IL SISTEMA DI GESTIONE DELLA
SICUREZZA
CONTESTO DI RIFERIMENTO
Viene approvato il Decreto Legislativo 9 aprile
2008 n. 81 che integra e completa la sequenza logica
delle normative precedenti venendo a configurare
nel 2008
UN SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE
 GLOBALE
 ORGANIZZATO
 PROGRAMMATO
 INFORMATO
 PARTECIPATO
TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Attuazione
dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
CONTESTO DI RIFERIMENTO
D.Lgs. 81/08
L’art. 30 individua le caratteristiche dei modelli di organizzazione e gestione
che l’azienda può adottare e che le permetterebbero di non incorrere nella
responsabilità amministrativa delle persone giuridiche,delle società e delle
associazioni anche prive di personalità giuridica.
Tale modello di organizzazione e di gestione è stato introdotto per assicurare
un sistema aziendale che adempia agli obblighi giuridici relativi a:
- rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge;
- valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure;
- attività di natura organizzativa;
- attività di sorveglianza sanitaria;
-informazione e formazione;
-vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni;
-documentazioni e certificazioni;
-verifiche periodiche.
CONTESTO DI RIFERIMENTO
D.Lgs. 81/08
Il modello di organizzazione e di gestione deve prevedere idonei sistemi
di registrazione, un’articolazione di funzioni che assicuri le competenze
tecniche e un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato
rispetto delle misure.
Nel caso vi siano violazioni significative delle norme, o in occasione di
mutamenti in relazione al progresso scientifico e tecnologico, il modello
deve essere modificato o riesaminato.
Modelli di organizzazione aziendale conformi ai requisiti sono quelli
conformi alle linee guida UNI-INAIL-ISPESL 2001 o al British Standard
OHSAS 18001:2007
Il Sistema di gestione della Sicurezza (SGS) definisce
le modalità per individuare, all'interno della
struttura organizzativa aziendale, le responsabilità,
le procedure, i processi e le risorse per la
realizzazione della politica aziendale di prevenzione,
nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti,
IN MODO DA RENDERLE PIÙ EFFICIENTI E PIÙ
INTEGRATE NELLE OPERAZIONI AZIENDALI
GENERALI.
Vantaggi strategici che si possono ottenere
da un SGS :
• Miglioramento nella gestione dei propri
processi primari e di supporto e quindi
delle risorse di cui dispone
• Coinvolgimento attivo e continuo dei
soggetti in un percorso di miglioramento
delle performance individuali ed aziendali
Vantaggi strategici che si possono ottenere
da un SGS :
• Monitoraggio, ed eventuale riduzione ove
necessaria, dei costi della non sicurezza
(infortuni, incidenti, non conformità in
generale)
• Miglioramento dell’immagine nei confronti
dell’utenza esterna, quale struttura in grado di
operare in qualità in termini di risk
management dal punto di vista del paziente e
dell’operatore
Vantaggi strategici che si possono ottenere
da un SGS :
• Sinergie di metodo e di risultato
per l’ottenimento
dell’accreditamento regionale ai
sensi della L.R. 22/02, visti i
numerosi punti di
interconnessione esistenti tra i
requisiti richiesti dalla suddetta
legge e quelli previsti dai
riferimenti nazionali ed
internazionali per il SGS
Vantaggi strategici che si possono ottenere
da un SGS :
• Confronto positivo con l’organo di vigilanza
e gli enti di controllo
• Accesso alla possibilità di ottenere la riduzione
del premio assicurativo introdotta nel 2000
dall’INAIL in aggiunta alla oscillazione del tasso
per andamento infortunistico.
Le Strutture Sanitarie hanno dei motivi in più
rispetto alle altre Aziende, in particolare:
Usano denaro pubblico
Sono le più grosse
Aziende del territorio
Lavorano per la salute
dell’uomo
Le Strutture Sanitarie hanno dei motivi in più
rispetto alle altre Aziende, in particolare:
Sono Strutture complesse
Attivando un SGS possono dare
al Sistema Sicurezza una garanzia
di continuità nel tempo
(referente, Audit interni/esterni)
Fasi del SGS
POLITICA
RIESAME E
MIGLIORAMENTO
ESAME INIZIALE
PIANIFICAZIONE E
ORGANIZZAZIONE
MONITORAGGIO
SENSIBILIZZAZIONE
Politica della Sicurezza
Il Datore di lavoro definisce una politica che includa:
 una dichiarazione di principio sulla volontà di
tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori
 la
definizione
all’organizzazione
degli
obiettivi
appropriati
 la garanzia di disponibilità dei mezzi necessari
 la predisposizione di un controllo sull'efficacia
sistema e sul ricorso a misure migliorative
del
Organizzazione e pianificazione
Le competenze e le responsabilità di
Dirigenti, Preposti e Lavoratori devono
essere definite chiaramente e rese note
all'interno dell'azienda.
Devono essere identificati e nominati: RSPP,
MC, RLS.
Definire RUOLO le RESPONSABILITÀ di
ciascuno e INFORMARLO
è la premessa perché ciascuno
possa svolgere la propria “parte”
nel Sistema Sicurezza.
Organizzazione e pianificazione
Devono essere predisposti programmi per la
realizzazione della politica della sicurezza e il
raggiungimento degli obiettivi prefissati,
stabilendo tempi, risorse e indicatori.
Il tutto deve essere documentato in modo
formale.
Sensibilizzazione
L’impegno ed il coinvolgimento di tutte le
funzioni aziendali, ed in particolare dei
livelli principali dell’organizzazione, sono
determinanti per raggiungere gli obiettivi
pianificati.
Monitoraggio
Con una periodicità definita, figure incaricate
provvederanno a predisporre:
• la raccolta dei dati
• l’analisi degli indicatori
per la verifica della struttura, dell'efficacia e dei
risultati del Sistema di Gestione della Sicurezza.
Riesame e miglioramento
Argomenti tipici del riesame sono:

statistiche infortuni

rapporti sulla identificazione dei pericoli e sulla
valutazione e controllo dei rischi

rapporti sulle emergenze (reali o simulate)

risultati dei monitoraggi interni

azioni correttive intraprese

rapporti sulla efficacia del Sistema di Gestione della
Sicurezza
Sulla base dei quali vengono
revisionate:
- Politica per la salute e la
sicurezza
- Obiettivi
- Programmi d’intervento
MIGLIORAMENTO
CONTINUO
La REGIONE VENETO
DGRV 2133 del 10 Luglio 2007
con la
ha promosso
l’implementazione del Gestione della Sicurezza
attraverso l’applicazione del modello SGS
conforme alle linee guida ISPESL-UNI-INAIL
adattato alla realtà sanitaria
Confronto modello SGS ISPESL-UNI-INAIL con
OHSAS 18001:2007
Norma
OHSAS
18000: 2007
Modello
regionale
SGS UNIINAIL
I DUE MODELLI RISULTANO CONGRUENTI
Gruppo di lavoro
Sistema di Gestione della Sicurezza:
Coordinamento dei
Responsabili dei Servizi
di Prevenzione e
Protezione
Gruppo
SGS
Coordinamento
dei Rappresentanti
dei Lavoratori per
la Sicurezza
(RLS)
Coordinamento
dei Medici
Competenti
(MC)
Gruppo di lavoro
Sistema di Gestione della Sicurezza:
ULSS 4
ULSS 6
I partecipanti al Gruppo
di Lavoro SGS
provenivano da :
ULSS 8
ULSS 15
ULSS 19
ULSS 22
Gruppo di lavoro
Sistema di Gestione della Sicurezza:
Il Gruppo di Lavoro Regionale ha predisposto
PROCEDURE ORGANIZZATIVE e TECNICHE per
il controllo e monitoraggio delle MACROAREE
CRITICHE
Documenti del Sistema di
Gestione della Sicurezza
Manuale
Procedure,
istruzioni
operative
Piani, programmi,
disposizioni,
modulistica, etc.
Descrive le modalità e i criteri di
funzionamento del SGS
Descrivono le attività necessarie
per dare attuazione a specifici
elementi del SGS
Definiscono come
applicare i criteri alle
specifiche situazioni
Il modello di implementazione del SGS, redatto dal
gruppo di lavoro e conforme alle Linee Guida ISPESL –
UNI – INAIL, comprende:
PROCEDURE GESTIONALI (PG)
• PG 01 “Struttura e organizzazione del Sistema di Gestione della
Sicurezza”
• PG 02 “Flussi comunicativi, formativi e relazionali”
• PG 03 “Gestione della documentazione”
• PG 04 “Controlli e verifiche del sistema”
• PG 05 “Riesame e miglioramento del sistema”
• PG 06 “Sorveglianza sanitaria e inserimento del personale in
mansioni a rischio”
• PG 07 “Gestione infortuni, non conformità, incidenti e
comportamenti pericolosi”
PROCEDURE TECNICHE (PT)
• PT 01 “Valutazione dei Rischi”
• PT 02 “Gestione DPI”
• PT 03 “Gestione sostanze chimiche”
• PT 04 “Manutenzione delle attrezzature e dei veicoli”
• PT 05 “Gestione appalti”
• PT 06 “Gestione Emergenze”
MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA
Definire gli strumenti per l’organizzazione di un Sistema di Gestione
della Salute e Sicurezza in Azienda;
Individuare le figure, i ruoli, le responsabilità;
Portare a conoscenza e coinvolgere tutte le funzioni aziendali
nell’adozione del Sistema.
Competenze aziendali coinvolte nel SGS, RSPP, Datore di
Lavoro, Dirigenti, Preposti
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
FLUSSI COMUNICATIVI FORMATIVI RELAZIONALI
Implementare la comunicazione interna in materia di Sicurezza sul
Lavoro con l’obiettivo di rendere partecipi tutti i lavoratori a seconda
del ruolo nel SGS;
Migliorare la comunicazione esterna in materia di Salute e Sicurezza
sul Lavoro verso utenti, fornitori e collaboratori;
Fornire criteri per la programmazione della formazione ed
informazione dei lavoratori.
Direttore Generale, RSPP, Medico Competente, Lavoratori,
Preposti, RLS
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
GESTIONE DELLA DOCUMENTAZIONE
Portare a conoscenza di Dirigenti, Preposti e Lavoratori le modalità di
accesso e di gestione della documentazione inerente la Sicurezza e la
Salute in Azienda;
Individuare le modalità per l’aggiornamento legislativo in materia di
Sicurezza e Salute sul Lavoro.
Direttore Generale, Responsabile del Sistema, Dirigenti,
Preposti, RSPP, Medico Competente, RLS, Consulenti esterni
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
CONTROLLI E VERIFICHE DEL SISTEMA
Fornire le indicazioni in merito ai controlli e alle verifiche del Sistema
di Gestione della Sicurezza attraverso attività di monitoraggio e di
audit.
Responsabile del Sistema, Auditor, RSPP, Medico Competente,
RLS
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
RIESAME E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA
Fornire le indicazioni in merito alla Gestione del Riesame e del
Miglioramento del Sistema di Gestione della Sicurezza.
Direttore Generale in collaborazione con RSPP, Medico
Competente, RLS e altre figure aziendali coinvolte
nell’attuazione della Sicurezza
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
SORVEGLIANZA SANITARIA E INSERIMENTO DEL
PERSONALE IN MANSIONI A RISCHIO
Avviare all’attività lavorativa soggetti di cui sia stata definita l’idoneità
alla mansione e aggiornare la mappa del personale esposto a rischio,
facilitando l’organizzazione delle visite periodiche;
Garantire la Salute e la Sicurezza delle donne in gravidanza e dei
lavoratori appartenenti a categoria protette.
Medico Competente, Medico Autorizzato, Servizio Gestione
Risorse Umane, Servizio Infermieristico, RSPP, Dirigente
dell’U.O., Dirigenza Medica, Archivio Generale
PROCEDURE ORGANIZZATIVE
GESTIONE INFORTUNI, NON CONFORMITA’, INCIDENTI E
COMPORTAMENTI PERICOLOSI
Definire le modalità per la Gestione di Infortuni, Incidenti e
Comportamenti Pericolosi, allo scopo di attuare azioni preventive e
correttive finalizzate ad annullare o ridurre al minimo la probabilità
che gli stessi si ripetano;
Definire le modalità con cui si gestiscono le azioni correttive e
preventive attuate per eliminare le cause effettive o potenziali di
rischio;
Distribuire le competenze tra le singole U.O. coinvolte ed uniformare
le prassi operative tra le strutture sanitarie aziendali, sia ospedaliere
che territoriali.
Lavoratore, Medico del P.S., Servizio Gestione Risorse Umane,
RSPP, Responsabile U.O., Medico Competente, Preposto U.O.
PROCEDURE TECNICA
VALUTAZIONE RISCHI
Fornire le linee guida operative per redigere e aggiornare il
Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) in sintonia con il Sistema di
Gestione della Sicurezza negli ambienti di lavoro, adottato
dall’Ulss/Azienda Ospedaliera.
Direttore Generale, RSPP, Medico Competente, RLS
PROCEDURE TECNICA
GESTIONE DPI
Definire le modalità per la scelta e l’acquisto, la distribuzione e
l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI).
RSPP, Servizio Approvvigionamenti, Farmacia, Dirigenza
Medica Ospedaliera, Dirigenti, Preposti
PROCEDURE TECNICA
REGISTRAZIONE DEGLI AGENTI CHIMICI
Stabilire le modalità di controllo dell’introduzione e della presenza
degli agenti chimici pericolosi;
Individuare e aggiornare correttamente la presenza in azienda di agenti
chimici pericolosi;
Effettuare le valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di agenti
chimici pericolosi;
Attivare interventi idonei di Sorveglianza Sanitaria, in relazione a
prodotti pericolosi e cancerogeni.
Dirigente, Preposto, RSPP, Medico Competente, Servizio
Farmacia, Servizio Approvvigionamenti
PROCEDURE TECNICA
MANUTENZIONE DELLE ATTREZZATURE E
DEI VEICOLI
Definire le modalità per la pianificazione, lo svolgimento e la
registrazione delle Attività di Manutenzione delle attrezzature e dei
veicoli utilizzati dagli operatori dell’Azienda o di proprietà
dell’ULSS/Azienda Ospedaliera.
Responsabile struttura, Responsabile dell'U.O. cui
appartengono i lavoratori che effettuano le manutenzioni,
Squadra di manutenzione, Referente U.O.
PROCEDURE TECNICA
GESTIONE APPALTI
Garantire lo scambio di informazioni tra appaltante ed appaltatore al
fine di informare le ditte, imprese o lavoratori autonomi, che vengano
ad operare all’interno di strutture dell’azienda sui rischi specifici dei
luoghi di lavoro e di essere documentati sulle iniziative intraprese dalla
ditta appaltatrice, a tutela della Salute e Sicurezza degli Operatori
Interni, dei Degenti e dei Lavoratori.
Datore di Lavoro, Committente, RSPP, Responsabile dei
Lavori, Appaltatore, Impresa esecutrice, Dipartimento
Tecnico Logistico
PROCEDURE TECNICA
GESTIONE EMERGENZE
Fornire indicazioni affinché:
Vengano individuate le Emergenze e Valutati i Rischi;
Siano stesi i Piani di Emergenza;
Siano designati, nelle diverse strutture, i lavoratori incaricati di
Prevenzione e Lotta agli Incendi, Evacuazione, Pronto Soccorso.
Direttore Generale, RSPP, Dipartimento Tecnico Logistico, Ufficio
Formazione, Personale 118, VV.F, Ufficio Infermieristico, Servizio
Farmacia, Responsabile di Struttura U.O.
• Organizzazione del Sistema
• Formazione/Informazione
• Valutazione dei Rischi
• Gestione Infortuni e Non Conformità
• Gestione Appalti
• Manutenzioni
• Gestione DPI
Le Procedure
sono utili per
monitorare le
Macroaree
critiche
Ad ogni
Macroarea
vengono
associate più
Procedure
LEGAME PROCEDURE MACROAREE
PROCEDURE E MACROPROCESSI
Formazione ed
informazione
PG 01
PG 02
PG 03
PG 06
X
X
X
X
PG 07
PT 01
PT 02
PT 03
PT 04
X
X
Gestione infortuni
e NC
X
Gestione Appalti
X
X
X
Manutenzione
ordinaria
X
X
X
Organizzazione e
Riesame del
Sistema
Valutazione Rischi
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
PT 06
X
Gestione DPI
X
PT 05
X
X
X
X
X
X
X
SPERIMENTAZIONE DEL SGS PRESSO LE AZIENDE
SANITARIE DEL VENETO
ULSS 2
Le ULSS/Aziende che hanno
aderito alla FASE DI
SPERIMENTAZIONE
e che
hanno portato a termine il
percorso di
implementazione sono:
ULSS 9
ULSS 14
ULSS 20
ULSS 21
ULSS 22
A.O. Verona
1. Individuazione Referente del Sistema
Richiesta di individuazione
del Referente del Sistema
da parte delle singole Aziende Sperimentanti
2. Incontro di presentazione del Modello
Regionale di SGS
Incontro
presso ciascuna ULSS/Azienda
aderente alla sperimentazione
PRESENTAZIONE del modello, delle procedure
e della check list iniziale
2. Incontro di presentazione del Modello
Regionale di SGS
UNITA’OPERATIVE COINVOLTE NELL’IMPLEMENTAZIONE DEL
SISTEMA DI GESTIONE DELLA SICUREZZA
SERVIZIO TECNICO
DIRIGENZA MEDICA
OSPEDALIERA
SORVEGLIANZA
SANITARIA
DIRIGENZA AMMINISTRATIVA
OSPEDALIERA
SERVIZIO ACQUISTI
SERVIZIO GESTIONE
RISORSE UMANE
SERVIZIO
INFERMIERISTICO
SERVIZIO FORMAZIONE
AZIENDALE
SERVIZIO QUALITA’
FARMACIA
INGEGNERIA CLINICA
RLS
3. Definizione del livello di partenza
Compilazione ed analisi della
CHECK LIST INTEGRATA
SGS – L.R. 22/02 da parte delle Aziende/ULSS
sperimentanti
Definizione del
LIVELLO DI PARTENZA
di ogni Aziende/ULSS
ESEMPIO DI CHECK-LIST
PG02 “Flussi comunicativi, formativi e relazionali”
Domande
Risposte
L’ULSS/Azienda Ospedaliera si è dotata di un Programma annuale
per la Formazione (Piano Formativo) comprendente argomenti di
salute e sicurezza sul lavoro?
□ SI □ NO
Il Programma di Formazione viene portato all’attenzione di tutti i
partecipanti alla Riunione periodica?
□ SI □ NO
Gli interventi formativi sono effettuati al momento
dell’assunzione, al cambio mansione, in occasione dei
cambiamenti organizzativi (sostanze e preparati pericolosi,
attrezzature, tecnologie, macchinari) e comunque
periodicamente?
□ SI □ NO
Ogni ULSS/Azienda Ospedaliera ha adottato un “Registro
Presenze” per la registrazione della attività formative realizzate?
□ SI □ NO
Vengono coinvolti gli RLS nelle attività relative alla sicurezza
(formazione, sopralluoghi a richiesta, ...)?
□ SI □ NO
Sono previsti incontri periodici (diversi dalla riunione ex art. 11)
tra RSPP, MC e Direttore Generale relativamente a relazioni di
sopralluogo, aggiornamenti della valutazione dei rischi e piano di
attuazione degli interventi?
□ SI □ NO
4. Stesura del Piano di Miglioramento
Valutazione condivisa della Check List
sulla base delle criticità emerse
Pianificazione di obiettivi e azioni per ogni
ULSS/Azienda sottoposta ad analisi iniziale e stesura del
PIANO DI MIGLIORAMENTO
PIANO DI MIGLIORAMENTO
Ogni singola azienda implementa un
“PIANO DI MIGLIORAMENTO”
Ad ogni risposta negativa delle domande della
check list iniziale deve corrispondere un AZIONE
MIGLIORATIVA
5. Implementazione del Modello Regionale di
SGS
Avvio implementazione del
Sistema di Gestione per la Sicurezza
Ciascuna Azienda/ULSS è affiancata
da un sottogruppo SGS
Effettuazione di audit periodici di monitoraggio del
percorso di implementazione del Sistema
6. Riesame del Sistema
Valutare se:
-il SISTEMA risulti conforme a quanto è stato pianificato
- il SISTEMA venga correttamente applicato, mantenuto attivo e
idoneo al conseguimento degli obiettivi prefissati dalla Politica
Aziendale.
6. Riesame del Sistema
Il riesame prevede anche la possibilità di compiere modifiche
su:
• politica del Sistema;
• obiettivi e risorse;
• procedure esistenti ed altri elementi del Sistema qualora
durante il riesame stesso emerga tale necessità;
• interventi e azioni correttive programmate nel Documento di
Valutazione dei Rischi.
Alla luce delle criticità e delle osservazioni
emerse durante la fase sperimentale, del
conseguente riesame e dei risultati
raggiunti dalle singole Aziende
sperimentanti
DGRV 1463 del
19 Maggio 2009
Elaborazione versione definitiva del
Modello di Sistema di gestione della
Sicurezza
MODELLO REGIONALE DI SISTEMA DI GESTIONE DELLA
SICUREZZA PER LE AZIENDE SANITARIE PUBBLICHE
DGRV 1463 del
19 Maggio 2009
Ha approvato il "Modello Regionale di
Sistema di Gestione della Sicurezza
per le Aziende Sanitarie pubbliche" e ne ha
PROMOSSO L'ADOZIONE PRESSO TUTTE LE
AZIENDE SANITARIE/OSPEDALIERE DEL VENETO
NON ANCORA COINVOLTE DALLA
SPERIMENTAZIONE.
ULSS 1
Le ULSS/Aziende che
hanno dato l’adesione al
modello sono:
ULSS 5
ULSS 7
ULSS 8
ULSS 10
ULSS 12
ULSS 18
ULSS 15
ULSS 17
FASI SGS:
IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA PRESSO LE AZIENDE ADERENTI A
DGR 1463 DEL 19 Maggio 2009
STEP 1: Individuazione, da parte di ogni singola Azienda, con atto formale, del
Responsabile del Sistema (elettivamente RSPP e/o il Medico Competente)
STEP 2: Stesura dell’Atto Ufficiale Aziendale di implementazione del sistema di gestione
per la sicurezza ed eventuale definizione dei gruppi di lavoro
STEP 3: Compilazione della Check list e invio al gruppo regionale
DICEMBRE 2009
STEP 4: Definizione da parte del gruppo regionale, attraverso la valutazione della
risposta data ai quesiti relativi ad ogni procedura del Sistema, del livello di partenza
STEP 5: Comunicazione ad ogni singola azienda delle procedure risultate critiche e
richiesta dei rispettivi piani di miglioramento
STEP 6: Compilazione e inoltro da parte dell’azienda dei piani di miglioramento
STEP 7: Sensibilizzazione del personale attraverso l’erogazione a tutti i soggetti e alle
funzioni aziendali coinvolte nel SGS, delle conoscenze e delle competenze necessarie
per lo svolgimento di un ruolo attivo rispetto al raggiungimento degli obiettivi
STEP 8: Monitoraggio dell’andamento del sistema in termini di efficacia ed efficienza,
attraverso audit periodici
SETTEMBRE 2010
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE
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