Volume tre di quattro
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… "Pace in voi, Fratelli; la vostra fiducia è una
vela che vi trasporta fino alla terra dell'Equilibrio. Immobilizzate per un istante le vostre
coscienze, e ricordatevi bene delle mie parole,
non per ciò che io sono, ma per ciò che esse
possono implicare: conduciamo i vostri veicoli
astrali fin nella sfera del vostro pianeta fratello,
Venere, ma non siatene troppo felici, perché il
ricordo che ne avrete potrà essere più simile a
un peso che ad un privilegio...
Lo saprete col passar del tempo.
Annotate meticolosamente tutto ciò che vedrete,
e cercate di capire senza tradire.
Intanto, permettetemi di precisarvi un punto: la
nostra decisione di far cadere certe barriere
mentali lasciandovi compiere questo viaggio in
assoluta lucidità, non è affatto motivata dall‘intenzione di far sognare coloro a cui renderete
testimonianza.
Sia chiaro che non siamo né artigiani dell'illusione né fabbricanti di sogni idilliaci ma ci ha spinti
a tanto solo l'auspicio ardente che sappiate
riportare a chi vorrà ascoltarvi il modello d'una
civiltà di Pace.
Sappiamo perfettamente che non saranno i particolari che riporterete a sconvolgere la vostra
società, ma siamo convinti che possano fare
germinare nei cuori molte idee per l'Era futura.
Le immagini di Venere che riporterete, non facciano credere che quel popolo sia un modello di
perfezione: c'è molto da affinare in eterno, nell‘organizzazione spirituale come in quella fisica.
Guardate dunque al nostro mondo solo come ad
un possibile sviluppo della coscienza d'Amore e
della nozione di Fratellanza: questo è ciò che
importa.
Non vogliamo condurre la Terra sulle orme di
Venere nei futuri millenni, perché ogni copia non
può che essere un riflesso sminuito
dell‘originale.
L'avvenire della Terra sarà diverso, e vogliamo
che sia ancora più bello, perché malgrado le
apparenze, le leggi dell'evoluzione riconoscono
in questo pianeta e in molti suoi abitanti la
scintilla promettente per riuscirci. Che gli uomini
e le donne dell'umanità terrestre non ci invidino
dunque il modello che per ora offriamo alla loro
meditazione, ma vedano in esso piuttosto una
fonte d'ispirazione all'autorigenerazione. Agli
innamorati dell'Amore non proponiamo un esodo
verso le stelle, ma un lavoro infaticabile e gioioso sul loro pianeta. Amici, siate i testimoni più
fedeli possibili, perché chi vi ascolta sappia ciò
che può essere e ciò che in seguito dovrà essere
superato.
Fratelli... scacciate dalla memoria gli stereotipi,
preparate in voi un posto vergine e cominciate a
guardare come chi può capire. Qualsiasi mondo,
o materia, in una certa misura sono una creazione dell'anima...
Venere è ancora un mondo materiale, sebbene la
sua materia vibri sulla frequenza dell'anima.
Cercate di capire: quando i cuori e le coscienze si
elevano, portano con sé il loro universo, e
questo non si compie unicamente nel pensiero
ma anche sul piano concreto, perché la funzione
dell'Essere che cresce è di purificare e nobilitare
tutto ciò a cui si avvicina e tutto ciò che tocca.
I vostri Fratelli di Venere hanno trasmutato il
loro pianeta secondo il loro risveglio, e le loro
produzioni e quelle della Natura che è stata loro
affidata si sono eterizzate a mano a mano che il
loro cuore si apriva. Sì, amici: Venere è una terra
dell'anima: non l'anima quale traspare nell‘Aldilà, ma l'anima che ha imboccato la via del ritorno
concreto verso l'Unico... Ma capirete meglio.
Milioni d'anni separano il pianeta terra da questo
mondo, ovvero pochi petali in più nel fiore delle
coscienze; come vedete, noi abbiamo mosso un
passo verso la semplicità, anche se questo è solo
uno dei molti aspetti della nostra civiltà, ove la
purezza delle linee è sempre stata garanzia della
chiarezza dell'itinerario interiore.
Abbiamo seguito il più fedelmente possibile questa strada non perché la consideriamo superiore
alle altre, ma perché sentiamo il suo schema
impresso in noi; trovare la propria identità ed
attenervisi, ecco le chiavi per l'ascesa...
Sulla Terra però non c'è quest‘unità di sensibilità
rispetto ad una direzione comune, perché le anime che la popolano sono d'origine molto diversa
fra loro.
Questa è una delle principali fonti di difficoltà,
ma è anche la carta vincente in grado di permettere che i cuori siano lavorati come campi, più
che su ogni altro pianeta.
Il nostro ruolo è evitare che l'aratro esca dal
solco, non certo di spingerlo al posto dell'uomo.
Ricordate: su questo pianeta, che consideriamo
contemporaneamente un fratello ed un erede,
troverete poche grandi città, perché abbiamo
sempre sentito le città o i grandi assembramenti
come zone atte a promuovere la dipendenza e la
paura; non che sosteniamo che questa sia una
verità assoluta, ma è la posizione che risulta
dalle nostre personali osservazioni sull'universo
locale.
È ben raro che gli esseri si radunino per puro
amore, giacché le loro motivazioni profonde
sono generalmente la ricerca del potere e la fuga
davanti all‘ignoranza di sé.
Non è in questi luoghi che il contatto vero con gli
altri può fiorire, perché si sviluppa quando la
paura di se stessi se n'è andata, quando ci si può
guardare in faccia in mezzo al deserto.
Non predichiamo la solitudine, ma la padronanza
dell'essere globale ed il superamento delle false
sicurezze...
Così, ci piace vivere in ciò che definireste dei piccoli villaggi, ove la concentrazione delle anime è
sufficiente per facilitare gli scambi, senza però
essere d'ostacolo alla comunione cosmica offerta
dalla natura.
Questo schema, amici, può essere modificato,
certamente migliorato, ma è quello che ci
consente di procedere nella ricerca del Bello.
Così è il nostro cuore: orientato verso il Bello
ovvero verso l'Autentico, e non verso il labirinto
dei suoi sottoprodotti... Lasciatevi guidare dalla
vostra volontà, ora, e avvicinatevi a queste
abitazioni, così coglierete meglio lo spirito che ci
anima.“
La voce ora tace, mentre le sue ultime parole
producono in noi come uno scatto improvviso:
da dove viene? Dov'è il Fratello dai lunghi capelli? La risposta è immediata:
"Che importano la mia presenza e la mia identità? Tutto ciò che conta è il suono d'una voce, che
è espressione d'un essere intero, e la più autentica manifestazione della sua vita.
Non fidatevi né d'un volto, né d'un abito, né di
una provenienza, e nemmeno della vibrazione
che sembra emanare da tutte queste cose, ma di
Quella che le genera… Qui è l'alba, il nostro
pianeta ha anche esso i suoi giorni e le sue notti;
diversamente dalla Terra, però, le nostre notti
non sono buie, e il cielo assume un colore più
arancione e meno luminoso. La ragione è dovuta
al fatto che non beneficiamo dello stesso sole
degli uomini, o meglio non dello stesso aspetto
del sole; esso ci nutre con la sua faccia eterica, e
dunque non è nettamente visibile in cielo, ma la
sua presenza si infonde molto più direttamente
in ogni atomo di questo mondo; vivifica quindi
ogni cosa non dall'esterno, ma partendo dal
cuore stesso della sua costituzione.
Questo stato di fatto riduce e ritarda considerevolmente ciò che chiamate invecchiamento e
morte.
È lo stato vibratorio che si è sviluppato in noi col
tempo, a permettere questo fenomeno solare
sottile; ma tutto questo è solo un passo verso la
nostra costituzione originale: quando la vera
energia del nostro cosmo sarà raggiunta, si
modificherà ancora il modo di bere alla fonte
solare.
Sappiamo che non ne riceveremo più la forza come un fuoco, ma come quella di tutti gli elementi
messi insieme; ma è ancora un concetto inesprimibile con parole terrestri.
Fratelli, parlarvi dei giorni e delle notti del nostro pianeta non è solo un discorso accessorio:
l'alternanza delle polarità è altrettanto necessaria a noi che a voi, anche se a un livello diverso;
durante l'evoluzione, ogni corpo celeste attraversa stadi simili tra loro, e il Giorno Eterno, la
Luce Assoluta, saranno conosciuti solo nella fase
finale dell'ascesa della nostra ondata di Creazione nell'attuale sistema cosmico, che i vostri
Fratelli delle Stelle chiamano stato di cristismo.
Dovete però sapere che nessuno è legato per
sempre alla lenta evoluzione della corrente umana dalla quale è nato, e che l'iniziazione vera
(ossia il lavoro personale e costante su di sé)
permette di ritrovare più in fretta questo stato di
sublimazione.
Alcuni di noi si sono elevati al di là della coscienza venusiana 'usuale', così come alcuni terrestri
si sono liberati del denso ascendente del loro
pianeta.
I nostri che situarono la loro ambasciata a
Shambhalla, più di diciotto milioni d'anni fa,
sulla Terra sono i Fratelli più realizzati nello
stato Cristico.
Rendetevi conto che sono spinti solo dall'amore:
non chiedono d'essere venerati come dei, anzi
non l'hanno mai voluto e respingono quest'idea
in modo assoluto; la loro sola volontà, ditelo, è
aiutare gli uomini ad aiutarsi.
E se è tempo ormai di fare uscire la loro azione
dall‘ombra per renderla più efficace, è perché il
Grande Sole offre al Creato il mezzo per riceverlo
con maggiore purezza. L'ora che viviamo tutti, è
quella d'una svolta divina...
Una piccola vetrata di cristallo s'è illuminata,
colorandosi di riflessi lattescenti; forse è una
porta, perché ne emerge una figura, subito seguita da altre due. La sensazione che proviamo
ci fa pensare ad una tenda d'energia, ad un
fascio luminoso, più che ad una porta vera e
propria.
"È esatto. È possibile scolpire la luce con altrettanta facilità del legno o del vetro; la vita si addensa o si fluidifica secondo l'abilità delle mani e
la trasparenza dei cuori che la ricevono."
«Amici, le immagini che vengono fatte trapelare
sulla Terra non sono scelte a casaccio: per loro
tramite e mediante gli artisti che ci propongono
il loro talento d'interprete, prepariamo i concetti
del 'possibile' per le prossime generazioni umane. Quella che chiamate fantascienza ha avuto
questa funzione, e diciamo 'ha avuto' perché la
luce dei vostri mondi non si sviluppa ancora
senza l'ombra, e i desideri di potere permettono
ancora numerosi eccessi con l'aiuto della pesante tecnologia terrestre. In verità bisogna lavare i
cuori da tutte le scorie di potere, e il possesso
della potenza vera è il possesso della nudità
davanti alla Luce infinita.
È a questo modo che abbiamo costruito, ed è
così che dovete guardare le bellezze che in
questo modo abbiamo potuto produrre.
I vostri Fratelli di Venere vi dicono questo: gli
uomini lascino d'ora in poi la fantascienza nelle
biblioteche; l'Altra Realtà, quella che talvolta
auspicano senza neppure rendersene conto, sta
loro ammiccando, dardeggiando ormai il suo
raggio di speranza.
Non è quindi più tempo di sognare, ma di aprire
le porte d'un'altra comprensione.
Vi chiediamo di vogare verso l'universo del Tutto
e delle verità sempre più vaste: possa così l'isola
dei 'forse', con le sue spiagge di mediocrità e le
sue catene d'impossibilità, svanire e dissolversi
infine alle vostre spalle, e possa finalmente diffondersi dal suo trampolino non l'amarezza ma il
riconoscimento nei vostri cuori.
Create in voi il possibile, lungi dalle barriere e
da concezioni aprioristiche; solo allora potrete
proiettarle nell'universo, e soprattutto...
scoprirete voi stessi.
Non è un consiglio, questo, ma un appello.“
«Uno dei nostri modi per risolvere il problema
del trasporto e dell'immagazzinamento è la via
dell’Etere.
Questo piccolo particolare della nostra esistenza
quotidiana, per voi presenta solo l'interesse di
cominciare a intravvedere la luce diversamente;
così come voi vi servite di onde per trasportare
una voce su decine di migliaia di chilometri, per
noi è facile usare un'onda luminosa per trasferire la materia da un punto all‘altro, o da una
dimensione all'altra.
Basta concepire in altro modo l'energia-luce, che
è presente nella materia sotto qualsiasi forma
questa assuma, e in quanto tale si mostra infinitamente modellabile e capace di trasportare una
gran quantità d'informazioni e di forme dense.
A noi serve dunque da supporto, così come voi
vi servite di onde radio per l'emissione e la ricezione: infatti è un fenomeno identico a questo,
ma su un livello diverso, più tangibile.
Se mi addentro in questi particolari, Fratelli, è
perché si tratta d'un punto necessariamente
legato all'evoluzione delle anime e delle menti;
infatti ogni forma di vita deve inevitabilmente
passare dalla padronanza della luce.
Ciò è solo l'applicazione primaria d'una grande
legge, la cui conoscenza apre meravigliosamente
i cuori.
Il trasferimento della materia a diversi livelli non
è naturalmente lo scopo desiderato, ma è solo
un aneddoto nella presa di coscienza delle leggi
che ci portano verso l'Ultima Fonte; sappiate che
nel corso di tutta la storia della nostra civiltà e
durante le ricerche che hanno permesso di
elaborarla, ci siamo sempre posti questi
interrogativi:
Questa linea di studio, quest‘altra scoperta, va
nel senso dell'espansione della Vita?
È una conseguenza armoniosa del suo sviluppo?
In altri termini, amici, vogliamo sempre sapere
se i diversi elementi del nostro progresso sono
conformi allo schema iniziale della genesi.
Dal punto in cui tutto è uscito, si sviluppano
tutte le possibilità di vita e tutte le forme per
una data Creazione, secondo una logica di linea
rigorosa ed infinitamente amorosa; se una qualsiasi creatura si discosta per mezzo del libero
arbitrio da quest'armonia (che tuttavia porta
impressa indelebilmente in sé), scompiglia la
rete d'Amore ininterrotta che la collega al Tutto,
rinchiudendosi così in un'interminabile successione di cause e effetti d'una densità vischiosa.
Bisogna puntare il cuore verso lo schema della
Fonte, ditelo, e non imporre al mondo i mille
schemi degli ego scollegati dalle loro radici.
Creare è riscoprire; nessuno può riprendere a
proprio unico vantaggio ciò che la natura suggerisce da un'eternità. Ciò che genera le vicissitudini del cammino evolutivo, è ciò che la creatura
suggerisce e impone secondo la sua logica o la
sua immaginazione incontrollata.
Guardate i cristalli e i fiori, chinatevi a guardare i
numeri e le forme che ne consentono la lenta
elaborazione e poi il sapiente sviluppo: questi
numeri e i disegni che essi suscitano sono sempre gli stessi, rappresentano un altro volto della
luce...
Accordate dunque le vostre anime, amici, perché
qui non vedrete alcun prodigio, ma contemplerete solo le logiche conseguenze d'un tentativo di
ritorno alla purezza e alla sobrietà originali;
ignoriamo la prodezza tecnica, ed in ogni nostro
lavoro chiediamo alla Vita di manifestarsi secondo la sua sacra volontà, attraverso le nostre
menti, i nostri cuori e le nostre mani.
Così la via resta quella giusta, e le nostre realizzazioni tendono all'Equilibrio. Bisogna imparare
a non mettere clausole restrittive al termine
'luce', perché il fenomeno luminoso non è solo
un fatto solare, o di forze elettriche, atomiche o
altro ancora, ma ha innanzitutto il suo punto di
genesi nell'Akasha, l'Odd o il Prana.
Il lavoro dell'Amore nel centro del cuore umano
scatena anch'esso un processo luminoso, e dunque di trasferimento dell'Essere su altri piani: in
questo stesso modo, la meditazione attiva e non
egocentrica dinamizza i canali fisici ed eterici dei
cervelli umani, specialmente nella zona del plesso, in cui suscita concretamente e sottilmente un
fenomeno di fosforizzazione che rappresenta il
primo gradino della nobile illuminazione…
…Ecco la nostra città principale... Non attardatevi
sull‘estetica, che non potrebbe darvi grandi insegnamenti, perché ogni pianeta è dotato delle sue
specificità artistiche, corrispondenti alla natura
della sua vibrazione di base.
Lasciate perdere, dunque Fratelli: il mio scopo è
piuttosto di condurvi verso il funzionamento profondo del nostro mondo, che potrà essere fonte
d'ispirazione per gli uomini della Terra.
Ma, ripeto, non si tratterà di copiare, quanto di
estrapolarne i principi eterni, adattabili alla Terra nascente. Siccome vanno rispettate le necessità temporali di questo pianeta e del vostro
involucro fisico, permettetemi di parlarvi senz‘altri indugi del nostro mondo.
Intanto, dovete capire che quando diciamo
'il nostro mondo ' indichiamo anche la nostra
galassia; l'espansione delle coscienze e la
scoperta dei loro stadi superiori insegnano ad
eliminare i compartimenti stagni.
Ecco perché il suolo di Venere non è visto dai nostri come qualcosa da possedere, ma semplicemente come un ‘focolare’ transitorio, una casa di
cui ci prendiamo cura e che abbiamo il piacere di
ritrovare ad ogni scalo.
Non è un nostro bene, nel senso terrestre del
termine, ma è una radice-madre del nostro cuore, mediante la quale abbiamo appreso; non vediamo quindi in essa un'energia di cui disporre a
piacimento, di nostra proprietà: ecco, Fratelli,
un'idea di base che può cambiare l'orientamento
di molte più cose di quanto immaginiate.
E posso affermare che, se l'idea di possesso non
fosse così presente nel cuore umano, questi non
sarebbe tanto spesso in preda ad una sorta di
ruggine.
I terrestri dovrebbero capire che anch'essi
appartengono in un certo senso alla Terra, così
come questa appartiene a loro.
Il rifiuto dell'idea di possesso equivale ad
abbandonare una delle corazze dell'ego!
Esso non è nato da un partito preso sistematico,
ideologico, ma sorse in noi milioni d'anni fa con
la forza d'un‘evidenza necessaria allo sviluppo
dell'armonia.
Sembra certo che il non-possesso si applichi allo
schema divino originale, il che non significa che
tutti i beni e ciò che la vita produce vadano
distribuiti sconsideratamente, perché capire le
cose a questo modo equivarrebbe a gettare in
pasto a chi può prenderli tutti gli elementi della
Creazione.
L'applicazione del non-possesso sottintende una
maturità delle anime e dei corpi, nonché uno
scambio permanente ed equilibrato tra i membri
d'un popolo.
La ricerca di questo ideale ci ha portati a concepire una vita di tipo comunitario, sebbene il nostro concetto di comunità sia molto lontano da
quelle che si sono sviluppate fino ad oggi sulla
Terra.
L'autonomia e la libertà personale sono le
condizioni necessarie per lo sbocciare della vita,
suscitate dal cosmo in ogni corpo celeste. Ciò
detto, l'energia inestinguibile del Dono non può
che essere la pietra angolare della nostra civiltà:
il Dono suppone l'abolizione incondizionata dei
principi di acquisto e di vendita, quindi non può
esserci nessuna organizzazione monetaria.
Abbiamo un armonioso sistema di baratto, nel
senso più elevato del termine, in cui ognuno produce in quantità illimitata ciò che la sua natura
lo spinge a produrre, e consegna tutto ad una
specie di banca comunitaria alla quale a sua
volta può attingere.
Naturalmente, questo è solo uno schizzo semplificato del funzionamento della nostra società,
ma non coltiviamo la complessità.
Ignoriamo l'influenza amministrativa e il dispotismo arbitrario delle leggi. La buona applicazione del principio del baratto è condizionata dalla
negazione, da parte d'ognuno, d'ogni volontà di
potere e profitto: non v'è ricchezza scoperta da
uno di noi che non sia condivisa con piacere.
Con questo, non intendo dire che abbiamo raggiunto uno stato di perfezione sociale, ma siamo
riusciti a fare in modo che le qualità dei nostri
cuori facciano piazza pulita del concetto di discordia; così, ciò che potrebbe a volte sembrare un
insormontabile problema di equilibrio o di ripartizione di energia, viene disinnescato rapidamente.
Come i Fratelli di Shambhalla, posso dirvi che
l'oblio dell’'Io' egoistico illumina di luce virginea
il punto in cui è ancorata la felicità in ogni cuore.
'Possiedi te stesso, libero dalle scorze, e ti verrà
anche offerto il cosmo.‘
Queste parole ornano il frontone di uno dei pochi
templi eretti su questo pianeta, e riassumono la
nostra volontà di fonderci con il Principio che ci
anima; affermano anche la supremazia dello
scambio tra cuori, chiave di volta della civiltà
venusiana.
Naturalmente, tra noi ci sono coscienze più o
meno sviluppate, così come in ogni altro punto
dell‘universo:
la personalità non si cancella e l'antica età delle
anime che le abitano rappresenta un elemento di
differenziazione, un elemento benefico che
impedisce di cadere in letargo.
Sappiate comunque che le nostre insidie non si
situano più a livello del nostro cielo o del nostro
pianeta, ma hanno il volto degli uomini della
Terra e della terribile forma-pensiero che hanno
lanciato nel Creato.
I terrestri non sono soli, amici: oh, no, la loro
corsa e le loro voci non sono mai state tanto
seguite da tutti gli occhi e le orecchie del vicino
universo.
Sappiate che lo stato del Risveglio deve
svilupparsi sulla Terra con la massima urgenza,
e che la maturità degli uomini è in ritardo di
molto!
È tempo di ridurre in polvere la fantastica formapensiero infantile che si gonfia sempre più da
millenni, e che associata ad altri elementi più
fisici condiziona tutte le forme d'esistenza sul
vostro pianeta. Il lento sviluppo dei vostri corpi
e delle vostre coscienze ne è il più immediato
risultato. Dite a chi può capire che l'età dell'ABC
della Vera Vita è passata da un pezzo.
La trama vibratoria di Venere è tale che lo stadio
di maturazione si sormonta agevolmente e in
fretta, ed è per noi solo un aspetto transitorio e
secondario dell'essere, qualcosa che deve ancora fiorire. Quelle virtù infantili di cui a volte
andate in cerca, noi le possediamo in età adulta,
non subendole ma padroneggiandole.
Finché non ammetterete completamente che i
vostri pensieri vi modellano in tutto e per tutto,
nessun avanzamento sarà un progresso, ma solo
un'ulteriore digressione.
Quando uno dei nostri Fratelli affermava
‘Siate come fanciulli', non intendeva 'siate
puerili', ma 'riscoprite l'assenza di barriere
mentali, fate vostra la spontaneità dell'anima e
sappiate per principio che tutto può essere
realizzato, senza limiti.‘
Abbandonare l'infantilismo significa non dipendere più dai dogmi, dai sistemi sociali, ideologici,
culturali; significa sviluppare uno stato interiore
di fiducia che è esattamente l'opposto dell'indolenza e dell'incongruenza.
Da noi, la fase dell'infanzia non supera due o tre
dei vostri anni:
chi vuole vivere, vuol vivere pienamente la vita e
non rifiuta l e sue responsabilità.
Le più intime fibre di ognuno di noi sono impregnate da questo modo di fondersi col mondo, e
la nostra crescita psichica comporta simultaneamente lo sviluppo fisiologico; ecco perché vedrete pochi bambini, qui.
Allo stesso modo, la vecchiaia ci è quasi sconosciuta: il balsamo di giovinezza che cercano tutte
le razze umane può solo venire dalla presenza
permanente presso il Grande Sole.
Che altro segreto possiamo svelarvi, se non
quello dell'amore? È un perpetuo bagno di
trasmutazione!
Quando le nostre imperfezioni finiscono per lasciare delle scorie nella rete dell'energia sottile,
sentiamo un'improvvisa stanchezza e abbandoniamo i nostri corpi con la facilità con cui una
foglia cade dall‘albero. Non pensiate che questo
sia uno stato meraviglioso: è solo conforme alla
volontà della forza della Vita.
La vecchiaia, amici, è una malattia dell'anima
che ancora ignora le sua regalità; una malattia
ereditaria che si trasmette al corpo, e che si
nutre della trama vibratoria d'un pianeta.
Se i vostri Fratelli dello Spazio incarnati sulla
Terra sono invecchiati al ritmo delle vostre
stagioni, è perché hanno subito le leggi di questa
trama, dimenticando il loro popolo galattico per
meglio lavorare la materia.
Non siamo né angeli né superuomini, ma beneficiamo d'uno o due anni più di voi nel grande
calendario.
Guardateci vivere: abbiamo corpi, avanziamo a
coppie e attraverso grandi reti d'Amore.
Il puro spirito, per usare un'espressione terrestre, qui non fiorisce ancora, ed è in questo senso che possiamo aiutarvi; la somiglianza delle
contingenze di base alle quali dobbiamo far fronte e i tratti dominanti della nostra sensibilità ci
predispongono a questo compito, e vi mostriamo
dunque la chiave che vi permetterà di riaccordare la corda che unisce e fa risuonare tutti i vostri
cuori. Aspettiamo la nota giusta, Fratelli...
l'aspettiamo. Bisognerà che facciamo nuovamente sbocciare il nostro amore sotto altri cieli, per
indicarvi ancora questa chiave?
Dovete concepire i popoli dello Spazio come
pietre miliari sulla vostra strada; ognuno è
foriero di luce.
Tentiamo decisamente di combattere l'idea di chi
ha associato la nostra azione a quella di Lucifero, con lo scopo di proteggere i suoi dogmi e per
timore di guardarsi in faccia: il ruolo di colui che
chiamate Lucifero è complesso, e spiegarlo richiederebbe di puntualizzare molte nozioni. Ma c'è
talmente tanta confusione in proposito che il
nostro lavoro sul vostro pianeta ne è considerevolmente rallentato.
Il timore, l'ignoranza e l'odio mascherato che ne
derivano, erigono le barriere d'una terribile
forma-pensiero: sarebbe stato meglio se gli
uomini avessero ricordato più a lungo il nome
ancestrale di una delle nostre ambasciate,
l'Esperide e il suo giardino pieno di meli.
La mela è un po' l'uomo della Terra, che deve
rivelarsi e poi coltivarsi, e che ha il compito di
estrarre il midollo dalle sue quattro membra
elementali, ovvero di far fiorire la sua quintessenza; tagliate in due una mela orizzontalmente,
e vi scoprirete uno dei segni motori dell'attuale
ascesa umana, il che significa anche che nella
fase involutiva l'umanità deve far sbocciare la
saggezza utilizzando la densa orizzontalità come
un fermento. Non v'è nulla di buio, Fratelli, neppure le vostre società fondate sui corpi di carne:
sono gradini d'ombra sui quali dovrete costruire
il vostro edificio solare. Non vi parlo di relatività
matematica, ma solo di saggezza, solo di Salute,
perché la Salute sacra è ciò che a volte chiamate
ingenuamente 'santità‘.
Questa Salute risulta dall'equilibrio di tutti i veicoli sottili o grossolani che costituiscono l'essere
nella sua totalità, e pone l'uomo nel centro d'una
figura da cui egli si irradia, giacché diviene il
luogo delle nozze tra il tellurico e il cosmico...
Ma lasciate che vi guidi: abbiamo deciso di condurvi in un luogo al lato opposto di questa città.“
(segue nel volume quattro)
Volume
tre di quattro
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