della merce: Free Carrier – Franco corriere (FCA), Free along side ship – Franco lungo bordo (FAS), Free on board – Franco a bordo (FOB). 14 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale Gruppo C (COST) – clausole di partenza: il venditore paga il trasporto principale sino a destinazione ma non assume i relativi rischi; le obbligazioni del venditore vengono assolte nel Paese di partenza della merce: Cost and freight – Costo e nolo (CFR), Cost, insurance and freight – Costo, assicurazione e nolo (CIF), Carriage paid to – Trasporto pagato fino a (CPT), Carriage and insurance paid to – Trasporto e assicurazione pagati fino a (CIP). Gruppo D (DESTINATION) – clausole di arrivo (DDP, DAT, DAP): il venditore deve sopportare tutte le spese e i rischi per portare la merce sino al Paese di destinazione. Sono state soppresse le clausole Delivered at frontier – Reso frontiera (DAF), Delivered ex ship – Reso ex ship (DES), Delivered ex quay – Reso banchina (DEQ), Delivered duty unpaid – Reso non sdoganato (DDP). Alla clausola Delivered duty paid – Reso sdoganato (DDP), sono stati aggiunti due nuovi standard: DAT (Deliverd at Terminal*): prevede che la consegna si perfezioni con la messa a disposizione della merce,che è stata scaricata dal mezzo, nel terminal convenuto. DAP (Delivered at Place): la consegna si perfeziona con la merce ancora a bordo del veicolo con cui è stata trasportata e messa a disposizione dell'acquirente per lo scarico. (*) Si intende per terminal qualsiasi luogo coperto o scoperto come un’area portuale, un magazzino. 15 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Compravendita Internazionale CONTENUTO DEL CONTRATTO Oltre ad elencare gli obblighi delle parti, nel contratto di compravendita internazionale dovrebbero essere sempre chiariti i seguenti aspetti: Modalità di ordinazione e di programmazione degli ordini (nella somministrazione); Dove e quando va consegnato il bene – i termini di consegna sono essenziali o meramente ordinatori – conseguenze di una ritardata consegna; Chi si fa carico delle spese di trasporto (v. Incoterms 2000); Modalità di accettazione della merce; Garanzie offerte dal venditore sul bene compravenduto; Adeguamento del prezzo di vendita (nella somministrazione); Clausola risolutiva espressa; Legge applicabile – eventuale esclusione dell’applicazione della Convenzione di Vienna; Giurisdizione ordinaria- arbitrato. 16 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale Quadro normativo di riferimento: l’attività dell’agente di commercio in Turchia è disciplinata dalle seguenti norme: artt. 102 - 123 del Codice del Commercio turco (TCC), recentemente riformato, in parte qua, dal nuovo Codice del Commercio turco (L. 6102/2011 la cui entrata in vigore è fissata per l’1.07.2012 – di seguito indicato come New TCC che armonizza la legislazione nazionale in materia di agenzia alla dir. 86/653/CE). artt. 108 e 126 Codice delle Obbligazioni; In relazione ai rapporti di agenzia disciplinati dal diritto turco, non trova applicazione alcuna disciplina di carattere contrattuale collettiva. Un agente di commercio, secondo la normativa turca, è una persona fisica o giuridica che agisce, in via autonoma, per un preponente e che funge stabilmente da intermediario in una determinata zona, secondo quanto stabilito nel contratto, per contratti cui il preponente sia interessato, o conclude tali contratti in nome del preponente. La legge prevede che l’agente di commercio debba essere autonomo. Egli deve, comunque, seguire le direttive generali del preponente, sebbene disponga di un ampio margine di organizzazione propria. L’esclusiva è prevista come elemento naturale del contratto e, pertanto, per escluderla le parti dovranno prevedere una disposizione in tal senso. La legge non stabilisce, e pertanto nemmeno vieta, che l’agente o il preponente siano una persona fisica o una persona giuridica, o che l’agente di commercio debba essere cittadino turco o debba almeno avere la propria sede in Turchia. Non sussiste l’obbligo di iscrizione al registro di commercio e nemmeno l’obbligo di registrazione professionale. 17 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale Di regola il contratto di agenzia non necessita della forma scritta per la sua validità; essa è, comunque, consigliabile ai fini probatori. Il contratto di agenzia non deve essere oggetto di registrazione (ad eccezione del settore delle assicurazioni). La procura all’agente di commercio a concludere contratti in nome del preponente e ad obbligarlo o autorizzarlo direttamente nei confronti dei terzi, invece, necessita della forma scritta. La procura deve inoltre essere depositata presso l’ufficio turco del registro di commercio. Il registro di commercio pubblica soltanto la procura in sé, non invece il contratto di agenzia. Se l’agente di commercio conclude in nome del preponente un contratto senza esservi autorizzato, il preponente, se non vi acconsente, è tenuto a comunicare il suo rifiuto al terzo non appena ne sia venuto a conoscenza, altrimenti rimarrà vincolato al contratto (art. 122 TCC). In base al New TCC, invece (art. 108 New TCC), il preponente rimane vincolato al contratto solo se lo ratifica espressamente. In mancanza di espressa ratifica, l’agente rimane il solo soggetto vincolato. 18 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale DOVERI DELL’AGENTE Gli obblighi dell’agente di commercio devono essere stabiliti nel contratto. L’agente di commercio deve svolgere la sua attività salvaguardando gli interessi del preponente. L’agente è tenuto a seguire le direttive del preponente, in particolare nell’ambito della determinazione dei prezzi e dei prodotti che devono essere alienati. Ove l’agenzia sia caratterizzata dal deposito, l’agente di commercio è tenuto, per legge, a conservare ordinatamente le merci del preponente. In caso contrario, l’agente di commercio risponderà dei danni. 19 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale DOVERI DEL PREPONENTE A differenza del TCC, il New TCC elenca espressamente gli obblighi del preponente (art. 120 New TCC). In particolare: Il preponente è tenuto a pagare all’agente di commercio una provvigione per tutti i contratti conclusi dallo stesso con i terzi (provvigione di conclusione). La provvigione è dovuta, di regola, al buon esito dell’affare (art. 114 New TCC). L’agente di commercio ha, inoltre, un diritto alla provvigione per tutti i contratti che egli, o direttamente il preponente, hanno concluso con i clienti se i contratti sono stati conclusi nella sua zona ed egli gode dell’esclusiva in relazione a tale zona o ad una determinata clientela (provvigione di zona). L’ammontare della provvigione può essere liberamente pattuito. In assenza di accordo contrattuale l’ammontare della provvigione si desume dagli usi commerciali. Se nel contratto non è pattuito diversamente, la provvigione è esigibile, al più tardi, una volta decorso il trimestre nel quale era dovuta. Il preponente è, inoltre, tenuto al rimborso delle spese straordinarie sostenute dall’agente di commercio. Le spese straordinarie sono, ad esempio, le spese per particolari misure di marketing o le spese per misure intraprese affinché la merce non venga danneggiata. Il New TCC introduce la disciplina del patto di non concorrenza post contrattuale, prevedendo: limiti di: forma (scritta), durata (max 2 anni), oggetto (lo stesso tipo di beni oggetto del rapporto di agenzia) e di spazio (la medesima zona coperta dal contratto di agenzia o gli stessi clienti seguiti nel corso del rapporto) corrispettivo, che deve essere “adeguato”. 20 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale DURATA E RISOLUZIONE I contratti di agenzia possono essere conclusi a tempo indeterminato o a termine. Se il contratto è stato stipulato a tempo indeterminato si può recedere con un preavviso di tre mesi. Se il contratto è a termine, il New TCC (art. 121/2) dispone che il proseguimento del rapporto dopo la scadenza determina la trasformazione dello stesso in un rapporto di agenzia a tempo indeterminato. Se si tratta di contratto a termine, il contratto può essere risolto in ogni momento in presenza di “gravi motivi”. Motivi tipici che fondano il recesso immediato sono in particolare: – mancato rispetto delle condizioni contrattuali; – mancato pagamento delle provvigioni; – mancato rispetto del divieto di concorrenza; – morte di uno dei contraenti; – insolvenza di uno dei contraenti; – perdita della capacità d'agire di una delle parti. 21 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale DURATA E RISOLUZIONE In base al New TCC : – quando il rapporto di agenzia venga a cessare per causa di morte, fallimento o incapacità, sorge il diritto, non preventivamente derogabile dalle parti, ad un’indennità i fine rapporto (art. 122 New TCC), da calcolarsi sulla base della media delle provvigioni ricevute dall’agente nei 5 anni precedenti, sempre che: • l’agente abbia procurato al preponente nuovi clienti e il preponente continui a trarne vantaggio; • il pagamento dell’indennità risulti equo in base alle circostanze. Il diritto all’indennità si prescrive in 1 anno dalla cessazione del rapporto. – Sono dovute inoltre le provvigioni c.d. postume (art. 113/3 New TCC), ovvero maturate dopo la cessazione del rapporto per contratti relativi ad affari che possono essere ricondotti all’attività dell’agente. Il trattamento economico dell’agente in caso di estinzione del rapporto, così come disciplinato dal New TCC, recepisce e regola i più recenti sviluppi della giurisprudenza turca: sebbene, infatti, il TCC non disponesse nulla al riguardo, i tribunali turchi, da qualche anno, riconoscevano all’agente una goodwill compensation alla cessazione del rapporto. Il fondamento normativo di tale previsione veniva rinvenuto nell’art. 1 TCC che legittima il ricorso agli usi praeter legem. 22 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Agenzia commerciale LEGGE APPLICABILE E GIURISDIZIONE Le parti possono – indipendentemente dal fatto di essere persone fisiche o giuridiche – scegliere liberamente il diritto applicabile, purché così facendo non si violi l'ordine pubblico turco. Se manca una clausola in relazione al diritto applicabile, esso si determina in base al luogo dell'adempimento. È controversa la validità delle clausole di deroga del foro. 23 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Distribuzione La normativa di riferimento turca non prevede una disciplina ad hoc della distribuzione. Tuttavia, i primi commentatori del New TCC, ritengono che l’artt. 122, che già regola l’agenzia commerciale, sia destinato a trovare applicazione estensiva anche ai rapporti di distribuzione esclusiva, con conseguente previsione di una indennità di clientela anche a favore del distributore esclusivo, se, una volta cessato il rapporto, ricorrono i relativi presupposti (in questo senso si era già espressa la giurisprudenza: vd. Yargýtay in funzione di giudice di secondo grado, 4.5.2000 decisione n. E.1999/7724, K.2000/3470). Resta, in ogni caso, determinante la negoziazione e la sottoscrizione di un contratto che regoli dettagliatamente il rapporto tra le parti. Nel contratto di distribuzione (o di concessione di vendita), una parte, il distributore, acquista dei beni dal produttore per rivenderli a terzi nel territorio affidatogli. Il distributore si impegna pertanto, in modo continuativo ed attraverso una stabile organizzazione, a rivendere a proprio nome e per proprio conto, in un mercato determinato e nel contesto di condizioni di vendita predefinite, determinati prodotti che il produttore si impegna a fornirgli con continuità a fronte di un rapporto di somministrazione. A differenza dell’agente ed il procacciatore, il distributore non crea, tramite la propria attività, rapporti giuridici diretti tra cliente finale e il produttore ed assume, quindi, il rischio della vendita al cliente in caso di insolvenza di quest’ultimo. Per il distributore è configurabile un vero e proprio utile d’impresa, come differenza tra fatturato delle vendite effettuate in proprio e delle spese sostenute per acquistare la merce dal produttore e creare una propria organizzazione distributiva e, se del caso, di assistenza (post vendita) nel territorio. 24 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Distribuzione La diversità del distributore rispetto a dei meri rivenditori all’ingrosso o al dettaglio è data dal fatto che il distributore è strutturalmente integrato nella rete commerciale del produttore nei confronti del quale assume l’obbligo di svolgere in maniera stabile e continuativa l’attività di distribuzione dei prodotti. Spettando alle parti pertanto disciplinare in dettaglio il rapporto di distribuzione, queste sono le condizioni maggiormente invalse nella prassi: - La concessione o meno dell’esclusiva - unilaterale o reciproca - si consiglia di condizionare la concessione dell’esclusiva al raggiungimento di volumi minimi di acquisto; - L’elencazione dei prodotti; - Gli obblighi del distributore: promozione delle vendite e servizio al cliente, monitoraggio del mercato, obblighi di rispettare gli standard di servizio fissati dal produttore, obbligo di collaborazione nelle procedure di richiamo dei prodotti; obblighi di non concorrenza; - I termini e le condizioni per la fornitura dei prodotti: prezzi e modalità di pagamento, modalità di adeguamento dei prezzi, ordini e relative modalità di programmazione delle forniture (forecasts), modalità e termini (indicativi o tassativi) di consegna; - Gli eventuali obblighi di garanzia assunti dal produttore; - La tutela dei marchi e brevetti; - La clausola risolutiva espressa - elencare tutte le cause che giustificano la risoluzione immediata dall’accordo; - La legge applicabile ed il foro competente. 25 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Franchising Il Franchising (detto anche Affiliazione Commerciale) è una forma di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni o servizi fra un imprenditore (Affiliante o Franchisor) e uno o più imprenditori (Affiliati o Franchisee), giuridicamente ed economicamente indipendenti uno dall'altro, che stipulano un apposito contratto commerciale. Il contratto di Franchising prevede principalmente che: L’Affiliante conceda all'Affiliato l'utilizzazione della propria formula commerciale, comprensiva del diritto di sfruttare il suo know-how (l'insieme delle tecniche e delle conoscenze necessarie) ed i propri segni distintivi, unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire all'Affiliato la gestione della propria attività con la medesima immagine dell'impresa Affiliante. L'Affiliato si impegni a far proprie la politica commerciale e immagine dell'Affiliante nell'interesse reciproco delle parti medesime e del consumatore finale, nonché al rispetto delle condizioni contrattuali liberamente pattuite. 26 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Franchising Franchising di distribuzione Il franchising presuppone che l'Affiliante abbia messo a punto e sperimentato delle tecniche e dei metodi commerciali costituenti il know-how che egli trasferirà al suo Affiliato. A fronte dell'uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni forniti l'Affiliante chiede all'Affiliato un corrispettivo sotto forma di diritto di entrata e/o di canoni periodici (royalties) Franchising di servizi E' un sistema nel quale l'Affiliato non vende alcun prodotto, ma offre la prestazione di servizi inventati, messi a punto e sperimentati dall'Affiliante. Il campo di attività di questo sistema è molto vario, andando dalla ristorazione (ristoranti, pizzerie, rosticcerie, gelaterie, bar, ecc.) alle attività turistiche e del tempo libero (alberghi, villaggi di vacanze, agenzie di viaggi, campeggi, centri sportivi, ecc.), dalla stampa e riproduzione rapida agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi di consulenza professionale agli istituti di istruzione e formazione, dalla intermediazione immobiliare all'autonoleggio, ecc Franchising industriale In questo sistema i partner Affiliante e Affiliato sono due imprese industriali. Il primo concede all'altro la licenza dei brevetti di fabbricazione ed i marchi, gli trasmette la sua tecnologia, gli assicura un'assistenza tecnica costante. Il secondo, l'Affiliato, fabbrica e commercializza le merci prodotte dal proprio stabilimento applicando il know-how e le tecniche di vendita dell'Affiliante 27 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Franchising In Turchia non vi sono regole apposite per il franchising. In tale settore, quindi, sono le parti a determinare i contenuti degli accordi. Le società straniere sono libere anche di scegliere fra la formazione di filiali o la conclusione di accordi di joint venture con le ditte locali. Di solito la royalty è di circa 5% sul venduto nel settore alimentare mentre percentuali maggiori sono previste negli altri settori. Non ci sono ostacoli sul trasferimento all’estero delle royalties e, in genere dei profitti, analogamente a ciò che avviene negli altri settori produttivi. Nel 1991 è stata istituita l’UFRAD (Turkish Franchising Association) allo scopo di coordinare l’attività dei soggetti operanti in qualità di franchisor e franchisee. Secondo dati forniti dall’UFRAD in Turchia ci sono 100 franchisors e 1500 franchisee 28 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Franchising CONTENUTO DEL CONTRATTO In primo luogo è bene definire ambiti ed estensioni della clausola di esclusiva. Di norma essa è reciproca e, cioè, vincola l’Affiliato a non vendere beni (o prestare servizi) in concorrenza con quelli dell’Affiliante e lo obbliga a non venderli (o prestarli) al di fuori del territorio assegnato e, dall'altra, vincola l’Affiliante a non vendere beni (o prestare servizi) nel territorio assegnato all’Affiliato personalmente o attraverso altri Affiliati. Si tratta di una condizione importante in quanto l'esclusiva non è un elemento naturale del contratto di franchising ma deve di volta in volta essere prevista dalle parti. Nella definizione dell'oggetto del contratto di franchising occorrerà avere particolare cura nella descrizione dell'insieme di formule, conoscenze, segni distintivi che individuano i prodotti e servizi dell’Affiliante (il c.d. know how). Tale descrizione agevolerà il rispetto dell'indirizzo commerciale e dell'obbligo di esclusiva da parte dell’Affiliato. E' bene prevedere l'obbligo, per l’Affiliato, di rispettare le direttive dell’Affiliante anche in corso di rapporto, con l'impegno di adeguare l'aspetto del proprio esercizio, i segni distintivi utilizzati e la qualità delle prestazioni offerte al pubblico, alle eventuali variazioni che l’Affiliante imponesse all'intera rete. E', inoltre, essenziale definire con precisione (nell'interesse di entrambe le parti) l'ambito dell'obbligo di riservatezza sul know how trasferito. Eventuali royalties da essere corrisposte dall’Affiliato . Durata del contratto e clausola risolutiva espressa. Legge applicabile e giurisdizione. 29 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale La Turchia aderisce al WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale). La Turchia aderisce alle maggiori convenzioni internazionali in tema di protezione dei diritti di proprietà intellettuale ed, in particolare: alla Convenzione di Parigi (per la protezione della proprietà industriale) dal 1925; all’Accordo di Nizza (per la classificazione internazionale dei prodotti e beni ai fini della registrazione dei marchi) dal 1996; al Protocollo di Madrid (per la registrazione internazionale dei marchi) dal 1972. La Turchia fa, inoltre, parte del “Sistema Aja” per la protezione internazionale di disegni o modelli governato da tre differenti trattati, ovvero l’Accordo di Londra del 1934, l’ Accordo dell’Aja del 1960 e l’Accordo di Ginevra del 1999. I diritti di proprietà intellettuale sono protetti da numerose leggi e regolamenti introdotti di recente allo scopo di adeguare la normativa turca agli standard UE, WIPO e WTO (accordi TRIPs ). Gli sforzi che la Turchia sta compiendo per poter aderire all’Unione Europea comportano un sempre più marcato adeguamento della legislazione turca agli standard comunitari anche in tema di diritti della proprietà intellettuale. Manca, tuttavia, ancora un’efficace protezione giudiziaria. 30 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale INVENZIONI INDUSTRIALI – BREVETTI Il brevetto è un documento tecnico-legale, costituito sostanzialmente da una relazione tecnica, nella quale viene descritto dettagliatamente quanto costituisce oggetto della protezione. Ha lo scopo di individuare esattamente l’invenzione, di renderne pubblica la descrizione e di consentirne la riproduzione da parte di qualsiasi terzo interessato. I brevetti possono riguardare sia un prodotto che un metodo produttivo. I brevetti si caratterizzano per il fatto di avere ad oggetto un prodotto / metodo produttivo “nuovo”, che implichi un progresso inventivo e sia atto ad avere un’applicazione industriale. È brevettabile, pertanto, un prodotto / metodo produttivo che soddisfi i seguenti criteri: novità; inventiva (ossia un avanzamento tecnico rispetto agli standard passati); utilità; riproducibilità industriale. In Turchia i brevetti sono protetti da una serie di leggi (Decreto 551 del 1995, Legge 4128 del 1995, Legge 5194 del 2004 e relativo Regolamento di attuazione del 5.11.1995). La Turchia aderisce dall’01.11.2000 alla Convenzione Europea sui Brevetti del 1973 istitutiva dell’Ufficio Unico Europeo dei Brevetti. La Turchia aderisce, inoltre, al Trattato di Cooperazione in materia di brevetti (PTC) dall’01.01.1996. L’adesione della Turchia alle predette Convenzioni consente di ottenere la tutela di brevetto per tutti i Paesi che fanno parte delle Convenzioni con una sola richiesta. 31 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale Il brevetto conferisce il diritto al suo titolare che lo abbia validamente registrato (presso l’Istituto Turco per i Brevetti - TPI) di sfruttarlo commercialmente in esclusiva sul territorio turco. Questo diritto di esclusiva ha per il titolare di un brevetto due principali applicazioni pratiche: la protezione contro la contraffazione; la possibilità di trasferire il brevetto stesso oppure concedere la licenza d’uso del brevetto. Esistono due sistemi principali di registrazione di un brevetto in Turchia: Examined patent: la domanda di registrazione è sottoposta ad un esame all’esito del quale una relazione certifica la sussistenza di tutti i requisiti richiesti per la registrazione. Il termine di validità del brevetto è di 20 anni non rinnovabile. Unexamined patent: la procedura di registrazione è più snella, ma conferisce al titolare del brevetto diritti patrimoniali limitati rispetto a quelli garantiti dalla procedura relativa all’ examined patent e la protezione del brevetto ha durata di soli 7 anni. NB: Il brevetto, contrariamente a quanto avviene per i marchi, una volta scaduta la sua durata non può più essere rinnovato. Il limite temporale risponde alla necessità di consentire alla collettività il libero accesso all'invenzione alla scadenza del termine di efficacia e, quindi, di promuovere comunque lo sviluppo delle attività di ricerca ed il progresso tecnologico. L’unica eccezione a questo principio generale è costituita dai brevetti farmaceutici. 32 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale Ai sensi della normativa turca, la violazione dei diritti di proprietà industriale può comportare • una multa sino a circa Euro 22.488,00 o • la reclusione sino a 3 anni. Dette sanzioni possono inoltre accompagnarsi al blocco dell’attività produttiva e commerciale sino ad 1 anno. MODELLI DI UTILITÀ Accanto ai brevetti per l’invenzione, la normativa turca prevede i brevetti per modelli di utilità, ossia per forme nuove di un prodotto industriale che conferiscono al prodotto stesso una particolare efficacia o comodità di applicazione o di impiego. La domanda per il rilascio del brevetto deve essere presentata all’Istituto Turco per i Brevetti con le medesime modalità previste per i brevetti. Il rilascio del brevetto per modello di utilità assicura al suo titolare un diritto di esclusiva di 10 anni, decorrenti dalla data di deposito della domanda – detta durata non può essere prorogata. 33 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale MARCHI Il marchio è un segno distintivo che ha la capacità di identificare determinati prodotti o servizi come quei prodotti/servizi forniti da una determinata persona o impresa. Il marchio è rappresentato da una combinazione di lettere numeri e/o colori aventi capacità distintiva. Sono ammessi i marchi tridimensionali (es: la bottiglia della Coca Cola). Il marchio conferisce al suo proprietario lo sfruttamento esclusivo dello stesso e la facoltà di inibirne l’uso da parte di terzi non autorizzati. Il marchio può essere trasferito o dato in licenza (anche limitatamente ad alcune classi di prodotti). I marchi in Turchia sono regolati dalla Legge n. 551, dal Decreto 556 del 1996, modificato nel 2004. Il Decreto 556 conferisce protezione ai marchi registrati, mentre i marchi non registrati (i c.d. “marchi di fatto”) sono protetti dal Codice del Commercio. 34 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale Possono essere registrati come marchi tutte le rappresentazioni costituite da segni, grafici, parole, lettere, numeri e colori a patto che siano rappresentabili graficamente ed abbiano capacità distintiva. La domanda di registrazione del marchio va presentata all’Istituto Turco per i Brevetti. Il termine di protezione del marchio è di 10 anni rinnovabile indefinitamente per periodi di 10 anni, purché il rinnovo abbia luogo entro 6 mesi dallo spirare del termine decennale. Entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di pubblicazione della domanda sul Bollettino Ufficiale, i terzi interessati possono presentare all’autorità un’opposizione scritta, motivata e documentata, allo scopo di impedire la registrazione del marchio. E’ ammessa la registrazione dei cd. “marchi d’origine geografica” (Decreto 555) in cui, per definizione, l’indicazione geografica è utilizzata per segnalare il luogo di origine del prodotto, normalmente legato a caratteristiche qualitative particolari. 35 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale Registrazione internazionale dei marchi Con tale procedura è consentito ottenere, in ciascuno degli Stati che hanno aderito all'Accordo e al Protocollo di Madrid (tra cui la Turchia), la stessa protezione e gli stessi mezzi di difesa contro ogni lesione del diritto al marchio che le leggi di tali Stati offrono ai marchi nazionali, tramite un singolo deposito, compilato in una sola lingua, e presso un unico ente: l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI - WIPO). Per poter depositare un Marchio Internazionale è necessario che il titolare del marchio abbia la residenza o, in caso di società, abbia la propria attività, in uno degli Stati aderenti alla Convenzione ed è necessario aver preventivamente depositato ed ottenuto il marchio nel proprio Stato. Il marchio internazionale poggia su una domanda di marchio nazionale. Prima di procedere al deposito di una domanda di marchio internazionale, pertanto, per i cittadini italiani occorre essere titolari di una domanda di marchio italiano. Il Marchio Internazionale ha una durata di 10 anni dalla data di registrazione stessa e può essere rinnovato per un numero illimitato di volte. Entro un anno dalla data di registrazione del marchio, le varie Amministrazioni Nazionali possono sollevare obiezioni in merito alla registrabilità di tale marchio nel loro Stato. Trascorso tale termine senza aver ricevuto rifiuti, il marchio può ritenersi accettato, fatti salvi gli eventuali diritti di terzi derivanti da marchi identici o simili antecedenti. Questi eventuali diritti di terzi possono essere fatti valere in sede giudiziaria. 36 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale MODELLI - DESIGN Per design o modello s’intende l’aspetto dell’intero “prodotto” o di una sua parte, ovvero le caratteristiche delle linee, dei contorni, dei colori, della forma, della struttura superficiale e/o dei materiali del prodotto stesso e/o del suo ornamento. Non può includere alcun marchio o essere uno strumento meramente meccanico. Il design può identificare anche qualsiasi componente di un prodotto, purché detto componente possa essere fabbricato separatamente rispetto al prodotto stesso. Si caratterizza sia dall’utilità del modello che dal suo aspetto esteriore (che deve essere particolare e distinguibile dal resto dei prodotti destinati ad un simile utilizzo). In Turchia i modelli/design sono regolati dal Decreto 554 del 1995, modificato nello stesso anno e nel 2004. 37 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale I modelli/design per essere validamente protetti devono essere depositati presso il l’Istituto Turco per i Brevetti. I modelli/design sono protetti per un periodo di 5 anni, rinnovabile per ulteriori periodi di 5 anni ciascuno, fino ad un massimo di 25 anni. Anche relativamente ai modelli/design è previsto un diritto di priorità che deve essere rivendicato nel termine di 6 mesi dalla data della prima registrazione. La tutela giurisdizionale è analoga a quella dettata in materia di brevetti. 38 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale La registrazione internazionale di un disegno o modello Differentemente dal sistema dei marchi internazionali, non è necessario depositare in precedenza un disegno o modello nazionale. Ottenuta la registrazione internazionale, il disegno o modello avrà validità per 5 anni in tutti gli Stati designati e sarà sottoposto alle rispettive legislazioni nazionali, a meno che qualcuno di essi non notifichi al titolare un rifiuto di protezione. Il titolare avrà la possibilità di rinnovare la validità della registrazione per un ulteriore periodo di 5 anni fino ad un massimo di 10-25 anni, a seconda della legislazione interna dei singoli Paesi. Nel caso di disegni e modelli internazionali, con una stessa domanda può essere richiesta la protezione fino ad un massimo di 100 disegni o modelli (“modello multiplo“), purché questi appartengano alla medesima classe della classificazione internazionale dei disegni e modelli. Dal 1º gennaio 2008 è stato istituito un collegamento tra il sistema internazionale dell’Aja e quello dei disegni e modelli comunitari, poiché la Comunità Europea ha aderito al sistema dell’Aja, sottoscrivendo l’Accordo di Ginevra del 1999. Attraverso questo collegamento, quindi, un richiedente UE potrà ottenere la protezione, non solo nel territorio UE ma anche nei Paesi che hanno sottoscritto l’Accordo dell’Aja del 1960 (ad es. la Turchia). 39 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di proprietà intellettuale SANZIONI Il proprietario di un diritto di proprietà intellettuale, in caso di violazione del suo diritto, può intraprendere azioni giudiziarie sia civili che penali. Le azioni civili comprendono sia azioni esecutive per la cessazione di violazioni in atto sia azioni cautelari per impedire le violazioni future, nonché azioni per il recupero dei danni subiti (materiali e morali) volte anche al recupero dei profitti ottenuti da colui che ha compiuto la violazione. A livello penale opera la polizia unitamente al TPI per le indagini e la prevenzione di violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Sono stati costituiti tribunali specializzati di primo grado per i diritti di proprietà intellettuale così come sezioni specializzate all’interno della Corte d’Appello. 40 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di proprietà intellettuale KNOW – HOW Oltre ai marchi, brevetti e design, sono altresì proteggibili tutti quei diritti di proprietà intellettuale non registrabili e che si caratterizzano per la loro segretezza (know-how) o confidenzialità (es: liste clienti, informazioni di mercato, tecniche di marketing, etc.). Il diritto turco non protegge specificamente detti diritti e, pertanto, sarà necessario provvedere alla loro protezione contrattualmente. L‘accurata descrizione del know-how nel contratto è consigliabile al fine di evitare possibili contestazioni da parte del licenziatario. Infatti, se il know-how non viene chiaramente identificato, il licenziatario potrebbe successivamente eccepire di non avere ricevuto tutte le informazioni che gli erano state promesse e trovare così un pretesto per sospendere i pagamenti di royalty o altri obblighi contrattuali. L'identificazione del know-how non è agevole, poiché il know-how, al contrario dei beni materiali, presenta una natura incorporea, essendo costituito di conoscenze. Vi sono due metodi principali per descrivere il know-how nel contratto: (i) elencare i documenti e le informazioni che verranno trasmessi al licenziatario, oppure (ii) indicare lo scopo al quale è finalizzata la comunicazione del know-how, come ad. es.: "con il termine know-how si intendono le conoscenze che sono necessarie per fabbricare il seguente prodotto:..". 41 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritti di Proprietà Intellettuale SUGGERIMENTI CONTRATTUALI Nel caso in cui oggetto della negoziazione (ai fini di una vendita/licenza) sia un diritto di proprietà intellettuale non ancora registrato, specificare sempre che la controparte deve mantenere ogni informazione strettamente confidenziale (questo allo scopo di far si che l’invenzione non entri nel pubblico dominio e venga meno la possibilità di registrarla). Nel caso di contratti di licenza/agenzia/distribuzione occorre prevedere sempre un obbligo di collaborazione dell’agente nel fornire informazioni al titolare relativamente a violazioni di diritti di proprietà intellettuale in corso nel territorio di sua competenza (allo scopo di dar modo al titolare di intervenire). Prevedere che qualsiasi azione volta a tutelare i diritti di proprietà intellettuale in Turchia deve essere decisa dal titolare e che l’agente/distributore/licenziatario si dovrà adeguare a dette iniziative nonché fornire assistenza per portarle avanti. Stabilire nel contratto di agenzia/distribuzione/licenza clausole penali per i casi di violazione di marchi e brevetti. Stabilire le conseguenze nel caso in cui il diritto di proprietà intellettuale concesso in licenza sia ritenuto invalido (es: limitazione del quantum del danno alle royalties versate). Dedicare alcune clausole specifiche alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale non registrabili (know how, informazioni confidenziali, etc.) per i quali possono essere stabilite clausole di validità eterne (es: le disposizioni del presente articolo X sopravivranno la risoluzione del Contratto). 42 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Nel 1995 è entrata in vigore la Legge sulla Protezione del Consumatore (L. n. 4077), modificata nel 2003 dalla Legge 4822, nello sforzo di armonizzare la legislazione turca con quella dell’Unione Europea. GARANZIA PER VIZI Gli artt. 4 e s.s. L. 4077, come riformata dalla legge 4822, pongono la garanzia per vizi dei beni e dei servizi solidalmente a carico del venditore, del produttore e dell’importatore. • • • • Il termine di garanzia previsto dalla legge turca è di due anni; Il termine di decadenza per la denuncia dei vizi è di 30 giorni. Se il bene viziato è un bene immobile adibito a domicilio ovvero a residenza per le vacanze, la garanzia per vizi si estende a 5 anni. A fronte di un bene viziato, la Legge accorda al consumatore la facoltà di: i. Recedere dal contratto; ii. Farsi sostituire il bene viziato con altro non viziato; iii. Richiedere una riduzione del prezzo di acquisto in misura pari alla diminuzione di valore del bene arrecata dal vizio; iv. Richiedere una riparazione gratuita del bene viziato. Il consumatore nell’esercitare una delle facoltà esposte, può pretendere in aggiunta, una somma a titolo di compensazione (cfr. Direttiva UE 85/374). 43 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore RESPONSABILITA’ PER DANNI DA PRODOTTI DIFETTOSI L’art. 4 della Legge sulla Protezione del Consumatore dispone che: “Il consumatore ha titolo di richiedere un indennizzo al produttore nel caso in cui il prodotto difettoso sia causa di morte/lesioni alla sua persona e/o del danneggiamento di altri beni in sua titolarità”. Legislazione secondaria sulla responsabilità per danni cagionati da prodotti difettosi (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 25137 del 13/6/2003), entrata in vigore il 14/6/2003 in attuazione dei principi della direttiva 85/374/CEE: • Definizione di danno (art. 6/1): - morte/lesioni personali, - danno a cose. • Responsabilità senza colpa (art. 6/1): a prescindere dalla colpa del produttore, questi è responsabile ed è obbligato a tenere indenne il consumatore per i danni a lui cagionati dal prodotto. • Onere della prova (art. 6/2): l’onere della prova è a carico del consumatore che assume di aver patito il danno. • Riduzione della responsabilità (art. 6/3): in caso di concorso di colpa del consumatore o di un terzo per il quale sia tenuto a rispondere il consumatore. 44 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Il produttore è liberato dalla responsabilità per il danno cagionato dal prodotto difettoso quando (art. 7): il prodotto non è stato posto in circolazione; il prodotto non è stato realizzato per la vendita né è stato realizzato nell’ambito dello svolgimento dell’attività; Il difetto che ha cagionato il danno non esisteva al tempo in cui il prodotto è stato messo in circolazione; Il difetto dipende dalle regolamentazioni tecniche del prodotto; Le conoscenze scientifiche e tecnologiche esistenti al tempo della messa in circolazione del prodotto non consentivano di essere consapevoli dell’esistenza del difetto; Inoltre, il produttore di uno dei componenti del prodotto finale che risulta difettoso non incorre in responsabilità qualora il difetto dipenda dalle istruzioni rilasciate dal produttore del prodotto finale o dalla progettazione di questo. Clausole contrattuali di esonero da responsabilità: (art. 8): deve considerarsi nulla la clausola contenuta nel contratto o in separato atto che importi la rinuncia da parte del consumatore ai diritti riconosciutigli ai sensi della normativa in esame, ovvero che escluda o limiti la responsabilità del produttore. 45 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Prescrizione della responsabilità (artt. 9 e 10): Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in 3 anni a decorrere dal giorno in cui il consumatore ha avuto conoscenza del danno, del difetto che l’ha cagionato e del produttore del prodotto difettoso. La responsabilità del produttore per danni cagionati dal prodotto difettoso non può essere fatta valere decorsi 10 anni dalla messa in circolazione del prodotto stesso. Autorità competente: Ministero dell’Industria e del Commercio; Direttorato Generale a tutela del consumatore e della concorrenza. 46 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Certificazioni di garanzia La legge 4822 prevede che i produttori e gli importatori di determinati prodotti forniscano, con essi, i relativi certificati di garanzia a copertura di almeno due anni dalla consegna dei beni per vizi che si dovessero presentare nel medesimo arco di tempo. Servizi post-vendita L’obbligo di fornire servizi post-vendita, originariamente previsto solo per i prodotti industriali venduti sul territorio turco, è stato esteso con la Legge 4822 anche ai prodotti industriali di importazione. Il venditore è tenuto ad impiegare personale tecnico in misura adeguata ai volumi commerciali ed a predisporre spazi adibiti a magazzino per pezzi di ricambio. Del pari, l’importatore è tenuto a garantire la manutenzione ed i servizi di riparazione per i beni che siano stati a loro volta importati da altro soggetto importatore, sempreché si versi entro i limiti temporali di utilizzazione del bene. 47 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Clausole vessatorie Le clausole predisposte unilateralmente da una delle Parti e che siano suscettibili di alterare l’equilibrio del contratto a pregiudizio del consumatore o che violino il principio di buona fede devono essere oggetto di trattativa, pena la loro non vincolatività per il consumatore. Si presume che non siano stati oggetto di specifica trattativa i contratti conclusi mediante sottoscrizione di moduli o formulari. In caso di contestazione concernente la vessatorietà di un termine contrattuale, l’onere della prova grava sul venditore, in linea con la previsione di cui alla Direttiva UE 93/13. La legge contiene, particolari disposizioni regolanti l’eCommerce. A causa dell’espansione del trend globale al commercio elettronico, sono stati introdotti nuovi strumenti di supporto dell’eCommerce. In particolare, la Legge 4077 ha ampliato la definizione di “beni” fino a comprendervi i prodotti elettronici, ed ha esteso la portata delle norme a protezione del consumatore ai contratti di vendita a distanza (conclusi per il tramite di strumenti elettronici). 48 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tutela del Consumatore Comunicazione Commerciale L’art. 16 della Legge 4077 del 1995 (modificato dalla legge 4822 del 2003) definisce la comunicazione commerciale. Esso stabilisce che la pubblicità commerciale e le relative notizie devono essere corrette e devono attenersi alle norme e ai principi adottati dal Board of Advertisement, al buon costume, all’ordine pubblico e non possono ledere diritti soggettivi. Out Of Court Dispute Settlement L’art. 22, che è stato aggiunto alla Legge 4077 del 1995 dalla Legge di modifica n. 4822 del 2003, stabilisce che il Ministro dell’Industria e del Commercio debba istituire almeno un comitato arbitrale nei centri di ciascuna provincia e distretto per dirimere le dispute che coinvolgono consumatori e che sono inerenti l’applicazione della Legge per la Protezione dei Consumatori. Attualmente vi sono 931 Comitati Arbitrali per i problemi dei consumatori, 81 dei quali istituiti nelle province e 850 nei distretti. La legge 4822 rende obbligatorio il ricorso alla procedura arbitrale dinnanzi al Comitato per le controversie al di sotto di un determinato valore (per il 2010, < 938 TRY - approssimativamente 420 Euro). Il lodo del Comitato diviene definitivo a seguito del riesame della Consumer Court. Per le controversie di valore superiore a 938 TRY, il lodo può essere fatto valere come prova dinanzi alla Consumer Court. 49 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Sicurezza dei Prodotti Dall’aprile del 2004, quando il Sottosegretariato per il Commercio ha enunciato il recepimento delle 23 direttive EU, il sistema dei controlli all’importazione previsto dalle “Technical Regulations and Standardization for Foreign Trade” è stato modificato. I prodotti che sono certificati in conformità alle direttive UE e che possono circolare liberamente nell’Unione Europea non sono soggette alle procedure di ispezioni nel momento dell’importazione. Le restrizioni alle importazioni rimangono, comunque, per quanto concerne i prodotti agricoli ed agro-alimentari e quelli, lato sensu, sanitari (quali le montature degli occhiali, cosmetici e detergenti) o che, comunque, necessitano di certificati sanitari. Al riguardo, i problemi risiedono, oltre che nella indeterminatezza delle certificazioni richieste, nel fatto che i Ministeri dell’Agricoltura e della Sanità richiedono talvolta documenti pubblici per casi in cui in Italia è prevista la sola autocertificazione fornita dall’interessato. Tutti i prodotti sul mercato (importati o meno) sono comunque soggetti alle attività di sorveglianza da parte delle autorità pubbliche competenti ai fini di individuare i prodotti a rischio che devono essere ritirati dal mercato. 50 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Sicurezza dei Prodotti Gli Stati membri (anche la Turchia che ha recepito le direttive) devono presumere che i prodotti muniti di marcatura CE siano conformi a tutte le disposizioni delle direttive applicabili che ne prevedono l'apposizione. Non possono, pertanto, vietare, limitare o impedire l'immissione nel mercato e la messa in servizio sul loro territorio di prodotti che recano la marcatura CE, a meno che le disposizioni in materia di marcatura CE non siano state applicate impropriamente. L’Accordo doganale tra la Turchia e l’UE del 1996 prevede espressamente la libera circolazione dei prodotti industriali e dei prodotti agricoli trasformati, sia per le merci prodotte dalle due parti così come per quelle provenienti da paesi terzi, a condizione che: siano in libera pratica (abbiano cioè assolto il pagamento dei diritti doganali e delle tasse eventualmente esigibili al momento dell’esportazione) e siano accompagnate dal Certificato di circolazione ATR (che ne attesta l’origine comunitaria o comunque l’origine preferenziale). 51 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Investimenti Diretti La legge sugli investimenti diretti del 5 giugno 2003, n. 4875 definisce come investimento straniero diretto: i. la costituzione da parte di un investitore straniero di una nuova società o di una filiale (branch) di una società straniera; ii. l’acquisizione di quote/azioni di una società costituita in Turchia (di qualsiasi percentuale, se acquistata al di fuori della borsa valori, o del 10% o più, di azioni o di diritto di voto, della società, se acquistata tramite la borsa valori). iii. l’importazione di capitali in particolare sotto forma di moneta convertibile acquistata o venduta dalla Banca Centrale di Turchia; iv. l’importazione di beni mobiliari delle società (ad esclusione delle obbligazioni di stato), di macchinari ed attrezzature, di diritti di proprietà intellettuale e industriale, v. le acquisizioni locali effettuate tramite profitti reinvestiti o tramite crediti relazionati a investimenti di natura finanziaria. Nella nozione di investitori stranieri rientrano: i. Persone fisiche di nazionalità straniera e cittadini turchi residenti all’estero, ii. persone fisiche di nazionalità turca, ma residente all’estero, iii. persone giuridiche soggette al diritto estero, iv. organizzazioni internazionali cittadini stranieri che effettuano investimenti diretti stranieri in Turchia. 52 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Legge sugli investimenti diretti Le caratteristiche più importanti della legge sugli investimenti diretti sono le seguenti: Tutte le procedure di verifiche (screening) e di approvazione richieste per la costituzione di nuove società e il trasferimento di quote/azioni sono state abolite. Gli investitori stranieri non sono più tenuti a ottenere la preventiva autorizzazione per le predette operazioni, salvo per alcuni settori specificamente elencati. Le condizioni prescritte per la costituzione delle società e per il trasferimento di quote/azioni sono le medesime previste per gli investitori locali. La preventiva approvazione richiesta per l’espletamento da parte degli investitori stranieri di alcune transazioni sono state abolite. Ora le procedure sono le medesime previste per gli investitori locali. Il requisito minimo di capitale richiesto per gli investitori stranieri, i.e. 50.000,00 $, è stato abolito. Gli investitori stranieri sono autorizzati a costituire tutte le forme di partnership commerciali. Nel regime precedente, gli investitori stranieri erano autorizzati unicamente a costituire una società per azioni o una società a responsabilità limitata. 53 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Legge sugli investimenti diretti Secondo la legge sugli investimenti diretti del 2003, le società di capitale straniero costituite in Turchia avevano gli stessi diritti degli investitori locali per l’acquisto di beni immobili nel 2008 però la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della disposizione della legge sugli investimenti che prevedeva tale diritto; la nuova disciplina in materia di acquisto di immobili da parte di stranieri è ora contenuta nella Legge no: 5782 sulla “Riforma nella Legge sui Titoli Immobiliari” *Legge no: 5782+ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n: 26937del 15.7.2008. La nuova legge ha mirato a migliorare la situazione delle persone straniere fisiche e giuridiche che non potevano esercitare il loro diritto di acquistare immobili in modo efficace a causa della decisione della Corte Costituzionale. La legge dispone che la quantità degli immobili che possono essere acquistati dai cittadini stranieri nelle città e nelle province non possono superare il 10% delle zone dei piani regolatori e piani urbanistici attuativi. Per quanto riguarda le persone giuridiche, il nuovo regolamento contiene alcune limitazioni, in quanto il diritto di acquistare beni immobili è concesso alle società che hanno una personalità giuridica. I consorzi, pertanto, non possono beneficare di questo diritto. Le società di capitale straniero possono assumere personale straniero, salva la necessità di ottenere dal Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale il rilascio dei permessi di lavoro. Gli investitori stranieri hanno il diritto di costituire qualunque tipo di società disciplinato dal Codice del Commercio turco, i.e. ditte individuali, partnership commerciali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in nome collettivo, società in accomandita) e cooperative. 54 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Tipologie di investimenti diretti stranieri Gli investimenti diretti stranieri vengono normalmente effettuati attraverso la costituzione di: Uffici di rappresentanza (Liason Offices); Filiali (Branch Offices); Società di capitali Società a responsabilità limitata (Limited Şirket); Società per azioni (Anonim Şirket); Joint Venture societarie con partner turchi; Acquisizioni (totali o parziali) di società turche. 55 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Uffici di Rappresentanza (Liaison Offices) Gli uffici di rappresentanza sono un tipo speciale di uffici la cui attività principale consiste nel condurre ricerche di mercato e studi di fattibilità, raccogliere opportunità di investimento all’interno del mercato turco per conto delle proprie sede centrali. Sono previsti e disciplinati dalla Legge n. 4875 del 5 giugno 2003 (legge sugli investimenti esteri diretti), oltre che dal Regolamento di attuazione n. 25205 del 20 agosto 2003. Agli uffici di rappresentanza non è concesso svolgere attività commerciali. Per l’apertura degli uffici di rappresentanza (Liason Offices) la legge ha mantenuto il requisito del rilascio della preventiva autorizzazione della Direzione Generale degli Investimenti Esteri (DGIE) sezione del Sottosegretariato di Stato al Tesoro. L’autorizzazione ha una durata di 3 anni (rinnovabile). Gli uffici di rappresentanza non possono generare profitti ma devono limitarsi ad attività di promozione/rappresentanza della casa-madre. Tutte le spese devono essere interamente coperte dalla casa-madre la quale dovrà trasferire in Turchia la valuta straniera necessaria per le operazioni. Gli uffici di rappresentanza hanno l’obbligo di registrarsi e presentare, annualmente, la lista delle spese sostenute (dando prova della necessaria copertura finanziaria dall’estero). 56 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Filiali (Branch Offices) Anche le filiali sono previste e regolamentate dalla Legge n. 4875 del 5 giugno 2003. Ogni società registrata in un Paese estero ha diritto di svolgere attività commerciali in Turchia attraverso una filiale. Non sono richiesti capitali minimi da versare, né requisiti per il fondo di riserva legale. Ogni filiale deve essere registrata presso la competente Camera di Commercio dopo l’ autorizzazione della Direzione Generale del Commercio, istituita presso il Ministero dell’Industria e del Commercio. La filiale non ha né una propria personalità giuridica distinta da quella della società madre né autonomia patrimoniale, essendo la sua funzione quella di rappresentare la casa-madre. La responsabilità per le attività della filiale ricadono, pertanto, sulla casa-madre. La filiale è tenuta a tenere le scritture contabili relativamente alle operazioni svolte in Turchia. La società madre deve designare un rappresentante legale (branch manager), che possieda le competenze professionali necessarie e abbia residenza in Turchia. La filiale viene tassata in Turchia relativamente ai redditi prodotti sul territorio turco e viene applicata una ritenuta sui profitti che vengono trasferiti alla casa-madre. L’apertura di una filiale comporta le stesse difficoltà dell’apertura di una società di capitali turca, senza peraltro offrirne i vantaggi (di separazione dei patrimoni e di conseguente limitazione di responsabilità). 57 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Società di capitali La disciplina delle società di capitali è contenuta nel Codice del Commercio turco del 1956 (TCC). Il TCC è stato oggetto di una sostanziale riforma, votata all’adeguamento al diritto Europeo e, soprattutto, agli sviluppi nel diritto tedesco e svizzero da cui deriva. Il nuovo TCC (New TCC) è stato approvato con dal Parlamento il 12.01.2011, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 14.02.2011 ed entrerà in vigore l’1.07.2012, salvo per alcune prescrizioni la cui entrata in vigore è differita al 2013. Il New TCC è composto da 6 capitoli principali che disciplinano rispettivamente: Diritto delle Imprese, Diritto delle Società, Diritto delle Garanzie, Diritto del Trasporto, Diritto Commerciale Marittimo e Diritto delle Assicurazioni. In Turchia la legislazione relativa al Codice del Commercio viene applicata anche alle joint venture societarie. Sostanziali modifiche coinvolgono la disciplina delle società per azioni e delle società a responsabilità limitata. 58 Le società a responsabilità limitata (Limitet Şirket) Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Fonte normativa TCC New TCC Durata Massimo 99 anni. Non è prevista alcuna limitazione di durata. La Limitet Şirket può essere costituita anche a tempo indeterminato. Soci Minimo 2 – massimo 50 (persone fisiche o giuridiche anche straniere) Minimo 1- massimo 50 (persone fisiche o giuridiche anche straniere) Il venir meno della pluralità dei soci non costituirà più causa di scioglimento della società. Capitale sociale Minimo 5.000 TRY (2.250 Euro ca.) in quote del valore nominale di minimo 25 TRY (11 Euro c.a.) o multipli. di cui: a. 25% da versare entro 3 mesi dalla registrazione presso il Registro Commerciale, b. 75% da versare entro 3 anni dalla registrazione. Le medesime prescrizioni per il versamento del capitale iniziale si applicano in caso di aumento successivo del capitale sociale. Minimo 10.000 TRY (4.450 Euro ca.) in quote del valore nominale di minimo 25 TRY (11 Euro c.a.) o multipli da versare interamente alla costituzione. Allo stesso modo, gli aumenti di capitale successivo devono essere immediatamente e integralmente liberati. Responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali - In generale, la responsabilità dei soci deve intendersi limitata al capitale sottoscritto. - Eccezione: in base alla legge 6183, la responsabilità personale dei soci si estende alle obbligazioni sociali assunte nei confronti di pubbliche amministrazioni (p.e., per debiti erariali, previdenziali etc.). Attività autorizzate Tutte tranne: banche, assicurazioni, istituzioni finanziarie, società di leasing/factoring e cambia valute 59 Le società a responsabilità limitata (Limitet Şirket) Governance Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Assemblea Generale dei Soci In caso di soci in numero ≤ 20, l’assemblea può tenersi mediante consultazione scritta, senza previa In caso di soci in numero > 20, vd. Anonim Şirket Quroum: le deliberazioni sono approvate con tanti voti favorevoli che rappresentano almeno il 50%+1 del capitale sociale (1 quota=1 voto). Maggioranze qualificate sono previste per le seguenti ipotesi: Liquidazione della società e trasferimento delle quote sociali: voto favorevole di ¾ dei soci, che rappresentano almeno ¾ del capitale sociale. Modifica dello Statuto: voto favorevole di tanti soci che rappresentano almeno 2/3 del capitale sociale. Altri e superiori quorum possono essere richiesti in base allo Statuto. Assemblea Generale dei Soci In generale trova applicazione la disciplina delle Anonim Şirket. Quroum: le deliberazioni sono approvate con tanti voti favorevoli che rappresentano almeno il 50%+1 del capitale sociale rappresentato in assemblea. Maggioranze qualificate: devono essere approvate con la doppia maggioranza dei 2/3 delle quote rappresentate in assemblea e del 50%+1 del capitale sociale, le deliberazioni riguardanti: -Modifica dell’oggetto sociale e/o della sede sociale; -Assegnazione di diritti speciali di voto a determinate quote; - Limitazioni del trasferimento delle quote; -Aumento del capitale; -Promovimento di un’azione giudiziaria volta alla esclusione di un socio; -Approvazione di un’operazione di un socio/amministratore in (potenziale) conflitto di interessi con la società; -Liquidazione della società. Managers/Board of Managers In numero minimo 1, anche non soci. Nessuna limitazione prevista per amministratori stranieri. Salvo diversa previsione dello Statuto, i soci costituiscono il Board of Managers e sono collettivamente autorizzati a rappresentare la società verso i terzi. Managers/Board of Managers In numero minimo 1, anche non soci. Il socio-persona giuridica può rivestire la funzione di manager solo attraverso una persona fisica nominata a rappresentarlo. La rappresentanza della società deve essere necessariamente conferita almeno a: -Un manager con domicilio in Turchia (il dettato codicistico non fa espresso riferimento alla nazionalità) -- un socio. In caso di pluralità di managers: - un manager deve essere nominato quale Chairman del Managers’ Board, il quale disporrà di voto dirimente nel Board of Managers; -L e deliberazioni del Board sono assunte a maggioranza. Auditors Salvo diversa previsione statutaria, la nomina di 1 auditor è prevista per legge solo nel caso in cui il numero di soci sia > 20. Auditors La nomina di 1 auditor giurato indipendente (di nazionalità turca) è prevista sempre come obbligatoria. 60 Le società per azioni (Anonim Şirket) Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Fonte normativa TCC New TCC Durata Non è previsto un limite di durata, che può essere tuttavia stabilito in sede statutaria. Azionisti Minimo 5 (persone fisiche o giuridiche, anche straniere) Capitale sociale Minimo 50.000 TRY (22.400 Euro ca.). di cui: a. 25% da versare entro 3 mesi dalla registrazione presso il Registro Commerciale, b. 75% da versare entro 3 anni dalla registrazione. Le medesime prescrizioni per il versamento del capitale iniziale si applicano in caso di aumento successivo del capitale sociale. Il sovrapprezzo delle azioni deve essere versato all’atto della registrazione. Azioni con valore nominale minimo di 1 kuruş (1/100 di 1 TRY) o multipli. NB: ogni azione deve conferire almeno un voto. Responsabilità degli azionisti Limitata al conferimento del capitale. Attività autorizzate Tutte. Per i seguenti settori serve però una speciale autorizzazione: banche, assicurazioni, istituzioni finanziarie, società di leasing/factoring e cambia valute. Specifici obblighi pubblicitari (anche sul web) sono imposti alle Anonim Şirket. Minimo 1 (persona fisica o giuridica, anche straniere) 61 Le società per azioni (Anonim Şirket) Governance Assemblea degli Azionisti In sede di assemblea, è prescritta la presenza obbligatoria di un rappresentante del Ministero dell’industria e del Commercio. Quorum costitutivo: presenza di tanti soci che rappresentano almeno il 25% del capitale sociale; in seconda convocazione, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum costitutivo. Quorum deliberativo: 50%+1 delle azioni rappresentate in assemblea. Maggioranze qualificate sono previste nelle seguenti ipotesi: -Modifica della nazionalità della società e ampliamento delle obbligazioni dei soci richiedono una deliberazione unanime dei soci. -Liquidazione della società, modifica dell’oggetto sociale ovvero del tipo di società richiedono un quorum costitutivo di min. 2/3 del capitale (1/2 in seconda convocazione) e un quorum deliberativo del 50%+1 dei voti. - Altre modifiche statutarie (incluso l’aumento di capitale sociale) richiedono un quorum costitutivo di ½ del capitale sociale (1/3 in seconda convocazione) e un quorum deliberativo del 50%+1 dei voti. Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Assemblea degli Azionisti In sede di assemblea, la presenza di un rappresentante del Ministero dell’industria e del Commercio sarà obbligatoria soltanto per specifiche ipotesi indicate da un provvedimento ministeriale di prossima emanazione. Forme di regolamentazione interna della Assemblea generale degli azionisti saranno redatte dal Board of Directors, approvate dall’assemblea e registrate. Quorum costitutivo: presenza di tanti soci che rappresentano almeno il 25% del capitale sociale; in seconda convocazione, non è previsto il raggiungimento di alcun quorum costitutivo. Quorum deliberativo: 50%+1 delle azioni rappresentate in assemblea. Maggioranze qualificate sono previste nelle seguenti ipotesi: • Modifica della nazionalità della società e ampliamento delle obbligazioni dei soci richiedono una deliberazione unanime dei soci. • Liquidazione della società, modifica dell’oggetto sociale; creazione di azioni privilegiate, riduzione del capitale sociale, limitazioni al trasferimento delle azioni richiedono un doppio quorum costitutivo e deliberativo del 75% del capitale sociale. • Fusione della società: la relativa delibera è approvata con la maggioranza dei ¾ dei voti presenti favorevoli, sempre che i soci presenti rappresentino la maggioranza del capitale; • Modifica del tipo societario: doppio quorum, costitutivo pari ai 2/3 del capitale sociale; deliberativo pari a 2/3 dei presenti. Altre modifiche statutarie (incluso l’aumento di capitale sociale) richiedono un quorum costitutivo di ½ del capitale sociale (1/3 in seconda convocazione) e un quorum deliberativo del 50%+1 dei voti. 62 Le società per azioni (Anonim Şirket) Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Board of Directors Minimo 3 directors, anche stranieri, nominati tra i soci. Le deliberazioni del Board richiedono un quorum costitutivo della metà +1 dei directors e sono approvate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, salvo diverse superiori maggioranze richieste dallo Statuto. Board of Directors Minimo 1 director, anche non socio. Anche nel caso di organo plurale, almeno un director con potere di rappresentanza deve essere di nazionalità turca e domiciliato in Turchia. Nel caso di organo plurale, almeno ¼ del Board deve essere costituito da persone fisiche con titolo di laurea. Le deliberazioni del Board richiedono un quorum costitutivo della metà +1 dei directors e sono approvate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti, salvo diverse superiori maggioranze richieste dallo Statuto. Auditors Min.1-Max.5 di cui più della metà deve essere di nazionalità turca. È prevista la nomina di min. 1 auditor giurato indipendente (di nazionalità turca). 63 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali La responsabilità delle società Essa è disciplinata dalla legge n. 5237 del 2005. La legge ha introdotto per la prima volta il concetto di responsabilità penale delle società. Ha previsto l’applicazione di misure di sicurezza non solo alle persone fisiche, ma alle persone giuridiche i cui rappresentanti legali abbiano commesso uno dei reati previsti dalla legge stessa o che abbiano comunque beneficato della commissione, da parte di terzi, dei reati medesimi. La misure di sicurezza applicabili sono le seguenti: i. la revoca del permesso o della licenza concessa da un ente pubblico; ii. il sequestro dei beni utilizzati per la commissione del reato o che costituiscano il risultato del reato stesso; iii. il sequestro dei proventi del reato. In relazione alle gare pubbliche, la legge elenca tassativamente i casi che possono essere considerati reati di turbata libertà degli incanti, prevedendo per la commissione degli stessi la pena della reclusione da 5 a 12 anni. 64 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Joint Ventures La joint venture è uno strumento assai diffuso, soprattutto a livello internazionale, per la facilità con cui consente alle imprese di affrontare progetti e iniziative in mercati nuovi o di legarsi a partner stranieri. La joint venture consente, infatti, di regolare e dar stabilità a relazioni economiche destinate a durare nel tempo con un meccanismo contrattuale diverso dal solito contratto di distribuzione, agenzia o vendita. In via preliminare, è bene ricordare che la prassi ha dato vita a due distinte fattispecie di joint venture: (i) quelle societarie o Incorporated Joint Ventures (società di persone o capitali costituite secondo le norme di un determinato ordinamento giuridico); (ii) quelle contrattuali o Contractual Joint Ventures (accordi fra imprenditori che non danno direttamente vita a entità nuove). Ulteriormente e sulla base dell’elemento funzionale, si distingue tra: (i) joint ventures strumentali, caratterizzate dall’essere costituite per l’esecuzione di contratti complessi da stipulare con terzi e di cui un esempio è costituito dalle associazioni temporanee di imprese previste dalla nostra legislazione in materia di appalti pubblici, e (ii) joint ventures operative, il cui fine è l’esercizio congiunto di un’attività imprenditoriale in un settore economico di interesse comune dei co-venturers. 65 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Joint Ventures Anche in Turchia 2 o più persone (fisiche o giuridiche) possono costituire una joint venture allo scopo di coordinare i loro sforzi commerciali verso un obbiettivo unico. Le norme del Codice delle Obbligazioni e del Codice del Commercio si applicano anche alle JV. Caratteristiche: Le joint ventures si presentano come una figura giuridica atipica e non hanno personalità giuridica autonoma. Essi hanno lo status di società di persone (nelle quali i soci rispondono illimitatamente delle obbligazioni della società). Per avere responsabilità limitata le joint ventures dovranno costituirsi come società di capitali. Consigli per la costituzione di una Joint Venture: Determinare con esattezza l'oggetto della collaborazione, avendo cura di indicare quali sono i rispettivi impegni. Le relazioni contrattuali devono essere viste nel loro profilo dinamico, per cui il contratto dovrà indicare le modalità con cui vanno assunte le decisioni, le regole da adottarsi in casi di profitti o perdite e la possibilità di entrata di nuovi soggetti. Ove si preveda che la joint venture compia autonomamente operazioni, quali vendita o acquisto di beni o servizi, partecipazione a gare di appalto, sarà necessario fissare le regole per la rappresentanza verso l'esterno. Prevedere un efficiente sistema di gestione del contenzioso, intendendo come tale non solo le liti vere e proprie, ma anche ogni dissidio che dovesse insorgere fra i contraenti, ad esempio con il ricorso a terzi nel caso in cui la disputa sia limitata a valutazioni strettamente economiche. 66 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Acquisizione di partecipazioni in società turche (cenni) In generale, non si segnalano restrizioni alle partecipazioni straniere, salvo che nei settori delle telecomunicazioni, dell’aviazione e dei trasporti marittimi, specificamente disciplinati. Il settore dell’M&A è regolato principalmente da: • Law on the Protection of Competition, n. 4054/1994 di recente modificata dalla Legge n. 5728 del gennaio 2008 (Competition Law) che contempla specifiche procedure di supervisione sulla concentrazione di partecipazioni potenzialmente lesive della concorrenza; • Capital Market Law n. 2499/2007. I principali organi deputati alla vigilanza sono: • Banking Regulation and Supervision Agency o “BRSA” per il settore bancario; • Competition Board; • Capital Markets Board . 67 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Libertà d’impresa in Turchia Costituire una società a responsabilità limitata in Turchia richiede, mediamente, 15 giorni, una volta che la documentazione necessaria è stata predisposta in Italia. La libertà d’impresa è complessivamente ben protetta a livello legislativo. Per avviare un'attività in Turchia, la procedura può riassumersi nei seguenti punti: Presentazione dello Statuto vidimato da un notaio. Deposito dello 0,04 % del capitale sociale al conto dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (RK, Rekabet Kurumu) presso una banca statale o presso la Banca Centrale della Repubblica di Turchia. Compilazione del modulo di costituzione della società e registrazione presso il registro delle imprese. Il Direttorato Generale per gli Investimenti Esteri è l’ente a cui rivolgersi allo scopo di avere un ausilio ed assistenza in tutte le procedure per l’apertura di un’impresa in Turchia (uno dei suoi compiti e anche quello di mettere in contatto investitori stranieri e locali). Rappresentanti del Direttorato Generale per gli Investimenti Esteri operano in gran parte presso le ambasciate turche e possono essere contattati facilmente. 68 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Aspetti Fiscali Il sistema fiscale turco si basa sul principio dell’imposizione diretta e per gli investitori stranieri le principali tasse previste sono: l’imposta sul reddito (income tax) che varia dal 15% al 35% la tassa societaria (corporate income tax) del 20% sul profitto lordo, per società e persone giuridiche le trattenute su alcuni pagamenti all’estero (affitti, consulenze, royalties) che varia dal 10% al 20% a seconda dei servizi l’IVA di norma del 18% che per alcuni beni (cibi secchi, cotone, grano) può scendere fino al 1% la trattenuta sui dividendi (withholding tax) che varia in base agli accordi bilaterali tra paesi. Secondo l’accordo bilaterale Italia-Turchia, la trattenuta non può superare il 15% I profitti vengono tassati con la withholding tax solo nel caso vengano distribuiti, ad eccezione dei dividendi pagati agli azionisti residenti in Turchia 69 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Aspetti Fiscali Sono previsti due regimi a seconda della residenza del soggetto: il regime della tassazione piena (full tax liability) e il regime della tassazione limitata (limited tax liability). (i) il regime della tassazione piena (full tax liability) Le persone fisiche e le persone giuridiche con sede legale o commerciale in Turchia sono tenute al versamento della tassa sul reddito ovunque esso sia prodotto. (ii) regime della tassazione limitata (limited tax liability). Qualora le persone fisiche e le persone giuridiche non risiedano o non abbiano sede legale o commerciale in Turchia, esse vengono tassate solo per il reddito prodotto nel Paese. Per essere considerata residente in Turchia, la persona deve risiedere nello Stato per più di sei mesi nell’arco di un periodo di imposta. Lo straniero che trascorre in Turchia un periodo continuativo inferiore a sei mesi durante un anno e la cui dimora abituale non si trova in Turchia, o che, sebbene rimanga in Turchia per più di sei mesi, è venuto per uno specifico e temporaneo affare (es. uomo d’affari, esperto, corrispondente stampa o TV) è considerato non residente e tassato soltanto sui redditi conseguiti dal suo lavoro in Turchia. 70 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Aspetti fiscali Imposta sul reddito delle persone fisiche (2011) (L’imposta, come avviene in Italia, viene calcolata per scaglioni progressivi. L’anno fiscale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno) Reddito annuo Aliquota calcolato in TRY (1 TRY = 0.4478 Euro) 0-8.800 15% 8.801 – 22.000 20% 22.001-50.000 27% 50.001 e più 35% 71 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Aspetti fiscali Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare mensilmente la ritenuta dal salario dovuto al lavoratore dipendente. Un lavoratore autonomo, invece, deve effettuare con cadenza trimestrale dei pagamenti in acconto che saranno scomputati in sede di dichiarazione annuale. In caso di inizio di nuova attività tali pagamenti saranno calcolati in base alle previsioni del lavoratore autonomo. L’aliquota ordinaria alla quale deve essere commisurato il pagamento è del 15 per cento sui profitti netti. 72 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Aspetti fiscali Imposta sul reddito delle persone giuridiche Sono soggetti all’imposta: le società di capitali, le cooperative, gli enti pubblici economici, gli enti commerciali posseduti da associazioni e fondazioni e le joint ventures. Come detto, in Turchia l'aliquota fiscale dell'imposta sul reddito delle società è pari al 20%. Vengono inoltre applicate le seguenti trattenute fiscali sui redditi delle società residenti: I dividendi sono soggetti a un'aliquota del 15%. Gli interessi sui certificati e sulle obbligazioni del Tesoro riscossi da società residenti sono soggetti a un'aliquota del 0%. Gli interessi su altri certificati e obbligazioni riscossi da società residenti sono soggetti a un'aliquota del 0%, mentre il prelievo sugli interessi generati dai depositi bancari è pari al 15%. Gli utili per azione versati da banche di partecipazione sulla base di conti di partecipazione sono soggetti a un'aliquota del 15%. Gli accordi di riacquisto sono soggetti a un'aliquota del 15%. Qualora una società avente sede legale o commerciale all’estero svolga la propria attività in Turchia attraverso branches e le joint ventures queste saranno soggette a tassazione solo per il reddito generato in Turchia. Vengono applicate le seguenti trattenute fiscali sui redditi delle società non residenti: I dividendi sono soggetti a un'aliquota del 15%. Gli interessi sui certificati e sulle obbligazioni del Tesoro riscossi da società non residenti sono soggetti a un'aliquota dello 0%. Gli interessi su altri certificati e obbligazioni riscossi da società non residenti sono soggetti a un'aliquota dello 0%, mentre il prelievo sugli interessi generati dai depositi bancari è pari al 15%. Gli utili per azione versati da banche di partecipazione sulla base di conti di partecipazione sono soggetti a un'aliquota del 15%. Gli accordi di riacquisto sono soggetti a un'aliquota del 15%. 73 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Incentivi agli Investimenti Lo schema degli incentivi previsti per gli investimenti è stato emendato nel 2006 allo scopo di incoraggiare gli investimenti nel settore della produzione, dei servizi, dell’energia e delle esportazioni. Il regime generale degli incentivi è, principalmente, un programma di benefici fiscali con alcune possibilità di finanziamenti. Gli incentivi forniti alle piccole e medie imprese prevedono anche opportunità di sostegno finanziario rivolto agli investimenti ed all’operatività. Gli investitori stranieri e locali hanno uguale accesso ai suddetti incentivi. Il regime generale degli incentivi è applicato in base alla ubicazione, alle dimensioni ed all’oggetto degli investimenti. Le zone speciali di investimento sono 3: le zone franche (FTZ), le zone per lo sviluppo tecnologico (TDZ) e le zone industriali organizzate (OIZ). 74 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Incentivi agli Investimenti In linea con lo scopo di sanare le disparità regionali, il Consiglio dei Ministri turco ha definito 50 aree urbane come regioni aventi priorità per lo sviluppo. In queste regioni sono previsti: fornitura gratuita di terreno, esenzioni dalle imposte sul reddito, aiuti per il pagamento dei premi assicurativi sociali, sostegno energetico e per gli interessi. Per potersi qualificare per gli incentivi le imprese devono: investire almeno 200.000 TRY (ca. 106.000,00 Euro) nelle aree qualificate a sviluppo prioritario o 400.000 TRY (ca. 212.000,00 Euro) nelle altre regioni; ottenere il Certificato degli incentivi dal Direttorato Generale per gli Investimenti Esteri, istituto presso il Sottosegretariato al Tesoro. 75 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Incentivi agli Investimenti I maggiori strumenti degli incentivi: (i) Esenzione da imposte doganali e gravami fiscali. Per i progetti approvati dal Tesoro, l’importazione dei macchinari e degli equipaggiamenti previsti dalla lista in allegato al certificato degli incentivi è esente dalle imposte doganali. (ii) Esenzione IVA per i macchinari e gli equipaggiamenti importati o acquistati localmente. L’importazione e l’acquisto in loco dei macchinari e degli equipaggiamenti contenuti nelle liste allegate al certificato d’investimento sono esenti da IVA. (iii) Sostegno sugli interessi. Fornito per qualsiasi tipo di investimento da effettuarsi nelle regioni aventi priorità di sviluppo e per gli investimenti di piccole e medie imprese, ricerca e sviluppo e di carattere ambientale in tutta la Turchia. Il Tesoro provvede a coprire 5 punti percentuali degli interessi dei crediti in Lira turca e 2 punti percentuali per i crediti in valuta. Il limite massimo per il sostegno sugli interessi per gli investimenti da effettuarsi nelle regioni prioritarie è di 1.000.000 TRY (circa 530.000,00 Euro). 76 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di libero scambio (FTZ) 77 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di libero scambio (FTZ) Le zone Franche (Free Trade Zones – FTZ), create a norma della legge 3218 del 6 giugno 1985, esistono allo scopo di incoraggiare gli investimenti esteri, l’importazione di tecnologia e di capitali. In Turchia vi sono 20 FTZ che operano in prossimità dei mercati UE e del Medio Oriente; sono adiacenti ai maggiori porti turchi situati sul Mediterraneo, Egeo e Mar Nero, dai quali le navi hanno facile accesso alle rotte commerciali internazionali. Le FTZ sono orientate alla produzione di prodotti destinati all’esportazione. Con le loro infrastrutture avanzate ed i bassi costi degli affitti e di vendita, le zone franche turche rivestono la funzione di centri chiave nell’investimento. Le FTZ sono considerate come zone franche ai fini delle dogane: Le merci di origine Turca o dell’UE poiché non subiscono un cambiamento per quanto riguarda il loro statuto di libera circolazione non sono soggette al dazio doganale nel loro ingresso in Turchia oppure nelle zone franche. Inoltre non è dovuto il dazio doganale per le merci di origine di un terzo paese nel loro ingresso nelle zone franche e né al loro invio ad un altro paese diverso dalla Turchia e dai paesi facenti parti alla CE. Però per le merci di origine di un terzo paese, non avente statuto di libera circolazione, che vengono spedite in Turchia oppure in UE si applica un dazio doganale sul tasso indicato nella tariffa doganale comune. 78 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di libero scambio (FTZ) I beni possono stazionare nelle zone franche senza limiti di tempo e i ricavi provenienti dalle zone franche possono essere liberamente trasferiti in qualsiasi Paese, inclusa la Turchia, senza necessità di permessi. Le imprese che operano nelle FTZ hanno l’obbligo di registrazione presso l’autorità che gestisce la FTZ e sono soggette ai controlli della medesima autorità nonché degli ispettori doganali. Le imprese hanno un obbligo di inventario relativamente alla loro produzione. Nel caso in cui, dai controlli effettuati dagli ispettori doganali, dovesse emergere che mancano dei prodotti, per questi ultimi dovrà essere versata la relativa tassa d’importazione. Per poter operare nelle FTZ le imprese devono ottenere la licenza da parte del Sottosegretariato del Ministero del Commercio Estero. La richiesta della licenza, così come tutti gli altri permessi, va effettuata direttamente all’autorità che gestisce la FTZ, riducendo, in tal modo, il carico burocratico. La concessione della licenza non è automatica. Viene data priorità ai progetti che possano dare un contributo al miglioramento delle esportazioni, dei conti pubblici, della tecnologia e in grado di assumere manodopera locale senza entrare in concorrenza con imprese turche già attive nel settore dell’esportazione. La licenza può essere rilasciata anche per 99 anni. 79 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di libero scambio (FTZ) La normativa fiscale delle FTZ è stata, nel 2004, modificata allo scopo di favorire il processo di integrazione della Turchia con l’Unione Europea. I vantaggi offerti dalle FTZ sono i seguenti: Esenzione integrale dai dazi doganali e da altre imposizioni diverse. Esenzione integrale dall’imposta sulle imprese per società di produzione. Esenzione integrale dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) e sulla speciale imposta sui consumi. Esenzione integrale dall’imposta sul reddito dei dipendenti (per aziende che esportano almeno l’85% del valore FOB dei beni prodotti nelle zone franche). Le merci possono sostare indefinitamente nelle zone franche. Le società sono libere di trasferire gli utili dalle zone franche all’estero come pure alla Turchia senza essere soggette ad alcuna restrizione. 80 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di libero scambio (FTZ) In Turchia nelle zone franche il più importante dei vantaggi e sovvenzioni procurati alle società operanti nelle stesse era quello di esenzione da tutte le tasse e imposte come quelle di IVA turca ( KDV), tassa sul reddito di persone giuridiche e di quelle fisiche relative alle loro attività all’interno delle stesse zone franche. Con le modifiche riportate all’articolo 6 della Legge 3218 del 6 giugno 1985, le società costituite nelle zone franche e quelle che hanno ottenuto la licenza per condurre le loro attività nelle stesse zone oppure i soggetti costituiti in altre regioni della Turchia e che hanno aperto una filiale nelle zone franche, a partire dal 06.02.2004 sono diventati soggetti al pagamento delle tasse sui redditi ottenuti nelle zone franche. Dal punto di vista della tassazione del reddito di persone giuridiche e quelle fisiche, dal 2004 in poi i soggetti che si trovano nelle zone franche non sono trattati diversamente da quelli che operano al di fuori delle zone franche. All’interno delle FTZ si applica il diritto del lavoro turco, senza eccezioni. 81 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone di sviluppo tecnologico (TDZ) La legge regolatrice delle TDZ è la n. 4691 del 2001. Le TDZ sono aree designate per sostenere le attività di ricerca e sviluppo e attirare investimenti in campi a elevato contenuto tecnologico. Esistono 39 zone dedicate a progetti per lo sviluppo tecnologico (Technology Development Zone - TDZ) di cui 27 operative (tra le altre, 6 ad Ankara, 5 a Istanbul e 3 a Kocaeli ) e 12 approvate e attualmente in costruzione. Le imprese che investono nelle TDZ hanno la possibilità di ottenere: esenzione fino al 31 dicembre 2013 dal prelievo dell’imposta sul reddito e dell’imposta sulle imprese per gli utili derivanti da attività software e di ricerca e sviluppo; dall’IVA sulla vendita di applicazioni software prodotte esclusivamente nelle TDZ; da qualsiasi imposizione fiscale sulle retribuzioni di ricercatori e dipendenti impegnati nel comparto software o nelle attività di ricerca e sviluppo. Le TDZ sono amministrate da un operatore con il quale l’investitore straniero si rapporta per i contatti necessari allo sviluppo dell’investimento ed alla concessione degli incentivi. 82 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Zone industriali organizzate (OIZ) Le Zone Industriali Organizzate (OIZ, Organized Industrial Zones) sono zone appositamente studiate per consentire alle aziende operare in un ambiente adeguato all’investitore con infrastrutture e infrastrutture sociali pronte per l’uso: sono 263 distribuite in 80 province, 148 delle quali sono attualmente operative, mentre le restanti 115 sono in corso di realizzazione su tutto il territorio nazionale turco. Le infrastrutture offerte in queste zone includono strade, acqua, gas naturale, elettricità, comunicazioni, smaltimento dei rifiuti e altri servizi. Gli specifici vantaggi offerti dalle OIZ sono i seguenti: Esenzione IVA per le acquisizioni di terreni; Esenzione dall’imposta sugli immobili per cinque anni a partire dalla conclusione della costruzione dello stabilimento; Costi ridotti per acqua, gas naturale e telecomunicazioni; Nessuna tassa per l’unificazione e/o la separazione di lotti ( che corrisponde a circa allo 0,54 % del costo complessivo); Esenzione dall’imposta comunale per la costruzione e l’utilizzo dello stabilimento; Esenzione dall’imposta comunale sui rifiuti solidi se la OIZ non beneficia dei servizi comunali. 83 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritto del lavoro Le principali leggi che regolano i rapporti di lavoro in Turchia sono le seguenti: Legge sul lavoro n. 4857 del 2003: la legge in commento riforma il diritto del lavoro turco adeguandolo agli standard imposti dalle organizzazioni internazionali (ILO e Unione Europea); Legge sulle Trade Unions n. 2821 del 2003; Legge sui visti di lavoro per lavoratori stranieri n. 4817 del 2003: per finalità diverse dal turismo, il visto rimane obbligatorio (nel corso del 2011, le autorità turche intendono limitare la permanenza per motivi turistici nel Paese a 90 giorni nell’arco di 6 mesi). La procedura per il rilascio del visto per lavoro richiede, mediamente, 2-3 mesi. Legge sul lavoro marittimo n. 854 del 1967; Legge sul lavoro degli addetti alla stampa n. 5953 del 1971. I contratti possono essere a tempo determinato o indeterminato. È previsto il lavoro part-time: il limite dell’orario di lavoro in questo caso è di 20 ore settimanali. È anche prevista la possibilità di costituire rapporti di “lavoro su richiesta”. La “prova” è consentita, ma per un periodo che non potrà, comunque, superare i 2 mesi. 84 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritto del lavoro Il costo del lavoro in Turchia, è generalmente piuttosto basso ed il mercato offre una vasta scelta di lavoratori anche specializzati. Si segnalano si seguito i dati relativi al costo del lavoro, messi a disposizione dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica di Turchia, aggiornati alla seconda metà del 2010: 85 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritto del lavoro Condizioni di lavoro: gli emolumenti non possono essere inferiori ad un minimo stabilito annualmente dal governo; l’orario di lavoro è di 45 ore alla settimana che possono essere liberamente strutturate salvo l’obbligo di non superare le 11 ore giornaliere; se l’orario massimo di lavoro di 45 ore viene superato il lavoratore avrà diritto a ricevere uno straordinario pari al 150% rispetto alla retribuzione ordinaria. Non si possono superare le 270 ore di lavoro straordinario all’anno; dopo il primo anno il lavoratore ha diritto a ferie annuali (oltre ai normali giorni festivi) di 14-26 giorni (l’ammontare dipende dalla durata del rapporto di lavoro); le donne hanno diritto ad un periodo di maternità di 16 settimane (8 prima del parto e 8 dopo) e, su richiesta della lavoratrice ma senza ricevere alcun emolumento, per ulteriori 6 mesi dopo il parto. gli invalidi ed ex detenuti hanno diritto a quote d’assunzione in imprese che impiegano più di 50 lavoratori. 86 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Diritto del lavoro Cessazione del rapporto Salvo il ricorrere di una giusta causa (grave negligenza, frode, forza maggiore) che dà titolo al recesso senza preavviso, i contratti • a tempo determinato cessano alla scadenza del termine alla data stabilita nel contratto di lavoro; • a tempo indeterminato, possono cessare per recesso. In particolare, il datore di lavoro può legittimamente recedere dal contratto, licenziando il lavoratore, in presenza di un giustificato motivo (per rapporti di lavoro superiori ai 6 mesi). In ogni caso, il recesso sia da parte del lavoratore sia da parte del datore di lavoro, è subordinato a un preavviso minimo che non dovrà essere inferiore a: • 2 settimane (quando il periodo di impiego è 0-6 mesi); • 4 settimane (quando il periodo di impiego è 6-18 mesi); • 6 settimane (quando il periodo di impiego è18-36 mesi); • 8 settimane (quando il periodo di impiego è di oltre 36 mesi); Una indennità di fine rapporto è dovuta ai dipendenti il cui rapporto di lavoro è cessato a causa del pensionamento o per ragioni diverse dalle dimissioni o dalla cattiva condotta. L’ammontare di tale indennità è calcolato sulla base della retribuzione mensile lorda per gli anni di anzianità prestati. Si segnala, tuttavia, che la retribuzione mensile per ogni anno di anzianità non deve eccedere un limite fissato per legge e modificato con cadenza semestrale. Per la prima metà del 2011, limite è di 2.623,23 lire turche. È possibile stabilire che il pagamento dell'indennità superi il limite sopra indicato qualora esistano precise disposizioni nel contratto di lavoro. Il pagamento è dovuto dalla data del pensionamento o dell'abbandono. 87 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali L’ordinamento giudiziario turco La Turchia è una paese di diritto civile e, stante la sua forte laicità, il sistema giuridico non è influenzato in alcun modo dalla sharia (la legge islamica). Il moderno sistema giudiziario civile della Turchia è segnato dalle innovazioni introdotte durante la presidenza di Ataturk: nel 1926 venne istituito il sistema legislativo continentale, che prendeva spunto dal Codice Napoleonico; per il codice civile furono adottate norme provenienti dalla Svizzera, per il codice amministrativo dalla Francia, per il codice penale dall’Italia e per il codice commerciale della Germania. Oggi il sistema giudiziale è diviso in: civile, penale e amministrativo. L’organo supremo è rappresentato dalla Corte di Cassazione per i casi penali e civili e dal Consiglio di Stato per i casi fiscali e amministrativi. Il potere giuridico è esercitato da corti separate ed indipendenti 88 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali L’ordinamento giudiziario turco Con riferimento alla giustizia civile le corti principali sono: Corte Costituzionale (Anayasa Mahkemesi): la sua funzione è quella di esaminare la costituzionalità delle leggi. E’ composta da 11 giudici. Corte di Cassazione (Yargýtay): dal 1924 è la corte di seconda e ultima istanza cui possono essere devolute le decisioni emesse dai tribunali di primo grado per il relativo giudizio di legittimità. Le decisioni della Yargýtay hanno una notevole influenza sulle corte inferiori. È in discussione il progetto di reintrodurre un sistema giudiziario strutturato, come quello italiano, su tre livelli di giudizio, già in adozione in Turchia fino al 1924, quando le corti d’appello furono soppresse per garantire una maggiore celerità dei processi. Corti di primo grado: possono essere costituite da Giudici di Pace (Sulh Mahkemeleri) che giudicano tutte le cause di valore inferiore a € 300,00 e quelle ad esse assegnate dal codice di procedura civile e Corti di Prima Istanza (Asliye Hukuk Mahkemeleri) che hanno una giurisdizione generale sulle cause di primo grado con eccezione delle materie assegnate ai Giudici di Pace (solitamente le cause di valore inferiore o meno importanti sono giudicate dai Giudici di Pace). La Corte dei Conti (Sayistay) è l’organo giudiziale supremo responsabile per il controllo sulla corretta gestione delle risorse pubbliche e sul rispetto degli equilibri finanziari complessivi. Ha, inoltre, funzioni giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica e svolge importanti amministrativi e consultivi. Il Consiglio di Stato (Danistay) è l’organo d’appello della giurisdizione amministrativa/regola i conflitti tra Stato e individui. 89 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali ADR e arbitrato in Turchia GIUDICE ORDINARIO ARBITRATO Tempi lunghi. Maggiore rapidità e riservatezza del lodo. G.O. tende a prediligere la parte connazionale. Maggiore neutralità dell’organo arbitrale. Esistenza di Trattato per il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze straniere. Esistenza di Convenzione per il riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri. Procedimento rigido. Procedimento più flessibile maggiore competenza tecnica degli arbitri. Costi ridotti. Costi elevati. 90 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali ADR e arbitrato in Turchia Gli investitori stranieri in Turchia hanno a disposizione differenti modalità di risoluzione alternativa delle controversie (ADR): (i) procedure arbitrali internazionali che hanno luogo fuori dalla Turchia: procedura di ricorso alI’International Court of Arbitration dell’ICC (International Chamber of Commerce); arbitrato regolato dal Uncitral Model Law on International Commercial Arbitration; ICSID (Centro Internazionale per il Regolamento delle controversie relative agli investimenti), istituito con la Convenzione di Washington del 1965, svolge funzioni di conciliatore o di arbitro nelle dispute relative ad investimenti fra Stati e investitori privati esteri in applicazione di trattati bilaterali (BIT) esistenti tra i Paesi interessati. N.B. In materia di arbitrato internazionale si ricorda che la Turchia aderisce alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958 sul Riconoscimento e l'esecuzione dei lodi arbitrali stranieri. 91 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali ADR e arbitrato in Turchia ii) procedure arbitrali che si svolgono in Turchia: ICOC (Istanbul Chamber of Commerce) arbitration: la Camera di Commercio di Istanbul ha operato in veste di arbitro istituzionale dal 1980; tuttavia, la scarsa popolarità di tale procedura si deve al fatto che essa può operare laddove almeno una delle Parti sia membro della ICOC, ovvero dell’Istanbul Commodity Exchange o dell’Istanbul and Amrmara Chamber of Shipping; procedura retta dalla IAL (International Arbitration Law), legge nazionale approvata dal Parlamento turco nel giugno 2001 che si richiama per molti aspetti all’Uncitral Model Law, ma che offre, rispetto a quest’ultima, numerosi vantaggi: l’esecuzione del lodo arbitrale in Turchia non richiede un’azione giudiziale; il lodo è suscettibile di impugnazione solo nella forma della domanda di annullamento del lodo stesso per i motivi tassativamente indicati dalla IAL; le Parti, in base ad una norma che riflette la disciplina della Swiss International Arbitration Law, possono rinunciare alla domanda di annullamento del lodo, rendendolo così immediatamente esecutivo; Istanbul rules (ancora in fase di bozza): disciplina arbitrale redatta dall’ICOCAC (Istanbul Chamber of Commerce Arbitration Centre), ispirata all’Uncitral Model Law, ma non subordinata – diversamente dall’ICOC arbitration, a vincoli di appartenenza alla stessa camera di commercio o a qualsivoglia altra organizzazione commerciale. 92 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Prospettive di investimento e scenario macroeconomico Prospettive di investimento si segnalano nel settore eolico e dell’energia nucleare civile oltre che nei settore bancario e finanziario; nel settore dei trasporti: • il pacchetto di privatizzazioni per il 2011 dovrebbe includere la società di traghetti di Istanbul, la Galatport, la rete autostradale ed i due ponti sul Bosforo; • è prevista la ristrutturazione delle Ferrovie statali turche (TCDD), con la separazione della gestione del trasporto ferroviario da quella delle infrastrutture, e l’apertura del settore alla competizione, in linea con i principi comunitari. Gli stanziamenti a favore del settore ferroviario, aumentati negli ultimi dieci anni di ben quaranta volte, prevedono per il 2011 l’allocazione di 3,1 miliardi di Lire turche (più di 1,5 miliardi di Euro) per investimenti nel trasporto ferroviario, manutenzione e trasporto marittimo. 93 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Prospettive di investimento e scenario macroeconomico In base all’attuale scenario macroeconomico, i maggiori rischi per l’investimento riguardano la possibile svalutazione della lira turca nei confronti dell’Euro (cfr. grafico che segue, recante l’andamento TRY/EUR). 94 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Via Francesco Rismondo, 2/E I-35131 Padova Tel. +39 049 8046911 Fax +39 0498046920 [email protected] Avv. Eugenio Bettella [email protected] 95 Avvocati, Dottori Commercialisti e Revisori Legali Rödl & Partner è stato fondato a Norimberga nel 1977 dal Dr. Bernd Rödl ed oggi è il più grande studio interdisciplinare di origine tedesca capace di riunire in un'unica struttura internazionale di circa 3.000 collaboratori, le competenze di avvocati, dottori commercialisti, revisori contabili e consulenti del lavoro. Rödl & Partner, attualmente presente con 22 uffici in Germania e 83 filiali in 37 paesi del mondo, è in grado di offrire una consulenza professionale qualificata in tutte le principali lingue. L’internazionalizzazione dell’attività, iniziata alla fine degli anni ’80, si è sviluppata sulla base di una profonda e diretta conoscenza delle realtà economiche e giuridiche locali, requisito fondamentale per il successo di uno studio internazionale. Oltre che nei principali paesi europei, Rödl & Partner è presente negli Stati Uniti d’America, in Brasile, in sud Africa, in Medio ed Estremo Oriente. Largo G. Donegani, 2 20121 Milano Tel.: +39-02-6328841 Fax: +39-02-63288420 [email protected] Via E. Rismondo, 2/E 35131 Padova Tel.: +39-049-8046911 Fax: +39-049-8046920 [email protected] Piazza di Santa Anastasia, 7 00186 Roma Tel.: +39-06-96701270 Fax: +39-06-3223394 [email protected] Piazza Walther-von-der-Vogelweide, 8 39100 Bolzano Tel.: +39-0471-1943200 Fax: +39-0471-1943220 [email protected] www.roedl.com/it 96