Istituto Comprensivo n.1
“Porcu-Satta”
Quartu Sant’Elena
Classe II C – docente prof.ssa Ornella Carta
Rifiuti Storici Urbani
La nettezza urbana e la raccolta dei rifiuti a Quartu
dal 1856 al 1964
Anno Scolastico 2011-2012
Circa un anno fa …..
A.S 2010-2011
Noi alunni della 1°C accompagnati dai professori Ornella Carta e
Attilio Vincis, siamo andati a visitare l’Archivio Storico
Comunale di Quartu Sant'Elena, situato presso l’Antico Macello
in via Dante 68.
Uno degli scopi era quello di conoscere ed interpretare una “fonte
scritta” per rivivere qualche momento del passato della nostra
città. Ovviamente questa giornata è stata preceduta da lezioni
introduttive della professoressa Carta per condurci in modo
semplice e diretto al lavoro del piccolo storico. Abbiamo scelto una
bella giornata di novembre e finalmente …
Siamo saliti sullo scuolabus del comune che ci ha condotto sino
all’ingresso dell’archivio.
1
Antico Macello di Quartu Sant’Elena in via Dante 68,
attuale sede dell’Archivio Storico Comunale
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Siamo stati accolti da tre archivisti che si sono mostrati
subito disponibili e pronti a soddisfare qualunque nostra
curiosità e ci hanno accompagnato in un’ aula predisposta
per sederci attorno a dei tavoli su cui lavorare.
Appena abbiamo preso posto gli archivisti, a turno, hanno
fatto una lunga premessa teorica sull’importanza
dell’archivio, su quanti fascicoli contenesse e come
conservare documenti affinché non perdano il loro stato
originale e quindi come evitare il deterioramento. Inoltre ci
hanno riferito che i documenti sono di un passato non
troppo lontano, per la particolare storia del nostro Comune.
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L’Archivio Storico Comunale di Quartu fu
istituito il 26 marzo del 1987, con deliberazione
della Giunta Municipale. I documenti in esso
conservati, circa 3000 elementi,tra registri e buste ,
testimoniano l’ attività che l’ amministrazione di
Quartu ha svolto a partire dal 1839 fino al 1965
circa. Il fatto che la documentazione sia tanto
recente deriva da precisi motivi storici: la nascita
del comune di Quartu risale alla fine del
diciottesimo secolo, quando il re Carlo Emanuele
III, istituì per la prima volta nei centri abitati un
Consiglio stabile, autorizzato a trattare gli affari
della comunità, posto sotto la protezione del re.
L’editto attribuiva ai consigli, oltre alla cura degli
interessi della comunità , la ripartizione delle
imposte e la difesa dei diritti contro eventuali
soprusi ; stabiliva anche che gli atti del Consiglio
venissero redatti per iscritto da un segretario e
conservati in un luogo apposito.
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Finita questa fase teorica Daniela Enrico e Sebastiano ci
hanno mostrato dei grandi registri scolastici del 1913-19141915 e abbiamo constatato che in quel periodo le classi erano
molto numerose e non erano miste; altro particolare che ha
catturato la nostra attenzione è stata la strana e quasi
incomprensibile grafia dei documenti.
6
In passato non esistevano
le penne a sfera e per
scrivere si usavano i
pennini, ovvero una penna
in legno con la punta in
metallo che si intingeva nel
calamaio pieno di
inchiostro. La calligrafia
era molto più ordinata e le
lettere più complesse.
7
… passa un anno…
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La classe 2^C della scuola “Porcu Satta” con la professoressa
Carta prende parte ad un progetto che consiste nel ricercare i
documenti relativi alla gestione dei rifiuti urbani nel passato
degli abitanti di Quartu Sant’Elena nel periodo 1856-1971.
L’idea ha suscitato in noi la curiosità di entrare in contatto
con i contenuti dei documenti.
Per prepararci a questo lavoro, la
professoressa ha proposto alla classe il
”Libro dei Rifiuti”che spiega e illustra
come veniva gestita la spazzatura in
antichità, specialmente a Roma, in Grecia,
in Francia,in Africa e in Asia, intorno al
XIV sec..
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UN PO’ DI STORIA SULLA RACCOLTA DEI
RIFIUTI…
La splendida città di Roma era piena di imponenti templi,
edifici pubblici e grandi ville private. All’epoca gli ingegneri
romani perfezionarono la tecnica degli antichi mettendo a
punto un sistema fognario e idrico eccezionale. Circa 1.700
case erano dotate di bagno, gabinetto e acqua corrente, ma
solamente 50.000 persone su 4.000.000 vivevano in queste
case, gli altri vivevano in case chiamate “insulae”, dove erano
assenti tutte le comodità, ma esistevano anche bagni pubblici
(latrine) e pozzi per attingere l’acqua; la spazzatura e il vaso
da notte venivano gettati in strada.
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Così queste persone erano spesso colpite da epidemie. Ai
margini della città vi erano grandi discariche, dove si
buttavano cadaveri (del circo romano, il più conosciuto è il
“Colosseo”), carcasse di animali e spazzatura, i ceti più
poveri andavano a rovistare in esse alla ricerca di oggetti da
riutilizzare.
All’inizio del 300 d.C. si iniziarono ad allestire bagni
pubblici in città. Con il passare del tempo si sviluppò un
sistema particolare di sgombero dei rifiuti: i cosiddetti
addetti al letame. Questi avevano l’incarico di smaltire gli
escrementi portandoli fuori città, consegnandoli ai contadini
che in seguito lo trasformavano in concime.
Si dovette attendere fino al tardo medioevo per ritrovare
ancora fiorenti città con giardini e belle case.
11
Con il crescere della popolazione crebbero anche
delinquenza e brigantaggio, che costrinsero gli abitanti
delle campagne a trasferirsi all’interno delle mura
cittadine.
I rifiuti organici, prima utilizzati come concime nei
campi e nei giardini, erano ora gettati dalle finestre,
andando a formare cumuli di spazzatura. L’unica
soluzione parve quella di sostituire gli spazzini con dei
maiali lasciati liberi di scorrazzare per le strade, da un lato
ripulivano le città dai rifiuti di cucina, dall’altro lo
sporcavano con i loro escrementi. Le autorità si videro
costrette a limitare il numero di “maiali spazzini”.
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La situazione rimase invariata fino alla comparsa
delle importanti innovazioni e invenzioni tecnologiche
tra la fine del ‘700 e l’inizio dell‘800. I cambiamenti
economici e sociali portarono alla rivoluzione
industriale. In questo periodo gli scarti ottenuti dalle
lavorazioni industriali crebbero enormemente. Nonni e
bisnonni avevano più attenzione verso gli oggetti usati.
La limitata produzione di rifiuti fece si che in molti
comuni non esistesse alcun servizio di smaltimento dei
rifiuti fino all’ inizio degli anni ’60.
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Gli acquedotti romani
sono dei lunghi ponti di
pietra per il passaggio
dell’acqua.
Ercole era il protettore degli
spazzini Ateniesi.
Secondo la leggenda
infatti fu lui a ripulire dallo
sterco le enormi stalle del re
Augia
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Scarico della cloaca
maxima nel Tevere.
Inoltre per la scarsa
quantità di metalli le
statue in bronzo degli
imperatori caduti venivano
fuse e il loro metallo
riutilizzato.
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Dopo aver preso accordi con gli archivisti, abbiamo
fissato per il 24 novembre 2011 il primo incontro
all’Archivio Storico di Quartu S. Elena. Abbiamo
noleggiato uno scuolabus del Comune che ci ha
consentito di arrivare velocemente all’archivio storico.
Gli archivisti ci hanno accolto in modo cordiale; era
presente anche una signora , ex insegnante delle scuole
elementari, di nome Anna Algeri. Si è proposta a noi
come volontaria, per offrirci la sua testimonianza diretta
su come si viveva nel passato.
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Ha raccontato come erano strutturate le case
campidanesi: l’abitazione della nonna era grandissima
con il giardino altrettanto ampio, con una lolla
all’aperto lunga 25 metri; la signora ha riferito che i
veri bagni non esistevano all’interno, ma erano
preposte delle buche all’esterno (fossa settica a perdere,
“su comudu”, gabinetto vicino al portone, lontano dal
pozzo); le camere erano molto anguste, poco spaziose
e allineate.
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1) Su Portali (Il Portale)
2) Sa pratza ‘e manixu (La corte di lavoro)
3) Su magasinu ‘e su binu (Il magazzino del vino)
4) Sa Funtana (Il Pozzo)
5) Sa Pratza bona (La corte buona)
6) Sa Sala (La Sala)
7) Sa Lolla (Il loggiato)
8 ) S’aposentu ‘e arriciri (Il salottino per ricevere)
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Durante il tempo libero signora Anna, da bambina si
divertiva a saltare i muri e a giocare con la corda. Inoltre ci
ha spiegato come venivano divisi i rifiuti: quelli organici
venivano dati alle galline, i piatti rotti si depositavano in
giardino e venivano utilizzati per creare i sentieri nei
campi, gli escrementi venivano riposti in su “muntronaxiu”
con della paglia e poi impiegati come fertilizzante nei
campi. Si riciclava tutto ciò che si poteva, ad esempio un
cappottino vecchio della zia, la madre di Anna lo
trasformava come nuovo; anche i capelli venivano
riutilizzati come parrucche per le statue.
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Nella seconda giornata abbiamo analizzato il documento
di Vittorio Emanuele II assieme a Daniela ed Enrico,
soffermandoci sull’intestazione, il contenuto e le firme
sottostanti; approvava il regolamento della polizia urbana
e rurale deliberato dal Consiglio Comunale di Quartu. Esso
stabiliva che: le contrade, le piazze e tutti i luoghi pubblici
dovevano essere tenuti puliti e liberi dalle carcasse di
animali. Queste ultime dovevano essere sepolte lontano
dall'abitato ed a una profondità di circa centoventi
centimetri. Nelle piazze o contrade i cavalli e le bestie in
generale dovevano essere legate e sostare il tempo
strettamente necessario per caricare e scaricare la merce. Lo
spurgo dei pozzi e la rimozione delle macerie veniva
effettuato solo in alcuni mesi dell’anno e durante le ore
notturne.
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Era dovere di ogni
proprietario o inquilino
tenere pulito il suolo
stradale corrispondente
alla propria abitazione,
era vietato tenere nelle
case acque stagnanti e
fetide.
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Nella terza giornata abbiamo analizzato una lettera di
protesta verso il Comune del signor Boi Salvatore. Egli si
lamentava per il mancato ritiro del letame delle galline da
parte degli operatori ecologici. La S.A.S.P.I (la società
incaricata del ritiro dei rifiuti) sosteneva che la legge che
regolava il ritiro dei rifiuti escludeva dalla classificazione dei
rifiuti provenienti dalle abitazioni private il letame di
qualsiasi genere, dando torto al signor Boi.
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Nella quarta giornata la classe è stata divisa in vari gruppi a
ciascuno dei quali sono stati consegnati dei documenti diversi.
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E’ stato analizzato il Regolamento di Igiene del 1876.
Esso diceva che tutti i luoghi
pubblici dovevano essere puliti e
non si doveva dar scolo nelle piazze;
era vietato abitare in case
umide e sudice.
Queste ultime dovevano essere
provviste di cessi e di acquai.
Le acque residue di usi domestici
venivano messe in contenitori
diversi dai pozzi neri
e dalle fogne.
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Non si potevano costruire case senza il permesso della
Giunta Comunale e della Commissione Sanitaria. Era dovere di
ogni proprietario o inquilino pulire la parte di strada davanti
alla propria casa. Era vietato gettare dalla finestra oggetti
fetidi e spazzatura.
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Inoltre il trasporto del letame e lo spurgo dei pozzi neri
avveniva la notte nei mesi di aprile e agosto. Ogni anno, finiti i
lavori nelle aie, veniva fatta una pulizia generale di tutte le vie
interne del popolato. Era vietato tenere nelle case pelli, ossa e
altre materie insalubri.
Era permesso il deposito dei concimi e dei letamai ad una
distanza di 4 metri, ricoperti da uno strato di terra di 0.50
metri.
Si disponeva che venissero coperte tutte le cloache e i canali
aperti in cui si raccoglievano immondizie di ogni genere e che
venissero adottate tutte quelle opere necessarie ad impedire le
esalazioni.
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Il proprietario doveva provvedere, inoltre, a riparare i guasti
e le rotture, di cessi, canali, fogne, condotti da cui
derivavano esalazioni di qualunque tipo. In caso di mancato
intervento da parte del proprietario nel termine fissato era
previsto l’intervento d’ufficio con spese totalmente a suo
carico.
Era vietato salassare cavalli ed altri animali, ed accendere
fornaci nei luoghi pubblici come piazze e contrade. La
combustione doveva essere fatta agli estremi del popolato.
Alla morte di un animale domestico, il padrone dovrà
immediatamente farlo seppellire fuori dal popolato ad un
distanza non minore di 200 metri.
Le scuole private e pubbliche non potevano aprire senza la
preventiva denuncia all’ autorità Comunale.
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Sopra gli ultimi capitoli del regolamento di igiene
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Delibera della Giunta Comunale n. 84 del 1911
Mantenimento asinello
La Giunta Municipale “prende in esame il conto relativo
all’acquisto della paglia fornita all’asinello del Comune” per
il suo mantenimento negli anni 1910-1911 rispettivamente di
£ 20,00 e £ 14,00 per un totale di £ 34,00 ed il provento del
concime ritirato per un totale di £ 6,00 con un disavanzo di
£ 28,00 da rimborsarsi al signor Perra Scalas Rafaele.
L’asinello quindi contribuiva al suo mantenimento
mediante lo sfruttamento degli escrementi come concime.
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Delibera della Giunta Comunale n. 85 del 1911
Morte dell’asinello
Il presidente della Giunta Municipale “comunica che è morto
l’asinello e che occorre acquistarne un altro per disimpegnare il
servizio di nettezza delle vie, trasporto di ciottoli e sabbione
occorrenti al selciatore, trasporto carburi e ferri della musica
non che ad altri servizi che giornalmente occorrono.
L’assessore Secci ritiene maggior interesse per il Comune
provvedere a questo servizio a mezzo di appalto”. Il Consiglio
rinvia una decisione, “facendo intanto pratiche per la ricerca
di un asinello”.
La morte dell‘asinello offre l’occasione per riconsiderare lo
strumento dell’appalto come soluzione per il servizio di
pulizia delle strade.
31
Da una circolare del Prefetto
di Cagliari del 31-01-1942
abbiamo appreso che una legge
dell’anno precedente rendeva
obbligatoria, per la prima volta,
l’istituzione in tutti i comuni
del Regno, del servizio di
raccolta, trasporto e
smaltimento dei rifiuti solidi e
urbani; ma in quel periodo il
comune di Quartu non potè
attuarlo a causa della guerra in
corso, trovandosi in una
condizione finanziaria
disastrosa.
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Tale servizio dovrà attendere fino al 1955
quando con una lettera il Sindaco comunica alla S.A.S.P.I
che il servizio di ritiro dei rifiuti
può avere inizio, essendo venuti meno
gli impedimenti
precedentemente comunicati.
Il sindaco, inoltre, chiede che
il capo squadra venga scelto
tra i residenti di Quartu,
e che sia una persona di fiducia
non solo della società
ma anche
dell’Amministrazione.
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Il sindaco di Quartu ha pensato di risolvere al più presto la
situazione prima che la città si riempisse d’immondezza e
ha fatto bene anche ad assumere come capo squadra un
abitante di Quartu che conoscesse bene tutte le zone,
cosicché anche gli abitanti potessero lavorare nella propria
città.
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Il neonato servizio ha sollevato numerose lamentele da parte dei
cittadini. Infatti abbiamo letto una lettera di protesta…
Il signor Porceddu Nello, a
nome di tutti gli abitanti di Via
Alessandro Volta, segnala, come
già fatto ai vigili urbani,che un
camion che trasportava blocchi
di granito ha provocato un
avvallamento nel marciapiede.
A causa di ciò l’acqua piovana
stagnava e formava umidità.
Egli chiede pertanto che il
marciapiede venga riparato, così
come anche quello davanti al suo
cancello. Infatti, trovandosi
sotto il piano stradale, le acque
provenienti da Via Marconi si
depositano e impediscono il
passaggio.
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Il signor Nello inoltre si
lamentava perché gli
addetti al ritiro dei rifiuti ,
prima di ricevere gli ordini
dal capo squadra ,
sostavano, facevano
colazione e allo stesso
tempo molto rumore
(durante le prime ore del
mattino) nei marciapiedi
davanti alle abitazioni di
Via Volta. Essi
pronunciavano parole
volgari non educative per i
bambini. I netturbini una
volta che ricevevano gli
ordini dal capo gruppo se ne
andavano lasciando nel
marciapiede l’immondizia
della colazione.
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Il signor Nello
chiedeva che il Comune
intervenisse nei
confronti della Società
al fine di eliminare la
situazione di disagio
descritta.
Il Comune mandò
alla S.A.S.P.I una
missiva in cui la
invitava a spostare il
punto d’incontro dei
netturbini prima di
ricevere gli ordini dal
capo squadra ritenendo
giuste le lamentele dei
cittadini.
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Dal nostro punto di vista il signor Nello aveva ragione
perché chi si occupava della raccolta dei rifiuti sporcava più
degli altri, infatti il Comune, per fortuna rispose a favore del
signor Nello… ma nonostante queste lamentele i netturbini
ripetevano i loro comportamenti scorretti davanti ad altri
caseggiati.
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Il terzo documento contiene una lettera di protesta da parte
del signor Cardia Francesco,
il quale lamentava il mancato ritiro
dei rifiuti per diversi giorni .
Egli segnalava che le poche volte
che i netturbini passavano
si dimenticavano di fischiare.
Inoltre segnalava il comportamento
poco educato dell’’autista il quale
prima impediva al netturbino
di ritirare i rifiuti e successivamente
quando quest’ultimo vi provvedeva
(dopo le rimostranze del signor Cardia)
gli fece rapporto.
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Il signor Francesco chiedeva che l’immondizia venisse
ritirata regolarmente e che l’autista avesse modi più
educati.
Riteniamo che questi disagi, anche se in diverso modo, li
vediamo ancora oggi:infatti capita anche con la raccolta
differenziata che vengano dimenticati i contenuti dei
bidoni. Quando questo si verifica siamo costretti a riportarli
in casa e sopportare le esalazioni di essi, nel caso dei rifiuti
organici.
Il signor Cardia aveva ragione non poteva vivere in
mezzo all’immondezza per tanti giorni e magari un po’ più
di educazione da parte dei netturbini sarebbe stata gradita
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Il quarto documento è
sempre una lettera di protesta
da parte del signor Francesco
Isola che segnala il mancato
ritiro dell’immondezza. I
netturbini si giustificavano
dicendo che non la dovevano
ritirare. Il signore chiedeva
quindi l’intervento del
Comune che a sua volta
mandò la lettera alla
S.A.S.P.I. La Società rispose
dicendo che l’immondezza del
cortile non doveva essere
ritirata se non veniva messa
nei contenitori appositi.
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Riteniamo che il signor Francesco aveva torto e che aveva
ragione la S.A.S.P.I in quanto non era giusto che la Società
raccogliesse i rifiuti della sua abitazione non previsti dal
loro esercizio.
Ancora oggi molti cittadini non rispettano il nuovo sistema
di raccolta rifiuti (la raccolta differenziata) e depositano la
spazzatura in contenitori non adeguati.
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Il quinto documento è una
lettera scritta da il signor
Francesco Olla che si lamenta
perché i netturbini non hanno
ritirato il contenitore dove vi
erano delle spine di rosa.
La S.A.S.P.I. risponde che
il barattolo contenente i resti
della potatura delle rose era
troppo piccolo e pieno, per cui
il netturbino avrebbe dovuto
usare le mani per svuotarlo. La
Società fa presente che il signor
Olla, invitato a tenere separati
dal barattolo i gambi spinosi,
non vi ha provveduto e che
nonostante ciò i resti sono stati
ritirati.
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Troviamo inadeguata la sua lamentela visto e considerato
che nonostante la sua non curanza nel depositare le spine
di rosa nel barattolo, i netturbini le hanno raccolte lo
stesso.
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Nell’ultimo documento il sindaco chiede al direttore della
S.A.S.P.I
di intervenire facendogli presente
che ci sono state lamentele
generalizzate da parte dei cittadini
sullo svolgimento del servizio
di ritiro dei rifiuti. In particolare
la popolazione si lamenta del fatto
che i netturbini non ritirano
l’immondizia quando supera
determinate quantità e che gli stessi
frugano all’interno dei barattoli,
sporcando in questo modo
i marciapiedi.
Tali fatti, inoltre,
pregiudicano l’igiene pubblica.
45
Considerazioni finali…
In passato la raccolta dei rifiuti veniva organizzata
secondo il regolamento di polizia urbana e rurale, che era
molto simile a quello di oggi.
Il progetto sulla raccolta dei rifiuti, a cui ha preso parte
la nostra classe, ha permesso a tutti di metterci in contatto
con i documenti, trascriverli e commentarli.
Nonostante l’aiuto degli archivisti, inizialmente la
lettura dei documenti, scritti in parte a mano, è stata un po’
difficoltosa e alcuni dei nostri compagni l’hanno trovata
noiosa e poco interessante.
Comunque per gran parte di noi, è stata un’esperienza
rilassante rispetto alle lezioni scolastiche, pur apprendendo
nuove conoscenze, l’abbiamo fatto in modo diverso e meno
faticoso delle solite materie.
46
Quest’attività si è rivelata istruttiva perché ci ha aiutato a
scoprire come si comportavano gli abitanti in relazione alla
ripartizione dei rifiuti in modo semplice e naturale senza
danneggiare l’ambiente circostante.
Ciò che ha suscitato in noi più interesse, è stato quando
abbiamo esaminato i documenti perché ha dato a noi
l’opportunità di capirne il contenuto e decifrarne la grafia.
Per alcuni di noi, si possono fare più incontri per il lavoro
dell’archivio così possiamo scoprire molte più cose e
appassionarci ancora di più alla scuola, dato che è un lavoro
diverso e più stimolante.
Leggere i documenti con la scrittura un po’ particolare è
stato difficile ma anche molto divertente perché alcune parole
erano molto strane quindi a volte sembrava che c’era scritto
tutta un'altra cosa da quella che era in realtà.
47
Un momento particolare che abbiamo vissuto è stato quando
la signora Algeri ha riferito le sue esperienze personali a cui
è seguito l’invito del suo squisito Gateaux, tipico dolce
sardo.
Questo lavoro è stato utile, sia per la conoscenza della
storia di Quartu che riguarda la pulizia, sia per i rapporti
con i compagni dovendo fare lavori di gruppo.
Questo progetto è stato molto interessante per scoprire
nuove realtà di diversi periodi, del posto in cui viviamo.
48
Fonti dell’Archivio Storico Comunale
Regolamento d'igiene (A.C.Q., III 2.4.1/1)
Risposta del commissario prefettizio (A.C.Q., IV5.6.1/2)
Delibera del consiglio comunale (A.C.Q., IV 5.6.1/2)
Delibera n°56 (A.C.Q., I 6.2. 1/13)
Lettere di protesta dei cittadini e risposte del Comune (A.C.Q., IV
5.6. 1/3)
Bibliografia
Il libro dei rifiuti, di Barbara Veit e Christine Wolfrum,
illustrato da Susanne Braunig, Michael Keller e Harald
Vorbrugg.
Trieste : E. Elle, 1994
49
Questo lavoro è stato svolto dalla classe 2^C
dell’istituto Comprensivo n. 1 “Porcu-Satta” di Quartu
Sant’Elena
Bornioli Sergio
Canu Francesca
Cesare Federica
Dall’ora Martina
Fadda Alice
Floris Alessia
Floris Michael
Mameli Giuseppe
Mascia Alessandro
Milia Francesco
Mocco Gianluca
 Musu
FateAlessio
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formato
Pani
Nicoladel testo della
struttura
Pau
Edoardo
Pau Melania
 Secondo livello
Pinna Alessia
struttura
Secchi Michela
 Terzo livello
Serra Daniele
struttura
Steri Matthias
Zedda Luana
 Quarto livello
struttura
Ringraziamo per la collaborazione Daniela Luxi, Enrico Fenu, Sebastiano
Quinto
Fenu dell’Archivio Storico Comunale, ed in particolare la signora
Anna Algeri per la sua testimonianza.
livello
50
Indice
 Circa un anno fa… A.S 2010-2011……………………………………….1
 Passa un anno …la classe 2^C …………………………………………..8
 Un po’ di storia sulla raccolta dei rifiuti……………………………………9
 Preparazione 1° incontro ………………………………………………..16
 Racconto della Signora Algeri ……………………………………..17-18-21
 Tipologia casa campidanese……………………………………….....19-20
 Analisi del documento di Vittorio Emanuele…………………………...21-22
 Lettera di protesta verso il Comune ………………………………………23
 E’ stato analizzato il Regolamento di Igiene del 1876…………………..24-29
 Delibera della Giunta Comunale n. 84 del 1911. Mantenimento asinello….30-31
 Circolare del Prefetto di Cagliari del 31-01-1942……………………….32-34
 Il neonato servizio ha sollevato numerose lamentele da parte dei cittadini.
Infatti abbiamo letto una lettera di protesta…………………………........35-45
 Considerazioni finali………………………………………………….46-48
 Fonti e Bibliografia……………………………………………………...49
 Ringraziamenti………………………………………………………….50
51
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