CENNI DI MICROBIOLOGIA Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 1 MALATTIA DI ORIGINE ALIMENTARE Malattia che deriva dall’ingestione di un alimento contaminato CONTAMINAZIONE chimica Intossicazione microbica Tossinfezione TOSSINE causate dall’ingestione di un alimento contenente tossina batterica preformata causate dall’ingestione, insieme con l’alimento, di batteri vivi e vitali Sostanze tossiche prodotte da alcuni microrganismi, durante la loro moltiplicazione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 2 CHE COSA SONO I BATTERI? organismi unicellulari di dimensioni estremamente piccole invisibili a occhio nudo si nutrono crescono come tutti gli esseri viventi si riproducono si muovono muoiono Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 3 MICRORGANISMI LIEVITI possono essere utili per l’uomo produzione yogurt, pane, birra SPORE BATTERI saprofiti patogeni indice di inquinamento MUFFE possono alterare gli alimenti (solitamente in modo visibile) Forme di “resistenza” sviluppate da alcuni batteri in condizioni ambientali sfavorevoli possiedono involucri protettivi esterni Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 4 I MICRORGANISMI vivono e si moltiplicano in modo variabile temperatura 12 tempo 9 3 6 i fattori che influiscono sono nutrimento ossigeno umidità acidità Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 5 LA TEMPERATURA I vari tipi di microrganismi gradiscono temperature diverse per il proprio habitat ottimale Psicrofili Mesofili prediligono il freddo temperatura intermedia il caldo intervallo di crescita 0-25°C 20-45°C 45-70°C temperatura ottimale 10°C 30-37°C 50-55°C Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista Termofili 6 TEMPERATURE MINIME E MASSIME 50° Yersinia e. Salmonella 40° Bacillus cereus 30° Campylobacter j. 20° 10° 0° Stafilococcus a. Listeria monoc. Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 7 TERMORESISTENZA DEI MICRORGANISMI 120° Distruzione delle spore in 10’-20’ 100° Distruzione delle spore in 60’-90’ Distruzione rapida di tutte le forme vegetative 80° Zona termica di pastorizzazione 60° Zona di massimo sviluppo per i batteri termofili 40° Zona di massimo sviluppo per i batteri mesofili 20° Sviluppo massimo psicrofili, attenuato dei mesofili 0° Sviluppo attenuato degli psicrofili - 20° Cessazione progressiva di ogni forma di vita batterica - 40° Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 8 12 9 3 IL TEMPO 69 miliardi 6 Moltiplicazione dei batteri in condizioni favorevoli (da M. Jacob) Numero batteri 1 miliardo 17 milioni 260000 1 ore 0 64 2 4000 4 6 8 10 Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 9 IL NUTRIMENTO Per vivere e moltiplicarsi, i batteri hanno bisogno di alimentarsi Gli alimenti preferiti dai batteri, e spesso all’origine di tossinfezioni, sono quelli ricchi di proteine ed acqua carne pollame arrosti, polpettone rolate, insalate di pollo uova maionese, tiramisù, creme latte creme, panna Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 L’IMPORTANZA DELL’OSSIGENO I microrganismi si suddividono in: Aerobi vivono solo in presenza di ossigeno come l’uomo e gli animali Anaerobi vivono solo in assenza di ossigeno; per loro l’ossigeno è dannoso Aerobi o anaerobi facoltativi possono vivere sia in presenza che in assenza di ossigeno Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 L’IMPORTANZA DELL’ACQUA I microrganismi necessitano di acqua per il loro metabolismo Gli alimenti, a seconda dei trattamenti subiti, possiedono quantità di acqua differenti marmellata salamoia si conservano più a lungo perché hanno una ridotta quantità di acqua libera Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 LE MALATTIE DI ORIGINE ALIMENTARE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 13 CONTAMINAZIONE DA SOSTANZE CHIMICHE Contaminazione primaria Contaminazione secondaria residui involontari residui volontari Assenza di precauzioni nello stoccaggio di pesticidi metalli pesanti residui di farmaci anabolizzanti Pesticidi additivi sostanze chimiche detergenti/disinfettanti Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 14 Pericolo! Contaminazione degli alimenti con prodotti per la pulizia che sono, in genere, tossici se ingeriti Precauzioni 1 Non travasare detergenti e disinfettanti in contenitori anonimi 2 Etichettare i contenitori di sostanze chimiche 3 Tenere i contenitori al chiuso e comunque separati e distanti dagli alimenti in armadi in appositi locali Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 15 LE TOSSINFEZIONI ALIMENTARI Malattie che si manifestano in seguito all’ingestione di alimenti contaminati da microrganismi o dalle loro tossine lievi durata di qualche ora Sintomi gravi durata di più giorni solitamente gastroenterici Vomito nausea diarrea Le malattie alimentari si manifestano con maggiore gravità nelle popolazioni più sensibili bambini anziani Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 16 LA SICUREZZA MICROBIOLOGICA DI UN ALIMENTO DIPENDE DA 1 2 tipo di microrganismo la tossinfezione si verifica se l’alimento è contaminato da un microrganismo patogeno numero di microrganismi i batteri, o le loro tossine, devono essere presenti in quantità sufficienti nell’alimento ingerito Se il numero di batteri è insufficiente, l’individuo che ha ingerito l’alimento può diventare portatore Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 17 FATTORI CHE DETERMINANO UNA TOSSINFEZIONE 1 2 3 Un microrganismo la contaminazione dell’alimento mediante latte un alimento adatto 4 tempo e temperatura 5 l’ingestione 12 9 3 6 • utensili e superfici sporchi • alimenti crudi • personale addetto carne pesce che permettano al microrganismo di moltiplicarsi dell’alimento contaminato Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 18 inadeguato raffreddamento di cibi cotti inadeguata cottura o riscaldamento di cibi cotti conservazione di alimenti caldi in modo inadeguato cibi preparati troppo in anticipo MAGGIORI CAUSE DI TOSSINFEZIONE uso di ingredienti contaminati carenze nell’approvvigionamento 12 9 3 6 scarsa igiene personale inadeguata locali utensili pulizia attrezzature Manipolazione di alimenti ad opera di personale infetto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Contaminazione crociata Manuale di igiene per l’alimentarista 19 SALMONELLA Piatti a base di uova crude Uova e derivati Alimenti a rischio maionese tiramisu Carni di pollame Alcuni molluschi Carni suine crude Materie prime Cause scarsa igiene Addetti portatori sani personale e della lavorazione Contaminazione crociata crudo-cotto Cottura insufficiente Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 20 SALMONELLA Habitat Intestino di molti animali e di portatori sani Cottura sopra i 60°C Prevenzione Conservazione sotto 10°C Sensibilità Distrutte dal calore (anche solo pastorizzazione) Distrutte dai comuni disinfettanti Dopo 12-36 ore Sintomi Diarrea, dolori addominali, nausea, vomito, febbre Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 21 STAFILOCOCCO AUREO Alimenti molto manipolati Alimenti a rischio Creme, carni trite Latticini e gelati Habitat Ferite, anche piccole, a livello cutaneo Naso e gola dei portatori sani Tossendo o starnutendo sul cibo Come avviene la contaminazione? Usando attrezzature non sanificate Toccando gli alimenti se le mani hanno abrasioni o ferite dopo aver tossito o starnutito Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 22 STAFILOCOCCO AUREO Rispetto norme igieniche nella lavorazione Uso di mascherina e guanti per lavorare alimenti che non subiranno cottura Prevenzione Bendaggi impermeabili per ferite alle mani Lavaggio frequente delle mani Rispetto delle temperature Microrganismo sensibile al calore Sensibilità tossina resistente A 1-6 ore dall’ingestione Sintomi Vomito, diarrea, dolori addominali Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 23 CLOSTRIDIUM PERFRIGENS E’ necessario un elevato numero di microrganismi Carni cotte (arrosti) Alimenti a rischio raffreddati lentamente Sughi di carne Salse Habitat Intestino dell’uomo e degli animali Terreno, polvere Cause Cibi conservati a temperatura ambiente Cibi preparati con largo anticipo 12 9 3 6 Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 24 CLOSTRIDIUM PERFRIGENS Rapido raffreddamento carni cotte Prevenzione Mantenimento alimenti caldi a temperatura superiore a 60°C Pericolo! Sensibilità attenzione alla pezzatura Spore termoresistenti Dopo 8-24 ore Sintomi Dolori addominali, diarrea Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 25 BACILLUS CEREUS Alimenti a rischio Purè di patate, creme Habitat Suolo e molti alimenti (es. cerali) Riso bollito Refrigerazione o riscaldamento inadeguati Cause Conservazione a temperatura ambiente Cibi preparati con largo anticipo 12 9 3 6 Prevenzione Raffreddare rapidamente i cibi Limitare il tempo tra preparazione e consumo Sensibilità Spore resistono al calore Sintomi Dopo 1-6 ore, diarrea, vomito Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 26 CLOSTRIDIUM BOTULINUM Alimenti a rischio Conserve preparate in casa (vegetali e sott’olio) Habitat Largamente diffuso nell’ambiente Cause Carenze igieniche nella lavorazione Trattamento termico inadeguato delle conserve Rispetto igiene della lavorazione Prevenzione non utilizzare conserve fatte in casa sterilizzazione conserve Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 27 CLOSTRIDIUM BOTULINUM Sensibilità Tossina termolabile, spore termostabili dopo 12-48 ore Sintomi di tipo nervoso, assenza di sintomi gastrointesinali morte per paralisi respiratoria Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 28 COLIFORMI - ceppi enterotossigeni Molti alimenti crudi Alimenti a rischio Acque contaminate Habitat Intestino di uomini e animali Contaminazione Crociata, tra alimenti crudi e cotti Mosche Prevenzione Rispetto igiene nella lavorazione Dopo 12- 24 ore Sintomi Febbre, vomito, diarrea, dolori addominali Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 29 LISTERIA MONOCYTOGENES Formaggi Alimenti a rischio Carni e prodotti carnei, soprattutto crudi Prodotti della pesca Habitat Ubiquitario Rispetto igiene della lavorazione Prevenzione Sensibilità Sintomi Cottura, pastorizzazione Si moltiplica a 0°-4°C Colpisce soprattutto gli immunodepressi Febbre, meningite, sintomi parainfluenzali Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 30 VIBRIO PARAHAEMOLITICUS Alimenti a rischio Pesce crudo Habitat Acque costiere Prevenzione Molluschi Non consumare pesce crudo Cottura Sensibilità Sintomi Sensibile al calore Dopo 12-24 ore Diarrea profusa, nausea, vomito, febbre Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 31 DA RICORDARE •Perché si verifichi una tossinfezione, nell’alimento deve essere presente un numero sufficiente di microrganismi patogeni. Il numero varia in base a: tipo di microrganismo, età e stato di salute della persona colpita. •I soggetti più a rischio sono i bambini, gli anziani, le donne in gravidanza, le persone immunocompromesse. In questi soggetti, il numero di microrganismi che può provocare la tossinfezione può essere anche molto ridotto • I sintomi sono solitamente a carico dell’apparato gastroenterico e si manifestano con nausea, vomito, diarrea, febbre, dolori addominali. • Le maggiori cause di tossinfezione sono legate principalmente a: errati comportamenti nel corso della lavorazione, insufficiente igiene personale, insufficiente pulizia di attrezzature ed ambiente. • In caso di sospetto di tossinfezione, consulta un medico, soprattutto se i sintomi colpiscono una persona a rischio (anziani, donne gravide, bambini, immunocompromessi). Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 32 LA CONTAMINAZIONE DEGLI ALIMENTI Più i cibi sono manipolati o composti da molti ingredienti, più è elevato il numero di batteri che contengono maggiore è il numero di microrganismi, minore è la sicurezza igienica e la vita del prodotto piatti precucinati misti piatti a base di carni bovine piatti a base di carni avicunicole piatti a base di insaccati misti piatti a base di prodotti ittici (da: Giaccone, 1990) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista Il rischio aumenta ad ogni manipolazione 33 VIE DI CONTAMINAZIONE M a n i Bocca Naso Lesioni Feci Animali Pelle Starnuto Aria ALIMENTO Indumenti utensili Tosse Gola Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 34 IL PORTATORE SANO E’ un soggetto non ammalato, che è in grado di diffondere i germi patogeni che ospita il proprio organismo Modalità di contaminazione degli alimenti da parte di un portatore sano 1 2 i germi patogeni sono eliminati attraverso le feci o naso o cute vengono trasferiti sulle mani o su altre parti del corpo che entrano in contatto con gli alimenti 3 sopravvivono e si moltiplicano 4 gli alimenti non vengono trattati in modo tale da distruggerli Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 35 LA CONTAMINAZIONE CROCIATA Si verifica quando gli agenti infettanti vengono trasmessi da un alimento ad un altro attraverso un oggetto una superficie coltelli tavoli di lavoro tritacarne contenitori le mani del lavoratore attrezzature varie Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 36 ESEMPI DI CONTAMINAZIONE CROCIATA Le verdure hanno una carica microbica molto elevata, ma l’ambiente non è favorevole per la loro crescita Verdure Carni rosse Sulla superficie del pollame sono spesso presenti salmonelle Carni bianche La ricontaminazione di alimenti cotti è molto pericolosa perché l’alimento non subirà più trattamenti efficaci col calore Prodotti cotti Prodotti crudi Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 37 In qualsiasi modo ed in qualsiasi fase avvenga la contaminazione microbica degli alimenti, la sua entità e pericolosità dipende da temperatura di conservazione tempo che trascorre dalla preparazione 12 9 6 deperibilità dell’alimento Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 3 38 AD ESEMPIO la carne cruda non è stata subito messa in frigorifero l’arrosto è stato preparato su un vecchio tagliere in legno molto contaminato Il tritacarne non è stato ben pulito prima dell’utilizzo le mani che hanno impastato le polpette non venivano lavate da un po' di tempo 12 9 3 6 l’arrosto è rimasto sul tavolo quasi tutto il giorno le polpette sono state la cotte con una fiamma tossinfezione è bassa, che le ha solo assicurata! riscaldate Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 39 basata sul corretto comportamento LA PREVENZIONE igienico del personale Salmonella presente nell’intestino del portatore sano può contaminare le mani per scarsa igiene personale ESEMPI Stafilococco presente sulla pelle (ferite), naso, gola contatti possibili con le mani eliminati con starnuti o colpi di tosse giungono sull’alimento se non vengono rispettate le norme fondamentali di igiene della lavorazione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 40 COME DOBBIAMO COMPORTARCI? superfici pensando attrezzature che... alimenti la nostra persona gusto sapendo sapore che... odore colore sono contaminate e potenzialmente contaminanti dell’alimento contaminato in genere non si modificano noi conviviamo con i microrganismi, non possiamo eliminarli totalmente Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 41 COME PREVENIRE? Cercando di 1 porre la massima attenzione alla materia prima 2 evitare ulteriori contaminazioni 3 limitare la moltiplicazione dei microrganismi che già contaminano l’alimento Intervenendo su... ...deposito (conservazione) ...igiene della lavorazione ...igiene e comportamento del personale ...organizzazione delle operazioni di pulizia ...manutenzione ed igiene di strutture ed attrezzature Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 42 LE MATERIE PRIME Controllo della merce in arrivo 1 condizioni igieniche di trasporto 2 correttezza dell’etichettatura (scadenza in particolare) 3 temperatura di trasporto di prodotti freschi e surgelati 4 integrità della merce Prodotto e confezionato dalla ditta Ditta Rossi Giovanni - Via Roma 25 - Milano Pasta all’uovo - Ingredienti: Semola di grano duro, uovo 16,7% - Peso 250 gr. Da consumarsi preferib. entro il 15/5/98 Conservare in luogo fresco non accettare scatolame gonfio e arrugginito, carni che hanno perso il vuoto •Segnalare anomalie o irregolarità nella fornitura •Organizzare una efficace rotazione del magazzino Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 43 COME LIMITARE L’ATTIVITA’ E LA MOLTIPLICAZIONE DEI MICRORGANISMI PRESENTI? MANIPOLAZIONE CORRETTA RISPETTO DELLE TEMPERATURE DI CONSERVAZIONE E LAVORAZIONE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 44 COME EVITARE CONTAMINAZIONI? CAUSE RIMEDI Sosta prolungata di alimenti a temperatura ambiente e all’aria, o in promiscuità Limitare la permanenza a temperatura ambiente Coprire sempre i cibi in frigo Separare gli alimenti Contaminazione da parte degli operatori Contaminazioni crociate Errata manipolazione Lavaggio delle mani Corretto utilizzo di piani di lavoro ed attrezzature Formazione del personale Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 45 L’IMPORTANZA DELLE TEMPERATURE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 46 E’ fondamentale imparare a gestire correttamente le diverse temperature Tenere sempre conto della pezzatura dell’alimento in recipienti scoperti Evitare la sosta prolungata degli alimenti a temperatura ambiente A temperatura ambiente, o meglio nell’intervallo di temperatura che va da 10°C a 65°C, i cibi e gli alimenti debbono sostare per il minor tempo possibile Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 9 3 6 47 IL FREDDO •non distrugge i microrganismi e non li inattiva definitivamente •consente un prolungamento dei tempi di conservazione •rallenta la moltiplicazione della maggior parte dei patogeni Più basse sono le temperature, maggiore è il rallentamento dell’attività microbica la temperatura non Il sistema della conservazione a può subire rialzi freddo prevede il rigoroso consistenti, neppure rispetto della catena del freddo per breve tempo Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 48 REFRIGERAZIONE da 0°C a 10°C CONGELAMENTO a temperatura inferiore a -15°C SURGELAZIONE a temperatura inferiore a -18°C SURGELATO Si ottiene il blocco della crescita dei microrganismi responsabili delle tossinfezioni Si ottiene il blocco pressoché totale della crescita microbica Si ottiene il blocco totale della crescita microbica si formano cristalli piccolissimi che non danneggiano l’alimento Alimento in confezione chiusa all’origine, sottoposto ad un abbassamento veloce della temperatura, fino a raggiungere i -18°C, e conservato a tale temperatura Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 49 TEMPERATURE DI CONSERVAZIONE carni fresche 0°/ +4°C pollame, conigli, frattaglie 0°/ +3°C salumi, insaccati +6°C prodotti cotti da consumarsi freddi +4°C prodotti surgelati -18°C Rispettare comunque sempre la temperatura Regione Piemonte – Direzioneindicata Sanità Pubblica – Alberto Mancuso di conservazione in etichetta Manuale di igiene per l’alimentarista 50 CONSERVABILITA’ è direttamente in funzione del tempo e della temperatura carni fresche sottovuoto max 30 gg. carne trita bovina 1 giorno carne bovina congelata 12 mesi polleria 2-3 gg. prodotti cotti da consumarsi freddi 1 giorno Rispettare comunque sempre la data di Regione Piemonte –indicata Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso scadenza in etichetta Manuale di igiene per l’alimentarista 51 UTILIZZO CORRETTO DELLE CELLE FRIGORIFERE •Assicurarsi che in ogni cella ci sia un termometro preciso e controllare frequentemente la temperatura •Evitare lo stivaggio eccessivo: all’interno della cella frigorifero deve circolare aria •Recipienti di metallo o vetro devono essere posti nella parte inferiore, in modo da evitare sgocciolamenti •Coprire i recipienti, per impedire contaminazioni •Non appoggiare direttamente a terra le derrate •Conservare separatamente cibi cotti e cibi crudi •Non mettere mai cibi caldi nel frigorifero, per non causare innalzamenti della temperatura Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 52 REGOLE PER LA CONSERVAZIONE DELLE CARNI conservare in celle separate carni “rosse” se non si dispone di celle diverse, creare spazi separati pollame Impedire qualsiasi contatto tra carni imballate e carni non protette salumi stagionati Se si devono depositare nella stessa cella carni confezionate e carni non protette, separarle e proteggere le carni sfuse Depositare gli scarti in un contenitore chiuso Organizzare una efficace rotazione del magazzino, tenendo comunque conto della data di scadenza Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 53 IL CALORE Sottoponendo un alimento ad una temperatura superiore a 75°C in modo uniforme in tutti i suoi punti per un tempo sufficiente, i batteri patogeni vengono eliminati Più la temperatura è alta, maggiore è la possibilità di distruzione pastorizzazione vengono distrutti i germi patogeni 65°C-80°C per alcuni minuti ebollizione si ottiene la distruzione dei microrganismi; alcune spore e tossine possono resistere sterilizzazione si ha la distruzione di tutti i microrganismi Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso superiore a 100°C Manuale di igiene per l’alimentarista 54 SCONGELAMENTO I prodotti congelati, una volta scongelati, devono essere conservati in frigorifero e consumati entro 24 ore Non scongelare mai a temperatura ambiente: i germi possono moltiplicarsi dopo lo scongelamento Gli alimenti già scongelati non possono essere ricongelati Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 55 MODALITA’ DI SCONGELAMENTO Vegetali immersione diretta nell’acqua di cottura in ebollizione corrente Prodotti ittici in filetti Carni in acqua fredda docciatura ebollizione Deve essere effettuato in frigorifero in caso di emergenza, iniziare lo scongelamento all’esterno del frigorifero (per un tempo limitato) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 56 L’ABBATTIMENTO DELLA TEMPERATURA I cibi già cotti ed ancora caldi non devono essere mantenuti a lungo a temperatura ambiente per evitare la crescita di germi che li possono avere contaminati E’ indispensabile refrigerarli, seguendo due regole 1 raffreddarli nel più breve tempo Abbattimento della possibile prima di metterli in cella temperatura 2 non mettere mai in cella alimenti in grandi pentole ancora calde raffreddamento troppo lento aumenta la temperatura della cella frigorifera Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 57 L’ABBATTIMENTO DELLA TEMPERATURA E’ quindi necessario abbattere la temperatura, cioè abbassare molto velocemente la temperatura dell’alimento fino a poterlo mettere in cella frigorifera Tramite apparecchiature apposite, dette abbattitori termici Modalità di abbattimento Con sistemi “casalinghi: raffreddamento dei contenitori sotto acqua corrente fredda Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 58 IL RAPPORTO TRA TEMPO E TEMPERATURA •La cottura deve essere completa •Se devono essere conservati, gli alimenti devono essere refrigerati subito dopo la cottura •Se devono essere mantenuti caldi per la distribuzione, gli alimenti devono essere conservati ad una temperatura superiore a 60°C •Non lasciare passare troppo tempo tra la preparazione ed il consumo degli alimenti •Il prelievo degli alimenti deperibili dal frigorifero deve essere strettamente regolato sulla quantità prevista per l’impiego in tempi brevi •Se è necessario procedere al raffreddamento ed al successivo riscaldamento, è fondamentale che venga raggiunta una temperatura di almeno 70°C in tutte le parti dell’alimento. •I piatti, una volta preparati, non dovrebbero mai essere riscaldati più di una volta. Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 59 REGOLE PER LA LAVORAZIONE La manipolazione degli alimenti deve essere ridotta al minimo indispensabile carni rosse e pollame Usare piani di lavoro ed utensili differenti per carni e verdure crude prodotti cotti e crudi Attenzione a manipolare gli imballaggi Utilizzare carta a perdere al posto di stracci Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 60 REGOLE PER LA LAVORAZIONE Conservare in luogo chiuso prodotti ed attrezzi utilizzati per la pulizia gli scarti di lavorazione vanno messi in contenitori chiudibili non devono essere accumulati Usare forchette, pinze, cucchiai a manico lungo e palette o guanti di materiale plastico per manipolare cibi cotti o che non saranno sottoposti successivamente a cottura Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 61 LE REGOLE PER IL SOTTOVUOTO E’ preferibile non mettere sottovuoto carni già sottoposte a questo trattamento Rispettare sempre la catena del freddo ed estrarre i prodotti dal frigorifero poco prima dell’utilizzazione Evitare di ammassare i singoli pacchetti Aprire i sacchetti poco prima dell’utilizzazione Il sottovuoto può prolungare la vita del prodotto, ma è necessario partire da una materia prima in ottime condizioni Il prodotto ha già subito manipolazioni e la sua durata è comunque limitata Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 62 Utilizzare sempre carni in buono stato di conservazione Limitare al massimo le manipolazioni: è consigliabile l’uso di guanti di gomma, mascherina e pinze Lavarsi le mani prima della preparazione LE CARNI TRITE Limitare il tempo fra preparazione e consumo 12 9 3 6 La carne macinata deve essere sempre tenuta in frigorifero a temperatura inferiore a 2°C E’ preferibile non mettere sottovuoto carni trite Servirsi di un tritacarne a parte per le carni bianche Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 63 USO E PULIZIA DEL TRITACARNE Deve essere pulito il più frequentemente possibile Se ci sono pause nella lavorazione, riporlo in frigorifero Concentrare le lavorazioni, in modo da limitare le pause È consigliabile l’uso di tritacarne refrigerati Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 64 LA MERCE “SCADUTA” ...da consumare entro il 15/5/98 toglierla dal commercio prima della data di scadenza tenerla in un apposito scomparto separato con il cartello “MERCE DA RENDERE AL FORNITORE” NON IN VENDITA In ogni caso, non fare mai accumuli Mai tenere merce in cattivo stato di conservazione o alterata le irregolarità vengono punite con sanzioni pesanti Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista denuncia all’Autorità Giudiziaria 65 LO “STERILIZZATORE” PER COLTELLI Al mattino, o comunque all’inizio del turno di lavoro, verificare che sia acceso e regolarmente funzionante: la temperatura dev’essere superiore a 82°C Tenerlo sempre acceso durante le lavorazioni Lasciare i coltelli il tempo sufficiente Come usarlo? Se si dispone di più coltelli, alternarli periodicamente durante il lavoro, riponendo quello non utilizzato nello sterilizzatore Pulire sempre i coltelli prima di immergerli Prima di utilizzare il coltello, sciacquarlo sempre Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 66 I coltelli... ...quando non si usano, vanno comunque tenuti al chiuso, in un luogo pulito Al termine del turno di lavoro... …lavare, detergere e disinfettare i coltelli ...riporli in un apposito portacoltelli in materiale lavabile e disinfettabile (acciaio o plastica) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 67 LA MANIPOLAZIONE DEGLI IMBALLAGGI Gli imballaggi (cartoni) sono da considerarsi contaminati Non accumulare i cartoni nel luogo di lavorazione Lavarsi le mani dopo aver toccato gli imballaggi Non appoggiare gli imballaggi sui piani di lavoro Utilizzare, se esiste, un locale o un luogo apposito per disimballare gli alimenti Separare alimenti imballati e alimenti non protetti (soprattutto carni), in due celle diverse o, se non è possibile, all’interno della stessa cella Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 68 10 REGOLE D’ORO PER LA PREPARAZIONE DI ALIMENTI SANI 1 Preferire alimenti che abbiano subito trattamenti che ne garantiscono l’innocuità 2 Cuocere a fondo e per un tempo sufficiente 12 3 Consumare gli alimenti subito dopo la cottura 4 Conservare gli alimenti cotti che non si consumano subito con grande cura 5 Riscaldare a fondo gli alimenti cotti conservati 9 3 6 Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 69 6 Evitare contatti tra alimenti cotti e crudi 7 Lavarsi frequentemente le mani 8 Verificare che in cucina tutto sia adatto alla preparazione di alimenti 9 Proteggere gli alimenti da topi, insetti e altri animali 1 0 Utilizzare acqua batteriologicamente pura Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 70 L’IGIENE DEL PERSONALE LA PERSONA •Controllare il taglio e la pulizia delle unghie •Durante il lavoro non usare oggetti di cosmesi •Non portare anelli, orologi o bracciali •Non consumare cibi o bevande e non fumare durante il lavoro, né nei luoghi di lavoro Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 71 LA PERSONA •Tenere capelli, barba, baffi in ordine •Parlare distanziati dagli alimenti ed evitare starnuti e colpi di tosse su di essi •In caso di ferite sulle mani, disinfettarle e proteggerle con bende monouso e cerotti impermeabili; utilizzare guanti monouso a ricoprirle •Non umettare le dita con la saliva per prendere oggetti leggeri come tovaglioli ecc. Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 72 LA DIVISA deve contenere la capigliatura copricapo di colore chiaro nei macelli è obbligatorio l’uso del caschetto è vietato l’uso di copricapi di panno o lana Camice o tuta di colore chiaro Se necessario sopra al camice portare un grembiule lavabile Il camice deve coprire le maniche dei vestiti Stivali/calzature da lavoro lavabili Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 73 LA DIVISA: REGOLE DI COMPORTAMENTO L’operatore deve iniziare il lavoro con abbigliamento ineccepibile Cambiarsi prima e dopo il lavoro o quando si esce all’aperto Il cambio della divisa deve avvenire regolarmente Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 74 QUANDO LAVARSI LE MANI? •all’inizio del lavoro •nel passaggio da un animale a un altro o da un’operazione all’altra •dopo le pulizie di locali e di attrezzature •prima e dopo l’uso della toilette •dopo aver fumato, mangiato o bevuto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 75 QUANDO LAVARSI LE MANI? •dopo qualsiasi contatto con materiali infetti •dopo aver toccato naso, bocca, orecchie, capelli •dopo aver maneggiato rifiuti, imballaggi, cose sporche •dopo aver toccato il fazzoletto •dopo aver tossito o starnutito Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 76 COME LAVARSI LE MANI? UTILIZZANDO L’APPOSITO LAVABO 1 prolungato lavaggio con sapone 2 3 risciacquatura completa con acqua calda asciugatura con carta monouso E’ da evitare il ricorso a pompe o doccette per lavare mani e avambracci, nonché l’immersione di mani e avambracci in vasche piene d’acqua Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 77 COME USARE GLI SPOGLIATOI Per ogni lavoratore devono essere disponibili due armadi (o un doppio armadietto) in materiale lavabile e disinfettabile, dove depositare rispettivamente abiti civili Regole abiti da lavoro gli armadietti vanno mantenuti nel massimo ordine non possono esservi depositati coltelli od altre attrezzature Le divise sporche vanno riposte in contenitori appositi non possono essere depositate nell’armadietto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 78 PULIZIA E DISINFEZIONE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 79 riduzione della contaminazione batterica OBIETTIVI eliminazione completa dei germi patogeni Un corretto sistema di pulizia si articola in due momenti 1 detersione 2 disinfezione rimozione dello sporco distruzione dei microrganismi patogeni La disinfezione sarà tanto più efficace quanto più accurata sarà stata la detersione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 80 SUCCESSIONE DELLE OPERAZIONI 1 2 3 pulizia preliminare con acqua calda per eliminare lo sporco più evidente applicazione di una soluzione detergente riscaldata elimina i residui di sporco lavaggio intermedio a caldo per asportare la soluzione detergente e il sudiciume 4 disinfezione per uccidere i microrganismi rimasti 5 risciacquo finale per eliminare ogni traccia di disinfettante Le operazioni possono essere unificate se si utilizza una miscela di sostanze detergenti e disinfettanti Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 81 DETERGENTE Composto •Sostanze tensioattive: facilitano l’allontanamento dei grassi da •Prodotti complementari: coadiuvano l’azione dei tensioattivi Detergenti alcalini •Indicati per lo sporco di natura organica (es. residui di grasso) Detergenti neutri •utilizzati quando il substrato può essere attaccato dal detergente Detergenti acidi •agiscono sulle incrostazioni di natura inorganica (incrostazioni calcaree), ad es. lavastoviglie, caldaie Valutare le caratteristiche dei detergenti chiedendo alla ditta produttrice informazioni su: •pH •temperature di utilizzo •residui •idoneità per attività di lavorazione alimenti Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 82 DISINFETTANTI La scelta è influenzata da : materiale da pulire, caratteristiche del prodotto, natura del residuo Cloro e derivati •potente azione battericida •facilità d’uso •rapida inattivazione da parte del materiale organico •spiccato potere corrosivo a base di sodio ipoclorito •es. candeggina a base di cloro elettrolitico •es. amuchina a base di cloramine •usati per potabilizzare le acque Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 83 IODOFORI •grande spettro d’attività •non corrosivi •tendono ad essere inattivati dal materiale organico •posseggono un’odore pungente •temperatura dell’acqua dev’essere inferiore a 50°C Composti dell’ammonio quaternario •meno efficaci dei composti del cloro e degli iodofori •non corrosivi •es. benzalconio cloruro •l’efficacia aumenta con la temperatura dell’acqua e diminuisce in presenza di sporco Saponi anfolitici •più attivi dei sali di ammonio quaternario •non corrodono metalli •non sono inattivati dalla presenza di materiale organico •importante il risciacquo •inodori Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 84 LA TEMPERATURA DELL’ACQUA L’acqua, durante il lavaggio e la disinfezione, deve raggiungere una temperatura sufficiente 50°C Solo con questa temperatura è possibile fondere i grassi e non coagulare le proteine Per avere queste temperature è necessario che l’acqua nel recipiente abbia una temperatura di 60°-65°C Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 85 I MACCHINARI Le macchine devono essere costruite in modo da consentire una facile, rapida e completa pulizia facilmente smontabili Requisiti facilmente ispezionabili la macchina deve essere “visibile” in ogni sua parte, per verificare la presenza di sporco visibile costruite in materiale idoneo, non poroso, soprattutto per le parti che vengono in contatto con l’alimento Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 86 REGOLE PER UNA CORRETTA PULIZIA Indossare abiti appositi per le operazioni di pulizia, Non compiere pulizie durante la preparazione dei cibi Non utilizzare la scopa a secco nè la segatura Rispettare sempre le dosi indicate sulle confezioni di detergenti e disinfettanti Molti prodotti sono tossici: il risciacquo è importantissimo Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 87 REGOLE PER UNA CORRETTA PULIZIA Rispettare sempre le scadenze previste dal programma Attrezzi per le pulizie, detergenti e disinfettanti devono essere riposti separatamente (in un locale apposito o in un armadio) rispetto agli alimenti Non utilizzare spugne, strofinacci o altri materiali inquinabili per le operazioni di lavaggio, né per asciugare le superfici Non schizzare superfici già lavate con acqua sporca Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 88 Pulizia insufficiente prima dell’applicazione del disinfettante Esecuzione delle operazioni di pulizia poco precisa Utilizzo di acqua a temperatura insufficiente PRINCIPALI ERRORI Uso di prodotti non idonei Sottodosaggio o sovradosaggio del prodotto Tempo di contatto tra disinfettante e superficie troppo breve 12 9 3 6 Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 89 LA MANUTENZIONE Prendere subito adeguati provvedimenti in caso di guasti e malfunzionamenti degli impianti frigoriferi scrostature/rotture alle pareti, al soffitto, ai pavimenti presenza di acqua di condensazione nelle celle o sgocciolii sugli alimenti guasti/malfunzionamenti al lavabo o allo sterilizzatore qualsiasi deterioramento delle attrezzature Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 90 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI ALIMENTARI E BOLLATURA SANITARIA Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 91 L’ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTI Norma di riferimento Finalità Decreto Legislativo 109/92 informazione del consumatore insieme delle menzioni, indicazioni, marchi di fabbrica o di commercio, immagini o simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull'imballaggio o su Definizione un'etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette legati al prodotto medesimo, o, in mancanza ... sui documenti di accompagnamento del prodotto qualsiasi sostanza utilizzata, compresi gli additivi, utilizzata nella fabbricazione o preparazione di un prodotto Ingrediente alimentare ancora presente nel prodotto finito Additivi deve essere riportato il nome della categoria seguito dal nome dell’additivo o dal numero CEE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 92 PRODOTTO PRECONFEZIONATO E’ l’unità di vendita destinata ad essere presentata come tale al consumatore ed alle collettività, costituita da un prodotto alimentare e dall’imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, in modo che il contenuto NON POSSA ESSERE MODIFICATO SENZA CHE LA CONFEZIONE SIA APERTA O ALTERATA Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 93 PRODOTTO SFUSO Prodotto non preconfezionato o generalmente venduto previo frazionamento anche se originariamente preconfezionato (es. salumi da taglio) PRODOTTO PREINCARTATO è il prodotto semplicemente avvolto da un involucro, ma anche il prodotto che risponde alla definizione di prodotto preconfezionato purché le operazioni di confezionamento e vendita al consumatore avvengano nello stesso punto vendita Circ. Min. Ind. n.140/93 del 27/4/93 Unità di vendita costituita da un prodotto alimentare e dall’involucro nel quale è stato posto o avvolto negli esercizi di vendita Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 94 PRODOTTO PREINCARTATO Il luogo di esecuzione del confezionamento non riveste ruolo e importanza tali da Sentenza n. 31025 giustificare (…) la limitazione dell’obbligo d’indicazione della scadenza a quei soli prodotti che, pur avendo uguali caratteristiche d’imballo, si distinguerebbero dagli altri soltanto per essere stati confezionati in un diverso luogo” Corte di Cassazione Un alimento che presenta le caratteristiche del preconfezionato deve riportare in etichetta le indicazioni per esso previsto, qualunque sia il luogo di confezionamento Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 95 ETICHETTATURA DEI PRECONFEZIONATI Tutti gli alimenti preconfezionati debbono essere etichettati •Nome e sede del fabbricante o confezionatore o venditore; •Sede dello stabilimento di produzione o confezionamento •Denominazione di vendita; •Elenco degli ingredienti; •Quantità netta; •Termine minimo conservazione (TMC) o data di scadenza (DS); •Lotto di appartenenza del prodotto; •Modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l'adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto; •Istruzioni per l'uso, se necessario; •Luogo di origine e provenienza, nel caso in cui l'omissione possa indurre in errore l'acquirente circa l'origine del prodotto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 96 ETICHETTATURA DEI PRECONFEZIONATI Prod. e conf. dalla Ditta Rossi Sede e stabilimento Via Roma 25 - Milano Pasta all’uovo Ingredienti: Semola di grano duro, uovo 16,7% Peso 250 gr. Da consumarsi pref. entro il 1/1/99 Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 97 MODALITA’ DI INDICAZIONE •Denominazione di vendita, quantità e TMC/DS devono figurare nello stesso campo visivo •Per commercializzazioni precedenti la vendita al cons. finale, le indicazioni possono figurare sul documento commerciale che accompagna i prodotti; sull’imballaggio globale devono essere riportati: •Denominaz. di vendita •TMC/DS •Nome e sede del fabbricante/venditore •Denominaz. di vendita •I prodotti destinati all’industria e i semilavorati •Quantità netta non destinati al consumatore, devono riportare •Nome e sede del (sull’imballaggio o sui documenti commerciali) fabbricante/venditore •lotto •Sede fabbricante, confezionatore o venditore:sufficiente il Comune Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 98 SEDE DELLO STABILIMENTO DI PRODUZIONE O CONFEZIONAMENTO (art. 3 comma 1 lett. F) •Nel caso di prodotti messi in vendita da soggetti diversi dal confezionatore, la sede dello stabilimento va indicata con l’indirizzo (art. 11 comma 3 e Circ. 27/4/93 n. 140) •Per i prodotti che devono riportare il bollo sanitario, è sufficiente l’apposizione di quest’ultimo (Circ. Min. attività produttive n. 167 del 2/8/2001) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 99 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI SFUSI Indicazioni da apporre Salame crudo L. 15000 al Kg Ingredienti: Suino, bovino, spezie anche solo su un cartello applicato al comparto di vendita o sui recipienti •Denominazione di vendita; •Elenco degli ingredienti, in ordine decrescente, solo per i prodotti con più ingredienti; •Prezzo per unità di misura; •Data di scadenza per paste fresche e paste fresche con ripieno; •Modalità di conservazione (qualora necessario) Prodotti preincartati o confezionati sottovuoto presso l’esercizio di vendita Come per i prodotti sfusi in fase di deposito, è consigliabile apporre •data di confezionamento •tipo di prodotto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE E DATA DI SCADENZA Termine Minimo di Conservazione (TMC): data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione; va indicato con la dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" – “…entro la fine…” Data di scadenza (DS): data entro la quale il prodotto alimentare va consumato; va indicata con la dicitura "da consumarsi entro" "è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione" Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 SANZIONI Da 6 a 36 milioni Da 3 a 18 milioni Da 1 a 6 milioni Scomparso il riferimento ad eventuali reati •art. 2: pubblicità •Art. 3: elenco indicazioni preconfezionati •Art. 10 comma 7: vendita prodotti con DS superata •Art. 14: modalità di indicazione delle menzioni obbligatorie •Art.4: denominazione di vendita •Art. 5: ingredienti; Art. 6: designazione aromi •Art. 8: ingrediente caratterizzante; Art. 9: quantità •Art. 10 commi 1,2,3 e 5: TMC e DS •Art. 11: sede stabilimento; Art. 12: Titolo alcolometrico •Art. 13: lotto; Art. 15: distributori automatici •Art. 16: prodotti sfusi •Art. 17: prodotti non destinati al consumatore Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 D. Lgs 68/2000 e Circ Min. Ind. 165 del 31/3/2000 Riguardano soprattutto gli ingredienti caratterizzanti evidenziati ALTRE INNOVAZIONI •Si ribadisce che le norme del D. Lgs 109/92 riguardano solo i prodotti destinati alla vendita al consumatore •Gli alimenti confezionati nell’esercizio di vendita per la consegna diretta all’acquirente, anche se ermeticamente chiusi o sigillati, sono considerati NON PRECONFEZIONATI •Burro e margarina: possono essere semplicemente preconfezionati, senza alcun obbligo di chiusura ermetica o apposizione di sigilli Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 D. Lgs 68/2000 e Circ Min. Ind. 165/2000 ALTRE INNOVAZIONI •Nel caso di prodotti destinati ad utilizzatori industriali, non è obbligatorio riportare le diciture in lingua italiana •È abrogato l’obbligo di apposizione delle tabelle “carni fresche”, “carni congelate” con indicazione delle specie animali •Prodotti della pesca congelati rivestiti di ghiaccio: il rivestimento è tara e va detratto dal peso al momento della vendita Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 D. Lgs 68/2000 e Circ Min. Ind. 165/2000 IL LOTTO •Quando in specifiche direttive è • Se il prodotto è destinato richiesta l’indicazione del lotto oltre al consumatore: richiesta la data di scadenza e non alle indicazioni previste dalla Dir 79/112 (da cui deriva il D. Lgs 109), il lotto il lotto va riportato con le modalità • Se il prodotto non è prescritte dall’art. 13, IVI destinato al consumatore: COMPRESI I CASI DI ESENZIONE richiesto il lotto e non la data di scadenza •Il lotto è apposto sotto responsabilità del produttore: non è prevista alcuna comunicazione alle amministrazioni pubbliche circa le modalità di identificazione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 D. Lgs 68/2000 e Circ Min. Ind. 165/2000 QUANTITA’ E INGREDIENTI • Per i prodotti soggetti a calo peso, la dicitura “da vendersi a peso”, non richiesta da alcuna norma, è superflua: l’obbligo di pesare è del venditore e può non essere riportato il peso sulla confezione •Le verifiche sugli ingredienti (quantità e ordine ponderale decrescente) possono essere effettuate solo all’origine, e non sul prodotto in vendita •Il controllo della quantità nominale e l’applicazione delle prescritte tolleranze non attengono alla vigilanza igienicosanitaria; le verifiche possono essere effettuate solo dagli ispettori metrici Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 LA NUOVA LEGISLAZIONE Direttiva 2000/13/CE ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità obiettivi •stabilire norme comunitarie di carattere generale ed orizzontale applicabili a tutti i prodotti alimentari immessi in commercio •ravvicinare le legislazioni per contribuire al funzionamento del mercato interno Un'etichettatura adeguata concernente la natura esatta e le caratteristiche del prodotto, che consente al consumatore di operare la sua scelta con cognizione di causa, è il mezzo più adeguato in quanto crea meno ostacoli alla libera circolazione delle merci Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 INDICAZIONI OBBLIGATORIE Direttiva 2000/13/CE 1) la denominazione di vendita; 2) l'elenco degli ingredienti; 3) la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti; 4) per i prodotti alimentari in imballaggi preconfezionati, il quantitativo netto; 5) il termine minimo di conservazione o, nel caso di prodotti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, la data di scadenza; 6) le condizioni particolari di conservazione e di utilizzazione; 7) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo del fabbricante o del condizionatore o di un venditore stabilito nella Comunità; 8) il luogo d'origine o di provenienza, qualora l'omissione possa indurre in errore il consumatore circa l'origine o la provenienza effettiva del prodotto alimentare; 9) le istruzioni per l'uso, quando la loro omissione non consenta all'acquirente di fare un uso appropriato del prodotto alimentare. Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 INDICAZIONI OBBLIGATORIE Direttiva 2000/13/CE • Gli Stati membri possono mantenere le disposizioni nazionali che impongono l'indicazione dello stabilimento di fabbricazione o di condizionamento per la loro produzione nazionale. • Articolo 5-denominazione di vendita: Indicazioni particolareggiate • prodotto alimentare trattato con radiazioni ionizzanti deve riportare una delle seguenti diciture: "irradiato" o "trattato con radiazioni ionizzanti"; • L'indicazione della quantità netta non è obbligatoria per i prodotti alimentari soggetti a notevoli perdite di volume o massa e venduti al pezzo o pesati davanti all'acquirente Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 10 DATA DI SCADENZA Direttiva 2000/13/CE Articolo 10 1. Nel caso di prodotti alimentari rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico e che, di conseguenza, possono costituire dopo breve tempo un periodo immediato per la salute umana, il termine minimo di conservazione è sostituito dalla data di scadenza. 2. Quest’ultima deve essere preceduta dalle parole "da consumare entro“e seguita da una descrizione delle condizioni da osservare per la conservazione 3. La data comprende il giorno, il mese e, eventualmente, l'anno, nell'ordine e in forma chiara Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 LA BOLLATURA SANITARIA Consiste nell’apposizione di un bollo sanitario sull’alimento o su un’etichetta appostavi o mediante altro dispositivo analogo Richiesta per la maggior parte degli alimenti di origine animale Deve essere effettuata sotto la sorveglianza e/o il controllo del Veterinario Ufficiale Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 LA BOLLATURA SANITARIA Alimenti su cui deve essere apposto il bollo sanitario I 71 L CEE • • • • • • • • • Carni “rosse” Carni avicole Carni di coniglio e selvaggina allevata Prodotti a base di carne Carni macinate e preparazioni carnee Latte e prodotti a base di latte Ovoprodotti Prodotti ittici Molluschi eduli lamellibranchi La lettera che segue il numero di riconoscimento indica la tipologia produttiva dello stabilimento Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 CARNI “ROSSE”: BOLLATURA •Carni sezionate in pezzi inferiori: deve essere apposto il bollo S, di dimensioni uguali a quanto visto per i bolli “M” •Piccole confezioni destinate al consumatore finale:è consentito riportare il bollo in scala ridotta •L’imballaggio deve riportare il bollo S in grandezza naturale •Carni sezionate e confezionate: si applica il D. Lgs 109/92 Carni congelate Devono riportare mese ed anno di congelamento, che devono comunque comparire sui cartoni e sui documenti di accompagnamento Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 Etichette per carni fresche o congelate Imballaggi e confezioni che fungono da imballaggi • Nome e ragione sociale del produttore o confezionatore e sede dello stabilimento di produzione • Carni fresche: DS (giorno e mese); carni congelate: TMC (giorno, mese ed anno) • Denominazione di vendita (taglio anatomico) e stato fisico (fresche-congelate) • Modalità di conservazione: da conservarsi a temperatura inferiore a +4°C (carni fresche) a -15°C (carni congelate) • Peso (può essere riportato anche solo sulla bolla) • Carni congelate: data di congelamento (mese ed anno) • Bollo sanitario Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 CARNI VENDUTE SFUSE Sul cartello devono comparire denominazione di vendita •Fresca indicando •Congelata anche lo stato •scongelata prezzo al Kg. specie e categoria delle carni La categoria deve •bovino adulto, vitello essere indicata nel •Suino momento in cui le carni •Equino vengono messe in •Agnello, ovino adulto vendita •Capretto, caprino adulto volatili da cortile e conigli: indicare la specie Il taglio delle carni effettuato in macelleria non richiede bollatura, purché il destinatario sia il consumatore finale o un ristorante Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 CARNI AVICOLE: BOLLATURA devono sempre riportare il n° •M: macello per le carcasse CEE dello stabilimento in cui le •S: laboratorio di sezionamento per le carni sezionate carni sono state ottenute Bollo CEE: i caratteri a stampa devono avere un’altezza di 0,2 cm sia per le lettere sia per le cifre Modalità di applicazione Carcasse imballate individualmente, etichetta riportante il bollo apposta sugli involucri o parti di carcasse o frattaglie sull'imballaggio o sotto di essi confezionate in piccole quantità Carcasse non imballate individualmente apposite piastrine Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 CARNI AVICOLE: ETICHETTATURA Si applica il D.Lgs 109, integrato da alcuni regolamenti comunitari Etichettatura delle carni preconfezionate •Nome del produttore e sede dello stabilimento di produzione •Riproduzione del bollo CEE, tranne nei casi di carni sezionate il cui disossamento e sezionamento è effettuato nei luoghi di vendita •Denominazione di vendita. Per le carni sezionate è obbligatorio il riferimento alla specie di appartenenza •Stato fisico delle carni (fresco-congelato-surgelato) •Classe di appartenenza •Quantità netta (oppure dizione “da vendersi a peso”) •T°di magazzinaggio (fresco: da -2°C a +4°C; congelato: -12°C) •Data limite di consumo (da consumarsi entro ...) •Se provenienti da paesi extra CEE, l'indicazione del paese di provenienza •Eventuali indicazioni facoltative (modalità raffreddamento, allevamento età) •Prezzo totale e prezzo per unità di peso (al dettaglio, per carni fresche) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 CARNI MACINATE E PREPARAZIONI CARNEE La produzione è regolamentata dal DPR 309/98 Indicazioni aggiuntive • Bollo di salubrità dello stabilimento (D.Lgs 286/94, D.Lgs 537/92 o stabilimento autonomo) • Se non risulta dalla denominazione di vendita, specie animali da cui le carni sono ottenute, e in caso di mescolanza la percentuale • Elenco di condimenti, aromi ed altri prodotti impiegati • Data di preparazione (per imballaggi non destinati al consumatore finale) • Per carni macinate e preparazioni carnee ottenute con carni macinate • Indicazione "tasso di grasso inferiore a...“ • Indicazione "Rapporto collagene/proteine di carne inferiore a..." Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 11 PRODOTTI A BASE DI CARNE La produzione è regolamentata dal D.Lgs 537/91 Sono previste due tipologie produttive Stabilimenti artigianali Stabilimenti industriali numero dell’impianto; il “9” indica che è un impianto artigianale indicazione del paese I I 9-71 L 71 L CEE CEE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista numero dell’impianto tipologia dell’impianto 11 PRODOTTI A BASE DI CARNE Indicazioni aggiuntive 1. se non risulta dalla denominazione commerciale o dall'elenco degli ingredienti, la o le specie animali da cui le carni sono ottenute; 2. una dicitura che consenta di identificare un quantitativo di prodotti ottenuti in condizioni tecnologiche analoghe e tali da presentare gli stessi rischi; 3. per gli imballaggi non destinati al consumatore finale, la data di preparazione; 4. la denominazione commerciale seguita dal riferimento alla norma o legislazione nazionale che l'autorizza. Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PRODOTTI A BASE DI CARNE •Il bollo sanitario può essere apposto direttamente sul prodotto o sulla confezione o su un'etichetta apposta sull'imballaggio •Se il prodotto è imballato individualmente il bollo può comparire anche solo sull'imballaggio • Se il prodotto già bollato viene successivamente imballato, il bollo andrà apposto anche sull'imballaggio Per i prodotti a base di carne che non possono essere conservati a temperatura ambiente devono essere riportati sull’imballaggio la temperatura di conservazione e il TMC o DS Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PIATTI CUCINATI Il D.Lgs 537/92 si applica solamente se sono destinati alla distribuzione (negozi, supermercati), e non se il destinatario è la ristorazione collettiva Su uno dei lati esterni della confezione del piatto cucinato, deve essere scritta molto chiaramente la data di fabbricazione l'elenco degli ingredienti deve comprendere la menzione delle specie animali da cui provengono le carni Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI CARNEI Al momento in cui sono posti in vendita, riportare •denominazione di vendita •Ingredienti •prezzo al Kg. indicare la specie di carne che rientra nella composizione Le carni preparate contenenti carni suine devono riportare la data di produzione (art. 14 O.M. 14/2/68) numero romano per il mese e numero arabo per le ultime due cifre dell’anno non obbligatoria per le carni cotte e quelle preparate in filze e destinate ad essere consumate fresche nel luogo di produzione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 ETICHETTATURA DEI PRODOTTI CARNEI • Gli insaccati non sono da considerarsi preconfezionati, in quanto il budello non è una confezione • Non sussiste l’obbligo di apporre un bollo metallico • Per gli insaccati prodotti in locali adiacenti all’esercizio di vendita, non dev’essere apposto alcun bollo di salubrità • Se nella preparazione si usa carne congelata, non è necessario apporre l’indicazione “carne congelata” in etichetta • Spezie e loro estratti vanno indicati come “spezie” Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PRODOTTI D’UOVO La produzione è regolamentata dal D.Lgs 65/93. Gli ovoprodotti devono essere muniti del bollo sanitario •può essere riportata sui soli documenti commerciali di vendita nel caso in cui non siano destinati al consumatore La bollatura •deve indicare la temperatura di conservazione •deve indicare il periodo durante cui ne viene in tal modo garantita la conservazione Ogni lotto deve essere contraddistinto da un'indicazione che consenta di individuare la data del trattamento termico I documenti di trasporto devono indicare •natura del prodotto con l'indicazione della specie da cui provengono •numero del lotto •nome ed indirizzo del primo destinatario •luogo di destinazione Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 UOVA Indicazioni da riportare su grandi e piccoli imballaggi delle uova di categoria A e B • Nome o ragione sociale ed indirizzo dell’azienda che ha imballato o fatto imballare le uova • Numero distintivo del centro d’imballaggio • Categoria di qualità e categoria di peso • Numero di uova imballate • Data di durata minima: da consumarsi preferibilmente entro... • Raccomandazioni per magazzinaggio e Conservare le uova in utilizzazione (cat. A) frigorifero dopo l’acquisto • Indicazione del metodo di conservazione • Data di vendita raccomandata (facoltativa) • Data d’imballaggio (solo per uova di altre categorie e per le uova provenienti da Paesi Terzi) • Data di deposizione (facoltativa) Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 MOLLUSCHI EDULI LAMELLIBRANCHI La produzione è regolamentata dal D.Lgs 530/92 I colli devono essere muniti di bollo sanitario che consenta di identificare il centro di spedizione o di depurazione di provenienza in qualsiasi fase del trasporto e della distribuzione fino alla vendita al dettaglio Il bollo sanitario • può essere stampigliato sul materiale di confezionamento o apposto su un’etichetta separata, fissata al materiale di confezionamento o posta all’interno della confezione • non dev’essere trasferibile; riporta le seguenti indicazioni Paese speditore Specie di molluschi bivalvi N° di riconoscimento del centro di spedizione/depurazione Data di confezionamento (almeno giorno e mese) Data di scadenza, oppure la menzione: "I molluschi bivalvi devono essere vivi al momento dell'acquisto" Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PRODOTTI ITTICI La produzione è regolamentata dal D. Lgs 531/92. Se confezionati, seguono comunque il D. Lgs 109/92 Il bollo o i documenti di accompagnamento devono permettere di risalire allo stabilimento che ha spedito le partite Indicazioni che devono figurare • paese di spedizione • numero di identificazione dello stabilimento Prodotti confezionati Il bollo deve essere apposto sulle confezioni Prodotti sfusi Il bollo compare almeno sui documenti commerciali Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PRODOTTI ALIMENTARI SURGELATI Devono essere etichettati in base alle regole generali stabilite dal D.Lgs 109/92, integrate dalle norme specifiche previste dal D.Lgs 110/92 Indicazioni aggiuntive per alimenti surgelati destinati al consumatore finale, ai ristoranti, agli ospedali, alle mense 1. Denominazione di vendita, completata dal termine surgelato 2. T.M.C. completato dall'indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il produttore 3. Istruzioni relative alla conservazione del prodotto dopo l'acquisto, completate dalla indicazione della temperatura di conservazione o dell'attrezzatura richiesta per la conservazione 4. Avvertenza che il prodotto, una volta scongelato, non deve essere ricongelato e le eventuali istruzioni per l'uso 5. Indicazione del lotto Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 12 PRODOTTI ALIMENTARI SURGELATI Prodotti alimentari surgelati non destinati al consumatore finale o a ristoranti, ospedali, mense 1. Denominazione di vendita, completata dal termine surgelato 2. Quantità netta espressa in unità di massa 3. Indicazione del lotto 4. Nome o ragione sociale e sede del produttore o del confezionatore oppure di un venditore stabilito all'interno della CEE Regione Piemonte – Direzione Sanità Pubblica – Alberto Mancuso Manuale di igiene per l’alimentarista 13