JOURNAL CLUB Aggiornamento in Urologia S.C. di Urologia P.O. della Valle D’Itria 27 Settembre 2010 LA NEOVESCICA ASSISTENZA INFERMIERISTICA Fanizza Miriam Inf.ra Prof.le Strutt. Complessa di Urologia P. O. della Valle D’Itria - Martina Franca (TA) La Vescica è un organo situato nel bacino il cui compito è quello di raccogliere l’urina e permetterne la successiva espulsione. Quest’organo, in buona sostanza è una sacca vuota costituita in maggiorparte da tessuto muscolare in grado di adattarsi al continuo e progressivo riempimento da parte dell’urina. Journal Club in Urologia LA VESCICA Quando la vescica non ce la fa più ad incamerare altro liquido, vengono stimolati alcuni recettori nervosi collocati nello spessore della parete della vescica. Così attraverso le vie afferenti, il messaggio giunge al cervello, interpretato come desiderio e stimolo ad urinare. . Journal Club in Urologia COME AVVIENE LO SVUOTAMENTO DELLA VESCICA? La vescica riceve l’urina dagli ureteri e la trattiene. Quando il liquido è abbondante il muscolo detrusore della vescica si contrae e allo stesso tempo, a livello del Collo Vescicale, gli sfinteri si rilasciano permettendo la fuoriuscita dell’urina attraverso l’uretra. Journal Club in Urologia LA MINZIONE Il tumore della vescica, in costante aumento nei Paesi industrializzati, rappresenta circa il 70 per cento delle forme tumorali a carico dell'apparato urinario e circa il 3 per cento di tutti i tumori. È più comune tra i 60 e i 70 anni, ed è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne. Journal Club in Urologia IL TUMORE DELLA VESCICA L’approccio chirurgico nei confronti di questa malattia è la Cistectomia cioè l’asportazione della vescica. In pazienti relativamente giovani o in pazienti in cui le condizioni generali lo permettano, oggi è possibile la ricostruzione di una nuova vescica chiamata “Neovescica”. Journal Club in Urologia LA NEOVESCICA Journal Club in Urologia Per rimpiazzare la vescica rimossa, si utilizza comunemente un'ansa di intestino tenue che è la parte più lunga dell’intestino cioé l’Ileo. L'ansa isolata, di cui si è mantenuta intatta la vascolarizzazione, viene completamente aperta e in seguito modellata a formare una nuova vescica, per l’appunto la “Neovescica”. Al paziente viene praticata una tricotomia delle zone sedi di incisione comprese tra ombelico e metà coscia. E’ necessario che l’intestino venga quanto più possibile pulito da residui fecali attraverso somministrazioni di purghe orali ripetute da iniziarsi due giorni prima dell’intervento, ed infine bisogna praticare un clistere evacuativo alto in modo da garantire la pulizia dell’ampolla rettale. Journal Club in Urologia PREPARAZIONE DEL PAZIENTE ALL’INTERVENTO L'assistenza infermieristica post-operatoria ha inizio dal momento in cui il paziente viene ripreso in consegna dalla Sala Operatoria sul suo stesso letto mobile. Journal Club in Urologia ASSISTENZA POST-OPERATORIA AL PAZIENTE Journal Club in Urologia Come da disposizione del nostro Primario, è nostra abitudine (per questo tipo di interventi radicali) che il trasporto del paziente dal reparto al Quartiere Operatorio e viceversa avvenga utilizzando il proprio letto mobile, munito di apposite rotelle che consentono minori traumi accidentali, come per esempio il dislocamento di cateteri e drenaggi con cui il paziente esce a fine intervento. 2 Cateterini Ureterali (dx - sx) Catetere Vescicale Drenaggio Peritoneale Sondino Naso-Gastrico Catetere Venoso Centrale Journal Club in Urologia All' arrivo in stanza il paziente si ritrova piuttosto impacciato in quanto portatore di alcuni tubicini che sono: Sono dei sottilissimi tubicini trasparenti che sono inseriti negli ureteri, fuoriescono dalla neo-vescica e sono portati all'esterno “Ureterocutaneo-stomie” a lato della ferita cutanea. Essi sono collegati ad una sacca di raccolta urine e servono ad assicurare maggiormente che la neo-vescica resti vuota, oltre a facilitare il passaggio dell'urina dagli ureteri verso la vescica. Vengono mantenuti in sede per 10-14 giorni Journal Club in Urologia CATETERINI URETERALI Si tratta del più importante in assoluto. Esso viene mantenuto in sede automaticamente mediante un palloncino a valvola gonfiato nella neo-vescica. Occorre averne la massima cura, tenendolo d'occhio durante gli spostamenti evitando soprattutto di agganciarlo con i piedi. Il catetere serve a tenere vuota la neo-vescica e quindi a non mettere in tensione le numerose linee di sutura. Journal Club in Urologia CATETERE VESCICALE Journal Club in Urologia Il Catetere è collegato ad una sacca di raccolta delle urine, che viene agganciata al telaio del letto. Poiché l’intestino produce normalmente muco che potrebbe ostruire il catetere è necessario che lo stesso venga irrigato frequentemente per i primi giorni, almeno ogni 4/6 ore. E' importante tuttavia che il paziente ci segnali ogni sensazione di tensione nel basso addome che dovesse verificarsi. Il catetere viene tenuto in sede dai 14 ai 21 giorni e tuttavia non impedisce, dopo i primi 4/5 giorni, la deambulazione del paziente. E’ un tubo più grosso e serve a portare all’esterno linfa e liquido ematico in eccesso che inevitabilmente si forma nei primi giorni post operatori e che, se trattenuto all'interno, potrebbe causare dolore o febbre. Anch’esso viene collegato a una sacca di raccolta e viene prima accorciato e successivamente rimosso dopo 5-7 giorni. La loro rimozione non causa alcun dolore e il tramite da cui fuoriescono si rimargina spontaneamente in poche ore. Journal Club in Urologia DRENAGGIO PERITONEALE Serve ad evitare un'eccessiva distensione dello stomaco e dell'intestino tenue, sino a che non si sia verificata la ripresa dell'attività motoria dell'intestino: essa avviene di solito tra la 3 e la 6 giornata postoperatoria ed è caratterizzata dal passaggio di aria attraverso l'ano, preceduta da brontolii e movimenti dell'addome. Una volta ripristinato il passaggio di aria, il sondino può venire dapprima chiuso e, in genere nell’arco della stessa giornata, rimosso. Journal Club in Urologia SONDINO NASO-GASTRICO Durante i primi 4/5 giorni post-operatori e sino a che non sia ripreso il normale transito intestinale non è possibile assumere liquidi per bocca in quantità adeguata, né ovviamente nutrirsi con cibi solidi. L’ accesso venoso centrale ci consente da subito di infondere N.P.T. (Nutrizione Parenterale Totale) e quindi dare un appropriato apporto nutrizionale giornaliero. Journal Club in Urologia CATETERE VENOSO CENTRALE Oggi la Farmacia Ospedaliera fornisce delle sacche già pronte per l’uso della N.P.T. come il “Kabiven”. Per il controllo e l'infusione della sacca si utilizzano delle comuni pompe d'infusione che regolano l’infusione nelle 24 ore. La preparazione della sacca per N.P.T., richiede accorgimenti di igiene e sterilità che riguardano, non solo le tecniche di preparazione, ma anche le condizioni generali del personale o di colui che ne prepara la sacca. Journal Club in Urologia NUTRIZIONE PARENTERALE TOTALE Lavaggio e Disinfezione delle mani Camici sterili o monouso Cuffie, Mascherine Guanti Sterili Rimozione di Bracciali, Orologi e Anelli Journal Club in Urologia COSA COSA SERVE SERVE PER PER PREPARARE PREPARARE UNA UNA SACCA SACCA DI DI N.T.C. N.T.C. Rimuovere la sacca dall'involucro esterno tramite le apposite incisioni laterali, lasciandola cadere sul piano sterile; Indossare i guanti sterili e valutare l'integrità della sacca; Impugnarla dagli angoli superiori e premere per rompere la membrana divisoria; Miscelare il contenuto scuotendo la sacca Journal Club in Urologia PREPARARAZIONE DI UNA SACCA DI N.T.C. Inserire il deflussore nella via di somministrazione della sacca dopo averne rimosso la protezione; Appendere la sacca alla pompa di infusione; Chiudere il morsetto del deflussore; Inserire il deflussore nel circuito della pompa; Collegare il deflussore al C.V.C. ; Aprire il deflussore; Attivare la Pompa iniziando l’infusione. Journal Club in Urologia A questo punto se non sono richieste aggiunte di farmaci, soluzioni o emulsioni lipidiche si può procedere: INFETTIVE MECCANICHE METABOLICHE Journal Club in Urologia COMPLICANZE LEGATE ALLA N.T.P. Si manifestano con febbre superiore a 38°C, Leucocitosi, Glicosuria, Ipotensione, Deterioramento generale delle condizioni dell’organismo. Le possibili vie di trasmissione sono 3: 1) TRANSCUTANEA: determinata dalla flora batterica cutanea del paziente o delle mani del personale per inadeguata disinfezione durante il cambio della medicazione e la gestione della stessa; Journal Club in Urologia COMPLICANZE INFETTIVE 3) EMATICA: determinata da disseminazione ematogena di batteri provenienti da altre infezioni organiche Journal Club in Urologia 2) ENDOLUMINALE: determinata dalla contaminazione della sacca, del deflussore, del catetere e di tutti gli accessi o collegamenti aggiunti; Si manifestano con: 1) L’OCCLUSIONE DEL C.V.C.: determinato da cause meccaniche come per esempio: Linea Infusionale piegata o chiusa; Mancata apertura del morsetto del deflussore; Pompa infusionale sporca, malfunzionante o non collegata alla rete; Ago ostruito: Scorretta posizione del paziente. Journal Club in Urologia COMPLICANZE MECCANICHE EMBOLIA GASSOSA: determinata durante il posizionamento del C.V.C., o dopo scollegamento della linea infusionale e si manifesta con: Tachicardia, Apnea, Ipotensione, Cianosi, Collasso Cardiovalscolare, Coma e Arresto Cardiaco. Journal Club in Urologia ROTTURA DEL C.V.C.: interessa solitamente la parte esterna del C.V.C. e si manifesta con: Fuoriuscita di sangue e/o liquido infusionale. Riguardano questi fattori: Il Metabolismo dei Carboidrati, Proteine e grassi; Squilibri Idroelettrolitici; Eccesso o deficit di somministrazione di minerali, vitamine e oligoelementi. Journal Club in Urologia COMPLICANZE METABOLICHE L'alimentazione per bocca del paziente inizia in genere il giorno dopo il passaggio di gas intestinali. Occorre però essere molto cauti all'inizio dicendogli di riprendere ad alimentarsi in maniera molto graduale. Per i primi 2/3 giorni è opportuno limitarsi ad una dieta semiliquida (una tazza scarsa di the zuccherato al mattino) e in seconda giornata può aggiungere uno o due fette biscottate. Journal Club in Urologia ALIMENTAZIONE ORALE Journal Club in Urologia A pranzo e a cena può consumare tranquillamente del brodo liscio e della frutta cotta. Dopo la ripresa completa del transito intestinale evidenziata con il passaggio delle feci è possibile aumentare gradualmente l'alimentazione fino a renderla pressoché normale. Occorre comunque evitare pasti abbondanti. Una cute pulita e asciutta è meno aggredibile da traumatismi esterni. L’accurata pulizia aiuta a mantenerla integra ed elastica, migliorando il grado di tolleranza dei tessuti alla pressione, al fine di evitare lesioni; è nostra cura osservare attentamente e costantemente la cute del paziente garantendo quindi un’accurata pulizia prestando particolare attenzione alle prominenze ossee. Journal Club in Urologia IGIENE PERSONALE DEL PAZIENTE A LETTO Nel primo periodo post-operatorio una perdita di urina di entità variabile deve essere considerata normale. Sarà premura nostra tranquillizzare il paziente e rassicurarlo che in poco tempo tutto ritornerà come prima. Questa è attribuibile principalmente alla debolezza dello sfintere dell'uretra che si trova ad affrontare una nuova situazione. Journal Club in Urologia RIABILITAZIONE DELLA CONTINENZA POST-OPERATORIA Journal Club in Urologia L'incontinenza urinaria risulterà tipicamente più frequente durante i bruschi movimenti (alzandosi, abbassandosi, ridendo, tossendo, etc.) e la perdita di urine sarà generalmente più consistente durante la notte anche in relazione al rilassamento notturno dello sfintere uretrale. In generale, alcuni esercizi come camminare, salire le scale o andare in bicicletta, favoriscono la ripresa della continenza. Tuttavia, alcuni esercizi più mirati di riabilitazione del piano pelvico possono accelerare decisamente il recupero della continenza Consiste essenzialmente nella contrazione dello sfintere anale come si farebbe per evitare la defecazione. E' indispensabile, però, che questi esercizi avvengano a paziente rilassato (meglio se disteso e supino) e che siano eseguiti senza la contemporanea contrazione di altri muscoli quali quelli addominali o quelli delle cosce. Journal Club in Urologia RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO Journal Club in Urologia Per fare questo è necessario stringere forte i muscoli che circondano l'orifizio anale per 5/10 secondi mediante contrazioni massimali con un intervallo di circa 5/7 secondi tra l'una e l'altra. Il segreto della ripresa del tono muscolare consiste nel raggiungere un buon ritmo negli esercizi, per cui è consigliabile eseguire 3/5 serie di 20/30 contrazioni l'una, ciascuna distribuita nel corso della giornata fino ad un massimo di 100 contrazioni complessive al giorno. Journal Club in Urologia Se dopo 3 mesi dall'intervento durante i quali siano stati eseguiti correttamente questi esercizi domiciliari non è stata raggiunta una continenza soddisfacente, il paziente potrà effettuare, in sede ambulatoriale qualificata, una riabilitazione aggiuntiva del piano pelvico mediante apposita fisioterapia associata ad elettrostimolazione del piano perineale chiamato “Bio-Feedback”. E’ una ginnastica attiva di contrazione e di rilasciamento che il paziente effettua in posizione supina su di un lettino mediante l’introduzione di una sonda nel canale anale, osservando un monitor su cui gli viene segnalato quello che deve fare. La sonda traduce in tempo reale i valori della contrazione muscolare in un grafico. Journal Club in Urologia CHE COSA E’ IL BIO-FEEDBACK Se il paziente segue attentamente e scrupolosamente le linee guida che gli vengono fornite al momento della sua dimissione ospedaliera da Medici e Infermieri della stessa Divisione il suo decorso post-operatorio domiciliare sarà senza ombra di dubbio eccellente come, saranno eccellenti alche le sue abitudini di vita quotidiana perché tutto ritornerà ad essere come prima. L’IMPORTANTE E’ VOLERLO Journal Club in Urologia CONCLUSIONI Journal Club in Urologia