Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto.
0 luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
 Periodo di transizione
 Crisi e prove
 Inizio della monarchia
 Rapporto con il re Saul e il re Davide
Chiamata
3,1:
“La Parola del Signore era rara in quei giorni,
le visioni non erano frequenti”
3,20ss:
“ Il Signore si mostrò altre volte a Samuele …
e la Parola di Samuele giunse
come Parola del Signore”.
Monarchia
Si radunarono allora tutti gli anziani di Israele e
andarono da Samuele a Rama.
Gli dissero: Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non
ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un
re che ci governi, come avviene per tutti i
popoli.
Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta
perché avevano detto: Dacci un re che ci
governi.
Perciò Samuele pregò il Signore.
Il Signore rispose a Samuele:
Ascolta la voce del popolo per quanto ti hanno
detto, perché costoro non hanno rigettato te, ma
hanno rigettato me,
perché Io non regni più su di essi.
Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti
uscire dall’Egitto fino ad oggi, abbandonando me
per seguire altri dei, così intendono fare a te.
Ascolta pure la loro richiesta, però annunzia loro
chiaramente le pretese del re che regnerà su di
loro.
Samuele riferì tutte le parole del Signore al popolo che gli aveva chiesto
un re. Disse loro:
Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri
figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti
al suo cocchio, li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li
costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad
apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri.
Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e
fornaie. Si farà consegnare anche i vostri campi, le vostre vigne, i
vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. Sulle vostre
sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi
consiglieri e ai suoi ministri. Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i
vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori.
Metterà la decima sui vostri greggi e VOI STESSI DIVENTERETE SUOI
SCHIAVI. Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere,
ma il Signore non vi ascolterà.
Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di
ascoltare la sua voce, ma gridò:
No, ci sia un re su di noi.
Saremo anche noi come tutti i popoli;
il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa
e combatterà le nostre battaglie.
Samuele ascoltò tutti i discorsi del popolo e li riferì
all’orecchio del Signore.
Rispose il Signore a Samuele:
Ascoltali; regni pure un re su di loro.
“Quando sarai entrato nel paese che il Signore tuo Dio sta per darti e ne avrai
preso possesso e l’abiterai, se dirai: Voglio costituire sopra di me un re come
tutte le nazioni che mi stanno intorno, dovrai costituire sopra di te come re
colui che il Signore tuo Dio avrà scelto. Costituirai sopra di te come re uno dei
tuoi fratelli; non potrai costituire sopra di te uno straniero che non sia tuo
fratello.
Ma egli non dovrà procurarsi un gran numero (moltiplicare) di cavalli né far
tornare il popolo in Egitto per procurarsi gran numero di cavalli, perché il
Signore vi ha detto: Non tornerete più indietro per quella via! Non dovrà avere
un gran numero di mogli, perché il suo cuore non si smarrisca; neppure abbia
grande quantità di argento e d’oro.
Quando si insedierà sul trono regale, scriverà per suo uso in un libro una copia di
questa legge secondo l’esemplare dei sacerdoti leviti. La terrà presso di sé e la
leggerà tutti i giorni della sua vita, per imparare a temere il Signore suo Dio, a
osservare tutte le parole di questa legge e tutti questi statuti, perché il suo
cuore non si insuperbisca verso i suoi fratelli ed egli non si allontani da questi
comandi, né a destra né a sinistra, e prolunghi così i giorni del suo regno, lui e i
suoi figli, in mezzo a Israele”.
Ascoltare
“Se temerete il Signore,
se lo servirete
e ascolterete la sua voce e
non sarete ribelli alla
parola del Signore,
voi e il re che regna su di voi
vivrete con il Signore vostro
Dio.
Se invece non ascolterete la
voce del Signore e sarete
ribelli alla sua Parola, la
mano del Signore peserà su
di voi, come pesò sui vostri
padri.”
A) “SE temerete il Signore,
lo servirete e ascolterete la sua voce
B) e non sarete ribelli
alla Parola del Signore
C) vivrete con il Signore vostro Dio
SE
A’) se invece non ascolterete
la voce del Signore
B’) e sarete ribelli alla sua Parola
C’) la mano del Signore peserà su di voi”.
Non ascolto
“Perché dunque NON HAI ASCOLTATO LA VOCE DEL
SIGNORE e ti sei attaccato al bottino e hai fatto male agli
occhi del Signore?…
Il Signore forse gradisce gli olocausti e i sacrifici
come obbedire alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
essere docili è più grande del grasso degli arieti.
Poiché peccato di divinazione è la ribellione,
e iniquità l’insubordinazione.
Perché HAI RIGETTATO LA PAROLA DEL SIGNORE,
Egli ti ha rigettato come re”.
 Chiedo a Dio di parlarmi?
 Mi considero servo di Dio?
 Chi è il mio re? Quali sono le mie sicurezze?
 Quanto mi spaventa non essere “come gli altri”?
 Come vivo il rapporto tra culto e ascolto
/obbedienza della Parola?
 Mi ribello alla Parola di Dio?
Esultate in Dio, nostra forza, acclamate il Dio di Giacobbe!
Intonate il canto e suonate il tamburello, la cetra melodiosa con l’arpa.
Suonate il corno nel novilunio, nel plenilunio, nostro giorno di festa.
Questo è un decreto per Israele, un giudizio del Dio di Giacobbe,
una testimonianza data a Giuseppe,quando usciva dal paese d’Egitto.
Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla, le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia e io ti ho liberato;
nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio: contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi!
Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto:
apri la tua bocca, la voglio riempire.
Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce,
Israele non mi ha obbedito:
l’ho abbandonato alla durezza del suo cuore.
Seguano pure i loro progetti!
Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici
e contro i suoi avversari volgerei la mia mano;
quelli che odiano il Signore gli sarebbero sottomessi
e la loro sorte sarebbe segnata per sempre.
Lo nutrirei con fiore di frumento, lo sazierei con miele dalla roccia».
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Samuele - Sulla tua parola