A cura di
Letizia Lancione
classe 5^A
Montessori
Il Lazio fu originariamente popolato da: Ausoni, Volsci, Equi, Sabini, Falisci ed
Etruschi. I Latini, popolazione indoeuropea proveniente dall'Asia minore o forse
dall'attuale Ucraina, giunsero nel Lazio intorno al II millennio a.C. ed erano
originariamente minoritari nel Lazio stesso. Con la battaglia di Ariccia i Latini
spodestarono gli Etruschi dal controllo di Roma ed iniziarono una campagna di
assoggettamento delle altre genti italiche sparse nel Lazio e nell'Italia centrale.
L'egemonia dei Latini tramite la potenza di Roma si manifestò anche attraverso
l'assoggettamento di altre città Latine, come ci ricorda la storia degli Orazi contro i
Curiazi e la presa di Albalonga. In seguito Roma optò per una politica di inclusione
delle altre genti ed entità politiche che andava conquistando: con laLex Julia venne
estesa alle città conquistate la piena cittadinanza. La storia del Lazio (LatiumCampania nella riforma augustea) coinciderà con i fasti della storia di Roma fino
alla crisi e alla caduta dell'Impero (476). Fra tumulti ed invasioni barbariche,
alleanze oblique e l'influenza di Costantinopoli, crebbe sempre di più il potere
temporale della Chiesa; grazie alla donazioni di Sutri ed ai rapporti fra papato e
Longobardi si costituì progressivamente lo Stato Pontificio nel Lazio storico intorno
all'VIII secolo: la base sociale era rappresentata dalle antiche famiglie patrizie
romane, Longobardi e Bizantini, ormai romanizzati. Ulteriore sviluppo venne con le
donazioni di Carlo Magno, incoronato imperatore da Leone III, iniziando la
tradizione dell'incoronazione papale dell'Imperatore del Sacro Romano Impero.
L'investitura del potere politico per tramite del papa, essendo la chiesa la fonte di
legittimazione della politica, secondo la celebre frase paolina "nulla potesats
nisi a deo", era quintessenziale; i contrasti politici fra le varie famiglie romane,
i papa e gli imperatori erano una causa di conflitto perenne e sistemico in seno
alla Chiesa: basta pensare alle diverse elezioni di papa ed antipapa.
La crisi per la lotte delle investiture ebbe una prima, momentanea soluzione con
ilConcordato di Worms nel 1122; l'instabilità dello Stato Pontificio si ripresenta
ancora all'epoca di Federico II, ed infine, in modo deflagrante con lo
spostamento della sede papale ad Avignone e l'egemonia francese che durerà
dal 1309 al 1377; durante la cattività avignonese il Lazio sarà percorso dalle
lotte fra feudatari e popolo e l'esperienza di Cola di Rienzo.
Roma sarà una grande capitale del Rinascimento e del barocco, svolgendo ancora
una volta un importante ruolo politico nell'ambito della controriforma; va detto
che lo Stato Pontificio era assolutamente centrato sulla città eterna.
Il governo dei papi prosegue nei secoli con l'unica eccezione della prima
repubblica romana (1798), di ispirazione napoleonica, e quella di SaffiArmellini e Mazzini, in seguito ai tumulti nel 1848/1849.
Roma è sempre un simbolo per i patrioti del Risorgimento, ma qui più che altrove
il Risorgimento sembra proporsi come un progetto di una ristretta elite, stante le
condizioni di generale arretratezza delle campagne e di ostilità ideologica di
molte famiglie legate alla Chiesa. Il papato, infatti, assunse da subito un ruolo
critico sia nei riguardi dell'unificazione italiana che delle idee liberali e
secolarizzate che gli stati nazione ottocenteschi fisiologicamente recavano con sé.
Ciò comportò l'annessione del Regno d'Italia di Roma solo nel 1870 con
la breccia di Porta Pia(in pratica come atto unilaterale da parte del governo di
Torino) e il "non expedit" - ovvero il rifiuto dei cattolici più intransigenti di
riconoscere la nuova situazione - che di fatto verrà risolto solo con i Patti
Lateranensi nel 1929.
Il Lazio post-unitario era una regione sicuramente arretrata dal punto di vista
economico e sociale, anche se la trasformazione di Roma capitale ebbe
sicuramente un effetto positivo. In tutto il Novecento Roma vive una crescita
irrefrenabilmente legata al proliferare delle istituzioni ed organi dello stato.
Il fascismo farà di Roma un simbolo - che rimandava ai fasti dell'antico Impero
Romano - iniziando una grande opera di trasformazione della città (anche
attraverso il cieco abbattimento di ricche testimonianze urbanistiche del passato)
e si profuse in un'ingente operazione di bonifiche (bonifica dell'Agro Pontino) e
di costruzione di nuovi centri urbani (Sabaudia e Littoria).
Il
Lazio subì dolorose distruzioni durante la Seconda Guerra
Mondiale(tristemente celebre fu quella dell'abbazia di Montecassino) e gravi
episodi di violenza si registrarono in Ciociaria per la presenza di truppe
d'occupazione.
Lo spiccato squilibrio territoriale si è acuito nel dopo guerra in seguito alla
massiccia emigrazione di persone alla ricerca di lavori pubblici dalla
campagna alla capitale.
L'intera regione ha fatto un notevole balzo in avanti negli anni del boom
economico.
Roma è il comune più popoloso ed esteso d'Italia.
Lo stemma rappresenta le cinque province del Lazio, al
centro c’è l’aquila coronata che è il simbolo di Roma.
Il capoluogo: Roma
Le province: Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti
Roma è la capitale della nostra nazione, ed è una delle città più importanti del
mondo per la sua storia. All’ interno di Roma c’è una Città-Stato “ la Città
del Vaticano” dove vive il Papa.
Roma è la sede del Governo, dei Ministri e dei Ministeri; è sede del Parlamento e
della Presidenza della Repubblica.
All’interno della città di Roma, sulla riva destra del Tevere,è situata la Città
del Vaticano, che è il più piccolo Stato del mondo in cui vive il Papa. La sua
superficie è inferiore a mezzo chilometro quadrato (44 ettari) e circa 1000
abitanti. Il cuore della piccola città-stato è Piazza San Pietro, dove sorge
una basilica omonima e la residenza del Papa. Lo Stato del Vaticano ospita
anche i musei Vaticani che conservano molte opere d’arte prestigiose.
Città del
Vaticano
La popolazione: 5. 943. 308 abitanti.
La densità di popolazione: 345 abitanti per Km2
La superficie: 17. 236 Km2
Orografia
Montagne: Volsini, Cimini, Sabatini, Lepini, Aurunci, Ernici,
Simbruini, Sabini, Reatini, Monti della Laga.
Cime: Monte Gorzano, Monte Petroso, Monte Terminillo.
Colli: Albani.
Pianure: Maremma, Agro romano e Agro pontino.
Idrografia
Laghi: Bolsena, Bracciano e Vico.
Fiumi: Tevere e Aniene.
I Lazio confina a nord-ovest con la Toscana, a nord con
Umbria e Marche, a est con Molise e Abruzzo, a sud con la
Campania e a .ovest con il Mar Tirreno.
Il territorio è maggiormente collinare, le montagne si trovano al
centro e la maggior parte fa parte dell’Appennino Centrale, le
pianure sono di origine alluvionale e si trovano soprattutto lungo
le coste.
I fiumi sono tanti tra cui c’è anche il Tevere, il terzo fiume
dell’Italia e il più importante della regione. Nella regione ci
sono anche laghi di origine vulcanica, per esempio il Bolsena e il
Bracciano. Le coste sono basse e sabbiose interrotte da due
promontori, il Circeo e il Gaeta. Il promontorio chiamato Circeo
fa parte di un parco nazionale omonimo,esso tutela un territorio
ricco di dune sabbiose, palidi, laghi costieri e foreste secolari.
A questa regione appartiene l’arcipelago delle Isole Ponziane di
origine vulcanica.
Il clima è temperato sulla costa, rigido e piovoso all’interno.
Il settore primario.
Il settore primario non è tanto basso rispetto alla media nazionale.
Si coltiva soprattutto olivo, viti, frumento, granoturco, frutta,
pomodori e patate.
Si allevano soprattutto pesci, ovini, suini e bovini.
Anche il settore secondario non è molto basso rispetto alla
media nazionale.
Le industrie più sviluppate sono quelle calzaturiere,
petrolchimiche e chimiche.
Il settore terziario supera la media nazionale.
Il settore terziario è molto avanzato perché ci sono molti enti
pubblici, ma soprattutto perché c’è il Parlamento e i
Ministeri.
I disoccupati superano leggermente la media nazionale.
Dal 2009 al 2010 nel Lazio il numero di disoccupati è aumentato dell'11,3% (232 mila
persone). A Roma, dove è localizzato il 75% dei lavoratori della regione, nello stesso
periodo l'incremento è del 13,9% (170 mila). È quanto emerge da un'analisi condotta
dal Centro Studi di Confindustria Lazio. «Nel Lazio le forze di lavoro sono 2,488
milioni (+1,6%) - spiegano da Confindustria - Rispetto al 2009 si rileva un
incremento dello 0,7% del numero di occupati (2,257 milioni) ma anche un
significativo aumento del numero dei disoccupati, pari a +11,3% (232 mila). Il tasso
di attività regionale si attesta al 65,3% (+0,3 punti percentuali rispetto al 2009),
quello di occupazione passa da 59,4% a 59,2%, mentre salgono quello di
disoccupazione (9,3%) e quello di disoccupazione giovanile (31,1%), rispettivamente
di 0,8 e 0,5 punti percentuali». «A Roma e provincia è localizzato il 75% dei
lavoratori della regione e, nel 2010, si osservano aumenti dell'1,6% per la forza
lavoro (1,874 milioni) e dello 0,5% per gli occupati (1,703 mila). In linea con il
trend regionale - proseguono - è anche l'incremento del 13,9% del numero
dei disoccupati (170 mila). Sul territorio si registra un tasso di attività del 67,5%
(+0,1 punti percentuali rispetto al 2009), un tasso di occupazione del 61,3% (-0,5
punti percentuali), un tasso di disoccupazione del 9,1% (+1 punto percentuale) ed un
tasso di disoccupazione giovanile del 30,5% (-0,2 punti percentuali)».
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Lazio - a cura di Letizia Lancione