Nuove regole per
un nuovo Circolo Pd
Giugno 2012
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Crisi dei partiti
Il sistema dei partiti e, quindi,della rappresentanza politica è in crisi. I
risultati delle recenti elezioni amministrative hanno comprovato il
distacco della società civile dai partiti, causato anche dal disagio sociale
avvertito nel paese. Questa condizione impone una riflessione
approfondita per individuare un percorso che permetta di recuperare il
rapporto di fiducia con i cittadini. L’impegno deve considerare i problemi
reali delle persone che vanno compresi, condivisi ed affrontati
attraverso la costruzione di una prospettiva strategica nuova. Occorre
valutare il modello organizzativo del partito per realizzare i contenuti
dell’art. 49 che assegna ai cittadini il “diritto di associarsi liberamente
in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la
politica nazionale”.
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Modelli organizzativi dei partiti
Il modello organizzativo dei partiti viene affrontato in un articolo,
pubblicato su Il Sole 24 Ore del 3 giugno 2012, da Sergio Fabbrini.
L’autore sottolinea che i due modelli di partito realizzati negli ultimi
vent’anni non hanno funzionato: - Partito come organizzazione
sociale; Partito come organizzazione personale. Secondo Fabbrini il
primo modello ha dato vita a organizzazioni a difesa di interessi
specifici (sindacali, nel caso del Pd, e territoriali, nel caso della Lega
Nord) a causa di una società frammentata e corporativa degli interessi
ed il secondo modello per nulla innovativo, ideato per primo da
Berlusconi ed utilizzato poi da altri partiti, ha trasformato i partiti in
portavoce di una accozzaglia di lobbies, di ordini professionali e di
associazioni varie.
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Partiti e Partecipazione democratica
La distinzione di Sergio Fabbrini, utile per capire alcuni aspetti della
crisi dei partiti, non tratta la partecipazione politica ed accomuna nel
medesimo modello il Pd e la Lega, ignorando che la Lega può essere
associata al modello di partito come organizzazione personale.
La difesa dei più deboli da parte del Pd non può essere associata ad
una forma di partito che esprime interessi specifici in quanto la tutela
delle persone che presentano problemi di sopravvivenza rientra tra i
fini generali dello Stato.
I modelli dei partiti possono essere valutati rapportandoli alla
partecipazione democratica.
Per capire ulteriormente i partiti e la presenza che esprimono nel
territorio si richiamano due modelli organizzativi fra di loro
contrapposti rispetto alla partecipazione dei cittadini, dai quali si
possono desumere degli utili elementi:
 Organizzazione ragno;
 Organizzazione stella marina.
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Organizzazione ragno
L’organizzazione ragno possiede
una testa centrale che impartisce
ordini con la pretesa che vengano
eseguiti dalle parti periferiche del
corpo. In tale modello prevale la
gerarchia e la leadership autoritaria
ed è assente il coinvolgimento e la
partecipazione delle persone al
processo decisionale. Le persone
non coinvolte, destinatarie delle
decisioni, reagiscono in modo
negativo
e
quelle
presenti
esprimono una scarsa passione,
appartenenza ed impegno.
Questo modello non considera la
partecipazione democratica.
La forma partito è caratterizzata da
una struttura piramidale.
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Organizzazione stella marina
L’organizzazione stella marina è
caratterizzata dall’assenza di una
testa centrale, rappresentata da unità
operative indipendenti e flessibili, e
dalla leadership che viene esercitata
da tutti i membri della comunità.
Tale modello non è facile da attuare
in
modo
completo
nelle
organizzazioni complesse e nei partiti
che hanno bisogno di identificarsi in
una leadership autorevole, capace ed
in grado di esprimere una visione
condivisa.
Al
contrario
le
caratteristiche della stella marina
possono
essere
adottate
per
valorizzare
le
persone
e
la
partecipazione di massa alla vita
democratica. Il modello organizzativo
è quello della piramide rovesciata.
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Proprietà del ragno e della stella marina
Il ragno è un animale formato da
una testa, dagli occhi e dalle zampe
che fuoriescono da un corpo
centrale. Il ragno se perde la testa
muore.
Il
ragno
rappresenta
una
struttura
centralizzata
e
gerarchica. La testa del ragno
invia comandi alle zone periferiche
del corpo che non partecipano al
processo decisionale.
Il ragno raffigura il partito di
Berlusconi: leadership autoritaria,
assenza di democrazia ed unità di
comando in contrasto con l’art. 49
della Costituzione. Il Pdl, partito
personale, è andato in frantumi non
a caso da quando Berlusconi non
detiene più il potere. Il Pdl sembra
più ad una impresa tayloristica
anziché ad un partito democratico.
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La stella marina non ha una testa ed
un cervello e il suo corpo centrale non
ha funzioni di governo. I pescatori per
eliminarle una volta pescate
le
tagliavano a metà e le ributtavano in
mare invano perché le stelle marine si
autoreplicano da una parte del corpo
e diventano il doppio. Le decisioni
della stella marina provengono dai
membri del corpo che cooperano.
Il Pd ha le caratteristiche della
stella marina: democrazia diffusa e
struttura decentralizzata.
IL Pd deve replicare la stella marina
attraverso la conservazione delle
cose buone fatte, il miglioramento
continuo e la valorizzazione delle
comunità e strutture locali.
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Pierluigi Bersani e Salvatore Corona
In una intervista recente, pubblicata su
l’Unità il 28 maggio, Pierluigi Bersani parla
di un Pd aperto alla società civile, ai
movimenti ed alle associazioni. La
dichiarazione di Bersani che condivido
pienamente esprime la strategia del Pd da
perseguire a livello centrale e periferico.
In un articolo, pubblicato su l’Unità il 17 giugno,
Salvatore Corona scrive “Dobbiamo sentire su
di noi la responsabilità di riaffermare il
ruolo e la funzione dei partiti. Questo
obiettivo lo possiamo raggiungere solo se
saremo capaci di mettere al centro il tema della
partecipazione consapevole degli iscritti e
degli elettori alla formazione delle decisioni. In
questo senso acquista un valore decisivo la
funzione dei circoli, che devono essere
l'elemento centrale della vita del partito”.
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Circoli Pd e territorio
Il circolo Pd è:
 l’unità territoriale di base che svolge attività politica;
 una struttura decentrata con pochi livelli gerarchici;
 un organismo territoriale che a sua volta si decentra rispetto agli
elettori ed agli iscritti al fine di ascoltare le opinioni e le riflessioni,
di capire il disagio sociale e trovare insieme le soluzioni possibili.
La scarsa mobilitazione e partecipazione alla vita del circolo è la
conseguenza della bassa fiducia che i cittadini ripongono nei partiti
e del tipo di organizzazione che il circolo si è dato.
I circoli sono titolari di un ruolo strategico rilevante:
 rappresentano il primo anello della catena di partecipazione alla
vita politica nella quale si organizza la partecipazione responsabile
e consapevole degli iscritti e degli elettori;
 svolgono le funzioni contenute nell’art. 49 della Costituzione;
 sono contro la trasformazione dei partiti in strutture gerarchiche
autoritarie ed in comitati elettorali che gravitano intorno ai notabili
di turno (rischio attuale).
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Prospettive dei Circoli
Occorre ripensare i circoli Pd, stabilire:
 nuove regole e nuovi strumenti per avviare un grande cambiamento che
coinvolga i cittadini;
 valutazione dei problemi sociali dell’area di competenza;
 predisposizione di proposte efficaci per la loro soluzione.
Per avviare il processo di cambiamento dal basso e dal territorio occorre
ridisegnare i fattori essenziali del modello di organizzazione del Circolo:
 adattamento continuo all’incessante cambiamento del pianeta e della
società;
 leadership cooperativa;
 organizzazione snella e veloce;
 strategia con obiettivi chiari e tempi certi;
 metodo di lavoro che si fonda sulle comunità;
 l’uso delle energie e delle risorse in direzione del cambiamento e non
della difesa dello status quo.
Il modello stella marina può essere realizzato nei circoli Pd attraverso la
costituzione di comunità di passione o di entusiasmo focalizzate su un
argomento specifico scelto dai membri.
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I fattori del cambiamento
Unità
Trasparenza
Lavorare con
gli altri e per
gli altri
Circoli Partito
Democratico
Comunità
Sistema
aperto
Lavorare con gli altri e per gli altri si consegue attraverso i seguenti obiettivi: Unità
nel realizzare la strategia, Trasparenza dei comportamenti, Visione comunitaria,
Sistema aperto alle collaborazioni degli iscritti e degli elettori.
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Unità
La prima condizione da realizzare è l’unità all’interno del circolo
per utilizzare al meglio tutte le risorse e le capacità disponibili della
struttura. A tal fine occorre cambiare le regole del Congresso
Provinciale e Comunale che prevedono una partecipazione diretta
dei circoli con proprie liste che si ispirano a determinate componenti.
Bersani ha voluto coinvolgere direttamente i circoli alla vita del
Partito. La finalità della proposta è nobile ma crea dei problemi in
quanto la competizione non dilazionabile nel momento congressuale
si trasforma dopo in divisione stabile tra i quadri. Pertanto, è
necessario cambiare le regole: prevedere la presentazione di liste
provinciali o comunali nei rispettivi Congressi territoriali. Tale
regola attenua le disgregazioni che accompagnano la vita del circolo
ed assegna agli iscritti piena libertà di scelta.
Viene spontanea la domanda: Unità su che cosa e per quali finalità?
Ritengo che l’unità possa e debba realizzarsi sui valori (solidarietà,
uguaglianza, democrazia, visione) e obiettivi condivisi che stanno
alla base del processo fondativo del Pd. Le finalità da perseguire
sono rappresentate dalla visione di una società giusta ed equa.
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Trasparenza
Si ritiene necessario ispirare i comportamenti ed i rapporti alla
cultura della trasparenza, della sincerità e della franchezza.
Le bugie e l’opacità non consolidano l’appartenenza al Pd e
creano una falsa rappresentazione della realtà che inficia il
processo decisionale ed allontana le persone nel momento in cui
scoprono di essere stati oggetto di bugie strumentali.
La sincerità è un fattore non sostituibile per realizzare proficui
rapporti di stima e di fiducia ed una visione comunitaria che
stanno alla base dell’unità del circolo nel perseguire gli obiettivi
programmati.
Si ricorda che la politica della falsità causa
corruzione,
inefficienza, speculazioni, aumento dei costi reali per le attività
economiche e cattiva politica.
Le organizzazioni che barano fanno la fine di Enron, di Parmalat
e di Lehman Brothers e causano disastri per le persone e per
l’economia.
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Comunità
La comunità del circolo, che valorizzi le persone ed affronti i problemi reali, viene
realizzata tramite l’unità del circolo e la condivisione dei valori.
Per articolare il Circolo in comunità di passione occorre pazienza, impegno,
conoscenza delle persone e dei temi di loro gradimento. Pertanto, si rende
necessario effettuare nel territorio di competenza inchieste, interviste,
questionari e relazioni personalizzate a campione nei borghi, analizzare e
valutare i risultati di tali interventi ed invitare le persone più disponibili a
collaborare nelle comunità. Si potrebbe adottare la banca del tempo per
conoscere la disponibilità delle persone a lavorare nelle comunità. Inoltre, i
problemi esposti dalle famiglie potrebbero trovare soluzione nel circolo
(sostegno scolastico, consumi, virus nel PC, biblioteca virtuale, tempo libero ed
altro). In sintesi occorre co-creare valore per le comunità locali.
Le comunità si caratterizzano per i seguenti elementi:
 sono costituite secondo le proposte delle persone;
 le persone scelgono spontaneamente la comunità alla quale aderire;
 il portavoce della comunità è eletto dai membri;
 gli obiettivi sono stabiliti dalla comunità;
 la comunità è dotata di autonomia nel perseguire gli obiettivi prestabiliti;
 la solidarietà è il valore che contraddistingue le comunità;
 gli organi del circolo mantengono con le comunità rapporti di collaborazione.
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Sistema aperto
L’obiettivo è quello di realizzare un sistema aperto agli elettori ed
agli scritti al partito ed una struttura da top-down a bottom-up che
favorisce le decisioni prese alla periferia (comunità) del sistema
(circolo) per affrontare i problemi più complessi alla presenza di pochi
elementi di controllo dall’alto.
Occorre realizzare progetti di bottom-up utilizzando:
 le conoscenze e le competenze delle persone;
 le relazioni;
 la creatività (vedi video del Circolo di Pontecagnano);
 la capacità di pensare oltre l’equilibrio raggiunto perché ogni cosa
ed ogni processo sono migliorabili;
 le nuove tecnologie, le quali vanno utilizzate per creare una
partecipazione virtuale ed orizzontale dal basso e non per
comunicazioni unidirezionali dall’alto (es. groups.google, blog del
circolo).
Le comunità di passione possono contribuire nella fase di proposta e
di realizzazione dei progetti.
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Rischi dei Circoli
Occorre eliminare i limiti che si frappongono ad una gestione libera,
democratica ed efficace del circolo (vedi intervento di Maria Rosaria
Calvio). Di seguito i principali limiti:
 La ricerca costante di consensi all’interno del Partito sottovaluta
l’importanza di recuperare consensi all’esterno nella società civile e
genera conflitti e divisioni non facilmente componibili;
 L’obiettivo di lavorare per la propria sopravvivenza ed ascesa politica
pone in secondo piano il processo di formazione ed attuazione della
strategia del circolo, l’adattamento continuo ai cambiamenti che
avvengono nella società e la possibilità di lavorare con gli altri e per gli
altri;
 Il controllo e l’interferenza delle correnti nella vita del circolo è un
ulteriore motivo di divisione che blocca la crescita e l’adesione libera e
responsabile delle persone al Pd.
 Le sole attività del tesseramento e della propaganda centralizzata,
anche se realizzate bene, non sono sufficienti a costruire un modello di
circolo aperto alla società e partecipato;
 Gli incarichi tradizionali dell’esecutivo che non creano valore e
rispondono ad esigenze di equilibrio interno vanno eliminati e sostituiti con
responsabilità nuove che rispondono alle necessità della società civile.
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Dall’Assemblea dei coordinatori dei circoli
Pierluigi Bersani: “Il partito deve essere un’infrastruttura della
democrazia in ogni luogo. Dobbiamo essere aperti, inclusivi e
amichevoli. Sapere tirar dentro e dare la mano. La politica deve sentirsi
assolutamente comunità, quel bisogno implicito che esiste sotto la pelle
del paese e nella vita reale dei territori. Noi dobbiamo essere
amichevoli con tutti coloro che producono coesione”.
Maria Rosaria Calvio, sindaco di Orta Nova: “Voglio che il Partito, il
nostro Partito, esprima una politica in cui le persone non siano numeri.
Ma una politica che abbia un tratto fortemente umanistico che sia
capace di disegnare un futuro con una visione. Convinta che la politica
non è solo comunicazione ma pensiero e struttura di pensiero ….
ascoltando le realtà locali. Basta con la guerra tra bande che
infiacchiscono la buona azione locale. La gente non capisce la guerra
per bande e si danneggiano gli amministratori locali che spesso non ne
fanno parte”.
Alessandro De Nicola, segretario circolo di Camerata Picena: “Il
Partito Democratico è un partito vero senza padroni e non ne vogliamo
avere mai”.
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La speranza è quella di creare con il nostro impegno
tante stelle marine nei circoli al servizio dei cittadini e
delle comunità locali, rafforzando il rapporto tra il
Partito Democratico ed il paese reale.
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