Pianificare e gestire reti di vendita MAURIZIO FIORANI [email protected] Lo Scenario Competitivo Lo Scenario Competitivo LO SCENARIO Cresce l’esigenza di servizio dei clienti finali nei paesi più industrializzati Le nuove tecnologie di produzione consentono e consentiranno sempre più di soddisfare le esigenze di ogni singolo utente E’ sempre più difficile conservare vantaggi competitivi di prodotto La conoscenza è sempre più agguerrita e globale in mercati ormai saturi FATTORI DI SCENARIO Aumenta il potere contrattuale dei clienti intermedi (distributori) che richiedono sempre più servizio In molti mercati “business to business” si assiste ad un processo di concentrazione della clientela che ne aumenta le esigenze di servizio Cresce l’esigenza di servizio dei clienti Esempio: beni di largo consumo finali in tutti i paesi industrializzati Biscotti: esigenze dei consumatori Servizi inerenti Servizi inerenti Servizi inerenti la confezione l’informazione le operazioni promozionali Facilità di apertura senza forbici Data di produzione Raccolta punti uguale per tutti i prodotti della casa Possibilità di chiusura ermetica (mantenimento freschezza) Informazioni caloriche Validità almeno annuale della “collezione” Confezione monodose Consigli alimentari Facilità di reperimento tessere Confezioni facilmente stivabili Distribuzione regali presso i punti vendita o depositi regionali Cresce l’esigenza di servizio dei clienti finali in tutti i paesi industrializzati Esempio: caldaie Servizi inerenti la funzionalità d’uso Servizi inerenti l’informazione Servizi Accessori Facilità di installazione Consulenza tecnica Ampiezza di Gamma Bassi consumi Consulenza architettonica Estetica Minimi interventi di manutenzione Disponibilità di Show Room Garanzie Bassi costi di installazione Customer service Accesso sito web Numero Verde Cresce l’esigenza di servizio dei clienti finali in tutti i paesi industrializzati Infatti: un esempio Perché i clienti cambiano concessionaria di automobili? Cambiano a causa del disinteresse mostrato dal rivenditore nei loro confronti Muoiono 14% 9% Acquistano da amici 5% 3% 1% 68% Si trasferiscono Preferiscono acquistare dalla concorrenza Sono insoddisfatti del prodotto comprato in passato La concorrenza è sempre più agguerrita e sempre più globale PRODUTTORI E.U. ARISTON VAILLANT BERETTA HERMANN La concorrenza è sempre più agguerrita e sempre più globale Graduale caduta del protezionismo e affermazione dei mercati globali Offerta superiore a domanda/mer cati maturi Clienti sempre più contesi e viziati con crescenti aspettative e potere contrattuale Differenziarsi dai concorrenti Necessità di strategie focalizzate sul servizio Creare barriere all’ingresso dei nuovi entranti Rendere più difficile l’imitazione Anche i clienti intermedi (distributori) sono sempre più forti e richiedono sempre più servizio Cresce la concentrazion e del trade e l’associazionis mo in molteplici settori industriali ESEMPI ESEMPI Alimentari/toiletries Auto (gruppi d’acquisto di concessionari plurimarca) Fotografia Informatica Elettrodomestici/Hi -fi Farmaceutici/OTC … Ristorazione/Fast Food Abbigliamento sportivo Brokeraggio Assicurativo Anche i distributori sono sempre più forti e richiedono sempre più servizio Crescono la concentrazion e del trade e l’associazionis mo in molteplici settori industriali SCA/EDILFRIULI (102 p.v.) EUROPA 2000 PRONTOGROS IDROTRADE (258 p.v.) C7 REGIONI.COM (P.V. 101) ALTRI (251 P.V.) 11 GRUPPI D’ACQUISTO DETENGONO OLTRE IL 60% DEL MERCATO Anche i clienti intermedi (distributori) sono sempre più forti e richiedono sempre più servizio Esempio: grande distributore alimentare SERVIZIO COMMERCIALE Riempimento scaffali Materiali espositivi Stand Promozionali Iniziative promozionali su prodotti Dimostratrici sul punto vendita Idoneità delle confezioni dei prodotti in funzione dello spazio scaffale Formazione al personale dei reparti di vendita assistita Iniziative promo-pubblicitarie cooperative Fornitura di prodotti per marca privata o di prodotti con marchio esclusivo per l’insegna SERVIZIO LOGISTICO Condizioni fisiche della consegna Tempi di consegna Puntualità di consegna Completezza degli ordini evasi SERVIZIO AMMINISTRATIVO Leggibilità/chiarezza dei documenti contabili Correttezza fatture (assenza di errori e imprecisioni) Personalizzazione fatture Adeguatezza degli imballi esterni Fornitura servizi accessori (collegamenti telematici, ecc) Finanziamento Robustezza e stabilità pallet Facilità di identificazione degli imballi Offerta di servizi extra Frequenza di visita Facilità del contatto Tempi di risposta Professionalità del personale di contatto Capacità di problem solving Fornitura riepiloghi mensili Dimensione delle unità di vendita ASPETTI DI RELAZIONE In molti mercati “business to business” si assiste ad un processo di concentrazione della clientela che ne aumenta le esigenze di SETTORI A PROGRESSIVA servizio ESIGENZE DI SERVIZIO CONCENTRAZIONE EMERGENTI In molti settori industriali maturi si assiste ad un processo di concentrazione dell’offerta che aumenta la forza contrattuale dei clienti e le loro esigenze si servizio ESEMPI ESEMPI Auto Coprogettazione Moto Autocertificazione qualità Pneumatici Edi (Electronic Data Intechange) Alimentari Elettrodomestici Banche Autotrasporti … Just in time o integrazione logistica E’ sempre più difficile conservare vantaggi competitivi di prodotto Le tecnologie di base sono mature e accessibili a tutti I miglioramenti tecnologici di prodotto sono copiabili in tempi sempre più rapidi Nuovi metodi di management e nuovi supporti tecnologici all’attività di progettazione/produzione permettono di copiare prodotti concorrenti nel giro di pochi mesi: • Benchmarking • Reverse engeneering • Progettazione modulare • Computer aided design and manifacturing • Rapid prototiping • Product data management Le nuove tecnologie di produzione consentono e consentiranno sempre più di soddisfare le esigenze di ogni singolo cliente Si affermano nuovi paradigmi produttivi: Cade il concetto di produzione di massa (grandi lotti e standardizzazione del prodotto finale) • Progettazione modulare • Produzione snella • Fabbrica Flessibile • Riattrezzaggio rapido degli utensili • Just in time CONCLUSIONI In molti settori industriali si sta passando all’orientamento al cliente Esempio mercato dell’auto: fasi storiche del business FATTORI PRODUCTION ORIENTED (19001940) PRODUCT ORIENTED (19451970) MARKET ORIENTED (19701985) CUSTOMER ORIENTED (19852000) PRODOTTO Good enough • Progressiva affidabilità • Veicolo di immagine • Competitività su aree tecniche • Aumento dell’offerta • Progettazione sulla voce del cliente • Qualità interna come prerequisito PRODUZIONE Quantità Flessibilità modelli Gestione mix articolato • Flessibilità, produzione snella • Time to market VENDITA Gestione della domanda e supporto logistico Il buon prodotto si vende da solo Capacità di spinta del prodotto (promozioniazioni push) • Ricerca attiva del cliente • Fidelizzazione DISTRIBUZIONE Punto di consegna del prodotto Intermediario domanda/offerta Gestore/sviluppatore di un mercato locale Global quality service (venditore e consulente) CLIENTE E’ in lista d’attesa E’ disposto a pagare Fa shopping di prodotto Fa shopping di prodotti/servizi SERVIZIO Enfasi di assistenza tecnica Se mal fatto pregiudica il prodotto e la sua immagine • Garanzie estese • Manutenzione programmata E’ centro articolato di servizi multipli Le vendite rappresentano per l’azienda: La finalità produttiva Il fondamentale elemento o strumento di rapporto con il mercato esterno Lo strumento principale con cui l’azienda crea una propria immagine La struttura che assicura l’input finanziario fondamentale per la gestione e pianificazione aziendale FUNZIONI F.d.V. Individuazione di nuovi clienti: I venditori devono innanzitutto reperire nominativi di clienti potenziali e avviare rapporti con essi. Comunicazione: il venditore è in grado di svolgere un ruolo insostituibile nel fornire alla clientela informazioni sulla propria impresa ed i suoi prodotti. Vendita: E’ ovviamente la parte principale del lavoro del venditore, e consiste della presa di contatto, della presentazione, del chiarimento dei dubbi e delle obiezioni e, infine, della conclusione della vendita. Assistenza: Il venditore può realizzare una serie di servizi a favore del cliente quali la consulenza su specifici problemi, la prestazione di assistenza tecnica, la definizione di taluni aspetti finanziari, il sollecito delle consegne e dell’installazione. Raccolta di informazioni: Il venditore, ove adeguatamente preparato ed assistito, può svolgere un ruolo prezioso nello svolgimento delle analisi di mercato. Incassi: selezionare la clientela in base al livello di affidabilità . Garantire il corretto flusso finanziario, indispensabile per la pianificazione e la gestione dell’azienda. ESEMPIO DI STRUTTURA DELLA FUNZIONE COMMERCIALE Direzione Generale Direzione Amministrativa Direzione Commerciale Direzione Produzione Responsabile Pubblicità Responsabile Vendite Responsabile Ricerche AREA MANAGER ISPETTORE Venditor i Venditor i Venditor i Venditor i Venditor i Direzione Acquisti Direzione Personale IL NUOVO RUOLO DEL VENDITORE VENDITORE INTESO COME CONSULENTE DEL PROPRIO CLIENTE NUOVO RUOLO DEL VENDITORE VENDITORE DISTRIBUTIVO VENDITORE CREATIVO IL NUOVO RUOLO DEL VENDITORE Desideri del cliente: • Palesi - Espressi Vendita Distributiva - Non Espressi Vendita Creativa • Latenti FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori Gli obiettivi della F.d.V. devono essere stabiliti in relazione ai mercati obiettivo dell’impresa e alla posizione che questa mira a conseguire L’AGIRE MANAGERIALE Controll o Azione Pianificazion e Raccolta informazioni Obiettivi Strategia L’AGIRE MANAGERIALE 1. Raccogliere informazioni (Conoscenza) 2. Concepire un obiettivo da raggiungere 3. Impostare una valida strategia 4. Organizzare nei dettagli l’azione (Pianificazione) 5. Agire con costanza e determinazione 6. Nel corso dell’azione riflettere su quello che sta avvenendo e attraverso il controllo decidere quali correttivi apportare 7. Una volta ottenuto il risultato, misurare lo scostamento rispetto all’obiettivo originario (non sono quantitativo ma anche qualitativo) allo scopo di migliorare l’azione futura ed evitare di ripetere gli stessi errori. IL PIANO DI VENDITA Il piano di vendita si sviluppa attraverso una serie di passaggi successivi e progressivamente decrescenti: 1. Ripartire gli obiettivi annuali in unità di tempo (semestre, trimestre, mese, settimana) secondo il tipo di prodotto e la frequenza e le abitudini di acquisto 2. Determinare per ciascuna di queste unità di tempo: • Gli obiettivi di fatturato a livello di ciascun cliente acquisito e potenziale • I clienti da visitare in funzione di tali obiettivi • Il numero delle visite da spendere per ciascun cliente • La data d’inizio e termine di ciascuna trattativa IL PIANO DI VENDITA 3. La programmazione di cui al punto precedente investe l’intero arco dell’anno e sarà quindi da considerarsi ragionevolmente flessibile e potrà essere opportunamente modificata se e quando si presentassero situazioni veramente impreviste e imprevedibili 4. All’interno della programmazione annuale, il manager concorderà con ciascun venditore una più rigida programmazione mensile, in funzione anche dei risultati dei mesi precedenti 5. La Programmazione mensile concordata sarà articolata nelle singole settimane 6. Fermo restando che il venditore dovrà effettuare settimanalmente le visite programmate, è opportuno che si riservi anche il tempo necessario per fronteggiare richieste di clienti e situazioni impreviste e che non possano essere affrontate in tempi successivi IL PIANO DI VENDITA OBIETTIVI DI VENDITA PIANO ORGANIZZATIVO Verifica strutture Eventuale revisione PIANO COOPERATIVO Determinazione compiti vendita Obiettivi analitici Preparazione uomini Strumenti di vendita BUDGET DI VENDITA rete di Gli obiettivi in termini di volume vendita possono riguardare: 1. Volume di vendita complessivo per zona venditore 2. Volume di vendita per prodotto o linea di prodotto per zona venditore 3. Volume di vendita per comune-provincia-zona-filiale-area in complesso e per prodotto o linea di prodotto 4. Volumi di vendita sopra citati scomposti in periodi di tempo (settimana, mese, trimestre, semestre, anno) 5. Volume di vendita complessivo, per prodotto o per linea di prodotto per singolo cliente o per classi di clienti (classificando la clientela per genere di attività, dimensioni, ecc) 6. Volume di vendita (generalmente complessivo) per visita In maniera più ampia gli obiettivi in termini di attività dei venditori possono riguardare: 1. Numero delle visite per venditore e per giorno 2. Numero dei clienti per venditore 3. Numero di ordini per cliente in un anno 4. Numero di ordini per venditore e per settimana o mese 5. Valore medio di ciascun ordine 6. Numero di visite a clienti acquisiti 7. Numero di visite a clienti potenziali, eventualmente suddivise in: - visite di primo contatto o scandaglio - altre visite 8. Numero di visite per classi di clienti per settimana o mese 9. Numero di visite “non di vendita” (assistenza, reclami, incassi, ecc.) per settimana o mese 10. Numero di incassi per settimana o mese 11. Tempo impiegato giornalmente per spostamenti 12. Tempo impiegato giornalmente in attività di routine non di vendita (adempimenti amministrativi, contatti con la sede, compilazione rapporti, ecc.) 13. Numero di giorni per mese dedicati ad attività diverse dalla vendita (riunioni presso la sede, presso la filiale, ecc.) PERCHE’ IL BUDGET DI VENDITA Per l’azienda la fase di pianificazione rappresenta il momento più importante dell’anno Durante la fase di definizione del budget l’intera struttura commerciale ha l’opportunità di riflettere sul proprio portafoglio clienti (acquisiti e potenziali) e sull’effettiva consistenza dei suoi competitors Il budget di vendita rappresenta lo strumento fondamentale del piano economico-finanziario aziendale INPUT • RISORSE UMANE • IMMOBILIZZI • MATERIE PRIME • RISORSE FINANZIARIE TRASFORMAZIONE AZIENDA PRODUZIO NE DI BENI E SERVIZI V E N D I T E COSTRUZIONE DEL BUDGET • Conoscenza e studio del mercato di riferimento • Analisi dei dati forniti dalla Forza Vendita • Elaborazione delle vendite degli ultimi anni • Potenzialità di sviluppo di ogni singola area • Livello di professionalità di ogni agente • Opportunità del mercato di riferimento • Consapevolezza della forza competitiva dell’azienda • Ottimismo PERCHE’ IL BUDGET DI VENDITA Il budget consente al venditore di impostare le proprie strategie di sviluppo nell’ambito della zona assegnata Avere obiettivi precisi da raggiungere consente al venditore di organizzare meglio il proprio tempo e sviluppare il proprio livello di efficacia Il mancato raggiungimento del budget può provocare all’azienda significativi squilibri di carattere finanziario Il fatto di avere obiettivi precisi da raggiungere nel corso dell’anno semplifica i controlli e rende tempestive le azioni correttive Il budget di vendita rappresenta per l’azienda uno degli strumenti principali di valutazione dell’operato dei venditori PERCHE’ IL BUDGET DI VENDITA MIGLIORE ORGANIZZAZIO NE PIU’ VENDITE PIU’ PROVVIGIO NI O PIU’ PREMI FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori ORGANIZZAZIONE DI VENDITA VERIFICA QUANTITATIVA E QUALITATIVA OBIETTIVI DA CONSEGUI RE STRUTTURE DI VENDITA ESISTENTI • CONFERMA VALIDITA’ DELLA ORGANIZZAZIONE ESISTENTE • NECESSITA’ DI MODIFICHE DELLA STRUTTURA ESISTENTE LE MODIFICHE POSSONO ESSERE: QUALITATIVE • modifica della strategia • cambiamento del tipo di organizzazione • mutamenti nei criteri di suddivisione delle zone QUANTITATIVE • variazioni del numero di venditori • variazioni del numero degli addetti all’ufficio commerciale ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE Rappresenta la metodologia più diffusa E’ la soluzione migliore per un’attività caratterizzata da più prodotti venduti a più settori merceologici Ad ogni venditore è assegnata una zona: • definizione chiara delle responsabilità del venditore (merito o demerito) • spinta all’imprenditorialità • spese di vendita più contenute ORGANIZZAZIONE PER PRODOTTO E’ soluzione migliore per le aziende con prodotti tecnicamente complessi e poco collegati tra loro Non si esclude la possibilità che più venditori specializzati visitino lo stesso cliente ORGANIZZAZIONE PER CLIENTE E’ la soluzione migliore per le aziende che operano con clienti dalle caratteristiche molto differenziate per: • settore di appartenenza • continuità di rapporti • entità dei rapporti • dimensione dei clienti PIANO OPERATIVO DI VENDITA Determinazione dei compiti della rete di vendita Determinazione degli obiettivi analitici Preparazione degli uomini Predisposizione degli strumenti CONOSCENZA DEL CLIENTE CHI E’? COME ACQUISTA? CONOSCENZA DEL CLIENTE La conoscenza anagrafica del cliente deve riguardare: • Passato • Presente • Futuro • Fatturato Potenziale CONOSCENZA DEL CLIENTE IL MODELLO D’ACQUISTO 1. Che cosa acquista? OGGETTO 2. Perché lo acquista? OBIETTIVO 3. Chi lo acquista o interviene nel processo d’acquisto? ORGANIZZAZIONE 4. Come lo acquista? OPERAZIONI CONOSCENZA DEL CLIENTE IL MODELLO D’ACQUISTO E’ ugualmente importante rispondere anche alle seguenti domande: 1. Quanto acquista? VOLUMI POTENZIALI 2. Dove acquista? DISTRIBUZIONE PREFERENZIALE 3. Quando acquista? STAGIONALITA’ DEI CONSUMI LA STRATEGIA DELLA FORZA DI VENDITA Contatto personale venditore-acquirente: il venditore sviluppa un contatto verbale con il cliente potenziale o effettivo, sia di persona sia telefonicamente. Contatto personale venditore-gruppo di acquirenti: il venditore effettua una presentazione di vendita contemporaneamente ad un certo numero di clienti. Contatto gruppo di venditori-gruppo di acquirenti: in taluni casi, la presentazione di vendita può essere fatta in team, cioè attraverso la contemporanea partecipazione di più persone all’impresa (ad esempio, un alto dirigente, un rappresentante di vendita e un ingegnere di vendita). Conferenza di vendita: il venditore organizza un incontro con uno o più clienti al quale partecipano vari esponenti dell’impresa venditrice, avente come scopo quello di discutere ed approfondire determinati problemi ed opportunità di reciproco interesse. Seminario di vendita: un team dell’impresa venditrice conduce un seminario di tipo tecnico per il personale dell’impresa cliente interessato agli sviluppi di un particolare campo. FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori STRUTTURA RETE DI VENDITA DIRETTA: - personale dipendente - rapporto di lavoro a tempo pieno o parziale - funzioni interne o esterne INDIRETTA: - Intermediari e professionisti - rapporti di lavoro su commissioni - mono o plurimandatari VANTAGGI DI UN’ORGANIZZAZIONE DI VENDITA DECENTRALIZZATA Contatti con la clientela più facili ed efficaci Maggiore responsabilità del venditore Possibilità di sviluppo di prodotti orientati alla clientela Diminuzione nei ritardi di comunicazione cliente/azienda Decisioni immediate Diminuzione costi di vendita per minore burocratizzazione Più tempo ai managers per le decisioni importanti QUANDO UN’ORGANIZZAZIONE DECENTRALIZZATA Alto valore aggiunto dei prodotti venduti Ampia gamma di prodotti Gruppi di clienti concentrati (più gruppi d’acquisto) Alto numero di clienti in zone geografiche differenziate …….. CLASSIFICAZIONE DEI VENDITORI QUALIFICA TIPO DI RAPPORTO ATTIVITA’ FONDAMENTALE Agente Autonomo con collaborazione stabile Promuove la conclusione di affari in una determinata zona per conto di una o più aziende. Rappresentante Autonomo con collaborazione stabile Conclude affari in una determinata zona in nome o per conto di una o più aziende Procacciatore di affari Autonomo ed occasionale Promuove affari sporadici per conto di qualsiasi azienda Concessionario Commercio in proprio Acquista la produzione di un’azienda industriale per rivenderla Commissionario Autonomo ed in proprio Acquista e vende beni in nome proprio e per conto di qualsiasi azienda Viaggiatore Subordinato Viaggia in una determinata zona per il collocamento degli articoli di un’azienda Piazzista Subordinato Visita la clientela di un’azienda per il collocamento degli articoli trattati dalla stessa in una determinata città ed immediati dintorni FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori DIMENSIONAMENTO RETE DI VENDITA Molte imprese impiegano il METODO DEL CARICO DI LAVORO per determinare il numero dei venditori da utilizzare. Tale metodo si basa sullo svolgimento delle seguenti operazioni: 1. I clienti vengono raggruppati in classi dimensionali in relazione al fatturato annuo. 2. Per ogni classe viene definita la più appropriata frequenza di visita (numero di visite per cliente da effettuare in un anno). Tale frequenza riflette l’intensità dello sforzo di vendita che l’impresa intende realizzare rispetto alla concorrenza. 3. Il numero dei clienti compresi nelle varie classi viene moltiplicato per il corrispondente frequenza, il che consente di determinare il carico di lavoro complessivo, espresso in visite di vendita per anno. 4. Viene quindi determinato il numero di visite che un venditore può fare in un anno. 5. Il fabbisogno di venditori viene determinato dividendo il numero di visite da realizzare in un anno per il numero di visite effettuabili da un venditore, sempre in un anno. DIMENSIONAMENTO F.d.V. CLIENTI CLASSE A = 1000 N° VISITE/ANNO 36 CLIENTI CLASSE B = 2000 12 36 X 1000 = 36000 12 X 2000 = 24000 Totale 60000 N° VISITE MEDIO PER VENDITORE/ANNO = 1000 N° VENDITORI A TEMPO PIENO = 60 STIMA DEL NUMERO DI VISITE ANNUALMENTE NECESSARIO IN UNA DETERMINATA AREA DI VENDITA Classi di fatturato annuo nei negozi Negozi Numero % 1) Sino a 100 2) 100-200 500 1000 5 10 3) 200-500 4) 500-1000 5) 1000-3000 6) oltre 3000 2000 4000 2000 500 Totali 10000 Numero medio visite annue necessarie Numero % / / / / / / 20 40 20 5 2 4 10 14 4000 16000 20000 7000 8.5 34 42.6 14.9 100 -4,7 47000 100 N° DI VISITE MEDIO TOTALE/ANNO = 5000/VENDITORE QUANTI VENDITORI? Totale visite annue STIMA DEL VALORE DI UNA ZONA DA COPRIRE CRITERI: 1) Potenziale minimo di consumo dei centri (popolazione-redditoindici di consumo) 2) Potenziale minimo d’acquisto dei clienti visitati 3) Grado di copertura minimo richiesto 4) Quota di introduzione del prodotto STIMA DEL VALORE FATTURATO DI ZONA ESEMPIO: N° CLIENTI TOTALE N° CLIENTI CON DIMENSIONE MINIMA D’ACQUISTO GRADO DI COPERTURA PREVISTO: 30% 300 250 75 = ACQUISTI MEDI PER PRODOTTO € 500.000/ANNO GRADO DI PENETRAZIONE PREVISTO: 25%= €125.000/ANNO VENDITA GLOBALE PREVEDIBILE: € 125.000 X 75 = € 9.375.000/ANNO FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori REMUNERAZIONE F.d.V. Solo stipendio Solo provvigioni Sistema misto A premio A punteggio COMMISSIONI AGENTI OBIETTIVO: Determinare un sistema di pagamento di provvigioni che sia commisurato al reale impegno ed al lavoro dedicato all’acquisizione di un ordine POSSIBILE SOLUZIONE: Sistema di incentivazione mediante pagamento di provvigioni non solo a scalare sullo sconto, ma anche sul lavoro realmente effettuato GESTIONE AZIENDA CONTATTO AZIENDA CONTATTO AGENTE GESTIONE AGENTE 0% 7,5% 5% 10% FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori ATTIVITA’ DELLO SVILUPPATORE Fonti Operative Filiale Uff. Marketing Piano obiettivi: 1. Sviluppo clientela, copertura territoriale 2. Volumi e rendimenti 3. Canvass Raccoglie e razionalizza le informazioni ELABORA UTILIZZA GESTISCE CONTROLLA PARTECIPA Responsabile Piano attività visite settimanale-mensile-trimestrale Cataloghi, Modulistica, Materiali di Canvass, Scheda di autodiagnosi Schede clienti, file attività svolta Piano rendimenti su: sviluppo clienti e copertura territoriale, volume, condizioni, canvass Incontri settimanali per programmare attività, meeting mensili di gruppo IL SISTEMA INFORMATIVO DELLO SVILUPPATORE SEDE UFFICIO MARKETING Informazioni specifiche Indicatori di tipo strategico - clientela attuale - potenzialità in essere - segnalazione per potenzialità esterne -……. - Indici di mercato per settore - potenzialità di mercato per segmenti e per prodotto SISTEMA INFORMATI VO DELLO SVILUPPATO RE - annuari di categoria - annuari generali - quotidiani - raccolte mirate FONTI OPERATIVE IL 20% DEI CLIENTI GENERA L’80% DEL FATTURATO VISITARE I CLIENTI IMPORTANTI PER SVILUPPARE UNA STRATEGIA DI VENDITA REDDITIZIA IL PORTAFOGLIO CLIENTI CONTRIBUZIONE POTENZIALE CONTRIBUZIONE ATTUALE Alta Clienti immaturi Clienti desiderabili Bassa Clienti indesiderabili Clienti adulti Bassa Alta FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori RECLUTAMENTO FORZA VENDITA Elementi: Descrizione dell’azienda Descrizione del lavoro da compiere Descrizione requisiti di personalità Descrizione requisiti professionali Inquadramento Trattamento economico ELENCO DEI REQUISITI Requisiti Età Necessari Senza limitazioni Stato Civile Preferiti Utili 28-50 Coniugato con figli Residenza Residente in prossimità del luogo di lavoro Residente nel centro dove lavora da almeno due anni Automobile Disporre di un automezzo Modello recente Telefono Nella propria casa Singolo Istruzione Scuola media superiore Esperienza Due anni di attività come venditore Oltre due anni di attività come venditore Stabilità negli impieghi Non più di 3 posti cambiati negli ultimi 5 anni, salvo casi speciali Nessun posto cambiato negli ultimi 5 anni Disoccupazione Disoccupato non più di 3 mesi negli ultimi 3 anni Occupato e non disoccupato per più di 3 mesi negli ultimi 3 anni Condizioni fisiche Nessuna malattia cronica e nessun difetto. Fisicamente valido Energetico Disponibilità per l’addestramento 15 gg. All’inizio poi ad intervalli da definire Tempo disponibile Tutto il giorno escluse altre attività lavorative Disponibilità a viaggiare Nel territorio che gli è stato assegnato, con continuità La moglie non lavora Corsi speciali in marketing o materie affini Addetto a funzioni di marketing o pianificazione aziendale Mai disoccupato Caratteristiche del venditore tradizionale I Rifiuto di qualsiasi conoscenza generalizzata o competenza specifica Caratteristiche del venditore professionale I Interesse per un ampliamento delle conoscenze legate al contenuto della mansione (tecniche di vendita, marketing, prodotto, ecc) II Orientamento verso un'attività di vendita intesa come "persuasione a tutti i costi" II Orientamento verso un'attività di vendita intesa come consulenza/assistenza che si estrinseca in un allargamento della mansione e comporta un "atteggiamento responsabile alla meta del cliente" III Forte motivazione al guadagno III Motivazione al prestigio sociale e alla carriera all'interno del settore vendite IV Accettazione della retribuzione a provvigioni quale elemento incentivante IV Richiesta di retribuzione prevalentemente fissa V Atteggiamento competitivo all'interno del gruppo V Rifiuto della competitività all'interno del gruppo FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 1. Definizione della forza di vendita 2. Obiettivi della forza di vendita 3. Strategia della forza di vendita 4. Strategia della forza di vendita 5. Struttura della forza di vendita 6. Dimensione della forza di vendita 7. Remunerazione della forza di vendita FASI DELLA DEFINIZIONE E DELLA GESTIONE DI UNA FORZA DI VENDITA 8. Gestione della forza di vendita 9. Reclutamento e selezione dei venditori 10. Addestramento Venditori 11. Direzione dei venditori 12. Motivazione dei venditori 13. Valutazione dei venditori PREPARAZIONE DEGLI UOMINI ADDESTRAMENTO: EFFICACIA Obiettivi: • Professionalità • Competenza tecnica • Conoscenza elementi economico/reddittuali EFFICIENZA OBIETTIVI DELL’ADDESTRAMENTO IL VENDITORE DEVE CONOSCERE BENE L’IMPRESA E IDENTIFICARSI CON ESSA La maggior parte delle imprese dedica la prima parte di un programma di addestramento alla descrizione di temi istituzionali, come la storia o gli obiettivi dell’impresa, la struttura organizzativa e le linee di autorità, il nome dei principali dirigenti, la struttura ed i mezzi finanziari dell’impresa, i prodotti ed il volume delle vendite IL VENDITORE DEVE CONOSCERE I PRODOTTI DELL’IMPRESA Durante l’addestramento il futuro venditore viene a conoscenza del modo in cui sono realizzati i prodotti e come funzionano nelle varie applicazioni IL VENDITORE DEVE CONOSCERE LE CARATTERISTICHE DEI CLIENTI E DEI CONCORRENTI Il venditore viene edotto dalle caratteristiche di tutti i clienti, dei loro bisogni, motivazioni e abitudini d’acquisto. Viene messo a conoscenza delle politiche dell’impresa e delle imprese concorrenti riguardo a credito, spedizioni, ecc. OBIETTIVI DELL’ADDESTRAMENTO IL VENDITORE DEVE SAPERE COME FARE UNA PRESENTAZIONE EFFICACE Le imprese spiegano ai neo-venditori i principali argomenti di vendita per ciascun prodotto. Parte dell’addestramento è dedicato allo sviluppo della personalità del venditore ed a fornire stimoli all’autosviluppo IL VENDITORE DEVE CONOSCERE LE PROCEDURE E LE FUNZIONI DI VENDITA Il venditore dovrebbe sapere come ci si attende che suddivida il suo tempo fra i clienti attuali e clienti potenziali, come usare il fondo spese, come compilare i rapporti, come determinare un percorso efficiente per gli spostamenti I VANTAGGI DELL’ADDESTRAMENTO Una buona attività di formazione permette di: Migliorare i risultati delle vendite Battere la concorrenza Soddisfare i clienti Migliorare la motivazione Ridurre il turnover del personale Ridurre il tempo da dedicare al reclutamento Migliorare la produttività dei nuovi agenti Migliorare le competenze dei responsabili LE REGOLE DELL’APPRENDIMENTO DIMOSTRAZIONE (applicazione pratica delle conoscenze) SPIEGAZIONE (conoscenze) CONSOLIDAMENTO (ribadire) IMITAZIONE (skill) I DIRIGENTI VENDITE DI SUCCESSO SEGUONO LE COSIDDETTE 3R DELLA FORMAZIONE RIPETERE RIBADIRE RICONOSCERE RIPETERE PER ESSERE ASSIMILATI, LE CONOSCENZE, GLI SKILL E GLI ATTEGGIAMENTI DEVONO ESSERE CONTINUAMENTE RIPETUTI (E’ IL PRINCIPIO CHE REGOLA LA PUBBLICITA’) E’ EVIDENTE CHE UN UNICO CORSO DI FORMAZIONE O UN UNICO CORSO DI “COACHING” POSSONO DARE SOLO RISULTATI MODESTI, MENTRE UN IMPEGNO CONTINUO E’ DESTINATO AD AVERE SUCCESSO I BUONI FORMATORI INSEGNANO IN PERMANENZA RIBADIRE Questo è il primo obiettivo del “coaching”. L’osservazione e la pratica delle conoscenze, degli skills e degli atteggiamenti durante il lavoro favorisce l’apprendimento pratico e rafforza il messaggio ricevuto nei corsi di formazione RICONOSCERE I progressi nell’apprendimento degli C.S.A. (conoscenze, skills, atteggiamenti) devono essere riconosciuti e premiati a scopo di motivazione e, quindi essere seguiti nel tempo per misurare la crescita individuale. Le persone imparano meglio e si correggono, se esiste: connessione fra le nuove informazioni e le CSA già acquisite progressione logica da un livello al successivo varietà dei metodi, partecipazione, creatività ed occasione di fare pratica gradualità, cioè apprendimento di poche informazioni per volta Il COACHING/FORMAZIONE SUL CAMPO Coaching è il termine usato per definire la formazione sul campo. Gli scopi del coaching sono: valutare la performance rispetto alla descrizione della mansione ed ai suoi standard identificare e concordare le aree da sviluppare istruire sulle tecniche concordate creare nel venditore un atteggiamento positivo nei confronti del lavoro, attraverso l’esempio, l’incoraggiamento e l’insegnamento. assistere nell’autoformazione permanente determinare le necessità di formazione che non possono essere soddisfatte sul campo ed i modi per soddisfarle valutare i miglioramenti della performance e gli effetti della formazione I 6 PASSI DEL COACHING PRIMA DELLA VISITA 1. L’ANALISI A quando risale l’ultima visita? Quali prodotti sono stati trattati? Quali obiezioni sono state sollevate? Quali prodotti sono stati venduti? Quali no? Quali informazioni sono state raccolte? I 6 PASSI DEL COACHING PRIMA DELLA VISITA 2. PIANIFICAZIONE E PREPARAZIONE DELLA VISITA Quali sono gli obiettivi della visita? Quali sono i bisogni del cliente? Quali prodotti devono essere trattati e in quale ordine? Quale apertura è consigliabile? Quali ausili alle vendite conviene utilizzare? Quali vantaggi ricordare ed in quale ordine? Quali fatti esporre per dimostrare i vantaggi? Quali domande fare per capire se il cliente è disposto ad acquistare? Quali saranno le probabili obiezioni e come rispondere? Quale sarà la chiusura? Provare tutte le parti della visita (simulazione di ruolo) I 6 PASSI DEL COACHING PRIMA DELLA VISITA 3. CONCORDARE I RISPETTIVI RUOLI DEL VENDITORE E DEL RESPONSABILE Dimostrazione (Venditore) Osservazione (Dirigente) Vendita (Venditore) Il responsabile interviene solo se necessario o se richiesto esplicitamente I 6 PASSI DEL COACHING DURANTE LA VISITA 4. OSSERVARE ED ASCOLTARE Evitare di essere tirato in ballo dal cliente Guardare il venditore, non il cliente (restare un po’ in disparte) Evitare ogni intervento non preventivato Valutare l’utilità di variazioni del piano concordato: quali ragioni le consigliano? Quali effetti avranno sul risultato? La situazione commerciale è quella prevista? Quali punti deboli sono risultati nella presentazione del venditore? Quali progressi ha fatto rispetto all’ultima visita? In che cosa si è dimostrato particolarmente capace? I 6 PASSI DEL COACHING DOPO LA VISITA 5. ANALISI DELLA PERFORMANCE Seguite questo ordine: Lodare in dettaglio tutto quanto ha fatto bene Fare domande intese ad ottenere un’autocritica (vedi lista di controllo) Aiutare a riconoscere le necessità di formazione Ottenere l’assenso su queste necessità Dimostrare praticamente come migliorare Concordare il “follow-up”/auto-apprendimento Incoraggiare I 6 PASSI DEL COACHING DOPO LA VISITA 6. CONCLUSIONE Fissare obiettivi di formazione per la visita successiva e concordare i tempi della revisione Completare con il venditore la lista di controllo della C.S.A. (Conoscenze, Skills, Atteggiamenti) da sviluppare LISTA DI CONTROLLO DELL’ANALISI DELLA PERFORMANCE I 5 LIVELLI DELLE INFORMAZIONI LIVELLO 1 INFORMAZIONI SULLA SITUAZIONE LIVELLO 2 INFORMAZIONI SUI PROBLEMI LIVELLO 3 INFORMAZIONI SUGLI EFFETTI/IMPLICAZIONI LIVELLO 4 INFORMAZIONI SULLA NECESSITA' DI FORMAZIONE LIVELLO 5 INFORMAZIONI SULLE SOLUZIONI DI FORMAZIONE Concordate verbalmente e registrate nel “Piano di Formazione dei Venditori” ESEMPI • Come pensi sia andata? • Qual'era la vera preoccupazione del cliente? • Per quali ragioni? • Che cosa pensa il cliente? • Perché ha detto quello che ha detto? • Che cosa avremmo dovuto chiedere al cliente? • Perché sarebbe stato utile? • In che modo può esserci utile in altre visite? • Che cosa potremmo fare? • Ti sentiresti più sicuro se…..? • Potremmo fare questo…. • Non pensi che sarebbe utile se…. Riassumendo……………. Organizzare l’Ufficio Commerciale • definire chiaramente responsabilità ed autonomie del personale • definire e comunicare chiaramente al cliente i referenti (interni e sul campo) e i rispettivi limiti di autonomia • definire una efficace procedura di emissione e archiviazione delle offerte • definire un’efficace procedura di gestione degli ordini, specie per il riscontro con le condizioni di offerta concordate • informare sempre preventivamente il cliente di eventuali problemi Pianificare l’attività dell’Ufficio Commerciale • definire e comunicare chiaramente alla forza vendita gli obiettivi commerciali, indicando le risorse che l’azienda mette a disposizione per il loro raggiungimento (nuovi prodotti, promozioni, pubblicità, fiere etc) • definire e comunicare i tempi delle iniziativechiave: lancio nuovi prodotti, promozioni, campagne di comunicazione • elaborare il budget commerciale, distinto per canale • pianificare i momenti di verifica dei risultati durante l’anno • definire incentivi significativi e concretamente ottenibili Intelligence del mercato riviste di settore banche dati e consulenti concorrenti (es. associazioni) fornitori e clienti Market Intelligence fiere rilevazioni sui punti vendita voci raccolte dagli agenti altre imprese fornitrici del cliente