La via di Maria
Tratto da scritti di Chiara Lubich adattati a scopo catechistico
a cura di Ciro Notarangelo
Perché una via di Maria?
Maria ci appare la discepola di Gesù per eccellenza
e, per questo, modello per ogni cristiano.
“… una donna … disse (a Gesù): «Beato il ventre che ti ha portato e il
seno da cui hai preso il latte!». Ma Egli disse: «Beati piuttosto coloro
che ascoltano la parola di Dio e che la custodiscono!». (Lc 11,27-28)”
Maria dunque non è “beata” solo perché è madre di Gesù, ma
perché più di tutti ha ascoltato la parola di Dio e l’ha messa in
pratica.
I diversi momenti della vita di Maria diventano allora tappe a cui
l’anima può guardare per averne luce, guida e sprone.
Maria ci appare nel Vangelo
tutta rivestita della Parola di Dio
“Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo
cuore”.(Lc 2,19)
E nel “Magnificat” (Lc 1,46-55) ci appare così nutrita di Parola
di Dio da usare le sue stesse espressioni.
Così deve essere di ogni cristiano.
Maria è Madre di Dio
Perché è madre dell’umanità dell’unica Persona del Verbo,
che è Dio. E il Verbo non può mai essere pensato diviso dal
Padre e dallo Spirito Santo. (Gv 14,9-10)
Chi meglio di lei può generare Gesù in noi, intercedere per
noi e accompagnarci lungo il “santo viaggio” della vita?
S.Luigi Maria Grignon di Monfort dice nel suo libro “Il
segreto di Maria” che Maria è il “paradiso di Dio”
Maria è Madre di ogni uomo e della Chiesa
Gesù, in croce, poteva dire a Giovanni: “con questa mia
passione Io ti redimo”, invece attraverso il discepolo ci ha
consegnati a Maria (Gv 19,26)
dunque non c’è altra strada per usufruire in pieno della
redenzione che fare ciò che ha fatto Giovanni:
“Prendere” con noi Maria e attraverso di lei arrivare a Gesù
Il Monfort nel suo “trattato della vera devozione” dice: nella
generazione soprannaturale … c’è un Padre che è Dio e
una madre che è Maria”
Maria, parola di Dio vivente, prima discepola, esempio e
madre dei discepoli, incarna
il “dover essere” di ogni discepolo di Gesù
Dobbiamo dunque rivivere Maria, essere come Maria, altre
piccole Maria, vivendo come lei la Parola
L’annunciazione
L’annunciazione
Quando qualcuno, ad un certo punto della sua
vita, attraverso una persona, un libro, un
incontro… scopre Dio - Amore e sente la
chiamata a sceglierLo mettendolo al primo
posto nella sua vita dicendo il suo “si”, avviene
anche in lui qualcosa di simile a quanto è
successo in Maria nell’annunciazione
e in tanti santi.
Cristo nel suo cuore inizia a svilupparsi e a
crescere spiritualmente attualizzando la grazia
del battesimo.
Visita ad Elisabetta
Visita ad Elisabetta
La scelta di amare Dio si traduce necessariamente
nell’amore al fratello, al prossimo,
avvicinando come ha fatto Maria
le persone nel bisogno, partecipando alle loro necessità.
A volte succede che tali persone si accorgano che nel
cuore di chi li aiuta c’è qualcosa che lo differenzia dagli
altri: disponibilità, gioia… Per cui manifestano il desiderio
di conoscerne il segreto: arriva così il momento di
comunicare la propria esperienza di Dio.
Avviene spesso in chi ascolta,
come una conversione o riconversione:
il loro incontro/annunciazione con Dio Amore.
Nascita di Gesù
Nascita di Gesù
Il cristiano, come Maria, amando il prossimo,
porta Gesù al mondo,
lo fa rivivere oggi.
L’amore è contagioso e, quando ricambiato, realizza
un’altra promessa di Gesù:
“Dove sono due o tre riuniti nel mio nome (cioè nel mio
amore), io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20)
È un “generare Cristo”, come dice papa Paolo VI, nelle
famiglie, nelle fabbriche, nelle scuole …
…e la Sua presenza dà nuova gioia, nuova pace, amore,
pazienza, benevolenza, bontà, mitezza, fedeltà,
dominio di sé (Galati 5,2)
Presentazione di Gesù al tempio
Presentazione di Gesù al tempio
Fu, per Maria, un momento di gioia e di dolore: da un lato
ebbe conferma che Gesù è il Figlio di Dio, dall’altro ebbe il
PREANNUNCIO DELLA CROCE.
Come Maria, ogni cristiano vive qualcosa di simile:
se in un primo tempo si è come trasportati dall’entusiasmo
per la nuova vita di fede,
un giorno il Signore ci fa capire che esiste una condizione
indispensabile perché questa vita sia autentica:
“Chi vuol venire dietro me rinneghi se stesso prenda la
sua croce e mi segua”.
Come per Maria, è necessario fidarsi dell’amore di Dio e
dire un nuovo “si”:
un si alla croce.
Fuga in Egitto
Fuga in Egitto
La vita del cristiano
è in antitesi con quella del mondo,
perché il cristiano, come Gesù,
è segno di contraddizione.
Inizieranno quindi le critiche, le riserve, gli attacchi,
magari dagli stessi parenti…
Questa fase si supera ricorrendo ai sacramenti,
restando legati alla Chiesa, come tralci alla vite, e
all’eventuale movimento spirituale
o gruppo di appartenenza,
amando e pregando per coloro che ci ostacolano.
Lo smarrimento di Gesù nel tempio
Lo smarrimento di Gesù nel tempio
Lo stato d’animo di Maria che smarrisce Gesù nel tempio è
simile a quello del cristiano che dopo aver ricevuto da Dio
tante grazie spirituali, avverte, a volte dopo anni, un
RIAFFIORARE DELLE TENTAZIONI, che sembravano vinte,
e DEI DUBBI.
L’entusiasmo svanisce e lo slancio è frenato.
Chi vive questa tappa della “via di Maria” sembra, nel dolore,
rivolgersi a Gesù dicendogli, come Maria:
“Ti eri reso così presente alla mia anima! Perché ti sei
allontanato da me e mi hai lasciato nel buio?”
Allora anche a lui il Signore, come a Maria, ripete:
“Non sapevi che tutto quello che ti ho dato lo hai ricevuto per
grazia? Ora ti ho sottratto tali doni perché tu possa
comprenderlo”
Vengono così messe nell’animo le basi dell’umiltà, necessarie
perché Cristo possa continuare a vivere e crescere nel cuore.
L’intimità della vita a Nazaret
L’intimità della vita a Nazaret
Il rapporto intimo tra Maria e Gesù era il rapporto più
sublime e più divino che si possa pensare, dopo
quello fra le persone della Santissima Trinità.
Come Maria, quanti accettano umilmente e superano
le precedenti tappe, si trovano spesso a percorrere il
loro viaggio spirituale provando
UNA NUOVA E PIÙ PROFONDA UNIONE CON GESÙ,
in cui lo Spirito Santo effonde anche costantemente i
suoi doni di confidenza, di pace, di luce, di amore.
In questo periodo, che può durare a lungo, tuttavia
non mancano le croci.
L’uscita a vita pubblica
L’uscita a vita pubblica
Questa tappa ricorda al cristiano
quel tempo del cammino spirituale nel quale,
per l’abitudine acquisita di
ASCOLTARE LA VOCE DI GESÙ
che parla nel loro cuore, attraverso l’unione con i fratelli,
attraverso la Scrittura e la Chiesa,
sentono come propria quella Voce e la seguono.
La loro vita, le loro azioni, le loro parole, così, si
impregnano di Vangelo.
E con stupore vedono operare lo Spirito Santo
in loro ed intorno a loro.
Sbocciano così conversioni, vocazioni, opere concrete.
La Desolata
La Desolata
Poi per Maria arriva L’ORA DELL’IMMOLAZIONE.
Ella si trova ai piedi della croce
e Gesù rivolto a Lei dice: “Donna, ecco il tuo figlio”
e a Giovanni: “Ecco la tua madre” (Gv 19,26-27).
Maria, in un abisso di dolore, passa la prova
di perdere Gesù, non solo perché Egli sta morendo,
ma anche perché il discepolo prende il suo posto.
La sua grandezza era Gesù, suo figlio.
Ora doveva perderlo
per divenire madre di tutti gli uomini e della Chiesa.
Ella paga tutto ciò con la più nera desolazione,
è sola, senza Gesù:
è la Desolata.
La Desolata
La Desolata
Ella vive la “notte dello spirito”
e anche nel suo cuore riecheggia il grido di Gesù:
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
Alcuni cristiani arrivano, a un certo punto della loro vita
terrena, a provare in cuor loro una “notte dello spirito”,
quando, ad esempio, Dio permette che la persona, dopo
una vita di comunione con Lui, non Lo “senta più” o
quando si è provati nella fede, nella speranza e nella carità.
Da Maria possiamo imparare a “stare ritti”
pur nel dolore,
ai piedi della croce,
nella completa adesione alla volontà di Dio.
La Desolata
Più semplicemente
ci si può trovare a vivere qualcosa che può, in piccolo,
ricordare la desolazione di Maria anche quando,
ad esempio, per qualche motivo,
occorre abbandonare quell’opera a cui si è lavorato
per anni con tutte le proprie forze:
È come perdere “quel Gesù” cui si era dato vita.
La si imita anche quando si rimane senza quell’aiuto
spirituale che sembrava così indispensabile.
O ancora quando ci si trova da soli, in un ambiente
scristianizzato, dove sembra che si debba ricominciare
tutto daccapo.
Maria nel Cenacolo
Maria nel Cenacolo
Maria nel cenacolo
non “segue” più Gesù,
ma appare in un certo modo come trasformata in Lui,
come dice anche San Paolo:
“non sono più io che vivo, ma Cristo in me” (Gal 2,20).
E’ quanto accade a quei cristiani
che hanno provato in cuor loro “notti oscure” spaventose.
Il Signore vive in loro,
quasi trasformandoli in Lui,
per cui arrivano a fare grandi cose per la Sposa di Cristo
che è la Chiesa.
L’assunzione
L’assunzione
Se saremo fedeli, come Maria,
anche la nostra morte non sarà semplicemente
una morte fisica,
ma una morte d’amore.
In Cielo vedremo Maria circondata da tutti quelli
che l’hanno amata in modo particolare.
Anche noi, come piccole Maria,
ci vedremo circondati da coloro che con i nostri sacrifici
(aggiunti a quelli di Gesù e di Maria, come goccia
nell’oceano del loro amore), con le nostre parole, con le
nostre preghiere avremo fatto sì che realizzassero il
disegno di Dio su di loro,
raggiungendo così il Paradiso.
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