Mozart
Quello che cominciamo è un mistero
“Il protagonista di questo argomento è un
mistero, è un fenomeno che non si può
spiegare e chiarire in modo definitivo.
Essendo un fatto misterioso l’unica cosa che si
può fare è incontrarlo. Noi non vogliamo
spiegare Mozart, vogliamo farlo incontrare.”
Roberto Andreoni
Io ho incontrato Mozart…
Siamo di fronte ad uno dei più grandi uomini
della storia, non solo musicale.
Vogliamo incontrarlo perché ha qualcosa di
importante da dire alla nostra vita.
Si può incontrare solo qualcosa di vivo. Dove
vive Mozart oggi?
Nella sua musica
In chi vive e testimonia una passione per lui
Dove e Quando
Cultura:
ILLUMINISMO
Arte: dopo il barocco
CLASSICISMO
MOZART
Seconda meta’
1700
Politica:
GRANDI
MONARCHIE
MUSICA:
MELODRAMMA
STRUMENTALE (nasce sinfonia)
SACRA
Una vita straordinaria!
Guardiamo questo video che ci mostra in poco più di un
quarto d’ora tutti i fatti, gli incontri, gli avvenimenti
principali della vita di Mozart.
ISTRUZIONI PER L’USO:
1. È un video da ascoltare
2. Non preoccupatevi se non riuscite a leggere o a
comprendere tutto subito
3. Riferimenti: nel rettangolino trovate il titolo del
brano, le scritte in corsivo sono fatti storici e
musicali importanti, la cartina ci orienterà
geograficamente
Chi sei tu?
Di fronte alla densità di vita che abbiamo visto e
sentito nascono subito queste domande: Che
tipo di umanità può avere una persona così
straordinaria? Che sensibilità d’animo ha uno
che scrive musiche tanto perfette? Che faccia
potrà mai avere un uomo che ha vissuto così
intensamente?
Chi sei tu?
Film
“ Mozart non doveva faticare per comporre. Era stato preparato
metodicamente e completamente dall'infanzia e apprendeva
all'istante da ogni nuova impressione musicale. Haydn invece
considerò sempre la composizione come una fatica e
sperimentava sempre il meccanismo. Si metteva a comporre a ore
regolari; quando le idee non venivano subito, pregava perché
venissero e, ciò avvenuto, le elaborava con diligenza
coscienziosa e incessante. Nessuno può immaginare Mozart
pregare per avere idee musicali: esse erano sempre in
sovrabbondanza. Generalmente egli le sviluppava prima
mentalmente, con concentrazione intensa e gioiosa, complete fino
all'ultimo dettaglio. La notazione, poi, consisteva in un semplice
trasferimento sulla carta da musica di una struttura che egli
aveva già, per così dire, davanti agli occhi; quindi, mentre
"componeva" poteva permettersi anche di ridere, scherzare e
tenere una conversazione. C'è un che di miracoloso, qualcosa sia
di infantile che di divino, in tutto questo”
D. J. Grout
film
Togli una nota e casca tutto
Diversi studi notano in Mozart una sorta di “ordine
assoluto” in tutte le sue opere. Immaginiamo di poter
guardare la sua opera omnia dall’alto: partendo da un
singolo brano, allargando la visuale ad un ciclo di
opere, fino ad arrivare a vedere tutto il “paesaggio”
della sua musica, si ha la netta sensazione di un
ordine e una simmetria assoluta anche nella
macroforma. Togli una sola nota e si sposta tutto.
film
Tantissimo e bellissimo
Uno dei fatti che più stupisce nell’opera di Mozart è la
quantità enorme di musica che ha scritto nella sua
breve vita. E, cosa ancor più stupefaciente, è la
bellezza di ogni singolo suo lavoro.
Nel ‘700 i compositori erano quasi tutti “specializzati”:
chi sul melodramma, chi sulla musica strumentale,
chi sulla musica sacra.
Mozart invece si trova a proprio agio con tutti i generi e
le forme del suo tempo: scrivere un melodramma, una
sinfonia o una messa per lui non fa differenza alcuna.
L’impressione è che sia sempre tutto perfetto.
“Com’è misteriosa la musica di Mozart! Tutti i motivi, le
costruzioni, le frasi – tutto ciò che potremmo definire il
vocabolario musicale – si ha sempre l’impressione di conoscerli.
Tutti i compositori della sua epoca parlavano la stessa “lingua”.
Mozart non è stato un innovatore nella sua arte, come
Monteverdi o Wagner, non doveva riformare nulla nella musica;
trovava nel linguaggio sonoro della sua epoca tutte le possibilità
di dire, di esprimere quello che voleva. Tutto ciò che ci sembra di
riconoscere come tipicamente “mozartiano” lo ritroviamo anche
nelle opere dei suoi contemporanei. Lo stile di composizione
personale di Mozart non potrebbe essere definito, non si distacca
dallo stile dell’epoca se non per una grandezza
incommensurabile.”
N. Harnoncourt
Chi sei tu?
Più conosciamo i particolari della sua vita e più
la domanda che ci siamo fatti all’inizio del
nostro percorso, invece che risolversi, diventa
più profonda. Come possono coesistere tanti
aspetti diversi in una sola persona?
I PARADOSSI di MOZART
Abbiamo visto dove e quando Mozart ha vissuto la sua grande avventura umana.
Ricapitolando abbiamo scoperto l’esitenza di un uomo :
Evidentemente dotato di un’abilità musicale eccezionale;
Sin da bambino abituato alle luci della ribalta e alle attenzioni più grandi;
Viaggiatore di tutta l’europa, specialmente di tutte le corti importanti dell’epoca;
Estremamente fragile e trascurato dal punto di vista della salute;
Caratterialmente solare, istintivo, infantile ed estremamente ironico;
Assolutamente libero da ogni inquadratura politica o ideologica;
Disastroso nella gestione dei propri beni;
Assolutamente laico;
Profondamente cattolico;
Osannato dal pubblico;
Lasciato nella solitudine più completa;
Disordinato, caotico, incline all’alcol, alla vita mondana;
Perfetto (ogni suo lavoro veniva scritto direttamente in “bella copia”)
MOZART E L’OPERA
La maggior parte dei compositori d'opera sono stati degli specialisti in questo
campo; Mozart fu uno dei pochi che eccelse in ugual misura nell'opera tanto
quanto in altri tipi di composizione.
Com’era l’opera nel ‘700
 Un grande spettacolo: il teatro era il luogo del divertimento per
eccellenza di una corte o di una città. Non pensatelo come
adesso: tutti vecchi o intenditori. A teatro si andava a donne, si
giocava d’azzardo, si mangiava e si beveva…e c’era il
melodramma!
 L’opera nello stile italiano era lo spettacolo più ricercato in
tutti i teatri europei.
 O ci si istruiva: OPERA SERIA (con storie ispirate ai grandi
miti dell’antichità, es. orfeo, apollo, giulio cesare…)
 O ci si spanciava dalle risate: OPERA BUFFA (con storie
comiche, richhe di intrecci, litigi, battutaccie, corna ecc…)
Dallo stereotipo all’individuo
(dall’etichetta alla Persona)
Nell’opera accadeva questo:
Se a un personaggio era assegnato il ruolo dello stupido, gli
veniva appiccicato, attraverso la musica, quel ruolo dall’inizio
alla fine. Lo stesso accadeva per tutti gli altri ruoli: l’eroe,
l’innamorata, il cornuto, il traditore ecc…
Mozart invece non segue questo schema: lui si IMMEDESIMA
nei personaggi, HA A CUORE IL LORO DESTINO, per cui
lo stupido inizia a provare amore, l’eroe a provare
commozione, l’innamorata a piangere, il cornuto proverà
dolore, il traditore avrà bisogno d’esser perdonato
E’ tutto vero
Mozart porta in scena non più una situazione o
un’emozione astratta, ma TUTTO CIO’ CHE
E’ UMANO.
Ognuno può così ritrovarsi descritto dai suoi
personaggi.
OPERE – Le nozze di Figaro
E’ il vero compendio dell'opera italiana del XVIII secolo, con il suo
libretto vivace e divertente, le sue arie memorabili e gli insiemi
magistrali.
E’ un'opera buffa che si allontana dalle buffonate di repertorio con
figure stereotipate per trasformarsi in profonda commedia umana, in cui
i personaggi sono vere e proprie persone tridimensionali, grazie
all'introspezione psicologica di Mozart e alla sua dote ineguagliata per
la caratterizzazione in musica. E’ da notare che i caratteri vengono
delineati non solo nelle arie, ma in modo più particolare nei duetti, trii e
insiemi più vasti; i concertati finali, poi, mescolano realismo, irreali
azioni drammatiche e una forma musicale superbamente omogenea e
controllata.
Con le Nozze Mozart ebbe un successo moderato a Vienna, ma la sua
accoglienza entusiastica a Praga gli valse la commissione per il Don
Giovanni, che fu rappresentato nella capitale boema l'anno seguente.
Il bisogno di essere
corrisposti, di essere voluti
bene, che non lascia mai
tranquilli
Nonostante la delusione di un
amore tradito, rimane nella
memoria il bene provcato e la
speranza di cambiamento del
cuore
Arietta
Recitativo ed Aria
CHERUBINO
LA CONTESSA
Voi che sapete che cosa è amor,
Dove sono i bei momenti
donne, vedete s'io l'ho nel cor.
di dolcezza e di piacer,
Quello ch'io provo vi ridirò,
è per me nuovo, capir nol so.
dove andaro i giuramenti
Sento un affetto pien di desir,
di quel labbro menzogner?
ch'ora è diletto, ch'ora è martir. Perché mai se in pianti e in pene
Gelo e poi sento l'alma avvampar,
per me tutto si cangiò,
e in un momento torno a gelar.
la memoria di quel bene
Ricerco un bene fuori di me,
dal mio sen non trapassò?
non so chi'l tiene, non so cos'è.
Ah! Se almen la mia costanza
Sospiro e gemo senza voler,
nel languire amando ognor,
palpito e tremo senza saper.
mi portasse una speranza
Non trovo pace notte né dì,
di cangiar l'ingrato cor.
ma pur mi piace languir così.
Voi che sapete che cosa è amor,
donne, vedete s'io l'ho nel cor.
Siamo nel finale: nel
momento in cui
dovrebbe prevalere la
farsa, Mozart inserisce
questo toccante brano.
Per un attimo chi
ascolta è chiamato ad
assaporare la parola
“perdono” in tutto il suo
significato.E’un
momento di autenticità
inaspettata, una grazia.
IL CONTE
Contessa, perdono!
LA CONTESSA
Più docile io sono,
e dico di sì.
TUTTI
Ah, tutti contenti
saremo così.
Agnus Dei
Messa dell’Incoronazione
Mozart scrisse questa messa a 16 anni per
l’incoronazione di una Madonna nei pressi di
Salisburgo
La melodia ricorda tantissimo quella del brano
precedente.
Perché Mozart, che come abbiamo visto non
aveva certo problemi di creatività, si è copiato
da solo?
Perché Mozart fa cantare, più di 10 anni dopo, la
stessa idea musicale dell’Agnus Dei ad una
contessa che piena di nostalgia del suo amore?
Casualità? Fretta? Furbizia?
Mozart, nel suo immenso talento, è una persona
semplicissima: sa che il cuore quando ama è in
pace!
L’Agnus Dei è una domanda di pace, di amore,
di letizia.
La contessa canta la sua domanda di pace, di
amore, di letizia.
E non si pone il problema di separare l’amore a
Dio e l’amore umano: le due cose coincidono
In questo Mozart si rivela profondamente
semplice.
Don Giovanni
Dopo “ Le Nozze di Figaro” Mozart si cimenta
con un’altra opera: “Don Giovanni”
Quale soggetto può promettere più divertimento
del donnaiolo Don Giovanni?
Eppure chi si recò al teatro di Praga per la prima
rimase subito sconvolto
<< Sin dalle prime battute si avverte la presenza
dell’abisso, di un’amara e vertiginosa
seduzione>>
Gounod
E’ la vertigine continua che vive Don Giovanni:
afferrare a tutto e subito e un istante dopo
rimanere vuoti e delusi
Don Giovanni con tutti?
Leporello
Masetto
Don Ottavio
Donna Anna
Don Giovanni
Commendatore
Zerlina
Donna Elvira
Don Giovanni contro tutti?
La famosa aria "del catalogo" di Leporello, in
cui egli enumera le conquiste di Don Giovanni nei
vari paesi e le varietà di "tipi" femminili che lo
attraggono, mostra un aspetto straordinario
dell'arte comica di Mozart. L'ascoltatore,
sconcertato dai particolari della caratterizzazione,
dell'animazione del testo, delle sfumature
armoniche, è portato a considerare quest'aria, la
più divertente dell'opera, con serietà.
Essa è in due parti distinte:
1.
un Allegro in quattro parti, II catalogo è questo,
che è una vera e propria numerazione: l'orchestra,
con i suoi staccati, diventa una …calcolatrice.
2.
È un Andante con moto nel tempo e ritmo di un Minuetto, in
cui prosegue a descrivere le caratteristiche fisiche e le
qualità personali delle vittime.
• al verso "Nella bionda egli ha l'usanza di stimar la
gentilezza", si sente lo stile di un minuetto cortigianesco;
• al verso "nella bruna, la costanza", dopo una breve pausa,
si sente invece qualche battuta di una solenne sinfonia,
con alcuni richiami dell'inizio del I Atto, dove Leporello
si vantava della sua fedeltà:
• al verso "nella bianca, la dolcezza" da origine a una
variazione sul tema del minuetto in terze cromatiche;
• la "magrotta" è descritta con un picchiettato di note
veloci, raddoppiato dai fiati acuti.
• Proprio prima che Leporello parli della passione di Don
Giovanni per "la principiante” l’armonia ci inganna
cadenzando su un accordo inaspettato, e Leporello
pronuncia le parole solennemente.
“ Donna Elvira rimane schiacciata da quei
numeri, diventa sempre più piccola di fronte a
quelle cifre, anzi, sembra che essa stessa
diventi un piccolo numerino insignificante”
Camilla Mancini
Ma perché donna Elvira rimane così ferita dal
tradimento di Don Giovanni? Non è una
questione di gelosia.
È stata ingannata sul punto più vivo del cuore: la
promessa di eternità, del “per sempre”
Lo si capisce bene da questo duetto in cui Don
Giovanni, dopo un’astuta manovra, rimane sola con
Zerlina.
Zerlina è una ragazza semplice: si deve sposare domani
con Masetto, il suo ragazzo.
Don Giovanni tenta di sedurre Zerlina. Ma non lo fa in
modo superficiale. Don G. le promette un per sempre,
qualcosa che cambierà la sua sorte, le fa percepire la
speranza di che ogni cuore attende
Mozart ci mette di fronte gli atteggiamenti dei due
personaggi attraverso un’incantevole melodia, piena
di delicatezza e di attesa: cederà Zerlina?
L’irresistibile seduzione di don
Giovani: l’inganno del carpe
diem.
DON GIOVANNI:……………..
Quel casinetto è mio: soli saremo
e là, gioiello mio, ci sposeremo.
Là ci darem la mano,
Là mi dirai di sì.
Vedi, non è lontano;
Partiam, ben mio, da qui.
ZERLINA:
(Vorrei e non vorrei,
Mi trema un poco il cor.
Felice, è ver, sarei,
Ma può burlarmi ancor.)
DON GIOVANNI:
Vieni, mio bel diletto!
ZERLINA:
(Mi fa pietà Masetto.)
DON GIOVANNI:
Io cangierò tua sorte.
ZERLINA:
Presto... non son più forte.
DON GIOVANNI:
Andiam!
“La vita consiste nell’affetto che
principalmente la sostiene”! Ancora una
volta Mozart ci regala un momento di
autentica umanità.
DON OTTAVIO:
Come mai creder deggio,
di sì nero delitto
capace un cavaliero!
Ah! Di scoprire il vero
ogni mezzo si cerchi. Io sento in petto
e di sposo e d'amico
il dover che mi parla:
disingannarla voglio, o vendicarla.
Dalla sua pace la mia dipende;
Quel che a lei piace vita mi rende,
Quel che le incresce morte mi dà.
S'ella sospira, sospiro anch'io;
È mia quell'ira, quel pianto è mio;
E non ho bene, s'ella non l'ha.
Don Giovanni continua a comportarsi di male in
peggio. Obbedisce solamente al suo istinto
Eppure capisce che più arraffa, più stringe, più
violenta, e più perde se stesso: non riesce ad
amare niente, tutto si disfa.
Mozart, che ha avuto tante donne, tanto
successo, e che ha sprecato tante occasioni
nella vita si sente molto descritto da Don
Giovanni
“Che importa guadagnare tutto il mondo se poi
perdi te stesso”
La vita presenta sempre il conto: Mozart è
cosciente che bisogna rispondere a qualcuno
delle proprie azioni. Occorre fare i conti col
destino
Don Giovanni sfida il suo destino!
Requiem
Mozart dialoga con Dio!
Nel Dies Irae c’è tutta la drammaticità di chi si
sente ormai di fronte al Giudice supremo, al
Signore di tutto.
L’opera è pregnante di passione, angoscia,
timore di dover abbandonare tutto, di
riconsegnare ciò che Mozart ha più a cuore: la
vita!
Ma Wolfgang dentro l’ inesorabile giudizio della
giustizia divina cosparge la sua ultima opera di
un’ultima certezza…
Ascoltiamo le ultime note che ha scritto, le
ultime note della sua vita.
Confutatis
Lacrimosa
Chi sei?
Mozart, amico mio, attraverso la tua musica e la
tua vita ho potuto percepire il mistero, nelle
tue note ne ho ascoltato la voce.
“Mozart si è guadagnato certamente la
Misericordia di Dio…Il suo genio
raggiunse quel vertice non perché la sua
persona era retta, irreprensibile, senza
macchia di errore; era piuttosto una figura
piena di incoerenze e di umani limiti, ma,
quando creava, il suo attaccamento a Gesù
misteriosamente rischiarava ogni cosa”
Don Giussani
Se veramente esiste la possibilità di incontrare delle voci del
passato, se c’è un musicista che io vorrei incontrare è
Mozart. Se potessi scegliere non chiederei Bach, Leonardo,
Michelangelo, ma Mozart, perché vorrei capire chi era
quest’uomo, perché dentro di lui c’è una forza talmente
fuori della natura, neppure soprannaturale, da lasciarti
sgomento. Mozart ti dà l’idea di qualche cosa in più che
esiste da qualche parte e che in lui si è fatta musica, si è
fatta umana. Mozart è chiaramente l’espressione di altri
mondi, di altre possibilità che in lui si rivelano. Quindi
vorrei vederlo in faccia, vedere chi era quest’uomo che
racchiudeva in sé tanta sconfinatezza.
R. Muti
Mozart è penetrato nelle nostre anime e ancora
adesso riesce a commuovermi, grazie alla sua
luminosità e, insieme, grazie alla sua profondità.
Non si tratta affatto solamente di un divertimento,
in quella musica è contenuta tutta la tragicità
dell'esistenza.
L'arte è qualcosa di immediato, di originale. La
sola ragione, così come si esprime nelle scienze,
non può essere la piena risposta dell'uomo alla
realtà e non è in grado di esprimere tutto ciò che
l'uomo può, vuole e deve esprimere. Penso che
questo lo abbia posto Dio nell'animo umano. L'arte
è, con la scienza, il più grande dono che egli ci ha
dato.
J. Ratzinger
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